CAMPOBASSO
Il Municipio
e l’azienda sanitaria
hanno inviato
una lettera
per posticipare
ulteriormente
il tavolo tecnico
SABATO 20 NOVEMBRE 2010
7
A rischio il futuro
delle famiglie
degli operatori
della cooperativa
di Isernia
che opera
Stipendi arretrati, nulla di fatto
Rinviato a data da destinarsi lʼincontro in Prefettura per la crisi alla Css
A
ncora nulla di fatto. L’ennesimo tentativo di
conciliazione tra gli operatori sanitari della Css
di Isernia, il Comune di Campobasso e l’Asrem
davanti al Prefetto Trotta è andato deserto. Il tavolo tecnico che si doveva svolgere nel tardo pomeriggio di giovedì è saltato a causa del fatto che i rappresentanti di palazzo San Giorgio e dell’Asrem hanno fatto giungere una
missiva nella sede del palazzo del Governo con la quale si
richiedeva una ulteriore posticipazione dell’incontro per
meglio studiare le problematiche in questione. La riunione, dunque, è stata posticipata a data da destinarsi. Questione che, però, sono ben chiare nelle menti degli opera-
tori sanitari della cooperativa Css che da mesi attendono
gli stipendi arretrati. Una vicenda che va avanti dalla fine
del 2009 e che ha raggiunto livelli alti d’insopportabilità
per le sessanta unità che sono impiegate nei servizi di assistenza domiciliare sia per ciò che concerne l’assistenza
agli anziani, sul territorio comunale di Campobasso, sia
per quanto riguarda i malati di Alzheimer a livello regionale. Quello che chiedono gli operatori è che si trovi nel
giro di pochi giorni una risoluzione definitiva a questa annosa vicissitudine. I problemi e le difficoltà tecnico-amministrative sono ormai note a tutti, anche a coloro che
a vario titolo sono coinvolti nella questione stipendi ar-
retrati. Il servizio continuerà a esistere fino a quando resisterà l’elevato senso civico e morale degli operatori che
nonostante tutto continuano a svolgere il proprio lavoro.
“Non si può far decadere in questo modo un servizio sociale talmente utile - fanno sapere dalla Css - e non rispettare in pieno gli accordi intrapresi in base al contratto di
appalto dei servizi domiciliari. Noi e le famiglie che assistiamo meritiamo più rispetto perché con questa tensione che si respira nell’aria è difficile sia lavorare sia mantenere alto il livello di professionalità. Noi interagiamo
con persone che hanno bisogno e quindi dobbiamo avere la mente libera da qualsiasi tipo di pressione”. SteVen
(
)
Le città del Molise
- 15 -
SABATO 20 NOVEMBRE 2010
Alto
Molise
Al grido:
Non molleremo
annunciano
di voler scrivere
al presidente
Napolitano
Trecento alunni
hanno sfilato
lungo le principali
strade del paese
vestiti di nero
in segno di lutto
Scuola in strada per l’ospedale
I ragazzi dellʼIsiss: «Pretendiamo pari diritti di chi abita in città». Sit-in dinanzi la struttura
“N
on
voglio
nascere
cipollaro”. “Mangia pane a tradimento”.
“Caracciolo
cotto e mangiato”. “Siamo popolo non siamo
gregge rispettate anche
voi la legge”. Sono solo
alcuni degli striscioni
che da ieri mattina campeggiano sull’inferriata
dell’ospedale San Francesco Caracciolo che dà
sul corso principale della cittadina. Ad apporli i ragazzi dei quattro
istituti superiori (Scientifico, Itis, Ipsia, Ipssar,
ndr) che hanno deciso di
scendere in strada e manifestare contro i tagli
alla struttura sanitaria
altomolisana (di fatto già
operativi, vedi Ostetricia,
ndr). L’iniziativa fa seguito a quella promossa
venerdì scorso nell’aula
magna dell’Istituto tecnico industriale ‘Leonida
Marinelli’, quando ad essere invitati per raccontare la loro verità sono
stati i vari primari della
struttura. Ieri la protesta
è proseguita e ha visto
un corteo formato da almeno trecento ragazzi,
vestiti di nero, sfilare
lungo le principali strade
del paese. “Non vogliamo
essere trattati come cittadini di serie B – ha tuonato Francesco Di Nucci,
rappresentante d’istituto dello Scientifico e promotore della protesta
- Non diciamo no al ridimensionamento
ma
quello che pretendiamo sono servizi sanitari
all’altezza del territorio
e pari dignità di un connazionale che vive a Milano o Cagliari. D’altronde – ricorda Di Nucci – a
stabilirlo è la Costituzione italiana grazie all’articolo 32”. Cori di scherno sono stati lanciati
all’indirizzo dei politici
regionali durante il sit-in
davanti la struttura. “Se
muore l’ospedale muore
la città e di conseguenza
l’alto Molise e i tanti paesi dell’alto Vastese – ha
detto una ragazza che
frequenta il quarto anno
dello Scientifico – Oggi
abbiamo deciso di scendere in strada per dire
no a questa eutanasia
dolce perché vogliamo
realizzare il nostro futuro nella terra nella quale
siamo nati”.
Nei prossimi giorni
i ragazzi dell’Isiss si faranno promotori di una
lettera che invieranno al
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“Ma questo è solo l’inizio
– ha concluso Di Nucci
– nella maniera più assoluta non intendiamo
arrenderci e stiamo valutando altre forme di
protesta. Ripeto: siamo
cittadini italiani e vogliamo essere trattati come
tali”.
Il tutto accade a pochi
giorni dall’incontro pubblico promosso (giovedi’
25 novembre, ndr) dal
gruppo ‘Il Cittadino c’è...’
che all’interno del teatro
Italo Argentino vedrà la
presenza dei medici che
potranno per l’ennesima
volta raccontare la loro
verità. Intanto il direttore sanitario del presidio,
Nicola Iavicoli butta acqua sul fuoco: “Le nostre
competenze non mutano. Al Caracciolo si continuerà ad operare regolarmente tutti i giorni.
Naturalmente – ha concluso Iavicoli – mi auguro che le promesse fatte
dai vertici dell’Asrem in
merito alle criticità che
tuttora esistono possano
essere risolte nel breve
tempo possibile”.
termoli-basso molise
SABATO 20 NOVEMBRE 2010
21
CAMPOMARINO
Cammilleri chiede
il registro tumori aggiornato
Se n’è discusso nell’ultima seduta del Cosib
dopo i recenti e numerosi decessi per tumori nell’area
SONIA FASULO
all’assemblea. Tenere sotto
controllo la situazione dei
tumori a Campomarino e
nelle zone limitrofe: questo l’obiettivo del registro.
Nelle ultime settimane si
sono spente due ragazze
di soli 30 anni termolesi
ed un ragazzo di Campomarino di 29 anni. Ed è
proprio quest’ultimo caso
che ha fatto discutere molto, lasciando perplessi tutti
gli abitanti della cittadina
costiera. Ma era già da un
D
opo gli ultimi
decessi che hanno visto protagonista il basso Molise il
sindaco Gianfranco Cammilleri, primo cittadino di
Campomarino ha chiesto
al Cosib un registro sempre aggiornato con tutte
le percentuali di mortalità
per tumori. Secondo fonti
legate a imprese funebri
il 50 per cento delle morti
dell’ultimo anno nel paese
costiero è da far risalire
a malattie neoplastiche.
L’idea lanciata da Cammilleri è stata discussa durante l’ultimo consiglio generale ed è stata condivisa
da tutti i sindaci presenti
La sede del Cosib
Campomarino
po’ di tempo che il sindaco
Cammilleri e la sua amministrazione stavano osservando i dati rilasciati dalle
imprese funebri ed ancor
di più dal nosocomio termolese. Ovviamente sotto
controllo anche le cittadine
limitrofe a Campomarino.
Le domande più frequenti
sono quelle che riguardano
l’aria che viene respirata: è
sana? Non c’entrano nulla
queste malattie con i fumi
rilasciati dalle fabbriche
nella zona industriale? E
l’acqua è pulita? Tutte domande lecite di una popolazione sconvolta dalle
ultime morti. Quella più
recente è quella di Michele
Caporicci, giovane di Campomarino uccido dal cancro. Proprio dopo questo
ultimo caso è necessario
chiedere un registro con i
decessi per tumori e tutti i
malati presenti nella zona
che va da Campomarino a
tutta la zona.
«E’ necessario realizzare il documento
nel rispetto del principio della tutela della salute»
(
)
Area Frentana
- 22 SABATO 20 NOVEMBRE 2010
SANITAʼ
Da lunedì al via il servizio territoriale prelievi
P
artirà il prossimo 22 novembre
il “Servizio Territoriale Prelievi”
che consentirà alle persone anziane, residenti nei comuni aderenti all’Ambito
Sociale di Larino, di effettuare presso gli
ambulatori ASReM del proprio comune i
prelievi per le analisi del sangue e delle
urine. Il servizio si rivolge agli anziani
con età non inferiore ai 65 anni e privi di
una adeguata rete familiare di sostegno.
I prelievi saranno eseguiti dal personale
infermieristico del Distretto Sanitario di
Larino ed effettuati due volte al mese nei
comuni di San Martino in Pensilis e Ururi
ed una volta al mese a Bonefro, Casacalenda, Colletorto, Montelongo, Montorio
nei Frentani, Morrone del Sannio, Provvidenti, Rotello e San Giuliano di Puglia.
L’importante servizio si inserisce
nell’ambito degli interventi socio-sanitari di sostegno alle persone anziane messi
in campo dall’Ambito Sociale Territoriale
di Larino.
Maggiori informazioni sono disponibili presso gli uffici di Cittadinanza Sociale.
Davit
Politica
Domenica 21 novembre 2010
C.da Colle delle Api - 86100 Campobasso - Tel. 0874 618827 - 483400 - 628249 - Fax 0874 484626 - E-mail: [email protected]
La questione
Sanità in equilibrio precario
La valutazione è sui risultati
A rialimentare il dibattito l’ìncontro del presidente Iorio con la commissione sul debito
GIUSEPPE SALUPPO
CAMPOBASSO. Il dato dei
54 milioni di euro di deficit
della sanità molisana, ha avuto il merito di denunciare all'opinione pubblica la reale
situazione della organizzazione sanitaria regionale.
Tutto questo mentre sono
scattati i primi provvedimenti del piano di riordino ospedaliero anche se, per i tecnici
ministeriali, questi non sono
sufficienti. Ancora a Roma il
presidente Iorio nel confronto con la Commissione d'inchiesta sui debiti sanitari in
attesa di conoscere il responso politico da parte del Consiglio dei ministri. Oggi biso-
Il dato
E’ mancata
la costituzione
dell’agenzia
per il settore
per una nuova fase
programmatica
gna rimeditare la struttura organizzativa della tutela della
salute sia nei presidi ospedalieri che sul territorio. Pensare di costituire in azienda
ospedaliera regionale il "Cardarelli" di Campobasso potrebbe rappresentare la solu-
zione alla indispensabile integrazione tra il nosocomio e
la Cattolica. Potrebbe essere
questo il primo e vero tassello di una nuova riforma della
organizzazione sanitaria del
Molise. E' dal 2000 che la sanità molisana non riesce a conoscere un piano di indirizzo
mentre ha assistito ad un degrado organizzativo, uno
spreco di risorse, un'incapacità di esercitare un qualunque controllo sull'efficienza e
correttezza della spesa. Ma è
emersa con altrettanta chiarezza l'inidoneità a sperimentare le vie nuove, suggerite
dalla legislazione nazionale,
di gestioni di servizi speciali
di servizi inter-aziendali di-
retti a razionalizzare le risorse, velocizzare i flussi o coinvolgere nella utilizzazione
delle nuove strutture e delle
nuove, avanzate tecnologie,
equipes di alta specializzazione per prestare assistenza
ai molisani e contemporaneamente far crescere il processo
formativo e di specializzazione delle cospicue e preziose risorse della classe sanitaria regionale. Così, nel tempo, non è nata l'agenzia regionale al posto del farraginoso e burocratico assessorato, al pari dell'osservatorio
epidemiologico, del nucleo
di valutazione e di altri istituti, pure, previsti dal primo e
unico piano regionale della
sanità. Un'ordinaria amministrazione, così, ha finito con
il fare il resto. Oggi, alla luce
di quanto sta avendosi a Roma, bisogna eliminare la lista
della spesa e impostare nuove linee direttrici per un diverso cammino del sistema
regionale. Anche alla luce dei
recenti provvedimenti in termini di federalismo sanitario.
La crisi politica in seno al governo nazionale non farà assumere provvedimenti di sorta nell'arco dei prossimi giorni. Anche se tutto questo potrebbe portare ad un aggravamento della situazione in essere.
Contestate le dichiarazioni del coordinatore del Pdl sul sistema ospedaliero
“Di Giacomo e le colpe del centrodestra”
Per il Partito democratico non è possibile nascondere i fatti
CAMPOBASSO. “Le responsabilità politiche del centrodestra molisano non possono essere occultate dietro la
solita propaganda populista
che vede nel centrosinistra
l'incarnazione del male assoluto”. Lo sostengono, in una
nota, i giovani del Partito democratico che intervengono
sulle recenti dichiarazioni
espresse dal coordinatore del
Pdl, Ulisse Di Giacomo. “Domandiamo: non è forse il centrodestra che governa la Regione da due legislature? Il
deficit delle vecchie Asl non è
forse cresciuto a dismisura
sotto la Presidenza Iorio? I
Piani di rientro, sistematicamente respinti dai tavoli tecnici ministeriali, non sono stati elaborati dalla Giunta di
centrodestra? Un deficit di 53
milioni di euro (sono i dati del
Sen. Di Giacomo) può essere
sostenuto da una piccola regione come la nostra, con un
basso reddito pro-capite e una
bassissima capacità contributiva? E soprattutto, può mai
essere accettabile che i cittadini e le aziende molisane
debbano pagare più tasse per
gli errori dei governanti di
Centro-Destra?”. Per questo,
sostiene il Pd, non si può cercare di mistificare i fatti scaricando colpe su chi colpe non
ha.
“Quanto alla favola del centrosinistra nemico della sanità
pubblica- prosegue la nota impegnato soltanto a distruggere i piccoli presidi ospedalieri, diciamo che essi sono
già stati distrutti dai Piani di
rientro presentati dal CentroDestra. Il SS. Rosario di Venafro è ormai un simulacro di
Ospedale, ma certo non per
volontà del Partito Democratico. In realtà il Pdl molisano aggiungono i giovani del Pd non ha ancora un'idea chiara
sul da farsi e senza dubbio
non possiede un piano serio
per programmare il futuro
della sanità molisana. Il presente, però, lo conosciamo
benissimo. Limitandoci al-
l'ospedale Cardarelli di Campobasso elenchiamo solo alcune criticità che contribuiscono a delineare una condizione di grave sofferenza del
più grande ospedale della regione: fatiscenza strutturale e
architettonica, obsolescenza
tecnologica, carenza di personale minimo necessario a
espletare il servizio, carenza
di sistemi evoluti di informatizzazione, assenza di progettualità e innovazione”. Infine,
si sottolinea la situazione che
si è venuta a determinare e
che ha una matrice precisa.
“Queste sono le condizioni
del Servizio sanitario regionale, - chiude il Pd - condizioni
reali che la propaganda di partito non potrà mai occultare.
Questa è l'eredità che il Pdl
consegna al popolo molisano”.
Isernia e Provincia 13
Domenica 21 novembre 2010
La Lilt in prima fila contro i tumori
L’opuscolo di Maria Ottaviano
aiuterà ad affrontare la malattia
Mazzuto assicura il sostegno della Provincia alla Lega
ISERNIA. Un opuscolo finalizzato alla diffusione di tutta
una serie di consigli pratici rivolti a chi è affetto da un tumore. Questo è, in sintesi, il lavoro
svolto da Maria Ottaviano, presidente della sezione isernina
della Lilt e autrice di “Un aiuto
per te, piccola guida per i malati di tumore”, presentato presso
la Provincia di Isernia. “Non solo la prevenzione – ha detto Ottaviano -dunque, ma anche l’approfondimento delle conoscenze in ambito oncologico rientrano tra gli obiettivi della Lega”.
Tina Fiorenzo, Consigliera di
Pari Opportunità della Provincia, ha ricordato che le persone
colpite da patologie tumorali
hanno molteplici necessità, ad
iniziare proprio dalla possibilità
di vivere con dignità il tempo
della malattia e della terapia”.
Per il dottore Enrico Caranci,
chirurgo dell’ospedale Veneziale, ancora molto occorre fare sul
territorio molisano e, in generale, nel centro sud italiano, per
adeguarsi ai livelli di assistenza
e cura offerti dal nord e dal resto
d’Europa. Il presidente della
Provincia, Luigi Mazzuto, ha ribadito la volontà di sostenere le
fasce sociali che richiedono
maggiore attenzione e quindi di
aiutare la Lilt. “A livello regionale esiste una nuova ‘governance’ di tutte le pratiche messe
in campo a livello socio-sanitario – ha ricordato l’assessore regionale Angela Fusco Perrella,
concludendo l’incontro - Un
Patto con il territorio rispetto ad
un impegno concreto assunto in
sinergia con il mondo dell’associazionismo e con tutti i soggetti attivi nel Terzo Settore. Questo vuol dire che si affrontano i
problemi che arrivano dal basso, dalla gente”.
Oggi nella struttura di Forlì del Sannio si svolgerà la tredicesima edizione della “Giornata del Medico”
FORLÌ DEL SANNIO. Il
Centro culturale San Giuseppe
Moscati di Forlì del Sannio da
venti anni svolge una funzione
importante nel territorio della
provincia di Isernia grazie alle
molteplici attività che ogni anno programma. Tra esse la
Giornata del Medico, giunta
quest’anno alla tredicesima
edizione con il tema: "Medicina e donna". Oggi a Forli del
Sannio si confronteranno la
dottoressa Cecilia Politi, direttore di Medicina interna dell'ospedale di Isernia che relazionerà sulle nuove frontiere
della medicina di genere, la
dottoressa Wanda Mazza, dirigente cardiologa dell'ospedale
di Isernia che parlerà di cuore e
donna. Moderatore sarà il dott.
Sergio Tartaglione psichiatra e
presidente dell'Ordine provinciale dei medici. L’evento
prenderà il via alle ore 10 con
la Santa Messa officiata dal
parroco di Forlì del Sannio,
Don Francesco Fantini. Seguiranno le relazioni e il dibattito
per poi, intorno alle 12.30, le
conclusioni.
"La prima Giornata del Medico si svolse il 21 settembre del
1997 ed erano presenti autorevoli relatori, tra i quali Mons.
Prof. Elio Sgreccia, direttore
dell'Istituto e del centro di
Centro San Giuseppe Moscati
Un punto di riferimento
Il Centro culturale San Giuseppe Moscati
Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore - ha dichiarato Giocondino Rossi,
Presidente del Centro Culturale di Forlì del Sannio - Ricordo
che Mons. Sgreccia affermò
che un Santuario intitolato a
San Giuseppe Moscati non poteva avere una collocazione
migliore di quella in cui stava
sorgendo e che già si affermava come una realtà evidente".
Il Centro si propone di attuare
molte iniziative. Prima tra tutte
quella principale: la promozione del culto di San Giuseppe
Moscati, il Medico dei poveri,
elevato agli onori della santità
da Giovanni Paolo II il 25 ottobre del 1987. Un Santo di cui
Giocondino Rossi sottolinea la
modernità. "San Giuseppe Moscati è un laico, un uomo che
durante la sua esistenza ha saputo attestare con l'opera di
medico la presenza di Dio che
ognuno di noi dovrebbe avere
sempre come amico di viaggio
- ha aggiunto il presidente del
Centro culturale - Anche per
questo, unitamente alla parrocchia San Biagio di Forlì del
Sannio, abbiamo voluto sceglierlo".
D'altronde storicamente il piccolo comune della provincia di
Isernia non ha in San Giuseppe
Moscati un riferimento storico
legato anche alla tradizione.
Tuttavia grazie alle attività del
Centro culturale nel tempo ha
trovato nel Medico Santo uno
straordinario e profondamente
sentito riferimento spirituale e
morale.
Lo stesso riferimento trovato
da tanti medici cattolici che
nella quotidianità sono chiamati a svolgere l'attività professionale coniugando fede e
scienza, mantenendo alto lo
spirito di servizio soprattutto
nei confronti dei più poveri. E'
il tema trattato oggi durante la
Giornata del Medico offre lo
spunto per guardare con attenzione al contributo fornito dalle tante donne che hanno scelto
la professione più affascinante
ma anche più difficile e complessa del mondo. In tal senso
si coglie la modernità della
scelta. Nel ventesimo anno il
24 luglio scorso il Centro culturale di Forlì del Sannio ha
avuto la soddisfazione di vedere consegnato al Santuario una
reliquia ex corpore di San Giuseppe Moscati, da parte di padre Giuseppe Gambino, responsabile del Gesù Nuovo di
Napoli dove riposano le spoglie mortali del Santo. Segno
evidente di un riconoscimento
importante anche da parte di
autorevoli istituzioni religiose
extra molisane. Oltre alla costruzione del Santuario, in questi venti anni il Centro culturale ha svolto tante attività. Il bilancio del 2010 è sicuramente
positivo. Infatti negli ultimi undici mesi il Centro ha pubblicato il periodico "Verso il Futuro", ha organizzato l'accoglienza della reliquia, ha promosso
l'incontro con la delegazione
francese della città di Rives
mantenendo ancora particolarmente vivo il gemellaggio che
ne è scaturito. Inoltre, nel mese
di luglio ha organizzato una
passeggiata ecologica, la fiaccolata e la Via Crucis. E certo
non si può dimenticare la tavola rotonda sul tema la transumanza e cani di protezione dall'Abruzzo, dal Molise alle Alpi.
Ed ancora, la gita socio culturale e religiosa a San Giovanni
Rotondo nel mese di ottobre e
il recente pellegrinaggio alla
tomba del Santo, al quale hanno partecipato circa 180 persone. L'anno si concluderà con la
tombolata e l'incontro sociale.
"Siamo soddisfatti del lavoro
che abbiamo svolto - afferma
Giocondino Rossi - Peccato,
però, che il Santuario, una
struttura iniziata negli anni '90,
non trova da parte delle istituzioni il giusto riconoscimento
per essere completato. Tuttavia
noi non ci arrendiamo perché
siamo convinti che raggiungeremo l'obiettivo grazie ai nostri
soci i quali, insieme a tanti fedeli e ai tanti devoti di San
Giuseppe Moscato - conclude
Rossi - continuano con grande
impegno e serietà a portare
avanti un'opera che sicuramente nel tempo rappresenterà, come già rappresenta, un bene
per l'umanità".
14 Agnone Alto Molise
Domenica 21 novembre 2010
Intanto i cittadini e il Guerriero Sannita esprimono un giudizio positivo sulla manifestazione degli studenti
Chiusa pediatria, vanno via i medici
Prosegue la smobilitazione dell’ospedale. Visite tre giorni alla settimana con un professionista convenzionato
AGNONE. Echi positivi per lo
sciopero messo in essere dai ragazzi dell'Isiss di Agnone, proprio perché questa volta la protesta è giunta dagli studenti, da
coloro che rappresentano il futuro altomolisano ed abruzzese,
visto che nelle scuole agnonesi
gran numero dei discenti proviene proprio dalla vicina regione. Atessere elogi soprattutto il
movimento de Il Guerriero Sannita. "Il Guerriero Sannita -scrive il presidente regionale Giovanni Muccio- plaude,alla manifestazione degli studenti dell'Isiss di Agnone, che con striscioni, fischietti e fumogeni
hanno gridato verso coloro i
quali hanno il diritto e dovere di
intervenire, non solo, per il diritto alla salute, ma soprattutto
per un futuro migliore che non
li veda sempre emigrare della
loro amata terra. Il Movimento
del Guerriero Sannita è orgoglioso di questi giovani e ritiene
che sia stata la manifestazione
più importante che si sia fatta ad
Agnone, perché organizzata dai
giovani e questo preoccupa chi
di dovere. Bravi ragazzi! -afferma ancora il presidente- e ricordate che il grande scrittore, poeta e drammaturgo irlandese
Oscar Wilde disse: " Il malcontento è il primo passo verso il
progresso", avete dimostrato
con la manifestazione il vostro
malcontento per una situazione
che ormai è sotto gli occhi di
tutti e questo vi fa onore perché
ritenete che ci voglia il progresso in una realtà territoriale, che
ogni giorno di più si spopola dei
suoi figli. Difendete la vostra
identità di agnonesi -esorta ancora Muccio- è giusto che non
la perdiate, se il reparto di ostetricia e ginecologia dovesse essere trasferito a Isernia, tutte le
nuove generazioni future, nei
loro atti ufficiali risulteranno essere nati a Isernia perdendo, di
fatto, le origini del proprio paese. Ora un invito a tutti voi giovani, riappropriatevi del vostro
futuro e incominciate a interessarvi di politica che volente o
nolente decide la vostra vita e
incominciate ad intervenire il
giorno 25 c.m. al confronto
pubblico presso il teatro ItaloArgentino dove si discuterà delle problematiche riguardanti la
sanità alta molisana, il Guerriero Sannita sarà presente". Ad
essere trasferito ad Isernia, per il
momento e per puntualità di
cronaca è il punto nascita, mentre gli ambulatori ostetrici e ginecologici del Caracciolo ancora sono funzionanti. Ad essere
invece chiusa da ieri è la divisione di Pediatria. I due pediatri
in forza all'ospedale locale non
ci sono più. Italo Marinelli
(agnonese e residente fino a
qualche giorno fa in città) si è
trasferito a Perugia dove espleterà l'attività pediatrica in altro
nosocomio. Domenicangelo
Consilvio (residente a Castiglione Messer Marino, centro
abruzzese a pochi chilometri da
Agnone) è stato posto forzatamente in pensione come da delibera regionale, anche se lo
stesso professionista aveva
espresso volontà di rimanere,
come normativa permette, ancora per un paio d'anni nella sua
veste di pediatra ospedaliero.
Ma a lasciare sbigottiti è che se
ora nel Caracciolo la figura del
pediatra è assicurata dall'Asrem
tramite convenzione con l’atro
professionista e per tre giorni la
settimana e solo nelle ore mattutine, la fascia dell'utenza inquadrata nell'età pediatrica (zero-quattordici anni) non ha assistenza nel centro cittadino per
mancanza di un libero profes-
sionista in loco. In parole povere, al di là del presidio ospedaliero, nella cittadina altomolisana non c'è un medico specializzato in pediatria che possa garantire assistenza alla popolazione "infante" nelle ventiquattr'ore.
"Questo è un colpo mortale alle
nostre zone -afferma Candido
Paglione- Si è deciso di certificare che l'Alto Molise non avrà
futuro. Negare l'assistenza sanitaria ai bambini è un peccato
mortale. Ciò porterà ulteriore
spopolamento e costringerà chi
abita questi luoghi ad una sorta
di pendolarismo al contrario.
Ovvero risiedere fuori dai paesi
d'appartenenza e viaggiare per
andare a lavorare in Alto Molise. Perché ogni buon padre conclude Paglione- deve garantire un'assistenza immediata per
la salute dei propri figli e se non
La manifestazione degli studenti. A sinistra, Italo Marinelli
c'è nelle aree montane deve trovarla altrove. Sono preoccupato, preoccupato davvero". Ora
tocca fare scongiuri ed incrociare le dita. Perché se si ha bisogno di cure immediate per un
piccolo, soprattutto nelle ore
notturne, necessita per forza af-
frontare un viaggio se si vuole
l'intervento di uno specialista. E
ciò, certamente, non rispecchia
il dettame costituzionale della
garanzia al diritto alla salute.
Sempre che gli altomolisani
debbano o possano godere di tale diritto.
Venafro
Domenica 21 novembre 2010
Via Alfieri, 69 (Trav. Via Colonia Giulia) - Galleria Vittoria - 86079 Venafro (IS) - Tel. 0865 904738-902797 - Fax 0865 904759 E-mail: [email protected]
Venafro. Attività irrinunciabili
Consultorio familiare,
la Regione accorcia
ma approva il progetto
Riduzione da cinque a quattro mesi
Il finanziamento resta lo stesso
Angela Scungio, direttore del Consultorio familiare
VENAFRO. La Regione ha deciso di dare l’ok, anche se riducendo il periodo da cinque a quattro mesi. Il progetto presentato dal Consultorio familiare di Venafro ha quindi ricevuto il benestare anche se è stato decurtato di un mese. Resta lo stesso il finanziamento di 10 mila e 625 euro. Troppo
importante il contributo che il Consultorio nato nel 2007 e
inaugurato dal vescovo Salvatore Visco offre alla popolazione per non accettare la proposta elaborata. La Regione,
però, con il responsabile del Servizio, Michele Colavita, ha
pensato di applicare alcune prescrizioni, tra cui: “Le attività
che la direttiva regionale sull’affido familiare dei minori demanda alla competenza dell’équipe territoriale multiprofessionale siano svolte in collaborazione con l’istituenda équipe”. Ricordiamo che il Consultorio familiare è un centro
multidisciplinare che ha per obiettivi la formazione, lo sviluppo ed il sostegno delle dinamiche relazionali e familiari.
Con esso, e per per tutti quei casi che necessitano di consulenze giuridiche/mediche che si presentano presso il centro
di ascolto, collabora anche la Caritas.
2
Domenica
21 novembre 2010
Piano di rientro, botta
e risposta Di Giacomo-Nagni
CAMPOBASSO. “Non comprendiamo
come mai, ogni qualvolta l’Italia dei Valori
puntualizza sull’operato del governo Iorio,
si verifichino delle vere e proprie deflagrazioni da parte di un PdL che si dimostra
guerrafondaio e che nel replicare esce fuori
dal seminato”. Esordisce così il segretario
regionale dell’Idv Molise Pierpaolo Nagni
nel rispondere al senatore Ulisse Di Giacomo sul Piano di rientro sanitario. Sulla questione il presidente Iorio è stato ascoltato
dalla Commissione presieduta dal dipietrista Leoluca Orlando.
“Ricordare i natali di Leoluca Orlando –
continua Nagni - pur conoscendo le lotte che
egli ha portato avanti nella sua Sicilia, ci
pare fuori luogo. Allo stesso modo, sarebbe fuori luogo da parte nostra ricordare a
Di Giacomo di essere stato assessore alla
sanità, per fare intendere che tutte le colpe
siano le sue, ma questo non è nel nostro stile. Noi dell’Italia dei Valori siamo abituati
ad attenerci ai fatti e crediamo di non aver
sferrato alcun attacco violento nei confronti di Michele Iorio”.
Secondo il coordinatore, poi, la Commissione si è attenuta ai fatti e i tecnici del tavolo “hanno ribadito il mancato rispetto
delle prescizioni del Piano di rientro”.
Critiche sono state espresse anche dalla
Federazione Giovani Democratici di Campobasso.
ANNO XIII - N. 321
DOMENICA 21 NOVEMBRE 2010
VICO I° ALFERIO n. 2 - TEL. 0865/415513 - FAX 0865/403973
REDAZIONE 86170 ISERNIA
Originario di Vastogirardi, lo specialista dirige il Maxillo Facciale dell’Istituto dei tumori di Napoli
Medico molisano conquista il Giappone
Il dottor Franco Ionna applaudito a un importante convegno scientifico internazionale
VASTOGIRARDI. Dal
Molise alla conquista del
Giappone. È l’ultimo dei
tanti successi del dottor
Franco Ionna, che da Vastogirardi è arrivato a dirigere
la struttura complessa di
Chirurgia Maxillo Facciale
dell’Istituto nazionale dei
Tumori di Napoli ‘Fondazione Pascale’.
Il noto specialista è recentemente intervenuto in qualità di relatore presso un importante convegno medico
sui tumori svoltosi nel paese del Sol Levante.
L’intervento del dottor
Ionna è stato salutato con
grandissimo interesse da
parte dei numerosi specialisti presenti in sala. Tanto che
al termine della lezione magsitrale, incentrata sulla presentazione di una ricerca
condotta dallo specialista
dell’istituto partenopeo ap-
Franco Ionna
plicata in un ambito ancora
poco studiato come la testa
e il collo,ci sono state nume-
rose domande. La tecnica di
intevrento sul melanoma,
brillantemente illustrata, ha
destato molta curiosità data
la novità dell’argomento.
Anche l’ideatore di tale tecnica, uno specialista americano presente al convegno,
ha mostrato di aver apprezzato la lezione magistrale,
chiedendo allo specialista
molisano di inviargli la propria biografia.Durante la
pausa dei lavori sono stati
numerosi i colleghi, tra cui
anche il decano dei chirirghi
americani, che hanno voluto complimentarsi con il dottor Franco Ionna per la presentazione fatta poco prima.
Un ricnoscimento di grabnde rilievo quello tributato
allo specialista molisano,
che già da tempo viene riconosciuto tra i massimi esperti
del ramo, e spesso è presente con interventi di informazione scientifica sui principali organi di informazione
nazionale.
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