I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI:
LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
Marzo 2001
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
PROVINCIA DI TORINO
Area Ambiente, Parchi, Risorse Idriche e Tutela della Fauna
Servizio Programmazione Sviluppo Sostenibile e Rifiuti
Questa pubblicazione costituisce l’Atto di indirizzo sulla comunicazione approvato con Deli bera di Giunta Provinciale n. 315-78544 del 10.04.2001 dal titolo: “I rifiuti e la comunica zione ai cittadini: linee guida per gli enti territoriali di gestione” . In appendice è pubblica to come esempio di buona pratica il “Progetto di campagna di informazione per la promo zione della raccolta differenziata nel Comune di Villarbasse”.
Documento predisposto a cura del
Servizio Programmazione Sviluppo Sostenibile e Rifiuti
Responsabile Franco Tecchiati
Redazione a cura di:
Erik Balzaretti
Marco Cassinera
Barbara Girardi
Franco Tecchiati
Edizione fuori commercio © 2001 Provincia di Torino
Volume stampato dalla Tipolito Subalpina nel mese di maggio 2001
2
PROVINCIA DI TORINO
Premessa.
180-500. Sta tutta nella differenza fra questi due numeri la dimensione che ha assunto il
problema dei rifiuti nella nostra Provincia, un territorio nel quale lo sviluppo ha portato ad
un elevato livello di benessere e di consumi.
180 kg all'anno era la produzione di rifiuti pro-capite nel 1969, 500 kg all'anno è quella del
2000. Un aumento di 320 kg in trent'anni. Significa oggi oltre un milione di tonnellate all'anno. Un milione di tonnellate di rifiuti occupa un volume molto superiore allo Stadio delle Alpi, e nessuno vuole vicino a casa propria uno o due stadi di calcio di rifiuti ogni anno.
Proprio per questo affrontare e risolvere il problema non è solo una questione tecnica, di sistemi di raccolta e di impianti di smaltimento: è, soprattutto, una questione di carattere sociale. Da un lato occorre incrementare la raccolta differenziata almeno fino al 50%, come
previsto dal Programma Provinciale: è una ragionevole soluzione tecnica per non sprecare
materia e minimizzare il ricorso a soluzioni impiantistiche ingombranti e costose - inceneritori
e discariche. Dall'altro lato dobbiamo convenire che non basta progettare efficienti sistemi
di raccolta differenziata e motivare gli operatori, occorre anche rendere i cittadini più consapevoli e più partecipi in modo che possano utilizzare meglio i servizi, rendendoli davvero
efficienti. Questo richiede un cambiamento di atteggiamento nei confronti del rifiuto che produciamo, che ci facciamo carico del lavoro di separazione in casa e che ci preoccupiamo di
consegnare ogni frazione al giusto sistema di raccolta.
Una questione, appunto, di carattere sociale. Con risvolti che hanno a che fare con la con sapevolezza di far parte di una collettività e con la fiducia verso le istituzioni che sono chiamate a far fronte ai bisogni collettivi. Una questione che si intreccia strettamente con la gestione della politica e che può essere affrontata con gli strumenti di una comunicazione trasparente e finalizzata all'obiettivo.
Con la produzione di queste linee guida per la comunicazione la Provincia rende esplicito e
operativo questo punto di vista e fornisce un orientamento ai Comuni e ai loro Consorzi verso una concezione della comunicazione come strumento indispensabile e integrato nella progettazione dei servizi di raccolta.
Ci auguriamo in questo modo di dare un contributo tecnico e culturale per aiutare noi tutti, cittadini, operatori, amministratori, a convergere verso una nuova percezione del proprio
rapporto con i rifiuti e i servizi di raccolta e gestione.
Giuseppe Gamba
Vicepresidente della Provincia di Torino
Assessore all'Ambiente
3
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI:
LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE.
1. Premessa metodologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 5
1.1 La comunicazione nel settore dei servizi ambientali. . . . . . . . . . . . .
1.2 Ricerca di indicatori per la costruzione di una comunicazione efficace .
1.2.1 Risultati emersi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.2.2 Considerazioni sui dati significativi emersi dalla ricerca . . . . . .
1.3 Lo stato della comunicazione prodotta da Enti e Consorzi nel settore
delle raccolte differenziate in provincia di Torino . . . . . . . . . . . . . .
1.3.1 Considerazioni generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.3.2 Cambiare scenario e acquisire nuove competenze alla ricerca
della partecipazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
p.
p.
p.
p.
5
7
7
9
. . . . p.11
. . . . p.11
. . . . p.12
2. Linee guida per la comunicazione:
i principi base e gli aspetti operativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p.13
2.1 I termini della questione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.2 La comunicazione deve divenire obbligatoria, deve essere programmata
ed integrata con la pianificazione tecnico-territoriale. . . . . . . . . . . . .
2.3 Costi e benefici della comunicazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.4 La comunicazione è un sistema. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.5 La comunicazione deve nascere dalla conoscenza e dall’ascolto del
territorio e deve fornire risposte adeguate . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.6 La comunicazione deve orientare le scelte tecniche (studio dei servizi). .
2.7 Gli strumenti per una comunicazione efficace . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.8 Le modalità di comunicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.9 Nota tecnica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . p.13
. . . p.14
. . . p.17
. . . p.18
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
p.21
p.24
p.26
p.29
p.31
3. Appendice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p.32
3.1 Progetto di campagna nel Comune di Villarbasse (TO). . . . . . . . . . . . . . . p.32
4
PROVINCIA DI TORINO
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI:
LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE.
1. Premessa Metodologica.
Questo testo si propone due obiettivi. Il primo è quello di individuare i contenuti necessari
ad una strategia di comunicazione efficace in un settore delicato ed importante, nel quale
gioca un ruolo cruciale la partecipazione attiva del cittadino–utente alla buona riuscita del
servizio. Il secondo obiettivo è quello di fornire linee ed indirizzi utili per integrare le attività
di comunicazione all’interno della progettazione dei servizi al fine di orientare le scelte strategiche ed ottimizzare il rapporto tra costo dei servizi e risultati ottenuti sul piano aziendale
ed ambientale.
1.1 La comunicazione nel settore dei servizi ambientali.
La comunicazione pubblica, soprattutto nei suoi aspetti sociali ed ambientali, è una disciplina relativamente nuova in costante evoluzione ed è alla ricerca di una sua identità teorica.
Esiste tuttavia una letteratura di riferimento da cui è possibile derivare i concetti fondamentali su cui basare un’ipotesi teorica e una metodologia operativa, concetti che sono il risultato della riflessione degli addetti ai lavori alla ricerca di un modello in grado di offrire maggiore efficacia all’azione comunicativa.
La considerazione di partenza, che si pone a fondamento di qualunque attività di comunicazione, è costituita dalla presa di coscienza che la comunicazione è necessaria, quando non
obbligatoria, che non si può non comunicare sia perché dal punto di vista psicologico l’assenza di comunicazione è spesso percepita come l’affermazione della volontà di non comunicare, sia perché la più recente produzione normativa nel garantire l’informazione e la trasparenza nell’azione amministrativa definisce le stesse condizioni di base per il processo di
comunicazione tra Ente e cittadini.
In questo senso è importante “saper comunicare” per evitare di confondersi con il “rumore
di fondo” della ingente comunicazione che raggiunge quotidianamente il cittadino-consumatore e di vanificare così sforzi a volte ingenti che finiscono per non ottenere alcuna mo5
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
dificazione degli atteggiamenti e dei comportamenti individuali e collettivi.
Ed è proprio il cambiamento degli atteggiamenti un’altra delle considerazioni a fondamento
della comunicazione ambientale, e questo perché il suo obiettivo non è la promozione di
un bene o di un servizio di mercato ma qualcosa di più complesso come l’intervento mirato ad orientare o modificare atteggiamenti e comportamenti verso l’ambiente stesso, con i suoi coinvolgimenti, bisogni e servizi.
In tal sen so diventa determinante pensare alla comunicazione come allo strumen to per rendere percettibile l’ambiente, per ridurre le discordan ze tra la percezion e soggettiva dei rischi
ambientali ed il loro valore ogg ettivo, per mutare nel profon do un comportamento collettivo.
In quanto strumento, la comunicazione in ambito sociale ed ambientale deve assimilare alcuni concetti chiave come:
a- la trasparenza, che sottintende sia la necesità di portare a conoscenza il tema nella sua
completezza che l’assunzione di responsabilità;
b- l’ascolto dei cittadini-utenti con riguardo alle loro necessità, preferenze ed aspettative;
c- la semplificazione, necessaria per facilitare la comprensione da parte di un pubblico che
si presenta quanto mai eter ogeneo dal punto di vista sociale e culturale;
d- la partecipazione, in quanto è importante l’interazione e la comunicazione tra più soggetti che concorrono, con la propria competenza e la propria responsabilità, alla realizzazione di un obiettivo d’interesse collettivo.
La condivisone di obiettivi fa pensare alla comunicazione come ad un rapporto unidirezionale di creazione del sociale, ma in realtà è nella conflittualità ambientale, cioè in quella situazione che pone la tutela dell’ambiente o della salute dei cittadini al centro del confronto sociale, politico e istituzionale, che la comunicazione acquista la sua vera identità.
Queste co nsiderazioni g enerali con ducono a sottolin eare come la comunicazione ambientale sia passata da essere una forma di “seduzione” dalle caratteristiche fondamentalmente pubblicitarie ad essere un momento di “informazione” a due vie.
Questi concetti, che costituiscono le premesse metodologiche alla riflessione proposta, sono
al tempo stesso chiavi per la lettura dell’attività comunicativa corrente e indirizzi utili alla progettazione.
6
PROVINCIA DI TORINO
1.2 Ricerca di indicatori per la costruzione di una comunicazione efficace.
(Analisi qualitativa e quantitativa – Aretè Mi, dicembre 1999)
1.2.1 Risultati emersi
In questo paragrafo sono sinteticamente presentati i risultati della ricerca condotta alla fine
del 1999 su un campione rappresentativo di cittadini della Provincia di Torino e finalizzata
ad individuare gli indicatori per la costruzione di una comunicazione efficace in tema di smaltimento rifiuti sia nei contenuti sia nei toni.
L’indagine, partendo dal presupposto che le attività di comunicazione dei Comuni e dei Consorzi verso i cittadini siano da considerarsi come parte del piano strategico operativo, si poneva il duplice obiettivo di:
a) fornire una “fotografia” della realtà attuale sulla percezione da parte del pubblico del tema dei rifiuti e del sistema di comunicazione;
b) individuare le attese dei cittadini per il futuro.
La metodologia utilizzata (3 dinamiche di gruppo per la fase qualitativa e 360 interviste individuali a domicilio per la fase quantitativa) ha fatto emergere nell’indagine qualitativa le
problematiche di base, i vissuti e le opinioni culturalmente condivise, oltre a suggerimenti
propositivi, mentre quella quantitativa ha confermato gli elementi qualitativi e prodotto il necessario supporto numerico/statistico.
Percezione del problema rappresentato dai rifiuti
La quasi totalità delle persone intervistate vive il “rifiuto” come elemento sgradevole e pericoloso in termini di rischio ambientale, individuando la necessità di produrre meno rifiuti, e
denuncia una serie di problematiche legate alla organizzazione delle raccolte e dello smaltimento, solamente una piccola percentuale individua il rifiuto come elemento utile in quanto fonte per ricreare materia prima.
Rispetto alla richiesta di proporre soluzioni per la diminuzione della produzione di rifiuti si
hanno queste risposte:
Legge per la riduzione degli imballaggi
39%
Sensibilizzazione dei produttori di imballaggi
31%
Campagne di sensibilizzazione dei cittadini
17%
Nessuna imposizione – libera scelta dei cittadini
13%
7
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
Raccolte differenziate
Per quanto riguarda l’analisi della “gestione del rifiuto”, il 95% degli intervistati asserisce di
essere a conoscenza che nel proprio comune è stata attivata la raccolta differenziata.
Chi dichiara di fare la raccolta differenziata denuncia comunque la percezione di una scarsa
attenzione del prossimo, evidenziando un diffuso senso d’inutilità del proprio sforzo di differenziare. Altro fattore che rende faticoso fare la raccolta differenziata è la scarsità o la lontananza dei bidoni e cassonetti per la differenziazione.
Dalla ricerca emergono inoltre queste indicazioni:
Mancano informazioni precise sulle modalità che devono essere utilizzate per
differenziare correttamente i rifiuti.
Non si conoscono le motivazioni per cui si deve fare la raccolta differenziata..
La raccolta differenziata è inutile.
80%
90%
48%
L’analisi qualitativa sull’orientamento dei cittadini verso la raccolta differenziata ha inoltre evidenziato le motivazioni principali che aiuterebbero la gente ad iniziare a differenziare:
Una diminuzione della tassa rifiuti
88%
Sapere quali danni ambientali si possono evitare
85%
Sapere che il rifiuto diventa risorsa e che si riducono le discariche
84%
Vedere che lo fanno tutti
78%
La comunicazione
Elemento importante è, inoltre, il giudizio generalmente negativo rispetto a quantità, frequenza e qualità dell’informazione ricevuta in tema di raccolta differenziata e smaltimento:
Nessun ricordo di iniziative o campagne informative
24%
Non so – non ricordo
55%
Memoria di attività di comunicazione
21%
Queste invece le risposte rispetto alle esigenze di informazione (risposte plurime):
Perché differenziare
92%
Come differenziare
85%
Necessità di avere mappe e cartine sulla dislocazione dei cassonetti
32%
Conoscenza di rischi e dei vantaggi
23%
Conoscenza dell’organizzazione del sistema di gestione
16%
8
PROVINCIA DI TORINO
Interessanti risultano anche i dati riguardanti le fonti dalle quali sono state recepite informazioni rispetto alle raccolte differenziate:
Lettura delle istruzioni sui cassonetti
46%
Televisione (come informazione diffusa)
17%
Da amici che hanno svolto attività di sensibilizzazione e coinvolgimento
8%
Da volantini o opuscoli
7%
Dalla scuola
4%
Infine alla domanda su come vorrebbero essere contattati/informati, queste sono state le risposte spontanee:
Televisione
38%
Iniziative scolastiche
15%
Opuscoli
14%
Affissione stradale
13%
Non so
20%
Mentre dall’analisi di materiale comunicativo già prodotto è emerso un particolare apprezzamento verso stampati che riportano informazioni utili: sul modello “istruzioni per l’uso dei
servizi”, espresse in modo chiaro ma non infantile, che possano essere conservate come “guide alla raccolta differenziata”.
1.2.2 Considerazioni sui dati significativi emersi dalla ricerca.
Dall’indagine emerge che il campione intervistato è consapevole della necessità di attivare
una corretta gestione dei rifiuti, tuttavia segnala, come motivazioni rispetto allo scarso impegno dedicato alla raccolta differenziata, soprattutto:
a- la mancanza di ricadute sensibili (economiche);
b- l’isolamento sociale di chi si attiva (la raccolta differenziata non viene ancora percepita come un comportamento collettivo);
c- la mancanza di informazioni sulla finalità, sul perché si deve differenziare, sui risultati conseguiti e quelli conseguibili.
La fotografia della realtà presenta un cittadino che vive la raccolta differenziata contemporaneamente come “un dovere” ed “una necessità” poiché è consapevole o allarmato dal pro9
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
blema dell’aumento della quantità di rifiuti prodotti, ma al tempo stesso è limitato nell’attivazione personale.
La gente richiede di sapere chiaramente “che cosa” deve riciclare, “come” lo deve fare e “perché”. Vuole sapere come avviene il processo e soprattutto non
vuole sentirsi solamente dire che è bene farlo, ma piuttosto quali benefici ci si
può attendere e cosa si rischia se non si differenzia e se non si attiva il riciclo
dei materiali. Infine ha bisogno di informazione e sicurezze rispetto alle modalità di impiego del materiale raccolto in modo differenziato.
E’ interessante notare come rispetto alla domanda "quali interventi stimolerebbero le persone ad attivarsi maggiormente nelle raccolte differenziate" la risposta sia prevalentemente legata a motivazioni economiche (circa l’88% pensa ad una diminuzione della tassa), ma in
una percentuale altrettanto elevata (85-84%) si faccia riferimento anche a motivazioni ambientali e di risparmio di risorse.
Relativamente al tema della comunicazione la maggior parte del campione intervistato esprime un giudizio di scarsità ed insufficienza rispetto all’informazione ricevuta in tema di raccolte differenziate e smaltimento rifiuti. Viene evidenziata la mancanza di un’informazione organica e razionale, proveniente da fonti accreditate (Enti e Consorzi): non c’è la percezione
di una programmazione e di una continuità dell’attività di comunicazione. Non si ottiene l’attivazione di uno spirito di partecipazione civica, che dia senso di appartenenza ed enfatizzi
il beneficio collettivo, non solo strettamente ambientale, che può derivare dall’assunzione di
determinati comportamenti.
In generale viene dichiarato che le informazioni vengono acquisite in modo disorganico ed
informale e che gli enti deputati a fornirle sono “latitanti”.
Anche chi già pratica la raccolta differenziata richiede di avere maggiori informazioni, in particolare in merito alla localizzazione di cassonetti e infrastrutture (attraverso cartine dettagliate), ai vantaggi connessi, al programma di raccolta e alla destinazione finale dei materiali.
L’indagine ha inoltre consentito di rilevare quali siano in generale le principali aspettative rispetto alle azioni che gli enti locali dovrebbero intraprendere per migliorare il sistema:
• più informazione e sensibilizzazione
• maggiore contr ollo e applicazione di sanzioni
• migliore organizzazione dei servizi
10
PROVINCIA DI TORINO
1.3 Lo stato della comunicazione prodotta da Enti e Consorzi nel settore delle
raccolte differenziate in provincia di Torino.
1.3.1 Considerazioni generali.
Il passaggio da un modello di raccolta del rifiuto indifferenziato attraverso l’utilizzo di cassonetti stradali ad un modello che prevede la raccolta differenziata, e quindi con modalità organizzative che richiedono un sempre maggiore coinvolgimento dell’utente nella raccolta, costringe i gestori dei servizi ad un nuovo impegno nel settore della comunicazione sociale.
Questo nuova incombenza è stata affrontata dai Consorzi e dai Comuni non senza difficoltà
e con risultati ancora insoddisfacenti sotto l’aspetto degli obiettivi da raggiungere, nonostante
le possibilità di cofinanziamento messe a disposizione dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino per lo sviluppo di queste attività. I fondi disponibili sono stati infatti poco
utilizzati e, per quanto riguarda la comunicazione, prevalentemente impegnati per attività di
sensibilizzazione generica e di educazione ambientale, quasi mai per la realizzazione di campagne integrate di comunicazione.
Si possono individuare alcune tra le cause principali di questa situazione, oltre alla diffusa resistenza ai cambiamenti e alla decrescente attenzione del cittadino ai problemi della comunità:
a- la mancanza di una cultura della comunicazione e della partecipazione, basata su un’analisi approfondita delle motivazioni sociali e psicologiche, in un settore dominato invece dagli aspetti economici e tecnico-pratici;
b- la mancanza di relazione e coordinamento tra gli aspetti tecnici e quelli informativi e della comunicazione;
c- i costi aggiuntivi inevitabilmente connessi ad una comunicazione efficace;
d- l’individuazione dell’attività di educazione e sensibilizzazione dei bambini e
dei ragazzi come strategia principale di comunicazione con il territorio rinunciando in partenza all’educazione degli adulti;
e- un utilizzo dell’azione informa tiva limitata nei modi e nel tempo e quindi di scarsa efficacia;
f- la mancanza di una seria programmazione e pianificazione degli interventi;
g- il mancato ricorso sia a strategie di partecipazione sia a strategie che pre vedano un sistema che combini la comunicazione con azioni incentivanti oppure disincentivanti (premi e punizioni)
11
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
In termini generali si può quindi affermare che, benché non siano mancati sforzi nella giusta direzione, sono però finora mancati nelle strategie dei Consorzi e dei Comuni, così come delle istituzioni superiori, alcuni punti che riteniamo fondamentali per ottimizzare e rendere davvero efficace l’attività di informazione e comunicazione.
Un’ulteriore riflessione va ancora fatta nei confronti della qualità estetica e della funzionalità
dei prodotti comunicativi rivolti al cittadino realizzati nel nostro territorio. Questa produzione
risente delle difficoltà di cui si è detto. Limitata nell’uso degli strumenti (pieghevoli, manifesti o materiali per l’educazione ambientale) e nell’offerta, riflette un’idea di target indifferenziato o infantile, dove prevalgono un tono di voce e un trattamento grafico che oscillano
tra la semplificazione del fumetto per bambini, l’intellettualismo e la complessità del messaggio delle agenzie pubblicitarie, che si sentono in questi casi “libere” di dar e sfogo ad una
creatività non costretta dalle ferree regole che sovrintendono alla “vendita” di un prodotto.
Questa situazione, resa esplicita dai dati
flittualità che spesso si registra tra singoli
tegie di comunicazione ai cittadini, non
quanto concerne gli aspetti economici e
della ricerca, soffre anche della situazione di conComuni e Consorzi di riferimento riguardo alle stratanto sotto gli aspetti realizzativi ma piuttosto per
di visibilità.
1.3.2 Cambiare scenario e acquisire nuove competenze alla ricerca della partecipazione.
Appare evidente che le carenze dell’attività complessiva nel settore della comunicazione verso i cittadini utenti non possono essere colmate da generici ritocchi alle attuali strategie messe in atto dai responsabili dei servizi ma si tratta di organizzare o riorganizzare, secondo lo
stato dell’opera dei singoli Enti o Aziende, un intero settore. In particolare si tratta di prevedere sin dalla fase di programmazione e progettazione dei nuovi servizi l’inserimento e l’integrazione dell’attività di comunicazione all’interno della Pianificazione Territoriale operativa
dei Consorzi e dei Comuni.
Risulta evidente la necessità di un ulteriore sforzo organizzativo per costruire una comunicazione più professionale nei metodi di progettazione e nella scelta degli strumenti, pensata al
fine di una crescita non solo dei livelli di informazione verso il cittadino ma anche della sua
partecipazione attiva ai processi delle raccolte differenziate e alle azioni per la minimizzazione dei rifiuti.
12
PROVINCIA DI TORINO
Per ottenere un cambiamento di atteggiamento verso il problema rifiuti e quindi per ottenere una concreta partecipazione alle soluzioni è necessaria un’azione che superi i limiti dell’informazione, anche la più corretta e puntuale, e che permetta di coinvolgere i cittadini-utenti in un processo dove la partecipazione non risulti “subita” ben sì sia vissuta come scelta consapevole del ruolo attivo e d eterminante del singolo cittadino nel fu nzionamento dei servizi pubblici, soprattutto in presenza del pagamento d i un a
tassa o di una tariffa. Diventa altrettan to chiaro che lo stesso sistema rifiuti en tra in relazione, e a volte si scontra, con altri sistemi di interesse sociale e con gli ambiti della percezione singola e collettiva delle diverse solu zioni dei problemi della comu nità. Per questo diventa importante cambiare il modello utilizzato sin o ad ora per veicolare informazion e e richiedere al cittadin o il proprio apporto alle raccolte differen ziate; bisogna pensare di acqu isire al
più presto una serie di competenze e professionalità sia nel campo dell’analisi sociale e motivazionale, sia in quello della comunicazione, competen ze sino ad ogg i poco sfruttate.
2. Linee guida per la comunicazione: i principi base e gli aspetti operativi.
2.1 I termini della questione.
Il Programma Provinciale di Gestione dei Rifiuti individua l’utilizzo delle attività di comunicazione come indispensabile supporto al raggiungimento di obiettivi che comportano in larga misura cambiamenti di atteggiamenti sociali (riduzione della produzione di rifiuti, incremento della raccolta differenziata e accettazione della necessità di realizzare gli impianti), e di conseguenza ad una reale corrispondenza tra i costi da affrontare
ed i benefici economico-sociali che ne derivano.
A questo scopo la Provincia promuove e cofinanzia progetti di comunicazione, scegliendo di elaborare una base di valutazione comune condivisa con i Consorzi ai fini dell’accesso ai contributi, e li concepisce inoltre come parte del proprio piano strategico di comunicazione.
I dati emersi, grazie alla ricerca, consentono di proporr e alcune considerazioni che sono il
presupposto di base per l’elaborazione di linee guida generali che consentano di sup13
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
portare l’attività di gestione dei rifiuti con una attività di comunicazione sul
territorio di maggiore efficacia e omogeneità, tenendo presente che sebbene ai Consorzi spetti la gestione sovracomunale dei servizi e quindi anche degli aspetti di comunicazione, ciò non toglie che i Comuni, avendo un contatto più diretto con i cittadini, debbano svolgere attività di monitoraggio e di stimolo, facendosi ad esempio promotori di iniziative sperimentali.
2.2 La comunicazione integrata nella pianificazione tecnico-territoriale dei servizi
I principi
L’attività di comunicazione non deve essere considerata come una variabile facoltativa nel processo di sviluppo dei servizi, bensì come un fattore indispensabile da realizzare per mezzo di una strategia integrata e coordinata con la
pianificazione tecnico-territoriale. Ciò si può concretizzare nella necessità di una visione più strutturata del concetto di comunicazione e di un maggiore e più efficace utilizzo del
complesso degli strumenti comunicativi.
Le singole campagne generaliste o singole iniziative basate sull’educazione ambientale se
non sono inserite in un piano strategico di comunicazione, sono solamente rafforzative del
flusso comunicativo esistente o dell’immagine, ma non influenzano i cambiamenti di rilevanti
strati di popolazione.
Occuparsi di comunicazione in genere e di quella in ambito sociale ed ambientale in particolare, richiede di operare con una strategia integrata di lungo periodo che prevede azioni di contatto, metodologie basate sul monitoraggio e il
ritorno delle informazioni. Questo richiede l’impiego di investimenti economici
e professionalità specifiche.
Le azioni
Piani Strategici di Comunicazione
L’inderogabilità del raggiungimento degli obiettivi, sia di raccolta differenziata sia di ristrutturazione generale del sistema, previsti a breve e medio termine dal Programma Provinciale
14
PROVINCIA DI TORINO
fa sì che l’attività di comunicazione debba essere programmata e inserita all’interno dei Progetti Territoriali Consortili.
A questo proposito, al fine di un rafforzamento di questa linea di condotta i finanziamenti
previsti dal Programma Provinciale dovranno essere collegati alla presentazione da parte dei
Consorzi di Piani Strategici di Comunicazione su base annuale o pluriennale.
Il piano di comunicazione dovrà indicativamente contenere:
1 la definizione di un sistema per la conoscenza del territorio dal punto di vista di una serie di dati di base qualitativi e quantitativi, delle dinamiche socio-economiche, della strutturazione della comunità, delle abitudini e degli stili di vita delle caratteristiche merceologiche dei rifiuti prodotti;
2 la definizione di un sistema per la rilevazione dei bisogni di informazione e della percezione rispetto al problema, all’erogatore del servizio e alle risposte da esso offerte;
3 l’individuazione delle azioni per il raggiungimento degli obiettivi a breve e medio termine;
4 l’individuazione delle attività di preparazione culturale per le giovani generazioni;
5 lo sviluppo di attività di formazione per adulti (insegnanti, operatori, funzionari della Pubblica Amministrazione, associazioni, attori attivi sul territorio, singoli cittadini) al fine del
coinvolgimento di “moltiplicatori”;
6 lo sviluppo di sinergie con il miglioramento e/o lo sviluppo di servizi sempre più a misura di quanto atteso dall’utenza;
7 un sistema di monitoraggio e valutazione della validità del piano stesso.
La stesura di Piani di Comunicazione consente la programmazione integrata di più interventi
e una continuità nel tempo degli effetti comunicativi. La conseguenza potrà essere il passaggio da un finanziamento oggi rivolto per lo più a singole iniziative ad un
finanziamento di strategie di comunicazione sul territorio che potranno prevedere un supporto progettuale da parte della Provincia su progetti pilota o su
ricerche psico-sociali.
A maggior ragione la stesura di piani pluriennali permette una riflessione più attenta nella determinazione degli obiettivi della comunicazione, offre maggiore visibilità, favorisce il
rafforzamento dell’immagine dell’ente erogatore e incentiva la realizzazione di progetti più
solidi ed efficaci. In vista di una programmazione dalle modalità complesse si suggerisce l’orientamento verso dei piani annuali che, in via transitoria, contengano una serie di interventi
15
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
di base sia per quanto riguarda l’attività ordinaria sia per quanto riguarda l’individuazione di
possibili sviluppi a breve termine.
Integrazione delle singole azioni di comunica zione con la pianificazione strategica.
Quando si sceglie un modello di comunicazione che veicola concetti o tematiche di valore
generale (quasi una sottolineatura dell’ovvio) e si affida a questo il compito di agire con efficacia sull’utenza per sensibilizzarla, informarla e coinvolgerla, senza inserirla in una pluralità di interventi, si sceglie un approccio superficiale rispetto alla complessità dei problemi e
si rinuncia a priori al raggiungimento di obiettivi concreti. Questa riflessione ha valore anche per quanto riguarda l’utilizzo di interventi non continuativi di educazione ambientale nelle scuole.
Campagne di questo tipo, se non inserite in una pianificazione strategica che le giustifichi
e le integri con azioni e temi più diretti e approfonditi, soddisfano solamente gli aspetti della visibilità d’immagine (sono campagne autoreferenziali), ma non incidono sull’incremento dell’attenzione verso temi specifici e sicuramente non influenzano i
cambiamenti. Le campagne generaliste richiamano l’attenzione del pubblico sulla “firma istituzionale“ o sul tema di fondo, ma non producono “sentimenti di posizione“, non innescano coinvolgimento.
Le campagne generaliste, riescono a funzionare sufficientemente bene quando
sono promosse da Enti istituzionali e svolgono il compito di “campagne ombrello“ su un tema generale che rimanda a specifiche trattazioni locali.
A livello locale, invece, è più opportuno ed efficace un dialogo diretto che espliciti temi e opportunità che coinvolgono concretamente l’utenza cui è rivolto.
Professionalità e formazione.
I committenti devono avere ben chiaro il ruolo cardine della comunicazione, sia in fase di
determinazione delle risorse che in fase progettuale, devono essere in grado di collaborare
attivamente con chi si occupa degli aspetti creativi ed operativi fornendo loro dati e contenuti organizzati, devono conoscere le linee teoriche e le regole di base. Per questo motivo
è auspicabile l’attivazione di un’attività di formazione rivolta a coloro che si occupano della
comunicazione all’interno di Enti, Consorzi, Agenzie, etc. Tale attività, finalizzata a promuo vere professionalità nell’ambito della comunicazione ambientale, diventa anche un obiettivo
di comunicazione: un progetto efficace nasce dalla collaborazione professionale e
16
PROVINCIA DI TORINO
integrata tra chi utilizza e chi produce comunicazione.
Per quanto è inerente alla realizzazione delle campagne si consiglia l’intervento di professionisti della comunicazione e dell’indagine motivazionale. Poiché “l’ambiente non è un prodotto di consumo” è auspicabile che anche queste professionalità siano formate in merito alle specifiche tematiche dell’ambiente e della gestione dei rifiuti.
2.3 Costi e benefici della comunicazione.
I principi
La comunicazione comporta la necessità di investimenti economici che verranno compensati dal successo delle strategie tecnico-operative di gestione dei rifiuti messe in atto.
Il passaggio che deve avvenire è quello da una percezione della comunicazione
come un costo puro alla percezione della stessa come investimento necessario
al raggiungimento degli obiettivi, che sarà ripagato dai benefici economici, sociali e ambientali.
Le azioni
Investimenti
La comunicazione, intesa come pluralità di azioni rivolte alla cittadinanza al fine di una attiva partecipazione ai programmi e al raggiungimento degli obiettivi, è stata percepita sino ad
ora da parte di Comuni e Consorzi, come un’attività costosa e non indispensabile al processo
di sviluppo delle raccolte differenziate.
Spesso sino ad oggi si è operato attraverso campagne generiche nel messaggio, indirizzate
su target non corrisp onden ti alle fasce di pop olazione p iù direttamen te coin vo lte e con
budget insufficienti.
Ad eccezione delle attività di Educazione Ambientale, percepite e veicolate come investimento
sulle giovani generazioni, la comunicazione al cittadino è risultata in molti casi limitata da
fattori economici nonché da fattori culturali.
Dal punto di vista economico appare chiaro che un’attività sistematica di comunicazione com 17
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
porta investimenti di una certa entità, sia per quanto riguarda l’avvio di una metodologia basata sul reperimento di dati inerenti la percezione da parte degli utenti e la conoscenza sociale del territorio, sia per lo sviluppo delle campagne di comunicazione vere e
proprie.
Occorre però tenere conto che i costi del sistema comunicazione, saranno comunque economicamente inferiori a quelli di un eventuale fallimento o di uno
scarso rendimento delle strategie di riduzione e raccolta differenziata.
Ottimizzazioni
Non esistono territori identici su cui operare attraverso campagne preconfezionate, ma esistono metodologie e strategie applicabili in territori simili su cui
messaggi generici possono essere utilizzati.
Come diremo in modo più approfondito più avanti, per operare in modo corretto esiste la
necessità di conoscere il proprio territorio, di conoscerne la sua composizione ed i suoi atteggiamenti, il livello di percezione sul tema oggetto dell’attività comunicativa prima che questa sia attivata. Questa lettura non può essere superficiale ma deve essere specifica e circoscritta al territorio d’interesse.
Questo non esclude, tenendo anche presente l’aspetto economico della realizzazione di campagne, che non si possano individuare linee tendenziali e metodologie generali d’intervento all’interno delle quali siano accettabili campagne, basate su messaggi generici, già prodotte e quindi economicamente interessanti. Si consiglia comunque che anche queste campagne vengano adeguatamente personalizzate.
L’orientamento di base più redditizio rimane comunque nella capitalizzazione delle metodologie e degli aspetti economici attraverso la pianificazione e il coordinamento delle diverse attività di comunicazione sul territorio.
2.4 La comunicazione è un sistema.
I principi
L’attività di comunicazione deve sempre essere conside rata come un sistema che
in clude una serie di attività: inform azione, sensibilizzazione, educazione, identità
18
PROVINCIA DI TORINO
e immagine. Queste sono in terdipen denti, interagiscono fra di loro e solo se combinate sono effettivamente efficaci.
Si tratta di un sistema dinamico che si autoalimenta e cresce migliorando con il costante contributo delle sue diverse attività.
• L’informazione: è costituita dall’insieme organizzato di dati, notizie d’attività e riferimenti (norme) relativi ad un determinato scenario e rappresenta un tema comunicativo fondamentale poiché è la componente più richiesta. L’attività di informazione deve essere, da
un lato in grado di monitorarsi continuamente e di migliorarsi, e dall’altro di sviluppare
un’attività di relazione con il territorio capace di guidare i cambiamenti delle abitudini sociali richiesti dal nuovo sistema di gestione dei rifiuti.
• La sensibilizzazione: è l’insieme delle attività comunicative mirate a richiamare l’attenzione su aspetti dello scenario che necessitano di entrare a far parte della nostra cultura
per orientare i nostri atteggiamenti.
• L’educazione: è il risultato di un sistema complesso di relazioni che coinvolgono la sfera
cognitiva ed emotiva e non va confusa con l’insieme delle informazioni organizzate e veicolate in modo da garantirne l’acquisizione e l’assimilazione. L’attività di educazione è fondamentale per costruire una “cultura“ di base su uno specifico tema.
• L’identità: è l’insieme dei dati sensibili dell’agente di comunicazione. L’attività di comunicazione istituzionale e di relazione con il territorio contribuisce a creare, rafforzare o modificare la credibilità e la forza della comunicazione stessa.
• L’immagine: è la percezione che si crea a seguito delle attività comunicative o dell’assenza delle stesse, e pertanto diventa una sorta d’indicatore dell’attività svolta. L’immagine
come risultato è un tema di base per l’attività di feedback, d’analisi e correzione. La valutazione della percezione contribuisce sensibilmente alle scelte di miglioramento. L’attività ri volta alla cura dell’immagine s’interessa di due aspetti, uno esterno costituito dalla realizzazione di campagne ed uno interno relativo all’attività di relazione e organizzazione.
Le azioni
Cosa deve comprendere l’attività di comunicazione dal punto di vista operativo.
L’attività di comunicazione comprende in primo luogo una serie di azioni dirette al cittadino,
che si prefiggono lo scopo di veicolare conoscenza riguardo a:
1 esistenza e strategia del soggetto gestore (identità e immagine del Consorzio, Azienda
Municipale, ecc.);
19
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
2
3
4
5
servizi erogati e modalità di utilizzo (informazione);
sistema dei media impiegato (operativa);
motivazioni alla base delle azioni che vengono richieste ai cittadini (sensibilizzazione);
relazioni che il soggetto gestore intrattiene con i singoli cittadini e le istituzioni (relazioni esterne);
6 azioni proposte per modificare le abitudini individuali e collettive (educazione).
L’insieme delle azioni che veicolano questo insieme di informazioni può essere considerato
come il sistema di comunicazione.
L’attività educativa, pur non essendo estranea al sistema, non può identificarsi
con o essere sostituita dall’attività informativa, ma deve piuttosto essere considerata parte dell’attività di relazione, al fine di creare le premesse culturali necessarie alla condivisione dell’obiettivo. Inoltre non può e non deve essere limitata al mondo della scuola ma deve essere estesa, con rinnovato sforzo, anche al mondo degli adulti.
La comunicazione d’impresa non va confusa con l’informazione e la sensibilizzazione, poiché serve a dare attendibilità alle campagne di settore e d’informazione, e ne è in buona misura condizione indispensabile.
E’ importante la distinzione tra la comunicazione d’impresa e la comunicazione mirata all’informazione e alla sensibilizzazione: sono due momenti ugualmente importanti e necessari in un piano strategico ma che devono mantenere identità e obiettivi distinti e chiari.
La comunicazione d’impresa lavora a livello d’immagine ed ha come obiettivo primario quello di costruire, consolidare o modificare la credibilità dell’azienda. Tale affidabilità è una garanzia, e come tale ha un valore che connota le campagne tematiche.
Una forte immagine d’impresa affidabile aumenta l’efficacia dell’informazione e
dell’attenzione ai temi proposti a livello di campagna, riduce la diffidenza dei
destinatari e favorisce ipotesi di partecipazione.
Le fasi di una strategia integrata d’intervento su una realtà territoriale
• Raccolta dei dati disponibili relativi al territorio e allo stato del sistema gestione rifiuti
• Indagine sulla percezione del problema e sulla vita della comunità
20
PROVINCIA DI TORINO
• Individuazione deg li obiettivi di pianificazione territoriale a breve e medio termine e ri orientamento delle scelte tecnich e
• Individuazione della strateg ia comunicativa connessa e definizione del budg et economico
• Individuazione dei mezzi idonei in relazione al budget a disposizione
• Realizzazione della campagna
• Monitoraggio sui risultati in relazione agli obiettivi prefissati
• Agg iornamento dati e messa a punto degli interventi correttivi o di implementazione
• Reiterazioni dell’intervento e strategia di mantenimento unita a strategia mirata su target
sempre più specifici
2.5 La comunicazione deve nascere dalla conoscenza del territorio e dall’ascolto dei cittadini e deve fornire risposte adeguate.
I principi
Le strategie di comunicazione devono basarsi su dati oggettivi rilevati sul territorio. Le campagne risultano più efficienti se vengono costruite sulla base dei
risultati derivanti da un sondaggio della percezione e delle aspettative dei cittadini e se sono maggiormente mirate su esigenze reali.
Gli strumenti della comunicazione devono essere modulati sugli obiettivi, sui
target e sulla situazione socio-economica del territorio.
E’ necessario instaurare meccanismi per una valutazione a posteriori dell’efficacia dell’azione di comunicazione.
Le azioni
Il monitoraggio della comunicazione ambientale
Troppo spesso si vedono campagne o progetti di comunicazione che non tengono conto dei
dati reali dello scenario a cui si rivolgono: risultando inefficienti e di scarsa incisività. E troppo spesso chi si occupa di comunicazione sceglie ed orienta temi e messaggi secondo modelli che non trovano rispondenza nell’utenza.
21
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
I dati sulla percezione risultano un indicatore primario sia per valutare l’impatto comunicativo sia per monitorare l’autorevolezza della fonte e dovrebbero essere raccolti su campioni rappresentativi e con indagini reiterate nel tempo.
Se si vuole avere attenzione e soprattutto essere compresi bisogna “parlare la lingua locale”
ed argomentare su temi vissuti dalla comunità. Infine per evitare che una minor efficacia si
traduca in un concreto spreco di risorse oppure inneschi una sorta d’effetto boomerang in
termini d’immagine, è necessario conoscere prima l’ambito territoriale, culturale, sociale ecc.
in cui s’intende svolgere l’azione di comunicazione.
Il monitoraggio della comunicazione ambientale dovrebbe essere parte integrale di un progetto, poiché attraverso di esso:
• si rivelano attese e bisogni concreti;
• si leggono modalità e percorsi attraverso cui l’utenza vuole essere raggiunta;
• si indirizzano e “personalizzano” il servizio offerto e le modalità comunicative;
• si determinano le azioni di miglioramento;
• si monitora l’andamento delle varie attività in atto;
• si individuano i criteri di valutazione delle stesse.
Inoltre va tenuto presente che anche gli strumenti utilizzati per il monitoraggio della comunicazione ambientale possono diventare essi stessi un’attività di comunicazione: attivandoli si lavora in termini d’informazione e d’immagine e si crea attenzione.
Il messaggio
La comunicazione deve rispondere ai bisogni di comunicazione espressi dai vari settori dell’utenza: il messaggio deve essere il più possibile personalizzato.
L’efficacia e la qualità della comunicazione sono strettamente legate alla soddisfazione dei bisogni di comunicazione espressi dall’utenza e rilevati nell’audit. Una corretta segmentazione
dei bisogni di comunicazione garantisce una maggiore attenzione (“ … parla di me, … dei
miei problemi ”) e migliora l’efficienza della ricezione. L’utenza vuole essere informata: ma
ciascuna utenza deve ricevere un messaggio personalizzato veicolato con un linguaggio adeguato.
Questo è un problema, che evidenzia come la comunicazione in genere e l’attività informativa in particolare, necessitino di un coordinamento (tra aspetti comunicativi e realtà di ser22
PROVINCIA DI TORINO
vizio) e di un approfondimento (scelta dei mezzi e dei linguaggi) per raggiungere quel coinvolgimento dell’utenza necessario a determinarne il grado d’efficacia. Se l’attività di comunicazione instaura un sistema a due vie diventa difficile per l’utente negare
l’evidenza di un flusso d’informazione a lui rivolto e che lo coinvolge a pren dere posizione di fronte a determinati problemi od opportunità di fruizione di
soluzioni e/o servizi.
Un ulteriore aspetto riguarda i contenuti dell’informazione che, spesso, sono sostitutivi dell’attività di educazione e conoscenza dei processi e della complessità dei settori interessati.
Nel caso dello smaltimento dei rifiuti l’utente richiede di conoscere, attraverso
un linguaggio accessibile, tutte le fasi del processo che portano dalla creazione del rifiuto alla differenziazione, al riciclo, alla raccolta, allo smaltimento. Il
tutto al fine di soddisfare il bisogno psicologico di dare un senso alle proprie azioni e
di rafforzae la consapevolezza grazie alle percezione delle conseguenze positive che da esse derivano.
Obiettivi e target.
La strategia fissa gli obiettivi, il sondaggio della percezion e e delle aspettative dei cittadini li
definisce e li valida, li sup porta, individu a i target ed evid enzia specificità locali e temporali.
Questo significa che non deve essere utilizzata attività di comunicazione generica.
Ogni azione deve rispondere a specifiche limitate al suo preciso scenario d’azione. Si devono individuare obiettivi chiari e tra questi assegnare priorità comunicative. Le azioni di comunicazione devono essere modulate su target mirati e devono tenere presente
nella scelta della pianificazione dei media delle specifiche realtà sociali del territorio. Ogni
progetto deve essere sviluppato e coordinato localmente secondo le specificità
evidenziate.
Il monitoraggio
Il problema di come viene percepito il messaggio è senza dubbio una chiave di lettura importante dell’attività comunicativa. Per questo è consigliabile un’azione di monitoraggio o di semplice analisi sull’azione realizzata: se si determina una percezione negativa, distorta o insufficiente, l’efficacia della comunicazione è neutralizzata. In altre parole è quasi come se non si fosse fatto nulla. Il “promotore” crede di aver assolto al
suo “ dovere “ di comunicare ed informare, mentre l’utente è legittimato a credere che nulla sia stato fatto, o a formarsi un’idea diversa da quella prevista dagli obiettivi, e quindi ad
23
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
attuare comportamenti o ad avere atteggiamenti lontani da quelli sperati.
Qualunque modello di comunicazione è applicabile ed attuale solamente se prevede, nella
sua struttura, un momento d’analisi dei risultati ottenuti e di adattamento migliorativo. La comunicazione acquista attendibilità e valore, solamente, quando innesca un
processo di feedback continuo teso al raggiungimento di un’efficacia comunicativa misurabile dal livello di cambiamento ottenuto nei comportamenti
Inoltre è bene tenere presente che quando si valuta l’efficacia dell’azione di comunicazione
non ci si deve fermare al dato quantitativo della percezione o del ricordo (come ad esempio la misurazione del grado di soddisfazione dell’utente o il ricordo di una campagna), ma piuttosto è bene approfondire l’indagine sui contenuti della percezione, perché sono questi che producono idee e modificano il livello di attenzione del pubblico.
2.6 La comunicazione deve orientare le scelte tecniche (studio dei servizi).
I principi
Si deve creare un’accettazione del passaggio da una cultura della gestione dei
rifiuti che non prevedeva rapporti diretti con il cittadino-utente, essendo i rapporti mediati dal cassonetto, ad una raccolta che vede il cittadino utente partecipare attivamente al processo del differenziare. Da qui la necessità di mettere in stretto rapporto lo sviluppo tecnico dei servizi con la comunicazione sul
territorio.
La comunicazione ha anche il fine di suscitare la partecipazione pubblica alle
fasi di progettazione e monitoraggio dei servizi.
Le azioni
Comunicazione e progettazione dei servizi
L’attività comunicativa in ambito ambientale, quando è il prodotto dell’ascolto (audit) diventa uno strumento in grado di fornire utili indicazioni per orientare le scelte dello sviluppo tecnico. Poiché spesso la risposta che il pubblico chiede impone di sviluppare o mi24
PROVINCIA DI TORINO
gliorare i servizi, l’organizzazione, le soluzioni tecniche, le metodologie, ecco che l’attività di
comunicazione diventa il promotore di innovazioni, ricerca e sviluppo in chiave tecnica, orientando le priorità d’intervento.
D’altronde se da un lato migliorano e aumentano i servizi, dall’altro deve migliorare ed aumentare proporzionalmente l’attività di comunicazione. Le ricerche
svolte indicano come troppo spesso le attività di miglioramento dei servizi offerti non sono
supportate da altrettanti sforzi di presentazione, diffusione e promozione. Il risultato evidente di questa mancanza è che i servizi sono poco noti e di conseguenza sottoutilizzati, con problemi organizzativi e operativi interni e d’immagine esterni,
che in ultima analisi si risolvono in una scarsa efficacia degli investimenti fatti. L’attività di implementazione e miglioramento dei servizi non supportata adeguatamente a livello comunicativo produce effetti limitati, ha bisogno di tempi
molto lunghi per la sua percezione, fruizione e possibili conseguenti adattamenti.
Solo con la previsione di un adeguato supporto comunicativo un’attività può tendere a
promuovere, creare attenzione, stimolare la fruizione, modificare atteggiamenti e comportamenti, ecc. Inoltre va tenuto presente come la componente comunicativa all’interno dello sviluppo e dell’erogazione di un servizio migliora i tempi ed i modi di approccio da parte dell’utenza, migliora l’integrazione con l’attività corrente dell’Ente/Azienda in termini d’identità e
d’immagine attraverso sinergie e capitalizzazione.
Progettazione partecipata
Per la progettazione di servizi di raccolta differenziata innovativi e per la localizzazione degli
impianti sarà sempre più frequente il ricorso alla concertazione pubblica e quindi al coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi progettuali e di monitoraggio dei servizi. Questo
modo di agire presuppone lo svolgimento di attività di informazione e comunicazione che stimolino la partecipazione stessa e supportino il processo in modo costante.
La progettazione partecipata stessa, può essere vista anche come una forma di comunicazione: se ben condotta può servire a rafforzare la conoscenza e l’immagine dell’azienda e
può fungere da cassa di risonanza informativa rispetto a problemi e soluzioni nel settore della gestione dei rifiuti.
25
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
2.7 Gli strumenti per una comunicazione efficace
I principi
I mezzi tecnici per ottenere dei risultati pratici dall’attività di comunicazione sono molteplici e debbono tenere conto sia della situazione nella quale viene progettato l’intervento, sia degli obiettivi di riferimento.
Non esiste il “media” migliore, piuttosto si deve sviluppare l’azione coordinata
di più mezzi che migliora l’efficacia della comunicazione. Questo perché una
scelta ponderata di più strumenti permette di realizzare un’attività che, capitalizzando i singoli eventi e interagendo in modo trasversale per più tempo, garantisce maggiore efficacia e ottimizzazione delle risorse disponibili.
Le azioni
Formazione interna
Le modalità di approccio ai singoli interventi debbono includere l’attività di formazione
e qualificazione interna a vari livelli modulata secondo i bisogni. Il personale addetto alla raccolta è il primo e più importante veicolatore di informazioni e di immagine. Il suo rapporto con l’utente può essere una chiave importante per l’efficacia di una
campagna per una nuova modalità di raccolta o per influenzare a livello di percezione l’utente.
I mezzi di comunicazione tradizionali.
Un’attenta analisi del potenziale di comunicazione non può prescindere dal considerare l’importanza operativa e strategica ricoperta dai mezzi di comunicazione. Naturalmente parlare
di mezzi porta inevitabilmente a toccare la voce investimenti, il capitolo dolente e spesso
concausa di campagne dall’esito modesto in termini di visibilità e di percezione. Scegliere
un mezzo, un veicolo adatto a dare visibilità al progetto comunicativo richiede
attenzione: non esiste il media ideale che da solo raggiunge l’omnitarget.
Non ci riesce neanche la tanto invocata televisione, che, con costi esagerati e insostenibili
da realtà diverse dai colossi del largo consumo, garantisce una significativa penetrazione in
termini di contatto ma necessita, comunque, di integrazioni a livello di pianificazione diver26
PROVINCIA DI TORINO
sificata. In effetti, il singolo mezzo, anche la tv, perde efficacia se lasciato solo a sopportare
tutto il peso del contatto al target individuato. Inoltre se questo media è scelto in ragione
di costi o abitudine di utilizzo e fruizione e non soddisfa richieste o indicazioni provenienti
dall’attività di ascolto degli utenti, risulta essere spesso inadeguato nel richiamare attenzione.
L’utente vuole essere contattato secondo modalità e occasioni consone al contesto e all’importanza del contenuto, due variabili in continua modificazione.
Questo significa che quando si programma un’attività di comunicazione o quando si decide
di fare una campagna, non si deve scegliere il mezzo in funzione della disponibilità economica individuata, ma si deve comporre e gestire il budget per la comunicazione
con l’idea di creare un sistema che integri virtuosamente più mezzi, scelti tra
quelli diretti e quelli derivati, che tenga conto della composizione dello scenario e che sia orientato dagli obiettivi dichiarati a livello di progetto.
La scelta dei mezzi idonei a veicolare il progetto comunicativo diventa così un momento di
riflessione strategica circa:
1 l’individua zion e dei target deside rati e quelli oggettivamente sensibili e ragg iun gibili;
2 la determinazione dei tempi e delle modalità di utilizzo;
3 l’identificazione di priorità di contatto e opportunità di capitalizzazione;
4 la possibilità di monitorare la percezione complessiva della campagna e i suoi
risultati a breve e a medio termine.
La gamma dei veicoli a disposizione per una strategia del contatto propone una serie di
mezzi classici e validati:
• la radio e la televisione (locale e nazionale) • l’affissione (manifesto e locandina) • gli
stampati (depliant, opuscolo, brochure, inserti, ecc.) • la stampa (riviste di settore, generiche, quotidiani, ecc.);
rinnovati da media più attuali:
• internet (siti di presentazione e servizi ) • il mondo del multimediale • i numeri verdi;
integrati dai mezzi derivati:
• la promozione porta a porta • la formazione degli operatori • mailing personalizzato
• l’organizzazione di eventi • le relazioni pubbliche (giornalisti, opinion leader, facilitatori, ecc.) • le attività aggregative (associazioni, organizzazioni) • l’attività di ascolto delle
necessità di informazione.
27
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
In sintesi la composizione di un piano mezzi a supporto di una strategia di comunicazione,
deve partire dalla considerazione che l’equilibrio positivo si ottiene con la scelta di
quei veicoli che, mediando dinamiche proprie con fattori oggettivi dello scenario, garantiscono un più ampio spettro di momenti di contatto.
Le strutture della raccolta differenziata come mezzi privilegiati per l’informazione e la promozione.
Dal cassonetto alle campane, dai mezzi mobili per la raccolta alle stazioni di conferimento
sino alle aree attrezzate e agli impianti, i luoghi e i singoli contenitori dei rifiuti sono il mezzo più diretto e efficace per l’attività di promozione per le raccolte differenziate e di informazione circa i modi corr etti di partecipare alle raccolte.
Le stesse stazioni di conferimento dovrebbero essere concepite come luoghi di comunicazione con gli utenti attraverso l’organizazione di visite ed eventi dedicati. Analogamente gli
impianti dovrebbero aprirsi, attraverso l’individuazione di centri visita e aree dedicate alla vita sociale del territorio.
E’ auspicabile anche l’organizzazione di eventi dedicati in occasione di manifestazioni sia a
livello nazionale (Giornata mondiale dell’ambiente, L’Italia che ricicla, Impianti aperti), sia a livello locale.
Veicoli di comunicazione alternativi
Nel “sistema comunicazione ambientale” è necessario considerare, in alternativa o in collaborazione, ai mezzi trad izionali tutta quella serie di azioni ed attori che normalmente inseriti nella realtà locale determinan o o posson o determinare, influ enzare o semplicemente accompagnare le nostre scelte verso stili di vita e comportamenti ambien talmente più sostenibili.
In quest’ottica acquistano particolare interesse la formazione e l’educazione per
adulti, l’individuazione di testimonial locali, il coinvolgimento di gruppi organizzati in attività di volontariato sociale, l’associazionismo di settore.
Questi “strumenti” di comunicazione alternativi devono essere considerati con particolare attenzione e quando possibile inseriti nelle attività coordinate, in quanto danno un forte contributo a supporto dei mezzi classici, ne sono ulteriore veicolo e capitalizzano caratteristiche,
immagine e diffusione sul territorio.
28
PROVINCIA DI TORINO
• La formazione e l’educazione per adulti: area che merita attenzione poiché fino ad
ora poco considerata, a favore d’importanti investimenti di tempi e risorse verso i target
più giovani del mondo scolastico. In realtà i giovani-adulti e gli adulti sono il target più
difficile di ogni campagna d’informazione e comunicazione in genere e soprattutto sono
quelli che vedono modificare l’atteggiamento verso una tanto auspicata “ coscienza ambientale “.
• I testimonial locali: gli opinion leader, da sempre sono uno strumento incisivo (poiché
soggetti dotati di alta credibilità) in termini di comunicazione sia come mezzo per diffondere idee e atteggiamenti positivi verso un determinato interesse, sia come collettori di opinioni diffuse. L’individuazione di un testimone locale ed il suo coinvolgimento nell’attività
pianificata permettono una diffusione più “amichevole del messaggio.
• Le attività di volontariato e l’associazionismo: hanno come caratteristica costitutiva l’aggregazione di persone su temi e attività d’interesse sociale e umanitario, quindi sono già sintonizzate ed abituate a gestire la propaganda verso argomenti in sui s’identificano. Naturalmente l’ambiente, i suoi problemi e la sostenibilità dello sviluppo sono argomenti che suscitano interesse e che s’inseriscono nelle tematiche associative. Il coinvolgimento delle associazioni permette di utilizzare la loro rete di comunicazione e capitalizzare la loro credibilità e operatività.
2.8 Le modalità di comunicazione
I principi
La comunicazione deve essere continua e rinnovata: la costanza di flusso informativo è alla base della realizzazione di un sistema comunicativo.
Le azioni
Costruire un flusso comunicativo
Non ci sono teoricamente limiti, se non economici, alla quantità di comunicazione da veicolare sul territorio, comprendendo la comunicazione per il raggiungimento degli obiettivi e
la comunicazione di sviluppo e mantenimento. Ci sono invece limiti al di sotto dei quali la
comunicazione non è efficacemente percepita. Una campagna incentrata su più azioni unirà
interventi più capillari ad altri più rivolti alla generalità.
29
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
L’attività comunicativa per essere efficace non dove essere costituita da eventi unici
o da serie di eventi troppo distanziate nel tempo. Se l’obiettivo della comunicazione in campo ambientale è quello di modificare in modo duraturo atteggiamenti e comportamenti verso l’ambiente, favorendo uno scenario sempre più orientato alla sostenibilità e al
conseguimento di una maggiore qualità della vita, allora non si può delegare a eventi sporadici e scoordinati il compito di modificare gradualmente radicate abitudini e consolidati stili di vita.
E’ evidente q uanto sia importante ed efficace una comunicazione contin ua p oiché stratifica messaggi e in form azioni orientan do così il livello d’attenzione d ell’utenza. Naturalmente si tratta d i costruire un flusso, ottimizzando risorse e mezzi con una pianificazione
dell’attività comunicativa che copra ampi periodi in modo continuo. I singoli eventi che posson o dare l’impressione di essere utili in termini di immagine, non solo sono scarsamente efficienti in termini di capitalizzazione in formativa e di sensibilizzazion e, ma nel medio periodo si dimostrano anche poco redditizi nella costruzione della credibilità dell’azienda.
I dati raccolti con la ricerca motivazionale sottolineano una generale richiesta degli utenti di
un’attività di informazione costante ed evidenziano la necessità che questa informazione sia
rinnovata nei contenuti, negli aspetti visivi e a volte anche nei mezzi di contatto.
Realizzando un flusso comunicativo:
• si ottiene un miglioramento del rapporto con l’utenza;
• si favorisce o si mantiene l’attenzione verso il problema servizio contribuendo alla sua
acquisizione nel nostro abito “culturale“;
• s’innesca o favorisce l’attività di feedback con il territorio;
• si ottimizzano gli investimenti;
• si coordinano tutte le attività di comunicazione dirette, indirette, interne ed esterne;
• si garantisce una migliore penetrazione del messaggio per effetto della ridondanza, della varietà di linguaggi, mezzi e target raggiungibili;
• si possono monitorare le variazioni della percezione e dell’utilizzo dei servizi.
30
PROVINCIA DI TORINO
2.9 Coordinamento immagine
I prodotti dell’attività di comunicazione devono essere tutti coordinati in termini d’immagine, con la presenza di simboli e marchi comuni che ne connotino
e rafforzino l’importanza.
Considerato che ormai la programmazione e il disegno organizzativo dei sistemi integrati di
gestione vengono ottimizzati su scala di ambito provinciale e che pertanto le scelte strategiche sono definite a scala provinciale proponiamo l’adozione su tutti i prodotti di comunicazione, accanto ai simboli dei soggetti gestori, dello stemma della Provincia e del marchio del
Programma Provinciale di Gestione dei rifiuti. Ciò servirà a dare visibilità ed uniformità alle
campagne locali contribuendo a rafforzare il senso della partecipazione collettiva alla soluzione di un problema generale.
Tutta l’attività di comunicazione finanziata dalla Provincia di Torino dovrà riportare la dicitu ra: “con il contributo della Provincia di Torino” e dovrà essere identificabile grazie all’utilizzo
del marchio del Programma Provinciale di Gestione Rifiuti.
Il coordinamento a livello d’immagine dell’attività di comunicazione promossa o sostenuta
dalla Provincia certifica in primo luogo l’insieme dell’attività svolta sul territorio
provinciale, identifica un’attività di coordinamento, anche a livello informativo e, con
l’inserimento del marchio del Programma Provinciale di Gestione dei Rifiuti, migliora la percezione della specifica tematica dei rifiuti capitalizzando l’attività a livello provinciale
nel suo complesso.
31
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
3. Appendice.
3.1 Indagine socio-ambientale per definire un piano di comunicazione e potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti nel Comune di Villarbasse.
(Erica - Progetto Villarbasse: Raccolta Differenziata 2000/2001)
Obiettivi della ricerca
L’obiettivo generale è quello di dedurre dall’analisi della realtà di Villarbasse un metodo che
consenta di individuare un percorso duttile, ma replicabile, per promuovere azioni in grado,
da un lato, di contenere la produzione di rifiuti e, dall’altro, di incrementare la raccolta differenziata.
Il punto di partenza
Il Comune di Villarbasse negli ultimi mesi del 1999 aveva esplicitato al Consorzio intercomunale di appartenenza (C.I.D.I.U. Collegno) e alla Provincia di Torino l'interesse e la volontà
di promuovere una serie di azioni informative e comunicative per ottenere i seguenti obiettivi:
1. raggiungere nel biennio 2000-2001 la percentuale del 36 – 38 % di raccolta differenziata;
2. avviare e promuovere nel corso dell'anno 2001 la raccolta domiciliare dell'umido e della
carta con piccoli conten itori, aggiungere in seguito la raccolta porta a porta del vetro;
3. incentivare il compostaggio domestico;
4. rafforzare la sensibilità al problema dei rifiuti, già maturata in una fetta considerevole di
popolazione, trasformando la raccolta differen ziata in una pratica con sapevole e q uotidiana per la magg ior parte dei cittad ini di Villarbasse.
La definizione degli obiettivi
Prima di definire in specifico gli obiettivi del seguente lavoro ricordiamo che la ricerca sociale e la definizione della strategia comunicativa descritti nel seguito nascono come progetto pilota mirante a definire una metodologia di approccio al problema-rifiuti valida per
tutte le realtà simili, socialmente e urbanisticamente, a quella di Vllarbasse. Per rispondere a
32
PROVINCIA DI TORINO
tale prerequisito, il lavoro è dunque stato suddiviso in alcune indagini sociali differenti per il
metodo utilizzato (raccolta dati presso gli uffici comunali, definizione di un panel e somministrazione allo stesso di un questionario semistrutturato, definizione di un questionario chiuso e somministrazione ad un campione significativo della popolazione), in alcune analisi tecniche (volumetria a disposizione e analisi della composizione merceologica degli RSU) e, infine nella definizione di una strategia comunicativa basata sui risultati delle indagini condotte,
secondo un processo di ricerca-azione.
La strategia di comunicazione tiene conto sia delle esigenze emerse dall'analisi dei dati tecnici che di quelli sociali, interpretati ed analizzati attraverso un processo di condivisione che
segue le indicazioni contenute nei protocolli delle Agenda 21 locali
Chiarite le premesse, gli obiettivi specifici del presente progetto pilota possono dunque essere riassunti nei seguenti punti:
1. rafforzare la sensibilità già dimostrata da ampi strati della popolazione verso la raccolta
differenziata e, più in generale, verso il problema dei rifiuti;
2. rispondere ai possibili interrogativi dei cittadini e dell'ente pubblico sulle diverse forme di
gestione e smaltimento dei rifiuti, sui processi di recupero e riciclaggio dei materiali raccolti in modo differenziato, sugli inconvenienti ed i pericoli derivanti dall’indiscriminato
conferimento in discarica di alcune frazioni merceologiche;
3. potenziare le modalità di raccolta differenziata già esistenti;
4. riorganizzare le attuali 6 isole ecologiche e allestire un ecocentro attrezzato e presidiato,
per la quale il Comune ha già acquisito un'area di 3.000 m2;
5. aumentare e rendere più consapevole la partecipazione dei cittadini nelle fasi di avvio della raccolta domiciliare pilota di umido e carta;
6. ridurre i rifiuti conferiti ed eliminare la frazione putrescibile dall’indifferenziato tramite la
diffusione del compostaggio domestico;
7. incrementare la sensibilità al tema della RD da parte degli alunni delle scuole elementari
e medie attraverso attività ludico-didattiche;
8. assicurare la partecipazione attiva della cittadinanza non solo all’azione di separazione, ma
anche ai processi decisionali ad essa correlati;
9. incrementare l'attuale percentuale di raccolta differenziata dal 26,7% (dato medio 1999)
al 36-38%.
33
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
Metodologia della ricerca
Pur essendo i rifiuti un argomento tecnico-ingegneristico, si è ritenuto opportuno affidarsi
non alla ricerca scientifica quanto ai canoni della ricerca sociale, poiché, prima di diventare
materia tecnologica i rifiuti solidi urbani sono una parte del quotidiano, un elemento dell’economia domestica che si crea a seguito di un atto prima di acquisto e poi di consumo. Il
lavoro è stato condotto secondo lo schema metodologico della ricerca applicata sul campo,
così da garantire risultati il più possibile aderenti alla realtà presa in esame. Affinché la ricerca sia comunque generalizzabile ed attendibile dal punto di vista scientifico si lavora con
un processo e con dati controllabili e verificabili e dunque replicabili in altre circostanze.
Il processo di ricerca ha seguito il seguente percorso:
1. Argomento oggetto di indagine: i rifiuti (e in particolare le frazioni raccolte in modo differenziato);
2. Problema: produzione elevata di rifiuti (1,45 Kg/abitante/giorno), livello di differenziazione troppo basso (26,8 %);
3. Ipotesi di ricerca: determinare l'influenza dei fattori sociali e tecnici al fine di incrementare la Raccolta Differenziata;
4. Disegno della ricerca (definizione dell'universo di indagine e di un campione significativo
dello stesso): suddivisione in 4 macroaree di indagine (anagrafica, consumi, urbanistica,
sociale).
I dati sono
I fase
II Fase
III Fase
IV Fase
V Fase
stati rilevati in quattro fasi distinte:
- recupero fonti e dati dagli uffici comunali.
- questionario aperto ad interlocutori privilegiati.
- questionario chiuso a campione casuale.
- analisi merceologica e tecnica
- definizione della strategia di comunicazione
Conclusioni
In conclusione, elenchiamo alcuni punti emersi come particolarmente significativi nel corso
dell'analisi di cui tener conto nella predisposizione di una strategia comunicativa per la promozione della Raccolta differenziata nel comune di Villarbasse:
34
PROVINCIA DI TORINO
1. circa il 30% della popolazione è composto da casalinghe e pensionati che dunque passano molto tempo nell'abitazione;
2. la popolazione si può suddividere in due categorie principali: i "nativi", ossia coloro che
partecipano attivamente alla vita sociale e i "nuovi arrivati", ossia coloro che utilizzano Villarbasse principalmente come paese dormitorio;
3. le serate informative, le feste, i momenti di incontro, ecc. andrebbero facilmente a toccare i "nativi", ma difficilmente coinvolgerebbero i "nuovi arrivati" che devono dunque essere contattati porta a porta.
4. i bambini, i giovani e i ragazzi in età scolare rappresentano una delle fasce maggiormente
presenti a casa, più legate al territorio e quindi possibile veicolo di informazioni e strumento di sensibilizzazione;
5. esiste una fetta di altri soggetti, diversi rispetto ai componenti del nucleo familiare, che
in alcuni casi si occupa di giardini e orti e che andrebbe identificata e intercettata;
6. molte case hanno giardini e quelle fuori dal concentrico spesso hanno anche un orto (e
dunque spazi da dedicare al compostaggio domestico);
7. i cittadini di Villarbasse hanno una buona consapevolezza delle tipologie di materiali che
vengono raccolti in modo differenziato e delle relative modalità di raccolta;
8. il fattore economico appare come secondario rispetto a quello ambientale in quanto risulta difficile percepire come la raccolta differenziata possa realmente tradursi in risparmio
per i cittadini e forse, dato l’elevato tenore di vita, non è uno dei fattori principali su cui
far leva.
9. molti leggono i giornali locali (in particolare Tutto Villar) e/o i bollettini delle Associazioni
di volontariato;+
10. data la presenza di un ceto medio-alto si può pensare di raccogliere gli indirizzi e-mail
dei cittadini di Villarbasse per realizzare una sorta di mailing list per la discussione e l’aggiornamento sul problema rifiuti.
In estrema sintesi si potrebbe dire che i dati suggeriscono di puntare sul compostaggio domestico dei rifiuti, di contattare la popolazione utilizzando i mezzi informativi già esistenti
(bollettini, bacheche, associazioni, ecc.) e di utilizzare la rete di pensionati e casalinghe presenti sul territorio come target group prioritario cui indirizzare la comunicazione.
35
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
3.2 Progetto di campagna d'informazione per la promozione della raccolta differenziata nel Comune di Villarbasse (TO).
Premessa
Il progetto pilota di analisi della realtà sociale e del servizio di raccolta differenziata nel comune di Villarbasse ha condotto alla definizione di alcuni parametri utili all’impostazione di
una strategia di comunicazione con relativa pianificazione media basata su una reale conoscenza del territorio.
Per ottenere il risultato voluto è dunque importante seguire alcuni passaggi che possono essere sinteticamente riassunti come segue: identificare la popolazione - target, definire il registro di comunicazione più adeguato, scegliere i media più economici e adatti a raggiungere gli obiettivi.
Popolazione - Target
Le campagne informative sulla raccolta differenziata si rivolgono per ovvi motivi a chi, in ambito domestico, si occupa della gestione dei rifiuti (di solito tale figura coincide con chi opera gli acquisti e gestisce l’economia domestica).
L’analisi dei dati di Villarbasse ha evidenziato l’esistenza di un 30% di cittadini che appartengono alle categorie di casalinghe e pensionati. Risulta dunque facile supporre che un villarbassese su tre abbia del tempo a disposizione da dedicare alla separazione dei rifiuti e a
comportamenti di acquisto maggiormente consapevoli. Tale quota di popolazione (casalinghe e pensionati) costituirà dunque il target primario della campagna di informazione.
Un segmento particolarmente interessante di popolazione risultano inoltre essere gli studen ti (il 10 % della popolazione) per l’influenza che possono avere sui familiari e per il fatto che
risiedono nel paese per la maggior parte del tempo (casa e scuole elementari e medie).
Un ultimo fattore che verrà preso in considerazione è la suddivisione più o meno verticale
della popolazione di Villarbasse in due macrocategorie: le persone che partecipano attivamente alla vita sociale del luogo e le persone pendolari con città limitrofe che utilizzano il
paese principalmente come dormitorio e dunque con pochi contatti sociali e più difficili da
raggiungere.
36
PROVINCIA DI TORINO
Registro di comunicazione
Sulla base del target identificato come principale (le casalinghe e i pensionati in primo luogo e, in seguito, i ragazzi delle scuole) si opterà per una comunicazione il più possibile chiara e semplice.
I materiali distribuiti forniranno informazioni concrete su ciò che rientra nelle singole categorie dei materiali raccolti e sui servizi offerti. Si studieranno inoltre momenti di contatto diretto con gli abitanti in cui spiegare e rispondere a voce ad eventuali dubbi e/o richieste di
modifica o miglioramento dei servizi.
La raccolta differenziata avrà dunque una connotazione positiva che sarà riconosciuta pubblicamente anche con l’assegnazione di premi ai cittadini che collaborano (sia in termini di
eventuale riduzione fiscale per chi è disponibile a praticare il compostaggio domestico, sia
in termini di gratificazione immediata con distribuzione di gadget a chi partecipa ai momenti
informativi).
Pianificazione delle azioni
La campagna informativa è strutturata in diverse azioni complementari che indichiamo diseguito nella loro successione:
• mailing
• affissione
Tutti i capifamiglia (circa 1000) riceveranno direttamente a casa una
busta contenente
- una lettera firmata dal Sindaco con le motivazioni dell’iniziativa e
la richiesta di collaborazione da parte dell’Amministrazione;
- un tagliando con le date degli incontri pubblici e dei punti infor mativi dove ritirare il gadget (l’ecoborsa o il calendario), da riconsegnare compilato al Comune indicando anche se si possiede uno
spazio da dedicare al compostaggio domestico e la disponibilità a
collaborare con il Comune per la realizzazione di azioni di informazione e monitoraggio della raccolta differenziata;
- un pieghevole informativo contenente le informazioni sul servizio
(stradale e ecocentro) e sui materiali raccolti.
Agli ingr essi del paese verranno affissi alcuni striscioni stradali con
37
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
• campagna stampa
• incontri pubblici
• punti informativi
• ecovolontari
• incontri nelle scuole
• festa all’ecocentro
• corso per il
compostaggio
domestico
lo slogan dell’iniziativa per rinforzare la visibilità dell’azione.
I giornali locali (e in particolare Tutto Villar, il più letto) verranno
aggiorn ati p eriodicamen te e contattati affinché diano visibilità e
supporto all’iniziativa. Le informazioni e gli eventuali articoli saranno inoltre affissi nella bacheca del paese.
I cittadini saranno invitati a partecipare a 3 serate informative (una
nel centro e due nelle frazioni principali) dove si potrà ritirare il
gadget, consegnando l’apposito tagliando compilato e interagire
con l’Amministrazione comunale e con la ditta che opera la raccolta.
In concomitanza con le principali manifestazioni pubbliche (feste,
ecc.) verranno organizzati dei punti informativi per la distribuzione
di materiali promozionali sulla raccolta differenziata e per fornire
informazioni ai presenti.
Tutti coloro che avranno dichiarato la propria disponibilità a collaborare con il Comune verranno ricontattati e invitati a una serie di
incontri di formazione sul tema della raccolta differenziata affinché
possano collaborare attivamente con il Comune nello svolgimento
di una serie di azioni di monitoraggio e informazione ai cittadini
(soprattutto verso coloro che non hanno partecipato ai momenti
pubblici, realizzando dunque una seconda comunicazione porta a
porta).
Nelle scuole del Comune verranno proposte una serie di attività
educative collegate con la raccolta differenziata e in particolare con
l’ecocentro, miranti in particolare a far conoscere il luogo ai ragazzi
e alle loro famiglie.
I ragazzi delle scuole verranno invitati, a conclusione degli incontri in classe ad un pomeriggio di festa all’ecocentro con le famiglie, con giochi e premi per i partecipanti.
Tutti coloro che avevano dichiarato di avere lo spazio disponibil per
il compostaggio domestico, verranno ricontattati e invitati ad un
corso di formazione teorico - pratico per la realizzazione e la gestione del compostaggio domestico. Al momento del contatto verranno inoltre spiegati i vantaggi fiscali per chi aderirà all’iniziativa
(riduzione del 15 % della TARSU).
38
PROVINCIA DI TORINO
39
I RIFIUTI E LA COMUNICAZIONE AI CITTADINI: LINEE GUIDA PER GLI ENTI TERRITORIALI DI GESTIONE
40
Scarica

i rifiuti e la comunicazione ai cittadini: linee guida per gli enti