La comunicazione associativa
Rinnovare il linguaggio per valorizzare le competenze e
rinsaldare la fiducia degli associati
Seminario
Mestre, 18 febbraio 2009
L’ink
1.
2.
Ricerca scientifica
i.
Metodo di composizione
ii.
Formalizzazione delle categorie di lavoro nei contesti professionali
a. Questioni editoriali e processi aziendali
b. Tipi di testo e funzioni comunicative
c.
Classificazione dei fenomeni linguistici e stile identitario
Sette anni di attività: consulenza e formazione
i.
Confindustria (14 territoriali, 3 di categoria), Assonime
ii.
7 banche, 4 multinazionali
iii. 10 pubbliche amministrazioni
iv. Oltre 1500 partecipanti ai corsi di formazione dal 2004
I problemi della comunicazione
1.
2.
I volumi della comunicazione sono cresciuti enormemente
i.
Eccesso informativo = fallimento comunicativo
ii.
Mancanza di un criterio per giudicare la qualità
I linguaggi delle persone cambiano, quelli delle organizzazioni no
i.
La non comprensione genera diffidenza e sfiducia
ii.
La fatica non è compatibile con i ritmi aziendali
iii.
La necessità di comprendere alimenta la concorrenza
I problemi degli autori
1.
Difficoltà di rendersi e rendere i testi autonomi rispetto alle fonti
i.
Ordine delle informazioni
ii.
Linguaggio
2.
Difficoltà di progettare la logica informativa
3.
Mancanza di tecniche concrete per ‘mettersi nei panni del destinatario’
4.
Difficoltà di individuare un registro linguistico aggiornato per dire le stesse
cose meglio (talvolta, errata considerazione che la professionalità debba
essere comunicata in modo difficile)
I problemi dei destinatari
1.
Eccesso di documentazione in arrivo
2.
Impossibilità di discernere l’utilità della documentazione senza leggerla
3.
Necessità e impossibilità di approfondire
4.
Difficoltà di comprensione dei linguaggi usati dagli autori
La comunicazione associativa
1.
L’attività delle associazione è comunicare. Quota della comunicazione
scritta: ......
2.
Le imprese non si associano solo per il servizio di informazione scritta, che
però è lo strumento più visibile e costante dell’associazione
3.
La scrittura associativa è spesso sottovalutata
4.
Le modalità della comunicazione tecnica non valorizzano il contenuto
1.
Compresenza di stili = assenza di stile
2.
Stili non progettati = fallimento comunicativo
I quattro scopi della comunicazione associativa
1.
Far capire meglio i testi a coloro che già li leggono
2.
Recuperare alla lettura coloro che non leggono più
3.
Far apprezzare la qualità del servizio alle imprese non (ancora) associate
4.
Far risparmiare tempo a tutti (compresi gli autori, che avranno più tempo
per scrivere meglio)
Le tre fasi per la conquista dello stile
1.
Definire lo stile, tenendo conto del lettore/impresa
i.
Stile analogo all’operatività: praticità, concretezza, chiarezza,
replicabilità, misurabilità del valore
ii.
Stile che esprima la rappresentanza (e non l’amministrazione)
iii.
Stile che faccia capire alla prima lettura che cosa si deve fare con la
certezza di non sbagliare
2.
Acquisire le capacità di interrompere l’importazione degli stili altrui
3.
Impostare il lavoro di composizione con procedure che garantiscono:
i.
La continuità nel tempo della composizione secondo lo stile
ii.
La misurabilità della qualità
Le due chiavi per rinnovare lo stile
1.
Una questione psicologico-cognitiva
i.
Chi scrive crede di essere chiaro
ii.
Chi scrive crede di sapere cosa il suo lettore sa già
iii.
Chi scrive crede di sapere cosa al suo lettore serve sapere
iv.
Chi scrive raramente pensa che la lettura non è il solo modo di gestire
un testo (archiviazione, riuso nel tempo, rilettura parziale ecc.)
2.
Una questione di aggiornamento professionale
i.
Nessun curriculum insegna un metodo di composizione dei testi tecnici
ii.
La professionalità nella comunicazione della propria professionalità è
un requisito
Sintesi dell’analisi dei testi del Notiziario tecnico
1.
2.
Analisi della relazione autore-destinatario
i.
ii.
iii.
iv.
Analisi testuale
i.
ii.
iii.
3.
Marcata connotazione burocratica della rappresentazione dell’identità associativa
Connotazione burocratica della rappresentazione dell’identità dell’impresa
Richiesta di un probabilmente eccessivo impegno culturale e mnemonico del
lettore
Frequente sottovalutazione dell’importanza del tempo del lettore
Oggetto: generale mancanza di criterio per la composizione
Organizzazione delle informazioni: logica informativa accettabile ma con
frequenti errori (es. ripetizioni, salti logici, ambiguità ecc.)
Gestione editoriale: disomogeneità (es. uso delle evidenziazioni, dei titoletti,
delle note ecc.)
Analisi linguistica
i.
ii.
Registro complessivo: marcata connotazione burocratica, disomogeneo tra le
redazioni
Correttezza formale generale: frequenti trascuratezze, non rarissime sviste
grammaticali
Presentazione del progetto: la progettazione
1.
Logica dei testi
i.
Oggetto: distingue in otto secondi tra destinatario e lettore
ii.
Abstract: definisce urgenza e priorità di lettura
iii.
Organizzazione delle informazioni: gli stessi tipi di informazione sempre nello
stesso posto (sei modelli di notizie)
2.
Editoria: uniformare i formati per valorizzare la logica e lo stile
3.
Lingua
i.
Focus sul soggetto
ii.
Valorizzazione del verbo
iii.
Alleggerimento del periodo
Presentazione del progetto: la formazione
1.
Prima giornata (dalla teoria al metodo): metodo di composizione
2.
Seconda e terza giornata (dal metodo alla pratica): uso dei modelli ed
esercizi di scrittura
3.
Quarta giornata (dalla pratica alla produzione): revisione comune di testi
reali prodotti dopo la terza giornata
Presentazione del progetto: la formalizzazione
1.
Manuale di stile
2.
Assistenza continua
Risultati attesi per chi scrive
1.
2.
3.
4.
Dispone di un metodo di lavoro valido sempre, per qualsiasi tipo di testo
Professionalizza le competenze di comunicazione della propria
professionalità
Sa comporre autonomamente e nel tempo documenti efficaci e secondo lo
stile
Ha più tempo per scrivere
i.
I modelli forniscono scalette predefinite
ii.
La familiarità con i modelli, con il metodo e con l’uso dello stile
linguistico eliminano la dispersione di tempo
iii.
La chiarezza dei testi riduce le telefonate di chiarimento
Risultati attesi per chi riceve
1.
2.
3.
4.
Capisce in otto secondi se non deve leggere e sa cosa non legge
Capisce in otto secondi se deve leggere, perché e con quale urgenza
Archivia e ritrova facilmente il documento
Considera competitiva e non aggressiva la comunicazione dell’autore
Risultati attesi per chi legge
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Legge testi precisi e chiari, completi e sintetici
i.
Mediamente più brevi del 50%
ii.
Più informativi e dinamici (verbi: 40% in più; preposizioni: 50% in
meno)
Se deve leggere integralmente, segue facilmente la logica e capisce il
linguaggio
Se non deve leggere integralmente, trova subito le informazioni utili
Se ha difficoltà di comprensione, trova un supporto nel testo
Capisce chiaramente cosa deve fare e come
Non deve più telefonare per chiarimenti o rassicurazioni
Si fida dell’autore
Risultati ottenuti da Assolombarda
1.
2.
Questionario alle aziende, al termine del progetto:
i.
Il 93% apprezza la razionalizzazione dei tipi di testo
ii.
Il 94% apprezza la maggior comprensibilità dell’utilità di un testo
iii.
Il 93% apprezza la maggior reperibilità delle informazioni importanti all’interno
del testo
iv.
Il 92% apprezza la riduzione del tempo di lettura
v.
Il 100% giudica migliorata la comunicazione di Assolombarda (lo 0% niente, il
4% poco, il 57% abbastanza, il 39% molto)
Altri benefici per Assolombarda
i.
Riduzione consistente delle telefonate di chiarimenti
ii.
Aumento degli iscritti alle newsletter da 3.676 a 30.686
Possibili sviluppi del progetto
1.
Lo stile identitario
2.
La comunicazione associativa (vita associativa, lobby, marketing ecc.)
3.
La comunicazione interna
4.
Analisi del gradimento dei lettori
Bibliografia
1.
Origine della ricerca
i.
Ricerca universitaria (Venezia, Milano, Perugia 1995-2005)
ii.
Sperimentazione (didattica universitaria, formazione formatori: Venezia, Milano,
Palermo, Catania, Varsavia 1997-2004)
iii.
2.
Adattamento ai contesti professionali (esperienza L’ink dal 2002)
Riferimenti bibliografici
1.
Francesco Bruni e Tommaso Raso: Manuale di scrittura professionale. Teoria e
didattica (Zanichelli 2002)
2.
Giovanni Acerboni e Tommaso Raso: Come si scrive (De Agostini 2002, on line)
3.
Luca Serianni: Italiani scritti (Il Mulino 2003)
4.
Giovanni Acerboni: Progettare e scrivere per Internet (McGraw-Hill 2005)
5.
Tommaso Raso: La scrittura burocratica. La lingua e l’organizzazione del testo
(Carocci 2005)
GRAZIE!
Giovanni Acerboni
L’ink – Scrittura professionale
tel. 02.36.53.48.71, [email protected]
Siti:
L’ink: www.scritturaprofessionale.it
Blog: www.techblogs.it/scritturaprofessionale/
Saggi: www.italianoscritto.com; www.webimpossibile.net
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