Atti Parlamentari
—
LK&ISLATÜBA X I X —
1 * SESSIONE
Camera dei
2933 —
DISCUSSIONI —
TOBUÀTA D E L 9 DICEMBRE
Diputadi
1895
LXXXIL
TORNATA DI LUNEDI 9 DICEMBRE 1895
PRESIDENZA. DEL VICE-PRESIDENTE BONACCI.
Petizione.
INDICE.
Interpellanze :
Personale della ferrovia Adriatica :
Oratori :
MARESCALCHI A
SARACCO,
ministro dei lavori pubblici .
P a g . 2946
.
.
Interrogazioni r
Avvenimenti in Africa :
Oratori :
ministro degli affari esteri
BLANC,
BRANCA. ,
IMBRIANI
MOCENNI, MINISTRO
RUBINI
. . . .
DELLA GUERRA
2947
2935
2935
2936
2934-35
2934-35
TORRACA
2934
Traforo del Sempione :
Oratori :
SANGUINETTI
SARACCO,
SCOTTI
ministro dei lavori pubblici
2937-41
. 2937-39-41
2939-41
Osservazioni sull'ordine del giorno :
Differimento d'interpellanza (Perequazione fondiaria) :
Oratori :
BOSELLI,
ministro delle jlnanse
PAPA
STELLUTI-SCALA
L a seduta incomincia alle 14.5.
2942 ¡J
2943-44-45 '
2943-44
2942-44
Ricci, segretario, dà lettura del processo
verbale della seduta precedente, clie è approvato; quindi legge il seguente sunto di
una
388
5324. L a Deputazione provinciale di Verona, il Consiglio comunale di Lodi e Chiosi,
la Giunta municipale e la Commissione censuaría del comune di Cimadolmo, il Comizio
agrario di Oderzo e la Giunta municipale di
Ponte di Piave chiedono che la Camera respinga il disegno di legge per modificazioni
alla legge I o marzo 1886 sul riordinamento
dell'imposta fondiaria.
Omaggi.
Presidente. Si dia lettura degli omaggi pervenuti alla Camera.
Ricci, segretario, legge :
Dal signor avvocato Lorenzo Franceschini,
ex deputato al Parlamento — Documenti inediti sulla storia della reggenza di Maria Cristina, duchessa di Savoia, una copia ;
Dall'onorevole Andrea Calenda di Tavani,
senatore del Regno — Fra Tommaso Campanella e la sua dottrina sociale e politica di
fronte al socialismo moderno, una copia;
Dal Collegio degl'ingegneri ed architetti
in Milano — Relazione della Commissione
incaricata di esaminare l'attuale ordinamento
ferroviario in Italia (opuscolo), copie 300;
Dal signor B. Galletti di San Cataldo —
Commento sul discorso dell'onorevole Francesco Crispi in Roma al 20 settembre 1895,
copie 9.
— 2934
Atti Pari intentar s
LEGISLATURA X I X —
1® SESSIONE —
-
DISCUSSIONI —
Congedi.
Presidente. Hanno chiesto un congedo, per
motivi di famiglia, gli onorevoli: Menafoglio,
di giorni 3 ; Rovasenda, di 8 ; Matteini, di 10;
Calpini, di 15; Minelli, di 3.
(Sono
conceduti).
Interrogazioni.
Presidente. L'onorevole Torraca ha domandato di parlare. Su che ?
Torraca. Onorevole presidente, credo di
essere interprete della Camera, chiedendo notizie al Governo.
Corrono voci, secondo le quali i nostri
prodi soldati in Africa avrebbero avuto qualche diffalta.
Chiedo al Governo che ci dica tutto quello
che sa, che ce lo dica con sincerità e prontamente.
Presidente. L'onorevole R u b i n i pure ha chiesto di parlare : intende di parlare sullo stesso
argomento ?
Rubini. Precisamente. Non ho altro che ad
unirmi alle parole pronunciate dall'onorevole
Torraca, persuaso dell'impazienza della Camera di sentire le comunicazioni del Governo.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro della guerra. {Segni di attenzione).
Mocenni, ministro della guerra.
Comunico
alla Camera un telegramma del generale
Baratieri, giunto questa notte, portante la
data di Massaua 8 e, trasmessomi da Barecchit,
che si trova a mezza strada tra Senafè e
Adigrat, e concepito in questi t e r m i n i :
« L a colonna Toselìi, composta di cinque
compagnie, che si trovava all'Amba Alagi è
stata ieri attaccata improvvisamente ed avviluppata da tutto l'esercito scioano.
« I l generale Arimondi aveva mandato
replicatamente al maggiore Toselii l'ordine
preciso di ripiegare, ma pare che l'ordine
non gli sia giunto. I l generale Arimondi
che era avanzato per sostenere il maggior
Toselii arrivò alle ore 16 a mezza strada
fra Macallè e l'Amba nella posizione di Adigrat, ove, scontrata la colonna nemica, impegnò combattimento; si riunì agli ufficiali
ed ai 300 ascari reduci dall'Amba e concentrò
tutte le sue truppe nel massimo ordine a
Macallè. Recossi poi ad Adigrat, lasciando
Camera
TORNATA D E L 9
dei
DIC8MBBE
Deputati
1895
Macallè fortemente provveduta e munita di
viveri e munizioni da guerra per tre mesi.
« Riunivansi al generale Arimondi gli ufficiali Bodrero, Bazzani e Pagella ; mancano
notizie del maggior Toselii» S i calcola che i l
numero degli scioani superasse i 25 mila.
Testimoni oculari dicono rilevantissime le
loro perdite.
« Firmato : Generale Baratieri. »
Torraca. Chiedo di parlare.
Rubini. Chiedo di parlare.
Imbriani. Anch'io chiedo di parlare.
Mocenni, ministro della guerra. A questo telegramma il Governo ha immediatamente
risposto annunziando ricevuta della non lieta
notizia, ma dichiarando che rimaneva salda
la sua completa fiducia nel generale Baratieri e nelle sue valorose truppe.
Voci. Benissimo !
Branca. Malissimo! (Oooh ! — Vive interruzioni).
Siamo stati contrari all'espansione.
Santini. Volevate farli ammazzare! Noi
siamo soldati. (Interruzioni).
Salaris. Non par vero che nella Camera
si sentano interruzioni come quelle dell'onorevole Branca.
Mocenni, ministro della guerra. I l latto, del
resto, non è molto grave ; e dico, o signori,
non grave, perchè nessuna parte del territorio, occupato da noi, è stata perduta, perchè
Macallè è munito di un forte, come io vi ho
detto, provveduto di viveri e munizioni da
guerra per tre mesi. Sono anche muniti i
forti di Adigrat e di Adua.
I l generale B a r a t i e r i concentra i v i le sue
truppe. Quindi nulla, nulla c'è di grave, se
non che i l fatto doloroso della perdita dei
nostri prodi soldati e di alcuni ufficiali.
Nulla è variato nella nostra situazione.
Presidente. Avendo il Governo acconsentito
di rispondere, do la facoltà di parlare all'onorevole Torraca.
Torrgca. I l rammarico della Camera per
le notizie non liete dateci dal Governo, non può
essere che profondo, e certamente profondo
sarà il rammarico del paese.
Ma l'espressione deve esserne severa e virile : non è questo, mi sembra, il momento
di alcuna recriminazione ; non sarebbe degno
di noi! (Benissimo!)
Mandiamo una parola di caldo compianto
ai caduti, un augurio e l'espressione della
Atti
Parlamentari
LEGISLATURA X3X
— 2935 —
1 * SESSIONE
DISCUSSIONI —
nostra fiducia ai prodi, che hanno dimostrato
di saper combattere e vincere, e sapranno
vendicare. E domandiamo al Governo che
l'opera sua sia pari alla responsabilità, che
si è assunta, ed alla l e g i t t i m a aspettativa
del paese.
Questo io domando e credo che questo
debba domandare la Camera.
Yerrà il momento, in cui potremo discut e r e ! (Benissimo! Bravissimo!)
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Rubini.
Rubini. Mando anche io il saluto, che spero
sarà quello della Camera e del paese alle nostre t r u p p e valorose e gloriose sempre, sia
che sconfiggano, sia che vengano, per la forza
degli eventi, sconfitte.
Non voglio far recriminazioni. Ben altro
ideale e più elevato mi muove di quello di
rimproverare dei ministri. (Benissimo!)
F u i sempre e sono convinto tenace oppositore dell'impresa a f r i c a n a ; ma in questo
momento dico al Governo di provvedere con
misura, fermezza e virilità ed avrà seco anche gli oppositori. {Bravissimo !)
Faccia il suo dovere nell'avversità, la Camera e il paese faranno il loro ; ma ricordi
che è anche suo dovere di esercitare la saviezza e la prudenza quando il successo ci
sorride, in quella guisa che oggi dobbiamo
esercitare altre virtù. (Benissimo! Bravissimo!
•— Applausi).
Hocenni, ministro della guerra. Domando di
parlare.
Presidente. Ne ha facoltà.
Mocenni. ministro della guerra. Assicuro in
brevi parole l'onorevole Torraca e l'onorevole Rubini, che ringrazio anche del saluto
che mandano ai nostri valorosi ufficiali ed
alle nostre valorose truppe, li assicuro che
il Governo saprà fare con energia quanto la
d i g n i t à e l'interesse d'Italia richiedono. (Approvazioni).
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro degli affari esteri.
Blanc, ministro degli affari esteri. Debbo aggiungere una sola parola, ed è che il fatto
non ha importanza politica per l'avvenire
della Colonia: il ministro degli esteri non
ha che a dichiarare che le sue precedenti
affermazioni alla Camera sono interamente
mantenute. (Commenti).
Una voce. Quali ?
Blanc, ministro degli affari esteri. Quelle
Gamera dei
TOKNATA DEL 9 D . GEMMI E
Deputati
1895
fatte nella mia esposizione lunghissima degli
scorsi giorni.
Imbriani. Aveva domandato di parlare.
Presidente. Onorevole Imbriani, noi siamo
in tema di un'interrogazione alla quale il
Governo ha acconsentito di rispondere immediatamente. Dopo il Governo non possono
parlare che gli interroganti. Se vuole, l'onorevole Imbriani, intavolare una discussione,
bisogna che egli presenti un'interpellanza,
una mozione. Ma non potrei dargli facoltà di
parlare su questo argomento.
Imbriani. Permetta. P r i m a di tutto le domande dei deputati Torraca e R u b i n i sono
state fatte per provocare dichiarazioni dal
Governo su voci sopraggiunte. (Denegazioni)
Domande ho detto e non interrogazioni
perchè non sono state scritte a' termini del
regolamento, e presentate alla Presidenza.
Presidente. La prego di lasciarmi osservare
il regolamento. E l l a ha pienissima libertà di.
p a r l a r e su questo argomento; ma purché lo
faccia a t e r m i n i del regolamento.
Imbriani. Vuole che io scriva la interrogazione? La scriverò.
Presidente. La scriva e sarà posta nell'ordine del giorno.
Imbriani. No, due misure non può averle.
Presidente. Avrei due misure se la lasciassi
parlare.
fmbriani. Ma come hanno allora potuto
parlare i deputati Torraca e R u b i n i ?
Branca. Domando di parlare per un richiamo al regolamento.
Presidente. P e r un richiamo al regolamento,
l'onorevole Branca ha facoltà di parlare.
Imbriani. Domando anch'io facoltà di parlare per un richiamo al regolamento.
Branca. Le interrogazioni debbono essere
messe nell'ordine del giorno. Quando non sono
poste nell'ordine del giorno, e non si fa che
domandare dichiarazioni al Governo, la discussione deve restare aperta su queste dichiarazioni.
Ora, io dico, mando un saluto ai caduti,
mi associo ai sentimenti generosi che sono
stati espressi, ma non intendo che a proposito di un incidente si dia mandato di fiducia per maggiori espansioni. ( Vivi rumori a
destra — Approvazioni all' estrema sinistra).
Presidente. Io credo di essere nel vero
quando dico che qui si t r a t t a di una interrogazione alla quale il Governo ha voluto, per
ottime ragioni, rispondere immediatamente
Atti Parlommtan
LEGU8LATUBA XIX —
Camera dei Deputati
-— 2 9 3 6 —
1" SESSIONE —
DISCUSSIONI —
quindi è la procedura delle interrogazioni
«he deve essere seguita. E d'altronde questo
lo dice chiaramente l'articolo 105 quater del
regolamento.
Imbriani. Ma fatto nelle forme dell'interrogazione !
Presidente. L'onorevole Imbriani lia chiesto
di parlare per un appello al regolamento.
Ne ha facoltà.
imbriani. Se il presidente vuole riguardare
come interrogazioni le domande dei deputati
Torraca e Rubini, allora esse devono esser fatte
secondo che prescrive il regolamento, cioè
scritte e presentate al banco della Presidenza.
Invece, non avendo esse corrisposto ad altro
che ad un legittimo desiderio, ad un bisogno,
direi, dell'Assemblea di aver notizie immediate, ed essendo state su di esse fatte delle
comunicazioni dal ministro della guerra e
del ministro degli affari esteri, si ha tutto il
diritto di parlare su queste comunicazioni ;
specialmente, mi perdoni il signor presidente,
quando il ministro della guerra ha preso
come una deliberazione della Camera ciò che
non è stato che un desiderio di qualche deputato. Quindi io credo di essere nel diritto,
trattandosi di cose che riguardano così da
vicino gl'interessi della nazione, e che non
possono sfumare come un soffio di vento,
credo di essere nel mio diritto di dire una
parola sull'argomento, in risposta alle comunicazioni del Governo. Mi perdoni, signor
presidente, perchè io • precisamente non capisco che il Governo prenda una dichiarazione di un deputato come un mandato di
alta fiducia, il quale potrebbe condurre chi
sa dove. Noi abbiamo invece tutto l'interesse
di fare delle proposte concrete perchè sia
messo un freno all'azione arbitraria del Governo, perchè questa azione sia determinata,
perchè si osservino le norme statutarie. Questo lasciar fare, questo arbitrio continuo che
ha preso il Governo non si sa dove ci conduce.
Si tratta di denaro, di sangue, di onore. E
se qualcuno vuole leggermente sperperare
questo sacro patrimonio, noi, no. (Rumori al
centro — Approvazioni all' estrema sinistra).
Presidente. Onorevole Imbriani, non posso
assolutamente lasciarla continuare. Il regolamento vieta una discussione sull' argomento.
Imbriani. Nell'interesse della nazione non
è così... (Eumori).
Presidente. Basta, onorevole Imbriani !
TONNATA DEL 9 DICEMBKE
1895
imbriani.
Non ha il diritto il Governo di...
Le tolgo la facolta di parlare!
(.Rumori all'estrema sinistra).
Io non posso permettere che si venga alla
discussione sull'argomento. Qui si tratta di
una interrogazione, alla quale il Governo ha
voluto rispondere immediatamente, e quindi
si deve seguire il procedimento delle interrogazioni. Presenti Lei un'altra interrogazione ed allora ella avrà piena libertà di
dire tutto quel che vuole. (Interruzioni dell'onorevole Imbriani).
Lasci parlare il presidente, onorevole Imbriani !
imbriani. E faccia che non urlino certa
gente! (Rumori al centro).
Presidente. Onorevole Imbriani, io in questo momento non posso lasciarla parlare. Se
Ella insiste, interrogherò la Camera, ed io
farò quanto essa vorrà.
imbriani. Mi lasci prendere att®, onorevole
presidente !
Presidente.
Presidente. D i c h e ?
imbriani.
Siccome io non riconosco nel Governo il diritto di prendersi così facilmente
un voto di fiducia... (Rumori al centro).
Presidente. Onorevole Imbriani!
imbriani.... presenterò adesso, al banco della
presidenza, una interpellanza in proposito,
oppure presenteremo una mozione che sarà
discussa, e dopo matura discussione, verranno
i provvedimenti che crederà di prendere la
Camera.
Adesso nessun provvedimento può prendersi, nessuna larghezza di azione può essere
concessa al Governo; altrimenti il Governo
farà cosa di suo arbitrio e condannevole.
Ne abbiamo abbastanza del potere personale.
Non fo ora recriminazioni, non ricordo le
censure da noi mosse: voglio si provveda
per l'avvenire, a fine di evitare pericoli e iatture.
Presidente. Ora vengono le interrogazioni
inscritte nell'ordine del giorno.
( Vivace dibattito tra gli onorevoli Imbriani,
Pais e Miceli. — Rumori).
Onorevoli colleghi, facciano silenzio!
La prima interrogazione è dell'onorevole
Sanguinetti ai ministri dei lavori pubblici,
dell'agricoltura e commercio, delle finanze e
dell'interno: « se e quale fondamento abbiano
le voci corse che il Governo sia disposto a
concedere alla Società pel traforo del Sem-
Atti
Parlamentari
LEGISLATURA XIX
— 2937 —
1 * SKSgTO^E —
DISCUSSIONI
Camera dei Depfiifffi
TORNATA. DEL 9
DICEMBRE
1895
pione l'esonero delle tasse doganali per le vertenza che raccomando all'acume dell'onovole Sanguinetti e degli altri colleghi che mi
materie di consumo occorrenti al traforo. »
Ce n'è un'altra in materia analoga degli hanno interrogato.
onorevoli Scotti e Cimati ai ministri dei laSe v i ha chi debba desiderare che la grande
Tori pubblici e delle finanze per sapere « se impresa del traforo del Sempione diventi una
e quale fondamento abbiano le voci corse che realtà, questi sono precisamente i fabbricanti
il Governo v o g l i a concedere alla Società per di dinamite e di polveri piriche. Imperocché
il traforo del Sempione l'esonero delle tasse
essi non solamente potranno lottare vittorioài dogana alle materie esplodenti occorrenti samente coll'industria straniera, nella proval traforo. » (Conversazioni animate).
vista degli esplodenti che si dovranno imPrendano i loro posti e facciano silenzio piegare per il traforo della galleria, ma saperchè possano continuale i lavori dell'As- ranno certamente sicuri di poter fornire le
semblea.
materie esplodenti, che occorreranno in una
L'onorevole ministro dei lavori pubblici misura abbastanza considerevole, per la colia facoltà di parlare per rispondere all'in- struzione del tronco ferroviario da Domodosterrogazione dell'onorevole Sanguinetti e an- sola a Iselìe, che non si costruirebbe mai se
che a quella degli onorevoli Scotti e Cimati non si apre la galleria del Sempione.
ehe è la nona inscritta nell'ordine del giorno.
Scotti. Ed il Piemonte pagherà le spese.
Saracco, ministro dei lavori pubblici. S ? inCimati. Ed intanto si rovina un'industria
tende che, rispondendo ad uno risponderò a
nazionale !
tutti, ossia agli onorevoli Scotti e Cimati.
j
Saracco, ministro dei lavori 'pubblici. Questo
Debbo dire che le voci che sono giunte
si vedrà a suo tempo.
agli orecchi degli onorevoli Sanguinetti, Scotti
Intanto, la verità è questa: che ]a grande
e Cimati rispondono di tutto punto alla realtà
opera
del Sempione deve essere specialmente
delle cose.
desiderata
dai fabbricanti di dinamite e di
Y i ha anche di p i ù : non è soltanto vero
che il Governo federale svizzero si è rivolto polveri piriche, i quali ad ogni modo posall'Italia per ottenere alcune facilitazioni in sono far conto di mettere in vendita la grande
materia doganale, specialmente nel riguardo quantità di esplodenti che richiederà la codegli esplodenti occorrenti al traforo del Sem- struzione del tronco verso Domodossola.
Questo io raccomando all'attenzione degli
pione, nel fine di agevolare, o meglio rendere
uomini
che mi vogliono e sanno intendere.
possibile la costruzione della grande via attraDel
resto
mantengo quello che ho affermato
verso al Sempione ; ma è vero altresì che il
Governo ha già fatto conoscere le sue inten- g i à : il Governo non ha detta ancora l'ultima
zioni a questo riguardo e che ormai si pos- parola sull'argomento, ma si adoprerà in ogni
sono ritenere ultimati g l i accordi, sui quali modo perchè la industria paesana venga prospetterà più tardi al Parlamento di pronunziare tetta fin dove sarà possibile; e non dannegl'ultima parola. Stando le cose in questi ter- giala. {Rumori). Ecco tutto ciò che posso dire.
mini, io non mi credo tenuto, anzi non debbo
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onoreassolutamente entrare in maggiori spiega- vole Sanguinetti.
zioni, e l'onorevole Sanguinetti deve facilSanguinetti. Prego la Càmera di accordarmi
mente riconoscere che il Governo aveva il
un po' di attenzione, perchè,.. (Interruzione).
pieno diritto ed il dovere di prendere l'inizia... Lo so che la Camera è ancora turbata
tiva, mentre al Parlamento spettava l'ultima
dall'incidente
di poco fa... Ma d'altra parte
parola al riguardo. Ma così l'onorevole Sanio
rinunzierei
a parlare se non potessi otteguinetti come i deputati Scotti e Cimati ci
nere
la
dovuta
attenzione.
faranno, io spero, l'onore di credere che il
Io non ho bisogno di dire all'onorevole
Governo si è preoccupato e seriamente preoccupato dell'industria paesana, e crediamo in Saracco quale sia la considerazione in cui
questa parte di aver ottenuto quant'era pos- tengo il suo ingegno, il suo carattere, i sersibile, fermo, s'intende, l'interesse generale v i g i da lui resi al paese. Se quindi oggi io
del paese, che deve prevalere sopra interessi dovrò all'opera sua muover censura, egli
di minore importanza. Questo dunque noi ab- comprenderà che questo devo fare a malincuore per adempiere al mio dovere, per dibiamo fatto ; ed io mi permetto ancora un'av-
A Ut
— 2938 —
Parlamentari
LEGISLATURA XÎX
1* SESSIONE
DISCUSSIONI
fendere interessi legittimi, non per fare a Ini,
clie stimo ed onoro, incresciosi appunti.
Anzitutto debbo chiamare 1' attenzione
della Camera su di un fatto assai strano, il
quale varrà a spiegare l'esito delle trattative
che ebbero luogo a Berna.
Onorevole ministro, il fatto cui alludo non
ha precedenti, e non può averne, negli annali
della diplomazia, e non si ripeterà per l'avvenire ; perchè, lo ripeto, è strano assai e varrà
a gettare luce non bella sulle negoziazioni
di Berna.
Uno dei negoziatori del Governo italiano,
mentre duravano a Berna le trattative, fece
una pubblicazione, nella quale furono magnificati i grandi vantaggi che il Governo
italiano avrebbe dal traforo del Sempione.
Non solo furono magnificati i vantaggi, ma
dichiarati vantaggi quelli che sono danni. Si
osò, in questa pubblicazione, dichiarare perfino che l'apertura del Sempione costituisce
un vantaggio militare per l'Italia.
Presidente. Onorevole Sanguinetti, siamo
in tema d'interrogazione; devono parlare altri due.
Sanguinetti. Permetta: è una questione grave,
e finora sono nei limiti che mi accorda il regolamento; cercherò di stare -nei limiti di
esso. Quello poi che potrò dire io, non sarà
detto dagli altri interroganti.
Dunque, si arriva, in questo opuscolo, perfino a dichiarare che l'apertura del Sempione
costituisce un vantaggio per la difesa nazionale.
L'ultimo fantaccino sa che l'apertura del
Sempione sarà un grave danno per la difesa
militare...
Di Lenna. N o .
Sanguinetti. ... l'ultimo fantaccino sa (potrei,
onorevole Di Lenna, citare autorità maggiori
della sua) che il traforo del Sempione obbligherà il Governo italiano a fare opere di difesa, che richiederanno molti e molti milioni.
Ora, ciò premesso, debbo dire che quando
un negoziatore mette fuori, non solo le istruzioni che ebbe dal Governo, ma le amplifica,
è naturale che le trattative dovevano approdare a questo, di sacrificare l'interesse della
industria nazionale.
Io ebbi l'onore di dire a quattrocchi all'onorevole ministro che il Governo italiano
sarebbe stato messo nel sacco, e fu messo nel
sacco.
Presidente. Onorevole Sanguinetti, altro che
Camera
dei
ì>eputati
TORNATA DEL 9 DICEMBRE 1895
cinque minuti ! Presenti un'interpellanza allora.
Sanguinetti. Permetta, signor presidente, io
son disposto a troncare il mio discorso.
Presidente. C'è il diritto degli altri.
Sanguinetti. Se Ella mi lascia sviluppare il
mio concetto, «arò breve.
Presidente. Non è possibile. C'è la disposizione del Regolamento che me lo impedisce.
Sanguinetti. Se m'interrompe, i cinque minuti vengono consumati, non da me.
Presidente. C o n c h i u d a ,
via!
Sanguinetti. Io dico che a Berna fu stabilita
che il Governo italiano avrebbe acconsentito
all'esonero dalle tasse doganali su tutti i generi occorrenti al traforo, compresa la dinamite.
Apparentemente però per salvare l'industria italiana, furono trovati alcuni congegni
coi quali i negoziatori hanno creduto di tutelare i nostri interessi.
E noto a me, ed era noto ad uno dei nostri
negoziatori, che l'impresa del traforo del
Sempione avrebbe impiantato, està veramente,
impiantando, una fabbrica di dinamite a Briga.
Uno dei negoziatori sapeva, e sapevamo noi,
che questa fàbbrica è una cosa sola con l'impresa del traforo.
Presidente. Io 1' ho già pregata due volte
di abbreviare il suo discorso. Io non posso
lasciarla continuare in questo modo. Venga
alla conclusione.
Sanguinetti. Ho elei fatti importanti da narrare che daranno ragione della mia interrogazione.
Presidente. Importanti quanto vuole, ma
non è questo il momento di dilungarsi. Presenti un'interpellanza, ed allora parlerà quanto
vorrà. Non si ribelli al regolamento.
Sanguinetti. Io non mi ribello, devo spiegare
la ragione della mia interrogazione, e dire
se sono o no soddisfatto.
Presidente. Non può spiegar nulla: concluda. Io son qui per fare osservare il regolamento.
Sanguinetti. Concludo che non posso concludere. Cedo alla violenza del regolamento...
Presidente. E opera della Camera.
Sanguinetti. ...dolente che il Governo, incoscentemente, abbia sacrificato o sia per
sacrificare, in tempi in cui abbiamo frotte di
operai disoccupati, che corrono le città e le
campagne chiedendo lavoro, che il Governo,
Atti
Parlamentari
LEGISLATURA XIX —
— 2939 —
SSSSICITE —
Z'Zr.ZflaTCWT
dico, abbia sagriiioato l'industria della dinamite...
Saracco, ministro dei lavori pubblici. Ma questo lo dice lei !
Sanguinetti. ...gettando sul lastrico 600 famiglie, quante sono quelle che vivono delle
fabbriche della dinamite.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Scotti per dichiarare se sia o no soddisfatto.
Scotti. Mi duole di non potermi dichiarare
soddisfatto della risposta dell'onorevole ministro dei lavori pubblici.
La mia interrogazione, oltre che a lui, era
rivolta anche al ministro delle finanze, che
mi dispiace di non vedere al suo posto.
La questione non è cosi lieve, come sembra all'onorevole Saracco, perchè non si tratta
di una concessione insignificante, ma di una
concessione che ha una importanza rilevantissima per l'erario e per l'industria nazionale.
Io mi aspettava che l'onorevole ministro
mi dicesse che la concessione non era ancora stata data, ma pur troppo egli mi lia
dichiarato che oramai è un fatto compiuto ;
aggiungendo solamente che si sono prese
delle cautele che tutelano l'industria n azionale.
Ma, onorevole ministro e onorevoli colleghi, questa concessione porta all'erario un
danno di circa due milioni. [Segni di denegazione del ministro dei lavori
pubblici).
Proprio due milioni, onorevole ministro
dei lavori pubblici.
Ella sa meglio di me che il tratto di galleria del Sempione, che avrà l'imbocco a sud,
cioè sul versante italiano, avrà una lunghezza di 8230 metri ; sa che, per fare quest'opera, occorreranno più di 1500 tonnellate
di materie esplosive, le quali pagano in Italia
una tassa di fabbricazione di lire 1.10 al
quintale; quindi su circa 1500 tonnellate
l'erario viene a perdere 1,650,000 lire., oltre
altre imposte affìcienti alia industria. Quindi
non sono lontano dal vero dicendo che il
Governo concede, senza che apparisca, alla
Società assuntrice del traforo del Sempione
un sussidio di circa due milioni.
Ma c ' è per noi un danno anche maggiore; ed io sono dolente di dover dire al
ministro dei lavori pubblici, che pure si è sempre dimostrato protettore dell'industria nazionale, che con questa concessione si distrugge addirittura un'industria nazionale, perchè le fab-
Camera
—
dn
DrwtaU
TOSTATA DEL 9 DICEMBRE 1335
briche delle materie esplodenti, in mancanza
di lavoro, fra breve dovranno chiudersi, perchè da molti anni sopportano una forte crisi
e non possono fare assegnamento sulla speranza che loro fa balenare l'onorevole ministro dei lavori pubblici, di poter collocare
la loro produzione nel tratto di ferrovia che
dovrà costruirsi da Domodossola all'imbocco
della galleria. Io credo che la presente generazione avrà tempo di scomparire prima
che il traforo sia finito.
Ebbene, l'onorevole ministro non sa forse
con quali enormi sacrifìci queste fabbriche
abbiano fino ad ora mantenuto il loro personale, facendo assegnamento su quest'opera
che assicurava loro il modo di mantenere
per molti anni numerosi operai ; mentre il
Governo con la concessione fatta alla Società
del Sempione cagiona uno sciopero forzato.
Si cercheranno forse dei palliativi, ma
io assicuro fin d'ora che essi non riesciranno
a nulla.
Ora ci si viene a dire che, per proteggere l'industria nazionale, si esenteranno le
nostre fabbriche dalla tassa di fabbricazione...
Presidente. Onorevole Scotti, la prego di
restringere.
Scotti. Restringo più che è possibile, ma
la materia è grave ; si tratta di milioni, ed
anche all'onorevole Sonnino dovrebbe dispiacere di non vederli entrare nelle casse
dello Stato.
La esenzione dalla tassa è nulla, onorevole ministro, perchè anche senza la tassa
di fabbricazione le nostre fabbriche non potrebbero mai gareggiare con quelle svizzere
e d'altra parte non sono certamente gli svizzeri che si lascerebbero fare la concorrenza
da noi ; perchè essi sanno abbastanza bene
proteggere le loro industrie.
Dunque, onorevole ministro, voglia essere anche in questa circostanza favorevole
alle nostre industrie, come lo fu in altre ;
e non voglia (mi permetta un'ultima considerazione) non voglia che una regione già tanto
danneggiata debba sopportare questo gravissimo danno di vedere una sua industria distrutta, e tanti operai posti sul lastrico.
Sanguinetti. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro dei lavori pubblici.
Saracco, ministro dei lavori pubblici.
Due
Aiti Parlamentai i
LBaifltiATCBà XIX —- I
2940
a
SESSIONE
DISCfUSSIOSTI
parole sulle cose che l'onorevole Sanguinetti
lia qualificato come molto gravi.
Prima di tutto egli si è lagnato di una
pubblicazione fatta, così ha detto, da uno dei
delegati del G-overno. Io non conosco questa
pubblicazione...
Sanguinetti. L' ho qua io.
Saracco, ministro dei lavori pubblici. E sottoscritta?
Sanguinetti. Sissignore, da uno dei negoziatori, e venne fuori mentre duravano le trattative.
Saracco, ministro dei latori, pubblici. Ebbene,
io le dichiaro che non l'ho letta; ma dopo
tutto, crede Ella che il Governo italiano, il
quale desidera che il traforo del Sempione
si faccia, dovesse mandare per le trattative
persone che avessero intendimenti diversi ?
E chiaro che i negoziatori, i quali dovevano esprimere il pensiero del Governo, dovevano essere scelti fra coloro ohe sono i fautori di quest'opera colossale.
Ma queste, mi scusi, sono piccole miserie;
entriamo piuttosto nel vivo della questione.
L'onorevole Sanguinetti, e con esso l'onorevole Scotti, hanno mostrato di sapere molte
cose ; ma mi permettano di dir loro che ne
sanno assai poche, perchè è il Governo italiano che ha negoziato col Governo federale
svizzero, ed il Governo deve quindi saperne
più di loro.
Ed io ho dichiarato che il Governo ha
fatto del suo meglio per difendere e tutelare
l'industria paesana, ed ho anche soggiunto
che il Governo stesso non ha detto ancora
l'ultima parola.
L'onorevole Scotti crede che gli sforzi del
Governo approderanno a un bel nulla. Ma
sa egli quello che noi vogliamo ottenere?
Ripeto, gli accordi non sono ancora definitivamente stipulati e alla fine dei conti
spetterà al Parlamento di pronunziare l'ultima
parola.
E poiché quello che oggi fa il Governo,
lo fa nella pienezza dei suoi diritti e mi permetto di dire nella pienezza dei suoi doveri,
lasci l'onorevole preopinante che il Governo
faccia quello che ha diritto e dovere di fare,
e poi qui in Parlamento discuteremo i termini
d.ella Convenzione che potrà essere o non essere approvata.
Si è parlato di milioni che si perderanno;
ma crede proprio l'onorevole Scotti che il
ministro delle finanze ed io siamo disposti a
magra dei Dmmiait
TOTSMATA. DSL 9 DICEMBRE 1 8 9 5
buttar via dei milioni che egli generosamente
ci offre? Oh! questo, mi permetta, non posso
nemmeno supporre che passi per la mente di
chi ci conosce. (Si ride).
Piuttosto si domandi un poco l'onorevole
Scotti, quello che farebbero queste sue fabbriche se il traforo del Sempione rimanesse
un pio desiderio.
Scotti. Si chiuderebbero ; come si chiuderanno se si farà.
Saracco, ministro dei lavori pubblici. Io credo
invece che non si chiuderanno, perchè penso
e spero che le nostre industrie sapranno lottare seriamente e vittoriosamente coli' industria straniera in grazia delle agevolezze che
saranno ad essa riservate. Il nostro dovere
era ed è appunto questo di assicurare alla
nostra industria una certa protezione, ma non
si può volere che venga sacrificato l'interesse generale del paese, a beneficio di una
sola industria per quanto sia degna di tutti
i riguardi...
Sanguinetti. Foste ingannati e messi nel
sacco.
Presidente. Non interrompa.
Saracco, ministro dei lavori pubblici. ... e noi
non possiamo rifiutarci a studiare i mezzi che
valgano ad agevolare una grande opera, se
crediamo che essa giovi all'interesse generale
del paese.
Questo è nostro dovere di fare. E, se è
piaciuto agli onorevoli preopinanti di parlare
di sacrifìci, che noi vogliamo imporre al paese,
io affermo che i nostri precedenti affidano che
questo non faremo mai e poi mai.
Convien sapere sovratutto se le facilitazioni, che la Svizzera ci domanda sieno una
condizione sine qua non il traforo del Sempione diventi possibile.
Ecco quello che dobbiamo domandarci.
E se noi acquistassimo la persuasione che
senza queste agevolazioni in materia doganale il traforo del Sempione non si farebbe,
è chiaro...
Scotti. Date un compenso!
Saracco, ministro dei lavori pubblici.... che
si dovrebbe cercare la giusta misura fra le
industrie paesane e gli interessi generali del
Paese.
Metteremo 3ulla bilancia gli uni e gli altri
e vedremo quale abbia da essere la risoluzione migliore che convenga adottare.
Questi sono i nostri propositi.
E dopo ciò io non posso lasciare senza
Atti Parlamentari
LE9ISLATUKÀ XIX — l
— 2941 —
a
SESSIONS
DISCUSSIONI
ima parola di protesta le parole molto gravi,
starei per dire le accuse, che hanno pronunziato l'onorevole Sanguinetti e l'onorevole
Scotti al nostro indirizzo, e dico loro semplicemente: noi faremo il nostro dovere ; il Parlamento giudicherà.
Scotti. Domando di parlare.
Presidente. Ella non può parlare perchè ha
già fatto la sua dichiarazione«,
Sanguinetti. Domando di parlare per un richiamo al regolamento e per fatto personale.
Presidente. Ha facoltà di parlare.
Sanguinetti. Il richiamo al regolamento è
questo, che io ho rivolto la mia interrogazione non solo al ministro dei lavori pubblici, ma altresi a quelli delle finanze, del
l'interno, e dell'agricoltura e commercio. (Ru-
mori).
Ora ha risposto soltanto l'onorevole Saracco
ed ha risposto per quanto riguarda il Ministero dei lavori pubblici.
Saracco, ministro dei lavori pubblici. Ho risposto anche a nome dei colleghi.
Sanguinetti. Io credo che dovrebbe rispondermi il ministro dell'interno riguardo agli
effetti che la convenzione per il Sempione può
avere sulla sicurezza pubblica; quello delle
finanze per l'esonero dei dazi doganali sull'importazione degli esplosivi; e quello dell'agricoltura e commercio riguardo all'effetto che la
convenzione stessa può produrre sull'industria nazionale ; ma poiché l'onorevole Saracco
dichiara di aver risposto per tutti, non insisto
sul richiamo al regolamento; conservo però
la parola per un fatto personale.
Presidente. Qual'è il fatto personale?
Sanguinetti. Il fatto personale è questo: che
l'onorevole Saracco ha detto di protestare
contro cose molto gravi dette da me.
Una delle cose gravi dette da me è relativa ad un opuscolo che venne fuori durante
le trattative, e di cui è autore uno dei negoziatori. Io dichiaro che, quando lessi l'opuscolo, non sapevo che fosse stato fatto da uno
dei negoziatori ed arrivato alla fine dissi
tra me e me: il Governo svizzero e l'Impresa
del traforo non potevano trovare avvocato
migliore. Quando poi mi fu detto che l'autore
di quell'opuscolo era uno dei negoziatori italiani, ho detto : Saracco fu disgraziato nella
scelta! E in questo non c'è nulla di grave, o per
meglio dire, se qualche cosa di grave c'è, è
nell'opuscolo che venne fuori, il quale dimostra che uno dei negoziatori italiani, più che
Camera dei Deputali
TOBNÀTA DEL 9 DICEMBRE 1 8 & 5
l'interesse nostro, faceva quello dell'Impresa
del Sempione.
L'altra cosa grave che io ho detto è questa:
che nelle trattative per l'esonero dai dazi doganali per tutti i generi occorrenti al lavoro,
il Governo si era lasciato mettere nel sacco.
Non permettendomisi di spiegarla qui, andrò
a spiegarla a quattr'occhi tanto all'onorevole
Saracco, quanto all'onorevole ministro delle
finanze.
Presidente. Debbo osservare all'onorevole
Sanguinetti che il Ministero è padrone di rispondere per bocca di quel ministro che crede.
Ha facoltà di parlare per fatto personale
l'onorevole Scotti.
Scotti. L'onorevole ministro dei lavori pubblici ha detto che io non era nel vero in due
cose.
Per la prima, vale a dire, per quanto riguarda le cifre da me citate, mi permetta di^
dirgli che ero nel vero.
Quanto alla seconda, prendo atto di ciò
ch'egli ha detto, che io, cioè, non ero nel vero
quando supponevo che non si fosse tenuto
nessun conto delle nostre industrie; prendo
atto che egli terrà conto delle ragioni esposte,
che terrà conto dei bisogni della nostra industria per farle un trattamento tale che possa
competere con le fabbriche svizzere. Prendo
atto di questa promessa confidando nell'affetto
e nell'interessamento che il ministro dei lavori pubblici ha sempre addimostrato per
l'industria nazionale.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro dei lavori pubblici.
Saracco, ministro dei lavori pubblici. E troppo
onesta la parola dell'onorevole Scotti perchè
io non dica subito che siamo dispostissimi a
prendere nella maggiore considerazione le
cose che egli ha dette: e prenderemo in considerazione anche quelle esposte dall'onorevole Sanguinetti, se sarà il caso, perchè infine noi accettiamo il bene, da qualunque
parte ci venga e non guardiamo all'acerbità
del linguaggio.
Presidente. L'ordine del giorno reca...
Cimati. Perdoni, anch'io ho un' interrogazione sullo stesso argomento; potrei parlare
ora.
Presidente. La sua interrogazione verrà nell'ordine del giorno di una delle prossime sedute, ed allora avrà facoltà di parlare ; ora
non può.
Atti
— 2942
Parlamentari
LEGISLATURA X I X
I
a
-
S E S S I O N E —- DISCUSSIONI
Svolgimento di interpellanze.
Presidente. L ' o r d i n e del giorno reca lo svolg i m e n t o delle i n t e r p e l l a n z e . L a p r i m a è quella
dell'onorevole Stelluti-Scala ai m i n i s t r o delle
finanze « s u l l ' a n d a m e n t o dei l a v o r i del catasto, e sulle i n t e n z i o n i del Governo r e l a t i v a m e n t e all'esecuzione precisa della l e g g e in
q u e l l e P r o v i n c i e che h a n n o proceduto allo
acceleramento. »
Però, siccome q u e s t a i n t e r p e l l a n z a si collega, per i d e n t i t à di argomento, con a l t r e due,
credo che, a seconda delle c o n s u e t u d i n i della
Camera, si p o t r a n n o svolgere queste t r e interpellanze nel medesimo tempo.
L e i n t e r p e l l a n z e che si collegano con quella
dell'onorevole Stelluti-Scala, sono q u e l l a dell'onorevole P a v i a al m i n i s t r o delle finanze
« circa il r i t a r d o nell'esecuzione della perequazione f o n d i a r i a n e l l a p r o v i n c i a di Crem o n a ; » e quella dell'onorevole P a p a al min i s t r o delle finanze « sul modo con cui procedono le operazioni del catasto n e l l e p r o v i n c i e
che n e chiesero l ' a c c e l e r a m e n t o i n base alla
l e g g e I o m a r z o 1886. »
L ' o n o r e v o l e m i n i s t r o delle finanze h a chiesto di p a r l a r e . Ne ha facoltà.
Boselii, ministro delle finanze. Io prego g l i
onorevoli Stelluti-Scala e P a p a di r i m a n d a r e
a d a l t r a t o r n a t a lo s v o l g i m e n t o delle loro
i n t e r p e l l a n z e . L a r a g i o n e di q u e s t a mia preg h i e r a è p e r se e v i d e n t e e n o n occorre che
io mi diffonda a d i m o s t r a r l a .
Quando l'onorevole S t e l l u t i - S c a l a ha pres e n t a t o l a sua i n t e r p e l l a n z a , le cose r e l a t i v e
a l catasto in I t a l i a n o n erano al p u n t o in cui
o g g i si trovano. Quella sua i n t e r p e l l a n z a ha
anch'essa influito sopra di me p e r d e t e r m i n a r m i a compiere ed a s t r i n g e r e gli s t u d i
relativi a quest'arduo e dibattuto argomento.
U n a l e g g e f u p r e s e n t a t a dal Governo alla
C a m e r a ; gli Uffici l ' h a n n o e s a m i n a t a ed o g g i
è all'esame di una Commissione, la quale si
a d o p e r a i n s i e m e col Governo p.er t r o v a r e la
v i a di e q u i accordi.
I n questa condizione di cose, ogni p a r o l a
che io dicessi r i s p e t t o a cotale a r g o m e n t o ,
p o t r e b b e essere poco r i g u a r d o s a , p o t r e b b e
p r e g i u d i c a r e le u l t e r i o r i risoluzioni della
q u e s t i o n e e nuocere a q u e g l i interessi, che
è n e l l ' i n t e n t o di t u t t i di s a l v a g u a r d a r e .
Confido che g l i onorevoli i n t e r p e l l a n t i
v o r r a n n o accettare questa mia p r e g h i e r a .
Camera
dm Tìm/m'aH
TORNATA D E L 9 D I C E M B R E
1895
Presidente. H a facoltà di p a r l a r e l'onorevole S t e l l u t i - S c a l a .
Stelluti-Scala. Voglio r e n d e r m i conto delle
considerazioni e d e l l ' i n v i t o f a t t o dal m i n i s t r o
delle finanze.
Certo la m i a i n t e r p e l l a n z a , p r e s e n t a t a fin
d a l g i u g n o d e l l ' a n n o corrente dietro desiderio
della D e p u t a z i o n e p r o v i n c i a l e di Ancona, o g g i
h a a v u t o p e r soluzione u n a r i s p o s t a c h i a r a
i n d u b i t a t a m e n t e nell'esposizione
finanziaria
del m i n i s t r o Sonnino.
L a m i a i n t e r p e l l a n z a era però d i s t i n t a i n
due p a r t i ; la p r i m a p a r t e si r i f e r i v a a l l ' a n d a m e n t o dei l a v o r i del catasto, ed era perciò
d ' o r d i n e tecnico ; con la seconda io chiedeva
di conoscere q u a l i i n t e n z i o n i avesse il Governo sulla precisa esecuzione della l e g g e
del 1886.
Questa seconda p a r t e , che è d ' i n d o l e assol u t a m e n t e generale, a v r e b b e t u t t a la r a g i o n e
di r i m a n e r e , i n d i p e n d e n t e m e n t e d a l l a presentazione che il Governo ha f a t t o del d i s e g n o
di legge.
Dallo studio che ho f a t t o con t u t t a diligenza su questo poderoso a r g o m e n t o della
p e r e q u a z i o n e f o n d i a r i a i n I t a l i a , ho t r a t t o il
c o n v i n c i m e n t o che la questione della perequazione è t a n t o alta, da non dover essere
considerata d a v v e r o dal solo p u n t o di v i s t a
finanziario.
L ' i n t e n t o della l e g g e del 1886,
era quello di togliere g r a v i dissidii t r a p a r t e
e p a r t e del nostro paese, era u n i n t e n t o di
v e r a g i u s t i z i a nazionale, ed a v r e b b e dovuto
avere u n g r a v e peso s u l l ' a n i m o del Governo
p r i m a di deciderlo a p r e n d e r e u n p r o v v e d i m e n t o così r a d i c a l e come quello che ha preso,
senza v a l u t a r n e le g r a v i s s i m e conseguenze.
D ' a l t r a parte, la Commissione, che è s t a t a
n o m i n a t a d a g l i Uffici, ha avuto p i e n o m a n dato di fiducia. Confido che essa t u t e l e r à i
d i r i t t i delle P r o v i n c i e interessate, non d a l
solo p u n t o di v i s t a delle P r o v i n c i e che h a n n o
chiesto l'acceleramento, ma anche d a l p u n t o
d i v i s t a della questione generale, che è q u e l l a
della g i u s t i z i a e d e l l ' u g u a g l i a n z a del t r i b u t o .
Dalle notizie che ho, da ciò che si legge
nei giornali, non è esclusa la p r o b a b i l i t à e la
s p e r a n z a che accordi s a r a n n o conchiusi tra* il
Governo e la Commissione ; io v o l e n t i e r i accetto la proposta del Governo, a u g u r a n d o m i
che si t r o v i u n a soluzione felice, la quale,
i con la protezione d e g l ' i n t e r e s s i delle P r o v i n • eie che h a n n o chiesto l'acceleramento, pos?a
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mnott tre
LEGISLATURA
XIX
— 2943
1*
SESSIONE
( ift'tfl("'r> OU'? / ( f l i H / ' l f l
DISCUSSIONI
insieme mantenere inalterato il principio santissimo della perequazione.
Un paese, io credo, non può rimanere
forte ed unito tra le Provincie che lo compongono, se non esiste e si mantiene gagliardo
in ogni parte il sentimento dell'unità del tributo. In. questa fede io accetto l'invito dell'onorevole ministro delle finnnze.
Però siccome non siamo lontani dal giorno
in cui la Camera suol prendere le vacanze,
e siccome fra poco dovrà essere chiusa la
Sessione, io non intendo di pregiudicare il
mio diritto, appunto perchè g r a v i s s i m a è la
questione e perchè dura e perdura una seria
agitazione nelle Provincie che sono colpite
dai provvedimenti indicati dal disegno di
legge. Quindi prego il ministro delle finanze di
consentire, a sua volta, che mi sia lasciata
piena libertà quando lo creda necessario,
prima che si chiuda questo periodo di lavoro, di svolgere la mia interpellanza; se
fosse necessario, anche in giorno non stabilito allo svolgimento solito delle interpellanze. E naturalmente mi riservo poi questa
facoltà quando si discuterà la interrogazione
presentata dall'onorevole Di Rudinì, la quale
tocca lo stesso argomento, si riferisce cioè
alle intenzioni che ha il Governo di attuare
e mantenere la perequazione fondiaria nel
nostro paese.
Se il ministro delle finanze accetta queste mie riserve, io volentieri, per le giuste
considerazioni che egli ha esposte, accedo al
suo desiderio.
Presidente. L'onorevole P a v i a non è presente, quindi la sua interpellanza s'intende
ritirata.
Onorevole Papa, intende svolgere la sua
interpellanza od accedere all'invito del ministro delle finanze ?
Papa. Allorché nel mese scorso io presentai la mia interpellanza, era ben lontano dal
pensare che il giorno in cui avrei dovuto
svolgerla, la condizione delle cose sarebbe
stata radicalmente mutata. Con essa io intendeva di portare in quest'aula l'eco delle
doglianze e dei rimproveri che da tutte le
Provincie, le quali hanno chiesto l'acceleramento del catasto, e specialmente dalle Provincie lombardo-venete, si muovono al Governo intorno ai metodi e ai ritardi coi quali
le operazioni del catasto accelerato vengono
eseguite. Io intendeva di richiamare l'attenzione del Governo sulla grave questione ed
TORNATA D E L 9
I) I C E MB HE
1895
invocare da esso g l i opportuni provvedimenti.
Ma purtroppo il Governo pensava a risolverla
nel modo che non ha guari ci fu annunziato
e proposto. Però dinanzi ad un disegno di
legge che si trova sotto l'esame di una Commissione autorevole sarebbe a parer mio superfluo o almeno inopportuno il discutere
siffatto argomento. Ond'è che io mi rimango
per ora dallo svolgere la mia interpellanza,
riservandola al momento più opportuno. Mi
rimango dallo svolgerla perchè io confido che
si troverà modo di superare le difficoltà dell'oggi; confido ancora che il Governo saprà
inspirarsi a sentimenti di equità e di giustizia; confido nell'opera della Commissione
parlamentare e del suo illustre presidente
onorevole Luzzatti e spero che la scintilla
suscitata possa presto e senza difficoltà essere
spenta, giacche altrimenti essa potrebbe accendere nel Paese la face della discordia. Io
quindi, senza svolgere la interpellanza, mi limito a fare all'onorevole ministro delle finanze, queste tre domande :
1° fino a che la legge del 1° marzo 1886
non verrà modificata, promette ed assicura il
Governo di continuare e sollecitare i lavori
catastali nelle Provincie che chiesero l'acceleramento del catasto geometrico ed estimativo?
2° provvederà il Governo a semplificare
i metodi ed a togliere gli inconvenienti riscontrati nelle operazioni del catasto medesimo ?
3° penserà il Governo a soddisfare alle
Provincie venete e lombarde la somma di
4 milioni di lire, di cui da tempo è debitore, in causa dei catasti vecchi, ed a darne
alle Provincie stesse il rimborso ?
Attenderò dall'onorevole ministro una cortese risposta.
Presidente. Onorevole ministro,...
Boselli, ministro delle finanze.
Ringrazio gli
onorevoli Stelluti-Scala e P a p a dell'accoglienza che han fatto alla mia preghiera. Io
non ho chiesto che fossero soppresse le loro
interpellanze, ma che fossero rinviate. Quindi,
sono d'accordo con l'onorevole Stelluti-Scala,
che queste interpellanze rimangano al loro
posto nell'ordine del giorno, e che vengano
discusse, qualunque volta piaccia alla Camera.
L'onorevole Papa, pur aderendo al mio
invito, mi ha rivolto tre domande. Una riguarda la mia azione amministrativa, ed a
Atti Par' a n,«.nitri
L E G I S L A T U R A XIX
— 29 44 —
1 & SESSIONE —
Camera dei
DISCUSSIONI - — TORNATA DEL 9 DICEMBRE
questa esplicitamente rispondo. F i n o a che
una nuova l e g g e non surroghi, in tutto od
in parte, la legge del 1886, questa conserverà
il suo pieno vigore; ed è dovere del ministro
di applicarla con diligenza, in modo clie nessun interesse abbia ad esserne leso, e che ad
un tempo nessuna ulteriore decisione del Parlamento abbia ad esserne pregiudicata.
L a seconda domanda riguarda F intenzione del Governo rispetto alla revisione dei
metodi coi quali è proceduta finora l'opera
della catastazione. E codesta questione, me
10 consentirà l'onorevole Papa, connessa col
disegno di legge, che oggi è allo studio della
Commissione.
Pure essendo nell'intenzione del Governo
di introdurre nuovi procedimenti al riguardo,
esso non potrebbe fare ciò in cose d'ordine
essenziale, se prima non è modificata la legge,
alla quale debbono sostanzialmente uniformarsi i metodi di esecuzione e le istruzioni
tecniche.
L'ultima domanda dell'onorevole- Papa non
era compresa nella sua interpellanza. D'altronde egli sa che non è argomento che si
riferisca alle dirette competenze del Ministero
a me affidato: ond'è ch'io non posso o g g i
dargli in proposito alcuna risposta positiva.
Presidente. Resta quindi inteso che le due
interpellanze degli onorevoli Stelluti-Scala e
Papa sono rimandate.
A v v e r t o poi l'onorevole Stelluti-Scala che
per parlare, come ne ha manifestato il desiderio, quando verrà la volta d'una interrogazione dell'onorevole Di Rudinì, egli dovrà
presentare un'interrogazione analoga.
Del resto la sua interpellanza, come quella
dell'onorevole Papa, rimarrà al posto che le
assegna il regolamento.
Steliuti-Scala. Permetta, signor presidente;
11 rinviare puramente e semplicemente le interpellanze, come ha detto l'onorevole Papa,
significherebbe forse che delle nostre interpellanze non si parlerebbe mai più.
"L'onorevole ministro ed io abbiamo creduto di lasciare impregiudicato il diritto di
svolgere le nostre interpellanze quando a noi
deputati sembri che sia la necessità di farlo.
Noi ne abbiamo sospeso lo svolgimento in
vista di quegli accordi che si attendono fra
i l Governo e la Commissione che esamina il
disegno di l e g g e sul catasto.
Se questi accordi, come speriamo, approderanno, non avranno più ragion d'essere le
Deputati
1895
nostre interpellanze; ma se questi accordi non
riusciranno, allora deve rimanere intatto il
nostro diritto, che è quello di dimostrare alla
Camera e al paese tutta la importanza e la
g r a v i t à dell'argomento.
In quanto poi a ciò che ha accennato i l
presidente della Camera, cioè che io non possa
interloquire allorché l'onorevole D i R u d i n ì
svolgerà la sua interrogazione, con tutto i l
rispetto che ho verso l'onorevole presidente,
mi si permetta di dirgli che non concordo nella
sua opinione.
S i può sempre stabilire lo svolgimento di
una interpellanza, anche in un giorno diverso
dal lunedì, e quindi il ministro può fin d'ora
prendere impegno di lasciarmi rispondere nel
giorno in cui sarà svolta l'interrogazione dell'onorevole Di R u d i n ì alle dichiarazioni che
saranno fatte dal Governo.
Mi pare quindi che sia fuor di luogo la
questione a cui ha accennato l'onorevole presidente.
Presidente. Onorevole P a p a ?
Papa. A me pare che la questione possa
risolversi, rimandando le nostre due interpellanze al prossimo lunedì.
In quel giorno noi svolgeremo o no le
nostre interpellanze, a seconda che sarà stata
o no risoluta la questione del catasto davanti
alla Commissione che esamina il disegno di
legge.
Credo che l'onorevole ministro non avrà
nulla da opporre a questa proposta.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro delle finanze.
Boselii, ministro delle finanze. Io ho rivolto
a g l i onorevoli interpellanti un invito molto
semplice e chiaro, di differire cioè lo svolgimento delle loro interpellanze.
Non posso io entrare oggi in previsioni che
riguardano l'ordine dei lavori della Camera.
Sarò sempre a disposizione degli onorevoli interpellanti quando alla Camera piacerà che le loro interpellanze siano svolte.
Papa. Domando di parlare.
Presidente. Ma quante volte vuol, parlare,
onorevole Papa?
Rimane inteso che le interpellanze sono
rimandate, e prenderanno il posto che loro assegna il regolamento.
Ste!!uti-Sca!a. No, mantengono il posto che
hanno.
Presidente. Ma il regolamento non lo permette.
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Resoconto stenografico della seduta