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CAMPAGNE DI BARLETTA
PER
ACHILLE BRUNÌ
Professore di Agricoltura nella Regia Università degli studii
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DELLE
CAMPAGNE DI BARLETTA
PER
ACHILLE BRUNI
Professore di Agricoltura nella Regia Università degli studii.
LIBRA**
NEW YORK
BOTANICA!.
GARDEN
NAPOLI
STAMPERIA E CARTIERE DEL FIBRENO
Strada Trinità Maggiore n° 26
1857
'
^7?
DELL'AUTORE
DICHIARAZIONE
LIBRARY
NEW YORK
BOTANICAL
QAROEN
Da che
1835 mi ebbi
nel
a Maestro di Botanica
Gussone
onore e
la
fortuna di avere
egregio sig. Cavaliere
1'
mi punse
desìo
,
1'
di tessere
Giovanni
un qualsiasi lavoro che
avesse in piccolo potuto presentare quel tanto che ne offre
spontanea vegetazione delle campagne di Barletta
la
mia
E
patria.
cholèra
però nel
1837
avendomi obbligato
prima volta
,
si
fu allora che alacremente mossi alla rac-
campagne, quantunque l'agi-
colta delle piante in quelle
tazione
d'animo di
permesso
me
si
io
il
l'infausto avvenimento del
a ritornare in famiglia per la
pel fiero
tutti
di frequentare le
potè in quelle circostanze,
tanto da far spegnere in
me
di
l'ardente desiderio di visitare
presentò allora una propizia occasione
di agosto in
in
nella provincia di
compagnia
Manfredonia per
Ma
io in quell'
,
;
sendochè mi
e vi andai nel
mio Padre che era chia-
di
affari
della sua professione chi-
epoca era troppo giovane e appe-
na tirone nella Scienza botanica
o
Foggia
si
mato
quel tanto che
feci
però non furono da
monte Gargano
rurgica.
>n
meno
le quali
il
mese
avesse
mie piccole peregrinazioni co-
non
desiderava. Ciò
morbo non mi
,
perchè avessi potuto far
— 4—
ogni
modo
raccolsi quel poco che ne permise
aveva.
E
mi consolò per
Ad
tempo e
il
in allora colle piante io
o nulla familiarità che
la scarsa
mi
durante quella gita sul monte.
di vegetabili,
tesoro
l'aver saputo rinvenire
altro
Y Alyssum delloideum indicatomi dal mio defunto zio dottor
Vincenzo Casale. Egli mi diceva
parole
:
Fate minute ed
della Chiesa di
deum
San Michele,
descritto dal sig.
e voi renderete così
stro.
Oh!
un
ivi troverete
Gvssoise
servigio al
rimembranze
dolci
:
egli
da
me
Alyssum
ne desidera
i
deltoi-
saggi
Di ritorno
de' primi studi!'.
campagne
raccolte nelle
l'
gran Botanico vostro Mae-
in Napoli presentai al sig. Gussone
te
in Barletta queste
esatte ricerche sulle fabbriche vecchie
saggi tutti delle pian-
i
di Barletta e altrove, e
precisamente sul Gargano e lungo
lago di Salpi. Egli
il
pieno di piacere per quel presente e con infinita bontà
me
ne dettava
posito registro.
i
corrispondenti nomi, ch'io passava in ap-
Fu
così che
si
accrebbe in
me
l'amore per
radunare UDa collezione delle piante barulensi e renderla
di
pubblica ragione, tanto per un servigio
per offrire un qual
siasi
amassero qualche dettaglio
ebbi
il
di
1837
ra pugliese. Sicché dal
al paese,
una piccola parte della
in poi tutte le volte
destro di visitare la famiglia
,
perlustrai
l'agro barulense, e ciò mi riuscì fare nel
1841-1842-1844-1847. Però, non
rono da
me
visitale per
mancanza
Sud, e
al
Sud-Ovest
che sono destinati
alla
flo-
che mi
sempre
1838-1840-
tutte le contrade fu-
di occasioni
stano molte altre le più importanti, quelle cioè
al
quanto
lavoretto ai Botanici stranieri che
,
al
e ne re-
Sud-Est,
della Città nei luoghi precisamente
pastura del bestiame, e che posso-
—5—
no
offrire
maggior numero
gene, come
Gussone
sig.
positivamente indi-
Ma
mi aveva per guida
istruzioni botaniche
mie
di specie
più appresso dirò estesamente.
e
lume
le
dotte e
non minore aiuto mi porgevano
,
se nelle
il
Michele Tenore,
brillanti lezioni del chiarissimo cavaliere
dotato da Natura di ampia e nobile facondia,
quale ne
la
invitava con piacere a sentirlo spiegare gli svariati e gran-
che
diosi fatti naturali
Avendo dunque
a Maestri
un ricco patrimonio
perchè
io
giungere qual
avesse
)
osservano nel regno vegetale.
de' loro
ammaestramenti
di più alla carriera (non
poche vol-
dei miei prediletti studi agrari,
onde rag-
siasi
mèta che
offerta. Sicché
tutte
Provvidenza col tempo ne
la
le volte
che raccolsi piante
nell'agro barulense, fu sempre
mia premura
ma
,
osservare dal
sig.
Gussone
sia inviandogli
sia
torno
Nel primo caso
nella Capitale.
di farle prii
fascicoli
presentandogliele io stesso, diri-
da Barletta a Napoli,
sue lettere accompagnate
bili
egli
dalle note dei
con numeri corrispondenti
mi onorava
nomi
ed io registrava per indi eseguire col
sente lavoro. Nel
ma
fu
lo pubblicai
ben poca cosa sotto
Gussone spesso
sig.
per
1844
la località,
si
di
dei vegeta-
agli altri saggi eh' io ser-
bava presso di me. Nel secondo caso egli mi dettava
mi,
me
due grandi uomini, era per
somma
la
mi animassi
te interrotta!
si
tutti
i
per
tempo
no-
i
pre-
prima volta,
la
riguardi.
riteneva molti saggi
il
Il
prelodato
di piante
,
sia
da servire nel suo pregiatissimo e rinomato
erbario, sia per inviarne taluni agli altri Botanici stranieri,
Ira
i
quali
il
sig.
Heldreich. Una porzione
spontanee di Barletta fu da
me
delle piante
donata all'Imperiale e Beai
—6—
Museo
di Storia
1845, siccome
di Firenze nel
Naturale
tinori e dal
sig.
ri-
An-
sulta da lettere di ricevuta inviatemi dal sig. cavaliere
professor Parlatore. L'autorità classica
botanica in Europa del sig. Gussone è conosciuta da lungo
tempo
ed io son certo che
,
per assicurare
stranieri
(i
i
nome suo
il
miei lettori
,
è sufficieotissimo
e particolarmente
quali hanno l'amabilità
i
Botanici
non
di legger tutto e
disprezzar mai cosa alcuna), che tutte le piante ordinate da
nel presente lavoro, sono precisamente quelle che
me
getano
campagne
nelle
di Barletta.
un'autorità scientifica tanto stimata dall'universale,
e risoluto ad
cingo lieto
ho potuto
offrire
a'
il
Laonde
posizione topografica delle
nendo
in
ac-
,
senza
piano del presente lavoro, per
indi entrare in materia. In primo luogo darò
alla
mi
Botanici quel poco che
raccogliere nel regno di Flora.
più dilungarmi, accenno
ve-
Io dunque forte di
campagne
breve quel che ne offre
la
uno sguardo
di Barletta, espo-
vegetazione coltivata
e quella spontanea. Toccherò leggermente la natura de' terreni superficiali e del sottosuolo. In seguito tratterò di po-
che cose spettanti
al
clima del paese.
E
finalmente espor-
rò l'elenco delle piante disposte in famiglie naturali
ordine alfabetico:
il
gari del paese che
tabili, e
le
fia
da
famiglie,
botanica
mi
riuscì raccogliere
varii specchietti contenenti
generi, e
;
oltre le note per
le
per taluni vegele
proporzioni tra
specie, in rapporto alla Geogra-
i
che mi sono sembrate degne
di
un buon numero
di piante
maggiore osservazione.
piccolo quadro così tracciato, e che in se racchiude
interessante
per
quale elenco sarà seguito dai nomi vol-
di tutto ciò che in quelle
campagne
il
Un
più
influisce
_7 —
massa
sulla vegetazione in
bile
per questo opuscolo
quanto dice dottamente
,
sembrami che
e che analogo sia
,
il
indispensa-
un tantino a
De Candolle
celebre
nella sua Geografia botanica pubblicata nel
lume secondo,
sia
figlio
,
1855. Nel vovege-
trattando in generale de' caratteri di
tazione, e particolarmente del valor relativo de'suddetli caratteri,
« de
te
nobile Autore così
il
comprendre
tion d'un pays
« qui frappent
« traits
du
et
,
si
esprime: «
tout
monde
le
et qui
du langage,
si
me
elles
grands
bien d'en
fait très
le cas.
Les formes
expriment des circonstan-
paraissent préférables à des ca-
division generale
du
sol
eu marais, prairies
« terrains salés, terrains cultivés, etc,
« se
les
numériques de second ou de troisième ordre.
« raclères
La
ou
mais ce n'est pas toujours
« ces très importanles,
«
forment
Ces caractères peuvent s'exprimer
tableau.
« ordinaires
qui, d'entrée
,
donne l'apercu
«
gétation d'un pays.
«
pbysique
,
Ce
c'est aussi
n'est pas
pour
le
me
semble
forèts,
,
« de civilisation
la
seulement un caractère
« qu'il
du pays permet de connaìtre exactement
on fera
expriment d'une manière exacte
est essenliel
«
comme
«
munes, dans
un
degré
très bien
donner sous forme numerique. Dans ce cas
« chiffres
vé-
les forèts et les prairies
« la proportion de ces grandes stations,
de
cho-
la
plus juste de la
« caractère botanique, et des plus importants. Si le
«
s'agit
il
vegeta-
la
d'abord aux caractères
je m'altacberai
a quelquefois par des chilFres: alors
« profiter;
Quand
de dépeindre l'ensemble de
de savoir. Après cela
important de connaìtre
les stations
les
et
,
espèces
qui occupent
le
,
les
abrégée ce
je regarderai
les
plus
com-
plus de place
,
—8—
« et en particulier les espèces ligneuses sociales, c'est-à« dire
celles
Dans
«
les
qui constitueot exclusivement des forèts.
pays très cultivés
« espèces agricoles est d'une
l'indication des principales
,
importance à peu près éga-
De Candolle mi si
uomo parla in grande
Se nel citare questo passo del
« le ».
volesse obbiettare
che quel dotto
relativamente alla Geografia botanica della superficie terrestre
,
io farò osservare
che
scientifico di quel botanico si
de quanto
sione
al
piccolo
:
il
sublime spirito filosofico e
può applicare tanto
al
gran-
ed inoltre aggiungerò che dalla fu-
di molti piccoli
lavori ne
può
più completo e più perfetto sotto
sortire
penna
la
uno grande
uno o più
di
dotti Botanici; quindi la necessità de' piccoli lavori sicco-
me
lo stesso Botanico Ginevrino lo attesta
più volte nella sua pregiata opera.
cavaliere Michele
Tenore
fu
il
Il
e lo conferma
nostro benemerito
primo ed unico
che
,
ci die-
de una dotta operetta sulla Geografia botanica del nostro
Regno, ed
il
chiarissimo cavaliere Giovanni Gussone nella
sua Flora dell'isola di Ischia (della quale pubblicai un articolo bibliografico sul giornale l'Indicatore nel
glie, generi, e specie di piante tra
Gran Bretagna
bile
esempio
,
il
Regno,
e Ischia. Altri perchè
di questi
credessi, essere
fia
1855) trac-
qualche cenno sulla proporzione delle diverse fami-
cia
il
due uomini
la Sicilia, la
non seguono
illustri ?
Non
mio presente lavoro oggetto
botanica; solo dico che avendo
opere di Tenore, di Gussone, di
è
di
il
no-
che io
Geogra-
appreso molto nelle
De Candolle
,
e di altri,
ho creduto mio dovere adornarlo di quel poco che ho potutoci perchè meglio gradito fosse
da' Botanici, si
perchè
—9—
mi avveggo
botanica
dere
,
no avanti
in Agricoltura
;
ma non potremo
il
opporranno
altri si
io pieno del
verrà
non solo non possiamo compren-
neanche tro-
vera via nel positivo progresso della scienza agra-
la
Forse
ria.
quali
i
vere cause per cui certe date coltivazioni non van-
le
vare
della necessità degli studi severi sulla Geografìa
senza
a questa
mia opinione
ma
;
mio convincimento, son sicuro che col tempo
disinganno delle loro obbiezioni.
I.°
POSIZIONE TOPOGRAFICA. DELLE CAMPAGNE DI BARLETTA.
Chiunque muovendo da Napoli volesse
glie
,
dopo percorsa
Ofanto
in
immensa pianura
di Cirignola
la Città
sata
la
mezzo
a fertili
,
due provincie
te
di
,
il
terreno
cammino,
si
di
si
si
avvicina
campagne
e legumi. Quivi basso gli è
piuttosto grave
si
il
Pu-
le
al
piccolo fiume
di cereali, orzi, biade,
terreno dinanzi, ed un'aria
avverte nelle vicinanze del ponte che le
Foggia e Bari congiunge. Passato
eleva dolcemente, e dopo
giunge a Canosa,
su di una collina. Si costeggia
la
il
un miglio
poncirca
città antichissima situata
Città, e
di Barletta sulla sinistra del viaggiatore.
la
visitare
del Tavoliere, pas-
prende
la via
Per breve
tratto
si
strada serpeggia fra piccole vallate e basse colline tutte
coperte di vigneti e massimamente di olivi superbi ed imponenti
,
fino a che, salendosi
una
di esse, si arriva sopra
vasta pianura piantata a vigne e frutteti, che fanno conti-
nuazione delle campagne canosine. Procedendo innanzi
2
,
il
— 10 —
terreno
un poco
eleva
si
più e
di
mette piede in mezzo
si
ad estesissimi pascoli, de' quali una sezione
nimento
Canosa e
di
quei pascoli che
pianure. Ivi
si
gode
si
di quello di Barletta.
l'altra
trova
di
punto
il
fa parte del te-
Si è in
più elevato di quelle
il
un ampio orizzonte
e
si
comincia
a
scorgere di lontano l'Adriatico. L'aria è piuttosto pura e
si
un po'
respira
Da
la vita.
gode verdura, e da giugno
di altra famiglia in
o
in poi tutto è bruciato
e tranne poche specie
serto,
tae
ottobre a tutto maggio vi
vegetazione rara e dispersa
colla loro copia e naturai verdura, se
sicula,
il
Rubus dalmaticus,
cuneifolla, ed
il
Thymus
merose piante associale
sito delle pecore.
medesimo
Continua
sull'
senza prevenzione
si
Barletta situata in
:
un
dopo qualche
deserti
tratto
L' osservatore
nu-
,
deno-
si
nel
scorge
filosofo
e
fossato, avuto riguardo a tutta l'e-
amene piagge, gradata-
insino al mare, per
miglia. Lettore
di otto
il
,
un buon
trat-
facciamo pausa un
cammino. Siete
voi l'osserva-
e bene, percorsa tutta quanta l'estesa zona praten-
se, voi entrerete in
il
Pyrm
fermerà in quel punto, e riconoscerà
poco, e poi riprenderemo
tore
il
quale colle sue
la via nello stesso aspetto e
Adriatico.
mente scendendo, arriva
non men
Capparis
dal perchè serve al tran-
,
stensione del suolo che da quelle
to
il
immensi pascoli
livello elevato, e
Barletta posta
la
non
,
occhio
rappresenta tante piccole oàsis
,
così detto
:
all'
Peganum Harmala,
capitalus,
di vegetazione attiva negl'
minati il tratturo
il
non che
de-
e
Composi-
della famiglia delle
vi sono altri vegetabili che risaltano alquanto
si
mese
di
agosto),
un oceano
i
di vigneti bassi
di cui grappoli coperti
(supponete
da'pampani
— 11 —
lullano continuamente contro l'impeto struggitore del
vodìo (Sud-Ovest), allo slesso
contro
rigor del freddo
il
mantello. Se
l'uva e
i
,
1'
modo che durante il verno
uomo lutta avvolto in un
favonio imperversa e dura, guai alle vigne:
il
son perduti. Intersecati sono
frutti
alberi fruttiferi, che giova qui riportare,
lume
i'a—
ma
di carta,
i
da
vigneti
non per
far
vo-
per analogia allo scopo del presente
lavoro. Del fico conosco diecisette varietà quasi tutte buonissime. Del granato se ne contano
dente di cavallo
,
granalo
nelli. Il
rustica
,
ma
aìappio
,
il
di singolare
,
ch'è una pianta
poiché pruova bene nelle pietre secche calcari e
,
primo caso porla
frutti
più picco-
saporosi: nel secondo più grossi e con granelli mol-
to succolenli.
logno ed
grosso
l'
Y aere-dolce e l'abate verde o senza gra-
ha questo
nei luoghi palustri: nel
li
quattro,
,
Il
cotogno ne offre due,
o gentile.
mollesco
il
Il
il
così detto cata-
primo è bislungo
,
assai
lanuginoso, di colore verde-giallo e di un sapore
estremamente aspro; l'alberetto che
tamento piuttosto altèro con
lo
foglie
produce ha un por-
ampie e di un color
verde cupo. L'altro poi è tondo, più piccolo, lanuginoso,
paglino
e con polpa
meno
aspra e più
di colore
giallo
gentile
suo alberetto è più modesto nel portamento
con
il
:
il
foglie piccole
e di
,
,
un verde alquanto chiaro. Viene
sorbo coltivato in pochi luoghi ove porta abbondante
frutto. Il ciriegio
però
il
fertili
,
terzo
ove
le
,
l'albicocco,
meno
de'
il
pesco allignano bene;
due primi, tranne nei
sue fruita sono saporosissime
:
bassi fondi
e tra le
va-
rietà di albicocche quella detta ananassata è pregiatissima
pel sapore e particolare
aroma, da superare
l'altra
deno-
— laminata a tabacchiera che vantar
suole per
si
la
dezza: ve n'ha diverse razze, e delle belle. Del
Ma
ai neri.
per cibo
da quei luoghi
poiché
,
melo
vi è
che produce pomi pessimi da adope-
la sola varietà estiva
rarsi
sua gran-
le
ragion vorrebbe che
si
bandisse
sue frutta nel colmo della stale
de' fanciulli
generano malattie perniciose nei visceri
che ne
fanno strage. Le mela d'inverno non allignano, perchè
terreno è caldo
clima.
ciante
secco
,
,
e calcare
sopraffatto da
,
raramente
tive. L' avellano
ed
il
Il
si
coltiva,
moro ed
gelso
il
,
buone, e delle cat-
tra le quali ve n'ha delle ottime, delle
dente frutto.
un bru-
pero rende assai, e conta molte varietà
Il
il
ma
porta corrispon-
bianco vi stanno bene;
primo a duecento palmi distante dal mare cresce su-
perbo e ben coltivato con sana potagione.
ra del pari
,
noce prospe-
Il
e meglio cresce nei terreni profondi.
lo comune da pochi
si
Il
nespo-
coltiva, e quell'altro detto nespolo
1841 conse-
del Giappone fruttifica bene nei giardini. Nel
gnai in Napoli al figlio del giardiniere della Villa Bonelli,
Luigi Canfora,
i
semi di quest'alberelto
,
che furono su-
bito affidati al terreno nella detta Villa: nel
colsi
il
primo
frutto colle
chio vero prospera
,
e porta molti
sono fecondi mercè l'influenza
dal maschio
lutti
i
Pistacia
della
frutti fecondati
,
mondo
rito
! !
e
Ivi
*\d
lenliscus.
pochi
averne dunque
è necessario introdurre lo scornasi
Leggete a questo proposito
il
pistac-
che ricevono
coltiva è parimenti
due femmine non generarono mai
sul giornale
il
frutti, de' quali
del polline
becco maschio, poiché quello che vi
femmina:
1847 ne rac-
mie proprie mani.
Lucifero.
Il
il
mio
figliuoli al
giuggiolo ed
articolo inseil
lazzcruolo
— 13 —
del pari sono coltivali
primo è piuttosto spontaneo
il
:
,
il
secondo s'innesta sul bianco spino e porla saporoso frutto.
Il
prugno è magnifico,
sì
per
le
poche razze
sapore melato e fragrante. V'ha
lasciale
voi
prima che non serve
la
prugna
La prugna bianca
agostinella
ben mature e
vola.
Questi
più o
meno
la
,
scelte,
delta
prunella
Non
in
tati
sotto
all'
forma
che non vi è chi
là di
lettani.
fresca
,
v'
i
ai
ha
picchi di
carrubbi
,
con una maestria
Lode perciò
pareggi!
di più,
ai
fertili
monta-
rappresen-
di
potagione
potatori bar-
riposarvi all'ombra della
mezzogiorno, respirando l'au-
dal mattino al
e salutare del
Ma
fondo a quelle
là in
Voi potrete sicuramente
loro periferia
a ta-
lontano quelle grosse colonne
Oceano ? Sono
cilindrica
la
quando sono
,
sogliono intersecare
direste somigliar desse
mezzo
gne
Andria
alberi fruttiferi
siffatti
;
aroma
pappacona a Barletta,
d'
gl'infiniti vigneti di Barletta.
verdura cupa ed imponente,
vallate?
ra
seconda
la
non avrete più che desiderare
o Lettore: vedete voi
di
e mangiate
bianca:
la
v'inebbrierele di squisitezza e di particolare
nel sapore.
la
,
che pel
scelte,
razza nera e
la
Nord-Nord-Ovest.
in poi si avvicina lo scirocco
Ma
dall'
(Sud-Est); fuggitelo,
apporterebbe malanni. Osservate quei boschetti
una
egli vi
di olivo?
Dalla loro piantagione fino a quindici anni vissero in co-
munità
colle vili (dico in
comunità e non
agricoltura sarebbe errore,
scere la vite sull' olivo
associati,
non essendo prudenza
come
si fa coli'
olmo e
le varietà di olivo
e per mangiare. Vi è quella
che
far cre-
col pioppo
le quali invecchiale, lasciarono solo gli alberi di
Son diverse
perchè in
vi si coltivano
),
Minerva.
,
per olio
detta di San?. Agostino
,
e la
— 14 —
La
ragusèo,, buonissime per (avola.
cannellino è rara. Dicesi che
filari di
i
il
varietà tutta bianca a
suo olio non è buono. Quei
alberi e foglie rare e strette costano di mandorli
di cui fruiti
mangiati freschi, sono piacevoli
cati della Città se
ne
,
Febbraro
tempo della fioritura, ne sareste sorpreso. La
bianchi e bianco-rosei
fiori
mer-
e nei
gran consumo nel mese di Luglio.
fa
Se poteste osservarli in Gennajo
ro
,
,
fa
Marzo
e
,
al
infinità de' lo-
un contrasto
più rile-
il
vante colla vivace verdura de' sottoposti seminali di cereali e di biade. L' olezzo de' fiori v'inebbria verso le otto
del mattino.
vata
:
La varietà dolce
è la più
comunemente
assai rara è quella a fruito amaro.
zione,
quando
i
sommamente
L'impetuosità de' venti è deipari
nociva, e ne
cessila di piantar
dicano
li
fa
cadere
tulti.
Quindi lane-
mandorli a minore distanza
Percorriamo più
gli ostinati critici.
gne. Vedete quanti nudi terreni
campi addetti
piccoli
colti-
feconda-
la
sono ancor teneri, basta una ge-
frutticini
lala, e tutto è distrutto.
Dopo
alla
e legumi. Coli' andar degli anni
mentre talune generazioni
in fra
seminagione
si
;
checché ne
in là le
le
campa-
vigne? Sono
de' cereali
,
biade
ripiantano a vigneti.
di coltivatori si estinguono
susseguenti ivi trovano vigneti giovani, e viceversa
v'erano vigneti vecchi,
il
la
palma a favor
cendamento agrario
o venti anni. Gli è
sa
;
l'
,
le
do-
è così
porta tacita-
della scienza agraria.
Cioè? L'avvi-
tra le granaglie e la vite ogni quindici
un bel periodo
e intanto l'arte, l'industria,
resse,
Ed
:
,
E
in siffatta industria
che l'economia agricola
mente
grano riprende piede.
i
esperienza, ed
il
sul quale nessuno
l'uomo,
buon senso
:
il
tempo,
tutti questi
pen-
l'inte-
elementi
— 15 —
eseguono
uniti insieme, e favoriti dalla slessa natura,
tamente ciò che
scienza ne detta e insegna.
la
l'uomo esegue
ste?
credere-
Il
se a gradi a gradi
tutto a capello,
cammina. Ogni slancio troppo elevato rovescia
Voi vedrete da qui
vore
a
taci-
tutto.!.
poco un esempio chiarissimo
a fa-
questo importante argomento, (cioè camminare a
di
gradi in Agricoltura
comunemente
)
palale.
pomi
sulla coltivazione de'
Avanziamo intanto
il
di terra
passo
,
ed ec-
,
coci dolcemente scendere in una ridente vallata assai fertile.
Gli è quella di casavccchia così detta.
Due
è larga?
,
in seguito.
Per ora facciata senno
pografica,
e passiamo avanti. Dista
alberi fruttiferi.
La
nistra.
Ma
La
veli!
to
e
anche
volte
Le
nella
le
ho
vigneti cogli stessi
mostra a si-
;
ma
coltivano,
prosperano
vi
le gelate
visto
al
li
negli altri
,
colti-
danno
e
padroneggiano
Nord. Negli
ma non
si
cure dell'abile e attivo giar-
massima parte trovansi
molto esposto
si
i
Villa Bonelli ne
Gennaro Canfora. Essi
abbondante frutto
do che
poco men
dalla Città
è ridente e graziosa. Quivi, gli agrumi
vano con esaltezza mercè
diniere
sulla sua posizione to-
Continuano
di tre in quattro miglia.
La vedete quanto
mila palmi? La misureremo
tre in quattro
,
sen-
piantati in sito
aper-
altri
giardini privati
riescono così perfetti
come
più
luoghi della Provincia di Bari.
ragioni stanno nella natura del terreno sassoso-calcare
assai; in quella del clima
acque dolci
;
molto secco
;
nella scarsezza delle
ed in un poco di pigrizia e testardaggine per
parte di quei pochi proprietari
degli agrumi, e intanto
i
quali vorrebbero le frutta
mai vogliono migliorare
del terreno. Presso l'Ofanto
,
Io stalo
nei giardini delle masserie,
— 16 —
agrumi anche danno un buon prodotto. Passiamo
gli
Vedete quei mandorli
tre.
Gli è questa
fichi
,
e granati in quantità?
,
zona degli ortolani, tutta cinta
la
inol-
dall'
Atri-
im-
plex Halymus e dal Lycium europoeum, che formano
penetrabili siepi. Coltivano bene, anziché no. Ottimi broccoli neri,
ma
o di Malta che dir volete:
facilmente
imba-
stardiscono; voluminose barbabietole rosse, e qualche al-
verdura. Osservate quegli uomini
tra
che vanno
,
di
qua
e di là con due recipienti di argilla cotta, ornati di manichi
,
e corrottamente chiamati ugnuturi ?
uno
io dico,
di acqua.
mano
alla
Servono
Due
recipienti
dritta, l'altro alla sinistra, e pieni
per annaffiare
essi
gli
ortaggi che ordi-
nariamente soglionsi coltivare in aiuole paralellogramme.
Gli uomini
sciupa,
E
il
perchè
si
stancano andando avanti e dietro,
tempo
?
si
Non
mento per
perde
,
spesa e la fatica
la
vogliono introdurre
infiltrazione
come
si
Bari, nei contorni di Napoli e
il
si
metodo
altri
siti
acqua
si
dissipano.
di annaffia-
esegue presso
in
1'
la città di
del
Regno.
ma un poco
Gli è vero che
il
attività e studio
sarebbero sufficienti a modificare ciò eh'
terreno ivi è argilloso
;
di
barbarismo e vergogna nell'arte agraria. Basta così: entriamo in Città, percorriamo
za e quella di Santo
dale
a
Andrea
sinistra e a dritta.
,
la
strada della Sottointenden-
ed eccoci alla marina. Guar-
Campi
Halymus che ama ardentemente
Sig. E.
tri
,
meyer questo
frutice,
trovasi spontaneo
al
assiepati
l'aria
o alberetto
Capo
di
dall'
Atriplex
marina. Secondo
il
al dir degli al-
Buona Speranza
,
ove
cresce altresì la Salsola fruticosa: indigena presso le foci
dell' Ofanto.
Veh
!
com' è superbo e gigantesco senza colia
— 17 —
tura.
Rende grandi
sotto
forma
servigi a quei terreni arenosi, perchè
di folta siepe
se le sue ceneri
li
difende dal vento Nord. For-
contengono molta soda
!
Il
celebre chimi-
co malaguti non ne parla nella sua pregiatissima chimica
agraria.
Ne attendiamo
siano regnicoli. L' essenziale
nieri
,
ficio
nostro e a benefìcio
È
da'
le analisi
di tutti.
una pianta bene adattata
copioso, acqua sottostante,
Chimici
si
siano stra-
,
è lo studio a bene-
Mirate quanto cotone.
in questi
luoghi. Nutrimento
buona coltivazione
e
,
i
conta-
dini se ne trovano contenti. In questi fondi arenosi vicino
mare
si
coltivano
herbaceum,
vum
il
,
il
Gossypium sia/mense,
il
Solarium tuberosum,
Ricinus communis,
il
il
Gossypium
il
Lycopersicum sali-
Phaseolus vulgaris, qualche
specie di Dolichos, e molte scelte razze della famiglia delle
Cucurbitacece.L'AUium ceppa è oggetto d'industria e di
chezza pei contadini
,
che ne coltivano delle varietà
ric-
belle,
grosse, e gentili: e tutte queste piante formano l'agricoltura estiva. Nel verno,
orzo, broccoli, legumi, e piante
simili. Raccolti questi vegetabili in
si
vanga
tore
si
a tre
bagnano
palmi
i
il
terreno.
Il
primavera,
in
primavera avanzata tutto è
si lien
sempre mondo
le raccolte
ed
;
i
affidato al
dalle erbe. In
campi offrono un caos
il
Panicum
slate
terreno
:
si
eseguono
erbe sponta-
Digitano, san-
crusgallì coi culmi lunghi circa tre
palmi misurati appositamente
no dopo essere
di
la
il
medesimo che
autunno
nee floride e gigantesche (per esempio
guinalis ed
zappa e
loro piedi nell' acqua copiosa eh' ivi sor-
ge nel coltivare a tanta profondità. Rivoltano
ed
si
vangatore e lo zappa-
,
)
le
quali poi
decimale per foraggio
si
sovescia-
agli
animali.
3
— 18 —
E
il
tulle siffatte coltivazioni le troverete
mare, cioè
ove siamo
in
mezzo
a palate,
le palate
superbe e assai gentili
E
campi arenosi
a questi ricchi
o pomi
scono.
egualmente lungo
Est della Città, e all'Ovest, precisamente
all'
di terra
che
coltivati
dir vogliamo. Quivi riescono
ed
,
i
coloni
arricchi-
si
E lutto
sapete perchè? Per la quantità e qualità.
buona coltivazione che appre-
ciò ottengono mediante una
sero e perfezionarono a gradi a gradi, seguendo la regola
che poco
io
fa vi
accennai. Se
da qui a poco
fondi arenosi
ma
ho
non
vi è discaro di seguirmi
una lunga estensione
vi farò osservare
silicei coltivati allo slesso
modo
di
massi-
colla
esattezza per le slesse specie di piante che poc'anzi vi
citate.
Vedete bene, siamo giunti
possiamo passare più avanti, perchè
Quella barchetta ne attende
noi
:
giungeremo
Osservale
;
sull'
le
,
e con
fabbriche di questo
comunemente paralicchio)^),
opposto lido.
coltivazioni sono
Ed
eccoci finalmente giunti.
silicee
arene
alle
contano quattro miglia di cammino. Le
sempre
le stesse,
come prima
vi
ho
detto,
escluse le patate. Questi terreni sono denominali
munemente
,
co-
e con ragione, poiché di terre arenose
sono formate. Quando io mi contava dodici anni
età, cioè verso
(t)
lo impedisce.
da questo punto, ove siamo sbarcati, sino
foci dell' Ofanto si
non
un punto, ove non
mare
in essa saliremo
una breve traversala, costeggiando
piccolo fortile (denominalo
in
il
1828
in
Se mal non mi avviso
1829, mi ricordo che questi fondi
,
pare che questa voce volgare para-
ticchio significar volesse nel linguaggio popolare piccola difesa
in verità a
di
questo scopo furono innalzate quelle fabbriche.
:
ed
— 19 —
erano assai
estesi,
naturali
sti
ed
vedete a sinistra
circa
alti
,
mare
il
stava molto lontano da
di terreno
rilievi
argilloso
centocinquanta palmi e più
che poi a gradi a gradi ammassandosi
e
que-
marnoso, che qui
,
spariscono del
,
tutto nelle vicinanze della massaria di Santo Lazzaro. Al-
opposto poi
l'
Est della Città
all'
,
semiuatoriali
terre argillose
ed
,
mare era vicino
il
i
fondi arenosi di quella
come
contrada erano ristrettissimi e coltivati pure
che avete
occhio. Presentemente
sott'
la
questi
scena è tutta cam-
Ver-
biata, da molli anni a questa parte, e a gradi a gradi.
so
1'
cei
Est della Città
coltivabili
si
il
mare
sono
è ritirato
si
picelli
il
mare deposila
che osservate
questo proposito
poi
di prodotti campestri e
ora non vedete altro che ammassi di alga mari-
,
i
agli argini di questi ristretti
quali poi più estesi
qui a poco, a misura che
parole
terreni sili-
i
immensamente. All'Ovest
distesi
mentre prima era coltivato e ricco
na che
ed
,
ove siamo, il mare ha iuvaso tutto; e
poi, in questo punto,
ortalizii,
alle
vi
studieremo
le
vedremo
di
Ofanto.
A
all'
spero, qui riferirvi poche
piacerà,
dell'illustre Arciprete
li
avvicineremo
ci
cam-
giovene
sue opere),
,
da Molfelta (che
quando
,
scrisse le notizie
geologiche delle due Puglie Peucezia e Daunia tanti e
più anni or sono. Egli diceva così
allontanarsi sempre più
sa
torbe de' fiumi.
del
è
In tempo della
mare battevano
lontano per
servai che
il
il
il
:
Già
notissima co-
mare da quei
di passi.
;
ora
per
lidi
mia fanciullezza
castello di Barletta
una cinquantina
è
le
il
Nel 1851
le
acque
mare
io
vi
os-
mare n'era allontanato per centina ja e cen-
tinaja di passi.
Eccoci intanto bene inoltrali nel
cammi-
— 20 no
e avvicinarci
,
a quella specie di laguna
È
vedete poco distante da noi.
ra, cioè
,
che da qui
dessa la così detta fiumadi quei fondi, parte silicei,
una grande estensione
e parte melmosi e argillosi, sempre allagati per più mesi
dell'annata. Durante
dano
verno
campagne adjacenti
le
fiume
il
s'
innalzano
de
E
ricolo della perdizione.
acque gonfie del
le
tempo ed escono preciguai
allora
fondi, e terre, e carri
,
guai e lamenti a
,
e covoni, e biche, e stra-
e massari, tutto tutto è nel
e animali, e pastori,
,
,
correnti dell'Ofanto inon-
quando
e
qualsiasi
in
pitosamente dal loro letto
tutti!
;
le
pe-
Povere piante e future raccolte
!
tutte sepolte nell'argilla o nella sabbia. Le acque così ac-
e lunghi
cavallate inondano estesissimi
I soli
1'
alberi
sbarbicati, e trascinati
braro 1850, ahi
!
,
pietra di tutto
tine. Si racconta
passati
il
e
degli
il
ponte che con-
di parecchi se-
eruditi.
materiale caduto
:
anche sono
mare. Nel Feb-
al
Opera
Non
tutto era
si
trovò
inabis-
e nelle così dette lòpe o voragini Ofan-
che poche ore prima di crollare
,
erano
parecchi carri carichi di grano. Quale morte or-
renda avrebbe colpiti quei poveri che
si
talvolta
o nelle adjacenze, o
degli storici
coli
melma
ma
alle Reali saline.
una
sato nella
;
quale sciagura.!, crollò
giungeva Barletta
dire
terreno.
trovano bene, perchè inorgogliscono col-
si
acqua e col terriccio copioso
al
tratti di
fossero trovati sul ponte nel
Ammiriamo, o
Lettore,
ciamo senno!!! Vedete
Secondo gl'ingegneri
i
tratti
là gli
li
momento
della
conducevano
,
se
del suo crollo?..
Provvidenza, e fac-
avanzi delle sue fabbriche ?
di ponti e strade,
erano
alte sessanta-
quattro palmi a contare dal livello delle acque. Presente-
— 21 —
mente
tista
questo stato miserando fanno spavento! Nel ver-
in
no 1851
in
compagnia del giovane Artista Sig. Giambat-
Calò, di Barletta, l'osservai da vicino ed inorridii, e ne
feci eseguire dallo stesso
male
!!
un piccolo disegno. Guardate
Ma noi lasceremo a
un poco
alla sinistra,
dritta tanta rovina, e
costeggiando
le
acque del Cume. Sa-
lendo dolcemente quelle amene piagge
vedremo qualche
,
cosa di buono. Osservate qui attentamente:
dal livello delle
e tre-
muoveremo
il
suolo
si
eleva
acque del fiume per pochi palmi, e continua
così alla nostra sinistra ingolfandosi per lungo tratto,
ove
mirate vigneti
val-
lata. Gli è
floridi e robusti
questa appunto che
,
fa
piantali in
una dolce
continuazione con quella
che traversammo più innanzi, quando daCanosa muovevamo
Ebbene
a Barletta, cioè la vallata di casavecchia.
go
e fertile incanalamento di terreno
sto punto,
Ovesl-Sud-Ovest
si
siffatto lar-
prolunga da que-
della Città, fino all'Est-Sud-
Est della medesima. Serpeggia per varii modi, e verso
metà
della sua
lunghezza
al
(
Sud
)
circa tre in quattro miglia. Rinomati sono
sto serpeggiante
prattutto vi
no
si
avvallamento per
la
dista dalla Città per
la
i
loro
terreni di quefertilità
;
e so-
distinguono varii punti interessanti, quali so-
quelli denominati
comunemente
Sbomma, Casavecchia 7 Conca
;
fondo di Campanile
d' oro, Belloluogo, Crocefisso
Cullano, Santo Luca. Tutti questi bassi
fondi sono
,
,
tante
diramazioni di una medesima posizione topografica di ter-
reno piano e
fertile.
Essi
serpeggiando di qua e di
si
là
,
comunicano
in varii punti
e formano
una zona cam-
pestre a sé, cioè la migliore di tutte, tenendo l'intermedio
tra
le
campagne più elevate
e sassose (che
sono
le
— 22 —
più lontane dalla Città), e quelle che offrono una specie
monotona. In somma
di uniformità piana e
fertile de' terreni avvallati si
centrale di tutto
l'Est all'Ovest.
il
può considerare come
tenimento barulense
E che
più? Fin
Santo Luca ho perlustrato
1'
tutta la
e
;
la
zona
parte
estende dal-
si
cioè fino alla contrada di
là,
avvallamento,
il
quale da que-
sto punto, ove siamo, vicino l'Ofanto, fino alle collinette di
Santo Luca raggiunge
forse più, se
la
lunghezza di circa otto miglia e
mal non mi ricordo. Ma su
notizie più precise a miglior tempo.
di ciò
Passiamo avanti, per-
chè dobbiamo camminare altro lungo tratto
pò
di tutto.
prenderemo
e vedere
,
un
Però facciamo un'osservazione interessante
pria di riprendere
il
cammino. E sarebbe
ne assicura che un tempo fu, in cui
le
la
seguente. Chi
acque
dell'
Ofanto
nella stagione degli straripamenti divergendo alla loro diritta,
avessero bagnato o allagato questo incanalamento
fino alla contrada di Santo
Luca, e che
dosi in altri terreni, avessero
versando così
le
campagne
parlar di secoli remoli.
di là poi internan-
messo capo
nelle paludi, tra-
all'Est della Città? Io intendo
Ma
noi ritoccheremo quest'argo-
mento. Eccoci dunque sopra amene piagge che ne offro-
no un
bel orizzonte.
A
sinistra
,
estensione di terreni seminatoriali
vedete
che sterminata
delle masserie. Quelli
perfettamente nudi di erbe sono maggesi da seminarsi nell'anno che segue. Degli
altri chi offre
aurate stoppie e chi
quantità di cenere e stoppia carbonizzata coll'abbruciamento.
Questi pascoli che calpestiamo sono
delle masserie.
Guardale a
falde di queste collinette.
È
dritta
le così dette
mezzane
che immensa pianura
un oceano
di rigogliosa e
alle
sva-
— 23 —
riala
verdura che offre una specie
quel
mormorio
basso? Sono
là
infrangendosi in fra
quelle voragini che
le
panorama. Avvertile
acque
dell'
Ofanto che
sassi e ciottoli, si precipitano poi in
i
i
di
mandriani chiamano lupe
come
,
più
avanti dissi. Guardatene da lontano l'argentea fascia; che
grandioso scherzo naturale!
E
quei giganteschi gruppi di
verdura cupa ed imponente? Sono
gli
olmi (Ulmus sube~
rosa) che vivono associali e sfidano tutte le bufere. Lì sotto
vi
un'ombra
è
che
cosi densa
vi peuetrate, tetro n'è l'aspetto
;
ed
il
sole
il
cupo
non
vi
può. Se
silenzio (spes-
so interrotto dal garrir degli uccelli) che vi regna e la so-
fanno tale e tanta impressione
litudine
destano
l'
Ed
bile.
spino, di
idea dell' esilio in luogo recondito ed inaccessi-
vero
in
i
colossali macchieti di
prugno selvaggio
,
uomini pratici
di
quei
Una
di bianco
,
paliuro, vi lacerano e abili e
quei luoghi
(comunemente gualani) che
so bestiame.
rovo
camminarvi senza
carni. Difficilmente polrete
gli
animo, che
sull'
ivi
:
la
guida de-
intendo dire de' mandriani
menano
a pascolare
grossa vacca difficilmente
si
il
gros-
distingue in
terribili cespugli e fruticeti, tanta è la foltezza dei lo-
ro rami. Osservate quanti pioppi bianchi sparpagliali e con
elevatissima chioma.
nel
1847 avevano
Ve
n'
ha degli annosi, due de quali
tronco di ciascun di
sul
essi
una cir-
conferenza di tredici palmi a poca distanza dal terreno.
V ha
pure
il
pioppo nero
,
ma non
è indigeno, è figlio di
una antica coltivazione. Vedete quanto sono magnifici quei
frassini a
l'
chioma spaziosa e
industria della
manna,
a tanta provvidenza!
A
se
florida.
non
Potrebbero servire per
ci fosse
un certo disprezzo
fianco loro crescono
due specie
di
— 24 —
salici
con una vistosa vegetazione. Quanta Phyllìrea, Clc-
matis vitalba
Tamarix
,
Vitex agnus caslus
Olea curopma olcasler
,
gallica et africana, Pislacia lentiscus.
piante che riescono rigogliose e belle.
dono cura degli
olivastri, poiché
tano ne' campi, e poi
verdura
gli
ne
meridiane lo scirocco
(
possidenti
I
svelgono,
li
Sud- Ovest
)
si
ma
,
li
ombra
annestano. All'
può reggere sino a mezzodì
si
Sono
,
tutte
pren-
trapiandi tanta
nelle ore
po-
rende molesto in ra-
gion composta dell'elevazione di temperatura che regnala
basso, dell'umidità, e delle esalazioni nocive ch'emanano
i
circostanti terreni,
del fiume
,
i
facilitano
quali, lasciati
in secco dalle adequo
col calorico del sole la putrescenza
delle sostanze organiche,
non escluse
morti o presso a morire.
A
ghi
le
miriadi d'insetti
fianco di questi silvestri luo-
coltivano sterminali campi alla seminagione de' ce-
si
propriamente
rcali, e
de' grani duri
glia (in quei terreni argillosi
che hanno tanto
nome
steggiando l'Ofanto
,
in
che riescono a meravi-
denominati terreni
d' ischio,), e
commercio. Passiamo avanti, co-
ed eccoci sulle ridenti colline della
famosa Canne. Voi vi avete
solt'
occhio un orizzoute ame-
no, e lo stesso teatro che avete visto poco prima. Cioè
gruppi
sini,
di sostenuta e gigantesca
,
fras-
pioppi, salici, rovo, bianco spino, casto agnello, ta-
merigio, lenlisco,
mi
verdura negli olmi
di
Armido
ed altro. Se ponete mente a tanti cul-
pliragmites e
nocchie torreggiando su
muover
di
i
Armido donax
macchieti,
vento, voi direte,
si
le di cui
pan-
agitano ad ogni
là sotto alcerto
1'
acqua ri-
stagna per buona parte dell'anno. Guardatevi di por piede
in quei terreni; vi affonderete sino a
due palmi e più, e re-
— 25 —
slerele inceppato nell' argilla
pania del visco
celli sulla
nuare da qui sino
al
e nella
melma come
e del loranto.
ponte di Canosa
,
uc-
gli
Se voleste conti-
trovereste le stesse
condizioni fisiche e topografiche, e sparire a gradi a gradi
gli
olmi
colossali
ed
,
pavoneggianti frassini. Vi sono
i
però ricchissimi erhaggi che formano
quei proprietarii:
Ma
la
vera fortuna di
noi qui facciamo riposo; dissetiamoci
a questa hella fontana di Canne, modesta e povera di ac-
que limpide, dolci, e
sorpasseremo
prima
vigneti,
;
la strada
nuova
Naslurlium
Canosa, che percorrem-
di
e passando a traverso
olive li
e mandorleti,
colli!...
di pascoli, seminalorii
troveremo
ci
nuova che congiunge Andria a
e ridenti
il
dopo, con ima lunga traversata a passo avanzato,
officinale; e
mo
Raccogliamo
salutari.
Barletta.
sulla strada
Oh
!
che ameni
Avvertite un'altra energia nella respira-
zione e nella vita? Gli è tutto effetto dell'aria pura e salutare
,
assai migliore di quella
che respirammo sulla via di
Canosa. Quella via risente un tantino
gì' influssi
del vicino
Ofanto, e questa no, perchè è lontanissima da acque stagnanti ed è tutta mediterranea. Aggiungete la sua piccola
elevazione dal livello del
rezza e bontà
mare
,
e vi avrete maggior
re quanta è precisamente l'elevazione dal livello del
di questa via e di quella di
Canosa
lo spero in appresso. Quivi nella
e l'abbondanza sterminala
ne accrescono
la bellezza.
loro portamento è
tre
;
ma
Primavera tutto è ridente,
Vedete
ricchi
mare
noi posso per ora:
degli asfodeli
tuli' altro di
campagne. Sono più
pu-
vorrei servirvi a farvi conosce-
nell' aria. Io
là
ramosi in
fiore
basso quegli olivi ?
quelli che
di frasche
vedemmo
,
11
in al-
più rigogliosi
4
— 26 —
e di aspello più gaio. Sapele perchè ? Le loro radici sono
distese ed insinuale nei crepacci della pietra calcare
munemente
(
co-
pietra viva) ed ivi trovando più copioso e so-
stanzioso nutrimento resistono vieppiù agli ardori dell' aere
infocato dal sole. Battiamo avanti la via
quei pascoli che
tutti
,
traversiamo
e
parano dinanzi. Son dessi conti-
ci
come
nuazione del così detto fratturo ad uso delle pecore,
in altri
siti
Eccoci su
v'indicai.
vede Barletta sempre in un
nuova che conduce
sulla strada
spalle quella Città
Iralturo
;
ma
col favor del vento;
mensa
rubbi
là
meno
a sinistra
;
è
mormorio
il
ancor di-
im-
il
di alberi
fruttiferi.
gli alberi fruttiferi
carrubbo e
il
mare
onde
contrada delle paludi. Tutti
,
il
alle
delle
e bassa pianura coperta
vano bene
si
tra esso e noi havvi quella
da noi. Voi ne avvertite
stante
Tram. Abhiamo
a
Ma
l'Adriatico.
da dove
Guardate, siamo giunti
di fronte ci sta Barletta
;
dritta
a
di un'altura
fossato.
l'olivo.
vi
E
la
pruo-
Vedete quei car-
basso mezzo bruciali ed ingiallili? L'aria marina
loro è contraria, e sviluppano una vegetazione languida e
stentata.
Scendiamo un poco
moci
innumerevoli
agi'
nella pianura ed avvicinia-
fossati e canali di
acqua, che s'in-
tersecano fra loro in mille modi. Vedete quante piante in-
digene lungo
i
loro argini?
do rigogliosa per
questi campi
si
,
la
ricchi prodotti
vendono per uso
di tavola
tola)
ed in altre frutta
vi,
faggioli,
i
La loro vegetazione è oltremo-
copia del terriccio e delle acque. Iu
il
,
Ma
il
raccolgono delle uve (che
con grappoli pesanti più ro-
massime
ricino, ed
dustrie de' coltivatori.
si
le
pere. Gli ortaggi esti-
cotone sono
quella de'
le principali
poponi, congiunta
inal-
— 27 —
l'altra
che
nelle arene vicino mare, costituisce la vera
si fa
ricchezza de' contadini. In questi luoghi perniciosa è
mora prolungata
matutine
e particolarmente
può stare, ma
si
il
la
di-
pernottare. Nelle ore
massima
serotine è
in quelle
imprudenza. Poco prima del tramonto del sole lo scirocco
(Sud-Est) incalza bene. Un'aria umida e pesante vi gravila
un vento fresco
sulla persona:
vertite nelle
membra un
vi batte sul viso
certo ribrezzo ributtante
joso. Se siete riscaldato e sudato,
fermarvi
;
sti
una perniciosa.
luoghi, sono
time
pesante
Andria
di
una intermit-
coloni che frequentano
que-
Coloro che a Barletta ne sono at-
tempo
subito al
nella città
no-
martiri dello scirocco, e spesso le vit-
i
di ostinate febbri.
taccati,
I
e
av-
camminate sempre, senza
in contrario potreste incorrere in
tente, o in
e voi
,
di Barletta
,
aria salutare sta
la di cui
come
ricuperano
della convalescenza
sta
1'
a quella
San Mar-
aria del colle di
lino presso Napoli a quella fetente del quartiere Porlo
Rua
catalana
,
e altri antichi
siti
e luridi della
bassi
cambiamento
tropoli.
Nel 1838 anch'io sperimentai
aria
Andria dopo una intermittente sofferta
in
Bastarono pochi giorni
di
il
in patria.
quel punto
elevato
e
salutare
che abbiamo toccato sulla via che mena in Andria
primo grado d'aria pura
l'aria dell'Infrascata, e
di
dimora colà, e dalla morte pas-
sai alla vita. Vi ricordate
il
,
Me-
,
come
si fa
? Ivi
è
a Napoli a godere
quindi a San Martino.
È
una gra-
dazione continuata da quel sito sino ad Andria, e da quesla
Città alle basse
montagne che diconsi murgie
della Provincia di Bari.
delle fertili paludi
,
ma
Ora
vi basti
nell'
interno
questo piccolo quadro
assai perniciose.
Procediamo
sullo
— 28 —
stesso livello basso, ed inoltriamoci in quello avvallamene
lo
e ferace che ci sta di fronte: traversiamola stra-
ampio
da che da Barletta conduce a Trani, ed eccoci a piedi del
tralluro in
alberi
li
mezzo
veggo
cogli olivi. Questi
a vigueti conviventi
floridi
,
ma non
so se in questo basso fon-
do siano per dare più frasca che
frutto. Il fatto deciderà
per ora sono ancora giovani. Avanziamo
in seguito:
il
passo, ed eccoci vicino alla contrada di Santo Luca. Notato
ora che noi siamo circondati a dritta e a sinistra da bassi
colli, e
è appunto che io ho in sospetto
quell' altro
comi
Vi
sito dell'
promessa.
motissimi tempi
loro
come
facente parte di
Ofanto eh' è vicino
che avrei ritoccato
dissi
alla
,
le
miei sospetti sono che forse in re-
I
correvano questo lungo e
mette foce, per così
esso
fa
usciti
poco
fa.
delle
comunemente
(
cammino per-
avvallamento
tortuoso
dire, nella vasta
quale ne siamo
,
che
pianura delle paludi,
La posizione topogra-
questo gran canale, e quella dello sbocco che
nelle paludi
stenza forse
ponte crol-
acque deirOfanto nei momenti
impetuose e strabocchevoli correnti
fica di tutto
al
argomento, ec-
lo stesso
inène) divergendo a dritta dell'attuale suo
dalla
bene, questa
avvallamento assai lungo per circa otto miglia
cominciando dal
lato.
E
siamo tuttavia nella dolce vallata.
mi dà
,
un tempo
probabilità
di questo fatto,
vede quando nel verno
sentemente
si
to uscendo
dal loro letto
,
inondano
positive
le
tutti
acque
i
dell'
dirsi
Ofan-
bassi fondi vi-
gnetati della contrada detta fonnèta di Campanile.
che non voglia
sull'esi-
siccome anche pre-
A
meno
che questa vallata di Santo Luca, per
ciò che riguarda la sua diramazione in croce
dal
Nord
al
— 29 —
che scendono dai luoghi
Sud, animata fosse dalle acque
elevali che
n è
il
guardano verso
Ma
sospetto per ora.
a farsi sopra
la città
gli è
questo uno studio severo
luogo, sotto molti riguardi, per darne un
giusto e meritato giudizio.
questo pensiero
corso delle
Dubbioso
di Andria.
non
,
La premura
meno
diversità dei terreni più o
palesato
per provare l'antico
è stata tanto
acque che straripavano
di aver
,
quanto per notare
le
ricchi in siffatto canale
,
e le svariale situazioni e posizioni delle sue estremità la-
Le
terali.
quali due cose sono importantissime a studiarsi
onde meglio giudicare
in siffatti luoghi,
spontanea
ridezza
nei speciali sili, e della
nelle diverse coltivazioni
arboree che vi
lense
eseguono.
si
non ha montagne
,
della vegetazione
maggiore o minor flo-
E comechè
così
quentano queste ineguaglianze
ed
delle piante erbacee
il
territorio baru-
nelle sue pianure
di suolo
,
le
,
ove fre-
ricerche bota-
niche debbono essere più attente e prevegenti in rapporto
all'
importanza
di altra specie,
in quel canale
o di qualche specie rara per se stessa
,
che mentre abbonda in
si
guire tanto lungo
cammino, che
re, sembrerà strano.
1847
la
il
si
altri paesi, ivi cioè
campagne. Ed è questa
ra ragione filosofica e scientifica
fatti naturali:
o
trovasse per cause tutte naturali e ante-
riori allo slato delle attuali
generali poco
,
In
siffatti
prestano
sig.
ve-
per cui vi ho fatto ese-
non
forse a chi
studii
alla ricerca
le
sa
vede-
vedute troppo
e alla scoverta dei
quindi la necessità dei dettagli.
benemerito
la
Gussone mi espresse
Da che
il
nel
piacere e
sua soddisfazione che io in quell'anno aveva raccolto
il
— 30 —
Thesium humile nelle campagne
in
me
stesso
di Barletta (1)
che ben altro metodo conveniva adottare
nella ricerca delle piante in queste contrade
di
deliberai
,
e che lungi
;
limitarmi alla sola raccolta, avrei dovuto notare
par-
le
ticolarità de'siti in rapporto alla natura delle specie e dei
paesi ov'esse più
spontaneità indigena. Di
perfetta
1847
dell'
comunemente rinvengonsi
fatti
nello stalo di
anno
nello stesso
e negli altri antecedenti io aveva osservato alle foci
Ofanto, cioè
alla così detta
di piante fioriscono ivi in agosto
in altri siti esse
montano
fiumara, che certe specie
ed in settembre
in fiore
nel
mese
,
mentre
di aprile
lo
:
che imporla quattro mesi circa di differenza. Per esempio
Thesium humile
(1) 11
è pianta di Sicilia e di altri luoghi simili,
ed è rara a un tempo, come rilevasi da due opere botaniche del sig.
Gussone
,
la
Flora Siculo,
e le
Piantai rariores. Eccone
la descri-
T. glabrum, caule ramisque
zione dataci dal prelodato Botanico.
erectis adscendentibusque, foliis anguste linearibus enerviis crassiusculis, cahjcinis laciniis
demum
nuce brevioribus
involutis, floribus,
subspicatis quinquefidis bracteatis, nucibus subsessilibus oblongis an-
gulato reticulatis bractea intermedia 2-3-plo brevioribus. Icones
Gussone, piantai rariores, tabula 20. In coUibus aridis
gillosis
maritimis
(in
Sicilia). Aprili,
Majo. Annua
pollicares, superne ungulati: folla levia
1-1 1J2poll. longa,
1J2-2 Un.
riora minutissime serrulata:
cati, virescentes
recurvis
;
,
intermedia serrulata,
:
3
:
vel subar-
= Caules 2-6-
semiteretia
,
acutiuscula,
inferiom integerrima
flores in apice cau'is et
,
supe-
ramorum
spi-
;
duabus lateralibus brevissimis
foliis
conforme, 3-4-plo lateralibus
suffulti bracteis
longiore, 3-6-lin. longa
tes:
lata;
,
,
calycis lacinia} acutee, sub anthesi paten-
mices majusculcc. Gussone: Flora sicula: Volumen primum.
— 31 —
la Vieta
pseuda-cracca nasce spontanea nei terreni
alquanto freschi
,
Portici, a Resina, e nel
Torre Annunziata, a
te
Somma
,
lago di Agnano, a Posilipo
al
,
mese
rossi, alla cappella di
Capitale. Essa
Cangiano e in
Rocco
altri
contorni della
non è certamente pianta palustre ;
l'ho raccolta più volte nei
feb-
Monponti
ai
,
alla
,
di
in fiore sull'eremitaggio del Salvatore a
e a primavera alla valle di S.
e
marzo e
e spesso l'ho raccolta fiorila in
in aprile ai Bagnoli
hraro anche
silicei
e intanto
pantanosi ed argillosi del-
sili
l'Otanto a fianco della Tijpha latifolia, dell' Atri'plex por tulacoides, de' giunchi e di altre piante simili sul cominciare
nel mese di agosto a settembre. Essa
della sua fioritura
era
dunque nata da semi
trasportati dalle
E
dai luoghi superiori e più lontani.
sta pianta
non può essere propria
acque del fiume
bene, io diceva, que-
di questi
siti
palustri
laonde essa quivi è pianta peregrina, e in un anno
trova
in
,
un
or ora dirò
,
da due cause
tempo
:
nata
la
,
i
che
semi seppelliti per più
sotto copiosa arena, o sotto l'argilla, e dal trovarsi
che sempre suol ritar-
vagelazione di molte piante. La
la
Specularla speculum
diverse
,
Trifolium, YAlopecurus agreslis,
il
paver Rhoeas; tutte queste specie
coi giunchi, colla
l'
,
ritardata fioritura proviene al
dall'essere
in continuata ed eccessiva umidità
dare
altre specie
si
bizzarrie prodotte dalle
le svariate
La sua
correnti del fiume.
certo
come succede ad
altro no,
secondo
la
:
Valerianella echi-
Vide
,
Triticum repens
le
diversi
e
,
il
Pa-
ho rinvenute insieme
Typha, coi Carex, colla Saìicomia, col-
Atriplex portulacoides
non vede dunque che
la
e
con
altre piante
presenza
palustri.
Chi
di certe date piante in
— 32 —
talune località non è sufficiente per se stessa a determinare
la flora tutta
propria di essi luoghi? Siffatto argomento
sublime vien trattato colla massima erudizione e
scientifica dall'egregio
grafia botanica.
Torniamo
Ma
bastino
in dietro e
congiunge Trani
De Candolle
sig.
qui
fin
raggiungiamo
a Barletta.
Geo-
osservazioni.
siffatte
la
filosofia
nella sua
nuova che
strada
Eccoci dunque di ritorno
alla
Città, avendo a dritta e a sinistra vigneti, e frutteti, nei
quali campeggia
sempre
Riprenderemo
olivo.
il
il
mandorlo gentile ed
nostro
cammino
ma
,
genere di ricerche, cioè quelle della natura
perficiali e del sottosuolo
,
pacifico
il
sotto altro
de' terreni su-
siccome in appresso vedremo.
II.°
RAPIDO SGUARDO SULLA NATURA DE TERRENI.
Se ben
mare
biosi.
vi ricordate
all'Est
,
e
Le sabbie
più ove
meno
all'
,
vi dissi altra volta
Ovest della Città
tutte in quei
siti
grossolana , e ve
volta anche nera.
n'
i
,
che lungo
terreni sono sab-
sono a base
ha
ove
silicea,
della finissima
,
tal-
Eccone l'esempio; noi ora affondiamo
nostri piedi, tanta è la sua scioltezza.
il
Ma
osservate
il
coi
suo
color chiaro biancastro ? Ciò è dovuto principalmente all'
abbondanza sterminata
fluviatili e terrestri.
lissimo
,
de' frantumi di conchiglie
marine,
Resi questi dall'attrito a volume esi-
facilmente somministrano alle piante
calcàreo, sotto l'influenza svariata degli agenti
1'
elemento
fisici
e chi-
mici. Aggiungete le alghe marine, e tulli gli avanzi orga-
— 33 —
nici animali e vegetali scaricati dall' Ofanto nel
mare
e da
questo deposti sul lido, e voi vi renderete ragione della
copia di terriccio esistente in questi terreni estremamente
silicei.
Scavate a poca profondità e vi trovate l'acqua. Con-
siderate pure
aridi, ed
per
che negli
interrotta
la
secondo
capillarità
sono
terreni
i
umidi costantemente
sottostanti sono
in quelli
ScnÙBLER
superficiali
strati
esperimenti di
gli
sulle proprietà fisiche de' terreni. Riunite tutte
queste cause, cioè silice, calce, terriccio, acqua, temperatura piuttosto elevata, e così spiegherete in breve
chè
di
quale è una pruova soddisfacente sulla possi-
la
robbia con sicuro e brillante
di coltivar quivi la
successo. Ciò
non dimeno,
sono
vi
mai ho potuto indagare
le quali
e or ora vedrete. Ecco
in queste deserte arene
deggiata dal vento.
Non
come
,
si
le
località eccezionali,
Come
tratti deserti di piante?
il
E
Sono
ciò che è originale
un
sito e in
un
signor
,
altro
si
si
rife-
meno gran-
trovano di tanto in
un anno
è che in
anno
trovate
lo rinvenite fertile.
i
atti alla
Beudant
degli spazii più o
burrascosi vi depone? Principii salini,
poi
in pic-
allorché parla de la
il
dalle piogge
passo
è tutta on-
un esempio
rà forse la copia de' principii salini che
sommamente
il
spiegare la cagione di questi
di che in questi fertili fondi silicei
deserto
muovere
la di cui superficie
vi pare questo
risce dottamente nella sua Geologia
marche des dunes?
per
vere cause. Seguitemi,
stenta a
colo in confronto di tutto ciò che
tanto.
per-
questa vegetazione così rigogliosa che avete sot-
tocchio:
bilità
il
mare
quali
dell'anno seguente,
vegetazione nel terzo anno?
E
si
pure
5
Sa-
nei tempi
attenuali
rendono
in questi
— 34 —
osservate qua e là piccoli gruppi di
tratti di silice deserta
come
rigogliosa vegetazione
spiega facilmente
deposte dal mare
La qual cosa
tante oàsis.
e quindi
,
ridotte
havvi in quelle piccole oàsis
Pancralium maritimum,
in terriccio. Mirate
Triticum repens associato
il
alla Scilla
maritima,
soda, alla Salsola tragus, alla Salsola Kali,
soldanella
,
Scirpus maritimus,
rinum,
maritima,
alla Cakile
alla
all'
Sclerochloa maritima,
luteum,
all'
alla
allo
fìliformis,
Eryngium
Lotus corniculalus
Euphorbia
alla
strumarium, all' Anlhemis maritima,
al
all'
Medicago marina,
Helminthia
all'
al
,
Hordeum mu-
Juncus maritimus,
Euphorbia paralias,
Euphorbia peplis ,
all'
al
Convolvulus
al
alla Rotboella
Tribulus terr estris,
Glycyrrhiza glabra,
alla
l'
al
,
:
alla Salsola
Cyperus olivaris
Holchus lanalus
alla Rotboella cilindrica, al
maritimum,
al
si
organiche
colla quantità delle sostanze
al
terracina, al-
ecliioides, allo
all''Alriplex
Glaucium
Xanthium
portidacoides,
Trifolium maritimum e a diverse altre piante. Ora basta
de' terreni silicei vicino
che
alla
fiumara e
alle
mare; ed aggiungiamo solamente
paludi abbonda eccessivamente l'ar-
Ivi, ed in particolarità
gilla.
quando
l'argilla è
fiumara e nelle adjacenze,
alla
pregna di acqua nel verno
affondano sino a tre palmi circa
state
più
,
forma crepacci
pollici.
;
e
quando
assai profondi e di
Passiamo adesso
alla
si
,
i
carri vi
dissecca nella
una larghezza
di
osservazione sulla natura
de 'terreni degli orti, de' vigneti, de' frutteti, e dei seminatorii. Il terreno superficiale di questi fondi
è argilloso-calcare-siliceo
di
ogni altra vi
si
;
rinvengono
nalorii e nei vigneti),
in generale
e le piante spontanee che più
sono
(
particolarmente nei semi-
la
Diplotaxis
tenuifolia,
lo
— 35 —
Cnicus arvensis
il
,
Cichorium intybus
Hypericum crispum,
1'
la
juncea
,
ed
altre.
il
E
la
Sinapis hispida
procedendo innanzi
lunga vallata che
quella
,
Convolvidus arvensis,
dall' Ofanto
,
la
Camaril-
arriviamo a
serpeggia sino
contrada di Santo Luca per varie diramazioni, e di
delle paludi. Quivi, cioè
do sino a quella
vallamento,
reo
,
il
,
alla
là
cre-
in siffatto
av-
terreno è piuttosto argilloso-siliceo-calca-
dà qualche leggiero segno
in tratto
e di tratto
marna
,
siccome in rarissimi
siti
sere siliceo-argilloso-calcareo
Ora usciamo da questa
appena dà indizio
e
saliamo dolcemente le
vallata, e
ed inclina spesso
al
località eccezionali,
ove l'elemento calcareo
terreno è calcare-argilloso,
il
marnoso. Più
su questi bassi colli, e più
ove
la
il
es-
siliceo-. calcare-argilloso.
piagge. Eccoci in un'altra zona,
predomina, ed in generale
di
di
vi avanzate
,
più
salite
calcare predomina, tranne le
composizione del terreno varia
da quella predominante. Qui
fermeremo un poco per
ci
una interessante osservazione. La profondità del terreno
superflciale ossia del terreno arabile o coltivabile, che dir
vogliamo, non è eguale
in tutti
i
luoghi. Cosi partendo
dalla Città sino all'avvallamento voi trovate
il
terreno pro-
fondo per due palmi e più. JVella vallata lo rinvenite sino
a parecchi palmi; e
che producono
salendo
fin
la
questa
sua speciale
del terreno arabile è
uno a mezzo palmo, ed
i
fertilità.
Dall'avvallamento
qui ove siamo, otto miglia distanti da Barlet-
ta, la profondità
sotto
una delle principali cause
è
in molti
vostri piedi qui vedete
ed anche ad un
pollice.
,
si
siti
ben poca cosa
del tratturo
,
,
da
come
riduce a pochi pollici
Ecco perchè
la
vegetazione è
me-
— 36 —
schina, e gli erbaggi sono poveri e danno poca rendita.
massari speculatori che vengono
I
a coltivare in questi luo-
ghi colle slesse regole di una masseria a terreno profondo
s'imbattono nel
e ricco, spesso alla fine dell'anno
delle entrate
guai
Quindi
!
non battono
e se
,
pratica agraria nelle
campagne
ché ne dicano in contrario
no sentenze
(1)
«
tura
«
in
«
o Signori,
,
tali difficoltà,
Francia
la
dice
il
quando
veri agricoltori
che
«
per dirvi tutto ciò che penso
«
modo camminar bene? Sì,
«
eia, e quella sovratutto
lavoro urge, che
non quando
«
no nei campi
ti
ranno
io
veggono sorgere
si
dell'
,
,
che
terre
le
credo che
tura
»
(!!!)
Y
e preferiranno
!!
1'
agricoltura della
Che vengano
il
Ma
,
;
gli altri a
città in cui
loro, sarà misera
1'
agricol-
sostenerci
trovarsi l'agricoltura
,
cepir V aratro a tavolino, altro è maneggiarlo
coltivazione di
:
Altro è con-
nelle diverse qualità
!!
Diversa è la
una pianta in un giardino da quella in una
in armonia
coli' introito.
inasse-
Altro è de-
vegetabile, altro ècoltivaiio e convertirlo in moneta.
proprietari e la società intera vogliono
no ragione. Lo vogliamo capire
,
sì
di
del globo, e vedete dove vi
noi sosterremo e grideremo sempre
ria ove devesi bilanciar tutto
se
che fuggi-
(ino a
soggiorno delle
di terreni secondo le regole della meccanica agraria
un
Fran-
Avete capito, o Lettore?!.. Fate l'applicazione
pratica nei libri
scrivere
,
po-
di
nò scrivere,
cose non possono a questo
attività.
questi principii e verità agli altri paesi
trovate
in agricol-
ad imitazione degli Inglesi, recheran-
«•vivono tranquillamente colle rendite
«
spula-
,
Ovest, non farà serii progressi
la loro intelligenza e
le loro
chec-
;
bisogno incatena, non è forse evidente,
il
proprietarii
i
che toledando
quali non sanno spesso nò leggere
«
«
libri
maggior parte delle terre stanno nelle mani
i
sono
valentissimo chimico MALAGUTi,e quando
«
il
critici,
i
,
vera buona
la
non già nei
e
deficit
tempo
a
In questi terreni calcari per eccellenza e
(1).
In vero
di riconoscere
necessità
la
ritirata
il
I
grano nel granaio, ed han-
o no ?
E
per giungere a questo
— 37 —
molto secchi abbondano
utili alle api
Thymus
,
tra le quali
capitatus,
più
di
Thymus Zygìs,
il
remo
per
qui abbiamo dato
camminare
e senza
:
a noi stessi
medesime, accenneremo
suolo, e
porremo termine
reni. Dall'avvallamento
contrade
le principali
le particolarità
del sotto-
alle nostre osservazioni
sui ter-
o canale, che dir volete, fino dove
lati, a dritta e a sinistra si
possono cavare cantine e grotte
anno
vidi
del Sig.
più gallerie per conservare
reali, biade,
legumi,
vicino Napoli
fichi,
il
tal
che vi
le stanze
pane siccome un
il
si
mandorli, ed
,
;
e
cavano grotte ampie a
vino, e sopra
a Posilipo
,
ed anche
i
assai
D. Ferdinando Cafiero
presso Canosa nel suddetto tufo
come
,
per fabbricare e cuocere
nel feudo
tutti
rinvengono estesissimi ed
profondi banchi o depositi di tufo calcareo, di
sotterranee
di più
altra volta, ri-
stiamo noi; e da questo punto più in sopra e per
si
il
Thymus Acynos ed
fin
campagne che percorremmo
corderemo solamente
delle
tanto
natura superGciale del terreno. Fa-
alla
altrettanto pel sottosuolo
le stesse
il
Noi
labiate
sommamente
distinguono
si
altre piante della stessa famiglia.
un rapido sguardo
piante
le
a
si
coltivano ce-
E
olivi.
voi sapete
Capodimonte, a Car-
dite di Caivano, sotterra sono le grotte, e sopra le colti-
vazioni erbacee ed arboree.
scopo
,
è mestieri
impadronirci
altri,
la
dimora
e
i
uomo
,
onde possiamo
a profitto nostro e degli
lumi delle Scienze Naturali, Lettore mi»
nei gabinetti da studio
sincerità neh"
dunque andando
nei campi
e metterle
carissimo, o \i piace o non vi piace,
zione
Barletta
e lo studio
delle loro qualità
mercè l'ajoto
Da
è
di scienze è
io \i
parlo chiaro.
una brutta cosa
un gran tesoro.
:
la
La presun
modestia e
la
— 38 verso Cauosa
o giunge sino
uno
di
il
spesso trovale gran deposito di tufo,
,
alla superficialità del
strato di terreno argilloso
crosta,
trova
sto più o
giallo,
il
meno
Ed
al ritorno
Scacchi
o è coperto da
o da uno strato
poco. V'ha
il
rossigno. Vi
si
ch'è un poco
men
a proposito di fossili, in generale
che nel tufo
dirvi
trovano de' grossi e dei
che
paglino, ed
a conghiglie fossili,
pregiato dell'altro.
debbo
il
quale
puro e a grana legittima, e quello frammi-
tufo
il
,
,
,
quale parleremo da qui a
della
tufo bianco
suolo
calcare
il
di
belli.
in Napoli
l'
Canosa soventi volte se ne
Nel 1844
offersi
al
ivi
ne comprai uno,
Signore Professore
che accettò volentieri. Se amate notizie detta-
,
gliate su questa
branca
scientifica
,
consultate le opere del
Signor Abate Giuseppe Maria Giovene, da Molfetta
tutti gli altri nostri Professori
viventi,
i
,
e di
quali dottamente
ne trattarono nei loro pregiati lavori di Geologia e Paleontologia
;
Scacchi, Costa ed altri: e de' trapassati Cagnazzi
Pilla, Tondi ec.
tete la via di
Andria
,
Se poi, muovendo da Barletta, bat-
ec.
,
invece di tufo rinvenite carbonato
calcare a grana fina, bella e lucida, ed a superficie piuttosto liscia. Vien desso chiamato pietra viva e serve alla
fabbrica delle case e di altri edifizii, allo stesso
si
adopera
Ora
tufo.
il
La
calce
,
che se ne ottiene
è ottima.
è utile (per la più facile riconoscenza delle varie
trade delle campagne barulensi)
detto,
zioni
modo che
,
il
dirvi
che
il
petraro, così
trovasi lungo la via di Andria per varie
cominciando dal casino
questa Città
;
di Binetli e
con-
dirama-
procedendo verso
e le così dette tufare per diverse linee rin-
vengonsi sulla via di Canosa, dalle vicinanze di Monlallino
— 39 —
in sopra. Tutte
due queste estese contrade sono aride
meno
l'acqua più o
fondità. Talvolta vi
che forma
la
la
mente
sono
si
E
e
trova qualche vena di acqua dolce,
fortuna e
posseggono.
,
salmastra s'incontra a moltissima pro-
la
ricchezza di quelle masserie che
questo fatto mi sembra provenire facil-
dal perchè le acque sotterranee di quei luoghi (che
meno
più fortunali) scorrono per strati terrestri
i
carichi di sostanze saline.
Avendo
finora parlato della
na-
non che
tura de' terreni arabili e loro diversa profondità,
del sottosuolo nelle contrade le più elevate; è mestieri te-
nervi parola
quasi tutti
di quell'altro
si
rinviene in
terreni messi piuttosto in piano. Chiamasi co-
i
munemente
sottosuolo che
crosta,
come
poc'anzi vi dissi, ed abbonda da
per ogni dove. Essa in sostanza non è che un carbonato
calcare alquanto impuro, perchè dà segni de' caratteri
mar-
Ve n'ha
degli
nosi, ed
il
suo colore è biancastro sporco.
strati piuttosto friabili
,
che sono
facili
a cavarsi
anche
colla zappa; e ve n'ha di quelli così duri, eh' è necessario
adoperare un forte piccone maneggiato da polso fermo.
Di
tutti
gli strali
quasi in tutti
i
di terra arabile
meno secondo
,
cari
,
di crosta quelli
luòghi.
La
più duri
crosta rinviensi
alla profondità
la
i
due palmi, poco più o
di
conformazione geologica degli
che
le correnti parziali delle
strati cal-
acque nei diversi luo-
ghi col tempo vi deposero. Si è nella crosta che
formelle o fosse, che dir
piantano
mente
lo strato
e degli scarsi o copiosi depositi di terreno argilloso-
siliceo
le
trovano
si
dopo
i
si
vogliano,
novelli vigneti. In essa
si
le radici degli alberi fruttiferi
si
cavano
nelle quali
si
abbarbicano potentee delle
viti
,
le quali
— 40 —
producono quei
vini neri, robusti, e generosi, e che sono
conosciuti realmente da tutto
mondo, sono ormai parec-
il
chi anni, per cagione della infausta malattia delle uve. Io
non ho per ora esperimenti ed
re, se
silicati di
i
potassa
chimiche per sape-
analisi
(di cui si diletta la vite dalla
sua
adolescenza in poi, secondo gli studii pratici de' moderni
Agronomi) esistano copiosamente
se,
dopo cavate
tralci,
per
le fosse
le
in natura nella crosta;
o
vigne, e quindi piantati
i
succedendo necessariamente
tosuolo col terreno coltivabile,
la
mescolanza del sot-
sudetti silicati sotto l'a-
i
zione della calce, eh' è nella crosta, siano messi in libertà col
tempo
dall' argilla
sciolti
dalle acque,
nella quale erano rinchiusi
,
giungano sino
alle radici
e
,
quindi
delle viti
traversando un terreno reso sufficientemente soffice e sciolto, mediante l'antecedente cavamento, la mescolanza delle
terre,
«
le ulteriori
e
chaux
coltivazioni? « Suivant Liebig
en accélérant
agirait surtout
« silicates
alumineux
et alcalins
,
et
la
,
la
déségrégalion des
en mettant ainsi à la
«
portée des racines les principes alcalins, indispensables
«
au commencement d'une nouvelle végétation. Ilestcer-
« tain, d'après
Fuchs
« sous l'iufluence
ce
gilè, elle s'y
que
« cette
argile
role. Sicché la
et
la
renferme à
Agronomo
,
lorsque
de l'humidité
combine,
combiuaison est
« cette
ottimo
,
e gran
,
la
chaux vive reste
en contact avee de l'ar-
qu'un des
effels
principaux de
mise en liberto des
l'état
Chimico
de
alcalis
silicates. »
Girardin
riferisce le anzidette
mia proposta, lamia dimanda,
il
que
pa-
mio dub-
bio, non sembra senza fondamento. Una pratica piuttosto
lodevole è messa in uso nei novelli vigneti di Barletta: ed
— 41 —
eccola.
Nel verno
terreno sciolto
si
pongono
si
in
tralci:
i
primavera nel
affidano poponi e fagioli, senz'altro soc-
corso che quello della scarsa pioggia estiva.
denti ricolti sono copiosi
corrispon-
I
ed eccellenti. D'onde ciò pro-
viene? Mille ragioni fisiche e chimiche militano a favore
di
re,
questo bel fatto.
iì
farvi notare
Non
vi parrà intanto discaro,
che nel cavamento della
o Letto-
crosta, spesso ac-
cadono disgrazie in persona dei contadini che hanno
tura di buttar sangue dalla bocca.
così
duro
,
cavato da quattro
Ed
in
sven-
la
vero un terreno
a sei palmi
da un campa-
gnuolo a gambe aperte sulla fossa, e tutto grondante di
sudore nel mese di agosto, dev'essere causa sufficiente da
far
perdere
la vita a chi
non abbia petto
forte e polso so-
stenuto sotto un'ardente canicola col capo chino per più
Fatevi
ore di seguito.
quei poveri vignaiuoli
ne quotidiano per
contemplare
a
.
!
.
.
zioni sulle diverse qualità
,
a tal proposito
cordo bene se nel
presso Barletta
si
,
!
!
il
di
pa-
Passiamo
Pria di por fine alle osserva-
di terreni
ciò che
1843 o
mi
nel
,
mi lusinga
fu dato vedere
1844. Nella
,
villa
il
nar-
non riBonelli
cavava un pozzo bastantemente profon-
do. Ivi mi avvicinai
per osservarne
quale ammonticchiato, com'è
friva qualità diverse
:
il
terreno cavato.
solito in simili casi,
cioè eravi
il
care umida e ammollita
di
come
Il
ne of-
terreno arabile mesco-
lato alla crosta friabile secca: la crosta dura:
na calcare carica
posizione
loro rispettive famiglie
le
avanti a tanto dolore
rarvi
la
e vedrete quanto lor costi
,
la pasta
:
una terra cal-
una specie
di
mar-
rognoni calcari e di ossido metallico
perciò era rossastra e giallognola: una ghiaja grossolana ed
6
— 42 —
un'altra fina, e la prima
di
queste due era
sommamente
carica di conchiglie, di elici, e di frantumi di creta: final-
mente una marna
assai argillosa così
compatta e a grana
tanto fina e gentile, che sembrava una vera argilla pura;
un colore verdastro chiaro
essa aveva
in tanto
di
e strisciato di tanto
vene rosse, che alludevano senza dubbio
alla
presenza di qualche ossido di ferro. La saggiai cogli acidi
che vi produssero una effervescenza alquanto pronunziata.
Tutte queste terre erano confusamente ammonticchiate, e
ne raccolsi taluni
Avrei voluto scendere abbasso
saggi.
pozzo per osservare con più esattezza e da vicino
strati
;
onde notare
ne graduata
più sotto
strato.
,
i
diversi
loro giacitura, vedere la disposizio-
la
de' diversi terreni, cioè
e finalmente segnare
chi più sopra e chi
la spessezza
di ciascuno
La qual cosa avrebbe formato un complesso
tizie positive
sulla natura
nelle parti più
ime
al
e
situazione
di quel suolo, in
di
no-
di quei materiali
rapporto all'influen-
za che essi terreni eserciterebbero sulle radici delle varie
piante arboree.
di
Ma non
potei ciò eseguire per
mancanza
mezzi opportuni onde scendere nel pozzo senza pericolo
alcuno. Questi cenni sulla natura di quei terreni inferiori
io
ho voluto esporvi,
potessero
i
meglio, perchè spero col tempo
alla
medesimi richiamare l'attenzione
di coloro
che
occupandosi di Geologia, siano per dare lumi soddisfacenti
non solo dal puro
agrario per
lato
in quelle contrade.
;
cioè
ma
particolarmente
grande delle piante arboree
Abbiamo dunque
punti che da principio
trattare
scientifico,
la coltivazione in
esauriti
due
de' tre
promettemmo dover brevemente
uno sguardo
sulla posizione topografica delle
— 43 —
campagne
di Barletta, e l'altro sulla
mi avete onorato
giate
;
o Lettore
,
come meglio mi
go
si
perchè
,
mi
;
un pregio
feci
conoscenze del clima,
vale a dire
dosi fare in
un giorno, nò
mediteremo
sulle
venti anni della sua vita
pugliese.
in
di servirvi
si
Laonde onoratemi
terzo punto,
il
le quali
non poten-
un solo anno, è giuoccforza
in Città, ed ivi
ci ritiriamo
,
alla
trattava di fatti che solamente sopra luo-
si
possono vedere e studiare. Ora resta
da studio
due passeg-
in
ed io grato
Quelle passeggiate erano indispen-
riuscì.
le
che
compagnia
della vostra
prima più lunga della seconda
la
vostra cortesìa
sabili,
natura de' terreni. Voi
chiusi
,
un
in
opere di colui
nr-nbinetto
elio
per ben
consacrò allo studio del clima
compagnia, e domani
di vostra
sarò pago della compiacenza che avrete alla lettura di libri istruttivi e pieni di dottrina.
m.°
NOTIZIE SUL CLIMA PUGLIESE
,
E PRECISAMENTE
SU QUELLO DELLA PEUCEZIÀ
Eccoci
o Lettore
,
,
finalmente a riposare
lunghissime passeggiate, delle quali
,
dopo due
prima costa
la
di cir-
ca cinquanta miglia, e la seconda di miglia otto in dieci
a
un
di presso.
Non potevamo
campagne
farne
a
meno, per avere
Ora studieremo
uno schizzo
delle
un tantino
clima, non già con osservazioni dirette (poi-
il
ché a ciò fare,
ci
di Barletta.
vorrebbero non
frugando nei lavori
di
meno
di dieci anni
un uomo dotto che
fa
),
ma
immenso ono-
re alla Provincia di Bari e alla sua patria Molfetta. Inten-
— 44 —
do parlare
dell'
immortale Arciprete e Cavaliere Signor
Giuseppe Maria giovene
,
di
la
un danno
cui perdila fu
positivo per la Provincia e particolarmente per la gioven-
tù che faceva tesoro
cio egli
Modena
era dell'
si
;
cresceva
de' suoi dettati e dei suoi lumi.
Accademia
delle Scienze della città di
e se onorava la sua patria
all'Italia.
nel secolo
Fiorì
cominciamenlo del corrente
,
So-
e
,
non minor
lustro ac-
decimo ottavo e nel
varii
scrisse
pregiatis-
simi lavori agrarii, particolarmente sugli olivi, taluni botanici, ed altri molti
quelli
i
in meteorologia, che
sono appunto
quali formeranno Y oggetto delle nostre investiga-
zioni e studii in questo pacifico gabinetto.
Ma
voi direte
;
che ha che fare Molfetta con Barletta ? Adesso vi servo.
In Barletta, per quanto è a mia notizia, nessuno
cupato di meteorologia
grande
;
studio
è
oc-
la
più
si
severo che esige
pazienza e costanza pel periodo di lunghi anni.
L' Arciprete giovene
particolarità
si
di quello
occupò del clima pugliese ed in
della
Peucezia.
Barletta dista da
Molfetta quindici in sedici miglia, che fanno una breve di-
Queste due Città sono poste presso a poco sullo
stanza.
stesso
grado
di varii
minuti primi fra loro: e verso
tagne
non
;
vi
variato da
tità e
14.° di longitudine
Tra l'una e
l'altra
mon-
meridiano
meno che una
non vedete
il
sono nò fiumi, né laghi, né boschi, né
tale a partire dal
Città
41.° colla differenza
di latitudine settentrionale
fertili
di Parigi.
ineguaglianza di suolo intersecato e
vallate e da collinette
amene, sulle quali
altro che vigneti, mandorleti, e oliveti in
quan-
quasi tutti in uno slato vegetativo di una grande flo-
ridezza, e alternati di tanto in tanto da campi addetti alla
— 45 —
seminagione. Queste condizioni locali, prese in generale,
da Barletta a Molletta, sotto
il
rapporto della vegetazione
in massa delle suindicate piante arboree e di altri vegetabili, esse, io dico,
sono
per se stesse ad assicu-
sufficienti
rarvi di un clima quasi del tutto identico, tranne qualche
frazione eccezionale rappresentala dai diversi angoli ottusi
e dalle larghe curve che tutta la costiera
all'
occhio
mare dar
osservatore
dell'
volesse
,
il
uno sguardo rapido
del littorale della Peucezia.
grafica
marina presenta
quale in un legno sopra
sulla posizioue topo-
Noi dunque possiamo
essere sicuri neh" applicare al clima di Barletta tulli
meteorologici
coli, osservazioni, e studii
fatti
cal-
i
per ben venti
anni in Molfetla e suoi contorni dal benemerito Giuseppe
giovene
,
poiché
carattere nelle
la
vegetazione è quasi tutta dello stesso
campagne
che specie particolari
delle
potessero nei pascoli sassosi
rato
fica,
i
;
due
Città, tranne forse
che sono
po-
che rinvenir
di piante indigene
si
Co-
tra Molfetta e
quali, avuto riguardo alla loro posizione topogra-
danno indizio
di
me-
qualche specialità, come io
desimo osservai sopra luogo nel Maggio 1851, grazie
alle
cortesie ed amabilità prodigatemi cordialmente da' Signori
De
Judicibus di Molfetta,
amene
e ridenti
i
quali
campagne. Che
considerazioni generali
il
mi fecero
se
aggiungiamo
re
l'
avremo un
altro
appoggio
di
in quello
moci prima
in
pre-
mol-
più a riconosce-
identità di carattere nella vegetazione in
paesi. Sicché
a queste
fatto della natura calcarea
dominante, tanto nell'agro barulense che
fettese, noi
visitare quelle
massa
de'
due
senza dilungarci maggiormente, proponia-
breve quel poco che ne importa di essen-
— 46 —
principali agenti del clima sulla
ziale sapere, cioè
i
tazione tutta delle
campagne
prossimativamente
dominanti,
la
la
Noi studieremo ap-
barulensi.
quantità di pioggia annuale,
gradazione di temperatura
,
i
venti
e qualche altra
influenza climaterica speciale che le vigilie
uomo
vege-
di quel dotto
raccolsero e registrarono nei suoi lavori; non esclu-
se le nostre piccole osservazioni pratiche sopra talune co-
comparato
se meteorologiche. Egli nel suo prospetto
pioggia della Puglia esprime
della
che bisogua
taluni pensieri
leggere attentamente e col cuore. Leggiamo, mio caro
Lettore, leggiamo. « Il quadro, che io presento al pubbliche
dal cielo cade su di una Città posta
co , della jìioggia
,
nel litorale della
grande pianura della Puglia, qual'
fetla, risultato della osservazione di venti
anni
ed
in
si
scriva e
si
pubblichi per
Mol-
Aito qui
».
per poco. Avete letto osservazione di venti anni?
tanto pretendiamo che
è
E
le
noi in-
stampe,
pochissimo tempo, una istituzione agraria applicabile
a tutte le
campagne
del
Regno
di Napoli,
un
se fosse
Abbiamo dimenti-
paese tutto monotono e senza varietà!
cato quale influenza esercitano
come
sulle nostre
campagne
gli
Appennini, partendo dal fiume Tronto sino a due Capi
di
Leuca l'uno e
di Sparlivenlo l'altro?
Abbiamo messo
dimenticanza quanto ne disse dottamente
tenore
Ci è
nella
uscito
sua Geografia
di
lenti concittadini relativamente
?
Leggete un poco
le
?
va-
campagne
di
Memorie agrono-
miche pubblicate nel Giornale enciclopedico
quelle altresì inserite negli Atti
Regno
scrissero molli
alle diverse
in
Sig. Cavalier
botanica del nostro
memoria quanto ne
ciascuna Provincia
il
del
Regno
e
del Reale Istituto d'In-
— 47 —
coraggianiento
e vedrete quanto ci è da studiare nelle
,
come disagevole cosa
Provincie, e
sia
una buona istituzione agraria
sere
sopra
i
non
e
fatti
corrispondenti industrie
compilare e tes-
Regno
,
poggiata
Ignoriamo forse
gli
del nostro ricco paese e le loro
Non
?
pel
in aria!
castelli
sVariali prodotti agricoli
il
è a nostra conoscenza la di-
versità specchiata che passa Ira l'influenza del clima sulle
coste
del Tirreno
driatico?
e
del clima sulle coste dell'
quella
Abbiamo dimenticato
che
climi a misura
le
A-
gradazioni di questi due
avviciniamo agli Appennini, e vi-
ci
ceversa, da essi insino al mare? Questi sono studii che
si
debbono
località,
e
campagne
nelle
fare
non già
gazzini serali ove
si
ne' caffè
e
fabbricano panni e
qualità!! L'Agricoltura vera sta nei
campi
temente contro l'opinione dei palloni
te si studia
e
si
perfeziona
;
loro rispettive
nelle
nelle farmacie, e
,
ma-
di
ogni
io sostengo for-
volanti.
dopo
e
castori
nei
Là solamen-
la esatta
conoscenza
de' fatti naturali e delle svariate pratiche per ciascuna
vincia, allora
Non
si
potrebbe dar cominciamento all'opera.
dimenticate che la convenienza di ogni coltura
grande e dotto chimico malaguti,
tano sia dalle località,
bare
re
Non
le stesse
una
dette
e
canzoni
pur
fine
il
teoriche e che risul-
il
copiare e ru-
teoriche nei libri altrui per scrive-
agronomica
le mille
un freno
dice
(!!!) sia dalle esigenze industriali e
!!
:
e
Canzoni che sono stale
e mille volte sino alla noja
smodate ed irragionevoli esigenze
alla
,
sempre subordinata a
è del nostro carattere
istituzione
ridette
è
alle previsioni
circostanze che sfuggono
commerciali.
Pro-
se
de' toledatori
si
veramente vogliamo
!
Le
abbiano
il
bene
— 48 —
del nostro paese
,
cessiamo una volta di sciupar tempo
romantiche oltramontane che
lettura di quelle tali operacce
scompigliano
gliata gioventù!
ra;
ria;
mente
la
e guastano
Diamoci
il
cuore della mal consi-
agli studii severi e utili. Agricoltu-
Meteorologia; Meccanica; Geografia botanica ed agra-
Commercio;
Industria; Economia; Tecnologia; Pastori-
zia; Veterinaria. Questi
no
alla
sono
veri studii utili che forma-
i
uomini ed arricchiscono
gli
la società
per noi piuttosto utile che un giovine
setificio
o
,
di enologia
,
o
di caseificio
della cera e del mele, o di quella della
!
o
anziché consumare
gli
de' sonetti e delle ridicolaggini
dunque una
pagne
,
industria
dell'
manna, o
vigazione, o della coltura dello zafferano,
dell' olivo,
sarebbe
occupasse o di
si
,
Non
o
della nadi quella
anni nella pubblicazione
de' paesi stranieri?
Per
istituzione agraria applicabile alle nostre
bisogna prima conoscerle a fondo nei diversi
conviene innanzi tutto fare
gli studii
far
camsiti
;
comparali sopra cia-
scuna pianta e rispettiva coltivazione tra
vincie, e quindi riunire tutte le notizie ed
le
i
diverse
fatti,
Pro-
ed esporli
poi in un sol corpo di opera scientifica bene ordinala ed
esposta in
di tutti
i
modo
tale, da essere
proprietarii
non solo,
adottata alla intelligenza
ma
che in essa opera cia-
scun possidente trovi quel complesso di regole agrarie
tutte proprie pel suo paese,
stesse.
Come
desime regole
per
quantunque
vorreste voi, per esempio
di
Terra
di
Ad
rono due condizioni
ottenere
:
1.
a
applicare le
me-
Lavoro, in Puglia ed in Calabria
la coltivazione delle viti, e viceversa,
vostra impresa?
le piante siano le
,
dunque
senza
siffatta
fallire nella
opera occor-
viaggiare e studiare per
le
cani-
— 49 —
pagne
I
2.
:
a
(empo materiale necessario a
il
amano Y
possidenti rispettano ed
tutte le cose.
indispensabile trascen-
dentalismo nelle opere di Scienze Naturali
di Agricoltura preferiscono
un tantino
di
ma
;
in fatti
vedere l'aumento
quantitativo del grano nel granajo, dell'olio nella cella oleadelle balle di lana nei magazzini ecc. alle troppo ele-
ria,
vate osservazioni filosoflche e progetti aereostatici di coloro
,
quali
i
somma
si
un
di
lusingano sventuratamente che
qualsiasi
uomo
possa creare ed alimentare
in lui l'universalità di tutte le dottrine!!
ne
i
possidenti
basti fin qui ciò
cessità, e
scienza.
che ho detto:
che pensano
si
vive
!
!
!
Ma
mi sono dilungato per ne-
,
meno
verrà senza
il
disinganno
Riprendiamo ora
in contrario!...
delle parole del nostro
filo
io
ragrio-
ne trovo contento e soddisfatto nella mia co-
Verrà col tempo
di coloro
il
me
Ed hanno
poiché senza pane non
;
dottrina
la
benemerito Arciprete giove-
ne, e poi studieremo quel tanto ch'egli ottenne in venti
anni di osservazioni sulla quantità
glia.
Egli
Pu-
delle piogge nella
dunque, l'Autore, continua a
della pioggia su di uri altra Città ancor
dire
—
così:
della Puglia
,
e
ma
messa in collina, qual'è Altamura, risultato di quattro anni
d' osservazione
terza Città
,
glia, essendo
;
che
e
che cade su di
di quella
non appartiene propriamente
per verità negli Irpini, ne
per ventura
fine e
finalmente
se
,
una
Pu-
però quasi al con-
è
trovasi situata su di
alla
un monte
nel centro
degli Appennini, risultato delle osservazioni di undici anni
un
tal
gliese
,
amano
quadro, dico,
se è di
può ancora non
conoscere
una
utilità
per
essere dispiacevole
una parte
del fisico di
la
Regione
a coloro
,
i
:
Puquali
un paese poco cono7
— SO —
sciuto, e che per altro fu celebre nell' Antichità, e lo è anche
a dì nostri (vedremo
se
a
torlo o
gione] per la sua aridità
osservazioni
è necessario
si
,
di Ariano
senza dir parola della mia esattezza
col
,
dirò soltanto ,
metodo
,
tali
,
molto
e
e
Don
Giovanni Zerella
fu Abate Toaldo,
da
samente conservo qual pegno
mandatemi,
lui
mie con
e le
le
quali gelo-
dell'
amicizia di un così ce-
Ed
a fare cosa grata ai Let-
lebre e benemerito nostro Socio.
ho unito ancora la jtioggia di Teramo Città dell alto
tori vi
Abbruzzo
,
dell'
,
il
esattissime
mio Amico signor D.
ottimo
visto
Giovene negli
l'osservare
osservazioni
delle
frutto
Ora che abbiamo
il
dottor
osservazioni essere state prati-
le
dell'illustre
vasi e misure gentilmente
va
acciocché a
possa attaccare quel grado di confidenza che
cono Cagnazzi di Allamura
anni
Ed
secchezza.
e
per qual ra-
e
della esattezza degli egregii miei amici signor Arcidia-
meno
cate
a ragione,
assai
,
utili
bene
studii
quadro riassunto
,
Orazio Delfico.
,
E
perchè
il
sunto
giusto
si
nella
Pu-
renda giovevole a
coloro che non vorranno guardare con
noi due e a tutti
occhio bieco
siffatto
è
sue osservazioni dì
venti anni sulla quantità della pioggia annuale
glia Peucezia.
per due
quanto zelo pone-
meteorologici
delle
,
nostro studio agrario, io stimo indispensa-
quale osser-
bile la lettura di
questo passo dell'Autore
vava e studiava
fenomeni naturali colla massima esattez-
za.
i
Sentiamo che dice: lo ho voluto variamente tormentare,
a dir
così
,
quella
mia
tavola della pioggia di Moi fetta, ed ho
voluto calcolare gli anni
jo,
il
ma
bensì dal
marzo
giugno al maggio,
e
1
,
non incominciando già dal genna-
al febbraro, e poi incominciando dal
poi finalmente dal settembre all'agosto
— 51 —
unendovi
tare
le
osservazioni del corrente anno
Ed
venti anni.
i
della pioggia
ferenze
si
ed anno
,
,
che
e
si
trova
il
comple-
ci
si
massime dif-
le
incontro
all'
le
calcola
minime difordinario
all'
calcolandosi
fatti
massimo
hanno
si
trovano allora che V anno
da gennaro a decembre. In
maniera
804
ho trovalo, che calcolandosi l'anno
da settembre ad agosto
ferenze tra anno
1
prima
nella
3o:8:8,
della pioggia essere di
qual fu l'anno calcolato da settembre iygi al ljg2, ed
minimo
10:11:5, quale appunto fu Tanno da set-
essere di
tembre 1801 ad agosto 1802;
mini
è
di
ig:g:3
,
e la differenza tra questi ter-
differenza di presso
sicuramente enorme. All'incontro poi
ordinario da gennaro a decembre,
il
minimo di i3:g:8,
La
sta.
il
a due
terzi
massimo
che
,
da
trova essere di 2g:j:4>
si
i5:g;8.=
ciò io voglio inferire è
que-
L'anno pluviale agronomico doversi incominciare da
ad agosto, almeno per
bene Teofrasto
,
e
dopo
lui lo
la Regione Pugliese. Disse
hanno ripetuto
occorrenti
un anno
in
,
vegetazione producono
le
,
la sterilità
meteore quella che più influisce alla vegetazione,
Ma
calcolandosi a questo
cioè all' agosto
un anno
,
si
la
,
alla
e tra le
è la
piog-
pioggia da settembre
differisca dall' altro , e così è facile render
in fatti, che la terra nel
si
meteore
conosce in tutta la maggiore estensione, in
gione tal volta della sterilità
che se
modo
le
meno favorevoli
quali più
la fecondità
agro-
tutti gli
nomi, che annvs fructificàt non terra. Sono
che
pare
e
,
nello stile
,
la differenza tra i quali è di
conseguenza intanto
settembre
gia.
il
fecondità di
1802 non
un anno.
avesse voluto
dar
ra-
E pare
frutti;
vegga nella tavola della pioggia in quell'anno,
si
trova esservi caduti pollici 18:0:-^ di linea di pioggia, non
— 52 —
si
pensa
che di tanta sterilità fosse slata cagione la scarsez-
,
za della pioggia
Dio
anderanno arzigogolando
e si
,
18:0:^ poco
sa se vere, poiché finalmente
Ma
dal medio.
quando
trova esservi caduti, così come ho detto
pollici
,
ne.
poiché erano addetti
Fino
all'
nuovo succhio
servarsi
un
all'
,
ad entrare in
ed a prepararsi, per così dire
li
,
ai frutti del
principii di settembre incomincia
le
semine ed
i
lavori
,
a sangue, che Vanno incominciasse dai 23 settembre
,
desidererei
,
mico incominciasse piuttosto dai z3 agosto.
differenza, cosa questa, la quale
si
,
ma
compensano
settembre
le
ad agosto
piogge
sia
può avere
— E pur
si
,
il
li
vero
ha una
suoi utilissimi
da gennaro
più,
il
periodo di otto anni
si
,
la pioggia
148:7:0,
e
caduta dal
nei
decembre.
e
trova essere sensibilis-
simo calcolandosi la pioggia da gennajo a decembre. In
sommando
po-
si
meno compensarsi
mesi susseguenti di settembre, ottobre, novembre,
Così ancora
anno da
poca pioggia
il
decem-
al
se si troverà che nell'
caduta molta
trà pronosticare, che debba
pollici
se
compensazione di pioggia onde ne risulta la minima
usi, poiché essendo vero che nell'anno
bre
che
che V anno pluviale agrono-
per altro che nell'anno da gennajo a decembre
certa
e di
,
e tuli" altro
nuovo anno ; né mi anderebbe
serve per la fruttificazione del
a desiderare
ad os-
movimento nel barometro
certo disturbo, e
settembre incominciano
fosse
an-
agricoltura avevano ragio-
agosto incominciano gli alberi
nuovo anno: verso
E gli
dal settembre appunto incominciavano
tichi nostri Pugliesi
e
si
lo:io:5 ed
allora è ben facile riconoscere la causa del male.
l'anno,
discostano
da settembre ad agosto
calcola
si
altre cause,
si
1784
al
sommando dal 1792
ijgi,
al
si
iygg
fatti
trovano
si
hanno
— 53 —
pollici
146:1:0
,
somme
sommandosi dal Ij88
dal
IJ96
pure gran
al
i8o3
si
presso a poco uguali.
al
ijg5
si
hanno
pollici
trovano pollici i5o:i:g,
fatto differenti.
Ma
in vece
mente, che in ogni quadriennio sogliono
i58:j:4>
si
«
somme nep-
del periodo
anni calcolandosi da settembre ad agosto
alzarsi alternativamente, ed abbassarsi
E parimenti
trova
in pieno
di otto
chiarale
piogge
a riserva di qualche
anomalia. Ecco una picciola tavola delle piogge cadute da
settembre
ad agosto
Da Settembre
,
divise per cinque quadriennii.
)a
Settembre
oo
03
s
—
— 56 —
Per
altro è antica osservazione (continua a dire
te
che
)
,
meteore
così alle
quadriennio
in ogni
,
si
il
Aba-
sig.
dà un nuovo tuono dirò
ossia, che si faccia
un rialzamento,
ab-
o
bassamento; e Plinio avrà voluto ciò indicare, come indicò
certamente
«.
candum
il
periodo di otto anni, allora che
et illud
,
In di-
disse. «
tempestates ipsas ardores suos habere
easdem non magna
« quadrinis annis, et
« ratione solis, octonis
differenlia reverli
vero augeri easdem centesima re-
non
« volvente se luna ». Il quale passaggio per altro
se si legga oggi così
come Plinio
lo scrisse
,
ed
so
certamente
è
molto oscuro. Sarebbe or a dire del ventipiovolo Pugliese
che
è
l Est appunto, vento che gli viene dalla Grecia ec. ec.
Basta
ciò
per ora.
meteorologici del
Noi possiamo ritenere
sig.
Giovene come un
zioni climateriche per la Puglia Peucezia.
Due
seguenze emanano direttamente dalle dotte
,
di
cogni-
grandi con-
mi-
esatte, e
nute osservazioni del nostro Autore. La prima
la
studii
siffatti
tesoro
è
si
che
,
necessità di mettere a calcolo la compensazione del mi-
nimum
e del
maximum
tra gli stessi anni
,
fa
di pioggia
tra
i
pienamente eco a quanto
Conte De Gasparin dice
condo
le
l'
illustre
nella sua vasta e dottissima
teorologia campestre, volume secondo.
spakin espone che
mesi e
differenti
la ripartizione
Egli,
il
me-
De Ga-
de' giorni di pioggia
stagioni è cosa che deve formare
il
se-
nostro prin-
cipale studio. C'est principalement la réparlilion des jours
de pluie selon
les
saisons
osservazione, nella quale
Giovene.
poco
la
Ed
quii nous faut considérer. Santa
si
era bene avanzato l'Arciprete
in effetti, supposti
medesima quantità
due
paesi, aventi presso a
di pioggia
annuale
;
ed
in
uno
— 57 —
di essi
ed
maximum
il
minimum
il
in molti
mesi dell'anno; ed
annata
te distribuita nel
corso
quello dei mesi
e delle stagioni
,
dell'
troverà meglio
si
condo paese
,
e
particolarmente in
rapporto
in
la
fatta materia sotto diversi
né del
per
les
menzione né del
fa
sig.
Cagnazzi per
Invece
fa
furono scritte dal
cenno
:
Giovene per
sig.
la
seconda
menzione
sig.
meteorologisti
degli altri
:
,
e se
tra
le
Zerella
della Socie-
quali
versi
uomini che
paesi
scrisse
di
si
occuparono
Europa, ed
sul clima
d'Italia;
pregiata opera (eh' è
ria)
la
anche
Puglia
,
1'
il
la
Memo-
De Gasparin
quali Sghow
il
i
,
Cotte, Poitevin, d'Hohbres, Tardy, Kamtz, ed
lenti
cita
prima Città,
sig.
Memorie
Modena,
Giovene
la
né del
,
delle
tà Italiana di Scienze, residente in
rie
saisons
:
4.° Réparlition
a Molfetla, ad Altamura, e ad Ariano,
fatti
fa
la terza.
D«-
2.° Quantità ioide de pluie animelle
:
par mois; ed è quivi che l'Autore Francese
esperimenti
ma non
e ripartisce sif-
,
importanti: cioè 1.°
titoli
3.° Réparlition des pluies selon
gli
De Gaspa-
Il sig.
distende assai in svariate, dotte,
si
e brillanti osservazioni di questo genere
slribution des pluies
diverse
alle
vegetazione in massa del se-
anziché quella del primo.
rin all'articolo pioggia
des pluies
di
ne segue, che a parità di cir-
di piante coltivate;
costanze
un altro
in
totale quantità di pioggia fosse più egualmen-
essi paesi la
specie
mesi
di pioggia cadesse in pochissimi
altri
va-
della meteorologia nei di-
in ispecialità
di
Schow
era giusto nominare
,
che
nella sua
vera Filosofia della Scienza agra-
Arciprete Giovene che onorerà eternamente
Regno
de jours de pluie
:
di
Napoli,
l'Italia
intera: 5.°
Nombre
6.° Réparlition des jours de pluies selon
8
— 58 —
ìes
bene che
saisons (Lettore, riflellele
numero
al
secondo
delle piogge
tore parla della ripartizione
3.° l'Aule
sta-
gioni; e adesso parla della riparlizione de giorni di pioggia secondo le stagioni
lo
:
che importa due cose diverse):
7.° Répartition des pluies selon
lombée par jour de pluie
Des
de pluies.
vents
Groupement des pluies
Da quanto abbiamo
che non basta calcolare
un paese
ben vero
;
mois: 8.° Quantità d'eau
les
due sommi Uomini,
in questi
tutto
:
9.°
la
1
:
0.°
ora rilevato
fin'
conchiude chiaramente,
si
quantità di pioggia annuale per
la distribuzione
medesima
della
in
corso dell'anno, e specialmente di quello agro-
il
nomico.
Ma
io vi diceva
poc anzi che due grandi conse-
guenze emanano dalle osservazioni meteorologiche del Sig.
Giovenè. Della prima vi ho
il
De
Sig.
ma non
sere adulatore (Dio
me
ne guardi!
bo stimare un tanto Uomo.
1'
eco che ne
Il
)
in ciò
non voglio es-
benvero voglio, e deb-
almeno per
,
gione Pugliese, cominciare dal settembre, e
dell'
fessare
francamente che
Toaldo,
l'
anno seguente. Diceva bene
quelli di
interminabile e
i
suoi lumi
:
,
che
diceva
Sig. Arciprete
anno pluviale agronomico dovesse
gosto
fa
l'Autore. Adesso vi fo osservare che
Gjovene era sagacissimo, ed
Sig.
1'
gasparin, gran Fisico e grande Agronomo, che
citò l'opera,
il
fatto notare
finire
la
Re-
all'a-
ed io debbo conquelli
dell'
Ahate
De Gasparin, di De Candolle, e delsommo Humboldt mi hanno talmente
convinto, che ora sono più partigiano del fatto reale e positivo
sotto
l'occhio, anziché
spiego meglio.
cominciano
Il
Sig.
gli alberi
del vago
Abate diceva che
ed astratto.
fino
all'
ad entrare in nuovo succhio
Mi
agosto
,
ed a
— 59 —
prepararsi, per così dire, ai frutti del nuovo anno. Noi dob-
biamo
afferrare,
in queste espressioni, lo spirito scienti-
dello Scrittore Molfettese
fico
gia vegetale.
e foliifere
Voi sapete bene che
e miste
,
tutte
,
scendenza de'succhi,
i
meno, nel mese
ed
il
do
in
tutto allusivo alla tisiolo-
,
massa tutta
zona temperata
,
si
le
gemme
formano
di agosto presso di noi,
e rispettando
gemme
mecché
le
sempre
novella
vita della pianta
rappresentano
piogge non cadono
,
della
di-
tra
più
il
consideran-
vegetazione della parte centrale della
la
anno seguente
e fiorifere
movimento,
quali sono in
premesso
la
,
quale vita
è facile
,
a
tempo
cominciamento
il
co-
,
della
farà più attiva
si
comprendere
il
ec-
le particolarità
cezionali delle varie stagioni e località. Ciò
nell'
,
tempo
al
,
che se
o in settembre
in agosto
le
,
le
piante arboree nutriscono poco, e per di più soffrono, co-
me
il
bambino che
si
abbia scarso e misero latte della sua
madre. Conseguentemente ne risentirà
poiché
esistente in questo
Ed
futura raccolta,
mese
,
ma
anche per
la pianta intera.
un'altra pruova di questo fatto sta in ciò, che ordina-
riamente, salvi
i
casi eccezionali,
raccolta ne segue una copiosa
del peso nel
primo anno
,
,
si
le
gli olivi, le di cui tenere frasche,
un anno
presso
,
,
ad una scarsa o nulla
perchè
meglio
quello avvenire. Io pubblicai per
in
la
piogge di agosto non servono pel solo frutto
le
la pianta
sgravata
nutrisce e fortifica per
stampe un articolo surosicchiate dai vermini
produssero abbondante frutto in quello ap-
che ricompensò largamente
Leggetelo, perchè in esso
stesso fatto ne riferisce
il
trovasi
la sofferta
perdita.
a capello quanto su lo
nostro Abate
,
il
quale
si
aveva
— 60 —
quarantanni
circa
di studio sugli olivi: e
pratico sono
studio
Continuando dunque a ragionare
gemme
ed altro
come
dico
,
quarantanni
di
per darne esatto giudizio.
sufficienti
formazione delle
sulla
siffatti
principii fisiologici
,
che reggono costantemente in Natura, non cosi facilmente
si
gustano da
tutti
lità de'giudizii
;
coloro che strisciano sulla superficia-
quindi
tengono per
si
perchè non
falsi, sol
si
avverano sempre nei proprii campi, d'onde poi ne nasce
il
disprezzo
e lo sbadiglio, ed in fine
lo studio agrario
logiche son
Ma
!
passiamo avanti. Queste cose fisio-
ben conosciute. La mia veduta è
poiché io miro
al
mini
la
frase.
E che
cosa; tutto
si
tutt' altro
delle produzioni campestri
positivo
dico in poche parole che
diceva benissimo.
verso
la diffidenza
il
Sig.
,
e
;
Giovene aveva ragione e
,
a voler restringere in minimi ter-
riduce
,
secondo me,
seguente
alla
L'anno pluviale agronomico deve contarsi da
QUELLA STAGIONE, IN CUI COMINCIA LA VITA DELLA PIANTA
CIOÈ LA FORMAZIONE DELLE GEMME PER LE ARHOREE
,
,
E LO
AFFIDAMENTO AL TERRENO, O LO SDUCCIAR SPONTANEO E NATURALE delle piante annuali. Questa regola , rigorosamente
parlando, dovrebbe adottarsi per ogni specie di pianta
in questo
tivi
modo audremmo
all'infinito;
ma
,
ed
in termini posi-
e senza chimere devesi applicare alle diverse Regioni
agrarie, perchè è cosa più facile e che meglio
coi fatti patenti e manifesti. Voi, per esempio
lo zafferano
a coltivare
mico per questa
luglio a
presso
;
giugno
affinchè
:
e bene Y
pianta, secondo
,
il
o da agosto
terreno
si
avverte
sceglierete
,
anno pluviale agrono-
me dovrebbe
,
a
si
luglio
contarsi da
dell'
anno ap-
trovasse ricco di principii e
— 61 —
succhi, già elaborati, e necessarii pel vegetabile nel tem-
po
della piantagione
del Sig. Cavalier
bulbo ed
Tenore
rizòma
il
de' suoi bulbi solidi
,
tengono
il
,
i
quali
dimezzo
per lo che io ne ho visto
:
,
tra
al dire
fatti
i
vero
il
,
che
sono verissimi. Altri intanto direbbe che per questa pianta
l'anno pluviale agronomico dovrebbe contarsi più presto;
più tardi. M'importa poco. L'essenziale
altri
sommamente
principio
Sig. Arciprete vuole
che
e computalo
adattato
per
Regione agraria
la
filosofico e
sotto una
il
di
1'
si
anno pluviale agronomico
più convenientemente
sia
possibile
uno o più paesi che fossero
situati
E
quello
indicato da lui è precisamente per la Puglia
alle
il
generale a un tempo del
medesima zona climaterica e vegetativa.
verentemente eco
è che
sue filosofiche vedute
:
;
ed io fo riconciosiachè
in Puglia l'acqua copiosa in agosto o in settembre è utilissima, sia
che vogliate riguardarla per
borea degli alberi
reali
fruttiferi, sia
biade, e legumi
,
gliono
il
,
come
la
vegetazione ar-
per quella erbacea dei ce-
quelli che
ben preparato vo-
terreno e fisicamente e chimicamente mediante
calorico, l'acqua
,
ed
i
lavori,
il
in virtù de' quali elementi
possa la Natura col tempo necessario operare nelle sue
viscere e quindi renderlo adatto alla seminagione in otto-
bre
:
e ciò
mente
si
ottiene appunto
quando piove abbondante-
o in settembre. Dai specchietti antece-
in agosto
denti, che avete visti distribuiti in cinque quadriennii, ri-
sulterebbe per media una quantità di pollici 19. 0. 6. di
pioggia
mendosi
all'
anno
,
siccome Io stesso Sig. Abate dice, espri-
nei seguenti termini
:
— 62 —
Questa pioggia di
pollici
o.~
ig.
cade su di
giorni per risultalo medio in ciascun anno
y6
ni piovosi sono così distribuiti
.
.
.
1J
.
/ /
Autunno
poiché dividendosi
.
.
.
In venti anni
tavola che vi
in seguito
sere
di esatte
^6 si hanno per quola somma media di un gior-
nella
,
,
si sa
,
1784
di pioggia
1803)
al
,
e nel
contano
si
mese
mar-
di
il
marzi
sei
mese appresso
,
,
de' quali
ven-
scarsi sopra
e troviamo nove
aprili
nove, quello del
diede perfetto zero. Seguono sette maggi con
che linee
quello del
1802 portò
con poche linee
il
1787,
il
se ne
il
linee, sopra venti, e fra es-
zero. Di venti anni, sedici lugli
di pioggia, e di questi si
stesso piede, dei quali
Del settembre
po-
acqua, dei quali uno presenta zero, e fu
di
1796. Dodici giugni con poche
zero, cioè
Di
Peucezia Ira Molfella e Barletta.
con poche linee di pioggia
si,
vede nella
che sempre l'acqua non manca; quindi non
Vediamo
1803
si
bene quanto dirò
primavera all'autunno es-
dalla
deve meravigliare se abbiamo
ti.
come
rileva
si
,
sopra venti annate (dal
marzi con poche linee
sei
una pioggia per Mol fetta.
di
,
osservazioni
ho dimostrala
sulla pioggia
scarsa
fatti,
zo
,
che è V islesso
25
.
6. per
ig. o.
ziente tre linee, questa dee dirsi
,
e questi gior-
,
q3
Estate
no piovoso,
in
:
Inverno
Primavera
E
Molfetta
1790, ed
il
contano tre collo
1798. Dieci agosti sullo
uno solo senza pioggia,
e fu
contano dodici con poche linee
il
di
1802=
acqua.
— 63 —
Ci troviamo
tibonda
,
ai
conti, cioè che la stato è quasi sempre si-
cominciando progressivamente dalla decadenza
comiociamento
della
primavera fino
ne
annate eccezionali
le
pioggia,
al
come accadde
,
in cui
dell'
cadono parecchi
nel 1792; in cui
gno, luglio, ed agosto diedero
Giugno
autunao; tran-
la
i
tre
pioggia così
pollici di
mesi
:
di giu-
— 64 —
ma
co lo stesso fenomeno;
mento progressivo
da una stagione
in senso
inverso, cioè l'au-
e la diminuzione progressiva dell'acqua
all'altra,
con qualche annata eccezionale
secca nel verno. Così per esempio in venti anni abbiamo
queste eccezioni
:
1789
nel
il
mese
gennaio diede un-
di
1796
dici linee e quattro dodicesimi di acqua; nel
Due
naio diede zero.
il
gen-
gennai secchi sopra venti anni. Dei
febbrari poi se ne contano sette quasi asciutti in venti annate.
E
finalmente quattro dicembri scarsi a pioggia nello stesso
periodo di tempo. Giova in ultimo avvertire che bilancian-
do
ne
tutte le venti annate fra loro, tranne qualche ecceziosi
,
trova una
meno, che dà
sta
i
calcoli
la
quale compensazione tra
tal
media
dei pollici
più ed
più dominanti e
sulla natura de' venti
che hanno maggiore influenza sulla
vegetazione in massa delle campagne di Barletta.
vendomi
della
Puglia Peucezia
espressione
stessa
dirò dapprima che
,
il
il
della pioggia
Sud-Est: ed
Cosicché volendosi calcolare
metrico
,
nel
maximum
dell'
atmosfera
e nel
,
il
il
,
Compa-
Nord-Est
:
il
vento Est-Sud-Est
esattamente
minimum
ser-
ventipiovolo della
il
ed anche apportalor di neve.
vento Est-Nord-Est:
E
nostro Scrittore
del
vento Est è
gni gli sono nella scarica
dazioni
il
ed osservazioni del solerle nostro Abate. Ora
possiamo accennare qualche cosetta
i
il
19 e 6 dodicesimi giu-
,
le
diverse gra-
dello stato igro-
converrebbe tener conto della
maggiore o minore veemenza dei cinque suindicati venti
che soffiassero nel momento delle osservazioni o che aves,
sero soffiato poco
tempo
innanzi
,
più o
meno
vaporosi o
nuvolosi. Così, io dico, potrà l'osservatore in un giorno
— 65 —
qualunque, nelle ore matutine, per esempio, notare
to
Nord-Nord-Ovest,
il
ven-
quale è secco e salutare sull'agro
il
barulense, e intanto avvertirà qualche gradazione igrome-
gradazione che
trica nell'atmosfera:
pomeridiane a misura che sarà cessato
ed avrà preso piede
Sud-Est
il
,
accrescerà nelle ore
si
Nord-Nord-Ovest,
il
siccome ordinariamente
accade in quella plaga. Se egli dunque, V osservatore, conoscerà che
uno
l'Est, o
detti
il
vento del giorno antecedente sarà stato
degli altri
compagni, innanzi
suoi quattro
renderà facilmente ragione a se stesso della causa
,
produttrice dei vapori nell'atmosfera,
i
quali, oltre quelli
provenienti dalle esalazioni terrestri del luogo
mente vengono
procedendo
pennini;
dalla regione orientale
associano ad
marittima. Essi
e
Puglia, urtano contro gli
ai contini della
ivi si
copiosa-
,
altri
vapori, e ricalcitrando, ad-
diventano più gravidi di prima, e apportano pioggia.
Sud
del
e del
Sud-Ovest
al
Ap-
I
venti
contrario imperversando sulla
Puglia, trovano una libera uscita sull'Adriatico, ed è facile
di
che siano apportatori di pioggia sulle coste
Corfù e su quelle
Sud-Est da
clina
vosi.
altresì
di
molto
il
il
è vicina.
ma
Il
il
Sud
e
Sud-Ovest,
il
assai caldi, e di essi
quale quando
soffia nella
ma
vento
se s'in-
Vapo-
raramente pio-
due a preferenza
il
primavera indurisce
terreno argilloso a danno delle piante erbacee
ed in ispecie
estivi,
dell' isola
all'Est, cangiasi in ventipiovolo.
Benvero sono
Sud-Ovest,
che
raramente apporta pioggia,
se solo
un poco più
rosi sono
di terraferma
1'
de' seminati di
grano: se poi incalza nei mesi
non solo dissecca maggiormente
il
terreno,
danneggia e piante erbacee e piante arboree
,
9
di tal
ma
che
— 66 —
gli alberi fruttiferi soffrono
danni positivi, siccome vi ac-
cennai quando osservavamo
campagne barulensi
ben
vi ricordate
,
procedendo da Canosa a Barletta, se
nella
prima passeggiata. Ed
debbo assicurarvi che
nel
1841 o
nel
mese
nel 1844)
di luglio
,
della sua sterminata
disseccati
i
pampani,
posizione topografica delle
la
un anno
in
non ricordo quale
se
vento Sud-Ovest fu così potente
il
che osservai
influenza
i
(
io posso, e
tralci
dopo parecchi giorni
in taluni vigneti
,
e
,
,
i
grappoli delle
non solo
viti
,
ma
anche buona parie del loro tronco, lo che fu doloroso
senza dubbio a vedersi.
la sua
to che venendo
le
campagne
,
o di montagne
al
11
vento Nord è potente assai
veemenza tanto maggiormente
che ne potessero infrangere
Nord, e precisamente quando
co di neve che devesi
ratura
nell'
un
il
il
Il
tratto
la forza. Si
monte Gargano
massimo abbassamento
atmosfera barulense.
e
di boschi
ostacolo alcuno
vi trovando
,
avverte, in quan-
dall'Adriatico, colpisce tutto a
non
,
si
di
è
è cari-
tempe-
vento Est e quello di
Est-Nord-Est anche sono freddi, particolarmente nel verno,
ma non
raggiungono
l'intensità prodotta dal
Nord. Le
nevi sono piuttosto rare, e nelle annate di abbondanza ne-
vosa (che sono rarissime in un dato periodo di molti anni),
esse
non
e assai
za.
Le
si
elevano
al di là di
due palmi
,
e la loro durata
breve siccome mi ricordo sin dalla mia fanciullezgelate sono frequenti
,
ed accresciute nella loro
tempestività, per così dire, dalla vicinanza del
più dal primo), quando
gano e del monte Vulture
(e
spirano dalla direzione di
uno
di essi due,
uh
monte Gari
venti
che fossero an-
cora coperti di neve nel mese di marzo in una qualche an-
— 67 —
La grandine
nata straordinaria.
talvolta
e con veemenza. Cade a zona più o
tando
do
l'
la
danni che
la
mandorleti
mi
ricor-
tenera età. Sulla quale direzione dall'Ovest al-
fin dalla
reali
larga, frequen-
direzione dall'Ovest all'Est, per quanto
Est più frequente
no e
cade nella state,
meno
,
io
,
richiamo
1'
attenzione dei Fisici. I
grandine apporta agli oliveti,
ai vigneti, e
ai
sono gravissimi. La brina è frequente nel ver-
talvolta in primavera; ed allora le seminagioni de' ce-
e
sentono
dei legumi,
specialmente quelle de' secondi
tristi effetti.
La rugiada (corrottamente
,
ri-
detta dai
contadini acquàra) è copiosa e quasi perenne, dalla prima-
vera all'autunno; ed è questa
la
ragione per cui, ad onta
della secchezza del clima in generale, la vegetazione,
ec-
cettuata quella de' siti elevati ed estremamente calcari, non
è tanto rattristata come se
mai
la
potrebbe immaginare chi
visitò siffatti luoghi. Io posso affermare sulla fede
che sin dalla età
mi ricordo bene come
di anni dieci
mia,
i
vi-
gneti in settembre e in ottobre sono carichi di rugiada, le
sparse su pei grappoli e su
i
pampani, rappresentano tante piccole perle a traverso
i
di cui goccioline copiose
,
raggi solari. Oltre a ciò, nel mese di maggio, quando ho
traversate frequenti volte le praterie dell' Ofanto, ed
minati di grano e
di
legumi per
la raccolta
i
se-
delle piante
spontanee, ne sono uscito sempre bagnalo dai piedi sino
al petto.
Nel mese
cerche delle piante
della fiumara,
sei sino alle
gravato da
mi
di
giugno, luglio, ed agosto per
alla
si
le ri-
contrada delle paludi e a quella
bagnavano talmente
nove del mattino
forti rappigli e
da
,
le
gambe,
che spesso sono
altri
malanni.
E
slato
dalle
ag-
queste co-
— 68 —
nosceuze pratiche
,
da maggio
dieci anni di ricerche
compensazione
ziale
evaporazione
nebhia
di cui
,
vi
rugiada e
copiosa
la
poggiano sopra
,
Vi è dunque una par-
di studio.
e
tra
vi è assai rara
ad agosto
forte
la
terrò parola da qui a poco.
La
ed appena nel periodo di parecchi
,
anni se ne conta qualcuna piuttosto densa (lo che ha luo-
go
nelle annate
marzo
eccezionali):
,
rezione di Nord-Est
ne
mi
;
circa
non
vi
si
Sud-Ovest, verso
al
ed era così densa
che
,
alla distanza
distinguevano
,
al
mese
di
propriamente dalla di-
e
,
1840
nel
così
ne venne una dal mare
più
ore
le
23
italia-
duecento pal-
di
molti bastimenti
i
mercantili chs erano nella rada pel carico de' cereali. In-
vase
le
campagne,
dileguarsi.
lo ripelo
,
le
ore
24
cominciò a
italiane
Nel giorno appresso vi fu cangiamento atmo-
dopo
sferico, e
e verso
tre o quattro giorni
cadde
pioggia.
la
questa meteora è rarissima. Vi ho
Ma
,
parlato in-
tanto più avanti del massàio freddo: ora vi dirò del mas-
simo caldo. La temperatura
Sud
e dal
Sud-Ovest.
E
la
più elevata proviene dal
se a questo caldo
si
riverberazione bruciante dei terreni calcari,
to è' forte l'influenza
della
estivi sulla vegetazione
si
aggiunge
la
vedrà quan-
temperatura elevata nei mesi
delle piante coltivate
e
di quelle
indigene.
Incipit
ex
ilio
montes Apulia notos
Ostentare mihi quos torret Atabulus.
Che
se
alla
rarità delle
temperatura assai calda
piogge nei mesi
estivi
si
associa
(Lingua
la
solita
sizienlc d' appu~
— 69 —
Cagna),
la
sottoposti
rulense
si
i
riconoscerà di leggieri a che sofferenza sono
vegetabili.
E
tutte queste notizie sul clima ba-
ed inclusivamente della Peucezia,
,
dottor D. Galileo
Pallotta
sulla Puglia
qualche eccezionalità de' speciali
state precisamente sotto
vello
,
il
siti.
Gargano
le
trovate quasi
Memoria
del tutto identiche nella pregiatissima
Dauuia
tranne
;
Se, per esempio,
o sopra monte Col
,
>
notate senza dubbio qualche particolarità d'influen-
da quella che
za climaterica alquanto diversa
sull'Adriatico lungo
il
che soprastà
avverte
si
littorale tra Barletta e Molfctta. In-
abbiamo
tanto restringiamo quel poco che
sul clima
alle
campagne
fin'
ora studiato
di Barletta; e
mettetemi che nel miglior modo approssimativo
formolassi nei seguenti termini
per-
io ve lo
:
clima delle campagne barulensi è assai ventilato, co-
Il
me
scritta dal
quello degli altri paesi di Puglia
né boschi
perchè non vi sono
né montagne. Dalla primavera
,
estremamente secco a
piuttosto
,
tal
all'
autunno è
segno, che nelle an-
nate straordinarie (contatene sei sopra dieci) ben va detto
per
la state
quanto segue
Les cieux par
Et
E
se
la
terre
:
Dieu fermès
trois
mois sans pluie
cadono piogge nei mesi
sima,
sì
che per
ciprete
per
la
V influenza
mancanza
devenus d'airain
et
caldi
del vento,
,
la
si
et
evaporazione è mas-*
per quella del sole
di boscaglie positive ed estese.
Giovene ben dice quando
si
,
sans rosk.
,
L'ar-
esprime con queste-
— 70 —
parole sulla distribuzione della pioggia in Puglia
te
il
corso
nella pioggia della Puglia si
rò bene
lo sia
sparin quando tratta
;
e noi
Nord
dell'
l'on riy trouve
Plus iard
:
la solution
mes que présenlent
les
dité de l'air,
et
dans
,
dopo
che l'évaporation
,
car l'évaporation
de la chaleur
E
condamnent
le
On
début:
mcnt; aprcs sept jours,
pour
étre
la plus part
des
elle
ed osservazioni
,
sog-
mar-
premier jour. quand la ter-
du quart de
de plus
diminue conslam-
elle
nest plus que
le
scptième.
Bien-
la terre se desséchant ì elle devient presque inapprécìa-
Dès
le
a 24-° dans
die
aussi
est
de l'humi-
volt avec quelle rapidité
le
l'évaporation d'une surface aqueuse;
ble.
,
altrove dice. L'évapora-
re est compléiement imbibée, elle est
tòt
des problè-
Parlando poi della evaporazione
detti.
au
de'quali
nous ne doutons pas que
tanti belli calcoli
giunge con questi
uno
trop essenliel en agricullure
de meteorologie.
della terra
,
les cffels
auquel
l'oubli
de Ga-
dice delle cose
passi,
d'une grande partie
de son agitation.
un phénomène
,
Il sig.
quand nous aurons de bonnes
,
climats
une synthèse qui combine
trailés
distribuita, e di-
Europa.
della evaporazione
séries d'observations de ce genre
laissé
mal
meditiamo sopra diversi
è così concepito
tion est
sia
clie
è,
dirò che è distribuita all'inverso di quello che
se
in Francia, e nel
brillanti
duran-
,
dell'anno. Quello, così egli, che vi è di male
à
la
huit jours
deuxième jour
le
,
avec
cetle
temperature (23.°
mois d'Aoilt) la conche supérieure
profondeur de 2 a 3 millimèlres
,
Ics
est
sè-
;
au bout de
plantes qui ne s'enfonccnt pas
à plus d'un
décimètre commencent à souffrir
menls. Questa è la
,
et
récìamcnt des arrose-
vera condizione della Puglia.
E
quan-
—n —
tunque
vi è
una certa compensazione
terrestre delle
sue campagne
tra la
e la quantità
evaporazione
di rugiada
cade nella notte avanzata, da primavera ad autunno
,
che
ciò
nondimeno conviene ricordarci quel tanto che emerge
dalla meteorologia del sig.
de Gasparin: cioè che non ba-
sta la quantità della pioggia in
pari una tenue evaporazione.
porazione e poca pioggia
,
un paese, è necessaria del
Ma
in Puglia vi è assai eva-
o per meglio dire col
vene, vi è mal distribuita, ecco perchè
gli effetti del
ben
vi fosse
razione ne porterebbe
terait sur la répartition
se
).
rulensi
il
,
avvertono assai
si
la
pioggia
ad onta di ciò sempre
la
evapo-
il
primato. (L'évaporation l'empor-
de la pluie
Riprendendo adesso
sul riepilogo del
ra
,
il
direbbe un france-
ì
della esposizione dei fatti
filo
quadro climaterico
campagne ba-
delle
imprendo a dire che dall'autunno
clima è mediocremente piovoso
accada nel corso di lunghi anni
strabocchevole
sia
Gio-
Ed ancorché
caldo e della siccità.
distribuita
sig.
,
(
alla
primave-
quantunque spesso
che in parecchie annate,
la quantità dell'acqua
per queste tre
stagioni), e la serenità talvolta vi è alquanto dominante;
maniera che, o
in
la siccità è
prolungata in autunno, ed
allora s'incontrano difficoltà per eseguire le seminagioni,
o
se sono già eseguite,
germe egualmente,
me: o
tal
la
mancanza
non
lutti
i
semi metton fuori loro
e nascono quindi piante stentale e gradi pioggia
si
prolunga nel verno, ed io
caso in taluni terreni sostanziosi
i
seminati cestiscono
sotterra senza soffrire, ed in altri sterili cominciano a intisichire
verno
il
con
foglie giallognole
alle
loro estremità.
freddo è piuttosto assai sensibile
?
tanto per
Nel
l'
a-
— 72 —
zione dei venti dominanti dell'Est e del Nord, quanto per
la
irradiazione notturna del calorico terrestre
tanto più influente
quanto che
il
a
danno
,
economia vegetale
dell'
da una parte, e dall'altra servono
ed è risaputo
gillosi:
lavoro nei terreni ar-
di
tempi che
sin dagli antichi
sono più o meno
tristi
secondo
loro ef-
i
le località, le influen-
ze de' venti, e l'azione del sole debole,
meno
se-
ritenersi
gelate, di breve durala, non sono sempre dannose
le
fetti
in
,
cielo è soventi volte, in quella stagione
reno, e poco o niente vaporoso. Benché però è da
che
quale è
la
o intensa.
feno-
Il
in Puglia sulla irradiazione terrestre vorrebb' essere
più direttamente studiato dai Fisici sotto
località in
il
rapporto della
una Regione sufficientemente piana. Secondo
le
osservazioni scrupolose del nostro Autore sig. Giovene,
massimo abbassamento
a 7.° sotto zero di
di
Réaumur. Però
7.° è rarissimo nelle
il
annate di eccezione, come accadde tra
cui le
campagne, ed
1787
dal gelo; ed
lido di
il
e
1788,
som-
furono
mare
in
fu
gre-
di moltissimi e svariali pesci semivivi [cernie, denti-
mito
sarghi, seppie ec), che galleggiando in ogni punto, fu-
ci,
rono
tor
il
in particolarità gli olivi,
mamente danneggiate
il
temperatura giunge da 1.° sino
tutti presi a sollievo de'
Pallotta
nella sua utile
poveri pescatori.
Memoria
Il sig.
Daunia ripor-
sulla
ta quanto segue: La massima fredda temperatura
è
mur
ma
,
tutti gli
nersi
dell'
ciò
ha brevissima durata
,
né poi
si
In-
Réau-
di 2.° e 3.° sotto zero del termometro di
verno
dot-
avvera in
anni, anzi nel generale poche volle arriva a soste-
a zero. Nella state poi
volle soffocante
,
allorché
il
caldo
spirano
i
è
eccessivo
venti
del
,
Sud
e più
e
del
— 73 —
Sud-Ovest. In venti anni di osservazioni termometriche
Giovene ha trovato che
sig.
te nella Peucezia
25.°
e specialmente a Molfetta
,
33.° del Réaumur.
al
(
teva fuori l'ordinario
ed
Pallotta
Il
suindicata
nella sua stessa
sole bat-
il
termometro
il
un quarto d'ora segnò 34.° 1/2).
in
lileo
pose allora
:
arriva dal
,
Egli in un anno nel mese di
all'ombra, mentre
febbraro vide segnare 11.
della sta-
massimo caldo
il
il
al sole
,
dottor D.
Ga-
Memoria
sulla
Puglia Daunia, parlando del gran caldo di quella Provincia
,
dice così
:
massimo calore
//
ge ai gradi ventolto
por
di
,
di queste
allo studio
line
il
paragone
tra
,
e
che
modo
non
Il
quantità di pioggia anpaesi
di
meno
di
la
,
ove
la
ma
,
che solamente
abbiamo per
il
per esempio
cadono annualmente
ta dall'esatto
condo
qual-
vi è
Jo innanzi visto.
la
mal di-
Però bi-
evaporazione della
de' paesi
di
Pu-
Euro-
quantità di pioggia annuale è minore di quella
ne che ora qui
dodicesimi
a difendere in
maggiore che non è quella
di Molfetta. Così
a Parigi
taluni
imprende
sogna notare ed osservare che
,
di
Puglia, col dire che la quantità di pioggia in
stribuita, siccome
pa
per-
,
altri
è tanto scarsa
glia è assai
conoscenze
trovando che su di questi ne cade
quella che cade a Molfetta
essa
utili
la
nuale sopra Molfetta e quella
Europa
Prima
réaumuriani.
,
nostro Arciprete Giove-
mettetemi una osservazione.
ne facendo
della stagione estiva giun-
più trenta
al
io
mi servo
il
nostro Arciprete dice che
pollici
16: 1: 6 (badate
be-
della stessa misura adotta-
osservatore sig. Giovene, in pollici, linee, e
di lince,
per non spezzare
suo linguaggio
;
il
filo
delle idee se-
ben inteso però che
la
10
sudetta
— 74 —
misura potremo ben ridurla a millimetri secondo
sag-
il
gio e dotto sistema dei moderni Fisici e Meteorologisti) di
pioggia
,
quale è inferiore a quella di Molfetta rappre-
la
sentata da pollici 19.0.6
e da questo fatto vorrebbe de-
:
durre non doversi considerare la Puglia tanto povera di
pioggia quanto
tare che
gia per
altri se la
non basta mettere
un paese
stribuzione
(
Arciprete e
nel corso
,
come
conviene
lo
ha dettato
;
golfi, larghi
,
;
più
sua di-
il
nostro
de Gasparin
lo stesso
la vicinanza de'
gradi di latitudine
i
altresì studiare la
l'aveva studiata
dell'anno e delle stagioni
qua, cioè laghi,
,
ma
a calcolo la quantità di piog-
come dottamente
massima e minima
schi
immaginasse. Noi facciamo no-
la
)
evaporazione
grandi bacini di ac-
fiumi ec.
;
montagne,
le
i
bo-
quelli di elevazione dal livello
del mare, ed altre svariate circostanze locali, che bisogna
tutte calcolare. Così
sito riferisce
il
sig.
de Gasparin su questo propo-
quanto segue sulla distribuzione geografica
delle piogge in
Europa, e trova
le
medie seguenti:
millimetri
1136
Italia al nord degli Appennini
Italia al sud degli Appennini
,
e
nella Francia
874
meridionale
Francia settentrionale
Questo
vene
la
to
fatto coincide
e
Alemagna.
che cade a Molfetta
al
.
della Francia
,
650
.
bene con quanto diceva
Ira la quantità di pioggia
Nord
.
il
sig.
Gio-
che cade a Parigi e quel-
poiché Parigi
si
avvicina
mol-
e Molfetta non dista gran trat-
— 75 —
to
dal
Sud
degli Appennini.
Ma
nostro valente
il
evaporazione che ha
ciprete dimenticava forse la grande
luogo in Puglia sotto
Nord
del
dità
della
un Cielo puro
Francia
E
pre vaporoso e brumeux ?
ove
,
,
il
e la soverchia
umi-
Cielo è quasi
sem-
aggiungiamo che Mol-
se
grado 41.° di latitudine e Parigi quasi all'e-
fetta sta sul
stremità settentrionale del grado 48.°,
mente che l'eccedente
Parigi
la di
Ar-
della pioggia di
non è gran
,
vedremo chiara-
MolfeUa
su quel-
,
in favore della vegetazione
fatto
riguardata dalla parte erbacea, ben vero dalla parte legnosa e conseguentemente
o Lettore
arbustiva. Pare che basti fin qui
quel poco che abbiamo potuto studiare sulle
,
campagne
di Barletta e sul clima
è avanzata
,
anche voi
al
po
sono
le
par di
che lor
me
sentiate
il
lo studio nei libri de' Classici.
ritorno a Napoli; e perchè
il
domina. L'ora
vi
due dopo mezza notte
,
penso che
e
bisogno di riposare, do-
Domani muoveremo
cammino
di quattro
pel
giorni
(strada di ferro dove sei?!) non ci aunojasse, noi percor-
reremo questo catalogo, che avete sott'occhio
piante che io ho raccolte nell'agro barulense
di tutte le
,
,
un pò
volta, nel periodo di anni dieci, contali e numerali,
1837
la
come
1847. Faremo
le
nostre osservazioni sopra quelle specie che crederemo
le
per lo innanzi vi accennai, dal
al
più rimarchevoli; ed ancorché saremo per cadere in errore, noi prometteremo a noi stessi di rettificare
con
ulteriori studii che
luogo. Però
sotto
qual
il
,
il
tutto
speriamo eseguire col tempo sopra
parlando delle campagne in generale
,
tanto
rapporto botanico quanto sotto quello agrario, per
siasi
paese del globo
,
cercheremo
di scolpire
nella
— 76 —
memoria
nostra
le relazioni tra
egli dice,
le
i
memorande
parole di de
comme pour
les
plantes spontanées:
entre les limites changent, suivant
ne direction dans
tót
que d'autres
La
ples.
ces
les
plaines
ou
,
eie. etc. Il serait
cause en
Candolle
sul-
limiti delle piante coltivate. // arriveici,
est
les
rélalions
quon examìne une
certaines
certai-
montagnes
,
plu-
exem-
aisé de multiplier ces
toujours dans la variété des circostan-
de chaleur, froid, humidilé, sécheresse, convenances loca-
les agricoles, etc.
tures
ni
,
données
tendo
,
qui influent sur
les limites.
Cest un aver-
pour nepasjuger facilement des climatspar
tissement
du
sur
succès probable des cultures
les climats.
ed ora osservando
mo
lungo
ove
,
il
cammino
i
fatti
noi
,
dopo avere ringraziata
,
or discu-
naturali che incontrere-
giungeremo
la
cul-
d'après certaines
Così, or leggendo
(!!!)
les
nella Capitale
grande amabilità e
,
com-
piacenza del celebre Botanico sig. cavaliere Giovanni Gus-
sone
,
per essersi degnato a indicarmi
specifici delle piante da
me
i
raccolte nelle
nomi generici
campagne
di
e
mia
patria Barletta, io potrò lietamente dire: essere stato sin-
cero
il
mio impegno
nell'
avervi servito per
le
due già ese-
guite perlustrazioni campestri, e assai gradita essermi stata la vostra
amabile compagnia
mente onorato.
di
che mi avete
somma-
EN111ERATI0 PIANTAMI!
QUAE
IN
AGRO BARULENSE SPONTE PROVENIUNT.
Seclio
I.
PLANTAE DICOTYLEDONEAE
ACANTHACEAE
Acanthus
spinosus
julio, augusto.
AMARANTHACEAE
Amaranthus
prostratus
julio, septembri.
hibridus
julio, septembri.
sylvestris
julio, septembri.
AMENTACEAE
Populus
alba
martio, aprili.
Digra
martio, aprili.
— 79 —
Heliotropium
supinum
Lithospermcm
tioctorium
aprili,
majo.
Myosotis
collina
aprili,
majo.
junio, augusto.
B0RA6INEAE
Anchdsa
hybrida
aprili,
majo.
italica
aprili,
majo.
Aspercgo
procumbens
aprili,
majo.
CAMPANULACEAE
Campanula
ennus
Specularia
speculum
aprili , majo.
hybrida
aprili,
aprili,
majo.
majo.
CAPPARIDEAE
Capparis
sicula
junio, septembri.
CAPRIFOLIACEAE
lonicera
implexa
Sambucus
cbulus
majo, junio.
junio, julio.
CARYOPHYLLEAE
Alsine
rubra
junio, augusto,
media
junio, augusto.
— 81 —
CHENOPODIEAE
Atriplex
portulacoides
diffusa
augusto, ottobri.
polysperma
augusto, octobri.
prostrata
augusto, octobri.
macrodira
Beta
Chenopodium
Salicornia
Salsoi.a
augusto, sepiembri.
septembri, octobri.
triangularis
augusto, octobri.
Tornabeni
augusto, septembri.
angustifolia
septembri, octobri.
Halimus
augusto, octobri.
cicla
majo, septembri.
mari lima
junio, septembri.
viride
julio, octobri.
murale
julio, octobri.
album
julio, octobri.
vulvaria
julio, octobri.
opulifolium
julio, oclobru
fruticosum
junio, augusto,
ambrosioides
junio, octobri.
botrys
augusto, octobri.
Jacquini
augusto, octobri.
urbicum
augusto, octobri.
herbacea
augusto, septembri.
fruticosa
augusto, septembri.
macroslachya
augusto, septembri.
Kali
julio, octobri.
11
— 82 —
Salsola
84
Cnicus
86
SONCHCS
—
— 87 —
— 89 —
— 91 —
Erodium
Geranicm
malachoides
februario, ma/o.
Botrys
februario, majo.
cicutarium
marito, majo.
cicutarium varietà?
marito, majo.
rotundifolium
marito, aprili.
molle
marito, aprili.
HEDERACEAE
VlTIS
vinifera sylvestris
HYPERICINEAE
Hypericum
majo,junio.
92
Mentiia
—
— 93 —
LINEAE
LlNUM
Lytiirum
gallicum
— 95 —
OROBANCHEAE
Orobanche
aprili,
majo.
?
aprili,
majo.
?
aprili,
majo.
pruinosa
©XALIDEAE
Oxalis
corniculala
PAPAVERACEAE
Glaucium
marito, seplembri.
— 96 —
HlPPOCREPlS
unisiliquosa
aprili,
majo.
Lathyrus
Aphaca
aprili,
majo.
annuus
aprili,
majo.
Ochrus
aprili,
majo.
edulis
marlio, aprili,
Lotus
cylisoides
junio, augusto,
decumbens
junio, augusto,
decumbens
varietas
junio, augusto,
junio, augusto.
corniculalus
corniculatus varietas
Medicago
nanus
junio, julio.
augustissimus
junio, augusto,
ornithopodioides
majo, junio.
rectus
majo, junio.
liirsutus
majo, junio.
siliquosus
majo, junio,
lupulina
aprili,
majo.
circinata
aprili,
majo.
scutellata
aprili,
majo.
aprili,
majo.
aprili,
majo.
Histrix
aprili,
majo.
terebellum
martio, majo.
minima
aprili, majo.
recta
aprili,
lappacea
lappacea
varietas
paucigyrosa
majo.
maculata
aprili,
majo.
spliocrocarpa
aprili,
majo.
luberculala
aprili,
majo.
— 105
LlNARIA
— 106 —
TAMARKSCINEAE
Tamarix
gallica
junio, septembri.
africana
junio, septembri.
TEREBINTHACEAE
PlSTAClA
— 1G8 —
VALERIANEAE
Valerianella
echinata
martio, aprili.
eriocarpa
martio, aprili.
eriocarpa
varietas
bracteis uncinatis
martio, aprili.
auricula
majo, junio.
dentata
majo, junio.
pumila
majo, junio.
VERBENACEAE
Verbena
Vitex
officinalis
majo, septembri.
supina
julio, septembri:
agnuscastus
julio, septembri.
agnuscastus varietas
flore roseo
julio, septembri.
VIOLARIEAE
Viola
arvensis
aprili,
majo.
Sectio
II.
PLANTAE MONOCOTYLEDONEAE
ALISWIACEAE
Alisma
— 110
Cladium
— Ili —
Avena
Triticum
114
JCNCUS
Seetio
IH.
PLANTAE ACOTYLEDONEAE
(1)
EQUISETACEAE
Eqcisetum
ramosissimum
fébruario, majo.
fluviatile
februario, majo.
FILICES
Adianthum
Capillus Veneris
majo, junio.
Asplenium
ceterach
majo, junio.
(1) Io
mi sono astenuto
delle Classi,
di
un rigore botanico
nella indicazione
Famiglie, Tribù ed altre suddivisioni nelle piante
Crittogame, come pure nelle Fanerogame per tutte
Tribù rispettive
avrebbe
;
per
la
ragione
che
siffatto
le
Famiglie e
rigore scientifico
mi
consumato molto tempo a frugare nelle opere botaniche.
Essendo questo semplice cenno redatto a solo oggetto
d' indicare le
piante spontanee che vegetano nell'agro barulense, e non già di pre-
sentare una flora, propriamente detta
sificazione
adottata
,
la
,
mi sembra
quale per altro non
si
sufficiente la clas-
allontana dai cardini
— 117 —
FUNGI
Polyporus
ovatus
septembri, octobri.
variegatus
septembri, octobri.
LIGHENES
Lichen
?
musei
Hypnum?
?
TUBERACEAE
Lycoperdon
pedunculatum
septembri, octobri.
fondamentali della scienza Botanica. D'altronde, sendo
simo
nici
ai
miei prediletti studii agrarii
,
io
occupatis-
ho ferma speranza che
vorranno onorarmi della loro indulgente equità
,
i
Bota-
che pare
,
ne
sia
degno questo tenue lavoro. Inoltre è da avvertire, che dal 1847
fin
oggi è facile come taluni nomi generici
avranno avuto cambiamento secondo
ca
;
quindi a rettificarli
rigorosamente
consultare opere botaniche
no dedito a scrivere
tari istituiti.
le
la
,
la
e
specifici delle piante
nuova nomenclatura botanir
,
mi conveniva riportarmi &
qual cosa non poteva fare perchè so-
lezioni di Agricoltura
ad uso
de' proprie-
— 118 —
ELENCO
DEI NOMI VOLGARI DI TALUNE PIANTE
,
QUALI
I
SI
SONO PO-
TUTI RICEVERE MERCÈ LE VARIE E REPLICATE RICERCHE
FATTE PRESSO GLI ORTOLANI
I
PASTORI,
I
MASSARI, E
NOMI VERNACOLI
I
,
I
MIETITORI
I
,
VIGNAJUOLI,
CONTADINI D'OGNI GENERE.
NOMI BOTANICI
Chiuppo
Populus alba
Atrigna
Prunus spinosa
Crìsciola lattarola
Cynanchum acutum
Occhio di pupa
Lychnis Githago
Beccagallina
Stellarla
Erva
media
Atriplex Halimus
di sepe
Jèta
Beta cicla
Scinisco
Chenopodium
Salsaricddi
salsodde
Salicornia herbacea
Salsarieddi , salsodde
Salicornia fruticosa
Salsaricddi
,
,
salsodde
(tutte le specie)
Salicornia macrostachya
Crispi
Salsola soda
Fiore di ciuccio
Calendula arveusis
Lattuchiello
Gbondrilla juncea
— 119 —
Scuppone o schiuppone
Cnicus arveasis
Spinedde
Kcutrophyllum lanatum
Sferruscina
Picris spinulosa
Carduncieddi
Scolymus maculatus
Sevone
Sonchus tenerrimus
Crisaiolo,
Convolvulus arvensis
Rrecchie di preti
Cotyledon umbilicus
Erva
Seduta stellatum
di tetto
Ruca
Cavolo
Diplotaxis tenuifolia
fiore
Isatis tinctoria
Senapieddo
Sioapis hispida
Cimamaredda
Sinapis incana
Rucascina
Sioapis alba
Mucchitiello
Daphne gnidium
Cicorione
Dipsacus sylvestris
Scannacavallo
Euphorbia
falcata
Rogna canina
Euphorbia ceratocarpa
Rocela viento
Hypericum crispum
Turno
Tbymus
Mamma
dell'albero
Prufìco
capitalus
Viscum album
Capriflcus
Juorno
Fraxinus excelsior
Triemeto
Olea europaea oleaster
Latierno
Phillyraea media
Accilieddo
Ammi
Finucchieddo pe V alive
Foeniculuui vulgare
Fergolazza
Opopanax chironium
Sporchia
Orobaoche pruinosa
Squàcquera
Papaver Rhoeas
majus
120
—
Piseddo di scorzone
Anagyris foetida
Lupino salvaggio
Anagyris foetida
Lugurizia
Glycyrrhiza glabra
Ciurufuogghio femminino
Medicago scutellata
Ciurufuogghio masculino
Medieago lappacea
Ciurufuogghio masculino
Medicago
hislrix
falcata
Ruveddascina
Medicago
Schiatta pignatte
Rumex
Scarapurcio
Mespilus monogyna
Perazzo , prazzo
Pyrus cuneifolia
Prìcchiazzi
Portulaca oleracea
Sciosciole
Zyzyphus vulgaris
Occhio di pupa
Delphinium longipes
Ruca
Reseda virescens
asinina
congloraeratus
Cucumelle, cucumedde
Rosa canina
Amaràscia
Rubus dalmaticus
Vasa piedi
Tribulus terrestris
Sucamèle
Hyosciamus albus
Spine di sepe
Lycium europaeum
Spine di Cristo
Lycium europaeum
Pomidoro salvaggio
Solauuui miniatuni
Stingio
Pistacia Lentiscus
Pistazzieddo
Rhus
Canapazzo
Vitex aguuscastus
Giglio di
San Giacomo
coriaria
Pancratium maritimum
Erva
rossa
Cyperus
Erva
a quadriello
Cyperus badius
Erva a
quadriello
Scannacavallo
olivaris
Scirpus maritimus
Aegylops ovata
— 121 —
Y
Cannedda
Annido donax
Avenacchia
Avena
Grano
Hordeum murinum
di formica
Lagurus ovatus
Mustacci di militare
Coda
Lagurus ovatus
di volpe
Coda di
sterilis
Lagurus ovatus
sorcio
Sciuglio
Lolium maximum
Cigliata
Lolium multiflorum
Cannazza
Phragmites commuuis
Coda di
Polypogon monspeliense
volpe
Avrusceno
Asphodelus luteus
Avuzzo
Asphodelus ramosus
Lambascione
Muscari comosura
Cipolla canina
Scilla
Fiore di lambascione
Tulipa sylvestris
Fiore di monumento
Tulipa apula
Mamma
Mamma
Mamma
Lemna
dell'
acqua
maritima
gibba
dell'acqua
Lemna minor
dell'acqua
Lemna
trisulca
Paglia gòglia
Typha
Paglia gòglia
Typha minima
Fungi di perazzo
Polyporus ovatus
Fungi di perazzo
Polyporus variegatus
Questi sono
tutti
i
nomi
raccogliere in dieci anni di
latifolia
volgari che
tempo
,
mi
è riuscito di
interrottamente però.
Gli è certo intanto che molte altre piante hanno
nomi vernacoli
tempo mi
si
nel linguaggio
de'campagnuoli.
porgerà F occasione di riunirne
i
loro
Ove
altri
16
col
,
lo
— 122 —
farò con piacere; essendo
comuni
nomi
pei
abitazioni
rispettive
qualche vasta Regione, non
potrà raggiungere lo scopo se non che riu-
si
nendo una quantità
se facilitano
la
fatto quel tanto
di lavori parziali e locali
Mi auguro
esempio
:
nuovo
che
parte
d' altra
Che
paese e alla scienza.
,
di conti-
purché avrò
cam-
le patrie
seguano
altri
non sarà alcerto opera perduta
al
che da per
che ho potuto, e spero tuttavia
l'agevolazione di perlustrare di bel
derà servigio
,
grandiosa opera nel loro gabinetto. Io ho
nuare questo lavoretto in più ampie notizie
pagne.
dettagli
i
delle loro
distendere una
dai dotti Botanici
flora perfettamente completa di
altrimenti
tutti
sono notizie preziose per ciascun
,
onde volendosi
paese;
mio pensiero che
delle piante e per le località
poiché
,
mio
il
si
ren-
se la gioventù
si
persuaderà essere assai più utile lo studio delle scienze
naturali anziché quello
oltramontani
,
de' perniciosi
io sentirò in
me
la
ed orrendi romanzi
dolce gioja di aver data
una piccola spinta ad una grande verità
ciale.
ni
,
V individuo
non afferra mai un punto di
gli altri
questo individuo
;
effettivo della
tale filosofo
economia so-
sua morale
utilità positiva
io dico
,
lenta cancrena la quale corrode
no
di
che diffondendosi nelle astratte speculazio-
,
altro
V animo ed
e della
Giambattista Vico
in
per
non
il
se e
che
è
cuore a
per
una
dan-
sua ragione. L'immor-
una sua
lettera
auto-
grafa, (fattami leggere dalla gentilezza dell'ottimo amico
Artista sig. D. Filippo Troisi) ed ancora inedita
per apologia della sua opera
si
Gàssendi ritruovò
do diceva
:
amori di
romanzi
//
,
,
e
doleva a ragione
il
Mondo
tutto
illanguidito in braccio di
,
,
scritta
quan-
marcio in
una troppo
— 123 —
compiacente morale
suo nome
sistema
piace
il
,
;
e
suo ;
e
tutto celebrarsi
il
senso
di cui
,
a ciascun
pone nel piacere del corpo perchè non
Epicuro
vi è
,
,
iì
buona Filosofia ; perchè di un
che fa criterio del vero
altro per
da per
vivo udì
di Ristoratore della
che vano, e corpo,
l'umana
felicità.
SPECCHIETTI
5
DEL NEMERO TOTALE DELIE FAMIGLIE, DE GENERI,
DELLE SPECIE
,
E DELLE VARIETÀ.
Famiglie
DICOTILEDONI
66
MONOCOTILEDONI
ACOTILEDONI
12
...
.
5
Generi
DICOTILEDONI
268
MONOCOTILEDONI
69
ACOTILEDONI
6
Specie
DICOTILEDONI
605
.....
MONOCOTILEDONI
ACOTILEDONI
.
145
008
— 124 —
Varietà
DICOTILEDONI
— 125 —
cotylédones augmenle
mesure qu'on
se
ressort de toutes
disposés
et celle
des Monocotylédones diminue
rapproche des tropiques. Cette
du
subdivisions
les
tableau
dans chacune selon leur latitude
pòh antique au
loi
les
,
generale
pays étant
en marchant
,
pale antarclique. Toutefois
il
,
à
du
y a de nom-
breuses modifications qui révèlent des influences secondaires.
Ainsi
frent
,
avec une temperature analogue
les
pays humides of-
une proportion de Monocotylédones plus
cotylédones plus faibles;
tent
,
les
pays
secs,
au
une proportion de Dicotylédones plus
forte, et
forte et de
cotylédones plus faible. Questo è precisamente
Puglia, ed
del
Regno
il
fatto lo dimostra.
di Napoli
E
Gussone
il
,
Tenore
troviamo
2543
fatti
nella Flora Napolitana
specie delle prime, e
589
ra Siciliana stanno rassegnate
507 Monocotiledoni.
Flora
,
e la Flora
le stesse
porzioni maggiori nelle Dicotiledoni e minori nelle
cotiledoni. Di
Mono-
caso della
se riscontriamo la
del sig. cavalier
Sicula del sig. cavalier
de Di-
contraire, présen-
pro-
Mono-
sono registrate
delle seconde: e nella Flo-
2043
specie Dicotiledoni, e
— 126 —
NUMERO DE GENERI PER CIASCUNA FAMIGLIA
Dicotiledoni
Generi
Famiglie
Acanthaceae
.
Amaranthaceae
Amygdaleae
.
Apocineae
Asclepiadeae
Capparideae
Cistineae
Convolvulaceae
Cuscuteae
Hederaceae
Hypericineae.
Fumariaceae
Jasmineae
Lineae
Lythrarieae
Loranthaceae
Orobancheae
Oxalìdeae
Paronichieae
— 127 —
PJantagineae
Portulaceae
Resedaceae
Saxifrageae
Smilaceae
Tamariscineae
Valerianeae
Violarieae
Boragineae
Campanulaceae
Caprifoliaceae
Cucurbitaceae
Daphnoideae
Gentianeae
Geraniaceae
Moreae
.
Onagraceae
Papaveraceae
Plumbagineae
Poinaceae
Primulaceae
Santalaceae
Terebinthaceae
Urticaceae
Verbenaceae
Amentaceae
Dipsaceae
Oleaceae
Polygoneae
— 128 —
Rhamneae
Crassulaceae
Rosaceae
Rutaceae
Solanaceae
5
Chenopodieae
Euphorbiaceae
5
Malvaceae
5
Rubiaceae
5
Scrophularineae
5
Asperifoliae
6
.
Ranunculaceae
S
Caryophylleae
12
Labiatae
13
Papilionaceae
18
limbelli ferae
21
Cruciferae
23
Compositae
50
.
Totale delle famiglie
Di
tutte
sura che
glia. Il
famiglie Dicotiledoni
si
aumenta
i
abbiamo che
268
il
loro
la
quantità di questi per una fami-
seguente quadro chiarirà maggiormente l'idea meil
numero
delle famiglie
de' generi; messi tutti
a
Totale de generi
relativamente a quello dei generi decresce a mi-
numero
diante
le
66
due
i
di confronto
numeri
in
numero
due colonne, quella
sinistra indicante le famiglie e quella a dritta
generi.
al
mostrante
— 129 —
QUADRO
Indicante la proporzione del
numero
delle famiglie
di rincontro a quello de generi.
Famiglie
—
delle quali ciascuna contiene
—
Generi
— 130 —
guito, fino alla famiglia che contiene cinquanta generi. Di
sessantasei famiglie Dicotiledoni, sei sono le più ricche in
generi, cioè
le
le
Caryophylleae, le Labiatae, le Papilionaceae,
UmbclUferae,
le
Cruciferae, e le Compositae; delle quali
quella delle Compositae è la più ricca, poiché ne contiene
50. E questo fatto naturale coincide esattamente con quan-
De Candolle
to asserisce
nel secondo
volume
della sua
Geografìa botanica, relativamente alla famiglia delle
positae che è
una delle più ricche
nerale della nostra Europa.
numerosi e
belli
esempii
di
Il
in generi nella
Com~
Flora ge-
Botanico Ginevrino riporta
questo genere; e dopo uno stu-
dio rigorosamente comparato, stabilisce le diverse leggi di
Geografia botanica che sono un tesoro di vero sapere.
svariata e vasta erudizione della sua opera fa vedere
to studio e quanta pazienza la sua nobile
La
quan-
mente ha dovu-
to sostenere nel lungo giro di penose e brillanti vigilie,
— 131 —
NUMERO
BE' GENERI
PER CIASCUNA FAMIGLIA
Monocotiledoni
Famiglie
Alismaceae
Generi
— 132 —
QUADRO
Indicante la proporzione del numero delle famiglie
di rincontro
Famiglie
a quello
de' generi.
—
133
—
Le prime dunque sono più ricche
proporzione di un quinto di più.
tra le
si
E
delle seconde nella
se facciasi
il
paragone
due famiglie importanti pel foraggio degli animali
osserverà che le Graminaceae sono più ricche in generi
che non
no 39, e
lo
le
sono
le
Papilionaceae ; poiché le prime ne han-
seconde solamente 18: cioè vi è una propor-
zione di più della metà. In quanto alle specie poi le
pilionaceae superano le Graminaceae; giacché
si
numerano 86
specie
e otto varietà
,
nelle
Pa-
prime
e nelle seconde
trovano 70 specie e cinque varietà.
NUMERO DE GENERI PER CIASCUNA FAMIGLIA
(1)
Àcotìledoni
Famiglie
Equisetaceae
Filices
Generi
si
— 134 —
QUADRO
Indicante la proporzione del numero delle famiglie
di rincontro a quello de' generi.
Famiglie
—
—
de
de' generi eguale a quella
ma
numero
moltiplicata col
per esempio; se
cifre, si
X
2
avrà
dettaglio,
specchietti,
ma non
ben vero mediante ciascuna
delle cifre,
moltiplica
—
135
la
som-
delle famiglie corrispondenti. Così
primo quadro
al
17
colla
cifra de' generi
= 34,
e poi
delle Dicotiledoni
si
faccia così per le altre
si
Mi
quantità de' generi.
perdoni questo
si
quale ho esteso appositamente per dispensarvi
il
o Lettore da
siffatta fatica.
Avrei voluto, per massima esattezza, esporre in miglia
quadrate
la
estensione del territorio barlettano
ad ogni miglio
1'
esempio
nici
,
ogni
ma
di
proporzione delle specie
la
De Candolle
sventuratamente
modo
Gussone
di
,
siffatte notizie
11735 versure
rulense sarebbe di
gliese, le quali, ridotte
cifra elevatissima.
Sono
a
fertilità e valore.
che avuto riguardo
conduce
al
,
che
legali,
ai
varii
le
tenimento ba-
pu-
darebbero una
riparlili siffatti terreni
in
prima
,
gradi di loro
spontanea vegetazione
alla
i
,
io inten-
raggi che dal lido del mare, sotto
distendono così, cioè:
1° Raggio verso l'Ovest e
il
il
Italia
Circa una tanta estensione fo osservare
do solamente includere
mara ed
ho potuto rac-
dell'antica misura
moggia
seconda, e terza classe, conforme
e riferire
mi mancano. Ad
D. Giuseppe
ha rilevate dal catasto fondiario. Tutto
,
seguendo così
e di altri Bota-
,
riporto per ora quel poco che
gliere dalla gentilezza del sig.
la Città, si
,
fiume
,
sino al di
novello villaggio
il
Sud-Ovest, passata
qua
S.
Ferdinando
la fiu-
nuova che
della strada
(
una volta
S. Cassano), e precisamente fino al punto ove le acque dell'
Ofauto traversando
la via
parte nel lago di Salpi.
,
vanno a
scaricarsi in
buona
— 136 —
1° Raggio
di
Canne, e
al
Sud-Sud-Ovest
e al
Sud
sulla stessa linea fino alla
sino alla fontana
mezza via che con-
duce a Canosa.
3° Raggio
della via di
al
Sud-Sud-Est e
Andria e un miglio
al
Sud-Est verso
al di là
la
metà
della contrada di
Santo Luca.
4° Raggio ed ultimo all'Est
metà, della strada di
fino alla
Trani, e nella contrada delle paludi fino
famosa vasca di acqua piuttosto dolce,
denominata bocca
d' oro.
Non
al
punto ov' è
la
quale vasca vien
la
bisogna confondere
della circonferenza che naturalmente offrono le
i
raggi
campagne
del paese colla possessione propriamente detta. Così v'ha
de'proprietarii barulensi che
muni, come
del pari
vi
hanno fondi presso
sono possidenti
hanno beni presso l'Ofanto
ec.
Ho
di
altri
Co-
Andria che
voluto ciò avvertire,
per la ragione che essendo tutto botanico l'oggetto del
presente lavoro
,
non
si
abbia
la
quistioni ed osservazioni ingiuste
che non sono avvezzi
Mi
si
la delle
sone
,
da quei pochi individui
a gustare gli studii scientifici.
permetta intanto
quando espongo
debolezza di affacciare
far notare
che
alla
la cifra delle Dicotiledoni
Monocotiledoni per
le
due Flore
pagina 125,
maggiore a quel-
di
Tenore
non ho voluto rigorosamente riguardare
e
Gus-
la esalta
quantità delle cifre, ben vero sostenere con una pruova di
più
la
legge della distribuzione geografica delle piante sul-
la superficie terrestre.
NOTE ED OSSERVAZIONI
Acanthus
spinosus. Vegeta ai margini della strada con-
solare che conduce a Trani, tre in quattro miglia distante
da Barletta ; e precisamente in quel sito elevato dopo
vallamento
,
di cui parlai
topografica delle
nell'
esposizione
l'
av-
della posizione
campagne barulensi, poco lungi
dal frat-
turo.
Populus nigra.
Il
pioppo nero, per quanto è a mia co-
noscenza, non è spontaneo.
gne
I
suoi rami, che dalle campa-
della Provincia di Avellino sono trasportati dalle
que del fiume, facilmente mettono spontaneamente
se per
e le
radici
l'impeto delle correnti restano sotterrati in parte,
nuove messe
poi. Io
si
sviluppano ed allungano da maggio in
ne osservai e raccolsi diversi nella state del 1847
presso la fiumara
belli, se
vi
ac-
i
,
e son sicuro che diventerebbero alberi
possidenti ne prendessero cura. Presso l'Ofanto
sono ricchissime masserie, tra
nominata
il
le quali
una ve n'ha de-
chiuppo, giacché gli antipassati padroni vi fe-
cero una piantagione di pioppo nero che riuscì a meraviglia. In
quel medesimo anno ce n'erano pochi avanzi
resto era distrutto.
tutto
il
vano
fatta
I
signori
De Martino
una novella piantagione lungo
il
,
e
ne ave-
canale che dal-
18
— 138 —
l'Ofanto conduce le acque nel Iago di Salpi per tutto l'an-
Le piante prosperarono
no.
assai,
ma non
spettate dalla violenza delle correnti.
furono
tutte
le
Quei novelli piantoni
venire da Terra di Lavoro. Speriamo che gli
fatti
ne seguano Y esempio
proprietarii
altri
tutte furono ri-
cure onde quei luoghi
non
alberi utili e
silvestri
dalla cosi detta
,
ed impieghino
siano coperti da
rogna canina (Euphorbia
ceratocarpaj che è la vera vergogna e barbarie di quei luo-
ghi cotanto
fertili.
Salix Villarsiana. Questa
senta un certo che
di
acque del fiume, ove
zuta
si
la
i
di Salice
pre-
romantico vicino
di
le
sua dritta e pomposa chioma fron-
eleva assai infra
sto, allorché
bella specie
ornamento e
i
cespugli ed
suoi frulticiui
si
macchieti. In ago-
i
schiudono e metton fuori
loro semi forniti di morbidissimo e serico tomento bian-
co, l'albero acquista un colore argentino che in mezzo a
denso fogliame, percosso dai raggi solari,
chi
,
più o
meno
risalta agli
oc-
brillante, ad ogni agitar di vento.
Salix purpurea. Le punture degl'insetti producono
escrescenze carnose sulle foglie di questo Salice
escrescenze sono sferiche e di
macchia nera
al di
,
le quali
un rosso vivo lucido con
sotto della puntura
,
che a prima vista
e senza prevenzione somigliano ai semi della Glycine precaloria.
Prunus spinosa.
me
Si deve questa specie considerare
veramente indigena
,
o come avanzo
co-
di antica coltiva-
zione?
Cynancum acutum.
11
volgo esprime bene
la
proprietà
assai lattiginosa di questa pianta colle parole crisciola lat-
— 139 —
tavola. Il
fusti
suo fogliame particolare accresce bellezza
suoi
lunghi e volubili nei terreni feraci.
Heliotropium supinum. Questa specie nasce nei
pantanosi vicino le foci
dell'
Capparis sicula. Le tenere cime
nell'acqua ogni
24
ore per
sei
servano nell'aceto, e se ne
to all'uso de' suoi fiori
non
rini) è cosa conosciuta
terreni
Ofanto.
questo suffrutice
di
raccolgono in aprile e in maggio, e
vidi
a'
fa
si
o dieci giorni: indi
si
con-
uso come insalata. In quan-
(comunemente chiappe-
aperti
da tutto
mondo. Nel 1837 ne
il
una estesa industria a Manfredonia nella Provincia
Foggia. La città di Trieste ne faceva grande acquisto:
una veduta
di
si
fanno raddolcire
di
ma
economia pubblica per parte del Governo
Austriaco ne diminuì lo smercio. Questa specie di Capparis è
spinosa, e reca grave molestia a contadini che ne
raccolgono
i
non per anco
fiori
schiusi.
Sarebbe a desi-
derare la introduzione della Capparis rupeslris la quale
non porta spine ed è spontanea a Posilipo presso Napoli
e sulle rupi che sono
grotta.
i
La
moltiplicazione sarebbe facile
semi ben maturi nell'Autunno
asciutto durante
mento da
si
spahe del Convento di Piedi-
alle
il
verno, in aprile
fabbricare, a guisa di
A
mento
calcareo.
ne ho
vista sopra
,
ed assai florida
La
ove abbondi
modo pruovano
questo
,
raccolti
sito
1856
,
1'
ele-
assai bene. Io
piantagione
così
da fare invidia
alla
bella
a segno
osservai
zione a Posilipo in ottobre
,
una pasta, e così disposti
un muro una
stessa sua spontaneità.
poiché
mescolano col ce-
si
nei crepacci delle parieti
affidano
procurata
,
,
conservano in
si
con
somma
soddisfa-
ove ne raccolsi parec-
— 140 —
compagnia
chi saggi, parte fioriti, e parte fruttificati, in
del sig.
Cappelli, giovine di grandi speranze
D. Vitantonio
nello studio dell' Agricoltura.
Gypsophyla Arrostii. Questa pianta
per
la
in agosto
prima volta
nosa, e nel
1847
poi
la
1844
fu da
nelle
me
raccolta
campagne
Ca-
di
rinvenni in quelle di Barletta e
precisamente nella masseria del
D. Ferdinando Cafie-
sig.
La sua grossa e lunga radice è molto sproporzionata
ro.
piuttosto
alla ramificazione
mi dicevano che
per lavare
i
essi
esile
adoperano
loro panni di lana
pone quando viene
anziché no.
la radice di
,
poiché
I
contadini
questa pianta
fa le veci del
strofinata nell'acqua.
sa-
Saranno forse
i
suoi principii chimici identici in natura ed in proporzione
a quelli della
Saponaria? Senza dubbio sono due piante
della stessa famiglia naturale delle Caryophylleae. Sarebbe
a desiderarsi che
i
Professori di Chimica organica se ne
Non me ne
occupassero.
Lychnis Githago.
o
di pannilini
,
sovviene
I fanciulli
il
nome
volgare.
nel fare fantocci
di carta
sogliono servirsi de' semi neri di questa
specie di pianta nel situarne a posticcio gli occhi: e sicco-
me
il
fantoccio volgarmente lo chiamano pupa, così rico-
noscono
i
semi e
la
pianta col
nome
di occhio di
pupa o
di pupillo.
Saponaria vaccaria. Abita dirimpetto
al castello
mamma
pi, in
,
mare vicino
e propriamente di vis-à-vis alla
d'Are (Madre di Eraclio), lungo
terreno esposto a bacìo
,
il
così
detta
margine de'cam-
marnoso ed erboso. La Sa-
ponaria officinalis poi cresce presso
le
al
l'
Ofanto, e sembra che
piante provengano da semi trasportati dalla Provincia di
—
-141
Avellino mediante
le correnti del fiume.
Monteforte, a Grottaminarda
ficinalis l'ho raccolta a
Ariano,
al valle di
cerà, credo
popolari
,
La Saponaria
qui riportare poche parole storiche sulle voci
mamma
un pezzo
Gli è
d'Are.
me
la ricordo
mi
di profondità: e nel
di rozza
1829
1847
a secco, essen-
la osservai
per buon tratto
contorni naufragò, un tempo, la nave entro
busto in bronzo fuso dell'attuale statua
regge nella piazza di Barletta.
come più
,
Il
quale era
la
di Eraclio
di Eraclio; e dalle sue parole
che quella spiaggia
sia
mediante l'arte dello statuario greco Fabio
gli
argomento
formò
,
le
gambe
o Lettore
mal non mi ricordo
se
sembra
da esso considerata qual genitrice
che prima annegò nell'arena, e poi rinacque
a novella vita
sto
che
volgo pronunzia barba-
ramente Are invece
Albano che
io
vuole per tradizione storica che in quei
dissi. Si
di Eraclio,
pietra
bagnata dalle acque del mare per due pal-
dosi le acque marine ritirate
il
ad
,
Bovino, e a Cardito di Caivano. Pia-
calcare impiantalo nei terreni silicei arenosi. Nel
avanti
of-
Barlettani e
,
,
Ma
e le mani.
consultate la storia
riferisce
che
si
su di que,
la
quale
,
suscitò quistione
Tranesi di allora, se dovevano
primi
tra
i
o
secondi appropriarsi di quel busto di bronzo fuso ch'era
i
diretto
i
per Venezia
i
e che sventuratamente naufragò in
,
quei paraggi.
Silene bipartita.
l'isola
varietà
d'Ischia,
dopo
Gussone
nella sua Flora del-
di avere passate a rassegna tutte le
di questa specie, si
ratile varietales,
tale
Il sig.
esprime così: Omnes enume-
quae in Sicilia proveniunt
,
excepta varie-
A, quae in Apulia prope Barletta inverni Bruni, diffe-
— 142 —
runt a Silene vespertina RETz.pubescenlia adpressa ac tenui
etc. etc.
Gussone
:
Enumeratio plantarum vasculariura
insula Inarime. Neapoli,
in
1854.
Silene rubella. Nella stessa Flora d'Ischia trovasi così
detto: Innumera specimina S. rubellae, quae in Apulia in
prope Barletta
vineis
CI.
Kralichio
gypt.
t.
2g.
f.
missis
collegit
,
et
cum
tur etc. etc. Queste notizie
se epoche da
inoltre
me
i
descr. de
il
facie dignosci-
e sulla
Gussone conserva
raccolte nell'agro barulense.
al
l'E-
unquam inS. tur-
prima
sig.
a
saggi delle varie piante in diver-
un leggierissimo sentore
ne relativamente
Ma
aegyptiacis
sulla Silene bipartita
dimostrano come
nel suo famoso erbario
illis
Delil.
icone
3. ex asse quadrante nec
binatavi transeunt; alque haec ab
Silene rubella
cum
Bruni,
a favore della
raggio esteso
,
E
rileva
si
mia opinio-
fin sulle coste
dell'A-
driatico, della naturale e geografica abitazione della Scilla
undulala, siccome in appresso dirò. La Silene rubella nasce
spontanea nei vigneti della contrada detta del
Ivi fa
le viti
pompa
de' suoi gentili
fiori
crocefisso.
color di rosa dopoché
sono state sarchiate e rincalzate in aprile ed in
maggio. Piante
cultivée
malgrè la volonté de l'iiomme.
Silene conica. Vegeta nei terreni
silicei
presso l'O-
fanto.
Silene muscipula. Coabita colla Saponaria vaccaria.
Atiuplex Halimus. Questo
frutice
si
coltiva per siepi,
o isolato o in compagnia del Lycium europaeum.
Il
suo
portamento acquista colossali dimensioni tanto pel terre-
no che pel clima. Forma bellissime
colarmente contro
i
venti impetuosi
difese agli orli, parti,
mercè
le
sue
nume-
— 143 —
rose e intrecciale ramificazioni.
cora, e
Il
capra lo mangiano avidamente. Ignoro però se
la
sia del pari appetito dagli animali vaccini.
limus
,
come
Del pari
il
altra volta dissi
suo compagno
ho raccolto
solo
,
Lido
in
mo
Beta
V Atriplex
Lycium europaeum
il
il
che non
,
ma ben anche
golfo di Napoli
,
e precisa-
Portici, ed a
popolo a Barletta raccoglie
Primavera,
le
Poz-
tenere cime
e poi le condisce e
le allessa,
Ha-
dell'aria marina.
diletta
si
due Torri, a Resina, a
le
zuoli. Il basso
gia a
,
sulle coste dell'Adriatico,
su quelle del Tirreno Jungo
mente presso
del
pe-
cavallo, l'asino, la
man-
d'insalata.
cicla.
I
ne quest'erba,
la
campagnuoli e
Sinapis hispida
Brassica fruliculosa
lenerrimus,
il
la
,
,
,
gente povera raccolgola
Sinapis pubescens
Diplolaxìs lenuifolia
Sonchus oleraceus,
che altra pianta
la
e ne fanno
il
il
,
il
,
la
Sonchus
Cichorium intybus
,
qual-
loro prediletto camangiare
denominato volgarmente fogghie mischiate.
Chenopodium viride. Tutti sanno che
nopodium
chi
,
le
specie di Che-
tranne poche eccezioni, tramandano, chi più
meno, un
fetore insopportabile. Vuoisi da taluni, che
queste piante fetenti
,
introdotte nel vino
,
lo alterano
e
quindi lo corrompono del tutto. Io non ne ho fatte mai
esperienze. Prosperano in vegetazione in lutti gli orti e
negli altri luoghi ove sono macerie grasse e
gono letami ed
ove
si
depon-
altre sostanze fertilizzanti.
Salicornia herbacea. Tutte
re addimandansi colle voci
le specie di
comuni
e pare che queste parole de'
questo gene-
salsodde e salsarieddi
;
campagnuoli e pescatori cor-
— 144 —
rispondano bene
vero significato di piante che crescono
al
in siti pantanosi e salini.
Salsola soda. Vogliono taluni che
mangi
le
tenere cime
,
sia in insalata
il
,
basso popolo ne
sia cotte e
condite
con olio. Io ricordo nella mia prima gioventù contadini
che spesso trasportavano in Città panieri pieni
pianta
,
ma
di
ne ignoro positivamente, a quale uso
questa
la desti-
navano.
Artemisia coerulescens. Abita
mente
nelle
(Pronunziate
vicinanze
l'è
alle
paludi, e precisadetto
così
di aresciànn.
muta). Poche volte ne raccolsi
l'autunno:
la state e
del lago
ma
molti
ceveva in Napoli mediante
altri in
più
fiate
i
saggi tra
io
mi
ri-
bontà de' fratelli Russo che a
la
mie istanze mi favorivano premurosamente
inviare.
Chondrilla juncea. Ce ne sono tre varietà, delle quali
una porta
le foglie
fusto: la seconda
nodo
è
runcinate alla base e lineari lungo
fornita di foglie lineari e glabre
vitale sino alla cima: la terza in fine le
ceolate ed ispide o spinulose.
me
altra volta feci avvertire,
Abbondano
è
una
grafico-botanici
nei vigneti, co-
parlando de terreni; ed
cullivées
malgrè
che
di quelle,
il
signor
in termini generali
De Candolle chiama
la volonlé de
dal
ha quasi lan-
gnajuoli ne mangiano le tenere cime prima di fiorire.
sta specie
il
i
vi-
Quegeo-
plantes
rhomme.
Chrysanthemum coronarium. Vi
è la varietà a fiori di
color giallo carico, e l'altra a color giallo biancastro. Ai
margini de' campi e nei fondi arenosi
abbondano a preferenza.
silicei
presso
mare
— 145 —
CiCHORitJM intybus.
Ve ne sono due
varietà: quella cioè
a fior celeste e l'altra a fiore color di rosa.
da tutto
cicoria selvatica è conosciuto
non mangia
le così
,
pregio della
mondo
il
:
ma
chi
dette cimecicorie in aprile e in maggio,
non può saper apprezzare
praterie pugliesi
Il
vera amenità campestre delle
la
né saper riconoscere
beneficio che la
il
propria salute ne risente.
Gniccs arvensis. Gli animali cavallini e pecorini
ticolarmente
primi, ne mangiano
i
di tenerezza,
allo stalo
momento
avidamente
in
cui
le
,
parfoglie
piccolissime
le
spine, di che vanno fornite, sono innocue al loro palato.
Gli è questa
una pianta che
ed
Nel tenimento
i
vigneti.
l'ho raccolta,
ma
infesta orribilmente
di
Caivano e
specie fu da
lamente nel giardino del palazzo
il
Convento
di
Convento sono
tentrionale
della
della Città, ed
mine
mare;
il
il
di
del Castello
;
i
potuto trovar
che
furono
mie ricerche più volte
centi
Il
il
parte set-
Nord-Est
da
fu trovata
me
neppure nel chiostro del Convento
sospetto
le
palazzo quanalla
secondo verso
quali
sulla stessa linea settentrionale della Città,
non mai
rinvenuta so-
Dio, e nell'atrio del quartiere del Car-
e nel chiostro
,
il
primo
medesima. La specie in parola non
San Giovanni
me
Fraggiani e nel chio-
di
Santo Andrea. Tanto
vicini al
in nessun altro sito, e
di
anche
si diletta.
Conyza ambigua. Questa
to
di Cardilo
campi
è rara, perchè ivi scarseggia l'elemento
calcare-argilloso di cui
stro del
i
ivi avessi
l'ho vista, e nelle
trovandosi
siti
mi destarono
la pianta,
ma
inutili
ripetute. In luoghi adja-
campagne molto meno.
dottor Casale mi assicurava la stessa cosa.
Ora mercè
,
19
— 146 —
questi fatti, chi potrebbe rintracciare l'origine della esistenza della specie nei due luoghi sopra citati prima della
fondazione delle loro fabbriche? Sarebbe stata
mercè
introdotta negli scorsi anni
pianta
il
forse la
della
traffico
gente commerciante?
Hypochoeris Tenorii. Vegeta
marnosi a bacìo dirimpetto
il
tamento colossale di cinque a
li,
esposti
all'ombra
sei
risaltano
,
nei
mare
terreni argillosi e
ed
,
ivi
palmi.
assai
I
acquista por-
suoi fiori gial-
cupo
sul verde
del
lungo ed ispido fogliame.
Kentrophyllum lanatum. La voce volgare
de'vignajuoli
corda molto
(di
al fatto
spine
ra le
la
si
,
servono per indicare
al
,
e particolarmente
capolino, sono assai rigide.
natura calcarea del terreno
stagione calda di luglio ed agosto
gieri
come queste
dare
la
spinedde
con-
la pianta)
poiché nel tempo della piena fioritu-
della pianta
stanno intorno
giunge
cui
,
,
si
quelle
E
se
si
clima secco
il
,
che
age
la
riconoscerà di leg-
circostanze fisiche favoriscono a consoli-
rigidezza delle spine acute e pungenti.
Picris spinulosa. Abita nei terreni sottomarnosi
vigneti. I vignaiuoli
1'
addimandano sferruscena
,
,
e nei
che nel
linguaggio popolare vuol dire piccola lima che stropic-
ciando sul ferro, arreca
alle
orecchie quella sensazione di
suono aspro e dispiacevole. In verità
tutta coperta di pelame piuttosto rigido
se ne avverte
la
la pianta
;
è quasi
cosicché al tatto
ruvidezza. Se leggiamo la descrizione fi-
tognostica de' Botanici, troviamo molto del vero, ed uni-
forme
all'idea de' contadini.
Ecco quanto ne dice
il
sone nel secondo volume della sua Flora Sicula.
sig.
Gus-
— Her-
— 147 —
bae biennes , aut peremes
(olia indivisa
bosi.
—
,
,
Pilis furcatis patentibus setisque hirta
angulalo-sulcato ramoso,
sinuatis
,
,
pedunculis non incrassatis
ad carinam
incrassato-spinulosis
teniibus apice subsquarrosis
rii, in
mis
,
subcorym-
,
caule erecto
,
oblongo-lanceolatis dentalo-
foliis
superioribus amplexicaulibus inlegris
corymbosis
liolis
plus minus pilis furcatis hirsutae:
vel sinuato-dentata : flores lutei
pappo
floribus sub-
anthodii villosi fo-
,
,
,
exterioribus semipa-
sessili.
—
Caules solita-
umbrosis fere orgyales, superne alterne ramosi; ratuberculato-hispida
erectis; folla
:
E
etc. etc.
più ap-
presso lo stesso Botanico dice: Differt a P. hieracioide hirsutie
majore, anthodii
parte riportando
phiton
di
sinonimi
i
Cupani
,
chie bianche
il
secondo
il
Pan-
—
Hieracium asperum
voce volgare sferruscena. (Pronun-
muta).
Scolymds macuiatus. Porta
to
:
,
etc. Tutti questi caratteri si accorda-
significato della
ziate l'è
della specie
riferisce così
Hieracium hirsutum:
no col
charactere: etc. etc. In altra
foliolis
nome
,
le foglie radicali
e nei giorni festivi di
Pasqua
si
con mac-
mangia
sot-
di carduncieddi salvaggi.
Scorzonera Columnae. La
Canne, e propriamente
raccolsi in
ameni
maggio del 1847
della
famosa
nelle vicinanze dell' Ofanto,
ov'èla
nelle praterie naturali sopra
gli
colli
così detta masseria del medico.
Convolvulus arvensis.
colla voce crisciola.
presso
i
I
cauipagnuoli
Per quanto mi ricordo
la
,
distinguono
questa parola
contadini significa una specie di nastro o di laccio
da servire per ligare o affasciare una cosa qualunque
io vero spesso
i
medesimi
si
servono de
fusti
:
ed
lunghi e ser-
— 148 —
peggianti del Convolvulus arvensis per ligare piccoli fasci
di
erbe, pampani, stoppia, o altro verdume.
Cotyledon umbilicus. Non
nomi vernacoli
dubbio che non
vi è
hanno rigorosamente una
delle piante
coincidenza di significato colle specie alle quali
scono:
ma
certo
è
sempre un'origine
slesse. Quest' erba
preti: ora
in
si
i
stretta
riferi-
che generalmente parlando serbano
allusiva
ai fatti
naturali delle piante
addimandata orecchie di
viene
grassa
questo caso che relazione d'idee
foglie del Cotyledon umbilicus
sono orecchie come quelle
si
tutti
e
vi è tra le
orecchie de' Preti che
le
di tutti gli altri?
Secondo
me
è nella tradizione delle antiche usanze che bisognerebbe
rinvenire l'origine di queste voci volgari. Sarebbe uno stu-
dio di curiosità e di pura e semplice erudizione storica del
paese. Nella Geografia botanica del
so
si
sig.
De Candolle spes-
parla di siffatte ricerche per facilitare lo studio sul-
l'antichità
delle varie piante
e specialmente sulla patria
vera di quelle coltivate nelle diverse parti del globo.
Crassula Magnolii. Cresce
delle praterie
Mio
Fratello
naturali
me
siti
petrosi e
sassosi
che sono tra Barletta ed Andria.
ne mandò
i
saggi a Napoli.
Sedum stellatum. Abita su
de' suoi
nei
numerosi e vaghi
pei
fioretti
tetti,
ove
fa
pompa
color di rosa.
Biscutella apula. Vegeta nei pascoli aprici sul così
detto tratturo.
Brassica eruca. Nelle praterie dell'Ofanto se ne trova
a dovizie con fusti
ta per soverscio,
alti tre
come
si
Diplotaxis tenuifolia.
palmi circa.
È
una buona pian-
pratica in Terra di Lavoro.
I
villani delle
masserie allessa-
— 149 —
no quest'erba
campagna,
allo stato
tenerume insieme col pane
di
con olio e sale, mangiane
e poi la condiscono
dola avidamente. Siffatto cibo
nomi
coi
di
pan
colto e
ruca
rustico
vien
riconosciuto
e forma l'ordinario
,
di
caman-
giare di quella povera gente. Gli è certo però che a molti
piace; ed io credo che
non
influisce in ciò
il
solo forte ap-
prodotto dall'aria campestre, bensì l'abbondanza
petito
del glutine in quella qualità di pane
bruno che
dicesi per-
rozzo o perruozzo.
Isatis tinctoria. Questa pianta
vigneti
prospera nei
tintoria
calcare sottomarnoso
a terreno
si
,
eleva
sino a
quattro palmi di altezza, e porta copioso e largo fogliame
glabro.
I
vignajuoli l'addimandano cavolofiore; ed in vero
sua infiorescenza somiglia un tantino a quella del cavol
la
fiore
comune che
queste piante
si
coltiva negli orti,
appartengano
comecché
famiglia
alla stessa
tutte
due
naturale
delle Cruciferae.
Nasturtium officinale. Abita
gio
1847 ne
raccolsi
un saggio presso
Canne poco lungi
tana di
alle paludi; e nel
dall'
mag-
le
acque della fon-
fusti
ancor teneri di
Ofanto.
Sinapis incana. Nella primavera
i
questa pianta vengono raccolti e venduti pel paese sotto
nome vernacolo cimamaredde. Questa
ramente
tanti
l'
idea di
un sapore amaretto: ed è
ne mangiano con piacere
,
che più
si
così. Gli
resima
siffatto
il
abi-
accresce con
quell'amaretto, che lusinga anzi che no. Durante
verdume forma
il
parola esprime chia-
la
qua-
prediletto cibo delle fa-
miglie.
Cuscuta minor. Le Cuscute apportano qualche danno
— 150 —
positivo ai pascoli delle pecore
ove spesso
là
Attaccano indistintamente tutte
te.
graminacee
Thymus
di quei prati. Soventi volte le
ho raccol-
le
leguminose e
le piante
ho raccolte
con venti o trenta
capitatus. I possidenti
l'anno di spesato potrebbero (are aperta guerra
scute
che danneggiano
i
loro pascoli
;
e
dopo
carlini
Cu-
alle
tre
sul
o quat-
tro anni di pazienza ne sarebbero pagati ad usura con van-
Un
taggio effettivo delle loro pecore.
poco
un poco
di calce caustica,
colpo di zappa
,
un
fuoco, ed ecco tuttala
di
cura e Io spesato.
Daphne gnidium. Questo
erbaggi
poco
Ofanto
dell'
la volta, essi
:
se
i
frutice infesta orribilmente gli
proprietarii
lo estirpassero
guadagnerebbero nei loro pascoli
per cento. Basterebbero quaranta
in
il
vantaggio sarebbe assicurato. Cosa sono
spesa in due anni per un possidente che sta
60000
ducati?
È
venti
cinquanta ducati di
spese in due anni per una così detta mezzana
ed
il
un
di terreno
50
,
ducati di
alla testa di
questa una pianta medicinale.
Scabiosa grandiflora varietas prolifera. Cresce lun-
go
la
strada, alle spalle del giardino del
Convento
de'
cap-
puccini.
Scabiosa
to
il
...
mare, vicino
e presso
il
tra specie
?
Nei terreni marnosi a bacìo dirimpetper
le fornaci
la
de' mattoni
fabbrica
casino del fu Marchese Affaitati nasce
di Scabiosa
diversa
dalle altre
,
i
di cui
un' al-
saggi
confusi fra tanti altri di piante diverse, non potei rinvenirli nel
mio erbario agronomico,
sottoporli
al
giudizio del signor
precisamente a quale specie
si
e quindi
non ho potuto
Gussone per assicurarmi
appartenessero.
— 151 —
Ecphorbia falcata. Questa pianta vegeta
dopo
mietitura
la
probabile
,
ove
gli
supporre che
il
i
no a sentir danno. Senza
fatto,
non
mangiandone, ne abbia-
ulteriori ricerche
e
sul
indizii
potrebbe diversamente sospettare sul perchè,
si
col
nome
che non voglia
che
la causticità
dirsi
A meno
di scannacavallo.
sommamente nocivo
sia
È
animali vanno a pascolarecavalli
essa sia riconosciuta
ginoso
nelle stoppie
del
suo succo
latti-
agli animali nella stagione
estiva.
Euphorbia ceratocarpa. Questo perniciosissimo vegetabile per la feracità
dei terreni raggiunge
otto palmi e più, misurata
maggio.
di
È
tale
parte
la terza
spesse volte
da
,
altezza di
me
e tanta la sua abbondanza
di tutte quelle praterie
l'
lungo
nel mese
che copre
,
le
rive del
fiume, ove cresce. Supponete una mezzana di venti versure, siate certo che circa sette versure per causa di que-
non danno alcun prodotto. Cosi
sta pianta
perduto infruttuosamente, ed
la
vergogna ed
spesso
no!
barbarismo
dolgono che
si
Ma
parte
il
i
il
occupano
i
,
terreno è
vegetabile in parola forma
di
quei luoghi
!
I
possidenti
loro erbaggi poco o niente frutta-
che debbono fruttare, se
de' prati
il
la
pianta assorbe la terza
tanto per le radici che per lo spazio che
numerosi
fusti e
rami?
Vitis vinifera sylvestris. Ce ne sono due varietà vicino l'Ofanto; una a foglie dentate con peli aracnoidei
l'altra
Io
con
foglie
profondamente incise con
ho raccolto quella
ro.
Non mi
a quella
,
e
peli cellulari.
a frutto bianco e quella a frutto
ne-
ricordo bene se la varietà bianca corrisponde
con
foglie dentate,
o
alla
seconda con foglie as-
— 152 —
sai incise.
Parecchi anni or sono ne presentai
denti saggi al Reale Istituto
della dotta
Memoria
e pubblicata dal sig. cavalier
scritta
Tenore. Gli acini maturi
corrispon-
i
d'Incoraggiamento in virtù
ho
li
sempre
visti
za maggiore di quella del pepe.
della grossez-
loro sapore è acidulo-
Il
zuccherino con vinacciuoli non molto grossi. Le piante
crescono rigogliose a segno
con lunghissimo tronco. Stando
fia
botanica del celebre
da fare grandi macchieti
tale,
ai principii della
De Candolle,
Geogra-
vite selvaggia
la
vicino l'Ofanto è aborigena di quei luoghi, o è avanzo di
mode-
antiche coltivazioni? Io opinerei riservatamente e
stamente per l'esistenza aborigena, poiché
sce la vite
selvaggia lungo
renza del suo antico letto
do
le
lasciare
sono coperti
e che
a secco terreni
di svariata
il
,
i
hanno
siti,
i
colli
sero stati coperti
siasi diffusa in
e
si
1'
appa-
radici, sia pei semi.
che in
si
sia
dell'
tal
altri
per
stare la
mia opinione
riportare
il
e
si
di cui fa
Che che ne
sia
Ofanto fos-
le
,
la
vite
antiche cepgli è
questo
potrebbe illustrare e chiarire
Principi e Guerrieri
in quelle Provincie. Io
,
modo
frugando nella storia degli antichi Romani,
Canne, e degli
quali poi
potrebbe dire che nei
che sono a cavaliere
di vigneti, e
solo
i
e superba vegetazione
quei silvestri luoghi,
un argomento che
mo
o>e cre-
tutta
detto fiume divergen-
feracissimi,
Se non che
la vite silvestre.
passati secoli
pala
,
fiume
proprie acque dal lato opposto, doveva necessaria-
mente
parte
il
ai
tempi di
che dominarono
ho voluto con riservatezza manifenon più. Pertanto mi gode l'ani-
passo del sig.
De Candolle
tanto saggiamente espone nella sua
sulla vile,
che
opera, quando parla
— 153 —
geografica
della origine
Eccolo. —
L. La vigne est spontanee dans
« Viti» vinifera
« toute la région inferieure
« tout
« la
«
au midi de
du Caucase
Ledebour (FI. Ross.
« le midi de la Russie
duCaboul?
« ne peuvent
I,
,
,
p.
^58 ). Les
que ce ne
que
soit la
pa-
monta-
recherches botaniques
les
La Vigne
plus nous apprendre.
dans
régions
les
se
séme
et
tempérées de
monde. Quand on trouve des pieds sauvages
« dans les haies
s'ils
notions histori-
l'Anatolie, la Perse, et les
G'est ce
« se naturalise aisément
« l'ancien
«
sur-
de l'espòce. S'étendait-elle beaucoup vers
trie originairc
« gnes
et
,
auteurs cités par
d'après plusieurs
,
« ques ne permettent pas de douter
ce
au nord
,
chaìne, en Armenie, et au midi de
la
mer Caspienne
coltivate.
di piante
delle specie
les broussailles, rien
,
ne peut apprendre
descendent de raisins cultivés ou de raisins sponta-
« nés, et plus on se rapproche de l'habitation originaire
« plus l'incertitude
« les
«
,
grosseur et
la
la
faveur des fruits sont des indices
trompeurs à cet égard, puisque desVignes livrées à
ee
les-mèmes, non
«
boutures
« stinets
,
,
,
augmente. La conformation des feuil-
taillées
,
el-
venues de semis au lieu de
peuvent très-bieu
tout en provenant
offrir
des
caractères
de Vignes cultivées.
Il
diest
« cartain que l'espèce prospère dans toute l'Asie occidente
tale
tempérée, notamment au Caboul
« dans le pays de
« Elle a
« neté
un noni
sanscrit,
( Royle
Drahha
,
,
///.
,
en Cachemir et
Him.
,
p.
148)'
qui mootre l'encien-
de son existence ou de sa culture dans l'Inde se-
« ptentrionalc.
«
Kunawur
Monsieur Bunge la vue dans
le
nord de
la
Chine, cullivée seulement ( Enum., p. 11). Le progrès
20
— 154 —
« de la culture
« des
Grecs
dans l'Europe occidentale
et des
Romains,
est
«
ouvrage de Reyoier
«
des Celles et des Germains fi
« p.
sofo ginevrino sull'origine
nel secondo
volume
l'excellent
sur l'Economie publique, et rurale
,
Ecco dunque
47 2 )- B
par l'influence
,
résumé dans
e
della sua
Genève, 1818,
voi. in-8.°,
ciò che dice
su
i
Botanico
il
luoghi natali della vite
opera; e pare che
opinione vada un tantino di accordo colla sua.
reputo
sommamente
filo-
la
Ed
fortunato quando incontro che
mia
mi
io
il
mio
pensare in talune cose scientifiche non è dissimile da quello de'Dotti.
Lo
stesso
Autore
in
una nota
a parte sull'a-
bitazione della vigna, pronunzia queste parole. « La vigne
« et le raisin
«
dans
« ser
les
ont recu des
noms extrèmement
langues d'Asie et d'Europe
une habitation primitive
Hypericum crispum.
I
,
ce qui
différents
fait
suppo-
fort étendue. »
l'addimandano rocela
vignajuoli
viento: ora queste parole vernacole sono molto espressive,
dal
perchè alludono ad un fatto tutto naturale e semplice.
La pianta
dell' Hypericum
sposti in croce,
i
crispum porta
fusti
ramosi e di-
quali sono talmente intrecciali fra loro,
che l'intera pianta sino a un certo punto assume
sferica
,
seccano
tutta carica di fiori gialli.
i
rami dalla base in sopra
fra loro, si distaccano
Dopo
,
dalla radice
il
campi
nome
alla
li
forma
fruttificazione
e senza disgiungersi
perenne, e mercè
loro leggerezza restano in balìa del vento
i
la
la
,
il
la
quale lungo
spinge innanzi rotolandoli a mo' di palla; d'onde
di rocela-viento
Phlomis herbaventi.
,
che starebbe benanco applicato
V Hypericum
crispum è pianta no-
civa alle pecore, e cresce frequentemente
nei vigneti
mal
— 155 dopo
coltivali e nelle stoppie
raccolta de' cereali e di
la
altre granaglie.
Marrubium Alysson. Abita
nei pascoli aprici del frat-
turo e degli ameni colli di Canne.
Salvia argentea. Vegeta
sulle aride piagge calcari ver-
so Andria e verso Canosa.
Thymus Acynos. Nasce
sulle tufare
luoghi simili. Io
e
l'ho raccolto copiosamente vicino la masseria di Centrone
e di Montaltino.
Il
dottor Casale lo rinvenne nelle praterie
della masseria denominata scannagallina.
Thymos capitatus. Questa aromatica
frutice
pianta, o piccolo
che dir vogliamo, cresce abbondante nelle più lon-
Fu un tempo
tane contrade del fratturo.
massima parte
de' pascoli, e
in cui
porgeva largo cibo
copriva
alle api, la
di cui industria era allora più ricca nel lenimento barat-
tano. Estesa
sommamente
piantar vigne
(!!!),
mento copioso
oliveti
la
,
dissodazione
e mandorleti
gete lo sterminio che ne fanno
le
combustibile, ed ecco perchè
pianta
numero
nel
,
alle api, e l'industria vi si
la
de' terreni
mancò
il
per
nutri-
scemò. Aggiun-
contadine per uso di
diminuisce assai
che certamente fruttavano
dei suoi individui,
prima più colle api che non rendono adesso qual materiale
che
le
da bruciare.
coli'
E
le
andar degli anni
osserverete
vigne
?
Attendete pazientemente
finisca la malattia dell'uva, e poi
col teloscopio di
Herschel per
stinguere nella loro figura rappresentata
sulla quale leggerete:
poveriscono.!!..
i
padri
si
poterle di-
da un' altaléna
arricchiscono
,
i
figli s
,
im-
— 156 —
Linum corymbulosum. Abita
nei terreni erbosi e
mar-
nosi a bacìo poco lungi dal castello.
Viscum album. La parola vernacola del Viscum è originale in bocca
l'albero, quasi dir volessero
e l'albero fa da figlio.
pre su
i
Il
che
la parassita
Gioja, Montrone,, Trani, ed in
altri
luoghi
di
trovati
Monteforte nel gennajo 1856
pieni della parassita che
mi
,
ed
(di felice
i
suo
,
nelle
campagne
di Barletta
mensamente, per
lo più
getazione stentata
schio.
te
Non
ci
della
scum
sono
da
castagni annosi
memoria!) erano
il
la parte
la
più
terreno, dal canto
I
mandorli che
i
rami su
i
quali cresce
il
vi-
è altro rimedio che tagliarli immediatamen-
come
cruciatimi,
il
malefico vegetabile.
la
il
Il
sugli olivi della Palestina
di vischio, cioè
quale, avuto riguardo
Palestina ed
il
Sud
sig.
godono
gli oliveti del
Bois-
e del
alla
il
Sud
Vi-
latitudine
della Spagna, dev' es-
sere pianta ch'esige una temperatura più elevata
di cui si
stati
ne sono attaccati, soffrono im-
Spagna cresce un'altra specie
ove son posti
sorbo,
seccano, o menano avanti una ve-
in tutti
quando apparisce
sier riferisce
de' castagni, ed
da due palmi di neve.
era coperto
Provin-
sul
fu impossibile raccogliere per-
chè vegetava su pei rami che formavano
chioma
Capurso,
di
vi si coltivi. I sorbi poi alle falde
sempre carichi del vischio
elevata della
,
della
del Vesuvio e dell'eremitaggio del Salvatore
me
da madre
fa
mentre non l'ho rinvenuto mai
quantunque quest'albero
del-
vischio bianco l'ho raccolto sem-
mandorli nelle campagne di Barletta
cia di Bari;
mamma
che lo chiamano
de' potatori
di quella
nostro Regno. Avrei volu-
— 157 —
bella opera del celebre
Agro-
De Herrera, ma siccome non conosco
me n'è venula mai per le mani
la lin-
lo su di ciò consultare
nomo
sig.
la
gua spagnuola, né
duzione
sia in
estinguere
la
francese sia in italiano
,
mia curiosità per sapere
se
ciatum arrechi poco o grave danno agli
gioni, e quale pratica usino
del sig.
Gussone circa
ed
,
egli
mi
le notizie
disse che
Viscum crure-
olivi di quelle
di colà
anno 1857
struggerlo. Pregai in aprile corrente
Spagna
il
coltivatori
i
non ho potuto
così
,
tra-
la
per dila
bontà
di questa parassita nella
non l'ha mai veduta. Notate
bene, o Lettore, che se quegli
olivi
ne sono assai dan-
neggiati, è giuocoforza che gli agricoltori
abbiano un'al-
si
tra cura di più nella coltivazione degli alberi di
Minerva;
cura della quale noi fortunatamente non abbiamo bisogno.
Caprificus
? Io
specifico del caprifico
vegetano
nelle
,
non ho riportato qui
poiché di tutte tre
le varietà
di caprifico
tamente descritte dal valentissimo Botanico
rini nella sua pregiata
sudetta
Memoria
Memoria furono
gì' inviai
riferite
dal Professore
varietà una addimandasi prufico biancolillo
la
Nelquelle
che nel
la terza
:
l'altra dicesi
prufico
nero.
La
seconda sono bianche, l'ultima è bruna. Quella
denominata vallarano porta
il
dot-
da Barletta in Napoli. Delle tre succennale
prufico vallarano o vaddarano:
prima e
che
Gaspar-
sig.
sulla caprificazione.
notizie sul caprifico e sul così detto fico caniglioso
1844
nome
campagne barlettane non so precisamente
quale di esse corrisponde a quelle specie
la
il
così detto fico vallarano
de' Napolitani, le altre
il
peduncolo lungo
che somiglia un poco
tale
quale
al trojano
due hanno corto peduncolo.
— 158 —
Ficus carica sylvatica.
aridi, calcari, sassosi
nasce in molti luoghi
fico
Il
tufacei, ed auche
,
sulle
macerie e
sulle fabbriche antiche e quasi dirute. Pel fico cade qui la
stessa osservazione e sospetti che proposi più innanzi par-
lando della vite. Sono forse
dell'uomo? In quanto
di fuori, rosei al di
uno nato
a coltivare.
va-
A Bari
apposi-
erano grossi, bianchi al
A
Giovinazzo nel 1851 impresi a
tra le fabbriche
di
una gran vasca
acqua dolce. Lo trapiantai in buon terreno
anno portò molti
pro-
dentro, di sapore alquanto acidelto
assai gradilo al palato.
coltivarne
le
dire alcun che sulle
fichi selvaggi coltivali
nei giardini. I loro frutti
mano
della
ne veggo tutte
che s'imprendono
e a Giovinazzo ho mangialo
tamente
il
effetti
semi o granelli non di-
agli uccelli io
Cade intanto acconcio
rietà di fico selvaggio
i
Sono opera involontaria
geriti nei loro visceri?
babilità.
Sono aborigeni? Sono
ne depongono
degli uccelli che
selvaggi avanzi
gli attuali fichi
degli antichi ficheti coltivati?
e nel
,
di
primo
(volgarmente colombri, culumbri,
fioroni
palasciani) che se ne caddero prima di naturare. I suoi
secondi frutti autunnali erano bianchi
sapore alquanto scipito.
nell'
interno
tiva
una varietà di
È
;
il
fico
precoce a maturare.
tra è assai lungo.
Le
e ruvidissime. Porta
biancastri
granelli
.
al di
Però
denominata
,
fuori e rossi
al di
A
Barletta
fico di
col-
si
Santa Maria.
meritallo tra una foglia ed un'al-
Il
foglie piuttosto piccole
frutti di color
si
pavonazzo
sviluppano
al di fuori,
dentro con polpa poco succulenta e rari
i
non raggiungono
fioroni
la
sono assai gentili e saporosi
squisitezza
La scorza è ruvida senza
pari.
Il
,
ma
di quelli del fico vernino.
peduncolo è molto allun-
— 159 —
gato.
autunnali, o secondi Gchi, se
frutti
I
fettamente maturi
,
eccedono
in
succo lattiginoso assai più
che a Giovinazzo
altre varietà di fico, ed è perciò
delle
non sono per-
vien chiamato giustamente fico latlarolo. L'abito e
tamento dell'albero ha molto del selvatico; e
reno, ove cresce, non è
addivengono quasi sempre piccoli,
rustico aspetto. Chi ci assicura
se
alquanto fresco,
fertile e
il
i
porter-
frutti
poco pregio, e
di
che
il
siffatta
varietà
di
non
da qualche tempo presa a coltivare dallo stato sil-
siasi
vestre in cui forse cresceva?
Fraxinus excelsior.
go
sponde
le
dell'
Il
Ofanto
maestosa ed imponente
raggiunge
dità
i
venti
in
,
i
frassino cresce spontaneo lun-
ove spiega una vegetazione
,
quei terreni
trenta
chioma dei suoi rami è con
invita a
tal
goder dell'ombra nel
la di
e quaranta palmi.
,
pompa
fìtto
cui profon-
spiegata
meriggio.
,
La
che ne
La sua pre-
senza in quelle contrade dimostra che qualche raggio della
zona vegetale garganica
Non
ne
si
distende
fino
in quei
luoghi.
sarebbe utile impresa pei possidenti quella di estrar-
la
manna come fanno
sperimentarne
le
sul
monte Gargano
prime incisioni
assicurarsi della convenienza
d'uopo
di
? Basterebbe
in luglio ed in agosto per
di questa bella industria.
pochissimo spesato, cioè di
Fa
sei in dieci carlini,
e di un'aura di pazienza e d'istruzione: su di che coloro
i
quali amassero principii istruttivi, possono leggere l'opera del Padre
Agronomi
Manicone stampata nel 1806
Siciliani
e
quelle degli
che ne trattano con tutta maestria e
dottrina.
Olea europaea oleaster.
L'olivo
selvaggio abita in
— 160 —
molti luoghi incolti, siano sassosi e aridi, siano feraci nelvicinanze del fiume.
le
tri
pastori,
I
massari, e tutti gli al-
i
muta
coloni l'addimandano trièmeto (pronunziate
conda
e).
Chi può pescare
significato di questa
il
un certo
tutta la cura là ove nasce; poiché giunto ad
luppo
lo trapiantano in
buon terreno
più avanti dissi. Sopra
eslesa industria, sul
vo che
fatti
due Provincie
di
di tal natura
passando
gressioncina
ed eccola qua.
al gentile
poggiata
è
olivo
i
tempo
i
proposito
Non mi
e Figlio Signori
ricevei in Giovinazzo
mi dimandavano
da
me
ad
essi
inviati
,
li
ai
due va-
Costa, taluni rami di
Dopo qualche
lettera dai sudetti
intorno
e precisamente
ai
Costa,
rami
sto
di
amavano co-
aveva raccolti. Risposi subito
Professori, indicando loro tutte quelle cosette che
glio
,
sovviene bene, se nel
varie notizie
noscere in quale epoca io
ai
una
dell' olivo
permettetemi una di-
,
quali erano bucherati da vermini.
quali
olivo
Padre
la
olivetati delle
paesi
i
1850, o 1851, io inviai da Giovinazzo in Napoli
lenti Zoologi,
svi-
come
delle gambette di oli-
A
Bari e Foggia.
dal selvaggio
,
e poi innestano,
monte Gargano,
diffondono per quasi tutti
si
voce che
ne prendono
all'olivo selvatico? I proprietarii
sia allusiva
se-
la
me-
potevano soddisfare gl'interessi della Scienza. In que-
anno 1857
Puglia
rami
altri
a Barletta
Fratello
essi
e
me
mi facevano premure per avere
dalla
di olivo simili ai primi. Io scrissi subito
a Moffetta
:
e
ne inviò diversi
di fatti
dalla
tra
quali
,
i
prima Città mio
i
Signori Costa
trovarono qualche traccia delle uova dell'insetto simile a
quello da essi rinvenuto nei rami avuti da Giovinazzo
anni or sono; e dalla seconda Città
il sig.
D. Mauretto
— 161 —
De
Judicihus ne spediva degli
presentar subito
ai
Professori
i
,
come un
un pregio
feci
quali ebbero Y amabilità
un
di farmi osservare le figure di
quasi per certo
che mi
altri
insetto ch'essi
tengono
Ecco dunque
genere tutto nuovo.
quali sono gli effetti dello studio e della passione alle Scien-
loro progresso a gradi a gradi
ze. 11
si
avanza quando
tutto l'amore a raccogliere e ad osservare
in
vece
di perder
tempo
alla lettura de'
altre produzioni leggiere e di
Phillyraea media. Le
no a prima
vista
i
fatti naturali,
romanzi spurii e
nessun valore
nome
di
!
!
foglie di questa specie somiglia-
un pochettino nel
colorito
e nella lar-
ghezza a quelle del Rliamnus alatemus, ed è
suo
ci è
facile
che
il
vernacolo lalierno tragga origine guasta dal la-
tino alalernus. Negli erbaggi dell' Ofanto vi sono macchieli
colossali di Phillyraea frammista
ma
barriere
siccome havvi del pari
rale
supporre che
il
no luna pianta
•
al
Rovo, col quale for-
insormontabili tra un parco
Rhamnus alatemus,
il
contadini ed
i
ed un altro
i
OrobajSChe pruinosa.
cosi è natu-
mandriani confonda-
le
campagnuoli ed
I
coloni delle
i
Orobanche col nome
di sporchia
e distinguono la sporchia masculina e la sporchia
La prima, secondo
a ceppaja
ta
,
ed
il
stelo. Io
si
loro
la
quella che cresce a ceppaja
isolata, cioè
e
coli' altra.
masserie riconoscono
nina.
:
:
la
maniera
di
,
femmi-
vedere, è
seconda poi resta sempre
ad un sol fusto. Vale a dire che lo sviluppo
osserva da che nasce finché fruttifica
contrario
mi ricordo
si
realizza
la
pian-
quando cresce ad un solo
di aver visto
più volte
del portamento tra la sporchia masculina
eh
la diversità
sporchia fem-
21
— 162 —
mirtina
,
ma
la
strazioni botaniche ed
messo
ai
tempo
brevità del
durante
mie perlu-
le
agronomiche, non mi ha mai per-
di raccoglierne tutti
Botanici
,
particolari.
i
Ora
domando
io
sarà questo fatto una varietà della stessa spe-
:
cie? sarà forse effetto del terreno? sarà effetto diverso del
Me
banche sulle leguminose?
nociva delle Oro-
l'influenza
principio fisiologico circa
ne ricordo due altre specie,
tutte due piccole, cioè a fusto corto e a piccola
una color paglino
Orobanche
mai
ne
ho
le
e
,
viste
negli argillosi
l'altra
di sassi e pietre fanno
la
terreni calcari e sassosi;
prima. Le località islesse pie-
la
mente pongono legumi.
sì
E
che
i
coloni mai o rarissima-
comechè
la
mia premura per
conoscenza di queste parassite è stata sempre dal lato
agrario, così considerandole nei luoghi, petrosi
te indifferenti rimpetlo ai
non mi sono
i
:
color violaceo. Queste due
sempre nei
come
corolla
affrettato in
legumi che mai
come
i
corrispondenti
nomi
Papa ver Rhoeas. Nel linguaggio popolare
di
esempio chiaro, così
squàcquera
oliveti
il
la
siccome
parola
la
co-
questa specie di papavero ne dà un
tutte le classi
Papaver Rhoeas.
altro
volonlé de l'homme.
arvensis
,
E
I
di
persone chiamano
vigneti,
i
seminati, gli
ne abbondano da per ogni dove. Ecco, secondo De
Candolle un
pagne
specifici
Gussone.
squàcquera significa cosa molto aperta.
rolla assai distesa
pian-
coltivano,
si
veruna occasione a raccoglierne
saggi, per indi ottenerne
dalla cortesìa del sig.
vi
esempio des plantes
cultivées
La Matricaria chamomilla
,
malgrè la
lo Cnicus
e tante altre piante tutte proprie di quelle
andrebbero ben
classificate in
cam-
questa categorìa.
— 163 —
Anagyris foetida.
I
mandriani chiamano questo fruti-
ce piseddo di scorzone e lupino salvaggio. La parola scorzo-
ne presso
comune
il
basso popolo significa quella specie di serpe
e di colore
colla pianta
bruno
:
ora che ha che fare la serpe
eh' è piuttosto velenosa? Forse le serpi si ci-
bano dei suoi
frutti?
Glycyrrhiza glabra. Questa pianta
alle
paludi verso l'Est, e vicino le foci
cresce
industriale
dell' Ofanto all'O-
vest della Città nei terreni acquitrinosi e salini. Ivi le coltivazioni di altre piante
l'
non pruovano bene
andar degli anni non vi
si
diminuisce
la
se
prima col-
soverchia salse-
dine, coltivando ed ingrassando sempre: ecco perchè gran-
continuamente incol-
di estensioni di quei terreni restano
In questo caso io
te.
domando: e non sarebbe miglior par-
tito diffondere la moltiplicazione della liquirizia
spontanea, ed
che
si fa
ivi stabilirne
nella Provincia di
altri luoghi del
una fabbrica,
Foggia
,
,
che
allo stesso
vi è
modo
nella Basilicata e in
Regno ?
Hedysarcm echinatum. Ecco una
bella specie di legu-
minosa perenne, eccellente per foraggio ad ogni razza di
animali. Somiglia
un poco
alla lupinella, e trovasi rara nei
pascoli aprici del fratturo nelle vicinanze di Montaltino
presso
i
colli di
Canne, ove
Medicago scutellata.
la raccolsi nel
I frutti
diche essendo nella massima parte disposti a spira ,
gare ciurufuogghio femminino
,
e
o baccelli delle erbe me-
conformazione pare che abbia data origine
gliata. Il chiarissimo signor
,
1847.
che
alla
siffatta
voce vol-
significa cosa attorci-
Gcssone sempre mi ha sug-
gerito che le erbe mediche non
si
possono ben distinguere
_ 164 —
nelle loro specie
,
prima
se
maggio, secondo
la
terreni, e dei luoghi
osserva in aprile ed in
si
precocità della specie, la qualità dei
,
ed
Medicago lappacea
il
et
gnuoli le addimandano col
Come
non siano
rispettivi baccelli
i
totalmente sviluppati: lo che
corso della stessa stagione.
Memcago Histrix.
nome ciurufuogghio
campa-
I
masculino.
pescare l'idea di relazione di maschio e di femmina
tra queste specie diverse,
de' coloni? Sarà forse la
secondo
la
maniera di pensare
conformazione
de' frutti,
o
loro
la
vestitura che ha data origine a queste voci?
Medicago coronata. Quando
Napoli
al sig.
Gussone
delle sue lettere
mi onorava
della bella
i
da Barletta
delle piante, egli
saggi
i
fatto piacere trovare in fra
uno
io inviava
in
delle seguenti parole:
a
una
Mi ha
saggi delle vostre erbe mediche
E
Medicago coronata.
veramente
i
frutticini
di questa specie nella loro conformazione e struttura or-
Due
ganica somigliano ad una piccola corona.
stata da
me
in quelli
che stanno tra
1840.
È
volte è
rinvenuta nei pascoli aprici di Montaliino
la città di
,
ed
Trani e di Corato, nel
una specie piuttosto rara nel tenimento baru-
lense.
Medicago falcata.
na: (pronunziate muta
parola? d'onde
la
I
coloni
la e)
l'
addimandano ruveddasce-
cosa intenderanno con questa
sua origine?
A
Giovinazzo
la
chiamano
niervo, a cagione della sua grossa e lunga radice. Questa
preziosa pianta trovasi facilmente lungo
le
strade
campi. L'ho raccolta nei seminati, e nei vigneti
,
signor D.
Domenico Tavarone,
di
nei
sassosi
argillosi, e marnosi calcari: mai l'ho rinvenuta nei
Il
e
silicei^
Lanciano negli
Ab-
— 165 —
bruzzi,
me
ne favorì dei saggi in novembre 1856, che
portò da quella Provincia.
Come
ve-
specie perenne che
geta in piena state sino a due palmi e più di altezza, senza bisogno di acqua, è un tesoro per gli animali. In taluni
paesi del
Regno YOnonis
spinosa vien chiamata arresta bovi
a cagione delle sue spine. Nelle
campagne poi
di
Lanciano
\&Medicago falcata similmente dicesi arrestibovi, e ciò
di-
pende dal perchè quegli animali mangiandola avidamente,
vi si
ha
fermano per qualche tempo.
Gussone sempre
Il sig.
ed io
sulla utilità di essa nei prati artificiali,
insistito
ad esempio suo non ho mancato di raccomandarla
prietarii di praterie. Inutili sforzi.
!
!
.
.
ai
pro-
Nel 1852 ne semi-
nai una piccola quantità a Gìovinazzo, e le piante svilup-
ma
parono bene;
nel
1853 avendo dovuto
destinazione a Cardito, non potei vederne
Premura era
la
mia
di moltiplicarne la
il
seguire altra
risultamento.
semenza e distri-
buirla alle Società economiche.
Melilotds leucantha. Questa leguminosa cresce colossale e tutta
il
fiume, e
che
sia
ramosa sino a cinque palmi
gli
di altezza
animali l'appetiscono con avidità.
Non
pare
propria una pianta pugliese, avuto riguardo alla
secchezza
del clima. In nessun' al tra
l'ho trovata,
meno che
paludi non
trova e molto
si
che sono
i
campagna barulense
nelle vicinanze dell' Ol'anto
meno
vecchia ove l'acqua ristagna per
varii punti
più bassi
alla
ai
montagne
:
alle
contrada di casa-
buona parte dell'anno in
di
quei terreni avvallati.
Io son di avviso che la sua presenza, lungo
dovuta
vicino
il
fiume,
sia
semi trasportati dalle acque provenienti dalle
di
SantaDgelo de' Lombardi nella Provincia di
— 166 —
Avellino.
Ed
in effetti
piuttosto umidi
e
ama
freschi.
pianta terreni sciolti e
siffatta
L'ho raccolta più volle
grotta di Pozzuoli nelle vicinanze della
in
autunno 1856
la
tomba
rinvenni a Baja; e nell'ottobre
la trovai fiorita in fra
le alture
e avvallamenti di
Ora quelle montagne fanno parte
forte.
nostri che
si
sulla
di Virgilio
:
1855
Monte-
degli Appennini
continuano in più rami per varie direzioni , e
le loro circostanze fisiche locali
conseguentemente
saranno
presso a poco simili a quelle ove ha origine l'Ofanto nelle
vicinanze di Santangelo dei Lombardi, d'onde
tati dalle
rire
la
pianta in contrada a
reni aridi nelle contrade
lei
estranea, qual'è la Puglia.
nelle anfrattuosita de' ter-
del fratturo,
ove abbonda
carbonato calcare sassoso. Una prateria
il
semi por-
acque, come più avanti ho detto, fanno appa-
Onobrychis caputgalli. Abita
ed
i
il
tufo
artificiale di
questa preziosissima leguminosa costerebbe piccolo spesato; giacché
te,
benvero
quarto
di
non
di
si
tratta di zappare
smuovere
il
palmo or qua or
della zappa
fondo a regola d'ar-
terreno alla profondità di un
là:
vale a dire
che
il
lavoro
non dev'essere continuato ed in massa, piut-
tosto a salti, cioè ogni due
ferro.
il
Coloro
i
o
a fondo
lupinella e cosa significa prateria mista
,
la
di
natura della
comprendono
su-
questa regola eccezionale ed economica.
bito
il
perchè
Noi
ci
auguriamo che
di
mezzo colpo
tre palmi
quali conoscono
i
proprietarii
si
destino un poco da
tanta lentezza d'industria per quei terreni sassosi destinati
alla
pastura delle povere pecore che in certi mesi dell'an-
no sono condannate
a cibarsi
che non è certamente
il
dell'amara frasca di olivo,
più bel foraggio del
mondo! Al-
— 167 —
ternaria colla lupinella, col fieno
sco
,
alla
e con altro foraggio fre-
,
sarebbe un vantaggio immenso per
le
greggi
che
,
bontà delle carni e delle lane accoppierebbero una
migliore produzione di latte nella quantità e nella qualità.
Trifolium fragiferum. Lungo
le rive del
sono superbe (e più
le praterie naturali
lo
fiume
ove
,
sarebbero
,
se
fossero sgravate di tante piantacce inutili e nocive), vidi
nel
maggio 1847 un parco
del Trifolium
di prateria,
ove l'abbondanza
fragiferum spontaneo costituiva
i
quattro
quinti della estensione del terreno con una floridezza di
vegetazione veramente degna di essere ammirata. Gli è
De
proprietà de' signori
rinomati per
la
Leone,
i
di cui latticinii
Come
loro squisitezza.
pianta
sono
de' più
perenne
il
Trifolium fragiferum forma la ricchezza di quegli erbaggi.
Associato gli era
il
Trifolium flavescens biennale
,
ed
altre specie di trifogli annuali.
Vicia grandiflora. Coloro che
della Botanica
nelle selve
si
danno
allo studio
conoscono che questa specie è spontanea
di castagno
ai
Camaldoli
,
Lago
di
Agnano
,
Valle di San Rocco, Capodimonte, all'eremitaggio del Salvatore, a Castellammare e luoghi simili, ove l'ho raccolta
più volte.
E
questo fatto dimostra che
reni umidi, freschi, ed ombrosi.
piacque quando
rulense nel
gli presentai
i
Il
sig.
la
pianta
ama
Gussone
si
ter-
com-
saggi raccolti nell'agro ba-
1847, avuto riguardo
alla località pugliese
il
di cui suolo è arido e
nimico del castagno. Abita nei luo-
ghi a bacio dirimpetto
al
mare, vicino
al castello.
Un'al-
tra specie di Vicia, diversissima dalle altre, rinvenni
nei
campi. Sventuratamente un solo saggio raccolto, e mesco-
—
168
—
non mi
lato a tante altre piante,
fu possibile rintracciarlo
per poterlo disseccare e farmene indicare
il
nome
specifi-
co dal prelodato Botanico. Quindi ho lasciato in bianco
suo posto nell'elenco a pagina 99, per ricordarmi
il
le ricer-
che a farsene in migliori occasioni.
Plantago lanceolata
varietà di piantaggine
1'
vigneti di Troj aniello; e
osservare
varietas altissima. Questa bella
ho sempre raccolta nei
così detti
non ho avuto mai l'opportunità
se gli animali
con piacere. Se
l'appetiscono
suoi caratteri fitognoslici sono costanti ab origine
sono
l'effetto
mercè
i
della
che
lavori
coltivazione involontaria
i
e non
,
dell'uomo
fanno alle vigne, è chiaro
si
di
com-
il
prendere esser dessa una varietà pregiatissima pel suo fogliame copioso
,
lungo
,
e largo.
Di
tal
che una prateria
che ne fosse piena, somministrerebbe copia
agli animali assai
po
della specie.
maggiore
che
di quella
si
,
foraggio
di
ottiene dal ti-
Se non che meriterebbe calcolarsi
il
nutritivo di siffatta varietà, e quindi farne lo studio
valor
com-
parato con quello della vera Plantago lanceolata. Se leggete, o Lettore, gli specchietti esposti nell'opera del gran-
de Malaguti, del
sig.
Girardin, e
vedrete quanto sono indispensabili
genere, e quanta
sia
grande
i
le
Chimici agrarii,
cognizioni di questo
la utilità
Plantago albicans. Vegeta
marnosi
di altri
rispettiva!
nei terreni calcari tufosi e
più secchi del tratturo.
Statice caspia. In ima delle «uè lettere a
Barletta
il
chiarissimo sig. Gussone cosi
si
me
dirette in
esprimeva: Vi
ringrazio de saggi della bella Statice caspia. Abita
argillosi
per eccellenza
alla
fiumara
in
mezzo
nei
siti
alle Salicor-
— 169 —
me,
Umonium
agli Atripìex, alla Statice
e alla Statice se-
,
Alle paludi non l'ho trovala mai.
rotino,.
Statice dubia. Cresce nei terreni marnosi a bacìo dirimpetto
mare
il
Statice
all'Est e all'Ovest della Città.
?
Statice barulcnsis.
taluni saggi
Se io
un Botanico,
fossi
Nel mese
di
in piena fioritura vicino
Halimus che circondano
la
le siepi
raccolsi
di Alripìex
masseria di Santo Lazzaro
propriameDte dalla parte interna, lungo
sa in terreno argilloso e pantanoso.
e sola
chiamerei
la
maggio 1847 ne
fiorita, e tutte le altre
,
e
canale di dife-
il
Era una pianta unica
non davano nessun segno
di
vegetazione. Ivi abbondano a centinaja di migliaja le piante della Statice
Umonium
a fiorire verso
il
mento
,
il
e Slalice serotina
,
cadere del mese di luglio.
fogliame,
ramificazione,
la
e
cominciano
Il
suo porta-
disposizione dei
la
fiorellini, e lo stesso colorilo: tutti questi tatti la
facevano
distinguere dalle altre specie che io aveva raccolte nell'au-
tunno degli anni antecedenti
1
842-1844. L'egregio
1
cavalier
837-1 838-1 840-1 84 1 Cessone
la
vide, e
mi
fa-
vorì gentilmente dirmi che se ne sarebbe occupato a studiarla, lo
ne aveva solamente due saggi, de'quali uno per
lui e l'altro
per me. La particolarità della fioritura, cento
giorni prima delle altre piante, eccitò
si
fosse un'altra specie
Lucifero ne
i
miei sospetti che
o varietà positiva. Sul Giornale
pubblicai un cenno:
Anno
10.°
N.° 39.°
il
li
otto dicembre 1847.
Rumex conglomeratus.
Il
nome vernacolo
pianta è curiosissimo: schiatta pignatte.
trarrà
origine
È
di questa
probabile che
da qualche fatto positivo, per cui
•22
i
co-
— 170 —
e
Ioni
il
basso popolo riconoscono
la
specie con queste
voci.
Rumex
patientia. Abita nei fossati, nei canali ,
gini de' bassi fondi, e
ai
mar-
nei terreni argillosi marnosi nelle
vicinanze delle foci del fiume.
Rumex thyrsoides.
Raccolsi questa specie nel maggio
1847
sugli aprici colli di
per
pecore.
le
Crataegus
)
.,
\
no scarapurcio
Canne ove cresce
scarapulce
,
gno spinapulce. Vi
è
mT
)
monogyna
>
_
„
cambiano
piante
e variano
se,
in
l'
,
,.
addimanda-
dunque una certa analogia
I
nomi
tra
Reque-
volgari delle
bocca de' contadini di uno stesso pae-
da un
paese all'altro: mentre in questo
il
nome vernacolo è
simile e lo stesso in molte Provincie.
di voci
I
e in altre Provincie del
,
caso del bianco spino faubépine)
logia
„
,.
Nelle Puglie
voce e quella del colono pugliese.
sta
bella pastura
allusive
alla stessa
quasi
D'onde questa ana-
specie? Le sponde del-
Ofan lo sono cariche del bianco spino, che trovasi an-
che in
altri sili,
benché
aridi e sassosi.
Ed
io
ne ho visto
soventi fiate una varietà con frutto grosso due volte quanto
un cece. Quei luoghi sono abbandonati
uso
di
erbaggi, e conseguentemente
non
alla
si
natura per
coltivano. Se
fosse causa di questo fatto la sola feracità del terreno, do-
vrebbe
te;
ma
la
grossezza del frutto manifestarsi in tutte
io spesso
ho ben osservate
le
le
pian-
piante di bianco spino
vicine tra loro, delle quali talune a grosso frutto con foglie larghe
e
quasi
strette foglie incise e
lobate
,
ed altre con
frutti piccoli
,
a
con lacìnie acute. D'onde proviene
— 171 —
dunque questa grossezza
di frutto?
Sarà forse una distinta
varietà?
Pyrcs cuneifolia. Tutti
campagnuoli ed
i
l'addimandano perazzo. Siffatta parola esprime
massari
i
assai
bene
lo stato selvatico e ruvido dell'albero.
Le
luoghi sono coperte di peri selvaggi
e v'ha de' possiden-
ti,
i
quali, senz' altra coltura,
gono
numerosi
esempii
mi
varietà
gl'innestano
,
e ne otten-
abbondanti pere. Nell'agosto 1844 ne vidi
e
belle
;
praterie iu molli
si
ne' territorii
mostrò una
di
Canosa
,
e fra le altre
denominata pera del
,
sole
,
di
colore rosso paglino, e della grossezza di quella chiamata
pera del carpio: l'era dessa pregiata pel tenerume della
polpa, pel sapore e fragranza. Nella masseria de' signori
Esperii e di altri Barlettani
sono
si
menti su questa novella industria
ronati da felicissimo successo
mente
nomi
;
la
delV innesto
che la pianta
,
,
moderna,
la stessa
parole di
i
gentile
il
il
gentile
ne
Ora
la gentilezza
se
mezzo
La
,
purché
teoria è
sono cose antiche
permetta qui citare poche
quale diceva così
un secondo
ne porrai
co-
Agro-
moltiplicala per
fatto e la verità sua
si
esperistati
stabilita dagli
della stessa razza.
Natura! Mi
Varrone ,
gentilissimo.
sono
quali dimostrano esatta-
vaggio porrai pero gentile, avrai buono
primo
fatti
può prosperare in qualunque terreno
inserita sopra altra pianta
quanto
i
ed
breve e semplicissima teoria
cioè
piuttosto
,
,
fatti bellissimi
,
:
il
Se sul pero
frutto;
allora
il
sel-
e se
frutto
sul
sarà
un curioso dimandasse: d'onde provie-
dei frutti
coltivazione continuata in
cielo, sic et simpliciter
:
in
generale?
si
buon terreno e
direbbe
:
dalla
sotto favorevole
e se di più interrogasse: ov' è la
— 172 —
origine della collivazione?
risponderebbe: dans les ca-
si
VES DE LOBSCURITÉ DES SlÈCLEsl!
Delphinium longipes. Ecco un'altra specie,
vegetabili
,
cultivée
malgré
tanti
fra
Thomme. Nasce da
la volonté de
per ogni dove, ed anche nei seminati. Nel tempo della mietitura molti saggi, sfuggiti
alla
mano
con semi maturi non ancora caduti
dalla pianta
madre
,
mescolali col grano. Quindi ne segue che nel treb-
vanno
biarsi
del coltivatore, e
frumento,
il
semenze del Delphinium longipes re-
le
stano confuse con quelle de' cereali, e sono riconosciute
popolo colle parole occhio di pupa. Vedete a
dal basso
proposito quanto ho detto sulla Lychnis Gilhago.
Ranunculus bullatus. Abita
Sud-Est
della Città.
vicinanze
della
Lo
raccolsi in
novembre 1840
masseria di Barracchia
Santo Luca. Nel novembre
1850
secche
praterie
nelle
al
nelle
alla
contrada di
lo rinvenni
sulle paridi
a secco, coperte di terreno calcare, tra Giovinazzo e Bi-
tonto; grazie alle gentilezze del defunto
spizio di Giovinazzo,
campestre
sione
il
di Bitonto.
diverse
Fu
in quella
dell'
ivi
mie
della Celtis
au-
mi fecero noto che queste due piante arboree
era-
coltivate
quei lenimenti
sia
alle
saggi raccolti dai pochi macchieti (rabougri^
Ulmus campestris,
slralis,
no
i
occa-
piante, che inviai subito al
signor Gussone. La Clematis cirrosa non isfuggì
ricerche; ed
dell'O-
quale m'invitò ad una passeggiata
sino alla città
in cui raccolsi
Economo
e dai floridi alberi
un tempo,
si
in cui
gli antichi
avevano un boschetto
sia
padroni di
per diporto
,
per uccellare, o per altra causa. L'olmo è facile che
vi fosse
spontaneo, perchè mi ricordo benissimo sin dal
— 173 —
1831, che quando percorreva
nel seminario
olmo
tanto in tanto macchieti di
soso
,
in
terreno calcare e sas-
carichi di quelle vesciche prodotte dalla puntura de-
gl'insetti,
no
miei primi studii lelterarii
i
Trani, quelle campagne mi offrivano di
di
per
che
lo
i
nativi di quei luoghi l'addimandava-
albero delle mosche: ed
è quasi del tutto lo stesso
Celtis australis
me
calcare
della Provincia
maggior parte
alberi da
terreno di Bitonto e di Trani
il
,
,
e
sassoso
di Bari.
certo è da ritenersi
Ma
che
osservati, avanzi fossero
i
in
come
nella
quanto
alla
pochi e robusti
di passata coltiva-
zione.
TnALiCTRUM nigricans. Nasce
l'
Ofanto poco lungi dai
florido nelle praterie del-
Canne.
colli di
Poterium garganicum. Abita
lontani
dalla Città
nei
siti
nei pascoli
elevati
aprici
i
più
del fratturo. Sarebbe
questo un altro esempio, come quello del Frassino, per
riconoscere
la
estensione
fin là di
qualche raggio della zo-
na vegetabile del monte Gargano ? Vedete quanto ne accennai sul Frassino.
Asperula cynanchica. Vegeta
la via
vicino
il
convento
de'
nei terreni calcari
lungo
Cappuccini: e convive colla
Gypsophyla pcrmixta e colla Scabiosa grandiflora prolifera.
Peganum harmala.
L'ahitazione di questa pianta è cir-
coscritta nei pascoli del fratturo, e propriamente in quella
quale è posta
al
rinviene nei prati vicino
il
zona pratense,
e
la si
me, ed
la
in quelli
che marcano
territori] di Barletta e di
vicina a Canosa, e più
la
il
Sud-Ovest
di Barletta
crollato ponte
limite tra
i
;
del fiu-
confini de'due
Canosa. Più l'osservatore
trova abbondante;
si
av-
finché prò-
— 174 —
gredendo verso Cirignola e Foggia
de' prati.
Nei pascoli
Canosa ed Andria, e
tra
padrona
la rinviene
quelli di
Mol-
Corato, Ruvo, e Terlizzi non l'ho vista mai. (Con
fetta,
non voglio sostenere che
ciò
,
non vegetasse
ivi
).
Ecco
il
vero tipo della vegetazione del Tavoliere di Puglia. Singolare coincidenza! Taluni contadini
vaggiajed
i
Botanici
la
chiamano ruta sai-
la classificano nella
taceae.
Dice benissimo
ratteri
i
sig.
il
(figlio)
più rilevanti e specchiati nelle piante
scono facilmente anche
Ru-
famiglia delle
De Candolle
si
che
i
ca-
ricono-
campagna che non
dalla gente di
intende al certo lo studio scientifico.
Ruta bracteosa? La
raccolsi nei terreni tufosi nelle
vicinanze delle masserie Cenlrone e Passero. Devesi rite-
nere come veramente spontanea, o quale avanzo di antica
coltivazione? Sulle antiche fabbriche del castello di Trani
vidi
(non mi ricordo
1841
)
in quale
anno
,
se
nel
1840 o
nel
molte piante di Ruta che prosperavano nelle fen-
diture di quell'edificio.
Tribulus terrestris. Vegetabile molesto
ne
gli ortolani lo
no
i
!
Ed
chiamano vasa piedi perchè
si
,
suoi frutti spinosi nei piedi
a ragio-
conficca-
che vanno
de' coltivatori
scalzi ne' momenti di
lavoro e nelle giornate calde; ed è
così che le punture
rendono più
si
dispiacevoli.
Thesium humile. Rarissimamente
nelle
campagne
petto la masseria Centrone ed
mente
in
in quel sito
ove
il
mezzo ad amene piagge
acqua durante
le
si
trova questa specie
Abita vicino
di Barletta.
il
il
fratturo dirim-
casino Passero
suolo abbassandosi
,
dà luogo
,
e propria-
dolcemente
ad una corrente
strabocchevoli piogge d'inverno. Ivi
di
il
— 175 —
terreno è siliceo-caleareo-argilloso ed in
liceo-argilloso-calcare.
la
Nel Maggio
1
punti è si-
altri
847 ne
raccolsi per
prima ed unica volta un solo saggio, ed era
in fruttifi-
cazione. Vedete quanto ne dissi nella descrizione topogra-
campagne
fica delle
di Barletta,
Bartsia trixago. Questa pianta annuale
gio
,
ed invade oltremodo
danno. Nella Provincia
Meìampyrum
col
grano
,
poiché
il
di
seminati a grano
i
la
male che apporta
che
le
,
e ne arreca
confondano
chiamano
sporchici di
ai cereali
Orobanche
(Vedete l'elenco de' nomi volgari
mag-
la
Foggia pare che
arvense, ed ivi
nell'intensità a quello
fiorisce in
assomiglia
si
l'anno alle civaje.
alla parola sporchia).
rebbe necessario sperimentare nei campi
se
il
Sa-
male prodotto
dalla Bartsia, sia effetto della facoltà assorbente delle sue
radici, superiore a quella delle radici de' cereali, ed in quale
stadio di vegetazione, se nel
versamente, se
siffatto
numerevole quantità
dall'essere
delle piante
o nel secondo
,
:
o di-
sia dalla
di Bartsia:
una vera
questa specie
Vedete quel che ne
,
nocumento generato
glianti studii assai delicati
za.
primo
parassita.
o se in
infine
Sono simi-
ed esigenti pazienza e costan-
scrissi sul
giornale
la
Rivista agro-
nomica.
il
con-
altri
fondi
Linaria triphylla. Cresce nei seminati vicino
vento de'Cappuccini: e non l'ho rinvenuta mai in
dell'agro barulense.
È
spontanea altresì nei terreni sotto
marnosi di Giovinazzo, e precisamente nel fondo denominato la cocévola nelle vicinanze dell'Ospizio
(1) Gli ortolani Giovinazzesi per cocévola
sillaba
vo
)
(
(1).
Questa
pronunziate breve
la
intendono ogni terreno destinato alla coltura degli ortag-
— 176 —
1835-1836
graziosa specie l'ho vista più volte Degli anni
e
1855
Barra presso Napoli.
coltivata nelle Ville alla
Lina ria vulgaris. Nei seminati e nei vigneti della contrada di Trojaniello copiosamente
1855
to di
si
rinviene. Nel
Caivano
denominalo
rosi alberi
e propriamente
,
la taglia,
dirimpetto
parola taglia.
la
LlNARlA minor. Vegeta nei depositi
dotti dalle
acque
dell'
Ofanto lungo
Verrascum repandum. Abita
umidi
di terre silicee,
pro-
sue sponde.
le
nei
terreni
argillosi
ed
denominata casavccchia.
de' bassi fondi alla contrada
Datura stramonium. Lo stramonio per la
feracità estre-
del terreno lungo le sponde dell' Ofanto raggiunge l'al-
ramoso che sem-
tezza di sei palmi, con grosso fusto assai
bra un
alberetto, portante
ampio fogliame
Alla via del campo, vicino Napoli
i
basso fondo
il
ove negli andati tempi erano nume-
da frutto, che furono poscia tagliati, d'onde
ebbe origine
ma
1854 e
l'ho raccolta vicino le siepi nel tenimento di Cardi-
,
saggi di questa pianta medicinale
sempre
e foglie
silipo
dell'altezza di
dal
li
1
e grandi fiori.
835
ho
sino al
mezzo palmo, aventi
i
tre palmi.
Lo
stala
studio comparato
da
856
fiori piccoli
meschine. Ai Bagnoli poi e all'estremità
l'altezza delle piante è
1
raccolti fioriti e
me
di
Po-
misurala sino a
in tutte le Scienze è
in-
dispensabile; ed in quello della Botanica è indispensabilis-
simo, quando, avuto riguardo
gi
,
come
quello
quale essendo necessariamente coltivato meglio e
il
spesso ingrassato
di siffatte piante,
alla generalità delle piante
,
più
di leggieri
rendendole
si
presta alla buona produzione
di facile cottura.
»
—
coltivale, se
177
—
ne voglia fare l'applicazione
sotto cinque rapporti: 1.°
il
clima: 2.°
il
in Agricoltura
terreno: 3.° la po-
sizione topografica del luogo: 4.° la coltivazione: 5.° e la
forza vegetativa dell'individuo della specie, la quale forza
è in ragion composta della particolar natura del vegetabile e delle
quattro anzidette condizioni. Queste cose ho vo-
non perchè
luto qui notare,
pianta agraria
cordare
i
ma
,
ritenessi
che
perchè mi è venuto
sani principii poggiali sopra
i
stramonio
lo
sia
proposito di ri-
a
e confermali
fatti
per lungo tempo dall'esperienza degli Agricoltori sennati
e dalla dottrina dei Dotti. Principii
sere più severamente
studiati
quali vorrebbero es-
i
da coloro che
si
danno al-
l'industria campestre!
Hyosciamus albus.
i
fanciulli
Il
volgo lo chiama sucaméle perchè
dalla estremità inferiore
ne succhiano
il
del tubo della corolla
nettario di sapore dolce.
Hyosciamus niger? Mai ho rinvenuto
ro nelle campagne
Zio materno
,
ma
di Barletta;
il
il
giusquiamo ne-
Dottor Casale, mio
spesso mi diceva averne raccolte
le
piante
negli erbaggi dell'Ofanto nei primi tempi della sua carriera botanica. Sarebbe a desiderarsi che altri ne facessero ri-
cerche esatte, essendo che è pianta medicinale general-
mente
usata.
Lycium europaeum. Vedete quanto ne ho accennato
parlando
dell'
Alriplex Halimus.
Rhus coriaria.
I
vignajuoli V addimmdano pistazzieddo.
Questo nome vernacolo ha
coloni e tutto
il
il
suo significalo
basso popolo riconoscono
rubbo colla parola pistazzo
;
il
il
,
ed ecco.
I
frutto del car-
quale carrubbo ed
23
il
som-
— 178 —
smacco portano foglie composte pennate ; ed è per una piccola similitudine di questo carattere filognoslico che
i
con-
tadini dicono pistazzieddo, quasi dir volessero piccolo car-
rubbo. Tutti sanno la ricca industria che del
fa in Sicilia
potrebbero
:
Pugliesi
i
sommacco
si
occuparsene, poiché
questa pianta non esige tanto spesato quanto le altre coltivazioni. Cresce spontanea nei vigneti all'Est della Città,
contrada Fraggianni
vecchia
e precisamente
alla
dello Sterpeto
e nelle vicinanze della strada interna
conduce
,
alle paludi.
Nel 1840 raccolsi
presso Trani nei luoghi sassosi e calcari
Ammi majus. Comunemente
àccio,
,
alla via
Rhus
il
come
accitieddo,
che
coriaria
a Barletta.
diminuitivo di
che in bocca del volgo significa sèdano: e siccome
Ammi
le foglie radicali dell'
majus somigliano un poco a
quelle del sèdano (perchè tutti due appartengono alla stessa famiglia naturale
)
,
così
i
l'idea di piccolo àccio, ossia
nome
campagnuoli per esprimere
sèdano piccolo
,
adoperano
Apium graveolens. L'ho
del
osservazioni
signor
raccolto alle paludi. Giusta le
De Candolle
sulle
vere piante
spontanee e su quelle semplicemente naturalizzate
be
ivi
il
vernacolo accitieddo.
,
sareb-
Y Apium graveolens da considerarsi come indigeno
del paese
,
o proveniente dagli avanzi di antiche coltiva-
zioni, e quindi naturalizzato? Io sarei per la seconda opi-
nione, dal perchè
alle paludi
diversi ortaggi. Sentiamo
quando parla
piante in un
« et
spesso
cosa dice
i
contadini coltivano
il
Botanico Ginevrino
dei differenti gradi di naturalizzazione delle
paese. « J'appelle
complétement naturalisée,
par abrévialion, naturalisée, une espèce qui, n'exi-
— 179 —
« stant pas aurapavant
dans un pays,
« avec tous Ics caractères
s'y
trouve ensuitc
dcs plantes spontanées indigè-
« nes, c'est-à-dire croissant et se multipliant sans le se-
« cours de
l'homme
« d'abondance
et
,
se manifestant avec plus
de régularité dans
ou moins
les stations
qui
« conviennent, et ayant traverse des séries d'années,
lui
pen-
dant lesquelles leclimata offert des circonstances excep-
tì
volume 2.°
« tionnelles. » Geografia botanica:
Caciirys pungens. Abita nei terreni calcari ed aridi del
fratturo.
Nessun nome vernacolo bo potuto rintracciare
questa pianta presso
1844, avendola
ivi
i
contadini
i
coloni
Barlcttani.
me
la
Solamente nel
campagne
raccolta ancbe nelle
di
di Canosa,
indicavano colle parole zampino sal-
vaggio. Cosa vorrà significare presso
i
medesimi questa
parola zampino?
Echinopiiora tenuifolia. Questa interessante specie fu
da
me
raccolta la prima volta in agosto
di Canosa. Colà
i
campagnuoli
mi assicuravano che
sano, e
la
1844
nei vigneti
chiamavano zampino pae-
gli asini
ed
i
cavalli la
man-
giano volentieri. Tramanda un odore quasi simile a quello
del finocchio; e vane furono le mie ricerche per scoprire
il
significato
della
parola zampino secondo
Nel 1847 poi
de' contadini.
la
il
linguaggio
rinvenni nei vigneti poco
lungi da Montallino e dalla masseria Centrone e Passero
come pure
in
quella
del sig.
primi luoghi ne trovai pochi saggi
glia (se
>
cioè circa cinque
mi-
mal non mi ricordo) lontani dal mare. Nella mas-
seria Cafìero
za (se
,
Cafìero verso Canosa. Nei
i
saggi erano più abbondanti, ed ivi la distan-
non erro) conta
sette miglia
da Barletta. Nei vigneti
— 180 —
comune: e
poi di Canosa la specie è piuttosto
che quella Città
dista da Barletta dodici miglia.
tutti
sanno
Pare dun-
que che la stazione della specie sia mediterranea
e
non
marittima; ed è probabile che sarà più copiosa in individui
la
sua presenza nelle campagne di Minervino. Sarebbe
soddisfacente cosa pel Naturalista
to
,
cioè
la
progressiva e regolare abbondanza
in ragion diretta
della specie
Qui cade
la verifica di
in acconcio
cipio stabilito
della lontananza
e rilevanti
delle famiglie
agli occhi
del volgo,
l'
fat-
dal mare.
notare un altro esempio del prin-
il
da De Candolle, che
Cachrys pungens e
questo
degl' individui
naturali
caratteri principali
i
non sfuggono neanche
dei campagnuoli. Così la
massime
Echinophora tenuifolia sono due generi
della stessa famiglia naturale delle Umbelliferae
diversi
,
e
nome vernacolo zampino.
col
tutti due sono riconosciuti
L'origine di questa voce dipenderà forse dalla conformazione e
de'frutti
struttura
ricciuti
dell'
dalle punte delle lacinie delle sue foglie?
scrizione
Flora sicula
laciniis
che ne
fitognostica
,
volume
plurimis
1
.°
parum
Sentiamo
Gussone
la
de-
nella sua
folla tripinnatifida,
ad primariam petiolorum divisionem cru-
ciativi disposilis; in caulinis
res,
fa il sig.
— Aliquando
Echinophora, o
latiores
radiis subbreviora
,
,
vero laciniae remotae, brevio-
rigidiores: involucra integra, inermia,
patentia
,
demum
saepe deflexa : involu-
cella in fructu recurva, rigida, sed non pungentia. Più ap-
presso poi riporta
stinaca sylveslris,
il
sinonimo diCuPANi così espresso: Pa-
aìiguslifolia ,
fructu echinato. H. Calli,
p. i63. Sicché la parola zampino, usata dai contadini,
si
avvicina un poco alla descrizione botanica per ciò che ri-
— 181 —
guarda
suo significato allusivo ad una piccola zampa.
il
Ferula communis.
di questo vegetabile
I fusti
sono ado-
perali nella costruzione delle arnie per le api, ed in quella di certi
mobili rustici che fanno
case coloniche. Ivi siffatte sedie
Questo è uno
si
addimandano
nomi vernacoli
di quei
di sedie nelle
l'uffizio
freddizze.
curiosi e senza allu-
sione alcuna ad un qualche significato.
Foeniculum vulgare
piPERATUM.
et
rami
I
fioriti
queste due specie soglionsi adoperare nel conciar
dette olive in acqua o in salamoja,
matica conciliar potesse una
onde
le così
parte aro-
la loro
quale fragranza
tal
di
al frutto
dell'albero di Minerva.
Opopanax chironium
fusto somiglia
un poco
vel
Pastinaca opopanax.
fiume
in
la
sulle rive del
vegetazione erbacea ed arborea in generale è ri-
pescatori
1847 mi dicevano
poi lo tuffano
frequentati
la
radice dell'
Opopanax
nell'acqua in quei
dai pesci,
i
quali
a galla perchè restano storditi
un
molti campagnuoli, che
onde prendere maggior quantità
l'Ofanto, mettono
è questo
tanto maggior-
quanto che nei terreni feracissimi
gogliosa. Nel
i
suo
Ferula communis, ed
a quello della
è perciò che vien chiamata fergolazza: e
mente
11
altro vegetabile
siti
di
in
pesce nel-
un sacco, e
da essi creduti
i
più
dopo qualche tempo vanno
dal succo della pianta. Gli
che infesta oltremodo quel-
le ricche praterie. Perchè non estirparlo un poco la volta
economicamente? Per quante ricerche
mi
fu impossibile riconoscere
che
gli
feci in
quei luoghi,
animali lo mangias-
sero.
Valerianella echinata.
È
un poco rara; e l'ho rinve-
— 182 —
nuta più volte solamente all'Ovest del convento de' Cappuccini nei terreni argillosi seminali a cereali e a legumi,
e precisamente presso
il
Vitex agnuscastus.
I
vecchio oliveto.
mandriani,
tori di panieri e di cesti lo
massari, e
i
costrut-
chiamano canapazzo
,
che si-
i
Ma
gnifica senza dubbio canapaccio o canape grossolana.
quale analogia passerebbe tra
Siamo
giusti \erso
Le
idee.
fusti dell' agnocasto
;
scorza
castoagnello ed
campagnuoli e
i
a
si
loro ristrettissime
un certo punto
Di più
fra loro.
,
i
adoperano nella costruzione dei pa-
e siccome sono pieghevoli
,
le
canape?
il
Cannabis saliva e del Vitex agnusca-
foglie della
stus somigliano sino
nieri
il
e
alquanto tenaci nella
così quella parola capanazzo è tollerabile
quasi
,
che alluder volesse all'idea della tenacità del canape.
Pancratium maritimum. Abita
re, alle paludi e alla
giglio di S.
cui non
si
Giacomo. Ecco un altro nome vernacolo di
odor gratissimo
nei giardini
?
si
di
fioritura della pianta. Io
littorale
schiude in agosto
nelle ore seroline.
Ciò facendo
reno buona quantità
il
ma-
trova la vera etimologia. Questa pianta bulbo-
sa porta fior bianco che
go
nei terreni arenosi del
fiumara. Vien riconosciuto colle voci
fra
,
;
e
Perchè non coltivarlo
converrebbe mescolare
arena marittima per
l'
ho
vista fiorita
Castellammare e
nella Provincia di Napoli.
tramanda
È
la
la
al
ter-
prospera
molle volte lun-
Torre Annunziala
dunque una pianta comune
sul Tirreno e sull' Adriatico.
Sternbergia lutea vel Amaryllis lutea.
de' terreni
calcari
frattuosita de' sassi.
e petrosi, ed
in
L'ho raccolta più
Si
diletta
particolare nelle
an-
fiale alla via di
An-
— 183 —
ària, alla contrada del Crocefisso, vicino
Car-
vigneti di
i
done, alla masseria di Barracchia e luoghi simili.
Ardm
tenuifolidm. Predilige
terreni erbosi calcari
i
;
e l'ho rinvenuto insieme co\Y Amaryllis lutea.
Cyperus olivaris. Comunemente l'addimandano erba
nell'epoca della fioritura le squamette o
rossa. In verità
hanno in massa un colore rossetto
glume
dei fiori
che
rende più pronunziato per quanto
si
la pianta trovasi
in luogo esposto al sole ed in terreno ove
mento calcareo
seggiano di
all'ombra,
:
mentre
siffatto
abbonda
al contrario nei fondi
principio terroso
gentile,
ele-
l'
che scar-
che sono esposti
e
colore delle glume è sbiadato e biancastro.
il
Il
primo
fatto l'ho osservato spesso vicino l'Ofanlo, no-
tando
le particolarità
versi
siti.
Il
secondo
chimiche e
fisiche del terreno in di-
marcato in
fatto poi l'ho
ghi de' contorni di Napoli, non esclusi
i
radois a fianco della Specola astronomica.
de' fondi arenosi a Barletta allorché
no
la
li
Mi-
I
proprietarii
cedono
in fitto, fan-
convenzione coi coloni di dover estirpare l'erba ros-
sa, la quale infesta
gramigna
,
sommamente
terreni, forse più della
i
coi suoi rizòmi di facilissimo sviluppo.
Cyperus badius. Chiamasi erba a
de' ciperi
mi
luo-
varii
terreni sopra
quadriello.
Sicilia,
Volumen primumj
.
Ond'è che
spressione dei campagnuoli, presso
driello
non tanto
significa
ciò che dice
i
sia.
De Candolle
,
:
sta
Gussone
bene
quali la parola a
a quattro
corpo angoloso, quale che esso
mente
culmi
sono ordinariamente angolosi e triquetri: (Cul-
enodes, teretes vel triangulares , basi foliosi
Flora
I
,
l'e-
qua-
angoli, quanto
un
Qui ricordo nuova-
che certi dati caratteri
— 184 —
naturali
non sfuggono neanche
delle piante
chiari
e
vista e all'intelligenza
comune
alla
campagna.
della gente di
Scirpus maritimus. Dicesi parimenti erba a quadriello.
Qui
si
trova la stessa coincidenza
vernacolo. Di
fatti
Culmo
triquetro. (
il
nel
di significato
di questa
fusto
pianta è
nome
angoloso
triquelro superne aspero spicisque glabro
Gussone, Flora Sicula, Volumen primum).
eie.
Colciiicum Cijpam. Vegeta nei terreni
de' bassi
fertili
fondi dolcemente avvallati. Nei vigneti di Campanile, poco
lungi dal fiume
,
ho rinvenuto
1'
spesse fiate
fiorito
ed in
florida vegetazione.
Aegylops ovata. Questa graminacea vien denominata
scanna cavallo.
della pianta
perciò che
È
probabile che
producano danno
i
giungevano che
1'
agli animali cavallini
,
ed è
coloni la riconoscono con queste voci. Molti
pastori e mandriani
tieri
lunghe e ruvide
le reste
mi asserivano questo
in generale
gli
fatto, e
mi sog-
animali non tanto volen-
appetiscono. Sarebbe a desiderare che
possidenti
i
e veterinarii se ne occupassero a studiare queste particolarità.
rili,
slis
(Spica brevi ovata,
spiculis 3-/f,
valvis calycinis scabris multislrialis
la
egregio e benemerito Botanico
e con quanto ne asseriscono
cumento che
Avena
i
aristatis
,
ste-
ari-
patulis spicam excedenlibus: Gussone, Flora Sicula, Vo-
lumen primum J. Pare che
so
suprema saepe
o~4
i
descrizione fatta dal nostro
si
pastori relativamente al
le reste della pianta
sterilis.
accorda coi miei sospetti
apportano
no-
ai cavalli.
Volgarmente chiamasi avenacchia. Pres-
coutadiui questa parola significa avena grossolana. I
Botanici
hanno dato a questa specie annuale
il
nome
di
— 185 —
sterilìs.
Ora
io
domando:
per via di semi?
se è sterile, perchè
parola
la
sterìlis
h
chezza delle semenze che
poco suo valor nutritivo?
moltiplica
deve alludersi
specie produce?
alla
po-
forse al
conformazione della pan-
alla
ad altra causa?
nocchia?
Cynodon dactylon. Da per ogni dove
La vera gramigna
de' Botanici è
ho raccolto sempre
al
si
il
dicesi gramigna.
Triticum repens che io
nei vigneti e nei terreni silicei vicino
mare.
Hordedm
murinujh. Questa graminacea è poco o niente
Quand'è
appetita dal bestiame.
neppure
in fioritura
pre l'addentano. Cosa singolare per
siffatti
spesso abbondano
le
formicai.
i
vie
E
e conlra
,
siccome
le
i
di pianta
muri
dell'
Hordeum murinum
,
così
il
,
non
!
ove
,
formiche tra-
sportano indistintamente sotterra qualunque seme
particolare quelli delle graminacee
ca-
animali che di-
vorando tutto, lasciano da parte questa specie
Nasce copiosamente lungo
le
escluse le
,
ed in
semenze
volgo lo chiama grano di
formica.
KOELERIA VILLOSA
LONGE EXEKT1S. L'ho
VarielaS CULMIS
raccolta più volte nei terreni silicei marittimi alle foci del
fiume.
come
È
forse
pianta
semi da
altri
pianta
naturale di quei siti?
vive colà
peregrina, perchè trasportati ne vengono
luoghi mediante le correnti
dell'
Ofanto
i
?
Lagukus ovatus. Graminacea comune che vien riconosciuta
con diversi nomi vernacoli, cioè mustacci di milita-
re; coda di sorcio; coda di volpe.
coincide bene
col fatto.
Guardate
Il
la
terzo di questi
spiga
ovatus, e vi scorgerete grande somiglianza
volpe.
.
nomi
del Lagurus
colla
24
coda di
— 186 —
Lappago racemosa. Questa graminacea non
na da' luoghi marittimi e dai
siti
allonta-
si
acquosi luogo
1837
Cresce vicino l'Ofanto a Barletta e a Canosa; nel
1850
raccolsi a Manfredonia, e nel
fiumi.
i
la
a Giovinazzo nei cre-
pacci de' macigni calcari sulle coste del mare. Ivi
signor
il
D. Vitantonio Cappelli nello stesso anno 1850 ne raccolse
diversi saggi di
viglia
una vegetazione rigogliosa, che era mera-
vederli così floridi crescere tra nudi sassi.
il
Lolium maximum. Chiamasi comunemente
rà forse
la
tadini? Nel
mese
di aprile e
maggio
erbe
si
minati di
quale
vende fresco per ottimo foraggio
le
,
ai
ripuliscono
massime dal
grano da tutte
si
sciuoglio.
parola loglio guasta e corrotta in bocca
Sa-
conse-
i
loglio
,
il
animali.
agli
Qui permettetemi una piccola osservazione agraria eco-
nomica
Voi, per esempio, anda-
a proposito del Lolium.
te in Puglia
,
e ove più ove
meno
lo
vedete vendere qual
ad altre
foraggio agli animali in Primavera unitamente
erbe graminacee e leguminose
Natura
ivi
profittano di tanto bene
i
prati artificiali.
,
e
non
Al contrario
si
pesarone o incarnato
e ciò in Terra di Lavoro
,
ne'
la
dunque
Pugliesi
andate in un altro pae-
,
siano coltivate; e tra queste ultime
il
I
curano di moltiplicare
se, e trovate piante diverse da foraggio
trifoglio
spontanee che
tutte
,
produce abbondantemente.
,
il
il
,
siano spontanee,
granone
lupino
,
due Principati
,
il
,
panico,
rapa ec.
la
e in
altre
Provincie. Queste usanze sono inveterate da lunghi anni
,
e sono
figlie
delle
stesse
circostanze locali
e delle
novelle coltivazioni, che (fra tante altre, le quali non
diffusero
)
si
poterono più estesamente prender piede in uu
— 187 —
dopo questi
paese. Cercate ino
d'introdurre cose nuo-
fatti
ve in mezzo a pratiche inveterate, e voi vi affaticherete
invano con poco o niente profitto, se non date luogo all'opera
di lunghissimo
tempo che non sempre è dato ve-
dere ad una medesima generazione che fu
(Dioscoraca batatasj,
la
prima a dare
agronomiche. Vignarne della China
l'iniziativa alle novità
il
Convolvulus batatas o patata dolce,
forse vedranno diffondere le rispettive coltivazioni nel fu-
turo 20.° secolo
in Calabria
e nella Sicilia.
falcala è ottima pianta leguminosa
La Mcdicago
da foraggio
cresce bene nella slate senza bisogno di acqua
tanea negli Abbruzzi
quanto ne
dissi
gridano che
estivi
,
).
Ebbene
hanno bisogno
che non esigessero acqua
,
i
voi indicate la Mcdicago
:
intanto non trovale
anima vivente che
incaricasse a raccoglierne
dare
alla
luna
!
E
s'
;
e
Voi predicale ? ed è
leguminosa
!
i
limiti
che gri-
posteri vedranno le pra-
Tauta è
la
possanza delle abi-
tudini inveterale neh" economia campestre
poco
semi e
i
lo stesso
quando nascerà qualche eroe agronomi-
co nei futuri secoli, allora forse
terie di siffatta
sempre
delle praterie nei tempi
calpestano
!!!...
(Vedete
Pugliesi
falcata eh' essi stessi
moltiplicarla
poiché
,
ed è spon-
nelle Puglie, e altrove.
più innanzi
essi
,
l'opera classica
!!.
Studiate
De Gasparin
del Conte
su
delle regioni agrarie, e vi convincerete
i
un
diversi
del princi-
pio filosofico di questa verità di fatto. Intanto riprendendo
il
nostro principale argomento
ziale sarebbe di fare lo studio
,
aggiungiamo che
comparalo
tritivi delle diverse specie spontanee
A
cagiou d'esempio, se in Puglia
si
che
tra
i
offre
1'
essen-
valori
nu-
un paese.
studiasse sul valor
uu-
— 188 —
tritivo tra le specie
Lolium ed
di
Trtticum repens
il
sa-
,
Ma
rebbe una cosa utilissima pei proprietarii di animali.
ciò fare senza lo studio della chimica e della vete-
come
rinaria ?
Come
giungere a tanta mèta senza amore e tra-
sporto alle nobili occupazioni? Se
i
giovani chimici seguis-
sero l'esempio del celebre Malaguti,
gnerebbe
il
cento per uno
!
!
specie
addimandasi
e serve altresì a nutrire gli animali.
Sembra che
Lolium multiflorum. Quest'altra
cigliata
,
l'origine di questa parola
provenga da ciò, che
delle piccole spighe essendo piuttosto
no un
tantino alle ciglia degli occhi
strana sembrasse, non
si
potrebbe
alla facilità di cestire della
ed
il
guada-
società
la
la
glume
compresse, somigliao se
;
tale similitudine
parola cigliata alludere
Ed
pianta?
le
in
vero
basso popolo dicono la pianta caccia
vogliono indicare che cestisce assai: ed
il
i
campagnuoli
i cigli
allorché
Lolium è preci-
samente in questo caso.
Arundo donax. Questa graminacea
ne o cannedda
,
produrre culmi
giunge
di
nelle
curava che a tagliare
D. Giuseppe
siffatti
adoperare
l'
delta canna
vicinanze
una lunghezza
le asserzioni del Sig.
è necessario
,
,
dell'
di trenta
Italia,
il
comu-
Ofauto
,
a
palmi, giusta
quale mi assi-
culmi così lunghi e grossi
accetta a replicati
e sostenuti
colpi.
Phragmites commcnis. Non avendo questa pianta
mo
voluminoso come quello de\Y Arundo donax, così
pagnuoli
la
chiamano cannazza
,
ossia
canna
di
il
i
cul-
cam-
poco o nes-
sun valore. Questa graminacea è abbondantissima lungo
le
sponde
dell'
Ofanto
;
e nella contrada della fiumara al-
— 189 —
lunga
suoi fusti o culmi
i
che dir
,
vogliano
si
terra sino a quaranta palmi misurati da
mese
te nel
di luglio
mio erbario
il
,
stesso e ligato
in
un
rasente
,
espressamen-
1847. Ne conservo un saggio nel
quale saggio è attorcigliato intorno a se
con un laccetto perchè potesse contenersi
foglio di carta.
Secale cereale. Nasce nei seminati
che
facile
sti
me
È
grano.
di
cosa
sue piante sortano da semi di segala frammi-
le
a quelli del frumento prima della seminagione. Qui ca-
de acconcio di ricordare
botanica
fia
,
secondo
le stesse
osservazioni di Geosxa-
De Candolle
della Vitis vinifera sylvestris e dell'
,
che
feci a
Apium
proposito
graveolens.
Stipa pennata. Quantunque conosciutissima dai Botanici questa
graminacea
,
ciò
nondimeno mi gode
animo
1'
ricordare agli amatori di piante la bellezza delle sue reste
,
e che
per
quali sono
le
se fossero
,
le
ornamento
di
attenuato-acuminatis
,
foliis
ai
,
rigidis
,
piume
di
,
potrebbero forse
loro cappelli.
che nella sua Flora Sicula ne
Volume primo. Panicula
sone,
nudis
oltremodo a foggia
bene apparecchiate
donne servire
la descrizione
cinis
delicate
fa
il
sig.
Ecco
Gus-
basi inclusa, valvis caly-
aristis longissimis
plumosis basi
glaucis canaliculato-setaceis
radice
,
perenni.
Junccs acutus. Questa pianta palustre serve
ni e ai vignajuoli.
Ai primi per
condi per ligare
pampani.
i
Allium pallens. Abita
agli ortola-
affasciare ortaggi
,
ai
se-
nei vigneti a terreno calcare-
argilloso nella contrada di Trojaniello.
Asphodelus luteus.
I
pastori e gli abitanti delle
mas-
— 190 —
ne allessano
serie
sulle praterie
l'
muta
e
le tenere
messe e se
le
mangiano. Nasce
e vien addimandato avrusceno
,
pronunziate
(
).
Asphodelijs ramoscs. Cresce su
prati
i
l'ornamento in primavera coi suoi vaghi
di cui
,
fiori
denti leggermente al roseo. I fusti disseccati
forma
bianchi ten-
adoperano
si
per combustibile dai pastori e contadini poveri. Nelle Reali
Saline di Barletta
tri piccoli
ove
ragazzi ne costruiscono sediucce ed al-
i
mobili per trastullo
si fa il sale
(
previo
il
indi
:
li
tuffano nelle vasche
debito permesso delle Autori-
tà), e dopo qualche tempo ne
estraggono
li
tutti coperti
di sale
puro e finissimo. Questa è quella pianta
tentata
l'
di cui si è
industria per la estrazione della sostanza alcooli-
ca a cagione della crisi vinifera.
È
copiosissima in tutte le
tre Puglie.
Muscari comosdm.
si
si
si
,
lavano,
si
spaccano in quattro parti
mangiano conditi con
sia colla farina
v'
bulbi di questo giacinto o muscarì
estraggono dai campi in gennajo ed in febbraio. Si net-
tano
e
I
ha
di quelli
gia infocata
rostiti.
,
e
amari
sia colle
che senza
dopo
olio e aceto. Altri
uova
pulirli
nettano
li
dopo
,
li
,
,
tendente
al
roseo
allessano,
si
li
friggono
di averli allessati
sottopongono
e se
Questa è l'usanza de'Pugliesi.
lore rossastro
li
I
mangiano
alla
così
:
,
e
bra-
ar-
bulbi hanno un co-
e sono così nauseosi ed
,
da non potersi digerire che dal solo stomaco di
,
bronzo
,
,
:
ed io
fin dalla
ne pronunziata contro
l'epiteto di
mia fanciullezza ebbi un'avversio-
siffatto
cibo grossolano distinto col-
lambasciom. Del resto
;
de gustibus non
spulandum. Dicesi che ve ne sono due varietà
;
est
di-
quella ros-
— 191 —
saslra
Di
e quella bianca.
,
due
tutte
seconda è perni-
la
ciosa, perchè indigeribile e produttrice di forti dolori di
mi ricordo
testa e scioglimento ventrale. Io
lambascioni bianchi e quelli rossi
sin dalla te-
ma
nera età
i
po
mia carriera botanica non ho avuto
della
;
la
nel tem-
fortuna di
distinguere queste particolarità di piante. Sarà forse
ca una
varietà
del
distinta
la
Muscari comosum ? Sarà una
specie di Scilla? Sarà in fine qualche altra specie di
tempo
cinthus ? Col
i
bian-
Hya-
Botanici verificheranno questo fatto
naturale.
Ornithogalum villosum
r
r,
odoms.
var. floribus
i
Gagea villosa
Nel
>
.
vanctas floribus odoris.
j
mese
di
marzo 1841
sulle
Sud
praterie al
della Città
,
e propriamente dirimpetto la masseria Centrone e Passero sul fratturo insieme col signor D. Luigi Passero (che
sempre gentilmente
si
meco cooperato
è
eravamo
piante, tutte le volte eh'
taluni saggi di siffatta gigliacea,
me
da
lita
inviati in
Napoli
cortesìa e bontà
al sig.
mi
scrisse
quelle piante erano varietà
sia arvense.
no
ritenersi
i
in
alla raccolta delle
compagnia) raccolsi,
quali, disseccati, furono
Gussone. Egli colla sua so-
una
dell'
lettera
,
dicendomi che
Ornithogalum villosum os-
Poi mi soggiungeva che almeno così doveva,
sendochè
diverse altre vogliono
le
piante grasse
essere studiate
,
quelle bulbose
allo
stato
modo che
poiché disseccandosi perdono taluni caratteri in
si
rendono
difficili
istanza presso
il
a riconoscersi bene. Nel
1846 facendo
prelodato Botanico in Napoli perchè
degnasse rivedere nel suo pregiatissimo erbario
gi inviatigli da Barletta
,
e
,
fresco
i
si
miei sag-
lo stesso pieno di amabilità
sod-
— 192 —
disfece le
mie premure
minato
vostro
il
ed un giorno mi disse
,
Ornilhogalum
nuova.
marzo 1841
rosi
;
che
nei campi
alquanto
;
con scapo più corto; portante
non lineare
corolla
;
Tutto
re gratissimo.
comune
della specie
cie
,
,
i
li
,
ma poco
e di
,
più lar-
un odo-
osservava nei saggi
si
Gus-
quali ultimi presentati al sig.
come
lo
erano quelli a corolla odorosa.
Scilla maritima. Per
la feracità
rive dell' Ofanlo lo scapo raggiuDge
misurati da
meno nume-
riteneva per tali, e non per varietà della spe-
egli
,
contrario
il
ciliate ai loro
fiori
ga e quasi ottusa all'estremità delle lacinie
sonk
coi sag-
sue foglie erano più corte e più larghette
le
comune
da due a tre
,
me
nei seminati di grano), ed aveva queste par-
di quell' altra
margini
quale specie
,
Ornilhogalum villosum (raccolto nello stesso
gi del vero
,
pur no
paragonala da
Siffatta varietà era stata
ticolarità
o
,
esa-
veramente merita V at-
e
,
tenzione de Botanici "per definirsi
Ho
:
me
del terreno luogo le
1'
altezza di sei palmi
soventi volle. Coperto di fiori bianchi per
quasi tutta la sua lunghezza
di agosto e settembre in
fa
,
mezzo
un
bel vedere nel
alle praterie
ed
ai
mese
cespu-
gli. Il
suo aspetto e portamento dà un poco del romanti-
co
quei luoghi alquanto
in
Cresce su
cino
al
i
fiume
,
come poc
varietà a cipolla
vista mai. In
rossa
tutto silvestri.
Napoli
si
;
la pianta stia nel
le dalla costiera di
ho accennato. Havvi
anzi
quella a bulbo bianco
è introdotta ad uso
nelle sale per la vaghezza
che
solitarii e del
pascoli aprici del tratturo e nei bassi fondi vi-
de' fiori
terreno
Sorrento.
,
che
venendo
Il
si
di
la sola
non
l'
ho
ornamento
schiudono senza
le rispettive cipol-
succo della Scilla mariti-
— 193 —
ma
mescolato
formaggio e
al
pera dai Pugliesi per uccidere
lo
l'
ché ne
sia
,
certo
saranno sempre
campagne
delle
blema
i
questo rimedio
efficacia di
il
è che
si
vetro polverizzato
al
,
Taluni vantano a cie-
altri
poco o niente. Chec-
tormento delle famiglie
dette zoccole
dei bastimenti,
,
coltivate, e de' giardini privati
della loro disfatta sarà
ado-
topi.
sorci e le così
i
si
ed
:
il
pro-
sempremai d'impossibile so-
luzione.
Scilla autumnalis. Abita nelle vicinanze del fiume nei
fondi a base silicea.
Scilla undulata? Una pianta
me
raccolta da
(
non ricordo
sig.
Gcssone.
Scilla
Egli
undulata
sembra
difficile
:
luoghi. Io
col
tempo
qualche sospetto per
mancano
,
cosa
piuttosto
se qualche
studii
amatore
e questi
;
fiori
,
e
mi
era di avviso
facile a rinvenirla in
citare
questo fatto
,
quei
chi sa
di Botanica potesse rintrac-
delle Scienze
naturali
ricerche e senza una rigorosa osservazione
no assodare
i
la
consultata l'opinione del chia-
Gasparrini
sig.
ho voluto intanto
ciarla. Negli
presentata in Napoli al
e
,
poi soggiunse
1857 ho
In questo anno
la si fosse
)
disse aver
che possa vegetare sulle sponde delV Ofanto
rissimo Botanico
che
mi
ma
Autunno
viciuanze dell'Ofanto in
nelle
quale anno
di
di Scilla, senza fiori, fu
certi punti scientifici
più
i
ancora in via di problemi. V'ha dei
senza costanti
,
non
difficili
fatti
,
si
posso-
che sono
disparati in
Na-
tura che sembrano diametralmente opposti alle leggi teo-
riche stabilite da cinquant' anni
a misura che studiano
collegati coli' ordine
,
si
del
fa
;
e intanto
avveggono che
tutto
,
i
i
Naturalisti
medesimi sono
quantunque non ancora
25
— 194 —
siansi spiegate le rispettive cause
De
sig.
emanano.
dalle quali
,
Candolle parlando di quelle specie di piante
cui individui
sviluppa le più sublimi idee scientifiche
,
e filosofiche intorno a siffatto argomento. Egli
stamente queste piante espèces
V
«
épithète de disjoinle
me
diajointes
chiama giudice
e
,
così
ou plusieurs pays séparés
«
1'
«
,
autre, à cause de quelque circostance tenant
ou à
« plantes,
séparées
« sible?
Ce
,
doit
,
la
me
«
,
sans transport probable
in questi termini
:
il
sig.
pos-
«
On
attacher
fait
E
pareils faits ».
,
più apsì
espri-
ne peut se défendre aussi de
domando
ai
major è piuttosto pianta dei luoghi
me
me
à la distribution primitive des espèces,
questo proposilo io
va che
la
ètre par l'effet de causes antérieures à
mode
« ayant produit peut-ètre ce singulier
A
méme
ni
>
continuando a ragionare da gran Filosofo
remonter
ou à
,
des espèces peuvent-elles se trouver
une grande importance à de
presso
un à
manière de vivre des
« l'ordre de choses acluel. Voilà ce qui
«
1'
éloignement considerale des pays d'ha-
Comment
« bitalion.
« ainsi
1'
ou à
deux
cependant ne peuvent
et qui
envisagées cornine ayant été transportées de
« structure des graines
Cavaliere Michele
:
la
Plantago
bassi e palustri
Tenore
,
comme
d'habitation ».
Botanici
cima di monte Corno negli Abbruzzi
la
,
e co-
trovò sulla
che secondo taluni
Fisici osservatori sarebbe elevato dal livello del mare per
1
588
tese ? Sopra
:
parait convenir à certaines
« espèces dont les individus se trouvent divisés entre
« ètre
di
trovano divisi tra due o più paesi separati a
si
grandi distanze
i
Il
una scala più
ristretta rispetto alle lon-
tananze , non sarebbe questo un esempio analogo
alle
pian-
— 195 —
del
tes disjoinles
De Candolle?
sig.
signori Giuseppe
I
Antonio Pasquale e Giulio Avellino riferiscono nella loro
Flora medica della Provincia di Napoli, stampata nel 1841,
che
essi la raccolsero sul picco della
esempio in piccolo
la
l'
Non
sopra Castellammare.
chele
somma
?
Mi
si
dirà
delle temperature
ma
;
Geografia botanica
;
trova forse in Puglia
,
nel caso della Scilla
alla
utili
specie
volume primo
;
)
V ha
rinvenire
il
(Dice
lari delle specie
« quoi.
d'
De Candolle,
spontanee
Une espèce peut
« le froid sera rare et
,
pour que
là
Voici pour-
un pays par
mais
,
les
il
le
ne fera pas
ou bien
l'
mème
,
été ne
graines puissent
l'automne sera trop
enfiu
une seconde cause
au de
,
la floraison
froid.
espèce puisse èlre limi-
uu point par une cause
« ction par
me
ou
«
).
du coté ouest par exemple,
moins intense
on concoit qu' une
« tèe dans
«
,
lo
parlando de' limiti po-
in pianura
,
chaud pour avancer
mùrir en automne
« Ainsi
è fatto
simiglianti fatti
étre arrètée dans
« sera pas assez favorable
«
si
espèces sera toujours très-com-
« froid de l'hiver; plus loin,
« assez
specie
che elevarsi di molto per cominciare
étude des limites
si
tanti e tanti esempii simili in
studio sulla traccia delle vere cause di
« pliquée ».
non
,
siffatta
molte Flore delle varie regioni del globo, che non
« L'
De
sarebbe tanto lontano dalla
naturale distribuzione geografica
altro dai Botanici,
(
e quindi vane riuscirebbero le ri-
cerche. Io rispondo che non
di Scilla nella Puglia.
San Mi-
di
questo un altro
è
cioè quella che risulta dal-
,
accumulazione delle temperature
Candolle
montagna
gli
dans une autre dire-
,
plus loin par une troisiè-
par une quatrième
,
ect. Ceci est d'aulaut
— 196 —
que l'humidité ou
« plus vrai
mois de
« versement dans les
sécheresse
la
1'
année
,
,
répartiesdi-
peuveut agir aussi
«
corame causes de délimitation
<(
méridionaux (avete capito, Lettore?
), et,
«
ger avec les
De
«
mènes bizarres dans
«
d'exemples, qui paraissent des anomalies, et qui cepen-
de
effets
la
temperature.
les limites d espèce
«
dant pourront peut-èlre
«
chaque
1'
s'
expliquer
l'
on compare attentivement
d'
une espèce avec
les
une foule
et
si
,
mélan-
des phéno-
là
,
pays
les
se
on scrute
les limites
conditions de
temperature et d'humidité, daustoute l'élendue de ces
(Qui permettetemi per digressione
« limites ».
flettere
,
che
Germania
ta
si
constantées
« bien
«
fait. et
surtout dans
,
:
tion
De
,
,
il
sig.
du
l'ìnfiuence
ove
De Daum
anno 1857
nel corrente
climal
sur
argomento). Mi
che
,
sendo una ristrettissima
località
sì
alto grado. Alla
la scala è vasta
rapporto
all'
,
o è ristretta
umidità e
alla
fisiche
,
signor
il
punto
il
De Canuolle
,
dell'
Ofanto es-
non può meritare
I'
qual cosa rispondo che
,
il
principio
temperatura
diverse specie, è sempre lo stesso
ad ogni punto del globo
nostro principale
al
una o più grandi regioni
di
della superficie terrestre
e
in
,
una dotta Memorietépoques de la végéla-
les
obbietterà, che
si
parla sopra una vasta scala
tenzione di
,
trovano principii analoghi
si
farvi ri-
ha pubblicato a Stettin
,
,
at,
o
filosofico in
confacenti alle
e da potersi applicare
tutte le volte che le condizioni
sono in armonia colla natura delle piante e colle
esigenze della loro naturale distribuzione geografica.
e
che
io
domando ardentemente
forte a sapersi
,
quanto segue
Ci è stato alcuno che
:
si
,
si
Il
è
die la pena di os-
— 197 —
servare e calcolare esattamente la massima e la minima di
temperatura e di umidità lungo
tutto
il
corso
dell'
anno
le
sono
? Si
rive
dell'
Ofanto per
fatte ivi le osservazioni
sugli effetti della luce indiretta all'ombra degli alberi e dei
cespugli
,
e su quelli
medesima specie
de' raggi diretti del sole
di vegetabile
per una
,
erbaceo? Si sono messe a
calcolo le influenze de' raggi chimici della luce ? Questi so-
no
si
studii fisici
bastantemente delicati e sublimi perchè
vi
occupi solamente l'uomo della Scienza, ornato di flem-
ma
un anno intero
di
che
ed
non interrotto, almeno
e di costanza per un periodo,
siasi
!
Domando
impegnata di frugare
intricati
,
per una serie
di quattro stagioni
,
ed in
,
non
:
Ci è stata persona
in quegli
erbaggi spinosi
interrotta
meno
per lo
,
autunnali? Io, con tutto che ho fre-
quentati quei luoghi
gioni
,
io di più
le
cento volte in tutte
ispecialità dalla
Primavera
all'
le
quattro sta-
Autunno
pure
,
a grandi stenti raccolsi la sola pianta di Scilla senza fiori
Dio
sa
come ne
riportai le
mani e
gli abiti laceri
;
e
per uscire
da quel labirinto di spine orrende e di macchieti annosi
accavallati, per così dire, gli uni a fianco degli altri
il
solo fuoco potrebbe decimare. Finalmente
ancorché
to la
,
e che
domando
:
Ed
da' Fisici e dai Botanici si trovasse vicino l'Ofan-
temperatura ed umidità favorevole
Scilla undulata (pianta dell'Africa
alla
natura della
settentrionale
;
vedete
a pagina 142 ciò che sta accennato e promesso in riguar-
do
della Scilla undulata, allorché parlai della Silene rubel-
la), e che ivi se ne riconoscesse la naturale e geografica
abitazione
tazione
si
;
o in
altri
distendesse
termini
,
che
un poco più
il
al
limite della sua abi-
Nord
e all'Ovest del-
— 198 —
Ofanto
]'
che
le
verso
,
la
Provincia
Foggia
di
chi ci assicura
;
correnti del fiume non ne distruggessero qualche
raro saggio
,
lendoli nella
trasportandone
sia
melma
bulbi
i
al
per lungo tempo
,
mare
ove potrebbero
,
facilmente marcire? Se le correnti impetuose
svelgono
olmi annosi
gli alberi di
s'
,
o seppel-
,
dell'
Ofanlo
immagini cosa pos-
sano fare di una piccola pianta erbacea. In breve conchiu-
do
,
che
che
v'
ha bisogno
premurose ed
di altre
della pianta in parola
che
:
il
esatte ricer-
non trovarla mai
,
non
potrebbe questo fatto negativo decidere a priori sulla impossibilità della sua abitazione in quella contrada
senza
,
gli
antecedenti studii di temperatura e di umidità del luo-
go
in
rapporto
bisogni della specie
ai naturali
minutamente
fine l'esplorare assai
pieni di spine impenetrabili
o
di più passeggiate
e
1'
,
erbaggi
gli
non è opera
,
un
di
né del solo amatore
sol
senza
,
Ofanlo
giorno
guida
la
ajuto di persone pratiche del luogo che vedessero e
raccogliessero tutto. Io non dimenticherò mai
Tenore
sigli ricevuti dai signori
do mi dettavano
lezioni
« Nella ricerca delle
« limitate
solamente
,
Gussone
più volte
non
piante
alla
e
intorno
:
« denti effetti
paragonate
:
studiate
a posizione topografica
le
quali potranno
« delle specie
:
late
,
saggi con-
i
quan-
quali,
vi stancate
mai
:
così
non
le
il
;
studiate
:
vi
loro raccolta in una sola volta
« luoghi per le stesse specie
« d'
,
i
mi hanno detto
« ripetete le peregrinazioni in diverso
«
e che in
:
dell'
:
tempo
e in diversi
tutto
che loro è
diverse cause e
i
corrispon-
terreno nelle sue qualità
,
la
e tutte le altre circostanze fisiche
accompagnare o
influire alla esistenza
un esalto studio comparalo
fra
i
mol-
— 199 —
«
tipliei saggi.
«
che non
« rati
»
!
tulli
Ed
rificati colla
giorno
tanici
si
A
modo
questo
tempo
col
luoghi esplorati sono
i
in verità questi principii
vi
convincerete
stali
bene esplo-
sono sempre ve-
si
scoverta di novelle specie di piante che lutto
vanno pubblicando nelle diverse Flore che
i
Bo-
descrivono nei varii paesi dell'antico e del nuovo
Continente.
Tulipa svlvestris.
I
contadini contradistinguono que-
È
sta specie di tulipano colle voci fiore di lambascione.
originalissima
mesi
di
denominazione.
siffatta
gennajo e
guere benissimo
di
febbraro sanno riconoscere e distin-
comosum (che è
bulbi del Muscari
i
ro lambascione de' Pugliesi
,
siccome
intanto in primavera credono che
i
vero Muscari comosum
al
Eccone
re telroceruleo.
la
,
fiori di
sone nella sua Flora Sicula, Volume primo
tiles
juniores atrocoeruleae
ticulis albidis
Racemo
,
obtusis
elongato
,
,
sub
recurvis
;
,
me
Non
pedicellalis coloratis erectis.
Corollae fer-
:
laete cyaneae.
—
horizontalibus sub-
summis
apice angidatis fauce subclausis
Gus-
sordide virenles; den-
steriles
corollis cylindraceis
,
un colo-
descrizione fatta dal sig.
antitesi
ed
quali apparte-
i
portano
)
;
Tulipa
fiori gialli della
,
ve-
il
più avanti
dissi
sylvestris siano prodotti dai lambascioni
nendo
cosa
campagnuoli nei
I
sterilibus longissi-
crediate
,
o Lettore
,
eh' io esiger volessi da' contadini cognizioni botaniche. Sa-
rebbe puerilità
il
pensarlo. Dico solamente esser cosa ori-
ginale che mentre
gione
d'
inverno
i
i
medesimi distinguono bene
sano poi nella primavera che
i
e
quali sono odorosi
non già
al così
,
gialli
siano
ed appartengono
detto lambascione.
al
nella sta-
comosum
bulbi del vero Muscari
i
suoi
,
fiori.
penFiori
tulipano silvestre
— 200 —
Tulipa apula.
gnor Gussone
per ornare
Santa
:
di questa specie, descrilta dal si-
1 fiori
sono
,
raccolgono da'campagnuoli
rossi, e si
gli Altari nelle
ecco perchè
si
Chiese
tempo
al
della settimana
addimandano volgarmente
fiori di
monumento.
Lemna
gibba. Tutte
nosciute colle parole
specie
le
mamma
acqua.
nei giardini abbandonati e negli
spesso
si
coprono
un manto
di
frequentemente
palustri.
Per
lo
che
le
si
vasche
:
e se vi
;
e questo fatto natu-
osserva nei canali de' luoghi
acque non avendo corso
aggiungono
si
annidare e morire tra
vole
que
le
,
conosciuto
dall'
avvicinarono
Lemna
le piante di
corrompono
si
altera-
,
sarà cosa age-
,
tramandando quel fetore
dell'
•
luoghi. Gli ortolani di Barletta
siffatti
acqua
,
Lemne cuoprono
Lemna
nascondendo
o come
madri che stringono
un mantello
i
si
i
espri-
servendosi delle voci
all'
idea che
e difendono le acque allo stesso
le galline
vertire che nelle
,
quasi alludere volessero
che fanno
le
pubblica e così ben
universale degli uomini che in vita loro
intorno alle specie di
mamma
di
poco o
miriadi d'insetti che sogliono
intollerabile tanto nocivo alla salute
le
e
riconoscere le principali cagioni per cui quelle ac-
il
di leggieri si
mono
acqua
di
verdura, formato ordi-
niente contatto coli' aria atmosferica, facilmente
no
rico-
Tutti sanno che
orti le
di
nariamente da più specie di Lemna
rale più
Lemna vengono
di
dell'
modo
loro piccini sotto le
fra le braccia e
ali,
avvolgono
proprii figliuoli. Se non che vuoisi av-
conseguenze
di
questi
cose diametralmente opposte; poiché
cercano difendere e cautelare
la
falli si
le galline
loro prole
,
veggono
e le
madri
mentre poi
le
— 201 —
Lemme per una legge
ne delle acque
tutta naturale
allo stesso
,
tendono
modo che
il
scendo sul mandorlo e sul sorbo, ne accelera
mento
circa
e fors'anco la morte. Veggasi
Viscum album
il
mamma
vernacole
il
,
corruzio-
alla
Viscum album creil
deperi-
quanto ne ho detto
quale vien riconosciuto colle voci
dell' albero.
Himanthoglossum hircinum.
raccolta per la prima volta in
e fruticeti lungo
il
cinanze de' colli
di
Siffatta
orchidèa fu da
maggio 1847
me
negli erbaggi
fiume Olanto, e precisamente nelle vi-
Canne
quelle praterie e macchieti
in
denominati comunemente mezzane del medico : mezzane del
Canonico Siero.
rola
massari di Barletta
si
servono della pa-
mezzana per esprimere ed indicare una estensione
terreno
destinato al pascolo degli animali, lo non
,
tuto mai capire
la
I
il
vero significato allusivo
vernacola mezzana
.
rigine corrispondente
ho po-
questa paro-
di
Sarebbe curioso rintracciarne
al
di
1'
o-
vero significato. Debbo qui in-
tanto per sentimento di gratitudine manifestare che nella
raccolta di questa bella specie
molto
cooperarono
si
i
d' Himanthoglossum
hircinum
Fratelli Russo, di Barletta,
seudo-
chè ad estrarla da un terreno estremamente argilloso
molta profondità) e coperto
cespugli
Russo
si
,
durò
assai
in moltissime
fatica e stenti.
occasioni
(
a
orribili spine de' frutici e
di
sudetti
I
Fratelli
mi hanno per loro bontà
portate varie piante che trovavano in diversi luoghi delle
campagne
di Barletta
gliere di bel
nuovo
,
in
e che io stesso poi
altri
queste parole per attestare
vare che
il
periodo
siti
la
diversi.
soleva racco-
Valgano dunque
verità de' falli
di venti anni (dal
1837
,
al
e per
pro-
1857) non
26
— 202 —
potè cancellare in
te
ma
,
quali
dolce memoria delle mie ristret-
la
ripetute peregrinazioni botaniche, per talune delle
Russo mi spiegavano tutto Y impegno
Fratelli
i
me
di
una
sincera amicizia a favorirmi.
Ophrys lutea. Nasce
reni marnosi calcari, dirimpetto
gianni
(
distrutto casino di Frag-
il
cavano
i
per
tufi
e quello di
ombrose non
masseria Centrone, e precisamente ove
dalla
la
costruzione delle case.
Ophrys arachmtes. Abita
nei terreni marnosi argillosi
umidi esposti a bacìo dirimpetto
il
mezzo miglio
Città, e propriamente
Marchese
)
e vegeta del pari sulle praterie
,
molto lungi
fu
a bacìo in ter-
nobile ed antica famiglia barlettana
Santo Luca
si
ombrosi
nei siti
mare
all'
Ovest della
distante dal casino del
Affaitaii.
Orchis moravica
cie crescono nei
et
Orchis militaris. Queste due spe-
fruticeti
lungo
il
negli erbaggi denominati Colucci
;
fiume, ed in ispecialità
Spinalba
;
Chiuppo
,
e
luoghi simili.
Sparganium ramosum. Abita
che conducono
nutti
,
1'
acqua
al
mare
,
comunemente
corruzione di condotti o aquidolti.
non
cie palustre, e
cinque miglia
all'
si
la
una bella spe-
via di Canosa.
,
Il
mi diceva
di
averla ivi
Anch'io nell'agosto 1844
colà in vegetazione avanzata. Questa specie è
latifolta.
con-
Dottor Vin-
pagnia di mio defunto Padre e di mio Fratello
Typha
cun-
bassi fondi pantanosi alla
mio defunto Zio
spesse volte raccolta.
ne della
canali
Est della Città.
Typha minima. Cresce ne
,
È
i
detti
trova che alla distanza di quattro in
trada di casavecchia verso
cenzo Casale
lungo
alle paludi,
in
la
comtrovai
meno comu-
— 203 —
POLYPOHUS OVATUS
1847
e
a
PoLYPORUS VAR1EGATUS. Nel 1844
et
mie istanze
D. Ferdinando Cafiero fece
sig.
il
raccogliere sugli alberi di pero selvaggio
lia
)
queste due specie di lunghi
d'inviarmeli a Napoli. Io
merito Professore
presentai all'egregio e bene-
li
nomi
i
trove
,
vi
sono
altri
non ho raccolti per
questi
me
fungo comune
il
communis
e al-
che più volte ho visto
,
,
ma
disseccare. Fra
la difficoltà di potersi
un tronco annoso
masseria di Santo Luca.
Ma
1829
dici anni di età (nel
,
quale mi
ne ricordo uno tutto tutto di colore giallo ca-
rico sopra
Botanica
— Oltre
a pie della Ferula
funghi
il
,
essendo egli versatissimo in
,
questo ramo di Storia naturale.
mangereccio che nasce
gentilezza
la
D. Francesco Briganti
sig.
favorì indicarmene
mi usò
e
,
Pyrus cuneifo-
(
)
io allora
e
,
non ebbi premura
con un pezzo
olivo
di
giardino della
nel
non aveva che do-
non avendo cognizioni
di
a farlo distaccare dall' olivo
di scorza dello stesso albero
e
,
così
si
sa-
rebbe potuto inviare in Napoli ben condizionalo. Feci ricerche nello stesso luogo negli anni 1844 e
derlo riprodotto
Lichen
come anche
rubba,
,
ma
infruttuose
? Sulle lufare
,
al
1847 per ve-
mi riuscirono.
petraro
e luoghi simili
sugli alberi annosi di pero selvaggio
di olivo, di fico, e di
cie di licheni
,
?
Lo
di
visti
,
e
mai
raccolti.
raccolsi vicino alle vasche della fon-
tana di Canne. Molte specie di muschi crescono su pei
ri
,
sulle paridi
non escluse
le
,
ed
;
Car-
mandorlo vegetano varie spe-
che sempre ho
Hypnum. ...
,
in
tutli
i
mu-
luoghi ombrosi ed umidi
;
anfrattuosita de' macigni calcari e de' massi
tufacei tagliali da anni ed anni, le quali conservano quella
— 204 —
temperatura ed umidità tanto necessarie allo sviluppo delcrittogame
le
trovano
:
erbaggi
negli
e
dell'
Ofanto anche se ne
grande copia.
in
Lycoperdon pedunculatum. Fu da me raccolto
tunno 1847 nei terreni
ho dato questo nome
l.
le
;
a
a
) si
mare sino
a
si
avesse un certo riguardo
lunghissimi tratti alle sue sponde
,
dentissima delle sue acque copiose
,
late
la
(
estivi si passa a
tratto di circa
Canne
e pare giusto
,
:
distende per
si
qual cosa è una pruova evi-
le quali se
fossero bene incana-
offrirebbero una profondità perenne e regolare.
,
E
se nei mesi
e a piedi asciutti in molti suoi punti
guado
e se io
:
vegetazione erbacea ed arborea
la rigogliosa
;
:
ponte crollato
al
possono remare grossi palischermi
è rinomato per la famosa battaglia di
che con ciò
3.
anziché un fiume
che negli antichissimi tempi era navigabi-
la storia riferisce
due miglia
,
au-
le rive dell'Ofanto (a).
per tre ragioni
ciò è stato
,
e presentemente dal
2.
lungo
L' Ofanto è piuttosto un torrente
(a)
gli
silicei
in
dipende dalla scarsezza delle acque
,
non
ciò
ben vero da altra causa tutta
,
naturale, ed eccola:
11
suo
Durante
ampio
letto è assai
,
ma non
ricordo la precisa larghezza.
stagione d' inverno le strabocchevoli correnti depongono
la
una quantità sterminata
in varie parti
di ciottoli di
peso diverso
,
da
un'oncia sino a più rotola, che sono materiali degli Appennini. Ora
siffatti
l'
banchi di
alveo,
ciottoli
formano tante prominenze nel centro del-
e conseguentemente nella stagione estiva impediscono
bero passaggio delle acque
loro divergono e
ristagnano
si
,
d'
,
si
vanno
1'
aria
,
fatti laghetti
avete
la
si
li-
il
perenni. Queste dal canto
nei bassi fondi adjacenti.
Ivi
ed esalano continuamente nei caldi me-
malsana
nociva per quanto maggiore è
animali e vegetali che
ma
sì,
a depositarsi
corrompono
onde ne viene
modeste
la
,
la
quale è tanto più molesta e
quantità delle sostanze organiche
guastano e putrefanno nell'acqua. In
sif-
profondità di otto a trenta palmi e più con un
— 205 —
fondo tutto melmoso, nel quale chi pone piede
da una specie
uscirne
più
,
morte
la
Che
ficiale
go
!
!
.
magnetica
di forza
:
affonda la sua salma
si
.
quella cioè del canale di comunicazione tra
di Salpi
più scarse
,
convincerete maggiormente che
vi
,
non per difetto positivo
prodotta dalla
in quantità
mano dell'uomo, non
esclusa
E
da ultimo se ponete mente
sott'
ma
per decimazione
vicini
che
,
fa
Mai dissodamento
1'
I
di
dissodare
e
la
rovina nei campi
£ dunque massimo
!!!
i
erbaggi
siffatti
obbligo correrebbe di piantare alberi, e poi alberi
pre
si
scrisse e
Qui cade
in
mai
si
eseguì
errore di
fondi erbosi lungo
dovrebb' essere in
ci
avrete conti-
,
rispettiva diminuzione
la
allagamento
spavento nel vederli
economia sociale quello
di al-
1
2.°
:
ri-
1." l'agevolazione alle acque
:
nel dissiparsi in più ampio spazio e quindi
nel centro del loro letto
la-
ingordigia di dissodare gli
all'
occhio due grandi mali
il
trascuraggine di
la
erbaggi, poco lungi dalle acque, per seminare grano
nuamente
e
sue acque restano
le
,
tutta arti-
Ofanto
1'
numerose piantagioni
spettare gli argini e di consolidarli con
beri.
una causa
se poi a questi fatti naturali aggiungete
,
dimena per
irreparabilmente
finché trova
,
come
vi è attratto
,
e più lo sventurato si
:
;
i
fiumi
!
che anzi
sudi che sem-
!
acconcio richiamare
la
nostra attenzione
un
sopra
punto di vera economia agraria: ed eccolo. Noi riconoscemmo in sul
principio Barletta situata in un fossato.
estesissimi campi palustri
demmo
nanze
più innanzi
dell'
cioè
,
una vastità
Ofanto. Ciò premesso
mezzo a due bacini
di
bie in certi mesi dell'
acqua
,
un errore ed un
,
di luoghi
capitale
le di cui esalazioni
ciò
sto che
fomentano
vero,
le
male impiegato
Siffatte nebbie
!
gli
bassi?
sono
ma non raggiungono
;
pagina 68
neb-
siccome
olivi nei siti
di cui parlai a
non intendo con
è
perchè piantare
piuttosto insensibili e danneggiano gli olivi
mai quella intensità
pantanosi nelle vici-
chi non vede che Barletta sta in
anno? Se dunque
stessi Barlettani lo attestano,
Gli è
Visitammo all'Est della Città
presentemente ritocchiamo ciò che ve-
:
,
per
lo
ciò cadere in contradizìone.
che mi prote-
RIASSUNTO
Ora vorrete
,
cortese Lettore
,
riassumere quel
tanto che vi ho detto ed esposto ? Eccomi a voi.
Nella dichiarazione vi ho manifestato un cen-
no
ro,
storico del
il
mio progetto
quale fu da
me
Con due lunghe
t*
sul già eseguito lavo-
concepito fin dal i855.
passeggiate vi ho messo sot-
occhio due quadri
,
de quali uno
posizione topografica delle
vi
campagne
espone la
di Barletta,
e T altro la natura dei loro terreni. Però debbo
confessarvi francamente che dimenticai indicarvi
le analisi de' terreni
presso FOlanto
,
eseguite da
1847 e pubblicate a mo di specchietti sul
giornale il Propagatore delle Scienze Naturali:
me
1
nel
e però a volervi meglio servire
in migliori occasioni.
,
ve
le
presenterò
— 208 —
Una lunga
serata di studio vi
ha
fornito delle
notizie meteorologiche del mio paese
tratte dalle
,
opere del benemerito Abate Giovene, da Molfetta
,
De Ga-
e comparate con quelle dell' illustre
sparin
come
ed avete visto
;
due grandi Uomini
pei fatti locali
Durante
il
,
il
accordano questi
clima di Puglia
sul
ed
si
secondo pei
cammino
:
il
primo
generali.
fatti
di quattro giorni di ritor-
Capitale noi abbiamo data un' occhiata
no
alla
all'
elenco delle piante spontanee barulensi da
raccolte nelle varie occasioni
sto tratto di
lettura del
tempo non
medesimo
,
tener conto de pochi
che in dieci anni
(
e perchè in que-
:
fossimo annojati per la
abbiamo creduta cosa
1
le
ci
me
nomi
uti-
vernacoli di piante,
dal i83y al
84j
1
mi
)
fu dato
raccogliere con qualche stento presso le persone
di
campagna.
Inoltre sotto forma di piccioli quadri sinottici
vi
ho esposte
le
seguenti cose
a
:
i
merica delie famiglie naturali
specie
,
,
,
e Acotiledoni
famiglie
quantità nu-
dei generi, delle
e delle varietà in rapporto alle diverse
,
Monocotiledo-
somme
generali delle
sezioni delle piante Dicotiledoni
ni
la
.
,
generi
,
a
:
2.
le
specie
,
e varietà
:
3.
a
la pro-
porzione maggiore delle Dicotiledoni sulle
nocotiledoni
,
Mo-
ed abbiamo trovato precisamente
— 209 —
di Geografìa botanica stabilite da De Can^
legai
'bb
dolle ( figlio ) circa la distribuzione naturale dei
le
J
vegetabili sulla superficie terrestre
citammo più innanzi
due
le
per lo che ne
,
leggi for molate dal
prelodato Botanico Ginevrino
a
:
4«
numero
il
dei
generi per ciascuna famiglia nelle Dicotiledoni
Monocotiledoni, e Acotiledoni
del
numero
,
,
e la proporzione
delle famiglie di rincontro a quello
de-generi.
Da
ultimo con varie note ed osservazioni
pra diverse piante
scientifico
,
e vi
vi
so-
ho discusso qualche punto
ho date svariate
notizie sulle lo1
ro località
,
sulle usanze rispettive de contadini
sulle voci volgari, e tante altre cosette.
cbe
vi
Ed
è così
ho presentato in breve un piccolo lavoro
concepito sin dal i835
27 febbraio sino
,
e scritto ed eseguito dal
io di maggio corrente an-
alli
no 1857.
Ora spetta a me il dovere di ringraziarvi per
la gentile compagnia tenutami durante le escursioni botanico-agrarie nel tenimento barulense.
A voi
il
dritto di riposarvi e attendere
teriori servigi
con
altri
lavori che
da
mi
me
farò
ul-
un
pregio presentarvi a miglior tempo. State sano.
Napoli,
li
dieci di
maggio [857.
27
INDICE
DELLE COSE CONTENUTE NEL PRESENTE VOLUME
Dichiarazione
I.
dell'
Autore
pag.
Posizione topografica delle campagne di Barletta
Rapido sguardo sulla natura de
II.
III.
terreni.
.
...
3
9
32
Notizie sul clima pugliese, e precisamente su quello
43
della Peucezia
Catalogo delle piante spontanee nell'agro barulense.
§. Sezione
i.
a
Piante Dicotiledoni
a
Piante Monocotiledoni
§. Sezione 2.
.
77
ivi
109
a
§. Sezione 3. Piante Acotiledoni
116
Elenco de nomi volgari di talune piante
118
Numero
123
Somme
totale delle famiglie, generi, specie, e varietà.
124
generali
Proporzione maggiore
delle Dicotiledoni sulle
Monoco-
tiledoni
Numero de
ledoni
ivi
generi per ciascuna famiglia nelle Dicoti-
126
— 212 —
Proporzione del numero
delle famiglie
quello de' generi nelle Dicotiledoni
Numero
de' generi
di rincontro
.
.
a
pag.
.
Mono-
per ciascuna famiglia nelle
131
cotiledoni
Proporzione del numero
delle
quello de' generi nelle
Numero
de' generi
famiglie di rincontro a
Monocotiledoni
per ciascuna famiglia
.
.
.
.
1
32
Acoti-
nelle
133
ledoni
Proporzione del numero
delle
famiglie di rincontro a
quello de' generi nelle Acotiledoni
Note ed osservazioni intorno a varie piante
Riassunto
129
J
.
.
.
34
.137
207
ERRATA
A
pagina
«
1
6 verso
1
CORRIGE
ugnuturi
26 verso 27 ed
in altre
Leggete ngnuturi
e di altre frutta
frutta
«
44
verso
23
longitudine
longitudine ori-
tale
entale
«
48
«
59 verso J6
«
61 verso 10 adattalo
adottato
«
96 verso 12 Lotus au-
Lotus angustissi-
verso 21 adottato
della
adattato
dalla
mus
gustissimus
«
135 verso 15 che
le
ha
rilevate
che
lo
ha
rile-
vato
Pronto pel torchio
LE PALUDI
DI
NAPOLI
DESCRITTE ED ILLUSTRATE SIN DAL 1846
Con un quadro
sinottico a sette colonne
In corso di compilazione
LEZIONI DI AGRICOLTURA
AD USO
DE' PROPRIETARII
DEL REGNO
PREZZO DEL PRESENTE VOLUME
CON FIGURA
grana 45
Trovasi vendibile Vico San Giuseppe
(
Presso
il
ai
Guantaj
)
N.° 22
Librajo Federico Stikler
e presso
la
Maggiore
al
largo del Castello
Stamperia del Fibreno
CONSIGLIO GENERALE
DI
PUBBLICA ISTRUZIONE
Napoli 20 maggio 1857.
Vista la domanda del Sig. Raffaele Marotta, il quale ba chiesto di
porre a stampa V opera del Sig. Achille Bruni intitolata
Descrizione
Botanica della Campagna di Barletta.
Visto il parere del Regio Revisore Signor D. Pietro Calandrelli.
Si permette che la suindicata opera si stampi ; però non si pubblichi
senza un secondo permesso, che non si darà, se prima lo stesso Regio
Revisore non avrà attestato di aver riconosciuto nel confronto , esser
l'impressione uniforme all'originale approvato.
—
Il
Consultore di Stato Presidente Provvisorio
Il
Segretario Generale
—Capomazza.
— Giuseppe Pietrocola.
COMMESSIONE ARCIVESCOVILE
Nihil obstat
Vincentius
Tenore
Censor Theologus
Imprimatur
Pel Deputato
Lepoldo Ruggiero
Segretario.
__
3
T*E
:x,^j^_4™zshr.
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i^iwat
JLowKsu
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&J<xmAjo mjJL i%5o.
(^«Jn]
fJWpol*
ùi.
c]&oL^Lttajt^<«^xfó
^&s^^-
-^^m;
PREZZO FISSO
.
DEL PRESEN TE VftiUME CON FIGURA
I
grana
45
I
Pronto pel torchio
le Paludi
di
napol
DESCRITTE ED ILLUSTRATE SIN DAL 184G
Con un quadro
sinottico a sette colonne
In corso di compilazione
LEZIONI. DI AGRICOLTURA
AD USO
i
DE' PROPRIETARII
<Wè%zà*
DEL REGNO
-*eses£
i
QK332.B78
^""'.Achille/Descrizione botanica
dell
3 5185 00110 4767
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Descrizione botanica delle campagne di Barletta