Vademecum dei servizi per le donne in situazioni di violenza. Wir lassen misshandelte Frauen nicht allein! Handbuch der Dienste für Frauen in Gewaltsituationen. Gemeinsames Netzwerk zur Bekämpfung der Gewalt gegen Frauen. Handbuch der Dienste für Frauen in Gewaltsituationen. Vademecum dei servizi per le donne in situazioni di violenza. Una comunitá in rete contro la violenza alle donne. Non lasciamola sola! Partner di progetto: ASSB (Azienda Servizi Sociali di Bolzano) – Ufficio Servizi alla Famiglia; Associazione Gea, Per la solidarietà femminile contro la violenza alle donne; Associazione Donne Nissà; Associazione La Strada – Der Weg Grafica: Gruppe Gut, Bolzano Illustrazioni: Annalina Balke, Berlino Stampa: Tip. Tezzele by Esperia Tiratura: 1.000 copie Per richiedere copie della pubblicazione: Comune di Bolzano Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù Vicolo Gumer 7 – St. 211 - Bolzano Tel. 0471 997 335 Fax 0471 997 548 [email protected] Steuerungskomitee: Barbara Bovelacci, Forlì Maura Misiti, Roma Paola Villa, Milano Ente coordinatore della rete dei Servizi antiviolenza della città di Bolzano: Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù Traduzioni: Maddalena Rudari e Donatella Trevisan (Comune di Bolzano) Wir bedanken uns bei den Verantwortlichen und insbesondere bei den Mitarbeiterinnen der Institutionen, des Sanitätsprengels Bozen, der Sicherheitskräfte, der privaten Organisationen und Vereine, die aktiv am Projekt mitgewirkt haben. Ein besonderer Dank geht an Marina Valenti, die mit Professionalität und großem Einsatz zur Verwirklichung des Projektes beigetragen hat. Ente capofila: Comune di Bolzano, Assessorato alle Pari Opportunità A cura di: Comune di Bolzano, Assessorato alle Pari Opportunità Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano, Ufficio Servizi alla famiglia Associazione Gea, per la solidarietà femminile contro la violenza Associazione La Strada-Der Weg Associazione Donne Nissà Frauen Im vorliegenden Band wird für die Berufsbilder meist das “universelle Femininum” benutzt, Männer sind dabei natürlich mitgemeint. Iniziativa realizzata tramite il progetto una comunità in rete per contrastare la violenza di genere: finanziata dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’Avviso, emanato con Decreto del 10/04/2008 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – 5 serie Speciale – Contratti pubblici n. 97 del 24/04/2008, relativo al finanziamento di progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere e cofinanziato dal Comune di Bolzano. Impressum: Ottobre 2010 DONNE NISSÀ FRAUEN NON LASCIAMOLA SOLA! VADEMECUM DEI SERVIZI PER LE DONNE UNA COMUNITA’ IN RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE Responsabile di progetto: Stefano Santoro Team di progetto: Marina Bruccoleri Stefania De Cicco Elisabetta Kalb Patrizia Masetti Alessandra Merler Roberta Nicolodi Cecilia Stefanelli Elena Vecchietti Wissenschaftliche Leitung: Nadia Pavanello, Padua Projektteam: Marina Bruccoleri Stefania De Cicco Elisabetta Kalb Patrizia Masetti Alessandra Merler Roberta Nicolodi Cecilia Stefanelli Elena Vecchietti Coordinamento scientifico: Nadia Pavanello, Padova Comitato di Pilotaggio: Barbara Bovelacci, Forlì Maura Misiti, Roma Paola Villa, Milano Koordinierung des Netzwerks: Amt für Familie, Frau und Jugend Federführende Körperschaft: Stadtgemeinde Bozen, Assessorat für Chancengleichheit Diese Initiative ist das Ergebnis des Projektes ein gemeinsames netzwerk gegen geschlechtsspezifische gewalt: Das Projekt wurde gemäß der Kundmachung betreffend die Finanzierung von Projekten zur Prävention und Bekämpfung der Gewalt gegen Frauen (Dekret vom 10.04.2008, veröffentlicht im Gesetzesanzeiger Nr. 97 vom 24.04.2008 - 5. außerordentliches Beiblatt - Öffentliche Verträge) von der Abteilung für Chancengleichheit des Ministerratpräsidiums finanziert und von der Stadtgemeinde Bozen mitfinanziert. WIR LASSEN MISSHANDELTE FRAUEN NICHT ALLEIN! HANDBUCH DER DIENSTE FÜR FRAUEN IN GEWALTSITUATIONEN EIN GEMEINSAMES NETZWERK ZUR BEKÄMPFUNG DER GEWALT GEGEN FRAUEN Gemeinde Bozen Amt für Familie, Frau und Jugend Gumergasse 7 – Zimmer 211 - Bozen Tel. 0471 997 335 Fax 0471 997 548 [email protected] Druck: Druckerei Tezzele by Esperia Auflage: 1.000 Stück Die Publikation kann angefordert werden bei Illustrationen: Annalina Balke, Berlin Grafik: Gruppe Gut, Bozen Übersetzungen: Maddalena Rudari und Donatella Trevisan (Gemeinde Bozen) HerausgeberInnen: Gemeinde Bozen, Assessorat für Chancengleichheit Betrieb für Sozialdienste Bozen, Amt für Familiendienste Verein Gea, Für die Solidarität unter Frauen gegen Gewalt Verein La Strada-Der Weg Verein Donne Nissà Frauen Impressum: Oktober 2010 DONNE NISSÀ FRAUEN Projektpartner: BSB (Betrieb für Sozialdienste) – Amt für Familiendienste; Verein Gea, Für die Solidarität unter den Frauen gegen Gewalt; Verein Donne Nissà Frauen; Verein La Strada – Der Weg In questo volume la frequente declinazione delle figure professionali al femminile si intende includa anche il genere maschile Projektleiter: Stefano Santoro Si ringraziano le responsabili delle Istituzioni, del Comprensorio Sanitario di Bolzano, delle Forze dell’Ordine, delle Organizzazioni e delle Associazioni private, in particolare le loro operatrici, che hanno aderito e collaborato al progetto. Un particolare ringraziamento va a Marina Valenti che con professionalità e dedizione ha fattivamente contribuito alla realizzazione del progetto. Indice 2 4 5 6 14 20 26 30 32 34 36 38 40 42 43 44 46 48 50 50 50 52 54 56 58 60 61 62 64 66 68 70 72 74 76 78 80 82 84 85 86 88 90 92 Introduzione La Rete antiviolenza della città di Bolzano La rete come valore aggiunto per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne Come e perché un vademecum per operatrici Cos’è la violenza sulle donne Carta etica Guida alla consultazione del vademecum I servizi della Rete antiviolenza della città di Bolzano Servizi Casa delle donne Associazione Gea per la solidarietà femminile contro la violenza Associazione Casa alloggi protetti Servizi di tutela e sicurezza Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano Tribunale per i minorenni di Bolzano Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bolzano Carabinieri Questura di Bolzano Corpo di Polizia Municipale Ordine degli Avvocati Servizi sanitari Pronto soccorso Servizio psichiatrico CSM - Centro di salute mentale SPDC - Reparto di psichiatria dell’Ospedale di Bolzano Ambulatorio specialistico di Psichiatria e Psicoterapia dell´etá evolutiva Servizio psicologico Ser.D. – Servizio per le dipendenze Ambulatorio STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) Medici pediatri Ordine dei farmacisti Servizi sociali Distretti sociali Servizio prima accoglienza e consulenza per immigrati Servizi specifici per donne Associazione La Strada-Der Weg Associazione Donne Nissà Casa Margaret Associazione Frauen helfen Frauen Consultori Aied P.M. Kolbe Mesocops L’Arca Consultorio per uomini Centro Il Germoglio Servizi di promozione della salute e di prevenzione Servizio di educazione alla salute Forum prevenzione Servizi istituzionali Comune di Bolzano – Servizio donna ASSB – Ufficio servizi alla famiglia Provincia autonoma di Bolzano – Uffici Famiglia, Donna e Gioventù Introduzione COMUNEMENTE COMUNEMENTE E’ provocata dalla donna stessa e/o se lo merita La violenza sessuale è nella maggioranza dei casi compiuta da estranei IN REALTA’ Nessun comportamento della donna può giustificare l’uso della violenza nei suoi confronti. Spesso le donne hanno una relazione di intimità con chi le maltratta, ma avere parte attiva in una relazione non significa essere responsabili o provocare la violenza ne tantomeno essere costrette a subirla IN REALTA’ Dai dati risulta che nella maggioranza dei casi è compiuta da conoscenti o familiari La Rete antiviolenza della città di Bolzano Patrizia Trincanato Assessora alle Pari Opportunità, Comune di Bolzano La violenza contro le donne è un fenomeno antico, complesso B tera comunità, nessun soggetto istituzionale, individuale o e purtroppo molto diffuso. Si tratta di un fenomeno che deve essere affrontato dall’incollettivo, è sufficiente da solo a rispondere ai bisogni di una donna che si trova in una situazione di maltrattamento. Partendo da queste riflessioni il Comune di Bolzano ha sentito la necessità di doversi pensare come ente motore e promotore di un percorso di lavoro strutturato in rete e ha colto l’oc- 5/ 4/ casione offerta dal Dipartimento per le Pari Opportunità per avviare un progetto per la creazione di una rete dei servizi pubblici e privati che, a vario titolo, intervengono nelle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere ponendo in primo piano l’esigenza di raccordare quanto c’è oggi di operante in tema di lotta alla violenza contro le donne e stimo- lare l’assunzione di responsabilità da parte delle operatrici sociali e sanitarie, del privato sociale e delle forze dell’ordine. Al progetto hanno partecipato stabilmente una trentina di operatrici dei servizi sociali e sanitari, delle Forze dell’Ordine, della magistratura e del terzo settore. Il progetto ha confermato la necessità di una Rete intesa come nuova prassi, al fine di realizzare una reale sinergia tra gli interventi messi in atto e favorire la messa in comune di linguaggi, strategie e metodologie per incrementare e rendere più efficaci la collaborazione e l’integrazione dei servizi allo scopo di prevenire, contrastare ed intervenire con prontezza e adeguatezza nelle situazioni di violenza nei confronti delle donne. In quest’ottica questa pubblicazione vuole essere uno strumento pratico, utile a tutte le operatrici dei servizi territoriali impegnate nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno e nel sostegno delle donne vittima di violenza. La rete come valore aggiunto per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne Stefano Santoro Responsabile di progetto e Alessandra Merler Referente Servizio Donna Il Servizio donna del Comune di Bolzano ha sviluppato già da B ne con tutti i servizi territoriali che da diverse angolature si /5 /4 alcuni anni una sensibilità e un’attenzione specifica alla problematica della violenza contro le donne, maturando la convinzione della necessità di attivare un tavolo di collaboraziooccupano di questo fenomeno. In tal senso l’importante finanziamento ministeriale, integrato con fondi dell’amministrazione comunale, ha permesso nel marzo 2009 l’avvio della costruzione della rete dei servizi antiviolenza della città di Bolzano. L’avvio della rete è coinciso con l’attivazione del team di progetto ristretto ad alcuni servizi specifici di genere della città: l’Ufficio servizi alla famiglia dell’Assb, la Gea con il centro antiviolenza e la Casa delle Donne, l’associazione La Strada-der Weg con il Progetto donna e l’associazione Donne Nissà con il servizio di consulenza per donne migranti. Il team si è rivelato un utile laboratorio per sperimentare con successo tutte le sfide tipiche del lavoro in rete: lo sviluppo di una conoscenza e fiducia reciproche, la mediazione delle proprie visioni e prassi operative, la collaborazione e condivisione di obiettivi comuni. Grazie poi alla competente collaborazione della coordinatrice, dott.ssa Nadia Pavanello, è stato possibile trasferire alla rete allargata a circa trenta servizi questa modalità di lavoro. Determinante per l’implementazione della rete è stata la profonda motivazione alla partecipazione attiva di tutte le operatrici, che hanno colto nel progetto un’opportunità per approfondire e affinare le proprie competenze professionali sul tema nonché per costruire un valido strumento di risposta alla violenza contro le donne. Usciamo arricchiti da questa esperienza che rappresenta per noi un’importante occasione di crescita professionale e per questo ringraziamo tutte le operatrici e le esperte che hanno aderito al progetto. L’augurio per il futuro è di poter proseguire e consolidare i risultati raggiunti nella convinzione che solo attraverso modalità di lavoro congiunto si possa efficacemente contribuire a promuovere una maggiore consapevolezza del fenomeno, a contrastare ed eliminare per quanto possibile gli effetti di questo ingiusto e intollerabile crimine. 6/ 7/ Come e perche’ un vademecum per operatrici Nadia Pavanello Segreteria Scientifica e Coordinatrice del Progetto “Una Comunità in Rete per contrastare la violenza di genere” B Cos’è un Vademecum per operatrici: Per prima cosa questo Vademecum rappresenta il prodotto di un percorso fatto assieme fra operatrici di servizi diversi, appartenenti al pubblico e al privato sociale che, a vario titolo, sono chiamate ad intervenire nel contrasto alla violenza di genere nel territorio di Bolzano e lavorano per la costruzione di una rete. Questo Vademecum è anche il mezzo che si utilizza per fondare una prassi di lavoro in rete che permetta la definizione di interventi complessi e coordinati fra servizi differenti. La rete operativa fra servizi non nasce come evento spontaneo ma viene originata da una necessità condivisa, abbisogna di un input specifico per iniziare a lavorare e di uno scrupoloso ed attento percorso per diventare una realtà operativa. Da cosa nasce: La necessità di implementare e mantenere nel tempo una Rete emerge dall’improrogabilità di rispondere in maniera efficace e tempestiva al drammatico e ancora molto diffuso fenomeno della violenza contro le donne. Il fenomeno violenza alle donne è un fenomeno sempre più complesso, trasver- /7 /6 sale e ancora molto sommerso. Gli interventi posti in essere per contrastarlo efficacemente non possono che essere complessi, multidisciplinari e messi in atto da servizi ed istituzioni differenti. La complessità degli interventi è data dal fatto che più servizi devono coordinarsi per porre in essere varie azioni. I servizi coinvolti hanno epistemologie differenti, mission specifiche, linguaggi propri e specialistici e, per poter lavorare assieme e in rete, questi devono necessariamente incontrarsi e camminare assieme per il raggiungimento di linguaggi e prassi condivise. Il raggiungimento della costruzione di una rete rappresenta l’obiettivo finale di un percorso e l’elaborazione di questo vademecum per operatrici è una delle tappe del percorso stesso. Input specifico: Per partire con il lavoro per la costruzione di una rete è indispensabile un qualche cosa che ci spinga a farlo, nel nostro caso specifico si è trattato dell’opportunità di aderire al progetto ministeriale, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, denominato “Una comunità in rete per contrastare la violenza di genere”. Il Progetto prevedeva varie azioni che si sviluppavano alcune in maniera contemporanea altre in successione. Vediamo di elencarle e spiegarle brevemente: la prima è relativa ad un vero e proprio training per lavorare in rete e ha coinvolto varie operatrici di servizi diversi. Con questi si è costruito, a partire da alcuni stimoli teorici relativi al tema della violenza alle donne, un confronto sulle varie modalità di sentire ed intervenire, sulle conoscenze e le prassi in atto. Da questo confronto è nata una prima conoscenza reciproca, che ha portato pian piano ad una reciproca fiducia e quindi ad un linguaggio e ad un operare coordinato e condiviso rispetto al problema, pur nel rispetto e nella coerenza di ciascuna singola e diversa specificità o mission istituzionale ed operativa. La seconda azione è stata la realizzazione di un fitto calendario di incontri di formazione ed autoformazione che ha visto impegnate in modo attivo sia le partecipanti alla rete sia esperte esterne nazionali ed internazionali. Abbiamo cercato di superare la metodologia della classica lezione frontale per far sì che questi appuntamenti di formazione diventassero un reale momento di integrazione, approfondimento ed analisi di saperi diversi al fine di individuare e sperimentare soluzioni pratiche ed innovative per il contrasto e la prevenzione della violenza alle donne. Sono seguite poi due azioni che si sono sviluppate a partire da una rete che incominciava ad operare realmente sul territorio. La prima 8/ 9/ ha riguardato la costruzione di un Osservatorio inteso come momento di riflessione e di analisi sia sul fenomeno sia sulle percezioni delle singole operatrici di ciascun servizio rappresentato in Rete in merito al problema e alla tipologia di donne che accedono ai loro servizi. La seconda è stata di fatto il primo prodotto della rete di Bolzano in quanto destinato anche alla Comunità e a tutte le operatrici che è appunto l’elaborazione di questo Vademecum. Questo strumento contiene una vera e propria mappatura dei servizi e degli attori sociali che, a vario titolo, sono presenti sul territorio di Bolzano e che, con un linguaggio sensibile al genere, intendono esplicitare la loro modalità di intervento e di accesso, in ultima analisi la fruibilità delle risorse e delle opportunità da parte delle don- ne e della comunità tutta per contrastare il problema della violenza nelle relazioni di intimità. Il vero obiettivo del nostro progetto era la costruzione di una Rete dei Servizi Antiviolenza di Bolzano che prevedesse la costruzione di un “luogo” e di un “tempo” in cui permettere e favorire l’incontro ed il confronto tra operatrici e servizi differenti, al fine di elaborare e porre in essere interventi articolati, coordinati e condivisi a favore delle cittadine che subiscono violenza. L’inizio del Progetto ha avuto come obiettivo il conoscersi, il contarsi ed il fidarsi. Questi obiettivi sono /9 /8 stati raggiunti attraverso tecniche di lavoro specifiche che prevedevano sia la somministrazione di schede e materiali specifici sia momenti di discussione ed approfondimento su temi diversi. A partire da una epistemologia condivisa si può costruire una nuova cultura, questo è l’enunciato che ci ha guidati fino al raggiungimento degli altri obiettivi che sono: il confrontarsi, il condividere, il formarsi assieme in uno specifico percorso. Tutto ciò è stato ottenuto a partire da stimoli teorici, discussioni di situazioni concrete, confronto tra esperienze e prassi diverse relative al lavoro con le donne che subiscono violenza, e da questo si è cercato di far emergere un’epistemologia condivisa sulla violenza nel rispetto delle differenze di genere. Dalla teoria siamo poi passati alla pratica per agire una cultura di nonviolenza ed il lavoro in rete ha previsto la condivisione del lavoro e delle pratiche attivando un confronto su idee, stimoli, ipotesi nuove ed innovative. Anche e soprattutto il lavorare su situazioni concrete che via via le partecipanti portavano agli incontri ci ha permesso di elaborare un pensiero comune, quel pensiero di Rete inteso come cultura condivisa fatta di azioni concrete da porre in essere per contrastare e prevenire efficacemente la violenza agita sulle donne. Si è trattato di rivisitare in rete le prassi già in atto e far emergere e sviluppare assieme, in Rete appunto, idee, stimoli ed ipotesi nuove e diverse proprio come esito ed occasione di confronto, favorendo la sussidiarietà tra i vari attori ed ottimizzando al meglio le risorse disponibili. Anche in un’ottica più di lungo termine, di consolidamento e mantenimento nel tempo di questa esperienza, è solo partendo dall’ascolto attento del territorio che la Rete dovrà cercare di reperire e rafforzare le potenzialità spontanee di aggregazione insite al suo interno diventando sempre più il “luogo” in cui elaborare interventi sempre più adeguati alle istanze sociali che si modificano in un contesto che cambia di continuo. Si pensi che in un tempo relativamente molto breve siamo passati da una società fondamentalmente agricola basata su tradizioni e modi di vita stabiliti e strutturati in secoli, ad una società industriale che ha modificato nel profondo le regole e le modalità del vivere assieme, passando ad esempio da una famiglia estesa ad una famiglia mononucleare. Questa nuova società non ha quasi avuto il tempo di sedimentare i nuovi modi di convivenza e di rapporto, soprattutto fra i generi, in quanto è stata superata da una società detta del “postmoderno” o “dei servizi” in cui l’alienazione del lavoro dal prodotto (si pensi all’impiegata del call center che non ha alcun rapporto tra la sua mansione e il prodotto della sua 10/ 11/ mansione) e l’estrema diffusione di strumenti di tecnologia avanzata nelle telecomunicazioni (ad esempio le chat, skipe etc.), ha prodotto una autentica rivoluzione nelle modalità di tessere e mantenere relazioni fra individui. Si pensi ad esempio a Lucrezia, Margherita, Matteo ed altre 50 o più persone che fanno parte di un’unica specie o tribù, che chattano assieme, che si sono visti ma non si sono mai incontrati! Queste modificazioni rapide hanno inciso profondamente nel vivere delle persone complessificando le relazioni interpersonali sia intra che extrafamiliari. Interventi volti alla prevenzione e alla soluzione di relazioni interpersonali basate sulla violenza non possono che essere complessi e tener conto delle trasformazioni sociali di fatto avvenute. La Rete Antiviolenza di Bolzano è unica ed irripetibile: Il percorso di lavoro di una rete non può essere completamente previsto a priori in quanto non può prescindere dalla rete stessa e dalla specificità ed unicità delle singole partecipanti che ne fanno parte. Ogni rete è frutto di un specifico percorso, per questo rappresenta un’avventura unica ed irripetibile. La costruzione della rete nella sua fase iniziale dipende dalla storia personale delle varie operatrici e dei differenti attori sociali coinvolti. Grazie all’opportunità offertaci dal Ministero e soprattutto alla fiducia e alla assidua ed attiva partecipazione dimostrataci da tutte le operatrici che hanno condiviso con noi questo percorso, pensiamo di aver tracciato non solo dei possibili sentieri da percorrere in futuro ma anche soprattutto le condizioni per poter sviluppare e favorire sempre più, nel tempo, quel processo dinamico che attiva e mantiene viva e produttiva una Rete per il contrasto alla violenza alle donne nella città di Bolzano. Con questo percorso, oramai già alla sua prossima conclusione, pensiamo di aver avviato il tavolo ed il confronto di idee, conoscenze e prassi operative utili e necessarie per far emergere nuovi e possibili /10 /11 percorsi che porteranno alla definizione di altri obiettivi condivisi, obiettivi che rappresentano il tracciato sul quale non solo si va a costruire ma che si percorre, nel tempo, il sentiero specifico della Rete Servizi Antiviolenza di Bolzano. Lo strumento Vademecum: Il vademecum rivolto alle operatrici è una guida che riporta i vari interventi e servizi, le varie offerte ed opportunità che la Rete della Città di Bolzano può mettere in campo non solo per contrastare efficacemente il problema della violenza alle donne ma anche proporre per la costruzione di progetti condivisi e soprattutto coordinati. Il vademecum è innanzi tutto uno strumento di lavoro indispensabile e prezioso per tutte le operatrici in quanto le ha poste in grado di definire le proprie azioni e i propri progetti d’intervento, nonché le aree di possibile condivisione e la tempistica d’intervento dei vari servizi. Ci auguriamo che questo vademecum possa essere uno strumento utile e prezioso anche alle nuove operatrici che da poco si sono affacciate o hanno incontrato questo drammatico problema, con la speranza che possa loro fare da “faro” alla ricerca di alleanze e possibili condivisioni con altri per la messa in atto di efficaci e condivise azioni di protezione e tutela delle donne che subiscono violenza. Durante il percorso e nel corso degli incontri pomeridiani di Rete, le partecipanti hanno avuto spesso la percezione che “…camminando assieme si raggiunge meglio l’obiettivo, ma spesso è proprio il camminare assieme che è più importante del traguardo raggiunto”. Il percorso per la costruzione di una Rete Antiviolenza nella Città di Bolzano è incominciato, ora solo le operatrici, i servizi e la Comunità tutta possono scegliere se proseguire il cammino intrapreso e sviluppare azioni sempre più efficaci per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza alle donne. 12/ 13/ /13 /12 Violenza COMUNEMENTE COMUNEMENTE COMUNEMENTE Le donne che subiscono violenza sono donne fragili L’uomo violento è comunque un buon padre Si pensa che i comportamenti violenti siano passeggeri e che “fra moglie e marito non mettere il dito” IN REALTA’ Dal 33 al 54% dei casi di violenza domestica anche i/lefigli/e vengono maltrattati/e direttamente In realtà le donne non riconoscono e/o non utilizzano adeguatamente le proprie risorse anche a causa della continua svalorizzazione subita che si è venuta a creare come effetto della violenza IN REALTA’ IN REALTA’ La violenza contro le donne non deve mai essere accettata e giustificata ma va perseguita. La violenza contro le donne non è una questione privata, tutta la comunità ha il dovere di riconoscerla e contrastarla Cos'è violenza sulle donne? A cura della Rete dei servizi antiviolenza della città di Bolzano B La violenza sulle donne è ogni abuso di potere e controllo che si manifesta attraverso un sopruso fisico, psicologico, economico e sociale, molte volte combinati insieme, con episodi che si ripetono nel tempo e che assumono forme di gravità sempre maggiori. Interessa ogni strato sociale, economico e culturale senza differenza di razza, religione o età. È violenza fisica ogni forma di aggressione contro la persona, le cose, le persone care. 16/ 17/ La picchia! La priva del sonno! Le impedisce di uscire o la chiude in casa! Le distrugge gli oggetti a cui è legata! Non Le permette di andare dal medico o di portarci i/le figli/e! È violenza psicologica ogni azione od omissione, parola o fatto che, mancando di rispetto alla donna, danneggia la sua identità e dignità come donna. Le dice che non vale niente, che è brutta e che non capisce niente! Critica continuamente la donna, i suoi parenti, le sue amicizie, Le impedisce di frequentarli o minaccia di far loro del male! Le dice che non è in grado di occuparsi dei/lle figli/e! Controlla continuamente tutto ciò che fa! Controlla il suo cel- lulare e nella sua borsa! La costringe a vestirsi come vuole lui! La fa sentire in colpa per tutto quello che fa o non fa! Ignora sistematicamente le sue esigenze e i suoi bisogni! Si comporta come se non esistesse! Cerca di far sembrare normali e giusti- ficate le sue aggressioni! Prende in giro la sua fede religiosa, la costringe a comportamenti contrari alle sue credenze o a non rispettare le sue pratiche religiose! La costringe a sposarsi contro la sua volontà! È violenza sessuale qualsiasi atto, minaccia o tentativo sessuale che avviene contro la volontà della donna. La costringe ad avere rapporti sessuali quando non vuole o con altri! La costringe ad assistere a rapporti sessuali o a visionare materiale pornografico! La costringe a non utilizzare metodi anticoncezionali sia per proteggersi da malattie a trasmissione sessuale, sia per evitare una gravidanza! L’ha costretta/la costringe ad abortire! E’ stata costretta a visite mediche per verificare la sua verginità! Costringe Lei e i/le suoi/sue figli/e a subire mutilazioni genitali! La costringe a prostituirsi! /17 /16 È violenza economica ogni forma di privazione, controllo e imposizione che limita la donna nella sua autonomia econo- mica. Non le permette di lavorare! Non le permette di avere un conto in banca! La costringe a spendere tutto il suo stipendio nelle spese domestiche senza contribuire! Non le dice quanto guadagna! La costringe a fare debiti! La costringe a versare il suo stipendio sul suo conto! L’ha costretta a firmare senza informarla di quale impegno economico si trattava! Si rifiuta o paga solo in parte l’assegno di mantenimento per la donna e i/le figli/e! La costringe ad umilianti trattative per riceverlo! Intesta tutti i beni a nome proprio! Lo stalking è ogni comportamento persecutorio agito quando la donna cerca di allontanarsi o separarsi da lui. La segue negli spostamenti! La aspetta sotto casa o dove lavora! Le telefona continuamente a casa, sul lavoro o sul cellulare! Continua a mandarle sms, e-mail, lettere, biglietti! Compare inaspettatamente nei luoghi che abitualmente frequenta! Si sente sempre controllata e in pericolo! Si parla di violenza assistita ogni qualvolta una minore assiste o ha la percezione di episodi di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica, compiuta sulle sue figure di riferimento e/o su altre figure significative adulte o minori. Il/La figlio/a è presente quando lui urla, la insulta, la minaccia, la picchia! E’ in casa quando queste cose succedono! Sente o vede tutto! Si accorge e si preoccupa quando la donna sta male e piange! Ha paura! Ha cercato di intromettersi e di fermare le violenze! Gli/Le dice che non vale niente, che non è una buona mamma e che tutto quello che succede è colpa sua! 18/ 19/ Il Mobbing è una forma di terrore psicologico, esercitata di norma sul posto di lavoro, attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghe o superiori. Ha come scopo il licenziamento. /19 /18 Forse non tutti sanno … B che solo per i reati più gravi e più pericolosi per la collettività (ad es.: omicidio, rapina, traffico di armi, spaccio di stupefacenti, ecc.) la Procura della Repubblica ha l’obbligo di agire e quindi di investigare “d’ufficio” allo scopo di individuare i colpevoli per il solo fatto di esserne venuta a conoscenza Per i reati che la legge giudica meno gravi e meno pericolosi per la collettività quali ad esempio, le offese, i danneggiamenti, le percosse, ecc., la Procura della Repubblica può invece agire solo su “querela di parte” e cioè solo se la persona vittima del reato lo richiede con un atto chiamato “querela”. La querela è necessaria - seppur per motivi diversi - anche nel caso di reati sessuali. Questo atto deve avere una certa forma e deve rispettare dei termini ed è quindi consigliabile che il cittadino che vuole sporgere querela si rivolga a degli “esperti” ossia alla Polizia giudiziaria o anche ad un avvocato. IL GRATUITO PATROCINIO Ai cittadini meno abbienti è garantita l’effettività della difesa in un giudizio civile, penale o amministrativo: coloro che sono titolari di un reddito annuo inferiore ad euro 10.628,16* possono presentare domanda per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, per nominare una propria avvocata, scegliendola da apposita lista, con il risultato di non dover sopportare alcuna spesa. L’attività professionale dell’avvocata (così come le altre spese che si dovessero rendere necessarie nel corso del processo, per es. perizie o traduzioni) sarà, infatti, retribuita all’avvocata direttamente dallo Stato. Il servizio di informazione, consulenza e assistenza nella presentazione delle domande di ammissione al patrocinio, aperto alla cittadinanza, è svolto nei giorni di lunedì e mercoledì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso la sede del Consiglio dell'Ordine, Palazzo di Giustizia, III piano, a cura delle avvocate inserite nell'Elenco. * il limite per il reddito annuo è soggetto ad aggiornamenti Carta etica COMUNEMENTE COMUNEMENTE COMUNEMENTE Gli uomini violenti sono persone con problemi psichiatrici, alcool o tossicodipendenti Gli uomini violenti sono in particolare stranieri Anche le donne agiscono violenza sugli uomini IN REALTA’ IN REALTA’ In realtà si verifica in tutte le culture e soprattutto dentro le mura domestiche e nelle relazioni di intimità E’ vero, ma la percentuale è in proporzione assai bassa, e spesso si verifica a scopo di difesa rispetto alla violenza esercitata dagli uomini IN REALTA’ In realtà solo il 10% dei maltrattatori presenta problemi psichiatrici. La maggioranza degli uomini violenti non è né alcolista né tossicodipendente Gli operatori e le operatrici della rete dei servizi per il contrasto alla violenza di genere della citta’ di Bolzano riconoscono i seguenti principi generali: A cura della Rete dei servizi antiviolenza della città di Bolzano 1 La violenza di genere è un fenomeno esteso, sommerso, universale e socialmente trasversale, collegato all’iniqua distribuzione del potere economico, sociale e culturale nei rapporti tra gli uomini e le donne nella nostra società, ancora caratte- B rizzata da persistenti disuguaglianze e mancanza di reciprocità tra i generi. 2 La violenza contro le donne costituisce un ostacolo allo svi- 22/ 23/ luppo di una società democratica perché lede i diritti fondamentali della persona privandola della sua libertà e della sua dignità, sia nella vita pubblica che nella vita privata. 3 La violenza contro le donne costituisce un attacco all’inviolabilità della persona ed alla sua libertà, secondo i principi sanciti dalla Costituzione, dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne (1993), dalla Dichiarazione di Pechino (1995), dalla Dichiarazione di Vienna (1998), dal Trattato di Maputo sui diritti delle donne in Africa (2003) e dalle vigenti leggi. 4 La violenza contro le donne ha un costo sociale ed economico altissimo (OMS) perché produce effetti drammatici e persistenti sulla salute psico-fisica, sull’autonomia economica e sulla partecipazione sociale delle donne e delle loro figlie con importanti ricadute sul contesto sociale allargato. 5 La violenza contro le donne è un ostacolo alla partecipazione delle donne alla società e al mercato del lavoro e determina la loro esclusione sociale e povertà. 6 Non c’è persona che meriti di subire violenza, nulla può giustificare la violenza! 7 La violenza va perseguita. 8 La violenza non deve essere più accettata come possibile modalità per dirimere i conflitti tra generi, generazioni e diver- sità che vanno affrontati con modalità di dialogo e reciproco rispetto. 9 L’autore è responsabile della violenza che agisce all’interno di una società che tende ancora a tollerarla, a giustificarla e a mistificarla sotto forma di alibi culturali o libertà di stili fa- miliari. 10 La violenza di genere non va considerata soltanto un problema individuale o una questione privata: può venir meno solo se tutti, uomini e donne, ci impegniamo a riconoscerla e a contrastarla, sia a livello individuale che collettivo. /23 /22 La rete riconosce a qualsiasi donna e in qualsiasi luogo i seguenti diritti: 1 alla vita 2 all’uguaglianza, allo sviluppo e alla pace 3 alla salute psico-fisica e relazionale 4 alla propria dignità personale 5 alla piena realizzazione della propria personalità 6 alla piena libertà di pensiero, di espressione e di scelta 7 alla libertà e alla sicurezza personale 8 ad una corretta informazione, consulenza, assistenza e tutela giuridica 9 alla parità tra i generi 10 alla casa, al lavoro e all’autonomia 11 ad una piena ed uguale partecipazione sociale alla vita politica, culturale e sociale sia in ambito familiare che di comunità 12 di essere accolta, ascoltata, compresa, creduta e rispettata nella sua unicità, individualità e cultura senza discriminazione alcuna 13 all’informazione sulla propria salute e sessualità 14 all’accesso alle risorse e ai servizi della comunità Impegni che la rete assume per promuovere la realizzazione di questi diritti e per contrastare efficacemente il fenomeno della violenza di genere 1 Qualsiasi donna può rivolgersi alla Rete per qualsiasi problema. 2 Qualsiasi donna può rivolgersi a qualunque servizio della Rete. 3 Le donne devono poter trovare informazione e salute nei servizi della Rete. 4 La Rete si impegna a favorire e sostenere un rapporto di au- 24/ 25/ tentica reciprocità tra chi utilizza e chi offre un servizio. 5 La Rete si impegna a far emergere le caratteristiche individuali, le risorse personali prescindendo da differenze sociali e culturali. 6 La Rete si impegna a rappresentare un ponte tra la persona e le istituzioni, la comunità e le culture di appartenenza, nel rispetto delle tradizioni, dei modi di sentire e dei tempi della donna. 7 La Rete si impegna a proteggere e a dare sicurezza, ascoltare, accogliere e sostenere la donna nel suo percorso di consapevolezza della violenza subita, assumendo un approccio attento e non giudicante. 8 La Rete si impegna ad assicurare la miglior accoglienza possibile, l’ascolto ed il sostegno creando un ambiente riservato in un clima facilitante, empatico e validante. 9 La Rete riconosce e valorizza nella donna le sue capacità e risorse personali che le permettono di assumere in prima persona le proprie decisioni, rispettandone i tempi, le paure, i timori, le resistenze. 10 La Rete si impegna a dare voce e a dare coraggio alle donne sostenendole in un percorso di maggior consapevolezza e considerazione di sé e di trasformazione della relazione violenta. 11 La Rete si impegna a riconoscere l’autore di violenza come persona che necessita di interventi specifici volti a porre fine alle proprie modalità violente nei confronti delle donne e dei/ lle bambini/e. 12 La Rete si impegna a contrastare ogni forma di violenza mettendo in atto tutti gli interventi volti al dialogo e alla reciprocità per la promozione delle singole individualità. /25 /24 Guida COMUNEMENTE COMUNEMENTE Si crede sia presente in contesti familiari culturalmente, economicamente e socialmente svantaggiati, emarginati e deprivati Alle donne che subiscono violenza piace essere picchiate, altrimenti se ne andrebbero IN REALTA’ La violenza contro le donne è un fenomeno trasversale, presente in ogni paese, in ogni cultura e classe sociale IN REALTA’ Un complesso intreccio di dipendenze impedisce loro di lasciare il maltrattatore. Le donne “scelgono” la relazione, non la violenza! COMUNEMENTE “Le donne si cercano uomini che le maltrattano”. “Le donne si inventano dei maltrattamenti per ottenere vantaggi” IN REALTA’ Attraverso questi pregiudizi si minimizza e si legittima la violenza! Queste affermazioni costituiscono un’ulteriore aggressione alle donne ostacolando qualsiasi possibilità di cambiamento culturale. Guida alla consultazione del vademecum A cura del Team di progetto Il vademecum che avete fra le mani è un manuale che ha B ricoprire un ruolo significativo nella relazione di aiuto nei l'obiettivo di individuare velocemente i servizi che possono confronti di una donna che si trova in situazione di violenza e, nella quasi totalità dei casi, anche delle figlie e dei figli che la vivono con lei, in base: 1 alla situazione di violenza in generale; 2 alle esigenze prioritarie di quello che in un preciso momento stanno vivendo. 28/ 29/ La violenza contro le donne esiste ed esistono segnali di cui le donne ed i loro figli e figlie sono portatrici, pur nella loro difficoltà a dichiarare la propria situazione e ad attivarsi per uscirne: le istituzioni devono essere in grado di rilevare il bisogno, anche qualora non sia dichiarato, ed attivarsi per sostenere l'utente. La logica che sottende il lavoro di rete fin qui svolto e che si esplicita in questo manuale è che, rispetto a questo fenomeno, esistono: 1 i servizi specifici che riescono ad aiutare la donna rispetto alla situazione di violenza in generale e che sono i centri antiviolenza e le case protette; 2 i servizi, anche altamente specializzati, che possono rispondere alle esigenze che di volta in volta le donne ed i e le minori esprimono, dal momento della rilevazione della violenza al momento dell'uscita da questa. Ogni operatrice, di qualsiasi servizio, di fronte ad una situazione di violenza dovrebbe quindi essere in grado di consultare questa guida sapendo che può, da una parte, inviare la donna ai servizi della Casa delle Donne o, se la donna non è pronta, chiedere consulenza a questi servizi rispetto alla ge- stione del caso, e, dall'altra, inviare la donna, a seconda dei suoi bisogni specifici - di salute fisica e/o psichica, di assistenza sociale e/o economica, di tutela legale o di sicurezza ai competenti enti. Questo vademecum aiuta gli operatori in questo, cioè a conoscere le competenze dei diversi servizi, che hanno compiuto, con questo lavoro, un grande sforzo di definizione di se' stessi e dei loro mandati, ed a orientarsi rispetto alle diverse offerte presenti in città per aiutare la donna in situazione di violenza a trovare i servizi adeguati alla sua situazione. Per una maggiore facilità di consultazione, il manuale è /29 /28 suddiviso in diverse sezioni che raggruppano i servizi per le principali aree di intervento: specialistici in tema di violenza; di tutela e sicurezza; sanitari; sociali; specifici per donne; i consultori; i servizi di promozione alla salute e di prevenzione e quelli istituzionali. Buona consultazione a tutte e tutti! Servizi COMUNEMENTE COMUNEMENTE Sono episodi sporadici, causati da occasionali perdite di controllo La violenza contro le donne è un fenomeno poco diffuso IN REALTA’ IN REALTA’ La violenza esprime la volontà di esercitare potere e controllo sulla donna; per questo l’episodio violento non è leggibile come atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato che si ripete nel tempo, arrivando fino all’omicidio Da uno studio dell’ONU pubblicato nel 2006 risulta che 1 donna su 3 in tutto il mondo, subisce soprusi, mutilazioni, stupri. In Europa e nel mondo la violenza nelle relazioni d’intimità è la principale causa di morte e di invalidità per le donne di età compresa tra i 16 e 44 anni (Consiglio d’Europa). Secondo l’OMS dal 40 al 70% delle donne vittime di omicidio sono state uccise dai propri partner. E’ un fenomeno in crescita e largamente diffuso Centro d’ascolto antiviolenza; Casa delle donne Associazione GEA Indirizzo: Centro d’ascolto antiviolenza Via del Ronco 21, Bolzano Casa delle donne Bolzano, ad indirizzo segreto Apertura: Centro d’ascolto antiviolenza: Lu: 8.30-15.30; Ma: 8.30-17.30; Me: 12.30-17.30; Gio: 13.00-18.00; Ve: 8.30-12.30 Telefono: Numero verde di emergenza 800 27 64 33 attivo 24h Tel: 0471 513 399 Fax: 0471 513 398 Mail: [email protected] Sito Web: www.casadelledonnebz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Centro Antiviolenza offre: Sostegno e consulenza alle donne in situazione di violenza; consulenza a servizi pubblici e/o privati o a privati cittadini sia sulla tematica in generale sia su singole situazioni di donne in situazione di violenza; lavoro in rete con istituzioni e servizi presenti sul territorio; progetti di sensibilizzazione, prevenzione e formazione. La Casa delle donne offre: Accoglienza, anche di emergenza, alle donne in situazione di violenza e ai/alle loro figli/e. Attività, Servizi erogati Il Centro Antiviolenza offre: Linea telefonica d’emergenza gratuita attiva 24 ore su 24. Consulenze telefoniche e personali gratuite con operatrici qualificate. Informazioni sui diritti e sulle principali risorse presenti sul territorio. Percorsi di uscita dalla violenza individuali personalizzati. Interventi di crisi e piani di sicurezza. Consulenza legale gratuita. Consulenze a sostegno di parenti e conoscenti di donne in situazione di violenza. Attivazione di interventi di rete con i servizi territoriali formali ed informali. Informazioni a persone interessate alla tematica della violenza contro le donne. Attività di formazione, sensibilizzazione e prevenzione. La Casa delle donne offre: Ospitalità temporanea alle donne e ai/alle loro figli/e, anche in emergenza. Consulenze individuali e di gruppo con operatrici qualificate. Costruzione di progetti di sostegno ai/lle minori ospiti nella struttura protetta. Consulenza alle madri individuale e di gruppo di sostegno alla genitorialità 32/ 33/ Progetti specifici rivolti alle donne: Percorsi di consulenza, sostegno ed accoglienza per le donne sia al Centro Antiviolenza, sia alla Casa delle Donne, individuali e di gruppo, per fronteggiare situazioni di crisi, predisporre eventuali piani di sicurezza, elaborare la violenza subita e un nuovo progetto di vita. Progetti espressivi per donne e minori accolti nella Casa delle Donne. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte: Al Centro e alla Casa lavora esclusivamente personale femminile: sei operatrici qualificate, sia per la consulenza alle donne, sia per il lavoro di rete con terzi e servizi, sia per i progetti di sensibilizzazione, prevenzione e formazione; un’operatrice con i/le minori qualificata, per le attività di gruppo con minori e consulenza alle madri; un’operatrice addetta alla gestione della Casa delle Donne; una segretaria amministrativa-contabile; alcune collaboratrici addette al servizio notturno. Tipologia dell’utenza Il servizio si rivolge a donne che nelle loro relazioni interpersonali, di coppia, in famiglia, in ambito lavorativo o in altri contesti sociali vivono o hanno vissuto situazioni di violenza psicologica, fisica, sessuale, economica, situazioni di maltrattamento, sopraffazione, stalking ed ai/lle loro figli/e nel caso questi/e vengano accolti/e nella struttura protetta ed abbiano subito violenza diretta e/o indiretta. Il servizio è offerto a tutte le donne indipendentemente dalla loro origine nazionale o sociale, lingua, cultura, religione e condizione economica. Il servizio si rivolge a chiunque, privato/a cittadino/a o istituzione pubblica e privata che abbia interesse e desiderio di essere informato o di approfondire le tematiche legate alla violenza di genere. Fenomenologia osservata Donne in situazione di violenza, prevalentemente domestica, e loro figli/e rispetto alla violenza assistita e/o subita. Dalla data di apertura del Centro Antiviolenza nel novembre 2000 a giugno 2010 si sono rivolte al Centro 1336 donne. Alla Casa delle Donne dal febbraio 2001 a giugno 2010 sono state accolte 205 donne e 204 minori. /33 /32 Modalità di accesso al servizio Le donne possono accedere direttamente presentandosi al Centro negli orari di apertura o telefonando per fissare un appuntamento attraverso il numero verde 800276433 attivo 24 ore su 24. I Servizi possono rivolgersi al Centro utilizzando il nr tel 0471/513399 o il numero verde solo in caso di emergenza. Collaborazione tra operatrici e modalità Le operatrici qualificate che operano al Centro e alla Casa delle Donne lavorano in stretta collaborazione tra loro: compiti, mansioni e funzioni sono ripartite in ugual misura. Riunioni settimanali, consegne quotidiane, supervisioni frequenti e un’organizzazione mirata del lavoro garantisce uno scambio continuo ed una condivisione dei casi seguiti. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Collaborazioni con il servizio sociale di base, le forze dell’ordine, il Tribunale ordinario e il Tribunale dei minorenni e le relative procure, servizi sanitari, privato sociale ed istituzioni. Protocollo d’intesa con consultorio Ehe und Erziehungsberatung – Südtirol per i/le minori ed il sostegno alle madri. Proposte per il lavoro di rete Intensificazione del lavoro di rete in particolare con servizio sociale di base, Tribunale minori e Ambulatorio Specialistico per la Salute Psicosociale dell’Età Evolutiva per far emergere e contrastare il fenomeno della violenza assistita dai/ dalle minori. Collaborazioni per la definizione ed attivazione di canali preferenziali per sostenere le donne in particolare nella ricerca casa e lavoro. Potenziamento della Rete cittadina come osservatorio privilegiato rispetto alla violenza contro le donne ed alla violenza assistita e come tale interlocutore e promotore di scelte politiche e sociali mirate. Programmi di sviluppo previsti Formazioni alle mediche di base e alle pediatre, al personale sanitario, al personale dei distretti sociali ed alle Forze dell’ordine. Potenziamento di progetti di prevenzione e sensibilizzazione rivolti a/alle studenti/esse. Casa alloggi protetti Indirizzo: Anonimo; c.p. 103 Bolzano Apertura: Lu-Ve: 8.30-12.30/ 14.00–18.00 Telefono: Numero verde 800 89 28 28, Ufficio 0471 970 350 Mail: [email protected] Sito Web: www.hdgw.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità La casa alloggi protetti offre il suo servizio a donne ed i/le loro figli/e, che si trovano in situazioni di violenza domestica e che vorrebbero rifugiarsi per proteggersi e allontanarsi dalla violenza. L’obiettivo è quello di dare alla donna (e ai/lle bambini/e) vittima di violenza, la possibilità, l’aiuto, gli strumenti e le informazioni necessarie per iniziare una nuova vita fuori dal ciclo della violenza. Si contraddistingue inoltre l'iniziativa per la sensibilizzazione e la consulenza nell'ambito della violenza, in particolare la violenza domestica. Attività, Servizi erogati Consulenze per donne in situazioni di violenza accoglienza nella struttura protetta se la donna si trova in una grave situazione di violenza. Sistemazione temporanea protetta, l'atmosfera di vita indipendente: ogni donna vive con i/le suoi/ sue figli/e in un appartamento protetto all’interno della struttura. Supporto nella gestione di questioni burocratiche (scuola, lavoro, casa, avvocato, ecc.). Consulenze psicologiche, pedagogiche in situazioni acute (interventi nelle situazioni di crisi). Consulenze e colloqui singoli e di gruppo durante il soggiorno nella struttura e assemblee di casa mensili per elaborare strategie di problem-solving e di gestione dei conflitti. Possibilità di partecipare a gruppi di auto-aiuto. Lavoro di rete con altri servizi psico-sociosanitari. Informazioni su offerte di supporto che riguardano lavoro, ricerca di appartamento, assistenza economica e altre questioni, corsi di formazione all’interno della struttura. Consulenza legale e sostegno economico. Attivitá di sensibilizzazione della comunità. 34/ 35/ Progetti specifici rivolti alle donne La donna prima dell’accoglienza in struttura ha la possibilità di usufruire di colloqui di sostegno psicologico. Dopo l’accoglienza la donna, l’assistente sociale e il team della casa elaborano insieme un progetto di mediamente sei mesi. Questo progetto individua le problematiche della signora e ha il fine di sostenerla in ogni campo (emotivo, comportamentale, genitoriale, legale, lavorativo, abitativo) per darle la possibilità di iniziare una nuova vita indipendente e fuori dal ciclo della violenza. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte: Il team è composto da due operatrici volontarie che garantiscono la reperibilità telefonica e che sono presenti a tutte le riunioni, e da tre operatrici fisse che oltre a essere responsabili per la casa, le donne e i/le bambini/e accolti/e, offrono consulenze e informazioni esterne coprendo anche l'area di sensibilizzazione. Presidente dell'associazione: Josefine NicolussiLeck Waldner; Co-fondatrice e componente del direttivo: Martha Ebner; Coordinatrice, psicologa/ psicoterapeuta: Silvia Natzler; Psicologa ambito minori: Elke Kaiser; Responsabile amministrazione: Elke Psenner. Forum Prevenzione, Young & Direct, Infes, Donne Nissá, Servizio psicologico, Centro di psicoterapia e psicosomatica, Reparto di Psichiatria, Struttura terapeutica Bad Bachgart. Ambito minori: Tribunale dei Minori, Servizi sociali, IPAI, scuole, asili. Forze dell’ordine: Questura, Carabinieri, Polizia. Tipologia dell’utenza Donne che hanno subito violenza fisica, psichica, economica, sessuale o che vengono minacciate nelle loro famiglie e relazioni intime, hanno il diritto di chiedere rifugio nella casa alloggi protetti. Possono essere accolte fino a sette donne maggiorenni con i/le loro figli/e, indipendentemente dal loro orientamento religioso, politico o etnico. Il servizio è multizonale, per questo motivo possono essere accolte donne di tutta la provincia di Bolzano, se sono in possesso di un permesso di soggiorno valido. Proposte per il lavoro di rete Cercare di trovare delle soluzioni anche per le donne che non entrano nei criteri di accoglienza per le strutture protette, per esempio donne che per via di handicap fisici e psicologici, dipendenze da sostanze, senzatetto ecc. non possono essere accolte. Lavorare insieme su come trovare velocemente posti o persone disposte ad accudire i bambini quando le mamme sole hanno colloqui, appuntamenti di lavoro o impegni vari. /35 /34 Fenomenologia osservata Ci occupiamo di donne e bambini vittime di violenza. Osserviamo soprattutto violenza agita dentro le mura domestiche da parte di mariti e compagni. La donna che si rivolge a noi molte volte ha sopportato la situazione di violenza per un lungo periodo. Da noi cerca un luogo sicuro e chiede tranquillità e sostegno. Alcune donne invece si rivolgono a noi dopo una violenta aggressione e scappano da casa il giorno stesso. Modalità di accesso al servizio Le donne e i bambini trovano accesso attraverso le richieste da parte dei servizi sociali, da parte del centro anti violenza e le altre strutture protette della provincia, attraverso le forze dell’ordine, medici e l’associazione “Frauen helfen Frauen”. La donna stessa può fare richiesta di accoglienza o per un colloquio chiamando il numero verde oppure contattandoci attraverso il sito internet, scrivendo una mail. Collaborazione tra operatrici e modalità Una collaboratrice coordina le attività della struttura, organizza le accoglienze delle donne e si occupa dei colloqui di sostegno e delle attività di rete e sensibilizzazione. Un’altra collaboratrice si occupa di tutto l’ambito minori, consulenze e sostegno genitoriale, lavoro di sensibilizzazione nelle scuole. La reperibilità telefonica nei fine settimana viene garantita da due volontarie. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Servizi pubblici: Aziende Servizi Sociali, Distretti Sanitari, Comuni, Provincia, Astat. Strutture socio psicologiche: Associazione Frauen helfen Frauen, Katholischer Familienverband, strutture per donne protette in provincia, Consultori familiari, servizi Caritas, Hands, Sert, Programmi di sviluppo previsti È previsto un lavoro di rete tra le strutture protette per il lavoro nell’ambito minori. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano Indirizzo: Piazza Tribunale 1, Bolzano Apertura: Lu-Sa: 8.30-12.30 Telefono: 0471 226 111 Mail: [email protected] Sito Web: www.procura.bz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano in sede penale è competente per tutti i reati commessi nella Provincia di Bolzano da maggiorenni: in particolare, riceve la notizia di reato ( denuncia, querela, esposto), svolge le indagini necessarie, esercita l’azione penale, se non ritiene di chiedere l’archiviazione, sostiene l’accusa in giudizio, cura l’esecuzione delle pene; in sede civile, a tutela delle persone deboli, partecipa ai giudizi di separazione, divorzio, interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno. Attività, Servizi erogati I/Le magistrati/e della Procura eseguono in prima persona le indagini o ne delegano l’esecuzione alla polizia giudiziaria, partecipano personalmente alle udienze penali ed a quelle civili. Per 24 ore e per 365 giorni all’anno un/a magistrato/a della Procura della Repubblica è di turno esterno, il che significa che egli/ella deve essere reperibile di giorno e di notte da parte delle Forze dell’Ordine per ogni urgenza o necessità che si possa verificare. Presso gli sportelli della segreteria della Procura della Repubblica si possono depositare direttamente querele, richiedere permessi di colloqui con detenuti, richiedere copia di atti relativi a procedimenti penali in corso, certificati penali e certificati dei carichi pendenti. 36/ 37/ Progetti specifici rivolti alle donne Presso la Procura della Repubblica di Bolzano è istituito un gruppo di lavoro denominato “ fasce deboli” composto da magistrati/e, che si occupa di procedimenti relativi a reati commessi ai danni di persone deboli, ossia di reati in materia sessuale, in ambito familiare, ai danni di adulti e minori, prostituzione, abbandono di minori, pedopornografia; i/le magistrati/e specializzati/e dedicano un’adeguata attenzione a questa materia particolarmente delicata non solo sotto il profilo giuridico, ma anche psicologico e sociale. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Presso la Procura della Repubblica prestano servizio i/le magistrati/e (Procuratore, Procuratore aggiunto, sostituti Procuratori) che svolgono attività giudiziaria coadiuvati dal Personale amministrativo e dalla Polizia Giudiziaria. Tipologia dell’utenza I/Le magistrati/e della Procura hanno come interlocutori principalmente le Forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale…) che mandano le notizie di reato ed alle quali vengono delegate le indagini che si svolgono comunque sotto la direzione ed il controllo del Magistrato. Modalità di accesso al servizio Chiunque può segnalare alla Procura della Repubblica ipotesi di reato. Ogni segnalazione, qualora sussista la condizione di procedibilità, viene esaminata ed eventualmente approfondita con opportune indagini. I servizi possono sempre richiedere appuntamenti con i/le magistrati/e del gruppo di lavoro fasce deboli o rivolgere richieste di chiarimenti o informazioni anche via mail o telefono. /37 /36 Collaborazione tra operatori/trici e modalità All’interno dell’ufficio vi è un costante confronto tra i/le magistrati/e che si riuniscono mensilmente ed in particolare tra i/le magistrati/e del gruppo di lavoro fasce deboli, per discutere di casi particolari e per avere una certa uniformità di indirizzo. Anche il confronto con la Polizia Giudiziaria, della quale viene curata anche la formazione, è costante. Rapporti esistenti con altri enti o servizi La Procura, ed in particolare i/le magistrati/e del gruppo di lavoro fasce deboli, è in costante contatto con i/le colleghi/e della Procura Minori in relazione a reati che coinvolgono minori o commessi a danno di minori, con le Forze dell’Ordine e con tutti i Servizi, sociali, psicologici, medici che si occupano di minori, disagi familiari in genere, donne maltrattate o sottoposte ad abusi. Proposte per il lavoro di rete Ai fini degli obiettivi che devono essere perseguiti dalla Procura ordinaria (condanna del colpevole e tutela della persona offesa) è importante che i servizi a vario titolo coinvolti considerino la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano ed in particolare i/le magistrati/e del gruppo di lavoro denominato “ fasce deboli” come delle interlocutori/trici naturali a cui rivolgersi per chiarimenti e consigli ,ma ai/alle quali indirizzare anche le denunce relative a reati procedibili d’ufficio dei quali vengano a conoscenza, consapevoli del fatto che ogni segnalazione o denuncia verrà valutata e fatta oggetto di serie indagini che avranno sempre come primo obiettivo la tutela della persona offesa. Tribunale per i minorenni di Bolzano Indirizzo: Corso Libertà 23, Bolzano Apertura: Lu–Sa: 8.30–13.30 Telefono: 0471 226 479 Mail: [email protected] Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) è competente in sede penale per i reati commessi dai/lle minori degli anni 18 e si occupa dell’esecuzione delle pene fino al raggiungimento del venticinquesimo anno di età. In sede civile è competente nei casi previsti dalla legge. Regola i rapporti personali tra genitori non coniugati e figli/e minori e in tale sede determina anche il contributo di mantenimento in favore dei/lle figli/e e a carico del genitore non convivente. Il T.M. emette provvedimenti a tutela del/la minore. Il T.M. può dichiarare la decadenza dalla potestà sui/lle figli/e. Il T.M. accerta la paternità e maternità naturale e decide sul cognome del/la figlio/a minore naturale riconosciuto prima dalla madre e poi dal padre. E’ competente anche in materia di adozione nazionale e internazionale. Attività, Servizi erogati Il T.M. interviene con sentenze e decreti, anche in via d’urgenza. Quando la condotta del genitore è pregiudizievole al/la figlio/a può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento del/la minore dalla casa familiare o l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del/la minore. Accanto alle misure a tutela del/la minore può impartire prescrizioni ai genitori volte a assicurare che il/ la minore venga meglio accudito/a all’interno della sua famiglia o per creare i presupposti di un suo rientro in famiglia se il/la minore è stato/a collocato/a presso una famiglia affidataria o in comunità. Le prescrizioni possono essere molto varie come per es. la prescrizione di accettare il sostegno dei servizi sociali, di collaborare con i servizi sociali, con il Ser.D, il Centro di salute mentale, il servizio di neuropsichiatria, di avvalersi di un sostegno psicologico, di avvalersi di un percorso di mediazione ecc. 38/ 39/ Progetti specifici rivolti alle donne Il Tribunale per i Minorenni è un organo a tutela del/la minore. Le misure di sostegno, la cui predisposizione è delegata al Servizio sociale, spesso sono però rivolte all’intero nucleo familiare e quindi anche ai genitori. In caso di violenza in famiglia, può essere disposto anche il collocamento del/la minore in una struttura protetta, assieme alla madre. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Al T.M. di Bolzano svolgono servizio due giudici e la Presidente, coadiuvati dal personale di Cancelleria. I/Le magistrati/e tengono udienze civili o penali quasi tutti i giorni della settimana. Nei procedimenti civili vengono sempre sentiti i genitori personalmente e, se opportuno, anche il/la minore che abbia compiuto gli anni dodici e alle volte anche di età inferiore ove capace di discernimento. Se il/la giudice lo reputa necessario, acquisisce informazioni anche tramite i vari servizi che operano sul territorio. Tipologia dell’utenza In materia civile che è quella che più interessa il lavoro di rete l’utenza riguarda soprattutto genitori che, per problemi spesso personali (familiari, psichici, deficit cognitivi, problemi di dipendenze ecc.) non riescono a prendersi adeguatamente cura dei/lle figli/e. Un numero notevole di procedimenti riguarda poi genitori non sposati con figli/e minori che hanno interrotto la loro convivenza e tra i quali spesso permane una elevata conflittualità che non li consente di regolare tra di loro le questioni legate ai/lle figli/e, senza intervento del Tribunale. /39 /38 Modalità di accesso al servizio Il Tribunale per i Minorenni non ha potere di attivarsi di sua iniziativa, ma può intervenire soltanto su ricorso del pubblico ministero della Procura presso il T.M., del genitore o dei parenti del/la minore. Il ricorso va depositato in Cancelleria. I genitori devono presentare il ricorso con un/a difensore/a. Soltanto le domande congiunte volte a regolare i rapporti personali e patrimoniali tra genitori non sposati e figli/e minori possono essere presentate dai genitori anche di persona, senza difensore. Collaborazione tra operatori/trici e modalità I/Le giudici istruiscono le cause e partecipano alle decisioni che vengono prese in camera di consiglio dal collegio, formato da due giudici togati e due giudici onorari. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Soprattutto nei procedimenti a tutela di minori il Servizio sociale territoriale è di solito coinvolto sin dall’inizio, perché spesso ha segnalato la situazione alla Procura per i Minori. In accertate situazioni pregiudizievoli il/la minore viene spesso affidato/a al Servizio sociale con l’incarico di svolgere attività di sostegno per il/la minore e la sua famiglia di origine o, nei casi più problematici, per un suo collocamento in una famiglia affidataria e/o una comunità. L’attività di sostegno e di controllo viene esercitata dal Servizio sociale spesso in collaborazione con altri Servizi (con strutture di accoglienza per minori e/o per madri e minori, con il Ser.D., con il servizio psicologico, con il servizio di neuropsichiatria infantile, con il Centro di salute mentale ecc). Va annotato che negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di casi di madri con problemi psichici/psichiatrici. Proposte per il lavoro di rete I servizi che seguono i genitori si pongono spesso nell’ottica dell’adulto e faticano a rilasciare informazioni soprattutto in casi in cui la tutela del/la minore richiede interventi che contrastano con gli interessi dei genitori. Un rapporto di stretta collaborazione consente però spesso di prendere le misure più adeguate per la tutela dei/lle minori e può indurre allo stesso tempo i genitori di affrontare anche i loro problemi (psichici, di dipendenza ecc.). Una stretta collaborazione é nell’interesse di tutti, minori e genitori. Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bolzano Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni (T.M.) è competente in sede penale per i reati commessi dai/lle minori degli anni 18. Svolge le indagini preliminari, esercita l’azione penale, se non ritiene di chiedere l’archiviazione, sostiene l’accusa in giudizio, cura l’esecuzione delle pene. In sede civile è competente a chiedere al T.M. i provvedimenti a tutela dei/lle minori in situazioni di pregiudizio; attiva preventivamente l’intervento dei servizi; chiede l’apertura della procedura di adottabilità per minori in stato di abbandono; dà il parere per tutti i provvedimenti del T.M. Indirizzo: Attività, Servizi erogati Nell’ambito civile la Procura è disponibile a fornire informazioni e chiarimenti ai vari servizi, oltre che ai privati cittadini che possono chiedere di essere sentiti. Incarica la Sezione di Polizia Giudiziaria (P.G.) e i Servizi di svolgere le indagini necessarie ai fini della conoscenza delle situazioni di pregiudizio segnalate e delle determinazioni da assumere. Collabora nella esecuzione dei provvedimenti del T.M. anche a mezzo del proprio personale di P.G. (per es. allontanamenti di minori dalla famiglia) Corso Libertà 23, Bolzano Apertura: Lu-Sa: 8.30–13.30 Telefono: 0471 226 433 Mail: [email protected] 40/ 41/ Progetti specifici rivolti alle donne L’intervento della Procura è finalizzato alla tutela del/la minore. La tutela della madre viene attuata se e in quanto è necessaria per il bene del/ la figlio/a. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Presso la Procura svolgono servizio due magistrati, ossia il Procuratore e un/a sostituto/a, coadiuvati dal personale di Cancelleria e da 6 unità di P.G. con esperienza specifica nel campo minorile. I magistrati svolgono l’attività giudiziaria, il personale di cancelleria quella amministrativa, la Sezione di P.G. quella di indagine oltre a curare i contatti con gli utenti pubblici e privati. Tipologia dell’utenza In materia civile l’utenza è costituita da genitori che per i motivi più vari hanno difficoltà a svolgere in maniera adeguata il compito educativo e dai/ lle loro figli/e che si trovano in situazione di pregiudizio. Interlocutori della Procura sono, invece, i servizi, le forze dell’ordine e le istituzioni che si occupano a qualsiasi titolo dei/le minori. Modalità di accesso al servizio Chiunque può segnalare alla Procura situazioni di potenziale pregiudizio di minori. Ogni segnalazione viene esaminata ed eventualmente approfondita attraverso opportune indagini. E’ possibile avere un appuntamento con i magistrati e con il personale di P.G. I servizi possono rivolgere richieste di chiarimenti o informazioni anche a mezzo di posta elettronica. Collaborazione tra operatori/trici e modalità All’interno dell’Ufficio c’è un costante confronto tra magistrati e tra costoro e il personale di P.G. Rapporti esistenti con altri enti o servizi La Procura è in costante contatto con tutti i Servizi che si occupano, a qualsiasi titolo, di minori e di disagio familiare in genere. E’ inoltre in costante contatto con le Forze dell’ordine e con la magistratura ordinaria, in particolare con i/le colleghi/e della Procura ordinaria che si occupano dei procedimenti penali per reati a danno di minori e per reati che coinvolgono minori. /40 /41 Proposte per il lavoro di rete Ai fini degli obiettivi che devono essere perseguiti dall’autorità giudiziaria minorile, è importante che anche i servizi che intervengono a sostegno dell’adulto abbiano presente il preminente interesse del minore. I progetti di intervento in favore dell’adulto devono essere pertanto compatibili con la tutela del/la minore. Carabinieri Comando provinciale di Bolzano (112) L’Arma dei Carabinieri svolge attività investigativa, di controllo sul territorio e di repressione dei reati. Gestisce il numero di pronto intervento 112, attivo 24 ore su 24, che consente alla cittadinanza di chiedere l'intervento di personale dell'Arma per situazioni di specifica competenza istituzionale ed il soccorso per circostanze di pericolo, nonché di riferire notizie utili per l'attività investigativa. Indirizzo: Via Dante 30, Bolzano Apertura: Lu–Sa: 8.30–13.30 Telefono: 0471 331 Mail: [email protected] Sito Web: www.carabinieri.it 42/ 43/ Questura di Bolzano (113) Indirizzo: Via Palatucci 1, Bolzano Apertura: 24h Ufficio Denunce: 8.00-20.00 Telefono: 0471 947 611 (centralino) /43 /42 Mail: urp.quest.bz@ pecps.poliziadistato.it Sito Web: questure.poliziadistato.it/ bolzano Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità La Questura ha competenza su tutto il territorio provinciale ove opera anche tramite i suoi uffici periferici (Commissariati di P.S. di Merano, Bressanone, Brennero e S. Candido). È sede dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza (Questore) e fa parte della Polizia di Stato, Forza di Polizia a competenza generale, di cui rappresenta l’articolazione provinciale; i compiti istituzionali sono la tutela dell’esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini, vigila sull’osservanza delle leggi, tutela l’ordine e la sicurezza pubblica, provvede alla prevenzione e alla repressione dei reati e presta soccorso in caso di calamità e di infortuni. Attività, Servizi erogati Riceve denunce ed esposti ed interviene sui luoghi indicati dalle vittime di reato, ove assume informazioni ed acquisisce notizie a riscontro delle dichiarazioni rese dalle parti lese, per la successiva trasmissione al competente Organo Giudiziario. Come organo di Polizia Giudiziaria procede ad acquisire, anche d’iniziativa, le notizie di reato svolgendo tutte le necessarie attività investigative volte ad individuarne gli/le autori/trici. Tipologia dell’utenza L’utenza che si rivolge a questi Uffici non evidenzia connotazioni particolari, infatti, per quanto risulta all’esito degli interventi effettuati sul territorio ovvero in ordine alle denunce ricevute, la problematica della violenza di genere nei confronti delle donne ha una valenza trasversale, ovvero interessa donne appartenenti a diversi ceti sociali e provenienti da diverse aree geografiche. Modalità di accesso al servizio Gli/Le operatori/trici di Polizia ricevono nella fascia oraria 08.00/20.00 per l’acquisizione delle denunce presso il competente ufficio; in ogni caso il dispositivo di controllo del territorio è operativo nell’arco delle 24 ore per fornire ausilio e soccorso alle persone che richiedono l’intervento tramite il 113. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il personale della Questura e dei Commissariati di P.S. collabora attivamente con i servizi presenti sul territorio ottenendo rifugio ed assistenza per le vittime di reato che si rivolgono a questi Uffici. Polizia Municipale Indirizzo: Via Galilei 23, Bolzano Apertura: 8.30–12.30 / 14.30–16.30 Telefono: 0471 997 711 Mail: [email protected] Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Compito principale è quello del controllo del territorio soprattutto per quanto riguarda la mobilità, quindi controllo della sicurezza stradale e del rispetto delle regole. Negli ultimi anni si è sviluppato esponenzialmente anche il controllo della sicurezza urbana in senso lato. Attività, Servizi erogati A parte l’ambito che riguarda la garanzia della sicurezza stradale che è e rimane il compito fondamentale, molto spazio è stato dato negli ultimi anni al lavoro dei Vigili di Quartiere, ai quali, tra le molte competenze, è delegato il compito di parlare con la gente e di garantire la migliore vivibilità possibile all’interno dei quartieri: a loro più che agli altri è capitato di incontrare donne bisognose di aiuto. Nel caso ne incontrassero, dopo un primo approccio, il caso viene passato al Nucleo di Polizia di Prossimità che, assieme al/la proprio/a funzionario/a, cerca di indirizzare la persona agli uffici competenti. Lo stesso Nucleo può essere di supporto ai distretti nel caso si trattasse di garantire la sicurezza fisica delle donne. 44/ 45/ Progetti specifici rivolti alle donne Non sono stati attivati progetti specifici sulla violenza, ma partecipiamo a quei progetti che ci sembrano adeguati a promuovere la sicurezza e l’autostima delle donne: l’ultimo in ordine di tempo è un corso dedicato alle donne straniere che vogliono imparare ad andare in bicicletta (organizzato da Ökoinstitut). Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Gli/Le agenti presenti sul territorio sono circa 70 suddivisi/e nei tre turni e preposti alle attività di cui sopra. Nel caso si verificasse la necessità di intervenire su donne maltrattate o su minori, in genere viene coinvolta il/la funzionario/a responsabile del Nucleo Sicurezza dell’Abitato. Tipologia dell’utenza La tipologia delle/degli utenti è la più varia ed impensabile, in pratica chi vive la strada, cioè tutti/e. Fenomenologia osservata Le donne che si sono rivolte al nostro servizio sono state soprattutto autoctone compagne di stranieri, qualche straniera e un paio di altre donne italiane che però si sono rivolte anche a tutte le altre istituzioni. Modalità di accesso al servizio Incontro casuale con un’agente; richiesta di parlare con la funzionaria in quanto a conoscenza dell’ambiente degli stranieri; conoscenza personale. Collaborazione tra operatori/trici e modalità All’interno del servizio normalmente esiste buona collaborazione fra agenti e fra agenti e funzionari/e; in questo specifico ambito si preferisce demandare ad alcune persone specifiche. Rapporti esistenti con altri enti o servizi In caso di bisogno, abbiamo sempre trovato la massima collaborazione. Proposte per il lavoro di rete Scambio di conoscenze e possibilità di analizzare insieme soprattutto quei casi di donne che si rivolgono a tutti i servizi, al fine di avere un quadro netto della situazione specifica. /45 /44 Ordine degli Avvocati di Bolzano Indirizzo: Piazza Tribunale 1, Bolzano Apertura: Lu-Ve: 8.30-12.00 Telefono: 0471 282 221 Fax: 0471 272 229 Mail: [email protected] Sito Web: www.ordineavvocati.bz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità L’Ordine degli/lle Avvocati/e è l’organismo cui sono iscritti/e tutte gli/le avvocati/e che esercitano la propria professione nella circoscrizione del Tribunale di Bolzano. E’ un ente di diritto pubblico non economico cui è demandato l’autogoverno e la rappresentanza istituzionale dei/lle propri/e iscritti/e; si finanzia con i contributi che i/le professionisti/e stessi/e sono tenuti/e a corrispondere. Le disposizioni normative relative agli Ordini degli Avvocati e l’ordinamento della professione sono contenute nel R.D.L. 27.11.1933, n. 1578, convertito con modifiche, nella L. 22.1.1934, n. 36, nonché nel R.D. 22.1.1934, n. 37, nei testi vigenti. Attività, Servizi erogati L’attività istituzionale del Consiglio dell’Ordine, che si riunisce in seduta plenaria in media tre volte al mese, è svolta attraverso il lavoro delle diverse commissioni costituite al suo interno: commissione liquidazione nota spese, controllo pratica forense, ordinamento forense e deontologia, formazione permanente e, quelle di maggior interesse per la collettività, patrocinio a spese dello Stato e mediazione/conciliazione. I/Le Consiglieri/e dell’Ordine sono inoltre a disposizione a rotazione per informazioni in merito a questioni di carattere deontologico. 46/ 47/ Progetti specifici rivolti alle donne Attraverso il Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine sono state proposte alle donne avvocato iniziative formative in tema di sviluppo delle capacità relazionali nei confronti della clientela stante il forte divario nella categoria fra uomini e donne. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Il Consiglio dell’Ordine è composto da 15 avvocati/e eletti/e ogni due anni dall’Assemblea degli/lle avvocati/e iscritti/e. Si avvale di una propria segreteria composta da tre collaboratori/trici. Tipologia dell’utenza I servizi del Consiglio dell’Ordine si rivolgono agli/ lle Avvocati/e ed ai/lle Praticanti Avvocati/e (fra cui anche quelli/e abilitati/e al patrocinio) per quanto riguarda ad esempio liquidazione parcelle e formazione professionale ed alla cittadinanza in genere per il patrocinio a spese dello Stato e la mediazione/conciliazione. Fenomenologia osservata Nella trattazione delle istanze di ammissione al patrocinio a spese dello Stato la Commissione ha potuto constatare la prevalenza di istanze in ambito del diritto di famiglia (separazione, divorzio, questioni attinenti all’affidamento ed al mantenimento dei figli minori) presentate da donne in larga maggioranza. A titolo esemplificativo: le domande presentate nel 2009 sono 358, di cui 221 presentate da donne (comprese 50 straniere) e nel 2008 su 383 domande ben 321 presentate da donne (di cui 71 straniere). Modalità di accesso al servizio La segreteria del Consiglio dell’Ordine è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.00 e su appuntamento per i colloqui con i Consiglieri. Lo sportello del Patrocinio a spese dello Stato è aperto il lunedì ed il mercoledì dalle ore 10.00. alle ore 12.00; le relative domande possono essere inoltrate anche a mezzo posta. /47 /46 Collaborazione tra operatori/trici e modalità Come detto l’attività consiliare si svolge nelle singole commissioni. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Non si rilevano particolari ambiti di collaborazione con enti esterni, se non sporadici come nel caso presente. Proposte per il lavoro di rete L’offerta di consulenza e formazione ai/lle operatori/trici dei vari servizi in tema di patrocinio a spese dello Stato. Pronto Soccorso Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Pronto Soccorso deve garantire accoglienza e assistenza a tutti i pazienti che presentino patologie urgenti-emergenti. Indirizzo: Attività, Servizi erogati Valutazione infermieristica (triage) all’accesso e attribuzione del codice di priorità. Visita secondo prioritá di tutti i/le pazienti che si presentino in Ospedale. Procedure diagnostiche radiologiche, di laboratorio e specialistiche per la definizione di una diagnosi, sulla cui base decidere il ricovero o la dimissione del/le paziente. Trattamento del dolore o comunque del malessere del/la paziente. Adeguata informazione ai parenti, se richiesta, nel rispetto della privacy. Ospedale di Bolzano, Via L. Böhler 5 Apertura: 24 h Telefono: 0471 908 330 Mail: [email protected] 48/ 49/ Progetti specifici rivolti alle donne Adeguata formazione di tutti gli/le operatori/trici nell’ambito della violenza alle donne. Particolare attenzione ai possibili casi di violenza Informazione e primo indirizzo alle donne vittime di violenza. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Personale infermieristico e coordinatrice (34 unitá): accoglienza dei/lle pazienti, assistenza, procedure infermieristiche per l’approccio diagnostico e il primo trattamento delle patologie. Personale medico e direttore (19 unitá): approccio anamnestico e diagnostico al/la paziente, primo trattamento della patologia, presa di decisione sul procedere previa informazione e quando possibile consenso del paziente. Tipologia dell’utenza Tutti i/le pazienti che ritengono di essere afflitti da patologie con carattere d’urgenza-emergenza. Fenomenologia osservata Tutto lo spettro possibile della patologie di carattere traumatico e non traumatico, fisico, psico-fisico e psicologico. Modalità di accesso al servizio Continuativamente, 24 ore su 24, è sufficiente presentarsi alla porta del Pronto Soccorso. Collaborazione tra operatori/trici e modalità All’interno del servizio e dell’ospedale la collaborazione è garantita dai principi del lavoro in équipe e da procedure e protocolli discussi, condivisi, approvati e aggiornati dagli/lle operatori/trici interessati/e. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il Pronto Soccorso interagisce con tutti gli enti e servizi che in qualche modo si confrontano con il/ la cittadino/a e in particolare offrono qualsiasi tipo di assistenza, siano essi di carattere istituzionale o volontario, al/la malato/a. Sono compresi i servizi di Protezione Civile e tutti gli istituti di pubblica sicurezza. Proposte per il lavoro di rete Allo stato attuale non siamo portatori di proposte particolari, ma disponibili a discutere ed eventualmente condividere proposte di altri. Programmi di sviluppo previsti Informatizzazione del servizio. Miglioramento continuo delle attivitá di diagnosi e assistenza al/lla paziente critico/a. /49 /48 Servizio Psichiatrico del Comprensorio Sanitario di Bolzano - Azienda Sanitaria dell’Alto Adige Indirizzo: Ospedale di Bolzano Via L. Böhler 5 (padiglione W); Apertura: Lu-Ve: 8.30-17.30 Telefono: 0471 907 010 (CSM) – 0471 909 800 (SPDC) Fax: 0471 272 229 Mail: [email protected] Sito Web: www.asbz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità: Il Servizio Psichiatrico del Comprensorio di Bolzano ha come finalità la tutela della salute mentale della popolazione mediante interventi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone affette da disturbi psichici. Attività, Servizi erogati Il Servizio Psichiatrico è suddiviso in più servizi: Centro di Salute Mentale (CSM) che gestisce la presa in carico dell’utenza e ha funzione di ‘centrale operativa’, organizza e coordina le attività dei diversi Servizi che collaborano nell'intervento. Servizio Psichiatrico di Diagnosi e di Cura (SPDC) accoglie utenti che presentano sintomi acuti e definisce i primi interventi atti a risolvere la situazione di crisi. Centro Diurno ha funzioni riabilitative, sociali e della gestione della quotidianità. Day Hospital svolge sostegno psicoterapeutico nella fase subacuta della malattia, assistenza giornaliera e terapia farmacologica. Centro di Riabilitazione Psichiatrica (CRP) sono strutture residenziali coperte sulle 24 ore che si occupano della reintegrazione del/la paziente nella società. Comunità alloggio, appartamenti dove gli/le utenti possono vivere per un periodo limitato. 50/ 51/ Progetti specifici rivolti alle donne Progetto “Genitorialità in crisi” volto a considerare gli/le utenti anche nel loro ruolo di madri e padri. Ambulatorio donne in gravidanza e post partum per dare un sostegno e delle risposte mirate ad un particolare momenti del ciclo di vita della donna. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte: Il Servizio Psichiatrico è composto complessivamente da 177 operatori/trici. Vi lavorano medici/che psichiatri, assistenti sociali, psicologi/ghe, infermieri/e professionali, operatori/trici tecnico-socio assistenziali. Ognuno svolge le attività a seconda della propria specifica professionalità integrandosi per il raggiungimento degli obiettivi della persona. Tipologia dell’utenza: Adulti, maggiorenni con disagio psichico a diversi livelli. In caso di emergenza è possibile accogliere in SPDC, con le dovute cautele, persone minorenni. Fenomenologia osservata: Disturbi psicotici, disturbi affettivi, disturbi della personalità e disturbi d’ansia. Modalità di accesso al servizio L'accesso al CSM è possibile attraverso il Servizio di accoglienza, da lunedì a venerdì ore 08.0017.30; l'utente può rivolgersi al CSM attraverso il/ la Medico/a di Medicina Generale (MMG) oppure attraverso il Servizio di accoglienza. L'accesso all'SPDC può avvenire in qualsiasi momento (24h) e può essere diretto, tramite Pronto Soccorso o su invio del CSM. L'accesso ai CRP, alle Comunità Alloggio e al Centro Diurno è sempre su invio del CSM. Collaborazione tra operatori/trici e modalità La malattia psichica deve essere fronteggiata da diversi punti di vista: medico, sociale, psicologico, infermieristico, per questo motivo il lavoro di equipe e di rete risultano essere fondamentali. L’interazione fra operatori/trici avviene principalmente attraverso riunioni programmate e riunioni specifiche sulla singola situazione. /50 /51 Rapporti esistenti con altri enti o servizi Nel progetto condiviso con l'utente, vengono coinvolti diversi Servizi, sulla base del bisogno e della valutazione effettuata. Proposte per il lavoro di rete Possibilità di creare un osservatorio permanente all’interno del Servizio. Programmi di sviluppo previsti Sensibilizzazione dei diversi operatori/trici al tema della violenza di genere e alle eventuali possibilità di intervento. Formazione in neuropsichiatria di genere. Formazione in etnopsichiatria in un’ottica di genere. Ambulatorio specialistico di psichiatria e psicoterapia dell´etá evolutiva Indirizzo: Via Guncina 54, Bolzano Apertura: 8.30–16.00 Telefono: 0471 466 606 Fax: 0471 466 609 Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il campo della Psichiatria e Psicoterapia dell´Etá Evolutiva abbraccia diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione di malattie o disturbi psichici, psicosomatici e dello sviluppo come anche i disturbi comportamentali, psichici e sociali del/la lattante, del/la bambino/a e dell´adolescente con il coinvolgimento dell´ambiente familiare e sociale. Attività, Servizi erogati Psicodiagnostica, psicoterapia (individuale, familiare e di coppia), farmacoterapia, terapia sociale, consulenza ai reparti con minorenni dell’Ospedale di Bolzano; collaborazione con i distretti del territorio di Bolzano, con il SERD, con i/le pediatri/e e medici/che di base, con i diversi consultori, con i Servizi Sociali ed i loro centri diurni, con le comunitá psicopedagogiche e psicopedagogiche integrate, le comunità socioterapiche, l´IPAI, con tutte le scuole incluso le professionali e l´inserimento lavorativo, scuole materne ed asili nido; collaborazione col Tribunale per i Minorenni ed Ordinario, con le associazioni, con il Forum Prevenzione; relazioni pubbliche, insegnamento. 52/ 53/ Progetti specifici rivolti alle donne Svolgiamo progetti per adolescenti e bambini/e vittime di violenza in collaborazione con tutta la rete dei servizi coinvolti. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte: Neuropsichiatri-Psicoterapeuti, Psicologi Psicoterapeuti Tipologia dell’utenza Bambini/e e giovani 0 – 18 (20) con le famiglie e/o l´ambito sociale, scuole, centri diurni, comunità. Fenomenologia osservata I/Le bambini/e ed adolescenti vittime di maltrattamenti e trascuratezza sono spesso figli/e di genitori nella cui anamnesi emergono vissuti di violenza. Ci troviamo inoltre davanti a culture diverse che continuano ad utilizzare metodi educativi violenti. Nelle storie familiari ci vengono riferiti abusi sessuali e maltrattamenti di cui le madri sono state vittime nell´infanzia e di cui diventano a volte consce solo nel percorso terapeutico. Appaiono molto presenti le famiglie con circoli di violenza e trasmissione intergenerazionale. La violenza assistita è un fenomeno poco riconosciuto; è da incrementare il riconoscimento precoce e la presa in carico di questi/e bambini/e e giovani. La violenza verbale è molto diffusa tra i/le bambini/e e gli/ le adolescenti e tra gli adulti nei confronti dei/le bambini/e. Il bullismo emerge nelle ore meno strutturate della scuola, nel doposcuola e nel tempo libero, in maniera spiccata specialmente nella fascia d´etá corrispondente alla scuola media. I/Le nostri utenti minorenni presentano una vasta gamma di sintomatologia, dietro la quale si celano anche esperienze traumatiche acute quali l´abuso sessuale o il maltrattamento fisico o croniche quali maltrattamento reiterato, trascuratezza ed abuso psicologico. La sessualizzazione delle relazioni in ambito educativo appare in aumento. La violenza sottile nel senso di trasgressione dei limiti verso l´altro è un tema frequente nel lavoro quotidiano. I risvolti psicologici della crisi economica attuale contribuiscono all´aumento delle tensioni e delle ansie. Il consumo non accudito ed eccessivo di televisione o film da bambini giá dalla prima infanzia e di altri giochi computerizzati spesso con tematiche violente meritano un´attenzione piú spiccata. /53 /52 Modalità di accesso al servizio Per fissare un appuntamento chiamare mercoledì e venerdí ore 8,30 – 13.00, 14.00 – 16.00; Per urgenze i Servizi della rete possono contattare anche i numeri 0471.466600 e 466652. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Riunione settimanale; intorno al caso individuale tra i diversi Servizi si crea una rete al bisogno. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Come parte del Sistema Sanitario l´Ambulatorio Specialistico di psichiatria e psicoterapia dell´etá evolutiva collabora strettamente con il CSM, il SERD, la Neuropediatria e Riabilitazione fisica dell´etá evolutiva, il Servizio Psicologico, il Servizio Sociale ed i Tribunali. Quando è necessario si allarga la rete anche ad altri Servizi. Proposte per il lavoro di rete Oltre a quello giá descritto precedentemente sarebbe auspicabile un protocollo di intesa tra il nostro Servizio e le case delle donne per quanto riguarda i/le figli/e delle stesse. Programmi di sviluppo previsti Il nostro Servizio è in evoluzione attraverso il progetto di Psichiatria e Psicoterapia dell´Etá Evolutiva. Quindi ulteriori programmi di sviluppo verranno proposti in itinere. Servizio Psicologico Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità In presenza di situazioni difficili nella vita le collaboratrici e i collaboratori del Servizio Psicologico offrono consulenza e assistenza ad adulti, bambini/e e adolescenti nonché alle loro persone di riferimento in famiglia e scuola. Indirizzo: Attività, Servizi erogati Area dell’età evolutiva: valutazione diagnostica volta all’individuazione precoce di disturbi dello sviluppo, dell’apprendimento e del comportamento in collaborazione con le istituzioni scolastiche e sanitarie. In presenza di problemi relazionali e affettivi il Servizio eroga colloqui di terapia familiare e psicoterapia per bambini/e. Collaborazione con gli/le assistenti sociali ed il tribunale dei minorenni in casi di trascuratezza, maltrattamento psichico e fisico, separazioni conflittuali. Area adulti: consulenza e psicoterapia a persone che soffrono di problemi psichici e disturbi quali: ansia , depressione, disturbi relazionali e di adattamento, traumi psichici, problemi di coppia, problemi sul posto di lavoro. Collaborazione a progetti e refertazione per persone con disabilità e problematiche sociali al fine di un inserimento lavorativo mirato e/o per un inserimento in strutture occupazionali ed abitative protette. Via Galileo Galilei 2/E, Bolzano Apertura: Lu-Gio: 8.30-12.30/ 14.30-17.00 Ve: 8.30-12.30/ 14.00-16.00 Telefono: 0471 435 001 Mail: [email protected] Sito Web: www.sbbz.it 54/ 55/ Progetti specifici rivolti alle donne Viene data molta attenzione a varie forme di violenza contro bambini/e ed adolescenti, nonché contro donne con disabilità cognitiva. Sostegno psicosociale e terapia del trauma per vittime di violenza. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Nel Servizio operano 22 psicologi/ghe – psicoterapeuti/e, 18 donne e 4 uomini, 10 di madrelingua italiana, 11 di madrelingua tedesca e un ladino. 13 collaboratori/trici lavorano a tempo pieno e 9 a tempo parziale. Sono competenti per la città di Bolzano, valli e zone periferiche. Tipologia dell’utenza Adulti, bambini/e, adolescenti con problematiche psicologiche, comportamentali caratteriali e di apprendimento, escluse le dipendenze da sostanze e le malattie psichiatriche gravi come le psicosi. Fenomenologia osservata Tra l’utenza minorile si trovano più maschi che femmine mentre nell’età adulta sono le donne che maggiormente si rivolgono al Servizio Psicologico. Modalità di accesso al servizio L’accesso avviene attraverso prenotazione telefonica. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Nella terapia familiare e di coppia 2 o 3 psicologi lavorano in co-terapia per poter meglio focalizzare su ciascun membro della famiglia e tenere d’occhio le dinamiche relazionali. Altrimenti si lavora prevalentemente nella relazione uno a uno. Per il sostegno dei/lle professionisti/e ci si avvale di incontri di intervisione e supervisione. In riunioni d’equipe, gruppi di lavoro e corsi di aggiornamento vengono sviluppati nuovi progetti con l’obiettivo di garantire la qualità ed efficacia delle prestazioni e si cerca di tener alta la qualità delle prestazioni. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Collaborazione con medici/che di base e specialisti/e, con i Servizi Sociali dell’azienda di Bolzano e dei Comprensori, con cooperative e gruppi di auto mutuo aiuto, nonché con il Servizio di integrazione lavorativa. Altri partner sono le scuole di ogni tipo e ordine, i Servizi di Neuropsichiatria Infantile e dell’adolescenza e di Psichiatria dell’età evolutiva, gli/le assistenti sociali, il tribunale dei Minorenni. Partecipazione ad un gruppo di lavoro di rete sulla prevenzione alla violenza. /55 /54 Programmi di sviluppo previsti Approfondire il lavoro con adulti, bambini/e ed adolescenti con background migratorio. SER.D - Servizio Dipendenze, Settore Tossicodipendenze - Ser.T Indirizzo: Via del Ronco 3, Bolzano Apertura: Lu-Gio: 9.05-13.00 / 14.00-18.00; Ve: 9.05-14.00; Sa, Do e giorni Festivi: 7.35-10.00 per somministrazione terapie farmacologiche sostitutive Telefono: 0471 907 070–71 Mail: [email protected] Sito Web: www.sbbz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Attività, Servizi erogati Il Servizio Dipendenze di Bolzano è un Servizio specialistico sanitario che appartiene all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige – Comprensorio Sanitario di Bolzano. Servizio Dipendenze - SER.D è composto da due Servizi: 1.presso la sede di Via del Ronco n° 3 è ubicato al II° piano il Ser.T - Servizio Tossicodipendenze che opera a livello ambulatoriale e si occupa di persone con problemi riferibili all’uso e alla dipendenza da sostanze stupefacenti. Si rivolge a tutta la popolazione residente sul territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria di Bolzano (corrisponde, dal punto di vista dei Servizi Sociali, all’Azienda Servizi Sociali di Bolzano e alle due Comunità Comprensoriali dell’Oltradige-Bassa Atesina e dello Salto-Sciliar). Strategicamente negli ultimi anni sono stati aperti al III° piano un Servizio di prevenzione secondaria presso il Centro di consulenza e prevenzione, e l’ambulatorio per il gioco d’azzardo patologico. Al centro di consulenza e prevenzione viene offerta una collaborazione con altre istituzioni, come associazioni, scuole, centri giovanili, i quali vogliono sviluppare e realizzare progetti di prevenzione - a tale scopo si rende disponibile personale esperto a tenere seminari d’informazione, a offrire consulenze esterne o a fungere da supervisore che si confronta e si consiglia con i moltiplicatori (genitori, insegnanti, ecc.). In più la prevenzione secondaria è offerta anche a persone considerate a rischio e ai loro famigliari. Spesso sono cittadini/e segnalati/e da altri Servizi (N.O.T., Distretti Sociali, ecc.). Esiste una collaborazione reciproca tra Ser.T e Distretti Sociali, che si occupano di minori, di disagio giovanile e di problematiche familiari, con l’obiettivo di effettuare – quando è possibile – interventi congiunti di prevenzione secondaria prima che le condizioni di rischio da uso di sostanze stupefacenti possano degenerare in danno conclamato. L’ambulatorio per il gioco d’azzardo patologico invece offre informazioni e consulenze a persone, che presentano modalità di gioco d’azzardo patologico o problematico, ed ai loro familiari. Dopo una fase di valutazione multidisciplinare effettuata dallo staff composto da psicologi/ghe, assistenti sociali e medici/che si passa alla presa in carico terapeutica. I trattamenti sono individualizzati, centrati sulle risorse a disposizione del/la giocatore/trice e della sua famiglia, e si avvalgono se necessario della collaborazione di altre strutture sociosanitarie presenti sul territorio. 2.Il Servizio Alcologia presso l’ospedale di Bolzano garantisce la consulenza specialistica psicologica a tutti i pazienti ricoverati con dipendenza – abuso – problemi di alcol o con comportamenti a rischio. 56/ 57/ Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte I servizi sopra descritti si occupano di informazione, prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossico- ed alcoldipendenza, svolgono attività terapeutiche differenziate ed integrate e si avvalgono di figure professionali diverse: per il Ser.T. lavorano medici/che, psicologi/ghe, assistenti sociali, educatori/trici professionali, infermieri, operatore socio sanitario e personale amministrativo, mentre in alcologia sono presenti in ospedale 2 psicologhe. Le prestazioni offerte sono le seguenti: - visite e consulenze mediche; - trattamenti medico-farmacologici; - disintossicazioni ambulatoriali; - counselling H.I.V ed epatiti; - visite patenti; - invii in ospedale per disintossicazioni ed altre patologie che richiedono il ricovero; - colloqui di consulenza e di supporto psicologico e psicosociale sia individuale che familiare; - psicoterapia individuale e familiare; - progettazione di interventi in collaborazione con i Servizi Sociali rispetto a reinserimenti sociali e lavorativi; - inserimenti in strutture riabilitative di degenza ed in Comunità Terapeutiche; - attività infermieristica: somministrazione terapia farmacologia sostitutiva, accertamenti di laboratorio, medicazioni, esami del sangue, test di gravidanza; - interventi di riduzione del danno. Tipologia dell’utenza Il Servizio si rivolge a persone che utilizzano sostanze stupefacenti (abusatori e dipendenti), che hanno problemi con il gioco d’azzardo, che accedono al Centro di Consulenza e prevenzione oppure che sono segnalate da altri Enti/Servizi, ai loro familiari e/o partner; singole consulenze vengono offerte anche ad operatori dei servizi pubblici e privati, che cercano un confronto o una collaborazione per progetti di prevenzione. /57 /56 Fenomenologia osservata La violenza di genere è un tema diffuso nel nostro Servizio. Emerge, tuttavia, dall’anamnesi di molti dei nostri pazienti appartenenti ad entrambi i sessi: che sono cresciuti in famiglie, dove i comportamenti violenti potevano essere più probabilmente associati ad abuso di alcol, a disturbi psichici e disturbi della personalità, oltre ad altri problemi legati a scarsa integrazione sociale e lavorativa. Rileviamo in tendenza con altri studi scientifici che per le pazienti tossicodipendenti la violenza è spesso associata a quella sessuale. Per quanto riguarda i pazienti tossicodipendenti e la genitorialità in alcuni casi sono state fatte delle segnalazioni in Procura, Tribunale o ai Distretti Sociali Minorili (riferimento a violenza fisica). Quando invece parliamo di genitori tossicodipendenti il monitoraggio si rende comunque necessario a tutela dei/lle minori nei termini di possibile trascuratezza, violenza assistita, violenza psicologica - per questo motivo l’intervento in accordo coi Servizi Sociali è di prevenzione e di supporto alla genitorialità. Modalità di accesso al servizio Il primo contatto avviene telefonicamente negli orari di apertura o direttamente presso il Servizio attraverso il personale infermieristico. Successivamente può essere fissato un primo colloquio con un/a medico/a ed uno/a psicologo/a. Per le consulenze di prevenzione si può telefonare al numero verde (800-556611) del Centro di Consulenza e Prevenzione, dal lunedì al giovedì ore 14.00 – 16.00. Per una consulenza GAP – gioco d’azzardo patologico si può prenotare un primo appuntamento telefonando al numero 0471/907077 dal lunedì al giovedì dalle 10.00 – 12.00. L’accesso al servizio è per il momento gratuito, non richiede l’impegnativa del medico di Medicina Generale ed avviene su appuntamento. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Ogni paziente in carico ha 3 operatori/trici di riferimento (un/a medico/a, un’assistente sociale e uno/a psicologo/a) tra cui viene individuato il/ la primo/a operatore/trice di riferimento (case manager interno) che ha, oltre le proprie funzioni professionali specifiche: - la responsabilità gestionale - amministrativa; - la competenza di attivazione immediata, in caso di bisogno, nei confronti dei pazienti in carico. Il Servizio è diviso in due macro-èquipe: ogni macro-èquipe si riunisce una volta a settimana per discutere sui casi; in più i/le tre operatori/trici di riferimento per ciascun caso effettuano una miniequipe ogni settimana. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il Ser.D. collabora con i diversi Servizi Sanitari e Sociali del territorio provinciale, le strutture del privato sociale, le associazioni che si occupano dell’utenza tossicodipendente, gli Uffici Giudiziari e con la Magistratura Penale e Minorile. Proposte per il lavoro di rete Programmi di sviluppo Concentrarsi sul contesto, nel quale viene agita e subita violenza di genere. Tenere conto, che si dovrebbe auspicabilmente lavorare anche con il “maltrattatore” e non solo con la “vittima”, che subisce la violenza. Si pensa ad un lavoro da potersi effettuare nello stesso spazio temporale. Dove indirizzare un maltrattatore? Come lavorare con tutto il contesto familiare? La rete antiviolenza potrebbe appropriarsi di una visione molto ampia della tematica: lavorare solo con la vittima o solo con il maltrattatore potrebbe ridurre notevolmente anche l’efficacia dell’intervento (perlomeno nel medio-lungo periodo). Inoltre si perde di vista il contesto in cui la violenza, intesa come processo, si manifesta. Ambulatorio STP Indirizzo: Ospedale di Bolzano Via L. Böhler 5 (stanza 0.130) Apertura: Lu; Me; Ve: 14.30-16.30 Telefono: 0471 908 083 Mail: [email protected] Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità L’ambulatorio, creato nel 2004 grazie a un progetto-pilota dell’associazione Fanon-Balint in accordo con l’Azienda Sanitaria è stato internalizzato dall’Ospedale di Bolzano nel 2008 e offre assistenza sanitaria ai/lle cittadini/e stranieri/e non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale. (la sigla STP indica infatti gli Stranieri Temporaneamente Presenti). Attività, Servizi erogati L’ambulatorio STP offre le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia e infortunio e si occupa di estendere i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva ai/lle cittadini/e stranieri/e privi/e di un valido titolo di soggiorno così come previsto dall’art. 35 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello/a straniero/a (d.lgs 25 luglio 1989, n. 286) e, più ampiamente, dal Capo II, lett. B, “Stranieri non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale” della circolare 5/2000 del Ministero della Sanità. Il/La medico/a dell’ambulatorio garantisce agli/lle stranieri sans papiers i c.d. LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e si può paragonare al/la medico/a di base. L’accesso alle strutture sanitarie dello/a straniero/a sans papiers non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvi i casi in cui sia obbligatorio il referto. 58/ 59/ Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte I/Le medici/che eseguono prime visite e controlli e garantiscono l'accesso a prestazioni di primo livello. L’infermiere/a si fa carico dell’accoglienza (identificazione delle domande di salute, anamnesi sociale, ricostruzione dei percorsi terapeutici, definizione dello stato giuridico), cerca di garantire la continuità all’interno del servizio stesso e con servizi (centro di diabetologia, distretti sociosanitari etc), associazioni ed enti sul territorio (consultori, centro di prima accoglienza Caritas etc.), e dell’educazione sanitaria e terapeutica, nonché della predisposizione della modulistica per il rilascio del codice STP. Tipologia dell’utenza L’ambulatorio STP è dedicato ai/alle cittadini/e sprovvisti/e di un valido titolo di soggiorno (ai quali cioè sia stato revocato/annullato il permesso di soggiorno, ovvero quando questo sia scaduto e non sia stato chiesto il rinnovo entro il termine di 60 giorni dalla data di scadenza; con un visto scaduto o senza alcun visto). Fenomenologia osservata Fino a tempi piuttosto recenti il fenomeno migratorio è stato “giovane”, quindi sostanzialmente “sano” e meno bisognoso di cure mediche, ma il fenomeno si sta erodendo, la popolazione anziana immigrata sta aumentando e le condizioni di vita sul territorio sono spesso insalubri (si riscontrano molti pazienti affetti da patologie dermatologiche, respiratorie, legate all’igiene alimentare) e precarie (somatizzazioni, disagio psicofisico). Modalità di accesso al servizio Si tratta di un servizio “a bassa soglia” con accesso libero il lunedì - mercoledì - venerdì dalle 14.30 alle 16.30 nella stanza n. 0.130 al piano terra dell’Ospedale di Bolzano (vicino alla “sala gessi” del pronto soccorso) Collaborazione tra operatori/trici e modalità Medici/che e infermieri/e collaborano nel tentativo di rispondere nel modo più adeguato ai bisogni di salute di persone con un background culturale altro, dove spesso gli aspetti sociali hanno una grande influenza sullo stato di salute. L’obiettivo è quello di massimizzare la compliance non solo intesa come grado di conformità alle prescrizioni e raccomandazioni, bensì come aderenza e partecipazione attiva alle decisioni prese. /59 /58 Rapporti esistenti con altri enti o servizi Agli/Alle immigrati/e più esposti/e all’esclusione sociale come i “senza fissa dimora” il servizio cerca di offrire percorsi di sostegno e protagonismo attraverso il collegamento con associazioni ed Enti (Caritas), coltiva rapporti per la promozione della salute della donna immigrata collegandosi con i consultori familiari, si impegna a estendere il lavoro di rete ai servizi pertinenti che già si occupano di problematiche che, ovviamente, coinvolgono anche la popolazione immigrata CSM, i SERT, i servizi di riabilitazione fisiatrica e i servizi sociali comunali. Alcuni/e medici/che dell’ambulatorio fanno inoltre parte del Gruppo locale Immigrazione Salute (GRIS), quale Unità Territoriale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) - tali gruppi sono presenti in varie realtà italiane si ritrovano su obiettivi condivisi quali: fare informazione e attivare discussioni sugli aspetti normativi specifici nazionali e locali, sulle iniziative intraprese nei servizi pubblici e nei servizi del volontariato e del privato sociale; 'mettere in rete' gruppi, servizi, persone, competenze e risorse sia assistenziali sia formative; elaborare proposte in termini politico-organizzativi; fare azione di ‘advocacy’ sulle istituzioni -, si veda in proposito il sito www.simmweb.it . Pediatra di libera scelta Indirizzo: Indirizzo del/la singolo/a pediatra Apertura: secondo gli orari individuali di ogni pediatra Telefono: individuale Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il/La Pediatra si occupa del bambino da 0 a 14 anni (su richiesta fino a 16) con particolare riguardo all’aspetto sanitario e psicoevolutivo Attività, Servizi erogati Attività di diagnosi e cura in caso di patologia, attività di educazione sanitaria, programmi di prevenzione e informazione Progetti specifici rivolti alle donne Supporto e consiglio per la mamma in particolare rispetto alla cura del/la bambino/a Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Medico/a pediatra e segretaria (che gestisce il lavoro burocratico e gli appuntamenti) 60/ 61/ Tipologia dell’utenza Bambini da 0 a 14 (16) anni con i loro famigliari Fenomenologia osservata Patologia acuta o cronica, disagio psicosociale, problemi relazionali, rari casi di segnalazione di abuso su minori Modalità di accesso al servizio Di norma su appuntamento o libero in caso di urgenza negli orari di apertura dell’ambulatorio Collaborazione tra operatori/trici e modalità Ricorso a collaborazione con i vari servizi (psicologico, sociale, consultori, tribunale) Rapporti esistenti con altri enti o servizi Rapporti attivati al bisogno previo contatto telefonico. Proposte per il lavoro di rete Miglior collaborazione e conoscenza reciproca Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bolzano Indirizzo: Segreteria: Via Macello 57, Bolzano Apertura: Lu–Ve: 8.00-12.00 / 14.00-16.00 /60 /61 Telefono: 0471 974 058 Mail: [email protected] Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità L’Ordine Professionale dei Farmacisti è l’ente pubblico che garantisce ai/lle cittadini/e i requisiti di professionalità e la correttezza del comportamento degli/lle iscritti/e. Il codice deontologico è lo strumento di riferimento dell’Ordine professionale e prevede tra i doveri dei/lle farmacisti/e la collaborazione con autorità ed enti sanitari e la partecipazione a campagne di prevenzione e di educazione sanitaria promosse da Autorità competenti o dall’Ordine provinciale. Attività, Servizi erogati L'Ordine dei Farmacisti aggiorna l'albo professionale al quale devono essere iscritti/e i/le farmacisti/e per poter esercitare la professione, esercita potere disciplinare e fa rispettare il codice deontologico. L’Ordine promuovere e favorisce tutte le iniziative tese a facilitare il progresso culturale degli/lle iscritti/e. La maggioranza degli/lle iscritti/e esercita la professione presso le 119 farmacie della Provincia di Bolzano. Le farmacie territoriali, tra le quali le 25 presenti nel Comune di Bolzano, rappresentano un presidio sanitario capillarmente distribuito sul territorio con compiti di consiglio, dispensazione, preparazione dei medicamenti, ed educazione sanitaria presso la popolazione. Il servizio, mediante turnazione, è assicurato 24h su 24. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte L’Ordine dei Farmacisti è rappresentato dal Consiglio direttivo composto da: Presidente e Vicepresidente: Dr. M. Liebl e Dr. M. Di Bello, Segretario: Dr. S. Battisti, Tesoriere: Dr. P. Egger, Consiglieri: Dr. J. Oesterreicher, Dr.ssa V. Sulzenbacher, Dr.ssa S. Pacchioni Nelle farmacie territoriali esercitano i/le farmacisti/e iscritti/e all’Ordine Professionale. Tipologia dell’utenza L’utenza della farmacia territoriale in generale è rappresentata dalla popolazione tutta ma vi è una netta predominanza dell’utenza femminile con o senza figli e di quella anziana. Fenomenologia osservata Le vittime di violenza di genere si rivolgono alla farmacia territoriale per acquistare rimedi terapeutici per lenire o “cancellare” i segni e le ecchimosi dovute alla violenza. Normalmente raccontano di essere vittime di improbabili incidenti domestici e risultano di norma poco credibili. Raramente confessano la violenza subita. A volte per impedimenti linguistici vengono accompagnate dal partner che si fa loro portavoce. Modalità di accesso al servizio Il servizio offerto dalle farmacie territoriali è di libera fruizione e mediante turnazione è assicurato 24 h su 24h tutti i giorni dell’anno. Programmi di sviluppo previsti E’ previsto per l’anno 2011 un ciclo di formazione ECM (sempre che le future normative provinciali in materia di formazione medica continua lo consentano) e sensibilizzazione alla tematica di tutti/e gli/le iscritti/e all’Ordine con particolare riferimento ai/lle farmacisti/e territoriali esercitanti nella municipalità di Bolzano. Sedi distrettuali dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano Sede distrettuale "Don Bosco" Piazza Don Bosco 11, Bolzano DistrettoDonBosco@ aziendasociale.bz.it Telefono 0471 501 821 Apertura: Lu, Ma, Me: 8.30–12.30 / 14.00–16.30; Gio: 8.30-13.00 / 14.00–17.30 Ve: 8.30–12.30; 62/ 63/ Sito Web: Sede distrettuale www.aziendasociale.bz.it "Europa Novacella" Via Palermo 54, Bolzano [email protected] Telefono 0471 502 750 Sede distrettuale "Gries San Quirino" Via Amba Alagi 20, Bolzano [email protected] Telefono 0471 279 592 Sede distrettuale "Oltrisarco Aslago" Via Pietralba 10, Bolzano DistrettoOltrisarco@ aziendasociale.bz.it Telefono 0471 401 267 Sede distrettuale "Centro Piani Rencio" Via Renon 37, Bolzano [email protected] Telefono 0471 324 297 Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità La Ripartizione Distretti Sociali ha il compito di coordinare le cinque sedi distrettuali di Bolzano (Don Bosco, Europa Novacella, Oltrisarco Alsago, Gries San Quirino e Centro Piani Rencio), che coincidono con le sedi dei distretti sanitari e che corrispondono indicativamente con le circoscrizioni della città. Attività, Servizi erogati Nelle sedi distrettuali sono fornite le seguenti prestazioni di assistenza sociale: Servizio Sociale e Servizio Educativo, Servizio di Assistenza al posto di lavoro e Help for Job, Assistenza economica sociale e tariffaria, Servizio di Assistenza Domiciliare. Progetti specifici rivolti alle donne Sono state attivate specifiche collaborazioni con “Associazione Verein Gea” e ”Verein Haus der geschützten Wohnungen”. /63 /62 Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Presso ogni sede distrettuale operano i seguenti profili professionali: Assistente Sociale, Educatore/trice, Assistente addetto/a al servizio di assistenza al posto di lavoro, Operatore/trice socio assistenziali e/o Assistente geriatrico/a, Operatore/trice socio sanitario/a, personale amministrativo, Dirigente. Tipologia dell’utenza Hanno accesso alle prestazioni dei servizi sociali distrettuali i/le cittadini/e italiani/e, i/le cittadini/e stranieri/e (comunitari/e ed extracomunitari/e) che hanno stabile dimora in provincia di Bolzano ai sensi dell’art.5 della legge provinciale n. 13 del 30.04.1991 e successive modifiche e relativo regolamento di esecuzione. Possono rivolgersi al distretto tutte le persone che abitano nel quartiere. Fenomenologia osservata Per quanto riguarda la violenza di genere, generalmente è quella riportata dai servizi esterni specialistici ed in parte dall’osservazione diretta delle persone che si sono rivolte direttamente al Distretto. Modalità di accesso al servizio Normalmente l'accesso avviene presentandosi, negli orari di apertura al pubblico, presso l'Ufficio Accoglienza delle rispettive Sedi Distrettuali e, se necessario, attraverso il colloquio di Segretariato di Servizio Sociale. Altre forme di accesso sono: le richieste di intervento da parte dell'Autorità Giudiziaria, l'invio da parte di altri enti. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Gli/Le operatori/trici (Assistenti Sociali ed Educatori/trici) che lavorano presso le sedi distrettuali operano secondo metodologie di lavoro che prevedono l’ascolto del cittadino, la valutazione partecipata socio educativa, la pianificazione comune degli eventuali interventi e la verifica dei risultati. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Oltre alle modalità stabilite con “Gea” e “Verein Haus der geschützten Wohnungen”, le/gli assistenti sociali collaborano con tutti gli enti, associazioni ed istituzioni che a vario titolo intervengono nella gestione del caso attraverso modalità che sono valutate volta per volta. Servizio di Prima Accoglienza e Consulenza per Immigrati Indirizzo: Via Roma 85, Bolzano Apertura: Lu, Gio, Ve: 8.00-13.00; Ma: 8.00-13.00 / 14.30-17.00 Telefono: 0471 402 312 Mail: [email protected] Sito Web: www.sbbz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità La struttura “Casa Migrantes”, e i servizi offerti al suo interno, sono stati affidati dall’Azienda Servizi Sociali del Comune di Bolzano alla gestione dell’ O.D.A.R. su mandato della Caritas Diocesana, per offrire consulenza e ospitalità ai/alle cittadini/e extracomunitari/e. Attività, Servizi erogati Il Servizio di Consulenza ha come obiettivo generale il superamento degli ostacoli di natura culturale e materiale che impediscono ai/lle migranti il pieno accesso ai servizi territoriali, sociali, sanitari, amministrativi ecc. proponendosi come ponte tra gli stranieri e le strutture. L’Ostello offre ospitalità notturna ai cittadini e alle cittadine stranieri/e temporaneamente impossibilitati a provvedere alle proprie esigenze abitative e di sussistenza, per un massimo di 30 giorni l’anno, mettendo a disposizione un pasto serale presso la mensa della comunità in via Renon 1 e quanto necessario a provvedere alla propria igiene personale e al lavaggio degli indumenti. La Casa Albergo offre la possibilità di usufruire di un posto letto ai lavoratori/trici stranieri/e per un massimo di 3 anni con l’uso di una cucina comune. Il Servizio di Accoglienza Famiglie offre, in sinergia con gli operatori e i servizi sociali, alloggio e sostegno a famiglie in situazioni di difficoltà. 64/ 65/ Altri servizi : Servizio Docce, a disposizione dei cittadini/e stranieri/e il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 17.00 alle 18.30; deposito bagagli e documenti, gratuito per 6 mesi disponibile negli orari di apertura al pubblico; domiciliazione postale, gratuita con possibilità di ritiro della corrispondenza negli orari di apertura al pubblico. Progetti specifici rivolti alle donne Le straniere che si rivolgono al Servizio di Prima Accoglienza e Consulenza sono ascoltate dagli operatori negli orari di apertura e accolte in struttura quando in possesso dei requisiti (titolo di soggiorno e documento di identità nel caso dell’ostello, cui si deve aggiungere un contratto di lavoro per l’ingresso nella casa-albergo). Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte La struttura è gestita da un team di operatori/ trici (segreteria, consulenti, custodi, operatori/ trici tecnici/che). Il Servizio di Prima Accoglienza e Consulenza si avvale di tre operatori/trici che si occupano delle consulenze e dei colloqui finalizzati all’ingresso in ostello e presso la casa-albergo e di un segretario, con funzioni di reception e stoccaggio bagagli nel deposito messo a disposizione degli utenti gratuitamente per 6 mesi . Tipologia dell’utenza Al Servizio di Consulenza hanno accesso tutte le persone (straniere e non) che desiderino ottenere informazioni in merito alla normativa sulla condizione dello straniero in Italia. Gli altri servizi (Ostello, Casa Albergo, Accoglienza e Docce) sono invece riservati ai cittadini e alle cittadine stranieri/e regolarmente soggiornanti. Modalità di accesso al servizio Il Servizio di Consulenza è aperto a flusso, senza appuntamento, con il seguente orario: lunedì - giovedì - venerdì: ore 8.00 - 13.00; martedì: ore 8.00 - 13.00 e 14.30 - 17.00. Per il servizio docce invece l’orario è : lunedì - mercoledì - venerdì: ore 17.00 - 18.30 Collaborazione tra operatori/trici e modalità La collaborazione tra i/le consulenti è di fondamentale importanza e la gestione della struttura si basa su un lavoro di équipe ove le singole funzioni sono attribuite al personale secondo le competenze di ognuno/a e si realizzano nel confronto quotidiano tra gli/le operatori/trici. /65 /64 Rapporti esistenti con altri enti o servizi Le molteplici sinergie create dal Servizio con le risorse presenti sul territorio rappresentano una parte importante delle soluzioni offerte all’utenza. Attraverso i colloqui di consulenza si può venire a contatto con urgenze e richieste di aiuto a cui il Servizio non può rispondere se non facendo ricorso ad altre strutture: in questo caso la soluzione data all’utente sarà il risultato di una collaborazione attivata dal Servizio e coadiuvata dalla struttura individuata. Associazione La Strada-Der Weg Indirizzo: Via Visitazione 42, Bolzano Apertura: Lu-Ve: 8.00-16.00 Telefono: 0471 203 111 / 348 28 10 662 Mail: [email protected] Sito Web: www.lastrada-derweg.org Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità L’Associazione “La Strada - Der Weg” è un'organizzazione articolata, presente sul territorio da 30 anni, che opera in vari settori del privato sociale. Essa opera all’interno delle aree del disagio e della promozione dell’agio attraverso le aree: Donna; Bambini e Giovani; Cultura e Territorio; Dipendenze; Centro Studi e Biblioteca Specialistica. Attività, Servizi erogati Più di novanta operatori/trici, affiancati/e da volontari/e, operano quotidianamente per il sostegno a bambini/e e minori in situazione di disagio, per il trattamento di giovani e adulti con problemi di tossicodipendenze, per fornire risposte a donne minori ed adulte che si trovano in situazione di grave disagio, per lo sviluppo della cultura giovanile e sportiva tramite la gestione dei centri giovani. I servizi erogati sono: Area Donna: Residenze assistite femminili e partner del progetto provinciale Alba per quel che riguarda la fase di Accoglienza Area Bambini e Giovani: Strutture socio-pedagogiche/integrate, centri diurni, residenze assistite maschili, Progetti individualizzati, Mediazione Penale Minorile, Laboratori socio-educativi, Area Cultura e Territorio: Centri giovani, interventi di Educativa di strada, Doposcuola, Attività sportive Area dipendenze: Prevenzione Secondaria, Comunità di Accoglienza, Comunità di Reinserimento, comunità Alloggio Riabilitativa, Gruppo di auto-aiuto. Centro studi: Biblioteca specialistica, Ricerca, Progettazione, Organizzazione eventi, Comunicazione. 66/ 67/ Progetti specifici rivolti alle donne I progetti specifici rivolte alle donne sono all’interno di un’area denominata Progetto Donna. Il progetto Alta Autonomia/Residenze Assistite offre alle giovani donne tra 16 ed i 21 anni che posseggono già un grado di autonomia, l’opportunità, attraverso l’inserimento in un alloggio, di affrontare un percorso di crescita personale al di fuori di un ambito familiare spesso problematico o assente. Fase di Accoglienza del progetto provinciale ALBA di cui l’Associazione è partner con l’Associazione Volontarius ed il Consorzio Sociale Consis. La fase accoglie in emergenza ed in progetto vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo e che si trovano in una situazione di emarginazione grave. La fase di accoglienza in progetto offre, in un appartamento protetto a indirizzo segreto, l’opportunità di effettuare un percorso socio-educativo volto all’inserimento nel nostro tessuto sociale. Le stesse opportunità progettuali socio-educative vengono date alle donne con un pregresso vissuto di sfruttamento, che hanno però un proprio domicilio (accoglienza territoriale). Il progetto Madri adolescenti prevede di fornire a ragazze adolescenti madri del territorio della provincia di Bolzano, un accompagnamento educativo. L’Associazione svolge attività di sensibilizzazione con la rete dei servizi coinvolti rispetto ai temi legati alla violenza di genere. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Le funzioni delle operatrici che operano all’interno dell’Area Donna variano a seconda del servizio offerto. L’area Donna, come le altre presenti in Associazione, ha all’interno del proprio organigramma un/a responsabile dell’intera area. I vari servizi, perlopiù residenziali sono gestiti da équipes operative coordinate da personale con esperienza e competenze nel settore socio-pedagogico. Tipologia dell’utenza Residenze assistite femminili: giovani donne tra 16 ed i 21 anni che posseggono già un livello di autonomia sufficiente per affrontare un percorso di crescita personale al di fuori di un ambito familiare spesso problematico o assente. Fase di Accoglienza del progetto provinciale ALBA di cui l’Associazione è partner con l’Associazione Volontarius e il Consorzio Sociale Consis: il progetto accoglie in emergenza ed in progetto vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo e che si trovano in una situazione di emarginazione grave. /67 /66 Fenomenologia osservata Sul territorio e attraverso i nostri servizi, osserviamo crescenti processi di violenza di genere e di esclusione sociale che coinvolgono sempre più donne adulte e giovani/giovanissime. Lo sfruttamento sessuale e lavorativo, famiglie multiproblematiche, mancanza di riferimenti stabili, difficoltà di integrazione data da caratteristiche socio-culturali e carenze del mercato del lavoro sono fenomeni sempre più presenti anche sul nostro territorio. Si evidenzia sempre più la necessità di interventi socio-educativi volti alla genitorialità di madri giovani/giovanissime. Modalità di accesso al servizio Tutti i progetti sono finanziati dall’ente pubblico che ne condivide la necessità. Le procedure di accesso risultano standardizzate. L’informazione sui vari servizi può avvenire attraverso vari canali di comunicazione: sito web, area della comunicazione del centro studi, posta elettronica, telefoni cellulari in dotazione alle équipes. Data la varietà dei servizi associativi, il bisogno e l’accesso ai servizi specifici per le donne possono avvenire anche internamente all’associazione stessa, ma sempre in accordo con l’ente pubblico che rimane il servizio inviante. Per quanto riguarda la fase di Accoglienza del Progetto Alba, l’invio avviene attraverso la fase di Contatto gestita dall’Associazione Volontarius. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Gli incontri di rete, delle équipes a cadenza settimanale ed i passaggi di consegne giornalieri, anche attraverso un sistema di comunicazione informatizzato ad hoc, consentono di agevolare il lavoro di rete ed in team, elemento fondamentale per un intervento efficace con le donne che accedono ai nostri servizi. Il lavoro continuo sulla metodologia di intervento e sulla standardizzazione delle procedure contribuisce a facilitare l’intervento di collaborazione ed a incrementarne la qualità. Rapporti esistenti con altri enti o servizi I progetti dell’Area Donna collaborano con una rete estesa del territorio: i servizi e le figure professionali e i progetti interni all’Associazione, servizi pubblici e privati dell’area socio-sanitaria, istituzioni giuridiche e di controllo, cooperative sociali ed agenzie di collocamento lavorativo, scuole, procuratori legali. L’Associazione aderisce a reti di livello nazionale. Proposte per il lavoro di rete Chiarezza sugli organigrammi e funzionigrammi degli enti, istituzioni e servizi della rete; Chiarezza e confronto permanente sulla visione e sulla missione dei componenti della rete rispetto ai temi della violenza di genere; Chiarezza e diffusione sulle procedure il più possibile standardizzate rispetto alle donne vittime di violenza; Far emergere nuovi bisogni e progettare risposte. Programmi di sviluppo previsti L’area donna è potenzialmente un contesto in continuo sviluppo. La ricerca “giovani madri” mirata ad un target di giovani madri dai 16 anni che posseggono le risorse necessarie per essere autonome, ha dato vita ad un progetto. L’Associazione è sempre disponibile ad attivarsi per risposte mirate, specifiche ed innovative su bisogni nuovi ed emergenti. Associazione Donne Nissà Indirizzo: Via Cagliari 22/A, Bolzano Apertura: Lu, Ve: 9.30–12.30 / 14.30–17.30 Ma, Me, Gio: 9.30–12.30 Telefono: 0471 935 444 Mail: [email protected] Sito Web: www.nissa.bz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Nata nel 1995 a Bolzano, Nissà è un luogo di incontro per donne straniere e italiane. Nissà intende informare, orientare le donne, i/le minori e le famiglie straniere favorendone l’inserimento socio lavorativo in Provincia di Bolzano. Nissà adotta un approccio interculturale e di genere. Attività, Servizi erogati Sportello di orientamento e consulenza: Accompagnamento personale e sostegno nella ricerca al lavoro; Informazioni su percorsi formativi, servizi sociali e abitativi; Consulenza legale. Altri progetti: Percorsi di formazione ed orientamento per donne straniere; Attività interculturali con giovani e adulti; Attività di sensibilizzazione e socializzazione per donne e famiglie. Centro interculturale per bambine e bambini da 1 a 6 anni: Spazio gioco e divertimento per bambini/e italiani e stranieri da 1 a 6 anni gestito da collaboratrici straniere; Servizio di babysitting; Incontri tra genitori di culture diverse; Animazione nelle scuole di ogni ordine e grado, centri e associazioni giovanili e consultori. Nissà care, Sportello di consulenza sul lavoro di cura: Per lavoratori e lavoratrici (stranieri e non) che intendono dedicarsi al lavoro di cura e famiglie che necessitano di tale prestazione, facilitandone l’incontro con l’obiettivo di offrire consulenza, informazione e orientamento. Punto informativo presso Sportello Donna del Comune di Bolzano, Sportello per i nuovi cittadini/e: Informazione, orientamento e progettazione interculturale in collaborazione con il Distretto di Laives. 68/ 69/ Progetti specifici rivolti alle donne Ascolto, informazioni, accompagnamento, sostegno e orientamento; Attività di socializzazione; Percorsi di formazione ed orientamento. Consulenza legale; Attività interculturali e babysitting per bambini/e dai 1 a 6 anni. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Le operatrici dell’Associazione Donne NISSÀ sono un gruppo interculturale, costituito da: 2 mediatrici interculturali; una segretaria con competenze pedagogiche ed informatiche; una contabile; due pedagogiste; una consulente laureata in scienze sociali; una coordinatrice laureata in scienze sociali; un’antropologa. Tipologia dell’utenza Donne straniere e loro famiglie; Bambini 1-6 anni; Cittadinanza. Fenomenologia osservata Bisogno di orientamento e accompagnamento. Aiuto nell’inserimento formativo e lavorativo e sostegno nella riqualificazione professionale. Bisogno di sensibilizzazione per tutta la cittadinanza sul tema dell’intercultura. Bisogno di sostegno dei/lle minori stranieri/e nel percorso scolastico di ogni ordine e grado. Modalità di accesso al servizio Tutti i servizi sono gratuiti e sono aperti al pubblico, preferibilmente su appuntamento. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Riunione di équipe ogni due settimane; Supervisione al ruolo e ai casi; Programmazione ed indirizzo del Consiglio Direttivo. Rapporti esistenti con altri enti o servizi L’Associazione Donne NISSÀ è convenzionata con l’ASSB per l’erogazione di alcuni servizi e collabora attivamente con molti servizi pubblici e privati sia lavorando in rete che facendo rimandi ai servizi competenti. /69 /68 Proposte per il lavoro di rete Istituzione di un osservatorio per monitorare la violenza contro le donne. Continuare con alcuni incontri di informazione e scambio tra gli operatori della rete per approfondire temi e costruire un vocabolario comune. Continuare con alcuni incontri di formazione per condividere metodologie di lavoro. Programmi di sviluppo previsti Relativamente al tema della violenza di genere: necessità di potenziare e migliorare il lavoro in rete; necessità di conoscenze più approfondite sulla violenza, considerando anche le differenze culturali e sociali. Casa Margaret – Caritas Indirizzo: Via Cappuccini, 24, Bolzano Apertura: 24h Telefono: 0471 301 017 Mail: [email protected] Sito Web: www.caritas.bz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Accoglienza per 18 ospiti a bassa-medio soglia con la possibilità di consulenza e accompagnamento progettuale laddove sia possibile e richiesto. Durata dell’accoglienza: 3-6 mesi o fino al massimo di due anni su strutturazione di un accompagnamento chiaro e mirato e in situazioni molto gravi. Gli accompagnamenti e gli eventuali progetti vengono decisi, insieme all’ospite, dalla Casa Margaret e dall’assistente sociale del Sis, in assenza di altri servizi specifici che abbiano la donna in carico. Attività, Servizi erogati Accompagnamento socio-pedagogico tramite sostegno, counseling, colloqui. Possibilità, oltre al pernottamento, di usufruire di tre pasti al giorno e del servizio lavanderia, aperto anche alle donne “esterne”. Momenti ricreativi (lavori manuali, musicoterapia, danza terapia, art counseling, yoga, escursioni, serate informative su tematiche a richiesta). Possibilità di socializzazione e di apprendimento delle proprie risorse e punti di forza. Aiuto nella ricerca di lavoro e nel prendere contatti coi servizi sanitari, laddove fosse neccessario. 71/ 70/ Progetti specifici rivolti alle donne Le donne che subiscono violenza vengono accolte, solo ed esclusivamente in emergenza, con accordi chiari e precisi con il servizio antiviolenza/case delle donne, se la persona risponde alle caratteristiche richieste da questi servizi. La Casa Margaret non può in nessun modo sostituirsi a servizi specifici e preposti al tema della violenza, tantomeno correre rischi ospitando queste donne. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte 6 operatori/trici presenti che a turno sono presenti in casa. Si effettuano colloqui mirati con le ospiti, consulenze su come effettuare telefonate di lavoro o ai servizi e come compilare i documenti. E’ nostra premura far conoscere le istituzioni presenti sul territorio e spiegare quale attività svolgono. Tipologia dell’utenza Donne senza fissa dimora, maggiorenni e con regolare permesso di soggiorno o a rischio di diventarlo causa problemi di separazione coniugale, mancanza di lavoro, debiti, pluridipendenze, problemi psichici gestibili e compatibili con la vita di comunità. Fenomenologia osservata Le donne che si rivolgono alla nostra struttura raramente sono le “tipiche” senza dimora del nostro immaginario. Le problematiche sono spesso mescolate insieme con un forte denominatore comune che sono i disturbi psicologici e psichiatrici. La violenza subita in passato o nel momento attuale (spesso vissuta come “normale”) è un altro denominatore comune insieme alla pluridipendenza, ai debiti, alla separazione dal compagno che comporta la perdita dell’alloggio. Modalità di accesso al servizio In modo privilegiato tramite segnalazione di un Servizio che compila una scheda da noi fornita; autonomamente, tramite colloquio con l’educatrice di turno, se senza servizi di riferimento invianti. Vi è una lista di attesa. Tramite forze dell’ordine se in emergenza e la valutazione viene fatta il giorno seguente. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Interazione fra gli/le operatori/trici. Sì: passaggio consegne ad ogni cambio turno, riunioni di team settimanali, supervisione mensile. Momenti d’incontro con altri enti o con altri/e operatori/trici. Sì, insieme alla responsabile per verifica su ospiti seguite insieme agli altri enti; formazioni; in generale il lavoro di rete. /70 /71 Rapporti esistenti con altri enti o servizi La Casa Margaret agisce all’interno di un lavoro di rete che coinvolge i distretti sociali e sanitari sul territorio. La collaborazione coi centri antiviolenza si avvale di caratteristiche specifiche e particolari. Proposte per il lavoro di rete Potenziare i contatti e attuare una maggiore flessibilità nelle emergenze. Su quest’ultimo punto serve fare più chiarezza, soprattutto riguardo le competenze ove le situazioni presentino una certa complessità. Non “giocare” allo “scaricabarile”. Programmi di sviluppo previsti Monitorare nel tempo le caratteristiche mutevoli delle donne senza fissa dimora per tracciarne un quadro più completo. Approfondimento professionale sulla tematica e sulla gestione. Associazione Frauen helfen Frauen Indirizzo: Via Dott. Streiter 1/B, Bolzano Apertura: Lu–Ve: 9.00–12.00 Telefono: 0471 973 399 Mail: [email protected] Sito Web: www.frauenhelfenfrauen.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Presso l’Associazione Frauen helfen Frauen, donne e ragazze che stanno vivendo una situazione di crisi trovano aiuto, informazioni e guida all’autosostegno in modo gratuito e meno burocratico possibile. Oltre a ciò il consultorio, tramite attività di informazione, cerca di far si che le donne cerchino sostegno per tempo, quando si profila l’insorgere dei problemi, e si informino tempestivamente quando sono attese da decisioni difficili. Attività, Servizi erogati L’associazione Frauen helfen Frauen offre consulenza senza necessità di prenotare in anticipo e garantendo discrezione e anonimato. Un’equipe ben preparata di volontarie è a disposizione per prestare ascolto e per offrire alle donne che ne hanno bisogno le proprie conoscenze e competenze nel settore sociale, psicologico e giuridico. In un clima disteso, libero da pregiudizi e di fiducia le consulenti cercano di chiarire con la persona che ad esse si rivolge la sua situazione, di mostrarle nuove prospettive e di metterla in grado di prendere le proprie decisioni. In questo contesto è importante per l’associazione Frauen helfen Frauen non trascurare gli interessi dei/lle figli/e. È per questo che presso il consultorio ci si sforza, nonostante tutta la solidarietà femminile, affinché le clienti continuino a dialogare con i loro partner nel senso di una gestione dei conflitti più costruttiva. 73/ 72/ Progetti specifici rivolti alle donne In caso di necessità le donne che si rivolgono all’associazione Frauen helfen Frauen possono ottenere una prima consulenza legale gratuita. Su richiesta può essere organizzato un colloquio informativo – gratuito e non vincolante – con una mediatrice, per favorire la composizione costruttiva e stragiudiziale dei conflitti tra coppie. Per donne che vivono situazioni violente il consultorio stabilisce il contatto con la Casa degli alloggi protetti gestita dall’associazione Katholischer Familienverband. Alle madri in difficoltà economiche vengono distribuiti vestiti per bambini/e e neonati/e. L’associazione Frauen helfen Frauen ha inoltre in affitto un minialloggio per poter rispondere alle necessità di ricovero temporaneo d’urgenza. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte La guida dell’associazione spetta alla presidente, che presta la sua opera volontariamente. Per quanto concerne l’amministrazione ed il lavoro con il pubblico la presidente è affiancata da una coordinatrice regolarmente assunta. L’attività principale delle operatrici volontarie dell’associazione è quella di offrire consulenza alle utenti. In caso di necessità esse possono procurare una prima consulenza gratuita presso un’avvocatessa o una mediatrice. Tipologia dell’utenza Le utenti dell’associazione Frauen helfen Frauen sono donne e ragazze di ogni ceto sociale ed età (la maggioranza è di età compresa tra i 20 ed i 50 anni). Si tratta di donne che stanno vivendo una fase di crisi del loro rapporto sentimentale, spesso vittime di abusi o violenze, oppresse da problemi esistenziali, alcolismo, disturbi alimentari o afflitte da eccessivo stress psichico, fisico o finanziario, donne che hanno necessità urgente di trovare un lavoro o un alloggio, donne incapaci di elaborare un lutto, donne che soffrono di malattie o inabilità o che sono gravate dal peso di un familiare a carico da curare. /73 /72 Fenomenologia osservata I temi principali dei colloqui riguardano i conflitti con i partner, i problemi finanziari e le difficoltà generali. Fenomeni conseguenti sono la solitudine, la depressione e la violenza, spesso legate all’alcolismo. La maggioranza delle utenti proviene dall’Alto Adige, ma il numero di cittadine non comunitarie o profughe è in costante aumento. Le loro esigenze sono finora di carattere prevalentemente finanziario (vestiti per neonati e bambini, sostegno economico d’intesa con i servizi sociali ecc.) Modalità di accesso al servizio L’associazione Frauen helfen Frauen è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00. In agosto è chiusa. Negli orari di apertura le utenti possono presentarsi spontaneamente e senza prenotazione per un colloquio. È possibile contattare l’associazione telefonicamente o per e-mail. In casi eccezionali le consulenti possono fissare colloqui anche al pomeriggio. Le indicazioni per contattare l’associazione Frauen helfen Frauen sono riportate nel sito Internet www.frauenhelfenfrauen.it . Collaborazione tra operatori/trici e modalità Per il servizio di consulenza sono a disposizione ogni giorno due operatrici volontarie. Ciascuna di esse, entrando a far parte dell’associazione, si è impegnata a frequentare un corso di formazione di base e regolari corsi di aggiornamento: in primo luogo per acquisire le competenze necessarie per condurre il colloquio, ma anche per approfondire tematiche di carattere psicologico e giuridico. È obbligatorio partecipare alle sedute mensili di supervisione sotto la guida di una psicologa. Le questioni organizzative vengono discusse nelle riunioni mensili delle operatrici. Rapporti esistenti con altri enti o servizi L’associazione Frauen helfen Frauen annovera tra i propri partner principali: Katholischer Familienverband (Unione delle famiglie cattoliche), Caritas, Katholische Frauenbewegung (Movimento cattolico femminile), Frauen im KVW (donne all’interno del KVW), SVP-Frauenbewegung (Movimento femminile della SVP), Bäuerinnenorganisation (organizzazione che riunisce le coltivatrici dirette) e la Casa degli alloggi protetti. Essa partecipa inoltre a diversi incontri per il lavoro di rete, fa attivamente parte della Commissione provinciale per le pari opportunità e organizza progetti di cooperazione con altri organismi attivi nel sociale. Proposte per il lavoro di rete Ci si auspica un miglior coordinamento dei servizi e delle prestazioni offerte nel settore sociale, allo scopo di creare maggior trasparenza e una migliore visione d’insieme delle proposte, di evitare sovrapposizioni nell’offerta e nelle prestazioni, di individuare con più precisione punti deboli e carenze nel sistema e di ottenere dati statistici più significativi. Programmi di sviluppo previsti Per il futuro l’associazione Frauen helfen Frauen intende elaborare nuovi progetti di collaborazione, ad esempio con l’associazione “Plattform für Alleinerziehende” (che raccoglie famiglie monoparentali), per creare un gruppo di auto aiuto per donne o per ampliare, eventualmente in collaborazione con il consultorio per uomini della Caritas, il proprio servizio di consulenza concernente la mediazione familiare per la gestione più costruttiva e stragiudiziale dei conflitti tra i partner contendenti. Consultorio A.I.E.D. Sezione Andreina Emeri Indirizzo: Via Isarco 6, Bolzano Apertura: Senza appuntamento: Lu: 18.00-20.00; Me: 10.00-14.00; Ve: 16.00-18.00; Su appuntamento: lu-ve in orario d’ufficio Telefono: 0471 979 399 Fax: 0471 981 523 Mail: [email protected] Sito Web: www.aied.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Consultorio per il/la singolo/a, la coppia, la famiglia e gruppi di persone. Nella realizzazione delle sue finalità statutarie l’A.I.E.D. non fa discriminazione di appartenenza di genere, culturale, sociale, politica e religiosa. Dallo Statuto: diffondere il concetto ed il costume di procreazione libera e responsabile; promuovere e sostenere iniziative rivolte a migliorare la qualità della vita ed a tutelare la salute della persona umana, a livello sia individuale che collettivo; impegnarsi a sviluppare una cultura della maternità, della paternità e della nascita; combattere ogni discriminazione tra uomo e donna nel lavoro, nella famiglia e nella società ed ogni forma di violenza sessuale e di violenza sui minori, fornendo sostegno, assistenza e tutela alle persone che ne siano vittime. Il consultorio è in convenzione con l’Azienda Sanitaria di Bolzano e l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano. 75/ 74/ Attività, Servizi erogati Accoglienza e consulenza sulle tematiche che caratterizzano l’attività del consultorio: contraccezione, pillola del giorno dopo, malattie a trasmissione sessuale, gravidanza, ciclo mestruale, menopausa, relazioni tra partner e tra genitori e figli. Consulenza telefonica; Consulenza socio-psicopedagogica; Consulenza ed assistenza sulla legge 194 per l’Interruzione Volontaria della Gravidanza/ Ambulatorio medico ostetrico-ginecologico - Ambulatorio ostetrico; Percorsi di preparazione alla nascita e dopo-parto; Attività di gruppo di sostegno alla genitorialità (svezzamento, sviluppo motorio nel primo anno di vita, sviluppo psicoaffettivo) - Riabilitazione pelvica; Consulenza sessuologica, psicologica e psicoterapia; Valutazione e selezione delle famiglie affidatarie; Interventi di informazione-educazione sessuale nelle scuole e presso il consultorio; Consulenza legale; Mediazione familiare Progetti specifici rivolti alle donne Accoglienza, consulenza e presa in carico di persone appartenenti a gruppi a rischio (persone extracomunitarie, badanti comunitarie, giovani sino ai 21 anni, persone domiciliate in Provincia di BZ per motivi di lavoro e loro familiari, donne che richiedono consulenza sull’interruzione di gravidanza, donne in gravidanza) non comprese nella convenzione con l’ASBZ (cioè senza assistenza sanitaria). Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Ginecologa, medici ginecologi: ambulatorio ostetrico-ginecologico, consulenza sanitaria ostetriche: accoglienza, ambulatorio ostetrico, consulenza sanitaria, sostegno all’allattamento, corsi di accompagnamento alla nascita e al dopo parto; psicologhe-psicoterapeute: accoglienza, consulenza sessuologica, psicologica e psicoterapia, sostegno alla genitorialità, educazione all’affettività e alla sessualità, valutazione famiglie affidatarie; fisioterapista: corsi di accompagnamento alla nascita e al dopo parto, riabilitazione pavimento pelvico, sostegno mamma-bambino nel primo anno di vita; assistente sociale: valutazione famiglie affidatarie; avvocata: consulenza legale nell’ambito del diritto di famiglia Tipologia dell’utenza (Dati 2009): 92% donne; la fascia d’età più rappresentata tra i 30 e i 44 anni (51%); le/i giovani (13 – 24 anni) rappresentano il 18% più 622 ragazze e ragazzi incontrati nelle scuole/: nuove/i cittadine/i equamente suddivise/i tra europee/i e non UE 18% /75 /74 Fenomenologia osservata In aumento: le donne provenienti da altri paesi che richiedono consulenza ed assistenza principalmente in gravidanza/; la richiesta di prescrizione della pillola del giorno dopo; la richiesta di sostegno psicologico nelle varie fasi della vita. Modalità di accesso al servizio Il Consultorio è aperto continuativamente 12 mesi l’anno, per 5 giorni la settimana, le attività che offrono si articolano su 45 ore settimanali. Accoglienza senza appuntamento: lunedì 18.0020.00, mercoledì 10.00-14.00, venerdì 16.00-18.00. Attività su appuntamento nel restante orario. Prevista l’introduzione del ticket su alcune prestazioni dall’autunno 2010. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Approccio multidisciplinare; riunioni quindicinali gruppo operatrici; riunioni mensili équipe psicologica; riunioni bimensili équipe educazione sessuale; riunioni trimestrali équipe accompagnamento alla nascita e dopo parto; riunioni semestrali ambulatori ostetrico-ginecologici Rapporti esistenti con altri enti o servizi Ospedale di Bolzano Centro di Salute Mentale “Ambulatorio Depressioni”; Centro Affido-Spazio Neutro dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano; Tavolo di scambio e di confronto GrIS (Gruppo Immigrazione e Salute) Enti scolastici; Associazione La strada-der Weg per il” Progetto Alba”. Consultorio Familiare P. M. Kolbe Indirizzo: C.so Italia 23; da gennaio 2011: V.lo Mendola 19, Bolzano Apertura: Lu-Ve: 8.30-13.00 / Lu, Me: 14.30-18.00 Telefono: 0471 401 959 Mail: [email protected] Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Ente privato di promozione sociale convenzionato con AzSanitLocale e AzSerSocBolzano/Comunità Comprensoriali svolge la propria attività sul territorio provinciale presso la sede di Bolzano e le sedi territoriali di Bressanone, Merano e Laives. Offre prestazioni gratuite di promozione e consulenza sociale, legale, psicologica e medico-ginecologica, mediazione familiare e sostegno nei conflitti di coppia e nel rapporto educativo genitori figli. Attività, Servizi erogati Il consultorio familiare sede di Bolzano svolge attività di: promozione del processo educativo in ordine ai valori della sessualità, della maternità e paternità responsabili; prevenzione dei disturbi psicologici dell’ età evolutiva e dell’adolescenza affrontando con i diversi soggetti interessati le possibili conflittualità; tutela e consulenza psicologica e medico-ginecologica nei confronti della donna e della maternità; consulenza psicologica relativamente ai problemi ed ai conflitti nei rapporti interpersonali nel rapporto genitori–figli, di coppia e di famiglia; consulenza legale, sociale e di segretariato; mediazione familiare e sostegno per i problemi legati alla separazione e al divorzio; collabora con l’ASSB per le valutazioni di idoneità per l’ Affido e l’Adozione; offre attività di gruppo per adolescenti con la bioenergetica, per genitori nel percorso di preparazione al parto, corsi e gruppi di sostegno post-parto, corsi di Training Autogeno per adulti con gruppi di autoconoscenza, per i nonni gruppi di incontro. 77/ 76/ Progetti specifici rivolti alle donne Progetto di formazione e di educazione alla maternità e paternità secondo i metodi naturali. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte 3 psicologi consulenti; 1 psicologa formata per la consulenza metodi naturali; 2 psicologi consulenti nel percorso di valutazione delle coppie Affido e Adozione; 1 counselor conduttrice di classi di bioenergetica; 1 avvocato, medico ginecologa, ostetrica, pediatra, infermiera pediatrica, insegnante yoga, AiMi e musicoterapia. Tipologia dell’utenza Singoli/e adolescenti, adulti/e, coppie, famiglie, più facilmente donne ma da tempo anche molti uomini più disposti a mettersi in discussione che partecipando in coppia alle iniziative proposte si avvicinano ai diversi servizi offerti. Fenomenologia osservata Persone con difficoltà nei rapporti di coppia, nella separazione e nella gestione del dopo separazione, conflitti intergenerazionali nelle diverse fasce età, donne con difficoltà emergenti nell’ambito relazionale sia familiare che lavorativo e che rivelano solo dopo un certo tempo i loro vissuti di prevaricazione o di violenza subita. Modalità di accesso al servizio Al consultorio familiare si accede personalmente, possibilmente su appuntamento per un primo colloquio nell’orario di apertura mattino e/o pomeriggio. Il successivo invio al/la professionista competente avviene in forma diretta dopo l’incontro dell’ equipe multiprofessionale. L’ invio da altri servizi avviene attraverso una richiesta formale scritta anche via e-mail nella quale l’operatore/ trice evidenzia la motivazione e gli obiettivi che il servizio inviante vuole raggiungere. L’eventuale necessaria descrizione scritta dei bisogni rilevati viene condivisa con l’interessato/a, consegnata di persona o inviata via fax all’operatore/trice che effettua il primo colloquio. /77 /76 Collaborazione tra operatori/trici e modalità Gli/Le operatori/trici che collaborano per le consulenze partecipano all’incontro di équipe mensile durante il quale vengono discusse e programmate le attività del consultorio, vengono affrontate le tematiche emergenti, vengono condivisi e definiti i percorsi offerti agli/lle utenti e discusse le situazioni complesse. Gli/Le operatori/trici interagiscono tra loro nello scambio professionale per offrire un servizio rispettoso delle richieste, delle necessità e delle singole professionalità nell’attenzione condivisa verso la persona nella sua integrità ed umanità. Rapporti esistenti con altri enti o servizi La coordinatrice di sede partecipa a nome o in collaborazione con gli/le operatori/trici, ai numerosi momenti di confronto per i progetti in atto con Distretti e Comunità Comprensoriali, con i/le referenti provinciali ed i Servizi del territorio. La collaborazione è attiva in special modo con i Distretti, le Comunità comprensoriali e gli altri consultori per invii su problematiche di separazione, coppia, genitorialità, mediazione familiare, valutazioni per l’affido e l’adozione, in special modo nella rete per il contrasto alla violenza di genere, con Azienda sanitaria, il CSM, il Centro Psicosomatica e Psicoterapia nella rete contro la depressione. Proposte per il lavoro di rete La conoscenza e la condivisione dei protocolli d’intesa per effettuare invii mirati a garanzia della riservatezza e della celerità soprattutto nelle situazioni d’emergenza a tutti i livelli. Programmi di sviluppo previsti Il nostro consultorio familiare accoglie le donne che, in modo autonomo o inviate da altri servizi, ritengono di poter usufruire delle nostre consulenze. Eventuali problematiche di violenza subita emergono, salvo rari casi, quasi esclusivamente nel corso degli incontri e spesso risalgono ad episodi elaborati con modalità molto diverse che rappresentano parte di un’esperienza culturale e familiare, una memoria o una realtà dolorosa spesso distante nel tempo. La nostra équipe sta elaborando le modalità migliori per offrire risposte adeguate a queste richieste sommerse curando la collaborazione con i servizi specifici e primari nell’accogliere l’emergenza. Centro Studi Consultorio Familiare Mesocops Indirizzo: Via Dr. Streiter 9, Bolzano Apertura: Lu-Gio: 9.00-12.30/ 14.30-18.00/ Ve: 9.00-12.30 Telefono: 0471 976 664 Mail: [email protected] Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Consultorio Familiare è nato come servizio di base per recepire e rispondere alle problematiche e intervenire nelle circostanze tipiche dei gruppi familiari, del/la singolo/a e della coppia, soprattutto in rapporto allo stato concreto dei loro bisogni e per fornire eguali possibilità a tutti/e nella tutela della salute psicofisica e del benessere relazionale. Attività, Servizi erogati Accoglienza, consulenze individuali psicologiche, pedagogiche, legali, sociali e ginecologiche. Progetti specifici rivolti alle donne Il Consultorio può organizzare, in un’ottica di prevenzione, degli incontri per confrontarsi su come riconoscere i segnali che potrebbero sfociare in comportamenti violenti o devianti ed operare in modo tale che ciò non accada. Può anche organizzare corsi auto aiuto di donne che subiscono o hanno subito violenza. 78/ 79/ Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Operatori/trici presenti: assistente sociale: primi colloqui e consulenza sociale, psicologi: consulenze e terapie psicologiche, pedagogista: consulenze pedagogiche, legale: consulenze su diritto di famiglia, ginecologa: consulenze ginecologiche, ostetrica: consulenze ostetriche. Tipologia dell’utenza Al Consultorio possono rivolgersi, gratuitamente, tutte le persone che desiderano intraprendere un percorso per il raggiungimento del proprio benessere psicofisico. Per quanto riguarda questo progetto si possono rivolgere a noi non solo le donne colpite dalla violenza, ma anche uomini che esercitano la violenza e che intendono risolvere il loro problema, ed i bambini che hanno assistito alla violenza in famiglia. Fenomenologia osservata Per quanto riguarda nello specifico segnaliamo vari casi di donne che si sono rivolte al consultorio in quanto oggetto di violenza fisica e/o psicologica. In ambito familiare, si sono riscontrate a livello di coppia situazioni di violenza verbale e di connotazione negativa sulle attività intraprese dalla donna. In ambito lavorativo la violenza si è manifestata con vessazioni continue sia da parte dei superiori e da parte di colleghi/e. Modalità di accesso al servizio L’ accesso al servizio è gratuito e può avvenire sia direttamente che su appuntamento. Collaborazione tra operatori/trici e modalità All’ interno del Consultorio gli operatori collaborano tra di loro con riunioni d’équipe e confronti individuali, mentre all’esterno il Consultorio collabora con scuole, distretti, associazioni ed altre strutture per la risoluzione dei casi. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il Consultorio con le sue attività è inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari tramite degli accordi di programma. Proposte per il lavoro di rete Gli/Le operatori del Consultorio sono disponibili ad incontri, confronti e collaborazioni con tutti gli Enti che lavorano in questa ottica. /79 /78 Programmi di sviluppo previsti Il Consultorio può organizzare in un’ottica di prevenzione incontri formativi/informativi su queste tematiche, sia per le donne che per gli/le operatori/ trici che si occupano delle problematiche di donne che subiscono, violenza, degli uomini maltrattati e de/llei bambini/e che hanno assistito alla violenza in famiglia. Consultorio familiare L’Arca Indirizzo: Via Sassari 17/B, Bolzano Apertura: Lu-Gio: 9.00-11.00 / 14.30-17.00; Ve: 9.00-11.00 (segreteria) Telefono: 0471 930 546 Mail: [email protected] Sito Web: www.arca.bz Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Fornire consulenza e assistenza alla famiglia, alla coppia e al/la singolo/a in ordine alle varie problematiche che la riguardano, in particolare nel campo dell'educazione alla paternità e maternità responsabile e dei mezzi atti a realizzarla. Attività, Servizi erogati Consulenze psicologiche (individuali, di coppia, familiari), ostetrico-ginecologiche, pedagogiche, sociali, legali e sessuologiche con adulti/e e adolescenti; Psicoterapie individuali con adulti/e, terapie di coppia e terapie sessuologiche Consulenza e assistenza per la gravidanza, l’IVG, la menopausa, la contraccezione; Esecuzione di PAPtest, visite ginecologiche e senologiche, ecografie e prescrizione della contraccezione post-coitale Interventi di educazione sessuale nelle scuole e, su richiesta, con altri gruppi (genitori, centri giovanili, ecc.); Incontri di preparazione e sostegno alla genitorialità, laboratorio di educazione al dialogo, gruppi di rilassamento, corsi di preparazione alla nascita, incontri dopo parto; Sostegno e consulenze psicologiche per anziani in casa di riposo e per i loro familiari; Spazio adolescenti mercoledì e giovedì dalle 14.00 alle 16.00 per ragazze/i fino ai 21 anni per educazione alla salute, consulenze psicologiche e ambulatorio ginecologico 80/ 81/ Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Assistente sociale, consulente legale, educatore, ginecologa, ostetrica, pedagogista, pediatra, psicoterapeuti, segretaria, sessuologa. (Attività: vedi sopra) Tipologia dell’utenza Prevalentemente donne; singoli/e, coppie, famiglie gruppi; adolescenti, giovani adulti/e, adulti/e, anziani/e Fenomenologia osservata Donne con richieste di prestazioni ostetrico-ginecologiche e in gravidanza. Adolescenti con problemi di ansia, insicurezza, difficoltà nella relazione con i pari e in famiglia. Donne con stati di ansia e depressione, sentimenti di inadeguatezza e solitudine rispetto al ruolo genitoriale, problemi nel rapporto con i/le figli/e. Uomini con stati di ansia e depressione, aggressività, problemi economici, problemi nel rapporto con i figli. Modalità di accesso al servizio A seconda del tipo di richiesta, si accede attraverso un colloquio di accoglienza o una prenotazione telefonica. La segreteria è aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 14.30 alle 17.00 e il venerdì dalle 9.00 alle 11.00. Per gli/le adolescenti: accesso diretto all’ambulatorio ginecologico (senza appuntamento) il mercoledì e il giovedì dalle 14.00 alle 16.00. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Riunione settimanale discussione casi e riunioni di èquipe quindicinali. Al bisogno incontri e contatti telefonici con altri servizi per casi o progetti. Annualmente riunioni per accordo di programma con ASSB e ASBZ. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Collaborazione nella gestione dei casi con distretti, Centro di Salute Mentale, Casa delle donne, Reparto di Ostetricia e Ginecologia. /80 /81 Consultorio per uomini della Caritas di Bolzano Indirizzo: Via Portici 9, Bolzano Apertura: Lu-Me: 15.00-18.00 Telefono: 0471 324 649 Mail: [email protected] Sito Web: www.caritas.bz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Consultorio per uomini é un servizio privato gestito dalla Caritas in lingua tedesca di Bolzano, finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dalla Caritas stessa. Il consultorio ha l´obiettivo di fornire un servizio di consulenza psicologica e legale bilingue per tutti gli uomini che si trovino in un momento di difficoltà della propria vita. Il consultorio ha come filosofia di base quella “da uomo a uomo”, ossia psicoterapeuti uomini che offrono aiuto ad altri uomini. Attività, Servizi erogati Il consultorio per uomini offre un servizio di consulenza psicologica e legale individuale a tutti gli uomini che si trovino in un momento di difficoltà della propria vita o che vogliano confrontarsi con una figura esperta su diversi temi della propria quotidianità. Le consulenze vengono effettuate, sia in lingua tedesca che in lingua italiana, da psicologi psicoterapeuti e da un legale. Dall´autunno 2010 partirà un progetto che prevederà la creazione di due gruppi (uno in lingua italiana ed uno in lingua tedesca) per uomini che hanno commesso violenza o che vogliano confrontarsi su questo tema. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con le case delle donne e le associazioni a favore delle donne di tutto l’Alto Adige. 82/ 83/ Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte All’interno del Consultorio operano 6 psicologi – psicoterapeuti (3 di madrelingua tedesca e 3 di madrelingua italiana) ed un legale bilingue. Tipologia dell’utenza Uomini che si trovino in una situazione di difficoltà della propria vita, uomini che hanno usato violenza o che vivono in un contesto violento. Fenomenologia osservata Uomini in crisi rispetto ai propri ruoli familiari e privati; uomini in crisi rispetto al rapporto con il proprio partner; uomini in crisi rispetto alla fase di separazione che stanno vivendo; uomini che hanno commesso violenza o che vivono in contesti violenti; uomini che stanno vivendo una propria crisi personale rispetto alla perdita del lavoro; uomini che presentano difficoltà nella sfera sessuale e uomini che hanno difficoltà di tipo economico-legale. Modalità di accesso al servizio Il servizio è gratuito e si accede tramite appuntamento telefonico o rivolgendosi direttamente alla nostra sede negli orari prestabiliti. Collaborazione tra operatori/trici e modalità I collaboratori del consultorio si confrontano costantemente sulle diverse tematiche, sia attraverso incontri di team che attraverso supervisioni Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il consultorio collabora costantemente con altri servizi, tra cui Servizi Sociali, Tribunale, Procura, Case delle donne e Associazioni femminili, Psichiatria, Servizio psicologico, Consultori familiari e Associazioni del territorio. Proposte per il lavoro di rete Incontri di rete saltuari per un confronto sulle tematiche sociali, convegni comuni, formazioni comuni. Programmi di sviluppo previsti In autunno 2010 partirà il primo training bilingue per uomini violenti in collaborazione con le case delle donne e le associazioni a favore della donna. /83 /82 Centro Il Germoglio Indirizzo: Via Dante 12, Bolzano Apertura: Lu-Ve: 10.00–12.00 / 15.30-17.00 Telefono: 0471 06 01 401 Mail: [email protected] Sito Web: www.germogliobz.com Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Prevenzione sensibilizzazione formazione consulenza e supervisione agli operatori sul tema della violenza ai minori; consulenza breve a sostegno della genitorialità, corsi seminari formativi e laboratori per genitori; laboratori ed interventi brevi di gruppo per bambini e adolescenti. Attività, Servizi erogati Prevenzione nella scuole materne e elementari sul tema dell’abuso sessuale; Formazione per genitori e operatori sul tema della violenza ai minori; Consulenza sul tema violenza e supervisione agli operatori; Consulenza telefonica gratuita sul tema bullismo e violenza Nr. Verde 800832842; Consulenza telefonica a sostegno per genitori Nr. Verde 800892829; Seminari per genitori a sostegno ruolo educativo; Consulenze educative brevi per genitori Consulenze per l’età evolutiva (bambini e adolescenti); Gruppi di sostegno e aiuto per bambini e adolescenti. 84/ 85/ Progetti specifici rivolti alle donne Consulenze brevi; Gruppi di sostegno dal titolo “Consapevolezza e cambiamento”. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Prof. Giuseppe Maiolo direttore scientifico, responsabile Scuola Counselling, consulente e trainer gruppi per adolescenti; Dott. Giuliana Franchini Maiolo presidente del centro, responsabile progetto Pollicino, consulente e conduttrice dei gruppi per donne; Dott. Silvia Franck operatrice progetto Pollicino, consulente per adulti di lingua tedesca, formatrice per l’area tedesca. Tipologia dell’utenza Genitori con problemi educativi, madri separate, coppie e famiglie, minori con difficoltà evolutive e scolastiche. Fenomenologia osservata Aumento della genitorialità a rischio, con scarsa capacità di contenere il conflitto intrafamiliare. Modalità di accesso al servizio Telefono, mail, pre-colloquio e consulenza. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Servizio sociale, Scuole, Tribunale. Educazione alla salute – Intendenza scolastica italiana Indirizzo: Via del Ronco 2, Bolzano Telefono: 0471 411 353 /85 /84 Mail: annalisa.gallegati@ scuola.alto-adige.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Servizio offre consulenza alle scuole per progetti che riguardano la promozione della salute negli ambienti scolastici e la prevenzione di ogni forma di aggressività e di violenza. Attività, Servizi erogati Il Servizio sostiene nelle scuole di ogni ordine e grado uno sportello di consulenza psicologica e orientamento ai servizi del territorio, a cui possono rivolgersi studenti, insegnanti e genitori per consulenze individuali, incontri di gruppo o altro richiesto dalla scuola. Inoltre favorisce, attraverso la presenza operativa di un gruppo di progetto, l’organizzazione di eventuali attività specifiche adeguate alle problematiche emerse dai colloqui o dagli incontri di gruppo. Progetti specifici rivolti alle donne Non sono stati sviluppati progetti specifici per le donne in quanto la prevenzione è un problema che riguarda l’intera comunità scolastica. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Il Servizio è composto da una coordinatrice (ispettrice), da una referente per le scuole superiori e da una referente per le scuole dell’infanzia e gli istituti comprensivi; esiste inoltre una segreteria che fornisce informazioni e smista le eventuali richieste specifiche. Tipologia dell’utenza Insegnanti, alunni/e e genitori delle scuole di ogni ordine e grado. Fenomenologia osservata Casi di bullismo ma, per il momento, non specificatamente di genere. Modalità di accesso al servizio Ogni istituto regola l’accesso al proprio “sportello” con modalità diverse, reperibili in segreteria o affisse ad un apposito albo. L’accesso al Servizio di educazione alla salute avviene per via telefonica o e-mail. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Le operatrici presenti nel Servizio collaborano nell’informazione reciproca sulle problematiche, nell’individuazione delle strategie per affrontarle e nell’elaborazione della progettazione. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il Servizio di educazione alla salute collabora con gli Assessorati provinciali alla Sanità e alla Scuola, con gli Assessorati comunali, con le Aziende sanitarie e i Distretti, con le Associazioni di volontariato e del territorio e con tutte le figure istituzionali e non che gravitano attorno al mondo scolastico. Proposte per il lavoro di rete Tavoli di lavoro permanenti per monitorare e tenere sotto controllo il fenomeno. Programmi di sviluppo previsti Mantenere costante l’attenzione al problema e favorire ogni attività che le scuole intendano realizzare in materia di prevenzione e promozione. Forum Prevenzione Indirizzo: Via Talvera 4, Bolzano Apertura: Lu; Me; Gio: 9.00-12.00/ 14.00-16.00; Ma: 14.00-16.00; Ve: 9.00-12.00 Telefono: 0471 324 801 Mail: [email protected] Sito Web: www.forum-p.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il centro si occupa di prevenzione universale delle dipendenze, rivolta alla popolazione in generale o a gruppi che non presentano particolari difficoltà e selettiva con gruppi che presentano particolari comportamenti rischiosi. Prevenzione della violenza e degli estremismi e promozione della salute rivolta a bambini ed adulti. Organizza inoltre campagne di prevenzione, elabora concetti e linee guida, gestisce progetti e formazioni. Attività, Servizi erogati Workshop rivolti a giovani su dipendenze, sessualità, competenze personali. Prevenzione in azienda e a livello comunale, elaborazione delle linee di indirizzo per la prevenzione delle dipendenze. Partecipazione alle campagne di prevenzione, seminari e serate informative con adulti e famiglie sui vari aspetti della genitorialità e del rapporto con i giovani. Organizzazione della rete di prevenzione della violenza e degli estremismi. Formazioni e aggiornamento per moltiplicatori/ trici e insegnanti, organizzazione di manifestazioni e convegni, elaborazione di concetti, presenza nell’ambito politico. Interventi nel mondo della notte e del divertimento, partecipazione a tavoli di lavoro comuni di contrasto degli atti di vandalismo. Attività di movimento e sport, rilassamento e benessere, elaborazione di opuscoli informativi, attività di ricerca, sviluppo della biblioteca specialistica, sviluppo e organizzazione della pagina web, prime consulenze telefoniche. 86/ 87/ Progetti specifici rivolti alle donne Seminari, formazioni e gruppi di lavoro sulla prevenzione, educazione e genitorialità per donne autoctone e straniere nell’ambito di progetti di sviluppo di competenze linguistiche e di sviluppo di comunità con l’obiettivo di incentivare l’apprendimento di una o più lingue presenti sul nostro territorio e di stabilire dei ponti di inclusione sociale. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte I/Le collaboratori/ci sono 8 più una segretaria. Le formazioni sono varie, in psicologia, pedagogia clinica, sociologia, antropologia. Tutti/e i/le collaboratori/ci provengono da esperienze pregresse nei campi del sociale, delle dipendenze e del lavoro giovanile. Essi/e hanno una base di lavoro condivisa che permette loro di essere interscambiabili rispetto alle richieste esterne. Ad ogni collaboratore/trice competono poi delle aree specifiche delle quali è responsabile in prima persona. Tipologia dell’utenza Giovani sia della scuola - media e superiore- che dell’extra scuola, genitori e adulti in genere, gruppi di donne autoctone e straniere, moltiplicatori, educatori, insegnanti, personale specialistico, gruppi di persone che lavorano nella prevenzione comunale, responsabili politici/che. Fenomenologia osservata La prevenzione delle dipendenze la prevenzione della violenza e la promozione della salute hanno bisogno di azioni e metodologie adeguate e specifiche, orientate più alla qualità che alla quantità e di tempo sia per la loro attuazione sia per quanto riguarda i risultati attesi. Le azioni devono essere rivolte a più gruppi target, per creare una rete di supporto (pubblica e privata) che possa farsi carico di sensibilizzare e sostenere la popolazione in generale sulle tematiche più attuali. /87 /86 Modalità di accesso al servizio Al centro si possono rivolgere tutti coloro che vogliono attivarsi nel campo della prevenzione e della promozione della salute. Esso è aperto al pubblico tutti i giorni in orario di servizio. I/Le collaboratori/trici sono a disposizione del pubblico per dare informazioni sulle attività del centro, illustrare il materiale informativo e per guidarli nella ricerca di documenti o libri nella nostra biblioteca specialistica. Inoltre si possono rivolgere a noi gli studenti per il proprio tirocinio. Collaborazione tra operatori/trici e modalità I/Le collaboratori/trici del centro, si riuniscono settimanalmente in riunione, per discutere le richieste esterne, stabilire delle priorità, verificare gli obiettivi e le modalità di attuazione degli interventi, valutare le offerte di formazione e la partecipazione ad esse. Inoltre vi è uno scambio di esperienze e di metodi di lavoro. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Il lavoro di rete è uno dei punti di forza, del centro che collabora infatti con molti partner di rete –pubblici e privati- presenti sul territorio in occasione di progetti condivisi, di formazioni, di incontri a tavoli di lavoro comuni, a iniziative di prevenzione a livello comunale, in progetti scolastici o convegni. Nel 2009 sono stati effettuati 253 incontri con un totale di partecipanti di 1413. Proposte per il lavoro di rete Intensificare ulteriormente il lavoro di rete, collaborando più intensamente con i partner presenti sul territorio, sia per un sostegno rispetto alle risorse umane, di competenze ma anche finanziarie. Attivare più tavoli di lavoro o occasione di collaborazione dove possano incontrarsi e riflettere insieme più enti ed istituzione per creare così una solida rete sociale. Programmi di sviluppo previsti I progetti da portare avanti sono legati alla rete per la prevenzione della violenza in ambito giovanile e il tavolo di lavoro sugli estremismi. In quest’ottica verrà organizzato per novembre 2010 un convegno internazionale sulla violenza che si svolgerà presso l’Università di Bolzano. Inoltre sarà distribuito nelle scuole elementari e medie un manifesto e degli opuscoli informativi sul bullismo, per giovani, insegnanti e genitori. Sono previsti progetti di sviluppo di comunità e integrazione di donne straniere. Servizio Donna del Comune di Bolzano Indirizzo: Vicolo Gumer 7, Bolzano Apertura: Lu-Ve: 9.00-12.00; Ma: 15.00-16.30; Gio: 14.00-17.30 Telefono: 0471 997 231 Mail: reteantiviolenza@ comune.bolzano.it Sito Web: www.comune.bolzano.it area Servizi Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità Il Servizio donna dell’Amministrazione comunale opera nell’ambito dell’Assessorato alle Pari Opportunità e all’interno dell’Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù; progetta e realizza, anche in collaborazione con le associazioni femminili della città, iniziative per la promozione, il sostegno e la valorizzazione del ruolo sociale delle donne nella collettività, rivolgendo una particolare attenzione alle nuove concittadine e alle nuove generazioni. L’attività è orientata a progettualità che aumentino la loro partecipazione allo sviluppo locale e ai relativi processi decisionali. Gli ambiti prioritari d’intervento sono i seguenti: favorire il diritto di cittadinanza delle donne e le pari opportunità: promuovere uguali opportunità tra uomini e donne e dare valore e visibilità alla produzione di pensiero, di saperi e di cultura delle donne; educazione in un’ottica di genere: supportare le giovani nella ricerca della propria identità e nella costruzione del proprio percorso di vita libero dai condizionamenti culturali determinati dall’appartenenza di genere; violenza contro le donne: promuovere occasioni di cambiamento collettivo per riconoscere, rifiutare e contrastare ogni forma di violenza agita contro le donne; sostegno all’associazionismo femminile: supporto tecnico e finanziario per la realizzazione di progetti a sostegno della condizione femminile. 88/ 89/ Attività, Servizi erogati Realizzazione di progetti di approfondimento e sensibilizzazione sul fenomeno della violenza domestica, realizzati in partnership con l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano e con le strutture di accoglienza per donne maltrattate; promozione di iniziative volte a promuovere nelle giovani generazioni un sistema di valori e di modelli che favoriscano la piena realizzazione delle potenzialità legate al genere di appartenenza e delle pari opportunità tra uomini e donne, realizzate in rete con alcuni centri giovani cittadini (progetto Girls Power); collaborazione e sostegno alle associazioni del Centro Interculturale delle donne di Piazza Parrocchia, che ospita diversi servizi a favore delle donne: la biblioteca e l’archivio storico delle donne, gli sportelli di consulenza rispettivamente per donne migranti, per donne fuoriuscite dal mercato del lavoro, per le giovani e per le lesbiche; sostegno all’associazionismo femminile attraverso la concessione di contributi. Progetti specifici rivolti alle donne L’attività è rivolta prevalentemente alla popolazione femminile, anche se nel lavoro con le giovani si sta sviluppando un’attenzione anche al lavoro specifico con i ragazzi. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte 1 direttore d’ufficio, 1 educatrice professionale e personale di segreteria. Tipologia dell’utenza L’ufficio non ha rapporti diretti con le singole donne. Cura i contatti con associazioni, enti e istituzioni operanti nell’ambito delle politiche di genere. Modalità di accesso al servizio Su appuntamento. Collaborazione tra operatori/trici e modalità Riunione settimanale di coordinamento. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Tutta l’attività dell’ufficio è improntata al continuo confronto, scambio e collaborazione con i soggetti attivi sul territorio. /89 /88 Proposte per il lavoro di rete Strutturare incontri periodici, a cadenza bi/ trimestrale, per approfondire tematiche legate al fenomeno e per proseguire nella conoscenza reciproca tra servizi, al fine di consolidare efficaci pratiche di collaborazione, che in prospettiva potrebbero formalizzarsi in protocolli d’intesa. I nodi della rete dovrebbero inoltre farsi parte attiva per l’implementazione dell’osservatorio cittadino sul fenomeno, attraverso la raccolta quantitativa delle situazioni di violenza registrate. Programmi di sviluppo previsti Coordinamento tecnico dei lavori della rete; gestione dei dati afferenti all’osservatorio attraverso l’elaborazione quantitativa e l’analisi qualitativa dei dati con contestuale pubblicizzazione degli stessi. Ufficio Servizi alla Famiglia dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano Indirizzo: Vicolo Gumer 5, Bolzano Apertura: Lu-Me, Ve: 9.00-12.30 Ma: 15.00-16.30 Gio: 8.30-13.00 / 14.00-17.30 Telefono: 0471 400 944 Fax: 0471 400 936 Mail: [email protected] Sito Web: www.aziendasociale.bz.it Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità L’Azienda è costituita per gestire i servizi sociali della città di Bolzano attraverso interventi mirati alla promozione, al mantenimento ed al recupero del benessere dei suoi cittadini, al pieno sviluppo delle persone nell'ambito dei rapporti familiari e sociali, nonché al soddisfacimento delle esigenze fondamentali della vita, nel rispetto dei principi fissati dalla vigente normativa provinciale. Nello specifico l’Ufficio Servizi alla Famiglia persegue tale scopo nei settori relativi ai servizi alla prima infanzia, alle donne in situazione di violenza e minori in situazioni svantaggiate. Attività, Servizi erogati L’Ufficio Servizi alla Famiglia eroga servizi nell’ambito di due settori: “prima infanzia e “minori e donne”. Rispetto alla prima infanzia gestisce in via diretta i nove asili nido presenti in città (438 posti) e finanzia, attraverso accordi contrattuali, 10 microstrutture gestite dal Privato Sociale (166 posti). I due tipi di servizio compongono il cd. sistema integrato che l’Ufficio Servizi alla Famiglia cura nel suo complesso. Rispetto al settore donne, l’Ufficio coordina il servizio “Casa delle Donne” della città, composto da un centro antiviolenza ed una struttura residenziale protetta – Casa delle Donne – gestiti, sulla base di un contratto, dall’associazione Gea ed una seconda residenza ad indirizzo segreto – Alloggi Protetti, amministrata, in base ad una convenzione, dall'associazione Haus der geschützten Wohnungen. Rispetto ai minori, l'Ufficio ha inizialmente gestito direttamente, e poi esternalizzato all'associazione La Strada – Der Weg, la comunità alloggio per minori ex “Focolare” e prossimamente aprirà una residenza assistita. 90/ 91/ Progetti specifici rivolti alle donne L’Ufficio Servizi alla Famiglia, oltre a curare tutti i procedimenti tecnico-amministrativi per l’erogazione esternalizzata del Servizio Casa delle Donne, segue direttamente e/o collabora con altri servizi pubblici e del privato sociale nell’ambito di progetti specifici in tema di violenza alle donne. In particolare l’Ufficio ha curato la redazione del piano di settore “Donne in situazione di violenza”, documento che individua strategie ed azioni per contrastare la violenza contro le donne nella città di Bolzano per il triennio 2008-2010 (uno degli obiettivi è costituito proprio dalla creazione di una rete di servizi a contrasto di tale violenza) ed ai cui contenuti hanno collaborato tutte le principali realtà cittadine che si occupano della tematica (associazioni Gea, Haus der geschützten Wohnungen, La Strada-Der Weg e Volontarius ed Ufficio Donna e Consulta degli Immigrati del Comune di Bolzano, Ufficio Famiglia Donna e Gioventù della Provincia). Il piano di settore “Donne in situazione di violenza” verrà aggiornato nel 2011. L’Ufficio Servizi alla Famiglia ha inoltre promosso ed ha collaborato all’ideazione e realizzazione di un progetto di sensibilizzazione nelle scuole medie e superiori della città di Bolzano in tema di violenza alle donne e collabora con le associazioni Gea e Haus der geschützten Wohnungen per diffondere fra le Forze dell’Ordine l’opuscolo sulle linee guida di intervento in caso di violenza domestica. Tipologia dell’utenza Per tramite delle due associazioni Gea e Haus der geschützten Wohnungen che gestiscono, su mandato dell’Azienda, il Servizio Casa delle Donne, l’utenza è costituita da donne che subiscano o abbiano subito violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica o qualsiasi altra forma di minaccia fisica o psichica, ed ai/lle loro figli/e, indipendentemente dalla loro origine nazionale o sociale, lingua, cultura, religione o situazione finanziaria. Interlocutori principali dell’Ufficio Servizi alla Famiglia sono le due associazioni, e gli altri enti che ad esso si rivolgono per informazioni e/o collaborazioni. Nell’ambito della prima infanzia gli utenti sono i bambini e le bambine fra 3 mesi e 3 anni accolti/e nelle strutture e le loro famiglie, mentre per l’ambito minori gli utenti sono ragazzi e ragazze in situazione di disagio familiare e sociale. /90 /91 Fenomenologia osservata In tema di violenza di genere, l’Ufficio Servizi alla Famiglia detiene ed analizza una serie di dati, derivanti dalle relazioni e statistiche prodotte dalle associazioni Gea e Haus der geschützten Wohnungen che permettono di avere un monitoraggio delle principali caratteristiche delle donne che vengono accolte rispettivamente al centro antiviolenza e nelle due strutture protette e dei loro maltrattatori. Inoltre vengono effettuate apposite rilevazioni qualora se ne rilevi la necessità (indagine sul livello di capacità di inserimento lavorativo delle donne accolte nelle case e prospettive in termini di ricerca di un alloggio). Modalità di accesso al servizio Ufficio Servizi alla Famiglia vicolo Gumer, 5 – Bolzano tel. 0471 40 09 44 fax 0471 40 09 36 Centro Antiviolenza e Casa Donne: vedere associazione Gea per la solidarietà femminile contro la violenza; Alloggi Protetti: vedere associazione Haus der geschützten Wohnungen – Alloggi Protetti Ammissione asili nido: Ufficio Servizi alla Famiglia, previa presentazione domanda presso il proprio distretto sociale; Ammissione microstrutture: cooperative sociali di settore operanti in città; Comunità Alloggio Ex Focolare: associazione La Strada – Der Weg Collaborazione tra operatori/trici e modalità Riunioni periodiche; gruppi di lavoro; determinazione obiettivi e loro verifica; produzione ed analisi documentazione. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Comune di Bolzano – Ufficio Famiglia Donna e Gioventù; Associazione Gea per la solidarietà femminile contro la violenza; Associazione Haus der geschützten Wohnungen – Alloggi Protetti; Associazione La Strada – Der Weg; Cooperative Sociali Babycoop, Casa Bimbo, Coccinella; Consorzio Sociale Consis; Lega delle Cooperative e Confcooperative; Istituto Pedagogico; Scuole dell'Infanzia; Comprensorio Sanitario di Bolzano dell'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige. Proposte per il lavoro di rete Che si arrivi alla stesura di protocolli d’intesa operativi siglati dai soggetti della rete, a seconda delle varie tematiche, che fissino modalità di collaborazione, passaggio di informazioni, procedure di cogestione dei singoli casi, etc. in modo da creare un servizio integrato rispondente in modo efficace ai bisogni delle donne in situazione di violenza e dei/lle loro figli/e. Programmi di sviluppo previsti Piena realizzazione del Piano di Settore Donne in Situazione di Violenza – nonché del suo aggiornamento 2011 - e dei progetti ad esso collegati: ricerca sulle molestie sessuali sul posto di lavoro; implementazione di un servizio integrato del servizio Casa delle Donne; formazione in tema di violenza alle donne rivolta a figure professionali chiave nella rete di aiuto delle donne in situazione di violenza. Provincia Autonoma di Bolzano Assessorato alla Famiglia, Sanità e Politiche Sociali Ripartizione: Ripartizione Famiglia e Politiche sociali Indirizzo: Via Canonico Gamper 1, Bolzano Telefono: 0471 400 944 Mail: famiglia.donna-gioventù@ provincia.bz.it Sito Web: www.provincia.bz.it/politiche-sociali Competenze Istituzionali Funzioni Obiettivi Finalità L’Ufficio Famiglia donna e gioventù dell’Amministrazione provinciale opera nell’ambito dell’Assessorato alla Famiglia, Sanità e Politiche sociali e all’interno della Ripartizione Famiglia e Politiche sociali. L’Ufficio ha una funzione di programmazione, d’indirizzo, di coordinamento e di controllo delle attività in tre settori specifici, quali la famiglia, i minori e l’inclusione sociale. Tali funzioni vengono svolte dal punto di vista amministrativo/legale attraverso l’applicazione del Piano sociale provinciale, riunioni centrali di coordinamento, circolari, pareri; e da un punto di vista finanziario attraverso il finanziamento ai servizi delegati tramite Fondo sociale provinciale e tramite la concessione di contributi ad enti pubblici e privati. Attività, Servizi erogati Nell’ambito della violenza di genere, l’Ufficio è il riferimento sia nazionale (per i rapporti con i Ministeri competenti) sia provinciale (programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo) per i seguenti settori/servizi: Servizio Casa delle donne; Consultori familiari e mediazione familiare; Proposte di formazione al Servizio sviluppo del personale della Ripartizione Famiglia e Politiche sociali anche nell’ambito della violenza; Consultorio per uomini della Caritas; MIT; MIP; Progetto pilota “Training anti-violenza” per uomini; Recupero presso il genitore inadempiente della prestazione Anticipo assegno di mantenimento; Violenza sui minori; Gestione diretta dell’Istituto provinciale assistenza all’infanzia (IPAI); Adozione e Affidamento familiare; Servizi per la prima infanzia; Carcere; Inserimento lavorativo di persone svantaggiate (ex art. 4 L. 381/91); Povertà, esclusione sociale, senza dimora, emarginazione grave; Prostituzione, Progetto "ALBA": Inserimento socio-lavorativo di persone vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo. 93/ 92/ Progetti specifici rivolti alle donne Coordinamento a livello provinciale del Servizio Casa delle donne; Coordinamento a livello provinciale per la parte sociale dei Consultori familiari Coordinamento a livello provinciale del Progetto ALBA. Operatori/trici presenti, funzioni e attività svolte Eugenio Bizzotto: direttore d’ufficio; Gerhard Mair: vicedirettore d’ufficio e referente settore famiglia; Alessia Brunetti: referente servizio Casa delle donne; Petra Frei: referente settore minori; Sonia Santi: referente settore emarginazione, e responsabile progetto ALBA. Tipologia dell’utenza In primis collaboratori/trici dei distretti sociali; collaboratori/trici dei servizi convenzionati con le Comunità convenzionali/Azienda Servizi Sociali di Bolzano; enti privati beneficiari di contributi e non Cittadini. Fenomenologia osservata Indiretta Modalità di accesso al servizio All’IPAI tramite distretti sociali; Collaborazione tra operatori/trici e modalità Riunioni periodiche di coordinamento a vari liveglli. Rapporti esistenti con altri enti o servizi Con lo Stato attraverso la presenza ai seguenti gruppi tecnici: „Gruppo tecnico interregionale“; „Gruppo tecnico area minori“; „Gruppo tecnico area famiglia “; con decisione della Giunta provinciale del 27 luglio 2009 è stato costituito un Tavolo di confronto sull’estremismo giovanile sotto la presidenza del Dipartimento alla famiglia, sanità e alle politiche sociali. /93 /92 Proposte per il lavoro di rete In considerazione del buon esito del lavoro di rete organizzato dal Comune di Bolzano in collaborazione con l’ASSB, si può pensare di proporre tale iniziativa all’interno delle singole Comunità comprensoriali, che potrebbero creare delle reti sulla tematica coinvolgendo i servizi che sul territorio possono essere interessati. Programmi di sviluppo previsti L’Assessorato alla Famiglia, Sanità e Politiche sociali della Provincia ha concesso, su proposta dell’Ufficio Famiglia Donna e Gioventù un contributo al Consultorio per uomini della Caritas per l’attuazione di un Progetto Pilota per lavorare, in collaborazione con il servizio Casa delle Donne, sull’uomo maltrattante, attraverso un percorso di training di uscita dalla violenza. Annotazioni