SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti FONDATO NEL 1988 N° 34/2008 Domenica 26 ottobre 2008 I FATTI ONLINE: www.ifattidelladomenica.it Telefono 0931412883. Email: [email protected] - [email protected] - Gennuso (Mpa): Gianni è bravissimo, Bufardeci è mediocre, Sorbello scarso Pippo Gennuso, deputato regionale del Movimento per l’autonomia, non è arrabbiato. Al contrario la sua è una analisi lucida, meditata, se vogliamo un tantino aspra nei toni, ma dal suo punto di vista non c’è dubbio che ha ragione da vendere. Nel mirino Pippo Sorbello, anche lui del Movimento per l’autonomia, diventato assessore regionale al Territorio e ambiente per volontà di sua maestà Raffaele Lombardo. “Un dato è fuori discussione – afferma Gennuso -. Da quando Sorbello è assessore regionale il Movimento per l’autonomia è praticamente scomparso in provincia di Siracusa. Non c’è, non fa alcuna attività, un fantasma. E’ così ed è anche quello che ho detto, fino ad oggi, inutilmente al presidente della Regione, Lombardo”. E Pippo Gennuso che ruolo ha in questo Mpa? Non sei comunque un leader? Io faccio il deputato regionale e curo il mio elettorato, ma io sto parlando d’altro. Sto parlando del Movimento che non c’è a Siracusa. Dovevamo fare il congresso, ma questo appuntamento slitta sempre e guarda caso ho la sensazione che anche questa melina sia legata all’assessorato dato a Sorbel- lo. Perché a tuo parere Pippo Sorbello è diventato assessore regionale? L’ottica di Lombardo è una e una sola, quella di limitare la presenza forte di Pippo Gianni in questa provincia. Come si diceva una volta, Sorbello dovrebbe essere il killer politico di Gianni, è questo il suo ruolo che peraltro mi pare ormai evidente anche agli occhi dei non addetti ai lavori. Come dire che le metafore non sono il tuo mestiere. Allora, mentre si discute in diretta, dicendo la verità vera, qual è la tua personale classifica sui tre assessori regionali Gianni, Bufardeci e Sorbello? Non ho problemi a dire il mio giudizio. Per me Gianni è bravissimo, Titti Bufardeci è mediocre e Pippo Sorbello è scarso. Caspita, questo è parlare chiaro! Non vuoi spiegare i motivi di queste valutazioni? Non c’è bisogno, i siracusani li conoscono benissimo, anzi presumo che in tantissimi siano d’accordo coi miei giudizi. Pd vuoto Per Bono e Visentin Assessori e rissoso arrabbiati Il governo di una provincia, dei suoi centri maggiori e del comune capoluogo non può essere interamente rimesso alla coalizione di una maggioranza, qualunque essa sia (in atto il centrodestra). Il centrosinistra, ed il PD in particolare, in questa fase vivono un momento di profonda crisi interna con un grave pregiudizio delle amministrazioni locali e degli enti che da esse dipendono che si trovano prive di una minoranza che controlla, stimola, si batte per i problemi che sente essenziali al nostro sviluppo e che rappresenta non meno del 35% o 40% dell'elettorato. Invece oggi c’è solo un Pd vuoto e rissoso. E proprio su questo status che oscilla fra inconsistenza e litigiosità abbiamo rivolto tre domande a esponenti del centrosinistra, del Pd ed a un deputato del Pdl (Fabio Granata). A PAGINA 6 sinistri scricchiolii... Dal quartiere generale si fa sapere che le amministrazioni di centrodestra al comune capoluogo e alla provincia regionale non vanno bene. Anzi, vanno malissimo. E dal momento che i mesi trascorsi dalle elezioni comunali e provinciali sono appena cinque e che in cinque mesi non è proprio possibile dare un giudizio – negativo o positivo che sia è evidente che ad andare malissimo sono il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin ed il Presidente della Provincia, Uccio Bono. PAGINA 3 Le grida ci sono tutte, e arrivano dalla maggioranza il che no n è una novita, già visto. Ci sarebbero anche un paio assessori con le dimissioni già firmate. Naturalmente i nuovi scenari apocalittici che vengono ipotizzati – cioè eventuali mozioni di sfiducia e nuove elezioni – sono delle balle senza fine. Proprio la vicenda Dell'Arte ha dimostrato che l'elettorato della città non gradisce queste revoche e che si mettono in moto movimenti elettorali incontrollabili. Gli scenari-balle sono forme di pressione sui due vertici delle amministrazioni. Pressioni inaccettabili, scorrette, immorali..ma che si usano in politica. Ma sono colpi a salve di una pistola scarica. Bono e Visentin hanno sufficiente esperienza politica per capire l'inconsistenza e la stupidità del bluff. Sen. Alicata prudente “Possono fare meglio” Dice il senatore Alicata: Al di la dei nomi e dei sentimenti di amicizia è chiaro che una amministrazione per meritare la fiducia dei cittadini e del territorio deve ben operare, con scelte condivise dalla collettività e che tentano una volta di più di migliorare la qualità della vita che a Siracusa è scadente, come d’altra parte risulta in tutte le classifiche. E’ chiaro poi che Visentin e Bono hanno i numeri umani e politici per replicare fra cinque anni.. INTERVISTA A PAGINA 5 Comunale a +1226 Ognina a + 2340 Via Crispi +791 Dalla finta inaugurazione del 1999 sono passati 10 anni... Se si pavimenta come in via Malta meglio non far nulla Le basole stanno sprofondando ogni giorno di più... 2 Domenica 26 ottobre 2008 Università: Tanti “laureati e gabbati” ma nessuno solleva il problema lavoro E io pago….! Una frase sempre più ricorrente nel lessico dei siracusani che si vedono quotidianamente turlupinati (metafora più elegante di ciò che stavamo per scrivere) dagli imbonitori della politica e delle pubbliche amministrazioni che, oltre un decennio addietro, annunciarono la nascita del Consorzio Universitario “Archimede” e, trionfalisticamente, la creazione del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali con il doppio indirizzo, archivistico-librario ed archeologico. La ragione stava, a dir loro, nella necessità logistico-ambientale della nostra città di vederne curati gli aspetti storici ed archeologici che ne avevano contrassegnato le origini e l’evoluzione e, pertanto, di creare le basi per quel doveroso sviluppo che tale corso di studi avrebbe potuto procurare al turismo culturale più evoluto. Stendiamo un pietoso velo sul concetto di turismo culturale nella nostra città, poiché cominciano già a sgorgare le prime copiose lacrime al nefando ricordo di tutte le iniziative proposte da ogni dove e sistematicamente disattese. Già cinque anni addietro sono stati festeggiati i primi laureati e si continua tutt’oggi a sfornarne: gli incrementi annuali delle iscrizioni inducono, addirittura, ad ipotizzarne il numero chiuso! Da una breve analisi, però, degli sbocchi occupazionali paventati è emerso un dato allarmante: nessun laureato ha potuto fruire del suo titolo accademico, non è stata istituita alcuna seria borsa di studio per particolari approfondimenti, non esiste un Dottorato di Ricerca. Affiorano dubbi e curiosità e ci si sente preda dei raptus tipici di coloro i quali sono stati invogliati a prendere un bagno termale nella fogna citta- dina: no, non si può berla tutta, non è esattamente quell’acqua miracolosa di cui ci avevano parlato! Ma si deve proprio affogare? E allora di corsa in edicola a consultare la Gazzetta dei Concorsi: niente di attinente a quel corso di laurea pagato profumatamente; no, non è possibile arrendersi e quindi un’altra corsa a casa, all’assalto di quel meraviglioso strumento di ricerca che attraverso tastiera, mouse e monitor extrapiatto dovrà scagliare uno schiaffone alla nostra perversa abitudine di pensar male. “A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci s’azzecca” soleva citare il buon Giulio Andreotti. Ebbene sì, il grande ed immarcescibile statista anche stavolta non ha mancato la previsione: lo sconfinato mondo di Internet ci sbatte in faccia la cruda verità che non esiste un solo bando di concorso in Italia per laureati in Scienze dei Beni Culturali, né per gli archivisti né, tanto- meno, per gli archeologisti. Diviene legittimo chiedersi, a questo punto, cosa si potrà fare del sudatissimo diploma di laurea in S.B.C. conseguito a Siracusa: concorsi no, insegnamento no, libera professione neanche, poiché non viene riconosciuto il titolo di Archeologo se non dopo l’ulteriore biennio di alta specializzazione (ed arriviamo a sette anni in tutto) e, pertanto, si può pure accantonare l’idea di girare il mondo come novelli Indiana Jones alla ricerca dell’Arca Perduta. Però, diamine, quel benedetto diploma fa bella mostra di sé all’interno della preziosa cornice che i genitori, con orgoglio, hanno acquistato dopo essersi svenati per mantenere i figli a quella Facoltà; fa anche chic enunciarlo in seno al proprio curriculum vitae, unitamente agli stages di scavi compiuti in Medio Oriente. Si, d’accordo, è una bella scena ma gli attori cosa devono fare? Mancano sia il regista che il copione, manca il palcoscenico, manca il pubblico, mancano le quinte e manca pure il teatro per poter recitare quel ruolo di utilità sociale e personale per cui si è studiato. Abbondano, invero, i docenti anche non titolati, gli assistenti con tessera di partito, gli amministratori che stringono patti col diavolo per restare in sella a quella meravigliosa macchina mangiasoldi che è il Consorzio Universitario. E si eleggono pure i rappresentanti degli studenti dietro indicazione dei politici in carica. Ci vergogniamo un po’ o “tiremm innanz” ? Grazie, comunque, per l’ennesimo “parcheggio a pagamento” che si aggiunge al Talete. Cardillus Villetta Adda: La fontana con la melma e il “parco giochi” in pessime condizioni Nel degrado la villetta di piazza Adda. Dopo i lavori di riqualificazione che avevano, senza alcun dubbio, piazza Adda più gradevole e pulita, adesso molti di coloro che la frequentano, lamentano il fatto che la manutenzione sia praticamente assente. Alcune delle giostre dei bambini sono rotte da mesi e ricoperte da scritte che non fanno altro che deturpare il tutto, i viali all’interno sono sporchi di fango e ricoperti di foglie, e ancora la fontana, che prima era pulita e limpida, bellissima da vedere in funzione, adesso è ricoperta di alghe, melma e da parecchio tempo non la si vede in funzione. È vero, anche, che molte cose erano cambiate da quando la piazza era stata recintata e ripulita. Infatti, molti dei ragazzi che prima affollavano la piazza ostacolando il traffico e rendendola luogo di incontri poco raccomandabili, sono spariti. Insomma la piazza aveva acquistato un aspetto e una vivibilità decisamente migliori. Ci chiediamo, quindi, e se lo chiedono in molti fra residenti, commercianti e semplici cittadini, perché sono stati spesi tantissimi soldi per riqualificare la villetta di piazza Adda se poi ce ne vorranno altrettanti per rimetterla in sesto? Perché non esiste un piano di manutenzione che garantisca che la villa in questione sia sempre in perfetto stato? E ancora: Chi si occupa dell’altro spazio a ridosso dell’area archeologica? Che fine ha fatto la tanto decantata rotonda? Bisognerebbe trovare subito una risposta a queste domande, almeno da parte di chi amministra. Desirèe Meijer A lato i giochi dei bambini comunque affollati nonostante siano quasi tutti in pessimo stato e in primo piano la fontana muta con acqua melmosa. Due sorrisi.. ..il broncio Una proposta.. ...e il ricordo 3 Domenica 26 ottobre 2008 Su Bono e Visentin sinistri scricchiolii Sul piede di guerra la solita nomenclatura Solo la miseria è senza invidia. G. Boccaccio L'intervista al Sen. Alicata (pagina 5) sullo stato di salute dei due maggiori Enti locali della nostra provincia (Comune di Siracusa e Provincia regionale), sulla fiducia che nel tempo le due amministrazioni devono riscuotere nella città e provincia (...diversamente si potrebbe ipotizzare scenari diversi)... è il segno evidente, nonostante la prudenza innata di Alicata (è nel suo DNA), del nervosismo che circola nel centrodestra contro Uccio Bono e Roberto Visentin. Vi sono stati due vertici animatissimi della coalizione che ne hanno discusso senza reticenze ma, anzi, con molta veemenza. Dal quartiere generale, insomma, si fa sapere che le amministrazioni di centrodestra al comune capoluogo e alla provincia regionale non vanno bene. Anzi, vanno malissimo. E dal momento che i mesi trascorsi dalle elezioni comunali e provinciali sono appena cinque e che in cinque mesi non è proprio possibile dare un giudizio – negativo o positivo che sia - è evidente che ad andare malissimo sono il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin ed il Presidente della Provincia regionale, Uccio Bono. Di che si tratta? Quale grave mancanza hanno commesso per fare infuriare tanto i leaders e (soprattutto) i sottoleaders? L'impressione, del resto già espressa in questo giornale, è che Bono e Visentin, in questi primi mesi, non hanno accettato “a scatola chiusa” tutte le direttive, accordi, intese, accordini che Bufardeci, Gianni, BellucciPrestigiacomo, etc etc, hanno concluso negli ultimi mesi ed anni e che intendono travasare interamente nella gestione dei due Enti. Con qualche differenza. Al Comune gli amici di Bufardeci parlano a voce alta di un sindaco “inadeguato”, “che non immaginavano fosse tanto giù”, che tra qualche mese si profilerà “un nuovo caso Dell'Arte” (il sindaco sfiduciato nel 1999), tanta è la mancanza di feeling tra il sindaco e la stragrande maggioranza dei consiglieri comunali di centrodestra. Altrettanto all'interno della Giunta dove vengono dipinti scenari di contrasti e, comunque, di gravi difficoltà. Le battute si spre- cano. Alcune non sono altro che pietosi servilismi verso Bufardeci (di servi senza dignità – che si atteggiano a uomini responsabili e di pensiero - è piena questa città), altre sono accuse veementi contro il sindaco di volere fare saltare accordi, patti, impegni, promesse. E queste ultime, attese le materie che trattano, vanno prese in considerazione. ** Alla Provincia, la principale colpa di Bono è di pensare che i voti ricevuti come presidente (139 mila) siano “suoi”, espressione di una particolare stima dell'elettorato siracusano. I voti, dicono a gran voce nel centrodestra, sono della coalizione non di Bono. Provare per credere: rifacciamo le elezioni e vediamo se il candidato alla presidenza del centrodestra non viene rieletto. E su questo hanno chiaramente ragione (anche Mario Cavallaro, ex presidente della provincia, pensò – ahimè! - che i voti fossero suoi...). ** Naturalmente i nuovi scenari apocalittici che vengono ipotizzati – cioè eventuali mozioni di sfiducia e nuove elezioni – sono delle balle senza fine. Proprio la vicenda Dell'Arte ha dimostrato che l'elettorato della città non gradisce queste revoche e che si mettono in moto movimenti elettorali incontrollabili. Gli scenari-balle sono forme di pressione sui due vertici delle amministrazioni. Pressioni inaccettabili, scorrette, immorali..ma che si usano in politica. Ma sono colpi a salve di una pistola scarica. Bono e Visentin hanno sufficiente esperienza politica per capire l'inconsistenza e la stupidità del bluff. Veniamo ai problemi veri di questa città e provincia, parliamo di cose serie che riguardano il nostro territorio, problemi che la gente capisce, lasciamo perdere le dispute ed i traccheggi. Sui problemi la gente si schiererà a favore o contro. Questo è il mio consiglio per rispondere all'arroganza della nomenclatura dei partiti. Salvo Benanti Sorbello, sindaco e assessore grazie a inerzie e complicità... Il nostro articolo su Pippo Sorbello (l'eventuale incompatibilità tra l'incarico di Sindaco di Melilli ed di Assessore al Territorio) ha suscitato reazioni sproporzionate, anche se non ufficiali. Veniamo alle voci che “con discrezione” sono pervenute indirettamente alla nostra redazione. La prima è che la Prefettura non ha alcuna competenza su una eventuale incompatibilità, ma il caso è diventato – grazie ai Fatti! - oggetto di studio e di approfondimento. Faranno sapere. Una seconda indiscrezione è che l'Assemblea Regionale (la 1 Una strada per Lo Magro E’ il desiderio espresso pubblicamente da quanti hanno voluto ricordare Gaetano Lo Magro nell’affettuoso e caldo ricordo che il circolo culturale “Ottavio Musumeci” ha voluto dedicargli. “Ciao Papà”, questo il messaggio di Lucilla e Michele Lo Magro a conclusione della commemorazione nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suoo 89° compleanno. Gaetano Lo Magro era nato a Siracusa il 13 Ottobre 1919 ed è morto il 25 Luglio 2008. Diversi e tutti grandemente partecipati gli interventi che hanno ricordato la sua azione politica e il suo bagaglio culutrale, sottolineando, appunto, che Siracusa dovrebbe non dimenticarLo e ricordarLo con un’opera pubblica. Convenuti in massa , in una stanza di Ortigia, sicuramente stretta per i tanti ospiti, c’erano politici democristiani storici come Gino Foti, Nitto Brancati, Vanella ed Ernesto Brancati, liberali come Canino, ambientalisti come Corrado Giuliano e Giuseppe Ansaldi, giornalisti come Franco Oddo, artigiani editori come Piero Scifo, e tanti giovani di tutte l’età e gente di scuola come Maria Pia Reale, che con i tanti del mondo del volontariato erano accomunati dall’affetto per il compianto Tano Lo Magro. Al tavolo della presidenza, Commissione dell'ARS) se ne occuperà a breve. Insomma la vicenda assume contorni di trasparenza. Se Sorbello può fare contestualmente l'Assessore regionale ed il Sindaco di Melilli è una storia che dipende esclusivamente dalla sua sensibilità personale (un secondo caso Ivan Lo Bello che con disinvoltura ricopre più incarichi pubblici ed incassa più indennità, alla faccia della crisi). Se Sorbello non può farlo, allora le inerzie e le complicità vanno chiamate per nome. Punto. NB: Ho evidenziato il caso Sorbello senza avere alle spalle suggeritori politici di Melilli o di Palermo o di altra parte della Sicilia. Come sempre.. Me ne hanno parlato e l'ho scritto come scrivo tutte le cose che possono interessare la pubblica opinione. Cercare suggeritori o mandanti è una strada che non porta da nessuna parte. Avremo modo di riparlarne (sb) Lo dico a tutti zione con Silvio Milazzo che, pur superato nel primo turno di votazione di un voto da Lo Magro, riuscì poi a diventare Presidente alla seconda votazione per un’anomalia rimasta, però, nel segreto delle stanze palermitane”, come ha precisato poi Carmelo Sgandurra , intervenendo da ex segretario del parlamentare ricordato, rivelando anche altri significativi particolari della vita politica di Lo Magro. Intervento anche della professoressa Iolanda Garro che ha riportato il pensiero della professoressa Filomena Migneco Frasca. Alla fine, applausi e commoventi abbracci fra gli intervenuti a ricordo di Gaetano Lo Magro, con l’impegno collettivo di proporre l’intitolazione di un’opera pubblica alla sua memoria. di Corrado Cartia Piccione, Lo Curzio e Nicita. Corrado Piccione, aprendo la riunione, ha parlato della ispirazione crociana di Gaetano Lo Magro secondo cui la storia dell’uomo è la storia stessa della libertà che richiama l’insegnamento greco secondo cui “uomo libero è il saggio che, dominando le sue passioni, conquista la pienezza del bene.” Piccione ha poi letto una memoria del senatore Salvatore Corallo, anche lui deputato regionale ma di diversa colorazione politica- Pci- che ha espresso sincere parole di stima e ammirazione per Lo Magro che “nel normale rapporto politico giornaliero che avevano a Palermo non ha mai anteposto ostacoli idoleogici al buon rapporto di colleganza”. Pippo Lo Curzio e Sani Nicita, entrambi ex parlamentari regionali della Dc, come Lo Magro ( Lo Curzio è stato anche Senatore), hanno approfondito la sua attiività politica , mettendo in evidenza- Lo Curzio- come “nei confronti di Lo Magro sia stato anche avversario”, mettendone in risalto “la puntualità dell’impegno sociale e amministrativo, soprattutto nel campo della pubblica istruzione”. Nicita, ha narrato poi degli aspetti delle varie legislature regionali che hanno visto “Lo Magro concorrere anche quale candidato alla Presidenza della Regione in contrapposi- PROFILO Gaetano Lo Magro, deputato nelle Legislature II III IV V VI. Nato a Siracusa il 13-10-1919, laureato in Giurisprudenza, avvocato. Già V.Pretore onorario. Segretario Generale dei Liberi sindacati. Già Segretario della D.C. di Siracusa. Presidente Unione Giuristi Cattolici. Nella IV Legislatura fu eletto nella Dc, nel collegio di Siracusa con 19.293 voti di preferenza su 67.844 di lista (28,44%). LE CARICHE dal 23-02-1960 al 29-06-1961 Assessore Regionale Pubblica istruzione (11° Governo) dal 09-09-1961 al 10-08-1962 Assessore Supplente Pubblica istruzione (13° Governo) dal 11-08-1962 al 18-10-1962 Assessore Supplente Pubblica istruzione (14° Governo. 4 Domenica 26 ottobre 2008 “Villa Formosa non c’entra” Riceviamo e pubblichiamo: Il Presidente e la Dirigenza del Tennis Club Siracusa con sede in Viale Santa Panagia n. 268, in merito alla notizia apparsa sul settimanale “I Fatti della Domenica “ il 12 ottobre scorso, “Proroga per Villa Formosa(Tennis Club) tredicimila euro all’anno, fino il 2017” si legge: “Al Tennis Club per una manciata di euro Villa Formosa con tutti i terreni annessi”. Precisano quanto segue: Villa Formosa, con giardino botanico annesso, risulta in concessione all’Associazione Circolo del Giardino Siracusa con sede in Viale Santa Panagia n. 266 e ,quindi, non al Circolo Tennistico scrivente. Il Tennis Club Siracusa è titolare: della concessione comunale, rinnovata in data 1 Gennaio 2008 per 9 anni (concessione iniziata sin dal 1969) , riguardante parte dei terreni antistanti la suddetta Villa Formosa ed inglobando gli esistenti campi da tennis in duro ed in terra battuta.e della concessione riguardante le particelle 20 e porzione della 26 del foglio catastale 32, sulla quale il Tennis Club Siracusa, ha ristrutturato il vecchio campo esistente e costruito due campi da tennis in duro per l’attività giovanile e promozionale della scuola di addestramento al Tennis. Nel ringraziare, porgiamo distinti saluti rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento. Il Presidente Vincenzo Terracciano Prendiamo atto che Villa Formosa non c’entra. Il nostro servizio però diceva altro e non faceva il distinguo fra immobile e terreni. Diceva invece che il Comune svende i suoi affitti, dato che confermiamo anche nel caso in specie, e paga invece affitti d’oro per immobili ridotti in estreme condizioni di degrado. Tutto qui. Il resto è corollario. (sb) Ancora su Ivan Riceviamo e pubblichiamo: Caro direttore, una riflessione. Ivan Lo Bello presidente del Banco di Sicilia, Siracusa perde Bds e Banca d’Italia. Pasqualino Correnti Caro signor Correnti, ho già scritto su Ivan Lo Bello e non vorrei eccedere o ripetermi come se avessi qualcosa di personale. Ognuno ha la sua sensibilità e moralità ed è giusto che se la tenga stretta se non viola norme di legge. Ma il vezzo di atteggiarsi a moralizzatore e novità, questo mi sembra troppo. La politica – come tanti altri settori – cammina a convenienza. Oggi Ivan Lo Bello è un eroe dell'antimafia e tutto può essergli consentito. I Fatti non sono iscritti a nessun club mediatico o di interessi e scrivono quello che vedono. Punto (sb) Con Archimede Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. A Siracusa nani e ballerine hanno già fatto troppe recite Nonostante il cinema racconti "quello che le persone non riescono più a vedere" nelle sale cinematografiche "non c'è grande ricambio generazionale." E se il cinema adotta il linguaggio dei tempi, dei giovani d'oggi, non sempre riesce a farsi apprezzare. A colpire nel segno, che è quello che il cinema vuole, attraverso suoi messaggi sub-liminali. "La realtà è che la gente non va più al cinema. Dai quarant'anni in giù preferiscono fare altre cose. " le frasi tra virgolette sono di Nanni Moretti. "Ci sono schermi in più e sale più belle, ma per molte persone non è più importante andare al cinema." Al cinema, alla realtà, si preferisce la finzione televisiva, la fiction. <No Problem> di Vincenzo Salemme non è piaciuto a tutti. A Siracusa ha resistito una settimana, no problem. Al cinema impegnato, che ti pone problematiche quale quella della paternità o della maternità, si preferisce quello di evasione e su tutto trionfa la tv chiacchierona che ti continua a subissare di emancipazione femminile, di libertà sessuale, di ricerca dell'eccesso e dell'avventura come se vivessimo ancora negli anni settanta. Fare il padre o la madre nella realtà è diventato assai difficile, cosa diversa è fingerlo nei serial tv, dove di papà d'ogni genere, di mamme e di nonni ce ne sono a non finire. La ricerca, ad ogni costo, del successo personale è una eredità che ci trasciniamo oramai da lunghi anni. Una ricerca che ha contagiato fortemente la donna al punto da farne l'oggetto principale della sua rivendicazione esistenziale. Parlando di femminismo, sarà interessante leggere il libro di Charlotte Roche ZONE UMIDE, edito da Rizzoli e da pochi giorni in libreria. In una intervista all'atto della presentazione del libro la Roche ha dichiarato che uno dei problemi del femminismo è stato quello che "molte delle femministe note sono lesbiche". Che protagonista non è stata la donna "nella sua interezza." Da cui un femminismo falsato nei suoi valori e portato a conseguenze incredibili quanto fuorvianti. Nella sola Germania del Giudice: Raccolta? Cambiamo cultura Riceviamo e pubblichiamo: (dica)-Giuseppe Mascali, potremmo ribattezzarlo con il nome di Archimede. Mascali detto Puccio, storico docente di materie economiche all’Istituto “A.Rizza”, ormai in pensione, provetto ciclista con amore per il bello e per l’ambiente; l’altro , Archimede, scienziato siracusano dimenticato dai suoi cittadini che contano, ma ammirato dal popolo e dagli” Amici della Notte”al contrario da chi, come qualche Presidente, non trova il tempo per frugare nel Bilancio dissestato del suo Ente (ma sarà poi vero…?) per trovare una manciata di Euro da aggiungere a quei 30miila stanziati già dall’ex sindaco Bufardeci nel 2007! Nella foto sopra Giuseppe Puccio “Archimede” Mascali in una foto “Italia”di Palermo, del maggio 1950, quando, giovanissimo e dotato di una invidiabile capigliatura, si appoggia al suo Archimede, cittadino delle Latomie dei Cappuccini di Siracusa…forse per sorreggerlo dalle continue bordate che già, all’epoca, i siracusani gli indirizzavano e che continuano oggi a inviargli ! libro sono state vendute un milione e centomila copie. Il manifesto del femminismo del Ventunesimo Secolo? Ne sentiremo parlare molto presto e sarà interessante leggere ed ascoltare come si confronteranno le donne italiane. Il successo di un buon libro spesso è legato anche alla critica e ai premi ricevuti. Ma perchè l'autore e l'editore del libro che ha vinto il Premio Vittorini non hanno ritenuto opportuno indicare, nella fascetta, premio e città? A questo punto a che serve assegnare un premio, che costa parecchie decine di migliaia di euro, se poi il primo a non pubblicizzarlo è proprio il vincitore? Sarebbe forse il caso che ad uscire dalla fiction e ad entrare nella realtà del duro vivere quotidiano del sudore della fronte non fosse la sola brava e buona Marika Di Marco ma tutti, attori e comparse di una stagione politica in cui nani e ballerine hanno fatto troppe recite! Tra le fiction televisive e una buona pellicola cinematografica, ai politici suggerirei di andare al cinema e di fare meno finzioni: di rispondere al telefono e di farsi trovare agli appuntamenti, anche dopo la campagna elettorale; di smettere di dire alla gente "non c'è problema" nel soddisfare la raccomandazione richiesta, quando si sa che non si potrà mantenere. Anche lì bisogna saper fare il padre, il capo, il leader. La mancanza di giudizio in un padre, lo dice uno che di figli ne ha quattro, può provocare disastri per tanti. Oltre che per se stesso. Perchè a scoprire il gioco non ci vorrà tanto. La voce si spargerà in giro per la provincia e per la prossima volta sarà di sicuro la fine. Un giro di giostra la buona sorte non lo nega a nessuno. Attenzione però all'altra sorte, a quella b... Di meteoriti venute dal nulla e tornate brevissimamente nel nulla se ne contano oramai tante. Altro discorso è, invece, passare alla storia come uomo politico! Ad oggi a Siracusa siamo ancora fermi a Di Giovanni e a Corbino. Pepè Genovese Nell’ambito delle attività promosse dall’Ato Sr1, ha preso il via il 20 ottobre il corso “Urp” (Ufficio relazioni con il Pubblico), che segue al corso di “Formazione per responsabile operatore ecologico”, conclusosi di recente. Sul nuovo corso, nella sede dell’Ato Sr1, in piazza Adda a Siracusa, si è svolto un incontro fra i responsabili di Unimed Servizi, componente dell’ATI, che si occupa della campagna di sensibilizzazione e di comunicazione per l’Ato Sr1, ed i docenti Urp. Nel corso dell’incontro odierno sono stati messi a punto gli ultimi dettagli riguardanti l’attività didattica da svolgere con lo scopo di condividere le finalità del Piano d’Ambito, rafforzare la capacità di comunicazione interpersonale ed acquisire la capacità di utilizzare gli strumenti messi a disposizione. Il corso avrà una durata complessiva di 40 ore. Sull’altra importante attività dell’Ato Sr1, riguardante il rapporto con la Scuola, già programmato con la collaborazione del Provveditorato agli Studi di Siracusa, nel pomeriggio di oggi si è tenuto un incontro nella sede della Società d’Ambito, a cui hanno partecipato i docenti che si occupano di educazione ambientale e che rappresentano gli istituti che hanno aderito al progetto per la scuola dell’Ato Sr1 “DifferenziAMOli”. I responsabili di Unimed Servizi hanno illustrato ai presenti i contenuti del progetto e sottolineato gli aspetti pedagogici dell’ educazione ambientale, con particolare riferimento alle tematiche inerenti la raccolta differenziata. I contenuti ed i temi affrontati saranno fatti propri dai docenti i quali, a loro volta, coinvolgeranno le classi di riferimento stimolando la formazione di una nuova cultura ambientale e invogliando gli studenti all'assunzione di comportamenti corretti e consapevoli. “Il legame che la Società d’Ambito sta instaurando con il mondo della Scuola – ha dichiarato il Presidente dell’Ato Sr1, Vincenzo Giudice – si svilupperà in una prospettiva di medio-lungo periodo, cosicchè le diverse azioni attuate dagli alunni non rimangano vane, ma si consolidino in un rapporto di fiducia”. Nell’ambito delle Attività che prevedono il coinvolgimento dei docenti e degli alunni, è stata realizzata una piattaforma web interattiva messa a disposizione degli alunni i quali, guidati dai docenti, avranno la possibilità di creare una vera e propria “banca dati” in cui far confluire e condividere idee, proposte, esperienze, produzioni creative, che emergeranno nel corso dello svolgimento del progetto. Inoltre, verranno messi a disposizione giochi didattici interattivi e quiz, che i docenti sottoporrano agli alunni con lo scopo di valutare il livello di conoscenza acquisito nel corso del progetto. Inoltre, allo scopo di stimolare la creatività ed accrescere l’attiva partecipazione degli alunni, è stato indetto un concorso di idee “Immagine e testo” per le classi, concernente la realizzazione di un manifesto sul tema della raccolta differenziata. Una commissione appositamente costituita valuterà i prodotti realizzati al fine di selezionarne i migliori che potranno, in seguito, essere utilizzati per una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. All'interno degli Istituti partecipanti, inoltre, sono in realizzazione delle “Mini Isole Ecologiche” per la raccolta differenziata. Allo scopo di accrescere l’interesse e la partecipazione al progetto da parte degli alunni, nonché dell'intero Istituto, sarà predisposto un sistema premiale di incentivazione che predeve l’installazione di un parco giochi presso l’Istituto che avrà raggiunto il maggior quantitativo di rifiuti differenziati. Ad ogni scuola sarà fornito un kit composto da: quattro copie delle locandine di sensibilizzazione delle scolaresche; quattro copie delle locandine di promozione di eventuali iniziative speciali; set contenitori per la raccolta differenziata. Ad ogni alunno verrà consegnato un mini kit che comprende un opuscolo sulla raccolta differenziata e un segnalibro ecologico. Il progetto in argomento prenderà il via il 3 novembre prossimo. Ufficio stampa Info di Siracusa 5 Domenica 26 ottobre 2008 Alicata: “I 100 giorni di Bono e Visentin? Posso augurarmi che riusciranno a far bene” I tuoi primi 100 giorni da senatore della Repubblica? Li ho vissuti con intensa emozione e con la consapevolezza della responsabilità che grava sulla testa di ogni parlamentare. Come sei entrato in aula? Sicuramente coi miei piedi. Dicevo con che vestito? Con il classico abito scuro richiesto dalla circostanza, camicia bianca e… Cravatta berlusconiana? No, no cravatta alla Bruno Alicata, gusto personale. I primi 100 giorni di Visentin? Posso valutare l’uomo e il politico avendo lo stesso ricoperto incarichi istituzionali di rilievo e sono convinto che farà bene. I primi 100 giorni? Non posso formulare un giudizio, posso pensare all’impegno che verrà profuso per migliorare la qualità della vita nella nostra città. I primi 100 giorni di Bono? Dico lo stesso che ho detto per Visentin. Il periodo è relativamente breve per formulare una valutazione, Bono ha anche il gap di dover rimediare ai guasti contabili che lui dice di aver registrato, guasti prodotti dalla precedente amministrazione, e spero che anche questa battuta non sia querelabile. A favore di Bono poi milita il poco prodotto dalla passata amministrazione, le incompiute che i siracusani si aspettano di vedere ultimate: Il cinema Verga, l’autodromo, il vecchio carcere etc. Ivan Lo Bello presidente del Banco di Sicilia (scrive un lettore), e Siracusa perde la sede principale del Banco che diventa Ragusa Da siracusano è un momento che ho vissuto male. Pur tuttavia se nonostante si siano mosse le istituzioni al più alto livello la Banca d’Italia ha ritenuto di andare via, beh vuol dire che c’erano motivi tali che impedivano che restasse a Siracusa. E’ comunque un pezzo di storia cittadina che si disperde. Qualcuno nella maggioranza dice che Visentin potrebbe durare un anno e mezzo e Bono poco più poco meno Al di la dei nomi e dei sentimenti di amicizia è chiaro che una amministrazione per meritare la fiducia dei cittadini e del territorio deve ben operare, con scelte condivise dalla collettività e che tentano una volta di più di migliorare la qualità della vita che a Siracusa è scadente, come d’altra parte risulta in tutte le classifiche. E’ chiaro poi che entrambi hanno i numeri umani e politici per replicare fra cinque anni. Al posto di Pippo Sorbello avresti già optato fra sindacatura di Melilli e assessora- Il senatore Bruno Alicata “Visentin potrebbe durare un anno e mezzo e Bono poco più poco meno? E’ chiaro che una amministrazione per meritare la fiducia dei cittadini e del territorio deve ben operare, con scelte condivise dalla collettività e che tentano una volta di più di migliorare la qualità della vita che a Siracusa è scadente, come d’altra parte risulta in tutte le classifiche. “ “Ivan Lo Bello presidente del Banco di Sicilia e Siracusa perde la sede principale del Banco che diventa Ragusa? Da siracusano è un momento che ho vissuto male. Pur tuttavia se nonostante si siano mosse le istituzioni al più alto livello la Banca d’Italia ha ritenuto di andare via, beh vuol dire che c’erano motivi tali che impedivano che restasse a Siracusa.” to regionale al Territorio e Ambiente? Mi sarei attenuto alle norme di legge. Quanti giorni passi a Roma e quanti a Siracusa? Ogni fine settimana sono a Siracusa, il lavoro romano si spinge fino al giovedì sera, qualche volta al venerdì e il fine settimana sono a Siracusa, non in vacanza. Com’è cambiata la tua vita? L’impegno politico, anche se a più alto livello, rimane caratterizzato dalla convinzione di fare il proprio dovere e anche oltre per quanto mi riguarda. La vita poi cambia sia logisticamente e soprattutto dal punto di vista dell’impegno pubblico, sono consapevole di lavorare per il Paese ma puntando sempre fare gli interessi della città e della sua provincia. Ecco spero di incidere quanto più possibile, insieme al resto della deputazione, per dare a Siracusa qualche chance in più. Cosa ti piace di più di questa nuova vita e cosa di meno? Della nuova vita mi piace tutto. L’emozione è talmente positiva che mi entusiasmo ogni giorno di più, è un periodo storico della mia vita che mi soddisfa al di la di ogni aspettativa. Mi piace meno, anzi mi dispero quando le logiche parlamentari mi impediscono di fare di più per la mia terra, questo sì mi dispiace. Baio resta al consorzio universitario? Per quanto mi riguarda è persona oltremodo seria e preparata e non riterrei giusto disperderne l’esperienza acquisita. Con chi dialoghi meglio fra Bufardeci e Gianni? Sono comunque per il dialogo e quindi dialogo con entrambi. Ti piace questa Giunta comunale? La valuterò strada facendo dai risultati ottenuti e attesi. Ti piace questa Giunta provinciale? Sono convinto che il lavoro di squadra che la giunta provinciale si appresta a fare potrà dare risultati importanti sotto la guida di un presidente esperto come Bono. Con chi dialoghi meglio fra De Benedictis e Marziano? Sicuramente con Roberto De Benedicesi mi pregio di non avere mai avuto scontri, neanche di natura politica. Un ministro, tre assessori regionali, due senatori, un parlamentare e bla bla bla. Non è che fino ad oggi avete fatto sfracelli A Roma si lavora per la politica nazionale, non è che si discute di Siracusa. Personalmente sono lieto di aver contribuito al varo di numerosi provvedimenti che in questi mesi stanno facendo apprezzare il governo, dalla spazzatura di Napoli al decreto sicurezza, al salvataggio dell’Alitalia. Posso dire che insieme al senatore Centaro, pur senza passerelle medianiche, abbiamo fatto approvare ordini del giorno i cui benefici saranno visibili da qui a non molto. In particolare penso alle imprese e all’occupazione siracusana cercando di eliminare le storture previste da norme precedenti (blocco al pagamento di importi superiori ai 10 mila euro da parte delle pubbliche amministrazioni nei confronti di imprese non in ordine col pagamento dei tributi). Insomma, anche personalmente non amo le passerelle, ma il mio contributo lo do sempre, e fino in fondo. …e Lo Curzio e Piccione scendono in campo Nasce un’associazione a Siracusa, e questa non è una novità. L’associazione in questione però si chiama “Amici di Sturzo” vuole occuparsi di cultura politica e si rivolge ai siracusani “liberi e forti”. Non è tutto, “Gli amici di Sturzo” ci tengono preventivamente a sottolineare che “l’associazione è indipendente da gruppi e da partiti e non ha finalità elettorali ed è organizzata da un gruppo di cittadini”. A completare il quadro ci sono come promotori due figure illustri della città come Corrado Piccione e Pippo Lo Curzio. Una garanzia quindi che questo gruppo di cittadini intende seriamente lavorare per Siracusa e per il suo futuro. Quali sono i principi su cui “Gli amici di Sturzo” non intendono demordere? Leggiamo direttamente dal manifesto di programma: “L’Associazione vuole essere : 1) Un messaggio di speranza per i difficili tempi che stiamo vivendo per realizzare una politica fondata su ideali forti e vicini ai problemi quotidiani della gente, e per quanto oggi esiste nel vissuto della città e del territorio provinciale. 2) Una sfida per i cattolici “delusi ma non rassegnati” onde coinvolgere le risorse civiche a livello Sociale, Istituzionale, Politico ed Economico con un saldo riferimento ai valori della Costituzione, della Demo- crazia laica e dell’insegnamento Sociale Cristiano e per avviare il dialogo tra quei cattolici che militano individualmente nei partiti e che stanno cercando altre forme di impegno politico affinché non venga meno nella società il contributo specifico di cui sono portatori. 3) Una reazione alla attuale crisi di fiducia, ed intraprendere nuove strade capaci di portare l’Italia verso un avvenire migliore e diverso capace per soluzioni di sviluppo sostenibili”. Insomma, non ci sono possibilità di equivoci, il cartello ideale e programmatico parla con la voce della chiarezza. Ecco, chi la pensa come questi cittadini siracusani avrà piacere di sapere che L’Associazione in questione ha istituito la propria sede presso i locali del Centro Ottavio Musumeci dove periodicamente saranno organizzati incontri di carattere culturale e sociale per dibattere e promuovere progetti, programmi ed iniziative a livello cittadino. Chi ne vuole sapere di più può rivolgersi direttamente all’avvocato Corrado Piccione in piazza Duomo 8 o al senatore Pippo Lo Curzio in viale Teocrito 66. Claudio Benanti 6 Domenica 26 ottobre 2008 A Siracusa un Pd vuoto e rissoso Il governo di una provincia, dei suoi centri maggiori e del comune capoluogo non può essere interamente rimesso alla coalizione di una maggioranza, qualunque essa sia (in atto il centrodestra). Il centrosinistra, ed il PD in particolare, in questa fase vivono un momento di profonda crisi interna con un grave pregiudizio delle amministrazioni locali e degli enti che da esse dipendono che si trovano prive di una minoranza che controlla, stimola, si batte per i problemi che sente essenziali al nostro sviluppo e che rappresenta non meno del 35% o 40% dell'elettorato. Invece oggi c’è solo un Pd vuoto e rissoso. 3 domande per capire presente e futuro Abbiamo rivolto tre domande ai politici del centrosinistra e del PD e a un deputato nazionale del Pdl (Fabio Granata) disponibile a fare un’analisi super partes. Queste le domande: 1. Il PD provinciale – dopo le elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali perdute malissimo - sembra essere sproRoberto De Benedictis 1) Vuoi le ipocrisie di certi miei vicini di partito? Di quelli che a parole fingono la pace e nei fatti ordiscono la guerra e poi dicono che non è facile ma ce la possiamo fare e ci vuole l’impegno di tutti e bla bla bla...? No, al momento il PD, almeno a Siracusa, si prepara a raccogliere quello che alcuni hanno seminato. Se si semina vento si raccoglie tempesta. 2) Mi pare che il problema sia generale, in un partito ovunque in piena costruzione. Secondo me fare opposizione è un mestiere duro almeno quanto il governare. Ci vogliono esperienza, competenza, chiarezza di linea politica e coerenza etica. Le prime due si possono acquistare col tempo, la terza dovrebbe esprimerla il partito, che ovunque vive una fase di costruzione che a Siracusa deve ancora iniziare, la quarta è per molti, un optional da bacchettoni. 3) Perché dici vecchie facce?: il vecchio che non tramonta, l’ha chiamato orgogliosamente qualcuno. Certo, il rischio che si voglia orgogliosamente non far tramontare nemmeno i vecchi metodi per il tesseramento e per lo svolgimento dei congressi c’è tutto. L’ultima specie di congresso del PD, quello in cui è stato eletto il coordinatore cittadino, sono stato il solo ad intervenire su una proposta. Dibattito zero e tutti a votare quello che altri avevano già deciso. Il coordinatore cittadino è stato eletto senza che nessuno lo avesse presentato e senza nemmeno un intervento a favore. Più squallido di così! Cafeo, coordinatore provinciale di un partito che si definisce democratico se ne sarebbe dovuto vergognare, altro che rispetto delle regole… Cos’è un dirigente politico o un vigile urbano? Giovanni Cafeo 1) Fino alle elezioni il Pd è stato spinto dall’entusiasmo delle primarie e dall’esigenza di affrontare le elezioni. Subito dopo si è dovuto mettere mano alle cose, quotidianamente, senza elezioni in vista. Insomma un processo difficile legato a normali difficoltà in un soggetto politico nuovo, è un processo difficile ma possibile, e l’unico modo per raggiungerlo è andare avanti e sviluppare una linea politica condivisa. C’è ovviamente qualcuno che ha più difficoltà degli altri a contaminarsi con questa nuova cultura. 2) Non condivido l’osservazione. Le elezioni si sono svolte a giugno e c’è stata l’estate a fermare tutto. Noi ci stiamo sforzando di muoverci sui problemi e sugli atti, e le amministrazioni elette di atti ne hanno fatto pochi. Abbiamo protestato in Provincia sui revisori dei conti per un metodo fuorilegge. E puntiamo a discutere sui temi sul tappeto, senza arroganza o protervia da parte del centrodestra. Se si è fermi la colpa è degli equilibri precari del centrodestra non nostra. Così siamo stati costretti a fare un ricorso per le quattro agenzie del Comune, società costituite senza rispetto per le normative. 3) Io come la pensano tutti all’interno del Pd non lo so, posso dire come la penso io. La fase precongressuale doveva servire per un confronto sulle idee, sulle linea politica e così è. Il tesseramento poi è libero, ma ci sarà anche un bilanciamento congressuale rapportato con i voti delle Politiche. Probabilmente dal 9 no- fondato nel nulla, nell'evanescenza, si sente soltanto l'eco di scontri interni tra le diverse componenti (vedi elezione del segretario del PD cittadino). E' possibile uscirne fuori o cosa lo impedisce? 2. Nei consigli comunali e provinciali sembra che non siano stati eletti consiglieri di minoranza: non si hanno notizie di iniziative, battaglie, prese di posizione etc. Discende dal clima che vive in Italia il centrosinistra ed il PD o esiste un problema locale specifico? 3. Il prossimo congresso del PD provinciale può segnare un momento di tregua e di rilancio o sarà la conta delle tessere, vecchia maniera dc, la riproposizione delle stesse facce, degli stessi distinguo, delle stesse parole? Uno, nessuno, centomila Chi dice verità e chi bugie? vembre ci saranno le giornate del tesseramento e ci sarà un tesseramento pubblico che andrà di pari passo con la linea politica. Umberto Di Giovanni 1) Allo stato lo impedisce l’insostenibile leggerezza dell’essere. Il Pd può uscirne fuori col divenire, a sinistra. 2) Non è del tutto vero che nessuno fa nulla, questo sarebbe disperante e non è vero. Il problema ha due corni: l’insufficienza della rappresentanza dell’opposizione e l’assoluta partigianeria dei mezzi di informazione che più che fare informazione fanno deformazione. 3) Temo che sia vera la seconda ipotesi e che più che un congresso politico quello del Pd sembrerà un congresso carnale. Se prevarrà la politica ci sarà la conta, se prevarrà la materia ci sarà il congresso carnale. Io mi auguro che prevalga lo spirito. Raffaele Gentile 1) C’è un problema di politica nazionale non locale, fino a quando non ci sarà una politica nazionale vincente è normale che in provincia si guardi più a scelte di potere che a scelte politiche. 2) Intanto non noto una grandissima differenza fra prima ed ora. Sia l’afasia di prima che l’afasia di ora rispondono ad un’unica causa, a livello provinciale è assente la politica e le intese che si realizzano scavalcano le logiche degli schieramenti. 3)Poiché non si potrà discutere una proposta nazionale, è inevitabile che tutto il dibattito si incentri su chi dovrà gestire e come questo partito. Aggiungo che stando così le cose questo Pd rischia di non essere momento di attrazione per una sinistra riformista che pure è presente in Italia e anche a Siracusa. Pippo Gianninoto 1) Dico solo che gli scontri fanno sempre male. L’opposizione deve essere costruttiva e sulle cose da fare. Se non facciamo questo si resterà sempre nel chiuso delle piccole beghe. 2) E’ il clima nazionale che ricade anche sulla nostra politica. Bisogna riorganizzare le fila, il rimedio vero è quello di lavorare sui problemi. 3) Spero che quello del Pd sia un congresso in cui si affrontano soprattutto i problemi di questo periodo, della grande crisi e quelli non meno gravi del nostro territorio. Infatti abbiamo anche una crisi locale che va affrontata e alla svelta, sono un uomo di impresa e spero che il congresso Pd come quello degli altri partiti sia basata sulla concretezza, sul “rimbocchiamoci le maniche”. Corrado Giuliano 1) Il Pd ne può uscire osservando con rigore il codice etico. 2) Probabilmente esiste un problema locale di attenzione ai problemi della provincia e di impegno civile sulle questioni. 3) Non lo so, non sono iscritto. Spero che non sia così. Fabio Granata 1) Nulla è definitivo in politica e il Pd ha comunque nella nostra provincia un radicamento maggiore e una classe dirigente migliore di altre parti della Sicilia. E’ possibile uscire della palude a condizione che i vertici nazionali individuino e legittimino le leadership politiche locali all’altezza del compito, anche per farsi perdonare dall’assoluta delegittimazione che hanno provocato non individuando alcun candidato per le elezioni nazionali. 2) Dipende dalla generale condizione politica dell’Italia. Ma la mancanza di politica coinvolge purtroppo non solo l’opposizione ma anche la maggioranza. E’ un problema sia di selezione dei gruppi dirigenti sia di nuovi slanci di partecipazione civile per contribuire a costruire condizioni di sviluppo del territorio. Su questo tutti dobbiamo darci una mossa. 3) Se il Pd vuole contribuire a far crescere sviluppo e nuove idee sul territorio deve seguire la prima strada, se segue la seconda, quella delle tessere, non è detto che si indebolisca elettoralmente anzi nell’immediato si rafforzerebbe, ma certamente non darebbe respiro alla propria politica e la provincia e la città di Siracusa ne hanno bisogno anche da parte dell’attuale maggioranza. Mario Bonomo 1) Le difficoltà ci sono e non sono qui a negare niente. C’è però un atteggiamento komeinista di alcuni soggetti che non aiutano né il dialogo né il necessario confronto. La strategia è sempre quella del contare di più a qualunque costo, e se per arrivare a questo si deve incendiare la casa comune ecco che questi signori sono lì coi cerini in mano. Il Pd può uscire dall’impasse se tutti insieme accantoniamo posizioni preconcette e ci confrontiamo sulle cose da fare. Sono un imprenditore e mi piace essere chiaro, e non ho alcuno timore ad essere schematico quando gli schemi sono necessari per evitare le sabbie mobili di chi grida “al lupo al lupo” a secondo delle personali convenienze. 2) Non è vero che le minoranze sono assenti nei maggiori consessi del capoluogo. E’ vero al contrario che chi amministra è fermo al palo, bloccato da spartizioni col manuale Cancelli che poco hanno a che vedere con quello che il centrodestra ha promesso ai siracusani nel momento elettorale. 3) Il Pd farà un congresso trasparente, su una linea politica trasparente, su un programma trasparente. Ci saranno le tessere, ma ci sono sempre state e chi oggi fine di scandalizzarsi le ha utilizzate come e peggio degli altri. L’obiettivo del Congresso deve essere quello di presentare ai siracusani un partito coeso, capace di proposte, pronto a supplire alle palesi lacune già evidenziate dal cosiddetto gruppo Donatella Lo Giudice 1) E’ possibile uscirne fuori? Assolutamente sì, cosa lo impedisce è proprio la volontà. C’è la reale volontà da parte di tutti? 2) Dipende molto dal clima nazionale, camminare controvento certamente non agevola, il Pd insomma è a caccia di identità e se l’input non arriva da Roma…. 3) I distinguo ci sono di già indipendentemente dalle tessere. La conta in qualche misura si è già fatta con le elezioni dei deputati regionali. Alla fine il congresso ratificherà quello che è già successo. Mi auguro che oltre alla conta ci sia anche dell’altro. Se scontro deve essere, sia almeno scontro produttivo. Marika Di Marco 1) Intanto i risultati elettorali non sono tutti negativi visto che alle Nazionali nonostante la mancanza di candidature i dati dicono che non solo abbiamo tenuto rispetto al 2006, ma siamo stati ben piazzati. Nelle Regionali e nelle Amministrative siamo crollati e questo è importante visto che sotto c’era una battaglia politica che si fece al tempo. Alle Nazionali invece sono orgogliosa di aver partecipato come candidata al Senato e sono orgogliosa del risultato.Come uscirne fuori? Pensavo che si potesse rafforzando il processo unitario con l’elezione del coordinatore, processo che è stato però stroncato con l’elezione del capogruppo al Comune e l’elezione del segretario del comitato cittadino. L’area De Benedictis, che rappresenta una grossa fetta del Pd, aveva dato una gran mano aiuto per arrivare ad un processo che pensavo fosse di vero rinnovamento. Invece no, si è risposto con accordi bassissimo profilo, con volontà discriminatoria nei confronti di un pezzo di partito essenziale per la sopravvivenza dello stesso Pd nel nostro territorio. Sono fatti squallidi che avranno conseguenze forti. 2) C’è un problema di assimilazione all’interno dei gruppo consiliari per recuperare una identità che il Pd a livello locale non riesce a dare. Insomma manca la guida soprattutto da parte degli organismi provinciali. 3) Il congresso, se si farà e quando si farà, dovrà essere un momento di chiarificazione, di trasparenza delle posizioni politiche. Bisogna chiarire la questione delle alleanze, dei rapporti sia con la sinistra fuori dalle istituzioni sia con partiti del centrodestra. Al momento si va avanti con posizioni inciuciste che fanno vergognare ampi pezzi del nostro gruppo dirigente. Sento di avere una responsabilità e cercherò di dare una mano per fermare questo pozzo di San Patrizio di inutilità. Sia dolce il dubbio a chi nuocer può il vero. Michelangelo Buonarroti 7 Domenica 26 ottobre 2008 Di Grano: Troppi alberghi, così non va Ci vorrebbe il piano regolatore del turismo Come va? Non è un bel momento visto che oggi, oltre alle persone negative, ci sono anche tanti virus che ci circondano. Già. Parliamo della città, Siracusa sembra ferma, immobile Credo che intanto il problema vada inquadrato in un contesto di recessione complessiva che ha colpito anche il nostro Paese. Non è che Siracusa, che già ha i suoi di problemi, può essere un’isola felice. E il turismo? E’ la nostra grande sfida. Mi pare chiaro che una volta avviato il processo turistico bisognerebbe fare scelte più coraggiose. Quali? Diverse. Intanto le strutture congressuali che allungano la stagionalità e ci danno la possibilità di ospitare convention, congressi, eventi di un certo respiro, le attività terziarie che non devono restare limitate alla bella stagione, insomma una valanga di proposte che dovrebbe vedere le giuste sinergie fra imprenditori e amministrazioni. Anche gli imprenditori però non sembrano brillare per capacità di proposta E’ vero, questa problematica c’è. Intanto ci sono scontri fra imprese, c’è una vecchia generazione che ha difficoltà ad accettare Il rimpianto è il passatempo degli incapaci. Ugo Ojetti nuove strade ad amalgamarsi col nuovo, insomma abbiamo problemi che frenano la proposta... C’è anche la burocrazia che picchia duro Ci asfissia. Non abbiamo più tempo di pensare presi come siamo dalle lungaggini e dagli iter burocratici infiniti. Se un imprenditore passa intere giornate per “sbrigare carte” resta poco tempo per pensare. Quante volte abbiamo detto creiamo un Consorzio, creiamo un punto di incontro dove confrontarci. E invece ci resta solo tempo per certificati e documenti vari. E la politica? Dovrebbe dare indirizzi, dovrebbe dire in che contesto cittadini e imprenditori si debbono muovere. Questi fino ad oggi non succede e se a questo aggiungiamo che il sistema creditizio sta asfissiando piccole e medie imprese il quadro come dicevo prima non è davvero dei migliori. Il rischio qual è? Quello di restare chiusi nell’acquisito, nel difendere le proprie cose, cercando intan- to di rimanere a galla per poi pensare al futuro quando la crisi sarà finita. E’ un momento di attesa. Per fortuna l’effimero tira lo stesso Resiste, e non mi posso proprio lamentare. Evidentemente i siracusani sono avviliti da questo momento e comunque una volta la settimana non vogliono rinunciare a un paio di ore di sano divertimento. Troppi alberghi? E’ anche questa una chimera. Si parte con entusiasmo grazie anche a finanziamenti pubblici. Il problema poi è quello di riempirlo questo albergo, altrimenti si va a sbattere. Cosa dovrebbe fare la politica, ora subito? Restando sugli alberghi dovrebbe esserci un piano regolatore sul turismo. Lo dissi anni fa e mi pare oggi di estrema attualità. Oggi succede che il quattro stelle fa le tariffe del tre stelle, insomma ci freghiamo i clienti a vicenda quando invece questo settore andrebbe normato, appunto con un piano del turismo che dettasse regole certe. Il tuo Caligola? Apriremo il 15 di novembre. Ci sono davvero grandi novità, l’inverno 2008 resterà nella storia. Qualche nome? Dopo, prima chiudo i contratti. Fondazione Inda una tragedia infinita Un bando ricco di strafalcioni e poco pubblicizzato di Nuccio Gemma Sul sito web del Dramma antico, alla voce INDA informa, al sesto posto degli annunci appare il titolo la Fondazione ricerca figure professionali. Immancabile la curiosità del cronista su quello che a tutta evidenza appare come un Bando di selezione per la ricerca di figure professionali idonee alle attività della Fondazione da inserire a tempo indeterminato nell’organico. Qui colpiscono alcune clausole ed inesattezze che vanno nella direzione opposta alla strada di risanamento tanto pubblicizzata dal Sovrintendente Balestra e dall’intero C.d.A. orgogliosa Associazione Amici dell’INDA compresa. Testualmente la Fondazione ricerca figure il cui profilo è indicato con una titolazione insolita. A cominciare dai requisiti, che al punto a del bando non specificano il titolo di studio occorrente (elementare, media, liceo, laurea? Fa lo stesso per l’INDA?). Ai punti b esperienza professionale nel settore e d (con tono più pomposo) continuità ed efficienza c/o la Fondazione o in uffici di analoghe specializzazione ed importanza. Praticamente richiedono la stessa cosa! E ancora, nei parametri di valutazione, punto 2 esperienza professionale nel settore c’è da chiedersi con quale criterio vengono attribuiti i punteggi da 1 a 20 o da 1 a 30: vale la professionalità, l’esperienza, il titolo di studio o cos’altro? Al punto 3 capacità di usare mezzi e procedure informatiche (punteggio da 1 a 10) non si specificano le eventuali prove da sostenere. Altrimenti con cosa si valuta l’effettiva capacità? Punto 4 efficienza e professionalità presso la Fondazione o analoga struttura nello specifico settore (punteggi da 1 a 10 a stagione con un massimo di 40 punti) non si segnala con quali parametri è attribuito il punteggio (professionalità, mansioni, esperienze, titoli di studio?). Preghiamo il lettore di aver pazienza nel seguire questa noiosa elencazione ma è fondamentale per capire come un bando all’apparenza innocuo potrebbe celare (il condizionale è d’obbligo fino a prova contraria) intenzioni diverse da quelle enunciate. Emblematico è osservare l’Orario di Lavoro, che indica 20 ore settimanali per segretarie ed altre 20 per impiegata. Curiosa davvero questa specificazione al femminile, che però stride con la legge (D.L. 145) che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro. Errore, dimenticanza? Non pare visto che il bando prosegue indicando complessivamente tre impiegate di V° livello ed un impiegato di 1° livello. Sarebbe una disgraziata coincidenza se per caso ad essere assunti sarebbero proprio tre donne di V° livello ed un uomo di 1° livello. E sarebbe an- Contratti sbagliati e quei 22 in pole Scriviamo di contratti. Per alcuni dei quali l’INDA, invece di coprire l’intera stagione 2008 (fino al 30/6) ha messo la scadenza dell’11/ maggio. 22 lavoratori interessati: l’intera sartoria e parte dei tecnici di palco (questi trattati con evidente disparità: alcuni con scadenza all’11 maggio, altri al 30 giugno). Come mai questa differenza di trattamento con il resto del personale? Tuttavia, alla reazione preoccupata dei lavoratori interessati (e con la protesta del Sindacato, CGIL, che ci ha fornito i dati), l’INDA pone rimedio prorogando al 30 giugno i contratti in scadenza l’11 maggio. Tutto bene: manco per niente, perché a parte l’evidente timore di scioperi probabili ed improvvisi a bloccare la prima prevista al 12 maggio, la Fondazione è venuta meno ai vantati presupposti di gestione virtuosa visto la norma dei contratti di lavoro è considerata per legge a tempo indeterminato! Quindi il contratto a tempo determinato è un’eccezione disciplinata dall’articolo 5 del Decreto legislativo 368 del 2001 che dice: se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% fino al decimo giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore. Inoltre: se il rapporto di lavoro continua oltre il 20° giorno il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini. Perdoni il lettore questi tecnicismi, ma è necessario citarli per comprendere la questione. Appare chiaro che il Sovrintendente Balestra ha prolungato tali contratti senza tener conto (forse ignorando) i dettagli di legge ed esponendo la Fondazione ad un maggior esborso evitabile e comunque ad oggi ancora non corrisposto (come ad altri lavoratori). Di conseguenza gli interessati hanno avanzato una richiesta risarcitoria e l’assunzione a tempo indeterminato. Il Sindacato, dichiarando di voler scongiurare sprechi ed una cattiva pubblicità alla Fondazione, il 5 agosto scorso ha chiesto al Sindaco Visentin (nella qualità di Presidente della Fondazione) ed al Sovrintendente un incontro interlocutorio per vagliare le soluzioni migliori ad evitare futuri e gravosi impegni legali e finanziari per la Fondazione. L’incontro avviene l’11 agosto, presenti i sindacalisti Gugliotta e Plumeri, per la Fondazione Visentin con la funzionaria Mascitelli. Il Sindacato riepiloga la situazione ricordando che l’INDA ha un potenziale di 22 lavoratori assunti a tempo indeterminato grazie al mancato rispetto della legge 368. Quindi invitano Visentin a trovare una soluzione condivisa che non danneggi la Fondazione nel caso di una vertenza giudiziaria. La risposta di Visentin è lapidaria: per la mia funzionaria (Mascitelli) è tutto a posto quindi non c’è niente da dire. Controbattono Gugliotta e Plumeri che causa gli obblighi verso la Corte dei Conti, il Presidente (nel caso di condanna della Fondazione) avrebbe dovuto assumersi la responsabilità dell’eventuale vicenda giudiziaria e dei suoi esiti. A questa sollecitazione Visentin rinvia ad un nuovo incontro, ad oggi non ancora avvenuto. E la vertenza è partita. Vedremo gli sviluppi. Intanto continuiamo a restare in attesa della documentazione richiesta alla Fondazione. N.G. cor più sorprendente se costoro, poniamo per assurdo, si chiamassero Nicoletta, Lucia, Marilena ed Umberto. Ma siamo certi che i nostri farneticanti dubbi verranno smentiti dai fatti. Perché la dirigenza della Fondazione ben sa che il bando va redatto a termini di legge e non per favorire amici. Perché è singolare l’assenza dalla Home page della Fondazione, che avrebbe dato molto più risalto al bando, invece relegato in una pagina secondaria. Ma come, la pubblicità, la trasparenza, la comunicazione pubblica dell’Istituto viene meno proprio quando, con la disoccupazione giovanile dilagante, l’INDA avrebbe potuto allargare ad un bacino ben più vasto una simile e ghiotta offerta di lavoro? Ma forse siamo sempre noi a pensar male. Anche quando non c‘è traccia del bando nemmeno sui giornali locali o nazionali. Ma forse in questo caso il risparmio per il risanamento è d’obbligo. Anche qui vedremo gli esiti. Sempre restando in attesa della documentazione richiesta alla Fondazione. 8 Domenica 26 ottobre 2008 contromano C’è Bechkam, alla faccia di Ranieri-Auteri Diceva Pietro Nenni che chi a vent’anni non è stato rivoluzionario a quaranta sarà scuramente confidente di questura. Dev’essere per questo che non sono diventato confidente. O forse perché, banalmente, non avrei niente da confidare. Petros Markaris, l’inventore del commissario ateniese Kostas Charitos, fa dire ad uno dei suoi personaggi, un giornalista stanco: “Ho cinquant’anni e mi pagano profumatamente…siamo una generazione che è cominciata di sinistra ed è finita stronza”. Come faccia a conoscermi Markaris non lo so. Però ha fatto il mio ritratto. Queste due frasi le ho stampate ed appese in una bacheca nella mia stanza a lavoro accanto al poster del Milan e ad una foto di quando avevo 20 anni fatta con l’autoscatto assieme ad un mio amico allo zoo di Roma. Stamattina è venuto un tizio a parlarmi di lavoro. Quando ha finito s’è fermato a lungo davanti alla bacheca e mi poi ha chiesto: ma tu quanti anni hai? Classe ’57, gli ho risposto. Pure io, ha risposto inevitabilmente lui. L’altro giorno parlando con un collega di Fiorello e di “Viva Radiodue” gli ho detto che era dai tempi di “Alto Gradimento” che una trasmissione radiofonica non riusciva a diventare così popolare. E pure lui mi ha chiesto: Ma tu quanti anni hai? Un altro “classe ‘57”. Ora di tutto questo a voi ovviamente non ve ne frega niente. Ma sono le 3 di notte, di mercoledì notte e io non ho il calcio a cui pensare perché il mio Milan la champions non la fa e gioca domani in Uefa con una squadra sconosciuta il cui nome sembra un codice fiscale e il povero Ancelotti dice pure che non bisogna sottovalutarla. Intanto Berlusconi mi ha comprato anche Beckam, proseguendo nel suo tenace disegno tattico di fare tutta la squadra con mezze punte e farla giocare con il modulo 1-10, in attesa di mettere anche in porta una mezzapunta e fare il modulo 11. (apro una parentesi. Alla faccia di Ranieri-Auteri, come lo chiama il mio direttore, Del Piero, che è quasi mio coetaneo, ieri ha fatto un goal da cineteca. Onore alla terza età e soprattutto alla pacienza di un campione che deve pure sopportare Ranieriauteri, oltre alla suora scunchiuruta dell’acqua Rocchetta, e alla maglia bianconera che, dal mio punto di vista, non è proprio il massimo). (apro un’altra parentesi. Il fango nerazzurro ha vinto ancora e questo non è bello la sera.) E per restare in questa piega modello “multicentrum 50+”, vi racconto che domenica scorsa ero a villa borghese con i miei eredi. Gli eredi sono voluti andare alla “Casina Raffaello” che è una delle costruzioni della Villa adattata, come si dice adesso, a ludoteca, un posto cioè in cui i bambini possono giocare che però detto così sembra poco, mentre ludoteca è molto politically correct e radical chic. Ci sono pure dei libri e, mentre il mio secondogenito si rotolava fra i cuscini appositamente dedicati al rotolamento dei minori, mi sono messo a sfogliarli. Tutti molto belli e istruttivi fino a che ne ho trovato uno che mi ha smosso tutto il centopelli. Era una versione illustrata della canzone di Dario Fo “Ma che aspettate a batterci le mani”. Ve la ricordate? Era la canzone che apriva le commedie di Fo quando le mandarono per la prima volta in tv nel ’77 dopo il lungo ostracismo subito da Fo in quanto communista con due m. Io non avevo mai visto Dario Fo e fu un’epifania. Avevo vent’anni, ero ovviamente rivoluzionario ed era il ’77 l’anno degli indiani metropolitani della fantasia che distruggerà il potere e della risata che lo seppellirà. Forse cominciò da lì la mia tendenza a non pigliarmi sul serio ed a considerare la satira come una straordinaria chiave di lettura della realtà, quella a me più congeniale. (vabbè, mi sono allargato, dimenticate l’ultima frase) Ma, comunque, come faccio a spiegare tutto questo agli eredi? Il primogenito, 11 anni, mi si è avvicinato mentre tutto commosso leggevo il libro illustrato con la canzone di Fo. Ho cercato di spiegargli perché suo padre a 51 anni stava come un cretino in mezzo ai cuscini e in mezzo ai bambini a cantare con la faccia nostalgica le parole di una filastrocca per bambini. Lui mi è stato ad ascoltare con il minimo sindacale di attenzione poi ha proposto di andare via che quello era posto per piccoli mentre lui fa la seconda media – non so se mi spiego – e si annoiava. Ora, mentre alle 3,54 su MTV vanno in onda i successi degli ’80 - in questo momento i mitici “Talking heads” sui quali un giorno vi farò una conferenza soffermandomi sul fecondo rapporto fra la cerebralità di David Byrne e la ritmica della coppia Tina Weymouth-Chris Frantz, rispettivamente bassista e batterista, rispettivamente moglie e marito, rispettivamente anima e anima dei coevi Tom Tom Club, quelli di Wordy Rappinghood – credo di avere scritto abbastanza cozzate in questa notte senza coppe. Hasta lo dariofo siempre Joe Strummer Ps: Ora, alle 4,13, va in onda “Diamond” vecchia sigla della Deejay Television degli anni 80, cantata dai “Via Verdi”, che mi emoziona quanto “Ma che aspettate a batterci le mani”. E questa come la spiego a mio figlio? Per fortuna lui a quest’ora dorme. Mario e Bruno di nuovo amici, contro Roby Nel PD è diventato costume eleggere i segretari prima del tesseramento, eppure c’è chi lamenta l’esclusione della propria area da parte di altre che fanno accordi “ad escludendum”. Sono cose viste già ai tempi in cui i vertici e le altre cose della politica erano decisi dai maggiorenti della dc. Cioè, da quelli che ancora sono in grado di lasciare fuori dalla gestione reale del PD siracusano l’on. Roberto De Benedictis. Democraticamente e secondo le norme scritte dai più forti connesse alla regola che proprio l’unione fa la forza. La protesta dell’area del Pd chiamata “Futuro” potrebbe essere legittima, ma, non necessariamente attinente alle regole vigenti. Non era stato sancito e sottoscritto che a chi proviene dal futuro improbabile del PD toccasse la carica del segretario cittadino di Siracusa. Almeno questo è dato sapere. Probabilmente, è solo una teoria, l’on. De Benedictis pensava di gestire questo tipo di accordi non scritti, forse, paventando una sorta di guerra fredda interna al partito oggi di Foti e Consiglio. Ammettiamo lo scetticismo sul fatto che Paolo Gulino, neoeletto segretario cittadino del PD siracusano, possa fregiarsi del titolo ricevuto ottenendone il riconoscimento di tutti i suoi ancora non tesserati, come dire che non tutti i veltroniani che abitano a Siracusa gli saranno obbedienti, però nella gestione della propria funzione, considerato il numero degli oppositori, non dovrebbe trovare grande difficoltà. La stampa locale ci ha raccontato come al congresso gli amicompa del gruppo FotiBonomo stringendo alleanza con i compamici guidati dal duo Marziano-Consiglio hanno fatto fuori, di brutto, la candidata Marika di Marco proposta dall’astemico gruppo dell’onorevole Roberto De Benedictis. La capacità politica dell’enologo più volte consigliere comunale e capogruppo diesse, vincitore dello scontro domenicale delle fazioni piddine, è stata quella di aver saputo comunicare a tutto il partito che nella propria rinomata cantina c’era sia il rosso che il bianco oltre al frizzantino. Perché mai, chi necessita di soddisfare la sete avrebbe dovuto scegliere la parte di chi al culmine dell’euforia potrebbe al massimo brindare con Sprite e Fanta, visto che da quelle parti la Cola è già qualcosa che ubriaca? Con i tempi che corrono non poteva che finire esattamente com’è finita perché è risaputo che, secondo la politica aretusea, chi risulta positivo alla prova del palloncino non solo conserva la patente, ma viene premiato con tanti punti. Però, un libro scritto da un noto comico porta in copertina il titolo anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, ecco probabilmente trovato il perchè quelli che hanno dovuto subire la sconfitta, annunciata dall’impossibilità di far passare scelte unitarie, hanno sentito il bisogno di salire sull’Aventino annunciando di “non partecipare alle attività dell’esecutivo provinciale, affidando alla valutazione della nostra area la decisione sul ruolo da svolgere all’interno del partito e dei suoi organismi”. Con tutto il rispetto che deve essere assegnato alle minoranze, si tratterebbe di una ribellione in assenza di muscoli che si limiterebbe a mettere sotto i riflettori chi si accinge a governare il PD come Mussolini e Hitler governavano l’idea del totalitarismo in Europa agli inizi del secolo scorso. “ E’ un asse tra l’on Foti e l’on Marziano teso ad escludere l’area politica Futuro” denunciano gli sconfitti, ma, le loro grida cambieranno ben poco visto che fino a quando reggerà “l’asse” non potrà esserci proprio un grande “futuro” politico per loro. Dovranno invece ben guardarsi da un possibile scenario che li vedrebbe relegati all’angolo in attesa dell’annientamento. Roberto De Benedictis da illuminato politico e guida spirituale non ha ancora saputo spiegare ai suoi come mai più ne entrano nel PD più ingrossano le file dell’asse. E’ ancora presto per capire dove finiranno quelli provenienti di fresco dalla sinistra mussiana. I medici Antonio Rotondo e Nino Zito, tornati al paesello alcune settimane addietro, hanno subito capito che aria tira in questo nuovo partito a guida democomunista (più democristiana che comunista però). Viviamo il momento politico del “chi vince prende tutto” questo è sotto gli occhi di tutti ogni giorno perchè proprio la sinistra accusa il centrodestra della corrente applicazione di questo nefasto reale principio, che non è neanche imparentato con la democrazia. L’ingenuo deputato regionale, mai voluto sindaco dai Siracusani, pensava che il segretario cittadino del partito sarebbe dovuto andare alla sua area, solo perché la segreteria provinciale è già occupata dal Giovanni Cafeo, espressione dell’accordo primaverile tra Foti e Consiglio. Ha sbagliato nell'elaborazione di questo romantico concetto della politica e probabilmente pagherà l’errore se non riuscirà a trattare una resa ragionata e aderente ai tempi e principalmente senza nobile cipiglio. In questa vicenda di ordinaria politica siracusana si avverte stranamente la sensazione che qualcosa che non funziona secondo normali parametri preimpostati per la gestione delle pertinenze del cosiddetto “asse”, qualcosa che non viene preso in considerazione dai compamici del novello svogliato Robespierre del centrosinistra di casa nostra. Animale politico per eccellenza è quel democristiano di Gino Foti che in nome della politica è sempre riuscito a giustificare qualunque azione conduca ad un obiettivo. L’ex sottosegretario dc, però ha mostrato di bloccarsi davanti al rischio di un mancato rispetto dei fondamentali diritti dell’uomo. Un altro animale politico della stessa razza è l’ex comunista Nino Consiglio che viaggia sullo stesso binario che porta a viaggiare attraverso lo spazio e il tempo, a differenza del democristiano però quest’ultimo non è mai stato disponibile a concedere “sconti” di nessuna natura a uomini o alieni che gli attraversano il territorio. Questi due eccezionali animali politici hanno, o almeno dovrebbero avere, giurisdizione sui rispettivi deputati regionali: Mario Bonomo amico di Foti e Bruno Marziano compagno di Consiglio. Teoricamente, quindi, anche l’umile Bonomo e lo sprezzante Marziano dovrebbero avere parte nella vicenda che ha escluso dalla segreteria cittadina del PD il libero terzo incomodo De Benedictis. Cosa strana è proprio questa alleanza impossibile tra Marziano e Bonomo perché i due in questione, raccontano le cronache dell’impossibile, se si trovassero nel deserto preferirebbero svuotare le rispettive borracce sulla sabbia per non correre il rischio che l’altro casualmente potesse avere la possibilità di bere. Eppure, i deputati regionali del PD Bruno Marziano e Mario Bonomo, senza brocche e senza borracce, si sono trovati dentro un anomalo asse di ferro che neanche la ragion politica riesce far immaginare perché chi li conosce riferisce che si tratta di due personalità forti che non si amano e sanno d’essere alternativi l’uno all’altro. La vera sfida che dovranno vincere Gino Foti e Nino Consiglio sarà quella di rendere compatibili se non i loro pupilli, almeno il loro DNA. La possibilità di pareggiare i conti per i “fuori asse” potrebbe provenire da questa incognita da sviluppare.