Verbale di Seduta
COMUNE DI
REGGIO EMILIA
P.G. n. 5748
DEL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA
L'anno duemilacinque addì 11 - undici del mese di marzo alle ore
17.00 nella sala consiliare, ritualmente convocato, si è riunito il Consiglio
Comunale.
All'appello erano presenti i seguenti Consiglieri:
DELRIO Graziano
ANCESCHI Alessandro
BALDI Carlo
BALLARINI Ivano
BEDOGNI Giuliano
COLOSIMO Francesco
CORRADINI Achille
CORRADINI Franco
CORSI Romano
D’ANDREA Ernesto
DE LUCIA Carmine
DOLCI Loredana
DONELLI Paola
EBOLI Marco
FANTINI Marco
FERRIGNO Alberto
FORNACIARI Marco
FOSSA Gabriele
GIAMPAOLI Vanda
GRILLONE Innocenza
LA SALA Giovanni B.
LOMBARDINI Tommaso
MALATO Emiliano
MARZIANI Marco
MONDUCCI Mario
MONTANARI Valeria
OLIVO Antonio
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NO
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NO
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NO
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NO
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NO
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POLI Mario
PRANDI Marco
PRATI Gianni
RINALDI Carla
RINALDI Nando
RIVA Matteo
RIZZO Antonio
SALSI Laura
SALSI Roberto
SASSI Matteo
SCARPINO Salvatore
VECCHI Luca
VENA Donato
- AssessoriFERRETTI Franco
CATELLANI Giovanni
COLZI Carla Maria
FERRARI Ugo
MALAGOLI Angelo
MONTANARI Giuseppina
PEDRONI Gina
SALSI Annarita
SANTEL Alberto
SASSI Juna in Giovannelli
SPADONI Uberto
Consiglieri presenti: 30
Presiede: Laura Salsi
Segretario Generale: Dr. Domenico Rebuttato
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NO
NO
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SI
SI
SI
SI
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SI
SI
SI
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NO
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NO
NO
NO
NO
NO
NO
INDICE
INTERPELLANZA DEI CONSIGLIERI TARCISIO ZOBBI E MARIO POLI
IN ORDINE AI PROGETTI DI SOLIDARIETA’ PROMOSSI NEGLI ANNI 90
DAL COMUNE IN MOZAMBICO (I.D. n. 46).
Pag. 4
INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE MARCO FORNACIARI IN ORDINE
AI MOTIVI CHE IMPEDISCONO LA CESSAZIONE DEL GEMELLAGGIO
CON FORT WORTH NONOSTANTE CONTINUINO LE ESECUZIONI
Pag. 9
NELLA CITTA’ TEXANA (I.D. n. 47).
INTERPELLANZA DELLA CONSIGLIERA PAOLA DONELLI IN MERITO
AI
DIRITTI
DEI
LAVORATORI
EXTRACOMUNITARI
CON
PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE SITUAZIONI DI MALATTIA ED
Pag. 15
ALLA PROBLEMATICA DELLA CASA (I.D. n. 48).
SURROGA DEL DIMISSIONARIO CONSIGLIERE TARCISIO ZOBBI –
CONVALIDA DELL’ELEZIONE DEL CONSIGLIERE SUBENTRANTE (I.D.
n. 49).
Pag. 20
RELAZIONE ANNUALE AL CONSIGLIO COMUNALE SULL’ATTIVITA’
DEL DIFENSORE CIVICO – ANNO 2004 (P.G. 4275/2005).
Pag. 21
MOZIONE DEL CONSIGLIERE GABRIELE FOSSA IN ORDINE AL
SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA DELLA CITTA’ DI REGGIO EMILIA
QUALE SEDE DEI CAMPIONATI EUROPEI DI CALCIO DEL 2012 (I.D. n.
Pag. 29
50).
2
ORDINE DEL GIORNO EX ART. 20 PER DEDICARE UNA VIA O PIAZZA
O SCUOLA AL NOME DI NICOLA CALIPARI (I.D. n. 51).
Pag. 36
ORDINE DEL GIORNO PER RIBADIRE LA CONDANNA DELLA PENA DI
MORTE E CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLE ESECUZIONI PREVISTE
NELLO STATO DEL TEXAS NEI GIORNI 16 E 23 MARZO 2005 (I.D. n. 52).
Pag. 36
DESIGNAZIONE DI N. 2 RAPPRESENTANTI IN SENO ALL’ASSEMBLEA
DELLA CONSULTA COMUNALE DELLO SPORT - RINVIO.
Pag. 56
APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA CONSILIARE DEL
14.01.2005 (I.D. n. 53).
Pag. 57
3
VERBALE DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DELL’11.03.2005
Scrutatori: D’Andrea - Donelli - Poli.
Alle ore 16:15 risultano presenti i Consiglieri:
Delrio Graziano, D’Andrea Ernesto, De Lucia Carmine, Donelli Paola, Ferrigno Alberto,
Malato Emiliano, Poli Mario, Salsi Laura, Salsi Roberto, Sassi Matteo, Vena Donato.E’
inoltre presente l’assessore Malagoli.
A norma dell’art. 6, comma 2, del Regolamento sul funzionamento del Consiglio
Comunale, si procede quindi alla trattazione delle interpellanze.
Viene introdotto in discussione il punto n. 28 dell’ordine del giorno, relativo a:
“Interpellanza dei Consiglieri Tarcisio Zobbi e Mario Poli in ordine ai progetti di
solidarietà promossi negli anni 90 dal Comune in Mozambico” (I.D. n. 46).
Al Presidente del Consiglio
Al Sig. Sindaco
INTERPELLANZA
I sottoscritti consiglieri comunali facendo riferimento all’attività internazionale del
Comune, in specifico quella dedicata alla realizzazione di progetti di solidarietà e di
promozione umana nei Paesi del terzo mondo,sono a chiedere quale è stato l’esito
di tali progetti promossi negli anni ’90 nella Repubblica del Mozambico.
In quegli anni , infatti, il mondo cooperativo reggiano con il patrocinio
dell’Amministrazione comunale promosse in quel Paese progetti aziendali per la
estrazione e lavorazione del marmo, risorsa presente in abbondanza e di buona
qualità nella natura di quel Paese.
A questo scopo furono costituite vere e proprie aziende miste tra l’Italia e il
Mozambico, che ,dopo un congruo periodo di tempo per l’avviamento, dovevano
divenire di proprietà e di gestione locale.
A fronte di altri progetti che si stanno attuando oggi in Paesi del terzo mondo,
riteniamo cosa utile il conoscere gli effetti e i risultati dei progetti promossi in
precedenza, nonché il loro stato di attuazione ed il livello di raggiungimento degli
obiettivi a suo tempo prefissati.
Consiglieri gruppo U.D.C.
f.to Tarcisio Zobbi
f.to Mario Poli
4
Entrano i Consiglieri Riva, Eboli, Rizzo, Monducci, Lombardini, Colosimo e Olivo
Consiglieri presenti n. 18
Intervengono nell’ordine:
Consigliere Mario Poli
Signor Presidente, signor Sindaco, colleghi Consiglieri, l’interpellanza che avevamo a suo
tempo presentato era stata preparata in principal modo dal Consigliere Zobbi che aveva
individuato, come dice l’interpellanza, la necessità di alcune informazioni più dettagliate di
quanto ancora non abbiamo avuto modo di conoscere, però non è che personalmente mi
senta impreparato sull’argomento, perché lo conosco da lungo tempo anche per motivi
affettivi e familiari.
E’ indubbio che questo nostro rapporto particolare e significativo, che abbiamo già fin dagli
anni Settanta con il Mozambico, è proseguito nel tempo con una serie di passaggi, come
viene citato nell’interpellanza, in cui addirittura abbiamo promosso delle iniziative
economiche congiuntamente con i governi del Mozambico ma anche con gli imprenditori di
quel luogo che, insieme all’imprenditoria cooperativa della nostra città, avevano
individuato alcuni progetti mirati, leggo per comodità, all’estrazione e lavorazione del
marmo, essendo quella una buona risorsa per il Paese.
Quindi noi cosa chiediamo in questo caso al Sindaco, perché è il diretto referente e tiene i
rapporti? Chiediamo che si faccia il punto della situazione sia su quei progetti degli anni
Novanta, sia degli altri progetti che sono stati successivi agli anni Novanta, per quello che
mi è dato di conoscere, che hanno visto anche recentemente una delegazione guidata
proprio da Lei, signor Sindaco, andare in Mozambico e verificare lo stato di attuazione di
quei progetti.
Fra le altre cose, proprio perché è mancata o mancherebbe una relazione dettagliata da
parte del Comune su come vanno i lavori, è anche accaduto che ci siano state delle
polemiche attraverso la stampa fra alcuni organismi o alcuni enti ed associazioni ed altre
associazioni. Mi riferisco in particolare alla polemica che c’è stata fra il Presidente di
Reggio nel Mondo, dottor Bonacini, e il Presidente Soncini di BOREA. L’Incontro di oggi se
non altro ha un’ulteriore utilità. Oltre a quanto si chiedeva nell’interpellanza, oggi aggiungo
la domanda di chiedere che rapporti esistono, come si muovono queste due associazioni,
una del tutto privata, BOREA, un’associazione che credo venga collegata a cooperative di
vario genere, e Reggio nel Mondo, una controllata del Comune di Reggio con una piccola
percentuale, mi pare il 10%, della Camera di Commercio.
Quindi chiedo a Lei appunto un’informazione, la più ampia possibile, rispetto a quella che
è la storia di Reggio collegata con il Mozambico da un legame particolare. Ho anche
notato, però, andando a spulciare la relazione fatta da Reggio nel Mondo, che non
abbiamo un rapporto istituzionale con il Mozambico, non abbiamo un gemellaggio con una
qualche città del Mozambico, come potrebbero essere Pemba, Maputo o Beira. Quindi
un’altra curiosità è questa: forse è arrivato anche il tempo, vista la continuità e l’intensità
dei rapporti, di mirare meglio il nostro impegno come Comune di Reggio anche sotto
l’aspetto del rapporto relazionale ed istituzionale, e non di limitarsi, seppure con cose più
che apprezzabili, all’inaugurazione dei pozzi d’acqua o a seguire qualche iniziativa
rivendicata da Reggio nel Mondo e da BOREA, iniziative utili ma nello stesso tempo un po’
circoscritte. Servirebbe, a maggior ragione, un’iniziativa più alta sul piano politico ed
istituzionale da parte della nostra città, ovviamente trovando l’accordo, ma conoscendo gli
ottimi rapporti che esistono fra il Mozambico e la città di Reggio Emilia non ho dubbi che
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anche i nostri amici di Pemba o di Maputo si mostrerebbero d’accordo e lieti di continuare
un rapporto che rimane significativo nel tempo come valore morale del nostro impegno di
comunità reggiana.
Entrano i Consiglieri Fornaciari, Fossa e Ballarini
Consiglieri presenti n. 21
Entra il Vice Sindaco Ferretti
Sindaco Graziano Delrio
Grazie per l’interpellanza che ci dà modo di fare il punto sui rapporti, come Lei
giustamente ha detto, Consigliere, con le città del Mozambico e con la nazione
mozambicana che, com’è noto, ha rapporti con la città di Reggio da più di trent’anni.
Una breve cronistoria può permetterci di interpretare meglio e di leggere con occhi più
attenti lo sviluppo delle relazioni attuali. Voi sapete che abbiamo partecipato non solo
idealmente, nel passato, ma anche intensamente, al percorso di indipendenza e di
democratizzazione di alcuni Paesi dell’Africa australe, non solo del Mozambico. E’ stato un
sostegno per promuovere la democrazia, per promuovere l’indipendenza di quel Paese.
Nel 1975, come ricordava Lei, Consigliere, è stata fatta la firma del Patto di Amicizia con la
città di Pemba, sottoscritto allora dal Sindaco Bonazzi e da Rosario Natica, e nel 1977 è
stato poi fatto, in zone limitrofe, il Patto di Solidarietà con l’African National Congress di
Nelson Mandela, allora lo fece il Sindaco Benassi. Nel 1978 a Reggio, come sapete, si
tenne la prima Conferenza nazionale di solidarietà contro il colonialismo e l’apartheid.
La solidarietà internazionale verso il Mozambico parte per il Sudafrica nel 1980 con la
prima nave, con 2.800 tonnellate di aiuti, e nel 1984 con una seconda nave con 5.500
tonnellate di aiuti per il Mozambico, l’Angola e la Tanzania.
Proprio la passione di Giuseppe Soncini, che allora era amministratore pubblico,
anticipava una successiva azione di cooperazione in un qualche modo decentrata,
anticipando il concetto, che oggi tutti conoscono, di cooperazione decentrata, superando
quindi l’idea del mero aiuto umanitario per avviare un vero processo di assistenza tecnica,
dentro cui stavano anche quei progetti che Lei cita nella sua interpellanza.
Quello che con il Mozambico, in particolare con la città di Pemba, è stato poi il rapporto più
significativo in quell’area dell’Africa australe.
Fu fatto anche un gemellaggio tra l’Hospital Center di Capo Delgado, che è un’altra zona
del Mozambico, e l’Arcispedale Santa Maria Nuova. Come Lei ricorderà sicuramente, molti
leader mozambicani, anche il figlio del primo Presidente mozambicano ed altri leader
mozambicani, furono poi curati nella nostra città.
Siamo stati in recente visita, insieme all’Assessore regionale Gianluca Borghi, al
Presidente di BOREA Ivan Soncini e a Serena Foracchia in rappresentanza di Reggio nel
Mondo. Abbiamo visto che Reggio è considerata ed amata moltissimo dalla popolazione e
dalle istituzioni mozambicane sia nella capitale Maputo che a Pemba. Abbiamo
inaugurato, come Lei ricordava, otto pozzi nella cittadina di Pemba, uno nuovo, gli altri
messi in ripristino e quindi rifatti secondo le regole, perché erano crollati, grazie ai
finanziamenti dell’ANPI, della Nazionale Cantanti ed appunto dell’Amministrazione
Comunale. Quindi non c’è nessun conflitto di competenze e di collaborazioni. I progetti di
BOREA non sono relativi alle iniziative dell’Amministrazione Comunale o di Reggio nel
Mondo.
Questa questione dei pozzi poi è stata impostata in maniera che mi è particolarmente
cara, perché è un esempio di responsabilizzazione dei villaggi, dove le donne dei villaggi,
che sono quelle che ogni giorno attingono l’acqua dai pozzi, sono responsabili anche delle
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chiavi per chiudere ed aprire questi meccanismi idraulici che permettono di ottenere
l’acqua. Quindi c’è stato un processo di formazione per un gruppo di donne, un processo
di responsabilizzazione della comunità locale, quindi è un progetto particolarmente felice,
credo, perché non è semplicemente la costruzione ma è proprio un processo di
responsabilizzazione sull’uso prezioso delle risorse idriche.
Nello stesso viaggio, come forse alcuni di voi sanno, abbiamo posato la prima pietra di un
Centro di Salute che sorgerà a Pemba. E’ un progetto della nostra agenzia Reggio nel
Mondo finanziato in parte dalla Regione, che risponderà ad uno dei problemi più importanti
che è quello dell’assistenza al parto ed anche dell’assistenza farmacologica, perché
manca completamente la farmacia in tutta l’area. Questo Centro per la Salute diventerà
poi un laboratorio di formazione per la più grande calamità che ha il Mozambico che è la
sida, cioè l’AIDS, che voi sapete colpisce fino al 20% della popolazione adulta del
Mozambico.
Altro elemento di cooperazione in atto, a cui abbiamo cercato di dare forza, i protagonisti
di questa azione sono sempre Reggio nel Mondo, l’Amministrazione Comunale e in alcuni
casi la Regione, è la collaborazione con le scuole reggiane che hanno lavorato insieme
alle scuole Mozambicane sul tema dell’acqua e sul tema della cultura, quindi i nostri
ragazzi delle scuole elementari di Gavasseto in particolare, ma anche della scuola media
“Einstein” e del liceo “Moro”, intrattengono scambi epistolari e fanno donazioni di materiale
didattico verso queste scuole. Quindi il terzo tema, oltre ai pozzi e al Centro per la Salute,
è il tema delle relazioni sul campo dell’istruzione.
Abbiamo presentato recentemente un progetto alla Comunità Europea e durante la visita
che abbiamo fatto abbiamo anche avuto relazioni con i responsabili della Commissione
Europea a Maputo, in Mozambico, per un progetto di 2 milioni di euro fatto in
collaborazione con l’ONG Movimondo per un potenziamento della rete idrica nella capitale
e a Pemba, a Maputo e a Pemba. I due Comuni italiani che lo sponsorizzano sono Roma
e Reggio Emilia. Quindi c’è un grande progetto sull’acqua che speriamo venga finanziato
dalla Comunità Europea, appunto presentato nelle settimane scorse.
Ovviamente il Comune si è appoggiato per tutti questi progetti, come Lei sa, alla
competenza, veramente alta, e all’esperienza di Reggio nel Mondo, si è appoggiato alle
ONG locali, scegliendo quindi questo modello di cooperazione. In particolare sui pozzi
siamo appoggiati alle ONG locali ed ovviamente alle amministrazioni pubbliche. Quindi il
rapporto che Lei ricordava, pur essendo un rapporto di Patto di Amicizia e non essendo
formalizzato, viene vissuto molto più che come un gemellaggio, viene vissuto in maniera
molto intensa da parte di tutta la società civile e dalle istituzioni mozambicane.
Tornando allo specifico progetto del quale Lei fa menzione, corrisponde al vero che negli
anni Novanta fu promosso un progetto per la realizzazione di una fabbrica a Pemba per la
lavorazione del marmo proveniente da Montepuz, una località della regione non molto
distante da Pemba, che ha cave di marmo di ottima qualità. La richiesta di finanziamento
fu fatta al Ministero degli Esteri. Il Ministero degli Esteri diede il finanziamento, quindi è un
progetto romano, non è un progetto finanziato da noi, lo diede allora, e la fabbrica fu
realizzata. La lavorazione del marmo è attiva, l’ho potuto constatare di persona, anche
perché mi era stato sollecitato dall’interpellanza del Consigliere Zobbi, anche se a ritmi un
po’ ridotti perché la fabbrica era inizialmente statale, poi è stata venduta a privati perché
ha attraversato un periodo di crisi. Segnalo quindi che attualmente continua la sua attività,
anche se è un fabbrica in ripresa dopo una crisi industriale.
Ho avuto modo di constatare personalmente la lavorazione. Ricordo a margine che proprio
dalle cave di marmo di Montepuz provenivano due grandi blocchi di marmo donati ai
reggiani dalla Municipalità di Pemba. Nel 1997 con quel marmo fu realizzata un’opera in
ricordo di Giuseppe Soncini che è posta nel Parco della Pace della Quarta Circoscrizione
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e fu inaugurata poi alla presenza degli ambasciatori del Mozambico, Sudafrica, Namibia e
Angola.
Quindi questi sono i risultati dei progetti messi in atto da noi.
Sul conflitto potenziale di interessi o di visibilità tra Reggio nel Mondo e BOREA non entro,
nel senso che non è un problema del Comune né di Reggio nel Mondo da un punto di
vista operativo. E’ un problema forse di comunicazione, perché mi pare di avere visto sulla
stampa che c’è stata una specie di interpretazione da parte di qualcuno, come se BOREA
avesse voluto essere protagonista dei pozzi eccetera. Devo dire che invece per tutto il
nostro viaggio e nei colloqui che abbiamo avuto con le autorità mozambicane era molto
chiaro quali erano i progetti nei quali BOREA era coinvolta e quelli in cui non lo era.
Siccome BOREA non ha progetti attualmente in corso a Pemba, ma ha inaugurato un
progetto importante nella zona di Maputo per il collegamento in videoconferenza tra una
scuola superiore di Maputo e il nostro liceo, un liceo di Reggio, quel progetto è stato
completamente a loro carico e non c’era collaborazione dell’Amministrazione Comunale.
Quindi io non vedo conflitto di competenze né di attribuzioni. E’ molto chiaro che i tre
progetti a cui ho fatto riferimento (la scuola, i pozzi e il Centro per la Salute, oltre alle
collaborazioni con le istituzioni) sono tutti tenuti dalla nostra agenzia Reggio nel Mondo.
Entrano i Consiglieri Baldi e Marziani
Consiglieri presenti n. 23
Consigliere Mario Poli
Signor Sindaco, devo dichiararmi abbastanza soddisfatto delle risposte che Lei mi ha dato
e ci ha dato sullo stato dei rapporti e delle iniziative verso il Mozambico.
Lei ha anche inquadrato con una certa particolarità i settori di intervento: i pozzi, la salute,
la cultura, la scuola. Cose per le quali il Comune e le associazioni reggiane effettivamente
si stanno muovendo con grande spirito di solidarietà ed anche con una certa capacità
incisiva.
Probabilmente, esprimo un’opinione anche in base alle esperienze personali di ciascuno di
noi, così come non è mancato in passato nello sforzo di solidarietà, negli anni Ottanta,
l’apporto dei lavoratori, del movimento sindacale, mi ricordo la nave per Pemba su cui si
imbarcarono molti dirigenti sindacali, ecco, l’aspetto economico forse andrebbe
approfondito in questo rapporto fra noi e il Mozambico, noi Reggio che rispetto al
Mozambico rimaniamo una piccola realtà, ma siamo una realtà da un punto di vista
economico più avanzata. Quindi, considerato anche che Reggio nel Mondo vede la
partecipazione della Camera di Commercio, non sarebbe male che una qualche iniziativa
finalizzata in termini più particolareggiati sul piano economico venisse avanti, perché
abbiamo anche, Lei l’ha visto di persona, la lettura dei dati economici generali che
rimangono sempre bassi ma che segnano un po’ di ripresa, ma neanche, un po’ di
avanzamento sociale ed economico di questo Paese che è stato martoriato prima dalla
guerra di liberazione, poi dalla guerra intestina, che ha bisogno di respirare e ha bisogno
di essere aiutato.
Nel nostro piccolo (piccolo nel senso di Gruppo UDC) vedremo di seguire con attenzione
queste iniziative che sono già in corso d’opera da parte del Comune, perché gli aiuti
vadano a buon fine ma soprattutto siano sempre più ampi e si mettano nel solco di una
tradizione positiva che c’è sempre stata fra noi e il Mozambico. Di nuovo grazie, signor
Sindaco.
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Viene introdotto in discussione il punto n. 27 dell’ordine del giorno, relativo a:
“Interpellanza del Consigliere Marco Fornaciari in ordine ai motivi che impediscono
la cessazione del gemellaggio con Fort Worth nonostante continuino le esecuzioni
nella città texana” (I.D. n. 47).
COMUNE DI REGGIO EMILIA
INTERPELLANZA URGENTE AL SINDACO DI REGGIO EMILIA
Ill.mo Sig. Sindaco,
perché non si può cessare il gemellaggio tra la nostra città e Fort Worth?
Già per primo nella scorsa consigliatura affrontai il problema dopo avere
presenziato ad una conferenza di una suora laica americana contraria alla pena di
morte.
Una delegazione di volontari Reggiani si recò a Fort Worth circa tre anni or sono per
parlare della abolizione della pena di morte, ma non fu neppure ricevuta dal Sindaco
della città.
Analoga sorte è toccata alla delegazione del Consiglio Comunale di Reggio Emilia
che si recò a Fort Worth poco dopo.
La delegazione reggiana parlò, ebbe incontri, ma ritornò naturalmente senza alcuna
proposta concreta.
Si è detto che la pena di morte è troppo collegata all’indole, alla cultura, alla “civiltà”
del popolo statunitense e che non si può abolire.
Le esecuzioni dunque continuano nel Texas, Stato di cui Fort Worth fa parte.
Di fronte al reiterato certo rifiuto all’abolizione della pena di morte che avremo, il
nuovo Consiglio Comunale non potrà che decretare la fine del gemellaggio.
f.to Avv. Marco Fornaciari
Consigliere Comunale
Entrano i Consiglieri Scarpino e Vecchi
Consiglieri presenti n. 25
Intervengono nell’ordine:
Consigliere Marco Fornaciari
Io domando scusa ai colleghi se non ho potuto preparare come era mia volontà questa
interpellanza, perché purtroppo la mia attività professionale me lo ha impedito. Tuttavia è
un argomento che conosco, quindi posso anche improvvisare ciò che volevo preparare
con più adeguatezza.
Si tratta ancora una volta di questo gemellaggio, così contestato, tra la città di Reggio
Emilia e quella di Fort Worth, contestato per via delle esecuzioni che continuano a
verificarsi, nonostante ogni nostro appello. E’ di questi giorni, l’abbiamo letto sul giornale,
non so quale fine abbia avuto questo povero giovane che solamente per dieci giorni o per
due mesi è maggiorenne, quindi sfugge anche a quella interpretazione che finalmente la
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Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha ritenuto di introdurre, ritenendo non passibili
di esecuzione i minori di età.
Tuttavia questo è il primo passo. Il giornalista Naso, che su questo argomento ci aveva
intrattenuti un anno fa circa, aveva preannunciato questa possibilità, cioè solo quando si
interviene dall’alto, cioè da parte della suprema entità dal punto di vista giurisdizionale, si
potrà ottenere qualche cosa.
E’ il primo passo che gli Stati Uniti hanno fatto, non certamente attraverso referendum
popolari o voti o leggi che contrastano con quella che è la maggioranza dei cittadini e la
volontà dei cittadini americani. “Toglietevi dalla testa – disse con accenti di verità – che
questo possa accadere. Nel mondo americano, nella civiltà americana, chi sbaglia, chi
commette un reato, è punito.”
Quello che stride, ed è inutile ripeterlo, è come questa punizione riguardi per lo più gente
che non ha i mezzi per potersi difendere: gente di colore, immigrati, povera gente per lo
più. La giustizia negli Stati Uniti d’America ha costi elevatissimi e chi è ben difeso sfugge
spesso alla pena di morte, l’abbiamo visto con attori celebri. Invece per chi non ha mezzi
questo non avviene.
Quindi è una profonda ingiustizia. Ci sono stati casi in cui la popolazione è insorta perché
vi erano prove contrarie rispetto a quelle che mandavano a morte il detenuto. Nell’ultimo
caso, leggevo sui quotidiani che addirittura la madre della persona deceduta è insorta
contro perché ritiene che le prove non siano sufficienti.
Bene. Noi siamo gemellati con una città nel Texas che è lo Stato d’America in cui si
eseguono il maggior numero di pene di morte. L’opposizione che io ho sentito a Reggio
Emilia per lo più è questa: “Noi non possiamo lasciare che questi nostri gemellati debbano
rimanere privi del nostro apporto, perché solo convincendoli lentamente, solo praticandoli,
solo riuscendo ad intavolare con loro una trattativa, si potrà cambiare questa mentalità.” E’
vero, probabilmente questo è il sistema giusto da adottare, solo che questo sistema
determina tempi inimmaginabili dal punto di vista della praticabilità della nostra idea.
Ora, non sarà molto il segnale, ma io da sempre, da quando siedo su questi banchi, dico e
spero e ritengo che un nostro abbandono del gemellaggio con la sostituzione di un
gemellaggio con un’altra città del Texas che possa essere più vicina a noi potrebbe essere
un segnale. Sarà un segnale da poco, non credo che questo nostro gesto possa essere
interpretato come un qualcosa di folgorante per cui gli americani dovranno mutare il loro
costume, ma è un segnale, è un segnale che la città di Reggio Emilia dovrebbe dare come
esempio, come esempio di come le cose debbono essere migliorate.
So che oggi si tratterà più diffusamente questo argomento. Ritengo che nella civilissima
America non possa ancora esistere questa terribile cosa che è la pena di morte e che la
città di Reggio Emilia debba in qualche modo prendersi da parte rispetto a quel
gemellaggio che secondo me in questo momento e con queste idee non collima con il
nostro pensiero, con la nostra cultura, anche con la nostra fede religiosa.
Entrano i Consiglieri Corradini Achille e La Sala
Consiglieri presenti n. 27
Sindaco Graziano Delrio
Caro Consigliere, come Lei sa io sono disponibile, e l’ho detto già più volte, a dedicare
un’ampia discussione in Consiglio Comunale, oltre all’interpellanza, a questo problema del
tema dei gemellaggi, in particolare a quello con Fort Worth, ed auspico che il calendario
dei lavori del Consiglio ci consenta di fare questo nel prossimo mese.
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Lei chiede appunto nella sua interpellanza la rottura del gemellaggio con la città di Fort
Worth in quanto, come Lei sostiene, non si sono avuti dei passi concreti in questa
direzione.
Vorrei ricostruire un percorso che dimostra con i fatti come invece dei passi concreti siano
stati ottenuti in questo lungo e faticoso percorso. Partiamo intanto da un’affermazione di
principio. Nessuno in questo Consiglio, come anche in gran parte del nostro Paese, mette
in discussione la fortissima contrarietà rispetto alla pena di morte, all’esecuzione capitale,
come strumento per la dissuasione dal crimine. Lei poi è avvocato e sa bene che da più di
cent’anni questo è un dato acquisito nella cultura legislativa occidentale. E’ importante
però, credo, provare a fare una riflessione più approfondita, al di là dell’aut-aut.
In primo luogo è importante conoscere, come in tutte le situazioni, come è composto il
ruolo politico che viene richiesto al Consiglio Comunale di Fort Worth, nel senso che noi
richiediamo al Consiglio Comunale di Fort Worth un pronunciamento, ma dobbiamo
sapere che, a differenza del nostro Consiglio Comunale, il Consiglio Comunale di Fort
Worth, che è una cittadina che è grande oltre due volte Reggio, è composto da solo otto
persone. Queste otto persone non vengono elette da partiti, diciamo così, ma
rappresentano un quartiere della città, vengono elette su una rappresentanza meramente
territoriale.
Ho avuto modo di scambiare già due telefonate con il Sindaco di Fort Worth ed
ovviamente la loro difficoltà a far partire un dibattito di questo tipo sulla pena di morte è
perché loro mai affrontano temi di carattere generale. Affrontano sempre ed
esclusivamente temi di carattere meramente amministrativo dentro il Consiglio Comunale
essendo, come Lei sa, competenza dello Stato federale la questione della pena di morte.
Peraltro appunto, come Lei ricordava, la società americana su questo tema è
particolarmente sensibile in un senso che non è esattamente il nostro. In Texas hanno
firmato un documento che chiede al proprio Stato la sospensione delle esecuzioni solo
una contea, e solo 93 tra città e contee in tutti gli Stati Uniti hanno firmato la stessa
risoluzione, a dimostrazione che c’è una difficoltà vera nella società civile, come Lei
ricordava, ad accettare questa moratoria.
Quindi il tentativo che ha fatto il Comune di Reggio Emilia nella scorsa legislatura, che
anche l’attuale Giunta propone come percorso, è quello di tentare di far nascere dal basso
le istanze di contrarietà alla pena di morte.
Vorrei ricordare appunto, come dicevo prima, le tappe più importanti di questa azione dal
basso di coinvolgimento della società civile, in primo luogo, che possa innescare una
riflessione e un cambiamento anche a livello istituzionale.
Nel 2002 per esempio il Vice Sindaco di Reggio Emilia partecipò a Fort Worth al dibattito
pubblico al Community Conversation on Capital Punishment che era la prima iniziativa di
tipo abolizionista mai organizzata nella città texana. In seguito a quella missione fu
approvato un documento, all’unanimità, nel nostro Consiglio Comunale, lo stesso
documento fu approvato dalla città francese di Dijon, e in una seconda missione a Fort
Worth a loro volta quattro Consiglieri comunali della nostra città, sia di maggioranza che di
opposizione, hanno avuto l’opportunità di leggere una dichiarazione concordata di
sensibilizzazione appunto di fronte al Consiglio Comunale texano.
In quelle occasioni, in quelle visite, si instaurarono e sono attualmente vivi e saldi legami
con istituzioni, enti ed associazioni abolizioniste come la Coalizione Texana contro la Pena
di Morte, le diocesi cattoliche, l’Unione Americana delle Libertà Civili, l’Azione di Pace di
Fort Worth e tante altre associazioni.
Ancora, sono giunte in quel periodo importanti dichiarazioni da parte degli abolizionisti
texani, primo fra tutti il Vice Sindaco di Fort Worth, McCloud, che è un abolizionista,
direttore della diocesi locale, secondo il quale, ripeto che è uno dei maggiori fautori
dell’abolizionismo nella città di Fort Worth, chiudere il gemellaggio, cito testualmente,
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“farebbe rumore sui giornali per un paio di giorni, poi Fort Worth si gemellerebbe con
un’altra città italiana, si dimenticherebbe di Reggio, mentre mantenendo il gemellaggio ed
anche grazie alle vostre azioni di sensibilizzazione ci potrebbe dare la possibilità di
ricordare ogni volta ai cittadini texani che questo argomento ci sta a cuore, vi sta a cuore,
e mantiene viva la discussione.”
Anche il responsabile del Comitato per Reggio Emilia che appunto gestisce il sistema delle
Sister Cities ha ammesso se non ci fosse il gemellaggio con Reggio Emilia non ci
sarebbero mai state iniziative contro la pena di morte nel loro territorio.
Diverse altre testimonianze di persone singole hanno incoraggiato l’Amministrazione
precedente in questa direzione.
L’Amministrazione ha promosso ed aderito alle ripetute petizioni per la moratoria delle
esecuzioni. Anche recentemente, proprio in questi giorni, ha formalizzato le richieste di
moratoria e di grazia per i condannati a morte, ha inviato lettere ai deputati e ai senatori
texani per chiedere loro di approvare proposte di legge a favore di una moratoria che nel
corso della sessione legislativa del Parlamento texano è stata esaminata e rifiutata, che
verrà riesaminata tra un anno, mi pare, se la successione dei tempi è la stessa, quindi c’è
stata una ripetuta azione di contatto e di sensibilizzazione con le istituzioni, con le
associazioni e con la società americana che ci incoraggiano a continuare in una direzione
di dialogo.
Questo dialogo è un dialogo anche di sostegno concreto, perché abbiamo dato un
sostegno economico alla Coalizione Texana contro la Pena di Morte per permettere loro di
essere attivi, di potere esercitare la loro azione di sensibilizzazione, e abbiamo anche
aiutato il Fondo per la difesa legale dei condannati a morte della Comunità di Sant’Egidio
che finanzia appunto i difensori. Come Lei ricordava, purtroppo questo è uno dei problemi:
spesso queste persone non hanno i mezzi per pagarsi avvocati di grido, quindi esiste un
Fondo internazionale per la difesa legale di questi condannati a morte. Il Comune di
Reggio partecipa a questo Fondo con un contributo.
Peraltro ricordo che sia la Comunità di Sant’Egidio che Amnesty International che diverse
altre associazioni sono in realtà tra coloro che in primo luogo invitano a non chiudere i
gemellaggi in queste situazioni, ma a continuare nell’opera di sensibilizzazione, cioè a
superare la parte dell’aut-aut.
I rapporti istituzionali, questa è la nostra idea, ma la approfondiremo meglio, i patti di
amicizia e i gemellaggi per noi sono da sempre strumenti operativi non per imporre la
nostra visione del mondo e dello sviluppo ma per condividere, ricordavo con il Mozambico,
ma anche per Fort Worth penso valga lo stesso. Noi non dobbiamo imporre, ma cercare di
condividere il nostro modo di essere cittadini, il nostro modo di arricchire la nostra
comunità dei suoi valori, e quindi deve essere un’occasione di scambio e di crescita
vicendevole, se è possibile.
Noi crediamo che i segnali che ci vengono dalla società americana in questa direzione, da
ultimo il segnale dell’abolizione della pena di morte per i minorenni, è proprio di questi
giorni, insieme ai contatti che abbiamo avuto in questi mesi con il Vice Sindaco e con il
Sindaco di Fort Worth, ci incoraggino a credere che qualcosa sta cambiando e che
appunto questo arricchirci reciprocamente possa essere l’unico strumento che abbiamo
per ottenere risultati concreti.
Quindi la nostra idea è perseguire con tenacia, coraggio e coerenza la faticosa strada del
dialogo. Nei miei colloqui telefonici con il Sindaco ho ribadito che noi siamo intenzionati,
siccome siamo stati invitati a visitare Fort Worth, a non dire mezze verità sulla nostra
opinione su questo argomento, quindi vogliamo proseguire sulla strada del dialogo.
Abbiamo visto alcuni passi avanti anche nelle istituzioni. Ricordo che il Sindaco di Fort
Worth è stato anche premiato con un punteggio alto dalla Coalizione contro la Pena di
Morte per il suo impegno quando era Senatore.
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Credo che chiudendo il gemellaggio, come ricordava Sergio Romano in occasione di
un’altra questione relativa all’ONU, all’espulsione dall’ONU dei Paesi che non rispettano i
diritti umani, potremmo anche vincere una battaglia morale, ma ci priveremmo così della
possibilità di stimolare e di far progredire sulla questione dei diritti umani in maniera più
significativa la società americana.
Tutto questo ovviamente credo non rinunciando a porre delle verifiche precise
all’avanzamento di queste sensibilizzazioni e ai risultati che questa sensibilizzazione può
raggiungere. Un risultato molto bello, che hanno avuto i nostri ragazzi che hanno
rappresentato là una loro rappresentazione teatrale contro la pena di morte, è stato un
evento molto importante e molto bello. I nostri ragazzi reggiani stanno lavorando in questa
direzione. Siamo tutti nella stessa direzione. Noi crediamo che la pazienza in questo caso,
oltre che la tenacia, possano ottenere maggiori risultati che una risposta netta, più
semplice, come alcuni propongono. Grazie.
Entrano i Consiglieri Rinaldi Nando, Anceschi e Montanari
Esce il Consigliere Fossa
Consiglieri presenti n. 30
Consigliere Marco Fornaciari
Il Sindaco, come al solito, ha detto parole sagge su questa vicenda. Da cultore della
Bibbia, quale Egli è, ricorderà della vendetta biblica del Vecchio Testamento, occhio per
occhio, superata dalla venuta di Gesù e del perdono. Ci si chiede: gli americani sono
cristiani? La grande America si soddisfa uccidendo due volte, uccidendo la vittima prima e
la seconda volta uccidendo...? Vale solo per il cittadino il principio “non uccidere”, e non
per lo Stato? Ci sarebbero mille cose da dire sul punto.
La cosa straordinaria che diceva questo dottor Naso nel suo libro è questa: “Negli Stati
Uniti il seme del dissenso nei confronti della pena di morte nasce nelle chiese storiche.”
Laddove c’è la chiesa c’è dissenso contro la pena di morte. Conclude poi con un
ossimoro: “Nel sud, dove la presenza cristiana è più diffusa, maggiore è il ricorso alla pena
di morte.”
Quindi la società americana è una contraddizione in sé stessa. Nella società americana
dove le chiese comandano, le chiese sono qualcosa di importante nella società
americana, sono contro la pena di morte, ma in realtà non fanno nulla perché questo non
avvenga. Quindi questo discorso del Sindaco, degli studenti che fanno lo spettacolo, va
bene, certo, è un seme che si butta sperando che attecchisca, ma quando il giornalista
italiano che va là e fa uno studio storico ti dice che il 77% della popolazione o il 70% è
favorevole alla pena di morte, quando le chiese, ancorché dicano di no, sono favorevoli,
tutto sommato, alla pena di morte, capisci che riuscire a smontare una cosa di questo
genere è impossibile, perché i numeri sono quelli.
Allora, diceva, o viene dall’alto, com’è venuta questa decisione della Suprema Corte,
oppure il costume è quello.
Ora, ripeto, le parole sono belle, quelle del Sindaco, non posso dire che non siano
condivisibili da parte di chi parla, perché chiunque di noi vuole il dialogo, non vuole uno
scontro fisico, ma quando questi messaggi che continuiamo a mandare, inequivoci, lo so,
ormai lo sappiamo che il Consiglio di Fort Worth è composto di otto membri, ce l’ha detto
anche il Consigliere Eboli che è andato, sappiamo che il Vice Sindaco è un sacerdote, che
è contro, sono tutte cose a noi note, sappiamo che non si occupano di pena di morte ma
solo di problemi amministrativi, noi invece ci occupiamo di tutto, però rimane questo
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scoglio, rimane questa situazione di gemellaggio che indubbiamente fa a pugni con la
nostra cultura, con tutto quello che ne consegue.
Io apprezzo le parole del Sindaco, perché non potrei fare altrimenti. Continuo a pensarla
come ho sempre pensato quando ho sentito per la prima volta questa Sister... non ricordo
il nome, una suora laica che era venuta a Reggio Emilia a parlare, e parlava con accenti
terribili della sua esperienza sull’assistenza ai condannati a morte, terribili, continuo a
pensarla come lei. Continuo a pensare che questa inciviltà ha da cessare. E la finisco,
perché il discorso altrimenti si protrarrebbe a lungo, dicendo ancora che il Comune di
Reggio Emilia questo gemellaggio dovrebbe interromperlo, con tutta la comprensione per
quello che ha detto il Sindaco che per forza di cose non posso che condividere.
Padre Aldo Bergamaschi mi ha regalato un libro sulla pena di morte. Conclude con delle
parole che io mi ero ripromesso di leggere. Lui fa tutto un pamphlet sulla pena di morte
molto bello, filosofico, e poi alla fine cita Manzoni, quel colloquio che vi fu presso Don
Rodrigo sul pane. Sono tre righe, le leggo, se il Presidente mi dà questa...
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Se sono tre righe, prego.
Consigliere Marco Fornaciari
“I fornai - diceva uno - nascondono il grano. Impiccarli! De’ buoni processi - gridava il
podestà. Che processi? - gridava il conte Attilio - Giustizia sommaria. Pigliarne tre,
quattro, cinque, sei, di quelli che sono conosciuti. Impiccarli! Impiccarli! Impiccarli!”
Alessandro Manzoni, dopo avere paragonato l’accavallarsi di quelle chiacchiere al rumore
di una fiera e i loro autori... conclude: “A suo giudizio la richiesta di pena di morte è frutto
dell’ubriachezza fisica e mentale, perché coloro che la richiedono sono esattamente coloro
che ne sono più degni.”
Alle ore 17:00, su invito della Presidente, il Segretario Generale procede all'appello
nominale al fine di verificare l'esistenza del numero legale per poter validamente
deliberare ai sensi dell'art. 6, comma 1, del Regolamento sul funzionamento del Consiglio
Comunale.
Risultano presenti n. 30 Consiglieri.
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Viene introdotto in discussione il punto n. 30 dell’ordine del giorno, relativo a:
“Interpellanza della Consigliera Paola Donelli in merito ai diritti dei lavoratori
extracomunitari con particolare riferimento alle situazioni di malattia ed alla
problematica della casa” (I.D. n. 48).
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale
INTERPELLANZA
Premesso che:
Cisse Babacar è un immigrato senegalese di 34 anni entrato in Italia nel 1998
usufruendo di apposita sanatoria a seguito della quale si è regolarizzato. E’
sposato, con un figlio di 2 anni, che non ha mai potuto vedere “grazie” alla legge
Bossi-Fini. Infatti non può rientrare nel suo paese essendo legato in Italia da un
contratto di lavoro a tempo determinato, rinnovabile ogni 6 mesi che rischia di
perdere se rientra in terra madre. La sua precaria situazione gli impedisce altresì di
chiedere un ricongiungimento familiare.
Ha sempre lavorato, attualmente è saldatore.
E’ stato assunto dalla ditta I.MEC s.r.l. di Reggio Emilia (Villaggio Crostolo, via
Degola 24) il 13/1/04, con un contratto di 6 mesi che è stato rinnovato per altri 6 ed è
scaduto il 12/1/05
In settembre si è ferito gravemente ad un occhio ed è stato ricoverato presso il
Nosocomio di Reggio Emilia subendo 2 interventi molti delicati, l’ultimo in data
28/1/05. Da allora è in malattia, pagato dall’I.N.P.S.
Assieme al rapporto di lavoro, l’azienda che lo ha assunto, ha messo a
“disposizione” di Cisse, con una “manovra” non chiara, un appartamento di due
stanze, sito in Via Turri, il cui affitto di € 600,00 (!) mensili, è stato trattenuto
direttamente dalle buste paga corrisposte allo stesso.
Il contratto di lavoro del Signor Cisse non è stato rinnovato causa il protrarsi del
suo stato di malattia e dopo circa quindici giorni dal mancato rinnovo, in virtù di un
preteso “accordo” non supportato da alcun contratto scritto, secondo il quale
l’appartamento doveva essere lasciato libero entro 15 giorni dal mancato rinnovo
del rapporto lavorativo, succede quanto in seguito riportato.
Allo scadere del 15° giorno Cisse è stato ricoverato in ospedale per uno dei già
citati interventi presso il Nosocomio di Reggio Emilia quando viene contattato al
telefonino da un amico incaricato dallo stesso di badare all’appartamento di Via
Turri, durante la degenza dell’interessato, il quale lo avverte che il proprietario
dell’appartamento, il Sig. Catellani, ed il figlio del datore di lavoro, il Sig. Iori Enrico,
sono nella sua abitazione, assieme a due agenti di polizia, con l’intenzione di
cambiare la serratura dell’appartamento e buttare fuori la sua roba.
Cisse cerca di convincerli al telefono ad aspettare, ma invano.
Il ragazzo trovato nell’appartamento viene arrestato perché sembra non fosse in
regola con i documenti, un altro che passava di lì viene invitato ad allontanarsi e i
due agenti di polizia se ne vanno, ci sono testimoni che li hanno sentiti pronunciare
la seguente frase: “Fate quello che dovete fare, noi ce ne andiamo facendo finta di
nulla.”
Cisse chiama il suo avvocato, chiede un permesso all’ospedale e giunto sul posto
trova la serratura della sua abitazione cambiata ed i suoi effetti personali buttati sul
15
montacarichi (ma parte delle sue cose, come la lavatrice, il televisore, il tappeto
sono rimaste nell’appartamento). A questo punto, accompagnato da due
collaboratrici dell’avvocato che lo assiste, Cisse ha sporto denuncia presso la
Questura di Reggio Emilia e poi è tornato in ospedale.
Il giorno 1/2/05 Cisse viene dimesso, ed il giorno successivo anche la sottoscritta,
assieme ad altri ed alla stampa, ha potuto assistere a quanto riportato dai giornali
locali e alle precarie condizioni di vita del più volte citato cittadino senegalese.
Cisse, nel frattempo, è riuscito a rientrare in possesso della sua casa e, anche alla
presenza del sig. Iori, ci ha fatto vedere i suoi vestiti abbandonati sul montacarichi
del condominio e l’appartamento in cui vive per € 600 al mese: 2 squallide stanze
segnate da un’amara povertà.
Considerato che
- nel documento programmatico presentato dall’assessore all’immigrazione si parla
della importanza di investire sui ‘nuovi cittadini’ e dell’obiettivo di ‘trasformare il
fenomeno immigratorio da problema sociale ad elemento culturale, ad opportunità
per tutta la città’;
Considerato altresì che
la legge Bossi-Fini, assieme alla legge 30, ha aggravato le condizioni di vita dei
lavoratori extracomunitari, costringendoli a subire i ricatti più ignobili, favorendo
l’estorsione e il ricorso all’immigrazione clandestina;
Considerato inoltre che
risulta alquanto inquietante la funzione svolta nella vicenda dai due poliziotti che
hanno agito da “ufficiali giudiziari”, senza averne minimamente il titolo;
Chiedo
al Sindaco e all’assessore competente
-
di intervenire presso le autorità competenti affinché venga chiarita l’intera
vicenda e vengano ripristinati i diritti dei lavoratori extracomunitari anche
quando sono in malattia, come dovrebbe essere in ogni paese civile che si
rispetti;
-
quali iniziative la giunta intenda prendere per affrontare il problema della
ghettizzazione e della casa per gli immigrati che lavorano e che sono
sottoposti a continue estorsioni e ricatti.
La consigliera Comunale dei Verdi
f.to Paola Donelli
Entrano i Consiglieri Fossa, Prati e Dolci
Consiglieri presenti n. 33
Entra l’Assessore Catellani
16
Intervengono nell’ordine:
Consigliere Paola Donelli
L’interpellanza nasce da un caso particolare che è questo di Cisse Babacar il quale è un
immigrato senegalese di 34 anni che è entrato in Italia nel 1998, usufruendo di un’apposita
sanatoria a seguito della quale si è regolarizzato.
E’ sposato, ha un figlio di due anni che non ha mai potuto vedere, grazie al fatto di com’è
fatta la legge Bossi – Fini. Infatti lui è qua con un contratto di lavoro a tempo determinato
che viene rinnovato normalmente ogni sei mesi e se rientra nel suo Paese ovviamente il
contratto di lavoro non gli viene più rinnovato, e quindi grazie alla Bossi – Fini non riesce
più a tornare qua. Contemporaneamente non avendo un contratto di lavoro a tempo
indeterminato non può chiedere il ricongiungimento familiare.
E’ un uomo che ha sempre lavorato e fa il saldatore. E’ stato assunto a gennaio del 2004,
l’assunzione più recente, dalla ditta IMEC di Reggio Emilia con un contratto di sei mesi
che poi è stato rinnovato per altri sei mesi ed è scaduto il 12 gennaio di quest’anno.
In settembre del 2004 questa persona si è ferita ad un occhio ed è stata ricoverata
all’ospedale di Reggio. Ha subìto due interventi molto delicati, di cui l’ultimo il 28 gennaio.
Quando è stato assunto la ditta gli ha messo a disposizione un appartamento in via Turri
con un affitto di 600 euro mensili che venivano trattenuti direttamente dalla busta paga
dall’azienda. A causa del protrarsi del suo stato di malattia, ovviamente alla scadenza del
12 gennaio il contratto di lavoro non è stato rinnovato. Dopo circa quindici giorni, in virtù di
un preteso accordo non supportato da alcun contratto scritto ma riportato soltanto in una
lettera, l’appartamento doveva essere lasciato libero entro quindici giorni dal mancato
rinnovo del rapporto lavorativo. Quindi è successa questa cosa abbastanza spiacevole,
per cui questo signore che era ricoverato in ospedale per questo intervento del 28 viene
contattato al cellulare da un amico incaricato da lui di badare all’appartamento durante la
sua assenza, il quale avverte che il proprietario dell’appartamento e il figlio del datore di
lavoro insieme erano nella sua abitazione insieme a due agenti di polizia e avevano
intenzione di cambiare la serratura e di buttare fuori la sua roba.
Cisse cerca di convincerli al telefono, ma invano. Il ragazzo che era nell’appartamento
viene arrestato perché non si sa bene se sia o meno in regola con i documenti. Un altro
che passava di là viene invitato ad allontanarsi e poi i due agenti di polizia se ne vanno
mentre qualcuno li sente dire: “Fate quello che dovete. Tanto noi ce ne andiamo e
facciamo finta di niente.”
Allora a questo punto Cisse chiama il suo avvocato, chiede un permesso dall’ospedale e,
giunto sul posto, trova la serratura della sua abitazione cambiata e i suoi effetti personali
buttati sul montacarichi. Una parte delle sue cose, come la lavatrice e il televisore, erano
rimaste nell’appartamento.
A questo punto sporge denuncia e torna in ospedale. Il giorno in cui viene dimesso, io,
assieme ad altre persone, assieme ai giornali, ho potuto assistere a quanto è stato
riportato delle condizioni di questo cittadino. Cisse nel frattempo è rientrato nella sua casa
e ci ha fatto vedere in questa giornata i vestiti abbandonati sul montacarichi e
l’appartamento in cui vive, che sono proprio due squallide stanze, segnate da una mala
povertà, e ci vive per 600 euro al mese.
Allora visto che l’Assessorato all’Immigrazione, nel documento programmatico, parlava
dell’importanza di investire sui nuovi cittadini e di trasformare il fenomeno immigratorio da
un problema sociale ad un elemento culturale, ad un’opportunità per tutta la città, visto che
invece la normativa della Bossi – Fini, insieme alla legge 30, ha aggravato ulteriormente le
condizioni di vita dei lavoratori extracomunitari, costringendoli a subire ricatti ignobili,
perché questo della casa è un ricatto ignobile, poi ovviamente un certo tipo di legislazione
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favorisce un comportamento delle aziende non proprio cristallino, considerata questa cosa
e considerata anche la presenza di questi due poliziotti che non erano ufficiali giudiziari,
quindi questo comportamento un po’ strano da parte loro, io chiedo al Sindaco e
all’Assessore competente di intervenire presso le autorità affinché venga chiarita l’intera
vicenda, questa vicenda particolare, e vengano ripristinati i diritti dei lavoratori
extracomunitari anche quando sono in malattia. Mi sembra abbastanza inconcepibile che
un lavoratore, anche se il suo contratto di lavoro è scaduto, si trovi in un ospedale
ricoverato, rischi di venire fuori e di ritrovarsi senza casa.
E poi volevo sollevare questo problema della casa per queste persone. L’Assessorato
all’Immigrazione che cosa ha in progetto di fare per questa situazione molto pesante per
questi lavoratori che si trovano in queste condizioni? Il problema della casa è un problema
grosso, è un problema serio, perché io credo che pagare 600 euro per un buco così, per
poi rischiare di ritrovarsi fuori, non sia un buon modo di accogliere questi cittadini che
vengono nel nostro Paese a lavorare.
Assessore Angelo Malagoli
Buonasera a tutti. Parto dalla fine. Nelle prossime settimane, compatibilmente con le
elezioni regionali e le festività pasquali, è previsto che vadano in discussione in
Commissione consiliare i temi della casa legati all’applicazione dello 0,05 per quanto
riguarda l’affitto e per quanto mi riguarda come Assessorato all’Immigrazione i progetti
dell’Assessorato conseguenti al documento di intenti che in Commissione abbiamo già
discusso prima delle feste di Natale.
La discussione che si è aperta in queste settimane sulla nuova stagione urbanistica
troverà il modo di rispondere anche all’esigenza di riqualificare le parti più obsolete della
città, togliendo quelle situazioni che più si prestano a diventare dei ghetti, in quanto sono
quelle situazioni in cui l’accesso alla casa avviene in situazioni talmente degradate che
diventano accessibili anche alle misere risorse in questo caso degli immigrati.
Quindi risolvere in sede di interpellanza questioni di questa natura, che riguardano
l’evoluzione della città, sarebbe improprio e rimanderei a quelle tre discussioni
l’approfondimento delle questioni.
La seconda cosa. Ci sono delle cause in corso a seguito dei fatti e delle denunce. Quella
mi sembra sicuramente la sede giusta per chiarire fatti, ragioni, torti, ripristinare i diritti se
sono stati lesi. Sostanzialmente direi che non vedo uno spazio e un’opportunità di un
intervento del Comune a verificare comportamenti di poliziotti, non poliziotti eccetera.
Fanno parte del contenzioso giuridico e la soluzione si avrà nel momento in cui un giudice
esprimerà le sue decisioni.
Quindi il problema vero che pone questa storia è ancora una volta un elemento di
riflessione. Se guardiamo l’interpellanza, se guardiamo le notizie di cronaca, cioè la
rassegna stampa di quei giorni, ci sono alcune cose chiare ed altre significative, rispetto
alle quali ognuno maturerà le sue opinioni.
La prima cosa è che il signor Babacar aveva un contratto di lavoro, quindi un permesso di
soggiorno, quindi una casa. Nel momento in cui si interrompe il rapporto di lavoro, il signor
Babacar diventa disoccupato, clandestino e senza tetto. Questo è un elemento
incontestabile della debolezza della legislazione in materia di immigrazione, quando
considera il contratto di lavoro come unico elemento per la regolazione dei flussi. Non so
chi di voi abbia visto non più di dieci giorni fa le associazioni agricole della nostra regione
sostenere che mancano 5 mila lavoratori per i lavori agricoli. Siccome i lavori agricoli si
fanno, quei 5 mila salteranno fuori da qualche parte e saranno ancora una volta oggetto di
clandestinità, lavoro nero eccetera, eccetera.
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Quindi su questo fatto di come l’Italia regola la gestione dell’immigrazione credo che non ci
sia più nulla da dire, se non di negativo.
Altre due notizie vengono fuori. La prima. L’affitto: due stanze e un bagno, 500 euro, un
milione di vecchie lire. C’è chi dice 500, c’è chi dice 600, probabilmente i 100 sono le
spese condominiali che ci sarebbero comunque. Comunque non meno di un milione di
affitto per due stanze, un bagno e, a quanto capisco, una cantina. Altra situazione. Dentro
questa questione dell’affitto c’è un’altra notizia che dice, ed è detta dall’imprenditore:
“Avrebbe anche trovato casa, ma a lui non l’avrebbero affittata. L’hanno affittata a noi da
dare a lui.” Questo è uno spaccato della situazione in cui si possono venire a trovare delle
persone. La terza cosa è questa. Il proprietario dell’appartamento non avrebbe affittato
l’appartamento direttamente al signor Babacar.
Allora io credo che queste siano riflessioni da fare. Le riprenderò fra un attimo. Due
informazioni. A quello che a me consta, il signor Babacar in questo momento è ancora in
malattia, quindi, come si dice normalmente, a carico del sistema previdenziale, perché
avendo nel frattempo avuto la risoluzione del contratto di lavoro, essendosi ammalato
durante il periodo lavorativo, è ancora nelle condizioni di assistenza che vengono garantite
ai lavoratori. Abita la stessa casa di prima, non avendo ricevuto sfratto esecutivo, quindi
non essendo materialmente possibile espellerlo. L’interessato e il suo avvocato sono
impegnati comunque, durante questo periodo, a sfruttare questo periodo della malattia per
trovare un nuovo lavoro ed una nuova casa per andare incontro alle esigenze del
proprietario dell’appartamento.
Infine due o tre riflessioni. Bisognerebbe cogliere come le condizioni e i condizionamenti
giuridici, i meccanismi economici, vadano spesso al di là delle buone intenzioni delle
persone. Sulla rassegna stampa io ho letto un pezzo che mi ha colpito. Sono dichiarazioni
del datore di lavoro. La prima è: “Ho altri dipendenti che aspettano una casa e
quell’appartamento mi serve.” “Cisse è arrivato qui da noi da Parma, ha trovato
l’appartamento, ma il proprietario non glielo avrebbe dato, a meno che non l’avessimo
preso noi in uso foresteria. Ho accettato perché è un bravo lavoratore. Ora sono
disgustato. Siamo gente abituata a lavorare e non a trovarci in mezzo a queste situazioni.
Di sicuro non prenderò più in affitto appartamenti per altri.” A me sembrano parole
genuine, è il nostro modo di ragionare, però c’è il resto. “Ho bisogno di quella casa perché
ho un altro, ci devo mettere dentro un altro.” Il sistema, il meccanismo della
precarizzazione del lavoro piuttosto che dell’incertezza o della non trasparenza del
mercato dell’affitto prevalgono sulle buone intenzioni. Io mi chiedo, come spesso mi
succede quando si riflette sul futuro di questa città, come potrà, il nostro sviluppo,
diventare qualificato e sostenibile se è fondato su precarizzazione del lavoro,
parcellizzazione del lavoro, frazionamento dell’impresa eccetera, eccetera.
Allora finisco. Noi possiamo, oltre che seguire con gli uffici, con i servizi, quando si creano
situazioni di questo genere, dare una svolta alle condizioni di vita degli immigrati nel
momento in cui riusciremo a dare una svolta alle condizioni generali della città. Le due
cose si tengono, non sono una diversa dall’altra. Lo sforzo che deve fare
l’Amministrazione Comunale, per quanto gli compiete, oltre ovviamente all’Assessorato, è
quello di perseguire quella trasformazione della città nell’interesse ovviamente anche degli
immigrati che, come ho già dichiarato, considero una risorsa potente per il cambiamento di
questa città.
Entrano i Consiglieri Giampaoli e Fantini
Consiglieri presenti n. 35
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Consigliere Paola Donelli
Io sono direi piuttosto soddisfatta della risposta, nel senso che mi sembra che l’Assessore
abbia inquadrato bene la problematica che io volevo sollevare.
E’ anche vero che ci sono problemi che esulano dalla capacità di intervento
dell’Amministrazione Locale su questo tema. E’ anche vero che questo tema l’ho sollevato
apposta perché ci faccia riflettere su una situazione che noi qua abbiamo, che ci spinga
anche a lavorare in prospettiva, oltre al Comune, per modificare queste cose, perché in
effetti, come Lei diceva, uno fa dei ragionamenti buoni, però ha questo tipo di ricatto
dietro, ha questo tipo di spinta dietro, comunque, a far prevalere determinati interessi, per
cui alla fine il lavoratore è un “bravo lavoratore” ma nel momento in cui si ammala non
serve più e quindi se anche rimane senza casa, la casa serve per qualcun altro.
Quindi c’è un discorso di interessi economici che sono facilitati da un certo tipo di
legislazione e quindi finiscono per prevalere nei confronti del rispetto delle persone e della
dignità delle persone che vengono qua, rispetto a quelli che sono i nostri criteri di
accoglienza.
Per il discorso della casa invece credo che sia un discorso che tra poco cominceremo a
discutere in Commissione e poi in Consiglio. Mi auguro che su queste cose ci siano delle
buone prospettive. Una delle prospettive è quella di rispondere, almeno un minimo, a
queste esigenze, anche se secondo me c’è anche un problema di tipo culturale. Il discorso
di questo proprietario di casa che comunque non affitta è anche un problema culturale, sul
quale occorre intervenire.
L’ultima cosa che chiedevo è che accanto a questi tipi di intervento, che valuteremo e
studieremo insieme come fare sulla casa, ci sia anche la verifica delle capacità di
accoglienza della città che il suo Assessorato ci ha promesso, sulle quali immagino stia
lavorando. Credo che sia questo un altro elemento di analisi che ci può aiutare per
quantificare il tipo di risposte che dovremo dare insieme a questo problema che è
veramente un problema molto serio.
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Prima di passare alla trattazione delle delibere iscritte all’ordine del giorno, vorrei
esprimere a nome di tutto il Consiglio Comunale le nostre condoglianze all’Assessore
Colzi per la morte del marito. Penso di interpretare i vostri sentimenti esprimendo
all’Assessore tutta la nostra partecipazione al dolore che ha colpito la sua famiglia.
Viene introdotto in discussione il punto n. 39 dell’ordine del giorno, relativo a: “Surroga
del dimissionario Consigliere Tarcisio Zobbi - Convalida dell’elezione del
Consigliere subentrante.” (I.D. n. 49)
Escono i Consiglieri Eboli, Corradini Achille, Giampaoli e La Sala
Consiglieri presenti n. 31
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Informo il Consiglio che si procederà alla surroga del Consigliere comunale Tarcisio Zobbi,
cessato dalla carica per dimissioni dalla lista numero 2 avente il contrassegno UDC, con il
signor Prospero Grassi, nato a Reggio Emilia il 23 ottobre 1939, ivi residente in via Galassi
20
11, che nella medesima lista segue immediatamente l’ultimo eletto; si tratta di convalidare
ad ogni effetto di legge l’elezione alla carica di Consigliere comunale del signor Prospero
Grassi che ha tutti i requisiti di eleggibilità previsti dalla legge e per il quale non esistono
condizioni di incompatibilità. Se qualche Consigliere è a conoscenza di condizioni che non
rispettino questo secondo punto, prego di farlo ora. Essendo il risultato negativo, votiamo.
Non avendo alcun Consigliere chiesto la parola, la Presidente del Consiglio pone in
votazione in forma palese, eseguita con sistema elettronico, l’approvazione della
deliberazione I.D. n. 49 e ne
proclama
il seguente esito:
PRESENTI:
VOTANTI:
FAVOREVOLI:
N.
N.
N.
31
31
31
In conformità di ciò, la Presidente proclama approvata all’unanimità la deliberazione
stessa.
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Chiedo pertanto al Consigliere Grassi di accomodarsi in aula. Salutiamo il nuovo
Consigliere Grassi e gli auguriamo buon lavoro.
Viene introdotto in discussione il punto dell’ordine del giorno relativo a: “Relazione
annuale al Consiglio Comunale sull’attività del Difensore Civico – Anno 2004” (P.G.
4275/2005).
Entrano i Consiglieri Corradini Achille, Eboli, La Sala e Grassi
Consiglieri presenti n. 35
Esce l’Assessore Malagoli
Intervengono nell’ordine:
Professor Lucio Consolini – Difensore Civico del Comune di Reggio Emilia
Signor Presidente, signor Sindaco, Assessori, Consiglieri, questa è per molti di voi una
prima presentazione di una relazione annuale del Difensore Civico a cui avete opportunità
di prestare attenzione. Per questo ho ritenuto doveroso inserire alcune pagine iniziali sulla
figura e le funzioni del Difensore Civico, con riferimento a Statuto e Regolamento
comunale, e qualche allegato di natura normativa.
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L’impianto della relazione aveva ricevuto consenso negli anni scorsi ed è stato quindi
conservato.
Dopo le premesse sull’Ufficio e la sua legislazione, su cui volentieri tornerò solo se mi
viene richiesto, si accenna all’attività di divulgazione svolta.
Nonostante l’ISTAT ci conforti, dichiarando attualmente un tasso di attività di oltre il 50%
per la difesa civica rispetto a tutte le varie forme alternative alla giustizia istituzionale,
ritengo che opportunamente ci si debba impegnare per far conoscere la figura e il ruolo del
Difensore Civico.
Per questo si è prodotto materiale scritto, interventi sulle Circoscrizioni, conferenze a
scolaresche, partecipazione a trasmissioni televisive e relazioni in conferenze aperte al
pubblico. All’occorrenza preciserò meglio questi interventi che si possono comunque così
riassumere: nuovo opuscolo informativo, largamente diffuso in uffici pubblici, URP, scuole
e Circoscrizioni; sull’emittente locale TeleReggio un servizio in diretta con titolo
“Conoscere il Difensore Civico” nell’ambito della trasmissione antimeridiana “Buongiorno
Reggio”; conferenza all’Università dell’Età Libera, Circolo Culturale “Il Crostolo” sul tema
“Chi è il Difensore Civico”; rapporti con le Circoscrizioni; incontri con i diplomandi di diversi
istituti della città.
Rapporti dell’Ufficio. Si possono definire soddisfacenti sia quelli interni con gli uffici, con i
vari organi del Comune, sia quelli esterni. Fra gli enti vanno annoverati: Questura,
Prefettura, OPG e Casa Circondariale, Provincia, Previdenza Sociale e INAIL, Arcispedale
e USL, ARPA, Giudici di Pace, Agenzia del Demanio, Riscoservice, Poste, Centro Servizi
Amministrativi Scolastici e Direzioni Didattiche, naturalmente le Aziende speciali, AGAC,
ACT, ACER, FCR.
Piuttosto ampia la rassegna delle istanze, circa 50 pagine, per le quindici categorie della
suddivisione, esposti 35 casi fra i più meritevoli, come era stato richiesto da alcuni
Consiglieri in passato.
Seguono poi alcune righe sull’attività dell’Ufficio per ricordare l’attuale trasferimento in
zona ex CUED al piano superiore rispetto al servizio Anagrafe. A parte la considerazione,
ahimè amara, del fatto che i lavori di ristrutturazione dell’ala nord non sono ad oggi, dopo
quasi un anno, ancora iniziati, non posso tacere che l’attuale sistemazione risulta
oggettivamente poco idonea, principalmente per non poter garantire la doverosa privacy
(riservatezza) ai cittadini in sede di colloquio, causa pareti mobili in pannelli a scarsa
protezione acustica e un livello piuttosto modesto di decoro per l’ufficio. Anche il Direttore
Generale, dottor Bonaretti, che si è premurato di venire a farmi visita, che qui
pubblicamente ringrazio, ha condiviso l’osservazione ora richiamata.
Inoltre riesce ora oggettivamente difficoltoso l’accesso da parte dei cittadini che spesso
devono essere accompagnati dai portieri in servizio presso l’Albo Pretorio o devono
superare alcune rampe di ripide scale con disagio evidente per le persone anziane o in
difficoltà.
Concludo questa parentesi con un caldo ringraziamento per le impiegate della Segreteria
Generale e per la segretaria della dottoressa Cornioli che in assenza forzata per un
periodo non breve della sempre solerte e diligente Paterlini Simonetta, segretaria
dell’Ufficio, hanno consentito, con la loro disponibilità preziosa e un generoso impegno, di
svolgere puntualmente l’attività d’ufficio, senza penalizzare né la cittadinanza, né
l’Amministrazione.
Al riguardo si precisa che il numero di casi affrontati nel 2004 è di 160 ufficiali, ancora
superiore al già elevato numero del 2003.
L’anno 2004 è stato caratterizzato, dopo la scadenza naturale al termine del mandato del
Difensore Civico Regionale precedente, dottoressa Paola Gallerani, dalla nomina del
dottor Antonio Martino, con il quale sono in cordiale rapporto e grazie al cui coordinamento
si continua il collegamento fra tutti i Difensori Civici della Regione, personalmente ritenuto
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essenziale per gli utili scambi di informazioni ed approfondimenti e per le necessarie
definizioni di comportamento comune.
Richiamati i convegni e le occasioni di incontro dell’annata, la relazione termina con
l’auspicio di una sempre più diffusa sensibilità verso l’attività del Difensore Civico, anche in
virtù di una disponibilità economica e di un impegno della Regione nel sollecitare le
gestioni associate per la difesa civica fra i Comuni ancora sprovvisti del servizio.
Va positivamente rilevato il fatto che oltre ai già presenti uffici per Scandiano, Rubiera e
Casalgrande, in associazione intercomunale, per Quattro Castella, Poviglio e Bagnolo –
Novellara, è entrata in questi mesi in attività l’Associazione intercomunale della Bassa
Reggiana fra i Comuni di Guastalla, Gualtieri, Luzzara, Boretto e Reggiolo. Prossima la
copertura di nuovo dell’Ufficio di Correggio e San Martino in Rio, forse in associazione con
altri Comuni. Correggio era stato tra i primi in provincia. Da un anno e mezzo circa è vuoto
come sede di ufficio di difesa civica per il decesso del Difensore Civico precedente.
Infine mi sia consentito in chiusura di esprimere un caldo riconoscimento per la
collaborazione del dottor Roberto Montagnani che ha sempre offerto, con ampia
disponibilità, un adeguato e competente supporto in termini giuridico – istituzionali ed
amministrativi. Lo ringrazio.
Entra la Consigliera Giampaoli
Consiglieri presenti n. 36
Consigliere Gabriele Fossa
Il Difensore Civico ormai sono cinque anni che sente queste critiche, quindi facciamo
anche questa.
Per quanto riguarda la “critica”, fra virgolette, che come Lega Nord facciamo al Difensore
Civico, che non è una critica sulla persona ma sull’istituzione, la cosa riguarda
sostanzialmente due punti: uno è il campo di applicazione dei suoi interventi; il secondo, le
modalità di elezione del Difensore Civico.
Il primo punto, come si vede anche dalla sua relazione, dai casi riportati, è che il Difensore
Civico tende a debordare oltre a quelle che sarebbero le competenze previste dallo
Statuto, ma questo va bene, perché non sono contrario, anche se si occupa tante volte di
argomenti un po’ particolari (tipo permessi di soggiorno, ritardi dell’INPS non so per che
cosa, ticket del Pronto Soccorso), cose che forse non sono proprio di sua competenza in
base all’art. 75, comma 3, dello Statuto. Quindi lo invito, come sempre, dovrebbe forse
essere lui stesso a farlo, a chiedere una modifica dello Statuto, in modo che vengano
estese le sue competenze, per avere una legittimazione di quello che fa, una
legittimazione da parte del Consiglio, perché altrimenti questi suoi interventi presso enti o
settori che nulla hanno a che vedere con l’Amministrazione Comunale secondo me
soffrono di una mancanza di legittimazione. Questa è la mia opinione, non vuol dire che
debba essere anche quella degli altri.
L’altra critica, che faccio tutti gli anni, riguarda le modalità di elezione. Il Difensore Civico
dovrebbe, per Statuto, essere il garante dell’imparzialità dell’Amministrazione Comunale.
Quindi se non è proprio un’espressione delle forze di minoranza, comunque non dovrebbe
essere espressione di quelle di maggioranza, altrimenti non si capisce come possa essere
imparziale colui che viene eletto da coloro che dovrebbe poi criticare. Quindi bisognerebbe
trovare un sistema per consentire al Difensore Civico di essere una figura veramente al di
sopra delle parti, come probabilmente è nel caso specifico, ma io parlo in senso generale,
perché sia una figura che con l’Amministrazione Comunale non ha nessun rapporto di
carattere elettivo, anche perché per poter essere rieletto dopo cinque anni, questo è il mio
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dubbio, questo soggetto, chiunque esso sia, non può certamente mettersi troppo di
traverso contro l’Amministrazione, altrimenti corre il rischio di non avere i voti per l’elezione
per il secondo mandato. Quindi un sistema di elezione diverso da quello di oggi.
Consigliere Marco Fornaciari
Io, contrariamente a Fossa, sono un estimatore del professor Consolini e di tutto quello
che ha fatto e fa per il Comune. Non sono lodi sperticate così, per il gusto di farle, ma
perché ho visto e ho constatato quanto è stato il suo prodotto, questo è il prodotto, di tutti
gli anni di cui fa il resoconto, e ho potuto constatare anche de visu, attraverso persone che
si sono a lui avvicinate, l’attività che svolge come Difensore Civico nei confronti della
cittadinanza.
Non sono d’accordo naturalmente con il Consigliere Fossa che vede sempre la politica
padana in ogni circostanza. Anche l’appoggio a cittadini o a persone che hanno bisogno
della Questura, come indubbiamente Lei ha fatto nel suo programma, rientra tra i suoi
compiti. Se poi anche cittadini extracomunitari hanno bisogno di un supporto logistico, si
dice così, va bene che ci sono altre strutture, ma non capisco come il Difensore Civico non
possa, in casi particolari, intervenire a favore di queste persone: ricongiunzioni familiari,
faccio per dire, cose di questo genere. Ma per quale ragione non deve intervenire? Anzi, è
un suo dovere precipuo.
Mi piace che gli interventi siano a 360 gradi, che riguardino la Casa Circondariale,
l’ospedale psichiatrico, l’INPS, l’Arcispedale. E’ così che secondo me si deve intendere
l’esercizio dell’attività del Difensore Civico.
Queste sono lodi che derivano da una pratica, da una visione dell’operato del Difensore
Civico il quale ha l’intelligenza di intervenire in situazioni che non necessitano di una tutela
legale, questo è il punto focale, perché altrimenti ci sarebbe un’invasione di campo. Mi
sono interessato di quella torre di Sesso così martoriata dagli interventi edilizi che si sono
succeduti e che andava certamente protetta. Bene ha fatto il Difensore Civico ad
intervenire a tutela di questo. Dico qualcosa a caso. Bene fa, quando vi sono delle
contravvenzioni malamente formulate, malamente interpretate, ad intervenire. Questo è il
compito del Difensore Civico.
Ora, non vedo quali appunti si possano fare al Difensore Civico.
L’unico appunto che gli faccio tutte le volte che intervengo, che ormai è diventato una
musica, è quello che il Difensore Civico, al di là di quelli che sono i casi propinati dai
cittadini, indicati dai cittadini, deve interpretare il suo ruolo, che è un ruolo propositivo,
come del resto fa. Per esempio io lo lodo per l’intervento che avviene in tutte le sedute del
Consiglio Comunale. Anche questo è un modo per aiutare e per capire, per condividere. Il
compito del Difensore Civico è anche quello di essere da pungolo laddove l’istituzione è
carente, laddove Egli vede situazioni di non fluidità, di intervenire indipendentemente da
quella che è la pressione dei cittadini, di intervenire lui stesso in prima persona.
L’ho detto all’Assessore competente, dico una cosa su cui ho già fatto un’interpellanza,
adesso vengo io dal Difensore Civico, sono andato a vedere al cimitero ed è uguale a
prima, nonostante le rassicurazioni. Ci sono due bei dipinti all’ingresso di questo nostro
cimitero monumentale che sono infestati dai piccioni, sono in alto, sono quasi al soffitto di
quella sala, per capirci, e hanno bisogno di una manutenzione. Sono affreschi. Sembrano
dei begli affreschi. Per quale ragione mi si promette da parte dell’Assessore una sensibilità
di intervento e poi dopo, a distanza di sei mesi, non si è fatto assolutamente nulla? Ed
allora anche in questo, nell’ipotesi che si possano intravedere queste necessità, il
Difensore Civico deve essere da pungolo per l’Amministrazione.Grazie per quello che fa.
Speriamo che il suo lavoro prosegua ancora così. Grazie.
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Consigliere Carlo Baldi
Direi che il Difensore Civico è uno strumento importantissimo in democrazia. Sono anche
dell’avviso che più che attenersi esclusivamente a quanto è previsto dalla norma, dato che
è un istituto abbastanza recente, il Difensore Civico debba allargare sempre più la sua
attività. Sarà poi compito nostro eventualmente quello di recepire, data la sua esperienza,
le innovazioni dei bisogni che vengono da parte dei cittadini per poi in seguito, se è
necessario, integrare ulteriormente il regolamento e lo Statuto.
L’anno scorso ha affrontato 160 casi. Il giudizio che noi sentiamo in giro dai cittadini è
altamente positivo, perché vedo che hanno trovato sempre accoglienza, risposta e direi
anche imparzialità di giudizio, che è un elemento importante e basilare dell’attività del
Difensore Civico stesso.
Quindi vogliamo ringraziarlo per l’attività che svolge e complimentarci perché fa un lavoro
altamente importante e responsabile, che dà prestigio alla nostra città. Grazie.
Consigliere Salvatore Scarpino
La figura del Difensore Civico, come penso ormai è noto, è prevista dall’art. 11 del decreto
legislativo 267 del 2000 che è il Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali. L’art. 11 del
decreto legislativo 267/2000 offre la possibilità per le Amministrazioni Comunali e
Provinciali di dotarsi di tale figura e di prevedere negli Statuti comunali la relativa
regolamentazione della figura del Difensore Civico.
Il ruolo assegnato dalla norma al Difensore Civico è un ruolo importantissimo. Infatti il
Difensore Civico deve essere garante dell’imparzialità e del buon andamento della
Pubblica Amministrazione. Questo è un richiamo netto e chiarissimo al dettato
costituzionale. Infatti l’imparzialità e il buon andamento della Pubblica Amministrazione
sono richiamati chiaramente nella nostra Carta Costituzionale.
Inoltre il Difensore Civico deve, a parer mio, segnalare gli abusi, le disfunzioni, le carenze
e i ritardi della Pubblica Amministrazione comunale nei confronti dei cittadini. Anche
questo è un ruolo di primaria importanza.
Ho letto con attenzione la relazione annuale al Consiglio Comunale sull’attività del
Difensore Civico per l’anno 2004. Ritengo che sia una relazione molto dettagliata e
soprattutto una relazione che ci permette di andare a cogliere l’operato del Difensore
Civico per l’anno 2004, un operato ritengo denso di interventi. Dalle tabelle, dai grafici che
sono allegati alla relazione, risulta che gli interventi presso il Difensore Civico da parte dei
cittadini sono per quest’anno, 2004, 160 nell’ambito comunale ed extracomunale, poi
viene fatta l’articolazione per Comune e per fuori Comune, e c’è un dato che va colto in
prima battuta: il dato è che questi interventi dei cittadini che si rivolgono al Difensore
Civico sono in netto aumento rispetto all’anno precedente, come pure è in netto aumento
che cosa? Un dato importante: gli esiti positivi, perché se si va a vedere la tabella degli
interventi con esito positivo rispetto al totale abbiamo un 63% in più. La stessa percentuale
si riscontra per quanto riguarda gli interventi in territorio comunale.
Quindi mi trovo d’accordo perfettamente con quanto diceva il Consigliere Fornaciari
sull’intervento del Difensore Civico e non condivido assolutamente il parere del Consigliere
Fossa.
Ho ascoltato la presentazione da parte del Difensore Civico. Il Difensore Civico lamentava
oggi una situazione di tipo logistico non perfetta, diciamo. Io auspico, è un auspicio di tutto
il Gruppo consiliare DS, che tale situazione logistica venga al più presto risolta, come pure
auspichiamo che la stessa situazione logistica dei Gruppi consiliari, che è stata lamentata
già da un po’ di tempo ed è stata rappresentata nelle sedi opportune, venga risolta,
parimenti alla situazione del Difensore Civico.
25
Consigliere Mario Monducci
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, ritengo che il ruolo istituzionale all’interno della
nostra Amministrazione svolto dal Difensore Civico sia estremamente importante.
D’altronde devo anche dire che indubbiamente rispetto a quando si aprì il dibattito, che poi
portò anche nel nostro Comune a dotarsi di questa figura, il dibattito si è ampliato e credo,
come ha ricordato qualcuno, che ci sia stata una forte presa di coscienza, una crescente
presa di coscienza, da parte dei cittadini, i quali quando ritengono di essere lesi nel
rapporto
con
la
Pubblica
Amministrazione,
segnatamente
nei
confronti
dell’Amministrazione Comunale, hanno un’occasione in più, al di là di un eventuale ricorso
di carattere giurisdizionale che è altro: possono rivolgersi al Difensore Civico per
sottolineare insoddisfazioni ed eventualmente rappresentare disservizi o comunque
quanto loro ritengono non funzioni nel rapporto tra amministratori ed amministrati.
Ecco, io qui però vorrei dare una chiave di lettura, a differenza di qualche altro collega che
mi ha preceduto, molto più circoscritta, proprio per evitare, per togliere, in qualche modo,
una sorta di atteggiamento tra virgolette “paternalistico” o volontaristico a questa figura. Io
credo che noi dobbiamo dare vigore a questa figura.
Io credo che l’Amministrazione Comunale intanto, e qui faccio una proposta, dovrebbe
investire maggiormente anche in termini di comunicazione verso l’esterno, non dicendolo
ogni cinque anni o magari solo in sede di consuntivi, ma dovrebbe promuovere iniziative,
io credo ad esempio nelle Circoscrizioni che sono il primo momento nel rapporto tra
cittadini e Amministrazione Comunale, per far sapere che c’è questa figura e che questa
figura è al servizio dei cittadini, quando questi ritengono di essere lesi nei loro diritti. Io
credo che quindi questo sia un fatto importante.
L’altro su cui insisto è il seguente: non diamo un taglio vagamente rivendicazionistico in
senso ampio, tipo tutto quello che non funziona può finire sul tavolo del Difensore Civico,
perché credo che in questo modo non si faccia un buon servizio al funzionamento
dell’istituzione stessa. Noi, come ricordava qualche collega che mi ha preceduto,
dobbiamo rammentare che questa figura e questa istituzione è all’interno della macchina
comunale e lavora e deve essere messa in condizioni di dare risposte soddisfacenti. Se
cominciamo ad esempio, per ipotesi, a coinvolgerlo su questioni che hanno natura fiscale,
previdenziale, sanitaria e quant’altro, quindi non hanno un collegamento diretto con il suo
ruolo e la sua funzione nel rapporto tra cittadino e Amministrazione Comunale, rischiamo
tutto sommato di fare un grande calderone e alla fine di non dare quelle risposte che il
cittadino credo doverosamente ritiene di dover avere.
Quindi io credo che si debba andare in questa direzione: potenziamento, nei limiti dei
budget di bilancio, della struttura e del personale a disposizione del Difensore Civico,
possibilmente dando una sede adeguata all’Ufficio, e soprattutto comunicazione,
comunicazione costante, diretta, ai cittadini che c’è la possibilità di poter usufruire di
questo strumento. Io credo che questo sia un investimento utile, importante, di cui poi
credo alla fine tutta la collettività si potrà arricchire.
Vice Sindaco Franco Ferretti
Signor Presidente, signori Consiglieri, è con soddisfazione che sottolineo l’importanza di
questa relazione che ha offerto al Consiglio Comunale un quadro completo dell’attività
svolta dal Difensore Civico, e per questo ringrazio il dottor Consolini.
E’ una valutazione, questa, che deriva dal consolidamento di un Ufficio al servizio del
cittadino, dei suoi rapporti con la Pubblica Amministrazione, che il Comune di Reggio
Emilia ha a suo tempo voluto, ancora prima che l’ordinamento lo prevedesse.
26
Nel frattempo questa figura istituzionale ha visto evolvere e precisare la sua
configurazione all’interno dell’assetto delle istituzioni, configurazione che peraltro sarà
soggetta, come precisato nella relazione, ad ulteriori modificazioni legislative.
Credo che debba anche essere apprezzata l’opera di divulgazione nella città, nelle
Circoscrizioni, nelle scuole, dei compiti e del ruolo del Difensore Civico per fare meglio
conoscere la funzione e l’attività di questo Ufficio, funzione e attività di tutela dei cittadini
dagli abusi, dai ritardi, dalle carenze della Pubblica Amministrazione che il Difensore
Civico ha bene esercitato, come garante dell’imparzialità e del buon andamento
dell’Amministrazione, così come richiamato nel nostro Statuto comunale.
Penso inoltre che si debba sostenere l’analisi compiuta dal Difensore Civico in ordine al
completamento della rete provinciale di questi uffici, capace di rispondere appieno alle
intere esigenze del territorio di Reggio Emilia.
Quanto all’attività svolta nel 2004, le 160 istanze presentate, di cui 113 inerenti il Comune
di Reggio, con un risultato positivo per ben il 63,2%, testimoniano da un lato come nella
nostra realtà la Pubblica Amministrazione nel suo normale funzionamento risponda in
modo efficiente ed efficace alle richieste dei cittadini e d’altro canto come comunque
l’Ufficio del Difensore Civico risponda ad un’esigenza importante di completamento di
questi obiettivi.
A conclusione di queste brevi considerazioni voglio anche sottolineare il corretto rapporto
tra Ufficio del Difensore Civico e struttura burocratico - amministrativa del Comune, al di là
dell’esigenza, in alcuni casi, di una maggiore tempestività di interazione.
Nel continuare ad operare per mettere sempre più il Difensore Civico in condizioni di
meglio operare, come richiesto, ringrazio anche a nome della Giunta il dottor Consolini per
il lavoro svolto e che continuerà a svolgere a servizio della cittadinanza.
Consigliere Mario Poli
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, anch’io voglio aggiungermi a tutti coloro che hanno
espresso parole di apprezzamento per la relazione presentata dal Difensore Civico, dottor
Consolini.
Devo confessare che non l’ho studiata appieno, però ho notato nella lettura veloce che
effettivamente questa sua funzione viene esplicitata a 360 gradi. Quindi mi fa piacere che
Lei si senta impegnato, perché anche quando parliamo fuori dal contesto ufficiale registro
ancora una passione e un sentimento di attiva partecipazione, nella tutela dei diritti dei
cittadini. Questo traspare dalle brevi note che ho potuto leggere.
Tra le altre cose ho potuto sempre constatare, con segno positivo, la sua presenza
puntuale ai lavori del Consiglio Comunale, quindi anche questo è indice di una volontà di
voler relazionarsi con l’impegno e l’attività di noi Consiglieri comunali che va posto in
risalto, perché è utile anche a noi. Devo anche qui giustificare in parte una mia latitanza di
rapporto personale con Lei, perché ricordo con piacere che Lei si è sempre dichiarato
disponibile a dei colloqui fuori dal contesto ufficiale, sempre in funzione di rendere edotti
noi, che sediamo da meno tempo in questo consesso, sulla sua attività, ma soprattutto
sulle problematiche individuali dei cittadini. Sono problematiche individuali che poi vanno a
confluire comunque e sempre nelle tematiche più generali che coinvolgono la vita dei
nostri cittadini reggiani. Pur tuttavia sono d’accordo con chi oggi sostiene che questa sua
preziosa opera, questo suo ruolo, suo oggi ma domani anche di chi eventualmente la
sostituirà, debba meglio essere conosciuto all’esterno, al di fuori degli addetti ai lavori o
delle sale stampa.
La gente ancora non conosce fino in fondo le potenzialità e l’essenzialità, l’importanza del
Difensore Civico. Uno dei compiti su cui mi sento impegnato a lavorare con Lei, e parlo a
nome del Gruppo UDC, è proprio questo. Quindi ci mettiamo anche noi a disposizione per
27
un’azione che passa prima ancora dalla Giunta, poi dal Consiglio ma anche da noi singoli
Consiglieri per far conoscere ai cittadini questa funzione, questo ruolo del Difensore Civico
che, come dice la terminologia, è un difensore, è uno che tutela, è uno che si muove per
far valere dei diritti che casomai sono in parte calpestati o non messi in evidenza.
Quindi concludo questo mio breve intervento, che risente anche di una conoscenza non
perfetta di tutta l’attività, esprimendole di nuovo un ringraziamento come Gruppo UDC e di
nuovo l’affermazione di collaborazione, possibilmente la più intensa possibile. Grazie.
Entra l’Assessore Pedroni
Consigliere Marco Eboli
Voglio anch’io esprimere alcune valutazioni sull’attività del Difensore Civico, professor
Consolini, che sta svolgendo con molta cura il ruolo che gli è stato attribuito. Guardavo
proprio adesso la relazione che non ho avuto modo di approfondire, purtroppo,
adeguatamente, ma ho colto alcuni dati interessanti rispetto a quanto ci comunicava negli
anni passati. Vedo innanzitutto, professor Consolini, che gli esiti positivi delle istanze
pervenute sono oltre il 60%. In passato, se non ricordo male, in questa sede purtroppo Lei
aveva lamentato una non sufficiente attenzione da parte degli uffici comunali rispetto a
quelle che erano le segnalazioni che aveva avanzato. Quindi questo è un dato positivo,
perché significa che non solo vi è attenzione da parte dei cittadini, un’attenzione anche
crescente, anche i numeri lo testimoniano, vado a memoria ma credo che le 160 istanze
siano comunque in percentuale e in assoluto un numero superiore rispetto a quelle che
aveva registrato negli anni precedenti, ma anche da parte della Pubblica Amministrazione
vi è stato il recepimento positivo del ruolo che il Difensore Civico deve svolgere.
Questi sono i due fattori che confermano la validità di questo istituto, il quale comunque
risulta, per forza di cose, un istituto un po’ omnibus, mi si consenta il termine. Ho visto le
richieste che le sono pervenute, le più svariate, le più diffuse, a volte non sempre
perfettamente pertinenti con quello che è il ruolo che Lei deve svolgere, però questo dato
sottolinea un aspetto positivo. Comunque il Difensore Civico viene percepito dall’opinione
pubblica, dai nostri cittadini, come il pacifico luogo di soluzione di controversie, l’estrema
ratio a cui rivolgersi se non si sono avute risposte soddisfacenti in prima battuta e prima di
addivenire probabilmente ad azioni di tipo legale o di altra natura. Quindi il ruolo del
Difensore Civico è un ruolo di cerniera tra l’intervento svolto dagli organismi politici, quali
anche quello dei Consiglieri comunali, il nostro ruolo in particolare, e quello invece un
passo più avanti, cioè il ricorso ad una giustizia non solo amministrativa, ma a volte anche
penale, per risolvere delle controversie un pochino più complesse.
Quindi ringrazio anch’io il professor Consolini per il lavoro che sta svolgendo. Lo incito,
non credo ne abbia bisogno, a proseguire con la solerzia che sta mettendo in questi anni.
Prof. Lucio Consolini – Difensore Civico del Comune di Reggio Emilia
Due parole semplicemente per rispondere a chi mi ha rivolto qualche invito. Io non voglio
dare una risposta standard a Fossa che mi dice di ripetere le cose già da oltre sei anni.
Semplicemente richiamo il fatto che il Difensore Civico non fa parte né dell’area di
maggioranza, né dell’area di minoranza, come attestato anche dalle percentuali
necessarie per la sua nomina.
Ha una funzione di tutela dei cittadini, non della minoranza o della maggioranza, e ha
l’ambizione di essere a disposizione dei cittadini per tutelarli nei loro diritti, e a disposizione
dell’Amministrazione, così come qualcuno ha ricordato, per tutti i momenti di pungolo o di
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sollecitazione che nell’ambito della sua modesta funzione il Difensore, come suo Ufficio,
riesce a fare.
Non intendo ringraziare tutti coloro che hanno espresso parole di assenso. Vorrei unirli
tutti in un unico ringraziamento. Scusate se ho sottolineato l’inadeguatezza dell’attuale
sede. Non volevo calcare la mano. Semplicemente auspico una soluzione rapida e per il
decoro, ma soprattutto per le necessità dei cittadini che si possono trovare in qualche
motivo di difficoltà con l’attuale sede.
L’opera di divulgazione e di promozione, anche nell’ambito di modeste possibilità, è stata
svolta proprio con l’intendimento, che qui qualcuno ha manifestato, e lo ringrazio, di
un’ulteriore diffusione e di un’ulteriore conoscenza. Ovviamente anche la documentazione
che è stata fornita a tutte le sedi pubbliche possibili sta dando risultati, anche perché molti,
quando vengono, confessano di avere conosciuto la figura, la funzione e il ruolo, proprio
dalla documentazione che abbiamo fornito.
Per quanto riguarda l’estensione dell’area di intervento, devo ricordare che il Consiglio mi
ha, fra virgolette, “autorizzato” o sollecitato a questa apertura fin dal primo momento, dalla
prima presentazione di relazione, attestando una volontà di servire i cittadini anche non
appartenenti all’area comunale.
Per quanto invece riguarda il campo di attività, ritengo che per tutto quanto riguarda la
Pubblica Amministrazione debba essere considerato un impegno apprezzabile se ad un
certo punto, al di là della stretta competenza comunale, si va ad incidere nel campo della
previdenza, della sanità, delle aziende tipo ENEL o TELECOM e così via, come in effetti è
stato fatto in più di una circostanza.
Resto ovviamente a totale disposizione per ogni eventuale perfezionamento o correzione,
così come mi sento a disposizione per ogni approfondimento che possa essere
necessario. Grazie per gli apprezzamenti, forse non tutti meritati.
Viene introdotto in discussione il punto n. 22 dell’ordine del giorno, relativo a: “Mozione
del Consigliere Gabriele Fossa in ordine al sostegno della candidatura della città di
Reggio Emilia quale sede dei campionati europei di calcio del 2012.” (I.D. n. 50).
MOZIONE
Premesso che:
• il 12 gennaio u.s. la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato, dopo un
incontro con i vertici della Federazione Italiana Gioco Calcio, il pieno sostegno
del Governo alla candidatura dell’Italia ai campionati europei di calcio del 2012;
•
la candidatura della FIGC alla manifestazione sportiva del 2012 è stata
ufficialmente presentata e le città che si vogliono candidare per ospitare tale
evento dovranno depositare i propri progetti organizzativi entro il prossimo 21
luglio;
•
l’A.C. Reggiana Spa ha già pubblicamente dichiarato il proprio interessamento
affinché lo stadio Giglio possa essere sede di alcune gare dell’evento in
questione.
Considerato che:
29
•
tale possibilità porterebbe un’intera Comunità reggiana ed alla Città stessa
notevoli benefici sia in campo economico che di prestigio,
Il Consiglio comunale
sostiene la candidatura della Città di Reggio Emilia quale sede di svolgimento del
Campionato europeo di calcio ed impegna la Giunta ad istituire e promuovere, nel
più breve termine possibile, uno specifico Comitato di sostegno a detta candidatura
che sia aperto a tutti i cittadini, alle Istituzioni, alle Organizzazioni e Associazioni
economiche e sociali del territorio provinciale.
Il Capogruppo
Lega Nord – Padania
f.to Gabriele Fossa
Intervengono nell’ordine:
Esce il Consigliere Baldi
Consiglieri presenti n. 35
Consigliere Gabriele Fossa
Come tutti gli appassionati o comunque coloro che seguono le vicende calcistiche sanno,
ogni quattro anni vengono organizzati i campionati europei di calcio che a rotazione
vengono svolti in una nazione europea.
Il campionato scorso è stato fatto mi sembra in Portogallo, il prossimo ci sarà nel 2008,
però la UEFA sta già programmando ed organizzandosi per quelli del 2012. La nazione
che dovrà ospitare questi campionati non è ancora stata scelta, ma lo sarà dopo il 21
luglio. Le Federazioni di calcio che hanno intenzione di organizzare il campionato hanno
presentato le candidature, e questo è avvenuto anche per la Federazione Italiana Gioco
Calcio, e quindi per l’Italia.
Dicevo che entro il 21 luglio la Federazione Italiana Gioco Calcio dovrà presentare alla
UEFA un programma, un progetto, nel quale devono essere indicate le varie città che
ospiteranno le fasi eliminatorie e le finali del campionato. Questo deve appunto avvenire
entro questa data per dare alla UEFA la possibilità di scegliere e quindi di indicare la
nazione vincente.
Ora, l’ipotesi di poter ospitare qui a Reggio Emilia una delle fasi eliminatorie del
campionato è certamente interessante, perché porterebbe alla nostra città notevoli
benefìci sia dal punto di vista economico, ma anche di prestigio, che porterebbero la città
di Reggio all’attenzione dell’Europa.
Reggio inoltre ritengo che avrà da qui al 2012, perché stiamo parlando del 2012 appunto,
le carte in regola per ospitare questa parte di campionato, perché a quella data saranno
certamente ultimate tutta una serie di infrastrutture che oggi sono all’inizio: penso alle
famigerate Vele di Calatrava che da qui al 2012 dovrebbero forse, speriamo, essere finite;
penso alla stazione dell’Alta Velocità; penso anche alla viabilità, alle strade e così via, a
tante altre strutture, strutture ricettive, che oggi sono state appena cominciate e ne
cominceranno delle altre. Quindi da qui al 2012 Reggio Emilia avrà le infrastrutture
ultimate, ma anche e soprattutto una carta importante da giocare: è uno dei pochi stadi, se
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non l’unico stadio, che rispetta attualmente le condizioni di sicurezza previste dalle norme
vigenti.
Quindi ecco che sostenere la candidatura della nostra città penso che debba essere fatto
dal Consiglio Comunale e dalla Giunta, in particolare, coinvolgendo in questo tutta la città
nelle sue istituzioni, nelle sue organizzazioni, nelle sue associazioni economiche, sportive,
sociali e così via. Quindi la mozione impegna la Giunta ad attivarsi e ad organizzarsi in
modo tale da sostenere la candidatura di Reggio nelle sedi opportune, affinché venga
inserita in questo elenco di città e possa avere la possibilità di potere ospitare il
campionato.
Entra il Consigliere Corsi
Consiglieri presenti n. 36
Consigliere Luca Vecchi
Alcune brevi considerazioni per sostenere la condivisione alla mozione del Consigliere
Fossa, nel senso che l’opportunità dell’organizzazione dei campionati europei di calcio
costituisce naturalmente un’opportunità per il Paese e più ancora per la città, ma dentro a
questo contesto è del tutto evidente che la possibilità di questa città di poter essere sede
ospitante delle manifestazioni rappresenta un’ulteriore opportunità nell’opportunità.
Come giustamente osservava il Consigliere Fossa, in modo devo dire molto più costruttivo
rispetto a tanti altri interventi, la città nel 2012 sarà attrezzata e qualificata, anche molto
più di oggi, sul piano della viabilità e sul piano della ricezione alberghiera. Non ultimo il
fatto di avere uno stadio che da più parti è stato evidenziato come soluzione innovativa, e
quindi anche qualificante, dà a questa città sicuramente delle buone credenziali di
partenza. Aggiungo anche che il tema degli eventi sportivi, degli eventi sportivi di un certo
livello, è parte integrante, a mio giudizio, di una politica sportiva che una città deve riuscire
a darsi in questo settore, per la capacità che l’evento sportivo ha di riuscire a parlare alla
città, di riuscire quindi ad essere effettivamente elemento promozionante della città ma
anche elemento promozionante della disciplina sportiva.
Quindi io credo che ci siano non poche buone ragioni per condividere questo impegno
politico ed indirizzare la Giunta in questa direzione, per sostenere questa candidatura nei
prossimi mesi. Grazie.
Consigliere Paola Donelli
Io volevo solo dire due cose abbastanza brevi, nel senso che anch’io condivido che si
faccia questa iniziativa a favore del calcio, anche se non sono una patita del calcio, perché
riconosco l’importanza delle manifestazioni sportive in questa città. La sola cosa che
volevo dire è una preoccupazione: che questa occasione non sia solo un’occasione di
movimento di affari, ma diventi anche un’occasione per far crescere lo sport nella nostra
città, quindi un’occasione per stimolare anche le attività dal basso, le attività di base, le
attività sportive della nostra gioventù, tutti i vari circoli che ci sono, affinché con il richiamo
di questa iniziativa si contribuisca ad una crescita della cultura sportiva dello sport diffuso
e non unicamente ad un’occasione di tipo commerciale.
Direi che non ho altro da aggiungere. Sono anch’io d’accordo che questa iniziativa venga
presa dalla Giunta.
Esce il Consigliere Vena
Consiglieri presenti n. 35
31
Consigliere Marco Eboli
Colleghi, vorrei fare un intervento che non so se possa più o meno essere condiviso, ma
vorrei distinguere dal dato della serietà politica la mozione degli affetti.
Allora, se parliamo della mozione degli affetti, ossia della condivisione di un’intera
comunità politica di questa aspirazione, evidentemente Alleanza Nazionale non può
sottrarsi ad un’adesione rispetto alla proposta che ha fatto il collega Fossa di concorrere
alla candidatura per la sede dei campionati europei del 2012. Se parliamo invece, credo,
con un minimo di senso di responsabilità politica e abbiamo contezza di quelli che sono i
limiti non solo dell’impianto sportivo Giglio, voglio ricordare al collega Fossa che quello,
per una grande contestazione che anche lui ha mosso, diventerà più un supermercato che
un campo da calcio... quella che può essere la ricettività alberghiera, la ricettività dei
servizi che la nostra città può dare rispetto ad eventi di questo tipo, in assenza ad oggi, poi
ci sono ancora due Giunte che dovranno spendersi, quindi sono d’accordo che da qua al
2012 potremmo avere introiti finanziari di grandissima entità, non li vedo, ma può essere
che questo accada, quindi, se dobbiamo valutare politicamente la proposta, questo è uno
spot elettorale che sottoscriviamo tutti. Forse Mario Monducci, più realista del re, che ha
ragione ed anche coraggio politico, dirà: “Io non ci sto su questa cosa.”
Ripeto, noi ci stiamo per la mozione degli affetti, non ci stiamo per la ragione politica.
Quindi un dato critico mi permetto di metterlo in campo in questo Consiglio Comunale
oggi, perché se no sembra che veramente questo Consiglio Comunale crede che nel 2012
saremo nelle condizioni di poter ospitare i campionati europei di calcio. Non lo saremo né
nel 2012 né nel 2020, credo. Probabilmente le Vele di Calatrava, se saranno realizzate,
potranno avvicinare più persone alla nostra città secondo le aspettative della Giunta. Alla
Giunta non costa nulla far approvare questa mozione. D’altronde, chi vuole rimanere con il
cerino in mano e dire che questa città non è adeguata ad accogliere i campionati di calcio?
Però siamone tutti coscienti, io voglio fare questa dichiarazione molto chiara. Il nostro voto
sarà favorevole solo ed esclusivamente come mozione d’affetti. Politicamente non
crediamo che Reggio Emilia abbia purtroppo le caratteristiche per ambire a questo ruolo,
per una serie di deficienze oggettive dal punto di vista viabilistico, dal punto di vista della
rete stradale, dal punto di vista della ricezione alberghiera. Siamo assolutamente la città in
Emilia Romagna meno adeguata o non tra le più adeguate ad assolvere a questo ruolo.
Credo che il capoluogo di Regione non si potrà sottrarre ad un evento di questo tipo,
quindi avremo già altre sedi più prestigiose, più attrezzate, meglio organizzate, che
concorreranno.
Ma visto che, recuperando lo spirito decubertiano, l’importante è partecipare, noi
partecipiamo.
Esce la Consigliera Dolci
Consiglieri presenti n. 34
Consigliere Mario Monducci
Signor Presidente e colleghi Consiglieri, non farò parte del coro, sarò forse la nota stonata
di questa vicenda, però non credo obiettivamente che si senta la necessità, il bisogno, di
costruire un consenso intorno ad un evento come questo che già nel nostro Paese
qualche anno fa ha provocato una serie di guasti sotto il profilo della legalità e sotto il
profilo della correttezza amministrativa. Mi riferisco alle vicende connesse a Italia Novanta,
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ai campionati mondiali di calcio, a tutti note, allo scatenamento, alla bagarre, alla
contrapposizione di candidature di varie città con più o meno titoli sportivi. Alla fine la
vittoria, io credo, non è stata quella dello sport praticato o quella del pubblico che si è
accalcato negli stadi. Credo che la vittoria in queste vicende sia stata soprattutto del
business collegato alla costruzione e riammodernamento degli stadi, ad una serie di
appalti e di costruzioni, in una parola ad una sorta di omologazione generale dal punto di
vista urbanistico e infrastrutturale che ha visto le varie lobby politiche, finanziarie ed
amministrative battersi una contro l’altra.
Allora mi consentirete di dirvi che io credo che la nostra città non abbia assolutamente
bisogno di iscriversi a questo tipo di torneo, a questo tipo di gara. Credo che farebbe
meglio ad occuparsi di altro, ad occuparsi di problemi quotidiani e di emergenze che
interessano i nostri concittadini, a lasciar stare le fumisterie, gli spot, le pubblicità a buon
mercato. Queste io credo lasciamole ad altri amministratori o ad altre città. Io non vorrei
questa sorta di omologazione pallonara, finanziaria, speculativa che io credo incomba
obiettivamente su ogni iniziativa analoga a questa. Io credo che faremmo bene tutti noi a
fare invece una riflessione, una seria riflessione, su quale città e in quale città noi
vorremmo e dovremmo vivere da qui al 2012. Sarà sicuramente una città molto diversa
dall’attuale. Io temo fortemente una città meno vivibile, dal punto di vista della sostenibilità
ambientale molto meno vivibile e qualificata. Sarà una città che avrà problematiche molto
importanti e molto serie da affrontare. Io vorrei che non creassimo scorciatoie, che non
trovassimo degli alibi nei confronti dei nostri concittadini, che non ricorressimo a questa
formuletta del panem et circenses, ma credo invece dovremmo tutti noi rimboccarci le
maniche per affrontare i veri problemi della città che non sono questi.
Assessore Giovanni Catellani
Cari Consiglieri, io non posso innanzitutto che preliminarmente ringraziare il Consigliere
Fossa che riconosce che questa città è in regola, e lo sarà ancora di più nel 2012, per
ospitare una manifestazione così importante come gli europei di calcio.
Indubbiamente abbiamo uno stadio, grazie ai privati, molto bello, con norme di sicurezza
che danno garanzie, con un sistema viabilistico di grande effetto, perché questo stadio
possa essere vissuto al meglio senza disordini. E poi implicitamente il Consigliere Fossa
riconosce anche che saremo al governo fino al 2012 tranquillamente, quindi ci impegna...
Su questo non abbiamo dubbi comunque.
La sollecitazione del Consigliere Fossa, con quanto detto anche da altri Consiglieri,
d’accordo con lui, è una sollecitazione che anche la Giunta non può che recepire
positivamente. Da questo punto di vista ci siamo già mossi per verificare presso la
Federazione Italiana Gioco Calcio quali sono le reali possibilità e soprattutto quali sono i
parametri che sono da avanzare e da sottolineare per poterci candidare per ospitare gli
europei.
Lo stadio è assolutamente in regola. Tra l’altro quella serie di investimenti che verranno
svolti negli anni a venire danno una sorta di plusvalore alla struttura sportiva. Questo è un
parametro che sarà seguito comunque, ovverosia valorizzare una zona della città con una
destinazione d’uso sportivo molto forte come quella che avrà il Giglio.
In secondo luogo, come dicevo prima, il sistema viabilistico sarà un altro parametro
importante. Da questo punto di vista la localizzazione dello stadio permetterà di prevedere
una viabilità forte e numerosa, senza particolari problemi di sicurezza.
Dal punto di vista della possibilità turistica, questa è una città che non ha nulla da invidiare
ad altre città che sono lungo la via Emilia dell’Emilia Romagna. Certo, dovremo
contrastare la concorrenza del capoluogo di Regione, perché a tutt’oggi, dalle informazioni
che abbiamo, Bologna e Bari sono le due città che più si stanno dando da fare per avere i
33
campionati europei nel caso in cui questi siano effettivamente assegnai all’Italia, perché
questo non è ancora certo, però a partire dalle condizioni del nostro stadio e tutto
sommato da un certo peso in regione che la nostra Federazione Provinciale Gioco Calcio
ha, a partire da considerazioni turistiche che saranno sempre più valorizzate anche da
progetti culturali che caratterizzeranno la ricettibilità di questa città, a partire da questi
fattori e da un impegno che tutti quanti dovremo mettere in tal senso, penso che si possa
avanzare seriamente la candidatura della nostra città, che sarà una candidatura assieme
ad altre che non troverà un esito risolutivo, in positivo o in negativo, se non in una fase
successiva, quindi la scadenza di luglio è una scadenza aperta, diciamo... breve intervento
fuori microfono... Gli alberghi, considerando tutta la provincia, sarebbero sufficienti. Poi se
la prospettiva fosse quella, ovviamente, ci potrebbero essere ulteriori investimenti. Poi è
chiaro che rispetto ad una prospettiva così forte si mette in moto una macchina che di
conseguenza porta ad investimenti di natura privata necessari per ospitare una
manifestazione così importante.
Quindi, al di là o meno delle mozioni degli affetti o di considerazioni elettorali, il problema
posto è un problema vero, serio. Ovviamente la società più importante di Reggio Emilia, la
Reggiana Calcio, si è detta disponibile a collaborare in tal senso, quindi quello che
potremo fare da qua a luglio lo faremo in senso assoluto. La preoccupazione più forte
ovviamente è la concorrenza del capoluogo di regione, anche perché il Presidente del
Bologna Football Club si è detto disponibile a rifare una parte dello stadio o ad integrare
comunque lo stadio proprio in previsione di questo forte appuntamento, perché uno dei
parametri che vi ricordavo prima, quello della possibilità di vivere lo stadio in una visione
molteplice, sarà un parametro importante per far sì che poi chi viene a vedere la partita
possa avere lì un luogo da vivere, al di là della partita, e quindi non portarsi in modo
indifferenziato in altre zone della città. Questo per l’UEFA è un parametro importante...
breve intervento fuori microfono... Negozi. Diciamo che l’aspetto sportivo è ancora più
importante dei negozi, oltre al fatto che ci sia una zona sportiva multidisciplinare, con la
forte caratterizzazione verde che noi abbiamo ottenuto in epoche precedenti e che tutti
quanti ricordate.
Quindi l’impegno della Giunta ci sarà. Se poi c’è il parere favorevole di tutto il Consiglio
Comunale, nella consapevolezza a cui alcuni Consiglieri facevano riferimento, tanto
meglio, perché questo potrà essere solo un elemento d’aiuto.
Entra la Consigliera Dolci
Escono il Sindaco e i Consiglieri Vecchi, Ballarini, Rinaldi Nando
Consiglieri presenti n. 31
Consigliere Gabriele Fossa
Io intervengo solo per una piccola precisazione, perché la mozione che ho presentato, ha
detto bene Eboli, era più dettata dall’affetto che dalla politica, nel senso che quando
dicevo che Reggio ha le carte in regola non era un implicito riconoscimento che la Lega
adesso è d’accordo con le Vele di Calatrava, con il Giglio e così via. Il problema è che
siccome ce li avremo, ce li dobbiamo “ingugnare”, ce li abbiamo, approfittiamone,
facciamoli fruttare in un qualche modo. Io continuerò fino all’ultimo a contrastare il Giglio e
le Vele di Calatrava, però siccome bisogna anche guardare un po’ avanti da qui ad allora,
se non riuscirò nella mia battaglia... Io non ho cambiato idea, però siccome sono realista,
dico: ci saranno, approfittiamone, fatele fruttare.
Non volevo certamente rinvangare gli spiriti del 1990. Non ho inteso sostenere Reggio alla
candidatura in modo da poter avere intrallazzi e robe del genere, come nel 1990. Io
34
immaginavo gli imprenditori reggiani che nel 2012 magari vedranno Reggio nel mondo
attraverso l’eurovisione. Secondo me a loro farebbe piacere poter dire in giro: “Io vengo da
questa città.” Quindi la mia era solo una mozione dettata dall’affetto, come ha detto Eboli,
Eboli ha centrato il problema, non era una cosa politica, per cui niente riconoscimento
delle Vele e così via, ma solo l’affetto, per vedere Reggio finalmente in eurovisione o in
mondovisione.
Non avendo nessun altro Consigliere chiesto la parola, la Presidente del Consiglio pone in
votazione in forma palese, eseguita con sistema elettronico, l’approvazione della mozione
I.D. n. 50 e ne
proclama
il seguente esito:
PRESENTI:
ASTENUTI:
N.
N.
31
5
VOTANTI:
FAVOREVOLI:
CONTRARI:
N.
N.
N.
26
25
1
Corsi (D.S.); Ferrigno, Sassi (P.R.C.);
Corradini, De Lucia (Laboratorio Baldi per
Reggio)
Monducci (Gente di Reggio)
In conformità di ciò, la Presidente proclama approvata a maggioranza la mozione stessa.
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Il Consigliere Poli aveva chiesto la parola. Prego, Consigliere.
Entra il Consigliere Vena
Consiglieri presenti n. 32
Consigliere Mario Poli
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, avevo chiesto la parola un attimo prima ancora
dell’esposizione della mozione del collega Fossa perché ritengo che il nostro Consiglio
Comunale non possa non ricordare il sacrificio dell’ufficiale Nicola Calipari. Quindi,
contattando e confrontandomi con gli altri Capigruppo, abbiamo redatto un Ordine del
Giorno che contiene, credo, i sentimenti di commozione di tutti noi. Per la verità abbiamo
anche concordato di consegnare a Lei, perché lo leggesse Lei, Presidente, come ruolo
istituzionale al di sopra delle parti, il testo che ora porterò alla sua persona, chiedendole di
leggerlo. Il testo è firmato da tutti i Capigruppo, quindi è una cosa condivisa.
35
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Sono d’accordo, accetto. Bene.
Leggo l’Ordine del Giorno sottoscritto da tutti i Capigruppo dei Gruppi consiliari di questo
consesso: “I sottofirmatari Consiglieri, certi di interpretare i sentimenti e la volontà
di tutto il Consiglio Comunale, propongono che in ricordo di Nicola Calipari, l’eroico
ufficiale del SISMI alla cui nobile figura l’Italia intera, Istituzioni e popolo, ha reso un
grande, corale ed affettuoso omaggio, caduto in missione per salvare la vita di
Giuliana Sgrena, rapita dai terroristi iracheni e anch’essa ferita dai soldati
americani, venga oggi osservato un minuto di silenzio in questa sala.
Il Consiglio Comunale, mentre si stringe con affetto e solidarietà alla moglie, ai figli
e alla famiglia di Nicola Calipari, ai quali va il cordoglio partecipato di tutti i cittadini
della nostra comunità, propone che venga intitolata a Nicola Calipari una via o
piazza della nostra città, o preferibilmente una scuola, in modo che ai giovani sia
trasmesso questo luminoso esempio di dovere e di attaccamento alle istituzioni
repubblicane.”
Ora vi prego di osservare un minuto di silenzio.
Il Consiglio Comunale osserva un minuto di silenzio.
L’Ordine del Giorno sì dà per approvato all’unanimità dei Consiglieri presenti.
Viene introdotto in discussione il punto dell’ordine del giorno relativo a: “Ordine del
Giorno per ribadire la condanna della pena di morte e chiedere la sospensione delle
esecuzioni previste nello Stato del Texas nei giorni 16 e 23 marzo 2005” (I.D. n. 52).
Ordine del Giorno
Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia
Riafferma la propria contrarietà alla pena di morte, in ogni contesto politico, sociale,
giudiziario;
Ritiene indispensabile intensificare le iniziative affinché nelle nazioni ove ancora viene
applicata la pena capitale si realizzino nuove condizioni per il superamento di tale odioso
ordinamento;
Giudica un fatto rilevante, seppur tardivo, la decisione della Corte Suprema degli Stati
Uniti che vieta l’applicazione della pena capitale ai minori così come giudica positivo il fatto
che ogni anno alcuni Stati rinuncino alla pena capitale o alla sua applicazione;
Constata come anche in sedi di rappresentanza internazionali ancora non sia stata
raggiunta una completa consapevolezza sulla necessità di superare rapidamente
l’ordinamento della pena capitale e che a tal fine risulta indispensabile la mobilitazione
delle associazioni umanitarie e delle singole persone, oltre che dei governi, per
pronunciamenti degli organismi di rappresentanza internazionale di condanna della pena
capitale, di moratoria della stessa e in difesa di tutti coloro che sono sottoposti a tale pena;
Sostiene l’impegno delle numerose associazioni locali contro la pena di morte;
36
Accoglie le sollecitazioni di cittadini ed associazioni reggiane per risparmiare la vita
di due condannati a morte in Texas la cui esecuzione è prevista per le prossime ore.
Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia, anche in virtù delle relazioni in essere con
la città di Fort Worth – Texas, si rivolge, come più volte accaduto in passato, al
Sindaco e al Consiglio Municipale di quella cittadina, al Governatore del Texas,
all’Ambasciatore USA in Italia, affinché non venga eseguita la pena capitale nei
confronti di Pablo Melendez prevista per il 16 marzo e di Steven Staley prevista per
il 23 marzo.
Invita l’Unione Europea, il Governo italiano, la Regione Emilia Romagna ad attivarsi
presso l’Ambasciata statunitense in Italia e direttamente presso le autorità
governative del Texas affinché non venga eseguita la pena capitale nei confronti di
Pablo Melendez prevista per il 16 marzo e di Steven Staley prevista per il 23 marzo.
Riafferma la necessità che in tutti i Paesi che applicano la pena di morte vi sia una
moratoria delle esecuzioni capitali;
Ritiene inoltre di dover svolgere una attenta e approfondita discussione in Consiglio
Comunale, al fine di determinare tutte le iniziative possibili che possano favorire
l’obiettivo di una moratoria della pena di morte e della difesa ed affermazione piena
dei diritti umani. Tale appuntamento potrà tenersi nel prossimo mese di aprile ed
essere preceduto da confronti in Commissione Consiliare che coinvolgano la città.
f.to Franco Corradini (DS)
f.to Paola Donelli (Verdi)
f.to Matteo Sassi (PRC)
f.to Matteo Riva (PdCI)
f.to Francesco Colosimo (La Margherita)
Esce l’Assessore Catellani
Intervengono nell’ordine:
Consigliere Franco Corradini
L’Ordine del Giorno presentato raccoglie anche la sollecitazione che in città è venuta da
diversi cittadini, da diverse associazioni umanitarie, oltre che da un’intensa discussione
anche all’interno della Conferenza dei Capigruppo, per esprimere per l’ennesima volta in
modo non scontato la nostra avversione alla pena di morte e per chiedere alle autorità del
Texas di sospendere la pena capitale nei confronti di due cittadini, Pablo Melendez e
Steven Staley, esecuzioni capitali previste rispettivamente per il 16 marzo e per il 23
marzo.
Non è la prima volta che il Consiglio Comunale è impegnato in queste campagne
umanitarie. Già in apertura si è affrontato in tema di come Reggio Emilia in questi anni
abbia ampiamente discusso e soprattutto si è mobilitata per superare, non solo negli Stati
Uniti ma in tutti i Paesi che ancora prevedono questo odioso ordinamento, la pena
capitale.
Io tengo appunto a riaffermare in modo molto esplicito che sarebbe importante che dal
Consiglio Comunale uscisse oggi una condanna forte della pena capitale ed una
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altrettanta esplicita richiesta forte al Governatore del Texas di sospendere le pene verso
questi due cittadini, ma in generale di applicare una moratoria alle esecuzioni capitali.
Credo che questo sia importante oggi, credo sia importante come atto non solo
umanitario. E’ evidente che la discussione su come condurre poi l’iniziativa del Comune di
Reggio Emilia ,sia per rafforzare le iniziative contro la pena capitale, sia per discutere del
futuro del gemellaggio, io credo sia una discussione sempre attuale, ma che deve essere
condotta in contesti diversi, in momenti diversi. Oggi siamo chiamati ad esprimerci su un
atto umanitario e per esprimere contrarietà alla pena capitale in ogni luogo, in ogni
contesto politico, sociale e giudiziario.
Ecco perché io credo che sia stato importante richiamare in questo Ordine del Giorno che
ci sentiamo impegnati nel prossimo mese a condurre sia in Commissione consiliare che in
Consiglio una discussione su come al meglio condurre l’iniziativa contro la pena di morte,
anche per vedere le iniziative possibili rispetto alle città gemelle.
Questo è il senso di questo Ordine del Giorno, una forte condanna della pena capitale
come elemento non più credibile ed accettabile, e al tempo stesso un appello umanitario
che noi rivolgiamo al Governatore del Texas. Chiediamo che anche il Governo italiano e la
stessa Regione Emilia Romagna si mobilitino per questi due cittadini e invitino il
Governatore del Texas a muoversi sul sentiero della moratoria.
Richiamo l’ultimo fatto che è un fatto di speranza. Negli Stati Uniti, dopo tantissime
discussioni, è arrivata la decisione da parte della Corte Suprema di non applicare più la
pena capitale ai minori. Sicuramente questo è un fatto rilevante, perché è un passo in
avanti rispetto a ciò che è avvenuto in quel Paese nell’ultimo decennio, dove l’applicazione
della pena di morte è stata condotta anche verso i minori. Credo che questo sia un fatto
che ci fa sperare e che ci fa intensificare le nostre iniziative, posto che questa è una
battaglia di lungo periodo. Su questo dobbiamo attrezzare la nostra città. Molte cose sono
state fatte e credo che oggi nell’intervento del Sindaco questi elementi siano emersi.
Quindi questo è un Ordine del Giorno che esprime un forte appello nei confronti del
Governatore del Texas perché non vengano eseguite due esecuzioni capitali e perché vi
sia l’applicazione della moratoria nei confronti della pena capitale negli Stati Uniti, ma
credo più in generale in tutti i Paesi. Questo è lo spirito di questo Ordine del Giorno. Poi
sicuramente, siccome vi sono posizioni diverse in questo Consiglio sull’atteggiamento da
tenere nei confronti delle città gemellate, la cosa che io dico è: facciamo una discussione
separata e a breve affrontiamo anche questo tema, ma credo che a fronte di questi appelli,
che ci vengono sollecitati anche dalla stessa cittadinanza, sia importante tenere un forte
profilo umanitario, demandando in un secondo momento, ravvicinato magari, una
discussione più politica sull’atteggiamento da tenere e sulle iniziative che dobbiamo
impostare per i prossimi mesi.
Consigliere Matteo Riva
Io volevo intervenire anche prima proprio perché era presente il Sindaco che rispondeva
all’interpellanza del Consigliere Fornaciari.
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Non era possibile, Consigliere.
Consigliere Matteo Riva
Sì sì, va bene. Ci tenevo però perché sapevo che poi scappava, ci tenevo che fosse
presente alla discussione di questo Ordine del Giorno oggi pomeriggio. Io volevo
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intervenire prima per consegnare al Sindaco la lista da qui al 10 agosto dei condannati a
morte negli Stati Uniti. Tra l’altro tra qualche ora verrà eseguita la condanna di oggi,
dell’11 marzo, nel North Carolina. Io gliela volevo consegnare perché queste date sono
segnate nelle agende del Governatore del Texas e del Sindaco di Fort Worth per poter
dire che il loro programma elettorale viene realizzato. Io vorrei che venissero segnate
nell’agenda del nostro Sindaco come una spina nel fianco. Quando si spengono le luci
fuori dal carcere, a significare che una vita si spegne, il Governatore e il Sindaco di Fort
Worth sono fuori con i cittadini ad applaudire. Questa è una vergogna per la nostra città,
credo.
Sull’Ordine del Giorno di oggi devo dire che il boia non va mai in pensione. La pena
capitale è stata riammessa negli Stati Uniti nel 1976 e 29 anni dopo non vediamo ancora
la volontà di rallentarne il passo. Il numero dei detenuti nei bracci della morte è in costante
crescita. Anche se innocenti, non hanno speranza di cavarsela, perché la loro vita dipende
da una valutazione morale e dall’abilità dell’accusa di esporre il caso, in modo da
assicurarsi il massimo della pena.
Il primato delle esecuzioni purtroppo spetta al Texas che porta a termine ogni anno il 69%
di quelle che avvengono in tutto il Paese. Nel 2003 sono state giustiziate 65 persone. In 11
dei 38 Stati dove è ancora in vigore la pena capitale, 24 persone sono state giustiziate nel
Texas, dove ci sono alcune contee più assassine di altre.
Allora, le stime ufficiali dicono che il Movimento Abolizionista sta facendo dei progressi, è
vero, ma l’accusa ha ancora una vita facile nell’assicurare le condanne a morte anche
quando l’imputato è palesemente un malato di mente. Il Governatore dell’Illinois ha voluto
una moratoria sulle esecuzioni e i 164 in attesa di esecuzione sono per ora salvi. Ma in
Texas è bastata la parola di un testimone oculare, piuttosto confusa, per mettere a morte il
prigioniero più famoso d’America, Gary Graham, di cui hanno parlato anche i giornali.
Graham era probabilmente innocente, ma lo storico Procuratore Distrettuale del Texas,
John Holmes, ne ha parlato molto la stampa, oggi pensionato, non tenne in gran conto
questo dettaglio, limitandosi a rispondere che era meglio ammazzare un innocente che
rischiare di mandare libero un colpevole.
Molti delitti compiuti da chi riceve una condanna a morte sono simili a quelli compiuti da
altri, ma l’accusa è stata abile nel presentarli come particolarmente sanguinari. Sino ad
oggi 117 esseri umani sono riusciti a salvare la propria vita dopo aver provato, spesso
grazie a circostanze fortuite, la propria estraneità ai fatti, ma almeno il doppio sono stati
giustiziati senza avere commesso assolutamente nulla. Potrei citare molti casi. Ernest
Willis, condannato nel 1987 e tornato in libertà dopo 17 anni di dura detenzione per non
avere mai commesso il fatto. La giuria lo aveva riconosciuto colpevole di duplice omicidio,
nonostante le sue disperate dichiarazioni dI innocenza. L’esame del DNA è servito a
scagionarlo, e intanto si è fatto 17 anni nel braccio della morte. A questo nome potrei
aggiungerne altri.
E’ vero, il Sindaco è intervenuto, c’è stata questa decisione della Corte Suprema di abolire
la pena di morte per i minorenni. Sì, c’è stata, è stata molto tardiva, non credo che ci sia
bisogno... è una vergogna che ci sia stata la possibilità di uccidere anche i minorenni,
perché fino a poco tempo fa in 14 Stati americani si poteva essere condannati a morte a
partire dai 16 anni. Questo perché comunque, come dicevo all’inizio, la pena capitale negli
Stati Uniti in particolare è un mezzo per far carriera politica, quindi viene usata per favorire
le carriere dei politici, come è avvenuto nel caso di Bush, che prima che iniziasse a parlare
di guerra preventiva, prima che iniziasse a bombardare l’Iraq, non parlava altro che di
pena di morte. Non aveva altro argomento. Questo è dimostrato nelle campagne elettorali
dei Governatori, dei Senatori e dei Deputati degli Stati Uniti. Così pure per i magistrati, che
negli Stati Uniti vengono eletti dal popolo.
39
Quando le elezioni sono in corso, l’imposizione delle condanne capitali aumenta sempre e
i giudici, autorizzati a ribaltare le decisioni delle giurie, che sono giurie popolari, si servono
del loro potere per non lasciare scampo dell’imputato. Il Giudice Stanley, che esercita la
sua professione in Florida, non perde occasione per dichiararsi pubblicamente sulla
stampa, anche internazionale, entusiasta delle sentenze esemplari, e se la giuria è stata
troppo clemente provvede a sistemare le cose. Ha già fatto condannare persone
completamente innocenti, soprattutto afroamericani. La stessa cosa è avvenuta in
Alabama e naturalmente in Texas, dove Ron Mock ha fatto mettere a morte 12 dei 15
imputati nei processi da lui presieduti.
Credo che avremo occasione di ridiscuterne. Comunque tutti i linciaggi e le esecuzioni del
2004, che sono tantissime, hanno nomi e cognomi. Non sto oggi a leggerveli. Chi li vuole,
li può avere, ho preparato un elenco.
Quello che voglio dire è che chi usa la morte e la distruzione di Stato come argomento di
campagna elettorale non può essere un nostro gemello. Non possiamo continuare a
sostenere e ad incentivare rapporti con chi ha questa cultura. Grazie.
Entrano i Consiglieri Vecchi e Rinaldi Nando
Consiglieri presenti n. 34
Consigliere Mario Monducci
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, non me ne vorranno gli amici che hanno
sottoscritto questo Ordine del Giorno che mi pare piuttosto ambiguo e confuso. Addirittura
c’è una finezza che mi permetto di leggere, che mi sembra veramente al di là del rispetto
che bisognerebbe avere per ognuno di noi, laddove si dice: “Il Consiglio Comunale di
Reggio Emilia, anche in virtù delle relazioni in essere con la città di Fort Worth...” Abbiamo
delle relazioni con la città di Fort Worth. Credevo che fossimo gemellati, mi pareva che
questo fosse il succo dell’interpellanza e della risposta del Sindaco, invece apprendo che
abbiamo delle relazioni. E’ una finezza per non dire invece che abbiamo questo rapporto
organico con questa città.
Di conseguenza si cerca secondo me di mettere insieme due concetti, uno esplicitandolo,
su cui credo siamo tutti d’accordo, e cioè l’intervento del Consiglio Comunale presso le
autorità statunitensi, segnatamente di Fort Worth, per allontanare quantomeno
l’esecuzione capitale di questi due cittadini statunitensi; l’altro invece è un non detto, ed è
questa specie di mediazione che io penso il collega Corradini abbia cercato di realizzare
all’interno di una maggioranza che non è certo coesa su questi concetti, e cioè si
introducono i ragionamenti relativamente alla pena di morte, al rispetto dei diritti umani e a
quant’altro.
Beh, allora secondo me il rischio è veramente non di licenziare un Ordine del Giorno che
abbia chiarezza ed incisività, ma invece di fare ancora una volta un esercizio di
politichese. Io non credo che noi questa sera siamo chiamati a fare questo.
Qui i casi sono due, e io invito i colleghi della maggioranza che hanno firmato questo
Ordine del Giorno, ma invito anche i colleghi dell’opposizione, a fare una riflessione: o si
sposa la tesi, molto semplice, della richiesta della sospensione dell’esecuzione della pena
per questi Melendez e Staley, punto e a capo, e si rinvia ad aprile o a maggio, quando le
forze politiche lo riterranno opportuno e saranno pronte, l’affrontare questo dibattito,
oppure il dibattito si fa adesso. Il dibattito si fa adesso, si fa chiarezza su questo Ordine del
Giorno che dice e non dice, che è criptico, dalla cui lettura emerge certamente una
responsabilità che nessuno disconosce del sistema giudiziario statunitense, ma non si
dice per esempio contestualmente che noi abbiamo un altro triste primato, quello di avere
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tra le nostre città gemellate un’altra città, Rizhao, di un altro Stato che le esecuzioni
capitali le esercita in quantità industriale, con il colpo alla nuca e a centinaia alla volta. Qui
non è neanche questione di accendere o spegnere la luce ogni tanto, una volta al mese,
questi li fanno fuori scaricandoli dai camion, buttandoli dentro le fosse comuni e facendoli
fuori con sistematicità.
Allora io credo, e concludo, ripeto, che o ci limitiamo, in attesa di fare chiarezza... Io
personalmente, come Gruppo, ritengo che siccome al mondo ci sono tantissime città,
comprese molte città americane, che fanno parte di Stati che non applicano la pena di
morte, nessuno imponga alla nostra città di essere gemellata con città che invece fanno
parte di Stati che applicano la pena di morte e comunque condividono sistemi giudiziari
che sono estranei alla nostra cultura giuridica e direi al nostro comune sentire.
Lo stesso discorso vale evidentemente per i rapporti con la Cina, oltre che con gli Stati
Uniti.
Quindi io chiederei, per chiarezza e per rispetto di ognuno di noi: limitiamoci questa sera a
chiedere la moratoria delle pene capitali per Meledez e Staley, non facciamo invece
questo polpettone, questa marmellata di detto e non detto, in cui si dice tutto e non si dice
nulla, e alla fine del qual discorso tra l’altro si rinvia ancora ad un ulteriore
approfondimento. Questo approfondimento facciamolo in modo serio una volta per tutte
qui in Consiglio Comunale, quando le forze politiche saranno pronte.
Entra il Consigliere Ballarini
Consiglieri presenti n. 35
Consigliere Francesco Colosimo
Io sono stranito dall’intervento del collega Monducci. Sono stranito ricordandogli che
quando a chiara lettera si vuole fare oscura glossa si rischia di introdurre elementi altri e
incongrui rispetto alle cose che si propongono. Collega Monducci, qui non c’è dubbio che
c’è un detto prima e un detto nella seconda parte dell’Ordine del Giorno. Il detto che c’è
all’inizio è sicuramente un pronunciamento forte, sentito, dovuto, contro la pena di morte, e
siccome né la maggioranza, né i singoli Consiglieri della maggioranza, né immagino, mi
voglio augurare, i singoli Consiglieri della minoranza, si vogliono sottrarre al tema del
come, del perché, se è opportuno che questa comunità reggiana abbia rapporti, relazioni,
con comunità che invece applicano la pena di morte, beh, questo è detto nella seconda
parte del documento ed è un impegno. Altro che non detto! E’ detto e c’è l’impegno a
discuterne.
Vedete, io non so cosa voglia dire “quando le forze politiche saranno pronte”, perché deve
sapere che per quanto ci riguarda come maggioranza saremmo pronti a continuare questo
dibattito non usque, ad aeternum sicuramente, per lunghe ore, perché una cosa che
dovremmo avere chiara un po’ tutti, e qua mi permetto di fare un qualche appunto a
qualche collega della maggioranza che nella foga del suo intervento fa trasparire quasi
una forma di antiamericanismo strisciante... beh, dovremmo intanto sapere, e qua io
condivido l’intervento del collega Monducci, che la nazione al mondo che applica la pena
di morte, lui diceva in quantità industriale, è sicuramente la Cina, per i numeri che si
conoscono, perché non sempre si conoscono, ma subito dopo vengono l’Iran, l’Iraq, ma
anche altri Paesi con democrazie liberali, e questa è un’aggravante.
C’è un appello che i premi Nobel ed anche altre personalità importanti nel mondo hanno
recentemente rivolto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, basterebbe soltanto
leggere qualche frase per capire quanto sia anacronistica questa misura e quanto sia
ingiusta: “Dopo l’abolizione della schiavitù e l’interdizione della tortura il diritto a non
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essere uccisi a seguito di una misura giudiziaria può essere un altro comune
denominatore, una nuova irriducibile dimensione dell’essere umano che fa di tutti noi
un’unica comunità.” Parole semplici, semplici.
Su questo l’impegno che la maggioranza propone al Consiglio Comunale è quello di
discuterne in maniera diffusa, in maniera profonda, anche per le relazioni, perché non c’è
dubbio, collega Monducci, che Lei sia a conoscenza del fatto che ci siano rapporti con la
cittadina di Fort Worth, come non c’è dubbio che Lei sia a conoscenza di rapporti con
cittadine cinesi, dove dal Capo dello Stato e dal Governo mi pare che recentemente sia
stato organizzato un bellissimo viaggio anche con rappresentanti delle categorie
economiche reggiane a cui Lei tanto è attento.
Ed allora a questo tema nessuno vuole sfuggire, nessuno vuole sfuggire, ma mi pare che
con l’intenzione di introdurre sempre un qualche elemento di divisione nella maggioranza
dicendo che l’Ordine del Giorno è piuttosto ambiguo e confuso, beh, mi dica il punto dove
è ambiguo e dove è confuso. E’ di una chiarezza estrema, perché dice sostanzialmente
due cose: il Consiglio Comunale è chiamato ad esprimere il proprio no alla pena di morte;
siccome sappiamo quanto questo tema sia complesso e lo diventa ancora di più quando
questa comunità intrattiene rapporti di natura commerciale, anche di natura commerciale,
e relazioni di altro genere, significative, con queste città e con questi Paesi che applicano
la pena di morte, noi siamo consapevoli di questa difficoltà, ma allora proprio perché il
tema va guardato sotto diversi aspetti è bene che sia approfondito nel modo dovuto, e in
via definitiva, senza fare dei confusi ed ambigui dibattiti che in questa sala sono stati fatti
negli anni scorsi, come ricordava nella Conferenza dei Capigruppo la collega Giampaoli.
Facciamolo una volta per tutte.
In quella occasione nessuno si trincererà dietro il non detto o dietro le ambiguità che
volutamente il collega Monducci trova in un testo che invece, nonostante ci abbia messo le
mani il collega Corradini, secondo il collega Monducci, è di una chiarezza estrema, anche
laddove fa un richiamo alla Regione Emilia Romagna e al Governo del Paese perché si
esprima su questo tema in via definitiva. Altro che ambiguità e confusione, collega
Monducci!
La tentazione che spesso la prende di fare a chiara lettera un’oscura glossa questa volta è
stata riposta male.
Consigliere Mario Poli
Signor Presidente, signori Consiglieri, sono convinto anch’io che questo testo sia stato
scritto a più mani, si avverte nella composizione iniziale con quella finale una certa
difficoltà di omogeneità. Indubbiamente noi che abbiamo visto e partecipato alla
discussione nella Conferenza dei Capigruppo su questo argomento sappiamo come le
posizioni all’interno della maggioranza, ma anche all’interno del Consiglio Comunale, su
come affrontare questo Ordine del Giorno siano state ben visibili, vengono fuori.
Credo che si possa dire che il testo tenta di racchiudere già oggi una discussione che
invece viene proiettata come proposta all’interno del testo, ma che era anche nella testa
oppure nel pensiero di tanti Capigruppo nella discussione dell’altro giorno, quando
insieme, almeno in maggioranza, si era detto: “Collochiamo il momento della discussione
più alta, più approfondita, nel mese di aprile”, perché sull’argomento ci sono due posizioni
politiche, due scuole di pensiero. C’è chi dice: “Oggi, in questo Consiglio Comunale,
affrontiamo soltanto l’argomento centrale su cui quasi tutti penso si sia d’accordo, di
chiedere la sospensione, la revoca, dell’esecuzione della pena di morte riferita ai due casi
singoli” e chi invece vuole utilizzare questo momento per ampliare il ragionamento sui
gemellaggi, in particolar modo sul gemellaggio con Fort Worth.
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Siccome effettivamente su questo argomento abbiamo o avete avuto in passato diversi
momenti di confronto e di discussione, sono d’accordo anch’io con chi dice: “A partire da
aprile sciogliamo il nodo, affrontiamo con coraggio questo aspetto del gemellaggio”,
soprattutto avendo presente e mettendo alle spalle la certezza che gemellaggi con Paesi,
città e nazioni, ma soprattutto con città o Stati di quelle singole nazioni che attuano la pena
di morte, secondo il nostro parere, sono gemellaggi da mettere sicuramente in discussione
e da affrontare con senso molto critico, perché bisogna partire da questo assunto: chi è
favorevole e chi è contro la pena di morte.
Non dico per tranquillizzare, ma per mettermi in sintonia con il collega Riva che con
passione prima ha esercitato una lunga disquisizione contro la pena di morte, noi da
sempre come UDC, ma anche come cattolici impegnati in politica, siamo contro la pena di
morte e quindi siamo pronti da aprile ad approfondire questa tematica che è un po’ latente,
a volte è palese, comunque è condizionante. Lì c’è dell’ambiguità, nel volere affrontare il
ragionamento se continuare o no il gemellaggio con Fort Worth.
Quindi ci sentiamo tranquillamente impegnati ad andare avanti su questa linea, su questa
indicazione.
Il testo che viene proposto oggi è effettivamente non dico contraddittorio con sé stesso,
ma mette già dei cappelli, mette già delle preposizioni molto generiche che non aiutano
probabilmente ad avere l’unanimità dei consensi. Qualora invece fosse proposto un
Ordine del Giorno, come in parte avevamo esaminato nella Conferenza dei Capigruppo, in
cui si centrava e si evidenziava in termini prioritari il concetto che con questo testo noi
andavamo ad impegnare tutte le istituzioni possibili, tutte le forze possibili, per chiedere la
revoca dell’esecuzione della pena di morte per i due condannati Pablo Melendez e Steven
Staley, io faccio mia la proposta che faceva il collega Monducci. Se vogliamo uscire da qui
con una posizione unanime, bisogna che circoscriviamo il nostro Ordine del Giorno alla
richiesta di sospensione. Poi abbiamo anche l’impegno, e quindi possono essere due
pezzettini... Se noi tralasciassimo la parte superiore dell’Ordine del Giorno e prendessimo
solo quella in grassetto e la parte finale, non avremmo nessun dubbio a votare a favore,
aggiustando effettivamente un passaggio dove noi dobbiamo ricordare che con Fort Worth
abbiamo un gemellaggio in corso già da anni.
Tra l’altro, studiando sempre il rendiconto o il contenuto della relazione che faceva il
Presidente di Reggio nel Mondo, la parte più sostanziosa in cui si descriveva la vitalità e
l’importanza dei gemellaggi era proprio riservata a Fort Worth. Se qualche collega lo vuole
andare a rileggere, si accorgerà che Fort Worth ha un suo peso estremamente rilevante
sotto l’aspetto etico ed anche sotto l’aspetto dell’esperienza politica che è in piedi da circa
vent’anni.
Quindi rivolgo anch’io l’invito, con spirito di unitarietà, almeno per quanto riguarda la
richiesta di sospensione e di revoca della pena di morte, ai colleghi della maggioranza che
hanno sottoscritto il documento, casomai con una sospensione mirata per aiutare i lavori e
trovare quindi un testo su cui sia facile, lo sottolineo, fare convergenza unanime, a darci
da fare per arrivare a questa eventuale conclusione, altrimenti diventa difficile, direi
estremamente difficile, per noi approvare questo Ordine del Giorno.
Esce l’Assessore Pedroni
Consigliere Matteo Sassi
Care colleghe e cari colleghi, io credo che il tema che ci apprestiamo a discutere oggi sia
un tema particolarmente delicato, perché se è vero, come io credo, che il fine della politica
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è l’uomo e che la politica vada misurata soprattutto in base agli effetti che questa ha sugli
uomini e sulle donne, allora questo è probabilmente uno dei grandi temi della politica.
Indubbiamente è anche uno dei temi in cui la politica si manifesta in tutta la sua portata
talvolta drammatica e nichilistica addirittura nei confronti dell’uomo stesso. Quindi una
politica che riconduce a morte gli uomini.
Ed allora, mentre pensavo di ragionare in merito a queste tematiche, sono andato a
rileggermi alcuni passaggi di un celebre testo, di un testo fondamentale nella cultura
politica e giuridica di quella parte di mondo che spesso viene erroneamente definita come
Occidente. Questo testo è “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, dove ho
individuato un passaggio che credo sia emblematico nel delineare i punti di criticità, delle
vere e proprio fratture ancora oggi presenti. Volevo brevemente richiamarlo. Beccaria
scrive: “Alcune, poche, società e per poco tempo solamente si sono astenute dal dare la
morte. Ciò è conforme alla fortuna delle grandi verità, la durata delle quali non è che un
lampo in paragone della lunga e tenebrosa notte che involge gli uomini.”
Perché io credo che questo passaggio sia particolarmente significativo oggi e capace di
racchiudere anche in maniera paradigmatica quelle che sono le crisi di civiltà? Beh,
innanzitutto perché utilizza un termine che è pesante, che è impegnativo, ma che deve far
riflettere noi tutti, cioè il concetto di verità. Prima il Consigliere Fornaciari si interrogava e
diceva: “Ma gli americani sono cristiani?” Allora noi potremmo altrettanto interrogarci e
chiederci: ma esiste un concetto di verità? Io, che per formazione sono piuttosto relativista,
credo che tuttavia in alcuni ambiti il concetto di verità debba essere utilizzato, perché
investe l’uomo e quindi conseguentemente, come ho richiamato prima, investe anche la
politica.
Ed allora, se c’è una verità, è che una comunità, in particolar modo una comunità che si
vuole democratica, solidale e civile, non può decidere di mettere a morte nessuno, perché
se un omicidio è un atto esecrabile, se è quanto di peggio l’uomo può fare nei confronti
dell’altro uomo, questo non può essere perpetrato da un’intera comunità e non può essere
legalizzato, pena la barbarie stessa dell’ordinamento civile, giuridico e politico in ultima
istanza di una comunità, di uno Stato.
Ecco perché io credo che sia fondamentale aprire una discussione, una discussione come
si richiama in questo Ordine del Giorno, nella parte finale di questo Ordine del Giorno, che
rivendico così come nella sua parte iniziale... qui diciamo che vogliamo una discussione
attenta, approfondita, in Consiglio Comunale, preceduta da discussioni e confronti con la
città, con le sue associazioni in sede di Commissione, per riempire di contenuti questo
Consiglio Comunale e credo anche, questo l’aggiungo io, orientare e riorientare il discorso
pubblico nei confronti dei grandi temi, grandi temi che sono credo il vero ed unico antidoto
alla crisi della politica.
Ecco perché io credo che questo Ordine del Giorno sia un buon Ordine del Giorno.
Ovviamente ci trova tutti uniti nel condannare le esecuzioni che avranno luogo
significativamente in due date, il 16 e il 23 marzo, entrambe date in cui avremo anche il
nostro Consiglio Comunale.
Nella seconda parte si pone già una forte ipoteca, anzi, un forte impegno, un impegno fra
noi tutti, a ritrovarci in tempi rapidi per discutere di queste problematiche.
Le cose da dire sarebbero parecchie, sono certo che avremo modo di dircelo e di
confrontarci in maniera franca, ma spero sempre serena, nel corso degli impegni e delle
scadenze che ci siamo volutamente dati, ma c’è un’ultima riflessione che vorrei fare. Mi
dispiace che adesso non sia in aula il Consigliere Fornaciari, ma mi è venuta in mente nel
momento in cui lui esponeva il testo della sua interpellanza, perché un po’ come lasciava
intendere il Consigliere Fornaciari, se il tempo della storia può essere interpretato in
maniera lineare, beh, la storia non può essere interpretata in maniera progressiva. Questo
è un elemento che è bene tenere presente sempre e comunque, perché investe
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nuovamente ancora la politica e ciò che intendiamo noi per politica, quelle che sono le
nostre responsabilità.
Io credo che la politica debba avere la capacità oggi di riappropriarsi del concetto stesso di
politica e della sua autonomia, che non è un’autonomia nei confronti del sociale e delle
altre sfere di attività umana, ma è un’autonomia della sua stessa essenza, cioè la capacità
di uomini e donne di discutere di grandi temi senza condizionamento alcuno.
Ecco perché credo che sia fondamentale, in queste questioni che investono quella che
spesso viene definita essere l’etica di ciascuno, affrontare la discussione a 360 gradi.
Quindi non è possibile chiedere ad esempio che una città, una qualsiasi città del
cosiddetto mondo occidentale, interrompa i gemellaggi con un’altra qualsiasi città laddove
si violino i diritti umani e parallelamente ad esempio chiudere gli occhi sul fatto che il
sistema economico del Paese Italia piuttosto che di altre realtà di questo cosiddetto
mondo occidentale allacciano relazioni sempre più strette con quelle realtà, perché
sarebbe io credo scorretto e certamente non onesto.
Ed allora io dico: riorientiamo il discorso pubblico in merito a queste problematiche, ma
facciamolo a 360 gradi. Solo se lo facciamo in questo senso la politica riesce a
riappropriarsi del proprio ruolo e della propria ragion d’essere.
Dopodiché io rimando ogni discussione alle scadenze che ci siamo dati. Credo che in
quella sede debbano essere affrontate le tematiche a tutto tondo, senza reticenze da parte
di nessuno, e che in quella sede possano essere avanzate anche proposte e istanze di
carattere radicale, perché ognuno di noi si interroghi su questo grande tema, che è anche
un grande dramma della nostra storia, ed ognuno di noi proponga delle soluzioni. Io credo
che si debba trovare il luogo in cui confrontarsi, ripeto, in maniera franca ma serena, e
soprattutto un luogo capace di coinvolgere la cittadinanza e tutti quei concittadini che da
anni lavorano e spendono il proprio tempo, la propria passione, la propria attività, in merito
a queste problematiche.
Pertanto credo che sia un buon Ordine del Giorno. Invito anche i Consiglieri
dell’opposizione a non leggervi tra le righe del politichese, ma a leggervi della politica,
soprattutto perché credo sia chiaro l’intento di chi ha sottoscritto questo documento di non
tirarsi indietro e di discutere quanto prima in Consiglio Comunale di queste tematiche.
Concludo dicendo che io sarei stato anche disponibile a discuterne oggi, ma la
Conferenza dei Capigruppo, con un accordo bipartisan che certo non condivido, ritiene
che in prossimità di importanti scadenze elettorali la politica debba abbassare un po’ i toni
ed occuparsi di questioni che vengono ritenute non centrali. Io credo che questa sia una
grave sconfitta. Ne ho preso atto, ne ho preso amaramente atto. Forse allora aveva
proprio ragione Rousseau quando diceva: “Gli uomini nelle democrazie sono liberi una
volta ogni quattro o cinque anni, quando vanno a votare.”
Consigliere Paola Donelli
Io intanto ritengo, come hanno fatto altri Consiglieri, di riaffermare la mia contrarietà e la
contrarietà dei Verdi alla pena di morte, in quanto secondo noi deve essere bandita da
qualsiasi società che voglia definirsi civile. Infatti tale pratica danneggia la democrazia,
svilisce il valore della vita umana e legittima la vendetta, facendone pagare le
conseguenze a tutti i membri della società, in quanto, uccidendo legalmente, la società
perde automaticamente quegli ideali di umanità e quelle caratteristiche particolari che
differenziano gli esseri umani dagli animali.
Essere contrari alla pena di morte non significa non condannare i reati commessi dai
criminali, ma l’applicazione della pena di morte brutalizza la società e la degrada. Il circolo
della vendetta e della violenza si rinvigorisce.
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Premesso questo, io vengo alla cosa di oggi per dire che sinceramente non capisco bene
la posizione dell’opposizione, soprattutto la posizione di Poli e la posizione di chi l’altro
giorno, come Monducci, era abbastanza d’accordo con noi sul fatto che si dovesse andare
ad un esame dei gemellaggi. Sinceramente vorrei...
Io credo che oggi ci siano due cose importanti: una è il caso di queste due morti, quindi
l’Ordine del Giorno umanitario da fare. Per esempio il caso di Melendez è un caso
allarmante perché la sua dichiarazione di innocenza è forte e solida, il suo caso è
caratterizzato da palesi errori nell’indagine della Procura, da conflitti di testimonianze e da
incontestabili elementi che dimostrano la sua innocenza. Il fatto più convincente è la
dichiarazione della stessa madre della vittima che è convinta che questo Melendez non
abbia ucciso il figlio. Quindi credo che ci sia un’emergenza di appello umanitario nei
confronti di queste due morti, però questa emergenza non può non farci riflettere sul
discorso che noi abbiamo gemellaggi con Paesi in cui viene praticata la pena di morte. La
pena di morte viene fatta in Cina, viene fatta in molti Paesi islamici mediante metodi
ancora meno civili, per quanto possa essere civile da qualche parte una pena di morte, è
praticata nei teatri di guerra.
Quindi credo che questi fatti ci debbano far riflettere ed aprire un discorso sui gemellaggi,
un discorso che tra l’altro era già stato proposto: io qui ho la mozione dell’aprile 2001 in cui
il Consiglio Comunale delibera “di effettuare una prima valutazione entro l’anno 2001 sulle
posizioni assunte su questi temi da parte delle città gemelle o amiche; di procedere quindi
a valutare se occorra dare un’ulteriore caratterizzazione ai gemellaggi o se si debba
definire una risposta in termini di sospensione o interruzione dei gemellaggi stessi.” Io
credo che si debba procedere a dar corso a questa mozione.
Questo Ordine del Giorno credo sia proprio un impegno in questo senso, un impegno che
verrà realizzato a partire dal mese di aprile. Mi sembra che non ci sia un’opinione contraria
ad assumersi questo impegno, per cui sinceramente faccio fatica a capire la posizione di
chi dice che questo Ordine del Giorno è viziato o non è accettabile. Io credo che bisogna
prendere entrambe le posizioni, non ci si può fermare ad un semplice appello umanitario o
ad una semplice condanna, io credo che occorra mettersi a considerare il discorso dei
diritti umani ed operare affinché si sostengano quei gemellaggi che hanno i requisiti di
contribuire alla reciproca crescita culturale, civile ed economica, nel rispetto delle diversità
e dei diritti umani da parte dei governi sostenuti, dando poi... ma queste valutazioni le
vedremo quando ci decideremo a cominciare ad approvarle.
Io ritengo che l’Ordine del Giorno... se le obiezioni sono sulla prima parte, io credo che
debbano essere affermate tutte e due le cose: da una parte l’appello umanitario nei
confronti di queste due condanne a morte, dall’altra parte la necessità di esaminare tutti i
gemellaggi, non uno solo, ma questo c’è scritto, questo si dice, si parla di tutti i Paesi che
applicano la pena di morte, non c’è nessuna finalizzazione a Fort Worth. Per me il
discorso va aperto su tutti. Quindi sinceramente non vedo perché questo Ordine del
Giorno non debba essere approvato da tutti.
Consigliere Marco Eboli
Il collega Colosimo concludeva il suo intervento dicendo che bisognerà pure che il
Governo si pronunci una volta per tutte sulla pena di morte e bisogna pure che questo
Consiglio Comunale assuma decisioni in merito ai gemellaggi. Forse il collega Colosimo
non sa che il Governo italiano si è da tempo pronunciato con la Costituzione Repubblicana
contro la pena di morte, quindi non credo che questo Governo debba aggiungere altro
rispetto ad una parte della Costituzione che non solo non viene mai messa in discussione,
ma che non viene messa in discussione dalle revisioni in atto, legittime, perché, scusate,
la Francia ha cambiato cinque Repubbliche, quindi potremo noi pensare di poter
modificare una parte della Costituzione in un dibattito politico che sta avvenendo da alcuni
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anni? Questo però è un aspetto della Costituzione che non è mai stato messo in
discussione, anzi, è sempre stato avvalorato.
Ricordo al Consigliere Colosimo poi che questo Consiglio Comunale, se vi è un minimo di
coerenza tra le azioni che le varie Amministrazioni compiono negli anni e nei mandati, la
parola fine su questa telenovela del gemellaggio sì o gemellaggio no l’ha posta due anni fa
quando andammo in delegazione ufficiale a Fort Worth, con un rappresentante de La
Margherita, l’allora Consigliere Francesco Notari, dove riaffermammo in quella sede, su
mandato univoco del Consiglio Comunale, il collega Prati, Notari, il sottoscritto, il collega
Baldrati che oggi non siede più qui, su mandato del Consiglio Comunale riaffermammo
una volta per tutte che il gemellaggio con la città di Fort Worth non è in discussione. Erano
in discussione le questioni attinenti all’applicazione della pena di morte, tema sul quale, è
bene ribadirlo, negli Stati Uniti hanno possibilità di decidere, oltre ai Governatori, i giudici
che sono eletti direttamente dai cittadini. I Sindaci, contro i quali noi continuiamo a
rivolgere appelli assolutamente insensati, non hanno alcun potere. Ce lo hanno detto
chiaramente, caro Gianni, lo dico a Prati che ha preso atto insieme a me di questa cosa.
C’è un sistema giudiziario diverso dal nostro ed allora è inutile che questo Consiglio
Comunale ad ogni elezione politica, ad ogni argomento un pochino caldo, rimetta in piedi
questo argomento, perché questo argomento è un argomento sterile, se trattato in questo
modo.
Il Consiglio Comunale ha votato con i voti di Alleanza Nazionale una dichiarazione, quattro
anni fa, di condanna della pena di morte, di non sottoscrizione di gemellaggi nuovi con
Paesi che avevano questa cosa, ed è fermo quello con Rizhao. Con la Cina non siamo
mai andati avanti, lo sappiamo bene.
Allora vi è una coerenza di fondo in questo Consiglio Comunale in modo trasversale che
non può essere tirata per i capelli ad ogni piè sospinto, perché io oggi alla Riunione dei
Capigruppo mi sono sentito dire dal Capogruppo Corradini che una mozione sui
disobbedienti non la dovremmo trattare in questo periodo perché è argomento politico.
Poi il collega Sassi dice che la politica non deve uscire dalla porta principale, anche se si è
in campagna elettorale. Sono d’accordo con lui. Allora abbiamo paura di una mozione sui
disobbidienti e possiamo trattare in modo speculativo un discorso serio sulla pena di
morte?.
Allora, noi abbiamo dato mandato al precedente Sindaco, e secondo me vale anche per
questo, una volta per tutte, un mandato che non ha mai contestato nessuno, che in
presenza di esecuzioni capitali come quelle che vengono citate nella vostra mozione il
Sindaco assuma un atteggiamento, che nessuno, ripeto, ha mai contestato, di
segnalazione autonoma alla città di Fort Worth di quella che è la nostra posizione, senza
bisogno di votare tutte le volte Ordini del Giorno. Il Sindaco Delrio ha mandato anche da
parte di Alleanza Nazionale di fare la stessa cosa in questa situazione, ma consentitemi, io
trovo veramente squallido e speculativo che su questioni di questo tipo, per questioni di
carattere politico, si ripropongano, per avere un briciolo di attenzione da parte dell’opinione
pubblica, che sa purtroppo che abbiamo armi spuntate... perché il ritiro del gemellaggio,
che è un’ipotesi che per primo il Gruppo dei DS non vuole... Io so che il Gruppo de La
Margherita continua ad insistere, ma si scontrerà contro il Gruppo dei DS che non lo vuole,
e lo ha già ribadito più volte. E’ inutile cercare sponde trasversali su questo tema, perché
anche nell’opposizione c’è chi non lo vuole. Io l’ho ribadito agli amici americani. Si potrà
tranquillamente discutere di questi temi, noi siamo andati ad incontrare la Lega per i Diritti
Civili contro la pena di morte, abbiamo fatto un incontro specifico quando facemmo quella
delegazione, abbiamo ascoltato le loro ragioni, abbiamo cercato di essere fedeli interpreti,
una volta tornati in Italia, di quelle che erano le loro rimostranze. C’è tutto un protocollo di
iniziative, ci sono sostegni anche di carattere finanziario a quelle organizzazioni da parte
del Comune di Reggio, ci sono affiancamenti di ogni tipo, però, colleghi, un minimo di
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serietà. Lasciamo fuori dalla campagna elettorale le questioni che attengono... ma non
perché non se ne può parlare, perché è un’arma spuntata, un documento di questo tipo
non vuol dire niente, non aggiunge una virgola ai documenti che abbiamo votato mille
volte in questo Consiglio Comunale.
Volevate una nuova condanna della pena di morte? Tre righe, le sottoscrivevamo tutti ed
eravamo tutti coerenti con posizioni che abbiamo da tempo. Volete speculare anche sul
tema della pena di morte, fate un Ordine del Giorno di questo tipo, a cui ha messo mano,
e si vede, il Capogruppo Corradini, perché è un po’ arzigogolato, tenta ovviamente di
tenere sempre insieme capra e cavoli, però non arriviamo da nessuna parte.
Questo Ordine del Giorno non ve lo voteremo, non ve lo voteremo perché è un Ordine del
Giorno speculativo, ma non ve lo votiamo affermando che siamo contrari alla pena di
morte e nessuno potrà dire che noi non lo votiamo perché siamo favorevoli alla pena di
morte, siamo contrari.
C’è un altro ragionamento, Colosimo. C’è la distinzione tra un documento intelligente e un
documento strumentale. Allora, visto che questo non è un documento intelligente, lo
respingiamo al mittente e diciamo: votatevelo voi. Noi continueremo a sostenere a livello
nazionale e a livello locale la nostra contrarietà alla pena di morte, sosteniamo il mandato
che il Sindaco ha e può praticare da domani, da oggi se vuole, di far presente qual è il
sentire generale del nostro Consiglio Comunale, unanime, contro la pena di morte, può
fare un appello perché questa venga sospesa, però vi voglio anche ricordare che c’è una
legislazione complessa. A fatica le sessioni, che sono semestrali, del Parlamento dello
Stato del Texas stanno facendo passare cose che però a piccoli passi stanno arrivando,
piccole modifiche che si tenta di realizzare. Signori, noi non siamo sovrani né nello Stato
del Texas, né negli Stati Uniti. Noi siamo il Consiglio Comunale di Reggio Emilia che
continua a rivolgersi ad un Sindaco che non ha armi, questo sappiatelo, non ha armi, e
continuiamo inutilmente a mettere in difficoltà un rapporto che credo ad un certo punto
abbia canali di civiltà molto consolidati per essere mantenuto in piedi.
La Margherita, non so perché, in tutte le legislature si pone questo obiettivo spuntato di far
saltare il gemellaggio con Fort Worth. Rendiamocene conto: di lì non si passa. Questo è
l’obiettivo, è l’obiettivo dell’interpellanza che ha fatto Fornaciari, l’ha fatta anche l’anno
scorso, l’aveva fatta anche nella scorsa consigliatura, ogni tanto viene riproposta. Avete
delle nicchie di elettorato alle quali dovete dire queste cose. Per cortesia, ditegliele con dei
comunicati, non coinvolgete il Consiglio Comunale in discussioni che sono sterili.
Consigliere Gabriele Fossa
Sul tema della pena di morte la Lega Nord si è già espressa più di una volta dando come
movimento politico la sua contrarierà a questo tipo di pena.
Il problema è che sui nostri manifesti, quelli che saranno affissi sui tabelloni elettorali fra
qualche giorno, c’è scritto: “Padroni a casa nostra.” Quindi, pur essendo contrari alla pena
di morte, non ci sentiamo di criticare un popolo e un Paese che in modo democratico e
liberamente si è scelto un sistema giuridico diverso dal nostro e che appunto ritiene idoneo
per le sue necessità. Quindi non vedo per quale motivo, pur criticandoli, pur, se volete,
condannandoli, noi dobbiamo criminalizzare questo popolo perché si è scelto di agire
giuridicamente in questo modo.
Una criminalizzazione che però viene da parte della Sinistra e in particolare da una forza,
La Margherita, che predica bene e razzola male. Dico questo perché qualche sera fa, la
settimana scorsa, sono andato ad un convegno sulla pace. Presente c’era la Presidente
Laura Salsi e l’oratore era il Sindaco, poi c’era una rappresentante delle Donne in Nero e
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poi c’era un altro che non so bene chi fosse. Ecco, ad un certo punto del dibattito c’è stata
questa qui delle Donne in Nero e anche il popolo dei DS presenti che hanno sgridato il
Sindaco perché il gemellaggio con Betlemme... perché i rapporti con i territori palestinesi
non erano molto forti, non erano molto vivi. Tenete presente che la Provincia di Reggio
Emilia è gemellata con Betlemme. Il Sindaco si è giustificato dicendo: “Ma, sapete, adesso
è un momento un po’ critico, c’è stato questo, quindi non siamo riusciti ad avere dei
rapporti, però molto presto vi prometto che svilupperemo un gemellaggio con Betlemme.”
E’ di qualche giorno fa la notizia che il Gran Muftì, quindi la massima autorità religiosa
dell’Autorità Palestinese, ha dato il benestare a fucilare 15 persone accusate non di turpi
omicidi o di chissà quali reati, ma di avere collaborato con il nemico, l’entità sionista di
Israele.
Quindi ecco che mi sembra un po’... appunto, predicate bene e razzolate male. Siete una
forza politica che esprime un Sindaco che va in un dibattito pubblico a dire che svilupperà
un gemellaggio con un’entità che fra poco manderà a morte 15 persone.
Quindi, cari ragazzi della Sinistra, colleghi, chiaritevi un pochino le idee prima di andare a
criticare quello che fanno dei Paesi democratici dove bene o male le leggi ci sono, dove ci
sono tutti i sistemi giuridici che consentono ad un cittadino di difendersi. Quindi prima di
venire da me in modo particolare a dirmi che debbo essere contro un gemellaggio con il
popolo americano, dico: fatevi prima voi un esame di coscienza.
Io sono convinto che quei 15 il grande Abu Mazen li grazierà, perché non può mandarli a
morte in questo momento, visto che deve accreditarsi dal punto di vista internazionale,
quindi lì la grande magnanimità della sua persona li grazierà, però il fatto che vengano
messi a morte dal Muftì, che è un prete, attenzione, è un religioso, vi dovrebbe far
ragionare un po’ sui vostri criteri di giudicare gli altri sull’applicazione della pena di morte.
Consigliere Nando Rinaldi
Inviterei il Consiglio ed anche me stesso a riflettere sulle parole del Consigliere Sassi che
ci invitava a prenderci alcuni momenti in cui è necessario che la politica prenda un po’ di
tempo e superi, per quanto possibile, la strumentalizzazione che è insita in ogni riflessione
politica, che è fatta di maggioranze, di minoranze, di ampia discussione, di sintesi
successiva a questa discussione, per affrontare un tema che, è vero, mette insieme quasi
tutti i Consiglieri qui presenti, che ci unisce nel dichiarare la nostra forte contrarietà nei
riguardi di uno strumento che lede la libertà fondamentale dell’uomo, che mette in
discussione un articolo fondamentale, che è l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei
Diritti dell’Uomo, che dichiara l’inviolabilità della vita umana di ogni individuo.
Io credo che la storia umana sia anche fatta di una progressività nella riflessione culturale,
mi basta citare il fatto che proprio in questo Paese, cioè nel Gran Ducato di Toscana, fu
abolita per la prima volta in uno Stato sovrano la pena di morte come strumento di
punizione nei riguardi del reato, e mi basta per l’appunto ricordare, lo ricordava già il
Consigliere Sassi, l’ampia riflessione intellettuale, letteraria, che ha affrontato questo tema,
non solo Cesare Beccaria, ma penso anche a Victor Hugo che nel “Derrière jour” di un
condannato a morte affrontava questo tema riprendendo molte delle riflessioni fatte da
Beccaria ne “Dei delitti e delle pene.”
Esiste un concetto di verità, ma esiste anche una riflessione che noi dobbiamo affrontare,
non foss’altro perché, Consiglieri, mi si permetta di dire che molti in questa legislatura,
evidentemente, sono nuovi Consiglieri e nuovi Gruppi, quindi per la prima volta affrontano
un tema su cui possiamo avere delle divergenze profonde rispetto alle procedure e agli
strumenti di cui dotarsi per sensibilizzare l’opinione pubblica non solo americana, ma direi
anche italiana. Non scordiamoci che il livello di sensibilità nei confronti di questo
argomento è spesse volte un livello diverso da quello che percepiamo. In Francia la pena
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di morte è stata abolita nel 1981. L’ultima condanna è avvenuta nel 1978 e fu un gesto di
eroismo da parte di Mitterand, l’allora Presidente della Repubblica, che contro un’opinione
pubblica a maggioranza favorevole nei riguardi della pena di morte decise di compiere io
direi un atto di eroismo, tant’è che attualmente viene ricordato in un museo dedicato agli
eroi nazionali il suo atto di eroismo che decise di abolire, contro una maggioranza
sensibile a questo tema, cioè favorevole all’applicazione della pena di morte, questo
strumento.
Voglio ricordare che anche la Costituzione Italiana, lo diceva il Consigliere Eboli, non ho
capito bene, del 1948 prevedeva tra i commi finali la possibilità dell’esecuzione capitale
per coloro che compivano atti contro la patria. Solamente a seguito delle convenzioni
europee anche il nostro Paese ha abolito questo comma finale.
Vorrei ricordare che anche nel catechismo della Chiesa Cattolica era prevista la pena di
morte quale strumento di punizione nei confronti del reo.
Quindi è sicuramente una riflessione culturale che è necessario fare, di cui è necessario
non stancarsi mai, nei confronti di uno strumento che, l’abbiamo detto tutti, lede la dignità
e mette in discussione l’inviolabilità della vita umana. Quindi è necessario aprire e
continuare ad aprire una riflessione.
E’ un dibattito culturale profondo. Amerei veramente che su questo tema non vi sia da
parte di nessuno strumentalizzazione alcuna, perché rischieremmo prima di tutto di
offendere, direi, uso questo termine abbastanza forte, coloro che in questo campo
operano, soprattutto le associazioni di volontariato che da anni si battono in difesa dei
diritti della persona e dei diritti dell’uomo. Penso ad Amnesty International, penso alle
Donne in Nero, penso a Nessuno Tocchi Caino, penso a tutte quelle associazioni che dal
punto di vista della propria azione di volontariato difendono questa dignità.
Il rischio è che la politica ancora una volta dimostri meno capacità culturale, meno
maturità. C’è un rischio evidente.
Quindi in questo caso è necessario che la politica sappia dimostrare quella maturità che in
passato ha dimostrato, citando per l’appunto l’esempio del Gran Ducato di Toscana
piuttosto che della Francia di Mitterand, oltre ad altri esempi di questo tipo.
Il fatto che la Corte Costituzionale Americana si sia finalmente espressa contro la pena di
morte applicata ai condannati che avevano commesso reati al di sotto dei 18 anni, cioè
della maggiore età, è un segno di un processo, che è un processo difficile, che è un
processo graduale, che è un processo che ha segnato tutta la storia dell’uomo, che credo
sia un processo che deve continuare e che ci deve vedere, per quanto possibile, uniti.
Quindi anch’io auspicavo che questo Ordine del Giorno contenesse solo un richiamo
esplicito ed evidente contro le due esecuzioni che saranno applicate il 16 e il 23 e che sia
possibile, perché noi abbiamo gli strumenti e abbiamo anche la possibilità di farlo, aprire
una successiva riflessione che possa anche riguardare gli attuali gemellaggi che Reggio
Emilia ha in corso con la città gemellata di Fort Worth.
Avrei voluto che questa riflessione fosse estranea al documento che oggi approviamo,
perché questo documento a mio avviso contiene i due elementi che ricordava anche il
Consigliere Colosimo: la contrarietà alla pena di morte e la richiesta che la sentenza che
prevede le esecuzioni capitali del 16 e del 23 non sia applicata, che sia data la possibilità
della riapertura del processo nel primo caso, e comunque la possibilità di commutare
questa condanna in pene che non prevedano la messa a morte del condannato stesso.
Quindi invito i Consiglieri in questo caso ad un gesto di maturità che provenga anche dalle
file della maggioranza in questo caso, invito la maggioranza stessa ad un gesto di maturità
nei riguardi di un tema sul quale la strumentalizzazione politica deve essere tenuta fuori,
perché il rischio è che la strumentalizzazione valichi una riflessione più generica, una
riflessione che prima di tutto è culturale, politica e ideale, che vi è, almeno io lo noto.
Grazie.
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Consigliere Vanda Giampaoli
Signori Consiglieri, io brevemente sono costretta a ripetere quello che abbiamo già detto
nella scorsa Conferenza dei Capigruppo, nella quale peraltro abbiamo impiegato due ore
di tempo per ripetere quello che abbiamo ripetuto oggi. Visto che ormai le Conferenze che
facciamo diventano più una sorta di discussione pre consiliare che di fatto quello che a
parere della sottoscritta dovrebbero essere, cioè dedicate esclusivamente a decidere
quello che è l’ordine del giorno, ripeterò quello che ci siamo detti.
Forza Italia è contraria alla pena di morte. Noi siamo contrari alla pena di morte, perché
riteniamo che la pena di morte, ognuno con le sue sensibilità, chi di cattolico, chi di laico,
comunque sia una sanzione che non è certamente mai commisurata rispetto al reato
commesso. La vita di un uomo non si può mai togliere rispetto a qualunque tipo di reato
sia stato commesso.
Detto questo, per sgombrare il campo da ogni tipo di dubbio, non possiamo appoggiare
questo Ordine del Giorno, e ripeto i motivi per cui non riteniamo doveroso appoggiare
questo Ordine del Giorno.
Chi è stato Consigliere comunale come la sottoscritta sa che questo Ordine del Giorno
contro la pena di morte nello Stato del Texas, nella cittadina di Fort Worth, non credo di
esagerare, è stato trattato una quindicina o una ventina di volte. Tutte le volte noi
l’abbiamo sempre fatto o per rompere il gemellaggio con Fort Worth, e mai ovviamente
siamo riusciti ad arrivare ad un voto su questo punto, nonostante alcune forze politiche lo
avessero sollecitato, o comunque abbiamo più volte discusso del discorso relativo alla
pena di morte. Però, vedete, quello che ci lascia perplessi e che ci fa ritenere che diventi...
qualcuno dei colleghi, non ricordo di preciso chi, probabilmente Rinaldi nell’ultimo
intervento, parlava di evitare le strumentalizzazioni. Ecco, la sensazione, perlomeno per
quello che noi esprimiamo, è che, quando noi parliamo di pena di morte, parliamo di pena
di morte sempre e solo in riferimento allo Stato del Texas e alla cittadina di Fort Worth...
voci indistinte in aula... E’ evidente che diventa difficile parlare in maniera serena della
pena di morte, diventa difficile appoggiare un Ordine del Giorno che noi condividiamo nel
concetto generale, ripeto, della contrarietà della pena di morte, ma che non possiamo
sottoscrivere totalmente perché tralascia, dimentica, non parla di tutte quelle situazioni di
morte create, volute, sia come sanzioni per i reati commessi, sia perché sono frutto di
dittature spaventose che trovano nella segregazione, nella morte, nella persecuzione la
loro fonte di sopravvivenza e di sussistenza, sia per quei Paesi con i quali noi abbiamo
gemellaggi in corso, vedi la Cina, dove addirittura vengono eliminati i nascituri sulla base
di leggi dello Stato che spingono ad un controllo delle nascite in un Paese dove le nascite
sono spaventosamente in aumento, e naturalmente le soppressioni di queste giovani vite
riguardano soprattutto bambine di sesso femminile.
Quindi siamo di fronte a Stati che hanno delle legislazioni, delle situazioni di governo,
agghiaccianti, allucinanti, che certamente ci vedono interessati a discutere sulla difesa di
questi princìpi elementari di vita, di diritto civile, di cittadinanza per tutti anche e più
approfonditamente rispetto a Fort Worth.
Quindi ripeto qual era la nostra posizione. Noi avremmo votato un Ordine del Giorno... mi
stupisco di vedere che il Consigliere Colosimo, Capogruppo de La Margherita, che
saggiamente aveva proposto all’interno di questa lunga Conferenza dei Capigruppo un
Ordine del Giorno che fosse più ampio e che ci avrebbe visto, come abbiamo dichiarato,
sicuramente favorevoli, mi stupisce di vedere che invece oggi questa proposta è stata
ritirata. Probabilmente questioni interne alla maggioranza hanno spinto a trovare l’accordo
su un Ordine del Giorno comune. Questo Ordine del Giorno è esattamente quello che noi
abbiamo detto che non avremmo votato per i motivi, lo sottolineo ancora una volta, per cui
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non si può parlare, quando si parla di pena di morte, solo dello Stato del Texas, perché
altrimenti noi tralasceremmo ingiustamente di parlare di tutte quelle situazioni di morte, di
disagio, di dittatura che vedono impegnato il mondo, le situazioni che ci sono nei vari
Paesi.
Quindi prendiamo atto che non è così. L’Ordine del Giorno è quello che era stato proposto
sulla scia del Capogruppo DS Corradini e noi rimaniamo dell’idea che abbiamo già
espresso, cioè non voteremo a favore di questo Ordine del Giorno. Manterremo
l’astensione, ribadendo, ripeto, la nostra assoluta contrarietà alla pena di morte e la nostra
non adesione a questo Ordine del Giorno che è parziale e che purtroppo, mi riferisco
all’amico Matteo Riva che tanto lo ha sostenuto, diventa una fonte di discussione politica
unilaterale che non prende in considerazione le tante situazioni che io anzi invito il
Consigliere Riva, che è attento e sollecito su questo punto, a prendere in considerazione
con un Ordine del Giorno che noi come Forza Italia, se sarà più vasto e completo,
sicuramente voteremo.
Per dichiarazione di voto, intervengono nell’ordine:
Consigliere Marco Fornaciari
Mi ha sollecitato Eboli, perché Eboli mi sollecita sempre. Lui ha parlato adesso da capo
delegazione negli Stati Uniti, ma in realtà lui non era il capo delegazione, lui era sotto, il
capo era Prati. Quindi lui ha parlato di sé stesso come di capo delegazione. Ha detto che
è stato ricevuto dal Sindaco, che è stato ricevuto di qua, di là... Ci ha detto: “Cosa volete
fare, Consiglio Comunale di Reggio Emilia? La pena di morte là è radicata, io sono stato
là, ho fatto, ho brigato...” C’era anche Notari. Tutto questo è già stato detto, capo
delegazione sub-iudice Eboli, perché l’abbiamo detto da subito che è radicata questa
convinzione negli Stati Uniti. Ricevere dal Consigliere Eboli le parole “sotto il profilo...
squallore”, io non capisco perché adoperi queste... “Squallida esibizione.” “Fate tutto
questo per prendere voti, squallida e strumentale.” Non mi sembra che parlare, come
abbiamo parlato, in termini molto garbati di quelle che sono le nostre convinzioni in tema di
pena di morte... ed anche se questo tema arriva ogni consigliatura non vedo per quale
ragione non si debba parlare di un argomento che tanto ci sta a cuore.
Quindi il signor sub capo delegazione dovrebbe, come ha fatto alla fine, votare questo
Ordine del Giorno. Non lo vota per ragioni politiche, strumentali, per avere spazio, ho il
suggeritore... altrimenti i pensieri che ha espresso, bene o male, collimano con quelli
dell’Ordine del Giorno e il suo pensiero collima con il nostro. Quindi è vero forse quello che
ha detto, che noi parliamo a vanvera in quest’aula perché gli americani continueranno ad
avere la pena di morte fino a quando la Corte Suprema non toglierà questo terribile
evento, ma è pur vero che come liberi cittadini noi dovremmo votare contro quello che è
certamente qualche cosa di terribile che negli Stati Uniti ancora esiste.
Consigliere Mario Monducci
Io devo confessare di avere ascoltato con ammirazione ed interesse l’intervento
appassionato del collega Rinaldi. Alla luce di alcune considerazioni che faceva di carattere
soprattutto culturale, ma vorrei definirle anche qualche cosa di più, cioè considerazioni di
carattere civile, nonostante non condivida il taglio che è stato dato a questo documento,
che si guarda bene dal parlare della politica dei gemellaggi, è una parola vietata, la si può
intuire ma non la si esplicita, questo evidentemente perché la maggioranza, com’è noto, al
proprio interno non ha raggiunto ancora l’ennesimo punto di equilibrio, devo dire che
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lascerò stare, credo che valga la pena di privilegiare una volta di più quella che è una
comunicazione più diretta e più immediata con un’opinione pubblica che forse non
riuscirebbe a capire alcune distinzioni.
Quindi credo che alla fine sia forse non giusto, ma opportuno, votare questo documento.
Consigliere Gianni Prati
Noi ovviamente come Gruppo voteremo questo Ordine del Giorno che ha proposto il
Capogruppo. Credo che non sia mai pleonastico sottolineare l’errore fondamentale che
c’è, la non accettazione di termini che qua sono stati usati, in particolare da Rinaldi, per
respingere la pena di morte.
Noi l’abbiamo detto sempre, in tutte le occasioni, quando abbiamo affrontato questo
argomento in quest’aula. Credo che dovremmo giustamente rimarcare e sottolineare,
quando vengono fatte delle esecuzioni che riguardano cittadini di città con noi gemellate, il
fatto che dovrebbero essere sospese queste esecuzioni, che si dovrebbero sospendere,
che si dovrebbe sospendere la pena di morte come strumento barbaro ed antiumano di
punizione, forse, dei colpevoli.
Quindi io credo che da questo punto di vista noi non facciamo un atto inutile. Ribadiamo
con forza una presa di posizione civile della nostra comunità. E’ vero che ci rivolgiamo in
particolare, quando ci rivolgiamo al Sindaco di Fort Worth, ad un’autorità che non ha un
potere diretto su questo tema, diverso è il ruolo del Governatore del Texas, ma crediamo
che anche rivolgersi al Sindaco significhi comunque fare un’azione su un esponente di una
comunità che oggettivamente su questo tema ha una posizione inaccettabile, anche se,
ripeto, probabilmente l’impressione che si è avuta è che qualche cosa possa essere
modificato.
Comunque io non voglio aprire qua il discorso sui gemellaggi che affronteremo fra qualche
settimana, perché su questo tema bisognerebbe davvero avere una posizione abbastanza
definita come Consiglio Comunale, in modo da non trovarci una volta all’anno circa a
discutere di una mozione che ripropone continuamente lo stesso tema. Io credo che la
rottura dei gemellaggi, è una posizione personale che voglio ribadire, in sé e per sé alla
fine non porti nessun risultato, perché significa soltanto, forse, togliere una spina nel fianco
a chi questo gemellaggio può dare fastidio e mettere in pace la nostra coscienza, perché
ci confrontiamo con chi la pensa come noi. E’ più difficile indubbiamente continuare a
confrontarci con realtà che sono invece distanti su questi argomenti e quindi creano
problemi che comunque bisogna avere la forza di continuare a discutere e ad affrontare.
Credo che da questo punto di vista l’Ordine del Giorno presentato sia l’ennesimo ribadire
una posizione della nostra comunità che indubbiamente contribuisce ancora una volta a
sottolineare un’esigenza. Non dimentichiamo poi che è cambiato il Sindaco di Fort Worth,
quindi è un fatto non indifferente continuare a sottolineare con i nuovi amministratori
questa nostra posizione.
Solo una nota a margine. Fort Worth è una città che è tre volte Reggio, perché ha mezzo
milione di abitanti, quindi è una realtà importante, economicamente, ma non per gli scopi,
qualcuno dice che siamo gemellati solo perché qualcuno fa degli affari, no. E’ una realtà
importante economicamente per gli Stati Uniti in generale, direi, visto che ha la presenza
di alcune delle industrie dell’aeronautica fondamentali per gli Stati Uniti. È una città grossa,
una città che quindi avrebbe e ha tutti gli strumenti e le potenzialità per capire e per
intervenire, su cui noi dobbiamo continuare a lavorare, perché sarebbe importante riuscire
a far cambiare idea su questo tema ad una comunità che è una grossa realtà negli Stati
Uniti. Se noi riuscissimo nel nostro intento di arrivare con il tempo a far sì che il Consiglio
Comunale di Fort Worth, pur nelle sue prerogative e nel fatto che la realtà di questi
organismi è completamente diversa da noi, sono strutture sostanzialmente di carattere
53
amministrativo, hanno poco l’aspetto politico, è una riflessione che andrebbe fatta,
comunque se noi riuscissimo a far sì che un’Amministrazione Comunale di una città degli
Stati Uniti cambiasse idea su un tema di questo genere ed arrivasse pian piano a
condannare la pena di morte come atto politico, sarebbe un risultato estremamente più
importante che non rompere un gemellaggio per rapportarci con chi su questo tema la
pensa già come la pensiamo noi.
Consigliere Mario Poli
Tranquillizzo il collega Monducci. Sarò brevissimo perché confermo l’impostazione della
mia precedente esposizione, quindi noi come Gruppo UDC, visto e considerato che poi il
dibattito successivo al mio intervento non ha tolto quei dubbi, ma anzi qualcuno ha
rimarcato che va bene il primo pezzo del documento, a questo punto noi ci asteniamo.
Mentre lo diciamo, diciamo anche che però rimane fermo il nostro no alla pena di morte e
rimane ferma la nostra volontà di contribuire, insieme a tutti gli altri Gruppi, affinché in
aprile si discuta davvero con più tempo e più ricchezza di argomenti del tema della pena di
morte e dei gemellaggi.
Consigliere Gabriele Fossa
La Lega Nord, pur a denti stretti, voterà a favore di questo Ordine del Giorno, perché lo
vediamo più teso alla sospensione dell’esecuzione e non già come una critica al sistema
di Fort Worth, quindi americano.
Ci ritroveremo per discutere di gemellaggi. In quella sede mi aspetto più coerenza da parte
delle forze politiche della Sinistra, soprattutto de La Margherita, perché non voglio venire
qui, sentire dei gran paroloni contro la pena di morte, poi andare in mezzo alla vostri
militanti, ai vostri simpatizzanti, e invece invocare gemellaggi con chi la pena di morte la
applica.
Consigliere Matteo Sassi
Sarò brevissimo. Intervengo per ribadire il nostro voto favorevole a questo Ordine del
Giorno e sono contento che anche altri Consiglieri dell’opposizione lo vogliano
condividere.
Non interpreto questo passo in avanti di altri Consiglieri come una vittoria politica della
maggioranza, ma come una vittoria dell’intero Consiglio nel suo complesso che avrà
l’occasione, io credo, di discutere di un importante tema in maniera serena, franca, però
vorrei qui sottolineare una cosa. L’avversione alla pena di morte non è qualcosa d’altro
rispetto ad un sacrosanto e doveroso diritto di critica nei confronti della pena di morte.
Come diceva qualcuno, il vero rivoluzionario è colui che sente sulla propria pelle ogni
ingiustizia, commessa contro chiunque e in ogni parte del mondo, quindi credo che sulla
base di questo principio il nostro Consiglio Comunale si deve apprestare ad effettuare una
bella e sana discussione.
Consigliere Matteo Riva
Devo dire che noi siamo favorevoli all’Ordine del Giorno presentato. Siamo contrari alla
pena di morte e devo ribadire che noi siamo anche contrari alla politica estera, alla politica
interna, alla politica economica, alla politica di difesa e alla politica giudiziaria americana
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attuale... voci indistinte in aula... Quindi riteniamo che dobbiamo aprire un’approfondita e
coraggiosa discussione sulla politica dei gemellaggi.
Consigliere Marco Eboli
Il Gruppo di Alleanza Nazionale non parteciperà al voto per le ragioni che ho ribadito
prima. Credo che questo Consiglio Comunale abbia espresso in passato dei documenti
molto chiari sulla pena di morte, sulla sua condanna e sulla necessità di compiere degli atti
di sollecitazione adeguati nei confronti degli Stati Uniti e della città gemella di Fort Worth.
Ho già detto, attirandomi un po’ l’ira scherzosa del collega Fornaciari, che questa
discussione a mio giudizio è strumentale. Non volendo piegarci ad una logica strumentale
ed improvvisata su un argomento serio, non partecipiamo al voto.
Escono i Consiglieri Fantini, Lombardini, Eboli e Rizzo
Consiglieri presenti n. 31
Consigliere Achille Corradini
Io avevo intenzione di votare a favore, ma dopo avere sentito il Consigliere Riva credo che
mi asterrò.
Consigliere Vanda Giampaoli
Intervengo solo per dire che si è capito il motivo per cui Forza Italia si astiene rispetto a
questo Ordine del Giorno, perché giustamente l’idea dell’amico e collega Riva è che lui è
contrario alla politica americana... voci indistinte in aula... Colosimo, allora noi siamo
riusciti a vedere oltre le righe. Si è contrari alla politica economica, sociale, culturale,
estera, interna degli Stati Uniti d’America. Anzi, direi che a questo punto forse l’astensione
è anche un voto benevolo rispetto alle dichiarazioni del Consigliere Riva.
Non avendo nessun altro Consigliere chiesto la parola, la Presidente del Consiglio pone in
votazione in forma palese, eseguita con sistema elettronico, l’approvazione dell’Ordine del
Giorno I.D. n. 52 e ne
proclama
il seguente esito:
PRESENTI:
ASTENUTI:
N.
N.
VOTANTI:
FAVOREVOLI:
N.
N.
31
5 Giampaoli, Malato, Marziani (F.I.); Grassi,
Poli (U.D.C.)
26
26
In conformità di ciò, la Presidente proclama approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno
stesso.
55
Viene introdotto in discussione il punto n. 37 dell’ordine del giorno, relativo a:
“Designazione di n. 2 rappresentanti in seno all’Assemblea della Consulta
Comunale dello Sport.”
Intervengono nell’ordine:
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Ci sono interventi? La votazione sarà con voto segreto, quindi dobbiamo procedere alla
votazione tramite schede... La parola al Consigliere Vena.
Escono i Consiglieri Corsi, Fornaciari, Colosimo, Fossa, Dolci e Monducci
Consiglieri presenti n. 25
Consigliere Donato Vena
Signor Presidente, io proporrei di rinviare questo punto all’ordine del giorno.
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Ha chiesto la parola il Consigliere Poli. Lei è contrario o favorevole? Poi mettiamo in
votazione.
Consigliere Mario Poli
Sono più che favorevole, quindi mi associo alla proposta del compagno Vena per il rinvio
di questa elezione che ha bisogno di tempi di maturazione ed anche di più presenza in
aula, perché ci sono anche molti assenti.
Non avendo nessun altro Consigliere chiesto la parola, la Presidente del Consiglio pone in
votazione in forma palese, eseguita con sistema elettronico, l’approvazione della proposta
di rinvio formulata dal Consigliere Vena e ne
proclama
il seguente esito:
PRESENTI:
ASTENUTI:
N.
N.
VOTANTI:
FAVOREVOLI:
CONTRARI:
N.
N.
N.
25
3 Rinaldi Nando (D.S.); Riva (P.d.C.I.); Donelli
(Verdi)
22
18
4 Anceschi, Prati (D.S.); Ferrigno, Sassi
(P.R.C.)
In conformità di ciò, la Presidente dichiara approvata a maggioranza la proposta di rinvio.
56
Viene introdotto in discussione il punto n. 38 dell’ordine del giorno, relativo a:
“Approvazione del verbale della seduta consiliare del 14.01.2005” (I.D. n. 53).
Esce il Consigliere Grassi
Consiglieri presenti n. 24
Presidente del Consiglio Laura Salsi
Si vota.
Non avendo alcun Consigliere chiesto la parola, la Presidente del Consiglio pone in
votazione in forma palese, eseguita con sistema elettronico, l’approvazione della
deliberazione I.D. n. 53 e ne
proclama
il seguente esito:
PRESENTI:
VOTANTI:
FAVOREVOLI:
N.
N.
N.
24
24
24
In conformità di ciò, la Presidente dichiara approvata all’unanimità la deliberazione
stessa.
Il Consiglio Comunale termina alle ore 20:20.
57
Letto, approvato e sottoscritto.
IL PRESIDENTE
F.to SALSI
IL CONSIGLIERE ANZIANO
IL SEGRETARIO GENERALE
F.to SCARPINO
F.to REBUTTATO
CERTIFICATO DI PUBLICAZIONE
Si certifica che il presente verbale è stato posto in pubblicazione all’Albo Pretorio il giorno
12.05.2005 e che vi resterà sino al 27.05.2005, a norma dell’art. 124 del Dlgs. n.
267/2000.
Dalla Residenza Municipale, li 12.05.2005
IL MESSO COMUNALE
IL SEGRETARIO GENERALE
F.to SANTINI
F.to REBUTTATO
Il presente verbale è stato approvato dal Consiglio Comunale nella seduta
del
06.05.2005
con atto n. 8498/99.
58
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Verbale CC 11.03.2005