REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
REALIZZAZIONE DELLA MAPPATURA DELLE ZONE
DEL TERRITORIO DELLA REGIONE MOLISE
INTERESSATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
(L. 23/03/2001 n. 93, D.I. 8/03/2003 n. 101, D.G.R. 26/04/2004 n. 571)
RELAZIONE TECNICA
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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GIUGNO 2006
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Responsabile del progetto:
Eduardo Patroni
ARPA Molise - Direttore Tecnico-Scientifico
Referenti del progetto:
Paolo Carnevale
ARPA Molise - Dipartimento di Isernia
Alfonso Scocca
ARPA Molise - Dipartimento di Campobasso
Giovanni Del Torto
ARPA Molise - Sezione di Termoli (CB)
Hanno predisposto la relazione tecnica e gli allegati:
Carla Aufiero1
Paolo Carnevale
Pierluigi Pace1
Alessandro Patavino1
Eduardo Patroni
Michela Presutti
Giuseppe Tiberio
Per la sezione cartografica e informatica:
Sonia Chiarullo3
Sara Fusco2
Michele Ricci1
Per le attività di sopralluogo:
DAP di Campobasso
Roberto Caterina3
Luciano Di Biase
Antonello Mastromonaco1
Claudio Novelli
Michela Presutti
DAP di Isernia:
Giuseppe Caruso1
Alfonso Guglielmi
Franco Martone3
Damiano Santillo1
Sezione Dip.le di Termoli:
Pierpaolo Calandrella
Antonietta L’Abbate
1
Collaboratore di ARPA Molise
Consulente di ARPA Molise
3
Borsista di ARPA Molise
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Luigi Petrucci
Alessio Varrenti3
Un particolare ringraziamento a:
Servizio Cartografico della Regione Molise
Assessorato Regionale all’Ambiente
Uffici Tecnici dei Comuni del Molise
Dipartimenti di Prevenzione dell’ASReM
Personale dei laboratori di analisi dell’ARPA Molise
che hanno consentito, con la loro disponibile collaborazione, la buona riuscita di questo
progetto.
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1. INTRODUZIONE ....................................................................6
2. GENERALITÀ SULL’AMIANTO ........................................8
2.1. Caratteristiche chimico-fisiche ........................................................................................9
2.2. Utilizzo delle fibre .........................................................................................................10
2.3. Degrado delle strutture in amianto ................................................................................12
2.4. Sorveglianza ambiente-salute ........................................................................................15
2.4.1 Effetti sulla salute ....................................................................................................15
2.4.2. Eziopatogenesi........................................................................................................16
2.4.3. Patologie asbesto-correlate .....................................................................................17
2.4.4. Asbestosi.................................................................................................................17
2.4.5. Mesotelioma pleurico .............................................................................................17
2.4.6. Placche pleuriche....................................................................................................18
2.4.7. Carcinoma polmonare.............................................................................................18
2.4.8. Indicatori biologici di esposizione..........................................................................18
3. STRUTTURA E OBIETTIVI DEL PROGETTO ..............19
3.1. Iniziative preliminari .....................................................................................................20
3.2. Attività info-didattica ....................................................................................................22
3.3. Esito del progetto...........................................................................................................24
4. METODOLOGIA OPERATIVA .........................................24
4.1. Sopralluoghi e campionamenti ......................................................................................24
4.2. Analisi qualitativa delle fibre ........................................................................................26
4.3. Identificazione univoca dei siti di ciascun comune interessati dalla presenza di
amianto .................................................................................................................................27
4.4. Localizzazione dei siti interessati dalla presenza di amianto ........................................28
4.5. Individuazione dei dati rilevanti per ciascun comune con l’estrazione dei dati
significativi dal Database “Amianto 2005” ..........................................................................29
4.6. Creazione di un sistema informativo territoriale sull’amianto presente nella
Regione con integrazione dei dati localizzativi e i dati descrittivo-analitici dei siti. ...........31
4.7. Realizzazione di una mappa tematica............................................................................32
4.8. Analisi dell’algoritmo....................................................................................................34
4.9. La mappatura attraverso il telerilevamento (MIVIS) ....................................................45
5. RISULTATI E VALUTAZIONI ..........................................53
6. CONCLUSIONI E PROSPETTIVE ....................................77
7. QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO ..................78
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REALIZZAZIONE DELLA MAPPATURA DELLE ZONE DEL TERRITORIO
DELLA REGIONE MOLISE INTERESSATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
1. INTRODUZIONE
A metà degli anni ’90, con il varo della legge 257/92 relativa alla cessazione
dell’impiego dell’amianto, era stato disposto in ambito nazionale un censimento da
attuarsi ad opera delle Regioni e delle Province autonome, per l’individuazione dei siti di
estrazione dell’amianto, delle imprese che utilizzavano o avevano utilizzato amianto,
degli edifici con presenza di tale materiale, con priorità per gli edifici pubblici, i locali
aperti al pubblico o di utilizzazione collettiva. In Molise, l’Ente Regione emanò una
Direttiva con la quale si dispose un censimento per la bonifica dei materiali contenenti
amianto utilizzato negli edifici e nelle attività produttive ( Deliberazione di G. R. n. 5593
del 31 dicembre 1996), affidando alle Aziende Unità Sanitarie Locali, quali organi di
vigilanza, il compito di svolgere le operazioni di inventario e rilevazione statistica, con la
collaborazione dell’allora Presidio Multizonale di Igiene e Prevenzione del Molise,
istituto scientifico che aveva compiti tecnici ed analitici occorrenti per lo svolgimento
regolare delle operazioni di indagine sul territorio e del controllo analitico sul materiale
campionato.
Il censimento è stato intrapreso ed ha portato solo alla raccolta di alcune schede
censorie da parte delle ASL competenti per territorio, rimanendo in pratica incompleto.
Probabilmente, le cause dello scarso successo furono l’insufficiente informazione e
l’inadeguata attenzione al problema dell’amianto da parte della popolazione in quegli
anni, con la conseguente mancanza di collaborazione e reticenza dei cittadini ad
ammettere e a segnalare la presenza di amianto nei propri beni edilizi per evitare di
andare incontro a costose operazioni di bonifica, dovute anche al fatto che non erano
ancora previsti contributi finanziari per tali iniziative.
La completa assenza, inoltre, di sanzioni amministrative e/o pecuniarie negli strumenti
legislativi, previste per coloro che detenevano, senza segnalarne l’esistenza, materiale
contenente amianto in uno stato di conservazione tale da poter arrecare danni alla salute
umana, non sollecitava i proprietari degli immobili a procedere spontaneamente alla
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autodichiarazione né tanto meno alla bonifica di tale materiale, visto che non
incorrevano in ammende con oblazioni in denaro.
In ogni caso le schede di questo primo censimento sono state recuperate dai tecnici
dell’ARPA ed aggiornate sulla base dei documenti in possesso delle AASSLL, attestanti
le eventuali bonifiche avvenute e integrate nel presente lavoro di mappatura, realizzato
secondo le procedure indicate dal D.M. n. 101 del 18 marzo 2003 quale Regolamento di
attuazione della legge n. 93 del 23 marzo 2001.
Con il citato D.M. 101/2003, infatti, è stato adottato, ai sensi dell’articolo 20 della
Legge n.93/01, il Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del
territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto da attuarsi ad opera delle
Regioni e delle Province autonome.
Tale regolamento ha stabilito i criteri generali per la mappatura e per l’individuazione
degli interventi urgenti e la relativa copertura finanziaria, fissando inoltre il termine di
novanta giorni, dall’entrata in vigore del Regolamento, per la definizione, da parte delle
Regioni e delle Province autonome, delle procedure per la determinazione delle
operazioni di bonifica urgenti.
La Regione Molise, con la legge regionale n. 20 del 7 maggio 2003, relativa agli
“Interventi urgenti per la bonifica dell’amianto”, ha stabilito le modalità di attuazione nel
proprio territorio del Regolamento suddetto e le procedure per la concessione di
contributi a favore di quei soggetti, sia pubblici che privati, che avessero intenzione di
effettuare il risanamento dell’amianto.
Con l’Avviso pubblicato sul BURM del 16/6/2005 - “Interventi finanziari per la
bonifica dell’amianto”-, inoltre, la Regione Molise ha bandito la concessione di
contributi per procedere alla bonifica di questo elemento, in attuazione della Legge
Regionale n. 20/2003, stanziando la somma di circa un milione di euro.
In linea con quanto previsto dal D.M. 101/2003 e dalla L. R. n. 20/2003, la Regione ha
incaricato l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Molise, in quanto ente
strumentale della Regione preposto all’esercizio delle funzioni ed attività tecnicoscientifiche, di svolgere il lavoro di individuazione e rappresentazione grafica
dell’amianto esistente nel territorio regionale.
Il “Progetto per la mappatura dei siti caratterizzati dalla presenza di amianto nel
territorio molisano”, predisposto ed elaborato dall’ARPA secondo i criteri e le procedure
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stabilite dalla legislazione vigente in materia e in particolare dal D.M. 101/2003, è stato
valutato e approvato dalla Regione con Delibera di Giunta Regionale n. 571 del 26 aprile
2004 e finanziato con le risorse rivenienti dal suddetto decreto.
L’intento del lavoro di mappatura, affidato all’ARPA Molise, è quello di delineare un
quadro il più possibile completo della presenza di amianto nel territorio regionale e del
suo stato di conservazione, al fine di proteggere la popolazione dagli eventuali rischi
legati alla sua esistenza, visto che risulta un materiale che, a seconda della sua degradata
condizione di mantenimento, potrebbe provocare danni alla salute umana, in particolare
a carico dell’apparato respiratorio.
Tale rischio ha spinto la Regione Molise ad avviare, con il supporto tecnico e
operativo dell’ARPA, la ricerca della presenza di amianto nel territorio regionale e la
valutazione del suo stato strutturale. Parallelamente alle attività di mappatura è stata
avviata una campagna di sensibilizzazione e di informazione rivolta a tutta la
popolazione molisana, al fine di informare correttamente, senza sollevare falsi
allarmismi, la cittadinanza sui rischi legati a tale materiale.
Nel presente rapporto, che non è esaustivo né tanto meno conclusivo dell’attenta
campagna di indagine ambientale condotta a livello regionale, viene illustrato il lavoro di
mappatura svolto, le procedure utilizzate, le fasi operative seguite ed i risultati raggiunti.
La relazione, infatti, inizia con la descrizione degli aspetti generali riguardanti
l’amianto, le sue caratteristiche chimico-fisiche, la presenza nell’ambiente naturale e nei
materiali prodotti dall’uomo, i possibili effetti sulla salute ed il necessario inquadramento
normativo e prosegue con uno sguardo agli aspetti di carattere formativo e divulgativo.
La relazione continua con la presentazione dei risultati ottenuti dal lavoro di mappatura e
georeferenziazione che rappresenta la quota più rilevante di tutto il progetto.
2. GENERALITÀ SULL’AMIANTO
L’amianto è un minerale naturale a struttura fibrosa appartenente alla classe chimica
dei silicati ed alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. E’ presente
naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre
dopo macinazione ed arricchimento, in genere in
miniere a cielo aperto.
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I principali tipi di amianto sono elencati nel Decreto Legislativo 277/91, articolo 23, e
sono suddivisi in due grandi famiglie:
Amianto Serpentino: Crisotilo
Amianto Anfibolico: Amosite, Crocidolite, Antofillite, Actinolite, Tremolite.
2.1. Caratteristiche chimico-fisiche
Le principali caratteristiche chimico-fisiche degli amianti sono riportate nella seguente
schematizzazione:
CRISOTILO
Colore
da bianco a
verde pallido
ACTINOLITE
da verde
chiaro a verde
scuro
ANTOFILLITE
bianco, grigio e
marrone chiaro
AMOSITE
CROCIDOLITE
da grigio a
blu
marrone chiaro
TREMOLITE
da bianco a
grigio
Temperatura di
decomposizione
450 - 700
620 - 960
600 - 850
600 - 800
400 – 600
950 - 1040
150
1400
1450
1400
1200
1300
2.55
3.0 – 3.22
2.85 – 3.1
3.4 – 3.5
3.3 – 3.4
2.9 – 3.1
scarsa
discreta
molto buona
discreta
buona
molto buona
molto buona
buona
molto buona
buona
buona
buona
31
5
6-7
17
35
5
fragile
fragile
(°C)
Temperatura
di fusione del
materiale (°C)
Densità (g/cm3)
Resistenza agli
acidi
Resistenza agli
alcali
Resistenza alla
trazione
3
3
(10 kg/cm )
Abito e Struttura
flessibile,
serico
da flessibile a
fragile
fragile e duro
Il crisòtilo [Mg3(Si2O5)(OH)4] è il più utilizzato ed il più importante dal punto di vista
economico; si presenta in aggregati fibrosi di colore bianco (amianto bianco) ed aspetto
allungato, caratterizzato da fibre arrotolate a spirale con andamento arruffato e contorto.
Il crisòtilo presenta flessibilità molto elevata ed alta filabilità, buona resistenza al
calore ed alto punto di fusione. Questo tipo di amianto rappresenta circa il 95% della
produzione degli amianti estratti nel mondo.
Esso si differenzia dagli altri tipi per la lunghezza e la flessibilità delle fibre e presenta
un elevato grado di resistenza alle alte temperature.
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La crocidolite [Na2Fe32+Fe23+(Si8O22)(OH,F)2] in natura si presenta in aggregati di
cristalli di colore azzurro cupo (amianto blu o amianto del Capo); le sue fibre hanno un
aspetto aghiforme e si frazionano longitudinalmente con maggiore facilità.
Differisce ampiamente dall’amianto bianco sia per l’aspetto fisico, sia per la
composizione chimica; nella sua molecola sono presenti anche ferro e sodio.
E’ caratterizzato da buona flessibilità e filabilità e da buona resistenza all’attacco degli
acidi forti.
La crocidolite appartiene, sotto il profilo mineralogico, al gruppo degli anfiboli dei
quali fanno parte anche:
l’antofillite – (Mg,Fe2+)7(Si8O22)(OH)2
l’actinolite - Ca2(Mg,Fe2+)5(Si8O22)(OH)2
la tremolite - Ca2Mg5(Si8O22)(OH)2
l’amosite - (Mg,Fe2+)7(Si8O22)(OH)2
la fluoroedenite – NaCa2Mg5(Si7AlO22)F2
La fluoroedenite rappresenta una nuova specie minerale di anfibolo fibroso-calcico ad
alto contenuto di fluoro, recentemente documentato in Sicilia, nella cava di
Montecalvario nel comune di Biancavilla (CT). In base alla natura cristallo-chimica e
alle caratteristiche mineralogiche, il nuovo anfibolo è stato incluso nell’elenco degli
amianti dalla Commissione Internazionale per i nuovi Minerali e i Nomi dei Minerali
dell’IMA (International Mineralogical Association).
2.2. Utilizzo delle fibre
Alla base delle proprietà tecnologiche dell’amianto vi è la consistenza fibrosa. Esso,
infatti, è facilmente filabile e può essere tessuto, ha elevata resistenza all’azione di agenti
chimici e biologi ed all’usura, ha elevata resistenza alla trazione e buona flessibilità, si
lega con materiali da costruzione (cemento, calce, gesso) e con alcuni polimeri (PVC,
gomma), ha proprietà fonoassorbenti, termoisolanti e, non ultimo, un prezzo accessibile.
Grazie ai suoi elementi distintivi l’amianto, opportunamente lavorato, ha potuto dar
luogo a molti materiali; ad esempio dalla tessitura nascevano corde, nastri, e guaine
utilizzati per fasciare tubazioni calde ed evitare ustioni, per il rivestimento di cavi
elettrici vicini a sorgenti di calore intenso come forni e caldaie; oppure tessuti per il
confezionamento di tute protettive antifuoco da destinare a vigili del fuoco, operai
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dell’industria siderurgica ed anche piloti di auto da corsa, coperte spegnifiamma e tende
per il contenimento del calore dei forni a tunnel.
Tramite pressatura si ottenevano carte e cartoni utilizzati come barriere antifiamma,
come guarnizioni per forni e caldaie, come piani di appoggio su banchi di saldatura;
pannelli di fibre grezze venivano impiegati per la coibentazione di tubazioni adibite al
trasporto di vapore d’acqua ad alta temperatura; filtri costruiti con carta d’amianto o con
polvere semplicemente compressa sono stati utilizzati sia nell’industria chimica sia in
quella alimentare.
Dall’impasto con altri materiali si poteva ottenere AMIANTO A SPRUZZO utilizzato
quale isolante termico nei cicli industriali con alte e basse temperature (es. centrali
termiche o termoelettriche, industria chimica, siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi,
alimentare,
distillerie,
zuccherifici,
fonderie,
impianti
frigoriferi,
impianti
di
condizionamento); isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti
elettrici e per la coibentazione di carrozze ferroviarie, di navi, di autobus etc.
Inoltre, sono stati fabbricati MATERIALI DA ATTRITO, derivanti dall’amianto
impastato con resine sintetiche, come freni e frizioni degli automezzi, mentre il VINIL–
AMIANTO è stato largamente utilizzato, tra gli anni 60 e 80, per pavimentazioni di basso
costo negli edifici pubblici, scuole, ospedali e alloggi popolari.
L’amianto è stato adoperato negli ultimi cinquanta anni nella produzione di vari
oggetti di uso comune quali alcuni elettrodomestici, all’interno di talune tipologie di
asciugacapelli, forni e stufe da riscaldamento; in alcuni utensili da cucina, in prese e
guanti da forno, in teli da stiro; in cartoni di amianto situati dietro alle stufe per
proteggere il muro; in adesivi e collanti; in tessuti ignifughi per arredamento: tendaggi e
tappezzerie; tessuti per imballaggi: sacchi per la posta; tessuti per abbigliamento
ignifughi e non: feltri per cappelli, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti, ghette,
stivali, cachemire sintetico etc; carta e cartone: filtri per purificare bevande, filtri per
sigarette e da pipa; nei teatri: sipari, scenari che simulano la neve, per protezione in
scene con il fuoco; sabbia artificiale nei giochi per bambini; prodotti farmaceutici,
parafarmaceutici e cosmetici: pasta per otturazioni dentarie, assorbenti igienici interni,
suolette assorbi-odori per scarpe, talco speciale
per bambini.
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Si è lasciato per ultimo il CEMENTO-AMIANTO, ampiamente utilizzato come
copertura ma anche per la realizzazione di serbatoi, tubazioni, canne fumarie etc., non
perché di scarsa importanza per il suo sfruttamento tecnologico ma in quanto argomento
centrale della presente attività di mappatura.
È emerso ben presto che la combinazione amianto-cemento conferiva importanti
caratteristiche ai manufatti, quali la elevata resistenza alla trazione ed alla compressione,
il peso ridotto, l’incombustibilità, l’impermeabilità, nonché la durata per almeno 20 anni
alle intemperie, risultando compatto e difficilmente friabile, pur con la tendenza a
"spolverare", rilasciando materiale fibroso dalla superficie.
2.3. Degrado delle strutture in amianto
Il largo uso che in passato ha caratterizzato le coperture e le strutture in amianto
testimoniano, evidentemente, un elevato valore delle caratteristiche tecniche,
tecnologiche e meccaniche del materiale e dei materiali compositi da esso derivati.
E’, però, altrettanto vero che tali strutture, per quanto resistenti e durature, a distanza
di diversi decenni dalla loro fabbricazione manifestano inevitabili ed evidenti segni di
degrado.
Non a caso, una parte del D.M. 6/9/94 è dedicata alle coperture in cemento-amianto. In
essa sono contenute indicazioni per valutare l’entità del rischio legato allo stato di
degrado delle coperture, raccomandazioni tecniche sui metodi di bonifica adottabili,
norme prescrittive sulle misure di sicurezza da seguire durante gli interventi.
Questi materiali, caratterizzati da una struttura compatta, non costituiscono,
originariamente o se sono in buono stato di conservazione, una fonte di fibre
aerodisperse. Le fibre di amianto, saldamente incapsulate nella matrice cementizia, non
possono disseminarsi ed è verosimile che per un periodo discreto non particolarmente
breve, fatte salve situazioni contingenti o accidentali, le strutture conservino la loro
compattezza.
È, pertanto, riscontrabile che quando i materiali contenenti amianto sono in esercizio
all’interno degli edifici essi non incorrono in alterazioni significative tali da determinare
un rilascio di fibre, anche dopo lungo tempo, se non sono manomessi o meccanicamente
alterati. E’ altresì vero, tuttavia, che se esposti all’aperto, all’esterno di edifici o di
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strutture edilizie ed urbane, essi subiscono l’azione di diversi agenti deterioranti sia
fisico-meccanici che chimico-termici.
Tra le molteplici concause, in definitiva, quelle
più evidenti e note sono le piogge acide, le
escursioni
termiche,
l’erosione
eolica,
i
microrganismi vegetali, l’usura meccanica. Questi
agenti, attraverso differenti processi fisici e
chimici, più o meno rapidi e determinanti, innescano nella matrice cementizia o
polimerica e, in generale, in ogni co-materiale veicolante l’amianto tal quale, dei
fenomeni chimici e fisici la cui propagazione ne causa il progressivo degrado e la perdita
di coesione. Sugli strati superficiali dei manufatti, in base alla cinetica imposta dagli
agenti deterioranti, affiorano fibre di amianto parzialmente incorporate nella matrice
veicolante e debolmente vincolate ad essa. Le fibre, dunque, tendono facilmente a
distaccarsi dalla struttura e a disperdersi nell’atmosfera.
Si evidenzia che l’amianto compatto, per sua natura e soprattutto se usato in strutture
interne non soggette a agenti climatici, non tende a liberare fibre, ma il pericolo sussiste
comunque quando il manufatto è deteriorato o se viene sottoposto a tranciatura, taglio o
abrasione.
Ai fini della valutazione dello stato di degrado delle coperture in cemento-amianto,
occorre riferirsi ad alcuni indicatori del potenziale rilascio di fibre che rappresentano
anche gli aspetti più evidenti dell’azione degli agenti esterni deterioranti.
Essi sono: la friabilità del materiale; lo stato della superficie ed in particolare
l'evidenza di affioramenti di fibre; la presenza di sfaldamenti, crepe o rotture; la presenza
di materiale friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua, grondaie, ecc.; la
presenza di materiale polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei
punti di gocciolamento.
In particolare, per le superfici interne, le condizioni di deterioramento si manifestano
in modo evidente soprattutto se sono visibili fibre di amianto affioranti che si liberano
agevolmente strofinando manualmente la superficie, specie nel caso di utilizzo
composito di cemento-amianto e di altro materiale ad esso riconducibile relativamente
alle soluzioni costruttive adottate.
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Il danneggiamento e il degrado del materiale sono aggravati da interventi sulle
strutture o sugli impianti e da cause accidentali o vandaliche.
I materiali, anche quelli in buone condizioni o integri, infatti, sono suscettibili di
danneggiamento con il relativo potenziale pericolo di rilascio di fibre di amianto.
Tra le cause di danneggiamento da parte degli occupanti degli edifici contaminati dalla
presenza di materiali contenenti amianto vanno considerati gli interventi manutentivi e le
vibrazioni continue derivanti da lavorazioni particolari e le correnti d’aria, anche interne,
indotte da specifiche apparecchiature o contingenze.
Si potrà confermare, in definitiva, lo status di materiale danneggiato o degradato solo
nei casi in cui i rilevamenti evidenziano il rilascio sistematico di fibre di amianto,
tenendo ben chiara la correlazione tra l’aerodispersione e il reale rischio da esposizione
umana. Volendo stilare un elenco delle maggiori concause che intervengono nel degrado
strutturale dei materiali contenenti amianto si può affermare che sono determinanti i
seguenti fattori distinguibili in tre grosse famiglie:
- Usura meccanica da attrito radente o volvente
o
Erosione Eolica
o
Spostamenti d’aria forzata
o
Strisciamento meccanico solido
o
Rotolamento solido su solido
o
Abrasione da scorrimento fluido su supporto
- Reazione chimica di dissoluzione delle matrici veicolanti le fibre di amianto
o
Piogge Acide
o
Interazione con liquido chimicamente dissolvente la matrice
o
Dissoluzione della matrice da umidità
- Shock termico
o
Atmosferico stagionale e giornaliero
o
Indotto da lavorazioni particolari
Nel primo caso, sostanzialmente, si ha una rimozione ed una asportazione meccanica
più o meno sistematica di parti anche infinitesime di matrice solida, inorganica o
polimerica, che lentamente libera le fibre di amianto in essa contenute.
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Nel secondo caso si evidenziano i potenziali fenomeni che attraverso reazioni
chimiche dissolvono la matrice, inorganica o polimerica.
Nell’ultimo, infine, si considera la dilatazione e la contrazione del materiale
composito, organico o polimerico, contenente amianto, per effetto della temperatura. Tali
fenomeni possono creare le condizioni di perdita di materiale primario e la conseguente
aerodispersione delle fibre in esso contenute.
2.4. Sorveglianza ambiente-salute
L’Italia è stata il secondo paese utilizzatore di amianto in Europa dopo l’Unione
Sovietica, sino alla fine degli anni ’80, data a partire dalla quale gli studi sull’amianto
hanno rilevato che l’esposizione alle sue fibre produce un aumento del rischio di
patologie asbesto-correlate, come pneumoconiosi asbestosi, cancro al polmone e
mesotelioma pleurico-peritoneale. Per tale ragione è stato classificato come cancerogeno
del Gruppo I dallo IARC.
Ad oggi, l’esposizione all’amianto rimane un problema centrale in tutti gli stati
membri dell’Unione Europea per le implicazioni sulla salute pubblica, occupazione,
ambiente e ricerca scientifica. Alla Conferenza europea sull’amianto, tenutasi a
Bruxelles il 23 settembre 2005, è stato chiesto al Parlamento e alla Commissione europea
l’istituzione di un piano di azione comunitaria sulla prevenzione ed una precisa
pianificazione delle azioni volte a prevenire future esposizioni.
2.4.1 Effetti sulla salute
Il rischio di esposizione dipende dalla concomitanza dei seguenti fattori: grado di
libertà/respirabilità, caratteristiche chimico-fisiche, concentrazione del minerale in
atmosfera, indicatori proxi di esposizione (distanza geografica di abitazioni dai siti
inquinati).
Affinché le fibre di amianto aerodisperse risultino pericolose per la salute umana è
necessario che le stesse siano assunte attraverso le vie respiratorie. Fattori importanti per
la inalazione sono, pertanto, la lunghezza e il diametro. Lo IARC e l’OMS hanno
stabilito alcune regole dimensionali e geometriche: il cosiddetto diametro aerodinamico,
definendo che le fibre con lunghezza L > 5 µm e diametro D < 3 µm e rapporto L/D =
3:1 sono quelle più attive dal punto di vista biologico per la salute umana.
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Il D.Lgs. 277/91 (e successive modifiche e integrazioni) stabilisce infatti che vengano
conteggiate solo le fibre con tali caratteristiche. Le fibre di queste dimensioni, una volta
inalate, superano la parete alveolare e, penetrando nell’albero linfatico, raggiungono le
stazioni linfonodali e le membrane sierose. Per quanto riguarda la concentrazione
ammissibile nell’aria ambiente, la normativa in materia (art. 3 L. 257/92 modificato
dall’art. 16 Legge 24 aprile 1998, n. 128 ) ha fissato, rispettivamente, per il crisotilo un
TLV di 0,6 fibre/cm3 e per le altre varietà di amianto (l’art. 31 del D. Lgs. 277/91 e
s.m.i.) un TLV di 0,2 fibre/cm3, per un periodo di riferimento di 8 ore.
2.4.2. Eziopatogenesi
L’esposizione alle fibre di asbesto, è associato allo sviluppo di mesotelioma maligno
diffuso delle superfici sierose come pleura, peritoneo, pericardio e ad un incremento del
rischio di carcinoma bronchiale.
Studi di cancerogenesi in vitro hanno dimostrato diverse modalità di interazione delle
fibre di anfiboli con le cellule umane. I meccanismi patogenetici possono essere di natura
irritativa, degenerativa e cancerogena. A contatto con l’epitelio bronchiale le fibre di
asbesto sembrano comportarsi come PROMOTORI o CO-CARCINOGENI cioè sostanze
capaci di amplificare, in caso di contemporanea esposizione, l’effetto delle sostanze
cancerogene, come gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA); infatti, l’esposizione
congiunta al fumo di sigaretta e fibre di asbesto incrementa il rischio di sviluppare un
carcinoma bronchiale, mentre l’incidenza di mesotelioma non viene aumentata dal fumo
di sigarette. Nei modelli animali e umani le fibre di asbesto si comportano invece come
cancerogene su tessuto mesoteliale con un meccanismo patogenetico in cui sembrano
giocare un ruolo anche la composizione chimica e la reattività di superficie della fibra. Il
contenuto in ferro delle fibre di amianto è importante nella produzione di radicali liberi,
secondo una reazione chimica che coinvolge le molecole di O2 e gli atomi di ferro o
similari contenuti nella matrice amiantifera, prescindendo dalla composizione chimica
dei diversi amianti, per i quali è stato proposto un ruolo nell’iniziazione e promozione
della cancerogenesi.
Un esempio di costituzione di radicali liberi con attacco ossidativo al DNA cellulare è
il seguente:
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riducente + Fe+3
ossidante + Fe+2
Fe+2 + O2
Fe+3 + O2 -
2O2 - + 2H+
O2 + H2O2
Fe+2 + H2O2
Fe+3 + OH- + OH
Recenti studi tossicologici hanno dimostrato che le fibre di fluoroedenite, una volta
venute a contatto con linee cellulari con caratteristiche simili alle cellule dell’epitelio
alveolare, sono capaci di stimolare processi di formazione del citoscheletro cellulare per
catturare e inglobare tali fibre nel citoplasma.
2.4.3. Patologie asbesto-correlate
L’inalazione delle fibre di amianto provoca gravi conseguenze sulle salute per
l’insorgenza di patologie a carico del parenchima polmonare (Asbestosi e Carcinoma
(CA) polmonare della laringe) e delle membrane sierose come pleura peritoneo e
pericardio (placche, versamenti e mesoteliomi).
2.4.4. Asbestosi
E’ una malattia professionale nella quasi totalità dei casi, come risulta dall’analisi dei
dati provenienti dagli archivi INAIL. Si manifesta per esposizioni medio alte di 10-15
anni (effetto dose dipendente) a fibre lunghe che, ostacolando la clearance mucociliare
tracheobronchiale e polmonare, garantita sia dall'epitelio ciliare che dalla fagocitosi dei
macrofagi alveolari, si accumulano a livello bronchiale e alveolare scatenando una
successiva azione irritativa sul tessuto parenchimale accompagnata da una reazione
fibrogena interstiziale. La sintomatologia e caratterizzata dalla dispnea ingravescente
secondaria e da insufficienza ventilatoria restrittiva.
2.4.5. Mesotelioma pleurico
E’ un CA delle membrane sierose (Peritoneo, Pleura, Pericardio).Il mesotelioma
pleurico ha un lungo periodo di latenza di circa 20/40 anni tra esposizione e insorgenza.
Per tale ragione i dati di mortalità attuali fanno presumere un’alta incidenza nei prossimi
anni in tutta Europa. E’ il tumore più frequentemente associato all'esposizione ad
amianto, in particolare a crocidolite e non è correlato alla dose e al tempo di esposizione.
Recenti studi nazionali confermano che i decessi attribuiti a tumore maligno della pleura
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sono per ¾ dei mesoteliomi e che esiste una discreta coincidenza geografica tra tumori
maligni della pleura e asbestosi. Inoltre, è stato verificato in uno studio caso-controllo a
Casalemonferrato (TO) che il rischio di mesotelioma è in relazione alla distanza tra
residenza nel corso della vita e localizzazione della sorgente inquinante anche in coloro
che non hanno avuto occasione di esposizione professionale ad amianto.
In Italia le misure di incidenza e sopravvivenza dei casi riportati nel Registro
Nazionale Mesoteliomi sono riferite al 1997 ove il tasso Standardizzato di incidenza
risulta di 2,03/100.000 residenti ( 3,00 uomini e 1,07 donne).
Il mesotelioma rivela una notevole complessità sia diagnostica, per il quadro
sintomatologico iniziale di tipo aspecifico e per il polimorfismo istologico, che medico
legale, in quanto la certezza diagnostica di mesotelioma primitivo della pleura valevole
in sede assicurativa può essere raggiunta solo con l’esame istologico. I fattori prognosi
negativi sono l’età avanzata e il tipo istologico fibroso.
2.4.6. Placche pleuriche
Sono manifestazioni pleuriche benigne e rappresentano un tardivo segno d'esposizione
a fibre d'amianto (anche 20 anni di latenza); la sintomatologia può essere silente ed
evidenziabile solo radiologicamente oppure manifestarsi con pleuriti essudative e
versamento ematico ponendo il problema di una diagnosi differenziale con il
mesotelioma iniziale o neoplasie pleuriche metastatizzate.
2.4.7. Carcinoma polmonare
Per questo tipo di patologia asbesto-correlata, la frazione eziologia professionale non è
prevalente come nelle patologie sopraelencate.
Spesso i carcinomi polmonari sono una complicazione dell'asbestosi per un’azione cocancerogenica dell’asbesto; nella maggior parte dei casi il quadro clinico e istopatologico è sovrapponibile a quello delle neoplasie polmonari maligne secondarie per
fumo di sigaretta.
2.4.8. Indicatori biologici di esposizione
La prassi oramai consolidata di svolgere indagini ambientali integrate con quelle
sanitarie ha lo scopo di sviluppare ipotesi di rapporto causa-effetto. Per mettere a regime
un sistema di sorveglianza sanitaria attiva, utile e necessaria per una effettiva valutazione
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sia del background di esposizione (professionale e/o ambientale) delle popolazioni che
della riduzione dei trend spaziali di incidenza di patologie asbesto correlate, è necessario
ampliare il monitoraggio spazio-temporale di indicatori ambiente e salute e di
Biomarcatori di esposizione. Quest’ultimi, utilizzabili come indicatori di effetto nelle
attività di sorveglianza, possono essere impiegati per individuare categorie di esposti,
come nel caso del comune di Biancavilla (CT) dove è stato condotto uno studio pilota
per la ricerca, nell’espettorato di soggetti bronchitici residenti in detta cittadina, delle
fibre di fluoroedenite, con l’uso del SEM per la conferma microanalitica.
Tale indirizzo tiene conto della straordinaria produzione scientifica sull’utilizzo, in
corso di sorveglianza attiva di gruppi di popolazione, anche di indicatori precoci a livello
sierico di esposizione a fibre di amianto, quali gli anticorpi antiP53 e la mesotelina
sierica.
3. STRUTTURA E OBIETTIVI DEL PROGETTO
La proposta progettuale, che è stata poi effettivamente eseguita, prevede alcune fasi
operative, curate in particolar modo dai Servizi di Qualità dell’Aria dei Dipartimenti
provinciali con il coordinamento della Direzione Tecnico Scientifica, tra cui una
preliminare relativa alla mappatura vera e propria, ossia l’individuazione e la
delimitazione dei siti, comprendendo sia la presenza di amianto nei materiali in opera
che i depositi abusivi o la presenza naturale di tale materiale.
Le procedure per attuare tale prima fase passano attraverso la ricognizione dei dati
esistenti dal vecchio censimento, la richiesta e l’acquisizione presso i Comuni di dati
riguardanti il numero e la localizzazione degli edifici pubblici o ad uso pubblico
interessati dalla presenza di amianto o eventuali cave naturali, la richiesta di
informazioni, mediante l’invio di schede di segnalazione, ai nuclei familiari residenti
nella Regione, le richieste di accertamento e le segnalazioni spontanee.
E’ prevista, inoltre, una campagna a terra necessaria per verificare la effettiva presenza
di amianto mediante il prelievo di campioni e le successive analisi di laboratorio, per
valutare lo stato di conservazione e raccogliere altre informazioni importanti per la
caratterizzazione del sito.
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La prima fase, inoltre, ipotizza il ricorso al telerilevamento aereo (vedi § 4.9.)da
attuarsi, visti i costi elevati, solo sui principali comuni e sulle principali aree
industrializzate della regione. Mediante l’utilizzo di un particolare sensore da aereo,
sfruttando ed interpretando la diversa risposta delle superfici a terra ai segnali inviati dal
sensore, è possibile individuare le coperture in cemento-amianto di una certa estensione.
Le immagini provenienti da tale rilevamento, poi, riportate sulla Carta Tecnica
Regionale fornita dal Servizio Cartografico della Regione Molise, costituiscono una
mappa georeferenziata delle coperture in amianto individuate dall’alto.
La seconda fase prevede la determinazione degli interventi di bonifica urgenti, sulla
base dei punteggi risultanti dalle schede di sopralluogo, tenendo conto dei criteri di
priorità indicati nell’allegato 2 del DM 101/2003 e ad ogni sito censito viene assegnato
un valore estimativo della gravità dello stato dei luoghi.
Infine, la terza fase, a conclusione del lavoro svolto, stabilisce che venga prodotta e
fornita alla Regione una relazione finale che illustri nel dettaglio le fasi di lavoro, i dati
raccolti ed i risultati raggiunti; il rapporto conclusivo del progetto viene integrato,
inoltre, da una mappa georeferenziata dell’amianto, consistente in una cartografia
riportante i siti, collegata ad un database in cui vengono registrate e aggiornate tutte le
informazioni riguardanti l’esistenza del materiale contenente amianto sul territorio
regionale. Nel crono-programma viene stimato in 18 mesi il tempo per la realizzazione
del progetto, con inizio entro tre mesi dall’approvazione dello stesso da parte della
Giunta Regionale.
3.1. Iniziative preliminari
Le attività del progetto sono state avviate alla fine dell’anno 2004, con la preliminare
iniziativa del recupero delle schede, relative al censimento pregresso, esistenti presso le
AASSLL, e proseguendo con i sopralluoghi anche all’interno dei Nuclei industriali della
Regione. Le operazioni di catalogazione sono proseguite con la richiesta e acquisizione
di dati presso i Comuni, mediante la distribuzione di schede censorie riguardanti la
presenza di edifici pubblici interessati dalla presenza di amianto, con sopralluoghi dei
tecnici dell’ARPA Molise presso i siti segnalati, con la raccolta di informazioni durante
gli accertamenti eseguiti sulla base delle indicazioni spontanee e delle richieste di
ispezione in siti ove si sospettava la presenza di amianto.
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Si è passati successivamente all’analisi in laboratorio dei campioni prelevati,
predisponendo anche il sistema di archiviazione dei dati, il popolamento dell’archivio
informatico e la sovrapposizione delle informazioni sulla Carta Tecnica Regionale
georeferenziata; di fatto si è impostato un sistema informativo geografico (GIS)
consistente in una cartografia informatizzata (mappa georeferenziata dell’amianto nella
Regione Molise) su cui sono state riportate tutte le localizzazioni con presenza di
amianto, collegata ad un database con le registrazioni e gli aggiornamenti delle
informazioni per ciascun sito, la produzione di un elenco di siti in ordine di priorità di
intervento, elaborato sulla base del punteggio risultante dalla scheda di sopralluogo ed
estimativo della gravità dello stato dei luoghi.
Le informazioni sono state raccolte anche nella fase di valutazione delle successive
domande di finanziamento e dalla documentazione allegata per gli interventi di bonifica
dell’amianto.
Per quanto riguarda il telerilevamento aereo, l’ARPA non ha più commissionato i voli
e le riprese aeree, come previsto dal progetto iniziale, in quanto ha utilizzato le immagini
del territorio molisano rilevate da satellite con sensore iperspettrale MIVIS e
successivamente messe a disposizione dal Servizio Cartografico della Regione Molise.
In realtà, le immagini fornite dalla Regione si sono rivelate in corso d’opera meno utili di
quanto ci si potesse aspettare, perché la loro risoluzione ne ha limitato l’utilizzo,
consentendo di individuare soltanto coperture di notevoli dimensioni, e ciò ha
comportato una serie di rallentamenti e difficoltà nello svolgimento dei lavori.
A tal proposito e per maggiori informazioni si può consultare il paragrafo riguardante
lo specifico argomento del telerilevamento.
Il lavoro fino ad oggi svolto dall’ARPA Molise, di cui la presente relazione
rappresenta la sintesi, non può comunque intendersi del tutto esaustivo, sia per il largo
uso che di tale materiale è stato fatto in passato, con la possibilità che qualche sito,
sebbene poco significativo, sia sfuggito al controllo, sia in ragione del fatto che il
Sistema Informativo Ambientale necessita di continui aggiornamenti sullo stato dei siti
contenenti amianto, di ricorrenti registrazioni degli interventi di bonifica eseguiti e della
verifica dello stato di conservazione di tali materiali. Si pensi agli interventi di bonifica
non risolutivi, come nel caso alle operazioni di confinamento e di incapsulamento, che
richiedono opportuni piani di manutenzione e controllo continui nel tempo al fine di
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garantire la salvaguardia e la salubrità dell’ambiente oltre che la salute del cittadino
residente in quella zona.
Al fine di mantenere costantemente aggiornata la rappresentazione grafica
dell’amianto esistente nella Regione Molise, le attività di mappatura non si potranno
esaurire con la consegna del presente rapporto ai competenti Uffici Regionali, ma
dovranno continuare con le stesse procedure adottate per l’occasione, purché rimangano
inalterate le risorse di personale e quelle finanziarie da assegnare a chi avrà il compito di
proseguire questo incarico.
D’altro canto, come previsto dal decreto più volte citato, ogni anno ciascuna Regione è
tenuta ad inviare al Ministero competente la situazione aggiornata della presenza di
amianto nel proprio territorio, per cui non sarà facile sottrarsi a questo obbligo
istituzionale.
3.2. Attività info-didattica
La presenza di manufatti contenenti amianto nel territorio regionale ha evidenziato la
necessità, oltre che di catalogare tale materiale, di informare e sensibilizzare
correttamente la popolazione sul questo tema, stimolando, inoltre, i cittadini a contribuire
e collaborare con le istituzioni preposte nel lavoro di mappatura dei siti.
In tale direzione tra le attività del progetto amianto è stata inserita anche quella di
natura informativa e didattica “Conosciamo l’amianto”, aggiuntiva all’attività di
rappresentazione grafica, con il duplice scopo di:
• informare i cittadini e gli studenti delle scuole secondarie sul rapporto saluteamianto;
• formare i giovani professionisti sugli aspetti tecnico-scientifici inerenti il
rilevamento dell’amianto e gli interventi di bonifica.
L’attività info-didattica è stata realizzata mediante:
• opuscoli destinati alle scuole, agli uffici che sono a diretto contatto con il
pubblico (poste, banche, etc.) e agli uffici della ASReM;
• articoli pubblicati sui mezzi di comunicazione (giornali, televisione, etc.);
• lezioni tenute dai tecnici dell’ARPA Molise presso le scuole;
• seminari di approfondimento da svolgere presso l’ARPA Molise destinati ai
giovani professionisti.
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In stretta collaborazione con l’Assessorato Regionale all’Ambiente, l’ARPA ha
predisposto un opuscolo informativo dal titolo “A proposito di ambiente........l’amianto”,
con l’intento di fornire ai cittadini uno strumento per la conoscenza di questo materiale
che, largamente utilizzato in passato, è stato messo al bando con la legge 257/92 per i
possibili gravi effetti sulla salute umana.
L’opuscolo, realizzato in modo semplice e ampiamente
divulgativo, è stato distribuito in maniera capillare in tutte le
scuole secondarie superiori della Regione, perché i Dirigenti
scolastici potessero inserire ed approfondire, nei propri programmi
didattici e formativi , le tematiche trattate nell’opuscolo, anche
mediante l’organizzazione di momenti di incontro tra gli studenti e
i tecnici dell’ARPA. Inoltre, l’opuscolo è stato distribuito a tutte le
sedi della Regione con maggiore frequentazione di persone, agli
uffici della ASReM, a tutti i Comuni del Molise, alle Province,
agli Uffici delle Unioni dei Comuni, delle Comunità Montane e
dell’Associazione Industriali.
Si riportano di seguito alcune pagine del libretto realizzato, contenente, tra l’altro, le
motivazioni della sua pubblicazione, le caratteristiche, le proprietà e la pericolosità
dell’amianto, i siti in cui lo si rinviene più facilmente, il comportamento che deve avere
il cittadino di fronte alla presenza dell’amianto ed, infine, l’inquadramento normativo
che disciplina l’intera materia.
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3.3. Esito del progetto
Allo stato attuale, l’ARPA Molise ha portato a termine molti dei compiti previsti dal
progetto in questione; innanzi tutto, è stata completata la rappresentazione geografica e
georeferenziata di ogni singolo sito interessato dalla presenza di manufatti contenenti
amianto che è stato riportato su porzioni della carta tecnica regionale in modo da esser
facilmente leggibile ed interpretabile.
Si è proceduto all’acquisizione del personale, della strumentazione e del software
necessari per le operazioni di mappatura per la quale è stato impiegato anche personale
tecnico ed amministrativo interno.
L’Agenzia ha proseguito, come innanzi detto, l’attività progettuale con la
realizzazione di opuscoli sull’amianto destinati alle scuole e agli uffici a diretto contatto
con il pubblico, con articoli destinati ai mezzi di comunicazione, con lezioni e seminari
di approfondimento tenuti dai tecnici dell’ARPA Molise presso le scuole.
Per l’attuazione del progetto si sono avuti anche molti contatti ed incontri con il
personale degli Uffici regionali interessati alla buona riuscita del programma previsto e
sono stati coinvolti i responsabili degli Uffici tecnici di tutti Comuni della Regione.
Inoltre, i funzionari dell’ARPA hanno provveduto all’istruzione ed alla formazione del
personale assunto per i sopralluoghi in modo adeguato alla buona riuscita degli interventi
sul territorio.
4. METODOLOGIA OPERATIVA
4.1. Sopralluoghi e campionamenti
Nella predisposizione del programma degli interventi da effettuare per la mappatura
dei siti caratterizzati dalla presenza di amianto si è proceduto dapprima ad una
ricognizione degli archivi dei Dipartimenti provinciali dell’ARPA ed alla raccolta presso
le AASSLL dei pochi dati disponibili del censimento disposto a metà degli anni novanta,
rimasto purtroppo incompleto.
Successivamente, si è proseguito con un’accurata programmazione delle ispezioni,
dopo aver preso accordi con gli Uffici tecnici Comunali competenti in materia. Alcuni
interventi sono stati esperiti anche a seguito di segnalazioni pervenute da privati cittadini
o da autorità di pubblica sicurezza, soprattutto per quanto attiene al ritrovamento di
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discariche abusive di materiali da costruzione, tra i quali spesso venivano rinvenuti quelli
contenenti amianto.
La priorità è stata data, ovviamente, agli edifici pubblici e alle costruzioni in cui la
presenza di amianto risultava più rilevante per la quantità riscontrata o per la particolare
localizzazione del fabbricato.
Purtroppo e loro malgrado, non tutti gli uffici dei Comuni interpellati sono stati in
grado di fornire una piena e fattiva collaborazione e, pertanto, si è spesso eseguita una
perlustrazione del territorio comunale senza l’assoluta garanzia di avere inventariato tutte
le strutture contenenti amianto.
Per quanto concerne la modalità di svolgimento del sopralluogo, va precisato che per
ogni sito individuato si è provveduto alla richiesta di tutte le informazioni contenute
nella scheda di intervento rivolgendosi direttamente al proprietario dell’edificio o agli
occupanti. Nel caso in cui non è stato possibile acquisire tali informazioni, si è proceduto
comunque ad individuare il manufatto e a riportare tutte le notizie possibili sulla scheda
di intervento. Contestualmente, per il calcolo della superficie delle coperture in cementoamianto, si è proseguito alla misura con strumenti personali quali fettuccia metrica e/o
distanziometro laser e al rilievo delle coordinate geografiche (WGS 84) tramite un GPS
in dotazione ai Dipartimenti, dati che sono stati successivamente verificati sulla Carta
Tecnica Regionale ed ivi riportati.
Al fine di individuare la tipologia delle fibre presenti, gli operatori hanno effettuato
opportuni prelievi di frammenti di amianto con una pinza a becco, indossando tute
monouso, guanti e mascherina facciale.
Contestualmente al prelievo, per evitare la dispersione delle fibre nell’ambiente, si è
provveduto a verniciare con un prodotto acrilico i bordi della sede di distacco del
frammento.
È stata eseguita, in contemporanea, la compilazione delle voci riguardanti lo stato di
conservazione, il tipo di materiale e le eventuali cause di dispersione delle fibre,
contenute nella scheda di tipologia dell’elemento.
I campioni sono stati introdotti in una capsula di Petri opportunamente chiusa e
sigillata con nastro adesivo e dotata di una banda di identificazione aderente e
successivamente conferiti ai laboratori siti presso i Dipartimenti Provinciali per le
relative analisi.
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Il numero di protocollo del campione è stato trasferito sulla scheda di individuazione
del manufatto insieme al rapporto di prova riportante il tipo o i tipi di fibre riscontrati.
Tutti i dati sono stati registrati in un database preparato dal Servizio Sviluppo
Informatico Ambientale di ARPA per i successivi trattamenti.
4.2. Analisi qualitativa delle fibre
Nell’esecuzione delle analisi è stato seguito uno schema fondato sull’uso di diverse
tecniche. Essenzialmente per ogni campione sono state previste le seguenti fasi:
campionamento rappresentativo;
esame visuale macroscopico (controllo della consistenza e dell’omogeneità);
esame a basso ingrandimento mediante stereomicroscopio;
preparazione del campione per trattamento meccanico o chimico;
analisi a maggior ingrandimento con metodi che utilizzano le tecniche di
dispersione cromatica;
analisi mediante spettroscopia FTIR.
Con l’utilizzo dello stereomicroscopio, ad ingrandimenti intorno a 10x, è stato
esaminato l’intero campione in modo da avere informazioni riguardanti la sua
omogeneità, l’eventuale presenza di fibre affioranti e l’identificazione preliminare del
tipo di fibre.
Inoltre, lo stereomicroscopio ha consentito di eseguire il prelievo di singole fibre,
fascetti o aggregati di esse, anche se sporgenti dalla matrice, per sottoporle ad analisi più
approfondite.
L’identificazione preliminare è stata eseguita sulla base delle specifiche caratteristiche
morfologiche dei componenti fibrosi eventualmente presenti.
Nei campioni massivi le fibre si sono presentate generalmente sotto forma di fascetti
composti da molte fibre più fini caratterizzate da numerosissime striature longitudinali
ben visibili.
In particolare, alcune fibre presentano delle peculiarità: le fibre di crisotilo appaiono
sinuose e morbide e si deformano facilmente se sollecitate con delle pinzette, mentre
quelle di anfiboli sono lunghe, dritte e rigide. La crocidolite presenta una peculiare
colorazione blu scuro che ne consente l’identificazione immediata.
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Queste caratteristiche morfologiche sono ben diverse da quelle tipiche di altri materiali
fibrosi, come la cellulosa, la lana , la seta ed altre fibre di natura organica, la lana di
roccia e le fibre di vetro. Queste fibre hanno diametri molto maggiori, non mostrano
presenza di fascetti né di estremità frastagliate, ed hanno di norma un aspetto molto
diverso.
L’analisi qualitativa con la tecnica della dispersione cromatica in microscopia ottica è
basata sulla variazione dell’indice di rifrazione dei minerali in funzione della lunghezza
d’onda della luce che li attraversa.
I liquidi di immersione devono avere un indice di rifrazione molto vicino a quello
delle fibre da esaminare e nei nostri Laboratori si usa un liquido a indice di rifrazione
1.545 a 25°C, per cui i colori di dispersione per le diverse fibre sono quelli riportati nella
tab. 1 dell’allegato 3 ad D.M. 6.9.1994.
I campioni massivi vengono opportunamente macinati per la preparazione dei vetrini
per poi essere esaminati con il microscopio ottico binoculare, generalmente a
ingrandimenti di 40x, in campo chiaro, in campo scuro ed in contrasto di fase.
La determinazione delle fibre di amianto mediante spettroscopia FTIR è effettuata in
accordo con quanto previsto dal metodo NIOSH 7602 previa dispersione dell’analita in
una matrice solida di KBr. L’identificazione viene effettuata mediante confronto dello
spettro di assorbimento del campione con opportune banche dati. Tale tecnica può essere
utilizzata anche per determinazioni quantitative.
4.3. Identificazione univoca dei siti di ciascun comune interessati dalla presenza
di amianto
I siti interessati dalla presenza dell’amianto sono stati censiti e ispezionati dai tecnici
di questa Agenzia e in seguito riportati sulla Carta Tecnica Regionale. Successivamente
sono stati individuati con precisione e riportati sulla CTR georeferita in scala 1:5.000 per
mezzo del programma GIS Arcview prodotto dalla ESRI.
Ad ogni comune è stata associata una tabella contenente i dati relativi all’esatta
identificazione e localizzazione di ciascun sito. Le informazioni riguardano:
• ID: codice identificativo univoco per ogni sito di ciascun comune;
• GAUSS_LONG: la longitudine che insieme alla latitudine consente una precisa ed
immediata localizzazione del sito sulla cartografia;
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• GAUSS_
LAT:
la latitudine che insieme alla longitudine consente una precisa ed
immediata localizzazione del sito sulla cartografia.
• COD_ISTAT: che comprende il codice istat del comune e il numero progressivo del
sito contenente amianto
4.4. Localizzazione dei siti interessati dalla presenza di amianto
Ogni sito è stato localizzato in riferimento al sistema di coordinate Gauss – Boaga
fuso 33 secondo la latitudine e la longitudine.
Le coordinate sono state rilevate in riferimento al punto centrale del poligono di
identificazione di ciascun sito.
Nel caso di aree contenenti più edifici interessati (come nel caso sottostante) è stato
preso in riferimento il baricentro (localizzato dove è posizionata indicativamente la
freccia) dell’edificio posizionato centralmente rispetto ai tre edifici costituenti il sito n.1
del comune in esame.
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4.5. Individuazione dei dati rilevanti per ciascun comune con l’estrazione dei dati
significativi dal Database “Amianto 2005”
Dopo aver associato ad ogni sito le informazioni necessarie per la giusta
individuazione spaziale, si è passati alla fase successiva riguardante la descrizione delle
caratteristiche principali di ciascun sito.
Le informazioni ottenute sono inserite e continuamente aggiornate nel database
“Amianto 2005”, prodotto da questa Agenzia mediante il programma Microsoft Access.
Dalla estesa mole di informazioni presenti nel citato database si è scelto di fare
l’estrazione di alcuni dati significativi per l’immediata descrizione del sito.
Quindi si è proceduto nella generazione di una query di selezione, ossia una
interrogazione del software di archiviazione dei dati che ha generato un sotto-database
contenente i dati scelti. Al fine di rendere compatibili questi dati, da utilizzare nel
programma GIS Arcview, si è scelto di analizzare la query per mezzo del programma
Microsoft Excel per renderli in formato tabulare.
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Dato che le informazioni contenute nel database riguardano tutti i comuni del territorio
molisano, si è continuato con la singola suddivisione per ogni comune preso in esame.
Selezionate le informazioni per ciascun comune, si è proseguito con il salvataggio delle
stesse in formato Dbase IV.
L’operazione nevralgica è stata la verifica della esatta corrispondenza tra i siti
identificati dal cod_sito nel database e quelli localizzati con Arcview; questo ha
consentito di procedere senza imprevisti e difficoltà con la fase successiva.
TABELLA TIPO ESTRAPOLATA PER CIASCUN COMUNE
N.B. Le informazioni contenute nella tabella sovrastante riguardano una parte limitata delle informazioni
contenute nelle tabelle in formato Dbase IV generata per ogni comune.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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4.6. Creazione di un sistema informativo territoriale sull’amianto presente nella
Regione con integrazione dei dati localizzativi e i dati descrittivo-analitici dei siti.
Avendo a disposizione per ciascun comune:
una tabella riguardante la localizzazione dei siti
e una tabella riguardante la descrizione di ciascun sito
si è passati alla fase di integrazione dei dati per ciascun comune effettuando
un’operazione di unione tra le due tabelle esistenti.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
31
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TABELLA JOIN
Per mezzo del programma Arcview si è compiuta un’operazione di join tra le tabelle,
possibile solo grazie al campo comune ad entrambe ”cod_sito”.
E’ stata così generata una tabella virtuale che contiene l’integrazione di entrambe le
tabelle, che può essere interrogata e visualizzata tramite il programma Arcview
interpellando direttamente il sito interessato mediante il comando identify
4.7. Realizzazione di una mappa tematica
Dopo aver effettuato l’operazione di join tra le due tabelle e aver quindi unificato le
informazioni in una tabella unica è stato possibile creare una mappa tematica sui siti
contenenti amianto per ciascun comune, differenziandoli in base al dato relativo
all’avvenuta bonifica.
E’ stato quindi assegnato il colore rosso ai siti che non presentano operazioni di
bonifica e il colore verde ai siti bonificati.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
33
REGIONE MOLISE
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4.8. Analisi dell’algoritmo
La finalità dell’applicazione dell’algoritmo è quella di arrivare a definire una
valutazione oggettiva del rischio, relativo ad ogni singolo caso esaminato, in modo da
poter prevedere una maggiore o minore urgenza nella predisposizione di un piano e di un
successivo intervento di bonifica.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
34
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Il D.M. 6 settembre 1994 fornisce le linee guida per procedere alla valutazione del
rischio definendo i materiali da indagare e le azioni da intraprendere secondo il seguente
schema:
Valutazione
materiali
contenenti amianto
Materiali integri
suscettibili di
danneggiamento
Materiali integri non
suscettibili di
danneggiamento
Eliminazione delle
cause
Programma di controllo e
manutenzione dei materiali
contenenti amianto in sede
Rimozione dei materiali
contenenti Amianto
Materiali
danneggiati
Area non estesa
< 10%
Restauro ed
eliminazione delle
cause
Area non estesa
> 10%
Bonifica
Programma di
controllo e
manutenzione
Indicatori
per la scelta del
metodo di bonifica
Incapsulamento
Confinamento
Programma di
manutenzione e controllo
Tuttavia, tale classificazione, effettuata in seguito all’ispezione visiva, dovrebbe essere
integrata da campionamenti di aria per verificare la presenza di un’eventuale dispersione
di fibre di amianto nell’ambiente.
Considerando che i campionamenti di aria rappresentano la condizione al momento
del campionamento, comunque insufficienti a descrivere lo sviluppo futuro della
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
35
REGIONE MOLISE
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situazione in esame, e valutando che nei casi concretamente mappati le misure di
concentrazione di fibre aerodisperse non sono state quasi mai eseguite, si è preferito
utilizzare il criterio che prevede l’assegnazione di un punteggio a ciascun parametro in
funzione del peso che ad esso è attribuito e il successivo sviluppo di un algoritmo
matematico che associa il livello di rischio al punteggio ottenuto.
Gli algoritmi, messi a punto per la valutazione del rischio, trovano la loro forza nel
ridurre il più possibile la soggettività dell’operatore che indaga i parametri da inserire nel
processo di calcolo, rendendo l’azione prettamente meccanica e riducendo l’errore
dovuto all’interpretazione soggettiva del tecnico.
L’algoritmo, a cui si fa riferimento per la determinazione degli interventi di bonifica
urgenti, è quello predisposto dal gruppo di lavoro Interregionale Sanità e Ambiente; esso
prevede l’applicazione di due procedure differenti a seconda che il sito sia inquadrato
nelle categorie 1, 2, 4 o nella categoria 3, così come previsto dal Decreto
Interministeriale 18 Marzo 2003 n.101.
Nel territorio della Regione Molise non sono state censite aree ricadenti nella categoria
3 perché assenti, per cui l’algoritmo di rimando sarà quello relativo alle categorie 1,2,4.
Il calcolo del punteggio per ogni sito avviene secondo la seguente formula:
Cc = Coefficiente di Classe di Priorità che deriva dal seguente flusso:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
36
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Valori assunti dal coefficiente di classe di priorità
Classe
Valore
1
1,2
2
0,8
3
0,7
4
0,4
5
0,3
A = Tipologia di materiale contenente amianto
B = Tipologia di attività
C = Accessibilità
D = Presenza di confinamento
Questi fattori assumono i seguenti valori:
SI
NO
A
Friabilità
2
1
B
Uso Pubblico
1
2,5
C
Accessibilità
1
2,5
D
Presenza di confinamento
1
2,5
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Indicatori:
i1: Quantità di materiale stimato
i2: Presenza di programma di controllo e manutenzione
i3: Attività
i4: Presenza di cause che creano o favoriscono la dispersione di fibre
i5: Concentrazione di fibre aerodisperse
i6: Area di estensione del sito
i7: Superficie esposta all’aria
i8: Coinvolgimento del sito in lavori di urbanizzazione
i9: Stato di conservazione delle strutture edili
i10: Tempo trascorso dalla dismissione
i11: Tipologia di amianto presente
i12: Dati epidemiologici
i13: Frequenza di utilizzo
i14: Distanza dal centro abitato
i15: Densità di popolazione interessata
i16: Età media dei soggetti frequentatori
Di seguito sono riportati i valori assunti da ciascun indicatore:
Indicatore
i1
i2
i3
i4
i5
Soglie
Punteggio
< 500
5
500 – 10000
10
> 10000
15
SI
1
NO
10
Attiva
1
Dismessa
3
SI
5
NO
1
<1
2
>1
5
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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i6
i7
i8
< 500
3
500 – 5000
5
> 5000
9
< 500
5
500 – 5000
8
> 5000
10
SI
3
NO
1
Danneggiamento <
i9
10%
Danneggiamento >
10%
i10
i11
i12
i13
i14
i15
i16
5
30
<3
1
3 – 10
3
> 10
7
Crisotilo
1
Crisotilo + Anfiboli
3
SI
10
NO
1
Occasionale
5
Periodica
10
Costante
20
0
5
1000
3
>1000
1
Agg. Urbano
4
Case sparse
2
< 29
10
> 29
2
L’attendibilità dei risultati ottenuti con l’applicazione dell’algoritmo deve essere
considerata con cautela in quanto il suo limite è rappresentato dalla impossibilità di avere
informazioni dettagliate su tutti gli indicatori; infatti, esso è considerato applicabile se
sono popolati gli indicatori i1, i2, i3; gli altri indicatori, in assenza di dati, vengono
considerati attribuendo a questi il valore minimo riportato in tabella.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Tuttavia, si ritiene ingenuo non considerare fondamentale, ai fini dell’uso
dell’algoritmo, l’indicatore i11: Tipologia di amianto presente, in quanto ad un sito
potrebbe venire assegnato un livello di rischio considerevole anche in assenza di fibre di
amianto all’interno di un manufatto.
Da una corrispondenza tra le informazioni acquisite in campo e quelle da ricercare
come da indicatore, si sono riscontrate notevoli difficoltà nella valutazione degli
indicatori, in particolare:
1) Quantità di materiale stimato
Nella stragrande maggioranza dei siti censiti e presso i quali è stato eseguito il
sopralluogo, il manufatto più frequente su cui sono state individuate fibre di amianto è
risultata la copertura di edifici e capannoni agricoli e industriali; essa, infatti, è costituita
prevalentemente in pannelli tipo ETERNIT.
Dalla superficie in pianta, calcolata dagli elaborati progettuali dell’immobile, è stato
considerato un fattore correttivo pari a 1,35 dovuto all’ondulazione dei pannelli di
copertura; è stato, inoltre, stimato uno spessore medio di 0,005 metri degli stessi pannelli
e una densità pari a 1.500 kg/m3. In definitiva, si risale alla quantità di materiale stimato
con la seguente formula:
Q = S * 1.35* 0.005* 1500
dove:
Q = Quantità di materiale stimato (Kg)
S = Superficie in pianta della copertura (m2)
1.35 = fattore correttivo adimensionale dovuto all’ondulazione dei pannelli
0.005 = spessore medio dei pannelli (m)
1500 = densità dei pannelli (Kg/m3)
2) Presenza di programma di controllo e manutenzione
Il programma di controllo e manutenzione secondo l’art. 4 del D.M. 06 Settembre
1994 è necessario nei casi in cui si ricorra ad un intervento di bonifica non definitivo,
come l’incapsulamento e il confinamento; tuttavia, nei siti indagati l’operazione di
bonifica eseguita è risultata sempre quella della rimozione totale, per cui questo tipo di
programma non è mai stato presente.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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3) Attività
Su
questo
indicatore
non
si
sono
riscontrati
problemi
di
reperimento
dell’informazione, in quanto la conoscenza sullo stato e sull’utilizzo dell’immobile o di
qualsiasi altro manufatto era sempre manifesta; il dato attività (Attiva/Dismessa), infatti,
è risultato sempre presente nei parametri di calcolo dell’algoritmo.
4) Presenza di cause che creano o favoriscono la dispersione di fibre
In tutti i siti individuati, in cui il manufatto contenente amianto era costituito dalla
semplice copertura, sono state sempre considerate presenti cause che favoriscono la
dispersione di fibre, poiché gli agenti atmosferici a cui la stessa è esposta costituiscono il
motivo principale della diffusione nell’ambiente.
In molti edifici abbandonati o dismessi, oltre agli agenti atmosferici responsabili della
dispersione di fibre, è stato anche considerato il degrado per vetustà dell’immobile. La
causa di dispersione dovuta ad usura non è stata quasi mai individuata, in quanto non si
sono rinvenuti manufatti sottoposti a vibrazioni oppure ad abrasioni meccaniche.
Per quanto riguarda cisterne e serbatoi in M.C.A., le cause di dispersione sono state
considerate solo quando questi serbatoi o cisterne erano interrati, perché il contatto con il
terreno umido può essere motivo di indebolimento della matrice legante; invece, per i
serbatoi o le cisterne fuori terra non si sono considerate le cause di dispersione di fibre,
poiché molte volte questi manufatti si trovavano al coperto.
5) Concentrazione di fibre aerodisperse
Questo dato è stato sempre preso con il valore minimo nell’algoritmo per il calcolo del
punteggio, in quanto in nessun sito si è effettuata l’analisi delle fibre aerodisperse.
Tuttavia, si ritiene che questo indicatore sia di difficile interpretazione poiché i
campionamenti di aria, rappresentando la situazione al momento del prelievo, sono
insufficienti per descrivere una condizione in corso di trasformazione.
6) Area di estensione del sito
Il dato in questione è risultato di difficile reperimento poiché i tecnici, all’atto del
sopralluogo, molte volte non avevano a disposizione la planimetria esatta del sito;
talvolta, quindi, l’area di estensione del sito è stata fatta corrispondere alla superficie di
M.C.A. esposta all’aria.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Tuttavia, dalle richieste di finanziamento pervenute all’ARPA Molise, in seguito
all’emanazione dell’avviso pubblico “Interventi finanziari per la bonifica dell’amianto”
pubblicato sul BURM del 16/06/2005, e corredate da una dettagliata relazione
progettuale con planimetrie, si è potuto in qualche caso risalire all’estensione del sito
attraverso le visure catastali ad esso allegate.
La valutazione di questo dato si presta, tuttavia, a diverse interpretazioni; ad esempio,
considerando il posizionamento di un serbatoio, l’estensione del sito non appare ben
definita in quanto potrebbe essere sia la superficie in pianta del serbatoio stesso sia l’area
del locale in cui è collocato il serbatoio; nel presente lavoro, si è preso in considerazione
la superficie in pianta.
7) Superficie esposta all’aria
Questo indispensabile indicatore risulta di facile determinazione e quindi sempre
presente in tutti i siti censiti. Nel caso di canne fumarie è stata considerata solo la
superficie laterale
della canna in uscita dalla copertura mentre per i serbatoi si è
calcolata la superficie laterale, a seconda della forma geometrica accertata.
Nel caso delle coperture, invece, è stata calcolata come superficie esposta all’aria,
quella riscontrata sulla pianta dell’immobile su cui insisteva la copertura.
8) Coinvolgimento del sito in lavori di urbanizzazione
Questo parametro è sempre stato stimato con il valore minimo presente in tabella, in
quanto in tutti i siti censiti i proprietari degli immobili non hanno mai fornito
informazioni su eventuali atti amministrativi attestanti il coinvolgimento del fabbricato
in lavori che prevedevano interventi sull’edificato o sul suolo.
9) Stato di conservazione delle strutture edili
La condizione di conservazione delle strutture edili è stata definita da un’analisi visiva
da parte dei tecnici che hanno effettuato il sopralluogo, ipotizzando in questo modo un
danneggiamento delle strutture maggiore o minore del 10%. L’esame della situazione dei
manufatti contenenti amianto viene associato allo stato di danneggiamento delle
strutture. In definitiva, una situazione stimata buona o mediocre corrisponde ad un
danneggiamento inferiore al 10%, mentre uno stato di conservazione stimato scadente o
pessimo corrisponde ad un danneggiamento maggiore del 10%.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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10) Tempo trascorso dalla dismissione
L’indicatore in questione è sempre stato evidenziato in tutti i siti censiti, quindi
calcolato sempre con il suo valore effettivo, come da tabella.
La fonte sul tempo trascorso dalla dismissione è stata ritenuta sempre attendibile, per
la cura che hanno avuto i proprietari degli immobili nel comunicare quei dati; in alcuni
casi l’informazione è stata supportata da atti scritti.
11) Tipologia di amianto presente
Durante i sopralluoghi, oltre ad una indagine ispettiva, i Tecnici della prevenzione
hanno provveduto anche al prelievo di campioni, nei casi in cui è stato possibile.
In diversi manufatti censiti, come le canne fumarie oppure le vasche di raccolta acqua,
eseguire il prelievo del campione avrebbe comportato la rottura del manufatto stesso,
per cui il campionamento non è stato eseguito; inoltre, in molte operazioni di prelievo si
sono frapposti ostacoli soprattutto per il difficile accesso alle coperture.
In merito a detto indicatore, si ritiene che debba essere considerato tra quelli
fondamentali per l’assegnazione del grado di rischio, perché l’eventuale assenza di
analisi o l’incertezza sulla identificazione delle fibre di amianto presenti nel manufatto
non dovrebbe permettere l’applicazione dell’algoritmo, anche se con il valore più basso,
pena l’erronea rispondenza alla situazione reale.
12) Dati epidemiologici
L’assegnazione del valore (1 o 10) a questo parametro è risultato di notevole difficoltà
in quanto oggetto di diverse valutazioni.
La presenza di studi a livello regionale sulla mortalità per malattie dovute ad asbesto è
scarna e quel minimo esistente non risulta né approfondito né esaustivo.
Nel 2002 l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato uno studio descrittivo sulla
distribuzione geografica della mortalità per neoplasie, dal titolo “La mortalità per tumore
maligno della pleura nei comuni Italiani (1988/1997)” RAPPORTO ISTISAN 02/12.
Nello studio si evidenzia che i dati nazionali di mortalità hanno indicato due categorie
di aree regionali: quelle ad alta esposizione, già segnalate da precedenti studi
epidemiologici che indicavano livelli di decesso più elevati rispetto ai valori nazionali e
per i quali sono state formulate associazioni con le principali fonti di esposizione ad
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amianto, ed aree a presunta bassa esposizione, tra cui il Molise. Qui, sebbene la mortalità
sia risultata inferiore alla media nazionale, emerge come dato la mortalità dei residenti in
ristretti ambiti territoriali in cui si può ipotizzare, negli anni precedenti al periodo preso
in esame (1988/1997), un’ esposizione a fibre di amianto nei cicli produttivi o
nell’ambiente. (Anagrafe Regionale Aziendale delle attività economiche con possibile
presenza di amianto 1991 – Roma, ISPESL-1999).
Va segnalato, comunque, che la scarsa numerosità dei casi osservati nel periodo in
esame, l’occasionalità della rilevazione e la particolare situazione relativa al territorio, di
dimensione definita e limitata, hanno posto una particolare cautela nell’interpretazione
dei dati; lo studio, infatti, suggerisce l’effettuazione, da parte delle Autorità competenti,
di ulteriori esercizi di approfondimento, utilizzando anche flussi informativi correnti
(Schede di Dimissione Ospedaliera – Registro regionale di patologia e di mortalità
aggiornati ) e analisi statistiche per la verifica della tendenza all’addensamento e per la
ricerca di clustering per piccola area e su dati georiferiti.
Per avere, infine, informazioni su associazioni di tipo causale rischio-malattia, utili ad
una definizione del ruolo di esposizione occupazionale e/o ambientale, occorrono studi
analitici basati su misure personali come lo stile di vita o il profilo di esposizione,
selezionati attraverso strumenti di indagine individuale.
13) Frequenza di utilizzo
Questo dato è sempre stato di facile determinazione; suddivisa in occasionale,
periodica e costante, l’informazione è stata comunicata direttamente dal proprietario
dell’immobile. Il dato è sempre presente per ogni sito censito.
14) Distanza dal centro abitato
La distanza dal centro abitato viene considerata, senza eccezione alcuna, come
lontananza dalla periferia della città o del comune di osservazione, in quanto il dato è
associato all’indicatore i15 che suggerisce se si tratta di case sparse oppure di
agglomerato urbano.
La stima è stata fatta dai tecnici che si recavano sul posto per i sopralluoghi, oppure
durante la fase di georeferenziazione sulla C.T.R.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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15) Densità di popolazione interessata
Questo dato è sempre risultato di facile determinazione; sono stati considerati
agglomerati urbani gli immobili ubicati nel centro abitato, caratterizzato da una elevata
densità sia abitativa che di immobili; case sparse sono state considerate le abitazioni
isolate, quelle in contrade a bassa concentrazione di immobili e distanti dai centri abitati.
16) Età media dei soggetti frequentatori
L’indicatore a causa di necessità collegate alla difficoltà di reperire il dato esatto è
stato standardizzato ipotizzando l’età media dei frequentatori < di 29 anni solo nel caso
di Scuole di ogni ordine e grado e per gli asili nido, in tutti gli altri casi è stata
considerata l’età media dei frequentatori > 29 anni.
4.9. La mappatura attraverso il telerilevamento (MIVIS)
La tecnologia ottica del telerilevamento, su piattaforma aerea o satellitare, permette di
avere informazioni quali-quantitative su oggetti posti a notevole distanza e permette di
generare una mappa tematica dettagliata della superficie terrestre.
I referti utilizzati sono stati prodotti da un sensore iperspettrale MIVIS (Multispectral
Infrared and Visible Imaging Spectrometer), sistema a scansione con quattro
spettrometri montato su un aeromobile in grado di riprendere simultaneamente la
radiazione proveniente dalla superficie terrestre nel visibile (20 bande tra 0,43 e 0,83
µm), nell’infrarosso vicino (8 bande tra 1,15 e 1,55 µm), nell’infrarosso medio (64
bande tra 2,0 e 2,5 µm) e nell’infrarosso termico (10 bande tra 8,2 e 12,7 µm) per un
totale di 102 canali (Tab.1).
Tab.1 – Caratteristiche degli spettrometri MIVIS (Bianchi et al., 1995).
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
45
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La risoluzione del MIVIS può distinguersi in:
- Risoluzione geometrica del pixel al suolo che dipende dall’altezza del volo e varia da
due a dieci metri
- Risoluzione radiometrica di 12 bit
- Risoluzione spettrale che varia a seconda dello spettrometro in uso
Il volo MIVIS sulla Regione Molise è stato commissionato dall’Assessorato alle
Politiche del Territorio, Beni Ambientali, Lavori Pubblici, Edilizia Residenziale
Trasporti, - Settore Informazioni Territoriali - della Regione Molise per scopi generici ed
è stato realizzato nel 1995 alla quota di 3000 m (risoluzione suolo di 6 m). Il trattamento
delle immagini MIVIS ed il passaggio da analogico a digitale richiede una correzione
radiometrica, geometrica e atmosferica dell’immagine.
Per la calibrazione radiometrica è stata utilizzata una piattaforma UNIX su Silicon
Graphics (SGI) Computer System 02, provvista di supporto mod LACIE lettore di
cassette VHS 8mm. Il software utilizzato è il MIDAS (Multispectral Interactive Data
Analysis System).
Fig.1. Diagramma di flusso per il pretrattamento dei dati MIVIS (Bianchi et al. 1995).
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Per la correzione geometrica e la georeferenziazione dei dati, si è usato un computer
con interfaccia LINUX Red Hat, comunicante con il sistema operativo Windows, e il
software utilizzato è il MIVIS_RSM. Le immagini sono state georeferenziate con una
risoluzione al suolo di 4 m.
Per tutte le elaborazione delle immagini telerilevate si è fatto uso del software ENVI
Research Systems Inc.Boulder, Colorado 80301, USA presso la Regione Molise,
Servizio Statistico e Cartografico Territoriale. Il GIS utilizzato è l'ArcView prodotto
dalla ESRI.
La calibrazione radiometrica dei dati avviene mediante l’uso di riferimenti interni al
MIVIS (corpi di riferimento) e di coefficienti di calibrazione al banco di taratura.
Con la calibrazione radiometrica sono stati convertiti i valori digital number dei
singoli pixel in valori di radianza. Il risultato è stato quello di poter operare con valori di
lunghezze d’onda confrontabili con parametri di letteratura.
Il programma utilizzato, come già descritto, consente di ottenere immagini
geometricamente corrette applicando le tabelle di localizzazione ai dati MIVIS. Il
risultato finale è stata un’immagine georeferenziata il cui nome di output è già
prestabilito (image1.ima) dal programma.
La mosaicatura delle diverse strisciate ha dato come risultato il mosaico finale
georeferenziato, facilmente sovrapponibile e confrontabile con la CTR della Regione
Molise.
Alcuni degli inconvenienti derivati dalle correzioni sono riportati in figura.
Fig.2: mostra il ripetersi di piccole porzioni
di territorio
Fig. 3: mostra lo
slittamento delle strisciate
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Per il ricampionamento dell’immagine georeferenziata si è scelto di utilizzare
l’algoritmo Nearest Neighbor. La pre-elaborazione di base delle immagini non è stata
effettuata per la mancanza di dati al suolo contemporanei al sorvolo. La topografia
dell’area genera anomalie d’immagine, e in particolare la pendenza (fig.4), come
Fig. 4 - Zoom di una porzione di
immagine
Fig.5 L’analisi PCA mette in risalto
l’effetto della riflettanza bidirezionale
dovuta alla direzione di volo dell’aereo.
evidenzia un’operazione di PCA (Analisi delle Componenti Principali) che elimina le
informazioni ridondanti evidenziando le differenze spettrali (fig. 5).
Questa incertezza della riflettanza bidirezionale non ha permesso in nessun modo la
classificazione automatica contemporanea di strisciate adiacenti. Si è ovviato al
problema considerando le strisciate separatamente. L’immagine ottenuta dopo aver
subito tutte le pre-elaborazioni di base descritte (calibrazione radiometrica e geometrica)
risulta essere composta da due parti, un formato File-image e il suo header, necessario
per visualizzare l’immagine, dove sono raccolte tutte le informazioni. Per elaborare le
immagini si è proceduto inizialmente all’estrazione automatica di una maschera allo
scopo di evidenziare tutte le strutture urbanizzate.
Le immagini calibrate sono state, in seguito, sottoposte ad una trasformazione M.N.F.
(Maximum Noise Fraction), (Busetto 2002) che permette di ridurre il rumore presente
nei dati iperspettrali e di condensare l’informazione contenuta nell’immagine in un
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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numero ridotto di bande sintetiche. Permette, inoltre, di aumentare la separabilità
spettrale dei diversi tipi di superficie e consente di eseguire le successive elaborazioni su
un numero ridotto di bande. L’informazione maggiore è contenuta in queste prime bande
(fig. 6).
Fig. 6
L’identificazione delle coperture in cemento-amianto è stata, infine, realizzata con una
semplice procedura di visualizzazione dell’immagine, ma sopratutto mediante rilievi a
terra, su capillari indicazioni dei tecnici dei Dipartimenti provinciali di Campobasso ed
Isernia; sono state, quindi, identificate, su ognuna delle immagini analizzate, alcune
superfici campione in cemento amianto (training sets).
La figura 7 mostra un’area da 15 pixel contenente presenze di amianto.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
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Fig 7 Esempio di training set (15 pixel).
Selezionati i training set più idonei, si è proceduto alla classificazione.
La classificazione è stata realizzata utilizzando l’algoritmo di classificazione S.A.M.
(Spectral Angle Mapper) che discrimina i pixel dell'immagine in base al grado di
somiglianza tra il loro comportamento spettrale e quello degli spettri di riferimento.
L’algoritmo che determina la somiglianza spettrale tra due spettri, ossia la similarità di
uno spettro non conosciuto t con uno spettro di riferimento r, si calcola come segue:
α=
r
= distanza angolare (soglia minima fissata a 0,05 radianti).
Il risultato della classificazione supervised è stato quello di ottenere una
individuazione
Fig. 8
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
50
REGIONE MOLISE
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delle coperture come mostrato nella Figura 8 che nel caso specifico evidenzia le
coperture di cemento amianto. La fig. 8 mostra un’area urbanizzata di Campobasso
(coperture ridotte) mentre la fig.9 mostra un’area industrializzata della stessa città
(coperture estese).
Fig 9
La valutazione di una classificazione può avvenire in maniera qualitativa o
quantitativa.
Per la valutazione qualitativa si è fatto il confronto con i rilievi effettuati dai tecnici
dei Dipartimenti e si è valutata la corrispondenza del risultato delle classificazioni con
uscite di campo.
Per le stime quantitative si è proceduto, secondo le metodologie standard, ad una
valutazione di accuratezza, utilizzando i punti di controllo presi durante le verifiche di
campo.
La carta tematica della mappatura dell’amianto è ottenuta dall’elaborazione dei dati
MIVIS come mostra la figura 10 e dai rilievi effettuati dai tecnici che hanno utilizzato
come supporto topografico la CTR della Regione Molise.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
51
REGIONE MOLISE
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Fig. 10: Sovrapposizione dei dati MIVIS con la CTR
Disegnando i poligoni, si ha a disposizione la localizzazione esatta del tetto in
cemento-amianto, a cui sono collegate tutte le informazioni identificative della copertura,
quali indirizzo, proprietario ecc...; infatti, la mappatura così come concepita è
direttamente correlata al data-base Amianto 2005 prodotto dall’ARPA Molise.
La mappatura sulla CTR fornisce, inoltre, informazioni sull’estensione delle superfici
di copertura di cemento-amianto esposte all’aria (parametro indicato con i7) necessarie
per lo sviluppo dell’algoritmo di determinazione delle priorità di intervento. Con la
localizzazione precisa sulla CTR, infine, si ricavano le coordinate esatte in Gauss-Boaga,
sistema di georeferenzazione univoco usato da questa Agenzia.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
52
REGIONE MOLISE
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5. RISULTATI E VALUTAZIONI
Il presente lavoro fornisce una situazione sulla presenza di siti con manufatti
contenenti amianto nel territorio regionale relativa al 30 Maggio 2006; tuttavia si ritiene
di poter ampliare e migliorare tale mappatura continuando nelle attività svolte fino ad ora
dal personale della nostra Agenzia.
Attualmente il quadro che si presenta alla chiusura del presente lavoro è riportato nel
seguente grafico:
Quadro generale dei siti censiti
71
6
Siti con presenza di
amianto
Siti bonificati
Siti in cui l'amianto era
assente
666
In particolare sono stati censiti 743 edifici tra pubblici e privati, accertando la presenza
di amianto in 666 siti, 71 immobili sono stati bonificati nell’arco temporale che va dal
2003 alla data di chiusura del presente lavoro e su 6 analisi effettuate relative ad un
numero uguale di manufatti non è stata rilevata la presenza di fibre di asbesto.
Avendo avuto sempre come riferimento le indicazioni presenti nel Decreto
Ministeriale del 18 marzo 2003, n.101 recante“ Regolamento per la realizzazione di una
mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto”, nel
nostro ambito regionale, le categorie di ricerca si sono ristrette prevalentemente a quelle
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
53
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
elencate nella categoria 2 “Edifici Pubblici e Privati”, in quanto non sono presenti siti
ricadenti nelle restanti classi di ricerca.
La suddivisone per gli edifici pubblici e privati presa in considerazione nel nostro
lavoro è la seguente :
a. Scuole di ogni ordine e grado
b. Ospedali e case di cura
c. Uffici della Pubblica Amministrazione
d. Impianti sportivi
e. Grande distribuzione commerciale
f. Istituti penitenziari
g. Cinema, teatri, sale convegni
h. Biblioteche
i. Luoghi di culto
j. Edifici residenziali
k. Edifici agricoli e loro pertinenze
l. Edifici artigianali e loro pertinenze
m. Edifici industriali e loro pertinenze
Per analizzare la distribuzione quantitativa dei siti in relazione alla categoria censita
facciamo riferimento al seguente grafico:
n° siti
PROVINICA DI CAMPOBASSO
n° di siti con presenza di amianto per categoria ce nsita
140
120
100
80
60
40
20
0
119
67
54
37
19
7
1
1
6
0
1
0
5
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
54
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
n° di siti
PROVINCIA DI ISERNIA
n° di siti con presenza di amianto per categoria ce nsita
160
140
120
100
80
60
40
20
0
138
117
55
3
11
5
18
2
Da una prima osservazione dei siti censiti si riscontra una notevole diffusione di
manufatti contenenti amianto negli edifici residenziali, seguiti dagli edifici agricoli;
volendo quantificare in percentuale tutte le categorie censite, si osserva la seguente
distribuzione:
Categoria censita
%
Edifici Residenziali
35,44
Edifici Agricoli e loro pertinenze
30,78
Edifici Artigianali e di servizio
16,37
Edifici Industriali e loro pertinenze
8,26
Uffici della pubblica Amministrazione
4,50
Scuole di ogni ordine e grado
1,50
Luoghi di culto
1,05
Impianti sportivi
0,90
Grande distribuzione commerciale
0,90
Ospedali e case di cura
0,15
Cinema, teatri e sale convegni
0,15
In particolare valutando la distribuzione per ogni comune, si riscontra che maggiore è
la densità di popolazione maggiore è il numero dei manufatti indagati contenenti
amianto.
Dalle tabelle successive si riscontra quanto detto:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
55
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Provincia di Campobasso
Comune
A
B
Baranello
1
5
Bojano
4
2
Bonefro
C
G
54
3
Campolieto
2
8
J
K
14
1
5
3
4
1
1
2
Casacalenda
1
1
1
1
Castelbottaccio
1
Castelmauro
1
Castropignano
1
Cercemaggiore
1
1
1
2
1
1
1
1
Cercepiccola
1
Colle d'Anchise
1
Colletorto
1
Duronia
1
Ferrazzano
1
Fossalto
2
Gambatesa
1
Guardiaregia
1
Guglionesi
3
Jelsi
1
2
1
2
2
Limosano
Macchia Val Fortore
I
2
2
Larino
H
1
Campodipietra
Casalciprano
F
1
Campochiaro
Campomarino
E
1
Busso
Campobasso
D
1
1
1
6
1
1
1
1
1
1
Matrice
2
Mirabello
1
Montagano
Montecilfone
1
1
Montefalcone nel Sannio
1
Montenero di Bisaccia
2
Montorio nei Frentani
1
Oratino
3
Petacciato
1
Pietracatella
1
1
1
2
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
56
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Provincia di Campobasso
Comune
A
B
Portocannone
C
D
E
F
G
H
I
2
3
Ripalimosani
4
1
Roccavivara
3
2
7
2
4
1
1
Rotello
2
Salcito
2
San Felice del Molise
1
1
1
San Giacomo degli Schiavoni
1
San Giovanni in Galdo
1
1
1
San Giuliano del Sannio
1
San Giuliano di Puglia
1
San Martino in Pensilis
3
1
2
1
Santa Croce di Magliano
1
Sant'Angelo Limosano
1
Sant'Elia a Pianisi
1
1
Sepino
1
1
Spinete
1
Termoli
29
8
Torella del Sannio
1
8
1
1
1
2
Tufara
1
Ururi
3
Vinchiaturo
1
Agnone
7
1
Trivento
Comune
K
3
Riccia
Provincia di Isernia
J
A
2
1
3
B
1
C
2
D
1
E
1
F
G
H
I
J
K
3
Cantalupo del Sannio
2
Carovilli
7
7
1
Castelpetroso
1
Castelpizzuto
1
Chiauci
1
2
1
Colli a Volturno
14
11
Conca Casale
1
2
Filignano
1
1
Forlì del Sannio
2
4
Fornelli
4
7
Isernia
43
58
1
1
3
2
1
1
1
2
15
1
1
2
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
57
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Provincia di Isernia
Comune
A
B
Longano
Macchia D'Isernia
1
3
Miranda
Montaquila
C
3
D
G
H
I
J
K
1
1
1
4
4
3
2
3
Pesche
2
2
Pescolanciano
1
Pettoranello del Molise
1
Pietrabbondante
5
2
1
1
Pozzilli
3
11
8
1
1
Roccasicura
1
1
2
Santa Maria del Molise
2
1
2
2
2
Sant'Agapito
13
11
Sesto Campano
1
2
1
3
1
2
1
Vastogirardi
Venafro
F
1
Monteroduni
San Pietro Avellana
E
2
7
7
9
Con:
A.
Edifici residenziali
B.
Edifici agricoli e loro pertinenze
C.
Edifici industriali e loro pertinenze
D.
Edifici artigianali e loro pertinenze
E.
Scuole di ogni ordine e grado
F.
Ospedali e case di cura
G. Uffici della Pubblica Amministrazione
H.
Impianti sportivi
I.
Grande distribuzione commerciale
J.
Cinema, teatri e sale convegni
K.
Luoghi di culto
Si può osservare come in piccoli centri dell’alto Molise, come Colli a Volturno e
Sant’Agapito, si presentino situazioni anomale rispetto agli altri comuni di media
grandezza della regione in quanto è elevato il numero dei siti individuati.
Una condizione fondamentale sulla possibilità di rilascio delle fibre di amianto da
parte del manufatto che le contiene è la valutazione della friabilità o della compattezza
della matrice in cui l’amianto è inserito.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
58
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
In generale, siamo di fronte a una matrice friabile quando questa si sgretola con la sola
pressione delle dita, altrimenti il materiale è compatto; dalle indagini eseguite si
evidenzia che su 666 siti indagati la matrice cementizia è risultata friabile nel 33.18% dei
casi, mentre per la restante parte, 66.82%, è stata ritenuta compatta.
Valutazione sullo stato dei M.C.A.
Friabile
Compatto
163
111
94
80
73
47
4 6
0 1
9
29
21
2 4
1 5
1 0
0
7
8
Sc
uo
le
di
og
ni
Os
ord
pe
da
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Ed
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ali
ed
i...
n°di siti
180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
Analizzando la situazione sullo stato di conservazione della matrice cementizia nei
comuni a maggiore densità abitativa, si riscontra che a Campobasso, su 88 siti censiti, 66
si presentano in matrice compatta e 22 in matrice friabile; la tendenza si inverte ad
Isernia dove, su 121 unità individuate, 69 sono friabili e 52 compatte.
La situazione tende a migliorare nel centro abitato di Termoli dove, su 54 installazioni
esaminate, 37 sono compatte e 17 friabili.
Associando allo stato di conservazione della matrice cementizia il danneggiamento
delle strutture, possiamo ottenere un quadro più esaustivo sulle condizioni dei siti che
sono stati esaminati. In particolare, dal seguente grafico si nota che il danneggiamento
delle strutture nel 69.96% dei casi esaminati è < del 10%, mentre nel 30.03% dei casi il
danneggiamento è > del 10%; prendendo come riferimento gli edifici residenziali, che
sono stati individuati in maggior numero, su 236 immobili, 172 sono in buone
condizioni.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
59
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Volendo sempre evidenziare la situazione dei centri maggiormente censiti e abitati,
Campobasso presenta 72 unità immobiliari in buone condizioni, quindi con un
danneggiamento delle strutture < del 10% e 16 in condizioni precarie con un
danneggiamento > del 10%. Ad Isernia la situazione è più equilibrata: 62 siti sono in
buone condizioni mentre 59 presentano rotture e fessure per una superficie superiore al
10%.
Nel comune di Termoli 32 unità sono in buone condizioni e su 22 il danneggiamento è
> del 10%.
Valutazione del danneggiamento delle strutture
172
124
64
1
0
77
47
22 8
4
2
51
0
1
61
32
8
Sc
uo
le
U
di
ffi
ci
og
de
O
ni
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gi
ze
pe
an
rti
al
ne
ie
n
ze
di
se
rv
iz
io
82
81
Danneggiamnto < 10%
La
situazione
più
a
rischio
si
Danneggiamento > 10%
potrebbe
presentare
dove
si
verifica
contemporaneamente la presenza di materiale friabile e danneggiamento superiore al
10%; possiamo osservare tale distribuzione nel seguente grafico:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
60
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
DANNEGGIAMENTO > 10%
Compatto; 47
Friabile; 153
Friabile
Compatto
Possiamo osservare 153 siti che hanno un danneggiamento delle superfici > 10% e
presentano una matrice friabile; suddividendo questi valori per le categorie censite
osserviamo:
Categoria censita
Scuole di ogni ordine e grado
Dann >10%
Friabile
Compatto
2
Ospedali e case di cura
Uffici della Pubblica Amministrazione
6
Impianti sportivi
2
1
Grande distribuzione commerciale
Cinema, teatri e sale convegni
2
1
1
Luoghi di culto
Edifici residenziali
49
15
Edifici Agricoli e loro pertinenze
67
14
Edifici Industriali e loro pertinenze
4
4
Edifici Artigianali e di servizio
22
10
La stessa valutazione può essere fatta considerando un danneggiamento < 10% ma con
un peso minore ai fini del grado di rischio del sito esaminato:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
61
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
DANNEGGIAMETO < 10%
Friabile; 67
Compatto; 398
Friabile
Categoria censita
Scuole di ogni ordine e grado
Ospedali e case di cura
Uffici della pubblica Amministrazione
Impianti sportivi
Grande distribuzione commerciale
Cinema, teatri e sale convegni
Luoghi di culto
Edifici residenziali
Edifici Agricoli e loro pertinenze
Edifici Industriali e loro pertinenze
Edifici Artigianali e di servizio
Compatto
Dann <10%
Friabile
Compatto
2
6
1
2
19
4
1
4
24
27
4
7
6
148
97
43
70
In questo caso la situazione è migliore di molto poiché 398 immobili censiti
presentano un danneggiamento < del 10% e un materiale compatto.
Nell’ambito delle informazioni acquisite per la valutazione del grado di rischio,
notevole importanza riveste l’ubicazione del sito, ovvero la distanza dal centro abitato;
questo dato è stato riportato come Agglomerato urbano o Case sparse, ed è possibile
mettere in relazione l’ubicazione con il danneggiamento e lo stato del materiale
osservando il seguente grafico:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
62
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
N° DI SITI CENSITI IN AGGLOMERATI URBANI
250
202
200
150
77
100
30
43
50
Danneggiamento > 10%
0
Danneggiamento < 10%
Friabile
Compatto
N°DI SITI CENSITI IN CASE SPARSE
196
200
150
76
100
50
17
24
Danneggiamento > 10%
0
Danneggiamento < 10%
Friabile
Compatto
Si evidenzia che una situazione a rischio è individuata in quei 77 casi in cui è presente
materiale friabile con un danneggiamento delle strutture maggiore del 10%, ubicati in
agglomerati urbani.
Con riferimento alla “Procedura per la determinazione delle priorità di intervento “
art.20 legge 23 marzo 2001, n.93 – D.M. 18 marzo 2003 n.101, quest’Agenzia ha
finalizzato le informazioni da ricercare sul campo all’applicazione dell’algoritmo
proposto nella procedura.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
63
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
In base ai parametri che definiscono l’appartenenza ad una classe di priorità del sito
indagato, è stata predisposta una tabella dove vengono individuate tutte le unità censite
per ogni comune della Regione assegnate alla rispettiva classe di competenza.
Tale inquadramento è stato realizzato tramite un’estrazione in automatico dal
Database Amianto 2000, rispettando i vincoli imposti dal diagramma a blocchi
specificato nel paragrafo 4.8.
PROVINCIA di CAMPOBASSO
Comune
N° siti
Classe1
Classe2
Classe3
Classe4
Baranello
6
1
2
3
Bojano
7
1
5
1
Bonefro
1
Busso
1
Campobasso
88
Campochiaro
2
Campodipietra
3
Campolieto
2
Campomarino
8
Casacalenda
1
Casalciprano
2
Castelbottaccio
2
Castelmauro
3
Castropignano
5
Cercemaggiore
2
1
1
4
19
35
28
1
1
1
1
2
1
6
1
2
1
1
1
2
3
1
2
1
1
1
Colle d'Anchise
1
1
1
Duronia
1
Ferrazzano
1
Fossalto
3
Gambatesa
1
Guardiaregia
3
Guglionesi
4
Jelsi
6
2
2
Cercepiccola
Colletorto
Classe5
1
1
1
2
1
1
1
1
2
1
2
1
2
3
Larino
9
2
7
Limosano
3
2
1
Macchia Val Fortore
1
Matrice
2
Mirabello
1
1
2
1
Montagano
0
Montecilfone
2
Montefalcone nel Sannio
1
Montenero di Bisaccia
2
Montorio nei Frentani
1
Oratino
3
3
Petacciato
4
3
1
1
1
1
1
1
1
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
64
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Comune
N° siti
Classe1
Classe2
Classe3
Pietracatella
2
Portocannone
3
Riccia
22
Ripalimosani
7
Roccavivara
1
Rotello
3
1
1
Salcito
3
1
2
San Felice del Molise
1
1
San Giacomo degli Schiavoni
2
San Giovanni in Galdo
2
San Giuliano del Sannio
4
San Giuliano di Puglia
1
San Martino in Pensilis
4
Santa Croce di Magliano
1
Sant'Angelo Limosano
1
Sant'Elia a Pianisi
2
Sepino
2
7
5
10
3
4
1
1
1
1
1
3
1
2
2
1
1
2
1
1
11
1
54
7
Torella del Sannio
2
1
Trivento
3
1
Tufara
1
1
TOTALE
1
1
Termoli
Vinchiaturo
Classe5
3
Spinete
Ururi
Classe4
2
1
1
1
4
1
3
7
317
2
54
1
108
7
35
2
4
145
3
PROVINCIA DI CAMPOBASSO
n° di siti per classe di priorità di appartenenza
3 7
54
145
108
Classe1
Classe2
Classe3
Classe4
Classe5
PROVINCIA di ISERNIA
Comune
Agnone
Cantalupo del Sannio
N° siti
7
2
Classe1
Classe2
3
Classe3
3
Classe4
1
Classe5
2
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
65
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Comune
Carovilli
N° siti
17
Classe1
Classe2
7
Castelpetroso
1
Castelpizzuto
1
Chiauci
4
Colli a Volturno
31
Conca Casale
3
Filignano
4
4
Forlì del sannio
6
Fornelli
13
Isernia
Classe3
9
Classe4
1
1
1
2
2
18
12
1
1
2
1
1
4
1
7
4
1
64
38
18
121
1
Longano
3
1
Macchia D'Isernia
7
2
4
Miranda
1
1
Montaquila
13
6
Monteroduni
3
2
Pesche
4
Pescolanciano
1
3
6
1
1
4
1
Pettoranello del Molise
2
1
1
Pietrabbondante
10
2
7
1
Pozzilli
23
10
6
6
Roccasicura
2
San Pietro Avellana
8
1
2
1
1
Santa Maria del Molise
2
1
1
Sant'Agapito
31
7
20
Sesto Campano
4
Vastogirardi
2
Venafro
Totali
Classe5
1
6
4
3
2
23
349
1
141
4
20
148
2
55
1
PROVINCIA DI ISERNIA
n° di siti per classe di priorità di apparteneza
1
4
55
141
148
Classe1
Classe2
Classe3
Classe4
Classe5
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
66
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Come si nota dai diagrammi, in tutto il territorio regionale le unità censite che
ricadono nella classe di priorità 1 sono 11.
Di seguito viene riportata la suddivisione delle categorie censite in funzione della
classe di appartenenza:
PROVINCIA DI ISERNIA
Classe di appartenenza per categoria censita
Classe1
Classe2
Classe3
62
57
Classe4
Classe5
73
42
13
2
1
4
1
3
1
2
27
14
14
3
2
S
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2
12 1
8
5
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
67
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
PROVINCIA DI CAMPOBASSO
Classe di appartenenza per categoria censita
Classe1
Classe2
46
Classe3
Classe4
33
Classe5
54
30
20
24
6
1
2
4
o
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1
3
17
1
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1
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se
rv
iz
io
1
3
7
1
18
Gli edifici residenziali, che sono stati maggiormente censiti, ricadono nel 25,42 % dei
casi in classe 2, nel 49.15 % in classe 3, nel 25% in classe 4 e nello 0.42% in classe 5; da
qui risulta che nessun edificio residenziale dovrebbe essere inserito in un intervento
urgente di bonifica. Tuttavia, l’assegnazione del punteggio tiene conto di alcuni fattori
intrinseci al sito stesso che potrebbero attribuire ad un sito ricadente in una classe di
priorità bassa un valore superiore ad uno ricadente in una classe di priorità alta.
Si nota come tutti gli immobili ricadenti in classe di priorità 1 presentino la matrice in
cui sono immerse le fibre di amianto in uno stato friabile:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
68
di
og
ni
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rv
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Sc
uo
le
n°siti
00
Ospedali e case
di cura
14
01
0
11
0
04
00
00
00
00
00
00
Edifici
residenziali
Edifici Agricoli e
loro pertinenze
Edifici Industriali
e loro pertinenze
Edifici Artigianali
e di servizio
0
Luoghi di culto
1
Cinema, teatri e
sale convegni
Grande
distribuzione
commerciale
0
Impianti sportivi
Uffici della
pubblica
Amministrazione
0
Scuole di ogni
ordine e grado
n°siti
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
STATO DI CONSERVAZIONE DEI M.C.A. IN CLASSE1
7
Friabile
2
Compatto
1
Per ogni classe, possiamo osservare come varia lo stato della matrice dei M.C.A.
STATO DI CONSERVAZIONE DEI M.C.A. IN CLASSE2
83
60
Friabile
21
02
00
02
0
0
6
0
Compatto
0
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
69
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
STATO DI CONSERVAZIONE DEI M.C.A. IN CLASSE3
116
n°siti
81
Friabile
44
0
0
15
0
0
Lu
ni
og
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di
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02
Compatto
In classe 3 non è presente nessun sito friabile
STATO DI CONSERVAZIONE DEI M.C.A. IN CLASSE4
46
36
n°siti
30
30
Friabile
13
9
0
3
10
0
5
2
in
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20
Compatto
11
In questa classe si nota una distribuzione varia dei siti con prevalenza di materiale
compatto; l’appartenenza di molte unità compatte alla classe 4 può derivare dal fatto che
gran parte di questi manufatti, essendo soprattutto coperture di capannoni agricoli,
industriali o artigianali, sono difficilmente accessibili.
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
70
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
STATO DI CONSERVAZIONE DEI M.C.A. IN CLASSE5
n°siti
2
1
00
0
00
00
00
00
0
Compatto
00
0
00
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rv
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00
Friabile
1
In classe 5 sono evidenziate quelle situazioni in cui il materiale contenente amianto si
presenta in buone condizione; il manufatto è inaccessibile e l’immobile non è di uso
pubblico. In definitiva nella nostra realtà regionale, come si nota dal grafico, tali siti sono
molto pochi.
Analoghe osservazioni riguardano il danneggiamento delle strutture in funzione della
classe di appartenenza; anche in questo caso si fa riferimento ai seguenti istogrammi:
DANNEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE
CLASSE1
Dann <10%
Dann >10%
0 0
0 0
0 0
0 0
0 0
0 0
Edifici
residenziali
Edifici Agricoli e
loro pertinenze
Edifici Industriali
e loro pertinenze
Edifici Artigianali
e di servizio
0
Luoghi di culto
0 0
Grande
distribuzione
commerciale
0
Impianti sportivi
0 0
Uffici della
pubblica
Amministrazione
0
Cinema, teatri e
sale convegni
1
Ospedali e case
di cura
1
Scuole di ogni
ordine e grado
n° siti
3
Si evidenza come lo stato di conservazione delle strutture edili non sia determinante
nell’assegnazione della classe di priorità, in quanto i 5 siti censiti, anche presentando un
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
71
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
72
Dann <10%
Dann >10%
Dann <10%
Dann >10%
grado di danneggiamento poco rilevante, rientrano tra quelli che potenzialmente
16
Edifici Artigianali
e di servizio
5
40
4
4 2
3
Edifici Industriali
e loro pertinenze
62
21
Edifici Agricoli e
loro pertinenze
potrebbero necessitare di un intervento urgente di bonifica.
41
19
Edifici
residenziali
DANNEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE
CLASSE2
Luoghi di culto
2 0
109
70
12
Edifici Artigianali
e di servizio
11
Edifici Industriali
e loro pertinenze
7
Edifici Agricoli e
loro pertinenze
Cinema, teatri e
sale convegni
0 0
0 0
Edifici
residenziali
2 0
0 0
Luoghi di culto
0
Cinema, teatri e
sale convegni
Grande
distribuzione
commerciale
4
0 0
Grande
distribuzione
commerciale
Impianti sportivi
2
Impianti sportivi
9
Uffici della
pubblica
Amministrazione
0 0
1 0
Uffici della
pubblica
Amministrazione
0 0
0
Ospedali e case
di cura
Ospedali e case
di cura
DANNEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE
CLASSE3
0 0
Scuole di ogni
ordine e grado
5
Scuole di ogni
ordine e grado
n°siti
0 0
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
n°siti
4
1
33
29
32
12
0 0
Edifici Artigianali
e di servizio
3
Edifici Artigianali
e di servizio
2
0
Edifici Industriali
e loro pertinenze
8
Edifici Agricoli e
loro pertinenze
Edifici Industriali
e loro pertinenze
43
16
Edifici
residenziali
REGIONE MOLISE
0 1
Luoghi di culto
DANNEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE
CLASSE4
Cinema, teatri e
sale convegni
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
9
Grande
distribuzione
commerciale
2 1
0 0
1
0
Edifici Agricoli e
loro pertinenze
0 0
0 0
Edifici
residenziali
Impianti sportivi
2
0 0
Luoghi di culto
DANNEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE
CLASSE5
Cinema, teatri e
sale convegni
Uffici della
pubblica
Amministrazione
0 0
1
0 0
Grande
distribuzione
commerciale
0 0
Impianti sportivi
0
Uffici della
pubblica
Amministrazione
Ospedali e case
di cura
2 2
Ospedali e case
di cura
Scuole di ogni
ordine e grado
0 0
Scuole di ogni
ordine e grado
0 0
Dann <10%
Dann >10%
Dann <10%
Dann >10%
Un parametro fondamentale che influisce sull’assegnazione della classe è
73
l’accessibilità al sito; nella provincia di Campobasso e Isernia si osserva quanto segue:
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
n°siti
n°siti
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Accessibile
PROVINCIA DI CAMPOBASSO
Scuole di ogni ordine e grado
Ospedali e case di cura
Uffici della pubblica Amministrazione
Impianti sportivi
Grande distribuzione commerciale
Cinema, teatri e sale convegni
Luoghi di culto
Edifici residenziali
Edifici Agricoli e loro pertinenze
Edifici Industriali e loro pertinenze
Edifici Artigianali e di servizio
CLASSE 1 CLASSE 2 CLASSE 3 CLASSE 4 CLASSE 5
1
0
5
0
1
0
0
0
0
0
0
4
1
7
1
2
0
1
18
10
3
7
0
0
0
0
0
0
0
54
24
13
17
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
Inaccessibile
PROVINCIA DI CAMPOBASSO
Scuole di ogni ordine e grado
Ospedali e case di cura
Uffici della pubblica Amministrazione
Impianti sportivi
Grande distribuzione commerciale
Cinema, teatri e sale convegni
Luoghi di culto
Edifici residenziali
Edifici Agricoli e loro pertinenze
Edifici Industriali e loro pertinenze
Edifici Artigianali e di servizio
CLASSE 1 CLASSE 2 CLASSE 3 CLASSE 4 CLASSE 5
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
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0
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0
0
0
0
2
0
6
0
3
1
4
46
33
20
30
0
0
1
0
0
0
0
1
0
0
0
Accessibile
PROVINCIA DI ISERNIA
Scuole di ogni ordine e grado
Ospedali e case di cura
Uffici della pubblica Amministrazione
Impianti sportivi
Grande distribuzione commerciale
Cinema, teatri e sale convegni
Luoghi di culto
Edifici residenziali
Edifici Agricoli e loro pertinenze
Edifici Industriali e loro pertinenze
Edifici Artigianali e di servizio
CLASSE 1 CLASSE 2 CLASSE 3 CLASSE 4 CLASSE 5
0
0
1
2
0
0
0
0
0
0
0
1
0
4
3
0
0
1
42
73
3
14
0
0
0
0
0
0
0
62
57
2
27
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
MAPPATURA DELLE ZONE DI TERRITORIO MOLISANO CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO
74
REGIONE MOLISE
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DEL MOLISE
Inaccessibile
PROVINCIA DI ISERNIA
Scuole di ogni ordine e grado
Ospedali e case di cura
Uffici della pubblica Amministrazione
Impianti sportivi
Grande distribuzione commerciale
Cinema, teatri e sale convegni
Luoghi di culto
Edifici residenziali
Edifici Agricoli e loro pertinenze
Edifici Industriali e loro pertinenze
Edifici Artigianali e di servizio
CLASSE 1 CLASSE 2 CLASSE 3 CLASSE 4 CLASSE 5
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2
0
6
0
0
0
1
13
8
12
14
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Sia nella provincia di Campobasso che in quella di Isernia si nota come i siti giudicati
inaccessibili ricadano nella classe di priorità 4 o 5, dimostrando come sia rilevante il
peso dell’accessibilità al sito. Infatti, se si osserva il numero di siti accessibili, molti sono
stati inseriti nella categoria a cui corrisponde un coefficiente di classe più alto e quindi
con un punteggio finale elevato.
Un’altra osservazione rilevante è quella relativa alla classe 5: i siti inaccessibili e
accessibili in classe 5 sono tutti quelli in cui è presente un confinamento; come si nota
anche dai casi esaminati, il confinamento è stato riscontrato 4 volte su 666.
Di seguito viene riportato l’elenco completo dei siti mappati con il rispettivo
punteggio assegnato dall’applicazione dell’algoritmo e ordinati in modo decrescente.
Tale graduatoria fornisce informazioni su quei siti che presentano situazioni rilevanti
ai fini di una possibile contaminazione umana e ambientale.
Gli allegati al presente lavoro, non disponibili sul sito web, costituiti da stralci di
Carta Tecnica Regionale e schede di individuazione del sito e dei manufatti con M.C.A.,
mostrano l’ubicazione dell’immobile individuato; dalle schede poi è possibile risalire a
tutte le informazioni sul proprietario e sul tipo di manufatto indagato, ai risultati delle
analisi di laboratorio eseguite e al punteggio assegnato.
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A solo scopo informativo gli allegati di cui al punto precedente sono così suddivisi:
ALLEGATO 1:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito del Comune di
Campobasso
ALLEGATO 2:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito del Comune di
Isernia
ALLEGATO 3:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito del Comune di
Termoli
ALLEGATO 4:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito del Comune di
Venafro
ALLEGATO 5:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito dei Comuni in
Provincia di Campobasso in ordine alfabetico dalla A alla L
ALLEGATO 6:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito dei Comuni in
Provincia di Campobasso in ordine alfabetico dalla M alla Z
ALLEGATO 7:Stralcio della CTR e schede di individuazione del sito dei Comuni in
Provincia di Isernia in ordine alfabetico
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6. CONCLUSIONI E PROSPETTIVE
Al termine di questo impegnativo lavoro, corre l’obbligo di trarre alcune
considerazioni che scaturiscono da tutti quei momenti vissuti dal personale per
l’attuazione del progetto affidato dalla Regione Molise all’Agenzia ambientale.
La prima analisi è quella che l’incarico all’ARPA, con il compito di eseguire la
mappatura dei siti che presentano questo pericoloso materiale, sottolinea ancora una
volta la fiducia che l’Ente Regione ripone nel suo organo tecnico, ben consapevole di
poter ottenere una capillare e rigorosa indagine sul territorio molisano, che solo
l’Agenzia conosce a fondo, e di assicurarsi le informazioni necessarie per incrementare
il realizzando sistema informativo ambientale della Regione.
L’attuazione del progetto, inoltre, ha dimostrato la capacità operativa dell’ARPA nel
rapportarsi con diversificati e molteplici soggetti regionali, pubblici e privati,
raggiungendo con tale consolidato sistema di relazioni questo importante risultato,
indubbiamente strategico non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per la salute del
cittadino.
Si ritiene che tutto il documento tecnico, senza sfoggio di falsa modestia, risulti di
facile consultazione ed immediatamente fruibile anche da persone meno esperte in
materia, perché si è privilegiato un impianto di reporting rigoroso ma nello stesso tempo
di semplice approccio soprattutto per individuare le situazioni di criticità e di rischio,
ottenute mediante un argomentato sistema a punteggio.
Si spera che questo risultato incoraggi coloro che devono assumere iniziative e
decisioni nel campo della programmazione territoriale e predisporre azioni a tutela
dell’ambiente e della salute umana. Infatti, gli interventi da effettuare per la rimozione
dei manufatti contenenti amianto, ove queste operazioni fossero ritenute necessarie,
derivano dalle valutazioni di priorità elaborate con il presente incarico.
Si auspica, inoltre, che le bonifiche si attuino nel rispetto di norme sanitarie ed
ambientali consolidate e secondo prassi operative che scongiurino implicazioni di natura
sanitaria per il personale addetto alla rimozione e al trattamento dell’amianto.
Per concludere, si ricorda che i siti riportati sulla Carta tecnica regionale non sono
catalogati in maniera definitiva ma dovranno essere aggiornati, come si addice ad un
razionale data base, sulla scorta della metodologia applicata in questa circostanza che si
è dimostrata valida sia per ottenere una ragionata georeferenziazione che per valutare
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criticamente i risultati ottenuti da circa 750 sopralluoghi, con relative indagini analitiche
ed archiviazioni.
7. QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Disposizione
Sintesi del Titolo
Dato di Interesse
D.P.R. 10 Settembre 1982, n° 915
Attuazione Direttive C.E.E.
n° 75/442, n° 76/403 e n° 78/319
Direttiva 19 Settembre 1983,
n° 83/477/CEE
Protezione dei Lavoratori Amianto
L’Amianto è incluso tra i Rifiuti
Tossici
Divieto all’Utilizzo dell’Amianto a
Spruzzo
Deliberazione del Comitato
Interministeriale 27 Luglio 1984
O.M. Sanità 26 Giugno 1986
C.M. Sanità 10 Luglio 1986, n° 42
D.P.R. 24 Maggio 1988, n° 215
D. Lgs. 15 Agosto1991, n° 277 e
s.m.i.
L. 27 Marzo 1992, n° 257
C.M.Ind.Com.Art. 17 Febbraio
1993, n° 124976
Legge 4 Agosto 1993, n° 271
D.P.R. 8 Agosto 1994
D.M. Sanità 5 Settembre 1994
D.M. Sanità 6 Settembre 1994
D. Lgs. 17 Marzo 1995
D.M. Ind.Com.Art. 28 Marzo 1995,
n° 202
C.M. Sanità 12 Aprile 1995, n° 7
D.M. Sanità 26 Ottobre 1995
D.P.C.M. 16 Novembre 1995
D.L. 19 Marzo 1996, n° 134
D.M. Sanità 14 Maggio 1996, n°
134
D. Lgs. 14 Agosto 1996, n° 494
D. G. R. Molise del 31.12.1996
n°5593
D. Lgs. 5 Febbraio 1997, n° 22
D.M.Ind.Com.Art. 12 Febbraio
1997
D.M. Sanità 7 Luglio
D. Lgs. 8 Novembre 1997, n° 389
D. M. Ind.Com.Art. 26 Marzo 1998
Disposizioni per l’Applicazione
del D.P.R. 10 Settembre 1982, n°
915
Restrizioni di Mercato per la
Crocidolite e derivati
Piano Intervento Strutture in
Amianto
Attuazione Direttive CEE n°
83/478 e n° 85/610
Attuazione Direttive CEE n°
80/1107, n° 82/605, n° 83/477, n°
86/188 e n° 88/642
Cessazione dell’Impiego di
Amianto
Modello Unificato Imprese nel
Settore
Conversione in legge del D.L. 5
Giugno 1993
Coordinamento Locale, Piani di
Protezione e Bonifica dei Siti
Elenco Industrie Insalubri
Normativa Metodologie Tecniche
e Applicazioni
Attuazione Direttiva 87/217/CEE
Prevenzione
Regolamento Domande di Riconversione Produzioni Amianto
Circolare Esplicativa del D.M. 6
Settembre 1994
Normativa e Metodologie per la
Valutazione del Rischio
Ripartizione di Contributi ai Piani
di cui alla L. 27.03. 1992, n° 257
Disposizioni Urgenti per i Siti di
Bagnoli
Normativa per gli Interventi di
Bonifica anche relativamente alla
cessazione dell’impiego di
amianto
Attuazione direttiva 92/57/CEE
per la sicurezza sui cantieri
Censimento Siti Contenenti
Amianto
Attuazione direttive 91/156/CEE
e 94/62/CEE sui rifiuti
Omologazione dei prodotti
sostituitivi dell’amianto
Approvazione Scheda controllo
Laboratori Amianto
Modifiche al D. Lgs. 5 Febbraio
1997, n°22
Elenco Imprese con Omologazione
Si introduce il concetto di Fibra
Libera di Amianto
Misure restrittive per l’utilizzo della
Crocidolite
Localizzazione Amianto in Scuole e
Ospedali
Divieto di Commercializzazione della
Crocidolite
Protezione dei Lavoratori
Divieto di ogni tipo di estrazione ed
utilizzo
Censimento Imprese operanti con
l’Amianto
Disposizioni Operative
Predisposizioni dei Piani di
Intervento
Elenco Industrie Insalubri del D.M.
12 Febbraio 1971
Valutazione Rischio Amianto Edifici,
Bonifica e Sicurezza.
Valori Limite Emissioni in Atmosfera
e in Liquidi
Riconversione delle Produzioni
Applicazione del D.M. 6 agli impianti
tecnici
Bonifica e messa in sicurezza dei
mezzi mobili rotabili
Contribuzione alle Regioni per i Piani
di Protezione e Bonifica
Bonifica
Bonifica o Manutenzione di strutture
prefabbricate o tubazioni contenenti
amianto
Obbligo di notifica preliminare per
interventi contenenti amianto
Censimento Generale Regionale dei
Siti Contenenti Amianto
Classificazione e smaltimento rifiuti
Requisiti di accettabilità dei prodotti
sostitutivi dell’amianto
Controllo qualità Laboratori amianto
Iscrizione all’albo delle imprese che
effettuano gestione di rifiuti
Elenco ai sensi del D.M. 12 Febbraio
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1997
D.M. Ambiente 28 Aprile 1998,
n°406
Regolamento Attuazione Direttive
Europee per Albo Nazionale
Imprese Gestione Rifiuti
L. 9 Dicembre 1998, n°426
Interventi in Campo Ambientale
D. 26 Aprile 1999, n°1999/31/CE
Direttiva Discariche
D.M. Sanità 20 Agosto 1999
Ampliamento Normative
Metodologie Bonifica compreso
Amianto
D.M. Ambiente 25 Ottobre 1999,
n°471
Regolamento Criteri e Procedure
Ripristino Ambientale
D.M. Ambiente 10 Gennaio 2000
Alb.Naz.Impr.Gest.Rif. D. 1
Febbraio 2000
Decisione 16 Gennaio 2001,
n°2001/118/CE
Decisione 22 Gennaio 2001,
n°2001/119/CE
L. 23 Marzo 2001, n°93
Decisione 22 Gennaio 2001,
n°2001/573/CE
Perimetrazione Sito Casale
Monferrato
Criteri Iscrizione Albo Gestori di
Bonifica, Smaltimento e Recupero
Rifiuti
Modifica Elenco Rifiuti
Rettifica della Decisione
2001/118/ce
Disposizioni in Campo
Ambientale
Modifica Elenco Rifiuti
D.M. Amb.Terr. 18 Settembre 2001,
n°468
Rettifica all’Ampliamento delle
Metodologie d’Intervento
Programma Nazionale di Bonifica
e Ripristino Ambientale
L. 21 Dicembre 2001, n°443
Delega alle Infrastrutture
D.P.C.M. 10 Dicembre 2002, n°308
Registri Mesoteliomi AsbestoCorrelati
Decisione 19 Dicembre 2002,
n°2003/33/CE
Criteri di Ammissione in Discarica
D.Lgs. 13 Gennaio 2003, n°36
Attuazione Direttiva Discariche
1999/31/CE
D.M. Amb.Terr. 13 Marzo 2003
Ammissibilità in Discarica
D.M. Amb.Terr. 18 Marzo 2003,
n°101
Direttiva 18 Marzo 2003, n°
2003/18/CE
Regolamento Mappatura
Nazionale Amianto
Modifica Direttiva 83/477/CEE
Rischi da Esposizione Amianto
Interventi Urgenti Bonifica
Amianto
D.L. 30.09.2003, n°269 corr. con
Legge 24 Novembre 2003, n°326
Modalità Importi Imprese Attività
Amianto
Criteri e requisiti per l’Iscrizione
all’Albo Categoria 10 – Bonifica
Beni Contenenti Amianto
Modulistica Iscrizione Albo
Categoria 10 – Bonifica Beni
Contenenti Amianto
Regolamento Recupero Beni
Contenenti Amianto
Divieto Installazione Materiali
Contenenti Amianto
D.M. Sanità 25 Luglio 2001
L.R. Molise 7 Maggio 2003 n°20
L. 24 Novembre 2003, n°326
D.M. Amb.Terr. 5 Febbraio 2004
Deliberazione Min.Amb.Terr.
n°01/CN/Albo del 30 Marzo 2004
Deliberazione Min.Amb.Terr.
n°02/CN/Albo del 30 Marzo 2004
D.M. Amb.Terr. n°248 del 29
Luglio 2004
D.M. Salute 14 Dicembre 2004
Costituzione dell’Albo Nazionale
Imprese
Deroga ai Divieti per Amianto a
Treccia o per Guarnizioni
Categorie di Discariche,
Autorizzazioni e Procedure
Rimozione Amianto Navi,
Rivestimenti di Bonifica del Cemento
Amianto. D. P.I.
Valori di Concentrazioni Limite
Inquinanti. Campionamento ed
Analisi. Censimento ed Anagrafica
dei Siti Inquinati.
Delimitazione Siti Inquinati
Requisiti di Iscrizione Imprese
Bonifica Amianto
Materiali Isolanti da Costruzione
contenenti Amianto
Materiali contenenti Amianto
Mappatura Nazionale dell’Amianto
Materiali da Costruzione Contenenti
Amianto sono inseriti nell’Elenco
come Pericolosi
Modifica dei Requisiti dei
Rivestimenti
Bonifica e Ripristino dei Siti Inquinati
Recepimento Direttive 2001/118/CE
del 16 Gennaio 2001
Istituzione presso l’ISPELS del
Registro Nazionale Mesoteliomi
Asbesto-Correlati
Materiali Contenenti Amianto in
Discariche per Non Pericolosi
Criteri Costruttivi e Gestionali
Discariche
Conferimento coi Non Pericolosi del
CER 17.06.05 purché trattati
Criteri per la Mappatura
Divieto Lavorazioni con Esposizione
Fibre
Istituzione Fondi Regionali Bonifica
Amianto e Modalità di Assegnazione
Modifica Disciplina Benefici
Lavoratori Amianto
Importi fidejussori attività di bonifica
Iscrizione Imprese Bonifiche Amianto
Modello domanda iscrizione Imprese
Bonifiche Amianto
Disciplinari della Commissione Beni
Ambientali e Rischi Sanitari
Divieto di Utilizzo a prodotti già
installati fino a data di fine vita
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BIBLIOGRAFIA
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Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
Amianto – Normative e metodologie per la bonifica. A. Amico – G. Bellomia
Procedura per la determinazione delle priorità di intervento – G.d.L. Sanità e
Ambiente – anno 2004
Rapporti (02/12) ISTISAN– La mortalità per tumore maligno della pleura nei
Comuni Italiani – AA.VV.
Mappatura delle zone del territorio Regionale interessate dalla presenza di
amianto. Regione Emilia Romagna anno 2005
Campionamento ed analisi dei materiali contenenti amianto. A. Altieri, A.
Marconi, M. Pignoni
Criteri per la valutazione delle priorità nella bonifica di amianto. A. Marconi.
IARC. (Monographs Vol. 14, Suppl. 7; 1987)
Valerie D. Moyer, et al.; Environmental Health Perspectives 102, Supplement
10, December 1994
C. MINOIA, et al; Fondazione Salvatore Maugeri, IRCCS, Pavia 1997 - I
Documenti • 12
Travaglione S et al. Toxicol in vitro 2003
Conti et al. ISTISAN congressi 06/C2
Altavista PierLuigi et al. Istisan congressi 06/C2
Rapporto ISTISAN 05/1
Notiziario ISS 2004;17(1)
Lee P.N. Occupational Environmental Medicine, 2001
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