Settore Economia e Attività Turistiche
PROPOSTA DI PROGETTO DI VALORIZZAZIONE COMMERCIALE (art. 8 Legge
Regionale 5 luglio 1999, n. 14) E QUALIFICAZIONE
"PIAZZA VERDI E DINTORNI”
PERCHE’ PIAZZA VERDI E DINTORNI
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QUADRO CONOSCITIVO DELLE RISORSE PRESENTI
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LA POPOLAZIONE RESIDENTE E PRESENTE-FLUTTUANTE NELLA ZONA
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LE RISORSE CULTURALI
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L’OFFERTA COMMERCIALE E DELL’ARTIGIANATO DI SERVIZIO
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NUOVE PROSPETTIVE PER IL SISTEMA COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO
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UN CENTRO COMMERCIALE NATURALE URBANO
UN NUOVO MODO DI INTENDERE UN PROGETTO DI VALORIZZAZIONE COMMERCIALE
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OBIETTIVI OPERATIVI DEL PROGETTO
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QUALIFICAZIONE DELL’OFFERTA COMMERCIALE INTEGRATA CON I SERVIZI
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COORDINAMENTO DELL’OFFERTA CULTURALE
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MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VIABILITA’
INTERVENTI A CARATTERE SOCIALE
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INTERVENTI A SUPPORTO DELLA SICUREZZA E DELL’ORDINE PUBBLICO
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PULIZIA DELL’AREA
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MANUTENZIONE DELLA CITTA’
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METODO
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CONDIVISIONE DEGLI OBIETTIVI
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PROGRAMMAZIONE A MEDIO E LUNGO TERMINE
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VERIFICA IN ITINERE DEI RISULTATI
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SINTESI DELLE AZIONI
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AZIONI FINANZIATE
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AZIONI CON COSTI DA DEFINIRE
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PERCHE’ PIAZZA VERDI E DINTORNI
Il contesto di piazza Verdi coincide con un’importante porzione di centro storico
identificata nella zona universitaria e rappresentata a livello morfologico dalla centralità
di piazza Verdi, baricentro di Teatro Comunale, Università, Sistema Museale di Ateneo
dell’Università di Bologna e attività storiche.
La piazza rappresenta il punto di incontro per gli studenti universitari e le vie
Zamboni, Castagnoli, Petroni, Mascarella e del Borgo di San Pietro sono
significativamente frequentate, da sempre, in orari notturni.
Le stesse condizioni che hanno decretato il successo della zona universitaria quale
luogo di aggregazione hanno anche dato avvio a fenomeni di deterioramento a cui la
zona attualmente soggiace: l’offerta di servizi, tra le più conosciute e frequentate per il
divertimento notturno bolognese, non si caratterizza per la qualità, ma privilegia il settore
della ristorazione con mescita di bevande alcoliche ed intrattenimento musicale, che
complessivamente comporta la sosta di persone per le strade fino a tarda ora. L’utilizzo e
l’abuso, da parte di una minoranza di frequentatori, di sostanze alcoliche e stupefacenti,
arreca disturbo alla quiete pubblica, ed in particolare ai residenti. A livello commerciale,
gli operatori bolognesi, che vivono e lamentano le stesse condizioni della residenza,
hanno progressivamente abbandonato la zona, con conseguente insediamento di esercizi
commerciali alimentari e di call center, gestiti
prevalentemente da cittadini non
comunitari, particolarmente concentrati in porzioni specifiche dell’area. Questa modifica
del sistema commerciale non tiene conto di esigenze e potenzialità di tutti gli utilizzatori
dell’area: residenti, dipendenti di enti privati e pubblici, studenti, utenti dei teatri e dei
musei della zona, turisti.
Gli interventi sino ad ora sostenuti sul sistema commerciale, sulla manutenzione
della città, sui servizi e sugli eventi, si sono dimostrati poco coordinati tra loro ed isolati,
in particolare rispetto all’obiettivo di fondo che avrebbero dovuto contribuire a
conseguire, ossia riportare tutti i cittadini a vivere una zona di Bologna che, per la
presenza di importanti eventi ed istituzioni e per le sue caratteristiche di frequentazione
da parte degli studenti, potrebbe essere il fulcro della vita culturale della città.
I diversi fruitori del territorio attualmente convivono con una sensazione di non
appartenenza e di crescente insicurezza che merita una progettazione specifica ed
articolata, che coordini le azioni appartenenti a diversi ambiti: regolazione dello sviluppo
delle attività commerciali di
diversa tipologia, interventi di arredo urbano,
programmazione degli investimenti sullo spazio pubblico e riqualificazione urbana.
Fondamentale per un agire concertato e programmato si dimostra la
responsabilizzazione degli attori coinvolti, che devono essere stimolati dalla
consapevolezza di partecipare a progetti comuni ed attività che conducano alla riscoperta
del senso civico e dell’interesse per la città, così da divenirne essi stessi soggetti attivi,
“adottando” la parte di territorio in cui vivono ed abitano.
La zona universitaria, ed in generale tutto il centro storico e la città consolidata,
necessitano di interventi a sostegno della diversificazione degli utenti e della vitalità delle
attività insediate: il primo significativo atto è il mantenimento ed il potenziamento
dell’integrazione delle funzioni, delle residenze, del commercio.
Assume quindi particolare rilevanza il sostegno alla rete commerciale ed alla sua
importante valenza di presidio della zona, di costituzione di un polo di attrazione sia per i
cittadini che per i turisti, di servizio di vicinato e di strumento per il ripopolamento, in
termini sia residenziali che di attività imprenditoriali. Un commercio diffuso nel territorio,
in un giusto equilibrio con la residenza, contribuisce a mantenere e consolidare elevate
condizioni di vivibilità e sicurezza. In determinati contesti, poi,
l’insieme delle attività
commerciali e di artigianato non assolvono solo la loro specifica funzione di servizio, ma
hanno il compito di rappresentare ed esprimere il carattere di un luogo e di una città.
Il piano deve essere considerato un’esperienza pilota, in grado di porre le basi per
ulteriori analoghi interventi nella città storica e nella città consolidata, per ridare
motivazioni e significati alla rete commerciale diffusa e porla come alternativa “credibile”
ai grandi centri commerciali.
Ai cittadini dovranno essere offerte reali alternative alle grandi superfici di vendita,
collocate nella cintura esterna della città, tramite addensamenti commerciali “naturali” in
città, capaci di offrire prestazioni e servizi competitivi, in particolare per l’ambiente
urbano di qualità, dove ritrovare lo stesso vasto assortimento di prodotti, il mix
merceologico attento alle diverse esigenze e l’integrazione con i servizi, puntando
contemporaneamente su accessibilità e logistica adeguate.
Tali azioni sono tutte finalizzate alla creazione di un centro commerciale naturale
urbano, che assicuri la presenza di un’articolata offerta di servizi, condizione essenziale
per mantenere la vivacità del centro storico ed incoraggiarne la frequentazione.
Il centro commerciale naturale urbano, dalle sue modalità di costituzione alle
regole di funzionamento, non può essere realizzato senza la concertazione e la
condivisione tra tutti i soggetti interessati. Il presente Progetto, tramite le azioni previste
in seguito, si propone di fissare un modello e di definire linee di indirizzo, che si
trasformeranno in proposte seguendo un modello operativo che solleciti la condivisione
degli obiettivi.
A fronte delle criticità rilevate nella zona, il Progetto di Valorizzazione Commerciale
si propone di diventare il quadro di riferimento organico e strutturato per le azioni di
regolazione e riqualificazione delle attività commerciali,
per gli interventi mirati a
migliorare la pulizia e la sicurezza, per la promozione dell’area e per la realizzazione
coordinata di opere pubbliche ed interventi di arredo urbano.
QUADRO CONOSCITIVO DELLE RISORSE PRESENTI
La popolazione residente e presente-fluttuante nella zona
La qualificazione dell’area “Piazza Verdi e dintorni”, non può prescindere dalla
conoscenza delle caratteristiche e delle esigenze della popolazione residente e di quella
presente-fluttuante, intendendo con tale definizione tutti coloro che frequentano la zona
per motivi di studio, lavoro e turismo.
Si contano complessivamente, al 31 dicembre 2004, circa 7.900 residenti, ripartiti
nelle quattro zone del perimetro in oggetto e suddivisi per sezioni censuarie (tali sezioni
in alcuni casi non si sovrappongono perfettamente alle quattro zone individuate, alcune
vie si trovano infatti al confine tra due o più zone):
Irnerio
4.833
Belle Arti
793
Zamboni
159
San Vitale
2.096
La quantità complessiva della popolazione fluttuante che ha come riferimento per
attività lavorative e didattiche la zona universitaria ammonta a oltre 50.000 unità. E’ un
dato ricavato tenendo conto di abitudini e propensione all’utilizzo dei servizi presenti
nella zona partendo dalla presenza teorica di studenti e personale universitario delle
facoltà e dei dipartimenti insediati nella zona (circa 50.000) e partendo ancora dagli
studenti che risiedono nelle tre residenze universitarie dell’Azienda Regionale per il Diritto
allo Studio Universitario (ARSTUD) site in zona (185), dai fruitori della mensa
universitaria di via Petroni (media mensile durante l’A.A. 2004-2005 di circa 20.000
persone) e del servizio di ristorazione offerto da “La Scuderia” (media mensile durante
l’A.A. 2004-2005 di circa 20.000 persone), dagli impiegati presso le sedi della Provincia
di via Zamboni, via Castagnoli e via Benedetto XIV (475) e dagli impiegati presso la
Direzione Generale di Unicredit Banca in via Zamboni (400).
Il numero di studenti, docenti, ricercatori e personale impiegatizio è meglio
rappresentato nella tabella che segue, riferita all’anno accademico 2004-2005.
Facoltà-Dipartimenti
Studenti
Personale docente
Personale tecnico amministrativo
Giurisprudenza
10.026
137
29
Economia
7.984
108
Scienze della Formazione
5.459
Lettere e Filosofia
16.161
330
32
Scienze Statistiche
463
68
19
6.056
420
12
1.070
31
13
S cienze Matematiche,
Fisiche e Naturali
Scienze motorie
104
28
19
Dipartimenti (1)
466
Biblioteche (2)
37
Sede centrale e centri di
674
servizio (3)
TOTALE
47.129
1.198
1.329
(1) Dipartimenti situati nell’area di via Zamboni e dintorni.
(2) Biblioteche di via Zamboni 35 e 36 e di via Belle Arti
(3) Segreteria di via Zamboni, 33, di Palazzo Paleotti, dei centri di servizio in via Belmeloro e in via Belle Arti
La zona è caratterizzata quindi dalla presenza di un elevatissimo numero di
frequentatori fluttuanti e di utilizzatori di questa parte della città e dei servizi che essa
offre. Si tratta di utenti non residenti che rappresentano una notevole e consistente
potenzialità di richieste di prestazioni e servizi e che potrebbero contemporaneamente
rappresentare il primo veicolo naturale di informazione e promozione del centro
commerciale naturale urbano.
Le risorse culturali
Questa parte di città è tra le più ricche di risorse culturali ed è caratterizzata da
percorsi porticati che connettono palazzi e chiese di particolare interesse storicoartistico, potenzialmente meta, assieme al sistema dei musei, di flussi turistici. Essi sono:
- il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini”;
- i Teatri Comunale, S.Martino, S. Leonardo, delle Moline, Bibiena;
- la Pinacoteca Nazionale di Bologna;
- l’Accademia di Belle Arti;
- importanti palazzi storici: Grassi, Bentivoglio, Venturoli, Franchini, Bianchetti, DaviaBargellini, Malvezzi, Poggi, Orsi, Magnani-Salem;
- L’Orto Botanico di Villa Viola;
- le chiese di S. Vitale ed Agricola, S. Sigismondo, S. Giacomo Maggiore e l’oratorio di S.
Donato.
La zona è poi caratterizzata dalla presenza di diverse strutture universitarie:
- le facoltà di Giurisprudenza, Economia, Scienze della Formazione, Lettere e Filosofia,
Scienze Statistiche, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienze Motorie;
- la Biblioteca di Discipline Umanistiche, la Biblioteca Universitaria di Bologna ed il
Centro interdipartimentale di servizi bibliotecari “Biblioteca Walter Bigiavi”;
- alcune strutture del Sistema Museale di Ateneo,
- il centro multimediale di Palazzo Paleotti - nato dalla collaborazione tra Comune,
Università ed Istituto dei Beni Artistici e Culturali della Regione Emilia Romagna-, dotato
di un centinaio di postazioni configurate in modo tale da consentire la realizzazione di
dimostrazioni multimediali, conferenze ed incontri anche in orario serale;
- la mensa universitaria e il caffè “La Scuderia” (gestito da Scuderia srl, che ha ottenuto
l’affidamento dei locali mediante un bando di gara emesso dall’ARSTUD nel 2002) ;
- tre delle residenze universitarie dell’ARSTUD.
Nella zona è presente anche il cinema Odeon, dotato di quattro sale.
L’offerta commerciale e dell’artigianato di servizio
Obiettivo del Progetto è la valorizzazione del commercio – con particolare
attenzione all’articolazione dell’offerta merceologica – e dell’artigianato, quale misura per
mantenere viva la zona e diversificarne l’utenza.
Attualmente la situazione si presenta critica: l’elaborazione dei dati relativi alle
attività commerciali insediate nelle vie di interesse del Progetto, compiuta nel dicembre
2004 dal Settore Economia e Attività Turistiche, mostra una sostanziale involuzione
dell’offerta commerciale, caratterizzata da una forte de-specializzazione del servizio ed
aggravata dalla recente chiusura di numerosi esercizi commerciali, causata anche dai
problemi di tenuta sofferti dalla zona in seguito al suo progressivo degrado.
Questa situazione ha indotto una riduzione “a catena” dei servizi stessi ed il
conseguente deprezzamento degli immobili (sia per quanto riguarda i locali ad uso
commerciale che le abitazioni) rispetto alle aree circostanti. Il dato è stato confermato da
un confronto effettuato dal Settore Economia e Attività Turistiche con l’Unione Piccoli
Proprietari Immobiliari e l’Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari ed è
accompagnato da un allungamento dei tempi di contrattazione nelle compravendite. Si
profila quindi un ulteriore problema da risolvere: quello delle funzioni insediabili nei
locali lasciati vuoti dagli imprenditori locali che cessano l’attività.
La tendenza generale registrata nella zona è quella di un nuovo insediamento
commerciale di scarsa qualità, concentrato formalmente sul settore alimentare,
caratterizzato da orari prolungati di apertura e dalla vendita in misura considerevole di
bevande alcoliche.
Secondo i dati in possesso del Settore Politiche per la Sicurezza del Comune di
Bologna questi esercizi rappresentano una tipologia di locali “a rischio”, che
potenzialmente si prestano allo spaccio di stupefacenti, incoraggiando la presenza e la
sosta di persone equivoche.
A ciò si aggiunga il processo cronico di desertificazione commerciale che
coinvolge, da alcuni anni a questa parte, tutta l’area del centro storico, generato dal
proliferare di medie e grandi strutture di vendita nella periferia della città. La grande
distribuzione, altamente competitiva in termini di prezzi e di scelta, ha posto in una
posizione di svantaggio il commercio di vicinato che, nelle vie del centro, deve far fronte
ad affitti smisuratamente elevati: a Bologna si è passati dalle 9.877 unità del 2002 alle
9.733 del 2003 e, analogamente, si è registrata una crescita esponenziale della grande
distribuzione negli ultimi dieci anni. Considerando che la densità dei punti vendita nel
centro storico di Bologna è pari a 53,4 (la cifra rappresenta il numero dei punti vendita
ogni 1000 abitanti) rispetto al 13,1 che caratterizza le zone periferiche, è facile intuire
come la crisi generalizzata del commercio di vicinato colpisca in maniera decisiva la zona
del centro. Nel centro storico sono localizzati il 41,3% degli esercizi commerciali della
città (2.767 su 6.694) e per la quasi totalità (96,8%) si tratta di negozi di vicinato.
Per quanto concerne l’area di interesse, come è possibile evincere dal grafico
soprastante, che rappresenta la percentuale delle diverse tipologie di attività attualmente
insediate nella zona considerata, la vocazione predominante è rappresentata dal
commercio non alimentare, con una percentuale del 45% sul totale (su 648 esercizi
presenti in zona, 290 appartengono alla tipologia non alimentare).
Una caratteristica della zona analizzata è la presenza rilevante di pubblici esercizi,
pari a 126, che rappresentano il 19% del totale. Quasi un terzo di questi esercizi (35), al
31.12.2004 aveva chiesto ed ottenuto una deroga all’orario di chiusura fissato alle ore
01,00 dall’Amministrazione comunale (mediante Ordinanza Sindacale registrata al P.G. n.
132003/02), mediamente equivalente a due ore, con la possibilità di sospendere musica
e somministrazione di cibo ed alcolici in una fascia oraria individuata tra le ore 03,00 e le
ore 05,00 del mattino. L’offerta specifica di questa tipologia di servizio è generalmente
poco diversificata, carente nella qualità e presenta criticità relative alla sosta prolungata
delle persone in particolare all’esterno dei locali. Questo dato conferma l’identificazione
della zona universitaria, i cui assi centrali sono rappresentati dalle vie Zamboni (sette
locali in via Zamboni; due in piazza Verdi e quattro nei siti immediatamente attigui, via
Petroni e Largo Respighi, cessano l’attività in orario notturno) ed Irnerio (tre locali in via
Irnerio; quattro in via Borgo di San Pietro; cinque in via Mascarella), con quella del
divertimento notturno.
Analizzando la realtà commerciale e la morfologia dell’area, è possibile identificare
quattro diversi comparti con caratteristiche prevalenti.
Irnerio: vie Alessandrini, Bertoloni, Capo di Lucca (fino a via Irnerio), Centotrecento, De
Rolandis, Borgo di San Pietro (fino a via Irnerio), Irnerio (da piazza di Porta San Donato
fino all’incrocio con via Alessandrini), Mascarella.
All’interno di questo comparto sono situate le sedi di numerose facoltà
universitarie ed elementi architettonici e culturali di grande pregio, quali la Chiesa di San
Domenico (via Mascarella), il centro sportivo Sferisterio ed il Museo di Anatomia Normale
(via Irnerio), l’Orto Botanico (via Bertoloni) e Palazzo Venturoli (via Centotrecento).
L’asse commerciale è costituito da via Irnerio, supportato dalle vie Borgo di San Pietro e
Mascarella.
La zona, che unitamente a Zamboni e Pratello rappresenta, se pur con modalità di
fruizione e caratteristiche diverse rispetto a queste ultime, il fulcro della vita notturna
universitaria, è caratterizzata da uno sviluppo più recente e da un fronte commerciale
complessivamente continuo.
Le attività di servizio e commerciali sono 224, (13 commercio alimentare; 97
commercio non alimentare; 24 parrucchieri ed estetisti; 12 laboratori; 10 commercio
misto; 48 pubblici esercizi; 20 altro) e sono distribuite in maniera territorialmente
discontinua: si passa con facilità da una densità commerciale elevata (Irnerio, Borgo di
San Pietro, Mascarella) ad arterie con grosse difficoltà di tenuta.
Le vie Mascarella, Borgo di San Pietro ed Irnerio, che si caratterizzano per la
presenza di ampi tratti porticati, pur non costituendo un percorso commerciale vero e
proprio in quanto la presenza di esercizi commerciali è a tratti discontinua, offrono
potenzialità per essere migliorate in particolare nell’immagine.
La suddivisione per tipologie di attività nella zona è indicata nel grafico che segue.
Belle Arti:
vie Belle Arti, De Castagnoli, del Guasto, delle Moline, Marsala (fino
all’incrocio con via Oberdan), Mentana, Oberdan (fino a piazza San Martino), XX Ottobre,
vicolo dei Facchini, Largo Respighi, piazza Scaravilli.
All’interno di questo comparto sono situati Palazzo Grassi, il Teatro delle Moline,
Palazzo Bentivoglio, la Soprintendenza Archeologica per l’Emilia Romagna, l’Accademia
di Belle Arti, la Soprintendenza per i Beni Artistici, la Pinacoteca Nazionale, il Teatro
Comunale e Palazzo Poggi, sede attuale del Rettorato dell’Università di Bologna.
Si tratta di un comparto dei borghi popolari medievali sviluppatisi fra le Mura del
Mille e l’ultima cerchia: via Moline, via Castagnoli, Largo Respighi seguono il tracciato
esterno della mura del Mille.
La zona, caratterizzata dal canale delle Moline (a tratti
ancora scoperto) costituisce un importante aggregato di funzioni di animazione urbana
connesse alla presenza dell’Università ed è fornita di una rete commerciale piuttosto
vasta, i cui assi portanti sono vie Belle Arti, delle Moline e Marsala, benché vi siano vicoli
in cui non risiede nessuna attività e nelle vie principali il fronte commerciale sia spesso
discontinuo.
Le attività commerciali del settore non alimentare registrano l’assenza di esercizi
specializzati e risulta carente la presenza di negozi di generi alimentari: le percentuali
relative al commercio alimentare e misto sono rispettivamente minori di 2 ed 1 punti
percentuali rispetto al valore medio (5% e 4% rispetto a 7% e 5%).
Complessivamente, il commercio e l’artigianato di servizio sono prevalentemente di
supporto alle attività di formazione e culturali (copisterie, librerie, gallerie e studi d’arte,
ecc.).
In via Marsala la densità commerciale si presenta modesta, pur in presenza di un
buon mix funzionale e via Oberdan, che presenta nel lato est del tratto considerato un
percorso pedonale caratterizzato da diversi dislivelli risolti da scale, è ricca di attività che
si connotano anche per la presenza di esercizi del settore alimentare.
Zamboni: piazze Puntoni, Rossini e Verdi, via Zamboni.
Questa porzione di territorio costituisce il cuore della zona universitaria e presenta
situazioni urbane e commerciali di maggiore problematicità.
La presenza ravvicinata di diverse facoltà universitarie e la centralità della zona
favoriscono il proliferare di numerosi locali aperti fino a tarda ora che fungono da
abituale ritrovo per gli studenti: in evidenza, in particolare, la presenza su piazza Verdi, di
fronte al Teatro Comunale, delle ex scuderie bentivogliesche, oggetto di considerevoli
interventi di ristrutturazione.
A livello artistico ed architettonico è doveroso menzionare la presenza di Palazzo
Malvezzi (sede della Provincia), la Chiesa di San Giacomo Maggiore ed il Conservatorio
musicale Gian Battista Martini. In quest’ultimo sono già previsti lavori di ristrutturazione
nelle sale Conservatorio e Bossi.
Anche questo comparto mostra interessanti peculiarità: la percentuale relativa alla
presenza di pubblici esercizi supera di 11 punti percentuali quella media (32% rispetto al
21% della media) con orari di chiusura che, nella maggioranza dei casi, si protraggono
in orario notturno (per 11 dei 18 pubblici esercizi presenti).
Il commercio non alimentare non è presente e quello alimentare è ampiamente
inferiore alla media. Complessivamente le attività sono legate alla funzione universitaria,
con qualche presenza commerciale e artigianale di antica tradizione: librerie, strumenti
musicali, restauro mobili, vendita e riparazione biciclette.
L’ambiente presenta situazioni di degrado ed anche l’immagine commerciale, in
alcuni tratti, risulta di scarsa qualità.
Il primo tratto della via Zamboni, recentemente compreso nell’area pedonale
Ghetto-Zamboni con evidenti benefici in materia di accessibilità pedonale, presenta una
buona qualità del fronte commerciale, anche a seguito di aperture di esercizi specializzati
sia del settore alimentare, non alimentare e dei servizi. Problemi di degrado fisico sono
presenti nella galleria commerciale “Due Torri”, che collega le vie Zamboni e San Vitale.
S. Vitale: vie Acri, Belmeloro, Benedetto XIV, Bibiena, Croce, dell’Unione, Petroni,
S:Apollonia, San Giacomo, San Gigismondo, San Leonardo, San Vitale, Selmi, vicolo
Vinazzetti, Largo Trombetti, piazza Aldrovandi
Anche questo comparto è caratterizzato dalla presenza di numerose sedi di facoltà
universitarie, anche straniere, concentrate principalmente nella via Belmeloro. A livello
architettonico l’area è arricchita da costruzioni di pregio notevole: Palazzo DaviaBargellini (sede del Museo di Arte Industriale), Palazzo Bianchetti, la Chiesa di San Vitale
ed Agricola, Palazzo Fantuzzi, Palazzo Orsi, Palazzo Franchini, Teatro Bibiena ed il Teatro
laboratorio S. Leonardo (per quest’ultimo sono già stati previsti interventi di messa a
norma degli impianti tecnologici).
Direttrice principale del traffico veicolare dalla periferia al centro storico, via San Vitale
aggrega la parte preponderante del commercio ed è caratterizzata, per la presenza dei
portici, dall’uso pedonale dello shopping. I porticati commerciali presentano carattere di
omogeneità e continuità nel lato nord, mentre l’imponente facciata di Palazzo Fantuzzi
interrompe il porticato del lato sud. Tra le attività domina la presenza consolidata di
esercizi non alimentari, in particolare gioiellerie, antiquari, articoli per la casa e
abbigliamento.
Piazza Aldrovandi è il fulcro urbano di due direttrici storiche, via San Vitale e
Strada Maggiore. Caratterizzata dalla presenza del mercato rionale, recentemente
rinnovato, costituisce il maggior riferimento per i prodotti alimentari di tutta la zona
universitaria. Sul lato ovest non presenta caratteristiche tipologiche adatte
all’insediamento commerciale, mentre sul lato est la presenza di percorsi pedonali
porticati favorisce l’insediamento degli esercizi.
Alcune recenti aperture di negozi specializzati nel settore non alimentare hanno
contribuito a risolvere i problemi di discontinuità del fronte commerciale in prossimità
dell’intersezione con via San Vitale.
Nel comparto sono privilegiati gli esercizi non alimentari, superiori di tre punti
percentuali alla media, a discapito dei pubblici esercizi, rappresentati da una percentuale
del 13%. Complessivamente il fronte commerciale è discontinuo e sono numerose le
strade a scarsa tenuta commerciale.
La zona, intesa come “periferia” dell’area universitaria, ed isolata dal fenomeno di
insediamento dei pubblici esercizi, sta soggiacendo ad una fase di degrado che, seppur
meno visibile, è maggiormente progredita rispetto a quella generale della zona
universitaria. Si sta assistendo ad un abbandono graduale delle attività da parte degli
operatori commerciali bolognesi, con conseguente insediamento di esercizi gestiti da
cittadini extracomunitari concentrati sulla medesima merceologia (frutta e verdura) che
di fatto impedisce la diversificazione ed il gusto al passeggio e che, da una certa ora in
poi, si concentra nella vendita di bevande alcoliche.
Il grafico sottostante rappresenta la distribuzione territoriale dei pubblici esercizi
nei quattro comparti individuati: Irnerio e Zamboni mostrano il più alto rapporto tra il
numero di pubblici esercizi e l’apertura in orario notturno.
Si è effettuata di seguito un’ulteriore verifica dei dati per misurare il grado
di desertificazione commerciale di ogni comparto, considerando la proporzionalità con il
numero totale degli esercizi.
Dal grafico e dalla tabella che seguono è chiaramente osservabile come il numero
di attività per zona diverga in maniera decisiva. Tale divergenza, dovuta non solo al
“grado di salute” della realtà commerciale, ma anche alle diverse estensioni delle zone
prese in esame, può annullare la correttezza e l’indicatività di certe conclusioni,
soprattutto nell’incrocio con altre variabili.
Sono quindi stati “ripuliti” i dati come segue, intersecando di seguito la serie di
dati relativi alla distribuzione ed alla tipologia delle attività commerciali con:
il numero di cessioni e volture e cessioni rilevato annualmente dal 1998 in poi;
il numero delle attività gestite da cittadini extracomunitari.
T o t a l e
non
Esercizi
alimentari
misto
barb. Parr.
p.e.
lab. Alim.
totale
Belle Arti
61
5
10
30
12
125
Irnerio
98
10
24
48
12
205
107
16
14
30
21
210
25
0
4
18
1
49
288
31
52
125
46
589
San Vitale
Zamboni
Totale
tot. volture/
cessioni
Belle Arti
Irnerio
San Vitale
Zamboni
Totale
alimentari13
non
alimentari
22
11
misto
p.e.
lab. Alim.
totale
45
5
4
47
7
119
11
1
7
17
43
44
3
12
72
11
153
94
15
9
60
25
220
8
2
39
191
25
PROPORZIO
34
25
44
213
43
536
non
NI (A)
alimentari
Belle Arti
Irnerio
barb. Parr.
misto
barb. Parr.
1,00
0,85
alimentari
0,46
0,40
0,30
p.e.
lab. Alim.
1,57
0,50
0,58
1,53
0,92
totale
0,95
0,76
1,19
San Vitale
2,00
1,05
0,00
1,89
Zamboni
Totale
0,00
0,91
0,66
0,33
-
0,81
0,48
0,00
1,70
0,92
0,93
0,92
non
tot. Esercizi
alimentari
Belle Arti
alimentari
Irnerio
San Vitale
7
13
Zamboni
Totale
t
o
22
t
misto
barb. Parr.
p.e.
lab. Alim.
totale
61
5
10
30
12
125
98
10
24
48
12
205
107
16
14
30
21
210
25
0
4
18
1
49
288
31
52
125
46
589
1
.
Extracomunit
43
ari
non
alimentari
misto
barb. Parr.
p.e.
lab. Alim.
totale
Belle Arti
3
2
1
1
2
4
13
Irnerio
1
8
3
1
1
3
17
San Vitale
7
6
9
0
0
5
27
Zamboni
0
0
0
0
0
0
0
11
16
13
2
3
12
57
PROPORZIO
non
NE (B)
alimentari
Belle Arti
Irnerio
misto
barb. Parr.
p.e.
lab. Alim.
totale
0,4285714
alimentari
0,032786885
0,2
0,1
0,066667
0,333333
0,104
0,0769231
0,083333333
0,3
0,0416667
0,021277
0,25
0,084158
0,056074766
0,5625
0
0
0,238095
0,12857
0
0
0
0
0,097436
San Vitale
Zamboni
0
0
-
0,255814
0,055555556
0,4193548
0,0384615
0,024
0,26087
0,85
0,32
0,17164
0,16
-0,75
0,72
INDICE DI
CORRELAZI
ONE
La tabella A
mostra il rapporto, mediante le suddivisioni per area e tipologia di
attività, tra il numero di volture e cessioni ed il numero delle attività complessivamente
considerate. Emergono dati particolarmente interessanti, che rispecchiano le condizioni
di “abbandono” (stato dei portici, saracinesche abbassate) percepite visivamente, nei
comparti San alimentari
Vitale e Belle Arti.
In San Vitale il rapporto complessivo è pari a 1,05, ossia il rapporto tra esercizio
attivo e numero di volture è di 1 a 1, a seguire Belle Arti.
Nella tabella B si considera il rapporto con il numero di attività gestite da cittadini
extracomunitari. Trascurando il comparto Zamboni, in cui non sono presenti attività
0,3181818
gestite da cittadini
extracomunitari, il rapporto più incisivo è sempre quello relativo alle
zone San Vitale e Belle Arti.
Calcolando di seguito l’indice di correlazione fra le due matrici di dati, è
chiaramente visibile come questa correlazione esista (l’indice di correlazione si muove da
1, massima correlazione, a –1): il numero di attività gestite dai cittadini extracomunitari è
direttamente proporzionale al numero di cessazioni e volture.
Gli operatori commerciali italiani abbandonano porzioni di territorio rilevanti, che
vengono utilizzate da operatori extracomunitari. Questa dinamica implica una specifica
rilettura del territorio per la costituzione di una nuova categoria di operatori, poco
rappresentata, con scarsi contatti con la Pubblica Amministrazione e che pone nuovi
problemi a livello di regolamentazione delle attività.
A differenza di ciò che accade per le altre attività, non esiste alcuna correlazione
tra l’insediamento di operatori extracomunitari ed il numero dei pubblici esercizi cessati.
Questi ultimi rappresentano una categoria a parte, caratterizzata da un elevato turn over:
il rapporto, esplicitato nella tabella A, per i pubblici esercizi non scende mai al di sotto
della soglia di 1,53 ed è il più alto in assoluto (in San Vitale, ad esempio, il rapporto fra
locali e cessazioni è di 1 a 2). Il grafico seguente evidenzia il numero delle cessioni e
volture per anno e per comparto (rilevate dal 1998 ad oggi).
La distribuzione per zone di numero di cessioni e volture pare di scarsa rilevanza,
mentre i dati relativi alla tipologia dei servizi commerciali evidenziano la tendenza
generalizzata dell’aumento di cessioni e volture nel corso del tempo, più decisiva per ciò
che concerne i pubblici esercizi ed i servizi misti.
Nuove prospettive per il sistema commerciale del centro
storico
Un centro commerciale naturale urbano
Il settore della distribuzione al dettaglio si contraddistingue per una tendenza alla
concentrazione fisica dell’offerta commerciale. Essa si determina in aree che presentano
condizioni di contesto privilegiate, di norma costituite dai centri storici o da alcune vie
commerciali, oppure nell’ambito di centri commerciali pianificati: insediamenti
extraurbani che realizzano sotto un’unica regia le iniziative decise dai singoli
imprenditori.
Il confronto tra i due diversi sistemi mette in evidenza la scarsa
competitività della distribuzione al dettaglio, rispetto alla grande distribuzione
organizzata, sotto il profilo dei prezzi e per la mancanza di una regia unitaria delle
attività. Un centro commerciale pianificato è infatti gestito da un’unica direzione centrale
che definisce un mix di offerta merceologica (mediante la selezione degli operatori da
inserire nella galleria commerciale), politiche pubblicitarie e promozionali unitarie ed un
insieme di servizi collaterali da offrire ai consumatori (quali parcheggi, pubblici esercizi,
servizi di intrattenimento).
Obiettivo di questa attività di pianificazione commerciale è l’avviamento nel centro
storico e nella città storica consolidata di centri commerciali naturali urbani, finalizzati a
fornire quella regia unitaria che restituisca una capacità competitiva rispetto alla grande
distribuzione, superando i limiti organizzativi e dando un’immagine coordinata e
riconoscibile alle diverse attività insediate.
In particolare, nell’area in oggetto e come sperimentazione ed anticipazione, l’idea
di realizzare un centro commerciale naturale urbano va intesa come strumento per il
consolidamento e l’ampliamento delle quote di mercato degli esercizi di vicinato, per
arginare i fenomeni di desertificazione e dequalificazione dell’offerta. Di fatto si tratta di
una misura in grado di individuare specifici percorsi che collegano offerte merceologiche
diversificate e di servizi che si ricompongano in un’offerta completa, integrata anche da
occasioni di incontro e di intrattenimento.
Lavorare per la realizzazione di un centro commerciale naturale urbano potrebbe
consentire la costituzione di un organismo di promozione e gestione, coinvolgendo
soggetti istituzionali, quali il Comune, i Quartieri e la Camera di Commercio, le imprese
commerciali, i singoli imprenditori e le organizzazioni di categoria. Questo organismo
potrebbe divenire interlocutore unico per l’Amministrazione Comunale in sede di
discussione e concessione di finanziamenti (ad esempio le sovvenzioni concesse ai sensi
della L.R. n. 41/97), di riorientamento merceologico, per decisioni in merito ad iniziative
di fidelizzazione ed ai piani relativi alla mobilità nell’area, nonché avere il compito di
coordinare le diverse attività di marketing. Tale organismo potrebbe presentarsi come
rappresentante di un gruppo di acquisto e conseguentemente affermare un potere
contrattuale nei confronti dei fornitori.
L’organismo di promozione e gestione sarebbe poi investito dell’importante
compito di motivare i diversi soggetti attraverso lo sviluppo della consapevolezza che il
centro storico è sì un luogo adibito al commercio, ma anche una realtà più articolata che
contribuisce al dinamismo ed alla competitività di tutto il sistema città attraverso la
valorizzazione di diverse componenti (trasporto, struttura urbana, cultura).
Importante può risultare la presenza, nelle diverse iniziative, di imprese
commerciali di media e grande dimensione non alimentari, che potrebbero essere in
grado di apportare risorse finanziarie e capacità manageriali e che, offrendo servizi
commerciali e non, possono rafforzare la capacità di attrazione dell’area.
Fondamentale è poi il coinvolgimento delle associazioni di categoria, come
elemento di raccordo con gli imprenditori locali e di promozione delle iniziative, grazie
alla loro capacità di mobilitazione e sensibilizzazione. In tale ambito è necessario
intervenire con politiche mirate di qualificazione e rivitalizzazione delle botteghe storiche
e di salvaguardia dei mestieri tradizionali, che possono svolgere un ruolo chiave, per la
loro capacità di attrazione e animazione.
L’organismo di promozione, controllo e gestione del centro commerciale naturale
urbano po trebbe po i evo lvere, fo rte dell’ esperienza di c o nc ertazio ne c o n
l’Amministrazione Comunale, in un vero e proprio Town Centre Management i cui
obiettivi di fondo sono:
favorire tutte le attività di marketing e le iniziative promozionali, sostenere attivamente le
campagne sul contenimento dei prezzi, come ad esempio “Oibò-Bologna costa
meno!” e l’informazione al consumo, facilitando l’accesso alle informazioni
dell’osservatorio prezzi. Migliorare l’immagine complessiva del sistema commerciale
integrato al sistema città perché deve essere nuovamente percepito come luogo
piacevole da visitare e da frequentare;
valorizzare l’area del centro storico come asset per i residenti, per gli operatori privati e
per i turisti;
migliorare l’offerta complessiva dei servizi del centro storico;
valorizzare gli sforzi dell’amministrazione pubblica, degli operatori privati e della
comunità locale attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse e un approccio
cooperativo alla soluzione dei problemi dell’area.
Un nuovo modo di intendere un Progetto di Valorizzazione Commerciale
Il Progetto di Valorizzazione Commerciale è considerato lo strumento più idoneo
per assicurare il rilancio e la qualificazione dalla zona individuata e dell’insieme di attività
economiche in essa presenti, per le sue due caratteristiche salienti:
è in grado di veicolare finanziamenti e agevolare l’accesso al credito per gli operatori;
si concentra sulle attività commerciali e sull’artigianato di servizio, che rappresentano una
fondamentale occasione di integrazione tra funzioni e di presidio del territorio nel
centro storico.
Per rendere possibile la sua realizzazione, il Progetto deve mettere a sistema
politiche pubbliche, progettualità privata ed efficacia degli strumenti normativi e
finanziari.
L’elaborazione del Progetto di Valorizzazione Commerciale per
“Piazza Verdi e
dintorni” deve coinvolgere e responsabilizzare direttamente i soggetti interessati
all’attuazione delle azioni previste ed al raggiungimento degli obiettivi fissati.
Il piano deve essere considerato un programma unitario di interventi che
comprendano la definizione delle relazioni e del ruolo del sistema commerciale,
costituito da commercio in sede fissa e su area pubblica, pubblici esercizi, dehors,
artigianato, nella prospettiva della realizzazione di un centro commerciale naturale
urbano integrato con il sistema insediativo – residenziale e produttivo -, il sistema
culturale e dei servizi, il sistema della mobilità e della logistica delle merci. Queste azioni
vanno affiancate da interventi a carattere sociale e per la pulizia, la sicurezza e la
manutenzione della città.
Ai Progetti di Valorizzazione Commerciale devono essere attribuite funzioni di
integrazione di obiettivi intersettoriali, mettendo a sistema attività e risorse per la
qualificazione e la trasformazione degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e delle
attività di servizio, la manutenzione e l’arredo e per l’insediamento di nuove attività
imprenditoriali.
Gli interventi nell’ambito del perimetro del Progetto necessitano di essere:
mirati alle specificità del territorio;
pianificati nel corso della fase di formazione;
mirati alla tempestività nell’ottenimento dei risultati, ed eventualmente nuovamente
definiti e concordati qualora venissero meno le condizioni per raggiungerla;
inseriti in una prospettiva di lungo termine e quindi finalizzati a risultati durevoli nel
tempo.
L’esperienza sino ad oggi maturata con i Progetti di Valorizzazione Commerciale ha
evidenziato notevoli criticità causate dalla scarsa condivisione dei progetti stessi da parte
di molti dei soggetti (Quartieri, comitati, associazioni di categoria, privati, cittadini, enti
culturali, istituzioni).
Si è quindi tracciato un percorso per la definizione dei progetti, che coinvolga
preventivamente tutti i soggetti interessati, ed è diventato prioritario definire nuove
modalità operative per la loro approvazione, fondate sulla chiarezza, sulla condivisione
degli obiettivi da raggiungere e sulla loro divulgazione, stimolando la collaborazione e la
disponibilità degli attori e degli utilizzatori coinvolti nell’attuazione. L’esigenza è quella di
disporre di uno strumento che permetta di portare a termine le azioni programmate,
consentendone al contempo modifiche in corso d’opera, in funzione dei risultati ottenuti
durante la fase attuativa.
obiettivi OPERATIVI del progetto
In questa parte della città è evidente una domanda commerciale, di servizi e di
iniziative, anche culturali, molto consistente, tenendo conto anche della popolazione
residente e in generale degli utilizzatori. Questo potenziale “mercato” ha dimensioni tali
da sostenere una qualificazione dell’offerta commerciale e da indurre ad un riequilibrio
dell’uso di spazi e strutture.
L’intervento di rilancio di piazza Verdi e dintorni, effettuato attraverso lo strumento
del Progetto di Valorizzazione Commerciale, si pone come obiettivo generale la
valorizzazione dell’area a partire dalle risorse presenti. Da qui l’importanza delle azioni
volte a sostenere e migliorare l’offerta della piccola distribuzione, caratterizzata dalla
possibilità di offrire occasioni di incontro in un ambiente accattivante e confortevole.
Gli esercizi commerciali di vicinato e le attività imprenditoriali possono fungere da
vero e proprio presidio della zona, particolarmente importante per aiutare a risolvere gli
attuali problemi di vivibilità e sicurezza, ma il Progetto si presenta come un quadro unico
e strutturato di riferimento per interventi di diversa natura, messi a sistema in un
programma complessivo, dotato di valenza intersettoriale ed in grado di generare effetti
moltiplicatori.
Sono state individuate le macro aree di intervento tematico
ritenute utili per il
raggiungimento dell’obiettivo di qualificare l’ambito territoriale di piazza Verdi e dintorni.
All’interno di queste macro aree sono state individuate e descritte singole azioni che
nell’iter di approvazione del piano dovranno essere verificate, condivise e potenzialmente
integrate e devono diventare progetti ed interventi.
QUALIFICAZIONE DELL’OFFERTA COMMERCIALE INTEGRATA CON I SERVIZI
La realizzazione di un centro commerciale naturale urbano prevede l’attivazione di
percorsi che coinvolgano Quartieri, Associazioni di categoria, Comitati, e singoli
imprenditori, per la formazione di progetti, come ad esempio l’individuazione di
itinerari prevalentemente pedonali, in grado di collegare offerte merceologiche e di
servizi articolate ed occasioni di sosta, intrattenimento e coinvolgimento in eventi e
manifestazioni culturali. Ulteriore presupposto per il funzionamento di un centro
commerciale naturale urbano con queste caratteristiche è la realizzazione di un
organismo di gestione unico per il governo della
qualificazione delle attività
commerciali e per l’avviamento di iniziative promozionali e di fidelizzazione della
clientela, oltre che per il consolidamento di iniziative di marketing, e per il supporto
al radicamento di eventi e manifestazioni organizzate di concerto con il Quartiere,
quali ad esempio la campagna “Spesa intelligente” ed i mercati (vintage, prodotti
equo-solidali, libri usati). Il centro commerciale naturale urbano deve essere
caratterizzato da un logo che contribuisca a conferire alle attività che ne fanno parte
una identità coordinata e riconoscibile. Per la ideazione di tale logo si potrebbe indire
un concorso di idee rivolto agli studenti dell’Accademia e del DAMS. Nell’ambito delle
iniziative di marketing relative al centro commerciale naturale urbano sono di
particolare importanza la stampa di un opuscolo illustrativo sulle manifestazioni e le
opportunità offerte e la predisposizione di un sito dedicato, con un collegamento
visibile sul sito del Comune e che a sua volta contenga collegamenti ai siti delle
associazioni commerciali bolognesi. Gli interventi a carico degli operatori commerciali
che vogliano entrare a far parte del circuito del centro commerciale naturale urbano
possono essere co-finanziati anche dai contributi pubblici previsti dalla L.R. n. 41/97
per la qualificazione del sistema commerciale e dai fondi del progetto MAMBO,
finanziato dalle risorse assegnate specificamente al Comune di Bologna dal Ministero
delle Attività Produttive con la Legge 266/97, per favorire l’insediamento e la
qualificazione di imprese in zone degradate della città.
Ulteriore sostegno alla realizzazione del centro commerciale naturale urbano è la
regolazione delle attività commerciali con interventi sugli orari ed i giorni di apertura,
coerentemente con i criteri di programmazione dei pubblici esercizi. Lo strumento più
idoneo per adattare alla specifica realtà la disciplina generale sono gli accordi
infraprocedimentali con i gestori che consentano il delinearsi di situazioni governate
di proroga degli orari, occupazione del suolo pubblico –coerentemente con il
regolamento dei dehors- e disciplina degli intrattenimenti, collegando tali iniziative ad
una responsabilità individuale degli imprenditori riguardo alla pulizia ed al rispetto
della quiete pubblica.
E’ di particolare importanza per la qualificazione dell’offerta commerciale integrata la
definizione di tabelle merceologiche articolate e compatibili con le caratteristiche della
zona, mettendo in campo un sistema di incentivi per la loro realizzazione e
contemporaneamente procedendo al contenimento dell’offerta non qualificata, in
particolare le attività alimentari, i call center e le copisterie.
Nell’ambito della qualificazione commerciale è fondamentale procedere ad un
riorientamento dell’offerta, grazie all’incentivazione all’insediamento di attività di
qualità per i servizi alla popolazione studentesca, come ad esempio copisterie che, in
accordo con l’Università e nel rispetto della normativa SIAE, offrano servizio di
duplicazione di libri e cd. Anche tali servizi potranno usufruire dei contributi previsti
dalla L.R. n. 41/97.
Questi contributi e quelli erogati nell’ambito del progetto
MAMBO potranno coprire parte dei costi di insediamento e promozione di attività
artigianali, artistiche e dedicate al tempo libero ed allo spettacolo, anche rivolte alla
popolazione giovanile, come ad esempio artigianato artistico, oggettistica, ed articoli
da regalo. Gli stessi contributi potrebbero poi essere utilizzati per incentivare
l’insediamento di attività di servizio all’offerta culturale dell’area, come ad esempio
negozi di dischi e librerie specializzate collegate all’attività dell’Università
dell’Accademia, dei teatri, del Conservatorio e della Pinacoteca.
COORDINAMENTO DELL’OFFERTA CULTURALE
Particolare attenzione deve essere posta alla valorizzazione delle “risorse” culturali
naturalmente presenti nell’area che devono sempre di più rappresentare un volano per
la connotazione dell’area come bacino di produzione di cultura e saperi. In questa
prospettiva è fondamentale, sia a livello generale che per le attività specificamente
svolte in piazza Verdi e dintorni, la redazione di una programmazione che coinvolga
tutti i soggetti pubblici (Università, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Accademia di
Belle Arti, Conservatorio e Teatro Comunale) organizzatori di eventi e manifestazioni
per dare a tali iniziative la maggior continuità possibile e porre i presupposti per una
efficace comunicazione, che le renda visibili a cittadini, visitatori e turisti. E’
altrettanto fondamentale che le iniziative pubbliche possano essere sviluppate
tenendo conto delle proposte di Quartieri, Comitati, Associazioni con le modifiche
individuate nella parte metodologica ed ancora che le iniziative pubbliche possano
essere integrate con quelle private.
MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VIABILITA’
Migliorare le condizioni di viabilità della zona, valorizzandone le caratteristiche storicoarchitettoniche e di luogo d’incontro, significa predisporre percorsi pedonali e
ciclabili opportunamente indicati da un sistema di segnaletica turistica, individuare un
sistema di parcheggi per auto private e veicoli merci compatibile e potenziare le aree
di parcheggio per i ciclomotori e per le biciclette in zone non impattanti con la
qualità storico-architettonica dei luoghi (anche e soprattutto in zona universitaria). Il
complesso di queste azioni, volte al miglioramento della morfologia di strade e piazze,
progettate anche grazie all’integrazione con il Piano Generale del Traffico Urbano, è
particolarmente importante sia per contenere gli effetti della congestione e
dell’inquinamento nella zona, favorendo un’ottimale fruizione del centro commerciale
naturale urbano, sia per permettere l’organizzazione di mercati su area pubblica,
nuovi rispetto a quelli già sperimentati, che contribuiscano ad integrare e diversificare
l’offerta commerciale. Sono da prevedere accordi per l’estensione del progetto di
noleggio di biciclette pubbliche “C’ENTRO IN BICI” ed per la revisione del percorso
delle navette di collegamento ai principali parcheggi siti ai bordi della zona (Piazza
VIII Agosto, Zaccherini Alvisi, S.Orsola) ed alla stazione ferroviaria. E’ poi necessario
procedere a stringere accordi affinché vengano applicate tariffe agevolate per l’utilizzo
dei mezzi pubblici e agire per la regolamentazione del traffico veicolare, ad esempio
grazie all’installazione di fittoni mobili.
La disciplina delle operazioni di distribuzione delle merci, coerentemente con le
disposizioni del Piano Merci, assume particolare rilevanza ai fini della vivibilità e
possibilità di fruizione della zona.
INTERVENTI A CARATTERE SOCIALE
Nell’ambito degli interventi a carattere sociale sono già state svolte importanti iniziative,
quali il “V corso di formazione rivolto a gestori di locali serali e notturni”, tenuto nel
2004 da rappresentanti del Comune di Bologna (Settori Servizi Sociali, Politiche della
Sicurezza, Economia e Attività Turistiche), Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria Locale,
Azienda Regionale Prevenzione e Ambiente, Società Italiana Autori ed Editori e
docenti universitari, rivolto a gestori di locali serali/notturni (discoteche, pub, bar,
osterie ecc.) con l’obiettivo di aumentarne la professionalità e le conoscenze,
mettendoli a confronto direttamente con le competenze delle principali istituzioni, e
di responsabilizzarli direttamente, pur nei limiti delle loro competenze, sulla situazione
complessiva della zona. Oltre alla riproposizione di tali corsi di formazione si possono
realizzare specifici interventi sul territorio da parte di personale specializzato, operatori
della notte, street walkers con base in unità mobile e mediatori culturali, allo scopo di
svolgere attività di ascolto e relazione e riorientare abitudini di frequentatori ed
utilizzatori della zona, non compatibili con la sua fruizione da parte di tutti.
Oltre a tali iniziative è da prevedere l’ampliamento dell’impegno in ambito sociale
nell’attivazione e coordinamento di iniziative per la prevenzione dell’abuso di droghe
ed alcolici.
INTERVENTI A SUPPORTO DELLA SICUREZZA E DELL’ORDINE PUBBLICO
Per il ripristino ed il mantenimento di condizioni di piena sicurezza è fondamentale dare
piena attuazione al protocollo d’intesa con la Prefettura partendo dalla zona
universitaria, attraverso l’attivazione dei dispositivi di videosorveglianza e la
realizzazione di un punto di coordinamento per il presidio della zona da parte delle
Forze dell’Ordine, nei limiti delle rispettive competenze.
PULIZIA DELL’AREA
Gli interventi ordinari di riassetto di portici e strade devono essere affiancati da
operazioni mirate di pulizia che prevedano l’ablazione delle scritte da muri e colonne
e l’igienizzazione del suolo con la rimozione delle deiezioni canine, nello specifico per
le vie Zamboni, Castagnoli, Petroni, Mascarella, San Vitale, delle Moline, del Guasto,
piazze Verdi, Puntoni e Aldrovandi e Largo Respighi. Per tali operazioni è opportuno
procedere ad una riconsiderazione del contratto con HERA.
Si profila di particolare importanza, riguardo al tema della pulizia della zona, la
collaborazione tra tutti gli utilizzatori. A tale scopo si possono prevedere specifici
accordi con i gestori ed si sosterranno attività di sensibilizzazione
rivolte ai
consumatori per l’istituzione dei “vuoti a rendere”, per la raccolta differenziata dei
rifiuti e per la diffusione e l’utilizzo di posacenere e Doggy Box. La raccolta periodica
e differenziata dei contenitori di bevande (lattine, bottiglie e bicchieri di vetro
abbandonati, bicchieri di plastica) potrà essere assicurata coinvolgendo le
associazioni studentesche.
Per il rispetto delle condizioni di pulizia dei portici nella zona universitaria si pone come
problema prioritario quello delle affissioni improprie di annunci di vario genere. A tal
scopo si individueranno spazi collocati in specifici punti per l’affissione gratuita di
messaggi da e per gli studenti (ricerca posto letto, vendita/acquisto materiale usato).
Questi spazi verranno poi gestiti e manutenuti da associazioni e cooperative
studentesche. Questa azione verrà poi affiancata dalla costituzione di un nucleo
redazionale in grado di far colloquiare, mediante l’utilizzo della rete informatica
(internet) e telefonica a basso costo (sms), domande ed offerte di interesse per gli
studenti universitari.
L’attuale carenza riguardante quantità ed orari di apertura dei servizi igienici pubblici
dovrà essere colmata con l’estensione alle ore serali del servizio di guardiania, pulizia
e gestione del bagno pubblico di Largo Respighi ed il ripristino e la messa a norma
dei servizi igienici ubicati nei pressi dei giardini del Guasto.
MANUTENZIONE DELLA CITTA’
Per la manutenzione di questa parte di città, ove sono ubicati diversi edifici di notevole
pregio storico ed architettonico, si procederà ad effettuare interventi di
riqualificazione di edifici pubblici e privati, di manutenzione di strade e piazze e di
arredo urbano. Verrà poi potenziata la rete dell’illuminazione pubblica.
METODO
Gli obiettivi operativi precedentemente riportati, trovano un’effettiva attuazione in
un nuovo metodo di intervento che si contraddistingue come uno strumento specifico,
che deve tendere:
alla condivisione degli obiettivi;
ad una programmazione a medio e lungo termine;
ad una verifica in itinere delle azioni e dei risultati per monitorarne gli effetti ed attivare
eventuali azioni correttive in presenza di “feedback” negativi;
Condivisione degli obiettivi
Il percorso intrapreso ed il relativo iter
procedimentale sviluppato, vengono
descritti nel “Documento guida per la gestione dei procedimenti in materia di Progetti di
Valorizzazione Commerciale e di iniziative di Riqualificazione Commerciale”, approvato
con deliberazione di Giunta del 8 novembre 2005,
Prog. n. 288. In sintesi, si precisa
che il Settore Economia e Attività Turistiche coinvolga i Settori comunali interessati, altri
Enti e soggetti privati e sulla base della condivisione delle azioni previste, elabori un
Progetto preliminare ed avvii un processo istruttorio partecipato con il Quartiere
territorialmente competente, le associazioni di categoria e gli altri interlocutori, pubblici e
privati, al fine di condividere obiettivi e programmi sino all’approvazione del testo
definitivo.
Programmazione a medio e lungo termine
Si ritiene indispensabile suddividere il momento progettuale e operativo in fasi che
consentano la razionalizzazione delle attività e la possibilità di testare i risultati, che
fungeranno da punto di partenza per la fase successiva.
Le macro fasi attuative per conseguire l’obiettivo descritto, alcune delle quali già
concluse, si articolano nei seguenti passaggi:
Analisi preliminare delle criticità dell’area;
Approfondimento e messa a punto degli aspetti normativi;
Individuazione e messa a punto degli interventi integrati sull’area;
Elaborazione degli indici di controllo;
Individuazione e definizione conclusiva delle criticità;
Attuazione degli interventi operativi integrati;
Verifica dei risultati.
Verifica in itinere dei risultati
Come anticipato in precedenza il Progetto è uno strumento di programmazione da
attuare per fasi, in grado di essere integrato in corso d’opera con verifiche e controlli sui
risultati delle azioni intraprese che consentono di riconsiderare e modificare le azioni
stesse nel caso i “feedback” ricevuti non fossero positivi. Questa è la prima volta in cui,
nell’ambito di un Progetto di Valorizzazione Commerciale, si elaborano indicatori di
risultato.
Il Quartiere San Vitale, con il supporto del Settore Economia e Attività Turistiche,
si avvarrà di un Tavolo di Monitoraggio che avrà il compito di individuare e definire in
itinere le criticità, attuare gli interventi operativi integrati e verificare i risultati, anche
parziali, delle azioni intraprese e proporre l’integrazione nel Progetto di nuove azioni
significative.
I soggetti che parteciperanno alle sedute del Tavolo saranno i medesimi coinvolti
in fase di partecipazione e saranno chiamati a valutare:
esiti delle azioni previste nel Progetto in corso;
effetti sul territorio delle azioni intraprese;
misure correttive in risposta ad eventuali esiti negativi;
termini temporali delle misure correttive.
Il confronto fra i diversi soggetti passerà anche attraverso la raccolta sul territorio
di informazioni qualitative e quantitative e si svolgerà secondo un’agenda di
appuntamenti prestabilita ed a cadenza regolare.
Il Tavolo di Monitoraggio potrà raccogliere, mediare e discutere i pareri di tutti i
fruitori della zona, verosimilmente anche opposti e senz’altro di natura molto diversa,
circa le azioni intraprese.
La sintesi delle osservazioni raccolte dal Tavolo sarà poi elaborata dal Settore
Economia e Attività Turistiche ai fini di un’eventuale attualizzazione del Progetto.
Lo stesso perimetro di attuazione del Progetto è stato individuato dal Settore
Economia e Attività Turistiche come risultato di una prima analisi delle criticità della
zona, ma potrà essere perfezionato ed adattato alle esigenze che si profilassero in seguito
agli incontri del Tavolo di Monitoraggio.
Circa il metodo di verifica dei risultati applicato sulle azioni intraprese, il Settore
Economia e Attività Turistiche, con la collaborazione del Settore Programmi UrbanisticiEdilizi, partecipa ad un progetto europeo, denominato “Urbe Viva”, finalizzato
all’individuazione di indicatori di efficacia ed efficienza qualitativi di sistemi commerciali
urbani.
SINTESI DELLE AZIONI
AZIONI FINANZIATE
AZIONE
COSTO
Concessione di contributi (percentuale variabile sulle
spese di ristrutturazione) per gestori di pubblici
esercizi che adeguino i servizi igienici a standard di
qualità più elevati e li rendano disponilbili anche per
i non consumatori
€
50.000,00
RISORSE
Risorse necessarie su base annua, da budget del
settore Economia ed Attività Turistiche
Concoso di idee rivolto agli studenti universitari per la realizzazione del logo del centro commerciale naturale
urbano.
€
1.000,00
Budget del settore Economia ed Attività Turistiche
Stampa di un opuscolo illustrativo degli interventi compiuti.
€
5.000,00
Risorse necessarie su base annua, da budget del settore Economia ed Attività Turistiche
Programmazione e promozione di eventi di qualità quali mostre, concerti, rassegne cinematografiche,
mercati sperimentali, ecc.
€
40.000,00
Risorse necessarie su base annua, da budget del settore Economia ed Attività Turistiche
Interventi di manutenzione straordinaria del Teatro Comunale.
€
414.000,00
Settore Lavori Pubblici. Risorse previste a Piano Investimenti 2005-2007 del Comune di Bologna
Realizzazione del sistema di controllo e di gestione degli impianti tecnologici del Teatro Comunale
€
450.000,00
Settore Lavori Pubblici. Risorse previste a Piano Investimenti 2005-2007 del Comune di Bologna
Manutenzione straordinaria per infiltrazioni al coperto del Teatro Comunale
€ 1.000.000,00
Settore Lavori Pubblici. Risorse previste a Piano Investimenti 2005-2007 del Comune di Bologna
Manutenzioni ordinarie e straodinarie
€
650.000,00
Settore Lavori Pubblici. Risorse previste a Piano Investimenti 2005-2007 del Comune di Bologna
Messa a norma del Teatro San Leonardo
€ 1.800.000,00
Settore Lavori Pubblici. Risorse previste a Piano Investimenti 2005-2007 del Comune di Bologna
Interventi di riqualificazione e pedonalizzazione di via delle Moline
€
576.000,00
Settore Lavori Pubblici. Risorse previste a Piano Investimenti 2005-2007 del Comune di Bologna
Operazioni mirate di pulizia per l'ablazione di scritte e l'igienizzazione del suolo
€
14.000,00
14.000,00 € a carico del Settore Ambiente e Verde Urbano e 6.000,00 € a carico dei gestori dei locali. Costo
totale 20.000,00 €
Raccolta periodica e differenziata dei rifiuti
€
3.000,00
3.000,00 € a carico del Settore Economia e Attività Turistiche e 2.000,00 a carico dei gestori dei locali. Costo
totale 5.000,00 €
Costituzione di un nucleo redazionale per le domande ed offerte di interesse per gli studenti
€
10.000,00
10.000,00 € a carico del Settore Economia e Attività Turistiche e 10.000,00 a carico dell'Università. Costo
totale: 20.000,00 €
Ripristino e messa a norma dei servizio igienici ubicati nei pressi dei giardini del Guasto
€
250.000,00
Comune di Bologna: priorità reimpiego contributi regionali 2006.
Finanziamenti concessi da nuovo bando del progetto MAMBO
€ 1.000.000,00
Settore Economia e Attività Turistiche, budget 2005, reimpiego contributi assegnati dal Ministero delle
Attività Produttive con la Legge 266/97.
TOTALE
€ 6.263.000,00
AZIONI CON COSTI DA DEFINIRE
AZIONI
COSTI
RISORSE
Predisposizione di un sito web
dedicato al centro commerciale
naturale urbano
P r oseg u io d elle azion i d i
formazione rivolte ai gestori di
locali serali e notturni
Interventi da parte di personale
specializzato: operatori della notte,
street walkers con base in unità
mobile e mediatori culturali.
Iniziative per la prevenzione
dell'abuso di stupefacenti e alcol.
Attività di sensibilizzazione dei
consumatori per la restituzione dei
"vuoti a rendere".
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Predisposizione di spazi specifici
p er l' affission e g r atu ita d i
messaggi da e per gli studenti.
R ior ie n ta me n to d e ll' of f e r ta
c ommer c iale
g r azie
all' in sed iemen to d i attiv ità
artigianali artistiche e collegate
alle risosrse culturali presenti nella
zona.
Ampliamento delle superfici di
vendita di esercizi di vicinato di
genere non alimentare, allo scopo
d i c on tr ib u ir e alla lor o
qualificazione.
Pedonalizzazioni e potenziamento
delle aree di sosta per auto,
ciclomotori e biciclette.
Predisposizione di segnaletica
turistica ed attivazione di percorsi
guidati
I n te g r a zi on e c on i l P i a n o
Generale del Traffico Urbano per
gli interventi di riqualificazione
anche estetico-morfologica di
strade e piazze.
Revision e d ei p er c or si d elle
navette che collegano la zona ai
p r in c ip ali p ar c h eg g i ed alla
stazione ferroviaria.
Estensione del progetto "C'ENTRO
IN BICI".
Applicazione di tariffe agevolate
per l'utilizzo dei mezzi pubblici.
Attivazion e d ei d isp ositivi d i
videosorveglianza.
Realizzazione di un punto di
coordinamento per il presidio
della zona da parte delle Forze
dell'Ordine.
P oten ziamen to d ella r ete
dell'illuminazione pubblica.
E ste n si on e d e l se r v i zi o d i
guardiania, pulizia e gestione dei
servizi pubblichi di Largo Respighi
durante le ore serali e notturne.
Elab orazion e d i in d icatori d i
efficienza ed efficacia.
Individuazione di spazi per lo
svolgimento di attività lavorative
ed imprenditoriali di studenti
universitari.
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Operatori commerciali (possibilità
di co-finanziamento attraverso la
L.R.41/97)
Da definire
Da definire
P r ed isp osizion e d i c or si d i
mar k etin g u r b an o c on il
c oin v olg imen to d i en ti d i
formazione ed Università.
Da definire
Da definire
Comune di Bologna
Provincia di Bologna
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
Da definire
S ettor e E c on omia e Attività
Turistiche
Comune di Bologna
Università
Associazioni studentesche
Associazioni di proprietari
immobiliari
Associazioni di categoria
Da definire
Predisposizione e distribuzione
agli operatori commerciali di un
“vademecum” inerente le regole
previste dalle vigenti normative
per la conduzione delle attività.
Estensione dell'orario di apertura
di locali di studio, ricreativi ed
u n iv er sitar i ( b ib liotec h e,
dipartimenti e musei) a carico
dell'Università.
D estin azion e d i u n o sp azio
ad eg u ato ( d i p r op r ietà d el
Quartiere) per la realizzazione di
un punto d'ascolto rivolto ai
cittadini che eroghi servizi quali,
tra gli altri, mediazione culturale e
supporto per la ricerca della casa.
Da definire
Comune di Bologna
Associazioni di categoria
Da definire
Università
Da definire
Comune di Bologna
Quartiere
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perche` piazza verdi e dintorni