Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 NOTA BENE: Gli allegati relativi al presente verbale sono depositati nel verbale della seduta consiliare del 17.5.2004 SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DELL’11 MAGGIO 2004 Presiede Marilena Adamo – Consigliere designato Partecipa il Vicesegretario Generale Dr.ssa Maria Giuliana Ferrari ------Il Presidente dispone si proceda con interventi ai sensi dell’art. 21 del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale. Indi dà la parola al consigliere Di Martino. Il consigliere Di Martino così interviene: “Io intervengo per chiedere lumi al Settore Demanio, quindi all’assessore Pagliarini, in riferimento ad una delibera che dovrebbe andare in Giunta nelle prossime settimane, riferita ad una servitù di passaggio chiesta dalla sinagoga di Milano all’Amministrazione Comunale. In pratica la sinagoga necessita di un’uscita di sicurezza ulteriore e ha chiesto all’Amministrazione Comunale, che è confinante con la sinagoga nella parte, diciamo, posteriore della sinagoga con la Casa del Mutilato, di aprire questa porta nel nostro muro, nella nostra proprietà per consentire, in caso di necessità, una via di fuga ulteriore. 1 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Io sono naturalmente d’accordo che si conceda questa cosa, però ritengo che la delibera vada scritta in modo corretto e si vadano a salvaguardare anche gli interessi sia dell’Amministrazione che di coloro che sono all’interno della Casa del Mutilato, che sono nello specifico l’Associazione Mutilati Invalidi, gli uffici giudiziari ed altre associazioni, in quanto i responsabili della sicurezza della sinagoga avrebbero addirittura chiesto di lasciare sempre aperto il cancello attuale carraio della Casa del Mutilato, cosa che non è possibile perché di notte la gente andrebbe dentro la Casa del Mutilato, nel cortile, e ci sarebbero appunto problemi a questo punto di sicurezza per gli uffici giudiziari e per le associazioni che sono ospitate in questo palazzo. Quindi chiedevo al Settore Demanio di verificare tutte queste situazioni ed eventualmente di concedere, passando all’interno del cortile della Casa del Mutilato, un’uscita preferenziale, un’uscita apposita per la sinagoga su via Freguglia, quindi creando un corridoio all’interno del cortile, del giardino della Casa del Mutilato, creando un cancelletto che appositamente conceda l’uscita alla sinagoga su via Freguglia. Perché se dovessimo lasciare aperto il cancello carrabile che, tra l’altro, l’Amministrazione stava già sistemando con un cancello elettrico (adesso questi lavori sono stati bloccati e questo cancello deve restare aperto), a questo punto mi domando se la sicurezza della 2 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 sinagoga, che dobbiamo comunque garantire, deve far venire meno degli aspetti di sicurezza che riguardano un palazzo di nostra proprietà. Allora, a questo punto, proprio per garantire tutti, chiedevo agli Uffici del Demanio che si sono apprestati a predisporre questa autorizzazione e quindi a concedere una servitù, perché diventa poi, di fatto, una servitù di passaggio, che tra l’altro va anche a togliere i posti auto per le persone handicappate all’interno della Casa del Mutilato, quindi dovremmo predisporre altri posti, quindi crea un po’ di problemi anche all’interno della struttura, quindi cercare di equilibrare, e di bilanciare la sicurezza della sinagoga con la sicurezza della struttura che concede la servitù di passaggio. Ecco, io lo dico in modo preventivo perché so che questa delibera non è ancora arrivata neanche alla Segreteria Generale, quindi chiedo che il mio intervento, proprio nell’interesse della sicurezza di tutti, vada mandato all’assessore Pagliarini e all’Ingegner Maranini, che è il Direttore del Settore, perché mettano a punto la delibera a che non si creino problemi. Poi, proprio per il signor verbale, sempre riferito al Settore Demanio, oggi so che in Giunta si è parlato della cartolarizzazione degli immobili, so che c’è una delibera che sta girando, io oggi ho chiesto ufficialmente all’assessore Pagliarini la bozza di questa delibera perché ritengo che si possa discutere in questi giorni, anche all’interno della Maggioranza, con i colleghi della Minoranza, se si potesse discutere 3 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 ancora prima che andasse in Giunta e portarla addirittura in Commissione sarebbe utile. So che questa bozza c’è e non c’è, comunque oggi l’ho chiesta ufficialmente così rimane anche questo, e il mio intervento verrà mandato all’assessore Pagliarini ed all’ingegner Maranini, quindi ritengo di chiedere a questo punto ufficialmente in aula la bozza o la delibera, se è pronta, riferita alla cartolarizzazione, so che se n’è parlato anche in una Commissione venerdì scorso, quindi nell’interesse di tutti, siccome parliamo di beni della città, spero che si possa avere”. Il Presidente dà la parola al consigliere Tenconi. Il consigliere Tenconi così interviene: “Come vediamo, Signor Presidente, siamo molto numerosi; come al solito, si potrebbe dire, ma io insisto nel fare questa osservazione perché io penso che sia un dovere dei Consiglieri Comunali, di Opposizione e di Maggioranza, oltre che degli Assessori, della Giunta, a partecipare alla seduta preliminare all’appello, con l’articolo 21. E penso che questa sovrabbondanza di presenze così evidente dovrebbe irritare i cittadini perché, tutto sommato, gli assenti mancano ad un loro dovere sostanziale. Non ha ordinato loro il dottore di fare i Consiglieri Comunali o di fare gli Assessori! Quindi sarebbe opportuno che ogni volta che noi interveniamo picchiamo il martello sul chiodo perché forse, a furia di picchiare il chiodo, qualche cosa possa entrare nella testa degli assenti. 4 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Comunque è una questione di stile, una questione di educazione, una questione di rispetto dei cittadini e dei soldi che i cittadini spendono per mantenere questo Consiglio Comunale. Ora io vorrei parlare però del mio argomento che è il campo nomadi di Muggiano, campo nomadi di Muggiano che ha creato qualche problema recentemente. La settimana scorsa, se non sbaglio, tre membri della Polizia di Stato sono stati aggrediti, assaliti da circa 20 nomadi vicino al cimitero di Muggiano perché pare abbiano sorpreso alcuni nomadi mentre stavano trasferendo della refurtiva da un camioncino non si sa bene a che cosa, e per difendersi hanno dovuto estrarre le pistole e sparare dei colpi in aria, comunque ciò non ha evitato di prendere cazzotti, sberle e calci, così come è stato riportato dalla stampa. Il Prefetto ha detto che il fatto era intollerabile. Prendo atto dell’affermazione del signor Prefetto e sono in attesa che alla dichiarazione del ‘che il fatto è intollerabile’ seguano degli atti concreti, perché se la cosa finisce semplicemente con delle dichiarazioni siamo di fronte a delle esternazioni che non hanno senso, soprattutto perché non è la prima volta, è l’ennesimo episodio in cui questi tulipani, questi crisantemi della società dimostrano di essere quelli che sono. E’ opportuno che una sforbiciatina il giardiniere – il Prefetto – la faccia, perché sennò è assolutamente indifferente quello che dice se non seguono degli atti concreti per ripristinare l’ordine. Teniamo presente 5 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 che Muggiano è la periferia di Milano, ad ovest, dove vi sono, mi pare, 2 o 3 campi nomadi di cui uno è regolare, così, per modo di dire, e gli altri sono irregolari. Nei campi irregolari e nei campi regolari, dove non c’è la possibilità di costruire, questi nomadi hanno costruito delle villette in perfetto sfregio dei Regolamenti edilizi sul verde pubblico, sui campi, senza alcun rispetto delle regole edilizie. Ora, io ho già fatto questo intervento, l’assessore Manca mi ha risposto dicendo che sono state – anche il Sindaco me l’ha detto, fra l’altro – emesse delle ordinanze sindacali anni fa in cui veniva ordinata la demolizione di questi edifici abusivi, che è una cosa elementare, solo che per demolirli deve esserci l’autorizzazione della Magistratura. Evidentemente queste ordinanze sindacali giacciono in qualche cassetto di qualche magistrato e non sono applicate, con grande effetto negativo per la collettività e soprattutto per il comportamento di questa collettività indisciplinata, non rispettosa delle nostre leggi, che sicuramente, vedendo che le ordinanze sindacali non vengono attuate, è stimolata a non rispettare nulla, al di là del fatto che vengono indicati dalla voce pubblica come ‘persone dedite al ladrocinio, all’elemosina ed altri misfatti, rapine e così via. Ora faccio presente, come ho fatto nel precedente intervento, che il Sindaco di Roma ha avuto una corsia referenziale nel risolvere problemi analoghi per le case costruite abusivamente ed ha ottenuto il permesso 6 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 di utilizzare l’Esercito, il Genio militare, per demolire, perché pare che le aziende private non avessero il coraggio di andare a demolire le case costruite abusivamente. Ora si dovrebbe fare un’indagine su quale magistrato tiene ferme le pratiche e poi attivare, visto che la Maggioranza - di cui faccio parte io ha degli ottimi agganci a livello governativo, chiedere che il Genio militare di stanza a Milano intervenga come è intervenuto a Roma. Non capisco per quale ragione si possa intervenire con il Genio militare per demolire le abitazioni abusive a Roma e non a Milano. È la seconda volta che lo chiedo, desidero che non si allarghino le braccia come per dire: ‘Eh, signori, non siamo in grado di intervenire’. Se c’è qualche magistrato che non lavora per il bene della collettività, omettendo di fare il suo lavoro, lo si denunci per omissione di atti d’ufficio”. Il Presidente dà la parola al consigliere Ugliano. Il consigliere Ugliano così interviene: “Io voglio segnalare, e chiedo una risposta scritta agli Assessori competenti, un fatto su cui vi è la necessità di una risposta efficace da parte dell’Amministrazione Comunale. Sui giornali di oggi è apparsa la notizia che la scuola elementare di via Baroni 73, al quartiere Gratosoglio, per alcune cause dovute all’incuria e ad un’occupazione impropria da parte di estranei, è stata allagata appunto a causa di queste ragioni. La scuola elementare è contigua ad una scuola media - 7 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 ed è qui che è avvenuto il fatto dell’allagamento – ed è vuota ormai da oltre un decennio; il mancato utilizzo di questa scuola è la causa di presenze improprie e di situazioni di degrado. Insieme al collega Antoniazzi abbiamo presentato una interrogazione il 3 maggio ultimo scorso; ci rendiamo naturalmente conto che il tempo è molto ravvicinato ma, per i fatti che adesso dirò, io chiedo che venga data una risposta scritta molto rapidamente. In sostanza questa scuola, la scuola media di via Baroni 73, è stata concessa dall’Amministrazione Comunale in convenzione per la realizzazione di una RSA all’Associazione Internazionale Emmaus che, appunto, avrebbe dovuto realizzare una RSA ormai da oltre tre anni; mi suggerisce il collega Tenconi cinque anni, ma comunque insomma da un po’ di tempo a questa parte. Ora, che cosa accade? Accade che a tutt’oggi in questa scuola non è accaduto assolutamente nulla, la scuola è in condizioni pessime di degrado, da qui nascono anche tutta una serie di questioni, come, appunto, quelle che narravo all’inizio di questo intervento e quindi, come dire, si causano una serie di situazioni di degrado per quanto riguarda la scuola elementare contigua alla scuola media. Ora, accade che nel corso della discussione per la definizione del contratto di quartiere, del quartiere Gratosoglio, una funzionaria del Comune di Milano ha detto con molta tranquillità e, probabilmente, 8 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 avendo esaminato le carte, che questa scuola non può essere compresa all’interno del contratto di quartiere per una ragione fondamentale, perché non risulta di proprietà del Comune di Milano, essendo questa scuola ancora di proprietà dell’ALER che ovviamente ne rivendicherebbe la proprietà in considerazione del fatto che tutti i passaggi per il perfezionamento del trasferimento di proprietà non sono stati ancora fatti. Allora io mi chiedo una cosa: come può il Comune di Milano concedere all’Associazione Internazionale Emmaus una proprietà in convenzione quando non è proprietario a pieno titolo di un immobile? Quindi, siccome ho avuto notizia da un geometra, in considerazione dei fatti che sono accaduti questo geometra della manutenzione del Comune di Milano è intervenuto e mi ha riferito che venerdì mattina si vedranno sul posto con un ingegnere della concessionaria e questo ingegnere della concessionaria lo ha informato del fatto che le concessioni edilizie per la ristrutturazione di questo immobile sono state presentate da tempo e sono in via di approvazione da parte del Comune di Milano. Io chiedo che l’Amministrazione Comunale verifichi se effettivamente il Comune di Milano aveva titolo per fare questa concessione all’Associazione Internazionale Emmaus, perché, se corrisponde al vero quello che è stato detto dalla funzionaria del Settore Periferie nel corso della definizione del contratto di quartiere, 9 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 ovviamente ho la sensazione che questa convenzione sia nulla e quindi vi sia, a cascata, una nullità che si riverberi su tutti gli atti. Ecco, siccome lì vicino, a distanza di 20 metri, è in via di realizzazione un’altra RSA da parte dell’ALER insieme ad altre due cooperative, questa vicenda sta diventando quasi tragicomica per tutta una serie di altri aspetti: lo scavo che è stato fatto ha prodotto il crollo del marciapiede e del reticolato di cinta dell’oratorio, cioè si stanno accavallando tutta una serie di fatti che in qualche modo devono necessariamente vedere un intervento risolutivo da parte dell’Amministrazione Comunale che non può stare come spettatrice di una vicenda complicata, intricata e che necessita di una chiarificazione definitiva. Quindi chiedo, per cortesia, una risposta scritta urgente perché, se è vero che questi signori hanno ottenuto la concessione edilizia, il tutto si complica maledettamente soprattutto per il Comune di Milano”. Il Presidente così interviene: “Colleghi, siamo alle solite, nel senso che adesso io ho cinque iscritti a parlare, abbiamo dieci minuti; per i primi venti minuti sono stata sola in aula in un imbarazzante tête-à-tête con il consigliere Di Martino, i colleghi arrivano tardi e poi si vogliono iscrivere, non ultimo il mio Capogruppo. 10 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Se stiamo nei tre minuti, riusciamo a parlare tutti. Io adesso chiudo con questi colleghi e vi invito a stare nei tre minuti”. (Intervento fuori microfono del consigliere Fiano) Il Presidente così interviene: “Ho capito. Infatti eccezionalmente, perché era in corso la seduta dei Capigruppo, dopo l’appello daremo ancora dieci minuti per l’articolo 21, però invito tutti a venire alle 16.30 ad iscriversi, perché non è possibile che incominciamo sempre tardi le sedute”. Indi dà la parola al consigliere Molteni. Il consigliere Molteni così interviene: “Sulla stampa di ieri si legge: ‘Dio ci chiama a colpire gli italiani. Preso commando di insospettabili kamikaze, le intercettazioni della DIGOS, nel mirino anche un centro commerciale in Toscana’. Poi l’articolo che leggo: ‘Quanti Imam finiti nella rete: quello di Carmagnola è stato espulso, quello di Cremona è morto in Afghanistan; quello di Gallarate è in carcere, qualcun altro è sparito. La moschea a più alta concentrazione di arresti di imam è quella di Cremona: a febbraio è stata notificata in carcere una ordinanza di arresto all’ex imam’ eccetera, eccetera e via via si prosegue. Beh, io dico che andare avanti di questo passo non è più possibile, io credo che vadano prese delle soluzioni e si rifletta su questi casi dove le moschee, appunto, non solo un luogo di culto…”. 11 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 (NdS, A questo punto si spegne per un guasto il microfono del consigliere Molteni) Durante l’intervento del consigliere Molteni ha assunto la presidenza della seduta il Consigliere designato Fabrizio Spirolazzi. Il Presidente così interviene: “Stanno ripristinando il sistema per ridare la parola al consigliere, hanno detto di avere un minimo di pazienza e questa anomalia verrà sistemata”. Il consigliere Molteni così riprende: “Allora leggo dai giornali di questi giorni: ‘Dio ci chiama a colpire gli italiani. Le intercettazioni della DIGOS: nel mirino anche un centro commerciale in Toscana. Preso commando di insospettabili kamikaze. Arrestati l’imam algerino di Firenze, i quattro tunisini erano pronti a diventare martiri, 20 indagati. Blitz notturno della DIGOS, il gruppo di Al Ansar dell’islam attivo anche in Liguria, era diretto in Siria dove avrebbe ricevuto l’esplosivo’. Poi, scorrendo all’interno degli articoli, ad un certo punto leggo: ‘La moschea a più alta concentrazione di arresti di imam è quella di Cremona: a febbraio è stato notificato in carcere un ordine di arresto all’ex imam; quello di Carmagnola è stato espulso; quello di Gallarate è 12 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 in carcere, qualcun altro è sparito’. Questo è quello che si legge sui giornali, precisamente di lunedì 10 maggio, cioè ieri. Allora Signori, io non voglio dire, ma in alcune zone di Milano si sta sollevando l’interrogativo ultimamente: ‘Ma avremo una moschea anche noi qui nella nostra zona oppure no’? Di fronte a questi fatti che continuano ad essere evidenti sulla stampa cittadina, si capisce chiaramente che la moschea non è un solo luogo di culto ma è anche altro, dove ogni tanto - si legge qui, sempre tramite la stampa – si trovano le cellule di Al Qaeda e compagnia bella. Luogo di culto a me risulta essere il mujallah, non la moschea. Signori miei, io dico che a questo punto, anche per la nostra incolumità, vanno meditate delle scelte politiche a tutela di tutti noi che siamo qui sul nostro territorio, nel nostro Paese, un Paese che è a forte matrice cristiana, un Paese all’interno del quale c’è la presenza anche dello Stato del Vaticano. Personalmente sono favorevole e chiedo la chiusura della moschea di Viale Jenner, delle altre moschee presenti sul nostro territorio e sono favorevole all’espulsione immediata di quanti vengono trovati aditi ad attività che vanno verso il terrorismo. Non per dire che tutti quelli che sono qui, sono terroristi, ci mancherebbe. Però in un momento storico– politico così particolare, dove a livello europeo si è discusso per parecchio tempo l’inserimento della carta costituzionale nella nuova Convenzione per l’Europa delle matrici cristiane, io dico che un segnale 13 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 politico secondo me va dato forte e chiedo che le autorità cittadine si facciano promotrici della verifica di tutti i negozi, non solo dei luoghi cosiddetti ‘di culto’, lo dico tra virgolette perché, ripeto, il solo luogo di culto vero e proprio è il mujallah, ma di tutti i negozi dove si registrano frequentazioni un po’ particolari, a partire, diciamo, magari dalle macellerie islamiche. Poi una domanda che mi hanno posto i cittadini di un quartiere in una zona è questa: se via Cilea si prepara o meno ad accogliere una moschea, cioè se in via Cilea verrà dato il permesso o meno per una nuova moschea. Qualcuno mi ha riferito…”. Il Presidente così interviene: “Grazie, consigliere Molteni, il tempo è scaduto”. Il consigliere Molteni così riprende: “Finisco, mi dia trenta secondi, sono rimasta bloccata due minuti, mi scusi! Se in via Cilea, dove c’è l’ex supermarket, in quel luogo ci sarà o meno una moschea. I cittadini sono preoccupati, ma fortemente preoccupati della possibilità di trovarsi, come vicini di casa, degli ospiti che in altre situazioni di moschee sul nostro territorio hanno dato notizia di sé ai giornali”. Assume la presidenza della Consiglio Vincenzo Giudice. 14 seduta il Presidente del Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Il Presidente così interviene: “Ci sono altri interventi in articolo 21, io chiedo scusa ai signori Consiglieri ma già ieri sera abbiamo avuto problemi riguardanti l’articolo 21, siccome abbiamo ancora il Consiglio convocato giovedì, i Consiglieri che sono iscritti rimarranno iscritti in apertura di seduta giovedì e potranno intervenire in articolo 21”. (Intervento fuori microfono del consigliere Martini Giobbi) Il Presidente così interviene: “Consigliere Giobbi Martini, sono iscritti sette Consiglieri, se io do la parola ad un Consigliere, correttamente devo dare la parola a tutti e sette i Consiglieri. Siccome non c’è il tempo perché sono le 17.30 e dobbiamo fare l’appello, rimangono iscritti all’inizio della seduta di giovedì”. Indi dà la parola al consigliere Adamo. Il consigliere Adamo così interviene: “Chiedo la parola per dirle, Presidente, che io l’ho sostituita fino a cinque minuti prima che mi sostituisse, a sua volta, Spirolazzi, perché volevo fare l’articolo 21. Io accolgo il suo invito e vado a giovedì, però la invito, quando lei si fa sostituire, a chiedere se i Vicepresidenti che l’hanno sostituita hanno concordato qualcosa di diverso con l’Aula, sennò le sedute se le presiede sempre lei. Grazie”. Il Presidente dispone si proceda all’appello nominale. 15 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Sono presenti il Sindaco Gabriele Albertini e i consiglieri: ADAMO, ALBERTINI RICCARDO, BALDASSARRE, BERETTA, BIANCO, CAPUTO, CARLINO, CARUGO, CIABÒ, CICCIONI, COLOMBO, CORMIO, DE ALBERTIS, DE PASQUALE, DI MARTINO, DI MAURO, FERRARA, FIANO, GAMBITTA, GIUDICE, LUCINI, GAROCCHIO, MAIO, GILARDELLI, MARTINELLI, GIOBBI MASSARI, MARTINI, MASSEROLI, MOLINARO, MOLTENI, OCCHI, PALMERI, PANTALEO, PILLITTERI, RIZZI, RIZZO, SANTOMAURO, SPIROLAZZI, TENCONI, TESTORI, TRISCARI, UGLIANO, VAGLIATI. Sono assenti i consiglieri: ANTONIAZZI, CHIESA, BARUFFI, FANZAGO, BASSI, FARINA, BOSSI EMILIA MORATTI, LIVA, MASCARETTI, DALLA MATTIOLI, OTTOLENGHI, PARLANTI, PENNISI, RICCI, SALVINI, TERZI, TINELLI, in numero di 17. Sono altresì presenti gli assessori De Corato, Martella, Talamona. Hanno giustificato l’assenza i consiglieri Parlanti e Salvini. Essendo, pertanto, presenti il Sindaco Gabriele Albertini e n. 43 Consiglieri, alle ore 117,40 il Presidente dichiara valida la seduta. Nomina scrutatori i consiglieri Massari, Molteni, Ugliano. Sottopone quindi all’approvazione del Consiglio i verbali delle sedute del Consiglio comunale del 9.2.2004, 10.2.2004, 12.2.2004, 16.2.2004 e 17.2.2004: non essendo state mosse osservazioni da parte dei 16 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Consiglieri, i verbali stessi si intendono approvati senza votazione, giusta il disposto dell’art. 69, comma 3, del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale. Entrano in aula i consiglieri Antoniazzi, Baruffi, Ottolenghi, Fanzago, Pennisi: i presenti sono, pertanto, 49. N/332 – BILANCIO DI PREVISIONE 2004, PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2004/2006 E RELAZIONE REVISIONALE E PROGRAMMATICA. Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione dell'argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si allega e già notificata ai consiglieri comunali, illustrata e discussa nelle sedute del 15 e 22 marzo 2004. Ricorda che nelle sedute del 25, 30, 31 marzo; 1° e 29 aprile; 3, 4 e 10 maggio 2004 si è proceduto all’esame degli emendamenti. Indi dispone si prosegua con l’esame degli ulteriori emendamenti. Dà quindi la parola al consigliere Adamo per mozione d’ordine. Il consigliere Adamo così interviene: “Presidente, io ed i colleghi d’Opposizione vorremmo conoscere l’opinione del Presidente su alcuni emendamenti che avevamo sottoposto al Presidente pro-tempore Riccardo Albertini, quando ci fu la dichiarazione della non ammissibilità. Tra quel lungo elenco, più di cento, di emendamenti non ammessi, c’era stata una certa polemica, una certa contestazione sui criteri e il Vicepresidente Albertini disse: ‘va 17 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 bene, lascio un po’ in sospeso; fatemi delle segnalazioni e mi riservo di valutare le vostre segnalazioni’, se effettivamente c’è stata una certa ristrettezza, diciamo così, interpretativa. Io ho segnalato a nome di tutti i colleghi alcuni emendamenti, e precisamente il 451 e il 125 e il 490, il 255, il 90, il 277, il 251 e il 250. Questi ultimi sono tutti riferiti alla parte relazione, ancorché non riguardino, diciamo, le cifre appostate. Questi della relazione credo che possano essere svolti dopo che abbiamo finito, esaurita la parte sugli emendamenti dei capitoli; invece, Presidente, mi permetto di sollecitare una sua opinione, quando può, insomma entro questa seduta, prima di lunedì, perché il 125 e il 451 toccano capitoli che stiamo facendo adesso e quindi sarebbe il caso di esaminarli mentre stiamo svolgendo i nostri lavori. Quindi, quando la Presidenza è in grado di darci questa risposta, credo sarebbe molto utile per l’andamento dei nostri lavori. Ribadisco invece che degli otto emendamenti segnalati dal consigliere Antoniazzi ieri (quando ha ritirato centocinquanta e più emendamenti dell’Opposizione), due – degli otto segnalati - sono questi che ho detto e quindi rientravano nel volume dei non ammessi; gli altri erano emendamenti ammessi che però non capiamo più a quale titolo non compaiono nell’elenco su cui lavoriamo in questi giorni. Ci deve essere stato un qualche errore di trascrizione”. 18 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Il Presidente così interviene: “Grazie, consigliera Adamo. L’elenco richiesto ieri dal consigliere Antoniazzi comprendeva gli emendamenti numero 125, 216, 218, 267, 268, 451, 482 e 493, in totale otto emendamenti. Per quanto riguarda gli l’emendamenti numero 216, 218 e 482, erano stati rinviati nella seduta del primo aprile e quindi questi emendamenti, così come comunicato in precedenza, verranno esaminati in coda agli emendamenti che stiamo esaminando in questo blocco insieme ad altri emendamenti che sono stati discussi e non sono stati votati, è stato rinviato il voto”. Entra in aula il consigliere Ricci: i presenti sono, pertanto, 50. (Intervento fuori microfono del consigliere Adamo) Il Presidente così interviene: “216, 218, 268 e 482. Mentre invece l’emendamento numero 493 è stato approvato nella seduta del 3 maggio. Rimangono quindi, come richiesto dal consigliere Antoniazzi, gli emendamenti numero 125, 267 e 451. Su questi tre emendamenti la Presidenza, al momento della comunicazione all’Aula sulla ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti, li aveva dichiarati inammissibili”. (Intervento fuori microfono del consigliere Adamo: “Anche il 267?”) 19 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Il Presidente così interviene: “Il 125, il 267 ed il 451 li aveva dichiarati inammissibili. Dopodiché, su sollecitazione e su richiesta di alcuni colleghi Consiglieri, la Presidenza si era riservata, pur dichiarandoli inammissibili, di eventualmente riesaminarli. Questa possibilità di riesame, come lei sa, è inusuale perché sull’ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti decide in modo inappellabile il Presidente; pur tuttavia, è stato ritenuto utile ci fossero delle motivazioni per un eventuale riesame di questi emendamenti. Riesame che credo sia terminato o comunque ci sia la possibilità di dare una risposta in aula nella seduta di giovedì. L’orientamento comunque della Presidenza – lo comunico all’Aula – è questo: ci sono dei criteri che riguardano l’ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti, criteri che devono essere mantenuti a beneficio della chiarezza e della trasparenza per quanto riguarda i lavori d’aula. Pur tuttavia, qualcuno di questi emendamenti (in particolare uno) non rientra, diciamo, in modo complessivo nel quadro di inammissibilità che il Presidente ha comunicato all’aula, ma contiene un difetto formale, nel senso che va ad individuare un importo da un codice di prelievo, ma non è stato possibile per l’estensore individuare in modo preciso, perché non esiste, un codice di destinazione. Allora, su questo in modo particolare - gli altri due invece hanno caratteristiche un pochino diverse - la Presidenza si sta riservando, 20 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 attraverso la verifica degli Uffici, quale possa essere il codice di destinazione, di andare a completare questo emendamento che - ripeto - ha solo un difetto formale, non sostanziale. Sugli altri due, invece, in particolare sull’emendamento numero 125, così come è formulato esiste fondato il giudizio di inammissibilità, nel senso che il nostro Regolamento di Contabilità Generale prevede l’equilibrio tra le entrate e le uscite del Bilancio e quindi un eventuale spostamento di una determinata somma dal Bilancio 2004 al Bilancio 2005, sia in entrata che in uscita, fa in modo sostanziale squilibrare questo equilibrio. Allora, in via, ripeto, eccezionale, ovviamente nel rispetto delle regole che ci siamo dati, si sta individuando il meccanismo, il criterio per cui andare in qualche modo a recuperare un emendamento che così com’è formulato è, ripeto, inammissibile, riguardano sostanzialmente sia l’emendamento numero 125 sia l’emendamento 267 che ha come, diciamo, presupposto una questione diversa ma che va comunque a scontrarsi con quello che è stato dichiarato come l’elemento o le caratteristiche per cui gli emendamenti vengono dichiarati ammissibili o inammissibili. Ripeto, per quanto riguarda l’emendamento 451 la Presidenza può già da ora dichiararlo ammissibile, fermo restando che gli Uffici devono indicarci qual è il codice di destinazione che non era assolutamente possibile da parte dell’estensore andare ad individuare. Sugli altri due 21 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 emendamenti mi riservo di comunicare all’Aula nella seduta di giovedì la possibilità di rendere ammissibili questi emendamenti (che allo stato attuale, ripeto, sono inammissibili) attraverso una loro diversa formulazione o una loro integrale sostituzione. È un problema che stiamo affrontando e che giovedì comunicherò all’Aula. Credo di aver risposto al quesito del consigliere Adamo”. Indi dà la parola al consigliere Adamo. Il consigliere Adamo così interviene: “Non voglio entrare nel merito di quello che ha detto, voglio solo dire che il n. 267 a me non risultava nel libro dei non ammessi. Invece sì? Mah, adesso l’andiamo a vedere perché io ce l’avevo tra gli altri, nei volumi…”. Il Presidente così interviene: “E’ un emendamento dichiarato inammissibile. La possibilità di riesame che è stata chiesta al Presidente del Consiglio verrà comunicata giovedì; stiamo valutando rispetto al criterio di ammissibilità o inammissibilità se questo emendamento rientra in quei criteri che sono stati esposti”. Sottopone indi all’esame del Consiglio l’emendamento, contrassegnato con il n. 127, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Fanzago per l’illustrazione. Il consigliere Fanzago così interviene: 22 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 “Grazie, Presidente. L’argomento presentato in questo emendamento riguarda la richiesta di integrare la spesa per i contributi diversi da assegnare alle politiche giovanili con la proposta di riduzione di spesa rispetto all’Avvocatura Comunale, che so uno dei settori più utilizzati dal Sindaco per contrastare il lavoro dell’Opposizione; noi crediamo che invece i soldi dell’Amministrazione Comunale siano meglio spesi se investiti proprio in questo settore, cioè le politiche giovanili. Sappiamo anche dalle dichiarazioni del Vicesindaco De Corato quanto sia importante lavorare sulla prevenzione, rispetto invece ad interventi più caratterizzati rispetto al problema della sicurezza e quindi anche degli interventi relativamente all’ambito delle politiche giovanili. Crediamo che questa voce di Bilancio, che è stata particolarmente colpita dalla scura imposta dalle Finanziarie del Governo Berlusconi sia invece importante mantenere; crediamo che proprio in ambito di prevenzione questi contribuiti possano andare a sostenere tutte quelle azioni che sono svolte dalle associazioni giovanili presenti in Città e che lavorano sul territorio anche della Città, proprio in direzione di una prevenzione del disagio giovanile, e crediamo che sia importante, secondo il principio di sussidiarietà, che l’Amministrazione Comunale sostenga queste azioni e questi progetti attraverso anche un intervento economico, ma non solo. 23 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Naturalmente si tratta anche di garantire gli spazi, ad esempio; un altro grosso problema che hanno queste realtà è quello di trovare degli spazi adeguati nell’ambito del territorio della Città per poter svolgere le loro attività, ma almeno sotto l’aspetto economico, l’Amministrazione potrebbe sostenere tutti i progetti che queste realtà realizzano sul territorio. Credo quindi che la scelta di ridurre le spese dell’Avvocatura Comunale, rispetto invece al potenziale d’integrare questa voce di Bilancio, sia una scelta opportuna per la Città di Milano. Abbiamo visto in diversi emendamenti come l’attenzione si sia spostata sulle diverse fasce della popolazione, abbiamo parlato ieri sera di anziani, abbiamo parlato di persone disabili, abbiamo parlato di minori; credo che anche questa fascia, cioè la popolazione giovanile, sia un intervento che il Comune di Milano deve assolutamente ampliare, non ci si può più permettere di mantenere quello che si è realizzato, ma il Comune di Milano deve assolutamente potenziare e sviluppare anche questo ambito. Credo, quindi, che questo emendamento possa essere preso in considerazione anche dai Consiglieri di Maggioranza”. Il Presidente comunica che all’emendamento n. 127 è stato presentato un subemendamento, a firma dei consiglieri Masseroli e Palmeri, contrassegnato con il n. 1, che si allega. 24 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Dà indi la parola al consigliere Masseroli affinché lo illustri. Il consigliere Masseroli così interviene: “Grazie, Presidente. All’emendamento modifichiamo il codice di prelievo da 1010803 a 1010810 e l’importo da 900.000 euro a 100.000 euro”. Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona. L’assessore Talamona così interviene: “Il parere della Giunta è favorevole per l’emendamento così come si propone di emendare sulla base della riduzione da 900.000 euro a 100.000 euro, facendo fonte al Fondo di Svalutazione Crediti”. Il Presidente dà la parola al consigliere Martinelli. Il consigliere Martinelli così interviene: “Mi sembra che questo emendamento consenta di integrare, sia pure in misura non rilevante dopo il subemendamento, una voce di spesa che è di grande importanza perché ha a che fare con il disagio giovanile. Ogni cifra spesa a questo riguardo è ben spesa perché basta pensare a quello che sarebbe il costo per l’Amministrazione, e quindi per i cittadini, se non si sviluppasse un’adeguata politica di prevenzione. Sappiamo che esistono fasce di disagio in aree della Città, fasce di disagio che riguardano particolari gruppi di età, particolarmente a rischio il gruppo di età fra i 14 ed i 16 anni in cui la famiglia e la scuola non hanno più capacità di controllo e ancora non c’è nessuna esperienza 25 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 di ambiente lavorativo, quindi ogni intervento a questo riguardo è quantomai utile, oltre che socialmente encomiabile. La formula che è stata illustrata dal collega Fanzago mi sembra che sia quella più appropriata perché consente di finanziare associazioni giovanili che si occupano di questo problema e quindi ha il vantaggio anche di consentire a queste associazioni di sviluppare pienamente la loro attività responsabilizzando i giovani, perché spesso è proprio da queste realtà di disagio che emergono anche associazioni, trasformando quindi dei giovani che sono oggetto di politiche in soggetti attivi che contribuiscono a risolvere, insieme al loro problema, quello dei loro coetanei. Quindi è positivo che ci sia questo emendamento e, come in altri casi, per quanto riguarda gli emendamenti proposti dall’Opposizione, ha anche un valore simbolico e un invito per il futuro a dedicare più risorse a questo problema”. Il Presidente dà la parola al consigliere Pantaleo. Il consigliere Pantaleo così interviene: “Non più di tre settimane fa abbiamo letto sui giornali ed abbiamo anche discusso con alcuni Consiglieri della vicenda del Centro Giovani di Ponte Lambro, che ha dovuto chiudere perché la cooperativa che lo gestiva non era in più in grado di sostenere l’incontro–scontro con alcuni giovani che vivono un forte disagio in quel quartiere. Ecco, credo che quello sia uno dei tanti segnali della gravità della situazione 26 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 giovanile e della devianza minorile nella nostra Città, per cui l’emendamento che è stato richiamato di 900.000 euro credo che riesca appena a coprire le esigenze che questa Città ha bisogno per i Centri Giovanili, sia quelli gestiti dal Comune che quelli non gestiti dal Comune, ma comunque che hanno delle convenzioni con il Comune stesso. Ridurre di 800.000 euro questo emendamento, questa cifra, credo che sia una foglia di fico, dimostrando un’intenzione, ma non un’attenzione, e credo che non sia giusto porre la questione solamente in termini economici e non in termini di attenzione vera a questo problema. Io mi chiedo quante telecamere si possano comprare con 900.000 euro e quanti interventi di prevenzione contro il disagio è possibile mettere in campo da parte dell’Amministrazione? Faccio questa domanda proprio perché credo che prima dei danni viene l’intelligenza e viene la passione da parte di chi ha la responsabilità di questa Città”. Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo. Il consigliere Rizzo così interviene: “Questo emendamento è una delle occasioni nella quale io posso in qualche modo richiamare, Signor Presidente, la mia esperienza professionale: ho la fortuna di avere a che fare con giovani, nel mio ruolo di insegnante, di quell’età delicatissima a cavallo tra l’adolescenza e gli adulti, 17-18–19 anni, spesso anche 20 perché, pur non dovendo, 27 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 le bocciature portano a questa età anche nelle classi della scuola superiore. Per giunta, la mia scuola possiamo definirla di periferia, è un istituto tecnico, per cui confluiscono persone non provenienti dai ceti privilegiati, ma dai ceti lavoratori, ragazzi che vivono appunto la condizione delle periferie, e credo che ci sia uno straordinario bisogno di riempire e di aiutare i giovani e di aiutare, conseguentemente con i giovani, le loro famiglie a superare occasioni di disagio che sono molto presenti. Io credo che non si tratti di una spesa – mi dispiace considerarla tale - lo considero un investimento: è un investimento che serve a risparmiare ulteriori problematiche alla Città; la scuola non riesce ad arrivare dappertutto. Uno dei drammi che noi viviamo, in qualche modo lo viviamo tutti noi come un fallimento, è quando a metà o a tre quarti dell’anno vediamo gli studenti che abbandonano la scuola e capiamo che non è per una realtà legata alla scuola stessa, è una realtà legata alle condizioni di vita di questi giovani. Come facciamo allora a considerare equo non mettere questo aspetto tra le priorità dell’Amministrazione? I colleghi che dal punto di vista del Consiglio si occupano di queste problematiche con maggiore, diciamo, precisione ed attenzione di me - fortunatamente la solidarietà che si è determinata all’interno dei Gruppi dell’Opposizione ha portato anche a questa opportunità, per me anche abbastanza nuova, di potere lasciare tutta 28 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 una serie di problematiche al lavoro di altri colleghi essendo certo che c’è una totale condivisione di temi, di attenzione, di sensibilità e quindi io li ringrazio per avere svolto questo lavoro -, ma se i colleghi hanno ritenuto che cifra equa fosse 900 mila euro, credo, pensando a provvedimenti necessari e comunque non sufficienti, com’è possibile ipotizzare che questi 900 mila euro diventino 100 mila? Cioè è come dire: non crediamo a quello che avete fatto, non vi vogliamo dire di no, vi prendiamo un po’ in giro, vi riconosciamo questa cifra per tenervi buoni. Io credo che, pur essendo fedele alla linea che ‘qualcosa è meglio che niente’, in questo caso assume, quando il taglio è così drastico, un carattere quasi di sfida nei confronti dei ragionamenti che vengono fatti. Si poteva pensare ad una soluzione diversa; talvolta è più rispettoso un ‘No’ che non una riduzione di questa entità, dal mio punto di vista. Quindi io voterò ovviamente contro al subemendamento perché mi sembra irriguardoso nei confronti della considerazione del lavoro che è stato fatto, che è contenuto all’interno di questo emendamento, e, alla luce di quel che vedo, penserò anche se votare o no questo emendamento, perché in queste condizioni, così drasticamente ridotto, non rientra più nella categoria dell’incontrarsi le ragioni Maggioranza e dell’Opposizione, ma è qualcosa di molto meno”. 29 della Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Entrano in aula i consiglieri Liva, Mattioli, Mascaretti; ne escono il Sindaco Gabriele Albertini ed il consigliere Vagliati: i presenti sono, pertanto, 51. Il Presidente pone in votazione il subemendamento all’emendamento n. 127, a firma dei consiglieri Masseroli e Palmeri, contrassegnato con il n. 1, precedentemente indicato. Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 48 consiglieri, come da documento n. 1, che si allega. Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito: Presenti n. 48 Astenuti n. 5 (Adamo, Bianco, Giobbi Martini, Maio, Occhi) Votanti n. 43 Voti favorevoli n. 28 Voti contrari n. 15 Il Presidente pertanto proclama che il subemendamento n. 1 all’emendamento n. 127 è approvato. --Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il n. 127, nel testo risultante dal subemendamento testè approvato, che si allega. 30 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 45 consiglieri, come da documento n. 2, che si allega. Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito: Presenti n. 45 Astenuti n. Votanti n. 43 Voti favorevoli n. 43 2 (Baruffi, Maio) Il Presidente pertanto proclama che l’emendamento è approvato. --Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento, contrassegnato con il n. 509, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Adamo che lo illustra. Il consigliere Adamo così interviene: “Questo emendamento, Presidente, è di un importo modesto, però ha un valore che riteniamo simbolico per invertire una tendenza di questi anni, cioè di spendere molte delle risorse comunali nell’arredo urbano delle zone centrali lasciando in condizioni di difficoltà, se non di vero e proprio degrado, l’arredo urbano delle periferie, che sono le zone in cui vive la maggioranza dei cittadini milanesi. A prescindere dalla qualità del nostro arredo urbano, vorrei approfittare dell’occasione per chiedere chi sono i consulenti del nostro Vicesindaco, nonché Assessore, per esempio, che hanno ispirato Corso Lodi o altre realizzazioni di 31 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 questa Amministrazione in tema di arredo urbano che colpiscono il senso estetico e il senso della razionalità di molti dei presenti e di molti dei cittadini milanesi; il sassetto lacustre, per esempio, che imperversa ci inquieta, su cui in particolare le signore fanno fatica a camminare e scivolano (avremo sicuramente un aumento delle cause di richiesta di danni di scivolata sul sassetto), per non parlare della molteplicità, poliedrica e complessa, dell’archetto, per cui non si capisce perché a Milano ci sono le francesine dall’800 e non si può decidere che questo è un elemento di arredo urbano tutte le volte che c’è da chiudere una via o da sistemare un marciapiede eccetera. Quindi mettiamo un attimo da parte queste considerazioni che forse il Consiglio invece dovrebbe trovare un’occasione per discutere, ma almeno teniamo conto che queste ingenti risorse non vengano tutte finalizzate solo al centro o alle zone limitrofe del centro, ma si facciano interventi di decoro urbano anche in periferia. Magari li affidiamo alle zone, così otteniamo dei risultati migliori”. Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona. L’assessore Talamona così interviene: “Il parere della Giunta è negativo, soprattutto per quanto riguarda il prelievo, sia pur modesto, che viene proposto da una fonte di finanziamento per i servizi ‘urbanistica’ e ‘gestione del territorio’ che 32 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 sono stati diminuiti notevolmente nel Bilancio di Previsione proposto dalla Giunta”. Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo. Il consigliere Rizzo così interviene: “Io credo che l’emendamento che è stato proposto contiene due elementi di positività che meritano di essere valorizzati e non mortificati con una dichiarazione di negatività così secca ed immotivata, non nel senso della parola provocatoria, non motivata nel senso elettorale del termine, insomma. Il primo elemento è quello di richiedere acquisto di nuovi elementi di arredo urbano, a prescindere dalla collocazione, perché io penso che la nostra Città sia proprio carente di questa attenzione ed abbiamo avuto spesso il Presidente della Commissione che si è adoperato per richiamarci all’attenzione nei confronti di queste problematiche, talvolta anche (come dire) rischiando di apparire il propagandista per conto degli operatori del settore, quando abbiamo incontrato, non so, i Presidenti dell’associazione del legno o di altre materie, che sono venuti in Commissione per illustrare una serie di attività di arredo urbano che potevano essere effettuate. Quindi non cogliere l’importanza per la nostra Città di questi elementi di arredo urbano mi sembra assolutamente sbagliato. La seconda osservazione, positiva, è il richiedere che questa attenzione si sposti nelle periferie: noi sappiamo quanto pesi nelle 33 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 nostre periferie una situazione di progressivo degrado, nel senso letterale del termine, cioè un andare indietro della condizione della qualità delle periferie nella nostra Città. Utilizzare l’arredo urbano, cioè non grandiose operazioni, ma piccole operazioni che stimolino anche il senso civico dei cittadini è un’operazione a basso costo e di grande impatto. Spesso noi pensiamo alle periferie (quelle poche volte che facciamo delle proposte di intervento) come operazioni faraoniche che mettono in moto grandi denari e che però poi non si traducono in un miglioramento diffuso, a partire dalle piccole cose. Per esempio, io credo che se si moltiplicassero i soli e semplici cestini della spazzatura oppure ci fosse una presenza più articolata e intelligente di panchine e sedili, un’attrezzatura di alcune aree perché siano luoghi di ritrovo per i cittadini, questo automaticamente aumenterebbe la qualità di alcune aree, aumenterebbe in qualche modo anche l’amore dei cittadini nei confronti del proprio quartiere e stimolerebbe una sorta di vigilanza diffusa sul mantenimento qualitativo delle zone, che oggi non c’è, perché laddove c’è degrado si richiama degrado ed ognuno non è stimolato a migliorare la propria condizione se già di per sé l’area è tenuta in certe condizioni. Quindi l’investimento in arredo, in piccole cose, è un grande investimento dal punto di vista della qualità della vita nelle periferie. Io 34 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 credo che avremmo in quel caso gli anziani, i pensionati (quelli che fruiscono del territorio della periferia più di altri, perché stanno nei loro luoghi) che diventerebbero i primi custodi per conto dell’Amministrazione di quelle piccole operazioni di miglioramento che verrebbero indotte nelle diverse situazioni. Condivido l’osservazione del consigliere Adamo che questa potrebbe essere un’occasione anche di riqualificazione agli occhi dei cittadini del ruolo dei Consigli di Zona perché potremmo a loro affidare poi la decisione su dove e come investire ed anche il mantenimento della qualità di questi arredi. Quindi io sono assolutamente favorevole e ringrazio i Consiglieri che hanno formulato questo emendamento”. Il Presidente dà la parola al consigliere Occhi. Il consigliere Occhi così interviene: “Ringrazio il consigliere Adamo che ha illustrato così bene l’emendamento; mi pare che, appunto, questa sia una delle questioni che qui abbiamo affrontato sempre molto poco, ma che riempie pagine e pagine di giornali, il primo giornale della Città - o se non il primo, comunque (non vorrei offendere nessuno) uno fra i più autorevoli - non passa giorno che non dedichi paginoni alla questione dell’arredo urbano e al degrado che questa Città in questo campo ha raggiunto. 35 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Diceva bene il consigliere Adamo prima, cioè non solo non ci decidiamo sui “palettoni” che riempiono ancora l’insieme della Città, ma non abbiamo ancora capito qual è la colonnina che dovrebbe dissuadere le automobili sui marciapiedi, di che tipo la vogliamo usare: c’è l’archetto verniciato, c’è l’archetto in acciaio, c’è il pilone in acciaio, c’è il pilone in acciaio, c’è il pilone dell’800, c’è quell’altro piccolissimo che se gli dai un ‘fruc’ con un piede lo fai cadere, c’è quell’altro invece che è largo 20 centimetri, cioè qui sembra veramente che ogni zona faccia quello che gli pare. Non è così, purtroppo la palificazione continua, ed anche questo però è un elemento importante perché noi abbiamo votato in questo Consiglio una mozione che chiedeva al Vicesindaco De Corato di dirci il numero di pali raggiunto in questa Città. Questo studio non è ancora terminato e la conseguenza di questa richiesta avrebbe dovuto essere la depalificazione della Città, perché poi, appunto, non solo assistiamo ad un arredo urbano che non esiste e viene fatto in questo modo, ma anche i manufatti che vengono installati, dall’illuminazione al semaforo, dal palo dell’AMSA ad altri pali, di segnaletiche e quant’altro, si aggiungono uno all’altro con la conseguenza che alcuni marciapiedi sono impercorribili, non solo per i portatori di handicap, ma anche per le persone normodotate, con elementi veramente di pessimo gusto: abbiamo eliminato l’illuminazione da casa a casa con i cavi per, 36 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 appunto, introdurre il palo dappertutto a tappeto, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Quindi questo dell’arredo urbano, come dicevano i colleghi prima, è veramente un problema che non è soltanto, “estetico”, tra virgolette; spendiamo miliardi ed il rischio è di avere dei risultati pessimi, quindi c’è un problema di qualità dell’intervento, di decidere in maniera definitiva, anche zona per zona, però tenendo conto delle caratteristiche delle zone, se non vogliamo fare un modello Milano diffuso in tutta la Città, perché le caratteristiche possono anche mutare fra il centro storico propriamente o altre zone che hanno altre caratteristiche più moderne eccetera. È evidente che se si costruisce un quartiere nuovo alla Bicocca non pretendo che la colonnina lì sia quella dell’800, probabilmente avrà bisogno di altri tipi di interventi. Però decidiamo una volta per tutte qual è lo stile che Milano vuole adottare e poi cerchiamo di mantenerlo e cerchiamo soprattutto di qualificare anche le periferie, così come dice l’emendamento, rispetto a questo settore. Le periferie non possono rimanere soltanto il luogo in cui, come dire, si fa propaganda elettorale una volta ogni 4-5 anni, devono diventare il centro dell’attenzione della Amministrazione Comunale, perché noi crediamo che riportare al centro le periferie significa condurre in tutti i sensi una battaglia concreta perché le periferie 37 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 assumano un aspetto di vita decorosa ed accettabile per tutti, una qualità della vita che sia, appunto, alla portata di tutti e non soltanto di coloro che hanno le capacità economiche per poterselo permettere. In questo caso, peraltro, le capacità economiche sono dell’Amministrazione pubblica e quindi come tale bisognerebbe lavorare affinché la distribuzione anche del bilancio venga fatta tenendo conto degli abitanti che ogni singola zona ha. Perciò se facciamo una proporzione delle spese che il Comune di Milano fa nella zona centrale ci accorgiamo che, proporzionato agli abitanti che ha la zona centro – mi pare che hanno fatto questo studio l’anno scorso -, è neanche la metà di investimento che viene fatto nell’insieme delle periferie. Quindi significa che esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Riconosciamo al centro storico un valore generale indubbio, turistico e quant’altro, che può quindi richiamare un investimento anche maggiore, però ciò non toglie che questa sproporzione grida vendetta perché, appunto, le periferie vengono dimenticate da chi amministra questa Città oggi. Quindi riteniamo che questo emendamento, seppur modesto, sia un segnale nella direzione giusta e che quindi chiediamo al Consiglio di approvare”. Il Presidente dà la parola al consigliere Cormio. Il consigliere Cormio così interviene: “L’emendamento in questione mi consente di riferirmi ad un argomento che può recuperare, una volta tanto, una questione estetica 38 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 positiva, visto che proprio ieri in questo Consiglio si è discusso per parecchio tanto sull’opportunità o la non opportunità di esporre quello che è stato esposto in Piazza XXIV Maggio e comunque molto spesso ci troviamo nella nostra Città e anche sui giornali a dover soprattutto assistere e parlare di elementi negativi, comunque il brutto viene soprattutto enfatizzato, mentre invece il discorso dell’arredo urbano può richiamare un rilancio di quello che è l’aspetto estetico della Città, quindi un discorso più legato alla bellezza. Quindi io mi associo a quelli che sono gli interventi fatti dai colleghi in precedenza, soprattutto per quanto concerne l’aspetto di riprendere in mano questa materia in modo più complessivo, quindi stabilire tutta una serie di criteri, coordinare gli interventi e le installazioni dei manufatti che vengono svolti anche da aziende che lavorano nella nostra Città (pensiamo all’ATM per quanto riguarda il discorso delle fermate; pensiamo all’AMSA per quanto riguarda tutta la partita della raccolta dei rifiuti). Quindi ci vuole un disegno complessivo che sappia raccogliere un po’ tutta questa materia, sapendo quindi coniugare quello che è l’aspetto estetico con la funzionalità. Per quanto riguarda invece l’aspetto toccato dai colleghi, quello di potenziare – credo che l’obiettivo di questo emendamento sia questo quelli che sono questi elementi di aspetto estetico nelle periferie, sicuramente questo non può che trovarci d’accordo, proprio perché, 39 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 come è stato detto in precedenza, soprattutto attraverso, magari, l’arricchimento con piccoli elementi, anche questo può contribuire al rilancio di un quartiere, alla rivitalizzazione di una strada. Toccherei anche l’aspetto che è stato posto su quella che potrebbe essere una competenza da affidare ai Consigli di Zona proprio perché i Consigli di Zona sono stati oggetto recentemente di una proposta di nuovo regolamento che è stata presentata dall’Assessore competente e che ha visto, come sappiamo, una reazione totalmente negativa delle nuove zone a quella proposta, probabilmente proprio perché, forse, era ancora troppo povera di funzioni che possono essere attribuite a questi Consigli di Zona e l’elemento dell’arredo urbano potrebbe essere uno degli aspetti che potrebbe essere prerogativa dei poteri da concedere ai Consigli di Zona, valorizzando quindi un aspetto di quest’istituzione che può essere proprio data dalla vicinanza al territorio che i Consiglieri di Zona hanno e quindi, in qualche misura, possono essere magari più capaci di interpretare il bisogno e anche la necessità di qualcosa di più grave da questo punto di vista. Pertanto, per queste ragioni, il nostro Gruppo sosterrà l’approvazione di questo emendamento”. Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il n. 509, precedentemente indicato. 40 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 45 consiglieri, come da documento n. 3, che si allega. Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito: Presenti n. 45 Votanti n. 45 Voti favorevoli n. 15 Voti contrari n. 30 Il Presidente pertanto proclama che l’emendamento è respinto. --Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento, contrassegnato con il n. 494, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Occhi affinché lo illustri. Il consigliere Occhi così interviene: “Grazie, Presidente. Io non so se la sensibilità della Giunta e di questo Consiglio porterà all’approvazione di questo emendamento; se non fosse così sarebbe grave nel senso che questo emendamento chiede… Beh, vedo che c’è un subemendamento quindi devo dedurre che la cosa è accettata, c’è l’accordo”. (Intervento fuori microfono del consigliere Masseroli) Il consigliere Occhi così riprende: “Ma sì, vedo un subemendamento quindi do per scontato che, appunto, anche la Maggioranza…”. 41 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 (Intervento fuori microfono del consigliere Masseroli) Il consigliere Occhi così riprende: “Vedo che, tra l’altro, il subemendamento cambia soltanto la fonte di prelievo, quindi devo dedurre che sull’aumento delle spese per gli interventi fitosanitari relativamente al problema dell’AIDS ha trovato…”. (Intervento fuori microfono del consigliere Fiano) Il consigliere Occhi così riprende: “Non i DS, i DS avrebbero bisogno di ben altro per essere recuperati dal punto di vista clinico, cioè una cura per la quale non basta sicuramente questo investimento. (Intervento fuori microfono del consigliere Fiano) Il consigliere Occhi così riprende: “A parte la battuta, credo che questo sia un problema veramente importante. La nostra Città purtroppo è fra le Città maggiormente esposte su questo fronte e negli ultimi anni ha, come dire, diminuito la sua capacità di intervento e di protezione sociale rispetto a questo problema enorme. Sembra che ci siamo dimenticati che il problema esiste, l’abbiamo quasi rimosso, ci siamo illusi per un periodo che la cosa potesse essere contenuta o, meglio, relegata, ghettizzata in alcuni strati particolari della società che, tutto sommato, potevano essere, fra virgolette, scaricati. Credo che invece le questioni oggettive che sono sotto gli occhi di tutti siano ben diverse e che questo è un problema che 42 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 non può essere affrontato o non affrontato con ideologia e atteggiamento di sufficienza, ma ha ben altre oggettivazioni. Quindi l’idea che il Consiglio Comunale possa aumentare, anche se per una cifra tutto sommato modesta, lo stanziamento rispetto a questo settore, lo riteniamo importante, un segnale preciso di presa di coscienza del Consiglio rispetto alla gravità di questa situazione”. Il Presidente comunica che all’emendamento n. 494 è stato presentato un subemendamento a firma del consigliere Masseroli ed altri, contrassegnato con il n. 1, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Masseroli per l’illustrazione. Il consigliere Masseroli così interviene: “Sarò sintetico: il codice d’intervento del prelievo è dal 1090103 al 1010203”. Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona. L’assessore Talamona così interviene: “Il parere è favorevole, si tratta di far capo alle spese telefoniche”. Il Presidente pone in votazione il subemendamento all’emendamento n. 494, a firma del consigliere Masseroli ed altri, contrassegnato con il n. 1, precedentemente indicato. Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 39 consiglieri, come da documento n. 4, che si allega. Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito: 43 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Presenti n. 39 Astenuti n. Votanti n. 36 Voti favorevoli n. 36 Il Presidente 3 (Martinelli, Occhi, Tenconi) pertanto proclama che il subemendamento n. 1 l’emendamento n. 494 è approvato. --Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il n. 494, nel testo risultante dal subemendamento testè approvato, che si allega. Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 37 consiglieri, come da documento n. 5, che si allega. Al riscontro dei voti, risulta approvato all’unanimità. Il Presidente ne fa la proclamazione. --Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento, contrassegnato con il n. 322, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Fanzago affinché lo illustri. Il consigliere Fanzago così interviene: “Grazie, Presidente. L’argomento indicato in questo emendamento va a toccare due emergenze: l’emergenza dell’abitare e la protezione sociale della fascia della popolazione anziana che vive in Città. Qui si 44 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 tratta di integrare una spesa assolutamente irrisoria, il Comune di Milano ha previsto ben 60 mila euro per questo intervento, gli alloggi protetti, sappiamo bene quali siano le difficoltà in Città rispetto al problema dell’abitare e sappiamo bene quale sia la stessa difficoltà rispetto ad un intervento di protezione sociale quale può essere garantita da questo intervento. Si tratta di realizzare una serie di proposte abitative che vanno, appunto, denominate come ‘alloggi protetti’ per questa categoria di persone. Crediamo che sia necessario, oramai indispensabile, differenziare gli interventi, che non si possa più rispondere a questo bisogno di assistenza e di residenzialità soltanto con un’unica unità d’offerta che è quella delle RSA, cioè degli istituti di ricovero; poteva essere valido nell’800 o i primi del ’900, siamo ormai in un secolo diverso, nel 2004 e credo che il Comune di Milano non possa più esimersi dall’investire in termini di risposta anche in questi progetti innovativi. Stanziare solo 60 mila euro per questo intervento vuol dire coprire le spese delle due impiegate che si stanno occupando, nei Servizi Sociali, di mantenere quello che c’è, cioè il nulla. Sappiamo benissimo che a Piazzale Dateo era previsto un intervento di questo tipo, però non sappiamo se Piazzale Dateo verrà venduto, non sappiamo se questi alloggi che erano stati pagati con i soldi dei contribuenti verranno poi messi a disposizione di questa fascia della popolazione di Milano; crediamo che invece si debba investire in 45 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 questo ambito e crediamo che fare questa proposta all’interno del Bilancio del Comune di Milano (cioè togliere circa 200 mila euro dalla tutela degli animali sul territorio comunale per dedicare queste risorse ad un intervento in favore di questa popolazione) sia una scelta importante e non rinviabile o da non prendere in considerazione. Ho detto prima che è necessario differenziare le risposte; crediamo che, come è stato fatto precedentemente con l’assistenza domiciliare piuttosto che con le comunità alloggio, anche questa risposta debba essere potenziata e quindi sottoponiamo all’attenzione del Consiglio Comunale questo tipo di intervento e questa proposta”. Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona. L’assessore Talamona così interviene: “Avendo a disposizione solo un Sì o un No, ho sentito dire ‘parere positivo’, ma devo smentire. Parere negativo”. Il Presidente dà la parola al consigliere Tenconi. Il consigliere Tenconi così interviene: “Sarò estremamente sintetico. Io sono a favore di questo intervento che riguarda bisogni essenziali visibili e verificabili tutti i giorni. Sono a favore degli esseri umani nel confronto con gli animali, io sono un umanista e mi contrappongo agli oltranzisti animalisti che in questo Consiglio almeno hanno due esponenti. Quindi ritengo che gli esseri umani abbiano il diritto di prelazione nei confronti degli animali”. 46 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo. Il consigliere Adamo così interviene: “Presidente e Assessore, vorrei motivare il perché abbiamo firmato questo emendamento che si riferisce agli alloggi protetti. Già il consigliere Fanzago illustrava la duplice finalità di dare un contributo al problema degli alloggi e, in particolare, però di occuparsi di categorie di particolare difficoltà. Quando in quest’aula abbiamo dibattuto gli emendamenti per gli anziani, sia riferiti all’assistenza domiciliare che ai centri diurni, abbiamo già sottolineato il fatto che una pluralità di interventi per gli anziani deve prevedere un ventaglio di offerte che vanno, appunto, dal mantenere l’anziano nella sua casa attraverso l’assistenza domiciliare, meglio se integrata, al ricovero. All’interno di questi due che potremmo considerare dei momenti limite (l’anziano che incomincia ad avere qualche problema e l’anziano che è totalmente non autosufficiente, che quindi ha bisogno di ricovero), un intervento socialmente di qualità è un intervento che sviluppa un ventaglio di offerte di tipo territoriale, tra cui le forme di alloggio protetto che, come ho già avuto modo di ricordare a quest’Aula, sono forme particolarmente diffuse in altri Paesi europei, in altre grandi Città europee e, mi dicono, anche in Emilia. Il nostro Consigliere emiliano che è qui in prestito - dice che anche l’Emilia ha realizzato cose di questo genere. Senza, come dire, 47 pensare ancora, anche se Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 bisognerebbe programmarlo, a delle residenze vere e proprie di tipo integrato con particolari categorie di utenti, con i servizi in comune, cioè le cose un po’ più avanzate che possiamo andare a vedere in altri territori, però anche la semplice riserva di alcuni piccoli appartamenti in diverse realtà sarebbe già un passo in avanti. Milano fa ancora troppo poco in questa direzione; come hanno già detto altri, è un emendamento limitato nella spesa, ma anche qui si tratta di incominciare a segnare un’inversione di tendenza”. Il Presidente dà la parola al consigliere Occhi. Il consigliere Occhi così interviene: “Presidente, come le dicevo prima, non è semplicemente una battuta, io sono nato in un piccolo paesino dell’Appennino di Parma e al mio paese stanno costruendo - naturalmente la Giunta è di Centrosinistra, più Rifondazione Comunista – ed è quasi terminata una struttura di alloggi protetti per anziani, oltre naturalmente ad altre attività che a questo fine il Comune dedica. E’ un consorzio di più Comuni, perché il Comune di per sé non avrebbe questa potenzialità economica da solo, quindi in collaborazione con almeno quattro Comuni della Comunità Montana hanno fatto questa struttura. Guardo il Consigliere, nonché Vicepresidente prossimo della Provincia, perché ricordo che il Sindaco è dello stesso partito di Mattioli, quindi qui la cosa si potrebbe dilungare nei ricordi d’infanzia visto che 48 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 siamo cresciuti insieme. Questo è per dire che vi sono luoghi e situazioni in cui l’attenzione rispetto agli anziani è reale e vi è la possibilità economica e sociale per risolvere una serie di problemi. A Milano sembra che questo problema non esista, non abbiamo nessuna capacità programmatoria di spesa che tenga conto appunto dello stato in cui i nostri anziani si trovano. Devo dire, peraltro, che se è positivo l’emendamento relativamente a questo capitolo di Bilancio, non lo è altrettanto il paragrafo dove abbiamo suggerito di prendere i soldi. Io ho firmato questo emendamento, ma devo dire che sono assolutamente contrario che questo emendamento mantenga la fonte di prelievo che è stata indicata nell’emendamento. Ringrazio il consigliere Tenconi che me l’ha fatto notare; io invece credo che questa Città debba dedicare assolutamente molto di più in termini economici alla tutela anche degli animali che sono presenti sul nostro territorio. Quindi credo che sia stato sbagliato proporre l’emendamento in questo modo contrapponendo i bisogni dei nostri anziani con i bisogni, tra virgolette, degli animali che in questa nostra Città sono altrettanto maltrattati. Quindi contrapporre questi due bisogni non mi sembra… cioè non siamo, come dire, in un paese del Terzo Mondo in cui bisogna scegliere o la vita o la morte, quindi la vita di un animale per mantenere un uomo. Qui non siamo in queste condizioni, abbiamo le condizioni economiche per 49 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 avere un intervento equilibrato in entrambi i settori che qui vengono proposti”. Il Presidente dà la parola al consigliere Spirolazzi. Il consigliere Spirolazzi così interviene: “Io ho ascoltato attentamente il dibattito e probabilmente la fonte di prelievo poteva essere messa in discussione; penso anch’io che magari si poteva trovare una fonte di prelievo diversa, però mi hanno colpito molto le cifre evidenziate dal collega Fanzago. Cioè per tutta Milano è stato previsto, anche per il 2004, uno stanziamento di solo 60 mila euro per gli alloggi protetti e questa è una cifra assolutamente irrisoria che probabilmente serve solo per coprire le spese correnti, ma non per fare nessun tipo di intervento di questo genere. Allora, spreco per spreco, sarebbe stato più coerente dire che il Comune di Milano non è capace di mettere in atto una politica degli anziani che vada a fronteggiare questi problemi anche con gli alloggi protetti e pertanto non destina neanche una lira, perché mettere lì 60 mila euro vuol dire neanche mettere a disposizione una piccola risorsa, vuol dire mettere a disposizione zero. L’emendamento aveva la finalità di denunciare come una Città come Milano, che si ritiene all’avanguardia su tante cose, sulle politiche agli anziani invece, nella fattispecie per quanto riguarda gli alloggi protetti, non fa assolutamente nulla, tanto che destina le briciole delle briciole. Se si vuole fare un paragone, si destinano più soldi per 50 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 un’attività comunque giusta e doverosa, ma per questo tipo di attività il Comune di Milano non è in grado di attuare nessuna politica sociale”. Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo. Il consigliere Rizzo così interviene: “Io partirei, Signor Presidente, da queste ultime osservazioni del collega che ha ripreso le cose che ha detto il consigliere Fanzago, cioè che ci sarebbero soltanto 60 mila euro destinati a questo; mi auguro, questo, nelle spese correnti e che il resto sia nelle spese in conto capitale perché altrimenti la cosa sarebbe assolutamente drammatica, non costruiremmo neanche un box, probabilmente, con 60 mila euro. Intanto non vorrei che gli anziani li ricoverassimo nei box, ma comunque mi sembra che ci dovrebbe essere una risposta che in qualche modo risolvesse questo dubbio che altrimenti, francamente, è di difficile accettazione. Io, ora che sono (per così dire) libero da alcuni obblighi di deontologia politica, diciamo, di dover difendere, quando rappresentavo in questo Consiglio i Verdi, anche la tutela degli animali, sono libero di dire una mia convinzione che è quella che sarei lieto… beata la Città nella quale non si devono contrapporre queste questioni, non so se Milano sia ancora in questo stato perché, ripeto fino alla noia, noi non abbiamo fatto una scala di priorità dove si mettono in ordine dove investiamo i nostri denari. Per cui io condivido l’osservazione che se si trovano altre risorse è bene ricercarle in altri luoghi; se si decide 51 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 invece di trovarle in questa forma, mi auguro che il taglio non sia negli interventi a tutela degli animali, ma sia a tutela degli studi perché spesso il lavoro di tutela degli animali si ridetermina - per esperienza mia - in tantissimi studi commissionati per affrontare il problema della tutela degli animali in Città, che non vuol dire difendere gli animali in Città, vuol dire dare da lavorare a qualche umano che si occupa di queste questioni. Per cui io sono d’accordo, togliamolo da qui, però capiamo anche che qualche ragionamento su come vengono spesi i denari nel settore ‘tutela degli animali’ bisognerebbe pur farlo; tutte le spese e il tempo che abbiamo destinato al canile, che ancora non c’è, dobbiamo anche tenerlo nella dovuta considerazione. Ma non vorrei fare questa contrapposizione. Direi che se ci sono altre fonti di reperimento, facciamolo ben volentieri, sostituiamo questa voce, peraltro io non ho ancora firmato questo emendamento per cui non ho neanche la responsabilità di queste considerazioni, a me preme dire che gli alloggi protetti sono una soluzione moderna ad un problema, come quello degli anziani, che non vogliamo vengano condannati alla solitudine o alla condizione intristita delle strutture, diciamo, di ricovero ordinarie, è una soluzione nuova, originale – ‘nuova’ per modo di dire –, cioè, voglio dire, con la concezione nuova ed originale che è quella di dire: gli anziani devono avere la loro privacy, la loro possibilità di svolgere e 52 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 continuare la loro vita il più possibile paragonabile a quella che hanno vissuto negli anni precedenti, e bisogna offrir loro però gli strumenti collettivi ed anche di socializzazione, nei quali alcune funzioni che loro non potrebbero più svolgere possono essere svolte in modo collettivo. Questa è l’interpretazione che do io agli alloggi protetti e penso che questa sia una soluzione giusta, non il classico Pio Albergo Trivulzio ma delle soluzioni nelle quali si ricostituiscono famiglie, solidarietà, socialità tra anziani in un ambiente decoroso, decente, nel quale si possano sviluppare ancora relazioni. Io credo che questa sia la scelta del futuro, mi auguro che venga accolto questo discorso e sarei curioso di sapere se questa cifra, come io voglio credere, è solo di spesa corrente, quanto in spese di investimento, cioè in spese in conto capitale, c’è per realizzare questi alloggi protetti”. Entra in aula il consigliere Tinelli: i presenti sono, pertanto, 52. Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il n. 322, precedentemente indicato. Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 43 consiglieri, come da documento n. 6, che si allega. Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito: Presenti n. 43 53 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Votanti n. 43 Voti favorevoli n. 19 Voti contrari n. 24 Il Presidente pertanto proclama che l’emendamento è respinto. --Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento, contrassegnato con il n. 265, che si allega. Escono dall’aula i consiglieri Mattioli, Ciccioni, Gilardelli: i presenti sono, pertanto, 49. Il Presidente dà la parola al consigliere Cormio affinché illustri l’emendamento. Il consigliere Cormio così interviene: “L’emendamento n. 265 tratta la materia molto delicata che è quella delle vacanze per soggetti disabili. Questa certamente è un’altra delle tante attività molto importanti per questa fascia di popolazione, ne abbiamo già parlato anche lo scorso anno perché presenta una duplice valenza, questa attività: da un lato rappresenta un ulteriore momento educativo per i ragazzi che vivono queste vacanze perché possono vivere dei momenti lontano dalla famiglia nei quali svolgere tutta una serie di attività ricreative che possono servire, appunto, ad una maturazione migliore della loro persona; quindi diciamo che è un’attività che va a completare le attività che vengono svolte normalmente 54 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 durante la stagione normale, insomma. Il secondo aspetto è relativo invece al sollievo che questi soggiorni hanno indirettamente sulle famiglie, perché le famiglie che hanno – ahimè - la sfortuna di avere persone con gravi problemi di disabilità, chiaramente si trovano a vivere una pressione, una tensione nervosa, uno stress per la fatica di accudire e seguire queste persone che necessita molto spesso, appunto, di qualche periodo (chiamiamolo così) di relax, di stacco. Quindi il fatto che ci siano questi soggiorni consente alle famiglie di avere la possibilità di riposarsi un attimo per riprendere poi, evidentemente, la normale attività. Negli ultimi anni dobbiamo segnalare che questa tipologia d’attività risulta essere una fra quelle maggiormente sacrificate da parte dell’Assessorato alle Politiche Sociali. Ricordo che anche l’anno scorso si era rimediato in extremis perché appunto dall’anno scorso la voce ‘vacanza’ era stata completamente azzerata, cioè dai 400 mila euro normalmente investiti si era passati a zero. Quindi l’anno scorso si era in qualche modo rimediato in extremis; anche quest’anno probabilmente arriveremo a rimediare in extremis e si arriva a questo stato anche perché normalmente avviene la protesta delle famiglie che sono costrette spesso e volentieri ad organizzarsi, a costituire delegazioni, a fare addirittura – com’è successo qualche mese fa - un presidio sotto gli uffici dell’Assessorato in Largo Treves. 55 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Quindi io credo che su questa materia, se si continuerà su questa strada, sicuramente la nostra Amministrazione non dà un’immagine di grande attenzione ai problemi di questa fascia di popolazione che è probabilmente una fascia di popolazione, dal punto di vista numerico, fortunatamente ancora non rilevante, come magari possono essere i cittadini molto anziani della nostra Città, però sicuramente sono un carico ed una presenza che un’Amministrazione sensibile, attenta deve sicuramente tenere in considerazione. Ecco, pertanto, il fatto per il quale noi abbiamo ritenuto opportuno presentare questo emendamento che, con la cifra di 400 mila euro, vuole proprio reintegrare completamente il budget che normalmente viene destinato per questo tipo di attività. Tra l’altro sappiamo che i notevoli ritardi con cui, appunto, da un paio d’anni a questa parte viene gestita questa faccenda comportano anche difficoltà all’AIAS, all’Associazione Italiana Assistenza agli Spastici, che normalmente cura questo tipo di attività, nel senso che è quell’associazione che per conto dell’Amministrazione Comunale organizza tutto il servizio, predispone gli opuscoli informativi per le famiglie che così possono scegliere le diverse opportunità che vengono offerte per andare in vacanza, organizza anche tutto l’aspetto di quelli che dovranno essere poi gli operatori che seguiranno i ragazzi durante i loro soggiorni. Questi ritardi non facilitano il lavoro di questa associazione, quindi noi ci auguriamo che questa 56 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 volta l’emendamento venga accolto, però per il futuro è auspicabile che la cosa non si ripeta perché effettivamente questa è un’attività troppo importante per non essere realizzata”. Il Presidente comunica che all’emendamento n. 265 è stato presentato un subemendamento a firma del consigliere Masseroli ed altri, contrassegnato con il n. 1, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Masseroli affinchè lo illustri. Il consigliere Masseroli così interviene: “Sì, Presidente. Il codice di prelievo da 1090103 diventa 1010203 e l’importo da 400 mila a 150 mila”. Entra in aula il consigliere Bossi Emilia Moratti: i presenti sono, pertanto, 50. Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona. L’assessore Talamona così interviene: “Vorrei precisare, a proposito dell’emendamento precedente, sulle residenze protette per anziani, che si trattava e si tratta effettivamente di spesa corrente, non di investimenti. Sull’emendamento 265 il parere della Giunta è favorevole, cioè 150 mila euro a carico delle spese telefoniche”. Il Presidente dà la parola al consigliere Molteni. Il consigliere Molteni così interviene: 57 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 “Signor Presidente, mi fa piacere che ci si ricordi di questo capitolo di Bilancio, cioè il capitolo relativo al soggiorno di vacanza per persone disabili in località climatiche, capitolo che era stato fortemente voluto nella passata consiliatura dalla sottoscritta in rappresentanza appunto della Lega Nord ed era per quello che era stato introdotto come voce nel Bilancio. Mi fa piacere che la Sinistra oggi caldeggi questo capitolo quando allora, in aula, in questo Consiglio si erano sollevate certe discussioni. Questo è quanto, quindi non posso far altro che essere favorevole, ovviamente, alla proposta di incrementarla come voce di spesa”. Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo. Il consigliere Adamo così interviene: “Questo emendamento credo rivesta un’importanza particolare perché la questione delle vacanze delle persone disabili, dell’intervento del Comune naturalmente rivolto a situazioni particolari ed anche a particolari fasce d’utenza, è stato uno dei pezzi di storia dei servizi per disabili di Milano che credo per primo innovò dando anche questo tipo di servizio, aiutato all’epoca anche dalla possibilità di avere le proprie case di vacanza che, in alcuni periodi dell’anno venivano messe a disposizione, poi ampliando anche questo intervento con alberghi e realtà convenzionate, infine anche con buoni che le famiglie potevano utilizzare. L’anno scorso questa voce è stata una voce tagliata, con 58 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 grave disagio delle famiglie, ed io non vorrei fare del facile pietismo, ma vi prego di credere - e molti dei colleghi lo sanno perché frequentano associazioni (se non hanno problemi personali o di parenti o amici) di genitori che hanno figli, anche in età adulta, non assolutamente autosufficienti per gravi disabilità, che cosa vuol dire per queste famiglie quando i servizi diurni sospendono per la lunga pausa estiva, come è giusto che sia, e queste famiglie hanno il problema di due mesi da occupare a tempo pieno con queste persone. E’ una questione anche di igiene mentale per loro, molte volte si sentono dei commenti non simpatici da parte di qualcuno che teorizza: ‘Dai, non è mica un problema nostro, è un problema loro, sono figli loro’, e cose di questo genere. Se vogliamo che queste famiglie siano effettivamente quel soggetto dello stato sociale, come dice qualcuno, a me non piace questa espressione, ma siano in grado di essere davvero a disposizione dei cittadini disabili, devono avere quel minimo di sollievo che permette loro di rigenerarsi almeno 15 giorni all’anno o perché possono fare un po’ di ferie anche loro per conto loro, perché continuano a lavorare, ma non hanno l’ansia di coprire le 24 ore su 24 per due mesi di fila, un’ansia molto pesante da reggere, come ci testimoniano dopo che hanno anche avuto modo di vedere il servizio tagliato l’anno scorso”. Il Presidente dà la parola al consigliere Fanzago. 59 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Il consigliere Fanzago così interviene: “E’ singolare che salti fuori che questo intervento non esisteva ed è stato introdotto grazie dalla Lega, perché è da anni che AIAS, in convenzione con il Comune di Milano, ha sempre fatto questo tipo di servizio. Magari i Consiglieri della Lega informino i loro colleghi regionali che stamattina i genitori dei ragazzi del CSE hanno manifestato davanti al Palazzo Pirelli perché la Regione Lombardia ha deciso di togliere loro le tessere che utilizzavano per i trasporti ATM; magari, se la Lega informa i colleghi della Regione, si può fare un’azione congiunta di pressione affinché il Presidente Formigoni ripristini questo servizio che inspiegabilmente è stato tolto alle persone disabili che hanno disabilità psichiche e motorie, ma è stato lasciato a coloro che hanno disturbi sensoriali, inspiegabilmente. Ad ogni modo, volevo sottoporre all’attenzione dei Consiglieri di Maggioranza che questo intervento, che è stato introdotto Centrodestra, nei quest’anno sogni, ha appunto, visto un delle bello Maggioranze zero rispetto di al finanziamento, cioè non è stato previsto nessuno stanziamento. Quello che abbiamo temuto l’anno scorso si è avverato quest’anno, cioè che il Comune si è ritratto rispetto a questa responsabilità perché forse non ha considerato urgente o comunque indispensabile questo intervento. Io credo che questo intervento serva sostanzialmente a due piccoli obiettivi: un primo obiettivo è quello della qualità della vita di 60 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 queste persone. Ora, non crediamo che una persona, perché disabile, non abbia diritto ad una qualità della vita come i normodotati: anche a loro piace andare in vacanza, dovete rendervi conto di questa cosa, anche loro hanno la capacità di costruire relazioni amicali in questi periodi di vacanza e soprattutto, come ha detto il collega Cormio, questo intervento garantisce soprattutto alle famiglie di questi ragazzi la possibilità di tirare il fiato, così come viene detto, cioè di garantire a queste famiglie un periodo di sollievo rispetto al lavoro di cura che pazientemente e in modo continuativo queste famiglie garantiscono ai loro figli. Credo che il Comune di Milano con questa scelta abbia fatto una scelta incredibile, non capisco come sia stato possibile da parte dell’Amministrazione Comunale non garantire nessuno stanziamento rispetto a questo intervento; so che l’Assessore poi è intervenuto di corsa, in ritardo, perché l’AIAS non potrà, naturalmente in questo breve tempo, organizzare il servizio come ha sempre organizzato dal mese di ottobre dell’anno precedente, quindi non sappiamo quale tipo di intervento verrà garantito, certo è che si creano così le premesse per poter poi definitivamente andare a chiudere questo intervento da parte del Comune di Milano. E’ stato presentato un emendamento di riduzione a 150 mila euro; io spero che questo stanziamento possa soddisfare le reali esigenze di 61 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 questo servizio, non ne sono certo, credo che comunque questo tipo di emendamento farà in modo che l’anno prossimo l’Amministrazione Comunale sia più attenta e forse più sensibile anche rispetto a queste esigenze”. Entra in aula il consigliere Farina; ne escono i consiglieri Liva e Pennisi: i presenti sono, pertanto, 49. Il Presidente pone in votazione il subemendamento all’emendamento n. 265, a firma del consigliere Masseroli ed altri, contrassegnato con il n. 1, precedentemente indicato. Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 43 consiglieri, come da documento n. 7, che si allega. Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito: Presenti n. 43 Astenuti n. 14 (Adamo, Antoniazzi, Bossi Emilia Moratti, Carlino, Colombo, Cormio, Fanzago, Fiano, Martinelli, Molinaro, Ottolenghi, Rizzo, Spirolazzi, Ugliano) Votanti n. 29 Voti favorevoli n. 29 62 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 Il Presidente pertanto proclama che il subemendamento n. 1 all’emendamento n. 265 è approvato. --Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il n. 265, nel testo risultante dal subemendamento testè approvato, che si allega. Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato alla votazione n. 44 consiglieri, come da documento n. 8, che si allega. Il Presidente ne fa la proclamazione. --Entrano in aula gli assessori Predolin e Zampaglione. Partecipa il Segretario Generale Dr. Giuseppe Albanese Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento, contrassegnato con il n. 413, che si allega. Dà indi la parola al consigliere Martinelli affinché lo illustri. Il consigliere Martinelli così interviene: “Con questo emendamento si chiede di incrementare la disponibilità dell’Amministrazione Comunale per l’acquisto di opere d’arte da inserire nelle raccolte civiche. Il motivo sostanziale è che sappiamo che in questo momento c’è il progetto di costruire il museo dell’arte del Novecento a Milano mettendo insieme…”. 63 Seduta consiliare dell’11 maggio 2004 (NdS, A questo punto il microfono del consigliere Martinelli, pur rimanendo acceso, non funziona). Il Presidente così interviene: “Mi spiegate che cosa succede, per favore? E’ possibile fare parlare il consigliere Martinelli, anche se non dal suo posto, da un posto che si riesce a sentire, visto che sembra che sia così difficoltoso far funzionare questi aggeggi?” (NdS, A questo punto il consigliere Martinelli cambia microfono, ma non si sente ugualmente nulla). Il Presidente così interviene: “Consigliere Martinelli, non si sente. Allora o riusciamo a far parlare il consigliere Martinelli o chiudo la seduta; è possibile far parlare da qualche parte il consigliere Martinelli, visto che non è possibile di là?”. (Interventi fuori microfono) Il Presidente così interviene: “La seduta è sospesa per mezz’ora in attesa che mettano a posto il sistema”. Il Presidente sospende la seduta per qualche minuto. Sono le ore 19,13. Alle ore 19,25 il Presidente dichiara ufficialmente che la seduta è chiusa. 64