SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI PORDENONE 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ02665 Regione Friuli Venezia Giulia IV CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: L’ARTE DI VIVERE NEL TEMPO ( PROVINCIA DI PORDENONE 2009) 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): SETTORE D – AREA 03 (VALORIZZAZIONE SISTEMA MUSEALE PUBBLICO E PRIVATO) 6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili: INTRODUZIONE Il Progetto “L’ARTE DI VIVERE NEL TEMPO. PROVINCIA DI PORDENONE 2009)” si propone di diffondere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale esplicativo delle particolarità culturali delle aree coinvolte. È caratteristica peculiare del patrimonio culturale italiano presentarsi come fenomeno di grande diffusione e pervasività nel territorio; una caratteristica che ha dato luogo alla metafora di “museo Italia”. Gli istituti museali che, indipendentemente dall’appartenenza giuridica e dalla dimensione, ospitano collezioni provenienti dai territorio vicini, assumono in molti casi l’inevitabile funzione di centri di interpretazione del territorio stesso. Questi musei, anche indipendentemente dal pregio e dalla rarità del patrimonio custodito, forniscono un essenziale supporto ad ogni azione modificatrice degli assetti e degli usi del territorio, fornendo elementi di conoscenza utili a sostenere il perseguimento o la salvaguardia del pubblico interesse per la tutela di tutti i fattori identitari del territorio e delle popolazioni ivi residenti, ivi compreso il paesaggio. Ogni museo affianca al dovere della conservazione del proprio patrimonio la missione, rivolta a varie e diversificate fasce di utenti, di renderne possibile la fruizione a scopo educativo, culturale, ricreativo L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 1 e altro ancora. Interpretare il suo patrimonio e renderlo fruibile da parte dei visitatori, specialmente esponendolo, è dunque parte integrante della sua ragion d’essere. Ed è proprio in questa ottica che si inserisce il progetto “L’arte di vivere nel tempo”, con l’intento di rendere più accessibile e fruibile il patrimonio storico, artistico e culturale dei territori interessati. In linea generale, il museo è sollecitato a sviluppare, nel rispetto della propria tradizione e cultura, quegli aspetti di orientamento verso il visitatore che mettano quest’ultimo in grado di godere l’accostamento al museo stesso come un evento particolarmente appagante non solo in quanto fattore di crescita culturale, ma anche in quanto momento privilegiato della fruizione del tempo libero, e valido complemento delle più consuete attività ricreative. Poiché non può darsi museo senza lo sviluppo di attività di ricerca sulle proprie collezioni e sui relativi contesti di provenienza, in questi musei la ricerca deve potersi naturalmente estendere dal museo al territorio di riferimento. Ecco quindi l’intervento del progetto sul territorio di riferimento finalizzato ad avvicinare la struttura museale ai cittadini. L’analisi, di seguito riportata, ha condotto l’individuazione delle seguenti linee d’intervento: • • • Migliorare la conoscenza del patrimonio culturale Migliorare l’accessibilità alle risorse culturali ed artistiche Migliorare qualitativamente il sostegno ai visitatori delle strutture museali . La valutazione del raggiungimento di tali obiettivi è valutata dalla misurazione dei seguenti indicatori: - Numero degli utenti; Numero documenti esistenti; Numero di eventi realizzati Numero di istituti scolastici contattati. Linne guida Friuli-Venezia-Giulia (beni museali): Legge Regionale n. 18 del 25-08-2006: Istituzione della Fondazione per la valorizzazione archeologica, monumentale e urbana di Aquileia e finanziamenti per lo sviluppo turistico dell’area. (B.U.R. Friuli-Venezia Giulia n. 35 del 30 agosto 2006) Legge Regionale n. 10 del 20-06-2006: Istituzione degli Ecomusei del Friuli Venezia Giulia. (B.U.R. FriuliVenezia Giulia n. 25 del 21 giugno 2006) Legge Regionale n. 22 del 5-08-2004: Tutela e valorizzazione dei locali storici. (B.U.R. Friuli - Venezia Giulia n. 32 dell' 11.8.2004) L.R. 29 gennaio 2003, n. 1, Disposizioni per la formazione del bilancio pluriennale ed annuale della Regione (Legge finanziaria 2003) D.P.G.R. 23 agosto 2000, n. 311/Pres., Legge regionale n. 10/2000. Disposizioni concernenti la documentazione da presentare a corredo delle domande e la rendicontazione del contributo per interventi a sostegno dell’architettura fortificata. Approvazione. L.R. 8 maggio 2000, n. 10, Interventi per la tutela, conservazione e valorizzazione dell’architettura fortificata del Friuli-Venezia Giulia. Legge del 9 novembre 1998, n. 13, Disposizioni in materia di ambiente, territorio, attivita` economiche e produttive, sanita` e assistenza sociale, istruzione e cultura, pubblico impiego, patrimonio immobiliare pubblico, societa` finanziarie regionali, interventi a supporto dell’Iniziativa Centro Europea, trattamento dei dati personali e ricostruzione delle zone terremotate. Legge del 30/08/1996 n. 37: Modificazioni ed integrazioni di provvedimenti legislativi in materia di beni ed attività culturali. L.R. 8 giugno 1993, n. 37, Ulteriori norme di modifica, di integrazione e di interpretazione autentica di alcune leggi regionali di intervento nelle zone colpite dagli eventi sismici del 1976.Legge del 16/08/1982 n. 52: Ulteriori norme in materia di conservazione e valorizzazione di beni culturali. Legge del 13 giugno 1988, n. 47, Interventi per la valorizzazione del patrimonio culturale, storico ed ambientale di Aquileia. Legge del 01/09/1979 n. 57: Interventi regionali in materia di beni ambientali e culturali. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 2 Legge del 9 marzo 1988, n. 10, Riordinamento istituzionale della Regione e riconoscimento e devoluzione di funzioni agli Enti locali. L.R. 24 luglio 1986, n. 30, Modifiche e integrazioni di leggi regionali operanti nel settore dei beni culturali. Nuovi interventi a favore dell’edilizia bibliotecaria e museale. Legge del 16 agosto 1982, n. 52, Ulteriori norme in materia di conservazione e valorizzazione di beni culturali. L.R. 23 novembre 1981, n. 77, Modifiche, integrazioni e rifinanziamenti di leggi regionali operanti nel settore dei beni ambientali e culturali. Interventi per l’acquisizione e il restauro di immobili di notevole valore artistico, storico o culturale. L.R. 18 novembre 1976, n. 60, Interventi per lo sviluppo dei servizi e degli istituti bibliotecari e museali e per la tutela degli immobili di valore artistico, storico od ambientale, degli archivi storici e dei beni mobili culturali del Friuli-Venezia Giulia. Legge del 21 luglio 1971, n. 27, Catalogazione del patrimonio culturale e ambientale del Friuli-Venezia Giulia e istituzione del relativo inventario. L. Cost.31 gennaio 1963, n. 1, Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (artt. 4 e 6). Riferimenti bibliografici e fonti: AA. VV:Verso un sistema italiano dei Servizi educativi per il museo e il territorio, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma, 1999 Bodo Simona Il museo relazionale. Riflessioni ed esperienze europee; Fondazione Giovanni Agnelli, di Mario Calidoni, Istituto Postuniversitario S. Chiara, Casalmaggiore, 2002 Calidoni Mario Educare al patrimonio culturale locale, un problema istituzionale e curricolare, in “Leggere a Scuola il Patrimonio del Territorio. Per un curricolo continuo nell’Istituto Comprensivo a cura Torino, 2000 L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 3 LO STATO DEL SETTORE NEL TERRITORIO DI RIFERIMENTO Analisi del territorio della Provincia di Pordenone Dati di contesto morfologico e demografico Il territorio della provincia di Pordenone (50.851 abitanti in città) dal punto di vista amministrativo, è stato disegnato definitivamente nel 1968 quando, all'interno della regione storica friulana e più specificatamente della vasta provincia di Udine, fu riconosciuta l'autonomia del cosiddetto Friuli Occidentale o Destra Tagliamento. I limiti geografici sono facilmente individuabili, segnati dalla natura stessa: un compatto rettangolo tra i fiumi Tagliamento e Livenza, che marcano lunghi tratti di confine nei riguardi delle contermini province di Udine e di Treviso. Dal punto di vista orografico, la lettura del territorio è assai semplice nelle sue linee generali: un'ampia zona montana (che fu battezzata 'Prealpi Carniche', ma che deve essere chiamata 'Prealpi Pordenonesi, dato che con la Carnia mai nulla ebbe a che fare); una ristretta fascia collinare, assente per larghi tratti; una lunga pianura in fuga verso il mare. La zona montana, parte notevole della provincia deve essere ulteriormente distinta. C'è una parte più settentrionale di vera e propria montagna, l'ossatura delle Prealpi Pordenonesi, per la quale, anzi, il termine 'prealpe' è del tutto fuori luogo: si tratta della parte geologicamente più antica, costituita all'inizio dell'era mesozoica (circa 230 milioni di anni fa) da sedimenti del Trias che i geologi definiscono della 'dolomia principale'. Ad essi dobbiamo i più suggestivi esempi di creste, guglie vette aspre e accidentate, valli strette e profonde (tipiche le valli Cimoliana e Settimana con i Monfalconi, la Cima dei Preti, il Duranno, il Pramaggiore ecc. ma anche le alte valli Tramontina e d'Arzino). E' il regno delle 'Dolomiti d'oltre Piave' , che sul piano dell'alpinismo puro e della spettacolarità, presentano il vantaggio che l'insediamento umano qui è stato quasi totalmente impossibile. L'insediamento umano in questa fascia, tipicamente nella parte settentrionale, presenta la caratteristica di essere polverizzato in decine e decine di borgate, ciascuna con proprio toponimo, talora senza un autentico centro storico di aggregazione e di convergenza: è macroscopico, ad esempio, il caso del comune di Castelnovo, formato da una quarantina di nuclei sepolti nel verde delle colline, nessuno dei quali ha questo nome; e quasi nelle stesse condizioni sono i comuni di Clauzetto e Vito d'Asio, anche se qui esiste il coagulo di un centro comunale. La "linea delle risorgive", che più che tale è una fascia abbastanza larga, contraddistingue la zona dove le acque dei fiumi prealpini, percolate nel materasso ghiaioso dell'alta pianura per centinaia di metri, sono costrette a riemergere: centinaia di sorgenti, polle, rigagnoli, prati umidi, torbiere, paludi, canneti, macchie silvestri. Il fenomeno assume dimensioni e caratteristiche molto interessanti in alcune zone della linea tra Polcenigo, Sacile e Fontanafredda, e tra Porcia, Pordenone, Cordenons e Zoppola: comuni, questi, ormai coinvolti nella realizzazione del Parco fluviale del Livenza (comprendente il già esistente Parco regionale di Villa Varda, in comune di Brugnera) e del Parco fluviale del Cellina-Meduna-Noncello, comprendenti anzitutto la zona delle risorgive, caratterizzata da una grande ricchezza in ittioavifauna e da notevoli avanzi dell'antica foresta planiziale. Sul piano antropico è zona intensamente abitata fin dalla preistoria, dove proprio la ricchezza d'acqua (e quindi di materie prime, di forza motrice e di traffici fluviali) ha consentito, nel corso del XIX secolo, I'avvio della rivoluzione industriale. La rassegna si conclude con la bassa pianura sabbiosoargillosa, dove il problema e sempre stato semmai l'eccesso d'acqua con le sue periodiche inondazioni; dove comunque la terra è moto fertile e l'agricoltura, assai progredita, riesce a coesistere abbastanza armonicamente con i segni evidenti dell'industrializzazione diffusa. È zona disseminata di paesi: con un fino reticolo di strade insistenti sulle tracce dell'antica "centuriazione" attuata dai coloni della romana Concordia nel I secolo a.C.; con frequenti relitti dell'antica foresta e interessarsi fenomeni geomorfologici di bassura, come il Palù di Barco, situato tra i comuni di Pravisdomini Azzano e Pasiano, luogo di osservazioni ed escursioni naturalistiche. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 4 Cenni storici L'età del ferro, in particolare, a partire da 3000 anni fa e quindi nell'ultimo millennio prima di Cristo, vede il succedersi in zona di due culture che gli studiosi considerano fondamentali per la determinazione di quel substrato da cui risulterà poi, nei millenni, l'identità della provincia: la 'paleoveneta' e la 'carnica'. Della prima, avente come centro la zona di Este-Padova, è stata dimostrata la presenza nel Pordenonese grazie a una serie di ritrovamenti recenti che, salvo il caso di San Vito al Tagliamento, si attestano tipicamente nella parte occidentale della Provincia, a Stevenà e Pràdego (Caneva), Coltura e San Floriano (Polcenigo), Palse (Porcia) e Montereale. Quanto alla seconda, da connettersi con l'espansione di tribù celtiche dell'Europa centrale nel V-IV secolo a.C., ne è ben attestata la presenza da ragioni toponomastiche, onomastiche, letterarie, ma non archeologiche, sicché si pensa a una compenetrazione tra le due culture più che a una vera e propria colonizzazione dell'uno o dell'altro tipo. La romanizzazione, opera graduale che ebbe inizio tra il III e il II secolo a.C., partì in un primo tempo dal vicino Veneto (Opitergium, Oderzo, già centro di irraggiamento della cultura paleoveneta), poi da Aquileia Sondata nel 181 a.C.). Riguardò, tuttavia, quasi esclusivamente la parte meridionale della provincia e la zona portogruarese, interessate nel tracciato di due importanti arterie: la Postumia (148 a.C., da Genova ad Aquileia) e l'Annia (131 a.C., circumlagunare da Adria ad Aquileia), almeno fino a quando, tra il 42 e il 40 a.C. fu fondata da Ottaviano Julia Concordia. Ma la località più importante è quella di Torre di Pordenone, rivelatasi uno dei Siti archeologici più interessanti, complessi e agiati dell'area veneto-friulana. Se sul piano culturale l'occupazione veneziana significo il definitivo inserimento nel Rinascimento italiano, diverso è il discorso sul piano economico: positivo per Pordenone, che rinsaldò i suoi rapporti privilegiati con Venezia lungo il sistema idroviario Noncello-Meduna-Livenza e preparò le precondizioni (nei settori metallurgico, tessile, ceramico, cartario e molitorio) del suo futuro sviluppo industriale, passando in quel secolo da 3000 a 7000 abitanti, piuttosto negativo il bilancio per il resto della provincia (a parte il settore fabbrile di Maniago), soprattutto per l'incameramento e la vendita delle 'terre comuni' su cui per secoli era sopravvissuta gran parte della popolazione (e ciò ampliava il latifondo e generalizzava l'abitudine della vecchia e nuova nobiltà a vivere di rendita passiva e parassitaria). Il passaggio all'Italia, cui seguì un periodo di forte depressione nel mondo agricolo, segnò i'inizio di un imponente flusso migratorio (prima frenato da varie misure, anche costrittive, dell'Austria), non solo verso la classica meta deil'lmpero austro-ungarico, ma anche verso i Balcani, 'le Russie', 'le Germanie', la Francia e l'America meidionale. Riguardava soprattutto il Pedemonte e le valli, dove avrebbe presto assunto dimensioni di esodo biblico. Nel contempo, intorno al Novecento, ai tradizionali settori industriali dell'area pordenonese si affiancavano quelli, inizialmente e parzialmente indotti, della metalmeccanica e del legno, per cui la città si confermava sempre giù punto di convergenza per tutta la pianura circostante. Drammatici furono gli anni 1917-1918: nel novembre del 1917, per la rotta di Caporetto, proprio tra Tagliamento e Livenza si ebbero gli unici inutili tentativi di fermare l'avanzata austro-tedesca; un anno dopo, nel novembre del 1918, davanti al Tagliamento si spararono gli ultimi colpi della Grande Guerra. Dopo la Grande Guerra, mentre continuava il tradizionale flusso migratorio soprattutto dal Pedemonte e dalla Prealpe alimentato dall'apertura delle frontiere di nuovi paesi (Belgio, Svizzera, Australia ecc.) e dalla crisi mondiale che si verificò tra la fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta fin verso il 1935, si registrarono notevoli progressi soprattutto nel settore primario (specie con la fondazione nel 1930 del Consorzio di Bonifica Cellina-Meduna), ma anche in quello secondario con il grande sviluppo degli impianti idroelettrici (tra i più importanti in Italia) e la continua crescita del tessuto industriale, che si preparava così al grande balzo del secondo dopoguerra. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 5 La seconda guerra mondiale pretese anche dal Friuli Occidentale un alto prezzo in vie umane oltre che in devastazioni: 4000 soldati, in gran parte alpini della 'Julia', caduti sui fronti francese greco-albanese, iugoslavo, russo, libico o in prigionia. Moto dura fu la Resistenza partigiana tra il 1943 e il 1945, anche perché la zona fu inclusa nel III Reich come Adriatisches Kustenland: la lotta partigiana e antipartigiana assunse, quindi, una violenza e una durezza altrove inusitate, specialmente in segudo alla creazione, nel 1944, della 'Zona libera del Friuli e della Carnia, di cui la montagna pordenonese fece parte e che fu una delle più importanti tra le repubbliche create dalla Resistenza. Quasi un migliaio furono le vittime, tra civili e partigiani combattenti, e vari paesi (in particolare Barcis) subirono massacri e incendi. Nello stesso 1945 cominciava la ricostruzione, cui seguì (senza ombra di interventi pubblici, senza materie prime e risorse naturali, con il solo potenziale della posizione geografica, della tradizione secolare, dell'esperienza accumulata emigrando) quello straordinario sviluppo industriale che avrebbe imposto Pordenone, e poi via via la sua terra, all'attenzione internazionale, e guadagnato alla città nel 1968 il titolo di capoluogo di provincia di quel Friuli Occidentale di cui, economicamente e culturalmente, era sempre stata la massima espressione. Condizione strutturale Il Museo archeologico di Pordenone conserva reperti rinvenuti nella località di Torre di Pordenone, rivelatasi uno dei Siti archeologici più interessanti, complessi e agiati dell'area veneto-friulana, risalenti all'età del ferro. La struttura è dotata di tre sale espositive, di una sala conferenze/proiezioni ed un deposito. La Provincia di Pordenone gestisce i seguenti servizi: • • • • • • • • • • • • • Settore Attività e Beni Culturali Museo Provinciale della Vita Contadina Centro Studi Pasolini Autorizzazioni Auditorium Concordia Mostre di interesse provinciale Coedizione di iniziative culturali promosse da Enti ed Associazioni Edizione di volumi Convegni, incontri e seminari Coordinamento sistema bibliotecario e museale provinciale Valorizzazione della lingua e cultura friulana Collaborazione Centro Ricerca ed Archiviazione della Fotografia di Lestans Studi e ricerche nel settore dei beni e delle attività culturali Progetti speciali nel settore culturale Il Museo Provinciale della Vita Contadina “Diogene Penzi” di Pordenone presenta una ricca esposizione di oggetti legati alla vita contadina delle zone di pianura e montagna del Friuli Occidentale. La sede principale del museo è Palazzo Altan, originariamente Casa Bonisoli, acquistata agli inizi del 1600 dalla famiglia dei conti Altan. L'edificio presenta le caratteristiche tipiche di una dimora signorile e, nello stesso tempo, funge da centro di gestione delle proprietà agricole di famiglia. Attualmente è di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di Pordenone. La raccolta museale è stata volutamente distribuita in più Comuni, con l'obiettivo di "costruire" un museo diffuso sul territorio provinciale. Le due sedi periferiche del Museo sono la sezione "Lavoro ed emigrazione", ospitata a Palazzo Polcenigo-Fanna nel Comune di Cavasso Nuovo, e la sezione "Lavorazione del legno e del ferro" collocata nei locali dell'ex Filanda di Maniago. ORIGINE E STORIA L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 6 Il Museo è sorto grazie all'iniziativa e all'impegno del prof. Diogene Penzi, studioso ed appassionato di storia contadina, il quale, a partire dal 1950, iniziò a collezionare oggetti legati al mondo rurale. Nel corso degli ’80 tale raccolta, divenuta troppo consistente, necessitava di una sede stabile ed idonea ad ospitarla e, per tale motivo, venne donata all’Amministrazione Provinciale di Pordenone che, nel 1997, ha inaugurato ufficialmente l'attuale sede del Museo. COLLEZIONE Gli oggetti esposti provengono dalle zone di pianura e montagna del Friuli Occidentale e risalgono al periodo storico compreso tra il 1850 ed il 1950 circa. Sono esposti in modo da comprendere i vari momenti della vita quotidiana della famiglia contadina: dal lavoro nei campi agli aspetti legati all’intimità della vita domestica. Troviamo pertanto gli strumenti usati per la lavorazione della terra, la fienagione, la maiscoltura, la lavorazione del latte, nonché il vestiario di uomini, donne e bambini, oltre ad un'interessante esposizione di finimenti per gli animali e di pesi e misure impiegati nel passato. AMBIENTI L’ambiente domestico viene riproposto attraverso la ricostruzione della Cucina con il Cjavedal (molto interessante è l'esposizione degli antichi utensili per la conservazione degli alimenti) e della Camera degli sposi (da notare il letto matrimoniale con la munega, la culla e la serie dei vecchi giochi dei bambini, come la fionda, il "pindul pandul" e le bambole). L’ambiente di lavoro viene riproposto ricostruendo le singole sezioni dedicate alle attività tipiche del mondo contadino, le quali erano, oltre al lavoro dei campi, la Bachicoltura, la Filatura e Tessitura, e la Vitivinicoltura. Esposizione permanente di documenti, attrezzi di lavoro e materiali riguardanti l'emigrazione dal Friuli Occidentale. Il fenomeno sociale iniziò nel XVI secolo e si protrasse fino alla metà del '900. Per circa quattro secoli una larga parte della popolazione friulana, maschile e femminile, lasciò i paesi d'origine per cercare lavoro nell'Italia settentrionale (Veneto, Lombardia, Piemonte), nell'Europa centrale e orientale (Austria, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra) e in altre parti del mondo (Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia, Africa, Paesi arabi, Estremo oriente). L'emigrazione, temporanea o permanente, riguardò specifici mestieri fra cui scalpellini, minatori, fabbri, boscaioli, carpentieri, fornaciai, muratori e braccianti, arrotini, cestai, balie, badanti, venditrici di stoviglie, braccianti, operaie. Tra gli oggetti esposti: fotografie, filmati, libretti di lavoro, fogli d'imbarco, guide, archivi con registri sindacali, attestati di benemerenza, libri e attrezzi di lavoro (levigatrici manuale per terrazzieri, cazzuole, martellina da carpentiere di mina), cimeli e manufatti vari (gonfalone del 1888 ricamato e donato dalle donne in New York). L'esposizione indaga i numerosi e diversi flussi migratori dei friulani nel mondo sia dal punto di vista socioeconomico che storico-culturale. Sono analizzati inoltre gli esiti prodotti dall'emigrazione, sia nei paesi di provenienza che in quelli di arrivo; i rapporti con il paese d'origine e con la patria di adozione; le comunità di friulani all'estero; le terze e quarte generazioni di friulani nel mondo (integrazione e ruolo); i friulani che 'hanno fatto fortuna'; i 'rientri' europei e latino-americani che, negli ultimi venti anni, chiudono questo pluricentenario ciclo, lasciando spazio al fenomeno opposto: l'immigrazione in Friuli. Il museo fa parte, con la sezione 'Lavorazioni artigianali ferro e legno' a Maniago e con la sede principale, il Museo provinciale della vita contadina' a San Vito al Tagliamento, di un sistema museale territoriale che si integra con il Museo casa clautana a Claut, l'opificio di Bagnarola e con il Museo della civiltà contadina di Andreis. Fonte: Guida alla Provincia di Pordenone: storia, arte, cultura e territorio, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia; Provincia di Pordenone, Roveredo in Piano 2003. Museo provinciale della vita contadina 'Diogene Penzi', Cavasso Nuovo: sezione lavoro ed emigrazione, a cura di J.Grossutti, Comune di Cavasso Nuovo; Provincia di Pordenone, Roveredo in Piano. Analisi dei bisogni (descrizione della situazione data di partenza) Il Disagio Emergente Lo stato della domanda di accesso e visita al Museo è in continuo aumento. Tuttavia si registra una difficoltà da parte dell’ente preposto a far fronte alle richieste, per motivi strutturali e di L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 7 carenza di personale. Tutto ciò sul territorio di Pordenone si tramuta in una scarsa fruizione dei servizi offerti dal Museo. Lo Stato dell’Arte (la situazione attuale nell’offerta dei servizi considerati) • • • • • • • • • • Il Museo d’interesse è il Museo Provinciale della vita contadina, situato all’interno di un edificio comunale comunale, contiene diverse migliaia di reperti/documenti di tipo artistico-culturale ed è impegnato, nelle seguenti attività: promozione di iniziative volte a valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale della Provincia di Pordenone catalogazione sistematica e digitalizzazione di un vasto patrimonio storico fotografico e documentale catalogazione e riproduzione di tesi di laurea riguardanti la Provincia di Pordenone o altri argomenti di interesse acquisizione di una biblioteca essenziale di testi riguardanti la Provincia di Pordenone rassegna stampa: reperimento e catalogazione degli articoli sulla Provincia di Pordenone apparsi sulla stampa locale pubblicazione di guide, opuscoli, fascicoli, volumi, cassette audio-video su argomenti specifici di interesse acquisizione e digitalizzazione di testimonianze orali sulla vita economica, sociale e privata della nostra città organizzazione di iniziative come mostre, convegni, presentazioni libri, ... (“Piovono libri” patrocinato dal Ministero dei Beni culturali). Il Museo, registrando utenti mensili, si propone di valorizzare e rendere fruibile al pubblico, sia attraverso consultazione diretta sia mediante accesso via internet, i frutti di queste attività. Nel caso specifico dell’ ente che attua questo progetto, abbiamo complessivamente n.8 persone che garantiscono a n. 8.000 utenti un’informazione riguardante gli specifici settori, con una media di n. 1 operatore per ogni 1.000 utenti e garantendo una presenza media di 6 ore al giorno. In fase progettuale, sono stati individuati sul territorio provinciale i seguenti: Istituti superiori statali 10 Istituti Professionali Industria e Artigianato 10 Istituti Professionali per i Servizi Commerciali e Turistici 10 Istituti Professionali per i Servizi Commerciali 10 Istituti Tecnici Industriale 12 Licei Scientifici Enti no-profit 18 Associazioni di Promozione Culturale 4 Associazioni di Protezione Civile 4 Associazioni Ambientali Altri luoghi di aggregazione giovanile 10 Parrocchie Offerta di servizi analoghi Attualmente sono attivi, nel settore specifico, i seguenti progetti o servizi: - Progetti di Servizio Civile settore cultura Progetto di Museo Multimediale Progetti Informagiovani Il “Bisogno Residuo” (circoscrivere il target) L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 8 La domanda è costituita da tutti i cittadini del territorio di riferimento ( 50.851 abitanti, di cui 14.000 giovani di età compresa tra i 14 ed i 28 anni) ed il fabbisogno rilevato in fase di analisi rivela un bisogno ( stimato nelle liste di accesso al Museo) di assistenza pari a 40 ore settimanali mentre il Museo è aperto in media per sole 20 ore settimanali quindi si stabilisce un incremento del 10% delle ore erogate. E’ inoltre previsto un aumento degli utenti del 10% vale a dire un innalzamento dell’affluenza annua da 8.000 a 10.000 utenti circa ( target giovanile). Tab. 1: Situazione data di partenza BISOGNO SERVIZIO OFFERTO Accessibilità alle risorse culturali ed artistiche sostegno ai visitatori delle strutture museali conoscenza del patrimonio storico, artistico e culturale Fruizione del patrimonio storico e locale esistente Visite, possibilità museali di guide Esistenza museo Apertura al pubblico SOGGETTO EROGATORE DEL SERVIZIO Provincia di Pordenone Provincia Pordenone Provincia Pordenone di Provincia Pordenone di di Indicatori del disagio e Fonti della rilevazione (misurabili, rappresentativi della situazione di partenza) VALORE RELATIVO SITUAZIONE DI PARTENZA INDICATORE Numero utenti Numero eventi realizzati Numero risorse/reperti esistenti 8.000 15 20000 L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 FONTE DELLA RILEVAZIONE Registri accesso museo Registri attività museo Registri archivio museale 9 L’analisi fin qui operata evidenzia i seguenti problemi comuni, che il progetto intende fronteggiare L’Albero dei Problemi è stato realizzato in seguito ad una prima fase, caratterizzata da tavoli di lavoro che, in linea con l’idea di una progettazione partecipata fatta propria da Amesci, ha riunito i vari stakeholders in discussioni tematiche. I tavoli di lavoro hanno visto il coinvolgimento di rappresentanti delle varie sedi di attuazione del progetto, dei progettisti Amesci e di un campione rappresentativo del target relativo (della popolazione del territorio di riferimento). Da questo interessante confronto è emerso il seguente albero dei problemi: Albero dei Problemi EFFETTI Fruizione del museo scadente PROBLEMA Sottostimata fruizione dei servizi museali CAUSE Scarsa conoscenza del patrimonio culturale Scarsa accessibilità alle risorse culturali ed artistiche L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 Scarso sostegno ai visitatori delle strutture museali 10 Identificazione del problema-obiettivo In fase preparatoria sono stati incontrati gli stakeholder di riferimento e dall’analisi contestuale è scaturito il bisogno di rendere maggiormente fruibile a cittadini e turisti il patrimonio artistico e culturale attraverso la realizzazione di mappe dei beni storici presenti nei territori cui il progetto si riferisce. Questo risulterebbe realizzabile anche attraverso una schedatura e corretta catalogazione di tutto il materiale archeologico ed accompagnando con attività di accoglienza gli utenti nelle strutture museali. Nel caso specifico dell’ ente che attua questo progetto, abbiamo complessivamente n.8 persone che garantiscono a n. 8.000 utenti un’informazione riguardante gli specifici settori, con una media di n. 1 operatore per ogni 1.000 utenti e garantendo una presenza media di 6 ore al giorno. La situazione di partenza vede quindi un indice medio di fidelizzazione pari a 15. Un indice medio di impatto di 25. L’indice medio di frequentazione è di 28, quello di affollamento è di 18 e quello di apertura di 20. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 11 7) Obiettivi del progetto: FINALITA’ GENERALE DEL PROGETTO Il presente progetto, coerentemente con il dettato del comma e) dell’articolo 1 della legge 64/2001, assume come finalità generale il contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani che svolgeranno il servizio civile. Per questo motivo, non solo la formazione (generale e specifica) ma anche l’intero corpo delle attività previste sono immaginati come un unico percorso trasversale di formazione valoriale e di apprendistato, teso a concretizzare una esperienza di cittadinanza, di solidarietà, di comunità e di impegno. Albero degli Obiettivi OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVI SPECIFICI RISULTATI ATTESI Migliore fruizione dei servizi museali Migliorare la conoscenza del patrimonio culturale Migliorare l’accessibilità alle risorse culturali ed artistiche Completamento di una mappa di tutti i beni storici, artistici e culturali dei territori interessati Schedatura e catalogazione di tutto il patrimonio storicoartistico L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 Migliorare qualitativamente il sostegno ai visitatori delle strutture museali Predisporre visite guidate per l’accoglienza di utenti, in particolare le scolaresche, all’interno dei siti museali ed archeologici 12 Target del progetto 1. Destinatari delle attività (d. diretti o target group): i beneficiari diretti del progetto sono i residenti di Pordenone (50.851 abitanti ) con particolare riferimento al pubblico scolastico) quantificati complessivamente in 14.000 giovani, tenendo conto dell’incidenza dei flussi turistici. 2. Beneficiari finali (d. indiretti): Enti locali. 3. Volontari in SC: i volontari costituiscono il peculiare gruppo di attori/beneficiari tipico dello strumento Servizio Civile; appartengono a tutti gli effetti al novero dei beneficiari finali complessivamente considerati, sebbene non siano destinatari diretti delle attività operative del progetto, ma certamente di quelle esperienziali e formative. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 13 OBIETTIVO GENERALE FINALE Il Progetto “L’ARTE DI VIVERE NEL TEMPO ( PROVINCIA DI PORDENONE 2009)” si propone di diffondere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale esplicativo delle particolarità culturali delle aree coinvolte. Risultato atteso Rendere maggiormente fruibile il patrimonio artistico e culturale a cittadini e turisti. Indicatore di raggiungimento del risultato atteso - miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi museali numero di manifestazioni numero di utenti Prospetto misuratori: INDICATORE Indice di fidelizzazione COSA MISURA Grado di fedeltà Indice di impatto Radicamento Indice di frequentazione Indice di affollamento Attrattività Intensità della frequentazione Indice di apertura Accessibilità effettiva Campagne informative Incontri realizzati Materiale prodotto Tipologia e varietà del materiale prodotto e del supporto Gamma dei servizi erogati Servizi erogati Tempi di attesa Tempo trascorso tra la richiesta di consulenza ed evasione della domanda COME SI CALCOLA N. contatti registrati / N. utenti attivi N. utenti attivi X 100 / potenziali utenti N. Visite / popolazione Media sett.le visite / orario medio apertura al pubblico sett.le Ore di apertura al pubblico a.m. + ore di apertura p.m. N. incontri realizzati + N. 1 discussione finale sui risultati delle campagne informative Num. di prodotti (ad es. Cd. Dvd, brochure, pagine web) Num. servizi effettivamente erogati Media dei giorni intercorsi tra la domanda e l’evasione della richiesta L’indice di fidelizzazione misura il grado di fedeltà degli utenti, cioè quanti utenti richiedono di essere informato sulle novità, rilasciando i propri dati e acconsentendo al trattamento degli stessi per l’invio di mail, sms, opuscoli, ecc. Si calcola facendo il rapporto tra numero di contatti registrati e numero di utenti attivi. Se l’ente non ha mai proceduto a qualche forma di misurazione della fidelizzazione il valore di partenza sarà zero. L’indice di impatto misura il radicamento, cioè quanti cittadini si sono avvalsi dello sportello, chiedendo informazioni su casi concreti (ad esempio con suggerimenti, reclami, richieste che lasciano traccia). Si calcola facendo il rapporto tra il numero di pratiche utenti X 100 e il totale della popolazione del territorio. L’indice di frequentazione misura l’attrattività, cioè il dato mera,ente quantitativo delle visite totali. Infatti si calcola facendo il rapporto tra il Numero degli utenti che ogni anno, mediamente, si recano allo sportello e il totale della popolazione del territorio. L’indice di affollamento misura l’intensità della frequentazione. Si calcola facendo il rapporto tra la media settimanale delle visite e l’orario medio di apertura al pubblico a settimana. L’indice di apertura misura l’accessibilità effettiva. Si calcola facendo la somma delle ore di apertura al pubblico mattutine e pomeridiane. Come misura delle Campagne informative verrà utilizzato il numero di incontri realizzati in un anno e la realizzazione di un incontro finale di discussione dei risultati delle campagne informative realizzate. Con Materiale prodotto si misura la tipologia e varietà del materiale prodotto e del supporto. Si calcola sommando il numero di prodotti (ad es. cd, dvd, brochure, pagine web) e non la quantità di materiale per ogni tipologia. Se no esistono prodotti il valore di partenza sarà zero L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 14 Con Servizi erogati si misura la gamma dei servizi erogati. Si calcola sommando il numero dei servizi erogati. Se il/i servizio/i partono con l’avvio del progetto il valore di partenza sarà zero. Con Tempi d’attesa si misura il tempo trascorso tra la richiesta di consulenza ed l’evasione della domanda. Si calcola facendo la media dei giorni intercorsi tra la domanda e l’evasione delle richieste 8relativamente all’anno precedente). OBIETTIVI SPECIFICI Obiettivo 1 Sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza”. Logica dell’intervento e coerenza con bisogno individuato Proprio puntando ad avvicinare il pubblico generico extrascolastico alle strutture museali si può trasformare tali strutture rendendole protagoniste della diffusione della cultura dell’esperienza favorendo maggiori opportunità di accesso alla cultura espressione dei territori. La Situazione di arrivo Completamento di una mappa di tutti i beni storici, artistici e culturali dei territori interessati. Si prevede di incrementare il numero di manifestazioni culturali del 5%, di distribuire il 30% in più di mappe e di incrementare del 10% il numero di utenti. Tab. 3: Il Bisogno soddisfatto (Indicatori di raggiungimento del risultato atteso) VALORE RELATIVO SITUAZIONE DI PARTENZA (rilevato in fase di analisi) INDICATORE numero di manifestazioni culturali numero di mappe diffuse numero di utenti dei musei VALORE OBIETTIVO BISOGNO SODDISFATTO 15 25 20 5 8.000 9 10.000 7 10.000 Obiettivo 2 Consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette. Logica dell’intervento e coerenza con bisogno individuato La possibilità di accedere ad informazioni scientificamente corrette permette ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di avvicinarsi alle strutture museali con maggior interesse rendendole così maggiormente fruibili. La Situazione di arrivo Schedatura e catalogazione di tutto il patrimonio storico-artistico. Si prevede di incrementare il numero di materiali catalogati del 25% e di incrementare il numero di utenti del 10% Tab. 3: Il Bisogno soddisfatto (Indicatori di raggiungimento del risultato atteso) L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 15 VALORE RELATIVO SITUAZIONE DI PARTENZA (rilevato in fase di analisi) INDICATORE Numero materiali catalogati Numero utenti 6000 2000 VALORE OBIETTIVO 10.000 2.500 BISOGNO SODDISFATTO 8000 2.500 Obiettivo 3 Promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero. Logica dell’intervento e coerenza con bisogno individuato Il museo è sollecitato a sviluppare, nel rispetto della propria tradizione e cultura, quegli aspetti di orientamento verso il visitatore che mettano quest’ultimo in grado di godere l’accostamento al museo stesso come un evento particolarmente appagante non solo in quanto fattore di crescita culturale, ma anche in quanto momento privilegiato della fruizione del tempo libero, e valido complemento delle più consuete attività ricreative. La Situazione di arrivo Predisporre visite guidate per l’accoglienza di utenti, in particolare le scolaresche, all’interno dei siti museali ed archeologici. Si prevede di portare a termine 2 percorsi guidati e di incrementare il numero di utenti del 10%. Tab. 3: Il Bisogno soddisfatto (Indicatori di raggiungimento del risultato atteso) VALORE RELATIVO SITUAZIONE DI PARTENZA (rilevato in fase di analisi) INDICATORE Numero percorsi guidati Numero utenti 6 5000 VALORE OBIETTIVO 10 6.000 BISOGNO SODDISFATTO 10 6.000 Obiettivi verso i volontari in SC Coerentemente con le finalità del servizio civile, anche questo progetto intende contribuire ad ingenerare nei volontari che parteciperanno un approccio all’esistenza aperto, incline a principi di solidarietà, tolleranza, comprensione del diverso da sé, accettazione del confronto non conflittuale e mediato, coincidenza tra sfera soggettiva e collettiva, che si esplichi sotto forma di riconoscimento delle regole della convivenza sociale e di miglioramento del grado di responsabilizzazione. La partecipazione al progetto, cioè, intende rappresentare un’effettiva esperienza di partecipazione, un vero laboratorio di cittadinanza attiva. Tutto ciò passa attraverso un’esperienza di impegno quotidiano sulla base di regole di organizzazione ed auto-organizzazione, risultati da raggiungere attraverso il lavoro di gruppo, la condivisione di tempi, spazi e strumenti. Altro obiettivo direttamente rivolto ai volontari è quello di formarli sulle competenze specifiche in materia di Patrimonio Artistico Culturale, sia perché riescano a godere della gratificazione di espletare al meglio le attività assegnate loro, sia perché rimanga loro un pacchetto di capacità L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 16 effettivamente spendibili in seguito, quando entreranno nel mercato del lavoro e nel loro sistema di relazioni, più in generale. Bilancio iniziale delle Competenze A partire da questo assunto, proviamo a definire il portato formativo (specie in ambito professionale) di questa esperienza. Lavorare per progetti è un’attività ad alta integrazione, cioè ad alto tasso di collaborazione, ed è il risultato dell’esercizio di tre distinte capacità: comunicazione, coordinamento e cooperazione. La comunicazione permette di trasferire informazioni e conoscenze da un punto all’altro del sistema ed è una premessa al coordinamento, che regge, appunto, sulla disponibilità di informazioni in merito alle possibilità di azione di altri nell’organizzazione. Il coordinamento consente a ciascun attore di agire con la consapevolezza che la sua azione è allineata e attesa in ogni altro punto del sistema. La cooperazione permette di valorizzare il coordinamento in termini di equità relazionale e di consapevolezza di essere protagonisti della performance dell’organizzazione. Proviamo a semplificare ed incasellare: i progetti vengono realizzati sempre all'interno di team; si sviluppano dunque attitudini per il lavoro di gruppo, e quindi capacità comunicative, interazionali e di negoziazione. Diventano indispensabili flessibilità e capacità di adattamento al nuovo, dal momento che le attività svolte all'interno di un progetto non sono quasi mai uguali a quelle che i giovani svolgevano precedentemente. I membri di un gruppo di progetto migliorano la capacità di lavorare per obiettivi, di cercare creativamente il modo migliore per perseguire determinati risultati. Devono lavorare “sotto pressione”, dal momento che è necessario rispettare i tempi previsti nei vari step del progetto, e dunque acquisiscono consapevolezza della gestione del tempo. Altre competenze strategiche sviluppate nel lavoro per progetto riguardano l’innovatività (migliorare e sperimentare nuovi modelli di intervento) la decisionalità (capacità di iniziativa e problem solving) e l’integrazione intesa come conoscenza del contesto esterno da utilizzare come risorsa (ad es. la conoscenza delle normative nazionali e locali, rapporti di reciprocità con le istituzioni, ecc.). Si può provare ad dedurre un modello di competenze specifiche relative alla particolare cultura del lavoro espressa dai progetti di servizio civile. Un primo cluster riguarda le competenze cognitive tese alla capacità di analisi, all’ampliamento trasversale delle conoscenze, al miglioramento e alla sperimentazione delle attività e degli interventi, alla capacità decisionale e di iniziativa nella soluzione dei problemi, alla conoscenza dell’ambiente esterno da valorizzare e utilizzare come risorsa interna al progetto. Insomma competenze funzionali ad una maggiore efficienza lavorativa e organizzativa. Un secondo gruppo riguarda le competenze sociali e di sviluppo intese come promozione dell’organizzazione che realizza il progetto ma anche di se stessi. Ciò implica una capacità nella ricerca di relazioni sinergiche e propositive; di contribuire alla creazione di reti di rapporti all’esterno e di lavorare con coesione all’interno del gruppo, di mirare e mantenere gli obiettivi con una buona dose di creatività. Ancora un terzo blocco individua la capacità di adattamento al contesto organizzativo e lavorativo caratterizzato, probabilmente più di altri, da un elevato grado di imprevedibilità, mobilità e fluidità. Ciò richiede la capacità e la disponibilità di energie da investire continuamente per il mantenimento dell’equilibrio interno al gruppo di lavoro. Infine le competenze dinamiche, ossia quelle caratteristiche, piuttosto personali, di muoversi verso il miglioramento e accrescimento della propria professionalità, intendendo la competitività come forza di stimolo al saper fare di più e meglio. Anche il saper fruttare il proprio tempo contribuisce a descrivere il dinamismo e l’ottimizzazione delle proprie risorse. Risultati attesi (Competenze acquisite) L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 17 Ovviamente si tratta di risultati puramente qualitativi, di difficile misurazione, tanto al termine dell’esperienza specifica quanto in seguito, ma costituiscono senza dubbio il senso stesso dell’esperienza di servizio civile. Sicuramente meglio circoscrivibili saranno le competenze maturate in termini di: - capacità di organizzazione ed auto-organizzazione capacità di lavorare in gruppo capacità di orientare le attività pianificate per obiettivi L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 18 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile: 8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi PIANI DI ATTUAZIONE E CRONOLOGIA DELLE ATTIVITA’ Fase 1: Preparatoria Apr 2008 Sett/Ott 2008 1. Analisi ed Ideazione (progettualità passate, risultati raggiunti, concertazione, partecipazione degli attori individuati, strategia selezionata) L’individuazione degli obiettivi e delle linee operative del progetto è emersa attraverso una fase di partecipazione e concertazione tra una serie di beneficiari e portatori, a diverso titolo, di un interesse diretto rilevante. Tale fase ha avuto inizio nel mese di Aprile 2008 e si è conclusa, nei fatti, nel corso del mese di Settembre dello stesso anno. Gli strumenti utilizzati nell’analisi sono stati sostanzialmente 3: • • • intervista a testimoni privilegiati focus group tematici dati d’archivio (direttrice desk) Si è effettuato un totale di n. 6 interviste a testimoni privilegiati, i quali sono stati in grado di delineare le direttrici centrali dell’intervento, di definire la quota di bisogni censiti ma inevasi, nonché di definire, in via indiretta ma con diretta cognizione di causa, gli specifici bisogni che non giungono al sistema e le principali difficoltà che ne impediscono l’accesso. Testimoni privilegiati sono stati: • dirigenti dei settori musei e biblioteche degli enti direttamente coinvolti • personale e volontari delle strutture museali • personale e volontari delle associazioni culturali In seguito, si sono tenuti tre focus group tematici, nel mese di Luglio 2008, ai quali, oltre ai suddetti, hanno preso parte anche altri esperti del settore, non legati agli enti coinvolti, per un totale di n.6 operatori/testimoni considerati rappresentativi e informati circa la situazione locale; in tal modo si è assicurato anche un contributo imparziale ed asettico all’analisi complessiva. In totale, alla fase di concertazione hanno preso parte circa 12 esperti, sia delle tematiche relative allo stato di attuazione delle politiche di promozione culturale sui territori di riferimento (da un punto di vista, più politico, quindi, per così dire) che di quelle più specificamente legate all’effettivo stato di offerta delle opportunità in termini di iniziative/eventi culturali. Attraverso tali strumenti si sono: • • • analizzate le linee generali di sviluppo della problematica; individuati ed analizzati gli specifici ambiti d’intervento; identificati i gruppi con un interesse significativo, analizzandone i ruoli rispettivi e la capacità di partecipazione; L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 19 • • • • • • valutati gli esiti di progetti simili, in atto o terminati, anche di servizio civile, nonché tutti gli elementi d’informazione potenzialmente rilevanti; concordato sull’opportunità di dare seguito all’esperienza di servizio civile; individuate le linee d’intervento da potenziare e quelle da abbandonare; individuate le linee per integrare la progettazione di servizio civile con quella promossa ad altro titolo dagli enti coinvolti, ovviamente nell’ambito della promozione culturale. In particolare, si sono individuate le possibili azioni attraverso le quali riuscire a rafforzare il livello degli interventi attuale grazie all’integrazione con la progettazione di servizio civile; ipotizzate le opportunità di ottimizzazione delle attività da prevedere per i volontari, alla luce delle lacune nella risposta al bisogno individuato e dell’integrazione di cui sopra, appunto, soprattutto alla luce degli esiti dei progetti di servizio civile precedentemente promossi negli stessi ambiti di intervento; delineati gli obiettivi del progetto. Gli esiti della concertazione hanno evidenziato come il sistema locale relativo al funzionamento delle strutture museali non riesca, per i motivi e con le dinamiche che si sono descritte ampiamente al pt. 6 del progetto, a garantire una piena soddisfazione del bisogno di usufruirne da parte dei cittadini. Questo è un tipico “bisogno multiproblematico”, la cui soddisfazione incontra vincoli strutturali spesso legati alla scarsità di risorse economiche piuttosto che ad inefficienza delle politiche e dei servizi territoriali. In effetti, per alcuni di questi bisogni è prevista una forma di risposta da parte del sistema dei servizi, sebbene tali risposte si dimostrino ampiamente sottostimate o inadeguate rispetto all’entità del bisogno reale. In altri casi vi è un’area della vulnerabilità sociale per la quale non è prevista nessuna forma di presa in carico specifica da parte dei servizi pubblici del territorio. Sui territori in esame, anche la progettazione di servizio civile s’innesta in una più ampia di attuazione del sistema locale di servizi finalizzati alla promozione del patrimonio culturale locale. Inoltre, come le esperienze delle precedenti annualità fin qui fatte hanno dimostrato, il progetto ha anche la grande forza di avvicinare i volontari al patrimonio dei beni culturali locali espressa nei suoi multiformi aspetti, spesso sconosciuti ai più, sensibilizzandoli e formandoli con un’esperienza emozionante ed altamente formativa, che li pone a contatto con la cittadinanza condividendo gli stessi obiettivi di chi per professione riversa anche la propria passione nel settore. Infine, attraverso l’accesso ai dati d’archivio degli enti coinvolti, si è potuto dare una quantificazione ai bisogni individuati. Sono stati, perciò, analizzati dati relativi a: • n. degli utenti delle strutture museali • tipologia delle strutture • patrimonio beni culturali catalogati • n. e tipologia degli eventi culturali In pratica, si è quantificata la domanda specifica complessiva, l’offerta effettiva, e per sottrazione si è quantificato il bisogno effettivo residuo (situazione di fatto). Conseguentemente, si è giunti alla previsione: • • • • delle risorse umane e finanziarie complessivamente necessarie delle azioni da intraprendere e le attività da sviluppare del numero di volontari in servizio civile, necessario complemento per il raggiungimento degli obiettivi della formazione specifica necessaria per i volontari In questa fase si è altresì proceduto: • alla definizione del ruolo degli organismi esterni coinvolti nella realizzazione del progetto (partner, co-promotori, sostenitori, Università, ecc.) L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 20 • alla stipula dei relativi accordi e convenzioni (in allegato) 2. Infine, nell’ultima fase della concertazione i progetti sono stati sottoposti al vaglio finale degli esperti coinvolti e dei responsabili del settore degli enti, che ne hanno valutato la congruità con le situazioni di fatto e l’efficacia degli interventi previsti, prima della presentazione all’UNSC. 3. Sviluppo (identificazione e definizione degli obiettivi) L’ambito di intervento individuato, quindi, è quello della promozione culturale. L’analisi, in sintesi, ha evidenziato come permanga un’area di bisogno di accesso a tale ambito, in generale, e come, anche laddove tale bisogno venga soddisfatto, non completi, troppo spesso, la gamma di bisogni manifestata, in particolare con riferimento a quelli meno materiali e più socializzanti e di autonomia, oltre che morali. A questo punto, conseguentemente, sono stati fissati l’obiettivo generale ed i tre obiettivi specifici, descritti al precedente pt. 7, individuati quali possibili risposte alla permanente domanda di servizi. 4. Ancoraggio degli obiettivi ai bisogni individuati in sede di analisi Gli obiettivi così stabiliti sono direttamente connessi ai bisogni individuati e quantificati. Da un lato, al bisogno rappresentato dal numero di soggetti che vengono a contatto di tali opportunità, il progetto intende rispondere migliorando la promozione di tali strutture. Dall’altro, in ordine alla inefficacia del sistema di offrire una gamma di servizi sempre più specifici, che risponda anche ai bisogni di un target già sensibile alle tematiche storico artistiche, il progetto mira a sostenere un perfezionamento della catalogazione dei materiali consentendo così una più efficace fruizione. Inoltre nell’ottica di promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero, il progetto mira alla realizzazione di percorsi guidati che mettano i visitatori in grado di godere l’accostamento al museo stesso come un evento particolarmente appagante non solo in quanto fattore di crescita culturale, ma anche in quanto momento privilegiato della fruizione del tempo libero, e valido complemento delle più consuete attività ricreative. Ovviamente, questo progetto non pretende di riuscire, da solo, a colmare la distanza attualmente esistente tra domanda ed offerta. Può, però, senz’altro contribuire ad una dinamica di avvicinamento tra queste; di conseguenza, realisticamente gli obiettivi sono una quota parte di quanto sarebbe necessario offrire per soddisfare l’intera gamma di bisogni. 5. Cronologia: la fase preparatoria ha richiesto un periodo di 6/7 mesi complessivi, comprese le fasi di redazione materiale del progetto, dall’Aprile all’Ottobre 2008. Fase 2: Avvio del Progetto Mag 2009 Sett/Ott 2009 A seguito del decreto di approvazione, vengono informati olp e tutte le figure che rivestono un ruolo all’interno del progetto, individuate in fase di progettazione (ad eccezione dei volontari, ancora da selezionare), sull’esito della valutazione dell’UNSC. Può quindi essere avviato il piano delle attività preparatorie per accogliere i volontari. Schematicamente, possiamo così sintetizzare: • orientamento ai candidati • selezioni dei volontari • pubblicazione delle graduatorie provvisorie • pubblicazione delle graduatorie definitive L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 21 • • • • formazione olp (secondo quanto predisposto dall’UNSC) e di tutti gli operatori coinvolti nel progetto riunione delle figure coinvolte ed i coordinatori Amesci per l’analisi della pianificazione delle attività, come da progetto organizzazione piano di lavoro operativo predisposizione di materiale da consegnare ai volontari sull’organizzazione dell’ente, in particolare in riferimento agli obiettivi del progetto. In pratica, in questa fase, attraverso riunioni ed incontri che hanno visto la partecipazione di tutte le figure che avranno un ruolo nel progetto, si chiariscono tutti i passaggi operativi da intraprendere pel un’efficace realizzazione del progetto. Ciò consente un chiaro e rapido inserimento dei volontari in s.c., nonché una buona prospettiva di successo. Cronologia: la fase di avvio prevede una durata di 5/6 mesi, da considerare prima della data prevista per l’avvio in servizio dei volontari, ed è riprogrammata di volta in volta sui tempi del bando e su quelli dell’UNSC per le verifiche sulle graduatorie. Fase 3: Erogazione della formazione Dic 2009 Apr 2010 La formazione generale, e tendenzialmente anche quella specifica, dei volontari sarà concentrata nella prima fase del progetto: si prevede di completarla entro i primi 150 gg. dall’avvio in servizio, in accordo con le linee guida della Formazione. L’erogazione di altri momenti formativi avverrà per le stesse caratteristiche del S.C., nel corso di tutto il servizio; si può, perciò, considerarli alla stregua di una attività continua e diffusa. Fase 4: Fase Operativa (attuazione attività tese alla realizzazione degli obiettivi) Le attività che di seguito si descrivono nel dettaglio saranno realizzate da tutti gli operatori del progetto – volontari, operatori locali, tutor, responsabili locali, responsabili di sistema – secondo le scadenze prefissate, come evidenziato nei piani operativi e nel rispetto dei ruoli relativi. In fase di formazione degli olp., prevista all’interno dei piani di formazione Amesci, vengono somministrati loro elementi e strumenti di Pianificazione Operativa, coerenti col Sistema Amesci, fornendosi, così, la strumentazione per la pianificazione di dettaglio finale delle attività dei volontari, anche in relazione ad intervalli di tempo minori di quelli indicati nei piani, nonché strumenti per il monitoraggio. Obiettivo Specifico 1: Sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza” Dic 2009 Dic 2010 Razionale Passando alla pianificazione temporale degli obiettivi, in relazione al perseguimento dell’obiettivo specifico di sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza”, si tratta di attività da erogarsi lungo il corso dell’intero progetto come dettaglio di seguito indicato. Il Piano prevede perciò di: • iniziare e terminare la fase di contestualizzazione dell’intervento e di presentazione L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 22 delle figure coinvolte entro la prima settimana. Durata: max 1 settimana Impegno volontari in S.C.: max 30 ore complessive/volontario • verificare il n. e la tipologia delle strutture museali presenti sul territorio di riferimento tra il 2° mese e terminarla al 12° mese Durata: 4 mesi Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario • approntare appositi elenchi/indirizzario relativamente all’esatta ubicazione dei siti museali e le rispettive figure dirigenti di riferimento entro il 5° mese Durata: 1 mese Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario • acquisire la documentazione raccolta in ciascun museo attraverso la lettura dei cataloghi o di altri testi editi tra il 6° mese e terminarla al 8° mese Durata: 3 mesi Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario • trasformare le informazioni acquisite predisponendole in formato elettronico tra l’ 8° mese e terminarla al 9° mese Durata: 2 mesi Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario • procedere alla promozione dei percorsi tra il 9° mese e terminarla al 12° mese Durata: 4 mesi Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario Obiettivo Specifico 2: Consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette Gen 2010 Dic 2010 Razionale Le attività che perseguono l’obiettivo specifico di consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette, percorrono, in pratica, l’intero ciclo di vita del progetto. Il Piano delle operazioni prevede, quindi: • iniziare la schedatura e catalogazione di tutto il patrimonio storico-artistico entro il 2° mese e terminarla al 12° mese (attività continuativa) Durata: 11 mesi Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario Obiettivo Specifico 3: Promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero Gen 2010 L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 Dic 2010 23 Razionale Anche le attività che perseguono l’obiettivo specifico di promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero, percorrono, in pratica, l’intero ciclo di vita del progetto. Il Piano delle operazioni prevede, quindi: • iniziare la predisposizione di visite guidate per l’accoglienza di utenti, in particolare per le scolaresche, all’interno dei siti museali ed archeologici entro il 2° mese e terminarla al 12° mese (attività continuativa) Durata: 11 mesi Impegno volontari in S.C.: min 18 ore/settimana/volontario L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 24 Fase 5: Valutazione degli esiti (monitoraggio in itinere e finale - trasversale) TAB. 2: Cronogramma (diagramma di Gannt) ATTIVITA’ Mesi precedenti Mese 1° Mese 2° Mese 3° Mese 4° Mese 5° Mese 6° Mese 7° Mese 8° Mese 9° Mese 10° Mese 11° Mese 12° FASE 1: PREPARATORIA Ideazione Sviluppo Avvio FASE 2: FORMAZIONE Formazione generale Formazione specifica/on the job FASE 3: REALIZZAZIONE DEL PROGETTO Obiettivo 1 Verificare il n. e la tipologia delle strutture museali presenti sul territorio di riferimento Approntare appositi elenchi/indirizzario relativamente all’esatta ubicazione dei siti museali e le rispettive figure dirigenti di riferimento Acquisire la documentazione raccolta in ciascun museo attraverso la lettura dei cataloghi o di altri testi editi Trasformare le informazioni acquisite predisponendole in formato elettronico Suddividere i percorsi museali attraverso l’individuazione di caratteristiche tematiche (consultazione della dirigenza del settore) Procedere alla promozione dei percorsi Obiettivo 2 Predisporre il modello per la schedatura Individuare le strutture su cui l’intervento incide Calendarizzare le visite per l’acquisizione delle informazioni Apprendere la conoscenza del singolo reperto L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 25 Organizzazione del database Trasferire le schede in formato elettronico Obiettivo 3 Acquisizione delle informazioni caratteristiche di ogni struttura museale Strutturazione dei percorsi guidati all’interno dei siti museali Definire contenuti e caratteristiche delle attività individuate Definire tempistica erogazione e realizzazione attività Promozione dell’iniziativa all’interno del circuito scolastico Realizzazione delle attività programmate, nel rispetto dei tempi e dei contenuti previsti FASE 4: MONITORAGGIO IN ITINERE E FINALE Primo momento di valutazione in itinere Prima somministrazione dei questionari Elaborazione dati Redazione delle relazioni Secondo momento di valutazione in itinere Seconda somministrazione dei questionari Elaborazione dati Redazione delle relazioni Valutazione finale Somministrazione dei questionari finali Elaborazione dati Redazione delle relazioni finali L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 26 8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione Tab. 4: WBS (disarticolazione degli obiettivi nelle attività relative per il loro raggiungimento) FASE OBIETTIVO SPECIFICO (COSA FARE) AZIONI CORRELATE (COME FARLO) • Fase 2 Avvio del Progetto • organizzazione momenti di auditing (riunioni, seminari) al fine di pervenire ad un incontro concettuale tra i portatori d’interesse e le figure coinvolte nel processo ideativo del percorso nel settore oggetto d’intervento formazione attori coinvolti attività di supporto e co-intervento degli attori coinvolti in ordine al perseguimento dei singoli obiettivi di seguito esplicitati Fase 3 Erogazione della Formazione Erogare 45 ore di formazione generale • • • Dinamiche relazionali/esperienziali Attività di Formazione in aula Formazione a distanza (moduli interattivi e off-line) • Formazione a distanza (moduli interattivi e off-line) Erogare 75 ore di formazione specifica Perfezionare il percorso formativo on the job Fase 4 Monitoraggio Verificare l’andamento del progetto e a rilevare il livello di gradimento e soddisfazione dei volontari relativamente al servizio svolto. • (reportistica, dati di rilevamento) • • stesura del progetto congruità elevata fra le attività proposte e gli obiettivi del progetto • Costruzione e affiatamento del gruppo conoscenza della storia e dei principi alla base del servizio civile approfondimento di tematiche relative alla cittadinanza attiva. Conoscenza di base della tematiche del progetto • • • • • • • • • L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 RISULTATI ATTESI (output) Affiancamento alle figure professionali del progetto Somministrazione agli OLP dei questionari di monitoraggio dell’andamento del progetto durante il primo e secondo momento di valutazione in itenere e valutazione finale Somministrazione ai volontari dei questionari di soddisfazione e gradimento del servizio svolto durante il primo e secondo momento di valutazione in itenere e valutazione finale Elaborazione dei dati Redazione delle relazioni • • • Acquisizione di competenze minime per la realizzazione delle attività operative Miglioramento delle competenze specifiche dei volontari Riduzione di eventuali scostamenti relativamente agli obiettivi pianificati Interventi su eventuali problematiche emerse 27 L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 28 Fase 5 Operativa Sensibilizzare il pubblico generico • extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei • per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza”. • Consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette. Verificare il n. e la tipologia delle strutture museali presenti sul territorio di riferimento; • Realizzare una mappa di tutti i beni storici, artistici e culturali; Approntare appositi elenchi/indirizzario relativamente all’esatta ubicazione dei siti museali e le rispettive figure dirigenti di riferimento; • Incrementare il numero di manifestazioni culturali del 5%, di distribuire il 30% in più di mappe e di incrementare del 10% il numero di utenti; • Schedatura e catalogazione di tutto il materiale archeologico; • Incrementare il numero di materiali catalogati del 25% e di incrementare il numero di utenti del 10%; • Predisporre visite guidate per l’accoglienza dii utenti, in particolare le scolaresche, all’interno dei siti museali ed archeologici. Acquisire la documentazione raccolta in ciascun museo attraverso la lettura dei cataloghi o di altri testi editi; • Trasformare le informazioni acquisite predisponendole in formato elettronico; • Suddividere i percorsi museali attraverso l’individuazione di caratteristiche tematiche (consultazione della dirigenza del settore); • Procedere alla promozione dei percorsi; • Predisporre il modello per la schedatura; • Individuare le strutture su cui l’intervento incide; • Calendarizzare le visite per l’acquisizione delle informazioni; • Apprendere la conoscenza del singolo reperto; • Organizzazione del database; • Trasferire le schede in formato elettronico; Promuovere il sistema dei musei come • luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura • esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero. • Acquisizione delle informazioni caratteristiche di ogni struttura museale; Strutturazione dei percorsi guidati all’interno dei siti museali; Definire contenuti e caratteristiche delle attività individuate • Definire tempistica erogazione e realizzazione attività • Promozione dell’iniziativa all’interno del circuito scolastico; • Realizzazione delle attività programmate, nel rispetto dei tempi e dei contenuti previsti L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 29 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ Attività per l’attuazione dell’erogazione della formazione Il complesso di attività relative alla formazione nel presente progetto (già compiutamente dettagliato nel Sistema di Formazione Amesci accreditato e successivamente descritto nei punti del presente progetto dedicati alla formazione) consta di due momenti: uno in presenza (30 ore dedicate alla Formazione generale) erogato con metodologia mista in aula (dinamiche di gruppo e lezione frontale), uno in e-learning, a sua volta suddiviso in due corsi. Il primo di questi, di 15 ore, è relativo al completamento della Formazione generale ed è composto da moduli di contenuto e dinamiche relazionali con tecnologia wrap around. Il secondo percorso e-learning, di 75 ore, è interamente dedicato alla formazione specifica in materia di Patrimonio Artistico Culturale e sudiviso anch'esso in moduli contenutistici e dinamiche di interazione. Entrambi i percorsi e-learning sono inoltre completati da test di autovalutazione e da interviste di rilevamento e valutazione delle competenze acquisite (bilancio di competenze) certificati da Lynx e da Ipse, Istituto di Psicologia dei Sistemi Evolutivi. Le attività di formazione sono inoltre integrate da momenti di formazione on the job in affiancamento agli OLP del progetto Risultati attesi I risultati attesi per la formazione generale sono di natura sociale e organizzativa (gruppo, conoscenza dell'Ente), civica (difesa della Patria, Cittadinanza attiva), culturale (legalità, protezione civile) e professionale (lavoro per progetti, metacompetenze). In particolare i risultati attesi sono la costruzione e l'affiatamento del gruppo, la conoscenza della storia e dei principi alla base del servizio civile, l'approfondimento di tematiche relative alla dimensione di cittadinanza attiva. Per ciò che riguarda la formazione specifica, invece, si punta alla conoscenza di base delle tematiche in materia di Patrimonio Artistico Culturale (del progetto) e all'acquisizione di competenze minime per la realizzazione delle attività operative di seguito descritte. Infine con l'on the job si cerca un miglioramento delle competenze specifiche dei volontari, attraverso un percorso learning by doing guidato dai specialisti/maestri (OLP) Attività per la realizzazione degli obiettivi Passando alla fase operativa, innanzitutto, propedeutica all’erogazione effettiva delle attività tese al raggiungimento degli obiettivi specifici previsti è: • una presentazione del gruppo di lavoro, con spiegazione di ruoli e responsabilità reciproci, in particolare delle figure di coordinamento del progetto, vale a dire olp, dirigenti del settore musei e biblioteche degli enti, figure alle quali i volontari andranno a supporto. In questa fase si illustreranno ai volontari anche le modalità di verifica in itinere dei risultati, introducendo il ruolo dell’Unità di Valutazione dell’Ambito di competenza. quindi, a seguire questa prima fase, nella quale sono altresì incluse attività formative specifiche, i volontari saranno affiancati agli operatori, professionali o a titolo volontario per integrare le attività sulla base della pianificazione predisposta (Piani individuali d’intervento) Modalità di funzionamento Oltre ai volontari, e a parte il ruolo delle altre figure, tecniche, il gruppo di lavoro di servizio civile sarà costituito da: • 2 olp, esperti delle attività di informazione, che accompagneranno i volontari nella realizzazione delle attività previste, inserendoli all’interno dell’attività della sede e mediandone la relazione con l’utenza e le altre figure • 1 tutor, figura accreditata, con esperienza pluriennale nella mediazione di conflitti • 1 rlea, figura accreditata, con esperienza pluriennale nel coordinamento di progetti di servizio civile • 1 esperto di monitoraggio, figura accreditata, con esperienza pluriennale di controllo sull’andamento di progetti L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 30 Obiettivo Specifico 1: Sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza” In relazione alle attività previste per la realizzazione del primo degli obiettivi specifici, quello di sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza”, i servizi si sviluppano secondo la logica dell’affiancamento, assumendo una funzione di promozione di autonomia ed evitando, laddove possibile, di assumere natura completamente sostitutiva. Si prevedono una serie di attività “organizzative”: • suddivisione delle attività quotidiane in gruppi: mattutine e pomeridiane • momenti di spiegazione delle attività previste • affiancamento nel corso dell’effettivo svolgimento e successivamente attività più “operative”: • realizzazione degli strumenti di comunicazione (pieghevoli e brochure) • diffusione dei prodotti Modalità di funzionamento In considerazione della tipologia delle strutture museali, le attività potranno essere erogate ogni giorno, compresi prefestivi e festivi, tra le ore 8:00 e le ore 20:00. Più nello specifico, relativamente alle azioni organizzative: • innanzitutto tali attività vanno realizzate in modo da facilitarne la loro gestione; questa fase ottiene anche effetti di stimolazione sulle capacità logiche. • poi, vanno effettuate, ed in questa fase si realizza il vero e proprio sostegno. Mentre invece per quelle operative: • sia per quanto riguarda la raccolta delle informazioni da trasferire in supporti di comunicazione/promozione sia per la realizzazione di tali supporti c’è da considerare l’affiancamento a personale specializzato Nel corso di queste azioni: • il responsabile della sede locale coordina l’azione e valuta le attività svolte e la loro rispondenza a quelle previste • l’operatore guida nell’organizzazione dei tempi e nella spiegazione delle azioni • il volontario in s.c. coadiuva il responsabile nelle fasi di organizzazione e collabora con l’operatore per l’effettuazione delle attività Risultati attesi Si prevede che un totale, tra operatori, figure di coordinamento e volontari in servizio civile, di n.26 figure riesca a incrementare il numero di manifestazioni culturali del 10%, distribuire il 30% in più di mappe ed incrementare del 10% il numero di utenti Obiettivo Specifico 2: Consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette Per il raggiungimento del secondo obiettivo specifico, quello di consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette, si tratta di rendere l’accesso al patrimonio culturale più semplice migliorando la catalogazione dei materiali custoditi nelle strutture museali. In particolare: a) Schedatura e catalogazione L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 31 • • • predisposizione di un modello per la schedatura apprendere la conoscenza dei singoli reperti trasferire le schede in formato elettronico Modalità di funzionamento Per la realizzazione di questo gruppo di attività, in ciascuna sede è assicurata la presenza di responsabile, almeno due giorni al mese, per almeno 8 ore mensili complessive, e comunque tale da garantire il risultato del numero di incontri previsti. Eventuali esigenze particolari saranno appositamente trattate. Gli orari di funzionamento saranno stabiliti dalle singole sedi, anche sulla base di particolari necessità espresse dagli assistiti. Le figure coinvolte nella realizzazione di questo obiettivo sono, complessivamente: • • • un responsabile della sede locale, con compiti di coordinamento generale, presente alternativamente mattina e pomeriggio in base alle esigenze specifiche un tecnico informatico un operatore della struttura museale Scendendo nello specifico delle attività previste: • il responsabile della sede locale coordina l’organizzazione delle attività e prende contatti con la dirigenza delle strutture museali per concordare i rilevamenti • gli operatori seguono le attività relative alla predisposizione della parte contenutistica delle schede e indirizzano alla conoscenza dei singoli reperti • il tecnico informatico supporta la fase di inserimento dati in db • i volontari in servizio civile affiancano le figure nella fase di organizzazione e seguono il rilevamento delle informazioni ed il trasferimento delle schede in formato elettronico. Risultati attesi • Il progetto punta ad incrementare il numero di materiali catalogati del 25% e di incrementare il numero di utenti del 10% attraverso la schedatura e la catalogazione del materiale costituente il patrimonio culturale delle strutture museali interessate. Obiettivo Specifico 3: Promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero Per il raggiungimento del terzo obiettivo specifico, quello di promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero, si tratta di mettere in grado i visitatori di godere l’accostamento al museo stesso come un evento particolarmente appagante non solo in quanto fattore di crescita culturale, ma anche in quanto momento privilegiato della fruizione del tempo libero, e valido complemento delle più consuete attività ricreative. In particolare: predisposizione di percorsi guidati • gestione dei percorsi • Modalità di funzionamento L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 32 Per la realizzazione di questo gruppo di attività, in ciascuna sede è assicurata la presenza di responsabile, almeno due giorni al mese, per almeno 8 ore mensili complessive, e comunque tale da garantire il risultato del numero di incontri previsti. Eventuali esigenze particolari saranno appositamente trattate. Gli orari di funzionamento saranno stabiliti dalle singole sedi, anche sulla base di particolari necessità espresse dagli assistiti. Le figure coinvolte nella realizzazione di questo obiettivo sono, complessivamente: • • un responsabile della sede locale, con compiti di coordinamento generale, presente alternativamente mattina e pomeriggio in base alle esigenze specifiche un operatore della struttura museale Scendendo nello specifico delle attività previste: • il responsabile della sede locale coordina l’organizzazione delle attività e prende contatti con la dirigenza delle strutture museali per concordare i rilevamenti • gli operatori seguono le attività relative alla predisposizione dei percorsi guidati e indirizzano alla conoscenza dei singoli reperti • i volontari in servizio civile affiancano le figure nella fase di organizzazione e seguono il rilevamento delle informazioni, la realizzazione dei percorsi e la loro gestione. Risultati attesi • Predisporre visite guidate per l’accoglienza di utenti, in particolare le scolaresche, all’interno dei siti museali ed archeologici. Si prevede di portare a termine 2 percorsi guidati e di incrementare il numero di utenti del 10%. Attività per l’attuazione del Monitoraggio Le attività di monitoraggio coinvolgono tutte le sedi di attuazione del progetto e si articolano in tre momenti: - Primo momento di valutazione in itinere (al termine del terzo mese di servizio) - Secondo momento di valutazione in itinere (al termine del settimo mese di servizio) - Valutazione finale (al termine del dodicesimo mese di servizio) Ognuno di questi momenti è finalizzato a verificare l’andamento del progetto e a rilevare il livello di gradimento e soddisfazione dei volontari relativamente al servizio svolto. Per quanto riguarda il monitoraggio del progetto, lo strumento utilizzato è un questionario a risposta chiusa le cui domande, predisposte sulla base della pianificazione del lavoro, sono tese a verificare il completamento delle attività previste in ogni fase. Il Sistema di Monitoraggio Amesci provvederà ad inviare presso ciascuna sede il questionario, la cui compilazione sarà a cura dell’Operatore Locale di Progetto. I volontari, invece, secondo la stessa tempistica compileranno un questionario standardizzato direttamente on line sul sito www.amesci.org. Per accedere al form verranno forniti di password personali. Risultati attesi Riduzione di eventuali scostamenti relativamente agli obiettivi pianificati e risoluzione di problematiche emerse. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 33 8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente DESCRIZIONE DEL COMPLESSO DELLE RISORSE UMANE A QUALUNQUE TITOLO COINVOLTE NELLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO Risorse relative alle attività operative • • • • • • 1 olp 1 dirigente settore musei e biblioteche degli enti 1 responsabile del Museo 10 operatori (personale strutture museali) 1 amministrativo 4 stagisti universitari Le figure coinvolte – 14 a titolo oneroso e 4 volontario - nella realizzazione dell’obiettivo specifico 1 sono, presso le singole sedi: • • • • un responsabile della sede locale, con compiti di coordinamento generale, presente alternativamente mattina e pomeriggio in base alle esigenze specifiche 5 operatori per guidare nell’organizzazione dei tempi e nella spiegazione delle azioni 1 unità di personale con ruoli amministrativi volontari in s.c. Per l’obiettivo specifico 2: • • • • un responsabile della sede locale, con compiti di coordinamento generale, presente alternativamente mattina e pomeriggio in base alle esigenze specifiche 6 operatori, per la conduzione delle attività relative alla predisposizione delle schede e indirizzano alla conoscenza dei singoli reperti 1 tecnico informatico per la gestione del db volontari in s.c. Per l’obiettivo specifico 3: • • • un responsabile della sede locale, con compiti di coordinamento generale, presente alternativamente mattina e pomeriggio in base alle esigenze specifiche 10 operatori, per seguire le attività relative alla predisposizione dei percorsi guidati e indirizzano alla conoscenza dei singoli reperti volontari in s.c. Risorse relative alla formazione: • 4 formatori professionali esperti di Servizio Civile (1 sociologo, 2 psicologi, 1 pedagogo; a contratto) • 1 autore del corso Patrimonio Artistico e Culturale- (esperto di beni culturali, laureato in Sociologia; a contratto ) • 1 coordinatore scientifico dell'e-learning (a contratto) • 5 tutor on-line per l'e-learning (volontari) • team formazione Amesci per il coordinamento didattico e organizzativo (n. ; volontari) Risorse relative al monitoraggio: • 1 Sociologo in qualità di Responsabile del Monitoraggio Amesci (dipendente). Tale figura si occuperà di coordinare tutte le fasi: somministrazione dei questionari, di elaborazione dei dati e della redazione delle relazioni. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 34 • Un team raccolta dati Amesci (5 operatori data entry; 2 volontari, 3 dipendenti) di supporto dal Team di Qualità Amesci con il compito di comunicare alle sedi le modalità e i tempi di somministrazione e di essere da supporto, sia agli OLP che ai volontari, nella compilazione dei questionari. Tab. 5 : Figure coinvolte e ruoli relativi Tipologia del Rapporto con l’Ente e numero A titolo volontario n. 14 A titolo oneroso n. 24 L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 35 8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto. MODALITA’ D’IMPIEGO DEI VOLONTARI IN SC (PIANO DI LAVORO) Dal punto di vista qualitativo, è opportuno premettere che si tratta di un gruppo assemblato per una serie di specifici scopi comuni e che il gruppo sarà in qualche modo pronto a mettere gli obiettivi del gruppo prima dei loro obiettivi personali. Condizione necessaria affinchè si riesca a garantire il giusto clima e la soddisfazione del gruppo nonchè il raggiungimento degli obiettivi prefissati è che i volontari siano impiegati e coinvolti nelle diverse fasi, che costituiscono le azioni previste dal progetto, prevedendo la presenza di una serie di elementi quali: - Presenza di comunicazione e feedback periodico; - Qualità ed ascolto nelle dinamiche di gruppo; - Gestione della leadership; - Opportuno equilibrio delle competenze; - Instaurazione di un clima di fiducia e condivisione; - Stimolo alla partecipazione attiva. Fase 1: Avvio del progetto Innanzitutto, nei primi giorni di attività i volontari partecipano a riunioni, assieme agli olp, ai dirigenti del settore dell’ente ed alle altre figure coinvolte, necessarie alla illustrazione di ciò che effettivamente si andrà a fare. Tali riunioni saranno tese a: • contestualizzare l’intervento: le figure di coordinamento spiegheranno ai volontari come gli obiettivi del progetto si inseriscono nelle attività dell’ente e come si integrano con gli interventi portati avanti. Si tratterà, quindi, di definire il contesto effettivo di riferimento e di illustrare come il progetto al quale hanno chiesto di partecipare si innesti in finalità di più ampio respiro • nel corso delle riunioni si procederà ad una presentazione dell’ente, in generale e con riferimento al ruolo ed alle competenze che mantiene nel settore specifico; si presenterà, cioè, in maniera integrata l’assieme di interventi messi in campo. Contestualmente, ai volontari saranno presentate tutte le figure di riferimento del progetto, con indicazione delle relative competenze e ruoli • si passerà, infine, ad analizzare nello specifico gli obiettivi del progetto, a cosa mira, il suo target, le modalità di svolgimento delle attività, come il progetto di servizio civile si integra con tale ambito, quali sono le attività complessivamente previste e, in particolare, quelle specificamente richieste ai volontari, comprese indicazioni relative a modalità più specificamente organizzative (tempi, luoghi, modalità di spostamento, necessità di turnazioni, particolarità del servizio, eventuali periodi di servizio al di fuori del territorio comunale e così via). Ancora, si analizzeranno le caratteristiche e le esigenze dei destinatari specifici. In questa fase gli olp potranno valutare eventuali esigenze particolari dei volontari e la loro compatibilità con le modalità di erogazione previste. Fase 2: Formazione Come già descritto al presente punto 8.2 (vedi infra) le attività dei volontari per quanto concerne il percorso formativo consistono nella frequenza delle ore in presenza (30) e nell'effettivo svolgimento d tutte le fasi dell'e-learning (login, presentazione, lettura, partecipazione ai forum e alle chat, compilazione dei test e degli esercizi) L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 36 Fase 3: Piano delle Attività Operative Il ruolo dei volontari in servizio civile sarà quello di integrare, sia in termini di ore di servizi resi che di gamma di attività, l’azione del progetto, con particolare riguardo alla funzione di supporto per rendere maggiormente fruibile il patrimonio artistico e culturale a cittadini e turisti Le modalità d’impiego operativo, vale a dire turni ed orari, luoghi, modalità di trasferimento, saranno comunicate ai volontari dai relativi olp nel corso delle riunioni iniziali di organizzazione e contestualizzazione. In ogni caso, anche in coerenza con gli obiettivi di formazione connessi alla realizzazione del progetto, tutti i volontari in servizio civile saranno impiegati in tutte le attività previste, sulla base di apposite turnazioni. • Relativamente al piano di attività teso a sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza”, innanzitutto i volontari sono coinvolti nelle azioni tese a realizzare una mappa di tutti i beni storici, artistici e culturali. • Relativamente al piano delle attività tese a consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette, si tratta di azioni finalizzate alla schedatura e catalogazione di tutto il materiale costituente il patrimonio culturale delle strutture museali interessate. • Relativamente al piano delle attività tese a promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero, si tratta di predisporre e gestire percorsi guidati per l’accoglienza di utenti, in particolare le scolaresche, all’interno dei siti museali ed archeologici. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 37 Tab. 6: Attività dei Volontari FASE Fase 1 Avvio delle attività Fase 2 Formazione OBIETTIVO ATTIVITA’ DEI VOLONTARI IN SC Contestualizzare l’intervento, dando ai volontari i necessari riferimenti organizzativi ed operativi Partecipare agli incontri di: • contestualizzazione dell’intervento • introduzione delle figure di riferimento • focus sul progetto Erogare formazione generale, specifica e on the job • • partecipare alle giornate di formazione in presenza effettuare l’e-learning • Verificare il n. e la tipologia delle strutture museali presenti sul territorio di riferimento; Approntare appositi elenchi/indirizzario relativamente all’esatta ubicazione dei siti museali e le rispettive figure dirigenti di riferimento; Acquisire la documentazione raccolta in ciascun museo attraverso la lettura dei cataloghi o di altri testi editi; Trasformare le informazioni acquisite predisponendole in formato elettronico; Suddividere i percorsi museali attraverso l’individuazione di caratteristiche tematiche (consultazione della dirigenza del settore); Procedere alla promozione dei percorsi; Sensibilizzare il pubblico generico extrascolastico (adulti, famiglie, gruppi) alle tematiche storico artistiche rendendo fruibili, avvincenti e "spettacolari" i musei per farne i protagonisti della nuova “cultura dell’esperienza”. • • • • • Fase 3 Operativa Consentire ad un pubblico già sensibile alle tematiche storico artistiche di ricevere informazioni scientificamente corrette. Promuovere il sistema dei musei come luoghi non solo di cultura in senso stretto, ma più in generale della nuova “cultura esperenziale” dell’intrattenimento e del tempo libero. • • • • • • • • • • • • Fase 4 Monitoraggio Verificare il livello di gradimento e soddisfazione dei volontari relativamente al servizio svolto. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 • • • Predisporre il modello per la schedatura; Individuare le strutture su cui l’intervento incide; Calendarizzare le visite per l’acquisizione delle informazioni; Apprendere la conoscenza del singolo reperto; Organizzazione del database; Trasferire le schede in formato elettronico; Acquisizione delle informazioni caratteristiche di ogni struttura museale; Strutturazione dei percorsi guidati all’interno dei siti museali; Definire contenuti e caratteristiche delle attività individuate Definire tempistica erogazione e realizzazione attività Promozione dell’iniziativa all’interno del circuito scolastico; Realizzazione delle attività programmate, nel rispetto dei tempi e dei contenuti previsti Accedere al sito internet www.amesci.org nella sezione “Monitoraggio” Inserire password Compilare il questionario IMPEGNO % MEDIO 1% 8% 90% 1% 38 Dal punto di vista meramente quantitativo, la suddivisione dei compiti da assegnare agli specifici volontari, in ordine alla realizzazione delle attività del progetto, viene demandata agli OLP ed alle altre figure, in relazione alle caratteristiche del gruppo ed alle specifiche esigenze locali, nonchè alla caratteristica di “procedere per obiettivi” caratterizzante la metodologia progettuale adottata. Questo nel rispetto sia della necessaria flessibilità dei progetti di servizio civile, sia del valore formativo degli stessi, in relazione alla trasferibilità di metacompetenze (capacità di lavorare per progetti ed organizzati per gruppi) ed alla luce del vincolo orario previsto, che in ogni caso non consente una programmazione per risultati, organizzata, ad esempio, in base a monte ore personalizzati o altre metodologie di ripartizione dei carichi di lavoro. Fase 4: Monitoraggio I volontari durante le tre fasi di monitoraggio avranno il compito di compilare il rispettivo questionario di monitoraggio collegandosi direttamente al sito www.amesci.org. L’accesso al form on line avverrà attraverso l’inserimento di password personali, fornite in fase di avvio del progetto. 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 4 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 4 12) Numero posti con solo vitto: 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 0 30 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Realizzazione (eventuale) delle attività previste dal progetto anche in giorni festivi e prefestivi, coerentemente con le necessità progettuali. Flessibilità oraria in caso di esigenze particolari Disponibilità alla fruizione dei giorni di permesso previsti in concomitanza della chiusura della sede di servizio (chiusure estive e festive) Partecipazione a momenti di verifica e monitoraggio Frequenza di corsi, di seminari e ogni altro momento di incontro e confronto utile ai fini del progetto e della formazione dei volontari coinvolti, anche nei giorni festivi, anche organizzati dagli enti partner del progetto. Eventuale realizzazione dei momenti di verifica anche al di fuori del territorio comunale o provinciale di realizzazione del progetto Partecipazione a supporto di attività dell’Associazione e degli enti partner, anche in giorni prefestivi e festivi Disponibilità ad effettuare il servizio al di fuori della sede entro il massimo di 30 gg previsti Osservanza della riservatezza dell’ente e della privacy di tutte le figure coinvolte nella realizzazione del progetto Disponibilità alla guida di automezzi e motoveicoli dell’ente Disponibilità all’accompagnamento degli utenti del progetto con mezzi dell’ente e/o dei partner L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 39 CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE 16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto: N. Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e nome Data di nascita C.F. 1 AMMINISTRAZI SAN VITO ONE AL PROVINCIALE TAGLIAME DI PORDENONE NTO MUSEO VITA [Pordenone CONTADINA ] VIA ALTAN - PALAZZO ALTAN 49 88592 1 DANIN ANTONIO 29/11/1960 DNNNTN60S29A516D 2 AMMINISTRAZI ONE PROVINCIALE PORDENO DI NE PORDENONE [Pordenone SPAZIO ] ESPOSITIVO PROVINCIALE CORSO GARIBALDI SNC 88590 2 BRUCCHIERI ANTONIO 13/05/1970 BRCNTN70E13E098Z AMMINISTRAZI ONE PROVINCIALE PORDENONE LARGO SAN GIORGIO 12 88589 1 POLO PAOLA 18/07/1964 PLOPLA64L58I403L 3 PORDENON E [Pordenone ] L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 40 17) Altre figure impiegate nel Progetto: TUTOR N. Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede RESP. LOCALI ENTE ACC. N. vol. Cognome e nome Data di nascita C.F. Cognome e nome Data di nascita C.F. 1 2 3 4 L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 41 18) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Sistema Certificato ISO 9001:2000 – EN ISO 9001:2000 – UNI EN ISO 9001:2000 Cert. N. LRC 0261550 Allo scopo di favorire la diffusione della cultura del servizio civile nazionale e di stimolare la partecipazione dei giovani, ma anche di collegare i risultati del progetto, in particolare, nonché le finalità stesse del SCN, in generale, al contesto locale, AMESCI ha siglato un accordo di collaborazione con ANIACOM, società esperta in comunicazione sociale (vedi accordo allegato), con la quale ha predisposto un Piano di promozione e sensibilizzazione del servizio civile e un Piano di comunicazione valevole in occasione dei bandi di selezione e reclutamento dei volontari. Amesci, inoltre, adotta quale asset centrale nella propria azione la sensibilizzazione alle tematiche della legalità e della cittadinanza attiva. Di conseguenza, ha siglato un accordo con l’Associazione Studenti Napoletani contro la Camorra, che prevede per quest’ultima l’impegno a contribuire alla realizzazione del Piano di Promozione e Sensibilizzazione, con riguardo ai temi suddetti. In particolare, il Piano di promozione e sensibilizzazione rientra integralmente tra gli Obiettivi Specifici del progetto (vd. Ptt. 7 – 8) poiché integra e completa la disseminazione degli obiettivi che rappresenta uno dei punti cardine della progettazione AMESCI. Completa, inoltre, la Formazione Generale, con particolare riguardo ai ptt. 34.n e 34.o In ordine all’effettiva attuazione dei piani di cui sopra, ANIACOM e Associazione Studenti Napoletani contro la Camorra partecipano con cadenza mensile alle riunioni dello Staff di Comunicazione di AMESCI a cui sono delegati il coordinamento e il monitoraggio delle attività dei Piani. Sintesi del Piano di promozione e sensibilizzazione Ente proponente AMESCI Ente organizzatore ANIACOM Partner Associazione Studenti Napoletani contro la Camorra Obiettivi Favorire la diffusione del Servizio Civile Nazionale Sensibilizzare alle tematiche della legalità e della cittadinanza attiva Innalzare e migliorare il livello di partecipazione locale Informare correttamente i giovani sulle opportunità offerte dal servizio civile nazionale Creare una banca dati per favorire l’incontro tra domanda e offerta di servizio civile Disseminare i risultati del progetto presso la comunità locale di riferimento, in maniera sia orizzontale che verticale. Per il dettaglio di obiettivi ed attività, si vedano i ptt. 7 ed 8 (infra). Contenuti Finalità generali del Servizio Civile Nazionale Tematiche della legalità e della cittadinanza attiva Obiettivi generali e specifici del progetto Il ruolo del contesto locale ai fini dell’”Appropriazione” dei risultati del progetto (ruolo delle istituzioni e di altri stakeholders) Soggetti destinatari Ragazze e ragazzi di età compresa tra i 17 ed i 27 anni (con riferimento specifico alle opportunità meta – formative del SCN). L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 Associazioni, enti ed organizzazioni presenti sul territorio Stakeholders (orizzontali e verticali) Soggetti attuatori Volontari impegnati nel progetto di servizio civile Volontari presenti nell’ente Personale impiegato a diverso titolo nell’organizzazione e nella gestione del progetto Altri soggetti coinvolti Co promotori: Personale esperto ANIACOM Personale esperto Associazione Studenti Napoletani contro la Camorra (vedi accordi in allegato) Università Istituti scolastici presenti sul territorio di riferimento Enti no-profit presenti sul territorio di riferimento Luogo La prima iniziativa dei volontari, così come indicato dalla QL, sarà proprio il recupero di tutte le informazioni necessarie alla costituzione di una banca dati relativa all’esistenza sul territorio dei vari possibili luoghi di aggregazione giovanile, come appunto: istituti scolastici di II° grado, università, centri parrocchiali, circoli ricreativi e culturali, realtà aggregative giovanili in genere, organizzazioni del terzo settore e così via, ove portare, con le opportune modalità, la presenza dei volontari stessi. Si individueranno, in tal modo con precisione, i luoghi ove risulta notevole la presenza di giovani, potenziali fruitori/attori del S.C.N. La loro classificazione in una banca dati, da aggiornare in itinere, permetterà, attraverso le azioni di sensibilizzazione sopra descritte, una diffusione capillare della cultura del Servizio civile. Durata 30 ore così articolate: 5 incontri (presso Università, Istituti scolastici, enti no profit ed altri luoghi d’aggregazione presenti sul territorio specifico) durata di 5 ore ognuno; un convegno della durata di 5 ore. Realizzazione di 2 seminari tematici dal titolo Legalità è Cittadinanza Attiva, organizzato e tenuto a cura dell’ Associazione Studenti Napoletani contro la Camorra Nel computo non sono considerate le attività preparatorie agli incontri, parte integrante delle attività previste dal progetto. Tempi di realizzazione Il piano verrà realizzato tra il sesto ed il nono mese del progetto così da consentire una consapevole partecipazione dei volontari del servizio civile. ANIACOM ha predisposto, inoltre, le linee generali del Piano di Comunicazione di seguito descritto. Il Piano di Comunicazione 2008 individua, per il biennio 2009 - 2010, come canali di pubblicizzazione dei progetti quelli di seguito elencati: Canali dipendenti (o interni): • sito internet dell’AMESCI (www.amesci.org) • newsletter • sito internet dei Partner • canale YouTube Amesciweb (sezione Bollettini) • blog Amesci Friend su MySpace e NetLog • sito internet del magazine (www.serviziocivilemagazine.it) • front office • pubblica affissione • Canali indipendenti (o esterni): • agenzie di stampa • quotidiani L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 • • • • periodici radio televisioni media on line Sono individuati come dipendenti (o interni) quei canali che hanno un rapporto diretto con la struttura dell’Associazione o che hanno con quest’ultima un qualche legame. CANALI DIPENDENTI: Sito internet di AMESCI Nel 2008 è stato completamente rinnovato il sito internet dell’Associazione, sia per esigenze organizzative sia per venire incontro alle esigenze di informazione che i giovani utenti ci chiedevano. Si è puntato alla semplicità di accesso alle informazioni, senza limitarne però la completezza. Dal sito internet http://www.amesci.org è possibile accedere, attraverso diversi gradi di approfondimento, a tutte le informazioni riguardanti il servizio civile e, durante il bando, a tutti i progetti. Alla pubblicizzazione dei progetti sono dedicati i seguenti spazi: • Home Page: notizia nel corpo centrale della pagina (box informativi). • Home Page: per dare maggiore evidenza alle notizie più rilevanti, tra quelle pubblicate nel corpo della pagina, utilizziamo banner colorati della dimensione 762X168cm • Servizio Civile: un intero canale dedicato al servizio civile. Scorrendo il menu del canale, si giunge alla pagina “Bandi”. Da questa pagina è possibile scaricare il bando, gli allegati 2 e 3, una breve descrizione delle attività, nonché il progetto integrale. E’ chiaramente indicato il numero dei volontari, la sede del progetto e l’indirizzo dove spedire la domanda. • MyAMESCI: Flash sul bando sono pubblicati anche nei Social Network animati dall’Organizzazione (Community volontari 2.0, YouTube, MySpace, NetLog, etc.) Riteniamo che la semplicità e l’immediatezza di accesso alle informazioni attraverso il sito internet dell’Associazione e l’utilizzo di canali propri del mondo giovanile siano garanzia di un facile raggiungimento del target individuato. Newsletter I giovani che vogliono essere avvisati della pubblicazione del bando possono iscriversi alla newsletter, compilando l’apposito form sul sito dell’Associazione (http://www.amesci.org/quick_link/newsletter.htm) . La newsletter, che viene inviata a tutti gli iscritti, è spedita entro 24 ore dall’uscita del bando, con l’indicazione della Gazzetta Ufficiale, del numero di volontari totali richiesti, del numero dei progetti e dei volontari messi a bando da AMESCI e dagli enti partner. Sito internet dei Partner Ogni Ente (Sede di attuazione) pubblicherà sul proprio sito il progetto al quale ha aderito. Alcune Sedi hanno una sezione permanente sul Servizio Civile. Altre la creano in occasione del bando. Canale YouTube Amesciweb è il Canale YouTube di Amesci (http://it.youtube.com/amesciweb). Fondata nel febbraio del 2005, YouTube è la più famosa community di video online, che consente alle persone di guardare, commentare e condividere video originali creati dagli utenti. I Flash sul Bando vengono pubblicati nella sezione “Bollettini” e inviati a tutti gli iscritti. Blog Amesci Friend su MySpace e NetLog sono i blog animati da personale e volontari dell’organizzazione. Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete". Il fenomeno ha preso piede in America a partire dal 1997 ed oggi è una realtà consolidata tra i giovani, che utilizzano i blog per raccontarsi e per condividere idee ed informazioni. Amesci Friend è un modo informale (rispetto al sito internet che è la vetrina ufficiale dell’associazione) e fresco di comunicare con i giovani. Sito internet del Magazine L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 Servizio Civile Magazine (www.serviziocivilemagazine.it) è il primo magazine sul servizio civile, dove l’utente può trovare facilmente informazioni sul servizio civile e sul mondo giovanile. Front office La Sede Nazionale e le nostre Agenzie sono strutturate per fornire, in maniera continua, informazioni sul servizio civile e orientare, in occasione del bando, il giovane nella scelta, distribuendo schede informative, allegati e progetto. Alcune Agenzie, già da alcuni anni, in occasione del bando, con il supporto dei volontari in servizio civile, attuano campagne informative nelle scuole del territorio, scegliendo come target di riferimento i giovani dell’ultimo anno della scuola media superiore. Pubblica affissione Le sedi di attuazione dei progetti, soprattutto se Enti pubblici, daranno visibilità al bando e ai rispettivi progetti attraverso la diffusione di volantini e manifesti recanti il bando e le caratteristiche del progetto. Il materiale è da pubblicare ed affiggere a cura degli enti partner. CANALI INDIPENDENTI: Sono individuati come indipendenti (o esterni) quei canali che non dipendono direttamente dall’Associazione o che non hanno con quest’ultima legame alcuno. Ad essi sarà riservata l’opportuna attenzione da parte dell’Ufficio Stampa, che valuterà per ogni progetto l’interesse locale o nazionale e/o settoriale, e invierà comunicati stampa per diffonderne la pubblicazione nel bando. In questo caso la pubblicizzazione del progetto avverrà attraverso l’invio di comunicati stampa ad agenzie di stampa, quotidiani locali o nazionali (da definire progetto per progetto), periodici (individuando quelli più attinenti al progetto, ad esempio: ambiente, protezione civile, salute, sociale, ecc), radio locali o nazionali, televisioni locali, media on line (quotidiani, riviste, siti di approfondimento, ecc.). Infine, i collegamenti informatici e la mailing list ci consentono di inviare il bando, gli allegati ed i progetti, in tempi rapidissimi e in un solo click, a: • URP • Informagiovani • Centri per l’Impiego • Terzo Settore • e a chiunque ne abbia fatto richiesta. Per ricevere materiale ed informazioni è possibile, in ogni momento, contattare la Sede Nazionale, chiamando lo 081.19811450 o compilando il modulo presente sul nostro sito internet http://www.amesci.org/quick_link/contattaci.htm. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari: Sistema Certificato ISO 9001:2000 – EN ISO 9001:2000 – UNI EN ISO 9001:2000 Cert. N. LRC 0261550 Di seguito si riporta uno estratto delle procedure di selezione contenute nel Manuale operativo del Sistema Amesci di “Reclutamento e Selezione”, cui per ogni eventuale approfondimento si rimanda. CONVOCAZIONE La convocazione avviene attraverso il sito internet con pagina dedicata contenente il calendario dei colloqui nonché il materiale utile per gli stessi (bando integrale; progetto; procedure selettive, etc.); Agli Enti partner di Amesci viene spedita una circolare informativa all’indomani dell’uscita del bando di concorso contenente l’obbligo di pubblicizzare il bando tramite il proprio sito internet; Presso le sedi territoriali di AMESCI è attivato un front office finalizzato alle informazioni specifiche ed alla consegna di modulistica, anche attraverso servizio telefonico e telematico; SELEZIONE Controllo e verifica formale dei documenti; Esame delle domande e valutazione dei titoli; I candidati effettueranno, secondo apposito calendario pubblicato sul sito web Amesci, un colloquio motivazionale, per verificarne le conoscenze, competenze, capacità, esperienze ed attitudini, in ordine al servizio civile, al progetto prescelto ed alla sede di servizio. I colloqui vertono principalmente sul curriculum vitae del candidato (con particolare riguardo alle precedenti esperienze di volontariato e lavorative), sul servizio civile e sul progetto scelto. La fase di selezione è costantemente verificata da un Garante nominato dal responsabile del Servizio Civile Nazionale; REDAZIONE E PUBBLICAZIONE DELLA GRADUATORIA FINALE Al termine delle selezioni si procederà alla pubblicazione on-line della graduatoria. E’ attivo sul sito Amesci un apposito form per la richiesta nominativa dei punteggi da parte dei candidati 20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): SI AMESCI 21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto: Sistema Certificato ISO 9001:2000 – EN ISO 9001:2000 – UNI EN ISO 9001:2000 Cert. N. LRC 0261550 Il Sistema di Monitoraggio Generale, coordinato dal Responsabile del Monitoraggio e dallo staff centrale, anche attraverso i tutores e gli R.L.E.A., valido per tutti i progetti – fatte salve eventuali specifiche necessità, ndr. – prevede la fissazione di diversi momenti di valutazione (vd. Piano di Monitoraggio), secondo le seguenti scadenze: - termine terzo mese: valutazione andamento attività formative: predisposizione di eventuali interventi correttivi; valutazione in itinere, mediante somministrazione ai volontari e agli altri operatori di questionari di autovalutazione. I tutores incontrano gli operatori per fare il punto sulla situazione, riflettere sullo stato dell’esperienza, analizzare i problemi emersi e raccogliere proposte, critiche, domande. Redazione di eventuale Relazione Periodica; - termine settimo mese: come sopra; - dodicesimo mese: come sopra. Redazione di Relazione Finale (Il Sistema di monitoraggio prevede Bozze di Relazione, con indicazione degli elementi minimi). In aggiunta al monitoraggio generale, il Piano prevede una serie di feedback in relazione ai progetti specifici ed a ciascuna sede periferica; responsabili della realizzazione sono gli O.L.P., che costituiscono la propaggine periferica del sistema. Ad hoc, agli O.L.P. vengono somministrati i relativi elementi e strumenti in fase di formazione. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 I momenti del monitoraggio locale sono normalmente fissati alla scadenza di ogni bimestre del progetto (vd. Piano di Monitoraggio); utilizzando gli strumenti somministrati in fase di formazione, l’O.L.P. può pianificare tempi diversi, in relazione alle specifiche esigenze. PIANO DI MONITORAGGIO MOMENTO DELLA VALUTAZIONE OGGETTO DELLA VALUTAZIONE RESPONSABILE DELLA VALUTAZIONE Primo momento di valutazione in itinere Staff Monitoraggio AMESCI; Fine quinto mese Valutazione esiti attività formative Staff Formazione AMESCI Staff Monitoraggio AMESCI Fine settimo mese Secondo momento di valutazione in itinere Momento di valutazione finale Fine terzo mese Inizio dodicesimo mese Staff Monitoraggio AMESCI Staff Monitoraggio AMESCI 22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): SI AMESCI L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Cultura media; buone conoscenze informatiche; buone capacità relazionali. E’ titolo di maggior gradimento: diploma di scuola media superiore; pregressa esperienza nel settore specifico del progetto; pregressa esperienza presso organizzazioni di volontariato; buona conoscenza di una lingua straniera; spiccata disposizione alle relazioni interpersonali e di gruppo capacità relazionali e dialogiche disponibilità al lavoro con i diversamente abili studi universitari attinenti. 24) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Voce Costi investiti per l’attuazione del progetto Spese del personale specificamente impiegato nella realizzazione delle attività previste dal progetto (ad esclusione delle figure di struttura ex accreditamento) Spese per attrezzature e funzionamento sedi del progetto specifico (cfr. box pt 26 presente progetto) Cancelleria ed altro materiale di consumo (cfr. box pt 26 presente progetto) Mezzi (carburanti e manutenzione) (cfr. box pt 26 presente progetto) Rimborsi spese di viaggio Spese informative e promozionali Euro 4.000 Euro 3.000 Euro 300 Euro 750 Euro 60 Euro 600 Formazione specifica: docenze, materiali ed organizzazione Euro 120 Totale Euro 8.830 Totale fondi stanziati Costi dell’assegno dei volontari a carico dell’UNSC Valore percentuale del contributo degli enti in relazione all’assegno dei volontari L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 433,80 euro X 12 mesi X n. 4 volontari = euro 20.822,40 42,40 % 25) Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto rivestito dagli stessi all’interno del progetto: Il presente progetto è redatto sulla base del sistema accreditato di progettazione dell’ente di prima classe Amesci, acquisito da questo ente. In considerazione delle caratteristiche del sistema di progettazione Amesci, in ordine alla realizzazione delle attività previste dal presente progetto, la società di comunicazione ANIACOM, partita iva 04796371211, esperta nella comunicazione sociale, ha sottoscritto apposito accordo (che si riporta in allegato) che definisce il proprio concreto e rilevante apporto alla realizzazione del progetto, con particolare riguardo all’obiettivo di “promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale” previsto al punto 18 della presente scheda. In particolare, per quanto riguarda le attività di promozione e sensibilizzazione di cui al pt. 18 della presente scheda progetto, la società ANIACOM ha predisposto il Piano ivi riportato, che rientra integralmente tra gli Obiettivi Specifici del progetto, costituendone parte integrante e fondante. In ordine alla effettiva realizzazione del Piano, ANIACOM garantisce, perciò, la disponibilità di proprio personale esperto, quantificabile in 10 ore di attività, in relazione al progetto specifico. Il ruolo concreto del personale ANIACOM appositamente delegato, inoltre, sarà di coordinare le attività di promozione e sensibilizzazione del Servizio Civile, obiettivo specificamente previsto dal presente progetto, attraverso la predisposizione e realizzazione di una campagna di sensibilizzazione tematica. ANIACOM, infine, partecipa mensilmente alle riunioni dello Staff di Comunicazione di AMESCI cui è delegato il coordinamento e il monitoraggio delle attività di sensibilizzazione e promozione previste dal progetto. 2 - In ordine alla realizzazione delle attività di formazione generale e specifica previste dal progetto – vd. infra, Caratteristiche delle conoscenze acquisibili – si è stipulato con l’ENOF, ente di formazione ai sensi dell’art. 5 della legge 845/78, c.f. 96249390582, apposito accordo (vedi allegato) che definisce il concreto e rilevante apporto dell’ENOF alla realizzazione del progetto. In particolare, il ruolo concreto assegnato all’ENOF nella realizzazione di specifiche attività previste dal progetto sarà di: coordinare le fasi di organizzazione ed erogazione delle attività formative (generale e specifica) previste dai progetti Amesci, mediante la disponibilità di proprio personale esperto, per un totale di n. 10 h/uomo/progetto secondo quanto previsto dai piani formativi di ciascun progetto di SCV; costituire e/o tenere apposita banca dati con i Curricula dei giovani, cui proporre le proprie attività formative. 3 – ARTETECA, c.f. 95045590635, che ha tra gli scopi statutari la promozione della cultura, si impegna (vd. Accordo allegato): a stimolare e favorire forme di sostegno ai progetti di servizio civile anche attraverso l’individuazione di specifiche attività formative che possano stimolare la partecipazione dei giovani ai progetti; a promuovere e ideare nuovi coinvolgimenti per i volontari del servizio civile all’interno dei propri progetti culturali e artistici già avviati ovvero di futura realizzazione con l’obiettivo di accrescere la cultura associativa, artistica e sociale dei giovani coinvolti; mettere a disposizione proprie risorse formative, in ossequio al piano formativo del progetto In concreto, Artèteca si è impegnata a collaborare all'organizzazione dei 2 seminari dal titolo Legalità è Cittadinanza Attiva, editando dei video che verranno realizzati in collaborazione con i volontari e saranno incentrati sulla loro esperienza di Servizio Civile e di azione concreta sul territorio. 4 – AMESCI ha, inoltre, stipulato un accordo con l’ASSOCIAZIONE STUDENTI NAPOLETANI CONTRO LA CAMORRA (vedi allegato), c.f. 95040700635, che, ha tra gli scopi statutari promuovere e svolgere attività culturali, didattiche, di ricerca scientifica, pronto soccorso, sportive e ricreative che possono essere utili per la diffusione di principi di solidarietà umana, civile e sociale, ovvero per la miglior protezione della pubblica incolumità verso persone con handicap, minori a rischio di attività criminose, anziani in difficoltà, emarginati, extracomunitari in stato di disagio, e per la tutela degli ambienti naturali. Nello specifico, il concreto apporto dell’Associazione si sostanzia: nella realizzazione di interventi formativi dedicati ai volontari del progetto, per un totale di n. 6 ore (ricomprese nelle 120 della formazione complessivamente prevista per il progetto), in particolare con riguardo ai contenuti previste ai ptt. n. (“percorsi di conoscenza dei fenomeni di criminalità e di devianza”) ed o. (“studio dei fenomeni e dei comportamenti di illegalità diffusa”) L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 nell’organizzazione di n. 2 seminari tematici, indirizzati ai volontari del progetto ed altri giovani dei territori interessati, dal titolo Legalità è Cittadinanza Attiva (vd. Pt.18 – Piano di Promozione) nella progettazione e realizzazione della campagna informativa mirata ai giovani e nella campagna di ascolto reciproco, attraverso la disponibilità di proprio personale esperto, per un totale di 10 h/lavoro, in relazione allo specifico progetto. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 26) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Per la completa ed adeguata realizzazione delle attività previste dal progetto, è necessario che ciascuna sede d’attuazione disponga delle seguenti risorse tecniche e strumentali (cfr. box pt 24 presente progetto) Item Quantità Attrezzature funzionamento (postazioni informatiche, stampanti, connessioni dedicate) Cancelleria ed altro materiale di consumo Automezzi 2 1 1 x tipo Segni distintivi postazioni logistiche, dotate delle necessarie connessioni, telefoniche ed internet e 4 postazioni informatiche, dotate dei software necessari per l’archiviazione, la gestione e l’analisi dei dati inerenti le attività previste. Tutte le postazioni sono collegate ad una stampante e dispongono di una connessione ad internet ADSL Materiale necessario alla realizzazione delle attività previste dl progetto Variabile Equipaggiamento Descrizione Disponibilità autobus comunale strumentazione multimediale (lettore dvd, proiettore, televisioni, strumenti di videoconferenza) c.d. Cartellini identificativi per l’erogazione della Formazione Item Aula formativa Proiettore e computer portatile Lavagna a fogli mobili Postazioni informatiche con connessione internet Dispense Cancelleria Quantità 1 1 1 1x3 volontari 1x volontario q.b. Descrizione Con spazi utili per 25 volontari e per le dinamiche di gruppo Per le video presentazioni a cura dello staff di formazione Per la formazione d’aula e le dinamiche di gruppo Le singole sedi provvedono ad attrezzare e ad assegnare 1 postazione multifunzionale ogni 3 volontari Distribuite in ragione di una per volontario, si tratta di un fascicolo contenente testi, esercizi, letture, informazioni relativi alla formazione di servizio civile Poster A/0, Fogli A/4 bianchi e colorati, pennarelli colorati, penne, matite, post-it, etichette adesive L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 25) Eventuali crediti formativi riconosciuti: AMESCI ha stipulato specifici protocolli di intesa con l’Università Federico II e la Libera Facoltà del Turismo, in forza dei quali vengono recepiti e riconosciuti per tutti i progetti predisposti dall’AMESCI i crediti previsti dalla Circolare del Ministero dell’Università, riconoscendo nella progettualità dell’associazione un alto valore formativo oltre che educativo dei volontari (vedi allegati) 26) Eventuali tirocini riconosciuti: Il presente progetto è redatto sulla base del sistema accreditato di progettazione dell’ente di prima classe Amesci, acquisito da questo ente. In considerazione delle caratteristiche del sistema di progettazione Amesci, sono state stipulate con diverse Università appositi accordi per offrire agli studenti la possibilità di svolgere tirocini obbligatori all’interno di progetti di servizio civile (vedi accordi e deliberazioni allegate) In particolare: • l’Università degli Studi di Napoli – Facoltà di Sociologia, con delibere di Consiglio di Facoltà n°9 del 17.09.2008 e n°10 del 21.10.2008, riconosce a titolo di tirocinio formativo i progetti redatti secondo il sistema di progettazione AMESCI anche se per enti titolari di un proprio accreditamento, riconosce n°5 CFU, come da accordo e relativo elenco dei progetti in allegato; • la Seconda Università di Napoli – Facoltà di Psicologia riconosce a titolo di tirocinio obbligatorio parzialmente abilitante per l’iscrizione all’Albo professionale, la partecipazione a progetti redatti secondo il sistema di progettazione AMESCI, anche se presentati da enti iscritti autonomamente ad albi di servizio civile, come da accordo e relativo elenco dei progetti in allegato; • la Libera Facoltà di Scienze Turistiche con deliberato del Consiglio di Facoltà, riconosce n°5 CFU a titolo di tirocinio formativo i progetti redatti secondo il sistema di progettazione AMESCI, anche se presentati da enti iscritti autonomamente ad albi di servizi civile, come da accordo e relativo elenco dei progetti in allegato. Inoltre si sono siglate apposite convenzioni (v. allegato) per il riconoscimento dell’esperienza di servizio civile nei propri progetti ai fini della pratica abilitante alla professione presso: • Studio legale Ass. Balzano con sede in Corso Umberto I n°61 - Torre Annunziata, partita iva 02959901212; • Studio legale Riggi con sede in Corso Umberto I n°28 – Torre Annunziata, partita iva 04280921216, iscritto con tessera n°1985 all’ordine degli avvocati di Torre Annunziata 27) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Il presente progetto è redatto sulla base del sistema accreditato di progettazione dell’ente di prima classe Amesci, acquisito da questo ente. In considerazione delle caratteristiche del sistema di progettazione Amesci, in ordine alla realizzazione delle attività previste dal presente progetto: In ordine al riconoscimento e certificazione delle competenze acquisite dai volontari partecipando alla realizzazione dei progetti, si sono stipulati appositi accordi con enti esterni per il riconoscimento e la certificazione di competenze e professionalità acquisite dai volontari nello svolgimento dei progetti, come di seguito specificato (vd. Accordi ed allegati). 1. ENOF, ente di formazione ai sensi dell’art. 5 della legge 845/78, c.f. 96249390582. In particolare, l’ENOF s’impegna a riconoscere e certificare le competenze e le professionalità acquisite dai volontari partecipanti al presente progetto, in elenco allegato all’accordo, sulla base di una condivisione di finalità e contenuti. 2. ANIACOM, società esperta nella comunicazione sociale, partita iva 04796371211, si impegna a riconoscere e certificare le professionalità acquisite dai volontari del progetto, come da allegato L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 all’Accordo, in materia di comunicazione, promozione e sensibilizzazione, condividendone contenuti e finalità. 3. UEET, “Unione Esperti Europei del Turismo”, ente di emanazione della Libera Facoltà di scienze turistiche, c.f. 95062650635, si impegna a riconoscere e certificare le competenze acquisite dai volontari, anche attraverso la realizzazione di apposita banca dati con i Curricula dei giovani da mettere a disposizione dei propri aderenti. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 Formazione generale dei volontari 27) Sede di realizzazione: Sede di realizzazione del progetto e/o sede territoriale Amesci 28) Modalità di attuazione: In proprio, presso le sedi indicate al precedente punto 30, con formatori Amesci. Amesci si riserva di avvalersi di esperti, secondo quanto contemplato dal paragrafo 2 delle “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”. 29) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: SI AMESCI 30) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Sistema Certificato ISO 9001:2000 – EN ISO 9001:2000 – UNI EN ISO 9001:2000 Cert. N. LRC 0261550 Amesci sostiene la necessità di mettere in campo, sul piano metodologico, risorse formative centrate sull’attivazione dei volontari, in grado di assicurare loro una corresponsabilità nelle modalità e nelle forme del proprio apprendimento, all’interno di ambienti e approcci didattici volti appunto a fare leva sul personale contributo di ogni volontario. La nostra idea è quella di una formazione blended, che alterni i differenti setting formativi messi a disposizione nelle “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”. Nello specifico si utilizzerà: • formazione in aula, eventualmente avvalendosi di esperti delle varie materie trattate per 25 ore complessive; • formazione dinamica in role playing, outdoor training, wrap around su: team building, team work, problem solving, comunicazione attiva e per le attività collaborative per 10 ore complessive; • e-learning per 10 ore complessive. 31) Contenuti della formazione: La formazione generale prevista per il progetto si articola nei seguenti moduli: a. b. c. d. e. f. g. h. Presentazione del corso: il patto formativo, le parole chiave del Servizio Civile. Definizione di un’identità di gruppo (i giovani in servizio civile, le idee sul servizio civile, le aspettative, le motivazioni e gli obiettivi individuali). A come Amesci (Storia, caratteristiche specifiche e modalità operative dell’Ente in cui opereranno i giovani) Evoluzione storica dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: affinità e differenze tra le due realtà (la legge 64/2001, i fondamenti istituzionali e culturali del servizio civile nazionale, continuità e discontinuità fra il “vecchio” servizio civile degli obiettori di coscienza ed il “nuovo” servizio civile volontario). Adempimento del dovere di difesa della Patria e sua attualizzazione alla luce della normativa. L’educazione alla pace, i diritti umani e la pace nella Costituzione italiana, nella Carta Europea e negli ordinamenti delle Nazioni Unite Difesa civile non armata e nonviolenta, cenni storici di difesa popolare nonviolenta e forme attuali di realizzazione, istituzionali, di movimento e della società civile Elementi di protezione civile come collegamento tra difesa della Patria e difesa dell’ambiente e del territorio L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 i. j. k. l. m. Solidarietà e forme di cittadinanza (principio costituzionale di solidarietà sociale e principi costituzionali dichiarati di libertà ed eguaglianza, concetto di cittadinanza e di promozione sociale, concetto di cittadinanza attiva, Stato e società nell’ambito della promozione umana e della difesa dei diritti delle persone, rapporto con le istituzioni e le organizzazioni della società civile, principio di sussidiarietà e competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nei vari ambiti coperti dal servizio civile, il Terzo Settore nell’ambito del Welfare.) Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato Normativa vigente e Carta di impegno etico del Servizio civile nazionale Diritti e doveri del volontario del servizio civile Lavoro per progetti (meta competenze e valorizzazione della crescita umana dei volontari). 32) Durata: 45 ore Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 33) Sede di realizzazione: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI PORDENONE – Largo San Giorgio, 12 - Pordenone 34) Modalità di attuazione: In proprio, presso l’ente con formatori dell’ente. 35) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: DANIN Antonio nato ad Aviano (PN) il 29 novembre 1960 ed ivi residente in Via Cristofori, 6 36) Competenze specifiche del/i formatore/i: Laureato in Conservazione dei beni culturali, indirizzo archivistico-librario, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Udine il 24 settembre 1986 con voti 110 lode e dignità di stampa. Titolo della tesi: “Sistemi bibliotecari e territorio: con l'indagine sugli statuti ed i regolamenti delle biblioteche di enti locali delle province di Gorizia, Pordenone e Trieste.” Attualmente presta servizio di ruolo come funzionario amministrativo (D 7) presso l’Amministrazione Provinciale di Pordenone. Dal mese di agosto 2003 a tutt’oggi è stato incaricato della titolarità della posizione organizzativa relativa al Servizio Programmazione culturale e Istruzione. Nell’ambito delle proprie mansioni all’interno dell’Ente, si è anche occupato, dal 1996 a tutt’oggi, della formazione in servizio degli obiettori di coscienza assegnati al Servizio Programmazione culturale e Istruzione. Dal 1988 al 1999 ha ricoperto l’incarico di "cultore della materia" per l’insegnamento di Biblioteconomia presso l'Università degli Studi di Udine. Nell’Anno Accademico 1996/1997 è stato docente di Sistemi informativi documentali e bibliografici presso il Corso di diploma universitario per operatori dei beni culturali dell’Università degli Studi di Udine, sede staccata di Gorizia. Dal 1994 partecipa, come docente, a corsi di formazione professionale post diploma e post laurea del settore culturale Dal 1993 partecipa, come componente esperto, a varie commissioni di concorso pubblico per l’area socio-culturale. Dal 1999 al 2003 ha fatto parte, come componente esperto, del Comitato regionale per i musei istituito dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Dal 2004 fa parte, come componente esperto, del Comitato regionale per le biblioteche istituito dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Autore di oltre 30 saggi nel settore dei beni culturali. Iscritto all’albo professionale dei bibliotecari dal 2000. Giornalista pubblicista dal mese di marzo 2004. Curriculum dettagliato allegato al presente progetto. L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 37) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: • • • • • • Lezioni teoriche frontali con l’uso di eventuali sussidi didattici. Seminari e colloqui teorico-pratici. Visite conoscitive presso strutture operative dell’Ente. Affiancamento nelle prime esperienze lavorative all’interno ed all’esterno del settore di competenza. Distribuzione di materiali di studio. Verifiche sul grado di apprendimento e sul gradimento della formazione erogata. 38) Contenuti della formazione: • • • • • Nozioni sulle competenze amministrative del servizio cultura-istruzione. Descrizione della struttura organizzativa del servizio cultura-istruzione e dei singoli uffici di riferimento. Illustrazione, con esempi e casi pratici, delle procedure messe in atto per i diversi procedimenti amministrativi nelle materie di competenza. Simulazione di alcuni procedimenti istruttori per singole pratiche e/o ambiti di attività. Utilizzo applicazioni informatiche specifiche per il servizio cultura-istruzione. 39) Durata: 90 ore di cui 30 iniziali e 60 in itinere. Altri elementi della formazione 40) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Nel rinviare al sistema di monitoraggio accreditato e al piano di monitoraggio generale previsto dal presente progetto (v infra, punto 21) per la tempistica e la strutturazione della rilevazione del percorso formativo, si acclude una breve riflessione metodologica e strumentale. La contemporanea presenza, nel sistema di formazione “blended” adottato da Amesci, di una doppia tipologia di rilevazione (questionari e self-test) e di un complesso set di restituzioni attese (grado di apprendimento raggiunto, gradimento dell’esperienza formativa, bilancio delle competenze e delle metacompetenze) necessitano di un’ottica valutativa efficiente, efficace ed innovativa. Si è pertanto deciso di adottare un monitoraggio della qualità della formazione informato alla logica QFD (quality function deployement), all’interno del più generale approccio di quality project management perseguito da Amesci. Si tratta, operativamente, di trasformare i dati del monitoraggio (sia quantitativi che qualitativi) in “scelte prioritarie”, atte ad orientare le successive fasi di valutazione e la riprogettazione del percorso formativo. In questa fase il monitoraggio avviene attraverso strumenti misti (ossia test a risposta multipla on line, questionari di customer satisfaction, rilevamento attraverso interviste/colloqui in presenza a cura dello Staff di formazione Amesci). Le analisi dei dati (intermedie e finale) e la riprogettazione avvengono, sempre a cura dello Staff di formazione Amesci, anche con metodologie e tools propri del tutoraggio on line (protocolli di statistica, strumenti di networking come forum e chat) e della valutazione comparata (swot analysis). Breve cenno ulteriore merita il bilancio di “competenze e metacompetenze”, intese come empowerment e incremento quali-quantitativo dei saperi e delle capacità di adattamento alle dinamiche evolutive del proprio sistema ambientale e relazionale di riferimento. Tale fondamentale elemento del monitoraggio della formazione sarà rilevato attraverso un percorso di rilevazione periodica delle competenze acquisite dal volontario, in termini di conoscenze e di abilità, L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009 sulla base del modello francese della Validation d’aquis professionnels, attestandole e certificandole di concerto con i partner (v infra, punto 25). Napoli, addì 31 Ottobre 2008 Il Responsabile del Sistema di Progettazione Il Responsabile Legale dell’Ente/ Responsabile del Servizio Civile Nazionale Antonio Maurizio Liguoro dott.ssa Flavia LEONARDUZZI L’arte di vivere nel tempo Provincia di Pordenone 2009