Vademecum dei servizi per le donne in situazioni di violenza.
Wir lassen
misshandelte Frauen
nicht allein!
Handbuch der Dienste für Frauen in
Gewaltsituationen.
Gemeinsames Netzwerk zur Bekämpfung
der Gewalt gegen Frauen.
Handbuch der Dienste für Frauen in Gewaltsituationen.
Vademecum dei servizi per le donne in
situazioni di violenza. Una comunitá in rete
contro la violenza alle donne.
Non lasciamola
sola!
Partner di progetto:
ASSB (Azienda Servizi Sociali di Bolzano) – Ufficio Servizi
alla Famiglia; Associazione Gea, Per la solidarietà femminile contro la violenza alle donne; Associazione Donne Nissà; Associazione La Strada – Der Weg
Grafica:
Gruppe Gut, Bolzano
Illustrazioni:
Annalina Balke, Berlino
Stampa:
Tip. Tezzele by Esperia
Tiratura:
1.000 copie
Per richiedere copie della pubblicazione:
Comune di Bolzano
Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù
Vicolo Gumer 7 – St. 211 - Bolzano
Tel. 0471 997 335 Fax 0471 997 548
[email protected]
Steuerungskomitee:
Barbara Bovelacci, Forlì
Maura Misiti, Roma
Paola Villa, Milano
Ente coordinatore della rete dei Servizi
antiviolenza della città di Bolzano:
Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù
Traduzioni:
Maddalena Rudari e Donatella Trevisan (Comune di Bolzano)
Wir bedanken uns bei den Verantwortlichen und insbesondere bei den Mitarbeiterinnen der Institutionen, des Sanitätsprengels Bozen, der Sicherheitskräfte, der privaten
Organisationen und Vereine, die aktiv am Projekt mitgewirkt haben.
Ein besonderer Dank geht an Marina Valenti, die mit Professionalität und großem Einsatz zur Verwirklichung des
Projektes beigetragen hat.
Ente capofila:
Comune di Bolzano, Assessorato alle Pari Opportunità
A cura di:
Comune di Bolzano, Assessorato alle Pari Opportunità
Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano, Ufficio Servizi alla famiglia
Associazione Gea, per la solidarietà femminile contro la violenza
Associazione La Strada-Der Weg
Associazione Donne Nissà Frauen
Im vorliegenden Band wird für die Berufsbilder meist das
“universelle Femininum” benutzt, Männer sind dabei natürlich mitgemeint.
Iniziativa realizzata tramite il progetto
una comunità in rete per
contrastare la violenza di genere:
finanziata dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito
dell’Avviso, emanato con Decreto del 10/04/2008 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – 5 serie Speciale – Contratti
pubblici n. 97 del 24/04/2008, relativo al finanziamento di
progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e
contrasto della violenza di genere
e cofinanziato dal Comune di Bolzano.
Impressum:
Ottobre 2010
DONNE NISSÀ FRAUEN
NON LASCIAMOLA SOLA!
VADEMECUM DEI SERVIZI PER LE DONNE
UNA COMUNITA’ IN RETE CONTRO
LA VIOLENZA ALLE DONNE
Responsabile di progetto:
Stefano Santoro
Team di progetto:
Marina Bruccoleri
Stefania De Cicco
Elisabetta Kalb
Patrizia Masetti
Alessandra Merler
Roberta Nicolodi
Cecilia Stefanelli
Elena Vecchietti
Wissenschaftliche Leitung:
Nadia Pavanello, Padua
Projektteam:
Marina Bruccoleri
Stefania De Cicco
Elisabetta Kalb
Patrizia Masetti
Alessandra Merler
Roberta Nicolodi
Cecilia Stefanelli
Elena Vecchietti
Coordinamento scientifico:
Nadia Pavanello, Padova
Comitato di Pilotaggio:
Barbara Bovelacci, Forlì
Maura Misiti, Roma
Paola Villa, Milano
Koordinierung des Netzwerks:
Amt für Familie, Frau und Jugend
Federführende Körperschaft:
Stadtgemeinde Bozen, Assessorat für Chancengleichheit
Diese Initiative ist das Ergebnis des
Projektes ein gemeinsames netzwerk gegen
geschlechtsspezifische gewalt:
Das Projekt wurde gemäß der Kundmachung betreffend die Finanzierung von Projekten zur Prävention
und Bekämpfung der Gewalt gegen Frauen (Dekret vom
10.04.2008, veröffentlicht im Gesetzesanzeiger Nr. 97 vom
24.04.2008 - 5. außerordentliches Beiblatt - Öffentliche
Verträge) von der Abteilung für Chancengleichheit des Ministerratpräsidiums finanziert und von der Stadtgemeinde Bozen mitfinanziert.
WIR LASSEN MISSHANDELTE
FRAUEN NICHT ALLEIN!
HANDBUCH DER DIENSTE FÜR FRAUEN
IN GEWALTSITUATIONEN
EIN GEMEINSAMES NETZWERK ZUR
BEKÄMPFUNG DER GEWALT GEGEN FRAUEN
Gemeinde Bozen
Amt für Familie, Frau und Jugend
Gumergasse 7 – Zimmer 211 - Bozen
Tel. 0471 997 335 Fax 0471 997 548
[email protected]
Druck:
Druckerei Tezzele by Esperia
Auflage:
1.000 Stück
Die Publikation kann angefordert werden bei
Illustrationen:
Annalina Balke, Berlin
Grafik:
Gruppe Gut, Bozen
Übersetzungen:
Maddalena Rudari und Donatella Trevisan (Gemeinde Bozen)
HerausgeberInnen:
Gemeinde Bozen, Assessorat für Chancengleichheit
Betrieb für Sozialdienste Bozen, Amt für Familiendienste
Verein Gea, Für die Solidarität unter Frauen gegen Gewalt
Verein La Strada-Der Weg
Verein Donne Nissà Frauen
Impressum:
Oktober 2010
DONNE NISSÀ FRAUEN
Projektpartner:
BSB (Betrieb für Sozialdienste) – Amt für Familiendienste; Verein Gea, Für die Solidarität unter den Frauen gegen
Gewalt; Verein Donne Nissà Frauen; Verein La Strada – Der
Weg
In questo volume la frequente declinazione delle figure
professionali al femminile si intende includa anche il genere maschile
Projektleiter:
Stefano Santoro
Si ringraziano le responsabili delle Istituzioni, del Comprensorio Sanitario di Bolzano, delle Forze dell’Ordine,
delle Organizzazioni e delle Associazioni private, in particolare le loro operatrici, che hanno aderito e collaborato al
progetto.
Un particolare ringraziamento va a Marina Valenti che con
professionalità e dedizione ha fattivamente contribuito
alla realizzazione del progetto.
Indice
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Introduzione
La Rete antiviolenza della città di Bolzano
La rete come valore aggiunto per la prevenzione e il contrasto della
violenza contro le donne
Come e perché un vademecum per operatrici
Cos’è la violenza sulle donne
Carta etica
Guida alla consultazione del vademecum
I servizi della Rete antiviolenza della città di Bolzano
Servizi Casa delle donne
Associazione Gea per la solidarietà femminile contro la violenza
Associazione Casa alloggi protetti
Servizi di tutela e sicurezza
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano
Tribunale per i minorenni di Bolzano
Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bolzano
Carabinieri
Questura di Bolzano
Corpo di Polizia Municipale
Ordine degli Avvocati
Servizi sanitari
Pronto soccorso
Servizio psichiatrico
CSM - Centro di salute mentale
SPDC - Reparto di psichiatria dell’Ospedale di Bolzano
Ambulatorio specialistico di Psichiatria e Psicoterapia dell´etá evolutiva
Servizio psicologico
Ser.D. – Servizio per le dipendenze
Ambulatorio STP (Stranieri Temporaneamente Presenti)
Medici pediatri
Ordine dei farmacisti
Servizi sociali
Distretti sociali
Servizio prima accoglienza e consulenza per immigrati
Servizi specifici per donne
Associazione La Strada-Der Weg
Associazione Donne Nissà
Casa Margaret
Associazione Frauen helfen Frauen
Consultori
Aied
P.M. Kolbe
Mesocops
L’Arca
Consultorio per uomini
Centro Il Germoglio
Servizi di promozione della salute e di prevenzione
Servizio di educazione alla salute
Forum prevenzione
Servizi istituzionali
Comune di Bolzano – Servizio donna
ASSB – Ufficio servizi alla famiglia
Provincia autonoma di Bolzano – Uffici Famiglia, Donna e Gioventù
Introduzione
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
E’ provocata dalla donna
stessa e/o se lo merita
La violenza sessuale è nella maggioranza dei casi
compiuta da estranei
IN REALTA’
Nessun comportamento
della donna può giustificare l’uso della violenza
nei suoi confronti. Spesso
le donne hanno una
relazione di intimità con
chi le maltratta, ma avere
parte attiva in una relazione non significa essere
responsabili o provocare
la violenza ne tantomeno
essere costrette a subirla
IN REALTA’
Dai dati risulta che nella
maggioranza dei casi è
compiuta da conoscenti o
familiari
La Rete antiviolenza della città di Bolzano
Patrizia Trincanato
Assessora alle Pari
Opportunità,
Comune di Bolzano
La violenza contro le donne è un fenomeno antico, complesso
B
tera comunità, nessun soggetto istituzionale, individuale o
e purtroppo molto diffuso.
Si tratta di un fenomeno che deve essere affrontato dall’incollettivo, è sufficiente da solo a rispondere ai bisogni di una
donna che si trova in una situazione di maltrattamento.
Partendo da queste riflessioni il Comune di Bolzano ha sentito la necessità di doversi pensare come ente motore e promotore di un percorso di lavoro strutturato in rete e ha colto l’oc-
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4/
casione offerta dal Dipartimento per le Pari Opportunità per
avviare un progetto per la creazione di una rete dei servizi
pubblici e privati che, a vario titolo, intervengono nelle azioni
di prevenzione e contrasto alla violenza di genere ponendo in
primo piano l’esigenza di raccordare quanto c’è oggi di operante in tema di lotta alla violenza contro le donne e stimo-
lare l’assunzione di responsabilità da parte delle operatrici
sociali e sanitarie, del privato sociale e delle forze dell’ordine.
Al progetto hanno partecipato stabilmente una trentina di
operatrici dei servizi sociali e sanitari, delle Forze dell’Ordine, della magistratura e del terzo settore.
Il progetto ha confermato la necessità di una Rete intesa
come nuova prassi, al fine di realizzare una reale sinergia tra
gli interventi messi in atto e favorire la messa in comune di
linguaggi, strategie e metodologie per incrementare e rendere più efficaci la collaborazione e l’integrazione dei servizi
allo scopo di prevenire, contrastare ed intervenire con prontezza e adeguatezza nelle situazioni di violenza nei confronti
delle donne.
In quest’ottica questa pubblicazione vuole essere uno strumento pratico, utile a tutte le operatrici dei servizi territoriali impegnate nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno
e nel sostegno delle donne vittima di violenza.
La rete come valore aggiunto per la prevenzione
e il contrasto della violenza contro le donne
Stefano Santoro
Responsabile
di progetto
e Alessandra Merler
Referente
Servizio Donna
Il Servizio donna del Comune di Bolzano ha sviluppato già da
B
ne con tutti i servizi territoriali che da diverse angolature si
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alcuni anni una sensibilità e un’attenzione specifica alla problematica della violenza contro le donne, maturando la convinzione della necessità di attivare un tavolo di collaboraziooccupano di questo fenomeno.
In tal senso l’importante finanziamento ministeriale, integrato con fondi dell’amministrazione comunale, ha permesso
nel marzo 2009 l’avvio della costruzione della rete dei servizi
antiviolenza della città di Bolzano.
L’avvio della rete è coinciso con l’attivazione del team di progetto ristretto ad alcuni servizi specifici di genere della città:
l’Ufficio servizi alla famiglia dell’Assb, la Gea con il centro antiviolenza e la Casa delle Donne, l’associazione La Strada-der
Weg con il Progetto donna e l’associazione Donne Nissà con il
servizio di consulenza per donne migranti. Il team si è rivelato un utile laboratorio per sperimentare con successo tutte
le sfide tipiche del lavoro in rete: lo sviluppo di una conoscenza e fiducia reciproche, la mediazione delle proprie visioni e
prassi operative, la collaborazione e condivisione di obiettivi
comuni.
Grazie poi alla competente collaborazione della coordinatrice, dott.ssa Nadia Pavanello, è stato possibile trasferire alla
rete allargata a circa trenta servizi questa modalità di lavoro.
Determinante per l’implementazione della rete è stata la
profonda motivazione alla partecipazione attiva di tutte le
operatrici, che hanno colto nel progetto un’opportunità per
approfondire e affinare le proprie competenze professionali
sul tema nonché per costruire un valido strumento di risposta alla violenza contro le donne.
Usciamo arricchiti da questa esperienza che rappresenta per
noi un’importante occasione di crescita professionale e per
questo ringraziamo tutte le operatrici e le esperte che hanno
aderito al progetto.
L’augurio per il futuro è di poter proseguire e consolidare i
risultati raggiunti nella convinzione che solo attraverso modalità di lavoro congiunto si possa efficacemente contribuire
a promuovere una maggiore consapevolezza del fenomeno,
a contrastare ed eliminare per quanto possibile gli effetti di
questo ingiusto e intollerabile crimine.
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7/
Come e perche’ un vademecum per operatrici
Nadia Pavanello
Segreteria Scientifica
e Coordinatrice del
Progetto “Una
Comunità in Rete
per contrastare la
violenza di genere”
B
Cos’è un Vademecum per operatrici:
Per prima cosa questo Vademecum rappresenta il prodotto
di un percorso fatto assieme fra operatrici di servizi diversi,
appartenenti al pubblico e al privato sociale che, a vario titolo, sono chiamate ad intervenire nel contrasto alla violenza
di genere nel territorio di Bolzano e lavorano per la costruzione di una rete. Questo Vademecum è anche il mezzo che si
utilizza per fondare una prassi di lavoro in rete che permetta
la definizione di interventi complessi e coordinati fra servizi
differenti.
La rete operativa fra servizi non nasce come evento spontaneo ma viene originata da una necessità condivisa, abbisogna
di un input specifico per iniziare a lavorare e di uno scrupoloso ed attento percorso per diventare una realtà operativa.
Da cosa nasce:
La necessità di implementare e mantenere nel tempo una
Rete emerge dall’improrogabilità di rispondere in maniera
efficace e tempestiva al drammatico e ancora molto diffuso
fenomeno della violenza contro le donne. Il fenomeno violenza alle donne è un fenomeno sempre più complesso, trasver-
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sale e ancora molto sommerso. Gli interventi posti in essere
per contrastarlo efficacemente non possono che essere complessi, multidisciplinari e messi in atto da servizi ed istituzioni differenti. La complessità degli interventi è data dal fatto
che più servizi devono coordinarsi per porre in essere varie
azioni. I servizi coinvolti hanno epistemologie differenti,
mission specifiche, linguaggi propri e specialistici e, per poter lavorare assieme e in rete, questi devono necessariamente incontrarsi e camminare assieme per il raggiungimento di
linguaggi e prassi condivise. Il raggiungimento della costruzione di una rete rappresenta l’obiettivo finale di un percorso
e l’elaborazione di questo vademecum per operatrici è una
delle tappe del percorso stesso.
Input specifico:
Per partire con il lavoro per la costruzione di una rete è indispensabile un qualche cosa che ci spinga a farlo, nel nostro
caso specifico si è trattato dell’opportunità di aderire al progetto ministeriale, finanziato dal Dipartimento per le Pari
Opportunità, denominato “Una comunità in rete per contrastare la violenza di genere”. Il Progetto prevedeva varie azioni
che si sviluppavano alcune in maniera contemporanea altre
in successione. Vediamo di elencarle e spiegarle brevemente:
la prima è relativa ad un vero e proprio training per lavorare
in rete e ha coinvolto varie operatrici di servizi diversi. Con
questi si è costruito, a partire da alcuni stimoli teorici relativi al tema della violenza alle donne, un confronto sulle varie
modalità di sentire ed intervenire, sulle conoscenze e le prassi in atto. Da questo confronto è nata una prima conoscenza
reciproca, che ha portato pian piano ad una reciproca fiducia
e quindi ad un linguaggio e ad un operare coordinato e condiviso rispetto al problema, pur nel rispetto e nella coerenza di
ciascuna singola e diversa specificità o mission istituzionale
ed operativa. La seconda azione è stata la realizzazione di un
fitto calendario di incontri di formazione ed autoformazione
che ha visto impegnate in modo attivo sia le partecipanti alla
rete sia esperte esterne nazionali ed internazionali. Abbiamo cercato di superare la metodologia della classica lezione
frontale per far sì che questi appuntamenti di formazione
diventassero un reale momento di integrazione, approfondimento ed analisi di saperi diversi al fine di individuare e
sperimentare soluzioni pratiche ed innovative per il contrasto e la prevenzione della violenza alle donne. Sono seguite
poi due azioni che si sono sviluppate a partire da una rete che
incominciava ad operare realmente sul territorio. La prima
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ha riguardato la costruzione di un Osservatorio inteso come
momento di riflessione e di analisi sia sul fenomeno sia sulle
percezioni delle singole operatrici di ciascun servizio rappresentato in Rete in merito al problema e alla tipologia di donne
che accedono ai loro servizi. La seconda è stata di fatto il primo prodotto della rete di Bolzano in quanto destinato anche
alla Comunità e a tutte le operatrici che è appunto l’elaborazione di questo Vademecum. Questo strumento contiene una
vera e propria mappatura dei servizi e degli attori sociali che,
a vario titolo, sono presenti sul territorio di Bolzano e che,
con un linguaggio sensibile al genere, intendono esplicitare
la loro modalità di intervento e di accesso, in ultima analisi la
fruibilità delle risorse e delle opportunità da parte delle don-
ne e della comunità tutta per contrastare il problema della
violenza nelle relazioni di intimità.
Il vero obiettivo del nostro progetto era la costruzione di una
Rete dei Servizi Antiviolenza di Bolzano che prevedesse la
costruzione di un “luogo” e di un “tempo” in cui permettere
e favorire l’incontro ed il confronto tra operatrici e servizi
differenti, al fine di elaborare e porre in essere interventi
articolati, coordinati e condivisi a favore delle cittadine che
subiscono violenza. L’inizio del Progetto ha avuto come obiettivo il conoscersi, il contarsi ed il fidarsi. Questi obiettivi sono
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stati raggiunti attraverso tecniche di lavoro specifiche che
prevedevano sia la somministrazione di schede e materiali
specifici sia momenti di discussione ed approfondimento su
temi diversi. A partire da una epistemologia condivisa si può
costruire una nuova cultura, questo è l’enunciato che ci ha
guidati fino al raggiungimento degli altri obiettivi che sono:
il confrontarsi, il condividere, il formarsi assieme in uno
specifico percorso. Tutto ciò è stato ottenuto a partire da stimoli teorici, discussioni di situazioni concrete, confronto tra
esperienze e prassi diverse relative al lavoro con le donne che
subiscono violenza, e da questo si è cercato di far emergere
un’epistemologia condivisa sulla violenza nel rispetto delle
differenze di genere. Dalla teoria siamo poi passati alla pratica per agire una cultura di nonviolenza ed il lavoro in rete ha
previsto la condivisione del lavoro e delle pratiche attivando
un confronto su idee, stimoli, ipotesi nuove ed innovative.
Anche e soprattutto il lavorare su situazioni concrete che via
via le partecipanti portavano agli incontri ci ha permesso di
elaborare un pensiero comune, quel pensiero di Rete inteso
come cultura condivisa fatta di azioni concrete da porre in
essere per contrastare e prevenire efficacemente la violenza
agita sulle donne. Si è trattato di rivisitare in rete le prassi già
in atto e far emergere e sviluppare assieme, in Rete appunto,
idee, stimoli ed ipotesi nuove e diverse proprio come esito ed
occasione di confronto, favorendo la sussidiarietà tra i vari
attori ed ottimizzando al meglio le risorse disponibili. Anche
in un’ottica più di lungo termine, di consolidamento e mantenimento nel tempo di questa esperienza, è solo partendo
dall’ascolto attento del territorio che la Rete dovrà cercare di
reperire e rafforzare le potenzialità spontanee di aggregazione insite al suo interno diventando sempre più il “luogo” in
cui elaborare interventi sempre più adeguati alle istanze sociali che si modificano in un contesto che cambia di continuo.
Si pensi che in un tempo relativamente molto breve siamo
passati da una società fondamentalmente agricola basata
su tradizioni e modi di vita stabiliti e strutturati in secoli,
ad una società industriale che ha modificato nel profondo le
regole e le modalità del vivere assieme, passando ad esempio
da una famiglia estesa ad una famiglia mononucleare. Questa nuova società non ha quasi avuto il tempo di sedimentare i nuovi modi di convivenza e di rapporto, soprattutto fra
i generi, in quanto è stata superata da una società detta del
“postmoderno” o “dei servizi” in cui l’alienazione del lavoro
dal prodotto (si pensi all’impiegata del call center che non
ha alcun rapporto tra la sua mansione e il prodotto della sua
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mansione) e l’estrema diffusione di strumenti di tecnologia
avanzata nelle telecomunicazioni (ad esempio le chat, skipe
etc.), ha prodotto una autentica rivoluzione nelle modalità di
tessere e mantenere relazioni fra individui. Si pensi ad esempio a Lucrezia, Margherita, Matteo ed altre 50 o più persone
che fanno parte di un’unica specie o tribù, che chattano assieme, che si sono visti ma non si sono mai incontrati!
Queste modificazioni rapide hanno inciso profondamente nel
vivere delle persone complessificando le relazioni interpersonali sia intra che extrafamiliari. Interventi volti alla prevenzione e alla soluzione di relazioni interpersonali basate
sulla violenza non possono che essere complessi e tener conto
delle trasformazioni sociali di fatto avvenute.
La Rete Antiviolenza di Bolzano è unica ed irripetibile:
Il percorso di lavoro di una rete non può essere completamente previsto a priori in quanto non può prescindere dalla rete
stessa e dalla specificità ed unicità delle singole partecipanti
che ne fanno parte. Ogni rete è frutto di un specifico percorso, per questo rappresenta un’avventura unica ed irripetibile. La costruzione della rete nella sua fase iniziale dipende
dalla storia personale delle varie operatrici e dei differenti
attori sociali coinvolti. Grazie all’opportunità offertaci dal
Ministero e soprattutto alla fiducia e alla assidua ed attiva
partecipazione dimostrataci da tutte le operatrici che hanno
condiviso con noi questo percorso, pensiamo di aver tracciato
non solo dei possibili sentieri da percorrere in futuro ma anche soprattutto le condizioni per poter sviluppare e favorire
sempre più, nel tempo, quel processo dinamico che attiva e
mantiene viva e produttiva una Rete per il contrasto alla violenza alle donne nella città di Bolzano. Con questo percorso,
oramai già alla sua prossima conclusione, pensiamo di aver
avviato il tavolo ed il confronto di idee, conoscenze e prassi
operative utili e necessarie per far emergere nuovi e possibili
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/11
percorsi che porteranno alla definizione di altri obiettivi condivisi, obiettivi che rappresentano il tracciato sul quale non
solo si va a costruire ma che si percorre, nel tempo, il sentiero
specifico della Rete Servizi Antiviolenza di Bolzano.
Lo strumento Vademecum:
Il vademecum rivolto alle operatrici è una guida che riporta
i vari interventi e servizi, le varie offerte ed opportunità che
la Rete della Città di Bolzano può mettere in campo non solo
per contrastare efficacemente il problema della violenza alle
donne ma anche proporre per la costruzione di progetti condivisi e soprattutto coordinati. Il vademecum è innanzi tutto
uno strumento di lavoro indispensabile e prezioso per tutte le
operatrici in quanto le ha poste in grado di definire le proprie
azioni e i propri progetti d’intervento, nonché le aree di possibile condivisione e la tempistica d’intervento dei vari servizi.
Ci auguriamo che questo vademecum possa essere uno strumento utile e prezioso anche alle nuove operatrici che da
poco si sono affacciate o hanno incontrato questo drammatico problema, con la speranza che possa loro fare da “faro”
alla ricerca di alleanze e possibili condivisioni con altri per
la messa in atto di efficaci e condivise azioni di protezione e
tutela delle donne che subiscono violenza.
Durante il percorso e nel corso degli incontri pomeridiani di Rete, le partecipanti hanno avuto spesso la
percezione che “…camminando assieme si raggiunge
meglio l’obiettivo, ma spesso è proprio il camminare
assieme che è più importante del traguardo raggiunto”.
Il percorso per la costruzione di una Rete Antiviolenza nella Città di Bolzano è incominciato, ora solo
le operatrici, i servizi e la Comunità tutta possono
scegliere se proseguire il cammino intrapreso e sviluppare azioni sempre più efficaci per prevenire e
contrastare il fenomeno della violenza alle donne.
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Violenza
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
Le donne che subiscono
violenza sono donne
fragili
L’uomo violento è comunque un buon padre
Si pensa che i comportamenti violenti siano passeggeri e che “fra moglie e
marito non mettere il dito”
IN REALTA’
Dal 33 al 54% dei casi
di violenza domestica
anche i/lefigli/e vengono
maltrattati/e direttamente
In realtà le donne non
riconoscono e/o non utilizzano adeguatamente
le proprie risorse anche a
causa della continua svalorizzazione subita che
si è venuta a creare come
effetto della violenza
IN REALTA’
IN REALTA’
La violenza contro le donne non deve mai essere
accettata e giustificata ma
va perseguita.
La violenza contro le donne non è una questione
privata, tutta la comunità
ha il dovere di riconoscerla e contrastarla
Cos'è violenza sulle donne?
A cura della
Rete dei servizi
antiviolenza
della città
di Bolzano
B
La violenza sulle donne è ogni abuso di potere e controllo che
si manifesta attraverso un sopruso fisico, psicologico, economico e sociale, molte volte combinati insieme, con episodi che
si ripetono nel tempo e che assumono forme di gravità sempre maggiori. Interessa ogni strato sociale, economico e culturale senza differenza di razza, religione o età.
È violenza fisica ogni forma di aggressione contro la persona, le cose, le persone care.
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La picchia! La priva del sonno! Le impedisce di uscire o la
chiude in casa! Le distrugge gli oggetti a cui è legata! Non Le
permette di andare dal medico o di portarci i/le figli/e!
È violenza psicologica ogni azione od omissione, parola o
fatto che, mancando di rispetto alla donna, danneggia la sua
identità e dignità come donna.
Le dice che non vale niente, che è brutta e che non capisce
niente! Critica continuamente la donna, i suoi parenti, le sue
amicizie, Le impedisce di frequentarli o minaccia di far loro
del male! Le dice che non è in grado di occuparsi dei/lle figli/e!
Controlla continuamente tutto ciò che fa! Controlla il suo cel-
lulare e nella sua borsa! La costringe a vestirsi come vuole lui!
La fa sentire in colpa per tutto quello che fa o non fa! Ignora
sistematicamente le sue esigenze e i suoi bisogni! Si comporta
come se non esistesse! Cerca di far sembrare normali e giusti-
ficate le sue aggressioni! Prende in giro la sua fede religiosa,
la costringe a comportamenti contrari alle sue credenze o a
non rispettare le sue pratiche religiose! La costringe a sposarsi contro la sua volontà!
È violenza sessuale qualsiasi atto, minaccia o tentativo sessuale che avviene contro la volontà della donna.
La costringe ad avere rapporti sessuali quando non vuole o
con altri! La costringe ad assistere a rapporti sessuali o a visionare materiale pornografico! La costringe a non utilizzare metodi anticoncezionali sia per proteggersi da malattie a
trasmissione sessuale, sia per evitare una gravidanza! L’ha
costretta/la costringe ad abortire! E’ stata costretta a visite
mediche per verificare la sua verginità! Costringe Lei e i/le
suoi/sue figli/e a subire mutilazioni genitali! La costringe a
prostituirsi!
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È violenza economica ogni forma di privazione, controllo e
imposizione che limita la donna nella sua autonomia econo-
mica.
Non le permette di lavorare! Non le permette di avere un
conto in banca! La costringe a spendere tutto il suo stipendio
nelle spese domestiche senza contribuire! Non le dice quanto
guadagna! La costringe a fare debiti! La costringe a versare
il suo stipendio sul suo conto! L’ha costretta a firmare senza
informarla di quale impegno economico si trattava! Si rifiuta
o paga solo in parte l’assegno di mantenimento per la donna e
i/le figli/e! La costringe ad umilianti trattative per riceverlo!
Intesta tutti i beni a nome proprio!
Lo stalking è ogni comportamento persecutorio agito quando la donna cerca di allontanarsi o separarsi da lui.
La segue negli spostamenti! La aspetta sotto casa o dove lavora! Le telefona continuamente a casa, sul lavoro o sul cellulare! Continua a mandarle sms, e-mail, lettere, biglietti!
Compare inaspettatamente nei luoghi che abitualmente frequenta! Si sente sempre controllata e in pericolo!
Si parla di violenza assistita ogni qualvolta una minore assiste o ha la percezione di episodi di violenza fisica, psicologica,
sessuale, economica, compiuta sulle sue figure di riferimento
e/o su altre figure significative adulte o minori.
Il/La figlio/a è presente quando lui urla, la insulta, la minaccia, la picchia! E’ in casa quando queste cose succedono! Sente
o vede tutto! Si accorge e si preoccupa quando la donna sta
male e piange! Ha paura! Ha cercato di intromettersi e di fermare le violenze! Gli/Le dice che non vale niente, che non è
una buona mamma e che tutto quello che succede è colpa sua!
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Il Mobbing è una forma di terrore psicologico, esercitata di
norma sul posto di lavoro, attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghe o superiori. Ha
come scopo il licenziamento.
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Forse non tutti
sanno …
B che solo per i reati più gravi e
più pericolosi per la collettività
(ad es.: omicidio, rapina, traffico
di armi, spaccio di stupefacenti,
ecc.) la Procura della Repubblica
ha l’obbligo di agire e quindi di
investigare “d’ufficio” allo scopo
di individuare i colpevoli per
il solo fatto di esserne venuta a
conoscenza
Per i reati che la legge giudica
meno gravi e meno pericolosi
per la collettività quali ad esempio, le offese, i danneggiamenti,
le percosse, ecc., la Procura
della Repubblica può invece
agire solo su “querela di parte”
e cioè solo se la persona vittima
del reato lo richiede con un atto
chiamato “querela”. La querela è
necessaria - seppur per motivi
diversi - anche nel caso di reati
sessuali. Questo atto deve avere
una certa forma e deve rispettare dei termini ed è quindi
consigliabile che il cittadino
che vuole sporgere querela si
rivolga a degli “esperti” ossia
alla Polizia giudiziaria o anche
ad un avvocato.
IL GRATUITO PATROCINIO
Ai cittadini meno abbienti è garantita l’effettività della difesa
in un giudizio civile, penale o
amministrativo: coloro che sono
titolari di un reddito annuo
inferiore ad euro 10.628,16*
possono presentare domanda
per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, per
nominare una propria avvocata,
scegliendola da apposita lista,
con il risultato di non dover sopportare alcuna spesa. L’attività
professionale dell’avvocata
(così come le altre spese che si
dovessero rendere necessarie
nel corso del processo, per
es. perizie o traduzioni) sarà,
infatti, retribuita all’avvocata
direttamente dallo Stato.
Il servizio di informazione,
consulenza e assistenza nella
presentazione delle domande di
ammissione al patrocinio, aperto alla cittadinanza, è svolto nei
giorni di
lunedì e mercoledì, dalle ore
10.00 alle ore 12.00
presso la sede del Consiglio
dell'Ordine, Palazzo di Giustizia,
III piano, a cura delle avvocate
inserite nell'Elenco.
* il limite per il reddito annuo è
soggetto ad aggiornamenti
Carta etica
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
Gli uomini violenti sono
persone con problemi
psichiatrici, alcool o
tossicodipendenti
Gli uomini violenti sono in
particolare stranieri
Anche le donne agiscono
violenza sugli uomini
IN REALTA’
IN REALTA’
In realtà si verifica in tutte le culture e soprattutto
dentro le mura domestiche e nelle relazioni di
intimità
E’ vero, ma la percentuale
è in proporzione assai
bassa, e spesso si verifica
a scopo di difesa rispetto
alla violenza esercitata
dagli uomini
IN REALTA’
In realtà solo il 10% dei
maltrattatori presenta
problemi psichiatrici. La
maggioranza degli uomini
violenti non è né alcolista
né tossicodipendente
Gli operatori e le operatrici della rete dei servizi per il
contrasto alla violenza di genere della citta’ di Bolzano
riconoscono i seguenti principi generali:
A cura della
Rete dei servizi
antiviolenza
della città
di Bolzano
1
La violenza di genere è un fenomeno esteso, sommerso, universale e socialmente trasversale, collegato all’iniqua distribuzione del potere economico, sociale e culturale nei rapporti
tra gli uomini e le donne nella nostra società, ancora caratte-
B
rizzata da persistenti disuguaglianze e mancanza di reciprocità tra i generi.
2
La violenza contro le donne costituisce un ostacolo allo svi-
22/
23/
luppo di una società democratica perché lede i diritti fondamentali della persona privandola della sua libertà e della sua
dignità, sia nella vita pubblica che nella vita privata.
3
La violenza contro le donne costituisce un attacco all’inviolabilità della persona ed alla sua libertà, secondo i principi
sanciti dalla Costituzione, dalla Dichiarazione delle Nazioni
Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne (1993),
dalla Dichiarazione di Pechino (1995), dalla Dichiarazione di
Vienna (1998), dal Trattato di Maputo sui diritti delle donne
in Africa (2003) e dalle vigenti leggi.
4
La violenza contro le donne ha un costo sociale ed economico
altissimo (OMS) perché produce effetti drammatici e persistenti sulla salute psico-fisica, sull’autonomia economica e
sulla partecipazione sociale delle donne e delle loro figlie con
importanti ricadute sul contesto sociale allargato.
5
La violenza contro le donne è un ostacolo alla partecipazione
delle donne alla società e al mercato del lavoro e determina la
loro esclusione sociale e povertà.
6
Non c’è persona che meriti di subire violenza, nulla può giustificare la violenza!
7
La violenza va perseguita.
8
La violenza non deve essere più accettata come possibile modalità per dirimere i conflitti tra generi, generazioni e diver-
sità che vanno affrontati con modalità di dialogo e reciproco
rispetto.
9
L’autore è responsabile della violenza che agisce all’interno di
una società che tende ancora a tollerarla, a giustificarla e a
mistificarla sotto forma di alibi culturali o libertà di stili fa-
miliari.
10
La violenza di genere non va considerata soltanto un problema individuale o una questione privata: può venir meno solo
se tutti, uomini e donne, ci impegniamo a riconoscerla e a contrastarla, sia a livello individuale che collettivo.
/23
/22
La rete riconosce a qualsiasi donna e in qualsiasi
luogo i seguenti diritti:
1
alla vita
2
all’uguaglianza, allo sviluppo e alla pace
3
alla salute psico-fisica e relazionale
4
alla propria dignità personale
5
alla piena realizzazione della propria personalità
6
alla piena libertà di pensiero, di espressione e di scelta
7
alla libertà e alla sicurezza personale
8
ad una corretta informazione, consulenza,
assistenza e tutela giuridica
9
alla parità tra i generi
10
alla casa, al lavoro e all’autonomia
11
ad una piena ed uguale partecipazione sociale alla vita
politica, culturale e sociale sia in ambito familiare che di
comunità
12
di essere accolta, ascoltata, compresa, creduta e rispettata
nella sua unicità, individualità e cultura senza discriminazione alcuna
13
all’informazione sulla propria salute e sessualità
14
all’accesso alle risorse e ai servizi della comunità
Impegni che la rete assume per promuovere la realizzazione di questi diritti e per contrastare efficacemente il
fenomeno della violenza di genere
1
Qualsiasi donna può rivolgersi alla Rete per qualsiasi problema.
2
Qualsiasi donna può rivolgersi a qualunque servizio della
Rete.
3
Le donne devono poter trovare informazione e salute nei servizi della Rete.
4
La Rete si impegna a favorire e sostenere un rapporto di au-
24/
25/
tentica reciprocità tra chi utilizza e chi offre un servizio.
5
La Rete si impegna a far emergere le caratteristiche individuali, le risorse personali prescindendo da differenze sociali
e culturali.
6
La Rete si impegna a rappresentare un ponte tra la persona
e le istituzioni, la comunità e le culture di appartenenza, nel
rispetto delle tradizioni, dei modi di sentire e dei tempi della
donna.
7
La Rete si impegna a proteggere e a dare sicurezza, ascoltare,
accogliere e sostenere la donna nel suo percorso di consapevolezza della violenza subita, assumendo un approccio attento e non giudicante.
8
La Rete si impegna ad assicurare la miglior accoglienza possibile, l’ascolto ed il sostegno creando un ambiente riservato
in un clima facilitante, empatico e validante.
9
La Rete riconosce e valorizza nella donna le sue capacità e
risorse personali che le permettono di assumere in prima
persona le proprie decisioni, rispettandone i tempi, le paure, i
timori, le resistenze.
10
La Rete si impegna a dare voce e a dare coraggio alle donne
sostenendole in un percorso di maggior consapevolezza e
considerazione di sé e di trasformazione della relazione violenta.
11
La Rete si impegna a riconoscere l’autore di violenza come
persona che necessita di interventi specifici volti a porre fine
alle proprie modalità violente nei confronti delle donne e dei/
lle bambini/e.
12
La Rete si impegna a contrastare ogni forma di violenza mettendo in atto tutti gli interventi volti al dialogo e alla reciprocità per la promozione delle singole individualità.
/25
/24
Guida
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
Si crede sia presente
in contesti familiari
culturalmente, economicamente e socialmente
svantaggiati, emarginati
e deprivati
Alle donne che subiscono
violenza piace essere
picchiate, altrimenti se ne
andrebbero
IN REALTA’
La violenza contro le
donne è un fenomeno
trasversale, presente in
ogni paese, in ogni cultura
e classe sociale
IN REALTA’
Un complesso intreccio
di dipendenze impedisce loro di lasciare il
maltrattatore. Le donne
“scelgono” la relazione,
non la violenza!
COMUNEMENTE
“Le donne si cercano uomini che le maltrattano”.
“Le donne si inventano
dei maltrattamenti per
ottenere vantaggi”
IN REALTA’
Attraverso questi
pregiudizi si minimizza
e si legittima la violenza!
Queste affermazioni
costituiscono un’ulteriore
aggressione alle donne
ostacolando qualsiasi
possibilità di cambiamento culturale.
Guida alla consultazione del vademecum
A cura del Team
di progetto
Il vademecum che avete fra le mani è un manuale che ha
B
ricoprire un ruolo significativo nella relazione di aiuto nei
l'obiettivo di individuare velocemente i servizi che possono
confronti di una donna che si trova in situazione di violenza
e, nella quasi totalità dei casi, anche delle figlie e dei figli che
la vivono con lei, in base:
1
alla situazione di violenza in generale;
2
alle esigenze prioritarie di quello che in un preciso momento
stanno vivendo.
28/
29/
La violenza contro le donne esiste ed esistono segnali di cui
le donne ed i loro figli e figlie sono portatrici, pur nella loro
difficoltà a dichiarare la propria situazione e ad attivarsi
per uscirne: le istituzioni devono essere in grado di rilevare
il bisogno, anche qualora non sia dichiarato, ed attivarsi per
sostenere l'utente.
La logica che sottende il lavoro di rete fin qui svolto e che
si esplicita in questo manuale è che, rispetto a questo fenomeno, esistono:
1
i servizi specifici che riescono ad aiutare la donna rispetto
alla situazione di violenza in generale e che sono i centri antiviolenza e le case protette;
2
i servizi, anche altamente specializzati, che possono rispondere alle esigenze che di volta in volta le donne ed i e le minori esprimono, dal momento della rilevazione della violenza al
momento dell'uscita da questa.
Ogni operatrice, di qualsiasi servizio, di fronte ad una situazione di violenza dovrebbe quindi essere in grado di consultare questa guida sapendo che può, da una parte, inviare la
donna ai servizi della Casa delle Donne o, se la donna non è
pronta, chiedere consulenza a questi servizi rispetto alla ge-
stione del caso, e, dall'altra, inviare la donna, a seconda dei
suoi bisogni specifici - di salute fisica e/o psichica, di assistenza sociale e/o economica, di tutela legale o di sicurezza ai competenti enti.
Questo vademecum aiuta gli operatori in questo, cioè a conoscere le competenze dei diversi servizi, che hanno compiuto,
con questo lavoro, un grande sforzo di definizione di se' stessi
e dei loro mandati, ed a orientarsi rispetto alle diverse offerte
presenti in città per aiutare la donna in situazione di violenza
a trovare i servizi adeguati alla sua situazione.
Per una maggiore facilità di consultazione, il manuale è
/29
/28
suddiviso in diverse sezioni che raggruppano i servizi per le
principali aree di intervento: specialistici in tema di violenza; di tutela e sicurezza; sanitari; sociali; specifici per donne;
i consultori; i servizi di promozione alla salute e di prevenzione e quelli istituzionali.
Buona consultazione a tutte e tutti!
Servizi
COMUNEMENTE
COMUNEMENTE
Sono episodi sporadici,
causati da occasionali
perdite di controllo
La violenza contro le
donne è un fenomeno poco
diffuso
IN REALTA’
IN REALTA’
La violenza esprime la volontà di esercitare potere
e controllo sulla donna;
per questo l’episodio
violento non è leggibile
come atto irrazionale, ma
è quasi sempre un atto
premeditato che si ripete
nel tempo, arrivando fino
all’omicidio
Da uno studio dell’ONU
pubblicato nel 2006 risulta che 1 donna su 3 in tutto
il mondo, subisce soprusi,
mutilazioni, stupri.
In Europa e nel mondo la
violenza nelle relazioni
d’intimità è la principale causa di morte e di
invalidità per le donne di
età compresa tra i 16 e 44
anni (Consiglio d’Europa).
Secondo l’OMS dal 40 al
70% delle donne vittime
di omicidio sono state
uccise dai propri partner.
E’ un fenomeno in crescita
e largamente diffuso
Centro d’ascolto
antiviolenza;
Casa delle donne
Associazione GEA
Indirizzo:
Centro d’ascolto
antiviolenza
Via del Ronco 21,
Bolzano
Casa delle donne Bolzano,
ad indirizzo segreto
Apertura:
Centro d’ascolto
antiviolenza:
Lu: 8.30-15.30;
Ma: 8.30-17.30;
Me: 12.30-17.30;
Gio: 13.00-18.00;
Ve: 8.30-12.30
Telefono:
Numero verde di
emergenza
800 27 64 33 attivo 24h
Tel:
0471 513 399
Fax:
0471 513 398
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.casadelledonnebz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Centro Antiviolenza offre: Sostegno e consulenza alle donne in situazione di violenza; consulenza
a servizi pubblici e/o privati o a privati cittadini sia
sulla tematica in generale sia su singole situazioni
di donne in situazione di violenza; lavoro in rete
con istituzioni e servizi presenti sul territorio; progetti di sensibilizzazione, prevenzione e formazione. La Casa delle donne offre: Accoglienza, anche
di emergenza, alle donne in situazione di violenza
e ai/alle loro figli/e.
Attività, Servizi erogati
Il Centro Antiviolenza offre: Linea telefonica
d’emergenza gratuita attiva 24 ore su 24. Consulenze telefoniche e personali gratuite con operatrici
qualificate. Informazioni sui diritti e sulle principali risorse presenti sul territorio. Percorsi di
uscita dalla violenza individuali personalizzati.
Interventi di crisi e piani di sicurezza. Consulenza
legale gratuita. Consulenze a sostegno di parenti e
conoscenti di donne in situazione di violenza. Attivazione di interventi di rete con i servizi territoriali formali ed informali. Informazioni a persone
interessate alla tematica della violenza contro le
donne. Attività di formazione, sensibilizzazione e
prevenzione. La Casa delle donne offre: Ospitalità
temporanea alle donne e ai/alle loro figli/e, anche
in emergenza. Consulenze individuali e di gruppo
con operatrici qualificate. Costruzione di progetti
di sostegno ai/lle minori ospiti nella struttura
protetta. Consulenza alle madri individuale e di
gruppo di sostegno alla genitorialità
32/
33/
Progetti specifici rivolti alle donne: Percorsi di
consulenza, sostegno ed accoglienza per le donne
sia al Centro Antiviolenza, sia alla Casa delle
Donne, individuali e di gruppo, per fronteggiare
situazioni di crisi, predisporre eventuali piani di
sicurezza, elaborare la violenza subita e un nuovo
progetto di vita. Progetti espressivi per donne e
minori accolti nella Casa delle Donne.
Operatori/trici presenti, funzioni e attività
svolte: Al Centro e alla Casa lavora esclusivamente
personale femminile: sei operatrici qualificate,
sia per la consulenza alle donne, sia per il lavoro di
rete con terzi e servizi, sia per i progetti di sensibilizzazione, prevenzione e formazione; un’operatrice con i/le minori qualificata, per le attività
di gruppo con minori e consulenza alle madri;
un’operatrice addetta alla gestione della Casa delle
Donne; una segretaria amministrativa-contabile;
alcune collaboratrici addette al servizio notturno.
Tipologia dell’utenza
Il servizio si rivolge a donne che nelle loro relazioni interpersonali, di coppia, in famiglia, in ambito
lavorativo o in altri contesti sociali vivono o hanno
vissuto situazioni di violenza psicologica, fisica,
sessuale, economica, situazioni di maltrattamento,
sopraffazione, stalking ed ai/lle loro figli/e nel
caso questi/e vengano accolti/e nella struttura
protetta ed abbiano subito violenza diretta e/o
indiretta. Il servizio è offerto a tutte le donne
indipendentemente dalla loro origine nazionale
o sociale, lingua, cultura, religione e condizione
economica.
Il servizio si rivolge a chiunque, privato/a
cittadino/a o istituzione pubblica e privata che
abbia interesse e desiderio di essere informato o
di approfondire le tematiche legate alla violenza
di genere.
Fenomenologia osservata
Donne in situazione di violenza, prevalentemente
domestica, e loro figli/e rispetto alla violenza assistita e/o subita. Dalla data di apertura del Centro
Antiviolenza nel novembre 2000 a giugno 2010 si
sono rivolte al Centro 1336 donne. Alla Casa delle
Donne dal febbraio 2001 a giugno 2010 sono state
accolte 205 donne e 204 minori.
/33
/32
Modalità di accesso al servizio
Le donne possono accedere direttamente presentandosi al Centro negli orari di apertura o telefonando per fissare un appuntamento attraverso il
numero verde 800276433 attivo 24 ore su 24.
I Servizi possono rivolgersi al Centro utilizzando
il nr tel 0471/513399 o il numero verde solo in caso
di emergenza.
Collaborazione tra operatrici e modalità
Le operatrici qualificate che operano al Centro e
alla Casa delle Donne lavorano in stretta collaborazione tra loro: compiti, mansioni e funzioni sono
ripartite in ugual misura. Riunioni settimanali,
consegne quotidiane, supervisioni frequenti e
un’organizzazione mirata del lavoro garantisce
uno scambio continuo ed una condivisione dei casi
seguiti.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Collaborazioni con il servizio sociale di base, le
forze dell’ordine, il Tribunale ordinario e il Tribunale dei minorenni e le relative procure, servizi
sanitari, privato sociale ed istituzioni. Protocollo
d’intesa con consultorio Ehe und Erziehungsberatung – Südtirol per i/le minori ed il sostegno alle
madri.
Proposte per il lavoro di rete
Intensificazione del lavoro di rete in particolare
con servizio sociale di base, Tribunale minori e
Ambulatorio Specialistico per la Salute Psicosociale dell’Età Evolutiva per far emergere e contrastare il fenomeno della violenza assistita dai/
dalle minori. Collaborazioni per la definizione ed
attivazione di canali preferenziali per sostenere le
donne in particolare nella ricerca casa e lavoro.
Potenziamento della Rete cittadina come osservatorio privilegiato rispetto alla violenza contro
le donne ed alla violenza assistita e come tale
interlocutore e promotore di scelte politiche e
sociali mirate.
Programmi di sviluppo previsti
Formazioni alle mediche di base e alle pediatre,
al personale sanitario, al personale dei distretti
sociali ed alle Forze dell’ordine.
Potenziamento di progetti di prevenzione e sensibilizzazione rivolti a/alle studenti/esse.
Casa alloggi
protetti
Indirizzo:
Anonimo; c.p. 103
Bolzano
Apertura:
Lu-Ve: 8.30-12.30/
14.00–18.00
Telefono:
Numero verde 800 89 28 28,
Ufficio 0471 970 350
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.hdgw.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
La casa alloggi protetti offre il suo servizio a donne
ed i/le loro figli/e, che si trovano in situazioni di
violenza domestica e che vorrebbero rifugiarsi per
proteggersi e allontanarsi dalla violenza. L’obiettivo è quello di dare alla donna (e ai/lle bambini/e)
vittima di violenza, la possibilità, l’aiuto, gli strumenti e le informazioni necessarie per iniziare
una nuova vita fuori dal ciclo della violenza. Si contraddistingue inoltre l'iniziativa per la sensibilizzazione e la consulenza nell'ambito della violenza,
in particolare la violenza domestica.
Attività, Servizi erogati
Consulenze per donne in situazioni di violenza
accoglienza nella struttura protetta se la donna si
trova in una grave situazione di violenza.
Sistemazione temporanea protetta, l'atmosfera di
vita indipendente: ogni donna vive con i/le suoi/
sue figli/e in un appartamento protetto all’interno
della struttura.
Supporto nella gestione di questioni burocratiche
(scuola, lavoro, casa, avvocato, ecc.).
Consulenze psicologiche, pedagogiche in situazioni acute (interventi nelle situazioni di crisi).
Consulenze e colloqui singoli e di gruppo durante
il soggiorno nella struttura e assemblee di casa
mensili per elaborare strategie di problem-solving
e di gestione dei conflitti.
Possibilità di partecipare a gruppi di auto-aiuto.
Lavoro di rete con altri servizi psico-sociosanitari.
Informazioni su offerte di supporto che riguardano lavoro, ricerca di appartamento, assistenza
economica e altre questioni, corsi di formazione
all’interno della struttura.
Consulenza legale e sostegno economico.
Attivitá di sensibilizzazione della comunità.
34/
35/
Progetti specifici rivolti alle donne
La donna prima dell’accoglienza in struttura ha
la possibilità di usufruire di colloqui di sostegno
psicologico. Dopo l’accoglienza la donna, l’assistente sociale e il team della casa elaborano insieme un
progetto di mediamente sei mesi. Questo progetto
individua le problematiche della signora e ha il
fine di sostenerla in ogni campo (emotivo, comportamentale, genitoriale, legale, lavorativo, abitativo) per darle la possibilità di iniziare una nuova
vita indipendente e fuori dal ciclo della violenza.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte: Il team è composto da due operatrici volontarie che garantiscono la reperibilità
telefonica e che sono presenti a tutte le riunioni, e
da tre operatrici fisse che oltre a essere responsabili per la casa, le donne e i/le bambini/e accolti/e,
offrono consulenze e informazioni esterne coprendo anche l'area di sensibilizzazione.
Presidente dell'associazione: Josefine NicolussiLeck Waldner; Co-fondatrice e componente del
direttivo: Martha Ebner; Coordinatrice, psicologa/
psicoterapeuta: Silvia Natzler; Psicologa ambito
minori: Elke Kaiser; Responsabile amministrazione: Elke Psenner.
Forum Prevenzione, Young & Direct, Infes, Donne
Nissá, Servizio psicologico, Centro di psicoterapia
e psicosomatica, Reparto di Psichiatria, Struttura
terapeutica Bad Bachgart. Ambito minori: Tribunale dei Minori, Servizi sociali, IPAI, scuole, asili.
Forze dell’ordine: Questura, Carabinieri, Polizia.
Tipologia dell’utenza
Donne che hanno subito violenza fisica, psichica,
economica, sessuale o che vengono minacciate
nelle loro famiglie e relazioni intime, hanno
il diritto di chiedere rifugio nella casa alloggi
protetti. Possono essere accolte fino a sette donne
maggiorenni con i/le loro figli/e, indipendentemente dal loro orientamento religioso, politico o
etnico. Il servizio è multizonale, per questo motivo
possono essere accolte donne di tutta la provincia
di Bolzano, se sono in possesso di un permesso di
soggiorno valido.
Proposte per il lavoro di rete
Cercare di trovare delle soluzioni anche per le
donne che non entrano nei criteri di accoglienza
per le strutture protette, per esempio donne che
per via di handicap fisici e psicologici, dipendenze
da sostanze, senzatetto ecc. non possono essere
accolte.
Lavorare insieme su come trovare velocemente
posti o persone disposte ad accudire i bambini
quando le mamme sole hanno colloqui, appuntamenti di lavoro o impegni vari.
/35
/34
Fenomenologia osservata
Ci occupiamo di donne e bambini vittime di violenza. Osserviamo soprattutto violenza agita dentro le
mura domestiche da parte di mariti e compagni. La
donna che si rivolge a noi molte volte ha sopportato
la situazione di violenza per un lungo periodo. Da
noi cerca un luogo sicuro e chiede tranquillità e
sostegno. Alcune donne invece si rivolgono a noi
dopo una violenta aggressione e scappano da casa
il giorno stesso.
Modalità di accesso al servizio
Le donne e i bambini trovano accesso attraverso le
richieste da parte dei servizi sociali, da parte del
centro anti violenza e le altre strutture protette
della provincia, attraverso le forze dell’ordine,
medici e l’associazione “Frauen helfen Frauen”.
La donna stessa può fare richiesta di accoglienza
o per un colloquio chiamando il numero verde
oppure contattandoci attraverso il sito internet,
scrivendo una mail.
Collaborazione tra operatrici e modalità
Una collaboratrice coordina le attività della
struttura, organizza le accoglienze delle donne e
si occupa dei colloqui di sostegno e delle attività di
rete e sensibilizzazione. Un’altra collaboratrice si
occupa di tutto l’ambito minori, consulenze e sostegno genitoriale, lavoro di sensibilizzazione nelle
scuole. La reperibilità telefonica nei fine settimana
viene garantita da due volontarie.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Servizi pubblici: Aziende Servizi Sociali, Distretti
Sanitari, Comuni, Provincia, Astat.
Strutture socio psicologiche: Associazione Frauen
helfen Frauen, Katholischer Familienverband,
strutture per donne protette in provincia, Consultori familiari, servizi Caritas, Hands, Sert,
Programmi di sviluppo previsti
È previsto un lavoro di rete tra le strutture protette
per il lavoro nell’ambito minori.
Procura della
Repubblica
presso il
Tribunale di
Bolzano
Indirizzo:
Piazza Tribunale 1, Bolzano
Apertura:
Lu-Sa: 8.30-12.30
Telefono:
0471 226 111
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.procura.bz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
La Procura della Repubblica presso il Tribunale
di Bolzano in sede penale è competente per tutti i
reati commessi nella Provincia di Bolzano da maggiorenni: in particolare, riceve la notizia di reato
( denuncia, querela, esposto), svolge le indagini
necessarie, esercita l’azione penale, se non ritiene
di chiedere l’archiviazione, sostiene l’accusa in giudizio, cura l’esecuzione delle pene; in sede civile, a
tutela delle persone deboli, partecipa ai giudizi di
separazione, divorzio, interdizione, inabilitazione,
amministrazione di sostegno.
Attività, Servizi erogati
I/Le magistrati/e della Procura eseguono in prima
persona le indagini o ne delegano l’esecuzione alla
polizia giudiziaria, partecipano personalmente
alle udienze penali ed a quelle civili.
Per 24 ore e per 365 giorni all’anno un/a
magistrato/a della Procura della Repubblica è di
turno esterno, il che significa che egli/ella deve
essere reperibile di giorno e di notte da parte delle
Forze dell’Ordine per ogni urgenza o necessità che
si possa verificare.
Presso gli sportelli della segreteria della Procura
della Repubblica si possono depositare direttamente querele, richiedere permessi di colloqui
con detenuti, richiedere copia di atti relativi a
procedimenti penali in corso, certificati penali e
certificati dei carichi pendenti.
36/
37/
Progetti specifici rivolti alle donne
Presso la Procura della Repubblica di Bolzano è
istituito un gruppo di lavoro denominato “ fasce
deboli” composto da magistrati/e, che si occupa di
procedimenti relativi a reati commessi ai danni di
persone deboli, ossia di reati in materia sessuale,
in ambito familiare, ai danni di adulti e minori,
prostituzione, abbandono di minori, pedopornografia; i/le magistrati/e specializzati/e dedicano
un’adeguata attenzione a questa materia particolarmente delicata non solo sotto il profilo giuridico,
ma anche psicologico e sociale.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Presso la Procura della Repubblica prestano
servizio i/le magistrati/e (Procuratore, Procuratore aggiunto, sostituti Procuratori) che svolgono
attività giudiziaria coadiuvati dal Personale
amministrativo e dalla Polizia Giudiziaria.
Tipologia dell’utenza
I/Le magistrati/e della Procura hanno come
interlocutori principalmente le Forze dell’ordine
(Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia
Municipale…) che mandano le notizie di reato ed
alle quali vengono delegate le indagini che si svolgono comunque sotto la direzione ed il controllo del
Magistrato.
Modalità di accesso al servizio
Chiunque può segnalare alla Procura della
Repubblica ipotesi di reato. Ogni segnalazione,
qualora sussista la condizione di procedibilità,
viene esaminata ed eventualmente approfondita
con opportune indagini. I servizi possono sempre
richiedere appuntamenti con i/le magistrati/e del
gruppo di lavoro fasce deboli o rivolgere richieste
di chiarimenti o informazioni anche via mail o
telefono.
/37
/36
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
All’interno dell’ufficio vi è un costante confronto
tra i/le magistrati/e che si riuniscono mensilmente ed in particolare tra i/le magistrati/e del gruppo
di lavoro fasce deboli, per discutere di casi particolari e per avere una certa uniformità di indirizzo.
Anche il confronto con la Polizia Giudiziaria, della
quale viene curata anche la formazione, è costante.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
La Procura, ed in particolare i/le magistrati/e
del gruppo di lavoro fasce deboli, è in costante
contatto con i/le colleghi/e della Procura Minori
in relazione a reati che coinvolgono minori o commessi a danno di minori, con le Forze dell’Ordine e
con tutti i Servizi, sociali, psicologici, medici che
si occupano di minori, disagi familiari in genere,
donne maltrattate o sottoposte ad abusi.
Proposte per il lavoro di rete
Ai fini degli obiettivi che devono essere perseguiti
dalla Procura ordinaria (condanna del colpevole e
tutela della persona offesa) è importante che i servizi a vario titolo coinvolti considerino la Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano ed
in particolare i/le magistrati/e del gruppo di lavoro denominato “ fasce deboli” come delle interlocutori/trici naturali a cui rivolgersi per chiarimenti
e consigli ,ma ai/alle quali indirizzare anche le
denunce relative a reati procedibili d’ufficio dei
quali vengano a conoscenza, consapevoli del fatto
che ogni segnalazione o denuncia verrà valutata e
fatta oggetto di serie indagini che avranno sempre
come primo obiettivo la tutela della persona offesa.
Tribunale per
i minorenni di
Bolzano
Indirizzo:
Corso Libertà 23, Bolzano
Apertura:
Lu–Sa: 8.30–13.30
Telefono:
0471 226 479
Mail:
[email protected]
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) è competente
in sede penale per i reati commessi dai/lle minori
degli anni 18 e si occupa dell’esecuzione delle
pene fino al raggiungimento del venticinquesimo
anno di età. In sede civile è competente nei casi
previsti dalla legge. Regola i rapporti personali tra
genitori non coniugati e figli/e minori e in tale sede
determina anche il contributo di mantenimento
in favore dei/lle figli/e e a carico del genitore non
convivente. Il T.M. emette provvedimenti a tutela
del/la minore. Il T.M. può dichiarare la decadenza
dalla potestà sui/lle figli/e. Il T.M. accerta la paternità e maternità naturale e decide sul cognome
del/la figlio/a minore naturale riconosciuto prima
dalla madre e poi dal padre. E’ competente anche in
materia di adozione nazionale e internazionale.
Attività, Servizi erogati
Il T.M. interviene con sentenze e decreti, anche
in via d’urgenza. Quando la condotta del genitore
è pregiudizievole al/la figlio/a può adottare i
provvedimenti convenienti e può anche disporre
l’allontanamento del/la minore dalla casa familiare o l’allontanamento del genitore o convivente
che maltratta o abusa del/la minore. Accanto
alle misure a tutela del/la minore può impartire
prescrizioni ai genitori volte a assicurare che il/
la minore venga meglio accudito/a all’interno
della sua famiglia o per creare i presupposti di un
suo rientro in famiglia se il/la minore è stato/a
collocato/a presso una famiglia affidataria o in
comunità. Le prescrizioni possono essere molto
varie come per es. la prescrizione di accettare il
sostegno dei servizi sociali, di collaborare con i
servizi sociali, con il Ser.D, il Centro di salute mentale, il servizio di neuropsichiatria, di avvalersi di
un sostegno psicologico, di avvalersi di un percorso
di mediazione ecc.
38/
39/
Progetti specifici rivolti alle donne
Il Tribunale per i Minorenni è un organo a tutela
del/la minore. Le misure di sostegno, la cui predisposizione è delegata al Servizio sociale, spesso
sono però rivolte all’intero nucleo familiare e
quindi anche ai genitori. In caso di violenza in
famiglia, può essere disposto anche il collocamento del/la minore in una struttura protetta, assieme
alla madre.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Al T.M. di Bolzano svolgono servizio due giudici e la
Presidente, coadiuvati dal personale di Cancelleria. I/Le magistrati/e tengono udienze civili o
penali quasi tutti i giorni della settimana. Nei procedimenti civili vengono sempre sentiti i genitori
personalmente e, se opportuno, anche il/la minore
che abbia compiuto gli anni dodici e alle volte
anche di età inferiore ove capace di discernimento.
Se il/la giudice lo reputa necessario, acquisisce
informazioni anche tramite i vari servizi che
operano sul territorio.
Tipologia dell’utenza
In materia civile che è quella che più interessa il
lavoro di rete l’utenza riguarda soprattutto genitori che, per problemi spesso personali (familiari,
psichici, deficit cognitivi, problemi di dipendenze
ecc.) non riescono a prendersi adeguatamente cura
dei/lle figli/e. Un numero notevole di procedimenti
riguarda poi genitori non sposati con figli/e minori
che hanno interrotto la loro convivenza e tra i quali
spesso permane una elevata conflittualità che non
li consente di regolare tra di loro le questioni legate ai/lle figli/e, senza intervento del Tribunale.
/39
/38
Modalità di accesso al servizio
Il Tribunale per i Minorenni non ha potere di
attivarsi di sua iniziativa, ma può intervenire
soltanto su ricorso del pubblico ministero della
Procura presso il T.M., del genitore o dei parenti
del/la minore. Il ricorso va depositato in Cancelleria. I genitori devono presentare il ricorso con un/a
difensore/a. Soltanto le domande congiunte volte
a regolare i rapporti personali e patrimoniali tra
genitori non sposati e figli/e minori possono essere
presentate dai genitori anche di persona, senza
difensore.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
I/Le giudici istruiscono le cause e partecipano alle
decisioni che vengono prese in camera di consiglio
dal collegio, formato da due giudici togati e due
giudici onorari.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Soprattutto nei procedimenti a tutela di minori
il Servizio sociale territoriale è di solito coinvolto sin dall’inizio, perché spesso ha segnalato la
situazione alla Procura per i Minori. In accertate
situazioni pregiudizievoli il/la minore viene
spesso affidato/a al Servizio sociale con l’incarico
di svolgere attività di sostegno per il/la minore e la
sua famiglia di origine o, nei casi più problematici,
per un suo collocamento in una famiglia affidataria e/o una comunità. L’attività di sostegno e di controllo viene esercitata dal Servizio sociale spesso
in collaborazione con altri Servizi (con strutture di
accoglienza per minori e/o per madri e minori, con
il Ser.D., con il servizio psicologico, con il servizio
di neuropsichiatria infantile, con il Centro di salute mentale ecc). Va annotato che negli ultimi anni
sono aumentate le segnalazioni di casi di madri
con problemi psichici/psichiatrici.
Proposte per il lavoro di rete
I servizi che seguono i genitori si pongono spesso
nell’ottica dell’adulto e faticano a rilasciare informazioni soprattutto in casi in cui la tutela del/la
minore richiede interventi che contrastano con
gli interessi dei genitori. Un rapporto di stretta
collaborazione consente però spesso di prendere le
misure più adeguate per la tutela dei/lle minori e
può indurre allo stesso tempo i genitori di affrontare anche i loro problemi (psichici, di dipendenza
ecc.). Una stretta collaborazione é nell’interesse di
tutti, minori e genitori.
Procura della
Repubblica presso
il Tribunale
per i minorenni
di Bolzano
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
La Procura della Repubblica presso il Tribunale per
i Minorenni (T.M.) è competente in sede penale per
i reati commessi dai/lle minori degli anni 18. Svolge le indagini preliminari, esercita l’azione penale,
se non ritiene di chiedere l’archiviazione, sostiene
l’accusa in giudizio, cura l’esecuzione delle pene.
In sede civile è competente a chiedere al T.M. i
provvedimenti a tutela dei/lle minori in situazioni
di pregiudizio; attiva preventivamente l’intervento
dei servizi; chiede l’apertura della procedura di
adottabilità per minori in stato di abbandono; dà il
parere per tutti i provvedimenti del T.M.
Indirizzo:
Attività, Servizi erogati
Nell’ambito civile la Procura è disponibile a fornire
informazioni e chiarimenti ai vari servizi, oltre
che ai privati cittadini che possono chiedere
di essere sentiti. Incarica la Sezione di Polizia
Giudiziaria (P.G.) e i Servizi di svolgere le indagini
necessarie ai fini della conoscenza delle situazioni
di pregiudizio segnalate e delle determinazioni
da assumere. Collabora nella esecuzione dei
provvedimenti del T.M. anche a mezzo del proprio
personale di P.G. (per es. allontanamenti di minori
dalla famiglia)
Corso Libertà 23, Bolzano
Apertura:
Lu-Sa: 8.30–13.30
Telefono:
0471 226 433
Mail:
[email protected]
40/
41/
Progetti specifici rivolti alle donne
L’intervento della Procura è finalizzato alla
tutela del/la minore. La tutela della madre viene
attuata se e in quanto è necessaria per il bene del/
la figlio/a.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Presso la Procura svolgono servizio due magistrati, ossia il Procuratore e un/a sostituto/a, coadiuvati dal personale di Cancelleria e da 6 unità di P.G.
con esperienza specifica nel campo minorile.
I magistrati svolgono l’attività giudiziaria, il
personale di cancelleria quella amministrativa,
la Sezione di P.G. quella di indagine oltre a curare i
contatti con gli utenti pubblici e privati.
Tipologia dell’utenza
In materia civile l’utenza è costituita da genitori
che per i motivi più vari hanno difficoltà a svolgere
in maniera adeguata il compito educativo e dai/
lle loro figli/e che si trovano in situazione di pregiudizio. Interlocutori della Procura sono, invece,
i servizi, le forze dell’ordine e le istituzioni che si
occupano a qualsiasi titolo dei/le minori.
Modalità di accesso al servizio
Chiunque può segnalare alla Procura situazioni di
potenziale pregiudizio di minori. Ogni segnalazione viene esaminata ed eventualmente approfondita attraverso opportune indagini.
E’ possibile avere un appuntamento con i magistrati e con il personale di P.G.
I servizi possono rivolgere richieste di chiarimenti
o informazioni anche a mezzo di posta elettronica.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
All’interno dell’Ufficio c’è un costante confronto
tra magistrati e tra costoro e il personale di P.G.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
La Procura è in costante contatto con tutti i Servizi
che si occupano, a qualsiasi titolo, di minori e di
disagio familiare in genere. E’ inoltre in costante
contatto con le Forze dell’ordine e con la magistratura ordinaria, in particolare con i/le colleghi/e
della Procura ordinaria che si occupano dei procedimenti penali per reati a danno di minori e per
reati che coinvolgono minori.
/40
/41
Proposte per il lavoro di rete
Ai fini degli obiettivi che devono essere perseguiti
dall’autorità giudiziaria minorile, è importante
che anche i servizi che intervengono a sostegno
dell’adulto abbiano presente il preminente interesse del minore. I progetti di intervento in favore
dell’adulto devono essere pertanto compatibili con
la tutela del/la minore.
Carabinieri Comando
provinciale di
Bolzano (112)
L’Arma dei Carabinieri svolge attività investigativa, di controllo sul territorio e di repressione dei
reati. Gestisce il numero di pronto intervento 112,
attivo 24 ore su 24, che consente alla cittadinanza
di chiedere l'intervento di personale dell'Arma per
situazioni di specifica competenza istituzionale ed
il soccorso per circostanze di pericolo, nonché di
riferire notizie utili per l'attività investigativa.
Indirizzo:
Via Dante 30, Bolzano
Apertura:
Lu–Sa: 8.30–13.30
Telefono:
0471 331
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.carabinieri.it
42/
43/
Questura di
Bolzano (113)
Indirizzo:
Via Palatucci 1, Bolzano
Apertura:
24h
Ufficio Denunce: 8.00-20.00
Telefono:
0471 947 611
(centralino)
/43
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Mail:
urp.quest.bz@
pecps.poliziadistato.it
Sito Web:
questure.poliziadistato.it/
bolzano
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
La Questura ha competenza su tutto il territorio
provinciale ove opera anche tramite i suoi uffici
periferici (Commissariati di P.S. di Merano, Bressanone, Brennero e S. Candido). È sede dell’Autorità
Provinciale di Pubblica Sicurezza (Questore) e fa
parte della Polizia di Stato, Forza di Polizia a competenza generale, di cui rappresenta l’articolazione provinciale; i compiti istituzionali sono la tutela
dell’esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini,
vigila sull’osservanza delle leggi, tutela l’ordine e
la sicurezza pubblica, provvede alla prevenzione e
alla repressione dei reati e presta soccorso in caso
di calamità e di infortuni.
Attività, Servizi erogati
Riceve denunce ed esposti ed interviene sui luoghi
indicati dalle vittime di reato, ove assume informazioni ed acquisisce notizie a riscontro delle dichiarazioni rese dalle parti lese, per la successiva
trasmissione al competente Organo Giudiziario.
Come organo di Polizia Giudiziaria procede ad
acquisire, anche d’iniziativa, le notizie di reato
svolgendo tutte le necessarie attività investigative
volte ad individuarne gli/le autori/trici.
Tipologia dell’utenza
L’utenza che si rivolge a questi Uffici non evidenzia
connotazioni particolari, infatti, per quanto
risulta all’esito degli interventi effettuati sul territorio ovvero in ordine alle denunce ricevute, la
problematica della violenza di genere nei confronti
delle donne ha una valenza trasversale, ovvero
interessa donne appartenenti a diversi ceti sociali
e provenienti da diverse aree geografiche.
Modalità di accesso al servizio
Gli/Le operatori/trici di Polizia ricevono nella
fascia oraria 08.00/20.00 per l’acquisizione delle
denunce presso il competente ufficio; in ogni caso
il dispositivo di controllo del territorio è operativo
nell’arco delle 24 ore per fornire ausilio e soccorso
alle persone che richiedono l’intervento tramite
il 113.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il personale della Questura e dei Commissariati di
P.S. collabora attivamente con i servizi presenti sul
territorio ottenendo rifugio ed assistenza per le
vittime di reato che si rivolgono a questi Uffici.
Polizia Municipale
Indirizzo:
Via Galilei 23, Bolzano
Apertura:
8.30–12.30 / 14.30–16.30
Telefono:
0471 997 711
Mail:
[email protected]
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Compito principale è quello del controllo del territorio soprattutto per quanto riguarda la mobilità,
quindi controllo della sicurezza stradale e del
rispetto delle regole.
Negli ultimi anni si è sviluppato esponenzialmente
anche il controllo della sicurezza urbana in senso
lato.
Attività, Servizi erogati
A parte l’ambito che riguarda la garanzia della
sicurezza stradale che è e rimane il compito fondamentale, molto spazio è stato dato negli ultimi
anni al lavoro dei Vigili di Quartiere, ai quali, tra le
molte competenze, è delegato il compito di parlare
con la gente e di garantire la migliore vivibilità
possibile all’interno dei quartieri: a loro più che
agli altri è capitato di incontrare donne bisognose
di aiuto.
Nel caso ne incontrassero, dopo un primo
approccio, il caso viene passato al Nucleo di
Polizia di Prossimità che, assieme al/la proprio/a
funzionario/a, cerca di indirizzare la persona agli
uffici competenti. Lo stesso Nucleo può essere di
supporto ai distretti nel caso si trattasse di garantire la sicurezza fisica delle donne.
44/
45/
Progetti specifici rivolti alle donne
Non sono stati attivati progetti specifici sulla
violenza, ma partecipiamo a quei progetti che ci
sembrano adeguati a promuovere la sicurezza e
l’autostima delle donne: l’ultimo in ordine di tempo
è un corso dedicato alle donne straniere che vogliono imparare ad andare in bicicletta (organizzato da Ökoinstitut).
Operatori/trici presenti, funzioni e attività
svolte
Gli/Le agenti presenti sul territorio sono circa 70
suddivisi/e nei tre turni e preposti alle attività
di cui sopra. Nel caso si verificasse la necessità di
intervenire su donne maltrattate o su minori, in
genere viene coinvolta il/la funzionario/a responsabile del Nucleo Sicurezza dell’Abitato.
Tipologia dell’utenza
La tipologia delle/degli utenti è la più varia ed impensabile, in pratica chi vive la strada, cioè tutti/e.
Fenomenologia osservata
Le donne che si sono rivolte al nostro servizio sono
state soprattutto autoctone compagne di stranieri,
qualche straniera e un paio di altre donne italiane
che però si sono rivolte anche a tutte le altre
istituzioni.
Modalità di accesso al servizio
Incontro casuale con un’agente; richiesta di
parlare con la funzionaria in quanto a conoscenza
dell’ambiente degli stranieri; conoscenza personale.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
All’interno del servizio normalmente esiste
buona collaborazione fra agenti e fra agenti e
funzionari/e; in questo specifico ambito si preferisce demandare ad alcune persone specifiche.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
In caso di bisogno, abbiamo sempre trovato la
massima collaborazione.
Proposte per il lavoro di rete
Scambio di conoscenze e possibilità di analizzare insieme soprattutto quei casi di donne che si
rivolgono a tutti i servizi, al fine di avere un quadro
netto della situazione specifica.
/45
/44
Ordine degli
Avvocati
di Bolzano
Indirizzo:
Piazza Tribunale 1, Bolzano
Apertura:
Lu-Ve: 8.30-12.00
Telefono:
0471 282 221
Fax:
0471 272 229
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.ordineavvocati.bz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
L’Ordine degli/lle Avvocati/e è l’organismo cui
sono iscritti/e tutte gli/le avvocati/e che esercitano la propria professione nella circoscrizione del
Tribunale di Bolzano. E’ un ente di diritto pubblico
non economico cui è demandato l’autogoverno e
la rappresentanza istituzionale dei/lle propri/e
iscritti/e; si finanzia con i contributi che i/le
professionisti/e stessi/e sono tenuti/e a corrispondere. Le disposizioni normative relative agli Ordini
degli Avvocati e l’ordinamento della professione
sono contenute nel R.D.L. 27.11.1933, n. 1578,
convertito con modifiche, nella L. 22.1.1934, n. 36,
nonché nel R.D. 22.1.1934, n. 37, nei testi vigenti.
Attività, Servizi erogati
L’attività istituzionale del Consiglio dell’Ordine,
che si riunisce in seduta plenaria in media tre volte
al mese, è svolta attraverso il lavoro delle diverse
commissioni costituite al suo interno: commissione liquidazione nota spese, controllo pratica
forense, ordinamento forense e deontologia, formazione permanente e, quelle di maggior interesse
per la collettività, patrocinio a spese dello Stato
e mediazione/conciliazione. I/Le Consiglieri/e
dell’Ordine sono inoltre a disposizione a rotazione
per informazioni in merito a questioni di carattere
deontologico.
46/
47/
Progetti specifici rivolti alle donne
Attraverso il Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine sono state proposte alle donne
avvocato iniziative formative in tema di sviluppo
delle capacità relazionali nei confronti della
clientela stante il forte divario nella categoria fra
uomini e donne.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Il Consiglio dell’Ordine è composto da 15
avvocati/e eletti/e ogni due anni dall’Assemblea
degli/lle avvocati/e iscritti/e.
Si avvale di una propria segreteria composta da tre
collaboratori/trici.
Tipologia dell’utenza
I servizi del Consiglio dell’Ordine si rivolgono agli/
lle Avvocati/e ed ai/lle Praticanti Avvocati/e (fra
cui anche quelli/e abilitati/e al patrocinio) per
quanto riguarda ad esempio liquidazione parcelle
e formazione professionale ed alla cittadinanza
in genere per il patrocinio a spese dello Stato e la
mediazione/conciliazione.
Fenomenologia osservata Nella trattazione delle istanze di ammissione al
patrocinio a spese dello Stato la Commissione ha
potuto constatare la prevalenza di istanze in ambito del diritto di famiglia (separazione, divorzio,
questioni attinenti all’affidamento ed al mantenimento dei figli minori) presentate da donne in
larga maggioranza. A titolo esemplificativo: le
domande presentate nel 2009 sono 358, di cui 221
presentate da donne (comprese 50 straniere) e nel
2008 su 383 domande ben 321 presentate da donne
(di cui 71 straniere).
Modalità di accesso al servizio
La segreteria del Consiglio dell’Ordine è aperta
al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30
alle 12.00 e su appuntamento per i colloqui con i
Consiglieri.
Lo sportello del Patrocinio a spese dello Stato è
aperto il lunedì ed il mercoledì dalle ore 10.00.
alle ore 12.00; le relative domande possono essere
inoltrate anche a mezzo posta.
/47
/46
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Come detto l’attività consiliare si svolge nelle
singole commissioni.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Non si rilevano particolari ambiti di collaborazione con enti esterni, se non sporadici come nel caso
presente.
Proposte per il lavoro di rete
L’offerta di consulenza e formazione ai/lle operatori/trici dei vari servizi in tema di patrocinio a
spese dello Stato.
Pronto Soccorso
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Pronto Soccorso deve garantire accoglienza e assistenza a tutti i pazienti che presentino patologie
urgenti-emergenti.
Indirizzo:
Attività, Servizi erogati
Valutazione infermieristica (triage) all’accesso e
attribuzione del codice di priorità.
Visita secondo prioritá di tutti i/le pazienti che si
presentino in Ospedale.
Procedure diagnostiche radiologiche, di laboratorio e specialistiche per la definizione di una
diagnosi, sulla cui base decidere il ricovero o la
dimissione del/le paziente.
Trattamento del dolore o comunque del malessere
del/la paziente.
Adeguata informazione ai parenti, se richiesta, nel
rispetto della privacy.
Ospedale di Bolzano,
Via L. Böhler 5
Apertura:
24 h
Telefono:
0471 908 330
Mail:
[email protected]
48/
49/
Progetti specifici rivolti alle donne
Adeguata formazione di tutti gli/le operatori/trici
nell’ambito della violenza alle donne.
Particolare attenzione ai possibili casi di violenza
Informazione e primo indirizzo alle donne vittime
di violenza.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Personale infermieristico e coordinatrice (34
unitá): accoglienza dei/lle pazienti, assistenza,
procedure infermieristiche per l’approccio diagnostico e il primo trattamento delle patologie.
Personale medico e direttore (19 unitá): approccio
anamnestico e diagnostico al/la paziente, primo
trattamento della patologia, presa di decisione sul
procedere previa informazione e quando possibile
consenso del paziente.
Tipologia dell’utenza
Tutti i/le pazienti che ritengono di essere afflitti da
patologie con carattere d’urgenza-emergenza.
Fenomenologia osservata
Tutto lo spettro possibile della patologie di carattere traumatico e non traumatico, fisico, psico-fisico
e psicologico.
Modalità di accesso al servizio
Continuativamente, 24 ore su 24, è sufficiente
presentarsi alla porta del Pronto Soccorso.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
All’interno del servizio e dell’ospedale la collaborazione è garantita dai principi del lavoro in équipe
e da procedure e protocolli discussi, condivisi,
approvati e aggiornati dagli/lle operatori/trici
interessati/e.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il Pronto Soccorso interagisce con tutti gli enti e
servizi che in qualche modo si confrontano con il/
la cittadino/a e in particolare offrono qualsiasi tipo
di assistenza, siano essi di carattere istituzionale o
volontario, al/la malato/a. Sono compresi i servizi
di Protezione Civile e tutti gli istituti di pubblica
sicurezza.
Proposte per il lavoro di rete
Allo stato attuale non siamo portatori di proposte
particolari, ma disponibili a discutere ed eventualmente condividere proposte di altri.
Programmi di sviluppo previsti
Informatizzazione del servizio.
Miglioramento continuo delle attivitá di diagnosi e
assistenza al/lla paziente critico/a.
/49
/48
Servizio
Psichiatrico del
Comprensorio
Sanitario di
Bolzano - Azienda
Sanitaria dell’Alto
Adige
Indirizzo:
Ospedale di Bolzano Via L. Böhler 5 (padiglione W);
Apertura:
Lu-Ve: 8.30-17.30
Telefono:
0471 907 010 (CSM) –
0471 909 800
(SPDC)
Fax:
0471 272 229
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.asbz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità:
Il Servizio Psichiatrico del Comprensorio di Bolzano ha come finalità la tutela della salute mentale
della popolazione mediante interventi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e reinserimento
sociale delle persone affette da disturbi psichici.
Attività, Servizi erogati
Il Servizio Psichiatrico è suddiviso in più servizi:
Centro di Salute Mentale (CSM) che gestisce la
presa in carico dell’utenza e ha funzione di ‘centrale operativa’, organizza e coordina le attività dei
diversi Servizi che collaborano nell'intervento.
Servizio Psichiatrico di Diagnosi e di Cura (SPDC)
accoglie utenti che presentano sintomi acuti e
definisce i primi interventi atti a risolvere la situazione di crisi. Centro Diurno ha funzioni riabilitative, sociali e della gestione della quotidianità. Day
Hospital svolge sostegno psicoterapeutico nella
fase subacuta della malattia, assistenza giornaliera e terapia farmacologica. Centro di Riabilitazione Psichiatrica (CRP) sono strutture residenziali
coperte sulle 24 ore che si occupano della reintegrazione del/la paziente nella società.
Comunità alloggio, appartamenti dove gli/le utenti
possono vivere per un periodo limitato.
50/
51/
Progetti specifici rivolti alle donne
Progetto “Genitorialità in crisi” volto a considerare
gli/le utenti anche nel loro ruolo di madri e padri.
Ambulatorio donne in gravidanza e post partum
per dare un sostegno e delle risposte mirate ad un
particolare momenti del ciclo di vita della donna.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte: Il Servizio Psichiatrico è composto complessivamente da 177 operatori/trici. Vi
lavorano medici/che psichiatri, assistenti sociali,
psicologi/ghe, infermieri/e professionali, operatori/trici tecnico-socio assistenziali. Ognuno svolge
le attività a seconda della propria specifica professionalità integrandosi per il raggiungimento degli
obiettivi della persona.
Tipologia dell’utenza:
Adulti, maggiorenni con disagio psichico a diversi
livelli. In caso di emergenza è possibile accogliere
in SPDC, con le dovute cautele, persone minorenni.
Fenomenologia osservata:
Disturbi psicotici, disturbi affettivi, disturbi della
personalità e disturbi d’ansia.
Modalità di accesso al servizio
L'accesso al CSM è possibile attraverso il Servizio
di accoglienza, da lunedì a venerdì ore 08.0017.30; l'utente può rivolgersi al CSM attraverso il/
la Medico/a di Medicina Generale (MMG) oppure
attraverso il Servizio di accoglienza. L'accesso
all'SPDC può avvenire in qualsiasi momento (24h)
e può essere diretto, tramite Pronto Soccorso o
su invio del CSM. L'accesso ai CRP, alle Comunità
Alloggio e al Centro Diurno è sempre su invio del
CSM.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
La malattia psichica deve essere fronteggiata da
diversi punti di vista: medico, sociale, psicologico,
infermieristico, per questo motivo il lavoro di
equipe e di rete risultano essere fondamentali.
L’interazione fra operatori/trici avviene principalmente attraverso riunioni programmate e riunioni
specifiche sulla singola situazione.
/50
/51
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Nel progetto condiviso con l'utente, vengono coinvolti diversi Servizi, sulla base del bisogno e della
valutazione effettuata.
Proposte per il lavoro di rete
Possibilità di creare un osservatorio permanente
all’interno del Servizio.
Programmi di sviluppo previsti
Sensibilizzazione dei diversi operatori/trici al
tema della violenza di genere e alle eventuali
possibilità di intervento. Formazione in neuropsichiatria di genere. Formazione in etnopsichiatria
in un’ottica di genere.
Ambulatorio
specialistico di
psichiatria e
psicoterapia
dell´etá evolutiva
Indirizzo:
Via Guncina 54, Bolzano
Apertura:
8.30–16.00
Telefono:
0471 466 606
Fax:
0471 466 609
Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi
Finalità
Il campo della Psichiatria e Psicoterapia dell´Etá
Evolutiva abbraccia diagnosi, cura, prevenzione e
riabilitazione di malattie o disturbi psichici, psicosomatici e dello sviluppo come anche i disturbi
comportamentali, psichici e sociali del/la lattante,
del/la bambino/a e dell´adolescente con il coinvolgimento dell´ambiente familiare e sociale.
Attività, Servizi erogati
Psicodiagnostica, psicoterapia (individuale, familiare e di coppia), farmacoterapia, terapia sociale,
consulenza ai reparti con minorenni dell’Ospedale
di Bolzano; collaborazione con i distretti del territorio di Bolzano, con il SERD, con i/le pediatri/e
e medici/che di base, con i diversi consultori, con i
Servizi Sociali ed i loro centri diurni, con le comunitá psicopedagogiche e psicopedagogiche integrate, le comunità socioterapiche, l´IPAI, con tutte
le scuole incluso le professionali e l´inserimento
lavorativo, scuole materne ed asili nido; collaborazione col Tribunale per i Minorenni ed Ordinario,
con le associazioni, con il Forum Prevenzione;
relazioni pubbliche, insegnamento.
52/
53/
Progetti specifici rivolti alle donne
Svolgiamo progetti per adolescenti e bambini/e
vittime di violenza in collaborazione con tutta la
rete dei servizi coinvolti.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte: Neuropsichiatri-Psicoterapeuti,
Psicologi Psicoterapeuti
Tipologia dell’utenza
Bambini/e e giovani 0 – 18 (20) con le famiglie e/o
l´ambito sociale, scuole, centri diurni, comunità.
Fenomenologia osservata
I/Le bambini/e ed adolescenti vittime di maltrattamenti e trascuratezza sono spesso figli/e di genitori nella cui anamnesi emergono vissuti di violenza.
Ci troviamo inoltre davanti a culture diverse che
continuano ad utilizzare metodi educativi violenti.
Nelle storie familiari ci vengono riferiti abusi
sessuali e maltrattamenti di cui le madri sono state
vittime nell´infanzia e di cui diventano a volte
consce solo nel percorso terapeutico. Appaiono
molto presenti le famiglie con circoli di violenza
e trasmissione intergenerazionale. La violenza
assistita è un fenomeno poco riconosciuto; è da incrementare il riconoscimento precoce e la presa in
carico di questi/e bambini/e e giovani. La violenza
verbale è molto diffusa tra i/le bambini/e e gli/
le adolescenti e tra gli adulti nei confronti dei/le
bambini/e.
Il bullismo emerge nelle ore meno strutturate
della scuola, nel doposcuola e nel tempo libero, in
maniera spiccata specialmente nella fascia d´etá
corrispondente alla scuola media.
I/Le nostri utenti minorenni presentano una vasta
gamma di sintomatologia, dietro la quale si celano
anche esperienze traumatiche acute quali l´abuso
sessuale o il maltrattamento fisico o croniche quali
maltrattamento reiterato, trascuratezza ed abuso
psicologico.
La sessualizzazione delle relazioni in ambito educativo appare in aumento.
La violenza sottile nel senso di trasgressione dei
limiti verso l´altro è un tema frequente nel lavoro
quotidiano.
I risvolti psicologici della crisi economica attuale
contribuiscono all´aumento delle tensioni e delle
ansie.
Il consumo non accudito ed eccessivo di televisione
o film da bambini giá dalla prima infanzia e di
altri giochi computerizzati spesso con tematiche
violente meritano un´attenzione piú spiccata.
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/52
Modalità di accesso al servizio
Per fissare un appuntamento chiamare mercoledì
e venerdí ore 8,30 – 13.00, 14.00 – 16.00;
Per urgenze i Servizi della rete possono contattare
anche i numeri 0471.466600 e 466652.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Riunione settimanale; intorno al caso individuale
tra i diversi Servizi si crea una rete al bisogno.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Come parte del Sistema Sanitario l´Ambulatorio
Specialistico di psichiatria e psicoterapia dell´etá
evolutiva collabora strettamente con il CSM, il
SERD, la Neuropediatria e Riabilitazione fisica
dell´etá evolutiva, il Servizio Psicologico, il Servizio Sociale ed i Tribunali. Quando è necessario si
allarga la rete anche ad altri Servizi.
Proposte per il lavoro di rete
Oltre a quello giá descritto precedentemente sarebbe auspicabile un protocollo di intesa tra il nostro
Servizio e le case delle donne per quanto riguarda
i/le figli/e delle stesse.
Programmi di sviluppo previsti
Il nostro Servizio è in evoluzione attraverso il
progetto di Psichiatria e Psicoterapia dell´Etá
Evolutiva. Quindi ulteriori programmi di sviluppo
verranno proposti in itinere.
Servizio
Psicologico
Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi
Finalità
In presenza di situazioni difficili nella vita le
collaboratrici e i collaboratori del Servizio Psicologico offrono consulenza e assistenza ad adulti,
bambini/e e adolescenti nonché alle loro persone di
riferimento in famiglia e scuola.
Indirizzo:
Attività, Servizi erogati
Area dell’età evolutiva: valutazione diagnostica
volta all’individuazione precoce di disturbi dello
sviluppo, dell’apprendimento e del comportamento
in collaborazione con le istituzioni scolastiche
e sanitarie. In presenza di problemi relazionali
e affettivi il Servizio eroga colloqui di terapia
familiare e psicoterapia per bambini/e. Collaborazione con gli/le assistenti sociali ed il tribunale dei
minorenni in casi di trascuratezza, maltrattamento psichico e fisico, separazioni conflittuali.
Area adulti: consulenza e psicoterapia a persone che soffrono di problemi psichici e disturbi
quali: ansia , depressione, disturbi relazionali e di
adattamento, traumi psichici, problemi di coppia,
problemi sul posto di lavoro. Collaborazione a
progetti e refertazione per persone con disabilità
e problematiche sociali al fine di un inserimento
lavorativo mirato e/o per un inserimento in strutture occupazionali ed abitative protette.
Via Galileo Galilei 2/E, Bolzano
Apertura:
Lu-Gio: 8.30-12.30/
14.30-17.00
Ve: 8.30-12.30/
14.00-16.00
Telefono:
0471 435 001
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.sbbz.it
54/
55/
Progetti specifici rivolti alle donne
Viene data molta attenzione a varie forme di
violenza contro bambini/e ed adolescenti, nonché
contro donne con disabilità cognitiva.
Sostegno psicosociale e terapia del trauma per
vittime di violenza.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Nel Servizio operano 22 psicologi/ghe –
psicoterapeuti/e, 18 donne e 4 uomini, 10 di
madrelingua italiana, 11 di madrelingua tedesca e
un ladino. 13 collaboratori/trici lavorano a tempo
pieno e 9 a tempo parziale. Sono competenti per la
città di Bolzano, valli e zone periferiche.
Tipologia dell’utenza
Adulti, bambini/e, adolescenti con problematiche
psicologiche, comportamentali caratteriali e di
apprendimento, escluse le dipendenze da sostanze
e le malattie psichiatriche gravi come le psicosi.
Fenomenologia osservata
Tra l’utenza minorile si trovano più maschi che
femmine mentre nell’età adulta sono le donne che
maggiormente si rivolgono al Servizio Psicologico.
Modalità di accesso al servizio
L’accesso avviene attraverso prenotazione telefonica.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Nella terapia familiare e di coppia 2 o 3 psicologi
lavorano in co-terapia per poter meglio focalizzare
su ciascun membro della famiglia e tenere d’occhio
le dinamiche relazionali. Altrimenti si lavora
prevalentemente nella relazione uno a uno. Per
il sostegno dei/lle professionisti/e ci si avvale di
incontri di intervisione e supervisione. In riunioni
d’equipe, gruppi di lavoro e corsi di aggiornamento
vengono sviluppati nuovi progetti con l’obiettivo di
garantire la qualità ed efficacia delle prestazioni e
si cerca di tener alta la qualità delle prestazioni.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Collaborazione con medici/che di base e
specialisti/e, con i Servizi Sociali dell’azienda di
Bolzano e dei Comprensori, con cooperative e gruppi di auto mutuo aiuto, nonché con il Servizio di integrazione lavorativa. Altri partner sono le scuole
di ogni tipo e ordine, i Servizi di Neuropsichiatria
Infantile e dell’adolescenza e di Psichiatria dell’età
evolutiva, gli/le assistenti sociali, il tribunale dei
Minorenni.
Partecipazione ad un gruppo di lavoro di rete sulla
prevenzione alla violenza.
/55
/54
Programmi di sviluppo previsti
Approfondire il lavoro con adulti, bambini/e ed
adolescenti con background migratorio.
SER.D - Servizio
Dipendenze,
Settore Tossicodipendenze - Ser.T
Indirizzo:
Via del Ronco 3, Bolzano
Apertura:
Lu-Gio: 9.05-13.00 / 14.00-18.00;
Ve: 9.05-14.00;
Sa, Do e giorni Festivi:
7.35-10.00 per somministrazione
terapie farmacologiche
sostitutive
Telefono:
0471 907 070–71
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.sbbz.it
Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi
Finalità Attività, Servizi erogati
Il Servizio Dipendenze di Bolzano è un Servizio
specialistico sanitario che appartiene all’Azienda
Sanitaria dell’Alto Adige – Comprensorio Sanitario di Bolzano. Servizio Dipendenze - SER.D è
composto da due Servizi: 1.presso la sede di Via del
Ronco n° 3 è ubicato al II° piano il Ser.T - Servizio
Tossicodipendenze che opera a livello ambulatoriale e si occupa di persone con problemi riferibili
all’uso e alla dipendenza da sostanze stupefacenti.
Si rivolge a tutta la popolazione residente sul
territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria di
Bolzano (corrisponde, dal punto di vista dei Servizi
Sociali, all’Azienda Servizi Sociali di Bolzano e alle
due Comunità Comprensoriali dell’Oltradige-Bassa
Atesina e dello Salto-Sciliar). Strategicamente negli ultimi anni sono stati aperti al III° piano un Servizio di prevenzione secondaria presso il Centro
di consulenza e prevenzione, e l’ambulatorio per il
gioco d’azzardo patologico. Al centro di consulenza
e prevenzione viene offerta una collaborazione con
altre istituzioni, come associazioni, scuole, centri
giovanili, i quali vogliono sviluppare e realizzare
progetti di prevenzione - a tale scopo si rende
disponibile personale esperto a tenere seminari
d’informazione, a offrire consulenze esterne o a
fungere da supervisore che si confronta e si consiglia con i moltiplicatori (genitori, insegnanti, ecc.).
In più la prevenzione secondaria è offerta anche a
persone considerate a rischio e ai loro famigliari.
Spesso sono cittadini/e segnalati/e da altri Servizi
(N.O.T., Distretti Sociali, ecc.). Esiste una collaborazione reciproca tra Ser.T e Distretti Sociali, che
si occupano di minori, di disagio giovanile e di
problematiche familiari, con l’obiettivo di effettuare – quando è possibile – interventi congiunti
di prevenzione secondaria prima che le condizioni
di rischio da uso di sostanze stupefacenti possano
degenerare in danno conclamato. L’ambulatorio
per il gioco d’azzardo patologico invece offre
informazioni e consulenze a persone, che presentano modalità di gioco d’azzardo patologico o
problematico, ed ai loro familiari. Dopo una fase
di valutazione multidisciplinare effettuata dallo
staff composto da psicologi/ghe, assistenti sociali
e medici/che si passa alla presa in carico terapeutica. I trattamenti sono individualizzati, centrati
sulle risorse a disposizione del/la giocatore/trice
e della sua famiglia, e si avvalgono se necessario
della collaborazione di altre strutture sociosanitarie presenti sul territorio. 2.Il Servizio Alcologia
presso l’ospedale di Bolzano garantisce la consulenza specialistica psicologica a tutti i pazienti
ricoverati con dipendenza – abuso – problemi di
alcol o con comportamenti a rischio.
56/
57/
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
I servizi sopra descritti si occupano di informazione, prevenzione, cura e riabilitazione degli
stati di tossico- ed alcoldipendenza, svolgono
attività terapeutiche differenziate ed integrate
e si avvalgono di figure professionali diverse:
per il Ser.T. lavorano medici/che, psicologi/ghe,
assistenti sociali, educatori/trici professionali,
infermieri, operatore socio sanitario e personale
amministrativo, mentre in alcologia sono presenti
in ospedale 2 psicologhe. Le prestazioni offerte
sono le seguenti: - visite e consulenze mediche;
- trattamenti medico-farmacologici; - disintossicazioni ambulatoriali; - counselling H.I.V ed epatiti;
- visite patenti; - invii in ospedale per disintossicazioni ed altre patologie che richiedono il ricovero;
- colloqui di consulenza e di supporto psicologico e
psicosociale sia individuale che familiare; - psicoterapia individuale e familiare; - progettazione di
interventi in collaborazione con i Servizi Sociali
rispetto a reinserimenti sociali e lavorativi; - inserimenti in strutture riabilitative di degenza ed in
Comunità Terapeutiche; - attività infermieristica:
somministrazione terapia farmacologia sostitutiva, accertamenti di laboratorio, medicazioni,
esami del sangue, test di gravidanza; - interventi
di riduzione del danno.
Tipologia dell’utenza
Il Servizio si rivolge a persone che utilizzano
sostanze stupefacenti (abusatori e dipendenti), che
hanno problemi con il gioco d’azzardo, che accedono al Centro di Consulenza e prevenzione oppure
che sono segnalate da altri Enti/Servizi, ai loro
familiari e/o partner; singole consulenze vengono
offerte anche ad operatori dei servizi pubblici e
privati, che cercano un confronto o una collaborazione per progetti di prevenzione.
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Fenomenologia osservata
La violenza di genere è un tema diffuso nel nostro
Servizio. Emerge, tuttavia, dall’anamnesi di molti
dei nostri pazienti appartenenti ad entrambi i sessi: che sono cresciuti in famiglie, dove i comportamenti violenti potevano essere più probabilmente
associati ad abuso di alcol, a disturbi psichici e
disturbi della personalità, oltre ad altri problemi
legati a scarsa integrazione sociale e lavorativa.
Rileviamo in tendenza con altri studi scientifici
che per le pazienti tossicodipendenti la violenza è
spesso associata a quella sessuale.
Per quanto riguarda i pazienti tossicodipendenti e
la genitorialità in alcuni casi sono state fatte delle
segnalazioni in Procura, Tribunale o ai Distretti
Sociali Minorili (riferimento a violenza fisica).
Quando invece parliamo di genitori tossicodipendenti il monitoraggio si rende comunque necessario a tutela dei/lle minori nei termini di possibile
trascuratezza, violenza assistita, violenza psicologica - per questo motivo l’intervento in accordo coi
Servizi Sociali è di prevenzione e di supporto alla
genitorialità.
Modalità di accesso al servizio
Il primo contatto avviene telefonicamente negli
orari di apertura o direttamente presso il Servizio
attraverso il personale infermieristico. Successivamente può essere fissato un primo colloquio con
un/a medico/a ed uno/a psicologo/a. Per le consulenze di prevenzione si può telefonare al numero
verde (800-556611) del Centro di Consulenza e
Prevenzione, dal lunedì al giovedì ore 14.00 –
16.00. Per una consulenza GAP – gioco d’azzardo
patologico si può prenotare un primo appuntamento telefonando al numero 0471/907077 dal lunedì
al giovedì dalle 10.00 – 12.00.
L’accesso al servizio è per il momento gratuito,
non richiede l’impegnativa del medico di Medicina
Generale ed avviene su appuntamento.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Ogni paziente in carico ha 3 operatori/trici di
riferimento (un/a medico/a, un’assistente sociale
e uno/a psicologo/a) tra cui viene individuato il/
la primo/a operatore/trice di riferimento (case
manager interno) che ha, oltre le proprie funzioni
professionali specifiche:
- la responsabilità gestionale - amministrativa;
- la competenza di attivazione immediata, in caso
di bisogno, nei confronti dei pazienti in carico.
Il Servizio è diviso in due macro-èquipe: ogni
macro-èquipe si riunisce una volta a settimana per
discutere sui casi; in più i/le tre operatori/trici di
riferimento per ciascun caso effettuano una miniequipe ogni settimana.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il Ser.D. collabora con i diversi Servizi Sanitari e
Sociali del territorio provinciale, le strutture del
privato sociale, le associazioni che si occupano
dell’utenza tossicodipendente, gli Uffici Giudiziari
e con la Magistratura Penale e Minorile.
Proposte per il lavoro di rete Programmi di
sviluppo
Concentrarsi sul contesto, nel quale viene agita
e subita violenza di genere. Tenere conto, che si
dovrebbe auspicabilmente lavorare anche con
il “maltrattatore” e non solo con la “vittima”, che
subisce la violenza. Si pensa ad un lavoro da potersi
effettuare nello stesso spazio temporale. Dove
indirizzare un maltrattatore? Come lavorare con
tutto il contesto familiare? La rete antiviolenza
potrebbe appropriarsi di una visione molto ampia
della tematica: lavorare solo con la vittima o solo
con il maltrattatore potrebbe ridurre notevolmente anche l’efficacia dell’intervento (perlomeno nel
medio-lungo periodo). Inoltre si perde di vista il
contesto in cui la violenza, intesa come processo, si
manifesta.
Ambulatorio STP
Indirizzo:
Ospedale di Bolzano Via L. Böhler 5 (stanza 0.130)
Apertura:
Lu; Me; Ve: 14.30-16.30
Telefono:
0471 908 083
Mail:
[email protected]
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
L’ambulatorio, creato nel 2004 grazie a un
progetto-pilota dell’associazione Fanon-Balint in
accordo con l’Azienda Sanitaria è stato internalizzato dall’Ospedale di Bolzano nel 2008 e offre
assistenza sanitaria ai/lle cittadini/e stranieri/e
non in regola con le norme relative all’ingresso
e al soggiorno sul territorio nazionale. (la sigla
STP indica infatti gli Stranieri Temporaneamente
Presenti).
Attività, Servizi erogati
L’ambulatorio STP offre le cure ambulatoriali
e ospedaliere urgenti o comunque essenziali,
ancorché continuative, per malattia e infortunio
e si occupa di estendere i programmi di medicina
preventiva a salvaguardia della salute individuale
e collettiva ai/lle cittadini/e stranieri/e privi/e di
un valido titolo di soggiorno così come previsto
dall’art. 35 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme
sulla condizione dello/a straniero/a (d.lgs 25 luglio
1989, n. 286) e, più ampiamente, dal Capo II, lett.
B, “Stranieri non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale” della circolare 5/2000 del Ministero della
Sanità. Il/La medico/a dell’ambulatorio garantisce
agli/lle stranieri sans papiers i c.d. LEA (Livelli
Essenziali di Assistenza) e si può paragonare al/la
medico/a di base. L’accesso alle strutture sanitarie
dello/a straniero/a sans papiers non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvi i
casi in cui sia obbligatorio il referto.
58/
59/
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
I/Le medici/che eseguono prime visite e controlli
e garantiscono l'accesso a prestazioni di primo
livello.
L’infermiere/a si fa carico dell’accoglienza (identificazione delle domande di salute, anamnesi
sociale, ricostruzione dei percorsi terapeutici, definizione dello stato giuridico), cerca di garantire
la continuità all’interno del servizio stesso e con
servizi (centro di diabetologia, distretti sociosanitari etc), associazioni ed enti sul territorio
(consultori, centro di prima accoglienza Caritas
etc.), e dell’educazione sanitaria e terapeutica,
nonché della predisposizione della modulistica per
il rilascio del codice STP.
Tipologia dell’utenza
L’ambulatorio STP è dedicato ai/alle cittadini/e
sprovvisti/e di un valido titolo di soggiorno (ai
quali cioè sia stato revocato/annullato il permesso
di soggiorno, ovvero quando questo sia scaduto e
non sia stato chiesto il rinnovo entro il termine
di 60 giorni dalla data di scadenza; con un visto
scaduto o senza alcun visto).
Fenomenologia osservata
Fino a tempi piuttosto recenti il fenomeno migratorio è stato “giovane”, quindi sostanzialmente
“sano” e meno bisognoso di cure mediche, ma il
fenomeno si sta erodendo, la popolazione anziana
immigrata sta aumentando e le condizioni di vita
sul territorio sono spesso insalubri (si riscontrano
molti pazienti affetti da patologie dermatologiche,
respiratorie, legate all’igiene alimentare) e precarie (somatizzazioni, disagio psicofisico).
Modalità di accesso al servizio
Si tratta di un servizio “a bassa soglia” con accesso
libero il lunedì - mercoledì - venerdì dalle 14.30
alle 16.30 nella stanza n. 0.130 al piano terra
dell’Ospedale di Bolzano (vicino alla “sala gessi” del
pronto soccorso)
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Medici/che e infermieri/e collaborano nel tentativo di rispondere nel modo più adeguato ai bisogni
di salute di persone con un background culturale
altro, dove spesso gli aspetti sociali hanno una
grande influenza sullo stato di salute.
L’obiettivo è quello di massimizzare la compliance
non solo intesa come grado di conformità alle prescrizioni e raccomandazioni, bensì come aderenza
e partecipazione attiva alle decisioni prese.
/59
/58
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Agli/Alle immigrati/e più esposti/e all’esclusione
sociale come i “senza fissa dimora” il servizio cerca
di offrire percorsi di sostegno e protagonismo
attraverso il collegamento con associazioni ed Enti
(Caritas), coltiva rapporti per la promozione della
salute della donna immigrata collegandosi con
i consultori familiari, si impegna a estendere il
lavoro di rete ai servizi pertinenti che già si occupano di problematiche che, ovviamente, coinvolgono anche la popolazione immigrata CSM, i SERT, i
servizi di riabilitazione fisiatrica e i servizi sociali
comunali. Alcuni/e medici/che dell’ambulatorio
fanno inoltre parte del Gruppo locale Immigrazione Salute (GRIS), quale Unità Territoriale della
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
(SIMM) - tali gruppi sono presenti in varie realtà
italiane si ritrovano su obiettivi condivisi quali:
fare informazione e attivare discussioni sugli
aspetti normativi specifici nazionali e locali, sulle
iniziative intraprese nei servizi pubblici e nei servizi del volontariato e del privato sociale; 'mettere
in rete' gruppi, servizi, persone, competenze e
risorse sia assistenziali sia formative; elaborare
proposte in termini politico-organizzativi; fare
azione di ‘advocacy’ sulle istituzioni -, si veda in
proposito il sito www.simmweb.it .
Pediatra di
libera scelta
Indirizzo:
Indirizzo del/la
singolo/a pediatra
Apertura:
secondo gli orari individuali
di ogni pediatra
Telefono:
individuale
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il/La Pediatra si occupa del bambino da 0 a 14 anni
(su richiesta fino a 16) con particolare riguardo
all’aspetto sanitario e psicoevolutivo
Attività, Servizi erogati
Attività di diagnosi e cura in caso di patologia,
attività di educazione sanitaria, programmi di
prevenzione e informazione
Progetti specifici rivolti alle donne
Supporto e consiglio per la mamma in particolare
rispetto alla cura del/la bambino/a
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Medico/a pediatra e segretaria (che gestisce il
lavoro burocratico e gli appuntamenti)
60/
61/
Tipologia dell’utenza
Bambini da 0 a 14 (16) anni con i loro famigliari
Fenomenologia osservata
Patologia acuta o cronica, disagio psicosociale,
problemi relazionali, rari casi di segnalazione di
abuso su minori
Modalità di accesso al servizio
Di norma su appuntamento o libero in caso di urgenza negli orari di apertura dell’ambulatorio
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Ricorso a collaborazione con i vari servizi (psicologico, sociale, consultori, tribunale)
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Rapporti attivati al bisogno previo contatto
telefonico.
Proposte per il lavoro di rete
Miglior collaborazione e conoscenza reciproca
Ordine dei
Farmacisti della
Provincia
di Bolzano
Indirizzo:
Segreteria: Via Macello 57,
Bolzano
Apertura:
Lu–Ve: 8.00-12.00 / 14.00-16.00
/60
/61
Telefono:
0471 974 058
Mail:
[email protected]
Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi
Finalità
L’Ordine Professionale dei Farmacisti è l’ente
pubblico che garantisce ai/lle cittadini/e i requisiti
di professionalità e la correttezza del comportamento degli/lle iscritti/e. Il codice deontologico è
lo strumento di riferimento dell’Ordine professionale e prevede tra i doveri dei/lle farmacisti/e
la collaborazione con autorità ed enti sanitari e
la partecipazione a campagne di prevenzione e di
educazione sanitaria promosse da Autorità competenti o dall’Ordine provinciale.
Attività, Servizi erogati
L'Ordine dei Farmacisti aggiorna l'albo professionale al quale devono essere iscritti/e i/le
farmacisti/e per poter esercitare la professione,
esercita potere disciplinare e fa rispettare il codice
deontologico. L’Ordine promuovere e favorisce
tutte le iniziative tese a facilitare il progresso
culturale degli/lle iscritti/e. La maggioranza
degli/lle iscritti/e esercita la professione presso
le 119 farmacie della Provincia di Bolzano. Le
farmacie territoriali, tra le quali le 25 presenti nel
Comune di Bolzano, rappresentano un presidio sanitario capillarmente distribuito sul territorio con
compiti di consiglio, dispensazione, preparazione
dei medicamenti, ed educazione sanitaria presso
la popolazione. Il servizio, mediante turnazione, è
assicurato 24h su 24.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
L’Ordine dei Farmacisti è rappresentato dal Consiglio direttivo composto da: Presidente e Vicepresidente: Dr. M. Liebl e Dr. M. Di Bello, Segretario:
Dr. S. Battisti, Tesoriere: Dr. P. Egger, Consiglieri:
Dr. J. Oesterreicher, Dr.ssa V. Sulzenbacher, Dr.ssa
S. Pacchioni
Nelle farmacie territoriali esercitano i/le
farmacisti/e iscritti/e all’Ordine Professionale.
Tipologia dell’utenza
L’utenza della farmacia territoriale in generale è
rappresentata dalla popolazione tutta ma vi è una
netta predominanza dell’utenza femminile con o
senza figli e di quella anziana.
Fenomenologia osservata
Le vittime di violenza di genere si rivolgono alla
farmacia territoriale per acquistare rimedi
terapeutici per lenire o “cancellare” i segni e le
ecchimosi dovute alla violenza. Normalmente
raccontano di essere vittime di improbabili incidenti domestici e risultano di norma poco credibili.
Raramente confessano la violenza subita. A volte
per impedimenti linguistici vengono accompagnate dal partner che si fa loro portavoce.
Modalità di accesso al servizio
Il servizio offerto dalle farmacie territoriali è di libera fruizione e mediante turnazione è assicurato
24 h su 24h tutti i giorni dell’anno.
Programmi di sviluppo previsti
E’ previsto per l’anno 2011 un ciclo di formazione
ECM (sempre che le future normative provinciali
in materia di formazione medica continua lo
consentano) e sensibilizzazione alla tematica di
tutti/e gli/le iscritti/e all’Ordine con particolare
riferimento ai/lle farmacisti/e territoriali esercitanti nella municipalità di Bolzano.
Sedi distrettuali
dell'Azienda
Servizi Sociali
di Bolzano
Sede distrettuale "Don Bosco"
Piazza Don Bosco 11, Bolzano
DistrettoDonBosco@
aziendasociale.bz.it
Telefono 0471 501 821
Apertura:
Lu, Ma, Me: 8.30–12.30 /
14.00–16.30;
Gio: 8.30-13.00 / 14.00–17.30
Ve: 8.30–12.30;
62/
63/
Sito Web:
Sede distrettuale
www.aziendasociale.bz.it
"Europa Novacella"
Via Palermo 54, Bolzano
[email protected]
Telefono 0471 502 750
Sede distrettuale
"Gries San Quirino"
Via Amba Alagi 20, Bolzano
[email protected]
Telefono 0471 279 592
Sede distrettuale
"Oltrisarco Aslago"
Via Pietralba 10, Bolzano
DistrettoOltrisarco@
aziendasociale.bz.it
Telefono 0471 401 267
Sede distrettuale
"Centro Piani Rencio"
Via Renon 37, Bolzano
[email protected]
Telefono 0471 324 297
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
La Ripartizione Distretti Sociali ha il compito di
coordinare le cinque sedi distrettuali di Bolzano
(Don Bosco, Europa Novacella, Oltrisarco Alsago,
Gries San Quirino e Centro Piani Rencio), che
coincidono con le sedi dei distretti sanitari e che
corrispondono indicativamente con le circoscrizioni della città.
Attività, Servizi erogati
Nelle sedi distrettuali sono fornite le seguenti
prestazioni di assistenza sociale:
Servizio Sociale e Servizio Educativo, Servizio di
Assistenza al posto di lavoro e Help for Job, Assistenza economica sociale e tariffaria, Servizio di
Assistenza Domiciliare.
Progetti specifici rivolti alle donne
Sono state attivate specifiche collaborazioni con
“Associazione Verein Gea” e ”Verein Haus der
geschützten Wohnungen”.
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Operatori/trici presenti, funzioni
e attività svolte
Presso ogni sede distrettuale operano i seguenti
profili professionali: Assistente Sociale, Educatore/trice, Assistente addetto/a al servizio di
assistenza al posto di lavoro, Operatore/trice socio
assistenziali e/o Assistente geriatrico/a, Operatore/trice socio sanitario/a, personale amministrativo, Dirigente.
Tipologia dell’utenza
Hanno accesso alle prestazioni dei servizi
sociali distrettuali i/le cittadini/e italiani/e,
i/le cittadini/e stranieri/e (comunitari/e ed
extracomunitari/e) che hanno stabile dimora
in provincia di Bolzano ai sensi dell’art.5 della
legge provinciale n. 13 del 30.04.1991 e successive
modifiche e relativo regolamento di esecuzione.
Possono rivolgersi al distretto tutte le persone che
abitano nel quartiere.
Fenomenologia osservata
Per quanto riguarda la violenza di genere, generalmente è quella riportata dai servizi esterni
specialistici ed in parte dall’osservazione diretta
delle persone che si sono rivolte direttamente al
Distretto.
Modalità di accesso al servizio
Normalmente l'accesso avviene presentandosi,
negli orari di apertura al pubblico, presso l'Ufficio
Accoglienza delle rispettive Sedi Distrettuali e, se
necessario, attraverso il colloquio di Segretariato
di Servizio Sociale. Altre forme di accesso sono:
le richieste di intervento da parte dell'Autorità
Giudiziaria, l'invio da parte di altri enti.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Gli/Le operatori/trici (Assistenti Sociali ed Educatori/trici) che lavorano presso le sedi distrettuali operano secondo metodologie di lavoro che
prevedono l’ascolto del cittadino, la valutazione
partecipata socio educativa, la pianificazione
comune degli eventuali interventi e la verifica dei
risultati.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Oltre alle modalità stabilite con “Gea” e “Verein
Haus der geschützten Wohnungen”, le/gli assistenti sociali collaborano con tutti gli enti, associazioni
ed istituzioni che a vario titolo intervengono nella
gestione del caso attraverso modalità che sono
valutate volta per volta.
Servizio di Prima
Accoglienza e
Consulenza
per Immigrati
Indirizzo:
Via Roma 85, Bolzano
Apertura:
Lu, Gio, Ve: 8.00-13.00;
Ma: 8.00-13.00 / 14.30-17.00
Telefono:
0471 402 312
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.sbbz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
La struttura “Casa Migrantes”, e i servizi offerti al
suo interno, sono stati affidati dall’Azienda Servizi
Sociali del Comune di Bolzano alla gestione dell’
O.D.A.R. su mandato della Caritas Diocesana, per
offrire consulenza e ospitalità ai/alle cittadini/e
extracomunitari/e.
Attività, Servizi erogati
Il Servizio di Consulenza ha come obiettivo generale il superamento degli ostacoli di natura culturale
e materiale che impediscono ai/lle migranti il pieno accesso ai servizi territoriali, sociali, sanitari,
amministrativi ecc. proponendosi come ponte tra
gli stranieri e le strutture.
L’Ostello offre ospitalità notturna ai cittadini e alle
cittadine stranieri/e temporaneamente impossibilitati a provvedere alle proprie esigenze abitative e
di sussistenza, per un massimo di 30 giorni l’anno,
mettendo a disposizione un pasto serale presso
la mensa della comunità in via Renon 1 e quanto
necessario a provvedere alla propria igiene personale e al lavaggio degli indumenti.
La Casa Albergo offre la possibilità di usufruire di
un posto letto ai lavoratori/trici stranieri/e per un
massimo di 3 anni con l’uso di una cucina comune.
Il Servizio di Accoglienza Famiglie offre, in sinergia con gli operatori e i servizi sociali, alloggio e
sostegno a famiglie in situazioni di difficoltà.
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65/
Altri servizi : Servizio Docce, a disposizione dei
cittadini/e stranieri/e il lunedì, mercoledì, venerdì
dalle 17.00 alle 18.30; deposito bagagli e documenti, gratuito per 6 mesi disponibile negli orari di
apertura al pubblico; domiciliazione postale, gratuita con possibilità di ritiro della corrispondenza
negli orari di apertura al pubblico.
Progetti specifici rivolti alle donne
Le straniere che si rivolgono al Servizio di Prima
Accoglienza e Consulenza sono ascoltate dagli operatori negli orari di apertura e accolte in struttura
quando in possesso dei requisiti (titolo di soggiorno e documento di identità nel caso dell’ostello,
cui si deve aggiungere un contratto di lavoro per
l’ingresso nella casa-albergo).
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
La struttura è gestita da un team di operatori/
trici (segreteria, consulenti, custodi, operatori/
trici tecnici/che). Il Servizio di Prima Accoglienza
e Consulenza si avvale di tre operatori/trici che si
occupano delle consulenze e dei colloqui finalizzati all’ingresso in ostello e presso la casa-albergo e
di un segretario, con funzioni di reception e stoccaggio bagagli nel deposito messo a disposizione
degli utenti gratuitamente per 6 mesi .
Tipologia dell’utenza
Al Servizio di Consulenza hanno accesso tutte
le persone (straniere e non) che desiderino
ottenere informazioni in merito alla normativa
sulla condizione dello straniero in Italia. Gli altri
servizi (Ostello, Casa Albergo, Accoglienza e Docce)
sono invece riservati ai cittadini e alle cittadine
stranieri/e regolarmente soggiornanti.
Modalità di accesso al servizio
Il Servizio di Consulenza è aperto a flusso, senza
appuntamento, con il seguente orario: lunedì - giovedì - venerdì: ore 8.00 - 13.00; martedì:
ore 8.00 - 13.00 e 14.30 - 17.00. Per il servizio docce
invece l’orario è : lunedì - mercoledì - venerdì: ore
17.00 - 18.30
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
La collaborazione tra i/le consulenti è di fondamentale importanza e la gestione della struttura si
basa su un lavoro di équipe ove le singole funzioni
sono attribuite al personale secondo le competenze
di ognuno/a e si realizzano nel confronto quotidiano tra gli/le operatori/trici.
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Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Le molteplici sinergie create dal Servizio con le
risorse presenti sul territorio rappresentano una
parte importante delle soluzioni offerte all’utenza.
Attraverso i colloqui di consulenza si può venire
a contatto con urgenze e richieste di aiuto a cui il
Servizio non può rispondere se non facendo ricorso
ad altre strutture: in questo caso la soluzione data
all’utente sarà il risultato di una collaborazione
attivata dal Servizio e coadiuvata dalla struttura
individuata.
Associazione
La Strada-Der Weg
Indirizzo:
Via Visitazione 42, Bolzano
Apertura:
Lu-Ve: 8.00-16.00
Telefono:
0471 203 111 /
348 28 10 662
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.lastrada-derweg.org
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
L’Associazione “La Strada - Der Weg” è un'organizzazione articolata, presente sul territorio da 30
anni, che opera in vari settori del privato sociale.
Essa opera all’interno delle aree del disagio e della
promozione dell’agio attraverso le aree:
Donna; Bambini e Giovani; Cultura e Territorio; Dipendenze; Centro Studi e Biblioteca Specialistica.
Attività, Servizi erogati
Più di novanta operatori/trici, affiancati/e da
volontari/e, operano quotidianamente per il sostegno a bambini/e e minori in situazione di disagio,
per il trattamento di giovani e adulti con problemi
di tossicodipendenze, per fornire risposte a donne
minori ed adulte che si trovano in situazione di grave disagio, per lo sviluppo della cultura giovanile e
sportiva tramite la gestione dei centri giovani.
I servizi erogati sono: Area Donna: Residenze assistite femminili e partner del progetto provinciale
Alba per quel che riguarda la fase di Accoglienza
Area Bambini e Giovani: Strutture socio-pedagogiche/integrate, centri diurni, residenze assistite
maschili, Progetti individualizzati, Mediazione
Penale Minorile, Laboratori socio-educativi,
Area Cultura e Territorio: Centri giovani, interventi di Educativa di strada, Doposcuola, Attività sportive Area dipendenze: Prevenzione Secondaria,
Comunità di Accoglienza, Comunità di Reinserimento, comunità Alloggio Riabilitativa, Gruppo di
auto-aiuto. Centro studi: Biblioteca specialistica,
Ricerca, Progettazione, Organizzazione eventi,
Comunicazione.
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67/
Progetti specifici rivolti alle donne
I progetti specifici rivolte alle donne sono all’interno di un’area denominata Progetto Donna.
Il progetto Alta Autonomia/Residenze Assistite
offre alle giovani donne tra 16 ed i 21 anni che
posseggono già un grado di autonomia, l’opportunità, attraverso l’inserimento in un alloggio, di
affrontare un percorso di crescita personale al di
fuori di un ambito familiare spesso problematico
o assente.
Fase di Accoglienza del progetto provinciale ALBA
di cui l’Associazione è partner con l’Associazione
Volontarius ed il Consorzio Sociale Consis. La fase
accoglie in emergenza ed in progetto vittime di
sfruttamento sessuale e lavorativo e che si trovano
in una situazione di emarginazione grave. La fase
di accoglienza in progetto offre, in un appartamento protetto a indirizzo segreto, l’opportunità
di effettuare un percorso socio-educativo volto
all’inserimento nel nostro tessuto sociale. Le
stesse opportunità progettuali socio-educative
vengono date alle donne con un pregresso vissuto
di sfruttamento, che hanno però un proprio domicilio (accoglienza territoriale).
Il progetto Madri adolescenti prevede di fornire a
ragazze adolescenti madri del territorio della provincia di Bolzano, un accompagnamento educativo.
L’Associazione svolge attività di sensibilizzazione
con la rete dei servizi coinvolti rispetto ai temi
legati alla violenza di genere.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Le funzioni delle operatrici che operano all’interno
dell’Area Donna variano a seconda del servizio offerto. L’area Donna, come le altre presenti in Associazione, ha all’interno del proprio organigramma
un/a responsabile dell’intera area. I vari servizi,
perlopiù residenziali sono gestiti da équipes
operative coordinate da personale con esperienza
e competenze nel settore socio-pedagogico.
Tipologia dell’utenza
Residenze assistite femminili: giovani donne tra
16 ed i 21 anni che posseggono già un livello di
autonomia sufficiente per affrontare un percorso
di crescita personale al di fuori di un ambito familiare spesso problematico o assente.
Fase di Accoglienza del progetto provinciale ALBA
di cui l’Associazione è partner con l’Associazione
Volontarius e il Consorzio Sociale Consis: il progetto accoglie in emergenza ed in progetto vittime di
sfruttamento sessuale e lavorativo e che si trovano
in una situazione di emarginazione grave.
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Fenomenologia osservata
Sul territorio e attraverso i nostri servizi, osserviamo crescenti processi di violenza di genere e di
esclusione sociale che coinvolgono sempre più donne adulte e giovani/giovanissime. Lo sfruttamento
sessuale e lavorativo, famiglie multiproblematiche, mancanza di riferimenti stabili, difficoltà di
integrazione data da caratteristiche socio-culturali e carenze del mercato del lavoro sono fenomeni
sempre più presenti anche sul nostro territorio.
Si evidenzia sempre più la necessità di interventi
socio-educativi volti alla genitorialità di madri
giovani/giovanissime.
Modalità di accesso al servizio
Tutti i progetti sono finanziati dall’ente pubblico
che ne condivide la necessità. Le procedure di
accesso risultano standardizzate. L’informazione
sui vari servizi può avvenire attraverso vari canali
di comunicazione: sito web, area della comunicazione del centro studi, posta elettronica, telefoni
cellulari in dotazione alle équipes. Data la varietà
dei servizi associativi, il bisogno e l’accesso ai
servizi specifici per le donne possono avvenire
anche internamente all’associazione stessa, ma
sempre in accordo con l’ente pubblico che rimane
il servizio inviante. Per quanto riguarda la fase
di Accoglienza del Progetto Alba, l’invio avviene
attraverso la fase di Contatto gestita dall’Associazione Volontarius.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Gli incontri di rete, delle équipes a cadenza
settimanale ed i passaggi di consegne giornalieri,
anche attraverso un sistema di comunicazione informatizzato ad hoc, consentono di agevolare il lavoro di rete ed in team, elemento fondamentale per
un intervento efficace con le donne che accedono
ai nostri servizi. Il lavoro continuo sulla metodologia di intervento e sulla standardizzazione delle
procedure contribuisce a facilitare l’intervento di
collaborazione ed a incrementarne la qualità.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
I progetti dell’Area Donna collaborano con una
rete estesa del territorio: i servizi e le figure
professionali e i progetti interni all’Associazione,
servizi pubblici e privati dell’area socio-sanitaria,
istituzioni giuridiche e di controllo, cooperative
sociali ed agenzie di collocamento lavorativo, scuole, procuratori legali. L’Associazione aderisce a reti
di livello nazionale.
Proposte per il lavoro di rete
Chiarezza sugli organigrammi e funzionigrammi
degli enti, istituzioni e servizi della rete; Chiarezza
e confronto permanente sulla visione e sulla
missione dei componenti della rete rispetto ai temi
della violenza di genere; Chiarezza e diffusione
sulle procedure il più possibile standardizzate rispetto alle donne vittime di violenza; Far emergere
nuovi bisogni e progettare risposte.
Programmi di sviluppo previsti
L’area donna è potenzialmente un contesto in
continuo sviluppo.
La ricerca “giovani madri” mirata ad un target di
giovani madri dai 16 anni che posseggono le risorse necessarie per essere autonome, ha dato vita ad
un progetto.
L’Associazione è sempre disponibile ad attivarsi
per risposte mirate, specifiche ed innovative su
bisogni nuovi ed emergenti.
Associazione
Donne Nissà
Indirizzo:
Via Cagliari 22/A, Bolzano
Apertura:
Lu, Ve: 9.30–12.30 / 14.30–17.30
Ma, Me, Gio: 9.30–12.30
Telefono:
0471 935 444
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.nissa.bz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Nata nel 1995 a Bolzano, Nissà è un luogo di incontro per donne straniere e italiane.
Nissà intende informare, orientare le donne, i/le
minori e le famiglie straniere favorendone l’inserimento socio lavorativo in Provincia di Bolzano.
Nissà adotta un approccio interculturale e di
genere.
Attività, Servizi erogati
Sportello di orientamento e consulenza:
Accompagnamento personale e sostegno nella ricerca al lavoro; Informazioni su percorsi formativi,
servizi sociali e abitativi; Consulenza legale.
Altri progetti: Percorsi di formazione ed orientamento per donne straniere; Attività interculturali
con giovani e adulti; Attività di sensibilizzazione
e socializzazione per donne e famiglie. Centro
interculturale per bambine e bambini da 1 a 6 anni:
Spazio gioco e divertimento per bambini/e italiani
e stranieri da 1 a 6 anni gestito da collaboratrici
straniere; Servizio di babysitting; Incontri tra
genitori di culture diverse; Animazione nelle
scuole di ogni ordine e grado, centri e associazioni
giovanili e consultori. Nissà care, Sportello di
consulenza sul lavoro di cura: Per lavoratori e
lavoratrici (stranieri e non) che intendono dedicarsi al lavoro di cura e famiglie che necessitano
di tale prestazione, facilitandone l’incontro con
l’obiettivo di offrire consulenza, informazione e
orientamento. Punto informativo presso Sportello
Donna del Comune di Bolzano, Sportello per i
nuovi cittadini/e: Informazione, orientamento e
progettazione interculturale in collaborazione con
il Distretto di Laives.
68/
69/
Progetti specifici rivolti alle donne
Ascolto, informazioni, accompagnamento, sostegno e orientamento; Attività di socializzazione;
Percorsi di formazione ed orientamento.
Consulenza legale; Attività interculturali e babysitting per bambini/e dai 1 a 6 anni.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Le operatrici dell’Associazione Donne NISSÀ sono
un gruppo interculturale, costituito da: 2 mediatrici interculturali; una segretaria con competenze
pedagogiche ed informatiche; una contabile; due
pedagogiste; una consulente laureata in scienze
sociali; una coordinatrice laureata in scienze
sociali; un’antropologa.
Tipologia dell’utenza
Donne straniere e loro famiglie; Bambini 1-6 anni;
Cittadinanza.
Fenomenologia osservata
Bisogno di orientamento e accompagnamento.
Aiuto nell’inserimento formativo e lavorativo e
sostegno nella riqualificazione professionale.
Bisogno di sensibilizzazione per tutta la cittadinanza sul tema dell’intercultura.
Bisogno di sostegno dei/lle minori stranieri/e nel
percorso scolastico di ogni ordine e grado.
Modalità di accesso al servizio
Tutti i servizi sono gratuiti e sono aperti al pubblico, preferibilmente su appuntamento.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Riunione di équipe ogni due settimane; Supervisione al ruolo e ai casi; Programmazione ed indirizzo
del Consiglio Direttivo.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
L’Associazione Donne NISSÀ è convenzionata con
l’ASSB per l’erogazione di alcuni servizi e collabora
attivamente con molti servizi pubblici e privati sia
lavorando in rete che facendo rimandi ai servizi
competenti.
/69
/68
Proposte per il lavoro di rete
Istituzione di un osservatorio per monitorare la
violenza contro le donne.
Continuare con alcuni incontri di informazione e
scambio tra gli operatori della rete per approfondire temi e costruire un vocabolario comune.
Continuare con alcuni incontri di formazione per
condividere metodologie di lavoro.
Programmi di sviluppo previsti
Relativamente al tema della violenza di genere:
necessità di potenziare e migliorare il lavoro in
rete; necessità di conoscenze più approfondite
sulla violenza, considerando anche le differenze
culturali e sociali.
Casa Margaret –
Caritas
Indirizzo:
Via Cappuccini, 24, Bolzano
Apertura:
24h
Telefono:
0471 301 017
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.caritas.bz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Accoglienza per 18 ospiti a bassa-medio soglia con
la possibilità di consulenza e accompagnamento
progettuale laddove sia possibile e richiesto. Durata dell’accoglienza: 3-6 mesi o fino al massimo di
due anni su strutturazione di un accompagnamento chiaro e mirato e in situazioni molto gravi. Gli
accompagnamenti e gli eventuali progetti vengono
decisi, insieme all’ospite, dalla Casa Margaret e
dall’assistente sociale del Sis, in assenza di altri
servizi specifici che abbiano la donna in carico.
Attività, Servizi erogati
Accompagnamento socio-pedagogico tramite
sostegno, counseling, colloqui. Possibilità, oltre al
pernottamento, di usufruire di tre pasti al giorno
e del servizio lavanderia, aperto anche alle donne
“esterne”. Momenti ricreativi (lavori manuali,
musicoterapia, danza terapia, art counseling,
yoga, escursioni, serate informative su tematiche
a richiesta). Possibilità di socializzazione e di apprendimento delle proprie risorse e punti di forza.
Aiuto nella ricerca di lavoro e nel prendere contatti
coi servizi sanitari, laddove fosse neccessario.
71/
70/
Progetti specifici rivolti alle donne
Le donne che subiscono violenza vengono accolte,
solo ed esclusivamente in emergenza, con accordi
chiari e precisi con il servizio antiviolenza/case
delle donne, se la persona risponde alle caratteristiche richieste da questi servizi. La Casa
Margaret non può in nessun modo sostituirsi a
servizi specifici e preposti al tema della violenza,
tantomeno correre rischi ospitando queste donne.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
6 operatori/trici presenti che a turno sono presenti
in casa. Si effettuano colloqui mirati con le ospiti,
consulenze su come effettuare telefonate di lavoro
o ai servizi e come compilare i documenti. E’ nostra
premura far conoscere le istituzioni presenti sul
territorio e spiegare quale attività svolgono.
Tipologia dell’utenza
Donne senza fissa dimora, maggiorenni e con
regolare permesso di soggiorno o a rischio di
diventarlo causa problemi di separazione coniugale, mancanza di lavoro, debiti, pluridipendenze,
problemi psichici gestibili e compatibili con la vita
di comunità.
Fenomenologia osservata
Le donne che si rivolgono alla nostra struttura
raramente sono le “tipiche” senza dimora del
nostro immaginario. Le problematiche sono spesso
mescolate insieme con un forte denominatore
comune che sono i disturbi psicologici e psichiatrici. La violenza subita in passato o nel momento
attuale (spesso vissuta come “normale”) è un altro
denominatore comune insieme alla pluridipendenza, ai debiti, alla separazione dal compagno che
comporta la perdita dell’alloggio.
Modalità di accesso al servizio
In modo privilegiato tramite segnalazione di un
Servizio che compila una scheda da noi fornita;
autonomamente, tramite colloquio con l’educatrice
di turno, se senza servizi di riferimento invianti.
Vi è una lista di attesa.
Tramite forze dell’ordine se in emergenza e la
valutazione viene fatta il giorno seguente.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Interazione fra gli/le operatori/trici.
Sì: passaggio consegne ad ogni cambio turno, riunioni di team settimanali, supervisione mensile.
Momenti d’incontro con altri enti o con altri/e
operatori/trici.
Sì, insieme alla responsabile per verifica su ospiti
seguite insieme agli altri enti; formazioni; in generale il lavoro di rete.
/70
/71
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
La Casa Margaret agisce all’interno di un lavoro di
rete che coinvolge i distretti sociali e sanitari sul
territorio. La collaborazione coi centri antiviolenza si avvale di caratteristiche specifiche e
particolari.
Proposte per il lavoro di rete
Potenziare i contatti e attuare una maggiore
flessibilità nelle emergenze. Su quest’ultimo punto
serve fare più chiarezza, soprattutto riguardo le
competenze ove le situazioni presentino una certa
complessità. Non “giocare” allo “scaricabarile”.
Programmi di sviluppo previsti
Monitorare nel tempo le caratteristiche mutevoli
delle donne senza fissa dimora per tracciarne un
quadro più completo.
Approfondimento professionale sulla tematica e
sulla gestione.
Associazione
Frauen
helfen Frauen
Indirizzo:
Via Dott. Streiter 1/B, Bolzano
Apertura:
Lu–Ve: 9.00–12.00
Telefono:
0471 973 399
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.frauenhelfenfrauen.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Presso l’Associazione Frauen helfen Frauen, donne
e ragazze che stanno vivendo una situazione di
crisi trovano aiuto, informazioni e guida all’autosostegno in modo gratuito e meno burocratico possibile. Oltre a ciò il consultorio, tramite attività di
informazione, cerca di far si che le donne cerchino
sostegno per tempo, quando si profila l’insorgere
dei problemi, e si informino tempestivamente
quando sono attese da decisioni difficili.
Attività, Servizi erogati
L’associazione Frauen helfen Frauen offre consulenza senza necessità di prenotare in anticipo e
garantendo discrezione e anonimato. Un’equipe
ben preparata di volontarie è a disposizione per
prestare ascolto e per offrire alle donne che ne
hanno bisogno le proprie conoscenze e competenze
nel settore sociale, psicologico e giuridico. In un
clima disteso, libero da pregiudizi e di fiducia le
consulenti cercano di chiarire con la persona che
ad esse si rivolge la sua situazione, di mostrarle
nuove prospettive e di metterla in grado di prendere le proprie decisioni. In questo contesto è importante per l’associazione Frauen helfen Frauen non
trascurare gli interessi dei/lle figli/e. È per questo
che presso il consultorio ci si sforza, nonostante
tutta la solidarietà femminile, affinché le clienti
continuino a dialogare con i loro partner nel senso
di una gestione dei conflitti più costruttiva.
73/
72/
Progetti specifici rivolti alle donne
In caso di necessità le donne che si rivolgono all’associazione Frauen helfen Frauen possono ottenere
una prima consulenza legale gratuita. Su richiesta
può essere organizzato un colloquio informativo –
gratuito e non vincolante – con una mediatrice, per
favorire la composizione costruttiva e stragiudiziale dei conflitti tra coppie. Per donne che vivono
situazioni violente il consultorio stabilisce il
contatto con la Casa degli alloggi protetti gestita
dall’associazione Katholischer Familienverband.
Alle madri in difficoltà economiche vengono
distribuiti vestiti per bambini/e e neonati/e.
L’associazione Frauen helfen Frauen ha inoltre in
affitto un minialloggio per poter rispondere alle
necessità di ricovero temporaneo d’urgenza.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
La guida dell’associazione spetta alla presidente,
che presta la sua opera volontariamente. Per
quanto concerne l’amministrazione ed il lavoro
con il pubblico la presidente è affiancata da una
coordinatrice regolarmente assunta. L’attività
principale delle operatrici volontarie dell’associazione è quella di offrire consulenza alle utenti.
In caso di necessità esse possono procurare una
prima consulenza gratuita presso un’avvocatessa o
una mediatrice.
Tipologia dell’utenza
Le utenti dell’associazione Frauen helfen Frauen
sono donne e ragazze di ogni ceto sociale ed età
(la maggioranza è di età compresa tra i 20 ed i 50
anni). Si tratta di donne che stanno vivendo una
fase di crisi del loro rapporto sentimentale, spesso
vittime di abusi o violenze, oppresse da problemi
esistenziali, alcolismo, disturbi alimentari o afflitte da eccessivo stress psichico, fisico o finanziario,
donne che hanno necessità urgente di trovare un
lavoro o un alloggio, donne incapaci di elaborare
un lutto, donne che soffrono di malattie o inabilità
o che sono gravate dal peso di un familiare a carico
da curare.
/73
/72
Fenomenologia osservata
I temi principali dei colloqui riguardano i conflitti
con i partner, i problemi finanziari e le difficoltà
generali. Fenomeni conseguenti sono la solitudine,
la depressione e la violenza, spesso legate all’alcolismo. La maggioranza delle utenti proviene
dall’Alto Adige, ma il numero di cittadine non
comunitarie o profughe è in costante aumento. Le
loro esigenze sono finora di carattere prevalentemente finanziario (vestiti per neonati e bambini,
sostegno economico d’intesa con i servizi sociali
ecc.)
Modalità di accesso al servizio
L’associazione Frauen helfen Frauen è aperta dal
lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00. In agosto
è chiusa. Negli orari di apertura le utenti possono
presentarsi spontaneamente e senza prenotazione
per un colloquio. È possibile contattare l’associazione telefonicamente o per e-mail. In casi
eccezionali le consulenti possono fissare colloqui
anche al pomeriggio. Le indicazioni per contattare
l’associazione Frauen helfen Frauen sono riportate
nel sito Internet www.frauenhelfenfrauen.it .
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Per il servizio di consulenza sono a disposizione
ogni giorno due operatrici volontarie. Ciascuna
di esse, entrando a far parte dell’associazione, si è
impegnata a frequentare un corso di formazione
di base e regolari corsi di aggiornamento: in primo
luogo per acquisire le competenze necessarie per
condurre il colloquio, ma anche per approfondire
tematiche di carattere psicologico e giuridico. È
obbligatorio partecipare alle sedute mensili di
supervisione sotto la guida di una psicologa. Le
questioni organizzative vengono discusse nelle
riunioni mensili delle operatrici.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
L’associazione Frauen helfen Frauen annovera tra
i propri partner principali: Katholischer Familienverband (Unione delle famiglie cattoliche), Caritas,
Katholische Frauenbewegung (Movimento cattolico femminile), Frauen im KVW (donne all’interno
del KVW), SVP-Frauenbewegung (Movimento
femminile della SVP), Bäuerinnenorganisation (organizzazione che riunisce le coltivatrici dirette) e
la Casa degli alloggi protetti. Essa partecipa inoltre
a diversi incontri per il lavoro di rete, fa attivamente parte della Commissione provinciale per le pari
opportunità e organizza progetti di cooperazione
con altri organismi attivi nel sociale.
Proposte per il lavoro di rete
Ci si auspica un miglior coordinamento dei servizi
e delle prestazioni offerte nel settore sociale, allo
scopo di creare maggior trasparenza e una migliore visione d’insieme delle proposte, di evitare
sovrapposizioni nell’offerta e nelle prestazioni,
di individuare con più precisione punti deboli e
carenze nel sistema e di ottenere dati statistici più
significativi.
Programmi di sviluppo previsti
Per il futuro l’associazione Frauen helfen Frauen
intende elaborare nuovi progetti di collaborazione,
ad esempio con l’associazione “Plattform für Alleinerziehende” (che raccoglie famiglie monoparentali), per creare un gruppo di auto aiuto per donne o
per ampliare, eventualmente in collaborazione con
il consultorio per uomini della Caritas, il proprio
servizio di consulenza concernente la mediazione
familiare per la gestione più costruttiva e stragiudiziale dei conflitti tra i partner contendenti.
Consultorio A.I.E.D.
Sezione Andreina
Emeri
Indirizzo:
Via Isarco 6, Bolzano
Apertura:
Senza appuntamento:
Lu: 18.00-20.00;
Me: 10.00-14.00;
Ve: 16.00-18.00;
Su appuntamento:
lu-ve in orario d’ufficio
Telefono:
0471 979 399
Fax:
0471 981 523
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.aied.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Consultorio per il/la singolo/a, la coppia, la famiglia e gruppi di persone. Nella realizzazione delle
sue finalità statutarie l’A.I.E.D. non fa discriminazione di appartenenza di genere, culturale, sociale,
politica e religiosa.
Dallo Statuto: diffondere il concetto ed il costume
di procreazione libera e responsabile; promuovere e sostenere iniziative rivolte a migliorare
la qualità della vita ed a tutelare la salute della
persona umana, a livello sia individuale che
collettivo; impegnarsi a sviluppare una cultura
della maternità, della paternità e della nascita;
combattere ogni discriminazione tra uomo e donna
nel lavoro, nella famiglia e nella società ed ogni
forma di violenza sessuale e di violenza sui minori,
fornendo sostegno, assistenza e tutela alle persone
che ne siano vittime.
Il consultorio è in convenzione con l’Azienda
Sanitaria di Bolzano e l’Azienda Servizi Sociali di
Bolzano.
75/
74/
Attività, Servizi erogati
Accoglienza e consulenza sulle tematiche che
caratterizzano l’attività del consultorio: contraccezione, pillola del giorno dopo, malattie a trasmissione sessuale, gravidanza, ciclo mestruale, menopausa, relazioni tra partner e tra genitori e figli.
Consulenza telefonica; Consulenza socio-psicopedagogica; Consulenza ed assistenza sulla legge
194 per l’Interruzione Volontaria della Gravidanza/ Ambulatorio medico ostetrico-ginecologico
- Ambulatorio ostetrico; Percorsi di preparazione
alla nascita e dopo-parto; Attività di gruppo di
sostegno alla genitorialità (svezzamento, sviluppo
motorio nel primo anno di vita, sviluppo psicoaffettivo) - Riabilitazione pelvica; Consulenza sessuologica, psicologica e psicoterapia; Valutazione
e selezione delle famiglie affidatarie; Interventi di
informazione-educazione sessuale nelle scuole e
presso il consultorio; Consulenza legale; Mediazione familiare
Progetti specifici rivolti alle donne
Accoglienza, consulenza e presa in carico di
persone appartenenti a gruppi a rischio (persone
extracomunitarie, badanti comunitarie, giovani
sino ai 21 anni, persone domiciliate in Provincia
di BZ per motivi di lavoro e loro familiari, donne
che richiedono consulenza sull’interruzione di gravidanza, donne in gravidanza) non comprese nella
convenzione con l’ASBZ (cioè senza assistenza
sanitaria).
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Ginecologa, medici ginecologi: ambulatorio
ostetrico-ginecologico, consulenza sanitaria
ostetriche: accoglienza, ambulatorio ostetrico,
consulenza sanitaria, sostegno all’allattamento,
corsi di accompagnamento alla nascita e al dopo
parto; psicologhe-psicoterapeute: accoglienza,
consulenza sessuologica, psicologica e psicoterapia, sostegno alla genitorialità, educazione all’affettività e alla sessualità, valutazione famiglie
affidatarie; fisioterapista: corsi di accompagnamento alla nascita e al dopo parto, riabilitazione
pavimento pelvico, sostegno mamma-bambino nel
primo anno di vita; assistente sociale: valutazione
famiglie affidatarie; avvocata: consulenza legale
nell’ambito del diritto di famiglia
Tipologia dell’utenza
(Dati 2009): 92% donne; la fascia d’età più rappresentata tra i 30 e i 44 anni (51%); le/i giovani (13
– 24 anni) rappresentano il 18% più 622 ragazze e
ragazzi incontrati nelle scuole/: nuove/i cittadine/i
equamente suddivise/i tra europee/i e non UE 18%
/75
/74
Fenomenologia osservata
In aumento: le donne provenienti da altri paesi che
richiedono consulenza ed assistenza principalmente in gravidanza/; la richiesta di prescrizione
della pillola del giorno dopo; la richiesta di sostegno psicologico nelle varie fasi della vita.
Modalità di accesso al servizio
Il Consultorio è aperto continuativamente 12 mesi
l’anno, per 5 giorni la settimana, le attività che
offrono si articolano su 45 ore settimanali.
Accoglienza senza appuntamento: lunedì 18.0020.00, mercoledì 10.00-14.00, venerdì 16.00-18.00.
Attività su appuntamento nel restante orario.
Prevista l’introduzione del ticket su alcune prestazioni dall’autunno 2010.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Approccio multidisciplinare; riunioni quindicinali gruppo operatrici; riunioni mensili équipe
psicologica; riunioni bimensili équipe educazione
sessuale; riunioni trimestrali équipe accompagnamento alla nascita e dopo parto; riunioni semestrali ambulatori ostetrico-ginecologici
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Ospedale di Bolzano
Centro di Salute Mentale “Ambulatorio Depressioni”; Centro Affido-Spazio Neutro dell’Azienda
Servizi Sociali di Bolzano; Tavolo di scambio e di
confronto GrIS (Gruppo Immigrazione e Salute)
Enti scolastici; Associazione La strada-der Weg per
il” Progetto Alba”.
Consultorio
Familiare
P. M. Kolbe
Indirizzo:
C.so Italia 23;
da gennaio 2011:
V.lo Mendola 19, Bolzano
Apertura:
Lu-Ve: 8.30-13.00 /
Lu, Me: 14.30-18.00
Telefono:
0471 401 959
Mail:
[email protected]
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Ente privato di promozione sociale convenzionato
con AzSanitLocale e AzSerSocBolzano/Comunità
Comprensoriali svolge la propria attività sul territorio provinciale presso la sede di Bolzano e le sedi
territoriali di Bressanone, Merano e Laives. Offre
prestazioni gratuite di promozione e consulenza
sociale, legale, psicologica e medico-ginecologica,
mediazione familiare e sostegno nei conflitti di
coppia e nel rapporto educativo genitori figli.
Attività, Servizi erogati
Il consultorio familiare sede di Bolzano svolge
attività di: promozione del processo educativo in
ordine ai valori della sessualità, della maternità e
paternità responsabili; prevenzione dei disturbi
psicologici dell’ età evolutiva e dell’adolescenza
affrontando con i diversi soggetti interessati le
possibili conflittualità; tutela e consulenza psicologica e medico-ginecologica nei confronti della
donna e della maternità; consulenza psicologica
relativamente ai problemi ed ai conflitti nei rapporti interpersonali nel rapporto genitori–figli, di
coppia e di famiglia; consulenza legale, sociale e di
segretariato; mediazione familiare e sostegno per i
problemi legati alla separazione e al divorzio;
collabora con l’ASSB per le valutazioni di idoneità
per l’ Affido e l’Adozione; offre attività di gruppo
per adolescenti con la bioenergetica, per genitori
nel percorso di preparazione al parto, corsi e
gruppi di sostegno post-parto, corsi di Training
Autogeno per adulti con gruppi di autoconoscenza,
per i nonni gruppi di incontro.
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76/
Progetti specifici rivolti alle donne
Progetto di formazione e di educazione alla maternità e paternità secondo i metodi naturali.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
3 psicologi consulenti; 1 psicologa formata per la
consulenza metodi naturali; 2 psicologi consulenti
nel percorso di valutazione delle coppie Affido
e Adozione; 1 counselor conduttrice di classi di
bioenergetica; 1 avvocato, medico ginecologa, ostetrica, pediatra, infermiera pediatrica, insegnante
yoga, AiMi e musicoterapia.
Tipologia dell’utenza
Singoli/e adolescenti, adulti/e, coppie, famiglie,
più facilmente donne ma da tempo anche molti
uomini più disposti a mettersi in discussione che
partecipando in coppia alle iniziative proposte si
avvicinano ai diversi servizi offerti.
Fenomenologia osservata
Persone con difficoltà nei rapporti di coppia, nella
separazione e nella gestione del dopo separazione,
conflitti intergenerazionali nelle diverse fasce età,
donne con difficoltà emergenti nell’ambito relazionale sia familiare che lavorativo e che rivelano
solo dopo un certo tempo i loro vissuti di prevaricazione o di violenza subita.
Modalità di accesso al servizio
Al consultorio familiare si accede personalmente,
possibilmente su appuntamento per un primo
colloquio nell’orario di apertura mattino e/o
pomeriggio. Il successivo invio al/la professionista
competente avviene in forma diretta dopo l’incontro dell’ equipe multiprofessionale. L’ invio da altri
servizi avviene attraverso una richiesta formale
scritta anche via e-mail nella quale l’operatore/
trice evidenzia la motivazione e gli obiettivi che il
servizio inviante vuole raggiungere. L’eventuale
necessaria descrizione scritta dei bisogni rilevati
viene condivisa con l’interessato/a, consegnata di
persona o inviata via fax all’operatore/trice che
effettua il primo colloquio.
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/76
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Gli/Le operatori/trici che collaborano per le consulenze partecipano all’incontro di équipe mensile
durante il quale vengono discusse e programmate
le attività del consultorio, vengono affrontate
le tematiche emergenti, vengono condivisi e
definiti i percorsi offerti agli/lle utenti e discusse
le situazioni complesse. Gli/Le operatori/trici
interagiscono tra loro nello scambio professionale
per offrire un servizio rispettoso delle richieste,
delle necessità e delle singole professionalità
nell’attenzione condivisa verso la persona nella
sua integrità ed umanità.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
La coordinatrice di sede partecipa a nome o
in collaborazione con gli/le operatori/trici, ai
numerosi momenti di confronto per i progetti in
atto con Distretti e Comunità Comprensoriali, con
i/le referenti provinciali ed i Servizi del territorio.
La collaborazione è attiva in special modo con i
Distretti, le Comunità comprensoriali e gli altri
consultori per invii su problematiche di separazione, coppia, genitorialità, mediazione familiare,
valutazioni per l’affido e l’adozione, in special modo
nella rete per il contrasto alla violenza di genere,
con Azienda sanitaria, il CSM, il Centro Psicosomatica e Psicoterapia nella rete contro la depressione.
Proposte per il lavoro di rete
La conoscenza e la condivisione dei protocolli
d’intesa per effettuare invii mirati a garanzia
della riservatezza e della celerità soprattutto nelle
situazioni d’emergenza a tutti i livelli.
Programmi di sviluppo previsti
Il nostro consultorio familiare accoglie le donne
che, in modo autonomo o inviate da altri servizi,
ritengono di poter usufruire delle nostre consulenze. Eventuali problematiche di violenza subita
emergono, salvo rari casi, quasi esclusivamente
nel corso degli incontri e spesso risalgono ad
episodi elaborati con modalità molto diverse che
rappresentano parte di un’esperienza culturale
e familiare, una memoria o una realtà dolorosa
spesso distante nel tempo. La nostra équipe sta
elaborando le modalità migliori per offrire risposte adeguate a queste richieste sommerse curando
la collaborazione con i servizi specifici e primari
nell’accogliere l’emergenza.
Centro Studi
Consultorio
Familiare
Mesocops
Indirizzo:
Via Dr. Streiter 9, Bolzano
Apertura:
Lu-Gio: 9.00-12.30/
14.30-18.00/
Ve: 9.00-12.30
Telefono:
0471 976 664
Mail:
[email protected]
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Consultorio Familiare è nato come servizio di
base per recepire e rispondere alle problematiche
e intervenire nelle circostanze tipiche dei gruppi
familiari, del/la singolo/a e della coppia, soprattutto in rapporto allo stato concreto dei loro bisogni e
per fornire eguali possibilità a tutti/e nella tutela
della salute psicofisica e del benessere relazionale.
Attività, Servizi erogati
Accoglienza, consulenze individuali psicologiche,
pedagogiche, legali, sociali e ginecologiche.
Progetti specifici rivolti alle donne
Il Consultorio può organizzare, in un’ottica di
prevenzione, degli incontri per confrontarsi su
come riconoscere i segnali che potrebbero sfociare
in comportamenti violenti o devianti ed operare in
modo tale che ciò non accada. Può anche organizzare corsi auto aiuto di donne che subiscono o
hanno subito violenza.
78/
79/
Operatori/trici presenti, funzioni
e attività svolte
Operatori/trici presenti: assistente sociale: primi
colloqui e consulenza sociale, psicologi: consulenze
e terapie psicologiche, pedagogista: consulenze pedagogiche, legale: consulenze su diritto di famiglia,
ginecologa: consulenze ginecologiche, ostetrica:
consulenze ostetriche.
Tipologia dell’utenza
Al Consultorio possono rivolgersi, gratuitamente,
tutte le persone che desiderano intraprendere un
percorso per il raggiungimento del proprio benessere psicofisico.
Per quanto riguarda questo progetto si possono
rivolgere a noi non solo le donne colpite dalla
violenza, ma anche uomini che esercitano la
violenza e che intendono risolvere il loro problema,
ed i bambini che hanno assistito alla violenza in
famiglia.
Fenomenologia osservata
Per quanto riguarda nello specifico segnaliamo
vari casi di donne che si sono rivolte al consultorio
in quanto oggetto di violenza fisica e/o psicologica. In ambito familiare, si sono riscontrate a
livello di coppia situazioni di violenza verbale e
di connotazione negativa sulle attività intraprese
dalla donna. In ambito lavorativo la violenza si è
manifestata con vessazioni continue sia da parte
dei superiori e da parte di colleghi/e.
Modalità di accesso al servizio
L’ accesso al servizio è gratuito e può avvenire sia
direttamente che su appuntamento.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
All’ interno del Consultorio gli operatori collaborano tra di loro con riunioni d’équipe e confronti individuali, mentre all’esterno il Consultorio collabora
con scuole, distretti, associazioni ed altre strutture
per la risoluzione dei casi.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il Consultorio con le sue attività è inserito nella
rete dei servizi sociali e sanitari tramite degli
accordi di programma.
Proposte per il lavoro di rete
Gli/Le operatori del Consultorio sono disponibili
ad incontri, confronti e collaborazioni con tutti gli
Enti che lavorano in questa ottica.
/79
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Programmi di sviluppo previsti
Il Consultorio può organizzare in un’ottica di prevenzione incontri formativi/informativi su queste
tematiche, sia per le donne che per gli/le operatori/
trici che si occupano delle problematiche di donne
che subiscono, violenza, degli uomini maltrattati e
de/llei bambini/e che hanno assistito alla violenza
in famiglia.
Consultorio
familiare
L’Arca
Indirizzo:
Via Sassari 17/B, Bolzano
Apertura:
Lu-Gio: 9.00-11.00 / 14.30-17.00;
Ve: 9.00-11.00 (segreteria)
Telefono:
0471 930 546
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.arca.bz
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Fornire consulenza e assistenza alla famiglia, alla
coppia e al/la singolo/a in ordine alle varie problematiche che la riguardano, in particolare nel
campo dell'educazione alla paternità e maternità
responsabile e dei mezzi atti a realizzarla.
Attività, Servizi erogati
Consulenze psicologiche (individuali, di coppia,
familiari), ostetrico-ginecologiche, pedagogiche, sociali, legali e sessuologiche con adulti/e e
adolescenti; Psicoterapie individuali con adulti/e,
terapie di coppia e terapie sessuologiche
Consulenza e assistenza per la gravidanza, l’IVG, la
menopausa, la contraccezione; Esecuzione di PAPtest, visite ginecologiche e senologiche, ecografie e
prescrizione della contraccezione post-coitale
Interventi di educazione sessuale nelle scuole e, su
richiesta, con altri gruppi (genitori, centri giovanili, ecc.); Incontri di preparazione e sostegno alla
genitorialità, laboratorio di educazione al dialogo,
gruppi di rilassamento, corsi di preparazione alla
nascita, incontri dopo parto; Sostegno e consulenze psicologiche per anziani in casa di riposo e
per i loro familiari; Spazio adolescenti mercoledì
e giovedì dalle 14.00 alle 16.00 per ragazze/i fino
ai 21 anni per educazione alla salute, consulenze
psicologiche e ambulatorio ginecologico
80/
81/
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Assistente sociale, consulente legale, educatore,
ginecologa, ostetrica, pedagogista, pediatra,
psicoterapeuti, segretaria, sessuologa. (Attività:
vedi sopra)
Tipologia dell’utenza
Prevalentemente donne;
singoli/e, coppie, famiglie gruppi;
adolescenti, giovani adulti/e, adulti/e, anziani/e
Fenomenologia osservata
Donne con richieste di prestazioni ostetrico-ginecologiche e in gravidanza.
Adolescenti con problemi di ansia, insicurezza,
difficoltà nella relazione con i pari e in famiglia.
Donne con stati di ansia e depressione, sentimenti
di inadeguatezza e solitudine rispetto al ruolo
genitoriale, problemi nel rapporto con i/le figli/e.
Uomini con stati di ansia e depressione, aggressività, problemi economici, problemi nel rapporto
con i figli.
Modalità di accesso al servizio
A seconda del tipo di richiesta, si accede attraverso
un colloquio di accoglienza o una prenotazione
telefonica. La segreteria è aperta al pubblico dal
lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 14.30
alle 17.00 e il venerdì dalle 9.00 alle 11.00.
Per gli/le adolescenti: accesso diretto
all’ambulatorio ginecologico (senza appuntamento) il mercoledì e il giovedì dalle 14.00 alle 16.00.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Riunione settimanale discussione casi e riunioni
di èquipe quindicinali.
Al bisogno incontri e contatti telefonici con altri
servizi per casi o progetti.
Annualmente riunioni per accordo di programma
con ASSB e ASBZ.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Collaborazione nella gestione dei casi con distretti,
Centro di Salute Mentale, Casa delle donne, Reparto di Ostetricia e Ginecologia.
/80
/81
Consultorio per
uomini della Caritas
di Bolzano
Indirizzo:
Via Portici 9, Bolzano
Apertura:
Lu-Me: 15.00-18.00
Telefono:
0471 324 649
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.caritas.bz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Consultorio per uomini é un servizio privato
gestito dalla Caritas in lingua tedesca di Bolzano,
finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano
e dalla Caritas stessa. Il consultorio ha l´obiettivo
di fornire un servizio di consulenza psicologica e
legale bilingue per tutti gli uomini che si trovino in
un momento di difficoltà della propria vita. Il consultorio ha come filosofia di base quella “da uomo
a uomo”, ossia psicoterapeuti uomini che offrono
aiuto ad altri uomini.
Attività, Servizi erogati
Il consultorio per uomini offre un servizio di consulenza psicologica e legale individuale a tutti gli
uomini che si trovino in un momento di difficoltà
della propria vita o che vogliano confrontarsi con
una figura esperta su diversi temi della propria
quotidianità. Le consulenze vengono effettuate, sia
in lingua tedesca che in lingua italiana, da psicologi psicoterapeuti e da un legale. Dall´autunno 2010
partirà un progetto che prevederà la creazione di
due gruppi (uno in lingua italiana ed uno in lingua
tedesca) per uomini che hanno commesso violenza
o che vogliano confrontarsi su questo tema. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con le case
delle donne e le associazioni a favore delle donne
di tutto l’Alto Adige.
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Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
All’interno del Consultorio operano 6 psicologi –
psicoterapeuti (3 di madrelingua tedesca e 3 di
madrelingua italiana) ed un legale bilingue.
Tipologia dell’utenza
Uomini che si trovino in una situazione di difficoltà della propria vita, uomini che hanno usato
violenza o che vivono in un contesto violento.
Fenomenologia osservata
Uomini in crisi rispetto ai propri ruoli familiari e
privati; uomini in crisi rispetto al rapporto con il
proprio partner; uomini in crisi rispetto alla fase di
separazione che stanno vivendo; uomini che hanno
commesso violenza o che vivono in contesti violenti; uomini che stanno vivendo una propria crisi
personale rispetto alla perdita del lavoro; uomini
che presentano difficoltà nella sfera sessuale e uomini che hanno difficoltà di tipo economico-legale.
Modalità di accesso al servizio
Il servizio è gratuito e si accede tramite appuntamento telefonico o rivolgendosi direttamente alla
nostra sede negli orari prestabiliti.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
I collaboratori del consultorio si confrontano
costantemente sulle diverse tematiche, sia attraverso incontri di team che attraverso supervisioni
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il consultorio collabora costantemente con altri
servizi, tra cui Servizi Sociali, Tribunale, Procura,
Case delle donne e Associazioni femminili, Psichiatria, Servizio psicologico, Consultori familiari
e Associazioni del territorio.
Proposte per il lavoro di rete
Incontri di rete saltuari per un confronto sulle
tematiche sociali, convegni comuni, formazioni
comuni.
Programmi di sviluppo previsti
In autunno 2010 partirà il primo training bilingue
per uomini violenti in collaborazione con le case
delle donne e le associazioni a favore della donna.
/83
/82
Centro
Il Germoglio
Indirizzo:
Via Dante 12, Bolzano
Apertura:
Lu-Ve: 10.00–12.00 /
15.30-17.00
Telefono:
0471 06 01 401
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.germogliobz.com
Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi
Finalità
Prevenzione sensibilizzazione formazione consulenza e supervisione agli operatori sul tema della
violenza ai minori; consulenza breve a sostegno
della genitorialità, corsi seminari formativi e laboratori per genitori; laboratori ed interventi brevi di
gruppo per bambini e adolescenti.
Attività, Servizi erogati
Prevenzione nella scuole materne e elementari sul
tema dell’abuso sessuale; Formazione per genitori
e operatori sul tema della violenza ai minori;
Consulenza sul tema violenza e supervisione agli
operatori; Consulenza telefonica gratuita sul tema
bullismo e violenza Nr. Verde 800832842; Consulenza telefonica a sostegno per genitori Nr. Verde
800892829; Seminari per genitori a sostegno ruolo
educativo; Consulenze educative brevi per genitori
Consulenze per l’età evolutiva (bambini e adolescenti); Gruppi di sostegno e aiuto per bambini e
adolescenti.
84/
85/
Progetti specifici rivolti alle donne
Consulenze brevi; Gruppi di sostegno dal titolo
“Consapevolezza e cambiamento”.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Prof. Giuseppe Maiolo direttore scientifico,
responsabile Scuola Counselling, consulente e
trainer gruppi per adolescenti; Dott. Giuliana Franchini Maiolo presidente del centro, responsabile
progetto Pollicino, consulente e conduttrice dei
gruppi per donne; Dott. Silvia Franck operatrice
progetto Pollicino, consulente per adulti di lingua
tedesca, formatrice per l’area tedesca.
Tipologia dell’utenza
Genitori con problemi educativi, madri separate,
coppie e famiglie, minori con difficoltà evolutive e
scolastiche.
Fenomenologia osservata
Aumento della genitorialità a rischio, con scarsa
capacità di contenere il conflitto intrafamiliare.
Modalità di accesso al servizio
Telefono, mail, pre-colloquio e consulenza.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Servizio sociale, Scuole, Tribunale.
Educazione alla
salute –
Intendenza
scolastica italiana
Indirizzo:
Via del Ronco 2, Bolzano
Telefono:
0471 411 353
/85
/84
Mail:
annalisa.gallegati@
scuola.alto-adige.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Servizio offre consulenza alle scuole per progetti
che riguardano la promozione della salute negli
ambienti scolastici e la prevenzione di ogni forma
di aggressività e di violenza.
Attività, Servizi erogati
Il Servizio sostiene nelle scuole di ogni ordine e
grado uno sportello di consulenza psicologica e
orientamento ai servizi del territorio, a cui possono rivolgersi studenti, insegnanti e genitori per
consulenze individuali, incontri di gruppo o altro
richiesto dalla scuola. Inoltre favorisce, attraverso
la presenza operativa di un gruppo di progetto,
l’organizzazione di eventuali attività specifiche
adeguate alle problematiche emerse dai colloqui o
dagli incontri di gruppo.
Progetti specifici rivolti alle donne
Non sono stati sviluppati progetti specifici per le
donne in quanto la prevenzione è un problema che
riguarda l’intera comunità scolastica.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Il Servizio è composto da una coordinatrice
(ispettrice), da una referente per le scuole superiori
e da una referente per le scuole dell’infanzia e gli
istituti comprensivi; esiste inoltre una segreteria
che fornisce informazioni e smista le eventuali
richieste specifiche.
Tipologia dell’utenza
Insegnanti, alunni/e e genitori delle scuole di ogni
ordine e grado.
Fenomenologia osservata
Casi di bullismo ma, per il momento, non specificatamente di genere.
Modalità di accesso al servizio
Ogni istituto regola l’accesso al proprio “sportello”
con modalità diverse, reperibili in segreteria o
affisse ad un apposito albo.
L’accesso al Servizio di educazione alla salute
avviene per via telefonica o e-mail.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Le operatrici presenti nel Servizio collaborano
nell’informazione reciproca sulle problematiche,
nell’individuazione delle strategie per affrontarle
e nell’elaborazione della progettazione.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il Servizio di educazione alla salute collabora con
gli Assessorati provinciali alla Sanità e alla Scuola,
con gli Assessorati comunali, con le Aziende sanitarie e i Distretti, con le Associazioni di volontariato e del territorio e con tutte le figure istituzionali
e non che gravitano attorno al mondo scolastico.
Proposte per il lavoro di rete
Tavoli di lavoro permanenti per monitorare e
tenere sotto controllo il fenomeno.
Programmi di sviluppo previsti
Mantenere costante l’attenzione al problema e
favorire ogni attività che le scuole intendano realizzare in materia di prevenzione e promozione.
Forum
Prevenzione
Indirizzo:
Via Talvera 4, Bolzano
Apertura:
Lu; Me; Gio: 9.00-12.00/
14.00-16.00;
Ma: 14.00-16.00;
Ve: 9.00-12.00
Telefono:
0471 324 801
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.forum-p.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il centro si occupa di prevenzione universale delle
dipendenze, rivolta alla popolazione in generale o
a gruppi che non presentano particolari difficoltà
e selettiva con gruppi che presentano particolari
comportamenti rischiosi. Prevenzione della violenza e degli estremismi e promozione della salute
rivolta a bambini ed adulti. Organizza inoltre
campagne di prevenzione, elabora concetti e linee
guida, gestisce progetti e formazioni.
Attività, Servizi erogati
Workshop rivolti a giovani su dipendenze, sessualità, competenze personali. Prevenzione in azienda
e a livello comunale, elaborazione delle linee di
indirizzo per la prevenzione delle dipendenze.
Partecipazione alle campagne di prevenzione, seminari e serate informative con adulti e
famiglie sui vari aspetti della genitorialità e del
rapporto con i giovani. Organizzazione della rete
di prevenzione della violenza e degli estremismi.
Formazioni e aggiornamento per moltiplicatori/
trici e insegnanti, organizzazione di manifestazioni e convegni, elaborazione di concetti, presenza
nell’ambito politico. Interventi nel mondo della
notte e del divertimento, partecipazione a tavoli di
lavoro comuni di contrasto degli atti di vandalismo. Attività di movimento e sport, rilassamento
e benessere, elaborazione di opuscoli informativi,
attività di ricerca, sviluppo della biblioteca specialistica, sviluppo e organizzazione della pagina
web, prime consulenze telefoniche.
86/
87/
Progetti specifici rivolti alle donne
Seminari, formazioni e gruppi di lavoro sulla
prevenzione, educazione e genitorialità per donne
autoctone e straniere nell’ambito di progetti di
sviluppo di competenze linguistiche e di sviluppo
di comunità con l’obiettivo di incentivare l’apprendimento di una o più lingue presenti sul nostro territorio e di stabilire dei ponti di inclusione sociale.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
I/Le collaboratori/ci sono 8 più una segretaria. Le
formazioni sono varie, in psicologia, pedagogia
clinica, sociologia, antropologia. Tutti/e i/le collaboratori/ci provengono da esperienze pregresse
nei campi del sociale, delle dipendenze e del lavoro
giovanile. Essi/e hanno una base di lavoro condivisa che permette loro di essere interscambiabili
rispetto alle richieste esterne. Ad ogni collaboratore/trice competono poi delle aree specifiche delle
quali è responsabile in prima persona.
Tipologia dell’utenza
Giovani sia della scuola - media e superiore- che
dell’extra scuola, genitori e adulti in genere, gruppi
di donne autoctone e straniere, moltiplicatori,
educatori, insegnanti, personale specialistico,
gruppi di persone che lavorano nella prevenzione
comunale, responsabili politici/che.
Fenomenologia osservata
La prevenzione delle dipendenze la prevenzione
della violenza e la promozione della salute hanno
bisogno di azioni e metodologie adeguate e specifiche, orientate più alla qualità che alla quantità e
di tempo sia per la loro attuazione sia per quanto
riguarda i risultati attesi. Le azioni devono essere
rivolte a più gruppi target, per creare una rete di
supporto (pubblica e privata) che possa farsi carico
di sensibilizzare e sostenere la popolazione in
generale sulle tematiche più attuali.
/87
/86
Modalità di accesso al servizio
Al centro si possono rivolgere tutti coloro che
vogliono attivarsi nel campo della prevenzione
e della promozione della salute. Esso è aperto al
pubblico tutti i giorni in orario di servizio. I/Le
collaboratori/trici sono a disposizione del pubblico
per dare informazioni sulle attività del centro, illustrare il materiale informativo e per guidarli nella
ricerca di documenti o libri nella nostra biblioteca
specialistica. Inoltre si possono rivolgere a noi gli
studenti per il proprio tirocinio.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
I/Le collaboratori/trici del centro, si riuniscono
settimanalmente in riunione, per discutere le
richieste esterne, stabilire delle priorità, verificare gli obiettivi e le modalità di attuazione degli
interventi, valutare le offerte di formazione e la
partecipazione ad esse. Inoltre vi è uno scambio di
esperienze e di metodi di lavoro.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Il lavoro di rete è uno dei punti di forza, del
centro che collabora infatti con molti partner di
rete –pubblici e privati- presenti sul territorio in
occasione di progetti condivisi, di formazioni, di
incontri a tavoli di lavoro comuni, a iniziative di
prevenzione a livello comunale, in progetti scolastici o convegni. Nel 2009 sono stati effettuati 253
incontri con un totale di partecipanti di 1413.
Proposte per il lavoro di rete
Intensificare ulteriormente il lavoro di rete, collaborando più intensamente con i partner presenti
sul territorio, sia per un sostegno rispetto alle
risorse umane, di competenze ma anche finanziarie. Attivare più tavoli di lavoro o occasione di collaborazione dove possano incontrarsi e riflettere
insieme più enti ed istituzione per creare così una
solida rete sociale.
Programmi di sviluppo previsti
I progetti da portare avanti sono legati alla rete per
la prevenzione della violenza in ambito giovanile e
il tavolo di lavoro sugli estremismi. In quest’ottica
verrà organizzato per novembre 2010 un convegno
internazionale sulla violenza che si svolgerà presso l’Università di Bolzano. Inoltre sarà distribuito
nelle scuole elementari e medie un manifesto e
degli opuscoli informativi sul bullismo, per giovani, insegnanti e genitori. Sono previsti progetti
di sviluppo di comunità e integrazione di donne
straniere.
Servizio Donna
del Comune
di Bolzano
Indirizzo:
Vicolo Gumer 7, Bolzano
Apertura:
Lu-Ve: 9.00-12.00;
Ma: 15.00-16.30;
Gio: 14.00-17.30
Telefono:
0471 997 231
Mail:
reteantiviolenza@
comune.bolzano.it
Sito Web:
www.comune.bolzano.it
area Servizi
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
Il Servizio donna dell’Amministrazione comunale opera nell’ambito dell’Assessorato alle Pari
Opportunità e all’interno dell’Ufficio Famiglia,
Donna e Gioventù; progetta e realizza, anche in
collaborazione con le associazioni femminili della
città, iniziative per la promozione, il sostegno e la
valorizzazione del ruolo sociale delle donne nella
collettività, rivolgendo una particolare attenzione
alle nuove concittadine e alle nuove generazioni.
L’attività è orientata a progettualità che aumentino la loro partecipazione allo sviluppo locale e ai
relativi processi decisionali.
Gli ambiti prioritari d’intervento sono i seguenti:
favorire il diritto di cittadinanza delle donne e le
pari opportunità: promuovere uguali opportunità
tra uomini e donne e dare valore e visibilità alla
produzione di pensiero, di saperi e di cultura delle
donne; educazione in un’ottica di genere: supportare le giovani nella ricerca della propria identità
e nella costruzione del proprio percorso di vita
libero dai condizionamenti culturali determinati
dall’appartenenza di genere; violenza contro le
donne: promuovere occasioni di cambiamento
collettivo per riconoscere, rifiutare e contrastare
ogni forma di violenza agita contro le donne;
sostegno all’associazionismo femminile: supporto
tecnico e finanziario per la realizzazione di progetti a sostegno della condizione femminile.
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Attività, Servizi erogati
Realizzazione di progetti di approfondimento e
sensibilizzazione sul fenomeno della violenza
domestica, realizzati in partnership con l’Azienda
Servizi Sociali di Bolzano e con le strutture di
accoglienza per donne maltrattate;
promozione di iniziative volte a promuovere
nelle giovani generazioni un sistema di valori e
di modelli che favoriscano la piena realizzazione
delle potenzialità legate al genere di appartenenza
e delle pari opportunità tra uomini e donne, realizzate in rete con alcuni centri giovani cittadini
(progetto Girls Power);
collaborazione e sostegno alle associazioni del
Centro Interculturale delle donne di Piazza
Parrocchia, che ospita diversi servizi a favore delle
donne: la biblioteca e l’archivio storico delle donne,
gli sportelli di consulenza rispettivamente per
donne migranti, per donne fuoriuscite dal mercato
del lavoro, per le giovani e per le lesbiche;
sostegno all’associazionismo femminile attraverso
la concessione di contributi.
Progetti specifici rivolti alle donne
L’attività è rivolta prevalentemente alla popolazione femminile, anche se nel lavoro con le giovani
si sta sviluppando un’attenzione anche al lavoro
specifico con i ragazzi.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
1 direttore d’ufficio, 1 educatrice professionale e
personale di segreteria.
Tipologia dell’utenza
L’ufficio non ha rapporti diretti con le singole donne. Cura i contatti con associazioni, enti e istituzioni operanti nell’ambito delle politiche di genere.
Modalità di accesso al servizio
Su appuntamento.
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Riunione settimanale di coordinamento.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Tutta l’attività dell’ufficio è improntata al continuo
confronto, scambio e collaborazione con i soggetti
attivi sul territorio.
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Proposte per il lavoro di rete
Strutturare incontri periodici, a cadenza bi/
trimestrale, per approfondire tematiche legate
al fenomeno e per proseguire nella conoscenza
reciproca tra servizi, al fine di consolidare efficaci
pratiche di collaborazione, che in prospettiva potrebbero formalizzarsi in protocolli d’intesa. I nodi
della rete dovrebbero inoltre farsi parte attiva per
l’implementazione dell’osservatorio cittadino sul
fenomeno, attraverso la raccolta quantitativa delle
situazioni di violenza registrate.
Programmi di sviluppo previsti
Coordinamento tecnico dei lavori della rete;
gestione dei dati afferenti all’osservatorio
attraverso l’elaborazione quantitativa e l’analisi
qualitativa dei dati con contestuale pubblicizzazione degli stessi.
Ufficio Servizi alla
Famiglia
dell’Azienda Servizi
Sociali di Bolzano
Indirizzo:
Vicolo Gumer 5, Bolzano
Apertura:
Lu-Me, Ve: 9.00-12.30
Ma: 15.00-16.30
Gio: 8.30-13.00 / 14.00-17.30
Telefono:
0471 400 944
Fax:
0471 400 936
Mail:
[email protected]
Sito Web:
www.aziendasociale.bz.it
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
L’Azienda è costituita per gestire i servizi sociali
della città di Bolzano attraverso interventi mirati
alla promozione, al mantenimento ed al recupero
del benessere dei suoi cittadini, al pieno sviluppo
delle persone nell'ambito dei rapporti familiari e
sociali, nonché al soddisfacimento delle esigenze
fondamentali della vita, nel rispetto dei principi
fissati dalla vigente normativa provinciale. Nello
specifico l’Ufficio Servizi alla Famiglia persegue
tale scopo nei settori relativi ai servizi alla prima
infanzia, alle donne in situazione di violenza e
minori in situazioni svantaggiate.
Attività, Servizi erogati
L’Ufficio Servizi alla Famiglia eroga servizi
nell’ambito di due settori: “prima infanzia e “minori
e donne”. Rispetto alla prima infanzia gestisce in
via diretta i nove asili nido presenti in città (438
posti) e finanzia, attraverso accordi contrattuali,
10 microstrutture gestite dal Privato Sociale (166
posti). I due tipi di servizio compongono il cd. sistema integrato che l’Ufficio Servizi alla Famiglia
cura nel suo complesso.
Rispetto al settore donne, l’Ufficio coordina il servizio “Casa delle Donne” della città, composto da un
centro antiviolenza ed una struttura residenziale
protetta – Casa delle Donne – gestiti, sulla base di
un contratto, dall’associazione Gea ed una seconda
residenza ad indirizzo segreto – Alloggi Protetti,
amministrata, in base ad una convenzione, dall'associazione Haus der geschützten Wohnungen.
Rispetto ai minori, l'Ufficio ha inizialmente gestito
direttamente, e poi esternalizzato all'associazione La Strada – Der Weg, la comunità alloggio per
minori ex “Focolare” e prossimamente aprirà una
residenza assistita.
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Progetti specifici rivolti alle donne
L’Ufficio Servizi alla Famiglia, oltre a curare
tutti i procedimenti tecnico-amministrativi per
l’erogazione esternalizzata del Servizio Casa delle
Donne, segue direttamente e/o collabora con altri
servizi pubblici e del privato sociale nell’ambito di
progetti specifici in tema di violenza alle donne.
In particolare l’Ufficio ha curato la redazione del
piano di settore “Donne in situazione di violenza”,
documento che individua strategie ed azioni per
contrastare la violenza contro le donne nella città
di Bolzano per il triennio 2008-2010 (uno degli
obiettivi è costituito proprio dalla creazione di una
rete di servizi a contrasto di tale violenza) ed ai
cui contenuti hanno collaborato tutte le principali
realtà cittadine che si occupano della tematica
(associazioni Gea, Haus der geschützten Wohnungen, La Strada-Der Weg e Volontarius ed Ufficio
Donna e Consulta degli Immigrati del Comune di
Bolzano, Ufficio Famiglia Donna e Gioventù della
Provincia). Il piano di settore “Donne in situazione
di violenza” verrà aggiornato nel 2011.
L’Ufficio Servizi alla Famiglia ha inoltre promosso
ed ha collaborato all’ideazione e realizzazione di
un progetto di sensibilizzazione nelle scuole medie
e superiori della città di Bolzano in tema di violenza alle donne e collabora con le associazioni Gea e
Haus der geschützten Wohnungen per diffondere
fra le Forze dell’Ordine l’opuscolo sulle linee guida
di intervento in caso di violenza domestica.
Tipologia dell’utenza
Per tramite delle due associazioni Gea e Haus
der geschützten Wohnungen che gestiscono, su
mandato dell’Azienda, il Servizio Casa delle Donne,
l’utenza è costituita da donne che subiscano o abbiano subito violenza fisica, psicologica, sessuale
ed economica o qualsiasi altra forma di minaccia
fisica o psichica, ed ai/lle loro figli/e, indipendentemente dalla loro origine nazionale o sociale,
lingua, cultura, religione o situazione finanziaria.
Interlocutori principali dell’Ufficio Servizi alla
Famiglia sono le due associazioni, e gli altri enti
che ad esso si rivolgono per informazioni e/o
collaborazioni.
Nell’ambito della prima infanzia gli utenti sono i
bambini e le bambine fra 3 mesi e 3 anni accolti/e
nelle strutture e le loro famiglie, mentre per
l’ambito minori gli utenti sono ragazzi e ragazze in
situazione di disagio familiare e sociale.
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Fenomenologia osservata
In tema di violenza di genere, l’Ufficio Servizi alla
Famiglia detiene ed analizza una serie di dati, derivanti dalle relazioni e statistiche prodotte dalle
associazioni Gea e Haus der geschützten Wohnungen che permettono di avere un monitoraggio delle
principali caratteristiche delle donne che vengono
accolte rispettivamente al centro antiviolenza e
nelle due strutture protette e dei loro maltrattatori. Inoltre vengono effettuate apposite rilevazioni
qualora se ne rilevi la necessità (indagine sul
livello di capacità di inserimento lavorativo delle
donne accolte nelle case e prospettive in termini di
ricerca di un alloggio).
Modalità di accesso al servizio
Ufficio Servizi alla Famiglia
vicolo Gumer, 5 – Bolzano
tel. 0471 40 09 44 fax 0471 40 09 36
Centro Antiviolenza e Casa Donne: vedere associazione Gea per la solidarietà femminile contro
la violenza; Alloggi Protetti: vedere associazione
Haus der geschützten Wohnungen – Alloggi
Protetti
Ammissione asili nido: Ufficio Servizi alla Famiglia, previa presentazione domanda presso il proprio distretto sociale; Ammissione microstrutture:
cooperative sociali di settore operanti in città;
Comunità Alloggio Ex Focolare: associazione La
Strada – Der Weg
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Riunioni periodiche; gruppi di lavoro; determinazione obiettivi e loro verifica; produzione ed analisi
documentazione.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Comune di Bolzano – Ufficio Famiglia Donna e
Gioventù; Associazione Gea per la solidarietà femminile contro la violenza; Associazione Haus der
geschützten Wohnungen – Alloggi Protetti;
Associazione La Strada – Der Weg; Cooperative Sociali Babycoop, Casa Bimbo, Coccinella; Consorzio
Sociale Consis; Lega delle Cooperative e Confcooperative; Istituto Pedagogico; Scuole dell'Infanzia;
Comprensorio Sanitario di Bolzano dell'Azienda
Sanitaria dell'Alto Adige.
Proposte per il lavoro di rete
Che si arrivi alla stesura di protocolli d’intesa
operativi siglati dai soggetti della rete, a seconda
delle varie tematiche, che fissino modalità di collaborazione, passaggio di informazioni, procedure
di cogestione dei singoli casi, etc. in modo da creare
un servizio integrato rispondente in modo efficace
ai bisogni delle donne in situazione di violenza e
dei/lle loro figli/e.
Programmi di sviluppo previsti
Piena realizzazione del Piano di Settore Donne in
Situazione di Violenza – nonché del suo aggiornamento 2011 - e dei progetti ad esso collegati:
ricerca sulle molestie sessuali sul posto di lavoro;
implementazione di un servizio integrato del
servizio Casa delle Donne; formazione in tema di
violenza alle donne rivolta a figure professionali
chiave nella rete di aiuto delle donne in situazione
di violenza.
Provincia Autonoma
di Bolzano Assessorato alla
Famiglia, Sanità e
Politiche Sociali
Ripartizione:
Ripartizione Famiglia e
Politiche sociali
Indirizzo:
Via Canonico Gamper 1, Bolzano
Telefono:
0471 400 944
Mail:
famiglia.donna-gioventù@
provincia.bz.it
Sito Web:
www.provincia.bz.it/politiche-sociali
Competenze Istituzionali Funzioni
Obiettivi Finalità
L’Ufficio Famiglia donna e gioventù dell’Amministrazione provinciale opera nell’ambito dell’Assessorato alla Famiglia, Sanità e Politiche sociali e
all’interno della Ripartizione Famiglia e Politiche
sociali. L’Ufficio ha una funzione di programmazione, d’indirizzo, di coordinamento e di controllo delle attività in tre settori specifici, quali la famiglia, i
minori e l’inclusione sociale.
Tali funzioni vengono svolte dal punto di vista
amministrativo/legale attraverso l’applicazione
del Piano sociale provinciale, riunioni centrali di
coordinamento, circolari, pareri; e da un punto di
vista finanziario attraverso il finanziamento ai
servizi delegati tramite Fondo sociale provinciale e tramite la concessione di contributi ad enti
pubblici e privati.
Attività, Servizi erogati
Nell’ambito della violenza di genere, l’Ufficio è
il riferimento sia nazionale (per i rapporti con i
Ministeri competenti) sia provinciale (programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo) per
i seguenti settori/servizi:
Servizio Casa delle donne; Consultori familiari e
mediazione familiare; Proposte di formazione al
Servizio sviluppo del personale della Ripartizione
Famiglia e Politiche sociali anche nell’ambito della
violenza; Consultorio per uomini della Caritas;
MIT; MIP; Progetto pilota “Training anti-violenza”
per uomini; Recupero presso il genitore inadempiente della prestazione Anticipo assegno di mantenimento; Violenza sui minori; Gestione diretta
dell’Istituto provinciale assistenza all’infanzia
(IPAI); Adozione e Affidamento familiare; Servizi
per la prima infanzia; Carcere; Inserimento lavorativo di persone svantaggiate (ex art. 4 L. 381/91);
Povertà, esclusione sociale, senza dimora, emarginazione grave; Prostituzione, Progetto "ALBA":
Inserimento socio-lavorativo di persone vittime di
tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo.
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Progetti specifici rivolti alle donne
Coordinamento a livello provinciale del Servizio
Casa delle donne; Coordinamento a livello provinciale per la parte sociale dei Consultori familiari
Coordinamento a livello provinciale del Progetto
ALBA.
Operatori/trici presenti, funzioni e
attività svolte
Eugenio Bizzotto: direttore d’ufficio; Gerhard Mair:
vicedirettore d’ufficio e referente settore famiglia;
Alessia Brunetti: referente servizio Casa delle
donne; Petra Frei: referente settore minori; Sonia
Santi: referente settore emarginazione, e responsabile progetto ALBA.
Tipologia dell’utenza
In primis collaboratori/trici dei distretti sociali;
collaboratori/trici dei servizi convenzionati con le
Comunità convenzionali/Azienda Servizi Sociali di
Bolzano; enti privati beneficiari di contributi e non
Cittadini.
Fenomenologia osservata
Indiretta
Modalità di accesso al servizio
All’IPAI tramite distretti sociali;
Collaborazione tra operatori/trici e modalità
Riunioni periodiche di coordinamento a vari
liveglli.
Rapporti esistenti con altri enti o servizi
Con lo Stato attraverso la presenza ai seguenti
gruppi tecnici: „Gruppo tecnico interregionale“;
„Gruppo tecnico area minori“; „Gruppo tecnico area
famiglia “; con decisione della Giunta provinciale
del 27 luglio 2009 è stato costituito un Tavolo di
confronto sull’estremismo giovanile sotto la presidenza del Dipartimento alla famiglia, sanità e alle
politiche sociali.
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Proposte per il lavoro di rete
In considerazione del buon esito del lavoro di rete
organizzato dal Comune di Bolzano in collaborazione con l’ASSB, si può pensare di proporre tale
iniziativa all’interno delle singole Comunità comprensoriali, che potrebbero creare delle reti sulla
tematica coinvolgendo i servizi che sul territorio
possono essere interessati.
Programmi di sviluppo previsti
L’Assessorato alla Famiglia, Sanità e Politiche
sociali della Provincia ha concesso, su proposta
dell’Ufficio Famiglia Donna e Gioventù un contributo al Consultorio per uomini della Caritas per
l’attuazione di un Progetto Pilota per lavorare, in
collaborazione con il servizio Casa delle Donne,
sull’uomo maltrattante, attraverso un percorso di
training di uscita dalla violenza.
Annotazioni
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