4ª edizione Concorso Letterario Internazionale Provincia di Savona Comune di Carcare Tema 2011 Ballavano ... attorno ai falò in memoria del Prof. Renato Pancini Presidente Onorario Poetessa Maria Luisa Spaziani candidata nel 1990, 1992 e 1997 al Premio Nobel per la Letteratura Vivevano ai margini del bosco, conoscevano le erbe ed erano spiriti liberi... Regione Liguria Associazione Culturale fondata da Renato Pancini “Silenzi nel bosco” di Monica Porro © Riproduzione vietata Regione Liguria Il concorso 2 E’ difficile e anche rischioso avvicinarsi alla cultura del passato per fare propri atteggiamenti ed usi che hanno caratterizzato un’epoca ormai finita e che erano stati determinati da condizioni storiche e sociali ben determinate e precise. Ma noi vogliamo invece FARE FESTA. In una “due giorni” di allegra spensieratezza, proviamo ad incontrarci, ancora una volta, tutti insieme, in uno dei paesi della Valle Bormida savonese, entroterra a cavallo tra Liguria e Piemonte che già avete iniziato a conoscere durante le tre edizioni precedenti del Premio, per rinnovare la nostra amicizia, vivere un fine settimana intenso e differente dal solito e provare ad inventare una cerimonia di premiazione che, sicuramente, così, non avete mai vissuto. Proviamo a ritrovarci in questo mondo in bilico tra il progresso e le tradizioni fiabesche del mondo contadino, che hanno il loro culmine nella Serata dei falò al chiaro di luna e nella successiva Fiera del Bestiame, dove antiche abitudini locali come la “gara di ricerca del tartufo” creano ulteriore curiosità ed attesa per questo secolare appuntamento che vuole proporsi come novità viva ed attuale. Ecco perchè, quest’anno, gemellando il premio con questa festa antica, è naturale proporre il tema della STREGA, per rinnovarlo, ampliarlo e, a suo modo, redimerlo. Perciò, ancora una volta, attendiamo le Vostre fiabe, i racconti, le poesie, gli acrostici... tutto ciò che la Vostra fantasia avrà l’ardire di proporre. In cambio per Voi, come premio, ci sarà l’arte del vetro, la ceramica, i prodotti tipici (tartufo, funghi, castagne, miele...) e tutto ciò che caratterizza questa valle così particolare e ancora abbastanza sconosciuta. In fondo, la nostra è la regione più boscosa d’Italia: vorrà dire qualcosa, questo.... o no? 4ª edizione Concorso Letterario Internazionale Streghe.. orrende megere davanti al calderone intente a preparare filtri e malefici… ma sarà proprio vero? La figura della strega è l’immagine più antica nella storia della nostra civiltà, anche se è sempre stata vista in una visione favolistica: per molti la “strega” resta e resterà sempre sinonimo di “donna cattiva dedita ad arti oscure”, ma i fatti non si svolgono sempre così. Pensiamo per esempio al temine inglese witch, che proviene dall’anglossassone wicca e che ha il significato di “donna sapiente”. In tal caso viene finalmente riconosciuto, da pochi, che le streghe possono essere donne detentrici di un bagaglio di saperi e di rimedi, imparati dal contatto con la natura. Perciò sanno curare con le erbe, da cui preparano unguenti e medicamenti, oltre ad essere delle profonde conoscitrici di un’arte definibile ‘magica’ mirata a guarire; non tutte le streghe vengono viste come vecchie megere dall’aspetto orribile e a cavallo della loro scopa. Questo oggetto, simbolo sempre collegato a loro, viene visto come il miglior travestimento del ‘bastone del comando’. Si possono anche trovare figure di stupende ragazze, ma soprattutto donne semplici. Un altro elemento da sfatare è quello di considerarle schiave del demonio: sono unicamente donne a conoscenza dei semplici rimedi naturali, dei misteri della natura, che leggono anche il futuro e che, con il male, con il demonio o con i sabba satanici non c’entrano nulla. Le streghe si confondono con la gente comune… Storicamente parlando, il termine strega viene fatto derivare dal vocabolo medioevale stria, con cui si indicano ancora oggi animali come la civetta o il barbagianni, simboli inquietanti di un mondo inpenetrabile e misterioso, e più esattamente dal suo plurale strix, cioè ‘donna malefica’ che si trasforma in uccello mostruoso e succhia il sangue durante il sonno agli esseri umani (una sorta di vampiro). Inoltre era consuetudine dire che la capacità delle streghe di assumere sembianze di vari animali derivasse dalle Baccanti, adepte del dio Bacco, che si travestivano con pelli di animali durante i loro…sabba; tutto ciò ci porta col pensiero in pieno Medioevo in un’epoca in cui le streghe erano viste come donne dall’aspetto orribile, di natura perfida, capaci solo di gettare malocchio e fatture, di preparare filtri d’amore e di predire il futuro. La così denominata “caccia alle streghe”, sempre senza fondamenti storici provati, inizia nel 1484, in pieno Rinascimento, e non come tutti pensano nel Medioevo: il testo ufficiale delle Chiesa sulla stregoneria è il ‘Malleus maleficarum’. Il testo è diviso in tre parti: nella prima si cercò di definire la stregoneria, di dimostrare la sua esistenza e la sua azione negativa; nella seconda, di analizzare le varie forme di stregoneria e i modi in cui questa si poteva sconfiggere, come gli esorcismi; nell’ultima parte si parlava di atti giudiziari, arresti, processi, interrogatori, torture, sentenze e ‘presunti’ roghi. Alla fine del Quattrocento venne istituito un tribunale speciale per la caccia alle streghe, detto “la Sacra Inquisizione”, ed è solo allora che i giudici “Ballavano... attorno ai falò” : questo è il tema del 2011 3 4 assumono pieni poteri, dati loro dalla Chiesa cattolica, con un percorso giudiziale totalmente a parte rispetto ai normali tribunali: l’Inquisitore doveva, personalmente, recarsi sul luogo dove era stato segnalato un avvenimento, dove formulava un discorso pubblico, in cui si raccomandava a chi avesse partecipato a qualche congrega di eretici o di streghe di presentarsi spontaneamente. Se ciò fosse avvenuto, sarebbero stati perdonati e avrebbero avuto solo una penitenza; ma tutto ciò era una semplice copertura per arrestare le persone su cui si avevano veramente dei gravi sospetti. L’accusato, privo di ogni difesa, doveva essere condotto davanti ai giudici che potevano usare qualsiasi mezzo per estorcere delle confessioni, soprattutto il carcere preventivo, senza cibo e acqua. L’Inquisitore, se non avveniva la confessione, ordinava la tortura che portava alla morte nella maggior parte dei casi: la follia della caccia alle streghe entrò nella sua fase più acuta e ne fecero le spese soprattutto le donne, vecchie o giovani, nubili o sposate. La grande caccia alle streghe andò scemando tra il XVII e il XVIII secolo, dato che le società europee avevano compreso che i disastri provocati dal panico di massa, avevano coinvolto troppe persone innocen- ti. Nonostante ciò, le credenze popolari continuavano ad esistere e non furono mai abbandonate. Si ricorda, però, che Papa Giovanni Paolo II ha chiesto pubblicamente scusa per gli atti eseguiti dalla Chiesa nei secoli passati, in particolar modo sulle Sante Inquisizioni. Le piante Le ‘presunte’ streghe, ossia semplici donne che conoscevano la ‘medicina naturale’, erano in grado di riconoscere i rimedi naturali atti a curare. Prima della caccia alle streghe esisteva la figura della ‘Donna Herbana’ (colei che guarisce) riconosciuta a livello sociale, ma con la fobia delle streghe si accentuò la paura che dietro questa antichissima sapienza erboristica si nascondessero rituali diabolici. Tra le piante più conosciute possiamo ricordare la Mandragora, di origine mediterranea: predilige luoghi assolati e viene trovata ai margini dei campi e nei luoghi incolti, ha una forma erbacea, senza fusto, è pianta perenne, è velenosa e a scopo terapeutico viene usata solo la radice, con proprietà lenitive, sedative; cura le malattie della pelle, poiché contiene alcaloidi aumenta le pulsazioni cardiache, può provocare allucinazioni e stati deliranti, in cam- po ‘magico’ si usa per aumentare i poteri psichici, insieme all’aconito, la belladonna, l’elleboro nero, il guisquiamo e l’olio di mandorle, con l’aggiunta di peperoncino e di iperico per operazioni di difesa, con i petali di rose e la verbena per l’amore passionale. Altra pianta di notevole importanza è la Verbena conosciuta come erba sacra, pianta considerata infestante, con fusto eretto; cresce tra i ruderi, nei prati e lungo le strade di campagna; fiorisce in primavera. Vengono utilizzati i fiori e le foglie sia freschi che essiccati; ha proprietà digestive, combatte l’acidità e la pesantezza di stomaco, cura le nevralgie, i mal di testa e le vertigini. Per i medici e gli erboristi medioevali era una panacea (rimedio) per tutti i malanni; veniva bruciata lungo le strade e accanto alle case per disinfettarle in caso di epidemie. Ancora oggi la Verbena viene usata per purificare oggetti e altari. Nella tradizione popolare il miglior giorno per raccogliere la Verbena è il giorno di San Giovanni o Notte delle Streghe cioè il 24 giugno. Viene usata per i riti di prosperità, per i rituali d’amore, per dormire tranquilli; se seppellita in giardino porta ricchezza in casa. Potremmo citare tante altre piante, ma ci soffermiamo ancora sulla calendula, che ritenevano fosse utile per i sogni profetici, mentre le donne-streghe usavano i petali di calendula quale unguento per calmare le irritazioni della pelle. Altra pianta attribuita alle ‘streghe’ è l’aconito, pianta altamente tossica, definita come ‘arsenico naturale’. Le donne lo usavano contro le punture degli scorpioni, quindi curava, non uccideva. Tutto questo discorso serve a spiegare come questo tipo di donna, in quei secoli bui, era semplicemente un’essere capace di guarire. Perciò diversa dalla comunità semplice, perciò considerata pericolosa, in quanto potente, e quindi ‘strega’. Esse venivano pertanto condannate, anche se di veri e propri roghi non si può parlare storicamente. La storia ne annovera meno di dieci, la ‘tradizione’ più di mille. E’ arrivato il momento di mettere un punto a questi discorsi e fare giustizia per coloro che non erano seduttrici, alleate di Satana, fascinose meretrici. Erano donne, libere, consapevoli delle loro potenzialità e della loro intelligenza, disposte ad aiutare gli altri e a mettere a frutto utile le loro conoscenze, seppure scegliendo una vita solitaria, di studio e di lavoro. Non meritavano un trattamento simile, per così tanti secoli. 5 Presidente Onorario del Concorso: Poetessa Maria Luisa Spaziani Maria Luisa Spaziani è nata nel 1922 a Torino, dove si è laureata con una tesi su Marcel Proust. Ha vissuto a Milano e Parigi per poi trasferirsi a Roma e a Messina, collaborando con vari giornali e riviste e con la RAI TV e dedicandosi all’insegnamento all’Università di Messina dove è stata docente di Lingua e Letteratura Francese. Nel 1950 ha stretto una salda amicizia col poeta Eugenio Montale, ed è stata fonte di ispirazione per il personaggio de “la Volpe” nella poesia montaliana. Nel 1995, M.L. Spaziani ha consegnato a Maria Corti l’epistolario con Montale, che consiste in circa 360 lettere. Fino al 2003 è stata Presidente del Centro Internazionale Eugenio Montale e del Premio Montale dalla fondazione nel 1981. Ora è Presidente dell’istituzione Universitas Montaliana e dell’omonimo Premio. E’ stata candidata per tre volte al Premio Nobel per la Letteratura, nel 1990 e nel 1992 e nel 1997. Ha pubblicato: “Primavera a Parigi”, Scheiwiller 1954; “Le acque del sabato”, Mondadori 1954; “Il gong”, Mondadori 1962; “Utilità della memoria”, Mondadori 1966; “L’occhio del ciclone”, Mondadori 1970; “Transito con Catene”, Mondadori 1977; “Poesie”, Mondadori 1979; “Geometria del disordine”, Mondadori 1981; “La stella del libero arbitrio”, Mondadori 1986; “Giovanna d’Arco”, Mondadori 1990; “Torri di vedetta”, Crocetti 1992; “I fasti dell’ortica”, Mondadori 1996; “La traversata dell’oasi”, Mondadori 2002; “La luna è già alta”, Mondadori 2006. 6 Un legame importante unisce la poetessa Spaziani al territorio della Valle Bormida. In particolare Carcare, sede 2011 della premiazione del Concorso “L’Anima del Bosco”, è stato luogo di villeggiatura della sua infanzia e ancora oggi vi soggiorna in estate. IL REAME DEGLI ALBERI di Maria Luisa Spaziani Da quando avevo sei mesi (è passato un bel gruppo di semestri da allora) vado quasi ogni estate in un delizioso paese che forse oggi si chiama cittadina o città. Si tratta di Carcare, nell’entroterra dell’Appennino ligure, a venti chilometri da Savona, un luogo fatato di boschi e sorgenti. Lì c’era una cuginetta, Bruna Ferraro, e continua a esserci e ad aspettarmi affettuosamente ogni estate. Avevamo un gruppetto di amiche, Lelia, Elsa, Zoe, Anna, Luciana, con le quali avevamo fondato “il reame degli alberi”. Bellissimo gioco dai contorni di favola (che forse risale a costumi pagani) che credo sia unico fra le scrittrici che partecipano a questa inchiesta. Su un’altura c’era il “roccolo”, un quadrilatero circondato di alberi con al centro una grande vasca. Purtroppo serviva a catturare gli uccelli ma noi, grazie a Dio, non lo sapevamo. Avevamo scelto sei o sette alberi in cerchio. Ognuno aveva un nome, l’albero Italia era il più importante, l’albero Cocò il più buffo, era un po’ gobbuto e sbilenco. Ognuna di noi aveva un suo albero personale e, a turno, dialogavamo da un albero all’altro, cantando e facendo il teatro, sempre arrampicate e sistemate su qualche forcella o ramo più comodo. Ma, fra una chioma e l’altra, avevamo teso dei fili doppi come quelli del bucato fra due finestre, e appesi a quei fili pendevano piccoli vassoi di cartone che portavano da un albero all’altro pasticcini di meliga e albicocche e piccole sorprese. Ci divertivamo moltissimo. Non lo abbiamo fatto brevettare, quel gioco, e se qualcuno capisse quanto sia stato appassionante, Bruna ed io siamo disposte a cedere gratuitamente l’uso dell’invenzione. Brano tratto da “Sotto al ponte c’è tre conche” di Tonia Giansante, Casa Editrice Orient Express, Castelfrentano, dic. 2005, pagg. 53-54 Lo scrittore Alessandro Marenco ricorda il prof. Davide Montino Davide Montino, scomparso nel 2010 all’età di 36 anni, era professore di Storia delle Istituzioni Educative presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. Era un docente universitario ma non gli sarebbe dispiaciuto fare il contadino. Di tutto quel che gli raccontavo nella fitta corrispondenza elettronica che ci siamo scambiati per dieci anni, gli piaceva soprattutto quando lo facevo partecipe dei miei piccoli lavori agresti, del granoturco da raccogliere, dei progressi dell’orto, delle mele raccolte e messe a profumare le stanze della vecchia casa. Tanto che poi, raramente, veniva a verificare il reale procedere dei lavori descritti. Ammetteva la sua incapacità nel campo. Eppure se ne sentiva attratto. Una volta gli scrissi, fra il serio e il faceto, che il lavoro del contadino ce l’aveva scritto nel corpo, che il suo fisico, asciutto ma dal buon torace, dal passo breve e preciso, era il corpo di un “langhetto”, e che prima o poi sarebbe tornato alla vigna da dove i suoi geni erano (in parte) venuti. Gli avevo scritto che sarebbe tornato al lavoro della terra, se non come contadino, perlomeno come amministratore, come “padrone” a “bacchettare” solerti braccianti. Quel che gli avevo scritto, mi confidò, era uno dei migliori complimenti che gli avessero mai fatto. Eppure so che anche come contadino, se lo avesse voluto, avrebbe ottenuto risultati non comuni, perché questo era il suo modo di lavorare. Meglio: il suo modo di vivere. Vorrei infine sottolineare quello che è stato il suo insegnamento indiretto, dato con l’esempio e non con le parole, a tutti noi suoi amici, valido anche per chi si avvicina alla letteratura, alla poesia o all’agricoltura, come in qualsiasi campo d’applicazione umano: occorre impegnarsi nel miglioramento continuo, occorre far fatica, non nascondersi dietro nessuna scusa, occorre dedizione e costanza nell’impegno. Tutte caratteristiche che Davide possedeva, temperate dalla sua signorile educazione e umana cordialità, e che tutte insieme rappresentano il motivo per cui Davide ci manca tantissimo. A sinistra, Davide Montino per tre anni nella Giuria del Concorso “L’Anima del Bosco”, insieme ad Alessandro Pancini In memoria del prof. Renato Pancini Il 10 ottobre 2002 si è spento un “grande” uomo di cultura, il Prof. Renato Pancini. Cengese di nascita, Pancini compie i suoi studi primari a La Spezia e si laurea in Economia all’Università di Pisa. Come poi suo figlio Alessandro, si adopera per la tutela delle tradizioni, con passione per la cultura e amore per la Valbormida. Negli anni ‘70 ritorna ai luoghi d’origine. Insegna geografia economica all’Istituto Patetta di Cairo M.tte (SV). Osservatore attento e spesso pungente della realtà, diviene, fin dal 1979, giornalista pubblicista, mentre l’itinerario scolastico culmina con l’ufficio di Preside presso i Licei di Stato. Nel 1999, dimessosi volontariamente dall’incarico, si dedica pienamente a ciò che ama: la poesia e la promozione di eventi culturali. L’attività di consulenza editoriale sfocia nella fondazione de “Le Stelle”, la storica casa editrice che diventerà un centro culturale tuttora attivo. Intanto, la produzione letteraria gli è valsa la vittoria di un numero impressionante di premi e riconoscimenti, italiani ed esteri. Ma la gratificazione delle affermazioni si volge ad una più matura fase di introspezione filosofica ed esistenziale che l’avvicina alla revisione storica e alle dottrine orientali. Dal 1995 non partecipa più a concorsi letterari: ritiene sufficiente l’ampia traccia del suo lavoro, testimoniata dalle molte opere che figurano su riviste ed antologie letterarie, e rifiuta l’alloro di un ambiente che, alle lunghe, rischia di essere troppo autoreferenziale. Una particolare attenzione per il territorio e la costante ricerca di nuovi talenti ne fanno uno dei personaggi di spicco della Valle Bormida. Renato è sempre stato uno dei più importanti punti di riferimento per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Cengio e della Valbormida, anche quando era membro di giuria in concorsi letterari di tutt’Italia. Attraverso il concorso “L’Anima del Bosco” vogliamo proseguire la sua opera di recupero e restauro dell’antica chiesa di Cengio Alto, che a lui stava tanto a cuore, donando parte del ricavato per tale scopo. 7 Tema 2011: Ballavano… attorno ai falò (le streghe) Sez. A: Prendete spunto da quanto avete letto nelle prime pagine di questo opuscolo e dalle immagini inserite e realizzate un racconto che abbia tema “Ballavano… attorno ai falò”. Sez. B: Fiaba / Favola / Leggenda / Racconto (a tema libero) Sez. C: Poesia / Acrostico (a tema libero o a tema del 2011) E’ possibile partecipare a tutte e tre le sezioni, ma si dovrà versare la quota di partecipazione per contributo di segreteria e organizzazione per ciascuna sezione. PER E-MAIL: Ogni Autore dovrà far pervenire n. 1 opera in lingua italiana non firmata e senza sigle o motti o pseudonimi. Le poesie dovranno essere di massimo 30 versi. I racconti dovranno avere un massimo di 3.000 parole. Il messaggio e-mail da inviare a [email protected] dovrà contenere come allegati un file con l’elaborato e una scheda in word, completa di nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita, codice fiscale, recapito telefonico, eventuale indirizzo e-mail e la seguente dicitura: Il/la sottoscritto/a dichiara di essere l’Autore degli elaborati presentati a concorso; che le opere presentate sono inedite; di aver preso visione del bando integrale del premio “L’Anima del Bosco” 2011 e ne accetta tutte le clausole. Il/la sottoscritto/a fornisce il consenso al trattamento dei dati personali secondo il Decr. Leg. 196/2003 riguardante la tutela delle informazioni e dei dati personali. Titolare e responsabile del trattamento dati secondo il Decr. Leg. 196/2003 art. 13 e segg. è MAGEMA soc. coop. sede legale: Via Lichene, 13 17043 Carcare (SV). La giuria riceverà solo i testi per stilare la graduatoria, mentre la segreteria tratterrà i dati personali degli Autori. PER INVIO POSTALE: Ogni Autore dovrà far pervenire n. 1 opera in lingua italiana non firmata e senza sigle o motti o pseudonimi in 7 copie dattiloscritte. Le poesie dovranno essere di massimo 30 versi. I racconti dovranno avere un massimo di 3.000 parole. Si dovrà allegare una scheda completa di nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita, codice fiscale, recapito telefonico, eventuale indirizzo e-mail e la seguente dicitura: Il/la sottoscritto/a dichiara di essere l’Autore degli elaborati presentati a concorso; che le opere presentate sono inedite; di aver preso visione del bando integrale del premio “L’Anima del Bosco” 2011 e ne accetta tutte le clausole. Il/la sottoscritto/a fornisce il consenso al trattamento dei dati personali secondo il Decr. Leg. 196/2003 riguardante la tutela delle informazioni e dei dati personali. Titolare e responsabile del trattamento dati secondo il Decr. Leg. 196/2003 art. 13 e segg. è MAGEMA soc. coop. sede legale: Via Lichene, 13 17043 Carcare (SV). La giuria riceverà solo i testi per stilare la graduatoria, mentre la segreteria tratterrà i dati personali degli Autori. Le copie inviate al concorso non verranno restituite. Da inviare a: Concorso “L’Anima del Bosco” c/o MAGEMA – Via Lichene, 13 17043 Carcare (SV) 8 Termine di presentazione: 30 maggio 2011 per informazioni: tel: 347 4439436 – [email protected] Tutte le informazioni relative allo svolgimento del concorso si potranno trovare su www.magema2000.net 4ª edizione Concorso Letterario Internazionale A parziale rimborso spese, la quota di partecipazione per contributo di segreteria e organizzazione è fissata in: euro 19,00 e darà anche diritto all’iscrizione all’Associazione “L’Anima del Bosco” (per info vedere l’ultima pagina di copertina) euro 24,00 per la partecipazione al solo concorso, senza iscrizione all’Associazione da trasmettersi a mezzo: • versamento su c/c postale n. 76883941 intestato a MAGEMA Via Lichene, 13 - 17043 Carcare (SV) • bonifico sul conto n. 23043 del Banco Azzoaglio sede di Carcare IBAN: IT26Q 03425 49350 000000023043 intestato a MAGEMA (sarà possibile effettuare il pagamento anche tramite homebanking) La ricevuta del versamento o l’assegno vanno allegati all’interno della busta contenente i dati anagrafici, il codice fiscale e i testi. Invece, nel caso dell’invio per e-mail, all’atto della ricezione delle opere verrà assegnato (e comunicato nel messaggio di rispostaconferma) un codice alfanumerico per ciascun partecipante, che dovrà essere indicato sul bollettino di c/c postale, o sulla ricevuta del bonifico, oppure sulla causale nell’operazione di homebanking. In questo caso non è necessario spedire la ricevuta per posta ordinaria, ma basterà inviare una e-mail a [email protected] indicando il proprio nome, il giorno del pagamento e il codice alfanumerico assegnato. Solo quando la segreteria riceverà la comunicazione dell’avvenuto pagamento, consegnerà alla giuria l’opera contrassegnata da tale codice. Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al Concorso, cedono, non in esclusiva e a titolo completamente gratuito per il periodo di due anni, i diritti delle proprie opere alla MAGEMA Edizioni, per tutte le iniziative promozionali e collegate al Concorso stesso, relativamente a pubblicazioni su giornali, settimanali periodici di settore o eventualmente antologie curate dall’Organizzazione. Non verranno corrisposti diritti d’autore o altri riconoscimenti a fronte della pubblicazione. (candidata nel 1990, 1992 e 1997 al Premio Nobel per la Letteratura) La premiazione avverrà il 27-28 agosto 2011 in occasione dei Falò di San Giovanni e dell’Antica Fiera del Bestiame. Il programma della manifestazione sarà a disposizione sul sito www.magema2000.net Vincitori e segnalati dovranno ritirare personalmente i premi. Ad eccezione dei primi classificati, si accettano comunque deleghe per il ritiro del riconoscimento. I premi non ritirati rimarranno all’organizzazione, per essere attribuiti ai premiati dell’edizione successiva. in memoria del Prof. Renato Pancini Presidente Onorario: Maria Luisa Spaziani La commissione giudicatrice sarà composta da esponenti del mondo della cultura e dell’arte, i cui nominativi saranno resi noti all’atto della premiazione, e vaglierà le opere pervenute in regola con le norme del presente regolamento e a suo insindacabile giudizio assegnerà: 1° premio sez. A euro 200,00 sez. B euro 100,00 sez. C euro 100,00 2° premio per ogni sezione cesto di prodotti tipici locali 3° premio per ogni sezione opere d’arte (pezzi unici a tema realizzati per l’occasione). La Giuria potrà assegnare, a sua discrezione, eventuali altri premi. L’Anima del Bosco è un’idea di Anna Gentili, Emiliana Rapetti e Marcella Oliveri. Il dipinto originale della copertina del fascicolo è di Monica Porro. 9 Carcare: importante centro della Val Bormida Collocata nel cuore della Valle Bormida di Spigno, Carcare è al centro dell’asse principale di collegamento fra Savona e la Riviera e le zone limitrofe del basso Piemonte con le quali ha avuto sempre importanti scambi culturali ed economici. Insomma Carcare è un paese autentico e vero, orgoglioso della sua lingua e delle sue attività, ma aperto a contatti e scambi con altre popolazioni. L’Antica Fiera del Bestiame di S. Giovanni del Monte è la conferma di questa caratteristica: l’apertura e la disponibilità dei Carcaresi ha fatto sì che questo appuntamento crescesse a dismisura d’importanza e prestigio e diventasse un vero a proprio avvenimento atteso sia dagli allevatori, sia dalla popolazione che vedeva nella Fiera il momento di divertimento e riposo atteso per mesi e l’occasione per fare nuove conoscenze o rafforzare antiche amicizie. Ma in realtà Carcare non è solo Fiera. Anzi questo appuntamento permette al secondo centro dell’Entroterra di mostrare e far conoscere caratteristiche che sovente sono ignorate o poco conosciute. Ad esempio Carcare è da due secoli il paese della Ville. La conferma della vocazione turistica e residenziale tipica della cittadina. Infatti la vicinanza con i centri della Riviera Ligure ed i centri del Basso Piemonte hanno reso Carcare un posto ideale dove risiedere e nello stesso tempo passare lunghi periodi di vacanza. Per questo molte persone facoltose ed importanti nel mondo amministrativo o industriale sceglievano di farsi edificare la casa, appunto la Villa, in questa località. Sono ben otto le costruzioni che per vari motivi destano interesse e curiosità come villa Fina, in via Barrili, usata per decenni come residenza estiva dall’ingegner Fiumi, che scoperse Carcare quando fu chiamato per progettare le Funivie di Savona-S. Giuseppe di Cairo. Recentemente è stata destinata ad abitazione stabile dai nuovi proprietari, ovvero la famiglia Delfino. Parlando di Via Barrili non si può ignorare Villa Maura, sede della biblioteca e del museo Barrili, vero gioiello architettonico e storico che è stata scelta dalla Sovrintendenza regionale come monumento da salvaguardare e pubblicizzare. Ma non è facile parlare delle bellezze e delle attrazioni di Carcare perché si rischia di dimenticarne qualcuna. L’unico consiglio è visitare la cittadina cogliendo l’occasione offerta dalla Fiera del Bestiame che sta ritornando ad essere un appuntamento importantissimo che la poneva come uno degli avvenimenti più attesi nell’Italia del Nord-Ovest. Carcare, 28 Agosto 2011 Un sistema viario, fortemente integrato con quello difensivo, caratterizza le strade della Val Bormida fin dalla preistoria. Un fatto che giustifica storicamente le forme di contatto per l’agricoltura ed il commercio fra la varie popolazioni anche dell’entroterra piemontese, da cui è nata l’Antica Fiera del Bestiame di San Giovanni che l’Amministrazione intende riproporre e rilanciare. Infatti Carcare rappresenta da sempre un nodo stradale di primaria importanza tanto da essere una stazione di posta privilegiata per garantire traffici sicuri da e per il Basso Piemonte. Ebbene, partendo da questa considerazione, Carcare vuole continuare ad essere un passaggio obbligato per i commerci e gli scambi con le zone limitrofe dell’Entroterra. In pratica la Fiera del bestiame era e deve rimanere non solo un momento di confronto commerciale, ma anche l’occasione per verificare folklore e tradizioni che poi hanno fornito il substrato culturale alle popolazioni che hanno gravitato nella zona. Per raggiungere tale scopo l’Amministrazione, che crede molto nel progetto, ha consolidato i rapporti con la Co- munità montana, la Coldiretti e l’Associazione Provinciale Allevatori. Infatti si vogliono superare i problemi posti dalla industrializzazione del novecento, scoprendo nuovi segmenti ed occasioni di sviluppo che la Fiera di San Giovanni può e deve valorizzare. Christian De Vecchi Assessore alla Promozione Turistica Comune di Carcare 11 12 Da sempre l ’antica fiera del bestiame è un momento di scambio commerciale e vitalità culturale Che ne sa la luna dei falò - edizione 2011 Questo evento nasce dalla rivisitazione di un’antica tradizione: i falò di San Giovanni, che si terrà nell’alveo del fiume Bormida. Parteciperanno a questa serie di eventi ballerini, musicisti, pittori, figuranti, cavalli, attori e... mucche dipinte e sarà attivo un punto ristoro con specialità locali: i lisotti e le pannocchie. In questa occasione, sarà bandita la terza edizione del Concorso Fotografico Estemporaneo. Trovate il bando a pag. 15 di questo opuscolo. Per informazioni, ci si può rivolgere allo Studio Fotografico Lino Genzano: Via Barrili 37 - 17043 Carcare (SV) - tel. 019 518894 - [email protected] 13 I Premi del concorso Noi dell’organizzazione abbiamo sempre pensato che sia oltremodo entusiasmante ricevere, a fronte di un lavoro eccellente e quindi premiato, un oggetto unico, personalizzato, frutto dell’arte o dell’ingegno creativo di professionisti affermati. I nostri premi non sono, per questo, mai stati targhe, coppe o medaglie anonime o comuni (per quanto manteniamo il dovuto rispetto per tale tipologia di premi, per il loro intrinseco valore, ma non rispecchierebbero le nostre finalità). Abbiamo donato grandi cesti di prodotti tipici, ceramica, vetro molato con soggetti che riproducevano i personaggi che gli Autori avevano descritto nella loro opera, o bassorilievi in lastra di vetro od oggetti in vetrofusione, e altro che fosse frutto della tradizione del nostro territorio. 14 3° CONCORSO FOTOGRAFICO ESTEMPORANEO 1) In occasione della rivisitazione in chiave moderna dei falò di San Giovanni che si terrà a Carcare il 27 agosto 2011 lungo il fiume Bormida, il fotografo Lino Genzano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune, organizza il 3° concorso fotografico estemporaneo denominato “Che ne sa la luna dei falò”. 2) Il concorso fotografico è aperto a tutti e le fotografie sono da realizzarsi esclusivamente durante tutta la manifestazione dalle 17.00 alle 23.30 circa. Anche quest’anno viene istituita una sezione di Audiovisivi. Ogni autore potrà inviare un unico audiovisivo digitale della durata massima di 8 minuti masterizzato su CD, DVD o altro supporto ed ottenuto preferibilmente con un file eseguibile (.exe) del tipo PTE, Wings Platinum, M. Objects e similari. Il tema, come per il concorso fotografico, sarà la manifestazione. 3) Le opere fotografiche vanno fornite o in formato cartaceo o in formato jpeg. Le opere in formato cartaceo dovranno essere fornite non più grandi di 30x40cm. Le opere in formato jpeg potranno essere fornite su qualsiasi supporto o inviate via e-mail. 4) La partecipazione prevede una quota d’iscrizione di 12 E per una sezione e di 15 E per entrambe le sezioni. Per la sezione audiovisivi la quota d’iscrizione prevista è di 10 E. La compilazione del modulo d’iscrizione e il versamento della quota di partecipazione possono essere effettuate o presso la segreteria posta all’ingresso della manifestazione o al momento della consegna delle foto\audiovisivo presso lo studio fotografico di Lino Genzano. 5) Il concorso fotografico è diviso in due sezioni: A) analogico\digitale senza fotoritocco, a colori\bianco e nero; B) analogico\digitale con fotoritocco o elaborazioni. Ciascun partecipante non potrà presentare più di 4 opere per sezione. SEZIONE BAMBINI Anche quest’anno viene confermata la sezione dedicata ai bambini fino ai 13 anni d’età. La miglior foto verrà premiata con materiale fotografico. La quota d’iscrizione è di 5 E e potranno essere presentate un massimo di 4 foto per ciascun partecipante. PREMI Per la SEZIONE A premi in denaro Inoltre verranno assegnati due trofei per il “Miglior Ritratto” e la “Migliore Foto in Bianco e Nero”. Per la SEZIONE B ci sarà un unico premio, il trofeo “Che ne sa la luna dei falò”. Per la SEZIONE AUDIOVISIVI è prevista l’assegnazione al primo classificato di un trofeo e la proiezione del proprio lavoro durante la manifestazione “Sotto il cielo di Carcare”. GIURIA I nominativi sono in via di definizione. 3° Concorso Fotografico Estemporaneo INVIO OPERE E INFORMAZIONI [email protected] Lino Genzano Via Barrili 37 - 17043 Carcare (SV) CARCARE 27 agosto 2011 La premiazione avverrà a gennaio 2012 con data da definirsi, che verrà successivamente comunicata. 15 Associazione La novità di quest’anno è la collaborazione tra Magema Edizioni e “Le Stelle Associazione Culturale fondata da Renato Pancini” con l’Associazione Culturale “L’anima del bosco”. Chi intende partecipare al Concorso può scegliere tra due opzioni: pagare la quota per il solo concorso (24 euro) oppure diventare socio dell’Associazione (19 euro) e quindi avere diritto a partecipare a tutti i progetti che, nel corso dell’anno, saranno ideati e realizzati di volta in volta. L’Associazione è nata per la promozione e lo sviluppo: • della cultura, dell’arte, del turismo e dell’ambiente, principalmente essi siano a tradizione e connotazione valbormidese. Da ciò deriva il recupero dell’identità storica valbormidese e del territorio, riscoprendone e valorizzandone le tradizioni e il patrimonio artistico e ambientale; • dello studio, nonché della realizzazione di un rapporto equilibrato tra uomo e natura; • della socializzazione, anche attraverso l’intrattenimento. Si ringrazia: Pastificio Artigianale ...innamorarsi della pasta... Laboratorio: Via Marconi, 148 17017 Millesimo (SV) Tel. 019 5600090 Fax 019 5600642 e-mail: [email protected] http://www.pastificiolaginestra.it grafica e stampa: www.grafichedr.com Saranno svolte attività informative, formative, di consulenza e di altro tipo, con particolare attenzione a: • attività culturali in genere: organizzazione di riunioni, convegni, conferenze, dibattiti, seminari, mostre, esposizioni, cineforum, spettacoli, concerti, proiezioni, concorsi letterari e fotografici e di varia creatività; • attività culturali di intrattenimento e ludiche: es. organizzazione di viaggi e di soggiorni di istruzione, di tour di visita del territorio e, in questo ambito, di salvaguardia del territorio stesso, anche attraverso la rivalutazione e la riscoperta di tracciati, antiche strade e viottoli, percorsi alternativi o tematici; • attività editoriali: pubblicazione di materiali a stampa e/o in formato elettronico riguardanti la cultura, la storia, la narrativa, l’artigianato, l’hobbistica, il folklore, le tradizioni, la culinaria, l’arte del territorio; • attività di diffusione della cultura musicale, letteraria, del cinema e artistica in genere nel mondo giovanile e non solo, anche attraverso il favorire contatti tra persone, enti e associazioni.