SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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Anno 24
FONDATO NEL 1988
N° 26/2012
Domenica1 luglio 2012
Inciucio su villa Incorvaia?
Lettera del consigliere Salvo Cavarra al nostro giornale e al sindaco:
“Il prezzo deciso dal Comune è inadeguato al valore della proprietà”
Il consigliere comunale Salvo Cavarra ha inviato questa
lettera al nostro giornale e per conoscenza al sindaco Roberto Visentin. Ecco il testo:
Per quanto mi riguarda dico basta! Non sono disposto ad
accettare logiche di business che comunque incombono su
diverse iniziative del Comune. Voglio fare l’esempio di villa Incorvaia che è emblematico del divenire di molti fatti
similari. La signora Incorvaia lasciò la sua villa con annesso terreno di pertinenza al Comune e alla Curia di Siracusa,
diviso equamente con un 50 per cento di proprietà a testa. Il
Comune cercò anche di acquisire la piena proprietà di villa
Incorvaia, che per la posizione in cui insiste, è senza dubbio
proprietà di pregio. Lo fece ufficialmente nel 1996 quando
il presidente pro tempore della commissione bilancio Paolo
Falchi, chiese alla Curia di cedere il suo 50 per cento in
cambio della proprietà della Casa del Pellegrino. Offerta
assai vantaggiosa che la Curia tuttavia rifiutò. In appresso
la stessa Curia vendette il suo 50 per cento ad un professionista siracusano e siamo ad oggi. In sostanza il Comune è
proprietario di una vecchia abitazione e di duemila metri
quadrati di terreno di fronte al Park Hotel. Per vendere questa proprietà il Comune avrebbe deciso un prezzo di 300
mila euro che è davvero poca cosa rispetto al valore di duemila metri di terreno edificabile e un appartamento. Penso
che nei duemila metri quadri si possono anche costruire un
paio di palazzi o sei o più ville e fatto due più due è chiaro
che il discorso non fila. Personalmente non avallerò svendita di questo tipo che hanno anche un possibile sapore di inciucio e chiedo al sindaco di fermare questa operazione. Il
patrimonio comunale non è un saldo di fine stagione, non si
svende con il 70,80,90 per cento di sconto sul costo reale.
Di queste azioni e di queste scelte ne dobbiamo rispondere
tutti ai siracusani e personalmente prendo le distanze da operazioni che mi appaiono sospette.
Ma dico basta anche ai dirigenti del Comune a 200 mila
euro l’anno, dico basta agli incarichi di cortesia per opere
che non hanno certo il crisma dell’urgenza e
dell’indispensabilità. Insomma, voglio anche accentuare a
360 gradi il mio ruolo che è stato sempre di rottura con
bisunte liturgie e logiche squallidamente clientelari. Così
difendo e cerco di fare gli interessi della mia città.
Salvo Cavarra
Mi sembra una posizione encomiabile ed apprezzo molto
questa nota del Consigliere Comunale Cavarra ed i suoi
futuri propositi di controllo.. A occhio – si può sempre sbagliare – mi sembra il classico “biscotto” confezionato per
consentire una operazione economica ragguardevole a
qualcuno che non tarderemo a scoprire. Ovviamente ci saranno tutti i pareri tecnici di congruità del prezzo (c’erano
anche quando volevano “svendere” alla Pizzarotti
l’Ospedale Umberto I, il Rizza ed il 5 Piaghe che avrebbe
anche incassato un enorme contributo annuale), soltanto
che – senza essere un tecnico ma per una modesta valutazione di mercato – il prezzo sembra molto al di sotto del
vero valore e concordo pienamente con il consigliere Cavarra che dovrebbe trasmettere la sua interrogazione alla
locale Procura della Repubblica.
C’è in atto un tentativo di “svendita” del patrimonio comunale ad opera dei soliti noti. L’avvocatura comunale in un
parere che ho letto a stralci sulla stampa ha comunicato
che il Comune può vendere tutto ciò che vuole se a stabilirlo è il Consiglio Comunale: non ci sono destinazioni testamentarie che tengono! A questo giurista – notoriamente
legato al carro politico del centrodestra – vorrei suggerire
di aggiungere che, se così fosse, il Comune dovrebbe restituire il bene ricevuto in donazione ai legittimi eredi. Non si
possono svendere i beni lasciati generosamente da famiglie
siracusane che hanno confidato che il Comune non avrebbe
mai ignorato le disposizioni testamentarie per consentire…
un affare del solito mazzettaro. A questo programma criminale bisogna opporsi con violenza coadiuvati da amici
avvocati, ex magistrati, uomini di diritto, per difendersi da
questi giuristi di giornata. Bisogna scoraggiare seriamente
questi tentativi di speculazione sui lasciti testamentari e,
più in generale, sul patrimonio comunale che è patrimonio
di tutti. sb
Regionali: 12 liste e 72 candidati
Bagarre nel Pdl e nel Pd con tanti notabili in cerca di un salvagente per
restare “vivi”. Nel marasma anche tutti gli “amici” di Lucifero-Lombardo
In questo momento sono 12 le liste che dovrebbero concorrere alle Regionali di autunno. Le grandi manovre ovviamente continuano e quindi ci sono anche delle modifiche nelle candidature. In questo momento
il quadro a nostra disposizione è questo:
PDL: PRESTIGIACOMO, PEPPE ASSENZA,VINCIULLO, PAOLO AMATO, DI LORENZO
GRANDE SUD: BUFARDECI, RANNO, COSTANZA CASTELLO, BRIANTE, IACONO
CANTIERI POPOLARI: GIANNI,
MANGIAFICO,PACI,MORALE
UDC: BANDIERA, SORBELLO, BASTANTE
FLI: RODANTE, AMENTA, COSTANZA MESSINA, DI GRANO, LORETO
MPA: GENNUSO, ENZO REALE,
MARIA GRAZIA CARUSO, SAITTA
MPS: BONOMO, FRANCO
ZAPPALA’(CAPPADONA)
PD: MARZIANO, DE BENEDICTIS,
PIPPO ZAPPULLA,CAFEO,
DI MARCO
SEL: QUADARELLA,
CALVO, AQUAVIVA
IDV: GIANSIRACUSA, CASTANIA, SANDRO ROMANO, GIUSEPPE CASSIA,
(M.CARRUBBA)
M 5 S: STEFANO ZITO
(nella foto), ARIANNA MORTELLARO
LISTA
ZAMPARINI:
CAPPADONA
POSSIBILI VARIANTI
Giochi chiusi nel Pd nonostante
lo scontro all’arma bianca
Marziano-Foti. Via libera alla candidatura
di Zappulla (cgil). Carrubba si presenta
con Idv o Sel? A rischio la candidatura Cafeo?
L’unificazione delle liste Mpa ed Mps e’
sempre piu’ probabile.
Il tormentone
nel Pdl e’ lontano
dall’essere risolto. Vinciullo non molla la sua candidatura alle regionali. Anche
Peppe Assenza rientra in
campo. Ma la Prestigiacomo naviga verso le regionali perche’ non puo’ farne a
meno: deve dimostrare il
livello del suo consenso
personale in provincia. Se
eletta all’Ars potrebbe anche dimettersi subito per
andare alle nazionali.
Cappadona che fara’? Si
parla di una sua probabile
candidatura
nella lista
Zamparini. Molto improbabile che si candidi con Bonomo o Gennuso.
Grande Sud e Fli hanno smentito accordi
elettorali con l’Mps di Lombardo (liste unitarie). Ognuno di loro fara’ la propria lista
(Fli con Granata presidente; Grande Sud
con Micciche’ presidente).a meno che il
centrodestra e Lombardo non tornino insieme con un solo candidato presidente.
Comunale a +2553 TeatroVerga +2660
Qualsiasi comune visiti c’è un teatro che funziona. Azz!
Milioni di euro fino ad oggi sperperati, insomma inutili
I Fatti in ferie
Ritornano
il 2 settembre
Con questo numero il nostro giornale va
in ferie e tornerà in edicola il 2 settembre.
Le pubblicazioni continueranno on line
coi Fatti Flash che saranno ogni lunedì su
www.ifattisiracusa.it. Auguriamo a chi ci
legge e anche a chi non ci sopporta, una
serena pausa estiva.
L’8 luglio
I Fatti Estate
in omaggio
Via Crispi +2118
Abbiamo letto cose turche sui lavori, povera via Crispi
2
Domenica 1 luglio 2012
Amministrazione out
L’analisi di Domenico Di Stefano che prende
spunto da una intervista rilasciata dal sindaco
Ascoltare il Sindaco Visentin a FM ITALIA a
colloquio con Alessandro Ricupero e Mimmo Contestabile mi ha
fatto provare la sensazione di sentire la nonna
raccontare la favola serale alla nipotina già
mezza addormentata.
Ecco alcune frasi del
Primo Cittadino colte al
volo ed in ordine sparso
mentre guidavo questa
mattina (23 giugno
2012). “Non possiamo
paragonarci ad altre realtà, a Bolzano … Rispetto ad altre città siciliane, siamo migliori … per … pulizia, ecc. …. L’euro è stato introdotto da Prodi e bisognava
indicare la corrispondenza di 1 Euro a 1000 lire … il ‘Patto
di Stabilità’ io (Visentin) lo chiamo Patto di Stupidità …
ecc. ecc. ecc. Non volendo entrare nel merito di tutte le
questioni, considerato che comunque nessuno si può presentare come il Pico della Mirandola di turno, a me verrebbe di elencare al Primo Cittadino non tutte, ma almeno una
piccola parte di questioni molto concrete della nostra città
non affrontate, altre appena affrontate, ma non efficacemente, altre affrontate malissimo, e - comunque - sarei curioso
di conoscere come intenderebbe affrontarle in questi ultimi
mesi di sindacatura. (a) RACCOLTA DFFERENZIATA
DEI RIFIUTI: il dato medio relativo alla raccolta differenziata ha raggiunto il valore 4,36% - un punto di percentuale
in meno rispetto alla media dello scorso anno e due in meno
in confronto ai primi sei mesi del 2011 (‘La Sicilia’ del 5
maggio 2012). (b) PULIZIA DELLA CITTA’: i cassonetti della raccolta dei rifiuti sono un pessimo biglietto da visita della nostra città: sempre straboccanti, maleodoranti e in
molti casi sgarrupati, danneggiati, ‘accasciati’. Rifiuti di
ogni tipo (cartacce, pacchetti vuoti di sigarette, opuscoli
pubblicitari di supermercati, sanitari quali bidet e altro abbandonati in piccole discariche, deiezioni, erbacce, vecchi
divani e mobili di cucina, ecc.) invadono i marciapiedi, le
strade ed i luoghi pubblici. Siti archeologici che meriterebbero ogni cura ed attenzione sono inghiottiti dal ‘verde
spontaneo’. Tutto ciò segnala da un lato una certa dose di
inciviltà di tanti di noi siracusani e dall’altro che il servizio
‘spazzatura’ e - complessivamente di ‘pulizia della città’ - è
assolutamente carente, nonostante le bollette ‘della
spazzatura’ siano carissime e ingenti le somme di denaro
profuse all’IGM. (3) FONTANELLE: tante ‘fontanelle’
sono all’asciutto in varie parti della città pur dopo costosi
lavori. Si veda per esempio il caso di Piazzale Marconi o
‘PuzzIngegneri’. Si ha la sensazione/certezza che il denaro
pubblico, i soldi di noi cittadini, siano con faciloneria buttati dalla finestra in troppe occasioni. (4) TRAFFICO:
nonostante annunci di ogni tipo, le condizioni del traffico
cittadino rimangono caotiche, il servizio di trasporto pubblico non è per niente soddisfacente, studi costosi di PUM
e PUT non sono approdati a nulla, ecc. Molte rotonde sono
‘incompiute’ da mese e da anni; altre, pur necessarie, non
sono realizzate. Molte strade di periferia e cittadine sono
in pessimo stato, a titolo di esempio si citano quelle nella
zona tra la stazione ferroviaria e Piazzale Marconi, Corso
Umberto, ecc. (5) UNIVERSITA’: nell'anno accademico
2008/2009 a Siracusa si contava una popolazione studentesca di circa 2400 giovani. Successivamente in gran parte
‘espulsi’, sciolti come neve al sole. A partire dal 2009 sono sorti contrasti aspri tra i vertici dell’Università di Catania e quelli istituzionali del Comune e della Provincia di
Siracusa. Il sindaco e il Presidente della Provincia Bono
hanno progressivamente firmato accordi che gradualmente
hanno consentito il quasi totale smantellamento
dell’università a Siracusa: per esempio, a settembre 2009
fu concordata una Intesa Definitiva, giudicata dal Sindaco
Visentin e dal Presidente Bono con “soddisfazione piena”
e che stabiliva - insieme ad altri provvedimenti - di non
dare corso ai primi anni dei due corsi in ‘Scienze dei Beni
Culturali’ e ‘Tecnologie Applicate al Restauro ed alla
Conservazione dei Beni Culturali’. Fallimentare al 100% è
risultato il Progetto del cosiddetto Quarto Polo tra Enna,
Ragusa e Siracusa perseguito da Visentin ed altri’attori’
che contro ogni evidenza lo davano per realizzato o in procinto di esserlo. Le responsabilità di una città in difficoltà,
per certi versi degradata, non sono attribuibili solo al Primo Cittadino. Ma in quanto Sindaco egli ne porta il peso
maggiore. Tentare qualche ‘colpo di coda’ ad effetto in
queste ultime giornate non può modificare il diffuso giudizio negativo sulla sua gestione. Il malcontento nei confronti di quanti rappresentano la “politica” è tangibile.
Movimenti, personaggi ‘nuovi’ o ‘restaurati’ ed esperienze
che qualcuno definisce come ‘antipolitica’ emergono uno
dopo l’altro, in questi mesi. Tuttavia si deve dire subito
che alla nostra città non servono ‘rimedi’ peggiori dei mali
che si vogliono curare. Non servono gli inciuci, le manovre oscure e confusionarie, la voglia sfrenata di protagonismo sulla pelle degli altri, la caccia al consenso a tutti i
costi, le polemiche ideologiche, le scorciatoie che non portano da nessuna parte. Non servono iniziative ‘una
tantum’di puro sapore demagogico. Siracusa ha bisogno di
sana Politica con la P maiuscola, di protagonisti che mettano al servizio dei cittadini doti quali intelligenza, competenza in un settore specifico, onestà comprovata, impegno
unitario, capacità di dialogo, voglia di fare, lungimiranza,
disinteresse personale. E altro ancora. In ogni caso, per la
vecchia guardia è giunta l’ora di ammettere di avere fallito
e di andare definitivamente in pensione.
Domenico Di Stefano
Sca: La carta dei valori.
I principi e la vita reale
Pubblichiamo i comandamenti di Siracusa Città Aperta, una
lista civica che parteciperà alle prossime amministrative.
Leggiamo insieme:
Io sono aperto a fare autocritica.
Non posso continuare a lamentarmi di come vanno le cose, delegando gli altri, passivamente, alla gestione della mia città.
Lamentarmi acriticamente è quello che ho
fatto fino a oggi.
Io sono aperto ai grandi temi sociali, mettendo al primo posto il rispetto della persona in ogni azione politica, affinché si
affermi il riconoscimento delle differenze,
la dignità e la sicurezza nel lavoro, l'accoglienza e l’integrazione degli extracomunitari, il volontariato, la tutela dei bambini, il sostegno agli anziani, la protezione degli amici animali.
Io sono aperto e riconosco il valore della scuola, della formazione e della ricerca, poiché esse rappresentano la via per
valorizzare il talento e raggiungere il traguardo di una comunità consapevole, sul piano culturale, etico, morale e della
partecipazione civica.
Io sono aperto a combattere lo scempio del territorio e delle
coste.
Siracusa non necessita di nuove aree residenziali, ma ha urgente bisogno di recuperare quelle esistenti, di tutelare il territorio e le coste dal degrado. Io ho il dovere di preservarle e
di renderle fruibili a tutti;
Io sono aperto a combattere gli enti inutili e costosi
creati per favorire il voto di scambio e la spartizione di poltrone;
Io sono aperto alla politica delle piccole cose – che renda
accessibili e fruibili per tutti le strade, gli ospedali, le scuole
e gli impianti sportivi, gli spazi a verde e il mare – e anche
alla politica dei grandi progetti, che riescano a immettere Siracusa in un circuito di attenzione nazionale;
Io sono aperto a chi ama e diffonde l’arte e la cultura in
ogni forma;
Io sono aperto allo sviluppo economico, che punti all’ecosostenibilità, alla riconversione del vecchio polo petrolchimico, al turismo storicoarcheologico, ambientale ed enogastronomico, al sostegno degli agricoltori, degli artigiani e dei piccoli
imprenditori e commercianti.
Siamo aperti a passare dalla protesta
alla proposta?
Serviranno impegno, competenza e
dedizione da parte di noi tutti, per
contribuire gradualmente a cambiare
il volto di Siracusa, la mentalità e il senso civico dei cittadini.
Noi siamo aperti a pensare globale e ad agire locale, e per
questo. Siamo pronti a difendere la nostra carta e a impegnarci ogni giorno per attuarne i valori.
Siracusa Città Aperta
Carta dei valori
Mi dispiace molto per i pensatori di questa Civica ma questi comandamenti sono condivisi con il 99 per cento dei
siracusani residenti. Concetti noti e apprezzabili. Come
succede per i programmi dei partiti, praticamente tutti
uguali, con una piccola spruzzata ideologica giusto per
fare un minimo di differenza.
In ogni caso questi principi vanno rispettati e non ci pare
proprio che Siracusa Città Aperta, magna pars
nell’organizzazione della Festa della Musica e quindi magna pars nella scelta di percepire contributi di Sai8, Ias
etc e cioè proprio da quegli “enti inutili e costosi creati
per favorire il voto di scambio e la spartizione di poltrone” che nei comandamenti dice di voler combattere. Come
dire che il principio è quello ma la vita è un’altra cosa.
Ahimè.
L’Asp Siracusa
“per la salute”
L’Asp di Siracusa ha preso parte al Forum della Sanità del
Mediterraneo che si è svolto a Palermo nel teatro Politeama e
nell’area antistante dove è stata realizzata una “Piazza della
Salute” con spazi espositivi dedicati ad Aziende sanitarie,
Associazioni di Tutela degli utenti del volontariato. L’evento
ha avuto come tema guida la sostenibilità e il diritto alla tutela della salute tra sicurezza, equità e appropriatezza. Il Forum
ha visto numerosi convegni, tavole rotonde e workshop di
lavoro di rappresentanti delle maggiori istituzioni nazionali
ed internazionali. Durante la sessione dedicata alla presentazione dei piani attuativi da parte delle Aziende sanitarie siciliane, il direttore generale dell’Asp di Siracusa Franco Maniscalco, ha rappresentato, in tema con il titolo assegnato alla
sessione “Dal dire al fare, la sanità che cambia in Sicilia”, il
nuovo scenario della realtà sanitaria siracusana, effetto della
riforma ma anche dell’impegno profuso da tutto il
management aziendale. Con l’ausilio della proiezione di diapositive, il manager ha illustrato le più importanti novità realizzate in quest’ultimo triennio, dalla nuova configurazione
della rete ospedaliera, all’apertura del nuovo ospedale di Lentini, all’istituzione della prima risonanza magnetica pubblica
nel Siracusano (che prossimamente ne avrà una seconda ad
Avola), all’istituzione dell’hospice, all’apertura della Cardiologia e Utic di Avola, al progetto pilota per la regione siciliana dell’accordo con le case di cura private per dotare
l’ospedale Trigona di Noto di nuovi reparti, alla nuova configurazione dell’ospedale Muscatello di Augusta con
l’istituzione di oncologia e neurologia, al nuovo scenario della sanità territoriale integrata con quella ospedaliera, per citarne soltanto alcune. Il direttore generale non ha mancato di
enunciare, inoltre, le difficoltà e gli ostacoli incontrati lungo
il percorso e brillantemente superati, nonché le criticità su cui
si sta intervenendo e gli scenari futuri che prevedono, tra
l’altro, la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Nella
stessa giornata il direttore generale, inoltre, ha coordinato il
tavolo di lavoro su “Aree ad alto impatto ambientale tra dissesto e nuova tutela della salute”. L’azienda sanitaria aretusea
ha
presentato
diverse
iniziative:
dall’esperienza
dell’ambulatorio cardionefrologico dello scompenso cardiaco
al nuovo modello organizzativo che garantisce la sicurezza
dei pazienti affetti da cardiopatia ischemica nel trasferimento
dai centri Hub ai centri Spoke dell’ospedale Di Maria di Avola, alla gestione delle denunce dei sinistri, al processo di informatizzazione dell’Azienda, ai progetti sull’alimentazione
in gravidanza e sulla gestione integrata del soprappeso e
dell’obesità, al primo soccorso tra sanità e assistenza della
donna violata. E ancora, al programma di screening dei tumori della mammella, del colon retto e del collo dell’utero, al
servizio di accoglienza attiva attraverso l’ufficio immigrati,
alle best practices del dipartimento di prevenzione medico,
alla terapia per la cheratocongiuntivite di Vernal.
Decoro urbano?
E’imbarazzante
Ecco come viene perpetuata la memoria storica in città.
Imbarazzante la situazione del decoro urbano del centro, le strade fanno letteralmente schifo, sporche, polverose e rattoppate con l'asfalto, automobili e motorini
fanno da contorno a tutto, alla fonte Aretusa, al palazzo
Bellomo, alle chiese, ma vengo al dunque di questa riflessione: la cartellonistica è penosa, in molti casi vetusta
e fuori luogo. Addirittura vi sono cartelli che già di per
sè costituiscono memoria storica come il primo in alto a
sinistra in foto. C'è di tutto in foto, un cartello vecchio
quanto la chiesa di san Tommaso, un cartello tutto rotto, un altro appeso alle impalcature, un altro tagliato a
metà, un altro imbrattato, ed un altro ancora dove addirittura hanno affisso il divieto di sosta. Incredibile!
Alessandro Odierna
3
Domenica 1 luglio 2012
Gli insulti portano contributi
Da Sai8, Ias e Solesi finanziamenti agli organizzatori della
Festa della Graziella. La logica dei due pesi e delle due misure
Sulla Festa della musica abbiamo scritto:
E' stato un avvenimento che ha dato visibilità alla Graziella, uno dei quartieri meno
tutelati di Ortigia. Questo merito la Festa
della Musica lo ha senz'altro e tante presenze lo hanno dimostrato. Questo il lato
positivo della Festa e facciamo sinceri
complimenti ai tanti volontari che l'hanno
organizzata. Ma c'è anche un lato oscuro
che non va sottaciuto e ci riferiamo ai finanziamenti di Sai8, Solesi, Ias etc, cioè di
soggetti ripetutamente attaccati dalle stesse
persone che ora incredibilmente hanno organizzato la Festa coi loro contributi. Cioè,
per fare un esempio, io insulto per mesi
l'Erg, dico che fa porcherie a ripetizione,
che è un covo di malaffare, e poi mi faccio
dare il contributo dell'Erg. C'è qualcosa che
stride. Ed è questo il lato oscuro della Festa. Oltre ad essere la prova provata che
certa sinistra sedicente ambientalista è
pronta a fare il contrario di quello che dice
non appena le conviene. Diffidate amici,
diffidate.
I musicisti non mangiano applausi
sto, chiudo ogni comunicazione sull'argomento.
Maurizio Landieri
Tante le risposte. Quella che segue è certamente la più brillante:
Qualcuno mi faceva notare di come avessi dato del fascista ad
un tizio. La signora, che rimarrà anonima perché rispetto il
suo volere di non essere coinvolta nella polemica, dimentica
però che l'insulto, ammetto che lo era e mi scuso col tizio, seguiva la sua frase legata alla mia richiesta di chiarimenti attorno una manifestazione da lui organizzata a Siracusa, che vedeva l'esibizione gratuita di musicisti, che notoriamente non
mangiano applausi. Il tizio aveva per tutta risposta detto che
"le chiacchiere le lasciava agli altri". Da qui l'immediato collegamento con un certo atteggiamento legato al ventennio.
Attendo sempre quel chiarimento, in questi miei messaggi
inviati ai sordi rilevo anche una continua ormertosa contiguità
di comportamenti con un altro episodio simile, se non nelle
cifre, almeno nel genere. Cioè quando chiesi il bilancio di
un'altra manifestazione siracusana "Luci a Siracusa". Ora mi
direte che esagero, che non si può paragonare una seratina
gratuita con una manifestazione foraggiata da pollaio d'allevamento dei partiti, e vi dico che
forse avete ragione, ma nei fatti il comportamento omertoso, orientato verso l'ombra e non
alla trasparenza accomuna tutto quello che si fa a Siracusa. Città, vi devo confessare, nella
quale continuo a non trovarmi bene e evito di viverla (socialmente) proprio per questo. Grazie
a Dio, quelle poche volte che vengo, un paio l'anno, mi accolgono i tramonti infuocati, il gioco delle nuvole, gli odori di zagara e dei fiori che dolci mi accompagnano e il vento di mare
che più mi manca qui nelle terre stabili e piane dove tranquillo risiedo, lontano da voi.
Salvatore Ferlito
Finalmente. Finalmente si è fatta piena luce
su chi ha ridotto Siracusa nello stato pietoso in cui versa. No no...un attimo, se state
pensando a chi ha cementificato selvaggiamente questa città vi sbagliate. Vi sbagliate
anche se pensate agli amministratori comunali, succedutisi nel tempo, che non hanno
valorizzato le bellezze della nostra meravigliosa città. E non mi riferisco nemmeno a
chi ha intenzione di mettere le mani sulla
città costruendo mega ville a ridosso di siti
archeologici sotto tutela, oppure vuole distruggere il meraviglioso porto grande.
Niente di tutto questo.
I colpevoli dello scempio sono gli organizzatori della festa della musica.
Si, proprio loro. COSA HANNO FATTO?
Come sarebbe a dire, non lo sapete?
Hanno organizzato un evento comunque
molto bello, ma, ovviamente, lo hanno fatto
spinti dalla loro sfrenata ambizione politica.
Saranno infatti tutti candidati alle prossime
elezioni. Per dar sfogo alla loro sfrenata ambizione non hanno esitato a vendersi alla
SAI 8 e ad un altro paio di aziende. Però,
forse causa crisi economica mondiale, lo
hanno fatto per un tozzo di pane: qualche
pieghevole e qualche manifesto. Alla Sai 8
gongolano, pensavano che il prezzo fosse
più alto, di essere costretti ad assumere qualche congiunto degli organizzatori, o magari
un paio di loro amanti, e si, perchè loschi
individui del genere certamente:
A. Hanno un'amante;
B. Navigano sempre su youporn;
C. Soffrono di alitosi.
“La vita ti sorprende quando sei impegnato
a fare altre cose“, diceva John Lennon, ed è
vero. Facevo altro ma mi fermo un momento, in ogni caso il mio amico Landieri una
annotazione la merita. Un vecchio principe
del foro quando il suo difeso era colpevole
la buttava sul ridere, sull'allusione, sulla
battuta ad effetto. E' quello che fa Landieri
sugli organizzatori della Festa. I fatti però
restano. Per un anno gli organizzatori della
Festa in questione (che non è davvero un
evento molto bello, è vero che ha avuto un
successo di pubblico ma è anche vero che è
stato il massimo della disorganizzazione con
residenti imbestialiti, senza sicurezza, senza
molti requisiti di legge) hanno attaccato a
fondo Sai8, cementificatori, Ias e quant'altro addebitando loro cose turche, porcherie
inenarrabili e oggi sono lì a prendere il loro
contributo cash. Un fatto che al sottoscritto
fa leggermente schifo e che penso che sul
piano morale sia oggettivamente riprovevole. Ma nessuno lo deve dire, LORO, i sedicenti ambientalisti ad orologeria, sono i titolari della protesta, di qualunque protesta
e hanno per discendenza divina diritto alla
completa impunità per qualsiasi minchiata
facciano e quella di cui parliamo è una minchiata grossa. Lo sanno bene quelli del
branco che hanno vistosamente perso la
bussola rispondendoo prima con le oscenità
in vernacolo di Agire Solidale (amici di De
Benedictis) e poi con lo scritto colto e saccente, da capobranco, di Landieri: “Ripeto
(ordina Landieri a lupi, lupetti e lupacchiotti): ignoriamoli, si stanno coprendo di ridicolo da soli. Una risata li seppellirà. E con
questo, chiudo ogni comunicazione sull'argomento”. Meglio Maurizio così tutti insieme trovate un rubinetto per lavarvi le mani,
ancora sporche di marmellata.
Ovviamente qualcuno adesso mi spiegherà
che non c'è differenza tra un euro ed un milione di euro, invocherà Santa Coerenza
Vergine e Martire e bla bla bla. Ma ritorniamo a questi felloni, costoro pensavano di
farla franca. Ma nulla sfugge ai Siracusani.
Sono stati scoperti e la pagheranno cara. Già
qualcuno invoca, come giusta punizione, la
flagellazione in pubblica piazza
(possibilmente nel rione della Graziella, così
imparano). Pare sia già stato realizzato il
plastico della Graziella per la inevitabile
puntata di "Porta a Porta", ospiti Vittorio
Sgarbi, Daniela Santanchè e Gigi D'Alessio
(che lamenterà di non essere stato invitato
perchè notoriamente berlusconiano). Ripeto:
ignoriamoli, si stanno coprendo di ridicolo
da soli. Una risata li seppellirà. E con que-
I finanziatori non sono inquinanti?
Roberto Fai e la “riflessione vera” sugli ultimi eventi ortigiani. La linea
nuova è “siamo uomini di mondo”, e ancora “qualcuno deve pur pagare”
Se c’è una riflessione VERA che andrebbe fatta, a conclusione dei due
eventi culturali che si sono svolti in
città negli ultimi mesi, per raccogliere
e mettere a frutto “l’insegnamento”
che le due iniziative lasciano a tutti
noi, dovremmo uscire SIA dalla retorica dei complimenti giunti da ogni parte (anche da coloro che dovrebbero
porsi qualche interrogativo) SIA dalle
polemiche stucchevoli sollevati per le
sponsorizzazioni “istituzionali” a cui i
gruppi organizzatori hanno fatto ricorso (oppure li avremmo voluti puri
“missionari”, costretti oltre che a rimboccarsi le maniche per il lavoro anche mettere mani al loro portafoglio?).
I due eventi di cui parlo sono,
“Chiamata alle Arti” e “la Festa della
musica”.
Le due iniziative hanno saputo riscuotere notevole successo e adesione del
pubblico proprio perché avevano come “sfondo organizzativo” un clima di
relazioni, uno stile organizzativo che,
costruendo e coniugando – ricorro ad
un ossimoro – una sorta di
“spontaneità organizzata”, hanno saputo elaborare un’idea culturale, raccogliendo prontamente l’adesione di
una fitta “rete” di operatori culturali,
associazioni, artisti, musicisti, ecc… Entrambe le due iniziative, con caratteri e dinamiche diverse, sono il frutto di
una “domanda” di socializzazione e di creatività culturale
che sono presenti in città, animando aspirazioni, disponibilità, opportunità e forme di partecipazione.
Tutt’e due le iniziative non sono scaturite dalle Istituzioni
o dagli Assessori alla Cultura (Comune e Provincia) – a
riprova dell’inconsistenza ideativa delle due istituzioni e
delle logiche che purtroppo presiedono alla assegnazione
di incarichi politico-istituzionali – ma da singole persone e
gruppi culturali che, con intuito creativo ed intelligenza,
hanno saputo corrispondere a queste “domande”.
Roberto Fai
Lascio perdere l’enfasi (“lo sfondo organizzativo”) stucchevole ed inutile
anche perché non ho contestato il successo delle manifestazioni, ho solo voluto evidenziare che gli “sponsor finanziari” erano soggetti usualmente dipinti in modo negativo dagli organizzatori.
Niente di più. Apriti cielo!. (“Li avremmo voluti puri, missionari, costretti oltre che a rimboccarsi le maniche per il
lavoro anche mettere mani al loro portafoglio ?”) .Figurarsi. Volevo dire che
se una manifestazione organizzata da
altri avesse avuto quegli sponsor si sarebbe gridato allo scandalo, alla contraddizione, reclamata la purezza contro l’inquinamento, nel caso in specie è
prevalsa la linea “siamo uomini di
mondo” “qualcuno deve pagare e si è
trovato, mica poteva mettere mano gli
organizzatori al loro portafoglio”. Scusate “uomini di mondo” ma se non sono gli organizzatori di un evento “a
mettere mano al loro portafoglio” chi
dovrebbe essere? Mi spiace disturbare
i filosofi celesti (come Formigoni, il
celeste per antonomasia, che non si curava di chi pagasse le sue lussuosissime
vacanze)ma nella vita reale “chi mette i
quattrini” è il personaggio centrale del
tutto. Nel caso in specie gli sponsor finanziari ancorché dipinti da sempre
come cattivissimi, sono stati “buoni” perché hanno pagato degli amici. Bene ne faremo una regola che vorremmo
che i celesti ricordassero anche quando riguarda altri: la
personalità e gli interessi dei finanziatori non sempre condizionano i finanziati. E’ una regola che non condivido
assolutamente ma voglio vedere con quale coerenza viene
praticata.
4
Domenica 1 luglio 2012
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
cittadinisulwebcittadinisulwebcit
L’Udc punti sul programma
Ogni alleanza è prematura
Mi sembra alquanto
affrettata la dichiarazione del segretario
provinciale UDC, almeno secondo quanto
riportato dalla stampa,
che l'UDC di Siracusa
guarda ad una alleanza
privilegiata con il PD.
In questo momento
l'UDC di Siracusa,
così come a livello
regionale e nazionale,
guarda solo ad individuare le esigenze effettive dei cittadini per
farle diventare programma da portare a
soluzione e realizzare
nell'ambito degli enti
locali provinciali.
Le alleanze saranno solo il frutto della condivisione del programma e della volontà e garanzia a realizzarlo concretamente.
Quindi con tutte le forze politiche e con i Movimenti che si
renderanno disponibili attraverso uomini di provata serietà,
onestà e capacità.
Se in questo momento dovessimo fare le alleanze solo sulla
base delle posizioni o delle situazioni solamente politiche,
non avremmo certo grande scelta se non quella di proporci
da soli al giudizio degli elettori.
Si è spento a soli 68 anni il
dottor Giuseppe Andolina
a lungo apprezzatissimo
dirigente del Comune di
Siracusa e capo del personale. Si è spento da solo
forse troncato da un infarto.
Non aveva moglie e figli.
Il Pd è da molti mesi fortemente logorato da gravi lotte intestine per la supremazia dei vari gruppi all'interno del partito
e non dà certamente garanzie di essere alleato serio, omogeneo e credibile per impostare un discorso di soluzione dei
vari problemi del territorio.
La PDL esce da una cattiva e deleteria amministrazione dei
due maggiori enti provinciali e cioè il comune di Siracusa e
l'Amministrazione provinciale dove il presidente Bono ha
ingaggiato una lotta distruttrice dell'Ente con gli ex compagni di partito che si accingono a presentargli la mozione di
sfiducia per mandarlo a casa prima della fine del mandato
ed il Sindaco Visentin ha smesso da tempo di esercitare le
sue funzioni lasciando un comune allo sbando.
Il Grande sud assieme agli alleati di Cantiere popolare non
emerge per capacità, correttezza ed obiettività nel gestire la
cosa pubblica, ma solo per il consolidamento delle posizioni di potere acquisite con i soliti noti e per il nepotismo più
sfacciato.
L'MPA attraversa una grave crisi politica, di immagine ed
anche giudiziaria che, assieme a quella di identità e di ricerca di certezze elettorali personali del proprio onorevole locale, non sono certo il meglio dell'affidabilità.
Quindi elaboriamo una nostra proposta da portare all'attenzione per prima cosa dei cittadini e poi cercare le convergenze serie e responsabili per l'integrazione e l'attuazione
del programma con i tempi necessari per capire la buona
fede dei compagni di viaggio senza agevolare i soliti trasformismi.
Ogni altra discussione estiva, fuori da questo quadro, non
ha senso ed è destinata a svanire.
Pippo Bufardeci
Pippo Andolina
non è più fra noi
Soltanto un fratello. Ma
tantissimi amici. Giuseppe Andolina non era sol-
tanto un preparatissimo funzionario comunale ma una
persona coltissima, sensibi-
le, dotata di una umanità
straordinaria. Oltre che di
un humor che filtrava attraverso uno stile sempre
sobrio ed apparentemente
distaccato. Saranno in
molti a volerlo ricordare
con immenso affetto.
Il caso Monteforte
E' triste e scoraggiante constatare
che fine fanno i beni lasciati al
Comune o di proprietà del Comune.Una parte del feudo S. Lucia fu, negli anni passati, usucapita da un privato. I terreni del
lascito Nava, in tenere di Sortino, abbandonati, in una disputa
tra Regione e Comune, e forse in
parte usucapiti da chi se n'è impossessato.Un terreno in Via Sacramento e circa 8 ettari a Terrauzza "scoperti"solo per la segnalazione del sottoscritto
(!) .Ora il lascito Monteforte. La
Sig.ra Maria Monteforte lascia i
suoi immobili di Via Picherale
(al n.12 , quello che attualmente
ospita la Casa per donne anziane sole e l'altro al n.20, già
ereditato dal fratello Ignazio) per destinarli ("senza esclusione alcuna") a ricovero di donne sole e anziane. Il primo,
dopo circa 20 anni, negli anni '90, viene finalmente destinato al fine testamentario, poi, Sindaco Bufardeci, la Giunta
decide di cederlo in permuta al vicino albergo di Acqua
Marcia, decisione stoppata da un mio odg votato dal Consiglio, ma del secondo, Via Picherale 20, il Comune se ne
dimentica e, addirittura, a quanto appare, una parte dello
stabile diviene (come?quando?) di proprietà(?) del vicino
albergo e di privati. Il Comune mette in vendita per anni
(senza ricordare il titolo di provenienza, scrivendo solo
"antico possesso") quanto pensa di sua proprietà (un solo
appartamento più un locale) come se non conoscesse il testamento, sino a quando un cittadino mi solleva il problema
e la cosa va sul giornale. Deve essere il privato, anche se
consigliere, a fare le ricerche per chiarire: 1) Quale era la
proprietà della Signora Monteforte, erede del fratello Ignazio, nell"immobile al n°20" e quindi l'entità del lascito al
Comune? 2) Se la proprietà riguardava l'intero stabile, come sembra dal testamento, come, quando e da chi è stata
ceduta una parte di proprietà ad altri? Sono questi gli interrogativi che ho posto .Credo vi sia un dovere elementare di
fare con urgenza ogni accertamento necessario, e attendo
una risposta pubblica. Ma la vicenda resta amaramente illuminante di un certo modo di amministrare.
Ettore Di Giovanni
Vitadacani Non abbandonate gli animali
Con l'estate ricominciano gli abbandoni di cani e gatti. E'
necessario ricordare che l'abbandono è un reato punibile
dalla legge. L'art. 727 del Codice Penale recita:
"Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano
acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino
ad un anno o con l'ammenda da € 1.000 a € 10.000" Questa è una norma chiaramente diretta alla tutela dell'animale
in quanto tale e precisamente in quanto essere vivente. La
suddetta norma non è rivolta solo al caso di abbandono di
cani e gatti (i due tipi di animali domestici che sono presi
in considerazione dalla Legge 281 del 1991) ma si può
certamente applicare anche su altre specie animali selvatici
o esotici che siano vissuti in cattività perdendo l'abitudine
alla sopravvivenza . I gatti ad esempio (non tutti per la verità!) se abbandonati in luoghi lontani dal traffico automobilistico dopo giorni di difficilissimo adattamento cercano
di sopravvivere. Per i cani invece, l'abbandono è sempre
causa di traumi terribili da superare, sempre che prima di
un intervento per salvarli, non finiscano sotto le ruote di
una macchina. Ogni estate assistiamo a campagne pubblicitarie contro l'abbandono degli animali e sono campagne
organizzate dalle più grandi associazioni animaliste e di protezione animali quali la LAV, la LNDC e l'ENPA. Le loro
campagne, nella gran parte, si esauriscono però nella produzione di manifesti e video contro l'abbandono durante il periodo pre-estivo ed estivo. Sono iniziative che non incidono
sul fenomeno dell'abbandono. Bisogna affrontare il problema
alla base con una campagna di educazione che parta dalle
scuole materne ed elementari per proseguire in quelle secondarie. E' necessario educare al rispetto degli animali e scongiurare adozioni affrettate che spesso causano la superficiale
decisione di abbandonare un cane o un gatto come fossero
oggetti inanìmati. Le ingenti disponibilità finanziare delle
suddette associazioni potrebbero essere indirizzate a concreti
progetti educativi non solo nelle scuole ma anche rivolte ai
volontari di associazioni che dovrebbero essere formati affinchè con banchetti "sbologna cuccioli nelle piazze" non
incrementino gli abbandoni ed il randagismo. Se assisti a un
caso di abbandono fai sentire la tua voce, denuncia i colpevoli di tali atti alle Forze dell'Ordine. In ultimo: diffondiamo
l'abitudine a mettere, in luoghi all'ombra, contenitori con acqua per dissetare i randagi!
Elena Caligiore
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Domenica 1 luglio 2012
Il mondo incantato di Melinda
La Miceli è un’artista a tutto tondo. C’è una politica vicina alla cultura
e un’altra che la reprime. Gli italiani dovrebbero fare la rivoluzione
Melinda Miceli, autrice, scrittrice, donna
di cultura?
La cultura, la ricerca, il perfezionamento del
mio sapere sono i miei pensieri guida ogni
volta che mi sveglio la mattina. Sono una
donna molto creativa e progettuale, ma abbino a questo un grande senso pratico e so
sempre in quale direzione andare per sviluppare una mia pubblicazione. Inoltre ho un
grande sesto senso che aiutato dalle mie ricerche di mercato, ho insegnato marketing
turistico, mi ha aiutato sempre a comprendere cosa manca sul mercato della cultura. Lo
stesso vale per i miei articoli che non sono
mai su argomenti comuni o banali, ma sono
basati su temi culturali e ricerche spesso inedite.
Ma una persona che si dedica all’arte vive
bene da queste parti?
Non credo che tutti gli artisti vivano bene,
anzi soffrono della loro sensibilità e di quella
che manca nei confronti della loro arte. Io ho
prodotto tanto, 10 saggi turistici o guide da
intenditore, e non mi posso lamentare da alcuni anni perche' ho fatto tantissima gavetta
e dopo tanti tentativi diplomatici l'autrice
Melinda Miceli, anche dopo aver trovato un
editore competente, è ormai nota nella sua
segmentazione editoriale anche su siti di
grande valenza come bookseller.com dove ci
sono gran parte dei miei libri. Ho partecipato
alla fiera del libro di Roma e di Malta nel
2010 e nel 2011, nonché negli anni precedenti a partire dal 2005 e mi ricordo che il
mio editore vendeva quasi solo le mie guide
perche’ parlavano della Sicilia. Le persone
amano sognare attraverso le immagini e le
parole suadenti e la Sicilia è una musa perfetta. Nello specifico la provincia di Siracusa
è l’oggetto di 8 pubblicazioni suddivise in
zona nord e siti Unesco anche in versione
bilingue. Siracusa e le meraviglie
dell’Unesco e Siracusa Noto Pantalica Akray
hanno riscosso grande successo tra gli sponsor, in edicola e nei siti web, inoltre il primo
e’ stato riadattato per la costruzione del sito
della facoltà di architettura di Siracusa tramite la professoressa Gabriella Vinci, mia traduttrice e amica. Tesori di Siracusa è stato il
primo testo didattico per la lettura del territorio nelle scuole elementari e medie delle nosta città promosso dal Comune e
dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione.
Attraversando la nostra storia è un altro testo
didattico per i tredici comuni del GAL VAL
D’Anapo e Leontinoi.
Da qualche tempo sembra che la cultura
sia una festa per i vicoli di Ortigia. E’ co-
Il tribuno
della
plebe
sì?
Sembrerebbe esserci un’esplosione di mostre di arte contemporanea che va
dall’astrattismo, alla metafisica a cose anche
orrende che rispecchiano il vissuto di questo
scorcio di secolo che inizia. Per quanto riguarda la letteratura sono diminuite le presentazioni di libri ed anche le pubblicazioni,
forse a causa dell’aumento dei costi di stampa.
Sappiamo che hai fatto dei corsi di scrittura. In breve di che si tratta?
Ho tenuto due corsi pon dal titolo” l’Italiano
al primo posto” e “Un libro per la testa”
presso l’istituto Danilo Dolci di Priolo. I
progetti sono stati concepiti per rafforzare la
conoscenza della grammatica italiana e acquisire consapevolezza degli strumenti linguistici al fine di padroneggiarli e per affinare le capacità espressive nell’utilizzo della
lingua viva, moderna e parlata. La progettazione a mia cura ha inteso sviluppare il profilo grammaticale delle singole parti del discorso, tratte da una sintesi sinergica sui testi più accreditati nella grammatica italiana
puntualizzando le particolarità attraverso le
più moderne concezioni didattiche. Durante
l’iter formativo ho suggerito idee e riflessioni, consigli pratici ed esempi concreti per
comunicare efficacemente, volti ad acquisire
sicurezza nella produzione scritta anche di
tipo creativo, stimolando le capacità di osservazione diretta dell’oggetto da descrivere
attraverso i sensi vivificati dai sentimenti e
dalle emozioni che l’osservazione stessa riesce a suscitare.
La politica è vicina alla cultura o tutto è
limitato ad un interesse del tipo “do ut
des”?
C’è una politica che è vicina alla cultura ed
una politica che la reprime. Ci sono ancora i
personaggi che promuovono l’arte, ci sono
politici dotati di una grande profondità di
pensiero e di umanità e sono quelli che promuovono l’arte piacciono alla gente, ma sono pochi. C’è da dire che il
pubblico è in crisi e non
puo’ promuovere l’arte astratta, la mia e’ un’arte
che interagisce col territorio perche’ attraverso questi libri che sono una vetrina della nostra provincia si
promuove il turismo e la
nostra terra. Il mio editore
l’architetto Sebastiano
Monieri è bravissimo a
farli conoscere sui siti web,
anche se ancora non mi
permette di pubblicare un
romanzo autobiografico
perche’ non lo crede commerciale.
Il Teatro Greco è sempre
più utilizzato anche per
eventi di dubbio spessore.
Condividi questa scelta?
Non posso condividerla, io
sono per la cultura seria,
tangibile e non per le cose
dei profani, ho uno sviluppatissimo ed allenato senso
estetico anche per i vocaboli, i suoni, le metafore delle poesie. Ho
vinto diversi premi letterari ed una volta,
sono arrivata settima in tutta Italia, al premio nazionale di poesia Benito Montalto
con Emozioni di Cristallo.
C’è una crisi maledetta che ti toglie la voglia di alzarti al mattino. E’ anche una
tua sensazione?
Spesso oramai evito di contaminare le mie
energie seguendo il reale, ossia leggendo
l’attualità. Credo di aver capito troppo sulla
crisi finanziaria e speculativa e di non volerla tenere in conto perché mi spegne
l’ispirazione. Certo anche io faccio i conti
con la crisi degli enti, degli sponsor causata
anche dall’agenzia delle entrate che ci tortura.
Il governo non ha capito ancora che la soluzione non puo’ essere ravvisata nelle tasse che
si abbattono sul ceto medio. Gli italiani dovrebbero avere il coraggio dei francesi di fare
la rivoluzione. Ancora in Francia godono di
quei privilegi che acquisirono con la forza.
Sei nata ad Augusta ed anche Augusta non
è più quella di una volta…
Augusta era città “preferita” in Sicilia da Federico II che vi fece edificare un castello, una
città portuale con una grande potenza economica nel Mediterraneo, anche Augusta risente
della decadenza dei nostri giorni, ma l’ente
portuale mi pare si stia adoperando a nuovi
progetti finanziati dalla Unicredit tra cui un nuovo
porto per contenere le navi
giganti, potrebbe fare di
piu’ sul piano del turismo e
promuoversi all’estero anche per i suoi monumenti
sacri e civili.
Il sindaco Carrubba magari si candida alle Regionali e farà lo stesso discorso reso famoso da Striscia.
Ha fatto bene?
Non so, ognuno adotta le
strategie che ritiene opportune a promuovere la sua
immagine, sarà la gente a
decretare il successo di tali
strategie attraverso il risultato del voto. Molti sindaci
vengono rieletti perché si
fanno amare, oltre che
perche’ sanno trovare i voti.
Quest’anno le elezioni saranno caratterizzate da novità assolute per coinvolgere al voto i cittadini. Spero
si usi gente che ha fatto bene, gente nuova, di spessore culturale e non
chiacchierata.
Hai qualche ambizione politica o punti ad
altro nella vita?
Mi piacerebbe un giorno fare l’assessore alla
cultura in un comune come il nostro nel quale
se conosci bene il marketing, le attività turistiche sui beni culturali ed anche quelle di ristorazione e di commercio potrebbero decollare a
livelli sorprendenti con grandi ricadute occupazionali. Per superare la crisi, servono idee
nuove e persone che non hanno paura di superare i propri limiti per il benessere di tutta la
società che di riflesso fa stare bene anche la
dimensione personale del se.
Le cavolate di Monteruptus e Basilicum
La vostra Syracusae è una città a me non comprensibile. Sono un vecchio
Tribuno romano, è vero, ma non sono ancora uscito di senno. Eppure sono
tante le cose che non capisco. Ad esempio ho letto dai fogli di carta che
circolano sui tavoli delle ostarie che chi comanda il settore mobilità, vale a
dire quello che controlla anche le quadrighe che entrano nell’urbe portando
carichi di turisti patrizi e plebei, ha stabilito non solamente quanto deve
pagare l’auriga per sostare in uno spazio pubblico con il proprio carro
(quello che voi chiamata bus), ma anche quanto deve pagare solo per arrivare nella zona della sosta. I contabili dell’imperatore hanno fatto i conti,
quindi, viene fuori che per sostare si devono pagare 30 eurosesterzi, e per
entrare nella civitate altri 50 eurosesterzi. Sono troppi, parliamoci chiaramente, per ciò che si può dare ai forestieri in visita. Da altre parti si arriva
al massimo a 60 eurosesterzi, dicono i più esperti in queste cose. Ma non è
tanto i soldi in più che si intendono far
pagare, perchè uno può anche decidere
che la sua città di Archimede è più preziosa e incalpestabile di quella di Giulio
Cesare. La cosa che fa ridere anche un
vecchio ex guerriero come me passato
nelle retrovie degli scriba è l’aver capito che chi si alza prima in questa città
patrimonio dell’umanitate, si prende lo
scettro del comando e per quel giorno
detta le regole a tutti, belli, brutti patrizi
e plebei. Il dramma che in questi giorni
si vive a Syracusae viene dal fatto che l’assessore Maurus Basilicum (foto
a dx) non riesce a dormire la notte e l’insonnia lo tiene sveglio fino al punto che è sempre lui ad arrivare primo al comando, mentre gli altri arrivano
sempre un po’ in ritardo. Stranamente anche il comandante delle guardie
pretorili, Joannes Monteruptus (foto sopra), da qualche giorno arriva in
ritardo e non riesce a strappare lo scettro all’insonne dormiente Basilicum.
Solo per questo si è deciso di fare pagare il pedaggio di 50 eurosesterzi per
un quarto d’ora. Si è scritto e imposto ai visitatori in bus che per entrare si
deve pagare il biglietto di 50 eurosesterzi fino alla mezzanotte, perchè poi
scatta il pagamento di un altro biglietto. Ma il Basilicum e il Monteruptus
ci avevano pensato che se uno ha la disgrazia di
arrivare un quarto a mezzanotte deve pagare per
un semplice quarto d’ora, la stessa cifra prevista
per un giorno intero? Non occorre essere luminari o centurioni per capire che un biglietto deve
valere 24 ore da quando uno lo acquista. Perchè
tutti sanno, anche quelli dei tempi miei, che un
giorno non sempre dura 24 ore quando si tratta
dio pagare il tempo. Ovunque pare sia così che
funzionano i biglietti per ogni cosa. Il Basilicum
deve tornare a dormire e a tranquillizzarsi, solo
così sarà in grado di riflettere sulle penate che
decide, e che i turisti si portano via per farle circolare per l’Europa come stranezze. Loro, poveretti, non sapranno mai che la colpa è solo
dell’insonnia dell’assessores. Immaginate quanti
bus può dirottare verso altre città una simile insana imposizione di fare scadere il biglietto per
l’ingresso a mezzanotte. Per fortuna questo Carlos Castra che è a capo delle guide turistiche ha
capito la cosa denunciandola ai politici ignari dei
problemi che si portano dietro le compagnie che
gestiscono i bus. La crisi c’è per tutti da quando
Cartagine ha dichiarato guerra e non si può escludere che un padrone di Bus possa farsi condizionare anche dai 50 o cento euro che deve
accollarsi in più. Come fanno quelli delle case
che accolgono i viandanti che sono costretti a
prevedere una tassa di soggiorno come esborso
personale, visto che i clienti hanno già stipulato
da tempo gli accordi di accoglienza. Non sono
cose importanti come le guerre puniche che si
devono sostenere quotidianamente per campare,
ma non facciamoci ridere dietro dai nibelunghi
della regina Merkel, per favore..
6
Domenica 1 luglio 2012
Mensilmente dedichiamo uno spazio, appunto “I Fatti della memoria”, alla storia
di Siracusa. L’idea e la gestione della
pagina sono di Carlo Arribas
1943, Sbarco in Sicilia
Ecco come lo storico Tulli Marcon ci fa rivivere uno
dei momenti più importanti del conflitto mondiale
TULLI MARCON è stato
uno degli storici militari contemporanei più importanti
con particolare riferimento
alle vicende di Augusta e
della Marina Militare. Il suo
Assalto a tre ponti è, a mio
modo di vedere, il prototipo
perfetto del trattato di storia
militare. Ed è anche una piacevolissima lettura nel ciarpame assoluto di diversi
pseudo-storici della provincia di Siracusa. Una lettura
assolutamente da riscoprire a
dieci anni esatti dalla sua uscita e sicuramente da ristampare. Scrive Marcon
nell’introduzione <Ormai da
anni, la campagna siciliana
dell’estate 1943 (operazione
Husky) gode di una letteratura tanto esauriente e qualificata, da rendere inevitabilmente ripetitivo ogni nuovo
lavoro sull’argomento…
L’intenzione è stata però diversa poiché, se è vero che
qui si riparla della piazzaforte, ciò avviene solo per fornire un indispensabile sfondo
al fatto d’arme che, invece, si
è inteso porre in primo piano: l’assalto dell’8° Armata
britannica a quei tre ponti
che essa dovette conquistare
intatti, per superare senza
difficoltà l’Anapo, il S. Leonardo ed il Simeto e poter
quindi giungere celermente
dalle spiagge di Avola e Cassibile alla piana di Catania>.
LO SBARCO
Il proposito britannico di
sbarcare in Sicilia per causare il collasso dell’Italia non
era nuovo del resto. A Londra vi avevano pensato già
due volte, nel Dicembre del
1940 e nell’Ottobre del 1941,
sulla spinta di informazioni
che definivano scosso il morale italiano visto
l’andamento sfavorevole della guerra, e facevano nel
contempo intravedere la possibilità di connivenze a vario
livello, intese tutte a facilitare la conquista dell’isola. Il
piano del ’40 denominato
Influx aveva come obbiettivo
primario la caduta di Catania
e Messina ad opera di reparti
speciali, rinsanguati in caso
favorevole con un più massiccio contingente, anch’esso
inviato via mare dalla Gran
Bretagna. “Whipcord”, il
secondo, non si limitava
invece alla sola Sicilia orientale ma, oltre che ad
Augusta e Catania, prevedeva sbarchi anche a Milazzo e Palermo per aggredire l’isola da più parti;
evidentemente, non si dava peso alla pur notevole
circostanza di essere il Tirreno un mare interno ove
quindi la reazione italiana
avrebbe potuto manifestarsi ancor più fortemente
che nello Jonio. Marcon
delinea con magistrale precisione fatti, avvenimenti,
situazioni dimostrando
l’assunto che lo storico
militare può essere di per
se un grande storico civile
mentre il contrario è spesso impossibile. Comunque
con la stessa rapidità che
ne avevano caratterizzata
la stesura, entrambi i piani
furono tuttavia accantonati
fino al gennaio 1943 quando l’invasione della Sicilia
sembrò possibile. Nota
molto bene Marcon come
Accanto al titolo un particolare dello sbarco sul litorale di Avola. In alto un treno armato e qui sopra una postazione alleata
il piano che scaturì dal vertice di Casablanca aveva tre
punti in comune con quello
che sarebbe stato poi attuato
e cioè: il nome Husky, la
data d’esecuzione fissata
per il Luglio successivo e la
suddivisione dell’isola in
due settori operativi, con gli
inglesi nell’orientale e gli
americani nella occidentale.
Per il resto trattavasi d’una
riedizione aggiornata di
Whipcord poiché prevedeva
sempre gli sbarchi su en-
trambi i versanti della Sicilia; se ciò sarebbe servito ad
impegnare il nemico su più
fronti, comportava una pericolosa dispersione delle forze, laddove uno dei presupposti per il successo delle
operazioni anfibie sta invece
nel poter fare massa in un
unico settore.
MONTGOMERY
Secondo l’accurata e ponderata analisi di Tullio Marcon
nel Maggio ’43, tra tentennamenti, ripensamenti e gelosie
di mestiere delle Tre armi,
detta tesi potè prevalere,
molto lo si dovette al gen.
Montgomery, lo spigoloso
comandante dell’ottava
armata britannica, principale artefice della vittoria
nella campagna africana.
Infatti a seguito delle sue
perentorie osservazioni, si
annullarono in Husky i già
previsti sbarchi a Sciacca,
Palermo e Catania in favore di uno sforzo concentrato su due soli settori, abba-
stanza contigui da consentire il rapido ricongiungimento nell’entroterra delle forze
impiegate. Marcon spiega
puntigliosamente la situazione. I due punti d’attacco
erano il Golfo di Noto tra
Cassibile e Pozzallo, per gli
inglesi, ed il Golfo di Gela
tra Scoglitti e Licata per la
settima armata
dell’impetuoso generale
Patton. Gli obbiettivi iniziali mirati entrambi a favorire
le successive operazioni,
erano le piste tra Pachino e
Licata ove dislocare subito
le squadriglie da caccia.
Marcon individua poi uno
dei fulcri della strategia alleata ossia i porti di Siracusa, Augusta e Catania ove
far affluire i rincalzi ed i
rifornimenti per la corsa su
Messina.
IL 10 LUGLIO 1943
Nella notte del 10 Luglio
1943 lo sbarco nel Golfo di
Noto ed appunto l’azione
verso nord alla conquista
dei porti. Afferma Marcon
che malgrado aliantisti,
commandos e paracadutisti
riuscissero a catturare intatti
tre ponti sui fiumi, Anapo,
S. Leonardo e Simeto per
agevolare la marcia della
fanteria lungo la costa, la
resistenza dei reparti tedeschi ed italiani nella zona
andò progressivamente irrigidendosi finchè il 18 Luglio, il maresciallo Montgomery non fu fermato sulla
piana di Catania e costretto
ad iniziare una manovra
aggirante, che l’avrebbe
portato nella città etnea solo
il 5 Agosto successivo. Salvo quella di Agira la battaglia della piana fu la più
sanguinosa dell’intera campagna di Sicilia. Marcon
riesce a porre nella dovuta
evidenza un fatto d’arme
che, per varie motivazioni,
rivestì carattere
d’eccezionalità tra i tanti
del secondo conflitto mondiale in Europa. Un eccellente storico da rileggere e
da tenere metodologicamente, come punto di riferimento per storici professionisti ed appassionati.
Luigi Amato
7
Domenica 1 luglio 2012
Pippo Gianni bacchetta Marziano
Non bastano le conferenze stampa tardive per cancellare la condivisione,
insieme a De Benedictis, della politica scellerata e clientelare di Lombardo
«Apprendo
con piacere il risveglio di Bruno Marziano – dice Pippo Gianni, leader
di Cantiere popolare - che annuncia di volersi occupare di Ias. Sono d'accordo con
lui e lo sarei stato anche prima se avesse
avuto questo atteggiamento e non avesse
avallato, con Roberto De Benedictis, la
politica scellerata delle lottizzazioni di Raffaele Lombardo».
Gianni fa dunque cenno alla nomina di
Manzella, vicino a Nunzio Cappadona e
Mario Bonomo, a discapito di altre più
gradite a Marziano (leggasi Turi Raiti).
«La volgarità con cui in questi 4 anni aggiunge Pippo Gianni - è stata gestita la
feroce lottizzazione anche della nostra
provincia è sotto gli occhi di tutti. Per ultima, la nomina di Manzella che certo non
ha un curriculum adatto a presiedere l'Ias
è l'ennesimo emblema di questa politica
lombardiana. Di certo, se questa scelta
fosse stata fatta da qualcuno di noi del
centrodestra allora vi sarebbero state proteste enormi e levate di scudi. Oggi, invece, si tace».
Gianni chiama in causa anche Confindustria a cui chiede un'opinione sulla nomina di Manzella. «Vorrei conoscere i criteri
con cui è stato scelto il presidente dell'Ias
- dice -, che credo siano solo imposti
dall'alto. Una decisione che penalizza la
nostra provincia come del resto tutte le
altre prese dal governo Lombardo in questi anni».
Sulla conferenza stampa di Marziano,
Gianni auspica che sia un primo passo.
«Spero che lo segua tutto il Pd - dice -. Di
certo mi pare che dietro questo incontro
con la stampa convocato da Marziano vi
sia un leggero velo di ipocrisia, ma lo ap-
prezzo e condivido lo sforzo. Spero che il
resto del Partito democratico dia segno di
vita in questa direzione: sebbene al momento non sia chiaro quale sia il Pd visto
è che lacerato a Palermo».
In tema di lottizzazioni chi non ha peccato
“scagli la prima pietra” si potrebbe obbiettare a Pippo Gianni. Ma certo il caso
IAS come il capitolo nomine nella sanità è
lo specchio della gestione scellerata di
Lombardo, ormai capace di tutto, di nominare chiunque pur di fare amici elettorali, prescindendo anche da quei requisiti
minimi per svolgere un incarico. I metodi
di Lombardo sono gli stessi da 4 anni e
sono stati avallati e condivisi dal centrodestra (poi ci fu la rottura), poi da Grande Sud, poi dal PD, nei periodi in cui
hanno sostenuto il Governo Lombardo.
Oltre che da certa stampa quotidiana che
ha fatto finta di non vedere e di non sentire (ancora oggi) in un atteggiamento servile verso Lombardo che non ha precedenti nella storia del quotidiano “La Sicilia”.. Ora hanno qualche difficoltà a contestarli (Marziano). Sull’IAS si è persa da
qualche decennio la faccia, come dimo-
strano le numerose inchieste giudiziarie che
hanno coinvolto i politici-amministratori
dell’IAS. Le conferenze stampa Marziano avrebbe dovuto farle prima, per denunziare il
servilismo del PD davanti a Lombardo, il ribaltone promosso e voluto dal PD, ignorando
i risultati delle elezioni regionali del 2008
dove il PD con Anna Finocchiaro aveva perso clamorosamente e non vinto. Ora sono
conferenze inutili, ipocrite, fa bene Foti a
contestarle clamorosamente.
Provincia sì o no: Subito il confronto
Gianni e Prestigiacomo debbono fare uno studio serio della problematica e
rappresentare in sede di governo i conseguenti nodi legati al nostro territorio
La Provincia di Siracusa con 397.952 abitanti, 2.109 chilometri quadrati di estensione e 21 Comuni presenti nel territorio verrebbe soppressa, in quanto mancherebbe due dei tre
requisiti previsti nel piano del Governo Monti, predisposto
per la riduzione della spesa della Pubblica Amministrazione
e che sono, appunto: una popolazione di almeno 350.000 abitanti, un territorio di 3.000 chilometri quadrati e almeno 50
Comuni di pertinenza. In ogni caso nelle amministrazioni
provinciale che sopravvivranno, verranno azzerate le Giunte
Provinciali e ridotti all’osso i componenti dei Consigli, non
più elettivi come previsto dal Decreto Legge Salva Italia.
Nel Piano B, da attuarsi con decreto legge, viene inoltre previsto che le Province mantengano tre funzioni: strade, ambiente e gestione delle aree vaste.
Da noi però non se ne parla, nessun convegno, nessun dibattito in proposito. E, invece, vorremmo affidare, come parte
dell’ opinione pubblica, alla delegazione parlamentare provinciale e innanzi tutto aglionn. Pippo Gianni e Stefania
Prestigiacomo -purtroppo la sinistra aretusea, in questa legislatura, risulta assente sia alla Camera che al Senato – il
compito di un serio studio della problematica che ne deriva
per le nostre popolazioni e quindi di rappresentarla in sede di
Governo e di Parlamento. Scomparire del tutto come provincia con i compiti svolti da un Ufficio Periferico della
Regione, venire accorpati con le popolazioni, il territorio
e i Comuni ragusani per formare una Provincia che centri tutti e tre i requisiti, oppure venire assorbiti nella ProRiceviamo e pubblichiamo:
Una riunione a brevissimo termine per trovare una soluzione che consenta di snellire
il traffico e rendere più sicura la Statale
115, nel tratto che porta alle zone balneari.
È quanto ha chiesto il sindaco, Roberto
Visentin, con una lettera inviata al direttore regionale dell’Anas, Ugo Di Bennardo.
L’iniziativa è scattata subito dopo
l’ennesimo incidente stradale avvenuto sulla Statale, all’altezza dell’incrocio con la
via Lido Sacramento, in ora di punta e con
conseguenti disagi per gli automobilisti in
marcia da o verso la città.
“È il terzo incidente in un mese (vedi foto)
– afferma il sindaco Visentin – e non siamo
ancora in alta stagione. I solleciti e le richiesta di intervento fatte dal Comune nel
tempo non hanno sortito effetto, ma non
intendiamo arrenderci. Ci sono i margini
vincia di Catania. Sono le tre ipotesi in campo che non ci
possono vedere assenti o inerti. Una vera classe politica
non può non intestarsi questa battaglia lasciando che
siano i tecnici del Governo a decidere il destino del no-
stro territorio. La scelta dovrà essere opportuna e utile
allo sviluppo e alla crescita delle nostre popolazioni. Diversamente il crollo di dignità di questa classe dirigente, a giudizio delle generazioni che verranno, sarà veramente
totale e generalizzato.
Nei provvedimenti del ministro per la Coesione Barca, ne
abbiamo già parlato, viene data l’indicazione di un Polo Museale tra Siracusa e Ragusa, unite già nel passato per territorio, vicine per tradizioni artistiche e socio-culturali e attraversate sia da una borghesia che ha avuto comuni origini e
sia da un ceto medio che si è formato spesso negli stessi stabilimenti industriali; per non dire dell’ambito delle produzioni ortofrutticole. Stessa considerazione si potrebbe fare per
dare spinta all’iniziativa dell’Università. Provincia di Catania lo siamo stati di fatto per decenni e con qualche profitto,
ma non sempre e non in tutti i campi. In tempi recenti solo in
termini di vassallaggio e sudditanza nei confronti della presidenza regionale di Raffaele Lombardo, a cominciare da come è stata gestita in questi anni la sanità ospedaliera a Siracusa, ridotta a Pronto Soccorso di quella etnea. Nessuno ne parla, almeno fino alla imminente caduta di Lombardo . Quella della Provincia sarà una scelta che dovrà essere
presa dopo un serrato confronto che dovrà raggiungere livelli
culturali e scientifici, senza facili pressapochismi e/o ignoranti ammucchiate: ognuno porti i propri dati tecnici della
questione e alla Politica il compito di fare sintesi.
Pepè Genovese
Lettera Anas? Una burla
per intervenire nell’immediato e in attesa
delle scelte definitive. Penso a soluzioni
che l’Anas potrebbe adottare senza costi e
che, nella stagione estiva, potrebbero rendere più sicuro e più fluido il traffico. Di
questo vogliamo discutere con l’ingegnere
Di Bennardo e chiedo che convochi una
riunione al più presto, magari già la prossima settimana”.
La lettera è ineccepibile, ha soltanto un
difetto macroscopico: lettere del genere si
mandano mesi e mesi “prima” della stagione estiva, non in piena stagione estiva.
Si provocano incontri, vertici, si sollecitano, nel caso di sorda ed ottusa resistenza
(tipo ANAS), quel poco che resta dei nostri
politici. Se si vuole realmente affrontare un
problema che provoca ogni anno sofferenze indicibili agli automobilisti siracusani
con il carico di incidenti che ne segue
(feriti,morti etc).
Così sembra una letterina fatta per crearsi
un alibi : ho scritto, ho detto, non mi hanno
risposto, conosciamo già questa...procedura. Ed invece quello del traffico sulla statale 115, quello che porta alle
zone balneari, come ben sanno tutti i siracusani, è un problemone che da almeno 30
anni attende…una soluzione che non viene
dall’ANAS e che ha sempre lasciato indifferenti gli amministratori di turno.
8
Domenica 1 luglio 2012
contromano
Poche sono le citazioni che ricordo dei pochi libri che ho
letto, ma quelle poche le ripeto sempre perché mi piacciono
assai. Mi piace assai quella dei topi di Camus che ne “La
Peste” annunciano il contagio, uscendo dai sotterranei nelle
strade ed andando a morire all’aperto.
Ebbene di topi metaforici in questo periodo in rete ne vedo
tanti. I miei topi internettici sono i semi del litigio,
dell’invettiva ricambiata, dello scambio di contumelie. Non
è che prima non ci fossero, anzi. La rete è l’apoteosi del vaffanculo liberatorio.
E’ stata sede, in parte artefice, in gran parte amplificatore
della mutazione genetica della comunicazione politica passata nell’arco di tre lustri dall’ermetica del politichese al lessico da bar assurto strumento di coesione “ideologica” fra
governanti e governati. Siamo stati per decenni incagliati su
ossimori come le “convergenze parallele” di morotea memoria, e poi siamo rapidamente arrivati alla “culona inchiavabile” dello slang berlusconiano.
La virulenza della contrapposizione politica dell’era del bipolarismo ha portato l’insulto a diventare usuale mezzo di
definizione dell’avversario. Ladro, frocio, magnaccia sono
diventati (peraltro con credibili agganci nella cronaca) termini d’uso comune nel dibattito politico. La rete ha assorbito il clima e la retorica politica moltiplicandola, espandendola, contaminandosi e contaminando i diversi registri lessicali, spalleggiata in questo da una stampa e, soprattutto, da
una televisione che ha fatto assurgere la rissa verbale a successo da prime time.
Vabbè la sto tirando troppo complicata, a volte ho difficoltà
a capire io le cose che scrivo.
Insomma volevo dire che il vaffanculismo è diventato linguaggio ufficiale e la rete lo ha assimilato con enorme piacere e moltiplicativa voluttà.
Ma sfanculati tutti i politici, delegittimato tutto il delegittimabile, innalzato il “popolo” di internet a tribunale del popolo (e qui è il segnale che colgo) l’Idra internettica dalle
molte teste ha cominciato a mordere se stessa, le teste hanno
cominciato a parlarsi fra loro e dal dialogo al litigio il passo
s’è rivelato breve. Se il paradigma comunicativo è il vaffanculismo e non ce ne sono altri, se l’assunto è che io sono più
puro e duro degli altri (o, se volete freudianamente interpretare la cosa, io ce l’ho più lungo degli altri) una volta che
abbiamo tagliato le teste a tutti i regnanti, dobbiamo trovare
altri a cui tagliare la testa. Robespierre insegna (e dopo lui
hanno insegnato Stalin, la banda dei quattro, e dittatori di
ogni colore) che qualcuno meno puro in giro si trova sempre. Ma ineluttabilmente anche il più puro troverà qualcuno
che si considera più puro di lui.
Fortunatamente in rete non cadono le teste, ma la grande
piazza sta diventando angusta. I gruppi, prima illimitate a-
Cosa avrebbe detto Gino Foti se fosse andato
alla conferenza stampa di Bruno Marziano e
compagni? Visto che lo ha solo annunciato e
poi non c’è andato non ci resta che immaginare. Foti voleva andarci per aprire con una delle sue più celebri frasi di aggancio
all’argomento: “Ah pagghiazzu, allura perchè
mi avete fatto la guerra ammia e alla squadra
che avevo creato all’Ias con Beppe Assenza ?
E che minchia ci avete guadagnato, se ora siete passati agli ordini di Bonomo e di Cappadona?”. Voleva dire queste cose, aveva detto
agli amici giornalisti che trattandosi di una
conferenza pubblica anche senza tessere di
giornalista ci sarebbe andato “per vedere che
hanno da dire Marziano e Consiglio contro il
presidente dell’Ias (Claudio Manzella) che
loro hanno favorito nella nomina dopo avere
rimosso Assenza e anche perchè questi argomenti mi appartengono”. In verità Gino Foti
non voleva andare in via Tripoli, non ci sarebbe mai andato specialmente nelle condizioni
di rappresentante della minoranza del partito.
Gli serviva lanciare dei segnali alla squadra di
Nino Consiglio e ha scelto quell’originale
modo di comunicare i suoi segnali di fumo.
Quando Consiglio ha letto della voglia di comunicare di Foti ha aggiunto un periodo al
comunicato preparato per essere distribuito
alla stampa in quella conferenza.“L’invito:
chiunque ritenga che in questi anni - era la
frase aggiunta ad hoc da Consiglio- si siano
fatte scelte illegali nella gestione della società
è pregato vivamente di non diffondere leggende metropolitane e di riferire alla Procura per
il controllo di legalità”. Una rara risposta che
giungeva prima della domanda chiudeva il
rito della comunicazione criptica della politica, recitata dai soliti mostri sacri. Alla conferenza stampa sull’Ias di Claudio Manzella solo allusioni in libertà e nessun preciso fatto
accaduto o da accadere. Anche in questo caso
solamente segnali di fumo, però questa volta
il vento li portava in direzione Mario Bonomo
e Nunzio Cappadona, sponsor evidenti del
Manzella. Non era facile ottenere risposte sul
come e sul perchè i rapporti creati tra l’area
bersaniana del Pd e i lombardiani che contano
nel siracusano attorno alla vicenda Asi-Ias
sono diventati a rischio di rottura. C’è voluta
Attenzione:
Su Facebook
c’è l’orgia
democratica,
anzi settaria
gorà di confronto, si stanno spezzettando, frantumando. Ogni
capogruppo e’ pronto a “bannare” (e infatti mette al bando)
quello che con l’unica lingua che conosce (e che è riconosciuta), il vaffanculismo, lo attacca. Ma il “bannato” ha il suo
gruppo e se non ce l’ha se lo fa rapidamente e “banna” a sua
volta. E da un gruppo all’altro si lanciano fatwe che gli ambasciatori internettici si preoccupano di far pervenire allo scomunicato, alimentando un delirio di messaggi spesso misteriosi che fanno riferimento a stronzi non meglio identificati
(dall’internauta di passaggio) ma arcinoti alla comunità sempre più piccola dei microgruppi in questione.
La cosa mi ricorda una deliziosa scena di “Brian di Nazaret” (che ho recuperato su youtube) dove i Monty Pyton guidati da John Cleese, nel discutere l’adesione di un nuovo
adepto al loro “Fronte Popolare di Giudea”, spiegano:
“La sola cosa che odiamo più dei romani sono quegli
stronzi del Fronte Popolare Giudeo e quelli del Fronte Giudeo del Popolo”.
Un altro uno s’infervora e aggiunge: “E quelli del Fronte
Popolare di Giudea”.
E Cleese replica: “Ma siamo noi quelli del Fronte Popolare di Giudea!”
“Ma non siamo il Fronte del Popolo?”
“Noi siamo il Fronte Popolare!”
“E che fine ha fatto il fronte del popolo?”
Cleese a quel punto indica un vecchio solo seduto su un gradino dell’anfiteatro e tutti assieme lo guardano e gli gridano:
“Parolaio!”
Io intravedo, in pratica, il rischio che l’orgia di democrazia
della rete si trasformi in ubriacatura di settarismo, che lo
spazio senza confini per eccellenza diventi un insieme di
riserve sempre piu’ piccole in competizione fra loro. E cosi’
“gli incazzati” detestano “gli adirati” piu di quanto detestassero Berlusconi, e assieme non sopportano “gli insofferenti”
che a loro volta sono nemici giurati di “salviamo l’Italia”,
odiati da “salviamo lo stivale” e mal sopportati da “salviamo
il tricolore”, i quali a loro volta disprezzano quelli di
“salviamo il bel paese” che comunque non sopportano
“fratelli d’italia”, che a loro volta non possono soffrire il
gruppo “elmo di scipio” che considera corrotti e legati al
potere quelli di “abbasso la casta”, che da tempo tacciano di
irresponsabilità il gruppo “usciamo dall’euro”, recentemente
staccatosi per gravi dissidi interni dal gruppone “torniamo
alla lira” che ha subito anche la diaspora delle fronde
“uniamoci alla sterlina”, “vogliamo il dollaro” e “allora tanto vale il marco”, dal quale a sua volta in questi giorni s’e’
allontanato il gruppo creativo “noi preferiamo la maria che
almeno ce la fumiamo”. Forse esagero. Forse no.
Ma ho sempre sostenuto che il limite della democrazia e’
l’uguaglianza e il potere dei numeri. E numericamente i cretini sono imbattibili.
Hasta li Monty Pyton siempre
Joe Strummer
Foti e i compagni
dell’Ias di Manzella
tutta l’esperienza dell’anziano cronista a
cercare di fare emergere la punta di ghiaccio
dal mare. Sopra il ghiaccio che emerge dal
mare artico si staglia la
figura di un Turi Raiti
scavalcato da Claudio
Manzella (nuovo di fede
lombardiana). Riusciamo
ad intravvedere possibili
accordi attorno alla vicepresidenza da consegnare
all’ex presidente Raiti. Dal
momento che non si è ancora provveduto a convocare un consiglio di amministrazione Ias con questo
argomento all’ordine del
giorno, non è possibile
pensare che la conferenza
stampa e le dichiarazioni
di Bruno Marziano abbiano il senso dell’apertura
dell’ombrello prima della pioggia. Dal momento che si tratta di segnali di fumo tra capi tribù, e non di semplici indiani, si deve
cercare di capire cosa realmente c’è dietro
alla “protesta” di Marziano e i suoi amicicompagni. Tra le dichiarazioni più significative si coglie una frase che lascia pensare
più di altre: “Non ridurre una società come
l’IAS ad un luogo dove i politici spregiudicati fanno proliferare consulenze probabilmente inidonee a misurarsi con la perplessità dei temi coinvolgenti l’azienda”. Quali
potrebbero essere le “consulenze inidonee”
tirate in ballo dai bersaniani non è dato sape-
www.ifattidelladomenica.it
re, considerato che il neo presidente Manzella fino ad ora ha denunciato l’esistenza di
“due consulenze dispendiose e inutili da 100
mila euro” che ha trovato
in casa appena entrato. Il
licenziamento di 2 consulenti il primo giorno di
lavoro è stata letta come
un’azione clamorosa diretta a far supporre che i consulenti siano stati messi in
capo alla passata presidenza Raiti. Ma se così fosse
per quale motivo Marziano
ha parlato anch’egli, di uso
scorretto delle consulenze
dopo appena 4 giorni di
presidenza Manzella?
Quali sono le azioni aventi
finalità elettoralistiche che
non piacciono al deputato
regionale del Pd? Un vero
rompicapo per gli osservatori che devono
decriptare e non possiedono i codici di accesso alla funzione, però ai diretti interessati
tutto sarà comprensibile con l’aggiunta di
nomi, cognomi e indirizzo postale. Altra
possibile rogna per il nuovo CdA della società di depurazione riguarderebbe la verifica dei titoli dei membri che, secondo alcuni
di loro stessi, potrebbero non essere sufficienti a permanere nella carica. Per non parlare dei possibili conflitti d’interesse che
sono in capo ad alcuni amministratori Ias.
Sarebbe stato il melillese Iano Sbona a tirare fuori sospetti e dubbi sui colleghi del
Cda. Per venerdì, è fissato un consiglio di
amministrazione, probabilmente, solo dopo
il suo svolgimento si potrà sapere se la situazione è destinata a collassare o a riavviarsi
verso la ricomposizione dei dissidi pendenti
tra alleati in rotta di collisione. L’espressione
corrente “patti chiari e amicizia lunga”, ben si
adatta alla situazione attuale. E quando si rievocano possibili accordi da rispettare, i bersaniani dicono di essere i più rispettosi delle regole di convivenza che si stabiliscono. La colpa delle tensioni è probabilmente della confusa politica di questi giorni legata anche alla
campagna elettorale di Ottobre. C’è chi ricerca un vantaggio da spendere, altri invece cercano di non cedere vantaggi e lottano per non
cedere spazi o essere scavalcati. E ancora non
siamo arrivati alla compilazione delle liste
elettorali. Il Mpa avrà molto da fare al suo
interno perchè la vecchia classe sorta attorno
al potere di Raffaele Lombardo rischia la lapidazione a causa dei giovani emergenti. Domenica scorsa al Congresso regionale Mpa, ha
infiammato la sala l’intervento del deputato
siracusano Mario Bonomo. L’applausometro è
salito al massimo proprio quando Bonomo ha
suggerito di mandare a casa le “presenze sterili” e di far diventare il Movimento quel partito
che i siciliani aspettavano da sempre. “Un
movimento capace di specchiarsi nel popolo
siciliano – diceva il deputato siracusano pronto a battersi per la Sicilia in piena autonomia, lontano dai luoghi del potere politico che
avvelena la nostra terra, il nostro Movimento
popolare siciliano sta guardando con attenzione ogni evoluzione che si richiama però ai
valori iniziali del movimento creato dal Presidente Lombardo”. Un palermitano che
l’ascoltava interrogava il vicino di sedia ad
alta voce: “Ma cu è chistu ca, El Cid?”. Il riferimento era evidentemente al leggendario
condottiero spagnolo del medio evo che si fece legare praticamente morto a cavallo, allo
scopo di trascinare i soldati in battaglia e portarli alla vittoria. E mai possibile che, ancora
dopo millenni, nessuno vede i profeti di casa
propria? Purtroppo, a Siracusa, l’on Mario
Bonomo, non viene considerato quel nuovo
profeta dell’autonomia siciliana che in altre
parti appare. Vuoi vedere che per conoscerlo
meglio non ci resta che andare in altre province, dove Raffaele Lombardo lo presenta come
il suo delfino politico alla guida del partito del
popolo autonomista della next generation?
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