Anno 19-N.1 gennaio 2000
Periodico di Coop Lombardia
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Con la carta
socio Coop ogni, giorno
un mondo di vantaggi
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Cibo:
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chimica
Pagina 5
Pubblicità
comparativa
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L'arte di viaggiare
a occhi aperti
Pagina 12
L'osteoporosi
oggi si cura
Pagina 13
ispettati tutti gli imupermercati,
store, Ipermercati. --- egni assunti: moionalizzazioCoop passo dopo passo derni
si è preparata al 2000. ne, socialita.
Alia paga
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In viaggio
con Bonolatours
Pagina 15
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Al posto del pane
Coop
Focaccia mediterranea, pane arabo, pancarré: conservabili a lungo,
pronti, veloci da utilizzare. Garanzie nutrizionali e igieniche Coop
Tradizione alimentare
nazionale, e dieta mediterranea, portano noi italiani a consumare tanto
pane e pasta, e anche se
i consumi di quest'ultima sono calati nel 1998,
manteniamo serenamente il primo posto in
classifica come "mangiatori di maccheroni-.
11 pane non e certo da
meno, e anche questo ci
fa riconoscere come popolo mediterraneo. Sembra che i nordeuropei
mangino pane solo a colazione o per il veloce
pranzo di mezzogiorno,
a cena poco o niente. Noi
invece difficilmente rinunciamo, anzi ne abbiamo tipi diversi per
ogni contrada e per ogni
uso. Siamo anche aperti
a culture diverse, e non
disdegnano pane arabo,
baguette francesi, pane
azzimo, pita, pane americano, e tutto quello che
è più o meno assimilabile. Ma, come si dice, la
vita moderna ci costringe a ritmi frenetici e non
sempre si ha la possibilità di avere sulla tavola pane fresco e croccante. Allora la salvezza arriva dai sostituti, spesso
derivati dalla tradizione, che l'industria alimentare propone in veri
sione tecnologica che
vuole poi dire conservabili a lungo, già pronti,
veloci da personalizzare,
sicuri.
Focaccia Mediterranea Coop, un prodotto
da forno, morbido, chiuso in una busta di alluminio con atmosfera protetta, che ne consente la
conservazione per 90
giorni.
E un sostituto del pane,
pronto dopo una breve
cottura in forno, nel tostapane o sulla piastra:
sì può consumare con il
suo profumo di olio di oliva e rosmarino o farcire
a giacimento. Pita, pane arabo; bianca e leg-
gera, ottima da farcire,
si scalda in pochi minuti anche nel tostapane.
Si può utilizzare per una
Et.
La raccolta di ananas
Coop
L'azienda Del Monte contestata per il suo
comportamento non corretto nei confronti
dei lavoratori delle piantagioni del Kenia
di Anna Somenzi
Il Centro Nuovo Modello di sviluppo ha avviato una campagna di
pressione su Del Monte, produttore di ananas
in scatola anche a marchio Coop, addebitando
menti non corretti nei
confronti dei lavoratori
nelle piantagioni in Kenia. E stata coinvolta
anche Coop "per la dimostrata sensibilità
verso le tematiche etiche e ambientali", secondo le dichiarazioni
dell'organizzazione stessa.
Sull'argomento "etico"
Coop è impegnata da anni con azioni concrete.
Aderisce a Intergroup,
il consorzio che associa
le principali centrali cooperative di acquisto per
prodotti non alimentari, consorzio che ha definito un codice di condotta peri forni tori e che
destina una percentuale deI fatturato a specifiche iniziative di solidarietà.
Nel 1997 ha avviato, con
TransFair, l'associazione senza scopo di lucro
fondata dal volontariato, un rapporto sfociato
nell'iniziativa "Pallone
etico" prodotto in Pakistan nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
Dalla fine del 1998 è certificata Sa 8000, prima
azienda in Europa ad
aderire a standard che
prevedono il rispetto di
requisiti relativi al lavoro minorile, alla sicurezza e alla salubrità
dell'ambiente di lavoro,
combattono le di scrim inazioni, stigmatizzano
le pratiche coercitivo,
stabiliscono un orario di
lavoro massimo, verificano gli stipendi. Le norme di riferimento per
questa certificazione sono state messe a punto
da Cepaa, l'Agenzia di
accreditamento del
Council on Economie
Priorities, centro di ricerca indipendente e no
profit.
Lo studio si basa sulle
convenzioni dell'Ila, l'Or-
ganizzazione internazionale del lavoro, e sì
rifà alla Dichiarazione
universale dei diritti
umani e alla Carta dei
diritti del fanciullo.
Coop Italia ha coinvolto su questi requisiti 264
fornitori di prodotti a
proprio marchio e Prodotti con Amore, richiedendo: l'adesione al codice etico; una autova-
lutazione dettagliata dei
comportamenti verso i
lavoratori; l'accettazione di visite ispettive e
l'impegno, a fronte di
non conformità eventualmente evidenziate,
ad attuare piani di miglioramento; l'attivazione di analoga sensibilizzazione nei confronti di subfornitori.
Tutti i 264 fornitori di
prodotti a marchio Coop
hanno aderito al progetto etico, è certificato
Sa 8000 anche Coop Italia non alimentari, dal
luglio 1999,e ad oggi sono state realizzate 100
ispezioni con personale
Coop e 18 con ispettori
esterni.
Del Monte ha sottoscritto il protocollo di
adesione al progetto etico nel marzo scorso, Una
volta ricevuta la segnalazione dei Centro, Coop
ha subito chiesto a Del
Monte controdeduzioni
scritte in breve tempo,
ed ha anticipato le già
previste verifiche degli
ispettori Sa 8000 in Kenia.
Comunque Dal Monte si
è impegnata sin d'ora,
nel caso dovessero emergere non conformità, a
concordare tempi e metodi per risolverle.
E importante precisare
che I adesione ai codici
etici non prevede utopicamente di esportare
modelli di comportamenti socialmente avanzati in situazioni critiche, le richieste sono, invece, modulate sulle diverse realtà soprattutto per avviare il processo di miglioramento e sicuramente non si vuole
correre il rischio di togliere lavoro là dove è
così importante.
variazione etnica al pasto tradizionale. E un
prodotto che appare, con
piccole varianti, un po'
in tutti i paesi che si affacciano suI Mediterraneo e si adatta benissimo anche alla nostra cucina. Panearré, ideale
per toast e non solo. Ormai entrato in tutte le
case, si utilizza di solito
per spuntini o per la prima colazione, farcito o
steso a mo' di tartina. Si
adatta a dolce o salato
senza problemi. Come
tutti i prodotti a marchio
Coop, sono particolarmente curati dal punto
di vista nutrizionale e
igienico. Così la focaccia
è preparata con olio di
oliva e un profumo di rosmarino che la fanno riconoscere come mediterranea. L'atmosfera
protetta è un moderno
sistema di protezione che
evita la proliferazione dei
batteri e consente la conservazione del prodotto
anche fuori dal frigorifero.
Per una fetta
di salame...
I grassi rappresentano
un elemento nutrizidnale indispensabile ali a vita biologica.Alcune campagne informative, nel
lodevole intento di promuovere la prevenzione
delle malattie cardiovascolari,hanno portato ad
una demonizza z ione generica del grassi alimentari da parte dei consumatori. Fra gli alimenti grassi per eccellenza sono annoverati i
salumi, Ora, se da una
parte è 'innegabile il loro contenuto in grassi
animali, dall'altra è altrettanto incontestabile
la lora bontà e la loro importante presenza nella
nostra cultura gastronomica.
QUALITÀ COOP
E proprio sulla valorizzazione della tradizione
e dei buoni prodotti di
qualità Coop propone salumi firmati con il proprio marchio. Sono prodotti preparati da fornitori certificati per la qualità su tutto il processo
produttivo Uso 9000), I
capitolati che Coop firma con i fornitori sono
minuziosi e precisi: in
qualsiasi fase di lavorazione è possibile rintracciare il fornitore della materia prima; ii capitolato stabilisce nei
dettagli la ricetta del salume, per esempio, con
le percentuali di presenza delle proteine rispetto ai grassi, ma anche in dettaglio che tipo
di carne (spalla, gola e
trito di suino per restare ai salami) e in quali
percen tu al i, così per tutti gli ingredienti. In nessuna fase di lavorazione
possono essere utilizzati materiali di confezio-
namente contenenti Pvc
o Pvdc e polimeri clorurati. Gli additivi utilizzati sono solo quelli indispensabili alle garanzie igieniche: nitriti e nitrati eono di questa categoria e il loro mancato utilizzo potrebbe facilitare lo sviluppo di batteri pericolosi per la salute umana. Coop ha scelto comunque, grazie ai
precisi controlli su tutto
il processo produttivo, di
utilizzare dosi molto al
di sotto di quelle, già sicure per la tollerabilità,
imposte dalla legge. I
wiirstel sono di puro suino o di pollo, l'affumicatura è tradizionale e non
a fumo liquido. La pancetta a cubetti è in due
versioni, affumicata e
dolce. I salami hanno il
gusto tipico della tradizione italiana, e sono
preparati con carni di
suini allevati in Italia e
insaccati in budello naturale. Il prosciutto cotto sia in trancio che in
vaschetta è garantito anche dal marchio Prodotti con Amore: i suini da
cui si produce prov engooo da allevamenti che seguono il programma
Coop di ri spetto de i tempi di crescita e di alimentazione, senza accelerazioni artificiali. Gli
affettati, prosciutto cotto e crudo, salami, coppa, pancetta, mortadella e antipasto misto, hanno Ie stesse garanzie degli altri salumi. Le confezioni degli affettati sono trasparenti e le fette
disposte in modo da mantenere al meglio la freschezza del prodotto appena tagliato. E come già
detto non hanno la presenza di Pvc, Pvdc o polimeri clorurati.
MIE
A rt
Gastronomia
Arrivando da Cavour o
da Savigliano lo spettacolo sarà anomalo e
affascinante: una vasta
pianura che s'interrompe bruscamente e
s'innalza, in pochi chilometri, fino ai 3841 metri del Monviso, il cui
profilo piramidale è l'autentico protagonista dell'orizzonte.
Saluzzo è la linea di confine fra i due mondi e il
crocevia di passaggio
per addentrarsi nei diversi paesaggi delle vallate che si diramano a
raggiera e s'arrampicano su questa porzione
di Alpi Cozie. Si potrà
scegliere d'inoltrarsi
nella fertile vai Branda
oppure, alla ricerca di
scenari naturali incontaminati, risalire il corso del Po, fino a Crissolo o a pian del Re e
quello del Varaita, fino
a Sampèyre e Casteldelfino. Ci sí potrà dirigere a Manta per visitare il castello e osservare l'incredibile ciclo di affreschi della sala baronale o fermarsi,
arrivando da Cavour, all'abbazia cistercense di
Staffarda, complesso
perfettamente integro
d'architettura monastica medioevale. Ma è soprattutto a Saluzzo che
gli amanti dell'arte potranno godere di autentici tesori che né il
tempo, né restauri spessa criminali hanno guastato.
Capitale del Marchesato per quattro secoli divenne francese nel
1548 e sabauda, nel
1601- per una visita alla città occorrerà lasciare parcheggiata la
macchina nella parte
bassa, in corso Italia
o nelle vicine piazze
Garibaldi, Cavour e
XX Settembre, fuori
dal secondo giro di mura voluto da Federico II
nel 1379-81. La prima
tappa sarà la cattedrale, innalzata in forme tardo-gotiche lombarde nel 1491-1501,
sulla medioevale pieve
di S. Maria. Edificata ai
tempi di Ludovico Il e
della sua intraprendente moglie, Margherita di Foix, del ricco interno segnaliamo soprattutto il polittico in
Saluzzo: per quattro secoli
capitale del- Marchesato
noce di Hans Clemer del
1495 e la Deposizione in
terracotta dipinta del
Mondanino, del 1507.
Poi ci inoltreremo nel
vero cuore di Saluzzo,
supereremo la porta
Santa Maria, i porticati di via Volta, piazza
Mondagli e imboccheremo la salita al Castello, sulla quale si affacciano i palazzi nobiliari con i loro loggiati,
le meridiane, le finestre
bifore.
Interessanti la Zecca
del Marchesato (XV
sec.), il Palazzo Della
Chiesa di Isasca e, soprattutto, l'antico Palazzo Comunale nel
quale è incastonata l'elegante torre civica edificata ai tempi di Ludovico I. Dalla Castiglia, poi, che fu castello dei marchesi e che con
la sua imponente mole
sovrasta la città, scenderemo in via S. Giovanni, dove la chiesa
omonima e la Casa Cavassa saranno le tappe
cruciali del nostro itinerario. Quest'ultima,
dal 1891 museo civico
contenente arredi e dipinti del 1400, fu festosa dimora rinascimentale prima di essere restaurata, nel 1883, da
Vittorio Emanuele Tapparelli d'Azeglio, nipote di Massimo.
Si potrà, quindi, proseguire la passeggiata
senza mete particolari,
lasciandoci guidare dalle stradicciole in dislivello di Saluzzo.
Nei saliscendi continui,
negli angoli e in rustici antri con soffitti a botte, ecco disvel arsi un altro fascino centenario
della città del Marchesato: la continua epifania delle numerose botteghe artigiane - del ferro, del rame e del legno
- e quelle degli antiquari. Fucine di abili
mani che hanno contribuito a plasmare, insieme agli aristocratici
interventi dei marchesi, storia, aspetto e cultura di questa suggestiva città.
DOVE MANGIARE,
DOVE DORMIRE
L'Ostii dij Baloss (via
Gualtieri, 38; tel. 0175
248618) è una tappa fondamentale della listorazione saluzzese. Una
qualificata lista di oltre
300 etichette e piatti eccellenti a 60 mila lire,
vini esclusi.
Per la migliore pizza della zona Le quattro stagioni ( tel. 0175 47470),
splendido locale sotto i
portici di via Volta, è un
indirizzo sicuro.
Potrete gustare, inoltre,
piatti ben cucinati e
avrete a disposizione
una variegata scelta di
vini.
Potrete alloggiare nell'albergo Perpiiin (tel.
0175 42552), in via
Spielberg 19, un tre stel-
le con camere belle e
spaziose, arredate con
gusto: singola 75 mila,
doppia 120 mila. Oppure all'hotel Griselda
(tel. 0175 47484), moderno edificio in prossimità del centro, in corso 27 aprile, con camere da 100 a 140 mila lire.
A meno di una decina di
chilometri a sud di Saluzzo, nel piccolo borgo
di Villanovetta, consigliamo di sperimentare
le proposte di cucina (recitane della trattoria
Società Ivia Griselda,
29; tel. 0175 85495). Una
sorprendente carta dei
vini e una particolare
attenzione alla scelta
delle materie prime;
piatti curati, mai banali, per 40 mila lire (vini
esclusi).
A nord-est di Saluzzo,
invece, svoltate al bivio
per Scarnafigi e troverete, dopo circa un chilometro, il ristorante 'L
monarca (tel. O 17 5
74420).
Ricette sempre nuove e
rielaborazioni di piatti
della tradizione, carta
dei vini fornita e curata.
Prezzi contenuti per un
pasto di alta qualità: 50
mila vini esclusi.
Alessandro Monchiero
TIMM nal
LA CASTAGNA
Lasciato il marche-.
sato si penetra nelle
valli e si entra nel regno di sua maestà la
castagna. Diffusi fra
i 500 e gli 800 metri
di altitudine, i boschi
di castagno si sono
andati drasticamente riducendo nell'ultimo secolo. Tagli, abbandoni con successivo inselvatichimento, malattie (cancro corticale e male
dell'inchiostro) hanno pesantementeminato quello che era
Resti di un seccotoio di caun perno della civiltà
stagne
valligiana, anche se
la castagna conserva un posto d'onore nell'economia e nella cucina della montagna. I modi più
comuni di cucinarla sono le pelate, le ballotte, i
mundaj e, unita a riso e latte e patate, si usava
un tempo per sostanziose minestre invernali o
nelle tipiche ricette povere della tradizione occitana. Se si scorre l'elenco delle varietà presenti
nel territorio sembra di assistere ad una parata
di personaggi boccacceschi: Barmassa, Caruna,
Ciapastra, Mariotta, Pelosa, Pravierme, Ruiana,
Tempuriva(nera e rossa) nelle valli Po, Bronda
e Infernotto; Contessa, Murisiola, Pugnante,
Sarvai d'Oca e di Gurg, Sarvaschina, Siria in vai
Varaita. Fra tutte spicca l'elevata pezzatura della Bracalla. Destinata, per il suo prezzo elevato, a un consumo elitario tra gli specchi dorati
delle confetterie torinesi (soprattutto nei celebrati marrons glacés) la Bracalla è la principale
protagonista della sagra "La Castagna" che si tiene a Venasca il terzo sabato e la terza domenica
di ottobre, una rassegna mercato dei prodotti biologici e naturali della Valle Varaita,
Slew rn.,a An.ignIa
el Als
SINDROME DA INFORMAZIONE
Nome: information fati gue syndrome; bersagli: manager,
piloti d'aereo, chirurghi; effetti: ansia, ulcera, confusione.
Oggi la scienza ci dice che esiste una malattia persino
per la troppa informazione. La "malattia miete vittime soprattutto tra chi vive in aree metropolitane e ha un'età
compresa Ira i 40 e i 60 anni. I ricercatori han no scoperto
che negli ultimi 4 anni il mondo ha prodotto pìú informazioni che nei precedenti 5000 e citano, ad esempio, che
una sola copia domenicale del New York Times contiene più informazioni di quelle in cui si imbatteva nel '700
un uomo medio in tutta la vita. Guanto ai rimedi per contrastare questa sindrome: una brava segretaria o un collaboratore efficiente. insomma qualcuno che faccia da
filtro.
LAVA, ASCIUGA E NAVIGA
E stato presentato il primo prodotto di una gamma di elettrodomestici digitali in grado di scambiare informazioni
su Internet. E una lavatrice controllata da un microprocessore e dotata di un modem Gsm per il collegamento
alla rete telefonica e di un display per la lettura dei messaggi. L'elettrodomestico puo essere controllato a distanza tramite un cellulare o via Internet e permette di
accedere à diversi servizi sul Web. Ogni cliente può verificare lo stato della macchina su una propria pagina
web riservata su un apposito sito, e pub ricevere sulla
lavatrice e-mail e Sms dal cellulare.
ALLEANZA TRA MICROSOFT E ERICSSON
Microsoft e Ericsson stanno lavorando a un progetto per
realizzare prodotti utili alla connessione Internet mediante
i telefoni cellulari. Ericsson controllerà la quota maggioritaria di una nuova società capace di proporre agli utenti di telefonia mobile apparecchi e software che mettano
a disposizione di lutti e-mail, informazioni, file personali e altre potenzialità offerte da Internet. Ericsson dovrebbe in particolare fondere la propria tecnologia Wireless Application Protocol (Wap) con il browser di Microsoft Mobile Exptorer, che costituisce una versione semplificata del navigatore Internet per i piccoli apparecchi.
PROGETTO "e-EUROPE"'
Il presidente della Commissione Ue Romano Prodi, ha
promosso un progetto denominato "e-Europe"chesi propone di fare diventare i cittadini dell'Europa anche cittadini della società dell'informazione. Obiettivi del progetto: facilitare l'accesso ad Internet per studenti, professori, piccole e medie imprese e diffondere i vantaggi dell'informatica nei settori dei trasposti, della pubblica amministrazione. della cura della salute e degli handicappati, e nel commercio.
Il progetto prevede un decalogo di azioni prioritarie da
realizzare in collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri e con il coinvolgimento delle imprese e dei cittadini. 'e-Europe" sarà realizzato durante il semestre di
presidenza portoghese della Ve. che comincia da gennaio del 2000. Prodi intende adottarlo nel corso del Consiglio speciale sul lavoro che si terrà in marzo a Lisbona.
NOVITÀ PER I BANDI DEGLI APPALTI PUBBLICI
La rivoluzione digitale investe anche gli appalti pubblici,
i cui bandi e le modalità di partecipazione saranno disponibili su Internet. Si potrà partecipare alle gare di appalto bandite dalla pubblica amministrazione inviando direttamente da casa propria la domanda di partecipazione. Una vera e propria rivoluzione tecnologica e amministrativa, rileva il ministro della Funzione Pubblica Angelo Piazza, che porterà la rete Internet ad essere anche lo strumento di dialogo tra cittadini e l'amministrazione pubblica. Laddove servirà ancora il certificato, stiamo cercando di eliminarlo - ha detto il ministro - lo si potrà chiedere ed ottenere direttamente da casa. Ogni risparmio di tempo e denaro da parte del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione è un vantaggio e
un investimento.
USA: CONTRASTARE IL RAZZISMO ON LINE
La lotta ai siti razzisti oggi si combatte comprando in Internet le parole dell'odio. Due importanti gruppi Usa anscriminazione, la Lega Anti-diffamazione ebraica (Adl)
e l'Associazione per la difesa delle persone di colore
'(Naacp), hanno deciso di acquistare gli indirizzi Web con
sigle offensive e razziste, per evitarne la diffusione in Rete.
INTERNET PORTA "LINGUAGGIO PURIFICATO"
"Se si guarda a Internet e al linguaggio e-mail, si osserva un nuovo linguaggio purificato. dal quale anche le lettere maiuscole sono state eliminate. La lunga storia dell'iconoclastia ila distruzione e la denigrazione di culture
e credenze normalmente accettate e indiscutibili) culmina nella "Rete" e in Internet, che porta il "virus" del nuovo linguaggio purificato in ogni casa...". J. Hillman, padre
della psicologia archetipica e "maestro" riconosciuto dell'universo junghiano, a Siena per alcune lezioni all'università, insieme ad un altro grande contemporaneo, N.
Chornsky, esprime il suo pessimismo su media, Internet
e sull'iconoclastia della cultura contemporanea partendo da una analisi linguistica dell'"americano", la nuova
lingua del mondo, ritenuta troppo puritana.
a cura di Andrea Pertegato
3
Loop
Lornbardia
È stato il primo a nascere, nel quartiere Gallaratese di Milano,i1centro commerciale BonoIa.
Dentro, quasi il cuore del
centro commerciale, appariscente e funzionante l'ipermercato con le
grandi insegne rosse:
Coop.
Una data importante
quel marzo 1988 che segna l'inizio di una stagione nuova nella storia
della cooperazione: ilpassaggio dai supermercati, come già, tuttavia, rispettabili dimensioni,a1l'organizzazione degli
ipermercati. Un concetto moderno di grande distribuzione si fa strada
Il nostro sviluppo
alle soglie del duemila
e conquista il consenso
dei consumatori. Coop,
nella regione Lombardia, fa un lungo passo,
un salto di qualità, un
atto coraggioso che La colloca in una posizione di
avanguardia. La sua rete di vendita si amplia e
nascono nuovi centri
commerciali con nuovi
ipermercati Coop che
sfruttano ia preziosa
esperienza del centro Bonoia.
Ma non dimentica i supermercati,ossatura portante della sua attività.
La modernità vuo le cambiamenti per stare al passo coni tempi e allora i
supermercati cambiano
volto, si rasi analizzano e
si ristrutturano e l'intera struttura cooperativa
subisce modifiche. Diminuisce, da quel 1988
al 1999, il numero delle
cooperative esistenti, da
120 a 60, ma sol tanto perché le forze si accorpano, si irrobustiscono, si
ampliano,tant'è vero che
se il numero delle aziende cooperative si è dimezzato, il numero dei
negozi è pressoché uguale: da 221 a 202. Ma più
robusti, più presenti sul
territorio, con una rete
di soci via via più lunga,
più forte, più attenta. Accento a questa ramificata struttura ci sono al-
COOP LOMBARDIA
Negozi Nuovi
1988:
1. Cassano d'Adda
2. Busto Arsizio
1989:
3. Cremona
Via del Sale
1990:
4. Sesto S. Giovanni
5. Settimo Milanese
Ipercoop Sonala
1991:
Ipercoop La Torre
2422 mq
Milano
Milano
1993:
Ipercoop Mirabello
Viale Italia
3032 mq
1994:
1569 mq
Via R. Romoli
1999:
lpercoop Metropoli
1996:
6. Milano 7. Muggiò
1997:
1988:
1407 mq
1366 mq
Ipercoop Gran Rondò
1995:
8. Milano
IPER LOMBARDIA
Rete di vendita
Strada Statale, 11 Viale Repubblica, 72•
tre cose nuove come i discount e i su peistore,Brico io per il "fai da te" e
Bonolatours peri viaggi
e il turismo. E poi ancora, Unicard come carta
di credito, Esseaeffe per
il settore assicurativo,
Socofil per i] settore finanziario,
Un cammino di tutto rispetto da quella inaugurazione di Bonol a. Poi
vennero Brescia, Pavia,
Muggiò, Cantù, Crema e
l'ultimo nato Metropoli
a Novate Milanese.
Coop è vitale, ha superato ostacoli e insidie,occupa un posto di tutto rispetto, è sempre se stessa, È pronta al futuro.
1998:
9. Pavia
10. Pizzighettone
Via aia, 83113
Via Repubblica, 38
Via Arezzo
5.000 mq
5.000 mq
Crema
7.000 mq
Navate Milanese
7.000 mq
8.000 mq
Sono 5 gli ipermercati di Iper Lombardia attivi al 31 dicembre '99.
1165 mq
Via Campari
Via Medaglie d'oro
1999:
11. Malnate 12. Legnano
961 mq
3090 mq
Cantù
Via Marconi, 11
Viale Toselli, 56
3148 mq
1021 mq
600 mq
1200 mq
Dal 1988 = 12 punti vendita nuovi per circa 21.000 metri quadri.
E intanto gli investimenti nella grande distribuzione restano bloccati fino al 2001
11 Rapporto annuale della Nielsen
Per almeno un anno e
mezzo, secondo il Rapporto annuale sulla distribuzione della società
di ricerca Nielsen, il processo di modero izza zione della struttura Commercialeitaliana resterà
bloccato.
Il consolidamento delle
strutture moderne (supermercati e ipermercati) marcerà quindi ad
un ritmo adeguato soltanto dal 2001.
Se non ci sarà un arresto completo delle nuove aperture queste avverrà perché sono in via
di attuazione progetti
avviati molti mesi addietro e tuttavia un vero processo di ammodernamento della rete
di vendita nazionale
mente a rallentare.
In merito alla riforma
del commercio il rapporto Nielsen, esprime
chiaramente forti perplessità sull'azione delle amministrazioni locali e sulla di rezione che
sarà intrapresa con notevoli riserve sull'utilizzo da parte delle amministrazioni locali della
delega alla programmazione per il commercio ricevuta dalla legge
di riforma.
L'Italia rischia di presentarsi sul palcoscenico del nuovo millennio
con il sistema distributivo al dettaglio più
frammentato tra quelli
delle moderne economie:
anche Spagna e Portogallo sono ormai più
sarà raqtrPttn forte-
shysinti in thm- rrbinirli
'.;9§445tINIO 4
contrazione di strutture moderne.
Il Rapporto prevede che
il totale degli esercizi al
dettaglio dovrebbe ridursi quest'anno di
30mila unità. Per il 2000
è previsto che chiuderanno altri 21mila eserrià, mentre nel corso del
2001 altri 8mila negozi
dovrebbero cessare l'attività. Gli ipermercati
saliranno da 381 a 420,
mentre i supermercati
passeranno da 6.146 a
6.330. Prevista una frenata per gli hard discount.
La quota di merca complessiva del commercio
moderno è destinata a
crescere. Per quest'anno si attesta al 74,2%
mentre nel 2002 do-
per cento. II dettaglio
tradizionale resta significativamente presente nei prodotti non
alimentari con una quota di mercato complessiva del 55,9 per cento.
Il rapporto Nielsen sottolinea come prosegu a il
processo di concentrazione tra i gruppi distributivi (il più recente è stato siglato tra Coop
e Conadl.
La quota di me reato delle prime cinque catene
tra il 1992 e il 1999 è
passata dal 28,7 al 38,6
per cento. I gruppi stranieri detengono una quota deI 15,4% dei mercato con oltre 2mila punti
vendita. Nel settore dei
supermercati e ipermercati questa quota ar-
1,19rir Cibo: niente chimica
Salute
Il Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, ha detto a Bruxelles
che non si deve minare la fiducia degli europei nei propri alimenti.
di Luciano Didero
Tutti vorremmo svegliarci nel nuovo millennio sapendo che quello che mangiamo è, finalmente, buono e sicuro, e speriamo che questo non sia soltanto un
sogno o un auspicio.
I consumatori, infatti,
hanno motivo di credere
che certe 'situazioni di
crisi" che si sono verificate negli ultimi decenni, non si ripeteranno più,
perché ora abbiamo la
garanzia formale dell'Unione Europea, e ben
venga l'Agenzia che è stata proposta per monitorare la produzione e i controlli nei singoli stati e
nella comunità complessivamente. L'elenco dei
fatti negativi che hanno
creato le giustificate perplessità dei consumatori del vecchio continente non è breve: vitelli agli
ormoni, residui di pesticidi dei prodotti agricoli, effetti dell'esplosione
della centrale nucleare
di Chernobyl, vino al metanolo, plastificanti tossici nei materiali da imballaggio, I a"mucca pazza'. E nel 1999, ultimo
anno di questo millennio, il "pollo alla diossina" e i prodotti geneticamente modificati
(ogm), in pratica l'argomento dell'anno e degli
anni a venire, a livello
planetario.
Dunque il problema che
una ventina d'anni fa
avevamo chiamato della "chimica nel piatto" è
di grande attualità, ma
la Commissione Europea
si è impegnata in un programma che dovrebbe
farci dormire sonni più
tranquilli. Ci confortano
le parole di Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, dette
nello scorso autunno di
fronte al Parlamento Europeo. In quella occasione Prodi ha definito la
sicurezza alimentare
"priorità numero uno,
parte integrante della tutela della salute". E, ancora, " per gli europei, il
cibo e la cucina sono parte essenziale della loro
cultura, del loro stile di
vita, della loro identità.
Minare Ia fiducia degli
europei nel proprio cibo
significa cominciare a distruggere il patrimonio
culturale europeo".
Si tratta di affermazioni importanti che vanno
assolutamente condivise, e interpretate anche
nella logica della tutela
dell'origine dei prodotti
ed è per esempio il caso
dell'olio d'oliva, che ha
visto i produttori italiani contrapposti agli industriali e alla stessa
Unione Europea. Il contrasto verte sulla indicazione "prodotto in Italia", che in sede europea
si ritiene accettabile anche se le olive provengono da altri paesi. I produttori italiani, fieri del
loro prodotto, ci sono rimasti male, ed è una dimostrazione che l'ambì-
to europeo non risolve
tutti i problemi e contrasti tra i paesi. Sempre nello stesso periodo
vi è stata una contesa
piuttosto vivace tra Gran
Bretagna e Francia, a
proposito della carne bovina, uno strascico del
non dimenticato caso della "mucca pazza", come
a dire un problema non
risolto legato alla sicurezza alimentare.
Certo, sicurezza è in buona parte un sinonimo di
controlli efficaci e accurati, cercando di non cadere nella tentazione di
erigere delle barriere tra
un paese e l'altro, perché
la libera circolazione delle merci è un valore fondamentale della nostra
comunità continentale.
Ma l'Unione Europea può
fare molto anche sulla
strada della prevenzione, rappresentata da alimenti ottenuti senza
l'impiego della chimica,
i prodotti biologici per
esempio, qualcosa di cui
ci sí possa fidare, ma ovviamente non a prezzi da
boutique, come tuttora
accade. Il grande sviluppo di questo settore
negli ultimi anni è avvenuto proprio grazie ad
un regolamento comunitario: gli agricoltori
hanno ricevuto un aiuto
per convertire le coltivazioni secondo criteri
ecologici, e questo è importante, ma non sono
state previste forme di
finanziamento per promuovere i risultati di
questo lavoro.
Senza informazione ai
ne, come non sempre accade. Ci riferiamo ad un
opuscolo finanziato dalla Unione Europea e uscito nel 1999. Tra le tante
informazioni corrette vi
compare quello che vogliamo chiamare "un errore": si tende ad asso-
sto modo si crea una notevole confusione nei consumatori, che possono arrivare a dubitare di tutto e di tutti, effetto possibile di una campagna
di comunicazione che ha
visto la tiratura di otto
milioni di copie dell'o-
consumatori e promozione commerciale molti lodevoli sforzi tesi al
rinnovamento rischiano
dì essere vanificati. E
quando le risorse ci sono occorre spenderle be-
ciare l'immagine dei prodotti biologici a quelli ottenuti dalle biotecnologie, che come sappiamo
sono al centro di forti polemiche in molti paesi, e
anche in Italia. In que-
puscolo citato.
I consumatori sono sempre più interessati alla
conoscenza del prodotto
che acquistano, dal punto di vista dell'origine,
del processo produttivo
e della qualità finale, e
tutto questo si può dire
con una parola: certificazione. Sono già tanti í
prodotti che affermano
di essere "certificati", anche in comunicazione,
perfino sulle etichette, e
allora come consumatori abbiamo il diritto di
sapere in cosa consiste
questo atto così importante. Quindi una parola d'ordine sempre più
importante sarà, allora,
"trasparenza", trasparenza nei processi produttivi, nei controlli e
nella certificazione.Ildiscorso sulla trasparenza
e sulla conoscenza cipermette di tornare al discorso sulle biotecnolo-
gie applicate al l'agricoltura, che tanto hanno infiammato i lavori del vertice del WTO f l'Organizzazione mondiale per il
commercio) che si è tenuta a dicembre a Seat
tle negli Stati Uniti, uno
dei gradi argomenti di
confronto e scontro a livello planetario. Questo
business valeva 14 miliardi di dollari nel 1994,
e si stima che sarà dell'ordine dei 150 miliardi
di dollari nel 2005. Una
crescita di dieci volte in
dieci anni- sembra uno
slogan, e rende bene l'idea della sua importanza e la portata della posta in gioco. Come consumatori, quello che chiediamo con forza è una totale trasparenza, dei presupposti scientifici, dei
risultati e degli effetti
sulla salute, la nostra e
quella delle future generazioni.
I prodotti derivati dalle
biotecnologie sono stati
rimessi sul mercato senza la necessaria informazione, per questo vi
sono dei comprensibili
dubbi da parte dei consumatori in molti paesi.
Vogliamo essere più
informati riguardo agli
ingredienti che si utilizzano negli alimenti, e se
vi siano dei rischi e quali. Infatti, mentre il rapporto tra rischio e beneficio possiamo accettarla per un farmaco, non
possiamo dire lo stesso
per un prodotto alimentare. E bene hanno fatto alcune catene della distribuzione, ed in particolare la Coop, a decidere di non distribuire prodotti che contengano ingredienti che hanno questa provenienza, ed a
informare i consumatori "dei perché" di questa
iniziativa. Su questo argomento si è sviluppato
un acceso dibattito tra
paesi favorevoli alle biotecnologie, come gli USA,
e l'Europa, non contraria in termini concettuali
ma molto più prudente
nelle sue applicazioni,
come è giusto che sia. Le
istituzioni comunitarie
e nazionali possono fare
molto, ma un ruolo sempre più centrale lo avranno proprio i consumatori: è giusto richiedere la
massima informazione
sui processi produttivi e
sulla qualità, ma poi occorre usarla.
I consumatori devono essere sempre più consapevoli di ciò che comprano, leggendo con molta attenzione le etichette e facendo scelte razionali tra i prodotti in
commercio, privilegiando quelli ottenuti ecologicamente. Magari comprendendo le ragioni di
un prezzo un po' più elevato del solito, e interpretandolo come un "investimento sul futuro".
Per la cronaca, il vertice
del WTO si è concluso nel
più completo disaccordo
tra Europa e Stati Uniti, e tra paesi ricchi e poveri.
452g
5
Tra stato e mercato
Consumatori Conferenza del Consiglio nazionale dei Consumatori. Interventi dei
ministri Bersani e Bassanini. I temi affrontati in commissioni di lavoro.
era conclusa la riunione del WTO a Seattle.
Insomma, non mancavano di certo i temi per
chi ha come compito
quello di tutelare gli interessi dei consumatori e degli utenti.
I lavori si sono svolti attraverso gruppi di discussione.
L'elenco è significativo:
Alimentazione, sicurezza dei prodotti e salute
dei consumatori; Qualità dei prodotti e dell'ambiente; Servizi di
pubblica utilità e concorrenza; Decentramento e semplificazione amministrativa; servizi finanziari e assicurativi; Commercio e
nuove tecniche di vendita; Accesso alla giustizia.
In apertura e in chiusura ci sono poi stati gli
interventi dei ministri
Bersani e Bassanini.
Come riassumere i contenuti programmatici
emersi dalla discussione? Lo ha fatto a nome
di tutti Paolo Mannello.
Intanto c'è la proposta
che la costituenda autorità europea sulla sicurezza alimentare europea abbia sede in Italia. Per gli OGM, si ribadisce la libertà di scelta per il consumatore.
Per i controlli c'è il problema che i ministeri
italiani coinvolti sono
ben sei, e sarebbe necessaria un'armonizzazione con le strutture
comunitarie.
Vanno organizzati diversamente i sistemi di
raccolta dei dati sugli
incidenti: se vi presentate in pronto soccorso
dopo un incidente stradale o dopo un'aggressione, c'è l'obbligo di se-
gnalazione. Se invece
una casalinga si presenta in ospedale per un
incidente domestico nessuno rileva le cause, il
tipo di apparecchio che
ha prodotto i danni.
Non c'è adeguata rappresentanza dei consumatori là dove si fissano gli standard.
I marchi in circolazione
sono troppi e non sempi_re credibili.
Non tutte le privatizzazioni hanno prodotto
vera concorrenza. Non
tutte le amministrazioni sono diventate trasparenti. Nel settore dei
servizi finanziari ci sono grandi novità e nuove insidie, collegate ad
esempio alle nuove tecniche di comunicazione,
e questo riguarda anche
le nuove forme di commercio elettronico.
L'accesso alla giustizia
è si cresciuto grazie anche ai Giudici di pace e
alle Camere di commercio che propongono
vie dirette e non troppo
onerose per giungere alla soluzione dei contenziosi. Rimane il fatto che
la possibilità di ricorrere alla giustizia ordinaria è praticamente
teorica.
Insom ma il consumatore è sempre più protagonista, e i suoi diritti
diventano argomento da
prima pagina come è
successo a Seattle.
Caro socio, in riferimento alla sua lettera colgo
l'occasione per ampliare
alcuni cancelli relativi
ad una corretta colazione,già esposti e forse sfuggiti alla sua attenzione
nell'articolo pubblicato
su Quale Consumo.
La prima colazione rappresenta sicuramente
uno dei pasti principali
della giornata, essa deve infatti provvedere al
20125 per cento della
quota calorica giornaliera.
Tale quantità di energia
dovrebbe provenire dai
tre nutrienti principali
(Carboidrati, Proteine,
Grassi) adeguatamente
ripartiti nei tre elemen-
ti. Concordo con lei che
una tazzina di caffè non
corrisponde a questi requisiti e tengo a sottolineare gli elementi adatti ad una colazione italiana: latte o yogurt accompagnati da cereali
con una quota modesta
di zuccheri semplici, per
esempio miele o marmellata, frutta fresca o
spremuta, perché no una
manciata di frutta secca. I tempi ideali da dedicare a questo primo pasto sono sicuramente tra
dieci I quindici minuti.
Per quanto riguarda i
Gruppi di alimenti e le
loro frequenze di consuma menzionati nell'articolo ho cercato di dare
indicazioni di massima
per favorire le varietà, II
consumatore può comunque apportare delle
modifiche a quanto suggerito adattandole alle
proprie necessità dipendenti da parametri quali l'età, il livello di attività fisica etc..
Ritengo comunque che
"un inveterato ultra 75enne" parco e soprattutto
attento consumatore non
abbia bisimo dì apportare modifiche al proprio
stile alimentare che quasi sicuramente corrisponde ai suggerimenti
delle Linee guida dell'Istituto Nazionale della
Nutrizione.
di Ugo Pinferi
Si è svolta a Milano nello scorso dicembre la
Conferenza programmatica del CNCU, Consiglio Nazionale dei
Consumatori e degli
Utenti, con il titolo "Il
consumatore, soggetto
emergente tra Stato e
mercato".
Il CNCU, istituito dalla legge 281/98 e insedi ato il 9 dicembre 1998,
è un organismo che rappresenta gli interessi
dei consumatori e degli
utenti nel nostro paese.
Il presidente è indicato
dal Ministero dell'industria ed è Antonio Lirosi.
Le Regioni hanno poi indicato Cinzia Baker, Poi
abbiamo Roberto Brunelli, Movimento Consumatori, Gianni Cavinato, ACU, Anna Ciaperoni, Fede•consurnatori, Vincenzo Dona (il
"padre" del consumerismo italiano), UNC,
Massimo Ferrari, Assoutenti, Paolo Landi ,
Adiconsum, Elio Lannutti, Abusdef, Giuseppe Lo Mastro, Cod neon s,
Paolo Marti nello, Comitato Consumatori Altroconsumo, Marina Migliorato, Movimento difesa del cittadino, Irene Pasquali,ANCC (siamo noi), Pietro Praderi,
Lega Consumatori, Giustino Trincia, Movi-
mento Federativo Democratico, Adalberto
Vizz ari, ADOC.
Lo conferenza è avvenuta in un momento
particolarmente interessante per i consumatori. Ci sono stati e
continuano gli allarmi
per emergenze di salute e sicurezza alimentari, siamo alla vigilia
groutv-cultatte.
•
-
Sulla corretta
alimentazione
Caro "Quale Consumo",
come socio ricevo regolarmente"Quale Consumo" che sfoglio sempre
molto volentieri. Sul n.
18 del 10 corrente ho letto con interesse querpezzo" di Marzia Formigatti su "Il cibo di ogni giorno" che mi ha tanto interessato da indurmi a
"prendere {come si dice)
la penna" e chiarirvi l'opinione di un inveterato
ultra75enne ma sempre
attento, sebbene parco,
consumatore.
Nulla da dire, anzi vi
plaudo, sull'accorpamento di cinque gruppi
dei vari prodotti; tuttavia, approfondendo l'analisi, l'autrice che in
questo tre quarti di paginone intendeva forse
sintetizzare dei principi
tratti dal "Vademecum
nutrizionale"evidenziato nel testo, inserisce alcuni prodotti e ne indica una frequenza che,per
esempio, mina alla base
uno dei principi nutritivi ai quali mi attengo da
almeno 25 anni. Cioè,
l'importanza che ha per
me te mia moglie) la prima colazione.
Dai 50 in qua noi siamo
sempre più andati considerandola il nostro pasto principale. Cosa in-
6
tende Formigatti per la
prima colazione? Spero
non, come la maggioranza degli italiani, con
i meridionali in prima fila, la solita striminzita
tazzina di caffè e poi via
fino alle 13. Per cui, entrando nel merito, su
marmellate e miele (5°
gruppo) e sulla loro frequenza non sono d'accordo.
Pur concordando invece
sui quantitativi moderati, noi li consumiamo
ogni giorno più un biscotto non farcito quando ne sentiamo la voglia
e bevendoci sopra una
dose abbondante di te
(senz'acca e soprattutto
senza zucchero).
Poi, scegliendo e dibattendo a caso, il capitolo
frutta secca (limitata di
solito al periodo autunno-inverno e sempre in
quantità limitata) mi
sembra messo in ombra.
Dove li mettiamo i sali
minerali delle mandorle
e il potassio delle albicocche? Sul capitolo formaggi fareiunanetta distinzione, fra quelli freschi, fra mozzarella, che
è sempre più grassa (e
sempre meno saporita
salvo che quella a base
di latte di bufala) ed i
suoi compagni di squa-
dell'introduzione delI'euro, sono in corso notevoli mutamenti per
quanto riguarda l'amministrazione dello Stato, ci sono novità normative europee, ci sono le privatizzazioni e la
cosiddetta gl o bal i z za zione.
Aggiungiamo poi che da
una sola settimana si
~~111~1~1~
dra che, quelli sì, sono
ben più magri. Tornando a bomba sulla frutta
secca, le prugne tutto
l'anno e, dii questa stagione, i fichi secchi fanno tanto bene, se assunti abitualmente, alle funzioni
Plaudo invece all'attenzione diuturna perii latte fresco le per non aver
citato i van altri tipi di
scremati più o meno ma,
nella mia considerazione, che ne snaturano l'essenza (e le proprietà or
ganolettiche). E plaudo
anche alla netta distinzione fra pesce surgelato e conservato. C'è tuttavia un discorso di fondo, che avrebbe potuto
essere almeno accennato nell'articolo, ed è quello degli orari e dei tempi da dedicare ai pasti.
Cioè u discorso sulla regolarità di tali rituali e,
di contro, sull'astinenza
nei periodi intermedi. Invece cosa notiamo? Una
confusione ed una commistione (di cibi e bevande fuor di luogo) talmente generalizzata...
da non essere più nemmeno notata! Graziee per
avermi comunque fornito questo spunto di riflessione. Suon lavoro.
Giuseppe Barazzetta
Marzia Formigatti
La carica dei batteri
Alimentare
di Eugenio Del 'roma*
Le tossinfezioni alimentari rappresentano un
indicatore molto sensibile dell'educazione civica di un Paese. Sfortunatamente però in Italia le statistiche ufficiali che si possono ricavare dalle denunce sanitarie dei casi di tossinfezione alimentare sono
scandalosamente carenti rispetto alla realtà epidemiologica.
Questi elementari obblighi sociali non sono
congeniali al nostro personale medico se non
dentro i confini degli
ospedali pubblici dove l'omissione della denuncia
sarebbe troppo sfacciata e perseguibile.
Per cui nel 1998 sono stati registrati ufficialmente circa 30.000 casi annui da ricollega re al consumo di alimenti quando gli esperti di igiene
pubblica stimano più realisticamente almeno
300.000 i casi non denunciati alle autorità sanitarie! Ma il fatto che
maggiormente ci coinvolge è che, secondo gli
stessi dati raccolti dall'Organizzazione mondiale della sanità, una
gran parte delle tossinfezioni alimentari si realizza in Europa proprio
tra le mura domestiche
Si deve dedicare più attenzione ai problemi di igiene dentro le mura domestiche.
Tutto quello che bisogna sapere per vincere la battaglia contro i germi
Secondo le statistiche dell'Organizzazione mondiale della sanità circa il 20 per cento di tossinlèzioni alimentari avviene dentro le mura domestiche. Educare i consumatori a un corretto
comportamento in tutte le fasi di gestione degli
alimenti - dall'acquisto al consumo - diviene fondamentale per ridurre la portata del fenomeno
Questo è stato l'obiettivo primario della Campagna europea sulla sicurezza alimentare promossa dall'Unione europea, condotta in Italia
sotto forma di abitudini
e trattamenti conservativi inadeguati o scorretti.
GERMI DI CASA
NOSTRA
Tutti sono pronti a parlare male della moderna
alimentazione che ci "avvelena", a sospettare
(spesso a ragione) di conservanti, concimi chimici, mangimi industriali
e biotecnologie, ma all'atto pratico sono ancora i vecchi problemi microbiologici dell'igiene
alimentare ad occupare
il primo posto nella casistica epidemiologica
per frequenza e gravità.
Non soltanto, in estate
possono bastare poche
ore di esposizione a temperatura ambiente di
una carne tritata odi una
serie di antipasti esposti alle manipolazioni dei
clienti perché si raggiunga una carica microbica sufficiente a provocare disturbi intestinali e diarrea. Anche i
germi hanno bisogno di
nutrirsi per cui sono proprio i cibi più ricchi di
, uova, peproteine-carni
sci, latte -e quelli più "lavarati" con le mani a facilitare la riproduzione
dalle associazioni dei consumatori con la collaborazione di numerosi partner tra cui non poteva mancare Coop, da sempre impegnata in prima fila nella tutela dei consumatori.
Coop ha contribuito distribuendo nei punti vendita il Vademecum nutrizionale che collega i requisiti igienico sanitari della dieta a quelli nutrizionali segnalando le regole fondamentali per
migliorare lo stato di salute riducendo l'area di
rischio.
microbica a temperatura ambiente. Purtroppo
neppure la cosiddetta
"genuinità" ed il "biologico" proteggono dalle
contaminazioni involontarie o da ricadute dell'inquinamento atmosferico o della falda acquifera.
Salvo rarissime eccez ioni, anche i pochi casi di
tossinfezione botulinica
- per citare l'espressione
più pericolosa della patologia trasmessa dagli
alimenti conservati - sono di "genuina" fonte casalinga per mancato rispetto di elemen tari norme igieniche o per inadeguate procedure di
conservazione.
consentire la contaminazione crociata e diventare occasione di diffusione e trasformazione dei contagi se un'insalata non correttamente lavata viene po.
di Michela Bianchi
Nel mondo degli uomini c'è il sapore
è la sua limpidezza che
è possibile amare
Su Dongpo,
poeta cinese
È diventato a poco a poco un problema. Il cibo,
ciò che mangiamo tutti i
giorni, tiene regolarmente pagina sui giornali, oggetto di discussioni, decaloghi e diete, allarmi e
accuse.
Il cibo ci preoccupa. Un
po' ci intimorisce...
Che sta avvenendo in questa società opulenta che
consuma, senza farsi troppe domande, più di quel
che produce?
Al di là dei pericoli per la
nostra salute, il fatto nuovo che inquieta è che l'alimentazione, il cibo, sono diventati a noi sempre
più estranei: una "cosa"
da spiegare, da conoscere con il ragionamento più
che con il gusto.
O, per altro verso, da associare al sogno pubblicitario del momento, come
dire: mangio rincorrendo
questa o quella emozione
creata da uno spot.
E la realtà della cucina
viene ad assomigliare alla finzione, al mondo costruito negli studi televi-
dell'Alimentazione
Le insidie - specie quelle di ordine batteriologico - arrivano dalle fonti
più impensate; persino
il frigorifero, malgrado
sia l'emblema della buona conservazione, può
•111111M111~
Sapori e saperi
* Docente di Scienza
ATTENTI AL FRIGO
Destini incrociati "1
sivi o in ambienti culinari cosiddetti "tipici".
E questa estraneità non
può che creare disagio e
un'ansia sottile perla perdita di qualcosa che secolarmente ci apparteneva.
Il gusto, il senso fondamentale e primitivo che
ci ha condotto nelle scelte e nel piacere quotidiano, appare sostituito o,
forse, solamente coperto
da sapori indefiniti e omogeneizzati, uguali sotto
ogni clima, in ogni paese
e regione. Cibi che esistono per essere consumati nel più breve tempo
possibile.
La mcdonaldizzazione dei
sapori, come è stata efficacementedefinita,hatolto qualcosa di più del gusto della buona tavola.
sta vicino ad altri cibi
che meglio consentiranno la proliferazione batterica.
In tema di informazione (ma purtroppo non di
educazione alimentare)
fa riflettere il fatto che
negli ambulatori di dietologia capita facilmente di ascoltare anoressiche o signore in lieve sovrappeso che possono citare a mente, senza errori, il valore calorico dei
più comuni alimenti
mentre poco o nulla sanno della differenza fra
refrigerazione e congelazione, della fragilità
igienica di un bignè alla crema dimenticato su
un tavolo di casa o della temperatura a cui va
mantenuto un prodotto
congelato nel rispetto
della catena del freddo.
Sotto la spinta dell'interesse personale è più
facile memorizzare qualsiasi nozione, ma è tempo che la gente dedichi
la dovuta attenzione anche a quei problemi di
igiene alimentare che
nascono tra le mura domestiche e che i diretti
interessati non possono
delegare altro che a se
stessi.
Esiste infatti un'intima
connessione tra sapere e
sapore: è attraverso il sapore delle cose, ogni volta diverso, gradevole o
sgradevole, sciapo o piccante, dolce o amaro che
abbiamo iniziato a conoscerle. E ad amarle. Si
tratta di una conoscenza
diretta e immediata a cui
ci si affida.
Immediata e "non mediata" da agenti esterni,
quella che ci fa percepire
il buono e il cattivo delle
cose prima e a prescindere da regole estetiche,
morali, formali e così via.
La sobrietà a cui da più
parti si consiglia di tornare, è da intendere finalmente in un senso più
ampio e appagante: una
decolonizzazione della nostra mente che permetta
di far riemergere il gusto
e il piacere primitivi.
E ancora: la diversità dei
sapori ci rimanda ai tanti saperi con cui i cibi sono stati prodotti e cucinati; ci collega in sostanza alla nostra biografia e
alla piccola-grande storia
del gruppo di persone a
cui apparterai amo. Al percorso culturale e insieme
affettivo che lega la realtà
di oggi con le esperienze
delle generazioni precedenti.
La rievocazione e il gusto
di tutto questo sono la sola possibilità di incontro
con gli "altri" sapori e saperi: costituiscono il ponte, il traghetto sicuro che
ci conduce sulle altre rive senza il rischio di perdersi, di sentirsi dei naufraghi del consumo.
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L'ANNO COOF
Dodici mesi vissuti attraverso numerose attività sociali e tante iniziative culturali. Dai corsi di
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
Come dice il detto popolare, l'Epifania tutte Ie feste porta via, ed
infatti per molti
nostri Comitati
soci l'Epifania
stessa è stata un
momento di lavoro. Numerosi infatti i Comitati
che hanno organizzato spettacoli ed iniziative per
i bambini il giorno della Befana
con grande gioia
sia dei bimbi che
dei genitori.
Tra le più significative sicuramente la festa della cooperazione di
Muggiò.
Nel mese di gennaio sono riprese a pieno ritmo le iniziative nelle scuole, secondo l'ormai consolidata tradizione
Coop di educare alla corretta alimentazione fin dalla più
giovane età. Particolarmente intenso il corso di economia
cooperativa organizzato dall'Istituto tecnico "E. Beltrami" di Cremona.
Una lodevole iniziativa è stata quella organizzata dal comitato soci di Saggio , ovvero l'incontro con i soci ed i cittadini per parlare dell'argomento "La Coop e l'Euro", organizzato a Quarto Caghino in collaborazione con il Consiglio eli zona.
E stata l'occasione non solo per dare informazioni ma per
spiegare i problemi che il consumatore incontrerà con
l'avvento della nuova moneta europea la scelta di Coop
è stata quella di seguire i consumatori in questo percorso, fornendo le informazioni necessarie a capire, chiarire
i dubbi e rassicurare.
Nel mese di febbraio a parlare
di curo è stato il
Comitato soci di
Vigevano con
una conferenza
aperta a tutta la
cittadinanza
presso la bella
sala Leoni. Sempre il Comitato
soci di Vigevano
ha organizzata
unitamente all'assessorato ai
servizi socio
educativi e alle
scuole materne
della città un
corso di aggiornamento sul tema "I:educazione alimentare a casa e a scuola"
Un seminario di studio dal titolo a dire il vero un po' criptico "Empowerrnent e scuola" è stato invece organizzato
a Brescia in collaborazione con le associazioni Aigo e Crocus. Si è trattato di una riflessione sulle strategie che la
scuola deve attuare per potenziare le risorse umane dei
ragazzi.
A Voghera invece sono partiti i corsi di agricoltura biologica presso PIT Agrario "C. Cavallini" e il corso di introduzione alla bioarchitettura presso l'ITC e per Geometri
"M. Baratta", corsi rivolti sia agli insegnanti che agli studenti.
A fine febbraio è stata inaugurata presso il centro commerciale Gran Rondò la sala dedicata ad "Alfredo Galmozzi", storica figura del movimento cooperativo di Crema, membro del consiglio d'amministrazione di Coop Lombardia scomparso l'anno scorso.
Viene spontaneo anche attraverso queste brevi righe ricordarlo a tutti i nostri lettori come un esempio di rigore e d'impegno per la diffusione dei valori cooperativi.
Il mese di marzo è stato de
dicato alla campagna nazi:
naie di educazione ai tonai
mi "Piccoli consumatori ere
scafo" realizzata per far cc
nascere l'impegno che la Cori)
da anni profonde nel vamp.
dell'educazione ai consumi
con particolare riferiment
alla scuola. In tutti i super
mercati si sono tenute nel cor
so del mese animazioni su
vari temi, dall'al imentazion ,
all'ambiente,dall'intercultu
ralità, alla comunicazione.
Ma il mese di marzo è stati
un mese ricchissimo di atti
vità, dalla mostra a Vigeva
no della nota fotografa Burke
White, al corso di cucina e
Navate, dalla conferenza e
Cremona con Mario Lodi su
tema "Bambini e alberi penna nuova cultura", che hi
portato alla pubblicazione d'e
libro Arbolè Arbolè, alla rap
presentazione presso il Tea
boratorio teatrale "L'isola c
collaborazione con il Teatro
Per la festa della donna dee
segnaliamo lo spettacolo "Ti
zato dai comitato di Bonole
consumo disegnato" allestit
In coincidenza con la prime
Cremona presso la scuola T.
tare del concorso nazionale
da grande un mondo miglio
L'impegno delle Coop in Eu
stand realizzato a Milano ne
titi socialisti europei. Numi
di stato, congressisti che ha
GIUGNO LUGLIO
LUGLIO AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
Anche durante questi mesi l'attività sociale non ha segnato
il passo Innanzitutto stand dedicati ad
illustrare l'attività sociale dalla Coop sono
stati allestiti in molte feste dell'Unità.
Da quella di Milano
che ha esposto la mostra "Fili d'argento a
colori", da quella di
Crema, Cremona,
Brescia,Vigevano,Varese, Lodi.
4.
1 marze 155g
Stand della Coop sono stati allestiti anche in numerose feste all'aperto dedicate all'ambiente, all'associazionismo, ai
prodotti naturali.
L'estate è stata poi l'occasione per numerosi spettacoli all'aperto, dai concerti di fontane al cinema, ai teatri.
La fine dell'anno scolastico ha visto in numerose scuole
la Coop presente per fare il punto sulle iniziative realizzate. Due iniziative particolarmente efficaci a Vigevano:
il laboratorio teatrale dei ragazzi della scuola materna
Santa Maria delle Vígne e il convegno sull'educazione alimentare a casa e a scuola.
A proposito di scuola è utile ricordare che nel corso dell'anno scolastico 1998-1999 sono state ben 555 le classi
di ogni ordine e grado che hanno usufruito di percorsi
Coop.
Si tratta di oltre 15000 studenti, migliaia e migliaia di
genitori, centinaia e centinaia di insegnanti,
Ma a giugno abbiamo anche festeggiata il supermercato
Coop di Novate che è stato completamente rinnovato. Una
bella festa, con acrobati, giocolieri, ballo liscio. Un'occasione per brindare insieme soci e clienti.
Settembre ha visto la cooperazione di Rogoredo proporre
un altra edizione di Rogoredo Insieme. Tra le iniziative
più significative la presentazione ai cittadini del quartiere della mostra "I bambini del fiume Spreca" con un
dibattito apposito durante il quale il comitato si è impegnato a raccogliere fondi per le due scuole della Bosnia che hanno realizzato la mostra.
A Ponte 'Presa sull'ampio ed assolato terrazzo del supermercato grandi e piccini hanno festeggiato con la
Coop: musica, animazioni, laboratori didattici e spettacoli vari.
La musica ha tenuto banco anche davanti al supermercato di Via Arezzo dove gruppi musicali della zona
hanno partecipato all'iniziativa "Coop dà voce nuova alla musica" a Brescia con "Ambiente e musica" e a Soresina con il concerto bandistico memoria' "Bruno de Patri".
Il filmato "Una
giornata a Tanlili" è stato proiettato nell'ambito
della festa del PUnità di Lodi in una
serata dedicata al
tema "Cooperazione e sviluppo
inBurkinaFaso".
"Giochiamo insiemenelparcoèstato invece l'iniziativa che si è svolta nel parco di via
Lessona a Quarto Oggiaro per ricordare l'apertura, che Si sarebbe
tenuta nel prossimo mese, del nuovo centro commerciale Metropoli.
Ad ottobre abbiamo inaugurato a Novate, ai
confini con Milano, il nuovo e
bellissime) centro commercialeMetropoILEinaugurazione è
stata l'occasione
per esporre Ia
mostra "Buon
compleanno
Coop" realizzata dagli illustratori italiani
per ricordare il
150° anniversario della nasci
consumo e per un vasto prog:
di animazione con i ragazzi a
lestito nel centro commerciai,
Nello stesso periodo è stato i
co", il parco progettato dai bai
e realizzato dalla Coop. Limi
razione di parchi era stato ari:
allestito a Varese nell'ambito
Altri due importanti stand a
expo e a Erba dove abbiamo d
tenia della raccolta clifferem
l'ambiente. Media-expo è sta
risultati del concorso"Compir
ha significato dotare le scuole
e software per un valore di ci
Una festa del socio per feste;
parti si è tenuta a Bareggio,
vate. Un concerto rock organi
si è tenuto davanti al supera
contri sul tema delle biotecno
di una grande campagna COI
tenuti a Brescia organizzati
deschi in collaborazione con'-
Piccoli
consumatori
crescono
Giórnoio delred uuuu
canna.ra u ..5iiihàuiw.3
8
DI FINE SECOLO
ducazione ai consumi nelle scuole alle mostre, la musica, il teatro. Coinvolti migliaia di soci e consumatori
MAGGIO
APRILE
La tradizione democratica della Coop ha portato
numerosi comitati soci ad
organizzare iniziative in
concomitanza con il 25
aprile; tra le più significative la mostra "I bambini
del fiume Spreca" organizzata dal Comitato soci
di Brescia nella sala vanvitelliana del palazzo della Loggia.
Un 25 aprile dedicato a riflettere sulle condizioni del
terzo mondo è stato invece organizzato a Bareggio.
E stata quella l'occasione
per far conoscere e diffoniperccoo
11± *I2)
derei prodotti solidarietà"
della Coop prodotti importati da Transfair nel quadro dell'impegno per i prodotti equi e solidali. L'anno internazionale degli anziani
è stato ricordato a Peschiera con l'allestimento della mostra "Fili d'argento a colori" presso la scuola De Amicis.
Sempre sul tema degli anziani un bel ciclo di conferenze
su "Alimentazione e terza età" è stato organizzato dal comitato soci di Baggio-Corsico e Zoia presso il centro anziani di Baggio. "Vegetali che passione" è invece il titolo
dato al ciclo di conferenze realizzate dal comitato di Ornato-S uzzani-Livigno in collaborazione con il comitato di
zona. Sempre il comitato di Ornato-Suzzani-Livigno con
il consiglio di zona ha presentato un laboratorio teatrale "I miti delle origini" a chiusura del progetto interculturale "Tutti i gusti sono giusti". Un laboratorio di pasticceria creativa è stato invece organizzato dal comitato soci di Bonola in collaborazione con il centro commerciale stesso con le classi delle elementari delle scuole del
quartiere. Suggestivo il titolo "Mettiamo le mani in pasta". Felici bambini, genitori e perché no clienti che si sono divertiti nel vedere l'impegno di questi piccoli pasticceri.
Veramente impossibile riportare
fosse anche in un intero paginone e non come in questo caso in
poche righe tutte le iniziative realizzate da comitati nel mese di
maggio.
Si va dalla "Tre giorni in piazza"
a Pizzighettone durante i quali è
stata allestita la mostra "I bambini del fiume Spreca", alla premiazione del concorso di pittura
"Le farfalle di Valrugiada" a Cremona. Dalla presentazione del filmato"Una giornata a Tanlili" realizzato dal regista burkinabè Idrtissa Oudreago a chiusura del
"Progetto oasi" organizzato dal
comitato soci con l'istituto tecnico agrario Pastori e con l'ITC per
geometri Tartaglia, al laboratorio teatrale "Mangi are storie" realizzato dal comitato soci di Cinisello in collaborazione con l'amministrazione comunale
Al tema dell'ambiente è stato dedicato lo stand allestito
dalla Coop nell'ambito della manifestazione "Expo scuola-ambiente" organizzata dalla regione Lombardia.
Splendido lo spettacolo teatrale realizzato a Cremona
presso il Teatro Ponchielli al termine di un laboratorio
condotto con il teatro del Buratto.
Quest'anno l'iniziativa è entrata a far parte di un più amr
pio progetto europeo che ha visto gemellare le classi interessate con altre classi in Spagna e in Francia.
Uno stand coop è stato presente anche a Cantù nell'ambito della manifestazione "Laboratori in festa".
La mostra "Fili d'argento a colori" ha continuato il suo
viaggio itinerante ad Opera.
Gli ultimi giorni del mese hanno visto a Vigevano la manifestazione per lo sport etico.
Si è trattato di un quadrangolare di calcio giocato con il
pallone etico, di una serata di musica etnica e di un dibattito sul tema dello sfruttamento del lavoro minorile.
NOVEMBRE
DICEMBRE
Il nuovo i per posto all'interno del centro commerciale Metropoli ha ospitato la conferenza stampa per la presentazione della pellicola alimentare Coop prodotta senza
Pvc. Un ulteriore passo dell'impegno che Coop ha contratto con i consumatori per la difesa della loro salute.
Ma la nascita del nuovo centro commerciale ha significato, anche la realizzazione a Navate di un centro socio
culturale Coop. Centro che è stato inaugurato alla presenza di Silvano Ambrosetti, neo presidente di Coop Lombardia, centro che si prefigge di diventare un punto di aggregazione culturale per tutta la città.
L'impegno di Coop nel campo della solidarietà si è realizzato invece con la raccolta di fondi avvenuta in numerosi punti vendita per l'associazione italiana sclerosi multipla.
Non si è fermata la mostra "Fili d'argento a colori" che è
stata esposta presso la scuola media Verga a Milano.
Un'iniziativa particolarmente apprezzata è stata quella
organizzata dal comitato soci di Arcore e Villasanta; ad
Arcore infatti si è tenuta una conferenza di presentazione dei percorsi didattici Coop nelle scuole elementari e
medie e di un ciclo di laboratori riservati ad insegnanti
e genitori.
La conferenza è stata affiancata da un laboratorio di cucina m ultietnic a, così i convenuti hanno potuto avere "un
saggio delle diversità".
Presso l'aula
Montini degli
Spedali Civili
di Brescia è stata invece assegnata l'ormai
tradizionale
borsa di studio
Walter Silvestri che premia
gli studenti più
meritevoli nella ricerca sul
cancro.
L'anno si è chiuso con
un particolare impegno
nel campo della formazione soci, infatti in due
fine settimana consecutivi oltre 150 soci hanno partecipato al corso
di formazione dedicato
ad esaminare gli scenari
nei quali si dovrà muovere Coop Lombardia
nel prossimo futuro.
La più importante iniziativa del mese è stata però sicuramente quella realizzata a Como nell'ambito della manifestazione "La città dei balocchi". Un bellissimo battello con le pale è stato attrezzato per laboratori dedicati al tema della fiaba e dell'educazione ambientale, una casetta Coop dedicata alla fiaba della piccola fiammiferaia, nella quale con i bambini si gioca a
cambiare il finale della fiaba stessa è stata allestita nel
villaggio dei balocchi.
Ed inoltre è stata allestita la mostra "Fili d'argento a colori" nella bellissima chiesa di San Francesco d'Assisi.
Il teatro ragazzi è stato protagonista a Opera e a Peschiera con la rappresentazione "Storie storie storie".
Come è oramai tradizione si è invece tenuto a Bonola, facendo come al solito pienone, il concerto lirico vocale.
"Anziani 2000. I servizi per la salute e per la qualità della vita" è il titolo del convegno organizzato a Brescia con
l'Università Cattolica.
La fine dell'anno è avvenuta nel segno della solidarietà,
infatti molti comitati soci si sono mobilitati per far conoscere ai clienti il cofanetto preparato da Coop ed Unicef
coi prodotti equo-solidali. Grazie a questo impegno tutte
le confezioni sono state vendute nel giro di qualche giorno. Si è chiuso un anno di intenso lavoro. Un grazie a tutti i membri dei comitati soci che col loro lavoro, col loro
impegno, che ricordiamolo a tutti, è assolutamente volontario, han permesso tutto ciò. Grazie di cuore
Pagine a cura di di Fulvio Bella
metti le mani in
paste"
Mairgziret.
Ettvarke-Whito
r,!, yr. ir.1
) Fraschini a Pavia del la. non c'è più" realizzato in
)l Buratto.
Le di iniziative tra le quali
aglio tanto tango" organ i zla mostra "La donna nel
a Novate.
ara era stato inaugurato a
nto e Trieste il parco vinci)a bambino farò un parco;
pa è invece il tema di uno
:orso del congresso dei parisi i dirigenti politici, capi
to visitato il nostro stand.
i della prima cooperativa di
imma di iniziative di gioco e
'interno dello stand Coop alaugurato a Lodi "Parcoamibini della scuola Arcobaleno
!gno della Coop nella reali7e i filo conduttore dello stand
[ella fiera 0-15.
:rema nell'ambito di Mediadicato lo spazio espositivo al
ata e all'impegno Coop per
l'occasione per parlare dei
)r per la scuola", concorso che
iella Lombardia di computer
:a nove miliardi.
giare l'apertura di nuovi rea grande festa del socio a Noiato dai giovani della zona 7
stato di via Livigno. Tre ingie (tema che sarà al centro
) nel prossimo anno) si sono
alla fondazione Calzari Be.mministrazione comunale.
"
"
Quando i prodotti s
ubblicità
Comparativa
Perché l'informazione nei messaggi pubblicitari può essere più completa se s
ll consiglio dell'istituto
di autodisciplina pubblicitaria, il 16 marzo
1999 ha introdotto, all'art. 15 del Codice di autodisciplina pubblicitaria, la possibilità di utilizzare - a partire dal 18
maggio 1999 - la comparazione diretta all'interna dei messaggi pubblicitariaa condizione che
vengano rispettati alcuni requisiti.
Seguendo le indicazioni
della Direttiva europea
sulla Pubblicità comparativa, l'art. 15 stabilisce che tale pubblicità
deve essere leale e non
ingannevole, non deve
ingenerare rischi di confusione, né causare discredito o denigrazione.
La comparazione può essere utilizzata 'quando
sia utile a illuminare l'aspetto tecnico q economico, caratteristiche e
vantaggi dei beni e servizi pubblicizzati ponendo a confronto obiettivamente caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative di beni e servizi concorrenti, che soddisfano gli stessi bisogni
o si propongono gli stessi obiettivi".
In caso di eventuali dispute, è previsto un organo di controllo con l'unzione inquirente nei confronti dei messaggi e uno
con funzione giudicante
W Giuri) le cui pronunce producono l'effettoimmediato di cessazione
della diffusione delle
pubblicità considerate
non conformi alla regolamentazione.
In diversi paesi europei
la pubblicità comparativa è ammessa e molto
utilizzata.
La maggior parte di essi segue nella propria legislazione l'orientamento suggerito dal Codice
internazionale delle Pratiche pubblicitarie. L'articolo 5 del codice definisce come legale la pub-
PAESI
FAVOREVOLI
Danimarca
In Danimarca la pubblicità comparativa è considerata generalmente
positiva per i consumatori. Esistono delle regole di correttezza da rispettare, redatte dall'organismo utod i sciplinare danese {Advertising Comici') in collaborazione con le associazioni di categoria del
settore e l'autorità preposta ad controllo del rispetto dei diritti dei consumatori (Ombunsdmani. 1 principi basilari
sono la correttezza, la
pertinenza e lealtà del
messaggio pubblicitario.
E ira portante che la comparazione sia effettuata
con finalità informative.
fran.cía
blicità comparativa, purché non sia utilizzata allo scopo di confondere i
consumatori e sia basata su dati verificabili e
onestamente selezionati. La pubblicità non deve denigrare o ridicolizcare i concorrenti o i loro prodotti e il prodotto
pubblicizzato non deve
trarre vantaggio ingiustificato dall'utilizzo del
marchio altrui. L'azienda che promuove la campagna comparativa de-
RICOSTITUENTE
MIRACOLOSO
g54
Kr"Sl.111,114MIS1
INDISPENSABILE
PEI BAMBINI
MTFAVARA al Gli
A noi DEL VAltCs,E,
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ve assumersene la responsabilità globale. I
paesi europei nei quali
la pubblicità comparativa è ammessa sono i seguenti: Danimarca,
Francia, Irlanda, Spagna, Svezia, Gran Bretagna, Olanda. I paesi
che permettono la pubblicità comparativa sono tra loro allineati per
i requisiti richiesti ad un
messaggio comparativo,
purché venga ritenuto lecito.
Le condizioni indispensabili che si riscontrano
in tutte le legislazioni e
le regolamentazioni miti:disciplinari, sono quattro:
• correttezza dell'informazione;
• completezza dell'informazione;
• presenza di dati affidabili e verificabili alla
base delle informazioni;
• assenza di denigrazione nei confronti dei concorrenti.
I paesi europei in cui la
legislazione scoraggia rutilizzo della pubblicità
comparativa sono: Belgio, Lussemburgo, Austria, Finlandia, Grecia,
Svizzera, Germania,
Norvegia, Portogallo.
in questi paesi si ritiene
che il confronto effettuato
nella comunicazione pubblicitaria possa generare degli effetti non sempre controllabili nella
percezione dei consumatori e che le informazioni divulgate finiscano spesso per ingannare il consumatore.
MERCATI
GLOBALI
Problemi di natura non
solo strategica, ma anche giuridica, derivano
dalla globalizzazione dei
mercati e dell'avvento di
nuovi strumenti come Internet.
Le pubblicità e le offerte tramite Internet sono
infatti accessibili da ogni
parte del mondo. 2 evidente che occorra un nuovo sforzo da parte degli
organismi legislativi e
giurisprudenziali di tutti i paesi per controllare
il tipo di informazione divulgato dalle imprese.
Occorrerà risolvere il problema di standard etici
e legali diversi in ogni
paese.
Nasce inoltre il problema di definizione del potere giurisdizionale, nel
caso in cui un messaggio
sia lecito nel paese di produzione e illecito in altri.
In qualche modo, una soluzione del problema
sembra quella già indicata dalla Comunità Europea, ovvero un allineamento degli Stati, per
lo meno in merito ad alcune linee fondamentali. In tal senso la Direttiva in merito alla Pubblicità comparativa promossa dalla Comunità
Europea si configura come uno standard in grado di fornire indirettamente un notevole aiuto alle imprese, per evitare contenziosi legali in
altri paesi.
E ammessa, purché sia
leale, veritiera e non possa trarre in inganno il
consumatore. La legge
concede Ia possibilità di
citare il nome del concorrente senza incorrere nel reato di contraffazione. La legge obbliga colui che voglia intraprendere una campagna comparativa ad
avvisare preventivamente il concorrente con
cui intende confrontare
i propri prodotti. Le più
rilevanti campagnecornparative effettuate in
Francia nel settore della grande distribuzione
sono state realizzate da
Carrefour, che arriva a
vantare un prezzo del
20/30%inferiore per i beni di largo consumo, rispetto agli altri distributori.
Spagna
La pubblicità comparativa viene ritenuta lecita, purché il confronto si
riferisca ad attributi essenziali dei prodottio servizi reclamizzati, E vietata dalle industriestesse nel settore dei detergenti, dei prodotti farmaceutici e delle bevande alcoliche.
Svezia
Vengono ritenute lecite
le comparazioni veritie-
re con prodotti altrui,
purché siano complete e
informative.
L'autorità preposta al
controllo dei diritti dei
consumatori d'Ombunsdman) può imporre ad
un'azienda di completare un annuncio pubblicitario con informazioni
specifiche, nel caso si ritenga sleale la selezione
dei dati.
I settori più coinvolti nelle campagne comparative sono quelli automabilistico,delreditoria,deI
trasporto aereo, dei prodotti alimentari e delle
apparecchiature elettrodomestiche.
Gran Bretagna
La pubblicità comparativa è stata utilizzata sin
dal 1968. Viene ammessa purché rispetti i requisiti di chiarezza,completezza, solidità delle
prove su cui si basano le
affermazioni, correttezza. I messaggi comparativi sono stati utilizzati
soprattutto nel settore
automobilistico ed in
quello del trasporto aereo.
Olanda
La pubblicità comparativa è considerata lecita
dal Codice civile olande se. Governo e associazioni. dei consumatori
hanno più volte sottolineato il valore positivo
della comparazione. La
pubblicità comparativa
è particolarmente presente nei settore delle
automobili, dei detergenti, dei tabacchi, nell'editoria, nelle assicurazioni.
PAESI
SFAVOREVOLI
Naturalmente anche
questi Paesi, come per
gli altri Stati membri,
dovranno recepire la Direttiva europea, come già
ricordato, entro l'aprile
del 2000.
Belgio
2 vietata la pubblicità
comparativa.
4, ussemburgopubblicità
vietata la
comparativa.
ano messi a confronto
utilizzano le forme di comparazione purché i dati siano affidabili e non ci sia denigrazione
Austria
La comparativa diretta è
vietata. La regolamentazione sulla comparativa
indiretta e più permissiva, purché il confronto non
sia denigratorio e il concorrente non sia in alcun
modo identificabile.
Finlandia
La legislazione finlandese è particolarmente rigida: la pubblicità è ammessa, ma di fatto ne sono state fortemente limitate le possibilità di utilizzo.
Grecia
La pubblicità comparativa è vietata dalla legge sulla concorrenza sleale, mentre è ammessa dal
Codice pubblicitario del l'associazione delle Agenzie Pubblicitarie Greche.
Tali indicazioni contrastanti si sono tradotte in
un utilizzo scarsissimo
della comparazione, anche indiretta.
Svizzera
La comparazione leale è
formalmente ammessa.
La giurisprudenza svizzera è sempre stata molto rigida relativamente
al rispetto dei limiti e le
condanne sono state numerose. Le aziende elvetiche (comprese quelle di distribuzione) hanno utilizzato pochissimo
la comparazione.
Germania
La pubblicità comparativa è di fatto vietata. A
favore della comparativa si schierano associazioni e sindacati, contro
le aziende e l'organismo
di autodisciplina. Gli unici settori che hanno utilizzato campagne comparative, nonostante le
restrizioni, sono quello
automobilistico e quello
della distribuzione.
Norvegia
Si riscontra un uso quasi nullo della pubblicità
comparativa.
Portogallo
Una regolamentazione
molto restrittiva ostacola nella pratica l'utilizzo della pubblicità comparativa, che di per sé
non è vietata.
IL CONFRONTO E
I CONSUMATORI
Uutilizzo dei confronti è
visto come un momento
di trasparenza e di apertura delle imprese verso
il mercato. Infatti, la diffusione di un maggior
numero di informazioni
e la divulgazione di messaggi contenenti dati oggettivi e controllabili,
consente un incremento
del valore informativo
della comunicazione pubblicitaria. Inoltre, un
grande beneficio per i
consumatori è rappresentato dal fatto che la
pubblicità comparativa
possa sviluppare la concorrenza tra le imprese.
Aumentando la concorrenza, aumenta, quindi,
la qualità dei prodotti.
Una indagine realizzata
alla fine del '95 da Enri-
coValdani e Ilaria Baietti (rispettivamente Direttore ed assistente nell'area Marketing della
Scuola di Direzione
aziendale dell'Università
Bocconi di Milano) presso i consumatori sulla conoscenza e le aspettative nei confronti della
pubblicità comparativa
dava i seguenti risultati:
• Circa l'80% dei consumatori del campione
ritiene di non essere
adeguatamente informato dalla comunica-
zione pubblicitaria tradizionale.
• Il 90% presume di conoscere il significato
attribuibile alla pubblicità comparativa e
ritiene di essere preparato a distinguere
tra messaggi comparativi e non.
• Il 70%del campione dichiara di apprezzare
l'idea di un confronto
tra prodotti.
• 11 50% degli intervistati ritiene che la pubblicità comparativa risulterebbe più credibile rispetto alla comunicazione più tradizionale e che potrebbe fornire un maggior numero-di informazioni. La credibilità
della comunicazione
comparata risulta fortemente rinforzata dall'introduzione nel messaggio di test dimostrativi o prove cliniche, fattore che più di
ogni altro raccoglie il
consenso degli intervistati.
• Il 60% degli intervistati approva anche la
possibilità di citare nei
messaggi pubblicitari
le marche concorrenti,
accogliendo quindi favorevolmente il confronto esplicito.
• 1165% del campione ritiene un fatto positivo
l'ammissibilità della
pubblicità comparativa in Italia.
La risposta dei consumatori lascia prevedere
un accoglimento favorevole dei messaggi comparativi nel panorama
della comunicazione italiana, con un miglioramento del numero e della qualità delle informazioni ricevute.
LE AGENZIE ,
DI PUBBLICITA
Alcune agenzie pubblicitarie (cinque in Europa: Belgio, Finlandia,
Spagna, Gran Bretagna,
Danimarca e 4 in Italia)
hanno dato un quadro
delle opinioni raccolte:
• La metà ritiene che la
pubblicità comparativa sia capace di esercitare una maggiore influenza per stimolare
l'intenzione di acquisto.
• La quasi totalità degli
intervistati ritiene che
la pubblicità comparativa abbia maggiori
capacità di coinvolgimento del pubblico: la
sovrapposizione fra il
confronto presentato
dal messaggio pubblicitario ed il confronto
che ogni consumatore
spontaneamente effettua prima di procedere ad un acquisto accresce il coinvolgimento del consumatore.
• La pubblicità comparativa è stata ritenuta da una larga maggioranza particolarmente adatta ad incentivare il primo acquisto, grazie alla maggiore capacità di creare nel consumatore ctiriosità e desiderio di
verifica delle promesse pubblicitarie.
Oltre la metà ritiene che
la comparazione innalzerebbe la credibilità dei
messaggi pubblicitari.
In sintesi, si può dire che
da parte delle agenzie
pubblicitarie c'è un'attesa molto alta. Sí ritiene
di poter sfruttare ampiamente le possibilità
che la comparazione offre. Le agenzie sono molto interessate alla possibilità di fornire una linfa creativa nuova alle loro realizzazioni. È comunque molto chiara anche la consapevolezza che
la pubblicità comparativa, se male utilizzata,
possa degenerare in una
occasione di denigrazione nei confronti dei concorrenti, attirandosi non
solo le censure degli organi legislativi, ma anche la disaffezione dei
consumatori.
Due casi di pubblicità comparativa in Italia
Il metodo della comparazione fatica a far breccia nel nostro paese. Finora si sono registrati solo due esempi: uno riguarda i detersivi, l'altro il settore delle automobili.
Nonostante in Italia fosse vietata, alcune agenzie hanno provato a fare della pubblicità comparativa. Si segnalano
alcuni casi relativi a imprese molto conosciute,
in cui il Giuri si è espresso una volta a favore ed
una contro, per evidenziare le motivazioni.
UNIL-IT CONTRO
PROCTER & GAMBLE
Nel 1992 Procter & Gambia, produttrice del detersivo liquido Nuovo
Nelsen Piatti lanciò una
campagna pubblicitaria
dove veniva comparato
il prodotto pubblicizzato a un generico detersivo rappresentato da un
flacone trasparente con
tm liquidoverde.Taledetersivo era facilmente riconoscibile quale Svelto
prodotto da Unil-it Divisione Levar.
La comparazione consisteva in una gara di lavaggi di piatti e stoviglie
diretta da Magalli che
metteva in evidenza la
maggiore efficacia di Nelsen rispetto all'altro prodotto.
Un il-it citò il messaggio
ritenendo che:
• il prodotto sfavorito fosse identificabile direttamente con il market
leader Svelto;
• che il tono della comunicazione fosse denigratorio;
• che il messaggio era in-
gannevole perché Nelseri non risultava essere superiore del 25%
come diceva la pubblicità, ma solo del 9%.
La Procter & Gambia si
difese sostenendo che:
• non aveva nominato il
prodotto concorrente;
• non aveva utilizzato
slogan o simboli che lo
richiamassero direttamente.
Il Giuri ha ritenuto che
non ricorressero gli estremi della denigrazione,
dal momento che l'utilizzo di una gara di lavaggio per rappresentare il vantaggio, costituiva una metodologia lecita di comunicazione pubblicitaria.
La verifica sperimenta-
le richiesta evidenziò una
superiorità pari al 9% di
Nelsen. Poiché quindi la
superiorità vantata esisteva, la campagna è stata ritenuta lecita.
SETTE AUTO
E LA BMW
Nel maggio 1983 BMW
promosse sul Corriere
della Sera un messaggio
pubblicitario costituito
da una tabella comparativa delle prestazioni
in termini dì potenza, velocità massima e accelerazione, di sette automobili di diverse marche. La tabella era seguita da una scritta "E
se ci fosse anche un turbodiesel BMW?"
Alcune agenzie citarono
in giudizio la BMW, sostenendo che il messaggio fosse una comparazione diretta e per di più
suggestiva, in quanto la
comparazione avveniva
tra dati tecnici enunciati e dati tecnici relativi
alla BMW soltanto sottintesi. Il Giuri condannò
la BMW per compara- .
zìone diretta, sottolineando una doppia suggestione comparativa.
Il messaggio, da un lato,
generava mistero e curiosità, poiché taceva i
dati relativi alla BMW
per i quali il consumatore non poteva effettuare una verifica e dall'altro, grazie ad un
aspetto grafico di coni-
parazione tecnica, induceva a ritenere la comunicazione altamente affidabile in modo artificiale.
Mancavano quindi i requisiti di liceità: anziché
informare i consumatori sulle caratteristiche
del prodotto pubblicizzato, ne ometteva i dati.
Allo stesso tempo, anziché fornire parametri oggettivi per il confronto,
suggestionava i destinatari ricorrendo a una
campagna diretta fra i
prodotti concorrenti con
il solo scopo di lasciare
intuire l'esclusione del
confronto del proprio prodotto a causa di un eccesso di performance del
proprio prodotto,
Cto
iaggia
Informati
di Fulvio
Turista non solo occhi
È necessaria la consapevolezza che il turismo non diventi un danno per l'ambiente. Un percorso chdaitico-sperimentale progettato da Coop Lombardia
Il percorso prevede:
- un incontro preventivo
con gli insegnanti per affrontare da un punto di
vista culturale e teorico
i concetti che stanno alla base dell'argomento
ed esaminare tutti i collegamenti didattici possibili con il programma
bella
"Nel parco nazionale
Mulu ho capito che i
Penan vengono trattati come animali in
uno roo. Quasi tutti i
gruppi dà turistl che
visitano il parco vengono portati in giro a
vedere "lo stile di vita" degli indigeni. Tra
i Penan si respira
un'atmosfera di di-
scolastico.
- due incontri con le clas-
sperazione
un giovane turista in
una lettera inviata a
Survival
"Quando ci hanno detto che avrebbero costruito un albergo a
cinque stelle eravamo
contenti. Pensavamo
che almeno avremmo
avuto
lavoro. Ma poi
hanno assunto solo
persone venute da fuori ."
Victor Kaisepo,
indigeno della Nuova
Guinea
"Quello che ferisce di
più noi indiani è vedere che i nostri costumi sono considerati bellissimi ma è come se /a persona che
li indossa non esistesse."
Rigoberta Menchù,
indiana Quiche,
vincitrice del premio
Nobel per
la pace 1992
Nel prossinio mese di febbraio 2 classi dell'ITC Paciol i di Crema sperimenteranno una nuova
proposta educativa di
Coop dedicata al tema
del turismo consapevole
e sostenibile L'attenzione di Coop a questo tema è in stretta coerenza
con il percorso sinora fatto nel campo dell'educazione ai consumi.
Siamo partiti molti anni fa, occupandoci di alimentazione ovvero del
tema "star bene con se
stessi", negli anni successivi abbiamo allarga-
ch-inakr
Trasparenza
to lo sguardo all'ambiente ovvero allo "star
bene con il territorio che
ci circonda". Dal 1992 la
riflessione si è via via avvicinata ai temi dei commercio internazionale e
quindi al rapporto nords ud, prodotti equi, sfruttamento minorile e via
dicendo. Un percorso
quindi che partito dai
prodotti food, si è allargato al no food per arrivare ad affrontare il tema dei consumi culturali. All'interno di questo percorso si è sviluppata, in collaborazione
con Bonolatour, la nostra
attenzione al tema del
turismo sostenibile e consapevole.
CAPIRE
IL TURISMO
Oggi più che mai iI turismo produce movimenti
di persone, di valute, di
capitali; è un'industria
con un giro d'affari pari
a quello delle automobili.
All'interno di questo sviluppo il turista è sempre
meno viaggiatore e sempre più consumatore di
prodotti preconfezionati
Come per il consumato-
re anche per il turista è
fondamentale capire come viene prodotto quello che acquista. Conoscere cosa c'è dietro e dentro un viaggio diventa indispensabile per se stessi, per la qualità e la salubrità della propria vita; sapere con quale lavoro è stato fatto è importante per non contribuire con il proprio acquisto ad un processo di
rapace sfruttamento.
L'impatto ambientale del
turismo, sebbene fino a
poco tempo fa sottovaluto, è indiscutibile.
Non è più un problema
che riguarda pochi gruppi d'avanguardia ma interi settori tecnici, scientifici, le stesse imprese.
Ma allora si può viaggiare senza fare danni?
Certo, il turismo sostenibile vuole un turismo
capace di far coincidere
nel breve e nel lungo periodo le aspettative dei
residenti con quelle dei
turisti senza diminuire
il livello qualitativo dell'esperienza turistica e
senza danneggiare i valori sociali e ambientali
del territorio, c'è però un
problema di informazione e di formazione.
"L'ISOLA CHE ,
NON C'E... PIU"
Al l'interno di questo scenario abbiamo predi-
sposto un modulo chiamato "l'isola che non c'è
più" che abbiamo collegato alla gita scolastica.
si prima della gita.
Nei due incontri si affronterà i l tema del viaggio partendo dalle aspettative dei ragazzi.
L'animatore dia logherà
con loro proponendo letture, musiche, informazioni artistiche, geografiche ete. in modo da creare curiosità intorno ad
un possibile diverso modo di viaggiare che -é anch e, anzi soprattutto,
viaggio in se stessi.
- due incontri dopo la gita: partendo dalle emozioni e dalle riflessioni
dei ragazzi che saranno
state segnate su un apposito ',diario di bordo"
proseguirà il dialogo fra
l'animatore e gli studenti
in una sorta di decodifirazione del linguaggio
del viaggio.
Questi due incontri forniranno "i testi" per una
rappresentazione teatrale a fine anno che porterà in scena "il turismo
consapevole" e che sarà
offerta a tutta la scuola.
Al termine della sperimentazione, un gruppo
di lavoro appositamente
creato, rifletterà su come presentare il modulo nel prossimo annoseolastico a tutto iI mondo
della scuola. Questo modulo, se la sperimentazione lo riterrà valido,
sarà poi alla base di una
campagna più vasta sul
tema che coinvolgerà, con
iniziative specifiche soci attivi, soci, e più in generale i consumatori.
Fulvio Bella
Per saperne di più sul tema in questione:
"L'arte dei viaggio —
ragioni e poesia di un
turismo sostenibile"
di Michela Bianchi - Mc
editrice
Cresce il commercio
equo e solidale
12 anni di vita del conimercio• equo
in Italia e 5 annidi Transfair hanno
dato,alcuni risultati sostanziosi. che
soncrstatiev idenziati in occasione del
quinto compleanno del marchio italiano del commercio equo e solidale.
Dal novernbre1.995 al novembre 1999,
sono state venduto in Italia 1292 tonnellate di caffè equo garantito dal
marchio, che equivalgono a 5.168.000
pacchetti da 250 gr..Da11997 al 1999
sono state vendute 58 tonnellate di
tè, equivalenti circa a 32.000 di bustine di tè. Dal 1998 al 1999 sono state vendute 150 tonnellate di miele,
equivalenti a 300.000 confezioni da
mezzo chilo.Dal 1998 al 1999 85 tonnellate di cacao e cioccolata, incluso
lo zucchero di canna, equivalenti a
circa 85.000 tavolette di cioccolata da
100 gr- Prima della introduzione del
marchio i prodotti alimentari equi
erano presenti, in Italia, solo nella rete delle Botteghe del Mondo {nel 95
circa 200 PDV ì ed in alcuni canali del
piccolo dettaglio, in regioni particolari come il Sud Tirolo. A partire dalla introduzione del marchio nel
1995/1996 è iniziata la diffusione di
tali prodotti in mercati più ampi.
COOP ha introdotto i prodotti in tutta la sua rete che conta alla data 700
punti vendita superiori ai 400 mq. Di
cui 30 ipermercati. Il Pallone Equo,
un progetto nuovo sperimentale di
integrazione tra il Commercio Equo
e Solidale e le produzioni non-food, è
stato posto in vendita presso: COOP
Italia, Carrefour Italia, Toys Center.
Catene specializzate in Articoli sportivi, Ins mercato (gruppo PAM - Intermedia),Botteghe della Solidarietà,
Botteghe del Mondo.
(Fonte AccA)
Regole certe per le etichette
dei prodotti biotecnologici
A Cremona in primavera un convegno organizzato dalla Provincia e da Coop
•La scelta della Coop di
bandire dai propri pro-
dotti. quelli derivati da
organismi geneticamente modificati non è
rimasta isolata.
Il gidrnale "Nuova Ecologi• e la Lega Ambiente hanno annunciato che circa 60 aziende produttrici italiane
e straniere hanno assunto analoga decisione.
quindi appena iniziata la campagna in difesa dei cittadini consumatori e per la trasparenza.
La decisione della Coop
non s'inquadra affatto
in direzione di una carri0512
pagna oscurantista contro il progresso tecnologico bensì in un'iniziativa di prevenzione
rispetto a prodotti già
immessi sul mercato su
cui in termini scientifici non si conoscono quali saranno gli effetti di
lungo periodo che si possono determinare nell'agricoltu ra, nell'alimentazione e soprattutto sull'uomo.
Quindi l'obiettivo non è
il divieto delle biotecnologie ma di definire
regole certe con l'etichettatura dei prodotti
che contengono gli Ogni.
La Comunità Europea
si appresta a definire
beni da Ogni quegli alimenti che contengono
meno dell'i% di ingredienti biotecnologici
I cittadini saranno quindi messi inado di fare le loro libere scelte
conoscendo ii contenuto dei 'oro consumi: è
questo un nuovo importante passo verso la
formazione di un consumatore consapevole.
L'informazione diventa
una necessità fondamentale per far crescere la consapevolezza fra
la gente.
Per contribuire a raggiungere tale traguardo il Settore soc i di Coop
Lombardia ha già pre.
disposto ed avviato un
corso di formazione per
i Comitati soci e dei soci in generale.
Non solo: sono in fase di
preparazione corsi sperimentali sulle biotecnologie rivolti alle scUOle lombardo con le quali abltamo da qualche
tempo stabilito rapporti costanti ed intensi.
Si sta definendo, poi, un
importante appuntamento di confronto e
d'approfondimento nazionale ed internazionale.
In primavera, dopo le
elezioni regionali, a Cremona si svolgerà un convegno sulle biotecnolo-
gi e organizzato dalla
Provincia di Cremane e
da Coop Lombardia.
Si tratterà di approfondire il problema dei cibi transgenici lungo tutta la filiera dalla produzione al consumo.
Il titolo del Convegno
sarà: "Dal Seme alla Tavola - Biotecnologie nel
settore agroalimentare,
scelte economiche e diritti dei consumatori".
Si sta lavorando per costruire un dibattito che
illustri le posizioni degli agricoltori, degli industriali, dei produttori dei prodotti Drag, del
settore della distribuzione sia nazionali che
esteri.
Questa giornata sarà
conclusa dai rappresentanti della Comunità
Europea e del Ministero dell'Agricoltura.
Sia la Provincia di Cremona sia Coop Lombardia vogliono, con questo appuntamento, fornire l'occasione di una
crescita ragionata e democratica della informazione dei cittadini
che oggi, nel mondo globalizzato, è l'antidoto
per mantenere il governo dell'uomo sui processi
tecnologici, sui loro effetti sul genere umano
e sull'ambiente nel mondo.
iagnalli
si
Terapia
Osteoporosi? Ora si cura
Colpito un uomo ogni quattro donne. Una malattia ancora poco conosciuta
e quindi senza possibilità di cure preventive. Il ruolo dell'alimentazione
di Giovanni Padovani
LA MOC: DOVE E COME
La carne non serve, anzi le proteine animali sono nemiche del calcio:così come l'alcol, il calle e
in parte il fumo. Per farsi le ossa sono utili invece il latte e lo yogurt
anche magri, mandorle
e nocciole e (è molto importante ricordarlo, considerate le virtù complessive del cibo verde)
radicchio, indivia, carciofo, spinaci, more, lamponi e arance. Anche un
costante esercizio fisico
ha dimostrato di proteggere dall'osteoporosi, la
malattia 'delle ossa di vetro' che in età avanzata
provoca un enorme numero di fratture.
Gli esami MOC sono disponibili in strutture pubbliche oppure in strutture private ma accreditate. Non cambia dunque il costo dell'esame che,
per le persone non esenti dal ticket, è di 70.000
lire. A queste occorre aggiungere tra le 25 e le
50.000 lire per gli esami di laboratorio, necessari ogni volta che l'esame radiologico ha rilevato
la presenza di osteoporosi.
Il problema è nelle liste di attesa. Le valutazioni
ufficiali dichiarano per la Lombardia una media
di 19 giorni di attesa: nelle strutture più note
però, l'esame viene fissato attualmente dopo 4060 giorni dal momento della prenotazione. Si tratta di un tempo ancora troppo lungo anche se quella di osteoporosi non è una diagnosi urgente.
Dove rivolgersi? Per la qualità dell'esame e per
la precisione del referto non ci sono differenze, in
una città come Milano, tra ospedali pubblici e privati. Ma in ogni caso è meglio rivolgersi a una
struttura che non ha soltanto la MOC ma che segue i malati: il fatto che l'ambulatorio diagnostico sia affiancato da un centro di cura è una garanzia di qualità,
Una alimentazione ricca di calcio e il movimento
fisico aiutano le ossa (tra
grandi e piccole ne abbiamo 205) soprattutto
nel periodo in cui il processo di formazione è ancora attivo. In lunghezza, infatti, le ossa crescono soltanto fino a 1618 anni ma la loro densità continua a crescere
fino a 30-35 anni Prima
di questa epoca dunque
è possibile 'accumulare
OSSO' , cioè sviluppare attraverso le proprie scelte di vita uno scheletro
più o meno resistente.
Ma anche dopo i cinquant'anni - quando gli
uomini e soprattutto le
donne cominciano inevitabilmente a perdere osso (l'osteoporosi è prevalentemente femminile:colpisce un uomo ogni
4 donne) - un modo corretto di mangiare e un
buon esercizio fisico sono straordinariamente
utili. La prova? Le forme più leggere di malattia vengono controllate dagli specialisti senza farmaci ma semplicemente correggendo l'alimentazione e incrementando l'attività fisica.
Queste sono abitudini,
dunque, che nessun over50 deve dimenticare.
La mancanza di prevenzione non è l'unico segno
che l'osteoporosi è tuttora poco conosciuta. Il dottor Sergio Ortolani, se-
porosi verrebbero scoperti per tempo e potrebbero essere curati
meglio.
gretario nazionale della
Lega Osteoporosi e responsabile del Centro per
lo studio del metabolismo osseo dell'Istituto
Auxologico Italiano, dichiara: •\lel 1998 sono
state effettuate in Lombardia 60.000 densitometrie o MOC (mineralometria ossea computerizzata), l'esame che rappresenta il metodo di riferimento per la diagnosi dei osteoporos i. Main
regione ci sono oggi più
di due milioni di donne
in menopausa e nel 2530% dei casi, per un to-
tale di almeno 600.000
individui, il rischio di
t'ratture da osteoporosi è
grave. Di fronte a questo
dato, 60.000 esami all'anno sono pochi. Possiamo ritenere inoltre
che molti siano richiesti
da donne che in realtà
non ne hanno bisogno›,.
Capire se e quando conviene sottoporsi alla
MOC è uno dei capitoli
fondamentali della strategia anti-osteoporosi.
Questa malattia infatti
non dà sintomi. Le ossa
che perdono consistenza
conservano la loro forma
e non sempre danno dolore: eventuali sofferenze, inoltre, non si distinguono facilmente da
quelle dell'artrosi. Per
questo motivo l'unico modo per scoprire una eventuale osteoporosi è il verdetto della MOC: ma chi
deve fare l'esame e quando?
Da almeno 10 anni a questa parte l'osteoporosi è
infatti una malattia 'curabile'."Non soltanto nel
senso", precisa Sergio Ortolani, "che con i farmaci si può riuscire a rallentare fortemente o a
bloccare la diminuzione
di densità ossea, ma in
alcuni casi anche a indurre l'organismo ad'aggiungere' osso, restituendo allo scheletro parte della solidità perduta.
Non solo: attualmente
abbiamo a disposizione
molti tipi di farmaci che
lo specialista può adattare alle diverse situazioni. Non si deve dimenticare mai,però,che
quella dell'osteoporosi è
necessariamente una terapia 'cronica', da portare avanti per tutto il resto della vita".
Diventa particolarmente importante, di conseguenza, il problema del
costo dei medicinali. Attualmente vengono considerati in fascia A, quella totalmente gratuita
per i pazienti, i farmaci
prescritti a chi ha già subito una frattura da
osteoporosi.
Questa scelta si presta
a qualche critica: vi possono essere persone che
non hanno ancora avuto fratture ma con osteoporosi in fase avanzata.
In questi casi la cura può
richiedere un costo molto alto, fino a 80-90.000
lire mensili.
Altre soluzioni sarebbero auspicabi I i: per esempio un criterio diagnostico più largo per fornire gratuitamente il medicinale oppure l'ammissione di alcuni farmaci per l'osteoporosi alla classe B, quella in cui
la spesa viene suddivisa
tra paziente e Servizio
Sanitario.
Le donne ch e hanno avuto una menopausa precoce, quelle cui è stato
asportato l'utero, chi ha
fatto cure di cortisone per
più di 3 mesi, chi soffre
di malattie della tiroide
odi malassorbimento intestinale, chi ha avuto
fratture 'sospette' (cioè
troppo facili) e più generalmente le donne che
hanno un fisico gracile e
che hanno fatto una vita sedentaria: costoro sono più esposte alla malattia delle ossa di vetro
e dopo i cinquant'anni
dovrebbero fare di conseguenza una MOC di
controllo. Per le altre donne l'esame viene consigliato dopo i 65 anni, per
gli uomini dopo i 70. Se
queste indicazioni fossero discusse con il medico di famiglia e se tutte le persone che appartengono a una 'categoria
a rischio' si sottoponessero a un esame di controllo, molti casi di osteo-
CONSUP•10 13
Ilakoo
Guido Galardi
Presidente di
Legacoop Lombardia
Assegnata la Borsa
di studio "W. Silvestri"
Milena Pedretti, tecnico
di laboratorio biomedico
degli Spedali Civili di Brescia, è l'assegnataria, a
giudizio unanime degli
esperti, della Borsa di Studio W. Silvestri che Coop
Lombardia devolve, ormai
da 10 anni, a favore della ricerca sul cancro.
Il premio è stato consegnato da Silvano Ambrosetti, Presidente di Coop
Lombardia.
È stata, questa, l'occasione per apprendere direttamente come vengono
utilizzati i fondi devoluti,
e quali siano i risultati ottenuti con il prosieguodelle ricerche di laboratorio.
Il prof. P. G. Grigolato, titolare della Cattedra di
Istologia e Anatomia Patologica dell'Università
Statale, Cattedra di Medicina, ha consegnato ad
Ambrosetti la raccolta delle tesi elaborate, negli anni, dalle borsiste Coop.
Successivamente il Presidente ha visitato il punto vendita di Via Corsica.
R- E.
La direzione regionale di Legacoop Lombardia ha eletto Presidente Guido Calardi. Nato a Castelnuovo
Val di Cecina (PI) il 13
gennaio 1950 Galardi
succede a Silvano Ambrosetti eletto presidente di Coop Lombardia. È
consigliere regionale dal
1990, eletto nel collegio
di Milano e fa parte delle Commissioni Sviluppo economico, Cultura, -
Brescia
Anziani 2000: un convegno
organizzato alla Cattolica
Prosegue sotto i migliori auspici la collaborazione, ormai collaudata, tra l'Università Cattolica del Sacro
Cuore di Brescia, Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione, ed il Centro sociale Coop Lombardia, affiancato dal Comitato soci.
Nell'austero scenario dell'Aula Magna dell'Ateneo, alcuni tra i più qualificati esperti italiani ed europei di
tematiche inerenti la terza età hanno confrontato le
loro ricerche ed i loro studi sul sovraccarico psicologico che viene a determinarsi nelle famiglie dove è, purtroppo, presente un proprio caro affetto da demenza
senile lAlzheimer) o dove esistono uno o più anziani
solo parzialmente autosufficienti.
Questa tematica di grande attualità sociale era stata
richiamata, in più di un intervento, nel corso dei lavori dell'ultima assemblea generale dei soci, svoltasi
a Milano prima dell'estate.
Felice Romeo del Consorzio Light e Gianfranco Piseri, consigliere d'amministrazione di Coop Lombardia,
hanno confrontato ciò che la Legacoop sta attuando a
livello di esperienze concrete, confrontandosi, così, in
diretta con altre iniziative ritenute, dagli organizzatori del convegno e dagli specialisti, di eccellenza.
Dagli amministratori bresciani presenti è giunto il richiamo a non voler più considerare l'anziano solo come un problema, ma anche come una risorsa sulla
quale molti segmenti della nostra società basano spezzoni consistenti del loro agire.
Alla giornata di studio hanno presenziato alcuni soci
che, dagli spunti ricevuti, trarranno linfa per iniziative. non routinarie, a favore degli anziani,
Ritenendo che la sede fosse quella più adatta, all'apertura della sessione pomeridiana dei lavori il Centro sociale, il Comitato soci ed il Circolo culturale pensionati, coautori, assieme alla Cattedra di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica, della mostra
"Fili d'Argento a Colori" hanno donato alla Pinacoteca dell'Età Evolutiva " A. Cibaldi" di Rezzato i disegni
originali dei bambini bresciani che hanno raffigurato
i loro nonni.
Uordinario della cattedra, prof V. Cigoli, affiancato dal
prof. G. C. Tamanza e dalla tesísta C.Dall'Asta, ha richiamato i perché del lavoro ed il successo ottenuto
nell'Anno Internazionale dell'Anziano dall'iniziativa
che testimonia l'interesse della cooperativa a favore
del mantenimento dei rapporti intergenerazionali e
della trasmissione 'del bagaglio di valori intrinseco all'azione cooperativa stessa,'
Renato Bandera
Arcore
Tutti i gusti sono giusti
Si è svolta presso l'Aula magna della scuola media
Stoppani di Arcore la conferenza di presentazione del
progetto formativo: "Tutti i gusti sono giusti: laboratorio di cucina multietnica". Alla presenza di molti insegnanti e genitori l'assessore alla pubblica istruzione, Claudio Fontana, ha presentato il percorso promosso insieme a Coop Lombardia e alla Cooperativa
Pandora che coinvolgerà le scuole elementari di Bernate, di Monginevro e due classi della scuola media
Stoppani. Uiniziativa si articolerà in un laboratorio
pratico di cucina multietnica con gli alunni e un corso per insegnanti e genitori, sul cibo per i bambini. Come ha ribadito Guido Battistini. Presidente del Comitato Soci di Arcore/Villasanta, il progetto rappresenta il secondo intervento nelle scuole diArcore e vuole essere più ampio e più esteso dello scorso anno e per
il numero di argomenti trattati e per il maggior numero dì classi coinvolte.
Hanno collaborato alla fase di progettazione anche le
dirigenti scolastiche delle scuole interessante, Elvira
14
Cretella per il circolo didattico e Vera Castaldini per
la scuola media Stoppani.
Sono intervenute Valeria Malvicini, Presidente della
Cooperativa Pandora, che ha illustrato i numerosi percorsi didattici realizzati ogni anno da Coop nelle scuole di ogni ordine e grado e Maria Rosaria Lacelli, assistente al settore soci, per l'illustrazione nel dettaglio
del progetto. Entusiasti anche i genitori e gli insegnati
presenti che hanno potuto degustare un primo assaggio di cucina multietnica partecipando a fine serata ad un dopocena cinese.
L'appuntamento per tutti è nei prossimi mesi con i laboratori pratici di cucina per adulti e bambini.
Maria Rosaria Lacelli
Peschiera, Opera, Voghera
I più piccini a teatro
Il fascino di una antica, emozionante fiaba e la magica atmosfera del teatro hanno provocato forti emozioni a circa un migliaio di piccolissimi e piccoli scolaretti
delle scuole materne e delle prime classi elementari
di Peschiera Borromeo, di Opera e di Voghera.
I locali Comitati soci hanno, infatti, ricercato la collaborazione delle Amministrazioni e dei Circoli Didattici per allestire iniziative che in qualche modo ricordassero l'inizio dell'anno scolastico e le festività di
Sant'Ambrogio e del Natale.
Che cosa, dunque, di più allettante dello stare tutti assieme, amichetti di classe, insegnanti e soci Coop, nei
teatri di ciascun centro urbano? Detto, fatto! Ingaggiata la cooperativa del Teatro del Telaio di Brescia, a
tainbur battente e con buona dose di "fattore sorpresa", si sono organizzate le tre giornate.
I piccoli spettatori hanno rumorosamente mostrato di
gradire la messa in scena di" Cappuccetto Rosso" pur
se l'interpretazione dei vari personaggi della fiaba dei
fratelli Grimm è affidata ad un solo attore che si moltiplica sulla scena. L'evolversi della trama produce un
coinvolgimento crescente nei bambini, tanto che lo
spettacolo assume la connotazione dell'interattività e
dell'immedesimazione nel personaggio più indifeso.
I soci organizzatori hanno avuto il plauso degli Assessorati, dei genitori ma, soprattutto... i sorrisi dei
bambini che hanno dimostrato di gradire anche i personaggi reali sulla scena e non solo quelli virtuali dei
videogiochi,
A gennaio, per la Befana, sarà replicata la fiaba per i
bambini di Pavia e del quartiere S. Polo di Brescia.
Cinisello Balsamo
Tutto ciò che sappiamo
sulle cooperative
Da Istituto Tecnico di Cinisello Balsamo
classe 5" B Periti
Cooperativa — Società... Alle soglie del 2000, molte
persone non conoscono ancora la differenza tra queste due grandi organizzazioni, ed è per questo che Coop
Informazione e formazione professionale, Commercio, Turismo, Sport e
Giovani.
Dal 1992 al 1994 ha ricoperto la carica di assessore regionale alla formazione professionale;
istruzione Lavoro; Agricoltura e foreste; Industria e artigianato.
Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere comunale a Col ogno Monzese.
Lombardia ha deciso di proporre un corso presso il nostro istituto, l'ITCS Parco Nord, il quale ha contribuito alla realizzazione di questa iniziativa. Il corso tenuto da Maria Rosaria Lacelli, assistente al settore
soci e consumatori di Coop Lombardia, è stato suddiviso in diverse lezioni. Durante la prima abbiamo analizzato la definizione del termine cooperativa e le sue
diverse tipologie. Da quanto detto, abbiamo appreso
che la cooperativa, approvata dal =E congresso dell'Alleanza Cooperativa, è un'associazione autonoma
di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali e
le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una
società di proprietà comune e democraticamente controllata. Quindi la cooperativa potrebbe essere paragonata ad un'ampia famiglia all'interno della quale
ogni socio, che ha diritto al voto, vi aderisca volontariamente e liberamente e prestando il proprio lavoro
sia all'interno dell'azienda, sia all'esterno. In effetti,
uno degli scopi della Coop, oltre a produrre utili per
soddisfare gli interessi economici, sociali e culturali
dei soci utenti e lavoratori, a differenza della società
di capitali, che hanno come unico fine produrre utili
per valorizzare il capitale di rischio, è quello di educare, formare ed informare il consumatore sia sugli
obiettivi dell'azienda, sia per ciò che riguarda i prodotti presenti sul mercato. Questo corso ci è servito in
modo particolare, in quante frequentando un indirizzo tecnico, tutte le informazioni raccolte ci hanno aiutato e ci aiuteranno ad affrontare il mondo del lavoro
e soprattutto a comprendere le strutture della Cooperativa e le funzioni che ogni soggetto ha all'interno
di essa.
Ringraziamo Coop Lombardia per l'opportunità che ci
è stata concessa.
Milano
Fili d'argento a colori
È stata allestita presso la scuola media Verga di Milano in via Asturie, 1 la mostra bresciana sul rapporto bambini e nonni. L'inaugurazione è avvenuta con
la presenza della direttrice scolastica Daniela Giorgetti, e della dottoressa Chiara Dall'Asta che ha presentato l'analisi dei disegni dei bambini, insieme al
Presidente del Comitato Soci di Milano Omato/Livigno/Arezzo, Giampaolo Bianchi, e Valeria Malvicini,
Consigliere di Amministrazione di Coop Lombardia.
Gli alunni della scuola media hanno seguito l'esempio dei bambini bresciani ripetendo il percorso di descrizione del rapporta con i loro nonni attraverso la
realizzazione di loro disegni.
Un successo che si ripete in ogni riedizione della mostra forse per l'importanza dei soggetti: i nonni e tutti gli affetti di cui sono da sempre circondati.
M. R. L.
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AVVERTENZA
Invitiamo comunque i
gentili Soci a voler
Le quote si intendono espresse ín migliaia di lire, non includono la quota di iscrizione, le tosse di imbarco/sbarco ed oltre particolarità relative al programmo specifico. Tali quote sono sempre relative a sistemazione in camera a due letti. Condizioni generali come da catalogo o
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verificare l'esattezza
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Consumatori
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