80esimo Anniversario del Rotary Club Bologna Edizione speciale del Notiziario I Edizione speciale del Notiziario del Rotary Club Bologna Via Santo Stefano, 43, 40125 BOLOGNA tel. 051/234747 - cell. 338-2508607 - fax 051/224218 indirizzo Internet: http://www.comune.bologna.it/iperbole/rotarycb/ e-mail del Club: [email protected] Stampato in proprio, novembre 2007 II Presentazione Carissimi amici Rotariani, l’edizione di un numero speciale del Notiziario in occasione di un decennale rientra nella tradizione del nostro Rotary Club. Nel nostro archivio ho potuto trovare copia di quanto pubblicato al compimento dei 50, 60, 70 e 75 anni di vita del club di Bologna e per me è stato particolarmente piacevole poter conoscere e in parte rivivere gli episodi più significativi che hanno caratterizzato il nostro sodalizio. Ho creduto importante mantenere viva la tradizione, predisponendo un testo che possa rappresentare memoria dell’annata appena trascorsa, con particolare riferimento alla celebrazione dell’80esimo e alle attività di servizio svolte dal Club, e possa anche sintetizzare le attività e le azioni dell’ultimo decennio. Ringrazio pertanto i Presidenti che si sono succeduti negli ultimi dieci anni per il contributo inerente la loro presidenza: una breve sintesi, da loro predisposta, rappresenta infatti il filo della memoria che credo possa essere apprezzata sia dai Soci che hanno vissuto quegli anni, sia dai Soci di recente acquisizione. Non poteva mancare infine il ricordo di alcuni amici recentemente scomparsi che hanno lasciato nel Rotary una traccia profonda della propria presenza. III Un grazie particolare a Giovanni Vallania, presidente di oggi, che ha contribuito con il budget di questa annata a sostenere finanziariamente la stampa del notiziario e ancora un sentito grazie al “mio segretario” Mario Musso che, nel ruolo di editor, si è adoperato in maniera concreta per la pubblicazione. Nell’occasione voglio ringraziare ancora una volta tutto il mio Consiglio Direttivo per l’aiuto prestatomi durante l’anno di presidenza. A Loro e a tutti Voi un saluto affettuoso. Angelo O. Andrisano Presidente dell’annata 2006/2007 IV Edizione speciale del Notiziario dedicata all’80esima annata del Club Indice La celebrazione dell’80esimo Anniversario del Club . . . . . . . . . . . . . . . 3 Fatti salienti dell’annata 2006/2007 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 Annata rotariana 2006/2007 relazione di chiusura dell’annata . . . . . . . 79 I dieci anni precedenti (annate 1996/7-2005/6) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91 Il ricordo di soci recentemente scomparsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127 V Il logo del decennale 80esimo ANNIVERSARIO DEL ROTARY CLUB BOLOGNA VI Il logo del decennale La familiarità che ho acquisito nell’arco di numerosi anni di attività professionale con lo studio delle trasmissioni meccaniche mi ha portato a ideare e a realizzare – in occasione dell’80esimo Anniversario – un logo rappresentativo dell’evento che potesse, da un lato, mantenere in essere le caratteristiche e le prerogative del simbolo del Rotary (la classica ruota dentata) e, dall’altro, conservare vivo il ricordo dell’80esimo Anniversario. Ho cercato di rispettare la tradizione dei simboli, ma anche di ottenere la visualizzazione di elementi che consentano nel tempo di rammentare l’anniversario e anche, perché no, il presidente e la sua professione di ingegnere meccanico. Il logo è nato grazie alla conoscenza dei moderni metodi di progettazione e di rappresentazione degli ingranaggi: è costruito con 4 ruote dentate che ingranano tra loro formando il numero 80, avendo complessivamente un numero di denti pari agli anni del nostro Club. Sul sito del Rotary Bologna è depositato il file che consente la visualizzazione dell’intera trasmissione e la sua animazione durante l’ingranamento. Ringrazio l’ingegner Gabriele Bertacchi, dottorando della Facoltà di Ingegneria di Modena e ricercatore del laboratorio di Simulazione Meccanica e Progettazione (www.simech.unimore.it), che mi ha dedicato un po’ del suo tempo collaborando alla definizione del logo e alla sua realizzazione grafica. A. O. A. VII Annata rotariana 2006/2007 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2007/08: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Istruttore: Prof. Ing. Angelo O. Andrisano Avv. Angelo Stagni Prof. Giovanni Vallania Avv. Mario Doro e Avv. Gianluigi Laus Ing. Mario Musso Ing. Gabriele Amato Dott. Alfredo Borlotti, Ing. Giovanni Manaresi, Enrico Postacchini, Dott. Gabriele Stefanini, Arch. Andrea Trebbi Dott.ssa Francesca Menarini Prof. Stefano Pileri 1 La celebrazione dell’80esimo Anniversario del Club Circolo della Caccia, 6 marzo 2007 Dopo l’onore alle bandiere e l’ascolto degli inni, il Presidente apre la serata salutando tutti i partecipanti e portando i saluti dei Soci onorari che non hanno potuto essere presenti alla serata e che si sono scusati per l’assenza: il Magnifico Rettore, convalescente; il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Prof. Fabio Roversi Monaco; l’Ing. Terrino del Terra che ha festeggiato l’estate scorsa i 100 anni; il Generale Leonida Politi; la Principessa Elettra Marconi; il Dott. Luigi Deserti. Dopo un particolare saluto ai presidenti convenuti da fuori città: Prof. Adolfo Zavelani Rossi, del Club Padrino di Milano, e Prof. Emilio Chirone, del coetaneo Club di Brescia, viene poi rammentata a grandi linee la storia del Club. Riportiamo qui una sintesi dell’intervento. Il Rotary Club Bologna fu fondato il 5 marzo del 1927 nelle magnifiche sale del Hotel Baglioni ed ebbe come club padrino il Rotary Club di Milano. Sono pertanto grato agli amici di Milano di essere qui con noi questa sera, rappresentati dal Past President dell’ultimo biennio, Prof. Arch. Ing. Adolfo Zavellani Rossi, al fine di sottolineare e testimoniare la continuità di azione rotariana e la condivisione degli stessi ideali. Il presidente del nostro Club per il primo biennio fu l’Avvocato De Morsier. Al momento della fondazione il numero dei soci era 21, tra cui il Prof. Redenti, il Prof. Puppini, l’Ing. Calzoni, il Conte Isolani, il Cav. Sonino, 3 l’Ing. Barbieri, il Cav. Vanzini, il Gr. Uff. Licinio Cappelli, l’Ing. Amati, il Prof. Peglion, il Prof. Ghigi, il Cav. Guglielmo Gardi; nello stesso anno si unirono al Club, il Prof. Putti, il Commendator Modiano e il Cavalier Regazzoni (gruppo di personalità che ha contribuito a scrivere la storia della città). Succedettero come presidenti Alessandro Ghigi, Carlo Ballarini, Cristiano Gualandi, Filippo Serafini, Angelo Manaresi. Socio onorario del Club dal 1933 al 1937 fu Guglielmo Marconi che accolse in modo franco e immediato la sua nomina da parte del Presidente del Club, notaio Gualandi (“Lieto ed onorato di appartenere al Rotary bolognese, ringrazio sinceramente la S.V. e i consoci tutti per il vibrante messaggio, molto gradito”). Come è noto, i rapporti tra il Rotary italiano e il regime di quegli anni furono molto difficili, tanto che il Club decise l’autoscioglimento dopo solo dodici anni di vita. Il R.C. Bologna si ricostituì nel 1946, sotto la presidenza di Sergio Stoppato, ottenendo dal Rotary International che la data di costituzione rimanesse quella del 5 marzo 1927. Importanti nomi della cultura e della imprenditorialità cittadina, nonché delle libere professioni, della letteratura e dell’arte hanno fatto parte del club nel dopoguerra; ricordiamo i rettori dell’Ateneo Gherardo Forni, Alessandro Ghigi, Felice Battaglia, lo scrittore Riccardo Bacchelli, il pittore Paolo Manaresi, il maestro Francesco Molinari Pradelli, i generali Zanotti e Terenziani. Tra gli imprenditori: il Commendator Gazzoni, l’Ing. Annibale Calzoni, l’Ing. Mario Possati e tra i professionisti e docenti universitari ancora il chirurgo Prof. Francesco Delitala, l’ingegnere idraulico Prof. Giuseppe Evangelisti e, ancora tra gli imprenditori, il cavaliere del lavoro Conte Achille Sassoli de’ Bianchi, l’Ing. Filippo Serafini. Il Club ha dato al distretto i governatori Sergio Stoppato, Giacomo Gravano, Vitaliano Valenti, Renato Pasquali, Edile Belelli. Il Rotary di Bologna annovera anche due soci premiati con Archiginnasio d’oro: i Proff. Pannuti e Bonomini. Il Rotary – lo ricordo ai giovani presenti – è infatti un’organizzazione mondiale di esponenti delle più svariate attività economiche e professionali che lavorano insieme per rendere un servizio umanitario alla socie4 tà; incoraggiare il rispetto di elevati principi etici nell’esercizio di ogni professione; aiutare a costituire un mondo di pace e amicizia. Negli anni a seguire il Club, nello spirito di diffondere questi principi rotariani, ha successivamente gemmato il Club di Imola, il BO Ovest, il BO Est e poi, da questi ultimi, sono nati il BO Nord, il BO Sud e via via sono stati creati gli altri Club, fino all’ultimo nato, lo scorso anno, per iniziativa del Past Governor Italo Minguzzi e del suo primo Presidente Elio di Curzio: il Bologna Galvani. Nel 1985 dal Rotary International parte la campagna POLIOPLUS contro il diffondersi della poliomielite e delle malattie infettive nel mondo a cui il Rotary Bologna aderisce con slancio ed entusiasmo. Nel 1991, insieme agli altri Club felsinei, ha organizzato il soggiorno estivo in Italia a più di 300 bambini di Chernobyl. Nel 1997 sono stati portati avanti progetti di sensibilizzazione sulla qualità dell’aria. Nell’anno rotariano 2001-02, in occasione del 75esimo anniversario, sono state donate postazioni speciali alla nuova biblioteca ex Sala Borsa per permetterne l’utilizzo a persone con disabilità ed è stato erogato un sostanzioso finanziamento per acquisire strumentazione tecnica per un Laboratorio Multimediale per l’infanzia nel quartiere Santo Stefano dedicato a Paul Harris, il fondatore del Rotary. Altre importanti associazioni bolognesi e internazionali, come l’AGEOP, l’UNICEF, o l’adozione a distanza hanno avuto la costante attenzione dei soci rotariani. In occasione del centenario del Rotary International, il Club di Bologna, sotto la Presidenza di Stefano Pileri, insieme agli altri Club felsinei, ha organizzato un importante convegno sull’etica nelle professioni, ha contribuito al processo di informatizzazione della Croce Rossa, ha redatto un importante opuscolo a favore dei giovani (Il Rotary al servizio dei giovani cittadini). Da diversi anni infatti il Rotary si occupa di giovani; il contributo del Rotary Bologna e di tutti i Rotary felsinei è stato finalizzato all’orientamento universitario e professionale degli allievi dell’ultimo anno delle scuole superiori. 5 È stato istituito inoltre il premio Rotary per le Facoltà dell’Università di Bologna che consiste in una targa diploma e in un contributo in denaro per i laureati più brillanti del nostro ateneo. Da quest’anno il premio sarà intitolato alla memoria del Prof. Guido Paolucci che lo ha ideato e lo ha presieduto fino all’anno della sua scomparsa. Oggi i soci del Rotary Bologna sono 142 e il Club annovera tra i soci onorari l’ex Sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca, Sua Eminenza il Cardinale di Bologna Carlo Caffarra, il Magnifico Rettore dell’Università di Bologna Pier Ugo Calzolari, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna Prof. Avv. Fabio Roversi Monaco, la Principessa Elettra Marconi, il Dottor Luigi Deserti, l’Ing. Terrino del Terra, il Prof. Ing. Piero Pozzati e il direttore de Il Resto del Carlino Giancarlo Mazzuca. Anche oggi il Rotary Bologna compie attività di servizio alla comunità. E in occasione dell’80esimo anniversario, questa sera renderemo noto quanto portato a termine durante quest’anno (il dono di un autoveicolo all’ANT, acquistato con il supporto di alcuni sponsor, il restauro della pala lignea di Alessandro Tiarini nella Basilica dei Servi – in collaborazione con Bologna Sud, Bologna Valle del Savena, Bologna Valle dell’Idice e Bologna Galvani – e il contributo finanziario al Premio Marco Biagi, organizzato da Il Resto del Carlino). Prima della cena ha portato i saluti del Club padrino di Milano il Past President dell’ultimo biennio Prof. Ing. Arch. Adolfo Zavelani Rossi che ha ringraziato per il cortese invito e si è rallegrato per l’iniziativa. A seguire l’intervento del relatore della serata Prof. Avv. Massimo Jasonni: “Il Rotary nell’età della tecnica”, di seguito riportato. 6 Il Rotary nell’età della tecnica Questo anniversario costituisce per noi fonte di orgoglio: siamo coscienti che gli 80 anni del Club non rappresentano un mero momento celebrativo, ma costituiscono evento culturalmente ricco di significato. Chi è orgoglioso si interroga, non si acquieta alla felicità del momento. Temendo che la fiamma possa spegnersi, va alla ricerca dello spirito che per tanti anni la ha alimentata. Qual è stato il lascito di chi ci ha preceduto? In che cosa è consistita la consegna del testimone? Credo che il segreto della vitalità del nostro Rotary, come specchio particolare della più generale esperienza rotariana, vada ricercato in un rapporto fervido, ma non per questo meno inquieto e problematico, che la ruota dentata ha sin dalle sue origini avuto con la tecnologia. “Tecnica” è parola alta e grave che, in realtà, fonda la storia dell’Occidente, ne accompagna e quasi ne custodisce il cammino, sino a divenirne, con i nostri tempi, pericolosamente sovrana. Tutti noi avvertiamo il rischio, e sulla pelle, vorrei dire, prima ancora che nella mente: la tecnica ci ha arricchiti, ha prolungato e migliorato la nostra vita, ci ha offerto mille e mille nuove opportunità, ma costituisce fonte di crescente preoccupazione. È un’arma bifronte quella di cui parliamo, tutt’altro che uno strumento neutro, come qualcuno ipocritamente pretende: se ne erano accorti nell’antichità i Greci, che per téchne intendevano conoscenza delle leggi del mondo, saggezza e modo attraverso cui armoniosamente comporsi con la natura circostante. Ancora con occhi rivolti alla classicità (ma ormai a una classicità aperta all’ingresso delle teologie monoteistiche in Europa), si pensi alla poesia di Virgilio: ove nuove tecniche – propriamente artes nelle Georgiche – fondano un nuovo e più proficuo rapporto dell’uomo con la terra, determinando una nuova, ormai religiosa concezione del lavoro. A Dante, Virgilio sarà tecnicamente compagno: strumento di pietà e di razionalità per sopravvivere, nell’Inferno, alla vista dei dannati. 7 La relazione del Prof. Avv. Massimo Jasonni: Il Rotary nell’età della tecnica. La tecnica moderna parte da queste prime, grandi conquiste del pensiero, su cui avrebbe pulsato – l’Alighieri per primo – l’antropocentrismo cristiano, ma per distaccarsene radicalmente. I nomi che balzano alla mente, in una relazione che voglia contenersi negli stretti tempi stabiliti con l’amico Andrisano, sono inevitabilmente quelli di Leonardo, Galileo o Cartesio. Ma si pensi anche a Pascal, per sottolineare quanto fervida possa essere stata l’intersezione tra Umanesimo cristiano e ricerca tecnologica. 8 Già la condanna di Galileo e, ancor più chiaramente, la frattura tra pensiero cartesiano e religione avrebbero dimostrato che anche questo matrimonio rischiava il divorzio. Perché la tecnica moderna avrebbe finito per estremizzare le proprie propensioni ateistiche, pretendendo di modificare le leggi della natura e incidendo inesorabilmente sui ritmi della vita dell’uomo. Un grande intellettuale del secolo scorso, per far comprendere con un esempio questa profonda mutazione antropologica, citava la differenza che intercorre tra il mulino a vento e una centrale elettrica. Il primo raccoglie energie naturali, limitandosi all’intelligente appropriazione della forza dei venti; la seconda imprime alla natura uno sforzo, letteralmente ingiungendole di restituire la pressione idraulica liberata. Il fiume, in questa seconda ipotesi, è costretto, fisicamente murato dall’impianto ingegneristico, non è più se stesso. Dio è morto, commentava Nietzsche, ma non tanto per piangere un Dio in cui non credeva, quanto per esprimere un nefasto presagio: il dominio della tecnica avrebbe provocato la morte di tutte le metafisiche. E la parola, persa la sua vocazione sacrale e la sua attitudine poetica, si sarebbe ridotta a sempre più volgare e davvero barbaro strumento di comunicazione di massa. Una cosa, anche a prescindere dalle infauste premonizioni della filosofia tedesca, è certa: il chiasso che connota la civiltà tecnologica (non mi riferisco solo ai processi industriali metalmeccanici o al traffico automobilistico, ma anche ai dibattiti televisivi o alle curve degli stadi) rompe con quel gusto della discrezione, quell’amore per la riservatezza e quell’apprezzamento del silenzio che seppero nobilitare il nostro passato. Come si è posto e come potrà porsi il Rotary in questo contesto culturale? I simboli, come sempre, parlano chiaro. La ruota dentata non fa eccezione: essa dipinge un ingranaggio, contempla un meccanismo, a dire quanto positivo e proficuo sia stato e possa essere l’apporto della tecnica. Indiscutibile, quindi, la fedeltà rotariana alle ragioni della scienza, come ricerca della verità e rifiuto di ogni dogmatismo religioso o pregiudizio etico. Più precisamente, il meccanismo della ruota dentata sembra alimentato da un carburante di matrice calvinista: propellente tanto forte, quanto estra9 neo, come è noto, alla storia del nostro Paese. Ciò spiega, forse in buona parte, le anomalie e le peculiarità del Rotary italiano. Ne emerge, in ogni caso, una fotografia istituzionale in cui sono impressi valori imprescindibili: la tolleranza religiosa, il rifiuto di ogni rigurgito politico di tipo nazionalsocialista o comunista, una laicità senza se e senza ma. Non a caso tra i fondatori del Rotary italiano e, più in particolare, del nostro Club, si segnalano i nominativi di pionieri dell’industria, e di grandi ricercatori o professionisti. Tuttavia c’è un altro fronte, dialetticamente contrapposto a quello sin qui considerato, che sarebbe imperdonabile trascurare. La ruota, si è visto, è dentata. Prima di essere dentata, però, è ruota tout court. Rappresenta, come tale, una pura e semplice circolarità. Di qui, la rotazione delle cariche; di qui il gusto della convivialità, tutti assieme e a una tavola rigorosamente rotonda. Non è solo un problema da manuale di procedura o di sistemazione logistica, perché quella circolarità esprime un ordine più alto e spirituale delle cose. Per farmi intendere, mi riferirò a Vitaliano Valenti, a Guido Paolucci e a Stefano Graziosi; ma potrei fare tanti altri nomi, certo non ultimo quello di Carlo Terenziani. In queste figure di eccellente statura rotariana è prova vivente di quel dominante senso dell’armonia e di quel superiore equilibrio morale che sono metafisicamente impressi nell’immagine del cerchio. Nella smania della novità c’è stato anche chi ha proposto di modificare il nostro simbolo. Non sia mai: perché il Rotary, proprio sulla scorta di quel simbolo, può farsi critico dei frutti perversi della tecnocrazia. Come Paul Harris assunse sdegnata distanza nei confronti della Chicago del suo tempo, così il Rotary deve sapere oggi vigilare sui processi tecnologici, laddove questi coincidano con la disumanizzazione e con il disorientamento civile. Il medico che il Rotary accoglie tra le proprie fila e promuove è un medico – come fu Paolucci, come fu Valenti – fedele alla cura del paziente e attento ai valori inscritti nella plurimillenaria storia della professione sanitaria. L’avvocato che il Rotary accoglie tra le proprie fila e promuove è un avvocato – come fu Graziosi – schivo e riservato, ligio al mandato e nel 10 contempo consapevole dei limiti normativi entro cui quel mandato può esprimersi. Il custode dell’ordine pubblico che noi dobbiamo avere a mente – ricordando Terenziani – è tutt’altro che un mero impiegato. È una divisa che proclama senza riserve fedeltà alla Patria. Queste alte memorie offrono un ultimo spunto alla riflessione. Il dominio della tecnica si esprime nella globalizzazione. La ruota dentata si collocò da subito entro questo ordine di idee, prospettando un orizzonte sovranazionale e, se mai, fregiandosi dell’ostilità mostrata nei suoi confronti dalle ideologie totalitarie. Tuttavia, anche qui occorre distinguere: perché c’è una globalizzazione che comporta fervido dialogo tra i popoli e consente ampie aperture ai mercati; e c’è una globalizzazione che, nel segno del dominio della tecnica e dell’omologazione consumistica, comporta perdita dell’identità, spaesamento culturale, morte, per l’appunto, delle Patrie. Il Rotary è chiamato a esprimere la sua parola moderata e rispettosa, ma fermamente critica: affinché i fast food e le mense incolori non conducano alla dimenticanza della ricchezza spirituale che è nel sapere condividere una tavola, vogliamo augurarci rispettosa delle tradizioni culinarie. E, affinché le televisioni e i quotidiani non abbiano la meglio, con le loro grida, sugli appartati silenzi delle biblioteche. Al termine dell’apprezzato e applaudito intervento del prof. Jasonni, il Presidente passa alla comunicazione delle attività di servizio che il Club ha voluto offrire alla comunità cittadina in occasione dell’80esimo anniversario. Il Rotary Bologna, nello spirito di continuità delle azioni umanitarie e di servizio alla comunità effettuate in passato e, come espressione delle attività e delle professionalità cittadine, anche quest’anno non ha mancato al proprio dovere di venire incontro alle problematiche sociali, dando l’adesione al premio istituito dal Resto del Carlino in onore del prof. Marco Biagi. Pertanto è stata consegnata l’offerta di 3 000 euro al direttore del quotidiano Il Resto del Carlino, il socio onorario Dott. Giancarlo Mazzuca. . 11 Consegna al socio onorario, Dott. Giancarlo Mazzuca, del contributo di 3 000 euro per il premio Marco Biagi organizzato dal quotidiano Il Resto del Carlino. Il premio Marco Biagi del QN Il Resto del Carlino La direzione de Il Resto del Carlino, con il benestare e il favore della famiglia, istituisce il «Premio Marco Biagi - Il Resto del Carlino per la Solidarietà Sociale». I riconoscimenti dell’edizione 2007 verranno assegnati il 19 marzo prossimo, in coincidenza con il quinto anniversario dell’assassinio del Professor Marco Biagi. Gli aspetti organizzativi dell’assegnazione e della consegna verranno 12 comunicati successivamente, anche sulla base degli impegni pubblici e privati, non ancora definiti, legati all’anniversario. Il premio è riservato ad associazioni senza fine di lucro (ONLUS) che hanno tra i loro scopi e attività principali l’assistenza e la formazione di persone e categorie svantaggiate, con particolare attenzione alla formazione e all’avviamento al lavoro, che operano nella provincia di Bologna. Segnalazioni e candidature saranno esaminate da una Commissione giudicatrice presieduta dal direttore de Il Resto del Carlino, Giancarlo Mazzuca, e composta, per nomina dello stesso direttore, da autorevoli personalità bolognesi: il Professor Luigi Montuschi, la Professoressa Paola Monari e Monsignor Stefano Ottani. Il premio viene dotato di un fondo iniziale di 5 000,00 (cinquemila) euro, erogato dalla Poligrafici Editoriale, società editrice de Il Resto del Carlino e depositato sul conto corrente bancario numero 100000060241 (per i dettagli leggere spazio specifico) acceso presso la filiale 00630 di via dei Mille, 4, Bologna, della Cassa di Risparmio di Bologna, intestato a Poligrafici Editoriale SPA conto sottoscrizione Premio Marco Biagi - Il Resto del Carlino. Il finanziamento del premio è aperto a quanti – istituzioni, enti, associazioni e privati – vorranno condividerne le motivazioni e sostenerlo. La somma residua verrà lasciata in deposito sullo stesso conto corrente per finanziare sin da ora le successive edizioni del premio, a cominciare da quella del 2008. Successivamente sono state simbolicamente consegnate alla Dott.ssa Raffaella Pannuti le chiavi di un veicolo ad uso promiscuo, destinato all’ANT, per il trasporto di persone e cose. Sull’autoveicolo è stato riportato il logo del Rotary Club di Bologna con una scritta che rammenta l’offerta fatta in occasione degli 80 anni di vita. 13 La formula utilizzata per il finanziamento dell’acquisto rappresenta una novità in quanto sono state contattate, nel nome del Rotary Club Bologna, una serie di aziende che hanno sponsorizzato l’evento; il Rotary Bologna, in definitiva, per incrementare le sue potenzialità nel campo del servizio alla comunità, ha voluto sensibilizzare le realtà industriali ed economiche della città, svolgendo il ruolo di collettore di risorse. Da qui ha origine la presenza dei marchi e loghi degli sponsor: Fe.Ba Consulting s.a.s., Schiavina s.r.l., Guaber, BNL Banca Nazionale del Lavoro, NEOS BANCA Gruppo Intesa San Paolo, Cassa di Risparmio di Cento, NOEMA LIFE, 4 Elle Service s.a.s., NPV Net Present Value, COSWell s.p.a. Il veicolo Citroen Berlingo, acquistato con il contributo degli sponsor della serata e donato all’ANT in occasione dell’80esimo. Un sentito ringraziamento a tutti i soci che hanno contribuito all’iniziativa e in particolare alla Dott.ssa Raffaella Pannuti, protagonista nella raccolta fondi insieme alla Sig.ra Lia Barilli, consorte del socio, Ing. Barilli, 14 e al socio Dott. A. Gorieri. Il Rotary di Bologna, per la sua attività di supporto, è stato insignito del titolo di: Grande Sostenitore ANT. Consegna alla Dott.ssa Raffaella Pannuti delle chiavi del veicolo donato all’ANT. Infine è stata proiettata una sintesi filmata delle fasi significative del restauro della pala lignea Presentazione di Maria al Tempio, situata nella Basilica dei Servi in Bologna, opera di Alessandro Tiarini, allievo di Prospero Fontana. Il restauro è stato possibile anche grazie al contributo, oltre che del Club di Bologna, dei seguenti Club felsinei: Bologna Sud, Bologna Valle dell’Idice, Bologna Valle del Savena, Bologna Galvani. Responsabile del restauro è Elisa Stefanini (di seguito la sua relazione integrale sul restauro). Diploma Grande sostenitore ANT. 15 Presentazione di Maria al Tempio Basilica di Santa Maria dei Servi, Bologna, olio su tavola di Alessandro Tiarini, 1614 Relazione di restauro illustrata ai Rotary Bolognesi (Interclub del 10/05/07 presso la Basilica) Alessandro Tiarini, discepolo di Prospero Fontana, è certamente uno tra i più noti pittori del Seicento bolognese, spesso nominato dagli studiosi come autore di dipinti di prim’ordine, che si distinguono per le originali e ingegnose composizioni e la raffinatezza pittorica. I particolari della sua lunga vita e della ricca carriera si conoscono dagli scritti di Malvasia, cronista dell’epoca, autore delle Vite dei pittori bolognesi. Così sappiamo che Tiarini nel suo tempo fu più conosciuto e rispettato dai colleghi pittori che dal pubblico e ancora oggi è più notato dagli studiosi che dai fruitori d’arte. La tavola e la rispettiva ancona furono eseguite su commissione di Giovanni Francesco Fucci e dedicate ai SS. Anna e Gioacchino, genitori di Maria, come scritto nel cronogramma sul timpano dell’ancona, che indica l’anno 1614. Sembra che tutto l’altare in origine fosse collocato dietro il muro del coro, nell’abside, dove ancora esiste una lapide marmorea datata 1798 che ne segna il passaggio di proprietà da Petronio Matteucci a Luigi Antinori. Non è chiaro il momento dello spostamento e rimane tuttora enigmatico come fosse precisamente collocata in origine, nonostante l’esistenza della lapide che ne indica la zona. Quello che è certo all’attenta osservazione, è che tutta l’opera subì un radicale intervento di restauro, probabilmente in occasione dello spostamento, e per questo le parti laterali dell’altare e le lesene risultano false, cioè sostituite o aggiunte dopo la dislocazione. L’intera opera subì un ripristino manutentivo in epoca recente (circa una quarantina di anni fa), in occasione del quale l’ancona fu verniciata con resine marroni scure che soffocarono del tutto il cromatismo estetico dei marmi dipinti. Inoltre, il deposito di micropolvere nera contribuiva a offuscare l’immagine del dipinto impedendone la percezione. Dal colore e dall’odore di questa polvere ne è stata individuata la causa principale nell’in16 quinamento di Strada Maggiore, che affianca quella parete. Nonostante questo, lo stato conservativo della materia non presentava problemi strutturali né sul supporto ligneo, né sullo strato cromatico. La Pala prima del restauro (parte superiore). La Pala dopo il restauro (parte superiore). Particolare della mano di S. Anna in cui si Particolare del volto che traspare vicino a nota il pentimento del dito mignolo. quello di S. Gioacchino, durante il restauro. 17 Particolare della composizione dopo il restauro. Il dipinto dopo il restauro. Fin dalla prima osservazione la tavola sorprendeva con la sua integrità poiché, pur essendo creata da varie assi unite tra loro da quattro secoli, non presentava alcuna crepa nelle congiunzioni. Un altro elemento insolito è dato dal fatto che il dipinto sia realizzato su tavola, poiché Tiarini solitamente compare come autore di tele e affreschi, tecniche usuali dell’epoca. Inoltre sulla superficie si notano le scalpellature della modellazione e alcune grossolane stuccature che, a un’osservazione ingrandita, risultano autentiche; ciò indica che la preparazione della tavola è stata insolitamente sommaria. Tutto questo non incide minimamente sulla grandiosità del dipinto, poiché la virtù pittorica tiarinesca domina a tal punto che queste imperfezioni rimangono impercettibili. 18 Essendo pressoché assente anche il tarlo (a differenza dell’ancona), l’unico danno strutturale della tavola è riconducibile a errore umano. Dopo lo spostamento, la tavola venne fissata irreversibilmente al muro, poi, per allinearla all’ancona, venne sforzata facendo pressione in basso a sinistra, a tal punto da causare delle screpolature orizzontali nella parte alta, e cioè sotto la linea di ancoraggio alla parete. Varie progettazioni di smontaggio della tavola sono state vagliate, ma poiché includevano un’alta percentuale di rischio di ulteriori crepe, si è optato per un intervento meno radicale, liberando la tavola dalla pressione che ha causato il danno e riparando alle conseguenze senza tentativi aggressivi di smontaggio. Man mano, osservando l’immagine non più offuscata dalle sporcizie, si sono notati alcuni pentimenti, come nel mignolo della mano indicante di S. Anna o nel braccio del Dio Eterno, che nella prima versione era posizionato in atto benedicente, successivamente modificato nel gesto di accoglienza della piccola Maria. Infatti le zone spellate ci hanno rivelato non solo i pentimenti, ma anche la presenza di tutta un’altra composizione, con due visi che traspaiono, uno nel cielo vicino al ritratto di Gioacchino, l’altro sopra la Bambina. Anch’essi sembrano tiarineschi nel linguaggio pittorico. S’intravedono anche un putto, sulla sinistra del capitello della colonna dipinta, e una colomba. Per collegare le immagini che traspaiono (notabili solo ad un’osservazione acuta) in una composizione logica e iconograficamente riconoscibile, sarebbe necessario approfondire l’indagine con tecniche sofisticate, che attenderanno una possibilità materiale di realizzazione. Ulteriori tentativi di approfondimento della pulitura non avrebbero portato ad alcun risultato, dato che sull’immagine già parzialmente spellata non c’era niente in più da recuperare in senso pittorico. Inoltre, velare le spellature e i volti che traspaiono dal di sotto avrebbe comportato il rischio di introdurre falsità sull’autentico, perciò abbiamo reputato eticamente corretto non intervenire cromaticamente, visto che le trasparenze presenti non influiscono significativamente sull’aspetto del dipinto, notandosi solo quando l’attenzione si concentra su di esse. Il ritocco così è stato calibrato al minimo indispensabile e solo sulle mancanze del colore di effettivo disturbo per la lettura del dipinto, eliminando 19 le ridipinture più grossolane del precedente restauro. L’intervento è stato realizzato secondo il metodo tradizionale che consiste nella stuccatura delle parti danneggiate della superficie, seguita da basi cromatiche a tempera, rifinite con correzioni di colore a vernice per ottenere l’effetto cosiddetto “a scomparsa”. A completare il restauro è stata la sottile stesura di vernice Dammar, per equilibrare e uniformare la patina di lucentezza del dipinto. Certo è che il minimalismo espresso nel ritocco lascia alcuni enigmi estetici o addirittura piccole confusioni, come le striature date dalle venature del legno, o i panneggi, sui quali s’intravedono alcune pennellate che non coincidono con le pieghe delle vesti, ma traspaiono dall’immagine sottostante, elementi che abbiamo interpretato come attualità originale da preservare. A questa scelta ha contribuito il potere del linguaggio pittorico di Tiarini, che domina a tal punto da non esigere alcun perfezionamento o completamento estetico, poiché il fascino narrativo sembra intatto e ci trasmette in pieno, con l’affettuosità dei gesti e le espressioni familiari, l’evento biblico. A differenza del dipinto, sull’ancona erano presenti molte più problematiche legate allo strato pittorico. La particolare tecnica del marmorino, applicata al supporto ligneo, presentava un’estensione progressiva delle zone screpolate e gonfie, con perdite già significative della pellicola cromatica. Il processo di de-coesione è stato fermato, non intenzionalmente, nel precedente restauro, con la stesura di una vernice scura e spessa che, reagendo da consolidante, aveva conferito all’ancona un aspetto quasi monocromo, proprio per camuffare le cadute e le differenze pittoriche tra i lati falsi e il resto autentico dell’ancona. Inoltre è da notare che i lati falsi erano pitturati in maniera diversa e sommaria, senza il benché minimo intento di avvicinarsi all’autentico e virtuoso marmorino, dalle venature vibranti e filettate di colpi di luce dorati. Per questo la stesura resinosa scura intendeva fondere queste differenze in un uniforme aspetto estetico. Anche il piano dell’altare, falso, è uno degli elementi aggiunti nel massiccio intervento, ma a differenza del resto era infestato dai tarli e perciò, indebolito, si sgretolava nei bordi. Tracce di tarlo erano presenti anche su alcune parti autentiche, come sui basamenti e sui capitelli delle colonne, che non erano per questo significativamente indeboliti, poiché si trattava 20 di antiche presenze dell’insetto ormai non più attive. Ciò nonostante, per prevenzione, è stato effettuato trattamento antitarlo, mentre il bordo sgretolato del piano è stato sostituito. La superficie dell’ancona è stata pulita con brevi impacchi di cloruro di metile che, una volta ammorbidita la resina, venivano rimossi con lana d’acciaio finissima, seguiti dal passaggio di batuffolo di cotone imbibito di diluente. Le parti rigonfie e i sollevamenti della pellicola cromatica originale sono state riapplicate con termocauterio, dopodiché si è proceduto alla solita stuccatura e ritocco. Sulle parti esteticamente meno compatibili dei lati falsi, è stato reinterpretato il marmorino, assimilandolo all’autentico, per mettere in armonia tutto l’insieme. La complessa ancona è stata costruita appositamente per la pala e con le sue colonne partecipa alla composizione del dipinto, fondendosi con essa, tramite le analogie estetiche con la colonna raffigurata nel quadro. Tutta l’opera è caratterizzata dall’ingegnosa strategia compositiva di contenere in uno spazio stretto un complesso intreccio iconografico. In primo piano è la Bambina (Maria) che per la prima volta vede Dio Eterno che, situato oltre l’arcata, nel cielo sopra il Tempio, le si porge con un gesto di accoglienza. Con lei sono i genitori, ignari del contatto in atto, e la madre (S. Anna) si china verso la Bambina nella maniera comune più tipica di come un adulto si rivolge a un infante quando si mette al suo livello, e abbracciandola leggermente, la rasserena indicandole l’entrata del Tempio. Il padre (S. Gioacchino), nell’atto del passo che lo immette sulla scena, affettuoso le dona la candela. La sua figura copre la vista del Tempio, la cui presenza s’intuisce dall’imponente colonna che sorregge l’architrave di una specie d’atrio di passaggio (dove è ambientata la scena), dal quale si accede alla scalinata antistante il portale indicato da S. Anna. Riscontriamo che Tiarini è caratterizzato dal posizionare le figure scenograficamente, come su un palcoscenico teatrale, facendo avvertire la piena presenza anche di quello che non appare o s’intravede soltanto, spesso attirando l’attenzione con gesti come quello della mano che indica, usato, per esempio, nel Martirio di S. Dorotea (Roma, Galleria Doria) e nella tela della Pietà (Bologna, Pinacoteca Nazionale). 21 Dalle sue composizioni si riconosce lo studioso approccio nell’analisi di ciascuna problematica, che spesso lo portava verso ingegnose soluzioni, realizzate poi con il tipico luminoso colorito basato su una preparazione grigio scura, per la quale fu considerato uno dei cosiddetti grandi “maestri dei fondi grigi”. Tanto che la tavola della Presentazione di Maria al Tempio fu decantata già da Malvasia e citata da vari studiosi come una delle sue opere più riuscite. Restauro conservativo di Elisa Stefanini e Nihad Cengic (Studio Restauro, via Santo Stefano 52, Bologna) sotto la Direzione della Dott.ssa Rosa D’Amico (Sovrintendenza per i Beni Storici e Artistici di Bologna) in occasione dell’80esimo Anniversario del Rotary Club Bologna, 5 marzo 2007. Riconoscimenti e attribuzione di Paul Harris Fellow Il Consiglio Direttivo del Club in occasione dell’80esimo Anniversario della nascita ha voluto infatti dimostrare riconoscenza ai soci che sono parte attiva del Rotary Bologna da 40 anni e più di 40, conferendo loro il PHF, la più alta onorificenza rotariana. È un riconoscimento alla loro costante, assidua e continuativa partecipazione all’azione rotariana. Trattandosi di grandi personalità viene qui riportato solo il curriculum dal punto di vista rotariano. 22 Prof. Ing. Ernesto Stagni: entrato nel Club il 7 maggio 1962 nella classifica Insegnamento Universitario Ingegneria, il Prof. Stagni, con le sue numerose relazioni, ha “illuminato” i soci sui problemi bolognesi dei trasporti, del Fiera District, della Tangenziale e della Metropolitana leggera. L’ultima, interessantissima, sulla Dolorosa storia della metropolitana di Bologna nella riunione del 24 ottobre 2006. Dispensato dall’obbligo della presenza dal 1998, ha però continuato a interessarsi alla vita del Club, arricchendo così il Rotary Club Bologna con il suo carisma e la sua grande esperienza nel campo dei trasporti. Gli viene consegnata la Pietra Blu. Consegna della Pietra Blu al Prof. Ing. Ernesto Stagni. 23 Dott. Renato Pasquali, Governatore del nostro distretto nel 1985/86: entrato nel Club il 7 maggio del 1962 nella classifica Commercio Metalli è stato presidente del Club nel 1976/77 e ha organizzato durante l’anno della sua presidenza, la celebrazione del 50esimo anniversario della Fondazione del Club. Ha fatto parte quattro volte di Commissioni Distrettuali e per diversi anni è stato Rappresentante del Governatore per il “Gruppo Felsineo”. Ha partecipato a quasi tutte le manifestazioni distrettuali del Distretto 187, del 207 e del 2070. Presente nel 1979 alla Convention del Rotary International a Roma e nel 1981 a quella di Vienna. Ha tenuto relazioni sia nel nostro Club che in molti Club emiliani e toscani. Dal 1998 ha richiesto l’esonero dalla frequenza, pur continuando a seguire la vita e le attività del Club. Gli viene consegnata la Pietra Blu. Consegna della Pietra Blu al Dott. Renato Pasquali. 24 Ing. Guido Benassi: entrato nel Club il 7 maggio del 1962 nella classifica Industria Elettronica, ha fatto parte del Consiglio Direttivo e della Commissione per l’ammissione dei soci. Ha sempre seguito con interesse le riunioni, le manifestazioni distrettuali e internazionali. Nel 1967 ha partecipato al Congresso del Rotary International di Nizza. Numerose le relazioni tenute al Club. Pur avendo chiesto nel 1998 la dispensa all’obbligo della presenza alle riunioni, continua anche oggi a frequentare e a partecipare attivamente alla vita del Club. Gli viene consegnata la Pietra Blu. L’Ing. Guido Benassi, premiato con la Pietra Blu. 25 Ing. Francesco Angiolini, Past President 1994/95: entrato nel Club il 5 dicembre 1962 nella classifica Industria Edilizia, come Socio aggiunto, nel 1968 divenne socio “effettivo” del Club dopo il passaggio a socio senior attivo del padre. Presidente nell’annata 1994/95, ha fatto parte del Consiglio per tantissimi anni e ha ricoperto la carica di Tesoriere per ben otto anni. Molto assiduo alle conviviali e presente alle manifestazioni distrettuali, ha partecipato e partecipa attivamente alla vita del Club. Gli viene consegnata la Pietra Blu. Consegna della Pietra Blu all’Ing. Francesco Angiolini. 26 Dott. Ubaldo Monari Sardè: entrato nel Club il 21 aprile 1965 nella classifica Industria Alimentare, negli anni ha fatto parte del Consiglio Direttivo e della Commissione per l’ammissione dei soci. Ha tenuto relazioni al Club e, memorabile, l’accoglienza riservata ai soci del Club in chiusura dell’anno rotariano 1998/99, presidente Vittorio Volterra, nella magnifica villa di sua proprietà “La Paleotta”. Gli viene consegnato il PHF. Consegna del PHF al Dott. Ubaldo Monari Sardè. 27 Rag. Giancarlo Borghi: entrato nel Club il 16 giugno 1965, Classifica Commercio, Stoffe e Arredamenti, ha fatto parte del Consiglio Direttivo e della Commissione per l’Ammissione dei Soci. Ha partecipato alle manifestazioni distrettuali con costanza. Da 1998 ha richiesto l’esonero dalla frequenza al Club. Gli viene consegnato il PHF. Consegna del PHF al Rag. Giancarlo Borghi. 28 Avv. Franco Fabbri: entrato nel Club l’8 marzo del 1967, nella Classifica “Associazioni di Categoria”, ha ricoperto le cariche di Consigliere, di Segretario, di Delegato per il Bollettino e ha sempre fatto parte del Consiglio Direttivo fino alla sua richiesta di essere dispensato dall’obbligo della presenza, nel 1996. Numerosissime le sue conferenze al Club e le partecipazioni alle manifestazioni distrettuali. Nel 1985/86 è stato Segretario Distrettuale dell’allora Governatore Dott. Pasquali. Gli viene consegnata la Pietra Blu. Premiazione dell’avvocato Franco Fabbri: consegna della Pietra Blu. 29 Prof. Edile Belelli, Governatore del nostro Distretto nel 1991/92: entrato nel Club il 19 febbraio del 1980 nella Classifica Insegnamento Universitario, Medicina: Chirurgia Generale, è stato Presidente del Club nel 1985/86. Alla fine del mandato ha pubblicato, per gli amici, un delizioso libretto con i motti che hanno caratterizzato la Sua annata di Presidente. Rotariano con la presenza costante al cento per cento, ha tenuto, nel corso degli anni, relazioni sulla professione medica e sui problemi sanitari italiani, nel nostro Club e in vari Club del Distretto. Nel 1986 per quattro annate consecutive è stato rappresentante del Governatore per il “Gruppo felsineo”. Più volte ha celebrato il “mese” dell’Azione Professionale ed è stato validissimo propulsore dell’Informazione rotariana, e in particolare della Campagna POLIOPLUS. Punto di forza della Sua annata governatoriale (1991/92) l’esaltazione dell’“Etica rotariana” culminata nel Congresso di Rimini (maggio 1992) Rotary e comportamenti - Risvegliare le coscienze - Riscoprire i valori Promuovere le responsabilità. Una grande idea partita da Belelli: la realizzazione di un Museo Marconiano a Villa Griffone (Pontecchio Marconi) ricostruendo e attrezzando la vecchia “Stanza dei bachi”, già laboratorio di Guglielmo Marconi, preparandoci così a onorare nel 1995 il primo centenario dell’invenzione della radio. Dal 1991 per un decennio, in qualità di Consigliere, ha rappresentato il nostro Distretto presso l’Istituto Culturale Rotariano. Viene premiato per l’attività e per i consigli prestati, come Past Governor, per la sua attività di custode della tradizione rotariana. Il Club manifesta la sua gratitudine con un presente, poiché il Prof. Belelli ha già avuto tutte le possibili onorificenze rotariane! 30 Ing. Giuseppe Coccolini: ingegnere civile, ha progettato e diretto i lavori di 105 edifici residenziali, di 40 interventi di restauro conservativo di monumenti nazionali, di 117 progetti di edilizia sociale, fra i quali Villaggi del Fanciullo, dei giovani Sposi e della Speranza per gli anziani, case per ferie, case di riposo, scuole e banche, case di cura, impianti sportivi, una decina di chiese parrocchiali, piani regolatori e di lottizzazione. A ciò si aggiungono un centinaio di pubblicazioni. Rotariano sempre molto assiduo alle riunioni, è divenuto Presidente nell’annata 1984/85. Negli anni ha tenuto relazioni interessantissime aventi sempre per tema centrale i problemi della città di Bologna: Teorie e realtà del recupero del centro storico di Bologna, La scelta edilizia per superare la crisi economica, Problema del traffico urbano a Bologna, L’acquedotto romano a Bologna, Progettare e costruire a Bologna, L’antico studio nella città delle Torri e così fino all’ultima dello scorso maggio Luci ed ombre nella storia di Bologna. L’Ing. Coccolini, si è dedicato alla ricerca dei “Primati di Bologna” con costanza e passione, fino al raggiungimento della bellissima pubblicazione Sua Eccellenza Bologna. I primati della città nel mondo. Viene premiato con un regalo per meriti acquisiti inerenti la sua attività di divulgatore della storia e delle caratteristiche della città di Bologna. Premiazione dell’Ing. Giuseppe Coccolini. 31 Renata Rossi, Segretaria del Rotary Bologna: il Club si trova nella situazione di dover esprimere la sua infinita gratitudine a una persona, a tutti carissima e insostituibile, una persona che, come tutti i Soci ben sanno, gioca un ruolo fondamentale, da sempre, nella vita e nella gestione organizzativa del Club; una persona verso la quale tutti i Soci sono debitori per la grande disponibilità e per l’impegno nei confronti dell’Istituzione rotariana e alla quale peraltro è già stato consegnato il PHF nell’annata presieduta dal dott. Nicola Vecchietti Massacci. Alla Signora Renata Rossi viene consegnata la Pietra Blu e un piccolo dono, a testimonianza dell’affetto dei Soci. Premiazione della Segretaria del Club, Signora Renata Rossi. 32 In chiusura di serata, dopo la distribuzione di un ricordo a tutti i Rotariani intervenuti e il bouquet di fiori alle signore, il tradizionale scambio di doni e di gagliardetti con i Presidenti dei Club ospiti (Milano e Brescia), con i Past Governor presenti (i Professori Quaglio e Minguzzi), con il Governatore Paolo Margara e il Governatore Incoming Gianni Bassi. A tutti gli ospiti viene donato il libro Sua Eccellenza Bologna. Al nostro Club viene donato dal Past President di Milano un libro sulla nascita del Rotary in Italia e dal presidente di Brescia un libro sulle origini della città. Si chiude con il rituale tocco di campana. Scambio di doni con il presidente del Club di Brescia, Prof. Ing. Emilio Chirone. Bologna, Circolo della Caccia: conviviale del 6 marzo 2007, celebrazione dell’80esimo Anniversario del Club. Taglio della torta: partecipano il Presidente, Prof. Angelo O. Andrisano con il Governatore 2070, Ing. Paolo Margara e il Past President del Club padrino (Rotary Milano), Prof. Adolfo Zavelani Rossi. 33 Gli altri PHF dell’80esimo Anniversario Alfredo Borlotti: responsabile dell’Azione Internazionale nel biennio 2000-2002; responsabile per la Rotary Foundation nel periodo 2002-04; responsabile della Commisione Classifiche e Sviluppo Effettivo dal 2004 a oggi. Questa la motivazione: Per la sua pluriennale attività di consigliere e di responsabile di Commissioni. Consegna del PHF al socio Dottor Alfredo Borlotti. 34 Mario Musso: segretario dell’ultimo quinquennio. Questa la motivazione: Per i suoi 5 anni di segretariato, ma anche per l’organizzazione di attività che hanno consentito il finanziamento della Casa Vo Jurema (Porto Seguro, Brasile) e delle adozioni internazionali. www.casavojurema.com.br/portugues/doacoes.html Consegna del PHF “Pietra Blu” al socio Ing. Mario Musso. 35 Francesco Piazzi: responsabile dei Progetti finalizzati nella Commissione Giovani dal 2003-04, successivamente divenuto responsabile nello specifico del progetto per i certificati ai diplomati e per l’orientamento. Questa la motivazione: Per l’attività di organizzatore delle visite ai Musei universitari, per l’attività di orientamento agli studenti delle Scuole Medie Superiori, per il contributo ai Certificati di Merito agli allievi delle Scuole Medie Superiori, effettuato nell’ultimo triennio. Consegna del PHF al socio Prof. Francesco Piazzi. 36 Andrea Trebbi: responsabile del Bollettino dal 2003-04. Questa la motivazione: Per la consulenza editoriale e per l’apporto al Bollettino, per il supporto dato nelle visite e mostre d’arte e architettura, per l’organizzazione delle relative tavole rotonde, per la vivacità con cui ha stimolato i nostri Consigli Direttivi. Consegna del PHF al socio Arch. Andrea Trebbi. 37 Serata di chiusura, 26 giugno 2007: consegna del contributo per il progetto ROSA (ASPHI) al socio Ing. Andrea Magalotti. 38 Fatti salienti dell’annata 2006/2007 Circolo della Caccia, riunione conviviale di martedì 19 settembre 2006, relatore Angelo Panebianco, Professore Ordinario di Relazioni Internazionali all’Università di Bologna sul tema: Scenari internazionali contemporanei. Circolo della Caccia, riunione conviviale di martedì 26 settembre 2006, relatore Ing. Mario Salmon sul tema: L’automazione come business e come mezzo per restare competitivi. 39 Visita a Ca’ la Ghironda del 4 ottobre 2006. 40 Interclub con Rotary Bologna Carducci, Holiday Inn, 17 ottobre 2006: tema della serata La misteriosa morte di Wolfgang Amadeus Mozart, relatori Dott. Paolo Latini e Prof. Paolo Puddu. Circolo della Caccia, riunione conviviale del 24 ottobre 2006, relatore Ernesto Stagni, già Professore Ordinario di Tecnica ed Economia dei Trasporti presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna e presso il Politecnico di Milano; tema: La storia della Metropolitana di Bologna. 41 Annibale Carracci: Il mangiatore di fagioli. Riunione non conviviale del 31 ottobre 2006, visita alla mostra di Annibale Carracci “Talento e impazienza”. 42 Sede Rotary di via Santo Stefano, 7 novembre 2006: relazione di Giacolino Gillardi sui prodotti vinicoli delle Langhe. 12-11-2006: i partecipanti al Torneo di Tennis - Interclub con Riccione-Cattolica. 43 Gita del Club a Rovereto, 14 novembre 2006, visita al MART, museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto. Mostra: Schiele, Klimt, Kokoschka e gli amici viennesi. Circolo della Caccia, conviviale del 21 novembre 2006: il Presidente insieme al relatore della serata Prof. Ing. Paolo Tiberio. Tema trattato: Il radar della Marina Militare Italiana: 1936-43. 44 Circolo della Caccia, conviviale del 28 novembre 2006: viene consegnato alla socia Dott.ssa Raffaella Pannuti il contributo della Rotary Foundation di 9 840,00 euro per il progetto CASA ANT (Contribuzioni Distrettuali Semplificate). Seduti il Presidente neo eletto Ing. Gabriele Amato e il Past President del centenario, Prof. Stefano Pileri. 45 Riunione conviviale del 12 dicembre 2006, Circolo della Caccia, relatore Padre Vincenzo Benetollo, tema: Solidarietà e progresso umano La mondializzazione dei problemi, novità della nostra epoca nucleare, telematica, caratterizzata dai viaggi supersonici e dalle comunicazioni in tempo reale, ha richiamato alla coscienza di tutti l’importanza della solidarietà fra tutto il genere umano. Oggi, a differenza di ieri, si deve dire che le questioni sociali valicano i confini delle varie comunità, piccole o grandi, per abbracciare l’umanità intera. E quindi la pace, o è la pace di tutti gli esseri umani, o non è la pace di nessuno; così i problemi ecologici e tutto ciò che riguarda la difesa della vita, il lavoro, lo sfruttamento dei beni della terra e molte altre. Il principio di solidarietà è un concetto di filosofia sociale, cioè della ragione umana, elaborato solo recentemente. Il termine e il significato originario derivano dal diritto romano che prevedeva un tipo di obbligazione solidale in campo economico (in solidum, che significa “in modo completo”), per cui il soggetto che si vincolava insieme ad altri soci, lo faceva per sé ma anche per gli altri, in modo tale che se anche uno dei soci fosse venuto meno, gli altri erano obbligati anche per lui per la totalità dell’obbligo contratto. Si trattava di un vincolo del tipo “uno per tutti e tutti per uno”. Questo significato è stato recepito anche dai codici civili moderni in materia economica. Nel diritto criminale primitivo invece il termine solidarietà era considerato nel senso di responsabilità collettiva, per cui tutti i membri di una casata o etnia potevano essere passibili di vendetta per un delitto commesso da uno di loro. Questa usanza evidenziava il fatto che l’azione di uno solo chiamava in causa la collettività intera. La solidarietà è tornata in auge, soprattutto con l’umanitarismo francese, a partire dalla metà dell’Ottocento, che ha tentato di mettere la teoria della solidarietà al centro del comportamento morale, in sostituzione della dottrina cristiana della giustizia e della carità. 46 Il rappresentante più significativo di questa corrente, Léon-Victor-Auguste Bourgeois (1851-1925), ha fondato il principio della vita morale sulle esigenze della solidarietà, intesa come un debito totale che le singole persone debbono pagare alla società, perché tutto ciò che esse sono o hanno è un beneficio ricevuto dalla società presente e passata. Questo autore afferma che è per giustizia che ciascuno deve rendere alla società quanto ha ricevuto. E poiché ha ricevuto tutto, ognuno deve donarsi completamente a vantaggio della società, accettando tutti i sacrifici che ne derivano. Quindi la moralità delle sue azioni dipende e si identifica con le esigenze della solidarietà. Bourgeois ha certamente ragione nell’insistere sul principio di solidarietà. Ma è importante precisare che i doveri sociali di ciascuna persona non derivano da un principio di giustizia basato su una forma di reciprocità. Gli obblighi sociali di ciascuna persona scaturiscono dalla legge morale naturale e, in ultima analisi dall’autore di questa legge, cioè da Dio, che chiama tutti gli uomini a cooperare in società, secondo un vincolo di interdipendenza, per conseguire il bene comune. Quindi i doveri della solidarietà sono legati alla stessa natura umana. È la natura razionale che esige la solidarietà fra tutte le persone. E perciò si deve anche dire che non è l’obbligo della solidarietà che spinge all’azione sociale, come sostiene Bourgeois, ma è piuttosto la naturale socialità che induce alla solidarietà. È comprensibile che il concetto di solidarietà abbia trovato una vasta risonanza e accoglienza tra i cattolici. I contenuti della solidarietà infatti sono ampiamente compresi nel precetto della carità che comanda di “amare il prossimo come se stessi”. Già papa Leone XIII, alla fine del 1800, ha designato la solidarietà con il nome di “amicizia”, denominazione già presente anche nella filosofia greca; e nel 1931 papa Pio XI ha indicato la solidarietà con il termine di “carità sociale”. Più recentemente Paolo VI nel 1975 si è riferito a essa in un contesto più ampio, e ne ha parlato come della “civiltà dell’amore”. Il concetto di solidarietà è stato ripreso, sviluppato, chiarito e sistematizzato da Giovanni Paolo II nell’enciclica Sollicitudo rei socialis del 30 dicembre 1987. Partendo dal principio fondamentale della naturale socialità dell’uomo, l’enciclica sottolinea l’interdipendenza che si crea tra più persone o più settori di attività: Si tratta, anzitutto, dell’interdipenden47 za sentita come sistema determinante di relazioni nel mondo contemporaneo, nelle sue componenti economica, culturale, politica e religiosa, e assunta come categoria morale. Quando l’interdipendenza viene così riconosciuta, la correlativa risposta, come atteggiamento morale e sociale, come “virtù”, è la solidarietà. La solidarietà, quindi, non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine e lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siamo veramente responsabili di tutti» (n. 38). Quindi l’interdipendenza diventa responsabilità comune a tutti i livelli, e quindi anche il motivo primo per impegnarsi a favore del bene comune. Ne consegue che l’esercizio della solidarietà all’interno di ogni società è valido quando i suoi componenti si riconoscono tra di loro come persone. Coloro che contano di più, disponendo di una porzione più grande di beni e di servizi comuni, si sentano responsabili dei più deboli e siano disposti a condividere quanto possiedono. I più deboli, da parte loro, nella stessa linea di solidarietà, non adottino un atteggiamento puramente passivo o distruttivo del tessuto sociale, ma, pur rivendicando i loro legittimi diritti, facciano quanto loro spetta per il bene di tutti. I gruppi intermedi, a loro volta, non insistano egoisticamente nel loro particolare interesse, ma rispettino gli interessi degli altri (n. 39). Questo criterio di solidarietà si applica naturalmente sia tra i singoli all’interno di una collettività, sia tra i vari gruppi, sia tra i vari Stati del Pianeta. In quest’ultimo caso l’interdipendenza deve trasformarsi in solidarietà, fondata sul principio che i beni della creazione sono destinati a tutti: ciò che l’industria umana produce con la lavorazione delle materie prime, con il contributo del lavoro, deve servire ugualmente al bene di tutti. Superando gli imperialismi di ogni tipo e i propositi di conservare la propria egemonia – scrive ancora il Papa nell’enciclica – le nazioni più forti e più dotate debbono sentirsi moralmente responsabili delle altre, affinché sia instaurato un vero sistema internazionale, che si regga sul fondamento dell’uguaglianza di tutti i popoli e sul necessario rispetto delle loro legittime differenze. E perciò si devono escludere lo sfruttamento, l’oppressione e l’annientamento degli altri (ibid.). 48 In conclusione, il concetto di solidarietà che deriva dall’interdipendenza delle creature umane si concretizza sostanzialmente nell’impegno per il bene comune, il quale però non può prescindere da un ordine sociale, nazionale e internazionale, più giusto e più umano. Come si vede, il principio di solidarietà ha un fondamento naturale, e tutte le persone lo possono conoscere e condividere. Anche se è il Papa che parla, la teoria esposta appartiene al patrimonio della ragione e non a quello della fede. Poi i credenti sanno di avere altri motivi per ritenere che il principio di solidarietà sia solo un raggio di luce della regola d’oro della carità. L’enciclica di Giovanni Paolo II sottolinea che la solidarietà è il fondamento dello sviluppo economico e culturale dei popoli. Quindi non solo il fondamento del progresso dei valori strumentali, cioè dei beni relativi alla sussistenza e alla qualità della vita (cibo, abitazioni, vestito, lavoro, cure ecc.), ma anche del progresso dei valori assoluti, che sono la bontà, l’onestà, la giustizia, la verità, la pace, l’amore. Senza questi valori non c’è un vero progresso. Persone sazie, ma egoiste, litigiose, inquiete, disoneste ecc., non portano progresso e pace. Forse si può affermare che la solidarietà non è indispensabile per lo sviluppo e il progresso dei beni strumentali, materiali e tecnici (anche se questa tesi è da dimostrare), certo però la solidarietà è indispensabile, necessaria e urgente per far crescere i beni umani assoluti, quindi i valori della buona convivenza e della realizzazione personale e culturale di ciascun uomo e ciascuna donna. Giovanni Paolo II ha promulgato l’enciclica sulla solidarietà nel 20° anniversario (1967) di un’altra enciclica, la Populorum progressio di Paolo VI, che tanto aveva fatto discutere, perché Paolo VI dava suggerimenti concreti sull’uso dei beni della Terra, sui rapporti economici tra Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, entrando direttamente nel campo economico, sociale e politico (il di più dei ricchi deve ritornare ai poveri). E affermava che il progresso è il nome nuovo della pace. Giovanni Paolo II chiede le stesse cose in nome della solidarietà, e riecheggiando un detto della Bibbia, proclama che la pace è opera della solidarietà (Opus solidaritatis pax). 49 Serata degli auguri: donazione all’ANT del contributo dell’annata 2005-2006. Sede di via S. Stefano 43, riunione non conviviale del 9 gennaio 2007. I relatori Arch. Andrea Trebbi e Arch. Vittorio Camerini insieme al Presidente; tema trattato: Andrea Trebbi, 1980-2005 architetture. 50 Conviviale al Circolo della Caccia del 30 gennaio 2007, relatore il giornalista Dott. Cesare De Carlo, tema: La sfida americana ad un anno dalle elezioni. Al tavolo anche il Presidente Angelo O. Andrisano, le consorti del Presidente e del relatore e l’Ing. Giovanni Manaresi. Visita del governatore Paolo Margara Circolo della Caccia, 6 febbraio 2007: la riunione di lavoro che ha preceduto la conviviale; da sinistra: il Presidente eletto Amato, il Presidente Andrisano, il Governatore Margara, l’Assistente Vivaldi, il Responsabile programmi Manaresi, il Vicepresidente Laus. 51 Scambio di regali e gagliardetti con il Governatore Margara. Sede di via S. Stefano 43, 13 febbraio 2007: il relatore Prof. Gabriele Falciasecca, tema trattato: Guglielmo Marconi per un rilancio della tecnologia italiana. 52 Attività di orientamento nella scelta della professione: resoconto della giornata di sabato 10 febbraio 2007 (Liceo Sabin) Rotariani intervenuti: Andrisano, Garofalo, Manaresi, Piazzi, Vallania, Zunarelli del Rotary Bologna; Luzzana del Bologna Nord, Golova Nevski del Bologna Sud e Cassanelli del Bologna Valle del Samoggia. A partire dall’anno scorso, il nostro Club ha iniziato un nuovo tipo di service consistente nell’offrire alle scuole una serie di incontri di orientamento nella scelta della facoltà universitaria. Si tratta di un’iniziativa abbastanza diversa da quella fatta abitualmente dagli Istituti universitari, che mirano sostanzialmente a illustrare il piano di studi della facoltà. L’orientamento promosso dal nostro Club, anche in collaborazione con il Club di Bologna Nord, mira a fornire un quadro della professione nella sua realtà concreta, nelle sue possibilità di impiego, sfatando tutta una serie di mitologie fuorvianti e spesso ben radicate nell’immaginario dei ragazzi (si pensi all’immagine “romantica” e televisiva che gli studenti hanno di una facoltà come medicina). La presentazione della professione (o della costellazione di opportunità professionali connesse a quel dato corso di laurea) è avvenuta a opera di affermati professionisti rotariani. A parte la grande utilità dell’iniziativa per le scuole, dal punto di vista del Rotary il rapporto benefici/costi si rivela assai vantaggioso, in quanto si tratta di un’iniziativa piuttosto visibile (e lo sarebbe ancora di più se si riuscisse a disporre di un maggiore numero di Rotariani disponibili per questi incontri) e a costo zero. Inoltre questa iniziativa sfrutta, trasformandola in service, la maggiore risorsa del Rotary, che risiede essenzialmente nel fatto di poter contare su un numero elevato di professionisti di alto profilo. Un esperimento molto riuscito ha riguardato lo scorso anno in particolare il Liceo Minghetti, dove sono stati organizzati quattro incontri relativi all’orientamento nelle seguenti facoltà (o meglio ambiti professionali): economia, giurisprudenza, medicina, lettere e campo umanistico in genere (comunicazione, editoria, giornalismo). L’iniziativa ha incontrato 53 le motivazioni degli studenti e l’apprezzamento della scuola. Quest’anno abbiamo replicato l’esperimento al Liceo Sabin, con le seguenti facoltà: scienze, giurisprudenza (2-3 febbraio), medicina, ingegneria, economia (10 febbraio). In particolare nell’incontro tenuto al Liceo Sabin è emersa la necessità di incentivare l’iscrizione a facoltà scientifiche, in particolare matematica e fisica. La Prof.ssa Sgallari, rotariana del Club Bologna Valle del Samoggia, ha dato la propria disponibilità per continuare l’attività di orientamento nelle discipline matematiche. Si è anche convenuto di proporre ai soci di rendersi disponibili per essere inseriti in un elenco di professionisti, che in futuro possano collaborare alla suddetta attività di orientamento (F. Piazzi). Con l’amico Antonio Luzzana del R. C. Bologna Nord, sabato 10 febbraio ho avuto l’incarico di tenere un colloquio con gli studenti degli ultimi anni del Liceo Sabin di Bologna per informarli sulle prospettive relative alla scelta dei una facoltà universitaria d’indirizzo economico. Ho iniziato mettendo in luce le opzioni che una eventuale laurea in economia propone a uno studente, soprattutto nel campo delle libere professioni, rilevando che in effetti vi sono, ancora oggi, a differenza di altri settori, molte buone opportunità. In seguito è intervenuto l’amico Luzzana che ha spiegato, in particolare, come si svolge un’attività lavorativa presso un istituto bancario, mettendo in luce che anche tale attività può mettere in grado di raggiungere elevati livelli di professionalità e soddisfazione anche economica. Successivamente vi sono stati alcuni interventi degli studenti che, soprattutto, si domandano come alla fine dell’università si giunga a uno sbocco professionale. Per cui si è teso a spiegare loro che i risultati del corso universitario sono molto importanti poiché, ancora oggi, i migliori studenti sono ricercati sia da aziende che da strutture professionali, quindi sono loro stessi che possono fare una scelta relativa al loro futuro lavorativo (M. Cassanelli). Agli allievi interessati alla professione medica, il primo dei relatori, il Prof. Vallania, ha dapprima presentato un’esauriente descrizione dei corsi di laurea in medicina e chirurgia e in odontoiatria, riportando anche le normative che identificano l’ambito professionale dei laureati nell’una o nell’altra disciplina. Successivamente, riferendosi alla pratica clinica quoti54 diana dell’odontoiatra, ha citato le più frequenti condizioni patologiche e le terapie più avanzate, sottolineando come la sinergia dei diversi professionisti afferenti a una struttura sanitaria odontoiatrica e l’impiego di tecnologie informatizzate, consentano al giorno d’oggi di fornire al paziente un trattamento efficace, immediato e definitivo. L’incontro è poi proseguito con la relazione del Dott. Garofalo che ha descritto l’attività professionale del medico chirurgo specialista in urologia. Con l’ausilio di filmati e diapositive ha presentato i dati relativi alle principali patologie urologiche, alla loro incidenza crescente in relazione all’aumento dell’età media e al loro trattamento con tecniche minimamente invasive e non invalidanti per il paziente. La relazione del Dott. Zunarelli, infine, riguardava la professione del medico specialista in medicina dello sport che ha suscitato grande interesse nei giovani partecipanti al corso. Il Dott. Zunarelli ha delineato il ruolo fondamentale, nell’ambito di un team sportivo, del medico dello sport, responsabile dell’accertamento delle condizioni di salute degli atleti all’atto del tesseramento e della loro tutela sanitaria nel corso dello svolgimento dell’attività sportiva. Ha poi presentato l’organizzazione di una moderna struttura sanitaria di preparazione atletica e di riabilitazione, basata su un approccio multidisciplinare clinico, diagnostico e fisiatrico e sull’utilizzo di impianti sportivi e attrezzature tecnologicamente avanzate. Al termine delle relazioni i numerosi partecipanti hanno espresso gradimento e interesse nel corso della discussione conclusiva (M. Garofalo). Interessante esperienza quella vissuta, insieme all’amico Giovanni Manaresi, per la presentazione delle attività professionali nel settore dell’ingegneria. Una ventina di studenti della IV classe del Liceo Sabin, tutti molto attenti e interessati, hanno partecipato alla presentazione delle opportunità e delle modalità di lavoro nel campo ingegneristico. Numerose domande e interventi hanno testimoniato l’interesse suscitato nei giovani studenti, presente la Preside dell’istituto che ha ringraziato vivamente per l’organizzazione della giornata, a suo giudizio molto costruttiva, per la quale si sono prodigati il delegato del Club Bologna F. Piazzi e il delegato del Club Felsineo A. Golova Nevski (A. Andrisano). 55 Ristorante Nonno Rossi, Interclub Felsineo del 19 febbraio 2007: una bella immagine della sala gremita; al tavolo della Presidenza l’ospite della serata, il regista Pupi Avati, relatore sul tema: Che cosa è la creatività. Riunione conviviale del 27 febbraio 2007, Interclub con i Club di Modena e Modena L. A. Muratori. Visita all’Accademia Militare di Modena. Conviviale nel Salone d’Onore. In piedi da sinistra: l’Ing. Molinari, Presidente Rotary Modena Muratori, il Generale Francesco Tarricone, Comandante dell’Accademia Militare, il Dott. Bongiovanni, Presidente Rotary Modena, il Prof. Andrisano, Presidente Rotary Bologna. 56 Circolo della Caccia, conviviale del 13 marzo 2007, relatore della riunione il socio Prof. Ettore Ambrosioni sul tema: Sindrome metabolica: attacco del benessere alla salute. Circolo della Caccia, conviviale del 20 marzo 2007, relatore della serata il Prof. Carlo Flamigni sul tema: Il dolore è un optional? 57 27-03-07, sede di via Santo Stefano: l’ospite relatore Giovanni Mantelli del Club CuneoAlpi del Mare, il Presidente Andrisano e, seduto, il socio relatore Prof. Vittorio Volterra. Martedì 27 marzo, sede di via Santo Stefano: interessante riunione di “caminetto” dedicato al cioccolato, organizzata a sostegno dei bambini bisognosi in Paesi disagiati, relatori Giovanni Battista Mantelli, socio del Rotary Club Cuneo-Alpi del Mare e direttore commerciale della Società Venchi Unica, storico marchio del cioccolato, fondata nel 1878 e Prof. Vittorio Volterra. L’attuale produzione Venchi è articolata in circa 250 referenze, che rispettano scrupolosamente quattro regole imprescindibili: cultura, qualità, freschezza e specializzazione. Dopo una breve presentazione della Società, Mantelli ci ha parlato della pianta del cacao che i botanici fanno risalire a 5 000 anni prima di Cristo lungo il fiume Orinoco. Da lì è partita la storia di uno dei cibi che hanno avuto un’importanza mai eguagliata sul piano sociale, religioso, terapeutico, economico da nessun’altra sostanza scoperta nel Nuovo Mondo e importata in Europa. La pianta del cacao è uno degli alberi più difficili da coltivare perché non fruttifica al di fuori della striscia che va dal Tropico del Capricorno al Tropico del Cancro. Una volta impollinato il fiore diventa una bacca chiamata “cabosso” che 58 contiene da 30 a 40 semi, detti fave, a forma di mandorla circondati da una mucillagine dolce e succosa. Una volta aperti i cabossi, estratti i semi e la polpa che li avvolge, si passa a quattro stadi successivi per ottenere la granella di cacao che sarà poi macinata per arrivare alla sostanza di partenza per la lavorazione del cioccolato: • fermentazione; • essiccazione; • torrefazione; • vagliatura/ventilazione. La coltura del cacao si è estesa nel corso del XVI secolo in Venezuela ed Ecuador, per raggiungere soprattutto le isole del Mar dei Caraibi: Trinidad, Santo Domingo, Giamaica e Martinica. Oggi le specie più nobili giungono dal Brasile, terra di origine, e dai Caraibi. Attualmente Brasile, Costa d’Avorio e Malesia sono in testa ai produttori mondiali di cacao: forniscono, infatti, oltre la metà delle 200 000 tonnellate di fave che vengono vendute in tutto il mondo sotto il monopolio degli Olandesi che lo detengono dall’inizio del XIX secolo. Dopo aver parlato delle varietà del cacao, il relatore si è soffermato sui prodotti della Venchi, non solo descritti minuziosamente ma fatti gustare sotto la sua attenta guida e studiata regia. I soci hanno così potuto apprezzare il cioccolato fondente in varie percentuali di cacao, il cioccolato alle nocciole e il gianduia e il famosissimo cioccolatino al rhum. L’informazione, veramente completa, ha toccato anche i seguenti temi: qualità e ricerca dei prodotti, qualità del prodotto e cultura d’informazione, cacao e nutrizione, i grassi del cacao e i sali minerali e le vitamine del cioccolato Venchi. Infine gli stereotipi negativi o errati sul cioccolato. Con il cioccolato sono stati gustati due differenti vini, un Barolo chinato dell’Azienda agricola Sordo di Castiglione Falletto (CN) e il Cabernet Sauvignon di Giovanni Vallania. 59 Un caloroso applauso finale e una raffica di domande hanno confermato il successo della serata e di ciò dobbiamo ringraziare Giovanni Battista Mantelli, per l’abbondanza e la qualità del cioccolato offerto, per l’interessante relazione e per la vera amicizia che ci ha dimostrato venendo appositamente da Cuneo. Ha preso poi la parola il socio Prof. Vittorio Volterra. Il prof. Volterra ha sottolineato, nel suo intervento, l’“ambiguità sessuale”, non solo linguistica, che caratterizza la cioccolata, o il cioccolato, non risolta neppure dai migliori vocabolari, responsabile, forse, dell’accoppiamento di questo alimento con tutti i liquidi commestibili e con un’infinità di altri cibi (compresi formaggio di fossa, gorgonzola, pepe rosa, sale di Cervia, aceto balsamico ecc.) e dell’abbinamento con ogni tipo di pasta, riso, pesce, carne, verdura, frutta e spezie. Ha illustrato anche l’impronta data alla cultura da questa sostanza, usata anticamente da Maya e Aztechi, come semi di cacao, quale moneta per accaparrarsi donne e animali (più costosi questi ultimi) o come bevanda per ottenere forza, coraggio, energia e prestanza sessuale. Per quest’ultimo motivo essa venne apprezzata da Carlo V e dai regnanti di Spagna, quando fu portata da Cortez, insieme alla sifilide, in Europa dalle Americhe. Sulla cioccolata s’innescarono poi dispute ecclesiastiche per accertare se questa poteva essere assunta il venerdì, o se rompeva il digiuno prima della comunione, problema risolto, con piena assoluzione da papa Pio V e dal cardinale Brancaccio, dopo annose discussioni. Senza ripetere quanto già enunciato dal precedente relatore (la diffusione della cioccolata alla corte di Francia con la “Cerimonia della cioccolata del Re”; poi in Piemonte, a Torino, dove i Savoia concessero la prima licenza di fabbricazione e, da qui, in Svizzera e nel mondo), il Prof. Volterra ha ricordato gli scrittori (G. Garcia Marquez, J. Amado, Ph. Delerm, R. Loy, C. Sveva Modigliani, I. Calvino, D. Fo, oltre a Metastasio, Alfieri, Goldoni, Manzoni, Gozzano ecc.); i pittori (Longhi, Leotard, Diego de Rivera ecc.), i musicisti (Mozart e, tra i più moderni, le “Chocolats” ecc.) e i registi cinematografici che hanno posto la cioccolata al centro della loro 60 produzione artistica (tra i film più noti: Pane e cioccolata; Fragole e cioccolata; Cioccolata bollente; due Chocolat; due La fabbrica del cioccolato; Come l’acqua per il cioccolato; Grazie per il cioccolato ecc.). Per quanto riguarda le proprietà farmacologiche di questa sostanza, definita su Nature (1994) “qualcosa di più di un alimento e qualcosa di meno di una droga” (R.J. Husetable), ha illustrato la sua influenza sulla produzione di serotonina, anti MAO, cannabinoidi ed endorfine (con la conseguente azione antidepressiva ed euforizzante), il contenuto di feniletilamina (stimolante), polifenoli (antiossidanti) e flavonoidi, tra cui l’epicatechina che, secondo recentissimi studi, servirebbe a prevenire malattie cardiovascolari, ictus, cancro e diabete, forme morbose quasi assenti in Aborigeni di Panama (gli Zuma), che si nutrono di semi di cacao (peccato che l’epicatechina venga quasi del tutto eliminata durante la lavorazione del cacao per renderlo più appetibile). La cioccolata è stata anche utilizzata come test psicodiagnostico (in base alla scelta di colore, forma, consistenza, ripieno ecc. del cioccolato, incartato o meno, e della maniera di gustarlo) e come cura (cioccolatoterapia, non solo per os., ma anche come crema per la pelle). Per quanto poi riguarda le sue proprietà afrodisiache, esaltate da Casanova e dal Marchese de Sade, le prove scientifiche non ne testimoniano in realtà l’esistenza, se non a dosi mastodontiche, che indubbiamente provocherebbero effetti collaterali molto spiacevoli. Certo è che il cioccolato appare spesso sostituire carenze affettive e alleviare tristezze e preoccupazioni. Ciò può far sì che alcune persone ne diventino dipendenti (ancor più se in associazione con alcol, o con la cannabis con cui è anche miscelato in tavolette sorprendentemente in commercio regolare in Italia). Nulla di meglio in questi casi di una buona cioccolata, sostengono Brillat-Savarin e Landolfi e “d’altronde, cos’altro puoi rammentare di un gran cioccolato, se non il desiderio esplosivo, seducente, dirompente di assaggiarne ancora, ancora e ancora?”, scrive Humbold al duca di Göteborg, nel 1865. Forse proprio in base a queste constatazioni si può comprendere il malinteso che ha fatto sì che l’oratore sia stato definito cioccolomane, anziché, come correttamente, coccolomane. 61 Martedì 17 aprile 2007, conviviale al Circolo della Caccia: da sinistra: il vicepresidente Avv. Laus, gli ospiti Ingg. Stefano Cavallari e Alberto Melloni, il relatore Dott. Lorenzo Bianchi, il Presidente Andrisano, la Signora Canetoli, l’Ing. Canetoli e l’Ing. Filippi. Lorenzo Bianchi ha dissertato sul tema: Afghanistan: una sfida impossibile. Il relatore, ripetutamente inviato per il QN nei turbolenti territori di guerra dell’Afghanistan e dell’Iraq, ha catturato l’attenzione dell’assemblea raccontando trepidanti episodi realmente vissuti, quali “un viaggio dentro un blindato”, “il sopralluogo alla piscina delle esecuzioni” e ha anche riferito numerosi aneddoti sulle esperienze vissute da giornalisti, attori... “Là dove finisce una strada iniziano i Talebani”, “il tempo perduto per azioni belliche è troppo lungo in Afghanistan”, “in Afghanistan è stata duramente pagata la distrazione di essersi preoccupati dell’Iraq”, sono espressioni che Bianchi ha utilizzato per inquadrare più compiutamente il tema. Gli abitanti dell’Afghanistan appartengono a 7 diverse etnie: quindi l’Afghanistan è privo di potere centrale forte e “chi ha cercato di destituirlo ha fallito”. Relativamente all’assetto economico, la raccolta dell’oppio rimane la risorsa più importante per i Talebani, tanto che alcune opinioni espresse dal mondo occidentale suggeriscono l’acquisto dell’oppio direttamente dai contadini per interrompere il loro rapporto con i Talebani, privandoli in tal modo dei copiosi finanziamenti derivanti dal commercio della droga. 62 Gita in Toscana del 21 e 22 aprile Guidato da Aldo de Virgiliis, esperto organizzatore di gite, nonché responsabile della apposita Commissione di Club, e dagli amici rotariani dei Club di Pisa e di Massa e Carrara (Dott. Andrea Andrei e Prof. Piero Secchiari), un numeroso gruppo di Rotariani del Club di Bologna, accompagnati da consorti, amici e ospiti, si è recato in Toscana per l’interessantissima gita a Massa e Carrara, Pisa, San Rossore. Di grandissimo interesse la visita guidata alle cave di marmo, al museo di Pisa delle navi romane (in fase di restauro), alla splendida tenuta di San Rossore e alla villa fatta costruire dal Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi. Si è chiuso il programma con la navigazione sull’Arno in un meraviglioso pomeriggio di sole e con la visita alla piazza monumentale di Pisa. Ottima la accoglienza all’Hotel California di Forte dei Marmi per il pernottamento e gustose colazioni sia a Colonnata (sabato 21) che a San Rossore (domenica 22). Tenuta di San Rossore, 22 aprile 2007: il gruppo dei Rotariani in gita. 63 Circolo della Caccia, conviviale del 24 aprile 2007, relatore Prof. Franco Casali sul tema: Arte e scienza: un dialogo a due voci. Riportiamo una breve sintesi del suo intervento: Arte e scienza: un dialogo a due voci. Nel lontano passato, arte e scienza andavano di pari passo. Questo non sorprende dato che sono due espressioni della stessa sorgente di sapere: la mente umana. A tale proposito ricordiamo che i grandi del passato (ad esempio, Leonardo) erano allo stesso tempo artisti e scienziati. Solo nel secolo scorso, da alcune scuole filosofiche, si è creato una barriera tra arte e scienza, barriera (di diffidenza e incomprensione) che, ancora oggi, è difficile da abbattere. Fortunatamente le cose stanno migliorando, grazie al nuovo interesse degli storici dell’arte per le metodologie di diagnostica e al maggiore impegno degli scienziati in questo campo di ricerca. Durante la relazione, tra le svariate tecniche di diagnostica, sono state illu64 strate solo le metodiche che fanno riferimento all’analisi con radiazioni elettromagnetiche (infrarosso, ultravioletto e raggi X). Il relatore ha mostrato alcune applicazioni della riflettometria all’infrarosso (applicata ai dipinti a olio e manoscritti) e della fluorescenza ultravioletta (applicata ai codici di pergamena). Per quanto riguarda la diagnostica con radiazione X, argomento sul quale il relatore si sofferma più a lungo, viene descritta una nuova strumentazione, brevettata al Dipartimento di Fisica, con la quale è possibile realizzare radiografie e tomografie con una grande risoluzione spaziale. Con questo strumento, infatti, è possibile vedere particolari delle dimensioni del decimo di millimetro, risoluzione molto superiore a quella ottenibile con le più moderne TAC medicali. Il gruppo di giovani ricercatori (alcuni presenti alla conviviale) che lavora con il relatore, si è guadagnato una grande stima a livello mondiale, tant’è che il Getty Conservation Institute di Los Angeles gli ha commissionato una TAC per beni culturali in grado di funzionare con sorgenti a raggi X fino a 450 kV (quelle medicali arrivano a 150 kV), il che permette l’analisi di statue di bronzo. Il relatore, oltre le misure effettuate al Getty, ha mostrato i risultati di tomografie del Globo costruito nel 1570 dal domenicano Egnazio Danti (210 cm in diametro) conservato nella Sala delle Carte a Firenze. Questo intervento, richiesto dal Comune di Firenze, costituisce sicuramente un record mondiale di tomografia “in campo”. Altro intervento inusuale è stato la TAC, al Museo Nazionale di Asmara, di un cranio fossile (vecchio di un milione d’anni), scoperto in Eritrea da una missione italiana. Tenendo conto delle condizioni di lavoro e della difficoltà di trasportare la strumentazione, anche questa può essere considerata un’impresa ragguardevole nel campo della paleoantropologia. Ovviamente le applicazioni ai beni culturali, mostrate dal relatore, costituiscono la vetta di un iceberg. Infatti, anche nel campo della diagnostica industriale, non ci si accontenta più della radiografia: si richiede la tomografia con precisioni impensabili fino a qualche anno fa. 65 Basilica dei Servi: illustrazione del restauro della Pala lignea di Alessandro Tiarini da parte di Elisa Stefanini Nel pomeriggio del 10 maggio si è svolta all’interno della Basilica dei Servi l’illustrazione del restauro della pala lignea di Alessandro Tiarini alla presenza di numerosi intervenuti, tra i quali ricordiamo i quattro Presidenti dei Club che hanno condiviso con il Rotary Bologna l’onere del restauro e cioè: il Prof. Ing. Andrea Zanoni del Bologna Sud, il Dott. Mauro Cassanelli del Bologna Valle del Savena, il Prof. Lucio Montone del Bologna Valle dell’Idice e il Dott. Elio di Curzio del Bologna Galvani, nonché della Dott.ssa Rosa D’Amico della Sovrintendenza dei Beni Culturali. Ha fatto gli onori di casa Padre Bruno Zanirato, priore della Basilica, che ha brevemente introdotto i relatori. Il Presidente Andrisano ha dapprima ricordato l’intero iter che ha portato al restauro: i primi contatti con i restauratori per individuare un’opera d’arte adeguata che necessitasse di intervento di pulitura, i successivi colloqui con il padre priore, poi il rapporto con la Sovrintendenza per i relativi pareri e per ottenere le necessarie autorizzazioni, infine la presentazione ai Club Felsinei per raccogliere le adesioni indispensabili ai fini della raccolta dei fondi necessari. Ha quindi ringraziato tutti i soci dei Club bolognesi che hanno avuto la sensibilità di concorrere alla iniziativa. Un sentito ringraziamento anche alla Dott.ssa D’Amico per la spontanea e immediata adesione al progetto, per il supporto offerto durante il restauro, per i preziosi suggerimenti. Successivamente è proprio intervenuta la Dott.ssa Rosa D’Amico per un inquadramento storico dell’opera di A. Tiarini e per un ringraziamento al Rotary per l’intervento effettuato. Hanno poi preso la parola i restauratori: Elisa Stefanini ha mostrato sul dipinto tutti gli interventi e ha poi commentato in un apposito filmato le modalità operative, sottolineandone gli aspetti più interessanti. 66 Riunione Interclub del 10 maggio 2007, Basilica di Santa Maria dei Servi: concerto di cornamusa del maestro Domenico Servucci. Cerimonia Interclub del Bologna Felsineo: consegna dei certificati di merito agli studenti diplomati delle Scuole Medie Superiori della Provincia di Bologna Sede Ducati Motor Spa, sabato 19 maggio 2007, ore 9.30 Si è svolta sabato mattina, nella sala conferenze della sede della Ducati Motor di Borgo Panigale la ormai rituale consegna dei Certificati di Merito ai migliori studenti delle Scuole Medie Superiori della Provincia di Bologna, diplomati nell’anno scolastico 2005-2006. Ha fatto gli onori di casa il dirigente della casa motoristica bolognese Luigi Mengoli, socio del Rotary Valle dell’Idice che ha aperto ufficialmente la cerimonia con un caloroso saluto a tutti gli intervenuti. Ha poi preso la 67 parola per presentare i relatori l’Assistente del Governatore Francesco Baccilieri che ha brillantemente condotto tutta la presentazione dell’Interclub. Il nostro socio Andrea Magalotti, con una incisiva e chiara presentazione del Rotary, ha fatto conoscere a tutti i numerosi presenti (studenti, familiari, ospiti e dirigenti scolastici) la storia della nostra Istituzione, gli inizi, la divulgazione nel mondo, le attività di servizio, ma soprattutto le azioni rivolte ai giovani, dalla costituzione dei Club Rotaract e Interact ai finanziamenti dei Gruppi di studio, dall’organizzazione del Ryla alle attività di assistenza internazionale. Particolarmente apprezzato anche il successivo intervento di Alessandro Golova Nevsky del Club Bologna Nord che ha messo l’accento sulle opportunità che il Rotary Felsineo offre a tutti i giovani volenterosi: dalle visite ai Musei universitari all’assistenza nella scelta delle professioni, all’organizzazione di Lavorotaract. Sede Ducati SpA, relazione introduttiva del nostro socio, Ing. Andrea Magalotti. 68 A conferma di quanto delineato dal Dott. Golova è successivamente intervenuto il giovane Dott. Federico Fanti, già premiato con il Certificato di Merito nel 2000 e oggi ricercatore universitario, geologo, dottorando presso il Dipartimento di Scienza della Terra dell’Ateneo, che ha potuto iniziare la sua attività e inserirsi nel mondo della ricerca internazionale proprio grazie alla fruizione di una Borsa di Studio degli Ambasciatori del Rotary con la quale ha iniziato le sue ricerche sui dinosauri, prima in Canada e successivamente in altre parti del mondo, tra cui la Mongolia. La sua testimonianza di diplomato, premiato dapprima dal Rotary e inserito poi con successo nel mondo del lavoro, è stata apprezzata e molto applaudita da tutti i giovani presenti. A seguire, dopo le relazioni, è stata effettuata, da tutti i Presidenti dei Club Bolognesi presenti o dai loro delegati, la consegna dei Certificati di Merito ai giovani, migliori diplomati delle scuole di Bologna e provincia, tra gli applausi dei numerosi intervenuti. Dopo la rituale foto di gruppo, ha chiuso la mattinata la visita sia al Museo Ducati, sia ai reparti produttivi, e il tradizionale buffet offerto dalla Casa motoristica. Appuntamento al 2008 per la premiazione dei migliori allievi dell’anno scolastico attualmente in corso! Sede Ducati SpA, sabato 19 maggio 2007, consegna dei Certificati di Merito ai migliori diplomati delle scuole di Bologna: l’Ing. Bottonelli del Bologna Nord, organizzatore dell’Interclub, il Prof. A. O. Andrisano e l’Assistente del Governatore Dott. Baccilieri con Giulia Masotti, migliore diplomata del Galvani. 69 Partecipazione in veste di Club padrino alla celebrazione del 50esimo Anniversario del Rotary di Imola - 31 maggio 2007 Celebrato nella serata del 31 maggio presso l’Hotel Molino Rosso, il cinquantesimo anniversario della nascita del Rotary Club di Imola alla presenza di autorità civili, religiose e rotariane in una serata interclub che ha visto la partecipazione oltre del nostro Club nella veste di Club Padrino, anche tutti i Rotary della Romagna Nord e quindi Ravenna, Lugo, Faenza. Presenti il Governatore Ing. Paolo Margara e il Governatore Incoming Ing. Gianni Bassi, l’Assessore alla Cultura del Comune Valter Galavotti. Ha accolto i numerosi ospiti il Presidente Dott. Eugenio Galvani che ha ricordato in apertura di serata il ruolo del Club di Bologna nella fondazione del Club imolese; a seguire intervento del Past President Alberto Dall’Osso che ha tratteggiato sinteticamente la storia del Club. Dopo cena consegna dei riconoscimenti rotariani PHF ad alcuni soci e cittadini meritevoli. Sono stati premiati i Rotariani Nevio Gagliardi, Gianni Andalò, il Past President Stefano Bernardi e il Vicedirettore dei Musei diocesani di Imola, Paolo Violi. Successivamente è stata data la parola al nostro presidente per un saluto e per un messaggio augurale: riportiamo qui integralmente il suo intervento. In chiusura di serata, dopo il brindisi di rito, scambio di doni e di gagliardetti con tutti i Presidenti rotariani intervenuti. Sul sito del Club di Imola, molto ben organizzato e aggiornato in modo continuativo dal Past President, Dott. Daniele Franchini è già presente un ampio resoconto della serata, con numerose fotografie. Particolarmente apprezzata dai padroni di casa la folta rappresentanza del nostro Club. Dal discorso del Presidente A. O. Andrisano: Cari Amici imolesi, caro Presidente, dopo i saluti di rito, consentitemi di ringraziare i miei soci del Club di Bologna che hanno aderito numerosi a questa manifestazione. Li ringrazio per la presenza particolarmente nutrita. Un affettuoso saluto anche ai 70 loro familiari e ai loro ospiti. Un ringraziamento particolare e un caloroso saluto al nostro Past Governor Prof. Belelli, sempre presente in queste circostanze, qui con la gentile signora. Ringrazio per l’invito, diretto a me e al mio Club, di partecipare a questa riunione Interclub per la celebrazione del 50enario della nascita del Vostro Club di Imola che – ricordo – avvenne il 3 giugno 1957, in occasione della trentesima annata del Club di Bologna, presidente Felice Battaglia, professore ordinario di Filosofia Morale, Rettore dell’Ateneo di Bologna, e sono pertanto qui in veste di presidente del Club padrino al fine di sottolineare e testimoniare la continuità di azione, la condivisione degli stessi ideali, la disponibilità nostra a operare insieme a voi con spirito rotariano, anche a testimoniare l’amicizia reciproca. Quella con il Presidente Galvani è una amicizia ormai cementata e consolidata dalla condivisione del nostro modo di essere rotariani. È la “magia del Rotary”: ci siamo visti a Montecatini, in occasione del Convegno di sabato scorso, è stato sufficiente essere stati insieme nel coffe break, essere vicini a tavola durante la cena di gala del Governatore, per scoprire di essere in perfetta sintonia sul modo di operare e di agire in ambito rotariano. Ed è proprio questo che ci rende più amici. Mi sono documentato sulla nascita del Club di Imola. Troppa la curiosità quando ho ricevuto il vostro cortese invito. Abituale frequentatore di biblioteche, anche se oramai tutte virtuali, non ho avuto difficoltà a trovare le notizie nel nostro tradizionale archivio cartaceo. Quindi rammento un brevissimo cenno di storia. Dalla rivista Rotary, numero di luglio-agosto 1957: Imola diventa il 29esimo Club dell’allora 186esimo Distretto. Presidente e Segretario del neo Club sono rispettivamente il Rag. Eugenio Bartolini e il Dott. Eugenio Bianconi. L’indirizzo di segreteria è: via Emilia 97. I soci si riuniscono convivialmente tutti i martedì alle ore 20.00 presso il Ristorante Albergo Turismo. E poi, ancora, da Il Resto del Carlino del 12 settembre 1957: Questa sera, alle 20.30, nei locali di un noto albergo ristorante imolese, avrà luogo la cerimonia della costituzione ufficiale del Rotary Club di 71 Imola. La carta costitutiva del Club sarà consegnata dal Prof. Felice Gioielli, Governatore del 186esimo Distretto del Rotary International. Messaggi di augurio da Zurigo, dal Past Governor del Distretto Prof. Marino La Penna e da Club italiani ed esteri… Il Club di Imola nasce dunque nel 1957: i soci del Club bolognese di allora decisero infatti di onorare i 30 anni di vita del Club, creando i presupposti per la nascita di un nuovo Rotary, facendo così del proselitismo l’elemento caratterizzante della celebrazione rotariana. A Bologna quest’anno abbiamo celebrato l’80esimo anno, il 6 marzo; (Brescia festeggerà l’80esimo il 13 giugno). Nell’occasione si è discusso anche sul formalismo e sull’ufficialità delle celebrazioni: “Qualcuno sostiene che forse siamo un po’ schiavi del cerimoniale americano” – diceva l’amico Prof. Zavelani Rossi, intervenuto a Bologna in rappresentanza del nostro Club padrino di Milano – ma poi concludeva, convenendo sull’importanza di celebrare gli anniversari e ciò per l’opportunità del ritrovarsi insieme. E abbiamo infatti recentemente vissuto il significato del reincontrarsi, del ritrovarsi tra soci e tra Club. Nella mia veste di presidente pro-tempore mi sono preoccupato che l’avvenimento avesse rilievo e questo non per una semplice rimpatriata tra vecchi amici, o un incontro tra nuovi, ma perché la celebrazione è, soprattutto, l’occasione per porsi domande e interrogativi sulle finalità e sul modo di essere Rotariani ieri, oggi, ma anche domani e ancora dopo. È occasione per riscoprire che cosa era, per capire che cosa è oggi il Rotary, e per ipotizzare che cosa potrà essere in futuro. Lo abbiamo fatto a Bologna il 6 marzo (rammento la relazione Il Rotary nell’età della tecnica del Prof. Massimo Jasonni), lo facciamo questa sera qui a Imola, e vorrei aggiungere lo facciamo in perfetta sintonia con le tematiche del Convegno di sabato e domenica scorsa a Montecatini: Il Rotary: idee, persone, avvenimenti. Ho potuto, dicevo, leggere un po’ di documentazione sulla nascita del Club, rendermi conto dei protagonisti di allora: sono illustri Rotariani quelli che vengono citati come protagonisti delle attività preparatorie: sono Rotariani che hanno fatto la storia del Rotary, non solo di Imola o di Bologna, ma del Rotary International. Dall’articolo redatto – in occasione del passaggio del millennio – dal 72 vostro socio fondatore, prof. Alberto Mattioli, si legge, a proposito del periodo di preparazione: …attivi e frequenti gli incontri con i membri del Rotary Club Bologna Centro, Club preventivamente designato quale padrino, per un vero e proprio corso di apprendistato in materia di norme e di regolamento, doveri e finalità: furono nostri efficaci e premurosi mèntori tutti i Rotariani di Bologna Centro, ricordando in particolare l’Ing. Ambrosini, il Prof. Ghigi, il Prof. Battaglia, il Generale Zanotti. Quasi contemporaneamente parteciparono efficacemente al compito didattico i soci del Club di Ravenna, Forlì e Rimini del quale ultimo Club era valido segretario l’Avv. Livio Minguzzi. Quindi una nascita sotto i migliori auspici, grazie alla sapiente regia di persone che hanno onorato il Rotary con il loro alto profilo professionale: il Prof. Ghigi e il Prof. Battaglia, Rettori dell’Ateneo, l’Ing. Ambrosini, socio fondatore del Club, così come il generale Zanotti. L’Avv. Livio Minguzzi, padre del nostro amico Italo, che sarà poi Governatore del Distretto. E parlando di Rotariani illustri non posso non ricordare qui a Imola questa sera Vitaliano Valenti, Governatore 1975-1976, vostro socio prima, nostro socio dopo. Allora, nell’anno del Governatorato di Vitaliano, ero socio del Rotaract. Di Vitaliano Valenti ho quindi ricordi importanti sin dagli anni ’70, ma ho anche ricordi di anni più recenti quando – da rotariano e da persona adulta – ho avuto il piacere e il privilegio di poterlo frequentare e di rendermi conto quindi della sua statura di professionista e di Rotariano. Credo che possa fare immenso piacere a Voi tutti sentire un breve passaggio della celebrazione fatta da Massimo Jasonni al nostro Club, nel gennaio dell’anno passato, all’indomani della sua scomparsa, a proposito del suo carattere e del suo modo di fare: …Le sue origini romagnole giocavano, al proposito, un ruolo determinante: non tergiversava, assumeva decisioni limpide e nette, amava la discussione, ma per giungere a una sintesi chiara. Per noi rotariani è stato un guardiano del faro, il faro dell’abitare rotariano, di cui Vitaliano è stato fedele custode: perché senza supponenza, ma con estrema autorevolezza, indicava la via da tenere… Oggi, in questa sede, credo di poter dire che Vitaliano sia stato l’elemen73 to più forte di unione che i nostri due Club abbiano mai avuto nel tempo. Un’altra cosa che mi ha gratificato, leggendo i ritagli di giornale dell’epoca – quelli riportati nella pubblicazione che il vostro Club ha redatto in occasione dell’apertura del nuovo millennio – sono le attività a favore dei giovani. Da Il Resto del Carlino del 14 settembre 1957: … nell’occasione della consegna della carta il Presidente del Club Bartolini ha reso noti i 7 nomi degli studenti delle Scuole Medie locali ai quali sono stati assegnati dal Rotary Club di Imola, i premi di studio per complessive 175 000 lire… Una tradizione rotariana, quella del supporto dei giovani meritevoli quindi, iniziata già allora a Imola e proseguita poi, sia dal vostro Club, sia dal nostro con i Certificati di merito ai migliori allievi della Scuola Media Superiore e con i Premi di Laurea, voluti nel nostro Club dal nostro carissimo Prof. Guido Paolucci, per i migliori laureati dell’Ateneo. Ma – aggiungo – la soddisfazione e il piacere anche per le numerose attività di servizio, svolte in passato, e per quelle che, anche oggi, il Rotary di Imola compie a favore della comunità. Mi piace ricordare in particolare: • il Premio della Pace e dell’Intesa Mondiale; • il Premio Rotary Sport per i giovani, finalizzato a favorire l’occupazione del tempo libero in attività sportive; • l’organizzazione delle vacanze per ragazzi portatori di handicap; • le numerose azioni umanitarie; • le donazioni (l’auto al Patronato scolastico)… Tutte attività che Vi onorano e che fanno comprendere come il seme lanciato in quel 1957 abbia dato negli anni ottimi frutti. Non mi resta quindi che complimentarmi per i Vostri primi 50 anni e formularVi i migliori auguri per il futuro, confermando, a nome dei miei soci, la più ampia disponibilità a riunioni Interclub e a iniziative da organizzare insieme, magari nel contesto della Fondazione Rotary. Celebriamo quindi insieme il Rotary, cari amici di Imola, con l’intendimento, come auspica il nostro Governatore Margara, di operare, mettendo più Rotary nei nostri Rotary. 74 Interclub per il 50° Anniversario di fondazione del Club di Imola, 31 maggio 2007; al tavolo della presidenza, da sinistra: il Presidente del Club Ravenna Galla Placidia, Giovanni Zuffa; il Past Governor Prof. Edile Belelli; il Presidente del Club Bologna Prof. Angelo O. Andrisano; il vicesindaco del Comune di Imola Fabrizio Castellari, il Governatore Ing. Paolo Margara; il Presidente del Club di Imola, Dott. Eugenio Galvani; il.Governatore Incoming Ing. Gianni Bassi (seminascosto), l’assistente del Governatore Maurizio Casadio, Monsignor Antonio Cavina, il Presidente del Club di Lugo e il Presidente del Club di Faenza. Riunione del 12 giugno 2007, Circolo della Caccia, relazione del Prof. Alberto Guenzi sul tema: Quando Bologna pensava in grande, itinerari e percorsi del sistema artificiale delle acque. Da sinistra il Prof. Volterra, la Dott.ssa Lubich, il relatore e il Prof. Andrisano. 75 Interclub felsineo del 19 giugno 2007, Aula Absidale di Santa Lucia, cerimonia di consegna dei Premi Rotary “Guido Paolucci” ai migliori laureati dell’anno accademico 2005-2006. Al centro il Magnifico Rettore Prof. Ing. Pier Ugo Calzolari circondato dai ragazzi premiati. Martedì 19 giugno 2007, Aula Absidale di Santa Lucia, cerimonia di consegna dei Premi di Laurea “Guido Paolucci”. Il Presidente Andrisano e il Prof. Pileri premiano la Dott.ssa Federica Pasini. 76 Circolo della Caccia, 26-06-2007, chiusura dell’80esimo anno rotariano. Tradizionale passaggio del “collare” e della “stecca” dal Presidente uscente Angelo O. Andrisano a quello entrante Giovanni Vallania. 77 L’attestato presidenziale ricevuto dal Governatore Paolo Margara al termine dell’ottantesima annata rotariana. 78 Annata rotariana 2006/2007 Relazione di chiusura dell’annata del Presidente Prof. Ing. Angelo O. Andrisano Cari amici, con quest’ultima riunione si chiude questa sera la mia annata rotariana di presidenza e Vi confesso che non sono pochi i pensieri che attraversano la mia mente e sono tutti pensieri che suscitano forti emozioni. Quello che posso sicuramente affermare, – e, credetemi, non è la solita frase retorica – è che l’impegno che ho profuso nella presidenza del Club è stato di gran lunga ricompensato dalle manifestazioni di affetto e di amicizia che ho avuto da tutti Voi e dai miei consiglieri in particolare, dagli amici rotariani del Distretto e anche fuori Distretto, da quelli del Club Felsineo. Ho sentito sempre molto vicino il Consiglio e credo che nell’arco di questo anno di presidenza si sia cementata un’amicizia già in essere, ma che la condivisione dei progetti e dei programmi svolti ha certamente reso più profonda e più duratura. Ed è questa, a mio parere, una delle magie del Rotary: divenire più amici grazie alle azioni di servizio condivise! Per me si chiude questa sera pertanto una felicissima esperienza, ricca di soddisfazioni e di questo non posso che ringraziare personalmente gli amici Past Governor Renato Pasquali ed Edile Belelli e inviare un grato pensiero alla memoria dell’altro nostro grande uomo e grande rotariano che è stato Vitaliano Valenti: hanno tutti e tre avuto fiducia in me e a me hanno dato questa magnifica opportunità. Pertanto grazie, e grazie di cuore. Vorrei anche subito scusarmi se non siamo riusciti a chiudere tutti i progetti da me programmati nello scorso luglio: me ne assumo la responsabilità in quanto credo che, come in tutte le cose del nostro essere e del nostro fare, la responsabilità prima è sempre di colui che è posto al vertice della piramide. 79 Vengo quindi, come è prassi, a esporre sinteticamente il riassunto di questa annata che si è concretizzata in una cinquantina di incontri (di cui 47 inseriti nel calendario ufficiale), cui si aggiungono gli incontri distrettuali e le attività di servizio. Annata che ha visto ruotare le attività più visibili e significative attorno alla celebrazione dell’80esimo Anniversario del Club, festeggiato come ricorderete la sera del 6 marzo 2007. Tratterò brevemente i seguenti 10 punti: 1. l’organico del Club; 2. le onorificenze conferite; 3. riunioni, relazioni, percentuali di presenza e assiduità; 4. le attività dell’80esimo Anniversario del Club; 5. attività di Commissioni e Progetti di Servizio; 6. Rotary Foundation; 7. rapporti con i giovani; 8. il Bologna Felsineo e il Distretto; 9. le cose non fatte; 10. ringraziamenti, considerazioni finali e auguri. 1. L’organico del Club al 26 giugno 2007 Il 1° luglio 2006 il Club era composto da 145 soci. Al 26 giugno 2007 ha la stessa consistenza. Classifiche presenti 15, Classifiche scoperte 2: artigianato e istituzioni estere. Età anagrafica media: 58,15. Soci entrati (ordine cronologico): Ing. Arcuri, Dott. Zanotti, Dott. Marchetti (trasferimento da Venezia), Prof.ssa Agati, Dott. Vignoli, Dott.ssa Farruggia, Dott.ssa Golfieri. Soci usciti per dimissioni: Dott. Cacciari, Gen. Nobili, Prof. Pupillo. Soci deceduti: Prof. Paolucci, Avv. Montanari, Avv. Graziosi, Dott. Bonora. Soci in aspettativa dal 1° luglio 2007: Prof. Sassatelli. Rientrano dall’aspettativa dalla stessa data: Dott.ssa Lea Boschetti e Dott. Francesco Sforza. In via di trasferimento, da Mantova: Prof. Genovesi. 2. Onorificenze Paul Harris Fellow In occasione della serata del 6 marzo, durante la celebrazione dell’80esimo anniversario del Club, è stata effettuata la consegna dei riconoscimenti e dei premi ai Soci meritevoli. Il Consiglio Direttivo del Club 80 ha voluto infatti dimostrare riconoscenza ai Soci che sono parte attiva del Rotary Bologna da 40 anni e più di 40, conferendo loro il PHF. È un riconoscimento alla loro costante, assidua e continuativa partecipazione all’azione rotariana. È stata concessa l’onorificenza a: Ernesto Stagni, Renato Pasquali, Guido Benassi, Francesco Angiolini, Giancarlo Borghi, Ubaldo Monari Sardè, Franco Fabbri e alla nostra Renata Rossi; poi altri premi a Edile Belelli e Giuseppe Coccolini. Oggi, a chiusura dell’annata, abbiamo conferito la medesima onorificenza a: Alfredo Borlotti, Mario Musso, Francesco Piazzi, Andrea Trebbi. 3. Sintesi delle relazioni programmate Colgo l’occasione per ringraziare tutti i soci relatori delle riunioni conviviali e non conviviali, i relatori delle importanti riunioni istituzionali che mi fa piacere ricordare uno ad uno. I soci: Brizzi, Latini, Stagni, Camerini, Benetollo, Trebbi, Cavallini, Falciasecca, Ambrosioni, Tugnoli, Volterra, Casali, Cicala, Pileri, Jasonni, Zunarelli, Magalotti. E i non soci: il giornalista Angelo Panebianco, l’Ing. Mario Salmon, il Prof. Puddu, l’amico delle Langhe Giacolino Gilardi, il Prof. Paolo Tiberio, l’Arch. Vittorio Camerini, il giornalista Cesare De Carlo, il regista Pupi Avati, il Prof. Carlo Flamigni, il “cioccolatiere” Dott. Mantelli del Club di Cuneo, il giornalista inviato speciale Lorenzo Bianchi, il collega Prof. Alberto Guenzi, l’amico rotariano Adriano Maestri, responsabile della commissione distrettuale per la RF, la restauratrice Elisa Stefanini, il Dott. Della Villa, il generale comandante della Accademia Militare Tarricone. Sulle 30 riunioni con relatore la percentuale totale media di partecipazione è del 39% (con una media del 42% per le sole colazioni). Scarse invece le presenze alle manifestazioni distrettuali. Questa è una nota dolente. Solo in parte lenita dal fatto che quest’anno si era sempre in trasferta al di là dell’Appennino. Speriamo che l’anno prossimo, nella più comoda e ospitale Romagna scelta dal Governatore Incoming Gianni Bassi, il presidente Giovanni Vallania possa raccogliere maggiori consensi! Voglio ricordare agli amici che, in questi ultimi anni, essendo stato presente alle riunioni distrettuali, ho sempre apprezzato sia l’ospitalità di coloro che 81 hanno organizzato l’incontro, sia la qualità delle relazioni. Le ultime di Montecatini hanno lasciato una impressione molto positiva. 4. Le attività dell’80esimo 4.1. Restauro della Pala nella Basilica dei Servi in Bologna, opera di Alessandro Tiarini, allievo di Prospero Fontana. Il restauro è stato possibile anche grazie al contributo, oltre che del Club Bologna, dei seguenti Club Felsinei: BO Sud, BO Valle dell’Idice, BO Valle del Savena, BO Galvani. Autrice del restauro è stata Elisa Stefanini. Il restauro ha implicato un onere complessivo di circa 18 000 euro, di cui a carico del nostro Club un’aliquota pari a circa un 40%. 4.2. Partecipazione al finanziamento del Premio Marco Biagi, organizzato dal QN Il Resto del Carlino. Il premio è stato riservato ad associazioni senza fine di lucro (ONLUS) – che operano nella provincia di Bologna – che hanno tra i loro scopi e attività principali l’assistenza e la formazione di persone e categorie svantaggiate, con particolare attenzione alla formazione e all’avviamento al lavoro (onere per il Club: 3 000 euro). 4.3. Compartecipazione alla donazione di un veicolo ad uso promiscuo (Berlingo Citroen) all’ANT. Rammento che la donazione è stata possibile grazie al concomitante aiuto degli sponsor che abbiamo trovato in occasione della celebrazione dell’80esimo (Fe.Ba, Consulting s.a.s., Schiavina s.r.l., Guaber, BNL Banca Nazionale del Lavoro, NEOS BANCA Gruppo Intesa San Paolo, Cassa di Risparmio di Cento, NOEMA LIFE, 4 Elle Service s.a.s., NPV Net Present Value, COSWell s.p.a.). Sull’autoveicolo è stato riportato il logo del Rotary Club di Bologna con una scritta che rammenta l’offerta fatta in occasione degli 80 anni di vita. La formula utilizzata per il raggiungimento del denaro necessario all’acquisto rappresenta una novità in quanto sono state contattate a nome del Rotary Club Bologna le sopraccitate aziende. Il Rotary Bologna, in definitiva, per incrementare le sue potenzialità nel campo del servizio alla comunità, ha voluto sensibilizzare le realtà industriali ed economiche della città, svolgendo il ruolo di collettore di risorse. Un sentito ringrazia82 mento a tutti i soci che hanno contribuito all’iniziativa e in particolare alla Dott.ssa Pannuti, protagonista nella raccolta fondi insieme alla Sig.ra Barilli, consorte del socio Ing. Barilli, e al socio Dott. Gorieri. Si ricorda nell’occasione che il Rotary di Bologna, per la sua attività di supporto, è stato insignito del titolo di Grande sostenitore dell’ANT. 4.4. Edizione di un testo, numero speciale del Bollettino, a ricordo dell’80esimo anniversario. Nell’occasione ringrazio i Presidenti dell’ultimo decennio che hanno contribuito con il ricordo delle attività della loro annata rotariana. 5. Attività di Commissione e Progetti di Servizio I Progetti di Servizio per l’anno 2006-2007 sono stati i seguenti: – continuazione dell’iniziativa: visita ai Musei universitari (ref. F. Piazzi); – continuazione dell’iniziativa: Premi di laurea (ref. S. Pileri); – continuazione dell’iniziativa dei Certificati di merito agli Studenti delle Scuole Medie Superiori e continuazione dell’orientamento professionale (ref. F. Piazzi con altri soci); – allestimento della Biblioteca/Ludoteca del nuovo reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Bologna (ref. G. Gobbi); – continuazione, insieme ad ASPHI, di Progetto ROSA, autismo e computer, già oggetto di una pubblicazione dal titolo Autismo e Computer edita questo anno (ref. A. Magalotti) con presentazione del libro appositamente redatto all’edizione bolognese di Handimatica; – supporto a favore della Casa Vo Jurema a Porto Seguro, in Brasile (ref. M. Musso); – adozione a distanza di 11 bambini (Belem, Lampang, Birmania, Addis Abeba ecc.), continuazione di iniziative del centenario (ref. S. Pileri); – sostegno al Gruppo Sportivo E.N.S. Bologna (Campionato Nazionale Italiano Dei Silenziosi); – contributo a favore dell’Associazione Nazionale Tumori (ANT); – contributo per il progetto Fondazione Hilbe; – contributo alla Croce Rossa Italiana. 83 6. Commissione per la Rotary Foundation 6.1. Rotary Foundation: sono stati erogati 10 792,00 euro, equivalenti a 100 $/socio. La Commissione ha preso in esame la possibilità di sviluppare il progetto di aiuto al mondo dei disabili, per poter dare un seguito all’iniziativa già citata al punto precedente. Borse degli Ambasciatori: abbiamo ottenuto in collaborazione con il Bologna Valle dell’Idice una borsa per il nostro candidato, Sergio Bianchi, per l’annata 2008-2009. Quest’anno partirà l’Ing. R. Bertocchi per gli U.S.A. (gestione 2007-2008, Presidente A. Stagni). 7. I giovani Sono stati erogati i seguenti contributi a loro favore: – contributo per la partecipazione di due giovani al Congresso RYLA; – contributo a una ragazza americana, studentessa presso il Liceo Galvani; – contributo a sostegno del Rotaract del nostro Club. E, anche, collaborazione all’iniziativa Lavorotaract e supporto alle riunioni attraverso relatori rotariani. Ringrazio: Angelo Stagni, Vittorio Volterra e tutti coloro che hanno partecipato, senza comunicarlo ufficialmente al Club. 8. I rapporti con il Felsineo e con il Distretto Oltre alle iniziative già citate a favore dei giovani, si sta lavorando, su proposta del Club BO Est, all’organizzazione di un Premio Marco Biagi destinato a un giovane studioso la cui tesi di Dottorato sia rivolta alle discipline giuslavoristiche: l’iniziativa è stata varata e sarà portata all’approvazione dei prossimi Consigli Direttivi. Sarà ovviamente il Presidente in Coming Giovanni Vallania a gestire l’iniziativa, insieme ai Presidenti degli altri Club. 9. Le cose non fatte Replica del Premio Marconi, per mancato accordo a livello felsineo; il restauro mancato (ma anche preannunciato) della sede; il premio per il migliore spin-off accademico. 10. Ringraziamenti e considerazioni finali Grazie di cuore ai due Past Governor Renato Pasquali ed Edile Belelli per 84 tutti i suggerimenti e per tutti i consigli ricevuti nella discussione del programma di lavoro; al Past President Angelo Stagni, maestro di vita e punto di riferimento costante del Consiglio Direttivo; ai 2 vicepresidenti Mario Doro e Gianluigi Laus per l’azione interna che ha portato oggi a un affiatamento non comune fra tutti i soci, per l’ottimo controllo del Club che ha consentito di ottenere nell’arco dell’anno anche un aumento percentuale delle presenze dei soci alle riunioni e anche per l’attività di orientamento dei nuovi soci; al Presidente Incoming Giovanni Vallania per la collaborazione prestata come Presidente della Commissione per il Servizio, ma anche per l’immediata condivisione di alcune politiche che hanno consentito una snella gestione dei Consigli Direttivi entrante e uscente; al segretario Mario Musso per la solerzia e la puntualità con cui ha svolto i suoi compiti, ma anche per l’organizzazione di eventi che hanno consentito l’allargamento delle attività di servizio. Ricordiamo tutti noi i simpaticissimi pomeriggi in sede con l’amico Giacolino Girardi, ambasciatore delle Langhe a Bologna e con il Dott. Mantelli, grande maestro “cioccolatiere” di Cuneo, che hanno consentito di allietare le nostre riunioni, risparmiando denaro che è stato poi versato a favore di Casa Vo Jurema e delle adozioni internazionali. Grazie anche al programmista Giovanni Manaresi che ha puntualmente proposto e redatto il calendario delle riunioni, dopo la consultazione di tutti i soci, nel rispetto delle richieste e delle esigenze del Club. Un grazie particolare a Gabriele Amato che, nonostante le dolorose vicende familiari degli ultimi tempi (ricordo, commosso, la scomparsa del padre Fabrizio), ha consentito al Club di commisurare le sue politiche di gestione e di servizio alle esigenze di cassa e che, parallelamente, ha seguito anche tutti i processi informatici. Un abbraccio simbolico al caro Gabriele, oggi assente per motivi di famiglia! E, ancora, grazie ai consiglieri: Alfredo Borlotti, Enrico Postacchini, Gabriele Stefanini, Andrea Trebbi i cui contributi alla gestione del Club sono diversificati in settori importanti. Vorrei rammentare l’attività di Alfredo per la Commissione Classifiche, quella di Enrico per l’organizzazione degli eventi sportivi e per il supporto fornito in occasione della predisposizione dei presenti agli ospiti, a Gabriele per l’attività rivolta al set85 tore giovanile e all’organizzazione dell’80esimo, ad Andrea per la sua consulenza su tutte le questioni in cui l’estetica, ma non solo quella, ha giocato un ruolo fondamentale; all’istruttore del Club Stefano Pileri per la sua brillante “lezione” di gennaio sull’uso del mezzo informatico per l’accesso ai siti rotariani, ma anche per la meravigliosa organizzazione del premio Guido Paolucci che testimonia ancora una volta, ammesso che ce ne sia bisogno, come Stefano rappresenti un pilastro fondamentale del nostro Club e che migliore successore il caro Guido Paolucci non potesse indicare; a Francesca Menarini per la sua articolata e onerosa attività di prefetto, per la gestione dei rapporti con il Circolo della Caccia, ma anche con tutte le strutture esterne che abbiamo utilizzato nell’arco dell’anno (dal Circolo Tennis, ai ristoranti, ai musei…) per la consulenza nel campo degli addobbi e degli omaggi, ma soprattutto per la grazia, per l’eleganza e per l’impegno con cui ha svolto il suo compito. Alle Commissioni che hanno lavorato: Commissione per Progetti di Servizio nella propria comunità e nel mondo di cui è stato Presidente, come già ricordato, Giovanni Vallania, a Gabriele Stefanini per l’attività di raccordo con i Club giovanili e per il tempo prestato a favore dei giovani, ma anche alla Dott.ssa Anna de Michele per l’attività del Lavorotaract. E, nell’occasione, a tutti i soci che si sono resi disponibili a tenere relazioni nelle riunioni del Rotaract. Alla Commissione per le ammissioni, composta da Daniele Furlanetto, Raffaele Vannini, Paolo Baldini. Ad Aldo De Virgilis per l’affiatamento e la partecipazione delle famiglie (si veda l’organizzazione della gita in Toscana); ad Angelo Stagni per l’organizzazione della gita a Rovereto, per la consultazione sui Paul Harris e per tutti i preziosi suggerimenti forniti. Agli “architetti” Andrea Trebbi e Filippo Canetoli per il progetto di ristrutturazione della sede (peraltro non approvato dagli amici del Felsineo); a Nicola Fabbri e ancora a Giovanni Vallania per i premi offerti durante il Torneo di Tennis, ad Antonio Gorieri per il contributo finanziario e a tutti coloro che hanno collaborato alla celebrazione dell’80esimo: ai Presidenti degli altri Club che hanno condiviso l’iniziativa: gli amici Mauro Cassanelli, Lucio Montone, Andrea Zanoni, Elio Di Curzio, a padre Zanirato della Basilica dei Servi e alla Sovrintendenza delle Belle Arti, al Prof. Massimo Jasonni per la sua relazione Il Rotary 86 nell’età della tecnica. Anche ai soci che a vario titolo – in occasione dell’80esimo Anniversario – hanno collaborato all’ideazione di proposte per dare visibilità al Club (anche se poi non intraprese per carenza di fondi: vedi i progetti di Francesco Piazzi e Cesare Genovesi). Inoltre ringrazio già da ora Giovanni Brizzi per la disponibilità a effettuare il capo redattore di un numero speciale del bollettino per il quale ho ottenuto la collaborazione di tutti i Presidenti dell’ultimo decennio. Ancora grazie: agli assistenti del governatore Giancarlo Vivaldi e Francesco Baccilieri. Ancora un ringraziamento particolare: agli amici modenesi per l’organizzazione della splendida serata in Accademia Militare, agli Amici di Riccione e Cattolica che hanno saputo creare una meravigliosa atmosfera di amicizia e di cordialità durante l’incontro sportivo, agli Amici dei Club bolognesi che hanno condiviso le iniziative dell’80esimo, agli Amici romagnoli per la magica atmosfera del 50enario di Imola, agli Amici “coetanei” di Brescia che mi hanno ospitato lo scorso 13 giugno durante la celebrazione del loro 80esimo Anniversario. E per ultimo un grazie a mia moglie Donatella e a mia figlia Costanza che quest’anno hanno visto ulteriormente diradarsi la mia già scarsa presenza in famiglia. Infine, ma questo è ormai scontato da anni, e non per questo non deve essere sottolineato, un grazie commosso alla nostra sempre più insostituibile Renata. Come considerazioni finali, a memoria dell’annata, vorrei invitare tutti a meditare sulle riflessioni del Governatore Paolo Margara: una è sintetizzata nel titolo dell’articolo apparso sull’ultimo bollettino, Attenzione al rischio di un Rotary “bonsai”; l’altra è un invito già rivolto a tutti i soci, in occasione di un incontro distrettuale, Mettiamo più Rotary nel nostro Rotary. Infine vorrei riproporvi quanto già da me detto nel primo interclub estivo dello scorso anno, perché ne sono fortemente convinto: Cerchiamo di realizzare progetti significativi e importanti per la nostra collettività; raggiungere insieme obiettivi significativi e realizzarli, aiuterà certamente a incrementare quel senso di appartenenza al Rotary, che oggi forse mostra qualche incrinatura, ma che l’orgoglio derivato dai successi raccolti aiuterà certamente a ripristinare! 87 Circolo della Caccia, 26 giugno 2007: chiusura dell’80esima annata rotariana. Il Presidente uscente Prof. Andrisano e quello entrante Prof. Vallania battono l’ultimo tocco di campana. Al termine della relazione del Prof. Andrisano prende la parola il Past Governor Prof. Edile Belelli. Riportiamo integralmente il suo intervento. Alla conclusione dell’annata rotariana, dopo la relazione del Presidente non è previsto alcun dibattito, tuttavia è sicuramente una piacevole consuetudine che, dopo l’applauso, qualcuno prenda la parola per un ringraziamento. Quanto sto per dire non toglie assolutamente nulla ai meriti di ciascun Presidente che in precedenza ha retto le sorti del nostro Club, perché ognuno ha sempre profuso il meglio del suo talento, della sua fantasia, della sua generosità. Angelo però oltre a tutto questo, in ogni sua scelta importante, ha dovuto anche confrontarsi con l’esempio di suo padre, il compianto Prof. Renato, che esattamente 31 anni fa presiedeva questo Club. Posso affermare con assoluta certezza che ne ha altamente onorato la memoria. Infine non posso sottacere la matrice rotariana di 88 Angelo, che risale al lontano 1969 quando fu tra i “soci fondatori” del nostro Rotaract. È stato proprio su queste peculiarità che ho cercato di far leva per indurlo, a nome di tutta la Commissione, ad accettare la disponibilità alla designazione, dopo una insistita riottosità. Oggi il suo mandato si conclude e le insegne passano a Giovanni Vallania. Credo di interpretare il pensiero di Voi tutti nel ringraziarlo con profonda amicizia per l’opera svolta e per i rilevanti risultati ottenuti, anche in occasione del nostro 80° compleanno e mi è gradito il compito di consegnargli la “Pietra Blu” che il Club gli offre. Non prima però di aver porto a Giovanni Vallania gli auguri più vibranti e sinceri di una proficua annata presidenziale. 89 I dieci anni precedenti (annate 1996/7-2005/6) La sintesi dell’ultimo decennio Relazioni delle attività svolte e Consigli Direttivi Annata rotariana 1996/1997 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 1997/98: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Dott. Francesco Sforza Dott. Nicola Vecchietti Massacci Prof. Franco Casali Gen. Mario Leonida Politi, Enrico Postacchini Avv. Mario Doro Geom. Alberto Venturi Ing. Gabriele Amato, Avv. Franco Fabbri, Dott. Gianni Stupazzini, Prof. Vittorio Volterra Dott. Paolo Baldini 91 Relazione del Presidente Dott. Francesco Sforza Non ho dimenticato, anzi mi è ben fissa nella memoria, l’esperienza di Presidente del Club, anche se dieci anni sono passati. Questo vivo ricordo penso sia comune a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di dirigere il Club. Il fatto che presiedere il Club lasci un segno quasi indelebile ha molti significati e porta ad alcune riflessioni: perché innanzitutto il Rotary, come realtà suggestiva e originale, consente una grande variabilità di situazioni, pur in uno schema operativo, quello delle conviviali, in sé ripetitivo. Inoltre le conviviali sfociano, il più delle volte, in discussioni e relazioni di elevato livello e interesse. Ciò basta a suscitare, in chi ha, per un breve periodo, le massime responsabilità del Club, un senso di appartenenza molto accentuato, cui si aggiunge il rapporto di amicizia che con i soci si accresce e si cementa. Ricordo che cercai, nel mio anno di Presidenza, di dare un’impronta brillante e possibilmente divertente alle conviviali e alcune di esse mi restano ancora vive, fra queste gli interventi di importanti imprenditori, con il loro staff dirigenziale al completo. Ricordo pure con simpatia l’intervento dell’allenatore del Bologna Calcio e di parte della squadra, che all’epoca militava in serie A ed era quell’Ulivieri che è tornato successivamente alla guida della squadra, con notevoli ambizioni di risalita in serie A. Ricordo anche con molta soddisfazione il restauro, realizzato dal nostro Club, dell’altare di Santa Lucia alla Chiesa dei Servi, dove tuttora campeggia una grande targa ricordo in ottone. 92 Annata rotariana 1997/1998 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 1998/99: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Prof. Franco Casali Dott. Francesco Sforza Prof. Vittorio Volterra Dott. Paolo Baldini e Ing. Gabriele Amato Avv. Mario Doro Prof. Saverio Montella Avv. Franco Fabbri, Enrico Postacchini, Geom. Alberto Venturi, Avv. Ferdinando Calda, Prof. Gian Luigi Spada Dott. Paolo Baldini Relazione del Presidente Prof. Franco Casali Durante questa annata è stato dato ampio spazio alle attività che favorivano la partecipazione e l’affiatamento dei soci. Inoltre si è investito molto nelle attività a favore dei giovani, lavorando non solo PER loro ma anche CON loro. Le attività del Club sono state organizzate su 5 progetti. N. 1. Progetto SPERO (SPErando col ROtary) Questo progetto (seguito da Magalotti) consisteva nel verificare, in collaborazione con l’ASPHI e l’ANFASS, la validità di alcuni programmi didattici sviluppati espressamente per disabili mentali. SPERO ha avuto, in sede distrettuale, l’Attestato di Merito quale Progetto di “eccezionale valore” (solo un altro progetto, in Toscana, ha ottenuto un simile riconoscimento). 93 N. 2. Progetto QUAB (QUalità dell’Ambiente urbano a Bologna) Seguendo un’indicazione del Rotary International che suggeriva ai Club “la presa di coscienza sulle condizioni della comunità da parte della gioventù locale e la conseguente cooperazione con determinati organismi, quali le scuole…”, abbiamo dato vita a una collaborazione tra i giovani del nostro Rotaract e i giovani di una classe del Liceo Galvani, affinché venisse realizzato un progetto atto a migliorare il livello di conoscenza sull’ambiente urbano a Bologna. Il lavoro effettuato dai giovani, coordinati dai soci Luigi Bruzzi e Gian Luigi Spada con la collaborazione di Raffaella Pannuti, ha dato luogo alla pubblicazione di un libro. Il volume (realizzato con il contributo della Banca Popolare E.R.) fu offerto al sindaco Vitali che partecipò, intervenendo brillantemente, alla presentazione tenutasi nella Biblioteca Zambeccari. N. 3. Realizzazione di un volume in occasione del 70° Anniversario della fondazione del nostro Club Il volume fu scritto a più mani, ma con il contributo determinante dell’Avv. Fabbri il quale, con l’humour che lo contraddistingue, ha dato la sua disponibilità per la stesura del volume relativo all’80°, non garantendo, però, di poter partecipare a quello del centenario. N. 4. Informatizzazione del Club con creazione di un nostro “sito” in Internet A quell’epoca, il nostro divenne uno dei due Club del Distretto presenti in Internet. Il merito va a un mio giovane collaboratore Massimo Rossi (prematuramente scomparso) che, oltre ad aver realizzato questo sito, è stato “maestro di computer” della signora Renata la quale, peraltro, dimostrò di essere una bravissima allieva. N. 5. Progetto SCIALLE (Stampa e Cultura per gli Italiani ALL’ Estero) Con SCIALLE abbiamo cercato di mantenere le radici culturali nei Paesi lontani dove forte era la componente di immigrazione italiana. Mediante una collaborazione con il Ministero degli Esteri abbiamo spedito più di 10 casse di libri (in gran parte forniti da Mario Musso) in Argentina, Brasile, 94 Canada, USA e Uruguay. Poiché erano rimasti un po’ di fondi, negli anni successivi, d’accordo con i Presidenti in carica, sono state spedite più di 20 casse di indumenti a favore delle famiglie bisognose dell’Argentina, colpita da un tracollo economico. Attività socializzanti e benefiche Furono organizzati due viaggi. Il primo all’Aquila, con visita del Laboratori Nucleari del Gran Sasso (con la regia di De Virgilis e Stupazzini). Il secondo in Toscana (organizzato da Monari Sardè). Molto simpatica è risultata la tombola con sfilata di moda (organizzata da Postacchini) che diede un buon introito a favore dei terremotati. Con quest’annata abbiamo iniziato anche un’attività sportiva, in modo particolare per gli incontri di tennis tra il nostro Club e quello di Riccione. Furono organizzate interessanti conferenze tra le quali segnaliamo quella di Guazzaloca (che diventerà sindaco di Bologna), di Guido Alberto Guidi e del Rettore in carica Fabio Roversi Monaco. 95 Annata rotariana 1998/1999 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 1999/2000: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Prof. Vittorio Volterra Prof. Franco Casali Prof. Gian Luigi Spada Ing. Gabriele Amato, Avv. Angelo Stagni Dott. Alfredo Borlotti Ing. Andrea Magalotti Avv. Mario Doro, Avv. Stefano Graziosi, Prof. Saverio Montella, Enrico Postacchini, Prof. Ing. Angelo O. Andrisano Dott. Paolo Baldini Relazione del Presidente Prof. Vittorio Volterra È stato un anno molto impegnato e interessante, in riferimento anche della designazione di Bologna come città “capitale della cultura nel 2000”, un anno in cui si sono affrontati importanti temi socio-politici internazionali con il prestigioso apporto dell’Ambasciatore Sergio Romano, alla presenza anche dell’Ambasciatore di Francia in Italia (Scenari di crisi alla fine del secolo) e del Prof. Angelo Panebianco (Il ritorno della guerra in Europa); argomenti di bioetica di viva attualità con il Prof. Flamigni sulla sterilità e il Prof. Cicognani sull’eutanasia; aspetti di profondo significato spirituale e religioso, ricordando i tempi del Giubileo con il Rabbino di Bologna, Dott. Sermoneta e il Prof. Susini e il filosofo Jean Guitton, con la Dott.ssa Pini e Padre Benettollo. 96 Si sono altresì illustrate alcune straordinarie realtà industriali d’eccellenza a livello mondiale, grazie alle relazioni sull’informatica dell’Ing. Paolucci, vicepresidente internazionale della Microsoft; del Dott. Vittorio Di Capua, a.d. della Lamborghini, sulle automobili prestigiose (con una favolosa Miura davanti alla sede di riunione del Club); di Donatella Girombelli, presidente del Gruppo Genny-Byblos, accompagnata dal presidente della Camera della Moda Italiana, Beppe Modenese, sulla moda da sognare. Molto valorizzata è stata anche la cultura con le celebrazioni di Leopardi fatte dal Prof. Ezio Raimondi (con liriche lette da Raul Grassilli) e di Goethe, nel ricordo appassionato del Prof. Destro, e con le visite guidate dall’assessore Prof. Grandi alla bellissima nuova biblioteca della Sala Borsa, nella quale il Club, con il generoso aiuto dell’allora Governatore del Distretto, Dott. Augusto Turchi, ha sovvenzionato 6 postazioni informatiche per handicappati; del Dott. Bonilauri, al Museo Ebraico, anch’esso allestito con un contributo del Club, del Dott. Poli, al restaurato Oratorio di S. Cecilia, al ciclo di affreschi dei Carracci e alla Quadreria di Palazzo Magnani e, con le gite a Volterra (Colle Val d’Elsa, Monteriggioni), ospiti di quel Club e, in seguito, a Roma per visitare la rinnovata meravigliosa Galleria Borghese con la guida della Prof.ssa Ottani Cavina. Molti argomenti medici, di viva attualità e interesse generale, sono stati trattati con capacità ed approfondimento dal Prof. Roda (Rapporti tra Facoltà di Medicina e S.S.N.); dal Prof. Leonardi (Neuroradiologia senza lastre); dal Dott. Gobbi (Epilessia nell’antichità e oggi); e dal Dott. Stefanini (Terapia odontica moderna). La Dott.ssa Boschetti, dirigente dell’Assessorato Ambiente della Regione Emilia-Romagna, ha illustrato le attuali emergenze ecologiche; il Dott. Claudio Reginelli, segretario dell’AGIS Emilia-Romagna, ha parlato del presente e del futuro del cinema; l’Ing. Giorgio Gasparini, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Bologna e coordinatore del Comitato Unitario Professionisti, ha discusso sulla riforma degli ordini. Molto apprezzati sono stati gli interventi del Prof. Clò, presidente dell’Aeroporto di Bologna, sul futuro dello scalo felsineo, del questore, Dott. Bagnato, sui 97 problemi di ordine pubblico nella città, della presidentessa dell’API, Dott.ssa Noè, sulle prospettive delle piccole imprese a Bologna e del Dott. Mottaran sul futuro delle piccole banche. Sono state molto apprezzate anche le relazioni sulla toponomastica bolognese (Dott. Marescotti) e sull’evoluzione del restauro in città (Ing. Coccolini). Non sono mancati momenti sportivi di grande tifo (gli incontri di tennis, finiti in parità, con i Rotariani, storici rivali, di Riccione-Cattolica) e di forte impatto emotivo (la visita al bellissimo Museo della Ducati); altri istituzionali molto simpatici, come quello della visita del Governatore o del conferimento dei premi Rotary ai migliori laureati dell’Ateneo felsineo, e altri mondani, come il cocktail per l’inaugurazione della nuova prestigiosa sede nel Palazzo Vizzani-Sanguinetti di via S. Stefano 43; la sfilata di moda con pesca di beneficenza, che ha fruttato circa 5 milioni delle vecchie lire alla Rotary Foundation; la festa degli auguri allietata dal cabarettista Stefano Nosei e, infine, la trionfale serata di chiusura, al caminetto, nella splendida Villa “La Paleotta” di S. Marino di Bentivoglio, ospiti degli amici Paola e Ubaldo Monari Sardè, dove è intervenuto, poche ore dopo l’elezione, anche il neo sindaco nostro socio Giorgio Guazzaloca. Molte sono state le riunioni Interclub, due delle quali con i gruppi femminili Soroptimist e Zonta. Il Club ha inoltre partecipato attivamente, con il Presidente, i Vice e i membri del Consiglio Direttivo, a tutte le manifestazioni del Distretto. In più ha incrementato il numero dei soci (tra questi, 4 nuove socie, che hanno allargato così la quota rosa). Sono stati assegnati 7 Paul Harris (di cui uno al rappresentante felsineo della Caritas, Don Nicolini, e uno al Prof. Campanacci, ortopedico di fama mondiale, nostro ex socio, morto prematuramente. Nota gioiosa: durante l’annata si sono avuti per i nostri soci due matrimoni e due nascite. 98 Annata rotariana 1999/2000 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2000/01: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Prof. Gian Luigi Spada Prof. Vittorio Volterra Avv. Stefano Graziosi Dott. Paolo Baldini, Enrico Postacchini Avv. Mario Doro Prof. Saverio Montella Ing. Gabriele Amato, Prof. Ing. Angelo O. Andrisano, Avv. Prof. Massimo Jasonni, Avv. Gianluigi Laus, Avv. Angelo Stagni Dott. Paolo Baldini Relazione del Presidente Prof. Gianluigi Spada L’annata rotariana 1999/2000 è stata caratterizzata dalla volontà di coinvolgere l’intero Club in tutte le azioni intraprese. La presidenza ha cercato di perseguire non tanto quello che essa voleva e pensava, ma quello che voleva e pensava il Club, di cui ha cercato di essere attenta interprete. Raccontarla è sempre difficile: si corre il rischio di mettere l’accento soltanto su alcuni aspetti, positivi o negativi che siano, a discapito di una visione globale, da cui emerga la vera vita del Club, cioè quel clima di amicizia, laboriosità, efficienza e servizio che ne sono le caratteristiche, clima che vi è stato abbondante e che ha costituito il filo conduttore di tutta l’attività. 99 Molte sono state le cose realizzate, ispirate prevalentemente alle tematiche contingenti del particolare periodo: il passaggio dal secondo al terzo millennio, Bologna città della Cultura, il Giubileo. Temi importanti che hanno visto lo sviluppo di un fermento culturale proteso verso un’analisi in prospettiva del contesto e dello sviluppo sociale ed economico della realtà contemporanea. Vi è stata particolare attenzione alle problematiche giovanili, che già, comunque, erano state oggetto di analisi, sia pur con diversa sfaccettatura, anche nelle precedenti annate. La molteplicità delle iniziative è stata frutto di una partecipazione attiva dei presidenti delle diverse commissioni che hanno assicurato una coralità operativa e hanno fornito un apporto costruttivo, collaborando con continuità e impegno, favorendo quella condivisione da parte dei soci che è indispensabile per garantire la riuscita di ogni iniziativa. Il forte affiatamento tra i Presidenti dei Club felsinei ha positivamente condizionato molte delle iniziative e ha ispirato collaborazioni importanti. In questo contesto, è stato avviato un “service” comune di particolare rilevanza in campo artistico attraverso la realizzazione di una documentazione di alto valore scientifico del thesaurus artistico della regione. Si è, inoltre, provveduto alla sistemazione della nuova prestigiosa sede di recente acquisizione. È stata assicurata piena continuità con le gestioni precedenti: sono proseguite attività già avviate, quali il progetto SCIALLE ed è stato completato un intervento nella sala Borsa di Bologna, realizzato in collaborazione con il Distretto 2070. Nell’ottica di quel fermento culturale di cui si parlava, la vita interna del Club è stata caratterizzata da conviviali assai vivaci e partecipate, grazie anche alla impostazione dei programmi e all’efficacia dell’organizzazione che hanno risposto alle spinte culturali e alle sollecitazioni dei soci. Tra gli avvenimenti di maggior rilievo si possono ricordare gli Interclub con la partecipazione di Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo di Bologna, e l’amministratore delegato della Banca S. Paolo-IMI di Torino; gli incontri con il Rettore dell’Università e con vari assessori del Comune di Bologna. Non sono mancate visite a mostre e musei cittadini, nonché momenti di sinergia con enti culturali nei più svariati campi. Tra questi meritano una 100 particolare attenzione le consuete attività con la Fondazione Marconi, sodalizio cui il Club è legato da lunga data e la proiezione cinematografica organizzata per raccogliere fondi per la Rotary Foundation. Per ciò che concerne i giovani, si è proseguito il programma QUAMB che ha visto il Club impegnato su problemi ambientali (per la precisione sulle onde elettromagnetiche) con l’Istituto Aldini Valeriani, la Regione Emilia Romagna, l’Università e il Comune di Bologna. Di tale attività sono stati pubblicati gli atti. Sono state, inoltre, realizzate molteplici attività, tra cui la creazione e l’impianto di una banca dati per i giovani con lo scopo di aiutarli nei rapporti con il mondo del lavoro. Sono entrati a far parte del Club sei nuovi soci. 101 Annata rotariana 2000/2001 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2001/02: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Avv. Stefano Graziosi Prof. Gian Luigi Spada Ing. Andrea Magalotti Dott. Paolo Baldini, Avv. Mario Doro Prof. Saverio Montella Ing. Gabriele Amato Prof. Ing. Angelo O. Andrisano, Dott. Alfredo Borlotti, Avv. Prof. Massimo Jasonni, Enrico Postacchini, Avv. Angelo Stagni Avv. Gianluigi Laus Relazione del Presidente Avv. Stefano Graziosi La ruota ha girato. È tornata nel punto da dove era partita. È passato un anno. Questa Presidenza e questo Consiglio cessano dall’incarico e passano le consegne alla nuova Presidenza e al nuovo Consiglio. All’inizio dell’anno rotariano, nell’assumere l’incarico, dissi che lo consideravamo come un turno di guardia, una consegna da “ufficiali di picchetto”. Per questo – d’intesa con il Consiglio – non esposi un programma, ma dei propositi. Infatti le opere e lo spirito sono e debbono essere quelli del Rotary nel suo insieme, non quelli delle persone che prestano servizio nelle cariche. 102 E i propositi – tutti iscritti nel motto dell’anno: “Creare la consapevolezza, passare all’azione” – furono essenzialmente quattro: 1. aprire di più il Club alla realtà – anche istituzionale – che lo circonda, cancellando l’impressione di separatezza, astrazione e disancoramento dalle concretezze spesso impellenti della vita, che comunque pulsa attorno. Ed allora nell’anno abbiamo avuto conferenze di: Vice Direttore Carlino (Dott. Mazzuca); Presidente Seabo (Ing. Aldrovandi); Sovraintendente Beni Artistici e Storici (Dott. Bentini); Consoli del Marocco e di Francia (Dott. Ben Alì - Avv. Fratta); Assessore Regionale Finanze (Dott. Del Bono); Assessore Bilancio Comune Bologna (Dott. Galletti); Presidente ATC (Ing. Agostini); Segretario generale CMST (Minnella); Direttore Generale Bonifica Reno Palata (Ing. Gioia); Presidente Confagricoltura (Dott. Cavazza). 2. Sfruttare di più le qualificatissime risorse interne del Club: INSOURSING, anche per accrescere la reciproca conoscenza e apprezzamento. E allora, nell’anno, abbiamo avuto le conferenze dei soci: Avv. Carroli, Dott. Conigliani, Prof. Casali, Padre Benetollo, Avv. Califano, Prof. Volterra, Prof. Giannini, Prof. Destro, Prof. Cocco. 3. Incrementare l’affiatamento, la confidenza, la familiarità tra i soci del Club e con i soci degli altri Club e del Rotaract. Ed allora: si è partecipato al torneo di tennis, vinto per l’apporto di valorose e atletiche consorti di soci galvanizzate da Spinelli, vero Pigmalione. Si è organizzata per iniziativa operosa di de Virgiliis una riuscitissima gita in Abruzzo; si sono fatte visite alla mostra L’ombra della ragione, alla mostra di Paul Klee, alla mostra dei Bibiena, tutte organizzate dal nostro consulente artistico Della Volpe. E l’arte unisce e affiata. Si è organizzata una serata di commento al calcio e basket in cui Laus ha dato prova di vero enciclopedismo storico e teorico. 103 Si sono tenuti due Interclub. Con il Carducci, su giornali e Internet con relazione dell’Avv. Capparelli; con l’Ovest: visita e concerto Basilica dei Servi. Si è praticamente tenuto costante Interclub con il Rotaract, rappresentato frequentemente dalle sue “Dioscure” Dott.ssa Petrolati e Dott.ssa Pannuti. La festa degli Auguri – allietata da musica raffinata sotto la sovraintendenza di Stagni – ha avuto buon successo. La rituale visita del Governatore si è svolta con soddisfazione, e così la visita alla Ducati per la premiazione degli studenti delle Scuole Medie. Successo hanno avuto le relazioni dei Proff. Auriti, Falcone e Pannenberg. Sono stati fatti soci onorari Luigi Deserti, Emilio Cappelli e Giancarlo Pascale. 4. Quarto e ultimo proposito: incrementare le iniziative benefiche specifiche e proprie del Club e quelle della Rotary Foundation. E qui, oltre al Premio Rotary per le facoltà dell’Università – cerimonia riuscita con nostra folta partecipazione guidata da Doro – ricordo i fondi raccolti dalle consorti per la ONLUS ADUA di suor Laura, e particolare la serata al Fossolo, che ha avuto grande successo per la generosità di Michelacci e l’instancabile, tellurico entusiasmo e dedizione della Regazzoni. L’eleganza delle signore Laus e Baldini, distributrici dei premi, ha contribuito alla riuscita della serata. Signori soci, il catalogo è questo. Ma non posso dire: “il catalogo egli è che ho fatto io”. Non sono mie “regeste”, perché ciò si è fatto il Club, tutto il Club, all’unisono e con armonia. Ecco, l’armonia è stata la preoccupazione e meta permanente di questa Presidenza e di questo Consiglio. Un’armonia spontanea e libera che non chiede parole “aspre e chiocce” da parte di chi presiede, perché i Rotariani – come diceva il nostro Jasonni Presidente Incoming – sono uomini liberi, che agiscono nella verità: dicono quello che pensano, fanno quello che dicono. Non sono di quelli che dicono quello che non fanno e fanno quello che non dicono. Questa armonia conservata e rafforzata “siccome ruota che igualmente è 104 mossa” è la consegna più preziosa che possiamo fare alla nuova Presidenza e al nuovo Consiglio. E abbiamo avuto la fortuna, o la malizia allusiva, di poterla fare – grazie al provvido interessamento di Baldini – in un luogo dal nome augurale “Villa Quiete”. Permettetemi ancora tre ringraziamenti speciali: 1. Al nostro socio sindaco, che avrebbe voluto essere presente e ha comunicato di essere dispiaciuto di non essere questa sera con noi; ai nostri soci assessori: corona preziosa del Club, che hanno apprezzato il nostro riguardo di non distoglierli – per ora – dai loro gravosi incarichi per chiedere loro notizie sulle materie loro affidate. 2. Alla signora Renata: custode materna, sollecita e appassionata di tutta la vita del nostro Club. Di lei ognuno di noi può ben dire: “la sua benignità non per soccorrere a chi dimanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre”. 3. Al tesoriere Ing. Amato, che ha dedicato alla contabilità del Club tanta capacità e tante energie, e ci ha messo in grado di avere quest’anno e anche in quelli prossimi un bilancio informatico da premio. Penso che di lui possa dirsi quello che si diceva di Jaques Coeur, il più celebre tesoriere del re di Francia: “senza di lui il re era solo un barone”. E per questo mi rallegro che la sua opera continui con la nuova Presidenza. Infine auguri al nuovo Presidente, manager sperimentato e di valore, come ingegnere dotato di “esprit de geometrie”, e dell’arte di costruire, che dice che le pietre grandi non stanno salde senza le piccole. Che è anche questa una forma di armonia. Bologna 28-6-2001 105 Annata rotariana 2001/2002 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2002/03: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Ing. Andrea Magalotti Avv. Stefano Graziosi Avv. Prof. Massimo Jasonni Dott.ssa Leopolda Boschetti, Avv. Mario Doro Ing. Mario Musso Ing. Gabriele Amato Prof. Ing. Angelo O. Andrisano, Dott. Alfredo Borlotti, Dott. Daniele Furlanetto, Avv. Angelo Stagni, Dott. Giovanni Tamburini Avv. Gianluigi Laus Relazione del Presidente Ing. Andrea Magalotti L’annata 2001-2002, 75° dalla fondazione del Club, è stata interessante e coinvolgente come in generale tutte le annate rotariane. Le linee maestre lungo le quali, insieme al Consiglio Direttivo, abbiamo sviluppato le attività del Club si sono ispirate agli indirizzi del Presidente internazionale Richard King e del Governatore del nostro Distretto Franco Mazza. Secondo queste nostre autorità, il Rotary si trovava in mezzo al guado e avremmo dovuto operare tutti insieme per non lasciarci travolgere dalla corrente e guadagnare una sponda sicura. I sintomi di un certo malessere erano individuabili nell’aumento dell’età media dei soci, nello scarso rinnovamento dei Club, nella debole cultura rotariana dei soci, nella scarsa 106 visibilità pubblica del Rotary e nella lenta riduzione del numero dei soci a livello mondiale. La terapia proposta consisteva nel risveglio di un po’ di spirito rotariano in ognuno di noi. Ogni socio dovrebbe essere fortemente motivato, interessato a che il Rotary continui e migliori. A inizio anno è stato pubblicato e consegnato a ogni socio un fascicolo intitolato Programmi del Club per l’annata 2001-2002 con la composizione di ogni Commissione del Club, il ruolo e il programma dell’annata per singola Commissione. Ho proposto di svolgere un’annata “a tema” cioè di dedicare un quarto circa delle conviviali al Terzo Settore, detto anche Non Profit, che si occupa in generale di qualità della vita. È un tema poco conosciuto e sta diventando ogni giorno più importante data la crisi del “welfare” e l’impossibilità di risolvere certi problemi sia da parte dello Stato sia da parte del mercato. Anche il Rotary fa parte del Terzo Settore perché è una organizzazione senza fini di lucro e promuove a livello mondiale l’amicizia, la fratellanza, il benessere, la pace. Il tema generale “Terzo Settore” ha visto relatori come il Prof. Stefano Zamagni dell’Università di Bologna, considerato grande esperto in materia, il nostro socio Franco Pannuti sul volontariato, il Senatore Giovanni Bersani sulla sfida della solidarietà. Ci sono state altre relazioni di notevole prestigio e varietà: quella del Prof. Antonio Pinna sugli aspetti etici dei trapianti; quella del Prof. Giovanni Brizzi su Annibale uomo e condottiero, quella sulla bioinformatica del Dott. Ernesto Hoffman e quella sul Palio di Siena dell’amico Alberto Fiorini del R. C. Siena. Uno degli obiettivi che aveva particolarmente a cuore il Presidente internazionale Richard King era l’aumento dei soci: lo aveva espresso in un motto celebre “un nuovo socio al mese” riportato nel suo gagliardetto: con il tempo si è poi rivelato un obiettivo pretenzioso e non realizzabile, se non a discapito della qualità. Noi tuttavia abbiamo provato a conseguirlo senza rinunciare alla qualità e con un po’ di attenzione abbiamo aggiunto 12 nuovi soci. Vorrei ricordarli per nome: Prof. Giovanni Brizzi, Prof. Valerio Maria Jasonni, Avv. 107 Mario Malesani, Ing. Roberto Barilli, Avv. Pietro Ballerini Puviani, Dott. Pierpaolo Zunarelli, Dott.ssa Maria Teresa Pedrelli, Prof. Francesco Piazzi, Prof. Antonio Pirodda, Dott. Marco Garofalo, Avv. Massimo Campailla, Dott. Giancarlo Mazzuca. Il risultato netto a fine anno rotariano è stato di sette soci in più. Nel corso dell’annata abbiamo realizzato tre importanti progetti di Servizio. • Un progetto di lungo corso, travagliato non per colpa nostra. Riguarda la realizzazione di sei postazioni per disabili presso la nuova Biblioteca Multimediale ex Sala Borsa, finalmente prossima all’apertura. Questo progetto è stato già finanziato, nell’annata Volterra, per un terzo dal nostro Rotary Club e per due terzi dal Distretto 2070. Il progetto è stato presentato al sindaco Giorgio Guazzaloca, nostro socio, in occasione della festa per i 75 anni del Club. • Un nuovo progetto del nostro Rotary Club che prende l’avvio da un articolo comparso sulla rivista Rotary, ottobre 2000, a cura dell’allora Presidente internazionale Frank Devlin che invitava i Rotary Club di tutto il mondo a preparare professionalmente e a trovare un posto di lavoro a persone disabili. Su queste basi con il Consiglio Direttivo abbiamo elaborato un progetto chiamato RIESCO che ha la sua spiegazione nello sviluppo dell’acronimo (Rotary International Enrolment, Study, Coaching and Occupation). È un processo continuo di selezione di cinque candidati disabili di formazione per la ricerca di un posto di lavoro e di un inserimento lavorativo efficace. La preparazione professionale riguarda il mondo Internet, in particolare lo sviluppo e la gestione dei siti. A fine preparazione, i cinque giovani sono stati impiegati in diverse aziende pubbliche e private. • Un terzo progetto, preparato per la festa del 75° di fondazione, consiste nel finanziamento della dotazione tecnica di un “laboratorio multimediale per ragazzi” che si è aperto il 28 giugno 2002 nel Quartiere Santo Stefano ed è intitolato al nostro fondatore Paul Harris, ricordato in una targa esterna su Via San Mamolo 24. A questo progetto hanno partecipato, con spirito unitario, tutti i nove Club Rotary di Bologna per festeggiare insieme a noi. 108 Il 75° di nascita del Club è stato celebrato in Sala Farnese il 5 marzo 2002 un Interclub con tutti i nove Club di Bologna alla presenza del sindaco Giorgio Guazzaloca, del Governatore Franco Mazza, e di Carlo Monticelli, socio del Rotary Club Milano Sud Est, Past Director del Rotary International, in rappresentanza del Rotary di Milano che nel 1927 fu nostro padrino. Ha tenuto la relazione ufficiale il nostro socio Massimo Jasonni. Per l’occasione è stato preparato un fascicolo dal titolo Il Rotary per Bologna, elenco delle iniziative Rotary per la città, distribuito a tutti i soci e agli ospiti partecipanti alla festa. Erano presenti anche diverse testate giornalistiche locali e la TV regionale che ha intervistato Governatore e Presidente, dando larga eco alla manifestazione e al Rotary. Al 75° è stata dedicata anche una intera pagina de Il Resto del Carlino. Abbiamo stampato un’edizione speciale a colori del nostro bollettino. Altre cose che ricordo volentieri sono: la serata Interclub con il Cardinale Biffi sul tema “Fede e ragione”, la gita nelle Langhe, le feste delle torte, la gita a Venezia risalendo il Brenta con il Burchiello, il Paul Harris ricevuto dal Governatore Franco Mazza, gli otto Paul Harris assegnati ad altrettanti soci molto meritevoli del Club: è stato molto bello ed emozionante premiare e leggere negli occhi del premiato la sorpresa e la soddisfazione. Infine, nella serata conclusiva ho fatto una piccola sorpresa a tutti i soci donando loro un annuario fotografico tascabile dal titolo molto semplice I NOSTRI SOCI. Lo scopo è quello di favorire e aumentare la reciproca conoscenza e l’amicizia tra di noi. 109 Annata rotariana 2002/2003 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2003/04: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Prof. Avv. Massimo Jasonni Ing. Andrea Magalotti Dott. Paolo Baldini Avv. Mario Doro, Avv. Gianluigi Laus Ing. Mario Musso Ing. Gabriele Amato Prof. Ing. Angelo O. Andrisano, Dott. Alfredo Borlotti. Dott.ssa Leopolda Boschetti, Enrico Postacchini, Avv. Angelo Stagni Dott. Gianni Stupazzini Relazione di chiusura dell’annata tenuta dal Presidente Avv. Prof. Massimo Jasonni Sento il dovere di ringraziare: il Governatore del Distretto 2070, Prof. Roberto Giorgetti, per la stima mostrata nei miei confronti e per l’alta considerazione, più volte esternata nei confronti del nostro Club; gli Assistenti del Governatore, tra i quali non posso non fare espressa menzione del Dott. Mario Pantano, per il garbo, la signorilità e l’intelligenza con cui ha stimolato all’azione e per aver offerto al Club l’opportunità, mio tramite, di farsi portavoce di molte iniziative Interclub; i Past Governor, Dott. Renato Pasquali, Prof. Giuseppe Vitaliano Valenti e prof. Edile Belelli: per i consigli offerti nei momenti di maggiore difficol110 tà e per la giovinezza che, a dispetto dell’anagrafe, hanno sempre dimostrato, mantenendo fede al “Rotary ragazzino” di cui parlava Paul Harris; i Presidenti degli altri Club cittadini: per il dialogo instaurato, nonché per la pazienza con cui hanno consentito che Mario Pantano mostrasse tutta la sua … affettuosa partigianeria, nelle particolari attenzioni offerte al nostro Club; il Consiglio Direttivo, ovvero i soci Magalotti, Doro, Laus, Baldini, Pileri, Musso, Amato, Andrisano, Borlotti, Boschetti, Postacchini, Stagni, Stupazzini con cui si è instaurata un’amicizia davvero rara e profonda, destinata, come tale, a non temere l’insulto del tempo, ma ad accrescersi e consolidarsi negli anni venire; i Presidenti delle Commissioni: alcuni dei quali – come nelle migliori tradizioni rotariane – non hanno perso in dignità per non aver fatto assolutamente niente; altri dei quali hanno lavorato sodo, posso bene immaginare con quale pregiudizio delle loro attività professionali; il Presidente del Rotaract, Dott. Marco Mattei: simpatico, colto e (il che non guasta) devoto; i relatori, di cui in parte dirò nella relazione conclusiva e che, comunque, ho tanto apprezzato, da essere sincero se dico che li riascolterei di nuovo volentieri; i coniugi Politi, che da anni servono il Club con totale dedizione, e ancora in tempo di mia presidenza hanno collaborato, realizzando stendardi e confezioni; la signora Allegra Jasonni, per la discrezione, per la romagnolissima e a me cara idiosincresia a seguire il marito nei luoghi pubblici, specie se rotariani, ma ben presente nella preparazione della Cena degli Auguri e in questa serata di commiato; la signora Renata, per cui ogni elogio sarebbe poca cosa, trattandosi di una dea. La cura, la passione, in realtà l’amore con cui si dedica al Club appartiene, in effetti, a un ordine superiore, credo proprio olimpico, delle cose. L’autunno del Rotary Sin dalle origini e, sempre più, nel cammino del Rotary emerge un fervore di ideali troppo spesso sottovalutato nei salotti della cultura e non ridu111 cibile, come qualche maligno pretende, a un generico e vago conservatorismo. Vero è, al contrario, che il legame della Ruota Dentata con le tradizioni si radica in un tanto vivo, quanto malinconico e vorrei dire “autunnale”, sentimento del tempo. Non poteva essere diversamente, visto il ferreo radicamento della nostra istituzione nella storia occidentale. “Occidente” è sinonimo, pur tra le tante contraddizioni, della storia, di aspirazione alla libertà e di responsabilità personale nel divenire degli eventi; ma dice anche – e Dio sa quanto intimamente! – l’ora della sera, la consapevolezza amara del tramonto. La domenica pomeriggio a Chicago ero disperatamente solo: così scrive Paul Harris ne La mia strada verso il Rotary, in una sorta di confessione pubblica, che prelude all’individuazione di una tavola in cui possa recuperarsi gusto del dialogo, gratuità dei rapporti e piacere della convivialità. È chiara, nel fondatore, la coscienza di una crisi di portata generale, di cui vengono colti i segni nella convulsa metropoli americana dei primi del secolo, ma che di lì a poco si sarebbe estesa alle capitali europee, per proiettarsi globalmente a misura di “destino dell’Occidente”. Il nichilismo – ovvero l’ateismo sistematico e la morte delle metafisiche – avrebbe determinato perdita del senso sacrale della vita e “disagio di civiltà”. L’immagine della città si contrappone all’immagine della provincia montanara, in cui Harris trascorre con i nonni l’adolescenza: frenetica e dispersa, la prima; fervida e ricca di spiritualità, la seconda. La Ruota Dentata nasce, dunque, non già nel preteso segno del benessere borghese o del quieto vivere di un ceto di notabili, bensì nel segno dell’inquietudine religiosa e dell’aspirazione a modificare il corso delle cose. Così fu che ai nazionalisti imperanti il Rotary oppose quei principi di internazionalità, che in Italia (e non solo in Italia) avrebbero determinato antipatie del regime e allergie ecclesiastiche, sino alla chiusura delle sedi. E fu così che ai totalitarismi e agli statualismi, dilaganti in Europa, il Rotary oppose un riferimento politico, fatto poi proprio dalla costituzionalistica del dopoguerra, ma che in allora assumeva veste profetica: il pluralismo. E fu così che nell’età del dominio delle masse Harris poté criticamente parlare di un anonimo “calderone sociale”, per riproporre nuove aristocrazie intellettuali e morali. 112 Torna alla mente, al proposito, una grande pagina di Benedetto Croce: Religiosità, per l’armonia stessa che è insita nel termine, altro non è, se non aristocrazia. In sostanza, alle “primavere” del positivismo e del materialismo storico il Rotary replicava rievocando una dimensione cristiana del vivere, pur laicissima e a suo modo originale. Ricca di spunti liberali e scevra, come tale, da ogni pregiudizio dogmatico e da ogni fanatismo. Certo il compito era (ed è) arduo; né poteva (e può) sfuggire l’asprezza del cammino intrapreso. Può una tavola ricca di affetti e ospitale, quale quella che aveva animato la giovinezza di Paul Harris, sostituirsi alle mense incolori di oggi? Alle autostrade, ovvero alla velocità e ai ritmi frenetici della civiltà tecnologica, è possibile contrapporre il “sentiero di campagna”, ovvero la sacralità del rapporto fra uomo e natura evocata dalle metafisiche tradizionali? Riconosco in alcune bellissime relazioni, svolte nell’anno rotariano della mia Presidenza, una medesima, dolente osservazione dell’attualità, un medesimo, nostalgico tentativo di recupero della poesia perduta. Diversi i punti di osservazione, e pur tuttavia conferenti: penso all’intervento di Zunarelli su Le droghe nello sport: a dirci, in definitiva, le perversioni a cui si è giunti nell’imporre allo sportivo prestazioni che possono ingigantire un titolo del giornale, ma che nulla hanno a che spartire con la salute e, più in genere, con l’equilibrio tra l’anima e il corpo. Penso a Il male di vivere degli adolescenti, colto con il consueto acume da Vittorio Volterra in un’ampia dimensione etica e culturale, non solo psicoanalitica. Penso a Letteratura e religione, relazione di Alberto Destro coltissima e, a mio modo di vedere, “autunnale”, per il nodo stesso di riflessione prescelto: Rilke, sommo poeta della parola religiosa al tramonto. Sono forse il grigiore stesso dei tempi e l’oggettiva, crescente difficoltà di attuazione del progetto rotariano a fornire lumi su un momento di crisi che investe anche, e ahimè dall’interno, la Ruota Dentata. Talora sembrano prevalere le burocrazie; non raramente si assiste a manifestazioni autocelebrative, tanto sterili, quanto idonee ad allontanare forze nuove e valorose. La stampa rotariana non ci pare comparabile a quella che 113 seppe essere in anni passati: Realtà Nuova è stinta (“autunnale” in un’accezione diversa da quella cui ci si è precedentemente riferiti) nella sua stessa veste editoriale; altre pubblicazioni ci paiono patinate, enfatiche, retoriche. Ed ha ragione Vitaliano: di alcuni detti, esteri o nostrani, potremmo certamente fare a meno: gettare il seme dell’amore che significa? Al termine della relazione dell’Avv. Jasonni vi sono stati diversi interventi. – L’Avv. Giulio Bongianni, magistrato, Past President del Club Bologna Est, ha espresso encomio e stima per l’amico Jasonni e, ammettendo che “l’avvocato deve sedurre il giudice”, si è complimentato con lui per essere riuscito nel suo anno di presidenza, a sedurre il Club. Consegna all’Avv. Jasonni una medaglia ricordo. – L’Avv. Stefano Graziosi, premesso di aver avuto presentimento di magie nella notte di san Giovanni, e premesso il ricordo dell’eleganza e profondità dell’eloquio del Presidente Massimo Jasonni “laico liberale”, che sempre si esprimeva con sintassi impeccabile e incredibilmente fluida, come le ricche acque di un fiume, dice che le due magie di questa sera riguardano la liberalità e la laicità. La liberalità manifestata da un trattamento di catering veramente ottimo, che, per una volta sola, non ha potuto turbare l’ottimo tesoriere Amato. La laicità poi manifestata – per meraviglia – proprio in un cenobio, e con una relazione rotariana adeguata alla gigantesca Summa di San Tommaso. E questo sembra essere stato il trionfo di Padre Benetollo, muto e sorridente tra le colonne del chiostro. Si aspetta un’altra notte magica. A “Villa Quiete” sì, ma accesa dallo spirito giocoso del Presidente Paolo Baldini e dall’allegra convivialità della consorte “Donna Valeria”. Il Dott. Mario Pantano, Assistente del Governatore, nel consegnare all’Avv. Jasonni l’Attestato Presidenziale, ha citato le parole del Presidente internazionale Rattakul sugli sforzi lodevoli effettuati per aumentare la pace e la conoscenza del vostro Club nel mondo, riconoscendo al Club Bologna tali meriti. L’Avv. Jasonni ringrazia e consegna al Dott. Pantano un omaggio a ricordo della serata. 114 Prende la parola il Prof. Giuseppe Vitaliano Valenti. Essendo io nel Club il socio con la maggiore anzianità dirigenziale, mi prendo ora il compito di porgere al Presidente uscente il saluto e il ringraziamento di tutti i soci e nel contempo di augurare al Presidente eletto ogni successo e soddisfazione per l’impegno che lo attende durante l’annata che sta per iniziare. La serata è stata lunga e, come nella sinfonia di Haydin, quella “degli addii”, già da un po’ di tempo le partenze si susseguono silenziose e ininterrotte. Non ci lasciano gli orchestrali ma è il pubblico che si dilegua, con discrezione, lungo il perimetro dei portici. È tardi, la serata è stata piena. La relazione del Presidente e gli interventi successivi, hanno piacevolmente tenuta impegnata la nostra attenzione. Sarò quindi molto breve. Ogni annata si caratterizza per il programma che è stato svolto e viene ricordata associando il nome del Presidente alla iniziativa di maggiore pregio. Il 2002-2003, durante il quale è stato svolto un buon programma che ha interessato tutti i campi dell’azione rotariana, ritengo debba avere una sola definizione. Passerà alla storia del Club come l’annata di Massimo Jasonni, tout court. Massimo ha dominato la scena. In ogni riunione la sua personalità si è imposta senza forzature. La sua cultura eclettica e raffinata, il suo eloquio elegante, le sue osservazioni pertinenti lo hanno fatto sempre emergere. Così – era prevedibile – è stato questa sera e io, mentre la sua accattivante oratoria teneva avvinto l’uditorio, passando da San Tommaso a Gramsci, da Platone a Croce, mi sono chiesto se, per quella sorta di magia cui alludeva l’amico Graziosi, si fossero potuti evocare Paul Harris e gli altri fondatori del Rotary, quale reazione essi avrebbero manifestato udendo la relazione presidenziale. Credo che sarebbero rimasti sorpresi e attoniti. Credo che la loro creatura, il Rotary delle origini, ispirato alla semplice amicizia, alle piccole iniziative locali (il primo intervento a Chicago fu l’erezione di un orinatoio pubblico), non avrebbero potuto collegarla alla esegesi filosofica e sociale che, il nostro Presidente, con dovizie di citazioni e fantasia creativa, nobilitava 115 all’estremo, ma anche estraniava da una realtà ben più modesta del contesto internazionale. Sull’origine del Rotary, accanto alla bella, esaltante ricostruzione di Jasonni, vi è anche la versione più modesta del cronista di provincia, secondo cui occorre non dimenticare gli inizi tutto sommato non eccellenti dell’Associazione, i quali per altro non contraddicono in tutto il pensiero “alto”. Il Rotary è anche il risultato di una serendipity. Così come Colombo si trovò nel Nuovo Continente, quando invece si era prefisso di guadagnare l’Oriente, navigando per Occidente, altrettanto Paul Harris e soci, volendo costituire un circolo di amici fidati, con i quali scambiare consigli e passare piacevolmente qualche ora, si sono trovati, nel corso di non tanti anni, ad aver impiantato un’organizzazione internazionale che, avendo in comune alcuni semplici regole statutarie e conformandosi anche alle esigenze delle singole realtà nazionali, ha poi assunto proporzioni mondiali con obiettivi ambiziosi nel campo sociale, culturale e assistenziale, sempre ispirandosi, coscientemente o no, alla dottrina del pragmatismo. Rimarrà in ogni caso il significato profondo che hanno avuto nella nostra storia due eventi fra i tanti. Il primo, l’Ammiraglio R. E. Byrd nel 1926 pianta lo stendardo rotariano al Polo Sud; il secondo, nel 1969 il rotariano astronauta Armstrong posa la stessa insegna sul suolo lunare. Dai primi passi mossi all’inizio del secolo, oggi il Rotary è presente in 165 Paesi e, solo pensando a mezzo secolo fa, ci viene di dire: Quantum mutatus ab illo. Fra non molto ne celebreremo i cento anni dalla fondazione e il Rotary del secondo secolo sarà certo diverso. Ogni crescita comporta sempre necessari adeguamenti. La società in cui il Rotary prospera ha subito e subisce grandi trasformazioni e molte cose nel Rotary non sono più del tutto attuali. Ne Il Gattopardo, Tancredi, arruolatosi nei Garibaldini, dopo lo sbarco dei Mille, dice allo zio, Principe di Salina: Se vogliamo che tutto rimanga com’è, tutto deve cambiare. Anche da noi molto deve mutare proprio affinché l’essenziale non vada disperso. 116 Annata rotariana 2003/2004 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2004/05: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Dott. Paolo Baldini Avv. Prof. Massimo Jasonni Prof. Stefano Pileri Prof. Ing. Angelo O. Andrisano, Avv. Gianluigi Laus Ing. Mario Musso Ing. Gabriele Amato Dott. Alfredo Borlotti, Dott.ssa Leopolda Boschetti, Enrico Postacchini, Avv. Angelo Stagni Avv. Mario Doro Lettera del Presidente Dott. Paolo Baldini È con vera gioia che, venendo incontro alla richiesta del Presidente Andrisano, mi riporto con la memoria all’anno rotariano 2003/2004 durante il quale ho ricoperto la carica di Presidente del Club per rammentare le attività più significative svolte in quell’annata. Ricordo che, dopo un anno di esilio, siamo tornati a tenere le riunioni conviviali nella consueta sede dell’Hotel Carlton elegantemente rinnovato negli arredi; solo la riunione d’inizio anno si è svolta nell’amena cornice di “Villa Quiete” a Pontecchio Marconi. L’informazione rotariana ha assunto un ruolo importante con interventi istruttivi dei Past Governor Belelli e Valenti e dell’ormai Assistente del Governatore Magalotti, adeguandoci in tal modo alle direttive del Governatore S. Canducci il quale, nella rituale visita al Club, ha avuto 117 parole di apprezzamento per i nostri programmi e per il rispetto degli indirizzi raccomandati dal Presidente internazionale. Nel corso dell’annata rotariana abbiamo conservato l’organico del Club a 147 soci, la partecipazione dei soci ha conosciuto un discreto aumento percentuale e abbiamo attuato progetti di servizio di notevole successo. Abbiamo consegnato, quali onorificenze rotariane, sei P.H.F. e tre Pietre Blu. Con il gruppo felsineo, abbiamo promosso la visita dei Musei Universitari da parte degli studenti delle Scuole Medie Superiori; consegnato i Certificati di Merito ai migliori diplomati delle Scuole del medesimo grado; consegnato i Premi di Laurea al miglior laureato di ciascuna facoltà dell’Università di Bologna; accolto tre ambasciatori della Rotary Foundation e organizzato l’ospitalità e la giornata professionale di quattro giovani statunitensi nell’ambito del progetto di scambio Gruppi di Studio. Il nostro Club, nell’ambito della propria comunità, ha sponsorizzato la mostra “Marconi, il genio, il futuro” che ha avuto grande affluenza di pubblico; ha offerto il Pranzo di Solidarietà per i senzatetto; ha donato un prezioso volume antico al Museo della Musica in occasione della visita a quel vero gioiello della cultura; ha destinato dei fondi al nuovo Reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore. Nell’ambito della comunità nazionale abbiamo elargito un cospicuo contributo alla Fondazione Gesù Liberatore dai fondi raccolti dal Comitato Consorti; altro contributo è stato dato all’UNITALSI; contribuzioni minori sono andate a favore di AGEOP, UNICEF, Natale per l’Infanzia e per i caduti di Nassiriya. A livello internazionale abbiamo partecipato a un matching grant finalizzato a combattere la fame che affiggeva i bambini argentini; un contributo è stato inviato a Casa Vo Jurema che accoglie bambini brasiliani indigenti e bisognosi di cure; abbiamo mantenuto l’impegno nel progetto SCIALLE sotto la guida del Past President Casali. Ricordo infine gli impegni istituzionali: contributo alla Fondazione Rotary, partecipazione al RYLA, sostegno al Rotaract, trionfalmente presieduto, nel 35ennale, da Cristina Mezzetti; e inoltre all’Assemblea Distrettuale, svoltasi a Bologna in Palazzo Re Enzo, siamo stati veramente parte attiva come si può ben vedere dalla lettera del Governatore 2004/2005 di seguito riportata: 118 Lettera del Governatore Alviero Rampioni al Presidente Paolo Baldini. 119 Annata rotariana 2004/2005 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2005/2006: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Istruttore: Prof. Stefano A. Pileri Dott. Paolo Baldini Avv. Angelo Stagni Prof. Angelo O. Adrisano, Avv. Mario Doro Ing. Mario Musso Ing. Gabriele Amato Dott. Alfredo Borlotti, Prof. Gabriele Falciasecca, Enrico Postacchini, Arch. Andrea Trebbi, Prof. Giovanni Vallania Dott.ssa Leopolda Boschetti Ing. Andrea Magalotti Sintesi delle principali attività Relazione del Presidente Prof. Stefano Pileri L’anno 2004/2005 è stato caratterizzato da una serie di attività connesse alla Celebrazione del primo Centenario della Fondazione del Rotary Club, condotte sia nell’ambito del Gruppo felsineo che in maniera autonoma. Per quanto riguarda le azioni del gruppo felsineo, il Rotary Club Bologna ha svolto un ruolo di primo piano, sostenendo da un lato un quinto della spesa totale e dall’altro coordinando una delle tre iniziative prescelte dalla Comunità Rotariana bolognese per le Celebrazioni del Centenario. 120 In particolare, quest’ultima è consistita nella realizzazione del fascicolo Il Rotary al servizio dei giovani cittadini della provincia di Bologna, il quale è stato distribuito in centomila copie agli studenti delle Scuole Medie Superiori e Inferiori della nostra provincia, destando l’interesse del mondo scolastico, che costituisce una delle realtà con le quali il Rotary deve fisiologicamente collaborare. Circa le altre due iniziative dell’anno 2004-2005, il Rotary Club Bologna è stato attivamente impegnato, con il coinvolgimento di diversi soci, nell’organizzazione del Convegno distrettuale Le professioni ed il ritorno dell’Etica. Sempre in tema di gruppo felsineo, si deve ricordare il coordinamento da parte del Rotary Club Bologna della visita dell’allora Presidente Incoming del Rotary International Dr. Stenhammar, nonché l’impegno – non soltanto economico – per lo Youth Merit Award, i Premi di Laurea e la visita ai Musei universitari. Per ciò che riguarda l’attività del Club nell’ambito del Distretto, appare opportuno ricordare il raggiungimento dell’obiettivo contributivo di 14 500 $ per la Rotary Foundation, assegnato per l’anno 2004/2005 nonché la partecipazione con 10 soci al Congresso in Marina di Carrara, tenutosi il 10-11 giugno 2005, per il quale sono stati realizzati due poster, l’uno per il nostro Club e l’altro per il gruppo felsineo. Le azioni a favore della Comunità specificamente svolte dal Rotary Club Bologna sono consistite: a) nell’adozione a distanza di 11 bambini tailandesi ed etiopi; b) nel supporto dato alla Casa Vo’ Jurema in Brasile, grazie alla generosità del gruppo Consorti; c) nella realizzazione di un call center dell’ANT, in collaborazione con il Rotary Club di Firenze Bisenzio e il Distretto 2070; d) nel completamento del sito per l’orientamento professionale, ora fruibile on line; e) nella consegna al Dott. Riboldi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Bologna, di una somma destinata alla realizzazione della bibliote121 ca-ludoteca del Reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore, iniziativa che ha coinvolto la precedente Presidenza del Dr. Paolo Baldini; f) nella realizzazione dell’agenda del Centenario, la quale è stata donata, oltre che ai soci del nostro Club, alle Autorità cittadine, provinciali e regionali nonché ad alcune Personalità nazionali, ai Governatori dei Distretti italiani e ai Presidenti dei Rotary Club del gruppo felsineo. Per ciò che attiene alla vita del Club, oltre allo spostamento della sede delle conviviali al Circolo della Caccia e all’applicazione del nuovo regolamento e alla realizzazione del CD del Centenario, si ricordano le visite al Museo dell’Aria di Padova e alla mostra dedicata a Elisabetta Sirani, nonché la gita a Roma per le celebrazioni del Centenario, la quale ha rappresentato un momento di grande aggregazione e un piacevole ricordo per tutti i partecipanti. Escludendo il periodo estivo organizzato come di consueto sotto forma di Interclub, si sono tenute 39 riunioni, delle quali 10 in forma di Interclub e 2 di assemblea. In tale ambito, si inseriscono l’ampliamento del Rotaract del Rotary Club Bologna con l’inserimento dei giovani del Rotary Club Bologna Valle del Samoggia, la rifondazione dell’Interact e l’attribuzione di due borse agli Ambasciatori, al Dott. Pier Paolo Piccaluga e al Dott. Nicolò Poletti, rispettivamente. Il Club è, da ultimo, dotato di nuovi mezzi informatici, consistenti in una video camera digitale (dono personale del Presidente), un video-proiettore e un PC. 122 Annata rotariana 2005/2006 CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente: Presidente uscente: Presidente 2006/07: Vice Presidenti: Consigliere Segretario: Consigliere Tesoriere: Consiglieri: Prefetto: Istruttore: Avv. Angelo Stagni Prof. Stefano Pileri Prof . Ing. Angelo O. Andrisano Avv. Mario Doro, Avv. Gianluigi Laus Ing. Mario Musso Ing. Gabriele Amato Dott. Alfredo Borlotti, Prof. Gabriele Falciasecca, Enrico Postacchini, Arch. Andrea Trebbi, Prof. Giovanni Vallania Ing. Giovanni Manaresi Ing. Andrea Magalotti Sintesi delle principali attività Relazione del Presidente Avv. Angelo Stagni L’anno di presidenza 2005/2006 si colloca a metà strada fra due avvenimenti di grande importanza per il Rotary e per il nostro Club Bologna. Nel 2005 ricorreva il 100° Anniversario della fondazione del Rotary International, dovuta alla iniziativa di Paul Harris e dei suoi tre amici di allora. Nel 2007 ricorre l’80° Anniversario della costituzione del Rotary Club Bologna, dovuta alla iniziativa del Rotary Club Milano. L’impegno profuso dal Rotary Club Bologna negli anni di presidenza 2004/2005 (presidenza Pileri) e 2006/2007 (presidenza Andrisano) per 123 celebrare, rispettivamente, i due avvenimenti suddetti è stato notevole e ha portato a risultati brillanti e concreti. L’anno intermedio 2005/2006, che ha visto la mia Presidenza, potrebbe quindi considerarsi un anno di cosiddetta “ordinaria amministrazione”. Tuttavia non è stato, almeno per me, un anno facile. Perché ogni anno di presidenza è difficile, per chi ha l’onore, ma anche l’onere, di presiedere il Club, e per il Consiglio Direttivo che lo sorregge. In mancanza di avvenimenti di risonanza eccezionale, quali le due ricorrenze che ho ricordato, occorre infatti caratterizzare l’annata rotariana attraverso scelte che presuppongano lo studio, l’individuazione e l’interpretazione dei desideri e delle preferenze dei soci, o quanto meno della maggior parte possibile dei soci stessi. Ciascun Presidente trasferisce nel Club, nell’anno di sua presidenza, qualcosa della sua personalità, della sua inclinazione e dei suoi gusti. Si tratta di adeguare tutto ciò alle aspettative dei soci, per favorirle quanto più possibile. Io, che sono amante della musica e delle trasferte, ho fatto precedere l’anno 2005/2006 da una conversazione filmata avente per titolo Il formidabile Quartetto Cetra e l’ho fatta seguire da una visita in Rovereto a quella stupenda struttura museale che si chiama “MART”. In mezzo a questi due estremi, il Club ha cercato di favorire l’assiduità e l’amicizia. Assiduità ed amicizia, come è noto, sono le due colonne portanti di ogni Club rotariano. Da esse nascono e si incrementano i concetti del servire. Per questo si è cercato di stimolare il desiderio dei soci a partecipare alle nostre riunioni offrendo a essi incontri piacevoli e graditi, produttivi del cosiddetto “godimento spirituale”. Alla tradizionale e annuale “Cena degli Auguri” si è cercato di dare la caratteristica di vera e propria festa di tutti i soci, con la sala allestita, adornata e illuminata in modo nuovo, con l’inserimento di un programma musicale (il Quartetto Corelli) e con la distribuzione a tutti gli intervenuti di un tangibile e utile oggetto in ricordo della serata. 124 Le relazioni durante le conviviali (alcune realizzate in Interclub) sono state indirizzate su temi che potessero interessare la maggior parte dei presenti, e così su argomenti nel campo della musica (Mozart e Padre Martini; la Tosca di Puccini), nel campo dell’arte (il ricordo di Elisabetta Sirani e la visita alla mostra di Giotto), nonché su aspetti storici della città in cui viviamo (Bologna: le sue acque, i suoi portici, le sue strade, le sue luci e le sue ombre). Quanto alle visite a luoghi d’arte fuori di Bologna vanno ricordate, oltre quella già citata a Rovereto, la visita alla mostra di Corot in Ferrara e quella alla mostra di Van Gogh, Gauguin e Millet a Brescia. Il tutto senza trascurare le relazioni di soci su materie di attualità o riguardanti la loro attività professionale. Non spetta a me dire se lo scopo che si voleva raggiungere (incrementare cioè l’interesse dei soci verso le attività del Club), sia stato raggiunto in pieno. Probabilmente no. Ma se anche una parte soltanto di questo scopo fosse stata realizzata, vi sarebbe sufficiente motivo per esserne lieti. Le torri (e il Rotary è una torre) si costruiscono poco per volta, pietra su pietra. Ce lo ha insegnato Paul Harris. 125 125 Il ricordo di soci recentemente scomparsi Commemorazione del Past Governor Prof. Vitaliano Valenti da parte del socio Prof. Avv. Massimo Jasonni IL GUARDIANO DEL FARO (in memoria di Vitaliano Valenti) Ci sono persone che, al di là del valore personale, dei meriti professionali o delle medaglie conseguite sul campo, dopo la morte sfumano presto nella nostra memoria. Ed è, questa, la maggioranza dei casi, dovendoci arrendere all’idea di un ciclo in cui nessuno di noi è insostituibile e che costituisce, anzi, dono prezioso degli dei quello per cui la nuova vita che si affaccia prevale sul lutto. Ma ci sono anche figure che non ci abbandonano, starei per dire che ci seguitano, nel senso più profondo e acuto del verbo: queste rare persone continuano ad accompagnarci, nonostante la loro assenza fisica, pulsano al nostro fianco come se la morte non le avesse riguardate. È cosa strana quella di cui sto parlando, nel richiamarmi al nome di Vitaliano Valenti: cosa strana e tuttavia ben nota ai cultori della poesia. Essi sanno che proprio qui si cela l’ineffabile specificità del fenomeno artistico: in quella particolare tela, o in quel marmo battuto da mano dell’uomo, o in quella frase musicale – ogni parola al posto giusto, diceva 127 Eliot, e al ritmo giusto – è inscritto il segreto della distinzione tra ciò che è destinato a svanire nel tempo e ciò che permane. Vitaliano Valenti credo non abbia mai fatto nulla di proposito per “segnalarsi”, per emergere all’attenzione del pubblico e, in definitiva, per essere ricordato oltre la sua esistenza terrena. C’era, in lui, una saggezza “stoica” o, se si preferisce, un sovrano, aristocratico distacco dall’obiettivo del successo personale. Ricordo la presentazione alla libreria Feltrinelli del mio libro: mi avvicinò per scusarsi, precisandomi che sarebbe venuto meno al proposito di intervenire, per timore di non essere all’altezza del dibattito (quando, in realtà, sarebbe stato uno dei pochi che, avendo letto dalla prima all’ultima pagina, avrebbe ben potuto dire la sua da protagonista). Non diversamente accadeva nelle feste o nelle celebrazioni rotariane, ove poteva e doveva porsi, per l’autorità di cui disponeva, in primo piano e invece offriva ad altri il microfono. Se sedeva in prima fila, era perché gli era stato richiesto, e non voleva rispondere in modo inurbano all’invito degli organizzatori del convegno, o perché, più semplicemente, ambiva a un audio migliore e voleva osservare il volto dell’oratore più da vicino. Insisto su questo particolare, apparentemente insignificante, per sottolineare come Vitaliano fosse sempre attento e curioso, pronto all’ascolto come uno studente ginnasiale, ma di sicuro avvenire. Era dunque l’umiltà il tratto saliente della persona: un’umiltà vera, vorrei dire incarnata, non un’astrazione e tantomeno il frutto di una scelta ideologica. In analogia, penso alle due farfalle di una tela del 1890 di van Gogh, ora esposta a Brescia: sono farfalline che qualunque bambino potrebbe pittare sul suo quaderno di scuola, e pur tuttavia sono quelle, quelle e solo quelle che la nostra coscienza raccoglie e gelosamente custodisce, impedendone l’oblio. Oggi si guarda spesso all’umiltà come ad una forma di debolezza. Il ricordo di Vitaliano Valenti conferma quanto grave sia questo errore. Vitaliano esprimeva energia, vigoria, vera e propria forza intellettuale e morale. Non era uomo di mezze misure, un po’ di qua e un po’ di là, non era disposto ad appartenenze consortili, non cedeva alla convenienza delle mediazioni. Le sue origini romagnole giocavano, al proposito, un 128 ruolo determinante: non tergiversava, assumeva decisioni limpide e nette, amava la discussione, ma per giungere ad una sintesi chiara. Da questo modo di porsi discendeva una leggerezza di tratto, una bellezza, non solo di spirito, ma anche fisica. Penso con compiacimento – me ne rallegro con lui – al mondo femminile che dovette avvertirne il fascino. Per noi Rotariani è stato un guardiano del faro: perché senza supponenza, ma con estrema autorevolezza indicava la via da tenere senza nemmeno dover citare il manuale di procedura. Mi ricordava, in questo, i grandi avvocati del passato, che, a differenza di quanto accade oggi, ricorrevano alle eccezioni procedurali solo in casi estremi, e solo ove la violazione della norma di rito avesse comportato offesa effettiva di un diritto di libertà. Di quei grandi avvocati Vitaliano possedeva la maestria del gesto. Il Rotary (per usare l’espressione di un pensatore tedesco che gli era caro – diceva scherzando – quanto gli era cara la sua passione del cucinare) rappresentava per lui un abitare: un modo di essere, prima ancora che un modo di esistere. Un tutt’uno con la sua alta professionalità, manifestata durante il lungo periodo del primariato ospedaliero imolese; con una signorilità in lui innata e caratteristica della scuola ostetrica di Bacialli, di cui fu nel dopoguerra stimatissimo allievo; con la sua crociana attitudine a identificare, nel nome dell’idea liberale, pensiero ed azione. Il faro dell’abitare rotariano, di cui Vitaliano è stato fedele custode, concede ben poco all’immagine grigia e sedentaria di una ruota dentata intesa come mero sodalizio di notabili, ben poco consente a certa patinata stampa. Esso, viceversa, si nutre di antiche, nobili aspirazioni inscritte nella storia della civiltà occidentale: la sacralità della vita, il difficile ma fervido incrocio tra solidarietà e libertà. La permanenza di questa alta memoria ha forse a che fare – lo si dica con animo sereno, senza tema di sconfinare nella retorica – con la adolescente, ma proprio per questo inesauribile lievità delle farfalle di van Gogh. 129 Commemorazione del Past President Prof. Guido Paolucci da parte del socio e collega Prof. Gian Paolo Salvioli Il nostro Presidente Angelo Andrisano mi ha cortesemente incaricato di ricordare oggi un nostro illustre socio, ma soprattutto un nostro amico, Guido Paolucci improvvisamente mancato il 19 luglio di quest’anno. Guido, nato a Padova, era cresciuto a Cattolica dove per decenni suo padre ha svolto l’attività di pediatra e giunto alla laurea abbracciò la pediatria seguendo le orme paterne. I nostri genitori si conoscevano da quando entrambi frequentavano la Clinica Pediatrica di Padova e io con Guido da oltre 40 anni ho lavorato fianco a fianco nel glorioso Ospedale Gozzadini. Abbiamo condiviso affanni, soddisfazioni, delusioni che ogni attività lavorativa comporta e in particolare la non facile carriera universitaria. Guido ha raggiunto il vertice della progressione accademica divenendo professore ordinario di Pediatria e direttore di una delle Cliniche Pediatriche della nostra Università: a Lui si deve la nascita dell’oncologia ed ematologia pediatrica non solo a Bologna, ma in Italia. A livello internazionale e nazionale era oltremodo stimato e molti sono stati i riconoscimenti a Lui tributati dalla comunità scientifica. Numerosi gli allievi che hanno raggiunto prestigiose posizioni in campo universitario e ospedaliero. Accanto alle non comuni caratteristiche di ricercatore e di docente desidero ricordare una dote di Guido: l’umanità verso il bambino malato di tumore e verso la sua famiglia. L’attenzione posta ai problemi non solo 130 medici è testimoniata dai suoi scritti, ma soprattutto dall’essersi battuto per l’umanizzazione dell’assistenza ospedaliera. Ne è prova il modernissimo reparto di Oncoematologia pediatrica che Guido ha avuto il piacere di vedere finalmente inaugurato, dopo anni di travagliati lavori, nel giugno scorso grazie al suo impegno unitamente a quello dell’associazione di volontariato dei genitori dei bambini oncologici AGEOP, delle istituzioni (Università, Regione, Azienda ospedaliera) e della famiglia Seragnoli. In questo reparto si effettuano i trapianti di midollo che hanno consentito, unitamente alle altre terapie, di raggiungere la guarigione in oltre l’80% dei bambini affetti da leucemia: in esso è stato particolarmente curato l’ambiente inteso non solo come aspetto edilizio, ma come luogo di cura globale del bambino consentendo la presenza continua dei genitori, l’attività scolastica e ludica oltre al supporto psicologico dato da valenti équipe particolarmente esperte. Desidero però in questa sede ricordare le qualità del Paolucci “uomo” e del Paolucci “Rotariano”: io ritengo che menzionare le doti dell’uomo onesto, serio, di grande modestia, nonostante l’alto prestigio di cui godeva presso la società, significa ricordare un Rotariano veramente esemplare. Ebbi l’onore e il privilegio di presentarlo durante la conviviale del 18 febbraio 1986 ai soci del nostro Club e credo che tutti voi abbiate avuto l’opportunità di apprezzarlo specialmente nell’anno della sua Presidenza (1990/91) per la grande affabilità e disponibilità e per l’attenzione da Lui posta verso i giovani. Alla sua felice intuizione si deve l’istituzione del premio che i Rotary Club di Bologna dal 1990 assegnano al migliore dei laureati delle varie facoltà del nostro Ateneo. A tal proposito mi permetto di avanzare la proposta che questo premio venga denominato Premio di Laurea GUIDO PAOLUCCI: in questo modo si renderà giusto riconoscimento a questo nostro illustre socio. Ricordo inoltre che numerosi sono stati i Paul Harris e le Pietre Blu a lui attribuiti per la sua attività rotariana. Guido ha avuto al suo fianco Rosetta moglie eccezionale e tre figli Laura, Andrea e Stefano e l’amata nipote Valentina che tante soddisfazioni gli hanno procurato. Molti di Voi ricorderanno gli interessi molteplici di Guido: la letteratura, 131 la musica, il cinema, il mondo telematico di cui il fratello Umberto è uno dei protagonisti a livello mondiale, i sistemi di trasmissione radio e televisiva: a tal proposito la Fondazione Marconi gli aveva recentemente attribuito un particolare riconoscimento. Aveva affrontato con grande serenità, grazie anche alla sua profonda fede cristiana, in questi ultimi anni problemi di salute che tuttavia non avevano intaccato la sua attività di ricercatore e, ultimamente, di scrittore. Infatti egli ha dedicato alla sua amata Cattolica e alla terra di Romagna tre volumi nei quali ha raccontato la storia recente di queste località e la sua storia di giovane che si affacciava alla vita di studio e di lavoro. RingraziandoVi della benevolenza con la quale mi avete ascoltato e scusandomi per non essere riuscito a tratteggiare compiutamente la figura di Guido Paolucci riuscendo a fatica a superare la grande emozione che in questo momento mi pervade per il sincero affetto che ci legava, vorrei concludere leggendoVi quella che definirei una lirica che proprio quest’anno Guido ha scritto e nella quale possiamo cogliere un velato suo commiato dalla sua terra e da noi. Assaggiarla bambino costruendo precari castelli di sabbia sul bagnasciuga che la risacca erode; gustarla adulto ripetendo le vacanze nel passare degli anni, magari con la moglie e poi con i figli e poi con i nipoti; sfiorarla d’inverno con la nebbia che ovatta le vie e con il lamento della sirena che sale dal porto; vederla con la galaverna che caramella gli alberi smerigliando le orecchie; anticiparla alla festa dei fiori quando la natura esplode in mille colori; soffrirla sperando che il garbino passi presto; lambirla dai finestrini di un treno che corre e non si ferma e lascia dietro, nel mare che fugge, brandelli di ricordi e di immagini felici; raccontarla nei libri per dire e dare agli altri ciò che urge dentro; fotografarla per fissare il tempo, per ritrovare una emozione, per cogliere una luce, un’ombra, un colore, un riflesso, un profilo e per cento altri motivi. Guido Paolucci, 2006 132 Commemorazione del Past President Avv. Stefano Graziosi da parte del socio Avv. Ernesto Stagni Dalla riunione del 13 febbraio 2007: …dopo un rapido saluto agli intervenuti il Presidente apre l’incontro, comunicando ai soci la notizia della tragica scomparsa del caro amico, il socio Avv. Stefano Graziosi, Past President del Club nell’annata 2000/01. Dopo averne ricordato il passato rotariano e in particolare la sua annata di Presidenza, cede poi la parola all’avv. Angelo Stagni per una commossa e sentita commemorazione di cui riportiamo integralmente il testo. Cari amici del Rotary Club Bologna, il nostro Presidente prof. Angelo O. Andrisano mi ha incaricato di ricordare in apertura di questa riunione di Club, la figura dell’Avv. Stefano Graziosi. Come tutti sapete l’Avv. Graziosi, socio del nostro Club, è mancato improvvisamente alcuni giorni fa, per uno di quegli accidenti inesorabili che colpiscono gli esseri umani e cioè l’arresto delle funzioni cardiache. La notizia della sua comparsa è stata per me una folgore a ciel sereno, perché pochi giorni prima ero stato ospite in casa sua in una cena con familiari e amici. E nulla lasciava intravedere la tragedia che si sarebbe consumata a pochi giorni di distanza. Stefano Graziosi era nato a Bologna il 3 ottobre1940 ed era socio del nostro Club dal 5 giugno 1984. Dopo avere fatto parte per vari anni del 133 Consiglio direttivo e di Commissioni da lui presiedute, Stefano Graziosi fu nominato Presidente del Club per l’annata 2000/01. Di lui, della sua personalità, della sua sensibilità e dei suoi modi di sentire e operare vi sarebbe da scrivere un intero volume. Io mi limito solamente a ricordare a Voi il suo elevato livello spirituale e operativo, la sua arguzia e il suo senso dell’umorismo che derivavano da una vasta e profonda cultura in ogni settore. Vi voglio ricordare, ma certamente queste cose già le avete notate a suo tempo, che non vi era relazione che altre persone facessero in nostre conviviali durante il suo anno di Presidenza, che non fossero precedute o seguite da un preambolo o da un commento sul tema della relazione medesima. Segno evidente che non solo Stefano Graziosi era enciclopedico nella sua cultura ma che egli non gradiva mai essere impreparato di fronte a qualsiasi argomento venisse davanti a lui trattato. Io, che l’ho avuto anche come collega nella professione forense, voglio anche ricordare gli articoli a sua firma che venivano pubblicati nella rivista Bologna Forense; in ciascuno di questi articoli si notava il profondo senso critico e la vena ironica che egli immetteva nei suoi scritti, soprattutto quando questi scritti consistevano in commenti a sentenze emesse sui più disparati argomenti da parte della magistratura italiana. Voglio ad esempio citare l’articolo apparso nel 2004 per approvare una sentenza della Corte di Cassazione che riconosceva all’avvocato il diritto al risarcimento del danno per impedimento del proprio praticante, cagionato da terzi, a svolgere attività produttiva nell’ambito dello studio legale di cui faceva parte. Stefano Graziosi sottolineava, con arguzia e ironia che il praticante, e meglio ancora la praticante, non solo sollevava il titolare dello studio da compiti ed attività che stancano, ma anche ne rallegravano e rasserenavano lo spirito. Di qui la sua assenza costituiva un danno risarcibile. E con un articolo più recente, dell’anno 2006, Stefano Graziosi criticava invece altra sentenza in base alla quale non si poteva rimettere in termini un avvocato assente all’udienza a causa di malattia che avesse provocato soltanto conseguenze di ordine motorio. Scriveva Stefano Graziosi, in quell’arguto articolo, che l’avvocato è dotato “non solo di mente”, 134 “ma anche di gambe”, perché la prestazione del legale, al pari di quello di un concertista o di un attore, è strettamente personale e non è delegabile ad altri, particolarmente nei momenti critici di una udienza. E ciò soprattutto quando il cliente desidera che l’avvocato sia presente di persona, e non rappresentato da un collaboratore di studio, pur se qualificato e capace. E voglio infine ricordare il rigore che Stefano Graziosi manifestava nell’ambito dell’etica professionale. Se un avversario si permetteva di alterare i fatti storici che avevano dato origine a una causa, per trarne vantaggi defensionali, Stefano non passava sotto silenzio l’espediente malizioso difensivo. I fatti – così diceva – si possono interpretare, inventare mai. Nell’ambito del nostro Club tutti ricorderete infine le sue relazioni sempre permeate dell’umorismo critico di cui Vi ho detto, come la dissertazione sul Diritto pubblico e privato nel Mercante di Venezia e l’ultima conferenza che egli fece nel 2006, intitolata Sesso e Stato. Stefano Graziosi lascia un grande vuoto nella sua famiglia; alla moglie Silvia Calzoni e ai suoi quattro figli il nostro Club porge con commozione i sensi del più profondo cordoglio. Ma Stefano Graziosi lascia un grande vuoto anche nel Rotary. Noi lo ricorderemo sicuramente per moltissimo tempo, e per tutto questo tempo sentiremo amaramente la sua mancanza. 135 Si ringraziano gli Sponsor del 6 marzo: 4 Elle Service s.a.s. Fe. Ba. Consulting s.a.s.