SVILUPPO
per lo
INFORM@ZIONE
Regione Toscana - Settore Attività Internazionali
Settembre 2010, n. 57
LA COOPERAZIONE DEI TERRITORI:
INFORM@ZIONE PER LO SVILUPPO
NEWSLETTER DELLA COOPERAZIONE DECENTRATA TOSCANA
C.I.R.P.A.C
Centro Interuniversitario di Ricerca per la Pace
l’Analisi e la mediazione dei Conflitti
Università degli Studi di Siena, Università degli Studi di Firenze
Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna
In primo piano
IL G20 DI TORONTO
Quello di Toronto è stato il primo summit del G20 nella sua
nuova configurazione di “forum principale della cooperazione internazionale”, ruolo che l’organo si è attribuito nel corso
del vertice di Pittsburgh (settembre 2009). L’esigenza di un
rafforzamento del G20 era emersa con forza dopo lo scoppio
della recente crisi finanziaria mondiale, che ha reso sempre
più evidenti i limiti del ristretto forum del G8 e la necessità di
coinvolgere tutte le più importanti economie emergenti nella
definizione di soluzioni comuni.
Il G20 - che rappresenta oltre l’80% del PIL del pianeta e i
2/3 circa della popolazione mondiale – a Toronto si è riproposto di “riformare e rafforzare il sistema finanziario e creare
una forte, sostenibile ed equilibrata crescita globale”. Questo doveva infatti essere il primo banco di prova per quella
“Framework for Strong, Sustainable and Balanced Growth”
IN ORDINE SPARSO: L’OBIETTIVO FALLITO DEL COORDINAMENTO
A Toronto sono emersi ampi consensi intorno alla necessità
di individuare come priorità il risanamento dei debiti pubblici, aggravati dagli interventi di salvataggio delle società
finanziarie e dai pacchetti di stimoli fiscali che le maggiori
economie mondiali hanno varato per far fronte alle conseguenze della crisi.
segue a p. 2
in evidenza:
in questo numero:
Approfondimenti
I progetti della RT in...
Bandi
Documenti
Eventi
Useful Websites
coniata a Pittsburgh con la quale i membri del G20 si erano impegnati a coordinare le politiche macroeconomiche in
modo da renderle compatibili con una crescita equilibrata a
livello globale, prendendo atto dell’inadeguatezza di soluzioni lasciate al libero gioco del mercato o alle iniziative isolate
dei singoli Stati.
p. 2
p. 7
p. 12
p. 18
p. 25
p. 31
BANDO EU/DCI - AZIONI PER LA
RICOSTRUZIONE IN CILE
p. 14
UNAIDS OUTLOOK REPORT 2010
p. 21
Pontedera 13 ottobre 2010
CONFERENZA REGIONALE SULLA
COOPERAZIONE TOSCANA
p. 30
La Newsletter è curata per conto del CIRPAC dalla Scuola Superiore Sant’Anna
Coordinamento Scientifico: Prof. Andrea de Guttry (Scuola Superiore Sant’Anna)
Redazione: Andrea de Guttry, Ilaria Dal Canto, Annarosa Mezzasalma (Scuola Superiore Sant’Anna)
Alessandro Volpi, Alessandro Breccia, Chiara Macchi, Valentina Fei (Università di Pisa)
Direttore Responsabile: Francesco Ceccarelli (Ufficio Comunicazione Scuola Superiore Sant’Anna)
Concept Grafico: Michele Gonnelli (Scuola Superiore Sant’Anna)
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Settembre 2010, n. 57
APPROFONDIMENTO: GOVERNANCE MONDIALE
IL G20 DI TORONTO
26-27 GIUGNO 2010
di Chiara Macchi
segue da p.1
sul bilancio delle banche che servisse come “assicurazione” in caso di future crisi ed evitasse di far gravare sulle
spalle dei contribuenti i costi delle politiche di salvataggio. La seconda opzione era la “Financial Activities Tax”,
che avrebbe colpito i profitti delle banche e i compensi
dei banchieri, mentre la terza consisteva nella tassa sulle transazioni finanziarie, da applicare alla compravendita di titoli e strumenti finanziari. Quest’ultima soluzione
pare particolarmente importante perché consentirebbe di
colpire le operazioni degli speculatori senza scoraggiare
gli investimenti a lungo termine, e perché – al contrario
di un’eventuale tassa sulle banche - andrebbe a interessare anche importanti attori del sistema finanziario quali
gli hedge funds. La tassa, peraltro, è una delle proposte
contenute nel Rapporto stilato per le Nazioni Unite dalla
Commissione di esperti guidata da Joseph Stiglitz, che già
nel settembre 2009 aveva individuato una serie di possibili
interventi sul sistema monetario e finanziario internazionale. Il Parlamento e il Consiglio UE si sono espressi a
loro volta in favore della tassa sulle transazioni, e anche
l’applicazione di una tassa sulle banche a livello europeo
ha trovato il sostegno del Consiglio.
Il problema dei debiti sovrani è emerso subito come la
principale preoccupazione dell’Europa (Germania in testa),
interessata all’adozione di una strategia condivisa al fine di
esorcizzare lo spauracchio di un effetto domino della crisi
greca. La linea del rigore è stata però fortemente criticata
da Barack Obama, preoccupato per l’effetto frenante che
potrebbe produrre sulla ripresa. Il Presidente USA, già prima dell’inizio del vertice, si era pronunciato nettamente
contro tagli di budget troppo massicci e contro “una corsa
al ritiro delle misure di stimolo all’economia”, presentando
invece come esempio virtuoso la linea americana di sostegno alla domanda privata e all’occupazione.
Questa profonda divergenza ha impedito l’auspicato coordinamento delle politiche macroeconomiche dei paesi
G20, dando luogo a un comunicato finale che fissa alcuni
obiettivi minimi, ma non dà luogo ad alcuna strategia condivisa. Da un lato si riprendono elementi della linea americana sostenendo che “aggiustamenti fiscali simultanei in
alcune delle maggiori economie potrebbero avere un impatto negativo sulla ripresa”, dall’altro si sposa il punto di
vista tedesco circa la necessità di scongiurare nuovi crack.
L’unico impegno concreto sancito nel documento è quello
dei paesi economicamente avanzati a dimezzare il proprio
deficit entro il 2013 e a stabilizzare o a ridurre il rapporto debito-PIL entro il 2016, obiettivi che ciascun governo
perseguirà, tuttavia, attraverso scelte politiche autonome
e non coordinate con quelle degli altri paesi.
Nessuna delle soluzioni appena citate è stata però adottata al summit di Toronto, nonostante la proposta di una
tassa sulle banche (la cui introduzione era già stata annunciata in Germania, Inghilterra e Francia alla vigilia)
fosse stata fortemente sostenuta da Angela Merkel. Alcuni
membri del G20 – quali Brasile, Argentina, India, Giappone, Russia e lo stesso Canada – si sono mostrati contrari
a tale ipotesi, mentre gli Stati Uniti hanno agito già prima
dell’inizio del vertice, procedendo autonomamente alla
regolamentazione del settore finanziario tramite l’approvazione della “Volcker rule”. La riforma Obama, approvata
nella sua interezza a fine luglio, introduce un sistema di
monitoraggio che segnali per tempo i ricchi di sistema e
conferisce maggiori poteri agli enti regolatori su hedge
funds e banche. Allo scopo di incentivare i creditori a investire nelle società finanziarie che perseguono una politica
di investimento più prudente, si introduce la cosiddetta
“resolution authority”: lo stato può nazionalizzare, smem-
L’assenza di una visione globale comune è forse emersa
con particolare evidenza in relazione ad uno dei principali
aspetti strutturali della crisi mondiale, ovvero l’inadeguato
disciplinamento dei mercati finanziari mondiali. In merito
all’ipotesi di tassare le transazioni finanziarie e le attività
bancarie il FMI, su mandato del G20 di Pittsburg, aveva
diffuso nell’aprile 2010 uno studio provvisorio proponendo
alcuni provvedimenti diretti a far sì che il sistema finanziario fosse chiamato a contribuire almeno in parte ai costi
della crisi. Fra le tre opzioni proposte figurava l’introduzione della “financial stability contribution”, ovvero una tassa
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sezione APPROFONDIMENTI
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brare e rivendere in pezzi una banca fallita utilizzando il
ricavato per coprire le spese sostenute in tale processo.
Solo una volta soddisfatta l’esigenza del governo di recuperare il proprio denaro vengono ripagati anche i creditori,
i quali dovrebbero pertanto essere disincentivati a investire
in istituzioni finanziarie che perseguono politiche troppo rischiose. Nonostante questa innovativa norma, l’opinione di
molti osservatori (tra cui Paul Krugman e lo stesso Volcker,
ispiratore della legge) è che la riforma non costituisca un
vero e proprio cambio di rotta, essendo piuttosto limitata nel suo oggetto e nelle novità introdotte. Resta il fatto
che l’approvazione della legge è stata registrata in America
come una vittoria politica del Presidente Obama e ha contribuito a far sì che in sede G20, anche su questo tema, gli
Stati procedessero “in ordine sparso”.
Settembre 2010, n. 57
e propria legittimazione ad assumere decisioni che hanno un impatto sull’intero pianeta. Se il G20 costituisce un
passo in avanti rispetto al cosiddetto “club dei ricchi” del
G8, infatti, è pur sempre vero che esso non ha ricevuto
alcun mandato da parte della maggioranza delle nazioni
del mondo e che non agisce all’interno del sistema ONU.
Esso non possiede uno status ben preciso e neanche un
proprio segretariato, per cui la definizione delle questioni
e delle priorità da mettere in agenda viene di volta in volta
demandata in gran parte alla volontà del Paese ospitante.
L’inconsistenza dei risultati raggiunti a Toronto, soprattutto considerando che tale vertice è stato il primo banco di
prova per un’organizzazione auto-nominatasi coordinatrice
dell’economia internazionale, non può che sollevare ulteriori perplessità. Oltre a fallire l’obiettivo di un coordinamento sulle questioni già menzionate, esso non ha sancito
alcun progresso concreto verso l’adozione di misure per
fronteggiare il problema dei paradisi fiscali o per migliorare
la trasparenza dei prodotti derivati fuori borsa, tutte tematiche già emerse nel summit di Pittsburgh e che stanno
ancora aspettando l’elaborazione di una concreta strategia
comune.
Il comunicato finale del summit, infatti, non riesce ad andare oltre una lista piuttosto generica di obiettivi comuni
(assicurare che il sistema finanziario partecipi in maniera
concreta ed equa ai costi della crisi; ridurre i rischi delle
transazioni finanziarie) riconoscendo al contempo la mancanza di accordo sulle modalità attraverso cui perseguirli.
La leva fiscale è menzionata come uno fra i possibili strumenti, ma ogni governo viene lasciato libero di scegliere il
proprio approccio in assoluta autonomia. Non si fa alcuno
specifico riferimento alla tassa sulle transazioni, che forse
l’amministrazione Merkel continuerà comunque a promuovere a livello europeo.
Le difficili questioni legate alla prevenzione di nuove crisi
vengono dunque rimandate al vertice di Seoul, nel corso del quale i capi di Stato e di governo dovranno anche
confrontarsi con Basilea III, il nuovo set di regole che verranno proposte dal Comitato di Basilea (organo comprendente le autorità di vigilanza di 27 paesi) per rimpiazzare
quelle rivelatesi inefficaci di Basilea II. Esse mirano a rafforzare il sistema bancario attraverso varie misure, quali
l’aumento dei requisiti di capitale per gli istituti e le limitazioni alla leva finanziaria, riforme che dovranno fare i conti
con le preoccupazioni della comunità finanziaria circa un
eccessivo aumento del costo del credito, riproponendo la
questione – politicamente delicatissima - del connubio fra
regolamentazione e ripresa.
Restano poi in sospeso gli impegni presi in materia ambientale, in quanto il vertice di Toronto si è limitato a riconfermare quanto deciso a Pittsburgh circa l’eliminazione
graduale, nel medio termine, degli “inefficienti sussidi ai
combustibili fossili che incoraggiano lo spreco”. Passi più
concreti verranno auspicabilmente compiuti nei prossimi
summit di Seoul e Nizza, nonché a Cancun, nel corso della
conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici.
Secondo Francesco Daveri (professore ordinario di Politica
Economica - Università di Parma) esiste un’incoerenza di
fondo nell’approccio alla crisi che il vertice di Toronto ha
fatto propria. Lo slogan “Framework for Strong, Sustainable and Balanced Growth” è di per sé fuorviante nell’attuale situazione globale, in quanto la scelta di una strategia
I DIFFICILI PASSI FUTURI
Il G20 è già da tempo sotto il fuoco delle critiche a causa della sua scarsa trasparenza e dell’assenza di una vera
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sezione APPROFONDIMENTI
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comune si pone oggi in questi termini: regolare e tassare il
settore finanziario, accettando quindi una minore crescita
media, oppure puntare sull’obiettivo di una forte crescita
restando però esposti ai rischi di una finanza non regolata. Per Daveri sostenere di poter dar luogo ad una crescita globale che sia al contempo “forte” ed “equilibrata” è
un’illusione, ed è la contraddizione che sta alla base del
mancato accordo sulle questioni fondamentali discusse a
Toronto.
USEFUL LINKS
G20 OFFICIAL SITE
http://www.g20.org/
G20 INFORMATION CENTRE
http://www.g20.utoronto.ca/
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Settembre 2010, n. 57
APPROFONDIMENTO: MEDITERRANEO E MEDIO ORIENTE
L’EUROPA E
L’UNIONE PER IL MEDITERRANEO
di Francesca Pasquato
UpM è la sigla con cui si menziona comunemente l’ultima
creazione della politica euro-mediterranea, che ha seguito e accompagna le precedenti esperienze del Partenariato Euro-Mediterraneo (PEM o Processo di Barcellona) del
1995 e della Politica Europea di Vicinato (PEV) del 2004.
Nonostante le impostazioni per alcuni aspetti – come si
vedrà – differenti, si può affermare che tutte le politiche
euro-mediterranee sono basate sull’idea che esista un
comune interesse dei paesi dell’UE a sviluppare forme di
cooperazione e solidarietà con i paesi della sponda sud
del Mediterraneo. In questo senso, il Mediterraneo è visto
come un fattore di coesione per la UE.
come condizione per la nascita dell’UpM la possibilità di
accedervi per tutti gli stati membri dell’UE. Il cambiamento
della denominazione dall’originale “Unione Mediterranea”
all’attuale “Unione per il Mediterraneo” sembra essere motivato da simili preoccupazioni nordeuropee.
Ad oggi l’UpM è costituita da 43 paesi, ossia da tutti i paesi
dell’UE e della costa meridionale del Mediterraneo ad eccezione della Libia, che ha preferito mantenere lo status di
osservatore, come accadeva nel PEM. Questo nuovo organismo, costituito a livello dei primi ministri, ha una doppia
presidenza affidata a turno a due paesi, uno europeo e
l’altro extraeuropeo. Dal 2009 tutte le strutture logistiche
dell’organizzazione sono operative, guidate da un segretario generale, attualmente il giordano Ahmad Masa’deh,
eletto lo scorso marzo 2010. Il segretario generale ha l’incarico di gestire i fondi e di controllare lo stato di avanzamento dei progetti comuni che verranno intrapresi. L’UpM
può essere considerata infatti un’“Unione per progetti”
poiché ha come compito prioritario la realizzazione di progetti regionali di grande respiro, che sono stati ricondotti
dai paesi firmatari a sei linee d’iniziativa prioritarie: il disinquinamento del Mediterraneo; la costruzione di autostrade
marittime e terrestri tra le due sponde del Mediterraneo;
il rafforzamento della protezione civile; la creazione di un
piano solare mediterraneo; lo sviluppo di un’università
euro-mediterranea; il sostegno alle PMI. L’UpM può finanziare i suoi progetti facendo ricorso a diverse fonti, dagli
attori privati a fondi comunitari, dai contributi dei partner
a quelli erogati dalla BEI.
Dunque, l’idea alla base del nuovo organismo sembra essere quella di puntare sulla cooperazione ad alto livello per
la realizzazione di grandi progetti regionali che spianino la
strada alle divergenze politiche tra i paesi aderenti. Insomma, seguendo l’esperienza europea, investire su interessi
comuni, soprattutto economici, per intraprendere un percorso che possa portare in futuro ad una maggiore collaborazione euro-mediterranea anche su ambiti più sensibili,
come la sicurezza e l’immigrazione.
L’Unione per il Mediterraneo è nata nel luglio 2008 su iniziativa del Presidente francese Sarkozy, che, fin dall’inizio del
suo mandato, aveva insistito sull’importanza capitale del
dialogo tra l’Europa e il Mediterraneo proponendo al tempo
stesso di affrontare il problema in modo diverso poiché “È
soprattutto compito dei paesi del Mediterraneo prendere in
mano il destino riservato loro dalla geografia e dalla storia”
(Discorso di Tolone del 7 febbraio 2007). Nel 2007 Sarkozy
prospetta quindi un’Unione Mediterranea che si sviluppi su
iniziativa dei paesi europei mediterranei, come Portogallo, Spagna, Italia, Grecia e Cipro, con l’obiettivo di dare
nuovo vigore e respiro politico al Processo di Barcellona,
incapace di conseguire i propri obiettivi e di fatto caduto
nel dimenticatoio della diplomazia euro-mediterranea. Pur
riconoscendo la volontà francese di allestire, attraverso la
creazione dell’UpM, un formato a più alta intensità politica,
non essendo soddisfacente il formato diplomatico che oggi
costituisce la sostanza del PEM, molti analisti vedono nel
progetto di Sarkozy l’esplicitazione delle mire egemoniche
di Parigi sul Mediterraneo. Inoltre, secondo questa lettura la Francia, assumendo un ruolo propulsivo nell’ambito
delle politiche euro-mediterranee, riguadagnerebbe spazio e prestigio anche in seno ad atri organismi, in primis
nella UE e nella NATO. La Germania sembra avvalorare
una simile interpretazione, tanto che il cancelliere Merkel,
preoccupata che una nuova organizzazione specificamente
intra-mediterranea (con l’esclusione quindi dei paesi nord
europei) potesse ledere la coesione europea, ha posto
L’UpM sembra distanziarsi dall’approccio bilaterale inaugu5
sezione APPROFONDIMENTI
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rato dalla PEV, che si basa su patti d’azione tra l’UE e i
singoli stati mediterranei aderenti e su un processo di differenziazione tra gli stessi, ma pare sovrapporsi sia a livello
di funzioni che di composizione geografica al PEM, basato
prevalentemente su un approccio multilaterale. L’UpM potrebbe quindi essere considerata come un ampliamento
del Processo di Barcellona, potenzialmente in grado di infondergli nuova vitalità.
Considerando i fatti, però, l’UpM si trova oggi in una fase
di stallo poiché, anche se logisticamente operativa e con
fondi stanziati per la realizzazione di alcuni progetti, non
è ancora riuscita ad avviare un efficace e sereno dialogo
politico tra i suoi membri. Il rinvio a novembre 2010 del
vertice euro-mediterraneo, programmato per il 7 giugno
scorso a Barcellona, è solo l’ultimo episodio di una lunga
fila di intoppi in un processo che è stato paralizzato fin
dall’inizio principalmente a causa dell’invasione israeliana
di Gaza (dicembre 2008).
Se la mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese,
accompagnata dal continuo peggioramento delle condizioni di vita dei palestinesi, è l’ostacolo principale sulla strada della cooperazione euro-mediterranea, quindi anche
dell’UpM, si possono elencare ulteriori fattori di instabilità
e debolezza già negli aspetti fondativi della nuova organizzazione: la presenza di svariati conflitti e tensioni nell’area
(come quelli che vedono contrapposti Israele a Libano e Siria, Marocco a Saharawi e Algeria, Turchia a Cipro, Spagna
a Marocco per la questione di Ceuta e Melilla - per citarne
i principali), un grosso ritardo nel processo di integrazione
economica dei paesi sud-mediterranei, una presenza squilibrata tra paesi UE (27) e non-UE (16), la sovrapposizione
e la confusione tra le strutture dell’UpM e quelle della PEM
e la scarsità di fondi destinati dall’UE per il buon funzionamento dell’organismo. La presenza dello Stato israeliano,
soprattutto, sembra creare numerosi malcontenti all’interno dell’UpM, dal momento che gli stati arabi sospettano
che questa non sia altro che “un modo per dare a Israele
una legittimazione mediterranea senza che lo Stato ebraico riconosca i suoi crimini e senza che ponga fine all’occupazione del Golan e delle Fattorie di Sheeba, e senza che
annunci di riconoscere ufficialmente lo Stato palestinese”
(O. Azraj, I presupposti di un vero progetto di Unione per
il Mediterraneo, in «Il conflitto arabo-israeliano e il sogno
mediterraneo infranto», 30 giugno 2010). Il conflitto israelo-palestinese si dimostra così, ancora una volta, fatale per
qualsiasi tentativo di partnership euro-mediterranea: come
la seconda Intifada avrebbe “ucciso” il Processo di Barcellona, l’invasione israeliana di Gaza di dicembre 2008 ha
Settembre 2010, n. 57
frenato sul nascere le speranze euro-mediterranee riposte
nel progetto dell’UpM. Infatti, sull’onda dell’enorme emozione suscitata in tutto il mondo arabo dai bombardamenti
israeliani su Gaza, gli incontri di alto livello dell’UpM furono
sospesi. Anche dietro all’ultimo rinvio sembra figurare il
malcontento dei paesi arabi causato dall’annunciata presenza al vertice euro-mediterraneo del Ministro israeliano
Lieberman, considerato razzista dagli arabi per le sue posizioni estremiste nei confronti dei palestinesi.
Nonostante gli ostacoli sopra illustrati riducano le probabilità che un organismo “project-oriented” abbia un impatto positivo sulle tensioni politiche euro-mediterranee,
si possono evidenziare le potenzialità che l’UpM offre per
lo sviluppo dell’area, specialmente per quanto riguarda la
protezione dell’ambiente e dei beni comuni. A tal riguardo
si ricorda la recente dichiarazione del Ministro Frattini in
seguito alle annunciate trivellazioni della Bp al largo delle
coste libiche, che tanta preoccupazione hanno sollevato
tra i paesi del Mediterraneo per la catastrofica vicenda del
golfo del Messico. Il Ministro ha infatti suggerito che l’UpM
si occupi direttamente della questione, affermando che
l’Italia, come singolo Stato europeo o mediterraneo, non
ha nessun titolo per chiedere informazioni alla Bp.
In generale, le problematiche ambientali, come l’inquinamento del Mar Mediterraneo, ed energetiche, legate allo
sviluppo di fonti rinnovabili, sembrano questioni fondamentali sulle quali il dialogo euro-mediterraneo potrebbe
ripartire con il piede giusto. Un dialogo che parta dalla
difesa del bene comune Mediterraneo, capace di coinvolgere le società civili dei paesi interessati, potrebbe aprire
nuovi canali di comunicazione interculturali e politici, lungo i quali i paesi euro-mediterranei potrebbero, un giorno
non troppo lontano, progettare un futuro condiviso e cogestito.
USEFUL LINKS
THE EURO-MEDITERRANEAN PARTNERSHIP
http://www.eeas.europa.eu/euromed/index_en.htm
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Settembre 2010, n. 57
LA COOPERAZIONE TOSCANA AREA MEDITERRANEO - MEDIO ORIENTE
di Valentina Fei
MED GOVERNANCE
NEW GOVERNANCE OF EUROMEDITERRANEAN AREA
Il progetto MEDGOVERNANCE, realizzato nell’ambito del Programma europeo di cooperazione transnazionale MED (2007-2013),
coinvolge sei regioni euro-mediterranee, di cui la Regione Toscana è Lead partner, alcuni centri di ricerca specializzati e vede la partecipazione e il supporto tecnico del Centro Studi Europeo PLURAL e della Commissione Inter Mediterraneo (CRPM). Il progetto si pone
due obiettivi principali: 1) delineare un modello di governance per l’area euro-mediterrenea multilivello ed interregionale attraverso
la promozione di una visione comune, nazionale e regionale, sui temi chiave del Mediterraneo; 2) creare uno spazio di informazione,
dibattito e confronto attraverso la promozione ed il trasferimento nell’area mediterranea di esperienze rilevanti di governance realizzate in altre aree, la realizzazione di eventi di restituzione pubblici, la creazione di un portale di comunicazione web interattivo sui
sistemi di governance nel Mediterraneo.
Il progetto quindi intende elaborare una serie di raccomandazioni politiche per una migliore integrazione delle politiche regionali nello
sviluppo di macro-politiche Mediterranee, a partire dalla consapevolezza che alcune tipologie di politiche pubbliche sono difficilmente
applicabili e ben realizzabili solo all’interno dei confini degli Stati membri. Il progetto intende pertanto verificare le possibilità di realizzazione di una governance multilivello capace di integrare varie istituzioni e diversi livelli politici nella definizione e applicazione di politiche pubbliche nell’area mediterranea. Lo scopo ultimo è infatti promuovere una sensibilità comune sul tema e verificare se e in quali
termini l’approccio macroregionale può essere efficace nell’applicazione di politiche pubbliche a livello di area vasta transnazionale.
Il dibattito su quale sia l’approccio migliore per dar vita a sistemi di governance multilivello integrati è molto vivace e aperto. Secondo
alcuni l’approccio deve essere macroregionale a livello di Mediterraneo, secondo altri l’approccio può essere di aree vasta verificando,
di volta in volta, il livello di coordinamento e integrazione più funzionale alle politiche da porre in essere. Nella prima ipotesi il punto
di partenza è l’individuazione di una macroregione mediterranea che possa diventare il soggetto leader, promotore di alcune politiche
pubbliche, cui viene conferito il ruolo di attore mediano tra Stati e Unione Europea. Nella seconda ipotesi invece l’approccio diventa
tematico, ovvero si individuano alcune politiche che potrebbero avere una migliore applicazione a livello di determinate aree vaste;
l’approccio in questo caso l’approccio è funzionale. Il programma Medgovernance analizza entrambe le prospettive ora descritte.
Il progetto è iniziato nel 2009, con una prima fase di studi incentrata su cinque temi per la preparazione e l’implementazione di
politiche d’impatto Mediterraneo, ovvero: trasporti, competitività & innovazione, ambiente, cultura e immigrazione, affidata alla RIM
(Rete di Istituti del Mediterraneo - Institut de la Méditerranée, Cespi, Fundación Tres Culturas, IeMed) Per ognuno di questi temi, è
stata condotta un’analisi comparata sulla questione della “governance” multilivello e in particolare sullo specifico contributo regionale
a suddette politiche. Ciascun soggetto di ricerca ha coordinato i lavori e realizzato report tematici attraverso gruppi di lavoro che
hanno coinvolto gli stakeholder rilevanti. L’Institut de la Méditerranée ha infine portato avanti uno studio trasversale, con i contributi
dei partner di progetto che sono confluiti in un Report sulla governance del Mediterraneo. Questa attività di ricerca è stata condotta
in stretta collaborazione tra tutti gli istituti di ricerca partner del progetto, attraverso gruppi di lavoro, scambi di informazioni continui,
elaborando dunque ricerche fortemente condivise. Nel corso di questa attività di studio sono stati poi organizzati incontri seminariali
ad hoc per la verifica dei risultati prodotti, guidati dal Cespi, titolare dell’attività.
Il progetto promuove poi un’attività di sensibilizzazione dei policy maker delle pubbliche amministrazioni, che si concretizza nella
realizzazione di tre master class di due giorni, una delle quali è già stata realizzata a Siviglia lo scorso giugno, mentre le altre sono in
programma a Marsiglia in ottobre 2010 e a Firenze in novembre 2010. Le Master Class sono eventi intensivi dedicati alla formazione e
allo sviluppo professionale di rappresentati di autorità di regioni del Mediterraneo, Parlamento Europeo e governi nazionali, operatori
di reti internazionali (ad es. l’Unione per il Mediterraneo, il Comitato delle Regioni) interessati alla questione della governance euromediterranea. L’obiettivo principale delle master class è definire un’iniziativa regionale mediterranea sull’Agenda Europea 2014-2020,
basata sui risultati del progetto Medgovernance e sui contributi della RIM. Le sessioni approfondiscono tre principali argomenti: la
governance multilivello nel Mediterraneo, le macroregioni nel futuro della cooperazione territoriale (opportunità e possibili scenari
mediterranei, contesti geografici, priorità chiave, strumenti finanziari) e le proposte per una macroregione mediterranea. Oltre alle
master class, saranno realizzati cinque seminari pubblici di discussione su ciascuno dei temi affrontati dal progetto, in questo caso
i seminari saranno aperti non solo ai policy maker locali, ma anche a funzionari pubblici, attori locali, associazioni e tutti i soggetti
interessati al tema oggetto di discussione.
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sezione APPROFONDIMENTI
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Settembre 2010, n. 57
L’ultima attività realizzata dal progetto riguarda la comunicazione e la diffusione dei risultati del progetto. Il primo degli eventi di
restituzione programmati si è svolto lo scorso maggio a Valencia, un altro seminario di studio sull’approccio macroregionale è stato
promosso dalla CRPM e si è svolto a Bruxelles nel mese di luglio. L’evento finale del progetto si svolgerà a Barcellona, in un seminario
che vedrà il coinvolgimento di tutti i rappresentanti delle sei regioni che partecipano al programma, insieme a rappresentanti degli
Stati membri e dell’Unione Europea.
I punti di forza del progetto riguardano soprattutto la possibilità di fare analisi e valutazioni condivise tra attori pubblici e istituti di
ricerca appartenenti a Stati diversi. Il fatto che esista una committenza plurima che indaga sui temi di proprio interesse può essere
considerata una modalità di studio molto innovativa. Nella prima fase di realizzazione delle attività il rapporto di scambio con i partner
del progetto è stato molto attivo e le varie ricerche sono state indirizzate anche in base agli esiti delle discussioni che si sono svolte in
modo collettivo. Allo stesso tempo la committenza plurima non è molto semplice da gestire a causa della presenza di interessi diversi e
articolazioni organizzative molto varie. Uno dei punti di debolezza maggiori del progetto è rappresentato dal fatto di dover costringere
l’oggetto di ricerca e l’obiettivo molto ambizioso di sensibilizzazione dei policy maker all’interno degli schemi molto rigidi di un progetto
finanziato con fondi struttali. I tempi della politica sono lunghi e considerate le sue dinamiche il coinvolgimento e la sensibilizzazione
di stakeholder politici sono obiettivi che molto difficilmente possono essere realizzati a pieno nei tempi di un progetto. Questa criticità
è stata rilevata costantemente durante i primi 18 mesi di attività del progetto, durante i quali le attività hanno subito qualche ritardo
a causa dello svolgimento delle elezioni regionali sia in Italia sia in Francia ed al rimpasto politico avvenuto nella regione andalusa.
La sfida più ambiziosa del progetto, ovvero raggiungere un pieno coinvolgimento e la sensibilizzazione dei policy maker sul tema
della governance multilivello nell’area euro-mediterranea, dovrà pertanto essere rilanciata con forza al temine del progetto al fine di
capitalizzare gli importanti risultati di analisi, riflessione e prospezione che in ogni caso il progetto sta realizzando.
INFO PROGETTO
CAPOFILA
REGIONE TOSCANA
DURATA
2009 - 2011
LOCALIZZAZIONE
AREA EURO-MEDITERRANEA
PARTNER
Regione Toscana –IT
Regione Lazio - IT
Regione Piemonte - IT
Région Provence-Alpes Cote d’Azur - FR
Junta de Andalucía - ES
Generalitat de Catalunya - ES
Conférence des Régions Périphériques Maritimes d’Europe (CRPM) - FR
Centro Studi Europeo Plural - IT
Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI) – IT
Euro-Mediterranean Affairs (MEMA) – IT
Paralleli - Istituto Euromediterraneo del nord ovest - IT
Institut de la Méditerranée – FR
Institut Europeu de la Mediterrània (IEMED) – ES
Master in Fundación Tres Culturas - ES
BREVE
DESCRIZIONE
OBIETTIVO DEL PROGETTO MEDGOVERNANCE È PROMUOVERE IL RUOLO DELLE AUTORITÀ REGIONALI IN UNA EURO-MEDITERRANEAN
MULTI-LEVEL GOVERNANCE ATTRAVERSO: IL LAVORO COORDINATO TRA LE AUTORITÀ REGIONALI MEDITERRANEE, LA COOPERAZIONE
TRA LE AUTORITÀ REGIONALI E LE ISTITUZIONI NAZIONALI ED EUROPEE, LA COOPERAZIONE CON DIVERSI STAKEHOLDER, COME ORGANIZZAZIONI DELLA SOCIETÀ CIVILE E IMPRESE. LE REGIONI, INSIEME AGLI ISTITUTI DI RICERCA, SONO CHIAMATI A PER FORNIRE
UN APPROCCIO SCIENTIFICO E TECNICO AGLI ORIENTAMENTI COMUNI. L’APPROCCIO SCELTO È QUELLO DELL’ANALISI DI CASI STUDIO.
IL PRIMO OBIETTIVO È QUELLO DI EVIDENZIARE LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL QUADRO DI GOVERNANCE IN OGNI PRIORITÀ
ATTRAVERSO LO STUDIO DI CASO IN OGNI REGIONE. IL SECONDO OBIETTIVO È L’IDENTIFICAZIONE E IL COINVOLGIMENTO DEGLI
ATTORI CHIAVE (STAKEHOLDER) PER OGNI PRIORITÀ (ATTORI ISTITUZIONALI E NON). LE CINQUE PRIORITÀ DI ANALISI IDENTIFICATE
DAL PROGETTO SONO: AMBIENTE, CULTURA, TRASPORTI ED ENERGIA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ, IMMIGRAZIONE E MOBILITÀ.
BUDGET
€ 1.610.865,00
(cofinanziato dal FESR “Fondo Europeo di Sviluppo Regionale”)
INFO: http://www.medgov.net/site/homepage.htm
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sezione APPROFONDIMENTI
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LA COOPERAZIONE TOSCANA AREA MEDITERRANEO - MEDIO ORIENTE
di Valentina Fei
PIR 2007 MAROCCO - PROCESSI PARTECIPATIVI E
GOVERNANCE LOCALE: CREAZIONE DI UN MODELLO
L’idea progettuale nasce all’interno delle esperienze di partenariato maturate negli anni dai soggetti toscani in Marocco sui temi
della riqualificazione urbana. Già nello svolgimento di attività
pregresse e dalle riflessioni intrattenute agli incontri del Tavolo
Mediterraneo, i partner toscani manifestavano la volontà di poter realizzare e sperimentare in questo Paese, con il sostegno
dei partner internazionali, un modello organizzativo territoriale di
base capace di mettere in rete i soggetti istituzionali con le diverse espressioni della società civile per dare soluzioni negoziate e
partecipate ai problemi di degrado urbano. L’obiettivo di questo
progetto è stato dunque quello di creare un modello organizzativo territoriale di base, integrato tra soggetti istituzionali e società
civile, per l’individuazione e la definizione di soluzioni negoziate
ai problemi di degrado urbano e di gestione dei servizi di base del
sistema di welfare locale. I beneficiari diretti del progetto sono
stati i cittadini di alcuni dei quartieri più svantaggiati delle aree
metropolitane di Tangeri, Fès, e Marrakech che hanno interagito
con gli operatori dell’area dell’associazionismo e le organizzazioni
rappresentative delle comunità locali.
Nella città di Tangeri, in partenariato con Cospe, sono stati realizzati: il restauro del centro culturale della Maison Guennoun, una
mappatura di tutte le associazioni interessate e una formazione
tecnica ai gruppi dirigenti delle associazioni sugli argomenti della progettazione partecipata. Alla sua conclusione le associazioni
partner sono state accompagnate a presentare dei micro-progetti
da inoltrare alle istituzioni locali. Le attività seminariali sono state
due: un primo seminario sulle metodologie di valorizzazione dei
siti storici, e un secondo seminario sull’applicazione del piano di
salvaguardia della Medina. Tutte le istituzioni locali presenti sul
territorio sono state costantemente informate sul progetto e il
livello di collaborazione e interesse è stato buono. Per quanto
riguarda il coinvolgimento della comunità locale della Medina si
è voluto lavorare molto con le associazioni locali presenti con
l’obiettivo di costruire un percorso partecipato alla definizione del
progetto culturale, di cui la Maison Guennoun è contenitore.
Per quanto riguarda il lavoro congiunto tra Comune di Fès, Medina e Provincia di Livorno, le attività si sono concentrate su: sensibilizzazione della cittadinanza tematiche legate al patrimonio
storico culturale, realizzazione di azioni rivolte ai tecnici locali e
ai soggetti preposti alla tutela, necessità di un cambio di tendenza nella pianificazione e gestione della Medina, quale complesso
storico da tutelare e salvaguardare, attraverso tecniche e strumenti normativi realmente applicabili. Il lavoro si è concretizzato
attraverso la realizzazione di sopralluoghi tecnici su ogni singolo
sito selezionato, con produzione di materiali fotografici, ricerche
CAPOFILA
COMUNE DI PRATO
DURATA
1 GIUGNO 2008 - 30 GIUGNO 2009
LOCALIZZAZIONE
MAROCCO
AREE METROPOLITANE DI TANGERI, FÈS, MARRAKECH
PARTNER
Cospe, Medina Provincia di Livorno, Fondazione La
Città di Ieri per l’Uomo di domani, Comune di Firenze,
Società Cooperativa Archeologia a r.l., ELIJ – Espace
Lumière Initiative Jeunesse, LA MEMOIRE DE FES
pour la sauvegarde du patrimoine et de l’environnement, Conseil de la Ville de Marrakech, AL BOUGHAZ,
Agence Pour La Dédensification et Réhabilitation de
La Medina de Fez, Faculté des lettres (Dhar Meharaz)
de l’Université de Fes-Laboratoire de Sociologie.
BREVE
DESCRIZIONE
IL PROGETTO INTENDE SOSTENERE IL PROCESSO
DI DEMOCRATIZZAZIONE PARTECIPATA E DI GOVERNANCE LOCALE, FAVORIRE IL DIALOGO, IL CONFRONTO E, OVE POSSIBILE LO SCAMBIO DI BUONE PRASSI TRA LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
LOCALI, NONCHÉ RAFFORZARE IL DIALOGO E LA
COLLABORAZIONE TRA QUESTE ULTIME, IL MONDO DELLE ASSOCIAZIONI E LA SOCIETÀ CIVILE.
L’OBIETTIVO SPECIFICO DEL PROGETTO È LA CREAZIONE DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO TERRITORIALE DI BASE, INTEGRATO TRA SOGGETTI ISTITUZIONALI E SOCIETÀ CIVILE, PER L’INDIVIDUAZIONE
E LA DEFINIZIONE DI SOLUZIONI NEGOZIATE AI
PROBLEMI DI DEGRADO URBANO E DI GESTIONE
DEI SERVIZI DI BASE DEL SISTEMA DI WELFARE
LOCALE. IL SOSTEGNO AL PROCESSO DI CRESCITA
DELLA CONSAPEVOLEZZA DELLA POPOLAZIONE LOCALE DEI PROPRI BISOGNI E DEI PROPRI DIRITTI,
POTRÀ ASSICURARE UNA MAGGIORE COESIONE ATTRAVERSO L’ANIMAZIONE COLLETTIVA DELLA VITA
DI QUARTIERE E L’INTEGRAZIONE NEL TESSUTO
SOCIALE ED ECONOMICO DELLE FASCE PIÙ DEBOLI
E A RISCHIO DI EMARGINAZIONE.
BUDGET
€ 185.396,34 euro (contributo Regione Toscana € 135.000)
INFO: http://www.cospe.it/
http://www.medina.it/
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sezione APPROFONDIMENTI
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Settembre 2010, n. 57
storiche, e descrizione dello stato dell’arte. Sono stati realizzati inoltre 5 seminari aperti presso la sede dell’UNION di Fès, per illustrare gli obiettivi del progetto e sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche di salvaguardia e utilizzo del patrimonio. In occasione
del convegno internazionale tenutosi a Fès sul tema: «LA MEDINA DE FES, PATRIMOINE CULTUREL POUR UN DEVELOPPEMENT
DURABLE», a cui ha partecipato il partner locale, il progetto è stato presentato ai partecipanti, ed è stato considerato uno dei pochi progetti effettivi che hanno inquadrato le tematiche di sviluppo della Medina sotto il profilo della salvaguardia e della tutela del
patrimonio, in maniera partecipata. La Fondazione “Città di ieri per l’uomo di domani” ha avviato poi un processo nel quale abitanti,
associazioni di quartiere, Comune di Fès, ADER-Fés e Azienda pubblica dell’acqua hanno elaborato una strategia comune per la
soluzione graduale dei problemi emersi nel percorso di diagnosi partecipativa. Nel corso del progetto è stato infatti elaborato uno
studio diagnostico condiviso contenente la classificazione degli aspetti maggiormente problematici del quartiere tra cui è emerso il
problema dell’allacciamento di tutte le abitazioni alla rete fognaria considerato quale primo problema da risolvere. In base a questo è
stato definito un programma di lavoro che dovrà verificare la effettiva possibilità di portare a soluzione il problema delle fognature. I
rapporti con i partner si sono rivelati estremamente positivi ed è inoltre emersa la volontà del Comune di Fès di sostenere il progetto
e di contribuire finanziariamente alla realizzazione delle opere.
Infine, nella città di Marrakech, in partenariato con il Comune di Prato, si è ritenuto necessario realizzare congiuntamente con i funzionari comunali, un questionario poi somministrato alla popolazione e delle interviste ad alcuni testimoni privilegiati che permettesse
un’analisi aggiornata e puntuale della realtà all’interno della quale organizzare uno sportello di ascolto e di sostegno alla comunicazione tra il cittadino e l’ente pubblico, sul modello dello sportello URP attivo negli enti locali italiani. Altra tematica prioritaria affrontata
insieme al Comune di Marrakech è stata la gestione integrata del ciclo idrico e la comunicazione ambientale ai cittadini e agli esperti
tecnici. I fondi regionali trasferiti a questo scopo però sono rimasti bloccati al momento delle elezioni comunali nel conto corrente
speciale aperto dal Comune di Marrakech, questa impasse ha di fatto bloccato l’attività pianificata di formazione ai tecnici del comune
e la stessa messa a regime dello sportello unico per l’ambiente. Le attività e i risultati programmati per questo progetto a Marrakech
si sono comunque potute realizzare all’interno delle iniziative di cooperazione tra Prato e Marrakech che si stanno realizzando nel
quadro progetto europeo PAMLED.
In generale, la sfida offerta da questo progetto è stata quella di mettere a confronto le soluzioni e proposte del mondo tecnico e da
quello sociologico in programmi di medio-lungo periodo per la valorizzazione dei territori, sia a livello urbano sia sociale e culturale;
nonché nelle scelte legate all’approccio partecipativo della società civile e al tipo di coinvolgimento in grado di fornire risultati duraturi,
ma anche rispondenti alle priorità dei territori dove interviene.
I punti di forza del progetto sono stati l’effettiva messa in pratica dei meccanismi partecipatici previsti: diffusione di questionari per la
raccolta dati nei quartieri e nelle città con alcuni target stabiliti, coinvolgimento delle università e delle associazioni locali, realizzazione
di interviste sul territorio agli interlocutori chiave, workshop e corsi di formazione, incontri di sensibilizzazione.
Le difficoltà incontrate nella realizzazione hanno riguardato principalmente i rapporti con i partner: la difficoltà di mettere insieme
esigenze diverse su progetti diversi tra i partner toscani e problemi riguardanti i rapporti con la Fondazione “Città di ieri per l’uomo
di domani” che è stata dichiarata in fallimento nel corso della realizzazione del progetto, senza che gli altri partner toscani ne fossero
a conoscenza, dunque si è creata una effettiva difficoltà nel reperire le persone responsabili e poter avere informazioni regolari sulle
attività che svolgevano. Per quanto riguarda i partner marocchini, molte difficoltà si sono create con il comune di Marrakech, nel
quale è cambiata amministrazione in conseguenza delle elezioni comunali e nel quale i fondi regionali trasferiti sono rimasti bloccati
nel conto corrente aperto appositamente per le transazioni di fondi internazionali. Un altro punto di debolezza del progetto è stata la
mancata interazione all’interno del progetto tra le tre amministrazioni locali marocchine coinvolte. I soggetti coinvolti hanno avuto la
tendenza a lavorare a compartimenti stagni, questo ha fatto si che il lavoro di rete sul fronte marocchino non si sia realizzato, dunque
la rete è stata parallela ma non ha coinvolto tutti i nove partner.
Per quanto riguarda le lezioni e le esperienze apprese nella realizzazione di questo progetto, Fabiana Farro, Project Manager del
comune capofila, è dell’opinione che sarebbe necessario, soprattutto per quanto riguarda i progetti finanziati dalla Regione Toscana,
un miglior coordinamento in tutto l’arco della realizzazione delle attività: “La Regione Toscana lavora molto bene nel fare sistema
all’interno dei Tavoli di coordinamento, ma, una volta che i progetti sono in fase di realizzazione assume un ruolo di solo monitoraggio tecnico non intervenendo come soggetto politico riportando all’ordine e eventualmente dando un contributo di contenuto sulla
strategia. In caso di difficoltà tra i partner portare una voce forte potrebbe aiutare chi realizza il progetto. Il Comune di Prato, come
soggetto capofila del progetto, si è sentito lasciato solo di fronte alle difficoltà emerse. Esiste inoltre un problema di tipo burocratico
per cui per gli enti locali è sempre più complicato partecipare ai progetti di cooperazione, in particolare le complesse procedure di
accreditamento dei finanziamenti, la disciplina relativa alla gestione amministrativa e alla rendicontazione dei progetti, rallentano e
talvolta impediscono la realizzazione delle attività.”
Si ringrazia per la collaborazione Fabiana Farro, Collaboratrice/Project Manager, Assessorato ai Rapporti con l’Unione Europea, Comune di Prato.
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PIR 2007 MAROCCO
Foto: MEDINA
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Settembre 2010, n. 57
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Settembre 2010, n. 57
BANDI
BANDO in EVIDENZA
TITOLO
EU/IPA - SUPPORTING ACCESS TO RIGHTS, EMPLOYMENT AND LIVELIHOOD ENHANCEMENT OF REFUGEES AND IDPS IN SERBIA
ENTE EROGATORE
Delegazione dell’Unione Europea in Serbia (EuropeAid/130472/L/ACT/RS)
AREA GEOGRAFICA
SERBIA
OBIETTIVO
Contribuire alla risoluzione del problema dei rifugiati e degli sfollati in Serbia attraverso un
sostegno adeguato.
AZIONI
Il bando finanziarierà le seguenti azioni:
LOTTO 1: sviluppo economico attraverso attività di formazione professionale e attività generatrici di reddito;
LOTTO 2: messa a disposizione di strutture abitative per le categorie più vulnerabili di rifugiati
e sfollati;
LOTTO 3: incoraggiamento e facilitazione al rientro dei rifugiati.
La durata dei progetti deve essere compresa tra i 15 ed i 24 mesi.
I progetti devono aver luogo in Serbia nelle zone indicate dal bando per ogni singolo LOTTO.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL
CONTRIBUTO
Possono richiedere il contributo comunitario organizzazioni internazionale e organizzazioni
non governative. Queste ultime devono avere sede in uno dei 27 Stati UE, in uno Stato
beneficiatio IPA (Croazia, Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia,Turchia, Albania, Bosnia
Erzegovina, Montenegro, Serbia, Kosovo UNSCR 1244).
Il bando fissa limiti precisi per la presentazione dei progetti e per la partecipazione in qualità
di partner.
Sono messi a bando un totale di € 9.010.000, ripartiti nei 3 LOTTI oggetto del bando:
LOTTO 1: € 1.000.000
LOTTO 2: € 4.938.750
LOTTO 3: € 3.071.250
ENTITÀ CONTRIBUTO
Per ogni LOTTO il bando fissa i limiti del contributo comunitario.
SCADENZA
11/11/2010
FORMULARI E DOCUMENTI
https://webgate.ec.europa.eu/europeaid/online-services/index.cfm?do=publi.welcome
LOTTO 1: da € 250.000 a € 500.000 (Il contributo comunitario può coprire da un minimo del 65% fino
ad un massimo del 95% delle spese ammissibili)
LOTTO 2: da € 1.000.000 a € 1.500.000 (Il contributo comunitario può coprire da un minimo del 65%
fino ad un massimo del 90% delle spese ammissibili)
LOTTO 3: da € 1.500.000 a € 2.000.000 (Il contributo comunitario può coprire da un minimo del 65%
fino ad un massimo del 95% delle spese ammissibili)
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sezione BANDI
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BANDO in EVIDENZA
TITOLO
COOPERAZIONE FINANZIARIA E TECNICA CON I PAESI DELL’AMERICA
LATINA - SOSTEGNO ALLE IMPRESE IN NICARAGUA
ENTE EROGATORE
Commissione Europea - Ministerio de Fomento, Industria y Commercio/Republica de Nicaragua (EuropeAid/130531/M/ACT/NI)
AREA GEOGRAFICA
NICARAGUA
OBIETTIVO
Sostenere i sindacati, le organizzazioni e le associazioni rappresentative delle micro, piccole e
medie imprese non agricole per migliorare il decentramento di strutture e servizi sul territorio.
AZIONI
Il bando finanziarie azioni volte a:
- sostenere sindacati, organizzazioni e le associazioni rappresentative delle micro, piccole e
medie imprese non agricole per migliorare il decentramento di strutture e servizi sul territorio;
- migliorare la qualità, la pertinenza e l’efficienza dei “Servicios de Desarrollo Empresarial
(SDE)” delle organizzazioni e delle associazioni rappresentative di imprese sostenute;
- promuovere attività di esportazione ed internazionalizzazione delle micro, piccole e medie
imprese non agricole indicate dalle associazioni di imprese sostenute.
Il bando privilegia le proposte che coinvolgono donne e giovani.
Le attività dovranno aver luogo in Nicaragua.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL
CONTRIBUTO
Possono presentare la propria candidatura al presente bando: organizzazioni e associazioni rappresentative di imprese di uno Stato membro dell’UE o di uno Stato ammissibili allo
Strumento di cooperazione europeo DCI, alle quali siano associate almeno 15 imprese con
esperienza triennale nel sostegno alle piccole e medie imprese.
Sono messi a bando un totale di € 175.000.
ENTITÀ CONTRIBUTO
Per ogni progetto il contributo comunitario sarà compreso tra un minimo di € 20.000 e un
massimo di € 90.000.
Il contributo comunitario può coprire da un minimo del 50% fino ad un massimo dell’83%
delle spese ammissibili.
SCADENZA
15/11/2010
FORMULARI E DOCUMENTI
https://webgate.ec.europa.eu/europeaid/online-services/index.cfm?do=publi.welcome
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sezione BANDI
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BANDO in EVIDENZA
TITOLO
EU/DCI - ACTORES NO ESTATALES Y AUTORIDADES LOCALES EN EL DESARROLLO - ACCIONES EN PAÍSES SOCIOS - CHILE
ENTE EROGATORE
Delegación de la Unión Europea en Chile (DCI-NSAPVD/130551)
AREA GEOGRAFICA
CILE
OBIETTIVO
Favorire un dialogo maggiore e più strutturato che coinvolga la società civile circa le questioni
pubbliche relative al processo di ricostruzione dopo la catastrofe del febbraio 2010.
AZIONI
Le azioni dovranno interessare almeno una delle seguenti priorità:
LOTTO 1 - PRIORITÀ 1 - ATTORI NON STATALI: promozione del dialogo e della collaborazione tra
la società civile e le Istituzioni circa le decisioni pubbliche da prendere in relazione alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami del febbraio 2010;
LOTTO 2 - PRIORITÀ 2 - ATTORI NON STATALI: migliorare i sistemi di informazione trasparente e
di creazione di memoria storica intorno al tema della catastrofe del febbraio 2010;
LOTTO 3 - PRIORITÀ 3 - AUTORITÀ LOCALI: realizzazione di esperienze innovative di collaborazione tra autorità regionali o provinciali e la società civile nel disegno e nell’implementazione
di politiche pubbliche per lo sviluppo del territorio (in questo lotto non è ammessa la Regione
Metropolitana).
La durata dei progetti deve essere compresa tra i 12 ed i 24 mesi.
I progetti devono aver luogo in Cile nelle zone espressamente indicate dal bando per ciascun
LOTTO.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL
CONTRIBUTO
Possono presentare la propria candidatura al presente bando attori non statali ed autorità
locali europei o cileni.
Sono messi a bando un totale di € 1.000.000, così ripartiti:
LOTTO 1: Attori non statali € 550.000
LOTTO 2: Attori non statali € 250.000
LOTTO 3: Autorità Locali € 200.000
ENTITÀ CONTRIBUTO
Per ogni progetto dei LOTTI 1 e 2 il contributo comunitario sarà compreso tra un minimo di €
100.000 e un massimo di € 150.000, per ogni progetto del LOTTO 3 il contributo comunitario
sarà compreso tra un minimo di € 100.000 e un massimo di € 200.000
Il contributo comunitario può coprire da un minimo del 50% (fino ad un massimo del 90%
per gli attori non statali e le autorità locali cilene) delle spese ammissibili.
SCADENZA
30/11/2010
FORMULARI E DOCUMENTI
https://webgate.ec.europa.eu/europeaid/online-services/index.cfm?do=publi.welcome
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sezione BANDI
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BANDO in EVIDENZA
TITOLO
PARTENARIATO UE PER LA PACE - BANDO 2010
ENTE EROGATORE
Commissione Europea (EuropeAid/130462/L/ACT/Multi)
AREA GEOGRAFICA
TERRITORI OCCUPATI DI PALESTINA, ISRAELE E GIORDANIA
OBIETTIVO
Promuovere le condizioni per una soluzione negoziata e sostenere la società civile ed il livello
intergovernativo per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, attraverso il rafforzamento
e l’incremento di relazioni dirette della società civile e la cooperazione, basata sulla parità e
reciprocità tra palestinesi e israeliani (compresa la minoranza palestinese in Israele) e i vicini
arabi.
AZIONI
Il presente bando sosterrà iniziative nei seguenti settori prioritari:
• cooperazione fra le due comunità: azioni concrete congiunte per lo sviluppo socioeconomico
• educazione, comunicazione e responsabilizzazione per la costruzione della pace
• sensibilizzazione dei leader e dei formatori di opinione, dell’opinione pubblica e dei media
(a questa azione sarà assegnato almeno il 25% del budget totale del bando).
La durata dei progetti deve essere compresa tra i 12 ed i 36 mesi.
I progetti devono aver luogo in uno dei seguenti paesi/territori: Territori occupati di Palestina,
Israele o Giordania.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL
CONTRIBUTO
Possono presentare la propria candidatura al presente bando: ONG, organizzazioni della società civile, autorità locali, operatori del settore pubblico, organizzazioni internazionali di uno
Stato membro dell’UE, di uno Stato EFTA/SEE, dei Paesi in pre-adesione o dei Paesi terzi del
Mediterraneo.
Il proponente può presentare una proposta di progetto da solo o in partenariato con un altro
soggetto.
Se il proponente ha sede in un Paese diverso da Territori occupati di Palestina, Israele o Giordania, il partenariato con un partner con sede in uno di questi Paesi è obbligatorio.
Sono messi a bando un totale di € 8.800.000.
ENTITÀ CONTRIBUTO
Per ogni progetto il contributo comunitario sarà compreso tra un minimo di € 100.000 e un
massimo di € 500.000.
Il contributo comunitario può coprire da un minimo del 50% fino ad un massimo dell’80%
delle spese ammissibili.
SCADENZA
22/11/2010
FORMULARI E DOCUMENTI
https://webgate.ec.europa.eu/europeaid/online-services/index.cfm?do=publi.welcome
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sezione BANDI
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BANDO in EVIDENZA
TITOLO
EU/DCI - NON STATE ACTORS AND LOCAL AUTHORITIES IN
DEVELOPMENT - ACTIONS IN PARTNER COUNTRIES - SOMALIA
ENTE EROGATORE
Commissione Europea (EuropeAid/130376/L/ACT/SO)
AREA GEOGRAFICA
SOMALIA
OBIETTIVO
Promuovere la riduzione della povertà ed uno sviluppo sostenibile nel quadro degli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio e degli altri target che la comunità internazionale si è data nell’ambito
della cooperazione allo sviluppo.
Obiettivi prioritari del presente bando sono:
1) rafforzare le competenze e delle capacità degli attori non statali somali;
2) promuovere il dialogo tra gli attori non statali somali, l’amministrazione e la comunità
internazionale;
3) sensibilizzare l’opinione pubblica.
AZIONI
Il bando suggerisce di intraprendere azioni trasversali, qualora possibili, al fine di migliorare le
strategie volte alla prevenzione dei conflitti e alla riduzione della povertà. Tra i temi trasversali
ricordiamo la promozione di azioni per: uguagliaza di genere, diritti umani, democrazia, diritti
dei bambini, ambiente sostenibile, lotta contro HIV/AIDS.
Tutte le azioni dovranno essere concertate e condotte in collaborazione con attori non statali
somali.
La durata dei progetti deve essere compresa tra i 12 ed i 60 mesi.
I progetti devono aver luogo in Somalia.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL
CONTRIBUTO
Possono presentare la propria candidatura al presente bando attori non statali di uno Stato
membro dell’UE o di uno Stato partner inserito nella lista OECD/DAC dei PVS.
Sono messi a bando un totale di € 2.500.000.
Per ogni progetto il contributo comunitario sarà compreso tra un minimo di € 200.000 e un
massimo di € 600.000.
ENTITÀ CONTRIBUTO
Il contributo comunitario per proponenti di Stati partner può coprire da un minimo del 50%
fino ad un massimo del 90% delle spese ammissibili.
Il contributo comunitario per proponenti di Stati membri UE può coprire da un minimo del
50% fino ad un massimo del 75% delle spese ammissibili.
SCADENZA
10/01/2011
FORMULARI E DOCUMENTI
https://webgate.ec.europa.eu/europeaid/online-services/index.cfm?do=publi.welcome
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sezione BANDI
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ALTRI BANDI
TITOLO
DESCRIZIONE
ESPERTI NAZIONALI
DISTACCATI PRESSO
LE ISTITUZIONI UE
Consentire ai funzionari delle amministrazioni degli Stati membri, che
hanno esperienze e conoscenze professionali in materia di politiche
europee, di realizzare un’esperienza lavorativa presso i servizi della
Commissione.
SCADENZA
LINK
19/09/2010
35 Posti
http://www.esteri.
it/MAE/IT/Ministero/
Servizi/Italiani/Opportunita/Nella_UE/
Nelle_Istituzioni/
EspertiNazionaliDistaccati/Ricerca_
EspertiNazDistaccati.
htm
SERVIZIO CIVILE
NAZIONALE
E’ uscito il bando 2010 per il Servizio Civile Nazionale per la selezione
di 19.627 volontari tra i 18 e i 26 anni. I giovani saranno impiegati
in progetti di intervento sociale presso associazioni ed enti del terzo
settore e della cooperazione internazionale, in Italia e all’estero.
I volontari selezionati resteranno in servizio un anno e riceveranno
una retribuzione di € 433,80 al mese per un impegno settimanale di
30 ore.
04/10/2010
http://www.serviziocivile.it/Bandi/SchedaBando.aspx?IdBan
do=206245&SearchT
ext=&Section=164
RACCORTI SOCIALI
2010
Il festival di cortometraggi raccoglie le testimonianze del volontariato e del terzo settore: attività, esperienze, persone, speranze. Le
associazioni possono presentare un’opera sul tema “la cultura della
solidarietà e del volontariato in Toscana: i valori, le pratiche, i protagonisti”. Le regole da rispettare sono le stesse dell’edizione 2009:
cinque minuti di durata massima e colonna sonora originale. La partecipazione è gratuita. Le opere vanno presentate entro il 18 ottobre
2010. Il montepremi è di € 6.000. L’iniziativa è promossa da Cesvot
in collaborazione con Aiart - Associazione italiana ascoltatori radiotelespettatori - Delegazione di Pisa.
18/10/2010
http://www.raccortitoscani.it/joomla/
BANDO ALLEANZA
TORO SPA
Il finanziamento sarà devoluto ad un numero ristretto di iniziative
(massimo 15) che abbiano come scopo:per i giovani la formazione
e/o l’inserimento professionale finalizzati all’uscita da situazioni di
crisi o emarginazione; per gli stranieri in Italia progetti di integrazione, formazione e supporto finalizzati all’inserimento professionale. I
progetti devono essere circoscritti al territorio nazionale.
31/12/2010
http://www.alleanza.
it/pagine/pagina.
aspx?ID=Iniziative_
s001&L=IT
Il bando finanzia attività di ricerca nei settori agricoltura, energie
sostenibili e rinnovabili, acqua cambiamenti climatici, da svolgersi a
favore dei paesi della regione Caraibi e Pacifico facenti parte degli
Stati ACP.
31/01/2011
https://webgate.
ec.europa.eu/europeaid/online-services/
index.cfm?do=publi.
welcome
Il “Micro-Grant Research Fund” è un’iniziativa lanciata da UN-HABITAT nel maggio 2010. Il Fondo intende promuovere attività di ricerca
nel settore dello sviluppo urbano e regionale sostenibile. I “working
papers” finanziati saranno pubblicati come “UN-HABITAT’s Micro Research on Sustainable Urbanisation series”.
-
http://www.unhabitat.org/content.asp?t
ypeid=19&catid=292
&cid=8406
PROGRAMMA DI
RICERCA CARAIBI
E PACIFICO PER LO
SVILUPPO
SOSTENIBILE
(EUROPEAID/130381/D/ACT/
ACP)
UN-HABITAT
Micro-Grant
Research Fund
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sezione BANDI
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DOCUMENTI
DOCUMENTO in EVIDENZA
TITOLO
PROGRESS FOR CHILDREN. ACHIEVING THE MDGS WITH EQUITY
AUTORE
Unicef
DATA PUBBLICAZIONE
Settembre 2010
La comunità internazionale può salvare milioni di vite investendo prima di tutto nelle comunità e nei bambini più svantaggiati. Un simile approccio permetterebbe di affrontare anche
le crescenti disparità che stanno accompagnando i progressi verso il raggiungimento degli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM). Anche se si stanno compiendo notevoli progressi
nell’impegno internazionale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, nei prossimi cinque anni è necessario fare molto di più. Questo è quanto emerge dagli ultimi due studi
pubblicati dall’UNICEF: “Narrowing the Gaps to Meet the Goals” (Ridurre i divari per raggiungere gli Obiettivi) e “Progress for Children. Achieving the MDGs with Equity” (Progressi per
l’infanzia. Raggiungere gli OSM con equità).
SOMMARIO
Dal rapporto “Progressi per l’infanzia” emerge che:
• nei Paesi in via di sviluppo i bambini appartenenti al 20% (quintile) più povero della popolazione hanno più del doppio delle probabilità di morire prima di compiere 5 anni, rispetto ai
coetanei che appartengono al 20% più ricco;
• i bambini delle fasce sociali più povere hanno probabilità più che doppie di essere sottopeso, e corrono un rischio molto maggiore di arresto della crescita, rispetto ai bambini delle
fasce più benestanti;
• nonostante i grandi progressi compiuti nell’ultimo decennio verso la parità di genere
nell’istruzione primaria, nelle regioni in via di sviluppo le bambine e le ragazze rimangono
notevolmente svantaggiate nell’accesso all’istruzione, soprattutto a livello secondario;
• degli 884 milioni di persone che non hanno accesso a fonti migliorate di acqua potabile,
l’84% vive in zone rurali.
Paragonando l’efficacia di differenti strategie sanitarie destinate ai soggetti più bisognosi, lo
studio “Ridurri i divari” giunge alla conclusione che un approccio centrato sui bambini più
poveri e svantaggiati aumenterebbe il numero di vite salvate Pertanto nello studio l’UNICEF
giuge a queste conclusioni: 1) un approccio incentrato sull’equità garantisce che le somme
investite nella prevenzione rendano al massimo, riducendo notevolmente il numero di decessi
infantili e materni e i casi di malnutrizione cronica, rispetto alle strategie tradizionali; 2) un investimento di un milione di dollari in interventi contro la mortalità infantile in un paese a basso reddito e a mortalità elevata, se condotto con accento sull’equità, consentirebbe di salvare
fino al 60% di vite in più; 3) poiché le malattie, la malnutrizione e l’analfabetismo colpiscono
soprattutto i bambini più poveri, fornire loro servizi essenziali può accelerare notevolmente i
progressi verso il raggiungimento degli OSM e ridurre le disparità all’interno degli Stati.
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.....segue
DOCUMENTI INTEGRALI
FONTE
Settembre 2010, n. 57
Il rapporto e lo studio dell’UNICEF vengono pubblicati in concomitanza con un rapporto di
Save the Children intitolato “A Fair Chance at Life: Why Equity Matters for Children” che si
concentra sull’OSM 4 (riduzione di due terzi della mortalità infantile tra il 1990 e il 2015).
PROGRESS FOR CHILDREN. ACHIEVING THE MDGS WITH EQUITY
http://www.unicef.it/Allegati/Progress%20for%20Children%202010.pdf
NARROWING THE GAPS TO MEET THE GOALS
http://www.unicef.it/Allegati/Narrowing%20the%20Gaps%20to%20Meet%20the%20Goals.pdf
Unicef
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Settembre 2010, n. 57
DOCUMENTO in EVIDENZA
TITOLO
A FAIR CHANCE AT LIFE: WHY EQUITY MATTERS FOR CHILDREN
AUTORE
Save the Children
DATA PUBBLICAZIONE
Settembre 2010
Questo nuovo rapporto di Save the Children, A Fair Chance at Life, richiama l’attenzione su
una delle sfide di sviluppo più urgenti della nostra epoca: eliminare il sacrificio delle morti
infantili prevenibili nei paesi più poveri del mondo, che nel 2008 sono state circa 9.000.
I progressi verso il quarto Obiettivo di Sviluppo del Millennio - ridurre di due terzi la mortalità
infantile tra il 1990 ed il 2015 - dimostrano che questo obiettivo è oggi ampiamente disatteso
e si pone con urgenza la necessità di trovare soluzioni adeguate al problema della mortalità
infantile.
SOMMARIO
Il prossimo vertice dell’ONU a New York che esaminerà lo stato dell’arte relativo al raggiungimento degli otto Obiettivi del Millennio è l’ultima opportunità prima del 2015 in cui la
comunità internazionale può raggiungere un accordo sulle misure necessarie per accelerare i
progressi per non fallire il raggiungimento stesso degli Obiettivi di sviluppo che si è data nel
2000.
Il rapporto esamina le disparità nei progressi in materia di sopravvivenza dell’infanzia che esistono tra i paesi ricchi e quelli meno ricchi di tutto il mondo. Il rapporto mostra che sforzi più
intensi per ridurre la mortalità infantile possono avere successo solo se l’equità viene posta
al centro di ogni strategia d’intervento a partire, a livello governativo, dall’allocazione delle
risorse pubbliche e, a livello internazionale, dal coordinamento tra i donors. Afferma, inoltre,
che raggiungere le comunità emarginate rappresenta la chiave per ridurre le disuguaglianze
e conseguire il quarto l’Obiettivo del Millennio.
Assicurare che ogni bambino abbia una possibilità di vita è un imperativo morale. Come sottolinena il rapporto è necessario trarre gli strumenti per combattere la mortalità infantile dai
casi di successo che in vari paesi dimostrano che raggiungere questo obiettivo è possibile.
Questa è la nuova sfida.
DOCUMENTO INTEGRALE
http://www.reliefweb.int/rw/lib.nsf/db900sid/NROI-8949M8/$file/sc-sep2010.pdf?openelement
FONTE
Relief Web
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Settembre 2010, n. 57
DOCUMENTO in EVIDENZA
TITOLO
UNAIDS OUTLOOK REPORT 2010
AUTORE
UNAIDS
DATA PUBBLICAZIONE
Luglio 2010
Secondo le stime dell’UNAIDS, 33.4 milioni di persone risultano infette dal virus dell’HIV in
tutto il mondo alla fine del 2008. Nello stesso anno, si sono riscontrate anche quasi 2.7 milioni
di nuove infezioni e 2 milioni di casi di morte dovuta all’AIDS. L’ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per la lotta all’AIDS mostra che i giovani sono in prima linea nella prevenzione dell’HIV: 15 tra i paesi più colpiti presentano infatti un calo del 25% nel contagio da
HIV in questa fascia di popolazione. Una nuova indagine a livello globale mostra come l’AIDS
continua ad essere una questione della massima importanza per la gente di tutto il mondo.
SOMMARIO
L’ultimo rapporto dell’UNAIDS presenta una piattaforma di trattamento dell’HIV radicalmente
semplificata, chiamata “Trattamento 2.0” che potrebbe diminuire drasticamente il numero di
morti a causa dell’AIDS, oltre a ridurre notevolmente il numero di nuove infezioni da HIV. I
dati raccolti dimostrano che nei 15 paesi più colpiti da HIV, le contrazioni del virus tra i giovani
sono calate in modo significativo, grazie al fatto che essi hanno adottato abitudini sessuali
più sicure.
Nel rapporto è presente anche un nuovo completo sondaggio d’opinione fatto dall’UNAIDS
e da Zogby International, che mostra che trent’anni dopo l’inizio dell’epidemia dell’AIDS, di
regione in regione, molti paesi continuano a considerare l’AIDS uno dei problemi più gravi che
il mondo si trova ad affrontare. Inoltre, anche un’analisi economica sostiene come la salute
debba considerarsi assolutamente come una priorità, e non un lusso, sottolineando il bisogno
urgente dei paesi donatori di investire nella lotta contro l’AIDS ed invitando i paesi in via di
sviluppo più ricchi ad incrementare maggiormente le risorse nei settori HIV e sanità.
DOCUMENTO INTEGRALE
http://www.unaids.org/en/KnowledgeCentre/Resources/FeatureStories/archive/2010/20100713_Outlook_launch.asp
FONTE
Onu Italia
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DOCUMENTO in EVIDENZA
TITOLO
LE NUOVE SCHIAVITÙ
AUTORE
Save The Children
DATA PUBBLICAZIONE
Agosto 2010
Secondo i dati del Comitato Minori Stranieri, i minori stranieri non accompagnati presenti in
Italia sono 4.466. Si stimano in almeno 50.000 le vittime di tratta e sfruttamento in Italia che
hanno ricevuto protezione, assistenza e aiuto fra il 2000 e il 2008. Nello stesso intervallo di
tempo risultano 986 i minori di 18 anni vittime di tratta e grave sfruttamento inseriti in programmi di protezione. Nigeria, Romania, Moldavia, Albania, Ucraina le nazionalità prevalenti
delle vittime di tratta, a scopo di sfruttamento sessuale. Anche se non mancano vittime di
sfruttamento lavorativo (163 fra il 2007 e il 2008). 5.075 fra il 2004 e il 2009 gli indagati per
riduzione o mantenimento in schiavitù e per reato di tratta di persone.
SOMMARIO
Sono per lo più ragazze, in gran parte di nazionalità nigeriana e rumena e di età compresa
tra i 15 e i 18 anni, le vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale in Italia. In ripresa
sono gli arrivi in aereo, il che comporta un debito più elevato da ripagare, mentre su strada si
continuano a intercettare le ragazze giunte in Italia via mare, in Sicilia e poi spostatesi sull’intero territorio nazionale, ad esempio a Torino, Milano, Napoli o sulla costa adriatica. Una forte
presenza di ragazze nigeriane si registra nell’area di Castelvolturno, dove la loro situazione
rimane critica. Le giovani rumene o di altri paesi dell’Est Europa, sono una presenza costante
su strada. Molti operatori rilevano ancora la prostituzione indoor, cioè al chiuso, ma più come
un’alternativa per evitare che le ragazze siano fermate e multate dalle forze dell’ordine mentre si prostituiscono per strada. La tratta e lo sfruttamento sessuale
Il coinvolgimento in attività illegali riguarda prevalentemente bambini e adolescenti di ambo
i sessi per lo più rumeni ma anche di origine nord-africana, alcuni con non più di 14 anni e
quindi non perseguibili penalmente. Reclutati nei paesi di origine o in Italia, vengono costretti
a compiere furti e scippi. Nel nord Italia si sta radicando il fenomeno dello sfruttamento di
minori senegalesi nello spaccio di stupefacenti. In particolare nella zona torinese è in aumento il numero di ragazzi, dai 14 ai 18 anni, provenienti principalmente dell’area di Louga in
Senegal, coinvolti nello spaccio.
Questi sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto di Save The Children pubblicato in occasione della Giornata Internazionale in Ricordo della Schiavitù e della sua Abolizione (23 agosto).
DOCUMENTO INTEGRALE
http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img122_b.pdf
FONTE
Save The Children
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Settembre 2010, n. 57
DOCUMENTO in EVIDENZA
TITOLO
LA MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE.
STATO DELL’ARTE E POTENZIALITÀ
AUTORE
CESVOT
DATA PUBBLICAZIONE
2010
L’integrazione dei migranti è un obiettivo fondamentale nel lavoro messo in atto in molti contesti locali da cittadini, società civile e istituzioni. Da anni le associazioni di volontariato sono
chiamate a confrontarsi con il tema dell’immigrazione: inizialmente con funzione di progettazione e gestione di servizi di accoglienza, in seguito nella riflessione su inclusione sociale e
diritti di cittadinanza degli immigrati.
SOMMARIO
In primo luogo la mediazione linguistico-culturale merita un’attenzione particolare, in quanto
dispositivo di accoglienza per eccellenza, all’interno di una società che si fa sempre più escludente: non solo quindi per la sua “necessità”, più ancora che utilità, per gli operatori della
scuola, della sanità, delle pubbliche amministrazioni, delle associazioni di volontariato, per
gli utenti stranieri e italiani; ma anche per un suo ruolo ormai politico, di rappresentanza di
istanze di inclusione e integrazione. L’immigrazione è un fatto, come lo è stata in tanti periodi
storici e prendendo tante e diverse direzioni e forme: gli stranieri ci sono e continueranno ad
arrivare, perché a questa continua mobilità spingono le congiunture economiche e politiche
a livello globale. Continuare a garantire e implementare, nei nostri servizi territoriali, la presenza di mediatori e mediatrici linguistico-culturali che facilitino l’accesso ai servizi essenziali
di queste persone in viaggio, è anche un modo per ribadire responsabilmente che alle sfi de
della contemporaneità rispondiamo cercando di attrezzarci con strumenti adeguati, e non
voltando la testa dall’altra parte. All’interno di questo panorama mutevole, il volontariato è
attore di cambiamento sociale e da anni supporta, e a volte sostituisce, i servizi nell’accoglienza dei migranti: in questo senso la mediazione linguistico-culturale si confi - gura come
un aiuto concreto al volontariato nel processo di apertura e comunicazione con i migranti
quali nuovi cittadini, e un’opportunità per tutte le associazioni che da anni si impegnano in
progetti di inclusione sociale.
In secondo luogo la mediazione linguistico-culturale merita un’approfondimento attento perchè date l’attenzione crescente e l’importanza del coinvolgimento attivo dei migranti nelle
attività di volontariato.
La pubblicazione del CESVOT, realizzata in collaborazione con Ucodep, offre un quadro aggiornato sullo stato della mediazione linguistico-culturale in Italia. Oltre che sugli aspetti normativi e storici, il testo si sofferma su formazione e professionalità del mediatore, percezione
e ruolo della mediazione culturale in ambito sociale e sanitario, scolastico e penitenziario.
DOCUMENTO INTEGRALE
http://www.cesvot.it/repository/cont_schedemm/5495_documento.pdf
FONTE
CESVOT
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Settembre 2010, n. 57
ALTRI DOCUMENTI
TITOLO
DESCRIZIONE
DOCUMENTO
STATISTICHE FAO 2010
Pochi giorni prima del Vertice delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio che si terrà a New York (20-22 settembre), la FAO ha reso note le nuove
stime per il 2010 sul numero di persone che attualmente soffre di fame cronica
nel mondo. Vicina alla soglia del miliardo, tale cifra rimane inaccettabilmente alta,
nonostante un previsto declino attribuibile principalmente al clima di ripresa economica ed alla caduta dei prezzi a partire dal 2008. Di fatto, il numero di persone
che soffrono la fame è assai maggiore oggi che prima delle crisi alimentare ed
economica del 2008-2009.
http://www.fao.org/
docrep/012/al390it/
al390it00.pdf
DRAFT RAPPORTO
NAZIONI UNITE
VIOLAZIONE DEI
DIRITTI UMANI IN RDC
1993-2003
Versione “non definitiva” del rapporto ONU sui crimini della guerra in Repubblica
Democratica del Congo (1993-2003). La pubblicazione ufficiale a ottobre.
http://www.nigrizia.it/
public/PDF%20e%20
DOCUMENTI/draft%20
un%20report%20for%20
crime%20in%20drc%20
(ohrc).pdf
IRAQ E OBIETTIVI DI
SVILUPPO DEL
MILLENNIO
Nel rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Iraq, il governo iracheno e
le Nazioni Unite presentano i progressi compiuti in vista del raggiungimento in Iraq
degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs). I progressi fatti riguardano
soprattutto riduzione della fame e della mortalità infantile e promozione dell’uguaglianza di genere. Mentre in altre aree cruciali, come iscrizione alla scuola primaria,
disoccupazione, accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari puliti, i miglioramenti
riscontrati sono più lenti.
http://www.reliefweb.
int/rw/RWFiles2010.nsf/
FilesByRWDocUnidFilename/MYAI-87W6FVfull_report.pdf/$File/
full_report.pdf
EUROPEAN UNION LATIN AMERICA
DEVELOPMENT
COOPERATION GUIDE
L’UE intrattiene importanti relazioni con l’America Latina sin dal 1960. L’Europa è
il maggior partner economico e politico di questa regione del mondo è: il primo
donor per la cooperazione, il secondo investitore estero, il secondo parner commerciale. In questa guida sono illustrati i programmi di cooperazione in America
Latina attivati dall’UE e dai suoi Stati membri.
http://ec.europa.eu/
europeaid/infopoint/
publications/europeaid/
documents/178a_latinam_dev_coop_guide_2010_en.pdf
THE EUROPEAN UNION
AND THE
INTERNATIONAL
CRIMINAL COURT
Il rafforzamento dello stato di diritto la promozione del rispetto dei diritti umani,
nonché della pace e della sicurezza internazionale, sono i cardini su cui si fonda
l’Unione Europea. In questo opuscolo l’UE illustra il suo impegno a sostegno della
Corte Penale Internazionale.
http://www.consilium.
europa.eu/uedocs/
cms_data/librairie/PDF/
ICC_may_10_internet.pdf
UNIONE EUROPEA,
STATI MEMBRI E
DIRITTI UMANI
L’Agenzia sui diritti fondamentali dell’UE ha appena realizzato un ampio studio
sulle Istituzioni nazionali per i diritti umani nei Paesi dell’Unione in cui si trattano
anche le strategie per rafforzare l’impegno europeo per la difesa delle libertà fondamentali.
http://www.fra.europa.
eu/fraWebsite/attachments/NHRI_en.pdf
PROTECTING
CHILDREN AFFECTED
BY ARMED CONFLICT
IN AFGHANISTAN
Il nuovo rapporto del Watchlist on Children and Armed conflict, un network di organizzazioni che si occupano di tutela dei diritti dei bambini in paesi in guerra, di
cui fa parte anche Save the Children.
http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img121_b.pdf
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EVENTI
EVENTO in EVIDENZA
TITOLO
MULTIPART FINAL INTERNATIONAL CONFERENCE
DATA
22 - 23 settembre 2010
LUOGO
Pisa
“L’importanza dei Partenariati nei paesi teatro di conflitti: ricerche ed esperienze dal Kosovo,
dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Afghanistan”. Se ne discute a Pisa, presso la
sede centrale della Scuola Sant’Anna il 22 e 23 settembre p.v.
NOTE
La conferenza, atto conclusivo del progetto “Multi-stakeholder partnerships in post conflict
recontruction: the role of the European Union” finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Settimo Programma Quadro, dibatterà le modalità di cooperazione tra soggetti privati
e pubblici, internazionali e nazionali, associazioni e organizzazioni non governative, volte a
favorire i processi di ricostruzione e di sviluppo, indagandone l’impatto potenziale in termini
di sicurezza non solo personale ma anche economica e sociale.
Esperti dell’Onu e delle principali Organizzazioni Internazionali e non governative impegnate
sul campo, dibatteranno insieme ai ricercatori del progetto i risultati della ricerca, evidenziandone punti di forza e debolezza.
INFORMAZIONI
http://www.multi-part.eu/
FONTE
Scuola Superiore Sant’Anna
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sezione EVENTI
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EVENTO in EVIDENZA
TITOLO
SFIDA PER L’INTEGRAZIONE: INCLUSIONE FINANZIARIA DEGLI IMMIGRANTI
DATA
27 settembre 2010
LUOGO
Roma
Il fenomeno migratorio in Italia ha ormai raggiunto dimensioni non trascurabili, per volumi e
per contributi al sistema economico. Sempre più i settori economici e le Istituzioni guardano
al migrante come risorsa importante per il nostro Paese.
L’immigrazione è oggi una realtà strutturale, con oltre 4 milioni di persone il cui trend di
crescita appare evidente anche alla luce delle dinamiche demografiche ed economiche del
nostro Paese.
A questo sviluppo si accompagna l’evoluzione delle banche, che negli ultimi anni hanno risposto a nuovi bisogni bancari e finanziari, in un quadro organico di rapporti e relazioni.
NOTE
L’inclusione finanziaria rappresenta uno degli aspetti legati al fenomeno migratorio che può
costituire una leva importante per favorire e accelerare il processo di integrazione sociale:
rendendo accessibili le diverse tipologie di strumenti e servizi finanziari; accrescendo il risparmio e la disponibilità di credito; modificando la percezione del rischio; accrescendo la
sicurezza economica attraverso forme di accumulo di risparmio e di altri servizi che costituiscono supporto e sostegno al processo di integrazione economica e sociale che, se ben
accompagnata, può autoalimentarsi.
In questo contesto è nata la volontà di ABI di organizzare - insieme alla Fondazione Ethnoland - per il prossimo 27 settembre 2010 a Roma (Palazzo Altieri) un evento dedicato a
questo tema:
“Sfida per l’integrazione: inclusione finanziaria degli immigrati”, continuando il percorso di riflessione che l’Associazione insieme alle banche italiane hanno avviato. L’obiettivo del convegno è quello di ragionare sul tema dell’inclusione finanziaria con i diversi soggetti interessati:
dal sistema bancario alle istituzioni, dalle associazioni di categoria al terzo settore, consapevoli che gli obiettivi di inclusione finanziaria richiedono un insieme complesso di politiche di
promozione e di sostegno allo sviluppo, non limitate ai confini dell’operatività della banca.
Parteciperanno esperti di banche, imprese, istituzioni, centri di ricerca e terzo settore.
Molti i temi che si affronteranno nelle tavole rotonde del pomeriggio: “Banche e immigrazione: modelli di business a confronto”; “Valutazione del merito creditizio e imprenditoria
immigrata”; “Inclusione finanziaria e inclusione sociale”.
INFORMAZIONI
http://www.abieventi.it/eventi/1230/sfida-per-l-integrazione-inclusione-finanziaria-degli-immigrati/
FONTE
ABI
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sezione EVENTI
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EVENTO in EVIDENZA
TITOLO
LA SCIENZA DELL’EMERGENZA
DATA
7 - 17 ottobre 2010
LUOGO
Bergamo
La mostra multimediale “La Scienza dell’Emergenza”, organizzata da Cesvi e dalla Commissione Europea, ha l’obiettivo di raccontare i principi e le dinamiche del lavoro umanitario nelle
grandi emergenze internazionali.
Cosa succede quando esplode una crisi umanitaria? Chi interviene? Con quali strumenti? In
base a quali priorità?
NOTE
A questi e molti altri interrogativi cerca di rispondere questo percorso espositivo presentato
da Cesvi in partnership con ECHO, il Servizio per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della
Commissione Europea, nell’ambito di BergamoScienza 2010.
Un percorso che mette in luce la dimensione di professionalità e complessità che caratterizza
l’attività umanitaria.
La mostra affronta l’argomento delle “crisi umanitarie complesse” attraverso cinque aree
tematiche basate su tecnologie, giochi e soluzioni innovative che coinvolgono direttamente
il visitatore.
Un approfondimento speciale è dedicato a due Paesi in emergenza: Haiti e Somalia. Il primo
travolto nel gennaio 2010 da un terremoto che ha fatto 220 mila vittime, il secondo afflitto da
una guerra civile che dura da oltre 20 anni.
Intervenire con scientificità significa unire alla partecipazione emotiva l’indispensabile lucidità
che porta a muoversi con pianificazione strategica. Il modo più corretto affinché ogni singolo
aiuto possa tradursi in una solidarietà concreta ed efficace.
INFORMAZIONI
http://www.cesvi.org/?pagina=pagina_generica.php&id=2004
FONTE
CESVI
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sezione EVENTI
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EVENTO in EVIDENZA
TITOLO
SEMINARI IN DIRITTO DELL’IMMIGRAZIONE
DATA
7 -29 ottobre 2010
LUOGO
Trento
I seminari in Diritto dell’Immigrazione, in programma dal 7 al 29 ottobre 2010, si terranno
presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
Il ciclo di seminari formativi intende soffermarsi sull’analisi di tutti quegli aspetti che oggi
vanno a costituire quel ramo del diritto noto come: “Diritto dell’immigrazione”. Nel corso degli
incontri seminariali si tenterà di toccare i diversi aspetti di questa materia, soffermandosi sulle
diverse criticità che si aprono nell’analisi della normativa che la caratterizza.
L’iniziativa si rivolge principalmente a giuristi, avvocati, quadri dell’amministrazione e chiunque sia interessato o desideri approfondire la conoscenza del diritto dell’immigrazione e dei
meccanismi connessi allo stesso.
NOTE
Ci si soffermerà, con attenta analisi, sulla normativa e sulla prassi oggi presenti a seguito
dell’entrata in vigore del “pacchetto sicurezza”, il quale sarà affrontato alla luce della normativa europea, con particolare attenzione alle eventuali discrasie fra ordinamento interno ed
ordinamento comunitario.
L’iscrizione al corso è gratuita fino ad esaurimento posti. Le iscrizioni on-line sono aperte fino
al 25 settembre 2010.
Il ciclo di seminari sono organizzato da: Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto,
A.S.G.I. (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), A.I.G.A. (Associazione Italiana Giovani Avvocati). Ciclo accreditato presso: C.O.A. (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di
Trento) - 24 crediti.
INFORMAZIONI
http://www.fondazionecaritro.it./
FONTE
Fondazione Ca.Ri.TRo.
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sezione EVENTI
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EVENTO in EVIDENZA
TITOLO
INNOVATIVE EXPERIENCES OF INTEGRATION OF MIGRANTS IN EUROPE:
LEARNING FROM EXPERIENCES IN OTHER EUROPEAN CITIES
DATA
19 ottobre 2010
LUOGO
Milano
La conferenza è congiuntamente organizzata dal network internazionale CLIP, dalla Fondazione Ismu di Milano, dalla Fondazione Piccini di Brescia e dall’agenzia dell’Unione Europea
Eurofound di Dublino. All’iniziativa hanno contribuito Unioncamere Lombardia, CGIL Regionale e la Camera di Commercio di Milano. L’incontro riunirà presso l’Union Camere Lombardia
circa 70 persone provenienti dalle amministrazioni comunali di alcune città italiane, da realtà
sindacali, ecclesiastiche, della società civile e da alcuni istituti di ricerca. Parteciperanno inoltre rappresentanti di alcune città europee e di organizzazioni sindacali europee e nazionali e
ricercatori di altri paesi europei.
NOTE
Tra i relatori che interverranno, i professori Vincenzo Cesareo, Laura Zanfrini e Nicola Pasini
della Fondazione Ismu; Raffaele Riccardi sindaco della città di Bologna; Ilda Curti, assessore
della città di Torino; Helga Nagel e Gerry Folan, responsabili dell’integrazione dei migranti
nelle città di Francoforte e Dublino. La comunità scientifica sarà inoltre rappresentata da
Ferruccio Pastore di Fieri di Torino, dal prof. Rinus Pennix di Imes di Amsterdam e da Hubert
Krieger, rappresentante di Eurofound di Dublino e della CLIP network.
La realtà imprenditoriale sarà rappresentata da relatori della Camera di Commercio di Milano
e di associazioni di lavoratori immigrati. CGIL Lombardia rifletterà sul ruolo delle unioni sindacali relativamente alle politiche di integrazione locale.
Sulla scorta delle più recenti ricerche europee e italiane, saranno discussi i seguenti temi:
- Politiche di integrazione: come rispondere alla crescita della diversità culturale nelle città
europee?
- Imprenditorialità immigrata: come utilizzare le opportunità fornite dalla crescita dell’imprenditorialità immigrata ai fini dell’integrazione dei migranti nell’occupazione e, più in generale,
nella società? Come si può utilizzare l’imprenditorialità immigrata per un migliore sviluppo
economico della città? Quali sono le condizioni di occupabilità e di lavoro nelle imprese etniche?
- Governance: Come coinvolgere in maniera più efficace le parti sociali? (sindacati, organizzazioni dei lavoratori, Camere di Commercio) nelle politiche di integrazione locale? Quale è
la loro relazione con la città e con gli altri stakeholder locali (organizzazioni non governative,
organizzazioni di migranti e la Chiesa)?
INFORMAZIONI
http://www.permessidisoggiorno.anci.it/Eventi.aspx?id=0&idSez=0&nid=520
FONTE
ANCI
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ALTRI EVENTI
TITOLO
DESCRIZIONE
LINK
INTERCULTURA E
CO-SVILUPPO NEL
MONDO DELLA
SCUOLA
Giovedì 23 settembre, dalle ore 14 presso l’Associazione Culturale Villa Pallavicini,
in via Meucci 3 a Milano, Fondazioni 4 Africa e COOPO invitano al seminario dal
titolo “INTERCULTURA E CO-SVILUPPO NEL MONDO DELLA SCUOLA. Esperienze
e buone pratiche di educazione allo sviluppo”.
http://www.coopi.org/repository/news/mi_23set10.jpg
FESTIVAL
INTERNAZIONALE
SUI DIRITTI UMANI
Il Centro Altri Studi per la Lotta al Terrorismo e alla Violenza Politica organizza a
Pomozia, Campus Universitario “Selva dei Pini”, dal 24 al 30 settembre il Festival
Internazionale sui Diritti Umani - 7 Peccati Capitali nel mondo.
http://www.ceasonline.com/it/
content/festival-internazionalesui-diritti-umani
TERRA DI TUTTI
FILM FESTIVAL
Si terrà dal 7 al 10 ottobre 2010, al cinema Lumière di Bologna, la 4° edizione
del Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di documentari e cinema dal sud del
mondo organizzata da COSPE e Gruppo di volontariato civile. La 4° edizione del
Terra di Tutti Film Festival sarà dedicata ai temi: lotta alla povertà, valorizzazione
e preservazione delle risorse naturali, sovranità alimentare, agricoltura sostenibile, biologica ed equo-solidale, acqua come bene comune dell’umanità, migrazioni.
http://www.terradituttifilmfestival.org/
CONFERENZA
REGIONALE SULLA
COOPERAZIONE
TOSCANA
Si comunica che il giorno 13 ottobre 2010, presso il Museo Piaggio Giovanni
Alberto Agnelli di Pontedera (PI), avrà luogo la IX Conferenza Regionale “Cooperazione Internazionale e Pace” - Valori, Principi e sviluppo per la globalizzazione:
il ruolo della Toscana.
http://www.regione.toscana.it/
latoscananelmondo
MASTER OF ARTS IN
HUMAN RIGHTS AND
CONFLICT
MANAGEMENT
2010-2011
Obiettivo del Master in “Human Rights” organizzato dalla Scuola Superiore
Sant’Anna, giunto ormai alla sua IX Edizione, è formare professionisti di eccellenza in grado di operare con funzioni di progettazione, gestione e monitoraggio
all’interno dei programmi e degli interventi promossi dalle organizzazioni nazionali, regionali, internazionali o dalle ONG, e finalizzati alla tutela dei diritti umani
e alla prevenzione, mitigazione o risoluzione dei conflitti.
Il Master è aperto ad un massimo di 28 partecipanti, 14 posti sono riservati a cittadini non UE. La deadline per la presentazione delle candidature per i candidati
UE è il 15 ottobre 2010.
http://www.sssup.it/context.
jsp?ID_LINK=376&area=46
PROMOZIONE
DEI PRODOTTI
PALESTINESI
In occasione della Giornata internazionale dell’alimentazione (Wfd2010) delle Nazioni Unite il 16 ottobre, l’Unità tecnica locale (Utl) della direzione generale per
la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina a Gerusalemme organizza a
Gerico un evento di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici palestinesi realizzati nell’ambito dei progetti promossi dal ministero degli Esteri e dei programmi
di emergenza affidati alle Ong italiane.
http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/
italiano/news/viewnews.
asp?idx=3457
WWW. WORLD WIDE
WOMEN
Dal 10 al 12 febbraio 2011 si terrà a Torino il convegno internazionale Www.
World Wide Women. Globalizzazione, generi, linguaggi organizzato dal Cirsde
(Centro interdisciplinare di ricerche e studi delle Donne) dell’Università di Torino,
che si propone di favorire uno scambio interculturale e interdisciplinare tra studiosi e studiose che hanno adottato la prospettiva di genere come questione e
punto di vista.
http://www.cirsde.unito.it/
default.aspx
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sezione EVENTI
INFORM@ZIONE per lo SVILUPPO - Newsletter della Cooperazione Decentrata Toscana
Settembre 2010, n. 57
USEFUL WEBSITES
INDIRIZZO WEB
DESCRIZIONE
http://www.odihpn.org/
HUMANITARIAN PRACTICE NETWORK
http://www.ipu.org/dem-e/idd/overview.htm
INTERNATIONAL DAY OF DEMOCRACY
http://www.internationaldayofpeace.org/
INTERNATIONAL DAY OF PEACE
http://jeunesrm.org/
JEUNES REPORTEUR MIGR@NTS
http://unddd.unccd.int/index.htm
http://www.gaportal.org/
UNITED NATIONS DECADE FOR DESERTS AND THE
FIGHT AGAINST DESERTIFICATION
UNDP - GOVERNANCE ASSESSMENT PORTAL
http://www.unwto.org/worldtourismday/
WORLD TOURISM DAY
http://www.worldwaterweek.org/
WORLD WATER WEEK
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sezione LINKS
INFORM@ZIONE per lo SVILUPPO - Newsletter della Cooperazione Decentrata Toscana
Settembre 2010, n. 57
COME CONSULTARE LA NEWSLETTER
La Newsletter del Sistema Toscano della Cooperazione Decentrata è articolata in sezioni dedicate alla presentazione di
informazioni ed approfondimenti utili per i soggetti toscani attivi, a vario titolo, nell’ambito delle politiche di cooperazione decentrata e solidarietà internazionale.
La sezione APPROFONDIMENTI è dedicata a rotazione ad un’area geografica d’intervento della Regione Toscana (Africa,
Mediterraneo, America Latina, Asia, Europa) e prevede l’approfondimento di temi particolarmente rilevanti per gli operatori del Sistema Toscano inerenti le priorità indicate nel Programmi Operativi di Area Geografica. La sezione ospiterà
anche approfondimenti relativi a iniziative speciali organizzate o promosse dalla Regione Toscana.
La sezione BANDI illustra alcuni tra bandi internazionali, europei, nazionali e regionali aperti più rilevanti per il sistema
toscano e propone una carrellata di altri bandi aperti in una breve scheda nella quale sono brevemente descritti i termini
dei bandi ed indicati i link web dove ricavare maggiori informazioni.
La sezione DOCUMENTI riporta le novità più importanti in tema di cooperazione illustrando alcuni rapporti, proposte,
studi ad hoc ed indica poi altri documenti rilevanti in una breve scheda nella quale è indicato l’oggetto dei vari documenti ed il link web dove poterli consultare.
La sezione EVENTI segnala seminari, convegni, manifestazioni, mostre, rassegne, corsi di formazione volti ad approfondire i temi della cooperazione allo sviluppo. Gli eventi che possono più interessare gli operatori della cooperazione decentrata toscana, nonché le iniziative promosse dagli stessi soggetti del Sistema Toscano sono illustrati più in dettaglio,
gli altri eventi selezionali sono riportati in una scheda che ne da una brevissima descrizione e rinvia al sito web dove è
possibile avere maggiori informazioni sui vari eventi.
La sezione LINKS seleziona, infine, i siti web più interessanti per chi lavora nel mondo della cooperazione.
CONTATTI
SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA
Dott.ssa Ilaria Dal Canto
Dott.ssa Annarosa Mezzasalma
TEL: 050 882673/79
E-MAIL: [email protected]
WEB SITE: http://www.sssup.it/newsviluppo
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Newsletter n.57 - Scuola Superiore Sant`Anna