J\ CAMPAGNE DI BARLETTA PER ACHILLE BRUNÌ Professore di Agricoltura nella Regia Università degli studii Ù-$^qqq<M<}<)>Q^Q&Q^<pO<<> £ DELLE CAMPAGNE DI BARLETTA PER ACHILLE BRUNI Professore di Agricoltura nella Regia Università degli studii. LIBRA** NEW YORK BOTANICA!. GARDEN NAPOLI STAMPERIA E CARTIERE DEL FIBRENO Strada Trinità Maggiore n° 26 1857 ' ^7? DELL'AUTORE DICHIARAZIONE LIBRARY NEW YORK BOTANICAL QAROEN Da che 1835 mi ebbi nel a Maestro di Botanica Gussone onore e la fortuna di avere egregio sig. Cavaliere 1' mi punse desìo , 1' di tessere Giovanni un qualsiasi lavoro che avesse in piccolo potuto presentare quel tanto che ne offre spontanea vegetazione delle campagne di Barletta la mia E patria. cholèra però nel 1837 avendomi obbligato prima volta , si fu allora che alacremente mossi alla rac- campagne, quantunque l'agi- colta delle piante in quelle tazione d'animo di permesso me si io il l'infausto avvenimento del a ritornare in famiglia per la pel fiero tutti di frequentare le potè in quelle circostanze, tanto da far spegnere in me di l'ardente desiderio di visitare presentò allora una propizia occasione di agosto in in nella provincia di compagnia Manfredonia per Ma io in quell' , ; sendochè mi e vi andai nel mio Padre che era chia- di affari della sua professione chi- epoca era troppo giovane e appe- na tirone nella Scienza botanica o Foggia si mato quel tanto che feci però non furono da monte Gargano rurgica. >n meno le quali il mese avesse mie piccole peregrinazioni co- non desiderava. Ciò morbo non mi , perchè avessi potuto far — 4— ogni modo raccolsi quel poco che ne permise aveva. E mi consolò per Ad tempo e il in allora colle piante io o nulla familiarità che la scarsa mi durante quella gita sul monte. di vegetabili, tesoro l'aver saputo rinvenire altro Y Alyssum delloideum indicatomi dal mio defunto zio dottor Vincenzo Casale. Egli mi diceva parole : Fate minute ed della Chiesa di deum San Michele, descritto dal sig. e voi renderete così stro. Oh! un ivi troverete Gvssoise servigio al rimembranze dolci : egli da me Alyssum ne desidera i deltoi- saggi Di ritorno de' primi studi!'. campagne raccolte nelle l' gran Botanico vostro Mae- in Napoli presentai al sig. Gussone te in Barletta queste esatte ricerche sulle fabbriche vecchie saggi tutti delle pian- i di Barletta e altrove, e precisamente sul Gargano e lungo lago di Salpi. Egli il pieno di piacere per quel presente e con infinita bontà me ne dettava posito registro. i corrispondenti nomi, ch'io passava in ap- Fu così che si accrebbe in me l'amore per radunare UDa collezione delle piante barulensi e renderla di pubblica ragione, tanto per un servigio per offrire un qual siasi amassero qualche dettaglio ebbi il di 1837 ra pugliese. Sicché dal al paese, una piccola parte della in poi tutte le volte destro di visitare la famiglia , perlustrai l'agro barulense, e ciò mi riuscì fare nel 1841-1842-1844-1847. Però, non rono da me visitale per mancanza Sud, e al Sud-Ovest che sono destinati alla flo- che mi sempre 1838-1840- tutte le contrade fu- di occasioni stano molte altre le più importanti, quelle cioè al quanto lavoretto ai Botanici stranieri che , al e ne re- Sud-Est, della Città nei luoghi precisamente pastura del bestiame, e che posso- —5— no offrire maggior numero gene, come Gussone sig. positivamente indi- Ma mi aveva per guida istruzioni botaniche mie di specie più appresso dirò estesamente. e lume le dotte e non minore aiuto mi porgevano , se nelle il Michele Tenore, brillanti lezioni del chiarissimo cavaliere dotato da Natura di ampia e nobile facondia, quale ne la invitava con piacere a sentirlo spiegare gli svariati e gran- che diosi fatti naturali Avendo dunque a Maestri un ricco patrimonio perchè io giungere qual avesse ) osservano nel regno vegetale. de' loro ammaestramenti di più alla carriera (non poche vol- dei miei prediletti studi agrari, onde rag- siasi mèta che offerta. Sicché tutte Provvidenza col tempo ne la le volte che raccolsi piante nell'agro barulense, fu sempre mia premura ma , osservare dal sig. Gussone sia inviandogli sia torno Nel primo caso nella Capitale. di farle prii fascicoli presentandogliele io stesso, diri- da Barletta a Napoli, sue lettere accompagnate bili egli dalle note dei con numeri corrispondenti mi onorava nomi ed io registrava per indi eseguire col sente lavoro. Nel ma fu lo pubblicai ben poca cosa sotto Gussone spesso sig. per 1844 la località, si di dei vegeta- agli altri saggi eh' io ser- bava presso di me. Nel secondo caso egli mi dettava mi, me due grandi uomini, era per somma la mi animassi te interrotta! si tutti i per tempo no- i pre- prima volta, la riguardi. riteneva molti saggi il Il prelodato di piante , sia da servire nel suo pregiatissimo e rinomato erbario, sia per inviarne taluni agli altri Botanici stranieri, Ira i quali il sig. Heldreich. Una porzione spontanee di Barletta fu da me delle piante donata all'Imperiale e Beai —6— Museo di Storia 1845, siccome di Firenze nel Naturale tinori e dal sig. ri- An- sulta da lettere di ricevuta inviatemi dal sig. cavaliere professor Parlatore. L'autorità classica botanica in Europa del sig. Gussone è conosciuta da lungo tempo ed io son certo che , per assicurare stranieri (i i nome suo il miei lettori , è sufficieotissimo e particolarmente quali hanno l'amabilità i Botanici non di legger tutto e disprezzar mai cosa alcuna), che tutte le piante ordinate da nel presente lavoro, sono precisamente quelle che me getano campagne nelle di Barletta. un'autorità scientifica tanto stimata dall'universale, e risoluto ad cingo lieto ho potuto offrire a' il Laonde posizione topografica delle nendo in ac- , senza piano del presente lavoro, per indi entrare in materia. In primo luogo darò alla mi Botanici quel poco che raccogliere nel regno di Flora. più dilungarmi, accenno ve- Io dunque forte di campagne breve quel che ne offre la uno sguardo di Barletta, espo- vegetazione coltivata e quella spontanea. Toccherò leggermente la natura de' terreni superficiali e del sottosuolo. In seguito tratterò di po- che cose spettanti al clima del paese. E finalmente espor- rò l'elenco delle piante disposte in famiglie naturali ordine alfabetico: il gari del paese che tabili, e le fia da famiglie, botanica mi riuscì raccogliere varii specchietti contenenti generi, e ; oltre le note per le per taluni vegele proporzioni tra specie, in rapporto alla Geogra- i che mi sono sembrate degne di un buon numero di piante maggiore osservazione. piccolo quadro così tracciato, e che in se racchiude interessante per quale elenco sarà seguito dai nomi vol- di tutto ciò che in quelle campagne il Un più influisce _7 — massa sulla vegetazione in bile per questo opuscolo quanto dice dottamente , sembrami che e che analogo sia , il indispensa- un tantino a De Candolle celebre nella sua Geografia botanica pubblicata nel lume secondo, sia figlio , 1855. Nel vovege- trattando in generale de' caratteri di tazione, e particolarmente del valor relativo de'suddetli caratteri, « de te nobile Autore così il comprendre tion d'un pays « qui frappent « traits du et , si esprime: « tout monde le et qui du langage, si me elles grands bien d'en fait très le cas. Les formes expriment des circonstan- paraissent préférables à des ca- division generale du sol eu marais, prairies « terrains salés, terrains cultivés, etc, « se les numériques de second ou de troisième ordre. « raclères La ou mais ce n'est pas toujours « ces très importanles, « forment Ces caractères peuvent s'exprimer tableau. « ordinaires qui, d'entrée , donne l'apercu « gétation d'un pays. « pbysique , Ce c'est aussi n'est pas pour le me semble forèts, , « de civilisation la seulement un caractère « qu'il du pays permet de connaìtre exactement on fera expriment d'une manière exacte est essenliel « comme « munes, dans un degré très bien donner sous forme numerique. Dans ce cas « chiffres vé- les forèts et les prairies « la proportion de ces grandes stations, de cho- la plus juste de la « caractère botanique, et des plus importants. Si le « s'agit il vegeta- la d'abord aux caractères je m'altacberai a quelquefois par des chilFres: alors « profiter; Quand de dépeindre l'ensemble de de savoir. Après cela important de connaìtre les stations les et , espèces qui occupent le , les abrégée ce je regarderai les plus com- plus de place , —8— « et en particulier les espèces ligneuses sociales, c'est-à« dire celles Dans « les qui constitueot exclusivement des forèts. pays très cultivés « espèces agricoles est d'une l'indication des principales , importance à peu près éga- De Candolle mi si uomo parla in grande Se nel citare questo passo del « le ». volesse obbiettare che quel dotto relativamente alla Geografia botanica della superficie terrestre , io farò osservare che scientifico di quel botanico si de quanto sione al piccolo : il sublime spirito filosofico e può applicare tanto al gran- ed inoltre aggiungerò che dalla fu- di molti piccoli lavori ne può più completo e più perfetto sotto sortire penna la uno grande uno o più di dotti Botanici; quindi la necessità de' piccoli lavori sicco- me lo stesso Botanico Ginevrino lo attesta più volte nella sua pregiata opera. cavaliere Michele Tenore fu il Il e lo conferma nostro benemerito primo ed unico che , ci die- de una dotta operetta sulla Geografia botanica del nostro Regno, ed il chiarissimo cavaliere Giovanni Gussone nella sua Flora dell'isola di Ischia (della quale pubblicai un articolo bibliografico sul giornale l'Indicatore nel glie, generi, e specie di piante tra Gran Bretagna bile esempio , il Regno, e Ischia. Altri perchè di questi credessi, essere fia 1855) trac- qualche cenno sulla proporzione delle diverse fami- cia il due uomini la Sicilia, la non seguono illustri ? Non mio presente lavoro oggetto botanica; solo dico che avendo opere di Tenore, di Gussone, di è di il no- che io Geogra- appreso molto nelle De Candolle , e di altri, ho creduto mio dovere adornarlo di quel poco che ho potutoci perchè meglio gradito fosse da' Botanici, si perchè —9— mi avveggo botanica dere , no avanti in Agricoltura ; ma non potremo il opporranno altri si io pieno del verrà non solo non possiamo compren- neanche tro- vera via nel positivo progresso della scienza agra- la Forse ria. quali i vere cause per cui certe date coltivazioni non van- le vare della necessità degli studi severi sulla Geografìa senza a questa mia opinione ma ; mio convincimento, son sicuro che col tempo disinganno delle loro obbiezioni. I.° POSIZIONE TOPOGRAFICA. DELLE CAMPAGNE DI BARLETTA. Chiunque muovendo da Napoli volesse glie , dopo percorsa Ofanto in immensa pianura di Cirignola la Città sata la mezzo a fertili , due provincie te di , il terreno cammino, si di si si avvicina campagne e legumi. Quivi basso gli è piuttosto grave si il Pu- le al piccolo fiume di cereali, orzi, biade, terreno dinanzi, ed un'aria avverte nelle vicinanze del ponte che le Foggia e Bari congiunge. Passato eleva dolcemente, e dopo giunge a Canosa, su di una collina. Si costeggia la il un miglio poncirca città antichissima situata Città, e di Barletta sulla sinistra del viaggiatore. la visitare del Tavoliere, pas- prende la via Per breve tratto si strada serpeggia fra piccole vallate e basse colline tutte coperte di vigneti e massimamente di olivi superbi ed imponenti , fino a che, salendosi una di esse, si arriva sopra vasta pianura piantata a vigne e frutteti, che fanno conti- nuazione delle campagne canosine. Procedendo innanzi 2 , il — 10 — terreno un poco eleva si più e di mette piede in mezzo si ad estesissimi pascoli, de' quali una sezione nimento Canosa e di quei pascoli che pianure. Ivi si gode si di quello di Barletta. l'altra trova di punto il fa parte del te- Si è in più elevato di quelle il un ampio orizzonte e si comincia a scorgere di lontano l'Adriatico. L'aria è piuttosto pura e si un po' respira Da la vita. gode verdura, e da giugno di altra famiglia in o in poi tutto è bruciato e tranne poche specie serto, tae ottobre a tutto maggio vi vegetazione rara e dispersa colla loro copia e naturai verdura, se sicula, il Rubus dalmaticus, cuneifolla, ed il Thymus merose piante associale sito delle pecore. medesimo Continua sull' senza prevenzione si Barletta situata in : un dopo qualche deserti tratto L' osservatore nu- , deno- si nel scorge filosofo e fossato, avuto riguardo a tutta l'e- amene piagge, gradata- insino al mare, per miglia. Lettore di otto il , un buon trat- facciamo pausa un cammino. Siete voi l'osserva- e bene, percorsa tutta quanta l'estesa zona praten- se, voi entrerete in il Pyrm fermerà in quel punto, e riconoscerà poco, e poi riprenderemo tore il quale colle sue la via nello stesso aspetto e Adriatico. mente scendendo, arriva non men Capparis dal perchè serve al tran- , stensione del suolo che da quelle to il immensi pascoli livello elevato, e Barletta posta la non , occhio rappresenta tante piccole oàsis , così detto : all' Peganum Harmala, capitalus, di vegetazione attiva negl' minati il tratturo il non che de- e Composi- della famiglia delle vi sono altri vegetabili che risaltano alquanto si mese di agosto), un oceano i di vigneti bassi di cui grappoli coperti (supponete da'pampani — 11 — lullano continuamente contro l'impeto struggitore del vodìo (Sud-Ovest), allo slesso contro rigor del freddo il mantello. Se l'uva e i , 1' modo che durante il verno uomo lutta avvolto in un favonio imperversa e dura, guai alle vigne: il son perduti. Intersecati sono frutti alberi fruttiferi, che giova qui riportare, lume i'a— ma di carta, i da vigneti non per far vo- per analogia allo scopo del presente lavoro. Del fico conosco diecisette varietà quasi tutte buonissime. Del granato se ne contano dente di cavallo , granalo nelli. Il rustica , ma aìappio , il di singolare , ch'è una pianta poiché pruova bene nelle pietre secche calcari e , primo caso porla frutti più picco- saporosi: nel secondo più grossi e con granelli mol- to succolenli. logno ed grosso l' Y aere-dolce e l'abate verde o senza gra- ha questo nei luoghi palustri: nel li quattro, , Il cotogno ne offre due, o gentile. mollesco il Il il così detto cata- primo è bislungo , assai lanuginoso, di colore verde-giallo e di un sapore estremamente aspro; l'alberetto che tamento piuttosto altèro con lo foglie produce ha un por- ampie e di un color verde cupo. L'altro poi è tondo, più piccolo, lanuginoso, paglino e con polpa meno aspra e più di colore giallo gentile suo alberetto è più modesto nel portamento con il : il foglie piccole e di , , un verde alquanto chiaro. Viene sorbo coltivato in pochi luoghi ove porta abbondante frutto. Il ciriegio però il fertili , terzo ove le , l'albicocco, meno de' il pesco allignano bene; due primi, tranne nei sue fruita sono saporosissime : bassi fondi e tra le va- rietà di albicocche quella detta ananassata è pregiatissima pel sapore e particolare aroma, da superare l'altra deno- — laminata a tabacchiera che vantar suole per si la dezza: ve n'ha diverse razze, e delle belle. Del Ma ai neri. per cibo da quei luoghi poiché , melo vi è che produce pomi pessimi da adope- la sola varietà estiva rarsi sua gran- le ragion vorrebbe che si bandisse sue frutta nel colmo della stale de' fanciulli generano malattie perniciose nei visceri che ne fanno strage. Le mela d'inverno non allignano, perchè terreno è caldo clima. ciante secco , , e calcare sopraffatto da , raramente tive. L' avellano ed il Il si coltiva, moro ed gelso il , buone, e delle cat- tra le quali ve n'ha delle ottime, delle dente frutto. un bru- pero rende assai, e conta molte varietà Il il ma porta corrispon- bianco vi stanno bene; primo a duecento palmi distante dal mare cresce su- perbo e ben coltivato con sana potagione. ra del pari , noce prospe- Il e meglio cresce nei terreni profondi. lo comune da pochi si Il nespo- coltiva, e quell'altro detto nespolo 1841 conse- del Giappone fruttifica bene nei giardini. Nel gnai in Napoli al figlio del giardiniere della Villa Bonelli, Luigi Canfora, i semi di quest'alberelto , che furono su- bito affidati al terreno nella detta Villa: nel colsi il primo frutto colle chio vero prospera , e porta molti sono fecondi mercè l'influenza dal maschio lutti i Pistacia della frutti fecondati , mondo rito ! ! e Ivi *\d lenliscus. pochi averne dunque è necessario introdurre lo scornasi Leggete a questo proposito il pistac- che ricevono coltiva è parimenti due femmine non generarono mai sul giornale il frutti, de' quali del polline becco maschio, poiché quello che vi femmina: 1847 ne rac- mie proprie mani. Lucifero. Il il mio figliuoli al giuggiolo ed articolo inseil lazzcruolo — 13 — del pari sono coltivali primo è piuttosto spontaneo il : , il secondo s'innesta sul bianco spino e porla saporoso frutto. Il prugno è magnifico, sì per le poche razze sapore melato e fragrante. V'ha lasciale voi prima che non serve la prugna La prugna bianca agostinella ben mature e vola. Questi più o meno la , scelte, delta prunella Non in tati sotto all' forma che non vi è chi là di lettani. fresca , v' i ai ha picchi di carrubbi , con una maestria Lode perciò pareggi! di più, ai fertili monta- rappresen- di potagione potatori bar- riposarvi all'ombra della mezzogiorno, respirando l'au- dal mattino al e salutare del Ma fondo a quelle là in Voi potrete sicuramente loro periferia a ta- lontano quelle grosse colonne Oceano ? Sono cilindrica la quando sono , sogliono intersecare direste somigliar desse mezzo gne Andria alberi fruttiferi siffatti ; aroma pappacona a Barletta, d' gl'infiniti vigneti di Barletta. verdura cupa ed imponente, vallate? ra seconda la non avrete più che desiderare o Lettore: vedete voi di e mangiate bianca: la v'inebbrierele di squisitezza e di particolare nel sapore. la , che pel scelte, razza nera e la Nord-Nord-Ovest. in poi si avvicina lo scirocco Ma dall' (Sud-Est); fuggitelo, apporterebbe malanni. Osservate quei boschetti una egli vi di olivo? Dalla loro piantagione fino a quindici anni vissero in co- munità colle vili (dico in comunità e non agricoltura sarebbe errore, scere la vite sull' olivo associati, non essendo prudenza come si fa coli' olmo e le varietà di olivo e per mangiare. Vi è quella che far cre- col pioppo le quali invecchiale, lasciarono solo gli alberi di Son diverse perchè in vi si coltivano ), Minerva. , per olio detta di San?. Agostino , e la — 14 — La ragusèo,, buonissime per (avola. cannellino è rara. Dicesi che filari di i il varietà tutta bianca a suo olio non è buono. Quei alberi e foglie rare e strette costano di mandorli di cui fruiti mangiati freschi, sono piacevoli cati della Città se ne , Febbraro tempo della fioritura, ne sareste sorpreso. La bianchi e bianco-rosei fiori mer- e nei gran consumo nel mese di Luglio. fa Se poteste osservarli in Gennajo ro , , fa Marzo e , al infinità de' lo- un contrasto più rile- il vante colla vivace verdura de' sottoposti seminali di cereali e di biade. L' olezzo de' fiori v'inebbria verso le otto del mattino. vata : La varietà dolce è la più comunemente assai rara è quella a fruito amaro. zione, quando i sommamente L'impetuosità de' venti è deipari nociva, e ne cessila di piantar dicano li fa cadere tulti. Quindi lane- mandorli a minore distanza Percorriamo più gli ostinati critici. gne. Vedete quanti nudi terreni campi addetti piccoli colti- feconda- la sono ancor teneri, basta una ge- frutticini lala, e tutto è distrutto. Dopo alla e legumi. Coli' andar degli anni mentre talune generazioni in fra seminagione si ; checché ne in là le le campa- vigne? Sono de' cereali , biade ripiantano a vigneti. di coltivatori si estinguono susseguenti ivi trovano vigneti giovani, e viceversa v'erano vigneti vecchi, il la palma a favor cendamento agrario o venti anni. Gli è sa ; l' , le do- è così porta tacita- della scienza agraria. Cioè? L'avvi- tra le granaglie e la vite ogni quindici un bel periodo e intanto l'arte, l'industria, resse, Ed : , E in siffatta industria che l'economia agricola mente grano riprende piede. i esperienza, ed il sul quale nessuno l'uomo, buon senso : il tempo, tutti questi pen- l'inte- elementi — 15 — eseguono uniti insieme, e favoriti dalla slessa natura, tamente ciò che scienza ne detta e insegna. la l'uomo esegue ste? credere- Il se a gradi a gradi tutto a capello, cammina. Ogni slancio troppo elevato rovescia Voi vedrete da qui vore a taci- tutto.!. poco un esempio chiarissimo a fa- questo importante argomento, (cioè camminare a di gradi in Agricoltura comunemente ) palale. pomi sulla coltivazione de' Avanziamo intanto il di terra passo , ed ec- , coci dolcemente scendere in una ridente vallata assai fertile. Gli è quella di casavccchia così detta. Due è larga? , in seguito. Per ora facciata senno pografica, e passiamo avanti. Dista alberi fruttiferi. La nistra. Ma La veli! to e anche volte Le nella le ho vigneti cogli stessi mostra a si- ; ma coltivano, prosperano vi le gelate visto al li negli altri , colti- danno e padroneggiano Nord. Negli ma non si cure dell'abile e attivo giar- massima parte trovansi molto esposto si i Villa Bonelli ne Gennaro Canfora. Essi abbondante frutto do che poco men dalla Città è ridente e graziosa. Quivi, gli agrumi vano con esaltezza mercè diniere sulla sua posizione to- Continuano di tre in quattro miglia. La vedete quanto mila palmi? La misureremo tre in quattro , sen- piantati in sito aper- altri giardini privati riescono così perfetti come più luoghi della Provincia di Bari. ragioni stanno nella natura del terreno sassoso-calcare assai; in quella del clima acque dolci ; molto secco ; nella scarsezza delle ed in un poco di pigrizia e testardaggine per parte di quei pochi proprietari degli agrumi, e intanto i quali vorrebbero le frutta mai vogliono migliorare del terreno. Presso l'Ofanto , Io stalo nei giardini delle masserie, — 16 — agrumi anche danno un buon prodotto. Passiamo gli Vedete quei mandorli tre. Gli è questa fichi , e granati in quantità? , zona degli ortolani, tutta cinta la inol- dall' Atri- im- plex Halymus e dal Lycium europoeum, che formano penetrabili siepi. Coltivano bene, anziché no. Ottimi broccoli neri, ma o di Malta che dir volete: facilmente imba- stardiscono; voluminose barbabietole rosse, e qualche al- verdura. Osservate quegli uomini tra che vanno , di qua e di là con due recipienti di argilla cotta, ornati di manichi , e corrottamente chiamati ugnuturi ? uno io dico, di acqua. mano alla Servono Due recipienti dritta, l'altro alla sinistra, e pieni per annaffiare essi gli ortaggi che ordi- nariamente soglionsi coltivare in aiuole paralellogramme. Gli uomini sciupa, E il perchè si stancano andando avanti e dietro, tempo ? si Non mento per perde , spesa e la fatica la vogliono introdurre infiltrazione come si Bari, nei contorni di Napoli e il si metodo altri siti acqua si dissipano. di annaffia- esegue presso in 1' la città di del Regno. ma un poco Gli è vero che il attività e studio sarebbero sufficienti a modificare ciò eh' terreno ivi è argilloso ; di barbarismo e vergogna nell'arte agraria. Basta così: entriamo in Città, percorriamo za e quella di Santo dale a Andrea sinistra e a dritta. , la strada della Sottointenden- ed eccoci alla marina. Guar- Campi Halymus che ama ardentemente Sig. E. tri , meyer questo frutice, trovasi spontaneo al assiepati l'aria o alberetto Capo di dall' Atriplex marina. Secondo il al dir degli al- Buona Speranza , ove cresce altresì la Salsola fruticosa: indigena presso le foci dell' Ofanto. Veh ! com' è superbo e gigantesco senza colia — 17 — tura. Rende grandi sotto forma servigi a quei terreni arenosi, perchè di folta siepe se le sue ceneri li difende dal vento Nord. For- contengono molta soda ! Il celebre chimi- co malaguti non ne parla nella sua pregiatissima chimica agraria. Ne attendiamo siano regnicoli. L' essenziale nieri , ficio nostro e a benefìcio È da' le analisi di tutti. una pianta bene adattata copioso, acqua sottostante, Chimici si siano stra- , è lo studio a bene- Mirate quanto cotone. in questi luoghi. Nutrimento buona coltivazione e , i conta- dini se ne trovano contenti. In questi fondi arenosi vicino mare si coltivano herbaceum, vum il , il Gossypium sia/mense, il Solarium tuberosum, Ricinus communis, il il Gossypium il Lycopersicum sali- Phaseolus vulgaris, qualche specie di Dolichos, e molte scelte razze della famiglia delle Cucurbitacece.L'AUium ceppa è oggetto d'industria e di chezza pei contadini , che ne coltivano delle varietà ric- belle, grosse, e gentili: e tutte queste piante formano l'agricoltura estiva. Nel verno, orzo, broccoli, legumi, e piante simili. Raccolti questi vegetabili in si vanga tore si a tre bagnano palmi i il terreno. Il primavera, in primavera avanzata tutto è si lien sempre mondo le raccolte ed ; i affidato al dalle erbe. In campi offrono un caos il Panicum slate terreno : si eseguono erbe sponta- Digitano, san- crusgallì coi culmi lunghi circa tre palmi misurati appositamente no dopo essere di la il medesimo che autunno nee floride e gigantesche (per esempio guinalis ed zappa e loro piedi nell' acqua copiosa eh' ivi sor- ge nel coltivare a tanta profondità. Rivoltano ed si vangatore e lo zappa- , ) le quali poi decimale per foraggio si sovescia- agli animali. 3 — 18 — E il tulle siffatte coltivazioni le troverete mare, cioè ove siamo in mezzo a palate, le palate superbe e assai gentili E campi arenosi a questi ricchi o pomi scono. egualmente lungo Est della Città, e all'Ovest, precisamente all' di terra che coltivati dir vogliamo. Quivi riescono ed , i coloni arricchi- si E lutto sapete perchè? Per la quantità e qualità. buona coltivazione che appre- ciò ottengono mediante una sero e perfezionarono a gradi a gradi, seguendo la regola che poco io fa vi accennai. Se da qui a poco fondi arenosi ma ho non vi è discaro di seguirmi una lunga estensione vi farò osservare silicei coltivati allo slesso modo di massi- colla esattezza per le slesse specie di piante che poc'anzi vi citate. Vedete bene, siamo giunti possiamo passare più avanti, perchè Quella barchetta ne attende noi : giungeremo Osservale ; sull' le , e con fabbriche di questo comunemente paralicchio)^), opposto lido. coltivazioni sono Ed eccoci finalmente giunti. silicee arene alle contano quattro miglia di cammino. Le sempre le stesse, come prima vi ho detto, escluse le patate. Questi terreni sono denominali munemente , co- e con ragione, poiché di terre arenose sono formate. Quando io mi contava dodici anni età, cioè verso (t) lo impedisce. da questo punto, ove siamo sbarcati, sino foci dell' Ofanto si non un punto, ove non mare in essa saliremo una breve traversala, costeggiando piccolo fortile (denominalo in il 1828 in Se mal non mi avviso 1829, mi ricordo che questi fondi , pare che questa voce volgare para- ticchio significar volesse nel linguaggio popolare piccola difesa in verità a di questo scopo furono innalzate quelle fabbriche. : ed — 19 — erano assai estesi, naturali sti ed vedete a sinistra circa alti , mare il stava molto lontano da di terreno rilievi argilloso centocinquanta palmi e più che poi a gradi a gradi ammassandosi e que- marnoso, che qui , spariscono del , tutto nelle vicinanze della massaria di Santo Lazzaro. Al- opposto poi l' Est della Città all' , semiuatoriali terre argillose ed , mare era vicino il i fondi arenosi di quella come contrada erano ristrettissimi e coltivati pure che avete occhio. Presentemente sott' la questi scena è tutta cam- Ver- biata, da molli anni a questa parte, e a gradi a gradi. so 1' cei Est della Città coltivabili si il mare sono è ritirato si picelli il mare deposila che osservate questo proposito poi di prodotti campestri e ora non vedete altro che ammassi di alga mari- , i agli argini di questi ristretti quali poi più estesi qui a poco, a misura che parole terreni sili- i immensamente. All'Ovest distesi mentre prima era coltivato e ricco na che ed , ove siamo, il mare ha iuvaso tutto; e poi, in questo punto, ortalizii, alle vi studieremo le vedremo di Ofanto. A all' spero, qui riferirvi poche piacerà, dell'illustre Arciprete li avvicineremo ci cam- giovene sue opere), , da Molfelta (che quando , scrisse le notizie geologiche delle due Puglie Peucezia e Daunia tanti e più anni or sono. Egli diceva così allontanarsi sempre più sa torbe de' fiumi. del è In tempo della mare battevano lontano per servai che il il il : Già notissima co- mare da quei di passi. ; ora per lidi mia fanciullezza castello di Barletta una cinquantina è le il Nel 1851 le acque mare io vi os- mare n'era allontanato per centina ja e cen- tinaja di passi. Eccoci intanto bene inoltrali nel cammi- — 20 no e avvicinarci , a quella specie di laguna È vedete poco distante da noi. ra, cioè , che da qui dessa la così detta fiumadi quei fondi, parte silicei, una grande estensione e parte melmosi e argillosi, sempre allagati per più mesi dell'annata. Durante dano verno campagne adjacenti le fiume il s' innalzano de E ricolo della perdizione. acque gonfie del le tempo ed escono preciguai allora fondi, e terre, e carri , guai e lamenti a , e covoni, e biche, e stra- e massari, tutto tutto è nel e animali, e pastori, , , correnti dell'Ofanto inon- quando e qualsiasi in pitosamente dal loro letto tutti! ; le pe- Povere piante e future raccolte ! tutte sepolte nell'argilla o nella sabbia. Le acque così ac- e lunghi cavallate inondano estesissimi I soli 1' alberi sbarbicati, e trascinati braro 1850, ahi ! , pietra di tutto tine. Si racconta passati il e degli il ponte che con- di parecchi se- eruditi. materiale caduto : anche sono mare. Nel Feb- al Opera Non tutto era si trovò inabis- e nelle così dette lòpe o voragini Ofan- che poche ore prima di crollare , erano parecchi carri carichi di grano. Quale morte or- renda avrebbe colpiti quei poveri che si talvolta o nelle adjacenze, o degli storici coli melma ma alle Reali saline. una sato nella ; quale sciagura.!, crollò giungeva Barletta dire terreno. trovano bene, perchè inorgogliscono col- si acqua e col terriccio copioso al tratti di fossero trovati sul ponte nel Ammiriamo, o Lettore, ciamo senno!!! Vedete Secondo gl'ingegneri i tratti là gli li momento della conducevano , se del suo crollo?.. Provvidenza, e fac- avanzi delle sue fabbriche ? di ponti e strade, erano alte sessanta- quattro palmi a contare dal livello delle acque. Presente- — 21 — mente tista questo stato miserando fanno spavento! Nel ver- in no 1851 in compagnia del giovane Artista Sig. Giambat- Calò, di Barletta, l'osservai da vicino ed inorridii, e ne feci eseguire dallo stesso male !! un piccolo disegno. Guardate Ma noi lasceremo a un poco alla sinistra, dritta tanta rovina, e costeggiando le acque del Cume. Sa- lendo dolcemente quelle amene piagge vedremo qualche , cosa di buono. Osservate qui attentamente: dal livello delle e tre- muoveremo il suolo si eleva acque del fiume per pochi palmi, e continua così alla nostra sinistra ingolfandosi per lungo tratto, ove mirate vigneti val- lata. Gli è floridi e robusti questa appunto che , fa piantali in una dolce continuazione con quella che traversammo più innanzi, quando daCanosa muovevamo Ebbene a Barletta, cioè la vallata di casavecchia. go e fertile incanalamento di terreno sto punto, Ovesl-Sud-Ovest si siffatto lar- prolunga da que- della Città, fino all'Est-Sud- Est della medesima. Serpeggia per varii modi, e verso metà della sua lunghezza al ( Sud ) circa tre in quattro miglia. Rinomati sono sto serpeggiante prattutto vi no si avvallamento per la dista dalla Città per la i loro terreni di quefertilità ; e so- distinguono varii punti interessanti, quali so- quelli denominati comunemente Sbomma, Casavecchia 7 Conca ; fondo di Campanile d' oro, Belloluogo, Crocefisso Cullano, Santo Luca. Tutti questi bassi fondi sono , , tante diramazioni di una medesima posizione topografica di ter- reno piano e fertile. Essi serpeggiando di qua e di si là , comunicano in varii punti e formano una zona cam- pestre a sé, cioè la migliore di tutte, tenendo l'intermedio tra le campagne più elevate e sassose (che sono le — 22 — più lontane dalla Città), e quelle che offrono una specie monotona. In somma di uniformità piana e fertile de' terreni avvallati si centrale di tutto l'Est all'Ovest. il può considerare come tenimento barulense E che più? Fin Santo Luca ho perlustrato 1' tutta la e ; la zona parte estende dal- si cioè fino alla contrada di là, avvallamento, il quale da que- sto punto, ove siamo, vicino l'Ofanto, fino alle collinette di Santo Luca raggiunge forse più, se la lunghezza di circa otto miglia e mal non mi ricordo. Ma su notizie più precise a miglior tempo. di ciò Passiamo avanti, per- chè dobbiamo camminare altro lungo tratto pò di tutto. prenderemo e vedere , un Però facciamo un'osservazione interessante pria di riprendere il cammino. E sarebbe ne assicura che un tempo fu, in cui le la seguente. Chi acque dell' Ofanto nella stagione degli straripamenti divergendo alla loro diritta, avessero bagnato o allagato questo incanalamento fino alla contrada di Santo Luca, e che dosi in altri terreni, avessero versando così le campagne parlar di secoli remoli. di là poi internan- messo capo nelle paludi, tra- all'Est della Città? Io intendo Ma noi ritoccheremo quest'argo- mento. Eccoci dunque sopra amene piagge che ne offro- no un bel orizzonte. A sinistra , estensione di terreni seminatoriali vedete che sterminata delle masserie. Quelli perfettamente nudi di erbe sono maggesi da seminarsi nell'anno che segue. Degli altri chi offre aurate stoppie e chi quantità di cenere e stoppia carbonizzata coll'abbruciamento. Questi pascoli che calpestiamo sono delle masserie. Guardale a falde di queste collinette. È dritta le così dette mezzane che immensa pianura un oceano di rigogliosa e alle sva- — 23 — riala verdura che offre una specie quel mormorio basso? Sono là infrangendosi in fra quelle voragini che le panorama. Avvertile acque dell' Ofanto che sassi e ciottoli, si precipitano poi in i i di mandriani chiamano lupe come , più avanti dissi. Guardatene da lontano l'argentea fascia; che grandioso scherzo naturale! E quei giganteschi gruppi di verdura cupa ed imponente? Sono gli olmi (Ulmus sube~ rosa) che vivono associali e sfidano tutte le bufere. Lì sotto vi un'ombra è che cosi densa vi peuetrate, tetro n'è l'aspetto ; ed il sole il cupo non vi può. Se silenzio (spes- so interrotto dal garrir degli uccelli) che vi regna e la so- fanno tale e tanta impressione litudine destano l' Ed bile. spino, di idea dell' esilio in luogo recondito ed inaccessi- vero in i colossali macchieti di prugno selvaggio , uomini pratici di quei Una di bianco , paliuro, vi lacerano e abili e quei luoghi (comunemente gualani) che so bestiame. rovo camminarvi senza carni. Difficilmente polrete gli animo, che sull' ivi : la guida de- intendo dire de' mandriani menano a pascolare grossa vacca difficilmente si il gros- distingue in terribili cespugli e fruticeti, tanta è la foltezza dei lo- ro rami. Osservate quanti pioppi bianchi sparpagliali e con elevatissima chioma. nel 1847 avevano Ve n' ha degli annosi, due de quali tronco di ciascun di sul essi una cir- conferenza di tredici palmi a poca distanza dal terreno. V ha pure il pioppo nero , ma non è indigeno, è figlio di una antica coltivazione. Vedete quanto sono magnifici quei frassini a l' chioma spaziosa e industria della manna, a tanta provvidenza! A se florida. non Potrebbero servire per ci fosse un certo disprezzo fianco loro crescono due specie di — 24 — salici con una vistosa vegetazione. Quanta Phyllìrea, Clc- matis vitalba Tamarix , Vitex agnus caslus Olea curopma olcasler , gallica et africana, Pislacia lentiscus. piante che riescono rigogliose e belle. dono cura degli olivastri, poiché tano ne' campi, e poi verdura gli ne meridiane lo scirocco ( possidenti I svelgono, li Sud- Ovest ) si ma , li ombra annestano. All' può reggere sino a mezzodì si Sono , tutte pren- trapiandi tanta nelle ore po- rende molesto in ra- gion composta dell'elevazione di temperatura che regnala basso, dell'umidità, e delle esalazioni nocive ch'emanano i circostanti terreni, del fiume , i facilitano quali, lasciati in secco dalle adequo col calorico del sole la putrescenza delle sostanze organiche, non escluse morti o presso a morire. A ghi le miriadi d'insetti fianco di questi silvestri luo- coltivano sterminali campi alla seminagione de' ce- si propriamente rcali, e de' grani duri glia (in quei terreni argillosi che hanno tanto nome steggiando l'Ofanto , in che riescono a meravi- denominati terreni d' ischio,), e commercio. Passiamo avanti, co- ed eccoci sulle ridenti colline della famosa Canne. Voi vi avete solt' occhio un orizzoute ame- no, e lo stesso teatro che avete visto poco prima. Cioè gruppi sini, di sostenuta e gigantesca , fras- pioppi, salici, rovo, bianco spino, casto agnello, ta- merigio, lenlisco, mi verdura negli olmi di Armido ed altro. Se ponete mente a tanti cul- pliragmites e nocchie torreggiando su muover di i Armido donax macchieti, vento, voi direte, si le di cui pan- agitano ad ogni là sotto alcerto 1' acqua ri- stagna per buona parte dell'anno. Guardatevi di por piede in quei terreni; vi affonderete sino a due palmi e più, e re- — 25 — slerele inceppato nell' argilla pania del visco celli sulla nuare da qui sino al e nella melma come e del loranto. ponte di Canosa , uc- gli Se voleste conti- trovereste le stesse condizioni fisiche e topografiche, e sparire a gradi a gradi gli olmi colossali ed , pavoneggianti frassini. Vi sono i però ricchissimi erhaggi che formano quei proprietarii: Ma la vera fortuna di noi qui facciamo riposo; dissetiamoci a questa hella fontana di Canne, modesta e povera di ac- que limpide, dolci, e sorpasseremo prima vigneti, ; la strada nuova Naslurlium Canosa, che percorrem- di e passando a traverso olive li e mandorleti, colli!... di pascoli, seminalorii troveremo ci nuova che congiunge Andria a e ridenti il dopo, con ima lunga traversata a passo avanzato, officinale; e mo Raccogliamo salutari. Barletta. sulla strada Oh ! che ameni Avvertite un'altra energia nella respira- zione e nella vita? Gli è tutto effetto dell'aria pura e salutare , assai migliore di quella che respirammo sulla via di Canosa. Quella via risente un tantino gì' influssi del vicino Ofanto, e questa no, perchè è lontanissima da acque stagnanti ed è tutta mediterranea. Aggiungete la sua piccola elevazione dal livello del rezza e bontà mare , e vi avrete maggior re quanta è precisamente l'elevazione dal livello del di questa via e di quella di Canosa lo spero in appresso. Quivi nella e l'abbondanza sterminala ne accrescono la bellezza. loro portamento è tre ; ma Primavera tutto è ridente, Vedete ricchi mare noi posso per ora: degli asfodeli tuli' altro di campagne. Sono più pu- vorrei servirvi a farvi conosce- nell' aria. Io là ramosi in fiore basso quegli olivi ? quelli che di frasche vedemmo , 11 in al- più rigogliosi 4 — 26 — e di aspello più gaio. Sapele perchè ? Le loro radici sono distese ed insinuale nei crepacci della pietra calcare munemente ( co- pietra viva) ed ivi trovando più copioso e so- stanzioso nutrimento resistono vieppiù agli ardori dell' aere infocato dal sole. Battiamo avanti la via quei pascoli che tutti , traversiamo e parano dinanzi. Son dessi conti- ci come nuazione del così detto fratturo ad uso delle pecore, in altri siti Eccoci su v'indicai. vede Barletta sempre in un nuova che conduce sulla strada spalle quella Città Iralturo ; ma col favor del vento; mensa rubbi là meno a sinistra ; è mormorio il ancor di- im- il di alberi fruttiferi. gli alberi fruttiferi carrubbo e il mare onde contrada delle paludi. Tutti , il alle delle e bassa pianura coperta vano bene si tra esso e noi havvi quella da noi. Voi ne avvertite stante Tram. Abhiamo a Ma l'Adriatico. da dove Guardate, siamo giunti di fronte ci sta Barletta ; dritta a di un'altura fossato. l'olivo. vi E la pruo- Vedete quei car- basso mezzo bruciali ed ingiallili? L'aria marina loro è contraria, e sviluppano una vegetazione languida e stentata. Scendiamo un poco moci innumerevoli agi' nella pianura ed avvicinia- fossati e canali di acqua, che s'in- tersecano fra loro in mille modi. Vedete quante piante in- digene lungo i loro argini? do rigogliosa per questi campi si , la ricchi prodotti vendono per uso di tavola tola) ed in altre frutta vi, faggioli, i La loro vegetazione è oltremo- copia del terriccio e delle acque. Iu il , Ma il raccolgono delle uve (che con grappoli pesanti più ro- massime ricino, ed dustrie de' coltivatori. si le pere. Gli ortaggi esti- cotone sono quella de' le principali poponi, congiunta inal- — 27 — l'altra che nelle arene vicino mare, costituisce la vera si fa ricchezza de' contadini. In questi luoghi perniciosa è mora prolungata matutine e particolarmente può stare, ma si il la di- pernottare. Nelle ore massima serotine è in quelle imprudenza. Poco prima del tramonto del sole lo scirocco (Sud-Est) incalza bene. Un'aria umida e pesante vi gravila un vento fresco sulla persona: vertite nelle membra un vi batte sul viso certo ribrezzo ributtante joso. Se siete riscaldato e sudato, fermarvi ; sti una perniciosa. luoghi, sono time pesante Andria di una intermit- coloni che frequentano que- Coloro che a Barletta ne sono at- tempo subito al nella città no- martiri dello scirocco, e spesso le vit- i di ostinate febbri. taccati, I e av- camminate sempre, senza in contrario potreste incorrere in tente, o in e voi , di Barletta , aria salutare sta la di cui come ricuperano della convalescenza sta 1' a quella San Mar- aria del colle di lino presso Napoli a quella fetente del quartiere Porlo Rua catalana , e altri antichi siti e luridi della bassi cambiamento tropoli. Nel 1838 anch'io sperimentai aria Andria dopo una intermittente sofferta in Bastarono pochi giorni di il in patria. quel punto elevato e salutare che abbiamo toccato sulla via che mena in Andria primo grado d'aria pura l'aria dell'Infrascata, e di dimora colà, e dalla morte pas- sai alla vita. Vi ricordate il , Me- , come si fa ? Ivi è a Napoli a godere quindi a San Martino. È una gra- dazione continuata da quel sito sino ad Andria, e da quesla Città alle basse montagne che diconsi murgie della Provincia di Bari. delle fertili paludi , ma Ora vi basti nell' interno questo piccolo quadro assai perniciose. Procediamo sullo — 28 — stesso livello basso, ed inoltriamoci in quello avvallamene lo e ferace che ci sta di fronte: traversiamola stra- ampio da che da Barletta conduce a Trani, ed eccoci a piedi del tralluro in alberi li mezzo veggo cogli olivi. Questi a vigueti conviventi floridi , ma non so se in questo basso fon- do siano per dare più frasca che frutto. Il fatto deciderà per ora sono ancora giovani. Avanziamo in seguito: il passo, ed eccoci vicino alla contrada di Santo Luca. Notato ora che noi siamo circondati a dritta e a sinistra da bassi colli, e è appunto che io ho in sospetto quell' altro comi Vi sito dell' promessa. motissimi tempi loro come facente parte di Ofanto eh' è vicino che avrei ritoccato dissi alla , le miei sospetti sono che forse in re- I correvano questo lungo e mette foce, per così esso fa usciti poco fa. delle comunemente ( cammino per- avvallamento tortuoso dire, nella vasta quale ne siamo , che pianura delle paludi, La posizione topogra- questo gran canale, e quella dello sbocco che nelle paludi stenza forse ponte crol- acque deirOfanto nei momenti impetuose e strabocchevoli correnti fica di tutto al argomento, ec- lo stesso inène) divergendo a dritta dell'attuale suo dalla bene, questa avvallamento assai lungo per circa otto miglia cominciando dal lato. E siamo tuttavia nella dolce vallata. mi dà , un tempo probabilità di questo fatto, vede quando nel verno sentemente si to uscendo dal loro letto , inondano positive le tutti acque i dell' dirsi Ofan- bassi fondi vi- gnetati della contrada detta fonnèta di Campanile. che non voglia sull'esi- siccome anche pre- A meno che questa vallata di Santo Luca, per ciò che riguarda la sua diramazione in croce dal Nord al — 29 — che scendono dai luoghi Sud, animata fosse dalle acque elevali che n è il guardano verso Ma sospetto per ora. a farsi sopra la città gli è questo uno studio severo luogo, sotto molti riguardi, per darne un giusto e meritato giudizio. questo pensiero corso delle Dubbioso di Andria. non , La premura meno diversità dei terreni più o palesato per provare l'antico è stata tanto acque che straripavano di aver , quanto per notare le ricchi in siffatto canale , e le svariale situazioni e posizioni delle sue estremità la- Le terali. quali due cose sono importantissime a studiarsi onde meglio giudicare in siffatti luoghi, spontanea ridezza nei speciali sili, e della nelle diverse coltivazioni arboree che vi lense eseguono. si non ha montagne , della vegetazione maggiore o minor flo- E comechè così quentano queste ineguaglianze ed delle piante erbacee il territorio baru- nelle sue pianure di suolo , le , ove fre- ricerche bota- niche debbono essere più attente e prevegenti in rapporto all' importanza di altra specie, in quel canale o di qualche specie rara per se stessa , che mentre abbonda in si guire tanto lungo cammino, che re, sembrerà strano. 1847 la il si altri paesi, ivi cioè campagne. Ed è questa ra ragione filosofica e scientifica fatti naturali: o trovasse per cause tutte naturali e ante- riori allo slato delle attuali generali poco , In siffatti prestano sig. ve- per cui vi ho fatto ese- non forse a chi studii alla ricerca le sa vede- vedute troppo e alla scoverta dei quindi la necessità dei dettagli. benemerito la Gussone mi espresse Da che il nel piacere e sua soddisfazione che io in quell'anno aveva raccolto il — 30 — Thesium humile nelle campagne in me stesso di Barletta (1) che ben altro metodo conveniva adottare nella ricerca delle piante in queste contrade di deliberai , e che lungi ; limitarmi alla sola raccolta, avrei dovuto notare par- le ticolarità de'siti in rapporto alla natura delle specie e dei paesi ov'esse più spontaneità indigena. Di perfetta 1847 dell' comunemente rinvengonsi fatti nello stalo di anno nello stesso e negli altri antecedenti io aveva osservato alle foci Ofanto, cioè alla così detta di piante fioriscono ivi in agosto in altri siti esse montano fiumara, che certe specie ed in settembre in fiore nel mese , mentre di aprile lo : che imporla quattro mesi circa di differenza. Per esempio Thesium humile (1) 11 è pianta di Sicilia e di altri luoghi simili, ed è rara a un tempo, come rilevasi da due opere botaniche del sig. Gussone , la Flora Siculo, e le Piantai rariores. Eccone la descri- T. glabrum, caule ramisque zione dataci dal prelodato Botanico. erectis adscendentibusque, foliis anguste linearibus enerviis crassiusculis, cahjcinis laciniis demum nuce brevioribus involutis, floribus, subspicatis quinquefidis bracteatis, nucibus subsessilibus oblongis an- gulato reticulatis bractea intermedia 2-3-plo brevioribus. Icones Gussone, piantai rariores, tabula 20. In coUibus aridis gillosis maritimis (in Sicilia). Aprili, Majo. Annua pollicares, superne ungulati: folla levia 1-1 1J2poll. longa, 1J2-2 Un. riora minutissime serrulata: cati, virescentes recurvis ; , intermedia serrulata, : 3 : vel subar- = Caules 2-6- semiteretia , acutiuscula, inferiom integerrima flores in apice cau'is et , supe- ramorum spi- ; duabus lateralibus brevissimis foliis conforme, 3-4-plo lateralibus suffulti bracteis longiore, 3-6-lin. longa tes: lata; , , calycis lacinia} acutee, sub anthesi paten- mices majusculcc. Gussone: Flora sicula: Volumen primum. — 31 — la Vieta pseuda-cracca nasce spontanea nei terreni alquanto freschi , Portici, a Resina, e nel Torre Annunziata, a te Somma , lago di Agnano, a Posilipo al , mese rossi, alla cappella di Capitale. Essa Cangiano e in Rocco altri contorni della non è certamente pianta palustre ; l'ho raccolta più volte nei feb- Monponti ai , alla , di in fiore sull'eremitaggio del Salvatore a e a primavera alla valle di S. e marzo e e spesso l'ho raccolta fiorila in in aprile ai Bagnoli hraro anche silicei e intanto pantanosi ed argillosi del- sili l'Otanto a fianco della Tijpha latifolia, dell' Atri'plex por tulacoides, de' giunchi e di altre piante simili sul cominciare nel mese di agosto a settembre. Essa della sua fioritura era dunque nata da semi trasportati dalle E dai luoghi superiori e più lontani. sta pianta non può essere propria acque del fiume bene, io diceva, que- di questi siti palustri laonde essa quivi è pianta peregrina, e in un anno trova in , un or ora dirò , da due cause tempo : nata la , i che semi seppelliti per più sotto copiosa arena, o sotto l'argilla, e dal trovarsi che sempre suol ritar- vagelazione di molte piante. La la Specularla speculum diverse , Trifolium, YAlopecurus agreslis, il paver Rhoeas; tutte queste specie coi giunchi, colla l' , ritardata fioritura proviene al dall'essere in continuata ed eccessiva umidità dare altre specie si bizzarrie prodotte dalle le svariate La sua correnti del fiume. certo come succede ad altro no, secondo la : Valerianella echi- Vide , Triticum repens le diversi e , il Pa- ho rinvenute insieme Typha, coi Carex, colla Saìicomia, col- Atriplex portulacoides non vede dunque che la e con altre piante presenza palustri. Chi di certe date piante in — 32 — talune località non è sufficiente per se stessa a determinare la flora tutta propria di essi luoghi? Siffatto argomento sublime vien trattato colla massima erudizione e scientifica dall'egregio grafia botanica. Torniamo Ma bastino in dietro e congiunge Trani De Candolle sig. qui fin raggiungiamo a Barletta. Geo- osservazioni. siffatte la filosofia nella sua nuova che strada Eccoci dunque di ritorno alla Città, avendo a dritta e a sinistra vigneti, e frutteti, nei quali campeggia sempre Riprenderemo olivo. il il mandorlo gentile ed nostro cammino ma , genere di ricerche, cioè quelle della natura perficiali e del sottosuolo , pacifico il sotto altro de' terreni su- siccome in appresso vedremo. II.° RAPIDO SGUARDO SULLA NATURA DE TERRENI. Se ben mare biosi. vi ricordate all'Est , e Le sabbie più ove meno all' , vi dissi altra volta Ovest della Città tutte in quei siti grossolana , e ve volta anche nera. n' i , che lungo terreni sono sab- sono a base ha ove silicea, della finissima , tal- Eccone l'esempio; noi ora affondiamo nostri piedi, tanta è la sua scioltezza. il Ma osservate il coi suo color chiaro biancastro ? Ciò è dovuto principalmente all' abbondanza sterminata fluviatili e terrestri. lissimo , de' frantumi di conchiglie marine, Resi questi dall'attrito a volume esi- facilmente somministrano alle piante calcàreo, sotto l'influenza svariata degli agenti 1' elemento fisici e chi- mici. Aggiungete le alghe marine, e tulli gli avanzi orga- — 33 — nici animali e vegetali scaricati dall' Ofanto nel mare e da questo deposti sul lido, e voi vi renderete ragione della copia di terriccio esistente in questi terreni estremamente silicei. Scavate a poca profondità e vi trovate l'acqua. Con- siderate pure aridi, ed per che negli interrotta la secondo capillarità sono terreni i umidi costantemente sottostanti sono in quelli ScnÙBLER superficiali strati esperimenti di gli sulle proprietà fisiche de' terreni. Riunite tutte queste cause, cioè silice, calce, terriccio, acqua, temperatura piuttosto elevata, e così spiegherete in breve chè di quale è una pruova soddisfacente sulla possi- la robbia con sicuro e brillante di coltivar quivi la successo. Ciò non dimeno, sono vi mai ho potuto indagare le quali e or ora vedrete. Ecco in queste deserte arene deggiata dal vento. Non come , si le località eccezionali, Come tratti deserti di piante? il E Sono ciò che è originale un sito e in un signor , altro si si rife- meno gran- trovano di tanto in un anno è che in anno trovate lo rinvenite fertile. i atti alla Beudant degli spazii più o burrascosi vi depone? Principii salini, poi in pic- allorché parla de la il dalle piogge passo è tutta on- un esempio rà forse la copia de' principii salini che sommamente il spiegare la cagione di questi di che in questi fertili fondi silicei deserto muovere la di cui superficie vi pare questo risce dottamente nella sua Geologia marche des dunes? per vere cause. Seguitemi, stenta a colo in confronto di tutto ciò che tanto. per- questa vegetazione così rigogliosa che avete sot- tocchio: bilità il mare quali dell'anno seguente, vegetazione nel terzo anno? E si pure 5 Sa- nei tempi attenuali rendono in questi — 34 — osservate qua e là piccoli gruppi di tratti di silice deserta come rigogliosa vegetazione spiega facilmente deposte dal mare La qual cosa tante oàsis. e quindi , ridotte havvi in quelle piccole oàsis Pancralium maritimum, in terriccio. Mirate Triticum repens associato il alla Scilla maritima, soda, alla Salsola tragus, alla Salsola Kali, soldanella , Scirpus maritimus, rinum, maritima, alla Cakile alla all' Sclerochloa maritima, luteum, all' alla allo fìliformis, Eryngium Lotus corniculalus Euphorbia alla strumarium, all' Anlhemis maritima, al all' Medicago marina, Helminthia all' al , Hordeum mu- Juncus maritimus, Euphorbia paralias, Euphorbia peplis , all' al Convolvulus al alla Rotboella Tribulus terr estris, Glycyrrhiza glabra, alla l' al , : alla Salsola Cyperus olivaris Holchus lanalus alla Rotboella cilindrica, al maritimum, al si organiche colla quantità delle sostanze al terracina, al- ecliioides, allo all''Alriplex Glaucium Xanthium portidacoides, Trifolium maritimum e a diverse altre piante. Ora basta de' terreni silicei vicino che alla fiumara e alle mare; ed aggiungiamo solamente paludi abbonda eccessivamente l'ar- Ivi, ed in particolarità gilla. quando l'argilla è fiumara e nelle adjacenze, alla pregna di acqua nel verno affondano sino a tre palmi circa state più , forma crepacci pollici. ; e quando assai profondi e di Passiamo adesso alla si , i carri vi dissecca nella una larghezza di osservazione sulla natura de 'terreni degli orti, de' vigneti, de' frutteti, e dei seminatorii. Il terreno superficiale di questi fondi è argilloso-calcare-siliceo di ogni altra vi si ; rinvengono nalorii e nei vigneti), in generale e le piante spontanee che più sono ( particolarmente nei semi- la Diplotaxis tenuifolia, lo — 35 — Cnicus arvensis il , Cichorium intybus Hypericum crispum, 1' la juncea , ed altre. il E la Sinapis hispida procedendo innanzi lunga vallata che quella , Convolvidus arvensis, dall' Ofanto , la Camaril- arriviamo a serpeggia sino contrada di Santo Luca per varie diramazioni, e di delle paludi. Quivi, cioè do sino a quella vallamento, reo , il , alla là cre- in siffatto av- terreno è piuttosto argilloso-siliceo-calca- dà qualche leggiero segno in tratto e di tratto marna , siccome in rarissimi siti sere siliceo-argilloso-calcareo Ora usciamo da questa appena dà indizio e saliamo dolcemente le vallata, e ed inclina spesso al località eccezionali, ove l'elemento calcareo terreno è calcare-argilloso, il marnoso. Più su questi bassi colli, e più ove la il es- siliceo-. calcare-argilloso. piagge. Eccoci in un'altra zona, predomina, ed in generale di di vi avanzate , più salite calcare predomina, tranne le composizione del terreno varia da quella predominante. Qui fermeremo un poco per ci una interessante osservazione. La profondità del terreno superflciale ossia del terreno arabile o coltivabile, che dir vogliamo, non è eguale in tutti i luoghi. Cosi partendo dalla Città sino all'avvallamento voi trovate il terreno pro- fondo per due palmi e più. JVella vallata lo rinvenite sino a parecchi palmi; e che producono salendo fin la questa sua speciale del terreno arabile è uno a mezzo palmo, ed i fertilità. Dall'avvallamento qui ove siamo, otto miglia distanti da Barlet- ta, la profondità sotto una delle principali cause è in molti vostri piedi qui vedete ed anche ad un pollice. , si siti ben poca cosa del tratturo , , da come riduce a pochi pollici Ecco perchè la vegetazione è me- — 36 — schina, e gli erbaggi sono poveri e danno poca rendita. massari speculatori che vengono I a coltivare in questi luo- ghi colle slesse regole di una masseria a terreno profondo s'imbattono nel e ricco, spesso alla fine dell'anno delle entrate guai Quindi ! non battono e se , pratica agraria nelle campagne ché ne dicano in contrario no sentenze (1) « tura « in « o Signori, , tali difficoltà, Francia la dice il quando veri agricoltori che « per dirvi tutto ciò che penso « modo camminar bene? Sì, « eia, e quella sovratutto lavoro urge, che non quando « no nei campi ti ranno io veggono sorgere si dell' , , che terre le credo che tura » (!!!) Y e preferiranno !! 1' agricoltura della Che vengano il Ma , ; gli altri a città in cui loro, sarà misera 1' agricol- sostenerci trovarsi l'agricoltura , cepir V aratro a tavolino, altro è maneggiarlo coltivazione di : Altro è con- nelle diverse qualità !! Diversa è la una pianta in un giardino da quella in una in armonia coli' introito. inasse- Altro è de- vegetabile, altro ècoltivaiio e convertirlo in moneta. proprietari e la società intera vogliono no ragione. Lo vogliamo capire , sì di del globo, e vedete dove vi noi sosterremo e grideremo sempre ria ove devesi bilanciar tutto se che fuggi- (ino a soggiorno delle di terreni secondo le regole della meccanica agraria un Fran- Avete capito, o Lettore?!.. Fate l'applicazione pratica nei libri scrivere , po- di nò scrivere, cose non possono a questo attività. questi principii e verità agli altri paesi trovate in agricol- ad imitazione degli Inglesi, recheran- «•vivono tranquillamente colle rendite « spula- , Ovest, non farà serii progressi la loro intelligenza e le loro chec- ; bisogno incatena, non è forse evidente, il proprietarii i che toledando quali non sanno spesso nò leggere « « libri maggior parte delle terre stanno nelle mani i sono valentissimo chimico MALAGUTi,e quando « il critici, i , vera buona la non già nei e deficit tempo a In questi terreni calcari per eccellenza e (1). In vero di riconoscere necessità la ritirata il I grano nel granaio, ed han- o no ? E per giungere a questo — 37 — molto secchi abbondano utili alle api Thymus , tra le quali capitatus, più di Thymus Zygìs, il remo per qui abbiamo dato camminare e senza : a noi stessi medesime, accenneremo suolo, e porremo termine reni. Dall'avvallamento contrade le principali le particolarità del sotto- alle nostre osservazioni sui ter- o canale, che dir volete, fino dove lati, a dritta e a sinistra si possono cavare cantine e grotte anno vidi del Sig. più gallerie per conservare reali, biade, legumi, vicino Napoli fichi, il tal che vi le stanze pane siccome un il si mandorli, ed , ; e cavano grotte ampie a vino, e sopra a Posilipo , ed anche i assai D. Ferdinando Cafiero presso Canosa nel suddetto tufo come , per fabbricare e cuocere nel feudo tutti rinvengono estesissimi ed profondi banchi o depositi di tufo calcareo, di sotterranee di più altra volta, ri- stiamo noi; e da questo punto più in sopra e per si il Thymus Acynos ed fin campagne che percorremmo corderemo solamente delle tanto natura superGciale del terreno. Fa- alla altrettanto pel sottosuolo le stesse il Noi labiate sommamente distinguono si altre piante della stessa famiglia. un rapido sguardo piante le a si coltivano ce- E olivi. voi sapete Capodimonte, a Car- dite di Caivano, sotterra sono le grotte, e sopra le colti- vazioni erbacee ed arboree. scopo , è mestieri impadronirci altri, la dimora e i uomo , onde possiamo a profitto nostro e degli lumi delle Scienze Naturali, Lettore mi» nei gabinetti da studio sincerità neh" dunque andando nei campi e metterle carissimo, o \i piace o non vi piace, zione Barletta e lo studio delle loro qualità mercè l'ajoto Da è di scienze è io \i parlo chiaro. una brutta cosa un gran tesoro. : la La presun modestia e la — 38 verso Cauosa o giunge sino uno di il spesso trovale gran deposito di tufo, , alla superficialità del strato di terreno argilloso crosta, trova sto più o giallo, il meno Ed al ritorno Scacchi o è coperto da o da uno strato poco. V'ha il rossigno. Vi si ch'è un poco men a proposito di fossili, in generale che nel tufo dirvi trovano de' grossi e dei che paglino, ed a conghiglie fossili, pregiato dell'altro. debbo il quale puro e a grana legittima, e quello frammi- tufo il , , , quale parleremo da qui a della tufo bianco suolo calcare il di belli. in Napoli l' Canosa soventi volte se ne Nel 1844 offersi al ivi ne comprai uno, Signore Professore che accettò volentieri. Se amate notizie detta- , gliate su questa branca scientifica , consultate le opere del Signor Abate Giuseppe Maria Giovene, da Molfetta tutti gli altri nostri Professori viventi, i , e di quali dottamente ne trattarono nei loro pregiati lavori di Geologia e Paleontologia ; Scacchi, Costa ed altri: e de' trapassati Cagnazzi Pilla, Tondi ec. tete la via di Andria , Se poi, muovendo da Barletta, bat- ec. , invece di tufo rinvenite carbonato calcare a grana fina, bella e lucida, ed a superficie piuttosto liscia. Vien desso chiamato pietra viva e serve alla fabbrica delle case e di altri edifizii, allo stesso si adopera Ora tufo. il La calce , che se ne ottiene è ottima. è utile (per la più facile riconoscenza delle varie trade delle campagne barulensi) detto, zioni modo che , il dirvi che il petraro, così trovasi lungo la via di Andria per varie cominciando dal casino questa Città ; di Binetli e con- dirama- procedendo verso e le così dette tufare per diverse linee rin- vengonsi sulla via di Canosa, dalle vicinanze di Monlallino — 39 — in sopra. Tutte due queste estese contrade sono aride meno l'acqua più o fondità. Talvolta vi che forma la la mente sono si E e trova qualche vena di acqua dolce, fortuna e posseggono. , salmastra s'incontra a moltissima pro- la ricchezza di quelle masserie che questo fatto mi sembra provenire facil- dal perchè le acque sotterranee di quei luoghi (che meno più fortunali) scorrono per strati terrestri i carichi di sostanze saline. Avendo finora parlato della na- non che tura de' terreni arabili e loro diversa profondità, del sottosuolo nelle contrade le più elevate; è mestieri te- nervi parola quasi tutti di quell'altro si rinviene in terreni messi piuttosto in piano. Chiamasi co- i munemente sottosuolo che crosta, come poc'anzi vi dissi, ed abbonda da per ogni dove. Essa in sostanza non è che un carbonato calcare alquanto impuro, perchè dà segni de' caratteri mar- Ve n'ha degli nosi, ed il suo colore è biancastro sporco. strati piuttosto friabili , che sono facili a cavarsi anche colla zappa; e ve n'ha di quelli così duri, eh' è necessario adoperare un forte piccone maneggiato da polso fermo. Di tutti gli strali quasi in tutti i di terra arabile meno secondo , cari , di crosta quelli luòghi. La più duri crosta rinviensi alla profondità la i due palmi, poco più o di conformazione geologica degli che le correnti parziali delle strati cal- acque nei diversi luo- ghi col tempo vi deposero. Si è nella crosta che formelle o fosse, che dir piantano mente lo strato e degli scarsi o copiosi depositi di terreno argilloso- siliceo le trovano si dopo i si vogliano, novelli vigneti. In essa si le radici degli alberi fruttiferi si cavano nelle quali si abbarbicano potentee delle viti , le quali — 40 — producono quei vini neri, robusti, e generosi, e che sono conosciuti realmente da tutto mondo, sono ormai parec- il chi anni, per cagione della infausta malattia delle uve. Io non ho per ora esperimenti ed re, se silicati di i potassa chimiche per sape- analisi (di cui si diletta la vite dalla sua adolescenza in poi, secondo gli studii pratici de' moderni Agronomi) esistano copiosamente se, dopo cavate tralci, per le fosse le in natura nella crosta; o vigne, e quindi piantati i succedendo necessariamente tosuolo col terreno coltivabile, la mescolanza del sot- sudetti silicati sotto l'a- i zione della calce, eh' è nella crosta, siano messi in libertà col tempo dall' argilla sciolti dalle acque, nella quale erano rinchiusi , giungano sino alle radici e , quindi delle viti traversando un terreno reso sufficientemente soffice e sciolto, mediante l'antecedente cavamento, la mescolanza delle terre, « le ulteriori e chaux coltivazioni? « Suivant Liebig en accélérant agirait surtout « silicates alumineux et alcalins , et la , la déségrégalion des en mettant ainsi à la « portée des racines les principes alcalins, indispensables « au commencement d'une nouvelle végétation. Ilestcer- « tain, d'après Fuchs « sous l'iufluence ce gilè, elle s'y que « cette argile role. Sicché la et la renferme à Agronomo , lorsque de l'humidité combine, combiuaison est « cette ottimo , e gran , la chaux vive reste en contact avee de l'ar- qu'un des effels principaux de mise en liberto des l'état Chimico de alcalis silicates. » Girardin riferisce le anzidette mia proposta, lamia dimanda, il que pa- mio dub- bio, non sembra senza fondamento. Una pratica piuttosto lodevole è messa in uso nei novelli vigneti di Barletta: ed — 41 — eccola. Nel verno terreno sciolto si pongono si in tralci: i primavera nel affidano poponi e fagioli, senz'altro soc- corso che quello della scarsa pioggia estiva. denti ricolti sono copiosi corrispon- I ed eccellenti. D'onde ciò pro- viene? Mille ragioni fisiche e chimiche militano a favore di re, questo bel fatto. iì farvi notare Non vi parrà intanto discaro, che nel cavamento della o Letto- crosta, spesso ac- cadono disgrazie in persona dei contadini che hanno tura di buttar sangue dalla bocca. così duro , cavato da quattro Ed in sven- la vero un terreno a sei palmi da un campa- gnuolo a gambe aperte sulla fossa, e tutto grondante di sudore nel mese di agosto, dev'essere causa sufficiente da far perdere la vita a chi non abbia petto forte e polso so- stenuto sotto un'ardente canicola col capo chino per più Fatevi ore di seguito. quei poveri vignaiuoli ne quotidiano per contemplare a . ! . . zioni sulle diverse qualità , a tal proposito cordo bene se nel presso Barletta si , ! ! il di pa- Passiamo Pria di por fine alle osserva- di terreni ciò che 1843 o mi nel , mi lusinga fu dato vedere 1844. Nella , villa il nar- non riBonelli cavava un pozzo bastantemente profon- do. Ivi mi avvicinai per osservarne quale ammonticchiato, com'è friva qualità diverse : il terreno cavato. solito in simili casi, cioè eravi il care umida e ammollita di come Il ne of- terreno arabile mesco- lato alla crosta friabile secca: la crosta dura: na calcare carica posizione loro rispettive famiglie le avanti a tanto dolore rarvi la e vedrete quanto lor costi , la pasta : una terra cal- una specie di mar- rognoni calcari e di ossido metallico perciò era rossastra e giallognola: una ghiaja grossolana ed 6 — 42 — un'altra fina, e la prima di queste due era sommamente carica di conchiglie, di elici, e di frantumi di creta: final- mente una marna assai argillosa così compatta e a grana tanto fina e gentile, che sembrava una vera argilla pura; un colore verdastro chiaro essa aveva in tanto di e strisciato di tanto vene rosse, che alludevano senza dubbio alla presenza di qualche ossido di ferro. La saggiai cogli acidi che vi produssero una effervescenza alquanto pronunziata. Tutte queste terre erano confusamente ammonticchiate, e ne raccolsi taluni Avrei voluto scendere abbasso saggi. pozzo per osservare con più esattezza e da vicino strati ; onde notare ne graduata più sotto strato. , i diversi loro giacitura, vedere la disposizio- la de' diversi terreni, cioè e finalmente segnare chi più sopra e chi la spessezza di ciascuno La qual cosa avrebbe formato un complesso tizie positive sulla natura nelle parti più ime al e situazione di quel suolo, in di no- di quei materiali rapporto all'influen- za che essi terreni eserciterebbero sulle radici delle varie piante arboree. di Ma non potei ciò eseguire per mancanza mezzi opportuni onde scendere nel pozzo senza pericolo alcuno. Questi cenni sulla natura di quei terreni inferiori io ho voluto esporvi, potessero i meglio, perchè spero col tempo alla medesimi richiamare l'attenzione di coloro che occupandosi di Geologia, siano per dare lumi soddisfacenti non solo dal puro agrario per lato in quelle contrade. ; cioè ma particolarmente grande delle piante arboree Abbiamo dunque punti che da principio trattare scientifico, la coltivazione in esauriti due de' tre promettemmo dover brevemente uno sguardo sulla posizione topografica delle — 43 — campagne di Barletta, e l'altro sulla mi avete onorato giate ; o Lettore , come meglio mi go si perchè , mi ; un pregio feci conoscenze del clima, vale a dire dosi fare in un giorno, nò mediteremo sulle venti anni della sua vita pugliese. in di servirvi si Laonde onoratemi terzo punto, il le quali non poten- un solo anno, è giuoccforza in Città, ed ivi ci ritiriamo , alla trattava di fatti che solamente sopra luo- si possono vedere e studiare. Ora resta da studio due passeg- in ed io grato Quelle passeggiate erano indispen- riuscì. le che compagnia della vostra prima più lunga della seconda la vostra cortesìa sabili, natura de' terreni. Voi chiusi , un in opere di colui nr-nbinetto elio per ben consacrò allo studio del clima compagnia, e domani di vostra sarò pago della compiacenza che avrete alla lettura di libri istruttivi e pieni di dottrina. m.° NOTIZIE SUL CLIMA PUGLIESE , E PRECISAMENTE SU QUELLO DELLA PEUCEZIÀ Eccoci o Lettore , , finalmente a riposare lunghissime passeggiate, delle quali , dopo due prima costa la di cir- ca cinquanta miglia, e la seconda di miglia otto in dieci a un di presso. Non potevamo campagne farne a meno, per avere Ora studieremo uno schizzo delle un tantino clima, non già con osservazioni dirette (poi- il ché a ciò fare, ci di Barletta. vorrebbero non frugando nei lavori di meno di dieci anni un uomo dotto che fa ), ma immenso ono- re alla Provincia di Bari e alla sua patria Molfetta. Inten- — 44 — do parlare dell' immortale Arciprete e Cavaliere Signor Giuseppe Maria giovene , di la un danno cui perdila fu positivo per la Provincia e particolarmente per la gioven- tù che faceva tesoro cio egli Modena era dell' si ; cresceva de' suoi dettati e dei suoi lumi. Accademia delle Scienze della città di e se onorava la sua patria all'Italia. nel secolo Fiorì cominciamenlo del corrente , So- e , non minor lustro ac- decimo ottavo e nel varii scrisse pregiatis- simi lavori agrarii, particolarmente sugli olivi, taluni botanici, ed altri molti quelli i in meteorologia, che sono appunto quali formeranno Y oggetto delle nostre investiga- zioni e studii in questo pacifico gabinetto. Ma voi direte ; che ha che fare Molfetta con Barletta ? Adesso vi servo. In Barletta, per quanto è a mia notizia, nessuno cupato di meteorologia grande ; studio è oc- la più si severo che esige pazienza e costanza pel periodo di lunghi anni. L' Arciprete giovene particolarità si di quello occupò del clima pugliese ed in della Peucezia. Barletta dista da Molfetta quindici in sedici miglia, che fanno una breve di- Queste due Città sono poste presso a poco sullo stanza. stesso grado di varii minuti primi fra loro: e verso tagne non ; vi variato da tità e 14.° di longitudine Tra l'una e l'altra mon- meridiano meno che una non vedete il sono nò fiumi, né laghi, né boschi, né tale a partire dal Città 41.° colla differenza di latitudine settentrionale fertili di Parigi. ineguaglianza di suolo intersecato e vallate e da collinette amene, sulle quali altro che vigneti, mandorleti, e oliveti in quan- quasi tutti in uno slato vegetativo di una grande flo- ridezza, e alternati di tanto in tanto da campi addetti alla — 45 — seminagione. Queste condizioni locali, prese in generale, da Barletta a Molletta, sotto il rapporto della vegetazione in massa delle suindicate piante arboree e di altri vegetabili, esse, io dico, sono per se stesse ad assicu- sufficienti rarvi di un clima quasi del tutto identico, tranne qualche frazione eccezionale rappresentala dai diversi angoli ottusi e dalle larghe curve che tutta la costiera all' occhio mare dar osservatore dell' volesse , il uno sguardo rapido del littorale della Peucezia. grafica marina presenta quale in un legno sopra sulla posizioue topo- Noi dunque possiamo essere sicuri neh" applicare al clima di Barletta tulli meteorologici coli, osservazioni, e studii fatti cal- i per ben venti anni in Molfetla e suoi contorni dal benemerito Giuseppe giovene , poiché carattere nelle la vegetazione è quasi tutta dello stesso campagne che specie particolari delle potessero nei pascoli sassosi rato fica, i ; due Città, tranne forse che sono po- che rinvenir di piante indigene si Co- tra Molfetta e quali, avuto riguardo alla loro posizione topogra- danno indizio di me- qualche specialità, come io desimo osservai sopra luogo nel Maggio 1851, grazie alle cortesie ed amabilità prodigatemi cordialmente da' Signori De Judicibus di Molfetta, amene e ridenti i quali campagne. Che considerazioni generali il mi fecero se aggiungiamo re l' avremo un altro appoggio di in quello moci prima in pre- mol- più a riconosce- identità di carattere nella vegetazione in paesi. Sicché a queste fatto della natura calcarea dominante, tanto nell'agro barulense che fettese, noi visitare quelle massa de' due senza dilungarci maggiormente, proponia- breve quel poco che ne importa di essen- — 46 — principali agenti del clima sulla ziale sapere, cioè i tazione tutta delle campagne prossimativamente dominanti, la la Noi studieremo ap- barulensi. quantità di pioggia annuale, gradazione di temperatura , i venti e qualche altra influenza climaterica speciale che le vigilie uomo vege- di quel dotto raccolsero e registrarono nei suoi lavori; non esclu- se le nostre piccole osservazioni pratiche sopra talune co- comparato se meteorologiche. Egli nel suo prospetto pioggia della Puglia esprime della che bisogua taluni pensieri leggere attentamente e col cuore. Leggiamo, mio caro Lettore, leggiamo. « Il quadro, che io presento al pubbliche dal cielo cade su di una Città posta co , della jìioggia , nel litorale della grande pianura della Puglia, qual' fetla, risultato della osservazione di venti anni ed in si scriva e si pubblichi per Mol- Aito qui ». per poco. Avete letto osservazione di venti anni? tanto pretendiamo che è E le noi in- stampe, pochissimo tempo, una istituzione agraria applicabile a tutte le campagne del Regno di Napoli, un se fosse Abbiamo dimenti- paese tutto monotono e senza varietà! cato quale influenza esercitano come sulle nostre campagne gli Appennini, partendo dal fiume Tronto sino a due Capi di Leuca l'uno e di Sparlivenlo l'altro? Abbiamo messo dimenticanza quanto ne disse dottamente tenore Ci è nella uscito sua Geografia di lenti concittadini relativamente ? Leggete un poco le ? va- campagne di Memorie agrono- miche pubblicate nel Giornale enciclopedico quelle altresì inserite negli Atti Regno scrissero molli alle diverse in Sig. Cavalier botanica del nostro memoria quanto ne ciascuna Provincia il del Regno e del Reale Istituto d'In- — 47 — coraggianiento e vedrete quanto ci è da studiare nelle , come disagevole cosa Provincie, e sia una buona istituzione agraria sere sopra i non e fatti corrispondenti industrie compilare e tes- Regno , poggiata Ignoriamo forse gli del nostro ricco paese e le loro Non ? pel in aria! castelli sVariali prodotti agricoli il è a nostra conoscenza la di- versità specchiata che passa Ira l'influenza del clima sulle coste del Tirreno driatico? e del clima sulle coste dell' quella Abbiamo dimenticato che climi a misura le A- gradazioni di questi due avviciniamo agli Appennini, e vi- ci ceversa, da essi insino al mare? Questi sono studii che si debbono località, e campagne nelle fare non già gazzini serali ove si ne' caffè e fabbricano panni e qualità!! L'Agricoltura vera sta nei campi temente contro l'opinione dei palloni te si studia e si perfeziona ; loro rispettive nelle nelle farmacie, e , ma- di ogni io sostengo for- volanti. dopo e castori nei Là solamen- la esatta conoscenza de' fatti naturali e delle svariate pratiche per ciascuna vincia, allora Non si potrebbe dar cominciamento all'opera. dimenticate che la convenienza di ogni coltura grande e dotto chimico malaguti, tano sia dalle località, bare re Non le stesse una dette e canzoni pur fine il teoriche e che risul- il copiare e ru- teoriche nei libri altrui per scrive- agronomica le mille un freno dice (!!!) sia dalle esigenze industriali e !! : e Canzoni che sono stale e mille volte sino alla noja smodate ed irragionevoli esigenze alla , sempre subordinata a è del nostro carattere istituzione ridette è alle previsioni circostanze che sfuggono commerciali. Pro- se de' toledatori si veramente vogliamo ! Le abbiano il bene — 48 — del nostro paese , cessiamo una volta di sciupar tempo romantiche oltramontane che lettura di quelle tali operacce scompigliano gliata gioventù! ra; ria; mente la e guastano Diamoci il cuore della mal consi- agli studii severi e utili. Agricoltu- Meteorologia; Meccanica; Geografia botanica ed agra- Commercio; Industria; Economia; Tecnologia; Pastori- zia; Veterinaria. Questi no alla sono veri studii utili che forma- i uomini ed arricchiscono gli la società per noi piuttosto utile che un giovine setificio o , di enologia , o di caseificio della cera e del mele, o di quella della ! o anziché consumare gli de' sonetti e delle ridicolaggini dunque una pagne , industria dell' manna, o vigazione, o della coltura dello zafferano, dell' olivo, sarebbe occupasse o di si , Non o della nadi quella anni nella pubblicazione de' paesi stranieri? Per istituzione agraria applicabile alle nostre bisogna prima conoscerle a fondo nei diversi conviene innanzi tutto fare gli studii far camsiti ; comparali sopra cia- scuna pianta e rispettiva coltivazione tra vincie, e quindi riunire tutte le notizie ed le i diverse fatti, Pro- ed esporli poi in un sol corpo di opera scientifica bene ordinala ed esposta in di tutti i modo tale, da essere proprietarii non solo, adottata alla intelligenza ma che in essa opera cia- scun possidente trovi quel complesso di regole agrarie tutte proprie pel suo paese, stesse. Come desime regole per quantunque vorreste voi, per esempio di Terra di Ad rono due condizioni ottenere : 1. a applicare le me- Lavoro, in Puglia ed in Calabria la coltivazione delle viti, e viceversa, vostra impresa? le piante siano le , dunque senza siffatta fallire nella opera occor- viaggiare e studiare per le cani- — 49 — pagne I 2. : a (empo materiale necessario a il amano Y possidenti rispettano ed tutte le cose. indispensabile trascen- dentalismo nelle opere di Scienze Naturali di Agricoltura preferiscono un tantino di ma ; in fatti vedere l'aumento quantitativo del grano nel granajo, dell'olio nella cella oleadelle balle di lana nei magazzini ecc. alle troppo ele- ria, vate osservazioni filosoflche e progetti aereostatici di coloro , quali i somma si un di lusingano sventuratamente che qualsiasi uomo possa creare ed alimentare in lui l'universalità di tutte le dottrine!! ne i possidenti basti fin qui ciò cessità, e scienza. che ho detto: che pensano si vive ! ! ! Ma mi sono dilungato per ne- , meno verrà senza il disinganno Riprendiamo ora in contrario!... delle parole del nostro filo io ragrio- ne trovo contento e soddisfatto nella mia co- Verrà col tempo di coloro il me Ed hanno poiché senza pane non ; dottrina la benemerito Arciprete giove- ne, e poi studieremo quel tanto ch'egli ottenne in venti anni di osservazioni sulla quantità glia. Egli Pu- delle piogge nella dunque, l'Autore, continua a della pioggia su di uri altra Città ancor dire — così: della Puglia , e ma messa in collina, qual'è Altamura, risultato di quattro anni d' osservazione terza Città , glia, essendo ; che e che cade su di di quella non appartiene propriamente per verità negli Irpini, ne per ventura fine e finalmente se , una Pu- però quasi al con- è trovasi situata su di alla un monte nel centro degli Appennini, risultato delle osservazioni di undici anni un tal gliese , amano quadro, dico, se è di può ancora non conoscere una utilità per essere dispiacevole una parte del fisico di la Regione a coloro , i : Puquali un paese poco cono7 — SO — sciuto, e che per altro fu celebre nell' Antichità, e lo è anche a dì nostri (vedremo se a torlo o gione] per la sua aridità osservazioni è necessario si , di Ariano senza dir parola della mia esattezza col , dirò soltanto , metodo , tali , molto e e Don Giovanni Zerella fu Abate Toaldo, da samente conservo qual pegno mandatemi, lui mie con e le le quali gelo- dell' amicizia di un così ce- Ed a fare cosa grata ai Let- lebre e benemerito nostro Socio. ho unito ancora la jtioggia di Teramo Città dell alto tori vi Abbruzzo , dell' , il esattissime mio Amico signor D. ottimo visto Giovene negli l'osservare osservazioni delle frutto Ora che abbiamo il dottor osservazioni essere state prati- le dell'illustre vasi e misure gentilmente va acciocché a possa attaccare quel grado di confidenza che cono Cagnazzi di Allamura anni Ed secchezza. e per qual ra- e della esattezza degli egregii miei amici signor Arcidia- meno cate a ragione, assai , utili bene studii quadro riassunto , Orazio Delfico. , E perchè il sunto giusto si nella Pu- renda giovevole a coloro che non vorranno guardare con noi due e a tutti occhio bieco siffatto è sue osservazioni dì venti anni sulla quantità della pioggia annuale glia Peucezia. per due quanto zelo pone- meteorologici delle , nostro studio agrario, io stimo indispensa- quale osser- bile la lettura di questo passo dell'Autore vava e studiava fenomeni naturali colla massima esattez- za. i Sentiamo che dice: lo ho voluto variamente tormentare, a dir così , quella mia tavola della pioggia di Moi fetta, ed ho voluto calcolare gli anni jo, il ma bensì dal marzo giugno al maggio, e 1 , non incominciando già dal genna- al febbraro, e poi incominciando dal poi finalmente dal settembre all'agosto — 51 — unendovi tare le osservazioni del corrente anno Ed venti anni. i della pioggia ferenze si ed anno , , che e si trova il comple- ci si massime dif- le incontro all' le calcola minime difordinario all' calcolandosi fatti massimo hanno si trovano allora che V anno da gennaro a decembre. In maniera 804 ho trovalo, che calcolandosi l'anno da settembre ad agosto ferenze tra anno 1 prima nella 3o:8:8, della pioggia essere di qual fu l'anno calcolato da settembre iygi al ljg2, ed minimo 10:11:5, quale appunto fu Tanno da set- essere di tembre 1801 ad agosto 1802; mini è di ig:g:3 , e la differenza tra questi ter- differenza di presso sicuramente enorme. All'incontro poi ordinario da gennaro a decembre, il minimo di i3:g:8, La sta. il a due terzi massimo che , da trova essere di 2g:j:4> si i5:g;8.= ciò io voglio inferire è que- L'anno pluviale agronomico doversi incominciare da ad agosto, almeno per bene Teofrasto , e dopo lui lo la Regione Pugliese. Disse hanno ripetuto occorrenti un anno in , vegetazione producono le , la sterilità meteore quella che più influisce alla vegetazione, Ma calcolandosi a questo cioè all' agosto un anno , si la , alla e tra le è la piog- pioggia da settembre differisca dall' altro , e così è facile render in fatti, che la terra nel si meteore conosce in tutta la maggiore estensione, in gione tal volta della sterilità che se modo le meno favorevoli quali più la fecondità agro- tutti gli nomi, che annvs fructificàt non terra. Sono che pare e , nello stile , la differenza tra i quali è di conseguenza intanto settembre gia. il fecondità di 1802 non un anno. avesse voluto dar ra- E pare frutti; vegga nella tavola della pioggia in quell'anno, si trova esservi caduti pollici 18:0:-^ di linea di pioggia, non — 52 — si pensa che di tanta sterilità fosse slata cagione la scarsez- , za della pioggia Dio anderanno arzigogolando e si , 18:0:^ poco sa se vere, poiché finalmente Ma dal medio. quando trova esservi caduti, così come ho detto pollici , ne. poiché erano addetti Fino all' nuovo succhio servarsi un all' , ad entrare in ed a prepararsi, per così dire li , ai frutti del principii di settembre incomincia le semine ed i lavori , a sangue, che Vanno incominciasse dai 23 settembre , desidererei , mico incominciasse piuttosto dai z3 agosto. differenza, cosa questa, la quale si , ma compensano settembre le ad agosto piogge sia può avere — E pur si , il li vero ha una suoi utilissimi da gennaro più, il periodo di otto anni si , la pioggia 148:7:0, e caduta dal nei decembre. e trova essere sensibilis- simo calcolandosi la pioggia da gennajo a decembre. In sommando po- si meno compensarsi mesi susseguenti di settembre, ottobre, novembre, Così ancora anno da poca pioggia il decem- al se si troverà che nell' caduta molta trà pronosticare, che debba pollici se compensazione di pioggia onde ne risulta la minima usi, poiché essendo vero che nell'anno bre che che V anno pluviale agrono- per altro che nell'anno da gennajo a decembre certa e di , e tuli" altro nuovo anno ; né mi anderebbe serve per la fruttificazione del a desiderare ad os- movimento nel barometro certo disturbo, e settembre incominciano fosse an- agricoltura avevano ragio- agosto incominciano gli alberi nuovo anno: verso E gli dal settembre appunto incominciavano tichi nostri Pugliesi e si lo:io:5 ed allora è ben facile riconoscere la causa del male. l'anno, discostano da settembre ad agosto calcola si altre cause, si 1784 al sommando dal 1792 ijgi, al si iygg fatti trovano si hanno — 53 — pollici 146:1:0 , somme sommandosi dal Ij88 dal IJ96 pure gran al i8o3 si presso a poco uguali. al ijg5 si hanno pollici trovano pollici i5o:i:g, fatto differenti. Ma in vece mente, che in ogni quadriennio sogliono i58:j:4> si « somme nep- del periodo anni calcolandosi da settembre ad agosto alzarsi alternativamente, ed abbassarsi E parimenti trova in pieno di otto chiarale piogge a riserva di qualche anomalia. Ecco una picciola tavola delle piogge cadute da settembre ad agosto Da Settembre , divise per cinque quadriennii. )a Settembre oo 03 s — — 56 — Per altro è antica osservazione (continua a dire te che ) , meteore così alle quadriennio in ogni , si il Aba- sig. dà un nuovo tuono dirò ossia, che si faccia un rialzamento, ab- o bassamento; e Plinio avrà voluto ciò indicare, come indicò certamente «. candum il periodo di otto anni, allora che et illud , In di- disse. « tempestates ipsas ardores suos habere easdem non magna « quadrinis annis, et « ratione solis, octonis differenlia reverli vero augeri easdem centesima re- non « volvente se luna ». Il quale passaggio per altro se si legga oggi così come Plinio lo scrisse , ed so certamente è molto oscuro. Sarebbe or a dire del ventipiovolo Pugliese che è l Est appunto, vento che gli viene dalla Grecia ec. ec. Basta ciò per ora. meteorologici del Noi possiamo ritenere sig. Giovene come un zioni climateriche per la Puglia Peucezia. Due seguenze emanano direttamente dalle dotte , di cogni- grandi con- mi- esatte, e nute osservazioni del nostro Autore. La prima la studii siffatti tesoro è si che , necessità di mettere a calcolo la compensazione del mi- nimum e del maximum tra gli stessi anni , fa di pioggia tra i pienamente eco a quanto Conte De Gasparin dice condo le l' illustre nella sua vasta e dottissima teorologia campestre, volume secondo. spakin espone che mesi e differenti la ripartizione Egli, il me- De Ga- de' giorni di pioggia stagioni è cosa che deve formare il se- nostro prin- cipale studio. C'est principalement la réparlilion des jours de pluie selon les saisons osservazione, nella quale Giovene. poco la Ed quii nous faut considérer. Santa si era bene avanzato l'Arciprete in effetti, supposti medesima quantità due paesi, aventi presso a di pioggia annuale ; ed in uno — 57 — di essi ed maximum il minimum il in molti mesi dell'anno; ed annata te distribuita nel corso quello dei mesi e delle stagioni , dell' troverà meglio si condo paese , e particolarmente in rapporto in la fatta materia sotto diversi né del per les menzione né del fa sig. Cagnazzi per Invece fa furono scritte dal cenno : Giovene per sig. la seconda menzione sig. meteorologisti degli altri : , e se tra le Zerella della Socie- quali versi uomini che paesi scrisse di si occuparono Europa, ed sul clima d'Italia; pregiata opera (eh' è ria) la anche Puglia , 1' il la Memo- De Gasparin quali Sghow il i , Cotte, Poitevin, d'Hohbres, Tardy, Kamtz, ed lenti cita prima Città, sig. Memorie Modena, Giovene la né del , delle tà Italiana di Scienze, residente in rie saisons : 4.° Réparlition a Molfetla, ad Altamura, e ad Ariano, fatti fa la terza. D«- 2.° Quantità ioide de pluie animelle : par mois; ed è quivi che l'Autore Francese esperimenti ma non e ripartisce sif- , importanti: cioè 1.° titoli 3.° Réparlition des pluies selon gli De Gaspa- Il sig. distende assai in svariate, dotte, si e brillanti osservazioni di questo genere slribution des pluies diverse alle vegetazione in massa del se- anziché quella del primo. rin all'articolo pioggia des pluies di ne segue, che a parità di cir- di piante coltivate; costanze un altro in totale quantità di pioggia fosse più egualmen- essi paesi la specie mesi di pioggia cadesse in pochissimi altri va- della meteorologia nei di- in ispecialità di Schow era giusto nominare , che nella sua vera Filosofia della Scienza agra- Arciprete Giovene che onorerà eternamente Regno de jours de pluie : di Napoli, l'Italia intera: 5.° Nombre 6.° Réparlition des jours de pluies selon 8 — 58 — ìes bene che saisons (Lettore, riflellele numero al secondo delle piogge tore parla della ripartizione 3.° l'Aule sta- gioni; e adesso parla della riparlizione de giorni di pioggia secondo le stagioni lo : che importa due cose diverse): 7.° Répartition des pluies selon lombée par jour de pluie Des de pluies. vents Groupement des pluies Da quanto abbiamo che non basta calcolare un paese ben vero ; mois: 8.° Quantità d'eau les due sommi Uomini, in questi tutto : 9.° la 1 : 0.° ora rilevato fin' conchiude chiaramente, si quantità di pioggia annuale per la distribuzione medesima della in corso dell'anno, e specialmente di quello agro- il nomico. Ma io vi diceva poc anzi che due grandi conse- guenze emanano dalle osservazioni meteorologiche del Sig. Giovenè. Della prima vi ho il De Sig. ma non sere adulatore (Dio me ne guardi! bo stimare un tanto Uomo. 1' eco che ne Il ) in ciò non voglio es- benvero voglio, e deb- almeno per , gione Pugliese, cominciare dal settembre, e dell' fessare francamente che Toaldo, l' anno seguente. Diceva bene quelli di interminabile e i suoi lumi : , che diceva Sig. Arciprete anno pluviale agronomico dovesse gosto fa l'Autore. Adesso vi fo osservare che Gjovene era sagacissimo, ed Sig. 1' gasparin, gran Fisico e grande Agronomo, che citò l'opera, il fatto notare finire la Re- all'a- ed io debbo conquelli dell' Ahate De Gasparin, di De Candolle, e delsommo Humboldt mi hanno talmente convinto, che ora sono più partigiano del fatto reale e positivo sotto l'occhio, anziché spiego meglio. cominciano Il Sig. gli alberi del vago Abate diceva che ed astratto. fino all' ad entrare in nuovo succhio Mi agosto , ed a — 59 — prepararsi, per così dire, ai frutti del nuovo anno. Noi dob- biamo afferrare, in queste espressioni, lo spirito scienti- dello Scrittore Molfettese fico gia vegetale. e foliifere Voi sapete bene che e miste , tutte , scendenza de'succhi, i meno, nel mese ed il do in tutto allusivo alla tisiolo- , massa tutta zona temperata , si le gemme formano di agosto presso di noi, e rispettando gemme mecché le sempre novella vita della pianta rappresentano piogge non cadono , della di- tra più il consideran- vegetazione della parte centrale della la anno seguente e fiorifere movimento, quali sono in premesso la , quale vita è facile , a tempo cominciamento il co- , della farà più attiva si comprendere il ec- le particolarità cezionali delle varie stagioni e località. Ciò nell' , tempo al , che se o in settembre in agosto le , le piante arboree nutriscono poco, e per di più soffrono, co- me il bambino che si abbia scarso e misero latte della sua madre. Conseguentemente ne risentirà poiché esistente in questo Ed futura raccolta, mese , ma anche per la pianta intera. un'altra pruova di questo fatto sta in ciò, che ordina- riamente, salvi i casi eccezionali, raccolta ne segue una copiosa del peso nel primo anno , , si le gli olivi, le di cui tenere frasche, un anno presso , , ad una scarsa o nulla perchè meglio quello avvenire. Io pubblicai per in la piogge di agosto non servono pel solo frutto le la pianta sgravata nutrisce e fortifica per stampe un articolo surosicchiate dai vermini produssero abbondante frutto in quello ap- che ricompensò largamente Leggetelo, perchè in esso stesso fatto ne riferisce il trovasi la sofferta perdita. a capello quanto su lo nostro Abate , il quale si aveva — 60 — quarantanni circa di studio sugli olivi: e pratico sono studio Continuando dunque a ragionare gemme ed altro come dico , quarantanni di per darne esatto giudizio. sufficienti formazione delle sulla siffatti principii fisiologici , che reggono costantemente in Natura, non cosi facilmente si gustano da tutti lità de'giudizii ; coloro che strisciano sulla superficia- quindi tengono per si perchè non falsi, sol si avverano sempre nei proprii campi, d'onde poi ne nasce il disprezzo e lo sbadiglio, ed in fine lo studio agrario logiche son Ma ! passiamo avanti. Queste cose fisio- ben conosciute. La mia veduta è poiché io miro al mini la frase. E che cosa; tutto si tutt' altro delle produzioni campestri positivo dico in poche parole che diceva benissimo. verso la diffidenza il Sig. , e ; Giovene aveva ragione e , a voler restringere in minimi ter- riduce , secondo me, seguente alla L'anno pluviale agronomico deve contarsi da QUELLA STAGIONE, IN CUI COMINCIA LA VITA DELLA PIANTA CIOÈ LA FORMAZIONE DELLE GEMME PER LE ARHOREE , , E LO AFFIDAMENTO AL TERRENO, O LO SDUCCIAR SPONTANEO E NATURALE delle piante annuali. Questa regola , rigorosamente parlando, dovrebbe adottarsi per ogni specie di pianta in questo tivi modo audremmo all'infinito; ma , ed in termini posi- e senza chimere devesi applicare alle diverse Regioni agrarie, perchè è cosa più facile e che meglio coi fatti patenti e manifesti. Voi, per esempio lo zafferano a coltivare mico per questa luglio a presso ; giugno affinchè : e bene Y pianta, secondo , il o da agosto terreno si avverte sceglierete , anno pluviale agrono- me dovrebbe , a si luglio contarsi da dell' anno ap- trovasse ricco di principii e — 61 — succhi, già elaborati, e necessarii pel vegetabile nel tem- po della piantagione del Sig. Cavalier bulbo ed Tenore rizòma il de' suoi bulbi solidi , tengono il , i quali dimezzo per lo che io ne ho visto : , tra al dire fatti i vero il , che sono verissimi. Altri intanto direbbe che per questa pianta l'anno pluviale agronomico dovrebbe contarsi più presto; più tardi. M'importa poco. L'essenziale altri sommamente principio Sig. Arciprete vuole che e computalo adattato per Regione agraria la filosofico e sotto una il di 1' si anno pluviale agronomico più convenientemente sia possibile uno o più paesi che fossero situati E quello indicato da lui è precisamente per la Puglia alle il generale a un tempo del medesima zona climaterica e vegetativa. verentemente eco è che sue filosofiche vedute : ; ed io fo riconciosiachè in Puglia l'acqua copiosa in agosto o in settembre è utilissima, sia che vogliate riguardarla per borea degli alberi reali fruttiferi, sia biade, e legumi , gliono il , come la vegetazione ar- per quella erbacea dei ce- quelli che ben preparato vo- terreno e fisicamente e chimicamente mediante calorico, l'acqua , ed i lavori, il in virtù de' quali elementi possa la Natura col tempo necessario operare nelle sue viscere e quindi renderlo adatto alla seminagione in otto- bre : e ciò mente si ottiene appunto quando piove abbondante- o in settembre. Dai specchietti antece- in agosto denti, che avete visti distribuiti in cinque quadriennii, ri- sulterebbe per media una quantità di pollici 19. 0. 6. di pioggia mendosi all' anno , siccome Io stesso Sig. Abate dice, espri- nei seguenti termini : — 62 — Questa pioggia di pollici o.~ ig. cade su di giorni per risultalo medio in ciascun anno y6 ni piovosi sono così distribuiti . . . 1J . / / Autunno poiché dividendosi . . . In venti anni tavola che vi in seguito sere di esatte ^6 si hanno per quola somma media di un gior- nella , , si sa , 1784 di pioggia 1803) al , e nel contano si mese mar- di il marzi sei mese appresso , , de' quali ven- scarsi sopra e troviamo nove aprili nove, quello del diede perfetto zero. Seguono sette maggi con che linee quello del 1802 portò con poche linee il 1787, il se ne il linee, sopra venti, e fra es- zero. Di venti anni, sedici lugli di pioggia, e di questi si stesso piede, dei quali Del settembre po- acqua, dei quali uno presenta zero, e fu di 1796. Dodici giugni con poche zero, cioè Di Peucezia Ira Molfella e Barletta. con poche linee di pioggia si, vede nella che sempre l'acqua non manca; quindi non Vediamo 1803 si bene quanto dirò primavera all'autunno es- dalla deve meravigliare se abbiamo ti. come rileva si , sopra venti annate (dal marzi con poche linee sei una pioggia per Mol fetta. di , osservazioni ho dimostrala sulla pioggia scarsa fatti, zo , che è V islesso 25 . 6. per ig. o. ziente tre linee, questa dee dirsi , e questi gior- , q3 Estate no piovoso, in : Inverno Primavera E Molfetta 1790, ed il contano tre collo 1798. Dieci agosti sullo uno solo senza pioggia, e fu contano dodici con poche linee il di 1802= acqua. — 63 — Ci troviamo tibonda , ai conti, cioè che la stato è quasi sempre si- cominciando progressivamente dalla decadenza comiociamento della primavera fino ne annate eccezionali le pioggia, al come accadde , in cui dell' cadono parecchi nel 1792; in cui gno, luglio, ed agosto diedero Giugno autunao; tran- la i tre pioggia così pollici di mesi : di giu- — 64 — ma co lo stesso fenomeno; mento progressivo da una stagione in senso inverso, cioè l'au- e la diminuzione progressiva dell'acqua all'altra, con qualche annata eccezionale secca nel verno. Così per esempio in venti anni abbiamo queste eccezioni : 1789 nel il mese gennaio diede un- di 1796 dici linee e quattro dodicesimi di acqua; nel Due naio diede zero. il gen- gennai secchi sopra venti anni. Dei febbrari poi se ne contano sette quasi asciutti in venti annate. E finalmente quattro dicembri scarsi a pioggia nello stesso periodo di tempo. Giova in ultimo avvertire che bilancian- do ne tutte le venti annate fra loro, tranne qualche ecceziosi , trova una meno, che dà sta i calcoli la quale compensazione tra tal media dei pollici più ed più dominanti e sulla natura de' venti che hanno maggiore influenza sulla vegetazione in massa delle campagne di Barletta. vendomi della Puglia Peucezia espressione stessa dirò dapprima che , il il della pioggia Sud-Est: ed Cosicché volendosi calcolare metrico , nel maximum dell' atmosfera e nel , il il , Compa- Nord-Est : il vento Est-Sud-Est esattamente minimum ser- ventipiovolo della il ed anche apportalor di neve. vento Est-Nord-Est: E nostro Scrittore del vento Est è gni gli sono nella scarica dazioni il ed osservazioni del solerle nostro Abate. Ora possiamo accennare qualche cosetta i il 19 e 6 dodicesimi giu- , le diverse gra- dello stato igro- converrebbe tener conto della maggiore o minore veemenza dei cinque suindicati venti che soffiassero nel momento delle osservazioni o che aves, sero soffiato poco tempo innanzi , più o meno vaporosi o nuvolosi. Così, io dico, potrà l'osservatore in un giorno — 65 — qualunque, nelle ore matutine, per esempio, notare to Nord-Nord-Ovest, il ven- quale è secco e salutare sull'agro il barulense, e intanto avvertirà qualche gradazione igrome- gradazione che trica nell'atmosfera: pomeridiane a misura che sarà cessato ed avrà preso piede Sud-Est il , accrescerà nelle ore si Nord-Nord-Ovest, il siccome ordinariamente accade in quella plaga. Se egli dunque, V osservatore, conoscerà che uno l'Est, o detti il vento del giorno antecedente sarà stato degli altri compagni, innanzi suoi quattro renderà facilmente ragione a se stesso della causa , produttrice dei vapori nell'atmosfera, i quali, oltre quelli provenienti dalle esalazioni terrestri del luogo mente vengono procedendo pennini; dalla regione orientale associano ad marittima. Essi e Puglia, urtano contro gli ai contini della ivi si copiosa- , altri vapori, e ricalcitrando, ad- diventano più gravidi di prima, e apportano pioggia. Sud del e del Sud-Ovest al Ap- I venti contrario imperversando sulla Puglia, trovano una libera uscita sull'Adriatico, ed è facile di che siano apportatori di pioggia sulle coste Corfù e su quelle Sud-Est da clina vosi. altresì di molto il il è vicina. ma Il il Sud e Sud-Ovest, il assai caldi, e di essi quale quando soffia nella ma vento se s'in- Vapo- raramente pio- due a preferenza il primavera indurisce terreno argilloso a danno delle piante erbacee ed in ispecie estivi, dell' isola all'Est, cangiasi in ventipiovolo. Benvero sono Sud-Ovest, che raramente apporta pioggia, se solo un poco più rosi sono di terraferma 1' de' seminati di grano: se poi incalza nei mesi non solo dissecca maggiormente il terreno, danneggia e piante erbacee e piante arboree , 9 di tal ma che — 66 — gli alberi fruttiferi soffrono danni positivi, siccome vi ac- cennai quando osservavamo campagne barulensi ben vi ricordate , procedendo da Canosa a Barletta, se nella prima passeggiata. Ed debbo assicurarvi che nel 1841 o nel mese nel 1844) di luglio , della sua sterminata disseccati i pampani, posizione topografica delle la un anno in non ricordo quale se vento Sud-Ovest fu così potente il che osservai influenza i ( io posso, e tralci dopo parecchi giorni in taluni vigneti , e , , i grappoli delle non solo viti , ma anche buona parie del loro tronco, lo che fu doloroso senza dubbio a vedersi. la sua to che venendo le campagne , o di montagne al 11 vento Nord è potente assai veemenza tanto maggiormente che ne potessero infrangere Nord, e precisamente quando co di neve che devesi ratura nell' un il il Il tratto la forza. Si monte Gargano massimo abbassamento atmosfera barulense. e di boschi ostacolo alcuno vi trovando , avverte, in quan- dall'Adriatico, colpisce tutto a non , si di è è cari- tempe- vento Est e quello di Est-Nord-Est anche sono freddi, particolarmente nel verno, ma non raggiungono l'intensità prodotta dal Nord. Le nevi sono piuttosto rare, e nelle annate di abbondanza ne- vosa (che sono rarissime in un dato periodo di molti anni), esse non e assai za. Le si elevano al di là di due palmi , e la loro durata breve siccome mi ricordo sin dalla mia fanciullezgelate sono frequenti , ed accresciute nella loro tempestività, per così dire, dalla vicinanza del più dal primo), quando gano e del monte Vulture (e spirano dalla direzione di uno di essi due, uh monte Gari venti che fossero an- cora coperti di neve nel mese di marzo in una qualche an- — 67 — La grandine nata straordinaria. talvolta e con veemenza. Cade a zona più o tando do l' la danni che la mandorleti mi ricor- tenera età. Sulla quale direzione dall'Ovest al- fin dalla reali larga, frequen- direzione dall'Ovest all'Est, per quanto Est più frequente no e cade nella state, meno , io , richiamo 1' attenzione dei Fisici. I grandine apporta agli oliveti, ai vigneti, e ai sono gravissimi. La brina è frequente nel ver- talvolta in primavera; ed allora le seminagioni de' ce- e sentono dei legumi, specialmente quelle de' secondi tristi effetti. La rugiada (corrottamente , ri- detta dai contadini acquàra) è copiosa e quasi perenne, dalla prima- vera all'autunno; ed è questa la ragione per cui, ad onta della secchezza del clima in generale, la vegetazione, ec- cettuata quella de' siti elevati ed estremamente calcari, non è tanto rattristata come se mai la potrebbe immaginare chi visitò siffatti luoghi. Io posso affermare sulla fede che sin dalla età mi ricordo bene come di anni dieci mia, i vi- gneti in settembre e in ottobre sono carichi di rugiada, le sparse su pei grappoli e su i pampani, rappresentano tante piccole perle a traverso i di cui goccioline copiose , raggi solari. Oltre a ciò, nel mese di maggio, quando ho traversate frequenti volte le praterie dell' Ofanto, ed minati di grano e di legumi per la raccolta i se- delle piante spontanee, ne sono uscito sempre bagnalo dai piedi sino al petto. Nel mese cerche delle piante della fiumara, sei sino alle gravato da mi di giugno, luglio, ed agosto per alla si le ri- contrada delle paludi e a quella bagnavano talmente nove del mattino forti rappigli e da , le gambe, che spesso sono altri malanni. E slato dalle ag- queste co- — 68 — nosceuze pratiche , da maggio dieci anni di ricerche compensazione ziale evaporazione nebhia di cui , vi rugiada e copiosa la poggiano sopra , Vi è dunque una par- di studio. e tra vi è assai rara ad agosto forte la terrò parola da qui a poco. La ed appena nel periodo di parecchi , anni se ne conta qualcuna piuttosto densa (lo che ha luo- go nelle annate marzo eccezionali): , rezione di Nord-Est ne mi ; circa non vi si Sud-Ovest, verso al ed era così densa che , alla distanza distinguevano , al mese di propriamente dalla di- e , 1840 nel così ne venne una dal mare più ore le 23 italia- duecento pal- di molti bastimenti i mercantili chs erano nella rada pel carico de' cereali. In- vase le campagne, dileguarsi. lo ripelo , le ore 24 cominciò a italiane Nel giorno appresso vi fu cangiamento atmo- dopo sferico, e e verso tre o quattro giorni cadde pioggia. la questa meteora è rarissima. Vi ho Ma , parlato in- tanto più avanti del massàio freddo: ora vi dirò del mas- simo caldo. La temperatura Sud e dal Sud-Ovest. E la più elevata proviene dal se a questo caldo si riverberazione bruciante dei terreni calcari, to è' forte l'influenza della estivi sulla vegetazione si aggiunge la vedrà quan- temperatura elevata nei mesi delle piante coltivate e di quelle indigene. Incipit ex ilio montes Apulia notos Ostentare mihi quos torret Atabulus. Che se alla rarità delle temperatura assai calda piogge nei mesi estivi si associa (Lingua la solita sizienlc d' appu~ — 69 — Cagna), la sottoposti rulense si i riconoscerà di leggieri a che sofferenza sono vegetabili. E tutte queste notizie sul clima ba- ed inclusivamente della Peucezia, , dottor D. Galileo Pallotta sulla Puglia qualche eccezionalità de' speciali state precisamente sotto vello , il siti. Gargano le trovate quasi Memoria del tutto identiche nella pregiatissima Dauuia tranne ; Se, per esempio, o sopra monte Col , > notate senza dubbio qualche particolarità d'influen- da quella che za climaterica alquanto diversa sull'Adriatico lungo il che soprastà avverte si littorale tra Barletta e Molfctta. In- abbiamo tanto restringiamo quel poco che sul clima alle campagne fin' ora studiato di Barletta; e mettetemi che nel miglior modo approssimativo formolassi nei seguenti termini per- io ve lo : clima delle campagne barulensi è assai ventilato, co- Il me scritta dal quello degli altri paesi di Puglia né boschi perchè non vi sono né montagne. Dalla primavera , estremamente secco a piuttosto , tal all' autunno è segno, che nelle an- nate straordinarie (contatene sei sopra dieci) ben va detto per la state quanto segue Les cieux par Et E se la terre : Dieu fermès trois mois sans pluie cadono piogge nei mesi sima, sì che per ciprete per la V influenza mancanza devenus d'airain et caldi del vento, , la si et evaporazione è mas-* per quella del sole di boscaglie positive ed estese. Giovene ben dice quando si , sans rosk. , L'ar- esprime con queste- — 70 — parole sulla distribuzione della pioggia in Puglia te il corso nella pioggia della Puglia si rò bene lo sia sparin quando tratta ; e noi Nord dell' l'on riy trouve Plus iard : la solution mes que présenlent les dité de l'air, et dans , dopo che l'évaporation , car l'évaporation de la chaleur E condamnent le On début: mcnt; aprcs sept jours, pour étre la plus part des elle ed osservazioni , sog- mar- premier jour. quand la ter- du quart de de plus diminue conslam- elle nest plus que le scptième. Bien- la terre se desséchant ì elle devient presque inapprécìa- Dès le a 24-° dans die aussi est de l'humi- volt avec quelle rapidité le l'évaporation d'une surface aqueuse; ble. , altrove dice. L'évapora- re est compléiement imbibée, elle est tòt des problè- Parlando poi della evaporazione detti. au de'quali nous ne doutons pas que tanti belli calcoli giunge con questi uno trop essenliel en agricullure de meteorologie. della terra , les cffels auquel l'oubli de Ga- dice delle cose passi, d'une grande partie de son agitation. un phénomène , Il sig. quand nous aurons de bonnes , climats une synthèse qui combine trailés distribuita, e di- Europa. della evaporazione séries d'observations de ce genre laissé mal meditiamo sopra diversi è così concepito tion est sia clie è, dirò che è distribuita all'inverso di quello che se in Francia, e nel brillanti duran- , dell'anno. Quello, così egli, che vi è di male à la huit jours deuxième jour le , avec cetle temperature (23.° mois d'Aoilt) la conche supérieure profondeur de 2 a 3 millimèlres , Ics est sè- ; au bout de plantes qui ne s'enfonccnt pas à plus d'un décimètre commencent à souffrir menls. Questa è la , et récìamcnt des arrose- vera condizione della Puglia. E quan- —n — tunque vi è una certa compensazione terrestre delle sue campagne tra la e la quantità evaporazione di rugiada cade nella notte avanzata, da primavera ad autunno , che ciò nondimeno conviene ricordarci quel tanto che emerge dalla meteorologia del sig. de Gasparin: cioè che non ba- sta la quantità della pioggia in pari una tenue evaporazione. porazione e poca pioggia , un paese, è necessaria del Ma in Puglia vi è assai eva- o per meglio dire col vene, vi è mal distribuita, ecco perchè gli effetti del ben vi fosse razione ne porterebbe terait sur la répartition se ). rulensi il , avvertono assai si la pioggia ad onta di ciò sempre la evapo- il primato. (L'évaporation l'empor- de la pluie Riprendendo adesso sul riepilogo del ra , il direbbe un france- ì della esposizione dei fatti filo quadro climaterico campagne ba- delle imprendo a dire che dall'autunno clima è mediocremente piovoso accada nel corso di lunghi anni strabocchevole sia Gio- Ed ancorché caldo e della siccità. distribuita sig. , ( alla primave- quantunque spesso che in parecchie annate, la quantità dell'acqua per queste tre stagioni), e la serenità talvolta vi è alquanto dominante; maniera che, o in la siccità è prolungata in autunno, ed allora s'incontrano difficoltà per eseguire le seminagioni, o se sono già eseguite, germe egualmente, me: o tal la mancanza non lutti i semi metton fuori loro e nascono quindi piante stentale e gradi pioggia si prolunga nel verno, ed io caso in taluni terreni sostanziosi i seminati cestiscono sotterra senza soffrire, ed in altri sterili cominciano a intisichire verno il con foglie giallognole alle loro estremità. freddo è piuttosto assai sensibile ? tanto per Nel l' a- — 72 — zione dei venti dominanti dell'Est e del Nord, quanto per la irradiazione notturna del calorico terrestre tanto più influente quanto che il a danno , economia vegetale dell' da una parte, e dall'altra servono ed è risaputo gillosi: lavoro nei terreni ar- di tempi che sin dagli antichi sono più o meno tristi secondo loro ef- i le località, le influen- ze de' venti, e l'azione del sole debole, meno se- ritenersi gelate, di breve durala, non sono sempre dannose le fetti in , cielo è soventi volte, in quella stagione reno, e poco o niente vaporoso. Benché però è da che quale è la o intensa. feno- Il in Puglia sulla irradiazione terrestre vorrebb' essere più direttamente studiato dai Fisici sotto località in il rapporto della una Regione sufficientemente piana. Secondo le osservazioni scrupolose del nostro Autore sig. Giovene, massimo abbassamento a 7.° sotto zero di di Réaumur. Però 7.° è rarissimo nelle il annate di eccezione, come accadde tra cui le campagne, ed 1787 dal gelo; ed lido di il e 1788, som- furono mare in fu gre- di moltissimi e svariali pesci semivivi [cernie, denti- mito sarghi, seppie ec), che galleggiando in ogni punto, fu- ci, rono tor il in particolarità gli olivi, mamente danneggiate il temperatura giunge da 1.° sino tutti presi a sollievo de' Pallotta nella sua utile poveri pescatori. Memoria Il sig. Daunia ripor- sulla ta quanto segue: La massima fredda temperatura è mur ma , tutti gli nersi dell' ciò ha brevissima durata , né poi si In- Réau- di 2.° e 3.° sotto zero del termometro di verno dot- avvera in anni, anzi nel generale poche volle arriva a soste- a zero. Nella state poi volle soffocante , allorché il caldo spirano i è eccessivo venti del , Sud e più e del — 73 — Sud-Ovest. In venti anni di osservazioni termometriche Giovene ha trovato che sig. te nella Peucezia 25.° e specialmente a Molfetta , 33.° del Réaumur. al ( teva fuori l'ordinario ed Pallotta Il suindicata nella sua stessa sole bat- il termometro il un quarto d'ora segnò 34.° 1/2). in lileo pose allora : arriva dal , Egli in un anno nel mese di all'ombra, mentre febbraro vide segnare 11. della sta- massimo caldo il il al sole , dottor D. Ga- Memoria sulla Puglia Daunia, parlando del gran caldo di quella Provincia , dice così : massimo calore // ge ai gradi ventolto por di , di queste allo studio line il paragone tra , e che modo non Il quantità di pioggia anpaesi di meno di la , ove la ma , che solamente abbiamo per il per esempio cadono annualmente ta dall'esatto condo qual- vi è Jo innanzi visto. la mal di- Però bi- evaporazione della de' paesi di Pu- Euro- quantità di pioggia annuale è minore di quella ne che ora qui dodicesimi a difendere in maggiore che non è quella di Molfetta. Così a Parigi taluni imprende sogna notare ed osservare che , di Puglia, col dire che la quantità di pioggia in stribuita, siccome pa per- , altri è tanto scarsa glia è assai conoscenze trovando che su di questi ne cade quella che cade a Molfetta essa utili la nuale sopra Molfetta e quella Europa Prima réaumuriani. , nostro Arciprete Giove- mettetemi una osservazione. ne facendo della stagione estiva giun- più trenta al io mi servo il nostro Arciprete dice che pollici 16: 1: 6 (badate be- della stessa misura adotta- osservatore sig. Giovene, in pollici, linee, e di lince, per non spezzare suo linguaggio ; il filo delle idee se- ben inteso però che la 10 sudetta — 74 — misura potremo ben ridurla a millimetri secondo sag- il gio e dotto sistema dei moderni Fisici e Meteorologisti) di pioggia , quale è inferiore a quella di Molfetta rappre- la sentata da pollici 19.0.6 e da questo fatto vorrebbe de- : durre non doversi considerare la Puglia tanto povera di pioggia quanto tare che gia per altri se la non basta mettere un paese stribuzione ( Arciprete e nel corso , come conviene lo ha dettato ; golfi, larghi , ; più sua di- il nostro de Gasparin lo stesso la vicinanza de' gradi di latitudine i altresì studiare la l'aveva studiata dell'anno e delle stagioni qua, cioè laghi, , ma a calcolo la quantità di piog- come dottamente massima e minima schi immaginasse. Noi facciamo no- la ) evaporazione grandi bacini di ac- fiumi ec. ; montagne, le i bo- quelli di elevazione dal livello del mare, ed altre svariate circostanze locali, che bisogna tutte calcolare. Così sito riferisce il sig. de Gasparin su questo propo- quanto segue sulla distribuzione geografica delle piogge in Europa, e trova le medie seguenti: millimetri 1136 Italia al nord degli Appennini Italia al sud degli Appennini , e nella Francia 874 meridionale Francia settentrionale Questo vene la to fatto coincide e Alemagna. che cade a Molfetta al . della Francia , 650 . bene con quanto diceva Ira la quantità di pioggia Nord . il sig. Gio- che cade a Parigi e quel- poiché Parigi si avvicina mol- e Molfetta non dista gran trat- — 75 — to dal Sud degli Appennini. Ma nostro valente il evaporazione che ha ciprete dimenticava forse la grande luogo in Puglia sotto Nord del dità della un Cielo puro Francia E pre vaporoso e brumeux ? ove , , il e la soverchia umi- Cielo è quasi sem- aggiungiamo che Mol- se grado 41.° di latitudine e Parigi quasi all'e- fetta sta sul stremità settentrionale del grado 48.°, mente che l'eccedente Parigi la di Ar- della pioggia di non è gran , vedremo chiara- MolfeUa su quel- , in favore della vegetazione fatto riguardata dalla parte erbacea, ben vero dalla parte legnosa e conseguentemente o Lettore arbustiva. Pare che basti fin qui quel poco che abbiamo potuto studiare sulle , campagne di Barletta e sul clima è avanzata , anche voi al po sono le par di che lor me sentiate il lo studio nei libri de' Classici. ritorno a Napoli; e perchè il domina. L'ora vi due dopo mezza notte , penso che e bisogno di riposare, do- Domani muoveremo cammino di quattro pel giorni (strada di ferro dove sei?!) non ci aunojasse, noi percor- reremo questo catalogo, che avete sott'occhio piante che io ho raccolte nell'agro barulense di tutte le , , un pò volta, nel periodo di anni dieci, contali e numerali, 1837 la come 1847. Faremo le nostre osservazioni sopra quelle specie che crederemo le per lo innanzi vi accennai, dal al più rimarchevoli; ed ancorché saremo per cadere in errore, noi prometteremo a noi stessi di rettificare con ulteriori studii che luogo. Però sotto qual il , il tutto speriamo eseguire col tempo sopra parlando delle campagne in generale , tanto rapporto botanico quanto sotto quello agrario, per siasi paese del globo , cercheremo di scolpire nella — 76 — memoria nostra le relazioni tra egli dice, le i memorande parole di de comme pour les plantes spontanées: entre les limites changent, suivant ne direction dans tót que d'autres La ples. ces les plaines ou , eie. etc. Il serait cause en Candolle sul- limiti delle piante coltivate. // arriveici, est les rélalions quon examìne une certaines certai- montagnes , plu- exem- aisé de multiplier ces toujours dans la variété des circostan- de chaleur, froid, humidilé, sécheresse, convenances loca- les agricoles, etc. tures ni , données tendo , qui influent sur les limites. Cest un aver- pour nepasjuger facilement des climatspar tissement du sur succès probable des cultures les climats. ed ora osservando mo lungo ove , il cammino i fatti noi , dopo avere ringraziata , or discu- naturali che incontrere- giungeremo la cul- d'après certaines Così, or leggendo (!!!) les nella Capitale grande amabilità e , com- piacenza del celebre Botanico sig. cavaliere Giovanni Gus- sone , per essersi degnato a indicarmi specifici delle piante da me i raccolte nelle nomi generici campagne di e mia patria Barletta, io potrò lietamente dire: essere stato sin- cero il mio impegno nell' avervi servito per le due già ese- guite perlustrazioni campestri, e assai gradita essermi stata la vostra amabile compagnia mente onorato. di che mi avete somma- EN111ERATI0 PIANTAMI! QUAE IN AGRO BARULENSE SPONTE PROVENIUNT. Seclio I. PLANTAE DICOTYLEDONEAE ACANTHACEAE Acanthus spinosus julio, augusto. AMARANTHACEAE Amaranthus prostratus julio, septembri. hibridus julio, septembri. sylvestris julio, septembri. AMENTACEAE Populus alba martio, aprili. Digra martio, aprili. — 79 — Heliotropium supinum Lithospermcm tioctorium aprili, majo. Myosotis collina aprili, majo. junio, augusto. B0RA6INEAE Anchdsa hybrida aprili, majo. italica aprili, majo. Aspercgo procumbens aprili, majo. CAMPANULACEAE Campanula ennus Specularia speculum aprili , majo. hybrida aprili, aprili, majo. majo. CAPPARIDEAE Capparis sicula junio, septembri. CAPRIFOLIACEAE lonicera implexa Sambucus cbulus majo, junio. junio, julio. CARYOPHYLLEAE Alsine rubra junio, augusto, media junio, augusto. — 81 — CHENOPODIEAE Atriplex portulacoides diffusa augusto, ottobri. polysperma augusto, octobri. prostrata augusto, octobri. macrodira Beta Chenopodium Salicornia Salsoi.a augusto, sepiembri. septembri, octobri. triangularis augusto, octobri. Tornabeni augusto, septembri. angustifolia septembri, octobri. Halimus augusto, octobri. cicla majo, septembri. mari lima junio, septembri. viride julio, octobri. murale julio, octobri. album julio, octobri. vulvaria julio, octobri. opulifolium julio, oclobru fruticosum junio, augusto, ambrosioides junio, octobri. botrys augusto, octobri. Jacquini augusto, octobri. urbicum augusto, octobri. herbacea augusto, septembri. fruticosa augusto, septembri. macroslachya augusto, septembri. Kali julio, octobri. 11 — 82 — Salsola 84 Cnicus 86 SONCHCS — — 87 — — 89 — — 91 — Erodium Geranicm malachoides februario, ma/o. Botrys februario, majo. cicutarium marito, majo. cicutarium varietà? marito, majo. rotundifolium marito, aprili. molle marito, aprili. HEDERACEAE VlTIS vinifera sylvestris HYPERICINEAE Hypericum majo,junio. 92 Mentiia — — 93 — LINEAE LlNUM Lytiirum gallicum — 95 — OROBANCHEAE Orobanche aprili, majo. ? aprili, majo. ? aprili, majo. pruinosa ©XALIDEAE Oxalis corniculala PAPAVERACEAE Glaucium marito, seplembri. — 96 — HlPPOCREPlS unisiliquosa aprili, majo. Lathyrus Aphaca aprili, majo. annuus aprili, majo. Ochrus aprili, majo. edulis marlio, aprili, Lotus cylisoides junio, augusto, decumbens junio, augusto, decumbens varietas junio, augusto, junio, augusto. corniculalus corniculatus varietas Medicago nanus junio, julio. augustissimus junio, augusto, ornithopodioides majo, junio. rectus majo, junio. liirsutus majo, junio. siliquosus majo, junio, lupulina aprili, majo. circinata aprili, majo. scutellata aprili, majo. aprili, majo. aprili, majo. Histrix aprili, majo. terebellum martio, majo. minima aprili, majo. recta aprili, lappacea lappacea varietas paucigyrosa majo. maculata aprili, majo. spliocrocarpa aprili, majo. luberculala aprili, majo. — 105 LlNARIA — 106 — TAMARKSCINEAE Tamarix gallica junio, septembri. africana junio, septembri. TEREBINTHACEAE PlSTAClA — 1G8 — VALERIANEAE Valerianella echinata martio, aprili. eriocarpa martio, aprili. eriocarpa varietas bracteis uncinatis martio, aprili. auricula majo, junio. dentata majo, junio. pumila majo, junio. VERBENACEAE Verbena Vitex officinalis majo, septembri. supina julio, septembri: agnuscastus julio, septembri. agnuscastus varietas flore roseo julio, septembri. VIOLARIEAE Viola arvensis aprili, majo. Sectio II. PLANTAE MONOCOTYLEDONEAE ALISWIACEAE Alisma — 110 Cladium — Ili — Avena Triticum 114 JCNCUS Seetio IH. PLANTAE ACOTYLEDONEAE (1) EQUISETACEAE Eqcisetum ramosissimum fébruario, majo. fluviatile februario, majo. FILICES Adianthum Capillus Veneris majo, junio. Asplenium ceterach majo, junio. (1) Io mi sono astenuto delle Classi, di un rigore botanico nella indicazione Famiglie, Tribù ed altre suddivisioni nelle piante Crittogame, come pure nelle Fanerogame per tutte Tribù rispettive avrebbe ; per la ragione che siffatto le Famiglie e rigore scientifico mi consumato molto tempo a frugare nelle opere botaniche. Essendo questo semplice cenno redatto a solo oggetto d' indicare le piante spontanee che vegetano nell'agro barulense, e non già di pre- sentare una flora, propriamente detta sificazione adottata , la , mi sembra quale per altro non si sufficiente la clas- allontana dai cardini — 117 — FUNGI Polyporus ovatus septembri, octobri. variegatus septembri, octobri. LIGHENES Lichen ? musei Hypnum? ? TUBERACEAE Lycoperdon pedunculatum septembri, octobri. fondamentali della scienza Botanica. D'altronde, sendo simo nici ai miei prediletti studii agrarii , io occupatis- ho ferma speranza che vorranno onorarmi della loro indulgente equità , i Bota- che pare , ne sia degno questo tenue lavoro. Inoltre è da avvertire, che dal 1847 fin oggi è facile come taluni nomi generici avranno avuto cambiamento secondo ca ; quindi a rettificarli rigorosamente consultare opere botaniche no dedito a scrivere tari istituiti. le la , la e specifici delle piante nuova nomenclatura botanir , mi conveniva riportarmi & qual cosa non poteva fare perchè so- lezioni di Agricoltura ad uso de' proprie- — 118 — ELENCO DEI NOMI VOLGARI DI TALUNE PIANTE , QUALI I SI SONO PO- TUTI RICEVERE MERCÈ LE VARIE E REPLICATE RICERCHE FATTE PRESSO GLI ORTOLANI I PASTORI, I MASSARI, E NOMI VERNACOLI I , I MIETITORI I , VIGNAJUOLI, CONTADINI D'OGNI GENERE. NOMI BOTANICI Chiuppo Populus alba Atrigna Prunus spinosa Crìsciola lattarola Cynanchum acutum Occhio di pupa Lychnis Githago Beccagallina Stellarla Erva media Atriplex Halimus di sepe Jèta Beta cicla Scinisco Chenopodium Salsaricddi salsodde Salicornia herbacea Salsarieddi , salsodde Salicornia fruticosa Salsaricddi , , salsodde (tutte le specie) Salicornia macrostachya Crispi Salsola soda Fiore di ciuccio Calendula arveusis Lattuchiello Gbondrilla juncea — 119 — Scuppone o schiuppone Cnicus arveasis Spinedde Kcutrophyllum lanatum Sferruscina Picris spinulosa Carduncieddi Scolymus maculatus Sevone Sonchus tenerrimus Crisaiolo, Convolvulus arvensis Rrecchie di preti Cotyledon umbilicus Erva Seduta stellatum di tetto Ruca Cavolo Diplotaxis tenuifolia fiore Isatis tinctoria Senapieddo Sioapis hispida Cimamaredda Sinapis incana Rucascina Sioapis alba Mucchitiello Daphne gnidium Cicorione Dipsacus sylvestris Scannacavallo Euphorbia falcata Rogna canina Euphorbia ceratocarpa Rocela viento Hypericum crispum Turno Tbymus Mamma dell'albero Prufìco capitalus Viscum album Capriflcus Juorno Fraxinus excelsior Triemeto Olea europaea oleaster Latierno Phillyraea media Accilieddo Ammi Finucchieddo pe V alive Foeniculuui vulgare Fergolazza Opopanax chironium Sporchia Orobaoche pruinosa Squàcquera Papaver Rhoeas majus 120 — Piseddo di scorzone Anagyris foetida Lupino salvaggio Anagyris foetida Lugurizia Glycyrrhiza glabra Ciurufuogghio femminino Medicago scutellata Ciurufuogghio masculino Medieago lappacea Ciurufuogghio masculino Medicago hislrix falcata Ruveddascina Medicago Schiatta pignatte Rumex Scarapurcio Mespilus monogyna Perazzo , prazzo Pyrus cuneifolia Prìcchiazzi Portulaca oleracea Sciosciole Zyzyphus vulgaris Occhio di pupa Delphinium longipes Ruca Reseda virescens asinina congloraeratus Cucumelle, cucumedde Rosa canina Amaràscia Rubus dalmaticus Vasa piedi Tribulus terrestris Sucamèle Hyosciamus albus Spine di sepe Lycium europaeum Spine di Cristo Lycium europaeum Pomidoro salvaggio Solauuui miniatuni Stingio Pistacia Lentiscus Pistazzieddo Rhus Canapazzo Vitex aguuscastus Giglio di San Giacomo coriaria Pancratium maritimum Erva rossa Cyperus Erva a quadriello Cyperus badius Erva a quadriello Scannacavallo olivaris Scirpus maritimus Aegylops ovata — 121 — Y Cannedda Annido donax Avenacchia Avena Grano Hordeum murinum di formica Lagurus ovatus Mustacci di militare Coda Lagurus ovatus di volpe Coda di sterilis Lagurus ovatus sorcio Sciuglio Lolium maximum Cigliata Lolium multiflorum Cannazza Phragmites commuuis Coda di Polypogon monspeliense volpe Avrusceno Asphodelus luteus Avuzzo Asphodelus ramosus Lambascione Muscari comosura Cipolla canina Scilla Fiore di lambascione Tulipa sylvestris Fiore di monumento Tulipa apula Mamma Mamma Mamma Lemna dell' acqua maritima gibba dell'acqua Lemna minor dell'acqua Lemna trisulca Paglia gòglia Typha Paglia gòglia Typha minima Fungi di perazzo Polyporus ovatus Fungi di perazzo Polyporus variegatus Questi sono tutti i nomi raccogliere in dieci anni di latifolia volgari che tempo , mi è riuscito di interrottamente però. Gli è certo intanto che molte altre piante hanno nomi vernacoli tempo mi si nel linguaggio de'campagnuoli. porgerà F occasione di riunirne i loro Ove altri 16 col , lo — 122 — farò con piacere; essendo comuni nomi pei abitazioni rispettive qualche vasta Regione, non potrà raggiungere lo scopo se non che riu- si nendo una quantità se facilitano la fatto quel tanto di lavori parziali e locali Mi auguro esempio : nuovo che parte d' altra Che paese e alla scienza. , di conti- purché avrò cam- le patrie seguano altri non sarà alcerto opera perduta al che da per che ho potuto, e spero tuttavia l'agevolazione di perlustrare di bel derà servigio , grandiosa opera nel loro gabinetto. Io ho nuare questo lavoretto in più ampie notizie pagne. dettagli i delle loro distendere una dai dotti Botanici flora perfettamente completa di altrimenti tutti sono notizie preziose per ciascun , onde volendosi paese; mio pensiero che delle piante e per le località poiché , mio il si ren- se la gioventù si persuaderà essere assai più utile lo studio delle scienze naturali anziché quello oltramontani , de' perniciosi io sentirò in me la ed orrendi romanzi dolce gioja di aver data una piccola spinta ad una grande verità ciale. ni , V individuo non afferra mai un punto di gli altri questo individuo ; effettivo della tale filosofo economia so- sua morale utilità positiva io dico , lenta cancrena la quale corrode no di che diffondendosi nelle astratte speculazio- , altro V animo ed e della Giambattista Vico in per non il se e che è cuore a per una dan- sua ragione. L'immor- una sua lettera auto- grafa, (fattami leggere dalla gentilezza dell'ottimo amico Artista sig. D. Filippo Troisi) ed ancora inedita per apologia della sua opera si Gàssendi ritruovò do diceva : amori di romanzi // , , e doleva a ragione il Mondo tutto illanguidito in braccio di , , scritta quan- marcio in una troppo — 123 — compiacente morale suo nome sistema piace il , ; e suo ; e tutto celebrarsi il senso di cui , a ciascun pone nel piacere del corpo perchè non Epicuro vi è , , iì buona Filosofia ; perchè di un che fa criterio del vero altro per da per vivo udì di Ristoratore della che vano, e corpo, l'umana felicità. SPECCHIETTI 5 DEL NEMERO TOTALE DELIE FAMIGLIE, DE GENERI, DELLE SPECIE , E DELLE VARIETÀ. Famiglie DICOTILEDONI 66 MONOCOTILEDONI ACOTILEDONI 12 ... . 5 Generi DICOTILEDONI 268 MONOCOTILEDONI 69 ACOTILEDONI 6 Specie DICOTILEDONI 605 ..... MONOCOTILEDONI ACOTILEDONI . 145 008 — 124 — Varietà DICOTILEDONI — 125 — cotylédones augmenle mesure qu'on se ressort de toutes disposés et celle des Monocotylédones diminue rapproche des tropiques. Cette du subdivisions les tableau dans chacune selon leur latitude pòh antique au loi les , generale pays étant en marchant , pale antarclique. Toutefois il , à du y a de nom- breuses modifications qui révèlent des influences secondaires. Ainsi frent , avec une temperature analogue les pays humides of- une proportion de Monocotylédones plus cotylédones plus faibles; tent , les pays secs, au une proportion de Dicotylédones plus forte, et forte et de cotylédones plus faible. Questo è precisamente Puglia, ed del Regno il fatto lo dimostra. di Napoli E Gussone il , Tenore troviamo 2543 fatti nella Flora Napolitana specie delle prime, e 589 ra Siciliana stanno rassegnate 507 Monocotiledoni. Flora , e la Flora le stesse porzioni maggiori nelle Dicotiledoni e minori nelle cotiledoni. Di Mono- caso della se riscontriamo la del sig. cavalier Sicula del sig. cavalier de Di- contraire, présen- pro- Mono- sono registrate delle seconde: e nella Flo- 2043 specie Dicotiledoni, e — 126 — NUMERO DE GENERI PER CIASCUNA FAMIGLIA Dicotiledoni Generi Famiglie Acanthaceae . Amaranthaceae Amygdaleae . Apocineae Asclepiadeae Capparideae Cistineae Convolvulaceae Cuscuteae Hederaceae Hypericineae. Fumariaceae Jasmineae Lineae Lythrarieae Loranthaceae Orobancheae Oxalìdeae Paronichieae — 127 — PJantagineae Portulaceae Resedaceae Saxifrageae Smilaceae Tamariscineae Valerianeae Violarieae Boragineae Campanulaceae Caprifoliaceae Cucurbitaceae Daphnoideae Gentianeae Geraniaceae Moreae . Onagraceae Papaveraceae Plumbagineae Poinaceae Primulaceae Santalaceae Terebinthaceae Urticaceae Verbenaceae Amentaceae Dipsaceae Oleaceae Polygoneae — 128 — Rhamneae Crassulaceae Rosaceae Rutaceae Solanaceae 5 Chenopodieae Euphorbiaceae 5 Malvaceae 5 Rubiaceae 5 Scrophularineae 5 Asperifoliae 6 . Ranunculaceae S Caryophylleae 12 Labiatae 13 Papilionaceae 18 limbelli ferae 21 Cruciferae 23 Compositae 50 . Totale delle famiglie Di tutte sura che glia. Il famiglie Dicotiledoni si aumenta i abbiamo che 268 il loro la quantità di questi per una fami- seguente quadro chiarirà maggiormente l'idea meil numero delle famiglie de' generi; messi tutti a Totale de generi relativamente a quello dei generi decresce a mi- numero diante le 66 due i di confronto numeri in numero due colonne, quella sinistra indicante le famiglie e quella a dritta generi. al mostrante — 129 — QUADRO Indicante la proporzione del numero delle famiglie di rincontro a quello de generi. Famiglie — delle quali ciascuna contiene — Generi — 130 — guito, fino alla famiglia che contiene cinquanta generi. Di sessantasei famiglie Dicotiledoni, sei sono le più ricche in generi, cioè le le Caryophylleae, le Labiatae, le Papilionaceae, UmbclUferae, le Cruciferae, e le Compositae; delle quali quella delle Compositae è la più ricca, poiché ne contiene 50. E questo fatto naturale coincide esattamente con quan- De Candolle to asserisce nel secondo volume della sua Geografìa botanica, relativamente alla famiglia delle positae che è una delle più ricche nerale della nostra Europa. numerosi e belli esempii di Il in generi nella Com~ Flora ge- Botanico Ginevrino riporta questo genere; e dopo uno stu- dio rigorosamente comparato, stabilisce le diverse leggi di Geografia botanica che sono un tesoro di vero sapere. svariata e vasta erudizione della sua opera fa vedere to studio e quanta pazienza la sua nobile La quan- mente ha dovu- to sostenere nel lungo giro di penose e brillanti vigilie, — 131 — NUMERO BE' GENERI PER CIASCUNA FAMIGLIA Monocotiledoni Famiglie Alismaceae Generi — 132 — QUADRO Indicante la proporzione del numero delle famiglie di rincontro Famiglie a quello de' generi. — 133 — Le prime dunque sono più ricche proporzione di un quinto di più. tra le si E delle seconde nella se facciasi il paragone due famiglie importanti pel foraggio degli animali osserverà che le Graminaceae sono più ricche in generi che non no 39, e lo le sono le Papilionaceae ; poiché le prime ne han- seconde solamente 18: cioè vi è una propor- zione di più della metà. In quanto alle specie poi le pilionaceae superano le Graminaceae; giacché si numerano 86 specie e otto varietà , nelle Pa- prime e nelle seconde trovano 70 specie e cinque varietà. NUMERO DE GENERI PER CIASCUNA FAMIGLIA (1) Àcotìledoni Famiglie Equisetaceae Filices Generi si — 134 — QUADRO Indicante la proporzione del numero delle famiglie di rincontro a quello de' generi. Famiglie — — de de' generi eguale a quella ma numero moltiplicata col per esempio; se cifre, si X 2 avrà dettaglio, specchietti, ma non ben vero mediante ciascuna delle cifre, moltiplica — 135 la som- delle famiglie corrispondenti. Così primo quadro al 17 colla cifra de' generi = 34, e poi delle Dicotiledoni si faccia così per le altre si Mi quantità de' generi. perdoni questo si quale ho esteso appositamente per dispensarvi il o Lettore da siffatta fatica. Avrei voluto, per massima esattezza, esporre in miglia quadrate la estensione del territorio barlettano ad ogni miglio 1' esempio nici , ogni ma di proporzione delle specie la De Candolle sventuratamente modo Gussone di , siffatte notizie 11735 versure rulense sarebbe di gliese, le quali, ridotte cifra elevatissima. Sono a fertilità e valore. che avuto riguardo conduce al , che legali, ai varii le tenimento ba- pu- darebbero una riparlili siffatti terreni in prima , gradi di loro spontanea vegetazione alla i , io inten- raggi che dal lido del mare, sotto distendono così, cioè: 1° Raggio verso l'Ovest e il il Italia Circa una tanta estensione fo osservare do solamente includere mara ed ho potuto rac- dell'antica misura moggia seconda, e terza classe, conforme e riferire mi mancano. Ad D. Giuseppe ha rilevate dal catasto fondiario. Tutto , seguendo così e di altri Bota- , riporto per ora quel poco che gliere dalla gentilezza del sig. la Città, si , fiume , sino al di novello villaggio il Sud-Ovest, passata qua S. Ferdinando la fiu- nuova che della strada ( una volta S. Cassano), e precisamente fino al punto ove le acque dell' Ofauto traversando la via parte nel lago di Salpi. , vanno a scaricarsi in buona — 136 — 1° Raggio di Canne, e al Sud-Sud-Ovest e al Sud sulla stessa linea fino alla sino alla fontana mezza via che con- duce a Canosa. 3° Raggio della via di al Sud-Sud-Est e Andria e un miglio al Sud-Est verso al di là la metà della contrada di Santo Luca. 4° Raggio ed ultimo all'Est metà, della strada di fino alla Trani, e nella contrada delle paludi fino famosa vasca di acqua piuttosto dolce, denominata bocca d' oro. Non al punto ov' è la quale vasca vien la bisogna confondere della circonferenza che naturalmente offrono le i raggi campagne del paese colla possessione propriamente detta. Così v'ha de'proprietarii barulensi che muni, come del pari vi hanno fondi presso sono possidenti hanno beni presso l'Ofanto ec. Ho di altri Co- Andria che voluto ciò avvertire, per la ragione che essendo tutto botanico l'oggetto del presente lavoro , non si abbia la quistioni ed osservazioni ingiuste che non sono avvezzi Mi si la delle sone , da quei pochi individui a gustare gli studii scientifici. permetta intanto quando espongo debolezza di affacciare far notare che alla la cifra delle Dicotiledoni Monocotiledoni per le due Flore pagina 125, maggiore a quel- di Tenore non ho voluto rigorosamente riguardare e Gus- la esalta quantità delle cifre, ben vero sostenere con una pruova di più la legge della distribuzione geografica delle piante sul- la superficie terrestre. NOTE ED OSSERVAZIONI Acanthus spinosus. Vegeta ai margini della strada con- solare che conduce a Trani, tre in quattro miglia distante da Barletta ; e precisamente in quel sito elevato dopo vallamento , di cui parlai topografica delle nell' esposizione l' av- della posizione campagne barulensi, poco lungi dal frat- turo. Populus nigra. Il pioppo nero, per quanto è a mia co- noscenza, non è spontaneo. gne I suoi rami, che dalle campa- della Provincia di Avellino sono trasportati dalle que del fiume, facilmente mettono spontaneamente se per e le radici l'impeto delle correnti restano sotterrati in parte, nuove messe poi. Io si sviluppano ed allungano da maggio in ne osservai e raccolsi diversi nella state del 1847 presso la fiumara belli, se vi ac- i , e son sicuro che diventerebbero alberi possidenti ne prendessero cura. Presso l'Ofanto sono ricchissime masserie, tra nominata il le quali una ve n'ha de- chiuppo, giacché gli antipassati padroni vi fe- cero una piantagione di pioppo nero che riuscì a meraviglia. In quel medesimo anno ce n'erano pochi avanzi resto era distrutto. tutto il vano fatta I signori De Martino una novella piantagione lungo il , e ne ave- canale che dal- 18 — 138 — l'Ofanto conduce le acque nel Iago di Salpi per tutto l'an- Le piante prosperarono no. assai, ma non spettate dalla violenza delle correnti. furono tutte le Quei novelli piantoni venire da Terra di Lavoro. Speriamo che gli fatti ne seguano Y esempio proprietarii altri tutte furono ri- cure onde quei luoghi non alberi utili e silvestri dalla cosi detta , ed impieghino siano coperti da rogna canina (Euphorbia ceratocarpaj che è la vera vergogna e barbarie di quei luo- ghi cotanto fertili. Salix Villarsiana. Questa senta un certo che di acque del fiume, ove zuta si la i di Salice pre- romantico vicino di le sua dritta e pomposa chioma fron- eleva assai infra sto, allorché bella specie ornamento e i cespugli ed suoi frulticiui si macchieti. In ago- i schiudono e metton fuori loro semi forniti di morbidissimo e serico tomento bian- co, l'albero acquista un colore argentino che in mezzo a denso fogliame, percosso dai raggi solari, chi , più o meno risalta agli oc- brillante, ad ogni agitar di vento. Salix purpurea. Le punture degl'insetti producono escrescenze carnose sulle foglie di questo Salice escrescenze sono sferiche e di macchia nera al di , le quali un rosso vivo lucido con sotto della puntura , che a prima vista e senza prevenzione somigliano ai semi della Glycine precaloria. Prunus spinosa. me Si deve questa specie considerare veramente indigena , o come avanzo co- di antica coltiva- zione? Cynancum acutum. 11 volgo esprime bene la proprietà assai lattiginosa di questa pianta colle parole crisciola lat- — 139 — tavola. Il fusti suo fogliame particolare accresce bellezza suoi lunghi e volubili nei terreni feraci. Heliotropium supinum. Questa specie nasce nei pantanosi vicino le foci dell' Capparis sicula. Le tenere cime nell'acqua ogni 24 ore per sei servano nell'aceto, e se ne to all'uso de' suoi fiori non rini) è cosa conosciuta terreni Ofanto. questo suffrutice di raccolgono in aprile e in maggio, e vidi a' fa si o dieci giorni: indi si con- uso come insalata. In quan- (comunemente chiappe- aperti da tutto mondo. Nel 1837 ne il una estesa industria a Manfredonia nella Provincia Foggia. La città di Trieste ne faceva grande acquisto: una veduta di si fanno raddolcire di ma economia pubblica per parte del Governo Austriaco ne diminuì lo smercio. Questa specie di Capparis è spinosa, e reca grave molestia a contadini che ne raccolgono i non per anco fiori schiusi. Sarebbe a desi- derare la introduzione della Capparis rupeslris la quale non porta spine ed è spontanea a Posilipo presso Napoli e sulle rupi che sono grotta. i La moltiplicazione sarebbe facile semi ben maturi nell'Autunno asciutto durante mento da si spahe del Convento di Piedi- alle il verno, in aprile fabbricare, a guisa di A mento calcareo. ne ho vista sopra , ed assai florida La ove abbondi modo pruovano questo , raccolti sito 1856 , 1' ele- assai bene. Io piantagione così da fare invidia alla bella a segno osservai zione a Posilipo in ottobre , una pasta, e così disposti un muro una stessa sua spontaneità. poiché mescolano col ce- si nei crepacci delle parieti affidano procurata , , conservano in si con somma soddisfa- ove ne raccolsi parec- — 140 — compagnia chi saggi, parte fioriti, e parte fruttificati, in del sig. Cappelli, giovine di grandi speranze D. Vitantonio nello studio dell' Agricoltura. Gypsophyla Arrostii. Questa pianta per la in agosto prima volta nosa, e nel 1847 poi la 1844 fu da nelle me raccolta campagne Ca- di rinvenni in quelle di Barletta e precisamente nella masseria del D. Ferdinando Cafie- sig. La sua grossa e lunga radice è molto sproporzionata ro. piuttosto alla ramificazione mi dicevano che per lavare i essi esile adoperano loro panni di lana pone quando viene anziché no. la radice di , poiché I contadini questa pianta fa le veci del strofinata nell'acqua. sa- Saranno forse i suoi principii chimici identici in natura ed in proporzione a quelli della Saponaria? Senza dubbio sono due piante della stessa famiglia naturale delle Caryophylleae. Sarebbe a desiderarsi che i Professori di Chimica organica se ne Non me ne occupassero. Lychnis Githago. o di pannilini , sovviene I fanciulli il nome volgare. nel fare fantocci di carta sogliono servirsi de' semi neri di questa specie di pianta nel situarne a posticcio gli occhi: e sicco- me il fantoccio volgarmente lo chiamano pupa, così rico- noscono i semi e la pianta col nome di occhio di pupa o di pupillo. Saponaria vaccaria. Abita dirimpetto al castello mamma pi, in , mare vicino e propriamente di vis-à-vis alla d'Are (Madre di Eraclio), lungo terreno esposto a bacìo , il così detta margine de'cam- marnoso ed erboso. La Sa- ponaria officinalis poi cresce presso le al l' Ofanto, e sembra che piante provengano da semi trasportati dalla Provincia di — -141 Avellino mediante le correnti del fiume. Monteforte, a Grottaminarda ficinalis l'ho raccolta a Ariano, al valle di cerà, credo popolari , La Saponaria qui riportare poche parole storiche sulle voci mamma un pezzo Gli è d'Are. me la ricordo mi di profondità: e nel di rozza 1829 1847 a secco, essen- la osservai per buon tratto contorni naufragò, un tempo, la nave entro busto in bronzo fuso dell'attuale statua regge nella piazza di Barletta. come più , Il quale era la di Eraclio di Eraclio; e dalle sue parole che quella spiaggia sia mediante l'arte dello statuario greco Fabio gli argomento formò , le gambe o Lettore mal non mi ricordo se sembra da esso considerata qual genitrice che prima annegò nell'arena, e poi rinacque a novella vita sto che volgo pronunzia barba- ramente Are invece Albano che io vuole per tradizione storica che in quei dissi. Si di Eraclio, pietra bagnata dalle acque del mare per due pal- dosi le acque marine ritirate il ad , Bovino, e a Cardito di Caivano. Pia- calcare impiantalo nei terreni silicei arenosi. Nel avanti of- Barlettani e , , Ma e le mani. consultate la storia riferisce che si su di que, la quale , suscitò quistione Tranesi di allora, se dovevano primi tra i o secondi appropriarsi di quel busto di bronzo fuso ch'era i diretto i per Venezia i e che sventuratamente naufragò in , quei paraggi. Silene bipartita. l'isola varietà d'Ischia, dopo Gussone nella sua Flora del- di avere passate a rassegna tutte le di questa specie, si ratile varietales, tale Il sig. esprime così: Omnes enume- quae in Sicilia proveniunt , excepta varie- A, quae in Apulia prope Barletta inverni Bruni, diffe- — 142 — runt a Silene vespertina RETz.pubescenlia adpressa ac tenui etc. etc. Gussone : Enumeratio plantarum vasculariura insula Inarime. Neapoli, in 1854. Silene rubella. Nella stessa Flora d'Ischia trovasi così detto: Innumera specimina S. rubellae, quae in Apulia in prope Barletta vineis CI. Kralichio gypt. t. 2g. f. missis collegit , et cum tur etc. etc. Queste notizie se epoche da inoltre me i descr. de il facie dignosci- e sulla Gussone conserva raccolte nell'agro barulense. al l'E- unquam inS. tur- prima sig. a saggi delle varie piante in diver- un leggierissimo sentore ne relativamente Ma aegyptiacis sulla Silene bipartita dimostrano come nel suo famoso erbario illis Delil. icone 3. ex asse quadrante nec binatavi transeunt; alque haec ab Silene rubella cum Bruni, a favore della raggio esteso , E rileva si mia opinio- fin sulle coste dell'A- driatico, della naturale e geografica abitazione della Scilla undulala, siccome in appresso dirò. La Silene rubella nasce spontanea nei vigneti della contrada detta del Ivi fa le viti pompa de' suoi gentili fiori crocefisso. color di rosa dopoché sono state sarchiate e rincalzate in aprile ed in maggio. Piante cultivée malgrè la volonté de l'iiomme. Silene conica. Vegeta nei terreni silicei presso l'O- fanto. Silene muscipula. Coabita colla Saponaria vaccaria. Atiuplex Halimus. Questo frutice si coltiva per siepi, o isolato o in compagnia del Lycium europaeum. Il suo portamento acquista colossali dimensioni tanto pel terre- no che pel clima. Forma bellissime colarmente contro i venti impetuosi difese agli orli, parti, mercè le sue nume- — 143 — rose e intrecciale ramificazioni. cora, e Il capra lo mangiano avidamente. Ignoro però se la sia del pari appetito dagli animali vaccini. limus , come Del pari il altra volta dissi suo compagno ho raccolto solo , Lido in mo Beta V Atriplex Lycium europaeum il il che non , ma ben anche golfo di Napoli , e precisa- Portici, ed a popolo a Barletta raccoglie Primavera, le Poz- tenere cime e poi le condisce e le allessa, Ha- dell'aria marina. diletta si due Torri, a Resina, a le zuoli. Il basso gia a , sulle coste dell'Adriatico, su quelle del Tirreno Jungo mente presso del pe- cavallo, l'asino, la man- d'insalata. cicla. I ne quest'erba, la campagnuoli e Sinapis hispida Brassica fruliculosa lenerrimus, il la , , , gente povera raccolgola Sinapis pubescens Diplolaxìs lenuifolia Sonchus oleraceus, che altra pianta la e ne fanno il il , il , la Sonchus Cichorium intybus , qual- loro prediletto camangiare denominato volgarmente fogghie mischiate. Chenopodium viride. Tutti sanno che nopodium chi , le specie di Che- tranne poche eccezioni, tramandano, chi più meno, un fetore insopportabile. Vuoisi da taluni, che queste piante fetenti , introdotte nel vino , lo alterano e quindi lo corrompono del tutto. Io non ne ho fatte mai esperienze. Prosperano in vegetazione in lutti gli orti e negli altri luoghi ove sono macerie grasse e gono letami ed ove si depon- altre sostanze fertilizzanti. Salicornia herbacea. Tutte re addimandansi colle voci le specie di comuni e pare che queste parole de' questo gene- salsodde e salsarieddi ; campagnuoli e pescatori cor- — 144 — rispondano bene vero significato di piante che crescono al in siti pantanosi e salini. Salsola soda. Vogliono taluni che mangi le tenere cime , sia in insalata il , basso popolo ne sia cotte e condite con olio. Io ricordo nella mia prima gioventù contadini che spesso trasportavano in Città panieri pieni pianta , ma di ne ignoro positivamente, a quale uso questa la desti- navano. Artemisia coerulescens. Abita mente nelle (Pronunziate vicinanze l'è alle paludi, e precisadetto così di aresciànn. muta). Poche volte ne raccolsi l'autunno: la state e del lago ma molti ceveva in Napoli mediante altri in più fiate i saggi tra io mi ri- bontà de' fratelli Russo che a la mie istanze mi favorivano premurosamente inviare. Chondrilla juncea. Ce ne sono tre varietà, delle quali una porta le foglie fusto: la seconda nodo è runcinate alla base e lineari lungo fornita di foglie lineari e glabre vitale sino alla cima: la terza in fine le ceolate ed ispide o spinulose. me altra volta feci avvertire, Abbondano è una grafico-botanici nei vigneti, co- parlando de terreni; ed cullivées malgrè che di quelle, il signor in termini generali De Candolle chiama la volonlé de dal ha quasi lan- gnajuoli ne mangiano le tenere cime prima di fiorire. sta specie il i vi- Quegeo- plantes rhomme. Chrysanthemum coronarium. Vi è la varietà a fiori di color giallo carico, e l'altra a color giallo biancastro. Ai margini de' campi e nei fondi arenosi abbondano a preferenza. silicei presso mare — 145 — CiCHORitJM intybus. Ve ne sono due varietà: quella cioè a fior celeste e l'altra a fiore color di rosa. da tutto cicoria selvatica è conosciuto non mangia le così , pregio della mondo il : ma chi dette cimecicorie in aprile e in maggio, non può saper apprezzare praterie pugliesi Il vera amenità campestre delle la né saper riconoscere beneficio che la il propria salute ne risente. Gniccs arvensis. Gli animali cavallini e pecorini ticolarmente primi, ne mangiano i di tenerezza, allo stalo momento avidamente in cui le , parfoglie piccolissime le spine, di che vanno fornite, sono innocue al loro palato. Gli è questa una pianta che ed Nel tenimento i vigneti. l'ho raccolta, ma infesta orribilmente di Caivano e specie fu da lamente nel giardino del palazzo il Convento di Convento sono tentrionale della della Città, ed mine mare; il il di del Castello ; i potuto trovar che furono mie ricerche più volte centi Il il parte set- Nord-Est da fu trovata me neppure nel chiostro del Convento sospetto le palazzo quanalla secondo verso quali sulla stessa linea settentrionale della Città, non mai rinvenuta so- Dio, e nell'atrio del quartiere del Car- e nel chiostro , il primo medesima. La specie in parola non San Giovanni me Fraggiani e nel chio- di Santo Andrea. Tanto vicini al in nessun altro sito, e di anche si diletta. Conyza ambigua. Questa to di Cardilo campi è rara, perchè ivi scarseggia l'elemento calcare-argilloso di cui stro del i ivi avessi l'ho vista, e nelle trovandosi siti mi destarono la pianta, ma inutili ripetute. In luoghi adja- campagne molto meno. dottor Casale mi assicurava la stessa cosa. Ora mercè , 19 — 146 — questi fatti, chi potrebbe rintracciare l'origine della esistenza della specie nei due luoghi sopra citati prima della fondazione delle loro fabbriche? Sarebbe stata mercè introdotta negli scorsi anni pianta il forse la della traffico gente commerciante? Hypochoeris Tenorii. Vegeta marnosi a bacìo dirimpetto il tamento colossale di cinque a li, esposti all'ombra sei risaltano , nei mare terreni argillosi e ed , ivi palmi. assai I acquista por- suoi fiori gial- cupo sul verde del lungo ed ispido fogliame. Kentrophyllum lanatum. La voce volgare de'vignajuoli corda molto (di al fatto spine ra le la si , servono per indicare al , e particolarmente capolino, sono assai rigide. natura calcarea del terreno stagione calda di luglio ed agosto gieri come queste dare la spinedde con- la pianta) poiché nel tempo della piena fioritu- della pianta stanno intorno giunge cui , , si quelle E se si clima secco il , che age la riconoscerà di leg- circostanze fisiche favoriscono a consoli- rigidezza delle spine acute e pungenti. Picris spinulosa. Abita nei terreni sottomarnosi vigneti. I vignaiuoli 1' addimandano sferruscena , , e nei che nel linguaggio popolare vuol dire piccola lima che stropic- ciando sul ferro, arreca alle orecchie quella sensazione di suono aspro e dispiacevole. In verità tutta coperta di pelame piuttosto rigido se ne avverte la la pianta ; è quasi cosicché al tatto ruvidezza. Se leggiamo la descrizione fi- tognostica de' Botanici, troviamo molto del vero, ed uni- forme all'idea de' contadini. Ecco quanto ne dice il sone nel secondo volume della sua Flora Sicula. sig. Gus- — Her- — 147 — bae biennes , aut peremes (olia indivisa bosi. — , , Pilis furcatis patentibus setisque hirta angulalo-sulcato ramoso, sinuatis , , pedunculis non incrassatis ad carinam incrassato-spinulosis teniibus apice subsquarrosis rii, in mis , subcorym- , caule erecto , oblongo-lanceolatis dentalo- foliis superioribus amplexicaulibus inlegris corymbosis liolis plus minus pilis furcatis hirsutae: vel sinuato-dentata : flores lutei pappo floribus sub- anthodii villosi fo- , , , exterioribus semipa- sessili. — Caules solita- umbrosis fere orgyales, superne alterne ramosi; ratuberculato-hispida erectis; folla : E etc. etc. più ap- presso lo stesso Botanico dice: Differt a P. hieracioide hirsutie majore, anthodii parte riportando phiton di sinonimi i Cupani , chie bianche il secondo il Pan- — Hieracium asperum voce volgare sferruscena. (Pronun- muta). Scolymds macuiatus. Porta to : , etc. Tutti questi caratteri si accorda- significato della ziate l'è della specie riferisce così Hieracium hirsutum: no col charactere: etc. etc. In altra foliolis nome , le foglie radicali e nei giorni festivi di Pasqua si con mac- mangia sot- di carduncieddi salvaggi. Scorzonera Columnae. La Canne, e propriamente raccolsi in ameni maggio del 1847 della famosa nelle vicinanze dell' Ofanto, ov'èla nelle praterie naturali sopra gli colli così detta masseria del medico. Convolvulus arvensis. colla voce crisciola. presso i I cauipagnuoli Per quanto mi ricordo la , distinguono questa parola contadini significa una specie di nastro o di laccio da servire per ligare o affasciare una cosa qualunque io vero spesso i medesimi si servono de fusti : ed lunghi e ser- — 148 — peggianti del Convolvulus arvensis per ligare piccoli fasci di erbe, pampani, stoppia, o altro verdume. Cotyledon umbilicus. Non nomi vernacoli dubbio che non vi è hanno rigorosamente una delle piante coincidenza di significato colle specie alle quali scono: ma certo è sempre un'origine slesse. Quest' erba preti: ora in si i stretta riferi- che generalmente parlando serbano allusiva ai fatti naturali delle piante addimandata orecchie di viene grassa questo caso che relazione d'idee foglie del Cotyledon umbilicus sono orecchie come quelle si tutti e vi è tra le orecchie de' Preti che le di tutti gli altri? Secondo me è nella tradizione delle antiche usanze che bisognerebbe rinvenire l'origine di queste voci volgari. Sarebbe uno stu- dio di curiosità e di pura e semplice erudizione storica del paese. Nella Geografia botanica del so si sig. De Candolle spes- parla di siffatte ricerche per facilitare lo studio sul- l'antichità delle varie piante e specialmente sulla patria vera di quelle coltivate nelle diverse parti del globo. Crassula Magnolii. Cresce delle praterie Mio Fratello naturali me siti petrosi e sassosi che sono tra Barletta ed Andria. ne mandò i saggi a Napoli. Sedum stellatum. Abita su de' suoi nei numerosi e vaghi pei fioretti tetti, ove fa pompa color di rosa. Biscutella apula. Vegeta nei pascoli aprici sul così detto tratturo. Brassica eruca. Nelle praterie dell'Ofanto se ne trova a dovizie con fusti ta per soverscio, alti tre come si Diplotaxis tenuifolia. palmi circa. È una buona pian- pratica in Terra di Lavoro. I villani delle masserie allessa- — 149 — no quest'erba campagna, allo stato tenerume insieme col pane di con olio e sale, mangiane e poi la condiscono dola avidamente. Siffatto cibo nomi coi di pan colto e ruca rustico vien riconosciuto e forma l'ordinario , di caman- giare di quella povera gente. Gli è certo però che a molti piace; ed io credo che non influisce in ciò il solo forte ap- prodotto dall'aria campestre, bensì l'abbondanza petito del glutine in quella qualità di pane bruno che dicesi per- rozzo o perruozzo. Isatis tinctoria. Questa pianta vigneti prospera nei tintoria calcare sottomarnoso a terreno si , eleva sino a quattro palmi di altezza, e porta copioso e largo fogliame glabro. I vignajuoli l'addimandano cavolofiore; ed in vero sua infiorescenza somiglia un tantino a quella del cavol la fiore comune che queste piante si coltiva negli orti, appartengano comecché famiglia alla stessa tutte due naturale delle Cruciferae. Nasturtium officinale. Abita gio 1847 ne raccolsi un saggio presso Canne poco lungi tana di alle paludi; e nel dall' mag- le acque della fon- fusti ancor teneri di Ofanto. Sinapis incana. Nella primavera i questa pianta vengono raccolti e venduti pel paese sotto nome vernacolo cimamaredde. Questa ramente tanti l' idea di un sapore amaretto: ed è ne mangiano con piacere , che più si così. Gli resima siffatto il abi- accresce con quell'amaretto, che lusinga anzi che no. Durante verdume forma il parola esprime chia- la qua- prediletto cibo delle fa- miglie. Cuscuta minor. Le Cuscute apportano qualche danno — 150 — positivo ai pascoli delle pecore ove spesso là Attaccano indistintamente tutte te. graminacee Thymus di quei prati. Soventi volte le ho raccol- le leguminose e le piante ho raccolte con venti o trenta capitatus. I possidenti l'anno di spesato potrebbero (are aperta guerra scute che danneggiano i loro pascoli ; e dopo carlini Cu- alle tre sul o quat- tro anni di pazienza ne sarebbero pagati ad usura con van- Un taggio effettivo delle loro pecore. poco un poco di calce caustica, colpo di zappa , un fuoco, ed ecco tuttala di cura e Io spesato. Daphne gnidium. Questo erbaggi poco Ofanto dell' la volta, essi : se i frutice infesta orribilmente gli proprietarii lo estirpassero guadagnerebbero nei loro pascoli per cento. Basterebbero quaranta in il vantaggio sarebbe assicurato. Cosa sono spesa in due anni per un possidente che sta 60000 ducati? È venti cinquanta ducati di spese in due anni per una così detta mezzana ed il un di terreno 50 , ducati di alla testa di questa una pianta medicinale. Scabiosa grandiflora varietas prolifera. Cresce lun- go la strada, alle spalle del giardino del Convento de' cap- puccini. Scabiosa to il ... mare, vicino e presso il tra specie ? Nei terreni marnosi a bacìo dirimpetper le fornaci la de' mattoni fabbrica casino del fu Marchese Affaitati nasce di Scabiosa diversa dalle altre , i di cui un' al- saggi confusi fra tanti altri di piante diverse, non potei rinvenirli nel mio erbario agronomico, sottoporli al giudizio del signor precisamente a quale specie si e quindi non ho potuto Gussone per assicurarmi appartenessero. — 151 — Ecphorbia falcata. Questa pianta vegeta dopo mietitura la probabile , ove gli supporre che il i no a sentir danno. Senza fatto, non mangiandone, ne abbia- ulteriori ricerche e sul indizii potrebbe diversamente sospettare sul perchè, si col nome che non voglia che la causticità dirsi A meno di scannacavallo. sommamente nocivo sia È animali vanno a pascolarecavalli essa sia riconosciuta ginoso nelle stoppie del suo succo latti- agli animali nella stagione estiva. Euphorbia ceratocarpa. Questo perniciosissimo vegetabile per la feracità dei terreni raggiunge otto palmi e più, misurata maggio. di È tale parte la terza spesse volte da , altezza di me e tanta la sua abbondanza di tutte quelle praterie l' lungo nel mese che copre , le rive del fiume, ove cresce. Supponete una mezzana di venti versure, siate certo che circa sette versure per causa di que- non danno alcun prodotto. Cosi sta pianta perduto infruttuosamente, ed la vergogna ed spesso no! barbarismo dolgono che si Ma parte il i il occupano i , terreno è vegetabile in parola forma di quei luoghi ! I possidenti loro erbaggi poco o niente frutta- che debbono fruttare, se de' prati il la pianta assorbe la terza tanto per le radici che per lo spazio che numerosi fusti e rami? Vitis vinifera sylvestris. Ce ne sono due varietà vicino l'Ofanto; una a foglie dentate con peli aracnoidei l'altra Io con foglie profondamente incise con ho raccolto quella ro. Non mi a quella , e peli cellulari. a frutto bianco e quella a frutto ne- ricordo bene se la varietà bianca corrisponde con foglie dentate, o alla seconda con foglie as- — 152 — sai incise. Parecchi anni or sono ne presentai denti saggi al Reale Istituto della dotta Memoria e pubblicata dal sig. cavalier scritta Tenore. Gli acini maturi corrispon- i d'Incoraggiamento in virtù ho li sempre visti za maggiore di quella del pepe. della grossez- loro sapore è acidulo- Il zuccherino con vinacciuoli non molto grossi. Le piante crescono rigogliose a segno con lunghissimo tronco. Stando fia botanica del celebre da fare grandi macchieti tale, ai principii della De Candolle, Geogra- vite selvaggia la vicino l'Ofanto è aborigena di quei luoghi, o è avanzo di mode- antiche coltivazioni? Io opinerei riservatamente e stamente per l'esistenza aborigena, poiché sce la vite selvaggia lungo renza del suo antico letto do le lasciare sono coperti e che a secco terreni di svariata il , i hanno siti, i colli sero stati coperti siasi diffusa in e si 1' appa- radici, sia pei semi. che in si sia dell' tal altri per stare la mia opinione riportare il e si di cui fa Che che ne sia Ofanto fos- le , la vite antiche cepgli è questo potrebbe illustrare e chiarire Principi e Guerrieri in quelle Provincie. Io , modo frugando nella storia degli antichi Romani, Canne, e degli quali poi potrebbe dire che nei che sono a cavaliere di vigneti, e solo i e superba vegetazione quei silvestri luoghi, un argomento che mo o>e cre- tutta detto fiume divergen- feracissimi, Se non che la vite silvestre. passati secoli pala , fiume proprie acque dal lato opposto, doveva necessaria- mente parte il ai tempi di che dominarono ho voluto con riservatezza manifenon più. Pertanto mi gode l'ani- passo del sig. De Candolle tanto saggiamente espone nella sua sulla vile, che opera, quando parla — 153 — geografica della origine Eccolo. — L. La vigne est spontanee dans « Viti» vinifera « toute la région inferieure « tout « la « au midi de du Caucase Ledebour (FI. Ross. « le midi de la Russie duCaboul? « ne peuvent I, , , p. ^58 ). Les que ce ne que soit la pa- monta- recherches botaniques les La Vigne plus nous apprendre. dans régions les se séme et tempérées de monde. Quand on trouve des pieds sauvages « dans les haies s'ils notions histori- l'Anatolie, la Perse, et les G'est ce « se naturalise aisément « l'ancien « sur- de l'espòce. S'étendait-elle beaucoup vers trie originairc « gnes et , auteurs cités par d'après plusieurs , « ques ne permettent pas de douter ce au nord , chaìne, en Armenie, et au midi de la mer Caspienne coltivate. di piante delle specie les broussailles, rien , ne peut apprendre descendent de raisins cultivés ou de raisins sponta- « nés, et plus on se rapproche de l'habitation originaire « plus l'incertitude « les « , grosseur et la la faveur des fruits sont des indices trompeurs à cet égard, puisque desVignes livrées à ee les-mèmes, non « boutures « stinets , , , augmente. La conformation des feuil- taillées , el- venues de semis au lieu de peuvent très-bieu tout en provenant offrir des caractères de Vignes cultivées. Il diest « cartain que l'espèce prospère dans toute l'Asie occidente tale tempérée, notamment au Caboul « dans le pays de « Elle a « neté un noni sanscrit, ( Royle Drahha , , ///. , en Cachemir et Him. , p. 148)' qui mootre l'encien- de son existence ou de sa culture dans l'Inde se- « ptentrionalc. « Kunawur Monsieur Bunge la vue dans le nord de la Chine, cullivée seulement ( Enum., p. 11). Le progrès 20 — 154 — « de la culture « des Grecs dans l'Europe occidentale et des Romains, est « ouvrage de Reyoier « des Celles et des Germains fi « p. sofo ginevrino sull'origine nel secondo volume l'excellent sur l'Economie publique, et rurale , Ecco dunque 47 2 )- B par l'influence , résumé dans e della sua Genève, 1818, voi. in-8.°, ciò che dice su i Botanico il luoghi natali della vite opera; e pare che opinione vada un tantino di accordo colla sua. reputo sommamente filo- la Ed fortunato quando incontro che mia mi io il mio pensare in talune cose scientifiche non è dissimile da quello de'Dotti. Lo stesso Autore in una nota a parte sull'a- bitazione della vigna, pronunzia queste parole. « La vigne « et le raisin « dans « ser les ont recu des noms extrèmement langues d'Asie et d'Europe une habitation primitive Hypericum crispum. I , ce qui différents fait suppo- fort étendue. » l'addimandano rocela vignajuoli viento: ora queste parole vernacole sono molto espressive, dal perchè alludono ad un fatto tutto naturale e semplice. La pianta dell' Hypericum sposti in croce, i crispum porta fusti ramosi e di- quali sono talmente intrecciali fra loro, che l'intera pianta sino a un certo punto assume sferica , seccano tutta carica di fiori gialli. i rami dalla base in sopra fra loro, si distaccano Dopo , dalla radice il campi nome alla li forma fruttificazione e senza disgiungersi perenne, e mercè loro leggerezza restano in balìa del vento i la la , il la quale lungo spinge innanzi rotolandoli a mo' di palla; d'onde di rocela-viento Phlomis herbaventi. , che starebbe benanco applicato V Hypericum crispum è pianta no- civa alle pecore, e cresce frequentemente nei vigneti mal — 155 dopo coltivali e nelle stoppie raccolta de' cereali e di la altre granaglie. Marrubium Alysson. Abita nei pascoli aprici del frat- turo e degli ameni colli di Canne. Salvia argentea. Vegeta sulle aride piagge calcari ver- so Andria e verso Canosa. Thymus Acynos. Nasce sulle tufare luoghi simili. Io e l'ho raccolto copiosamente vicino la masseria di Centrone e di Montaltino. Il dottor Casale lo rinvenne nelle praterie della masseria denominata scannagallina. Thymos capitatus. Questa aromatica frutice pianta, o piccolo che dir vogliamo, cresce abbondante nelle più lon- Fu un tempo tane contrade del fratturo. massima parte de' pascoli, e in cui porgeva largo cibo copriva alle api, la di cui industria era allora più ricca nel lenimento barat- tano. Estesa sommamente piantar vigne (!!!), mento copioso oliveti la , dissodazione e mandorleti gete lo sterminio che ne fanno le combustibile, ed ecco perchè pianta numero nel , alle api, e l'industria vi si la de' terreni mancò il per nutri- scemò. Aggiun- contadine per uso di diminuisce assai che certamente fruttavano dei suoi individui, prima più colle api che non rendono adesso qual materiale che le da bruciare. coli' E le andar degli anni osserverete vigne ? Attendete pazientemente finisca la malattia dell'uva, e poi col teloscopio di Herschel per stinguere nella loro figura rappresentata sulla quale leggerete: poveriscono.!!.. i padri si poterle di- da un' altaléna arricchiscono , i figli s , im- — 156 — Linum corymbulosum. Abita nei terreni erbosi e mar- nosi a bacìo poco lungi dal castello. Viscum album. La parola vernacola del Viscum è originale in bocca l'albero, quasi dir volessero e l'albero fa da figlio. pre su i Il che la parassita Gioja, Montrone,, Trani, ed in altri luoghi di trovati Monteforte nel gennajo 1856 pieni della parassita che mi , ed (di felice i suo , nelle campagne di Barletta mensamente, per lo più getazione stentata schio. te Non ci della scum sono da castagni annosi memoria!) erano il la parte la più terreno, dal canto I mandorli che i rami su i quali cresce il vi- è altro rimedio che tagliarli immediatamen- come cruciatimi, il malefico vegetabile. la il Il sugli olivi della Palestina di vischio, cioè quale, avuto riguardo Palestina ed il Sud sig. godono gli oliveti del Bois- e del alla il Sud Vi- latitudine della Spagna, dev' es- sere pianta ch'esige una temperatura più elevata di cui si stati ne sono attaccati, soffrono im- Spagna cresce un'altra specie ove son posti sorbo, seccano, o menano avanti una ve- in tutti quando apparisce sier riferisce de' castagni, ed da due palmi di neve. era coperto Provin- sul fu impossibile raccogliere per- chè vegetava su pei rami che formavano chioma Capurso, di vi si coltivi. I sorbi poi alle falde sempre carichi del vischio elevata della , della del Vesuvio e dell'eremitaggio del Salvatore me da madre fa mentre non l'ho rinvenuto mai quantunque quest'albero del- vischio bianco l'ho raccolto sem- mandorli nelle campagne di Barletta cia di Bari; mamma che lo chiamano de' potatori di quella nostro Regno. Avrei volu- — 157 — bella opera del celebre Agro- De Herrera, ma siccome non conosco me n'è venula mai per le mani la lin- lo su di ciò consultare nomo sig. la gua spagnuola, né duzione sia in estinguere la francese sia in italiano , mia curiosità per sapere se ciatum arrechi poco o grave danno agli gioni, e quale pratica usino del sig. Gussone circa ed , egli mi le notizie disse che Viscum crure- olivi di quelle di colà anno 1857 struggerlo. Pregai in aprile corrente Spagna il coltivatori i non ho potuto così , tra- la per dila bontà di questa parassita nella non l'ha mai veduta. Notate bene, o Lettore, che se quegli olivi ne sono assai dan- neggiati, è giuocoforza che gli agricoltori abbiano un'al- si tra cura di più nella coltivazione degli alberi di Minerva; cura della quale noi fortunatamente non abbiamo bisogno. Caprificus ? Io specifico del caprifico vegetano nelle , non ho riportato qui poiché di tutte tre le varietà di caprifico tamente descritte dal valentissimo Botanico rini nella sua pregiata sudetta Memoria Memoria furono gì' inviai riferite dal Professore varietà una addimandasi prufico biancolillo la Nelquelle che nel la terza : l'altra dicesi prufico nero. La seconda sono bianche, l'ultima è bruna. Quella denominata vallarano porta il dot- da Barletta in Napoli. Delle tre succennale prufico vallarano o vaddarano: prima e che Gaspar- sig. sulla caprificazione. notizie sul caprifico e sul così detto fico caniglioso 1844 nome campagne barlettane non so precisamente quale di esse corrisponde a quelle specie la il così detto fico vallarano de' Napolitani, le altre il peduncolo lungo che somiglia un poco tale quale al trojano due hanno corto peduncolo. — 158 — Ficus carica sylvatica. aridi, calcari, sassosi nasce in molti luoghi fico Il tufacei, ed auche , sulle macerie e sulle fabbriche antiche e quasi dirute. Pel fico cade qui la stessa osservazione e sospetti che proposi più innanzi par- lando della vite. Sono forse dell'uomo? In quanto di fuori, rosei al di uno nato a coltivare. va- A Bari apposi- erano grossi, bianchi al A Giovinazzo nel 1851 impresi a tra le fabbriche di una gran vasca acqua dolce. Lo trapiantai in buon terreno anno portò molti pro- dentro, di sapore alquanto acidelto assai gradilo al palato. coltivarne le dire alcun che sulle fichi selvaggi coltivali nei giardini. I loro frutti mano della ne veggo tutte che s'imprendono e a Giovinazzo ho mangialo tamente il effetti semi o granelli non di- agli uccelli io Cade intanto acconcio rietà di fico selvaggio i Sono opera involontaria geriti nei loro visceri? babilità. Sono aborigeni? Sono ne depongono degli uccelli che selvaggi avanzi gli attuali fichi degli antichi ficheti coltivati? e nel , di primo (volgarmente colombri, culumbri, fioroni palasciani) che se ne caddero prima di naturare. I suoi secondi frutti autunnali erano bianchi sapore alquanto scipito. nell' interno tiva una varietà di È ; il fico precoce a maturare. tra è assai lungo. Le e ruvidissime. Porta biancastri granelli . al di Però denominata , fuori e rossi al di A Barletta fico di col- si Santa Maria. meritallo tra una foglia ed un'al- Il foglie piuttosto piccole frutti di color si pavonazzo sviluppano al di fuori, dentro con polpa poco succulenta e rari i non raggiungono fioroni la sono assai gentili e saporosi squisitezza La scorza è ruvida senza pari. Il , ma di quelli del fico vernino. peduncolo è molto allun- — 159 — gato. autunnali, o secondi Gchi, se frutti I fettamente maturi , eccedono in succo lattiginoso assai più che a Giovinazzo altre varietà di fico, ed è perciò delle non sono per- vien chiamato giustamente fico latlarolo. L'abito e tamento dell'albero ha molto del selvatico; e reno, ove cresce, non è addivengono quasi sempre piccoli, rustico aspetto. Chi ci assicura se alquanto fresco, fertile e il i porter- frutti poco pregio, e di che il siffatta varietà di non da qualche tempo presa a coltivare dallo stato sil- siasi vestre in cui forse cresceva? Fraxinus excelsior. go sponde le dell' Il Ofanto maestosa ed imponente raggiunge dità i venti in , i frassino cresce spontaneo lun- ove spiega una vegetazione , quei terreni trenta chioma dei suoi rami è con invita a tal goder dell'ombra nel la di e quaranta palmi. , pompa fìtto cui profon- spiegata meriggio. , La che ne La sua pre- senza in quelle contrade dimostra che qualche raggio della zona vegetale garganica Non ne si distende fino in quei luoghi. sarebbe utile impresa pei possidenti quella di estrar- la manna come fanno sperimentarne le sul monte Gargano prime incisioni assicurarsi della convenienza d'uopo di ? Basterebbe in luglio ed in agosto per di questa bella industria. pochissimo spesato, cioè di Fa sei in dieci carlini, e di un'aura di pazienza e d'istruzione: su di che coloro i quali amassero principii istruttivi, possono leggere l'opera del Padre Agronomi Manicone stampata nel 1806 Siciliani e quelle degli che ne trattano con tutta maestria e dottrina. Olea europaea oleaster. L'olivo selvaggio abita in — 160 — molti luoghi incolti, siano sassosi e aridi, siano feraci nelvicinanze del fiume. le tri pastori, I massari, e tutti gli al- i muta coloni l'addimandano trièmeto (pronunziate conda e). Chi può pescare significato di questa il un certo tutta la cura là ove nasce; poiché giunto ad luppo lo trapiantano in buon terreno più avanti dissi. Sopra eslesa industria, sul vo che fatti due Provincie di di tal natura passando gressioncina ed eccola qua. al gentile poggiata è olivo i tempo i proposito Non mi e Figlio Signori ricevei in Giovinazzo mi dimandavano da me ad essi inviati , li ai due va- Costa, taluni rami di Dopo qualche lettera dai sudetti intorno e precisamente ai Costa, rami sto di amavano co- aveva raccolti. Risposi subito Professori, indicando loro tutte quelle cosette che glio , sovviene bene, se nel varie notizie noscere in quale epoca io ai una dell' olivo permettetemi una di- , quali erano bucherati da vermini. quali olivo Padre la olivetati delle paesi i 1850, o 1851, io inviai da Giovinazzo in Napoli lenti Zoologi, svi- come delle gambette di oli- A Bari e Foggia. dal selvaggio , e poi innestano, monte Gargano, diffondono per quasi tutti si voce che ne prendono all'olivo selvatico? I proprietarii sia allusiva se- la me- potevano soddisfare gl'interessi della Scienza. In que- anno 1857 Puglia rami altri a Barletta Fratello essi e me mi facevano premure per avere dalla di olivo simili ai primi. Io scrissi subito a Moffetta : e ne inviò diversi di fatti dalla tra quali , i prima Città mio i Signori Costa trovarono qualche traccia delle uova dell'insetto simile a quello da essi rinvenuto nei rami avuti da Giovinazzo anni or sono; e dalla seconda Città il sig. D. Mauretto — 161 — De Judicihus ne spediva degli presentar subito ai Professori i , come un un pregio feci quali ebbero Y amabilità un di farmi osservare le figure di quasi per certo che mi altri insetto ch'essi tengono Ecco dunque genere tutto nuovo. quali sono gli effetti dello studio e della passione alle Scien- loro progresso a gradi a gradi ze. 11 si avanza quando tutto l'amore a raccogliere e ad osservare in vece di perder tempo alla lettura de' altre produzioni leggiere e di Phillyraea media. Le no a prima vista i fatti naturali, romanzi spurii e nessun valore nome di ! ! foglie di questa specie somiglia- un pochettino nel colorito e nella lar- ghezza a quelle del Rliamnus alatemus, ed è suo ci è facile che il vernacolo lalierno tragga origine guasta dal la- tino alalernus. Negli erbaggi dell' Ofanto vi sono macchieli colossali di Phillyraea frammista ma barriere siccome havvi del pari rale supporre che il no luna pianta • al Rovo, col quale for- insormontabili tra un parco Rhamnus alatemus, il contadini ed i ed un altro i OrobajSChe pruinosa. cosi è natu- mandriani confonda- le campagnuoli ed I coloni delle i Orobanche col nome di sporchia e distinguono la sporchia masculina e la sporchia La prima, secondo a ceppaja ta , ed il stelo. Io si loro la quella che cresce a ceppaja isolata, cioè e coli' altra. masserie riconoscono nina. : : la maniera di , femmi- vedere, è seconda poi resta sempre ad un sol fusto. Vale a dire che lo sviluppo osserva da che nasce finché fruttifica contrario mi ricordo si realizza la pian- quando cresce ad un solo di aver visto più volte del portamento tra la sporchia masculina eh la diversità sporchia fem- 21 — 162 — mirtina , ma la strazioni botaniche ed messo ai tempo brevità del durante mie perlu- le agronomiche, non mi ha mai per- di raccoglierne tutti Botanici , particolari. i Ora domando io sarà questo fatto una varietà della stessa spe- : cie? sarà forse effetto del terreno? sarà effetto diverso del Me banche sulle leguminose? nociva delle Oro- l'influenza principio fisiologico circa ne ricordo due altre specie, tutte due piccole, cioè a fusto corto e a piccola una color paglino Orobanche mai ne ho le e , viste negli argillosi l'altra di sassi e pietre fanno la terreni calcari e sassosi; prima. Le località islesse pie- la mente pongono legumi. sì E che i coloni mai o rarissima- comechè la mia premura per conoscenza di queste parassite è stata sempre dal lato agrario, così considerandole nei luoghi, petrosi te indifferenti rimpetlo ai non mi sono i : color violaceo. Queste due sempre nei come corolla affrettato in legumi che mai come i corrispondenti nomi Papa ver Rhoeas. Nel linguaggio popolare di esempio chiaro, così squàcquera oliveti il la siccome parola la co- questa specie di papavero ne dà un tutte le classi Papaver Rhoeas. altro volonlé de l'homme. arvensis , E I di persone chiamano vigneti, i seminati, gli ne abbondano da per ogni dove. Ecco, secondo De Candolle un pagne specifici Gussone. squàcquera significa cosa molto aperta. rolla assai distesa pian- coltivano, si veruna occasione a raccoglierne saggi, per indi ottenerne dalla cortesìa del sig. vi esempio des plantes cultivées La Matricaria chamomilla , malgrè la lo Cnicus e tante altre piante tutte proprie di quelle andrebbero ben classificate in cam- questa categorìa. — 163 — Anagyris foetida. I mandriani chiamano questo fruti- ce piseddo di scorzone e lupino salvaggio. La parola scorzo- ne presso comune il basso popolo significa quella specie di serpe e di colore colla pianta bruno : ora che ha che fare la serpe eh' è piuttosto velenosa? Forse le serpi si ci- bano dei suoi frutti? Glycyrrhiza glabra. Questa pianta alle paludi verso l'Est, e vicino le foci cresce industriale dell' Ofanto all'O- vest della Città nei terreni acquitrinosi e salini. Ivi le coltivazioni di altre piante l' non pruovano bene andar degli anni non vi si diminuisce la se prima col- soverchia salse- dine, coltivando ed ingrassando sempre: ecco perchè gran- continuamente incol- di estensioni di quei terreni restano In questo caso io te. domando: e non sarebbe miglior par- tito diffondere la moltiplicazione della liquirizia spontanea, ed che si fa ivi stabilirne nella Provincia di altri luoghi del una fabbrica, Foggia , , che allo stesso vi è modo nella Basilicata e in Regno ? Hedysarcm echinatum. Ecco una bella specie di legu- minosa perenne, eccellente per foraggio ad ogni razza di animali. Somiglia un poco alla lupinella, e trovasi rara nei pascoli aprici del fratturo nelle vicinanze di Montaltino presso i colli di Canne, ove Medicago scutellata. la raccolsi nel I frutti diche essendo nella massima parte disposti a spira , gare ciurufuogghio femminino , e o baccelli delle erbe me- conformazione pare che abbia data origine gliata. Il chiarissimo signor , 1847. che alla siffatta voce vol- significa cosa attorci- Gcssone sempre mi ha sug- gerito che le erbe mediche non si possono ben distinguere _ 164 — nelle loro specie , prima se maggio, secondo la terreni, e dei luoghi osserva in aprile ed in si precocità della specie, la qualità dei , ed Medicago lappacea il et gnuoli le addimandano col Come non siano rispettivi baccelli i totalmente sviluppati: lo che corso della stessa stagione. Memcago Histrix. nome ciurufuogghio campa- I masculino. pescare l'idea di relazione di maschio e di femmina tra queste specie diverse, de' coloni? Sarà forse la secondo la maniera di pensare conformazione de' frutti, o loro la vestitura che ha data origine a queste voci? Medicago coronata. Quando Napoli al sig. Gussone delle sue lettere mi onorava della bella i da Barletta delle piante, egli saggi i fatto piacere trovare in fra uno io inviava in delle seguenti parole: a una Mi ha saggi delle vostre erbe mediche E Medicago coronata. veramente i frutticini di questa specie nella loro conformazione e struttura or- Due ganica somigliano ad una piccola corona. stata da me in quelli che stanno tra 1840. È volte è rinvenuta nei pascoli aprici di Montaliino la città di , ed Trani e di Corato, nel una specie piuttosto rara nel tenimento baru- lense. Medicago falcata. na: (pronunziate muta parola? d'onde la I coloni la e) l' addimandano ruveddasce- cosa intenderanno con questa sua origine? A Giovinazzo la chiamano niervo, a cagione della sua grossa e lunga radice. Questa preziosa pianta trovasi facilmente lungo le strade campi. L'ho raccolta nei seminati, e nei vigneti , signor D. Domenico Tavarone, di nei sassosi argillosi, e marnosi calcari: mai l'ho rinvenuta nei Il e silicei^ Lanciano negli Ab- — 165 — bruzzi, me ne favorì dei saggi in novembre 1856, che portò da quella Provincia. Come ve- specie perenne che geta in piena state sino a due palmi e più di altezza, senza bisogno di acqua, è un tesoro per gli animali. In taluni paesi del Regno YOnonis spinosa vien chiamata arresta bovi a cagione delle sue spine. Nelle campagne poi di Lanciano \&Medicago falcata similmente dicesi arrestibovi, e ciò di- pende dal perchè quegli animali mangiandola avidamente, vi si ha fermano per qualche tempo. Gussone sempre Il sig. ed io sulla utilità di essa nei prati artificiali, insistito ad esempio suo non ho mancato di raccomandarla prietarii di praterie. Inutili sforzi. ! ! . . ai pro- Nel 1852 ne semi- nai una piccola quantità a Gìovinazzo, e le piante svilup- ma parono bene; nel 1853 avendo dovuto destinazione a Cardito, non potei vederne Premura era la mia di moltiplicarne la il seguire altra risultamento. semenza e distri- buirla alle Società economiche. Melilotds leucantha. Questa leguminosa cresce colossale e tutta il fiume, e che sia ramosa sino a cinque palmi gli di altezza animali l'appetiscono con avidità. Non pare propria una pianta pugliese, avuto riguardo alla secchezza del clima. In nessun' al tra l'ho trovata, meno che paludi non trova e molto si che sono i campagna barulense nelle vicinanze dell' Ol'anto meno vecchia ove l'acqua ristagna per varii punti più bassi alla ai montagne : alle contrada di casa- buona parte dell'anno in di quei terreni avvallati. Io son di avviso che la sua presenza, lungo dovuta vicino il fiume, sia semi trasportati dalle acque provenienti dalle di SantaDgelo de' Lombardi nella Provincia di — 166 — Avellino. Ed in effetti piuttosto umidi e ama freschi. pianta terreni sciolti e siffatta L'ho raccolta più volle grotta di Pozzuoli nelle vicinanze della in autunno 1856 la tomba rinvenni a Baja; e nell'ottobre la trovai fiorita in fra le alture e avvallamenti di Ora quelle montagne fanno parte forte. nostri che si sulla di Virgilio : 1855 Monte- degli Appennini continuano in più rami per varie direzioni , e le loro circostanze fisiche locali conseguentemente saranno presso a poco simili a quelle ove ha origine l'Ofanto nelle vicinanze di Santangelo dei Lombardi, d'onde tati dalle rire la pianta in contrada a reni aridi nelle contrade lei estranea, qual'è la Puglia. nelle anfrattuosita de' ter- del fratturo, ove abbonda carbonato calcare sassoso. Una prateria il semi por- acque, come più avanti ho detto, fanno appa- Onobrychis caputgalli. Abita ed i il tufo artificiale di questa preziosissima leguminosa costerebbe piccolo spesato; giacché te, benvero quarto di non di si tratta di zappare smuovere il palmo or qua or della zappa fondo a regola d'ar- terreno alla profondità di un là: vale a dire che il lavoro non dev'essere continuato ed in massa, piut- tosto a salti, cioè ogni due ferro. il Coloro i o a fondo lupinella e cosa significa prateria mista , la di natura della comprendono su- questa regola eccezionale ed economica. bito il perchè Noi ci auguriamo che di mezzo colpo tre palmi quali conoscono i proprietarii si destino un poco da tanta lentezza d'industria per quei terreni sassosi destinati alla pastura delle povere pecore che in certi mesi dell'an- no sono condannate a cibarsi che non è certamente il dell'amara frasca di olivo, più bel foraggio del mondo! Al- — 167 — ternaria colla lupinella, col fieno sco , alla e con altro foraggio fre- , sarebbe un vantaggio immenso per le greggi che , bontà delle carni e delle lane accoppierebbero una migliore produzione di latte nella quantità e nella qualità. Trifolium fragiferum. Lungo le rive del sono superbe (e più le praterie naturali lo fiume ove , sarebbero , se fossero sgravate di tante piantacce inutili e nocive), vidi nel maggio 1847 un parco del Trifolium di prateria, ove l'abbondanza fragiferum spontaneo costituiva i quattro quinti della estensione del terreno con una floridezza di vegetazione veramente degna di essere ammirata. Gli è De proprietà de' signori rinomati per la Leone, i di cui latticinii Come loro squisitezza. pianta sono de' più perenne il Trifolium fragiferum forma la ricchezza di quegli erbaggi. Associato gli era il Trifolium flavescens biennale , ed altre specie di trifogli annuali. Vicia grandiflora. Coloro che della Botanica nelle selve si danno allo studio conoscono che questa specie è spontanea di castagno ai Camaldoli , Lago di Agnano , Valle di San Rocco, Capodimonte, all'eremitaggio del Salvatore, a Castellammare e luoghi simili, ove l'ho raccolta più volte. E questo fatto dimostra che reni umidi, freschi, ed ombrosi. piacque quando rulense nel gli presentai i Il sig. la pianta ama Gussone si ter- com- saggi raccolti nell'agro ba- 1847, avuto riguardo alla località pugliese il di cui suolo è arido e nimico del castagno. Abita nei luo- ghi a bacio dirimpetto al mare, vicino al castello. Un'al- tra specie di Vicia, diversissima dalle altre, rinvenni nei campi. Sventuratamente un solo saggio raccolto, e mesco- — 168 — non mi lato a tante altre piante, fu possibile rintracciarlo per poterlo disseccare e farmene indicare il nome specifi- co dal prelodato Botanico. Quindi ho lasciato in bianco suo posto nell'elenco a pagina 99, per ricordarmi il le ricer- che a farsene in migliori occasioni. Plantago lanceolata varietà di piantaggine 1' vigneti di Troj aniello; e osservare varietas altissima. Questa bella ho sempre raccolta nei così detti non ho avuto mai l'opportunità se gli animali con piacere. Se l'appetiscono suoi caratteri fitognoslici sono costanti ab origine sono l'effetto mercè i della che lavori coltivazione involontaria i e non , dell'uomo fanno alle vigne, è chiaro si di com- il prendere esser dessa una varietà pregiatissima pel suo fogliame copioso , lungo , e largo. Di tal che una prateria che ne fosse piena, somministrerebbe copia agli animali assai po della specie. maggiore che di quella si , foraggio di ottiene dal ti- Se non che meriterebbe calcolarsi il nutritivo di siffatta varietà, e quindi farne lo studio valor com- parato con quello della vera Plantago lanceolata. Se leggete, o Lettore, gli specchietti esposti nell'opera del gran- de Malaguti, del sig. Girardin, e vedrete quanto sono indispensabili genere, e quanta sia grande i le Chimici agrarii, cognizioni di questo la utilità Plantago albicans. Vegeta marnosi di altri rispettiva! nei terreni calcari tufosi e più secchi del tratturo. Statice caspia. In ima delle «uè lettere a Barletta il chiarissimo sig. Gussone cosi si me dirette in esprimeva: Vi ringrazio de saggi della bella Statice caspia. Abita argillosi per eccellenza alla fiumara in mezzo nei siti alle Salicor- — 169 — me, Umonium agli Atripìex, alla Statice e alla Statice se- , Alle paludi non l'ho trovala mai. rotino,. Statice dubia. Cresce nei terreni marnosi a bacìo dirimpetto mare il Statice all'Est e all'Ovest della Città. ? Statice barulcnsis. taluni saggi Se io un Botanico, fossi Nel mese di in piena fioritura vicino Halimus che circondano la le siepi raccolsi di Alripìex masseria di Santo Lazzaro propriameDte dalla parte interna, lungo sa in terreno argilloso e pantanoso. e sola chiamerei la maggio 1847 ne fiorita, e tutte le altre , e canale di dife- il Era una pianta unica non davano nessun segno di vegetazione. Ivi abbondano a centinaja di migliaja le piante della Statice Umonium a fiorire verso il mento , il e Slalice serotina , cadere del mese di luglio. fogliame, ramificazione, la e cominciano Il suo porta- disposizione dei la fiorellini, e lo stesso colorilo: tutti questi tatti la facevano distinguere dalle altre specie che io aveva raccolte nell'au- tunno degli anni antecedenti 1 842-1844. L'egregio 1 cavalier 837-1 838-1 840-1 84 1 Cessone la vide, e mi fa- vorì gentilmente dirmi che se ne sarebbe occupato a studiarla, lo ne aveva solamente due saggi, de'quali uno per lui e l'altro per me. La particolarità della fioritura, cento giorni prima delle altre piante, eccitò si fosse un'altra specie Lucifero ne i miei sospetti che o varietà positiva. Sul Giornale pubblicai un cenno: Anno 10.° N.° 39.° il li otto dicembre 1847. Rumex conglomeratus. Il nome vernacolo pianta è curiosissimo: schiatta pignatte. trarrà origine È di questa probabile che da qualche fatto positivo, per cui •22 i co- — 170 — e Ioni il basso popolo riconoscono la specie con queste voci. Rumex patientia. Abita nei fossati, nei canali , gini de' bassi fondi, e ai mar- nei terreni argillosi marnosi nelle vicinanze delle foci del fiume. Rumex thyrsoides. Raccolsi questa specie nel maggio 1847 sugli aprici colli di per pecore. le Crataegus ) ., \ no scarapurcio Canne ove cresce scarapulce , gno spinapulce. Vi è mT ) monogyna > _ „ cambiano piante e variano se, in l' , ,. addimanda- dunque una certa analogia I nomi tra Reque- volgari delle bocca de' contadini di uno stesso pae- da un paese all'altro: mentre in questo il nome vernacolo è simile e lo stesso in molte Provincie. di voci I e in altre Provincie del , caso del bianco spino faubépine) logia „ ,. Nelle Puglie voce e quella del colono pugliese. sta bella pastura allusive alla stessa quasi D'onde questa ana- specie? Le sponde del- Ofan lo sono cariche del bianco spino, che trovasi an- che in altri sili, benché aridi e sassosi. Ed io ne ho visto soventi fiate una varietà con frutto grosso due volte quanto un cece. Quei luoghi sono abbandonati uso di erbaggi, e conseguentemente non alla si natura per coltivano. Se fosse causa di questo fatto la sola feracità del terreno, do- vrebbe te; ma la grossezza del frutto manifestarsi in tutte io spesso ho ben osservate le le pian- piante di bianco spino vicine tra loro, delle quali talune a grosso frutto con foglie larghe e quasi strette foglie incise e lobate , ed altre con frutti piccoli , a con lacìnie acute. D'onde proviene — 171 — dunque questa grossezza di frutto? Sarà forse una distinta varietà? Pyrcs cuneifolia. Tutti campagnuoli ed i l'addimandano perazzo. Siffatta parola esprime massari i assai bene lo stato selvatico e ruvido dell'albero. Le luoghi sono coperte di peri selvaggi e v'ha de' possiden- ti, i quali, senz' altra coltura, gono numerosi esempii mi varietà gl'innestano , e ne otten- abbondanti pere. Nell'agosto 1844 ne vidi e belle ; praterie iu molli si ne' territorii mostrò una di Canosa , e fra le altre denominata pera del , sole , di colore rosso paglino, e della grossezza di quella chiamata pera del carpio: l'era dessa pregiata pel tenerume della polpa, pel sapore e fragranza. Nella masseria de' signori Esperii e di altri Barlettani sono si menti su questa novella industria ronati da felicissimo successo mente nomi ; la delV innesto che la pianta , , moderna, la stessa parole di i gentile il il gentile ne Ora la gentilezza se mezzo La , purché teoria è sono cose antiche permetta qui citare poche quale diceva così un secondo ne porrai co- Agro- moltiplicala per fatto e la verità sua si esperistati stabilita dagli della stessa razza. Natura! Mi Varrone , gentilissimo. sono quali dimostrano esatta- vaggio porrai pero gentile, avrai buono primo fatti può prosperare in qualunque terreno inserita sopra altra pianta quanto i ed breve e semplicissima teoria cioè piuttosto , , fatti bellissimi , : il Se sul pero frutto; allora il sel- e se frutto sul sarà un curioso dimandasse: d'onde provie- dei frutti coltivazione continuata in cielo, sic et simpliciter : in generale? si buon terreno e direbbe : dalla sotto favorevole e se di più interrogasse: ov' è la — 172 — origine della collivazione? risponderebbe: dans les ca- si VES DE LOBSCURITÉ DES SlÈCLEsl! Delphinium longipes. Ecco un'altra specie, vegetabili , cultivée malgré tanti fra Thomme. Nasce da la volonté de per ogni dove, ed anche nei seminati. Nel tempo della mietitura molti saggi, sfuggiti alla mano con semi maturi non ancora caduti dalla pianta madre , mescolali col grano. Quindi ne segue che nel treb- vanno biarsi del coltivatore, e frumento, il semenze del Delphinium longipes re- le stano confuse con quelle de' cereali, e sono riconosciute popolo colle parole occhio di pupa. Vedete a dal basso proposito quanto ho detto sulla Lychnis Gilhago. Ranunculus bullatus. Abita Sud-Est della Città. vicinanze della Lo raccolsi in novembre 1840 masseria di Barracchia Santo Luca. Nel novembre 1850 secche praterie nelle al nelle alla contrada di lo rinvenni sulle paridi a secco, coperte di terreno calcare, tra Giovinazzo e Bi- tonto; grazie alle gentilezze del defunto spizio di Giovinazzo, campestre sione il di Bitonto. diverse Fu in quella dell' ivi mie della Celtis au- mi fecero noto che queste due piante arboree era- coltivate quei lenimenti sia alle saggi raccolti dai pochi macchieti (rabougri^ Ulmus campestris, slralis, no i occa- piante, che inviai subito al signor Gussone. La Clematis cirrosa non isfuggì ricerche; ed dell'O- quale m'invitò ad una passeggiata sino alla città in cui raccolsi Economo e dai floridi alberi un tempo, si in cui gli antichi avevano un boschetto sia padroni di per diporto , per uccellare, o per altra causa. L'olmo è facile che vi fosse spontaneo, perchè mi ricordo benissimo sin dal — 173 — 1831, che quando percorreva nel seminario olmo tanto in tanto macchieti di soso , in terreno calcare e sas- carichi di quelle vesciche prodotte dalla puntura de- gl'insetti, no miei primi studii lelterarii i Trani, quelle campagne mi offrivano di di per che lo i nativi di quei luoghi l'addimandava- albero delle mosche: ed è quasi del tutto lo stesso Celtis australis me calcare della Provincia maggior parte alberi da terreno di Bitonto e di Trani il , , e sassoso di Bari. certo è da ritenersi Ma che osservati, avanzi fossero i in come nella quanto alla pochi e robusti di passata coltiva- zione. TnALiCTRUM nigricans. Nasce l' Ofanto poco lungi dai florido nelle praterie del- Canne. colli di Poterium garganicum. Abita lontani dalla Città nei siti nei pascoli elevati aprici i più del fratturo. Sarebbe questo un altro esempio, come quello del Frassino, per riconoscere la estensione fin là di qualche raggio della zo- na vegetabile del monte Gargano ? Vedete quanto ne accennai sul Frassino. Asperula cynanchica. Vegeta la via vicino il convento de' nei terreni calcari lungo Cappuccini: e convive colla Gypsophyla pcrmixta e colla Scabiosa grandiflora prolifera. Peganum harmala. L'ahitazione di questa pianta è cir- coscritta nei pascoli del fratturo, e propriamente in quella quale è posta al rinviene nei prati vicino il zona pratense, e la si me, ed la in quelli che marcano territori] di Barletta e di vicina a Canosa, e più la il Sud-Ovest di Barletta crollato ponte limite tra i ; del fiu- confini de'due Canosa. Più l'osservatore trova abbondante; si av- finché prò- — 174 — gredendo verso Cirignola e Foggia de' prati. Nei pascoli Canosa ed Andria, e tra padrona la rinviene quelli di Mol- Corato, Ruvo, e Terlizzi non l'ho vista mai. (Con fetta, non voglio sostenere che ciò , non vegetasse ivi ). Ecco il vero tipo della vegetazione del Tavoliere di Puglia. Singolare coincidenza! Taluni contadini vaggiajed i Botanici la chiamano ruta sai- la classificano nella taceae. Dice benissimo ratteri i sig. il (figlio) più rilevanti e specchiati nelle piante scono facilmente anche Ru- famiglia delle De Candolle si che i ca- ricono- campagna che non dalla gente di intende al certo lo studio scientifico. Ruta bracteosa? La raccolsi nei terreni tufosi nelle vicinanze delle masserie Cenlrone e Passero. Devesi rite- nere come veramente spontanea, o quale avanzo di antica coltivazione? Sulle antiche fabbriche del castello di Trani vidi (non mi ricordo 1841 ) in quale anno , se nel 1840 o nel molte piante di Ruta che prosperavano nelle fen- diture di quell'edificio. Tribulus terrestris. Vegetabile molesto ne gli ortolani lo no i ! Ed chiamano vasa piedi perchè si , suoi frutti spinosi nei piedi a ragio- conficca- che vanno de' coltivatori scalzi ne' momenti di lavoro e nelle giornate calde; ed è così che le punture rendono più si dispiacevoli. Thesium humile. Rarissimamente nelle campagne petto la masseria Centrone ed mente in in quel sito ove il mezzo ad amene piagge acqua durante le si trova questa specie Abita vicino di Barletta. il il fratturo dirim- casino Passero suolo abbassandosi , dà luogo , e propria- dolcemente ad una corrente strabocchevoli piogge d'inverno. Ivi di il — 175 — terreno è siliceo-caleareo-argilloso ed in liceo-argilloso-calcare. la Nel Maggio 1 punti è si- altri 847 ne raccolsi per prima ed unica volta un solo saggio, ed era in fruttifi- cazione. Vedete quanto ne dissi nella descrizione topogra- campagne fica delle di Barletta, Bartsia trixago. Questa pianta annuale gio , ed invade oltremodo danno. Nella Provincia Meìampyrum col grano , poiché il di seminati a grano i la male che apporta che le , e ne arreca confondano chiamano sporchici di ai cereali Orobanche (Vedete l'elenco de' nomi volgari mag- la Foggia pare che arvense, ed ivi nell'intensità a quello fiorisce in assomiglia si l'anno alle civaje. alla parola sporchia). rebbe necessario sperimentare nei campi se il Sa- male prodotto dalla Bartsia, sia effetto della facoltà assorbente delle sue radici, superiore a quella delle radici de' cereali, ed in quale stadio di vegetazione, se nel versamente, se siffatto numerevole quantità dall'essere delle piante o nel secondo , : o di- sia dalla di Bartsia: una vera questa specie Vedete quel che ne , nocumento generato glianti studii assai delicati za. primo parassita. o se in infine Sono simi- ed esigenti pazienza e costan- scrissi sul giornale la Rivista agro- nomica. il con- altri fondi Linaria triphylla. Cresce nei seminati vicino vento de'Cappuccini: e non l'ho rinvenuta mai in dell'agro barulense. È spontanea altresì nei terreni sotto marnosi di Giovinazzo, e precisamente nel fondo denominato la cocévola nelle vicinanze dell'Ospizio (1) Gli ortolani Giovinazzesi per cocévola sillaba vo ) ( (1). Questa pronunziate breve la intendono ogni terreno destinato alla coltura degli ortag- — 176 — 1835-1836 graziosa specie l'ho vista più volte Degli anni e 1855 Barra presso Napoli. coltivata nelle Ville alla Lina ria vulgaris. Nei seminati e nei vigneti della contrada di Trojaniello copiosamente 1855 to di si rinviene. Nel Caivano denominalo rosi alberi e propriamente , la taglia, dirimpetto parola taglia. la LlNARlA minor. Vegeta nei depositi dotti dalle acque dell' Ofanto lungo Verrascum repandum. Abita umidi di terre silicee, pro- sue sponde. le nei terreni argillosi ed denominata casavccchia. de' bassi fondi alla contrada Datura stramonium. Lo stramonio per la feracità estre- del terreno lungo le sponde dell' Ofanto raggiunge l'al- ramoso che sem- tezza di sei palmi, con grosso fusto assai bra un alberetto, portante ampio fogliame Alla via del campo, vicino Napoli i basso fondo il ove negli andati tempi erano nume- da frutto, che furono poscia tagliati, d'onde ebbe origine ma 1854 e l'ho raccolta vicino le siepi nel tenimento di Cardi- , saggi di questa pianta medicinale sempre e foglie silipo dell'altezza di dal li 1 e grandi fiori. 835 ho sino al mezzo palmo, aventi i tre palmi. Lo stala studio comparato da 856 fiori piccoli meschine. Ai Bagnoli poi e all'estremità l'altezza delle piante è 1 raccolti fioriti e me di Po- misurala sino a in tutte le Scienze è in- dispensabile; ed in quello della Botanica è indispensabilis- simo, quando, avuto riguardo gi , come quello quale essendo necessariamente coltivato meglio e il spesso ingrassato di siffatte piante, alla generalità delle piante , più di leggieri rendendole si presta alla buona produzione di facile cottura. » — coltivale, se 177 — ne voglia fare l'applicazione sotto cinque rapporti: 1.° il clima: 2.° il in Agricoltura terreno: 3.° la po- sizione topografica del luogo: 4.° la coltivazione: 5.° e la forza vegetativa dell'individuo della specie, la quale forza è in ragion composta della particolar natura del vegetabile e delle quattro anzidette condizioni. Queste cose ho vo- non perchè luto qui notare, pianta agraria cordare i ma , ritenessi che perchè mi è venuto sani principii poggiali sopra i stramonio lo sia proposito di ri- a e confermali fatti per lungo tempo dall'esperienza degli Agricoltori sennati e dalla dottrina dei Dotti. Principii sere più severamente studiati quali vorrebbero es- i da coloro che si danno al- l'industria campestre! Hyosciamus albus. i fanciulli Il volgo lo chiama sucaméle perchè dalla estremità inferiore ne succhiano il del tubo della corolla nettario di sapore dolce. Hyosciamus niger? Mai ho rinvenuto ro nelle campagne Zio materno , ma di Barletta; il il giusquiamo ne- Dottor Casale, mio spesso mi diceva averne raccolte le piante negli erbaggi dell'Ofanto nei primi tempi della sua carriera botanica. Sarebbe a desiderarsi che altri ne facessero ri- cerche esatte, essendo che è pianta medicinale general- mente usata. Lycium europaeum. Vedete quanto ne ho accennato parlando dell' Alriplex Halimus. Rhus coriaria. I vignajuoli V addimmdano pistazzieddo. Questo nome vernacolo ha coloni e tutto il il suo significalo basso popolo riconoscono rubbo colla parola pistazzo ; il il , ed ecco. I frutto del car- quale carrubbo ed 23 il som- — 178 — smacco portano foglie composte pennate ; ed è per una piccola similitudine di questo carattere filognoslico che i con- tadini dicono pistazzieddo, quasi dir volessero piccolo car- rubbo. Tutti sanno la ricca industria che del fa in Sicilia potrebbero : Pugliesi i sommacco si occuparsene, poiché questa pianta non esige tanto spesato quanto le altre coltivazioni. Cresce spontanea nei vigneti all'Est della Città, contrada Fraggianni vecchia e precisamente alla dello Sterpeto e nelle vicinanze della strada interna conduce , alle paludi. Nel 1840 raccolsi presso Trani nei luoghi sassosi e calcari Ammi majus. Comunemente àccio, , alla via Rhus il come accitieddo, che coriaria a Barletta. diminuitivo di che in bocca del volgo significa sèdano: e siccome Ammi le foglie radicali dell' majus somigliano un poco a quelle del sèdano (perchè tutti due appartengono alla stessa famiglia naturale ) , così i l'idea di piccolo àccio, ossia nome campagnuoli per esprimere sèdano piccolo , adoperano Apium graveolens. L'ho del osservazioni signor raccolto alle paludi. Giusta le De Candolle sulle vere piante spontanee e su quelle semplicemente naturalizzate be ivi il vernacolo accitieddo. , sareb- Y Apium graveolens da considerarsi come indigeno del paese , o proveniente dagli avanzi di antiche coltiva- zioni, e quindi naturalizzato? Io sarei per la seconda opi- nione, dal perchè alle paludi diversi ortaggi. Sentiamo quando parla piante in un « et spesso cosa dice i contadini coltivano il Botanico Ginevrino dei differenti gradi di naturalizzazione delle paese. « J'appelle complétement naturalisée, par abrévialion, naturalisée, une espèce qui, n'exi- — 179 — « stant pas aurapavant dans un pays, « avec tous Ics caractères s'y trouve ensuitc dcs plantes spontanées indigè- « nes, c'est-à-dire croissant et se multipliant sans le se- « cours de l'homme « d'abondance et , se manifestant avec plus de régularité dans ou moins les stations qui « conviennent, et ayant traverse des séries d'années, lui pen- dant lesquelles leclimata offert des circonstances excep- tì volume 2.° « tionnelles. » Geografia botanica: Caciirys pungens. Abita nei terreni calcari ed aridi del fratturo. Nessun nome vernacolo bo potuto rintracciare questa pianta presso 1844, avendola ivi i contadini i coloni Barlcttani. me la Solamente nel campagne raccolta ancbe nelle di di Canosa, indicavano colle parole zampino sal- vaggio. Cosa vorrà significare presso i medesimi questa parola zampino? Echinopiiora tenuifolia. Questa interessante specie fu da me raccolta la prima volta in agosto di Canosa. Colà i campagnuoli mi assicuravano che sano, e la 1844 nei vigneti chiamavano zampino pae- gli asini ed i cavalli la man- giano volentieri. Tramanda un odore quasi simile a quello del finocchio; e vane furono le mie ricerche per scoprire il significato della parola zampino secondo Nel 1847 poi de' contadini. la il linguaggio rinvenni nei vigneti poco lungi da Montallino e dalla masseria Centrone e Passero come pure in quella del sig. primi luoghi ne trovai pochi saggi glia (se > cioè circa cinque mi- mal non mi ricordo) lontani dal mare. Nella mas- seria Cafìero za (se , Cafìero verso Canosa. Nei i saggi erano più abbondanti, ed ivi la distan- non erro) conta sette miglia da Barletta. Nei vigneti — 180 — comune: e poi di Canosa la specie è piuttosto che quella Città dista da Barletta dodici miglia. tutti sanno Pare dun- que che la stazione della specie sia mediterranea e non marittima; ed è probabile che sarà più copiosa in individui la sua presenza nelle campagne di Minervino. Sarebbe soddisfacente cosa pel Naturalista to , cioè la progressiva e regolare abbondanza in ragion diretta della specie Qui cade la verifica di in acconcio cipio stabilito della lontananza e rilevanti delle famiglie agli occhi del volgo, l' fat- dal mare. notare un altro esempio del prin- il da De Candolle, che Cachrys pungens e questo degl' individui naturali caratteri principali i non sfuggono neanche dei campagnuoli. Così la massime Echinophora tenuifolia sono due generi della stessa famiglia naturale delle Umbelliferae diversi , e nome vernacolo zampino. col tutti due sono riconosciuti L'origine di questa voce dipenderà forse dalla conformazione e de'frutti struttura ricciuti dell' dalle punte delle lacinie delle sue foglie? scrizione Flora sicula laciniis che ne fitognostica , volume plurimis 1 .° parum Sentiamo Gussone la de- nella sua folla tripinnatifida, ad primariam petiolorum divisionem cru- ciativi disposilis; in caulinis res, fa il sig. — Aliquando Echinophora, o latiores radiis subbreviora , , vero laciniae remotae, brevio- rigidiores: involucra integra, inermia, patentia , demum saepe deflexa : involu- cella in fructu recurva, rigida, sed non pungentia. Più ap- presso poi riporta stinaca sylveslris, il sinonimo diCuPANi così espresso: Pa- aìiguslifolia , fructu echinato. H. Calli, p. i63. Sicché la parola zampino, usata dai contadini, si avvicina un poco alla descrizione botanica per ciò che ri- — 181 — guarda suo significato allusivo ad una piccola zampa. il Ferula communis. di questo vegetabile I fusti sono ado- perali nella costruzione delle arnie per le api, ed in quella di certi mobili rustici che fanno case coloniche. Ivi siffatte sedie Questo è uno si addimandano nomi vernacoli di quei di sedie nelle l'uffizio freddizze. curiosi e senza allu- sione alcuna ad un qualche significato. Foeniculum vulgare piPERATUM. et rami I fioriti queste due specie soglionsi adoperare nel conciar dette olive in acqua o in salamoja, matica conciliar potesse una onde le così parte aro- la loro quale fragranza tal di al frutto dell'albero di Minerva. Opopanax chironium fusto somiglia un poco vel Pastinaca opopanax. fiume in la sulle rive del vegetazione erbacea ed arborea in generale è ri- pescatori 1847 mi dicevano poi lo tuffano frequentati la radice dell' Opopanax nell'acqua in quei dai pesci, i quali a galla perchè restano storditi un molti campagnuoli, che onde prendere maggior quantità l'Ofanto, mettono è questo tanto maggior- quanto che nei terreni feracissimi gogliosa. Nel i suo Ferula communis, ed a quello della è perciò che vien chiamata fergolazza: e mente 11 altro vegetabile siti di in pesce nel- un sacco, e da essi creduti i più dopo qualche tempo vanno dal succo della pianta. Gli che infesta oltremodo quel- le ricche praterie. Perchè non estirparlo un poco la volta economicamente? Per quante ricerche mi fu impossibile riconoscere che gli feci in quei luoghi, animali lo mangias- sero. Valerianella echinata. È un poco rara; e l'ho rinve- — 182 — nuta più volte solamente all'Ovest del convento de' Cappuccini nei terreni argillosi seminali a cereali e a legumi, e precisamente presso il Vitex agnuscastus. I vecchio oliveto. mandriani, tori di panieri e di cesti lo massari, e i costrut- chiamano canapazzo , che si- i Ma gnifica senza dubbio canapaccio o canape grossolana. quale analogia passerebbe tra Siamo giusti \erso Le idee. fusti dell' agnocasto ; scorza castoagnello ed campagnuoli e i a si loro ristrettissime un certo punto Di più fra loro. , i adoperano nella costruzione dei pa- e siccome sono pieghevoli , le canape? il Cannabis saliva e del Vitex agnusca- foglie della stus somigliano sino nieri il e alquanto tenaci nella così quella parola capanazzo è tollerabile quasi , che alluder volesse all'idea della tenacità del canape. Pancratium maritimum. Abita re, alle paludi e alla giglio di S. cui non si Giacomo. Ecco un altro nome vernacolo di odor gratissimo nei giardini ? si di fioritura della pianta. Io littorale schiude in agosto nelle ore seroline. Ciò facendo reno buona quantità il ma- trova la vera etimologia. Questa pianta bulbo- sa porta fior bianco che go nei terreni arenosi del fiumara. Vien riconosciuto colle voci fra , ; e Perchè non coltivarlo converrebbe mescolare arena marittima per l' ho vista fiorita Castellammare e nella Provincia di Napoli. tramanda È la la al ter- prospera molle volte lun- Torre Annunziala dunque una pianta comune sul Tirreno e sull' Adriatico. Sternbergia lutea vel Amaryllis lutea. de' terreni calcari frattuosita de' sassi. e petrosi, ed in L'ho raccolta più Si diletta particolare nelle an- fiale alla via di An- — 183 — ària, alla contrada del Crocefisso, vicino Car- vigneti di i done, alla masseria di Barracchia e luoghi simili. Ardm tenuifolidm. Predilige terreni erbosi calcari i ; e l'ho rinvenuto insieme co\Y Amaryllis lutea. Cyperus olivaris. Comunemente l'addimandano erba nell'epoca della fioritura le squamette o rossa. In verità hanno in massa un colore rossetto glume dei fiori che rende più pronunziato per quanto si la pianta trovasi in luogo esposto al sole ed in terreno ove mento calcareo seggiano di all'ombra, : mentre siffatto abbonda al contrario nei fondi principio terroso gentile, ele- l' che scar- che sono esposti e colore delle glume è sbiadato e biancastro. il Il primo fatto l'ho osservato spesso vicino l'Ofanlo, no- tando le particolarità versi siti. Il secondo chimiche e fisiche del terreno in di- marcato in fatto poi l'ho ghi de' contorni di Napoli, non esclusi i radois a fianco della Specola astronomica. de' fondi arenosi a Barletta allorché no la li Mi- I proprietarii cedono in fitto, fan- convenzione coi coloni di dover estirpare l'erba ros- sa, la quale infesta gramigna , sommamente terreni, forse più della i coi suoi rizòmi di facilissimo sviluppo. Cyperus badius. Chiamasi erba a de' ciperi mi luo- varii terreni sopra quadriello. Sicilia, Volumen primumj . Ond'è che spressione dei campagnuoli, presso driello non tanto significa ciò che dice i sia. De Candolle , : sta Gussone bene quali la parola a a quattro corpo angoloso, quale che esso mente culmi sono ordinariamente angolosi e triquetri: (Cul- enodes, teretes vel triangulares , basi foliosi Flora I , l'e- qua- angoli, quanto un Qui ricordo nuova- che certi dati caratteri — 184 — naturali non sfuggono neanche delle piante chiari e vista e all'intelligenza comune alla campagna. della gente di Scirpus maritimus. Dicesi parimenti erba a quadriello. Qui si trova la stessa coincidenza vernacolo. Di fatti Culmo triquetro. ( il nel di significato di questa fusto pianta è nome angoloso triquelro superne aspero spicisque glabro Gussone, Flora Sicula, Volumen primum). eie. Colciiicum Cijpam. Vegeta nei terreni de' bassi fertili fondi dolcemente avvallati. Nei vigneti di Campanile, poco lungi dal fiume , ho rinvenuto 1' spesse fiate fiorito ed in florida vegetazione. Aegylops ovata. Questa graminacea vien denominata scanna cavallo. della pianta perciò che È probabile che producano danno i giungevano che 1' agli animali cavallini , ed è coloni la riconoscono con queste voci. Molti pastori e mandriani tieri lunghe e ruvide le reste mi asserivano questo in generale gli fatto, e mi sog- animali non tanto volen- appetiscono. Sarebbe a desiderare che possidenti i e veterinarii se ne occupassero a studiare queste particolarità. rili, slis (Spica brevi ovata, spiculis 3-/f, valvis calycinis scabris multislrialis la egregio e benemerito Botanico e con quanto ne asseriscono cumento che Avena i aristatis , ste- ari- patulis spicam excedenlibus: Gussone, Flora Sicula, Vo- lumen primum J. Pare che so suprema saepe o~4 i descrizione fatta dal nostro si pastori relativamente al le reste della pianta sterilis. accorda coi miei sospetti apportano no- ai cavalli. Volgarmente chiamasi avenacchia. Pres- coutadiui questa parola significa avena grossolana. I Botanici hanno dato a questa specie annuale il nome di — 185 — sterilìs. Ora io domando: per via di semi? se è sterile, perchè parola la sterìlis h chezza delle semenze che poco suo valor nutritivo? moltiplica deve alludersi specie produce? alla po- forse al conformazione della pan- alla ad altra causa? nocchia? Cynodon dactylon. Da per ogni dove La vera gramigna de' Botanici è ho raccolto sempre al si il dicesi gramigna. Triticum repens che io nei vigneti e nei terreni silicei vicino mare. Hordedm murinujh. Questa graminacea è poco o niente Quand'è appetita dal bestiame. neppure in fioritura pre l'addentano. Cosa singolare per siffatti spesso abbondano le formicai. i vie E e conlra , siccome le i di pianta muri dell' Hordeum murinum , così il , non ! ove , formiche tra- sportano indistintamente sotterra qualunque seme particolare quelli delle graminacee ca- animali che di- vorando tutto, lasciano da parte questa specie Nasce copiosamente lungo le escluse le , ed in semenze volgo lo chiama grano di formica. KOELERIA VILLOSA LONGE EXEKT1S. L'ho VarielaS CULMIS raccolta più volte nei terreni silicei marittimi alle foci del fiume. come È forse pianta semi da altri pianta naturale di quei siti? vive colà peregrina, perchè trasportati ne vengono luoghi mediante le correnti dell' Ofanto i ? Lagukus ovatus. Graminacea comune che vien riconosciuta con diversi nomi vernacoli, cioè mustacci di milita- re; coda di sorcio; coda di volpe. coincide bene col fatto. Guardate Il la terzo di questi spiga ovatus, e vi scorgerete grande somiglianza volpe. . nomi del Lagurus colla 24 coda di — 186 — Lappago racemosa. Questa graminacea non na da' luoghi marittimi e dai siti allonta- si acquosi luogo 1837 Cresce vicino l'Ofanto a Barletta e a Canosa; nel 1850 raccolsi a Manfredonia, e nel fiumi. i la a Giovinazzo nei cre- pacci de' macigni calcari sulle coste del mare. Ivi signor il D. Vitantonio Cappelli nello stesso anno 1850 ne raccolse diversi saggi di viglia una vegetazione rigogliosa, che era mera- vederli così floridi crescere tra nudi sassi. il Lolium maximum. Chiamasi comunemente rà forse la tadini? Nel mese di aprile e maggio erbe si minati di quale vende fresco per ottimo foraggio le , ai ripuliscono massime dal grano da tutte si sciuoglio. parola loglio guasta e corrotta in bocca Sa- conse- i loglio , il animali. agli Qui permettetemi una piccola osservazione agraria eco- nomica Voi, per esempio, anda- a proposito del Lolium. te in Puglia , e ove più ove meno lo vedete vendere qual ad altre foraggio agli animali in Primavera unitamente erbe graminacee e leguminose Natura ivi profittano di tanto bene i prati artificiali. , e non Al contrario si pesarone o incarnato e ciò in Terra di Lavoro , ne' la dunque Pugliesi andate in un altro pae- , siano coltivate; e tra queste ultime il I curano di moltiplicare se, e trovate piante diverse da foraggio trifoglio spontanee che tutte , produce abbondantemente. , il il , siano spontanee, granone lupino , due Principati , il , panico, rapa ec. la e in altre Provincie. Queste usanze sono inveterate da lunghi anni , e sono figlie delle stesse circostanze locali e delle novelle coltivazioni, che (fra tante altre, le quali non diffusero ) si poterono più estesamente prender piede in uu — 187 — dopo questi paese. Cercate ino d'introdurre cose nuo- fatti ve in mezzo a pratiche inveterate, e voi vi affaticherete invano con poco o niente profitto, se non date luogo all'opera di lunghissimo tempo che non sempre è dato ve- dere ad una medesima generazione che fu (Dioscoraca batatasj, la prima a dare agronomiche. Vignarne della China l'iniziativa alle novità il Convolvulus batatas o patata dolce, forse vedranno diffondere le rispettive coltivazioni nel fu- turo 20.° secolo in Calabria e nella Sicilia. falcala è ottima pianta leguminosa La Mcdicago da foraggio cresce bene nella slate senza bisogno di acqua tanea negli Abbruzzi quanto ne dissi gridano che estivi , ). Ebbene hanno bisogno che non esigessero acqua , i voi indicate la Mcdicago : intanto non trovale anima vivente che incaricasse a raccoglierne dare alla luna ! E s' ; e Voi predicale ? ed è leguminosa ! i limiti che gri- posteri vedranno le pra- Tauta è la possanza delle abi- tudini inveterale neh" economia campestre poco semi e i lo stesso quando nascerà qualche eroe agronomi- co nei futuri secoli, allora forse terie di siffatta sempre delle praterie nei tempi calpestano !!!... (Vedete Pugliesi falcata eh' essi stessi moltiplicarla poiché , ed è spon- nelle Puglie, e altrove. più innanzi essi , l'opera classica !!. Studiate De Gasparin del Conte su delle regioni agrarie, e vi convincerete i un diversi del princi- pio filosofico di questa verità di fatto. Intanto riprendendo il nostro principale argomento ziale sarebbe di fare lo studio , aggiungiamo che comparalo tritivi delle diverse specie spontanee A cagiou d'esempio, se in Puglia si che tra i offre 1' essen- valori nu- un paese. studiasse sul valor uu- — 188 — tritivo tra le specie Lolium ed di Trtticum repens il sa- , Ma rebbe una cosa utilissima pei proprietarii di animali. ciò fare senza lo studio della chimica e della vete- come rinaria ? Come giungere a tanta mèta senza amore e tra- sporto alle nobili occupazioni? Se i giovani chimici seguis- sero l'esempio del celebre Malaguti, gnerebbe il cento per uno ! ! specie addimandasi e serve altresì a nutrire gli animali. Sembra che Lolium multiflorum. Quest'altra cigliata , l'origine di questa parola provenga da ciò, che delle piccole spighe essendo piuttosto no un tantino alle ciglia degli occhi strana sembrasse, non si potrebbe alla facilità di cestire della ed il guada- società la la glume compresse, somigliao se ; tale similitudine parola cigliata alludere Ed pianta? le in vero basso popolo dicono la pianta caccia vogliono indicare che cestisce assai: ed il i campagnuoli i cigli allorché Lolium è preci- samente in questo caso. Arundo donax. Questa graminacea ne o cannedda , produrre culmi giunge di nelle curava che a tagliare D. Giuseppe siffatti adoperare l' delta canna vicinanze una lunghezza le asserzioni del Sig. è necessario , , dell' di trenta Italia, il comu- Ofauto , a palmi, giusta quale mi assi- culmi così lunghi e grossi accetta a replicati e sostenuti colpi. Phragmites commcnis. Non avendo questa pianta mo voluminoso come quello de\Y Arundo donax, così pagnuoli la chiamano cannazza , ossia canna di il i cul- cam- poco o nes- sun valore. Questa graminacea è abbondantissima lungo le sponde dell' Ofanto ; e nella contrada della fiumara al- — 189 — lunga suoi fusti o culmi i che dir , vogliano si terra sino a quaranta palmi misurati da mese te nel di luglio mio erbario il , stesso e ligato in un rasente , espressamen- 1847. Ne conservo un saggio nel quale saggio è attorcigliato intorno a se con un laccetto perchè potesse contenersi foglio di carta. Secale cereale. Nasce nei seminati che facile sti me È grano. di cosa sue piante sortano da semi di segala frammi- le a quelli del frumento prima della seminagione. Qui ca- de acconcio di ricordare botanica fia , secondo le stesse osservazioni di Geosxa- De Candolle della Vitis vinifera sylvestris e dell' , che feci a Apium proposito graveolens. Stipa pennata. Quantunque conosciutissima dai Botanici questa graminacea , ciò nondimeno mi gode animo 1' ricordare agli amatori di piante la bellezza delle sue reste , e che per quali sono le se fossero , le ornamento di attenuato-acuminatis , foliis ai , rigidis , piume di , potrebbero forse loro cappelli. che nella sua Flora Sicula ne Volume primo. Panicula sone, nudis oltremodo a foggia bene apparecchiate donne servire la descrizione cinis delicate fa il sig. Ecco Gus- basi inclusa, valvis caly- aristis longissimis plumosis basi glaucis canaliculato-setaceis radice , perenni. Junccs acutus. Questa pianta palustre serve ni e ai vignajuoli. Ai primi per condi per ligare pampani. i Allium pallens. Abita agli ortola- affasciare ortaggi , ai se- nei vigneti a terreno calcare- argilloso nella contrada di Trojaniello. Asphodelus luteus. I pastori e gli abitanti delle mas- — 190 — ne allessano serie sulle praterie l' muta e le tenere messe e se le mangiano. Nasce e vien addimandato avrusceno , pronunziate ( ). Asphodelijs ramoscs. Cresce su prati i l'ornamento in primavera coi suoi vaghi di cui , fiori denti leggermente al roseo. I fusti disseccati forma bianchi ten- adoperano si per combustibile dai pastori e contadini poveri. Nelle Reali Saline di Barletta tri piccoli ove ragazzi ne costruiscono sediucce ed al- i mobili per trastullo si fa il sale ( previo il indi : li tuffano nelle vasche debito permesso delle Autori- tà), e dopo qualche tempo ne estraggono li tutti coperti di sale puro e finissimo. Questa è quella pianta tentata l' di cui si è industria per la estrazione della sostanza alcooli- ca a cagione della crisi vinifera. È copiosissima in tutte le tre Puglie. Muscari comosdm. si si si , lavano, si spaccano in quattro parti mangiano conditi con sia colla farina v' bulbi di questo giacinto o muscarì estraggono dai campi in gennajo ed in febbraio. Si net- tano e I ha di quelli gia infocata rostiti. , e amari sia colle che senza dopo olio e aceto. Altri uova pulirli nettano li dopo , li , , tendente al roseo allessano, si li friggono di averli allessati sottopongono e se Questa è l'usanza de'Pugliesi. lore rossastro li I mangiano alla così : , e bra- ar- bulbi hanno un co- e sono così nauseosi ed , da non potersi digerire che dal solo stomaco di , bronzo , , : ed io fin dalla ne pronunziata contro l'epiteto di mia fanciullezza ebbi un'avversio- siffatto cibo grossolano distinto col- lambasciom. Del resto ; de gustibus non spulandum. Dicesi che ve ne sono due varietà ; est di- quella ros- — 191 — saslra Di e quella bianca. , due tutte seconda è perni- la ciosa, perchè indigeribile e produttrice di forti dolori di mi ricordo testa e scioglimento ventrale. Io lambascioni bianchi e quelli rossi sin dalla te- ma nera età i po mia carriera botanica non ho avuto della ; la nel tem- fortuna di distinguere queste particolarità di piante. Sarà forse ca una varietà del distinta la Muscari comosum ? Sarà una specie di Scilla? Sarà in fine qualche altra specie di tempo cinthus ? Col i bian- Hya- Botanici verificheranno questo fatto naturale. Ornithogalum villosum r r, odoms. var. floribus i Gagea villosa Nel > . vanctas floribus odoris. j mese di marzo 1841 sulle Sud praterie al della Città , e propriamente dirimpetto la masseria Centrone e Passero sul fratturo insieme col signor D. Luigi Passero (che sempre gentilmente si meco cooperato è eravamo piante, tutte le volte eh' taluni saggi di siffatta gigliacea, me da lita inviati in Napoli cortesìa e bontà al sig. mi scrisse quelle piante erano varietà sia arvense. no ritenersi i in alla raccolta delle compagnia) raccolsi, quali, disseccati, furono Gussone. Egli colla sua so- una dell' lettera , dicendomi che Ornithogalum villosum os- Poi mi soggiungeva che almeno così doveva, sendochè diverse altre vogliono le piante grasse essere studiate , quelle bulbose allo stato modo che poiché disseccandosi perdono taluni caratteri in si rendono difficili istanza presso il a riconoscersi bene. Nel 1846 facendo prelodato Botanico in Napoli perchè degnasse rivedere nel suo pregiatissimo erbario gi inviatigli da Barletta , e , fresco i si miei sag- lo stesso pieno di amabilità sod- — 192 — disfece le mie premure minato vostro il ed un giorno mi disse , Ornilhogalum nuova. marzo 1841 rosi ; che nei campi alquanto ; con scapo più corto; portante non lineare corolla ; Tutto re gratissimo. comune della specie cie , , i li , ma poco e di , più lar- un odo- osservava nei saggi si Gus- quali ultimi presentati al sig. come lo erano quelli a corolla odorosa. Scilla maritima. Per la feracità rive dell' Ofanlo lo scapo raggiuDge misurati da meno nume- riteneva per tali, e non per varietà della spe- egli , contrario il ciliate ai loro fiori ga e quasi ottusa all'estremità delle lacinie sonk coi sag- sue foglie erano più corte e più larghette le comune da due a tre , me nei seminati di grano), ed aveva queste par- di quell' altra margini quale specie , Ornilhogalum villosum (raccolto nello stesso gi del vero , pur no paragonala da Siffatta varietà era stata ticolarità o , esa- veramente merita V at- e , tenzione de Botanici "per definirsi Ho : me del terreno luogo le 1' altezza di sei palmi soventi volle. Coperto di fiori bianchi per quasi tutta la sua lunghezza di agosto e settembre in fa , mezzo un bel vedere nel alle praterie ed ai mese cespu- gli. Il suo aspetto e portamento dà un poco del romanti- co quei luoghi alquanto in Cresce su cino al i fiume , come poc varietà a cipolla vista mai. In rossa tutto silvestri. Napoli si ; la pianta stia nel le dalla costiera di ho accennato. Havvi anzi quella a bulbo bianco è introdotta ad uso nelle sale per la vaghezza che solitarii e del pascoli aprici del tratturo e nei bassi fondi vi- de' fiori terreno Sorrento. , che venendo Il si di la sola non l' ho ornamento schiudono senza le rispettive cipol- succo della Scilla mariti- — 193 — ma mescolato formaggio e al pera dai Pugliesi per uccidere lo l' ché ne sia , certo saranno sempre campagne delle blema i questo rimedio efficacia di il è che si vetro polverizzato al , Taluni vantano a cie- altri poco o niente. Chec- tormento delle famiglie dette zoccole dei bastimenti, , coltivate, e de' giardini privati della loro disfatta sarà ado- topi. sorci e le così i si ed : il pro- sempremai d'impossibile so- luzione. Scilla autumnalis. Abita nelle vicinanze del fiume nei fondi a base silicea. Scilla undulata? Una pianta me raccolta da ( non ricordo sig. Gcssone. Scilla Egli undulata sembra difficile : luoghi. Io col tempo qualche sospetto per mancano , cosa piuttosto se qualche studii amatore e questi ; fiori , e mi era di avviso facile a rinvenirla in citare questo fatto , quei chi sa di Botanica potesse rintrac- delle Scienze naturali ricerche e senza una rigorosa osservazione no assodare i la consultata l'opinione del chia- Gasparrini sig. ho voluto intanto ciarla. Negli presentata in Napoli al e , poi soggiunse 1857 ho In questo anno la si fosse ) disse aver che possa vegetare sulle sponde delV Ofanto rissimo Botanico che mi ma Autunno viciuanze dell'Ofanto in nelle quale anno di di Scilla, senza fiori, fu certi punti scientifici più i ancora in via di problemi. V'ha dei senza costanti , non difficili fatti , si posso- che sono disparati in Na- tura che sembrano diametralmente opposti alle leggi teo- riche stabilite da cinquant' anni a misura che studiano collegati coli' ordine , si del fa ; e intanto avveggono che tutto , i i Naturalisti medesimi sono quantunque non ancora 25 — 194 — siansi spiegate le rispettive cause De sig. emanano. dalle quali , Candolle parlando di quelle specie di piante cui individui sviluppa le più sublimi idee scientifiche , e filosofiche intorno a siffatto argomento. Egli stamente queste piante espèces V « épithète de disjoinle me diajointes chiama giudice e , così ou plusieurs pays séparés « 1' « , autre, à cause de quelque circostance tenant ou à « plantes, séparées « sible? Ce , doit , la me « , sans transport probable in questi termini : il sig. pos- « On attacher fait E pareils faits ». , più apsì espri- ne peut se défendre aussi de domando ai major è piuttosto pianta dei luoghi me me à la distribution primitive des espèces, questo proposilo io va che la ètre par l'effet de causes antérieures à mode « ayant produit peut-ètre ce singulier A méme ni > continuando a ragionare da gran Filosofo remonter ou à , des espèces peuvent-elles se trouver une grande importance à de presso un à manière de vivre des « l'ordre de choses acluel. Voilà ce qui « 1' éloignement considerale des pays d'ha- Comment « bitalion. « ainsi 1' ou à deux cependant ne peuvent et qui envisagées cornine ayant été transportées de « structure des graines Cavaliere Michele : la Plantago bassi e palustri Tenore , comme d'habitation ». Botanici cima di monte Corno negli Abbruzzi la , e co- trovò sulla che secondo taluni Fisici osservatori sarebbe elevato dal livello del mare per 1 588 tese ? Sopra : parait convenir à certaines « espèces dont les individus se trouvent divisés entre « ètre di trovano divisi tra due o più paesi separati a si grandi distanze i Il una scala più ristretta rispetto alle lon- tananze , non sarebbe questo un esempio analogo alle pian- — 195 — del tes disjoinles De Candolle? sig. signori Giuseppe I Antonio Pasquale e Giulio Avellino riferiscono nella loro Flora medica della Provincia di Napoli, stampata nel 1841, che essi la raccolsero sul picco della esempio in piccolo la l' Non sopra Castellammare. chele somma ? Mi si dirà delle temperature ma ; Geografia botanica ; trova forse in Puglia , nel caso della Scilla alla utili specie volume primo ; ) V ha rinvenire il (Dice lari delle specie « quoi. d' De Candolle, spontanee Une espèce peut « le froid sera rare et , pour que là Voici pour- un pays par mais , les il le ne fera pas ou bien l' mème , été ne graines puissent l'automne sera trop enfiu une seconde cause au de , la floraison froid. espèce puisse èlre limi- uu point par une cause « ction par me ou « ). du coté ouest par exemple, moins intense on concoit qu' une « tèe dans « , lo parlando de' limiti po- in pianura , chaud pour avancer mùrir en automne « Ainsi è fatto simiglianti fatti étre arrètée dans « sera pas assez favorable « si espèces sera toujours très-com- « froid de l'hiver; plus loin, « assez specie che elevarsi di molto per cominciare étude des limites si tanti e tanti esempii simili in studio sulla traccia delle vere cause di « pliquée ». non , siffatta molte Flore delle varie regioni del globo, che non « L' De sarebbe tanto lontano dalla naturale distribuzione geografica altro dai Botanici, ( e quindi vane riuscirebbero le ri- cerche. Io rispondo che non di Scilla nella Puglia. San Mi- di questo un altro è cioè quella che risulta dal- , accumulazione delle temperature Candolle montagna gli dans une autre dire- , plus loin par une troisiè- par une quatrième , ect. Ceci est d'aulaut — 196 — que l'humidité ou « plus vrai mois de « versement dans les sécheresse la 1' année , , répartiesdi- peuveut agir aussi « corame causes de délimitation <( méridionaux (avete capito, Lettore? ), et, « ger avec les De « mènes bizarres dans « d'exemples, qui paraissent des anomalies, et qui cepen- de effets la temperature. les limites d espèce « dant pourront peut-èlre « chaque 1' s' expliquer l' on compare attentivement d' une espèce avec les une foule et si , mélan- des phéno- là , pays les se on scrute les limites conditions de temperature et d'humidité, daustoute l'élendue de ces (Qui permettetemi per digressione « limites ». flettere , che Germania ta si constantées « bien « fait. et surtout dans , : tion De , , il sig. du l'ìnfiuence ove De Daum anno 1857 nel corrente climal sur argomento). Mi che , sendo una ristrettissima località sì alto grado. Alla la scala è vasta rapporto all' , o è ristretta umidità e alla fisiche , signor il punto il De Canuolle , dell' Ofanto es- non può meritare I' qual cosa rispondo che , il principio temperatura diverse specie, è sempre lo stesso ad ogni punto del globo nostro principale al una o più grandi regioni di della superficie terrestre e in , una dotta Memorietépoques de la végéla- les obbietterà, che si parla sopra una vasta scala tenzione di , trovano principii analoghi si farvi ri- ha pubblicato a Stettin , , at, o filosofico in confacenti alle e da potersi applicare tutte le volte che le condizioni sono in armonia colla natura delle piante e colle esigenze della loro naturale distribuzione geografica. e che io domando ardentemente forte a sapersi , quanto segue Ci è stato alcuno che : si , si Il è die la pena di os- — 197 — servare e calcolare esattamente la massima e la minima di temperatura e di umidità lungo tutto il corso dell' anno le sono ? Si rive dell' Ofanto per fatte ivi le osservazioni sugli effetti della luce indiretta all'ombra degli alberi e dei cespugli , e su quelli medesima specie de' raggi diretti del sole di vegetabile per una , erbaceo? Si sono messe a calcolo le influenze de' raggi chimici della luce ? Questi so- no si studii fisici bastantemente delicati e sublimi perchè vi occupi solamente l'uomo della Scienza, ornato di flem- ma un anno intero di che ed non interrotto, almeno e di costanza per un periodo, siasi ! Domando impegnata di frugare intricati , per una serie di quattro stagioni , ed in , non : Ci è stata persona in quegli erbaggi spinosi interrotta meno per lo , autunnali? Io, con tutto che ho fre- quentati quei luoghi gioni , io di più le cento volte in tutte ispecialità dalla Primavera all' le quattro sta- Autunno pure , a grandi stenti raccolsi la sola pianta di Scilla senza fiori Dio sa come ne riportai le mani e gli abiti laceri ; e per uscire da quel labirinto di spine orrende e di macchieti annosi accavallati, per così dire, gli uni a fianco degli altri il solo fuoco potrebbe decimare. Finalmente ancorché to la , e che domando : Ed da' Fisici e dai Botanici si trovasse vicino l'Ofan- temperatura ed umidità favorevole Scilla undulata (pianta dell'Africa alla natura della settentrionale ; vedete a pagina 142 ciò che sta accennato e promesso in riguar- do della Scilla undulata, allorché parlai della Silene rubel- la), e che ivi se ne riconoscesse la naturale e geografica abitazione tazione si ; o in altri distendesse termini , che un poco più il al limite della sua abi- Nord e all'Ovest del- — 198 — Ofanto ]' che le verso , la Provincia Foggia di chi ci assicura ; correnti del fiume non ne distruggessero qualche raro saggio , lendoli nella trasportandone sia melma bulbi i al per lungo tempo , mare ove potrebbero , facilmente marcire? Se le correnti impetuose svelgono olmi annosi gli alberi di s' , o seppel- , dell' Ofanlo immagini cosa pos- sano fare di una piccola pianta erbacea. In breve conchiu- do , che che v' ha bisogno premurose ed di altre della pianta in parola che : il esatte ricer- non trovarla mai , non potrebbe questo fatto negativo decidere a priori sulla impossibilità della sua abitazione in quella contrada senza , gli antecedenti studii di temperatura e di umidità del luo- go in rapporto bisogni della specie ai naturali minutamente fine l'esplorare assai pieni di spine impenetrabili o di più passeggiate e 1' , erbaggi gli non è opera , un di né del solo amatore sol senza , Ofanlo giorno guida la ajuto di persone pratiche del luogo che vedessero e raccogliessero tutto. Io non dimenticherò mai Tenore sigli ricevuti dai signori do mi dettavano lezioni « Nella ricerca delle « limitate solamente , Gussone più volte non piante alla e intorno : « denti effetti paragonate : studiate a posizione topografica le quali potranno « delle specie : late , saggi con- i quan- quali, vi stancate mai : così non le il ; studiate : vi loro raccolta in una sola volta « luoghi per le stesse specie « d' , i mi hanno detto « ripetete le peregrinazioni in diverso « e che in : dell' : tempo e in diversi tutto che loro è diverse cause e i corrispon- terreno nelle sue qualità , la e tutte le altre circostanze fisiche accompagnare o influire alla esistenza un esalto studio comparalo fra i mol- — 199 — « tipliei saggi. « che non « rati » ! tulli Ed rificati colla giorno tanici si A modo questo tempo col luoghi esplorati sono i in verità questi principii vi convincerete stali bene esplo- sono sempre ve- si scoverta di novelle specie di piante che lutto vanno pubblicando nelle diverse Flore che i Bo- descrivono nei varii paesi dell'antico e del nuovo Continente. Tulipa svlvestris. I contadini contradistinguono que- È sta specie di tulipano colle voci fiore di lambascione. originalissima mesi di denominazione. siffatta gennajo e guere benissimo di febbraro sanno riconoscere e distin- comosum (che è bulbi del Muscari i ro lambascione de' Pugliesi , siccome intanto in primavera credono che i vero Muscari comosum al Eccone re telroceruleo. la , fiori di sone nella sua Flora Sicula, Volume primo tiles juniores atrocoeruleae ticulis albidis Racemo , obtusis elongato , , sub recurvis ; , me Non pedicellalis coloratis erectis. Corollae fer- : laete cyaneae. — horizontalibus sub- summis apice angidatis fauce subclausis Gus- sordide virenles; den- steriles corollis cylindraceis , un colo- descrizione fatta dal sig. antitesi ed quali apparte- i portano ) ; Tulipa fiori gialli della , ve- il più avanti dissi sylvestris siano prodotti dai lambascioni nendo cosa campagnuoli nei I sterilibus longissi- crediate , o Lettore , eh' io esiger volessi da' contadini cognizioni botaniche. Sa- rebbe puerilità il pensarlo. Dico solamente esser cosa ori- ginale che mentre gione d' inverno i i medesimi distinguono bene sano poi nella primavera che i e quali sono odorosi non già al così , gialli siano ed appartengono detto lambascione. al nella sta- comosum bulbi del vero Muscari i suoi , fiori. penFiori tulipano silvestre — 200 — Tulipa apula. gnor Gussone per ornare Santa : di questa specie, descrilta dal si- 1 fiori sono , raccolgono da'campagnuoli rossi, e si gli Altari nelle ecco perchè si Chiese tempo al della settimana addimandano volgarmente fiori di monumento. Lemna gibba. Tutte nosciute colle parole specie le mamma acqua. nei giardini abbandonati e negli spesso si coprono un manto di frequentemente palustri. Per lo che le si vasche : e se vi ; e questo fatto natu- osserva nei canali de' luoghi acque non avendo corso aggiungono si annidare e morire tra vole que le , conosciuto dall' avvicinarono Lemna le piante di corrompono si altera- , sarà cosa age- , tramandando quel fetore dell' • luoghi. Gli ortolani di Barletta siffatti acqua , Lemne cuoprono Lemna nascondendo o come madri che stringono un mantello i si i espri- servendosi delle voci all' idea che e difendono le acque allo stesso le galline vertire che nelle , quasi alludere volessero che fanno le pubblica e così ben universale degli uomini che in vita loro intorno alle specie di mamma di poco o miriadi d'insetti che sogliono intollerabile tanto nocivo alla salute le e riconoscere le principali cagioni per cui quelle ac- il di leggieri si mono acqua di verdura, formato ordi- niente contatto coli' aria atmosferica, facilmente no rico- Tutti sanno che orti le di nariamente da più specie di Lemna rale più Lemna vengono di dell' modo loro piccini sotto le fra le braccia e ali, avvolgono proprii figliuoli. Se non che vuoisi av- conseguenze di questi cose diametralmente opposte; poiché cercano difendere e cautelare la falli si le galline loro prole , veggono e le madri mentre poi le — 201 — Lemme per una legge ne delle acque tutta naturale allo stesso , tendono modo che il scendo sul mandorlo e sul sorbo, ne accelera mento circa e fors'anco la morte. Veggasi Viscum album il mamma vernacole il , corruzio- alla Viscum album creil deperi- quanto ne ho detto quale vien riconosciuto colle voci dell' albero. Himanthoglossum hircinum. raccolta per la prima volta in e fruticeti lungo il cinanze de' colli di Siffatta orchidèa fu da maggio 1847 me negli erbaggi fiume Olanto, e precisamente nelle vi- Canne quelle praterie e macchieti in denominati comunemente mezzane del medico : mezzane del Canonico Siero. rola massari di Barletta si servono della pa- mezzana per esprimere ed indicare una estensione terreno destinato al pascolo degli animali, lo non , tuto mai capire la I il vero significato allusivo vernacola mezzana . rigine corrispondente ho po- questa paro- di Sarebbe curioso rintracciarne al di 1' o- vero significato. Debbo qui in- tanto per sentimento di gratitudine manifestare che nella raccolta di questa bella specie molto cooperarono si i d' Himanthoglossum hircinum Fratelli Russo, di Barletta, seudo- chè ad estrarla da un terreno estremamente argilloso molta profondità) e coperto cespugli Russo si , durò assai in moltissime fatica e stenti. occasioni ( a orribili spine de' frutici e di sudetti I Fratelli mi hanno per loro bontà portate varie piante che trovavano in diversi luoghi delle campagne di Barletta gliere di bel nuovo , in e che io stesso poi altri queste parole per attestare vare che il periodo siti la diversi. soleva racco- Valgano dunque verità de' falli di venti anni (dal 1837 , al e per pro- 1857) non 26 — 202 — potè cancellare in te ma , quali dolce memoria delle mie ristret- la ripetute peregrinazioni botaniche, per talune delle Russo mi spiegavano tutto Y impegno Fratelli i me di una sincera amicizia a favorirmi. Ophrys lutea. Nasce reni marnosi calcari, dirimpetto gianni ( distrutto casino di Frag- il cavano i per tufi e quello di ombrose non masseria Centrone, e precisamente ove dalla la costruzione delle case. Ophrys arachmtes. Abita nei terreni marnosi argillosi umidi esposti a bacìo dirimpetto il mezzo miglio Città, e propriamente Marchese ) e vegeta del pari sulle praterie , molto lungi fu a bacìo in ter- nobile ed antica famiglia barlettana Santo Luca si ombrosi nei siti mare all' Ovest della distante dal casino del Affaitaii. Orchis moravica cie crescono nei et Orchis militaris. Queste due spe- fruticeti lungo il negli erbaggi denominati Colucci ; fiume, ed in ispecialità Spinalba ; Chiuppo , e luoghi simili. Sparganium ramosum. Abita che conducono nutti , 1' acqua al mare , comunemente corruzione di condotti o aquidolti. non cie palustre, e cinque miglia all' si la una bella spe- via di Canosa. , Il mi diceva di averla ivi Anch'io nell'agosto 1844 colà in vegetazione avanzata. Questa specie è latifolta. con- Dottor Vin- pagnia di mio defunto Padre e di mio Fratello Typha cun- bassi fondi pantanosi alla mio defunto Zio spesse volte raccolta. ne della canali Est della Città. Typha minima. Cresce ne , È i detti trova che alla distanza di quattro in trada di casavecchia verso cenzo Casale lungo alle paludi, in la comtrovai meno comu- — 203 — POLYPOHUS OVATUS 1847 e a PoLYPORUS VAR1EGATUS. Nel 1844 et mie istanze D. Ferdinando Cafiero fece sig. il raccogliere sugli alberi di pero selvaggio lia ) queste due specie di lunghi d'inviarmeli a Napoli. Io merito Professore presentai all'egregio e bene- li nomi i trove , vi sono altri non ho raccolti per questi me fungo comune il communis e al- che più volte ho visto , , ma disseccare. Fra la difficoltà di potersi un tronco annoso masseria di Santo Luca. Ma 1829 dici anni di età (nel , quale mi ne ricordo uno tutto tutto di colore giallo ca- rico sopra Botanica — Oltre a pie della Ferula funghi il , essendo egli versatissimo in , questo ramo di Storia naturale. mangereccio che nasce gentilezza la D. Francesco Briganti sig. favorì indicarmene mi usò e , Pyrus cuneifo- ( ) io allora e , non ebbi premura con un pezzo olivo di giardino della nel non aveva che do- non avendo cognizioni di a farlo distaccare dall' olivo di scorza dello stesso albero e , così si sa- rebbe potuto inviare in Napoli ben condizionalo. Feci ricerche nello stesso luogo negli anni 1844 e derlo riprodotto Lichen come anche rubba, , ma infruttuose ? Sulle lufare , al 1847 per ve- mi riuscirono. petraro e luoghi simili sugli alberi annosi di pero selvaggio di olivo, di fico, e di cie di licheni , ? Lo di visti , e mai raccolti. raccolsi vicino alle vasche della fon- tana di Canne. Molte specie di muschi crescono su pei ri , sulle paridi non escluse le , ed ; Car- mandorlo vegetano varie spe- che sempre ho Hypnum. ... , in tutli i mu- luoghi ombrosi ed umidi ; anfrattuosita de' macigni calcari e de' massi tufacei tagliali da anni ed anni, le quali conservano quella — 204 — temperatura ed umidità tanto necessarie allo sviluppo delcrittogame le trovano : erbaggi negli e dell' Ofanto anche se ne grande copia. in Lycoperdon pedunculatum. Fu da me raccolto tunno 1847 nei terreni ho dato questo nome l. le ; a a ) si mare sino a si avesse un certo riguardo lunghissimi tratti alle sue sponde , dentissima delle sue acque copiose , late la ( estivi si passa a tratto di circa Canne e pare giusto , : distende per si qual cosa è una pruova evi- le quali se fossero bene incana- offrirebbero una profondità perenne e regolare. , E se nei mesi e a piedi asciutti in molti suoi punti guado e se io : vegetazione erbacea ed arborea la rigogliosa ; : ponte crollato al possono remare grossi palischermi è rinomato per la famosa battaglia di che con ciò 3. anziché un fiume che negli antichissimi tempi era navigabi- la storia riferisce due miglia , au- le rive dell'Ofanto (a). per tre ragioni ciò è stato , e presentemente dal 2. lungo L' Ofanto è piuttosto un torrente (a) gli silicei in dipende dalla scarsezza delle acque , non ciò ben vero da altra causa tutta , naturale, ed eccola: 11 suo Durante ampio letto è assai , ma non ricordo la precisa larghezza. stagione d' inverno le strabocchevoli correnti depongono la una quantità sterminata in varie parti di ciottoli di peso diverso , da un'oncia sino a più rotola, che sono materiali degli Appennini. Ora siffatti l' banchi di alveo, ciottoli formano tante prominenze nel centro del- e conseguentemente nella stagione estiva impediscono bero passaggio delle acque loro divergono e ristagnano si , d' , si vanno 1' aria , fatti laghetti avete la si li- il perenni. Queste dal canto nei bassi fondi adjacenti. Ivi ed esalano continuamente nei caldi me- malsana nociva per quanto maggiore è animali e vegetali che ma sì, a depositarsi corrompono onde ne viene modeste la , la quale è tanto più molesta e quantità delle sostanze organiche guastano e putrefanno nell'acqua. In sif- profondità di otto a trenta palmi e più con un — 205 — fondo tutto melmoso, nel quale chi pone piede da una specie uscirne più , morte la Che ficiale go ! ! . magnetica di forza : affonda la sua salma si . quella cioè del canale di comunicazione tra di Salpi più scarse , convincerete maggiormente che vi , non per difetto positivo prodotta dalla in quantità mano dell'uomo, non esclusa E da ultimo se ponete mente sott' ma per decimazione vicini che , fa Mai dissodamento 1' I di dissodare e la rovina nei campi £ dunque massimo !!! i erbaggi siffatti obbligo correrebbe di piantare alberi, e poi alberi pre si scrisse e Qui cade in mai si eseguì errore di fondi erbosi lungo dovrebb' essere in ci avrete conti- , rispettiva diminuzione la allagamento spavento nel vederli economia sociale quello di al- 1 2.° : ri- 1." l'agevolazione alle acque : nel dissiparsi in più ampio spazio e quindi nel centro del loro letto la- ingordigia di dissodare gli all' occhio due grandi mali il trascuraggine di la erbaggi, poco lungi dalle acque, per seminare grano nuamente e sue acque restano le , tutta arti- Ofanto 1' numerose piantagioni spettare gli argini e di consolidarli con beri. una causa se poi a questi fatti naturali aggiungete , dimena per irreparabilmente finché trova , come vi è attratto , e più lo sventurato si : ; i fiumi ! che anzi sudi che sem- ! acconcio richiamare la nostra attenzione un sopra punto di vera economia agraria: ed eccolo. Noi riconoscemmo in sul principio Barletta situata in un fossato. estesissimi campi palustri demmo nanze più innanzi dell' cioè , una vastità Ofanto. Ciò premesso mezzo a due bacini di bie in certi mesi dell' acqua , un errore ed un , di luoghi capitale le di cui esalazioni ciò sto che fomentano vero, le male impiegato Siffatte nebbie ! gli bassi? sono ma non raggiungono ; pagina 68 neb- siccome olivi nei siti di cui parlai a non intendo con è perchè piantare piuttosto insensibili e danneggiano gli olivi mai quella intensità pantanosi nelle vici- chi non vede che Barletta sta in anno? Se dunque stessi Barlettani lo attestano, Gli è Visitammo all'Est della Città presentemente ritocchiamo ciò che ve- : , per lo ciò cadere in contradizìone. che mi prote- RIASSUNTO Ora vorrete , cortese Lettore , riassumere quel tanto che vi ho detto ed esposto ? Eccomi a voi. Nella dichiarazione vi ho manifestato un cen- no ro, storico del il mio progetto quale fu da me Con due lunghe t* sul già eseguito lavo- concepito fin dal i855. passeggiate vi ho messo sot- occhio due quadri , de quali uno posizione topografica delle vi campagne espone la di Barletta, e T altro la natura dei loro terreni. Però debbo confessarvi francamente che dimenticai indicarvi le analisi de' terreni presso FOlanto , eseguite da 1847 e pubblicate a mo di specchietti sul giornale il Propagatore delle Scienze Naturali: me 1 nel e però a volervi meglio servire in migliori occasioni. , ve le presenterò — 208 — Una lunga serata di studio vi ha fornito delle notizie meteorologiche del mio paese tratte dalle , opere del benemerito Abate Giovene, da Molfetta , De Ga- e comparate con quelle dell' illustre sparin come ed avete visto ; due grandi Uomini pei fatti locali Durante il , il accordano questi clima di Puglia sul ed si secondo pei cammino : il primo generali. fatti di quattro giorni di ritor- Capitale noi abbiamo data un' occhiata no alla all' elenco delle piante spontanee barulensi da raccolte nelle varie occasioni sto tratto di lettura del tempo non medesimo , tener conto de pochi che in dieci anni ( e perchè in que- : fossimo annojati per la abbiamo creduta cosa 1 le ci me nomi uti- vernacoli di piante, dal i83y al 84j 1 mi ) fu dato raccogliere con qualche stento presso le persone di campagna. Inoltre sotto forma di piccioli quadri sinottici vi ho esposte le seguenti cose a : i merica delie famiglie naturali specie , , , e Acotiledoni famiglie quantità nu- dei generi, delle e delle varietà in rapporto alle diverse , Monocotiledo- somme generali delle sezioni delle piante Dicotiledoni ni la . , generi , a : 2. le specie , e varietà : 3. a la pro- porzione maggiore delle Dicotiledoni sulle nocotiledoni , Mo- ed abbiamo trovato precisamente — 209 — di Geografìa botanica stabilite da De Can^ legai 'bb dolle ( figlio ) circa la distribuzione naturale dei le J vegetabili sulla superficie terrestre citammo più innanzi due le per lo che ne , leggi for molate dal prelodato Botanico Ginevrino a : 4« numero il dei generi per ciascuna famiglia nelle Dicotiledoni Monocotiledoni, e Acotiledoni del numero , , e la proporzione delle famiglie di rincontro a quello de-generi. Da ultimo con varie note ed osservazioni pra diverse piante scientifico , e vi vi so- ho discusso qualche punto ho date svariate notizie sulle lo1 ro località , sulle usanze rispettive de contadini sulle voci volgari, e tante altre cosette. cbe vi Ed è così ho presentato in breve un piccolo lavoro concepito sin dal i835 27 febbraio sino , e scritto ed eseguito dal io di maggio corrente an- alli no 1857. Ora spetta a me il dovere di ringraziarvi per la gentile compagnia tenutami durante le escursioni botanico-agrarie nel tenimento barulense. A voi il dritto di riposarvi e attendere teriori servigi con altri lavori che da mi me farò ul- un pregio presentarvi a miglior tempo. State sano. Napoli, li dieci di maggio [857. 27 INDICE DELLE COSE CONTENUTE NEL PRESENTE VOLUME Dichiarazione I. dell' Autore pag. Posizione topografica delle campagne di Barletta Rapido sguardo sulla natura de II. III. terreni. . ... 3 9 32 Notizie sul clima pugliese, e precisamente su quello 43 della Peucezia Catalogo delle piante spontanee nell'agro barulense. §. Sezione i. a Piante Dicotiledoni a Piante Monocotiledoni §. Sezione 2. . 77 ivi 109 a §. Sezione 3. Piante Acotiledoni 116 Elenco de nomi volgari di talune piante 118 Numero 123 Somme totale delle famiglie, generi, specie, e varietà. 124 generali Proporzione maggiore delle Dicotiledoni sulle Monoco- tiledoni Numero de ledoni ivi generi per ciascuna famiglia nelle Dicoti- 126 — 212 — Proporzione del numero delle famiglie quello de' generi nelle Dicotiledoni Numero de' generi di rincontro . . a pag. . Mono- per ciascuna famiglia nelle 131 cotiledoni Proporzione del numero delle quello de' generi nelle Numero de' generi famiglie di rincontro a Monocotiledoni per ciascuna famiglia . . . . 1 32 Acoti- nelle 133 ledoni Proporzione del numero delle famiglie di rincontro a quello de' generi nelle Acotiledoni Note ed osservazioni intorno a varie piante Riassunto 129 J . . . 34 .137 207 ERRATA A pagina « 1 6 verso 1 CORRIGE ugnuturi 26 verso 27 ed in altre Leggete ngnuturi e di altre frutta frutta « 44 verso 23 longitudine longitudine ori- tale entale « 48 « 59 verso J6 « 61 verso 10 adattalo adottato « 96 verso 12 Lotus au- Lotus angustissi- verso 21 adottato della adattato dalla mus gustissimus « 135 verso 15 che le ha rilevate che lo ha rile- vato Pronto pel torchio LE PALUDI DI NAPOLI DESCRITTE ED ILLUSTRATE SIN DAL 1846 Con un quadro sinottico a sette colonne In corso di compilazione LEZIONI DI AGRICOLTURA AD USO DE' PROPRIETARII DEL REGNO PREZZO DEL PRESENTE VOLUME CON FIGURA grana 45 Trovasi vendibile Vico San Giuseppe ( Presso il ai Guantaj ) N.° 22 Librajo Federico Stikler e presso la Maggiore al largo del Castello Stamperia del Fibreno CONSIGLIO GENERALE DI PUBBLICA ISTRUZIONE Napoli 20 maggio 1857. Vista la domanda del Sig. Raffaele Marotta, il quale ba chiesto di porre a stampa V opera del Sig. Achille Bruni intitolata Descrizione Botanica della Campagna di Barletta. Visto il parere del Regio Revisore Signor D. Pietro Calandrelli. Si permette che la suindicata opera si stampi ; però non si pubblichi senza un secondo permesso, che non si darà, se prima lo stesso Regio Revisore non avrà attestato di aver riconosciuto nel confronto , esser l'impressione uniforme all'originale approvato. — Il Consultore di Stato Presidente Provvisorio Il Segretario Generale —Capomazza. — Giuseppe Pietrocola. COMMESSIONE ARCIVESCOVILE Nihil obstat Vincentius Tenore Censor Theologus Imprimatur Pel Deputato Lepoldo Ruggiero Segretario. __ 3 T*E :x,^j^_4™zshr. w £mm£\J (R**pokàV(D^ktto^W i^iwat JLowKsu vxxAXxxXjq mjM &J<xmAjo mjJL i%5o. (^«Jn] fJWpol* ùi. c]&oL^Lttajt^<«^xfó ^&s^^- -^^m; PREZZO FISSO . DEL PRESEN TE VftiUME CON FIGURA I grana 45 I Pronto pel torchio le Paludi di napol DESCRITTE ED ILLUSTRATE SIN DAL 184G Con un quadro sinottico a sette colonne In corso di compilazione LEZIONI. DI AGRICOLTURA AD USO i DE' PROPRIETARII <Wè%zà* DEL REGNO -*eses£ i QK332.B78 ^""'.Achille/Descrizione botanica dell 3 5185 00110 4767