Periodico di cultura venatoria e gestione faunistico - ambientale del Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A.P. - 70% - DCB Bergamo - codice ISSN 1723-5758
Maggio 2006
Anno X - n° 27
Periodico di cultura venatoria
e gestione faunistico ambientale del
Comprensorio Venatorio Alpino
Valle Brembana
Direttore
Enrico Bonzi
Coordinatori
Umberto Arioli, Gianantonio Bonetti,
Giambattista Gozzi, Piergiacomo Oberti,
Luigi Poleni
Hanno collaborato
Angelo Bonzi, Bruno Calvi,
Claudio Cesaris, Giuseppe Bordogna,
Duilio Buttinoni, Giambattista Gozzi,
Marco Sirtori, Luca Pellicioli,
Piergiorgio Sirtori,
il Comitato di Gestione
Direzione e Redazione
Piazza Brembana (BG)
Piazzetta Alpini
Tel - Fax :034582565
www.comprensorioalpinovb.it
e-mail:[email protected]
Direttore responsabile
Gigi Foti
In redazione
Elena Traini
Fotocomposizione e Stampa
Ferrari Grafiche S.p.A. - Clusone (BG)
SOMMARIO
L’Editoriale
NUOVA SEDE, NUOVO POLIGONO
E UNA GIORNATA PER L’AMBIENTE
Enrico Bonzi
L’Assemblea
BILANCI APPROVATI 2005 E 2006
E MODIFICHE AI REGOLAMENTI
4
La Relazione Presidente
LA NUOVA SEDE DEL COMPRENSORIO
NELL’EX STAZIONE FERROVIARIA DI LENNA
9
Attività Comprensorio
BRAVI I SOCI CON IL TESSERINO
Giambattista Gozzi
14
GIORNATA DELL’AMBIENTE
16
I CACCIATORI SALGONO IN CATTEDRA
17
Commissioni
COMMISSIONE UNGULATI
Gianantonio Bonetti
18
COMMISSIONE AVIFAUNA TIPICA ALPINA
Piergiacomo Oberti
19
REGOLAMENTO PER L’ESECUZIONE DEI CENSIMENTI
ALL’AVIFAUNA TIPICA ALPINA
20
COMMISSIONE RIPOPOLABILE
Luigi Poleni
22
COMMISSIONE CAPANNO
Umberto Arioli
22
REGOLAMENTO UFFICIALE DI DISTRIBUZIONE PRESICCI
NEL CENTRO DI RACCOLTA DEL C.A.V.B. 2005/2006
23
NEI NUMERI IL GRANDE IMPEGNO DEI TENDITORI
Angelo Bonzi
24
Editore
Comprensorio Venatorio Alpino
Valle Brembana
La Fauna
Registrazione presso il Tribunale di
Bergamo, n° 29/97 del 22/07/97
Se ne parla ancora
Rivista dei Soci
del Comprensorio Venatorio Alpino
Valle Brembana
3
RIPOPOLARE CON LE STARNE E CON LA TESTA
Claudio Cesaris
ANCORA SULL’INFLUENZA AVIARIA
Piergiorgio Sirtori
26
28
Veterinaria
La rivista si avvale della collaborazione di tutti i Soci,
con scritti e materiale grafico e fotografico, senza
impegni da parte della Redazione, che si riserva di
vagliare ed eventualmente modificare quanto pervenuto, e tratterrà il materiale nel proprio archivio.
La riproduzione anche parziale è vietata, salvo il consenso degli autori e del Comitato di Gestione.
UN QUIZ PER LA SALUTE DEL VOSTRO CANE
In copertina: tracce di forcello
di Elena Traini
30.06 CENT’ANNI BEN PORTATI
Marco Sirtori
Foto di: E. Traìni, Comprensorio Alpino
Il racconto
30
Convegni
LA NOSTRA MONTAGNA SI RACCOMANDA
32
Balistica
LA PRIMA CESENA
Giuseppe Bordogna
36
38
Gestione
2
FAUNA SELVATICA E ATTIVITÀ ANTROPICHE
QUANDO LA CONVIVENZA È POSSIBILE?
Luigi Pelliccioli
40
Rubriche
41
L’Editoriale
NUOVA SEDE, NUOVO POLIGONO
E UNA GIORNATA PER L’AMBIENTE
Un saluto affettuoso e un sincero Grazie a tutti i cacciatori, che con la loro presenza e partecipazione dimostrano di
condividere le scelte per il futuro, intese a migliorare la gestione del Comprensorio.
E’ trascorso appena un anno del nostro mandato, ma è stato un periodo pieno di importanti avvenimenti e di frenetica
attività, rivolta soprattutto alla continuità di immagine del Comitato, un importante biglietto da visita diffuso attraverso la nostra rivista.
Una pubblicazione la nostra, che è riuscita in questo breve periodo del nuovo Comitato, ad assumere una veste giornalistica
professionale, ed il merito è da attribuire all’impegno di preziosi e nuovi collaboratori a garanzia della sua continuità.
Ma eccoci arrivati, dopo la chiusura dell’attività venatoria e delle Feste, al periodo più importante che prevede una fondamentale serie di riunioni ed assemblee, necessarie per la programmazione della prossima stagione di caccia.
E’ stato un anno importante, quello trascorso, che ci ha visti attivi per la definizione di numerose iniziative, prima fra
tutte, la scelta della nuova sede in quel di Lenna che ci ha visti impegnati in contatti con i responsabili del Demanio
per la definizione del contratto di affitto. Abbiamo contemporaneamente predisposto un progetto per ristrutturazione
dello stabile e, salvo imprevisti dell’ultimo momento, fra non molto potremo iniziare i lavori. Altro importante impegno è nella realizzazione del nuovo poligono di tiro per la calibrazione delle carabine, nel Comune di Oltre il Colle.
Tra le altre attività, ci siamo attivati per la distribuzione ai capannisti di arbusti di Sorbo dell’uccellatore; abbiamo
quindi organizzato il corso per aspiranti cacciatori e quello per l’abilitazione alla caccia agli Ungulati.
Un’altra novità è l’appuntamento del 31 luglio con la nostra Giornata per l’Ambiente, durante la quale ci dedicheremo
tutti assieme alla pulizia dei sentieri, dei boschi, delle malghe, e quanto riterremo necessario, ma di tutto questo
abbiamo modo di parlare nelle pagine più avanti in maniera più precisa.
Il mio impegno in veste di Consigliere Provinciale, è rivolto al nuovo Piano Faunistico e alle problematiche legate ai SIC,
alle ZPS e al Parco delle Orobie.
Infine, un rammarico. Sollevare lamentele nei confronti di chi è chiamato a gestire con attenzione e scrupolo e con
nuovi programmi il Comprensorio, non è certo difficile. Difficile, invece, è far comprendere a Tutti le buone intenzioni
e l’impegno di chi è responsabile per Tutti.
Un cordiale saluto
Enrico Bonzi
14
26
30
32
3
BILANCI APPROVATI 2005 E 2006
E MODIFICHE AI REGOLAMENTI
A seguito della convocazione inviata
a tutti i Soci del Comprensorio, si è
tenuta il 31 marzo 2006, in seconda
convocazione, l’assemblea generale
dei Soci del Comprensorio Alpino
Valle Brembana per discutere
cinque punti all’ordine del giorno.
Eccoli
1 Approvazione bilancio consuntivo
2 Approvazione del bilancio preventivo
3 Modifiche ed approvazione al Regolamento di
attuazione
4 Proposte dei Soci al Comitato di Gestione
5 Varie ed eventuali
PRIMO PUNTO:
Approvazione bilancio consuntivo
Sono presenti 286 Soci. Partecipa il presidente dei revisori dei conti, Delio Assi
Prende la parola il presidente del Comprensorio, Enrico Bonzi, che ringraziando i numerosi cacciatori
presenti, ha invitato al tavolo del Comitato gli ospiti, l’Assessore Provinciale Luigi Pisoni e il nostro Socio cacciatore Senatore Valerio Carrara.
Il presidente passa quindi la parola al revisore dei conti per dare lettura del Bilancio Consuntivo ed alla illustrazione nel dettaglio dei relativi capitoli di spesa.
4
Il bilancio consuntivo viene approvato a
maggioranza.
SECONDO PUNTO:
Approvazione
bilancio preventivo
PRESENTI 286
FAVOREVOLI = 281
CONTRARI = 2
ASTENUTI = 3
L’ASSEMBLEA
Al termine della lettura, prima di sottoporre il bilancio all’approvazione dei Soci, viene chiesto ai presenti se vi sono osservazioni o chiarimenti in merito alle spese indicate. Non essendoci alcuna richiesta
di delucidazioni si passa all’approvazione
con il seguente risultato:
Sempre il revisore dei conti Delio Assi dà
lettura del bilancio preventivo per l’anno
in corso predisposto dal Comitato di Gestione.
BILANCIO PREVENTINO ANNO 2006
CAP
ART
VOCI DI ENTRATA
ENTRATE CORRENTI
1
PROVENTI QUOTE
ASSOCIATIVE
QUANTITÀ
QUOTA
TOTALE
PREVENTIVO
1/A
CAPANNO
n. 535
36,00
19.260,00
1/B
MIGRATORIA Z.M.T.
n. 118
77,00
9.086,00
1/C
AV. TIPICA ALPINA
n. 168
155,00
26.040,00
1/D
LEPRE
n. 108
155,00
16.740,00
UNGULATO
n. 197
207,00
1/E
TOTALE ENTRATE SOCI
1/F
MOBILITÀ CACCIATORIA
40.779,00
111.905,00
x5.16
800,00
2
PROVENTI STRAORDINARI
0,00
3
CONTRIBUTI STRAORDINARI
EROGATI DA PROVINCIA
6.600,00
4
INTERESSI ATTIVI BANCARI
1.100,00
5
OSPITALITÀ VENATORIA
1.000,00
6
DISPONIBILITÀ FINANZIARIA
AL 31/12/05
117.103,39
TOTALE ENTRATE CORRENTI
238.508,39
5
CAP ART
VOCI DI SPESA
SPESE CORRENTI
ACQUISTO SELVAGGINA
IMPIANTI PER AMBIENTAMENTO SELVAGGINA
TABELLAMENTO
GARE E MANIFESTAZIONI SPORTIVE
CONTRIBUTO SOLIDARIETÀ
RISARCIMENTO DANNI
RIPRISTINO AMBIENTALE
IRAP
COMPETENZE PERSONALE DIPENDENTE
FONDO PER QUOTA T.F.R.
COMPENSO AI COLLABORATORI
SPESE LEGALI
CONSULENZE
COMPETENZE REVISORI DEI CONTI
RIMBORSO SPESE VIAGGI AI COLLABORATORI
RIMBORSO SPESE RACCOLTA PRESICCI
PUBBLICAZIONE E MANIFESTAZIONE
“PROGETTO GALLIFORMI”
FITTI PASSIVI E ONERI LOCATIVI (+ ASS. E CONV.)
ASSICURAZIONI
VALORI BOLLATI E TELEFRAFICHE
TELEFONICHE
CANCELLERIA E STAMPATI
RIVISTA PERIODICA “CACCIA IN VALLE BREMBANA”
ACQUISTO LIBRI, GIORNALI E RIVISTE VENATORIE
SPESE MANUTENZIONI E RIPARAZINI
ATTREZZATURE COMPUTER,
IMPIANTI E MOBILI UFFICIO
SPESE GENERALI E VARIE AMMINISTRATIVE
SPESE DI RAPPRESENTANZA
COMMISSIONI BANCARIE
RIMBORSO SPESE PER CATTURA VOLPI
ANALISI DEI CAPI
RIMBORSO SOCI ONORARI
RISTRUTTURAZIONE NUOVA SEDE
TOTALE SPESE CORRENTI
FONDO DI RISERVA
TOTALE PAREGGIO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
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33
Al termine della presentazione del bilancio
preventivo, si cede la parola all’assemblea
per le osservazioni registrando i seguenti
interventi :
Tino Mismetti chiede come mai nel bilancio preventivo non c’è traccia di spesa
per la predisposizione del Poligono di Tiro.
Gianfranco Milesi chiede come mai lo
6
TOTALE
PREVENTIVO
E 35.000,00
E 5.000,00
E 2.000,00
E 10.000,00
E 1.000,00
E 1.000,00
E 5.000,00
E 300,00
E 27.000,00
E 2.000,00
E 1.000,00
E 5.000,00
E 3.000,00
E 3.000,00
E 10.000,00
E 11.000,00
E 20.000,00
E 4.000,00
E 2.000,00
E 2.500,00
E 2.500,00
E 3.000,00
E 15.000,00
E 1.000,00
E 1.000,00
E 10.000,00
E 2.500,00
E 1.500,00
E 1.000,00
E 3.000,00
E 3.000,00
E 2.000,00
E 40.000,00
E 235.300,00
E 3.208,39
E 238.508,39
stanziamento per il Progetto Galliformi si
è ridotto a 20.000 contro i 30.000 dello
scorso anno ed i 40.000 precedenti, peraltro mai impegnati negli anni nonostante
la previsione.
Marino Ruffinoni chiede come mai la
commissione ungulati non formula proposte di spesa, e se detta commissione è
in grado di gestire.
Alle prime due richieste risponde il presidente Bonzi rassicurando i presenti circa
l’esecuzione del poligono di tiro. Sono stati già effettuati sopralluoghi in loco ma la
presenza di abbondante neve non ha permesso ai tecnici incaricati della stesura del
progetto di presentare un preventivo di
spesa. Appena in possesso del preventivo si procederà alla realizzazione attingendo eventualmente dal fondo di riserva.
Per quanto riguarda il Progetto Galliformi, non avendo ancora a disposizione il
materiale da pubblicare per i noti ritardi, si
è optato per una riduzione della previsione in questa annualità, con intento di integrare eventualmente nel prossimo esercizio finanziario.
Al Ruffinoni risponde il vice presidente Gozzi, che è anche membro della commissione
Ungulati, per ribadire che la commissione
lavora e lavora moltissimo, basti vedere le
numerose iniziative che sta programmando
e proponendo al Comitato di Gestione, ivi
compreso il costruendo poligono di tiro, il
convegno per gli accompagnatori, la mostra
dei trofei, l’organizzazione dei censimenti in
applicazione del nuovo regolamento. Sul
periodico si trova poi testimonianza di tutta l’attività della Commissione.
Nessun altro intervento richiesto, si passa alla votazione:
PRESENTI 286
FAVOREVOLI 284
CONTARI 1
ASTENUTI 1
In entrambe le votazioni è stata data facoltà ai contrari ed agli astenuti di motivare
la loro scelta. In entrambe le circostanze
non hanno inteso motivare.
TERZO PUNTO:
Modifiche ed approvazione
Regolamento di attuazione.
Come già era stato preannunciato ai Soci,
il Comitato di Gestione ha ritenuto opportuno sottoporre all’ assemblea per approvazione il Regolamento di Attuazione
del Comprensorio, già deliberato ed approvato dal Comitato tecnico il 1 luglio
2005, e quindi già operativo. Il maggior
coinvolgimento dei soci, legittima maggiormente il significato del Regolamento e
la sua applicazione. Prima di procedere alla votazione, dato che ogni Socio ne era
già a conoscenza dei contenuti essendo
L’ASSEMBLEA
CAP VOCI DI SPESA
Spese correnti
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
Acquisto selvaggina
Impianti per ambientamento selvaggina
Tabellamento
Gare e manifestazioni Sportive
Spese per assemblee e convegni
Risarcimenti danni
Ripristino ambientale
IRAP 2005
Competenze pers. dipendente
Quota TFR
Compensi a collaboratori
Spese legali
Consulenze
Competenze revisori de conti
Rimborso spese collaboratori
per presici E 9.910,00
Pubblicazione “Progetto Galliformi”
Fitti pass. e oneri locativi
Assicurazioni
Valori bollati e telegrafiche
Telefoniche
Cancelleria e stampati
Rivista periodica “Caccia in Val Brembana”
n. 3 pubblicazioni
Acquisto libri, giornali, riviste venatorie
Spese manutenz. e riparazioni
Attrezzat. computer, software
impianti e mobili ufficio
Spese gener. e varie amm.ve
Spese di rappresentanza
Commissioni bancarie
Rimborso spese cattura volpi n. 252
(n. 225 x E 25,00 + n. 27 x E 10,00)
Analisi dei capi
Rimborso quote soci onorari n.18
Fondo riserva
TOTALE SPESE CORRENTI
RESIDUI PASSIVI
PARTITE DI GIRO
stato inviato a ciascuno unitamente allo
Statuto, il CTG propone di apportare 3
modifiche, maturate in questi mesi, per
renderlo maggiormente consono agli
obiettivi gestionali del Comprensorio.
Le modifiche riguardano:
ART. 2 – VARIAZIONI DELLA FORMA
DI CACCIA
ART. 3 – SOCI DEL COMPRENSORIO
ART. 9 – NORME FINALI
procità nei rapporti. Inoltre il regolamento, non prevede sanzioni ma unicamente
provvedimenti disciplinari e ne esplicita e
definisce anche in maniera chiara ed inequivocabile i campi di applicazione.
Messe a votazione le modifiche hanno dato il seguente risultato:
PREVENTIVO
2005
CONSUNTIVO
2005
E 35.000,00
E 5.000,00
E 0,00
E 12.000,00
E 2.000,00
E 1.000,00
E 5.000,00
E 200,00
E 30.000,00
E 2.000,00
E 1.000,00
E 5.000,00
E 3.000,00
E 3.000,00
E 33.532,62
E 0,00
E 0,00
E 7.120,20
E 0,00
E 0,00
E 0,00
E 273,63
E 26.647,03
E 0,00
E 0,00
E 0,00
E 2.861,01
E 2.562,14
E 15.000,00
E 30.000,00
E 2.500,00
E 2.000,00
E 2.500,00
E 1.500,00
E 3.000,00
E 18.705,92
E 0,00
E 2.912,47
E 1.735,72
E 1.664,73
E 2.021,80
E 2.112,53
E 15.000,00
E 1.200,00
E 2.000,00
E 14.952,54
E 670,80
E 200,35
Viene quindi messo a votazione dell’ assemblea l’intero Regolamento di attuazione del Comprensorio Alpino Valle Brembana. L’ assemblea all’unanimità approva.
E 5.000,00
E 1.500,00
E 1.000,00
E 1.000,00
E 10.951,30
E 2.534,76
E 1.263,45
E 1.058,65
QUARTO PUNTO:
Proposte dei Soci
E 7.000,00
E 3.000,00
E 0,00
E 51.417,00
E 248.817,00
E 5.895,00
E 0,00
E 1.559,00
E 0,00
E 138.235,65
E 29.290,78
///
Prima di passare alla votazione si chiedono le osservazioni ai presenti:
Casimiro Epis chiede la finalità di un regolamento per applicare sanzioni.
Risponde il Gozzi spiegando che i motivi e gli obiettivi ispiratori del Regolamento non sono per applicare sanzioni, ma
per stabilire tutta una serie di principi e di
regole per una più corretta partecipazione
del Socio al Comprensorio ed una reci-
ART. 2 APPROVATO ALL’UNANIMITÀ
ART. 3 APPROVATO A MAGGIORANZA.
CONTRARI 3. ASTENUTI 0
Riguardo alla modifica di questo articolo Il
Bonomi dichiara il suo voto contrario, proponendo anche all’ assemblea di mantenere la dicitura “ Autocertificazione” altrimenti
sostituita con “Dichiarazione”. Il Gozzi, relatore del regolamento, spiega i motivi che
hanno indotto il CTG ad adottare la dicitura” Dichiarazione” , ma principalmente informa che non essendo il Comprensorio un Ente Pubblico, non può richiedere una autocertificazione. Informa inoltre che per gli scopi e per le eventuali verifiche che si volessero fare, anche la Dichiarazione è altrettanto efficace ed impegnativa.
ART. 9 APPROVATO A MAGGIORANZA.
CONTRARI 1. ASTENUTI 0
Non vengono formulate dai Soci alcune
proposte
QUINTO PUNTO:
Varie ed eventuali
Si dà la parola agli ospiti iniziando dal senatore Carrara, a seguire l’assessore Pisoni ed in conclusione il discorso programmatico del presidente Bonzi. Il Presidente
ha informato l’ assemblea che l’opuscolo
con lo Statuto ed il Regolamento verrà
nuovamente inviato ad ogni Socio.
Grande interesse tra i Soci ha suscitato la
presentazione del programma gestionale
del territorio utilizzato dal Comitato di Gestione. Le infinite capacità di archiviazione
di dati, la possibilità di georeferenziare
(per intenderci questo parolone significa
mappare e posizionare esattamente sul
territorio i capi censiti, i capi abbattuti, le
immissioni di selvaggina e quant’altro) tut7
Due momenti dell’Assemblea dei Soci.
Sopra, un intervento di Giambattista Gozzi, alle
prese con lo Statuto. Da sinistra vediamo, il
presidente Bonzi, il consigliere Ceruti, Gozzi, il
senatore Carrara, quindi i consiglieri Calvi,
Milesi e Angelo Bonzi. Qui a fianco, l’intervento
del presidente Enrico Bonzi con alla sua sinistra
l’assessore provinciale alla Caccia, Luigi Pisoni.
ta l’attività venatoria sul territorio, la facilità e l’immediatezza di consultazione,
fanno di questo programma veramente
un contributo ed uno strumento straordinario. Non a caso dalla sala si è levato un
sussulto di stupore quando è apparsa la
videata con la mappatura degli appostamenti fissi. L’impatto della densità e della
concentrazione è notevole! Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei
cacciatori e della gestione del Comprensorio uno strumento che ci pone all’avanguardia in tutta Italia e non ci coglie sicuramente impreparati per affrontare le problematiche gestionali del Parco o della ZPS
o per confronti con gli ambientalisti.
8
Sono seguiti poi nell’ordine gli interventi
del senatore Carrara, che dopo aver evidenziato come sia la politica ha determinare le scelte o le modifiche in ambito venatorio, si è soffermato sulla influenza
aviaria, parlando dei rischi reali (non quelli diffusi dalla grande stampa) per il popolo dei cacciatori, e ribadendo come la
campagna mediatica aggressiva ed insistente, su un fenomeno che risulta essere
sotto controllo, abbia invece contribuito
a determinare un danno economico ingente e smisurato al settore avicolo, costringendo il Governo ad intervenire con
contributi straordinari a sostegno degli allevatori e di tutta la filiera avicola.
L’assessore Pisoni si è invece soffermato
sulle difficoltà della Provincia nella stesura del nuovo Piano Faunistico Provinciale,
e questo a causa dei ricorsi al Tar presentati in varie Province e Regioni da ambientalisti e anticaccia, ma nel nostro specifico caso, il Piano Faunistico approvato
nel 2002 è stato oggetto di ricorso presentato al capo dello Stato, ed il ricorso
è stato parzialmente accolto, anche se le
motivazioni non sono ancora note. Tutto
questo per far capire le enormi difficoltà
che vi sono nella predisposizione di un
Piano Faunistico e l’attenzione e la cautela necessarie per non incorrere poi in ricorsi che ne potrebbero pregiudicare l’applicabilità con le inimmaginabili conseguenze per l’attività venatoria.
A conclusione della serata è seguito il discorso del presidente del Comprensorio
Enrico Bonzi, che riportiamo integralmente.
Alle ore 23,30 la assemblea è sciolta.
LA RELAZIONE PRESIDENTE
LA NUOVA SEDE
DEL COMPRENSORIO
NELL’EX STAZIONE
FERROVIARIA
DI LENNA
Numerosi i punti toccati da
Enrico Bonzi nella relazione
all’assemblea.
Oltre al cambio di sede,
in vista il nuovo
poligono di tiro e una serie
di iniziative e manifestazioni
Grazie innanzitutto ai cacciatori presenti
che questa volta devo dire numerosi come
non succedeva da molti anni. Spero che la
vostra presenza sia di buon auspicio per
un ritrovato interesse e partecipazione alla
vita del Comprensorio. Un grazie particolare
all’assessore Pisoni per la sua graditissima
partecipazione ai lavori della nostra Assemblea. Segno questo di grande sensibilità e di disponibilità che raramente abbiamo riscontrato, e di questo gliene siamo
grati. Voglio ringraziare il Corpo di Vigilanza, per il lavoro che svolge con diligenza e scrupolosità e per la preziosa collaborazione che offre al Comitato di Gestione
per un corretto svolgimento della attività
Venatoria. (Un personale ringraziamento
poi va all’amico, al cacciatore al socio senatore Valerio Carrara, che nel suo impegno politico non ha mai dimenticato le sue
radici di cacciatore, anzi ha contribuito ove
e quando possibile a migliorarne la condizione, ricordiamo l’importante modifica alla Legge 157 sui tempi della caccia di selezione agli Ungulati).
Passando alle valutazioni sui bilanci che sono
stati approvati, voglio rimarcare solo alcuni
aspetti di maggior rilievo. Devo dire che il
nostro entusiasmo organizzativo, ci ha portato per alcuni capitoli di spesa ad uscire da
quanto preventivato, si tratta soprattutto di
investimenti volti al miglioramento della gestione venatoria ed al rapporto cacciatoreComprensorio. Per contro, alcuni stanziamenti corposi, come il Progetto Galliformi,
non hanno trovato impiego non per mancanza di volontà nostra nella pubblicazione,
ma per ritardi nella consegna del materiale
da pubblicare. Il ragionamento mi introduce
nel bilancio preventivo, nel quale anche quest’anno, abbiamo si previsto una spesa per la
pubblicazione del Progetto Galliformi, ma in
misura ridotta rispetto agli anni precedenti
con la disponibilità a suddividere gli eventuali costi su due annualità. Abbiamo istituito un nuovo capitolo di spesa, denominato
9
“ fondo di solidarietà”. Riteniamo che come cacciatori dobbiamo essere sensibili anche alle necessità altrui e soprattutto verso chi
è meno fortunato di noi. Sono 1.000 Euro
annuali da assegnare a qualche Ente o Associazione che opera nel campo del sociale. Ogni anno il CTG ne deciderà la destinazione, e l’offerta sarà fatta a nome dei cacciatori del Comprensorio. Un importante investimento è invece previsto per la nuova
Sede. Lo scorso anno, nel tracciare le linee
programmatiche della gestione, avevamo
messo tra le priorità una Sede più idonea alle nostre necessità ed alle nostre dimensioni.
Ci siamo da subito attivati per trovare soluzione al problema e devo dire nonostante
le molte difficoltà burocratiche, e le moltissime difficoltà che dovremo ancora affrontare per la ristrutturazione che abbiamo programmato, salvo imprevisti entro quest’anno dovremmo essere in grado di inaugurare la nuova Sede con tutti i nostri servizi accentrati. I contatti per l’affitto dello stabile sono avviati ed abbiamo già predisposto il progetto dell’intervento. Non mancherà il nostro
impegno nel seguire gli sviluppi per arrivare
ad un rapido compimento di questo importante progetto.
10
Sui bilanci approvati, non voglio aggiungere altro, si tratta in sostanza di ordinaria amministrazione; la nostra attenzione
è sempre rivolta ad evitare sprechi, a valutare con attenzione le spese, ed a investire
in quei progetti di miglioramento organizzativo nei quali molto crediamo. (Voglio
ringraziare a nome di tutto il comitato il
Presidente dei Revisori dei Conti per la scrupolosità con la quale svolge il proprio lavoro di controllo e verifica e per la sua passione e collaborazione che va ben oltre i
suoi compiti professionali).
Esaurita questa introduzione di carattere
amministrativo, mi voglio ora soffermare
sull’andamento della nostra attività venatoria e gestionale. Le assemblee sono sempre momenti di importante confronto con
i Soci, non solo per gli aspetti amministrativi, ma particolarmente per le problematiche gestionali e per i rapporti tra Comprensorio e Soci.
E’ superfluo ricordare che la caccia e di
conseguenza il cacciatore, sono osservati
speciali; perennemente sotto la lente di ingrandimento degli ambientalisti viviamo in
una sorta di “libertà vigilata” dove il minimo problema ambientale si ripercuote sulla attività venatoria. Ove non è
possibile mettere altri
divieti, si cerca di
ridurre il terreno cacciabile
con istituzione di
Siti di
interes-
se Comunitario, o Zone di Protezione Speciale. Sostanzialmente è un accerchiamento, per costringerci a desistere, creando, e questo è l’aspetti più preoccupante,
una serie di tutele ambientali che alla fine
non solo si ripercuoteranno sulla attività
venatoria, ma impediranno di fatto lo sviluppo e la vivibilità della montagna. Dobbiamo quindi essere preparati al peggio,
ed essere consapevoli che senza una adeguata preparazione ed una unità di intenti sarà facile avere il sopravvento su di noi.
Il nostro impegno è anche rivolto ad avere
un ruolo, una rappresentanza diretta ed
una partecipazione attiva alla gestione di
queste aree che per inciso si identificano
poi con il Parco. Siamo convinti, e qui mi rivolgo ai gestori del Parco, che la nostra conoscenza del territorio, la nostra esperienza vissuta a stretto contatto con la fauna alpina che popola le nostre montagne, la
nostra correttezza e sensibilità nell’affrontare le problematiche venatorie, possono
ritornare di valido aiuto nella gestione territoriale e portare quel contributo essenziale per una reale e costruttiva convivenza con il mondo venatorio.
Passando ad argomenti meno drammatici, voglio fare una rapida rassegna dello
sviluppo del programma che avevamo annunciato lo scorso anno.
•
La sede: è solo questione di poco
tempo per la definizione del contratto di
affitto con il Demanio (e magari mentre
leggerete queste note sarà cosa fatta). Si
tratta della ex stazione della ferrovia a Lenna. E’ stata una scelta difficile, che ha impegnato tempo ed energie, la ristrutturazione sarà un impegno oneroso per il
Comprensorio, ma avremo in cambio una sistemazione adeguata
alle nostre molteplici attività, ampi spazi per parcheggio per facilitare gli utenti e per
12 anni ( il contratto è di 6
anni
+6)
non avre-
LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE
mo problemi di collocazione, riservandoci
anche il diritto di prelazione per un eventuale acquisto.
•
Poligono di tiro: la sua realizzazione è stata bloccata solo dalla neve
che insiste nella zona. Abbiamo già definito la convenzione con il Comune di Oltre
il Colle per l’area, è stato effettuato un sopralluogo con i tecnici, è già stato predisposto un progetto di massima da presentare ed al più presto inizieranno i lavori di
sistemazione, augurandoci che già per questa stagione venatoria qualche calibrazione
possa essere effettuata nel nuovo poligono.
Statuto e Regolamento di attuazione: come
tutte le innovazioni che si vogliono apportare per rendere più credibile e corretto il
rapporto tra Socio e Comprensorio, anche
le modifiche che abbiamo inserito lo scorso anno nello Statuto e l’approvazione da
parte del Comitato di Gestione del nuovo
Regolamento di attuazione, (che tra l’altro
sottoporremo poi all’approvazione dei Soci) ha generato qualche mugugno ed incomprensione con alcuni cacciatori. Abbiamo pian piano verificato che trattasi prevalentemente di cattiva informazione e di
colpevole negligenza da parte dei Soci, che
come al solito, anziché leggere, informarsi e chiedere spiegazioni ( abbiamo addirittura organizzato un Convegno ad agosto
durante la Festa del Cacciatore per spiegare il nuovo Regolamento) preferiscono
delegare, farsi trascinare ed ascoltare quei
grilli parlanti che rifiutano a prescindere
ogni e qualsiasi innovazione. Senza polemiche e senza rancori, continueremo quindi nella strada intrapresa e sosterremo le
iniziative adottate in qualsiasi sede, nella
convinzione che la reciprocità e la correttezza nei rapporti, sia assolutamente doverosa in un corretto rapporto associativo.
MANIFESTAZIONI
Tra le varie manifestazioni che ci hanno visti partecipi, voglio ricordare il nostro stand
al Festinvalle che si è svolto alla fine di Luglio. Grazie al patrocinio della Provincia ed
al contributo organizzativo di Stefania Pendezza, abbiamo allestito uno spazio educativo dedicato alla vita alpestre ed alla fauna montana, riscuotendo grande successo tra i ragazzi ed i giovani che ci hanno
visitato.
ULTRAOTTANTENNI
Manteniamo l’esenzione del pagamento
della quota associativa. Siamo convinti che
sia questo un gesto di cortesia verso i cacciatori anziani che costituiscono la nostra
storia e la testimonianza della nostra tradizione. Anche se per ragioni contabili sia-
mo costretti a far effettuare il versamento
ed a provvedere poi al rimborso, ci perdoneranno questo piccolo inconveniente dovuto a questioni burocratiche.
DISTRIBUZIONE PRESICCI
Come ha ricordato in una recente riunione
anche il presidente della Commissione capanni, la distribuzione presicci quest’anno
ha risposto positivamente alle aspettative
dei capannisti, sia come numero che come organizzazione di distribuzione. Essere
scontenti anche quest’anno è assurdo! Abbiamo ottenuto 3 roccoli, e non è stato facile, ma questo ci ha dato modo di accontentare finalmente i capannisti con un rifornimento importante. Ciò nonostante non
sono mancati i soliti contestatori, ( sarà un
caso ma son sempre quelli!) che in assoluto disprezzo del lavoro e dell’impegno
che ci mettono gli addetti alla distribuzione, non trovano di meglio che dare dimostrazione della loro peggiore qualità: la maleducazione.
Rimanendo in tema di capanni voglio ricordare l’iniziativa che stiamo cercando di
definire, e cioè la distribuzione ad ogni capannista di due piante di Sorbo del cacciatore. Anche in questo caso la neve non
ha permesso di velocizzare la consegna. Ci
auguriamo possa avvenire nei prossimi giorni. La commissione si è incaricata della distribuzione. Al cacciatore chiederemo un
contributo di 2 Euro per arbusto, solo per
coprire parzialmente i costi di acquisto e
trasporto.
CORSI DI PREPARAZIONE
PER NUOVE LICENZE
Il Comitato di Gestione ha nuovamente organizzato i corsi di preparazione per aspiranti cacciatori. Abbiamo avuto 33 iscritti
che ora sosterranno l’esame. A seguire sono in svolgimento i corsi per abilitazione
alla caccia agli ungulati e per accompagnatori. E’ una bella iniziativa che da la
possibilità a molti giovani di avvicinarsi più
facilmente alla caccia e di ottenere la licenza senza doversi recare a Bergamo. Naturalmente tutti i corsi sono gratuiti. Permettetemi a tal proposito di ringraziare
pubblicamente il docente di questi corsi.
Sig. Locatelli Paolo che si presta in maniera assolutamente gratuita a tenere i corsi per il Comprensorio con un notevole impegno e grande professionalità.
NUOVI REGOLAMENTI
I cacciatori della specializzazione Tipica Alpina, hanno predisposto un nuovo regolamento per l’esecuzione dei censimenti e
successivamente il Comitato di Gestione
lo ha approvato. Contiene delle importanti innovazioni organizzative, come ad esempio la formazione di squadre di rilevatori
con dei responsabili per ogni squadra per
meglio coprire il territorio, o l’utilizzo dei
cacciatori che praticano la caccia nella Zona di Minor Tutela o Zona B, per dar loro
una preparazione ed un coinvolgimento
per una eventuale ammissione a questa
specializzazione. Ma il contenuto più importante è che il nuovo Regolamento ha
tolto l’obbligo primaverile di partecipazione ai censimenti nella convinzione che la
maturità raggiunta dai cacciatori della Tipica li possa coinvolgere e responsabilizzare
alla esecuzione dei censimenti anche senza l’obbligo. Devono essere consapevoli
che la pratica di questa caccia è un privilegio ed in quanto tale va corrisposto con
un contributo spontaneo e condiviso, non
perché imposto. I risultati ci diranno se abbiamo sopravvalutato la maturità dei nostri cacciatori della Tipica. Cambiando specializzazione, lo scorso anno è stato introdotto il nuovo regolamento Provinciale per
la caccia di selezione agli Ungulati. Qualche ungulatista non ha accettato di buon
grado il limite imposto di 4 capi, adducendo le più svariate motivazioni. Come Comitato ci siamo espressi favorevolmente a
questo limite invitando la Commissione ad
una puntuale applicazione del Regolamento prima di emettere valutazioni negative o invocare motivazioni strumentali.
OSPITALITÀ VENATORIA
Rimanendo in tema di Ungulati, mi è doveroso riferire all’Assemblea che lo scorso anno, sempre in osservanza al Regolamento
Provinciale, il Comitato di Gestione ha riservato 19 capi (12 camosci e 7 caprioli) all’ospitalità venatoria. Di questi, 7 camosci sono
stati offerti a cacciatori o collaboratori particolarmente benemeriti nei confronti del
Comprensorio Alpino, mentre i rimanenti 12
capi sono stati assegnati a pagamento ad
altrettanti cacciatori che avevano fatto richiesta di ospitalità venatoria. Naturalmente
sono stati adottati dei criteri di assegnazione
assolutamente democratici e seguendo una
scaletta di priorità. Per la cronaca di quelli
offerti gratuitamente ne hanno usufruito in
2 mentre per quelli a pagamento ne sono
stati prelevati 5 per un corrispettivo di Euro
1.400. Ci tenevo ad informare anche l’assemblea di questo aspetto, per dissipare ogni
e qualsiasi dubbio sulla trasparenza dei comportamenti del Comitato di Gestione.
GIORNATA DELL’AMBIENTE
Il Comitato di Gestione ha deciso di organizzare una giornata da dedicare alla puli11
Valtorta
zia delle nostre montagne. Si è pensato di
far diventare questa iniziativa un appuntamento fisso per tutti i cacciatori. Lo scopo è essenzialmente quello di dimostrare,
se mai ce ne fosse bisogno, che anche i
cacciatori sono sensibili, all’ambiente in cui
vivono, abitano, e promuovono le loro attività. I dettagli dell’organizzazione verranno comunicati; l’appuntamento è per
l’ultima Domenica di Luglio e l’invito alla
partecipazione è chiaramente esteso a tutti. Vogliamo dimostrare che sappiamo mobilitarci e che siamo tanti, uniti ed orgogliosi di essere cacciatori.
PROGRAMMA INFORMATICO
DI GESTIONE
Per ultimo, ma per questo non meno importante, spendo due parole sul nuovo programma di gestione del territorio, che ormai è diventato operativo. Stiamo già caricando dati , abbiamo delimitato i vari settori
degli ungulati, della Tipica con le rispettive
zone campione, la mappatura di tutti i capanni, sono stati tracciati i S.I.C. e le Z.P.S.,
i confini del Parco, la Zona Maggior Tutela e
Minor Tutela, insomma sono già disponibi12
li a video tutti questi istituti venatori. Quest’anno inseriremo i dati derivanti dai censimenti sia degli ungulati che della Tipica,
caricheremo pure le immissioni di selvaggina che vengono effettuate e quindi aggiorneremo con gli abbattimenti. Questo ci permetterà di avere un quadro completo della
attività venatoria nel nostro Comprensorio,
ed avremo a disposizione uno strumento
veramente importante e completo con la
possibilità di collezionare ed archiviare tutte le stagioni venatorie con una estrema facilità di consultazione. Inoltre per quanto riguarda i Soci, potremo inviare loro via SMS
le comunicazioni del Comprensorio.
Come vedete, sono stati toccati parecchi
argomenti, vi sono molti progetti in corso,
e crediamo che le aspettative e le promesse fatte stiano prendendo forma per diventare realtà. Come Presidente devo dire che il mio impegno sia in Comitato che
in Provincia è sempre massimo, ed anche la
mia partecipazione a tutte le attività del
Comprensorio è notevole. Mi piace spesso
partecipare ai lavori delle Commissioni anche solo per capirne il clima di collabora-
zione esistente. Ho visitato spesso il centro di distribuzione presici per conoscerne
le problematiche e le difficoltà. Devo ringraziare i Presidenti delle varie Commissioni e con loro anche i vari membri, per
l’importante lavoro che svolgono e per le
molteplici proposte che formulano.
Ho parlato molto dell’aspetto organizzativo
ed ho trascurato la caccia praticata, ma
penso che ognuno di noi possa trarre le
dovute conseguenze. Una buona soddisfazione venatoria non può prescindere
da una organizzazione efficiente, quindi
non potendo promettere ciò che sostanzialmente non dipende da noi, ma da madre Natura, il nostro compito è essenzialmente quello di adoperarci per una gestione corretta, equilibrata e compatibile
con la disponibilità della fauna. Credo di
essermi dilungato anche troppo. Rinnovo
i miei ringraziamenti anche a nome dell’intero Comitato di gestione a tutti i presenti, all’Assessore che ci ha onorato con
la sua partecipazione. Un complimento
particolare al Senatore Carrara che è stato rieletto in Parlamento.
LA LETTERA
Riceviamo
da un gruppo di cacciatori
della Tipica Alpina
e volentieri pubblichiamo
LE OCCASIONI PERSE
Abbiamo assistito in quanto invitati dal presidente del Comprensorio alla riunione della
Tipica Alpina tenutasi il 24 febbraio a Lenna. Ci permettiamo, rispettosamente, di
esporre alcune considerazioni in merito. Dobbiamo innanzitutto dire che la partecipazione è stata altissima. In sala si contavano oltre
120 presenze, e schiumando pure una decina di cacciatori della Zona B liberamente
intervenuti, siamo comunque su livelli altissimi
sfiorando il 70% degli iscritti a questa specializzazione. Probabilmente l’ordine del giorno, rispetto alla consuetudine, era stimolante; si parlava infatti della presentazione del
nuovo Regolamento per i censimenti. La
Commissione si presenta al completo con
tutti i suoi membri, l’apertura è però giustamente riservata al Presidente del Comprensorio che con il solito linguaggio diretto e
schietto, introduce i temi della serata, passando poi la parola al relatore incaricato (
che è anche presidente della Commissione).
E qui incominciano i guai. L’argomento principe della serata è la presentazione del nuovo regolamento per la esecuzione dei censimenti alla Avifauna tipica Alpina. Un problema ostico, combattuto e dibattuto, basti
pensare che la sola commissione vi ha dedicato due serate ed altrettante riunioni informali sono state fatte in vari settori. La premessa è sbalorditiva, cito testualmente .
“………premetto che alcuni membri della
commissione erano favorevoli a mantenere il
vecchio regolamento….” Quasi a voler sottolineare che questo nuovo regolamento è
stato più imposto che condiviso. Sulla copia
consegnata nell’occasione, leggiamo: “ Approvato all’unanimità dalla Commissione nella riunione del 20 febbraio 2006”. Quindi
o la premessa è inutile, o la commissione ha
poi maturato al suo interno questa unani-
mità, superando eventuali aspetti nostalgici, ma di questa eventuale circostanza, non ce
ne viene dato conto. Dalle parole del relatore non traspare assolutamente quell’entusiasmo proprio di chi si appresta ad annunciare delle novità, anzi, ogni passaggio innovativo è quasi sottolineato con incredulità
dallo stesso. Si capisce chiaramente dalla lettura che questa grande unanimità dichiarata, probabilmente non c’è, si percepisce il disagio di chi legge e non condivide, sottolinea l’ovvio e non esalta gli aspetti innovativi.
Grande prova di ipocrisia questa! Pesa molto probabilmente spiegare ai cacciatori ciò
che si vuol ottenere con questo regolamento! Pesa probabilmente spiegare a chiare lettere che non è più richiesto l’obbligo di partecipazione ai censimenti primaverili, ma che
i censimenti primaverili, continuano ad esserci. Obbligo! Siamo nel terzo millennio, ed
ancora pratichiamo la caccia primitiva. Cari
cacciatori della Tipica, abbiamo passato 10
anni a partecipare ai censimenti perché obbligati, a raccogliere dati ed a proiettare diagrammi senza capirne il significato, e ad oggi senza vederne ancora il risultato stampato. Al nostro impegno “obbligato” nei censimenti, non ha corrisposto una maturazione
ed una crescita intellettuale,etica, professionale. Non solo per colpa nostra, sia chiaro,
ma di coloro che anziché puntare sulla evoluzione e sulla qualificazione del cacciatore,
hanno preferito instaurare una gestione a
modello di regime. Ed ecco l’occasione perduta, ecco la sintesi di questa malcelata ipocrisia che alla domanda specifica volta al presidente di commissione riguardo alla soppressione dell’obbligo primaverile di partecipazione ai censimenti, la risposta sbalorditiva è “…… perché ci è stato chiesto da alcune associazioni venatorie….”. Sinceramen-
te molti dei 120 presenti in sala si aspettavano più coerenza. Si aspettavano quelle
spiegazioni che il Comitato di Gestione, nell’invitare la commissione a redigere un nuovo regolamento per i censimenti ha dato, ossia gli indirizzi del nuovo regolamento devono essere improntati a rendere consapevoli i
cacciatori della Tipica Alpina che praticano
una caccia da privilegiati, su una selvaggina
unica ed insostituibile e come tale va essenzialmente tutelata. Chi partecipa a questa
caccia deve essere meritevole di praticarla,
deve essere consapevole e cosciente che ha
dei precisi doveri, nella gestione del “proprio” selvatico, che sono quelli della partecipazione ai censimenti in maniera volontaria
perché sentita e condivisa, e non solo perché imposta. E bene ha detto l’unico membro della commissione che è intervenuto su
questo tema, ribadendo che questo nuovo regolamento è una sfida, è una prova di maturità per i cacciatori, è la verifica dei comportamenti dei singoli. Questo vuol dire aver
compreso il senso dell’abolizione dell’obbligo
primaverile! Il nuovo regolamento definisce
i compite e le responsabilità del Capo settore, disciplina l’esecuzione dei censimenti attraverso la formazione di squadre per lo più
omogenee e quindi affiatate per meglio operare sul territorio, prevede all’interno di ogni
squadra un responsabile per coordinare i rilevatori, e per ultimo prevede la partecipazione ai censimenti dei cacciatori della Zona
B per permettere loro un avvicinamento ed
una preparazione ad una eventuale ammissione a questa forma. La loro partecipazione
ai censimenti col cane, potrà anche essere
la discriminante ed il principio meritocratico
e di formazione sul quale formulare la lista
di attesa per l’ammissione. Questi sono i concetti, le motivazioni ed i principi che devono
essere spiegati. Questo è il dialogo costruttivo che deve essere instaurato con i cacciatori per promuoverne ed ottenerne una loro
maturazione ed una crescita di cultura e di
vera etica venatoria. Obbiettivo questo fortemente voluto e ricercato dal Comitato di
gestione anche attraverso la riorganizzazione e la innovazione che si stanno apportando e che continuerà a fare vigilando affinché il nuovo Regolamento sia puntualmente
applicato da tutti i Responsabili di settore.
Trincerarsi ancora dietro false giustificazioni mi
sembra onestamente segno di grande irresponsabilità. Non ci meravigliamo molto dal
comportamento di certi responsabili; pochi
anni fa proprio dalle pagine di questo periodico, siamo stati definiti “ pattumiera”. Come si vede il mondo gira e progredisce, ed
anche dalla pattumiera si può ricavare energia “ pulita”.
Un gruppo di cacciatori della Tipica
13
BRAVI I SOCI
CON IL TESSERINO
Giambattista Gozzi
Per la cronaca e per trasparenza dobbiamo dire che la vidimazione dei tesserini, resa obbligatoria appunto dallo
Statuto, ed il rilascio dell’autocertificazione, è stata osservata dal 97% dei
Soci. Il risultato è confortevole se consideriamo che questa verifica ci ha permesso di individuare e rimuovere alcune” anomalie” esistenti nella nostra associazione. Come abbiamo già avuto
modo di dire, i meno adempienti sono
risultati i capannisti e con tutte le giustificazioni e le comprensioni del caso,
il Comitato non ha potuto che deliberare a carico di costoro, l’adozione dei
provvedimenti previsti dal nostro regolamento interno. Niente di eclatante e
nessuna punizione particolare, si vuol
solo far capire a quel nucleo di cacciatori “ disubbidienti” per partito preso (
non è una dimenticanza la loro!) che
quando si appartiene ad una associazione se ne devono accettare anche le
regole, e che lo scopo principale della
nostra iniziativa, è quello di educare al
reciproco rispetto. Passando ad altri argomenti, dobbiamo riferire che l’approvazione del Piano Faunistico Provinciale sta incontrando difficoltà notevoli ed inaspettate, ed alla luce degli
ultimi avvenimenti non vi è certezza di
una imminente approvazione anche se
le pressioni in Provincia per una sua rapida adozione, non mancano. Il discorso è molto complesso e verrà trat14
Siamo al termine del primo anno di gestione, ed è doveroso
per il Comitato tracciare un bilancio di questo primo periodo
di attività. Sono state molte le novità introdotte a cominciare
dalle modifiche apportate allo Statuto che, se da una parte
di Soci sono state recepite con una certa diffidenza,
ora iniziano a dare risultati operativi e ad ottenere consensi
COMPRENSORIO INFORMA
Nell’ambito delle informazioni che il
Comitato di Gestione intende dare ai
cacciatori, riportiamo qui di seguito alcuni appuntamenti e scadenze ricadenti
nei prossimi mesi:
1. Aggiornamento
per Accompagnatori
si è tenuto un convegno per gli accompagnatori della Caccia agli ungulati
il giorno 14 Maggio a Branzi presso il
Cine-teatro. Ne daremo conto sul prossimo numero.
2. Mostra dei trofei
quest’anno si terrà a Piazzatorre nei
giorni 2, 3 e 4 Giugno
3. Giornata dell’Ambiente
si svolgerà l’ultima Domenica di Luglio
con il contributo e la presenza di tutti i
cacciatori.
4. Partecipazione ai censimenti
per i cacciatori della Zona B
Come previsto dal nuovo Regolamento
per l’esecuzione dei Censimenti all’Avifauna Tipica Alpina, i Responsabili di Settore, possono avvalersi della collaborazione
anche di cacciatori che esercitano la cac-
GLI UNGULATI
Per la caccia agli Ungulati, il nuovo Regolamento Provinciale ha trovato piena
applicazione e contrariamente alle tesi
disfattiste sostenute da qualcuno, non
ha certamente ne penalizzato ne sconvolto l’attività venatoria; al contrario ha
reso più razionale ed equa la distribuzione degli abbattimenti; ma anche questo sarà argomento da dibattere in sede
di relazione nella consueta manifestazione della Mostra dei Trofei.
ATTIVITÀ COMPRENSORIO
tato in sede appropriata, ma la sostanza è che allo stato attuale delle cose,
dovremo ancora batterci per difendere un pezzo di territorio cacciabile, cercando di trovare soluzioni che anche
nella migliore delle ipotesi non saranno
comunque indolori e qualche rospo lo
dovremo ancora ingoiare. Il Comitato
ha anche analizzato la stagione venatoria appena conclusa, evidenziando
che il programma intrapreso per migliorare nei limiti del possibile, la condizione venatoria delle varie specializzazioni, sta dando indicazioni positive.
LA LEPRE
LA MIGRATORIA
La migratoria non dipende certo dalle
scelte del Comitato, ma aver potuto distribuire a quasi tutti i titolari 4 presicci,
avendo a disposizione 3 roccoli, è un risultato da rimarcare. Le altre specializzazioni hanno seguito tutte un trend positivo. I 1.700 capi di selvaggina ripopolabile immessi ed i contributi distribuiti
per l’organizzazione delle varie gare cinofile ( che costituiscono anch’esse ripopolamento di selvaggina), hanno contribuito a migliorare la soddisfazione venatoria nella Zona di Minor Tutela.
cia in Zona B con il cane, per completare i
censimenti nei propri settori. La partecipazione è condizionata ad una domanda da
inoltrare al Comitato di gestione, e la scelta avverrà seguendo gli stessi criteri previsti
per le ammissioni a questa forma di caccia
( vedi Regolamento di attuazione ).
La caccia alla Lepre si è conclusa in anticipo rispetto al calendario per raggiungimento del piano di abbattimento, e le
valutazioni possono essere positive per
quanto riguarda gli abbattimenti, ma
non altrettanto per quanto riguarda la
distribuzione sul territorio. La Commissione dovrà lavorare per individuare e
proporre opportune iniziative per migliorare e rendere più razionale la gestione di questa specializzazione.
LA TIPICA ALPINA
La Tipica Alpina presenta gli stessi problemi; la coturnice è in ripresa ma non su
tutto il territorio vocato, il Forcello è sostanzialmente stabile, ma deve continuare ad essere attentamente monitorato.
Parlando della Tipica Alpina è impossibile
non impattare con il Progetto Galliformi,
che rappresenta una rosa all’occhiello per
quanto riguarda l’aspetto scientifico e culturale dei dati raccolti, ma allo stesso tempo è una spina nel fianco del Comitato
per la pubblicazione finale del Progetto.
Le lungaggini organizzative dell’Università di Udine hanno ritardando notevolmente la consegna dei dati relativi alla ricerca biologica che è pervenuta solo il 23
marzo ne consegue che ora Ivano Artuso, sta rivedendo ed aggiornando l’intera
pubblicazione con l’inserimento di tutti
questi dati, per la predisposizione della
bozza definitiva. Questa volta siamo realmente fiduciosi di riuscire a portare a compimento anche questo impegno.
Mi rendo conto che mi sto dilungando,
ma non ha ancora finito perché il Comitato di gestione ha lanciato una nuova
importante iniziativa. Ora ve la risparmio,
e vi rimando all’articolo di approfondimento pubblicato più avanti dal titolo
“Giornata dell’Ambiente”.
15
La Montagna, il Nostro Ambiente
Nuova iniziativa del Comprensorio
GIORNATA
DELL’AMBIENTE
L’appuntamento è fissato
per l’ultima domenica di luglio
Tra i compiti istituzionali e statutari del
Comprensorio,
oltre alla tutela della fauna selvatica, vi è un
preciso richiamo alla tutela dell’ambiente ed alla
conservazione degli habitat. Anni fa il Comitato
di Gestione aveva anche istituito
Sempre anni fa è stato fatto un recupero ambientale sul Monte Ortighera,
che ha visto la partecipazione ed il lavoro di numerosissimi cacciatori. Successivamente l’entusiasmo ambientale si è
un poco affievolito, anche se rimane
sempre, ed è bene ricordarlo, l’importante recupero ambientale che ad esempio ogni capannista esegue annualmente nella preparazione del proprio sito di
caccia. Sembrano grandezze trascurabili, se prese individualmente, ma nella
globalità dei circa 450 capanni impiantati nel nostro Comprensorio, oltre ai
sentieri per il loro raggiungimento, si
sommano porzioni importanti di territorio che viene bonificato, sfalciato, ripulito e piantumato.
La stessa Legge Regionale 26/93, prevede l’obbligo per ogni socio di prestare almeno 2 giornate lavorative l’anno per attività di ripristino e recupero ambientale.
16
Inoltre è risaputo, ma per ora non praticato, che la sopravvivenza e la disponibilità di alcune specie, è fortemente legata
alla conservazione degli habitat e quindi al
recupero degli stessi con interventi mirati.
Alcune specializzazioni poi, come la Tipica Alpina e la caccia di selezione agli Ungulati, prevedono già programmi di censimenti obbligatori impegnativi; non vogliamo trasformare la passione per la caccia in una serie infinita di attività che alla
fine ne pregiudicano il risultato e la qualità. Tutto ciò premesso, e non volendo
confondere lo spirito e l’importanza del
recupero ambientale con una scampagnata, riteniamo però che un ritorno a
qualche sana ed anche piacevole iniziativa ci possa stare. Ed è con questo spirito
che il Comitato di Gestione ha accolto di
buon grado la proposta avanzata dal componente del Comitato Atos Curti per indire
ogni anno una sola giornata, ma intensa
ed efficace da dedicare all’ambiente. L’appuntamento è fissato per l’ultima domenica di Luglio. Questo sarà d’ora in poi
l’appuntamento fisso dei Cacciatori del
Comprensorio Valle Brembana con il loro
territorio ed il loro Ambiente. Intendiamo
organizzare e mobilitare il maggior numero di Soci ( siamo in 1.125) per ripulire
dai rifiuti sentieri, pascoli, malghe, baite
ecc. Siamo i fruitori privilegiati delle nostre montagne, dobbiamo essere noi i primi a dare l’esempio innanzitutto a non
abbandonare rifiuti e, se qualcuno non lo
capisce, noi ci prestiamo a rimediare. E’
una bella iniziativa che serve ad aggregare i cacciatori ed a dare visibilità alla nostra
sensibilità innata per l’ambiente.
Maggiori dettagli organizzativi, verranno
comunicati successivamente.
Abbiamo un obiettivo ambizioso, perché
contiamo di mobilitare un importantissimo numero di cacciatori. Non deludiamo
le attese e non procuriamo con la nostra
assenza motivo e spunto ai nostri soliti
denigratori di dubitare della nostra sensibilità e del nostro amore per l’ambiente.
Dimostriamo con la nostra partecipazione che ci siamo, siamo vivi e combattivi
più che mai, ma soprattutto che siamo
tanti, cacciatori, amici, uomini.
Raccogliendo di buon grado la richiesta
fatta al Comprensorio da alcuni Insegnanti delle Classi terze di San Giovanni
Bianco, abbiamo organizzato un incontro con gli alunni, appunto di queste
classi, con un tema improntato alla conoscenza della fauna selvatica presente
sul nostro territorio, e dell’habitat in cui
essa vive.
Dopo una panoramica sull’organizzazione del Comprensorio Alpino, sulle sue
finalità e sull’attività venatoria in generale, siamo immediatamente entrati nel
tema principale dell’incontro, anche perché i giovani alunni erano desiderosi ed
Le spiegazioni sono state seguite con molto interesse e molta attenzione; non sono
mancate le numerosissime domande e
curiosità, grazie anche alla preparazione
che il cacciatore improvvisatosi Docente, (nella circostanza il Gianantonio Bonetti), ha saputo stimolare nei giovani
alunni. Abbiamo toccato anche argomenti
delicati ed educativi, come ad esempio il
significato delle cacce di selezione, l’approccio ed i comportamenti da seguire in
presenza di fauna selvatica e dei loro piccoli, e il rispetto della natura in generale
e degli habitat in particolare.
E’ stato un incontro molto costruttivo
ATTIVITÀ COMPRENSORIO
I CACCIATORI
SALGONO IN CATTEDRA
Il “docente” Gianantonio Bonetti alle prese
con i giovani alunni di S. Giovanni Bianco
impazienti di avere notizie sugli ungulati, sulle loro abitudini, sulla loro consistenza sulle nostre montagne ed anche
sulle modalità ed attenzioni da adottare
per il loro avvistamento.
Molto interesse hanno anche suscitato
le informazioni sugli insediamenti delle
aquile, ed il filmato realizzato dalla Provincia riguardante appunto tutte le specie di fauna selvatica, ha ulteriormente
contribuito a far conoscere ed apprezzare il nostro ambiente montano e tutti
gli animali selvatici che lo popolano.
ed efficace, e l’attenzione prestata dagli alunni nel seguire le spiegazioni è stata senz’altro un segnale di indubbio interesse e partecipazione.
Il Comprensorio ne approfitta di questa
esperienza così positiva per rendersi disponibile a partecipare o organizzare con
altri Insegnanti che lo ritenessero opportuno, incontri formativi ed informativi
sull’ambiente montano, sulla fauna, sulla disciplina venatoria e quanto altro fosse di interesse anche specifico.
17
COMMISSIONE
UNGULATI
La Commissione Ungulati nelle riunioni degli scorsi mesi si è occupata del consuntivo
della stagione venatoria conclusa e della
programmazione dell’attività per la nuova
stagione. Molti cambiamenti nel frattempo sono avvenuti all’interno della Commissione per via delle dimissioni di ben 5 membri. Le motivazioni esatte ci sono sconosciute perché nelle lettere pervenute, nella
maggior parte dei casi non erano rese note.
Come commissione non abbiamo potuto
fare altro che prenderne atto, accogliendo
ed augurando ai sostituti prontamente nominati un buon lavoro ed una fattiva collaborazione. Riepilogando i lavori, sono stati
analizzati i dati relativi i prelievi delle 3 specie esprimendo un sostanziale giudizio positivo sull’andamento della stagione venatoria. Naturalmente maggiori dettagli saranno discussi ed illustrati nella consueta
Mostra dei Trofei. A proposito di questa Manifestazione che è poi un appuntamento
fisso ed importante, quest’anno la sua organizzazione spetta al Settore 3, e quindi
si è deciso di scegliere come località Piazzatorre e si terrà il 2, 3 e 4 giugno con un
programma che verrà comunicato a parte.
Altro importante impegno che spetta a tutti gli ungulatisti, è il contributo manuale e la
collaborazione nella predisposizione del poligono di tiro. Non è ancora stato fissato un
programma dettagliato dei lavori, ma ci
aspettiamo una solidale presenza per poter velocemente predisporre questa importante struttura. Naturalmente è stato anche definito il programma dei censimenti
con date e punti di ritrovo. E’ dovere della
Commissione ricordare a tutti i cacciatori di
Ungulati che il Regolamento Provinciale prevede l’obbligo per ogni cacciatore di effettuare almeno 2 censimenti per specie. L’inosservanza può determinare anche la sospensione dalla specializzazione. Sarà quindi obbligo dei Responsabili di Settore tenere il controllo nominativo della partecipazione. Altro dibattito importante si è svolto
sulle proposte presentate da alcuni settori
per apportare alcune modifiche ai confini
degli stessi. E’ naturalmente un discorso
complesso, che va ben valutato e studiato
nei minimi particolari, ed è per questo che
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PROGRAMMA CENSIMENTI CAMOSCIO
Stagione venatoria 2006-2007
SETTORE 1
Data
24-25.06
01-02.07
Località di censimento
Venturosa - Vecchia
V. Asinina - C. Camoscera
Cancervo - Cantiglio
P. Giugno - Corna Zuccone
Ritrovo
S. Giovanni B. (Cimitero)
Capo Foppa
S. Giovanni B. (Cimitero)
Vedeseta (Chiesa)
Ora
04.30
Località di censimento
Baciamorti - V. Piano
Inferno - V. Pianella - Valletto
Mincuccio - Corna Tonda
Porane - Raisere
Ritrovo
Capo Foppa
S. Brigida (Piazzale)
Olmo al B. (P.le Mismetti)
Capo Foppa
Ora
04.30
04.30
05.00
04.00
Località di censimento
M. Cavallo - Begna
M. Secco
Piodere - Vallenzana
Ritrovo
Mezzoldo (Piazza)
Piazzatorre (Municipio)
Valleve (Chiesa)
Ora
Località di censimento
Bratte - Terre Rosse
Pietra Quadra - Gemelli
Sardegnana - Calvi
Arete
Ritrovo
Branzi (Carabinieri)
Branzi (Carabinieri)/Roncobello (bivio)
Carna (Chiesa vecchia)
S. Simone (bivio)
Ora
04.00
03.30
03.45
04.00
Località di censimento
Capririzzo - Vindiolo
Tre Pizzi - Roccoli
Ortighera - Menna
Parina - Pizzarello
Ritrovo
Roncobello (Piazza)
Roncobello (Piazza)
Roncobello (Costa)
Oltre il Colle (Agip)/ Lenna (Agriturismo)
Ora
04.30
04.30
04.30
04.30
SETTORE 2
Data
24-25.06
01-02.07
08-09.07
SETTORE 3
Data
18-24-25.06
02.07
04.00
SETTORE 4
Data
24-25.06
01-02.07
08-09.07
05-06.07
SETTORE 5
Data
25.06
02.07
08.07
09.07
gnatore riveste nella caccia di selezione, la
Commissione ha ritenuto doveroso ed importante avanzare questa proposta che serve a meglio definire e qualificare la figura
dell’accompagnatore. La sessione di aggiornamento sarà tenuta da esperti del settore, la data è stata già fissata per il 14 Maggio presso il cine-teatro di Branzi con maggiori dettagli che verranno comunicati successivamente. Riportiamo qui di seguito il
programma dei censimenti al Camoscio per
ogni Settore.
Il presidente
Gianantonio Bonetti
LE COMMISSIONI
si è deciso di approfondire in ogni settore
questa tematica organizzando appositi incontri. La commissione è altrettanto consapevole che non potrà proporre al Comitato
stravolgimenti o modifiche sostanziali, ma
eventualmente qualche aggiustamento logico e razionale. Sarà poi il Comitato ad
avallare o meno queste modifiche.
Una importante iniziativa proposta dalla Commissione ed accettata dal Comitato, riguarda l’organizzazione di un corso di aggiornamento per gli Accompagnatori. Ben consci
della responsabilità e della preparazione e
professionalità che il ruolo dell’accompa-
COMMISSIONE
AVIFAUNA TIPICA
ALPINA
L’inizio del 2006 ha visto la nostra commissione impegnata a predisporre una nuova
metodologia per i censimenti all’Avifauna
tipica di Monte. Senza nulla togliere alla valenza del precedente regolamento, si avvertiva la necessità di introdurre alcuni nuovi concetti per incentivare i cacciatori abilitati
a svolgere più assiduamente le operazioni
di monitoraggio del territorio vocato alle
speci tipiche alpine. In tal senso alcune sezioni comunali avevano fatto pervenire alla
commissione una proposta per essere valutata. Dopo aver esaminato anche altre proposte uscite dal suo interno, la commissione è pervenuta unanimemente alla stesura
del documento definitivo che è stato illustrato all’Assemblea di categoria del 24 Febbraio, alla presenza di circa cento cacciatori e dai rappresentanti del C.T.G.
Il nuovo regolamento, di cui si invita ad una
attenta lettura, è stato condiviso dalla stragrande maggioranza dei presenti e successivamente approvato dal Comitato di Gestione, e si caratterizza fondamentalmente
nel senso di responsabilità di ogni singola
Squadra nell’effettuare i censimenti con serietà e impegno, nelle Aree assegnate, ge-
stendosi autonomamente le uscite nei periodi autorizzati dalla Provincia.
E’ prevista la possibilità che i rilevatori possano svolgere le loro uscite anche in Settori diversi da quello di appartenenza, naturalmente a precise condizioni.
Viene data l’opportunità di partecipare ai
censimenti anche ai cacciatori che attualmente praticano la caccia Vagante in Zona
di Minor Tutela. Viene tolta l’obbligatorietà
di effettuare i censimenti primaverili.
Su quest’ultimo punto è bene chiarire che non
significa essere “autorizzati” a disertare i censimenti primaverili, che devono essere comunque svolti nelle note forme (col cane, col
richiamo acustico e sulle arene di canto), pertanto si confida nella maturità e disponibilità di
ognuno, nell’interesse di tutti. La commissione
ha altresì proposto al Comitato di mantenere
contenuto in 170 il numero di cacciatori da
abilitare alla Tipica per la corrente stagione venatoria, e espresso parere negativo all’istituzione di una nuova forma di caccia “Vagante
alla Migratoria in zona di Maggior Tutela”
Il presidente
Piergiacomo Oberti
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REGOLAMENTO PER L’ESECUZIONE DEI
CENSIMENTI ALL’AVIFAUNATIPICAALPINA
1. FINALITA’
Il presente documento ha come finalità la regolamentazione e
l’individuazione dei principi di base da adottare per l’esecuzione delle varie metodologie inerenti ai censimenti dell’Avifauna
Tipica Alpina,
Dato atto che il censimento delle popolazioni stanziali selvatiche
presenti sul nostro territorio rappresenta un’attivita’ di fondamentale importanza, al fine di garantire la razionale programmazione dell’esercizio venatorio, come richiesto dalla normativa
vigente (L.R. 26/93 Art. 34 c.1/A), e dalla moderna cultura venatoria,
Per questo motivo è utile ribadire che dette iniziative debbano
essere svolte da tutti i cacciatori abilitati, con responsabilità , spirito di abnegazione e nel rispetto delle disposizioni Provinciali.
L’attività di censimento oltre a garantire il razionale utilizzo delle
risorse faunistiche, ha rappresentato la base del Progetto Galliformi Alpini, il quale ha regolato la gestione dell’Avifauna Tipica di Monte negli ultimi 10 anni.
Il suddetto progetto, unico nel suo genere, ha consentito l’approfondimento delle conoscenze inerenti le abitudini e le dinamiche delle popolazioni di Galli Forcelli e Coturnici presenti nel
Comprensorio Alpino della Valle Brembana.
Le operazioni di censimento possono inoltre rappresentare una valida opportunità di formazione sia per i cacciatori meno esperti,
che per coloro che aspirano a tale forma di caccia.
In considerazione di quanto suddetto si ritiene opportuno predisporre tutte le iniziative necessarie affinché, anche gli interessati
che attualmente svolgono l’attività venatoria in zona B di minor
tutela possano accedere ai censimenti.
Di seguito verranno dettagliate le modalità finalizzate ad individuare nuove forme organizzative con lo scopo di ottimizzare le
operazioni di censimento, conformandole alle esigenze dei rilevatori, per un più efficace ed esaustivo monitoraggio del territorio.
2. ZONIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI
I censimenti si svolgono nei 7 Settori, a suo tempo individuati, con
i quali il territorio del Comprensorio Alpino è stato suddiviso in Zone Omogenee.
Il rilevatore opera all’interno del settore assegnatogli nella precedente stagione e potrà chiedere formalmente al C.T.G. la variazione entro il 15 Febbraio di ogni anno.
Ai neo rilevatori, e a colore che richiedono la variazione, sentito
il parere della commissione, verrà assegnato preferibilmente il
settore richiesto, in base alle esigenze gestionali.
3. COMPITI DEL RESPONSABILE DI SETTORE
Per ogni settore è previsto un responsabile di settore, eletto dai
cacciatori del settore stesso, che farà parte di diritto alla commissione avifauna tipica alpina, al quale competono determinate mansioni di primaria importanza per il raggiungimento degli
20
scopi prefissati dell’attività in argomento.
In particolare il responsabile di settore:
partecipa alle riunioni e alle attività della commissione;
promuove riunioni con i cacciatori del settore;
coordina le attività legate ai censimenti;
- partecipa alla formazione delle squadre di cacciatori addette
ai censimenti (descritte successivamente);
- individua i capisquadra in concerto con i cacciatori del settore
di appartenenza,
- svolge attività di coordinamento tra le varie squadre attraverso
i capisquadra
- raccoglie e trasmette alla commissione i dati relativi alle operazioni di censimento riferite al proprio settore, nelle modalità
e nei tempi indicati dalla commissione
- rileva e comunica al CTG eventuali comportamenti scorretti
durante le operazioni di censimento;
- svolge attività di formazione inerente all’attività di censimento;
- redige in concerto con i cacciatori del proprio settore il calendario relativo le uscite di censimento;
- in caso di impedimento temporaneo individua per il coordinamento delle uscite un referente di propria fiducia, scelto tra
cacciatori del settore stesso;
- può in via esclusiva e in ogni momento fare verificare ad altra
squadra un’area campione precedentemente censita.
- il responsabile di settore, sentiti i rilevatori del proprio settore,
può adottare per l’esecuzione dei censimenti , il metodo della scorsa stagione venatoria.
4. ISTITUZIONE DELLE SQUADRE
E LORO COMPITI
All’interno di ogni settore verranno individuate squadre formate da un minimo di 6 rilevatori, e costituite in concerto con il responsabile di settore.
Alle squadre, costituite tra i cacciatori del settore attraverso una
ripartizione proporzionale rilevatore/estensione area campione
in funzione di esigenze e/o caratteristiche particolari del settore,
verranno assegnate una o più aree campione in cui effettuare i
censimenti.
Le squadre effettueranno i censimenti nelle stesse aree solo in
un periodo dell’anno (primaverile o estivo).
La predisposizione di un calendario a rotazione assegnerà alle
squadre le aree di propria competenza. La prima assegnazione avverrà tramite sorteggio e nei periodi successivi sarà applicato il
principio di rotazione.
La squadra potrà gestirsi le uscite programmate a piacere e nel rispetto della normativa Provinciale, con un massimo di tre uscite
per area campione.
Per ogni uscita dovrà essere garantito la presenza di almeno tre
rilevatori.
Il singolo cacciatore per giustificati motivi potrà essere aggrega-
to ad altre squadre del proprio settore sentito il responsabile dello stesso, e fornire l’impegno della presenza minima di almeno tre
uscite nel censimento estivo.
5. COMPITI DEL CAPO SQUADRA
Per ogni squadra è prevista la presenza di un capo squadra avente i seguenti compiti:
- la formazione, in accordo con il responsabile di settore e degli
altri capisquadra, delle squadre dei rilevatori addette ai censimenti
- il coordinamento delle attività della propria squadra durante
l’azione di censimento
- la formazione e informazione delle procedure attinenti i censimenti a favore dei componenti della squadra
- la segnalazione, al responsabile di settore, di eventuali comportamenti scorretti dei rilevatori, con appositi rapporti
- l’individuazione in caso di impedimento temporaneo di un di un
sostituto di propria fiducia scelto tra i cacciatori della squadra
stessa
- consegnare alla termine di ogni uscita giornaliera tutta la documentazione debitamente compilate e sottoscritta dai partecipanti
6. SOGGETTI ABILITATI AI CENSIMENTI
Alle operazioni di censimento potranno partecipare tutti i cacciatori abilitati alla specifica forma di caccia nell’anno precedente e i nuovi ammessi.
I rilevatori durante le operazioni di censimento dovranno mantenere un comportamento responsabile e corretto, al fine di evitare danni e/o eccessivo disturbo alla selvaggina e garantire la
migliore riuscita del censimento.
I rilevamenti eseguiti con l’ausilio del cane da ferma, andranno effettuati con ausiliari addestrati ed esperti, per non inficiare la valenza dell’uscita e soprattutto per non arrecare danni alla selvaggina specialmente nel periodo tardo estivo. In tal senso si ritiene opportuno raccomandare il guinzagliamento del cane in ferma quando risulta possibile.
Ogni rilevatore deve condurre un solo cane per uscita, e di età superiore a due anni.
7. CENSIMENTI PRIMAVERILI
A – CENSIMENTO AL GALLO FORCELLO
SULLE ARENE DI CANTO
Considerato il contesto particolarmente delicato in cui si svolge
questa tipologia di censimento, si ritiene opportuno, al fine di
tutelare il successo riproduttivo di questo tetraonide, di concedere
l’esecuzione dello stesso a rilevatori esperti, in grado di garantire la rilevazione senza provocare alcuna turbativa sull’arena, tramite la formazione di squadre di volontari disponibili a questa
forma di censimento.
Nell’eventualità lo si ritenesse opportuno potranno essere intraprese iniziative volte alla formazione degli addetti a suddetto tipo di censimento.
B - CENSIMENTO ALLA COTURNICE
CON RICHIAMO ACUSTICO
Formazione di gruppi di rilevatori dotati di apparecchi di richiamo
acustici, forniti dal C.T.G. che effettuano percorsi sulle aree non
precedentemente censite con il cane, o per riverificare aree già monitorate.
C - CENSIMENTO ALLA COTURNICE CON CANE DA FERMA
Il censimento in argomento andrà effettuato tramite squadre
predisposte e nelle modalità previste al punto 2 , 4 , 6 del presente disciplinare.
8. CENSIMENTI ESTIVI
Le operazioni di censimento estivo verranno effettuate solo con
l’ausilio del cane da ferma, secondo le modalità previste al punto 2 – 4 e 6 del presente disciplinare.
Le presenze ai centri di verifica saranno equiparate ad effettive
uscite di censimento, da conteggiare nella successiva stagione
venatoria.
9. ESENZIONE ALLO SVOLGIMENTO
DEI CENSIMENTI ESTIVI
Sono esentati i cacciatori che:
- hanno raggiunto il 65° anno di età
- manifestano la propria inabilità fisica, o impedimento di altra natura, mediante presentazione di apposita certificazione, da presentare entro il 15 Luglio per il periodo estivo, o entro 5 giorni dall’avvenuta impossibilità a periodo iniziato
- la certificazione verrà presentata al C.T.G. nei tempi suddetti, che
dopo le opportune valutazioni, provvederà ad esentare o non
esentare, con propria deliberazione
- la mancata esenzione o la mancata presenza di almeno 3 uscite nel periodo estivo del singolo rilevatore, comporterà l’esclusione alla forma di caccia avifauna tipica alpina.
10. OPPORTUNITA’ SUPPLEMENTARI
In deroga al presente regolamento, il responsabile di settore, per
necessità oggettiva potrà, qualora la normativa provinciale lo
consenta, attingere, in ordine cronologico di richiesta, ad un numero di rilevatori non superiore a 5 della forma di caccia vagante Zona B di minor tutela, purchè abbiano presentato relativa
domanda, al C.T.G. entro il 15 febbraio di ogni anno.
Limitatamente al 2006 il termine di presentazione è posticipato
al 15 Luglio.
Le squadre di rilevatori e/o singoli rilevatori, dopo aver verificato
la sufficienza delle uscite col proprio responsabile di settore, potranno svolgere la loro attività anche presso altri settori, sentito preventivamente il responsabile del settore ospitante.
11. DECORRENZA
L’entrata in vigore del presente regolamento, se approvato dal
C.T.G. sarà subordinata ai tempi tecnici necessari per organizzare
il nuovo sistema delle uscite.
PIAZZA BREMBANA, 20 FEBBRAIO 2006
APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DEI PRESENTI
NELLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AVIFAUNA TIPICA
ALPINA DEL 20 FEBBRAIO 2006.
21
COMMISSIONE
RIPOPOLABILE
La stagione venatoria si è appena conclusa, ma è già tempo di preparare i piani
per la prossima.
La nostra commissione ha già iniziato a
riunirsi per analizzare le proposte dei componenti e quelle presentate dai cacciatori.
Un’idea sarebbe di fare un lancio primaverile con fagiani catturati in zone di ripopolamento perciò in grado di riprodursi.
Questo lancio se sono trovati i soggetti
naturali sarebbe fatto in zone adatte per
questo selvatico e si spesa di conseguenza possa nidificare. Ci siamo attivati presso alcune Amministrazioni Provinciali, anche fuori regione, per sapere se riusciamo ad acquisire questi soggetti di cattura.
Speriamo di concludere questo nuovo
esperimento, altrimenti rimanderemo alla
prossima stagione.
Per quanto riguarda gli altri lanci, che sa-
COMMISSIONE
CAPANNO
Come di consuetudine si è riunita regolarmente ogni primo giovedì del mese la nostra commissione, proponendo
e discutendo alcuni temi. Uno degli argomenti trattati e proposti anche al
CTG era la volontà di organizzare una
22
fiera degli uccelli nella nostra valle,
avendo anche contattato persone che
partecipano e organizzano la maggior
parte delle stesse, quest’idea è risultata molto gradita allo stesso CTG. Quando pensavamo che tutto ciò era possi-
Il Comitato di Gestione ha accolto la richiesta della commissione Ripopolabile e sabato 8 aprile sono stati lanciati 60 fagiani riproduttori di
cattura (45 femmine e 15
maschi) nelle seguenti zone:
comuni di Dossena, San Giovanni Bianco, Taleggio, Camerata Cornello e Serina.
ranno fatti durante l’anno, seguiremo probabilmente quanto fatto l’anno scorso.
E’ abbastanza prematuro per stabilire esattamente quanto verrà fatto, sicuramente
sui prossimi numeri della rivista vi comunicheremo quanto deciso.
Speriamo di avere sempre a vostra collaborazione per poter meglio gestire questa forma di caccia perciò vi aspettiamo
con proposte nuove.
Il presidente
Luigi Poleni
bile è subentrato il problema relativo
all’influenza aviaria: gli uccelli esposti
potrebbero essere contagiati, come da
più parti ventilato. Comunque in questo momento è tutto bloccato tanto
più che, sempre a causa del problema
aviaria, deve ancora uscire il calendario delle fiere (quelle storiche come Almenno San Salvatore e Sacile). Siamo
in attesa di ulteriori sviluppi.
Presa visione e fatta la valutazione della scheda dei censimenti dei richiami,
abbiamo ricordato a tutti i titolari da
appostamento fisso la consegna al
Comprensorio Alpino (come il tesserino regionale) entro il 19 marzo oppure alla Provincia entro il 31 dello stesso mese.
Dopo discussione, considerando il numero di appostamenti fissi superiore ai
3.000 ed il numero di cesene catturabili
1.500, abbiamo proposto al CTG di poter intervenire per quanto riguarda il
numero di cattura delle cesene, proprio
perché il numero assegnato risulta insufficiente.
Pensiamo inoltre di aver accontentato
LE COMMISSIONI
REGOLAMENTO UFFICIALE DI DISTRIBUZIONE
PRESICCI NEL CENTRO DI RACCOLTA DEL C.A.V.B. 2005/2006
•
Il centro di raccolta è sotto la responsabilità del conduttore stabilito dal Comitato Tecnico di Gestione del Comprensorio Alpino
Valle Brembana.
•
La bolla ufficiale di ogni roccolo di competenza del centro di raccolta deve essere esposta in un luogo visibile al pubblico prima
dell’inizio della distribuzione.
DOCUMENTI NECESSARI PER IL RITIRO DEI PRESICCI
•
•
Una ed una sola autorizzazione (originale rilasciata dalla Provincia di Bergamo) di appostamento fisso, relativo ad una località.
•
Chiunque può presentarsi con i suddetti documenti al ritiro dei presicci (non solo il titolare dell’autorizzazione).
Vaglia di attestazione di avvenuto pagamento per convalida annuale della suddetta autorizzazione (allegato alla stessa). Per le nuove autorizzazione non serve la ricevuta di pagamento.
MODALITA’ DI DISTRIBUZIONE
•
La chiamata telefonica agli aventi diritto al ritiro dei presicci avverrà dalle ore 12,00 in poi, e la distribuzione degli stessi avrà inizio
alle ore 13,30 e proseguirà fino alle 15,30 circa.
•
I cacciatori verranno contattati telefonicamente per un massimo di 2 (due) giorni, dopodiché se saranno irreperibili, perderanno il
diritto per l’anno in corso all’acquisizione del presiccio per cui sono stati chiamati e si passerà al nominativo successivo.
•
Il rifiuto di qualsiasi specie di presoccio assegnato, comporta l’esclusione dall’elenco dei titolari di appostamento fisso per l’anno in
corso, anche per le altre specie.
•
Il numero di presicci assegnato alla Provincia di Bergamo dalla Regione Lombardia, a seguito del parere favorevole dell’INFS di Bologna, è di 8.400 tordi bottaccio, 4.500 tordi sassello, 600 merli, 1.500 cesene, per un totale di 15.000 esemplari.
•
In considerazione di questi numeri, ma soprattutto per l’impossibilità di stabilire l’eventuale causa di morìa dei presicci, onde evitare
inutili e dannose controversie, i soggetti morti non verranno sostituiti.
•
A partire dall’anno in corso i responsabili della distribuzione presicci valuteranno con estrema attenzione l’idoneità dei presicci stessi procedendo alla loro liberazione in caso di valutazione incerta.
•
•
Ogni presicci verrà annotato sull’autorizzazione in originale, con numero d’identificazione e data giornaliera.
Per informazioni, reclami od eventuali controversie, verrà attivato dai responsabili del centro addetti alla distribuzione dei presicci,
il numero verde della Provincia di Bergamo 800-350-035 che fa capo al Comando di polizia Provinciale.
Ringrazio a nome di tutta la commissione la stretta collaborazione del CTG
Capanno fotografato
da Paolo Invernizzi
tutti coloro che esercitano la caccia da
appostamento fisso con la consegna di
alcune piante di SORBO DEGLI UCCELLATORI (Malésen – Tremèl – Malösen)
ad un prezzo simbolico.
Per ultimo, riproponiamo qui sopra il
regolamento della distribuzione presicci esposto come sempre al Centro di
raccolta.
Il presidente
Umberto Arioli
23
NEI NUMERI IL GRANDE IMPEGNO DEI TENDITORI
Angelo Bonzi
Amici capannisti del comprensorio alpino, anche quest’anno pubblichiamo volentieri alcuni dati del rapporto che la Provincia di Bergamo gentilmente ci ha fornito, sulle catture effettuate dai roccoli nella stagione 2005/2006.
Premetto, che grazie all’impegno del nostro
C.A., dei tenditori, dei responsabili della distribuzione e dell’amministrazione Provinciale, abbiamo raggiunto dei risultati, che da diversi anni non raggiungevamo, consentendo
agli appassionati di questa magnifica forma di
caccia, di ricevere almeno un esiguo, numero
di presicci da inserire nelle proprie batterie.
Certamente però, la parte principale, di questi risultati, è da attribuire alla natura, che ci
dimostra ancora una volta che se gestita correttamente, non smetterà mai di sorprenderci, positivamente, perché i numeri delle
catture come voi tutti sapete: esulano molto
frequentemente dalle capacità dei singoli
tenditori. Come alcuni di voi sanno gli impianti di cattura che la Provincia di Bergamo
ha assegnato nella stagione scorsa al nostro
C.A., sono tre: due a Roncobello, denominati: Meschino e Zeb e uno a Serina denominato Costa Colarino.Prima di passare ai
vari grafici, consentitemi di ringraziare tutti gli
impiegati agli uffici Caccia e Pesca di via S.
Giorgio, ed ai loro responsabili; credo che
da diversi anni non si raggiungeva un livello
di efficienza così elevato, pochissime code,
anche durante i periodi post aperture, molta pazienza con gli utenti anche con i più
esagitati, e una disponibilità al dialogo davvero invidiabile; non vorrei essere considerato di parte, ma come non abbiamo risparmiato critiche in passato, ritengo giusto menzionare, le persone che ne hanno merito.
CATTURE TOTALI 2005 - RIPARTITE PER IMPIANTO
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MEDIA CATTURE GIORNALIERE PER ROCCOLO
RAFFRONTO TRA CATTURE AUTORIZZATE E CATTURE EFFETTUATE
TOTALE CATTURE EFFETTUATE DIVISE PER ANNO DAL 1996 AL 2005
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RIPOPOLARE
CON LE STARNE
E CON LA TESTA
In un passato, nemmeno così remoto, la starna aveva in Italia una diffusione
che la vedeva presente dall’arco alpino fino alla Calabria compresa, era assente solo dalla
Sicilia, dalla Sardegna ed isole minori. Ora la situazione è drasticamente mutata
e le poche popolazioni sono disperse sul territorio senza continuità
Claudio Cesaris
*Ecologia applicata alla pianificazione
faunistica del Dipartimento di Biologia
Animale dell’Università di Pavia
Ad una generale e radicale modificazione dell’ambiente, dettata da nuove esigenze nel mondo dell’agricoltura, che ha
sicuramente condizionato la sopravvivenza della specie, si è sommata una gestione assolutamente incapace di affrontare le
nuove realtà e soprattutto di capire che
era necessario ridurre l’impatto della caccia sulle popolazioni già così duramente
colpite dalle modificazioni dell’ambiente
imposte da una agricoltura moderna.
Praticamente a partire dagli anni ses-
santa la specie ha iniziato un lento declino che ha portato alla sparizione di
popolazioni autosufficienti nell’Italia centro-meridionale e ad un crollo delle popolazioni del nord.
Di fatto si può affermare che la starna è
ancora presente sul territorio italiano solo
in alcune piccole aree e sono solo i continui interventi di ripopolamento che ne
permettono il prelievo venatorio.
In Europa la situazione non è rosea, visto
il generale declino, ma sicuramente le
consistenze delle diverse popolazioni sono molto differenti da quella italiana,
che viene stimata in autunno in circa
20.000 individui, si parla infatti di circa
40.000 coppie in Belgio, 500.000 esemplari in Gran Bretagna e di un milione di
coppie in Francia.
L’habitat prediletto dalla starna
è rappresentato
dalle
aree pianeggianti, collinari o pedemontane aperte e coltivate con una buona
copertura e cospicua diversificazione ambientale, una temperatura media annua
superiore a 8°, con meno di 800 mm di
pioggia annua e un terreno possibilmente ben drenato, meno del 5% della superficie occupata da boschi di piccole dimensioni (1 ha) e da siepi, una superficie
ad incolto inferiore al 20% della superficie
totale occupata e una coltivazione a cereali autunno-vernini superiore al 40% e
preferibilmente una quota di 600 m di altitudine s.l.m..
E’ comprensibile come solo interventi mirati possano accrescere le fonti di nutrimento, i punti di abbeverata, i siti di rifugio e di nidificazione. Tali risultati si possono ottenere aumentando la presenza di
cereali autunno-vernini o con la sommi-
LA FAUNA
nistrazione di granaglie in appositi luoghi
di foraggiamento (con alcune contro indicazioni per questo ultimo caso), con il
ritorno ad una frammentazione maggiore
degli appezzamenti e soprattutto una minore presenza di monocolture, con l’aumento delle tipologie di separazione tra
appezzamenti coltivati (siepi cespugliate,
scarpate, bordi di cavedagne), favorendo
la presenza indispensabile degli insetti,
fondamentali per l’alimentazione dei pulcini, limitando o evitando l’impiego di pesticidi ed insetticidi soprattutto sulle fasce
a vegetazione spontanea.
Occorre poi prestare molta attenzione alle differenti fasi di lavorazione nei campi
soprattutto evitando lo sfalcio dei foraggi nel periodo riproduttivo (in particolare da metà maggio a fine giugno) e la
raccolta dei cereali deve iniziare dal centro del campo e dovrebbero essere utilizzate barre di involo.
Nonostante tutte le attenzioni prestate
come abbiamo già indicato le popolazioni italiane sono praticamente sparite e an-
che dove si sono effettuati reintroduzioni, ad opera per esempio di Regioni o Province. con elevati mezzi finanziari, dopo
attenti studi di fattibilità, dopo aver scelto le migliori aree che anche storicamente erano frequentate e che ancora oggi
presentano caratteristiche ambientali più
che idonee non si sono ottenuti risultati.
Sembra diventato praticamente impossibile
ricostruire delle popolazioni in grado di
riprodursi spontaneamente e di esistere
anche senza l’ausilio dei così detti ripopolamenti.
Comunque anche nel caso dei ripopolamenti occorre privilegiare quelle aree che
siano compatibili con le esigenze biologiche della specie, non è corretto anzi
quasi immorale rilasciare starne in montagna soprattutto a quote innaturali dove l’unico scopo è quello di far sparare
qualche cosa, a questo punto è come
pensare di far trovare ad un cacciatore
di pianura un gallo forcello in risaia pur di
fargli fare una fucilata, pura follia o semplice idiozia.
La starna è stata e rimane il sogno di ogni
cacciatore con il cane da ferma che si rispetti, non trasformiamolo in un
incubo.
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Negli ultimi mesi trascorsi ha avuto grande rilievo presso
tutti gli organi di informazione l’AVIARIA.
Come dire l’aggettivo AVIARIA
(più nota presso gli esperti come AVIARE)
significa appartenente
agli uccelli selvatici o domestici,
cioè ai volatili in generale
ANCORA
SULL’INFLUENZAAVIARIA
Piergiorgio Sirtori
*Medico chirurgo
Si tratta di una patologia di tipo influenzale sostenuta da VIRUS: questi sono parassiti cellulari obbligati di dimensioni infinitesimali (circa un milione in fila per fare un
centimetro) che possono vivere e riprodursi solo all’interno delle cellule di organismi
maggiori. All’infuori di queste i virus non
hanno capacità di sopravvivenza.
La loro capacità di replicazione è così elevata che favorisce la possibilità di cambiamenti (mutazioni genetiche) del loro patrimonio ereditario.
Generalmente questi virus hanno preferenze elettive verso organismi sui quali sono capaci di riprodursi sviluppando la loro invasività nociva anche fino a gravi conseguenze.
Dal 1997 si è sviluppata ad opera del virus
H5N1 questa attuale epidemia a partire dall’oriente asiatico (Cina, Giappone, Vietnam,
Indonesia, Thailandia, Cambogia ed altri)
determinando la morte per malattia o per
abbattimento precauzionale da parte dell’uomo di parecchi milioni di volatili.
L’allarme è scattato quando il contagio ha
toccato anche gli essere umani e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha cercato di fornire le indicazioni per le misure
di prevenzione e contenimento di eventua28
li focolai di contagio per infezione passata ad
opera del virus H5N1 dai volatili all’uomo.
Bisogna subito notare che questo passaggio
si è verificato nei paesi interessati per primi
dove le condizioni igieniche sono piuttosto
precarie e soprattutto la stretta convivenza
tra il pollame da cortile e l’uomo è uno dei
principali fattori di contagio.
Fino ad oggi il virus H5N1 non passa facilmente dai polli all’uomo o ad altri mammiferi, ma potrebbe mescolandosi col virus
dell’influenza umana, cambiare alcune sue
peculiarità ed aumentare le probabilità di
trasmissione all’uomo e il contagio da uomo
a uomo. Fino ad oggi però questa evenienza
non si è mai verificata.
Il virus della aviaria si trova in grande quantità nell’intestino e nelle feci dei volatili infetti,
ma non negli altri tessuti (carni). La sua diffusione è facilitata nelle specie acquatiche
(palmipedi, trampolieri e limicoli), perché
l’acqua nella quale vivono diventa più facile veicolo di diffusione.
La presenza del virus in abbondanza nello
sterco del pollame può essere stata la causa di trasmissione della malattia alle persone che vivono a stretto contatto di anitre e
galline domestiche, con scarse norme igieniche. Ancor più se quest’ultime vivono all’aperto in vicinanza di stagni, ruscelli o corsi d’acqua.
Gli uccelli acquatici e tra questi anche gli
anatidi migratori oggetto di caccia (Germano, Canapiglia, Fischione, Codone, Mestolone, Alzavola, Marzaiola, Moretta, Moriglione) e anche altri palmipedi e trampolieri
non cacciabili, nei loro grandi spostamenti
sulle rotte di migrazione, prevalentemente
da Nord-Est a Sud-Ovest, possono contribuire alla diffusione della influenza aviaria
nei congeneri e passarla anche al pollame
domestico allevato all’aperto.Tenuto conto
che il virus H5N1 resiste bene alle basse
temperature, anche sotto zero, ma è poco
resistente alle temperature elevate e a 70°
centigradi viene distrutto, l’ebollizione per la
normale cottura delle carni e delle uova lo
elimina completamente. Appare dunque
ingiustificata la paura che ha fatto diminuire pesantemente il consumo di pollame in
Italia negli ultimi tempi, allarme che per fortuna appare oggi rientrato.
Bisogna anche considerare che il pollame
dei grandi allevamenti industriali cresce al
coperto sotto continui controlli sanitari e
con le migliori garanzie.
Diverso è l’allevamento domestico nella nostra tradizione contadina dove i ruspanti vivono all’aperto e potrebbero essere contagiati da qualche migratore.
Allo stato attuale da noi si tratta di una emergenza veterinaria, senza contagio umano.
SE NE PARLA ANCORA
Cosa fare quindi nel caso si trovi qualche
volatile morto?…
1. Meritano considerazione soltanto uccelli acquatici, anatidi, trampolieri e limicoli.
2. Non meritano considerazione altre specie
come passeracei o rapaci, salvo il reperimento di numerosi soggetti contemporaneamente nello stesso ambiente.
3. Nel caso di prelievo di un volatile morto
usare guanti di plastica, lattice o gomma e riporre in un sacchetto di plastica
segnando data, luogo, specie e circostanze varie.
4. Non campionare volatili alterati, dilaniati, decomposti o putrefatti da inviare
eventualmente a smaltimento con rifiuti speciali.
5. Avvisare l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di
competenza passando attraverso i referenti comunali locali: questi filtrano e passano
alla ASL le notizie e gli eventuali reperti.
Attualmente non si parla di vaccinazioni che
potrebbero effettuarsi con la produzione di
vaccino specifico solo in caso di contagio
umano con rischio di pandemia.
Sono previsti protocolli di procedure specifiche disposte dal Ministero della Salute in caso di episodi di contagio umano per isolare
e circoscrivere subito, nel modo più efficace
possibile un eventuale focolaio infettivo.
Sembra quindi, più che ragionevole oggi,
per noi e per ora guardare all’aviaria come ad
un problema di medicina veterinaria.
IN RICORDO
DI BATTISTA CARMINATI
Difficile riassumere in poche righe il profilo
di un amico e ancor di più esprimere
l’incredulità e il dispiacere per averlo perduto,
ancora così integro e forte,
in modo improvviso, forse evitabile.
Sicuro e sereno nelle ore trascorse in solitudine appresso al legname a cui
sapeva magistralmente dar forma, simpatico e loquace in compagnia,
col suo buonumore era parte integrante e sostegno di allegre conversazioni,
come di indimenticabili giornate in montagna,
dove amava in modo particolare le aspre bellezze del “ Canal di Ciapì “,
l’agilità dei camosci, il frullo e la planata dei galli.
Ci mancherà il caro Battista, e molto, fino a quando a Dio piacendo,
ci ritroveremo nel più Alto e Misterioso dei Comprensori, riservato a chi,
umilmente crediamo, sa essere bravo e disponibile come lui è stato.
Alla moglie, signora Rosina, ai figli, ai cari fratelli e a tutta la famiglia,
sonovicini con tutto il cuore i cacciatori che lo hanno conosciuto e apprezzato.
29
UN QUIZ PER LA SALUTE
DEL VOSTRO CANE
A
Per evitare la formazione del tumore
alla mammella un cane femmina
deve essere sterilizzata:
1) Dopo il primo calore
2) Dopo il primo parto
Accertato ormai che per un cacciatore è più
difficile fare
domande al veterinario che tiene questa rubrica
che catturare cinque lepri in una sola giornata,
ho deciso di capovolgere
la situazione e fare io a voi delle domande con
Duilio Buttinoni
*Medico veterinario
3) Prima del primo calore
D
perche’ e’ la sterilizzazione ad
4) Mai
indurre il tumore alla mammella
B
I primi incisivi da latte sono
cambiati a circa:
1) 3 mesi e mezzo
La comune sverminazione protegge
il cane da una reinfestazione per un
periodo di:
2) 5 mesi
1) Un anno
3) 7 mesi
2) Sei mesi
4) 1 anno
3) Tutta la vita
4) Meno di un mese
30
C
Le zecche oltre che sulla pelle del
cane possono trovarsi:
E
Le pulci depongono le uova:
1) Sottopelle
1) Sulla pelle del
2) Nei vasi sanguigni
2) Sotto la pelle del cane
3) Nell’intestino
luoghi dove comunemente vive
3) Nei
il cane
4) In nessuna di queste
4) Le pulci non depongono uova
cane
I
La comune tenia e’ trasmessa al
cane da:
1) Una pulce
1) E’ gravida
VETERINARIA
F
Una femmina che circa un mese
dopo il calore beve molto, è debole,
mangia poco ed eventualmente
vomita presumibilmente:
2) Una zecca
2) Ha il diabete
3) Ha un’infezione all’utero
3) Una zanzara
4) Feci di altro cane infestato
4) Ha un tumore all’ovaio
L
La vaccinazione per la leptospirosi
protegge il cane per:
1) 1 mese
2) 6 mesi
3) Un anno
4) Due anni
G
I noduli mammari del cane sono:
1) Sempre maligni
2) Sempre benigni
3) Per il 60 % benigni
4) Per il 60% maligni
femmina partorirà cani impuri
2) La
solo per le due gravidanze successive
3)
La femmina è del tutto identica a
prima e generera cani puri sin dal
parto successivo a patto che sia
accoppiata con un cane puro
femmina non sarà più in grado di
4) La
partorire
Le risposte alle domande
sono le seguenti:
femmina partorirà sempre cani
1) La
impuri anche nei parti successivi
A-3 / B-4 / C-4 / D-1 / E-3 / F-4 /
G-3 / H-3 / I-1 / L-2 /
Se una femmina pura si accoppia
con un cane meticcio:
Direi che la risposta esatta ad almeno 6
delle domande potrebbe essere considerata un segno di buona conoscenza delle
patologie del cane.
Chi non ha raggiunto tale risultato non si
deve disperare, si potrà rifare rispondendo alle domande presenti sul prossimo numero magari preparandosi un poco prima.
H
31
LA NOSTRA
MONTAGNA
SI RACCOMANDA
Si è parlato all’Università di Pavia di
ungulati e della loro gestione sulle Alpi e
sugli Appennini. La valle Brembana e le
altre realtà venatorie della nostra
provincia hanno portato la loro esperienza
a confrontarsi con quella di altri territori
da tempo più vocati
Bruno Calvi
C’eravamo anche noi all’Università di Pavia dove si è svolto un appassionante confronto fra la gestione faunistica degli Ungulati
delle Alpi e degli Appennini. C’eravamo anche noi e non abbiamo affatto sfigurato, sciorinando le nostre cifre e le nostre
esperienze, nei confronti di Piemonte e Trentino tanto per restare sulle Alpi. Ma, nemmeno, con le esperienze dell’Appennino toscano, di quelli modenese e reggiano. Organizzato dall’URCA
Lombardia nella storica aula Spallanzani del Dipartimento di Biologia Animale dell’Ateneo, il convegno davanti a un pubblico
numeroso e interessato (e quanti giovani!) ha visto sfilare esperti e responsabili provinciali. Il portavoce della nostra provincia è stato Giacomo Moroni, nostro responsabile del Servizio Faunistico provinciale, il quale, con una approfondita e coinvolgente esposizione ha disegnato la felice situazione e quanto è stato fatto fino ad oggi per giungere a questi risultati. Risultati che, fatte le debite proporzioni, non sono di certo inferiori a quelli di altre realtà
più storicamente legate alla caccia e alla gestione degli Ungulati. Forte di numerosi grafici, Moroni ha raccontato ai presenti i
trent’anni di gestione nelle tre fasce (piano, prealpini, alpino) che
caratterizzano il nostro territorio dal punto di vista venatorio.
32
Ci piace ripeterlo, ma abbiamo fatto proprio una bella figura con i dati forniti da
Moroni che andavano dal 1974 al 2005,
trent’anni che hanno visto la reintroduzione e l’introduzione di stambecchi, cervi e mufloni che si sono aggiunti ai già
presenti caprioli e camosci. Ad esempio,
Moroni ha portato il restocking del cervo
realizzato fra l’anno scorso e il febbraio
di quest’anno nel Comprensorio Alpino
Val Seriana. Se in quella valle il cervo ha
avuto bisogno di un’immissione, nella nostra, la presenza di questo grande ungulato, proveniente della Valtellina, può contare su una popolazione di circa 250 esemplari, censiti sin dal Duemila, e oggetto di
un’attenta caccia di selezione. L’avanzare
del cervo tuttavia, accompagnato dall’avanzare della vegetazione non più curata
come un tempo, causa tuttavia un decremento del capriolo che, purtroppo, è in
calo da tre anni dopo una vertiginosa
espansione che l’aveva portato a quota
4000 capi nella sola Val Brembana. E veniamo al camoscio che gode di un davve-
ro invidiabile stato di buona salute, anche
come numeri. I numeri riportati nelle tabelle fornite da Moroni al convegno e che
riproponiamo qui sotto parlano chiaro.
Così è per lo stambecco che, nelle valli
bergamasche ha raggiunto un buon numero di popolazioni. Il censimento di due
anni fa, operato insieme con le province di
Sondrio e Lecco lo sta a testimoniare. Con
questa specie semmai potrebbe verificarsi un problema, simile a quello sofferto
nel Trentino e nel Bellunese dove alcune
colonie di selvatici sono state decimate lo
scorso anno dalla rogna sarcoptica. Come dire. Siamo a un punto tale di consistenza della specie che occorrerà gestirla
al più presto prima che accada l’irreparabile. E la gestione di un selvatico si fa oggi soltanto con la caccia. Allargandoci in
campo nazionale, dal convegno di Pavia
è emersa soprattutto la necessità che il legislatore si adegui al più presto alla rapidissima – e fortunatamente positiva – evoluzione della caccia di selezione assai più
avanti della legge nazionale e di quelle regionali.
CONVEGNI
TRENT’ANNI DI GESTIONE
CHI LI HA VISTI?
Nell’Aula Spallanzani dell’Università di Pavia (qui tenne lezione il grande naturalista per
30 anni, dal 1769 fino alla morte) c’erano attenti spettatori Gianantonio Bonetti, presidente della Commissione Ungulati, il consigliere Bruno Calvi, Flavio Galizzi, responsabile del settore 2 nonché probo viro, il sindaco di Lenna, Mario lazzaroni che è anche intervenuto, il socio professor Piergiorgio Sirtori, che è anche collaboratore della nostra
rivista, Claudio Cesaris nella sua tripla veste di socio del comprensorio, collaboratore della rivista e, infine, tecnico del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia. Insomma, il padron di casa che, insieme con i responsabili dell’Urca, ha bene organizzato
l’avvenimento.
33
IL CAPRIOLO
Famiglia: Cervidi - Genere: Capreolus - Specie: capreolus
CONSISTENZA CAPRIOLO NEI C.A. DAL 1974 AL 2004
Valle Brembana
Valle Seriana
Val di scalve
Valle Borlezza
A.T.C Prealpino
4000
3500
N°CAPI
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
1974
1977
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
ANNI
IL CERVO
Famiglia: Cervidi - Genere: Cervus - Specie: elaphus
IL CAMOSCIO
34
Famiglia: Bovidi - Genere: Rupicapra - Specie: rupicapra
CONVEGNI
LO STAMBECCO
Famiglia: Bovidi - Genere: Capras - Specie: capra ibex
Censimento esaustivo del 2004
UNITA’ TERRITORIALI DI GESTIONE
PROVINCIA DI BRESCIA
CAC MEDIA VAL CAMONICA
AFV BELVISO BARBELLINO
PROVINCIA DI BERGAMO CAC VALLE DI SCALVE
AFV BELVISO BARBELLINO
CAC VALLE SERIANA
CAC VALLE BREMBANA
PROVINCIA DI LECCO
CAC ALPI LECCHESI
PROVINCIA DI SONDRIO AFV BELVISO BARBELLINO
AFV VAL BONDONE-MALGINA
CAC MORBEGNO
CAC SONDRIO
TOTALI
IL CINGHIALE
N. STAMBECCHI CENSITI
0
0
0
0
70
165
140
375
167
167
0
0
61
15
76
625
Famiglia: Suidi - Genere: Sus - Specie: Sus scrofa
Prelievo Cinghiale Stagione 2005/2006
21%
Consistenza
Prelievi programmati
2%
Classe 0 - Soggetti
dell'anno
Classe I - Soggetti da
1-3 anni
Classe II - Soggetti di
età superiore a 3 anni
Classe III - Età non
determinata
24%
Prelievi effettuati
600
53%
500
N° CAPI
400
300
200
100
0
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Totale
Maschi
Femmine
Classe 0 - Soggetti dell'anno
56
23
33
Classe I - Soggetti da 1-3 anni
122
57
65
Classe II - Soggetti di età superiore a 3 anni
49
34
15
Classe III - Età non determinata
5
4
1
Totale
Totale
Totale
232
118
114
ANNI
IL MUFLONE
Famiglia: Bovidi - Genere: Ovis - Specie: Gmelin orientalis
• Il muflone è stato introdotto per la prima volta in provincia di Bergamo il
21 dicembre 1993 con la liberazione di capi adulti e 3 giovani dell’anno, 5 femmine e 4 maschi, in Val Grande in comune di Ponte Nossa
• Ulteriori due introduzioni effettuate dalla Provincia di Bergamo nel 2002
e nel 2003 con l’immissione di: n.30 esemplari rilasciati sul Pizzo Casnigo in comune di Ponte Nossa e n.30 capi rilasciati in località Corno in
comune di Predore
• L’attuale popolazione stimata è di circa 200 capi nelle due località
35
Sono cento candeline, quest’anno, per il Signor 30.06:
cento anni e, non solo non li dimostra,
ma regge ancora benissimo il confronto,
e talvolta lo vince pure, con i più moderni e avveniristici
calibri di moda. E lo dice uno che al riguardo
è afflitto da un vecchio senso di colpa verso il nostro” eroe”
30.06
CENT’ANNI
BEN PORTATI
Marco Sirtori
Quale occasione migliore, dunque, di un
compleanno centenario per togliermi dalla coscienza questo antico fardello. Non
starò a ripetere le notizie storiche sulla nascita ed affermazione del calibro, notizie
già diffusamente ed esaurientemente illustrate nella ricorrenza, più o meno, da tutte le riviste del settore. Mi piace invece ri-
36
cordare come, nei miei primi approcci con
il mondo della caccia a palla, circa trentacinque anni fa, quando la letteratura e le
riviste sull’argomento erano pochissime e
i praticanti ancor meno, dagli amici iniziati ai “misteri”, sentii parlare per la prima volta del nostro sempreverde centenario. Ebbene, lo confesso, nonostante
avessi avuto in sorte quali padrini degli invidiabili maestri, caddi anch’io, come tan-
BALISTICA
ti neofiti di allora e di oggi, vittima della seduzione dei “superveloci, dei superradenti,
dei superpotenti”, che già allora esercitavano un irresistibile fascino sui principianti.
Niente da dire, naturalmente, su questi
calibri “specialisti”, ma, con gli anni mi
sono reso conto che la specializzazione,
vista da un’altra prospettiva, può anche
costituire un limite. Se si inizia l’avventura
scegliendo di dedicare prevalentemente il
proprio budget alla caccia, limitandosi ad
un’unica arma tuttofare, niente potrà fare
al caso nostro meglio di un buon 30.06.
Questa sua storica ed inimitabile versatilità
oggi viene ancor più esaltata da un mercato che offre una gamma di munizionamento veramente straordinaria per peso e
tipologia di palle che, ordinariamente, vanno dai 130 ai 220 grani. Queste palle sono
costruite con una progettualità finalizzata
ai migliori risultati balistici terminali, in funzione della selvaggina che si va ad insidiare, dal capriolo… all’orso. Esagerato? Niente affatto, sapendo scegliere, appunto, le
palle giuste. Già da qualche anno, per
esempio, sono in commercio dei caricamenti speciali, come le High Energy della
Federal o le Light Magnum della Hornady,
che, se proprio ce ne fosse bisogno, innalzano a 450/460 kgm la potenza del
30.06, pari ad un 300 H&H e poco meno
di un 300 W.M. Un illustre maestro che
mi onora della sua amicizia, Fulvio Ponti,
caccia da anni qualsiasi selvatico con il suo
vecchio e fedele 30.06, partendo dalla
marmotta, ovviamente con palle blindate, fino appunto all’orso, di cui è particolarmente appassionato, passando attra-
verso il camoscio. E’ certamente vero, come
si obietterà, che il mercato ci offre una panoramica di calibri specificamente adatti ai
rispettivi tipi di caccia e di selvaggina, più “
specializzati”, quindi, di un pur valido “tuttofare”. E’ altrettanto vero che potersene
servire in maniera appropriata e selettiva
nelle giuste occasioni attribuisce un valore
aggiunto al piacere della caccia. Ah…!un
capriolo tirato con un 243! Oooh…! Un
camoscio fermato con un 240!!! Ehi… e
un cervo al bramito stoppato con un 300
weatherby ?! Anche se non è necessariamente così per tutti noi, per la maggior
parte, come per chi scrive e la sua numerosa banda di “complici”, questo è fatalmente un destino quasi inevitabile. Ed ecco la storia di come anch’io, come tanti,
sono finito lungo il mio percorso di cacciatore a palla col trascurare un mito intramontabile come il 30.06. Di questo grave
peccato di omissione mi dichiaro pubblicamente colpevole. Ma… ho già espiato,
perchè me ne sono preso finalmente uno,
con la ricorrenza del centenario. So che potrò contare sul suo equilibrio, sulla sua affidabilità, sulla sua flessibilità alle più svariate
necessità. Sarà perfetto per quelle spedizioni senza un obiettivo preciso, perché
andrà bene per tutto ciò che la fortuna mi
vorrà mandare .Sarà una validissima arma
“d’appoggio” (di riserva) in tutti gli altri
casi. Adesso mi sento la coscienza a posto e… il 30 giugno ( cioè ..il 30.06) di
questo 2006 brinderò a questo intramontabile mito con un grande WEIDMANNSHEIL ! Fatelo anche voi!
37
Il poveruomo s’era sentito come alla gogna, e quando a mattina inoltrata il nipote
si presentò al suo cospetto, il fucile voleva
provarglielo a mo’ di bastone sulla schiena.
Solo l’intervento di mamma e zie riuscirono a quietare le acque, ma da quel
giorno il sodalizio venatorio famigliare
finì del tutto.
Quella stagione di caccia la passò con un
amico, che almeno aveva la pazienza di
sopportarlo, se non altro perché Bepi era
abile a tagliar legna.
Q
uello era per Bepi il suo primo anno da capannista nel senso pieno
del termine.
Aveva ottenuto la licenza alcuni anni prima, per la verità senza molto convinzione,
la pesca era la
sua grande passione .
Comunque la
caccia era nel
suo DNA dato
che i nonni, il
padre e parenti vari erano cacciatori da
sempre, gestivano pure un’uccellanda dove a volte accompagnava qualcuno di loro, di conseguenza era cresciuto in mezzo alle gabbie di tordi, tordine, fringuelli ed
altri migratori .
Quindi come naturale svolgimento delle
cose, arrivò alla licenza di caccia, forse per
soddisfare le ambizioni dei parenti, più
che per un suo diretto interesse .
I primi anni di caccia furono problematici,
perché quando accompagnava il padre o
gli zii non sopportava i frequenti rimproveri che gli piovevano addosso per la sua
Un bel giorno qualcuno gli disse che c’era un capanno a Taleggio nei pressi di
S.Bartolomeo che era da alcuni anni abbandonato.
Pensò che quella era l’occasione per
mettersi in proprio, così s’informò e fu
un colpo di fortuna perché il proprietario fu contento di regalarglielo in modo
che qualcuno continuasse quel che lui
aveva costruito, anzi gli donò anche gli
ultimi tordi e merli che si era ostinato
ad allevare.
Quelli furono i primi uccelli della sua carriera, altri gli furono venduti per poche
lire dall’amico che lo aveva sopportato
per due anni nel suo capanno, un merlo ed un tordo gentile li comprò alla fiera di Berbenno e bene o male aveva costituito la sua, per quanto misera, batteria di richiami.
Era però decisamente scarso per quel che
riguardava le cesene, ne aveva solo due
per di più vecchiotte, per consolarsi non gli
restava che dar retta a quelli che sostenevano che il suo non era un buon posto per il passo di quell’uccello.
L’unico rimedio per avere un’atra cesena
era di ottenerla dal centro raccolta dato
che soldi per comprarne una a quel tempo non ne aveva.
In quegl’anni i cacciatori venivano riforniti degli uccelli
da richiamo da alcuni roccoli
che portavano i presicci per
la distribuzione all’ex stazione di Lenna.
Anche Bepi come gli altri capannisti andava alla piazzetta davanti alla stazione,
ma le richieste erano tante e tutte le mattine una lunga fila di cacciatori attendeva
per ore che arrivassero gli uccelli per la distribuzione.
Gente che aspettava per ore e spesso si
sentiva dire che uccelli non ce ne erano,
forse il giorno dopo sarebbero stati for-
LA PRIMA CESENA
38
inesperienza .
Il tracollo avvenne un giorno all’apertura
della stagione, la sera prima Bepi era stato a far baldoria ed al mattino la sveglia
suonò invano, quindi mentre si rigirava
nel letto, ad aspettarlo in piazza c’era suo
zio Pierino col fucile a tracolla e le gabbie
degli uccelli, furente e per di più alla mercé
degli sguardi sogghignanti dei passanti .
posata poco prima .
Era contento quel giorno, e nei giorni successivi la sua soddisfazione crebbe per le
prestazioni della sua cesena, bastava che
lei zirlasse e in cima a qualche albero che
faceva da contorno al capanno, immancabilmente c’erano suoi simili .
Quell’annata di caccia aveva preso ad andare bene, ma il massimo della soddisfazione fu quando il suo amico-rivale, che
aveva il sito di caccia su un crinale distante
poche centinaia di metri dal suo, venne
al capanno e gli disse : “ Da un po’ di
tempo tutte le cesene che ci sono nei paraggi vengono da te, mentre io devo soltanto stare a guardare, se va avanti in questo modo mi rovino il fegato, di sicuro hai
qui un uccello da richiamo prodigioso”.
“ Hai ragione “ rispose Bepi indicandogli
il suo campione
Continuò l’amico : “ Sono disposto a darti
una bella cifra se mi vendi quella cesena “
“Sai bene che la caccia è una passione
che va al di là dei soldi, altrimenti nessuno ci andrebbe più, e poi le soddisfazioni
non sono mai pagate a sufficienza, quindi, scusa la mia presunzione, ma per la
mia cesena non c’è cifra che valga “
“ Certo ti capisco, probabilmente farei
così anch’io “ sospirò l’amico cacciatore,
poi lo salutò e guardò ancora quel “fenomeno” in gabbia .
IL RACCONTO
tunati oppure il giorno successivo o magari
l’anno successivo.
La pazienza dei capannisti credo sia seconda solo a quella del Padreterno !
Comunque dopo molte mattine venne
anche il suo turno.
Quel giorno il responsabile del centro
uscì dalla porta della stazione e rivolgendosi agli astanti disse : “Oggi sono
disponibili dieci uccelli, sei cesene e quattro sasselli, i primi dieci di voi possono
scegliere, gli altri saranno fortunati un’altra volta”.
Contò e ricontò quelli che erano davanti a
lui nella fila dei pretendenti, era il decimo
non c’erano dubbi, quelli che erano arrivati
dopo di lui cominciarono a mugugnare ed
imprecare per il tempo perso e contro coloro che ritenevano responsabili dei pochi
uccelli disponibili rei di non concedere altre concessioni ai roccoli .
Attese con pazienza ed apprensione il suo
turno, pensò tra se che tutto sommato
anche un sassello sarebbe andato bene,
era certo che quelli prima di lui avrebbero scelto le cesene .
Uscì l’ultimo dei cacciatori, Bepi allora entrò
nella stanzetta buia, consegnò il permesso
del capanno dove venne registrata la consegna del presiccio e l’uomo della distribuzione indicandogli con un cenno la gabbia
dove c’era l’uccello disse : “ Tu non hai problemi di scelta, c’è rimasta solo quella “
Era una cesena impaurita quella che lo
guardava, gli sembrò di piccole dimensioni per la sua specie, la prese con cautela
e la mise nella gabbietta che aveva con
se, scarabocchiò una firma e se ne uscii.
Come i saggi gli avevano insegnato strada facendo comprò un caco che pare sia
un frutto miracoloso per abituare le viscarde al mangime.
A casa mise l’uccello in un posto tranquillo e dopo una settimana, abituatosi
alla cattività era pronto per essere portato al capanno.
Nei primi giorni il volatile pur essendo
tranquillo, proprio non cantava, e Bepi
era sconsolato da questo silenzio, anche se
lo giustificava dal fatto che di cesene in
giro non se ne vedeva.
Poi un mattino il “guit – guit” lo fece scattare sull’attenti, guardò sulla cima della
betulla, sul tronco della quale era appesa la gabbia dell’uccello, e vide la sagoma di due cesene.
Sparò e ne abbattè una, l’altra volò via
ma il richiamo dell’uccello in gabbia la inseguì e la fece tornare sui rami dov’era
Passarono un paio d’anni, il sodalizio fra il
selvatico ed il cacciatore era sempre perfetto.
Un giorno il chiodo che reggeva la gabbia
venne giù con una parte di corteccia, sbattendo a terra la gabbia si ruppe e la cesena uscì fuori e si posò su un cespuglio,
Bepi rimase di sasso, cercò di avvicinarsi
ma essa salì su di un ramo, poi su un altro
più in alto.
Avrebbe potuto prendere il fucile e sparare
al fuggitivo ma subito censurò l’idea, per
quanto sconcertato un sentimento di ammirazione e gratitudine glielo impedì .
L’uccello rimase su quella betulla che era
stata l’ultima tappa di molti suoi simili, per
un bel po’ stette a guardarsi attorno, forse non sapeva che direzione prendere ora
che aveva riguadagnato la sua libertà.
Poi distese le ali e spiccò il volo.
Bepi guardò quel puntolino che si perse
nell’azzurro, ed in cuor suo gli augurò
buona fortuna.
Giuseppe Bordogna
39
GESTIONE
FAUNASELVATICAE ATTIVITÀ ANTROPICHE
QUANDO LACONVIVENZAÈ POSSIBILE?
Sono sempre più attuali i risvolti e le problematiche della fauna selvatica
a vita libera in relazione alle attività antropiche
Luca Pellicioli
*Medico veterinario, dottorando DIPAV Università di Milano
Di questo e altri problemi strettamente correlati se n’è parlato
nell’ambito di un convegno organizzato l’aprile scorso dall’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte e dall’Osservatorio Regionale sulla Fauna Selvatica Piemontese. Il convegno era organizzato in due sessioni: una mattutina dedicata nello specifico
alle interazioni tra fauna selvatica
e rete stradale, ed una sessione
pomeridiana dove si è affrontato
il tema della prevenzione dei danni alle colture agricole-forestali
causati dalla fauna selvatica.
Nutrita anche la sessione poster
dove Enti Parco, Ambiti Territoriali di Caccia e Comprensori Alpini attivi sul fronte della ricerca
e dello studio, hanno potuto illustrare in sintesi i risultati della
propria attività svolta.
Diversi i relatori intervenuti durante la giornata, così come diversa è l’estrazione professionale di tali docenti, a dimostrazione
di come l’approccio alle tematiche della ricerca e della gestione
della fauna a vita libera deve necessariamente essere di tipo olistico.
La questione iniziale del convegno origina dalla necessità di risolvere alcuni problemi emersi in
modo concreto negli ultimi anni
nella Regione Piemonte, dove
molte risorse economiche pubbliche sono state spese per gestire il problema fauna selvatica in
relazione ai danni alle colture
agricole, incidenti stradali e relaLe interazioni fra la fauna selvatica e le attività
Per arrivare al Centro congressi:
antropiche sono continue e spesso conflittuali.
Gli impatti degli agro-sistemi e delle infrastrutture
sulle popolazioni dei selvatici, così come gli
incidenti stradali che coinvolgono la fauna e i danni
Il Centro congressi si trova a pochi isolati dalla stazione (vedere
alle coltivazioni causati dagli stessi animali, sono in
cartina sottostante).
Le esigenze della fauna selvatica da un lato, e degli
agricoltori e degli automobilisti dall’altro, devono
quindi trovare delle risposte che tengano conto dei
rispettivi bisogni.
In quest’ottica, le azioni di prevenzione
rappresentano sempre le soluzioni più indicate, sia
che si affrontino i problemi legati alla viabilità, sia
che si cerchi di salvaguardare il lavoro degli
agricoltori.
Nel caso di specie particolarmente problematiche
poi, a fianco degli interventi di prevenzione, devono
essere attuate politiche di gestione e di controllo
delle popolazioni per ridurne l’impatto, utilizzando,
in primo luogo, metodi ecologici, e, come extrema
ratio, piani mirati di abbattimento.
Il convegno, che si articola in due sessioni
specifiche, vuole essere un momento di confronto
fra le esperienze italiane ed europee sui temi in
questione.
Sarà anche allestita una “sessione poster” per
consentire ai soggetti interessati di contribuire con
Regione Piemonte
la descrizione delle proprie esperienze sui temi
Assessorato Agricoltura, Tutela della fauna e della flora
della giornata.
Corso Stati Uniti, 21
10128 TORINO
SEZIONE I:
INTERAZIONE TRA FAUNA SELVATICA E RETE STRADALE
Ore 8.30
Registrazione partecipanti
Ore 9.00
Vittorio Bosser-Peverelli, Loredana Carisio -
Osservatorio regionale sulla Fauna selvatica della Regione
Piemonte
Le interazioni tra fauna selvatica e attività antropiche
Mino Taricco - Assessore all’Agricoltura, Tutela della Fauna
Ore 13,00
realizzazioni inerenti i temi della giornata:
sotto specificati. In alternativa è possibile iscriversi sul
c
Enti Parco ed Aree protette
sito della Regione Piemonte all’indirizzo:
c
ATC e CA
c
Province
c
Comunità montane
c
Comuni
SEZIONE II:
(Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale)
PAUSA
Carme Rosell - MINUARTIA Estudis Ambientals (E)
Le esperienze di mitigazione degli impatti sulla fauna in
Spagna
DALLA FAUNA SELVATICA
Ore 14.30
Sviluppo e l’Innovazione del settore agricolo-forestale della
Toscana)
Le esperienze di prevenzione dei danni causati da ungulati e
da avifauna
Luca Festuccia, Osvaldo Locasciulli, Giorgio Morelli,
del Gran Sasso e Monti della Laga
La gestione del cinghiale nel Parco nazionale del Gran Sasso
e Monti della Laga
(Lega Italiana Protezione Uccelli)
Roberto Cocchi - INFS (Istituto Nazionale per la Fauna
Esperienze di mitigazione degli impatti sulla fauna in Italia
selvatica)
Agrarie dell’Università di Bologna
NOME ___________________________________________
ENTE/AZIENDA ____________________________________
INDIRIZZO _______________________________________
CITTA’ ____________________________ CAP ___________
N° DI TELEFONO ____________________________________
E-MAIL ___________________________________________
Umberto Di Nicola, Federico Striglioni - Parco nazionale
Carta delle reti ecologiche del Piemonte
Antonio Checchi - Dip. Economia e Ingegneria
COGNOME ________________________________________
Lorenzo Galardi – ARSIA (Agenzia Regionale per lo
Alberto Maffiotti, Davide Vietti - ARPA Piemonte
Marco Dinetti - Resp. nazionale ecologia urbana LIPU
www.regione.piemonte.it/agri/osserv_faun
PREVENZIONE DEI DANNI ALLE COLTURE AGRICOLE CAUSATI
Guy Berthoud - ECONAT-Concept (CH)
Ore 11.00
di iscrizione e restituirla via e-mail o fax agli indirizzi
Università degli Studi e Politecnici
Vincenzo Coccolo, Enrico Rivella - ARPA Piemonte
Le esperienze di mitigazione degli impatti sulla fauna in
Ai soli fini organizzativi, si prega di compilare la scheda
c
Le nuove misure regionali per il contenimento dei cinghiali
Svizzera
Centro congressi Regione Piemonte
Corso Stati Uniti, 23 – TORINO
Pausa pranzo e SESSIONE POSTER:
Sono invitati a partecipare con poster di presentazione di studi e
e della Flora della Regione Piemonte
Attività di ARPA per la mitigazione degli impatti sulla fauna
Assessorato Agricoltura, Tutela della fauna e della flora
Seguire le indicazioni per la stazione FS di Torino Porta Nuova.
costante aumento.
40
tive assicurazioni.
Problematiche quindi connesse alla presenza del cinghiale, ma
non solo, danni da scortecciamento da cervidi e attraversamenti
stradali di ungulati a vita libera.
Le esperienze riportate hanno quindi semplificato come in alcune realtà territoriali si stia lavorando in questa direzione per mitigare una situazione divenuta, in alcune aree, insostenibile per
le diverse parti sociali coinvolte.
Si è discusso e relazionato sulla
gestione e sviluppo tecnico relativo alla creazione di sovrappassi
e sottopassi stradali specifici per
la fauna (ecodotti o ponti biologici). Ma anche l’utilizzo di recinzioni elettriche e di dissuasori
Lunedì 3 Aprile 2006
ottici ed olfattivi come importanti
ore 08.30
strumenti di prevenzione.
Tra i vari relatori presenti anche
Silvano Toso, dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, che
ha affrontato il tema della gestione del cinghiale e le relative
strategie di prevenzione danni.
Un convegno, le cui tematiche
sono certamente molto attuali
in relazione al notevole incremento di ungulati selvatici avvenuto negli ultimi decenni sul territorio che ha portato con se anche la nascita di queste complesse e articolate problematiche, che necessitano certamente di approfondimenti e ricerca
di possibili soluzioni.
Un buon tavolo tecnico dove ha
prevalso il confronto, lo sviluppo di criticità e la messa in evidenza d’importanti esperienze
Europee.
I sistemi di contenimento delle popolazioni di nutrie
Il trattamento dei dati personali avviene nel rispetto del d.lgs 196/03.
A
tutti
gli
iscritti
che
parteciperanno
al
convegno, verrà fornita copia cartacea del
volume
“Fauna
selvatica
ed
infrastrutture
lineari” (Regione Piemonte, Torino, 2005).
Alberto Dotta – Consorzio Forestale Alta Valle Susa
Segreteria organizzativa:
Modello sperimentale di dissuasore ottico
I danni al patrimonio forestale: monitoraggio e prevenzione
Monica Amadori - ARES Piemonte (Agenzia Regionale
Ramona Viterbi, Dario Airaudo - Osservatorio regionale
C.so Stati Uniti, 21 - 10128 TORINO
Strade Piemonte)
sulla Fauna selvatica della Regione Piemonte
Tel. 011 432 46 03 Fax: 011 432 37 91
Prime applicazioni di misure di mitigazione in Piemonte
Danni da fauna selvatica: la situazione in Piemonte
E-mail: [email protected]
Direzione Territorio Rurale
RUBRICHE
L’EUROPA DELLA CACCIA
Ricco di cifre, confronti e notizie questo lavoro lo
dobbiamo a Michl Ebner, parlamentare altotesino
che dal 1999 coordina l’Intergruppo Caccia-Pesca
e Ambiente dell’Unione Europea, gruppo interpartitico che da venti anni sostiene in quella sede le
ragioni della caccia. Con questo lavoro, dal titolo un
po’ criptico in verità, l’autore ripercorre le tappe
dell’attività dell’Intergruppo, proponendo inoltre
tutta una serie di temi, di commenti alle normative e di proposte che spaziano dalla protezione del- “Caccia Sostenibile”
l’ambiente alle consistenti realtà socio-economidi Michl Ebner,
che dell’attività venatorie, non tralasciandone gli
Edizioni Athesia
aspetti della cultura e della tradizione. Infine il fudi Bolzano.
turo, che ci porta finalmente a capire del perché
Prezzo, 14,90 euro
la caccia debba essere sostenibile.
ERRATA CORRIGE
Nel numero precedente, a pagina 38 nell’articolo “Le zecche, fastidio e malattie”, al posto di malattia di lepre si
legga malattia di Lyme.
Quindi, a pagina 16, per quanto riguarda i dati relativi ai nostri roccoli, leggasi fino al 31-10-2005 anziché
31-12-2005. Invece, a pagina 23 diamo a Gritti quel che è di Gritti, e cioè le sue foto che riguardano l’articolo di
Cristoforo Manzoni. Infine, a pagina 15, nello spazio della Commissione Ungulati, è rimasta fuori l’importante
tabella del prelievo 2005 del capriolo. La proponiamo adesso.
Riepilogo generale prelievo capriolo
ANNO 2005
Settore
Kitz
M1
F1
M2
F2
Totale
1
7
10
9
11
12
49
2
5
12
9
10
6
42
3
6
13
8
11
10
48
4
2
5
4
7
2
20
5
5
6
4
9
9
33
Totale
25
46
34
48
39
192
PERCENTUALE DI PRELIEVO RISPETTO AL PIANO ASSEGNATO
76,80%
VENDO
Pieghevole
marca POLARMS - cal. 6.5 x 57R - con stecher
ottica SWAROWSKI - 6 x 42 - attacchi a pivot
Euro 700
Paolo – telefono 335.6237922
Capace Zainone per caccia ungulati marca RISERVA, usato pochissimo
Prezzo da concordare
Telefono 340.6453471
41
COMPRENSORIO VENATOTRIO ALPINO VALLE BREMBANA
Enrico Bonzi - Presidente
Gianbattista Gozzi - Vicepresidente
Lino Ceruti - Rappresentante Provincia
Pietro Milesi - Rappresentante Comunità Montana
Angelo Bonzi - Rappresentante CPA/ANLC
Roberto Gusmaroli - Rappresentante FIdC
Teofano Boffelli - Rappresentante ANUU
Athos Curti - Gruppo Cinofilo Bergamasco
Roberto Regazzoni - Rappresentante C.A.I.
Bruno Calvi - Rappresentante C.A.I.
Roberto Cattaneo - Rappresentante Coldiretti
Sperandio Colombo - Rappresentante Coldiretti
COMMISSIONI
Avifauna tipica alpina - Ungulati
Lepre - Capanno
Stanziale ripopolabile
SEDE
Piazza Brembana (BG) - Piazzetta Alpini - tel./fax 034582565
e-mail comprensorio: [email protected]
Segretaria: Alba Rossi e Daniela Tiraboschi
Orari di apertura: Merc. – Giov. – Ven.: 9/12.30 - 14/17.30 - Sabato: 9/12.30
***************************************************************
Assessorato Provincia
Via San Giorgio - tel. 035387700
Assessore Sett. Caccia e Pesca - Luigi Pisoni
Ufficio Tecnico Caccia e Pesca
Dirigente - Alberto Cigliano
Collaboratori tecnico faunisti - Giacomo Moroni - Alberto Testa
Servizio di Vigilanza Provinciale
Responsabile - Gian Battista Albani Rocchetti
Collaboratori - Bruno Boffelli, Cristiano Baroni
SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ
Pronto Soccorso Sanitario- Ospedale Civile S. Giovanni B.: Tel. 034527111
Centro antiveleni - Ospedali Riuniti di Bergamo: Tel. 035 269469 (Tel. 118)
Soccorso Alpino CAI - Elisoccorso: Clusone, Tel. 034623123
Pronto Soccorso Veterinario - BG - Via Corridoni 91: Tel. 035362919
Corpo Polizia Provinciale: numero verde 800350035
Emergenza Sanitaria: Tel. 118
Vigili del fuoco: Tel. 115
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disponibile - comprensorio alpino valle brembana