Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
NOTA
BENE:
Gli
allegati
relativi
al
presente
verbale
sono
depositati nel verbale della seduta consiliare del 17.5.2004
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DELL’11 MAGGIO 2004
Presiede Marilena Adamo – Consigliere designato
Partecipa il Vicesegretario Generale Dr.ssa Maria Giuliana Ferrari
------Il Presidente dispone si proceda con interventi ai sensi dell’art. 21 del
Regolamento
di
organizzazione
e
funzionamento
del
Consiglio
comunale.
Indi dà la parola al consigliere Di Martino.
Il consigliere Di Martino così interviene:
“Io intervengo per chiedere lumi al Settore Demanio, quindi
all’assessore Pagliarini, in riferimento ad una delibera che dovrebbe
andare in Giunta nelle prossime settimane, riferita ad una servitù di
passaggio
chiesta
dalla
sinagoga
di
Milano
all’Amministrazione
Comunale. In pratica la sinagoga necessita di un’uscita di sicurezza
ulteriore e ha chiesto all’Amministrazione Comunale, che è confinante
con la sinagoga nella parte, diciamo, posteriore della sinagoga con la
Casa del Mutilato, di aprire questa porta nel nostro muro, nella nostra
proprietà per consentire, in caso di necessità, una via di fuga ulteriore.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Io sono naturalmente d’accordo che si conceda questa cosa, però
ritengo che la delibera vada scritta in modo corretto e si vadano a
salvaguardare anche gli interessi sia dell’Amministrazione che di coloro
che sono all’interno della Casa del Mutilato, che sono nello specifico
l’Associazione Mutilati Invalidi, gli uffici giudiziari ed altre associazioni,
in quanto i responsabili della sicurezza della sinagoga avrebbero
addirittura chiesto di lasciare sempre aperto il cancello attuale carraio
della Casa del Mutilato, cosa che non è possibile perché di notte la
gente andrebbe dentro la Casa del Mutilato, nel cortile, e ci sarebbero
appunto problemi a questo punto di sicurezza per gli uffici giudiziari e
per le associazioni che sono ospitate in questo palazzo.
Quindi chiedevo al Settore Demanio di verificare tutte queste
situazioni ed eventualmente di concedere, passando all’interno del
cortile della Casa del Mutilato, un’uscita preferenziale, un’uscita
apposita per la sinagoga su via Freguglia, quindi creando un corridoio
all’interno del cortile, del giardino della Casa del Mutilato, creando un
cancelletto che appositamente conceda l’uscita alla sinagoga su via
Freguglia. Perché se dovessimo lasciare aperto il cancello carrabile che,
tra l’altro, l’Amministrazione stava già sistemando con un cancello
elettrico (adesso questi lavori sono stati bloccati e questo cancello deve
restare aperto), a questo punto mi domando se la sicurezza della
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
sinagoga, che dobbiamo comunque garantire, deve far venire meno
degli aspetti di sicurezza che riguardano un palazzo di nostra proprietà.
Allora, a questo punto, proprio per garantire tutti, chiedevo agli
Uffici del Demanio che si sono apprestati a predisporre questa
autorizzazione e quindi a concedere una servitù, perché diventa poi, di
fatto, una servitù di passaggio, che tra l’altro va anche a togliere i posti
auto per le persone handicappate all’interno della Casa del Mutilato,
quindi dovremmo predisporre altri posti, quindi crea un po’ di problemi
anche all’interno della struttura, quindi cercare di equilibrare, e di
bilanciare la sicurezza della sinagoga con la sicurezza della struttura che
concede la servitù di passaggio. Ecco, io lo dico in modo preventivo
perché so che questa delibera non è ancora arrivata neanche alla
Segreteria Generale, quindi chiedo che il mio intervento, proprio
nell’interesse della sicurezza di tutti, vada mandato all’assessore
Pagliarini e all’Ingegner Maranini, che è il Direttore del Settore, perché
mettano a punto la delibera a che non si creino problemi.
Poi, proprio per il signor verbale, sempre riferito al Settore
Demanio, oggi so che in Giunta si è parlato della cartolarizzazione degli
immobili, so che c’è una delibera che sta girando, io oggi ho chiesto
ufficialmente all’assessore Pagliarini la bozza di questa delibera perché
ritengo che si possa discutere in questi giorni, anche all’interno della
Maggioranza, con i colleghi della Minoranza, se si potesse discutere
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
ancora
prima
che
andasse
in
Giunta
e
portarla
addirittura
in
Commissione sarebbe utile. So che questa bozza c’è e non c’è,
comunque oggi l’ho chiesta ufficialmente così rimane anche questo, e il
mio intervento verrà mandato all’assessore Pagliarini ed all’ingegner
Maranini, quindi ritengo di chiedere a questo punto ufficialmente in aula
la bozza o la delibera, se è pronta, riferita alla cartolarizzazione, so che
se n’è parlato anche in una Commissione venerdì scorso, quindi
nell’interesse di tutti, siccome parliamo di beni della città, spero che si
possa avere”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Tenconi.
Il consigliere Tenconi così interviene:
“Come vediamo, Signor Presidente, siamo molto numerosi; come al
solito, si potrebbe dire, ma io insisto nel fare questa osservazione
perché io penso che sia un dovere dei Consiglieri Comunali, di
Opposizione e di Maggioranza, oltre che degli Assessori, della Giunta, a
partecipare alla seduta preliminare all’appello, con l’articolo 21. E penso
che questa sovrabbondanza di presenze così evidente dovrebbe irritare i
cittadini perché, tutto sommato, gli assenti mancano ad un loro dovere
sostanziale. Non ha ordinato loro il dottore di fare i Consiglieri Comunali
o di fare gli Assessori! Quindi sarebbe opportuno che ogni volta che noi
interveniamo picchiamo il martello sul chiodo perché forse, a furia di
picchiare il chiodo, qualche cosa possa entrare nella testa degli assenti.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Comunque è una questione di stile, una questione di educazione, una
questione di rispetto dei cittadini e dei soldi che i cittadini spendono per
mantenere questo Consiglio Comunale.
Ora io vorrei parlare però del mio argomento che è il campo
nomadi di Muggiano, campo nomadi di Muggiano che ha creato qualche
problema recentemente. La settimana scorsa, se non sbaglio, tre
membri della Polizia di Stato sono stati aggrediti, assaliti da circa 20
nomadi vicino al cimitero di Muggiano perché pare abbiano sorpreso
alcuni nomadi mentre stavano trasferendo della refurtiva da un
camioncino non si sa bene a che cosa, e per difendersi hanno dovuto
estrarre le pistole e sparare dei colpi in aria, comunque ciò non ha
evitato di prendere cazzotti, sberle e calci, così come è stato riportato
dalla stampa. Il Prefetto ha detto che il fatto era intollerabile. Prendo
atto dell’affermazione del signor Prefetto e sono in attesa che alla
dichiarazione del ‘che il fatto è intollerabile’ seguano degli atti concreti,
perché se la cosa finisce semplicemente con delle dichiarazioni siamo di
fronte a delle esternazioni che non hanno senso, soprattutto perché non
è la prima volta, è l’ennesimo episodio in cui questi tulipani, questi
crisantemi della società dimostrano di essere quelli che sono. E’
opportuno che una sforbiciatina il giardiniere – il Prefetto – la faccia,
perché sennò è assolutamente indifferente quello che dice se non
seguono degli atti concreti per ripristinare l’ordine. Teniamo presente
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
che Muggiano è la periferia di Milano, ad ovest, dove vi sono, mi pare, 2
o 3 campi nomadi di cui uno è regolare, così, per modo di dire, e gli altri
sono irregolari. Nei campi irregolari e nei campi regolari, dove non c’è la
possibilità di costruire, questi nomadi hanno costruito delle villette in
perfetto sfregio dei Regolamenti edilizi sul verde pubblico, sui campi,
senza alcun rispetto delle regole edilizie.
Ora, io ho già fatto questo intervento, l’assessore Manca mi ha
risposto dicendo che sono state – anche il Sindaco me l’ha detto, fra
l’altro – emesse delle ordinanze sindacali anni fa in cui veniva ordinata
la demolizione di questi edifici abusivi, che è una cosa elementare, solo
che per demolirli deve esserci l’autorizzazione della Magistratura.
Evidentemente queste ordinanze sindacali giacciono in qualche cassetto
di qualche magistrato e non sono applicate, con grande effetto negativo
per la collettività e soprattutto per il comportamento di questa
collettività indisciplinata, non rispettosa delle nostre leggi, che
sicuramente, vedendo che le ordinanze sindacali non vengono attuate, è
stimolata a non rispettare nulla, al di là del fatto che vengono indicati
dalla voce pubblica come ‘persone dedite al ladrocinio, all’elemosina ed
altri misfatti, rapine e così via.
Ora faccio presente, come ho fatto nel precedente intervento, che il
Sindaco di Roma ha avuto una corsia referenziale nel risolvere problemi
analoghi per le case costruite abusivamente ed ha ottenuto il permesso
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
di utilizzare l’Esercito, il Genio militare, per demolire, perché pare che le
aziende private non avessero il coraggio di andare a demolire le case
costruite abusivamente.
Ora si dovrebbe fare un’indagine su quale magistrato tiene ferme le
pratiche e poi attivare, visto che la Maggioranza - di cui faccio parte io ha degli ottimi agganci a livello governativo, chiedere che il Genio
militare di stanza a Milano intervenga come è intervenuto a Roma. Non
capisco per quale ragione si possa intervenire con il Genio militare per
demolire le abitazioni abusive a Roma e non a Milano. È la seconda
volta che lo chiedo, desidero che non si allarghino le braccia come per
dire: ‘Eh, signori, non siamo in grado di intervenire’. Se c’è qualche
magistrato che non lavora per il bene della collettività, omettendo di
fare il suo lavoro, lo si denunci per omissione di atti d’ufficio”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Ugliano.
Il consigliere Ugliano così interviene:
“Io voglio segnalare, e chiedo una risposta scritta agli Assessori
competenti, un fatto su cui vi è la necessità di una risposta efficace da
parte dell’Amministrazione Comunale. Sui giornali di oggi è apparsa la
notizia che la scuola elementare di via Baroni 73, al quartiere
Gratosoglio, per alcune cause dovute all’incuria e ad un’occupazione
impropria da parte di estranei, è stata allagata appunto a causa di
queste ragioni. La scuola elementare è contigua ad una scuola media -
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
ed è qui che è avvenuto il fatto dell’allagamento – ed è vuota ormai da
oltre un decennio; il mancato utilizzo di questa scuola è la causa di
presenze improprie e di situazioni di degrado.
Insieme
al
collega
Antoniazzi
abbiamo
presentato
una
interrogazione il 3 maggio ultimo scorso; ci rendiamo naturalmente
conto che il tempo è molto ravvicinato ma, per i fatti che adesso dirò, io
chiedo che venga data una risposta scritta molto rapidamente. In
sostanza questa scuola, la scuola media di via Baroni 73, è stata
concessa
dall’Amministrazione
Comunale
in
convenzione
per
la
realizzazione di una RSA all’Associazione Internazionale Emmaus che,
appunto, avrebbe dovuto realizzare una RSA ormai da oltre tre anni; mi
suggerisce il collega Tenconi cinque anni, ma comunque insomma da un
po’ di tempo a questa parte. Ora, che cosa accade? Accade che a
tutt’oggi in questa scuola non è accaduto assolutamente nulla, la scuola
è in condizioni pessime di degrado, da qui nascono anche tutta una
serie di questioni, come, appunto, quelle che narravo all’inizio di questo
intervento e quindi, come dire, si causano una serie di situazioni di
degrado per quanto riguarda la scuola elementare contigua alla scuola
media.
Ora, accade che nel corso della discussione per la definizione del
contratto di quartiere, del quartiere Gratosoglio, una funzionaria del
Comune di Milano ha detto con molta tranquillità e, probabilmente,
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
avendo esaminato le carte, che questa scuola non può essere compresa
all’interno del contratto di quartiere per una ragione fondamentale,
perché non risulta di proprietà del Comune di Milano, essendo questa
scuola ancora di proprietà dell’ALER che ovviamente ne rivendicherebbe
la proprietà in considerazione del fatto che tutti i passaggi per il
perfezionamento del trasferimento di proprietà non sono stati ancora
fatti. Allora io mi chiedo una cosa: come può il Comune di Milano
concedere all’Associazione Internazionale Emmaus una proprietà in
convenzione quando non è proprietario a pieno titolo di un immobile?
Quindi, siccome ho avuto notizia da un geometra, in considerazione dei
fatti che sono accaduti questo geometra della manutenzione del
Comune di Milano è intervenuto e mi ha riferito che venerdì mattina si
vedranno sul posto con un ingegnere della concessionaria e questo
ingegnere della concessionaria lo ha informato del fatto che le
concessioni edilizie per la ristrutturazione di questo immobile sono state
presentate da tempo e sono in via di approvazione da parte del Comune
di Milano. Io chiedo che l’Amministrazione Comunale verifichi se
effettivamente il Comune di Milano aveva titolo per fare questa
concessione
all’Associazione
Internazionale
Emmaus,
perché,
se
corrisponde al vero quello che è stato detto dalla funzionaria del Settore
Periferie nel corso della definizione del contratto di quartiere,
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
ovviamente ho la sensazione che questa convenzione sia nulla e quindi
vi sia, a cascata, una nullità che si riverberi su tutti gli atti.
Ecco, siccome lì vicino, a distanza di 20 metri, è in via di
realizzazione un’altra RSA da parte dell’ALER insieme ad altre due
cooperative, questa vicenda sta diventando quasi tragicomica per tutta
una serie di altri aspetti: lo scavo che è stato fatto ha prodotto il crollo
del marciapiede e del reticolato di cinta dell’oratorio, cioè si stanno
accavallando tutta una serie di fatti che in qualche modo devono
necessariamente
vedere
un
intervento
risolutivo
da
parte
dell’Amministrazione Comunale che non può stare come spettatrice di
una vicenda complicata, intricata e che necessita di una chiarificazione
definitiva. Quindi chiedo, per cortesia, una risposta scritta urgente
perché, se è vero che questi signori hanno ottenuto la concessione
edilizia, il tutto si complica maledettamente soprattutto per il Comune di
Milano”.
Il Presidente così interviene:
“Colleghi, siamo alle solite, nel senso che adesso io ho cinque
iscritti a parlare, abbiamo dieci minuti; per i primi venti minuti sono
stata sola in aula in un imbarazzante tête-à-tête con il consigliere Di
Martino, i colleghi arrivano tardi e poi si vogliono iscrivere, non ultimo il
mio Capogruppo.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Se stiamo nei tre minuti, riusciamo a parlare tutti. Io adesso chiudo
con questi colleghi e vi invito a stare nei tre minuti”.
(Intervento fuori microfono del consigliere Fiano)
Il Presidente così interviene:
“Ho capito. Infatti eccezionalmente, perché era in corso la seduta
dei Capigruppo, dopo l’appello daremo ancora dieci minuti per l’articolo
21, però invito tutti a venire alle 16.30 ad iscriversi, perché non è
possibile che incominciamo sempre tardi le sedute”.
Indi dà la parola al consigliere Molteni.
Il consigliere Molteni così interviene:
“Sulla stampa di ieri si legge: ‘Dio ci chiama a colpire gli italiani.
Preso commando di insospettabili kamikaze, le intercettazioni della
DIGOS, nel mirino anche un centro commerciale in Toscana’. Poi
l’articolo che leggo: ‘Quanti Imam finiti nella rete: quello di Carmagnola
è stato espulso, quello di Cremona è morto in Afghanistan; quello di
Gallarate è in carcere, qualcun altro è sparito. La moschea a più alta
concentrazione di arresti di imam è quella di Cremona: a febbraio è
stata notificata in carcere una ordinanza di arresto all’ex imam’
eccetera, eccetera e via via si prosegue.
Beh, io dico che andare avanti di questo passo non è più possibile,
io credo che vadano prese delle soluzioni e si rifletta su questi casi dove
le moschee, appunto, non solo un luogo di culto…”.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
(NdS, A questo punto si spegne per un guasto il microfono del
consigliere Molteni)
Durante l’intervento del consigliere Molteni ha assunto la
presidenza
della
seduta
il
Consigliere
designato
Fabrizio
Spirolazzi.
Il Presidente così interviene:
“Stanno ripristinando il sistema per ridare la parola al consigliere,
hanno detto di avere un minimo di pazienza e questa anomalia verrà
sistemata”.
Il consigliere Molteni così riprende:
“Allora leggo dai giornali di questi giorni: ‘Dio ci chiama a colpire gli
italiani. Le intercettazioni della DIGOS: nel mirino anche un centro
commerciale in Toscana. Preso commando di insospettabili kamikaze.
Arrestati l’imam algerino di Firenze, i quattro tunisini erano pronti a
diventare martiri, 20 indagati. Blitz notturno della DIGOS, il gruppo di Al
Ansar dell’islam attivo anche in Liguria, era diretto in Siria dove avrebbe
ricevuto l’esplosivo’.
Poi, scorrendo all’interno degli articoli, ad un certo punto leggo: ‘La
moschea a più alta concentrazione di arresti di imam è quella di
Cremona: a febbraio è stato notificato in carcere un ordine di arresto
all’ex imam; quello di Carmagnola è stato espulso; quello di Gallarate è
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
in carcere, qualcun altro è sparito’. Questo è quello che si legge sui
giornali, precisamente di lunedì 10 maggio, cioè ieri.
Allora Signori, io non voglio dire, ma in alcune zone di Milano si sta
sollevando l’interrogativo ultimamente: ‘Ma avremo una moschea anche
noi qui nella nostra zona oppure no’? Di fronte a questi fatti che
continuano ad essere evidenti sulla stampa cittadina, si capisce
chiaramente che la moschea non è un solo luogo di culto ma è anche
altro, dove ogni tanto - si legge qui, sempre tramite la stampa – si
trovano le cellule di Al Qaeda e compagnia bella. Luogo di culto a me
risulta essere il mujallah, non la moschea. Signori miei, io dico che a
questo punto, anche per la nostra incolumità, vanno meditate delle
scelte politiche a tutela di tutti noi che siamo qui sul nostro territorio,
nel nostro Paese, un Paese che è a forte matrice cristiana, un Paese
all’interno del quale c’è la presenza anche dello Stato del Vaticano.
Personalmente sono favorevole e chiedo la chiusura della moschea di
Viale Jenner, delle altre moschee presenti sul nostro territorio e sono
favorevole all’espulsione immediata di quanti vengono trovati aditi ad
attività che vanno verso il terrorismo. Non per dire che tutti quelli che
sono qui, sono terroristi, ci mancherebbe. Però in un momento storico–
politico così particolare, dove a livello europeo si è discusso per
parecchio tempo l’inserimento della carta costituzionale nella nuova
Convenzione per l’Europa delle matrici cristiane, io dico che un segnale
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
politico secondo me va dato forte e chiedo che le autorità cittadine si
facciano promotrici della verifica di tutti i negozi, non solo dei luoghi
cosiddetti ‘di culto’, lo dico tra virgolette perché, ripeto, il solo luogo di
culto vero e proprio è il mujallah, ma di tutti i negozi dove si registrano
frequentazioni un po’ particolari, a partire, diciamo, magari dalle
macellerie islamiche.
Poi una domanda che mi hanno posto i cittadini di un quartiere in
una zona è questa: se via Cilea si prepara o meno ad accogliere una
moschea, cioè se in via Cilea verrà dato il permesso o meno per una
nuova moschea. Qualcuno mi ha riferito…”.
Il Presidente così interviene:
“Grazie, consigliere Molteni, il tempo è scaduto”.
Il consigliere Molteni così riprende:
“Finisco, mi dia trenta secondi, sono rimasta bloccata due minuti,
mi scusi!
Se in via Cilea, dove c’è l’ex supermarket, in quel luogo ci sarà o
meno una moschea. I cittadini sono preoccupati, ma fortemente
preoccupati della possibilità di trovarsi, come vicini di casa, degli ospiti
che in altre situazioni di moschee sul nostro territorio hanno dato notizia
di sé ai giornali”.
Assume
la
presidenza
della
Consiglio Vincenzo Giudice.
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seduta
il
Presidente
del
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Il Presidente così interviene:
“Ci sono altri interventi in articolo 21, io chiedo scusa ai signori
Consiglieri ma già ieri sera abbiamo avuto problemi riguardanti l’articolo
21, siccome abbiamo ancora il Consiglio convocato giovedì, i Consiglieri
che sono iscritti rimarranno iscritti in apertura di seduta giovedì e
potranno intervenire in articolo 21”.
(Intervento fuori microfono del consigliere Martini Giobbi)
Il Presidente così interviene:
“Consigliere Giobbi Martini, sono iscritti sette Consiglieri, se io do la
parola ad un Consigliere, correttamente devo dare la parola a tutti e
sette i Consiglieri.
Siccome non c’è il tempo perché sono le 17.30 e dobbiamo fare
l’appello, rimangono iscritti all’inizio della seduta di giovedì”.
Indi dà la parola al consigliere Adamo.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Chiedo la parola per dirle, Presidente, che io l’ho sostituita fino a
cinque minuti prima che mi sostituisse, a sua volta, Spirolazzi, perché
volevo fare l’articolo 21. Io accolgo il suo invito e vado a giovedì, però la
invito, quando lei si fa sostituire, a chiedere se i Vicepresidenti che
l’hanno sostituita hanno concordato qualcosa di diverso con l’Aula,
sennò le sedute se le presiede sempre lei. Grazie”.
Il Presidente dispone si proceda all’appello nominale.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Sono presenti il Sindaco Gabriele Albertini e i consiglieri:
ADAMO, ALBERTINI RICCARDO, BALDASSARRE, BERETTA, BIANCO,
CAPUTO, CARLINO, CARUGO, CIABÒ, CICCIONI, COLOMBO, CORMIO,
DE ALBERTIS, DE PASQUALE, DI MARTINO, DI MAURO, FERRARA,
FIANO,
GAMBITTA,
GIUDICE,
LUCINI,
GAROCCHIO,
MAIO,
GILARDELLI,
MARTINELLI,
GIOBBI
MASSARI,
MARTINI,
MASSEROLI,
MOLINARO, MOLTENI, OCCHI, PALMERI, PANTALEO, PILLITTERI, RIZZI,
RIZZO, SANTOMAURO, SPIROLAZZI, TENCONI, TESTORI, TRISCARI,
UGLIANO, VAGLIATI.
Sono assenti i consiglieri:
ANTONIAZZI,
CHIESA,
BARUFFI,
FANZAGO,
BASSI,
FARINA,
BOSSI
EMILIA
MORATTI,
LIVA,
MASCARETTI,
DALLA
MATTIOLI,
OTTOLENGHI, PARLANTI, PENNISI, RICCI, SALVINI, TERZI, TINELLI, in
numero di 17.
Sono altresì presenti gli assessori De Corato, Martella, Talamona.
Hanno giustificato l’assenza i consiglieri Parlanti e Salvini.
Essendo, pertanto, presenti il Sindaco Gabriele Albertini e n. 43
Consiglieri, alle ore 117,40 il Presidente dichiara valida la seduta.
Nomina scrutatori i consiglieri Massari, Molteni, Ugliano.
Sottopone quindi all’approvazione del Consiglio i verbali delle sedute
del Consiglio comunale del 9.2.2004, 10.2.2004, 12.2.2004, 16.2.2004 e
17.2.2004: non essendo state mosse osservazioni da parte dei
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Consiglieri, i verbali stessi si intendono approvati senza votazione, giusta
il disposto dell’art. 69, comma 3, del Regolamento di organizzazione e
funzionamento del Consiglio comunale.
Entrano in aula i consiglieri Antoniazzi, Baruffi, Ottolenghi,
Fanzago, Pennisi: i presenti sono, pertanto, 49.
N/332 – BILANCIO DI PREVISIONE 2004, PLURIENNALE PER IL
TRIENNIO 2004/2006 E RELAZIONE REVISIONALE E PROGRAMMATICA.
Il
Presidente
invita
il
Consiglio
a
procedere
alla
trattazione
dell'argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si
allega e già notificata ai consiglieri comunali, illustrata e discussa nelle
sedute del 15 e 22 marzo 2004.
Ricorda che nelle sedute del 25, 30, 31 marzo; 1° e 29 aprile; 3, 4
e 10 maggio 2004 si è proceduto all’esame degli emendamenti.
Indi dispone si prosegua con l’esame degli ulteriori emendamenti.
Dà quindi la parola al consigliere Adamo per mozione d’ordine.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Presidente, io ed i colleghi d’Opposizione vorremmo conoscere
l’opinione
del
Presidente
su
alcuni
emendamenti
che
avevamo
sottoposto al Presidente pro-tempore Riccardo Albertini, quando ci fu la
dichiarazione della non ammissibilità. Tra quel lungo elenco, più di
cento, di emendamenti non ammessi, c’era stata una certa polemica,
una certa contestazione sui criteri e il Vicepresidente Albertini disse: ‘va
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
bene, lascio un po’ in sospeso; fatemi delle segnalazioni e mi riservo di
valutare le vostre segnalazioni’, se effettivamente c’è stata una certa
ristrettezza, diciamo così, interpretativa.
Io ho segnalato a nome di tutti i colleghi alcuni emendamenti, e
precisamente il 451 e il 125 e il 490, il 255, il 90, il 277, il 251 e il 250.
Questi ultimi sono tutti riferiti alla parte relazione, ancorché non
riguardino, diciamo, le cifre appostate. Questi della relazione credo che
possano essere svolti dopo che abbiamo finito, esaurita la parte sugli
emendamenti dei capitoli; invece, Presidente, mi permetto di sollecitare
una sua opinione, quando può, insomma entro questa seduta, prima di
lunedì, perché il 125 e il 451 toccano capitoli che stiamo facendo adesso
e quindi sarebbe il caso di esaminarli mentre stiamo svolgendo i nostri
lavori.
Quindi, quando la Presidenza è in grado di darci questa risposta,
credo sarebbe molto utile per l’andamento dei nostri lavori.
Ribadisco invece che degli otto emendamenti segnalati dal
consigliere Antoniazzi ieri (quando ha ritirato centocinquanta e più
emendamenti dell’Opposizione), due – degli otto segnalati - sono questi
che ho detto e quindi rientravano nel volume dei non ammessi; gli altri
erano emendamenti ammessi che però non capiamo più a quale titolo
non compaiono nell’elenco su cui lavoriamo in questi giorni. Ci deve
essere stato un qualche errore di trascrizione”.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Il Presidente così interviene:
“Grazie, consigliera Adamo. L’elenco richiesto ieri dal consigliere
Antoniazzi comprendeva gli emendamenti numero 125, 216, 218, 267,
268, 451, 482 e 493, in totale otto emendamenti. Per quanto riguarda
gli l’emendamenti numero 216, 218 e 482, erano stati rinviati nella
seduta del primo aprile e quindi questi emendamenti, così come
comunicato
in
precedenza,
verranno
esaminati
in
coda
agli
emendamenti che stiamo esaminando in questo blocco insieme ad altri
emendamenti che sono stati discussi e non sono stati votati, è stato
rinviato il voto”.
Entra in aula il consigliere Ricci: i presenti sono, pertanto,
50.
(Intervento fuori microfono del consigliere Adamo)
Il Presidente così interviene:
“216, 218, 268 e 482. Mentre invece l’emendamento numero 493 è
stato approvato nella seduta del 3 maggio. Rimangono quindi, come
richiesto dal consigliere Antoniazzi, gli emendamenti numero 125, 267 e
451. Su questi tre emendamenti la Presidenza, al momento della
comunicazione all’Aula sulla ammissibilità o inammissibilità degli
emendamenti, li aveva dichiarati inammissibili”.
(Intervento fuori microfono del consigliere Adamo:
“Anche il 267?”)
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Il Presidente così interviene:
“Il 125, il 267 ed il 451 li aveva dichiarati inammissibili. Dopodiché,
su sollecitazione e su richiesta di alcuni colleghi Consiglieri, la
Presidenza
si
era
riservata,
pur
dichiarandoli
inammissibili,
di
eventualmente riesaminarli. Questa possibilità di riesame, come lei sa, è
inusuale perché sull’ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti
decide in modo inappellabile il Presidente; pur tuttavia, è stato ritenuto
utile ci fossero delle motivazioni per un eventuale riesame di questi
emendamenti. Riesame che credo sia terminato o comunque ci sia la
possibilità di dare una risposta in aula nella seduta di giovedì.
L’orientamento comunque della Presidenza – lo comunico all’Aula –
è
questo:
ci
sono
dei
criteri
che
riguardano
l’ammissibilità
o
inammissibilità degli emendamenti, criteri che devono essere mantenuti
a beneficio della chiarezza e della trasparenza per quanto riguarda i
lavori d’aula. Pur tuttavia, qualcuno di questi emendamenti (in
particolare uno) non rientra, diciamo, in modo complessivo nel quadro
di inammissibilità che il Presidente ha comunicato all’aula, ma contiene
un difetto formale, nel senso che va ad individuare un importo da un
codice di prelievo, ma non è stato possibile per l’estensore individuare
in modo preciso, perché non esiste, un codice di destinazione.
Allora, su questo in modo particolare - gli altri due invece hanno
caratteristiche un pochino diverse - la Presidenza si sta riservando,
20
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
attraverso la verifica degli Uffici, quale possa essere il codice di
destinazione, di andare a completare questo emendamento che - ripeto
- ha solo un difetto formale, non sostanziale. Sugli altri due, invece, in
particolare sull’emendamento numero 125, così come è formulato esiste
fondato il giudizio di inammissibilità, nel senso che il nostro
Regolamento di Contabilità Generale prevede l’equilibrio tra le entrate e
le uscite del Bilancio e quindi un eventuale spostamento di una
determinata somma dal Bilancio 2004 al Bilancio 2005, sia in entrata
che in uscita, fa in modo sostanziale squilibrare questo equilibrio. Allora,
in via, ripeto, eccezionale, ovviamente nel rispetto delle regole che ci
siamo dati, si sta individuando il meccanismo, il criterio per cui andare
in qualche modo a recuperare un emendamento che così com’è
formulato è, ripeto, inammissibile, riguardano sostanzialmente sia
l’emendamento numero 125 sia l’emendamento 267 che ha come,
diciamo, presupposto una questione diversa ma che va comunque a
scontrarsi con quello che è stato dichiarato come l’elemento o le
caratteristiche per cui gli emendamenti vengono dichiarati ammissibili o
inammissibili.
Ripeto, per quanto riguarda l’emendamento 451 la Presidenza può
già da ora dichiararlo ammissibile, fermo restando che gli Uffici devono
indicarci qual è il codice di destinazione che non era assolutamente
possibile da parte dell’estensore andare ad individuare. Sugli altri due
21
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
emendamenti mi riservo di comunicare all’Aula nella seduta di giovedì la
possibilità di rendere ammissibili questi emendamenti (che allo stato
attuale, ripeto, sono inammissibili) attraverso una loro diversa
formulazione o una loro integrale sostituzione. È un problema che
stiamo affrontando e che giovedì comunicherò all’Aula.
Credo di aver risposto al quesito del consigliere Adamo”.
Indi dà la parola al consigliere Adamo.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Non voglio entrare nel merito di quello che ha detto, voglio solo
dire che il n. 267 a me non risultava nel libro dei non ammessi. Invece
sì? Mah, adesso l’andiamo a vedere perché io ce l’avevo tra gli altri, nei
volumi…”.
Il Presidente così interviene:
“E’ un emendamento dichiarato inammissibile. La possibilità di
riesame che è stata chiesta al Presidente del Consiglio verrà comunicata
giovedì; stiamo valutando rispetto al criterio di ammissibilità o
inammissibilità se questo emendamento rientra in quei criteri che sono
stati esposti”.
Sottopone
indi
all’esame
del
Consiglio
l’emendamento,
contrassegnato con il n. 127, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Fanzago per l’illustrazione.
Il consigliere Fanzago così interviene:
22
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
“Grazie,
Presidente.
L’argomento
presentato
in
questo
emendamento riguarda la richiesta di integrare la spesa per i contributi
diversi da assegnare alle politiche giovanili con la proposta di riduzione
di spesa rispetto all’Avvocatura Comunale, che so uno dei settori più
utilizzati dal Sindaco per contrastare il lavoro dell’Opposizione; noi
crediamo che invece i soldi dell’Amministrazione Comunale siano meglio
spesi se investiti proprio in questo settore, cioè le politiche giovanili.
Sappiamo anche dalle dichiarazioni del Vicesindaco De Corato quanto
sia importante lavorare sulla prevenzione, rispetto invece ad interventi
più caratterizzati rispetto al problema della sicurezza e quindi anche
degli interventi relativamente all’ambito delle politiche giovanili.
Crediamo che questa voce di Bilancio, che è stata particolarmente
colpita dalla scura imposta dalle Finanziarie del Governo Berlusconi sia
invece importante mantenere; crediamo che proprio in ambito di
prevenzione questi contribuiti possano andare a sostenere tutte quelle
azioni che sono svolte dalle associazioni giovanili presenti in Città e che
lavorano sul territorio anche della Città, proprio in direzione di una
prevenzione del disagio giovanile, e crediamo che sia importante,
secondo il principio di sussidiarietà, che l’Amministrazione Comunale
sostenga queste azioni e questi progetti attraverso anche un intervento
economico, ma non solo.
23
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Naturalmente si tratta anche di garantire gli spazi, ad esempio; un
altro grosso problema che hanno queste realtà è quello di trovare degli
spazi adeguati nell’ambito del territorio della Città per poter svolgere le
loro attività, ma almeno sotto l’aspetto economico, l’Amministrazione
potrebbe sostenere tutti i progetti che queste realtà realizzano sul
territorio.
Credo quindi che la scelta di ridurre le spese dell’Avvocatura
Comunale, rispetto invece al potenziale d’integrare questa voce di
Bilancio, sia una scelta opportuna per la Città di Milano.
Abbiamo visto in diversi emendamenti come l’attenzione si sia
spostata sulle diverse fasce della popolazione, abbiamo parlato ieri sera
di anziani, abbiamo parlato di persone disabili, abbiamo parlato di
minori; credo che anche questa fascia, cioè la popolazione giovanile, sia
un intervento che il Comune di Milano deve assolutamente ampliare,
non ci si può più permettere di mantenere quello che si è realizzato, ma
il Comune di Milano deve assolutamente potenziare e sviluppare anche
questo ambito.
Credo, quindi, che questo emendamento possa essere preso in
considerazione anche dai Consiglieri di Maggioranza”.
Il
Presidente comunica
che
all’emendamento
n.
127
è
stato
presentato un subemendamento, a firma dei consiglieri Masseroli e
Palmeri, contrassegnato con il n. 1, che si allega.
24
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Dà indi la parola al consigliere Masseroli affinché lo illustri.
Il consigliere Masseroli così interviene:
“Grazie, Presidente. All’emendamento modifichiamo il codice di
prelievo da 1010803 a 1010810 e l’importo da 900.000 euro a 100.000
euro”.
Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona.
L’assessore Talamona così interviene:
“Il parere della Giunta è favorevole per l’emendamento così come
si propone di emendare sulla base della riduzione da 900.000 euro a
100.000 euro, facendo fonte al Fondo di Svalutazione Crediti”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Martinelli.
Il consigliere Martinelli così interviene:
“Mi sembra che questo emendamento consenta di integrare, sia
pure in misura non rilevante dopo il subemendamento, una voce di
spesa che è di grande importanza perché ha a che fare con il disagio
giovanile. Ogni cifra spesa a questo riguardo è ben spesa perché basta
pensare a quello che sarebbe il costo per l’Amministrazione, e quindi
per i cittadini, se non si sviluppasse un’adeguata politica di prevenzione.
Sappiamo che esistono fasce di disagio in aree della Città, fasce di
disagio che riguardano particolari gruppi di età, particolarmente a
rischio il gruppo di età fra i 14 ed i 16 anni in cui la famiglia e la scuola
non hanno più capacità di controllo e ancora non c’è nessuna esperienza
25
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
di ambiente lavorativo, quindi ogni intervento a questo riguardo è
quantomai utile, oltre che socialmente encomiabile.
La formula che è stata illustrata dal collega Fanzago mi sembra che
sia quella più appropriata perché consente di finanziare associazioni
giovanili che si occupano di questo problema e quindi ha il vantaggio
anche di consentire a queste associazioni di sviluppare pienamente la
loro attività responsabilizzando i giovani, perché spesso è proprio da
queste realtà di disagio che emergono anche associazioni, trasformando
quindi dei giovani che sono oggetto di politiche in soggetti attivi che
contribuiscono a risolvere, insieme al loro problema, quello dei loro
coetanei. Quindi è positivo che ci sia questo emendamento e, come in
altri
casi,
per
quanto
riguarda
gli
emendamenti
proposti
dall’Opposizione, ha anche un valore simbolico e un invito per il futuro a
dedicare più risorse a questo problema”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Pantaleo.
Il consigliere Pantaleo così interviene:
“Non più di tre settimane fa abbiamo letto sui giornali ed abbiamo
anche discusso con alcuni Consiglieri della vicenda del Centro Giovani di
Ponte Lambro, che ha dovuto chiudere perché la cooperativa che lo
gestiva non era in più in grado di sostenere l’incontro–scontro con
alcuni giovani che vivono un forte disagio in quel quartiere. Ecco, credo
che quello sia uno dei tanti segnali della gravità della situazione
26
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
giovanile e della devianza minorile nella nostra Città, per cui
l’emendamento che è stato richiamato di 900.000 euro credo che riesca
appena a coprire le esigenze che questa Città ha bisogno per i Centri
Giovanili, sia quelli gestiti dal Comune che quelli non gestiti dal
Comune, ma comunque che hanno delle convenzioni con il Comune
stesso. Ridurre di 800.000 euro questo emendamento, questa cifra,
credo che sia una foglia di fico, dimostrando un’intenzione, ma non
un’attenzione, e credo che non sia giusto porre la questione solamente
in termini economici e non in termini di attenzione vera a questo
problema.
Io mi chiedo quante telecamere si possano comprare con 900.000
euro e quanti interventi di prevenzione contro il disagio è possibile
mettere in campo da parte dell’Amministrazione? Faccio questa
domanda proprio perché credo che prima dei danni viene l’intelligenza e
viene la passione da parte di chi ha la responsabilità di questa Città”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo.
Il consigliere Rizzo così interviene:
“Questo emendamento è una delle occasioni nella quale io posso in
qualche modo richiamare, Signor Presidente, la mia esperienza
professionale: ho la fortuna di avere a che fare con giovani, nel mio
ruolo di insegnante, di quell’età delicatissima a cavallo tra l’adolescenza
e gli adulti, 17-18–19 anni, spesso anche 20 perché, pur non dovendo,
27
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
le bocciature portano a questa età anche nelle classi della scuola
superiore. Per giunta, la mia scuola possiamo definirla di periferia, è un
istituto tecnico, per cui confluiscono persone non provenienti dai ceti
privilegiati, ma dai ceti lavoratori, ragazzi che vivono appunto la
condizione delle periferie, e credo che ci sia uno straordinario bisogno di
riempire e di aiutare i giovani e di aiutare, conseguentemente con i
giovani, le loro famiglie a superare occasioni di disagio che sono molto
presenti.
Io credo che non si tratti di una spesa – mi dispiace considerarla
tale - lo considero un investimento: è un investimento che serve a
risparmiare ulteriori problematiche alla Città; la scuola non riesce ad
arrivare dappertutto. Uno dei drammi che noi viviamo, in qualche modo
lo viviamo tutti noi come un fallimento, è quando a metà o a tre quarti
dell’anno vediamo gli studenti che abbandonano la scuola e capiamo
che non è per una realtà legata alla scuola stessa, è una realtà legata
alle condizioni di vita di questi giovani. Come facciamo allora a
considerare
equo
non
mettere
questo
aspetto
tra
le
priorità
dell’Amministrazione? I colleghi che dal punto di vista del Consiglio si
occupano di queste problematiche con maggiore, diciamo, precisione ed
attenzione di me - fortunatamente la solidarietà che si è determinata
all’interno dei Gruppi dell’Opposizione ha portato anche a questa
opportunità, per me anche abbastanza nuova, di potere lasciare tutta
28
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
una serie di problematiche al lavoro di altri colleghi essendo certo che
c’è una totale condivisione di temi, di attenzione, di sensibilità e quindi
io li ringrazio per avere svolto questo lavoro -, ma se i colleghi hanno
ritenuto che cifra equa fosse 900 mila euro, credo, pensando a
provvedimenti necessari e comunque non sufficienti, com’è possibile
ipotizzare che questi 900 mila euro diventino 100 mila? Cioè è come
dire: non crediamo a quello che avete fatto, non vi vogliamo dire di no,
vi prendiamo un po’ in giro, vi riconosciamo questa cifra per tenervi
buoni.
Io credo che, pur essendo fedele alla linea che ‘qualcosa è meglio
che niente’, in questo caso assume, quando il taglio è così drastico, un
carattere quasi di sfida nei confronti dei ragionamenti che vengono fatti.
Si poteva pensare ad una soluzione diversa; talvolta è più rispettoso un
‘No’ che non una riduzione di questa entità, dal mio punto di vista.
Quindi io voterò ovviamente contro al subemendamento perché mi
sembra irriguardoso nei confronti della considerazione del lavoro che è
stato fatto, che è contenuto all’interno di questo emendamento, e, alla
luce di quel che vedo, penserò anche se votare o no questo
emendamento, perché in queste condizioni, così drasticamente ridotto,
non
rientra
più
nella
categoria
dell’incontrarsi
le
ragioni
Maggioranza e dell’Opposizione, ma è qualcosa di molto meno”.
29
della
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Entrano in aula i consiglieri Liva, Mattioli, Mascaretti; ne
escono il Sindaco Gabriele Albertini ed il consigliere Vagliati: i
presenti sono, pertanto, 51.
Il Presidente pone in votazione il subemendamento all’emendamento
n. 127, a firma dei consiglieri Masseroli e Palmeri, contrassegnato con il
n. 1, precedentemente indicato.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 48 consiglieri, come da documento n. 1, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 48
Astenuti
n.
5
(Adamo,
Bianco,
Giobbi
Martini, Maio, Occhi)
Votanti
n. 43
Voti favorevoli
n. 28
Voti contrari
n. 15
Il Presidente
pertanto
proclama che il subemendamento n. 1
all’emendamento n. 127 è approvato.
--Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il
n. 127, nel testo risultante dal subemendamento testè approvato, che si
allega.
30
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 45 consiglieri, come da documento n. 2, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 45
Astenuti
n.
Votanti
n. 43
Voti favorevoli
n. 43
2
(Baruffi, Maio)
Il Presidente pertanto proclama che l’emendamento è approvato.
--Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento,
contrassegnato con il n. 509, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Adamo che lo illustra.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Questo emendamento, Presidente, è di un importo modesto, però
ha un valore che riteniamo simbolico per invertire una tendenza di
questi anni, cioè di spendere molte delle risorse comunali nell’arredo
urbano delle zone centrali lasciando in condizioni di difficoltà, se non di
vero e proprio degrado, l’arredo urbano delle periferie, che sono le zone
in cui vive la maggioranza dei cittadini milanesi. A prescindere dalla
qualità del nostro arredo urbano, vorrei approfittare dell’occasione per
chiedere chi sono i consulenti del nostro Vicesindaco, nonché Assessore,
per esempio, che hanno ispirato Corso Lodi o altre realizzazioni di
31
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
questa Amministrazione in tema di arredo urbano che colpiscono il
senso estetico e il senso della razionalità di molti dei presenti e di molti
dei cittadini milanesi; il sassetto lacustre, per esempio, che imperversa
ci inquieta, su cui in particolare le signore fanno fatica a camminare e
scivolano (avremo sicuramente un aumento delle cause di richiesta di
danni di scivolata sul sassetto), per non parlare della molteplicità,
poliedrica e complessa, dell’archetto, per cui non si capisce perché a
Milano ci sono le francesine dall’800 e non si può decidere che questo è
un elemento di arredo urbano tutte le volte che c’è da chiudere una via
o da sistemare un marciapiede eccetera.
Quindi mettiamo un attimo da parte queste considerazioni che
forse il Consiglio invece dovrebbe trovare un’occasione per discutere,
ma almeno teniamo conto che queste ingenti risorse non vengano tutte
finalizzate solo al centro o alle zone limitrofe del centro, ma si facciano
interventi di decoro urbano anche in periferia. Magari li affidiamo alle
zone, così otteniamo dei risultati migliori”.
Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona.
L’assessore Talamona così interviene:
“Il parere della Giunta è negativo, soprattutto per quanto riguarda
il prelievo, sia pur modesto, che viene proposto da una fonte di
finanziamento per i servizi ‘urbanistica’ e ‘gestione del territorio’ che
32
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
sono stati diminuiti notevolmente nel Bilancio di Previsione proposto
dalla Giunta”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo.
Il consigliere Rizzo così interviene:
“Io credo che l’emendamento che è stato proposto contiene due
elementi di positività che meritano di essere valorizzati e non mortificati
con una dichiarazione di negatività così secca ed immotivata, non nel
senso della parola provocatoria, non motivata nel senso elettorale del
termine, insomma. Il primo elemento è quello di richiedere acquisto di
nuovi elementi di arredo urbano, a prescindere dalla collocazione,
perché io penso che la nostra Città sia proprio carente di questa
attenzione ed abbiamo avuto spesso il Presidente della Commissione
che si è adoperato per richiamarci all’attenzione nei confronti di queste
problematiche, talvolta anche (come dire) rischiando di apparire il
propagandista per conto degli operatori del settore, quando abbiamo
incontrato, non so, i Presidenti dell’associazione del legno o di altre
materie, che sono venuti in Commissione per illustrare una serie di
attività di arredo urbano che potevano essere effettuate. Quindi non
cogliere l’importanza per la nostra Città di questi elementi di arredo
urbano mi sembra assolutamente sbagliato.
La seconda osservazione, positiva, è il richiedere che questa
attenzione si sposti nelle periferie: noi sappiamo quanto pesi nelle
33
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
nostre periferie una situazione di progressivo degrado, nel senso
letterale del termine, cioè un andare indietro della condizione della
qualità delle periferie nella nostra Città. Utilizzare l’arredo urbano, cioè
non grandiose operazioni, ma piccole operazioni che stimolino anche il
senso civico dei cittadini è un’operazione a basso costo e di grande
impatto.
Spesso noi pensiamo alle periferie (quelle poche volte che facciamo
delle proposte di intervento) come operazioni faraoniche che mettono in
moto grandi denari e che però poi non si traducono in un miglioramento
diffuso, a partire dalle piccole cose. Per esempio, io credo che se si
moltiplicassero i soli e semplici cestini della spazzatura oppure ci fosse
una presenza più articolata e intelligente di panchine e sedili,
un’attrezzatura di alcune aree perché siano luoghi di ritrovo per i
cittadini, questo automaticamente aumenterebbe la qualità di alcune
aree, aumenterebbe in qualche modo anche l’amore dei cittadini nei
confronti del proprio quartiere e stimolerebbe una sorta di vigilanza
diffusa sul mantenimento qualitativo delle zone, che oggi non c’è,
perché laddove c’è degrado si richiama degrado ed ognuno non è
stimolato a migliorare la propria condizione se già di per sé l’area è
tenuta in certe condizioni.
Quindi l’investimento in arredo, in piccole cose, è un grande
investimento dal punto di vista della qualità della vita nelle periferie. Io
34
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
credo che avremmo in quel caso gli anziani, i pensionati (quelli che
fruiscono del territorio della periferia più di altri, perché stanno nei loro
luoghi)
che
diventerebbero
i
primi
custodi
per
conto
dell’Amministrazione di quelle piccole operazioni di miglioramento che
verrebbero indotte nelle diverse situazioni.
Condivido
l’osservazione
del
consigliere
Adamo
che
questa
potrebbe essere un’occasione anche di riqualificazione agli occhi dei
cittadini del ruolo dei Consigli di Zona perché potremmo a loro affidare
poi la decisione su dove e come investire ed anche il mantenimento
della qualità di questi arredi.
Quindi io sono assolutamente favorevole e ringrazio i Consiglieri
che hanno formulato questo emendamento”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Occhi.
Il consigliere Occhi così interviene:
“Ringrazio il consigliere Adamo che ha illustrato così bene
l’emendamento; mi pare che, appunto, questa sia una delle questioni
che qui abbiamo affrontato sempre molto poco, ma che riempie pagine
e pagine di giornali, il primo giornale della Città - o se non il primo,
comunque (non vorrei offendere nessuno) uno fra i più autorevoli - non
passa giorno che non dedichi paginoni alla questione dell’arredo urbano
e al degrado che questa Città in questo campo ha raggiunto.
35
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Diceva bene il consigliere Adamo prima, cioè non solo non ci
decidiamo sui “palettoni” che riempiono ancora l’insieme della Città, ma
non abbiamo ancora capito qual è la colonnina che dovrebbe dissuadere
le automobili sui marciapiedi, di che tipo la vogliamo usare: c’è
l’archetto verniciato, c’è l’archetto in acciaio, c’è il pilone in acciaio, c’è il
pilone in acciaio, c’è il pilone dell’800, c’è quell’altro piccolissimo che se
gli dai un ‘fruc’ con un piede lo fai cadere, c’è quell’altro invece che è
largo 20 centimetri, cioè qui sembra veramente che ogni zona faccia
quello che gli pare. Non è così, purtroppo la palificazione continua, ed
anche questo però è un elemento importante perché noi abbiamo votato
in questo Consiglio una mozione che chiedeva al Vicesindaco De Corato
di dirci il numero di pali raggiunto in questa Città. Questo studio non è
ancora terminato e la conseguenza di questa richiesta avrebbe dovuto
essere la depalificazione della Città, perché poi, appunto, non solo
assistiamo ad un arredo urbano che non esiste e viene fatto in questo
modo, ma anche i manufatti che vengono installati, dall’illuminazione al
semaforo, dal palo dell’AMSA ad altri pali, di segnaletiche e quant’altro,
si aggiungono uno all’altro con la conseguenza che alcuni marciapiedi
sono impercorribili, non solo per i portatori di handicap, ma anche per le
persone normodotate, con elementi veramente di pessimo gusto:
abbiamo eliminato l’illuminazione da casa a casa con i cavi per,
36
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
appunto, introdurre il palo dappertutto a tappeto, con i risultati che
sono sotto gli occhi di tutti.
Quindi questo dell’arredo urbano, come dicevano i colleghi prima, è
veramente un problema che non è soltanto, “estetico”, tra virgolette;
spendiamo miliardi ed il rischio è di avere dei risultati pessimi, quindi c’è
un problema di qualità dell’intervento, di decidere in maniera definitiva,
anche zona per zona, però tenendo conto delle caratteristiche delle
zone, se non vogliamo fare un modello Milano diffuso in tutta la Città,
perché le caratteristiche possono anche mutare fra il centro storico
propriamente o altre zone che hanno altre caratteristiche più moderne
eccetera.
È evidente che se si costruisce un quartiere nuovo alla Bicocca non
pretendo che la colonnina lì sia quella dell’800, probabilmente avrà
bisogno di altri tipi di interventi. Però decidiamo una volta per tutte qual
è lo stile che Milano vuole adottare e poi cerchiamo di mantenerlo e
cerchiamo soprattutto di qualificare anche le periferie, così come dice
l’emendamento, rispetto a questo settore.
Le periferie non possono rimanere soltanto il luogo in cui, come
dire, si fa propaganda elettorale una volta ogni 4-5 anni, devono
diventare il centro dell’attenzione della Amministrazione Comunale,
perché noi crediamo che riportare al centro le periferie significa
condurre in tutti i sensi una battaglia concreta perché le periferie
37
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
assumano un aspetto di vita decorosa ed accettabile per tutti, una
qualità della vita che sia, appunto, alla portata di tutti e non soltanto di
coloro che hanno le capacità economiche per poterselo permettere. In
questo caso, peraltro, le capacità economiche sono dell’Amministrazione
pubblica
e
quindi
come
tale
bisognerebbe
lavorare
affinché
la
distribuzione anche del bilancio venga fatta tenendo conto degli abitanti
che ogni singola zona ha. Perciò se facciamo una proporzione delle
spese che il Comune di Milano fa nella zona centrale ci accorgiamo che,
proporzionato agli abitanti che ha la zona centro – mi pare che hanno
fatto questo studio l’anno scorso -, è neanche la metà di investimento
che viene fatto nell’insieme delle periferie. Quindi significa che esistono
cittadini di serie A e cittadini di serie B. Riconosciamo al centro storico
un valore generale indubbio, turistico e quant’altro, che può quindi
richiamare un investimento anche maggiore, però ciò non toglie che
questa sproporzione grida vendetta perché, appunto, le periferie
vengono dimenticate da chi amministra questa Città oggi. Quindi
riteniamo che questo emendamento, seppur modesto, sia un segnale
nella direzione giusta e che quindi chiediamo al Consiglio di approvare”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Cormio.
Il consigliere Cormio così interviene:
“L’emendamento in questione mi consente di riferirmi ad un
argomento che può recuperare, una volta tanto, una questione estetica
38
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
positiva, visto che proprio ieri in questo Consiglio si è discusso per
parecchio tanto sull’opportunità o la non opportunità di esporre quello
che è stato esposto in Piazza XXIV Maggio e comunque molto spesso ci
troviamo nella nostra Città e anche sui giornali a dover soprattutto
assistere e parlare di elementi negativi, comunque il brutto viene
soprattutto enfatizzato, mentre invece il discorso dell’arredo urbano può
richiamare un rilancio di quello che è l’aspetto estetico della Città,
quindi un discorso più legato alla bellezza.
Quindi io mi associo a quelli che sono gli interventi fatti dai colleghi
in precedenza, soprattutto per quanto concerne l’aspetto di riprendere
in mano questa materia in modo più complessivo, quindi stabilire tutta
una serie di criteri, coordinare gli interventi e le installazioni dei
manufatti che vengono svolti anche da aziende che lavorano nella
nostra Città (pensiamo all’ATM per quanto riguarda il discorso delle
fermate; pensiamo all’AMSA per quanto riguarda tutta la partita della
raccolta dei rifiuti). Quindi ci vuole un disegno complessivo che sappia
raccogliere un po’ tutta questa materia, sapendo quindi coniugare quello
che è l’aspetto estetico con la funzionalità.
Per quanto riguarda invece l’aspetto toccato dai colleghi, quello di
potenziare – credo che l’obiettivo di questo emendamento sia questo quelli che sono questi elementi di aspetto estetico nelle periferie,
sicuramente questo non può che trovarci d’accordo, proprio perché,
39
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
come è stato detto in precedenza, soprattutto attraverso, magari,
l’arricchimento con piccoli elementi, anche questo può contribuire al
rilancio di un quartiere, alla rivitalizzazione di una strada. Toccherei
anche l’aspetto che è stato posto su quella che potrebbe essere una
competenza da affidare ai Consigli di Zona proprio perché i Consigli di
Zona sono stati oggetto recentemente di una proposta di nuovo
regolamento che è stata presentata dall’Assessore competente e che ha
visto, come sappiamo, una reazione totalmente negativa delle nuove
zone a quella proposta, probabilmente proprio perché, forse, era ancora
troppo povera di funzioni che possono essere attribuite a questi Consigli
di Zona e l’elemento dell’arredo urbano potrebbe essere uno degli
aspetti che potrebbe essere prerogativa dei poteri da concedere ai
Consigli di Zona, valorizzando quindi un aspetto di quest’istituzione che
può essere proprio data dalla vicinanza al territorio che i Consiglieri di
Zona hanno e quindi, in qualche misura, possono essere magari più
capaci di interpretare il bisogno e anche la necessità di qualcosa di più
grave da questo punto di vista.
Pertanto,
per
queste
ragioni,
il
nostro
Gruppo
sosterrà
l’approvazione di questo emendamento”.
Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il
n. 509, precedentemente indicato.
40
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 45 consiglieri, come da documento n. 3, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 45
Votanti
n. 45
Voti favorevoli
n. 15
Voti contrari
n. 30
Il Presidente pertanto proclama che l’emendamento è respinto.
--Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento,
contrassegnato con il n. 494, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Occhi affinché lo illustri.
Il consigliere Occhi così interviene:
“Grazie, Presidente. Io non so se la sensibilità della Giunta e di
questo Consiglio porterà all’approvazione di questo emendamento; se
non fosse così sarebbe grave nel senso che questo emendamento
chiede… Beh, vedo che c’è un subemendamento quindi devo dedurre
che la cosa è accettata, c’è l’accordo”.
(Intervento fuori microfono del consigliere Masseroli)
Il consigliere Occhi così riprende:
“Ma sì, vedo un subemendamento quindi do per scontato che,
appunto, anche la Maggioranza…”.
41
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
(Intervento fuori microfono del consigliere Masseroli)
Il consigliere Occhi così riprende:
“Vedo che, tra l’altro, il subemendamento cambia soltanto la fonte
di prelievo, quindi devo dedurre che sull’aumento delle spese per gli
interventi fitosanitari relativamente al problema dell’AIDS ha trovato…”.
(Intervento fuori microfono del consigliere Fiano)
Il consigliere Occhi così riprende:
“Non i DS, i DS avrebbero bisogno di ben altro per essere
recuperati dal punto di vista clinico, cioè una cura per la quale non
basta sicuramente questo investimento.
(Intervento fuori microfono del consigliere Fiano)
Il consigliere Occhi così riprende:
“A parte la battuta, credo che questo sia un problema veramente
importante. La nostra Città purtroppo è fra le Città maggiormente
esposte su questo fronte e negli ultimi anni ha, come dire, diminuito la
sua capacità di intervento e di protezione sociale rispetto a questo
problema enorme. Sembra che ci siamo dimenticati che il problema
esiste, l’abbiamo quasi rimosso, ci siamo illusi per un periodo che la
cosa potesse essere contenuta o, meglio, relegata, ghettizzata in alcuni
strati particolari della società che, tutto sommato, potevano essere, fra
virgolette, scaricati. Credo che invece le questioni oggettive che sono
sotto gli occhi di tutti siano ben diverse e che questo è un problema che
42
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
non
può
essere
affrontato
o
non
affrontato
con
ideologia
e
atteggiamento di sufficienza, ma ha ben altre oggettivazioni. Quindi
l’idea che il Consiglio Comunale possa aumentare, anche se per una
cifra tutto sommato modesta, lo stanziamento rispetto a questo settore,
lo riteniamo importante, un segnale preciso di presa di coscienza del
Consiglio rispetto alla gravità di questa situazione”.
Il Presidente
comunica
che
all’emendamento
n.
494
è
stato
presentato un subemendamento a firma del consigliere Masseroli ed
altri, contrassegnato con il n. 1, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Masseroli per l’illustrazione.
Il consigliere Masseroli così interviene:
“Sarò sintetico: il codice d’intervento del prelievo è dal 1090103 al
1010203”.
Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona.
L’assessore Talamona così interviene:
“Il parere è favorevole, si tratta di far capo alle spese telefoniche”.
Il Presidente pone in votazione il subemendamento all’emendamento
n. 494, a firma del consigliere Masseroli ed altri, contrassegnato con il
n. 1, precedentemente indicato.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 39 consiglieri, come da documento n. 4, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
43
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Presenti
n. 39
Astenuti
n.
Votanti
n. 36
Voti favorevoli
n. 36
Il Presidente
3
(Martinelli, Occhi, Tenconi)
pertanto proclama che il subemendamento n. 1
l’emendamento n. 494 è approvato.
--Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il
n. 494, nel testo risultante dal subemendamento testè approvato, che si
allega.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 37 consiglieri, come da documento n. 5, che si allega.
Al riscontro dei voti, risulta approvato all’unanimità.
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento,
contrassegnato con il n. 322, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Fanzago affinché lo illustri.
Il consigliere Fanzago così interviene:
“Grazie, Presidente. L’argomento indicato in questo emendamento
va a toccare due emergenze: l’emergenza dell’abitare e la protezione
sociale della fascia della popolazione anziana che vive in Città. Qui si
44
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
tratta di integrare una spesa assolutamente irrisoria, il Comune di
Milano ha previsto ben 60 mila euro per questo intervento, gli alloggi
protetti, sappiamo bene quali siano le difficoltà in Città rispetto al
problema dell’abitare e sappiamo bene quale sia la stessa difficoltà
rispetto ad un intervento di protezione sociale quale può essere
garantita da questo intervento. Si tratta di realizzare una serie di
proposte abitative che vanno, appunto, denominate come ‘alloggi
protetti’ per questa categoria di persone. Crediamo che sia necessario,
oramai indispensabile, differenziare gli interventi, che non si possa più
rispondere a questo bisogno di assistenza e di residenzialità soltanto
con un’unica unità d’offerta che è quella delle RSA, cioè degli istituti di
ricovero; poteva essere valido nell’800 o i primi del ’900, siamo ormai in
un secolo diverso, nel 2004 e credo che il Comune di Milano non possa
più esimersi dall’investire in termini di risposta anche in questi progetti
innovativi. Stanziare solo 60 mila euro per questo intervento vuol dire
coprire le spese delle due impiegate che si stanno occupando, nei
Servizi Sociali, di mantenere quello che c’è, cioè il nulla.
Sappiamo benissimo che a Piazzale Dateo era previsto un
intervento di questo tipo, però non sappiamo se Piazzale Dateo verrà
venduto, non sappiamo se questi alloggi che erano stati pagati con i
soldi dei contribuenti verranno poi messi a disposizione di questa fascia
della popolazione di Milano; crediamo che invece si debba investire in
45
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
questo ambito e crediamo che fare questa proposta all’interno del
Bilancio del Comune di Milano (cioè togliere circa 200 mila euro dalla
tutela degli animali sul territorio comunale per dedicare queste risorse
ad un intervento in favore di questa popolazione) sia una scelta
importante e non rinviabile o da non prendere in considerazione.
Ho detto prima che è necessario differenziare le risposte; crediamo
che, come è stato fatto precedentemente con l’assistenza domiciliare
piuttosto che con le comunità alloggio, anche questa risposta debba
essere potenziata e quindi sottoponiamo all’attenzione del Consiglio
Comunale questo tipo di intervento e questa proposta”.
Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona.
L’assessore Talamona così interviene:
“Avendo a disposizione solo un Sì o un No, ho sentito dire ‘parere
positivo’, ma devo smentire. Parere negativo”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Tenconi.
Il consigliere Tenconi così interviene:
“Sarò estremamente sintetico. Io sono a favore di questo
intervento che riguarda bisogni essenziali visibili e verificabili tutti i
giorni. Sono a favore degli esseri umani nel confronto con gli animali, io
sono un umanista e mi contrappongo agli oltranzisti animalisti che in
questo Consiglio almeno hanno due esponenti. Quindi ritengo che gli
esseri umani abbiano il diritto di prelazione nei confronti degli animali”.
46
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Presidente e Assessore, vorrei motivare il perché abbiamo firmato
questo emendamento che si riferisce agli alloggi protetti. Già il
consigliere Fanzago illustrava la duplice finalità di dare un contributo al
problema degli alloggi e, in particolare, però di occuparsi di categorie di
particolare difficoltà. Quando in quest’aula abbiamo dibattuto gli
emendamenti per gli anziani, sia riferiti all’assistenza domiciliare che ai
centri diurni, abbiamo già sottolineato il fatto che una pluralità di
interventi per gli anziani deve prevedere un ventaglio di offerte che
vanno, appunto, dal mantenere l’anziano nella sua casa attraverso
l’assistenza domiciliare, meglio se integrata, al ricovero. All’interno di
questi due che potremmo considerare dei momenti limite (l’anziano che
incomincia ad avere qualche problema e l’anziano che è totalmente non
autosufficiente, che quindi ha bisogno di ricovero), un intervento
socialmente di qualità è un intervento che sviluppa un ventaglio di
offerte di tipo territoriale, tra cui le forme di alloggio protetto che, come
ho
già
avuto
modo
di
ricordare
a
quest’Aula,
sono
forme
particolarmente diffuse in altri Paesi europei, in altre grandi Città
europee e, mi dicono, anche in Emilia. Il nostro Consigliere emiliano che è qui in prestito - dice che anche l’Emilia ha realizzato cose di
questo
genere.
Senza,
come
dire,
47
pensare
ancora,
anche
se
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
bisognerebbe programmarlo, a delle residenze vere e proprie di tipo
integrato con particolari categorie di utenti, con i servizi in comune, cioè
le cose un po’ più avanzate che possiamo andare a vedere in altri
territori, però anche la semplice riserva di alcuni piccoli appartamenti in
diverse realtà sarebbe già un passo in avanti. Milano fa ancora troppo
poco
in
questa
direzione;
come
hanno
già
detto
altri,
è
un
emendamento limitato nella spesa, ma anche qui si tratta di
incominciare a segnare un’inversione di tendenza”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Occhi.
Il consigliere Occhi così interviene:
“Presidente, come le dicevo prima, non è semplicemente una
battuta, io sono nato in un piccolo paesino dell’Appennino di Parma e al
mio
paese
stanno
costruendo
-
naturalmente
la
Giunta
è
di
Centrosinistra, più Rifondazione Comunista – ed è quasi terminata una
struttura di alloggi protetti per anziani, oltre naturalmente ad altre
attività che a questo fine il Comune dedica. E’ un consorzio di più
Comuni, perché il Comune di per sé non avrebbe questa potenzialità
economica da solo, quindi in collaborazione con almeno quattro Comuni
della Comunità Montana hanno fatto questa struttura.
Guardo il Consigliere, nonché Vicepresidente prossimo della
Provincia, perché ricordo che il Sindaco è dello stesso partito di Mattioli,
quindi qui la cosa si potrebbe dilungare nei ricordi d’infanzia visto che
48
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
siamo cresciuti insieme. Questo è per dire che vi sono luoghi e
situazioni in cui l’attenzione rispetto agli anziani è reale e vi è la
possibilità economica e sociale per risolvere una serie di problemi. A
Milano sembra che questo problema non esista, non abbiamo nessuna
capacità programmatoria di spesa che tenga conto appunto dello stato
in cui i nostri anziani si trovano. Devo dire, peraltro, che se è positivo
l’emendamento relativamente a questo capitolo di Bilancio, non lo è
altrettanto il paragrafo dove abbiamo suggerito di prendere i soldi. Io
ho firmato questo emendamento, ma devo dire che sono assolutamente
contrario che questo emendamento mantenga la fonte di prelievo che è
stata indicata nell’emendamento. Ringrazio il consigliere Tenconi che
me l’ha fatto notare; io invece credo che questa Città debba dedicare
assolutamente molto di più in termini economici alla tutela anche degli
animali che sono presenti sul nostro territorio. Quindi credo che sia
stato
sbagliato
proporre
l’emendamento
in
questo
modo
contrapponendo i bisogni dei nostri anziani con i bisogni, tra virgolette,
degli animali che in questa nostra Città sono altrettanto maltrattati.
Quindi contrapporre questi due bisogni non mi sembra… cioè non siamo,
come dire, in un paese del Terzo Mondo in cui bisogna scegliere o la vita
o la morte, quindi la vita di un animale per mantenere un uomo. Qui
non siamo in queste condizioni, abbiamo le condizioni economiche per
49
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
avere un intervento equilibrato in entrambi i settori che qui vengono
proposti”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Spirolazzi.
Il consigliere Spirolazzi così interviene:
“Io ho ascoltato attentamente il dibattito e probabilmente la fonte
di prelievo poteva essere messa in discussione; penso anch’io che
magari si poteva trovare una fonte di prelievo diversa, però mi hanno
colpito molto le cifre evidenziate dal collega Fanzago. Cioè per tutta
Milano è stato previsto, anche per il 2004, uno stanziamento di solo 60
mila euro per gli alloggi protetti e questa è una cifra assolutamente
irrisoria che probabilmente serve solo per coprire le spese correnti, ma
non per fare nessun tipo di intervento di questo genere. Allora, spreco
per spreco, sarebbe stato più coerente dire che il Comune di Milano non
è capace di mettere in atto una politica degli anziani che vada a
fronteggiare questi problemi anche con gli alloggi protetti e pertanto
non destina neanche una lira, perché mettere lì 60 mila euro vuol dire
neanche mettere a disposizione una piccola risorsa, vuol dire mettere a
disposizione zero. L’emendamento aveva la finalità di denunciare come
una Città come Milano, che si ritiene all’avanguardia su tante cose, sulle
politiche agli anziani invece, nella fattispecie per quanto riguarda gli
alloggi protetti, non fa assolutamente nulla, tanto che destina le briciole
delle briciole. Se si vuole fare un paragone, si destinano più soldi per
50
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
un’attività comunque giusta e doverosa, ma per questo tipo di attività il
Comune di Milano non è in grado di attuare nessuna politica sociale”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo.
Il consigliere Rizzo così interviene:
“Io partirei, Signor Presidente, da queste ultime osservazioni del
collega che ha ripreso le cose che ha detto il consigliere Fanzago, cioè
che ci sarebbero soltanto 60 mila euro destinati a questo; mi auguro,
questo, nelle spese correnti e che il resto sia nelle spese in conto
capitale perché altrimenti la cosa sarebbe assolutamente drammatica,
non costruiremmo neanche un box, probabilmente, con 60 mila euro.
Intanto non vorrei che gli anziani li ricoverassimo nei box, ma
comunque mi sembra che ci dovrebbe essere una risposta che in
qualche modo risolvesse questo dubbio che altrimenti, francamente, è
di difficile accettazione. Io, ora che sono (per così dire) libero da alcuni
obblighi di deontologia politica, diciamo, di dover difendere, quando
rappresentavo in questo Consiglio i Verdi, anche la tutela degli animali,
sono libero di dire una mia convinzione che è quella che sarei lieto…
beata la Città nella quale non si devono contrapporre queste questioni,
non so se Milano sia ancora in questo stato perché, ripeto fino alla noia,
noi non abbiamo fatto una scala di priorità dove si mettono in ordine
dove investiamo i nostri denari. Per cui io condivido l’osservazione che
se si trovano altre risorse è bene ricercarle in altri luoghi; se si decide
51
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
invece di trovarle in questa forma, mi auguro che il taglio non sia negli
interventi a tutela degli animali, ma sia a tutela degli studi perché
spesso il lavoro di tutela degli animali si ridetermina - per esperienza
mia - in tantissimi studi commissionati per affrontare il problema della
tutela degli animali in Città, che non vuol dire difendere gli animali in
Città, vuol dire dare da lavorare a qualche umano che si occupa di
queste questioni.
Per cui io sono d’accordo, togliamolo da qui, però capiamo anche
che qualche ragionamento su come vengono spesi i denari nel settore
‘tutela degli animali’ bisognerebbe pur farlo; tutte le spese e il tempo
che abbiamo destinato al canile, che ancora non c’è, dobbiamo anche
tenerlo nella dovuta considerazione. Ma non vorrei fare questa
contrapposizione. Direi che se ci sono altre fonti di reperimento,
facciamolo ben volentieri, sostituiamo questa voce, peraltro io non ho
ancora firmato questo emendamento per cui non ho neanche la
responsabilità di queste considerazioni, a me preme dire che gli alloggi
protetti sono una soluzione moderna ad un problema, come quello degli
anziani, che non vogliamo vengano condannati alla solitudine o alla
condizione intristita delle strutture, diciamo, di ricovero ordinarie, è una
soluzione nuova, originale – ‘nuova’ per modo di dire –, cioè, voglio
dire, con la concezione nuova ed originale che è quella di dire: gli
anziani devono avere la loro privacy, la loro possibilità di svolgere e
52
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
continuare la loro vita il più possibile paragonabile a quella che hanno
vissuto negli anni precedenti, e bisogna offrir loro però gli strumenti
collettivi ed anche di socializzazione, nei quali alcune funzioni che loro
non potrebbero più svolgere possono essere svolte in modo collettivo.
Questa è l’interpretazione che do io agli alloggi protetti e penso che
questa sia una soluzione giusta, non il classico Pio Albergo Trivulzio ma
delle soluzioni nelle quali si ricostituiscono famiglie, solidarietà, socialità
tra anziani in un ambiente decoroso, decente, nel quale si possano
sviluppare ancora relazioni.
Io credo che questa sia la scelta del futuro, mi auguro che venga
accolto questo discorso e sarei curioso di sapere se questa cifra, come
io voglio credere, è solo di spesa corrente, quanto in spese di
investimento, cioè in spese in conto capitale, c’è per realizzare questi
alloggi protetti”.
Entra in aula il consigliere Tinelli: i presenti sono, pertanto,
52.
Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il
n. 322, precedentemente indicato.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 43 consiglieri, come da documento n. 6, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 43
53
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Votanti
n. 43
Voti favorevoli
n. 19
Voti contrari
n. 24
Il Presidente pertanto proclama che l’emendamento è respinto.
--Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento,
contrassegnato con il n. 265, che si allega.
Escono dall’aula i consiglieri Mattioli, Ciccioni, Gilardelli: i
presenti sono, pertanto, 49.
Il Presidente dà la parola al consigliere Cormio affinché illustri
l’emendamento.
Il consigliere Cormio così interviene:
“L’emendamento n. 265 tratta la materia molto delicata che è
quella delle vacanze per soggetti disabili. Questa certamente è un’altra
delle tante attività molto importanti per questa fascia di popolazione, ne
abbiamo già parlato anche lo scorso anno perché presenta una duplice
valenza, questa attività: da un lato rappresenta un ulteriore momento
educativo per i ragazzi che vivono queste vacanze perché possono
vivere dei momenti lontano dalla famiglia nei quali svolgere tutta una
serie di attività ricreative che possono servire, appunto, ad una
maturazione migliore della loro persona; quindi diciamo che è un’attività
che va a completare le attività che vengono svolte normalmente
54
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
durante la stagione normale, insomma. Il secondo aspetto è relativo
invece al sollievo che questi soggiorni hanno indirettamente sulle
famiglie, perché le famiglie che hanno – ahimè - la sfortuna di avere
persone con gravi problemi di disabilità, chiaramente si trovano a vivere
una pressione, una tensione nervosa, uno stress per la fatica di accudire
e seguire queste persone che necessita molto spesso, appunto, di
qualche periodo (chiamiamolo così) di relax, di stacco. Quindi il fatto
che ci siano questi soggiorni consente alle famiglie di avere la possibilità
di riposarsi un attimo per riprendere poi, evidentemente, la normale
attività.
Negli ultimi anni dobbiamo segnalare che questa tipologia d’attività
risulta essere una fra quelle maggiormente sacrificate da parte
dell’Assessorato alle Politiche Sociali. Ricordo che anche l’anno scorso si
era rimediato in extremis perché appunto dall’anno scorso la voce
‘vacanza’ era stata completamente azzerata, cioè dai 400 mila euro
normalmente investiti si era passati a zero. Quindi l’anno scorso si era
in
qualche
modo
rimediato
in
extremis;
anche
quest’anno
probabilmente arriveremo a rimediare in extremis e si arriva a questo
stato anche perché normalmente avviene la protesta delle famiglie che
sono costrette spesso e volentieri ad organizzarsi, a costituire
delegazioni, a fare addirittura – com’è successo qualche mese fa - un
presidio sotto gli uffici dell’Assessorato in Largo Treves.
55
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Quindi io credo che su questa materia, se si continuerà su questa
strada, sicuramente la nostra Amministrazione non dà un’immagine di
grande attenzione ai problemi di questa fascia di popolazione che è
probabilmente una fascia di popolazione, dal punto di vista numerico,
fortunatamente ancora non rilevante, come magari possono essere i
cittadini molto anziani della nostra Città, però sicuramente sono un
carico ed una presenza che un’Amministrazione sensibile, attenta deve
sicuramente tenere in considerazione.
Ecco, pertanto, il fatto per il quale noi abbiamo ritenuto opportuno
presentare questo emendamento che, con la cifra di 400 mila euro,
vuole proprio reintegrare completamente il budget che normalmente
viene destinato per questo tipo di attività. Tra l’altro sappiamo che i
notevoli ritardi con cui, appunto, da un paio d’anni a questa parte viene
gestita
questa
faccenda
comportano
anche
difficoltà
all’AIAS,
all’Associazione Italiana Assistenza agli Spastici, che normalmente cura
questo tipo di attività, nel senso che è quell’associazione che per conto
dell’Amministrazione Comunale organizza tutto il servizio, predispone gli
opuscoli informativi per le famiglie che così possono scegliere le diverse
opportunità che vengono offerte per andare in vacanza, organizza anche
tutto l’aspetto di quelli che dovranno essere poi gli operatori che
seguiranno i ragazzi durante i loro soggiorni. Questi ritardi non facilitano
il lavoro di questa associazione, quindi noi ci auguriamo che questa
56
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
volta l’emendamento venga accolto, però per il futuro è auspicabile che
la cosa non si ripeta perché effettivamente questa è un’attività troppo
importante per non essere realizzata”.
Il Presidente
comunica
che
all’emendamento
n.
265
è
stato
presentato un subemendamento a firma del consigliere Masseroli ed
altri, contrassegnato con il n. 1, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Masseroli affinchè lo illustri.
Il consigliere Masseroli così interviene:
“Sì, Presidente. Il codice di prelievo da 1090103 diventa 1010203 e
l’importo da 400 mila a 150 mila”.
Entra in aula il consigliere Bossi Emilia Moratti: i presenti
sono, pertanto, 50.
Il Presidente dà la parola all’assessore Talamona.
L’assessore Talamona così interviene:
“Vorrei precisare, a proposito dell’emendamento precedente, sulle
residenze protette per anziani, che si trattava e si tratta effettivamente
di spesa corrente, non di investimenti.
Sull’emendamento 265 il parere della Giunta è favorevole, cioè 150
mila euro a carico delle spese telefoniche”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Molteni.
Il consigliere Molteni così interviene:
57
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
“Signor Presidente, mi fa piacere che ci si ricordi di questo capitolo
di Bilancio, cioè il capitolo relativo al soggiorno di vacanza per persone
disabili in località climatiche, capitolo che era stato fortemente voluto
nella passata consiliatura dalla sottoscritta in rappresentanza appunto
della Lega Nord ed era per quello che era stato introdotto come voce nel
Bilancio. Mi fa piacere che la Sinistra oggi caldeggi questo capitolo
quando allora, in aula, in questo Consiglio si erano sollevate certe
discussioni.
Questo è quanto, quindi non posso far altro che essere favorevole,
ovviamente, alla proposta di incrementarla come voce di spesa”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Questo emendamento credo rivesta un’importanza particolare
perché la questione delle vacanze delle persone disabili, dell’intervento
del Comune naturalmente rivolto a situazioni particolari ed anche a
particolari fasce d’utenza, è stato uno dei pezzi di storia dei servizi per
disabili di Milano che credo per primo innovò dando anche questo tipo di
servizio, aiutato all’epoca anche dalla possibilità di avere le proprie case
di vacanza che, in alcuni periodi dell’anno venivano messe a
disposizione, poi ampliando anche questo intervento con alberghi e
realtà convenzionate, infine anche con buoni che le famiglie potevano
utilizzare. L’anno scorso questa voce è stata una voce tagliata, con
58
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
grave disagio delle famiglie, ed io non vorrei fare del facile pietismo, ma
vi prego di credere - e molti dei colleghi lo sanno perché frequentano
associazioni (se non hanno problemi personali o di parenti o amici) di
genitori che hanno figli, anche in età adulta, non assolutamente
autosufficienti per gravi disabilità, che cosa vuol dire per queste famiglie
quando i servizi diurni sospendono per la lunga pausa estiva, come è
giusto che sia, e queste famiglie hanno il problema di due mesi da
occupare a tempo pieno con queste persone. E’ una questione anche di
igiene mentale per loro, molte volte si sentono dei commenti non
simpatici da parte di qualcuno che teorizza: ‘Dai, non è mica un
problema nostro, è un problema loro, sono figli loro’, e cose di questo
genere.
Se vogliamo che queste famiglie siano effettivamente quel soggetto
dello stato sociale, come dice qualcuno, a me non piace questa
espressione, ma siano in grado di essere davvero a disposizione dei
cittadini disabili, devono avere quel minimo di sollievo che permette loro
di rigenerarsi almeno 15 giorni all’anno o perché possono fare un po’ di
ferie anche loro per conto loro, perché continuano a lavorare, ma non
hanno l’ansia di coprire le 24 ore su 24 per due mesi di fila, un’ansia
molto pesante da reggere, come ci testimoniano dopo che hanno anche
avuto modo di vedere il servizio tagliato l’anno scorso”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Fanzago.
59
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Il consigliere Fanzago così interviene:
“E’ singolare che salti fuori che questo intervento non esisteva ed è
stato introdotto grazie dalla Lega, perché è da anni che AIAS, in
convenzione con il Comune di Milano, ha sempre fatto questo tipo di
servizio. Magari i Consiglieri della Lega informino i loro colleghi regionali
che stamattina i genitori dei ragazzi del CSE hanno manifestato davanti
al Palazzo Pirelli perché la Regione Lombardia ha deciso di togliere loro
le tessere che utilizzavano per i trasporti ATM; magari, se la Lega
informa i colleghi della Regione, si può fare un’azione congiunta di
pressione affinché il Presidente Formigoni ripristini questo servizio che
inspiegabilmente è stato tolto alle persone disabili che hanno disabilità
psichiche e motorie, ma è stato lasciato a coloro che hanno disturbi
sensoriali,
inspiegabilmente.
Ad
ogni
modo,
volevo
sottoporre
all’attenzione dei Consiglieri di Maggioranza che questo intervento, che
è
stato
introdotto
Centrodestra,
nei
quest’anno
sogni,
ha
appunto,
visto
un
delle
bello
Maggioranze
zero
rispetto
di
al
finanziamento, cioè non è stato previsto nessuno stanziamento.
Quello che abbiamo temuto l’anno scorso si è avverato quest’anno,
cioè che il Comune si è ritratto rispetto a questa responsabilità perché
forse non ha considerato urgente o comunque indispensabile questo
intervento. Io credo che questo intervento serva sostanzialmente a due
piccoli obiettivi: un primo obiettivo è quello della qualità della vita di
60
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
queste persone. Ora, non crediamo che una persona, perché disabile,
non abbia diritto ad una qualità della vita come i normodotati: anche a
loro piace andare in vacanza, dovete rendervi conto di questa cosa,
anche loro hanno la capacità di costruire relazioni amicali in questi
periodi di vacanza e soprattutto, come ha detto il collega Cormio,
questo intervento garantisce soprattutto alle famiglie di questi ragazzi la
possibilità di tirare il fiato, così come viene detto, cioè di garantire a
queste famiglie un periodo di sollievo rispetto al lavoro di cura che
pazientemente e in modo continuativo queste famiglie garantiscono ai
loro figli.
Credo che il Comune di Milano con questa scelta abbia fatto una
scelta incredibile, non capisco come sia stato possibile da parte
dell’Amministrazione Comunale non garantire nessuno stanziamento
rispetto a questo intervento; so che l’Assessore poi è intervenuto di
corsa, in ritardo, perché l’AIAS non potrà, naturalmente in questo breve
tempo, organizzare il servizio come ha sempre organizzato dal mese di
ottobre dell’anno precedente, quindi non sappiamo quale tipo di
intervento verrà garantito, certo è che si creano così le premesse per
poter poi definitivamente andare a chiudere questo intervento da parte
del Comune di Milano.
E’ stato presentato un emendamento di riduzione a 150 mila euro;
io spero che questo stanziamento possa soddisfare le reali esigenze di
61
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
questo servizio, non ne sono certo, credo che comunque questo tipo di
emendamento farà in modo che l’anno prossimo l’Amministrazione
Comunale sia più attenta e forse più sensibile anche rispetto a queste
esigenze”.
Entra in aula il consigliere Farina; ne escono i consiglieri
Liva e Pennisi: i presenti sono, pertanto, 49.
Il Presidente pone in votazione il subemendamento all’emendamento
n. 265, a firma del consigliere Masseroli ed altri, contrassegnato con il
n. 1, precedentemente indicato.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 43 consiglieri, come da documento n. 7, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 43
Astenuti
n. 14
(Adamo, Antoniazzi, Bossi
Emilia
Moratti,
Carlino,
Colombo, Cormio, Fanzago,
Fiano, Martinelli, Molinaro,
Ottolenghi, Rizzo, Spirolazzi,
Ugliano)
Votanti
n. 29
Voti favorevoli
n. 29
62
Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
Il Presidente pertanto proclama che il subemendamento n. 1
all’emendamento n. 265 è approvato.
--Il Presidente pone in votazione l’emendamento, contrassegnato con il
n. 265, nel testo risultante dal subemendamento testè approvato, che si
allega.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno partecipato
alla votazione n. 44 consiglieri, come da documento n. 8, che si allega.
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--Entrano in aula gli assessori Predolin e Zampaglione.
Partecipa il Segretario Generale Dr. Giuseppe Albanese
Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio l’emendamento,
contrassegnato con il n. 413, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Martinelli affinché lo illustri.
Il consigliere Martinelli così interviene:
“Con
questo
emendamento
si
chiede
di
incrementare
la
disponibilità dell’Amministrazione Comunale per l’acquisto di opere
d’arte da inserire nelle raccolte civiche. Il motivo sostanziale è che
sappiamo che in questo momento c’è il progetto di costruire il museo
dell’arte del Novecento a Milano mettendo insieme…”.
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Seduta consiliare dell’11 maggio 2004
(NdS, A questo punto il microfono del consigliere Martinelli, pur
rimanendo acceso, non funziona).
Il Presidente così interviene:
“Mi spiegate che cosa succede, per favore? E’ possibile fare parlare
il consigliere Martinelli, anche se non dal suo posto, da un posto che si
riesce a sentire, visto che sembra che sia così difficoltoso far funzionare
questi aggeggi?”
(NdS, A questo punto il consigliere Martinelli cambia microfono, ma non
si sente ugualmente nulla).
Il Presidente così interviene:
“Consigliere Martinelli, non si sente. Allora o riusciamo a far parlare
il consigliere Martinelli o chiudo la seduta; è possibile far parlare da
qualche parte il consigliere Martinelli, visto che non è possibile di là?”.
(Interventi fuori microfono)
Il Presidente così interviene:
“La seduta è sospesa per mezz’ora in attesa che mettano a posto il
sistema”.
Il Presidente sospende la seduta per qualche minuto.
Sono le ore 19,13.
Alle ore 19,25 il Presidente dichiara ufficialmente che la
seduta è chiusa.
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11-5-2004 approvato