NEWS DALL’ORDINE CORSI/CONVEGNI L’Ordine è stato informato dei seguenti corsi e convegni: 1) Università Torino: Master di II livello in Medicina della Riproduzione per Medici Veterinari a.a. 2015/16 Torino - www.unito.it 2) Università di Milano: Corso di Perfezionamento in "Basi Anatomiche e Tecniche in Chirurgia Addominale" da febbraio 2016 Milano - www.unimi.it/studenti/corsiperf/91311.htm 3) ZR Diagnostici: Alimentazione naturale del cane, dieta barf dalla teoria alla pratica 22 gennaio 2016 Soncino (CR) - www.zrdiagnostici.com 4) SIVAR: Alimentazione in buiatria: giornata di approfondimento 4 febbraio 2016 Cremona – www.sivarnet.it 5) SCIVAC: www.scivac.it http://registration.evsrl.it Oncologia specialistica 3 Cremona 18/20 febbraio 2016 Certezze, incertezze e sfide nella chirurgia dei piccoli animali Cremona 26 febbraio 2016 Trattamento chirurgico della displasia in giovane eta' con DPO Cremona 27/28 febbraio 2016 4° Itinerario di anestesia: General Practitioner Practitioner Certificate in Anestesiology GPCert(Ane) Cremona aprile 2016novembre 2017 Corso Pratico Apparato urinario: come scoprire la gravità e la sede della lesione VI Parte - Medicina Interna 6/9 luglio 2016 Cremona Corso Pratico Neurochirurgia 6/8 luglio 2016 Cremona Corso complementare per l'esame ESVPS V ParteParte-Chirurgia 13/16 luglio 2016 Cremona Corso Pratico Approccio orientato al problema delle malattie oculari non chirurgiche 1 II Parte - Oftalmologia 15/16 luglio 2016 Cremona Corso pratico: Endoscopia dell'apparato dell'apparato respiratorio 4-5 ottobre 2016 Cremona 6) Settimanale della Veterinaria Preventiva: Food Safety e Food Security: i rischi dalle malattie animali Folgaria (TN) 22-26 febbraio 2016 - www.veterinariapreventiva.it 7) Formazione IZSLER: Diagnostica predittiva a sfondo immunologico delle malattie condizionate negli animali di interesse zootecnico Brescia 25 febbraio 2016 - [email protected] 8) ANMVI: III° Management Forum-La La compliance con il Cliente per realizzare il nostro Business Rimini 28 maggio 2016 – www.anmvi.it INCARICHI DI PRESTAZIONE PRESSO OSPEDALE VETERINARIO VETERINARIO UNIVERSITÀ DI PARMA Il Dip. scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma ci segnala che sul sito www.unipr.it/node/11999 sono pubblicati i bandi per vari Incarichi di prestazione d'opera autonoma presso l'Ospedale Veterinario - dell'Università di Parma, con scadenza il 18 dicembre 2015. Per info: Marialuisa Ghelfi (Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie – UniPr: tel 0521 033528) OFFERTE DI LAVORO Leonardo Pagliari, veterinario iscritto all'Ordine di Parma, ci chiede di informare tutti gli iscritti che ha rilevato un ambulatorio avviato da parecchi anni in Nogara (VR) e sta cercando urgentemente un collega che possa collaborare con lui a tempo pieno in questa struttura: "Per collaborazione in struttura ambulatoriale avviata da molto tempo, cerco urgentemente collega capace nella chirurgia quale sterilizzazione e castrazione cani e gatti, chirurgia di base e gestione dell'ambulatorio e delle visite. L'ambulatorio di quasi 100mq, è attrezzato di tutto punto dalla diagnostica per immagine con ecografo e Rx prossimamente in digitale, alla diagnostica di laboratorio con apparecchiature IDEEX e all'anestesia gassosa. Dopo un primo esame del curriculum vitae, seguirà un primo colloquio ed un piccolo periodo di prova dopo di che ci orienteremo sulla tipologia di contratto e sulla remunerazione. Per invio dei curriculum o di messaggi x ulteriori informazioni utilizzate questo indirizzo email: [email protected]" Inoltre 2 Colleghi iscritti all’Albo di Mantova cercano: - un Veterinario per allevamento di suini in zona Modena - un Veterinario per assistenza prodotti commerciali Chi è interessato è pregato di rivolgersi all’Ordine. FISCO/SENTENZE/NORMATIVE FISCO/SENTENZE/NORMATIVE CARTE DI CREDITO E BANCOMAT, IN VIGORE I NUOVI TETTI ALLE TRANSAZIONI Da www.federfarma.it 10/12/2015 Dal 9 dicembre sono in vigore anche in Italia le norme europee che fissano un tetto alle commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di credito e Bancomat, anche se solo per alcuni circuiti. Le disposizioni sono contenute nel Regolamento Ue 751 del 2015: per le carte di credito il limite ammonta allo 0,3% sul valore della transazione, per prepagate e Bancomat allo 0,2%. Tali plafond, tuttavia, si applicano soltanto ai circuiti Visa, Mastercard e PagoBancomat. Sono invece esclusi American Express e Diners, che continueranno ad applicare le proprie commissioni. Secondo Bruxelles, il Regolamento mira a incentivare l'uso della moneta elettronica e a rendere più trasparenti le transazioni con carta. Secondo alcuni esperti, i nuovi tetti potrebbero generare risparmi per circa 7 miliardi di euro l'anno, oltre il 90% dei quali a vantaggio dei retailer europei. STUDIO DI SETTORE: DAL 2016 SARÀ WK22U da Notizie ANMVI 04/12/15 Approvata l’evoluzione dello Studio di Settore Veterinario. Sono state accolte dall’Agenzia delle Entrate le osservazioni inviate dai Veterinari, attraverso le consultazioni promosse da ANMVI e FNOVI nei mesi scorsi. Cluster analysisanalysis Accolte le osservazioni- dalla diagnostica alle vaccinazioni- per rendere lo Studio di Settore Veterinario più rispondente all’effettivo svolgimento della professione. Le Entrate ne hanno tenuto conto nella definizione di nuovi cluster e nella evoluzione dello Studio che da VK22U passa, nel 2016, a WK22U. Resta invece aperta la questione sollevata dagli ippiatri. Il rappresentante di Categoria Giuliano Lazzarini, componente della Commissione Esperti Studi di Settore della SOSE, ha quindi ribadito la necessità di un “quadro Z” per definire l’attività degli ippiatri che si dedicano agli equidi sportivi per attività ludico ricreativa e agli equidi sportivi per attività agonistica. I correttivi anticrisi diventano strutturali nel software “ Gerico”. Più complessa e discussa la questione degli indicatori di coerenza e dei correttivi anti-crisi. In un settore come quello veterinario che non gode del regime premiale, riconosciuto solo alle categorie le cui compilazioni rendono lo Studio di settore pienamente rispondente alle attese del Fisco, diventa ancora più importante che venga tenuta in debita considerazione la situazione congiunturale di crisi. Il Presidente della SOSE, Giampietro Brunello, ha fatto sapere che ad aprile 2016 si potrà compilare il nuovo Modello WK22U, con i correttivi consolidati nel software Gerico. Sarà però necessaria una prima valutazione dei risultati a marzo, per accertarsi che i nuovi correttivi risultino efficaci, vale a dire concorrano davvero a proporzionare lo Studio di Settore alla congiuntura economica. Per la SOSE, il 2015 ha visto una leggera ripresa, pertanto assumeranno un rilievo maggiore i correttivi congiunturali individuali per evidenziare situazioni particolari che non rispecchiano la ripresa. Coerenza e premialitàpremialità- Scettici al riguardo i rappresentanti della Commissione Esperti, “I correttivi non sono la panacea, si deve ripensare il sistema degli indicatori di coerenza” ha dichiarato Lazzarini. Il rappresentante della veterinaria ha anche ribadito la necessità di un regime premiale stante l’elevato numero di veterinari “congrui”. Gli attuali indicatori di coerenza, invece, non adeguatamente mitigati dai correttivi anticrisi, comportano un improbabile numero di Studi di settore veterinari “non coerenti”. L’ultima parola sul regime premiale è dell’Agenzia delle Entrate e pertanto la SOSE potrà solo farsi interprete delle istanze avanzate al riguardo il 2 dicembre scorso. FARMACI ZOOTECNIA: NUOVI FARMACI IN COMMERCIO PER I MEDICI VETERINARI da Notizie Anmvi 10/12/15 Sono stati autorizzati due nuovi vaccini per bovini e broiler e un nuovo trattamento per le infezioni enteriche in vitelli, suini, agnelli, polli e tacchini. Il Ministero della Salute ha autorizzato all'immissione in commercio il medicinale per uso veterinario ad azione immunologica Kolibin RC NEO, NEO emulsione oleosa iniettabile per bovini (manze e bovine gravide). Titolare della AIC la ditta Bio 98 S.r.l. Il principio attivo è Rotavirus bovino inattivato, ceppo TM-91 RP≥ 1*(min 105 TCID50 max 105,75 TCID50 ); Coronavirus bovino inattivato, ceppo C-197 RP≥ 1*(min 105 TCID50 max 106,5 TCID50 ); E. coli inattivato ceppi enteropatogeni K99 positivi (O8:K35, K99; O9:K35, K99; O101:K30, K99: RP≥ 1* (min 1,71x109 CFU max 3,42x109 CFU). * Potenza relativa stabilita sulle cavie con metodo sierologico (ELISA) in confronto allo standard con il contenuto minimo d'antigene. Il farmaco è indicato per l'immunizzazione attiva delle manze e bovine gravide allo scopo di proteggere per l'immunità passiva i vitelli dalle infezioni gastroenteriche causate da Rotavirus, Coronavirus e ceppi enteropatogeni K99 positivi di E. coli. Nei vitelli alimentati dalle madri o con colostro e latte raccolto da bovine vaccinate l'immunità passiva inizia nel momento in cui cominciano ad essere alimentati e persiste per almeno quattro settimane dalla nascita. Il tempo di attesa è di zero giorni. Il periodo di validità del medicinale veterinario confezionato per la vendita è di 24 mesi, mentre dopo la prima apertura è di 10 ore. Da vendersi dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile. Con procedura decentrata, è stato autorizzato all'immissione in commercio anche il medicinale veterinario Colfive 5.000.000 UI/ml concentrato per soluzione orale per vitelli, suini, agnelli, polli e tacchini. Titolare della AIC la ditta spagnola aniMedica. Il principio attivo è Colistina 5.000.000 UI. Il medicinale può essere utilizzato per il trattamento e la metafilassi di infezioni enteriche causate da E. coli non invasivo suscettibile alla Colistina. Prima del trattamento metafilattico deve essere stabilita la presenza della malattia nella mandria. Il periodo di validità del farmaco veterinario confezionato per la vendita è di 18 mesi, dopo la prima apertura è di 3 mesi, dopo la ricostituzione in acqua è di 24 ore, infine dopo la ricostituzione nel latte è di 6 ore. Il tempo di attesa per carne e visceri di vitelli, agnelli, suini, polli e tacchini è di 1 giorno. Nel caso delle uova è di zero giorni. Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile. Per decreto ministeriale è stato infine autorizzato all'immissione in commercio il farmaco veterinario ad azione immunologica Izovac ND Broiler, Broiler emulsione oleosa iniettabile per polli da carne (da 1 giorno di età) della società IZO S.r.l. Il principio attivo è Virus della Pseudopeste Aviare inattivato: ceppo Ulster ≥ 50 DP50. Il farmaco è indicato per l'immunizzazione attiva e riduzione della mortalità dei polli da carne da 1 giorno di età, con o senza immunità materna, contro la Pseudopeste Aviare. La comparsa dell'immunità si ha dopo 21 giorni dalla somministrazione della dose di vaccino. Quando la vaccinazione è eseguita correttamente i polli sviluppano un livello anticorpale tale da proteggerli, contro la Pseudopeste Aviare, per tutto il ciclo produttivo (fino al 60° giorno di età). Il tempo di attesa è di zero giorni. Il periodo di validità del medicinale confezionato per la vendita è di 24 mesi, mentre dopo la prima apertura è di 8 ore. Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile. TRATTAMENTO DELL'OTITE E INDUZIONE DELL'EMESI NEI CANI Da AnmviOggi 03/12/15 In Gazzetta Ufficiale due nuove autorizzazioni all'immissione in commercio per il trattamento dell'otite esterna e l'induzione dell'emesi nei cani. Con procedura decentrata, il Ministero della Salute ha autorizzato all'immissione in commercio il medicinale veterinario Norotic Gocce auricolari, auricolari sospensione per cani, della società irlandese Norbrook Laboratories Limited. I principi attivi sono Marbofloxacina 3,0 mg; Clotrimazolo 10,0 mg; Desametasone 0,9 mg (equivalente a Desametasone acetato 1,0 mg). Il farmaco è indicato per il trattamento dell'otite esterna di origine sia batterica che micotica, rispettivamente dovuta a batteri sensibili a marbofloxacina, e miceti, in particolare Malassezia pachydermatis, sensibile a clotrimazolo. Il prodotto deve essere usato in base ai risultati dei test di sensibilità dei batteri isolati. Il periodo di validità del medicinale veterinario confezionato per la vendita è di 2 anni, mentre dopo la prima apertura è di 3 mesi. Da vendersi esclusivamente dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile. Per decreto ministeriale è stato autorizzato all'immissione in commercio anche il medicinale veterinario Emedog 1 mg/ml, mg/ml soluzione iniettabile per cani. Titolare della AIC la società francese Laboratoire TVM. Il principio attivo è Apomorfina 1,0 mg (corrispondente a 1,17 mg di apomorfina cloridrato emiidrato). Il prodotto è indicato per l'induzione dell'emesi. Il periodo di validità del farmaco veterinario confezionato per la vendita è di tre anni, dopo l'apertura va utilizzato immediatamente. Si tratta di un medicinale esclusivamente per uso veterinario non destinato alla vendita al pubblico. La somministrazione e detenzione del medicinale deve essere effettuata sol dal Medico Veterinario. Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile. PICCOLI ANIMALI APERTE LE ADESIONI AL MESE DEL CUCCIOLO 2016 da AnmviOggi 15/12/2015 Fino al 15 gennaio 2016 i Veterinari potranno aderire alla quinta edizione de “Il Mese del Cucciolo”. Torna infatti la campagna di sensibilizzazione nazionale promossa da PURINA PRO PLAN in collaborazione con ANMVI e FNOVI. Per partecipare all'edizione 2016 dell'iniziativa sarà sufficiente iscriversi alla pagina www.vet.purina.it. La campagna nazionale di comunicazione pensata da Purina con il marchio Pro Plan, intende valorizzare presso i proprietari la figura del medico veterinario come garante della salute del cane e la corretta nutrizione dei cani sin da cuccioli. La prima novità di quest’anno è il periodo della campagna: tutti i proprietari di cuccioli saranno infatti invitati dal 1 marzo al 31 marzo 2016 a recarsi presso i Veterinari aderenti per una visita a pagamento. I proprietari potranno quindi ricevere direttamente dal Veterinario un kit per iniziare al meglio la propria vita insieme al cucciolo, completamente rinnovato rispetto alle edizioni passate: il kit conterrà ad esempio una confezione da 3kg di PURINA PRO PLAN Puppy con Optistart - per lo sviluppo del sistema immunitario del cane nei suoi primi mesi di vita - e “DIVENTO GRANDE”, un booklet che aiuterà i Veterinari ad accompagnare i proprietari nel percorso di crescita del cucciolo, e i proprietari stessi a comprendere le fasi fondamentali per porre solide basi per il benessere del proprio cane oltre a stabilire una relazione più duratura con il proprio Medico Veterinario. Il Mese del Cucciolo coinvolge ogni anno migliaia di strutture veterinarie in tutta Italia e un numero crescente di proprietari di cuccioli sensibilizzati alla prevenzione e alla corretta nutrizione, cura ed educazione fin dai primi passi, per il benessere del proprio cane. I proprietari potranno consultare l’elenco dei veterinari che aderiscono a Il Mese del Cucciolo e individuare quello territorialmente più vicino. QUESITI SUL LASER TERAPEUTICO da Settimana Veterinaria - N°934/ottobre 2015 Il laser terapeutico è stato recentemente introdotto in dermatologia veterinaria per la gestione di alcune malattie. A tale proposito abbiamo intervistato Lara Olivieri, esperta nel settore. Quali sono le principali applicazioni del laser terapeutico in dermatologia veterinaria? Il laser è in grado di biostimolare i tessuti, favorendone i processi riparativi e rigenerativi, ha effetto antiedemigeno, antidolorifico e antimicrobico. Pertanto, una delle maggiori applicazioni è nella guarigione delle ferite e delle piaghe da decubito, che spesso presentano complicazioni infettive secondarie e tardano a chiudersi: pensiamo a tutti i nostri pazienti sottoposti a decubiti forzati a seguito di interventi chirurgici o a quelli con ferite lacerocontuse. A volte, il trattamento farmacologico tradizionale è così lungo e frustrante! Nella nostra esperienza il laser si è rivelato molto utile anche per trattare pazienti che poco tollerano le terapie topiche, come i piccoli roditori, i rettili o gli animali acquatici. In virtù delle sue proprietà biologiche, la laserterapia offre, inoltre, un supporto al trattamento farmacologico delle fistole perianali. Un campo di applicazione molto promettente è relativo all’uso dei laser terapeutici nel trattamento di alcune forme di alopecia non infiammatoria. In Medicina umana sono riportate applicazioni anche in corso di dermatite atopica. Tuttavia, un recente studio preliminare americano smentirebbe, almeno in parte, questa possibilità d’uso nella dermatite atopica canina. Nella sua esperienza, esistono casi in cui il laser terapeutico non deve essere utilizzato? La principale controindicazione all’uso della laserterapia è la presenza accertata di una neoplasia. Poiché il laser è in grado di biostimolare i tessuti, sia sani sia neoplastici, potrebbe favorire la crescita del tumore. Esistono differenze sostanziali tra l’impiego del laser terapeutico nel cane e nel gatto? Da un punto di vista delle indicazioni terapeutiche non ci sono differenze sostanziali, mentre per la scelta dei parametri fisici occorre tenere conto del fatto che la cute del gatto è più sottile e che diversi fototipi possono assorbire il raggio in modo differente. A tal proposito, esistono sul mercato strumenti che permettono di scegliere le variabili principali, come la dimensione dell’animale e il colore del mantello, e sono dunque molto utili per evitare errori di applicazione. INSUFFICIENZA CARDIACA CONGESTIZIA CONGESTIZIA IN UN GATTO da News Vetpedia 02/12/15 Un gatto domestico a pelo corto, maschio, di 6 anni, viene portato alla visita per dispnea ingravescente. Vengono eseguite una ecografia ed una radiografia del torace e diagnosticato un edema polmonare cardiogeno. Successivamente vengono eseguiti un esame emocromocitometrico, un profilo biochimico, la misurazione della concentrazione plasmatica della tiroxina totale, un esame delle urine, un esame ecocardiografico e la misurazione della pressione sistemica. Viene diagnosticata una miocardiopatia ipertrofica ed escluse contestualmente altre cause di ipertrofia ventricolare quali: l’ipertensione sistemica, l’ipertiroidismo, l’acromegalia e patologie infiltrative di natura infiammatoria e neoplastica. Il trattamento d’urgenza ha previsto l’utilizzo di ossigeno e di un diuretico per contrastare l’edema polmonare mentre il trattamento cronico della miocardiopatia ha compreso, oltre al diuretico, un ACE inibitore, un beta bloccante e l’acido acetilsalicilico. Il paziente, a circa quattro mesi dalla prima visita, è stabile. Articolo completo su www.vetpedia.it SALUTE: STUDIO USA, CANI FANNO BENE A BAMBINI RIDUCENDO ANSIA Da newsletter Federfarma 02/12/2015 I bambini che crescono con cagnolini domestici soffrono meno di ansia, in particolare in situazioni sociali: a rivelare il beneficio per la salute mentale dei più piccoli, grazie alla convivenza con amici a quattro zampe, è un nuovo studio Usa. Crescere con cani domestici è gia stato legato ad una inferiore incidenza di allergie ed asma nei bambini. Ora, ricercatori del Bassett Meical Center di New York hanno seguito la salute di 643 bambini tra i 6 ed i 7 anni di età ed hanno scoperto che il 21% dei piccoli in case senza cani soffriva di ansia. Contro solo il 12% dei ragazzini che vivevano con un cagnolino. Nel rapporto guidato da Anne Gadomski e pubblicato sulla rivista "Preventing Chronic Disease", si osserva che spesso i bimbi di 7 o 8 anni definiscono gli animali domestici più importanti delle persone nel veicolare "conforto,autostima, fiducia". In particolare dalla ricerca è emerso che i bambini con cani avevano meno ansia da separazione. COMPORTAMENTO UMANO PRECEDENTE UNA MORSICATURA AL VISO DA PARTE DI UN CANE Da www.vetjournal.it 04/12/15 Uno studio ha determinato il comportamento umano immediatamente precedente una morsicatura al viso da parte di un cane e ha valutato l’effetto dell’età e del sesso della vittima e del sesso e delle dimensioni del cane sulla sede del morso e sulla necessità di trattamento medico. Si analizzavano i dati completi di 132 casi di morsicature di cane al viso. Precedeva strettamente la morsicatura al viso l’atto di piegarsi sul cane, l’avvicinamento del viso al muso del cane e lo sguardo fisso tra la vittima e il cane rispettivamente nel 76%, 19% e 5% dei casi. Più della metà delle morsicature erano dirette verso la parte centrale del viso della vittima (naso, labbra). Più di due terzi delle vittime erano bambini, nessuna delle vittime era un proprietario adulto e solo i cani adulti erano responsabili delle morsicature al viso. L’età e il sesso della vittima e il sesso e le dimensioni del cane non influenzavano la sede della morsicatura al viso. Le persone che subivano una morsicatura da parte di un cane di grossa taglia ricercavano un trattamento medico più spesso rispetto a quelle attaccate da cani di piccola taglia. I fattori di rischio quali l’atto di piegarsi sul cane, l’avvicinare il viso al muso del cane e lo sguardo fisso tra uomo e cane dovrebbero essere evitati. I bambini dovrebbero essere sottoposti a supervisione attenta e costante in presenza di un cane, concludono gli autori. FARMACO VETERINARIO, ACCESSO ALLE CURE PER GLI ANIMALI DA COMPAGNIA: CONFERENZA CONFERENZA STAMPA FNOVI IN STREAMING Da Newsletter FNOVI nr. 47/09.12.15 E’ possibile vedere la registrazione della conferenza stampa su "Farmaco veterinario, accesso alle cure per gli animali da compagnia" organizzata alla Camera dei Deputati (http://webtv.camera.it/archivio?id=8722&position=0). Alla conferenza stampa, organizzata dal Deputato Paolo Bernini, erano presenti per la FNOVI il Presidente Gaetano Penocchio, la Vicepresidente Carla Bernasconi ed il Consigliere FNOVI Eva Rigonat, responsabile del 'gruppo di lavoro' sul farmaco veterinario della Federazione. Gli intervenuti hanno illustrato il position paper (www.trentagiorni.it/dettaglioArticoli.php?articoliId=1834) e il documento di approfondimento sul costo del farmaco. L'intento era quello di fornire informazioni dettagliate e proporre possibili soluzioni alle criticità che, unitamente alla ridotta disponibilità economica, possono pregiudicare l'accesso alle terapie per gli animali da compagnia. Alla fine dei lavori, il portale del Movimento 5 Stelle ha pubblicato in argomento un comunicato (www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/12/diretta-streaming-animali-curarli-costa-troppo-eccoperche.html). UN’ESTREMA DEFICIENZA DI CELLULE BETA PANCREATICHE ALLA BASE DEL DIABETE CANINO? Da Vet.journal 9 dicembre 2015 La fisiopatologia del diabete canino rimane scarsamente compresa, anche a causa degli aspetti clinici enigmatici e della mancanza di studi istopatologici dettagliati. Il diabete canino, similmente al diabete umano di tipo 1, è spesso associato a chetoacidosi diabetica all’insorgenza o dopo l’omissione dell’insulina. Tuttavia, esistono differenze evidenti. Mentre il diabete umano di tipo 1 spesso colpisce i bambini, il diabete canino è tipicamente una condizione dei cani di media età o anziani. Sono state proposte molte teorie tra loro in competizione riguardo la causa del diabete canino: dall’atrofia pancreatica alla pancreatite cronica fino alla distruzione immunomediata delle cellule β. Resta non chiaro in quale grado la perdita di cellule β contribuisca al diabete canino, dato che non è stata effettuata la quantificazione precisa della morfometria delle isole pancreatiche. Uno studio ha utilizzato la microscopia ad alta risoluzione e la processazione automatica delle immagini per caratterizzare l’istologia delle isole in un’ampia raccolta di pancreas di cani diabetici. I pancreas diabetici mostravano una profonda riduzione delle cellule β e delle cellule endocrine delle isole. A differenza dell’uomo, le isole dei cani non diabetici sono ampiamente costituite da cellule β. Nelle isole dei cani diabetici residuava un numero molto basso di cellule β, anche nei casi di nuova insorgenza. Similmente, il numero totale di cellule endocrine delle isole era drasticamente ridotto nei cani diabetici. Non si osservava una proliferazione compensatoria o infiltrazione linfocitaria. Nella maggioranza dei pancreas non erano presenti evidenze di pancreatite. Il diabete canino è quindi associato a un’estrema deficienza di cellule β sia nei casi nuovi sia nei casi presenti da tempo. La composizione predominante di cellule β delle isole pancreatiche canine e la quasi totale assenza di cellule β nei cani anziani con diabete di nuova insorgenza implicano fortemente che, similmente al diabete di tipo 1 dell’uomo, la perdita di cellule β è alla base della fisiopatologia del diabete canino, concludono gli autori. DIETA ED EFFETTO SU CRESCITA, ATTRITO E PATOLOGIE DENTALI NEL CONIGLIO Da www.vetjournal.it 25/11/15 Uno studio ha valutato l’impatto di 4 diverse diete per conigli (solo fieno, mangime estruso con fieno, muesli con fieno, solo muesli) sulla lunghezza e la curvatura dei denti molariformi e sulla crescita e il grado di attrito degli incisivi. Si includevano 32 conigli Olandesi suddivisi a caso in 4 gruppi di alimentazione e ai quali venivano misurate radiograficamente la lunghezza e la curvatura sul piano sagittale del primo molariforme a 1, 9 e 17 mesi. La crescita/attrito dell’incisivo superiore sinistro veniva misurata in maniera diretta a 30, 32 e 35 settimane. Il grado di crescita si accordava con il grado di attrito in tutti i gruppi ma era maggiore nel gruppo nutrito con solo fieno rispetto ai due gruppi nutriti con muesli. Entro il 9° mese, un maggior grado di curvatura dei denti era presente nei conigli nutriti soltanto con muesli, rispetto a quelli nutriti soltanto con fieno e con mangime estruso con fieno. Dopo 17 mesi, i conigli nutriti solo con muesli e muesli con fieno avevano il primo molariforme inferiore più lungo e spazi interdentali più ampi tra i primi due molari, rispetto ai conigli nutriti con mangime estruso e fieno o con solo fieno. Tre conigli nutriti solo con muesli mostravano evidenza di malattia dentale. L’osservazione di denti caratterizzati da lunghezza, curvatura e spazi interdentali aumentati indicava l’inizio di patologie dentali nei conigli nutriti solo con muesli. Le diete a base di muesli potrebbero non essere raccomandabili per i conigli, concludono gli autori. TARTARUGA: LA VISITA PREPRE-LETARGO Da La Settimana Veterinaria n. 934/ottobre 2015 Prima di consigliare al cliente di far affrontare un letargo alla tartaruga, bisogna accertarsi che il paziente sia in perfetto stato di salute e che sia sufficientemente ben nutrito per poter affrontare e superare questo periodo. Durante il letargo, con l’abbassamento delle temperature, il metabolismo si riduce al minimo per preservare il più a lungo possibile l’energia. Inoltre, bisogna sempre ricordare che, oltre al metabolismo diminuito, si riduce anche l’attività del sistema immunitario. Se la tartaruga in questione dovesse affrontare il letargo con delle patologie in atto, queste potrebbero aggravarsi in modo importante e provocare la morte del soggetto. La visita pre-letargo dev’essere approfondita per valutare lo stato di salute generale e sensorio del paziente; essa comprende un’attenta auscultazione del sistema respiratorio e la valutazione dello stato di idratazione dell’animale; gli animali devono avere la cavità orale pulita senza presenza di muco, schiuma, placche o zone infiammate, assenza di scolo nasale, occhi lucidi e non infossati, assenza di ferite sia sull’esoscheletro che sulle parti molli. Se l’allevamento contiene diversi soggetti di sesso diverso, questi possono infiggersi delle ferite sia per l’accoppiamento che per le lotte per la femmina, che possono essere molto gravi perché spesso sfuggono ai proprietari e sono soggette a miasi. Infine, occorre effettuare un esame coprologico per accertarsi dell’assenza di parassiti intestinali. In caso contrario, bisogna attuare una terapia antiparassitaria, da ripetere dopo 2 settimane. I parassiti intestinali non eliminati possono portare a un’eccessiva perdita di peso corporeo e a un deperimento durante il periodo invernale, inoltre i parassiti adulti possono proliferare e provocare perfino un blocco intestinale. Una volta accertata l’assenza di patologie che possono compromettere il letargo, bisogna valutare lo stato nutrizionale dell’animale. Questi deve essere in grado di poter affrontare l’inverno con una riserva sufficiente per non trovarsi deperito e senza forze al risveglio. Le tartarughe in questione devono aver avuto durante il periodo estivo la quantità e la qualità corretta di mangime e un ambiente circostante adeguato per una digestione corretta. Tartarughe che hanno avuto un periodo di anoressia o convalescenza, soprattutto nella seconda metà del periodo estivo o immediatamente prima del periodo invernale, potrebbero non avere riserve a sufficienza per affrontare il periodo invernale all’aperto. I ricercatori veterinari hanno sviluppato delle equazioni per poter valutare in modo matematico lo stato nutrizionale in determinate specie di tartarughe, nello specifico Testudo hermanni e Testudo greca. Queste equazioni prendono in considerazione il rapporto tra il peso e la lunghezza del carapace. Una delle prime equazioni prese in considerazione è il “rapporto di Jackson” che è stato sviluppato da Jackson Oliphant nel 1976, dopo aver misurato e paragonato un gran numero di esemplari di T. hermanni e T. greca. Il rapporto di Jackson si calcola misurando il peso in grammi (W) e dividendo per la lunghezza del carapace in centimetri elevata al cubo (L), quindi: W/L3. Con il valore ottenuto si può valutare lo stato nutrizionale del soggetto. A seconda del valore la tabella ci darà lo stato nutrizionale dell’animale (vedere). Un’altra equazione più recente di quella di Jackson è più specifica per le singole specie: Testudo hermanni:W = 0,00114 x L 2,66 +/- 0,104 Testudo greca: W = 0,00042 x L 2,85 +/- 0,036 Esistono ancora altri calcoli per valutare lo stato nutrizionale delle tartarughe, come per esempio l’equazione di Donoghe (W=0,191 x L 3). Questa equazione può essere applicata a tartarughe di diverse specie. Tutti i calcoli hanno la loro validità, devono essere naturalmente valutati con attenzione e buon senso. GRANDI ANIMALI COMPARISON OF ULTRASOUND AND RECTAL PALPATION PREGNANCY DIAGNOSIS TECHNIQUES IN ISRAELI DAIRY HERDS da email Dr Pierangelo Cattaneo del 04/12/15 Il nostro iscritto Dr Cattaneo ci ha chiesto di pubblicare uno studio effettuato in Israele dove viene comparata l'ecografia alla diagnosi di gravidanza tranrettale e dove si evince inequivocabilmente che non vi sono differenze, a parità di capacità dell’operatore ovviamente. Comparison of Ultrasound and Rectal Palpation Pregnancy Diagnosis Techniques in Israeli Dairy Herds Waksman I., Nir O., Galon N. - Hachaklait Veterinary Services Ltd, Israel The objectives of the study were to evaluate the reproductive benefits of early pregnancy diagnosis (PD) using transrectal ultrasonography (US) and to asses the rate of early embryo/fetal death (EED) and loss in commercial dairy herds in Israel. Currently all pregnancy diagnosis are performed by transrectal palpation (RP) at 40-50 days post insemination. The drive to increase farm efficiency and profit has led Hachaklait to test the benefit of using US in reducing days open. Materials and methods: Two intensive Israeli Holstein Herds (A with 900 and B with 650 milking cows) producing >11,000 kg of milk/cow/year, and use automatic pedometry systems (recording cow steps) for heat detection. A controlled randomized trial was conducted from July 2006 until December 2007. Anoestrus cows were treated according to each farm protocols. Total of 1450 cows of all lactations after artificial insemination (AI) were randomly allocated into tow nearly equal groups: US and RP. The RP cows were submitted to PD by fetal membrane slip technique between days 42-48 after AI, and the US cows were PD between days 26-32 after AI and reexamined by RP between days 42-48 after AI. Cows which were detected on heat between AI and the set PD time in each group were reinseminated. Results: Days open were 122 and 123 in the small farm, and 115 and 115 in the large farm, in the US and in the RP groups respectively, with no statistically significant differences. The groups did not differ significantly in following reproductive risk factors: endometritis, ketosis, negative energy balance and summer calving. Most of the active open cows were detected on heat and reinseminated before reaching the first PD. The EED rate in the US group, measured by the drop of pregnancy rate between the day 26-32 and the day 42-48 PD, was 5.9% and 6.1% in farm A and B respectively. Conclusion: There was no difference in days open and therefore no reproductive benefit in early ultrasound pregnancy diagnosis in these tows herds. As part of the open cows were detected on heat before the US PD and the true anestrous cows take longer to conceive, the potential 14 days advantage in days open for the US cows was reduced to an insignificant difference. www.israeldairy.com/cgi-webaxy/item?info_research_breeding_668-0059-08.htm UN MAGGIOR NUMERO DI SUINETTI AL PRIMO PARTO È INDICE DI UNA LUNGA CARRIERA PRODUTTI da La Settimana Veterinaria - N°936/novembre 2015 Un’equipe di ricercatori giapponesi e spagnoli ha effettuato uno studio per verificare se esiste la possibilità di prevedere la lunghezza della vita produttiva e la capacità riproduttiva delle scrofe, in base al numero di suinetti nati vivi al primo parto. Lo studio è stato effettuato in aziende agricole localizzate nel sud dell’Europa da ricercatori della Facoltà di Agraria presso la Meiji University (Kanagawa, Giappone), in collaborazione con PigChamp, una società spagnola di consulting in campo suinicolo. Gli obiettivi dello studio erano duplici: - confrontare le performance riproduttive attraverso le parità e la durata della vita produttiva delle scrofe in base al numero di suinetti nati vivi (NV) al primo parto (P1); - esaminare i fattori associati a un maggior numero di suinetti nati vivi al primo parto. Per questo sono stati analizzate 476.816 registrazioni aziendali sulle parità e 109.373 registrazioni relative alla vita produttiva di scrofe, in 125 aziende agricole, dal 2008 al 2010. Le scrofe sono state classificate in 4 gruppi in base al 10°, 50° e 90° percentile di suinetti nati vivi in P1, nello specifico: 7 suinetti o meno; da 8 a 11 suinetti; da 12 a 14 suinetti; 15 o più suinetti. Per quanto riguarda le performance riproduttive rispetto alla parità, le scrofe con 15 o più suinetti nati vivi in P1 hanno avuto ulteriori 0,5-1,8 suinetti nati vivi nei parti successivi rispetto agli altri tre gruppi (p<0,05). Questi animali mostravano anche un aumento del 2,8-5,4% del tasso di nascite dal primo al terzo parto, rispetto alle scrofe con 7 o meno nati vivi (p <0,05). Non sono state invece osservate differenze tra i quattro gruppi di scrofe per quanto riguarda l’intervallo svezzamento-prima fecondazione, indipendentemente dalla parità. Relativamente alla vita produttiva, le scrofe con 15 o più NV in P1 avevano avuto da 4,4 a 26,1 nati vivi in più durante la carriera produttiva rispetto alle scrofe che avevano 14 o meno NV (p <0,05). Inoltre, per le scrofe con 14 o meno NV in P1, quelle che sono state coperte per la prima volta a 229 giorni di età (25° percentile) o prima avevano da 2,9 a 3,3 più suinetti nel corso della vita produttiva rispetto a quelle accoppiate a 278 giorni di vita (75° percentile) o dopo (p <0,05). Grazie all’analisi delle registrazioni, inoltre, i ricercatori hanno evidenziato due fattori associati con un minor numero di suini nati vivi in P1, e cioè la fecondazione nel periodo estivo e un’età inferiore delle scrofette al primo accoppiamento, mentre la necessità di più interventi fecondativi non si è mostrato un fattore influente. Inoltre, esisterebbe un’interazione bidirezionale tra il mese in cui avviene la fecondazione e l’età delle scrofette al primo accoppiamento per quanto riguarda il numero di nati vivi in P1: per le scrofette fecondate tra luglio e dicembre questo valore ha mostrato un aumento non lineare di 0,3-0,4 suinetti, quando l’età al primo accoppiamento aumentava da 200 a 310 giorni di età (p<0,05); mentre lo stesso aumento dell’età non ha avuto effetti significativi sul numero di nati vivi per le scrofette fecondate tra gennaio e giugno (p≥0,17). In conclusione, un numero elevato di suinetti nati vivi alla prima parità può essere un dato utilizzabile per prevedere se una scrofa avrà elevati livelli di performance riproduttive e una vita produttiva più lunga. Inoltre, i dati indicano che l’età massima delle scrofette alla prima fecondazione tra luglio e dicembre dovrebbe essere di 278 giorni. CARATTERI INDIVIDUALI E PUNTEGGIO DI LOCOMOZIONE NELLE BOVINE DA LATTE da Vet.journal 4 dicembre 2015 La zoppia è ancora un problema importante nell’allevamento da latte moderno. Il metodo utilizzato nella pratica per la valutazione della zoppia consiste nell’osservazione della locomozione analizzando diversi caratteri. Uno studio ha determinato quali caratteri individuali della locomozione fossero maggiormente associati ai punteggi di locomozione nelle bovine da latte e se esaminatori esperti assegnassero un punteggio coerente a tali caratteri individuali. La locomozione e 5 caratteri di locomozione individuali (dorso arcuato, andatura asimmetrica, oscillazione verticale della testa, riluttanza all’appoggio del peso e tracking up) venivano classificati in maniera indipendente in una scala a 5 livelli osservando 58 video di animali diversi. I video venivano mostrati a 10 esaminatori esperti in 2 diverse sessioni di valutazione. Tutti i caratteri erano significativamente correlati al punteggio di locomozione quando valutati con una scala a 5 livelli e classificati come (grave) zoppia o non-zoppia. La odds ratio per caratteri alterati o gravemente alterati era rispettivamente di 10,8 e 14,5 per la riluttanza all’appoggio del peso, 6,5 e 7,2 per l’andatura asimmetrica e 4,8 e 3,2 per il dorso arcuato. Si osservavano variazioni sostanziali dei valori di affidabilità e accordo della classificazione dei caratteri tra gli esaminatori. La soglia di accettazione per l’affidabilità complessiva intra-osservatore (κw ≥ 0,60) veniva superata dal punteggio di locomozione e da tutti caratteri. I valori di affidabilità complessiva inter-osservatore variavano da κw = 0,53 per il tracking up fino a κw = 0,61 per la riluttanza all’appoggio del peso. L’accordo intra-osservatore e interosservatore erano inferiori alla soglia di accettazione (percentuale di accordo <75%). La maggior parte dei caratteri tendeva ad avere un accordo specifico intra-osservatore e inter-osservatore minore ai livelli 3 e 5 della scala. Gli osservatori avevano difficoltà nel classificare i caratteri di locomozione in maniera coerente, in particolare, le alterazioni lievi erano difficili da identificare per gli osservatori esperti. Tuttavia, i caratteri di locomozione riluttanza all’appoggio del peso, andatura asimmetrica e dorso arcuato avevano la relazione più forte con il punteggio di locomozione. Questi caratteri dovrebbero avere priorità nel sistema di classificazione della locomozione ed essere considerati i migliori per lo sviluppo di sistemi automatizzati di classificazione, concludono gli autori. BOVINO DA LATTE: LA LAMINITE E LE SUE LESIONI da Settimana Veterinaria n°936/novembre 2015 La pododermatite asettica diffusa, comunemente indicata come “laminite”, è la principale causa delle lesioni cornee del piede nella bovina da latte. La sua diffusione aumenta ogni anno, apparentemente correlata a diversi fattori: l’aumento delle dimensioni delle mandrie, del numero di capi con unghioni deformi e della presenza di evidenti patologie podali negli animali in allevamento. La laminite provoca lesioni “profonde”, che si manifestano principalmente come difetti cornei della parete dell’unghione e che oggi interessano con frequenza crescente la parete assiale, non solo quella abassiale. La struttura del segmento parietale del cheratogeno è resa complessa dalla presenza delle lamine sensitive, per cui la restitutio ad integrum anatomica e funzionale dopo una lesione è praticamente impossibile. L’incremento delle dimensioni delle mandrie ha aumentato le percorrenze degli animali e l’adozione di rivestimenti al quarzo nelle sale di mungitura, con funzione antiscivolo, può determinare pesanti fenomeni di usura degli unghioni (noti tecnicamente come “iperconsumo”). In questa situazione, il ruolo preventivo del pareggio si riduce, mentre aumenta il rischio di un indebolimento della scatola cornea a causa della troppo frequente asportazione di corno. Infine, in una mandria di grandi dimensioni, le operazioni di pareggio di massa sono difficili da attuare, anche per l’impegno di tempo e denaro che comportano. Sempre più spesso l’intervento del podologo viene richiesto per “curare” le vacche zoppe, cioè quando la sintomatologia si rende evidente, il danno produttivo è conclamato e la situazione clinica e metabolica del paziente è spesso compromessa. Le procedure terapeutiche per il trattamento delle lesioni da laminite del piede bovino sono attualmente fondate sulla riduzione dei cariche delle pressioni sui tessuti colpiti da ischemia/necrosi, sull’asportazione chirurgica dei tessuti alterati e sulla sempre più frequente applicazione di bendaggi e medicazioni. I mezzi tecnici usati sono: • le solette ortopediche, sempre più spesso di spessore ridotto per non sovraccaricare eccessivamente l’unghione “sano”; • le medicazioni astringenti, tenute in situ con bendaggi compressivi e impermeabili, resi necessari anche dalla maggiore invasività degli interventi di “pulizia” della lesione, che causano emorragie di un certo rilievo. L’obiettivo dichiarato è la riepitelizzazione e la cheratinizzazione della lesione, da cui deriva la protezione dei tessuti vivi sottostanti, con un importante miglioramento della sintomatologia. Se le condizioni del paziente sono accettabili e la frequenza degli interventi di medicazione non troppo ridotta, in una notevole percentuale di casi (di solito, più del 60-70%), si ottiene la richeratinizzazione delle lesioni. La questione è se la richeratinizzazione di una lesione ne rappresenti la guarigione o, come nel caso della dermatite digitale, sia semplicemente uno stadio della malattia. Il principale problema è rappresentato dal danno anatomico subito, nel frattempo, dalle strutture interne del dito. La patogenesi delle lesioni da laminite si sviluppa principalmente nel sistema vascolare, che forma l’impalcatura principale del cheratogeno. L’azione vasomotrice delle cause eziologiche primarie (chimiche o fisiche) comporta inevitabilmente fenomeni di trombosi dei vasi interessati con danni permanenti, non solo alla circolazione, ma anche alla struttura anatomica del corium. I danni causati dall’ischemia dei tessuti (dovuta alla compressione operata da trasudati ed essudati e alla trombosi delle arterie e delle vene, in cui il sangue ristagna) provocano la perdita di vere e proprie parti funzionali del cheratogeno (non è rara la necrosi di intere lamine del podofilloso). I blocchi circolatori possono essere in parte “corretti” dal circolo collaterale, ma solo fino ad esaurimento del patrimonio vascolare. Questi danni si concentrano nelle zone meccanicamente più sollecitate, soprattutto in corrispondenza della linea bianca della parete abassiale dell’unghione. Le alterazioni vascolari e “morfologiche” del cheratogeno si sommano a quelle subite dalle strutture profonde eventualmente coinvolte, dando origine al danno anatomico. Il danno anatomico è dato dalle lesioni permanenti subite dalle strutture anatomiche colpite: scatola cornea, cheratogeno sottostante, strutture tendinee e legamentose eventualmente coinvolte e, nei casi più gravi, ossa e articolazioni. L’espressione più lieve di tale danno può essere una cicatrice del cheratogeno, in rilievo o incassata rispetto al tessuto circostante, quella intermedia la perdita di una o più lamine sensitive nel podofilloso, mentre gravissime sono l’anchilosi delle articolazioni o il distacco del tendine flessore profondo dalla sua inserzione sulla terza falange. Indipendentemente dalla sua entità, il danno anatomico è permanente, irreversibile e costituisce un punto del piede soggetto a recidive e complicanze. La causa del difetto corneo è un blocco del trofismo dei cheratinociti. Le alterazioni emodinamiche, tipiche della fase iniziale della malattia (eritema, edema, apertura degli shunt e successiva ischemia), sono fatalmente seguite da fenomeni trombotici più o meno estesi, che rendono permanenti i danni vascolari. Accanto agli eventi vascolari si assiste all’attivazione delle metalloproteinasi della matrice che, disorganizzando le fibre collagene del connettivo del cheratogeno, ne determinano una gelificazione, con perdita delle proprietà meccaniche dell’apparato sospensore della terza falange. Il (sovrac)carico meccanico e la conformazione dell’unghione determineranno, in ultima analisi, la sede e la gravità della lesione. Per questo motivo, le manifestazioni della pododermatite asettica diffusa possono essere così differenti nei due unghioni dello stesso piede. INSEMINAZIONE ARTIFICIALE NEL SUINO Da www.vetjournal.it 09/12/15 L’utilizzo dell’inseminazione artificiale (AI) per la riproduzione suina è importante per favorire la fertilità, la genetica, il parto e la salute della mandria. La costituzione di centri di AI per la gestione dei verri e la produzione di seme ha consentito la selezione di verri per la fertilità e la produzione di seme mediante metodi in vitro e in vivo. Oggi i verri possono essere utilizzati per la produzione di 20-40 dosi AI tradizionali contenenti 2,5-3,0 bilioni di spermatozoi mobili in 75-100 ml di diluente o 40-60 dosi con 1,5-2 bilioni di spermatozoi in volumi simili o minori per l’utilizzo per l’AI cervicale o intrauterina. Indipendentemente dalla dose di spematozoi, in forma liquida i diluenti servono a sostenere la fertilità del seme per 3-7 giorni. In allevamento, l’AI è la forma predominante di riproduzione commerciale della scrofa e si basa sull’identificazione manuale dell’estro e la somministrazione di 3 inseminazioni cervicali o intrauterine di dose tradizionale o a basso numero di spermatozoi ciascun giorno di estro. I nuovi approcci per aumentare il tasso di miglioramento genetico attraverso l’utilizzo dell’AI si concentrano sui metodi per ridurre ulteriormente il numero di spermatozoi in ciascuna dose AI e sulla riduzione del numero di inseminazioni attraverso l’uso di una singola AI a tempo fisso dopo induzione dell’ovulazione. Entrambi gli approcci consentono una migliore pressione di selezione per caratteri economicamente importanti nel maschio e favoriscono l’estensione dei vantaggi genetici dell’AI a più allevamenti da riproduzione, concludono gli autori. IL LATTE COME MATRICE PER DEFINIRE IL RISCHIO DI MASTITE da Settimana Veterinaria - N°933/ottobre 2015 Durante il corso di formazione proposto dall’IzsLER di Brescia dedicato alla “Diagnostica predittiva a sfondo immunologico delle malattie condizionate negli animali di interesse zootecnico”, il prof. Alfonso Zecconi (Dipartimento di Scienze veterinarie e sanità pubblica, Milano) ha preso in considerazione la correlazione tra parametri di immunità innata nel latte bovino e rischio di mastite. In sostanza, il prof. Zecconi ha illustrato il possibile impiego della matrice latte per la definizione di un rischio mastite in bovine apparentemente sane. Tale impiego non può prescindere da una valutazione del ruolo fondamentale delle cellule epiteliali della ghiandola mammaria nella difesa anti-infettiva. Tale funzione sarebbe in grado in realtà di risolvere positivamente, a favore dell’ospite, almeno il 50% delle infezioni intramammarie, mentre l’incremento dei leucociti nel latte sarebbe in realtà l’espressione della necessità dell’ospite di rispondere diversamente a infezioni intramammarie già consolidate, non adeguatamente contrastate dai meccanismi di immunità innata degli epiteli. Tali meccanismi sono basati su diversi fattori umorali quali lisozima, lattoferrina, lattoglobulina, N-acetil-beta-D-glucosaminidasi (NAGasi), sui quali si esercita un potente “effetto azienda”, ovvero una variabilità condizionata dalla realtà aziendale in cui sono inserite le bovine, a parità di fase di lattazione. Questo è uno dei motivi fondamentali per cui non è stato finora possibile definire livelli soglia di tali parametri correlati significativamente al rischio di nuove mastiti. È stato tuttavia osservato che tali parametri possono presentare fluttuazioni molto elevate nella cosiddetta “fase latente” delle infezioni intramammarie, con cellule somatiche <200.000/ml ed esame batteriologico negativo. Ciò potrebbe aiutare a definire una finestra d’attenzione su campioni di latte apparentemente sani, in cui una possibile infezione viene tenuta sotto controllo dalla risposta immunitaria innata degli epiteli. OGM: BRUXELLES DÀ OK A USO DUE MAIS PER CIBI E MANGIMI MANGIMI Da Ansa - 07.12.2015 La Commissione europea ha dato il via libera a 2 nuovi mais ogm per uso alimentare o mangimi: si tratta del MON87427 e NK603xT25. Questi biotech hanno ricevuto il parere scientifico positivo da parte dell'Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha condotto una valutazione del rischio in collaborazione con gli Stati Ue. La decisione dell'esecutivo Ue arriva dopo il mancato raggiungimento, da parte degli Stati, di una maggioranza favorevole o contraria. L'autorizzazione vale 10 anni. PROROGA TEMPORANEA DEL TEMPO DI SOSTA PER MACELLAZIONE Da nota DGSAF 30649 del 10 dicembre 2015 Fino al 10 gennaio 2016, il tempo di sosta degli animali in attesa di macellazione è esteso a 72 ore. Lo riferisce una nota della Direzione Generale della Sanità Animale, considerato che le festività natalizie "comporteranno un incremento del numero di capi sensibili alla Blue tongue introdotti sul territorio nazionale presso gli impianti di macellazione designati". La nota ministeriale raccomanda "l’esecuzione puntuale di tutti i controlli previsti nell’abito delle attività di sorveglianza per la Blue tongue, nonché la verifica presso l’apposita sezione del sito web dell’IZS Abruzzo e Molise www.izs.it della validità dell’autorizzazione degli impianti di macellazione designati". Si tratta degli impianti di macellazione designati ai sensi del Regolamento CE 1266/2007. STALLA 4.0, CHIP MONITORA MUCCHE E AVVISA MOMENTO PARTO Da www.sivemp.it/rassegna-stampa/11-12-2015 Arriva il chip applicato alla coda dei bovini che avvisa l'allevatore sul cellulare quando arriva l'ora del parto, ottimizzando il lavoro del personale in azienda. Si chiama iCalve101 il piccolo apparecchio che, tramite un sensore elettronico, consente di monitorare a distanza gli animali nelle aziende zootecniche. E' stata realizzata da un'azienda di Albinea (RE) che produce strumenti per la mungitura e dispositivi per il controllo dei bovini e di analisi della produzione di latte, acquistata nell'agosto scorso dal gruppo inglese Avon Rubber. La stalla sta diventando sempre più 4.0 grazie ad una tecnologia che permette di ridurre le attese del personale che vi lavora e potersi così dedicare ad altre attività; il tutto risparmiando i costi e massimizzando i profitti, in quanto di riducono i rischi per l'animale. iCalve101 è un sistema che analizza le informazioni nella stalla e le trasmette con una chiamata o un sms fino a 30 minuti prima sul cellulare collegato; grazie ad un'applicazione per smartphone e tablet è possibile anche controllare, da remoto, la sala parto in tempo reale attraverso una piccola webcam. ASSALZOO: DUE PREMI PER RICERCHE SU ALIMENTAZIONE ANIMALE da www.ansa.it 11 dicembre 2015 Per la mangimistica, settore fondamentale della zootecnia e primo anello della filiera alimentare dei prodotti di origine animale, la formazione rappresenta la priorità sulla quale investire per elevare sempre più qualità e sicurezza dei mangimi, per garantire salute e benessere degli animali allevati e accrescere la qualità dei prodotti che ne derivano e arrivano al consumatore. Forte di questa convinzione Assalzoo (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici) istituisce per il 2016 due premi per giovani ricercatori che si sono distinti nel campo dell'alimentazione animale. "C'è bisogno di investire nella competenze di domani - evidenzia Alberto Allodi, presidente Assalzoo - per riuscire a confrontarsi con le sfide di un settore, come quello della mangimistica, chiamato ad essere all'avanguardia scientifica e tecnologica. I premi istituiti dall'Associazione vogliono rappresentare un contributo alla crescita di giovani talenti che sono il futuro del nostro Paese". Nel dettaglio, sono due premi messi a bando per tesi su argomenti relativi ad alimentazione animale, nutrizione, tecnica mangimistica, mercati delle materie prime e/o dei mangimi, allevamento zootecnico, legislazione del settore mangimistico ed altre tematiche correlate. Non sono ammessi lavori effettuati in collaborazione a meno che il contributo del candidato, che verrà valutato separatamente dal complesso, non sia evidenziato e certificato dai coautori e/o dal responsabile della ricerca. Il primo premio, dell'entità di 3.000 euro, è dedicato a dottori di ricerca con meno di 35 anni di età. Il secondo premio è dedicato a dottori in scienze Agrarie, Biotecnologie, Medicina Veterinaria, Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali, Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze dell'alimentazione umana, Economia e Commercio e Giurisprudenza, che abbiano conseguito la laurea magistrale e non abbiano compiuto i 30 anni. L'ammontare di questo secondo premio è di 1.000 euro. ALIMENTI MIELE: DALL'ITALIA LA CARTA DEI MIELI DEL MEDITERRANEO Da www.sivemp.it 30-11-2015 Italia in prima linea nella cooperazione contro le contraffazioni alimentari grazie alla Carta dei Mieli del Mediterraneo, il documento tecnico che unifica e tutela le produzioni di 10 Paesi. La Carta, presentata a Tunisi nel corso del VII Forum dell'Apicoltura del Mediterraneo, nasce da un processo partito dal nostro Paese che ha consentito di sviluppare una definizione comune del miele del Mediterraneo. Obiettivo del documento è quello di favorire gli apicoltori nel raggiungimento di una serie di risultati strategici, sia in termini di valorizzazione delle produzioni locali nei mercati domestici ed internazionali sia per il contrasto alle importazioni di miele di dubbia qualità nell'area mediterranea. Una strategia promossa da Apimed (Federazione degli Apicoltori del Mediterraneo) che lavora per la protezione delle varietà autoctone e lo sviluppo di metodi di produzione che garantiscano la salubrità del miele e che rappresenta l'unico soggetto aggregativo di settore al momento esistente a livello di regione mediterranea, riunendo al suo interno 21 associazioni, cooperative e federazioni nazionali di apicoltori provenienti da Algeria, Marocco, Tunisia, Italia, Albania, Libano, Palestina, Egitto e dai paesi limitrofi Iraq e Giordania. ECCO PERCHÉ MANGI SICURO, GLI OPUSCOLI DEL MINISTERO da www.salute.gov.it 26/11/15 La sicurezza degli alimenti è fondamentale per il nostro benessere, dal momento che, in caso di cibo contaminato, potrebbe costituire un pericolo per la salute, con effetti che possono manifestarsi dopo breve tempo, come nel caso delle tossinfezioni acute, ma anche a distanza di molti anni, attraverso malattie croniche anche gravi. È necessario, pertanto, che tutta la catena che va “dal campo alla tavola” e, quindi, dalla produzione alla trasformazione, distribuzione e somministrazione degli alimenti, garantisca il rispetto di una serie di misure, atte a ridurre i rischi, previste dalle normative vigenti e che preservano la qualità del cibo garantendo al tempo stesso la salute dei consumatori. Con questo spirito è nata, dalla collaborazione tra il Ministero della salute e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, una collana di opuscoli, giunta alla seconda edizione, in occasione dell’Expo Milano 2015. La veste grafica accattivante e le indicazioni contenute, intendono fornire al consumatore uno strumento di semplice lettura e corretto sul piano scientifico. • Ecco perchè mangi uova sicure • • • • Ecco perchè mangi pesce sicuro Ecco perchè mangi carne sicura Ecco perchè mangi latte sicuro Ecco perchè mangi miele sicuro www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_5_1.jsp?lingua=italiano&id=148 PARMIGIANO REGGIANO, L’ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DÀ IL VIA AD ALCUNE MODIFICHE DEL DISCIPLINARE da Notiziario n. 73 del 01.12.2015 Osservatorio Agri&Food di Cremonafiere L’ultima assemblea del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, svoltasi a Reggio Emilia il 25 novembre scorso, ha approvato una serie di modifiche al Disciplinare di produzione. La lotta alle contraffazioni è l’obiettivo primario delle modifiche che, per l’appunto, prevedono l’introduzione di nuovi sistemi e parametri di controllo (riguardanti isotopi, aminoacidi liberi e acido ciclopropanico) attraverso i quali sarà possibile identificare con precisione il prodotto non originale sia per quanto riguarda la provenienza del latte che l’eventuale uso di prodotti vietati dal Disciplinare nell’alimentazione delle bovine come, ad esempio, gli insilati, ma anche svelare e contrastare possibili dichiarazioni ingannevoli sulla stagionatura del prodotto. Relativamente al legame con il territorio, le modifiche approvate prevedono che il latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano provenga solo ed esclusivamente da bovine nate e allevate nel comprensorio di produzione del Re dei Formaggi, quindi Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna (sponda sinistra del fiume Regno) e Mantova (sponda destra del fiume Po). Stop quindi ad animali provenienti da fuori comprensorio e dall’estero, nonché da altre filiere produttive, i quali, dopo un periodo di quarantena di quattro mesi durante i quali dovevano essere alimentati secondo le norme del Disciplinare di produzione, potevano poi produrre latte da destinare alla trasformazione in Parmigiano Reggiano. Una norma, si legge nel comunicato, che rafforza ulteriormente i vincoli con il territorio e contemporaneamente genererà un effetto indotto anche sui volumi produttivi. In sostanza, si eviteranno quei repentini e troppo consistenti aumenti produttivi che sono avvenuti in passato nel momento in cui il buon andamento delle quotazioni apriva la via all’ingresso di bovine provenienti da altre filiere (latte alimentare o altri formaggi) e, scontata la “quarantena”, ad un rialzo dei quantitativi di prodotto da destinare ai mercati. “Sono fenomeni che abbiamo riscontrato – ha affermato il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – ed è evidente che la scelta che i caseifici hanno compiuto all’ultima assemblea del 25 novembre è particolarmente rilevante e positiva per quei produttori che costantemente legano gli investimenti e i redditi all’andamento del Parmigiano Reggiano, senza ricorrere a forme di business occasionale che producono andamenti depressivi sulle quotazioni e, conseguentemente, danni proprio ai redditi”. Gli investimenti sulla qualità da parte del Consorzio di tutela intanto continueranno come leva primaria per consolidare la crescita dei consumi interni che da gennaio a fine ottobre hanno segnato un +2,3%. Bene anche l’export con una crescita del 7,2% per il prodotto in forme o porzionato e del 14,7% per il grattugiato nei primi 8 mesi del 2015: sono i primi segnali di ripresa che si stanno manifestando sul fronte delle quotazioni dopo due anni di crisi. VARIE NUOVE STRATEGIE DIAGNOSTICHE DIAGNOSTICHE PER IL CONTROLLO DELLE MICOPLASMOSI AVIARI da Newsletter IZSVe 09/12/15 I micoplasmi sono batteri privi di parete cellulare che negli avicoli provocano infezioni a carico soprattutto dell’apparato respiratorio e articolare. Sono i più piccoli organismi unicellulari esistenti in natura che possono replicare autonomamente, particolarmente difficili da coltivare, ma in grado di provocare perdite zootecniche ed economiche importanti per l’industria avicola. Alcuni ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno messo a punto una strategia combinata contro i micoplasmi aviari che consente non solo di diagnosticare la malattia negli animali, ma anche di dare ulteriori informazioni su quel determinato micoplasma (RC 15/10). “Il problema delle micoplasmosi ha richiesto un approccio epidemiologico, un modo di guardare il problema da una prospettiva diversa e più approfondita –afferma il veterinario Salvatore Catania, responsabile del Laboratorio medicina aviare dell’IZSVe–Con questo studio abbiamo valutato sul campo la presenza di differenti ceppi.. Le informazioni che abbiamo raccolto saranno utili per pianificare in modo efficace gli interventi terapeutici e vaccinali negli allevamenti e controllare la malattia”. LINEE GUIDA IN MATERIA DI IGIENE DEI PRODOTTI DELLA PESCA da SIVeMP OnLine nr. 217 del 15 dicembre 2015 Il 5 novembre la Conferenza Stato Regioni ha approvato le "Linee guida in materia di igiene dei prodotti della pesca". Obiettivo delle linee guida è quello di armonizzare i controlli ufficiali in materia di igiene dei prodotti della pesca, eseguiti dalle Autorità competenti sul territorio nazionale, fornendo indicazioni applicative ed esplicative sulle disposizioni comunitarie e nazionali, lungo le diverse fasi che compongono la filiera dei prodotti ittici, sia alle AC che agli operatori del settore per migliorare la loro conoscenza su ruoli e responsabilità. La necessità di migliorare l'applicazione delle norme, , scaturisce dagli esiti degli audit svolti dall'Food Veterinary Office - FVO e in particolare dalle raccomandazioni contenute nel rapporto relativo all'audit del settembre 2010. www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf;jsessionid=i2X7zBLRw9R+vOf2hm9GVA__.sgc4-prdsal?anno=0&codLeg=53675&parte=1%20&serie= LA SICUREZZA IN DIAGNOSTICA VETERINARIAVETERINARIA-TEST IMMUNOCROMATOGRAFICI DA CAMPO PER PICCOLI E GRANDI ANIMALI da email DiagnosticaVET srl 02/12/15 DiagnosticaVET è una nuova società che si avvale di collaboratori che sono nel campo della diagnostica veterinaria da diversi anni. Le Ditte che rappresentiamo sono le migliori che si possano trovare sul mercato europeo e garantiscono affidabilità e sicurezza nei risultati. Tutti i test che vi proponiamo sono: • Rapidi: eseguibili al massimo in 15 minuti • Accurati: sensibilità e specificità sovrapponibili ai test “gold standard” • Semplici: esecuzione con al massimo 2 passaggi senza strumentazione • Conservabili a temperatura ambiente Eseguire un test è più che avere un semplice risultato: è dare certezza alle risposte per consentire decisioni consapevoli. La nostra qualità è senza riserve. I produttori sono certificati ISO ed ogni test è prodotto secondo le regole della GMP. I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione telefonicamente o via mail. Contattateci per ricevere il catalogo con tutti i nostri prodotti, specificando se lo volete per piccoli o grandi animali. Potete telefonarci al n. 02 83979274, mandarci una mail a: [email protected] inoltre avrete anche la possibilità di acquistare direttamente dal nostro sito Internet www.diagnosticavet.com sul quale troverete pubblicate e scaricabili le metodiche e le schede esplicative dei test. Restiamo a Vostra disposizione per chiarimenti tecnici o commerciali. N.B.: L’Ordine declina ogni responsabilità sulla precisione delle informazioni contenute in questo servizio di rassegna stampa, messo a disposizione dei propri iscritti. Inoltre si evidenzia che le notizie che compongono le News sono per ovvi motivi sintetiche; per approfondimenti si rimanda alle fonti degli articoli. Mantova, 15 dicembre 2015 Prot.: 736/15