Periodico di cultura venatoria e gestione faunistico - ambientale del Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A.P. - 70% - DCB Bergamo - codice ISSN 1723-5758 Maggio 2006 Anno X - n° 27 Periodico di cultura venatoria e gestione faunistico ambientale del Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana Direttore Enrico Bonzi Coordinatori Umberto Arioli, Gianantonio Bonetti, Giambattista Gozzi, Piergiacomo Oberti, Luigi Poleni Hanno collaborato Angelo Bonzi, Bruno Calvi, Claudio Cesaris, Giuseppe Bordogna, Duilio Buttinoni, Giambattista Gozzi, Marco Sirtori, Luca Pellicioli, Piergiorgio Sirtori, il Comitato di Gestione Direzione e Redazione Piazza Brembana (BG) Piazzetta Alpini Tel - Fax :034582565 www.comprensorioalpinovb.it e-mail:[email protected] Direttore responsabile Gigi Foti In redazione Elena Traini Fotocomposizione e Stampa Ferrari Grafiche S.p.A. - Clusone (BG) SOMMARIO L’Editoriale NUOVA SEDE, NUOVO POLIGONO E UNA GIORNATA PER L’AMBIENTE Enrico Bonzi L’Assemblea BILANCI APPROVATI 2005 E 2006 E MODIFICHE AI REGOLAMENTI 4 La Relazione Presidente LA NUOVA SEDE DEL COMPRENSORIO NELL’EX STAZIONE FERROVIARIA DI LENNA 9 Attività Comprensorio BRAVI I SOCI CON IL TESSERINO Giambattista Gozzi 14 GIORNATA DELL’AMBIENTE 16 I CACCIATORI SALGONO IN CATTEDRA 17 Commissioni COMMISSIONE UNGULATI Gianantonio Bonetti 18 COMMISSIONE AVIFAUNA TIPICA ALPINA Piergiacomo Oberti 19 REGOLAMENTO PER L’ESECUZIONE DEI CENSIMENTI ALL’AVIFAUNA TIPICA ALPINA 20 COMMISSIONE RIPOPOLABILE Luigi Poleni 22 COMMISSIONE CAPANNO Umberto Arioli 22 REGOLAMENTO UFFICIALE DI DISTRIBUZIONE PRESICCI NEL CENTRO DI RACCOLTA DEL C.A.V.B. 2005/2006 23 NEI NUMERI IL GRANDE IMPEGNO DEI TENDITORI Angelo Bonzi 24 Editore Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana La Fauna Registrazione presso il Tribunale di Bergamo, n° 29/97 del 22/07/97 Se ne parla ancora Rivista dei Soci del Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana 3 RIPOPOLARE CON LE STARNE E CON LA TESTA Claudio Cesaris ANCORA SULL’INFLUENZA AVIARIA Piergiorgio Sirtori 26 28 Veterinaria La rivista si avvale della collaborazione di tutti i Soci, con scritti e materiale grafico e fotografico, senza impegni da parte della Redazione, che si riserva di vagliare ed eventualmente modificare quanto pervenuto, e tratterrà il materiale nel proprio archivio. La riproduzione anche parziale è vietata, salvo il consenso degli autori e del Comitato di Gestione. UN QUIZ PER LA SALUTE DEL VOSTRO CANE In copertina: tracce di forcello di Elena Traini 30.06 CENT’ANNI BEN PORTATI Marco Sirtori Foto di: E. Traìni, Comprensorio Alpino Il racconto 30 Convegni LA NOSTRA MONTAGNA SI RACCOMANDA 32 Balistica LA PRIMA CESENA Giuseppe Bordogna 36 38 Gestione 2 FAUNA SELVATICA E ATTIVITÀ ANTROPICHE QUANDO LA CONVIVENZA È POSSIBILE? Luigi Pelliccioli 40 Rubriche 41 L’Editoriale NUOVA SEDE, NUOVO POLIGONO E UNA GIORNATA PER L’AMBIENTE Un saluto affettuoso e un sincero Grazie a tutti i cacciatori, che con la loro presenza e partecipazione dimostrano di condividere le scelte per il futuro, intese a migliorare la gestione del Comprensorio. E’ trascorso appena un anno del nostro mandato, ma è stato un periodo pieno di importanti avvenimenti e di frenetica attività, rivolta soprattutto alla continuità di immagine del Comitato, un importante biglietto da visita diffuso attraverso la nostra rivista. Una pubblicazione la nostra, che è riuscita in questo breve periodo del nuovo Comitato, ad assumere una veste giornalistica professionale, ed il merito è da attribuire all’impegno di preziosi e nuovi collaboratori a garanzia della sua continuità. Ma eccoci arrivati, dopo la chiusura dell’attività venatoria e delle Feste, al periodo più importante che prevede una fondamentale serie di riunioni ed assemblee, necessarie per la programmazione della prossima stagione di caccia. E’ stato un anno importante, quello trascorso, che ci ha visti attivi per la definizione di numerose iniziative, prima fra tutte, la scelta della nuova sede in quel di Lenna che ci ha visti impegnati in contatti con i responsabili del Demanio per la definizione del contratto di affitto. Abbiamo contemporaneamente predisposto un progetto per ristrutturazione dello stabile e, salvo imprevisti dell’ultimo momento, fra non molto potremo iniziare i lavori. Altro importante impegno è nella realizzazione del nuovo poligono di tiro per la calibrazione delle carabine, nel Comune di Oltre il Colle. Tra le altre attività, ci siamo attivati per la distribuzione ai capannisti di arbusti di Sorbo dell’uccellatore; abbiamo quindi organizzato il corso per aspiranti cacciatori e quello per l’abilitazione alla caccia agli Ungulati. Un’altra novità è l’appuntamento del 31 luglio con la nostra Giornata per l’Ambiente, durante la quale ci dedicheremo tutti assieme alla pulizia dei sentieri, dei boschi, delle malghe, e quanto riterremo necessario, ma di tutto questo abbiamo modo di parlare nelle pagine più avanti in maniera più precisa. Il mio impegno in veste di Consigliere Provinciale, è rivolto al nuovo Piano Faunistico e alle problematiche legate ai SIC, alle ZPS e al Parco delle Orobie. Infine, un rammarico. Sollevare lamentele nei confronti di chi è chiamato a gestire con attenzione e scrupolo e con nuovi programmi il Comprensorio, non è certo difficile. Difficile, invece, è far comprendere a Tutti le buone intenzioni e l’impegno di chi è responsabile per Tutti. Un cordiale saluto Enrico Bonzi 14 26 30 32 3 BILANCI APPROVATI 2005 E 2006 E MODIFICHE AI REGOLAMENTI A seguito della convocazione inviata a tutti i Soci del Comprensorio, si è tenuta il 31 marzo 2006, in seconda convocazione, l’assemblea generale dei Soci del Comprensorio Alpino Valle Brembana per discutere cinque punti all’ordine del giorno. Eccoli 1 Approvazione bilancio consuntivo 2 Approvazione del bilancio preventivo 3 Modifiche ed approvazione al Regolamento di attuazione 4 Proposte dei Soci al Comitato di Gestione 5 Varie ed eventuali PRIMO PUNTO: Approvazione bilancio consuntivo Sono presenti 286 Soci. Partecipa il presidente dei revisori dei conti, Delio Assi Prende la parola il presidente del Comprensorio, Enrico Bonzi, che ringraziando i numerosi cacciatori presenti, ha invitato al tavolo del Comitato gli ospiti, l’Assessore Provinciale Luigi Pisoni e il nostro Socio cacciatore Senatore Valerio Carrara. Il presidente passa quindi la parola al revisore dei conti per dare lettura del Bilancio Consuntivo ed alla illustrazione nel dettaglio dei relativi capitoli di spesa. 4 Il bilancio consuntivo viene approvato a maggioranza. SECONDO PUNTO: Approvazione bilancio preventivo PRESENTI 286 FAVOREVOLI = 281 CONTRARI = 2 ASTENUTI = 3 L’ASSEMBLEA Al termine della lettura, prima di sottoporre il bilancio all’approvazione dei Soci, viene chiesto ai presenti se vi sono osservazioni o chiarimenti in merito alle spese indicate. Non essendoci alcuna richiesta di delucidazioni si passa all’approvazione con il seguente risultato: Sempre il revisore dei conti Delio Assi dà lettura del bilancio preventivo per l’anno in corso predisposto dal Comitato di Gestione. BILANCIO PREVENTINO ANNO 2006 CAP ART VOCI DI ENTRATA ENTRATE CORRENTI 1 PROVENTI QUOTE ASSOCIATIVE QUANTITÀ QUOTA TOTALE PREVENTIVO 1/A CAPANNO n. 535 36,00 19.260,00 1/B MIGRATORIA Z.M.T. n. 118 77,00 9.086,00 1/C AV. TIPICA ALPINA n. 168 155,00 26.040,00 1/D LEPRE n. 108 155,00 16.740,00 UNGULATO n. 197 207,00 1/E TOTALE ENTRATE SOCI 1/F MOBILITÀ CACCIATORIA 40.779,00 111.905,00 x5.16 800,00 2 PROVENTI STRAORDINARI 0,00 3 CONTRIBUTI STRAORDINARI EROGATI DA PROVINCIA 6.600,00 4 INTERESSI ATTIVI BANCARI 1.100,00 5 OSPITALITÀ VENATORIA 1.000,00 6 DISPONIBILITÀ FINANZIARIA AL 31/12/05 117.103,39 TOTALE ENTRATE CORRENTI 238.508,39 5 CAP ART VOCI DI SPESA SPESE CORRENTI ACQUISTO SELVAGGINA IMPIANTI PER AMBIENTAMENTO SELVAGGINA TABELLAMENTO GARE E MANIFESTAZIONI SPORTIVE CONTRIBUTO SOLIDARIETÀ RISARCIMENTO DANNI RIPRISTINO AMBIENTALE IRAP COMPETENZE PERSONALE DIPENDENTE FONDO PER QUOTA T.F.R. COMPENSO AI COLLABORATORI SPESE LEGALI CONSULENZE COMPETENZE REVISORI DEI CONTI RIMBORSO SPESE VIAGGI AI COLLABORATORI RIMBORSO SPESE RACCOLTA PRESICCI PUBBLICAZIONE E MANIFESTAZIONE “PROGETTO GALLIFORMI” FITTI PASSIVI E ONERI LOCATIVI (+ ASS. E CONV.) ASSICURAZIONI VALORI BOLLATI E TELEFRAFICHE TELEFONICHE CANCELLERIA E STAMPATI RIVISTA PERIODICA “CACCIA IN VALLE BREMBANA” ACQUISTO LIBRI, GIORNALI E RIVISTE VENATORIE SPESE MANUTENZIONI E RIPARAZINI ATTREZZATURE COMPUTER, IMPIANTI E MOBILI UFFICIO SPESE GENERALI E VARIE AMMINISTRATIVE SPESE DI RAPPRESENTANZA COMMISSIONI BANCARIE RIMBORSO SPESE PER CATTURA VOLPI ANALISI DEI CAPI RIMBORSO SOCI ONORARI RISTRUTTURAZIONE NUOVA SEDE TOTALE SPESE CORRENTI FONDO DI RISERVA TOTALE PAREGGIO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 Al termine della presentazione del bilancio preventivo, si cede la parola all’assemblea per le osservazioni registrando i seguenti interventi : Tino Mismetti chiede come mai nel bilancio preventivo non c’è traccia di spesa per la predisposizione del Poligono di Tiro. Gianfranco Milesi chiede come mai lo 6 TOTALE PREVENTIVO E 35.000,00 E 5.000,00 E 2.000,00 E 10.000,00 E 1.000,00 E 1.000,00 E 5.000,00 E 300,00 E 27.000,00 E 2.000,00 E 1.000,00 E 5.000,00 E 3.000,00 E 3.000,00 E 10.000,00 E 11.000,00 E 20.000,00 E 4.000,00 E 2.000,00 E 2.500,00 E 2.500,00 E 3.000,00 E 15.000,00 E 1.000,00 E 1.000,00 E 10.000,00 E 2.500,00 E 1.500,00 E 1.000,00 E 3.000,00 E 3.000,00 E 2.000,00 E 40.000,00 E 235.300,00 E 3.208,39 E 238.508,39 stanziamento per il Progetto Galliformi si è ridotto a 20.000 contro i 30.000 dello scorso anno ed i 40.000 precedenti, peraltro mai impegnati negli anni nonostante la previsione. Marino Ruffinoni chiede come mai la commissione ungulati non formula proposte di spesa, e se detta commissione è in grado di gestire. Alle prime due richieste risponde il presidente Bonzi rassicurando i presenti circa l’esecuzione del poligono di tiro. Sono stati già effettuati sopralluoghi in loco ma la presenza di abbondante neve non ha permesso ai tecnici incaricati della stesura del progetto di presentare un preventivo di spesa. Appena in possesso del preventivo si procederà alla realizzazione attingendo eventualmente dal fondo di riserva. Per quanto riguarda il Progetto Galliformi, non avendo ancora a disposizione il materiale da pubblicare per i noti ritardi, si è optato per una riduzione della previsione in questa annualità, con intento di integrare eventualmente nel prossimo esercizio finanziario. Al Ruffinoni risponde il vice presidente Gozzi, che è anche membro della commissione Ungulati, per ribadire che la commissione lavora e lavora moltissimo, basti vedere le numerose iniziative che sta programmando e proponendo al Comitato di Gestione, ivi compreso il costruendo poligono di tiro, il convegno per gli accompagnatori, la mostra dei trofei, l’organizzazione dei censimenti in applicazione del nuovo regolamento. Sul periodico si trova poi testimonianza di tutta l’attività della Commissione. Nessun altro intervento richiesto, si passa alla votazione: PRESENTI 286 FAVOREVOLI 284 CONTARI 1 ASTENUTI 1 In entrambe le votazioni è stata data facoltà ai contrari ed agli astenuti di motivare la loro scelta. In entrambe le circostanze non hanno inteso motivare. TERZO PUNTO: Modifiche ed approvazione Regolamento di attuazione. Come già era stato preannunciato ai Soci, il Comitato di Gestione ha ritenuto opportuno sottoporre all’ assemblea per approvazione il Regolamento di Attuazione del Comprensorio, già deliberato ed approvato dal Comitato tecnico il 1 luglio 2005, e quindi già operativo. Il maggior coinvolgimento dei soci, legittima maggiormente il significato del Regolamento e la sua applicazione. Prima di procedere alla votazione, dato che ogni Socio ne era già a conoscenza dei contenuti essendo L’ASSEMBLEA CAP VOCI DI SPESA Spese correnti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 Acquisto selvaggina Impianti per ambientamento selvaggina Tabellamento Gare e manifestazioni Sportive Spese per assemblee e convegni Risarcimenti danni Ripristino ambientale IRAP 2005 Competenze pers. dipendente Quota TFR Compensi a collaboratori Spese legali Consulenze Competenze revisori de conti Rimborso spese collaboratori per presici E 9.910,00 Pubblicazione “Progetto Galliformi” Fitti pass. e oneri locativi Assicurazioni Valori bollati e telegrafiche Telefoniche Cancelleria e stampati Rivista periodica “Caccia in Val Brembana” n. 3 pubblicazioni Acquisto libri, giornali, riviste venatorie Spese manutenz. e riparazioni Attrezzat. computer, software impianti e mobili ufficio Spese gener. e varie amm.ve Spese di rappresentanza Commissioni bancarie Rimborso spese cattura volpi n. 252 (n. 225 x E 25,00 + n. 27 x E 10,00) Analisi dei capi Rimborso quote soci onorari n.18 Fondo riserva TOTALE SPESE CORRENTI RESIDUI PASSIVI PARTITE DI GIRO stato inviato a ciascuno unitamente allo Statuto, il CTG propone di apportare 3 modifiche, maturate in questi mesi, per renderlo maggiormente consono agli obiettivi gestionali del Comprensorio. Le modifiche riguardano: ART. 2 – VARIAZIONI DELLA FORMA DI CACCIA ART. 3 – SOCI DEL COMPRENSORIO ART. 9 – NORME FINALI procità nei rapporti. Inoltre il regolamento, non prevede sanzioni ma unicamente provvedimenti disciplinari e ne esplicita e definisce anche in maniera chiara ed inequivocabile i campi di applicazione. Messe a votazione le modifiche hanno dato il seguente risultato: PREVENTIVO 2005 CONSUNTIVO 2005 E 35.000,00 E 5.000,00 E 0,00 E 12.000,00 E 2.000,00 E 1.000,00 E 5.000,00 E 200,00 E 30.000,00 E 2.000,00 E 1.000,00 E 5.000,00 E 3.000,00 E 3.000,00 E 33.532,62 E 0,00 E 0,00 E 7.120,20 E 0,00 E 0,00 E 0,00 E 273,63 E 26.647,03 E 0,00 E 0,00 E 0,00 E 2.861,01 E 2.562,14 E 15.000,00 E 30.000,00 E 2.500,00 E 2.000,00 E 2.500,00 E 1.500,00 E 3.000,00 E 18.705,92 E 0,00 E 2.912,47 E 1.735,72 E 1.664,73 E 2.021,80 E 2.112,53 E 15.000,00 E 1.200,00 E 2.000,00 E 14.952,54 E 670,80 E 200,35 Viene quindi messo a votazione dell’ assemblea l’intero Regolamento di attuazione del Comprensorio Alpino Valle Brembana. L’ assemblea all’unanimità approva. E 5.000,00 E 1.500,00 E 1.000,00 E 1.000,00 E 10.951,30 E 2.534,76 E 1.263,45 E 1.058,65 QUARTO PUNTO: Proposte dei Soci E 7.000,00 E 3.000,00 E 0,00 E 51.417,00 E 248.817,00 E 5.895,00 E 0,00 E 1.559,00 E 0,00 E 138.235,65 E 29.290,78 /// Prima di passare alla votazione si chiedono le osservazioni ai presenti: Casimiro Epis chiede la finalità di un regolamento per applicare sanzioni. Risponde il Gozzi spiegando che i motivi e gli obiettivi ispiratori del Regolamento non sono per applicare sanzioni, ma per stabilire tutta una serie di principi e di regole per una più corretta partecipazione del Socio al Comprensorio ed una reci- ART. 2 APPROVATO ALL’UNANIMITÀ ART. 3 APPROVATO A MAGGIORANZA. CONTRARI 3. ASTENUTI 0 Riguardo alla modifica di questo articolo Il Bonomi dichiara il suo voto contrario, proponendo anche all’ assemblea di mantenere la dicitura “ Autocertificazione” altrimenti sostituita con “Dichiarazione”. Il Gozzi, relatore del regolamento, spiega i motivi che hanno indotto il CTG ad adottare la dicitura” Dichiarazione” , ma principalmente informa che non essendo il Comprensorio un Ente Pubblico, non può richiedere una autocertificazione. Informa inoltre che per gli scopi e per le eventuali verifiche che si volessero fare, anche la Dichiarazione è altrettanto efficace ed impegnativa. ART. 9 APPROVATO A MAGGIORANZA. CONTRARI 1. ASTENUTI 0 Non vengono formulate dai Soci alcune proposte QUINTO PUNTO: Varie ed eventuali Si dà la parola agli ospiti iniziando dal senatore Carrara, a seguire l’assessore Pisoni ed in conclusione il discorso programmatico del presidente Bonzi. Il Presidente ha informato l’ assemblea che l’opuscolo con lo Statuto ed il Regolamento verrà nuovamente inviato ad ogni Socio. Grande interesse tra i Soci ha suscitato la presentazione del programma gestionale del territorio utilizzato dal Comitato di Gestione. Le infinite capacità di archiviazione di dati, la possibilità di georeferenziare (per intenderci questo parolone significa mappare e posizionare esattamente sul territorio i capi censiti, i capi abbattuti, le immissioni di selvaggina e quant’altro) tut7 Due momenti dell’Assemblea dei Soci. Sopra, un intervento di Giambattista Gozzi, alle prese con lo Statuto. Da sinistra vediamo, il presidente Bonzi, il consigliere Ceruti, Gozzi, il senatore Carrara, quindi i consiglieri Calvi, Milesi e Angelo Bonzi. Qui a fianco, l’intervento del presidente Enrico Bonzi con alla sua sinistra l’assessore provinciale alla Caccia, Luigi Pisoni. ta l’attività venatoria sul territorio, la facilità e l’immediatezza di consultazione, fanno di questo programma veramente un contributo ed uno strumento straordinario. Non a caso dalla sala si è levato un sussulto di stupore quando è apparsa la videata con la mappatura degli appostamenti fissi. L’impatto della densità e della concentrazione è notevole! Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei cacciatori e della gestione del Comprensorio uno strumento che ci pone all’avanguardia in tutta Italia e non ci coglie sicuramente impreparati per affrontare le problematiche gestionali del Parco o della ZPS o per confronti con gli ambientalisti. 8 Sono seguiti poi nell’ordine gli interventi del senatore Carrara, che dopo aver evidenziato come sia la politica ha determinare le scelte o le modifiche in ambito venatorio, si è soffermato sulla influenza aviaria, parlando dei rischi reali (non quelli diffusi dalla grande stampa) per il popolo dei cacciatori, e ribadendo come la campagna mediatica aggressiva ed insistente, su un fenomeno che risulta essere sotto controllo, abbia invece contribuito a determinare un danno economico ingente e smisurato al settore avicolo, costringendo il Governo ad intervenire con contributi straordinari a sostegno degli allevatori e di tutta la filiera avicola. L’assessore Pisoni si è invece soffermato sulle difficoltà della Provincia nella stesura del nuovo Piano Faunistico Provinciale, e questo a causa dei ricorsi al Tar presentati in varie Province e Regioni da ambientalisti e anticaccia, ma nel nostro specifico caso, il Piano Faunistico approvato nel 2002 è stato oggetto di ricorso presentato al capo dello Stato, ed il ricorso è stato parzialmente accolto, anche se le motivazioni non sono ancora note. Tutto questo per far capire le enormi difficoltà che vi sono nella predisposizione di un Piano Faunistico e l’attenzione e la cautela necessarie per non incorrere poi in ricorsi che ne potrebbero pregiudicare l’applicabilità con le inimmaginabili conseguenze per l’attività venatoria. A conclusione della serata è seguito il discorso del presidente del Comprensorio Enrico Bonzi, che riportiamo integralmente. Alle ore 23,30 la assemblea è sciolta. LA RELAZIONE PRESIDENTE LA NUOVA SEDE DEL COMPRENSORIO NELL’EX STAZIONE FERROVIARIA DI LENNA Numerosi i punti toccati da Enrico Bonzi nella relazione all’assemblea. Oltre al cambio di sede, in vista il nuovo poligono di tiro e una serie di iniziative e manifestazioni Grazie innanzitutto ai cacciatori presenti che questa volta devo dire numerosi come non succedeva da molti anni. Spero che la vostra presenza sia di buon auspicio per un ritrovato interesse e partecipazione alla vita del Comprensorio. Un grazie particolare all’assessore Pisoni per la sua graditissima partecipazione ai lavori della nostra Assemblea. Segno questo di grande sensibilità e di disponibilità che raramente abbiamo riscontrato, e di questo gliene siamo grati. Voglio ringraziare il Corpo di Vigilanza, per il lavoro che svolge con diligenza e scrupolosità e per la preziosa collaborazione che offre al Comitato di Gestione per un corretto svolgimento della attività Venatoria. (Un personale ringraziamento poi va all’amico, al cacciatore al socio senatore Valerio Carrara, che nel suo impegno politico non ha mai dimenticato le sue radici di cacciatore, anzi ha contribuito ove e quando possibile a migliorarne la condizione, ricordiamo l’importante modifica alla Legge 157 sui tempi della caccia di selezione agli Ungulati). Passando alle valutazioni sui bilanci che sono stati approvati, voglio rimarcare solo alcuni aspetti di maggior rilievo. Devo dire che il nostro entusiasmo organizzativo, ci ha portato per alcuni capitoli di spesa ad uscire da quanto preventivato, si tratta soprattutto di investimenti volti al miglioramento della gestione venatoria ed al rapporto cacciatoreComprensorio. Per contro, alcuni stanziamenti corposi, come il Progetto Galliformi, non hanno trovato impiego non per mancanza di volontà nostra nella pubblicazione, ma per ritardi nella consegna del materiale da pubblicare. Il ragionamento mi introduce nel bilancio preventivo, nel quale anche quest’anno, abbiamo si previsto una spesa per la pubblicazione del Progetto Galliformi, ma in misura ridotta rispetto agli anni precedenti con la disponibilità a suddividere gli eventuali costi su due annualità. Abbiamo istituito un nuovo capitolo di spesa, denominato 9 “ fondo di solidarietà”. Riteniamo che come cacciatori dobbiamo essere sensibili anche alle necessità altrui e soprattutto verso chi è meno fortunato di noi. Sono 1.000 Euro annuali da assegnare a qualche Ente o Associazione che opera nel campo del sociale. Ogni anno il CTG ne deciderà la destinazione, e l’offerta sarà fatta a nome dei cacciatori del Comprensorio. Un importante investimento è invece previsto per la nuova Sede. Lo scorso anno, nel tracciare le linee programmatiche della gestione, avevamo messo tra le priorità una Sede più idonea alle nostre necessità ed alle nostre dimensioni. Ci siamo da subito attivati per trovare soluzione al problema e devo dire nonostante le molte difficoltà burocratiche, e le moltissime difficoltà che dovremo ancora affrontare per la ristrutturazione che abbiamo programmato, salvo imprevisti entro quest’anno dovremmo essere in grado di inaugurare la nuova Sede con tutti i nostri servizi accentrati. I contatti per l’affitto dello stabile sono avviati ed abbiamo già predisposto il progetto dell’intervento. Non mancherà il nostro impegno nel seguire gli sviluppi per arrivare ad un rapido compimento di questo importante progetto. 10 Sui bilanci approvati, non voglio aggiungere altro, si tratta in sostanza di ordinaria amministrazione; la nostra attenzione è sempre rivolta ad evitare sprechi, a valutare con attenzione le spese, ed a investire in quei progetti di miglioramento organizzativo nei quali molto crediamo. (Voglio ringraziare a nome di tutto il comitato il Presidente dei Revisori dei Conti per la scrupolosità con la quale svolge il proprio lavoro di controllo e verifica e per la sua passione e collaborazione che va ben oltre i suoi compiti professionali). Esaurita questa introduzione di carattere amministrativo, mi voglio ora soffermare sull’andamento della nostra attività venatoria e gestionale. Le assemblee sono sempre momenti di importante confronto con i Soci, non solo per gli aspetti amministrativi, ma particolarmente per le problematiche gestionali e per i rapporti tra Comprensorio e Soci. E’ superfluo ricordare che la caccia e di conseguenza il cacciatore, sono osservati speciali; perennemente sotto la lente di ingrandimento degli ambientalisti viviamo in una sorta di “libertà vigilata” dove il minimo problema ambientale si ripercuote sulla attività venatoria. Ove non è possibile mettere altri divieti, si cerca di ridurre il terreno cacciabile con istituzione di Siti di interes- se Comunitario, o Zone di Protezione Speciale. Sostanzialmente è un accerchiamento, per costringerci a desistere, creando, e questo è l’aspetti più preoccupante, una serie di tutele ambientali che alla fine non solo si ripercuoteranno sulla attività venatoria, ma impediranno di fatto lo sviluppo e la vivibilità della montagna. Dobbiamo quindi essere preparati al peggio, ed essere consapevoli che senza una adeguata preparazione ed una unità di intenti sarà facile avere il sopravvento su di noi. Il nostro impegno è anche rivolto ad avere un ruolo, una rappresentanza diretta ed una partecipazione attiva alla gestione di queste aree che per inciso si identificano poi con il Parco. Siamo convinti, e qui mi rivolgo ai gestori del Parco, che la nostra conoscenza del territorio, la nostra esperienza vissuta a stretto contatto con la fauna alpina che popola le nostre montagne, la nostra correttezza e sensibilità nell’affrontare le problematiche venatorie, possono ritornare di valido aiuto nella gestione territoriale e portare quel contributo essenziale per una reale e costruttiva convivenza con il mondo venatorio. Passando ad argomenti meno drammatici, voglio fare una rapida rassegna dello sviluppo del programma che avevamo annunciato lo scorso anno. • La sede: è solo questione di poco tempo per la definizione del contratto di affitto con il Demanio (e magari mentre leggerete queste note sarà cosa fatta). Si tratta della ex stazione della ferrovia a Lenna. E’ stata una scelta difficile, che ha impegnato tempo ed energie, la ristrutturazione sarà un impegno oneroso per il Comprensorio, ma avremo in cambio una sistemazione adeguata alle nostre molteplici attività, ampi spazi per parcheggio per facilitare gli utenti e per 12 anni ( il contratto è di 6 anni +6) non avre- LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE mo problemi di collocazione, riservandoci anche il diritto di prelazione per un eventuale acquisto. • Poligono di tiro: la sua realizzazione è stata bloccata solo dalla neve che insiste nella zona. Abbiamo già definito la convenzione con il Comune di Oltre il Colle per l’area, è stato effettuato un sopralluogo con i tecnici, è già stato predisposto un progetto di massima da presentare ed al più presto inizieranno i lavori di sistemazione, augurandoci che già per questa stagione venatoria qualche calibrazione possa essere effettuata nel nuovo poligono. Statuto e Regolamento di attuazione: come tutte le innovazioni che si vogliono apportare per rendere più credibile e corretto il rapporto tra Socio e Comprensorio, anche le modifiche che abbiamo inserito lo scorso anno nello Statuto e l’approvazione da parte del Comitato di Gestione del nuovo Regolamento di attuazione, (che tra l’altro sottoporremo poi all’approvazione dei Soci) ha generato qualche mugugno ed incomprensione con alcuni cacciatori. Abbiamo pian piano verificato che trattasi prevalentemente di cattiva informazione e di colpevole negligenza da parte dei Soci, che come al solito, anziché leggere, informarsi e chiedere spiegazioni ( abbiamo addirittura organizzato un Convegno ad agosto durante la Festa del Cacciatore per spiegare il nuovo Regolamento) preferiscono delegare, farsi trascinare ed ascoltare quei grilli parlanti che rifiutano a prescindere ogni e qualsiasi innovazione. Senza polemiche e senza rancori, continueremo quindi nella strada intrapresa e sosterremo le iniziative adottate in qualsiasi sede, nella convinzione che la reciprocità e la correttezza nei rapporti, sia assolutamente doverosa in un corretto rapporto associativo. MANIFESTAZIONI Tra le varie manifestazioni che ci hanno visti partecipi, voglio ricordare il nostro stand al Festinvalle che si è svolto alla fine di Luglio. Grazie al patrocinio della Provincia ed al contributo organizzativo di Stefania Pendezza, abbiamo allestito uno spazio educativo dedicato alla vita alpestre ed alla fauna montana, riscuotendo grande successo tra i ragazzi ed i giovani che ci hanno visitato. ULTRAOTTANTENNI Manteniamo l’esenzione del pagamento della quota associativa. Siamo convinti che sia questo un gesto di cortesia verso i cacciatori anziani che costituiscono la nostra storia e la testimonianza della nostra tradizione. Anche se per ragioni contabili sia- mo costretti a far effettuare il versamento ed a provvedere poi al rimborso, ci perdoneranno questo piccolo inconveniente dovuto a questioni burocratiche. DISTRIBUZIONE PRESICCI Come ha ricordato in una recente riunione anche il presidente della Commissione capanni, la distribuzione presicci quest’anno ha risposto positivamente alle aspettative dei capannisti, sia come numero che come organizzazione di distribuzione. Essere scontenti anche quest’anno è assurdo! Abbiamo ottenuto 3 roccoli, e non è stato facile, ma questo ci ha dato modo di accontentare finalmente i capannisti con un rifornimento importante. Ciò nonostante non sono mancati i soliti contestatori, ( sarà un caso ma son sempre quelli!) che in assoluto disprezzo del lavoro e dell’impegno che ci mettono gli addetti alla distribuzione, non trovano di meglio che dare dimostrazione della loro peggiore qualità: la maleducazione. Rimanendo in tema di capanni voglio ricordare l’iniziativa che stiamo cercando di definire, e cioè la distribuzione ad ogni capannista di due piante di Sorbo del cacciatore. Anche in questo caso la neve non ha permesso di velocizzare la consegna. Ci auguriamo possa avvenire nei prossimi giorni. La commissione si è incaricata della distribuzione. Al cacciatore chiederemo un contributo di 2 Euro per arbusto, solo per coprire parzialmente i costi di acquisto e trasporto. CORSI DI PREPARAZIONE PER NUOVE LICENZE Il Comitato di Gestione ha nuovamente organizzato i corsi di preparazione per aspiranti cacciatori. Abbiamo avuto 33 iscritti che ora sosterranno l’esame. A seguire sono in svolgimento i corsi per abilitazione alla caccia agli ungulati e per accompagnatori. E’ una bella iniziativa che da la possibilità a molti giovani di avvicinarsi più facilmente alla caccia e di ottenere la licenza senza doversi recare a Bergamo. Naturalmente tutti i corsi sono gratuiti. Permettetemi a tal proposito di ringraziare pubblicamente il docente di questi corsi. Sig. Locatelli Paolo che si presta in maniera assolutamente gratuita a tenere i corsi per il Comprensorio con un notevole impegno e grande professionalità. NUOVI REGOLAMENTI I cacciatori della specializzazione Tipica Alpina, hanno predisposto un nuovo regolamento per l’esecuzione dei censimenti e successivamente il Comitato di Gestione lo ha approvato. Contiene delle importanti innovazioni organizzative, come ad esempio la formazione di squadre di rilevatori con dei responsabili per ogni squadra per meglio coprire il territorio, o l’utilizzo dei cacciatori che praticano la caccia nella Zona di Minor Tutela o Zona B, per dar loro una preparazione ed un coinvolgimento per una eventuale ammissione a questa specializzazione. Ma il contenuto più importante è che il nuovo Regolamento ha tolto l’obbligo primaverile di partecipazione ai censimenti nella convinzione che la maturità raggiunta dai cacciatori della Tipica li possa coinvolgere e responsabilizzare alla esecuzione dei censimenti anche senza l’obbligo. Devono essere consapevoli che la pratica di questa caccia è un privilegio ed in quanto tale va corrisposto con un contributo spontaneo e condiviso, non perché imposto. I risultati ci diranno se abbiamo sopravvalutato la maturità dei nostri cacciatori della Tipica. Cambiando specializzazione, lo scorso anno è stato introdotto il nuovo regolamento Provinciale per la caccia di selezione agli Ungulati. Qualche ungulatista non ha accettato di buon grado il limite imposto di 4 capi, adducendo le più svariate motivazioni. Come Comitato ci siamo espressi favorevolmente a questo limite invitando la Commissione ad una puntuale applicazione del Regolamento prima di emettere valutazioni negative o invocare motivazioni strumentali. OSPITALITÀ VENATORIA Rimanendo in tema di Ungulati, mi è doveroso riferire all’Assemblea che lo scorso anno, sempre in osservanza al Regolamento Provinciale, il Comitato di Gestione ha riservato 19 capi (12 camosci e 7 caprioli) all’ospitalità venatoria. Di questi, 7 camosci sono stati offerti a cacciatori o collaboratori particolarmente benemeriti nei confronti del Comprensorio Alpino, mentre i rimanenti 12 capi sono stati assegnati a pagamento ad altrettanti cacciatori che avevano fatto richiesta di ospitalità venatoria. Naturalmente sono stati adottati dei criteri di assegnazione assolutamente democratici e seguendo una scaletta di priorità. Per la cronaca di quelli offerti gratuitamente ne hanno usufruito in 2 mentre per quelli a pagamento ne sono stati prelevati 5 per un corrispettivo di Euro 1.400. Ci tenevo ad informare anche l’assemblea di questo aspetto, per dissipare ogni e qualsiasi dubbio sulla trasparenza dei comportamenti del Comitato di Gestione. GIORNATA DELL’AMBIENTE Il Comitato di Gestione ha deciso di organizzare una giornata da dedicare alla puli11 Valtorta zia delle nostre montagne. Si è pensato di far diventare questa iniziativa un appuntamento fisso per tutti i cacciatori. Lo scopo è essenzialmente quello di dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, che anche i cacciatori sono sensibili, all’ambiente in cui vivono, abitano, e promuovono le loro attività. I dettagli dell’organizzazione verranno comunicati; l’appuntamento è per l’ultima Domenica di Luglio e l’invito alla partecipazione è chiaramente esteso a tutti. Vogliamo dimostrare che sappiamo mobilitarci e che siamo tanti, uniti ed orgogliosi di essere cacciatori. PROGRAMMA INFORMATICO DI GESTIONE Per ultimo, ma per questo non meno importante, spendo due parole sul nuovo programma di gestione del territorio, che ormai è diventato operativo. Stiamo già caricando dati , abbiamo delimitato i vari settori degli ungulati, della Tipica con le rispettive zone campione, la mappatura di tutti i capanni, sono stati tracciati i S.I.C. e le Z.P.S., i confini del Parco, la Zona Maggior Tutela e Minor Tutela, insomma sono già disponibi12 li a video tutti questi istituti venatori. Quest’anno inseriremo i dati derivanti dai censimenti sia degli ungulati che della Tipica, caricheremo pure le immissioni di selvaggina che vengono effettuate e quindi aggiorneremo con gli abbattimenti. Questo ci permetterà di avere un quadro completo della attività venatoria nel nostro Comprensorio, ed avremo a disposizione uno strumento veramente importante e completo con la possibilità di collezionare ed archiviare tutte le stagioni venatorie con una estrema facilità di consultazione. Inoltre per quanto riguarda i Soci, potremo inviare loro via SMS le comunicazioni del Comprensorio. Come vedete, sono stati toccati parecchi argomenti, vi sono molti progetti in corso, e crediamo che le aspettative e le promesse fatte stiano prendendo forma per diventare realtà. Come Presidente devo dire che il mio impegno sia in Comitato che in Provincia è sempre massimo, ed anche la mia partecipazione a tutte le attività del Comprensorio è notevole. Mi piace spesso partecipare ai lavori delle Commissioni anche solo per capirne il clima di collabora- zione esistente. Ho visitato spesso il centro di distribuzione presici per conoscerne le problematiche e le difficoltà. Devo ringraziare i Presidenti delle varie Commissioni e con loro anche i vari membri, per l’importante lavoro che svolgono e per le molteplici proposte che formulano. Ho parlato molto dell’aspetto organizzativo ed ho trascurato la caccia praticata, ma penso che ognuno di noi possa trarre le dovute conseguenze. Una buona soddisfazione venatoria non può prescindere da una organizzazione efficiente, quindi non potendo promettere ciò che sostanzialmente non dipende da noi, ma da madre Natura, il nostro compito è essenzialmente quello di adoperarci per una gestione corretta, equilibrata e compatibile con la disponibilità della fauna. Credo di essermi dilungato anche troppo. Rinnovo i miei ringraziamenti anche a nome dell’intero Comitato di gestione a tutti i presenti, all’Assessore che ci ha onorato con la sua partecipazione. Un complimento particolare al Senatore Carrara che è stato rieletto in Parlamento. LA LETTERA Riceviamo da un gruppo di cacciatori della Tipica Alpina e volentieri pubblichiamo LE OCCASIONI PERSE Abbiamo assistito in quanto invitati dal presidente del Comprensorio alla riunione della Tipica Alpina tenutasi il 24 febbraio a Lenna. Ci permettiamo, rispettosamente, di esporre alcune considerazioni in merito. Dobbiamo innanzitutto dire che la partecipazione è stata altissima. In sala si contavano oltre 120 presenze, e schiumando pure una decina di cacciatori della Zona B liberamente intervenuti, siamo comunque su livelli altissimi sfiorando il 70% degli iscritti a questa specializzazione. Probabilmente l’ordine del giorno, rispetto alla consuetudine, era stimolante; si parlava infatti della presentazione del nuovo Regolamento per i censimenti. La Commissione si presenta al completo con tutti i suoi membri, l’apertura è però giustamente riservata al Presidente del Comprensorio che con il solito linguaggio diretto e schietto, introduce i temi della serata, passando poi la parola al relatore incaricato ( che è anche presidente della Commissione). E qui incominciano i guai. L’argomento principe della serata è la presentazione del nuovo regolamento per la esecuzione dei censimenti alla Avifauna tipica Alpina. Un problema ostico, combattuto e dibattuto, basti pensare che la sola commissione vi ha dedicato due serate ed altrettante riunioni informali sono state fatte in vari settori. La premessa è sbalorditiva, cito testualmente . “………premetto che alcuni membri della commissione erano favorevoli a mantenere il vecchio regolamento….” Quasi a voler sottolineare che questo nuovo regolamento è stato più imposto che condiviso. Sulla copia consegnata nell’occasione, leggiamo: “ Approvato all’unanimità dalla Commissione nella riunione del 20 febbraio 2006”. Quindi o la premessa è inutile, o la commissione ha poi maturato al suo interno questa unani- mità, superando eventuali aspetti nostalgici, ma di questa eventuale circostanza, non ce ne viene dato conto. Dalle parole del relatore non traspare assolutamente quell’entusiasmo proprio di chi si appresta ad annunciare delle novità, anzi, ogni passaggio innovativo è quasi sottolineato con incredulità dallo stesso. Si capisce chiaramente dalla lettura che questa grande unanimità dichiarata, probabilmente non c’è, si percepisce il disagio di chi legge e non condivide, sottolinea l’ovvio e non esalta gli aspetti innovativi. Grande prova di ipocrisia questa! Pesa molto probabilmente spiegare ai cacciatori ciò che si vuol ottenere con questo regolamento! Pesa probabilmente spiegare a chiare lettere che non è più richiesto l’obbligo di partecipazione ai censimenti primaverili, ma che i censimenti primaverili, continuano ad esserci. Obbligo! Siamo nel terzo millennio, ed ancora pratichiamo la caccia primitiva. Cari cacciatori della Tipica, abbiamo passato 10 anni a partecipare ai censimenti perché obbligati, a raccogliere dati ed a proiettare diagrammi senza capirne il significato, e ad oggi senza vederne ancora il risultato stampato. Al nostro impegno “obbligato” nei censimenti, non ha corrisposto una maturazione ed una crescita intellettuale,etica, professionale. Non solo per colpa nostra, sia chiaro, ma di coloro che anziché puntare sulla evoluzione e sulla qualificazione del cacciatore, hanno preferito instaurare una gestione a modello di regime. Ed ecco l’occasione perduta, ecco la sintesi di questa malcelata ipocrisia che alla domanda specifica volta al presidente di commissione riguardo alla soppressione dell’obbligo primaverile di partecipazione ai censimenti, la risposta sbalorditiva è “…… perché ci è stato chiesto da alcune associazioni venatorie….”. Sinceramen- te molti dei 120 presenti in sala si aspettavano più coerenza. Si aspettavano quelle spiegazioni che il Comitato di Gestione, nell’invitare la commissione a redigere un nuovo regolamento per i censimenti ha dato, ossia gli indirizzi del nuovo regolamento devono essere improntati a rendere consapevoli i cacciatori della Tipica Alpina che praticano una caccia da privilegiati, su una selvaggina unica ed insostituibile e come tale va essenzialmente tutelata. Chi partecipa a questa caccia deve essere meritevole di praticarla, deve essere consapevole e cosciente che ha dei precisi doveri, nella gestione del “proprio” selvatico, che sono quelli della partecipazione ai censimenti in maniera volontaria perché sentita e condivisa, e non solo perché imposta. E bene ha detto l’unico membro della commissione che è intervenuto su questo tema, ribadendo che questo nuovo regolamento è una sfida, è una prova di maturità per i cacciatori, è la verifica dei comportamenti dei singoli. Questo vuol dire aver compreso il senso dell’abolizione dell’obbligo primaverile! Il nuovo regolamento definisce i compite e le responsabilità del Capo settore, disciplina l’esecuzione dei censimenti attraverso la formazione di squadre per lo più omogenee e quindi affiatate per meglio operare sul territorio, prevede all’interno di ogni squadra un responsabile per coordinare i rilevatori, e per ultimo prevede la partecipazione ai censimenti dei cacciatori della Zona B per permettere loro un avvicinamento ed una preparazione ad una eventuale ammissione a questa forma. La loro partecipazione ai censimenti col cane, potrà anche essere la discriminante ed il principio meritocratico e di formazione sul quale formulare la lista di attesa per l’ammissione. Questi sono i concetti, le motivazioni ed i principi che devono essere spiegati. Questo è il dialogo costruttivo che deve essere instaurato con i cacciatori per promuoverne ed ottenerne una loro maturazione ed una crescita di cultura e di vera etica venatoria. Obbiettivo questo fortemente voluto e ricercato dal Comitato di gestione anche attraverso la riorganizzazione e la innovazione che si stanno apportando e che continuerà a fare vigilando affinché il nuovo Regolamento sia puntualmente applicato da tutti i Responsabili di settore. Trincerarsi ancora dietro false giustificazioni mi sembra onestamente segno di grande irresponsabilità. Non ci meravigliamo molto dal comportamento di certi responsabili; pochi anni fa proprio dalle pagine di questo periodico, siamo stati definiti “ pattumiera”. Come si vede il mondo gira e progredisce, ed anche dalla pattumiera si può ricavare energia “ pulita”. Un gruppo di cacciatori della Tipica 13 BRAVI I SOCI CON IL TESSERINO Giambattista Gozzi Per la cronaca e per trasparenza dobbiamo dire che la vidimazione dei tesserini, resa obbligatoria appunto dallo Statuto, ed il rilascio dell’autocertificazione, è stata osservata dal 97% dei Soci. Il risultato è confortevole se consideriamo che questa verifica ci ha permesso di individuare e rimuovere alcune” anomalie” esistenti nella nostra associazione. Come abbiamo già avuto modo di dire, i meno adempienti sono risultati i capannisti e con tutte le giustificazioni e le comprensioni del caso, il Comitato non ha potuto che deliberare a carico di costoro, l’adozione dei provvedimenti previsti dal nostro regolamento interno. Niente di eclatante e nessuna punizione particolare, si vuol solo far capire a quel nucleo di cacciatori “ disubbidienti” per partito preso ( non è una dimenticanza la loro!) che quando si appartiene ad una associazione se ne devono accettare anche le regole, e che lo scopo principale della nostra iniziativa, è quello di educare al reciproco rispetto. Passando ad altri argomenti, dobbiamo riferire che l’approvazione del Piano Faunistico Provinciale sta incontrando difficoltà notevoli ed inaspettate, ed alla luce degli ultimi avvenimenti non vi è certezza di una imminente approvazione anche se le pressioni in Provincia per una sua rapida adozione, non mancano. Il discorso è molto complesso e verrà trat14 Siamo al termine del primo anno di gestione, ed è doveroso per il Comitato tracciare un bilancio di questo primo periodo di attività. Sono state molte le novità introdotte a cominciare dalle modifiche apportate allo Statuto che, se da una parte di Soci sono state recepite con una certa diffidenza, ora iniziano a dare risultati operativi e ad ottenere consensi COMPRENSORIO INFORMA Nell’ambito delle informazioni che il Comitato di Gestione intende dare ai cacciatori, riportiamo qui di seguito alcuni appuntamenti e scadenze ricadenti nei prossimi mesi: 1. Aggiornamento per Accompagnatori si è tenuto un convegno per gli accompagnatori della Caccia agli ungulati il giorno 14 Maggio a Branzi presso il Cine-teatro. Ne daremo conto sul prossimo numero. 2. Mostra dei trofei quest’anno si terrà a Piazzatorre nei giorni 2, 3 e 4 Giugno 3. Giornata dell’Ambiente si svolgerà l’ultima Domenica di Luglio con il contributo e la presenza di tutti i cacciatori. 4. Partecipazione ai censimenti per i cacciatori della Zona B Come previsto dal nuovo Regolamento per l’esecuzione dei Censimenti all’Avifauna Tipica Alpina, i Responsabili di Settore, possono avvalersi della collaborazione anche di cacciatori che esercitano la cac- GLI UNGULATI Per la caccia agli Ungulati, il nuovo Regolamento Provinciale ha trovato piena applicazione e contrariamente alle tesi disfattiste sostenute da qualcuno, non ha certamente ne penalizzato ne sconvolto l’attività venatoria; al contrario ha reso più razionale ed equa la distribuzione degli abbattimenti; ma anche questo sarà argomento da dibattere in sede di relazione nella consueta manifestazione della Mostra dei Trofei. ATTIVITÀ COMPRENSORIO tato in sede appropriata, ma la sostanza è che allo stato attuale delle cose, dovremo ancora batterci per difendere un pezzo di territorio cacciabile, cercando di trovare soluzioni che anche nella migliore delle ipotesi non saranno comunque indolori e qualche rospo lo dovremo ancora ingoiare. Il Comitato ha anche analizzato la stagione venatoria appena conclusa, evidenziando che il programma intrapreso per migliorare nei limiti del possibile, la condizione venatoria delle varie specializzazioni, sta dando indicazioni positive. LA LEPRE LA MIGRATORIA La migratoria non dipende certo dalle scelte del Comitato, ma aver potuto distribuire a quasi tutti i titolari 4 presicci, avendo a disposizione 3 roccoli, è un risultato da rimarcare. Le altre specializzazioni hanno seguito tutte un trend positivo. I 1.700 capi di selvaggina ripopolabile immessi ed i contributi distribuiti per l’organizzazione delle varie gare cinofile ( che costituiscono anch’esse ripopolamento di selvaggina), hanno contribuito a migliorare la soddisfazione venatoria nella Zona di Minor Tutela. cia in Zona B con il cane, per completare i censimenti nei propri settori. La partecipazione è condizionata ad una domanda da inoltrare al Comitato di gestione, e la scelta avverrà seguendo gli stessi criteri previsti per le ammissioni a questa forma di caccia ( vedi Regolamento di attuazione ). La caccia alla Lepre si è conclusa in anticipo rispetto al calendario per raggiungimento del piano di abbattimento, e le valutazioni possono essere positive per quanto riguarda gli abbattimenti, ma non altrettanto per quanto riguarda la distribuzione sul territorio. La Commissione dovrà lavorare per individuare e proporre opportune iniziative per migliorare e rendere più razionale la gestione di questa specializzazione. LA TIPICA ALPINA La Tipica Alpina presenta gli stessi problemi; la coturnice è in ripresa ma non su tutto il territorio vocato, il Forcello è sostanzialmente stabile, ma deve continuare ad essere attentamente monitorato. Parlando della Tipica Alpina è impossibile non impattare con il Progetto Galliformi, che rappresenta una rosa all’occhiello per quanto riguarda l’aspetto scientifico e culturale dei dati raccolti, ma allo stesso tempo è una spina nel fianco del Comitato per la pubblicazione finale del Progetto. Le lungaggini organizzative dell’Università di Udine hanno ritardando notevolmente la consegna dei dati relativi alla ricerca biologica che è pervenuta solo il 23 marzo ne consegue che ora Ivano Artuso, sta rivedendo ed aggiornando l’intera pubblicazione con l’inserimento di tutti questi dati, per la predisposizione della bozza definitiva. Questa volta siamo realmente fiduciosi di riuscire a portare a compimento anche questo impegno. Mi rendo conto che mi sto dilungando, ma non ha ancora finito perché il Comitato di gestione ha lanciato una nuova importante iniziativa. Ora ve la risparmio, e vi rimando all’articolo di approfondimento pubblicato più avanti dal titolo “Giornata dell’Ambiente”. 15 La Montagna, il Nostro Ambiente Nuova iniziativa del Comprensorio GIORNATA DELL’AMBIENTE L’appuntamento è fissato per l’ultima domenica di luglio Tra i compiti istituzionali e statutari del Comprensorio, oltre alla tutela della fauna selvatica, vi è un preciso richiamo alla tutela dell’ambiente ed alla conservazione degli habitat. Anni fa il Comitato di Gestione aveva anche istituito Sempre anni fa è stato fatto un recupero ambientale sul Monte Ortighera, che ha visto la partecipazione ed il lavoro di numerosissimi cacciatori. Successivamente l’entusiasmo ambientale si è un poco affievolito, anche se rimane sempre, ed è bene ricordarlo, l’importante recupero ambientale che ad esempio ogni capannista esegue annualmente nella preparazione del proprio sito di caccia. Sembrano grandezze trascurabili, se prese individualmente, ma nella globalità dei circa 450 capanni impiantati nel nostro Comprensorio, oltre ai sentieri per il loro raggiungimento, si sommano porzioni importanti di territorio che viene bonificato, sfalciato, ripulito e piantumato. La stessa Legge Regionale 26/93, prevede l’obbligo per ogni socio di prestare almeno 2 giornate lavorative l’anno per attività di ripristino e recupero ambientale. 16 Inoltre è risaputo, ma per ora non praticato, che la sopravvivenza e la disponibilità di alcune specie, è fortemente legata alla conservazione degli habitat e quindi al recupero degli stessi con interventi mirati. Alcune specializzazioni poi, come la Tipica Alpina e la caccia di selezione agli Ungulati, prevedono già programmi di censimenti obbligatori impegnativi; non vogliamo trasformare la passione per la caccia in una serie infinita di attività che alla fine ne pregiudicano il risultato e la qualità. Tutto ciò premesso, e non volendo confondere lo spirito e l’importanza del recupero ambientale con una scampagnata, riteniamo però che un ritorno a qualche sana ed anche piacevole iniziativa ci possa stare. Ed è con questo spirito che il Comitato di Gestione ha accolto di buon grado la proposta avanzata dal componente del Comitato Atos Curti per indire ogni anno una sola giornata, ma intensa ed efficace da dedicare all’ambiente. L’appuntamento è fissato per l’ultima domenica di Luglio. Questo sarà d’ora in poi l’appuntamento fisso dei Cacciatori del Comprensorio Valle Brembana con il loro territorio ed il loro Ambiente. Intendiamo organizzare e mobilitare il maggior numero di Soci ( siamo in 1.125) per ripulire dai rifiuti sentieri, pascoli, malghe, baite ecc. Siamo i fruitori privilegiati delle nostre montagne, dobbiamo essere noi i primi a dare l’esempio innanzitutto a non abbandonare rifiuti e, se qualcuno non lo capisce, noi ci prestiamo a rimediare. E’ una bella iniziativa che serve ad aggregare i cacciatori ed a dare visibilità alla nostra sensibilità innata per l’ambiente. Maggiori dettagli organizzativi, verranno comunicati successivamente. Abbiamo un obiettivo ambizioso, perché contiamo di mobilitare un importantissimo numero di cacciatori. Non deludiamo le attese e non procuriamo con la nostra assenza motivo e spunto ai nostri soliti denigratori di dubitare della nostra sensibilità e del nostro amore per l’ambiente. Dimostriamo con la nostra partecipazione che ci siamo, siamo vivi e combattivi più che mai, ma soprattutto che siamo tanti, cacciatori, amici, uomini. Raccogliendo di buon grado la richiesta fatta al Comprensorio da alcuni Insegnanti delle Classi terze di San Giovanni Bianco, abbiamo organizzato un incontro con gli alunni, appunto di queste classi, con un tema improntato alla conoscenza della fauna selvatica presente sul nostro territorio, e dell’habitat in cui essa vive. Dopo una panoramica sull’organizzazione del Comprensorio Alpino, sulle sue finalità e sull’attività venatoria in generale, siamo immediatamente entrati nel tema principale dell’incontro, anche perché i giovani alunni erano desiderosi ed Le spiegazioni sono state seguite con molto interesse e molta attenzione; non sono mancate le numerosissime domande e curiosità, grazie anche alla preparazione che il cacciatore improvvisatosi Docente, (nella circostanza il Gianantonio Bonetti), ha saputo stimolare nei giovani alunni. Abbiamo toccato anche argomenti delicati ed educativi, come ad esempio il significato delle cacce di selezione, l’approccio ed i comportamenti da seguire in presenza di fauna selvatica e dei loro piccoli, e il rispetto della natura in generale e degli habitat in particolare. E’ stato un incontro molto costruttivo ATTIVITÀ COMPRENSORIO I CACCIATORI SALGONO IN CATTEDRA Il “docente” Gianantonio Bonetti alle prese con i giovani alunni di S. Giovanni Bianco impazienti di avere notizie sugli ungulati, sulle loro abitudini, sulla loro consistenza sulle nostre montagne ed anche sulle modalità ed attenzioni da adottare per il loro avvistamento. Molto interesse hanno anche suscitato le informazioni sugli insediamenti delle aquile, ed il filmato realizzato dalla Provincia riguardante appunto tutte le specie di fauna selvatica, ha ulteriormente contribuito a far conoscere ed apprezzare il nostro ambiente montano e tutti gli animali selvatici che lo popolano. ed efficace, e l’attenzione prestata dagli alunni nel seguire le spiegazioni è stata senz’altro un segnale di indubbio interesse e partecipazione. Il Comprensorio ne approfitta di questa esperienza così positiva per rendersi disponibile a partecipare o organizzare con altri Insegnanti che lo ritenessero opportuno, incontri formativi ed informativi sull’ambiente montano, sulla fauna, sulla disciplina venatoria e quanto altro fosse di interesse anche specifico. 17 COMMISSIONE UNGULATI La Commissione Ungulati nelle riunioni degli scorsi mesi si è occupata del consuntivo della stagione venatoria conclusa e della programmazione dell’attività per la nuova stagione. Molti cambiamenti nel frattempo sono avvenuti all’interno della Commissione per via delle dimissioni di ben 5 membri. Le motivazioni esatte ci sono sconosciute perché nelle lettere pervenute, nella maggior parte dei casi non erano rese note. Come commissione non abbiamo potuto fare altro che prenderne atto, accogliendo ed augurando ai sostituti prontamente nominati un buon lavoro ed una fattiva collaborazione. Riepilogando i lavori, sono stati analizzati i dati relativi i prelievi delle 3 specie esprimendo un sostanziale giudizio positivo sull’andamento della stagione venatoria. Naturalmente maggiori dettagli saranno discussi ed illustrati nella consueta Mostra dei Trofei. A proposito di questa Manifestazione che è poi un appuntamento fisso ed importante, quest’anno la sua organizzazione spetta al Settore 3, e quindi si è deciso di scegliere come località Piazzatorre e si terrà il 2, 3 e 4 giugno con un programma che verrà comunicato a parte. Altro importante impegno che spetta a tutti gli ungulatisti, è il contributo manuale e la collaborazione nella predisposizione del poligono di tiro. Non è ancora stato fissato un programma dettagliato dei lavori, ma ci aspettiamo una solidale presenza per poter velocemente predisporre questa importante struttura. Naturalmente è stato anche definito il programma dei censimenti con date e punti di ritrovo. E’ dovere della Commissione ricordare a tutti i cacciatori di Ungulati che il Regolamento Provinciale prevede l’obbligo per ogni cacciatore di effettuare almeno 2 censimenti per specie. L’inosservanza può determinare anche la sospensione dalla specializzazione. Sarà quindi obbligo dei Responsabili di Settore tenere il controllo nominativo della partecipazione. Altro dibattito importante si è svolto sulle proposte presentate da alcuni settori per apportare alcune modifiche ai confini degli stessi. E’ naturalmente un discorso complesso, che va ben valutato e studiato nei minimi particolari, ed è per questo che 18 PROGRAMMA CENSIMENTI CAMOSCIO Stagione venatoria 2006-2007 SETTORE 1 Data 24-25.06 01-02.07 Località di censimento Venturosa - Vecchia V. Asinina - C. Camoscera Cancervo - Cantiglio P. Giugno - Corna Zuccone Ritrovo S. Giovanni B. (Cimitero) Capo Foppa S. Giovanni B. (Cimitero) Vedeseta (Chiesa) Ora 04.30 Località di censimento Baciamorti - V. Piano Inferno - V. Pianella - Valletto Mincuccio - Corna Tonda Porane - Raisere Ritrovo Capo Foppa S. Brigida (Piazzale) Olmo al B. (P.le Mismetti) Capo Foppa Ora 04.30 04.30 05.00 04.00 Località di censimento M. Cavallo - Begna M. Secco Piodere - Vallenzana Ritrovo Mezzoldo (Piazza) Piazzatorre (Municipio) Valleve (Chiesa) Ora Località di censimento Bratte - Terre Rosse Pietra Quadra - Gemelli Sardegnana - Calvi Arete Ritrovo Branzi (Carabinieri) Branzi (Carabinieri)/Roncobello (bivio) Carna (Chiesa vecchia) S. Simone (bivio) Ora 04.00 03.30 03.45 04.00 Località di censimento Capririzzo - Vindiolo Tre Pizzi - Roccoli Ortighera - Menna Parina - Pizzarello Ritrovo Roncobello (Piazza) Roncobello (Piazza) Roncobello (Costa) Oltre il Colle (Agip)/ Lenna (Agriturismo) Ora 04.30 04.30 04.30 04.30 SETTORE 2 Data 24-25.06 01-02.07 08-09.07 SETTORE 3 Data 18-24-25.06 02.07 04.00 SETTORE 4 Data 24-25.06 01-02.07 08-09.07 05-06.07 SETTORE 5 Data 25.06 02.07 08.07 09.07 gnatore riveste nella caccia di selezione, la Commissione ha ritenuto doveroso ed importante avanzare questa proposta che serve a meglio definire e qualificare la figura dell’accompagnatore. La sessione di aggiornamento sarà tenuta da esperti del settore, la data è stata già fissata per il 14 Maggio presso il cine-teatro di Branzi con maggiori dettagli che verranno comunicati successivamente. Riportiamo qui di seguito il programma dei censimenti al Camoscio per ogni Settore. Il presidente Gianantonio Bonetti LE COMMISSIONI si è deciso di approfondire in ogni settore questa tematica organizzando appositi incontri. La commissione è altrettanto consapevole che non potrà proporre al Comitato stravolgimenti o modifiche sostanziali, ma eventualmente qualche aggiustamento logico e razionale. Sarà poi il Comitato ad avallare o meno queste modifiche. Una importante iniziativa proposta dalla Commissione ed accettata dal Comitato, riguarda l’organizzazione di un corso di aggiornamento per gli Accompagnatori. Ben consci della responsabilità e della preparazione e professionalità che il ruolo dell’accompa- COMMISSIONE AVIFAUNA TIPICA ALPINA L’inizio del 2006 ha visto la nostra commissione impegnata a predisporre una nuova metodologia per i censimenti all’Avifauna tipica di Monte. Senza nulla togliere alla valenza del precedente regolamento, si avvertiva la necessità di introdurre alcuni nuovi concetti per incentivare i cacciatori abilitati a svolgere più assiduamente le operazioni di monitoraggio del territorio vocato alle speci tipiche alpine. In tal senso alcune sezioni comunali avevano fatto pervenire alla commissione una proposta per essere valutata. Dopo aver esaminato anche altre proposte uscite dal suo interno, la commissione è pervenuta unanimemente alla stesura del documento definitivo che è stato illustrato all’Assemblea di categoria del 24 Febbraio, alla presenza di circa cento cacciatori e dai rappresentanti del C.T.G. Il nuovo regolamento, di cui si invita ad una attenta lettura, è stato condiviso dalla stragrande maggioranza dei presenti e successivamente approvato dal Comitato di Gestione, e si caratterizza fondamentalmente nel senso di responsabilità di ogni singola Squadra nell’effettuare i censimenti con serietà e impegno, nelle Aree assegnate, ge- stendosi autonomamente le uscite nei periodi autorizzati dalla Provincia. E’ prevista la possibilità che i rilevatori possano svolgere le loro uscite anche in Settori diversi da quello di appartenenza, naturalmente a precise condizioni. Viene data l’opportunità di partecipare ai censimenti anche ai cacciatori che attualmente praticano la caccia Vagante in Zona di Minor Tutela. Viene tolta l’obbligatorietà di effettuare i censimenti primaverili. Su quest’ultimo punto è bene chiarire che non significa essere “autorizzati” a disertare i censimenti primaverili, che devono essere comunque svolti nelle note forme (col cane, col richiamo acustico e sulle arene di canto), pertanto si confida nella maturità e disponibilità di ognuno, nell’interesse di tutti. La commissione ha altresì proposto al Comitato di mantenere contenuto in 170 il numero di cacciatori da abilitare alla Tipica per la corrente stagione venatoria, e espresso parere negativo all’istituzione di una nuova forma di caccia “Vagante alla Migratoria in zona di Maggior Tutela” Il presidente Piergiacomo Oberti 19 REGOLAMENTO PER L’ESECUZIONE DEI CENSIMENTI ALL’AVIFAUNATIPICAALPINA 1. FINALITA’ Il presente documento ha come finalità la regolamentazione e l’individuazione dei principi di base da adottare per l’esecuzione delle varie metodologie inerenti ai censimenti dell’Avifauna Tipica Alpina, Dato atto che il censimento delle popolazioni stanziali selvatiche presenti sul nostro territorio rappresenta un’attivita’ di fondamentale importanza, al fine di garantire la razionale programmazione dell’esercizio venatorio, come richiesto dalla normativa vigente (L.R. 26/93 Art. 34 c.1/A), e dalla moderna cultura venatoria, Per questo motivo è utile ribadire che dette iniziative debbano essere svolte da tutti i cacciatori abilitati, con responsabilità , spirito di abnegazione e nel rispetto delle disposizioni Provinciali. L’attività di censimento oltre a garantire il razionale utilizzo delle risorse faunistiche, ha rappresentato la base del Progetto Galliformi Alpini, il quale ha regolato la gestione dell’Avifauna Tipica di Monte negli ultimi 10 anni. Il suddetto progetto, unico nel suo genere, ha consentito l’approfondimento delle conoscenze inerenti le abitudini e le dinamiche delle popolazioni di Galli Forcelli e Coturnici presenti nel Comprensorio Alpino della Valle Brembana. Le operazioni di censimento possono inoltre rappresentare una valida opportunità di formazione sia per i cacciatori meno esperti, che per coloro che aspirano a tale forma di caccia. In considerazione di quanto suddetto si ritiene opportuno predisporre tutte le iniziative necessarie affinché, anche gli interessati che attualmente svolgono l’attività venatoria in zona B di minor tutela possano accedere ai censimenti. Di seguito verranno dettagliate le modalità finalizzate ad individuare nuove forme organizzative con lo scopo di ottimizzare le operazioni di censimento, conformandole alle esigenze dei rilevatori, per un più efficace ed esaustivo monitoraggio del territorio. 2. ZONIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI I censimenti si svolgono nei 7 Settori, a suo tempo individuati, con i quali il territorio del Comprensorio Alpino è stato suddiviso in Zone Omogenee. Il rilevatore opera all’interno del settore assegnatogli nella precedente stagione e potrà chiedere formalmente al C.T.G. la variazione entro il 15 Febbraio di ogni anno. Ai neo rilevatori, e a colore che richiedono la variazione, sentito il parere della commissione, verrà assegnato preferibilmente il settore richiesto, in base alle esigenze gestionali. 3. COMPITI DEL RESPONSABILE DI SETTORE Per ogni settore è previsto un responsabile di settore, eletto dai cacciatori del settore stesso, che farà parte di diritto alla commissione avifauna tipica alpina, al quale competono determinate mansioni di primaria importanza per il raggiungimento degli 20 scopi prefissati dell’attività in argomento. In particolare il responsabile di settore: partecipa alle riunioni e alle attività della commissione; promuove riunioni con i cacciatori del settore; coordina le attività legate ai censimenti; - partecipa alla formazione delle squadre di cacciatori addette ai censimenti (descritte successivamente); - individua i capisquadra in concerto con i cacciatori del settore di appartenenza, - svolge attività di coordinamento tra le varie squadre attraverso i capisquadra - raccoglie e trasmette alla commissione i dati relativi alle operazioni di censimento riferite al proprio settore, nelle modalità e nei tempi indicati dalla commissione - rileva e comunica al CTG eventuali comportamenti scorretti durante le operazioni di censimento; - svolge attività di formazione inerente all’attività di censimento; - redige in concerto con i cacciatori del proprio settore il calendario relativo le uscite di censimento; - in caso di impedimento temporaneo individua per il coordinamento delle uscite un referente di propria fiducia, scelto tra cacciatori del settore stesso; - può in via esclusiva e in ogni momento fare verificare ad altra squadra un’area campione precedentemente censita. - il responsabile di settore, sentiti i rilevatori del proprio settore, può adottare per l’esecuzione dei censimenti , il metodo della scorsa stagione venatoria. 4. ISTITUZIONE DELLE SQUADRE E LORO COMPITI All’interno di ogni settore verranno individuate squadre formate da un minimo di 6 rilevatori, e costituite in concerto con il responsabile di settore. Alle squadre, costituite tra i cacciatori del settore attraverso una ripartizione proporzionale rilevatore/estensione area campione in funzione di esigenze e/o caratteristiche particolari del settore, verranno assegnate una o più aree campione in cui effettuare i censimenti. Le squadre effettueranno i censimenti nelle stesse aree solo in un periodo dell’anno (primaverile o estivo). La predisposizione di un calendario a rotazione assegnerà alle squadre le aree di propria competenza. La prima assegnazione avverrà tramite sorteggio e nei periodi successivi sarà applicato il principio di rotazione. La squadra potrà gestirsi le uscite programmate a piacere e nel rispetto della normativa Provinciale, con un massimo di tre uscite per area campione. Per ogni uscita dovrà essere garantito la presenza di almeno tre rilevatori. Il singolo cacciatore per giustificati motivi potrà essere aggrega- to ad altre squadre del proprio settore sentito il responsabile dello stesso, e fornire l’impegno della presenza minima di almeno tre uscite nel censimento estivo. 5. COMPITI DEL CAPO SQUADRA Per ogni squadra è prevista la presenza di un capo squadra avente i seguenti compiti: - la formazione, in accordo con il responsabile di settore e degli altri capisquadra, delle squadre dei rilevatori addette ai censimenti - il coordinamento delle attività della propria squadra durante l’azione di censimento - la formazione e informazione delle procedure attinenti i censimenti a favore dei componenti della squadra - la segnalazione, al responsabile di settore, di eventuali comportamenti scorretti dei rilevatori, con appositi rapporti - l’individuazione in caso di impedimento temporaneo di un di un sostituto di propria fiducia scelto tra i cacciatori della squadra stessa - consegnare alla termine di ogni uscita giornaliera tutta la documentazione debitamente compilate e sottoscritta dai partecipanti 6. SOGGETTI ABILITATI AI CENSIMENTI Alle operazioni di censimento potranno partecipare tutti i cacciatori abilitati alla specifica forma di caccia nell’anno precedente e i nuovi ammessi. I rilevatori durante le operazioni di censimento dovranno mantenere un comportamento responsabile e corretto, al fine di evitare danni e/o eccessivo disturbo alla selvaggina e garantire la migliore riuscita del censimento. I rilevamenti eseguiti con l’ausilio del cane da ferma, andranno effettuati con ausiliari addestrati ed esperti, per non inficiare la valenza dell’uscita e soprattutto per non arrecare danni alla selvaggina specialmente nel periodo tardo estivo. In tal senso si ritiene opportuno raccomandare il guinzagliamento del cane in ferma quando risulta possibile. Ogni rilevatore deve condurre un solo cane per uscita, e di età superiore a due anni. 7. CENSIMENTI PRIMAVERILI A – CENSIMENTO AL GALLO FORCELLO SULLE ARENE DI CANTO Considerato il contesto particolarmente delicato in cui si svolge questa tipologia di censimento, si ritiene opportuno, al fine di tutelare il successo riproduttivo di questo tetraonide, di concedere l’esecuzione dello stesso a rilevatori esperti, in grado di garantire la rilevazione senza provocare alcuna turbativa sull’arena, tramite la formazione di squadre di volontari disponibili a questa forma di censimento. Nell’eventualità lo si ritenesse opportuno potranno essere intraprese iniziative volte alla formazione degli addetti a suddetto tipo di censimento. B - CENSIMENTO ALLA COTURNICE CON RICHIAMO ACUSTICO Formazione di gruppi di rilevatori dotati di apparecchi di richiamo acustici, forniti dal C.T.G. che effettuano percorsi sulle aree non precedentemente censite con il cane, o per riverificare aree già monitorate. C - CENSIMENTO ALLA COTURNICE CON CANE DA FERMA Il censimento in argomento andrà effettuato tramite squadre predisposte e nelle modalità previste al punto 2 , 4 , 6 del presente disciplinare. 8. CENSIMENTI ESTIVI Le operazioni di censimento estivo verranno effettuate solo con l’ausilio del cane da ferma, secondo le modalità previste al punto 2 – 4 e 6 del presente disciplinare. Le presenze ai centri di verifica saranno equiparate ad effettive uscite di censimento, da conteggiare nella successiva stagione venatoria. 9. ESENZIONE ALLO SVOLGIMENTO DEI CENSIMENTI ESTIVI Sono esentati i cacciatori che: - hanno raggiunto il 65° anno di età - manifestano la propria inabilità fisica, o impedimento di altra natura, mediante presentazione di apposita certificazione, da presentare entro il 15 Luglio per il periodo estivo, o entro 5 giorni dall’avvenuta impossibilità a periodo iniziato - la certificazione verrà presentata al C.T.G. nei tempi suddetti, che dopo le opportune valutazioni, provvederà ad esentare o non esentare, con propria deliberazione - la mancata esenzione o la mancata presenza di almeno 3 uscite nel periodo estivo del singolo rilevatore, comporterà l’esclusione alla forma di caccia avifauna tipica alpina. 10. OPPORTUNITA’ SUPPLEMENTARI In deroga al presente regolamento, il responsabile di settore, per necessità oggettiva potrà, qualora la normativa provinciale lo consenta, attingere, in ordine cronologico di richiesta, ad un numero di rilevatori non superiore a 5 della forma di caccia vagante Zona B di minor tutela, purchè abbiano presentato relativa domanda, al C.T.G. entro il 15 febbraio di ogni anno. Limitatamente al 2006 il termine di presentazione è posticipato al 15 Luglio. Le squadre di rilevatori e/o singoli rilevatori, dopo aver verificato la sufficienza delle uscite col proprio responsabile di settore, potranno svolgere la loro attività anche presso altri settori, sentito preventivamente il responsabile del settore ospitante. 11. DECORRENZA L’entrata in vigore del presente regolamento, se approvato dal C.T.G. sarà subordinata ai tempi tecnici necessari per organizzare il nuovo sistema delle uscite. PIAZZA BREMBANA, 20 FEBBRAIO 2006 APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DEI PRESENTI NELLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AVIFAUNA TIPICA ALPINA DEL 20 FEBBRAIO 2006. 21 COMMISSIONE RIPOPOLABILE La stagione venatoria si è appena conclusa, ma è già tempo di preparare i piani per la prossima. La nostra commissione ha già iniziato a riunirsi per analizzare le proposte dei componenti e quelle presentate dai cacciatori. Un’idea sarebbe di fare un lancio primaverile con fagiani catturati in zone di ripopolamento perciò in grado di riprodursi. Questo lancio se sono trovati i soggetti naturali sarebbe fatto in zone adatte per questo selvatico e si spesa di conseguenza possa nidificare. Ci siamo attivati presso alcune Amministrazioni Provinciali, anche fuori regione, per sapere se riusciamo ad acquisire questi soggetti di cattura. Speriamo di concludere questo nuovo esperimento, altrimenti rimanderemo alla prossima stagione. Per quanto riguarda gli altri lanci, che sa- COMMISSIONE CAPANNO Come di consuetudine si è riunita regolarmente ogni primo giovedì del mese la nostra commissione, proponendo e discutendo alcuni temi. Uno degli argomenti trattati e proposti anche al CTG era la volontà di organizzare una 22 fiera degli uccelli nella nostra valle, avendo anche contattato persone che partecipano e organizzano la maggior parte delle stesse, quest’idea è risultata molto gradita allo stesso CTG. Quando pensavamo che tutto ciò era possi- Il Comitato di Gestione ha accolto la richiesta della commissione Ripopolabile e sabato 8 aprile sono stati lanciati 60 fagiani riproduttori di cattura (45 femmine e 15 maschi) nelle seguenti zone: comuni di Dossena, San Giovanni Bianco, Taleggio, Camerata Cornello e Serina. ranno fatti durante l’anno, seguiremo probabilmente quanto fatto l’anno scorso. E’ abbastanza prematuro per stabilire esattamente quanto verrà fatto, sicuramente sui prossimi numeri della rivista vi comunicheremo quanto deciso. Speriamo di avere sempre a vostra collaborazione per poter meglio gestire questa forma di caccia perciò vi aspettiamo con proposte nuove. Il presidente Luigi Poleni bile è subentrato il problema relativo all’influenza aviaria: gli uccelli esposti potrebbero essere contagiati, come da più parti ventilato. Comunque in questo momento è tutto bloccato tanto più che, sempre a causa del problema aviaria, deve ancora uscire il calendario delle fiere (quelle storiche come Almenno San Salvatore e Sacile). Siamo in attesa di ulteriori sviluppi. Presa visione e fatta la valutazione della scheda dei censimenti dei richiami, abbiamo ricordato a tutti i titolari da appostamento fisso la consegna al Comprensorio Alpino (come il tesserino regionale) entro il 19 marzo oppure alla Provincia entro il 31 dello stesso mese. Dopo discussione, considerando il numero di appostamenti fissi superiore ai 3.000 ed il numero di cesene catturabili 1.500, abbiamo proposto al CTG di poter intervenire per quanto riguarda il numero di cattura delle cesene, proprio perché il numero assegnato risulta insufficiente. Pensiamo inoltre di aver accontentato LE COMMISSIONI REGOLAMENTO UFFICIALE DI DISTRIBUZIONE PRESICCI NEL CENTRO DI RACCOLTA DEL C.A.V.B. 2005/2006 • Il centro di raccolta è sotto la responsabilità del conduttore stabilito dal Comitato Tecnico di Gestione del Comprensorio Alpino Valle Brembana. • La bolla ufficiale di ogni roccolo di competenza del centro di raccolta deve essere esposta in un luogo visibile al pubblico prima dell’inizio della distribuzione. DOCUMENTI NECESSARI PER IL RITIRO DEI PRESICCI • • Una ed una sola autorizzazione (originale rilasciata dalla Provincia di Bergamo) di appostamento fisso, relativo ad una località. • Chiunque può presentarsi con i suddetti documenti al ritiro dei presicci (non solo il titolare dell’autorizzazione). Vaglia di attestazione di avvenuto pagamento per convalida annuale della suddetta autorizzazione (allegato alla stessa). Per le nuove autorizzazione non serve la ricevuta di pagamento. MODALITA’ DI DISTRIBUZIONE • La chiamata telefonica agli aventi diritto al ritiro dei presicci avverrà dalle ore 12,00 in poi, e la distribuzione degli stessi avrà inizio alle ore 13,30 e proseguirà fino alle 15,30 circa. • I cacciatori verranno contattati telefonicamente per un massimo di 2 (due) giorni, dopodiché se saranno irreperibili, perderanno il diritto per l’anno in corso all’acquisizione del presiccio per cui sono stati chiamati e si passerà al nominativo successivo. • Il rifiuto di qualsiasi specie di presoccio assegnato, comporta l’esclusione dall’elenco dei titolari di appostamento fisso per l’anno in corso, anche per le altre specie. • Il numero di presicci assegnato alla Provincia di Bergamo dalla Regione Lombardia, a seguito del parere favorevole dell’INFS di Bologna, è di 8.400 tordi bottaccio, 4.500 tordi sassello, 600 merli, 1.500 cesene, per un totale di 15.000 esemplari. • In considerazione di questi numeri, ma soprattutto per l’impossibilità di stabilire l’eventuale causa di morìa dei presicci, onde evitare inutili e dannose controversie, i soggetti morti non verranno sostituiti. • A partire dall’anno in corso i responsabili della distribuzione presicci valuteranno con estrema attenzione l’idoneità dei presicci stessi procedendo alla loro liberazione in caso di valutazione incerta. • • Ogni presicci verrà annotato sull’autorizzazione in originale, con numero d’identificazione e data giornaliera. Per informazioni, reclami od eventuali controversie, verrà attivato dai responsabili del centro addetti alla distribuzione dei presicci, il numero verde della Provincia di Bergamo 800-350-035 che fa capo al Comando di polizia Provinciale. Ringrazio a nome di tutta la commissione la stretta collaborazione del CTG Capanno fotografato da Paolo Invernizzi tutti coloro che esercitano la caccia da appostamento fisso con la consegna di alcune piante di SORBO DEGLI UCCELLATORI (Malésen – Tremèl – Malösen) ad un prezzo simbolico. Per ultimo, riproponiamo qui sopra il regolamento della distribuzione presicci esposto come sempre al Centro di raccolta. Il presidente Umberto Arioli 23 NEI NUMERI IL GRANDE IMPEGNO DEI TENDITORI Angelo Bonzi Amici capannisti del comprensorio alpino, anche quest’anno pubblichiamo volentieri alcuni dati del rapporto che la Provincia di Bergamo gentilmente ci ha fornito, sulle catture effettuate dai roccoli nella stagione 2005/2006. Premetto, che grazie all’impegno del nostro C.A., dei tenditori, dei responsabili della distribuzione e dell’amministrazione Provinciale, abbiamo raggiunto dei risultati, che da diversi anni non raggiungevamo, consentendo agli appassionati di questa magnifica forma di caccia, di ricevere almeno un esiguo, numero di presicci da inserire nelle proprie batterie. Certamente però, la parte principale, di questi risultati, è da attribuire alla natura, che ci dimostra ancora una volta che se gestita correttamente, non smetterà mai di sorprenderci, positivamente, perché i numeri delle catture come voi tutti sapete: esulano molto frequentemente dalle capacità dei singoli tenditori. Come alcuni di voi sanno gli impianti di cattura che la Provincia di Bergamo ha assegnato nella stagione scorsa al nostro C.A., sono tre: due a Roncobello, denominati: Meschino e Zeb e uno a Serina denominato Costa Colarino.Prima di passare ai vari grafici, consentitemi di ringraziare tutti gli impiegati agli uffici Caccia e Pesca di via S. Giorgio, ed ai loro responsabili; credo che da diversi anni non si raggiungeva un livello di efficienza così elevato, pochissime code, anche durante i periodi post aperture, molta pazienza con gli utenti anche con i più esagitati, e una disponibilità al dialogo davvero invidiabile; non vorrei essere considerato di parte, ma come non abbiamo risparmiato critiche in passato, ritengo giusto menzionare, le persone che ne hanno merito. CATTURE TOTALI 2005 - RIPARTITE PER IMPIANTO 24 MEDIA CATTURE GIORNALIERE PER ROCCOLO RAFFRONTO TRA CATTURE AUTORIZZATE E CATTURE EFFETTUATE TOTALE CATTURE EFFETTUATE DIVISE PER ANNO DAL 1996 AL 2005 25 RIPOPOLARE CON LE STARNE E CON LA TESTA In un passato, nemmeno così remoto, la starna aveva in Italia una diffusione che la vedeva presente dall’arco alpino fino alla Calabria compresa, era assente solo dalla Sicilia, dalla Sardegna ed isole minori. Ora la situazione è drasticamente mutata e le poche popolazioni sono disperse sul territorio senza continuità Claudio Cesaris *Ecologia applicata alla pianificazione faunistica del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia Ad una generale e radicale modificazione dell’ambiente, dettata da nuove esigenze nel mondo dell’agricoltura, che ha sicuramente condizionato la sopravvivenza della specie, si è sommata una gestione assolutamente incapace di affrontare le nuove realtà e soprattutto di capire che era necessario ridurre l’impatto della caccia sulle popolazioni già così duramente colpite dalle modificazioni dell’ambiente imposte da una agricoltura moderna. Praticamente a partire dagli anni ses- santa la specie ha iniziato un lento declino che ha portato alla sparizione di popolazioni autosufficienti nell’Italia centro-meridionale e ad un crollo delle popolazioni del nord. Di fatto si può affermare che la starna è ancora presente sul territorio italiano solo in alcune piccole aree e sono solo i continui interventi di ripopolamento che ne permettono il prelievo venatorio. In Europa la situazione non è rosea, visto il generale declino, ma sicuramente le consistenze delle diverse popolazioni sono molto differenti da quella italiana, che viene stimata in autunno in circa 20.000 individui, si parla infatti di circa 40.000 coppie in Belgio, 500.000 esemplari in Gran Bretagna e di un milione di coppie in Francia. L’habitat prediletto dalla starna è rappresentato dalle aree pianeggianti, collinari o pedemontane aperte e coltivate con una buona copertura e cospicua diversificazione ambientale, una temperatura media annua superiore a 8°, con meno di 800 mm di pioggia annua e un terreno possibilmente ben drenato, meno del 5% della superficie occupata da boschi di piccole dimensioni (1 ha) e da siepi, una superficie ad incolto inferiore al 20% della superficie totale occupata e una coltivazione a cereali autunno-vernini superiore al 40% e preferibilmente una quota di 600 m di altitudine s.l.m.. E’ comprensibile come solo interventi mirati possano accrescere le fonti di nutrimento, i punti di abbeverata, i siti di rifugio e di nidificazione. Tali risultati si possono ottenere aumentando la presenza di cereali autunno-vernini o con la sommi- LA FAUNA nistrazione di granaglie in appositi luoghi di foraggiamento (con alcune contro indicazioni per questo ultimo caso), con il ritorno ad una frammentazione maggiore degli appezzamenti e soprattutto una minore presenza di monocolture, con l’aumento delle tipologie di separazione tra appezzamenti coltivati (siepi cespugliate, scarpate, bordi di cavedagne), favorendo la presenza indispensabile degli insetti, fondamentali per l’alimentazione dei pulcini, limitando o evitando l’impiego di pesticidi ed insetticidi soprattutto sulle fasce a vegetazione spontanea. Occorre poi prestare molta attenzione alle differenti fasi di lavorazione nei campi soprattutto evitando lo sfalcio dei foraggi nel periodo riproduttivo (in particolare da metà maggio a fine giugno) e la raccolta dei cereali deve iniziare dal centro del campo e dovrebbero essere utilizzate barre di involo. Nonostante tutte le attenzioni prestate come abbiamo già indicato le popolazioni italiane sono praticamente sparite e an- che dove si sono effettuati reintroduzioni, ad opera per esempio di Regioni o Province. con elevati mezzi finanziari, dopo attenti studi di fattibilità, dopo aver scelto le migliori aree che anche storicamente erano frequentate e che ancora oggi presentano caratteristiche ambientali più che idonee non si sono ottenuti risultati. Sembra diventato praticamente impossibile ricostruire delle popolazioni in grado di riprodursi spontaneamente e di esistere anche senza l’ausilio dei così detti ripopolamenti. Comunque anche nel caso dei ripopolamenti occorre privilegiare quelle aree che siano compatibili con le esigenze biologiche della specie, non è corretto anzi quasi immorale rilasciare starne in montagna soprattutto a quote innaturali dove l’unico scopo è quello di far sparare qualche cosa, a questo punto è come pensare di far trovare ad un cacciatore di pianura un gallo forcello in risaia pur di fargli fare una fucilata, pura follia o semplice idiozia. La starna è stata e rimane il sogno di ogni cacciatore con il cane da ferma che si rispetti, non trasformiamolo in un incubo. 27 Negli ultimi mesi trascorsi ha avuto grande rilievo presso tutti gli organi di informazione l’AVIARIA. Come dire l’aggettivo AVIARIA (più nota presso gli esperti come AVIARE) significa appartenente agli uccelli selvatici o domestici, cioè ai volatili in generale ANCORA SULL’INFLUENZAAVIARIA Piergiorgio Sirtori *Medico chirurgo Si tratta di una patologia di tipo influenzale sostenuta da VIRUS: questi sono parassiti cellulari obbligati di dimensioni infinitesimali (circa un milione in fila per fare un centimetro) che possono vivere e riprodursi solo all’interno delle cellule di organismi maggiori. All’infuori di queste i virus non hanno capacità di sopravvivenza. La loro capacità di replicazione è così elevata che favorisce la possibilità di cambiamenti (mutazioni genetiche) del loro patrimonio ereditario. Generalmente questi virus hanno preferenze elettive verso organismi sui quali sono capaci di riprodursi sviluppando la loro invasività nociva anche fino a gravi conseguenze. Dal 1997 si è sviluppata ad opera del virus H5N1 questa attuale epidemia a partire dall’oriente asiatico (Cina, Giappone, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Cambogia ed altri) determinando la morte per malattia o per abbattimento precauzionale da parte dell’uomo di parecchi milioni di volatili. L’allarme è scattato quando il contagio ha toccato anche gli essere umani e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha cercato di fornire le indicazioni per le misure di prevenzione e contenimento di eventua28 li focolai di contagio per infezione passata ad opera del virus H5N1 dai volatili all’uomo. Bisogna subito notare che questo passaggio si è verificato nei paesi interessati per primi dove le condizioni igieniche sono piuttosto precarie e soprattutto la stretta convivenza tra il pollame da cortile e l’uomo è uno dei principali fattori di contagio. Fino ad oggi il virus H5N1 non passa facilmente dai polli all’uomo o ad altri mammiferi, ma potrebbe mescolandosi col virus dell’influenza umana, cambiare alcune sue peculiarità ed aumentare le probabilità di trasmissione all’uomo e il contagio da uomo a uomo. Fino ad oggi però questa evenienza non si è mai verificata. Il virus della aviaria si trova in grande quantità nell’intestino e nelle feci dei volatili infetti, ma non negli altri tessuti (carni). La sua diffusione è facilitata nelle specie acquatiche (palmipedi, trampolieri e limicoli), perché l’acqua nella quale vivono diventa più facile veicolo di diffusione. La presenza del virus in abbondanza nello sterco del pollame può essere stata la causa di trasmissione della malattia alle persone che vivono a stretto contatto di anitre e galline domestiche, con scarse norme igieniche. Ancor più se quest’ultime vivono all’aperto in vicinanza di stagni, ruscelli o corsi d’acqua. Gli uccelli acquatici e tra questi anche gli anatidi migratori oggetto di caccia (Germano, Canapiglia, Fischione, Codone, Mestolone, Alzavola, Marzaiola, Moretta, Moriglione) e anche altri palmipedi e trampolieri non cacciabili, nei loro grandi spostamenti sulle rotte di migrazione, prevalentemente da Nord-Est a Sud-Ovest, possono contribuire alla diffusione della influenza aviaria nei congeneri e passarla anche al pollame domestico allevato all’aperto.Tenuto conto che il virus H5N1 resiste bene alle basse temperature, anche sotto zero, ma è poco resistente alle temperature elevate e a 70° centigradi viene distrutto, l’ebollizione per la normale cottura delle carni e delle uova lo elimina completamente. Appare dunque ingiustificata la paura che ha fatto diminuire pesantemente il consumo di pollame in Italia negli ultimi tempi, allarme che per fortuna appare oggi rientrato. Bisogna anche considerare che il pollame dei grandi allevamenti industriali cresce al coperto sotto continui controlli sanitari e con le migliori garanzie. Diverso è l’allevamento domestico nella nostra tradizione contadina dove i ruspanti vivono all’aperto e potrebbero essere contagiati da qualche migratore. Allo stato attuale da noi si tratta di una emergenza veterinaria, senza contagio umano. SE NE PARLA ANCORA Cosa fare quindi nel caso si trovi qualche volatile morto?… 1. Meritano considerazione soltanto uccelli acquatici, anatidi, trampolieri e limicoli. 2. Non meritano considerazione altre specie come passeracei o rapaci, salvo il reperimento di numerosi soggetti contemporaneamente nello stesso ambiente. 3. Nel caso di prelievo di un volatile morto usare guanti di plastica, lattice o gomma e riporre in un sacchetto di plastica segnando data, luogo, specie e circostanze varie. 4. Non campionare volatili alterati, dilaniati, decomposti o putrefatti da inviare eventualmente a smaltimento con rifiuti speciali. 5. Avvisare l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di competenza passando attraverso i referenti comunali locali: questi filtrano e passano alla ASL le notizie e gli eventuali reperti. Attualmente non si parla di vaccinazioni che potrebbero effettuarsi con la produzione di vaccino specifico solo in caso di contagio umano con rischio di pandemia. Sono previsti protocolli di procedure specifiche disposte dal Ministero della Salute in caso di episodi di contagio umano per isolare e circoscrivere subito, nel modo più efficace possibile un eventuale focolaio infettivo. Sembra quindi, più che ragionevole oggi, per noi e per ora guardare all’aviaria come ad un problema di medicina veterinaria. IN RICORDO DI BATTISTA CARMINATI Difficile riassumere in poche righe il profilo di un amico e ancor di più esprimere l’incredulità e il dispiacere per averlo perduto, ancora così integro e forte, in modo improvviso, forse evitabile. Sicuro e sereno nelle ore trascorse in solitudine appresso al legname a cui sapeva magistralmente dar forma, simpatico e loquace in compagnia, col suo buonumore era parte integrante e sostegno di allegre conversazioni, come di indimenticabili giornate in montagna, dove amava in modo particolare le aspre bellezze del “ Canal di Ciapì “, l’agilità dei camosci, il frullo e la planata dei galli. Ci mancherà il caro Battista, e molto, fino a quando a Dio piacendo, ci ritroveremo nel più Alto e Misterioso dei Comprensori, riservato a chi, umilmente crediamo, sa essere bravo e disponibile come lui è stato. Alla moglie, signora Rosina, ai figli, ai cari fratelli e a tutta la famiglia, sonovicini con tutto il cuore i cacciatori che lo hanno conosciuto e apprezzato. 29 UN QUIZ PER LA SALUTE DEL VOSTRO CANE A Per evitare la formazione del tumore alla mammella un cane femmina deve essere sterilizzata: 1) Dopo il primo calore 2) Dopo il primo parto Accertato ormai che per un cacciatore è più difficile fare domande al veterinario che tiene questa rubrica che catturare cinque lepri in una sola giornata, ho deciso di capovolgere la situazione e fare io a voi delle domande con Duilio Buttinoni *Medico veterinario 3) Prima del primo calore D perche’ e’ la sterilizzazione ad 4) Mai indurre il tumore alla mammella B I primi incisivi da latte sono cambiati a circa: 1) 3 mesi e mezzo La comune sverminazione protegge il cane da una reinfestazione per un periodo di: 2) 5 mesi 1) Un anno 3) 7 mesi 2) Sei mesi 4) 1 anno 3) Tutta la vita 4) Meno di un mese 30 C Le zecche oltre che sulla pelle del cane possono trovarsi: E Le pulci depongono le uova: 1) Sottopelle 1) Sulla pelle del 2) Nei vasi sanguigni 2) Sotto la pelle del cane 3) Nell’intestino luoghi dove comunemente vive 3) Nei il cane 4) In nessuna di queste 4) Le pulci non depongono uova cane I La comune tenia e’ trasmessa al cane da: 1) Una pulce 1) E’ gravida VETERINARIA F Una femmina che circa un mese dopo il calore beve molto, è debole, mangia poco ed eventualmente vomita presumibilmente: 2) Una zecca 2) Ha il diabete 3) Ha un’infezione all’utero 3) Una zanzara 4) Feci di altro cane infestato 4) Ha un tumore all’ovaio L La vaccinazione per la leptospirosi protegge il cane per: 1) 1 mese 2) 6 mesi 3) Un anno 4) Due anni G I noduli mammari del cane sono: 1) Sempre maligni 2) Sempre benigni 3) Per il 60 % benigni 4) Per il 60% maligni femmina partorirà cani impuri 2) La solo per le due gravidanze successive 3) La femmina è del tutto identica a prima e generera cani puri sin dal parto successivo a patto che sia accoppiata con un cane puro femmina non sarà più in grado di 4) La partorire Le risposte alle domande sono le seguenti: femmina partorirà sempre cani 1) La impuri anche nei parti successivi A-3 / B-4 / C-4 / D-1 / E-3 / F-4 / G-3 / H-3 / I-1 / L-2 / Se una femmina pura si accoppia con un cane meticcio: Direi che la risposta esatta ad almeno 6 delle domande potrebbe essere considerata un segno di buona conoscenza delle patologie del cane. Chi non ha raggiunto tale risultato non si deve disperare, si potrà rifare rispondendo alle domande presenti sul prossimo numero magari preparandosi un poco prima. H 31 LA NOSTRA MONTAGNA SI RACCOMANDA Si è parlato all’Università di Pavia di ungulati e della loro gestione sulle Alpi e sugli Appennini. La valle Brembana e le altre realtà venatorie della nostra provincia hanno portato la loro esperienza a confrontarsi con quella di altri territori da tempo più vocati Bruno Calvi C’eravamo anche noi all’Università di Pavia dove si è svolto un appassionante confronto fra la gestione faunistica degli Ungulati delle Alpi e degli Appennini. C’eravamo anche noi e non abbiamo affatto sfigurato, sciorinando le nostre cifre e le nostre esperienze, nei confronti di Piemonte e Trentino tanto per restare sulle Alpi. Ma, nemmeno, con le esperienze dell’Appennino toscano, di quelli modenese e reggiano. Organizzato dall’URCA Lombardia nella storica aula Spallanzani del Dipartimento di Biologia Animale dell’Ateneo, il convegno davanti a un pubblico numeroso e interessato (e quanti giovani!) ha visto sfilare esperti e responsabili provinciali. Il portavoce della nostra provincia è stato Giacomo Moroni, nostro responsabile del Servizio Faunistico provinciale, il quale, con una approfondita e coinvolgente esposizione ha disegnato la felice situazione e quanto è stato fatto fino ad oggi per giungere a questi risultati. Risultati che, fatte le debite proporzioni, non sono di certo inferiori a quelli di altre realtà più storicamente legate alla caccia e alla gestione degli Ungulati. Forte di numerosi grafici, Moroni ha raccontato ai presenti i trent’anni di gestione nelle tre fasce (piano, prealpini, alpino) che caratterizzano il nostro territorio dal punto di vista venatorio. 32 Ci piace ripeterlo, ma abbiamo fatto proprio una bella figura con i dati forniti da Moroni che andavano dal 1974 al 2005, trent’anni che hanno visto la reintroduzione e l’introduzione di stambecchi, cervi e mufloni che si sono aggiunti ai già presenti caprioli e camosci. Ad esempio, Moroni ha portato il restocking del cervo realizzato fra l’anno scorso e il febbraio di quest’anno nel Comprensorio Alpino Val Seriana. Se in quella valle il cervo ha avuto bisogno di un’immissione, nella nostra, la presenza di questo grande ungulato, proveniente della Valtellina, può contare su una popolazione di circa 250 esemplari, censiti sin dal Duemila, e oggetto di un’attenta caccia di selezione. L’avanzare del cervo tuttavia, accompagnato dall’avanzare della vegetazione non più curata come un tempo, causa tuttavia un decremento del capriolo che, purtroppo, è in calo da tre anni dopo una vertiginosa espansione che l’aveva portato a quota 4000 capi nella sola Val Brembana. E veniamo al camoscio che gode di un davve- ro invidiabile stato di buona salute, anche come numeri. I numeri riportati nelle tabelle fornite da Moroni al convegno e che riproponiamo qui sotto parlano chiaro. Così è per lo stambecco che, nelle valli bergamasche ha raggiunto un buon numero di popolazioni. Il censimento di due anni fa, operato insieme con le province di Sondrio e Lecco lo sta a testimoniare. Con questa specie semmai potrebbe verificarsi un problema, simile a quello sofferto nel Trentino e nel Bellunese dove alcune colonie di selvatici sono state decimate lo scorso anno dalla rogna sarcoptica. Come dire. Siamo a un punto tale di consistenza della specie che occorrerà gestirla al più presto prima che accada l’irreparabile. E la gestione di un selvatico si fa oggi soltanto con la caccia. Allargandoci in campo nazionale, dal convegno di Pavia è emersa soprattutto la necessità che il legislatore si adegui al più presto alla rapidissima – e fortunatamente positiva – evoluzione della caccia di selezione assai più avanti della legge nazionale e di quelle regionali. CONVEGNI TRENT’ANNI DI GESTIONE CHI LI HA VISTI? Nell’Aula Spallanzani dell’Università di Pavia (qui tenne lezione il grande naturalista per 30 anni, dal 1769 fino alla morte) c’erano attenti spettatori Gianantonio Bonetti, presidente della Commissione Ungulati, il consigliere Bruno Calvi, Flavio Galizzi, responsabile del settore 2 nonché probo viro, il sindaco di Lenna, Mario lazzaroni che è anche intervenuto, il socio professor Piergiorgio Sirtori, che è anche collaboratore della nostra rivista, Claudio Cesaris nella sua tripla veste di socio del comprensorio, collaboratore della rivista e, infine, tecnico del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia. Insomma, il padron di casa che, insieme con i responsabili dell’Urca, ha bene organizzato l’avvenimento. 33 IL CAPRIOLO Famiglia: Cervidi - Genere: Capreolus - Specie: capreolus CONSISTENZA CAPRIOLO NEI C.A. DAL 1974 AL 2004 Valle Brembana Valle Seriana Val di scalve Valle Borlezza A.T.C Prealpino 4000 3500 N°CAPI 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 1974 1977 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 ANNI IL CERVO Famiglia: Cervidi - Genere: Cervus - Specie: elaphus IL CAMOSCIO 34 Famiglia: Bovidi - Genere: Rupicapra - Specie: rupicapra CONVEGNI LO STAMBECCO Famiglia: Bovidi - Genere: Capras - Specie: capra ibex Censimento esaustivo del 2004 UNITA’ TERRITORIALI DI GESTIONE PROVINCIA DI BRESCIA CAC MEDIA VAL CAMONICA AFV BELVISO BARBELLINO PROVINCIA DI BERGAMO CAC VALLE DI SCALVE AFV BELVISO BARBELLINO CAC VALLE SERIANA CAC VALLE BREMBANA PROVINCIA DI LECCO CAC ALPI LECCHESI PROVINCIA DI SONDRIO AFV BELVISO BARBELLINO AFV VAL BONDONE-MALGINA CAC MORBEGNO CAC SONDRIO TOTALI IL CINGHIALE N. STAMBECCHI CENSITI 0 0 0 0 70 165 140 375 167 167 0 0 61 15 76 625 Famiglia: Suidi - Genere: Sus - Specie: Sus scrofa Prelievo Cinghiale Stagione 2005/2006 21% Consistenza Prelievi programmati 2% Classe 0 - Soggetti dell'anno Classe I - Soggetti da 1-3 anni Classe II - Soggetti di età superiore a 3 anni Classe III - Età non determinata 24% Prelievi effettuati 600 53% 500 N° CAPI 400 300 200 100 0 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Totale Maschi Femmine Classe 0 - Soggetti dell'anno 56 23 33 Classe I - Soggetti da 1-3 anni 122 57 65 Classe II - Soggetti di età superiore a 3 anni 49 34 15 Classe III - Età non determinata 5 4 1 Totale Totale Totale 232 118 114 ANNI IL MUFLONE Famiglia: Bovidi - Genere: Ovis - Specie: Gmelin orientalis • Il muflone è stato introdotto per la prima volta in provincia di Bergamo il 21 dicembre 1993 con la liberazione di capi adulti e 3 giovani dell’anno, 5 femmine e 4 maschi, in Val Grande in comune di Ponte Nossa • Ulteriori due introduzioni effettuate dalla Provincia di Bergamo nel 2002 e nel 2003 con l’immissione di: n.30 esemplari rilasciati sul Pizzo Casnigo in comune di Ponte Nossa e n.30 capi rilasciati in località Corno in comune di Predore • L’attuale popolazione stimata è di circa 200 capi nelle due località 35 Sono cento candeline, quest’anno, per il Signor 30.06: cento anni e, non solo non li dimostra, ma regge ancora benissimo il confronto, e talvolta lo vince pure, con i più moderni e avveniristici calibri di moda. E lo dice uno che al riguardo è afflitto da un vecchio senso di colpa verso il nostro” eroe” 30.06 CENT’ANNI BEN PORTATI Marco Sirtori Quale occasione migliore, dunque, di un compleanno centenario per togliermi dalla coscienza questo antico fardello. Non starò a ripetere le notizie storiche sulla nascita ed affermazione del calibro, notizie già diffusamente ed esaurientemente illustrate nella ricorrenza, più o meno, da tutte le riviste del settore. Mi piace invece ri- 36 cordare come, nei miei primi approcci con il mondo della caccia a palla, circa trentacinque anni fa, quando la letteratura e le riviste sull’argomento erano pochissime e i praticanti ancor meno, dagli amici iniziati ai “misteri”, sentii parlare per la prima volta del nostro sempreverde centenario. Ebbene, lo confesso, nonostante avessi avuto in sorte quali padrini degli invidiabili maestri, caddi anch’io, come tan- BALISTICA ti neofiti di allora e di oggi, vittima della seduzione dei “superveloci, dei superradenti, dei superpotenti”, che già allora esercitavano un irresistibile fascino sui principianti. Niente da dire, naturalmente, su questi calibri “specialisti”, ma, con gli anni mi sono reso conto che la specializzazione, vista da un’altra prospettiva, può anche costituire un limite. Se si inizia l’avventura scegliendo di dedicare prevalentemente il proprio budget alla caccia, limitandosi ad un’unica arma tuttofare, niente potrà fare al caso nostro meglio di un buon 30.06. Questa sua storica ed inimitabile versatilità oggi viene ancor più esaltata da un mercato che offre una gamma di munizionamento veramente straordinaria per peso e tipologia di palle che, ordinariamente, vanno dai 130 ai 220 grani. Queste palle sono costruite con una progettualità finalizzata ai migliori risultati balistici terminali, in funzione della selvaggina che si va ad insidiare, dal capriolo… all’orso. Esagerato? Niente affatto, sapendo scegliere, appunto, le palle giuste. Già da qualche anno, per esempio, sono in commercio dei caricamenti speciali, come le High Energy della Federal o le Light Magnum della Hornady, che, se proprio ce ne fosse bisogno, innalzano a 450/460 kgm la potenza del 30.06, pari ad un 300 H&H e poco meno di un 300 W.M. Un illustre maestro che mi onora della sua amicizia, Fulvio Ponti, caccia da anni qualsiasi selvatico con il suo vecchio e fedele 30.06, partendo dalla marmotta, ovviamente con palle blindate, fino appunto all’orso, di cui è particolarmente appassionato, passando attra- verso il camoscio. E’ certamente vero, come si obietterà, che il mercato ci offre una panoramica di calibri specificamente adatti ai rispettivi tipi di caccia e di selvaggina, più “ specializzati”, quindi, di un pur valido “tuttofare”. E’ altrettanto vero che potersene servire in maniera appropriata e selettiva nelle giuste occasioni attribuisce un valore aggiunto al piacere della caccia. Ah…!un capriolo tirato con un 243! Oooh…! Un camoscio fermato con un 240!!! Ehi… e un cervo al bramito stoppato con un 300 weatherby ?! Anche se non è necessariamente così per tutti noi, per la maggior parte, come per chi scrive e la sua numerosa banda di “complici”, questo è fatalmente un destino quasi inevitabile. Ed ecco la storia di come anch’io, come tanti, sono finito lungo il mio percorso di cacciatore a palla col trascurare un mito intramontabile come il 30.06. Di questo grave peccato di omissione mi dichiaro pubblicamente colpevole. Ma… ho già espiato, perchè me ne sono preso finalmente uno, con la ricorrenza del centenario. So che potrò contare sul suo equilibrio, sulla sua affidabilità, sulla sua flessibilità alle più svariate necessità. Sarà perfetto per quelle spedizioni senza un obiettivo preciso, perché andrà bene per tutto ciò che la fortuna mi vorrà mandare .Sarà una validissima arma “d’appoggio” (di riserva) in tutti gli altri casi. Adesso mi sento la coscienza a posto e… il 30 giugno ( cioè ..il 30.06) di questo 2006 brinderò a questo intramontabile mito con un grande WEIDMANNSHEIL ! Fatelo anche voi! 37 Il poveruomo s’era sentito come alla gogna, e quando a mattina inoltrata il nipote si presentò al suo cospetto, il fucile voleva provarglielo a mo’ di bastone sulla schiena. Solo l’intervento di mamma e zie riuscirono a quietare le acque, ma da quel giorno il sodalizio venatorio famigliare finì del tutto. Quella stagione di caccia la passò con un amico, che almeno aveva la pazienza di sopportarlo, se non altro perché Bepi era abile a tagliar legna. Q uello era per Bepi il suo primo anno da capannista nel senso pieno del termine. Aveva ottenuto la licenza alcuni anni prima, per la verità senza molto convinzione, la pesca era la sua grande passione . Comunque la caccia era nel suo DNA dato che i nonni, il padre e parenti vari erano cacciatori da sempre, gestivano pure un’uccellanda dove a volte accompagnava qualcuno di loro, di conseguenza era cresciuto in mezzo alle gabbie di tordi, tordine, fringuelli ed altri migratori . Quindi come naturale svolgimento delle cose, arrivò alla licenza di caccia, forse per soddisfare le ambizioni dei parenti, più che per un suo diretto interesse . I primi anni di caccia furono problematici, perché quando accompagnava il padre o gli zii non sopportava i frequenti rimproveri che gli piovevano addosso per la sua Un bel giorno qualcuno gli disse che c’era un capanno a Taleggio nei pressi di S.Bartolomeo che era da alcuni anni abbandonato. Pensò che quella era l’occasione per mettersi in proprio, così s’informò e fu un colpo di fortuna perché il proprietario fu contento di regalarglielo in modo che qualcuno continuasse quel che lui aveva costruito, anzi gli donò anche gli ultimi tordi e merli che si era ostinato ad allevare. Quelli furono i primi uccelli della sua carriera, altri gli furono venduti per poche lire dall’amico che lo aveva sopportato per due anni nel suo capanno, un merlo ed un tordo gentile li comprò alla fiera di Berbenno e bene o male aveva costituito la sua, per quanto misera, batteria di richiami. Era però decisamente scarso per quel che riguardava le cesene, ne aveva solo due per di più vecchiotte, per consolarsi non gli restava che dar retta a quelli che sostenevano che il suo non era un buon posto per il passo di quell’uccello. L’unico rimedio per avere un’atra cesena era di ottenerla dal centro raccolta dato che soldi per comprarne una a quel tempo non ne aveva. In quegl’anni i cacciatori venivano riforniti degli uccelli da richiamo da alcuni roccoli che portavano i presicci per la distribuzione all’ex stazione di Lenna. Anche Bepi come gli altri capannisti andava alla piazzetta davanti alla stazione, ma le richieste erano tante e tutte le mattine una lunga fila di cacciatori attendeva per ore che arrivassero gli uccelli per la distribuzione. Gente che aspettava per ore e spesso si sentiva dire che uccelli non ce ne erano, forse il giorno dopo sarebbero stati for- LA PRIMA CESENA 38 inesperienza . Il tracollo avvenne un giorno all’apertura della stagione, la sera prima Bepi era stato a far baldoria ed al mattino la sveglia suonò invano, quindi mentre si rigirava nel letto, ad aspettarlo in piazza c’era suo zio Pierino col fucile a tracolla e le gabbie degli uccelli, furente e per di più alla mercé degli sguardi sogghignanti dei passanti . posata poco prima . Era contento quel giorno, e nei giorni successivi la sua soddisfazione crebbe per le prestazioni della sua cesena, bastava che lei zirlasse e in cima a qualche albero che faceva da contorno al capanno, immancabilmente c’erano suoi simili . Quell’annata di caccia aveva preso ad andare bene, ma il massimo della soddisfazione fu quando il suo amico-rivale, che aveva il sito di caccia su un crinale distante poche centinaia di metri dal suo, venne al capanno e gli disse : “ Da un po’ di tempo tutte le cesene che ci sono nei paraggi vengono da te, mentre io devo soltanto stare a guardare, se va avanti in questo modo mi rovino il fegato, di sicuro hai qui un uccello da richiamo prodigioso”. “ Hai ragione “ rispose Bepi indicandogli il suo campione Continuò l’amico : “ Sono disposto a darti una bella cifra se mi vendi quella cesena “ “Sai bene che la caccia è una passione che va al di là dei soldi, altrimenti nessuno ci andrebbe più, e poi le soddisfazioni non sono mai pagate a sufficienza, quindi, scusa la mia presunzione, ma per la mia cesena non c’è cifra che valga “ “ Certo ti capisco, probabilmente farei così anch’io “ sospirò l’amico cacciatore, poi lo salutò e guardò ancora quel “fenomeno” in gabbia . IL RACCONTO tunati oppure il giorno successivo o magari l’anno successivo. La pazienza dei capannisti credo sia seconda solo a quella del Padreterno ! Comunque dopo molte mattine venne anche il suo turno. Quel giorno il responsabile del centro uscì dalla porta della stazione e rivolgendosi agli astanti disse : “Oggi sono disponibili dieci uccelli, sei cesene e quattro sasselli, i primi dieci di voi possono scegliere, gli altri saranno fortunati un’altra volta”. Contò e ricontò quelli che erano davanti a lui nella fila dei pretendenti, era il decimo non c’erano dubbi, quelli che erano arrivati dopo di lui cominciarono a mugugnare ed imprecare per il tempo perso e contro coloro che ritenevano responsabili dei pochi uccelli disponibili rei di non concedere altre concessioni ai roccoli . Attese con pazienza ed apprensione il suo turno, pensò tra se che tutto sommato anche un sassello sarebbe andato bene, era certo che quelli prima di lui avrebbero scelto le cesene . Uscì l’ultimo dei cacciatori, Bepi allora entrò nella stanzetta buia, consegnò il permesso del capanno dove venne registrata la consegna del presiccio e l’uomo della distribuzione indicandogli con un cenno la gabbia dove c’era l’uccello disse : “ Tu non hai problemi di scelta, c’è rimasta solo quella “ Era una cesena impaurita quella che lo guardava, gli sembrò di piccole dimensioni per la sua specie, la prese con cautela e la mise nella gabbietta che aveva con se, scarabocchiò una firma e se ne uscii. Come i saggi gli avevano insegnato strada facendo comprò un caco che pare sia un frutto miracoloso per abituare le viscarde al mangime. A casa mise l’uccello in un posto tranquillo e dopo una settimana, abituatosi alla cattività era pronto per essere portato al capanno. Nei primi giorni il volatile pur essendo tranquillo, proprio non cantava, e Bepi era sconsolato da questo silenzio, anche se lo giustificava dal fatto che di cesene in giro non se ne vedeva. Poi un mattino il “guit – guit” lo fece scattare sull’attenti, guardò sulla cima della betulla, sul tronco della quale era appesa la gabbia dell’uccello, e vide la sagoma di due cesene. Sparò e ne abbattè una, l’altra volò via ma il richiamo dell’uccello in gabbia la inseguì e la fece tornare sui rami dov’era Passarono un paio d’anni, il sodalizio fra il selvatico ed il cacciatore era sempre perfetto. Un giorno il chiodo che reggeva la gabbia venne giù con una parte di corteccia, sbattendo a terra la gabbia si ruppe e la cesena uscì fuori e si posò su un cespuglio, Bepi rimase di sasso, cercò di avvicinarsi ma essa salì su di un ramo, poi su un altro più in alto. Avrebbe potuto prendere il fucile e sparare al fuggitivo ma subito censurò l’idea, per quanto sconcertato un sentimento di ammirazione e gratitudine glielo impedì . L’uccello rimase su quella betulla che era stata l’ultima tappa di molti suoi simili, per un bel po’ stette a guardarsi attorno, forse non sapeva che direzione prendere ora che aveva riguadagnato la sua libertà. Poi distese le ali e spiccò il volo. Bepi guardò quel puntolino che si perse nell’azzurro, ed in cuor suo gli augurò buona fortuna. Giuseppe Bordogna 39 GESTIONE FAUNASELVATICAE ATTIVITÀ ANTROPICHE QUANDO LACONVIVENZAÈ POSSIBILE? Sono sempre più attuali i risvolti e le problematiche della fauna selvatica a vita libera in relazione alle attività antropiche Luca Pellicioli *Medico veterinario, dottorando DIPAV Università di Milano Di questo e altri problemi strettamente correlati se n’è parlato nell’ambito di un convegno organizzato l’aprile scorso dall’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte e dall’Osservatorio Regionale sulla Fauna Selvatica Piemontese. Il convegno era organizzato in due sessioni: una mattutina dedicata nello specifico alle interazioni tra fauna selvatica e rete stradale, ed una sessione pomeridiana dove si è affrontato il tema della prevenzione dei danni alle colture agricole-forestali causati dalla fauna selvatica. Nutrita anche la sessione poster dove Enti Parco, Ambiti Territoriali di Caccia e Comprensori Alpini attivi sul fronte della ricerca e dello studio, hanno potuto illustrare in sintesi i risultati della propria attività svolta. Diversi i relatori intervenuti durante la giornata, così come diversa è l’estrazione professionale di tali docenti, a dimostrazione di come l’approccio alle tematiche della ricerca e della gestione della fauna a vita libera deve necessariamente essere di tipo olistico. La questione iniziale del convegno origina dalla necessità di risolvere alcuni problemi emersi in modo concreto negli ultimi anni nella Regione Piemonte, dove molte risorse economiche pubbliche sono state spese per gestire il problema fauna selvatica in relazione ai danni alle colture agricole, incidenti stradali e relaLe interazioni fra la fauna selvatica e le attività Per arrivare al Centro congressi: antropiche sono continue e spesso conflittuali. Gli impatti degli agro-sistemi e delle infrastrutture sulle popolazioni dei selvatici, così come gli incidenti stradali che coinvolgono la fauna e i danni Il Centro congressi si trova a pochi isolati dalla stazione (vedere alle coltivazioni causati dagli stessi animali, sono in cartina sottostante). Le esigenze della fauna selvatica da un lato, e degli agricoltori e degli automobilisti dall’altro, devono quindi trovare delle risposte che tengano conto dei rispettivi bisogni. In quest’ottica, le azioni di prevenzione rappresentano sempre le soluzioni più indicate, sia che si affrontino i problemi legati alla viabilità, sia che si cerchi di salvaguardare il lavoro degli agricoltori. Nel caso di specie particolarmente problematiche poi, a fianco degli interventi di prevenzione, devono essere attuate politiche di gestione e di controllo delle popolazioni per ridurne l’impatto, utilizzando, in primo luogo, metodi ecologici, e, come extrema ratio, piani mirati di abbattimento. Il convegno, che si articola in due sessioni specifiche, vuole essere un momento di confronto fra le esperienze italiane ed europee sui temi in questione. Sarà anche allestita una “sessione poster” per consentire ai soggetti interessati di contribuire con Regione Piemonte la descrizione delle proprie esperienze sui temi Assessorato Agricoltura, Tutela della fauna e della flora della giornata. Corso Stati Uniti, 21 10128 TORINO SEZIONE I: INTERAZIONE TRA FAUNA SELVATICA E RETE STRADALE Ore 8.30 Registrazione partecipanti Ore 9.00 Vittorio Bosser-Peverelli, Loredana Carisio - Osservatorio regionale sulla Fauna selvatica della Regione Piemonte Le interazioni tra fauna selvatica e attività antropiche Mino Taricco - Assessore all’Agricoltura, Tutela della Fauna Ore 13,00 realizzazioni inerenti i temi della giornata: sotto specificati. In alternativa è possibile iscriversi sul c Enti Parco ed Aree protette sito della Regione Piemonte all’indirizzo: c ATC e CA c Province c Comunità montane c Comuni SEZIONE II: (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) PAUSA Carme Rosell - MINUARTIA Estudis Ambientals (E) Le esperienze di mitigazione degli impatti sulla fauna in Spagna DALLA FAUNA SELVATICA Ore 14.30 Sviluppo e l’Innovazione del settore agricolo-forestale della Toscana) Le esperienze di prevenzione dei danni causati da ungulati e da avifauna Luca Festuccia, Osvaldo Locasciulli, Giorgio Morelli, del Gran Sasso e Monti della Laga La gestione del cinghiale nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Lega Italiana Protezione Uccelli) Roberto Cocchi - INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Esperienze di mitigazione degli impatti sulla fauna in Italia selvatica) Agrarie dell’Università di Bologna NOME ___________________________________________ ENTE/AZIENDA ____________________________________ INDIRIZZO _______________________________________ CITTA’ ____________________________ CAP ___________ N° DI TELEFONO ____________________________________ E-MAIL ___________________________________________ Umberto Di Nicola, Federico Striglioni - Parco nazionale Carta delle reti ecologiche del Piemonte Antonio Checchi - Dip. Economia e Ingegneria COGNOME ________________________________________ Lorenzo Galardi – ARSIA (Agenzia Regionale per lo Alberto Maffiotti, Davide Vietti - ARPA Piemonte Marco Dinetti - Resp. nazionale ecologia urbana LIPU www.regione.piemonte.it/agri/osserv_faun PREVENZIONE DEI DANNI ALLE COLTURE AGRICOLE CAUSATI Guy Berthoud - ECONAT-Concept (CH) Ore 11.00 di iscrizione e restituirla via e-mail o fax agli indirizzi Università degli Studi e Politecnici Vincenzo Coccolo, Enrico Rivella - ARPA Piemonte Le esperienze di mitigazione degli impatti sulla fauna in Ai soli fini organizzativi, si prega di compilare la scheda c Le nuove misure regionali per il contenimento dei cinghiali Svizzera Centro congressi Regione Piemonte Corso Stati Uniti, 23 – TORINO Pausa pranzo e SESSIONE POSTER: Sono invitati a partecipare con poster di presentazione di studi e e della Flora della Regione Piemonte Attività di ARPA per la mitigazione degli impatti sulla fauna Assessorato Agricoltura, Tutela della fauna e della flora Seguire le indicazioni per la stazione FS di Torino Porta Nuova. costante aumento. 40 tive assicurazioni. Problematiche quindi connesse alla presenza del cinghiale, ma non solo, danni da scortecciamento da cervidi e attraversamenti stradali di ungulati a vita libera. Le esperienze riportate hanno quindi semplificato come in alcune realtà territoriali si stia lavorando in questa direzione per mitigare una situazione divenuta, in alcune aree, insostenibile per le diverse parti sociali coinvolte. Si è discusso e relazionato sulla gestione e sviluppo tecnico relativo alla creazione di sovrappassi e sottopassi stradali specifici per la fauna (ecodotti o ponti biologici). Ma anche l’utilizzo di recinzioni elettriche e di dissuasori Lunedì 3 Aprile 2006 ottici ed olfattivi come importanti ore 08.30 strumenti di prevenzione. Tra i vari relatori presenti anche Silvano Toso, dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, che ha affrontato il tema della gestione del cinghiale e le relative strategie di prevenzione danni. Un convegno, le cui tematiche sono certamente molto attuali in relazione al notevole incremento di ungulati selvatici avvenuto negli ultimi decenni sul territorio che ha portato con se anche la nascita di queste complesse e articolate problematiche, che necessitano certamente di approfondimenti e ricerca di possibili soluzioni. Un buon tavolo tecnico dove ha prevalso il confronto, lo sviluppo di criticità e la messa in evidenza d’importanti esperienze Europee. I sistemi di contenimento delle popolazioni di nutrie Il trattamento dei dati personali avviene nel rispetto del d.lgs 196/03. A tutti gli iscritti che parteciperanno al convegno, verrà fornita copia cartacea del volume “Fauna selvatica ed infrastrutture lineari” (Regione Piemonte, Torino, 2005). Alberto Dotta – Consorzio Forestale Alta Valle Susa Segreteria organizzativa: Modello sperimentale di dissuasore ottico I danni al patrimonio forestale: monitoraggio e prevenzione Monica Amadori - ARES Piemonte (Agenzia Regionale Ramona Viterbi, Dario Airaudo - Osservatorio regionale C.so Stati Uniti, 21 - 10128 TORINO Strade Piemonte) sulla Fauna selvatica della Regione Piemonte Tel. 011 432 46 03 Fax: 011 432 37 91 Prime applicazioni di misure di mitigazione in Piemonte Danni da fauna selvatica: la situazione in Piemonte E-mail: [email protected] Direzione Territorio Rurale RUBRICHE L’EUROPA DELLA CACCIA Ricco di cifre, confronti e notizie questo lavoro lo dobbiamo a Michl Ebner, parlamentare altotesino che dal 1999 coordina l’Intergruppo Caccia-Pesca e Ambiente dell’Unione Europea, gruppo interpartitico che da venti anni sostiene in quella sede le ragioni della caccia. Con questo lavoro, dal titolo un po’ criptico in verità, l’autore ripercorre le tappe dell’attività dell’Intergruppo, proponendo inoltre tutta una serie di temi, di commenti alle normative e di proposte che spaziano dalla protezione del- “Caccia Sostenibile” l’ambiente alle consistenti realtà socio-economidi Michl Ebner, che dell’attività venatorie, non tralasciandone gli Edizioni Athesia aspetti della cultura e della tradizione. Infine il fudi Bolzano. turo, che ci porta finalmente a capire del perché Prezzo, 14,90 euro la caccia debba essere sostenibile. ERRATA CORRIGE Nel numero precedente, a pagina 38 nell’articolo “Le zecche, fastidio e malattie”, al posto di malattia di lepre si legga malattia di Lyme. Quindi, a pagina 16, per quanto riguarda i dati relativi ai nostri roccoli, leggasi fino al 31-10-2005 anziché 31-12-2005. Invece, a pagina 23 diamo a Gritti quel che è di Gritti, e cioè le sue foto che riguardano l’articolo di Cristoforo Manzoni. Infine, a pagina 15, nello spazio della Commissione Ungulati, è rimasta fuori l’importante tabella del prelievo 2005 del capriolo. La proponiamo adesso. Riepilogo generale prelievo capriolo ANNO 2005 Settore Kitz M1 F1 M2 F2 Totale 1 7 10 9 11 12 49 2 5 12 9 10 6 42 3 6 13 8 11 10 48 4 2 5 4 7 2 20 5 5 6 4 9 9 33 Totale 25 46 34 48 39 192 PERCENTUALE DI PRELIEVO RISPETTO AL PIANO ASSEGNATO 76,80% VENDO Pieghevole marca POLARMS - cal. 6.5 x 57R - con stecher ottica SWAROWSKI - 6 x 42 - attacchi a pivot Euro 700 Paolo – telefono 335.6237922 Capace Zainone per caccia ungulati marca RISERVA, usato pochissimo Prezzo da concordare Telefono 340.6453471 41 COMPRENSORIO VENATOTRIO ALPINO VALLE BREMBANA Enrico Bonzi - Presidente Gianbattista Gozzi - Vicepresidente Lino Ceruti - Rappresentante Provincia Pietro Milesi - Rappresentante Comunità Montana Angelo Bonzi - Rappresentante CPA/ANLC Roberto Gusmaroli - Rappresentante FIdC Teofano Boffelli - Rappresentante ANUU Athos Curti - Gruppo Cinofilo Bergamasco Roberto Regazzoni - Rappresentante C.A.I. Bruno Calvi - Rappresentante C.A.I. Roberto Cattaneo - Rappresentante Coldiretti Sperandio Colombo - Rappresentante Coldiretti COMMISSIONI Avifauna tipica alpina - Ungulati Lepre - Capanno Stanziale ripopolabile SEDE Piazza Brembana (BG) - Piazzetta Alpini - tel./fax 034582565 e-mail comprensorio: [email protected] Segretaria: Alba Rossi e Daniela Tiraboschi Orari di apertura: Merc. – Giov. – Ven.: 9/12.30 - 14/17.30 - Sabato: 9/12.30 *************************************************************** Assessorato Provincia Via San Giorgio - tel. 035387700 Assessore Sett. Caccia e Pesca - Luigi Pisoni Ufficio Tecnico Caccia e Pesca Dirigente - Alberto Cigliano Collaboratori tecnico faunisti - Giacomo Moroni - Alberto Testa Servizio di Vigilanza Provinciale Responsabile - Gian Battista Albani Rocchetti Collaboratori - Bruno Boffelli, Cristiano Baroni SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Pronto Soccorso Sanitario- Ospedale Civile S. Giovanni B.: Tel. 034527111 Centro antiveleni - Ospedali Riuniti di Bergamo: Tel. 035 269469 (Tel. 118) Soccorso Alpino CAI - Elisoccorso: Clusone, Tel. 034623123 Pronto Soccorso Veterinario - BG - Via Corridoni 91: Tel. 035362919 Corpo Polizia Provinciale: numero verde 800350035 Emergenza Sanitaria: Tel. 118 Vigili del fuoco: Tel. 115