MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
ISTITUTO SUPERIORE “LORENZO ROTA” DI CALOLZIOCORTE
Liceo Scientifico - Liceo delle Scienze Applicate - Liceo delle Scienze Umane
Amministrazione Finanza e Marketing - Costruzioni Ambiente e Territorio
IeFP: Operatore ai servizi di vendita
Via Lavello,17 Calolziocorte (LC)
Istituto Istruzione Superiore
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Piano dell’Offerta Formativa
Anno scolastico 2014 - 2015
Istituto Istruzione Superiore
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Indice Generale
Sez. 00 Operare “di Qualità”
Presentazione
I perché in 8 punti
Sez. 01 La Mission
L’Istituto Lorenzo Rota è
Obiettivi strategici:
Nella didattica - Nei rapporti con i genitori - Nella collaborazione con Enti e Associazioni del territorio
Valori di riferimento
Finalità formative dell’Istituto
Sez.02 I corsi di studio
Sez.03 Servizi di istruzione e formazione
Alternanza scuola-lavoro
Didattica compensativa
Sez.04 Servizi di accoglienza e continuità
Sez.05 Servizi di ampliamento dell’offerta formativa
Sez.06 Servizi di integrazione con il territorio
Sez.07 Ricerca e sperimentazione
Sez.08 Servizi didattico-formativi di tipo organizzativo
Il lavoro dei Team Disciplinari
Il lavoro dei Consigli di Classe
Il Comitato Tecnico Scientifico
L’organigramma funzionale
Misurazione e Miglioramento continuo
Le Regole di funzionamento dell’Istituto
Sez.09 Obiettivi e indicatori di misura
Sez.10 Le competenze oggetto di apprendimento
Primo biennio (per tutti gli indirizzi)
Al termine del quinquennio per singoli indirizzi
Sez.11 Carta dei Servizi
Istituto Istruzione Superiore
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PEC
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Fax
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0341 633158
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Operare di “qualità”
PRESENTAZIONE
Il presente opuscolo si propone di fornire ai genitori degli alunni e a quanti
nel territorio si interessano della vita della scuola, informazioni il più
possibile complete e chiare sul servizio erogato dall’Istituto, nell’intento
di renderlo sempre più trasparente e comprensibile.
Tutto il personale scolastico desidera far conoscere l’ambiente in cui
opera e con cui interagisce, perché ritiene che ciò sia un presupposto
indispensabile per una collaborazione proficua con l’intera comunità
civile, in particolare con tutti coloro che condividono problemi e obiettivi
della formazione dei ragazzi.
Il Piano dell’Offerta Formativa presenta una novità di rilievo: è il primo
POF di un Istituto Superiore diventato autonomo dall’1 settembre 2009.
Una autonomia determinatasi sotto la spinta politico-sociale degli abitanti
della Valle San Martino.
Il processo ha coinvolto tutte le Amministrazioni dei Comuni della Valle
San Martino e l’Amministrazione Provinciale di Lecco che hanno voluto
migliorare i servizi scolastici nel momento in cui il riferimento è dato dai
bisogni espressi dalla comunità territoriale.
Il personale scolastico, in collaborazione con le famiglie e gli studenti, si
impegna a portare nella scuola la strategia della Qualità per migliorare
la Qualità dell’istruzione, della relazione educativa, dei rapporti con le
Istituzioni, con gli alunni e le famiglie. Chi opera nella logica della Qualità
sviluppa le capacità di autocontrollo, di responsabilità, di miglioramento
continuo e interiorizza valori forti quali la fiducia nelle proprie capacità,
l’approccio positivo ai problemi e il rispetto degli altri.
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Operare di “qualità”
I perchè in 8 punti
1.
Organizzazione focalizzata sull’utenza
L’organizzazione dell’Istituto accoglie principalmente le esigenze delle
Famiglie e degli Studenti, e si adopera per soddisfare le loro necessità,
cercando di andare anche oltre le loro aspettative.
2.
Leadership
La Direzione della scuola assicura al suo interno l’omogeneità delle
finalità formative che intende perseguire e opera per l’affermazione di
un clima organizzativo nel quale i docenti e tutto il personale possano
utilizzare le loro energie per il raggiungimento di obiettivi comuni.
3.
Coinvolgimento delle persone
Gli operatori scolastici dell’Istituto costituiscono l’essenza della sua
Organizzazione e il loro coinvolgimento permette che le abilità di
ciascuno siano messe al servizio del bene comune.
4.
Erogazione dei servizi
L’Istituto organizza le risorse e le attività in processi per meglio
governare i Fini e la Funzionalità dei vari servizi che eroga.
5.
Gestione dei servizi
L’Istituto individua le relazioni esistenti tra i vari processi che presiedono
all’erogazione dei servizi e ne controlla l’esecuzione per poter migliorare
costantemente la loro efficienza e la loro efficacia.
6.
Miglioramento continuo
L’Istituto pratica la logica del miglioramento continuo dei vari servizi
che eroga e ne dà evidenza ai clienti interni ed esterni.
7.
Decisioni
L’Istituto attraverso la propria struttura organizzativa prende decisioni,
ai vari livelli di responsabilità, fondandole sull’analisi dei dati e delle
informazioni.
8.
Rapporti con i fornitori
L’Istituto intrattiene con i fornitori rapporti interdipendenti di reciproco
vantaggio per aumentare e creare valore aggiunto per entrambi.
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La Mission
L’Istituto Lorenzo Rota è:
“Un Istituto di Istruzione Superiore che si organizza per promuovere il successo scolastico,
la valorizzazione delle persone, l’integrazione delle risorse territoriali, la crescita culturale
e umana di tutta la comunità e la soddisfazione dell’utente”.
Obiettivi strategici
Nella didattica
Valorizzare eccellenze e talenti
Assicurare l’inclusione delle culture e delle diversità
Assicurare l’insegnamento della lingua straniera a tutti
Sviluppare l’insegnamento opzionale e quello aggiuntivo
Ampliare l’offerta formativa attraverso il coinvolgimento di Enti e Soggetti del Territorio
Promuovere lo star bene in classe e nei gruppi di lavoro
Sviluppare la pratica dello sport
Attuare la continuità didattica con la scuola di primo grado
Nei rapporti con i genitori
Facilitare la partecipazione delle famiglie al dialogo educativo
Promuovere l’esercizio della responsabilità attraverso la comunicazione circolare
Assicurare pronta assistenza all’utenza
Nella collaborazione con Enti e Associazioni del territorio
Istituire corsi “a tema” a favore degli adulti e degli studenti
Rendere operativo l’apporto delle risorse presenti nel territorio
Sviluppare la stabilità dei rapporti con Enti/Associazioni
Valori di riferimento
L’operare insieme nella scuola da parte di tutto il personale, gli alunni, le famiglie e gli
operatori esterni si ispira a questi valori decisi collegialmente:
Cooperazione: partecipare ad azioni comuni per perseguire obiettivi condivisi.
Intercultura: essere consapevoli della relatività culturale per facilitare lo scambio di
esperienze fra culture e professioni religiose diverse.
Integrazione: darsi uno stile di “Azione” improntato alla collaborazione, accettando la
diversità come risorsa umana e materiale.
Valorizzazione: assumere atteggiamenti e comportamenti atti a riconoscere l’identità
dell’altro; collaborare a creare le condizioni relazionali e di lavoro perché l’altro si senta
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La Mission
stimato, accettato, riconosciuto come un TALENTO di cui si ha bisogno.
Reciprocità - Solidarietà: autocontrollare lo STARE INSIEME agli altri per imparare a essere sempre nella condizione di una Relazione di Comprensione e di Aiuto. Praticare il
saper essere rispettando se stessi e gli altri.
Legalità: agire in termini di trasparenza, di lealtà, di rispetto delle norme. Farsi leggere
“trasparenti” dagli altri; essere consapevoli che negandosi alla trasparenza si incorre in
sanzioni.
Lavoro: assumere comportamenti di disponibilità, di impegno e di responsabilità in ciò
che si è chiamati a svolgere.
Finalità formative dell’Istituto
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Favorire il benessere degli utenti e la piena realizzazione dello “stare bene a scuola”
attraverso interventi ad alunni, a docenti e a genitori.
Prevenire e ridurre la tendenza all’abbandono scolastico, interrompendo la formazione in maniera prematura rispetto ai fabbisogni del mercato del lavoro.
Potenziare la società dell’informazione mediante dotazioni informatiche collegamenti ad Internet, alfabetizzazione informatica, centri di apprendimento polifunzionali.
Sviluppare competenze trasversali di base relativamente a: lingue straniere, cultura
scientifica e tecnologica, imprenditorialità.
Valorizzare la mobilità dei giovani mediante lo sviluppo degli strumenti per garantire
e promuovere tale condizione (certificazione, valutazione, accreditamento di competenze).
Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale e informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie
strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.
Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività
di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti.
Comprendere e Comunicare messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali). Rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme,
procedure, atteggiamenti, stati d’animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi
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La Mission
9.
(verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse conoscenze disciplinari,
mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali).
Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista,
valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo
all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.
10.
Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo
al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.
11.
Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle
diverse discipline.
12.
Individuare collegamenti e relazioni: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi,
anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo,
cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica.
13.
Prevenire l’abbandono scolastico.
14.
Favorire l’integrazione degli studenti stranieri.
15.
Promuovere stage in azienda, attività di alternanza scuola-lavoro e tutte quelle attività
che arricchiscono il curricolo professionale dello studente (incontri con esperti esterni, visite in azienda, visite e viaggi all’estero, approfondimento delle lingue straniere).
16.
Integrare i curricoli offrendo opportunità che tutti gli studenti possano integrare il
proprio curricolo con lezioni di informatica.
17.
Educare alla convivenza civile: intervenire, con strumenti specifici, sul rispetto del regolamento scolastico, sul rispetto delle diversità (alunni extracomunitari, ecc.), sul
rispetto degli ambienti e delle situazioni di convivenza nei contesti quotidiani.
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I corsi di Istituto
LICEO SCIENTIFICO
MATERIA
I Anno II Anno III Anno IV Anno V Anno
Lingua e cultura latina
Lingua e letteratura italiana
Lingua e cultura straniera
Storia e Geografia
Storia
Filosofia
Matematica
Fisica
Scienze naturali
Disegno e Storia dell’Arte
Scienze motorie e sportive
3
4
3
3
5
2
2
2
2
3
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3
3
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2
2
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2
Religione cattolica o
attività alternative
1
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TOTALE
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27
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LICEO SCIENTIFICO DELLE SCIENZE APPLICATE
MATERIA
Lingua e letteratura italiana
Lingua e cultura straniera
Storia e Geografia
Storia
Filosofia
Matematica
Informatica
Fisica
Scienze naturali
Disegno e Storia dell’Arte
Scienze motorie e sportive
I Anno II Anno III Anno IV Anno V Anno
4
3
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5
2
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2+1*
2
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3+1*
2
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3+2*
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3+2*
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3+2*
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Religione cattolica o
attività alternative
1
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1
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TOTALE
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27
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*Ore di laboratorio con l’assistente tecnico
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I corsi di Istituto
LICEO DELLE SCIENZE UMANE
MATERIA
I Anno II Anno III Anno IV Anno V Anno
Lingua e letteratura italiana
Lingua e cultura latina
Lingua e cultura straniera
Storia e Geografia
Storia
Filosofia
Scienze umane*
Diritto ed economia
Matematica**
Fisica
Scienze naturali***
Storia dell’Arte
Scienze motorie e sportive
Religione cattolica o
attività alternative
TOTALE
4
3
3
3
4
2
3
2
2
2
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3
3
3
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2
3
2
2
2
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3
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2
2
2
2
2
4
2
3
2
3
5
2
2
2
2
2
4
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2
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5
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
27
27
30
30
30
*Antropologia, Pedagogia, Psicologia e Sociologia
**Con informatica al primo biennio
*** Biologia, Chimica, Scienze della Terra
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Posta elettronica
PEC
Telefono
Fax
[email protected]
[email protected]
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I corsi di Istituto
AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING
MATERIA
I Anno II Anno III Anno IV Anno V Anno
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze integrate:
Scienze della Terra e Biologia
Scienze integrate:
Fisica
Scienze integrate:
Chimica
Geografia
Informatica
Seconda lingua: Francese
Economia Aziendale
Diritto
Economia politica
Scienze motorie e sportive
Religione cattolica o
attività alternative
TOTALE
MATERIA
Seconda lingua comunitaria
Terza lingua straniera
Economia aziendale e geopolitica
Diritto
Relazioni internazionali
Tecnologia della comunicazione
A partire
dal
terzo anno
4
3
2
4
2
4
3
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4
2
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3
-
4
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4
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2
3
-
2
2
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-
-
2
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-
-
-
-
2
-
-
-
3
2
3
2
2
3
2
3
2
2
2
3
6
3
3
2
2
3
7
3
2
2
3
8
3
3
2
1
1
1
1
1
32
32
32
32
32
I Anno
-
II Anno
-
III Anno
3
3
5
2
2
2
IV Anno
3
3
5
2
2
2
V Anno
3
3
6
2
3
-
Articolazione “Relazioni internazionali per Marketing”
MATERIA
Seconda lingua comunitaria
Informatica
Economia aziendale
Diritto
Economia politica
I Anno
-
II Anno
-
III Anno
3
4
4
3
3
IV Anno
5
7
3
2
V Anno
5
7
2
3
Articolazione “Sistemi informatvi”
Istituto Istruzione Superiore
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Posta elettronica
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Telefono
Fax
[email protected]
[email protected]
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I corsi di Istituto
COSTRUZIONE AMBIENTE E TERRITORIO
MATERIA
I Anno II Anno III Anno IV Anno V Anno
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze integrate:
Scienze della Terra e Biologia
Scienze motorie e sportive
Religione cattolica o
attività alternative
Totale ore annue di attività
e insegnamenti generali
TOTALE
INSEGNAMENTI DI INDIRIZZO
Scienze integrate:
Fisica di cui in compresenza
Scienze integrate:
Chimica di cui in compresenza
Tecnologia e tecniche di rappresentazione
grafica di cui in compresenza
Tecnologie informatiche
di cui in compresenza
Scienze e tecnologie applicate
Complementi di matematica
Gestione del cantiere e
Sicurezza dell’ambiente di lavoro
Totale ore di attività
e insegnamenti di indirizzo
Di cui in compresenza
TOTALE
MATERIA
Progettazione, Costruzione e Impianti
Geopodologia, Economia e Estimo
Topografia
4
3
2
4
2
4
3
2
4
2
4
3
2
3
-
4
3
2
3
-
4
3
2
3
-
2
2
-
-
-
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
20
20
15
15
15
32
32
32
32
32
II Anno
3
III Anno
IV Anno
V Anno
-
-
-
-
-
-
-
-
-
I Anno
3
2
2
2
2
3
3
2
2
2
-
-
-
-
-
3
-
1
1
-
-
-
2
2
2
12
12
17
17
17
32
32
32
32
32
I Anno
-
II Anno
-
III Anno
7
3
4
IV Anno
6
4
4
V Anno
7
4
4
8
Indirizzo: Costruzione Ambiente e Territorio
A partire
dal
terzo anno
MATERIA
Geologia e Geologia applicata
Topografia e Costruzione
Tecniche per la gestione
del territorio e dell’ambiente
I Anno
-
II Anno
-
III Anno
5
3
IV Anno
5
3
V Anno
5
4
-
-
6
6
6
Indirizzo: Articolazione Geotecnico
Istituto Istruzione Superiore
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Posta elettronica
PEC
Telefono
Fax
[email protected]
[email protected]
0341 633156
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I corsi di Istituto
IeFP: OPERATORE ADDETTO AI SERVIZI DI VENDITA
AREA DELLE
COMPETENZE DI BASE
Competenze
linguistiche
Competenze
storico-sociali
ed economiche
Competenze
matematico-scientifiche
Area della
personalizzazione
DISCIPLINE
COMUNI
I Anno
II Anno
III Anno**
IV Anno***
Italiano
3
3
3
3
Inglese
3
3
3
3
Storia
1
1
2
2
Matematica
3
3
3
3
Matematica
applicata
-
-
-
3
Geografia
economica
2
2
2
2
Grafica
Pubblicitaria
2
2
3
3
Scienze
3
3
3
2
Informatica
5*
5*
4*
4*
Economia
Aziendale
3+2*
3+2*
3+2*
4+2*
Diritto
2
2
1
1
Educazione
fisica
2
2
2
2
Religione o
Alternativa
1
1
1
1
32
32
32
32
TOTALE
* Ore di laboratorio con assistente tecnico
** Si consegue una qualifica professionale
*** Il quarto è opzionale e si consegue il Diploma di Tecnico delle vendite
Istituto Istruzione Superiore
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Posta elettronica
PEC
Telefono
Fax
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Servizi di Istruzione e Formazione
Motivazioni:
Offrire percorsi di studio che rispondano alle esigenze del legislatore ai bisogni del
territorio, e dei fruitori (studenti-famiglie)
Soggetti coinvolti:
Docenti, studenti, famiglie, enti pubblici, e privati
Destinatari:
Docenti, studenti, famiglie
Obiettivi:
Progettare e pianificare l’organizzazione modulare dei vari indirizzi di studio
Risultati attesi (espressi in termini di azioni da svolgere):
Organizzare quadri orari dei singoli indirizzi di studio;
Pianificare attività compensative come valore aggiunto a ciò che la scuola ha già
praticato nella forma di corsi e/o attenzioni al recupero per mancato apprendimento.
IL VALORE AGGIUNTO
ACCOGLIENZA E INCLUSIONE
Particolare attenzione è rivolta all’inserimento nell’Istituto degli studenti delle classi prime e all’inclusione. “L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona disabile nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e
nella socializzazione”. A tale proposito l’Istituto si impegna ad integrare il più possibile
nei curricoli della scuola attività che valorizzino le potenzialità integre degli alunni. L’accoglienza e la prima integrazione avviene nel seguente modo:
1. Organizzazione di incontri con i genitori, referenti delle ASL, docenti di scuola media
inferiore subito dopo la scadenza delle iscrizioni. Tali incontri sono pianificati dal referente del team dei docenti di sostegno al fine di ottenere informazioni utili alla descrizione
psico-cognitiva e relazionale dell’alunno.
2. Presa di coscienza del “caso” attraverso la diagnosi clinica, diagnosi funzionale e documenti scolastici.
3. Colloqui con i genitori, docenti precedenti, assistenti sociali, psicologi, operatori ASL.
4. Conoscenza diretta dell’alunno e stesura di un “profilo Dinamico Funzionale” .
5. Redazione del Piano Educativo Personalizzato da portare a termine entro il mese di
Novembre.
6. Pianificazione degli i incontri con gli operatori dei servizi specialistici territoriali anche
al fine di verificare e valutare il Piano Educativo Personalizzato.
Gli alunni possono frequentare due itinerari formativi così caratterizzati:
Curricolo proprio dell’operatore commerciale addetto alle vendite, con
differenziazioni di natura metodologica, temporale e strumentale.
Curricolo proprio degli indirizzi liceali e tecnici con differenziazioni di natura
metodologica, temporale e strumentale.
Curricolo differenziato centrato su compiti di apprendimento prevalentemente con-
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Servizi di Istruzione e Formazione
creti e spendibili nel sociale. Alla conclusione di questo percorso è previsto il rilascio di
un attestato di frequenza.
Possibilità di frequentare modelli orari personalizzati condivisi dalla famiglia, dagli specialisti di riferimento, deliberati dai rispettivi Consigli di Classe e certificati dal Dirigente
Scolastico.
PAI (Piano Annuale per l’Inclusività a.s. 14-15)
1. Obiettivo
Agire sul contesto e sul soggetto per abbattere gli “ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione” e realizzare il dettato della nostra “Costituzione” (art. 34 Cost. “La scuola è
aperta a tutti”)
2. Inclusione: le parole del legislatore
Individualizzazione (percorsi differenziati per obiettivi comuni, ovvero strategie didattiche che mirano ad assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento delle competenze fondamentali del curricolo, attraverso una diversificazione dei percorsi di insegnamento).
Personalizzazione (percorsi e obiettivi differenziati, ovvero strategie didattiche finalizzate a garantire a ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva, attraverso possibilità elettive di coltivare le proprie potenzialità intellettive (capacità spiccata rispetto
ad altre/punto di forza).
Strumenti compensativi (strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano
la prestazione).
Strumenti dispensativi (interventi che consentono all’alunno di non svolgere alcune
prestazioni che risultano particolarmente difficoltose e che non ne migliorano l’apprendimento).
Impiego funzionale delle risorse umane, finanziarie, strumentali e materiali
3. Inclusione: le parole del nostro Istituto
Macro-Ambiente: Segnaletica Plurilingue, Accessibilità Ambientale, Prevenzione e Sicurezza.
Clima: Bisogno di Stima, Motivazione al Lavoro, Benessere Relazionale, Partecipazione
alle decisioni.
Contesti di Apprendimento: Classe: ambiente di lavoro non valutativo, soggetto di attribuzione di responsabilità, ambiente in cui avviene la personalizzazione degli apprendimenti, ambiente favorente i processi di autovalutazione).
Personalizzazione dei processi di Apprendimento: esplicitazione degli «oggetti» di apprendimento, elaborazione di strumenti didattici differenziati, uso delle TIC a supporto
del protagonismo dei singoli.
Autovalutazione: Comunicazione anticipata delle competenze oggetto di misurazione
e degli strumenti da utilizzare, Feed-back obiettivi-risultato, Condivisione di giudizi sul
livello di competenze praticate.
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Gestione della Relazione: Cosa non fare (Messaggi diretti, repressivi); Cosa Fare (Messaggi in prima persona: IO); Ordine e Disciplina (Rispetto dei diritti a difesa, Rispetto dei
diritti a difesa, Assistenza durante la difesa, Sanzione commutabile)
Territorialità: Sviluppo della comunità educante: utilizzo risorse umane e materiali proprie del territorio.
4. GLI (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione): le funzioni
Rilevazione BES presenti in Istituto.
Raccolta/documentazione interventi, anche in rete.
Focus/confronto su casi, consulenza e supporto ai colleghi in merito a strategie/metodologie di gestione della classe.
Rilevazione, monitoraggio e valutazione livello di inclusività della scuola.
Raccolta e coordinamento proposte formulate dai singoli GLI Operativi sulla base delle
effettive esigenze e tradotte nel PEI (art. 10 c. 5 Lg. 30.7.10/122).
Proposta, ad inizio a.s., al C.D. della programmazione degli obiettivi da perseguire e delle attività da porre in essere e destinata a confluire nel Piano Annuale per l’Inclusività
(settembre).
Elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività per tutti gli alunni con
BES.
5. Obiettivi di miglioramento dell’inclusività
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento.
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive.
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno all’interno della scuola.
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti.
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che
riguardano l’organizzazione delle attività educative.
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi.
Valorizzazione delle risorse esistenti.
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione di progetti
inclusivi.
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la
continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
Le Linee guida emanate in aderenza ai nuovi ordinamenti, sottolineano l’importanza
che all’interno dei curricoli devono assumere “le metodologie didattiche attive e lo
sviluppo di organici collegamenti con il mondo del lavoro e delle professioni”, in maniera
che il luogo di lavoro possa diventare un importante “contesto di apprendimento
complementare a quello dell’aula e del laboratorio”. Attraverso la partecipazione diretta
al contesto operativo si realizza quello scambio reciproco delle esperienze che concorre
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alla formazione della persona.
l’Alternanza scuola-lavoro è intesa come esperienza didattica che si serve dello stage, ma
non è solamente stage, comporta un’esternalizzazione della didattica e si configura come
metodologia didattica innovativa del sistema dell’istruzione, consentendo agli studenti
che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di realizzare i propri percorsi formativi
alternando periodi di studio “in aula” e forme di apprendimento in contesti lavorativi.
Con l’Alternanza è la scuola che allarga il suo raggio d’azione fino ad abbracciare il luogo
di lavoro, trasformandolo in un presidio didattico condiviso, in una sorte di “dependance
laboratoriale” in cui però non si simula ma si opera sotto la supervisione e il monitoraggio
di due tutor dedicati.
Attraverso l’Alternanza scuola-lavoro il mondo della scuola, e quello dell’azienda/impresa,
non sono più considerate come realtà separate, bensì integrate tra loro, consapevoli che,
per uno sviluppo coerente e pieno della persona, è importante ampliare e diversificare i
luoghi, le modalità e i tempi dell’apprendimento.
l’Alternanza va considerata soprattutto una metodologia per lo sviluppo delle competenze,
intese come capacità di applicare le conoscenze in un contesto determinato, assumendo
comportamenti consapevoli e funzionali alla produzione del risultato.
Per gli indirizzi tecnici le ore di Alternanza scuola-lavoro di norma sono 80 nelle classi
terze e 120 nelle classi quarte.
Nel percorso di Istruzione e Formazione Professionale le ore previste sono circa 200.
Progetto “DIDATTICA COMPENSATIVA”
Il Valore Aggiunto è anche agire durante il processo di insegnamento (non sul risultato
del processo) per prevenire l’insuccesso scolastico accompagnando il processo di
insegnamento con momenti continui di DIDATTICA COMPENSATIVA per prevenire
l’insuccesso a livello di:
Abilità per lo studio
Comprensione dei concetti
Applicazione
Competenze
Le attività cosiddette classiche nella forma di corsi e/o attenzioni al recupero per
mancato apprendimento.
SPORTELLO DIDATTICO: solo per le materie che prevedono valutazione scritta e orale, di
indirizzo o nelle quali, statisticamente, gli studenti hanno dimostrato maggiori difficoltà.
I docenti delle materie in oggetto si rendono disponibili in orario extrascolastico per un
numero di studenti (minimo tre, massimo sei), anche di classi parallele, ove possibile, su
prenotazione degli studenti stessi.
Periodo di attivazione: durante l’anno scolastico.
Gli interventi saranno effettuati in base alla disponibilità del monte ore assegnato a
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ciascun consiglio di classe, su autorizzazione del Dirigente scolastico, secondo i fondi
disponibili nel programma annuale dell’istituto (ex bilancio).
BREVE CORSO DI SOSTEGNO: stabilito dal docente per intervenire tempestivamente
di fronte a difficoltà manifestate da un piccolo gruppo di studenti su un argomento
particolare.
Periodo di attivazione: durante l’anno scolastico.
Gli interventi saranno effettuati in base alla disponibilità del monte ore assegnato a
ciascun consiglio di classe, su autorizzazione del Dirigente scolastico, secondo i fondi
disponibili nel programma annuale dell’istituto (ex bilancio).
RECUPERO IN ITINERE: mirato a ridurre il numero di sospensioni di giudizio, deve essere
attuato da tutti i docenti nelle cui materie gli studenti dimostrano di avere difficoltà.
Prevede un lavoro differenziato (cognitivo, ma anche metodologico), volto al recupero
e al potenziamento degli studenti, da attuarsi nel corso dell’attività curricolare, secondo
necessità. Periodo di attivazione: durante l’anno scolastico.
PEER TUTORING: interventi di sostegno da parte di studenti eccellenti del triennio
che si rendono volontariamente disponibili ad aiutare uno/due compagni di classe
(eventualmente da estendesi anche alle classi parallele o alle seconde) in difficoltà
settimanalmente, per un numero minimo di quindici ore nell’arco dell’anno scolastico.
A tali studenti, che saranno costantemente monitorati e consigliati dal docente della
relativa materia, verrà riconosciuto il credito formativo.
RECUPERO METACOGNITIVO: attività tenute dai singoli docenti, in orario curricolare, per
guidare lo studente a riconoscere i propri punti di forza e di debolezza e intervenire su
questi ultimi per cercare di superarli. A tal fine la Presidenza fornirà schede operative per
chi ne avesse bisogno.
Periodo di attivazione: durante l’anno scolastico.
CORSI DI RECUPERO IN ORARIO EXTRASCOLASTICO: solo per le materie che prevedono
valutazione scritta e orale e per le quali si è verificato un numero maggiore di sospensione
di giudizio Periodo di attivazione: durante la pausa estiva.
Gli interventi saranno effettuati su autorizzazione del Dirigente scolastico, secondo i
fondi messi a disposizione dal Ministero.
SETTIMANA DI RIPOSIZIONAMENTO
Una settimana di sospensione dell’attività didattica, (in cui non sono previste verifiche,
né scritte né orali) alla fine del primo quadrimestre, durante la quale i docenti si
dedicano al lavoro mirato al recupero e/o al potenziamento delle competenze, anche
attraverso lavori differenziati per gruppi all’interno della classe; laddove fosse possibile,
compatibilmente con l’orario, si possono effettuare interventi per classi parallele.
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Accoglienza e continuità
Motivazioni:
Potenziare la stima di sé, conoscere l’ambiente in tutti i suoi aspetti (di struttura di
attenzione alla persona).
Soggetti coinvolti:
Docenti, studenti.
Destinatari:
Studenti della scuola secondaria.
Obiettivi:
Facilitare l’ingresso in una nuova realtà scolastica attenta ai bisogni della persona.
Risultati attesi (espressi in termini di azioni da svolgere):
Progettare, pianificare attività modulari di pre-ingresso;
Progettare, pianificare attività interculturali;
Progettare, pianificare attività a valenza integrativa.
Ampliamento dell’offerta formativa
Motivazioni:
Ampliare le opportunità formative attraverso la progettazione di percorsi finalizzati
allo sviluppo delle eccellenze e alla frequentazione di attività “altre” per acquisire
nuove competenze e crediti formativi.
Soggetti coinvolti:
Docenti, studenti.
Destinatari:
Studenti.
Obiettivi:
Sviluppare e potenziare le eccellenze personalizzate di ogni singolo alunno;
Favorire il consolidamento degli apprendimenti;
Sviluppare specifiche competenze.
Risultati attesi (espressi in termini di azioni da svolgere):
Organizzare gare matematiche;
Attivare corsi di conversazione di madrelingua e certificazione;
Quotidiano in classe;
Conosciamo il patrimonio artistico del nostro territorio;
Laboratorio Vocale e pratica strumentale;
Attivazione del Centro Sportivo;
Corso specialistico di Autocad;
Dal progetto alla modellizzazione ovvero laboratorio di modellismo;
Corsi di grafica e “Stencil”;
Corsi per il conseguimento dell’ECDL.
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Servizi di integrazione con il territorio
Motivazioni:
Volontà dell’Istituto di radicarsi nel territorio ove sono presenti associazioni caratterizzate da un fare ricerca socialmente rilevante in un contesto normativo
che spinge in questa direzione; convinzione di dover essere, come Istituzione, un
referente d’elezione per tutte le agenzie di formazione.
Soggetti coinvolti:
Docenti, studenti, famiglie.
Destinatari:
Studenti.
Obiettivi:
Costruire attorno al concetto di territorio in tutte le sue articolazioni fisiche, culturali e produttive, opportunità di apprendimento significative perché connotate
di immediatezza e diretta fruibilità.
Contribuire alla valorizzazione delle risorse presenti nell’associazionismo attraverso procedure di elaborazione che, integrando le diverse competenze, pro-
Servizi di integrazione con il territorio
ducano percorsi di lavoro e di esperienza ricchi di significato formativo anche per gli
attori della progettazione.
Restituire in prospettiva alla nostra collettività persone che abbiano una conoscenza
diretta del movimento socioculturale nel proprio intorno, riconoscendone il valore in
assoluto e nel processo di identificazione della propria origine.
Offrire uno spazio privilegiato di sperimentazione, conoscenza, formazione del proprio essere integralmente persona.
Praticare lo sport per contribuire a un’armonica crescita psico-fisica e relazionale degli alunni.
Risultati attesi (espressi in termini di azioni da svolgere):
Organizzare e gestire l’orientamento in uscita;
Organizzare campionati sportivi studenteschi;
Gestire l’alternanza scuola-lavoro e l’organizzazione di stages;
Promuovere incontri di Educazione alla salute;
Organizzare attività quali “Sipario”.
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Ricerca e sperimentazione
Motivazioni:
La gestione dei processi formativi richiede una crescita professionale continua al fine di
promuovere il successo scolastico degli studenti.
Soggetti coinvolti:
Docenti.
Destinatari:
Docenti.
Obiettivi:
Sviluppare competenze professionali atte a progettare percorsi di insegnamento focalizzati sullo sviluppo delle diverse potenzialità psico-cognitive degli studenti.
Risultati attesi (espressi in termini di azioni da svolgere):
Pianificare percorsi di Formazione – Autoformazione in termini di ricerca-azione sulle
modalità di certificare le competenze del primo biennio.
Promuovere l’aggiornamento sulle problematiche della integrazione di alunni stranieri.
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Servizi didattico-formativi di tipo organizzativo
IL LAVORO DEI DIPARTIMENTI DISCIPLINARI
Motivazioni:
Bisogno di assicurare a tutti gli alunni le pari opportunità di formazione anche
attraverso la rogettazione dei curricoli di studio.
Soggetti Coinvolti:
Docenti.
Destinatari:
Docenti.
Obiettivi:
Coordinare i lavori inerenti alla progettazione disciplinare per garantire pari
opportunità di formazione a tutti a tutti gli alunni.
Azioni:
Coordinare il lavoro di progettazione disciplinare e delle attività
extrascolastiche.
IL LAVORO DEI CONSIGLI DI CLASSE
Motivazioni:
Assicurare a tutti gli alunni pari opportunità di formazione implica la necessità di
pianificare, coordinare e rendere omogeneo il lavoro dei diversi Consigli di Classe.
Soggetti Coinvolti:
Docenti.
Destinatari:
Docenti.
Obiettivi:
Rendere omogeneo e unitario il lavoro svolto da tutti i CDC dell’Istituto attraverso
l’uso coerente e uniforme di strumenti e procedure.
Azioni:
Pianificare il lavoro dei coordinatori per una gestione delle sedute dei CDC.
COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Motivazioni:
Rafforzare i rapporti della scuola con il territorio socio-economico di riferimento al fine
di raccordare gli obiettivi del piano formativo ai fabbisogni professionali ed educativi
espressi dal mondo del lavoro.
Soggetti coinvolti:
Docenti, esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e
tecnologica.
Destinatari:
Docenti, alunni, genitori.
Obiettivi:
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Servizi didattico-formativi di tipo organizzativo
Formulare pareri e proposte al fine di definire l’offerta formativa, l’alternanza
scuola-lavoro, implementare le risorse strumentali, la formazione in servizio del
personale,favorire protocolli di intesa e convenzioni specifiche per aree di indirizzo.
Azioni:
Definire le attività formative e scientifiche da inserire nel POF;
Realizzare esperienze di alternanza scuola-lavoro;
Implementare le risorse strumentali per qualificare la didattica e i servizi per i docenti,
gli alunni e le famiglie;
Facilitare la formazione in servizio del personale docente promuovendo stage
aziendali, incontri con esperti del mondo del lavoro e dell’università e della ricerca;
Promuovere la cultura della responsabilità attraverso la stesura di protocolli di intesa
e di convenzioni;
Promuovere la cultura della qualità attivando processi gestionali propri del
miglioramento continuo e della autovalutazione/valutazione.
MISURAZIONE E MIGLIORAMENTO CONTINUO
Motivazioni:
Bisogno di ancorare le decisioni organizzative e di contenuti a dati di fatto.
Soggetti Coinvolti:
Docenti, alunni, genitori.
Destinatari:
Docenti, alunni, genitori.
Obiettivi:
Individuare indicatori di funzionalità intorno ai quali raccogliere informazioni qualiquantitativa.
Azioni:
Evidenziare gli indicatori oggetto di misura.
LE REGOLE DI FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO
Il regolamento di Istituto
Il regolamento d’Istituto si compone di una raccolta di norme che disciplinano il
funzionamento di organi, strutture ed attività dell’Istituto.
Tale raccolta può essere suscettibile di variazioni nel tempo in quanto è consentita,
previa deliberazione del Consiglio di Istituto l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica dei
documenti stessi.
I regolamenti attualmente contemplati sono i seguenti:
FUNZIONAMENTO DI ORGANI
Regolamento del Consiglio di Istituto
Regolamento del Collegio dei Docenti
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FUNZIONAMENTO DI STRUTTURE
Regolamento Aule
Regolamento di Accesso e Utilizzo dei Laboratori
Regolamento Utilizzo Palestra
Regolamento Infermeria
Regolamento Divieto di Fumo
FUNZIONAMENTO DI ATTIVITA’
Regolamento Disciplinare
Regolamento Scambi di Classi e Soggiorni Linguistici all’estero
Regolamento Visite Guidate e Viaggi di Istruzione
Regolamento Accoglienza e integrazione alunni diversamente abili
Regolamento per l’attribuzione di Incarichi Esperti Esterni
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
PREMESSA
Il Consiglio trova la sua definizione normativa nel Testo Unico delle disposizioni vigenti
in materia d’Istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado (D. L.vo 16 aprile 1994,
n. 297).
Osserva le norme contenute nel Regolamento concernente le “Istruzioni generali sulla
gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche” approvato con il Decreto
Interministeriale 1 febbraio 2001, n. 44, l’Ordinanza Ministeriale 15 luglio 1991, n. 215,
recante «Elezione degli organi collegiali a livello di circolo-istituto».
Il Consiglio trae la forza dalla collegialità per svolgere in modo efficace il proprio ruolo
di indirizzo e programmazione delle attività dell’istituzione scolastica, nei limiti delle
disponibilità di bilancio e nel rispetto delle scelte didattiche definite dal collegio dei
docenti.
Esso, in particolare:
1. delibera il regolamento relativo al proprio funzionamento.
2. adotta il piano dell’offerta formativa, elaborato dal collegio dei docenti, verificandone
la rispondenza agli indirizzi generali e alle compatibilità rispetto alle risorse umane e
finanziarie disponibili; gli indirizzi generali fanno riferimento alla vision (la filosofia)
dell’Istituto, alla mission (le finalità dichiarate) ed i bisogni rilevati dalla popolazione
studentesca, stabilendo quindi le necessarie priorità.
1. approva il programma annuale ed il conto consuntivo, in un’ottica di rendicontazione
sociale; la relazione consuntiva valuta l’anno sociale in base agli obiettivi del
programma e ai risultati ottenuti; valuta l’adeguatezza, lo sviluppo, le criticità rispetto
al piano dell’offerta formativa predisposto. In questo contesto possono essere invitati
a relazionare al Consiglio i responsabili di progetto previsti dall POF.
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2. delibera il regolamento della scuola, che definisce i criteri per l’organizzazione e il
funzionamento dell’istituzione, per la partecipazione degli studenti e delle famiglie
alle attività della scuola, nonché per la designazione dei responsabili dei servizi.
3. approva l’adesione della scuola ad accordi e progetti coerenti con il piano dell’offerta
formativa.
4. valuta periodicamente, sentito il Collegio Docenti e gli organismi dei genitori e
degli studenti, l’andamento didattico ed organizzativo, coerentemente con i criteri
stabiliti ed i risultati attesi, con lo scopo di ridefinire coerentemente criteri e priorità
per l’anno successivo. Si ritiene, infatti, che un collegio di persone possa valutare
l’interesse pubblico che la norma vuol perseguire e il proprio operato con imparzialità
sia per il reciproco controllo, sia perché l’organo collegiale, proprio per la sua natura,
si sottrae alle pressioni che possono provenire dall’esterno. Nel Consiglio d’Istituto
i membri hanno eguali poteri e si trovano su un piano di eguaglianza giuridica al di
fuori di rapporti gerarchici.
PARTE PRIMA - IL CONSIGLIO
Articolo 1 - L’insediamento
La prima seduta del Consiglio d’Istituto è convocata dal Dirigente Scolastico entro
quindici giorni dalla nomina degli eletti, esclusivamente per l’elezione del Presidente del
Consiglio d’Istituto e della Giunta Esecutiva del Consiglio. Ogni eletto, riceve copia del
presente regolamento con l’atto di notifica della nomina.
Articolo 2 - L’elezione del Presidente
1. Il Presidente è eletto, mediante votazione segreta, tra i membri del Consiglio d’Istituto
rappresentanti dei genitori.
2. All’elezione partecipano tutte le componenti del Consiglio d’Istituto.
3. L’elezione del Presidente ha luogo a maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.
Qualora la prima abbia avuto esito negativo, dalla seconda votazione in poi è sufficiente
la maggioranza relativa dei votanti. In caso di parità di voti, la votazione deve essere
ripetuta fino al raggiungimento della maggioranza dei voti in favore di uno degli elegendi.
Articolo 3 - L’elezione del Vice Presidente
1. Il Consiglio può decidere di eleggere un Vice Presidente.
2. Il Vice Presidente assume, in assenza del Presidente, tutte le attribuzioni previste
dall’articolo 4 del Regolamento.
3. Il Vice Presidente deve essere eletto, mediante votazione segreta, tra i membri del
Consiglio d’Istituto rappresentanti dei genitori.
4. Per l’elezione del Vice Presidente si usano le stesse modalità previste dall’articolo 2
per l’elezione del Presidente.
5. Qualora il Presidente cessasse dalla carica, si dovrà procedere a nuova elezione, in
quanto il Vice Presidente non vi subentra di diritto.
6. In caso di mancata elezione di un Vice Presidente e di assenza del Presidente, le sue
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attribuzioni sono esercitate dal Consigliere più anziano.
Articolo 4 - Le attribuzioni del Presidente
1. Tra il Presidente ed i membri del Consiglio non intercorre alcun rapporto di gerarchia.
2. Il Presidente:
a) convoca e presiede il Consiglio;
b) affida le funzioni di Segretario del Consiglio ad un membro del Consiglio stesso;
c) autentica, con la propria firma, i verbali delle adunanze redatti dal Segretario del
Consiglio
3. Il Presidente cura l’ordinato svolgimento delle sedute del Consiglio. Può nelle sedute
pubbliche, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, ordinare che venga espulso
dall’uditorio chiunque sia causa di disordine.
Articolo 5 - Il Segretario del Consiglio e le sue attribuzioni
1. La designazione del Segretario del Consiglio è di competenza specifica e personale
del Presidente. Questi può, tenuto conto della periodicità delle sedute, della gravosità o
meno dell’incarico, designare il Segretario per l’intera durata del Consiglio o per periodi
più brevi.
2. Il Segretario del Consiglio redige il verbale della seduta, si occupa della pubblicazione
sul sito e cartaceo e predispone le delibere per la loro pubblicazione ed esecuzione.
Verbale e delibere sono sottoscritte oltre che dal Segretario anche dal Presidente.
3. Le altre incombenze amministrative del Consiglio, come la redazione e l’invio delle
lettere di convocazione dei membri del Consiglio, la riproduzione dattilografica o la
copia delle deliberazioni debbono essere svolte, su ordine del Presidente, dal personale
addetto alla segreteria della scuola.
Articolo 6 - La Giunta Esecutiva le sue attribuzioni
1. La designazione dei membri della Giunta Esecutiva avviene a maggioranza relativa dei
votanti. In caso di parità di voti, la votazione deve essere ripetuta fino al raggiungimento
della maggioranza dei voti in favore di uno degli elegendi.
2. La Giunta Esecutiva:
a) prepara i lavori del Consiglio d’Istituto, predisponendo le eventuali documentazioni
necessarie e fermo restando il diritto d’iniziativa del Consiglio stesso;
b) cura l’esecuzione delle delibere del Consiglio d’Istituto;
c) predispone il programma finanziario annuale;
d) visiona pareri e proposte di delibera provenienti dai membri del Consiglio o dagli
altri organi ed organismi scolastici e li propone all’ordine del giorno del Consiglio;
e) comunica ai membri del Consiglio mediante e-mail la data della sua riunione e gli
argomenti da discutere, con almeno 5 giorni di anticipo.
3. Gli atti della Giunta Esecutiva devono essere consultati esclusivamente dai membri
del Consiglio d’Istituto.
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Articolo 7 - L’estinzione e lo scioglimento del Consiglio
1. Il Consiglio dura in carica tre anni. La Rappresentanza Studentesca è rinnovata
annualmente.
2. Il Consiglio può essere sciolto dal Dirigente del Consiglio Scolastico Provinciale di
Lecco:
a) nel caso in cui tutti i membri elettivi del Consiglio si dimettano o perdano i requisiti;
b) in caso di persistenti e gravi irregolarità o di mancato funzionamento del Consiglio.
Articolo 8 - Elezioni suppletive
1. Si fa ricorso alle elezioni suppletive nel corso della normale durata del Consiglio:
a) per la surrogazione di membri – per qualsiasi motivo cessati – nel caso di esaurimento
della lista di provenienza;
b) nell’ipotesi in cui la mancanza di una o più componenti comporti un’ulteriore
alterazione strutturale del Consiglio;
c) nel caso di dimissioni di tutti i membri elettivi del Consiglio.
2. Le elezioni suppletive devono essere indette dal Dirigente Scolastico entro 15 giorni
dalla formalizzazione della circostanza che le ha rese necessarie.
3. I membri subentrati cessano dalla carica allo scadere della legislatura durante la quale
sono stati eletti.
Articolo 9 - Proroga della legislatura
1. Finché non è insediato il nuovo Consiglio sono prorogati i poteri del precedente.
2. I rappresentanti dei genitori e degli studenti, purché non abbiano perso i requisiti
di eleggibilità (ed in tal caso sono surrogati), continuano a far parte del Consiglio, fino
all’insediamento dei nuovi eletti.
Articolo 10 - I Consiglieri
1. I Consiglieri che nel corso della legislatura perdono i requisiti per essere eletti in
Consiglio vengono sostituiti dai primi non eletti delle rispettive liste, ancora in possesso
dei requisiti necessari per far parte del Consiglio. In caso di esaurimento delle liste si
procede alle elezioni suppletive di cui all’articolo 8.
2. I Consiglieri che non intervengono, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive
del Consiglio decadono dalla carica e vengono surrogati con le modalità di cui al comma
precedente. La giustificazione può essere comunicata anche con mezzi informatici al
Presidente del Consiglio d’Istituto.
3. Il Consiglio deve prendere atto della decadenza di un Consigliere nella seduta successiva
al determinarsi della causa che la origina mediante delibera immediatamente esecutiva.
Il Consiglio deve altresì individuare il candidato che deve subentrare ed accertare il
possesso dei requisiti; spetta invece al Dirigente Scolastico emettere l’atto formale di
nomina, comunque in tempo per il Consiglio successivo.
4. Le dimissioni possono essere presentate dal Consigliere appena eletto o dal Consigliere
che, nel corso del mandato, non intenda più far parte del Consiglio. Le dimissioni devono
essere presentate per iscritto; la forma orale è ammessa solamente nel caso in cui
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vengano date dinanzi al Consiglio e, quindi, messe a verbale. Le dimissioni diventano
efficaci solo al momento della loro accettazione, mediante delibera del Consiglio. Il
Consiglio può accettare o respingere le dimissioni; ha il dovere di accettarle se tale è la
volontà irrevocabile del Consigliere dimissionario. Il Consigliere dimissionario e surrogato
non fa più parte della lista e non può, quindi, riassumere la carica di consigliere.
Articolo 11 - Presenza di estranei ed esperti
Il Consiglio può chiedere ad esperti di intervenire alle sue sedute su invito. La presenza di
esperti deve essere limitata all’espressione del loro parere e a chiarimenti specificamente
richiesti; essi non hanno diritto di voto. In particolare il Direttore dei Servizi Generali
ed Amministrativi potrà essere invitato a relazionare su tutte le materie all’ordine del
giorno che siano di sua competenza.
PARTE SECONDA - ATTIVITÀ DEL CONSIGLIO
Articolo 12 - La convocazione
1. La convocazione del Consiglio spetta al Presidente del Consiglio o ad un altro membro
del Consiglio da lui delegato.
2. Il Presidente ha l’obbligo giuridico di indire la convocazione del Consiglio quando
viene richiesto da almeno un terzo dei Consiglieri. Rimane, invece, a sua discrezione la
facoltà di convocare il Consiglio quando la richiesta provenga da un minor numero di
Consiglieri. La richiesta di convocazione -sottoscritta dagli interessati- deve essere rivolta
al Presidente del Consiglio e deve indicare gli argomenti di cui si chiede la trattazione.
3. L’atto di convocazione:
a) deve essere emanato dal Presidente del Consiglio o da un altro membro del
Consiglio da lui delegato;
b) deve avere la forma scritta;
c) deve contenere l’ordine del giorno degli argomenti da discutere, indicati in modo
preciso anche se sintetico, e deve riportare la quota di tempo destinata a ciascuno;
d) deve indicare se trattasi di seduta straordinaria;
e) deve indicare il giorno, l’ora e il luogo della riunione;
f) deve essere recapitato ed esposto all’albo della scuola entro cinque giorni prima della
seduta ordinaria ed entro tre giorni prima della seduta straordinaria. La convocazione
dei Consigli in cui sono all’ordine del giorno, rispettivamente, l’approvazione del
programma annuale, l’adozione del POF, l’approvazione del conto consuntivo o la
delibera di modifiche ai regolamenti deve prevedere preferibilmente un unico punto
all’ordine del giorno e la disponibilità dei documenti necessari
almeno dieci giorni prima. Questo per favorire occasioni di ampio dibattito preventivo
ed in fieri, per acquisire i pareri e le proposte delle componenti rappresentate;
g) deve essere recapitato nelle mani dei Consiglieri o di loro delegati;
h) deve essere inviato a tutti i Consiglieri, anche mediante l’utilizzo di mezzi e-mail;
4. I Consiglieri, o i loro delegati, all’atto di ricezione della convocazione del Consiglio
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firmano un apposito foglio, indicando il giorno di ricezione. In alternativa è valida la
conferma elettronica di ricezione.
5. L’omessa comunicazione, anche ad uno solo dei membri del Consiglio, comporta
l’illegittimità della seduta e delle deliberazioni assunte.
Articolo 13 - L’Ordine del Giorno
1. La seduta deve trattare gli argomenti secondo l’ordine con il quale sono stati iscritti
all’ordine del giorno; tuttavia il Consiglio può decidere anche un diverso ordine di
trattazione. L’ordine del giorno è vincolante, pertanto il Consiglio non può discutere di
argomenti diversi da quelli iscritti. Tuttavia, con voto a maggioranza assoluta, il Consiglio
può deliberare di discutere argomenti non all’ordine del giorno.
2. L’ordine del giorno e i lavori del Consiglio sono preparati dalla Giunta Esecutiva, il
Presidente del Consiglio d’Istituto può inserire argomenti urgenti all’ordine del giorno,
comunicandoli alla Giunta.
3. Singoli Consiglieri possono proporre argomenti da iscrivere all’ordine del giorno, ma
occorre che la proposta venga discussa e approvata dal Consiglio, il quale può decidere
se iscriverli alla seduta in corso o rimandarli alla seduta successiva.
Articolo 14 - La seduta
1. La seduta è la riunione dei membri del Consiglio che si svolge ininterrottamente in un
solo giorno.
2. La Giunta Esecutiva, al momento della predisposizione dell’ordine del giorno e dei
lavori, può chiamare a partecipare alla seduta del Consiglio, a titolo consultivo, esperti
che debbano intervenire a proposito di un preciso argomento all’ordine del giorno. La
presenza di esperti è regolata dall’articolo 11.
3. Alle sedute del Consiglio d’Istituto possono assistere gli elettori delle componenti
rappresentate nel Consiglio stesso. L’accertamento del titolo di elettore avviene mediante
dichiarazione verbale di un Consigliere che viene raccolta dal Segretario del Consiglio
e allegata al verbale. Salvo quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 4, qualora la
forma pubblica della seduta non consenta l’ordinato svolgimento dei lavori, la libertà di
discussione o di deliberazione, il Presidente può sospendere la seduta ed ordinare il suo
proseguimento in forma non pubblica.
4. La seduta è valida se è presente la metà più uno dei componenti in carica. Il quorum
richiesto per la validità della seduta deve sussistere per tutta la durata della stessa.
Ogni Consigliere ha diritto di chiedere che si proceda alla verifica del numero legale.
In mancanza del numero legale, il Presidente, accertata formalmente la mancanza del
quorum richiesto, scioglie la seduta. Tale operazione deve essere compiuta anche se
all’inizio della seduta mancasse il numero legale.
5. Il Consiglio si riunisce, salvo diverso avviso della Giunta Esecutiva o sedute straordinarie,
ogni mese.
Articolo 15 - La discussione
1. La seduta deve trattare solo le materie che siano state poste all’ordine del giorno,
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secondo quanto stabilito dall’articolo 13. Ulteriori argomenti possono essere discussi,
previa approvazione a maggioranza assoluta, ma sugli stessi non è possibile procedere a
votazione. Le cosiddette «Varie ed eventuali», dichiarate all’inizio della seduta, possono
riguardare esclusivamente materie per le quali non è necessaria votazione.
2. Ogni Consigliere ha diritto di intervenire se richiede la parola. Il Presidente, a sua
discrezione, stabilisce la durata degli interventi a seconda dell’ordine del giorno.
3. I documenti che vengono esaminati nella seduta devono essere allegati alla
convocazione, pena l’impossibilità di discutere dell’argomento.
4. Se, nel corso della seduta, vengono presentate proposte di delibera, mozioni o
risoluzioni su un argomento iscritto all’ordine del giorno, il Presidente può sospendere
la seduta per consentire l’esame delle proposte presentate: è obbligato se richiesto da
un terzo dei presenti.
5. Per temi complessi, il Consiglio può decidere a maggioranza semplice di costituire
Commissioni di approfondimento, definendone compiti, composizione e tempi di lavoro.
Articolo 16 - La votazione
1. Terminata la discussione, il Presidente dichiara aperta la votazione.
2. In fase di votazione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i
Consiglieri possono esporre i motivi per le quali voteranno a favore o contro la proposta
o i motivi per i quali si asterranno. Ogni Consigliere ha a disposizione cinque minuti per
le dichiarazioni di voto.
3. La votazione può avvenire:
a) per alzata di mano;
b) per appello nominale, con registrazione dei nomi;
c) per scheda segreta.
4. La votazione per scheda segreta è obbligatoria quando si faccia questione di persone.
In caso di votazione per scheda segreta, il Presidente nomina due scrutatori perché lo
assistano nelle operazioni di voto. Sono nulle le votazioni per scheda segreta effettuate
senza scrutatori.
5. Ogni Consigliere ha diritto a chiedere la votazione per appello nominale, con
registrazione dei nomi.
6. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi,
salvo che disposizioni speciali prevedano diversamente. Gli astenuti concorrono alla
formazione del numero legale, ma non alla maggioranza di cui al primo periodo. In caso
di parità prevale il voto del Presidente. In caso di parità in votazione per scheda segreta,
la votazione è ripetuta sino al conseguimento della maggioranza assoluta dei presenti.
7. Terminata la votazione, il Presidente annuncia il risultato della stessa, comunicando se
quanto costituiva oggetto della votazione è stato approvato o respinto.
Articolo 17 - La deliberazione
1. La delibera, perché sia valida deve essere intestata, con l’elenco dei Consiglieri e
la specificazione se presenti o assenti, e deve contenere un richiamo alle norme che
demandano al Consiglio la competenza sul suo oggetto, un richiamo ad eventuali pareri,
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proposte e richieste, e il dispositivo che contiene la parte precettiva del provvedimento
e che può indicare anche modi e tempi di attuazione della delibera. La delibera deve
essere inoltre sottoscritta dal Presidente e dal Segretario.
2. Le delibere del Consiglio sono atti amministrativi definitivi contro i quali è ammesso il
ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di 60 giorni, oppure il ricorso
straordinario al Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni. In presenza di
ricorso l’efficacia della delibera s’intende sospesa fino al pronunciamento dell’organo
competente, salvo che il Consiglio decida, di mantenere la delibera valida.
3. Alle condizioni di cui ai due commi precedenti, non sottostanno le mozioni e le
risoluzioni votate dal Consiglio.
Articolo 18 - Il verbale
1. Il verbale è un atto giuridico che deve dare conto esatto ed obiettivo di quanto si è
svolto nel corso della seduta; esso è coperto dalla cosiddetta «fede privilegiata» di cui
all’articolo 2700 del Codice Civile e pertanto fa fede fino a querela di falso, presentata
all’Autorità Giudiziaria.
2. Il verbale è compilato dal Segretario del Consiglio su apposito registro a pagine
numerate.
3. Il verbale, in quanto atto giuridico, deve essere compilato esclusivamente da Consiglieri
in possesso della capacità giuridica di cui all’articolo 2 del Codice Civile, ovverosia da
Consiglieri maggiorenni.
4. Il verbale deve dare conto della legalità della seduta, indicando data, ora e luogo
della riunione, chi assume la presidenza e chi svolge le funzioni di segretario, l’avvenuta
verifica del numero legale dei presenti, i nominativi con relativa qualifica, dei presenti
e degli assenti, questi ultimi se giustificati o meno. Il verbale deve quindi riportare un
riassunto della discussione e i risultati delle votazioni. Il verbale deve essere sottoscritto
dal Presidente e dal Segretario.
5. I Consiglieri possono produrre il testo delle loro dichiarazioni o dettarle direttamente
al Segretario.
6. Il verbale deve essere letto e approvato, con le eventuali rettifiche, all’inizio della
seduta successiva alla seduta alla quale si riferisce.
7. Il Segretario può inviare una copia del verbale provvisorio ai Consiglieri, per permettere
loro di formulare le correzioni che intendono presentare in occasione dell’approvazione
dello stesso. Tale copia non può essere assolutamente diffusa, neanche alle persone di
cui al comma 3 dell’articolo 19.
Articolo 19 - La pubblicità degli atti
1. Viene pubblicata all’albo e sull’area riservata del sito web della scuola copia conforme
di tutte le delibere e la convocazione del Consiglio. I verbali delle sedute sono pubblicati,
fatte salve le limitazioni regolate dalla legge sulla privacy.
2. Tutti gli atti del Consiglio devono essere tenuti, a cura del Direttore dei Servizi Generali
ed Amministrativi, a disposizione dei membri del Consiglio.
3. Hanno diritto ad accedere agli atti ed ad averne copia il personale docente e ATA, gli
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studenti e i genitori degli studenti. Non sono pubblici gli atti concernenti singole persone,
salvo che l’interessato disponga diversamente.
4. Coloro che non rientrano nelle categorie di cui al comma precedente, possono avere
accesso agli atti esclusivamente se in possesso di un interesse giuridicamente rilevante
da tutelare, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241. In tal caso presentano richiesta al
Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi che la sottopone alla Giunta Esecutiva
che l’accetta o la respinge.
5. Nell’ambito del Collegio Docenti e all’interno dei Comitati Genitori e Studenti è
riservato periodicamente uno spazio temporale per comunicare sull’attività e le delibere
del Consiglio d’Istituto e raccoglierne pareri e valutazioni.
REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DOCENTI
Articolo 1 - Composizione
Il Collegio è composto da tutti i docenti in servizio a tempo determinato ed indeterminato
alla data della riunione e dal Dirigente Scolastico che lo presiede.
Articolo 2 - Competenze
Il Collegio dei Docenti è chiamato ad attuare la primaria funzione dell’istituzione scolastica,
che è quella didattica-educativa-formativa. Entro tale ambito ogni suo intervento deve
essere il risultato di un attento lavoro collegiale, mirato ad una calibrata programmazione
ed all’effettiva verifica degli obiettivi raggiunti, nel rispetto della libertà didattica di ogni
singolo docente ed in ottemperanza alla trasparenza di ogni atto ufficiale. Premesso che
il Collegio dei docenti elabora il POF sulla base delle norme in materia di autonomia
delle istituzioni scolastiche stabilite dal DPR n. 275, 8 marzo 1999, tenendo conto degli
indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione
definiti dal Consiglio di Istituto, sia delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi
e dalle associazioni dei genitori e degli studenti, il Collegio dei docenti, nell’esercizio
dell’autonomia didattica, organizzativa e dell’autonomia della ricerca, sperimentazione
e sviluppo:
Cura la programmazione dell’azione educativa, anche al fine di adeguare i tempi
dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline ed attività nel modo
più idoneo alla loro tipologia ed ai ritmi di apprendimento degli studenti;
Formula proposte al Dirigente per la formazione e la composizione delle classi, per
la formulazione dell’orario delle lezioni, comprese le iniziative di recupero, sostegno,
continuità, orientamento e/o riorientamento scolastico;
Provvede che la scelta, l’adozione e l’utilizzazione delle metodologie e degli strumenti
didattici, ivi compresi i libri di testo, siano coerenti al POF e siano attuate con criteri di
trasparenza e tempestività;
Propone al Consiglio di Istituto, al fine di garantire l’arricchimento dell’Offerta
Formativa, la realizzazione di specifici programmi di ricerca e di sperimentazione.
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Articolo 3 - Presidenza
Il Collegio è presieduto dal Dirigente Scolastico ed in Sua assenza da un Collaboratore. In
seno al Collegio il Presidente svolge le seguenti funzioni:
Formula l’ordine del giorno, esaminate le eventuali proposte dei membri del Collegio
e degli altri organi collegiali della scuola;
Convoca e preside il Collegio;
Accerta il numero legale dei presenti;
Apre la seduta;
Riconosce il diritto d’intervento ad ogni docente ed ha la facoltà di togliere la parola;
Garantisce l’ordinato sviluppo del dibattito;
Garantisce il rispetto delle norme contenute nel presente regolamento e le disposizioni
legislative;
Chiude la discussione allorché ritiene essere stata esauriente;
Fa votare sulle singole proposte o deliberazioni e proclama i risultati delle stesse;
Affida le funzioni di Segretario del Collegio ad un membro dello stesso;
Designa i relatori degli argomenti posti all’O.d.G. qualora si rendano necessari;
Attua tutte le necessarie iniziative per garantire una gestione democratica della scuola
e la piena realizzazione dei compiti propri del Collegio;
Autentica con la propria firma i verbali delle adunanze redatti dal Segretario del
Collegio.
Articolo 4 - Validità della seduta e dell’organo
Il numero legale per la validità della seduta del Collegio è la metà più uno dei docenti in
servizio.
Il numero legale deve esistere anche al momento della votazione. Ogni membro del
Collegio può chiedere che si proceda alla verifica del numero legale dei presenti.
Articolo 5 - Convocazione
Il Collegio dei docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il
calendario proposto dal D.S. e votato dal Collegio. Il Collegio può essere altresì convocato
in seduta straordinaria, su richiesta di almeno 1/3 dei componenti, entro dieci giorni
dalla richiesta o, su necessità, dal Dirigente scolastico. La comunicazione dell’O.d.g. deve
essere data con almeno cinque giorni di preavviso. In caso di sopravvenuti problemi
urgenti, l’O.d.g. può essere integrato, con comunicazione scritta, anche il giorno prima.
Il Collegio dei docenti non può essere convocato durante i periodi di sospensione delle
attività didattiche.
Articolo 6 - Ordine del giorno
Il Presidente mette in discussione i punti all’O.d.g. così come sono stati elencati nella
convocazione. L’inversione dell’ordine o l’inserimento di argomenti non previsti, sono
proposti e messi in votazione all’inizio della seduta. Al termine di ogni seduta possono
essere proposti ed elencati argomenti da inserire nell’O.d.g. della riunione successiva.
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Articolo 7 - Discussione
Durante la discussione possono essere sollevate mozioni di sospensione per ottenere rinvii
sui singoli argomenti e mozioni d’ordine per ricondurre la discussione sugli argomenti da
esaminare. La discussione di ogni punto all’O.d.g. è aperta da una relazione del Presidente
o da un docente. Ogni intervento relativo al singolo punto all’O.d.G., al fine di favorire la
più ampia partecipazione alla discussione non deve, di regola, superare i cinque minuti.
Non è consentito da parte di chi è già intervenuto, un ulteriore intervento sullo stesso
punto, ma è previsto un diritto di replica, prima della chiusura dell’argomento stesso. Il
Presidente dichiara chiusa la discussione quando sono esauriti gli interventi o il tempo
assegnato ad essa. Esauriti i punti all’O.d.g. il Presidente scioglie la seduta.
Articolo 8 - Votazione
Chiusa la discussione, il presidente mette a votazione la proposta di delibera. Possono
chiedere la parola per dichiarazione di voto, solamente:
per non più di tre/cinque minuti un docente a favore della proposta ed uno contrario;
per non più di un minuto per chi vuole dichiarare e motivare il proprio voto anche nel
caso di votazione segrete.
Prima della votazione può essere richiesta al Presidente la verifica del numero legale.
Tutte le votazioni avvengono per voto palese tranne i casi previsti dalla normativa
vigente come per le elezioni dei componenti del Comitato di Valutazione e delle Funzioni
Strumentali al POF; a tal fine il Presidente costituisce un seggio per le operazioni di voto
formato da tre docenti. Il Collegio può deliberare a votazione palese anche in quest’ultimi
casi qualora gli eligendi sono in numero non superiore a quelli previsti. La delibera è
adottata solo se votata dalla metà più uno dei voti validi; in caso di parità prevale il voto
del Presidente.
Per le deliberazioni di:
1. modifica della parte generale del POF;
2. adozione di una nuova sperimentazione;
3. modifica del presente regolamento (ad eccezione dei casi in cui le modifiche siano
dovute a interventi legislativi che lo richiedano).
Considerata la particolare importanza che rivestono, è prevista la votazione palese ed
è richiesta la metà più uno dei voti degli aventi diritto; in caso di mancanza del numero
legale il Collegio docenti è automaticamente convocato dopo otto giorni. Conclusa la
votazione, che non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri componenti, il
Presidente proclama
immediatamente il risultato. I punti trattati e votati non potranno più essere ammessi
alla discussione.
Articolo 9 - Deliberazione
La deliberazione è l’atto tipico del Collegio, ad essa si perviene tramite le fasi della
proposta, discussione e votazione. La deliberazione collegiale è esecutiva dal momento
in cui i componenti del Collegio hanno espresso le loro determinazioni.
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Articolo 10 - Pubblicità degli atti e delle deliberazioni
I verbali del Collegio sono sempre consultabili da ogni docente che ne fa parte. Le
delibere del Collegio sono affisse all’albo per almeno 10 gg.
Articolo 11 - Verbale
Di ogni seduta del Collegio viene redatto e sottoscritto un processo verbale a cura
del verbalizzante dell’organo stesso. In mancanza del verbale è nulla la stessa attività
dell’Organo, né può essere sostituita da altri mezzi di prova. E’ data facoltà ai membri
del Collegio di far allegare al verbale, dichiarazioni scritte pertinenti all’ordine del giorno
in discussione dopo averne dato lettura. La redazione materiale del verbale, per prassi
ormai consolidata, può avvenire anche successivamente. Dal decimo giorno lavorativo
successivo ad ogni riunione del Collegio, il relativo verbale sarà affisso in bacheca interna
alla sala insegnanti, anche al fine di richiedere, in forma scritta, eventuali rettifiche per la
definitiva approvazione nella seduta successiva. In assenza di segnalazioni di modifica il
verbale si intende approvato e non necessita di ulteriore lettura nella seduta successiva.
IL COMITATO STUDENTESCO
Il Comitato studentesco è costituito dai rappresentanti degli studenti nel Consiglio di
Istituto, dai rappresentanti di classe e dai membri della consulta studentesca. Ogni classe
elegge i propri rappresentanti all’inizio di ogni anno scolastico, secondo le modalità
previste dall’art. 31 del D. L. vo 297/94. Il C.S. ha funzione di coordinamento tra tutti gli
studenti della scuola, anche per quanto riguarda gli aspetti didattici del funzionamento
scolastico; costituisce valido riferimento delle istanze delle classi; cura i contatti con gli
organismi rappresentativi degli studenti delle altre scuole.
Nella prima seduta del C.S. viene eletto un comitato di presidenza, composto da quattro
membri che rimane in carica per tutto l’anno scolastico. In mancanza di candidati la
funzione di comitato di presidenza viene svolta dai rappresentanti del Consiglio di
Istituto. Il comitato di presidenza ha il compito di moderare il dibattito, di concedere o no
il diritto di parola agli eventuali esterni presenti alle sedute del Consiglio e di comunicare
agli organismi competenti le decisioni prese.
La convocazione del C.S. deve avvenire secondo una delle seguenti procedure:
convocazione del comitato di presidenza;
raccolta di firme dei delegati corrispondenti a 1/4 delle classi dell’istituto;
richiesta dei rappresentanti degli studenti nel Cd’I.
In caso di comprovata urgenza e gravità il Consiglio potrà riunirsi, sempre su autorizzazione
del D.S., anche senza il preavviso. Per la validità delle riunioni del C.S. occorre la presenza
del 50% più uno del totale dei rappresentanti, esclusi i membri del Consiglio d’Istituto.
Dopo ogni riunione deve essere redatto un verbale da parte di un segretario nominato
di volta in volta dal comitato di presidenza; tale verbale sarà affisso all’albo e consegnato
al D.S. ed al presidente del Consiglio d’Istituto. Possono intervenire alle sedute del
C.S. genitori, docenti e appartenenti al personale non docente della scuola. Affinché
l’O.d.G. delle sedute possa essere preventivamente discusso nelle classi, la richiesta di
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convocazione deve essere presentata almeno tre giorni scolastici prima della data fissata
per ogni seduta; tale richiesta è indirizzata al preside ed affissa all’albo.
Il docente della prima ora del giorno successivo alla convocazione del Consiglio e quello
del giorno seguente la seduta lasciano alla classe, all’inizio dell’ora di lezione, un tempo
adeguato per acquisire informazioni sugli argomenti e sui risultati della seduta stessa.
IL COMITATO DEI GENITORI
È formato da tutti i rappresentanti dei genitori eletti nei consigli di classe; rimane in carica
sino alle elezioni successive. Viene convocato dal Presidente del Comitato uscente, o
dal Preside all’inizio dell’anno scolastico, entro i trenta giorni successivi alle elezioni dei
Rappresentanti di classe dei genitori. Viene convocato nei 15 giorni successivi ai Consigli
di Classe Aperti e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno.
Nel corso della prima riunione vengono eletti:
un Presidente, un vicepresidente e un Segretario;
vengono individuati i genitori disponibili a far parte di Commissioni previste dal Piano
dell’Offerta Formativa.
Gli scopi del Comitato Genitori:
sollecitare l’interessamento di tutti i genitori alla vita della scuola; contribuire
all’annuale stesura del P. C.F. esprimendo gli orientamenti delle famiglie, supportare
i genitori del Consiglio d’Istituto, anche segnalando al Consiglio d’Istituto stesso le
istanze e le richieste aventi carattere ed interesse generali;
Sottoporre al Collegio docenti proposte di attività didattiche ed educative;
attuare un collegamento con il Collegio docenti, Comitato studentesco e il Consiglio
d’Istituto;
assicurare un coordinamento e un’organizzazione ai rappresentanti di classe;
Promuovere momenti di formazione rivolti ai genitori, su temi specifici.
Alla fine di ogni riunione viene redatto un verbale che rimane a disposizione di chi ne fa
richiesta.
REGOLAMENTO DI ISTITUTO
Articolo 1 - Accesso all’istituto
Per motivi di sicurezza gli alunni entrano in Istituto dal cancello riservato ai pedoni e
non possono utilizzare l’ingresso riservato alle auto del personale della scuola (docenti
e personale ATA).
Ciclomotori e motocicli potranno accedere al parcheggio interno.
Automobili e minicar degli studenti devono essere parcheggiate al di fuori degli spazi di
pertinenza dell’Istituto.
Articolo 2 - Accesso alle aule in orario extrascolastico
Gli studenti possono utilizzare gli spazi dell’Istituto in orario extrascolastico previa
autorizzazione da parte dell’ufficio di dirigenza.
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Articolo 3 - Accesso alle aule in orario curricolare
L’ingresso nelle aule, salvo permessi scritti preventivamente concessi, è consentito a
partire dalle ore 7.45. L’ingresso dalle ore 8.00 alle ore 8.05 è considerato ritardo minimo
e occasionalmente tollerato. Al quinto ritardo viene avvisata la famiglia. Dopo le ore
8.05, il ritardo deve essere sempre giustificato sul libretto, che deve essere presentato
al docente della prima ora di lezione del giorno successivo. Lo studente, dopo aver
ottenuto l’autorizzazione firmata dal Dirigente Scolastico o da uno dei suoi Collaboratori,
attenderà nell’atrio la fine della prima ora di lezione e si recherà puntuale in classe
all’inizio della seconda ora. Non sono ammessi, di norma, ingressi oltre la seconda ora di
lezione, ad eccezione di casi documentati e motivati, giustificati dalla famiglia.
L’accumulo dei ritardi comporta la segnalazione alla famiglia e una ricaduta sul voto
di condotta. Gli studenti il cui ritardo è dovuto ai mezzi di trasporto pubblico sono
ammessi regolarmente alle lezioni, fino alle ore 8.10. Oltre tale orario dovranno
ottenere l’autorizzazione del Dirigente o di uno dei suoi Collaboratori. Eventuali permessi
permanenti di entrata posticipata o di uscita anticipata verranno rilasciati dall’ufficio di
presidenza dopo attenta valutazione dei singoli casi.
Articolo 4 - Abbigliamento
Gli studenti sono tenuti a presentarsi a scuola con un abbigliamento consono al decoro
dell’istituzione scolastica.
Articolo 5 - Giustificazione assenze
E’ compito del docente della prima ora di lezione segnalare le assenze e giustificare
gli assenti sia sul cartaceo che sul registro elettronico. Se entro tre giorni l’alunno non
ha provveduto a giustificare l’assenza, non sarà ammesso in classe e sarà avvisata la
famiglia.Le assenze n. 5, 10, 15 etc. devono esser giustificate personalmente dai genitori.
Articolo 6 - Uscite anticipate
I permessi per le uscite anticipate dovranno essere consegnati alla reception prima
dell’inizio delle lezioni. I permessi verranno autorizzati dal Dirigente scolastico o dai
collaboratori del Dirigente e consegnati agli interessati.
Gli alunni minorenni possono lasciare l’Istituto solo alla presenza di un genitore o di una
persona delegata per iscritto dal genitore.
Articolo 7 - Uscita degli alunni dall’aula in orario curricolare
E’ consentita l’uscita dall’aula ad un solo studente per volta, previa richiesta al docente.
L’alunno è tenuto a rientrare in classe nel più breve tempo possibile. Non sono previste
uscite degli alunni durante la prima ora di lezione o nelle ore immediatamente successive
agli intervalli.
Articolo 8 - Divieto di utilizzo di telefoni cellulari e dispositivi elettronici non autorizzati
Visto l’articolo 3 del D.P.R. n. 249/1998, gli studenti in classe dovranno astenersi dall’uso
non finalizzato all’attività didattica del telefono cellulare e di altri dispositivi elettronici.
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Si fa presente che la violazione di tale disposizione configura un’infrazione disciplinare
sanzionabile in base a quanto e previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti.
Eventuali comunicazioni tra gli studenti e le famiglie, dettate da ragioni di particolare
urgenza o gravità, possono essere soddisfatte con preventiva autorizzazione del docente.
In ogni caso, si ricorda che per qualunque esigenza è attivo il centralino dell’Istituto.
Articolo 9 - Rispetto dei locali e degli arredi scolastici
E’ vietato danneggiare e/o imbrattare sedie, banchi e pareti sia nelle aule che in altri
locali dell’Istituto. Avvisi, comunicazioni e materiali didattici devono essere affissi solo
sulle bacheche e/o sulle aste di legno appositamente predisposte e non sulle pareti. Nella
considerazione che i predetti atteggiamenti comportano, oltre che la violazione delle più
elementari norme di convivenza civile, anche dei danni patrimoniali, si precisa che gli
stessi andranno risarciti dai responsabili individuati in aggiunta alle sanzioni disciplinari
previste dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Nel caso in cui non si potessero
individuare i responsabili, il risarcimento del danno è addebitabile agli alunni dell’intera
classe.
Articolo 10 - Pulizia dei locali
Al fine di garantire la pulizia ed il decoro dei locali e il rispetto del lavoro dei collaboratori
scolastici, gli studenti sono tenuti a non sporcare e lasciare in ordine le aule e gli altri
locali dell’Istituto al termine delle lezioni, nonché a seguire le norme vigenti in materia
di smaltimento dei rifiuti. E’ fatto in ogni caso divieto di introdurre nelle aule e nei
laboratori cibi e bevande.
Articolo 11 - Responsabilità in caso di furti
L’Istituto non risponde di eventuali furti di oggetti personali degli studenti. E’ opportuno,
pertanto, evitare di portare a scuola oggetti di valore o denaro in misura superiore a quella
strettamente necessaria. In caso di allontanamento della classe dall’aula è opportuno
portare al seguito gli oggetti di valore o, in alternativa, è necessario assicurarsi che il
personale scolastico addetto provveda alla chiusura dell’aula stessa.
REGOLAMENTO SUL DIVIETO DI FUMO
Articolo 1 - Principi
L’ISS di Calolziocorte con il presente Regolamento si impegna a far rispettare il divieto
di fumo stabilito dalle norme vigenti (Legge 1 Novembre 1975 n. 584 e successive
modifiche, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 Dicembre 1995). Il
presente Regolamento è emanato in considerazione dell’interesse primario alla tutela
della salute degli studenti, del personale e di tutti gli utenti dell’Istituto, sancito in
generale dall’art. 137 del Trattato di Nizza, dall’art. 32 della Costituzione, e dal Decreto
Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche.
La Scuola inoltre, si avvale della facoltà concessa dall’art. 3: lettera d), D.P.C.M.
14/12/1995, in base al quale “resta salva l’autonomia regolamentare e disciplinare delle
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amministrazioni e degli enti in ordine all’eventuale estensione del divieto a luoghi diversi
da quelli contemplati dalla legge 1 Novembre 1975, n. 584, con gli strumenti e gli effetti
propri dei rispettivi ordinamenti”.
Articolo 2 - Spazi soggetti al divieto di fumo
I Decreto Istruzione 2013 ha esteso il il divieto assoluto di fumo nei locali interni e negli
spazi esterni di pertinenza dell’Istituto.
Articolo 3 - Soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto
Nel presente regolamento sono individuati i responsabili preposti all’applicazione del
divieto nei singoli plessi, in attuazione dell’art. 4, comma 1, lettera b) del D.P.C.M.
14/12/1995. Gli incarichi sono attribuiti al personale scolastico operativamente più
presente ed a contatto col pubblico nelle varie articolazioni delle strutture.
E’ compito dei responsabili:
vigilare sull’osservanza del divieto, procedere alla contestazione delle infrazioni e
verbalizzare;
utilizzare gli appositi moduli di contestazione.
Articolo 4 - Sanzioni
Così come stabilito dall’art. 7 L. 584/1975, come modificato dall’art. 52, comma 20,
della L. 28/12/2001 n. 448, e dall’art. 10 L. 689/1991, come modificato dall’art. 96 D.
Lgs. 507/1999 e dal Decreto Istruzione 2013, i trasgressori sono soggetti alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da € 55,00 a € 250. La misura della sanzione
è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente
stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
Articolo 5 - Procedura di accertamento
Nei casi di violazione del divieto, i soggetti di cui all’art. 3 procedono all’accertamento
della violazione ed alla redazione in duplice copia del relativo verbale. La compilazione
del verbale va previamente preceduta dalla numerazione progressiva e dalla
personalizzazione con il timbro della struttura. I responsabili preposti all’applicazione del
divieto, ove non ricevano riscontro dell’avvenuto pagamento in misura ridotta da parte
del trasgressore entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione,
hanno l’obbligo di fare rapporto, con le prove delle eseguite contestazioni o notificazioni,
alla Prefettura di Lecco, così come previsto dall’art. 17 della L. 689/1991. Una copia del
rapporto verrà conservata presso la Segreteria Amministrativa dell’Istituto. I soggetti
di cui all’art. 3, ultimo comma, procedono in maniera autonoma all’accertamento della
violazione ed alla redazione del relativo verbale.
Articolo 6 - Norma finale
Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento è fatto rinvio alle
disposizioni di legge vigenti. La presidenza provvede ad istituire e, quando eventualmente
necessario, a modificare la procedura per l’applicazione del divieto di fumo. I preposti
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al controllo dell’applicazione del divieto vengono individuati annualmente con apposito
provvedimento dirigenziale.
REGOLAMENTO DISCIPLINARE
In applicazione dll’art.4, comma 1, del DPR 24/06/98 n. 249 (modificato e integrato dal
DPR n. 235 del 21/11/2007), Statuto delle Studentesse e degli Studenti.
Comma
Infrazione
Sanzione
Competenza
1
Mancanza di rispetto per i doveri scolastici,
per la puntualità, per il lavoro di docenti e
compagni.
Mancato rispetto degli arredi e della pulizia
dell’aula.
Assenze ingiustificate. Falsità documentali.
Annotazione scritta sul registro
cartaceo ed elettronico.
Eventuale ammonimento.
Docente che può avvalersi della collaborazione del Dirigente
Scolastico per l’ammonimento.
2
Reiterazione dei comportamenti di cui al
punto 1.
Annotazione scritta sul registro
cartaceo ed elettronico.
Convocazione della famiglia.
Docente che provvede ad avvertire il coordinatore di classe
per la convocazione.
3
Ulteriore reiterazione dei suddetti comportamenti.
Convocazione del Consiglio di
classe straordinario per allontanamento temporaneo dalla
comunità scolastica da 1 a 15
gg.
Dirigente per delibera del C.d.C.
Utilizzo di apparecchiature elettroniche per
uso diverso da quello didattico.
Annotazione scritta sul registro
cartaceo ed elettronico. Requisizione del dispositivo e consegna negli uffici della Dirigenza.
Ritiro a cura del genitore a partire dal giorno successivo.
Docente.
5
Danneggiamenti ai locali, agli arredi scolastici, agli effetti personali dei compagni.
Attività in favore della comunità scolastica mediante ripulitura/ripristino dei locali danneggiati.
Pagamento dei danni previa
comunicazione alla famiglia.
Dirigente Scolastico per delibera del Consiglio di Classe.
6
Comportamenti offensivi e/o aggressivi nei
confronti delle persone.
Uso di sostanze illecite e/o alcolici.
Allontanamento dalla comunità scolastica da 1 a 15 gg.
Dirigente Scolastico per delibera del Consiglio di Classe.
7
Reati che violano la dignità e il rispetto della
persona umana (es. violenza privata, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale.
Azioni di pericolo per la comunità (es. furto,
incendio, allagamento).
Distribuzione di sostanze illecite.
Allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo
superiore a 15 gg.
Comunicazione all’autorità giudiziaria e ai servizi sociali.
Esclusione dallo scrutinio finale o di ammissione all’Esame di
Stato.
Consiglio di Istituto.
4
(art. 4, comma 9
dello Statuto delle Studentesse e
degli Studenti)
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Articolo 2 - Precisazioni sulle sanzioni
1) L’annotazione scritta deve essere riportata sul registro cartaceo e sul registro elettronico. Il docente, se lo ritiene opportuno, può richiedere la collaborazione del Dirigente scolastico per un ammonimento dello studente.
2) In caso di reiterazione di lievi infrazioni, il docente, oltre ad annotare sul registro
cartaceo ed elettronico il comportamento scorretto, è tenuto ad avvertire tempestivamente il coordinatore della classe che ha il compito di mettersi in contatto con la
famiglia e convocarla per un colloquio.
3) L’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica può, a richiesta dell’interessato entro 2 gg. dalla notifica della sanzione disciplinare, essere commutato in attività a favore della comunità scolastica. Tale attività è svolta all’interno dell’Istituto
a vantaggio di interessi collettivi. L’assegnazione è disposta dal Dirigente Scolastico
che può individuare nel personale dell’Istituto il referente per il controllo effettivo
dello svolgimento dell’attività. Essa è ispirata al principio della riparazione del danno, ha finalità educative e va svolta in modo da non mortificare la personalità dello
studente.
4) Considerato che i moderni smartphone e Iphone sono strumenti molto delicati
e sofisticati ed un’eventuale estrazione della Sim potrebbe pregiudicare l’integrità
dell’apparecchio, in caso di requisizione, il docente è autorizzato a non procedere
all’operazione di estrazione e a consegnare l’oggetto in segreteria, dove vengono
custoditi tutti i dati personali e sensibili degli alunni, a garanzia della tutela della privacy. Non è in alcun caso previsto il ritiro immediato da parte del genitore.
5) Anche in questo caso, la sanzione ha carattere educativo e formativo.
6) Vedi punto 3. Il Dirigente, secondo la gravità del caso, valuta se concedere la commutazione della sanzione in attività a favore della comunità scolastica.
7) Il Consiglio di Istituto è chiamato a valutare l’entità e la gravità di ogni singolo
caso. Nei casi meno gravi, si può prevedere un rientro dello studente nella comunità
scolastica nei tempi utili per non essere escluso dallo scrutinio finale ai fini dell’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato.
Articolo 3 - Attenuanti e aggravanti
- Il riconoscimento dell’errore, le scuse formali, la pulizia dei locali sporcati, il risarcimento del danno, il recupero delle ore scolastiche perse, possono consentire di non
procedere all’irrogazione della sanzione.
- Il rifiuto di ottemperare alle sanzioni irrogate costituisce aggravante per la quale è
prevista la sanzione di grado superiore. Le situazioni gravi di recidiva costituiscono
aggravanti per le quali è prevista l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’Esame di Stato.
Articolo 4 - Efficacia
- In sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento dello studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica anche in relazione alla partecipazione alle attività e agli interventi educativi curricolari ed extracurri-
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colari realizzati dall’Istituzione Scolastica.
- Il voto di condotta concorre alla valutazione complessiva e determina, se inferiore a sei
decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di
studi.
Articolo 5 - Procedimenti
- Prima dell’irrogazione delle sanzioni, lo studente viene chiamato ad esporre le sue ragioni. In caso di convocazione del Consiglio di Classe straordinario, lo studente può esporre le
sue ragioni davanti all’organo collegiale anche per iscritto, ovvero mediante la produzione
di prove o testimonianze a lui favorevoli. Il provvedimento è deliberato a maggioranza
dell’organo collegiale, a composizione plenaria, con esclusione delle parti direttamente
coinvolte. (Per la validità della riunione è sufficiente la maggioranza degli aventi titolo). Il
provvedimento viene comunicato contestualmente allo studente o notificato se assente.
Alla famiglia viene sempre notificato.
- Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d’esame sono
inflitte dalla commissione d’esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
- L’iter sanzionatorio deve essere espletato nel più breve tempo possibile.
- La Dirigenza predispone le opportune modalità procedurali per la corretta applicazione
dei provvedimenti disciplinari.
Articolo 6 - Conversione della sanzione
1. II consiglio di classe, nell'emanare i provvedimenti di cui all’art 1, punti da 3 a 6, provvede contestualmente ad offrire allo studente/alla studentessa la possibilità di convertire
gli stessi in attività a favore della comunità scolastica.
2. La conversione è di norma quantificata in cinque ore di attività a favore della comunità
scolastica per ogni giorno di allontanamento.
3. Lo studente/la studentessa che intende avvalersi della facoltà di conversione lo comunica al Dirigente Scolastico dell’Istituto entro due giorni dalla notifica del provvedimento
disciplinare. Il Dirigente Scolastico adotta tutti i conseguenti ed opportuni atti esecutivi
inerenti allo svolgimento dell'attività risultante dalla conversione.
4. La comunicazione di cui al comma precedente implica la decadenza dalla facoltà di
impugnare il provvedimento disciplinare.
Articolo 7 - Organo di Garanzia
1. Il Consiglio di Istituto designa i componenti e i membri supplenti dell’Organo di Garanzia interno ai sensi dell’art. 2, comma 1, del D.P.R. n.235 del 21 novembre 2007 – Regolamento recante modifiche ed integrazioni al DPR 24/06/1998 n° 249.
2. L’Organo di Garanzia è presieduto dal Dirigente Scolastico e si compone da un docente,
da un rappresentante eletto dagli studenti, da un rappresentante eletto dai genitori e si
riunisce mensilmente per esaminare eventuali ricorsi contro le sanzioni disciplinari irrogate.
3. L’Organo di Garanzia si riunisce su richiesta degli studenti/delle studentesse o di chiunque vi abbia interesse su conflitti che sorgono all’interno della scuola in merito all’appli-
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cazione del presente regolamento.
4. I membri dell’Organo di Garanzia che abbiano in qualsiasi modo concorso all'emanazione della sanzione disciplinare impugnata devono essere sostituiti dai membri supplenti.
5. L’Organo di Garanzia delibera se sono presenti tutti i membri designati.
6. In caso di votazione l’astensione non è ammessa.
7. L’Organo di Garanzia esprimerà il parere nei successivi dieci giorni.
8. La sanzione è confermata se l’Organo di Garanzia non si esprimerà nei tempi sopra
indicati.
Articolo 8 - Impugnazioni
1. Gli studenti/le studentesse o chiunque vi abbia interesse (genitori) presentano i ricorsi
all’Organo di Garanzia dell'Istituto entro quindici giorni dalla comunicazione delle sanzioni disciplinari irrogate. La presentazione del ricorso sospende l'avvio del provvedimento.
2. I ricorsi, contro la decisione dell’Organo di Garanzia dell’Istituto, possono essere presentati all’Organo di Garanzia Regionale, entro 15 (quindici) giorni decorrenti dalla comunicazione 63 della sanzione irrogata. L’Organo di Garanzia Regionale entro 30 (trenta)
giorni esprime il parere. La presentazione del ricorso sospende l'avvio del provvedimento.
3. L’Organo di Garanzia dell’Istituto è organo garante anche in tema di ricorsi dello studente e della famiglia avverso a provvedimenti, da chiunque emanati, che siano ritenuti
lesivi di diritti riconosciuti dallo “Statuto delle studentesse e degli studenti”.
Articolo 10 - Patto educativo di corresponsabilità
1. Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità,
finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra
istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.
2. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, l’Istituto pone
in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti,
del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.
3. La presidenza mette a punto le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e
revisione condivisa, del patto di cui al comma 1.
PATTO DI CORRESPONSABILITA’ EDUCATIVA
Visto il D.M. n. 5843/A3 del 16.10.2006 “Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica
e legalità”.
Visti i DPR n.249 del 24.6.1998 e DPR n.235 del 21.11.2007 “Regolamento recante lo
Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”.
Visto il D.M. n.16 del 5.2.2007 “Linee di azioni generali e azioni a livello nazionale per la
prevenzione del bullismo”.
Visto il D.M. n.30 del 15.03.2007 “Linee di indirizzo e indicazioni in materia di utilizzo di
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La Famiglia si impegna a:
L’alunno si impegna a:
Offerta Formativa
- Assicurare un ambiente favorevole alla
crescita integrale degli studenti e un servizio educativo-didattico di qualità.
- Promuovere il benessere e il successo
scolastico, la valorizzazione delle singole
identità e la realizzazione umana e culturale degli alunni. Esplicitare gli obiettivi
formativi e didattici, le strategie di intervento, gli strumenti di verifica e i criteri di
valutazione.
Prendere visione del piano formativo
della scuola attraverso la partecipazione alle riunioni del CdC, condividerlo
con i propri figli, assumendosi la responsabilità di quanto espresso e sottoscritto.
Condividere con gli insegnanti e la famiglia il Piano formativo della scuola,
discutendo con loro gli aspetti di responsabilità.
- Assicurare un clima sereno in cui stimolare il dialogo e la discussione, favorendo
la conoscenza reciproca, l'integrazione,
l'accoglienza e il rispetto di sé e degli altri.
- Creare una comunità scolastica basata
sulla libertà di espressione, di pensiero e
di religione.
- Promuovere comportamenti ispirati alla
partecipazione responsabile, alla solidarietà e al senso di cittadinanza.
Condividere con gli insegnanti le scelte educative della scuola. Collaborare
avanzando proposte in merito a:
- il piano formativo della scuola;
- l'organizzazione della vita scolastica;
- la verifica dei risultati raggiunti.
Mantenere sempre un comportamento corretto e positivo avendo rispetto
e cura dell'ambiente scolastico inteso
come insieme:
- delle persone che vi lavorano e lo frequentano;
- dei locali e degli arredi;
- delle attrezzature.
- Comunicare con le famiglie per informarle sull'andamento scolastico degli studenti.
- Garantire spazi e modalità di partecipazione e collaborazione a studenti e famiglie nell'ambito degli organi collegiali della
scuola.
- Mantenere un atteggiamento di dialogo e instaurare con gli insegnanti un
rapporto di fiducia e di rispetto reciproco.
- Partecipare alle riunioni del CdC e ai
colloqui individuali.
- Collaborare con gli insegnanti e l'istituzione scolastica informandosi costantemente del percorso educativo-didattico dei propri.
- Frequentare regolarmente i corsi di
studio e assolvere ai propri impegni
scolastici.
- Garantire attenzione, partecipazione
e responsabilità durante le attività sia
a scuola sia in altre situazioni formative
nel rispetto di sé e degli altri.
- Far rispettare le norme di comportamento, i regolamenti e i divieti specificati nello
Statuto degli studenti adottato dall'Istituto.
-Prendere adeguati provvedimenti discplinari in caso di infrazioni, tali da avere finalità educativa e tendere al rafforzamento
del senso di responsabilità.
- Prendere visione di tutte le comunicazioni della scuola.
- Discutere con i figli di episodi “negativi” che avvengono scolastico.
- Controllare che il figlio rispetti le regole della scuola in particolare relativamente a:
- divieto di far uso di cellulari e di altri
dispositivi elettronici in ambiente scolastico;
- rispetto delle cose proprie e altrui;
- cura della persona e dell’abbigliamento che deve essere adeguato all’ambiente educativo.
- Condividere con gli insegnanti e i figli
le opportune sanzioni da prendere in
caso di infrazioni di particolare gravità,
stimolando una riflessione sui fatti/episodi accaduti.
- Far prendere visione in famiglia delle
comunicazioni emesse dalla scuola e
dagli insegnanti.
- Favorire il rapporto e il rispetto tra i
compagni sviluppando situazioni di integrazione e solidarietà.
- Condividere, con spirito di corresponsabilità, gli interventi educativi degli
insegnanti.
Interventi Educativi
Partecipazione
La Scuola si impegna a:
Relazionalità
telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività scolastica, irrogazione di
sanzioni, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti” si stipula
con la famiglia dell’alunno il seguente patto educativo di corresponsabilità con il quale
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STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI
(D.P.R. n. 249 del 24.6.98 / D.P.R. 235/2007)
1. VITA DELLA COMUNITA’ SCOLASTICA
1) La scuola è il luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione
delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.
2) La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca e di esperienza sociale, informata ai
valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa
ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione
della cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle singole potenzialità e il recupero delle situazioni di svantaggio.
3) La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui
è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante - studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione della loro identità, del loro
senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento
di obiettivi culturali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita
attiva.
4) La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di
coscienza, di religione e sul rispetto reciproco di tutte le persone, nel ripudio di ogni
barriera ideologica, sociale e culturale.
2. DIRITTI
1) Lo studente ha diritto a una formazione culturale qualificata che rispetti e valorizzi
l’identità di ciascuno e le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso l’orientamento, e sia aperta alla pluralità delle idee.
2) La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto
dello studente alla riservatezza.
3) Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano
la vita della scuola.
4) Lo studente ha diritto di essere informato sulla programmazione e definizione degli
obiettivi didattici e sui criteri di valutazione. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva volta ad attivare un processo di autovalutazione che
lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio
rendimento.
5) E’ diritto e dovere della famiglia svolgere un ruolo di collaborazione con l’istituzione
scolastica, al fine di tutelare i diritti dei figli.
In rapporto alle particolari finalità della scuola, alla famiglia sono garantiti spazi di collaborazione con l’istituzione medesima per proposte in ordine alla stesura del progetto
di istituto, all’organizzazione della vita scolastica, alla verifica dei risultati raggiunti. La
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componente genitori, o gruppi di essi, ha titolo a presentare in sede di consiglio di istituto proposte sulle materie di competenze del consiglio stesso. Ai genitori è garantito il
diritto di assemblea. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull’ organizzazione della scuola, i genitori degli studenti possono essere chiamati a esprimere la
loro opinione mediante una consultazione.
6) Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento secondo tempi e modalità che
tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze personali.
7) Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono; a tal fine la scuola promuove e favorisce iniziative volte
all’accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
8) La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo
- didattico di qualità;
b) offerte formative personalizzate e integrative;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, nonché per
la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli
studenti anche con handicap;
e) la disponibilità di un’adeguata strumentazione tecnologica;
f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.
g) la possibilità, durante le attività scolastiche, di una comunicazione tra gli alunni e le
famiglie per urgenti e gravi motivi, tramite gli uffici di presidenza e di segreteria.
3. DOVERI
1) Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere ai propri
impegni di studio sottoponendosi consapevolmente alle verifiche e alle valutazioni del
proprio processo formativo, svolgendo i lavori proposti dagli insegnanti e contribuendo
al perseguimento del proprio successo negli studi.
2) Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del
personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che
chiedono per se stessi.
3) Nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto, impegnandosi a partecipare alla vita della
scuola con spirito democratico perché sia tutelata la libertà di pensiero di ciascuno senza
forme di costrizione, di pregiudizio, di violenza.
4) Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti.
5) Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi
didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
6) Gli studenti condividono la responsabilità di avere cura dell’ambiente scolastico come
importante fattore di qualità della vita della scuola.
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7) Gli studenti sono tenuti a non fare uso dei telefoni cellulari (o di altri dispositivi elettronici) all’interno della scuola durante lo svolgimento delle normali attività scolastiche
(lezioni, tempo mensa, intervallo tra le lezioni).
4. DISCIPLINA
1) I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del
senso di responsabilità all’interno della comunità scolastica come rispetto dei propri e
altrui diritti e doveri.
2) La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni
disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
3) In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera
espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.
4) Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto
della situazione personale dello studente.
5) Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale, e possono essere disposti per gravi o
reiterate infrazioni, o in caso di pericolo per l’incolumità delle persone.
6) La durata dell’allontanamento dello studente è commisurata alla gravità del comportamento commesso e deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo
studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
7) Nei casi in cui l’autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica
di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d’anno, ad altra
scuola.
8) Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d’esame sono
inflitte dalla commissione d’esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
REGOLAMENTO DI ACCESSO E UTILIZZO DEI LABORATORI
Articolo 1 - Individuazione dei laboratori Tecnico-Informatici
Il presente regolamento ha validità per le seguenti aule attrezzate così denominate
Laboratorio di TECNOGRAFIA (Primo piano)
Laboratorio MULTIMEDIALE (Primo piano)
Laboratorio ISOLA I (Primo piano)
Laboratorio ISOLA II (Piano seminterrato)
Articolo 2 - Destinazione dei laboratori
I laboratori sono riservati alle lezioni per classi o gruppi di utenti alla presenza di un
docente, che è tenuto a garantire il rispetto delle norme e il corretto uso della strumen-
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tazione da parte degli allievi.
Articolo 3 - Responsabili dei laboratori
All’inizio di ogni anno scolastico il Dirigente scolastico individua i responsabili di ogni
laboratorio.
Il responsabile di laboratorio ha una funzione di supervisione e di verifica della corretta
applicazione di quanto indicato nel presente regolamento ed è tenuto a segnalare al
Dirigente scolastico le eventuali anomalie riscontrate.
Articolo 4 - Modalità di prenotazione dei laboratori
La prenotazione dei laboratori viene disciplinata dalla seguente procedura in uso nella
scuola: viene fatta da parte dei responsabili una pianificazione annuale affissa sulle porte dei laboratori a cui si aggiunge la possibilità di prenotazioni a cadenza bisettimanale
dei laboratori nelle ore in cui risultano disponibili.
Articolo 5 - Modalità di accesso ai laboratori
Le chiavi dei laboratori sono custodite presso le postazioni dei collaboratori scolastici in
prossimità dei singoli laboratori. In tali postazioni è presente il registro generale di “ritiro
e consegna chiavi” che deve essere scrupolosamente compilato dal personale addetto al
momento della consegna e della restituzione della chiave.
Articolo 6 - Compiti dei docenti
I docenti che accedono con la classe ai laboratori devono:
sincerarsi delle condizioni del laboratorio all'inizio e alla fine delle lezioni;
compilare il registro delle presenze in laboratorio segnalandovi eventuali problemi tecnici e/o di altra natura in maniera tale da consentire al responsabile di laboratorio la
compilazione del modulo segnalazione anomalie;
nella considerazione che tutti i PC sono numerati, controllare che gli utenti accedano al
server con account personale assegnato all’inizio dell’anno. In tal modo ognuno diventa partecipe e responsabile del corretto funzionamento della postazione.
Articolo 7 - Compiti degli studenti
Durante le sessioni di lavoro ogni utente è responsabile dell'attrezzatura che gli viene
messa a disposizione e risponde degli eventuali danni arrecati.
Articolo 8 - Compiti degli assistenti tecnici
All’inizio dell’anno scolastico il D.S.G.A. assegna un tecnico responsabile ad ogni laboratorio.
Il tecnico assegnato ad ogni laboratorio ha il compito di:
assicurare, compatibilmente con il proprio orario di servizio, il corretto funzionamento
delle attrezzature presenti nel laboratorio;
verificare quotidianamente la presenza di segnalazioni di problemi sul registro delle
presenze e riferirla al responsabile di laboratorio;
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assistere il docente che lo richieda nell’utilizzo delle attrezzature;
intervenire a seguito della chiamata di un docente in caso di insorgenza di problemi.
Uso delle attrezzature dei laboratori
Considerato che le attrezzature costituiscono un patrimonio della scuola e che pertanto
vanno utilizzate con diligenza e nel rispetto di tutti gli utenti si forniscono alcune raccomandazioni/suggerimenti circa l’utilizzo di alcune di queste:
l'uso delle stampanti e del plotter è particolarmente oneroso dal punto di vista economico, pertanto è indispensabile razionalizzarne l'impiego da parte di tutti; i docenti
responsabili sono tenuti a verificare il materiale stampato dagli allievi e ad impedirne
un utilizzo eccessivo e improprio. In caso di utilizzo di stampanti a getto d’inchiostro
va evitata la stampa di fotografie, diapositive e presentazioni grafiche sia per evitare
sprechi inutili, sia perché i lavori ipertestuali vanno salvati e presentati su supporti
multimediali;
l'impiego del videoproiettore avviene solo ed esclusivamente alla presenza di un docente, che se ne assume la piena responsabilità.
Articolo 9 – Divieti
E’ vietato modificare la configurazione originaria dei PC e dei loro componenti; ogni
variazione del sistema va segnalata ai tecnici di laboratorio;
è vietato installare, rimuovere, copiare programmi senza l'autorizzazione del responsabile;
La richiesta di installazione di programmi nuovi deve essere presentata al responsabile,
che ne valuterà la validità didattica.
in caso navigazione in internet è vietato scaricare programmi senza l'autorizzazione
del responsabile, nonché visitare siti impropri. La navigazione durante le ore di lezione
avviene sotto la diretta responsabilità dell'insegnante;
in generale e' vietato scaricare e/o copiare programmi, cd musicali e tutti gli altri prodotti protetti dalla normativa sulla tutela del copyright;
e’ vietato consumare cibi e/o bevande nei laboratori.
Ogni trasgressione comporterà la richiesta di interventi disciplinari.
REGOLAMENTO BIBLIOTECA DI ISTITUTO
PREMESSA
La biblioteca dell'Istituto di Istruzione Superiore “L. Rota” offre ai propri studenti la
possibilità di consultare e prendere in prestito i libri conservati presso la propria sede.
Inoltre, durante gli orari di accesso al prestito, gli utenti potranno essere guidati alla
consultazione online dei testi presenti nel sistema bibliotecario della provincia di Lecco.
La Dirigenza scolastica individua uno o più docenti referenti dei servizi bibliotecari, cui gli
studenti si devono rivolgere per ogni richiesta. I docenti referenti custodiscono le chiavi
di accesso alle collezioni della biblioteca, registrano le richieste di consultazione e di prestito, sollecitano la restituzione dei documenti una volta scaduta la durata del prestito, e
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in generale amministrano il buon funzionamento della biblioteca.
Gli orari di accesso sono stabiliti dai bibliotecari referenti (prof.ssa Addivinola e prof.ssa
Comelli) in accordo con la Dirigenza scolastica.
Per il corrente anno scolastico sono i seguenti:
Martedì: dalle ore 9.00 alle ore 10.55
Mercoledì: dalle ore 11.05 alle ore 12.00
Giovedì: dalle ore 10.00 alle ore 10.55
Venerdì: dalle ore 10.00 alle ore 10.55
1- PATRIMONIO LIBRARIO
La dotazione libraria della biblioteca è determinata:
a) dal patrimonio esistente
b) dagli acquisti con i fondi messi a disposizione dall’Istituto Rota
c) da eventuali doni da parte di privati ed enti
d) dalle operazioni di scarto.
I docenti referenti del servizio si occupano della gestione biblioteconomica del materiale
librario. In particolare, curano l’accrescimento del patrimonio sia mediante la raccolta
dei desiderata da parte degli utenti che con l’acquisto mirato di opere necessarie alla
crescita coerente della dotazione documentale; parimenti si occupano dello scarto del
materiale desueto o rovinato e del vaglio dei doni pervenuti alla biblioteca (vedi articolo
successivo).
Le attività di ingresso e di scarto del materiale possono essere effettuate anche con la
collaborazione di studenti volontari o in stage, sotto la supervisione dei docenti referenti.
2 - ATTIVITA’ DI ACQUISTO E DI SCARTO
Gli acquisti debbono essere mirati e programmati nel tempo, esaudendo quanto più
possibile le richieste dell’utenza senza tuttavia che ciò arrivi a snaturare la natura della
biblioteca.
Nell'accettare i doni occorre mantenere un criterio di severità che tenga conto solo del
valore del volume e della sua utilità all’interno del patrimonio librario della biblioteca. Lo
scarto del materiale deve essere periodico e deve essere improntato ai seguenti criteri:
a) eliminare testi rovinati
b) garantire l’aggiornamento e la freschezza dei temi (soprattutto di natura scientifica)
c) disporre di un’offerta libraria varia, scientificamente accurata, aggiornata, accattivante.
3 - SERVIZIO DI CONSULTAZIONE
Gli studenti che hanno necessità di consultare in sede i documenti della biblioteca ne
fanno richiesta agli insegnanti referenti durante gli orari di apertura del servizio. In un
apposito registro viene registrata la richiesta di consultazione. Al termine della consultazione i volumi richiesti devono essere lasciati sul tavolo di lettura.
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4 - SERVIZIO DI PRESTITO
Gli studenti che hanno necessità di prendere in prestito i documenti della biblioteca ne
fanno richiesta agli insegnanti referenti durante gli orari di apertura del servizio. Il programma disponibile in aula biblioteca registrerà le opere concesse in prestito e la loro
successiva restituzione.
Il prestito di ogni singola opera dura 30 giorni e può essere rinnovato per una sola volta.
Allo studente che ne faccia richiesta, possono essere consegnate fino a n. 3 (tre) opere
della biblioteca.
Non può accedere al servizio di prestito lo studente che abbia prestiti scaduti e non ancora restituiti.
In caso di mancata restituzione delle opere prestate, lo studente è escluso dai servizi della biblioteca di istituto. In caso di smarrimento e/o di mancata restituzione delle opere
prestate, lo studente sarà tenuto a consegnare all'Istituto una nuova copia della stessa
edizione dell'opera in questione, o in alternativa, a rimborsare una somma pari al valore
commerciale della copia presa in prestito. Nel caso tale valore non sia immediatamente
determinabile, verrà stimato dall'insegnante referente sulla base delle informazioni editoriali in proprio possesso.
REGOLAMENTO LABORATORIO LINGUISTICO
1. Le chiavi del laboratorio linguistico sono depositate alla reception (nell’atrio d’ingresso). Il personale addetto le consegnerà esclusivamente all’insegnante di lingue che ne
farà richiesta. Al termine dell’ora di lezione l’insegnante riconsegnerà subito le chiavi alla
reception.
2. L’insegnante apporrà ogni volta la propria firma sull’apposito registro in laboratorio e
indicherà la classe con la quale si e’ recato in laboratorio nonchè l’ora di lezione.
3. I computer sulla consolle devono essere utilizzati esclusivamente dall’insegnante. Si
raccomanda di seguire rigorosamente tutte le procedure per un corretto avvio ed arresto del laboratorio.
4. L’armadio con audio/videocassette e cd va sempre chiuso a chiave.
5. Ogni postazione è contraddistinta da un numero. Ogni ragazzo deve sempre occupare
lo stesso posto: quello che corrisponde al suo numero nell’elenco di classe. In tal modo,
in caso di danni, è possibile risalire al responsabile.
6. Se i ragazzi, appena giunti in laboratorio, notano delle anomalie nelle proprie postazioni (cuffie, monitor, registratore), devono immediatamente avvisare l’insegnante. L’insegnante, a sua volta, avviserà, appena possibile, la responsabile di laboratorio.
7. In laboratorio è severamente proibito mangiare e bere. L’aula va lasciata in ordine:
chiudere sempre le finestre, cancellare la lavagna.
Sull’armadioè affisso l’elenco di tutto il materiale audiovisivo in lingua di cui dispone
la scuola. Se un insegnante volesse temporaneamente prelevare del materiale, dovrà
preventivamente avvisare gli insegnanti della stessa lingua e annotare tale prestito sul
registro posto all’interno dell’armadio.
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REGOLAMENTO DI ACCESSO E UTILIZZO DEL LABORATORIO DI FISICA
Articolo 1 - Destinazione del laboratorio
Il laboratorio è riservato alle lezioni per classi o gruppi di utenti alla presenza di un docente, che è tenuto a garantire il rispetto delle norme e il corretto uso della strumentazione
da parte degli allievi.
Articolo 2 - Responsabile del laboratorio
All’inizio di ogni anno scolastico il Dirigente scolastico individua il responsabile di ogni laboratorio, con funzione di supervisione e di verifica della corretta applicazione di quanto indicato nel presente regolamento. Il responsabile di laboratorio cura le richieste di acquisto
materiale ed è tenuto a segnalare al Dirigente scolastico eventuali anomalie riscontrate.
Articolo 3 - Modalità di prenotazione del laboratorio
Sulla porta del laboratorio è affisso un calendario sul quale è possibile prenotare in anticipo l’accesso. In caso di necessità, la precedenza viene data alle classi nelle quali è presente
in orario l’insegnante tecnico pratico.
Articolo 4 - Modalità di accesso ai laboratori
Le chiavi del laboratorio sono custodite presso la postazione dei collaboratori scolastici in
prossimità del locale.
Articolo 5 - Compiti dei docenti
I docenti che accedono con la classe ai laboratori devono:
sincerarsi delle condizioni del laboratorio all’inizio e alla fine delle lezioni, riponendo il
materiale utilizzato negli appositi armadi al termine dell’attività;
segnalare eventuali problemi tecnici e/o di altra natura in maniera tale da consentire al
responsabile di laboratorio la comunicazione alla dirigenza di tali anomalie.
Articolo 6 - Compiti degli studenti
Durante le sessioni di lavoro ogni utente è responsabile dell’attrezzatura che gli viene messa a disposizione e risponde degli eventuali danni arrecati.
Articolo 7 - Norme di sicurezza
L’utilizzo della strumentazione va effettuato rispettando le opportune norme di sicurezza.
Articolo 8 - Divieti
È vietato consumare cibi e/o bevande nel laboratorio.
Ogni trasgressione comporterà la richiesta di interventi disciplinari.
FATTORE DI RISCHIO
Strumenti connessi
alla rete elettrica.
RISCHIO
NORMA DI SICUREZZA
Shock elettrico.
- Assicurarsi che i cavi di alimentazione siano integri.
- Non collegare cavi in presenza di acqua o altri liquidi conduttori.
- Indossare calzature con suola in gomma isolante.
Ustione
- Reggere le piastre riscaldanti solo mediante gli appositi manici.
- Afferrare i contenitori mediante presine isolanti o opportune
pinze.
- Mantenere una distanza di sicurezza dagli elementi caldi.
Piastre riscaldanti.
Liquidi e vapori ad
elevata temperatura.
Attrezzeria in vetro.
Taglio da vetro.
- Assicurarsi dell’integrità degli attrezzi prima dell’utilizzo
- Maneggiare con cautela per evitare la rottura del vetro.
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REGOLAMENTO DI ACCESSO E UTILIZZO DEL LABORATORIO DELLA CREATIVITÀ.
Articolo 1 - Destinazione del laboratorio
Il laboratorio è riservato alle attività grafico-laboratoriali per gruppi di massimo 15 allievi
viste le modeste dimensioni dell’aula.
Nel laboratorio deve essere sempre garantita la presenza di almeno un docente che si fa
carico di verificare che gli allievi rispettino:
le norme del presente regolamento;
il corretto uso dei materiali e della strumentazione presenti nell’aula;
i modelli e gli elaborati conservati nell’aula.
Si fa presente che, in accordo con la Dirigenza, verrà consentito l’utilizzo del laboratorio
anche agli insegnanti di sostegno e alla psicologa della scuola, ma solo in maniera subordinata allo svolgimento delle attività grafico-laboratoriali.
Articolo 2 - Responsabile del laboratorio
All’inizio di ogni anno scolastico il Dirigente scolastico individua il responsabile del laboratorio, con funzione di supervisione e di verifica della corretta applicazione di quanto
indicato nel presente regolamento.
Inoltre il responsabile di laboratorio cura le richieste di acquisto materiale ed è tenuto a
segnalare al Dirigente scolastico eventuali anomalie riscontrate.
Articolo 3 - Modalità di prenotazione del laboratorio
Presso la postazione dei collaboratori scolastici ubicata all’ingresso dell’Istituto c’è il calendario sul quale è possibile prenotare in anticipo l’accesso al laboratorio.
Articolo 4 - Modalità di accesso ai laboratori
Le chiavi del laboratorio sono custodite presso la postazione dei collaboratori scolastici
ubicata all’ingresso dell’Istituto.
Articolo 5 - Compiti dei docenti
I docenti che accedono con gli allievi ai laboratori devono verificare che:
all’inizio della lezione il laboratorio sia predisposto per il regolare svolgimento delle
attività;
durante la lezione non insorgano eventuali problemi tecnici e/o di altra natura che impediscano un regolare svolgimento delle attività;
al termine della lezione il laboratorio sia lasciato in ordine affinché sia realmente utilizzabile per il regolare svolgimento di altre attività.
Il docente che riscontri l’insorgere di problemi che impediscono il regolare svolgimento
delle attività didattiche deve tempestivamente comunicare il fatto al responsabile del
laboratorio ed al Dirigente Scolastico.
Articolo 6 - Compiti degli studenti
Durante lo svolgimento delle attività ogni allievo è responsabile del materiale, delle attrezzature oltre che degli arredi che gli vengono messi a disposizione e risponde in solido
degli eventuali danni arrecati.
Ogni trasgressione comporterà la richiesta di interventi disciplinari.
Articolo 7 - Norme di sicurezza
L’utilizzo della strumentazione va effettuato rispettando le opportune norme di
sicurezza.
Articolo 8 - Divieti
È vietato consumare cibi e/o bevande nel laboratorio.
Ogni trasgressione comporterà la richiesta di interventi disciplinari.
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REGOLAMENTO PER L’UTILIZZO DEL LABORATORIO CHIMICO-BIOLOGICO
NORME COMPORTAMENTALI GENERALI
1. Il Laboratorio è un luogo dì studio e di lavoro. E’ assolutamente vietato correre, lanciare
oggetti o porre in atto comportamenti che possano arrecare danno, sia direttamente che
indirettamente, alle persone o alle cose.
2. Agli alunni è fatto assoluto divieto di accesso al Laboratorio in assenza del docente o
del
personale preposto.
3. Ogni persona che si trova in Laboratorio deve conoscere la dislocazione delle uscite di
emergenza e degli estintori, per cui è obbligo dei singoli docenti e del personale preposto all’assistenza in Laboratorio di dare completa informazione in merito a tutti gli allievi.
4. Usare sempre dispositivi di protezione individuale (DPI) appropriati per ogni tipo di
rischio (camici, guanti adatti per l’agente che si deve manipolare, occhiali di sicurezza,
maschere, etc.) che devono essere utilizzati correttamente e tenuti sempre in buono stato di manutenzione. Docenti e personale preposto all’assistenza in Laboratorio
devono vigilare sulla completezza, idoneità, accessibilità ed. efficienza degli strumenti di
sicurezza e dei dispositivi di protezione individuale, notificando eventuali deficienze al proprio responsabile.
5. In Laboratorio è vietato mangiare, bere, portare cibi e bevande al suo interno, e qualsiasi altra attività non inerente al Laboratorio stesso.
6. In caso di accertata allergia o sensibilità verso certe sostanze o in presenza di asma o
simili patologie avvertire il docente prima di entrare in Laboratorio.
7. II banco di laboratorio va mantenuto sempre pulito e in ordine.
8. Gli sgabelli devono essere riposti sotto il banco se non utilizzati anche per un breve
tempo e non devono assolutamente essere lasciati nelle zone di passaggio. Analogamente, zaini, cartelle e capi di vestiario vanno depositati al di fuori della zona di lavoro, in
modo da non intralciare gli spazi intorno ai banchi e le vie d’uscita in caso di emergenza.
NORME DI LAVORO
1. Non lavorare mai da soli in Laboratorio. Gli incidenti accadono sempre senza preavviso e possono risultare fatali in mancanza di un soccorso immediato.
2. In Laboratorio vanno eseguite solo esperienze autorizzate dal docente e sotto la sua
vigilanza.
3. Tutte le attività didattiche devono essere opportunamente programmate e pianificate
con anticipo sufficiente alla necessaria predisposizione di prodotti ed apparecchiature,
in condizioni di massima sicurezza.
4. Gli alunni devono essere informati in modo preciso delle operazioni da compiere con
particolare riferimento a quelle che possono comportare un rischio.
5. Lavare le mani frequentemente durante l’attività di laboratorio; dopo il contatto con
qualsiasi sostanza e comunque sempre a lavoro ultimato lavarsi accuratamente le mani.
6. Non utilizzate mai la bocca per aspirare liquidi con una pipetta, fare sempre uso di
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propipette.
7. Per verificare l’odore di una sostanza non inspirare sopra il recipiente che la contiene.
Si deve muovere la mano a ventaglio, spingendo i vapori verso il naso. La maggior parte
delle sostanze che si incontrano in laboratorio non ha odori caratteristici, mentre alcune
sviluppano vapori irritanti per le mucose.
8. È bene aprire un solo contenitore alla volta e fare attenzione, comunque, a non scambiare i tappi dei recipienti.
9. Afferrare saldamente i recipienti contenenti i reattivi quando devono essere mossi da
un posto ad un altro. Non tenerli distrattamente ma sostenere i recipienti mettendo ima
mano sul loro fondo. Non afferrare le bottiglie per il tappo.
10. Quando si danno indicazioni agli alunni ed ai collaboratori per la preparazione dei
reagenti, calcolare con esattezza le quantità richieste dalle metodiche adottate, per consentire la preparazione delle quantità mìnime necessarie, tenendo conto del numero di
alunni e classi interessate, e della stabilità dei reattivi.
11. Prestare particolare cura nel preparare ed usare sempre i quantitativi, minimi necessari di sostanze e preparati, per evitare sprechi, rischi maggiori per chi lavora, inquinamento all’ambiente con lo smaltimento di quanto non si è utilizzato. Non rimettere mai
i prodotti non utilizzati nei recipienti di provenienza
12. Evitare di mescolare fra di loro casualmente sostanze diverse, evitare comunque di
mescolare fra di loro sostanze diverse se non si è certi della loro compatibilita, (in caso di
dubbio provvedere a consultare prima le schede di sicurezza che sono a disposizione in
Laboratorio).
13. Non appoggiare recipienti o bottiglie o apparecchi vicino al bordo dei banchi di lavoro.
14. Non portare in tasca forbici, fiale di vetro o altri oggetti taglienti o appuntiti.
15. Non orientare mai un recipiente verso sé stesso o altre persone.
16. A tutti i docenti è fatto assoluto divieto di operare con materiali e strumenti che non
appartengono alla dotazione del Laboratorio, dotazione che deve essere preventivamente vagliata dal docente responsabile del Laboratorio medesimo prima del suo utilizzo;
17. A tutti i docenti è fatto assoluto divieto di chiedere agli alunni di portare da casa sostanze e/o reagenti anche moderatamente pericolosi (sostanze esplosive, comburenti,
combustibili, corrosive, tossiche, irritanti e/o nocive o radioattive).
18. Tenere le apparecchiature elettriche lontane dall’acqua: in caso di contatto della
parti sotto
tensione con acqua si può prendere la scossa.
19. Non scaldare su fiamma libera liquidi infiammabili (esempio solventi organici): i loro
gas potrebbero incendiarsi.
20. I contenitori di sostanze in polvere, i flaconi, le bottiglie dei solventi o dei reagenti
puri o in soluzione devono essere rimessi al loro posto dopo il prelievo e mai lasciati
sopra il piano di lavoro.
21. La vetreria adoperata va lavata e sciacquata accuratamente con acqua del rubinetto.
Solo l’ultimo risciacquo va effettuato adoperando acqua distillata.
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22. Lasciare sempre la strumentazione e l’area di lavoro impiegata in condizioni tali da
poter essere subito riutilizzata dal successivo docente.
23. Nell’eventualità di un infortunio, anche se piccolo, gli allievi devono informare immediatamente il docente.
24. Riferire immediatamente al responsabile del Laboratorio, guasti o malfunzionamenti
di strumenti, apparati, dispositivi di protezione collettiva e individuale, età; segnalare
prontamente, allo stesso, carenze od altre osservazioni che possono influire sulla sicurezza del Laboratorio.
MANIPOLAZIONE DI SOSTANZE PERICOLOSE
1. Le sostanze nocive o pericolose e i reagenti chimici devono essere custoditi in armadi
adeguati, con chiusura a chiave e devono essere accessibili solo ai docenti.
2. Tenere un inventario aggiornato di tutte le sostanze chimiche.
3. Leggere preventivamente ed attentamente le etichette sui contenitori, con particolare riferimento ai simboli di pericolo, alle frasi di rischio (“frasi R”) ed ai consigli dì
prudenza (“frasi S”) su esse riportati.
4. Leggere preventivamente ed attentamente le schede dati dì sicurezza ( SDS ) dei prodotti chimici che si intende utilizzare. Tali schede, raccolte in un portalistini, devono essere a disposizione dell’utilizzatore nel Laboratorio.
5. Etichettare sempre i contenitori non originali, riportando nell’etichetta il nome dell’agente chimico, la concentrazione, la data e il nome del docente che utilizza detto agente.
6. Non conservare a lungo prodotti di reazione, soluzioni o altro nella vetreria, ma trasferirli in bottiglie o altri recipienti adatti ed apporre etichetta con le modalità di cui al
punto precedente.
7. Adottare sempre il criterio di sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o che
è meno pericoloso.
8. Tutte le operazioni e lavorazioni con materiali pericolosi (in relazione alle loro proprietà chimico-fisiche o alla loro pericolosità per la salute, quali tossici, nocivi, ecc, o
sospettati tali) devono essere effettuate sotto cappa da laboratorio chimico tenendo il
pannello scorrevole frontale abbassato il più possibile.
9. Le sostanze chimiche non vanno mai toccate con le mani e tantomeno assaggiate con
la bocca; in caso di contatto accidentale sciacquare subito la parte del corpo contaminata con abbondante acqua.
10. Quando si prepara una soluzione diluita di un acido o di un idrossido, partendo da
acidi o idrossidi concentrati, aggiungere questi ali’ acqua lentamente ed agitando in continuazione e mai il contrario: prestare somma attenzione soprattutto quando si ha a che
fare con H2SO4 concentrato o con NaOH 0 KOH solidi: quando questi composti vengono
mescolati con H2O si sviluppa una grande quantità di calore ed in conseguenza di ciò la
soluzione si riscalda molto velocemente (reazione esotermica).
11. Gli acidi versati si possono neutralizzare con bicarbonato di sodio (NaHCC>3), gli alcali con acido cloridrico diluito (HC1 5%).
COME MANEGGIARE LA VETRERIA
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1. È necessario prestare molta attenzione alla vetreria. Bisogna sempre verificare che
non vi siano incrinature; i recipienti che presentano anche solo piccoli segni devono essere scartati, perché potrebbero creare problemi una volta sottoposti a riscaldamento.
2. Non si deve mai forzare un tubo di vetro o un termometro che fanno fatica a entrare
o uscire da un tappo forato. In ogni caso è meglio adoperare un po’ di glicerina come
lubrificante. Non cercare di forzare con le mani l’apertura di giunti smerigliati bloccati:
lasciare a bagno in acqua calda per liberare il giunto bloccato.
3. La vetreria rotta non deve mai essere raccolta con le mani nude, ma con guanti o con
scopino e paletta.
4. La vetreria va posta sul Bunsen sempre interponendo una reticella. Solo alcune provette di vetro o i crogioli di porcellana possono essere esposti direttamente alla fiamma.
5. La vetreria calda non si distìngue a vista da quella fredda. Adoperare pinze o guanti
isolanti.
6. In caso di scottature raffreddare subito la parte ustionata e poi richiedere specifica
prescrizione medica.
I RIFIUTI E GLI SCARTI DEL LABORATORIO
Premesso che non si deve inquinare l’ambiente, i rifiuti e gli scarti devono essere raccolti
in maniera differenziata per il loro successivo smaltimento.
I rifiuti di tipo comune come carte, stracci, guanti monouso,..., purché non sporchi di reattivi chimici pericolosi, vanno gettati in appositi contenitori metallici non troppo grandi
per evitare pericolosi accumuli.
I residui della vetreria rotta vanno messi in un contenitore a parte per essere smaltiti
dopo essere stati ben pilliti.
I residui dei prodotti chimici possono essere messi assieme agli altri scarti solo dopo che
ci si è accertati che non possano dar luogo a reazioni esotermiche e nocive.
Gli acidi e le basi possono essere gettati negli scarichi solo dopo loro diluizione con molta
acqua, in piccole porzioni e facendo poi scorrere altra acqua a lungo per evitare reazioni
esotermiche e la corrosione dei tubi dello scarico.
REGOLAMENTO D'UTILIZZO DELLA PALESTRA
Articolo 1 - Accesso alle palestre
L'accesso alle palestre è consentito solo agli alunni in presenza dell'insegnante e alle
persone espressamente autorizzate dal Dirigente scolastico.
Articolo 2 – Abbigliamento
Gli alunni dovranno indossare tuta e/o pantaloncini e maglietta, calzando scarpe da ginnastica diverse da quelle eventualmente indossate prima di entrare in palestra. Gli alunni esonerati dalla lezione pratica sono comunque tenuti ad indossare un abbigliamento
idoneo, con particolare riferimento all'utilizzo di scarpe da ginnastica.
Articolo 3 - Oggetti personali
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Gli oggetti di valore (cellulari, portafogli, orologi...) vanno portati in palestra e depositati
negli appositi contenitori. Borse, zaini, vestiti vanno lasciati negli spogliatoi anche dagli
alunni esonerati dalla lezione pratica.
Articolo 4 - Spostamenti da e per le aule
Al suono della campana gli alunni si recano in palestra il più sollecitamente possibile,
provvedendo a cambiarsi in tempi brevi; 5 minuti prima del termine della lezione gli
alunni si recheranno negli spogliatoi per cambiarsi e rientrare poi celermente nella propria aula.
Articolo 5 - Intervallo
Le classi che svolgono la lezione di educazione fisica a cavallo dell'intervallo sono tenute,
all'inizio dell'intervallo stesso, a terminare qualsiasi attività lasciando gli attrezzi (palloni
od altro) e ad uscire dalla palestra. Al termine dell'intervallo gli alunni rientreranno prontamente per riprendere la lezione.
Articolo 6 - Bevande
E' consentito l'utilizzo di acqua durante le lezioni di educazione fisica, a condizione che
gli alunni non abbandonino le bottiglie vuote ed abbiano cura di conservare le bottiglie
stesse ben chiuse.
Articolo 7 - Attrezzatura
Gli alunni devono utilizzare l'attrezzatura solamente sotto il controllo e seguendo le indicazioni dell'insegnante. Sono altresì tenuti a collaborare con l'insegnante per spostare
e/o riporre i diversi attrezzi prima e dopo l'utilizzo.
Articolo 8 - Attuazione del regolamento
Si dà mandato alla Presidenza di predisporre tutto quanto ritiene necessario per l'attuazione del presente regolamento.
REGOLAMENTO INFERMERIA
Articolo 1 - Malore/infortunio dello studente
In caso di malore o infortunio di un allievo, il docente della classe non deve lasciare l’aula/
laboratorio, ma intervenire per quanto di sua competenza e allertare immediatamente
il più vicino collaboratore scolastico di piano che provvede ad informare il personale di
segreteria per eventuali comunicazioni alla famiglia e/o al servizio di pronto intervento.
Articolo 2 - Allontanamento dalla classe
Nel caso in cui l’alunno sia in grado di deambulare occorre farlo accompagnare in infermeria facendolo assistere dal personale della scuola che ha partecipato al corso di
primo soccorso. Dell’allontanamento dalla classe (e dell’eventuale successivo rientro)
andrà fatta menzione sul giornale di classe. In caso di assenza del personale addetto o di
collaboratori scolastici al piano è possibile far accompagnare l’alunno infortunato da un
compagno di classe preferibilmente individuato tra gli alunni aprifila o serrafila. L’alunno
accompagnatore farà immediatamente rientro in classe non appena affidato l’alunno
infortunato al personale scolastico.
Articolo 3 - Permanenza nel locale infermeria
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Il locale infermeria non è sorvegliato e pertanto gli alunni non possono sostarvi se non
per il tempo strettamente necessario per misurare la temperatura, o per attendere l’arrivo di un familiare avvisato o degli eventuali mezzi di soccorso. In caso di intervento del
servizio di pronto soccorso e in assenza di un familiare, lo studente sarà accompagnato
in ospedale dal personale formato con il corso di primo soccorso che vi rimarrà fino
all’arrivo di un parente.
Articolo 4 - Divieto di somministrazione di farmaci
L’Istituto, per disposizioni di legge, non è autorizzato a detenere né somministrare alcun
tipo di farmaco pertanto chiunque operi è tenuto a non somministrare farmaci anche se
lo studente ne dovesse fare richiesta, si fa eccezione se è stata archiviata o presentata
una dichiarazione medica.
Articolo 5 - Attuazione del regolamento
Si dà mandato alla Presidenza di predisporre tutto quanto ritiene necessario per l’attuazione del presente regolamento.
REGOLAMENTO SCAMBI DI CLASSE E SOGGIORNI LINGUISTICI ALL’ESTERO
Articolo 1 - Finalità
Gli scambi di classi e i soggiorni linguistici all’estero devono rispondere alle seguenti
finalità:
educazione interculturale che non privilegi il solo ambito linguistico, che rappresenta
certamente un mezzo importante, ma non il fine esclusivo;
attuazione del partenariato - negli scambi - che richiede l’elaborazione di un progetto
didattico comune, anche attraverso il canale dei gemellaggi realizzati dagli Enti Locali o
da associazioni operanti sul territorio;
partecipazione all’attività didattica tramite la frequenza delle lezioni, visite a località e
imprese significative in relazione al progetto.
Articolo 2 - Tipologia
a) Scambi di classe: prevedono scambi di studenti con istituti europei in condizioni di
accoglienza reciproca in famiglia.
b) Soggiorni linguistici: prevedono la frequenza di specifici corsi di lingua e alloggio in
famiglie selezionate a cura dell’istituzione straniera di riferimento.
Articolo 3 - Durata
Per i soggiorni linguistici effettuati nel periodo estivo la durata prevista è di 14 giorni,
mentre per gli scambi di classe effettuati nel corso dell’anno scolastico sono previsti soggiorni di 8/10 giorni per ogni fase.
Articolo 4 - Periodi di effettuazione
Gli scambi di classe e i soggiorni linguistici possono essere effettuati in qualsiasi periodo
dell’anno scolastico, escluso l’ultimo mese di lezioni, e comunque non in coincidenza
con attività collegiali programmate nel Calendario delle attività. I soggiorni linguistici
possono essere effettuati anche nel periodo delle vacanze. Gli scambi di classe possono
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essere effettuati nel periodo delle vacanze, ma solo qualora siano in corso le normali
attività didattiche nel Paese ospitante.
Articolo 5 - Quorum alunni prtecipanti
Lo scambio di classi e il soggiorno linguistico coinvolgono l’intera classe o, salvo motivate
eccezioni, gli 8/10 degli studenti di una classe. Lo scambio potrà essere effettuato anche
da gruppi classe, fino a raggiungere il numero di allievi pari a quello dei corrispondenti
stranieri. Gli allievi che non partecipassero allo scambio o al soggiorno linguistico sono
tenuti alla frequenza scolastica.
Articolo 6 - Docenti accompagnatori
Il Consiglio di classe designa di norma 2 docenti accompagnatori per classe, di cui uno è
il responsabile di progetto. Almeno uno dei docenti accompagnatori deve conoscere la
lingua utile alla comunicazione nel Paese ospitante. Gli accompagnatori, se non ospitati
dal partner straniero, sono a carico dell’Istituto.
Articolo 7 - Termini di presentazione
Le Schede Progetto devono essere presentate al Dirigente scolastico da parte del docente responsabile entro il 15 dicembre.
Articolo 8 - Procedura per l’organizzazione
1. Nella prima riunione dell’anno scolastico il Consiglio di classe individua le mete e
l’insegnante responsabile degli scambi di classe e dei soggiorni linguistici.
2. Il docente responsabile presenta la Scheda Progetto al Referente o alla Commissione
d’Istituto indicando periodo, meta, obiettivi, programma di massima, fasi preparatorie,
accompagnatori, numero dei partecipanti e relativo consenso preventivo delle famiglie, segnalando al Dirigente eventuali richieste di contributo da parte delle stesse.
3. Il Referente o la Commissione valuta la fattibilità del progetto, tenuto conto del regolamento interno, delle altre richieste avanzate dai Consigli di classe, anche alla luce
di una pianificazione d’Istituto.
4. Il Dirigente scolastico analizza, valuta e autorizza il progetto dal punto di vista didattico ed economico.
5. Il Dirigente dà incarico al DSGA di richiedere i preventivi alle agenzie preposte secondo la
normativa vigente, per poi procedere alla scelta del preventivo più favorevole alla realizzazione dell’iniziativa.
6. I docenti coinvolti a livello disciplinare completano la preparazione dell’attività e
il Docente responsabile perfeziona la comunicazione alla famiglie producendo il programma definitivo e gestisce l’aspetto amministrativo, raccogliendo le ricevute di versamento individuali o di classe e i consensi scritti delle famiglie.
7. Il Docente responsabile, ad attività ultimata, stenderà una relazione finale su apposito modulo, allegando l’esito del questionario di soddisfazione organizzativo e didattico
degli studenti.
8. Tutta la documentazione prodotta sarà riposta in apposito archivio.
Articolo 9 - Attuazione del regolamento
Si dà mandato alla Presidenza di predisporre tutto quanto ritiene necessario per l'attuazione del presente regolamento.
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REGOLAMENTO VISITE GUIDATE E VIAGGI DI ISTRUZIONE
Articolo 1 – Finalità
Visite guidate e viaggi di istruzione devono rispondere alle seguenti finalità:
integrazione dell’attività scolastica in funzione sia della formazione generale degli alunni che della specifica preparazione in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro o del
proseguimento degli studi;
Crescita personale mediante esperienze di organizzazione, vissute e partecipate, di attività di interesse sociale, culturale e sportivo.
Articolo 2 - Tipologia
a. Visite guidate:
si effettuano nell’arco di mezza o una giornata presso aziende, mostre, musei, località
di interesse storico e artistico, parchi naturali; comprendono la partecipazione ad attività fuori sede (spettacoli cine-teatrali, manifestazioni sportive, conferenze ecc.).
b. Gita di socializzazione:
si effettua nell’arco di una giornata nel primo periodo dell’anno scolastico ed è limitata
alle classi prime e alle classi formate con alunni di provenienza eterogenea.
c. Viaggi di istruzione:
di due o più giorni, si effettuano in Italia o all’estero; comprendono i viaggi finalizzati
alla integrazione disciplinare o di indirizzo e alla partecipazione a manifestazioni sportive.
Articolo 3 - Numero e durata
Premesso che nella programmazione dei viaggi di istruzione, che possono essere particolarmente costosi per le famiglie, i Consigli di classe prenderanno in considerazione
l’intero arco del quinquennio al fine di favorire la totale partecipazione degli studenti, si
stabiliscono le seguenti limitazioni:
per le classi del biennio sono contemplate solo visite guidate, mentre per il triennio la
durata massima del viaggio di istruzione non può superare i sei giorni.
Articolo 4 - Periodi di effettuazione
Le visite guidate e i viaggi di istruzione, che dovranno essere programmati – come richiesto dal P.O.F. – dando la precedenza ai luoghi culturali e professionali del territorio,
possono essere effettuati in qualsiasi periodo dell’anno scolastico, escluso l’ultimo mese
di lezioni (C.M. 291/1992), fatta eccezione per i viaggi connessi ad attività sportive scolastiche nazionali e internazionali, e comunque non in coincidenza con attività collegiali
programmate nel Calendario delle attività.
Articolo 5 - Quorum alunni partecipanti
La partecipazione numerica alle visite e ai viaggi non può essere inferiore al 70% degli
studenti della classe. Gli allievi che non partecipassero a tali attività sono tenuti alla frequenza scolastica.
Articolo 6 - Docenti accompagnatori
Nella programmazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione è prevista di mas-
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sima la presenza di un accompagnatore ogni 15 alunni. Deve inoltre essere assicurato
l’avvicendamento dei docenti accompagnatori e, di norma, uno stesso docente non partecipa a più viaggi di istruzione nel medesimo anno scolastico. Ogni visita o viaggio avrà
un docente responsabile dell’organizzazione cui fare riferimento.
Articolo 7 - Termini di presentazione
Le Schede Progetto di visite o viaggi devono essere presentate all’ufficio Alunni da parte
del docente responsabile entro i seguenti termine:
a. Visite guidate: almeno 15 giorni prima dell’effettuazione.
b. Gite di socializzazione: almeno 15 giorni prima dell’effettuazione.
c. Viaggi di istruzione: entro il 5 dicembre.
Per i viaggi da effettuarsi entro il 5 dicembre il progetto va presentato prima del termine
dell’anno scolastico precedente.
Articolo 8 - Procedura per l’organizzzione
1. Nella prima riunione dell’anno scolastico il Consiglio di classe individua le mete e
l’insegnante responsabile delle visite guidate e dei viaggi di istruzione.
2. Il docente responsabile presenta la Scheda Progetto all’ufficio di segreteria alunni
indicando periodo, meta, obiettivi, programma di massima, fasi preparatorie, accompagnatori, numero dei partecipanti e relativo consenso preventivo delle famiglie, segnalando al Dirigente eventuali richieste di contributo da parte delle stesse.
3. Il Dirigente scolastico analizza, valuta e autorizza il progetto dal punto di vista didattico ed economico.
5. Il Dirigente dà incarico al DSGA di richiedere i preventivi alle agenzie preposte secondo le normative vigenti, per poi procedere alla scelta del preventivo più favorevole
alla realizzazione del viaggio.
6. I docenti coinvolti a livello disciplinare completano la preparazione della visita o del
viaggio e il Docente responsabile perfeziona la comunicazione alla famiglie producendo il programma definitivo e gestisce l’aspetto amministrativo, raccogliendo le ricevute
di versamento individuali o di classe e i consensi scritti delle famiglie.
7. Il Docente responsabile, ad attività ultimata, stenderà una relazione finale su apposito modulo, allegando l’esito del questionario di soddisfazione organizzativo e didattico
degli studenti.
8. Tutta la documentazione prodotta sarà riposta in apposito archivio.
Articolo 9 - Attuazione del regolamento
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REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO AGLI ESPERTI ESTERNI AI SENSI DELL’ART. 40 DEL DECRETO N. 44/2001
IL CONSIGLIO D’ISTITUTO
VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 8/3/99, n.275,
VISTO l’art.40 del Decreto Interministeriale n.44 del 1/2/2001 con il quale viene attribuita alle istituzioni scolastiche la facoltà di stipulare contratti di prestazione d’opera
con esperti esterni per particolari attività ed insegnamenti, al fine di garantire l’arricchimento dell’offerta formativa,
VISTO in particolare l’art. 33, 2° comma, del Decreto Interministeriale n. 44 del
1/2/2001, con il quale viene affidata al consiglio d’istituto la determinazione dei criteri
generali per la stipula dei contratti di prestazione d’opera per l’arricchimento dell’offerta formativa,
VISTA la deliberazione adottata dal Collegio docenti in data 23.06.2004,
VISTO l’art.10 del T.U. 16/4/94, n.297,
VISTO il regolamento d’istituto,
EMANA
Ai sensi dell’art. 40 del Decreto Interministeriale n.44 del 1/2/2001 il seguente regolamento che va a costituire parte integrante del regolamento d’istituto: Art.1 – Finalità
e ambito di applicazione.
Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell’art.40 del Decreto Interministeriale
n.44 del 1/2/2001, le modalità ed i criteri per il conferimento di contratti di prestazione d’opera per attività ed insegnamenti che richiedano specifiche e peculiari competenze professionali, nell’ambito della programmazione didattica annuale, al fine di
sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche deliberate nel POF.
Articolo 2 - Requisiti professionali
Per ciascuna attività o progetto deliberati nel POF per lo svolgimento delle quali si renda necessario il ricorso alla collaborazione di docenti esperti esterni, il Consiglio d'Istituto ha stabilito che gli esperti stessi devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
Competenze richieste dal Progetto
Esperienze di lavoro
Esperienze didattiche
Titoli di studio
Referenze
Corsi di aggiornamento
Articolo 3 - Pubblicazione degli avvisi di selezione
In tempo utile, il Dirigente, sulla base del piano dell’offerta formativa (POF) e alla previsione dei progetti che saranno deliberati nel programma annuale, individua le attività e gli insegnamenti per i quali possono essere conferiti contratti ad esperti esterni e
ne dà informazione con uno o più avvisi da pubblicare all’albo ufficiale della scuola o
in altra forma ritenuta opportuna.
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Gli avvisi dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande,
i titoli che saranno valutati, la documentazione da produrre, nonché l’elenco dei contratti che s’intendono stipulare. Per ciascun contratto deve essere specificato:
l’oggetto della prestazione;
la durata del contratto: termini di inizio e di conclusione della prestazione;
il corrispettivo proposto per la prestazione;
I candidati devono essere in possesso dei requisiti per l’accesso al pubblico impiego;
Ciascun aspirante in possesso dei requisiti, nel termine che sarà stabilito dal Dirigente scolastico, può presentare domanda alla scuola ai fini dell’individuazione dei
contraenti cui conferire il contratto.
Articolo 4 - Determinazione del compenso
Il Dirigente scolastico, determina annualmente il corrispettivo di riferimento per i
singoli contratti conferiti compatibilmente con i fondi disponibili ovvero il compenso
massimo da corrispondere all’esperto per ogni ora di lezione, tenuto conto del tipo
di attività e dell’impegno professionale richiesto, ovvero, in casi particolari, di motivata necessità, in relazione al tipo di attività e all’impegno professionale richiesto, il
Dirigente scolastico, ha facoltà di stabilire il compenso massimo da corrispondere al
docente esperto, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa.
Articolo 5 - Individuazione dei contraenti
I contraenti cui conferire i contratti sono selezionati dal Dirigente scolastico mediante
valutazione comparativa.
La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli:
competenze;
curriculum complessivo del candidato;
contenuti e continuità dell’attività professionale e scientifica individuale o svolta
presso studi professionali, enti pubblici o privati;
pubblicazioni e altri titoli;
referenze;
corsi di aggiornamento.
Per la valutazione comparativa dei candidati il Dirigente scolastico farà riferimento
almeno ai seguenti criteri:
livello di qualificazione professionale e scientifica dei candidati;
congruenza dell’attività professionale o scientifica svolta dal candidato con gli specifici obiettivi formativi dell’insegnamento o dell’attività formativa per i quali è bandita
la selezione;
eventuali precedenti esperienze didattiche.
Il Dirigente scolastico per le valutazioni di cui al presente articolo può nominare una
apposita commissione, composta dai docenti, a cui affidare compiti di istruzione, ai
fini della scelta dei contraenti con cui stipulare i contratti.
Qualora non siano presentate domande nei termini previsti il DS si riserva di nominare
direttamente gli esperti secondo i criteri suesposti.
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Articolo 6 - Stipula del contratto
Nei confronti dei candidati selezionati, il Dirigente provvede, con determinazione motivata in relazione ai criteri definiti con il presente regolamento e nei limiti di spesa del
progetto, alla stipula del contratto.
Nel contratto devono essere specificati:
l’oggetto della prestazione;
i termini di inizio e conclusione della prestazione;
il corrispettivo della prestazione indicato al netto della imposta sul valore aggiunto,
se dovuta, e del contributo previdenziale e fiscale;
limitatamente alla percentuale a carico dell’amministrazione;
le modalità di pagamento del corrispettivo;
le cause che danno luogo a risoluzione del contratto ai sensi dell’art.1456;
del C.C. e le condizioni per il ricorso delle parti al recesso unilaterale.
Per i titolari dei contratti deve essere previsto l’obbligo di svolgere l’attività verifica del
profitto, se prevista, e l’obbligo ad assolvere a tutti i doveri didattici in conformità alle
vigenti disposizioni.
La natura giuridica del rapporto che s’instaura con l’incarico di collaborazione esterna
è quello di rapporto privatistico qualificato come prestazione d’opera intellettuale.
I contratti di cui al presente regolamento costituiscono prestazioni:
di collaborazione coordinata e continuativa e sono assoggettati al corrispondente regime fiscale e previdenziale, in dipendenza anche della posizione del contraente e non
danno luogo a diritti in ordine all’accesso nei ruoli della scuola, ovvero, nei casi che lo
prevedono, di prestazione d’opera occasionale.
I contratti di cui al presente regolamento non possono avere durata superiore all’anno
scolastico e sono rinnovabili.
Non sono rinnovabili i contratti oggetto di risoluzione o di recesso. E’ istituito presso la segreteria della scuola un registro degli incarichi esterni in cui dovranno essere
indicati i nominativi dei professionisti incaricati, l’importo dei compensi corrisposti e
l’oggetto dell’incarico.
Articolo 7 - Impedimenti alla stipula del contratto
I contratti con i collaboratori esterni possono essere stipulati, ai sensi dell’art. 32, comma 4, del Decreto Interministeriale n.44 del 1/2/2001, soltanto per le prestazioni e le
attività che non possono essere assegnate al personale dipendente per inesistenza di
specifiche competenze professionali; che non possono essere espletate dal personale
dipendente per indisponibilità o coincidenza di altri impegni di lavoro; di cui sia comunque opportuno il ricorso a specifica professionalità esterna.
Articolo 8 - Autorizzazione dipendenti pubblici e comunicazione alla Funzione Pubblica
Ai fini della stipula dei contratti disciplinati dal presente regolamento con i dipendenti
di altra amministrazione pubblica è richiesta obbligatoriamente la preventiva autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza di cui all’art.53 del D.L.vo 30/3/2001,
n.165. L’elenco dei contratti stipulati con i soggetti di cui al comma precedente è comunicato annualmente al dipartimento della funzione pubblica entro i termini previsti
dall’art.53, commi da 12 a 16 del citato D.L.vo n.165/2001.
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Obiettivi e indicatori di misura
Gli obiettivi che l’Istituzione scolastica persegue scaturiscono:
a) da un processo di auto-interrogazione:
“I risultati ottenuti nel precedente anno scolastico, i bisogni della nuova popolazione
scolastica, i bisogni del personale interno e le necessità dell’Ente Locale quali servizi
suggeriscono di attivare?
Quelli già realizzati che cosa consigliano in termini di mantenimento e/o miglioramento?
Le caratteristiche delle risorse umane che cosa rendono possibile e/o potenzialmente
possibile?
Le risorse materiali ed economiche che cosa rendono praticabile e/o potenzialmente
praticabile?”.
b) dalla consapevolezza di alcune certezze:
la popolazione scolastica mantiene globalmente gli stessi tratti distintivi dell’anno
precedente, le stesse connotazioni socio-ambientali;
i bisogni e le aspettative del cliente non sono mutate;
la necessità di ampliamento delle opportunità di formazione;
i servizi praticati possono essere migliorati;
le risorse umane a disposizione della scuola non sono mutate;
la necessità di differenziare i percorsi di formazione proposti agli utenti (alunni, docenti,
adulti dei corsi serali) per aumentare la flessibilità dei processi di insegnamento e
promuovere la valorizzazione delle persone (alunni, docenti, personale scolastico,
adulti).
Pertanto gli obiettivi si possono definire nell’ottica di un criterio generale fondato su
una esigenza di continuità e miglioramento dei servizi didattico-formativi e di quelli
di supporto amministrativo, e di attenzione continua al cliente esterno/interno per
soddisfare le sue richieste.
La valutazione del servizio offerto dalla scuola viene effettuata prendendo in
considerazione i seguenti indicatori:
1) Soddisfazione dell’utenza esterna (genitori) in relazione a:
Immagine dell’Istituto
Rapporti con il territorio
Clima della scuola
Ambiente Umano
Significatività degli insegnamenti impartiti
Partecipazione alle attività del Consiglio di Classe
Rapporti con i docenti
Trasparenza dei criteri di valutazione
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Obiettivi e indicatori di misura
2) Funzionalità del Consiglio di Classe:
La descrizione qualitativa dello standard di riferimento è ottenuta attraverso l’analisi
quantitativa dei dati ricavati dalla somministrazione di appositi questionari in relazione a:
Attività di programmazione
Organizzazione interna
Gestione della relazione e della partecipazione
3) Successo scolastico degli alunni:
Valutato in base ai seguenti indicatori
Apprendimenti cognitivi (il sapere e il saper fare)
Apprendimenti non cognitivi (il saper essere)
4) Produttività dei progetti:
Valutata in base ai seguenti indicatori
Rapporto tra risultati ottenuti e risultati attesi (RO/RA)
Valutazione dello scarto del rapporto RO/RA
5) Formazione in servizio:
Utilità della prestazione docente
Grado di acquisizione degli obiettivi
Soddisfazione
6) Funzionalità dei servizi amministrativi:
Gestione atti amministrativi riguardanti il personale
Gestione atti amministrativi riguardanti alunni e genitori
Gestione materiali di supporto alla didattica
Gestione degli atti contabili
Tempestività del servizio di segreteria
Disponibilità del personale
7) Attenzione continua all’utente interno/esterno alla scuola:
Risoluzione dei reclami
Valutazione dei fornitori della scuola
Azioni Preventive
Azioni Correttive
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Obiettivi e indicatori di misura
Criteri di valutazione primo biennio (per tutti gli indirizzi)
I giudizi esposti nella tabella sottostante si riferiscono all’insieme delle conoscenze
(saperi), abilità e competenze che operazionalizzano i traguardi di apprendimento
previsti in uscita al termine del biennio, dalla normativa del nuovo obbligo scolastico.
GIUDIZIO
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eccellente
COMPETENZE (1)
ABILITA’ (2)
CONOSCENZE (3)
Attribuito per il raggiungimento di competenze complete, di conoscenze approfondite, per l’applicazione personale e autonoma di abilità logico razionali, per l’esercizio di comportamenti relazionali ottimi nell’affrontare i compiti apprendimento.
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ottimo
Completa padronanza dei linguaggi, degli strumenti, delle
metodologie.
Uso di applicazioni e di procedure, in situazioni non predefinite e impreviste.
Conoscenze complete e approfondite.
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buono
Buona padronanza dei linguaggi, degli strumenti, delle
metodologie.
Uso di applicazioni e di procedure, in situazioni non predefinite.
Conoscenze complete e abbastanza approfondite.
7
discreto
Discreta padronanza dei linguaggi, degli strumenti, delle
metodologie.
Uso discreto di applicazioni e
di procedure i situazione predefinite.
Conoscenze abbastanza complete anche se non sempre approfondite.
6
sufficiente
Sufficiente padronanza dei linguaggi, degli strumenti, delle
metodologie.
Uso meccanico e/o guidato di
applicazioni e di procedure.
Conoscenze essenziali dei contenuti minimi.
5
mediocre
Incerta padronanza dei linguaggi, degli strumenti, delle
metodologie.
Uso incerto e con errori non
gravi di applicazioni e di procedure.
Conoscenze superficiali, approssimative e/o mnemoniche.
4
insufficiente
La padronanza nell’uso dei linguaggi, degli strumenti, e delle
procedure è...
Uso con molti errori di applicazioni e di procedure.
Conoscenze frammentarie.
3
gravemente
insufficiente
Uso molto limitato e con errori
di applicazioni e di di procedure.
Conoscenze gravemente lacunose.
2
gravissima
insufficienza
Uso molto limitato e con gravissimi errori nella applicazione di procedure.
Conoscenze quasi nulle.
1
Da attribuire solo in casi gravissimi nei quali si sia rilevata totale assenza di conoscenze, di applicazione e interazione relazionale negativa.
(1) Le Competenze sono valutate in termini di livello di padronanza nell’uso delle stesse in situazioni di
apprendimento reale e/o simulate.
(2) Le Abilità sono valutate attraverso l’uso di vari strumenti docimologici come ad esempio: prove formative/sommative; osservazioni; applicazione di procedure; etc.
(3) Le Conoscenze (saperi) sono valutate attraverso i colloqui, prove formative/sommative etc.
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Obiettivi e indicatori di misura
Criteri valutazione durante il triennio/Esame di Stato
I giudizi esposti nella tabella sottostante si riferiscono all’insieme delle conoscenze (saperi), abilità e competenze che operazionalizzano i traguardi di apprendimento descritti nel profilo previsto in uscita al termine del triennio, dalla normativa di riferimento
dell’indirizzo specifico del corso di studio.
In
10
10
9
8
7
6
5
4
In
15
GIUDIZIO
CONOSCENZE
ABILITA’
COMPETENZE
Eccellente
Conoscenze estese, chiare,
approfondite.
Analisi chiara e approfondita; sintesi adeguata; critica
personale.
Esposizione precisa e fluida;
lessico ricco e sempre adeguato. Applicazione corretta,
adeguata, autonoma anche
nella discussione di varie problematiche.
14
Ottimo
Conoscenze complete, chiare, adeguatamente approfondite.
Analisie sintesi chiare
complete, coerenti,corrette; rielaborazione autonoma.
Esposizione corretta e sicura; lessico adeguato e vario.
Applicazione corretta e sicura, adeguata anche a casi più
complessi.
13
Buono
Conoscenze complete e
chiare con qualche approfondimento.
Analisi e sintesi chiare e
complete.
Esposizione corretta e chiara;
lessico sempre adeguato. Applicazione corretta e autonoma.
15
12/11
10
8/9
Discreto
Conoscenze complete ma
poco approfondite.
Analisi e sintesi corrette ma
con delle imperfezioni.
Esposizione diligente e corretta; lessico appropriato. Applicazione corretta con una certa
autonomia, ma con qualche
imperfezione.
Sufficiente
Conoscenze essenziali dei
contenuti minimi.
Analisi corretta. limitata agli
aspetti fondamentali. Sintesi elementare.
Esposizione corretta ma elementare; uso dei linguaggi
specifici fondamentali. Applicazione schematica ma sostanzialmente corretta.
Insufficiente
Conoscenze superficiali, approssimative e/o mnemoniche.
Analisi e sintesi imprecise e
condotte in modo incerto.
Esposizione incerta con sporadici errori; uso non sempre
adeguato del lessico. Applicazione meccanica con qualche
errore.
Conoscenze molto generiche, parziali.
Analisi e sintesi parziali con
qualche errore.
Esposizione molto impacciata
con errori sintattico-grammaticali e lessicali. Applicazione
meccanica, imprecisa con parecchi errori.
Conoscenze
con lacune.
scoordinate
Analisi e sintesi molto parziali e mancanti di elementi
fondamentali.
Esposizione molto scorretta.
Lessico molto limitato Applicazione molto limitata delle
conoscenze minime con errori.
Insufficiente
grave
6/7
3
4/5
Gravemente
insufficiente
2
2/3
Completamente
negativo
Conoscenze inesatte con
gravi lacune.
Analisi lacunosa e scoordinata; non coglie il senso
dell'informazione.
Esposizione incomprensibile.
Applicazione molto limitata
delle conoscenze minime con
gravi errori.
1
1
Completamente
negativo
Conoscenze assenti.
Assenza di analisi.
Assenza di applicazione.
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Obiettivi e indicatori di misura
Griglia Valutazione Condotta
OBIETTIVO
Voto 10
Voto 9
Voto 8
Voto 7
Voto 6
1. Partecipazione al dialogo
formativo:
partecipa al dialogo formativo sostenendo il proprio
punto di vista con adeguate
argomentazioni.
Sempre con contributi e idee personali.
Sempre.
Spesso.
Non
regolarmente.
Quasi mai.
2. Esercizio della personale
responsabilità:
porta a termine con autonomia i propri impegni scolastici che si assume attraverso
precisi patti formativi nei vari
momenti del percorso educativo.
Sempre e in modo
approfondito.
Sempre.
Quasi
sempre.
Non
regolarmente.
Quasi mai.
3. Rispetto dei regolamenti
di Istituto:
a) rispetta i regolamenti di
Istituto e intrattiene rapporti
corretti con gli altri studenti,
i docenti, il capo di Istituto e
con tutto il personale scolastico;
b) utilizza correttamente le
strutture e il materiale scolastico e rispetta gli spazi comuni della scuola.
Sempre e in modo
costruttivo e responsabile.
Sempre.
Quasi
sempre.
Non
regolarmente.
Quasi mai.
4. Utilizzo delle risorse:
si avvale delle risorse umane, degli strumenti didattici e
delle attività e iniziative proposte dalla scuola per perseguire in modo consapevole
gli obiettivi del proprio processo formativo.
Sempre e in modo
efficace.
Sempre.
Quasi
sempre.
Non
regolarmente.
Quasi mai.
Criteri per la Promozione (sospensione di giudizio) alla Classe Successiva
Ammissione alla classe successiva: lo studente presenta una preparazione adeguata alle
competenze richieste. Il profitto è sufficiente in tutte le discipline.
Non ammissione alla classe successiva: lo studente non ha conseguito le competenze necessarie per affrontare la classe successiva. Il profitto presenta gravi e/o diffuse insufficienze.
Sospensione del giudizio: lo studente non ha conseguito le competenze richieste in un numero di discipline variabile da una a tre; si sospende il giudizio in una, due o tre discipline e
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Obiettivi e indicatori di misura
si predispongono le opportune attività di recupero.
N.B. Si precisa che la sufficienza nelle singole discipline è deliberata dal Consiglio di Classe in
sede di scrutinio.
Criteri di Attribuzione dei Crediti Scolastici e Formativi
Il credito scolastico è un patrimonio di punti che ogni studente costruisce ed accumula durante gli ultimi tre anni di corso e che contribuisce fino ad un quarto (25 punti su 100) a determinare il punteggio finale dell'Esame di Stato.
Nell’anno scolastico 2010/2011 la nuova ripartizione dei punteggi del credito scolastico si
applica nei confronti degli studenti frequentanti il terzultimo e il penultimo anno (D.M. 99
16/12/2009)
Credito Scolastico, Fasce di Punteggio
Il credito scolastico è un patrimonio di punti che ogni studente costruisce ed accumula durante gli ultimi tre anni di corso e che contribuisce fino ad un quarto (25 punti su 100) a determinare il punteggio finale dell'Esame di Stato.
Credito Scolastico, Fasce di Punteggio
Media dei voti Credito scolastico (punti).
Classe 3^
Classe 4^
Classe 5^
M=6
3-4
3-4
4-5
6< M ≤7
4-5
4-5
5-6
7< M ≤8
5-6
5-6
6-7
8< M ≤9
6-7
6-7
7-8
9< M ≤10
7-8
7-8
8-9
La fascia assegnata al credito scolastico è data dalla media dei voti, mentre il punteggio più
alto all'interno della banda sarà attribuito:
1) in presenza del seguente indicatore:
media dei voti aritmetica, nella parte decimale, uguale o superiore a 0,6;
2) in presenza di almeno due dei seguenti indicatori (a,b,c,d):
(Si precisa che gli indicatori al punto “a” non possono essere considerati in modo cumulativo)
a)
- assiduità della frequenza scolastica (la frequenza deve essere di almeno 30 settimane ad
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Obiettivi e indicatori di misura
eccezione di casi debitamente documentati);
- partecipazione all’ora di I.R.C. o alle attività alternative proposte e documentate dall’istituto con il profitto di “ distinto/ottimo”;
- partecipazione degli studenti negli organi collegiali;
b)
- partecipazione a una o più attività complementari organizzate dall’Istituto (svolte in orario extrascolastico) per un totale di 10 ore; le ore possono essere cumulabili, ma la frequenza alla singola attività deve essere almeno dell’80% della durata totale dell’attività
stessa. Il giudizio finale deve essere positivo. Rientrano tra le suddette attività anche la
partecipazione all’open day e alle altre forme di accoglienza previste, sempre per un totale di 10 ore.
c)
Attività di peer tutoring per almeno 10 ore;
d)
partecipazione ad almeno due iniziative del gruppo ‘Sipario’ compresa la presentazione
dell’iniziativa stessa (in orario pomeridiano) da parte dell’insegnante referente.
e)
crediti formativi (vedi sotto)
Il Consiglio di classe assegnerà il punteggio minimo previsto dalla fascia di pertinenza nei
seguenti casi:
- In assenza delle condizioni previste nei punti precedenti.
- In caso di valutazione della condotta inferiore a 8.
Criteri di attribuzione del credito formativo
Nell'attribuzione del credito formativo il Consiglio di classe si attiene al dettato del D.M. 452
del 12/11/98 che limita il campo delle esperienze extrascolastiche. Sono considerate valide
ai fini dell'attribuzione del credito formativo le esperienze sotto indicate. E’ previsto un minimo di frequenza di 20 ore, anche cumulabili tra le diverse esperienze (ad eccezione delle
certificazioni per le lingue straniere e del punto f).
a. certificazioni esterne di conoscenza della lingua straniera (a cura di Enti riconosciuti);
b. stages alternanza scuola-lavoro;
c. esperienze di volontariato;
d. attività in campo artistico e culturale;
e. attività sportiva con iscrizione a una società e svolgimento di regolari allenamenti e gare;
f. partecipazione a corsi specifici di indirizzo organizzati da enti esterni;
Gli attestati finali, compilati su carta intestata, devono riportare:
una sintetica descrizione dell’esperienza;
la durata e il luogo dell’esperienza;
le competenze acquisite nel corso dell’attività in termini di sapere e/o saper fare I sottoscrizione con firma, timbro e data.
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Le competenze oggetto di apprendimento
Primo biennio (per tutti gli indirizzi)
Le Competenze oggetto di apprendimento per il primo biennio
ASSE DEI LINGUAGGI
lingua italiana:
padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire
l’in-terazione comunicativa verbale in vari contesti;
leggere comprendere e interpretare testi scritti di vario tipo produrre testi di vario tipo
in relazione ai differenti scopi comunicativi.
lingua straniera:
utilizzare la lingua (3) INGLESE per i principali scopi comunicativi ed operativi.
altri linguaggi:
utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico e letterario;
utilizzare e produrre testi multimediali.
ASSE MATEMATICO
utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, rappresentandole anche sotto forma grafica;
confrontare ed analizzare figure geometriche, individuando invarianti e relazioni;
individuare le strategie appropriate per la soluzione di problemi;
analizzare dati e interpretarli sviluppando deduzioni e ragionamenti sugli stessi anche
con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, usando consapevolmente gli strumenti di calcolo e le potenzialità offerte da applicazioni specifiche di tipo informatico.
ASSE SCIENTIFICO-TECNOLOGICO
osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle varie forme i concetti di sistema e di complessità;
analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle trasformazioni di
energia a partire dall’esperienza essere consapevole delle potenzialità e dei limiti delle
tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate.
ASSE STORICO-SOCIALE
comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica attraverso il
confronto fra aree geografiche e culturali;
collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco ricono¬scimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e
dell’ambiente riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per
orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio.
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Le competenze oggetto di apprendimento
Al termine del quinquennio per singoli indirizzi
Il profilo LICEO SCIENTIFICO
Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di:
comprendere la connessione tra cultura umanistica e sviluppo dei metodi critici e di
conoscenza propri della matematica e delle scienze fisiche e naturali;
seguire lo sviluppo scientifico e tecnologico, ed essere consapevoli della potenzialità e
dei limiti degli strumenti impiegati per trasformare l’esperienza in sapere scientifico;
individuare rapporti storici ed epistemologici tra pensiero matematico e il pensiero
filosofico;
individuare le analogie e le differenze tra linguaggi simbolico-formali e il linguaggio
comune;
usare procedure logico-matematiche, sperimentali e ipotetico-deduttive proprie dei
metodi di indagine scientifica;
individuare i caratteri specifici e le dimensioni tecnico-applicative dei metodi di indagine utilizzati dalle scienze sperimentali;
individuare le interazioni sviluppatesi nel tempo tra teorie matematiche e scientifiche
e teorie letterarie, artistiche e filosofiche.
Il Profilo - LICEO SCIENTIFICO (opzione Scienze Applicate)
In particolare per l’opzione Scienze applicate:
approfondire la conoscenza dei concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative;
individuare le interazioni tra scienza e tecnologia e le implicazioni culturali della tecnologia;
elaborate l’analisi critica del contesto fenomenico considerato, la riflessione metodologica sulle procedure sperimentali e la ricerca di strategie euristiche;
valutare le tecniche e le tecnologie sotto diversi profili;
analizzare le strutture logiche coinvolte ed i modelli utilizzati nella ricerca scientifica e
tecnologica;
individuare il ruolo della tecnologia come mediazione fra scienza e vita quotidiana;
evidenziare l’apporto delle tecnologie nel passaggio dal progetto ideativo al sistema
operativo e produttivo;
individuare la funzione delle tecnologie informatiche nelle acquisizioni scientifiche.
Il Profilo - AMMINISTRAZIONE, FINANZA e MARKETING
Il Diplomato in “Amministrazione, Finanza e Marketing” ha competenze generali nel
campo dei macrofenomeni economici nazionali ed internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi e processi aziendali (organizzazione, pianificazione, programmazione, amministrazione, finanza e controllo), degli strumenti di marketing, dei prodotti assicurativo-finanziari e dell’economia sociale. Integra le competenze dell’ambito
professionale specifico con quelle linguistiche e informatiche per operare nel sistema
informativo dell’azienda e contribuire sia all’innovazione sia al miglioramento organizza-
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Le competenze oggetto di apprendimento
tivo e tecnologico dell’impresa inserita nel contesto internazionale.
Attraverso il percorso generale, è in grado di:
rilevare le operazioni gestionali utilizzando metodi, strumenti, tecniche contabili ed
extracontabili in linea con i principi nazionali ed internazionali;
redigere e interpretare i documenti amministrativi e finanziari aziendali;
gestire adempimenti di natura fiscale;
collaborare alle trattative contrattuali riferite alle diverse aree funzionali dell’azienda;
svolgere attività di marketing;
collaborare all’organizzazione, alla gestione e al controllo dei processi aziendali;
utilizzare tecnologie e software applicativi per la gestione integrata di amministrazione, finanza e marketing.
Nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”, il profilo si caratterizza per
il riferimento sia all’ambito della comunicazione aziendale con l’utilizzo di tre lingue straniere e appropriati strumenti tecnologici sia alla collaborazione nella gestione dei rapporti aziendali nazionali e internazionali riguardanti differenti realtà geo-politiche e vari
contesti lavorativi.
Nell’articolazione “Sistemi informativi aziendali”, il profilo si caratterizza per il riferimento sia all’ambito della gestione del sistema informativo aziendale sia alla valutazione,
alla scelta e all’adattamento di software applicativi. Tali attività sono tese a migliorare
l’efficienza aziendale attraverso la realizzazione di nuove procedure, con particolare riguardo al sistema di archiviazione, all’organizzazione della comunicazione in rete e alla
sicurezza informatica.
A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato nell’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” consegue i risultati di apprendimento descritti nel punto 2.2
dell’Allegato A), di seguito specificati in termini di competenze.
1. Riconoscere e interpretare:
le tendenze dei mercati locali, nazionali e globali anche per coglierne le ripercussioni
in un dato contesto;
i macrofenomeni economici nazionali e internazionali per connetterli alla specificità di
un’azienda;
i cambiamenti dei sistemi economici nella dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche storiche e nella dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree
geografiche e culture diverse.
2. Individuare e accedere alla normativa pubblicistica, civilistica e fiscale con particolare
riferimento alle attività aziendali.
3. Interpretare i sistemi aziendali nei loro modelli, processi e flussi informativi con riferimento alle differenti tipologie di imprese.
4. Riconoscere i diversi modelli organizzativi aziendali, documentare le procedure e ricercare soluzioni efficaci rispetto a situazioni date.
5. Individuare le caratteristiche del mercato del lavoro e collaborare alla gestione delle
risorse umane.
6. Gestire il sistema delle rilevazioni aziendali con l’ausilio di programmi di contabilità
integrata.
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Le competenze oggetto di apprendimento
7. Applicare i principi e gli strumenti della programmazione e del controllo di gestione,
analizzandone i risultati.
8. Inquadrare l’attività di marketing nel ciclo di vita dell’azienda e realizzare applicazioni
con riferimento a specifici contesti e diverse politiche di mercato.
9. Orientarsi nel mercato dei prodotti assicurativo-finanziari, anche per collaborare nella
ricerca di soluzioni economicamente vantaggiose.
10. Utilizzare i sistemi informativi aziendali e gli strumenti di comunicazione integrata
d’impre sa, per realizzare attività comunicative con riferimento a differenti contesti.
11. Analizzare e produrre i documenti relativi alla rendicontazione sociale e ambientale,
alla luce dei criteri sulla responsabilità sociale d’impresa.
Il Profilo - COSTRUZIONI, AMBIENTE e TERITORIO
Il Diplomato nell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”:
ha competenze nel campo dei materiali, delle macchine e dei dispositivi utilizzati nelle
industrie delle costruzioni, nell'impiego degli strumenti per il rilievo, nell'uso dei mezzi
informatici per la rappresentazione grafica e per il calcolo, nella valutazione tecnica ed
economica dei beni privati e pubblici esistenti nel territorio e nell’utilizzo ottimale delle
risorse ambientali;
possiede competenze grafiche e progettuali in campo edilizio, nell’organizzazione del
cantiere, nella gestione degli impianti e nel rilievo topografico;
ha competenze nella stima di terreni, di fabbricati e delle altre componenti del territorio, nonché dei diritti reali che li riguardano, comprese le operazioni catastali;
ha competenze relative all’amministrazione di immobili.
E’ in grado di:
collaborare, nei contesti produttivi d’interesse, nella progettazione, valutazione e realizzazione di organismi complessi, operare in autonomia nei casi di modesta entità;
intervenire autonomamente nella gestione, nella manutenzione e nell’esercizio di organismi edilizi e nell’organizzazione di cantieri mobili, relativamente ai fabbricati;
prevedere, nell’ambito dell’edilizia ecocompatibile, le soluzioni opportune per il risparmio energetico, nel rispetto delle normative sulla tutela dell’ambiente, e redigere la
valutazione di impatto ambientale;
pianificare ed organizzare le misure opportune in materia di salvaguardia della salute
e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro;
collaborare nella pianificazione delle attività aziendali, relazionare e documentare le
attività svolte.
Nell’articolazione “Geotecnico”, il Diplomato ha competenze specifiche nella ricerca e
sfruttamento degli idrocarburi, dei minerali di prima e seconda categoria, delle risorse
idriche. Interviene, in particolare, nell'assistenza tecnica e nella direzione lavori per le
operazioni di coltivazione e perforazione.
In particolare, è in grado di:
collaborare nella conduzione e direzione dei cantieri per costruzioni in sotterraneo di
opere quali tunnel stradali e ferroviari, viadotti, dighe, fondazioni speciali;
intervenire con autonomia nella ricerca e controllo dei parametri fondamentali per
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Le competenze oggetto di apprendimento
la determinazione della pericolosità idrogeologica e geomorfologica, utilizzando tecniche di campionamento, prove in situ dirette, geofisiche ed in laboratorio, anche in
contesti relativi alla valutazione di impatto ambientale;
eseguire le operazioni di campagna ai fini della caratterizzazione di siti inquinati (minerari e non) e opera nella conduzione delle bonifiche ambientali del suolo e sottosuolo;
applicare competenze nell’impiego degli strumenti per rilievi topografici e per la redazione di cartografia tematica;
agire in qualità di responsabile dei lavori e della sicurezza nei cantieri minerari, compresi quelli con utilizzo di esplosivi.
A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato nell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio” consegue i risultati di apprendimento descritti nel punto 2.3 dell’Allegato A), di seguito specificati in termini di competenze.
1 - Selezionare i materiali da costruzione in rapporto al loro impiego e alle modalità di
lavorazione.
2 - Rilevare il territorio, le aree libere e i manufatti, scegliendo le metodologie e le strumentazioni più adeguate ed elaborare i dati ottenuti.
3 - Applicare le metodologie della progettazione, valutazione e realizzazione di costruzioni e manufatti di modeste entità, in zone non sismiche, intervenendo anche nelle
problematiche connesse al risparmio energetico nell’edilizia.
4 - Utilizzare gli strumenti idonei per la restituzione grafica di progetti e di rilievi.
5 - Tutelare, salvaguardare e valorizzare le risorse del territorio e dell'ambiente.
6 - Compiere operazioni di estimo in ambito privato e pubblico, limitatamente all’edilizia
e al territorio.
7 - Gestire la manutenzione ordinaria e l’esercizio di organismi edilizi.
8 - Organizzare e condurre i cantieri mobili nel rispetto delle normative sulla sicurezza.
In relazione a ciascuna delle articolazioni, le competenze di cui sopra sono sviluppate
coerentemente con la peculiarità del percorso di riferimento.
Il profilo - OPERATORE SERVIZI di VENDITA
L’Operatore Commerciale con qualifica triennale di addetto alle vendite è una figura che
opera nel settore della distribuzione delle merci.
Egli si occupa di:
Pianificare ed organizzare il lavoro, con riferimento a tempi e modalità;
Allestire il negozio;
Accogliere il cliente;
Gestire la vendita;
Congedare il cliente.
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Carta dei servizi
PARTE PRIMA
AREA DIDATTICA
IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Il Piano dell' Offerta Formativa (P.O.F.), valorizzando tutte le risorse umane che operano
nella scuola, promuove la crescita umana e culturale degli alunni e attualizza i principi
fondamentali di Uguaglianza, Imparzialità e Integrazione.
E’ depositato agli atti della scuola presso l’ufficio di presidenza; è consultabile dai genitori in internet sul sito ufficiale della Scuola oppure a partire dall’1.10 negli orari d’ufficio
e, a richiesta verbale e previo appuntamento, è spiegato direttamente dal Preside o dai
Collaboratori o dai Coordinatori di Classe.
Il P.O.F. descrive l’intervento didattico-formativo della scuola e costituisce vincolo operativo per i Consigli di Classe (C.d.C.) e per tutti gli operatori della scuola.
In esso sono descritti:
- gli scopi e gli obiettivi che si vogliono perseguire;
- gli apprendimenti che si vogliono promuovere negli alunni;
- i comportamenti che si vogliono far sviluppare;
- i percorsi di studio che vengono proposti;
- l’organizzazione interna dell’istituto;
- le modalità di valutazione dei servizi attivati.
LA PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE (C.d.C.)
La programmazione del C.d.C. che costituisce la prima traduzione operativa del P.O.F.:
- accerta la situazione in ingresso dell’alunno;
- individua i processi d’insegnamento per personalizzare gli apprendimenti - programma
le attività didattiche;
- indica i criteri operativi per la verifica degli apprendimenti.
E’ illustrata ai genitori dal Coordinatore di Classe nel mese di ottobre e in forma di contratto formativo agli alunni sempre dal Coordinatore di Classe.
E’ disponibile per la consultazione da parte dei genitori dall’01.11 nelle apposite ore di
ricevimento del docente Coordinatore di Classe
LA PROGRAMMAZIONE DELLE DISCIPLINE
La programmazione delle singole discipline di studio traduce il piano di lavoro della classe (= programmazione di classe) nel quotidiano far scuola di ogni singolo docente.
Essa è illustrata ai genitori da ciascun docente nel C.d.C. del mese di novembre e può
essere consultata dai genitori interessati a partire dall’ 1.12 nelle ore di ricevimento.
In termini di contratto formativo viene spiegata agli allievi dai singoli docenti per educarli a controllare e riconoscere i propri apprendimenti e ad essere consapevoli dei percorsi
didattici proposti nelle varie fasi di studio.
RAPPORTI CON IL TERRITORIO
Il P.O.F. vede, nel suo realizzarsi operativo, il supporto di:
Assessorato alla Pubblica Istruzione attraverso il patrocinio di percorsi formativi che
coinvolgono tutti i soggetti della comunità educante;
Pro Loco, Comunità Montana, Comitato genitori e Associazione, Associazioni del volon-
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tariato;
Gruppi Musicali presenti nel territorio;
Biblioteche comunali.
PARTE SECONDA
SERVIZI AMMINISTRATIVI
SPORTELLO DI SERVIZIO CELERE
Si possono richiedere informazioni e certificazioni per tel. (0341.633156) relativamente
a:
- consulenza relativa allo svolgimento delle lezioni
- adozioni libri di testo
- organizzazione mensa scolastica; menù, assistenza
- ricevimento dei docenti
- compilazione modelli per l’autocertificazione
- frequenza alunni
- richiesta certificati di frequenza, iscrizione, nulla-osta.
L’UFFICIO DI PRESIDENZA riceve previo appuntamento, tutti i giorni della settimana dalle
ore 8.00 alle ore 12.00. Per problemi ritenuti urgenti dall’utente anche in orario pomeridiano da concordare per telefono (0341.633156).
Gli ATTI AMMINISTRATIVI possono essere consultati negli orari d’ufficio attraverso richiesta scritta.
L’ISCRIZIONE ALLE CLASSI PRIME avviene online. La segreteria è disponibile a fornire un
supporto. La consulenza per la compilazione dei moduli è fornita anche per telefono
dalle ore 8.00 alle ore 14.00 di ogni giorno della settimana (0341.633156).
L’UFFICIO DI SEGRETERIA garantisce l’apertura all’utente in tutti i giorni della settimana
sia in orario antimeridiano e pomeridiano.
L’UFFICIO DI SEGRETERIA garantisce il rilascio dei certificati :
di servizio per il personale docente e ATA entro tre giorni dalla data successiva a quella
della richiesta;
di frequenza alunni entro il giorno della data di richiesta;
di iscrizione alle classi contestualmente alla richiesta.
L’UFFICIO DI SEGRETERIA garantisce il rilascio degli attestati e dei “ Sostituti di Diploma”
entro il giorno seguente a quello di pubblicazione dei risultati finali.
L’UFFICIO DI SEGRETERIA assicura il contatto telefonico (0341.633156) con l’utenza parallelamente allo svolgimento dell’attività didattica.
L’UFFICIO DI SEGRETERIA assicura il contatto telefonico (0341.633156) per informazioni
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specifiche dalle ore 8.00 alle ore 14.00 di tutti i giorni della settimana e dalle ore 14.30
alle ore 16.30 del lunedì, mercoledì e venerdì.
L’UFFICIO DI SEGRETERIA osserva di norma il seguente orario di lavoro:
Mattina: dalle ore 08.00 alle ore 14.00
Pomeriggio: dalle ore 14.00 alle ore 17.00 di lunedì, mercoledì e venerdì.
L’orario di ricevimento è così articolato:
Docenti e Personale A.T.A. ore 11.15 - 13.30 ;
Genitori negli orari di servizio dell’ufficio di segreteria.
E precisamente:
tutti i giorni:
dalle ore 07.45 alle 08.15
dalle 10.45 alle 11.15
dalle 12.45 alle 13.15
dalle 16.45 alle 17.30
PARTE TERZA
CONDIZIONI AMBIENTALI DELLE SCUOLE
Il personale ausiliario assicura il mantenimento di un ambiente pulito ed accogliente
secondo gli standard prescritti dalla ASL di Lecco.
L’Istituto, per le attività ginnico sportive, utilizza il palazzetto dello sport di Calolziocorte.
Ogni ambiente dell’Istituto è stato analizzato secondo i criteri previsti dalle norme in
tema di sicurezza al fine di diffondere una cultura della prevenzione; tale analisi è tradotta in una relazione sulla valutazione dei rischi ai sensi del D.L. n. 626 (art. 4 comma 2)
che è depositata presso l'ufficio di presidenza; a richiesta può essere consultata da tutti
gli utenti.
PARTE QUARTA
ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO SCUOLA
ORARIO SCOLASTICO
L’orario settimanale delle lezioni è il seguente: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle
ore 7.55. alle ore 12.55. Martedì e giovedì dalle 7.55 alle ore 13.55
ASSENZE, RITARDI, USCITE ANTICIPATE
Gli alunni assenti per motivi di salute o di famiglia saranno giustificati al loro rientro
dall’insegnante della prima ora solo su presentazione, tramite libretto, della motivazione dell’assenza firmata da uno dei genitori. Qualora gli alunni dovessero entrare a scuola
con ritardo superiore a 10 minuti o lasciare la scuola anticipatamente, occorrerà presentare la relativa richiesta al Preside, o a chi lo sostituisce, che provvederà a convalidarla.
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Chi dovrà lasciare la scuola in anticipo potrà farlo solo se accompagnato da un genitore
o parente maggiorenne.
LIMITE MINIMO DI FREQUENZA ALLE LEZIONI PER GLI ALUNNI DELLE CLASSI PRIME E
SECONDE
Gli alunni sono tenuti al rispetto del limite minimo di frequenza alle lezioni come condizione necessaria per rendere valido l’anno scolastico e per il passaggio, quindi, all’anno
successivo.
Tale limite è pari ai tre quarti del totale delle ore stabilito per il curricolo obbligatorio.
Solo per casi eccezionali il CdC può stabilire deroghe al suddetto limite di assenze, ad
esempio per motivi gravi di salute.
VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI
Gli alunni vengono valutati da parte dei docenti del CdC in base agli apprendimenti e
alle competenze acquisite nei diversi ambiti disciplinari, e ai comportamenti da essi dimostrati
durante lo svolgimento delle attività nel corso dell’intero anno scolastico.
ENTRATE E USCITE
L’ingresso nella scuola deve avvenire ordinatamente, senza corse, né spinte, né urla.
VIGILANZA SUGLI ALUNNI
La responsabilità degli alunni durante l’orario scolastico è della scuola e, specificatamente, dei docenti che insegnano nelle singole classi nelle diverse ore.
Durante l’intervallo delle lezioni la responsabilità è dei professori, che vigileranno sugli
alunni con la collaborazione del personale ausiliario, addetto in particolar modo alla sorveglianza dei servizi igienici e le parti comuni.
I genitori o gli esercenti la patria potestà sono invitati a controllare con regolarità i diari
dei propri figli.
PARTE QUINTA
PROGETTO SCUOLA SICURA
La scuola ha organizzato, per ciascuno dei quattro edifici, il PIANO DI EMERGENZA E DI
EVACUAZIONE, le cui indicazioni sono esposte nelle circolari di servizio.
Il referente per la sicurezza ha il compito di rendere operativo il suddetto piano. Le norme della procedura elaborata devono essere rispettate, oltre che dagli alunni e dal personale della scuola, anche dalle persone estranee presenti nell’Istituto durante le simulazioni o le emergenze.
PARTE SESTA
VALUTAZIONE DEL SERVIZIO E PROCEDURA DEI RECLAMI
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VALUTAZIONE DEL SERVIZIO
Il servizio scolastico, data la sua valenza formativa e il carattere non impiegatizio del
lavoro compiuto da docenti e dirigenti scolastici, non può essere misurato come quello
erogato da un qualsiasi ente amministrativo o da un’ azienda produttrice di beni di consumo.
Per una sua valutazione occorrono indicatori di qualità, non direttamente individuabili
in base a rapporti di causa-effetto, ma ricavati da analisi sistemiche e sistematiche dei
risultati ottenuti e dei processi innescati per ottenerli.
Il grado di soddisfazione dei genitori circa il servizio offerto dalla scuola viene valutato
durante l’anno scolastico mediante due focus group (il primo a febbraio per il monitoraggio e il secondo alla fine dell’anno scolastico per la valutazione conclusiva del servizio),
nei quali genitori scelti nei vari CdC esprimono la valutazione sui servizi della scuola,
rispondendo a domande contenute nello specifico questionario
Sulla base dei risultati entro fine anno il dirigente scolastico sottopone all’attenzione
del Consiglio d’Istituto una relazione sull’attività didattico-formativa e disciplinare svolta
dalla scuola.
PROCEDURA DEI RECLAMI
I reclami possono essere espressi in forma orale, scritta, telefonica, via fax e devono
contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente. I reclami orali e telefonici
debbono, successivamente, essere sottoscritti.
I reclami anonimi non sono presi in considerazione, se non debitamente circostanziati.
Il Preside, dopo aver esperito ogni possibile indagine in merito, risponde sempre in forma scritta, con celerità e comunque entro quindici giorni dalla data di ricevimento del
reclamo, attivandosi per rimuovere le cause che lo hanno provocato .
Annualmente il Preside informa il Consiglio d’Istituto dei reclami ricevuti e dei provvedimenti conseguentemente adottati.
PARTE SETTIMA
ATTUAZIONE
Le indicazioni sin qui riportate, deliberate dagli Organi Collegiali della scuola, si applicano fino a quando non intervengono disposizioni normative o correttivi di volta in volta
ritenuti necessari dagli stessi Organi Collegiali.
REGOLAMENTI
IMPIANTO DIDATTICO
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME
Le classi sono formate secondo i criteri generali stabiliti dal Consiglio d’Istituto e seguendo le procedure operative stabilite dal Collegio dei Docenti.
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Criterio generale: equieterogeneità cognitiva e psico-relazionale delle classi quando è
possibile.
Criteri didattici per la formazione delle classi prime:
raccogliere le informazioni provenienti direttamente dai docenti di scuola media inferiore;
formare gruppi di allievi rispettando il criterio generale sopra indicato;
L’applicazione operativa dei suddetti criteri è affidata al responsabile del servizio “Continuità ed Accoglienza”, che dell’operato risponde direttamente al Dirigente scolastico
ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE CLASSI
Il criterio di base è la salvaguardia della continuità didattica.
L’assegnazione di insegnanti in ingresso è operata dal dirigente scolastico, sulla base dei
seguenti criteri:
continuità didattico-educativa;
equa distribuzione dei docenti nei vari CdC rispetto al criterio dell’anzianità di ruolo.
ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI AGLI INSEGNAMENTI
L’assegnazione dei docenti agli insegnamenti che caratterizzano i vari corsi di studio è
operata dal dirigente scolastico sulla base di:
competenze autocertificate/certificate di tipo disciplinare;
specifiche competenze sul piano metodologico-didattico, psico-pedagogico e relazionale.
CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELL’ORARIO DELLE CLASSI
L’orario delle classi deve avere valenza didattica, con un’equa distribuzione delle varie attività nell’arco della giornata e della settimana, in modo da evitare concentrazioni orarie
improduttive e carichi di lavoro eccessivi per gli alunni.
Ogni docente dà indicazioni su come didatticamente ritiene debbano essere distribuiti i
suoi insegnamenti.
CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELL’ORARIO DEL PERSONALE DOCENTE
L’orario settimanale delle lezioni viene formulato in base a criteri didattici. In particolare
le ore di lezione sono distribuite nel rispetto delle esigenze cognitive e psicologiche degli
alunni e di quelle proprie della disciplina, in modo da evitare concentrazioni orarie ed
eccessivi carichi di lavoro per gli alunni.
Per quanto riguarda gli impegni relativi alle attività di supporto all’insegnamento, l’orario è strutturato per rispondere il più possibile al criterio di funzionalità.
CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELL’ORARIO DEL PERSONALE A.T.A.
L’Ufficio di segreteria garantisce orari di apertura al pubblico funzionali alle esigenze
delle famiglie.
L’orario del personale ausiliario è strutturato sulla base di quello delle classi, per garantire il necessario servizio di vigilanza degli alunni e di pulizia degli ambienti.
CRITERI D’USO DI SPAZI E ATTREZZATURE
Tutti gli ambienti interni ed esterni sono prioritariamente a disposizione per l’attività didattica. Al di fuori degli orari di lezione possono essere utilizzati dai genitori o da gruppi
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culturali del territorio, che ne facciano richiesta al Consiglio d’Istituto, compatibilmente
con le disponibilità organizzative dell’Istituto stesso.
Le attrezzature sono a disposizione quotidianamente di alunni e docenti, i quali ultimi ne
custodiscono l’integrità. I criteri d’uso cui ci si attiene sono quelli di funzionalità, piena
utilizzazione, economicità.
RAPPORTI SCUOLA-FAMIGLIA
MODALITA’ DI COMUNICAZIONE
Le comunicazioni scritte tra docenti e famiglie, riguardanti la quotidiana attività di classe, avvengono tramite il registro elettronico e il libretto scolastico degli alunni. Gli avvisi
di carattere più generale, firmati dalla Presidenza, vengono invece pubblicati nel sito
dell’Istituto e diramati attraverso apposita circolare. Per comunicazioni urgenti ci si serve
del telefono.
CONVOCAZIONE E SVOLGIMENTO DI CONSIGLI DI CLASSE, ASSEMBLEE, COMITATO GENITORI
Le convocazioni vengono sempre fatte per iscritto e con almeno 5 giorni di preavviso,
salvo casi di urgenza, per i quali bastano 24- 48 ore.
I Consigli di Classe al completo, cioè con docenti, genitori e studenti rappresentanti, si
riuniscono generalmente al pomeriggio dei giorni della settimana.
La convocazione viene comunicata attraverso il diario/libretto degli alunni.
Le Assemblee convocate dalla scuola si svolgono di pomeriggio, se gestite dai docenti;
anche di sera, se indette dalla Presidenza.
Quando gli incontri sono indetti dai genitori (assemblee o riunioni di comitato) o dagli
studenti i promotori dell’iniziativa, per l’uso dei locali, presentano al Preside richiesta
scritta con specificato l’ordine del giorno della riunione.
Se necessario, l’Ufficio fa da tramite per trasmettere l’informazione ai destinatari dell’incontro.
COLLOQUI INDIVIDUALI
I singoli docenti ricevono i genitori in orario scolastico, in giorni e ore che ad inizio d’anno
vengono da loro stessi direttamente comunicati alle famiglie tramite il diario degli alunni. Previa delibera del Collegio dei Docenti, i colloqui individuali in alcuni mesi dell’anno
possono svolgersi al pomeriggio in forma collettiva.
Qualora a un genitore non fosse possibile incontrarsi con un docente nell’orario di ricevimento indicato, concorda con lo stesso un appuntamento tramite il diario del figlio o
della figlia.
PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI
La normativa che regola la materia è la legge n. 241/90 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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