BRAND 2012 edizione media partner brand concepts 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 1 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 2 Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi formato o mezzo senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Tutte le società proprietarie dei marchi presenti nella pubblicazione hanno dato il consenso alla stampa del nome del marchio, del logo, delle fotografie e del testo inseriti nel volume. Eventuali variazioni grafiche o di testo, dopo l’approvazione delle pagine, sono realizzate a insindacabile giudizio dell’Editore. Quest’opera è stampata su carta prodotta con cellulose senza cloro, gas, proveniente da foreste controllate e certificate nel rispetto delle norme ecologiche vigenti. 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 3 2012 collana brand concepts direttore editoriale BARBARA PICOLLO responsabile editoriale green brand PAOLO CAGLIERO account executive DIANA NUZZO autori TIMOTHY ORMEZZANO ringraziamenti Letizia, Lorenzo, Pietro edizioni b&p communication via pacchiotti 123 - 10146 Torino tel 0117576293 fax 0110203600 [email protected] bpcommunication.net greenbrand2012.com brand concepts 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 4 indice 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 5 Editoriale 6 44 48 green brand 2012 Introduzione Paolo Soprano Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Carlo Alberto Pratesi Università Roma Tre 8 52 18 56 Case History 60 24 Brand Directory 64 28 Partner Media Panorama Economy 66 Evento Sostenibile 68 Certificazioni Ambientali 70 32 36 40 brand concepts 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 6 editoriale green brand 2012 1-7_endorsement green 20/04/12 12.38 Pagina 7 Un'economia capace di utilizzare con efficienza l'energia e Ie materie prime, di intervenire sugli ecosistemi senza danneggiarli, di ridurre Ie emissioni inquinanti, di pensare ai rifiuti non come a un elemento da espellere dal cicIo produttivo: queste sono Ie principali declinazioni della green economy. Secondo la definizione fomita dall'ONU, che dal 2008 vi sta dedicando una grande attenzione, la green economy si pone l’obiettivo di “migliorare il benessere umano e la giustizia sociaIe, riducendo in modo significativo i rischi ambientali e la scarsità di beni ecologici”. Leggendo questo libro si noterà come questo concetto sia anche il filo conduttore delle case history dei brand presentati. Le aziende devono poter coniugare la necessità di fare business con lo sviluppo sostenibile potendo così colmare i bisogni presenti senza impedire alle generazioni future di soddisfare i propiri. Non a caso, nel prossimo Vertice sulla Terra che si terrà a Rio de Janeiro nel giugno del 2012 (per celebrare i vent'anni del primo summit tenutosi nella stessa città nel 1992), uno degli argomenti in agenda sarà “Green economy nel contesto della svillippo sostenibile e nello sradicamento della poverta”. Green Brand è lo strumento messo a disposizione dei manager per comunicare agli utenti finali gli sforzi attuati per riuscire a realizzare risultati tangibili e, soprattutto, duraturi. b&p PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 8 Paolo Soprano www.minambiente.it Paolo Soprano è un dirigente del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, responsabile per lo sviluppo sostenibile e i rapporti con le organizzazioni non governative. Attualmente ricopre la carica di vice-presidente del Comitato Preparatorio della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20 in rappresentanza dell’Unione Europea. Processo di preparazione della Conferenza Rio+20 Mancano ormai solo poche settimane alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile “Rio+20”, che vedrà riuniti a Rio de Janeiro i rappresentanti di tutti i paesi del mondo allo scopo di rinnovare l’impegno della comunità internazionale a favore dello sviluppo sostenibile, valutare i progressi che sono stati raggiunti e le lacune da colmare, promuovere nuovi traguardi e identificare le nuove sfide. 8| brand concepts La Conferenza si terrà dal 20 al 22 giugno 2012, a venti anni di distanza dal memorabile “Vertice della Terra” (UNCED), l’evento che ha avuto un’influenza sull’opinione pubblica e sulla società civile mai registrata prima e che più di ogni altro ha segnato le politiche globali in tema di ambiente e di sviluppo degli anni successivi. Lo scenario mondiale è radicalmente cambiato negli ultimi due decenni. PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 9 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare L’Earth Summit del 1992 giungeva in un momento in cui si sentiva l’urgenza di affrontare il rapporto tra Sud e Nord del mondo nella consapevolezza che tutela ambientale e sviluppo socio-economico non potevano essere considerate due sfide separate ma, al contrario, dovevano essere guardate alla luce della loro reciproca interdipendenza. La priorità era dunque quella di unificare la lotta al degrado ambientale con la lotta alla povertà, definendo a tale scopo obiettivi globali e accordi multilaterali vincolanti. I nuovi assetti geo-politici che avevano visto la caduta del muro di Berlino e, sulla scia del processo di decolonizzazione, l’ammissione di un numero crescente di Paesi in Via di Sviluppo nella membership dell’ONU, avevano dato vita ad aspettative importanti sui risultati del Vertice che non restarono deluse. Oltre all’Agenda 21 e alla Dichiarazione di Principi, dalla Conferenza di Rio del 1992 sono scaturiti gli strumenti che formano ancora oggi le basi più solide del diritto internazionale dell’ambiente, come la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (nel cui ambito fu poi adottato nel 1997 il Protocollo di Kyoto), la Convenzione sulla protezione della biodiversità e la Convenzione sulla lotta alla desertificazione e alla siccità. Oggi invece ci troviamo nel mezzo della più grave, vasta e profonda crisi economica e finanziaria dalla fine della seconda guerra mondiale e sempre più forte è la convinzione che solo riconciliando il sistema economico con le esigenze ecologiche e sociali, è possibile rilanciare la crescita e il benessere su basi solide e durevoli. D’altro canto, benché in alcuni campi sia stato registrato qualche progresso, una larga parte degli impegni assunti dalla comunità internazionale nel campo dello sviluppo sostenibile dal 1992 in poi resta disattesa e molti problemi non sono stati risolti, anzi, tendono ad acutizzarsi, evidenziando sempre di più lo stretto legame che unisce l’ambiente, l’economia e la società. Ancora oggi circa 1,4 miliardi di persone, soprattutto nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale, vivono in condizioni di povertà estrema, mentre un sesto della popolazione mondiale si trova in condizioni di malnutrizione e di cronica insufficienza di cibo. Il processo di crescita economica globale, unito allo sviluppo demografico incessante (ad oggi sette miliardi di persone popolano il pianeta, e diverranno oltre nove miliardi entro il 2050) ha reso inaccettabile la pressione sulle risorse naturali del pianeta e sulla capacità degli ecosistemi di contenere l’impatto umano, tanto che si stima che negli ultimi 25 anni il 60% dei servizi che gli ecosistemi offrono al benessere e all’economia umana sia stato degradato o utilizzato in modo non sostenibile. Come indicato recentemente dalla comunità scientifica, vi sono alcuni “limiti del pianeta” (Planetary Boundaries) che, se oltrepassati dall’intervento umano, porteranno ad effetti devastanti, e in molte situazioni siamo ormai vicini a dei punti critici di non ritorno. Sul fronte dei cambiamenti climatici, ad esempio, le emissioni di green brand | 9 PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 10 Paolo Soprano gas serra in continuo aumento stanno spingendo il pianeta verso la soglia dei 2°C, al di sopra della quale gli sconvolgimenti ambientali potranno divenire irreversibili. A complicare lo scenario, e in apparente contrasto con la crisi economico-finanziaria, c’è lo strepitoso avanzare dei paesi emergenti, in primo luogo i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), che registrano un tasso di crescita e uno sviluppo demografico molto elevati, con un contributo all’inquinamento mondiale e allo sfruttamento delle risorse naturali di proporzioni enormi. Pur cercando di accelerare al massimo la transizione 10 | brand concepts Pur cercando di accelerare al massimo la transizione verso modelli di produzione e di consumo analoghi a quelli dei paesi ricchi, le economie emergenti sono spesso restie ad assumere, sul palcoscenico internazionale, un ruolo simile a quello dei paesi più sviluppati, soprattutto in termini di impegni di natura ecologica e sociale. La Conferenza Rio+20 dovrà perciò portare a compimento il lavoro iniziato nel 1992 a fronte di questo nuovo contesto e non solo riaffermare il forte e determinato impegno politico per lo sviluppo sostenibile, ma anche adottare una chiara e concreta strategia operativa che affronti e risolva le nuove sfide. PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 11 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Lo sviluppo sostenibile d’altro canto per definizione è un percorso complesso in continua trasformazione, che richiede soluzioni sempre nuove a fronte di questioni sempre diverse, e si lega all’evolversi di un complesso reticolo di istanze di ordine sociale, culturale, economico e ambientale. In questo quadro è facile comprendere il perché della scelta dei due temi centrali della Conferenza. Il primo, un’economia verde (green economy) nel contesto dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà, palesa la necessità di spianare la strada verso un nuovo paradigma economico capace di considerare la sua dipendenza dai sistemi naturali, alleviare le minacce globali, promuovere benessere e ridurre il divario tra ricchezza e povertà. Il tema sarà dibattuto a Rio soprattutto con riferimento alle aree di intervento più critiche emerse nel corso del processo preparatorio, come la sicurezza alimentare, l’acqua, l’energia, l’occupazione (green job), le aree urbane, gli oceani e la riduzione dei disastri, il degrado del suolo e le tutele sociali. Green Economy è un termine che sta trovando ampia diffusione negli ultimi anni. Secondo l’UNEP, il Programma Ambientale dell’ONU, che nel 2009 ha avviato sul tema un’iniziativa specifica, si tratta di un’economia che produce un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, contestualmente ad una significativa riduzione dei rischi ambientali e della pressione sulle risorse ecologiche. green brand | 11 PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 12 Paolo Soprano In una economia verde la crescita del reddito e dell’occupazione è guidata da investimenti pubblici e privati che riducono le emissioni di carbonio e l’inquinamento, rafforzano l’efficienza energetica e dell’uso delle risorse, prevengono la perdita di biodiversità e dei servizi degli ecosistemi, promuovono inclusione sociale. Come indicato nel Green Economy Report dell’UNEP, pubblicato a novembre 2011, basterebbe investire il 2% del PIL mondiale annuo per uscire dalla crisi economica e ambientale e avviare la transizione verso questo nuovo tipo di paradigma economico. Il concetto ha trovato approfondimento anche in ambito OCSE, l’organizzazione che riunisce i paesi più ricchi del mondo, che a maggio 2011 ha pubblicato la Strategia “Towards Green Growth”, dove sono indicate le questioni chiave su cui occorre far leva per superare la crisi attuale in una prospettiva di sostenibilità: creare condizioni favorevoli per gli investimenti, le tecnologie e la competitività, promuovere l’innovazione, incoraggiare nuovi mercati per i prodotti e i servizi “green”, introdurre misure fiscali ambientali, eliminare i sussidi dannosi per l’ambiente, creare un clima di stabilità e di fiducia. Il secondo tema sui cui si concentrerà la Conferenza, il quadro istituzionale (institutional framework) per lo sviluppo sostenibile, rivela l’intento di rafforzare il sistema di “governance” globale per lo sviluppo sostenibile, con un’attenzione particolare alle istituzioni internazionali che si occupano di attuare o intergare i suoi tre pilastri (ambientale - economico - sociale) e all’esigenza di evitare la frammentazione tra le diverse Agenzie delle Nazioni Unite, nonché migliorare il coordinamento tra queste ultime e le c.d. Istituzioni Finanziarie Internazionali, come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario e le Banche regionali di Sviluppo. Il dibattito sul possibile nuovo assetto delle Nazioni Unite si concentra attualmente sul ruolo dell’ECOSOC (il Consiglio Economico e Sociale) e della CSD (Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, commissione funzionale dell’ECOSOC), la possibile istituzione di un Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile, e sul rafforzamento dell’UNEP e la sua trasformazione in Agenzia specializzata per l’ambiente, nell’ambito del processo già avviato sulla riforma della governance internazionale dell’ambiente. Il dibattito internazionale sui due temi, in preparazione dell’evento di giugno, ha preso avvio già nel 2010 con la costituzione, da parte dell’Assemblea 12 | brand concepts PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 13 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Generale, di un apposito Comitato Preparatorio Rio+20, che si riunisce periodicamente a New York con il coinvolgimento di tutti gli Stati membri. Gli incontri, che si concluderanno a Rio il 15 giugno, nell’immediata prossimità dell’apertura ufficiale della conferenza dunque, sono divenuti più fitti e intensi a partire dallo scorso gennaio, quando il Segretariato ha presentato la prima bozza “Zero Draft” di quello che dovrà essere auspicabilmente il documento finale, attualmente intitolato “The future we want”. L’Italia, in quanto membro, insieme a dieci altri paesi, dell’Ufficio di Presidenza (Bureau) del Comitato Preparatorio internazionale, ha il privilegio di svolgere un ruolo di rilievo nell’ambito del processo di preparazione di Rio+20. Per quanto riguarda i lavori di preparazione del documento finale, il ruolo italiano si sviluppa all’interno del processo preparatorio europeo, dal momento che è l’Unione Europea, e nello specifico la Presidenza di turno (attualmente danese), e solo essa, a esprimersi ufficialmente, a nome dei 27 Stati membri, all’interno dei round negoziali. L’Unione europea, le cui posizioni l’Italia dunque contribuisce a definire e nelle quali si riconosce pienamente, sta operando attivamente nel processo negoziale allo scopo di ottenere dalla conferenza di Rio risultati importanti e tangibili. Sul primo dei due temi di Rio+20 l’Unione europea propone l’adozione di un quadro d’azione, definito “UN/International Green Economy Roadmap”, che fissi in termini specifici gli obiettivi e le azioni da perseguire in ambito internazionale, indicando anche una tempistica di riferimento, e che, per quanto riguarda gli impegni da assumere su scala nazionale, fornisca degli orientamenti che siano in grado di adattarsi con flessibilità ai diversi contesti nazionali e ai diversi livelli di sviluppo già raggiunti. L’Unione europea è fortemente convinta che l’attuazione della Roadmap dipenda dalla responsabilità dei governi ma che occorra, al tempo stesso, l’impegno degli altri stakeholders, i gruppi della società civile portatori di specifici interessi, primo fra tutti del settore privato. In quest’ottica è importante che sia assicurato il più ampio coinvolgimento degli attori della società civile e imprenditoriale nel processo preparatorio, nella conferenza stessa e nel processo di attuazione, e che il documento finale contenga un quadro di riferimento capace di creare condizioni favorevoli agli investimenti e alle partnership pubblico-private. Tale proposta, tuttavia, suscita alcune perplessità tra i Paesi in Via di Sviluppo, i c.d. G77, che, in accordo con le economie emergenti guardano con sospetto all’individuazione di impegni ambiziosi in tema di green economy, temendo che questo approccio porti ad oscurare le priorità internazionali dello sviluppo. Sono obiezioni che però si scontrano con il fatto che molte misure e politiche volte a facilitare la transizione verso un’economia verde sono ormai già avviate all’interno della maggior parte dei paesi sviluppati, come dimostra, ad esempio, il settore delle energie rinnovabili, e il rifiuto di conformarsi a questo trend da parte di quei paesi rischia di aggravare ancor più il divario tra sviluppo e sottosviluppo. green brand | 13 PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 14 Paolo Soprano La green economy, in conformità con la visione dell’UNEP e dell’OCSE, deve invece essere funzionale al benessere di tutte le nazioni e di tutte le genti, finanche le più deboli, che più delle altre sono legate alla ricchezza degli ecosistemi, e non può dunque impedire la crescita o lo sviluppo: attraverso lo scambio di conoscenze e la condivisione della tecnologia, è possibile lavorare per uno sviluppo più equo, che migliori il benessere umano e preservi il capitale naturale. Tra le proposte avanzate dall’Unione europea nel corso del processo preparatorio vi è in questo senso la creazione di uno strumento “capacity development scheme” che possa accelerare la transizione verso una economia verde, nel rispetto dei diversi contesti nazionali, attraverso lo scambio di conoscenze, capacità, esperienze e know-how. All’interno del dibattito controverso sul rapporto tra sviluppo e green economy suscita interesse una proposta avanzata dalla Colombia e sostenuta da diversi paesi latino-americani: quella di individuare un nuovo set di obiettivi, i “Sustainable Development Goals” (SDG), secondo un processo analogo a quello che portò nel 2000 a definire le priorità di intervento della cooperazione internazionale attraverso l’indicazione dei “Millenium Development Goals” (MDG), anche in considerazione del fatto che questi ultimi dovranno essere realizzati entro il 2015 e sono dunque in scadenza. L’individuazione di un nuovo insieme di impegni, con azioni concrete e target specifici, focalizzati su questioni critiche quali l'energia o l'acqua, avrebbe il merito di far confluire le politiche in materia di sviluppo “post 2015” nell’agenda internazionale sullo sviluppo sostenibile, 14 | brand concepts prevedendo degli obiettivi universali, ossia applicabili all’intera gamma dei paesi dell’ONU, anche quelli sviluppati. Tale percorso, come è stato dichiarato anche dal Segretario Generale Ban Ki-Moon potrebbe essere avviato dopo la Conferenza di Rio con l’istituzione di un Panel che lavori alla revisione degli obiettivi del Millennio e alla definizione di obiettivi di sviluppo sostenibile a carattere universale. Un altro risultato atteso a Rio, prioritario anche per l’Unione europea, riguarda l’importanza di assicurare un monitoraggio appropriato della transizione dell’economia e della società verso una modello green e il ripensamento degli indicatori di sviluppo e di benessere. È ormai opinione diffusa che gli strumenti tradizionali con cui si misura la crescita e il benessere, a partire dal prodotto PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 15 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare interno lordo (PIL), siano inadeguati e incompleti in quanto incapaci di dare rilievo anche a valori non strettamente legati alla produzione economica, come la qualità della vita, la biodiversità o la salubrità dell’ambiente. Per quanto riguarda poi il secondo tema della conferenza, la riforma del quadro istituzionale e della governance, l’Unione europea punta decisamente a un ampio processo di rafforzamento del quadro istituzionale dello sviluppo sostenibile mirato alla realizzazione dell’effettiva integrazione dei tre pilastri (economico, sociale e ambientale) attraverso la riforma del sistema delle Nazioni Unite e delle altre istituzioni multilaterali interessate. A tale scopo l’Unione europea, oltre a vedere con favore le diverse opzioni al momento in discussione, concentrate in particolari sul rafforzamento dell’ECOSOC e sull’eventuale istituzione di un “Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile”, ritiene che prima di tutto sia necessario irrobustire il pilastro ambientale del sistema di governance internazionale per portarlo allo stesso livello di capacità e responsabilità degli altri due. A tal fine, l’Unione europea sostiene da tempo e con molta determinazione la necessità di istituire un’agenzia specializzata per l’ambiente, basata sull’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite), rafforzandone il mandato e le dotazioni finanziarie per porlo in condizioni di operare a un livello di capacità giuridica e tecnica adeguato e analogo a quello delle altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite. Le questioni aperte sono ancora numerose e non consentono di prevedere in modo chiaro quello che sarà deciso a giugno dai Capi di governo riuniti a Rio. green brand | 15 PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 16 Paolo Soprano La discussione intorno ai due temi tra l’altro vede coinvolti non solo i governi e le istituzioni internazionali, ma anche la società civile. Ai lavori partecipano infatti attivamente le rappresentanze dei nove “Major Groups” previsti dall’Agenda 21 - imprese, agricoltori, amministrazioni locali, comunità scientifica, ONG, donne, giovani, sindacati e popolazioni indigene - con un ricco programma di eventi e di momenti di confronto che li vedranno protagonisti, nella consapevolezza che lo sviluppo sostenibile non riguarda i soli governi, ma ha bisogno del contributo di tutti gli attori del mondo economico, sociale, culturale e scientifico. È un approccio aperto che è stato adottato anche su scala nazionale. 16 | brand concepts Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha infatti avviato un processo preparatorio condiviso attraverso una serie di consultazioni a livello nazionale e un ampio programma di attività e di cooperazione internazionale, soprattutto con il Brasile. Oltre agli incontri preparatori interministeriali, finalizzati non solo a raccogliere gli input dei diversi attori istituzionali, ma anche a individuare gli elementi fondanti di un’agenda italiana per la green economy, è stata promossa in vista della Conferenza Rio+20 la costituzione di un Forum della Società Civile, che si è riunito per la prima volta il 10 gennaio a Roma. PAOLO SOPRANO 8-17_endorsement green 20/04/12 12.32 Pagina 17 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Per dare seguito all’incontro del Forum, dove è stata espressa da più parti l’esigenza di fare una mappatura delle realtà italiane virtuose già impegnate nella green economy, è stato attivato, in collaborazione con il Consorzio Universitario per la Ricerca Socio-economica e per l’Ambiente (CURSA), il portale “rio20.cursa.it” per la raccolta delle esperienze della società civile, all’interno del quale tutti i rappresentanti della società civile italiana - dalle associazioni alle imprese, dalle amministrazioni locali agli enti di ricerca - sono stati invitati a segnalare la proprie iniziative più significative. Gli esiti di tale raccolta confluiranno in una banca dati e serviranno a rafforzare il contributo italiano alla Conferenza di Rio e ai successivi impegni in materia di sviluppo sostenibile. La preparazione della Conferenza di Rio è giunta ormai alla fase conclusiva, e queste ultime settimane saranno quindi cruciali affinché, grazie all’impegno di tutti gli attori del processo preparatorio, si possa pervenire a un risultato positivo. L’interesse sempre più ampio che la green economy suscita presso i governi, le imprese e la società civile di tutto il mondo indica d’altronde che è giunto il momento di definire una visione globale condivisa sulle strade da percorrere per riconciliare l’economia mondiale con lo sviluppo, gli ecosistemi e il benessere sociale. Rio+20 è dunque un’occasione da non perdere. green brand | 17 CARLO ALBERTO 18-21_endorsement green 20/04/12 12.33 Pagina 18 Carlo Alberto Pratesi www.carloalbertopratesi.it [email protected] Carlo Alberto Pratesi è professore ordinario di Marketing Sostenibile presso l’Università Roma Tre e svolge attività di formazione e consulenza per primarie aziende italiane e multinazionali. Giornalista pubblicista, collabora all’inserto economico Affari & Finanza del quotidiano La Repubblica. Nel 2010, con Paolo Merialdo e Augusto Coppola, fonda InnovAction Lab un progetto interfacoltà (e dal 2011 interateneo) con l'obiettivo di formare giovani innov-attori, pronti a presentare sul mercato le loro idee di business. Dal 2001 (anno della sua fondazione) fa parte del consiglio didattico scientifico del MUMM - Master Universitario in Marketing Management dell’Università Sapienza, e dal 2008 è direttore del Master in Economia e Gestione delle Imprese Cooperative dell’Università Roma Tre. Il sottile confine tra Green Marketing e Greenwashing Quando c’è di mezzo la qualifica “green” è sempre bene valutare fino a che punto ciò che un’impresa comunica sia coerente con i suoi comportamenti. Sono tutt’altro che rari infatti i casi di greenwashing, intendendo con questo termine le attività messe in atto da aziende per acquisire una reputazione “verde”, senza averne in realtà diritto. 18 | brand concepts Le origini di questa strategia risalgono agli anni ’70 e ‘80, quando veniva utilizzata in modo strumentale per distogliere l’attenzione della opinione pubblica e dei media dai propri impatti ambientali particolarmente negativi (talvolta veri e propri disastri) provocati da attività produttive realizzate senza scrupoli. CARLO ALBERTO 18-21_endorsement green 20/04/12 12.33 Pagina 19 Oggi si fa greenwashing soprattutto attraverso attività di comunicazione, non solo di tipo strettamente commerciale (come le pubblicità o i packaging dei prodotti) ma anche nei confronti di un pubblico più ampio, come opinion leaders e istituzioni. Un elemento che in genere contraddistingue questo tipo di attività, rispetto alle corrette campagne di green marketing, è l’assenza di riferimenti chiari alla propria specifica attività di business e informazioni relative ad azioni concrete intraprese per renderla più sostenibile. Va detto che il greenwashing è una pratica che, in modo più o meno marcato, è stata sempre utilizzata dalle imprese, ben prima degli anni ’70. Basti pensare a quelle attività di filantropia aziendale, non correlate al business dell’azienda e non integrate da un reale sforzo nel ridurre il proprio impatto ambientale o migliorare quello sociale. Per esempio donazioni, sponsorizzazioni, campagne di cause related marketing: tutte iniziative che un tempo potevano essere considerate più che sufficienti per testimoniare il proprio impegno verso la collettività e che oggi, invece, rischiano di essere addirittura controproducenti, se non altro in termini di reputazione. green brand | 19 CARLO ALBERTO 18-21_endorsement green 20/04/12 12.33 Pagina 20 Carlo Alberto Pratesi Va detto che le attività di greenwashing non sono sempre il risultato di un atteggiamento opportunista, ma in molti casi possono dipendere da una mancanza di competenze in materia di management ambientale sia da parte delle aziende che del mercato. 20 | brand concepts Ciò che ha modificato negli ultimi tempi la percezione e ha accresciuto le richieste da parte dei consumatori, è soprattutto la nuova coscienza dello stato di salute del nostro pianeta e la maggiore consapevolezza di quale sia il vero ruolo delle imprese in un percorso concreto verso la sostenibilità ambientale. CARLO ALBERTO 18-21_endorsement green 20/04/12 12.33 Pagina 21 In questa ottica è bene sottolineare che oggi il “vero” green marketing è quello che nasce quando l’azienda, e i suoi clienti, assumono nelle proprie attività economiche e sociali una prospettiva di lungo periodo, che tenga conto del fatto che le risorse naturali (a partire da terra, aria e acqua) non sono infinite, e che quindi è indispensabile un loro uso responsabile per non ledere i diritti della collettività e delle future generazioni. Quindi, ciò che contraddistingue una corretta pratica di green marketing dal greenwashing è l’aver agito in modo proattivo, ossia oltre a quanto la legge e il mercato esplicitamente richiedono, per ridurre gli impatti della propria attività, coniugando risultati economici e tutela dell’ambiente. Questo avviene modificando i processi produttivi e l’offerta relativamente a tutto il ciclo di vita del prodotto (dalla fornitura delle materie prime fino allo smaltimento o eventuale riciclo), ed educando il cliente a un comportamento di consumo più responsabile. Alla base del green marketing c’è dunque uno sforzo a “fare di più” rispetto a quello che il normale marketing suggerirebbe, acquisendo con ciò un posizionamento distintivo nei confronti dei concorrenti. I casi illustrati in questa pubblicazione ne sono buoni esempi. green brand | 21 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 1 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 2 case HISTORY brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 24 www.akzonobel.com AkzoNobel è la più grande azienda al mondo nella produzione di vernici ed è una delle aziende Global Fortune 500. Con quartier generale in Olanda e sedi in oltre 80 Paesi ha un organico di 55.000 persone impegnate all’eccellenza e a fornire “Oggi le risposte di domani” (Tomorrow’s Answers Today™). AkzoNobel è da sempre considerata un riferimento nel campo della sostenibilità e oggi è ai vertici nell’indice di sostenibilità Dow Jones. 24 | brand concepts AkzoNobel Guiding you in a sustainable direction brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 25 Embed safety and sustainability in everything we do La sostenibilità è al centro dell’attività dell'azienda e negli ultimi anni è diventata parte integrante di ogni processo e uno dei pilastri fondanti della strategia aziendale. AkzoNobel cerca di integrare la sostenibilità in tutti gli aspetti del business perché ciò va a vantaggio dei clienti, dell'azienda e del mondo in cui viviamo. Poiché produce vernici, AkzoNobel sente il compito di proteggere e salvaguardare l’ambiente in cui opera. Non si limita dunque agli impegni verbali, ma ogni giorno mette in atto misure per limitare l’impatto ambientale del proprio lavoro. Dovunque siano, gli impianti hanno in comune importanti obiettivi: limitare il consumo di risorse - inclusa l’energia; eliminare le emissioni inquinanti sia nel luogo di lavoro che nell’ambiente; ridurre al minimo, riutilizzare e riciclare gli scarti ove possibile; considerare gli effetti che l’approvvigionamento di materie prime e il loro utilizzo hanno sull’ambiente; comunicare ai propri clienti come utilizzare, trasportare, immagazzinare e smaltire i prodotti senza rischio per le persone e per l’ambiente; incoraggiare fornitori e clienti a mettere in atto le nostre buone pratiche verso le persone e l’ambiente. L'impegno di AkzoNobel a ridurre il proprio impatto sul pianeta inizia con le scelte e le indicazioni strategiche dell’azienda, ma deve concretizzarsi nella creazione di prodotti e soluzioni che utilizzino poche risorse, creino pochi rifiuti e inquinino il meno possibile. Frutto dell’Eco-efficiency Program (Programma per l'eco-efficienza) sono le soluzioni “Eco-premium”, una categoria di prodotti innovativi, ad alto valore aggiunto per il business di AkzoNobel e dei propri clienti. Per poter meritare la definizione “Eco-premium” questi prodotti devono rispettare tutti i criteri di eco-sostenibilità (tossicità, uso di energia, utilizzo di risorse naturali/materie prime, emissioni e scarti, utilizzo del suolo, rischi per l’ambiente) e la loro performance deve essere uguale o superiore a qualsiasi altro prodotto della stessa tipologia presente sul mercato. La Eco-premium solution più recente sono le Autoprep Pretreatment Wipes, salviette imbevute di una sostanza con proprietà anticorrosive con cui è possibile pre-trattare in modo semplice e pulito la lamiera dell’auto durante la riparazione in carrozzeria. AkzoNobel Creating sustainable solutions green brand | 25 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 26 Il livello di emissioni del preparato è bassissimo e le salviette, una volta utilizzate ed asciutte, possono essere gettate nei normali rifiuti. Le salviette pretrattanti sono contenute in una lattina con un tappo caricato a molla che le mantiene umide e pronte all’uso. L’efficacia delle Autoprep Wipes è pari a quella di un prodotto già in commercio, ma a parità di resa, offrono all’utilizzatore vantaggi concreti come una maggiore efficienza e una minor quantità di rifiuti tossici da smaltire. Infatti, utilizzando le Wipes, non si deve preparare il prodotto da applicare e tanto meno lavare le attrezzature utilizzate. Il prodotto è stato appena lanciato sul mercato italiano e ci si aspetta un notevole interesse dagli addetti ai lavori di carrozzeria. Le Autoprep Wipes sono un esempio di come un prodotto eco sostenibile sia innanzitutto vantaggioso per l’ambiente, ma anche per l’azienda che lo utilizza, sia dal punto di vista etico che di ritorno economico: minori risorse impiegate e risparmio di tempo. Ad oggi, la strategia della sostenibilità e della responsabilità ha portato AkzoNobel al raggiungimento di alcuni importanti risultati: sicurezza sul lavoro con una diminuzione del 42% degli infortuni dal 2009 al 2011; 22% di fatturato proveniente da soluzioni “Eco-premium”; risparmio energetico; essere tra i primi nella misurazione dell’impronta carbonio; acquistare il 95% delle materie prime da fornitori certificati, sostenibili e responsabili. Portando avanti la propria strategia della sostenibilità entro il 2015 AkzoNobel vuole raggiungere importanti obiettivi: zero infortuni sul lavoro grazie alle politiche di sicurezza; 30% di fatturato prove- 26 | brand concepts niente da soluzioni “Eco-premium”; gestione sostenibile dell’acqua industriale; 10% di miglioramento in eco-efficienza; 10% di riduzione dell’impronta carbonio e partnership con fornitori chiave che portino ad un’ulteriore riduzione dell’impronta carbonio. AkzoNobel collabora con partner che condividono gli stessi valori etici, gli stessi standard sociali e ambientali e di cui verifica regolarmente l'attenzione alla sostenibilità, affinché gli sforzi fatti e la credibilità guadagnata non si disperdano. In Italia, uno dei Partner della divisione Car Refinishes è Car Clinic, la Prima Rete in Italia dotata di Centri di riparazione di carrozzeria e unità mobili di proprietà, costantemente focalizzata a offrire ai propri Clienti un servizio unico, distintivo e soprattutto affidabile. Un esempio di questo impegno è l’aver realizzato il servizio mobile di carrozzeria che ha significato ricerca e applicazione. È il risultato di una visione che ribalta un consuetudine, quella che costringe il cliente a recarsi presso la carrozzeria. In piena sintonia con il proprio impegno ad essere portatori di innovazione, Car Clinic ha adottato presso tutti i propri centri un sistema di riparazione a basso impatto ambientale costituito da prodotti all’acqua, rispecchiando in tal modo la volontà di AkzoNobel di garantire un futuro sostenibile del settore Car Refinishes. Per AkzoNobel è fondamentale la piena condivisione della stessa visione anche con i propri rivenditori. Esempio concreto sono sicuramente Fo.Ca Service e Autocolor Verona. Fo.Ca propone in Torino e provincia vernici ecologiche, puntando alla sicurezza e alla salute dell'ambiente. brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 27 AkzoNobel Guiding you in a sustainable direction Da sempre sensibile alle problematiche relative all’inquinamento ambientale, all’importanza dello smaltimento dei rifiuti tossici e all’eco-sostenibilità, Fo.Ca mira alla realizzazione di eco-soluzioni per carrozzerie, offrendo un monitoraggio attivo sull’impatto ambientale e sull’eco-efficienza, spingendosi fino all’utilizzo di cicli di verniciatura ecologica, basati su prodotti ad acqua, fiore all’occhiello di AkzoNobel. Fo.Ca Service mette a disposizione dei propri clienti l’esperienza che lo contraddistingue anche in materia di sostenibilità ambientale offrendo consulenza, assistenza e gestione dello smaltimento dei rifiuti. L’impegno e i risultati di AkzoNobel verso la sostenibilità si manifestano nel posizionamento nell’Indice Dow Jones, nello stringere collaborazioni strategiche con fornitori e clienti altrettanto etici, nel supporto ad eventi e progetti etici come Green Brand. AkzoNobel è consapevole che il primo passo verso un futuro sostenibile si fa all’interno della azienda stessa e consiste nell’informare e sensibilizzare i propri dipendenti, sviluppando in loro una vera e propria attitudine alla sostenibilità. La campagna di comunicazione interna You² (Anche Tu), sottolinea il contributo che ciascuno può dare al raggiungimento degli obiettivi aziendali in fatto di sostenibilità. Evitare di stampare, spegnere le luci, gettare il bicchiere del caffè nell’apposito contenitore dei rifiuti sono best practice da suggerire ai colleghi e mettere in atto. Ancor più recente - fine aprile 2012 - l’apertura di una nuova sezione del sito intranet aziendale dedicata all’eco-sostenibilità operativa. Si chiama EcoXchange ed è una piattaforma dove si raccolgono best practice proposte da vari siti produttivi AkzoNobel nel mondo e si tengono webinars sul risparmio energetico. Un modo per condividere un impegno e guidarci verso un futuro sostenibile. You Autocolor è un colorificio operante su tutta la provincia di Verona ed è punto di riferimento per i propri carrozzieri in fatto di innovazioni sia di prodotto che di servizi ad alto valore aggiunto. Forte di una organizzazione capace di trasmettere con entusiasmo ai propri clienti la necessità di perseguire continui miglioramenti qualitativi non solo nella riparazione dell’auto, ma anche nell’ambiente di lavoro e nel contesto in cui operano - attraverso un percorso condiviso con AkzoNobel ha adottato e fatto sua la volontà di contribuire ad un futuro migliore, volontà profondamente condivisa prima con tutto il suo staff e poi con i propri clienti. 2 sustainability green brand | 27 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 28 www.aran.it Ogni anno più di 60.000 famiglie nel mondo scelgono una cucina Aran. Il Gruppo Aran produce mobili dal 1962. Alla sapienza artigiana del passato, che rappresenta il DNA fondante dell’azienda, si affianca oggi una produzione industriale tecnologicamente e qualitativamente tra le più avanzate nel mondo. 28 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 29 Aran è la prima azienda italiana per numero di cucine esportate ed è leader in Italia nella progettazione, produzione e distribuzione di mobili per ufficio e per la zona notte. Con oltre 55.000 mq coperti divisi in sette impianti produttivi, con l’impegno di più di 350 dipendenti, con la collaborazione del distretto industriale e artigianale del comprensorio abruzzese, Aran World è presente in più di 120 Paesi nel mondo con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che le permette di essere molto competitiva in ogni mercato in cui è presente. La gamma dei prodotti viene costantemente arricchita e ampliata con nuovi modelli e nuove soluzioni; oggi i cataloghi Aran Cucine presentano 40 modelli, sia classici che moderni, in più di 300 colori, in materiali come laminato plastico HPL, melaminico, legno, pvc, laccato, vetro, ecc. A questi si aggiungono i cataloghi Newform, che esprimono la vitalità del gruppo: Newform Ufficio presenta oltre dieci modelli e Newform Notte offre soluzioni di arredo delle camere anche per i clienti più esigenti. Da sempre il Gruppo Aran ha considerato la qualità come una priorità in ogni ambito - progettazione, produzione, assistenza tecnica, e commercializzazione a marchio proprio di mobili - al fine di soddisfare i clienti. Cucina Beluga Concept Ferruccio Laviani EUROCUCINA 2012 Cucina Karan Concept Karim Rashid EUROCUCINA 2012 Da tempo Aran World ha intrapreso un percorso per implementare un sistema di gestione ambientale basato sulla normativa internazionale ISO 14001, in quanto l’azienda dalla sua nascita crede nella necessità di tutelare l’ambiente. Tale sistema permette di gestire tutte le attività che hanno un impatto sulle risorse del pianeta. Seguendo i principi della norma ISO 14001 certificata da Quality Austria - Aran World garantisce, oltre al rispetto della normativa ambientale vigente, una sempre crescente attenzione alla salvaguardia della natura ed in particolare alla gestione di risorse energetiche, risorse naturali, rifiuti, emissioni atmosferiche. Cucina Royale Concept Marco Corti EUROCUCINA 2012 green brand | 29 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 30 Cucina Uniqa Concept Giampiero Gialanella EUROCUCINA 2012 Con la certificazione FSC (Forest Stewardship Council) - rilasciata da SQS, organismo indipendente, leader mondiale in verifiche, ispezioni e certificazioni - Aran World, oltre a migliorare la propria gestione aziendale e a contribuire alla salvaguardia della natura, dimostra il proprio impegno imprenditoriale verso l’ambiente e la tutela dei valori etici e sociali delle comunità che vivono nelle foreste, adottando un comportamento più responsabile e contribuendo, nel concreto, ad un uso sostenibile delle risorse del pianeta. Aran World effettua al proprio interno un’attenta raccolta differenziata. Grazie a tale differenziazione, l’azienda avvia ad attività di recupero il 90 % della quantità di scarti prodotti. Aran World ha pensato infatti alla più semplice e totale riciclabilità dei suoi prodotti, progettandoli in modo tale che gli elementi che li compongono siano facilmente identificabili e separabili al momento della loro dismissione. Recuperare rifiuti significa valorizzare i relativi materiali al fine di utilizzarli in nuovi processi produttivi oppure sfruttarli per ottenere energia. Tra i rifiuti generati durante il processo produttivo, quelli recuperati in maggiori quantità sono: carta, imballaggi in cartone, imballaggi in legno e in plastica. 30 | brand concepts Ad esempio carta e cartone possono essere utilizzati per produrre nuovi imballaggi o nuova carta riciclata; il legno può essere utilizzato come materiale per la produzione di pannelli, la plastica può essere utilizzata per produrre nuova plastica. Questo si è rivelato un interessante punto di partenza per la pianificazione di medio-lungo periodo delle strategie aziendali e per la conseguente implementazione delle strategie operative di breve periodo. L’idea di produrre cucine e mobili “green” ha dato un nuovo impulso al management, che ha saputo dare una spinta innovativa all’azienda e ha dimostrato grande capacità imprenditoriale nel riposizionarla tra le leader nel mercato in cui opera. Sempre alla ricerca di nuove opportunità di mercato e in linea con le direttive della Comunità europea, Aran World ha portato a termine un ambizioso progetto di installazione di 4.000 pannelli fotovoltaici su 8 stabilimenti, riducendo drasticamente le emissioni di CO2 derivanti dal processo produttivo. Attraverso questo progetto l'azienda mira a diventare in poco tempo quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico, contribuendo così ad una maggiore tutela ambientale. brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 31 Aran World si fa quindi portavoce attiva di una visione strategica della corporate responsibility, considerandola parte integrante dei core values che ispirano le proprie azioni. In coerenza con questo impegno di responsabilità a tutto campo, l'azienda - che già da molti anni è certificata ISO 9001 per la qualità - ha ottenuto anche il certificato ISO 18001 per la salute e la sicurezza. La politica dell'azienda per la Salute e la Sicurezza sul lavoro infatti si ispira ai principi della salvaguardia, dell’incolumità e della dignità della persona umana e alla preminenza dello sviluppo sostenibile. Questa politica pertanto è finalizzata a garantire che, nello svolgimento di tutte le attività presso gli uffici, stabilimenti e tutti gli altri posti di lavoro, la protezione dell’incolumità fisica dei lavoratori e di tutte le altre parti interessate, la garanzia dell’igiene dei luoghi di lavoro e la protezione delle risorse naturali siano sempre assicurate, nel rispetto delle leggi vigenti e degli standard internazionali cui l’azienda ha deciso di aderire. Cucina Watch It Concept Riccardo Vincenzetti EUROCUCINA 2012 green brand | 31 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 32 www.ariston.com Storico marchio italiano leader nel comfort termico, Ariston offre prodotti e sistemi per il riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente ideati per garantire il massimo risultato con il minimo dispendio energetico e con un limitato impatto ambientale. È il caso di Nuos, la famiglia di scaldacqua a pompa di calore, che consente una riduzione di costi e consumi fino al 75% rispetto a uno scaldacqua tradizionale e si distingue per lo stile moderno ed elegante, tipico dei marchi Italiani di qualità. 32 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 33 Questo è un articolo scritto idealmente con inchiostro verde. Il verde che è il colore dell’ecologia, ma in questo caso è anche il calore di nuovi prodotti per il riscaldamento dell’acqua e degli ambienti, un settore nel quale Ariston è protagonista. Lo storico marchio italiano è parte di un grande Gruppo internazionale presente in più di 150 Paesi - Ariston Thermo - che da oltre 80 anni lavora per migliorare la qualità del comfort attraverso l’offerta di prodotti ad alta tecnologia, qualità ed efficienza, con consumo e impatto ambientale limitati. I grandi numeri fotografano l’importanza di un’azienda solida che conta su 1.250 miliardi di euro di fatturato (generato per l’87% fuori dall’Italia), cifra più che triplicata negli ultimi dieci anni di attività grazie ai 6,4 milioni di prodotti all’anno (più 36 milioni di componenti). E ancora: 19 siti produttivi in 10 paesi e 14 centri di ricerca in 8 paesi, per un totale di 6.700 dipendenti (il 91% assunto a tempo indeterminato). Nato in Italia, il Gruppo ha assunto una dimensione globale pur mantenendo una spiccata conoscenza delle realtà e delle esigenze locali, i valori etici presenti nella sua tradizione e un grande impegno nel progresso sociale. Ariston Thermo attraverso i sui marchi offre un’ampia gamma di soluzioni per il risparmio energetico: dai sistemi per il riscaldamento dell’acqua (scaldacqua, solare termico e a pompa di calore) a quelli per il riscaldamento dell’ambiente (caldaie, pompe di calore e sistemi di micro-cogenerazione CHP). I prodotti a marchio Ariston abbinano in particolare a un utilizzo semplice e intuitivo, una qualità al top della categoria e tutta l’eleganza dello stile e del design Made in Italy. green brand | 33 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.34 Pagina 34 Il marchio collabora da anni con affermati designer italiani, plasmando le loro idee e la loro creatività in maniera funzionale e pratica per rendere più facile e confortevole la vita di tutti i giorni. L’offerta è davvero vasta: caldaie, scaldacqua e climatizzatori intelligenti, oltre a una gamma integrata di sistemi solari e scaldacqua a pompa di calore che utilizzano il calore estratto dall’aria, riconosciuta ufficialmente fonte rinnovabile di energia in Italia con il decreto legislativo del 3 marzo 2011. Ariston ha da tempo scelto la strada dell’ecologia, che fa rima con tecnologia. Nuos è la linea di scaldacqua a pompa di calore di Ariston amica dell’ambiente. Disponibile in versione monoblocco o split (con unità esterna), installabile sia a parete che a pavimento (con capacità che vanno da 34 | brand concepts 80 fino a 300 litri), Nuos è estremamente efficiente nello scaldare una grande quantità d’acqua utilizzando pochissima energia elettrica, grazie alla sua capacità di assorbire il calore direttamente dall’aria esterna. Energia rinnovabile, efficiente e conveniente, è per Ariston una sorta di mantra. Rispetto a uno scaldabagno elettrico di pari litraggio, Nuos permette infatti un risparmio energetico ed economico fino al 75%. L’investimento si ripaga generalmente in circa 3 anni, ma per chi usufruisce della nuova agevolazione fiscale del 55% prevista per la sostituzione di uno scaldacqua tradizionale con uno a pompa di calore, i tempi di recupero dell’investimento sono di soli 2 anni. Nei nuovi edifici, la gamma Nuos può anche essere utilizzata in alternativa al solare termico come fonte di energia rinnovabile. brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 35 L’integrazione di Nuos a un impianto fotovoltaico correttamente dimensionato, inoltre, riduce il costo dell’energia elettrica di oltre il 95%. Gli scaldacqua Ariston sono ecologici e intelligenti. Se la funzione Silent riduce al massimo la rumorosità, la modalità Green massimizza il risparmio energetico, facendo lavorare la macchina esclusivamente in pompa di calore. L’opzione Boost permette invece allo scaldacqua di lavorare contemporaneamente in pompa di calore e resistenza elettrica, velocizzando il processo di riscaldamento dell’acqua, mentre la funzione Antilegionella prevede cicli automatici di disinfezione con cadenza mensile. Grazie alla programmazione oraria dei prelievi, infine, è possibile scandire tempi e temperature dell’acqua a proprio piacimento. green brand | 35 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 36 www.coca-colahellenic.it Di responsabilità sociale si parla sempre più spesso all’interno delle aziende, siano esse piccole o grandi, locali o multinazionali. La strategia di Coca-Cola HBC Italia, principale produttore e distributore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company, dei succhi di frutta Amita e delle acque minerali di Fonti del Vulture, non si limita a valutare l’impatto economico dei progetti che sviluppa, ma considera anche quello sociale sulla comunità in cui opera. Coca-Cola HBC Italia è una società controllata dal Gruppo Coca-Cola Hellenic, quotato alle borse di Atene, Londra e New York, che opera con oltre 41.700 dipendenti attraverso 76 stabilimenti e 250 centri logistici, serve 2 milioni di clienti e oltre 570 milioni di consumatori finali in 28 paesi. Attualmente vanta oltre 3.000 dipendenti, 30 linee di prodotto, 7 stabilimenti e 1 deposito, coprendo il 95% dei volumi nazionali. 36 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 37 In riferimento agli effetti generati dalle proprie attività produttive, Coca-Cola HBC Italia ha individuato quattro aree di intervento nelle quali si concretizzano le azioni di responsabilità sociale d’impresa: workplace, environment, marketplace, community. L’attenzione per gli oltre 3.000 dipendenti si concretizza principalmente sulla formazione, con 93.699 ore dedicate nel solo 2011. In collaborazione con Polizia Stradale è stato realizzato, ad esempio, il progetto per la guida sicura “Sulla Strada Giusta” coinvolgendo tutti i dipendenti, compresi gli oltre 1.400 dell’area commerciale che ogni anno percorrono un totale di 54 milioni di km. Negli stabilimenti è diventato invece un appuntamento fisso il “Total Quality Day”, una giornata in cui l’azienda sospende la produzione per coinvolgere tutti i dipendenti in corsi di formazione su sicurezza, qualità dei prodotti e rispetto dell’ambiente. Grande attenzione anche al contenimento dell’impatto degli imballaggi: la riduzione della grammatura delle bottiglie in PET e dell’altezza del tappo, oltre al ridimensionamento del collo delle bottiglie, ha permesso una riduzione totale di 1.800 tonnellate di PET nel biennio 2009-2010, cui si aggiungono le 657 tonnellate risparmiate nel 2011. Coca-Cola HBC Italia attualmente ricicla il 98% dei rifiuti prodotti negli stabilimenti produttivi dei soft drink e quasi il 100% di quelli prodotti negli stabilimenti di imbottigliamento dell’acqua minerale. Il tema del riciclo, infatti, è al centro delle attenzioni per l’azienda che si impegna a diffondere la cultura della separazione dei rifiuti e del loro successivo riutilizzo. Una sfida da affrontare in termini industriali e di comunicazione. Per monitorare la sostenibilità dell’approvvigionamento di materie prime e con l’obiettivo di operare all’interno di un network di aziende che pongano la massima attenzione all’offerta di un servizio di qualità, i fornitori sono valutati e selezionati in linea con specifici parametri di criticità, con particolare riferimento a quei fornitori le cui performance possono avere un impatto sulla continuità delle attività produttive e di vendita di Coca-Cola HBC Italia, come a titolo solo di esempio, i fornitori di materie prime, di imballaggi, di servizi generali a sostegno del business, servizi di trasporto. Sono molte le attività di sostenibilità ambientale messe in pratica da un’azienda che sta dotando progressivamente di pannelli fotovoltaici il 100% dei suoi impianti di produzione, ottenendo fino ad oggi 2.949 kWh di energia prodotta e un risparmio di CO2 di 1,68 tonnellate. green brand | 37 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 38 A testimonianza di questo impegno e dell’interesse nei confronti del tema, continua il successo del libro educativo per ragazzi “L’ispettore Closet e la tribù del riciclo”, realizzato con il patrocinio del CONAI e di Cittadinanzattiva onlus, distribuito fino ad oggi in 90.000 copie. Un importante progetto sul territorio è stato quello di “Coca-Cola pro sa Sardigna”. L’iniziativa, dedicata alla salvaguardia ambientale, ha coinvolto a più riprese le autorità, i dipendenti dello stabilimento Coca-Cola HBC Italia di Elmas (Ca), il mondo della scuola, i media e le principali associazioni di categoria. “Coca-Cola pro sa Sardigna” ha avuto inizio con il concorso “Disegna Coca-Cola in Sardegna”: rivolto ai licei e agli istituti d’arte dell’isola e patrocinato dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione e dall’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente della Regione, ha proposto come oggetto il legame tra la regione - il suo ambiente, la sua natura, la sua storia - e Coca-Cola. L'opera vincitrice è stata scelta, tra le quasi 250 pervenute in concorso e realizzate da altrettanti studenti sardi, da una giuria composta da rappresentanti delle realtà istituzionali della Regione Sardegna, da esperti di comunicazione e design e dai dipendenti dello stabilimento. L’immagine è stata utilizzata per personalizzare oltre 2.000 frigovetrine in altrettanti esercizi commerciali sardi; la sua illustrazione riproduce la famosa bottiglia Contour di Coca-Cola arricchita da un bordo verde che richiama il tema ambientale e dalla quale escono 23 piccoli “Mori” che, nel loro insieme, vanno a comporre la sagoma della Sardegna. All’interno del progetto è stata, inoltre, promossa la mostra interattiva e itinerante “Un impatto da contenere”, dedicata al tema del riciclo e della raccolta differenziata e rivolta ai ragazzi e alle loro famiglie. La conclusione del progetto “Coca-Cola pro sa Sardigna” è stata celebrata con una serata di beneficenza il 15 ottobre 2011 presso il Teatro Massimo di Cagliari, evento applaudito da oltre 600 persone. I fondi raccolti grazie alla serata e i contributi destinati da Coca-Cola HBC Italia per ciascuna delle opere iscritte al concorso sono stati devoluti al progetto parchi urbani gestito dall’Ente Foreste Sardegna, per un totale di 35.000 euro. 38 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 39 Coca-Cola HBC Italia è da anni legata anche al mondo delle onlus e in occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, a settembre 2011, ha organizzato un weekend all’insegna della solidarietà a fianco della Fondazione ABIO, associazione che si occupa dell’assistenza dei bambini in ospedale. L’impegno e la collaborazione dei dipendenti di Coca-Cola HBC Italia per l’occasione ha contribuito alla raccolta fondi in favore di ABIO che si è attestata su un totale di 230.000 euro. Durante il mese di aprile, in occasione della “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile” promossa dall’Unione Europea, Coca-Cola HBC Italia ha aperto i propri impianti produttivi facendoli diventare scenario per iniziative di formazione, visite e incontri a tema. In particolare, presso lo stabilimento di Nogara, si è tenuto il convegno “Sostenibilità ambientale: significato e prospettive”, durante il quale i principali partner del Global Compact Network Italia, si sono ritrovati per discutere sui temi della transizione energetica e dei processi innovativi indotti dalla Green Economy. Il prossimo appuntamento da segnare in agenda sarà, invece, quello del 5 giugno 2012: in occasione della Giornata Mondiale per l'Ambiente, Coca-Cola HBC Italia aprirà al pubblico tutti gli impianti produttivi (informazioni su www.coca-colahellenic.it), cogliendo l’occasione per comunicare i dati aggiornati del Rapporto Socio-Ambientale che, per il secondo anno consecutivo, sarà pubblicato in formato elettronico garantendo così un importante risparmio di carta. green brand | 39 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 40 www.imq.it Quest’anno IMQ è diventato, in ambito di climate change, Italian scoring partner del Carbon Disclosure Project, organizzazione internazionale che annualmente raccoglie, valuta e analizza le politiche di misura e gestione degli impatti sul cambiamento climatico attuate dalle più importanti società mondiali. IMQ è da sempre il punto di riferimento delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza, la qualità e lo sviluppo sostenibile. Forte dei suoi 60 anni di esperienza, la società è diventata la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni) e della qualità. Dal 1951, IMQ ha infatti seguito un percorso di continua crescita, fino a diventare un grande Gruppo internazionale con uffici in Spagna, Polonia, Turchia, Cina, Argentina, le cui attestazioni sono una garanzia per il mercato. 40 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 41 Nato come ente di certificazione della sicurezza dei prodotti elettrici, IMQ, Istituto Italiano del Marchio di Qualità, negli anni ha esteso la sua attività alla certificazione dei sistemi di gestione aziendale e alle verifiche di impianti ed edifici, fino ad arrivare alle verifiche dei prodotti e degli impianti impiegati nell'utilizzo delle energie alternative e alla validazione delle attività aziendali volte all'efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. Oggi è costituito da uno staff di 500 persone al servizio della qualità e dell’ambiente, delle aziende e dei consumatori. 17mila mq di uffici e laboratori solo nella sede di Milano, 18mila imprese e 140mila prodotti certificati. Sono questi i principali numeri di IMQ, una realtà che opera con un preciso Codice Etico auto-imposto; un documento che illustra le linee etiche e deontologiche della politica aziendale, ma anche le linee di condotta operative seguite per il perseguimento di tale politica. Ciò nel rigoroso rispetto degli obblighi derivanti dall'osservanza di leggi, regolamenti, provvedimenti amministrativi (autorizzazioni e abilitazioni) nonché delle norme tecniche applicabili in materia di accreditamento degli organismi di valutazione della conformità. L'osservanza del Codice Etico rappresenta pertanto un elemento chiave sia per il buon funzionamento di IMQ, sia per tutelarne il prestigio, la credibilità e l'immagine. L’impegno contro il climate change va sempre più di pari passo con la redditività e diventa strategia e opportunità vincente se affrontata con competenza, usufruendo degli strumenti a disposizione per uno sviluppo efficace e sostenibile. green brand | 41 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 42 Tra questi, numerosi sono quelli offerti da IMQ alle aziende: attività di verifica per la direttiva ETS, supporto per l'inventario delle emissioni GHG delle organizzazioni, analisi LCA (Life Cycle Assessment), misura dell’impronta di carbonio (carbon footprint), audit ecologici ed energetici, servizi di supporto per l’applicazione della direttiva Eco-Design, certificazione dei sistemi di gestione ambientale secondo la ISO 14001. Per il settore energia IMQ offre la certificazione dei collettori solari e dei componenti fotovoltaici (moduli, inverter e cavi), rilascia certificati di controllo del processo produttivo in fabbrica (Factory Inspection Certificate), effettua il collaudo e le ispezioni degli impianti fotovoltaici e ne qualifica le imprese installatrici, rilascia la certificazione dei sistemi di gestione dell’energia secondo la normativa ISO 50001. 42 | brand concepts Accanto ai processi e ai prodotti sostenibili, agli impianti e alle apparecchiature a energia alternativa, vi sono poi le nuove tecnologie, ad esempio quelle utilizzate negli apparecchi a Led o per le auto elettriche, che consentono una diretta riduzione dei consumi e dell’impatto sull’ambiente. Anche in tale ambito IMQ opera con una serie di servizi che vanno dalle verifiche di sicurezza elettrica, alle misure delle prestazioni fotometriche passando per la sicurezza fotobiologica. A supporto del vero green, per offrire ai produttori uno strumento in grado di assicurare agli acquirenti l’effettiva presenza dei vantaggi ambientali dichiarati e per dare ai consumatori un chiaro strumento di scelta in fase di acquisto, IMQ offre infine IMQ-ECO, la certificazione delle asserzioni ambientali di prodotto. brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 43 Un marchio che garantisce che le caratteristiche ecologiche dichiarate dal produttore riguardo a un determinato prodotto corrispondono al vero, sono misurabili e vengono mantenute nel tempo. Uno strumento per smascherare il greenwashing. Lo sviluppo sostenibile è un obiettivo possibile solo se basato su collaborazione e condivisione. Per questo IMQ oltre ad aver ottenuto i principali accreditamenti per operare nell’ambito ambientale e partecipare ai principali accordi internazionali tra enti di certificazione, collabora con le testate e le associazioni più sensibili alle tematiche ambientali oltre che con le organizzazioni internazionali e nazionali impegnate a favore di uno sviluppo sostenibile. IMQ è fortemente impegnata anche in una politica di sensibilizzazione e diffusione della green culture. Gli strumenti sono eterogenei e vanno dall'organizzazione di convegni e seminari (di taglio sia tecnico sia manageriale) ai concorsi per la sensibilizzazione delle nuove generazioni, la pubblicazione di opuscoli e vademecum sulla sicurezza e la qualità nonché della rivista IMQ Notizie (30mila utenti a numero), particolarmente focalizzata su temi della sicurezza, della qualità e dell’ambiente, cui si aggiungono anche pubblicazioni e sponsorizzazione di libri sulle tematiche ambientali, rivolti sia ai target più giovani (Alla ricerca del pianeta verde) sia ai professionisti (Carbon Footprint). La stessa cura per l’informazione, è diretta oltre che alla sensibilità ambientale, alla diffusione di informazioni sulla sicurezza e sui prodotti di qualità. Questa comunicazione si indirizza a chi opera nei settori produttivi, ai rivenditori, agli installatori, alle associazioni, al mondo della scuola e, per finire, ai consumatori. green brand | 43 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 44 www.naturasi.it Dal 1992 la passione del biologico e il desiderio di diffonderne la conoscenza e i valori guidano l’attività di NaturaSì. In 20 anni questa passione ha dato vita a 95 punti vendita - parte in franchising e parte in gestione diretta - dislocati su tutto il territorio italiano, dal Piemonte alla Sicilia, oltre a 2 negozi in Spagna, punti di riferimento per comprendere e toccare con mano il mondo dell’alimentazione biologica e del benessere naturale. In ciascun supermercato bio, passo dopo passo, si può conoscere un mondo che si concentra sulla qualità, sul benessere e sulla sicurezza alimentare e che promuove il rispetto dell’ambiente, della biodiversità e del lavoro anche dei piccoli produttori, la preparazione e la formazione del personale, la solidarietà. 44 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 45 In tutti i punti vendita NaturaSì sono disponibili più di 4.000 prodotti biologici certificati, naturali e soprattutto rispettosi della natura: prodotti alimentari freschi (pane, latticini, carni, salumi e pesce), surgelati (gelati, verdure, pesce), confezionati per la prima colazione (prodotti da forno dolci e salati, confetture di frutta, creme, muesli, merendine, snack) e per il pranzo e la cena (pasta, condimenti, cereali e legumi, farine, prodotti macrobiotici); referenze prive di glutine e prodotti per le più frequenti intolleranze alimentari; bevande (succhi di frutta e bevande vegetali, vini, birre), prodotti per la prima infanzia, tra i quali farine, omogeneizzati, pannolini biodegradabili, salviettine, prodotti per la cura e per la bellezza del corpo, referenze per la pulizia della casa, tra le quali i detersivi ecologici certificati sfusi. NaturaSì pensa al benessere e alla salute dell’uomo anche attraverso l’offerta di una vasta gamma di prodotti provenienti dal commercio equosolidale: è un importante supporto alla crescita di aziende economicamente sane, ai produttori e ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo perché abbiano un trattamento economico sociale equo e rispettoso. L’agricoltura e l’allevamento biologici si basano su pratiche che garantiscono un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali. La produzione biologica si caratterizza per l’uso di fertilizzanti naturali e quindi per l’esclusione di prodotti chimici di sintesi, per l’utilizzo di tecniche agronomiche idonee, di piante resistenti e di insetti predatori contro i parassiti, per l’adozione della tecnica della rotazione colturale, per il pieno rispetto dei cicli naturali di maturazione e di stagionalità dei prodotti. Inoltre garantisce agli animali una vita conforme alle esigenze delle singole specie, avendo quindi cura del loro benessere ed escludendo l’uso preventivo di antibiotici e altri farmaci. Il settore della produzione biologica crea prodotti che soddisfino la domanda, sempre più crescente del consumatore, di sicurezza alimentare, qualità organolettica e nutrizionale e risponde quindi alla crescita della consapevolezza del legame esistente tra cibo, ambiente e salute. Per trasmettere i valori del biologico NaturaSì presta molta attenzione alla formazione dei propri collaboratori, dipendenti e affiliati. green brand | 45 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 46 marchio, oltre che la definizione degli standard di qualità degli stessi. Queste attività sono di integrazione a quelle effettuate dagli Organismi di Controllo riconosciuti al fine di dare ulteriori garanzie al consumatore, sia dal punto di vista igienico sanitario, che del rispetto del metodo biologico. Inoltre, per offrire una maggiore trasparenza, ogni mese all'interno delle apposite bacheche che si trovano nei punti vendita NaturaSì vengono esposte una decina di analisi eseguite su un campione di prodotti che compongono l'assortimento del negozio. Nell’ambito di un percorso di eco sostenibilità NaturaSì ha voluto creare azioni di sensibilizzazione e di formazione/informazione rivolte ai consumatori, protagonisti nell’importante compito di differenziare i rifiuti. L’Azienda riconosce infatti il loro importante ruolo di portavoce della cultura e dei valori del biologico; conoscere, credere e fare propri questi valori sono passaggi importanti per essere in grado di esprimere quotidianamente la passione per il biologico. Si tratta di un percorso aziendale che forma e fa crescere le singole persone sia a livello personale che professionale, in un luogo di lavoro sano, rispettoso dell’ambiente e dell’uomo. Per NaturaSì le operazioni di controllo qualità sono molto importanti per garantire costantemente la sicurezza alimentare dei prodotti che tutti noi possiamo acquistare nei punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo esiste un team di “controllo qualità” composto da esperti che effettuano numerose attività: visite presso i fornitori; controlli eseguiti tramite prelievo di campioni dai prodotti che arrivano in magazzino per verificarne i requisiti merceologici e legali previsti; formazione degli addetti alle vendite dei negozi perché sappiamo gestire professionalmente le attività che sono chiamati quotidianamente a svolgere; elaborazione e verifica delle etichette dei prodotti a 46 | brand concepts La fatidica domanda “Dove lo butto?” trova una pratica risposta sulle etichette dei prodotti a marchio Ecor e NaturaSì, dove è stata inserita una tabella esemplificativa, che riporta il tipo di materiale utilizzato per l’imballo primario e brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 47 secondario, il simbolo del materiale e le informazioni utili per la relativa gestione post consumo. Le nuove etichette dei prodotti a marchio, presenti in tutti i supermercati NaturaSì e nei negozi Cuorebio, sono composte da queste voci: confezione, dove viene indicata quale parte della confezione è presa in considerazione, ad esempio sacchetto, astuccio, bustina, etc; simbolo del materiale utilizzato: i simboli impiegati si possono trovare nel vademecum della raccolta differenziata del comune; raccolta: qui viene data indicazione di massima su dove gettare il materiale, tuttavia è sempre bene verificare le modalità di raccolta differenziata del comune in cui ci si trova. Fare la spesa biologica da NaturaSì significa anche poter contribuire allo sviluppo di alcuni progetti di solidarietà con semplicità e trasparenza. Tutti i possessori della Carta Fedeltà NaturaSì ricevono un punto per ogni euro di spesa e, una volta raggiunta una delle fasce premio, chi lo desidera, può scegliere di devolvere la cifra raggiunta come “buono di solidarietà” in alternativa al ritiro dei premi. Dal 2006 a febbraio 2010 NaturaSì ha collaborato con Cospe, Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, per il progetto “I Granai del Niger” per contribuire a realizzare banche di cereali in alcuni distretti del Niger e assicurare autonomia alimentare ed indipendenza alle fasce di popolazione più deboli. Dal 16 febbraio 2010, con la nuova Raccolta Punti, NaturaSì offre l’opportunità di contribuire al “Progetto Angola” mirato a ristabilire le condizioni di autosufficienza alimentare nel Paese, nell’incentivare l’agricoltura familiare e nel garantire l’accesso all’acqua per utilizzi agricoli. green brand | 47 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 48 www.peugeot.it Peugeot, prima al mondo a sconfiggere definitivamente il problema delle polveri sottili con il FAP® Filtro Attivo anti Particolato, nonché leader nella riduzione delle emissioni di CO2, propone tecnologie capaci di garantire una vera e propria rottura in termini di consumi ed emissioni, per soddisfare le esigenze di mobilità conservando il piacere di guida. Oltre alle politiche di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento, Peugeot fornisce risposte innovative, efficaci, economicamente abbordabili e quindi fruibili dalla maggioranza dei clienti. 48 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 49 Il rispetto per l'ambiente di Peugeot parte da lontano. Nel 1995 arriva la 106 Elettrica: il veicolo ad emissioni zero più evoluto d’Europa. Nel 1998, con i motori Diesel HDi, Peugeot riduce del 20% le emissioni rispetto ai Diesel tradizionali. Nel 2000 esce la 206 HDi ECO con emissioni di CO2 limitate a 120 g/km. Sempre nel 2000 Peugeot inventa il FAP®, Filtro Attivo anti Particolato, che fa dei Diesel HDi i motori più puliti al mondo, con una riduzione quasi totale di tutte le polveri sottili, dal PM10 a quelle mille volte più piccole. È un brevetto del Gruppo commercializzato per la prima volta sulla 607 e oggi di serie sulla maggior parte della gamma Diesel HDi Peugeot (in 10 anni oltre 2,5 milioni di veicoli sono stati equipaggiati con il FAP®). L'attenzione nei confronti dell'ambiente è costante e concreta. Il brand francese del Leone porta avanti, sia sui motori Diesel sia sul nuovo motore benzina THP Turbo High Pressure, la politica di downsizing, che punta a ridurre le cilindrate per diminuire i consumi, e quindi le emissioni inquinanti, senza però influire sulle prestazioni. Inoltre, dal 2010, molti modelli della gamma di Peugeot sono stati equipaggiati con il Gear Shift Indicator, un dispositivo elettronico che indica visivamente al conducente qual è il momento più opportuno per cambiare rapporto, ottimizzando i consumi di carburante e le emissioni di CO2 nella guida quotidiana. A tutto tondo la politica verde: si va dalle soluzioni di rottura come la commercializzazione, avvenuta a fine 2010, della iOn, vettura elettrica a quattro posti, al lancio nel 2011 della tecnologia e-HDi (ultima evoluzione dello Stop & Start che arresta il motore quando il veicolo è fermo) fino ad arrivare, nel 2012, all’HYbrid4 (primo Ibrido Diesel al mondo), all’impegno volontaristico di riduzione delle plastiche di origine fossile sui veicoli in commercio. Legenda tecnologia HYbrid4 Motore elettrico Gruppo batteria alta tensione Supervisore elettronico Alternatore reversibile Stop & Start Cambio robotizzato a 6 rapporti Motore Diesel 2.0 Hdi FAP® Retrotreno multi-link specifico Avantreno pseudo Mc Pherson • • • • • • • • 1 2 3 4 5 6 7 8 green brand | 49 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 50 Il nuovo corso dell’auto elettrica inizia a fine 2010, con la commercializzazione di Peugeot iOn, vettura al 100% elettrica, una soluzione di mobilità urbana a zero emissioni e zero CO2, con un livello acustico esterno limitato al rumore di rotolamento degli pneumatici. La sua straordinaria abitabilità permette a quattro adulti di prendere comodamente posto a bordo. Parcheggiare, poi, non è mai stato così facile. La compattezza (3,48 mt di lunghezza per 1,47 mt di larghezza) combinata all'incredibile raggio di sterzata di 4,50 mt e al servosterzo elettrico la rendono davvero agile. Carattere e vivacità non mancano. Peugeot iOn è infatti dotata di grande accelerazione e di una velocità di punta di 130km/h. Un’efficiente gestione dell’energia della sua batteria agli ioni di litio e l’ottimizzazione del recupero di energia, sia in fase di decelerazione che di frenata, permette alla vettura nel ciclo standard europeo di raggiungere un'autonomia di 150 chilometri. La ricarica completa della batteria si effettua in 5 ore e mezzo, collegandosi a una presa di corrente domestica classica. La ricarica rapida, collegandosi a un terminale specifico, consente di ricari- 50 | brand concepts care la batteria al 50% in soli quindici minuti o all’80% in trenta minuti. Il Leone ha inaugurato sulla Peugeot 508 il sistema di microibridazione e-HDi, che consente di mettere il motore in stand-by quando il veicolo si arresta (a un semaforo, negli ingorghi…) e di farlo ripartire istantaneamente. brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 51 La soluzione è stata quindi replicata su tutta la gamma, dalla nuova Peugeot 308 fino alla Nuova Peugeot 208, che nella motorizzazione 1.4 e-HDi FAP da 68 CV, abbinata a un cambio robotizzato a 5 marce, emette solo 87 g/km di CO2. I motori e-HDi offrono migliori prestazioni sia in termini di consumi e di emissioni di CO2 (fino al 15% in meno in condizioni di guida urbana) sia in termini di piacere di guida. Il futuro è davvero già iniziato. Nel 2012 il Marchio ha immesso sul mercato il primo veicolo ibrido diesel, la 3008 HYbrid4, equipaggiata con un motore HDi montato sotto il cofano anteriore e un motore elettrico posizionato all’altezza del retrotreno. Un'automobile che abbina efficienza ambientale (35% di emissioni di CO2 in meno rispetto ad un veicolo di analoga potenza) e polivalenza di utilizzo: può funzionare nella sola modalità Diesel o elettrica, oppure con tutti i due motori contemporaneamente, garantendo potenza supplementare e quattro ruote motrici. La tecnologia HYbrid4 sarà estesa agli altri modelli del gruppo, a partire dalla 508 RXH nella tarda primavera del 2012. La nuova sfida ambientale del Leone è davvero ambiziosa: equipaggiare le proprie vetture con componenti costituiti dai cosiddetti Materiali Verdi, fibre naturali (lino, cotone, canapa), materiali riciclati non metallici e biomateriali. Una politica che permetterà di ridurre le emissioni di CO2 della filiera di produzione e l'impatto ambientale dei veicoli a fine vita. Con l'integrazione del 25% di Materiali Verdi sui 170 kg di polimeri (esclusa la gomma) presenti sul veicolo, la 208 segna una nuova tappa in termini di eco progettazione. Il suo innovativo paraurti posteriore, tutto in materiali riciclati, permetterà da solo a Peugeot di risparmiare in un anno 1.600 tonnellate di petrolio. Ma l'impegno verde del Marchio va oltre. Nel 1998 Peugeot ha infatti avviato il progetto Pozzo di Carbonio per rimboschire una delle zone più disastrate dell'Amazzonia. Il programma antiriscaldamento climatico globale, che avrà una durata quarantennale, nei primi dieci anni di vita ha già riforestato 2.200 ettari piantando 2 milioni di alberi di 50 specie diverse. green brand | 51 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 52 www.philips.it Philips continua a migliorare la qualità della vita delle persone con significative innovazioni e pone la sostenibilità al centro della propria strategia di crescita. Nel 2011 ha investito 500 milioni di euro in innovazioni Green per offrire soluzioni e prodotti in grado di far fronte a sfide globali come l’invecchiamento della popolazione e le sue conseguenze sulla salute e il benessere o la ricerca di una sempre crescente efficienza energetica. 52 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 53 Philips è nata ad Eindhoven, in Olanda, e nel 2011 ha celebrato il suo 120° anniversario. Non sono molti i brand e le aziende che hanno compiuto un percorso così lungo e ricco di successi e questo è stato possibile solo grazie alla forza dei valori con cui Philips ha permeato la propria organizzazione e costruito la propria storia permettendole di adattarsi continuamente alle esigenze delle persone e dei mercati con soluzioni tecnologiche significative per il progresso dell’umanità, come lo sviluppo di sistemi medicali basati sullo sfruttamento dei raggi X, il lancio del compact disc che ha cambiato il modo e la qualità di ascolto della musica o la più recente rivoluzione nel mondo della luce con i Led. I numeri di questa azienda danno l'idea del livello di crescita e della dimensione raggiunta: un fatturato di 22,6 miliardi di Euro, 124 siti produttivi in oltre 100 paesi, 9 centri di ricerca in Europa, Nord America e Asia, 54000 brevetti registrati e 120.000 dipendenti di cui oltre 2000 in Italia (dove sono state acquisite negli ultimi anni tre prestigiosi esempi del “made in Italy”: Ilti Luce, azienda torinese specializzata in illuminazione museale, Saeco, leader nella categoria delle macchine automatiche per il caffè espresso e Luceplan, vera e propria icona del lighting design). La storia del brand è una storia ricca di ricerca e innovazione fin dai primi anni di attività: Anton e Gerard Philips volevano offrire alle persone le proprie lampade incandescenti perché potessero avere la luce nelle loro case. Da allora Philips continua a coltivare il sogno di migliorare la vita di milioni di persone proponendo innovazioni tecnologiche che partono dai loro nuovi desideri, seguendo i grandi temi che la nostra società si trova ad affrontare e mettendoli al centro del processo creativo e di business. Questo pone le premesse necessarie per un approccio più sostenibile che è diventato parte integrante del DNA dei prodotti e delle iniziative che l’azienda sviluppa nel suo percorso di crescita. Innovazione, soluzioni all’insegna di una tecnologia che migliora la vita, attenzione all’impatto che ha su ambiente e società sono quindi i cardini su cui si basa la leadership Philips nell’Healthcare, nel Lighting e nel Consumer Lifestyle, i tre settori strategici in cui opera l’azienda. Philips si impegna a rendere il mondo più sano e sostenibile e ha recentemente riaffermato la propria “vision” di migliorare la vita di 3 miliardi di persone all’anno entro il 2025 e di essere il miglior luogo di lavoro per chi saprà condividere la passione aziendale per produrre un valore aggiunto significativo sia per i clienti che per gli azionisti. Philips è stata tra le prime aziende al mondo a redigere un Bilancio Ambientale (poi diventato Bilancio di Sostenibilità) e si è posta target sfidanti come la crescita dell’incidenza dei prodotti Green sul totale del suo fatturato: nel 2011 questa quota ha raggiunto il 39% a livello globale in linea con l’aspettativa di arrivare al 50% nel 2015. green brand | 53 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 54 Il settore Healthcare ha mostrato un incremento del 25% anno su anno mentre il settore Lighting è stato quello che ha introdotto il maggior numero di soluzioni green (oltre 4.000). Nel settore Consumer Lifestyle, l’attenzione è stata posta sulla gestione del ciclo di vita dei materiali utilizzati attraverso il lancio di prodotti come, ad esempio, il ferro da stiro a vapore ECOCARE, composto da circa 30% di materiali provenienti da riciclo. Questi risultati hanno portato Philips alla leadership nel settore del Personal and Household Goods del Dow Jones Sustainability Index con il miglior punteggio nel Carbon Disclosure Project. Il settore Lighting ha rappresentato oltre il 60% degli investimenti per l’innovazione green nel 2011 con un importo record di quasi 300 milioni di Euro: in questo settore Philips ha introdotto CityTouch, un sistema di gestione dell'illuminazione outdoor che permette il controllo dinamico su scala cittadina e fornisce la luce solo nei luoghi e nei momenti necessari. In combinazione con l’utilizzo dell’illuminazione Led, CityTouch permette di raggiungere l’80% di risparmio energetico e riduce i costi di manutenzione fino al 70% rispetto alle soluzioni convenzionali. Entro il 2015 Philips si propone di investire 2 miliardi di euro in “Green Innovation” per accelerare ancor più la sostenibilità delle proprie soluzioni e contribuire significativamente alla riduzione di CO2. Per quanto concerne le attività di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità, Philips è sempre stata in prima linea anche con il forte impegno nel comunicare “green” e nell’utilizzare le attività di CSR per rinforzare la propria reputazione aziendale. A fine 2011, Philips ha dato vita a Led Your City, un progetto innovativo e fortemente interattivo di restytling dell'illuminazione cittadina realizzato con il patrocinio del Comune di Milano e l’autorevole contributo di Wired. Dal 7 novembre al 13 dicembre, Led Your City ha preso vita online coinvolgendo i cittadini milanesi via Facebook e registrando oltre 1.000 segnalazioni sulla mappa di Milano, indicazioni puntuali di dove vorrebbero una luce migliore. Centrando pienamente l’obiettivo di coinvolgere attivamente i cittadini nel processo di miglioramento della vita nella loro città, Led Your City ha registrato più di 80.000 visualizzazioni e oltre 19.000 fans che, oltre a segnalare le loro indicazioni su come la luce potrebbe migliorare la città, hanno anche condiviso sul social network commenti ed opinioni in merito allo stato attuale della luce in città e a come si potrebbe rendere Milano più bella risparmiando energia grazie ad un più estensivo utilizzo dei Led. 54 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 55 Qualità della vita per Philips è anche un insieme di buone prassi legate all'educazione - e dunque in qualche modo alla creazione di valore per il presente e per il futuro delle vite delle persone: in questo ambito è nata e si è sviluppata l'iniziativa dei “Guerrieri della Salute”. Dopo il successo della prima edizione tenutasi lo scorso anno scolastico nella provincia di Monza e Brianza - sede di Philips in Italia - con la partecipazione di ben 54 classi e più di 1.200 bambini, i “Guerrieri della salute” sono sbarcati a Milano e nell’area di Gaggio Montano (BO) dove ha sede Philips Saeco. Oltre 3000 bambini appartenenti a 100 classi elementari si sono trasformati in veri e propri “Guerrieri della Salute” attraverso laboratori didattici dedicati tenuti nelle tre date selezionate per la nuova edizione: il 18 novembre in occasione della “Giornata mondiale per i diritti dell’Infanzia”, il 17 febbraio in occasione della “Giornata Nazionale M’illumino di meno” e il 16 marzo “Giornata Nazionale del Dormire sano”. L’iniziativa, che ha vinto il premio Assorel per le relazioni pubbliche nell’ambito della categoria “sostenibilità”, vede i dipendenti Philips recarsi volontariamente nelle scuole per insegnare piccoli comportamenti sostenibili per migliorare la salute ed il benessere personali, della famiglia e di tutto il pianeta e tocca temi vitali come la qualità dell’aria e dell’acqua, l’importanza del movimento e di una sana alimentazione fino ai temi del risparmio energetico e della qualità del sonno. Sempre in ambito educativo si inserisce la sponsorizzazione della recente mostra “Da zero a cento, le nuove età della vita” dedicata ad indagare come e perché il nostro corpo e la nostra mente sono molto diversi da quelli delle generazioni che ci hanno preceduto, e utilizzata da Philips per sottolineare come la tecnologia rappresenti oggi la “medicina” essenziale per allungare la vita garantendo però che la qualità degli anni in più che vivremo sia quella desiderata. Sul tema della sana alimentazione e dell’esigenza di stimolare stili di vita più sostenibili soprattutto per i più giovani, Philips è anche partner di Fondazione Accenture nel progetto “Cibolando” che sta coinvolgendo le scuole medie attraverso una operazione online di educazione e entertainment su come mangiare sano. Per sensibilizzare sempre più la popolazione sui temi della prevenzione medica, Philips ha affiancato Lilt e Estée Lauder per il mese del “Nastro Rosa”, dedicato allo screening senologico, e ha illuminato Palazzo Marino di rosa per richiamare l’attenzione su questa importante iniziativa. Philips continua quindi il suo percorso nella consapevolezza che, soprattutto in un quadro economico e sociale difficile come l’attuale, una vera crescita possa realizzarsi solo se si concilia la soddisfazione dei nuovi desideri delle persone con la responsabilità di contribuire positivamente allo sviluppo di un mondo migliore. Innovazione ricca di senso, semplicità e sostenibilità sono gli ingredienti Philips per superare il limite imposto dal ruolo dell’impresa di essere parte in causa del problema della sostenibilità per diventarne invece, e a pieno diritto, parte integrante della sua soluzione. green brand | 55 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 56 www.forza10.com Chi decide di fare il veterinario, inevitabilmente, ha due obiettivi: esercitare la professione per mantenere se stesso e la propria famiglia e seguire quella passione per gli animali che l’ha portato a scegliere la strada della medicina. Dott. Sergio Canello Medico Veterinario Fondatore e Responsabile del Reparto Ricerca e Sviluppo di SANYpet SpA 56 | brand concepts Questo secondo aspetto è stato sempre presente nel fondatore di SANYpet, portandolo a mettere a disposizione di tutti le sue scoperte nel campo delle patologie di origine alimentare. brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 57 SANYpet nasce nel 1996 dalla volontà di Sergio Canello, medico veterinario esperto in patologie legate all’alimentazione, omeopatia e medicina naturale (e oggi Responsabile dell’area Ricerca & Sviluppo dell'Azienda), di poter mettere a disposizione dei nostri animali domestici una serie di formule alimentari prive dei più pericolosi e tossici residui chimici e farmacologici presenti nelle materie prime alimentari di uso comune. Tutto è nato da osservazioni e studi clinici iniziati negli anni ‘70 e ancora in evoluzione continua: esiste una connessione chiara e diretta tra l’alimentazione e i disturbi più comuni che affliggono gli animali domestici. Prende vita così un marchio green, che produce alimenti di derivazione biologica o privi di carni derivanti dall’allevamento intensivo, con attenzione per la salute degli animali e anche per l'ambiente. SANYpet produce alimenti che possono garantire un migliore stato di salute a cani e gatti. A questo risultato si è arrivati con anni di studi e sperimentazione del RiS, il reparto di Ricerca e Sviluppo, che ha permesso all’azienda di acquisire un ruolo di primo piano nel settore degli alimenti dietetici per gli animali domestici. Tutte le attività aziendali sono volte all'ideazione e realizzazione di nuove formulazioni clinicamente testate per acquisire e mantenere nel tempo condizioni ottimali di benessere e di vitalità in ogni stadio della vita dei cani e gatti. Per SANYpet la qualità e l’assoluta salubrità delle materie prime diventano, quindi, fondamentali per riequilibrare le funzioni vitali dell’organismo. Per questo motivo, l'azienda ha deciso di utilizzare pochissime tipologie di materie prime di provenienza certa e di altissima qualità, su cui vengono eseguiti a monte attenti controlli, a garanzia della sicurezza di tutta la produzione. La Linea Nutraceutica FORZA10, ultima nata in casa SANYpet, ha l’obiettivo di preservare la salute dei cani e gatti attraverso l’alimentazione e unisce la riconosciuta azione delle classiche formule monoproteiche Diet contro i disturbi legati alle intolleranze alimentari alla sua efficacia quale strumento nutrizionale durante la terapia convenzionale delle patologie infiammatorie acute e croniche dei principali apparati. Particolarmente green si rivela l’utilizzo di piante medicinali titolate e standardizzate, strumento completamente naturale e lontano dalla chimica e dai devastanti effetti collaterali di tutti i farmaci tradizionali. Ogni formulazione della Linea Active contiene un pool di piante medicinali specifico e unico sul mercato. SANYpet si cura anche dell’alimentazione di proseguimento della Linea Active di tutti i giorni, offrendo un mantenimento (FORZA10 DepurA) tecnologicamente avanzatissimo e in grado, sempre attraverso piante medicinali, di contrastare quotidianamente l’onnipresente attacco da parte dei radicali liberi e degli inquinanti ambientali. Le materie prime cerealicole utilizzate per la produzione sono ad uso umano e non zootecnico, di origine italiana e senza l’utilizzo di alcuna materia prima proveniente dal mercato asiatico. green brand | 57 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.35 Pagina 58 FORZA10 NUTRACEUTIC Active Line per il cane FORZA10 NUTRACEUTIC Active Line per il gatto 58 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.36 Pagina 59 Il pesce proviene da mari non inquinati (Pacifico meridionale, Islanda), da produttori che gestiscono in modo responsabile l’ecosistema marino. I pescherecci provvedono in tempo reale sulla stessa nave alla trasformazione del pesce in farina, rendendo del tutto inutile l’utilizzo di conservanti chimici potenzialmente tossici e cancerogeni. Le materie prime di origine animale provengono esclusivamente da allevamenti estensivi per quanto riguarda le carni di cervo e cinghiale, e da allevamenti certificati biologici per il pollo, l’agnello e il manzo utilizzati nella Linea Biologica. La conservazione dei prodotti avviene tramite elementi naturali (vitamina E, estratti di tocoferoli e rosmarino), senza aggiunta di antiossidanti e conservanti di sintesi. Particolare attenzione viene rivolta alle analisi su tutte le linee per la ricerca dei contaminanti più pericolosi (melamina, aflatossine, diossina e PCB, metalli pesanti) per escluderne la presenza. Tutte le Linee secche FORZA10, sono prodotte nei pressi di Padova, nel nuovissimo stabilimento inaugurato nel 2008. L’azienda dal 2006 detiene la leadership nazionale nel settore degli alimenti dietetici per la cura dei disturbi delle patologie da intolleranze alimentari dei cani e dei gatti, dati IRI, Information Research, Inc. Tra le altre, SANYpet ha ottenuto le certificazioni DNV su tutta la filiera (ISO 9001:2000), per la ricerca, sviluppo, produzione, confezionamento e commercializzazione di alimenti dietetici e di mantenimento per animali da compagnia e per la commercializzazione di accessori per cani e gatti. SANYpet non effettua alcuna impropria sperimentazione sugli animali, ma si avvale esclusivamente di studi condotti in collaborazione con cliniche universitarie, opinion leader e veterinari di fama internazionale. Il concetto di sostenibilità è stato da sempre coerentemente applicato da SANYpet sia a prodotti che all'azienda, che si avvale per il funzionamento della linea di produzione di un potente impianto fotovoltaico in grado di erogare una parte importante di energia elettrica pulita. Non manca neppure fra i dipendenti una forte vocazione ed una continua educazione alla salvaguardia dell'ambiente; da sempre, infatti, SANYpet esegue la raccolta differenziata dei propri rifiuti e finanzia importanti progetti di sviluppo come i pozzi in Etiopia, che riforniscono in modo naturale a migliaia di persone acqua, senza più costringerle a ricorrere alle cisterne, causa di eccessi di consumo e di inquinamento. SANYpet è profondamente convinta per il proprio presente e per il futuro che tutte le aziende debbano con impegno onorare al proprio dovere etico di stare su questo pianeta per migliorare la qualità di vita di chi lo abita. green brand | 59 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.36 Pagina 60 www.unilever.it Small actions, big difference. Ovvero piccole azioni per fare una grande differenza. Dal 2010 questa non è solo una vision, ma una vera e propria strategia di crescita. Sicuramente sostenibile ma anche economicamente utile. Unilever ha infatti lanciato una strategia che arriva fino al 2020 e che mira a raddoppiare le dimensioni del business dimezzando al tempo stesso il proprio impatto ambientale. 60 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.36 Pagina 61 In un Pianeta in cui la popolazione mondiale aumenta costantemente mentre le risorse naturali scarseggiano, il cambiamento climatico si sta accelerando e miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo soffrono la fame mentre altrettante nei Paesi occidentali soffrono di obesità, Unilever crede fortemente che tra sostenibilità e crescita non ci sia conflitto. Anzi, è convinta che un’azienda per crescere in fatturato oggi debba necessariamente puntare a migliorare la qualità della vita e il benessere dei consumatori e delle persone che lavorano con e per l’azienda, senza danneggiare l’ambiente. Sulle due aree più “pesanti” ovvero l'approvvigionamento di materie prime e l'uso dei prodotti, Unilever è intervenuta in maniera importante, da un lato impegnandosi ad approvvigionarsi esclusivamente di materie prime sostenibili, anche supportando nel processo i piccoli agricoltori e i microimprenditori, e dall'altro puntando sull’innovazione sostenibile e su campagne di sensibilizzazione dei consumatori ad un utilizzo dei prodotti rispettoso dell’ambiente e del proprio benessere. Considerando il numero e il valore dei marchi che fanno capo all’azienda nei settori food, ice cream, personal care e home care, basti pensare a Algida, Dove, Svelto, Coccolino, Cif, Lysoform, Mentadent, Fissan, Knorr, Lipton, Calvé e molti altri ancora, si intuisce l’importanza degli impegni assunti dall’azienda. Un impegno chiaro, espresso in maniera diretta e sincera, nello stile che da sempre contraddistingue i valori della company. Tale impegno si concretizza nei tre obiettivi dello Unilever Sustainable Living Plan, il piano globale di sostenibilità varato dalla multinazionale anglo-olandese nel 2010: aiutare più di 1 miliardo di persone a migliorare la propria salute e il proprio benessere; dimezzare l’impatto ambientale del proprio business lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’approvvigionamento all’utilizzo; approvvigionarsi al 100% di materie prime agricole sostenibili, migliorando di conseguenza anche le condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone coinvolte nella catena di valore. Primo fondamentale passo è stato quello di analizzare oltre 1600 prodotti in portafoglio per misurare l’impatto ambientale di ciascuno di essi in ogni fase del ciclo di vita, dalla produzione al consumo fino allo smaltimento. Unilever ha così individuato la cosiddetta “carbon footprint”, cioè l'impronta ambientale delle sue attività. Queste le evidenze: approvvigionamento di materie prime 26%; produzione 3%; trasporto 2%; utilizzo da parte dei consumatori 68%; smaltimento dei rifiuti 1%. green brand | 61 brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.36 Pagina 62 Il “peso” di una multinazionale e la sua importanza sui grandi numeri sono diventati, in questa rivoluzione copernicana, una leva, uno strumento di crescita; gli approvvigionamenti di materie prime, infatti, sono talmente su larga scala da rendere il gruppo potenzialmente influente sull'andamento dell'offerta e sulla necessità di questa di rendersi sostenibile e a basso impatto ambientale. Negli ultimi 14 anni Unilever ha ridotto le emissioni di gas serra del 45% (1996-2010 kg CO2/tons PF) e i consumi d’acqua di circa il 63% (1996/2010 mc acqua/tons PF) nel processo produttivo. Grazie alle buone pratiche di produzione e ad investimenti specifici ha ridotto, in Italia, le emissioni di CO2 del 14% e le ridurrà ulteriormente del 20% entro il 2020. Oggi oltre l’85% della carta utilizzata negli stabilimenti italiani proviene da fonti sostenibili. Dal 2011 tutta la carta utilizzata nella produzione del tè Lipton proviene da fonti sostenibili. Per quanto riguarda l'approvvigionamento di olio di palma, ingrediente base di moltissimi prodotti alimentari e non, il target globale di acquistare solo olio di palma certificato entro il 2015 sarà raggiunto con grande anticipo nel 2012. La nuova sfida è adesso quella di riuscire, entro il 2020, ad approvvigionarsi di solo olio di palma segregato, ossia di cui è garantita la tracciabilità lungo l’intero ciclo produttivo. Il gruppo è stato il primo produttore di tè ad impegnarsi ad utilizzare, per il brand Lipton, solo tè proveniente da coltivazioni certificate da Rainforest Alliance. Dal 2010 tutto il tè Lipton Yellow Label ed Earl Grey venduto in Italia proviene da piantagioni certificate. Dal 2009 Calvé utilizza per la sua maionese venduta in Italia solo uova da allevamento a terra, mentre nel 2010 Knorr ha lanciato il programma “Growing for the Future” che ha l’obiettivo di ridurre in modo sostanziale l’impatto ambientale delle sue attività di approvvigionamento di materie prime vegetali (che rappresentano l’85% dei prodotti Knorr). Entro il 2015 le principali 13 verdure utilizzate per i prodotti Knorr proverranno da fonti sostenibili. 62 | brand concepts brand 2012 - 22-63_GREEN 2009 20/04/12 12.36 Pagina 63 Entro il 2020 il 100% delle materie prime vegetali proverrà da agricoltura sostenibile. Nell’ambito dell’home care, un altro impegno ispirato al concetto di sostenibilità è l’obiettivo di convertire il consumo di prodotti diluiti in quello di prodotti concentrati. In Italia, dove Unilever non opera nel mercato dei detersivi per bucato, l’esempio è Coccolino Puro, che grazie alla sua formula concentrata e alla confezione innovativa consente di avere un impatto ambientale di gran lunga minore rispetto al prodotto diluito. Infatti il prodotto concentrato consente di diminuire la quantità di acqua presente nelle confezioni del 65% e la plastica del 48%, riducendo di conseguenza anche l’impronta data dal trasporto. Questo si è tradotto concretamente, solo grazie alla conversione da diluito a concentrato ottenuta negli ultimi due anni, in circa 300 camion in meno, 275.000 kg di plastica in meno (equivalenti a circa 220 tonnellate di CO2 emessa) e 6.600.000 litri di acqua risparmiati. Con l'obiettivo di diffondere una maggiore igiene orale, sin dal 1981 Mentadent e ANDI - l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani - collaborano per il Mese della Prevenzione Dentale, il primo programma di prevenzione odontoiatrica attivato sull’intero territorio nazionale, che permette a tutti i cittadini di effettuare gratuitamente una visita di controllo annuale, e che giungerà quest’anno alla sua 32esima edizione. Il Mese della Prevenzione Dentale ha portato in tre decenni milioni di famiglie ad effettuare almeno una seduta dal dentista a dimostrazione di come un prodotto e un’iniziativa di comunicazione possano fare la differenza nel migliorare il benessere delle persone. Progetti e obiettivi misurabili e concreti, quelli di Unilever, per realizzare una visione secondo cui il “vivere sostenibile” si raggiunge sia con l’attenzione all’intera catena di valore della produzione, sia adottando nuovi comportamenti che rendono azienda e consumatore alleati per il benessere del pianeta, grazie a tanti semplici gesti quotidiani: “Small actions, big difference”, appunto. Impatto ambientale dei prodotti Unilever durante il loro ciclo di vita: dati Unilever 2008 - studio su 14 nazioni. green brand | 63 directory 64-65_endorsement green 20/04/12 12.39 Pagina 64 directory directory 64-65_endorsement green 20/04/12 12.39 Pagina 65 green brand 2012 AkzoNobel Coatings S.p.A. Car Refinishes Via Carlo Goldoni, 38/40 20090 Trezzano Sul Naviglio MI www.akzonobel.com Aran World S.r.l. Zona Industriale - Frazione Casoli 64032 Atri TE www.aran.it Ariston Thermo S.p.A. Via Aristide Merloni, 45 60044 Fabriano AN www.ariston.com Coca-Cola HBC Italia S.r.l. Viale Monza, 338 20128 MILANO www.coca-colahellenic.it IMQ Via Quintiliano, 43 20138 MILANO www.imq.it Ecor NaturaSi S.p.A. prodotti biologici e biodinamici Via L. De Besi 20/C 37139 VERONA www.naturasi.it Peugeot Automobili Italia S.p.A. Via Gallarate, 199 20151 MILANO www.peugeot.it Philips S.p.A. Via G. Casati, 23/25 20900 MONZA www.philips.it SANYpet S.p.A. Via Austria, 3 35023 Bagnoli di Sopra PD www.forza10.com Unilever Italia Mkt Operations S.r.l. Via Ugo Bassi, 2 20159 MILANO www.unilever.it ECONOMY 66-67_endorsement green 20/04/12 12.40 Pagina 66 Media Partner www.panoramaeconomy.com Panorama Economy è il settimanale economico di Mondadori, nato nel 2003 con l’obiettivo di analizzare lo scenario economico attuale in modo completo, competente e chiaro, evidenziandone le case history di successo e le opportunità emergenti. Con un linguaggio semplice e diretto e con uno stile essenziale, Panorama Economy offre un’informazione sempre completa e competente non solo sul tessuto economico nazionale ma anche sulle realtà economico-finanziarie internazionali. In ogni numero vengono offerte analisi e approfondimenti dello scenario economico, con un occhio particolarmente attento alle nuove prospettive di mercato; la sua prossimità con le Piccole e Medie imprese italiane permette a Panorama Economy di avere una prospettiva chiara e aggiornata, anche sulle realtà emergenti nazionali. Gli argomenti trattati nel magazine sono suddivisi in quattro sezioni principali: attualità, Made in Italy, management e portafoglio. 66 | brand concepts Su questi temi, ogni settimana, vengono presentati sondaggi, inchieste e dossier esclusivi, supportati da pareri autorevoli di esperti italiani e internazionali. Diversi sono gli accordi di media partnership avviati dal magazine; uno dei tratti distintivi della testata è infatti la volontà di dare una presenza di rilievo al brand nei punti di incontro della business community italiana. In tal senso sono stati stretti accordi che portano il magazine nei più prestigiosi hotel della Penisola ma anche nelle principali università e sui vettori delle compagnie aeree nazionali. Il settimanale è caratterizzato inoltre da un forte interesse per le tematiche legate al mondo Green; dal 2009 è stato lanciato in abbinata con la testata un supplemento, dal nome Green Economy, dedicato all’energia pulita ed all’ambiente per analizzare e comprendere le opportunità di business di questo settore. La tematica della Green Economy è inoltre affrontata ogni settimana su Panorama Economy all’interno di una rubrica dedicata. ECONOMY 66-67_endorsement green 20/04/12 12.40 Pagina 67 The business magazine Per percorrere le opportunità offerte dai nuovi media, da aprile 2011 è possibile leggere e sfogliare Panorama Economy anche su Ipad e su Samsung Galaxy Tab grazie ad una App aggiornata ogni settimana e ricca di contenuti extra. Da maggio 2011 è stato inoltre lanciato il primo web magazine italiano scritto in lingua inglese www.panoramaeconomy.com per informare gli investitori americani e stranieri sull’eccellenza produttiva italiana al fine di stimolare opportunità di investimento sul Made in Italy di successo. Con una readership di 159.000 lettori (Dati Audipress 2011/3; +20% sulla precedente rilevazione) e con una diffusione di 40.494 copie (Dati Ads Gen 11-Dic 11), Panorama Economy si rivolge ad un’audience qualificata, composta da manager, imprenditori e professionisti. Per quanto concerne il target va riportata una presenza di rilievo del target giovane, il 43% dei lettori ha infatti un’età compresa tra i 18 ed i 44 anni. Completano il profilo un reddito, un posizionamento e un livello d’istruzione elevati. green brand | 67 EVENTO SOSTENIBILE 68-69_endorsement green 20/04/12 12.40 Pagina 68 Evento sostenibile www.eventisostenibili.it CONVEGNO GREEN BRAND 2012 REPORT DI PRE-AUDIT DEI RISULTATI PROVVISORI OTTENUTI E RESOCONTO DEL LIVELLO DI SOSTENIBILITÀ DELL’EVENTO b&p, anche per la presentazione della quinta edizione di Green Brand, organizza un convegno dedicato alla sostenibilità ambientale. Il rischio nel realizzare un evento sostenibile è di non farlo secondo gli adeguati standard: verrebbero deluse le aspettative sia interne che del pubblico. Partendo dalla considerazione che l’evento “100% Green” non esiste, perché qualsiasi attività genera impatti ambientali, positivi e negativi, abbiamo tentato di massimizzare quelli positivi e adottare politiche di prevenzione e compensazione per ridurre quelli negativi. Ci siamo perciò affidati ad una società specializzata in resoconti e calcoli per il livello di sostenibilità degli eventi. Punto 3, attraverso l’utilizzo del software Sustainable Event Screening® versione 4.0, strumento di valutazione sviluppato con il supporto dell’Università di Bologna, si è occupata di valutare e attestare tutti i passaggi che hanno portato alla certificazione del nostro convegno. Punto 3 ha realizzato un Report Pre-Audit sulla base dello studio preliminare condotto, finalizzato a riepilogare i risultati “provvisori” ottenuti e per ciascuna sezione dell’evento giustificare il livello di sostenibilità preliminare. Allo stesso tempo sono state individuate, per ogni sezione, criticità e punti di forza segnalando potenziali azioni di miglioramento. L’analisi del livello di sostenibilità dell’evento è stata condotta sulla base delle interviste rilasciate dal referente interno del committente per la Certificazione Eventi Sostenibili®. Inoltre, per integrare e approfondire le informazioni raccolte, sono state realizzate alcune ricerche web e interviste a contractors e sub- 68 | brand concepts contractors; tutte le dichiarazioni del committente sono state sottoscritte nel documento “Rapporto autodichiarazione”, realizzato nell’aprile 2012. La stima preliminare del livello di sostenibilità dell’evento è il risultato delle valutazioni condotte sugli aspetti ambientali categorizzati secondo 3 macro-aree di valutazione per l’evento: • Segreteria Organizzativa • Food & beverage • Congedo In particolare istruendo il software per l’analisi della sostenibilità, il SES® 4.0, con le informazioni e le dichiarazioni raccolte si è ottenuto un livello “preliminare” di sostenibilità (SQ) pari a 79 punti percentuali. Un risultato che classifica l’evento, provvisoriamente, in classe “A”. Per ogni sezione vengono qui riassunti i punti salienti e determinanti per la valutazione della sostenibilità provvisoria relativa all’evento; inoltre all’inizio di ciascuna sezione viene riportato il livello medio provvisorio di sostenibilità. Sono stati quindi elencati i punti critici e punti di forza associati alle scelte nell’organizzazione dell’evento per ciascuna sezione analizzata nel SES® 4.0, in questo capitolo si riportano anche i consigli di miglioramento. Grazie a queste indicazioni sono state riconsiderate alcune delle scelte iniziali con l’obiettivo di migliorare il quoziente di sostenibilità dell’evento e ottenere un maggior consenso da partecipanti e stakeholder. EVENTO SOSTENIBILE 68-69_endorsement green 20/04/12 12.40 Pagina 69 Report di Pre-Audit • SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Livello di sostenibilità della sezione: 75% • CONGEDO Livello di sostenibilità della sezione: 79% Punti critici: • Non si hanno informazioni sull’efficienza energetica di condizionatori ed altri eventuali elettrodomestici, perciò, in via cautelativa, si associa a questo criterio un punteggio basso. Punti critici: • Non si hanno informazioni su un eventuale accordo con società specializzate nella raccolta differenziata per lo smaltimento dei materiali di fine evento e per la raccolta di materiali ingombranti non riutilizzabili. Punti di forza: • Per la realizzazione e diffusione del materiale promozionale si è optato per la de-materializzazione optando esclusivamente per il formato elettronico; • Nella segreteria organizzativa sono installate principalmente lampade a basso consumo (principalmente lampade a neon); • Per la realizzazione e diffusione degli inviti ci si serve esclusivamente del formato elettronico; • Negli uffici della segreteria organizzativa si effettua la raccolta differenziata dei rifiuti di almeno 3 frazioni merceologiche; • Negli uffici della segreteria organizzativa si utilizzano apparecchiature ad alta efficienza con etichettatura Energy Star. Punti di forza: • Tutto il materiale informativo post-evento è stato realizzato optando esclusivamente per il formato elettronico; • Presenza di una procedura specifica che identifichi un referente responsabile del recupero dei materiali. • Si è scelto di non offrire gadget in un'ottica di sostenibilità e risparmio di risorse. • FOOD & BEVERAGE Livello di sostenibilità della sezione: 84% Punti critici: • Nell’area ristoro viene fatta una comunicazione che evidenzia esclusivamente il valore dei prodotti biologici e dei prodotti a km zero, non considerando invece le altre scelte adottate. Punti di forza: • Nel menu proposto dalla società di catering saranno presenti prodotti con la certificazione da Agricoltura Biologica (USDA Organic; EU Organic Farming) e solo alimenti stagionali; • Per il catering si adotteranno prevalentemente supporti (stoviglie, posate, tovaglie, tovaglioli, ecc.) ri-utilizzabili/lavabili; • L’acqua servita ai partecipanti all’evento proviene da fonti locali e presenta il meccanismo del vuoto a rendere; • La società che si occupa del catering per l’evento è stata scelta in base alla vicinanza all’evento. green brand | 69 CERTIFICAZIONI 70-72_endorsement green 20/04/12 12.41 Pagina 70 certificazioni ambientali CERTIFICAZIONI 70-72_endorsement green 20/04/12 12.42 Pagina 71 Carta Inchiostri Per questa edizione sono stati utilizzati inchiostri Sun Chemical, WORLD SERIES ed EXACT, formulati su base vegetale, esenti da oli minerali (distillati idrocarburici). Dette quadricromie sono conformi alle normative Europee relative all’assenza dei metalli pesanti (CONEG) ed a quelle riguardanti i giocattoli (EN/71). Industria Grafica Tiskarna Littera picta d.o.o. 1000 Ljubljana - Slovenia e-mail:[email protected] P.E. Medvode Barletova 4 Prodotti: Stampa di libri su carta FSC. CERTIFICAZIONI 70-72_endorsement green 20/04/12 12.42 Pagina 72 Finito di stampare Maggio 2012