Istituto MEME associato a Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles “… SE BUTTO UN OCCHIO, COSA SUCCEDE?” Scuola di Specializzazione: Scienze Criminologiche Relatore: Contesto di Project Work: Dott.ssa Roberta Frison Contesto Giuridico Tesista specializzando: Dott.ssa Marika Beretta Anno di corso: Secondo Modena, 13-14 giugno 2009 Anno accademico 2008-2009 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 INDICE 1. INTRODUZIONE ………………………………………………………………5 2. LE ISTITUZIONI PENITENZIARIE …………………………………..………7 3. 4. 2.1 Il carcere ……………………………………………..…………………..7 2.2 Le diverse tipologie ………………………………………..…………….9 2.3 La suddivisione dei raggi ……………………………….…...…………10 L’INGRESSO IN CARCERE …………………………………………...…….12 3.1 L’ufficio matricola ………………………………………..……………12 3.2 La nomina del difensore ………………………………..………………14 3.3 Le norme comportamentali ……………………..……………..……….14 3.4 Il diritto di voto ………………………………………………….……..19 3.5 Le spese dello Stato …………………………………..………………...20 3.6 La traduzione …………………………………………..……………….21 3.7 Il trasferimento …………………………………..……………………..21 IL PERSONALE ……………………………………………….………………23 4.1 Il personale interno ……………………………………..………………23 1 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 4.1.1 L’area giuridica ………………………...………………………23 4.1.2 L’area psicologica ………………………...……………………24 4.1.3 L’area medica ………………………………...………………...26 4.2 Il personale esterno …………………………………………….………27 4.2.1 Varie figure ……………………………………...……………..27 4.2.2 I centri di aiuto ………………………………...……………….28 5. LA GIORNATA ……………………………………………………………….31 5.1 La domandina …………………………………………..………………31 5.2 La salute ………………………………………………..………………32 5.3 La cella e l’igiene ………………………………………..……………..33 5.4 L’alimentazione ………………………………………….…………….34 5.4.1 La spesa ……………………………...…………………………35 5.5 La formazione …………………………………………….……………35 5.5.1 La scuola ………………………………………...……………..35 5.5.2 Il lavoro …………………………………………...……………36 5.5.3 Le attività ricreative, culturali e sportive ……………...……….39 2 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 5.6 La biblioteca ……………………………………………………………40 5.7 La religione ………………………………………………………….…40 5.8 I contatti con l’esterno …………………………………………..……...40 5.8.1 I colloqui …………………………………...…………………..40 5.8.2 Le telefonate ……………………………………………………42 5.8.3 La posta ……………………………………………...…………43 5.8.4 I pacchi …………………………………………………………44 5.8.5 I permessi ………………………………………………………44 5.9 6. 7. Le spese processuali e di mantenimento …………………………..…...45 I PROBLEMI …………………………………………………………….…….47 6.1 Le condizioni critiche ………………………………………..…………47 6.2 Le lamentele del personale ………………………………………..……50 6.3 Lo sfruttamento lavorativo ………………………………………..……51 6.4 La salute ………………………………………………………..………52 LE NOVITÀ …………………………………………………………..……….53 7.1 Il personale ……………………………………………………..………53 7.2 Le creazioni dei detenuti ……………………………………..………...54 3 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 8. 7.3 Le attività culturali ………………………………………………..……56 7.4 La salute ………………………………………………………….…….57 7.5 Altre novità ………………………………………………………….…58 L’USCITA ……………………………………………………………………..62 8.1. Gli aiuti ……………………………………………………….………..62 9 CONCLUSIONI ……………………………………………………………….65 10 BIBLIOGRAFIA ………………………………………………………………67 4 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 1. INTRODUZIONE Questa tesi continua la sua evoluzione dopo avere concepito cosa succede nel giudizio ordinario. Ora, mi è possibile valutare le istituzioni carcerarie nel loro interno. Non è facile trovare dei libri che parlino direttamente della vita che un detenuto trascorrere all’interno del carcere, spesso si trovano delle dichiarazioni dei condannati in cui si sfogano o parlano dei loro sentimenti o delle loro prospettive future. Sono riuscita a ottenere molte più informazioni attraverso siti internet. Gli istituti penitenziari presi in considerazioni, negli articoli trattati, si rivolgono a tutta l’Italia dal 2003 al 2009. Inoltre, in alcuni articoli si tratta maggiormente di istituti con detenzione adulta, piuttosto che quella riguardante i minori. Trovare informazioni sui carceri minorili risulta ancora più difficile. Sono riuscita ad ottenere un colloquio con uno scrittore, Andrea Valente, di mezz’ora, in cui ho concepito delle piccole differenze che ci sono tra i vari carceri, soprattutto tra gli adulti e i minori. Il primo capitolo tratta le istituzioni carcerarie e le diverse tipologie che sono presentate. Il seguente capitolo spiega i vari passaggi che il detenuto compie nel momento in cui varca le porte del carcere, dall’Ufficio Matricola alla cella. Il terzo capitolo riguarda tutto il personale e le loro funzioni all’interno di un carcere. Il capitolo seguente esplicita tutto ciò che avviene all’interno di una giornata del detenuto, dall’alimentazione al lavoro. Il quinto capitolo tratta i problemi che si verificano all’interno delle 5 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 carceri italiane. Successivamente il sesto capitolo, propone alcune novità che sono riuscite a svilupparsi in questi edifici. L’ultimo capitolo spiega gli aiuti che un detenuto può trovare, nel momento in cui ri-varcherà quella porta, per la libertà. Nel quinto e sesto capitolo, i brani sono “virgolettati”, perché sono stati ridimensionati e sistemati, ma presi dagli articoli del sito www.ildue.it . Per gli altri articoli saranno esplicitate le fonti. Grazie a “Il Due”, sono riuscita a trovare molte informazioni. Il Due oltre ad essere un Sito sul carcere di San Vittore, è un giornale di strada (come “Terre di Mezzo”). 6 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 2. LE ISTITUZIONI PENITENZIARIE Gli Istituti penitenziari si distinguono in tre diverse aree: gli istituti di custodia preventiva (in cui rientrano: le case mandamentali1 e le case circondariali2); gli istituti per l’esecuzione della pena (le case di reclusione3); gli istituti per l’esecuzione delle misure di sicurezza (le colonie agricole4, le case di lavoro5, le case di cura e custodia6 e gli ospedali psichiatrici giudiziari (O.P.G.)7). 2.1 Il carcere Ogni carcere è una repubblica a sé. Ogni sistema carcerario rappresenta un elemento centrale a garanzia dello sfruttamento e dell’egemonia del capitale8. All’interno di esso si trovano delle persone che devono scontare la loro pena. Le persone che possono stare all’interno di queste istituzioni sono: 1 Le case mandamentali si trovano in piccole città, sono a disposizione del Tribunale Ordinario e assicurano la custodia degli imputati, dei fermati e degli arrestati dalla polizia. 2 Le case circondariali si trovano nei capoluoghi del circondario, sono a disposizione delle autorità giudiziarie e assicurano la custodia degli imputati, dei fermati e degli arrestati dalla polizia. 3 Le case di reclusione, dove le persone hanno una condanna definitiva di reclusione. 4 Le colonie agricole, dove si trovano gli internati sottoposti alla misura di sicurezza della colonia agricola. 5 Le case di lavoro, in cui ci sono gli internati con misure di sicurezza che svolgono attività artigianali o industriali. 6 Le case di cura e custodia, in cui ci sono gli internati sottoposti a misure di sicurezza che seguono un trattamento con uso di tecniche psichiatriche. 7 Gli O.P.G. dove si trovano gli internati dichiarati seminfermi o infermi totali di mente. 8 www.autprol.org 7 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 l’imputato o indagato sottoposto a misure cautelari; chi è stato arrestato in flagranza; chi è in stato di fermo; il definitivo; l’internato. In queste istituzioni c’è una base sostanzialmente uguale in tutte le carceri italiane. Il carcere deve concedere ai detenuti gli elementi vitali (alimentazione, celle con bagno, attività di diverso tipo, formazione, ect…). Il detenuto deve intraprendere un trattamento rieducativo e seguire le norme comportamentali. Nel momento in cui il detenuto rispetta le norme si può verificare la concessione della retribuzione della pena. L’Amministrazione Penitenziaria (A.P.) dipende gerarchicamente dal Ministero della Giustizia che sovrintende l’esecuzione delle pene. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari (D.A.P.) è retto dal Direttore generale e si articola in sei uffici centrali: il personale, la formazione e aggiornamento del personale, gli ispettori, i detenuti e il trattamento, i beni e i servizi e infine gli studi, le ricerche e la legislazione. Gli organi Regionali del D.A.P. sono i Provveditorati Regionali e i carceri e il Centro di servizio sociale per adulti (C.S.S.A) a livello locale. Ricordando inoltre che le persone che delinquono sono distinti in primari e recidivi. I primari sono coloro che compiono il loro primo reato. I recidivi sono i detenuti che hanno già commesso almeno un altro reato. 8 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 2.2 Le diverse tipologie Le istituzioni carcerarie si suddividono in tre tipologie: maschile, femminile e dei minori. Innanzitutto ricordiamo che in ogni carcere i detenuti maschi sono assolutamente separati dalle detenute femmine. I sistemi penitenziari degli adulti, maschi e femmine, risultano identici. Le differenze si notano maggiormente tra i carceri degli adulti a confronto di quelli minorili. Il primo e il secondo carcere, dove si trovano detenuti maschi e femmine, vengono suddivisi in raggi a seconda del reato commesso. A questi detenuti, all’ingresso, viene consegnata la divisa e dato un numero di matricola. La colazione, il pranzo e la cena vengono servite nella propria cella. I carcerati possono seguire corsi di formazione scolastica, attività ricreative, culturali, sportive e inserirsi nel mondo del lavoro inter o extra murale (dopo si vedrà in che modo). Ogni detenuto seguirà un percorso individuale di trattamento, scelto con il personale specifico dell’istituto. Spesso al momento dell’uscita, i carcerati si trova in difficoltà, perché non vengono accompagnati dalle istituzioni9. Grazie alle statistiche dirette dall’ASL, si verifica che nelle carceri dove ci sono le donne, si verificano meno malattie infettive. Per quanto riguarda il lavoro le donne risultano più specializzate. L’altro carcere è il minorile in cui si ritrova una detenzione di età al di sotto dei 18 anni, che a sua volta può essere femminile o maschile. L’ingresso in questo carcere avviene attraverso l’Ufficio Matricola. Hai detenuti minori non viene consegnato né un numero di matricola né una divisa e i ragazzi non vengono suddivisi in raggi. I minori consumano la colazione, il pranzo e la cena in una sala tutti insieme. I ragazzi sono obbligati ad andare a scuola al mattino (come tutti i ragazzi della loro età) e 9 www.ildue.it 9 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 nel pomeriggio svolgono attività ricreative, culturali, sportive o professionali (in quanto la manutenzione del carcere è destinata a loro). Nella fase della loro uscita i minori risultano più seguiti a confronto degli adulti. 2.3 La suddivisione dei raggi I raggi vengono suddivisi in questa maniera10: circuito di primo livello: sezione di alta sicurezza (AS) (i condannati per delitti dell’art. 4 bis sono coloro che hanno compiuti un reato di un certo tipo (associazione mafiosa, associazione per traffico di droghe, sequestri di persona, terrorismo, omicidio, rapina aggravata, estorsione aggravata, produzione o traffico di ingenti quantità di droghe, delitti politici, ect…) e subisco molte limitazioni nelle concezioni dei benefici)11; circuiti di secondo livello: sicurezza media (contenuta la stragrande maggioranza dei detenuti); circuiti di terzo livello: custodia attenuata (sezione dei comuni in cui di solito ci sono persone tossicodipendenti o alcol-dipendenti)12; circuito differenziato per ristretti (persone con un particolare programma di protezione, che sono riconosciute a tutti gli effetti come collaboratori della giustizia). Il circuito di secondo livello, quindi sicurezza media, contiene al suo interno: i detenuti che lavorano alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria (AP) o per le Ditte o per le Cooperative sociali e i detenuti semiliberi e ammessi al lavoro esterno. 10 www.autprol.org In Italia esistono solamente quattro gli istituti ad alta sicurezza: Asinara, Pianosa, Ascoli Piceno, Spoleto. 12 Solo tre carceri hanno un programma di recupero avanzato: Roma-Rebibbia, Firenze-Solliciano 2, Sala Consilina. 11 10 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Inoltre si possono ritrovare anche altre sezione come: sezione protetti (i condannati per violenze sessuali, pedofilia; sono detenuti che non possono vivere nelle sezioni comuni per il reato commesso e non possono neanche incontrare altri detenuti); sezione infermeria; sezione osservazione psichiatrica; sezione isolamento (prevede tutte le celle di isolamento sia di tipo normale, (non avere rispettato le norme di comportamento, avere disturbato, oppure avere avuto dei conflitti con altri detenuti o con le guardie) che di tipo psichiatrico, per ragioni di salute); sezione osservazione e nuovi giunti (ci sono i detenuti appena arrestati che rimangono in queste celle per almeno cinque giorni, perché così possono essere osservati); sezione nido (questa sezione esiste solo in alcuni paesi in Italia13 e chiaramente è situato, quando esiste, all’interno delle carceri con detenzione femminile, in cui ci sono i figli delle detenute che hanno un’età fino ai tre anni). A ogni fine blocco o sezioni ci sono degli agenti di polizia penitenziaria che registrano gli ingressi e le uscite dei detenuti e li perquisiscono in caso di necessità (luogo chiamato terminale). 13 Nella casa circondariale di Monza e nel carcere di Como esiste il nido. 11 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 3. L’INGRESSO IN CARCERE Nel momento in cui si viene arrestati, cosa succede al detenuto, una volta varcata quella porta? 3.1 L’Ufficio Matricola L’Ufficio Matricola è l’Ufficio Anagrafe, punto centrale del carcere, dove vengono registrati tutti i movimenti e gli atti giuridici. La persona appena arriva all’interno del carcere, denominata nuovo giunto, viene messa in una cella nell’attesa di aspettare tutta la trafila che verrà successivamente. A ogni detenuto viene aperta una pratica14, consegnata una divisa e assegnato un numero di matricola. Successivamente il carcerato viene perquisito (spogliato nudo e invitato a fare più piegamenti sulle gambe15), gli vengono ritirati tutti i suoi oggetti personali (messi all’interno del casellario)16 e viene immatricolato. In questa fase vengono anche prese le impronte digitali, annotati i suoi dati anagrafici e scattate le fotografie. Gli agenti, a questo punto, chiedono se vuole informare i suoi famigliare dell’ingresso in carcere, tramite telegramma oppure lettera17, data gratuitamente dall’A.P.. Successivamente oltre agli oggetti personali ritirati (anelli, catene, cinture, orologio, …)18, 14 Nella pratica saranno allegati tutti gli atti che lo riguardano e anche la posizione giuridica (reati, cumulo delle pene, fine pena prevista). 15 Art. 34 O.P. e Art. 74 Reg. 16 Il casellario è il deposito in cui verranno custoditi tutti gli oggetti personali del detenuto che non potranno essere portati nella cella e che verranno riconsegnati al momento dell’uscita. 17 Se il detenuto è di provenienza straniera, l’Ufficio Matricola comunica al consolato o all’ambasciata del paese d’origine , che il detenuto si trova in quel carcere. 18 Gli oggetti come l’orologio e la cintura possono essere restituiti, richiesti attraverso la domandina al direttore, solo se gli stessi oggetti non superano il valore di € 155,00. 12 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 vengono controllati tutti gli oggetti di qualsiasi genere e viene ritirato anche il denaro. Il denaro contante viene registrato su un libretto di conto corrente, nel quale è indicata la somma del detenuto e tutti gli aggiornamenti, di scarico e carico, che saranno effettuati. I soldi sul libretto, possono essere aggiunti anche dalle persone care al detenuto attraverso vaglia postale o deposito. Questi soldi servono sia per il sopravvitto che per le telefonate e soprattutto per il mantenimento delle spese carcerarie. Eseguito il controllo personale al detenuto, si consegna la prima fornitura che consiste in: lenzuola, coperta, piatto, bicchiere, posate di plastica, saponetta e la guida19. Dopo, viene chiesto al detenuto se ha problemi di convivenza con altri detenuti, per salvaguardare la sicurezza istituzionale. Si passa alla visita medica, in cui è meglio riferire al medico se il detenuto segue già delle terapie, oppure se è un tossicodipendente o un alcol-dipendente. Nel momento in cui il detenuto non si sente di parlare delle sue condizione di salute, il medico gli fornisce la possibilità di esprimersi in qualsiasi momento, ma nel tempo più breve possibile. Tutto questo risulta importante per favorire le condizioni del detenuto. Viene richiesto al detenuto di esprimere se oltre all’assunzione di farmaci abituali, ha problemi di salute, allergie, altro, oppure se ha delle intolleranze alimentari o la necessità di seguire una determinata dieta. Il detenuto viene anche sottoposto a vari esami e il medico esprime la possibilità di fare anche il test riguardante H.I.V. I dati che il medico percepisce sulla salute del paziente sono vincolati dal segreto professionale. 19 La guida serve per capire cosa le succederà, come esercitare i propri diritti che le sono riconosciuti e come conoscere le regole che dovrà rispettare. 13 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Finita la visita con il medico, si passa al colloquio con lo psicologo. Questa visita serve all’inizio per rilevare le condizioni del detenuto al momento dell’ingresso. Infine il detenuto viene accompagnato al suo raggio e nelle sua cella. L’agente consegna un foglio, in cui sono descritte le condizioni della cella. Il foglio dovrà essere firmato una volta che il detenuto ha controllato le condizioni della sua stanza, ricordandosi di segnalare se esiste qualche anomalia (altrimenti verrà addebitata al suo libretto). 3.2 La nomina del difensore A questo punto, il detenuto deve nominare un difensore di fiducia20. Se non ha un difensore suo, l’Ufficio Matricola gli consegna l’albo degli avvocati del circondario, tra i quali il carcerato può scegliere. Ogni detenuto può scegliere al massimo non più di due difensori di fiducia. Il detenuto può parlare immediatamente con il proprio difensore. Se questo non avviene, perché al momento dell’arresto l’autorità giudiziaria pone un divieto temporale, che non può assolutamente superare i cinque giorni. Il difensore d’ufficio21 e quello di fiducia devono essere retribuiti. Nel momento in cui il detenuto ha una grave situazione economica, potrà chiedere, attraverso la domandina, di evitare di pagare queste spese. L’A.P. valuterà la condizione della persona carcerata e darà una risposta. 3.3 Le norme comportamentali La vita all’interno dell’istituzione carceraria è regolata dalla legge 354/1975, composta dall’Ordinamento Penitenziario (O.P.), con evoluzioni 20 21 In Italia non è ancora riconosciuta la possibilità di difendersi da soli. Il difensore di ufficio rimane fino al momento in cui non viene nominato il difensore di fiducia. 14 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 e modifiche. Il regolamento di esecuzione (R.E.) scritto dall’Ordinamento Penitenziario prevede i comportamenti non consentiti ai detenuti. Queste norme di comportamento sono segnalate dall’art. 77 D.P.R. 230/2000, se queste regole non vengono rispettate ci sarà una sanzione. Le sanzioni come il richiamo e l’ammonizione sono deliberate dal Direttore. L’esclusione dalle attività ricreative e sportive, fino a un massimo di dieci giorni; l’isolamento durante la permanenza all’aria aperta, per non più di dieci giorni e l’esclusione delle attività in comune, fino a un massimo di quindici giorni (sanzione più grave) sono deliberate da un’equipe a cui partecipa il Direttore, il sanitario e l’educatore. Il rapporto disciplinare è redatto da un operatore o da un’agente di custodia, quando viene segnalato un comportamento scorretto o un’infrazione da parte di un detenuto. La sanzione che verrà data alla persona potrà ridurre la concessione di eventuali benefici (misure alternative, riduzioni della pena, …)22. Le norme di comportamento riguardano soprattutto la vita dell’istituto, le disposizioni impartite dal personale e infine un comportamento di rispetto verso tutti. Il R.E. descrive ventuno comportamenti non consentiti all’interno del carcere23: negligenza nella pulizia e nell’ordine della persona o della camera; abbandono ingiustificato del posto assegnato, volontario inadempimento di obblighi lavorativi; atteggiamenti e comportamenti molesti nei confronti della comunità; giochi o altre attività non consentite dal regolamento interno; simulazione di malattia; 22 Spesso vengono inflitte delle sanzioni per episodi banali (ad esempio: un giorno nel carcere si San Vittore, un detenuto non si sentiva bene ed era a letto con la coperta sulla testa. Nel momento della conta, l’agente chiede ai compagni di cella di svegliarlo, ma i detenuti non se la sentono. L’agente infuriato va da un superiore, dicendogli che i detenuti ostacola la conta. Per questo semplice fatto, i detenuti non hanno potuto usufruire del beneficio dello sconto di quarantacinque giorni per un semestre di galera, a causa di mancanza di buona condotta). 23 www.ildue.it 15 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 traffico di beni di cui è consentito il possesso; comunicazioni fraudolenti con l’esterno o all’interno nei casi indicati nei numeri 2 e 3 del primo comma dell’ Art. 33 della legge; atti osceni o contrari alla pubblica decenza (carcere e la cella compresa sono luoghi pubblici, quindi i rapporti sessuali non sono consentiti); intimidazione di compagni o soprafazioni nei confronti dei medesimi; falsificazione di documenti provenienti dall’Amministrazione affidati alla custodia del detenuto o dell’internato; appropriazione o danneggiamento dei beni dell’Amministrazione; possesso o traffico di strumenti atti ad offendere; atteggiamento offensivo nei confronti degli operatori penitenziari o di altre persone che accedono nell’istituto per ragioni del loro ufficio o per visita; inosservanza di ordini o prescrizioni o ingiustificato ritardo nell’esecuzione di essi; ritardi ingiustificati nel rientro previsti dagli Art. 30, 30-ter, 51, 52, 53 della legge; partecipazione a disordini o a sommosse; evasione; fatti previsti dalla legge come reato, commessi in danno di compagni, di operatori penitenziari o di visitatori24. Altre regole a cui il detenuto deve attenersi per mantenere una vita più sana e controllabile in carcere, sono le seguenti: 24 www.ristretti.it 16 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 si rivolga agli agenti utilizzando del “Lei”, loro sono tenuti a risponderle allo stesso modo e a chiamarla per cognome; gli agenti di polizia penitenziaria devono essere chiamati attraverso il loro grado25, anche il resto del personale dell’istituzione; meglio non rimanere tutto il giorno a letto, perché avrà poi delle difficoltà a dormire di notte, quindi si alzi presto al mattino, faccia del moto nel nella, esca all’aria aperta e prenda il sole (perchè migliora l’umore e fa bene al fisico); curi l’alimentazione, non conservi i cibi da un giorno all’altro, sia d’estate che di inverno; sbucci la frutta e la verdura e se ha problemi con la masticazione o la digestione avverta subito il medico che valuterà le sue condizioni; non assuma il vino insieme ai farmaci, si ricordi di non accumulare il vino oltre la dose giornaliera (mezzo litro al giorno) e di consumarlo con moderazione; le stoviglie fornite dal carcere sono spesso in materiale plastico poco igienico, è bene lavarle accuratamente con acqua calda e sciacquarle per evitare che rimangano tracce di detersivo; se non ha soldi, chieda all’amministrazione i prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della cella, che sono gratuiti. appena fa ingresso in una nuova cella la pulisca accuratamente, anche se le sembra già in ordine; quando le danno la fornitura dell’igiene, controlli che: il materasso, il cuscino, le lenzuola, e gli altri oggetti del corredo personale siano puliti; 25 Il grado degli agenti: agente (spallina senza gradi o con una singola freccia rossa); assistente (spallina con due o tre frecce rosse); sovrintendente (spallina con una o più barre argentate); ispettore (spallina con uno o più pentagoni argentati); comandante (spallina con una barra e due pentagoni argentati). 17 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 tenga costantemente puliti i ripiani dove conserva il cibo, le stoviglie, il lavandino e il water; non scambi oggetti per l’igiene personale (rasoi, spazzolini da denti, …) biancheria, calzatura, con altri detenuti, perché anche in questo caso può contrarre le malattie (epatite, scabbia, funghi, …); è consigliabile usare saponi liquidi con l’apposito erogatore e non le saponette perché queste sono fonte di infezione; tenga aperta il più possibile la finestra della cella, per garantire il ricambio dell’aria; non entri nelle docce a piedi nudi, rischia il contatto con funghi e verruche. È consigliabile fare la doccia tutti i giorni (ricordando che la doccia serve solo per lavarsi e non per farsi barba o lavare i vestiti); non accumuli i farmaci consegnati e non ceda ad altri detenuti la sua dose giornaliera di farmaci; può essere consentito l’uso dei rasoi elettrici26; l’autolesionismo (tagliarsi, inghiottire lamette, …) influisce negativamente sugli esiti dell’osservazione. I suoi diritti li può esporre attraverso delle richieste scritte, rivolte alle persone competenti; farsi i tatuaggi non è consentito, perché l’uso degli aghi, o di altri strumenti che comunque non sono sterilizzati, comporta la trasmissione di malattie, anche gravi; in carcere sono vietati i rapporti sessuali, inoltre possono essere anche il mezzo di trasmissione di diverse malattie (A.I.D.S., epatite B, sifilide,…)27. 26 27 Art. 8 O.P. www.ildue.it 18 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Il detenuto può proporre reclami al Magistrato di Sorveglianza, in ordine: sulle condizioni di esercizio di potere disciplinare, sulla costituzione e competenza dell’organo disciplinare, sulla contestazione degli addebiti e sull’esercizio di facoltà di discolpa28. Importante rimane il trattamento penitenziario che deve assicurare il rispetto e la dignità della persona, l’ assoluta imparzialità e infine non deve creare discriminazioni etniche, religiose. Questo trattamento è fondamentale per il detenuto, perché porta a una rieducazione sia all’interno che all’esterno del carcere stesso. Ogni persona avrà un trattamento individualizzato in rapporto alle specifiche competenze e alle condizioni personali. Il detenuto sarà valutato da un equipe che si basa sull’osservazione, per arrivare a tracciare un trattamento rieducativo individuale. Il programma può essere modificato e reintegrato con il tempo, a seconda delle condizioni che si verificano. Lo stesso programma si basa tendenzialmente: sull’istruzione, sul lavoro, sulla religione, sulle attività ricreative/culturali/sportive, agevolando anche i rapporti con il mondo esterno e con la propria famiglia. 3.4 Il diritto di voto Il diritto di voto deve potere essere esercitato sia dalle persone che sono recluse in case circondariali che negli istituti penali. Le persone detenute , devono essere informate, nel momento in cui ci sono le elezioni. Il diritto di voto può essere esercitato nel luogo di reclusione29, tramite un seggio speciale. L’esercizio di tale diritto è però subordinato ad alcuni 28 29 www.ristretti.it Artt. 8 e 9 L. 237/1976. 19 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 adempimenti, che richiedono tempo e che non possono essere utilmente espletati se non attraverso una anticipata conoscenza degli stessi. Il detenuto deve fare pervenire al Sindaco del comune, una dichiarazione della propria volontà di esprimere il voto nel luogo in cui si trova. Questo serve per consentire al Sindaco l’iscrizione del richiedente nell’apposito elenco e di essere munito della propria tessera elettorale. La tempestiva informazione può favorire l’esercizio di un diritto fondamentale per la partecipazione alla vita politica del nostro paese delle persone detenute, che mai come in questo momento, hanno bisogno di sentire riconosciuto il loro diritto di cittadinanza30. 3.5 Le spese dello Stato L’ammissione gratuita del patrocinio, vale per ogni grado e fase del processo e consente al detenuto di farsi assistere da un avvocato e da un consulente tecnico, senza dovere pagare le spese di difesa e le spese processuali. Per valutare se il detenuto può non pagare le varie spese allo Stato, deve farne presentazione con la domandina. Per aderire a questa concessione si tiene conto del detenuto e della sua famiglia (se esiste) e dei loro redditi. Una volta sommati i redditi e valutati con delle specifiche tabelle, l’A.P valuterà se il detenuto è esente al pagamento delle spese. Le uniche persone che non possono richiedere l’ammissione gratuita di patrocinio, sono coloro che hanno commesso reati di evasione fiscale e coloro che sono assistiti da più avvocati. 30 www.ristretti.it 20 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 La domanda, fatta anche attraverso raccomandata, può essere richiesta e firmata solo dall’interessato e autenticata dal difensore o dal funzionario che riceve la domandina31. 3.6 La traduzione La traduzione è il trasferimento da un luogo ad un altro di uno o più detenuti, accompagnati dagli agenti (in occasione di processi o di altre eventualità), attraverso un furgone blindato32. Chi effettua la valutazione dei soggetti rimane l’Autorità Giudiziaria. Nel primo caso, un solo detenuto, deve avere obbligatoriamente le manette, nel momento che si ritiene che il detenuto sia una persona pericolosa, ci sia il pericolo di fuga oppure quando risulta difficile la traduzione33 Nel secondo caso, più detenuti, l’uso delle manette modulari multiple è obbligatorio. Quando queste traduzioni vengono eseguite, i soggetti devono essere protetti dalla curiosità del pubblico. 3.7 Il trasferimento I trasferimenti vengono effettuati: per gravi e comprovati motivi di sicurezza, per esigenze di istituto, per motivi di giustizia, di salute, di studio e di famiglia; in cui il detenuto deve essere trasferito con il proprio bagaglio personale e con almeno una parte del peculio34. I trasferimenti si richiedono, tramite l’istituto: al Provveditore Regionale, quando si chiede di essere trasferito in un carcere dello stesso distretto, altrimenti al 31 Per i detenuti stranieri è necessaria la copia di un documento di identità e la certificazione dell’autorità consolare riguardante i redditi prodotti all’estero, oppure anche tramite autocertificazione nel caso in cui il consolato non risponde. 32 Oppure è possibile effettuare anche una tradotta, ossia trasportare i detenuti attraverso un vagone ferroviario allestito appositamente, in cui ci sono i finestrini bloccati, invece dei sedili ci sono le panche di legno, ect.. 33 Art. 42 bis O.P. 34 Art. 42 O.P. 21 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Ministero della Giustizia (dipartimento dell’A.P.) quando si chiede il trasferimento in un carcere fuori dal distretto35. I detenuti sono in grado di informare i propri famigliari del loro trasferimento36. Nei carceri ci sono anche delle celle, o più spesso sono dei cameroni, allestiti per i detenuti di “passaggio”, ossia per detenuti destinati ad altre carceri che vengono temporaneamente appoggiati in un altro luogo, detto transito. 35 36 www.ristretti.it Art. 29 O.P. 22 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 4. IL PERSONALE All’interno degli istituti penitenziari si incontra molto personale, che lavora direttamente all’interno o che arriva dall’esterno. Il personale interno racchiude l’area giuridica, psicologica, medica. Nel personale esterno sono rappresentate diverse figure e i centri di aiuto. Tutto questo personale, interno ed esterno, interagisce tra di loro e con i detenuti per collaborare e mantenere un ambiente in cui vengono rispettate le norme di tranquillità. 4.1 Il personale interno Nel personale interno ritroviamo diverse figure. L’area giuridica comprende: il Direttore, gli avvocati e il Corpo di polizia penitenziaria. L’area psicologica racchiude: l’educatore, l’assistente sociale, lo psicologo e il criminologo. Infine, l’area medica comprende: il medico, gli psichiatri e gli infermieri. In seguito si parla dell’equipe del carcere e della figura del cappellano. 4.1.1 L’area giuridica Il Direttore con il suo staff (vice-direttori) hanno la responsabilità delle corretta gestione detentiva e dell’andamento dell’istituzione. Il detenuto può chiedere, tramite una lettera o una domandina, di conversare con il Direttore o con il suo staff, per esporre i propri problemi personali o per reclami sulla condizione carceraria. 23 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Gli avvocati sono le persone che seguono il detenuto sotto l’aspetto giuridico del suo problema. La loro funzione consiste nel valutare, al detenuto se si possano attuare delle riduzioni della pena oppure intraprendere dell’azioni di scarcerazione. Tutti i detenuti in Italia devono necessariamente avere un avvocato. Il Corpo della Polizia penitenziaria è stato istituito con la legge 395/90, è un corpo civile che è posto alle dipendenze del Ministero della Giustizia. Questo corpo è suddiviso specificatamente in tre aree. Il ruolo degli ispettori (vice-ispettore, ispettore, ispettore capo), il ruolo dei sovrintendenti (vice sovrintendente, sovrintendente, sovrintendente capo) e infine il ruolo degli agenti e degli assistenti (agente scelto, assistente, assistente capo). Gli agenti di polizia penitenziaria all’interno dell’istituzione carceraria devono seguire parecchi compiti. L’agente assicura l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale, garantisce l’ordine, partecipa all’equipe, espleta il servizio di traduzione e il servizio di piantonamento nei luoghi estremi e infine quotidianamente si accerta che nessuno detenuto abbia “segato” le sbarre delle celle (chiamato “battitura”) 37. L’agente deve anche fare la conta38 tre volte al giorno. 4.1.2 L’area psicologica L’educatore è un dipendente del Ministero della Giustizia39. E’ la figura che coordina, organizza e predispone le attività inerenti alla formazione scolastica, al lavoro e alle attività ricreative, culturali e sportive, in collaborazione con gli altri operatori. In più, segue l’equipe per il trattamento rieducativo, proponendo un programma specifico a ogni 37 www.ristretti.it La conta significa controllare che nelle celle ci sono tutti i detenuti. 39 Art. 82 O.P. 38 24 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 singolo detenuto e cercando di avere dei contatti, con il mondo esterno, per facilitare il reinserimento futuro. L’educatore è colui che insieme allo psicologo e agli agenti, incontra il nuovo giunto. Inseguito è colui che scrive la “sintesi”40, ossia la relazione che scrive per i singoli detenuti, (necessaria obbligatoriamente per i definitivi), avendo una responsabilità di coordinamento dell’area pedagogica. L’assistente sociale è un dipendente del Ministero della Giustizia, che fa capo al C.S.S.A.. L’assistente si occupa del rapporto tra il detenuto e l’ambiente esterno (famigliari, lavoro) e delle eventuali problematiche che si possono osservare41. Il compito maggiore dell’assistente sociale è l’osservazione per valutare la riduzione della pena. L’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) è il luogo dove le famiglie, i parenti, possono rivolgersi per richiedere l’intervento dell’assistente sociale. Questo Ufficio rimane aperto in giorni e orari diversi a seconda della disponibilità. L’assistente post-penitenziario si occupa soprattutto di aiutare il detenuto nel momento della liberazione e seguirlo anche per un periodo successivo. Lo psicologo e il criminologo, operano come esperti del Ministero della Giustizia e valutano la personalità del condannato. Queste persone svolgono il colloquio iniziale nell’Ufficio Matricola, per conoscere le condizioni del detenuto appena entrato nel carcere. In seguito, faranno anche altri colloqui con i detenuti, soprattutto con le persone che possono risultare di grave pericolosità per sé e per gli altri (timore di suicidio). 40 La sintesi è la relazioni che spiega i comportamenti tenuti dal detenuto durante la detenzione, indicando anche un percorso personalizzato. Questa “sintesi” serve al Magistrato di Sorveglianza per concedere i benefici della legge. 41 www.ristretti.it 25 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 4.1.3 L’area medica Il medico è colui che visita per primo il nuovo giunto e garantisce il servizio sanitario dell’istituzione. L’istituto sanitario è dotato di servizio medico, di servizio paramedico, di servizio farmaceutico e di servizio radiologico42. Il servizio sanitario43 non gestisce solo i farmaci, ma permette anche le visite specialistiche (dentista, oculista, cardiologo) e gli esami specialistici. Per alcune visite si rimane interni al carcere, per altre visite si dovrà portare i detenuti fuori dall’istituzione. Il detenuto per essere visitato dal medico penitenziario deve prenotarsi la sera prima, lasciando il suo cognome all’agente di servizio nella sezione. Se invece un detenuto ha un malore improvviso, gli sarà concessa una visita urgente, informando immediatamente l’agente della propria sezione, che avvertirà il medico. Il detenuto può anche scegliere di fare delle visite da un medico esterno44, domandando il permesso al Direttore e specificando il motivo della visita, pagandole a sue spese. Il medico assieme allo psichiatria sono coloro che assegnano le terapie ai detenuti. La terapia consiste nel dare medicine antidepressive psicotrope e ansiolitici. All’interno del carcere ci sono boccette di tutti i tipi e proprietà, che si concedono soprattutto per mantenere tranquillità all’interno dell’istituto e per evitare autolesionismi. Spesso negli istituti carcerari si tende a somministrare le medicine in larga misura45. Gli infermieri sono coloro che assistono il medico e intervengono nel momento in cui lui è assente. L’infermiere non si può permettere di modificare le terapie prescritte dal medico. Questa figura consegna ai detenuti quotidianamente le loro terapie. 42 www.ristretti.it Il servizio sanitario consente alle madri di tenere presso di sé figli fino all’età di tre anni. 44 Art. 11 O.P. 45 www.ildue.it 43 26 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 L’equipe del carcere è incaricata di seguire il singolo detenuto (la sua personalità, le sue esigenze, il suo comportamento, la vita del detenuto) e il seguente trattamento rieducativo, importante per la concessione dei benefici di legge. In più, questa equipe si deve anche interessare della particolare cura dedicata a mantenere la relazione con i detenuti e con i loro famigliari. L’equipe che partecipa è formata dal: Direttore del carcere, dal medico, dall’assistenza sociale, dallo psicologo e dall’educatore, che scrivono la “sintesi”. Si ricorda inoltre dell’aiuto del cappellano e dei suoi assistenti che garantiscono l’assistenza religiosa e svolgono anche la funzione di sostegno morale al detenuto. 4.2 Il personale esterno Il personale esterno viene cosi suddiviso. Nella prima parte si parla di figure che trattano con le istituzioni penitenziarie come: gli insegnati, i volontari, i mediatori culturali. Nella seconda parte si descrivono i centri di aiuto che sostengono i detenuti e aiutano l’istituto. 4.2.1 Varie figure Gli insegnati o operatori della formazione professionale, possono essere dipendenti interni o esterni all’istituzione carceraria. Queste persone forniscono degli stimoli ai detenuti sia per l’acquisizione di requisiti utili e necessari sia per la valorizzazione del reinserimento futuro. Gi insegnanti cercano di spronare i condannati per avere maggiori informazioni utili al momento dell’uscita (terminare le scuole, seguire dei corsi di computer). 27 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 I volontari entrano in carcere attraverso l’Art. 1746 e 7847 per dare il loro contributo. Gli assistenti volontari sono le figure che pongono un sostegno morale ai detenuti e collaborano nei trattamenti. Per parlare con un volontario il detenuto può richiederlo attraverso la domandina. Il volontario collabora anche con gli altri operatori, soprattutto con gli educatori. La persona volontaria si interessa anche: dei vestiti, degli incassi degli assegni, delle pratiche pensionistiche e delle pratiche matrimoniali di ogni singolo detenuto48. I volontari partecipano alle diverse attività (ricreative, culturali, sportive). I mediatori culturali arrivano grazie alla collaborazione tra il comune e la regione. La loro funzione è quella di seguire maggiormente le persone detenute straniere (lingua, religione, pratiche amministrative)49. 4.2.2 I centri di aiuto I centri che aiutano le istituzioni carcerarie sono diversi. Il primo centro è il centro di servizio sociale per adulti (C.S.S.A.), stato costituito con l’Art. 72 del O.P. e dislocato nelle sedi dei Tribunali di Sorveglianza. Questo centro è costituito da assistenti sociali, dal Direttore del servizio sociale, dal personale amministrativo di polizia penitenziaria. Questi centri dipendono dal D.A.P. e hanno diverse competenze. Le funzioni svolte all’interno del carcere: fanno interventi per i detenuti in Art. 21, partecipano all’osservazione e al trattamento ed eseguono i compiti di consulenza. All’esterno i loro compiti: gestire i detenuti in affidamento e in 46 L’Art. 17 esprime la possibilità ad un singolo privato oppure a una associazione di sottoporre alla direzione del carcere un progetto che ritiene utile, al fine di avvicinare la comunità carceraria al mondo esterno. 47 L’Art.78 fa entrare in carcere un volontario per favorire il rapporto con il detenuto e con il mondo esterno. Il volontario entra grazie al D.A.P. con un tesserino, dopo che sono state effettuate opportune indagini da parte dei carabinieri. Il tempo necessario dalla domanda necessita dai 6 ai 12 mesi di tempo. 48 www.ristretti.it 49 www.ristretti.it 28 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 semilibertà, intervenire per la concessione degli affidamenti, formulare i programmi con il servizio tossicodipendenza (Ser.T.) e alcool-dipendenza e applicare la revoca alle misure alternative. Questo servizio si occupa anche di raccogliere informazioni sulle famiglie dei detenuti, in vista dell’uscita, tramite permesso o misure alternative. Un altro centro è il Ser.T., istituito con il DPR 309/90 e presente in ogni sede dell’ASL, con ambulatori anche sul territorio, per dare assistenza medica e psicologica ai tossicodipendenti. Per questo motivo il medico al primo colloquio cerca di essere informato se il nuovo giunto è un tossicodipendente o un alcool-dipendente, così può essere aiutato dal Ser.T. Il detenuto può già somministrare un certo tipo di terapia, per questo motivo il medico chiede al detenuto se già somministra dei farmaci. Il detenuto può chiedere anche in seguito al medico di venire a contatto con un centro di tossicodipendenza. Il Ser.T. può prendere contatti con il Ser.T. del detenuto, se già in terapia. Le funzione del Ser.T. sono: definire un programma idoneo per un’alternativa alla scarcerazione, prendere contati con comunità terapeutiche e con le cooperative sociali del lavoro, inserire il detenuto all’interno di gruppi di trattamento terapeutico e infine valutare se il condannato ha bisogno di un sostegno psicologico. Il Ser.T. svolge un’attività di cura riabilitativa per i tossicodipendenti attraverso l’aiuto di assistenti sciali, psicologi e medici. L’altro centro è l’Associazione Club Alcolisti in trattamento (A.C.A.T.) che opera nella carcere dal 1992. Questo centro lavora con i detenuti attraverso una terapia di gruppo in cui esiste il confronto e la condivisione dello stesso problema. Questo serve perché una volta che la persona diventa astinente, il centro può lavorare sui cambiamenti della sua 29 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 vita e affrontare progetti per il futuro. Gli incontri avvengono grazie ad un servitore-insegnate, una volta alla settimana per una durata circa di un’ora e mezza. Per partecipare agli incontri è necessario fare richiesta grazie a una domandina. Il detenuto può anche chiedere ai volontari, agli educatori o allo psicologo/criminologo, le informazioni utili per avvicinarsi a questi centri. L’equipe di questo centro svolge un’attività di cura e riabilitazione rivolta agli alcool-dipendenti, insieme all’educatore e all’assistente sociale. Il centro dei consigli di aiuto sociale, è situato in ogni sede del Tribunale Penale ed è presieduto dal presidente del Tribunale stesso. Questo centro serve per seguire il percorso del reinserimento dei condannati ammessi alle misure alternative50. 50 www.ildue.it 30 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 5. LA GIORNATA Di seguito, sono esplicitati tutti gli elementi che servono per capire come può essere una giornata in un carcere. 5.1 La domandina La domandina è la richiesta scritta, il modello 393 A.P, con il quale il detenuto può chiedere alla direzione tutte le necessità, relative alla propria vita carceraria. Il modulo pre-stampato, che misura una trentina di centimetri ed è suddiviso in tre parti. La prima parte in alto rappresenta la stella e l’alloro della Repubblica e la dicitura del “Ministero della Giustizia”, del dipartimento dell’A.P., della direzione del carcere e la data. La seconda parte dove il sottoscritto richiede, in tre o quattro righe la sua richiesta. In seguito una parte dedicata all’A.P. di dieci righe. La terza parte è la decisione presa dal Direttore. Ogni detenuto fa circa due domandine al giorno. Il seguente modulo va richiesto allo scrivano della propria sezione, compilato e inoltrato alla direzione imbucandolo nell’apposita casella, che sarà consegnato all’Ufficio Matricola. Con la richiesta scritta si può chiedere: di mandare un telegramma o una raccomandata, di ritirare un pacco postale, di ricevere tramite i colloqui quei generi che necessitano di autorizzazione, un sussidio (se si trova senza soldi), libri in prestito dalla biblioteca, il cambiamento di cella o di sezione, di effettuare colloqui (con i famigliari, Direttore, Comandante, responsabile dell’Ufficio Matricola, responsabile dell’Ufficio Comando, con il Direttore dell’area pedagogica, con gli assistenti sociali, con gli operatori del Ser. T., con lo psicologo,con 31 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 l’educatore, con il cappellano, con i volontari, …), di frequentare attività sportive, ricreative, culturali o di altro tipo, di chiedere le copie di atti e provvedimenti e di richiedere l’acquisto dei prodotti non compresi nell’elenco della spesa. 5.2 La salute Il servizio sanitario fornisce i farmaci per le terapie prescritte e l’infermiere non può variare le dosi stabilite dal medico51. È consentito per ogni detenuto, se non carcerati in regime di alta sorveglianza, avere quattro ore di aria al giorno, dalle 9.00 alle 10.30 del mattino e dalle 13.00 alle 15.30 del pomeriggio. È capitato che il Direttore del carcere (tipo a San Vittore, causa il troppo caldo) potesse prolungare l’ora di aria dalle 13.00 alle 18.00 per svariati motivi. I detenuti dovevano, nell’affrontare questo cambiamento, rientrare comunque nella cella, per la conta e poi riuscire. Non è obbligatorio che un detenuto esca dalla propria cella. Nell’ora di aria è consentito ai detenuti lo svolgimento di attività sportive, anche con i mezzi messi a disposizione dall’amministrazione, di fare la doccia, di recarsi dal barbiere, a visita medica, a colloqui oppure telefonare ai famigliari. Anche per giocare all’esterno esiste un criterio di turnazione52. 51 52 Riferimento al capitolo 4 nell’area medica. www.ristretti.it 32 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 5.3 La cella e l’igiene La cella è un locale nel quale vengono alloggiati i detenuti. La misura della cella è di 4x2 metri e in teoria non dovrebbe ospitare più di due persone. Si vive in questo luogo per 21 ore al giorno, con la sola distrazione di un televisore 14 pollici, non sempre a colori. La stanza è attraversata da un muro divisorio che la separa dal bagno (4x1,10 metri) in cui c’è una finestra con le sbarre antievasione e con una latrina alla turca e un lavandino. Attaccato ai lavabi i detenuti organizzano la loro cucina, costituita da vecchi armadietti sgangherati e utilizzati come piano cottura e come dispensa. Su ogni piano delle sezioni, si possono ritrovare anche delle celle più grandi, 4x5 metri, con adiacente il bagno della stessa misura. Possono arrivare a contenere queste celle fino a 12 o 14 persone. Ci si trova nello stesso momento nella solitudine e nel casino. La cella deve essere pulita. Nel momento in cui un detenuto per gravi motivi di salute, non riesce a mantenere la cella pulita, provvedono (ex Art. 6 D.P.R. 230/2000) i detenuti incaricati a svolgere tali mansioni. Il materiale per la pulizia della cella è fornito gratuitamente dall’amministrazione (ex Art. 8 D.P.R. 230/2000 e Art. 8 L. 354/1975). Il detenuto se vuole, ha la possibilità di acquistare altri beni per la pulizia a sue spese. A causa, alcune volte della convivenza forzata nelle celle di più persone, si possono incontrare dei seri rischi per la salute. È indispensabile rispettare i comportamenti elencati nelle norme di comportamento della salute, per evitare il rischio di contagio causato da microrganismi (batteri, funghi, parassiti). La doccia è consentita tutti i giorni ed in particolare è prevista dopo attività sportive, lavorative. Ad orari fissi passa tre volte al giorno un’agente per la conta, che deve controllare la presenza del detenuto in cella. 33 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 5.4 L’alimentazione L’alimentazione, sana e sufficiente, è assicurata dall’Amministrazione Penitenziaria e deve essere adeguata all’età, al sesso, allo stato di salute, al lavoro, alla stagione, al clima53 e prevede obbligatoriamente tre pasti al giorno54. Il cibo risulta un bene primario nella quotidianità. Il carrello che porta il mangiare, il portavitto, passa tre volte al giorno: al mattino (porta il pane e il latte per la colazione e la frutta fresca per tutto il giorno), a mezzogiorno (porta un primo, un secondo, e la verdura) e alla sera (porta una minestra, un secondo, tra cui formaggio o salumi). I detenuti possono richiedere, sempre attraverso la richiesta scritta, di avere il vitto corrispondente alla loro religione, di avere il vitto per persone con problemi di salute, alle donne in cinta o puerpere. In questo caso, anche il medico, può dare una dieta appropriata che deve venire rispettata. La qualità e la quantità dei pasti, segue delle tabelle approvate con il decreto ministeriale. Ci sono dei rappresentanti detenuti55, designati mensilmente, che controllano l’applicazione delle tabelle e la preparazione del cibo, esprimendo le loro osservazioni56. All’interno della cella è possibile cucinare su unico fornello da campeggio. Le posate sono in plastica e non possono essere assolutamente di acciaio57. È possibile comprare allo spaccio due “quartini”, contenitore del vino, al giorno, quindi al massimo mezzo litro. 53 Art. 9 O.P. Art. 11 D.P.R. 230/2000 55 Questa commissione, composta da: tre detenuti, il Direttore, l’assiste al prelievo dei generi voluttuari, che controlla la qualità e la quantità, verifica che i generi prelevati siano interamente usati per la confezione del vitto (Art. 9, L. 354/1975 e Art. 12 D.P.R. 230/2000). In più la stessa commissione può valutare la qualità e il prezzo dei generi venduti allo spaccio carcerario, che per legge non possono essere superiori a quelli praticati nel comune dove sorge il carcere. I prezzi vengono controllati periodicamente e resi noti ai detenuti. 56 www.ristretti.it 57 Alcuni detenuti si inventato le posate di acciaio facendo esplodere le bombolette del gas per utilizzarne la lamiera. È possibile anche costruire un forno, rivestendo due cassette con la carta da forno, ogni tanto si incendiano. Qualche detenuto ha provato a costruire anche un frigo con l’acqua corrente collegato attraverso una serie di bottiglie di plastica. 54 34 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 5.4.1 La spesa La spesa che un detenuto può fare, gli permette di acquistare solo i generi alimentari (frutta, verdura, carne, pesce, pasta, riso, zucchero, caffé) e i conforti elencati (pentole e accessori per la cucina, un fornello da campeggio con le apposite bombole, detersivi, generi per la cura della persona, cartoleria, sigarette, giornali, riviste, francobolli, buste, carta da lettere) nell’apposito tariffario tramite l’apposito modulo. Se il detenuto vuole acquistare altri prodotti che non sono compresi nella lista, può richiederlo attraverso la domandina, specificando il motivo. Il detenuto non può spendere più di 424,00 € al mese, di conseguenza significa che alla settimana può spendere 106,00 €. Questa somma serve per comprare i prodotti inseriti nell’elenco della spesa, per spedire telegrammi ed effettuare telefonate, sempre tramite richiesta scritta58. Ricordando che nel momento in cui si è arrestati è possibile effettuare una spesa straordinaria per acquistare prodotti di prima necessità. 5.5 La formazione L’Art 5 O.P. prevede che all’interno degli edifici penitenziari, ci devono essere dei locali per lo svolgimento di attività in comune59. E’ giusto sapere che spesso la formazione, viene ostacolata a causa dell’assenza degli agenti (malattia, sciopero, recuperi,…). La scuola e le attività culturali sono sempre subordinate a quelle lavorative. 5.5.1 La scuola Negli istituti penitenziari si svolgono corsi scolastici sia a livello di scuola dell’obbligo (attraverso personale della scuola pubblica) e sia a 58 59 www.ristretti.it www.ristretti.it 35 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 livello di scuola secondaria superiore (attraverso un percorso individuale di preparazione, anche con l’apporto di insegnati volontari). Per i detenuti che fanno una richiesta, è possibile anche seguire le lezioni tramite privatisti, per il conseguimento della scuola secondaria superiore o della laurea universitaria60. Per sostenere gli esami universitari, se non si usufruisce di permessi premio per recarsi all’università, è possibile venire esaminati direttamente da una commissione di docenti direttamente in carcere. Gli istituti penitenziari propongono anche dei corsi per le persone straniere, tipo: corsi di alfabetizzazione e elementi basilari della cultura del nostro paese. Tutto questo verrà riconosciuto attraverso gli attestati o i diplomi scolastici riconosciuti dallo Stato. I corsi professionali, invece non rilasciano un titolo di studio, bensì un attestato di frequenza o di qualifica professionale riconosciuto dalla Regione. Possono anche prevedere una parte pratica, come tirocini o stage. Per la presenza di questi corsi è previsto un sussidio economico. 5.5.2 Il lavoro Gli scrivani di sezione possono dare il modulo prestampato al detenuto, per essere ammessi all’attività lavorativa, che verrà consegnato alla direzione. Chiaramente in questo modulo, bisogna specificare a quale lista si vuole partecipare, Ci sono due liste a cui si può partecipare:a possibilità: la lista dei posti di lavoro generici o domestici e la lista dei posti di lavoro per qualifica o per mestiere (muratore, manovale, imbianchino, cuoco, tipografo, …). Questi sono lavori alle dipendenze dell’A.P.. Per arrivare ad ottenere un lavoro, ci sono i criteri di assegnazione dei punteggi. Questo criterio viene effettuato in base: a carichi familiari, alla professionalità dei titoli di studio, alla qualifica 60 www.ristretti.it 36 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 professionale, all’indigenza e all’anzianità di disoccupazione decorrente dall’inizio della carcerazione. Insieme al modulo prestampato, è meglio allegare la documentazione dimostrante le condizioni utili per essere presi61. Nel gergo carcerario i detenuti che hanno un lavoro sono chiamati “lavoranti” e indossano una casacca azzurra o color camoscio. I lavori domestici non sono garantiti da nessun contratto, per questo motivo l’Amministrazione Penitenziaria può gestire la rimozione del lavoro e dunque la cessazione del rapporto per motivi disciplinari. Per quanto riguarda le mansioni che si possono svolgere all’interno del carcere sono: portavitto (porta il mangiare nelle celle), spesino (porta la spesa nelle celle), inserviente cucina, cuoco, aiuto cuoco, scopino (tiene puliti gli spazi comuni), scopino esterno (tiene puliti gli spazi esterni), portapacchi (consegna i pacchi ai detenuti), apprendista generico, magazziniere, imbianchino, manovale, barbiere, piantone (fare la guardia) e scrivano (aiuta i compagni nel compilare le domandine e nelle attività burocratiche e amministrative della sezione). I laboratori intramurari (attività che si svolge all’interno del carcere con finalità di risocializzazione dei detenuti) possono essere: lavanderia (lavaggio e stiratura), falegnameria, assemblaggio del legno, assemblaggio catene portacavo. Fare sentire i detenuti utili, socialmente, aiuta ad evitare che, una volta usciti dall’istituto penale, riprendono a commettere reati. Fra i detenuti che hanno fatto lavori socialmente utili nessuno è scappato e nessuno è più rientrato in carcere62. 61 62 www.ristretti.it www.ildue.it 37 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Per quanto riguarda le donne, spesso chi non lavora sono le nomadi, straniere o persone con problemi di tossicodipendenza, solo ed esclusivamente perché stanno affrontando diversi percorsi (terapie di recupero, percorsi di formazione professionale o d’istruzione,…) per dare modo di favorire l’autonomia sociale. Le detenute che lavorano, trovano una collocazione lavorativa professionalizzante e più stabile di quella maschile, sia dentro che fuori dal carcere, raggiungendo, a volte, obiettivi d’eccellenza. Questo dimostra che la detenzione, se gestita in modo proficuo, può diventare anche un’occasione di crescita professionale e sociale, che nella maggior parte dei casi, continua una volta conclusa l’esperienza detentiva63. I lavori esterni vengono promossi e gestiti da soggetti esterni all’A.P., sono le Cooperative Sociali e le Imprese. Il rapporto di lavoro con le attività esterne, può essere con un contratto sindacale oppure con un contratto di collaborazione. L’acceso ai lavori esterni viene deciso dall’equipe trattamentale. Nel momento in cui un detenuto ha il permesso di lavorare al di fuori del carcere viene chiamato “in articolo 21”. La concessione al lavoro esterno, viene emanata dal Direttore ed approvata dal Magistrato di Sorveglianza. Non ci sono dei vincoli particolari, per inserirsi nel mondo del lavoro esterno, se non che per i condannati con l’Art. 4 bis che devono almeno aver scontato un terzo della pena e per i condannati all’ergastolo che devono almeno avere scontato dieci anni. I lavori che sono effettuati dai detenuti nel mondo esterno sono: pulizie di aree verdi, serre, parchi, pulizie di strade, pulizia dei muri dai graffiti, raccolto delle foglie, risistemare case di riposo. I detenuti vengono pagati dal loro datore di lavoro, che li assume per un periodo da sei a dodici mesi, con uno 63 www.ildue.it 38 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 stipendio non comune. I detenuti che lavorano all’esterno, esco dal carcere al mattino per rientrarvi la notte. Le attività lavorative extramurarie (attività che i detenuti possono svolgere all’esterno del carcere), possono essere: costruzione o ri-sistemazione di capannoni/depositi, servizi cimiteriali, servizi di pulizie delle aree verdi. 5.5.3 Le attività ricreative, culturali e sportive Le attività che vengono create all’interno dell’istituzione carceraria, sono fondamentali per il percorso di trattamento dei detenuti. Le persone che si occupano di queste attività sono: il Direttore, gli educatori, gli assistenti sociali e la rappresentanza di cinque detenuti (con la previsione di altri cinque detenuti, individuati tramite un sondaggio con cadenza quadrimestrale). I detenuti devono presentare con richiesta scritta la possibilità di partecipare a un corso, scrivendo il nome del corso. Solitamente capita, che le richieste sono superiori ai posti disponibili. È possibile che alcuni carcerati possono rimanere esclusi. Ogni persona deve guardare gli avvisi, che si trovano sulla porta della saletta64. Le attività di questo genere, sono importanti per il percorso trattamentale, in cui l’equipe può osservare il comportamento del carcerato e il modo in cui partecipa. Esistono anche momenti di socialità, che vengono fatti nei momenti dei pasti oppure nella saletta65. Le attività sportive praticate sono: il calcio e la pallavolo e la palestra. Per le attività culturali è possibile incontrare delle persone esterne che interagiscono, su degli argomenti, con i carcerati. 64 65 www.ristretti.it Luogo in cui i detenuti si possono a ore prestabilite del giorno e fare giochi o altro. 39 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 5.6 La biblioteca La biblioteca esiste in ogni sezione e il detenuto può consultare i libri nella propria sezione. Per ogni sezione, ci sono dei giorni e degli orari stabiliti di apertura. La gestione della biblioteca è effettuata da parte degli educatori, con l’aiuto da parte dei volontari e dai rappresentanti dei detenuti. Dopo avere consultato il catalogo, si inoltra la domandina di richiesta dei libri che interessano. È possibile richiedere al massimo due libri alla volta, salvo disponibilità. 5.7 La religione Il cappellano e il suo equipe svolgono un importante compito. Queste persone spesso si ritrovano a parlare con i detenuti, ad ascoltarli. Il libro più letto nelle carceri italiane rimane il Vangelo, richiesto in tutte le lingue. Spesso i detenuti si possano tra di loro il vangelo. Un detenuto passa il vangelo ad un altro detenuto dicendogli: “Prendi, a me ha fatto bene, può fare bene anche a te”66. Un cappellano che esercita questa esperienza tutti i giorni spiega: “Solo il bene guarisce il male. Solo l’amore salva, redime, recupera e dà alla persona la possibilità di un futuro”67. Nelle carceri è assicurata la celebrazione del rito cattolico, tutte le domeniche. Gli appartenenti ad altre religioni hanno il diritto di ricevere l’assistenza dei ministri del proprio culto e di celebrarne i riti68. 5.8 I contatti con il mondo esterno 5.8.1 I colloqui La conversazione è regolata dall’ Art 18 O.P. e dall’ Art 37 O.P. del D.P.R. 230/2000. Ogni giunto può usufruire di sei colloqui mensili con 66 www.ildue.it www.ildue.it 68 Art. 26 O.P. 67 40 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 parenti o conviventi, della durata ciascuno di un’ora, con al massimo la partecipazione di tre persone per volta. Per chi ha parenti che si trovano fuori dal comune, è possibile prolungare il colloquio, nel momento in cui la settimana prima non è stato possibile effettuarlo, può raggiungere un massimo di quattro ore nello stesso giorno. Solo i detenuti con l’Art 4 bis possono usufruire solo di quattro colloqui al mese. Bisogna anche stare attenti a cosa si intende per persone che possono partecipare ai colloqui. Coloro che possono partecipare sono: ascendenti, discendenti, coniuge, fratelli, sorelle, zii, nipoti69. I detenuti dell’art. 4 bis possono richiedere colloqui con un parente fino al terzo grado70, mentre gli altri detenuti fino al quarto grado. Solo in casi particolare può essere fatta richiesta di incontrare un’altra persona, specificando però il motivo. Il colloquio è concesso dall’autorità giudiziaria, nel caso in cui non si è ancora svolto il processo di primo grado, altrimenti è autorizzato dal Direttore dell’istituto. Una volta che il detenuto è autorizzato a fare i colloqui, è sufficiente che i familiari si presentino, all’ingresso dei colloqui, con un documento valido. C’è la possibilità di avere ulteriori colloqui o la possibilità di trascorrere la giornata o parte della giornata assieme alla propria famiglia, per mantenere i rapporti con loro, ma tutto questo è autorizzato dal Direttore dell’istituto, una volta ascoltato il gruppo di osservazione e trattamento71. La persona che si desidera incontrare non deve avere precedenti penali o carichi pendenti. Siccome i colloqui non sono obbligatori, il detenuto può avvalersi della facoltà di escludere qualche persona dai colloqui. Il colloquio viene eseguito in apposite sale dove contemporaneamente si incontrano altri 69 Art. 307 comma IV c.p. L. 354/1975 71 Art. 61 D.P.R. 230/2000. 70 41 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 nuclei famigliari, intorno a un tavolo72. Chiaramente tutti i detenuti prima di andare nella sala dei colloqui verranno perquisiti. Solo per chi ha dei figli al di sotto dei quattro anni, può fare richiesta di avere una saletta singola una volta al mese. Un detenuto: “Non devo dare l’impressione della mia sofferenza, e poi non voglio farmi vedere trasandato, voglio che almeno in questa ora si viva una atmosfera diversa, familiare, felice. … Si cominciano ad aprire cancelli, altri cancelli, porte e porte ancora. Non senti neanche il rumore ma il metallico richiudersi non lo consideri. La tua mente oramai è già là, già nella saletta a fantasticare. … Il colloquio è l’avvenimento settimanale che più di ogni altro suscita emozioni e ansie in noi detenuti. … Si discute dei problemi familiari e spesso ci si sente impotenti. È un momento attesissimo perché per una volta si parla di argomenti di tutti i giorni. Si parla di tempo che scorre, lentamente e si fantastica sul giorno lontano e ambito della propria liberazione”73. 5.8.2 Le telefonate Le telefonate sono disciplinate dall’Art .39 O.P.. I detenuti possono usufruire di una telefonata alla settimana, con i propri congiunti, per un tempo massimo di dieci minuti, mentre i detenuti dell’Art. 4 bis possono usufruire di due telefonate al mese. Fino alla sentenza di primo grado, la richiesta va effettuata all’autorità giudiziaria e in seguito al Direttore dell’istituto. Le telefonate saranno concesse una volta controllati i gradi di parentela e solo a telefoni privati intestati ad un famigliare, non sono concesse telefonate ai cellulari, ai telefoni pubblici o agli uffici. Nel momento in cui si fa la richiesta è d’obbligo specificare il giorno e l’ora in 72 Ricordandosi che prima nel colloquio, fino a settembre 2000, il detenuto vedeva i propri familiari attraverso un divisorio che impediva di sentirsi vicini e non si poteva fare altro che guardarsi in faccia o stringersi per mano. 73 www.ildue.it 42 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 cui si richiede di effettuarla. Se capita che un detenuto arriva da un altro carcere e le sue richieste erano già state autorizzate, dovrà ripresentarle nuovamente al nuovo istituto. In ogni carcere vengono scelti giorni diversi per ogni sezione per fare i colloqui. Nel momento in cui capita uno spostamento è possibile che i familiari arrivano al solito giorno e quindi verranno rimandati indietro, causa lo spostamento in un’altra sezione che comporta anche il cambiamento di giorno del colloquio. Per i detenuti stranieri con la famiglia all’estero, occorre la collaborazione del Consolato di appartenenza per l’accertamento del numero telefonico. Le telefonate non devono essere né ascoltate né registrate, salvo in casi particolari. 5.8.3 La posta La posta può essere inoltrata senza limitazioni. Nel caso in cui il detenuto non abbia il materiale sufficiente per scrivere, può fare richiesta all’amministrazione, la quale è obbligata a fornire il detenuto. Le lettere a busta chiusa, devono indicare il nome del destinatario e sul retro il proprio nome e cognome. Le raccomandate, i fax e i telegrammi si possono inviare allegando una domandina, sulla quale si scrive il proprio numero di matricola ed il conto corrente. Le limitazioni per corrispondenza via postale, possono essere limitate per ragioni di indagine investigativa o per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico74, ad esempio per i detenuti in attesa di giudizio o in regime di sorveglianza speciale. Non possono essere fatte a confronto delle limitazioni, se la corrispondenza è indirizzata ai membri del parlamento, alle rappresentazioni diplomatiche o consolari del paese di appartenenza, all’organismi di tutela dei diritti umani e ai 74 Art. 18 ter O.P. 43 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 difensori75. La posta viene consegnata una volta al giorno dall’agente, che deve aprirla solo ed esclusivamente davanti al detenuto. 5.8.4 I pacchi Si possono ricevere fino a quattro pacchi mensili, tramite i colloqui familiari, non eccedenti a 20 kg e possono contenere generi alimentari e vestiti. Il detenuto può ricevere anche libri, riviste, giornali e altro materiale didattico. Gli abiti e le scarpe imbottiti potrebbero non essere consegnate al detenuto, perché di difficile controllo o perché non consentiti. Nei pacchi non ci può essere frutta, verdura, cibi confezionati o acquistabili nella lista della spesa e niente alcool. Nel caso in cui i pacchi vengono spediti attraverso posta, possono essere consegnati nei quindici giorni precedenti se non si è fruito di alcun colloquio. Il pacco chiaramente arriva solo a coloro che hanno parenti. Un detenuto può chiedere il permesso per ricevere i pacchi da un conoscente, in questo caso nei pacchi non sono consentiti generi alimentari, ma solo abbigliamento. Un detenuto: “Familiari e amici ci portano il pacco, ovvero della biancheria pulita e anche alcune prelibatezze che ricordano gli affetti di casa, e stimola l’intensa emozione che suscita la visita dei miei cari”76. 5.8.5 I permessi Nel momento in cui c’è una persona famigliare al detenuto in pericolo di vita, può essere concesso da parte del Magistrato di Sorveglianza, il permesso di recarsi a visitare la persona malata77. 75 www.ristretti.it Alberino il due. 77 Art. 30 O.P. 76 44 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Il detenuto definitivo da parte del Magistrato di Sorveglianza, dopo aver sentito il Direttore del carcere, può ottenere i permessi premio nel momento in cui ha tenuto una regolare condotta. Questi permessi hanno una durata di al massimo 15 giorni per volta, per un massimo di 45 giorni annui. Tutto questo rientra nel trattamento penitenziario, che deve essere seguito anche dagli educatori, per permettere di coltivare interessi sia affettivi che di lavoro. Queste licenze vengono concesse a: detenuti definitivi con pena inferiore ai tre anni, detenuti definitivi con pene superiori a tre anni dopo avere già scontato almeno un quarto della pena e infine ai detenuti dell’Art. 4bis dopo aver espiato almeno la metà della pena78. I permessi di soggiorno riguardano solo ed esclusivamente le persone extracomunitarie. Se questa persona risulta regolare, è possibile chiedere al datore di lavoro di rilasciare una dichiarazione di disponibilità a farlo lavorare, prolungando il permesso di soggiorno. Al contrario se l’extracomunitario è un clandestino, è importante che qualche datore di lavoro gli proponga un lavoro, in cui successivamente dovrà farsi regolarizzare79. 5.9 Le spese processuali e di mantenimento La quota giornaliera che un detenuto deve pagare è fissata a 1,80 € e comprende il costo dei pasti, l’uso del corredo personale. Solo attraverso una difficoltà economica e grazie ad una buona condotta, è possibile ottenere la remissione del debito. Questa istanza è da presentare al Magistrato di Sorveglianza non appena ricevuto l’avviso di pagamento. Nel momento che il detenuto avrà terminato di scontare la pena, il Magistrato di 78 79 Art 30 ter O.P. www.ristretti.it 45 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Sorveglianza, valuterà se sussistono le condizioni per ricevere la remissione del debito. La retribuzione (peculio) dei detenuti definitivi per il lavoro effettuato, sarà suddivisa in fondo disponibile (quattro quinti) e in fondo vincolato (un quinto). I soldi del fondo vincolato (che non può superare 1000 €) saranno disponibili solo a fine pena e solo per motivi di necessità è possibile chiederne lo svincolo, utilizzando il solito modulo, da consegnare al Direttore80. Se si supera la somma, i soldi in eccedenza verrà inviati ai famigliari o ai conviventi oppure depositati su un conto corrente. Il peculio non può superare i 2000 €81. 80 81 www.ristretti.it Art. 57 Reg. 46 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 6. I PROBLEMI I problemi del carcere sono i più svariati. Ho cercato di raggrupparli in aree. Partendo dalla condizioni critiche del carcere fino ad arrivare al problema riguardante la salute. 6.1 Le condizioni critiche “All’interno delle carceri si parla delle gravi condizioni critiche che si verificano ultimamente. Si deve iniziare a valutare l’idea che un carcere non è una discarica o un’immondizia. All’interno dell’istituto ci sono diverse persone che vivono tra cui i detenuti82. I detenuti, sono li per scontare la loro pena, ma dobbiamo sempre ricordarci che sono persone umane anche loro, che hanno una dignità e dei diritti che devono essere salvaguardati e difesi. Evitare quindi il sovraffollamento, sarebbe uno dei primi punti, visto che esistono le risorse come le colonie agricole. In più i reingressi nel carcere portano a capire che bisognerebbe ridisegnare il trattamento penitenziario (ma senza risorse umane, risulta impossibile) Alcune volte capita agli istituti di scarseggiare dei beni primari: carta igienica, sapone per lavarsi, i pasti insufficienti per sfamare il bisogno della popolazione carceraria e il sopravvitto praticamente non se lo può permettere più nessuno. L’emergenza è stata all’incirca fermata dalle associazioni di volontari. La capienza complessiva delle carceri italiane corrisponde a una tollerabilità massima di 63.406 detenuti e negli ultimi anni siamo giunti a 55.960, questi 47 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 dati parlano da soli. Le condizioni sono in vivibili. Spesso capita negli istituti di chiudere anche dei reparti per ristrutturazioni e questo porta ad avere sezioni sovraffollate. Alcune volte ci sono filtrazioni di acqua nelle celle e si trovano anche spesso gli scarafaggi (fungono da veicolo per parassiti e agenti patogeni pericolosi per i detenuti), pericolo ulteriore per chi dorme per terra sopra a un materasso. Le celle di 3x2 metri contengono in questi casi fino a sei persone, con due letti a castello a tre piani, quindi questo conferma che sei detenuti insieme non possono alzarsi in piedi contemporaneamente, si dovranno alzare a turno per fare due passi all’interno della cella. Nelle celle più grandi si arriva ad ospitare fino a un massimo di undici persone. Questo comporta di non riuscire nemmeno più a stare attenti alle diverse etnie che se messe insieme spesso provocano delle risse. I servizi igienici risultano inadeguati e le docce non sono sufficienti per tutti. Alcune volte capita di rimanere senza cella per il nuovo giunto, così che gli agenti penitenziari si devono momentaneamente inventare delle celle dove potere mettere queste persone, aspettando che si liberi un posto. Capita che i nuovi giunti si ritrovano nella stanza del barbiere, senza letto, dormendo per terra o addirittura con persone malate (tubercolosi) rischiando anche di prendere le malattie.” “L’istituto carcerario in Italia è riconosciuto come struttura per detenzione maschile e questo comporta dei disagi alle donne. Le donne hanno rispettivamente dei bisogni diversi rispetto a quelli dell’uomo. La donna quando si trova fuori dalle mura carcerarie: cura il suo corpo, ha le mestruazioni, affronta la maternità, la menopausa e questo in carcere può essere stravolto.” 48 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 “I bambini delle detenute possono stare in carcere fino all’età di tre anni. È chiaramente stato percepito che vivere la giornata attraverso i ritmi che propone l’istituzione, fra divise e porte sbarrate, non risulta la condizione migliore per i piccoli. Spesso non in tutte le carceri c’è la possibilità di avere un nido”. “La percentuale di suicidio, è maggiore per i detenuti italiani piuttosto che per gli stranieri. Il personale penitenziario dichiara che bisognerebbe riuscire a trovare dei metodi per aiutare i detenuti a non suicidarsi.” “Il problema della sessualità è diffuso nelle carceri italiane. Siccome il carcere, comprese le celle, è dichiarato un luogo pubblico, le persone non possono avere vita sessuale.” “La violenza subita dai detenuti dalla “squadretta”, ossia da un gruppo preciso di agenti che viene collegato alla triste piaga dei pestaggi, non viene esplicitata. Il detenuto ha la possibilità di reclamare, ma questo non succede mai. Chiaramente la persona che ha subito delle lesioni è spaventata e la paura di non conoscere cosa potrebbe succedere, se dovesse reclamare, condiziona il detenuto a tacere. Si crea un clima di silenzioso generale: i volontari non parlano, i detenuti fanno lo stesso e tutto rimarrà sempre all’oscuro. Esistono le leggi internamente al carcere ma esse dovrebbero essere applicate e soprattutto rispettate. I detenuti non potendo reclamare per la paura di non sapere cosa può succedergli, successivamente, creano degli scioperi per lamentarsi. Ad esempio lo sciopero della fame, il rifiuto è fatto da tutti i detenuti, ma coloro che rimangono più svantaggiati sono quelle persone che senza prendere il cibo 49 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 che somministra l’A.P., rimangono senza mangiare perché non si possono permettere i sopravvitto.” “Il Tribunale scoppia, perché deve tenere tutte le cartelle rosa dei detenuti. Non avendo più posto queste cartelle sono state collocate nei corridoi. Ogni persona, terminata l’ora di lavoro, può salire al piano dove ci sono le cartelle rosa e conoscere nei minimi dettagli le storie private di migliaia di detenuti. In ogni fascicolo, una storia, c’è scritto il nome e cognome del detenuto, l’accusa, la condanna con data di inizio della pena e la data della fine, le richieste presentate. Microstorie di persone che dovrebbero avere una maggiore privacy ma non ce l’hanno.” “Il problema di cosa può entrare nei carceri sta alla base di alcuni agenti, che prendendo pochi soldi, aiutano i carcerati vendendogli dei telefonini per un costo di 300,00 €. Il telefonino è un mezzo di lavoro importante per i detenuti, perché porta ad avere dei contatti con il mondo esterno. La stessa cosa vale per la droga, spesso viene inserita nei pacchi postali (anche da parenti) consegnati ai detenuti, oppure infilata nella bocca delle moglie che poi la passa al marito detenuto.” 6.2 Le lamentele del personale “Per il personale le condizioni critiche si basano soprattutto su: i loro salari, le ore che sono obbligati a svolgere a causa dell’insufficiente personale presente, la vita che rischiano stando a contatto con i detenuti in senso di violenze, di aggressioni e infine il problema maggiore di non potere avere uno appoggio dall’Amministrazione Penitenziaria presente. Il personale si lamenta anche dei mezzi di trasporto che hanno a disposizione, 50 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 perché spesso sono talmente vecchi o rotti che sono fuori servizio. Gli agenti che soffrono di più sono quelli più giovani, perchè sono costretti ad abbandonare la loro famiglia, perché gli affitti spesso sono troppo cari e con uno stipendio di 1200 € chiedono il permesso di dormire nelle caserme. In Lombardia, riconosciuta come la regione con il maggior numero di detenuti, mancano mille agenti di polizia. Il disinteresse a questo punto non è solo per i detenuti ma anche per le condizioni di vita e di lavoro di chi opera nelle carceri. Cresce la richiesta di sicurezza all’interno delle carceri ma si dimezzano le consulenze. Gli psicologi e i criminologi si lamentano del loro taglio di ore portando così un successivo problema: se il personale ha meno ore, riuscirà solo a seguire uno o due detenuti, per un massimo di cinque minuti al mese, rendendo così improponibile il piano di recupero. Il detenuto dovrebbe essere seguito anche nel corso della carcerazione. Oltre ad avere un taglio di ore, queste persone formate non prendono nemmeno uno stipendio che corrisponda ai parametri del tariffario professionale.” 6.3 Lo sfruttamento lavorativo “Le Cooperative Sociali e le Ditte, che affiancano gli istituti penitenziari, offrono la possibilità di dare lavoro ai detenuti. Sono agenzie che sfruttano la popolazione delle carceri italiane. Le ditte ricavano profitti, perché prendono i carcerati a lavorare che chiaramente pagano una miseria e in più sono persone che hanno assolutamente bisogno di lavoro, quindi non si possono ribellare al superiore. Attuando così l’indebolimento psicologico dei lavoratori sfruttati e speculando sul lavoro dei detenuti riescono a essere finanziati per i loro progetti83.” 83 www.autprol.org 51 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 6.4 La salute “La terapia che viene data ai detenuti spesso è maggiore di quella che dovrebbe essere somministrata. Per qualsiasi motivo vengono somministrati dei medicinali, perché l’importante è mantenere la tranquillità in questi luoghi. “Nel carcere si entra rovinati. Si vive molto male. Si esce consumati”. 52 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 7. LE NOVITÀ Le novità che riguardano il carcere sono molteplici. Sono state divise in cinque aree: il personale, le creazioni dei detenuti, le attività culturali, la salute e altre novità. 7.1 Il personale “I volontari di Milano per avvicinare le persone titubanti rispetto alle carceri, propongono il sabato e la domenica a tutti i cittadini, come si realizza un progetto di volontariato e come si lavora insieme ai disagiati.” “Il garante, è la figura introdotta nell’anno 2005, con l’obiettivo sia di garantire che i detenuti possano esercitare i loro diritti e sia che le pratiche amministrative, che li riguardano, siano sbrigate in tempi giusti. Il garante ha quaranta giorni di tempo, dopo avere ricevuto la domanda, per rispondere, chiaramente potrà anche visitare le carceri. La persona garante potrà anche osservare le leggi o gli atti amministrativi che riguardano i carcerati e collaborare per promuovere studi, iniziative sull’esecuzione delle pene e sui diritti umani. Sarebbe opportuno a questo punto che non si occupasse solo ed esclusivamente dei detenuti ma anche del personale che lavora nelle mura carcerarie e soprattutto delle persone che hanno subito duramente atti criminosi, che spesso si trovano soli ad affrontare problematiche complesse.” 53 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 “Gli avvocati hanno aperto uno sportello di consulenza specifica per chi si trova in carcere e non conosce il sistema della giustizia italiana. 350 avvocati, dopo avere seguito corsi di formazione e aggiornamento, due pomeriggi alla settimana, alternandosi, offrono la possibilità di avere una consulenza gratuita.” 7.2 Le creazioni dei detenuti “L’apertura di un microbirrificio nel Carcere Moranti, l’8 maggio 2009. Questo progetto risulta importante per un reinserimento dei detenuti, una volta scontata la loro pena. È un luogo per alcuni detenuti di “libertà” all’interno di un posto di detenzione. Così possono imparare un lavoro, che in questo caso è il ciclo di produzione della birra. Ad Opera esiste anche un panificio all’interno del carcere.” “Nel carcere di Pinosa, è stata creata la “stanza affettività”. I detenuti hanno creato la prima struttura destinata al luogo dove i detenuti possono avere momenti di intimità con i loro partner.” “Il criminal house è il primo vero e unico gioco in scatola scritto e realizzato in un carcere, dai detenuti di san Vittore con l’aiuto di Emilia Patrono (giornalista e animatrice della redazione dei detenuti del sito www.ildue.it). Il tabellone pieghevole (formato 64x42) conta 60 caselle colorate. Ciascuna casella corrisponde ad una diversa situazione che i detenuti vivono quotidianamente. Si gioca con pedine colorate, tirando i dadi: si parte dall’arresto e si arriva alla libertà. Si tratta di un gioco di strategia, dove ognuno deve decidere la sua tattica di detenuto, utilizzando quattro mazzi di carte: “criminal card”, carte che definiscono la pena dei giocatori; 54 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 “imprevisti”, che capitano all’interno del carcere; “freedom card”, carte con domande sul mondo del carcere; “carte evasione”, la voglia di tagliare la corda. È un libro-gioco, perché la scatola presenta un diario scritto dai detenutiautori, in cui raccontano, tramite autobiografie, tutte le tappe della vita di un recluso. Questo serve per mettersi nei panni dell’altro, ossia del detenuto e provare a vivere il tortuoso percorso della vita reclusa: dall’arresto al momento di libertà. È un’operazione culturale che serve per vincere i pregiudizi e avvicinarsi al mondo dei reclusi, divertendosi.” ““Avanzi di galera”, non è soltanto un libro di ricette, creato dai detenuti di San Vittore con la redazione di Emilia Patruno, ma ci sono testimonianze trasformate in bei racconti. All’interno del libro si notano la descrizione degli utensili per la cucina, il glossario e le tabelle vittuarie del carcere. “Avanzi di galera” propone tutti i piatti, dai primi alla frutta”. “Una cella in miniatura, inventata da un carcerato, Sisto Rossi, 46 anni, detenuto a San Vittore, in carcere da ormai otto anni e mezzo. Un formato 20x20, imbiancata a calce, con tanto di doppia porta a sbarre blindata, colore verde-blu, socchiusa e un albero di Natale mignon. Questa cella è stata composta, utilizzando materiale di scarto e tanta fantasia. Io la definirei una stanza perfetta, stando attenti a tutti i particolari, insomma una cella come potrebbe essere una stanza nella propria dimora”. “La ludoteca è stata creata dai papà detenuti a San Vittore, per potere accogliere i propri figli, in uno spazio più accettabile. Il luogo è costruito secondo la fascia d’età, per recuperare i rapporti tra i detenuti e i propri figli, proponendo un luogo sereno ed adeguato.”. 55 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 7.3 Le attività culturali “Le donne detenute hanno sfilato con gli abiti fatti nella loro sartoria. Tutto questo serve per passare una giornata divertente, con ospiti come stilisti e per rafforzare il rapporto con l’esterno, ma soprattutto con il mondo del lavoro. Per creare delle possibilità che si possono sviluppare all’interno dell’istituzione ma che hanno e danno la possibilità di continuare anche fuori. Descritta come una giornata divertente, dove tutti si sono divertiti e le detenute si sono lasciate alle spalle, per quel momento, la vita carceraria. Il contatto con il mondo esterno, è un passo importante nella comunicazione e nell’interazione tra l’interno e l’esterno, sempre più costruttiva, per fare capire al mondo esterno che non bisogna avere paura del diverso. Attraverso una mostra sono state presentate: emozioni, sentimenti, vissuti dei carcerati per riuscire a stabilire con il mondo esterno un rapporto, che serva anche nel momento della liberazione.” “Il “Sing Sing”, è la manifestazione organizzata da più anni negli istituti milanesi. In questa festa si esibiscono i gruppi dei detenuti, degli agenti e anche artisti nazionali. Chiaramente la sorveglianza e il controllo in queste giornate sono accuratissimi.”. “Il Kermesse e il cabaret, ossia l’esibizione di sonorità italiane e straniere, che oltre a fare dei concerti, tengono delle lezioni di tecnica per i detenuti.” “La proposta di “Belli Dentro” mette in scena storie d’ordinaria quotidianità carceraria, attraverso l’ironica e la leggerezza di raccontare la vita, che affronta un detenuto dietro le sbarre. Dopo i risultati della prima 56 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 stagione, i protagonisti carcerari, sono stati riconfermati, per ripartire con la seconda stagione.” “I detenuti, attraverso il teatro, imparano a gestire le attività tecniche della scenografia, la falegnameria, il servizio audio-luci, le produzioni video, il ruolo dei macchinisti. Tutto questo per permettere ai detenuti di imparare un vero lavoro. Una volta imparato tutto questo, l’opera teatrale, verrà messa in scena e ci sarà un pubblico pronto a valutare positivamente e/o negativamente. Si dovrebbe riuscire a creare una stagione teatrale delle carceri.” “Le persone famose, dentro le carceri italiane, propongono esperienze narrative, poetiche, teatrali, televisive, cinematografiche, interagendo con i carcerati. È un’importante attività culturale per i detenuti.”. 7.4 La salute “Il progetto contro l’autolesionismo, è volto: alla tutela della salute fisiopsichica dei detenuti più fragili, all’impatto carcerario, all’esposizione di rischio al suicidio. Questo è attuato grazie alla presenza d’esperti psicologici/criminologi. L’attività è prioritariamente finalizzata al potenziamento del servizio psicologico, orientato allo scopo di prevenire le estreme criticità e/o limitare efficacemente il danno (autolesionismi, tentati suicidi e suicidi, stati depressivi) prodotto dall’interazione con l’impatto carcerario. Nello svolgimento del servizio, sono impegnate sia risorse specifiche (psicologi, criminologi, arte-terapeutici, mediatori culturali, educatori, polizia penitenziaria, sanitari) che a-specifiche (volontari, compagni di detenzione).”. 57 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 “La proposta del progetto per la Salute, deriva dalla ditta farmaceutica “Takeda”, per prevenire le malattie cardiovascolari, con specifiche analisi e test. E' importante questo progetto, perchè fa capire che le ditte imprenditoriali s’interessano di tutelare un’esigenza primaria, come la salute”. 7.5 Altre novità “Il kit, serve per un percorso che mira a salvaguardare la dignità delle persone. Si possono trovare due tipi di kit all’interno delle carceri: il kit d’ingresso e il kit di sopravvivenza, o di cittadinanza. Il primo kit quello d’ingresso prevede: un asciugamano, una maglietta, due slip uomo o donna, due paia di calze, un paio di ciabatte, un doccia shampoo, uno spazzolino, un dentifricio, un pacco di fazzoletti, una biro, tre buste da lettera, tre fogli A4 e tre francobolli. L’uomo come entra nelle mura carcerarie, non ha più una dignità e nelle loro celle possono portare pochi oggetti personali, lo stretto indispensabile. Il kit serve in questo caso, per garantire un minimo di dignità a chi si trova a varcare per la prima volta le soglie del carcere. Il secondo kit di sopravvivenza prevede: uno zainetto bianco, i biglietti dell’autobus, i buoni pasto, l’occorrente per l’igiene personale (spazzolino e sapone), una scheda telefonica e per ultimo un opuscolo con tutti gli indirizzi ai quali potersi rivolgere. Il kit dell’uscita serve per consentire di vivere nella legalità le prime 72 ore di libertà. Il compito di provvedere al reinserimento lavorativo e di trovare loro una sistemazione è d’ogni singolo carcere penitenziario.”. “I dati di questo progetto derivano da uno studio effettuato dalla direzione del penitenziario nell’ambito dell’iniziativa “Incontro ai bisogni – 58 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Enti in rete” realizzata dall’associazione Banca Telematica della solidarietà, con il sostegno della regione Lombardia e in collaborazione con la Sesta opera S. Fedele. Un progetto senza scopo di lucro, fatto e consegnato, attraverso a un questionario, ai detenuti, per valutare quali generi preferirebbero ricevere maggiormente. Questo questionario è stato dato sia ai detenuti di San Vittore che ai detenuti del Beccaria, si potrà notare come le richieste mutano a seconda da un detenuto adulto ad un detenuto minorenne. Il contributo del materiale fornito ai detenuti è arrivato da parte del volontariato. I detenuti di San Vittore richiedono: zucchero, olio d’oliva, prodotti per l’igiene personale (bagno schiuma, saponette), per il vestiario (magliette, mutande, jeans) libri, giornali, matite, per il genere alimentare (formaggio, pasta, sughi pronti, tonno in scatola, fagioli secchi). I detenuti del Beccaria richiedono: per i generi alimentari (brioches, patatine, caramelle, cioccolato, succhi di frutta), per l’igiene personale (prodotti per la doccia, per i capelli, rasoi, dentifricio, deodoranti), come vestiario (tute, scarpe da ginnastica, maglioni, calze) e altri prodotti (prodotti contro le zanzare, bicchieri e posate di plastica, pentole, matite, biro, quaderni per scrivere, libri, giornali, palloni, francobolli, pile, walkman, creme depilatorie, orologi da polso, tende ignifughe). Una persona sola ha risposto un borsone (così ha spiegato: “Non devono mettere le mie cose in un sacchetto di plastica quando esco”).” “Saranno forniti alle carceri materiali didattici utili a migliorare le condizioni degli istituti-penitenziari, grazie all’aiuto dei volontari, che si collegano con le aziende.” “Una nuova proposta è il diritto di voto. Ogni detenuto dovrebbe essere informato e avere la possibilità di potere votare. Il voto è un diritto 59 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 d’ogni cittadino. È importante votare per i detenuti, perché possono anche loro condividere una scelta così importante, come quella di scegliere il futuro leader.” “Il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Lombardia, Luigi Pagano, parla degli studi, eseguiti sui figli che hanno delle persone in carcere Ad un terzo dei bambini non è svelato che un famigliare della propria famiglia, si trova nell’istituto carcerario. Ad altrettanti bambini è detta la verità solo in parte, tralasciando chiaramente le ragioni della detenzione. E’ stato registrato, attraverso gli studi, che utilizzare le misure alternative, com’è stato fatto con gli indulti, porta a livelli di vivibilità il carcere, com’è successo a San Vittore.”. “A Milano l’Icam (Istituto di custodia attenuata per detenute madri) offre la possibilità di fare crescere i propri figli in un ambiente sereno. Spesso molte detenute, quando vengono arrestate, non dicono di avere dei figli, per la paura che il proprio figlio le venga sottratto. Così l’Icam spiega alle detenute questo progetto. È una grande casa famiglia, in cui le carcerate partecipano alla gestione della vita quotidiana. Una struttura di 420 metri quadri, con giardino, stanze singole, con colori allegri alle pareti, ludoteca, biblioteca, aula formativa, infermeria e una grande cucina dove si mangia tutti insieme. Le poliziotte penitenziarie sorvegliano questa struttura, senza una divisa, in modo, meno invasivo possibile. In questo luogo, si cerca con metodi più cauti di conservare comunque le esigenze di custodia, le regole del carcere e soprattutto di attenuare l’impatto per tutelare i bambini. La sfida maggiore rimane, nel momento in cui il bambino compie i tre anni, nell’affrontare la separazione tra madre e figlio. 60 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Questo risulta un punto cruciale, se non ci sono dei parenti che possano prendersi cura del piccolo.” “I giornali di strada, sono riviste che sono in trovabili nelle edicole. Questi giornali raccontano le notizie scritte dai detenuti e nascono dalla collaborazione tra i detenuti e i volontari.”. “Il progetto “Essere professore per un giorno” (contatto tra i detenuti e i Licei). Un ergastolano che si trova davanti a una classe di liceali e dovrà spiegare la sua vita. Il problema maggiore non è nell’affrontare la classe, ma la propria figlia. L’ergastolano spiega ai liceali la sua storia. Poi presenterà il gioco “criminal mouse”, e farà fare ai ragazzi una partita. Infine, il detenuto spiega che il carcere permette di apprezzare tante cose che nel mondo esterno non sono nemmeno valutate (l’ergastolano fa l’esempio del buio).”. 61 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 8. L’USCITA Nel momento in cui è stata scontata la propria pena, cosa succede all’ex carcerato? Cosa fa questa persona, si trova da sola ad affrontare un mondo esterno, completamente diverso? Dove può andare? A chi si può rivolgere? Ci sono dei sostegni veri che aiutano questi ex detenuti a ritrovare la vera libertà? La base maggiore, per uscire dal carcere è stare in uno stato sicuro, è riuscire a trovare un lavoro, che gli permette di sopravvivere e di sentirsi utile nella vecchia/nuova società. 8.1 Gli aiuti Innanzi tutto, è già stato notato come in alcuni carceri, è possibile usufruire del kit di sopravvivenza, che almeno permette all’ex detenuto di potere sopravvivere per 72 ore. In questo kit si trova anche una guida che permette di trovare dei posti che possono aiutare queste persone. Lo “Sportello di lavoro” è situato all’interno del carcere e il giorno stesso dell’uscita, il detenuto deve chiedere il proprio libretto di lavoro. Poi dovrà formare un curriculum di lavoro con i dati importanti da fornire ai datori di lavoro. Una volta uscito dal carcere, si dovrà iscrive all’Ufficio di collocamento, che gli rilascerà un tesserino, che dovrà essere vidimato ogni sei mesi. Gli aiuti per queste singole persone sono soprattutto il Consiglio di aiuto Sociale e il Comitato per l’occupazione. 62 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Il primo è situato nel capoluogo di ogni circondario, presieduto dal presidente del tribunale o da un magistrato da lui delegato, assieme a un’infinità di altre persone (Presidente del Tribunale dei minori, Magistrato di Sorveglianza, rappresentanti della Regione, della Provincia, delle Prefettura, Sindaco, medico, …). Chiaramente le persone che partecipano a questo consiglio d’aiuto, non vengono retribuite. Questo consiglio ha dei fondi84 che gli servono per eseguire le proprie funzioni. Le attività sono diverse: dalla cura che siano fatte frequenti visite ai liberandi per aiutarli a reinserirsi, al sostegno dell’ex detenuto che deve essere informato delle possibilità dell’occupazione. Il consiglio deve anche: organizzare dei corsi d’addestramento, avere particolare attenzione ai bisogni delle famiglie e infine ha l’obbligo di concedere dei sussidi in denaro o in natura85. Il secondo, ossia il Comitato per l’occupazione, si basa su quattro rappresentanti: industria, commercio, artigianato, agricoltura e accompagnati dall’aiuto di molte persone86, che sostengono a trovare un’occupazione. Lo Spin, è lo sportello informativo promosso dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.). Questo sportello è nato nel 2006 e serve ai detenuti e ai famigliare degli ex detenuti. Lo Spin si occupa di agevolare i contatti con i servizi sul territorio di qualsiasi genere (lavoro, casa, consulenza legale, affettività, emergenza,…). Il funzionamento di questo sportello è fondamentale, perché riesce ad essere l’unico interlocutore che aiuta l’ex detenuto ad avere molteplici informazioni, per riuscire a ricostruirsi una nuova vita. Lo sportello Spin è. “La porta d’accesso al sistema integrato ed è un metodo di lavoro funzionale a mettere in rete 84 Art. 74 O.P. Art 76 O.P. 86 Art 77 O.P. e Art. 119 Reg. 85 63 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 varie realtà”, parole dette dalla Responsabile degli interventi in materia penale adulti e minori e pari opportunità della Regione Lombardia che ha finalizzato il progetto e raddoppiato i fondi per l’anno 2007. Le parole dette da un detenuto per capire i cambiamenti avvenuti, senza perdere la speranza di uscire. Le sue parole: “Mi ricordo i primi giorni ero spaventato e desideravo solo morire, però un assistente volontario mi chiamò e mi fece strane domande: di dove ero, se mi serviva qualcosa, se desideravo contattare qualcuno. Mai nella mia vita qualcuno si era interessato veramente a me; mi diceva parole di coraggio e mi guardava con le lacrime. Era il primo straniero che piangeva per me … Posso dire che sono diventato più buono qui, ho imparato ad amare il prossimo, ho imparato a piangere e ho scoperto la bontà di Dio. … Portare all’esterno il nostro vivere può aiutare, non solo noi a reinserirci, ma anche gli altri ad andare oltre i concetti stereotipati e a capire che nessuno è il reato che commette, e che dietro un recluso c’è un vissuto, magari pieno d’errori, ma non da isolare ed evitare a priori. … Svegliarsi la mattina per andare a scuola è come scrollarsi di dosso il peso di tanti problemi e ti dà la certezza che il treno è in ritardo, ma arriverà. La vita a volte ci prende quello che ci dona, ma se sappiamo custodirla, ci lascia, intatta la speranza. La nostra quotidianità è fatta di semplici attese, il luogo in cui viviamo non lascia molto spazio alla fantasia, al contrario è carico di realtà, di una dimensione che incombe e si misura in ogni istante nell’azione ripetuta e controllata che scandisce le ore della giornata. La volontà di occuparsi seriamente e senza pregiudizi di questo nostro mondo complesso e articolato, segnato dal dramma del male ma anche dal tentativo sincero di far fiorire comunque la speranza e il desiderio”. 64 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 9. LE CONCLUSIONI A settembre 2009 dovrei iniziare a seguire un tirocinio sia nella casa circondariale di Monza sia in una comunità di detenuti minori, che hanno scontato la loro pena in carcere. Se è possibile mi sarà forse permessa anche una visita nel carcere Beccaria, minorile, di Milano. Questa tesi mi permetterà di valutare se le informazioni ora scritte, sono verificabili oppure non significative. Mi piacerebbe proprio conoscere la giornata tipo di un detenuto, maschio, femmine e minori, proprio per capire se ci sono delle differenze, che io non sono riuscita a valutare, causa materiale non trovato. Non è semplice trovare del materiale che fornisce informazione di ciò che avviene all’interno del carcere stesso. È scontato che certi “fatti” devono rimanere all’interno del carcere e non possono varcare quella porta. I libri come ho già detto, nell’introduzione, spesso rivolgono attenzioni ai detenuti, in senso affettivo. Dai racconti dei detenuti non si riescono ad estrapolare molte informazioni sulla loro vita. Questi libri servono a concepire sostanzialmente i lori stati d’animo, come si sentono in questi istituti. Per il momento dell’uscita, sono riuscita a trovare pochissimi dati. Spero vivamente a questo punto, grazie alle due esperienze di tirocinio che andrò a fare, di raggiungere maggiori informazioni, sull’andamento della vita all’interno del carcere. Mi piacerebbe valutare in modo più approfondito l’ingresso e l’uscita. In conclusione la mia tesi finale dovrebbe riguardare sostanzialmente tre casi: uomo, donna, minore 65 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 dall’ingresso nel carcere all’uscita; per esprimere se il lavoro fatto quest’anno, quindi le informazioni ricevute, sono giuste oppure sbagliate. Se possibile valutare inoltre, quante informazioni non possono uscire dagli istituti carcerari. Sarebbe fantastico sottoporre a queste persone un questionario e provare a compiere una ricerca sperimentale in cui si parla, dell’andamento della vita carceraria, dall’ingresso all’uscita e dei loro sentimenti. Il questionario potrebbe riprendere tutte le sezioni di questa tesi. Questa tesi sostanzialmente riuscirebbe ad esaudire un mio sogno. Mi è sempre interessato il mondo carcerario e portare a termine questa tesi mi realizzerebbe personalmente, oltre che per via degli studi. 66 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 10. BIBILOGRAFIA Testi: Abbott J.H., 1982, “Nel ventre della bestia”, Editore Mondatori, Milano. Bovini C., 2004, “Guantanamo. Usa, viaggi nella prigione del terrore”, Editore Einaudi, Torino. Cannavò C., 2004, “Libertà dietro le sbarre. San Vittore. Cronache da un carcere. La vita, la pena, la speranza”, Editore Rizzoli, Milano. Gozzini M., 1988, “Carcere perché carcere come. Italia 1975-1987”, Edizione Cultura della Pace, Firenze. Lattanti F., 1982, “Quando si finisce in carcere. Appunti di un agente di custodia”, Editore Cittadella, Assisi. Sala C., 1998, “Pandajmòs (Galera). Esperienze ed emozioni di un’educatrice in un carcere minorile”, Editrice Nuovi Autori, Milano. Valente A., 2006, “La pecora nera e altri sogni”, Editore Magazzini Salani, Milano. Vari Autori, 2001, “I pugni nel muro. Linguaggio e frammenti di vita dei detenuti del carcere di San Vittore”, Editrice Berti-Terre di mezzo, Milano. 67 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Sitografia: www.ildue.it (23-febbraio-2008) www.ildue.it (20-aprile-2009) www.ristretti.it (23-febbraio-2008) www.ristretti.it (20-aprile-2009) www.autprol.org 68 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 ALLEGATO “Sigle e abbreviazioni” A.S. Sezione detentiva di Alta Sicurezza C.C. Casa Circondariale C.L. Casa di Lavoro C.p Codice penale C.p.p. Codice di procedura penale C.R. Casa di Reclusione C.S.S.A. Centro di Servizio Sociale per Adulti C.T. Comunità Terapeutica per tossicodipendenti D.A.P. Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria G.I.P. Giudice delle Indagini Preliminari G.U.P. Giudice dell’Udienza Preliminare I.P.M. Istituto Penale Minorile. I.P.P. Istituto di Prevenzione e Pena O.P. Ordinamento Penitenziario (Legge 354/75) O.P.G. Ospedale Psichiatrico Giudiziario P.G. Polizia Giudiziaria P.M. Pubblico Ministero P.P. Polizia Penitenziaria R.E. Regolamento di Esecuzione dell’O.P. (Decreto Presidente Repubblica 230/2000) Ser.T. Servizio tossicodipendenze U.C.G.M. Ufficio Centrale Giustizia Minorile 69 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 ALLEGATO “I molti nomi delle "carceri" ” Carcere (o Istituto Penitenziario) È il nome generico con il quale si indicano gli istituti di custodia preventiva, quelli per l’esecuzione delle pene e quelli per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Casa Mandamentale Sono istituti, ormai quasi tutti dismessi, nei quali sono detenute le persone in attesa di giudizio per reati lievi, oppure condannate a pene fino a un anno. Casa Circondariale Sono gli istituti più diffusi, presenti praticamente in ogni città sede di Tribunale. Vi sono detenute le persone in attesa di giudizio e quelle condannate a pene inferiori ai cinque anni (o con un residuo di pena inferiore ai cinque anni). Casa di Reclusione (o Casa Penale) Sono gli istituti adibiti all’espiazione delle pene. In molte Case Circondariali c’è una "Sezione Penale" e, in alcune Case di Reclusione, c’è una "Sezione Giudiziaria" destinata alle persone in attesa di giudizio. Carcere "Speciale" (o "Supercarcere") Con questo nome furono chiamati gli istituti costruiti all’epoca del terrorismo e poi destinati anche ai detenuti della criminalità organizzata di tipo mafioso. Oggi non esistono più carceri interamente riservate a questi detenuti, anche perché negli ultimi anni è aumentata di molto la presenza di condannati per reati di microcriminalità e tutti gli spazi disponibili sono stati occupati. Le vere "Supercarceri", pertanto, non esistono più. Ospedale Psichiatrico Giudiziario In questi istituti si trovano sia internati sia detenuti inviati in "osservazione" per motivi psichiatrici. Spesso le condizioni di vita sono peggiori di quelle della "normale" detenzione. Centro Diagnostico In genere non sono istituti a sé stanti, ma sezioni 70 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Terapeutico (Centro Clinico) autonome di Case Circondariali o di Reclusione. In queste strutture i detenuti sono sottoposti alle cure che non possono essere prestate loro nelle infermerie delle varie carceri. Istituto a Custodia Attenuata per il Trattamento dei Tossicodipendenti (I.C.A.T.T.) Sono istituti nati a partire dalle previsioni contenute nel Testo Unico sugli stupefacenti del 1990. Vi si svolgono numerose attività per la riabilitazione fisica e psichica dei tossicodipendenti, anche in collaborazione con Comunità Terapeutiche esterne al carcere. Istituto Penale Minorile Sono istituti adibiti alla detenzione dei minorenni (oltre i 14 anni), sia in custodia cautelare, sia condannati alla pena della reclusione. Casa di Lavoro Alla Casa di Lavoro sono assegnate le persone dichiarate "delinquenti abituali, professionali o per tendenza", una volta che abbiano scontato la pena alla reclusione. Il regime, in questi istituti, è di normale detenzione e, spesso, manca pure la possibilità di lavorare. Colonia Agricola Alla Colonia Agricola sono assegnate le persone dichiarate "delinquenti abituali, professionali o per tendenza", una volta che abbiano scontato la pena alla reclusione. Il regime, in questi istituti, è di normale detenzione e, spesso, manca pure la possibilità di lavorare. Casa di Cura e Custodia In questi istituti sono "ricoverati" (una volta scontata la condanna), per un periodo minimo di un anno, i condannati che hanno usufruito di una diminuzione della pena a causa di una parziale infermità mentale. 71 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 ALLEGATO “I molti nomi dei "detenuti" ” Detenuto (o carcerato, o ristretto) È il termine generico con il quale si indica una persona ristretta in un Istituto di Pena, senza specificarne la posizione giuridica. Fermato È la persona "trattenuta" provvisoriamente, in attesa che il Giudice delle Indagini Preliminari (G.I.P.) la interroghi e, in seguito, ne convalidi il fermo, trasformandolo in arresto, oppure la rimetta in libertà. Il "fermo" può durare tre giorni, al massimo. Indagato È la persona alla quale è stato consegnato "l’avviso di garanzia" che la informa del fatto che si stanno compiendo indagini sul suo conto. Può essere detenuta, oppure in libertà. Imputato È la persona "rinviata a giudizio" al termine dell’udienza preliminare, quindi che attende di essere processata, (oppure che è sottoposta a processo). Può essere detenuta, oppure in libertà. Appellante È la persona, condannata nel processo di Primo Grado, che ha presentato appello contro questa condanna (l’appello può essere chiesto anche dal Pubblico Ministero). Può essere detenuta, oppure in libertà. Ricorrente È la persona, condannata nel processo di Appello, che ha presentato ricorso in Cassazione contro questa condanna (Il ricorso può essere chiesto anche dal Pubblico Ministero). Può essere detenuta, oppure in libertà. Condannato (o definitivo) È la persona su cui grava una condanna esecutiva. Se la condanna è inferiore ai tre anni (o quattro, in alcuni casi) potrà scontarla 72 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 all’esterno del carcere, altrimenti deve quasi sempre essere incarcerata (fanno eccezione i malati gravi e le madri con bambini di età inferiore ai tre anni). Internato È la persona "prosciolta per vizio di mente" al processo, cioè ritenuta incapace di intendere e volere a causa di un’infermità psichica totale. In questi casi ne viene disposto l’internamento, in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario, per un periodo di 5 o di 10 anni, al termine del quale se ne rivaluta la "pericolosità sociale". Se l’internato non risulta più essere "socialmente pericoloso" viene rimesso in libertà, in caso contrario deve trascorrere un nuovo periodo di internamento. Assegnato a una misura di sicurezza detentiva È la persona che, terminata di scontare la pena della reclusione, deve ancora trascorrere un periodo (di due, tre, oppure cinque anni) in una struttura detentiva, che dovrebbe garantirne il reinserimento sociale e lavorativo. A misure di sicurezza vengono assegnati i condannati riconosciuti "delinquenti abituali o professionali". Sono la Casa di Lavoro, la Colonia Agricola, la Casa di Cura e Custodia. 73 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 ALLEGATO “Il gergo dei detenuti” (racchiude spesso gerghi dialettali della malavita locale e parole del popolo degli zingari) Accavallato Armato Affascinarsi Riunirsi in assemblea Antenna Base, covo di malviventi Aquila Nera Ufficiale Giudiziario Argomento Arma in genere Bacaiare Litigare Baiaffa, berta, cannone, canterina, ferro, (da tiro o da Pistola stiro) pezzo, rabbiosa, ravatto, tamburo Balordo Chi è dedito ad attività malavitose Batteria Banda Batti Processo Bedy Carabiniere Bella Evasione Bevuto Arrestato Biciclette È l’equivalente di "mettere tragedie" che significa raccontare cose false per i motivi più subdoli. In carcere i "biciclettari" ed i "tragediatori" sono odiati più dei carabinieri. Buiosa Galera Bovolo o battente Orologio Braccialetti Manette americane Bravo ragazzo Detenuto che sa farsi i fatti propri ed è sempre disponibile per gli amici 74 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Bricca Prostituta Bulgaro Morto Calamascare Pistola Camuffo o fasullo Falso non vero Carape Pistola Casanza Carcere Casca Ladro Casellario Magazzino Cavalli, o capei, o barda, o pirenghi Carabinieri Celestina Sigaretta nazionale Chiodo, lama, lancia, lasagno, molla, punta, saccagno, sarago, sberla, scannauomini, sciabola, sfera, spada, ciappun, Coltello Cicala Uno che parla troppo, o anche un antifurto Ciccare Arrabbiarsi Cioccare Protestare Ciocco Furto, rapina, lavoro illecito Circuito dei camosci Carceri speciali Colomba Ucciso di morte violenta Colombi Morti Colombo Morto Confetti Pallottole Corvo Ufficiale giudiziario Cucca Ricettatore Cuccato Preso, catturato Dura Rapina Durista Rapinatore 75 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Erba Ergastolo Ergastolo bianco Condannato alla casa di lavoro, dove l’assegnazione dovrebbe durare solo pochi anni ma non riesci mai a finirla, perché per mille pretesti ricominci sempre da capo. Erbivoro Ergastolano che si è adattato alla vita della galera Faca Coltelli Fanghe Scarpe Fangose Scarpe Fare la ricotta Vivere con i soldi che ti passa una prostituta Farlocco Scemo Farsi la zampogna Prepararsi la roba per cambiare cella o carcere Fibbia Messaggio, consegna di una certa importanza, può significare anche copertura. Garga Protettore e sfruttatore di prostitute Giarettiera Collegamento Grillo Uno che sa scappare Grima Spia Corvo Ufficiale Giudiziario Inciuccare le quote Impazzire Indurire Rapinare Indurito Rapinato Intatufù Galera Impacchettato Trasferito di prepotenza Latino Latitante Liberante Prossimo a terminare la pena Lovi Soldi Lumare Guardare Lupo Killer 76 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Lustri Vetri Maga Luna Mangia Funzionario corrotto Marasca Maresciallo Marmotta Cassaforte Mastino Un agente cattivo d’animo, che per un nonnulla alza le mani e poi ti denuncia per aggressione Meco - meca Tipo o tipa Molletta Coltello Musa Pacco del vitto che ti portano al colloquio i famigliari Netturba Immondizia Occhi grigi Chi è cattivo d'animo Pacco Il sequestrato Paie (Paglie) Sigarette Passa Passamontagna Pelosa Pelliccia Pisto Prete Polenta Oro Pontello (o Punta) Appuntamento Professore Capo intelligente Pugnalare l'orologio Essere condannati all’ergastolo Pula Polizia Puntello Appuntamento Radio Carcere (o Radio Buiolo) Notizie che viaggiano velocemente di bocca in bocca tra detenuti, spesso non controllate, quindi poco attendibili e veritiere, anche se spesso… "radio carcere ci prende!" Rapa Rapina 77 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Rat Sangue Regolare Si dice di persona che non appartiene in nessun modo alla malavita. Ricottaro Sfruttatore delle prostitute Rotolare lo sgabello Impiccarsi Saccagnare Accoltellare Santo Documenti falsi Sasta Cacciavite Sbobba Il vitto che passa l’Amministrazione Penitenziaria Scabio Vino Scaia Bruttina, puttana Scaratto Conflitto a fuoco Schiavettoni Manette a vite Sfarfallare Curiosare Sgamare Capire Sgiansa (innaffiatoio) Mitra Sibe Pestaggio Smoll Pagare mollare i soldi Specchio Confronto all'americana Squadretta Gruppo di agenti che intervengono in caso di disordini e picchiano Sta sambo Sta zitto Staful Carcere Stildo Imprigionato Stua (stufa) Automobile Suste Mitra Svezzare Punire duramente, ammazzare Togliere dalle spese Ammazzare 78 ISTITUTO MEME S.R.L.- MODENA ASSOCIATO UIVERSITÉ EUROPÉENNE JEAN MONNET A.I.S.B.L. BRUXELLES Marika Beretta – Scuola di Specializzazione Triennale in Scienze Criminologiche (secondo anno) A.A. 2008/2009 Tre Giorni Sardegnoli (Oggi, Ergastolo Domani, Mai) Trombetta Spia delle sezioni o della cella Turista Si dice di chi entra in carcere per un reato che non ha niente a che fare con la malavita Uccello di bosco Latitante Varta Guardia Vasta Guardie o pianta Vasta Agente di polizia, forze dell’ordine in generale Volpe Furbo Zampogna Bagaglio di chi viene trasferito Zanza Truffatore Zao Oro 6 e 40 Tipo poco affidabile, che, se può, ti frega… (l’art. 640 del Codice penale è la truffa) 79