SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl Anno 24 FONDATO NEL 1988 N° 26/2012 Domenica1 luglio 2012 Inciucio su villa Incorvaia? Lettera del consigliere Salvo Cavarra al nostro giornale e al sindaco: “Il prezzo deciso dal Comune è inadeguato al valore della proprietà” Il consigliere comunale Salvo Cavarra ha inviato questa lettera al nostro giornale e per conoscenza al sindaco Roberto Visentin. Ecco il testo: Per quanto mi riguarda dico basta! Non sono disposto ad accettare logiche di business che comunque incombono su diverse iniziative del Comune. Voglio fare l’esempio di villa Incorvaia che è emblematico del divenire di molti fatti similari. La signora Incorvaia lasciò la sua villa con annesso terreno di pertinenza al Comune e alla Curia di Siracusa, diviso equamente con un 50 per cento di proprietà a testa. Il Comune cercò anche di acquisire la piena proprietà di villa Incorvaia, che per la posizione in cui insiste, è senza dubbio proprietà di pregio. Lo fece ufficialmente nel 1996 quando il presidente pro tempore della commissione bilancio Paolo Falchi, chiese alla Curia di cedere il suo 50 per cento in cambio della proprietà della Casa del Pellegrino. Offerta assai vantaggiosa che la Curia tuttavia rifiutò. In appresso la stessa Curia vendette il suo 50 per cento ad un professionista siracusano e siamo ad oggi. In sostanza il Comune è proprietario di una vecchia abitazione e di duemila metri quadrati di terreno di fronte al Park Hotel. Per vendere questa proprietà il Comune avrebbe deciso un prezzo di 300 mila euro che è davvero poca cosa rispetto al valore di duemila metri di terreno edificabile e un appartamento. Penso che nei duemila metri quadri si possono anche costruire un paio di palazzi o sei o più ville e fatto due più due è chiaro che il discorso non fila. Personalmente non avallerò svendita di questo tipo che hanno anche un possibile sapore di inciucio e chiedo al sindaco di fermare questa operazione. Il patrimonio comunale non è un saldo di fine stagione, non si svende con il 70,80,90 per cento di sconto sul costo reale. Di queste azioni e di queste scelte ne dobbiamo rispondere tutti ai siracusani e personalmente prendo le distanze da operazioni che mi appaiono sospette. Ma dico basta anche ai dirigenti del Comune a 200 mila euro l’anno, dico basta agli incarichi di cortesia per opere che non hanno certo il crisma dell’urgenza e dell’indispensabilità. Insomma, voglio anche accentuare a 360 gradi il mio ruolo che è stato sempre di rottura con bisunte liturgie e logiche squallidamente clientelari. Così difendo e cerco di fare gli interessi della mia città. Salvo Cavarra Mi sembra una posizione encomiabile ed apprezzo molto questa nota del Consigliere Comunale Cavarra ed i suoi futuri propositi di controllo.. A occhio – si può sempre sbagliare – mi sembra il classico “biscotto” confezionato per consentire una operazione economica ragguardevole a qualcuno che non tarderemo a scoprire. Ovviamente ci saranno tutti i pareri tecnici di congruità del prezzo (c’erano anche quando volevano “svendere” alla Pizzarotti l’Ospedale Umberto I, il Rizza ed il 5 Piaghe che avrebbe anche incassato un enorme contributo annuale), soltanto che – senza essere un tecnico ma per una modesta valutazione di mercato – il prezzo sembra molto al di sotto del vero valore e concordo pienamente con il consigliere Cavarra che dovrebbe trasmettere la sua interrogazione alla locale Procura della Repubblica. C’è in atto un tentativo di “svendita” del patrimonio comunale ad opera dei soliti noti. L’avvocatura comunale in un parere che ho letto a stralci sulla stampa ha comunicato che il Comune può vendere tutto ciò che vuole se a stabilirlo è il Consiglio Comunale: non ci sono destinazioni testamentarie che tengono! A questo giurista – notoriamente legato al carro politico del centrodestra – vorrei suggerire di aggiungere che, se così fosse, il Comune dovrebbe restituire il bene ricevuto in donazione ai legittimi eredi. Non si possono svendere i beni lasciati generosamente da famiglie siracusane che hanno confidato che il Comune non avrebbe mai ignorato le disposizioni testamentarie per consentire… un affare del solito mazzettaro. A questo programma criminale bisogna opporsi con violenza coadiuvati da amici avvocati, ex magistrati, uomini di diritto, per difendersi da questi giuristi di giornata. Bisogna scoraggiare seriamente questi tentativi di speculazione sui lasciti testamentari e, più in generale, sul patrimonio comunale che è patrimonio di tutti. sb Regionali: 12 liste e 72 candidati Bagarre nel Pdl e nel Pd con tanti notabili in cerca di un salvagente per restare “vivi”. Nel marasma anche tutti gli “amici” di Lucifero-Lombardo In questo momento sono 12 le liste che dovrebbero concorrere alle Regionali di autunno. Le grandi manovre ovviamente continuano e quindi ci sono anche delle modifiche nelle candidature. In questo momento il quadro a nostra disposizione è questo: PDL: PRESTIGIACOMO, PEPPE ASSENZA,VINCIULLO, PAOLO AMATO, DI LORENZO GRANDE SUD: BUFARDECI, RANNO, COSTANZA CASTELLO, BRIANTE, IACONO CANTIERI POPOLARI: GIANNI, MANGIAFICO,PACI,MORALE UDC: BANDIERA, SORBELLO, BASTANTE FLI: RODANTE, AMENTA, COSTANZA MESSINA, DI GRANO, LORETO MPA: GENNUSO, ENZO REALE, MARIA GRAZIA CARUSO, SAITTA MPS: BONOMO, FRANCO ZAPPALA’(CAPPADONA) PD: MARZIANO, DE BENEDICTIS, PIPPO ZAPPULLA,CAFEO, DI MARCO SEL: QUADARELLA, CALVO, AQUAVIVA IDV: GIANSIRACUSA, CASTANIA, SANDRO ROMANO, GIUSEPPE CASSIA, (M.CARRUBBA) M 5 S: STEFANO ZITO (nella foto), ARIANNA MORTELLARO LISTA ZAMPARINI: CAPPADONA POSSIBILI VARIANTI Giochi chiusi nel Pd nonostante lo scontro all’arma bianca Marziano-Foti. Via libera alla candidatura di Zappulla (cgil). Carrubba si presenta con Idv o Sel? A rischio la candidatura Cafeo? L’unificazione delle liste Mpa ed Mps e’ sempre piu’ probabile. Il tormentone nel Pdl e’ lontano dall’essere risolto. Vinciullo non molla la sua candidatura alle regionali. Anche Peppe Assenza rientra in campo. Ma la Prestigiacomo naviga verso le regionali perche’ non puo’ farne a meno: deve dimostrare il livello del suo consenso personale in provincia. Se eletta all’Ars potrebbe anche dimettersi subito per andare alle nazionali. Cappadona che fara’? Si parla di una sua probabile candidatura nella lista Zamparini. Molto improbabile che si candidi con Bonomo o Gennuso. Grande Sud e Fli hanno smentito accordi elettorali con l’Mps di Lombardo (liste unitarie). Ognuno di loro fara’ la propria lista (Fli con Granata presidente; Grande Sud con Micciche’ presidente).a meno che il centrodestra e Lombardo non tornino insieme con un solo candidato presidente. Comunale a +2553 TeatroVerga +2660 Qualsiasi comune visiti c’è un teatro che funziona. Azz! Milioni di euro fino ad oggi sperperati, insomma inutili I Fatti in ferie Ritornano il 2 settembre Con questo numero il nostro giornale va in ferie e tornerà in edicola il 2 settembre. Le pubblicazioni continueranno on line coi Fatti Flash che saranno ogni lunedì su www.ifattisiracusa.it. Auguriamo a chi ci legge e anche a chi non ci sopporta, una serena pausa estiva. L’8 luglio I Fatti Estate in omaggio Via Crispi +2118 Abbiamo letto cose turche sui lavori, povera via Crispi 2 Domenica 1 luglio 2012 Amministrazione out L’analisi di Domenico Di Stefano che prende spunto da una intervista rilasciata dal sindaco Ascoltare il Sindaco Visentin a FM ITALIA a colloquio con Alessandro Ricupero e Mimmo Contestabile mi ha fatto provare la sensazione di sentire la nonna raccontare la favola serale alla nipotina già mezza addormentata. Ecco alcune frasi del Primo Cittadino colte al volo ed in ordine sparso mentre guidavo questa mattina (23 giugno 2012). “Non possiamo paragonarci ad altre realtà, a Bolzano … Rispetto ad altre città siciliane, siamo migliori … per … pulizia, ecc. …. L’euro è stato introdotto da Prodi e bisognava indicare la corrispondenza di 1 Euro a 1000 lire … il ‘Patto di Stabilità’ io (Visentin) lo chiamo Patto di Stupidità … ecc. ecc. ecc. Non volendo entrare nel merito di tutte le questioni, considerato che comunque nessuno si può presentare come il Pico della Mirandola di turno, a me verrebbe di elencare al Primo Cittadino non tutte, ma almeno una piccola parte di questioni molto concrete della nostra città non affrontate, altre appena affrontate, ma non efficacemente, altre affrontate malissimo, e - comunque - sarei curioso di conoscere come intenderebbe affrontarle in questi ultimi mesi di sindacatura. (a) RACCOLTA DFFERENZIATA DEI RIFIUTI: il dato medio relativo alla raccolta differenziata ha raggiunto il valore 4,36% - un punto di percentuale in meno rispetto alla media dello scorso anno e due in meno in confronto ai primi sei mesi del 2011 (‘La Sicilia’ del 5 maggio 2012). (b) PULIZIA DELLA CITTA’: i cassonetti della raccolta dei rifiuti sono un pessimo biglietto da visita della nostra città: sempre straboccanti, maleodoranti e in molti casi sgarrupati, danneggiati, ‘accasciati’. Rifiuti di ogni tipo (cartacce, pacchetti vuoti di sigarette, opuscoli pubblicitari di supermercati, sanitari quali bidet e altro abbandonati in piccole discariche, deiezioni, erbacce, vecchi divani e mobili di cucina, ecc.) invadono i marciapiedi, le strade ed i luoghi pubblici. Siti archeologici che meriterebbero ogni cura ed attenzione sono inghiottiti dal ‘verde spontaneo’. Tutto ciò segnala da un lato una certa dose di inciviltà di tanti di noi siracusani e dall’altro che il servizio ‘spazzatura’ e - complessivamente di ‘pulizia della città’ - è assolutamente carente, nonostante le bollette ‘della spazzatura’ siano carissime e ingenti le somme di denaro profuse all’IGM. (3) FONTANELLE: tante ‘fontanelle’ sono all’asciutto in varie parti della città pur dopo costosi lavori. Si veda per esempio il caso di Piazzale Marconi o ‘PuzzIngegneri’. Si ha la sensazione/certezza che il denaro pubblico, i soldi di noi cittadini, siano con faciloneria buttati dalla finestra in troppe occasioni. (4) TRAFFICO: nonostante annunci di ogni tipo, le condizioni del traffico cittadino rimangono caotiche, il servizio di trasporto pubblico non è per niente soddisfacente, studi costosi di PUM e PUT non sono approdati a nulla, ecc. Molte rotonde sono ‘incompiute’ da mese e da anni; altre, pur necessarie, non sono realizzate. Molte strade di periferia e cittadine sono in pessimo stato, a titolo di esempio si citano quelle nella zona tra la stazione ferroviaria e Piazzale Marconi, Corso Umberto, ecc. (5) UNIVERSITA’: nell'anno accademico 2008/2009 a Siracusa si contava una popolazione studentesca di circa 2400 giovani. Successivamente in gran parte ‘espulsi’, sciolti come neve al sole. A partire dal 2009 sono sorti contrasti aspri tra i vertici dell’Università di Catania e quelli istituzionali del Comune e della Provincia di Siracusa. Il sindaco e il Presidente della Provincia Bono hanno progressivamente firmato accordi che gradualmente hanno consentito il quasi totale smantellamento dell’università a Siracusa: per esempio, a settembre 2009 fu concordata una Intesa Definitiva, giudicata dal Sindaco Visentin e dal Presidente Bono con “soddisfazione piena” e che stabiliva - insieme ad altri provvedimenti - di non dare corso ai primi anni dei due corsi in ‘Scienze dei Beni Culturali’ e ‘Tecnologie Applicate al Restauro ed alla Conservazione dei Beni Culturali’. Fallimentare al 100% è risultato il Progetto del cosiddetto Quarto Polo tra Enna, Ragusa e Siracusa perseguito da Visentin ed altri’attori’ che contro ogni evidenza lo davano per realizzato o in procinto di esserlo. Le responsabilità di una città in difficoltà, per certi versi degradata, non sono attribuibili solo al Primo Cittadino. Ma in quanto Sindaco egli ne porta il peso maggiore. Tentare qualche ‘colpo di coda’ ad effetto in queste ultime giornate non può modificare il diffuso giudizio negativo sulla sua gestione. Il malcontento nei confronti di quanti rappresentano la “politica” è tangibile. Movimenti, personaggi ‘nuovi’ o ‘restaurati’ ed esperienze che qualcuno definisce come ‘antipolitica’ emergono uno dopo l’altro, in questi mesi. Tuttavia si deve dire subito che alla nostra città non servono ‘rimedi’ peggiori dei mali che si vogliono curare. Non servono gli inciuci, le manovre oscure e confusionarie, la voglia sfrenata di protagonismo sulla pelle degli altri, la caccia al consenso a tutti i costi, le polemiche ideologiche, le scorciatoie che non portano da nessuna parte. Non servono iniziative ‘una tantum’di puro sapore demagogico. Siracusa ha bisogno di sana Politica con la P maiuscola, di protagonisti che mettano al servizio dei cittadini doti quali intelligenza, competenza in un settore specifico, onestà comprovata, impegno unitario, capacità di dialogo, voglia di fare, lungimiranza, disinteresse personale. E altro ancora. In ogni caso, per la vecchia guardia è giunta l’ora di ammettere di avere fallito e di andare definitivamente in pensione. Domenico Di Stefano Sca: La carta dei valori. I principi e la vita reale Pubblichiamo i comandamenti di Siracusa Città Aperta, una lista civica che parteciperà alle prossime amministrative. Leggiamo insieme: Io sono aperto a fare autocritica. Non posso continuare a lamentarmi di come vanno le cose, delegando gli altri, passivamente, alla gestione della mia città. Lamentarmi acriticamente è quello che ho fatto fino a oggi. Io sono aperto ai grandi temi sociali, mettendo al primo posto il rispetto della persona in ogni azione politica, affinché si affermi il riconoscimento delle differenze, la dignità e la sicurezza nel lavoro, l'accoglienza e l’integrazione degli extracomunitari, il volontariato, la tutela dei bambini, il sostegno agli anziani, la protezione degli amici animali. Io sono aperto e riconosco il valore della scuola, della formazione e della ricerca, poiché esse rappresentano la via per valorizzare il talento e raggiungere il traguardo di una comunità consapevole, sul piano culturale, etico, morale e della partecipazione civica. Io sono aperto a combattere lo scempio del territorio e delle coste. Siracusa non necessita di nuove aree residenziali, ma ha urgente bisogno di recuperare quelle esistenti, di tutelare il territorio e le coste dal degrado. Io ho il dovere di preservarle e di renderle fruibili a tutti; Io sono aperto a combattere gli enti inutili e costosi creati per favorire il voto di scambio e la spartizione di poltrone; Io sono aperto alla politica delle piccole cose – che renda accessibili e fruibili per tutti le strade, gli ospedali, le scuole e gli impianti sportivi, gli spazi a verde e il mare – e anche alla politica dei grandi progetti, che riescano a immettere Siracusa in un circuito di attenzione nazionale; Io sono aperto a chi ama e diffonde l’arte e la cultura in ogni forma; Io sono aperto allo sviluppo economico, che punti all’ecosostenibilità, alla riconversione del vecchio polo petrolchimico, al turismo storicoarcheologico, ambientale ed enogastronomico, al sostegno degli agricoltori, degli artigiani e dei piccoli imprenditori e commercianti. Siamo aperti a passare dalla protesta alla proposta? Serviranno impegno, competenza e dedizione da parte di noi tutti, per contribuire gradualmente a cambiare il volto di Siracusa, la mentalità e il senso civico dei cittadini. Noi siamo aperti a pensare globale e ad agire locale, e per questo. Siamo pronti a difendere la nostra carta e a impegnarci ogni giorno per attuarne i valori. Siracusa Città Aperta Carta dei valori Mi dispiace molto per i pensatori di questa Civica ma questi comandamenti sono condivisi con il 99 per cento dei siracusani residenti. Concetti noti e apprezzabili. Come succede per i programmi dei partiti, praticamente tutti uguali, con una piccola spruzzata ideologica giusto per fare un minimo di differenza. In ogni caso questi principi vanno rispettati e non ci pare proprio che Siracusa Città Aperta, magna pars nell’organizzazione della Festa della Musica e quindi magna pars nella scelta di percepire contributi di Sai8, Ias etc e cioè proprio da quegli “enti inutili e costosi creati per favorire il voto di scambio e la spartizione di poltrone” che nei comandamenti dice di voler combattere. Come dire che il principio è quello ma la vita è un’altra cosa. Ahimè. L’Asp Siracusa “per la salute” L’Asp di Siracusa ha preso parte al Forum della Sanità del Mediterraneo che si è svolto a Palermo nel teatro Politeama e nell’area antistante dove è stata realizzata una “Piazza della Salute” con spazi espositivi dedicati ad Aziende sanitarie, Associazioni di Tutela degli utenti del volontariato. L’evento ha avuto come tema guida la sostenibilità e il diritto alla tutela della salute tra sicurezza, equità e appropriatezza. Il Forum ha visto numerosi convegni, tavole rotonde e workshop di lavoro di rappresentanti delle maggiori istituzioni nazionali ed internazionali. Durante la sessione dedicata alla presentazione dei piani attuativi da parte delle Aziende sanitarie siciliane, il direttore generale dell’Asp di Siracusa Franco Maniscalco, ha rappresentato, in tema con il titolo assegnato alla sessione “Dal dire al fare, la sanità che cambia in Sicilia”, il nuovo scenario della realtà sanitaria siracusana, effetto della riforma ma anche dell’impegno profuso da tutto il management aziendale. Con l’ausilio della proiezione di diapositive, il manager ha illustrato le più importanti novità realizzate in quest’ultimo triennio, dalla nuova configurazione della rete ospedaliera, all’apertura del nuovo ospedale di Lentini, all’istituzione della prima risonanza magnetica pubblica nel Siracusano (che prossimamente ne avrà una seconda ad Avola), all’istituzione dell’hospice, all’apertura della Cardiologia e Utic di Avola, al progetto pilota per la regione siciliana dell’accordo con le case di cura private per dotare l’ospedale Trigona di Noto di nuovi reparti, alla nuova configurazione dell’ospedale Muscatello di Augusta con l’istituzione di oncologia e neurologia, al nuovo scenario della sanità territoriale integrata con quella ospedaliera, per citarne soltanto alcune. Il direttore generale non ha mancato di enunciare, inoltre, le difficoltà e gli ostacoli incontrati lungo il percorso e brillantemente superati, nonché le criticità su cui si sta intervenendo e gli scenari futuri che prevedono, tra l’altro, la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Nella stessa giornata il direttore generale, inoltre, ha coordinato il tavolo di lavoro su “Aree ad alto impatto ambientale tra dissesto e nuova tutela della salute”. L’azienda sanitaria aretusea ha presentato diverse iniziative: dall’esperienza dell’ambulatorio cardionefrologico dello scompenso cardiaco al nuovo modello organizzativo che garantisce la sicurezza dei pazienti affetti da cardiopatia ischemica nel trasferimento dai centri Hub ai centri Spoke dell’ospedale Di Maria di Avola, alla gestione delle denunce dei sinistri, al processo di informatizzazione dell’Azienda, ai progetti sull’alimentazione in gravidanza e sulla gestione integrata del soprappeso e dell’obesità, al primo soccorso tra sanità e assistenza della donna violata. E ancora, al programma di screening dei tumori della mammella, del colon retto e del collo dell’utero, al servizio di accoglienza attiva attraverso l’ufficio immigrati, alle best practices del dipartimento di prevenzione medico, alla terapia per la cheratocongiuntivite di Vernal. Decoro urbano? E’imbarazzante Ecco come viene perpetuata la memoria storica in città. Imbarazzante la situazione del decoro urbano del centro, le strade fanno letteralmente schifo, sporche, polverose e rattoppate con l'asfalto, automobili e motorini fanno da contorno a tutto, alla fonte Aretusa, al palazzo Bellomo, alle chiese, ma vengo al dunque di questa riflessione: la cartellonistica è penosa, in molti casi vetusta e fuori luogo. Addirittura vi sono cartelli che già di per sè costituiscono memoria storica come il primo in alto a sinistra in foto. C'è di tutto in foto, un cartello vecchio quanto la chiesa di san Tommaso, un cartello tutto rotto, un altro appeso alle impalcature, un altro tagliato a metà, un altro imbrattato, ed un altro ancora dove addirittura hanno affisso il divieto di sosta. Incredibile! Alessandro Odierna 3 Domenica 1 luglio 2012 Gli insulti portano contributi Da Sai8, Ias e Solesi finanziamenti agli organizzatori della Festa della Graziella. La logica dei due pesi e delle due misure Sulla Festa della musica abbiamo scritto: E' stato un avvenimento che ha dato visibilità alla Graziella, uno dei quartieri meno tutelati di Ortigia. Questo merito la Festa della Musica lo ha senz'altro e tante presenze lo hanno dimostrato. Questo il lato positivo della Festa e facciamo sinceri complimenti ai tanti volontari che l'hanno organizzata. Ma c'è anche un lato oscuro che non va sottaciuto e ci riferiamo ai finanziamenti di Sai8, Solesi, Ias etc, cioè di soggetti ripetutamente attaccati dalle stesse persone che ora incredibilmente hanno organizzato la Festa coi loro contributi. Cioè, per fare un esempio, io insulto per mesi l'Erg, dico che fa porcherie a ripetizione, che è un covo di malaffare, e poi mi faccio dare il contributo dell'Erg. C'è qualcosa che stride. Ed è questo il lato oscuro della Festa. Oltre ad essere la prova provata che certa sinistra sedicente ambientalista è pronta a fare il contrario di quello che dice non appena le conviene. Diffidate amici, diffidate. I musicisti non mangiano applausi sto, chiudo ogni comunicazione sull'argomento. Maurizio Landieri Tante le risposte. Quella che segue è certamente la più brillante: Qualcuno mi faceva notare di come avessi dato del fascista ad un tizio. La signora, che rimarrà anonima perché rispetto il suo volere di non essere coinvolta nella polemica, dimentica però che l'insulto, ammetto che lo era e mi scuso col tizio, seguiva la sua frase legata alla mia richiesta di chiarimenti attorno una manifestazione da lui organizzata a Siracusa, che vedeva l'esibizione gratuita di musicisti, che notoriamente non mangiano applausi. Il tizio aveva per tutta risposta detto che "le chiacchiere le lasciava agli altri". Da qui l'immediato collegamento con un certo atteggiamento legato al ventennio. Attendo sempre quel chiarimento, in questi miei messaggi inviati ai sordi rilevo anche una continua ormertosa contiguità di comportamenti con un altro episodio simile, se non nelle cifre, almeno nel genere. Cioè quando chiesi il bilancio di un'altra manifestazione siracusana "Luci a Siracusa". Ora mi direte che esagero, che non si può paragonare una seratina gratuita con una manifestazione foraggiata da pollaio d'allevamento dei partiti, e vi dico che forse avete ragione, ma nei fatti il comportamento omertoso, orientato verso l'ombra e non alla trasparenza accomuna tutto quello che si fa a Siracusa. Città, vi devo confessare, nella quale continuo a non trovarmi bene e evito di viverla (socialmente) proprio per questo. Grazie a Dio, quelle poche volte che vengo, un paio l'anno, mi accolgono i tramonti infuocati, il gioco delle nuvole, gli odori di zagara e dei fiori che dolci mi accompagnano e il vento di mare che più mi manca qui nelle terre stabili e piane dove tranquillo risiedo, lontano da voi. Salvatore Ferlito Finalmente. Finalmente si è fatta piena luce su chi ha ridotto Siracusa nello stato pietoso in cui versa. No no...un attimo, se state pensando a chi ha cementificato selvaggiamente questa città vi sbagliate. Vi sbagliate anche se pensate agli amministratori comunali, succedutisi nel tempo, che non hanno valorizzato le bellezze della nostra meravigliosa città. E non mi riferisco nemmeno a chi ha intenzione di mettere le mani sulla città costruendo mega ville a ridosso di siti archeologici sotto tutela, oppure vuole distruggere il meraviglioso porto grande. Niente di tutto questo. I colpevoli dello scempio sono gli organizzatori della festa della musica. Si, proprio loro. COSA HANNO FATTO? Come sarebbe a dire, non lo sapete? Hanno organizzato un evento comunque molto bello, ma, ovviamente, lo hanno fatto spinti dalla loro sfrenata ambizione politica. Saranno infatti tutti candidati alle prossime elezioni. Per dar sfogo alla loro sfrenata ambizione non hanno esitato a vendersi alla SAI 8 e ad un altro paio di aziende. Però, forse causa crisi economica mondiale, lo hanno fatto per un tozzo di pane: qualche pieghevole e qualche manifesto. Alla Sai 8 gongolano, pensavano che il prezzo fosse più alto, di essere costretti ad assumere qualche congiunto degli organizzatori, o magari un paio di loro amanti, e si, perchè loschi individui del genere certamente: A. Hanno un'amante; B. Navigano sempre su youporn; C. Soffrono di alitosi. “La vita ti sorprende quando sei impegnato a fare altre cose“, diceva John Lennon, ed è vero. Facevo altro ma mi fermo un momento, in ogni caso il mio amico Landieri una annotazione la merita. Un vecchio principe del foro quando il suo difeso era colpevole la buttava sul ridere, sull'allusione, sulla battuta ad effetto. E' quello che fa Landieri sugli organizzatori della Festa. I fatti però restano. Per un anno gli organizzatori della Festa in questione (che non è davvero un evento molto bello, è vero che ha avuto un successo di pubblico ma è anche vero che è stato il massimo della disorganizzazione con residenti imbestialiti, senza sicurezza, senza molti requisiti di legge) hanno attaccato a fondo Sai8, cementificatori, Ias e quant'altro addebitando loro cose turche, porcherie inenarrabili e oggi sono lì a prendere il loro contributo cash. Un fatto che al sottoscritto fa leggermente schifo e che penso che sul piano morale sia oggettivamente riprovevole. Ma nessuno lo deve dire, LORO, i sedicenti ambientalisti ad orologeria, sono i titolari della protesta, di qualunque protesta e hanno per discendenza divina diritto alla completa impunità per qualsiasi minchiata facciano e quella di cui parliamo è una minchiata grossa. Lo sanno bene quelli del branco che hanno vistosamente perso la bussola rispondendoo prima con le oscenità in vernacolo di Agire Solidale (amici di De Benedictis) e poi con lo scritto colto e saccente, da capobranco, di Landieri: “Ripeto (ordina Landieri a lupi, lupetti e lupacchiotti): ignoriamoli, si stanno coprendo di ridicolo da soli. Una risata li seppellirà. E con questo, chiudo ogni comunicazione sull'argomento”. Meglio Maurizio così tutti insieme trovate un rubinetto per lavarvi le mani, ancora sporche di marmellata. Ovviamente qualcuno adesso mi spiegherà che non c'è differenza tra un euro ed un milione di euro, invocherà Santa Coerenza Vergine e Martire e bla bla bla. Ma ritorniamo a questi felloni, costoro pensavano di farla franca. Ma nulla sfugge ai Siracusani. Sono stati scoperti e la pagheranno cara. Già qualcuno invoca, come giusta punizione, la flagellazione in pubblica piazza (possibilmente nel rione della Graziella, così imparano). Pare sia già stato realizzato il plastico della Graziella per la inevitabile puntata di "Porta a Porta", ospiti Vittorio Sgarbi, Daniela Santanchè e Gigi D'Alessio (che lamenterà di non essere stato invitato perchè notoriamente berlusconiano). Ripeto: ignoriamoli, si stanno coprendo di ridicolo da soli. Una risata li seppellirà. E con que- I finanziatori non sono inquinanti? Roberto Fai e la “riflessione vera” sugli ultimi eventi ortigiani. La linea nuova è “siamo uomini di mondo”, e ancora “qualcuno deve pur pagare” Se c’è una riflessione VERA che andrebbe fatta, a conclusione dei due eventi culturali che si sono svolti in città negli ultimi mesi, per raccogliere e mettere a frutto “l’insegnamento” che le due iniziative lasciano a tutti noi, dovremmo uscire SIA dalla retorica dei complimenti giunti da ogni parte (anche da coloro che dovrebbero porsi qualche interrogativo) SIA dalle polemiche stucchevoli sollevati per le sponsorizzazioni “istituzionali” a cui i gruppi organizzatori hanno fatto ricorso (oppure li avremmo voluti puri “missionari”, costretti oltre che a rimboccarsi le maniche per il lavoro anche mettere mani al loro portafoglio?). I due eventi di cui parlo sono, “Chiamata alle Arti” e “la Festa della musica”. Le due iniziative hanno saputo riscuotere notevole successo e adesione del pubblico proprio perché avevano come “sfondo organizzativo” un clima di relazioni, uno stile organizzativo che, costruendo e coniugando – ricorro ad un ossimoro – una sorta di “spontaneità organizzata”, hanno saputo elaborare un’idea culturale, raccogliendo prontamente l’adesione di una fitta “rete” di operatori culturali, associazioni, artisti, musicisti, ecc… Entrambe le due iniziative, con caratteri e dinamiche diverse, sono il frutto di una “domanda” di socializzazione e di creatività culturale che sono presenti in città, animando aspirazioni, disponibilità, opportunità e forme di partecipazione. Tutt’e due le iniziative non sono scaturite dalle Istituzioni o dagli Assessori alla Cultura (Comune e Provincia) – a riprova dell’inconsistenza ideativa delle due istituzioni e delle logiche che purtroppo presiedono alla assegnazione di incarichi politico-istituzionali – ma da singole persone e gruppi culturali che, con intuito creativo ed intelligenza, hanno saputo corrispondere a queste “domande”. Roberto Fai Lascio perdere l’enfasi (“lo sfondo organizzativo”) stucchevole ed inutile anche perché non ho contestato il successo delle manifestazioni, ho solo voluto evidenziare che gli “sponsor finanziari” erano soggetti usualmente dipinti in modo negativo dagli organizzatori. Niente di più. Apriti cielo!. (“Li avremmo voluti puri, missionari, costretti oltre che a rimboccarsi le maniche per il lavoro anche mettere mani al loro portafoglio ?”) .Figurarsi. Volevo dire che se una manifestazione organizzata da altri avesse avuto quegli sponsor si sarebbe gridato allo scandalo, alla contraddizione, reclamata la purezza contro l’inquinamento, nel caso in specie è prevalsa la linea “siamo uomini di mondo” “qualcuno deve pagare e si è trovato, mica poteva mettere mano gli organizzatori al loro portafoglio”. Scusate “uomini di mondo” ma se non sono gli organizzatori di un evento “a mettere mano al loro portafoglio” chi dovrebbe essere? Mi spiace disturbare i filosofi celesti (come Formigoni, il celeste per antonomasia, che non si curava di chi pagasse le sue lussuosissime vacanze)ma nella vita reale “chi mette i quattrini” è il personaggio centrale del tutto. Nel caso in specie gli sponsor finanziari ancorché dipinti da sempre come cattivissimi, sono stati “buoni” perché hanno pagato degli amici. Bene ne faremo una regola che vorremmo che i celesti ricordassero anche quando riguarda altri: la personalità e gli interessi dei finanziatori non sempre condizionano i finanziati. E’ una regola che non condivido assolutamente ma voglio vedere con quale coerenza viene praticata. 4 Domenica 1 luglio 2012 Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. cittadinisulwebcittadinisulwebcit L’Udc punti sul programma Ogni alleanza è prematura Mi sembra alquanto affrettata la dichiarazione del segretario provinciale UDC, almeno secondo quanto riportato dalla stampa, che l'UDC di Siracusa guarda ad una alleanza privilegiata con il PD. In questo momento l'UDC di Siracusa, così come a livello regionale e nazionale, guarda solo ad individuare le esigenze effettive dei cittadini per farle diventare programma da portare a soluzione e realizzare nell'ambito degli enti locali provinciali. Le alleanze saranno solo il frutto della condivisione del programma e della volontà e garanzia a realizzarlo concretamente. Quindi con tutte le forze politiche e con i Movimenti che si renderanno disponibili attraverso uomini di provata serietà, onestà e capacità. Se in questo momento dovessimo fare le alleanze solo sulla base delle posizioni o delle situazioni solamente politiche, non avremmo certo grande scelta se non quella di proporci da soli al giudizio degli elettori. Si è spento a soli 68 anni il dottor Giuseppe Andolina a lungo apprezzatissimo dirigente del Comune di Siracusa e capo del personale. Si è spento da solo forse troncato da un infarto. Non aveva moglie e figli. Il Pd è da molti mesi fortemente logorato da gravi lotte intestine per la supremazia dei vari gruppi all'interno del partito e non dà certamente garanzie di essere alleato serio, omogeneo e credibile per impostare un discorso di soluzione dei vari problemi del territorio. La PDL esce da una cattiva e deleteria amministrazione dei due maggiori enti provinciali e cioè il comune di Siracusa e l'Amministrazione provinciale dove il presidente Bono ha ingaggiato una lotta distruttrice dell'Ente con gli ex compagni di partito che si accingono a presentargli la mozione di sfiducia per mandarlo a casa prima della fine del mandato ed il Sindaco Visentin ha smesso da tempo di esercitare le sue funzioni lasciando un comune allo sbando. Il Grande sud assieme agli alleati di Cantiere popolare non emerge per capacità, correttezza ed obiettività nel gestire la cosa pubblica, ma solo per il consolidamento delle posizioni di potere acquisite con i soliti noti e per il nepotismo più sfacciato. L'MPA attraversa una grave crisi politica, di immagine ed anche giudiziaria che, assieme a quella di identità e di ricerca di certezze elettorali personali del proprio onorevole locale, non sono certo il meglio dell'affidabilità. Quindi elaboriamo una nostra proposta da portare all'attenzione per prima cosa dei cittadini e poi cercare le convergenze serie e responsabili per l'integrazione e l'attuazione del programma con i tempi necessari per capire la buona fede dei compagni di viaggio senza agevolare i soliti trasformismi. Ogni altra discussione estiva, fuori da questo quadro, non ha senso ed è destinata a svanire. Pippo Bufardeci Pippo Andolina non è più fra noi Soltanto un fratello. Ma tantissimi amici. Giuseppe Andolina non era sol- tanto un preparatissimo funzionario comunale ma una persona coltissima, sensibi- le, dotata di una umanità straordinaria. Oltre che di un humor che filtrava attraverso uno stile sempre sobrio ed apparentemente distaccato. Saranno in molti a volerlo ricordare con immenso affetto. Il caso Monteforte E' triste e scoraggiante constatare che fine fanno i beni lasciati al Comune o di proprietà del Comune.Una parte del feudo S. Lucia fu, negli anni passati, usucapita da un privato. I terreni del lascito Nava, in tenere di Sortino, abbandonati, in una disputa tra Regione e Comune, e forse in parte usucapiti da chi se n'è impossessato.Un terreno in Via Sacramento e circa 8 ettari a Terrauzza "scoperti"solo per la segnalazione del sottoscritto (!) .Ora il lascito Monteforte. La Sig.ra Maria Monteforte lascia i suoi immobili di Via Picherale (al n.12 , quello che attualmente ospita la Casa per donne anziane sole e l'altro al n.20, già ereditato dal fratello Ignazio) per destinarli ("senza esclusione alcuna") a ricovero di donne sole e anziane. Il primo, dopo circa 20 anni, negli anni '90, viene finalmente destinato al fine testamentario, poi, Sindaco Bufardeci, la Giunta decide di cederlo in permuta al vicino albergo di Acqua Marcia, decisione stoppata da un mio odg votato dal Consiglio, ma del secondo, Via Picherale 20, il Comune se ne dimentica e, addirittura, a quanto appare, una parte dello stabile diviene (come?quando?) di proprietà(?) del vicino albergo e di privati. Il Comune mette in vendita per anni (senza ricordare il titolo di provenienza, scrivendo solo "antico possesso") quanto pensa di sua proprietà (un solo appartamento più un locale) come se non conoscesse il testamento, sino a quando un cittadino mi solleva il problema e la cosa va sul giornale. Deve essere il privato, anche se consigliere, a fare le ricerche per chiarire: 1) Quale era la proprietà della Signora Monteforte, erede del fratello Ignazio, nell"immobile al n°20" e quindi l'entità del lascito al Comune? 2) Se la proprietà riguardava l'intero stabile, come sembra dal testamento, come, quando e da chi è stata ceduta una parte di proprietà ad altri? Sono questi gli interrogativi che ho posto .Credo vi sia un dovere elementare di fare con urgenza ogni accertamento necessario, e attendo una risposta pubblica. Ma la vicenda resta amaramente illuminante di un certo modo di amministrare. Ettore Di Giovanni Vitadacani Non abbandonate gli animali Con l'estate ricominciano gli abbandoni di cani e gatti. E' necessario ricordare che l'abbandono è un reato punibile dalla legge. L'art. 727 del Codice Penale recita: "Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da € 1.000 a € 10.000" Questa è una norma chiaramente diretta alla tutela dell'animale in quanto tale e precisamente in quanto essere vivente. La suddetta norma non è rivolta solo al caso di abbandono di cani e gatti (i due tipi di animali domestici che sono presi in considerazione dalla Legge 281 del 1991) ma si può certamente applicare anche su altre specie animali selvatici o esotici che siano vissuti in cattività perdendo l'abitudine alla sopravvivenza . I gatti ad esempio (non tutti per la verità!) se abbandonati in luoghi lontani dal traffico automobilistico dopo giorni di difficilissimo adattamento cercano di sopravvivere. Per i cani invece, l'abbandono è sempre causa di traumi terribili da superare, sempre che prima di un intervento per salvarli, non finiscano sotto le ruote di una macchina. Ogni estate assistiamo a campagne pubblicitarie contro l'abbandono degli animali e sono campagne organizzate dalle più grandi associazioni animaliste e di protezione animali quali la LAV, la LNDC e l'ENPA. Le loro campagne, nella gran parte, si esauriscono però nella produzione di manifesti e video contro l'abbandono durante il periodo pre-estivo ed estivo. Sono iniziative che non incidono sul fenomeno dell'abbandono. Bisogna affrontare il problema alla base con una campagna di educazione che parta dalle scuole materne ed elementari per proseguire in quelle secondarie. E' necessario educare al rispetto degli animali e scongiurare adozioni affrettate che spesso causano la superficiale decisione di abbandonare un cane o un gatto come fossero oggetti inanìmati. Le ingenti disponibilità finanziare delle suddette associazioni potrebbero essere indirizzate a concreti progetti educativi non solo nelle scuole ma anche rivolte ai volontari di associazioni che dovrebbero essere formati affinchè con banchetti "sbologna cuccioli nelle piazze" non incrementino gli abbandoni ed il randagismo. Se assisti a un caso di abbandono fai sentire la tua voce, denuncia i colpevoli di tali atti alle Forze dell'Ordine. In ultimo: diffondiamo l'abitudine a mettere, in luoghi all'ombra, contenitori con acqua per dissetare i randagi! Elena Caligiore 5 Domenica 1 luglio 2012 Il mondo incantato di Melinda La Miceli è un’artista a tutto tondo. C’è una politica vicina alla cultura e un’altra che la reprime. Gli italiani dovrebbero fare la rivoluzione Melinda Miceli, autrice, scrittrice, donna di cultura? La cultura, la ricerca, il perfezionamento del mio sapere sono i miei pensieri guida ogni volta che mi sveglio la mattina. Sono una donna molto creativa e progettuale, ma abbino a questo un grande senso pratico e so sempre in quale direzione andare per sviluppare una mia pubblicazione. Inoltre ho un grande sesto senso che aiutato dalle mie ricerche di mercato, ho insegnato marketing turistico, mi ha aiutato sempre a comprendere cosa manca sul mercato della cultura. Lo stesso vale per i miei articoli che non sono mai su argomenti comuni o banali, ma sono basati su temi culturali e ricerche spesso inedite. Ma una persona che si dedica all’arte vive bene da queste parti? Non credo che tutti gli artisti vivano bene, anzi soffrono della loro sensibilità e di quella che manca nei confronti della loro arte. Io ho prodotto tanto, 10 saggi turistici o guide da intenditore, e non mi posso lamentare da alcuni anni perche' ho fatto tantissima gavetta e dopo tanti tentativi diplomatici l'autrice Melinda Miceli, anche dopo aver trovato un editore competente, è ormai nota nella sua segmentazione editoriale anche su siti di grande valenza come bookseller.com dove ci sono gran parte dei miei libri. Ho partecipato alla fiera del libro di Roma e di Malta nel 2010 e nel 2011, nonché negli anni precedenti a partire dal 2005 e mi ricordo che il mio editore vendeva quasi solo le mie guide perche’ parlavano della Sicilia. Le persone amano sognare attraverso le immagini e le parole suadenti e la Sicilia è una musa perfetta. Nello specifico la provincia di Siracusa è l’oggetto di 8 pubblicazioni suddivise in zona nord e siti Unesco anche in versione bilingue. Siracusa e le meraviglie dell’Unesco e Siracusa Noto Pantalica Akray hanno riscosso grande successo tra gli sponsor, in edicola e nei siti web, inoltre il primo e’ stato riadattato per la costruzione del sito della facoltà di architettura di Siracusa tramite la professoressa Gabriella Vinci, mia traduttrice e amica. Tesori di Siracusa è stato il primo testo didattico per la lettura del territorio nelle scuole elementari e medie delle nosta città promosso dal Comune e dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione. Attraversando la nostra storia è un altro testo didattico per i tredici comuni del GAL VAL D’Anapo e Leontinoi. Da qualche tempo sembra che la cultura sia una festa per i vicoli di Ortigia. E’ co- Il tribuno della plebe sì? Sembrerebbe esserci un’esplosione di mostre di arte contemporanea che va dall’astrattismo, alla metafisica a cose anche orrende che rispecchiano il vissuto di questo scorcio di secolo che inizia. Per quanto riguarda la letteratura sono diminuite le presentazioni di libri ed anche le pubblicazioni, forse a causa dell’aumento dei costi di stampa. Sappiamo che hai fatto dei corsi di scrittura. In breve di che si tratta? Ho tenuto due corsi pon dal titolo” l’Italiano al primo posto” e “Un libro per la testa” presso l’istituto Danilo Dolci di Priolo. I progetti sono stati concepiti per rafforzare la conoscenza della grammatica italiana e acquisire consapevolezza degli strumenti linguistici al fine di padroneggiarli e per affinare le capacità espressive nell’utilizzo della lingua viva, moderna e parlata. La progettazione a mia cura ha inteso sviluppare il profilo grammaticale delle singole parti del discorso, tratte da una sintesi sinergica sui testi più accreditati nella grammatica italiana puntualizzando le particolarità attraverso le più moderne concezioni didattiche. Durante l’iter formativo ho suggerito idee e riflessioni, consigli pratici ed esempi concreti per comunicare efficacemente, volti ad acquisire sicurezza nella produzione scritta anche di tipo creativo, stimolando le capacità di osservazione diretta dell’oggetto da descrivere attraverso i sensi vivificati dai sentimenti e dalle emozioni che l’osservazione stessa riesce a suscitare. La politica è vicina alla cultura o tutto è limitato ad un interesse del tipo “do ut des”? C’è una politica che è vicina alla cultura ed una politica che la reprime. Ci sono ancora i personaggi che promuovono l’arte, ci sono politici dotati di una grande profondità di pensiero e di umanità e sono quelli che promuovono l’arte piacciono alla gente, ma sono pochi. C’è da dire che il pubblico è in crisi e non puo’ promuovere l’arte astratta, la mia e’ un’arte che interagisce col territorio perche’ attraverso questi libri che sono una vetrina della nostra provincia si promuove il turismo e la nostra terra. Il mio editore l’architetto Sebastiano Monieri è bravissimo a farli conoscere sui siti web, anche se ancora non mi permette di pubblicare un romanzo autobiografico perche’ non lo crede commerciale. Il Teatro Greco è sempre più utilizzato anche per eventi di dubbio spessore. Condividi questa scelta? Non posso condividerla, io sono per la cultura seria, tangibile e non per le cose dei profani, ho uno sviluppatissimo ed allenato senso estetico anche per i vocaboli, i suoni, le metafore delle poesie. Ho vinto diversi premi letterari ed una volta, sono arrivata settima in tutta Italia, al premio nazionale di poesia Benito Montalto con Emozioni di Cristallo. C’è una crisi maledetta che ti toglie la voglia di alzarti al mattino. E’ anche una tua sensazione? Spesso oramai evito di contaminare le mie energie seguendo il reale, ossia leggendo l’attualità. Credo di aver capito troppo sulla crisi finanziaria e speculativa e di non volerla tenere in conto perché mi spegne l’ispirazione. Certo anche io faccio i conti con la crisi degli enti, degli sponsor causata anche dall’agenzia delle entrate che ci tortura. Il governo non ha capito ancora che la soluzione non puo’ essere ravvisata nelle tasse che si abbattono sul ceto medio. Gli italiani dovrebbero avere il coraggio dei francesi di fare la rivoluzione. Ancora in Francia godono di quei privilegi che acquisirono con la forza. Sei nata ad Augusta ed anche Augusta non è più quella di una volta… Augusta era città “preferita” in Sicilia da Federico II che vi fece edificare un castello, una città portuale con una grande potenza economica nel Mediterraneo, anche Augusta risente della decadenza dei nostri giorni, ma l’ente portuale mi pare si stia adoperando a nuovi progetti finanziati dalla Unicredit tra cui un nuovo porto per contenere le navi giganti, potrebbe fare di piu’ sul piano del turismo e promuoversi all’estero anche per i suoi monumenti sacri e civili. Il sindaco Carrubba magari si candida alle Regionali e farà lo stesso discorso reso famoso da Striscia. Ha fatto bene? Non so, ognuno adotta le strategie che ritiene opportune a promuovere la sua immagine, sarà la gente a decretare il successo di tali strategie attraverso il risultato del voto. Molti sindaci vengono rieletti perché si fanno amare, oltre che perche’ sanno trovare i voti. Quest’anno le elezioni saranno caratterizzate da novità assolute per coinvolgere al voto i cittadini. Spero si usi gente che ha fatto bene, gente nuova, di spessore culturale e non chiacchierata. Hai qualche ambizione politica o punti ad altro nella vita? Mi piacerebbe un giorno fare l’assessore alla cultura in un comune come il nostro nel quale se conosci bene il marketing, le attività turistiche sui beni culturali ed anche quelle di ristorazione e di commercio potrebbero decollare a livelli sorprendenti con grandi ricadute occupazionali. Per superare la crisi, servono idee nuove e persone che non hanno paura di superare i propri limiti per il benessere di tutta la società che di riflesso fa stare bene anche la dimensione personale del se. Le cavolate di Monteruptus e Basilicum La vostra Syracusae è una città a me non comprensibile. Sono un vecchio Tribuno romano, è vero, ma non sono ancora uscito di senno. Eppure sono tante le cose che non capisco. Ad esempio ho letto dai fogli di carta che circolano sui tavoli delle ostarie che chi comanda il settore mobilità, vale a dire quello che controlla anche le quadrighe che entrano nell’urbe portando carichi di turisti patrizi e plebei, ha stabilito non solamente quanto deve pagare l’auriga per sostare in uno spazio pubblico con il proprio carro (quello che voi chiamata bus), ma anche quanto deve pagare solo per arrivare nella zona della sosta. I contabili dell’imperatore hanno fatto i conti, quindi, viene fuori che per sostare si devono pagare 30 eurosesterzi, e per entrare nella civitate altri 50 eurosesterzi. Sono troppi, parliamoci chiaramente, per ciò che si può dare ai forestieri in visita. Da altre parti si arriva al massimo a 60 eurosesterzi, dicono i più esperti in queste cose. Ma non è tanto i soldi in più che si intendono far pagare, perchè uno può anche decidere che la sua città di Archimede è più preziosa e incalpestabile di quella di Giulio Cesare. La cosa che fa ridere anche un vecchio ex guerriero come me passato nelle retrovie degli scriba è l’aver capito che chi si alza prima in questa città patrimonio dell’umanitate, si prende lo scettro del comando e per quel giorno detta le regole a tutti, belli, brutti patrizi e plebei. Il dramma che in questi giorni si vive a Syracusae viene dal fatto che l’assessore Maurus Basilicum (foto a dx) non riesce a dormire la notte e l’insonnia lo tiene sveglio fino al punto che è sempre lui ad arrivare primo al comando, mentre gli altri arrivano sempre un po’ in ritardo. Stranamente anche il comandante delle guardie pretorili, Joannes Monteruptus (foto sopra), da qualche giorno arriva in ritardo e non riesce a strappare lo scettro all’insonne dormiente Basilicum. Solo per questo si è deciso di fare pagare il pedaggio di 50 eurosesterzi per un quarto d’ora. Si è scritto e imposto ai visitatori in bus che per entrare si deve pagare il biglietto di 50 eurosesterzi fino alla mezzanotte, perchè poi scatta il pagamento di un altro biglietto. Ma il Basilicum e il Monteruptus ci avevano pensato che se uno ha la disgrazia di arrivare un quarto a mezzanotte deve pagare per un semplice quarto d’ora, la stessa cifra prevista per un giorno intero? Non occorre essere luminari o centurioni per capire che un biglietto deve valere 24 ore da quando uno lo acquista. Perchè tutti sanno, anche quelli dei tempi miei, che un giorno non sempre dura 24 ore quando si tratta dio pagare il tempo. Ovunque pare sia così che funzionano i biglietti per ogni cosa. Il Basilicum deve tornare a dormire e a tranquillizzarsi, solo così sarà in grado di riflettere sulle penate che decide, e che i turisti si portano via per farle circolare per l’Europa come stranezze. Loro, poveretti, non sapranno mai che la colpa è solo dell’insonnia dell’assessores. Immaginate quanti bus può dirottare verso altre città una simile insana imposizione di fare scadere il biglietto per l’ingresso a mezzanotte. Per fortuna questo Carlos Castra che è a capo delle guide turistiche ha capito la cosa denunciandola ai politici ignari dei problemi che si portano dietro le compagnie che gestiscono i bus. La crisi c’è per tutti da quando Cartagine ha dichiarato guerra e non si può escludere che un padrone di Bus possa farsi condizionare anche dai 50 o cento euro che deve accollarsi in più. Come fanno quelli delle case che accolgono i viandanti che sono costretti a prevedere una tassa di soggiorno come esborso personale, visto che i clienti hanno già stipulato da tempo gli accordi di accoglienza. Non sono cose importanti come le guerre puniche che si devono sostenere quotidianamente per campare, ma non facciamoci ridere dietro dai nibelunghi della regina Merkel, per favore.. 6 Domenica 1 luglio 2012 Mensilmente dedichiamo uno spazio, appunto “I Fatti della memoria”, alla storia di Siracusa. L’idea e la gestione della pagina sono di Carlo Arribas 1943, Sbarco in Sicilia Ecco come lo storico Tulli Marcon ci fa rivivere uno dei momenti più importanti del conflitto mondiale TULLI MARCON è stato uno degli storici militari contemporanei più importanti con particolare riferimento alle vicende di Augusta e della Marina Militare. Il suo Assalto a tre ponti è, a mio modo di vedere, il prototipo perfetto del trattato di storia militare. Ed è anche una piacevolissima lettura nel ciarpame assoluto di diversi pseudo-storici della provincia di Siracusa. Una lettura assolutamente da riscoprire a dieci anni esatti dalla sua uscita e sicuramente da ristampare. Scrive Marcon nell’introduzione <Ormai da anni, la campagna siciliana dell’estate 1943 (operazione Husky) gode di una letteratura tanto esauriente e qualificata, da rendere inevitabilmente ripetitivo ogni nuovo lavoro sull’argomento… L’intenzione è stata però diversa poiché, se è vero che qui si riparla della piazzaforte, ciò avviene solo per fornire un indispensabile sfondo al fatto d’arme che, invece, si è inteso porre in primo piano: l’assalto dell’8° Armata britannica a quei tre ponti che essa dovette conquistare intatti, per superare senza difficoltà l’Anapo, il S. Leonardo ed il Simeto e poter quindi giungere celermente dalle spiagge di Avola e Cassibile alla piana di Catania>. LO SBARCO Il proposito britannico di sbarcare in Sicilia per causare il collasso dell’Italia non era nuovo del resto. A Londra vi avevano pensato già due volte, nel Dicembre del 1940 e nell’Ottobre del 1941, sulla spinta di informazioni che definivano scosso il morale italiano visto l’andamento sfavorevole della guerra, e facevano nel contempo intravedere la possibilità di connivenze a vario livello, intese tutte a facilitare la conquista dell’isola. Il piano del ’40 denominato Influx aveva come obbiettivo primario la caduta di Catania e Messina ad opera di reparti speciali, rinsanguati in caso favorevole con un più massiccio contingente, anch’esso inviato via mare dalla Gran Bretagna. “Whipcord”, il secondo, non si limitava invece alla sola Sicilia orientale ma, oltre che ad Augusta e Catania, prevedeva sbarchi anche a Milazzo e Palermo per aggredire l’isola da più parti; evidentemente, non si dava peso alla pur notevole circostanza di essere il Tirreno un mare interno ove quindi la reazione italiana avrebbe potuto manifestarsi ancor più fortemente che nello Jonio. Marcon delinea con magistrale precisione fatti, avvenimenti, situazioni dimostrando l’assunto che lo storico militare può essere di per se un grande storico civile mentre il contrario è spesso impossibile. Comunque con la stessa rapidità che ne avevano caratterizzata la stesura, entrambi i piani furono tuttavia accantonati fino al gennaio 1943 quando l’invasione della Sicilia sembrò possibile. Nota molto bene Marcon come Accanto al titolo un particolare dello sbarco sul litorale di Avola. In alto un treno armato e qui sopra una postazione alleata il piano che scaturì dal vertice di Casablanca aveva tre punti in comune con quello che sarebbe stato poi attuato e cioè: il nome Husky, la data d’esecuzione fissata per il Luglio successivo e la suddivisione dell’isola in due settori operativi, con gli inglesi nell’orientale e gli americani nella occidentale. Per il resto trattavasi d’una riedizione aggiornata di Whipcord poiché prevedeva sempre gli sbarchi su en- trambi i versanti della Sicilia; se ciò sarebbe servito ad impegnare il nemico su più fronti, comportava una pericolosa dispersione delle forze, laddove uno dei presupposti per il successo delle operazioni anfibie sta invece nel poter fare massa in un unico settore. MONTGOMERY Secondo l’accurata e ponderata analisi di Tullio Marcon nel Maggio ’43, tra tentennamenti, ripensamenti e gelosie di mestiere delle Tre armi, detta tesi potè prevalere, molto lo si dovette al gen. Montgomery, lo spigoloso comandante dell’ottava armata britannica, principale artefice della vittoria nella campagna africana. Infatti a seguito delle sue perentorie osservazioni, si annullarono in Husky i già previsti sbarchi a Sciacca, Palermo e Catania in favore di uno sforzo concentrato su due soli settori, abba- stanza contigui da consentire il rapido ricongiungimento nell’entroterra delle forze impiegate. Marcon spiega puntigliosamente la situazione. I due punti d’attacco erano il Golfo di Noto tra Cassibile e Pozzallo, per gli inglesi, ed il Golfo di Gela tra Scoglitti e Licata per la settima armata dell’impetuoso generale Patton. Gli obbiettivi iniziali mirati entrambi a favorire le successive operazioni, erano le piste tra Pachino e Licata ove dislocare subito le squadriglie da caccia. Marcon individua poi uno dei fulcri della strategia alleata ossia i porti di Siracusa, Augusta e Catania ove far affluire i rincalzi ed i rifornimenti per la corsa su Messina. IL 10 LUGLIO 1943 Nella notte del 10 Luglio 1943 lo sbarco nel Golfo di Noto ed appunto l’azione verso nord alla conquista dei porti. Afferma Marcon che malgrado aliantisti, commandos e paracadutisti riuscissero a catturare intatti tre ponti sui fiumi, Anapo, S. Leonardo e Simeto per agevolare la marcia della fanteria lungo la costa, la resistenza dei reparti tedeschi ed italiani nella zona andò progressivamente irrigidendosi finchè il 18 Luglio, il maresciallo Montgomery non fu fermato sulla piana di Catania e costretto ad iniziare una manovra aggirante, che l’avrebbe portato nella città etnea solo il 5 Agosto successivo. Salvo quella di Agira la battaglia della piana fu la più sanguinosa dell’intera campagna di Sicilia. Marcon riesce a porre nella dovuta evidenza un fatto d’arme che, per varie motivazioni, rivestì carattere d’eccezionalità tra i tanti del secondo conflitto mondiale in Europa. Un eccellente storico da rileggere e da tenere metodologicamente, come punto di riferimento per storici professionisti ed appassionati. Luigi Amato 7 Domenica 1 luglio 2012 Pippo Gianni bacchetta Marziano Non bastano le conferenze stampa tardive per cancellare la condivisione, insieme a De Benedictis, della politica scellerata e clientelare di Lombardo «Apprendo con piacere il risveglio di Bruno Marziano – dice Pippo Gianni, leader di Cantiere popolare - che annuncia di volersi occupare di Ias. Sono d'accordo con lui e lo sarei stato anche prima se avesse avuto questo atteggiamento e non avesse avallato, con Roberto De Benedictis, la politica scellerata delle lottizzazioni di Raffaele Lombardo». Gianni fa dunque cenno alla nomina di Manzella, vicino a Nunzio Cappadona e Mario Bonomo, a discapito di altre più gradite a Marziano (leggasi Turi Raiti). «La volgarità con cui in questi 4 anni aggiunge Pippo Gianni - è stata gestita la feroce lottizzazione anche della nostra provincia è sotto gli occhi di tutti. Per ultima, la nomina di Manzella che certo non ha un curriculum adatto a presiedere l'Ias è l'ennesimo emblema di questa politica lombardiana. Di certo, se questa scelta fosse stata fatta da qualcuno di noi del centrodestra allora vi sarebbero state proteste enormi e levate di scudi. Oggi, invece, si tace». Gianni chiama in causa anche Confindustria a cui chiede un'opinione sulla nomina di Manzella. «Vorrei conoscere i criteri con cui è stato scelto il presidente dell'Ias - dice -, che credo siano solo imposti dall'alto. Una decisione che penalizza la nostra provincia come del resto tutte le altre prese dal governo Lombardo in questi anni». Sulla conferenza stampa di Marziano, Gianni auspica che sia un primo passo. «Spero che lo segua tutto il Pd - dice -. Di certo mi pare che dietro questo incontro con la stampa convocato da Marziano vi sia un leggero velo di ipocrisia, ma lo ap- prezzo e condivido lo sforzo. Spero che il resto del Partito democratico dia segno di vita in questa direzione: sebbene al momento non sia chiaro quale sia il Pd visto è che lacerato a Palermo». In tema di lottizzazioni chi non ha peccato “scagli la prima pietra” si potrebbe obbiettare a Pippo Gianni. Ma certo il caso IAS come il capitolo nomine nella sanità è lo specchio della gestione scellerata di Lombardo, ormai capace di tutto, di nominare chiunque pur di fare amici elettorali, prescindendo anche da quei requisiti minimi per svolgere un incarico. I metodi di Lombardo sono gli stessi da 4 anni e sono stati avallati e condivisi dal centrodestra (poi ci fu la rottura), poi da Grande Sud, poi dal PD, nei periodi in cui hanno sostenuto il Governo Lombardo. Oltre che da certa stampa quotidiana che ha fatto finta di non vedere e di non sentire (ancora oggi) in un atteggiamento servile verso Lombardo che non ha precedenti nella storia del quotidiano “La Sicilia”.. Ora hanno qualche difficoltà a contestarli (Marziano). Sull’IAS si è persa da qualche decennio la faccia, come dimo- strano le numerose inchieste giudiziarie che hanno coinvolto i politici-amministratori dell’IAS. Le conferenze stampa Marziano avrebbe dovuto farle prima, per denunziare il servilismo del PD davanti a Lombardo, il ribaltone promosso e voluto dal PD, ignorando i risultati delle elezioni regionali del 2008 dove il PD con Anna Finocchiaro aveva perso clamorosamente e non vinto. Ora sono conferenze inutili, ipocrite, fa bene Foti a contestarle clamorosamente. Provincia sì o no: Subito il confronto Gianni e Prestigiacomo debbono fare uno studio serio della problematica e rappresentare in sede di governo i conseguenti nodi legati al nostro territorio La Provincia di Siracusa con 397.952 abitanti, 2.109 chilometri quadrati di estensione e 21 Comuni presenti nel territorio verrebbe soppressa, in quanto mancherebbe due dei tre requisiti previsti nel piano del Governo Monti, predisposto per la riduzione della spesa della Pubblica Amministrazione e che sono, appunto: una popolazione di almeno 350.000 abitanti, un territorio di 3.000 chilometri quadrati e almeno 50 Comuni di pertinenza. In ogni caso nelle amministrazioni provinciale che sopravvivranno, verranno azzerate le Giunte Provinciali e ridotti all’osso i componenti dei Consigli, non più elettivi come previsto dal Decreto Legge Salva Italia. Nel Piano B, da attuarsi con decreto legge, viene inoltre previsto che le Province mantengano tre funzioni: strade, ambiente e gestione delle aree vaste. Da noi però non se ne parla, nessun convegno, nessun dibattito in proposito. E, invece, vorremmo affidare, come parte dell’ opinione pubblica, alla delegazione parlamentare provinciale e innanzi tutto aglionn. Pippo Gianni e Stefania Prestigiacomo -purtroppo la sinistra aretusea, in questa legislatura, risulta assente sia alla Camera che al Senato – il compito di un serio studio della problematica che ne deriva per le nostre popolazioni e quindi di rappresentarla in sede di Governo e di Parlamento. Scomparire del tutto come provincia con i compiti svolti da un Ufficio Periferico della Regione, venire accorpati con le popolazioni, il territorio e i Comuni ragusani per formare una Provincia che centri tutti e tre i requisiti, oppure venire assorbiti nella ProRiceviamo e pubblichiamo: Una riunione a brevissimo termine per trovare una soluzione che consenta di snellire il traffico e rendere più sicura la Statale 115, nel tratto che porta alle zone balneari. È quanto ha chiesto il sindaco, Roberto Visentin, con una lettera inviata al direttore regionale dell’Anas, Ugo Di Bennardo. L’iniziativa è scattata subito dopo l’ennesimo incidente stradale avvenuto sulla Statale, all’altezza dell’incrocio con la via Lido Sacramento, in ora di punta e con conseguenti disagi per gli automobilisti in marcia da o verso la città. “È il terzo incidente in un mese (vedi foto) – afferma il sindaco Visentin – e non siamo ancora in alta stagione. I solleciti e le richiesta di intervento fatte dal Comune nel tempo non hanno sortito effetto, ma non intendiamo arrenderci. Ci sono i margini vincia di Catania. Sono le tre ipotesi in campo che non ci possono vedere assenti o inerti. Una vera classe politica non può non intestarsi questa battaglia lasciando che siano i tecnici del Governo a decidere il destino del no- stro territorio. La scelta dovrà essere opportuna e utile allo sviluppo e alla crescita delle nostre popolazioni. Diversamente il crollo di dignità di questa classe dirigente, a giudizio delle generazioni che verranno, sarà veramente totale e generalizzato. Nei provvedimenti del ministro per la Coesione Barca, ne abbiamo già parlato, viene data l’indicazione di un Polo Museale tra Siracusa e Ragusa, unite già nel passato per territorio, vicine per tradizioni artistiche e socio-culturali e attraversate sia da una borghesia che ha avuto comuni origini e sia da un ceto medio che si è formato spesso negli stessi stabilimenti industriali; per non dire dell’ambito delle produzioni ortofrutticole. Stessa considerazione si potrebbe fare per dare spinta all’iniziativa dell’Università. Provincia di Catania lo siamo stati di fatto per decenni e con qualche profitto, ma non sempre e non in tutti i campi. In tempi recenti solo in termini di vassallaggio e sudditanza nei confronti della presidenza regionale di Raffaele Lombardo, a cominciare da come è stata gestita in questi anni la sanità ospedaliera a Siracusa, ridotta a Pronto Soccorso di quella etnea. Nessuno ne parla, almeno fino alla imminente caduta di Lombardo . Quella della Provincia sarà una scelta che dovrà essere presa dopo un serrato confronto che dovrà raggiungere livelli culturali e scientifici, senza facili pressapochismi e/o ignoranti ammucchiate: ognuno porti i propri dati tecnici della questione e alla Politica il compito di fare sintesi. Pepè Genovese Lettera Anas? Una burla per intervenire nell’immediato e in attesa delle scelte definitive. Penso a soluzioni che l’Anas potrebbe adottare senza costi e che, nella stagione estiva, potrebbero rendere più sicuro e più fluido il traffico. Di questo vogliamo discutere con l’ingegnere Di Bennardo e chiedo che convochi una riunione al più presto, magari già la prossima settimana”. La lettera è ineccepibile, ha soltanto un difetto macroscopico: lettere del genere si mandano mesi e mesi “prima” della stagione estiva, non in piena stagione estiva. Si provocano incontri, vertici, si sollecitano, nel caso di sorda ed ottusa resistenza (tipo ANAS), quel poco che resta dei nostri politici. Se si vuole realmente affrontare un problema che provoca ogni anno sofferenze indicibili agli automobilisti siracusani con il carico di incidenti che ne segue (feriti,morti etc). Così sembra una letterina fatta per crearsi un alibi : ho scritto, ho detto, non mi hanno risposto, conosciamo già questa...procedura. Ed invece quello del traffico sulla statale 115, quello che porta alle zone balneari, come ben sanno tutti i siracusani, è un problemone che da almeno 30 anni attende…una soluzione che non viene dall’ANAS e che ha sempre lasciato indifferenti gli amministratori di turno. 8 Domenica 1 luglio 2012 contromano Poche sono le citazioni che ricordo dei pochi libri che ho letto, ma quelle poche le ripeto sempre perché mi piacciono assai. Mi piace assai quella dei topi di Camus che ne “La Peste” annunciano il contagio, uscendo dai sotterranei nelle strade ed andando a morire all’aperto. Ebbene di topi metaforici in questo periodo in rete ne vedo tanti. I miei topi internettici sono i semi del litigio, dell’invettiva ricambiata, dello scambio di contumelie. Non è che prima non ci fossero, anzi. La rete è l’apoteosi del vaffanculo liberatorio. E’ stata sede, in parte artefice, in gran parte amplificatore della mutazione genetica della comunicazione politica passata nell’arco di tre lustri dall’ermetica del politichese al lessico da bar assurto strumento di coesione “ideologica” fra governanti e governati. Siamo stati per decenni incagliati su ossimori come le “convergenze parallele” di morotea memoria, e poi siamo rapidamente arrivati alla “culona inchiavabile” dello slang berlusconiano. La virulenza della contrapposizione politica dell’era del bipolarismo ha portato l’insulto a diventare usuale mezzo di definizione dell’avversario. Ladro, frocio, magnaccia sono diventati (peraltro con credibili agganci nella cronaca) termini d’uso comune nel dibattito politico. La rete ha assorbito il clima e la retorica politica moltiplicandola, espandendola, contaminandosi e contaminando i diversi registri lessicali, spalleggiata in questo da una stampa e, soprattutto, da una televisione che ha fatto assurgere la rissa verbale a successo da prime time. Vabbè la sto tirando troppo complicata, a volte ho difficoltà a capire io le cose che scrivo. Insomma volevo dire che il vaffanculismo è diventato linguaggio ufficiale e la rete lo ha assimilato con enorme piacere e moltiplicativa voluttà. Ma sfanculati tutti i politici, delegittimato tutto il delegittimabile, innalzato il “popolo” di internet a tribunale del popolo (e qui è il segnale che colgo) l’Idra internettica dalle molte teste ha cominciato a mordere se stessa, le teste hanno cominciato a parlarsi fra loro e dal dialogo al litigio il passo s’è rivelato breve. Se il paradigma comunicativo è il vaffanculismo e non ce ne sono altri, se l’assunto è che io sono più puro e duro degli altri (o, se volete freudianamente interpretare la cosa, io ce l’ho più lungo degli altri) una volta che abbiamo tagliato le teste a tutti i regnanti, dobbiamo trovare altri a cui tagliare la testa. Robespierre insegna (e dopo lui hanno insegnato Stalin, la banda dei quattro, e dittatori di ogni colore) che qualcuno meno puro in giro si trova sempre. Ma ineluttabilmente anche il più puro troverà qualcuno che si considera più puro di lui. Fortunatamente in rete non cadono le teste, ma la grande piazza sta diventando angusta. I gruppi, prima illimitate a- Cosa avrebbe detto Gino Foti se fosse andato alla conferenza stampa di Bruno Marziano e compagni? Visto che lo ha solo annunciato e poi non c’è andato non ci resta che immaginare. Foti voleva andarci per aprire con una delle sue più celebri frasi di aggancio all’argomento: “Ah pagghiazzu, allura perchè mi avete fatto la guerra ammia e alla squadra che avevo creato all’Ias con Beppe Assenza ? E che minchia ci avete guadagnato, se ora siete passati agli ordini di Bonomo e di Cappadona?”. Voleva dire queste cose, aveva detto agli amici giornalisti che trattandosi di una conferenza pubblica anche senza tessere di giornalista ci sarebbe andato “per vedere che hanno da dire Marziano e Consiglio contro il presidente dell’Ias (Claudio Manzella) che loro hanno favorito nella nomina dopo avere rimosso Assenza e anche perchè questi argomenti mi appartengono”. In verità Gino Foti non voleva andare in via Tripoli, non ci sarebbe mai andato specialmente nelle condizioni di rappresentante della minoranza del partito. Gli serviva lanciare dei segnali alla squadra di Nino Consiglio e ha scelto quell’originale modo di comunicare i suoi segnali di fumo. Quando Consiglio ha letto della voglia di comunicare di Foti ha aggiunto un periodo al comunicato preparato per essere distribuito alla stampa in quella conferenza.“L’invito: chiunque ritenga che in questi anni - era la frase aggiunta ad hoc da Consiglio- si siano fatte scelte illegali nella gestione della società è pregato vivamente di non diffondere leggende metropolitane e di riferire alla Procura per il controllo di legalità”. Una rara risposta che giungeva prima della domanda chiudeva il rito della comunicazione criptica della politica, recitata dai soliti mostri sacri. Alla conferenza stampa sull’Ias di Claudio Manzella solo allusioni in libertà e nessun preciso fatto accaduto o da accadere. Anche in questo caso solamente segnali di fumo, però questa volta il vento li portava in direzione Mario Bonomo e Nunzio Cappadona, sponsor evidenti del Manzella. Non era facile ottenere risposte sul come e sul perchè i rapporti creati tra l’area bersaniana del Pd e i lombardiani che contano nel siracusano attorno alla vicenda Asi-Ias sono diventati a rischio di rottura. C’è voluta Attenzione: Su Facebook c’è l’orgia democratica, anzi settaria gorà di confronto, si stanno spezzettando, frantumando. Ogni capogruppo e’ pronto a “bannare” (e infatti mette al bando) quello che con l’unica lingua che conosce (e che è riconosciuta), il vaffanculismo, lo attacca. Ma il “bannato” ha il suo gruppo e se non ce l’ha se lo fa rapidamente e “banna” a sua volta. E da un gruppo all’altro si lanciano fatwe che gli ambasciatori internettici si preoccupano di far pervenire allo scomunicato, alimentando un delirio di messaggi spesso misteriosi che fanno riferimento a stronzi non meglio identificati (dall’internauta di passaggio) ma arcinoti alla comunità sempre più piccola dei microgruppi in questione. La cosa mi ricorda una deliziosa scena di “Brian di Nazaret” (che ho recuperato su youtube) dove i Monty Pyton guidati da John Cleese, nel discutere l’adesione di un nuovo adepto al loro “Fronte Popolare di Giudea”, spiegano: “La sola cosa che odiamo più dei romani sono quegli stronzi del Fronte Popolare Giudeo e quelli del Fronte Giudeo del Popolo”. Un altro uno s’infervora e aggiunge: “E quelli del Fronte Popolare di Giudea”. E Cleese replica: “Ma siamo noi quelli del Fronte Popolare di Giudea!” “Ma non siamo il Fronte del Popolo?” “Noi siamo il Fronte Popolare!” “E che fine ha fatto il fronte del popolo?” Cleese a quel punto indica un vecchio solo seduto su un gradino dell’anfiteatro e tutti assieme lo guardano e gli gridano: “Parolaio!” Io intravedo, in pratica, il rischio che l’orgia di democrazia della rete si trasformi in ubriacatura di settarismo, che lo spazio senza confini per eccellenza diventi un insieme di riserve sempre piu’ piccole in competizione fra loro. E cosi’ “gli incazzati” detestano “gli adirati” piu di quanto detestassero Berlusconi, e assieme non sopportano “gli insofferenti” che a loro volta sono nemici giurati di “salviamo l’Italia”, odiati da “salviamo lo stivale” e mal sopportati da “salviamo il tricolore”, i quali a loro volta disprezzano quelli di “salviamo il bel paese” che comunque non sopportano “fratelli d’italia”, che a loro volta non possono soffrire il gruppo “elmo di scipio” che considera corrotti e legati al potere quelli di “abbasso la casta”, che da tempo tacciano di irresponsabilità il gruppo “usciamo dall’euro”, recentemente staccatosi per gravi dissidi interni dal gruppone “torniamo alla lira” che ha subito anche la diaspora delle fronde “uniamoci alla sterlina”, “vogliamo il dollaro” e “allora tanto vale il marco”, dal quale a sua volta in questi giorni s’e’ allontanato il gruppo creativo “noi preferiamo la maria che almeno ce la fumiamo”. Forse esagero. Forse no. Ma ho sempre sostenuto che il limite della democrazia e’ l’uguaglianza e il potere dei numeri. E numericamente i cretini sono imbattibili. Hasta li Monty Pyton siempre Joe Strummer Foti e i compagni dell’Ias di Manzella tutta l’esperienza dell’anziano cronista a cercare di fare emergere la punta di ghiaccio dal mare. Sopra il ghiaccio che emerge dal mare artico si staglia la figura di un Turi Raiti scavalcato da Claudio Manzella (nuovo di fede lombardiana). Riusciamo ad intravvedere possibili accordi attorno alla vicepresidenza da consegnare all’ex presidente Raiti. Dal momento che non si è ancora provveduto a convocare un consiglio di amministrazione Ias con questo argomento all’ordine del giorno, non è possibile pensare che la conferenza stampa e le dichiarazioni di Bruno Marziano abbiano il senso dell’apertura dell’ombrello prima della pioggia. Dal momento che si tratta di segnali di fumo tra capi tribù, e non di semplici indiani, si deve cercare di capire cosa realmente c’è dietro alla “protesta” di Marziano e i suoi amicicompagni. Tra le dichiarazioni più significative si coglie una frase che lascia pensare più di altre: “Non ridurre una società come l’IAS ad un luogo dove i politici spregiudicati fanno proliferare consulenze probabilmente inidonee a misurarsi con la perplessità dei temi coinvolgenti l’azienda”. Quali potrebbero essere le “consulenze inidonee” tirate in ballo dai bersaniani non è dato sape- www.ifattidelladomenica.it re, considerato che il neo presidente Manzella fino ad ora ha denunciato l’esistenza di “due consulenze dispendiose e inutili da 100 mila euro” che ha trovato in casa appena entrato. Il licenziamento di 2 consulenti il primo giorno di lavoro è stata letta come un’azione clamorosa diretta a far supporre che i consulenti siano stati messi in capo alla passata presidenza Raiti. Ma se così fosse per quale motivo Marziano ha parlato anch’egli, di uso scorretto delle consulenze dopo appena 4 giorni di presidenza Manzella? Quali sono le azioni aventi finalità elettoralistiche che non piacciono al deputato regionale del Pd? Un vero rompicapo per gli osservatori che devono decriptare e non possiedono i codici di accesso alla funzione, però ai diretti interessati tutto sarà comprensibile con l’aggiunta di nomi, cognomi e indirizzo postale. Altra possibile rogna per il nuovo CdA della società di depurazione riguarderebbe la verifica dei titoli dei membri che, secondo alcuni di loro stessi, potrebbero non essere sufficienti a permanere nella carica. Per non parlare dei possibili conflitti d’interesse che sono in capo ad alcuni amministratori Ias. Sarebbe stato il melillese Iano Sbona a tirare fuori sospetti e dubbi sui colleghi del Cda. Per venerdì, è fissato un consiglio di amministrazione, probabilmente, solo dopo il suo svolgimento si potrà sapere se la situazione è destinata a collassare o a riavviarsi verso la ricomposizione dei dissidi pendenti tra alleati in rotta di collisione. L’espressione corrente “patti chiari e amicizia lunga”, ben si adatta alla situazione attuale. E quando si rievocano possibili accordi da rispettare, i bersaniani dicono di essere i più rispettosi delle regole di convivenza che si stabiliscono. La colpa delle tensioni è probabilmente della confusa politica di questi giorni legata anche alla campagna elettorale di Ottobre. C’è chi ricerca un vantaggio da spendere, altri invece cercano di non cedere vantaggi e lottano per non cedere spazi o essere scavalcati. E ancora non siamo arrivati alla compilazione delle liste elettorali. Il Mpa avrà molto da fare al suo interno perchè la vecchia classe sorta attorno al potere di Raffaele Lombardo rischia la lapidazione a causa dei giovani emergenti. Domenica scorsa al Congresso regionale Mpa, ha infiammato la sala l’intervento del deputato siracusano Mario Bonomo. L’applausometro è salito al massimo proprio quando Bonomo ha suggerito di mandare a casa le “presenze sterili” e di far diventare il Movimento quel partito che i siciliani aspettavano da sempre. “Un movimento capace di specchiarsi nel popolo siciliano – diceva il deputato siracusano pronto a battersi per la Sicilia in piena autonomia, lontano dai luoghi del potere politico che avvelena la nostra terra, il nostro Movimento popolare siciliano sta guardando con attenzione ogni evoluzione che si richiama però ai valori iniziali del movimento creato dal Presidente Lombardo”. Un palermitano che l’ascoltava interrogava il vicino di sedia ad alta voce: “Ma cu è chistu ca, El Cid?”. Il riferimento era evidentemente al leggendario condottiero spagnolo del medio evo che si fece legare praticamente morto a cavallo, allo scopo di trascinare i soldati in battaglia e portarli alla vittoria. E mai possibile che, ancora dopo millenni, nessuno vede i profeti di casa propria? Purtroppo, a Siracusa, l’on Mario Bonomo, non viene considerato quel nuovo profeta dell’autonomia siciliana che in altre parti appare. Vuoi vedere che per conoscerlo meglio non ci resta che andare in altre province, dove Raffaele Lombardo lo presenta come il suo delfino politico alla guida del partito del popolo autonomista della next generation?