La Protezione Civile
d’Abruzzo informa
Conoscere il volontariato abruzzese
Periodico trimestrale di informazione per gli enti e le associazioni di volontariato
Anno 5 - n. 1
Poste Italiane S.p.A. Sped. Abb. Postale - 70% aut. n. 59/2008 - Autorizzazione del Tribunale di Vasto n.119 del 12/12/2007
Sommario
Carissimi lettori, nonostante i pronostici catastrofistici dei
Maya, noi siamo ancora qua e vogliamo iniziare questa nuova
stagione editoriale innanzitutto augurandovi un buon 2013.
Le feste sono passate quindi potrete dedicarvi con calma e
spendere un po’ del vostro tempo a sfogliare la nostra piccola ma importante rivista. Il nostro primo numero ripercorre
un po’ tutte le tappe raggiunte in questo 2012 e le numerose
manifestazioni che hanno interessato l’ultima parte dell’anno
appena concluso, oltre all’ultima parte del prontuario di primo
soccorso.
Vorremmo che in questo 2013 foste sempre più numerosi e
che usaste la nostra rivista per esprimere le vostre opinioni e
far conoscere queste piccole realtà che nel loro piccolo fanno
tanto!
Se vi siete persi la seconda edizione del valtrigno Day troverete in queste pagine molte foto di questa emozionante giornata
che ha unito il mondo delle associazioni con la cittadinanza.
Vi auguriamo come sempre una buona lettura e vi ricordiamo che nell’ottica di una maggiore collaborazione tra tutte
le associazioni di volontariato noi della redazione aspettiamo
vostre news e vostri articoli da pubblicare che potrete inviarci
all’indirizzo mail [email protected].
Siamo qui per dare spazio a tutti voi !
La rivista viene distribuita gratuitamente in tutti i Comuni della Regione Abruzzo e Molise, a tutti i relativi enti provinciali e
regionali, a numerose associazioni di volontariato, nonché al
dipartimento di protezione civile nazionale. Copie della rivista
possono essere gratuitamente richieste presso le sedi valtrigno del proprio comune o presso la sede centrale di San Salvo.
La Protezione Civile d’Abruzzo informa
3/ Articolo redazione
4/ Festa San Pio da Pietrelcina
5/ Valtrigno Day II edizione
7/ Sicurezza nelle scuole
8/ Pensi riciclato?
9/ Prontuario soccorso
13/ Psicologia dell’emergenza
14/ Il caso è chiuso
16 / Esercitazioni in alta quota
17/ Nuovi gruppi
19/ Le nostre attività
Periodico trimestrale di informazione
per gli enti e le associazioni di volontariato
Anno 5 - n. 1
Direzione Generale
Redazione e Amministrazione
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Direttore Responsabile
Saverio Di Fiore
Redazione
Federica Mottini
Vincenzo Pelliccia
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L‘editore declina ogni responsabilità per le opinioni espresse dagli articolisi nei testi pubblicati. Gli articoli possono subire variazioni per esigenze
redazionali senza alcun preavviso. Articoli e foto, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Chi non desidera ricevere la pubblicazione può
comunicarlo, in forma scritta o per e-mail, agli indirizzi della redazione.
Dalla redazione
Cosa ci aspettiamo dal 2013?
S
e ragioniamo con i numeri
alla mano il futuro non appare così roseo per il mondo del volontariato: le risorse
a disposizione sia umane ma
soprattutto economiche sono
sempre meno.
Gli incentivi nazionali, regionali
e locali a disposizione delle associazioni si stanno esaurendo
(forse troppo è stato sperperato in passato, troppi hanno
mangiato nello stesso piatto ed
ora non c’è né più per nessuno,
nemmeno per chi merita e ne
ha bisogno).
L’intenso proliferare di associazioni nate solo per usufruire
di particolari sgravi e incentivi
fiscali ha creato un notevole
danno non solo alle associazioni che non riescono più ad autofinanziarsi, ma soprattutto alla
collettività che sta perdendo
una risorsa fondamentale quale
il lavoro incessante dei volontari nell’affrontare le emergenze e
tutelare i nostri territori.
Questa associazione cercherà
di resistere alla crisi e porterà
avanti il proprio lavoro come
ha sempre fatto in tutti questi
anni; un’associazione nata dalla
volontà di un gruppo di persone
che avevano un obiettivo che è
stato raggiunto con grandi soddisfazioni ma che adesso non
può perdersi e deve continuare
ad essere l’obiettivo per le nuove generazioni.
Ecco, forse questa sarà la nuova sfida per il 2013: avvicinare i
giovani al mondo del volontariato per far si che ci sia una con-
tinuità e che tutto il lavoro fatto
non vada sprecato; molti sono i
giovani presenti nella nostra associazione, ma spesso i giovani
sono influenzati dalle mode del
momento o comunque, se non
vengono correttamente motivati, non riescono ad essere
costanti nel tempo ed è questo
che dobbiamo insegnare loro.
In queste poche righe vogliamo
riassumere tutto il lavoro svolto
nel 2012 dai volontari dell’associazione Valtrigno che hanno
sacrificato gran parte del loro
tempo a servizio del territorio
e della collettività; molteplici
sono stati gli interventi effettuati ad iniziare dall’emergenza neve nel mese di Febbraio,
il sisma che ha colpito L’Emilia
Romagna a Maggio, l’emergen-
za incendi della lunga stagione estiva e le
emergenze sanitarie in 118… insomma un
anno movimentato !
Nelle due settimane di emergenza neve
sono stati percorsi circa 8000 Km per prestare soccorso e aiuti alle popolazioni in difficoltà per i disagi creati specialmente nelle
frazioni isolate dei piccoli paesi e per trasportare medici e infermieri dalle loro abitazioni presso gli ospedali, 54000 i Km percorsi durante il periodo estivo per l’emergenza
incendi e l’impiego di circa 3000 volontari in
4 mesi; per l’emergenza sisma in Emilia Romagna sono stati percorsi 25000 Km per trasportare i volontari a Cavezzo per prestare
assistenza nel campo Abruzzo; 180000 i Km
percorsi con le ambulanze di cui 16000 per
servizi di 118 con 500 interventi svolti per il
solo ospedale di Vasto.
Questi pochi numeri per far capire, in estrema sintesi, la passione e l’impegno dei volontari.
3
Eventi
Festa San Pio da Pietrelcina:
seconda edizione Giornata del Volontario!
di Federica Mottini
A
nche quest’anno in occasione della
festività di San Pio da Pietralcina, protettore dei Volontari della Protezione
Civile, si è svolta la seconda edizione della giornata del volontario organizzata dalla
Provincia di Chieti. Il ricco programma della
manifestazione è iniziato prestissimo nel Comune di Rocca San Giovanni dove i volontari
accorsi da tutta la Provincia di Chieti, si sono
ritrovati in piazza tutti entusiasti di accogliere l’ospite d’onore della giornata: Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione civile, giunto da Roma appositamente per
partecipare a questa giornata.
Oltre a lui sono arrivati dirigenti e responsabili regionali, provinciali e Comunali; erano presenti l’Assessore Giuliante della Protezione
Civile Regione Abruzzo, i consiglieri regionali
Nasuti e Menna, l’Assessore della Provincia di
Chieti Di Prinzio, il presidente della Provincia
di Chieti Di Giuseppantonio, i sindaci dei Comuni di San Salvo, Atessa, Celenza sul Trigno,
Rocca San Giovanni, Lanciano, Frisa, Franca-
4
villa, Fossacesia, Perano, Carunchio; tra le altre autorità presenti
il Prefetto di Chieti, il Questore di
Chieti, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante
del corpo forestale di Chieti, Comandante capitaneria di porto
di Ortona, il Comandante della
Finanza di Chieti e il Comandante della Polizia di Stato.
Dopo i saluti delle autorità, la
giornata è proseguita all’insegna
di vari momenti di incontro e discussione sul ruolo, i compiti e
su quale sarà il futuro della protezione civile; a seguire l’inaugurazione della nuova sede della
protezione civile Valtrigno, gruppo di Rocca San Giovanni e poi
in Piazza si è svolta una esercitazione di squadre cinofile di soccorso della polizia e dell’Associazione Valtrigno. A conclusione di
questa mattinata di lavori, tutti si
sono radunati per il Pranzo dove
la cucina mobile della Valtrigno,
appena tornata da Cavezzo, e gli
uomini della Valtrigno dalla mattina hanno lavorato per rifocillare tutti i partecipanti che hanno
molto gradito il pasto !
La giornata nel pomeriggio è
proseguita con la sfilata delle
associazioni che hanno marciato
con i propri gonfaloni dei comuni di appartenenza per le strade
del paese a suon di musica della banda che ha eseguito l’ Inno
nazionale. Dopo questo solenne
momento, ecco le autorità schierate sul palco a ringraziare e lodare l’opera incessante dei volontari con l’augurio di rinnovare
questa celebrazione anche nel
2013 e consegnando le targhe
ricordo da parte della Provincia
di Chieti. Dopo la benedizione, si
è celebrata la Santa Messa e, a
seguire la processione con le autorità, i volontari, e la popolazione accorsa numerosa per questo
evento.
A fine giornata l’Assessore provinciale Di Prinzio ha ringraziato
i volontari con queste parole”
Una giornata lunga ma entusiasmante, con il giusto riconoscimento che vi ha attribuito il
Capo del dipartimento Gabrielli,
un bella esperienza che non dimenticherò. Grazie di Cuore e
con il Cuore.”
Cosa aggiungere, una giornata
emozionante che ogni volontario ricorderà per tutta la vita!
Eventi
Seconda Edizione
di Valentina Ferrante
A
nche quest’anno si è svolto l’appuntamento con
il Valtrigno Day con la
manifestazione “Un giorno da
Volontariato”organizzata con il
contributo del CSV di Chieti e con
il patrocinio del Comune di San
Salvo che insieme ai Comuni di
Castelguidone, Celenza Sul Trigno,
Torrebruna, Casoli, Rocca san Giovanni, Chieti, Dogliola, Fresagrandinaria, Castiglione Messer Marino, Monteodorisio, San Giovanni
Lipioni, Mafalda e Trivento costituiscono una famiglia di Volontari
che hanno aderito a questo ambizioso progetto che La Valtrigno
porta avanti ormai da ben 16 anni.
I volontari dopo essersi riuniti hanno sfilato per le strade del Paese,
illuminandolo con il bagliore delle
proprie divise e dei lampeggianti
dei mezzi,con i gonfaloni di appartenenza dei propri comuni seguiti
dalle autorità intervenute. Ad attenderli in piazza il sindaco del Comune di San Salvo, a fare gli onori
di casa per i saluti di rito insieme
ai rappresentanti delle altre amministrazioni e ad una delegazione
da Cavezzo intervenuta per l’occasione. La manifestazione è iniziata
con la benedizione delle nuove
ambulanze acquistate dalla Valtrigno che da anni sono in servizio sul
territorio Abruzzese e non solo, e
della cucina mobile che si è resa
protagonista durante l’emergenza
sisma in Emilia Romagna; a seguire
un momento molto toccante con la
consegna del defibrillatore donato dalla famiglia
di Michele Mastrippolito, operaio della Pilkington scomparso in un tragico incidente lo scorso
16 Luglio che ha gettato nello sconforto l’intera cittadina di San Salvo. A consegnare il defibrillatore è stata proprio la moglie del defunto
“Mike” come lo chiamava affettuosamente chi
lo conosceva che ha voluto fare questo nobile
gesto che servirà a salvare tante vite umane.
In seguito alla consegna è stata organizzata
un’esercitazione pratica per mostrare ai cittadini come si utilizza il defibrillatore in caso di un
arresto cardiaco; alcuni volontari esperti hanno
eseguito delle manovre su manichino che, se
svolte correttamente, permettono di salvare la
vita umana ed è questo un progetto che la Valtrigno sta portando avanti per cercare di divulgare e diffondere in modo capillare i defibrilla-
5
tori sul territorio e nello stesso tempo informare
e soprattutto formare personale medico e non
sul corretto uso del defibrillatore. La giornata è
proseguita all’insegna dei ringraziamenti verso
tutti i volontari che quotidianamente mettono a
disposizione il proprio tempo a servizio del territorio e della cittadinanza ed in particolare un
ringraziamento è stato rivolto dal responsabile
della protezione civile del Comune di Cavezzo,
Filippo Viaggi che, con affetto e commozione, ha
voluto ricordare i tragici momenti vissuti dai cittadini di Cavezzo che sono stati confortati e assistiti da molti volontari abruzzesi ed in Particolare
dalla Valtrigno che è stata presente per 4 mesi
nel Campo Abruzzo stringendo un forte legame
con i cittadini del Comune di Cavezzo.
Infine le parole del Presidente dell’associazione
Saverio Di Fiore che da anni crede fermamente nel lavoro incessante dei volontari di cui va
estremamente fiero.
Per concludere in bellezza la serata, tutti i presenti si sono riuniti per cenare all’interno della
tensostruttura dove è stato servito un ottimo
piatto della tradizione abruzzese che tutti hanno
gradito.
Davvero una bella manifestazione che in pieno
fa comprendere le radici e i valori su cui si fonda il volontariato, quello vero che non teme le
maldicenze dei tanti che infangano il buon nome
delle associazioni.
(Fonti tratte da quotidiani vari)
6
Eventi
Prove di evacuazione nelle scuole
di Nicolas Cardinale
S
i è svolta martedì 13 novembre un’esercitazione presso
le scuole dell’Istituto Comprensivo di Monteodorisio. La
simulazione ha interessato tutti i
bambini della scuola dell’infanzia
e i ragazzi della scuola primaria e
secondaria di primo grado. Sotto
la supervisione del Dirigente Scolastico, la dott.ssa Letizia Daniele
e degli ingegneri della sicurezza,
i ragazzi hanno evacuato le classi
e simulato una situazione di pericolo. Successivamente, venivano
soccorsi dai volontari della VALTRIGNO che immobilizzavano un
“traumatizzato” e lo portavano su
un’ambulanza.
La Prova Evacuazione, ricordiamo,
ha l’obiettivo di simulare una situazione di emergenza, durante la
quale viene effettuata l’evacuazione dell’edificio percorrendo le vie
di fuga. Lo scopo è la familiarizzazione con un’eventuale situazione
di emergenza. Queste prove, che
verranno ripetute durante l’anno
scolastico ricorda la responsabile
del gruppo di Monteodorisio Di
Martino, non devono essere fatte
per soddisfare solo esigenze di legge, ma anche per instaurare una
cultura mirata alla sicurezza nella
vita quotidiana.
La collaborazione che è stata data
dall’équipe della Protezione Civile
di Monteodorisio “Valtrigno”, per
la simulazione delle prove di evacuazione dagli edifici scolastici,
effettuata il 13-11 u.s., è stata connotata da attenta professionalità e
perizia.
Ciò che, però, mi ha colpita profondamente è stato “l’approccio
pedagogico” che le operatrici e gli
operatori hanno evidenziato. Al co-
spetto dei piccoli allievi della Scuola dell’infanzia, dei bambini della
scuola primaria, dei ragazzi della
scuola secondaria di primo grado,
hanno mostrato metodi adeguati,
tatto e “sapienza psicologica”. Gli
allievi e i docenti sono stati all’altezza della situazione: i tempi e i
modi per l’abbandono degli edifici
sono stati adeguati. Un episodio ha
caratterizzato l’avvenimento: una
bambina della scuola primaria si è
sottoposta volentieri alla simulazione delle cure, ma si è rifiutata
perentoriamente di utilizzare la lettiga; le è subentrato un altro bambino (Il Giamburrasca della scuola),
che, con sguardo fiero, ha accettato lettiga, lacci, collari...e si è fatto
un giro sull’ambulanza...con atteggiamento consono alla circostanza.
Tutti abbiamo cercato di comportarci bene, speriamo, però, che le
buone azioni si possano spendere
per occasioni gioiose.
L’intervento del Dirigente Scolastico
Letizia Daniele
7
L‘inchiesta
Pensi riciclato? Allora differenzia!
di Nicolas Cardinale
“
N
el nostro Comune siamo pronti per
fare un salto in avanti: miglioreremo il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti e di pulizia delle strade. Insieme, cittadini, Amministrazione Comunale
e il nuovo gestore SAPI srl, avvieremo il più
avanzato ed efficace sistema “porta a porta”
su tutto il territorio comunale. Ogni cittadino
è responsabile dei propri rifiuti. Circa il 75%
dei rifiuti prodotti quotidianamente può essere riciclato e rigenerato, con un notevole risparmio in termini ambientali ed economici”.
Con queste parole il Sindaco di Monteodorisio, Ernesto Sciascia e l’Assessore all’Ambien-
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te, Nicola Piccirilli, hanno sottolineato il passaggio al nuovo
gestore “SAPI Ecologia”, che si
occuperà del servizio di nettezza
urbana e dello smaltimento dei
rifiuti, nel Comune di Monteodorisio. La raccolta differenziata
è uno dei sistemi più efficaci per
fronteggiare l’emergenza rifiuti, in quanto permette di ridurre il volume di rifiuti da inviare
in discarica e di risparmiare, al
tempo stesso, materie prime ed
energia. Il sistema “porta a porta” è una tecnica di gestione dei
rifiuti che prevede il periodico ritiro presso il domicilio dell’utenza del rifiuto urbano prodotto
dalla stessa, consentendo di
raggiungere elevati valori di
raccolta differenziata. Vengono
generalmente ritirati i diversi
tipi di rifiuti (rifiuto umido organico destinato al compostaggio,
vetro-alluminio, carta-cartone,
plastica, secco non riciclabile) in
giorni e contenitori diversi.
La Valtrigno Monteodorisio è
stata protagonista in questa fase
di start up, scelta dal nuovo ge-
store, in quanto lo statuto prevede la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente.
Con il ruolo di “facilitatori territoriali” abbiamo contattato le
famiglie per la consegna del kit
della raccolta differenziata (contenitori, buste, calendario di raccolta, opuscolo per imparare a
differenziare), per chiarire dubbi e perplessità sulla riciclabilità dei materiali, per raccogliere
segnalazioni e fornire risposte su
problematiche legate al nuovo
servizio.
Per noi della Valtrigno è stato un
compito gradito far comprendere a tutti questo nuovo modo di
differenziare e raccogliere i rifiuti, considerato che i rifiuti costano e inquinano l’ambiente se
vengono abbandonati o conferiti
in modo errato.
Il cambiamento diventerà presto
una comoda abitudine di cui potremo essere fieri.
“Confidiamo nella collaborazione di tutti, per rendere migliore
la nostra Monteodorisio” conclude il Sindaco Sciascia.
Emergenze
Traumi post emergenze
E
ssendo questa una rivista
di protezione civile, spesso ci troviamo a parlare
di emergenze come terremoti,
alluvioni o incendi ma poco si
parla di quello che vivono le vittime di queste emergenze ed è
per questo che vi proponiamo
una sintesi di uno studio sulla
psicologia dell’emergenza.
Azione: il soccorritore inizia l’intervento di primo soccorso a
favore delle vittime. L’operatore
è attraversato da emozioni contrastanti: si passa da momenti di
euforia (quando si riesce efficacemente a prestare aiuto), fino
a sentimenti di delusione, colpa,
inadeguatezza (quando l’intervento non ha successo).
La psicologia dell’emergenza si
rivolge alle persone colpite da
una catastrofe, da un lutto, da
un trauma, ma anche ai soccorritori, cioè alle persone che
intervengono per prime e che,
assieme ai sopravissuti, sperimentano sentimenti di impotenza, angoscia, ansia, disperazione.
L’intervento di soccorso si articola in varie fasi:
Lasciarsi andare: è la fase che va
dalla fine del servizio al ritorno
alla routine in cui possono manifestarsi diversi stati d’animo
come la difficoltà nel distendersi,
nel rilassarsi,nell’addormentarsi,
la tristezza, la tensione, il riaffiorare di episodi e vissuti particolarmente forti sul piano emotivo, la rabbia.
I soccorritori normalmente sviluppano una tolleranza abbastanza elevata nei confronti di
queste situazioni, ma il rischio di
sviluppare una traumatizzazione
vicaria va tenuto nella necessaria considerazione. Esistono diversi fattori di rischio per lo sviluppo di una traumatizzazione:
Allarme: prende avvio dalla
comunicazione di un evento
critico grave, in cui bisogna intervenire. Questa fase si può
considerare come il primo impatto con l’evento traumatico,
ed è caratterizzata dallo stordimento iniziale e dall’ansia, dalla
irritabilità e dall’irrequietezza
che caratterizzano la maggior
parte degli operatori.
Mobilitazione: superato l’impatto iniziale gli operatori si preparano all’azione. In questa fase
sono presenti in tono minore la
maggior parte dei vissuti e delle reazioni della fase precedente, ai quali si associano, come
preziosi fattori di recupero
dell’equilibrio, il trascorrere del
tempo, il passaggio all’azione
finalizzata e coordinata e l’interazione.
•rischi oggettivi e soggettivi;
•rischi legati all’organizzazione
in cui si presta servizio;
•rischi per il soccorritore.
Esiste una vera e propria sindrome che può colpire i soccorritori, la “critical incident stress
syndrome” (CISS). È un rischio
reale per le persone che sono
spesso a contatto con incidenti, tragedie, morti e può causare problemi familiari, perdita di
lavoro oltre ad un’elevata sofferenza individuale e può portare
ad un disturbo post traumatico
da stress in quanto Il soggetto
rivive persistentemente l’evento
in uno, o più, dei seguenti modi:
1. ricordi o sogni spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento che comprendono immagini, pensieri, o percezioni.
2. agire o sentire come se l’evento traumatico
si stesse ripresentando (sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni,
episodi dissociativi di flashback).
3. disagio psicologico intenso all’esposizione
a fattori scatenanti interni o esterni che
simbolizzano o assomigliano a qualche
aspetto dell’evento traumatico;
4. reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto
dell’evento traumatico.
È bene che qualsiasi disturbo sia riconosciuto e sia trattato precocemente in quanto la
cronicizzazione implica una terapia e un miglioramento più lungo e difficile. Tecniche di
gestione dello stress da evento critico:
Prevenzione e cura: Alla luce dei fattori di rischio precedentemente accennati, si possono evidenziare le seguenti misure preventive
e terapeutiche al fine di minimizzare il rischio
dello stress post-traumatico negli operatori
dell’emergenza o per intervenire su una condizione patologica in atto.
Strategie generali:
- Selezione adeguata del personale.
- Ritmi di lavoro che consentano un adeguato
riposo.
- Riduzione al minimo delle tensioni comunicative e politiche all’interno dell’organizzazione che opera in emergenza.
Strategie rivolte a piccoli o a grandi gruppi:
Spiegazione agli operatori delle modalità di
manifestazioni più tipiche dello stress legato a lavori in contesto di emergenza al fine
di non trascurarle. Insegnamento di semplici
e rapide tecniche di rilassamento o di autoipnosi. Si tratta di specifici gruppi di discussione strutturati e coordinati da un esperto
nella gestione degli eventi critici che contribuiscono a ridurre l’impatto emotivo delle
esperienze con le quali ci si è confrontati.
13
Inchiesta
Il caso è chiuso?
di Federica Mottini
M
olte le accuse, tanti i testimoni ascoltati, finalmente i nodi sono giunti
al pettine… in poche parole il caso
“TERREMOTO ALL’AQUILA”è stato chiuso dopo
un estenuante processo contro la commissione
grandi rischi che va avanti da anni.
In queste poche righe vogliamo ripercorrere i
punti cruciali di questa vicenda che ha portato
alla luce alcune sconvolgenti verità o semplicemente ha dato conferma a ciò che molti hanno
sempre sostenuto fin dall’inizio, dopo la violenta
scossa che il 6 aprile 2009 ha lasciato una profonda ferita nella nostra regione che non è ancora
stata sanata. 7 sono state le persone, i componenti della commissione grandi rischi, condannate a sei anni di reclusione per aver compiuto
analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni
agli aquilani prima del 6 aprile 2009, causando la
morte di 309 persone; gli stessi che il 31 marzo
del 2009, cinque giorni prima del tragico terremoto, hanno dato vita alla riunione della Commissione che per la prima volta si svolse all’Aquila, da mesi interessata da uno sciame sismico.
La Commissione Grandi Rischi è stata accusata di
aver redatto una valutazione del rischio sismico
approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di
prevenzione e previsione del rischio sismico; ma
anche di aver fornito informazioni imprecise,
incomplete e contraddittorie sulla pericolosità
dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione; con le loro rassicurazioni
hanno indotto i cittadini a restare nelle proprie
case, e quelli che si sono fidati proprio in quelle
case hanno perso la vita. Ed ecco che si riaccende
un altro dibattito sul fatto di poter prevede i terremoti: è fuori discussione, secondo i ricercatori,
il fatto che prevedere un terremoto sia impossibile alla luce delle conoscenze scientifiche attuali.
Bisogna piuttosto riflettere sulle strategie di
comunicazione perché quello che è accaduto
all’Aquila è destinato a fare riflettere e porterà i
sismologi di tutto il mondo a chiedersi quale sia
la strategia migliore per comunicare il rischio.
È proprio questa comunicazione che all’Aquila
è mancata! Nel mirino finisce l’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso il quale, nel
corso di una conversazione telefonica intercettata
con l’ex assessore regionale alla protezione Civile
14
affermò che 100 scosse servono a
liberare energia e che non ci sarebbe mai stata la scossa devastante,
quella che invece poi c’è stata eccome! Lo stesso Bertolaso raccontò
che gli esperti lo avevano tranquillizzato e gli avevano spiegato che
il continuo sciame sismico era per
alcuni versi un aspetto positivo, dal
momento che tante piccole scosse
permettevano di liberare energia e
sarebbe stata quindi meno probabile una scossa di forte intensità.
Parlando dei giorni antecedenti il 6
aprile del 2009, l’esperto vulcanologo Stoppa ha sottolineato che «erano state prese misure, per esempio
la rete gps era stata incrementata,
segno concreto del fatto che scien-
ziati e tecnici si aspettavano un’evoluzione concreta del fenomeno.
C’erano parametri geofisici che
facevano pensare che lo sciame
stesse evolvendo; forse è anche
vero che i terremoti non si possono prevedere o che non esistono
equazioni matematiche per prevederne i rischi ma, lo sciame sismico che interessava L’Aquila da più
di un mese prima della tragedia,
quello è stato decisamente sottovalutato! Nella famosa riunione
della Commissione grandi rischi
svoltasi a L’Aquila il 31 marzo (appena 6 giorni prima del sisma devastante e subito dopo una scossa
di magnitudo 4), non si è discusso
minimamente sulle azioni da intra-
Inchiesta
prendere, nonostante l’altissima
pericolosità sismica dell’Abruzzo.
I sismologi hanno affermato che
«Lo scarico di energia è una leggenda metropolitana in quanto uno
sciame sismico non favorisce nè
inibisce la probabilità di un evento forte»; il presidente del Centro
nazionale terremoti (Cnt) dell’Ingv,
Giulio Selvaggi, in seguito anche
alle recenti vicende dell’Emilia Romagna ha affermato che in Emilia
non c’è stato un singolo terremoto
6.1, che ha un potere distruttivo
ben maggiore, ma due segmenti di faglia che hanno dato due
eventi distinti 5.8 e 5.9»; inoltre
Parlando delle previsioni, Selvaggi
ha dichiarato “Sono trent’anni che
cerchiamo di far capire alla gente
che non importa prevedere un terremoto sei giorni prima, ma che è
più importante costruire bene le
case” e forse è proprio questo su
cui dovremmo riflettere perché In
Italia bisogna costruire bene e fare
interventi di consolidamento delle
costruzioni edificate prima della
classificazione sismica della zona.
Il nostro è un paese che ha un elevato rischio sismico e solo tardivamente si sono classificate le zone
sismiche.
Quindi alla fine di questo lungo
processo cosa resta?
Un fiume di parole usate solo
per dare un volto al colpevole o
la consapevolezza che qualcosa
si può fare per limitare i danni dovuti a catastrofi del genere?
Forse per i tanti che hanno perso gli amici o i
familiari sotto le macerie è stata fatta giustizia oppure a chi ha perso un figlio non importa avere un colpevole da additare perché non
servirà a lenire il dolore della perdita.
Pochi giorni dopo la sentenza ecco che, come
una beffa del destino la terra a L’Aquila trema
di nuovo, il 30 ottobre Una scossa di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 2:52 in provincia dell’Aquila ad una profondità di 13 km per
fortuna senza fare danni!
Speriamo che questa volta le cose vengano
gestite con maggiore attenzione!
15
Esercitazioni
Amore per il Mare
di Pierluigi Ortolano
A
quattro anni dalla costituzione del
gruppo dei sommozzatori della protezione civile Valtrigno, prosegue con
passione e senso di responsabilità il lavoro
di addestramento dei volontari, che non si
lasciano di certo intimidire dal freddo inverno per continuare a crescere e fare gruppo,
condizione imprescindibile per garantire un
servizio impeccabile e allo stesso tempo per
la propria sicurezza.
Dopo le attività estive, svolte come sempre
in collaborazione con la Guardia Costiera,
l’obiettivo si è spostato in alta quota eseguendo l’ultima immersione del 2012 nel
lago di San Domenico a Villalago (Aq) dove
sono state testate, per essere sempre efficienti, le attrezzature in dotazione, poichè
le condizioni in acqua dolce e in montagna
cambiano visibilmente per chi si immerge
rispetto al livello del mare. A ricordo della
giornata un piccolo video girato da un volontario, Rino Iubatti, testimonia la presenza sui
fondali di un antico ponte Romano sui fondali che troverete sul sito dell’associazione.
L’anno nuovo invece si è aperto all’insegna
di una richiesta di collaborazione di un neonato gruppo di sommozzatori della provincia di Lecce, una richiesta che ci ha riempito
d’orgoglio e che abbiamo accolto subito effettuandovi la prima immersione del 2013 in
acque marine.
Come detto nelle precedenti edizioni, questi
e altri saranno gli impegni di tanti volontari
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che metteranno a disposizione il
loro tempo e le loro conoscenze
per garantire sempre un ottimo
servizio e per valorizzare sempre
di più il nostro mare.
Foto e video possono essere visualizzati sul sito dell’associazione all’indirizzo Web:
http://www.valtrigno.org/
Valtrigno News
Gruppo PC Valtrigno Trivento
di Daniele Falasca
A
uguri di buon anno a tutti da un nuovo gruppo,
quello di «Protezione Civile Valtrigno di Trivento», di
recente entrato a far parte in
questa grande famiglia.
Dopo anni trascorsi con un’altra
associazione ci eravamo accorti
di essere arrivati davanti ad un
bivio, vanificare tutti gli sforzi
e regredire tornando indietro
con i servizi offerti o cambiare
strada. Ha prevalso la seconda
opzione!
Ed è così che ci siamo affacciati
a questa nuova realtà, sicuri che
la nostra voglia di fare ci avrebbe reso di nuovo protagonisti
nella vita sociale del nostro paese.
Molti progetti ormai chiusi nel
cassetto per vari problemi avuti
in precedenza oggi si stanno realizzando grazie anche alla direzione pronta e attenta della Val-
trigno che ci ha fatto da spalla
e ci ha supportato nell’apertura
del nuovo gruppo.
Da subito abbiamo attivato un
servizio comunale rivolto alle
persone disagiate del nostro
Paese, le persone anziane, che
così facendo potranno recarsi
ad effettuare tutte le visite specialistiche di cui necessitano o,
semplicemente andare a fare la
spesa - cosa non semplice qui
da noi, data la conformazione
del territorio e la mancanza
di servizi in luoghi dove vi è la
maggiore concentrazione di anziani. Il tutto sotto segnalazione
dei ragazzi del Servizio Civile e
degli assistenti sociali operanti
sul territorio.
Tra i nostri obiettivi rientra
l’ampliamento dei servizi da
offrire ai disagiati del territorio, non solo triventino. Infatti,
le nostre attività si svolgono in
collaborazione costante ed attiva con altre
realtà, quale la casa riposo di Pietracupa.
Da non trascurare, poi, tutti i servizi svolti
durante le manifestazioni sportive e non,
con ambulanze munite di equipaggiamento
per il primo soccorso.
Non ci fermeremo di certo qui, ci sono ancora molti progetti che vorremmo realizzare nel prossimo futuro, come ad esempio
il servizio dialisi, il servizio di supporto di
primo intervento del 118, la creazione di un
gruppo specifico per la minaccia incendi che
durante il periodo estivo martoriano il nostro territorio.
Ma per l’integrazione totale con l’associazione della Valtrigno e per lo svolgimento
ottimale delle attività precedentemente riportate occorrono corsi di aggiornamento e
formazione dei volontari. A questo scopo il
19 Gennaio è previsto a Trivento il corso di
BLS-D obbligatorio per operare in emergenza con il defibrillatore.
Il gruppo che attualmente conta 25 iscritti è
alla continua ricerca di volontari che vogliano prestare parte del loro tempo al servizio
del prossimo.
Aderire alla nostra associazione è possibile
visitando la pagina facebook «Valtrigno Trivento», dove si potranno scaricare i moduli
di iscrizione e seguire i vari eventi programmati, o cercandoci la domenica in Piazza
Fontana a Trivento dove offriremo il controllo pressorio a tutti coloro che lo vorranno.
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Valtrigno News
Gruppo PC Valtrigno
Castiglione Messer Marino
L
a Protezione Civile Valtrigno di Castiglione Messer Marino, cinquantatre iscritti…. non sono pochi per un
gruppo che è nato da appena due mesi.
Si è vero, ancora non siamo operativi al
100 %, in apparenza , ma la realtà non
visibile ai più è ben diversa: innumerevoli
viaggi alla Sede Centrale Valtrigno, pratiche con il Comune, con la Regione, con le
Banche, con i fornitori di attrezzi vari, ecc.
Una prima esperienza però è stata fatta:
abbiamo preparato dei regali e il giorno
21 dicembre con Babbo Natale siamo
andati a portarli (senza tanta pubblicità)
all’asilo Comunale e alla scuola materna
delle Suore che si trovano nel nostro Paese. Lo spettacolo è stato pazzesco: bimbi che nel vedere Babbo Natale ridevano,
altri gli correvano incontro per salutarlo,
qualcuno che piangeva di paura. I regali e
le foto di gruppo hanno portato tutto alla
normalità. Ci sono stati canti Natalizi che
i bimbi hanno voluto far sentire a Babbo
Natale. Grazie Babbo Natale! A noi grandi
donaci lavoro, la Pace nei cuori e tanta
unione tra Noi tutti in questo piccolo Paese ma grande di tradizioni.
A tutti Buon Anno!
Per la Protezione Civile Sezione Castiglione Messer Marino è proprio un Buon
Anno…. È stato festeggiato con 53 tesserati! Alla presenza del Presidente della Protezione Civile Valtrigno Saverio Di
Fiore, si sono consegnate le divise, è
arrivata una grande turbina per la neve
acquistata con il contributo: “della Banca Credito Cooperativo di Castiglione
Messer Marino e della Protezione Civile
Valtrigno”. Dopo i saluti di rito, ci siamo
accomodati a tavola dove abbiamo mangiato le tradizionali SAGNE cucinate dalle
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Signore della Protezione Civile e bevuto vino locale. Si, è
stato un bell’inizio d’anno per
i tesserati della Protezione Civile sezione Castiglione Messer Marino!
Un ringraziamento va alla
sede centrale della Protezio-
ne Civile Valtrigno che con
tanta pazienza ci ha preso per
mano ci ha guidati e consigliati in questa grande avventura che penso che per i giovani sarà un’ esperienza che li
accompagnerà nella loro vita.
Attività
Babbo natale porta i doni negli asili di San Salvo
Festa della Befana
nell’Ospedale
San Pio a Vasto
Un grazie a chi lavora
dietro le quinte della nostra rivista
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