CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO
Processo verbale dell'adunanza del 6 novembre 2003
Addì, sei novembre duemilatre, in Milano, nell'Aula consiliare di via Vivaio n. 1, si è
riunito il Consiglio provinciale per la trattazione degli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno
ordinari e supplementari dall’uno al quarantadue, diramati in data 9, 16, 23, 30 gennaio, 6,
13, 25, 28 febbraio, 13, 20 marzo, 3, 10, 15 aprile, 8, 22, 29 maggio, 5, 12, 19, 26 giugno, 3,
10, 17, 22 luglio, 18, 25, 30 settembre, 1, 7, 14, 23, 30 ottobre e 6 novembre 2003 con atti
provinciali n. 3224/2931/99.
A norma dell'art. 34 dello Statuto, la Presidenza dell'adunanza viene assunta dal Presidente
del Consiglio provinciale, Dr. Roberto Caputo.
Partecipa alla seduta il Segretario generale della Provincia, Dr. Salvatore Corrado.
Alle ore 17.25, il Presidente del Consiglio invita il Segretario a procedere all'appello
nominale dei presenti.
Rispondono all'appello i seguenti trentasette Consiglieri:
Caputo Roberto
Accame Pietro
Angiuoni Pierluigi
Bertolini Almina
Bollina Roberto Giuseppe
Bonasegale Pietro
Borgio Roberto
Caccavale Felice
Casati Bruno
Cipolla Renato
Clerici Michele
Clerici Roberto
Cremaschi Gian Luigi A.
De Simone Mauro
Di Valerio Marco M.
Elli Enrico
Fanchin Claudio
Foglia Giuseppe
Fossati Ambrogio
Fratus Gianbattista
Gavazzi Attilio
Giuliante Luca
Gussoni Maurizio
Jean Gaspare
Malinverno Marco
Matteucci Paolo
Menegatti Angelo
Mezzi Pietro
Morelli Mario
Nitti Fabio Aldo
Nucci Flavio
Ortolina Vincenzo
Pizzarelli Antonio
Radice Nora
Tamberi Livio
Turci Massimo
Vitali Gian Mario
Assente giustificato il Consigliere Dapei.
Sono altresì presenti gli Assessori provinciali: Cocchiaro, Marzullo, Serafini e Vermi.
Constatato che l’adunanza è valida per legalmente deliberare, il Presidente del Consiglio
dichiara aperta la seduta, così si esprime: “Consiglieri, Milano e tutto il mondo dell’industria
italiana ha perso un rappresentante esemplare, Alberto Falck, morto pochi giorni fa mentre
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era al volante della sua auto, colto da un malore. La notizia ha commosso tutta la comunità,
perché Falck nella sua vita ha saputo coniugare i valori dell’impresa con quelli della società e
della socialità.
Nasce a Milano nel 1938, figlio di una famiglia di industriali dell’acciaio. E’ stato l’erede
degli ideali del padre Enrico, tra i fondatori della Democrazia Cristiana milanese. Falck entra
nell’azienda di famiglia subito dopo la laurea in Bocconi, resta a lungo a capo delle acciaierie
e ferriere lombarde, che avevano il cuore della produzione a Sesto S. Giovanni, dismesse alla
fine degli anni 80 con la crisi del settore.
Come Presidente della Falck S.p.A., l’imprenditore vive a metà degli anni 90 il divorzio in
famiglia con l’uscita dal patto di sindacato del cugino Giorgio Falck. Fallito il tentativo di
fusione con Montedison, Falck conserva una presenza in board con Actelios ed è presente
nell’azionariato dei più importanti gruppi italiani, come Canfin e Pirelli. Oltre ad essere
componente del patto di sindacato in Mediobanca, Falck è stato membro dei board di
Italcementi, Ras, Milano Assicurazione. Ha fatto parte del consiglio direttivo e della giunta di
Assonomine. Ha svolto inoltre la sua attività in organizzazioni no profit, dalla Fai, all’Airc,
alla Vidas, di cui è stato fondatore. Era infine Presidente in carica dell’Associazione Italiana
di Aziende Familiari, Vice Presidente dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti e
consigliere dell’Università Cattolica.
Alberto Falck ci lascia il ricordo di un imprenditore illuminato, sensibile, attento al bene
comune, di un uomo di cultura, di un simbolo della volontà del fare, tipica della comunità
meneghina. A sua moglie e ai suoi figli esprimiamo il nostro cordoglio. Prego il Consiglio di
rispettare un minuto di silenzio”.
Il Consiglio provinciale osserva un minuto di silenzio.
Nel frattempo sono entrati in aula il Consigliere Dioli e gli Assessori Frassinetti e
Riparbelli. (presenti 38)
Consigliere Bertolini: “Ho voluto intitolare questo mio intervento “Non tolleriamo offese
alla nostra dignità di cristiani”. Non vorrei dare pubblicità a una persona che non fa altro che
cercarne i benefici effetti sulla sua notorietà mediatica, ma purtroppo mi tocca menzionare il
nome e le gesta di un provocatore che in questi giorni, secondo il mio avviso, ha passato il
segno. Adel Smith e la sua battaglia contro il crocefisso della scuola di Ofena, ci mette di
fronte ad una realtà che oggi non si può ignorare e che riguarda i difficili rapporti tra
occidente ed Islam.
Non è il semplice episodio a far riflettere, ma tutte le implicazioni culturali e sociali che da
esso possiamo evincere per immaginarci lo scenario del nostro Paese degli anni a venire. Non
sembra poi così lontano quello scontro di civiltà che a più pare un’esagerazione da
intellettuali. In realtà temo che Adel Smith e tutti quelli come lui, possano rappresentare con
il loro carico di odio e di intolleranza, gli avamposti di un conflitto portato avanti all’interno
della civiltà occidentale da parte della cultura islamica integralista.
E’ per questo che vorrei invitare questo Consiglio a riflettere in modo trasparente ed onesto,
sulla carica di pericolosità che c’è nel singolo episodio di cronaca. Quanti Adel Smith
abbiamo dietro l’angolo? Quanti sono i limiti di una società civile ed accogliente nei
confronti del prossimo, che deve comunque confrontarsi con un possibile attacco ai suoi
valori dall’interno?
E’ per questi motivi che dobbiamo soppesare con grande attenzione quello che è successo in
quel piccolo Comune abruzzese, potrebbe essere l’anteprima di una società perennemente
divisa. Lungi da me il proporre delle idee razziste e intolleranti, ma credo che stavolta si sia
davvero passato il segno. La comunità italiana non può essere offesa in questo modo vile e
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barbaro e non può sopportare che l’ultimo arrivato pretenda di imporre idee e patti a chi
questa società l’ha costruita, nel nome dei valori cristiani.
Del resto penso che un’offesa di questo tipo, avallata per di più da un tribunale italiano, abbia
fatto inorridire anche chi non è cristiano o chi segue con distacco la religione. Potrei fare un
facile confronto con la reciprocità che noi vivremo nei Paesi islamici, in cui i diversi sono
anche perseguitati. Ma non lo farò, proprio perché l’Italia ha una struttura morale e civile che
non merita neppure di essere paragonata a quella di costoro. Però mi rifaccio ad un articolo di
Oriana Fallaci, che certo non è del mio partito, quando ha detto, dopo il 11 settembre:
descrivendo un occidente invertebrato, che non ha più né rabbia né orgoglio, per mostrarsi a
busto eretto di fronte al mondo. E’ quello che penso anch’io. Dov’è finito il nostro orgoglio
di italiani? In Italia, grandi scrittori, grandi musicisti, grandi architetti, grandi inventori,
grandi geni hanno lasciato il segno in tutte le parti del mondo. Ma dov’è il nostro orgoglio?
Da quando ci sono queste persone che vogliono fare come pare a loro, invece non è giusto,
perché loro devono integrarsi alle nostre idee, loro devono venire qui, noi dobbiamo
rispettarli e loro devono rispettare noi. Noi potremmo mai aprire una chiesa cattolica in uno
dei loro Paesi? Non penso proprio! Va bene, noi gli diamo anche questo, però devono
rispettare i nostri principi. “
Consigliere Menegatti: “Non so se il mio intervento servirà a buttare acqua sul fuoco, ma
io intendo intervenire su due questioni. La prima, che mi pare doverosa, è relativa alla
richiesta di dimissioni per l’Onorevole Violante. Intendo fare questa richiesta per una serie di
motivi. Il primo dei motivi è legato ad una sorta di doveroso atto nei confronti del Sen. Giulio
Andreotti, che ha dovuto per 10 anni subire l’onta del dubbio sulla propria persona, di
collegamenti assolutamente indebiti.
Io mi auguro che i Consiglieri dell’Opposizione ascoltino questo intervento anche da fuori,
perché credo che abbia degli spunti interessanti per loro. Il primo motivo è legato ad un
doveroso atto di omaggio nei confronti di un uomo che ha dovuto subire per 10 anni l’onta di
un dubbio ignobile sulla propria persona, mi riferisco al Sen. Giulio Andreotti, un danno
assolutamente inemendabile quello che ha ricevuto durante questi anni.
Il secondo è che trovo assolutamente grave il momento in cui si allungano ombre di
commistioni assolutamente inammissibili tra potere giudiziario e potere politico sulla figura
di colui che rappresenta, in buona sostanza, la figura più autorevole nell’ambito
dell’Opposizione in uno dei due rami del Parlamento. E’ possibile, mi domando, che in Italia
ciò che dovrebbe essere opposizione democratica sia rappresentata da una persona su cui si
allungano ombre così inquietanti, dubbi così assolutamente duri, come quello di avere
utilizzato, verrebbe da dire schegge impazzite della magistratura, per scopi di carattere
politico? Io credo di no, credo che sia nell’interesse di tutta la democrazia italiana, che
l’Onorevole Violante, per il quale io mi auguro che il Senatore Andreotti per un caso più
unico che raro si sbagli, quindi mi auguro che l’Onorevole Violante abbia modo di dimostrare
l’assoluta estraneità a quelle situazioni cui viene ricollegato. Però in questo momento faccio
un passo indietro.
Il terzo motivo è che proprio in quest’aula, non molto tempo fa, per una situazione di gran
lunga meno grave di questa, tutta l’Opposizione venne bardata con cartelli simili a questo,
che invitavano il Presidente Colli a dimettersi. Io credo che coloro che hanno dimostrato
allora una così grande sensibilità per le istituzioni, sensibilità in nome della quale invitavano
il Presidente Colli a dimettersi per salvaguardare il buon nome del Consiglio Comunale,
l’integrità, ecc., analogamente, per un minimo di coerenza logica, utilizzino quegli stessi
argomenti nei confronti di colui che presso la Camera dei Deputati rappresenta il maggior
partito di Opposizione.
Io credo che una sensibilità così ampiamente dimostrata allora debba essere dimostrata anche
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oggi e inviterei i rappresentanti della Minoranza che allora esposero cartelli analoghi a
questo, ad utilizzare questo mio anche nei loro interventi della giornata attuale.
Il secondo punto per cui intervengo, è legato ad un episodio di cronaca assolutamente tragica,
cioè il suicidio di un giovane cassintegrato della Tecno Sistemi di Viale Cassala. Si tratta di
un’impresa che, distribuita su varie Regioni, conta circa 1.700 dipendenti ed è in grave crisi
occupazionale. Di questa situazione gli uffici provinciali e regionali non erano stati portati
all’attenzione perché, trattandosi di crisi di carattere interregionale era stata assunta
immediatamente all’istanza romana. Naturalmente ho immediatamente preso contatti con il
personale amministrativo dell’Assessore al lavoro, affinché la Provincia, ancorché non
interessata dalle organizzazioni sindacali per questa gravissima crisi occupazionale,
comunque sia costantemente tenuta al corrente della vicenda. Grazie, mi scuso per avere
sforato.
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Cadeo.
Consigliere Dioli: “E’ risaputo che in questi 4 anni la Provincia non è riuscita a dimostrare
quale tipo di politica abbia in testa rispetto alla questione sociale. Di fatto, non è stato fatto
praticamente niente, abbiamo un Presidente, On. Colli, che si è tenuta la delega dei servizi
sociali, non ha funzionato per niente, come non ha funzionato la Commissione servizi sociali,
fantasma, come fantasma è la sua Presidente.
Perché dico questo? Perché io penso che invece dovremmo essere, come istituzione nel suo
complesso, sollecitati negli ultimi mesi da una serie di proposte emerse sulla stampa da due
autorità rispettabilissime: il Prefetto di Milano e Don Colmegna. Entrambi hanno lanciato
degli appelli su una competenza che dovrebbe essere di una istituzione come la nostra. Parlo
del dare risposte a soluzioni legate all’emarginazione, legate alla povertà, legate alle nuove
povertà.
Noi abbiamo visto invece che, non solo non si sono date soluzioni in questa Provincia, ma
nemmeno si sono affrontate. Avevamo proposto di fare una specie di consulta, non so se vi
ricordate, molto tempo fa, ma anche questa ci è stata cassata. Noi vogliamo riportare invece
l’attenzione su queste proposte che sono io credo molto, molto interessanti, perché non
soltanto dimostrano un’attenzione verso quello che succede nel territorio, che va al di là del
problema dell’ordine pubblico nel suo complesso e non mi riferisco soltanto rispetto alla
questione dei migranti, ma mi riferisco anche a tutta quella nuova povertà che per tutta una
serie di motivi, che sono tanti nella nostra Provincia, si trovano a non avere più lavoro, a non
avere più una casa e sono costretti ad occupare degli spazi che sono o le aree dismesse o delle
cascine abbandonate. Non è, purtroppo, un problema di carattere esclusivo degli immigrati,
ma a questi si associano addirittura degli emarginati del nostro Paese.
Io li voglio ricordare. Il primo è l’appello che lancia il Prefetto e dice di aiutare chi
praticamente vive senza casa, chiedendo ai privati, visto purtroppo le risposte che ci sono a
livello istituzionale, ma anche quelle che vengono avanti e che sono importantissime, ma
chiaramente per una risposta di questo tipo non riescono, e sono quelle del sociale, del terzo
settore, delle associazioni del volontariato, ecc. Il Prefetto dice: chiediamo ai privati di
investire nel sociale, mettendo a disposizione le aree dismesse, le cascine abbandonate, per
creare dei piccoli nuclei extracomunitari, chiaramente regolari, ecc. Questo anche in virtù di
quello che era successo tempo fa in Via Adda e in Via Trigoniano, nel senso che si è capito
chiaramente che dietro al semplice sgombero di una situazione di questo tipo, purtroppo il
problema rimane, occorre invece dare una risposta a carattere più generale.
L’altro è un appello che lancia Don Colmegna, ed era scritto in maniera molto chiara, proprio
due giorni fa su un giornale, dove lancia l’appello per costruire un tavolo. Non è la prima
volta che si chiede di costruire un tavolo del sociale per dare tutta una serie di risposte: agli
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immigrati, per le occupazioni abusive, il degrado della periferia, ma anche del centro, la
solitudine degli anziani, il disagio dei minori, la sofferenza psichica, l’emergenza casa, il
carovita. Sono tutti problemi, non so voi come vi sentiate, ma fa male che ci siano altri fuori
da questa istituzione che ci ricordano che c’è questo problema grosso nel nostro territorio.
Il nostro Presidente, la Signora Provincia, che ricordo in un articolo circa due anni fa aveva
dichiarato che lei stava dalla parte dei più deboli, era un articolo molto interessante, io
domando: le istituzioni Presidente Colli dove sono? La Provincia dov’è in questo? Non
abbiamo sentito niente da parte della Provincia in questo senso, di accoglimento, ma anche di
critica se vogliamo, visto il poco interesse che c’è verso proposte di questo genere, da parte di
questi due appelli. Io penso che invece questa Provincia non soltanto debba recepirli e farli
suoi, ma debba farsi promotrice, per il suo ruolo di coordinamento, su queste tematiche a
livello territoriale, comprendendo anche la realtà del Comune di Milano”.
Consigliere Casati: “Intervengo su “i boatos e i silenzi”. Boatos, questioni che vengono
fatte esplodere ed occupano pagine e pagine di giornali, ore e ore degli show televisivi e
anche, ho sentito stasera, briciole di 83. Silenzi che invece investono la vita e le condizioni di
milioni di persone e queste questioni scompaiono ingoiate nelle nebbie del vuoto mediatico.
Ad esempio, si parla del crocefisso e tutti dichiarano, esternano, si accapigliano. Molto bene!
Ancora si parla e si riparla di quel sondaggio europeo, che sarebbe stravolgente, il significato
in un antisemitismo che non c’è. Invece non si parla per nulla almeno di due questioni. Non si
parla del fatto che i prezzi sono diventati pesanti e troppo pesanti, che il salario e le pensioni
sono diventati leggeri, troppo leggeri, tu prendi in lire e paghi in euro, e che domani c’è uno
sciopero generale. Questo lascia indifferenti tutti, non interessa nessuno. Non interessa
nessuno perché non è nel palinsesto di “Porta a Porta”. Di cosa pensate parlino, per esempio,
ai mercati o nei negozi, le donne e gli uomini di questa comunità Provincia di Milano? Io
penso che parlino di prezzi che aumentano, di occupazione che cala. Detto meglio, se si
vuole, c’è un’inflazione reale ben distante da quella programmata, c’è un progressivo calo
delle produzioni industriali, quindi degli occupati, che ormai ci porta in soglia recessione.
Quindi è del tutto chiaro che nessuna riforma delle pensioni, men che meno la diffusione
della flessibilità, che è sempre prerogativa di un lavoro di bassa qualità, offrono risposte in
controtendenza a questa che è una situazione di crisi alla quale c’è questo Governo che devia
l’attenzione e non pone rimedio.
Tutto ciò viene relegato nelle pagine economiche dei giornali, sono cose da specialisti, perché
non fa spettacolo, come invece fa spettacolo il dibattito sul crocefisso. Avanti con il
crocefisso! Anzi, è bene che non lo facciano spettacolo, qui si eleva proprio il polverone da
parte di lor signori proprietari delle testate televisive e dei giornali, prima che la gente si
ribelli ancora di più di quanto faccia oggi brontolando ai mercati.
In questo senso, non farà audience nemmeno domani la manifestazione degli operai e degli
impiegati metalmeccanici che per 8 ore scioperano con la FIOM CGIL per la loro e la nostra
condizione. Una manifestazione questa che rappresenta un senso comune che è ormai diffuso,
ed è una questione questa che grida anche nella Provincia di Milano. Si è fatta una
discussione l’altra volta, voi avete votato per una cosa che non interessa nessuno, ma in
Provincia di Milano la chiusura dell’auto ad Arese, come la crisi di tutti i residui settori,
ridimensiona di riflesso il peso della Provincia istituzione, che diventa un allocatore, diffuso
in 100 altri, ma allocatore di lavori poveri e ridisegna questa Provincia non come Provincia
del sud dell’Europa, come direbbe la geografia, ma come Provincia del nord del terzo mondo,
come ci dice invece l’economia concreta. Però tutto ciò non pare riguardare assolutamente lor
signori. Andate avanti con il crocefisso!”.
Consigliere Nucci: “Siccome ho sentito che alcuni Consiglieri dell’Opposizione si sono
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lamentati perché si parla di cose troppo grandi e non si parla di cose della Provincia, a parte
che di solito fanno così anche loro, ritorniamo a cose nostre. Poiché i giornali mi hanno dato
l’onore di una citazione per aver partecipato ad una manifestazione contro i divieti imposti
dalla Regione per le automobili retrodatate, volevo solamente riferire che ho partecipato alla
manifestazione a titolo personale, anche se spero che la cosa non rimanga legata alla mia
persona ma venga assimilata almeno dal mio partito, se non da altri del centrodestra.
C’è veramente un’ingiustizia di fondo nel costringere a restare a casa una consistente fetta di
cittadini della Provincia, perlopiù in cattive condizioni economiche e/o di età avanzata, per
ottenere un risultato di miglioramento dell’aria che è assolutamente improbabile che si possa
ottenere con questi mezzi. In effetti, tutti i commentatori all’indomani, o due o tre giorni dopo
l’entrata in vigore del divieto, hanno costatato che la situazione è esattamente uguale a prima.
Perché è uguale a prima? Perché si ritiene con questa misura di togliere dalla circolazione,
secondo alcuni 700.000, secondo altri addirittura 800.000 vetture, cosa che assolutamente
non è, perché le macchine in circolazione in Provincia di Milano sono poco più di 2 milioni.
E’ assolutamente impossibile che 1/3 di queste macchine abbia più di 12 anni, perché la
grande Maggioranza delle macchine che sono in circolazione hanno meno di 11 - 12 anni,
perché, da 11 – 12 anni, tutte le automobili sono fabbricate con accorgimenti che hanno
ridotto enormemente i vari tipi di inquinamento.
Se si parte da un presupposto sbagliato, cioè da un dato statistico sbagliato, fondato
probabilmente da notizie del PRA, che è indietro di decenni a cancellare le vetture demolite,
si arriva a conclusioni aberranti, si punisce una fetta già debole della popolazione, senza
ottenere nessun risultato. In più ho tenuto a sottolineare - con un cartello che ho messo sulla
macchina - un aspetto che non si sa perché nessuno considera. Voi sapete che si considera
che la storia della democrazia cominci con una rivolta dei baroni anglosassoni contro la
monarchia assoluta, perché loro pagavano le tasse e il monarca assoluto decideva. Lo slogan
era: no taxation without representation. Io ho coniato, modestamente, un più piccolo slogan:
no restrizione della circolazione senza riduzione della tassazione. Mi togli 4 mesi di uso della
macchina, io però devo continuare a pagare la tassa di possesso, effettivamente la macchina
la possiedo ma non la posso usare, è una cosa molto ipocrita, per non parlare
dell’assicurazione e, per carità, chi le tocca le compagnie di assicurazione! La Regione, che è
quella che incassa la tassa, in più impone la vessazione ai suoi cittadini più deboli, che hanno
le macchine vecchie e non li fa circolare.
Questa è una cosa veramente iniqua, contro la quale ci si deve ribellare, anche e soprattutto
basandosi sul fatto che dal punto di vista ecologico non serve praticamente a niente. Quindi io
sollecito gli organi della Provincia a prendere posizione in questo senso, comunque io
continuo a fare questa piccola battaglia, per ora a titolo personale, anche a costo di
inimicarmi qualche amico in Regione, spero di poterla estendere a tutto il partito, se il partito
mi seguirà come, per alcuni versi, sembrerebbe”.
Consigliere Caccavale: “Presidente, mi consenta di esprimere la mia preoccupazione per la
contestazione, comunque per il tentativo di fermare l’intervento del Consigliere Almina
Bertolini prima, tra l’altro su un argomento che meriterebbe tutto il rispetto nell’ambito di un
consesso quale è questo del Consiglio Provinciale, che era quello del tema della richiesta di
togliere i crocifissi dalle aule scolastiche. Ritengo che questa vicenda parta da molto lontano
e, se è vero che l’illuminismo si vantava di essersi schierato a difesa della possibilità per tutti
di difendere i propri ideali, ahimè devo dire che la sinistra di oggi è oscurantista da questo
punto di vista. Quando, a fronte di una sentenza di un giudice, poco avveduta, che
sicuramente non aiuta il processo di integrazione, vediamo Rifondazione Comunista e Verdi
schierarsi a favore del fatto che dalle scuole vengano tolti i crocifissi, riteniamo che questi
siano segnali di involuzione rispetto alla matrice illuminista che vantava o dovrebbe vantare
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la sinistra, anche quella italiana. L’involuzione è in senso oscurantista, perché se è vero che
bisogna essere liberi di professare i propri ideali, lo stesso deve valere per la propria storia, la
propria tradizione e anche la propria religione. Questi episodi vengono da lontano, perché
vengono da tutta una serie di rinuncia alla cultura della tradizione a favore della cultura del
dubbio, della cultura del nulla, non abbiamo certezze. Oggi la certezza è solamente
l’incertezza. Noi rifiutiamo questa cultura del dubbio, che peraltro è riuscita ad intaccare
anche istituzioni come appunto la stessa Chiesa cattolica, con un processo di secolarizzazione
che a volte, in alcuni esponenti, ci fa dubitare della valenza ultima dell’appartenenza alla fede
cristiana.
Ebbene, delle cose che diceva il Consigliere Casati prima, non è vero che non ne parliamo.
Delle cose di tutti i giorni, dei problemi amministrativi, dei prezzi che aumentano, di tutte
queste cose se ne parla tutti i giorni. Si parla un po’ meno invece di questioni religiose, di
questioni di valori, di ideali. Mi sarei aspettato un accoglimento diverso sinceramente, di
fronte all’intervento del Consigliere Almina Bertolini, che ha citato un tema che non sempre
è all’Ordine del Giorno di questo consesso, comunque del consesso politico.
Ripeto, di fronte a questo comportamento, come cattolico ribadisco che noi rifiutiamo la
cultura del nulla e rifiutiamo l’omologazione, perché l’anticonformismo di una volta, della
sinistra degli anni 60, oggi è diventato il conformismo di chi comunque deve schierarsi
contro i valori e contro la religione cristiana. Noi rifiutiamo questo nuovo conformismo della
sinistra italiana, perché quando ci possiamo guardare negli occhi, sapendo che uno appartiene
al credo comunista e l’altro invece è di ideali cristiani, piuttosto che di ideali liberali o altro,
ci possiamo guardare negli occhi e sappiamo quali sono gli ideali cui ci ispiriamo.
Noi siamo contro una società, come predica oggi la sinistra, in cui dobbiamo essere tutti
omologati e tutti quanti dobbiamo tendere alla cultura del dubbio, alla cultura del sospetto o
alla cultura del nulla. Noi ribadiamo il fatto che oggi difendiamo la nostra appartenenza
ideale, la nostra religione, proprio per essere più uomini e proprio per poterci meglio
confrontare in una società dove tutti i valori stanno venendo meno, anche quelli più
importanti come quelli della tradizione, della storia e della religione.
Ahimè, mi sarebbe piaciuto sentire anche cosa ne pensano i cattolici che sono schierati in
partiti che militano in alleanze insieme con Rifondazione Comunista e con i Verdi.
Probabilmente il silenzio di questi cattolici la dice lunga rispetto al disagio che probabilmente
nel loro intimo sentono nel dover stare in questi schieramenti dove c’è qualcuno che dice che
i crocifissi devono essere tolti dalle scuole”.
Consigliere Accame: “Presidente, la ringrazio della parola, è una delle poche volte che
prendo la parola per parlare di una cosa che non c’entra nulla con Palazzo Isimbardi e con la
nostra Amministrazione. Stamattina ho letto sul giornale che un mio conoscente, l’ex
Vicesegretario Generale del Comune di Milano Maurizio Lunghi è stato assolto dalle accuse
che gli venivano fatte dalla Procura di Milano. Io mi soffermo su questo caso, perché è
veramente un caso di esemplare mala giustizia italiana, mala giustizia di cui la Procura di
Milano mi sembra negli ultimi anni si sia macchiata in parecchie casistiche.
Questo signore, dopo che da 6 mesi era andato in pensione, quindi sicuramente non poteva
reiterare nessun tipo di reato, è stato prelevato alle 6 di mattina e messo in carcere per 3 mesi
e mezzo. Durante questi 3 mesi e mezzo – un signore anziano visto che era andato in
pensione - in cui è stato in carcere non è mai stato interrogato dai signori giudici di Milano,
che poi hanno chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio. In questo periodo sua moglie, che era già
ammalata di cancro, è morta e lui si è dovuto recare in manette al funerale. La figlia, ormai
non più giovane, ma già quarantenne, provata per queste vicissitudini familiari, ancora oggi
deve ricorrere a delle cure di carattere psichico.
Questo è il risultato dell’azione brillante dei signori della Procura di Milano e di coloro che
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questi fantomatici o finti, secondo me, pentiti che hanno accusato ingiustamente una persona
che ha svolto con criteri di onestà e di saldissimi principi morali tutta la sua carriera di
funzionario e di dirigente del settore pubblico. Il Comune di Milano, purtroppo, ho visto che
non lo ha citato tra gli Ambrogini, anzi il Comune di Milano gli ha chiesto, presentandosi
come parte civile in aula, varie centinaia di milioni per danni che lui non ha mai commesso.
Questo è un caso che va citato perché si tratta di un cittadino milanese e di un funzionario
pubblico.
Io presenterò la candidatura del pensionato funzionario pubblico Lunghi, anche se non di
questo ente, visto che non l’ha fatto il Comune di Milano, perché venga insignito del premio
Isimbardi. Penso che invece risarcirlo di tutti i danni morali e familiari che ha subito sia una
cosa impossibile”.
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 85 DELL’ORDINE DEL GIORNO - Approvazione dello schema di
convenzione tra la Provincia di Milano e A.N.A.S. S.p.A. per la realizzazione delle opere
viabilistiche di accesso al Polo Fieristico di Rho-Pero.
Assessore Vermi: “Credo di dovere innanzitutto un grazie al Consiglio, alla Commissione
1^ e, ovviamente al Presidente che mi consente di by-passare alcune tempistiche per portare
all’attenzione del Consiglio questa delibera che, come ho avuto modo di esplicitare alla
Commissione 1^ è di grande importanza, giacché viene considerata dagli attori, che non sono
comprimari per le ragioni che andrò ad esplicitare, un momento e un passaggio indispensabile
alla partenza della realizzazione delle opere viabilistiche di accesso al Polo Fieristico esterno
di Rho-Pero.
Come viene esplicitato con molta chiarezza in delibera, nelle premesse, si parte da lontano,
dal 2001, si passa al 2003 quando Provincia di Milano con gli attori, cioè Regione
Lombardia, Società Autostrade Torino Milano, Serravalle Milano oggi Milano Mare, hanno
sottoscritto lo schema di convenzione per la realizzazione delle opere viabilistiche di accesso
al polo esterno di Rho-Pero, in modo da accelerare al massimo gli interventi. Come voi
sapete, l’apertura del Polo Fieristico esterno di Fiera Milano è prevista per l’avanzata
primavera 2005. Fiera di Milano si ripromette, senza sottintesi, anzi esplicitandolo, di
ritornare ad essere protagonista sul mercato mondiale delle esposizioni, delle fiere, quindi di
riproporsi come momento di eccellenza dell’economia della grande Milano, ma non soltanto
della grande Milano, e questo risponde anche a certi interrogativi del Consigliere Casati,
credo almeno che risponda in questa parte a certi interrogativi corretti del Consigliere Casati.
Per proseguire nelle premesse, gli interventi riguardano il collegamento della S.P. 46 RhoPero con la S.S. 33 del Sempione, realizzando un asse principale di collegamento assieme ad
un sistema di 6 svincoli di tipo autostradale per interconnettere la tangenziale ovest di
Milano, la A4 Torino Venezia, l’autostrada A8 Como Varese con il nuovo Polo Fieristico,
costituendo in questo senso l’asse portante della viabilità della Fiera Milano esterna, ma direi
un po’ il nuovo asse portante di tutta la mobilità di area colà posizionata.
Portiamo all’attenzione del Consiglio che con nostra delibera del 27.6.2003 abbiamo
approvato il progetto definitivo, con atti di Giunta in data 2.7.2003, abbiamo approvato lo
schema di convenzione tra Regione Lombardia e Provincia di Milano per erogare le risorse
per realizzare queste opere di accessibilità al polo esterno di Rho-Pero. Con altro atto da noi
siglato come Giunta in data 9 luglio abbiamo approvato il progetto esecutivo per realizzare
queste opere, che comportano un esborso pari a € 382.140.000. In data 25.9.2003 ANAS ha
approvato il progetto esecutivo, ma ne ha richiesto peraltro alcune modifiche. A seguito di
queste modifiche operate da ANAS, in ordine alla suddivisione del progetto in tratti
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funzionali – prima era previsto una sola esecutività – e relativi aspetti tecnici di dettaglio
finalizzati alla sottoscrizione della presente convenzione, verrà riapprovato con atto
provinciale il progetto esecutivo, che è già stato fatto, delle opere viabilistiche e di accesso.
Considerato altresì che il CIPE, con sua delibera del 25.7.2003, ha assegnato al soggetto
aggiudicatore un contributo che è stato rideterminato in € 182.761.000 e ha previsto la
partecipazione finanziaria delle società concessionarie autostradali, cioè di quei €
386.000.000, 182 vengono dallo Stato e dal CIPE. Ritenuto che è opportuno trasmettere in
anticipo ad ANAS lo schema di convenzione di cui stiamo parlando questa sera, al fine di
rispettare i tempi di attuazione dell’opera e per non rallentare il complesso processo,
consentendo anche eventuali piccole modifiche e/o integrazioni.
Considerato che si tratta di tematiche estremamente complesse da affrontarsi anche sul piano
legislativo e normativo, in quanto per la prima volta viene portata in campo l’attuazione
concreta della legge obiettivo, ci siamo trovati ad affrontare sotto il profilo normativo e
legislativo alcuni interrogativi che dovevano correttamente porci per non andare ad effettuare
qualche mossa anche soltanto parzialmente sbagliata. Per questo motivo abbiamo ritenuto
corretto e giusto istituire un gruppo di lavoro misto tra noi e la Regione Lombardia, misto nel
senso di giuridico e tecnico.
Il gruppo di lavoro, durante la riunione del 23.10.2003, in compresenza delle rappresentanze
di ANAS, ha trovato un accordo di massima sullo schema di convenzione, procedendo a una
sottoscrizione preliminare. In effetti, lo schema che vi presentiamo è siglato da tutte le parti,
come risulta in effetti dagli atti. Per consentirci il massimo della serenità al riguardo abbiamo
ritenuto opportuno, come Provincia di Milano, assumere pareri legali che trovate qui
esplicitati sia dall’Avvocato Guido Greco che dall’Avvocato Paolo Carbone, mentre per
quanto riguarda la Regione Lombardia, la stessa ha ritenuto opportuno affidarsi all’esperienza
dell’Avvocato Ernesto Staiano. La Provincia intende affidare ad ANAS S.p.A. tutta l’attività
inerente la realizzazione, l’esecuzione, la manutenzione e la gestione delle opere viabilistiche
di accesso al nuovo Polo Fieristico, ai sensi dell’art. 99, comma 2 del D.L. 112/98.
Come recita il parere del sistema nostro della viabilità, esaminato lo schema di convenzione,
ANAS nei limiti consentiti dalla legislazione vigente potrà svolgere le attività affidate per il
tramite delle società concessionarie, fermo restando ovviamente l’esclusiva sua responsabilità
nei confronti della Provincia. Abbiamo voluto che Provincia di Milano avesse un solo
referente con il quale chiarire eventuali difficoltà, senza dovere per questo ricorrere,
parcellizzando le responsabilità e le competenze, alle tre concessionarie. Si è stabilito nella
convenzione che la convenzione stessa ha una durata di 35 anni, rinnovabili su accordo delle
parti, salvo che venga portata la disdetta.
A seguito di tutto questo abbiamo convenuto, come Amministrazione Provinciale, di erogare
ad ANAS l’importo di € 152.750.000, secondo le modalità che saranno da stabilirsi con un
successivo accordo, dato la complessità della manovra. Perché 152 milioni rispetto ai 180 e
rotti di cui si parlava? Perché 30 e rotti sono da noi erogati per gli oneri di esproprio, quindi
questa cifra è al netto degli oneri di esproprio. ANAS da parte sua si impegna ad eseguire le
opere nei termini prescritti ed in conformità al progetto esecutivo che è stato da noi eseguito e
approvato, ad effettuare la manutenzione e gestione, a restituirci le opere così come sono state
consegnate, in buono stato, al termine dell’affidamento.
Vi chiedo ovviamente l’approvazione di questo schema di convenzione allegato, che al di là
di demandare la firma di questo atto al Presidente della Provincia e contemporaneamente al
direttore della direzione centrale trasporti e viabilità, si chiede nel deliberato:
ƒ di trasmettere anticipatamente, così come abbiamo già fatto, ad ANAS S.p.A. l’allegato
schema di convenzione siglato per agevolare i termini della lettura e il ritorno firmato
dello stesso atto;
ƒ di dare atto delle modalità di finanziamento, secondo quanto vi ho succintamente
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illustrato, rinviando ad un successivo atto le modalità di trasferimento e di
rendicontazione dei fondi;
ƒ di dare atto che nel testo della convenzione in oggetto, all’art. 12, verrà inserita una
clausola che prevederà un arbitrato rituale;
ƒ di dare atto delle modalità di finanziamento secondo quanto abbiamo esposto in premessa,
rinviando ad un successivo atto le modalità di trasferimento e rendicontazione dei fondi.
Nella discussione, che ritengo essere stata molto esaustiva, e che credo abbia arricchito
ciascuno di noi di alcuni elementi e di molte considerazioni, anche se non è oggetto della
discussione di questa sera, è stato ricordato l’iter estremamente complesso di questo
procedimento, così come abbiamo ritenuto di fornire alla Commissione alcuni dati che
ritenevamo importanti, relativi per esempio alla lunghezza delle gallerie, oltre un km di
esecuzione in galleria, alla complessità di questa opera che assomma nella sua parte
principale circa 5 km di percorso, mentre il complesso degli svincoli e dei collegamenti
riveste una lunghezza di oltre 31 km, di sottolineare come ci sono opere di compensazione
che sono già incluse in questo progetto di cui questa convenzione è parte importante, una
specie di accelerazione di partenza dei lavori. Invece le cosiddette opere connesse, che sono
parte importante per il territorio, in particolare per i due Comuni di Rho e Pero, sono previste
per un importo complessivo di circa € 22.000.000, anche se non sono ancora state sottoposte
a esplicitazione di tipo progettuale.
Nel ringraziare per l’attenzione che mi avete prestata e per la sensibilità che ci consentirà di
porre il sigillo definitivo a questa convenzione, volevo ricordarvi che l’importanza della
sottoscrizione di questa convenzione sta nel fatto che gli attori principali, cioè le tre società
concessionarie che dovranno andare ad effettuare fisicamente i lavori, non si sentivano di
partire con un lavoro così complesso senza che fosse stato forte il suggello dell’ente
Provincia a un’operazione così importante e così complessa”.
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Volontè.
Consigliere Matteucci: “Per la verità, io chiedo di intervenire sull’ordine dei lavori, nel
senso che voglio formalizzare la richiesta di sospensione della discussione di questo atto
deliberativo in questa seduta di Consiglio, e rinviare lo stesso almeno alla seduta della
settimana prossima in quanto, proprio per le motivazioni che lo stesso Assessore, Vice
Presidente Vermi ha portato a sostegno dell’importanza dell’opera, quindi dell’importanza
dell’atto che dovremo discutere in questa seduta. Francamente riteniamo assolutamente
inconcepibile che questa discussione sia stata promossa e venga sostanzialmente chiusa nello
spazio di due giorni, in una Commissione in cui sono state presentate delle scarne risultanze
tecniche, due cartine che si fa fatica quasi a leggere, proprio per le implicazioni che questi
tracciati, queste opere hanno sul territorio. Ci risulta che per quanto non direttamente
menzionati nella convenzione, comunque anche le opinioni delle stesse Amministrazioni
Locali sono opinioni che andrebbero quantomeno meglio vagliate e acquisite, cosa che a noi
risulta non essere stata fatta, comunque essere deficitaria dal punto di vista delle acquisizioni
di merito. Per dirla con una battuta, a volte si ha l’impressione che si discuta più di una
semplice rotatoria che di un impianto di viabilità come quello della viabilità speciale per il
collegamento con il Polo Fieristico esterno, che ha valenza economica per le opere in
questione, valenza economica per il ruolo della fiera, valenza territoriale, ambientale e via via
scalando, che merita anche quel giusto, minimo approfondimento.
Siccome ci sono state polemiche, peraltro non sollevate da noi ma da altri soggetti esterni,
Fiera stessa, altre forze rappresentanti regionali della Maggioranza, che in qualche modo
imputavano alla Provincia ritardi veri o presunti, il problema è che non credo che da questo
punto di vista se c’è stato un ritardo vero o presunto non è certo la settimana in più o in meno
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che sposta gli equilibri delle cose, però sposta la serietà con cui affrontiamo argomenti di
questa natura e di questo livello. Io chiedo quindi che formalmente si prenda in esame questa
richiesta, che francamente mi sembra il minimo per affrontare una discussione seria su una
materia di questo tipo, rispetto ad altre scelte viabilistiche che abbiamo affrontato, davvero
abbiamo dedicato molta più attenzione di quanto stiamo dedicando a questa vicenda, è la
prima volta, di cui mi pare si parli, al di là del fatto che tutti noi sappiamo che questo sia un
problema assolutamente urgente, importante e strategico, però questa è la prima volta che si
arriva a parlare nel merito di questi progetti, delle loro impostazioni, dei loro impatti, degli
oneri anche economici che ne derivano.
Ribadisco, da parte nostra c’è la richiesta di una discussione che avvenga quantomeno con
dei tempi francamente meno strozzati e a cui si dedichi la dovuta attenzione. Una cosa di
questo genere meriterebbe anche di essere visivamente meglio chiarita agli occhi dei
Consiglieri. Non so, se avete presente il materiale che è stato distribuito, francamente è il
minimo indispensabile per affrontare l’avvio di una discussione, non per arrivare ad una
decisione. Non voglio aggiungere altro, ribadisco la richiesta di un rinvio della discussione di
merito della delibera in questione, almeno di una settimana, per consentire un
approfondimento. Visto che la Commissione è stata così scarna e succinta, almeno ognuno
cercherà di acquisire elementi di approfondimento e di informazione maggiori per poter
sostenere o meno la progettualità che qui è stata presentata”.
Nel frattempo sono entrati in aula il Consigliere Occhionorelli e l’Assessore Maerna.
(presenti 39)
Consigliere Caccavale: “Per replicare a quanto diceva il Consigliere Matteucci, è pur vero
che i tempi di convocazione per quanto riguarda la Commissione sono stati un po’ risicati, ma
è altrettanto vero, cosa riconosciuta peraltro, l’abbiamo detto in Commissione, l’ha detto il
Presidente Caputo, non è un segreto che ci sono stati tempi risicati per quanto riguarda la
convocazione della Commissione. Va detto però, a sostegno del fatto che invece sia
importante questa sera discutere e approvare questa delibera, il fatto che ci troviamo alla fine
di un iter che l’assessorato, sia per la parte tecnica, ma sia per il lavoro prodotto nei tavoli e
nelle conferenze di servizio, con gli enti interessati, con la Regione, partecipante la Provincia,
partecipante i Comuni di Rho, Pero, Ente Fiera, ecc., su questa vicenda si è largamente
discusso, si è cercato di recepire tutte le problematiche che sono state sottoposte alla
Provincia da parte delle Amministrazioni Locali, cosa che il Presidente Vermi in
Commissione aveva precisato, dicendo che comunque ci troviamo in una fase dove tutto il
dialogo con gli enti istituzionali, le Amministrazioni Comunali soprattutto di Pero, Rho, ecc.,
è stato condotto in una tornata finale dove si è dato soddisfazione alle richieste che venivano
dagli enti locali.
Per quanto riguarda il fatto che siamo alla fine di un iter che ha visto coinvolti tutti gli enti
che erano interessati a questa vicenda, devo dire anche che in Commissione della viabilità del
nuovo Polo Fieristico Rho Pero ne abbiamo parlato almeno tre volte, se non ricordo male,
perché abbiamo parlato della Cascina Merlata recentemente, abbiamo parlato sempre della
viabilità Rho-Pero in precedenza, addirittura io ricordo di avere chiesto la convocazione di
una Commissione che fu fatta a titolo informativo, collegata a tutto il discorso Polo Fieristico,
variante varesina, ecc. Commissione che fu convocata, ma non essendoci però una delibera
da approvare all’Ordine del Giorno allora, mesi or sono, in Commissione con all’Ordine del
Giorno “Informativa sulla viabilità del Polo Fieristico Rho-Pero” ci furono presentati nel
dettaglio, dai tecnici dell’assessorato, tutti i termini della viabilità, che era ancora in fase di
discussione e definizione con gli enti locali, ma che di fatto adesso è arrivata alla fase
conclusiva. Ritengo che ci siano stati, a più riprese, interventi in Commissione, ultimo
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cronologicamente quello di questa settimana, che ci hanno portato ad una conoscenza
abbastanza approfondita di questa materia. Pertanto, vista l’importanza che rivesta questa
delibera e che rivestono i tempi in cui viene approvata questa delibera, noi riteniamo di non
aderire alla richiesta di sospensione fatta propria dal Consigliere Matteucci. Siamo contrari e
siamo perché si proceda con la discussione della delibera”.
Presidente del Consiglio Caputo: “C’è una richiesta da parte dell’Opposizione di rinvio di
una settimana, mentre la Maggioranza ritiene di continuare il dibattito. Se vuole, Consigliere
Matteucci, metto ai voti. Lei mantiene questa proposta? Metto ai voti la proposta Matteucci,
chi è a favore della proposta vota sì, chi è contro vota no”.
Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico; terminate le
operazioni di voto, dichiara respinto il rinvio del dibattito richiesto dal Consigliere Matteucci
con ventidue voti contrari, undici a favore ed un astenuto, non avendo partecipato al voto
cinque Consiglieri.
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Consigliere Foglia: “La questione dei tempi è fondamentale per questa vicenda, non solo e
non tanto a partire dai tempi che ci siamo dati per la discussione prima in Commissione, poi
in Consiglio, ma anche rispetto ai tempi che, se non ricordo male, l’accordo di programma
del 1994 prevedeva venissero rispettati per arrivare a questa fase, molto più esecutiva. Con i
tempi quindi non ci siamo, non soltanto perché ne discutiamo noi in modo così affrettato, ma
perché siamo completamente fuori dalla tempistica che ci si è dati.
Il nostro interesse è quello di favorire la possibilità di realizzare quanto prima la viabilità di
accesso al Polo Fieristico, questo è fuor di dubbio. Eravamo e siamo tuttora convinti della
necessità di realizzare il Polo Fieristico esterno, ovviamente siamo convinti che
contemporaneamente, per evitare errori anche fatti nel passato, si arrivino a realizzare tutte le
forme di accesso, sia stradali che ferroviarie che metropolitane.
C’è ovviamente un però, noi siamo un pochino attoniti di fronte non soltanto alla scarsità....
Poi votano comunque consapevolmente, ovviamente, i colleghi della Lega sono sempre
attenti, sempre consapevolmente, tutto consapevolmente, garantiscono il numero legale alla
maggioranza, ecc. Posso andare avanti? Io vi chiederei di lasciare che i lavori possano
proseguire, dopodiché decido se attenermi all’ordine dei lavori. Non faccio illazioni, dico la
verità, adesso vado avanti a parlare dell’argomento.
Non ci siamo, perché nonostante gli sforzi profusi quello che ci viene presentato pare essere
non il risultato di uno studio, di un lavoro fatto dalla Provincia, ma il collage di uno studio, di
un lavoro che non ha trovato sempre le possibilità di interconnessione tra quanto elaborava la
Provincia, quanto pensavano i Comuni, quanto la Regione, alla conferenza dei servizi,
stabiliva.
Io non capisco perché tacere alcune difficoltà, visto che il problema è complesso. Si è
piuttosto cercato di valorizzare il fatto della realizzazione del primo intervento previsto dalla
“legge obiettivo” ma si è un po’ sorvolato sul merito. Il merito, quando tra l’altro si parla di €
387.000.000, direi che è un merito molto interessante, da molti punti di vista.
Noi ignoravamo, ad esempio, che questo lavoro fosse stato commissionato ad una società
esterna, l’abbiamo scoperto andando a recuperare, a nostra cura, pezzi di deliberazioni di
questo ente, a noi sconosciute. Ci si potrà dire: come possono essere sconosciute a Consiglieri
Provinciali delibere di Giunta o determine dei dirigenti? Alle volte può succedere, soprattutto
quando un argomento lo si affronta da giovedì a giovedì. Può darsi che ci si sbagli, ma questo
è un lavoro che è stato fatto in grande e larga misura da un pool di società - correggetemi se
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sbaglio, sono interpretazioni in assenza di altre notizie - che si sono consorziate e hanno
lavorato sulla scorta di non si sa bene esattamente cosa, rispetto a questo sistema di viabilità.
E’ vero che quando questa società, o pool di società, nel mese di ottobre 2002 hanno
presentato alla Provincia e ai Comuni interessati la loro ipotesi di progetto, la sensazione
avuta dai Comuni fosse che nessuno di quei tecnici era mai andato una volta sul posto a
vedere esattamente dov’era l’area della Fiera? E’ vero che alcuni progetti sono stati elaborati
sulla base di ricognizioni fotografiche fatte dall’aereo e che alla prova dei fatti con i tecnici
comunali non combaciavano, non si inserivano, non si incastravano parti fondamentali di
questo progetto? Se è così, quali sono stati i criteri adottati per la scelta di una società esterna
per la progettazione di questo importantissimo nodo viabilistico? Che ruolo ha svolto l’ufficio
tecnico della Provincia? Che ruolo ha svolto il tavolo di concertazione regionale? E’ vero o
non è vero che gli atti e i progetti esecutivi non sono conosciuti dai Comuni di Pero e di Rho
e chi ne è entrato in possesso, è entrato in possesso soltanto perché la Regione Lombardia li
ha messi a disposizione o ha sollecitato la Provincia a farlo?
Sono domande che sto facendo, non sono affermazioni, però siccome appare così limpida e
lineare tutta la vicenda, volevo dire: aspettate, prima di dire “è fatta”, che vi vengano poste
alcune domande. Domande che in Commissione non potevano nemmeno essere fatte, perché
avendo ricevuto la documentazione la mattina, ed essendo convocata la Commissione al
pomeriggio, ed essendoci resi conto che il materiale contenuto nella documentazione è
esattamente il testo della delibera e due fotocopie a colori che voi conoscete, abbiamo
sicuramente letto dopo e cercato dopo atti che potevano confortarci da alcuni punti di vista.
La questione del raddoppio dei costi. Il Vice Presidente ne ha accennato in Commissione, ci
sono stati dei problemi, però attenzione: raddoppio dei costi non perché il progetto è iniziato
nel 1994, anno dell’accordo di programma Regione Lombardia, Fanchin, Giunta di
centrosinistra, prima di dire: grazie a noi! No, dopo ne parliamo anche di questo, i meriti sono
tutti del centrodestra, se volete ve lo dico subito, così non si polemizza, in realtà penso
un’altra cosa. Il raddoppio dei costi nel giro di due anni: cosa è successo? E’ stato trovato
qualche particolare giacimento aurifero mentre si scavava per sondare il terreno, per cui si è
sospeso tutto? Sono domande alle quali bisogna dare risposte precise!
C’è una malizia attorno a questo problema, che è bene eliminare e scongiurare, che è bene
smentire. La società esterna cui è stato affidato il lavoro, come lavora per la Provincia: a
cachet fisso o a percentuale sui lavori? Bisogna chiarirla questa cosa. Capirete bene che è
piuttosto odiosa, insopportabile come illazione, si passa da 300 miliardi di vecchie lire a 600
miliardi nel giro di due anni, raddoppia il costo.
C’è un problema di ritardo di tempi, intervengono 3 società autostradali. Perché si dice che la
Milano Torino e Autostrade erano pronte con i loro progetti e la Milano Serravalle no?
Perché la Milano Serravalle non sarebbe stata pronta nello studio del proprio tracciato di
competenza? Non è che le vicende relative alla Milano Serravalle, che conoscete tutti
benissimo, hanno contribuito ad ostacolare il lavoro del Vice Presidente Vermi? I lavori
definitivi che verranno assegnati ad ANAS, verranno realizzati sulla base di un progetto
esecutivo. Dov’è questo progetto esecutivo? Di quante parti si compone? Dov’è il progetto
esecutivo da cui si capisce, come ha affermato il Vice Presidente in Commissione, che entro
primavera 2005, se non proprio tutto, la gran parte dei lavori saranno realizzati? Un tecnico
che vede il progetto capisce le difficoltà, probabilmente lo può considerare, noi non soltanto
non abbiamo competenze tecniche ma non abbiamo neanche visto esattamente questi
progetti, visto che è la Provincia che ha in pugno, in base se non ricordo male all’art. 10
dell’accordo di programma del 1994, la gestione di tutta questa partita.
A chi verranno assegnati i lavori? Forse non siamo neanche a questa fase, però non sarebbe
male, anche attorno a questa vicenda, spendere due parole, perché anche attorno a questa
vicenda si possono innescare delle polemiche e qualche sospetto di troppo che noi intendiamo
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debellare, scongiurare, azzerare.
Non mi sembrano, fino a questo momento almeno, poche le questioni e pochi i dubbi, ma c’è
anche l’aspetto che riguarda la questione degli espropri. Il Vice Presidente Vermi dovrebbe
dirci se c’è stata un po’ di confusione sulla questione degli espropri, se la mano destra non
sapeva quello che faceva la mano sinistra. Invece io sono presuntuoso, cerco di sapere grosso
modo cosa fanno tutte due, perché una delle due potrebbe cominciare a tirare schiaffi, allora è
meglio che io sappia cosa fa.
La questione degli espropri com’è? Chiedo al Vice Presidente, chiedo ai tecnici, ci sono
paccate di ricorsi al TAR. Aree soggette a ricorso, sono quelle dipinte in rosa su questa
piantina: avete visto mai questa piantina? No, non vi interessa, d’accordo! Però ce n’è una
filata sullo svincolo che sovrasta la tangenziale ovest. Se questi ricorsi vengono vinti da parte
di coloro che hanno ricorso e che non si vogliono fare espropriare quei terreni, qual è il
progetto alternativo? Si ricomincia tutto daccapo? Non credo, perché il Vice Presidente dice:
primavera 2005 il 90% dei lavori sono finiti. Se non è il 90% sarà il 89% o il 91%. E’
normale che si facciano espropri, è normale che ci siano dei ricorsi, forse poco normale che ci
sia questa trafila di ricorsi che potrebbero rendere addirittura assolutamente da cestino questo
mega progetto da 387 milioni di euro.
Ci sono progetti, mi rivolgo sempre al Vice Presidente e ai tecnici perché noi poi continuiamo
a gestirle le strade, alternativi alle attività di cantierizzazione previste da questo progetto
esecutivo? La strada del Sempione, altre biforcazioni e accessi a questo sistema già esistenti,
ovviamente saranno messi a soqquadro, perché non si può lavorare su questa entità di
progetto, senza che si sposti un granellino di polvere. Ci risulta che i Comuni non conoscano
esattamente questi progetti di cantierizzazione, la loro tempistica e le alternative messe in
campo per alleviare alle difficoltà dei cittadini, degli utenti, quando questo mega cantiere
verrà aperto.
Voi dite che la concertazione c’è stata. Certo, è stato grazie alla concertazione con i Comuni
che non si sono fatti errori macroscopici e si sono corrette tutte le cose, tutti i problemi che
inavvertitamente sembra questi tecnici esterni hanno creato perché pare non essere stato
seguito pedissequamente il profilo e il segno dato dalla conferenza di servizi. Forse questo è
uno dei motivi di ritardo. Dunque non si è in ritardo perché il Vice Presidente non si è
attivato in tempo su questa cosa o perché ad esempio uno dei tre enti privati, la Milano
Serravalle, in questo periodo cruciale, è stata per 9 mesi un po’ galleggiante sulle questioni.
Probabilmente ci sono dei ritardi anche perché coloro ai quali era stato commissionato il
progetto non hanno rispettato quello che gli si era imposto di fare.
Noi queste cose le sappiamo, o le diciamo, o queste domande le poniamo, e ci spiace, non
perché in Commissione si è detto che siamo un po’ ritardo, c’è chi dice 40 giorni, chi dice 45,
chi dice 2 mesi, chi dice 4 mesi, chi dice 6 mesi, se andiamo all’accordo di programma del
1994 doveva essere il 31.12.2002, saremmo in ritardo addirittura di 10 mesi. Queste cose non
sono emerse né noi potevamo verificarle sulla base di quello che ci veniva raccontato.
Noi chiediamo che prima di passare a qualsiasi tipo di votazione ci venga messo a
disposizione qualche elemento in più. Elemento in più fatto di parole, di documentazioni, di
conferme, di smentite ma qualcosa che ci consenta di dire insieme che si era partiti per questa
avventura che abbiamo fortemente voluto, almeno noi del centrosinistra, vogliamo capire voi
del centrodestra che tipo di prodotto state mettendo a disposizione di un’opera così
importante”.
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Giordano. (presenti 40)
Consigliere Cremaschi: “Consigliere Dioli, mi hai dato uno spunto importante, perché
quando sento il Consigliere Matteucci, capo Gruppo dei D.S., che nell’ambito del
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centrosinistra è partito di Maggioranza relativa in una città come Milano, ma penso anche nel
resto dell’Italia, che ci viene a dire “abbiamo avuto poco tempo”, poi ribadito anche dal
Consigliere Foglia: abbiamo avuto poco tempo, dobbiamo rinviare, dobbiamo fare, non c’è
stato il tempo, non si può ridurre un lavoro di questo genere nell’ambito di una sola
Commissione, nell’ambito di un solo Consiglio. Ieri abbiamo avuto una Commissione che è
durata, mi pare, circa 3 ore, comunque una Commissione di una certa dimensione, i
Consiglieri di Opposizione erano presenti, almeno ho riconosciuto tra i tanti il Consigliere
Foglia. Quello era anche un momento in cui c’erano i tecnici presenti, c’erano i dirigenti, i
funzionari, c’era l’Assessore presente, c’era tutto lo staff, si potevano fare tutte le domande,
Consigliere Foglia, che si volevano. I tempi ci sono stati, oggi non si può accettare,
comunque la votazione di prima l’ha dimostrato, un rinvio.
Per tornare a quanto ha detto la Consigliere Dioli, cosa c’entra la polizia in questa cosa?
Glielo dimostro subito cosa c’entra la polizia in questa cosa. Solo a luglio dell’anno scorso in
quest’aula, tutto il centrosinistra, Dioli compresa e D.S. compresi, si sono astenuti o hanno
votato contro una delibera che chiedeva di consorziare alcuni Comuni del hinterland milanese
per dare la possibilità alle polizie locali di avere una fruizione, con la polizia provinciale, di
maggiori macchine, maggiori turnazioni, ecc. Il centrosinistra ha votato no, dicendo
scandalizzata: non è in questa maniera che si risolvono i problemi dei cittadini, la sicurezza
dei cittadini. Bene, solo 28 giorni dopo c’è stato qualcosa che purtroppo ricorderemo a lungo,
la strage di Rozzano e la sinistra cosa è venuta a dire? Il governo di centrodestra ci ha
dimenticato! Abbiamo una caserma con solo 17 carabinieri. Questa è la dimostrazione che il
centrosinistra, Rifondazione compresa, cerca di non far fare le cose alle Giunte di
centrodestra, delle amministrazioni locali al governo, per poi andare a criticare.
La dimostrazione c’è stata stasera, ed ecco che mi ricollego a Matteucci, il voler rimandare,
con tutta una serie di argomentazioni portate poi dal Consigliere Foglia, per poi poter dire,
quando arriveremo a maggio del 2004, in campagna elettorale: il centrodestra non ha fatto
quello che doveva fare. Questa è la strategia e la tattica che sta usando il centrosinistra nelle
Amministrazioni Comunali o Provinciali dove è all’Opposizione. Anziché contribuire al
governo del proprio territorio, cerca di mettere il bastone fra le ruote per non far fare le cose e
andarlo a vendere poi in campagna elettorale, dicendo: guardate gli incapaci, non sono
neanche riusciti a fare 4 strade messe in croce!
Tornando alla questione degli espropri, mi pare che l’Assessore Vermi sia stato in
Commissione più che chiaro e ha anche spiegato il motivo, quindi non si deve preoccupare, ci
sono stati qualcosa come 150 espropri e ci sono solamente 10 casi di ricorso, quindi siamo
sotto il 10%. Ricorsi dovuti al fatto che in alcuni casi non interviene la Provincia per il
pagamento, ma interviene TAV. TAV è una società privata e si può permettere un tabellario
differente dal tabellario ufficiale. Questo crea aspettative chiaramente all’interno dei
proprietari che vengono espropriati. Ecco quindi la corsa, se così la vogliamo chiamare,
anche se in effetti 10 sono pochi, ai ricorsi, è solo una questione per cercare di spuntare un
prezzo più alto. Quindi non si preoccupi, laddove lei vede le macchie rosa sulla cartina sono
questioni risolvibili in maniera veloce. Lo dico Consigliere Foglia, perché ci sono state
situazioni di costruzioni di grandi opere dove ci sono stati molti più ricorsi e la cosa, alla fine,
si è stemperata naturalmente.
Per parlare di questo vituperato governo di centrodestra, teniamo presente che il Polo
Fieristico è stato inserito nella legge obiettivo, tanto criticata dal centrosinistra, ma che
effettivamente renderà finalmente possibile tutta una serie di costruzioni di infrastrutture che
con i governi precedenti non era possibile fare. Nonostante la legge obiettivo, la Giunta di
centrodestra della Provincia e la Giunta Regionale, hanno contribuito, Consigliere Foglia e
Consigliere Matteucci, a lavorare insieme ad amministrazioni di colore diverso, quali sono le
amministrazioni di Rho e di Pero. Abbiamo seguito molte delle loro indicazioni, sono stati
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messi a bilancio preventivo moltissimi euro per creare tutta quella serie di mitigazioni
ambientali, per costruire tutta una serie di opere compensative per il passaggio di questi 30
km di strade che chiaramente un impatto sul territorio lo hanno, ma se qualche ritardo c’è
stato, è stato proprio perché abbiamo avuto la sensibilità di ascoltare fino in fondo il Sindaco
di Rho e il Sindaco di Pero, che non mi pare siano stati eletti in partiti del centrodestra.
Con questo annuncio il voto favorevole di A.N. alla delibera presentata dall’Assessore
Vermi”.
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Rosa. (presenti 41)
Presiede il Vice Presidente Vicario del Consiglio Nucci.
Consigliere Caccavale: “Per rispondere al clima di insinuazioni che il Consigliere Foglia
prima ha cercato, in modo provocatorio, come ultimamente gli è consono, devo dire che negli
ultimi mesi gli interventi del Consigliere Foglia, non so per quali ragioni, sono spesso
provocatori e cercano di insinuare segreti che non esistono alla fine della fiera. Le cose che
abbiamo detto in Commissione e le cose che sono riportate da questa delibera, che è
sicuramente importante per contenuto, importante per lo stanziamento economico, importante
per la necessità di realizzare queste opere, di segreti non ce ne sono. Nessuno ha cercato di
nascondere, come ho ripetuto anche prima, che è vero che i tempi di convocazione della
Commissione sono stati brevi, su questa cosa nessuno ha voluto né nascondere né dire
qualsiasi menzogna. D’altra parte in Commissione, lo stesso Presidente Vermi ha detto che se
ritardi ci potevano essere, senza che né lui né la Provincia né l’ente né nessuno si
nascondesse dietro nessuna foglia di fico, ha detto che ritardi potevano essere imputati anche
a causa di una attribuzione di competenze alla Giunta piuttosto che al Consiglio, che rimane
sul tavolo ma che comunque alla fine si è deciso che questa delibera sia stata portata
all’attenzione del Consiglio, si è detto che il ritardo minimo poteva essere conteggiato in 45
giorni. Quindi, Consigliere Foglia, non ci sono segreti né insinuazioni che possano cogliere
nel segno, a mio avviso, perché i ritardi sono stati denunciati, quei minimi ritardi che ci
possono essere stati, abbiamo parlato del tempo limitato della convocazione della
Commissione, ma ho già detto prima che su questo argomento, in questa Commissione,
abbiamo parlato almeno tre o quattro volte, con illustrazione approfondita di quelle che erano
le realizzazioni viabilistiche che dovevano essere realizzate nell’ambito del Polo Fieristico di
Rho-Pero.
Non si può venire a dire che su questa vicenda non abbiamo saputo mai nulla. Di questa
vicenda i membri della Commissione sono stati informati. Sono stati informati dal punto di
vista tecnico, sono stati informati dal punto di vista amministrativo. Ci sembra veramente
strano, Consigliere Foglia, sapere che tra l’altro Comuni amministrati dal centrosinistra, non
so se voi avete ricevuto un mandato diverso dai Sindaci vostri amici di partito del
centrosinistra di Rho e di Pero, di venire qui a contestare gli accordi che loro stessi, Sindaci
di Rho e Pero hanno assunto con la Provincia di Milano e con la Regione Lombardia, perché
se è così fatecelo sapere. Consigliere Mezzi, mi sembra strano che non sappiano niente,
quando invece ci sono stati dei tavoli, delle conferenze di servizio che da mesi, se non da anni
vanno avanti su questa vicenda. Non so, se avete avuto questo mandato, ditelo chiaramente!
Sarebbe fare più chiarezza dire che contestate queste opere perché i Sindaci vi hanno dato il
mandato di contestarle, ma non è sicuramente accettabile che ci siano delle insinuazioni, così
come sono stati gli argomenti che ha utilizzato il Consigliere Foglia, di dire: come mai è stato
dato questo studio a professionisti esterni? Come mai sono lievitati i costi?
Consigliere Foglia, sono insinuazioni abbastanza pesanti. Peraltro vorrei sapere, anch’io ho
fatto l’Assessore all’urbanistica di un Comune della Provincia di Milano. No, però farlo con
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quelle premesse. Consigliere Matteucci, si possono fare le domande in modo diverso, farlo
con delle premesse del tipo: come mai è stato dato all’esterno? Cosa vuole dire non si dice
chi sono? Se lo si chiede si può anche sapere chi sono. Consigliere Foglia, ma non puoi
chiederlo insinuando come mai sia stata fatta questa procedura! Chi ti dovrà rispondere ti
risponderà dopo.
Io mi sarei aspettato piuttosto un intervento di apprezzamento perché il 10% dei costi di
queste opere saranno dedicati alla mitigazione e alla compensazione ambientale, cosa che per
esempio vi sta sempre a cuore ma non è stata detta in questi interventi. Comunque c’è un
particolare importante, perché si possono fare le domande, ma la premessa è sapere di cosa
stiamo parlando. Non è che stiamo parlando di un capitolato d’appalto, per cui puoi chiedere:
la cantierizzazione, la fase dei lavori, le tranche. Noi stiamo parlando non di un capitolato di
appalto, non è la Provincia che dà in appalto ad una società con un capitolato direttamente la
realizzazione di questo, stiamo parlando di una convenzione con enti terzi a cui verrà affidata
la realizzazione di quest’opera. Le domande relative alla cantierizzazione e altre cose che
potrebbero essere fatte se si parlasse di un capitolato d’appalto, non mi sembra siano poste
nella sede corretta, perché non stiamo parlando di un capitolato d’appalto. Stiamo parlando di
una convenzione! Non veniteci a dire che le convenzioni non siano comunque consuetudini
delle amministrazioni pubbliche per quanto riguarda la realizzazione di opere pubbliche.
Comunque termino il mio intervento chiedendo ufficialmente al Presidente Vermi, visto che
il centrosinistra sembra un po’ invidioso della legge obiettivo della Casa delle Libertà, se il
problema è di riconoscere al centrosinistra questa intuizione che hanno avuto nel 1994,
riconosciamola ufficialmente, riconosciamo che con il contributo del centrosinistra del
1994... ma lo possiamo anche ufficializzare in questo contesto dicendo che ringraziamo anche
l’intuizione del centrosinistra, che dal 1994 sostiene questo tipo di opere e questo tipo di
realizzazioni.”
Consigliere Fanchin: “Io credo che il Presidente Foglia sia persona di grande equilibrio, di
grande attenzione e credo che l’argomento dibattuto, con un linguaggio che è dote umana ed
educativa di ognuno di noi, mai è mancato di educazione il Presidente Foglia nell’ambito
istituzionale nell’affrontare problemi così seri. Certamente posso intuire che siamo di fronte
ad un provvedimento che è la convenzione tra ANAS e Provincia, opera di grande eccellenza,
così definita dalle pubbliche amministrazioni, che riguarda certamente il futuro della
Provincia, il futuro della grande città di Milano, il futuro di questa Regione, verso nord, che è
l’Europa, ma verso anche uno sviluppo a sud di questo Paese. Questo è un fatto che nessuno
può a noi disconoscere, non perché ovviamente ci sono dei capricci o ci sono dei metodi.
Ma debbo anche ricordare correttamente al Presidente Foglia, che ho avuto modo di
apprezzare sul percorso di questa scelta politica, che non molto tempo fa, l’attuale Presidente
Vermi, Assessore con delega rispetto all’argomento oggi in discussione, ha avuto modo,
come suo stile di uomo e come suo stile di politico, di renderci edotti, in un ampio dibattito,
di quello che era lo stato di fatto del percorso in atto rispetto a questa grande opera di
eccellenza. Ricordo anche che in quella sede, che era la Commissione, una sede istituzionale,
fu distribuita a tutti noi una relazione di tre o quattro pagine, che costruiva i vari passaggi
dello stato di fatto della situazione. Credo che o non abbiamo letto nessuno di noi (io l’ho
letto) il lavoro presentato dall’Assessore.
Io credo che deve essere sfuggito alla lettura quel documento che è stato presentato
dall’Assessore. Non ho mai avuto una grande passione di acquistare le medagliette alle fiere
o nei negozi specializzati da mettere nella giacca, ma credo che anche molti amici della
sinistra non abbiamo la stessa mia passione dell’acquisto di medagliette, però un minimo di
verità è quella che io ho detto. Non si può oggi pensare, di andare a ritroso a costruire dei
passaggi, che sono legittimi, ci mancherebbe altro, non sono mancanti di nulla perché di fatto
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abbiamo avuto modo, tempo fa in Commissione, di affrontare questo problema nella sua
globalità, nella sua complessità, con un documento dettagliato che ci è stato consegnato e
avevamo probabilmente i tempi per analizzarlo e affrontarlo nella sede istituzionale, che è il
Consiglio, se vi era la necessità, o con Commissioni convocate come regolamento prevede, di
approfondimento.
Non credo che sia speculativo il discorso del Consigliere Foglia, in maniera assoluta. Credo
anche, l’ho detto in Commissione e lo ribadisco per quello che è a mia conoscenza e mio
sapere rispetto anche alla mia appartenenza politica, che i Comuni di Rho e di Pero siano stati
ristorati con grande rispetto, con grande dignità, da questo Assessore, da questa
Amministrazione.
Sulla questione degli espropri, è stato detto più volte in Commissione, che siamo di fronte a
due opere, una adiacente all’altra, l’alta velocità pur essendo interesse pubblico. Il General
Contract, applica una normativa sugli espropri di carattere privatistico, noi siamo tenuti, guai
se non lo facessimo, al carattere legislativo e normativo. E’ chiaro che si crea un conflitto
legittimo di interessi tra operatore privato e operatore pubblico, ma è altrettanto vero che
sugli espropri non abbiamo un dato così scalcinato – scusate la parola – dato propositivo, le
transazioni hanno portato ovviamente a uno snellimento dei tempi, ad una soddisfazione
politica e giuridica delle parti. Non credo che si possa accusare o si possa tendere con un
linguaggio forbito a delle accuse, no né da Consigliere Foglia un linguaggio forbito di accuse,
è un linguaggio che gli appartiene, che deve essere rispettoso di quest’aula, ma capiamo
anche che l’intelligenza è per tutti alla pari, per cui l’argomento questa sera è semplicissimo
nel doverlo espletare, ricercare a ritroso di ricostruire ciò che è già stato costruito
correttamente dall’Assessore e dai suoi uffici è una posizione che non troverebbe l’interesse
delle comunità che voi governate correttamente, come Pero e Rho, ma l’interesse interno di
questa Regione, di questa Provincia, lo sforzo che è stato fatto dall’organo tecnico,
dall’organo politico, dalla Giunta rispetto ad una problematica che ci vede con attenzione
all’Europa con la massima oculatezza”.
Consigliere Dioli: “Io molto semplicemente non riesco a capire per quale motivo
l’Assessore Vermi non abbia accettato il nostro rinvio di una settimana. Mi sarei aspettata, da
parte sua, una serie di richieste, un accoglimento della nostra proposta di rinvio, anche perché
mi sembra che le questioni che abbiamo posto non siano assolutamente strumentali o che
tendano a rallentare il normale iter per la realizzazione di questa viabilità di accesso, che è
molto attesa in quella parte di territorio, anzi sappiamo che vi sono state delle grosse spinte
per arrivare quanto prima ad una definizione.
La cosa che invece ci ha lasciato così, è il fatto di vedere immediatamente questa levata di
scudi da parte di alcuni Consiglieri della Maggioranza: che cosa volete? L’argomento
l’abbiamo già trattato. Qualcuno richiama una Commissione, tra l’altro inizialmente molto
partecipata ma alla fine siamo rimasti da soli noi della Minoranza con l’Assessore, e siccome
so che è persona seria su certe questioni, voglio vedere se conferma quello che dico perché io
me lo ricordo. Erano due Commissioni congiunte, eravamo intorno ad un tavolone gigante,
ricordo che alla fine siamo rimasti tre della Minoranza, l’Assessore, il funzionario e
continuavamo a fare domande. Me lo ricordo perché avevo fatto anch’io delle domande,
soprattutto rispetto alla mobilità in generale, non all’aspetto soltanto viabilistico relativo
all’accesso di cui si parla questa sera.
Ci sono delle questioni che a noi hanno preoccupato. La premessa fatta sia dal Consigliere
Matteucci che dal Consigliere Foglia nei loro interventi è chiarissima, anche da parte nostra
c’è questo “desiderio” di vedere quanto prima definite tutta una serie di realizzazione di
infrastrutture che consentano realmente non solo l’accesso ma proprio il lancio di questo
progetto fieristico. In assenza di queste, ovviamente, tanti sarebbero i disagi e le difficoltà, tra
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l’altro manifestati già proprio durante il famoso dibattito che c’è stato sulla Serravalle.
Adesso sono salita a vedere se trovavo gli articoli perché mi sarebbe piaciuto citare i giornali
interessati, io ricordo che ci fu una polemica, al centro c’era il Presidente Colli, dove si
ricordava che invece di continuare a insistere sulla presidenza forse era meglio mandare
avanti delle opere come quella di cui parliamo questa sera invece che perdere tempo sulle
seggiole.
Mi ricordo perché c’è stata una corrispondenza anche tra i giornalisti e il Presidente Colli, di
“difesa” dalle accuse che le muovevano alcuni giornalisti. Noi ci chiedevamo: come mai non
arrivano con questo benedetto progetto esecutivo? Infatti, forse ha ragione il Consigliere
Foglia – non è ancora stato smentito – quando dice che i ritardi penso siano imputabili da una
parte alla vicenda Serravalle che ha rallentato sicuramente, ma anche alti che vorremmo
sentirci dire questa sera.
La questione che a noi ha sconvolto, perché non può che essere così, è passare da €
182.755.000 a € 386.480.000. Capirebbe anche un bambino che c’è qualcosa da approfondire,
che non bastano i documenti scarsissimi che ci sono stati dati. Un aumento di questo tipo
deve essere assolutamente giustificato, ma non soltanto rispetto ad un ragionamento di
trasparenza, anche se non volessimo insinuare niente, è un atto dovuto, sia rispetto a noi come
Consiglieri sia rispetto alla collettività tutta, che si vede un intervento raddoppiato rispetto
alla cifra originaria. Io ho qua un opuscolo che ogni tanto guardo, perché è l’unico atto che
racchiudeva bene tutte le opere che come Provincia si voleva fare - dico che si voleva fare,
perché sono pochissime quelle poi realmente avviate – e si fa strada la grande Milano. Mi
sembra, Assessore, che fosse stato pubblicato all’inizio dell’anno. Qui era ancora chiarissimo,
dice chiaramente: viabilità di accesso al nuovo Polo, costo dell’opera € 195.000.000. Che
cosa è successo da lì? Noi non abbiamo chiesto di rinviare all’anno prossimo la discussione e
l’eventuale approvazione di questo punto all’Ordine del Giorno. Abbiamo chiesto una
settimana, il tempo necessario agli uffici per produrre la documentazione e per chiarire, non
soltanto rispetto ai costi, per i quali noi riteniamo ci sia un problema di fondo grandissimo,
ma anche rispetto alle altre cose, altrettanto gravi, che i Consigliere Foglia ha ben precisato
all’inizio.
Mi piacerebbe anche sapere bene il ruolo dei Comuni rispetto a quest’ultima approvazione
del progetto e, soprattutto, quali sono esattamente le opere che ANAS ha chiesto di introdurre
rispetto al progetto originale, che teoricamente dovrebbe motivare l’eventuale lievitazione dei
prezzi iniziali.
Io penso che fa parte di un diritto che abbiamo come Consiglieri e, siccome l’Assessore ha
detto che dovevo aspettare perché forse lui qualcosa da dire in merito ha, io spero che accolga
quanto da noi avanzato e che soprattutto si faccia carico, prima dell’eventuale – se dovesse
accogliere la nostra proposta – prossimo Consiglio, una seduta di Commissioni ad hoc,
organizzata su questo, per meglio approfondire le richieste da parte nostra avanzate”.
Consigliere Mezzi: “In 48 ore ci dobbiamo esprimere un parere su un provvedimento
importante dal punto di vista infrastrutturale e dal punto di vista finanziario, dal punto di vista
procedurale. In meno di 48 ore ci chiedete di fare questa operazione: di procedere ad
approvare una delibera per un’opera che è necessaria e fondamentale per il funzionamento
del sistema del Polo Fieristico. Credo che il metodo si commenti da sé, dopo che abbiamo
letto pure noi, e abbiamo discusso in Commissione, di una questione collegata ai ritardi che
vengono imputati alla Provincia di Milano, ritardi ammessi dallo stesso Vice Presidente in
sede di Commissione giusto due giorni fa.
Mi sembra che qualcosa nel ragionamento non torni. C’è una forzatura di tipo politicoistituzionale, a fronte di ritardi che hanno altra origine e che vorremmo anche ben capire.
Perché le spiegazioni portate in Commissione non sono state sufficienti. Provo ad
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argomentare. Prima di tutto credo che nell’esame di un provvedimento così importante sia
necessario acquisire agli atti i pareri legali che la Provincia di Milano ha chiesto agli avvocati
Greco e Carbone, a proposito dell’interpretazione dell’art. 99, comma 2, del D.Lgs. 112/98,
che credo corrisponda alla terza edizione della legge Merloni, la Merloni ter. Si parla in quel
comma, del tema cosiddetto della delegazione intersoggettiva, vale a dire del trasferimento di
risorse dalla Provincia ad ANAS; risorse ingenti, pari a 300 miliardi. Sono € 152.755.000.
Credo che se la delibera è esatta, anch’io non sia indotto in errore.
Chiedo l’acquisizione dei pareri legali, perché è un passaggio importante, visto che la
Provincia scomoda due legali, uno della Regione Lombardia, su come interpretare l’art. 99
della Merloni ter, per quanto riguarda il trasferimento di risorse da una società, una S.p.A.,
alla Provincia di Milano. Se vogliamo corrispondere ad un requisito, quello di un voto
responsabile e informato, probabilmente anche noi abbiamo bisogno di essere informati.
Chiedo al Presidente di questa seduta di avere a disposizione, prima del voto, questi pareri
legali.
L’altra questione che volevo porre riguarda i tempi, soprattutto quelli più recenti, non la
storia, ma l’iter di questo provvedimento. La conferenza di servizi si riunisce il 31 gennaio di
quest’anno, quindi tutti i soggetti deputati ad intervenire dicono la loro rispetto alla proposta
di un progetto preliminare. Posso immaginare che sia così, perché il definitivo viene
licenziato dalla Giunta Provinciale il 27 giugno scorso. Miracolo! In pochi giorni il progetto
esecutivo, interpretando in maniera del tutto particolare la legge Merloni, viene approvato il 9
luglio scorso: in pochi giorni quindi si passa da un livello di progettazione definitiva ad uno
esecutivo, compiendo credo un miracolo. Qualche cosa non torna nel ragionamento,
probabilmente ce lo dovete spiegare, altrimenti noi capiamo questo. Se non ci spiegate le
cose, a noi quel passaggio risulta strano e originale.
ANAS esprime il parere il 25 settembre, approva con modifiche il progetto esecutivo;
nuovamente la Giunta Provinciale delibera l’approvazione con modifiche del progetto
esecutivo il 31 ottobre. Qui qualche problema sui tempi l’abbiamo, perché dal definitivo, che
è un livello di progettazione non dettagliato e puntuale come un progetto esecutivo, ci
impiegate 12 giorni. Da un progetto esecutivo e trasformarlo con le modifiche chieste da
ANAS impiegate invece un poco più di tempo. Su questo iter noi vorremmo capire, dopo la
conferenza dei servizi, come i Comuni hanno potuto esprimere un loro parere a questo livello
di progettazione. Che interlocuzione vi è stata tra voi, o la società alla quale avete
commissionato il progetto esecutivo, e i Comuni. Mi pare di poter dire, in maniera
consapevole, come questa sera è stato detto da altri, che non vi sia stato in questa fase
importante, nella quale avvengono modifiche sostanziali del progetto, l’intervento dei
Comuni nella definizione dei contenuti progettuali definitivi ed esecutivi dell’opera. Mi pare
che qualche cosa lamentino i Comuni da questo punto di vista. Li avete interpellati il 31
gennaio, poi non li avete più visti. Questo è il dato politico che emerge da questa vicenda.
Il raddoppio dei costi: ci dovete spiegare quali sono le motivazioni tecniche per cui abbiamo
avuto una lievitazione dei prezzi di questo tipo. Forse soltanto una quindicina d’anni fa, nel
1990, si poteva immaginare che un’opera raddoppiasse i propri costi, in epoca prossima a
quel momento particolare che ha vissuto il nostro Paese, che si chiama Tangentopoli. Allora,
con le Colombiane, fu l’ultima occasione dove i costi delle opere pubbliche esplosero alle
stelle. Voglio capire se con questo progetto siamo tornati indietro. Chi dobbiamo ringraziare?
Quali sono le motivazioni tecniche, reali, vere, per cui le opere costeranno il doppio di quello
che è stato definito all’origine? Qualche motivazione è stata portata in sede di Commissione,
ma io credo che occorra approfondire questo aspetto. Dobbiamo ringraziare forse la Legge
Obiettivo? Dobbiamo ringraziare le procedure della Legge Obiettivo? Come si spiega questo
raddoppio con una legge, la Merloni, originata dopo Tangentopoli, che prevedeva i tre livelli
di progettazione proprio per evitare la lievitazione dei costi ed evitare quel fenomeno
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macroscopico che tutti abbiamo imparato a conoscere dalle cronache di quel periodo storico
del nostro Paese. La legge Merloni ha funzionato, ha alcuni limiti, ma qui vogliamo capire
qual è il motivo per cui quest’opera ha raddoppiato i costi.
Crediamo queste domande siano tutte legittime. Mi auguro che poi il Presidente possa
rispondere ad ognuna delle nostre questioni e mi auguro possa rispondere rispetto
all’aumento dei costi. Basta solo capire, magari ci si può anche intendere rispetto a questo
punto, ma dobbiamo essere informati per esprimere un voto consapevole su questa partita
così importante. Non credo sia da sottovalutare questo elemento, credo che invece da parte
anche della maggioranza questo tema debba essere preso in considerazione. Vorremmo capire
chi ringraziare rispetto a questo aumento spropositato dei costi”.
Consigliere Matteucci: “Io vorrei riprendere alcune considerazioni svolte anche da altri
Consiglieri e mettere qualche puntino a posto, perché ho sentito Consiglieri della
Maggioranza, penso al Consigliere Cremaschi dire: voi volete mettere i bastoni tra le ruote
delle gloriose iniziative dei nostri governi. Assolutamente no! Anzi, noi rivendichiamo, non è
una questione di primato politico ma fa parte di quella piccola cronaca che però è bene
ricordare, che sulla vicenda della Fiera e del Polo Fieristico fummo i primi ad individuare
questa scelta, supportata peraltro da consapevolezze tecniche, avvalorata non da interessi di
parte o speculazioni riguardanti aree o quant’altro. Fummo i primi a dare avvio a questo
processo che oggi faticosamente vediamo proseguire e ci auguriamo, per il bene di tutti,
perché davvero questa è una partita troppo importante dal punto di vista non solo politico, di
chi si mette la medaglietta o di chi arriverà a tagliare il fatidico nastro, ma economico,
culturale oserei dire, per la nostra realtà metropolitana e per il Paese stesso, perché la Fiera di
Milano, come tutti ben sappiamo, ha assunto un ruolo che va ben oltre la nostra realtà locale.
Detto questo, anche sulla questione della viabilità siamo tutti ben consapevoli che quando si
fa un’infrastruttura, comunque un’opera di queste dimensioni, di questo impatto, sul
territorio, sui processi di mobilità, sulla necessità logistica ed economica in sé della funzione
fieristica, le priorità degli allacciamenti viabilistici, degli allacciamenti con i trasporti, delle
opere infrastrutturali ad esse collegate è quantomeno da considerarsi di pari passo dell’opera
stessa. Se venissero su i capannoni e poi non ci fossero le strade o non ci fossero i mezzi
pubblici e privati per poter raggiungere i capannoni stessi, sarebbe demenziale, ma questa
credo sia opinione condivisa. Quindi, lungi da noi affrontare la questione della serie:
vogliamo porre intralci, vogliamo mettere bastoni fra le route, vogliamo mettere freni
all’operare in questa direzione.
Arriverà il Vice Presidente Vermi, l’Onorevole Colli o chi per esso a tagliare il nastro? Va
bene, vorrà dire che si sono meritati la fiducia dei cittadini milanesi ed hanno compiuto
un’opera meritoria, nel senso che da questo punto di vista indubbiamente nessuno può dire
nulla in contrario. Ma sgombriamo il terreno da queste piccinerie.
Il problema è esattamente questo, cioè se stiamo facendo bene il nostro lavoro e se stiamo
svolgendo con attenzione il nostro compito di Consiglio Provinciale, perché nel nostro
piccolo credo che chiunque sia seduto qua, Maggioranza e Minoranza, non è qui
semplicemente per ratificare. Noi non facciamo il “Signor No”, con la giacchettina e il
cartello e voi invece siete il “Signor sì” della situazione, soprattutto quando siamo di fronte a
opere del valore di 386.000.000, all’incirca vecchi 800 miliardi di lire. Giustamente a volte
dibattiamo lungamente per cose molto minori dal punto di vista economico, ma per carità, ci
sono questioni di principio, ci sono tante cose. Però il primo punto è questo, anche perché,
Consigliere Caccavale, mi permetta, non è che noi approviamo un appalto ma con la
convenzione approviamo anche delle opere, approviamo un piano finanziario e questa cosa
non la vediamo più in Consiglio. E’ chiaro il concetto? Progetto esecutivo, appalti, lavori,
dopodiché ne riparliamo se qualcuno si arrabbia – scusate la brutalità – allora magari ci
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toccherà riparlarne e dire: cosa state facendo su quelle roba, o cosa avete fatto? Noi stiamo
discutendo di una convenzione piena di queste cose, di 400 milioni di euro di finanziamenti
che partono, di progettazioni, di impatti territoriali, ambientali e quant’altro, di una certa
entità. Scusate, con tutto il rispetto, credo che abbiamo tutti noi il diritto di sapere bene di
cosa stiamo parlando. Non banalizziamo!
Il Consigliere Foglia, se posso interpretare, adduceva un problema, che magari sarà fra
qualche mese, che nel piano di lavori di questo tipo. Noi chiediamo il rinvio di una settimana
– una settimana! – quando qualcuno - non parlo di Paolo Matteucci o dei Consiglieri della
Minoranza che hanno parlato, parlo di Assessore Regionale alla partita, parlo di presidenti e
amministratori delegati dell’ente fieristico – ha, a torto o a ragione, detto che siamo in ritardo
di alcuni mesi. E’ stato detto dai tecnici che sono 45 giorni? Bene, accogliamo
favorevolmente il fatto che non sono mesi ma sono 45 giorni. Comunque ripeto, non abbiamo
parlato noi dei ritardi della Provincia. Il fatto che noi chiedessimo una settimana, se vogliamo
dare un valore simbolico alle cose, anche un ritardo di un’ora, ma se vogliamo dare un valore
fattuale, è evidente che non è un ritardo dilatorio o una richiesta ostruzionistica. Magari
avremmo potuto fare una Commissione in più, con qualche pezzo di qualche carta in più,
magari – perché no – alla presenza anche di qualche amministratore locale, come è stato
ricordato del centrosinistra, che magari ci veniva a dire: caspita, è il miglior progetto di
questa terra, cosa vi sbrigate ad approvarlo? Cosa che francamente, lo dico con estrema
cautela e qualche preoccupazione, non ci risulta essere esattamente in questi termini.
Le cose che sono state ricordate, del fatto che gli amministratori locali non erano e non sono
ad oggi a conoscenza di quello che esattamente si sta configurando e che quindi qualche
legittima preoccupazione, magari tranquillamente superabile, esista, noi la riportiamo. Il che
non vuole dire: fermi tutti, non vogliamo la viabilità speciale. Non giochiamo su queste cose!
Questo non è un argomento minore, quindi diamo il giusto valore alle cose che si dicono.
Aggiungo che il problema ad esempio della cantierizzazione, vuole dire che questo territorio,
nel bene o nel male, sarà soggetto ad un cantiere che durerà circa due anni, due anni e mezzo,
comunque un lasso di tempo notevole e oggettivamente ci saranno dei problemi, certo a
fronte di benefici che verranno. Ci saranno oggettivamene dei problemi per quel territorio,
per quei cittadini, per quelle popolazioni e, conseguentemente, penso sia logico chiedere,
comunque fornire agli amministratori locali tutte le garanzie, soprattutto tutti gli strumenti
per poter governare una situazione che comunque sarà una situazione oggettivamente delicata
da affrontare. Poi lo sappiamo tutti, in attesa che il Polo Fieristico avrà il suo impatto positivo
sulle sorti economiche e sociali, intanto i cittadini si beccheranno due anni di cantieri, con i
disagi che questo comporta. Perfetto! Ma vogliamo sapere almeno come indirizzare il
traffico, anche perché siamo di fronte ad un nodo viabilistico nevralgico, tra il Sempione, la
tangenziale, la Milano Torino.
La complessità che certamente esiste è proprio il punto sul quale noi avremmo avuto e
vorremmo che ci fosse la massima garanzia, la massima attenzione, la massima
partecipazione e il ruolo anche della Provincia. Non piace nemmeno a noi sentici dire nei
corridoi che la Provincia su questa partita è stata carente, oppure se non era la Regione, se
non era Tizio, se non era Caio. Non ci piace, perché comunque noi ci sentiamo, magari con
un po’ di retorica in questi casi ma lo dico sul serio, ci sentiamo parte dell’istituzione
Provincia, ed essere sminuiti, sminuisce il nostro ruolo quale esso sia, di governo o di
Opposizione, di Maggioranza o di Minoranza.
Queste sono cose che girano, circolano, fanno parte del dibattito, delle valutazioni e dei
giudizi correnti. Ribadisco, non sono farina del sacco nostro, maliziosità, cattiverie.
Avremmo avuto il piacere, ci spiace che invece le cose vadano diversamente, che si fosse
potuto disvelare in modo trasparente e togliere ogni veleno, ogni strumentalizzazione, a
fronte di una discussione che, prendendosi quel minimo di tempo in più perché ripeto, se
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ritardi ci sono stati si sono acquisiti non certo per colpa della Commissione, non certo per
colpa della Minoranza, non certo per colpa nostra. Nessuno vuole osteggiare, ostacolare o
peggio ancora non arrivare ad un risultato positivo su una partita di questo genere, perché
siamo tutti assolutamente cointeressati sul buon esito di questa vicenda, credo che la
discussione e l’approfondimento che a nostro parere sarebbe stato doveroso a una delibera di
questa importanza, che ripeto non è un vestito con sotto niente per parafrasare alcune opere
peraltro minori della cinematografia recente, è qualcosa che ha sostanza. Quindi la prossima
volta che parliamo di una rotonda e ci stiamo più di 10 minuti, io prego tutti quelli del
centrosinistra di alzarsi spazientiti, perché abbiamo avuto discussioni molto più accese e
lunghe su cose, con tutto il rispetto, decisamente di minore importanza sotto tutti i profili.
Questo secondo noi poteva costituire una positiva espressione del Consiglio, un percorso che
avesse avuto garanzie, attenzione e approfondimenti, come peraltro in qualche modo abbiamo
cercato di segnalarvi. Avrebbe potuto uscire questo provvedimento dalla discussione che si
sarebbe svolta, con un’immagine più forte dell’insieme delle istituzioni, di un Consiglio che
avrebbe potuto esprimersi in maniera unitaria. Perché no? Noi non siamo qui con il cartello
dei “Signor No”. Però, di fronte ad una situazione che a noi lascia alcuni margini di
preoccupazione, delle ombre rispetto ad argomenti su cui ci sarebbe piaciuto fare più luce,
obiettivamente manteniamo una nostra riserva di giudizio, che non può essere confusa
rispetto al merito o cercare di confondere rispetto al merito, ma direttamente collegata ad una
volontà che ancora una volta, rimarchiamo, a noi pare essere assolutamente sbagliata, ma
sbagliata nell’interesse innanzitutto della Maggioranza mi permetto di dire, di arrivare con
provvedimenti di questa entità all’ultimo momento e forzare sulla discussione, ai termini
stretti di regolamento, tre giorni e un minuto, due giorni e un minuto, su cose che
francamente si possono invece gestire in modo completamente diverso, e magari anche
acquisendo un consenso maggiore.
Non vi interessa questa cosa? Benissimo, ne prendiamo atto, non ci scandalizziamo, non vi
permettiamo di fare valutazioni del tipo di quelle che ho sentito fare, come se noi fossimo
diventati gli ostruzionisti delle scelte importanti. Noi rivendichiamo, non è una questione
politica ma sono gli atti a parlar chiaro, che queste scelte sono maturate grazie anche al nostro
impulso e alla nostra volontà precisa di andare in questa direzione, per cui ci auguriamo di
essere smentiti rispetto a delle preoccupazioni che oggettivamente oggi ancora abbiamo e vi
abbiamo, con tutta trasparenza e onestà, voluto manifestare in modo chiaro”.
Assessore Vermi: “Devo davvero ringraziare il Consiglio perché, nonostante una partenza
che mi era parsa con un piede sbagliato, io credo che questa sera abbiamo assistito ad un
dibattito intelligente e interessante assieme. Questo mi dà anche il destro di cancellare alcune
non malignità, non penserei mai in questi termini, ma alcuni interrogativi che più o meno
legittimamente, io penso assai meno, qualcuno di voi si è posto e che cercherò in una replica,
che sarà brevissima, anche per il rispetto che devo a questo Consiglio, di fugare. Se non
riuscissi a fugarli in questa mia brevissima replica, voi mi conoscete da troppo tempo per
pensare che io voglia in qualche maniera sfuggire al dibattito o all’esplicitazione di dati che
voi ritenete opportuno e legittimo richiedere.
Io credo che questo Assessore che vi parla, primo nella storia di questa Amministrazione, che
frequento dal 5.5.1976, ha sempre risposto ai vostri interrogativi, sta rispondendo anche a
tutte le interrogazioni, come forse avrete notato. Grazie Presidente, qui c’è un legittimo
rispetto, oltre che immagino simpatia umana. Ha messo sempre, unico voglio ribadire, le
risposte a interrogativi non di poco conto, ma alle discussioni di bilancio, così come sto
facendo ancora in questi giorni, mantenendo fede ad una promessa che vi ho fatto lo scorso
giovedì. Quindi la mia disponibilità è la più completa, anche perché se dovesse rimanere
qualche dubbia di qualsivoglia natura sulla conduzione di questa importante partita
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amministrativa, ma io direi una partita strategicamente e politicamente assai importante, ne
andrebbe del buon nome di tutto il Consiglio, non della Maggioranza o dell’Opposizione, non
di questa Amministrazione di centrodestra che si vanta, io credo legittimamente, di avere
portato in porto una cosa che ci aspettavamo tutti ma che nessuno aveva mai mosso, nel senso
che al di là di una dichiarazione di principio che risale a molti anni fa, nessuno aveva mai
costruito alcunché. Noi stiamo costruendo la risposta, nei fatti, a questa esigenza, che non è
soltanto l’esigenza di Fiera Milano ma è una necessità, una richiesta, una esigenza di una
parte importante del territorio della grande Milano e ne siamo – lo diciamo sottovoce –
legittimamente fieri, quantomeno soddisfatti.
Per stare ai dati che vi ho promesso e sui quali non voglio far venire meno la mia promessa,
innanzitutto devo fare una dichiarazione che voglio che rimanga a verbale. A pagina 3 della
convenzione, secondo paragrafo, per uno di quegli errori che gli inglesi chiamano clerical
mistake, è stata battuta la data 31.10.2003, deve leggersi del 5.11.2003. Sì, ieri, perché no?
Ieri è un giorno come gli altri, andava benissimo, Consigliere Dioli. Non mi può
interrompere, lei sa che io sono un suo entusiasta fan, poi mi faccio confondere.
Alcune informazioni molto concise, ma che credo siano importanti. Innanzitutto io voglio
sfatare un’affermazione reiterata più volte, e mi spiace l’abbia fatta anche il Consigliere
Matteucci due volte, anche nei confronti del capo Gruppo dei D.S. ho una frequentazione di
qualche anno e una stima che voglio pensare reciprocata, ha fatto un’affermazione che io non
mi sento né di condividere né che abbia un vero fondamento. Più volte è stato ripetuto il fatto
che gli enti locali, Rho e Pero nella fattispecie, non siano stati tenuti al corrente, informati.
Questo non è assolutamente rispondente a verità, perché nella conferenza dei servizi, che si è
protratta fino a quando doveva protrarsi, come è stato esplicitato ad atti, i Comuni di Rho e
Pero hanno fatto benissimo, ma non sta a me giudicare, la loro parte, l’hanno fatta così bene
che gran parte dei motivi della lievitazione dei costi stanno in comprensibili - sicuramente
legittime altrimenti non sarebbero state accettate – richieste di ordine non progettuale perché
non è stato cambiato il progetto nelle sue linee generali, ma di attuazione del progetto che
hanno comportato una lievitazione importante dei costi.
Lo sto dicendo come ragionamento esplicativo, non come “accusa”, anche perché credo che
mi si possa dare atto che l’operato di questo assessorato, ma io credo di tutta la Giunta, in
tutte le circostanze, è sempre stato quello di difendere i nostri Comuni, di aiutare i nostri
Comuni e di proporre e attuare quando possibile, una crescita comune del nostro territorio.
Stando ai costi e venendo alle cifre, sia pure in maniera molto spicciola, il progetto
preliminare di cui si parla, prevedeva una spesa di circa 300 milioni di euro, per la verità
circa 297 milioni di euro. Arrivati all’esecutivo, questi costi sono lievitati sino a 387 milioni
di euro, ma è stata fatta una galleria di oltre un chilometro, una serie di complesse modifiche
che hanno portato a questa cifra. Una cifra che non è stata accettata a scatola chiusa, è stata
monitorata, ci sono stati dibattiti molto serrati e approfonditi, ci siamo confrontati anche con
la struttura tecnica di Regione Lombardia per capire se questi costi erano corretti o meno
corretti, e sono stati poi conclusi e accettati.
Quanto ai finanziamenti, il finanziamento CIPE è di € 182.000.000 circa, quello che viene
definito autofinanziamento, cioè i soldi che mettono le tre società autostradali, è pari a circa €
160.000.000, quindi non noccioline. Senza questa disponibilità economico finanziaria, oltre
che esecutiva, non saremmo andati da nessuna parte. E’ bene che venga sottolineato e che si
spieghi. Quanto alla Provincia, non è che sia rimasta assente. Innanzitutto la struttura politica
e tecnica della Provincia ha monitorato di continuo la progettualità, quindi io credo che vada
dato un riconoscimento importante anche alla nostra struttura tecnica esecutiva. Quanto a noi,
in soldoni mettiamo circa 4 milioni di euro, a fronte di un’opera infrastrutturale che credo la
stessa Opposizione, ma io preferirei dire l’intero Consiglio, giudica una cosa notevolissima.
Ricordavo nell’esplicitazione del progetto, per quanto noi stasera siamo chiamati qui ad
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approvare una convenzione, non a parlare di progetto, ma mi rendo conto che è
indispensabile scendere nel campo della progettualità ed esplicitare alcuni numeri, il progetto
prevede 11 milioni circa di euro come opere di mitigazione, e non è cosa da poco, ma questi
sono già compresi nel progetto. Avevo ricordato e voglio risottolineare qui che le
compensazioni che vanno a favore dei Comuni, oltre al progetto che credo già sia una cosa
estremamente importante per ridisegnare la mobilità dell’intero comparto, sono pari a circa
22 milioni di euro.
Voglio soffermarmi un attimo sulla gara di progettazione, dove sono stati messi in campo
degli interrogativi, con delle velate non insinuazioni anche se possono apparire come tali, ma
con delle perplessità che non hanno ragione di sussistere giacché, come capita per tutte le
gare che la Provincia esperisce, abbiamo seguito legittimamente, come era dovere, il
procedimento di gara europea, dato l’importo della progettazione. E’ stata incaricata, mi
dicono quelli che se ne intendono, che conoscono la partita e la materia, la società che ha
vinto legittimante e non c’è stata opposizione, ricorso, quant’altro che io sappia, e mi pare
anche questo un motivo di legittimo orgoglio per un’Amministrazione, vuole dire che ha
operato bene, che ha costruito il bando correttamente, che ha fatto un capitolato giusto e
quant’altro, ogni tanto bisognerebbe riconoscere qualche cosa, non soltanto fare delle
critiche, la società che ha vinto, come capo Gruppo di un’associazione temporanea d’imprese,
ha vinto perché ha offerto il miglior prezzo, il miglior progetto nel minor tempo possibile.
Quindi credo non ci sia alcunché da eccepire. Sono progettisti, chi conosce la partita lo sa,
che hanno vinto una serie di altre progettualità importanti, peraltro sono nel curriculum, si
possono verificare, non c’è nulla da nascondere.
Chiudo su questo piccolo - ma non tanto - problema, ribadendo che la progettazione e quanto
ci sta a fianco, è stata coordinata passo per passo, giorno per giorno, dalla struttura interna
della Provincia. Io spero che nessuno voglia dire che la Provincia avrebbe potuto fare in casa
questo progetto, perché sarebbe una sciocchezza così grande, questa sì davvero da finire sui
giornali, perché mi risulta che neppure ANAS, che è una società a carattere mondiale, quella
che da 75 anni fa le strade in Italia, potrebbe permettersi di fare da sola, in casa, una
progettualità di questo tipo. Sfido chiunque a dire il contrario!
Ancora, per giungere a un problema di espropri, poi farò la chiusa finale sul ritardo. Gli
espropri, che erano numero superio ai 150, più vicino ai 160 che non ai 150, sono stati fatti
tutti nel tempo utile. Anche qui io credo di dovere un grazie all’ufficio che ha fatto questo
sforzo in un tempo davvero brevissimo. I ricorsi sono stati 9, ad oggi, e alcuni sono in via di
risoluzione, credo sia nell’interesse di tutti noi auspicare che non sia soltanto uno ma
qualcosa di più. Il 75% delle aree sono già in nostro possesso, quindi penso che si possa
davvero partire con i lavori.
Perché ho chiesto di accelerare al massimo l’approvazione di questa convenzione? Lo dicevo
all’inizio, perché le società che sono preposte a fare questi lavori, finché non hanno un
documento cornice all’interno del quale operare la loro attività, non muoveranno un dito,
anche se noi ci siamo attivati e ci stiamo attivando, al di là delle polemiche consuete anche
nei confronti della Milano Mare perché comincino a montare i cantieri, operazione che già di
per sé contempla un rilevante numero di giorni.
Non c’è nessuna volontà di coartare il Consiglio, non c’è nessuna volontà di by-passare le
forme consuete, che peraltro sono state rispettate anche nella tempistica, non c’è nessuna
volontà di forzare la mano. C’è un’esigenza vera, sentita, che viene dalle società
concessionarie, ma viene soprattutto da chi oggi diventa il capofila di questa operazione, di
ANAS, di avere la firma approvata dal Consiglio di questo documento. Io credo non ci sia
nulla da nascondere, non c’era nulla da nascondere, abbiamo lavorato di concerto con i
Comuni interessati, nella fattispecie Rho e Pero. Direi che la dimostrazione più plateale di
questo fatto è che non più tardi di qualche giorno fa, era la sera del 28 ottobre, io mi sono
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trovato nella città di Rho, non a festeggiare altre cose, di fronte a un pubblico dove
partecipavano gli Assessori alla partita e i due Sindaci – le due Sindache per la verità – di
Rho e Pero, che hanno ascoltato le mie dichiarazioni, le hanno sostanzialmente e nei fatti
condivise, giacché non c’è stata alcuna pubblica contestazione, e che hanno avuto modo di
spiegare in quel contesto, con i documenti che abbiamo potuto esporre, con la promessa, che
è la stessa che faccio a voi in questo istante, che non appena il supporto informatico sarà a
disposizione, sarà messo a disposizione di ciascun Consigliere, perché possa esaminare nei
dettagli il lavoro compiuto e quello che si dovrà compiere.
Credo davvero di non dover aggiungere altro, se non che rimango a disposizione del
Consiglio e della Commissione relativa per qualsiasi altra spiegazione, commento e messa in
campo di documentazione, che riterrete opportuno ottenere da parte mia e della struttura
tecnico amministrativa che ci ha seguito. Voglio dare, anche in questa occasione, il mio
grazie non solo alla struttura tecnico operativa che mi ha seguito in tutti questi mesi, ma
anche all’ufficio ragioneria, nella persona del Ragionier Cerri e all’ufficio legale, nella
persona dell’Avvocato Puiatti, che hanno lavorato e stanno lavorando con me in questi giorni
e, dovrei dire, in queste ore, perché questo è un lavoro che si fa davvero giorno per giorno,
ora per ora, e ove non fosse stato così, non dovremmo lamentare i 45 giorni che abbiamo
pubblicamente ammesso come ritardo, anche se sono dovute alle ultimissime richieste di
ANAS, che negli ultimi 30 giorni ci ha chiesto di cambiare questo enorme progetto almeno
due volte. Sapete che era un progetto unico, l’abbiamo dovuto dividere in tre e quant’altro.
Non vogliamo vantare alcun merito, abbiamo fatto soltanto la nostra parte, continueremo a
farla, non ci interessano le accuse speculative che ci vengono mosse se non sono giustificate
dalla carta. Siccome io vi ho portato in Consiglio un crono programma in cui risulta che il
nostro ritardo è a far data dal 1 settembre e non oltre, non mi resta altro da aggiungere che
ringraziare il Consiglio per la pazienza che ha dimostrato e la mia Maggioranza, ma spero
non solo la mia Maggioranza, perché questa è un’opera di tutti, per il voto favorevole che
andrete ad esprimere”.
Consigliere Morelli: “Solo per la dichiarazione di voto. Voglio solo dire che noi della
Lega, a parte le questioni e i tatticismi citati dal Consigliere di A.N. che non ci interessano e
non fanno parte, non solo qui ma neanche altrove, del nostro modo di far politica, siamo
soddisfatti di quanto esposto dall’Assessore, non solo adesso, perché si è ripetuto su tutto
quanto aveva già detto in Commissione, voglio ricordare questo, ha toccato magari un paio di
punti in più, tipo quello degli appalti, ecc., tutta l’altra esposizione non era niente altro che
quella che ha fatto lunedì o martedì. Comunque noi della Lega riteniamo questa opera
importante, quindi diamo il nostro parere favorevole”.
Consigliere Matteucci: “Io farò una dichiarazione di voto a nome dei Consiglieri dei
gruppi del Centrosinistra, Rifondazione, Italia dei Valori. Sarà una dichiarazione di voto di
astensione su questa delibera. Ci spiace esprimere un voto di questo tipo, avremmo preferito
davvero in questo caso una votazione diversa, più chiaramente ed esplicitamente favorevole,
ma gli argomenti riproposti dall’Assessore soprattutto nella replica, in parte sono venuti
incontro ad alcuni punti e alcune questioni che sono state sollevate. Come abbiamo già
espresso, avremmo gradito quantomeno un minimo di approfondimento in più su questa
materia, perché capisco le richieste delle concessionarie, delle società, di chi giustamente
vuole che quest’opera sia fatta nel più breve tempo possibile, ma siccome non possiamo
essere noi sicuramente imputati di una responsabilità di qualsivoglia ritardo si possa essere
accumulato, perché da questo punto di vista non abbiamo avuto nessun potere in questo
senso, riteniamo che il Consiglio avrebbe potuto esprimersi in maniera più compiuta e con
qualche elemento in più di ragionevole consapevolezza su questo punto, con un minimo di
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approfondimento. Magari, ripeto, anche con una Commissione allargata alla presenza degli
amministratori locali, che sarebbe stata comunque gradita, perché è vero, come dice
l’Assessore, hanno seguito passo passo, ma fino a luglio. A quanto ci risulta nella sostanza
qualche cosina può essere cambiata e in queste cose anche i dettagli contano, perché non sono
questioni di poco conto. Di fatto non sono stati più resi partecipi, tanto è vero che questo si è
capito, ci siamo informati noi brevi mano con gli amministratori locali, visto che sono anche
Consiglieri ed amici e abbiamo riscontrato una serie di preoccupazioni e perplessità, proprio
per questa difficoltà che abbiamo ribadito in questa sede. Probabilmente, per fugare ogni
preoccupazione, poteva bastare una semplice Commissione in più e avrebbe potuto essere
una discussione che avrebbe ottenuto un risultato migliore.
Comunque è un’astensione che, come ho già detto nel mio intervento e come hanno ribadito
gli altri Consiglieri che mi hanno preceduta, non è contraria al progetto o alla necessità,
oserei dire l’obbligo, di dotare l’infrastruttura fieristica delle necessarie opere viabilistiche di
accesso, bensì proprio per l’entità del progetto e l’impatto che questo progetto ha, quello di
consentire la migliore scelta e la più consapevole scelta in merito. Queste sono le motivazioni
che rimangono come nostre perplessità, per la mancanza di un tempo che noi ritenevamo
minimo e necessario per gli approfondimenti richiesti e come tale naturalmente ci auguriamo
di essere smentiti nei fatti, che qualsivoglia problema in realtà sia semplicemente frutto della
nostra fantasia maliziosa, e che invece le cose vadano nel migliore dei modi possibile”.
Dopodiché, chiusa la discussione, il Vice Presidente del Consiglio sottopone ai voti del
Consiglio il provvedimento proposto dalla Giunta.
Durante il dibattito si assentano i Consiglieri Fossati, Fratus e Malinverno. (Presenti 38
Consiglieri)
Il Vice Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico; terminate
le operazioni di voto, dichiara approvata la deliberazione con ventiquattro voti a favore e
dodici astenuti (Consiglieri Angiuoni, Borgio, Casati, Cipolla, Dioli, Foglia, Jean, Matteucci,
Mezzi, Ortolina, Radice e Tamberi), non avendo partecipato al voto due Consiglieri (Gussoni
e Occhionorelli).
Il Vice Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Il Vice Presidente del Consiglio, stante l'urgenza del provvedimento, propone di dichiarare
la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4, del D.
lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
La proposta risulta approvata con ventiquattro voti a favore, non avendo partecipato al
voto quattordici Consiglieri (Angiuoni, Borgio, Casati, Cipolla, Dioli, Foglia, Gussoni, Jean,
Matteucci, Mezzi, Occhionorelli, Ortolina, Radice e Tamberi).
Il Vice Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 67 DELL’ORDINE DEL GIORNO - Partecipazione della Provincia di
Milano, quale Fondatore Promotore insieme con il Comune di Legnano, alla Fondazione
denominata "Agenzia formativa Territoriale" con sede in Legnano.
Nel frattempo sono usciti dall’aula i Consiglieri Foglia e Mezzi. (presenti 36)
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Consigliere Tamberi: “Nella passata tornata, avevamo chiesto il rinvio di questo
provvedimento con delle motivazioni che erano relative al mancato contatto, mancata verifica
da parte della Provincia con il sindacato. E’ la prima iniziativa di un certo livello che la
Provincia avvia nel settore della formazione, (del rapporto fra formazione e lavoro) che
merita un rapporto con il sindacato a livello di segreterie. Segreterie CGIL, CISL, UIL
provinciali di Legnano.
Mi risulta che qualche contatto ci sia stato, ma che non ufficiale. Ho parlato direttamente, con
i responsabili del sindacato CISL, CGIL, che hanno manifestato l’esigenza di un contatto.
per fare il punto riguardo un’iniziativa che tocca direttamente i lavoratori. Ma credo ci sia
bisogno di questo e pertanto ritengo che prima di passare a una votazione per la realizzazione
della fondazione, questo contatto sia indispensabile cioè ragioni di competenza e soprattutto
di ruolo, in quanto questa vicenda ha creato, nell’ambito sindacale della CGIL, CISL, UIL,
(con l’apporto della Brianza, di Milano e di Magenta), un forte motivo di preoccupazione.
Non vedo perché questo provvedimento debba essere preso senza tale contatto. Nel merito
poi, se c’è bisogno, interverrò. Siccome ho fatto una richiesta preliminare, non lo faccio
adesso”.
Assessore Marzullo: “Senza polemiche, vorrei avere, visto che è registrata, la
dichiarazione del Consigliere Tamberi, laddove si fa capire che questo Assessore, che in
cinque mesi della sua vita ha incontrato qualcosa come “5.000” sindacalisti, da Slai Cobas a
RDB, CGIL, CISL, UIL e chi più ne ha più ne metta e sappia Tamberi, che io sono
l’avvocato di un sindacato scuola e le garantisco che in 20 anni non ho mai incontrato tanti
sindacalisti quanti ne ho incontrati negli ultimi cinque mesi, non ha dato riscontro alle
richieste delle OO.SS. Allora cortesemente andiamo a verificare quello che si dice.
Prove provate desidero avere, sono qui a dare risposta, non voglio certamente far polemica.
Il Consigliere Matteucci, ho avuto la buona intuizione di metterlo per iscritto, mi ha chiesto
alla data del 20 ottobre, la mattina, di rinviare questa delibera di una settimana. Io non ne
concedo 7, bensì 15. Ieri la CGIL, a firma Primo Minelli, 16,25, mi chiede di essere
contattata e chiede il rinvio. Mi chiedo perché non mi hanno contattato due giorni dopo il 20
ottobre? Perché non hanno presentato un emendamento e probabilmente l’avremmo accolto?
Io voglio sapere se si vuole giocare come il gatto con il topo o si vuole “trattare”. Però ripeto,
ho trattato con tutti, poi vi darò ampio resoconto, ho fatto tutti i passaggi nelle Commissioni
consiliari 6^, 7^, peraltro votati da voi opposizione all’unanimità, Commissioni provinciali
per le politiche del lavoro, non so più dove andare.
La mia relazione, Signori. Una volta che mi date la parola, viene meno la pregiudiziale.
Matteucci, io le regole non le capisco, poi le verificheremo, le pregiudiziali le chiedete prima
ancora di dare la parola all’Assessore, ma se date la parola all’Assessore vuole dire che sono
terminate le pregiudiziali. Io verificherò sia le dichiarazioni di Tamberi sia la regolarità del
consiglio a riguardo delle pregiudiziali”.
Vice Presidente del Consiglio Nucci: “Assessore, scusi, lei ha risposto giustamente alla
prima parte, prima di fare la relazione di merito, decidiamo sulla proposta di rinvio. Lei ha
espresso le sue ragioni. Consigliere Tamberi! Scusi, lei ha fatto una richiesta di rinvio, quindi
mettiamo in votazione la richiesta.”
Il Vice Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico; terminate
le operazioni di voto, dichiara respinta la richiesta di rinvio proposta dal Consigliere Tamberi
con venti voti contrari e otto a favore, non avendo partecipato al voto otto Consiglieri.
Il Vice Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
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Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Occhionorelli. (presenti 35)
Assessore Marzullo: “Gentilissimi Consiglieri e Assessori, solo qualche nota ulteriore alla
relazione che trovate nella cartellina, al fine di aggiornare gli elementi che suggeriscono alla
Provincia di Milano la creazione di una fondazione con sede in Legnano, denominata
“Agenzia Territoriale Formativa di Legnano e del Legnanese”.
Come molti sanno, quella del nord-ovest del milanese è un’area che ha limiti evidenti di
offerta formativa e la soluzione proposta conferma l’impegno per un investimento pubblico,
finalizzato ad aumentare i servizi rivolti ai nostri cittadini.
Vi do alcuni dati. Lo standard di finanziamento garantito nel passato dalla Regione e dalla
Provincia al C.F.P. di Legnano risulta essere di circa € 140.000, a fronte di una spesa
complessiva sostenuta per differenza dal Comune di poco superiore a € 300.000. Dati
2002/2003, il Comune spendeva infatti € 160.000. Gli ultimi dati, riferiti al 2003/2004,
migliorano di gran lunga questa situazione, poiché il finanziamento pubblico a bando del
C.F.P. di Legnano ha ottenuto, escluso il Comune, la somma complessiva pari a € 387.000.
Potremmo pertanto dire che solo il Comune di Legnano è in grado di coprire, grazie ai bandi
provinciali, le spese di gestione del C.F.P.
Quello che vogliamo fare, insieme al Comune di Legnano, è qualcosa che va oltre il sostegno
alla pur lodevole attività pubblica del Comune. L’obiettivo è infatti quello di identificare una
formula gestionale per la formazione professionale, in grado di aggregare attività diverse
provenienti da enti locali, scuole, parti sociali, quindi associazioni datoriali e sindacali, che si
ritrovano anche nel forum e nel patto territoriale per il legnanese.
La fondazione che vi proponiamo deve essere in grado di rispondere alle esigenze del
territorio, in particolare nel settore della formazione di base e nelle attività di interazione con
la scuola superiore. Immaginiamo di sviluppare un preciso programma di interventi contro la
dispersione scolastica, incentivando gli sbocchi professionali dei ragazzi o migliorando i
percorsi professionalizzanti dei nostri istituti professionali e tecnici. La chiave di volta mi
sembra quella di proporre, per i singoli territori, formule che di volta in volta possono essere
diverse, ma che siano direttamente collegate alle esigenze e alle volontà dei singoli territori.
Vi è stato, in questi anni, l’impegno di sostenere le attività pubbliche e private preesistenti,
innovando dove è stato possibile identificare nuovi soggetti e nuove tipologie di formazione.
La fondazione del legnanese ha come obiettivo quello di diventare un soggetto autonomo, in
grado di valorizzare il buon lavoro fatto dal Comune di Legnano nell’ambito della
formazione per il sostegno all’handicap, alla formazione permanente, sostenendo
direttamente la prima formazione e gli interventi di dispersione scolastica. La formula
gestionale identificata è la più semplice che per quantità e qualità può offrire opportunità a
tutte le amministrazioni locali di intervenire coordinando meglio i loro interventi. Oggi infatti
alle singole amministrazioni è chiesto un avallo dei soggetti privati per bandi FSE o i singoli
municipi si muovono con logiche di campanile.
L’intento è quello di trovare un tavolo istituzionale, un organismo pubblico capace di
svolgere, con il coordinamento della Provincia, un ruolo attivo nelle politiche formative del
nostro territorio.
Intendo sottolineare una novità prevista nella formazione, la possibilità che le scuole versino
una modica cifra per potersi avvalere dei servizi di progettazione e di gestione dei corsi. Se il
coordinamento degli enti locali, svolto dal patto del legnanese, avrà successo, posso
affermare con sicurezza che anche questa fondazione avrà un positivo impatto in una parte
rilevante del nostro territorio provinciale”.
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Frassinetti.
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Consigliere Matteucci: “A me spiace che l’Assessore Marzullo si sia prima arrabbiato, ma
era semplicemente per fargli notare che era stato chiesto di affrontare l’argomento, a fronte
anche della richiesta ufficiale che è stata presentata da CGIL, CISL e UIL, di un confronto a
tutto campo su questa partita. Come abbiamo già avuto modo di dire in Commissione, non è
vero che non ci sia stata una valutazione critica all’esame di questo provvedimento, noi
abbiamo espresso una critica in merito ad una scelta che non comprendiamo da quale
strategia e dentro quale disegno venga ad essere definita. Ci è stato detto, più o meno
testualmente che, a fronte di una richiesta specifica dell’Amministrazione Locale di Legnano,
la Provincia aderiva alla promozione di questa fondazione, quindi al sostanziale trasferimento
anche dei lavoratori attualmente operanti nel CFP locale all’interno della fondazione.
Non è una questione di principio essere contro o a favore della fondazione in sé e per sé, è
che sulla partita della formazione professionale, la discussione è abbastanza importante,
perché questa rappresenta una delle materie di cui la Provincia, come noto, ha una delega
ancorché non ancora del tutto magari pienamente attivata o in fase di piena attivazione nel
corso di questi mesi. Il capire e il comprendere all’interno di un minimo di disegno
programmatorio, qual è l’intenzione della Provincia, tale per cui si opera in una certa
direzione, quindi sostanzialmente si trasformano tutti i CFP in fondazioni, si lavora in questa
direzione, oppure si lavora per confluire nell’ipotesi di agenzia formativa che per esempio per
quanto riguarda i CFP delegati dalla Regione, trasferiti dalla Regione, si era parlato qualche
mese fa e di cui magari prima o poi torneremo ancora a parlare. Sono questioni, a noi pare, di
una qualche importanza, che non possono essere lasciate a input legati alle volontà locali, poi
certo è giusto e doveroso che l’Amministrazione Provinciale ascolti, si faccia anche interprete
di queste volontà eventualmente e localmente espresse. Diversamente, a noi pare che
l’argomento rischi di non avere gli elementi complessivi di una valutazione compiuta. Poi in
sede locale ci sono preoccupazioni specifiche, i lavoratori, i sindacati locali, ma non spetta
neanche a noi entrare più di tanto nel merito, comunque sussistono rispetto ai trattamenti di
lavoro, rispetto alle garanzie, tutto quanto, ma queste fanno parte della logica e della
questione della gestione di un processo.
A noi interessa la definizione di un processo nel suo insieme, questo è il punto che noi
solleviamo. Quando abbiamo chiesto il rinvio la volta precedente, era perché ci auguravamo
che un passaggio di chiarimento complessivo potesse intercorrere, poi non è certo
responsabilità mia se le parti si vedono, si incontrano o fanno le lettere tre giorni fa o due
giorni fa, ovviamente non sono io che devo interagire o devo rispondere. Quello di cui però
prendo buona nota è che comunque, arrivata oggi, arrivata ieri, c’è una richiesta ufficiale che
mi pare vada in questa direzione. Poi è legittimo, l’Assessore riduce questa cosa a una
manovra strumentale? Benissimo, evidentemente ha tutti gli elementi per valutarla in questo
senso. Ritiene di avere fatto tutti gli incontri necessari e doverosi? Probabilmente avrà
sicuramente fatto moltissimi incontri, io non ho motivo di credere che ciò non sia vero, per
quanto riguarda alcune specifiche questioni di carattere locale, se ritiene che questi siano
sufficienti, delle relazioni sindacali, per affrontare le tematiche così come sono state
presentate non dalla semplice struttura sindacale di categoria o di camera del lavoro e
territoriale di Legnano, ma mi pare di capire di Milano, Brianza, Ticino e Magenta, quindi
l’insieme delle rappresentanze della nostra Provincia, benissimo, vorrà dire che questo
problema non lo riguarda o comunque riguarderà le sue relazioni sindacali con l’insieme di
organismi. Io non vedo scandalo in tutto questo, poi ognuno trae le sue valutazioni e si
assume le sue responsabilità.
Ribadiamo, vi era da parte nostra una critica che avremmo avuto piacere di poter meglio
comprendere il perché, e non ci è mai stato peraltro data una particolare motivazione – di
questo mi dovrà dare atto l’Assessore – del perché iniziavamo lì, perché iniziavamo con quel
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tipo di orientamento rispetto ad altre scelte possibili o rispetto ad altre politiche perseguibili.
Perché, per esempio, visto che a Legnano come è noto interagiscono altre presenze pubbliche
e private, penso a Euroimpresa, penso a Eurolavoro, e questo tema della formazione
professionale continuiamo a viverlo completamente sganciato da soggetti attivi anche sul
terreno del lavoro. Poteva essere questa l’occasione per aprire una discussione anche in sede
locale, certo magari si andava a disturbare qualche equilibrio, ma viva Dio, se si vuole fare
un’azione di governo magari si svolge un’azione di governo attiva per cercare di far confluire
le migliori risorse, le migliori iniziative all’interno di un unico soggetto in grado di coniugare
nel territorio le domande, le esigenze, il fabbisogno formativo con magari le iniziative nel
campo delle politiche attive del lavoro. Perché no? E’ una stupidaggine quella che sto
dicendo? Magari sì, magari no, ma mi pare che non si sia neanche voluto tentare la strada,
perché probabilmente ci sono stati degli input a livello locale che sono andati in un’altra
direzione.
Ripeto, ognuno poi interpreta e valuta secondo le proprie valutazioni. A noi spiace che da una
discussione che poteva essere probabilmente utile per comprendere l’insieme delle politiche
sulla formazione, e l’insieme anche della strategia che la Provincia vuole svolgere verso dei
soggetti di cui non è partecipe diretta come i consorzi di formazione professionale nel
territorio, ma che comunque credo in qualche modo sia anche interessata, visto che agiscono
nel suo territorio, visto che comunque hanno accesso a fondi pubblici, visto che comunque
credo che nel complesso delle scelte politiche questo sia un elemento ovviamente importante
del sistema, insomma credo che questa sia stata un’occasione mancata.
Poi noi ci nascondiamo dietro il dito di una richiesta del sindacato? No, assolutamente no,
però certamente non possiamo non ricordare e non possiamo non evidenziare il fatto che
comunque ci sia una richiesta in tal senso e che abbia anche delle caratteristiche di una certa
importanza. Da questo punto di vista, si ritiene questa questione assolutamente urgente e
imprescindibile? Benissimo, la Maggioranza vada avanti, l’Assessore trarrà soddisfazione da
questo, noi mi pare abbiamo tutti gli argomenti per poter evidenziare sia in termini di merito,
sia in termini di metodo, una criticità che evidentemente non ci può vedere assolutamente
favorevoli”.
Consigliere Tamberi: “Non ho approfittato prima, quando ho fatto una richiesta formale di
contatto con i sindacati di tutta la parte nord della nostra Provincia. Questo mancato contatto
dimostra una certa debolezza di strategia, perché ritengo utile che il sindacato prenda
posizione in questa maniera. Noi ci domandiamo ad esempio in quale più ampio contesto si
colloca questa iniziativa. L’Assessore dice: l’abbiamo fatto in Commissione. No, non basta
dobbiamo farlo in aula, perché questo è il luogo dove si approvano le delibere e se l’ha già
fatto in Commissione, qui si ripete! Non è certo una giustificazione di 10 righe che risolve il
problema della strategia, perché dietro la presa di posizione a livello locale di sindacati, ci
sono magari anche posizioni più ideologiche, riguardo i temi della formazione, (dove i costi
delle operazioni sono noti e dove l’intervento pubblico è essenziale).
Si tratta di una nuova competenza trasferita alle Province, come continuiamo a dire, vi è oggi
necessità del raccordo tra la formazione e il lavoro. La cifra che viene investita dalla
Provincia, (che è una cifra di € 103.000) è indicativa di un impegno non molto forte. Sì, il
Comune - l’altra parte - conferisce stabili ed aule; (non so in che stato), quindi non Fondi. Io
non so come si possa gestire un programma come questo senza avere già un elenco di altri
soci o un piccolo patrimonio di aderenti, come partecipanti. E’ necessaria la rappresentanza
sociale e del mondo economico, (che Legnano ha una forte espressione nell’associazionismo
anche tecnico), alludo ad esempio all’associazione dei periti industriali, che a Legnano ha
600 o 700 iscritti, sono dirigenti d’impresa, testimoni della realtà economica locale, che
tuttora lavorano o che sono in pensione e che possono dare dei giudizi. Ci sono, del resto,
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delle tradizioni di lavoro del legnanese che vanno rispettate, li il lavoro tecnico era ed è
ancora essenziale e la formazione professionale è la matrice principale dello sviluppo.
No, mi lasci finire! Il paragone con l’azienda “Pharmacia” di Legnano (che sono state messe
all’incanto stamattina dall’Amministrazione Comunale), non vale. Sulla funzione io credo
che un colloquio in più non porti via niente a nessuno e dia la possibilità all’Assessore e a noi
di essere più sereni nel giudizio.
Come le ho detto, i sindacalisti mi hanno parlato di questa questione e credo che a quel livello
un’interlocuzione sia consentita. Se non è consentita vuole dire che non la si vuole! Credo
che così un’iniziativa come questa parta con qualche ombra”.
Consigliere Vitali: “Innanzitutto devo esprimere il massimo della condivisione e della
solidarietà con quanto deciso e sui pronunciamenti dell’Assessore Marzullo. Massima
disponibilità aveva avuto, scarsissima o nulla tempestività in queste richieste da parte dei
sindacati. Il discorso di aprire un ampio dibattito sulla formazione? Ben venga, qui è come la
rivoluzione permanente, è un problema che abbiamo sul tavolo dal primo giorno e avremo sul
tavolo fino all’ultimo giorno del nostro mandato, Maggioranza e Opposizione che sia. In quel
caso potremo discutere, vedere, cercare strategie. Del resto, l’operato dell’Assessore
Marzullo, del suo assessorato in questo campo non è secondo a nessuno. Non voglio tessere
le lodi dell’Assessore che è anche un amico, voglio solamente dire che c’è massima
condivisione di questa delibera, non solo nel merito ma anche nel metodo, perché grande
disponibilità è stata manifestata nel rinvio. Sicuramente se qualcosa di imperfetto può esserci
nella delibera, come del resto ha richiesto l’Assessore, poteva essere per tempo presentato. Il
fatto di presentarlo all’ultimo momento, in un clima conflittuale qual è quello dei sindacati in
questo momento, non verso la Provincia ma verso il Comune di Legnano, può nascere il
dubbio, la perplessità ad alcuno che questo ritardo nella richiesta di rinvio sia eventualmente
strumentale. Ma io in questi termini e in questo merito non voglio entrare.
Voglio ribadire piena condivisione della delibera e voglio spendere due parole
sull’emendamento che è stato presentato a firma Menegatti, mia e di altri Consiglieri.
L’emendamento, che prevede l’inserimento di un art. 24, intitolato “personale della
fondazione”, arricchisce lo statuto innanzitutto di una titolarità piena e sottolinea il ruolo
protagonista del personale che vi è all’interno della fondazione. Sancisce, oltre alla più
consueta formula di collaborazione dipendente, anche la possibilità di avvalersi di personale
in convenzione, di consulenti e di altre forme di collaborazione. Quindi apre già da statuto, in
piena trasparenza ed evidenza, le più ampie potenzialità perché l’operato della fondazione sia
consono con un mercato del lavoro ed esigenze di manutenzione delle varie professionalità e
di realizzazione di politiche attive del lavoro in continua evoluzione.
Pregherei il Presidente del Consiglio di ritenere già per parte mia esaurita la presentazione
dell’emendamento e anche la dichiarazione di voto a favore”.
Assessore Marzullo: “Innanzitutto, se ho avuto toni un po’ alterati chiedo scusa. Tamberi,
ognuno ha la sua storia, lei ha una storia di ex D.C. che le fa onore, io ho una storia di uomo
che viene dalla sinistra. A cuore mio e della mia famiglia c’è stato sempre e innanzitutto la
tutela dei lavoratori, lo dimostra la mia storia personale, politica e sindacale. Mi creda, ho
incontrato tutti e ho avuto il plauso, il consenso di tutti. Poi se non condividete la strategia è
un altro discorso. Una nota di cronaca fra le tante, Gorgonzola sabato scorso con me ha
festeggiato la stessa cosa, Comune di sinistra ha approvato l’intero Consiglio Comunale
all’unanimità, Maggioranza e Opposizione.
In una riunione a Legnano, 16 ottobre, presente la dottoressa Zampaglione, funzionario
dell’Assessorato Formazione Professionale, è venuto da Milano Santambrogio che ha un alto
incarico nella CGIL, Maffezzoli, dalla CISL ed altri, li conosco tutti, vivo in quel territorio,
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mi hanno dato tutti atto e testimonianza di avere seguito le procedure in modo correttissimo.
La loro lagnanza, mi spiace tirare in ballo altri ma purtroppo lo devo fare, è una lamentela
che non mi riguarda; era dovuta al fatto che il Sindaco di Legnano era poco propenso a
trattare con le organizzazioni sindacali. Non è certamente questa la mia posizione. Io ho preso
atto di questo, mi sono fatto anche carico di “addolcire” il Sindaco di Legnano, di fare da
tramite, di trovare tutte le soluzioni affinché ognuno potesse dare il proprio assenso a questo
momento. Quando il Consigliere Matteucci ha chiesto il rinvio di 7 giorni, l’ho dato di 15,
aspettavo che qualche giorno dopo si sedessero al tavolino. Li ho anche invitati: avete dei
suggerimenti, degli emendamenti? Per carità, ben vangano. Con questi sindacalisti ci
vediamo ogni giorno a convegni, dibattiti, dappertutto, quindi aspettavo qualcosa da loro. Mi
ritrovo ieri con alcune lettere che chiedevano il rinvio dell’argomento da trattare in Consiglio.
Tamberi, per carità, io non voglio fare l’avvocato, il Perry Mason, anche la richiesta a firma
Minelli, è vero che scrive in nome e per conto di CGIL – CISL – UIL di Milano, Brianza,
Ticino, Olona e Magenta, però mi spieghi perché nella precedente missiva ci sono le firme di
tutte le organizzazioni sindacali e qui firma lui per tutti? Sinceramente posso certamente
credere che si sia preso un mandato a voce dalle altre OO.SS., però di fatto Monza, Brianza,
Magenta gli altri sindacalisti non hanno sottoscritto la missiva, scrive Minelli in nome e per
conto di tutti. Ma non è un problema, io a Minelli ho risposto: “Con riferimento alla vostra
nota, vi informo della mia disponibilità ad un incontro a breve per affrontare i temi delle
scelte attuate e da attuarsi dalla Provincia di Milano.” Ad oggi voglio fare questo, perché io
non voglio disperdere minimamente un momento di concertazione. Per me è importante che
le parti sociali, sindacati e datori si siedano al tavolo con questo Assessore e discutano,
perché è un momento di confronto, di democrazia. Anzi, sarebbe un guaio se non lo
facessero!
Però in questa sede, sentirmi dire che mi sono sottratto, non ho accettato, veramente offende
un po’ la mia dignità di uomo, ve lo dico con grande franchezza e amarezza. Ringrazio i
Consiglieri della Maggioranza e quanti di voi volessero dare un segnale di astensione, perché
vedete, amministratori e sindacalisti di sinistra hanno detto che questa era un’operazione
fattibile: l’azienda speciale per i CFP “ereditati” dalla Regione. Anche loro, nel caso in cui un
domani avessero avuto la possibilità di governare, sarebbero andati in questa direzione, che
era una direzione giusta. Io vi invito a non essere prevenuti e a vedere se effettivamente è una
necessità oppure no quella di creare un’Agenzia Formativa per il Legnanese.
L’ultimo esempio, fra i tanti. Ho “ereditato”, senza volerlo, e me ne sono fatto carico, questi
centri dalla Regione. Solo una grande Presidente come la nostra ha capito la necessità di dare
ruolo e risalto alla formazione e ha speso per questo personale circa 40 milioni di euro ed a
oggi è già pronto il progetto di Via Soderini tramite un concorso internazionale. La grande
sensibilità della Provincia di Milano su questi temi, abbiamo fatto tutto quello che c’era da
fare, io sono pronto a qualsiasi confronto, anche pubblico, anche nella piazza di Legnano,
perché sono in perfetta buona fede e ho agito per l’interesse della collettività. Una cosa sia
chiara a questo Consiglio, io non ho interessi in alcun modo, in alcun settore, da
salvaguardare”.
Consigliere Borgio: “Visto che è stato chiamato in causa il Comune di Legnano, visto che
sono Consigliere della città, è vero quello che dice l’Assessore, i rapporti tra le
organizzazioni sindacali e l’Amministrazione Comunale sono quelli che ha testimoniato
l’Assessore, non certo però per colpa delle organizzazioni sindacali. Questo lei non l’ha detto
Assessore, lo dico io. No, non tanto su questo argomento ma su un argomento forse più
importante che riguardava la vendita delle farmacie.
Detto questo, la sua affermazione del fatto che è importante il posto di lavoro è condivisibile.
E’ vero, come testimoniavano i Consiglieri della sinistra, che forse sarebbe stata meglio una
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concertazione a più ampio raggio sulle intenzioni della Provincia nell’ambito della
formazione, ciò non toglie comunque che vada testimoniata una partenza. Se questa riguarda
la mia città, non voto sicuramente perché ho interessi elettorali, comunque faccio un’apertura
di credito all’Assessore, preannunciando il mio voto di astensione”.
Il Vice Presidente del Consiglio, pone in votazione l’emendamento su “Statuto della
Fondazione Agenzia Formativa Territoriale”.
Il Vice Presidente del Consiglio rende noto che sono nominati scrutatori i Consiglieri
Bertolini, Borgio e Clerici Roberto.
Indetta dal Vice Presidente del Consiglio la votazione per alzata di mano, i Consiglieri
scrutatori riferiscono ed il Vice Presidente del Consiglio dichiara approvato l’emendamento
con ventiquattro voti a favore e nove astenuti, non avendo partecipato al voto due Consiglieri.
Successivamente il Vice Presidente del Consiglio sottopone ai voti del Consiglio il
provvedimento proposto dalla Giunta.
Indetta dal Vice Presidente del Consiglio la votazione per alzata di mano, i Consiglieri
scrutatori riferiscono e il Vice Presidente del Consiglio dichiara approvata la deliberazione
con ventiquattro voti a favore, otto contrari (Consiglieri Angiuoni, Casati, Cipolla, Dioli,
Jean, Matteucci, Ortolina e Radice) e un astenuto (Consigliere Borgio), non avendo
partecipato al voto due Consiglieri (Gussoni e Tamberi).
Il Vice Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Dopodiché, alle ore 20.54 del 6 novembre 2003, il Vice Presidente del Consiglio toglie la
seduta e significa che il Consiglio è convocato per giovedì 13 novembre 2003.
Del che si è redatto il presente verbale che viene in appresso sottoscritto.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Roberto Caputo)
IL SEGRETARIO GENERALE
(Salvatore Corrado)
IL VICE PRESIDENTE VICARIO DEL CONSIGLIO
(Flavio Nucci)
Per Argomenti n. 85 e n. 67
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06 novembre 2003 - Città metropolitana di Milano