Quaderno 1/2007 La Scuola Fa Volontariato “Scuola Volontariato” “Un Volontariato per il territorio” CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “CATANZARO PER CATANZARO” L’iniziativa è parte del progetto “Scuola volontariato un volontariato per il territorio” Promossa da: Associazione di Volontariato “Catanzaro per Catanzaro In collaborazione con: l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l Associazione Genitori Difesa Disabili Associazione Volontari Italiani Sangue Provincia di Catanzaro Credito Cooperativo Centro Calabria Centro di Solidarietà Catanzaro Marina Le Scuole che hanno aderito al progetto l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l Scuola secondaria di 1° grado “V. Vivaldi” Istituto Tecnico Statale Commerciale “Frà Luca Pacioli” L’opuscolo è stato stampato con il contributo del l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro Indice l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 3 Indice 4 Presentazione 5 Carta di intenti Scuola e Volontariato 6 Un punto di arrivo, per una nuova partenza 7 Carta dei valori del volontariato Principi fondanti 9 Atteggiamenti e ruoli I volontari 10 Le organizzazioni di volontariato 12 Chi era Luciano Tavazza? 13 Chi è don Luigi Ciotti? 14 Io sono tuo amico 3 Presentazione l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l E’ ricorrente nelle indagini sul volontariato la segnalazione della scarsa presenza dei giovani (dai 18 ai 30 anni di età) e dei giovanissimi (fino a 18 anni) nelle organizzazioni di volontariato; dai dati rilevati dalla *F.i.Vol. nel suo ultimo rapporto la percentuale di questi ultimi raggiunge appena il 3%. Interrogarsi sulle motivazioni e sul da farsi significa Preoccuparsi sul futuro dell’impegno solidaristico per prevenire, nella misura possibile, l’esasperarsi di quelle diverse forme di individualismo (egoismo, indifferenza, egocentrismo, ecc.) che ostacolano lo sviluppo del senso di comunità e l’assunzione di stili di vita improntati alla partecipazione e alla solidarietà. Pensando alle istituzioni fisiologicamente deputate a farsi carico di queste preoccupazioni e delle strategie da implementare non si può non attribuire alla Scuola un ruolo di primo piano. Le scuole, infatti, possono rappresentare il luogo ideale dove sviluppare un reale e autentico interesse verso l’educazione dei giovani alla cittadinanza democratica e alla solidarietà capace di conquistarsi uno spazio di autonomia, continuità e visibilità nel mare magnum dei progetti che affollano il Piano dell’Offerta Formativa di ogni scuola. Non mancano, del resto, sollecitazioni e progetti anche da parte del *MIUR per attrezzare scuole che, nel pieno sviluppo delle Proprie funzioni educative, sappiano trasmettere i valori e i principi che costituiscono il fondamento della cultura dei diritti umani e di ogni forma di convivenza civile. Il punto sul quale, tuttavia, corre l’obbligo di insistere, pena l’eventuale insuccesso della funzione è l’approccio al lavoro di Rete e alla collaborazione sistemica con gli altri attori sociali presenti sul territorio. Ciò consentirà di comprendere i reali contesti di riferimento e di coinvolgere gli studenti in percorsi di empowerment per lo sviluppo del vero senso della cittadinanza attiva e solidale. L’associazionismo di volontariato, che nel nostro Paese ha raggiunto uno sviluppo rilevante, è tra i diversi attori sociali del territorio, quello più direttamente espresso dal cittadino utente. Attraverso l’associazionismo solidale il cittadino, desideroso di offrire il proprio contributo alla crescita sociale e culturale del territorio, si trasforma in volontario operatore sociale *F.I.Vol. Fondazione Italiana per il Volontariato *MIUR Si occupa di orientamento universitario per i ragazzi che intendono iscriversi. Propone documentazione, leggi e indirizzi. 4 Carta di intenti Scuola e Volontariato l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 1 l l l l l l l l l l l l l 2 l l l l l l l l l l l l l 3 l l l l l l l l l l l l l 4 l l l l l l l l l l l l l 5 l l l l l l l l l l l l l 6 l l l l l l l l l l l l l 7 l l l l l l l l l l l l l 8 l l l l l l l l l l l l l 9 l l l l l l l l l l l l l 10 l l l l l l l l l l l l l Questa carta di intenti promuove una scuola più radicata nel sociale ed orientata verso una cultura educativa, fondata sul principio della convivenza ed il senso di solidarietà, il rispetto della persona e delle diversità. La scuola riconosce l’educazione al volontariato come elemento significativo del percorso formativo dello studente. La cultura della solidarietà a scuola rappresenta un’esperienza innovativa di apprendimento non formale ed una straordinaria occasione di crescita individuale e per l'’intera comunità. Questa Carta di Intenti vuole favorire le azioni di governance giovanile indicate dal Libro Bianco sulla Gioventù della Commissione Europea che individua nel volontariato uno degli ambiti prioritari di intervento. I volontari, consapevoli della dignità delle persone, mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri e per la comunità di appartenenza. Il volontariato è azione gratuita, testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo e dell’utilitarismo economico. I volontari traggono dalla propria esperienza motivi di arricchimento nell’ambito della propria formazione culturale ed umana e sul piano delle competenze relazionali. Il volontariato è l’espressione del valore della relazione, condivisione con l’altro e pone al centro del suo agire le persone considerate nella loro dignità umana, nella loro integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono. Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla formazione di giovani solidali e di cittadini responsabili. Il volontariato per i giovani studenti ha una funzione educativa essenziale perché si fa promotore, innanzitutto con la propria testimonianza ed il proprio impegno personale, di stili di vita positivi caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della qualità della vita, della solidarietà della giustizia sociale. Dal Convegno Nazionale Scuola e Volontariato “Si può fare di più” Torino, 17 maggio 2003 5 Un punto d’arrivo, per una nuova partenza l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l L’ oggi del volontariato è reso possibile grazie a quel ricco passato e a quelle radici religiose, ideologiche, culturali da cui proviene e da cui attinge forza e provocazioni per ri-progettare il futuro. Ma ri-progettare presuppone ri-pensare: la spinta ideale, i modi attraverso i quali essa si è venuta realizzando, il rapporto con una comunità locale, nazionale, mondiale in continua trasformazione, le condizioni per una sempre più significativa presenza negli scenari futuri. Occorre che ogni volontario e ogni organizzazione abbiano chiari gli elementi fondanti del proprio “essere”, adottare criteri di un “agire” che sia coerente testimonianza di dimensione ideale, per svolgere quella che Luciano Tavazza definiva la duplice missione: “di promotore della cultura e della prassi della solidarietà e di agente del mutamento sociale” e che si specifica principalmente in due ruoli. 1. la dimensione attiva, attraverso la gratuita presenza nel quotidiano; 2. la dimensione politica, quale soggetto sociale che partecipa alla rimozione degli ostacoli che generano svantaggio, esclusione, degrado e perdita di coesione sociale. La Carta dei valori intende fotografare, nei suoi aspetti essenziali, questo momento del volontariato ed è il risultato di un esercizio di autentica scrittura collettiva. L’iniziale traccia (proposta da F.I.Vol. e *Gruppo Abele) è stata portata a conoscenza del mondo del volontariato ed è stata corretta, integrata, discussa e, alla fine, migliorata grazie all’apporto di numerosissime organizzazioni, di singoli volontari, di studiosi. Un metodo di lavoro che ha fatto emergere il connotato chiave dell’essere e del fare volontariato: camminare insieme su un piano di impegno civico e di cittadinanza solida. * Gruppo Abele, fondato da Don Luigi Ciotti, ha interpretato (dal 1965 ad oggi) l’essere cittadini a partire dalla strada. Una strada che in questi anni ci ha parlato non solo di droghe, ma dei tanti volti, nessuno escluso, di chi fa più fatica: aids, alcolismo, immigrazione, carcere, prostituzione, senza fissa dimora, giovani disadattati, malattia mentale, solitudini diverse… Rispondere a queste realtà con servizi di accoglienza (comunità residenziali, centri diurni, dormitori, servizi a bassa soglia e lavoro di strada) e domandarci il perché di queste ingiustizie con investimenti culturali diversi (riviste, casa editrice, proposte di formazione, prevenzione e di supporto educativo) è - da sempre - il metodo e la proposta del nostro “fare”: per promuovere quella pratica della cittadinanza attiva che trasforma la solidarietà in corresponsabilità degli uni per gli altri. Denuncia e proposta, dunque, per un presente più giusto e un futuro migliore. dal sito, Gruppo Abele 6 Carta dei Valori del Volontariato Principi Fondanti l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 1 l l l l l l l l l l l l l 2 l l l l l l l l l l l l l 3 l l l l l l l l l l l l l 4 l l l l l l l l l l l l l 5 l l l l l l l l l l l l l Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni Cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni. I volontari esplicano la loro azione in forma individuale, in aggregazioni informali, in organizzazioni strutturate; pur attingendo, quanto a motivazioni, a radici culturali e/o religiose diverse, essi hanno in comune la passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore. Il volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente sull’"avere" e sul consumismo. I volontari traggono dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali. Il volontariato è, in tutte le sue forme e manifestazioni, espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro. Al centro del suo agire ci sono le persone considerate nella loro dignità umana, nella loro integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono. Pertanto considera ogni persona titolare di diritti di cittadinanza, promuove la conoscenza degli stessi e ne tutela l’esercizio concreto e consapevole, favorendo la partecipazione di tutti allo sviluppo civile della società. Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla formazione dell’uomo solidale e di cittadini responsabili. Propone a tutti di farsi carico, ciascuno per le proprie competenze, tanto dei problemi locali quanto di quelli globali e,attraverso la partecipazione, di portare un contributo al cambiamento sociale. In tal modo il volontariato produce legami, beni relazionali, rapporti fiduciari e cooperazione tra soggetti e organizzazioni concorrendo ad accrescere e valorizzare il capitale sociale del contesto in cui opera. 7 Carta dei Valori del Volontariato Principi Fondanti l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 6 l l l l l l l l l l l l l 7 l l l l l l l l l l l l l 8 l l l l l l l l l l l l l 9 l l l l l l l l l l l l l 8 Il volontariato è esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà: opera per la crescita della comunità locale, nazionale e internazionale, per il sostegno dei suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado. Solidale è ogni azione che consente la fruizione dei diritti, la qualità della vita per tutti, il superamento di comportamenti discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del territorio. Nel volontariato la solidarietà si fonda sulla giustizia. Il volontariato è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni. Non si ferma all’opera di denuncia, ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile. Il volontariato ha una funzione culturale ponendosi come coscienza critica e punto di diffusione dei valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza e facendosi promotore, innanzitutto con la propria testimonianza, di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, della accoglienza, della solidarietà e della giustizia sociale. Si impegna perché tali valori diventino patrimonio comune di tutti e delle istituzioni. Il volontariato svolge un ruolo politico: partecipa attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto con le sue organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone. Atteggiamenti e Ruoli I Volontari l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 10 l l l l l l l l l l l l l 11 l l l l l l l l l l l l l 12 l l l l l l l l l l l l l 13 l l l l l l l l l l l l l 14 l l l l l l l l l l l l l 15 l l l l l l l l l l l l l I volontari sono chiamati a vivere la propria esperienza in modo coerente con i valori e i principi che fondano l’agire volontario. La dimensione dell’essere è per il volontario ancora più importante di quella del fare. I volontari nell’esercitare il diritto-dovere di cittadinanza costituiscono un patrimonio da promuovere e da valorizzare, sia da parte delle istituzioni che delle organizzazioni che li impegnano. Pertanto esse devono rispettarne lo spirito, le modalità operative, l’autonomia organizzativa e la creatività. I volontari sono tenuti a conoscere fini, obiettivi, struttura e programmi dell’organismo in cui operano e partecipano, secondo le loro possibilità, alla vita e alla gestione di questo nel pieno rispetto delle regole stabilite e delle responsabilità. I volontari svolgono i loro compiti con competenza, responsabilità, valorizzazione del lavoro di équipe e accettazione della verifica costante del proprio operato. Essi garantiscono, nei limiti della propria disponibilità, continuità di impegno e portano a compimento le azioni intraprese. I volontari si impegnano a formarsi con costanza e serietà, consapevoli delle responsabilità che si assumono soprattutto nei confronti dei destinatari diretti dei loro interventi. Essi ricevono dall’organizzazione in cui operano il sostegno e la formazione necessari per la loro crescita e per l’attuazione dei compiti di cui sono responsabili. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la dignità delle persone che incontrano e si impegnano a mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza. Nella relazione di aiuto essi attuano un accompagnamento riservato e discreto, non impositivo, reciprocamente arricchente, disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo condizionare o sostituirvisi. I volontari valorizzano la capacità di ciascuno di essere attivo e responsabile protagonista della propria storia. 9 Atteggiamenti e Ruoli I Volontari l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 16 l l l l l l l l l l l l l 17 l l l l l l l l l l l l l I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un "camminare insieme" con altre competenze e profili professionali in un rapporto di complementarietà e di mutua collaborazione. Essi costituiscono una risorsa valoriale nella misura in cui rafforzano le motivazioni ideali, le capacità relazionali e il legame al territorio dell’organizzazione in cui operano. I volontari ricevono dall’organismo di appartenenza o dall’Ente in cui prestano servizio copertura assicurativa per i danni che subiscono e per quelli economici e morali che potrebbero causare a terzi nello svolgimento della loro attività di volontariato. Per il principio della gratuità i volontari possono richiedere e ottenere esclusivamente il rimborso delle spese realmente sostenute per l’attività di volontariato svolta. Le organizzazioni di Volontariato 18 l l l l l l l l l l l l l 19 l l l l l l l l l l l l l 20 l l l l l l l l l l l l l 10 Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai principi della partecipazione democratica promuovendo e valorizzando il contributo ideale e operativo di ogni aderente. È compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei volontari attraverso un lavoro di inserimento, affiancamento e una costante attività di sostegno e supervisione. Le organizzazioni di volontariato perseguono l’innovazione socio-culturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Pertanto propongono idee e progetti, rischiando e sperimentando interventi per conto della comunità in cui operano. Evitano in ogni caso di produrre percorsi separati o segreganti e operano per il miglioramento dei servizi per tutti. Le organizzazioni di volontariato collaborano con le realtà e le istituzioni locali, nazionali e internazionali, mettendo in comune le risorse, valorizzando le competenze e condividendo gli obiettivi. Promuovono connessioni e alleanze con altri organismi e partecipano a coordinamenti e consulte per elaborare strategie, linee di intervento e proposte socio-culturali. Evitano altresì di farsi carico della gestione stabile di servizi che altri soggetti possono realizzare meglio. Le organizzazioni di Volontariato l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l 21 l l l l l l l l l l l l l 22 l l l l l l l l l l l l l 23 l l l l l l l l l l l l l 24 l l l l l l l l l l l l l Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso ruolo Politico e di impegno civico anche partecipando alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali e del territorio. Nel rapporto con le istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato rifiutano un ruolo di supplenza e non rinunciano alla propria autonomia in cambio di sostegno economico e politico. Non si prestano ad una delega passiva che chieda di nascondere o di allontanare marginalità e devianze che esigono risposte anche politiche e non solo interventi assistenziali e di primo aiuto. Le organizzazioni di volontariato devono principalmente il loro sviluppo e la qualità del loro intervento alla capacità di coinvolgere e formare nuove presenze, comprese quelle di alto profilo professionale. La formazione accompagna l’intero percorso dei volontari e ne sostiene costantemente l’azione, aiutandoli a maturare le proprie motivazioni, fornendo strumenti per la conoscenza delle cause dell’ingiustizia sociale e dei problemi del territorio, attrezzandoli di competenze specifiche per il lavoro e la valutazione dei risultati. Le organizzazioni di volontariato sono tenute a fare propria una cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento, attraverso cui sensibilizzano l’opinione pubblica e favoriscono la costruzione di rapporti e sinergie a tutti i livelli. Coltivano e diffondono la comunicazione con ogni strumento privilegiando - dove è possibile - la rete informatica per migliorare l’accesso alle informazioni, ai diritti dei cittadini, alle risorse disponibili. Le organizzazioni di volontariato interagiscono con il mondo dei mass media e dei suoi operatori perché informino in modo corretto ed esaustivo sui temi sociali e culturali di cui si occupano. Le organizzazioni di volontariato ritengono essenziale la legalità e la trasparenza in tutta la loro attività e particolarmente nella raccolta e nell’uso corretto dei fondi e nella formazione dei bilanci. Sono disponibili a sottoporsi a verifica e controllo, anche in relazione all’organizzazione interna. Per esse trasparenza significa apertura all’esterno e disponibilità alla verifica della coerenza tra l’agire quotidiano e i principi enunciati. 11 Chi era Luciano Tavazza? di Ignazio Di Fazio l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l P er quei pochi volontari, che non l’hanno conosciuto questo nome può risultare come uno dei tanti protagonisti del volontariato italiano, per i molti che hanno avuto modo di incrociarlo Luciano Tavazza rimane come una figura di riferimento, carismatica ed esemplare. Il suo impegno come uomo e come volontario si riassume cosi. Nasce nel 1926 e svolge ruoli di primo piano in alcune delle più importanti organizzazioni, dall’Azione Cattolica all’ENAOLI, lavorando come direttore in RAI. Il suo nome è intimamente legato al MoVI (Movimento di volontariato Italiano) che fonda 25 anni fa, sulla base dell’intuizione di collegare il volontariato nella convinzione che l’isolamento e l’autorefenzialità non pagano. Nasce cosi una nuova modalità di fare solidarietà organizzata, creando una struttura decentrata sul territorio nazionale che collega migliaia di piccole realtà di volontariato non aggregate ai grossi circuiti nazionali. Cede la presidenza del MoVI per assumere l’impegno di segretario generale della (FIVOL) (Fondazione italiana per il volontariato), che rappresenta da molti anni uno dei più significativi strumenti a supporto del volontariato italiano. Ha sempre pensato ed agito come volontariato, inteso come cittadino impegnato, che non concede sconti alla difesa dei più deboli. A lui dobbiamo la battaglia per l’approvazione della legge (266/91) “Legge quadro sul volontariato", ed alcune delle più brillanti intuizioni in tema di welfare. Ci lascia nell’aprile del 2000, al termine di una lunga malattia, con una testimonianza di vita di proporzioni gigantesche. Il suo ultimo contributo. Dalla Terra Promessa alla Terra Permessa, pubblicato lo scorso anno, è la rilettura della società civile italiana attraverso la storia del Mo.VI. Forse il nostro tempo ha più bisogno di testimoni che profeti ed i volontari sono i testimoni più attendibili poiché portatori del valore della gratuità. Luciano Tavazza 12 Chi e’ don Luigi Ciotti? di Roberto Saglimbeni l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l “S ono solo un cittadino che sente prepotente dentro di sé il bisogno di giustizia”. Bastano poche parole per capire chi è veramente don Luigi Ciotti. Non un “semplice” sacerdote, né un uomo “qualunque”,bensì un onesto cittadino al servizio della gente, di tutti coloro che chiedono aiuto e di chi non è capace o, peggio, non può. Si tratta di un uomo carismatico e di grande personalità, capace di parlare al cuore della gente per poterle dare una speranza di pace, di lealtà, di amore e di fede [...]. Ma per conoscere concretamente Don Ciotti bisogna ripercorrere le tappe che hanno segnato la sua vita. Don Luigi Ciotti nasce il 10 settembre 1945 a Pieve di Cadore (BL). Nel 1966 promuove un gruppo di impegno giovanile, che prenderà in seguito il nome di “GRUPPO ABELE”, costituendosi in Associazione di volontariato e intervenendo in numerose realtà segnate dall’emarginazione. Due anni dopo comincia un intervento all’interno degli istituti di pena minorili: L’esperienza si articola in seguito all’esterno, sul territorio, attraverso la costituzione delle prime comunità per adolescenti alternative al carcere. Terminati gli studi presso il seminario di Rivoli (TO), Ciotti nel 1972 viene ordinato sacerdote dal cardinale Michele Pellegrino: come parrocchia, gli viene affidata la strada. E proprio in quella “parrocchia” così particolare che, in quegli anni, affronta l’irruzione improvvisa e diffusa della droga. Apre un “Centro di accoglienza e ascolto” e, nel 1974, la prima comunità. Partecipa attivamente al dibattito e ai lavori che portano all’entrata in Vigore, nel 1975, della legge n. 685 sulle tossicodipendenze. Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni. Nel 1986 partecipa alla fondazione della Lega italiana per la lotta all’AIDS (LILA), nata per difendere i diritti delle persone sieropositive, di cui è il primo presidente. Nel marzo 1991 è nominato Garante alla Conferenza mondiale sull’AIDS di Firenze, alla quale per la prima volta riescono a partecipare le associazioni. Negli anni ‘90 intensifica l’opera di denuncia e di contrasto al potere mafioso dando vita al periodico mensile “NARCOMAFIE”, di cui è direttore responsabile. A coronamento di questo impegno, mettendo insieme le diverse realtà di volontariato e con un costante lavoro di rete, nasce nel 1995 “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, un network che, oggi, coordina nell’impegno antimafia oltre 700 associazioni e gruppi sia locali che nazionali. Sin dalla fondazione, “Libera” è presieduta da Luigi Ciotti. 13 Forse il nostro tempo ha più bisogno di testimoni che profeti, ed i volontari sono i testimoni più attendibili poiché portatori del valore della gratuità. Luciano Tavazza Puoi richiedere l’adesivo “IO SONO TUO AMICO” telefonando al 338.7410540 (Bruno Timpano) n.b. Eventuali donazioni di contributo da destinare alle attività dell’Associazione “Catanzaro per Catanzaro”, sono da considerarsi. “DONAZIONE LIBERALE” Legge 14 maggio 2005, n. 80 14 Vuoi aiutare gli altri e dedicare un po’ di tempo libero al tuo prossimo sperimentando creatività per liberare solidarietà? … Magari hai pensato... come faccio? Se ti interessano queste attività, noi facciamo al caso TUO! Puoi ricevere il modulo di iscrizione al progetto “un Volontariato per il territorio” Scaricandolo direttamente da sito www.czxcz-org o telefonando allo 0961.738558 o al 338.7410540 15 Associazione di Volontariato Catanzaro per Catanzaro Tel. 0961-738558 — cell. 338.7410540 e-mail: [email protected] - web: www.czxcz.org Codice Fiscale 97044850796