V O L O N TA R I ATO DISABILITÀ … QUALCOSA SI MUOVE Ottemperando agli impegni presi il 27 febbraio 2003, quando getti che nei territori di provenienza hanno messo a segno divernella sala Inguscio della Regione Basilicata il Centro di Servizio si risultati. al Volontar iato, presenta ndo alla Comunità regionale l’Anno Un po’ più difficile, per una serie di fattori, raggiungere il terzo Europeo delle Persone Disabili, annunciava il proprio programobiettivo in ogni incontro. Ci siamo riusciti pienamente nel ma di attività a favore dei Disabili e delle loro organizzazioni di primo, quello per l’inserimento lavorativo, che ha visto imprenvolontariato, il 19 novembre si è tenuto a Potenza, nella sala del ditori, organizzazioni sindacali, istituzioni ed associazioni dialoMediafor, il terzo incontro del percorso integrato di sensibiliz gare, con la consapevolezza auspicata, fino a trovare, nel difficizazione ed analisi per promuov ere e sv iluppare azioni di le contesto regionale (ahimè noto per la carenza di opportunità empowerment di comunità sui problemi della disabilità in Basi occupazionali) una strategia possibile verso l’inserimento lavolicata. rativo dei disabili: avviare, a partire dalla Val d’Agri, una speriSei incontri, sei interrogativi, per capire come risponde e come mentazione per sostenere, grazie all’utilizzo delle royalties prointende rispondere la Comunità civile di Basilicata ai nodi provenienti dall’estrazione del petrolio, un numero definito di inseblematici della vita dei disabili, delle loro famiglie e delle loro rimenti lavorativi a favore di cittadini disabili. associazioni: l’inse rimento lavorativo; il sistem a integra to dei Sul sistem a integrato de i servizi, tema de l secondo incontro, servizi; il sistema scolastic o e forma tivo; il dopo di noi c he abbiamo scontato la scarsa penetrazione, nella nostra regione, angosc ia genitori e fam iliari de i disabili gr avi; l’a zione de l della 328/2000, la legge quadro di riforma del welfare nel nostro volontariato tra tutela dei diritti e servizi di supplenza; salute e Paese. Si è comunque messo a fuoco il perché dei ritardi, che qualità della vita. continua a pag. 7 Dopo aver pr emesso che per noi del CSV B asilic ata l’ anno europeo de l disa bile è ogni anno e che pertanto non ne prevediamo nessuna chiusura, tant’è che il sesto dei sei incontri è previsto nel mese di aprile e c he inaugur ere mo, nel mese di genna io 2004, a Lauria, nell’area Sud della regione, I I P ia no Soc io- Assistenz ia le 2000/2002 il C e ntr o Doc ume nta z ione Ha ndic ap approvato nel dicembre 1999 dal Consiglio ( CDH) , sporte llo de l CS V B asilic ata a ✔ DA CITTÀ DEI COLORI: Regionale di Basilicata ha incontrato notevalenza regiona le per l’ erogazione di un voli difficoltà lungo il suo percorso attuatiservizio di informazione, documentazione e NOTA SUL VOTO vo, nonostante la sopraggiunta approvazioconsulenza sull’handicap, proviamo a fare ne, nell'ottobre 2000, della "328", la legge AGLI IMMIGRATI un primo bilancio del suddetto percorso quadro per la realizzazione del sistema inteintegrato di sensibilizzazione ed analisi. gr ato di inter ve nti e se rvizi socia li nel Per correttezza metodologica occorre ricornostro Paese. dare gli obiettivi del percorso e verificare se ✔ LA RUBRICA Ispirata ai principi di universalità (l'accesso sono stati raggiunti. Gli obiettivi possiamo a i ser vizi è a per to alla ge ne ra lità de lla sintetizzarli così: “IL MONDO DELLE popolazione), partecipazione e protagoni • favorire approfondimenti ed analisi di tipo smo dei cittadini (diritto a ll'inform azione , MERAVIGLIE ” legislativo e sociale in mer ito alla a ssai carta dei serviz i e valutazione partecipata sca rsa esigibilità de i dir itti da par te dei della qualità) , sussidiarietà orizzontale disabili; (l'ente loc ale provvede alla realizza zione • promuovere una sensibilità più attiva da ✔ BASILICATA PATTUMIERA de i ser vizi insiem e agli organism i non parte della Comunità civile; luc ra tivi di utilità soc iale : coope ra tive RADIOATTIVA? • sviluppare c onsapevolezza e responsabisociali, volontariato, associazioni di promolità nelle istituzioni, pubbliche e private. zione sociale, fondazioni, enti di patronato E LE ASSOCIAZIONI? e Ipab), qualità dei servizi (la riforma proIn merito ai primi due possiamo dirci soddim uove sta ndar d omoge nei sia a livello sfatti: c ’è stata una buona partecipazione strutturale che organizzativo), la legge 328 con un livello di confronto assa i ele vato, ✔ INVITO A MANIFESTARE dà per scontato un approccio sistemico alla del resto il programma di ogni incontro si sua attuazione, a par tir e da ll'analisi dei INTERESSE snodava intorno all’esperienza forte di sog- ALL’INTERNO “I cantieri del Piano Socio-Assistenziale” segue a pag. 2 pagina 2 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 segue da pag.1: “ I cantieri...” bisogni e quindi dalla programmazione degli interventi, fino alla realizzazione e valutazione degli stessi. L'approccio sistemico, tuttavia, dopo tre anni di attese disattese, è ancora lontano dall'orizzonte degli enti locali che dovrebber o "muovere" l'intero sistema attivando, anzitutto, quelle azioni di concertazione e promozione attraverso cui potenziare la capacità propulsiva di tutti gli attori del territorio.Tra questi, volontariato e associazionismo sono da considerare infrastrutture del sistema di Welfare; essi infatti generano senso di cittadinanza, solidarietà, comunità, conoscenza, senso di responsabilità e impegno. Eppure, fin qui, il poco che si è mosso verso l'applicazione della L. 328 e l'attuazione dei piani sociali di zona non si è avvalso del loro contributo. Sono stati estraniati o si sono estraniati? Cosa vorrebbero e potrebbero proporre, dalla loro lettura del territorio, le associazioni di volontariato e quelle di promozione sociale agli amministratori dei loro piani di zona? Quali azioni potrebbero svolgere per rendere il sistema dei servizi sociali sempre più vicino ai cittadini e ai loro bisogni? A questi interrogativi il Centro di Servizio al Volontariato di Basilicata vorrebbe dare risposta attraverso la realizzazione di una ricerca-azione che cercando le ragioni dei ritardi e delle delusioni può costituire, all'interno delle reti associative territoriali, un momento di ri-motivazione, quanto di dialogo e di analisi delle strategie più efficaci per poter affermare, anche con il supporto dei servizi che il CSV Basilicata allo scopo può offrire, un proprio ruolo propositivo e attivo nel ridisegnare il sistema di welfare nei loro territori. "I cantieri del piano socio-assistenziale", così è denominato il progetto della ricerca-azione, prevede lo svolgimento di una serie di incontri, "focus group", per ogni piano di zona, curati da collaboratori del CSV Basilicata. La ricerca-azione, di cui si prevede il termine, con un report finale per ogni ambito territoriale, entro la metà di gennaio e con un report conclusivo per l'intero territorio regionale entro la metà di febbraio, è finalizzato a porre le basi per poter contribuire, con quell'approccio sistemico ancora tutto da costruire, all'elaborazione del nuovo Piano Socio-Assistenziale 2003/2005 della Regione Basilicata e al conseguente lavoro territoriale nei propri piani di zona. Le conclusioni che emergeranno dal lavoro serviranno ad indicare, inoltre, al CSV le vie da seguire ed i servizi da offrire per mettere sempre più il volontariato e l'associazionismo di Basilicata in condizione di poter partecipare attivamente e con un proprio ruolo alla progressiva realizzazione del Welfare partecipato nella nostra regione. Verso un sistema integrato di servizi alla persona: quale rapporto pubblico privato sociale Spunti per una riflessione comune Il 30 e 31 ottobre 2003 si è te nuto a M ate r a, ne lla sa la con ve gni d ell 'AS L n. 4 un se mi nar io n az ion ale pr om osso da ll' AIR S aM sul tema indicato. La brochure conteneva una breve introduzione che riportia mo inte gralmente perché ci consente di meglio inquadrare la tematica e le finalità dell'iniziativa. "Il nodo sul rapporto Pubblico - Privato sociale rappresenta un tema che in qualche modo, accom pagna la storia dell'AIRSaM ( Matera-Reggio EmiliaRoma). Il contesto nel quale ci muoviamo oggi e che riattualizza questa questione fa riferimento alla 328/2000. Una legge che tenta di rispondere alle istanze di rinnova mento maturate in questi anni per uno stato sociale da confermare ma da rinnovare e che riafferma: a) L'imprescindibilità di politiche e servizi alla persona come sistema integrato di risposte personalizzato b) Prevede modalità e procedure partecipative concertate nella definizione dei bisogni e dei servizi localmente inte si e costruiti. In questa prospettiva, riconosce il ruolo e l'importanza del terzo settore e delle cooperative sociali nella proget tazione - gestione di servizi. Delinea forme nuove di rapporto pubblico privato tese a superare logiche di subalternità verso un partnerariato che riconsideri tra l'alto, criticamente le logiche sottese alle gare di appalto. Le questioni riguardano, oggi, ev identemente i Piani Sociali di Z ona elaborati e attuati sove nte con logiche meramente burocratiche, ma si ripropongono negli stessi termini anche nello specifico della Salute Mentale. Permangono distanze fra Sistema Pubblico -Terzo Setto re - Comunità Locali." Alcuni punti fermi della 328/2000 - La 328/2000 è la legge quadro nazionale per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. - Un titolo che già dice molto perché introduce una prospettiva d'innovazione attraverso la nozione di sistema integrato (di interventi e servizi sociali) - Il testo poi traduce questa prospettiva attraverso norme coerenti con le finalità disegnate. Limita tam ente all'art. 1 (pr incipi generali e finalità) si evidenzia: - il riferimento alla costituzione comma 1: "la repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema inte gra to di interventi e servizi sociali …." - gli enti locali comma 3: " la programma zione e l'organiz zazione de l sistema integrato di interventi e servizi sociali compete agli enti locali, alle regioni e allo stato …." segue a pag. 3 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 segue da pag. 2 delle comunità locali. - organismi non lucrativi comma 4: " gli enti locali, le regioni e lo stato, nell'ambito delle rispettive competenze, riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale…" - gestione dei servizi comma 5: alla gestione ed all'offerta dei servizi provve dono soggetti pubblici nonché, in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale…" - partecipazione dei cittadini comma 6 " la presente legge promuove la partec ipazione attiva dei cittadini, il contributo de lle organizzazioni sindacali, delle associazioni sociali …" A partire da questi principi salienti è possibile riscontra re lo sca rto fr a pr atiche attuative messe in campo e ambito formale normativo. Ruolo- compete nz e degli e nti loca li, pra ssi parte cipative , sussidia rietà, c onc ertaz ione , coproge ttazione con i soggetti non lucrativi, politiche e servizi localmente definiti ed attuati risultano nei fatti, slogan deprivati di significato e senso perché non valicati da quei processi imprescindibili pre visti per r innova re una parte significativa dell'attuale stato sociale. Il senso della individuazione dei relatori A par tire da queste criticità (assenza di processi) si è avvertita l'esigenza di confrontarsi con realtà italiane esemplari che hanno messo in atto i proce ssi a uspica ti e pre visti dalla legge e pertanto in grado di offrire sollecitazioni, esper ienze, saperi preziosi per azioni locali migliorative (l'Emilia Romagna, l'Umbria, la Campania). In effetti le aspettative sul piano dei contenuti culturali, procedurali ecc. non sono state deluse per l'elevato spessore dei contributi emersi nel corso dei lavori. Da questo punto di vista il seminario ha riconfermato: - L'impr esc indibilità dell'attivazione di processi partecipativi dal basso per costruire politic he soc ia li adegua te agli eff ettivi bisogni - L'importanza della costruzione di tavoli concertativi. - Il riconoscim ento del ruolo degli enti non lucrativi (3° settore) in un 'ottica di partnerariato con la pubblica amministrazione. - Il superamento di logiche rigide e burocratiche nella attivaz ione e gestione dei proc essi per la definizione dei bisogni e dei servizi da realizzare (la cornice formale è strumento duttile che non ostacola la risposta agli effettivi bisogni dei cittadini). - L'assunzione di responsa bilità dei sogge tti partecipanti aperti al confronto nell'ottica di un comune percorso di formazione e acquisizione di competenze. - Un r uolo motivato, sensibile e competente da parte de gli enti loca li e dei comuni nel coordinamento dei tavoli. - Il superamento delle vigenti logiche di gare di appalto per l'affidamento dei servizi. Criticità locale nella attuazione dei PSZ - Pr eme sso che i psz , in ambito naz iona le r ipropongano la consueta a ttuazione a macc hia di le opar do ( chi si e chi no, chi lo ha interpretato ed attuato correttamente e chi lo ha ridotto a puro adempimento burocratico) la Basilicata ahimè non è fra le regioni che in f ase attua tiva ha c olto e prodotto i principi contenuti nella 328/2000. - Né si voleva utilizzare il seminario per mera denuncia circa il diffuso ritardo nell'avvio di serviz i ritenuti essenziali, l'assenza di tavoli concertativi, il mancato coinvolgimento delle Coop., delle associazioni, del volontariato, dei cittadini ecc. Semai si voleva utilizzare il confronto con altre esperienze per produrre stimoli nuovi, per dirsi "è possibile fare meglio", è possibile correggere il tiro rispetto alle criticità emergenti. In parte questo esito è stato conseguito perché le associa zioni, le coopera tive, gli operatori presenti "portano a casa" un maggior livello di c onsape volez za, conoscenza -compete nz a e voglia di fare che può costituire un’ importante risorsa nella lettura dei piani sociali di zona. Assenza degli amministratori locali Si evidenzia però l'assenza dei sindaci e delle pagina 3 amministrazioni locali che non è passata evidentemente inosservata. Le amministrazioni locali, come noto, sono il soggetto necessario a cui la legge attribuisce rilevanti e specifiche responsabilità nella fase program matoria e gestionale, nel processo di costruzione del sistema integrato di risposte e servizi sociali Art. 6 legge 328 (funzione dei comuni) a) programmazione, progettazione, realiz zazione del sistema locale dei servizi sociali a rete, indicazione delle priorità e dei settori di innova zione attraverso la concertazione delle risorse umane e finanziarie locali, con il coinvolgimento dei soggetti (non lucrativi di utilità sociale). Per le amministrazioni è stata una occasione persa. Occasione pe rsa perc hé i comuni in pr im is ha nno ne cessità formative per acquisire una ampia conoscenza della materia, competenze e c apac ità per padroneggiare uno strumento che se non correttamente interpretato e gestito rischia di produrre guasti irreparabili. Un ruolo pertanto di reale programmazione gestione di politiche sociali c he supe ri l'estemporaneità e l'improvvisazione. La necessità di riaffer mare com e priorità le politiche sociali di comunità e di scongiurare le logiche di impegno emergenziale. La qualità di vita dei cittadini delle comunità va costruita attra verso strumenti programmatori e buone pratiche. Auspichiam o tuttavia che questo confronto possa essere r ecuper ato costruendo appositi ambiti incontro. Noi evidentemente siamo a disposizione e ne ribadiamo impegno e motivazione. Giuseppe Salluce Per informazioni Progetto Popolare Coop. Soc. Via Metaponto, 40 75024 Montescaglioso (MT) tel/fax 0835/200707 E-mail [email protected] --AVVISO-Si invitano le Associazioni e i lettori a collaborare alla redazione del nostro periodico inviando articoli anche corredati di foto o grafici, unitamente al nominativo dell'autore e dell'associazione o Ente di appartenenza. Tutto il materiale dovrà essere fatto pervenire, preferibilmente su floppy o via E-mail (formato Word per i testi, JPG per le foto) alla nostra Redazione entro il giorno 20 di ogni mese. Gli scritti, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La Redazione fa presente che nella scelta degli articoli da pubblicare sarà data precedenza a quelli di più stretta attualità o a quelli che possano rappresentare elemento di discussione e/o di dibattito all'interno del mondo del Volontariato. Onde evitare tagli tecnicamente necessari, si raccomanda comunque di contenere la dimensione degli scritti. pagina 4 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 VOLONTARIATO: UOMINI AL SERVIZIO DELLA SOCIETA' Dal servizio civile alle grandi campagne umanitarie, le possibilità offerte a chiunque, ed in particolare ai giovani, sono infinite. Rubrica Il terzo settore di giorno in giorno conquista nuovi spazi d’intervento, lancia contia cura di nuamente nuove sfide, coinvolge un esercito sempre più nutrito di nuovi soggetti! Pensare che solo nel 1988 il non-profit, i consumi equoiviana aruso solidali, la responsabilità sociale d'impresa, la finanza etica (studente non esistevano o erano alle prime esperienze e non erano assoluuniversitaria) tamente conosciuti al di fuori degli addetti. Certo, c'erano in circolazione anche allora mille e mille associazioni, ma niente di tutto questo era concepito come un sistema d’interesse anche economico. Negli anni '80 gli atti donativi non venivano riconosciuti, anzi sino al 1997 sulle donazioni si pagavano, addirittura, le tasse! …Ad un certo punto, "l'illuminazione"… Il Welfare così come era non reggeva: i suoi costi gravavano molto sulla finanza pubblica rispetto alla qualità e quantità dei servizi effettivamente godibili da parte dei cittadini, ci si comincia a rendere conto, allora, che era insensato se non illogico spendere il 56% dei fondi destinati all'assistenza sociale non per i servizi ma semplicemente per l'apparato burocratico. Ed ecco, quindi, che si è realizzato, purtroppo a macchia di leopardo, che a carenze, inefficienze e deficienze le risposte autoorganizzative della società civile costavano meno alla società da un lato e dall'altro erano addirittura molto più efficaci. Così, nel 1991, con l'unanimità parlamentare, sono state licenziate due leggi fondamentali, quella sul volontariato e quella sulla cooperazione sociale. E nel dicembre del 1997 si è ottenuta finalmente una legge che riconosce la dimensione economica e di pubblica utilità dell'atto donativo. Oggi pensare alla nostra società senza considerare anche il terzo settore è diventato innaturale. Basti pensare a cosa sarebbe, tanto per fare un esempio, la gestione delle emergenze e del pronto soccorso senza il servizio delle ambulanze affidato, un po' ovunque, quasi del tutto ai volontari; oppure ancora, a come sarebbe ridotta la già malconcia ricerca medico-scientifica senza le organizzazioni non-profit capaci di ottenere donazioni da milioni di cittadini. Si potrebbe continuare all'infinito: immigrati, infanzia, ammalati, anziani, senzatetto, tossicodipendenti, orfani, invalidi e sono solo alcune delle questioni affrontate dal mondo del volontariato. Attualmente ci sono, sempre per citarne un esempio, 10.000 organizzazioni non-profit impegnate nella sanità con 320 mila volontari. E senza tutto questo, la sanità si ridurrebbe a un mero sportello che, in una prospettiva per così dire "positiva", somministrerebbe cure o terapie senza avere alcuna capacità nello stabilire relazioni umane. Anche l'ISTAT nel 2001 ha pubblicato un dato statistico che sottolinea il ruolo ormai determinante di questo settore: nell'agosto 2001 le istituzioni non-profit attive su tutto il territorio nazionale sono 221.421, circa 6.000.000 di aderenti con quasi 630 mila lavoratori e con un fatturato di oltre 38 miliardi di euro. Dati questi che equivalgono a un peso sul nostro PIL pari all'1,6% e al 15,1% sull'occupazione nei servizi di pubblica utilità. A parte tutti questi numeri, che al pari potrebbero sembrare riduttivi, si può, oggi, affermare con assoluta certezza che il terzo settore è sempre più un modello, un problem solving, un avamposto efficace, utile, efficiente e sempre presente della collettività, in grado di ascoltare in silenzio e insieme di agire in maniera diretta e risoluta. Il non-profit va considerato come un vero PARTNER, un partner giovane, nuovo, molto motivato, combattente, aperto a continue battaglie e per questo decisivo e coraggioso. Tutto il volontariato non ha più un ruolo marginale o da attore secondario ma da protagonista quasi sempre vincente. E molti giovani lo hanno già capito. Infatti a metà degli anni '90 soltanto 6 corsi universitari erano dedicati al management nel non-profit, oggi, invece, i corsi con l'aggiunta di master e corsi di perfezionamento sono 153! Alcuni casi sono rappresentati dall'Università di Forlì, dove è possibile laurearsi in Economia delle Imprese Cooperative con l'aggiunta di un master in Fund Raising. Per non parlare della Sda della Bocconi dove è attivo un master in Management delle Aziende Cooperative, più una laurea in Management per le Aziende non-profit o il corso di laurea in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace dell’Università della Calabria. Come è possibile notare, quindi, le Università, avvertita l’importanza del settore, avviano corsi di studio finalizzati a migliorare la competenza solidale, il mondo sta cominciando a trasformarsi in una grande impresa sociale e chissà che questo sia il primo passo per la creazione di una società un po' più civile, un po' meno egoista, più disponibile alle diversità, meno concentrata su se stessa o forse una società semplicemente più SOLIDALE. pagina 5 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 NOTA SUL VOTO AGLI IMMIGRATI dall’Associazione “Città dei Colori” I l centro immigrati di Potenza "Città dei Colori" ha prodotto nell'anno in corso sei numeri di un suo bollettino. Il n° 4 del 19 maggio aveva un articolo dal titolo "Genova per noi"; in poche righe si raccontava dell'aspra battaglia condotta dal sindaco Pericu e dalla maggioranza in Consiglio Comunale per introdurre nello Statuto il diritto di voto per gli immigrati residenti in città. Il n°6 del nostro bollettino usciva in data 16 settembre tutto dedicato al voto agli immigrati del Comune di Genova. Infatti in quella settimana la questione era posta all'ordine del giorno per l'approvazione in Consiglio. Il bollettino riportava anche uno schema di adesione all'iniziativa e di solidarietà nei riguardi del sindaco Pericu da sottoscrivere ed inviare all'A.R.C.I. di Genova. Infatti, era stata proprio questa associazione a promuovere, insieme ad altre, una campagna a favore del voto agli immigrati, subito fatta propria dal sindaco e dai partiti genovesi del centrosinistra. Non abbiamo insistito più di tanto nella diffusione del numero 6 del bollettino perché dopo qualche giorno il Consiglio Comunale di Genova ha approvato il voto agli immigrati. Fin qui la cronaca. Una cronaca purtroppo molto povera. Infatti, se si esclude il quotidiano di Genova "Il Secolo XIX" e le pagine locali di altri giornali, di tutta questa ricca e significativa esperienza ligure nessuno ha parlato. Eppure il dibattito in città era stato molto aspro; soprattutto Alleanza Nazionale si era spesa contro il voto agli immigrati con una durezza inaudita e con una raccolta di firme che incitava alla xenofobia. Subito dopo, però, comincia una cronaca succosa e per l'occasione la stampa nazionale non ha lesinato fiumi di inchiostro. L'on. Fini, leader di Alleanza Nazionale, intervenendo in un convegno promosso dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, aveva dichiarato la sua disponibilità all'approvazione di una legge che concedesse il voto amministrativo agli immigrati. Il Comune di Genova scrive nel suo Statuto il voto agli immigrati e la notizia passa inosservata. L'esponente più rappresentativo del partito che aveva fatto le barricate contro questa norma si limita a dichiarare una semplice disponibilità, e fa tanta notizia. Ed aggiungiamo per fortuna che ha fatto notizia tanto da costringerlo a presentare immediatamente un disegno di legge. Non ci risulta che a qualche giornalista sia passata per la mente l'idea che il voto del Consiglio Comunale di Genova e l'intervento al C.N.E.L. avessero un qualche collegamento. A Genova il Consiglio Comunale non aveva espresso un'opinione, ma aveva creato un precedente; a questo punto sarebbe stato inutile, velleitario e controproducente intestardirsi in una sterile opposizione; l'on. Fini ne prende atto e molto opportunamente fa di necessità virtù candidandosi alla paternità della proposta. Il centrosinistra a livello nazionale se ne è lavate le mani lasciando il Sindaco Pericu e la sua maggioranza al proprio destino. Neanche Nanni Moretti ha trovato un po' di tempo per organizzare a Genova una delle sue giostrate, eppure la Liguria è la patria della palla a nuoto. Per quanto ci riguarda, Città dei Colori avrà tanti difetti, ma non è arrivata fino al narcisismo da attribuirsi dei meriti per aver sostenuto il diritto di voto agli immigrati. A dir la verità registriamo più di una frustrazione. La prima nel dover constatare la miseria degli organi di informazione. La seconda nel dover prendere atto della timidezza della sinistra politica che si è fatta anticipare da Fini: di magra consolazione è la constatazione che la C.G.I.L. ed il suo segretario Epifani da Le idee forti vengono tempo si sono impegnati per il voto agli immigrati. Ma dove ci preme riflettere è su come si è arrivati al voto del Consiglio Comunale di Genova. da lontano e resistono Certamente il Sindaco Pericu ha dei meriti che nessuno può disconoscere: ha avuto il coraggio di al tempo, contrariamente sfidare i tentativi di linciaggio della destra genovese ben sapendo che nessun partito amico avrebbe inviato rinforzi da Roma. ai pensieri deboli Ma per capire la tenacia ed il coraggio della sinistra all'ombra della Lanterna, basterebbe riveed ai partiti leggeri dere le foto, ormai ingiallite, di piazza De Ferraris nel luglio 60 quando la città, medaglia d'oro alla Resistenza, insorse contro il vecchio partito di Fini contrastando il Battaglione Padova della Celere inviato dalla vecchia DC. Le idee forti vengono da lontano e resistono al tempo, contrariamente ai pensieri deboli ed ai partiti leggeri. Infine, va sottolineato che a Genova la partita non si è giocata soltanto dentro il Consiglio Comunale. Quando Alleanza Nazionale è scesa nelle piazze a raccogliere firme xenofobe, non è riuscita nel suo intento intimidatorio perché l'A.R.C.I. e tante altre associazioni, sia di immigrati che di genovesi, avevano ampiamente informato l'opinione pubblica. Ed è una lezione per noi di Città dei Colori: non che pretendessimo che il Consiglio comunale di Potenza imitasse Genova, ma dobbiamo pur chiederci del perché, quando abbiamo cercato di parlare di Genova e del voto agli immigrati, nessuno ci ha aperto una porta. Eppure dalle nostre parti c'è tanta società civile registrata in qualche albo. Eppure, anche se qui non c'è piazza De Ferraris, qualche pagina di storia la nostra regione pure l'ha scritta: Matera e Rionero nel 43, Montescaglioso nel 49 e Venosa nel 56. Mimmo Guaragna Coordinatore di "Città dei Colori" “ ” pagina 6 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 La sez ione AI PD di Mater a, dom enic a 12 ottobre 2003, in occasione della giornata nazionale della persona down, è scesa in piazza per sensibilizzare la cittadinanza sul problema del down e della sua famiglia. I n armonia c on que lli che sono gli obiettivi principali dell'associazione, cioè favorire il pieno e completo sviluppo sociale e mentale dei bambini con la Sindrome di Down, diffondere tutte le infor mazioni iner enti la malattia, promuovere e favorire lo studio e le rice rche sulle cause e sui fattori di rischio, la sezione di Matera, nella persona del presidente Geltrude Pote nza, ha indetto nelle scuole ele mentari e superiori della provincia, un concorso così articolato: - Per la scuola elementare :"Segni del diverso Segni dell'uguale Una sola identità"; - Per la scuola media di I e II grado: "Un po' del mio tempo lo dedico a te". Ai vincitori del concorso, nel corso della manifestazione, sono state assegnate targhe, coppe e assegni come riconoscimento della partecipazione e della sensibilità mostrata nei confronti dei loro amici diversamente abili. "12 ottobre 2003 … Giornata ricca di emozioni, soprattutto per i nostri ragazzi che hanno vissuto tale giornata con grande enfasi. Dai loro sguardi, dal loro modo di far e, di comportarsi, di agire si capiva benissimo c he era no felic i, spruzzavano gioia da tutti i por i. Durante tutta la gior nata, hanno collaborato nella distribuzione di opuscoli informativi e sacchetti di legumi secchi per la raccolta fondi. Era emozionante vederli coinvolti e partecipi ad un avvenimento così importante: quello di una giornata tutta dedicata a loro. Ricordo i loro sorrisi, i loro volti allegri quando ballavano in piazza Vittorio Veneto dietro le note meravigliose di un gruppo musicale, gli RP32, che hanno suonato gratuitamente per renderli felici. A loro, ai nostri figli, anche se con un cromosoma in più, piace ballare come tutte le persone di questo mondo. Come mamma di una Persona Down posso affermare che sono Persone Speciali con qualcosa in più non solo un cromosoma". L'associazione Italiana Persone Down ringrazia la comunità Materana per la solidarietà dimostrata con l'acquisto di tutti i sacchetti contenenti legumi secchi . Questo ci ha permesso di raccogliere circa euro 2.000,00 che sono serviti per coprire le spese di tutta la manifestazione. Quello che si voleva era diffondere un messaggio: dimostra re che le Persone c on Sindrom e di Down costituiscono una importante risorsa per l'umanità. Risorsa umana con qualcosa in più. Nel corso della giornata sono stati assegnati attestati di merito ad alcuni esponenti politici quali il Presidente della Regione Basilicata ,il Sindaco del Comune di Matera a il Presidente della Provincia di Matera e ad alcuni esponenti della C omunità Materana per essersi distinti per solidarietà e condivisione alle problematiche del Down. Si ringrazia della presenza alla Manifestazione di sua Eccellenza ELIO PRIORE, Prefetto di Matera e del dott. Saverio Calia, Presidente dell'Unione Industriali della Provincia di Matera. Encomiabile è stato il gesto di solidarietà del gruppo che ha suonato senza compenso per il concerto organizzato in Piazza Vittorio Veneto a Matera. Geltrude Potenza Presidente A.I.P.D. I Premio assegnato per il concorso: “Un po’del mio tempo lo dedico a te” Non ti conoscevamo, né conoscevamo il tuo sguardo; né conoscevamo la tua voce squillante con cui ci davi il Buongiorno e con cui ci porgevi le tue semplici, ma ripetitive domande; né capivamo come riuscivi a dimostrarci il tuo immenso affetto; né capivamo il tuo modo di fare, così "semplice". Sei sempre riuscito a mimetizzarti tra di noi, a farti accettare, e noi, ti abbiamo sempre accettato, anche se c'era qualcosa, che ci rendeva un po' diversi. Tanti sono i giorni trascorsi insieme, tante le risate, tanti i guai in cui solo noi eravamo coinvolti, e tante le volte in cui le tue giustifiche hanno preceduto le nostre. Per questo in noi, rimarrà per sempre una traccia di te: "sulle nostre bocche il tuo nome, nei nostri pensieri la tua immagine, nel nostro cuore, TU". (Francesca Greco e Rossella Brizio Scuola Media Statale di Montescaglioso - III E) Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 pagina 7 segue da pag. 1: “Disabilità... Qualcosa di muove” risiede, secondo i convenuti, nella innovatività della legge stessa che dà per scontati una serie di cambiamenti culturali che richiedono invece tempi più lunghi: cultura de lla sussidiarietà, orizzontale e verticale, capacità di fare concertazione territoriale da parte delle Amministrazioni locali, la presenza di re ti operative nel volontariato e nel terzo settore, ecc. Il CSV, che non si dà per vinto, si è impegnato, in proposito, ad a ttivar e progetti e perc orsi aff inché si possano colm are pr im a possibile alcune delle lacune del contesto sopra evidenziate. Dopo aver messo a fuoco il nodo problematico dell’inserimento lavorativo e quello del sistema integrato dei servizi, il 19 novembre si è affrontata l’analisi dello sta to dell’arte del sistema scolastico e formativo per i disabili, quello che, sec ondo le esigenze delle famiglie di disabili, dovrebbe fornire i presupposti per far coincidere il progetto di vita di ogni disabile c on il proprio cur ricolo scolastico e formativo. Qui la mancata presenza dell’Assessore regionale competente, impegnato a Scanzano Ionico per l’urgenza delle scorie nucleari, ha privato l’inc ontro di quelli che il CSV definisce gli impegni della Comunità civile ed istituzionale di Basilicata. S ono c omunque sta te portate a conosc enza alcune positività di rilievo: un regolamento della Provincia di Potenza, Ufficio Istruzione, per favorire l’integrazione scolastica degli alunni delle scuole superiori della provincia, che prevede il finanziamento dei PEI (progetti educativi individualizzati), da parte dell’Ufficio Istruzione della stessa Provincia; le recenti frontiere culturali percorse dall’I.R.R.E. Basilicata sul tema dell’integrazione scolastica dei disabili che, sulla base dell’imperativo “insegnare la compr ensione”, ritiene fondamentale uscire dal modello organizzativo che fa perno quasi esclusivamente sull’insegnante di sostegno per far attraversare tutto il curricolo dell’alunno disabile e il team dei suoi insegnanti dall’etica della comprensione. Sono poi eme rse le esigenze e i punti di vista de lle famiglie dei disabili che insieme alla vasta ma confusa gamma di opportunità prevista dalle diverse leggi e circolari, illustrate dall’esperto, ci ha dato conferma della necessità di implementare nel CSV una Commissione di lavoro sulla disabilità, costituita da organiz zazioni ed a ssocia zioni di volontariato impegna te su questo tema. Compito della C om missione di lavoro dovrà esse re quello di effettuare analisi ed elaborare proposte e strategie d’azione, politiche e tecniche, a favore dei disabili. Impegno del CSV Basilicata verso la Commissione è quello di assicura re supporto logistico e strumentale, consulenza giuridica e progettuale, interventi formativi mira ti ed altre iniziative di divulgaz ione dei la vori della Commissione al fine di rendere sempre più esperte e propositive le organizzazioni di riferimento. Il bilancio di questi primi tre incontri, se ci si adopera tutti per l’ effettiva realizzazione delle azioni e degli impegni previsti, si può definire sostanzialmente positivo. Mettiamoci al lavoro! pagina 8 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 BASILICATA PATTUMIERA RADIOATTIVA? E LE ASSOCIAZIONI? Davvero la Basilicata dovrà ottemperare al proposito legislativo che la considera deposito ultimo delle scorie radioattive italiane? Pare di sì a giudicare dalla decisione assunta dal Governo italiano con il Decreto Legge n° 314 del 14 novembre 2003. Ovviamente noi Lucani avremmo qualcosa da obiettare ed infatti, mentre chiudiamo il giornale, sono in corso nella nostra regione manifestazioni di protesta civile ma esplicita, fino a trasformarsi in azioni concrete di dissenso quali i blocchi alle principali arterie stradali del territorio. Ma accanto al dissenso va progressivamente prendendo piede l'idea che vadano costruite a pieno le ragioni per argomentare il rifiuto della proposta governativa. Tali ragioni si costruiscono con il confronto e l'esercizio del ruolo che ciascun attore sociale esercita nella comunità. Evidentemente la scelta di stoccare il materiale radioattivo in un contesto specifico non è una semplice opzione che può influenzare i percorsi di sviluppo locale, quanto piuttosto rappresenta un radicale cambiamento che stravolge il destino della comunità residente. Se così è nessuno può infilare la testa nella sabbia, ma ciascuno è chiamato ad esprimere le proprie opinioni e contribuire alla crescita di percorsi che sappiano coniugare il senso di opposizione con una volontà propositiva ed uno spirito critico. Le associazioni di volontariat o sono indiscut ibilm ente at tori importanti nello sviluppo della "polis" ed il loro contributo appare determinante nella definizione dei criteri di convivenza. In un momento come questo il volontariato, punta sensibile ed attenta della società civile, non può non manifestare le sue idee, i suoi propositi ed è importante che tali contributi possano essere scambiati per divenire patrimonio comune. Così come è giusto che le associazioni sostengano, laddove lo ritengano, la protesta anche organizzativamente. Riteniamo dunque che sia opportuno sostenere l'espressione di idealità, la segnalazione di iniziative e la diffusione di proposte attraverso i nostri strumenti informativi (rivista e sito web) e pertanto invitiamo le associazioni a far sentire la loro voce. La Basilicata intera è in piazza, in mezzo a mille anche le associazioni di volontariato! IL V° CONGRESSO REGIONALE DELLA LEGAMBIENTE DI BASILICATA Si è tenuto Dome nic a a Potenza il V° congresso re gionale della Legambiente di Ba silicata, in pr eparazione del congresso nazionale che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 Novembre prossimi. Il Congresso, programmato da mesi, ha coinciso con un momento particolarmente difficile per la Basilicata, sottoposta in questi giorni ad un attacco durissimo, visto il rischio che si profila all'orizzonte con l'imposizione, per decreto, del sito unico nazionale di smaltimento dei rifiuti radioattivi, che trasformerà la Regione Basilicata nella pattumiera di tutti i rifiuti radioattivi d'Italia. Il congresso, ape rto dalla relazione del Presidente uscente Gianfranco De Leo, ha visto la partecipazione di esponenti di partiti, sindacati ed enti locali, che hanno voluto dare il loro contributo alla discussione ed all'approfondimento dei temi posti dalla relazione stessa. I delegati, con un ampio dibattito, hanno approfondito le tematiche sviluppate nel documento congressuale regionale e la questione di Scanzano, entrata prepotentemente nel dibattito interno all'associazione, ed hanno gettato le basi dell'azione politica dell'associazione per i prossimi quattro anni. E' stato eletto il nuovo Comitato Direttivo Regionale che ha indicato Marco De Biasi come nuovo Presidente Regionale dell'Associazione, Pio Acito come Vice Presidente ed Antonio Lanorte come Direttore Regionale. Gianfranco De Leo, dopo undici anni di impegno alla guida dell'asso- ciazione in Basilicata, continuerà la sua attività in Legambiente con un incarico a livello nazionale. Il congresso stesso ha visto modificare l'ordine dei lavori prefissati: inizialmente previsto a Potenza ha visto la realizzazione di un secondo momento a Scanzano Jonico conclusosi con una assemblea pubblica aperta ai cittadini, intervenuti numerosissimi, che ha rappresentato un momento di approfondendo delle questioni relative all'individuaz ione nell'area del sito na zionale di stoccaggio dei rifiuti nucleari. All'appuntame nto di Scanzano hanno parte cipato il Pre sidente della Regione Basilicata arch. Bubbico, parlamentari, consiglieri regionali, rappresentanti delle istituzioni locali, associazioni sindacali ed imprenditoriali, tanti cittadini che hanno voluto dare il loro contributo alla discussione. I lavori congressuali sono stati conclusi da Francesco Ferrante, Direttore generale Legambiente, che ha annunciato la realizzazione di una manifestazione nazionale della Legambiente da organizzare a Scanzano per il prossimo 13 Dicembre. La Legambiente si impegnerà a realizzare il massimo coordinamento con le altre associazioni nazionali, le associazioni sindacali, le organizzazioni agricole, i rappresentanti delle istituzioni, le organizzazioni professionali, le centrali cooperative, le associazioni di categoria, per dare vita ad una grande manifestazione, aperta al contributo di tutti e che veda la partecipazioni dei cittadini e delle organizzazioni di altre regioni italiane. Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 pagina 9 La Festa dei Popoli Il 25 ottobre, così come è tradizione da molti anni, si è svolta la festa di integrazione di giovani, donne, uomini e bambini di diverse etnie che vivono a Matera per motivi economici o perché fuggono da guerre o regimi dittatoriali, persecuzioni politiche e religiose. La festa, che si era sempre svolta nella sede dell'Associazione Tolbà in Via Santo Stefano, con balli, cibi e canti dei paesi di origine dei migranti, quest'anno si è svolta presso il CEA (Centro di Educazione Ambientale) di Jazzo Gattini, nel Parco della Murgia Materana. Questa iniziativa rientra nella consolidata collaborazione fra Tolbà ed i soci di Legambiente sul tema dei migranti. La festa ha improvvisamente rivoluzionato la vecchia "spannd" di Jazzo Gattini, attualmente allestita a sala conferenze ed espositiva del CEA. Nel pomeriggio, presso il Belvedere, si sono riuniti molti bambini, italiani e stranieri, che hanno fatto volare i loro aquiloni costruiti a casa o a scuola o presso i centri diurni, dando colore e gioia all'austero panorama murgiano. In serata, le famiglie si sono intrattenute fra danze, musiche ed una chiacchierata foriera di nuove amicizie diversamente difficili da realizzare, gustando cibi più o meno simili a quelli della nostra tradizione. Sono previste anche altre feste, sempre nell'area della Murgia. È stata la prima volta che la festa si è svolta fuori dalla sede dell'associazione Tolbà: è come se, finalmente, la presenza di queste persone diventasse, nella nostra società, una novità curiosa e ricca di possibilità di scambi culturali e non solo un "problema" di cui occuparsi, con un atteggiamento di emergenza e delegato alle associazioni di volontariato per l'assistenza. Una bella serata, come ce ne dovrebbero essere tante, anche per cambiare quel fenomeno di convivenza pacifica della comunità locale con quelle albanesi, kossovare, croate, senegalesi, cinesi…. senza tuttavia vere occasioni di incontro e scambio in grado di scardinare l'affiorante apatia che di questi tempi può trasformarsi in sospetto. "Feste di popoli" è una serie di iniziative che vedrà coinvolti materani e migranti in azioni festose, ma anche di impegno per la promozione del coinvolgimento e della partecipazione attiva e consapevole alla vita di comunità diverse dalle nostre. Inoltre questa iniziativa potrebbe inserirsi nel quadro delle azioni promosse dal Comune di Matera per dare corpo ed avvio alla Tavola della Pace sostenuta da un forum di associazioni della nostra città. Nei giorni 25 e 26 ottobre 2003, si è svolto, nella piazza principale di Matera, un evento tanto affascinante quanto "improponibile": la "Prima Festa della Caldarrosta", in una scenografia che non ha eguali come il palcoscenico avvolgente del centro storico di Matera. La manifestazione è stata organizzata da un'associazione culturale di recente costituzione, "Matera Le Piane", che ha visto la luce il 6 ottobre 2003, grazie al supporto del CSV Basilicata che ha fornito assistenza legale e fiscale per la redazione dell'atto costitutivo e dello statuto. Il CSV Basilicata ha inoltre, nell'ambito delle sue competenze, fornito una assistenza qualificata al gruppo dei volontari al fine di orientarli nella individuazione dell'oggetto sociale, delle finalità statutarie e soprattutto della comprensione del "ruolo" che l'associazione deve assumere nel contesto sociale. L'evento è stato patrocinato dalla Presidenza del Consiglio della Regione Basilicata e dai Comuni di Matera e Melfi (quest'ultimo istituì già dal 1960 la Sagra della Varola). Il neonato circolo socio - culturale si è detto molto orgoglioso per aver avuto la possibilità di duplicare nella nostra città tale manifestazione con ottimi risultati, sfatando i dubbi di coloro che consideravano questo evento poco adatto alla nostra cittadina per la diversità della morfologia e della flora del territorio materano rispetto a quello del Vulture. Sono state circa 3.000 le persone che hanno voluto degustare l'eccelsa varietà di castagne, il "Marroncino di Melfi", per il quale oggi si attende il marchio I.G.P. ed i sublimi vini, lo storico Agliano d.o.c. del Vulture ed il neo promosso Terre d'Alta Val d'Agri d.o.c. E poi ancora paste caserecce, dolci, confetture fatte con farina di castagne e miele di castagno. Il tutto in stands tipo capannoni di montagna, ornati con fronde di castagno e profumi delle varole, (enormi e tipici contenitori bucherellati nei quali vengono cotte al fuoco le castagne), che hanno deliziato gli olfatti dei partecipanti. L'atmosfera di quei due giorni è stata allietata dalla musica di un coinvolgente gruppo pop materano e dai divertenti giochi proposti da qualche saltimbanco. La Festa della Caldarrosta, dunque, è stata un'occasione di divertimento e di riscoperta degli usi e delle testimonianze del passato, grazie all'aiuto di valide guide turistiche che hanno accompagnato gli interessati in una passeggiata nel centro storico. Il risultato finale non può non suscitare caparbietà da parte negli organizzatori del circolo ed in particolare nel vicepresidente Vincenzo Montemurro e nel presidente Pasquale Sportello che, sfidando le ritrosie iniziali, si impegnano a ripetere esperienze simili. pagina 10 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 L’Associazione “dolceMente” A Matera, il 24 ottobre 2003 presso la sala convegni del rep. Geriatria dell'Ospedale "Madonna delle Grazie", si è svolta la seconda assemblea generale dei soci iscritti all'Associazione "DOLCEMENTE" Alzheimer Matera (Progetto Lucano Creatività e Invecchiamento). A questa associazione di volontariato onlus che ha sede proprio presso l'Unità di Geriatria, aderiscono le famiglie in cui almeno un componente soffre di demenza. Ideata e voluta fortemente dal dr. Alfredo Cinnella, responsabile del servizio di Neuropsicogeriatria e Studio delle Demenze (annesso all'Unità di Geriatria) questa associazione si propone così come punto di riferimento del territorio e al contempo come cerniera fra questo e l'ospedale, rafforzandone lo stretto rapporto. L'associazione riceve l'incondizionato ed entusiastico sostegno di tutto lo staff geriatrico (medico, infermieristico e ausiliario) per aiutare le famiglie a risolvere i numerosi problemi, di diversa natura e anche con aspetti non strettamente sanitari, legati alla malattia demenziale. L'associazione, giuridicamente costituita e in via di iscrizione all'Albo Regionale del Volontariato, opera prevalentemente nella provincia di Matera, ma vi aderiscono pure gli iscritti della vicina Puglia e anche del Lazio (il più assiduo collaboratore e referente degli amici laziali è il reverendo don Mario Delle Fave, della Diocesi di Montecassino). Ciò a significare la volontà di "dolceMente" di interagire in modo costruttivo e collaborativo con forze e realtà di altre zone geografiche. L'assemblea, che ha visto una affollatissima adesione, è stata aperta dal dr. Cinnella che ha anzitutto ringraziato gli intervenuti e poi lo staff geriatrico per la sensibile e fattiva collaborazione. Egli ha proposto per l'avvenire di organizzare riunioni annue dell'assemblea allargate a esperti sulla demenza, per un confronto sulle pratiche svolte e sui contenuti scientifici. A questo proposito è stato costituito un Comitato tecnico-scientifico presieduto dallo stesso Cinnella, esperto sull'argomento e con esperienze in merito condotte all'estero, coadiuvato dalla dott.sa Vincenza Palmieri, psicologa e docente presso l'Università di Basilicata, e dal dott. Agostino Cascone, responsabile del Servizio Regionale di Genetica. Il dr. Cinnella ha riportato i risultati locali delle tre commissioni specialistiche multidisciplinari U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) della Regione Basilicata e i risultati nazionali emersi durante i lavori del convegno sulla demenza svoltosi recentemente a Venosa, dove opera un'U.V.A. territoriale. In Regione esistono poi due U.V.A. ospedaliere, una presso il "San Carlo" di Potenza e l'altra presso la "Madonna delle Grazie" di Matera. Alfredo Cinnella ha anche esposto i costi, i problemi sociali, bioetici e giuridici legati alla demenza, la quale può manifestarsi in diversi modi e con tipologie diverse. Ha informato l'assemblea riguardo agli aspetti giuridici; fra l'altro con l'Associazione collaborano tre legali (Avv. Assunta De Cesare -amministrativista-, avv. Di Taranto -penalista-, e avv. Dell'Acqua -civilista-). Secondo i dati nazionali è affetta da demenza il 7% della popolazione ultrasesantacinquenne e la mappatura effettuata finora dal dr. Cinnella conta circa 200 persone malate nella provincia di Matera; purtroppo, ha rilevato che le proiezioni basate sui dati nazionali fanno supporre che nella provincia di Matera (con 200.000 abitanti) ci siano circa 1.800 malati, cioè un numero 9 volte maggiore rispetto ai malati a lui noti. Fra i programmi dell'Associazione, ha concluso il dr. Cinnella, vi sono 1) corsi di formazione per operatori addetti all'assistenza qualificata specificatamente dedicata a questi malati e ai loro familiari 2) l'avvio di attività per prevenire e rallentare il decorso della malattia 3) la stesura di una mappa dei soggetti a rischio di demenza. Ha altresì auspicato l'opportunità di una collaborazione con l'Associazione Down, infatti per la popolazione delle persone affette da questa sindrome il rischio di andare incontro a demenza, a causa di fattori genetici, è superiore e l'incidenza della malattia è pertanto significativamente maggiore che non nella popolazione generale. Il dr. Vito Gaudiano, direttore sanitario della ASL di Matera, nel suo breve e puntuale intervento, ha affermato che "l'Associazione supera i confini di questa Azienda sanitaria e di questa provincia e ha dei contenuti con altissimo valore di solidarietà". Ha porto il suo saluto e il suo sostegno anche il dr. Salvatore Tardi, Direttore della Unità di Geriatria, il quale ha accolto di buon grado e incoraggiato questo progetto . Molti interventi hanno messo in risalto quanto sia drammatico e sconvolgente convivere con un parente stretto che soffra di demenza. Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Teresina Cerreta moglie di un pastore evangelico ammalato, della sig.ra Annamaria Dell'Edera che si fa carico della mamma malata, dell'ing. Nicola Bruno che assiste con premura la moglie, della sig.ra Marilena Centola di Tricarico che ha dovuto confrontarsi con questo problema anche a Milano e del signor Iasiuolo alle prese con la malattia della suocera. Sono anche intervenuti, ciascuno nel proprio ambito, l'avv. Dell'Acqua e l'assistente sociale sig.ra Fornabaio. Dal dibattito è emerso che uno dei problemi più pesanti e urgenti per i familiari è quello dell'assistenza sociosanitaria quotidiana, dal momento che la demenza comporta per la famiglia un carico di lavoro e uno stress molto elevati, tanto da mettere a dura prova a volte la stabilità stessa delle famiglie; queste ricorrono frequentemente all'aiuto da parte di assistenti slave, in una società come la nostra che si avvia ormai a diventare una comunità multietnica, con tutte le relative problematiche. Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 Una citazione a parte merita la Presidente dell'Associazione, sig.ra Vincenza Salerno due volte provata dalla tristissima, massacrante e onerosa esperienza, la quale ha sottolineato quanto sia importante stabilire un dialogo con (e fra) i parenti dei malati con demenza e ha rivolto un pressante invito ai loro familiari affinché superino il blocco causato da un senso di vergogna che si prova a parlarne; "è importante -ha concluso- sconfiggere il senso di pudicizia e di ritrosia per meglio fronteggiare la malattia e aiutare a sopravvivere a essa e a convivere con i malati, però con la partecipazione attiva di tutti". pagina 11 La sig.ra Teresa Di Marzio, caposala della Geriatria ha distribuito ai presenti un questionario il cui contenuto consentirà di comprendere meglio i bisogni degli utenti. Taranto, l'arch. Tonia Russo, don Mario delle Fave. Il compito dei rapporti con gli Enti morali, con altre associazioni e con le famiglie è affidato a Domenico Troìa. La serata si è conclusa con l'inaugurazione uffiI componenti del Comitato Esecutivo dell'As- ciale della sede associativa, aperta a tutti coloro sociazione, oltre alla citata Presidente Salerno, che ne avessero bisogno o che volessero collasono Vincenzo Postiglione (vicepresidente) e borare. Un ringraziamento va alla ditta "PanforCosimo Losito (tesoriere esperto di contabilità naio" di Miglionico che per l'occasione ha informatica). voluto offrire ai presenti i suoi tradizionali Fra i collaboratori più assidui, Annamaria Basi- taralli all'olio. le (consigliera), l'ing. Nicola Bruno (consigliere), il dott. Luciano Bernetti (consigliere e rapAntonio Lomele presentante degli iscritti pugliesi), Filippo Di Addetto stampa "dolceMente" Chiunque abbia bisogno può rivolgersi ai seguenti indirizzi: Segreteria "dolceMente" 0835 243156 dalle 10 alle 12 E-mail [email protected] fax e sito web in via di allestimento dott. Alfredo Cinnella 0835 243255 (stanza Geriatria), 329 6121680 (cell.) ing. Nicola Bruno 0835 310423 (abitazione). pagina 12 Volontariato 2000 Basilicata - Anno 3 num. 8 novembre 2003 Gentili Volontari, attingendo alla mia esperienza di solidarietà nell'organizzazione di Volontariato di cui sono socia attiva da oltre un decennio, credo di poter immaginare che sia capitato tante volte anche a Voi, nello svolgimento del Vostro impegno solidale e soprattutto nella programmazione delle attività della Vostra associazione, di pensare: " il fenomeno sembra grave, tuttavia chissà quali sono i dati reali e le sue ricadute sulle problematiche connesse; in questo momento ci vorrebbe proprio una buona ricerca ma i nostri volontari sono già tanto impegnati, di più non possono fare, e poi per fare la ricerca ci vogliono metodo scientifico e capacità professionali! Eppure, non sarebbe fuori luogo anche il nostro apporto!!" A questa Nostra esigenza e a quella di dotare il Volontariato di Basilicata di una banca dati sulle diverse tipologie di disagio che causano malessere ed esclusione sociale nelle Nostre comunità locali, Gentili volontari, il CSV Basilicata ha inteso rispondere, proponendoVi l'Invito a Manifestare Interesse (IMI), pubblicato sulla Comunicazione n° 6, inviata a tutti Voi. L'IMI riguarda, infatti, una ricerca partecipata per conoscere il disagio nelle sue diverse forme, articolazioni e connessioni territoriali. Un'azione di sistema che consentirà a tutte le organizzazioni una programmazione delle proprie attività e dei propri progetti più adeguata alle esigenze del contesto, nonché una più qualificata partecipazione alla stesura dei piani socio assistenziali di zona del prossimo anno, nel rispetto della concertazione territoriale prevista dalla L. 328/2000. Per presentare più dettagliatamente gli obiettivi della ricerca, promuovere l'interesse a partecipare alla sua realizzazione e cogliere i Vostri suggerimenti e le Vostre aspettative abbiamo previsto i seguenti cinque incontri territoriali: Lagonegro: 3 dicembre 2003 dalle 17:00 alle 19:00 Policoro: 16 dicembre 2003 dalle 11:00 alle 13:00 Melfi: 9 dicembre 2003 dalle 17:00 alle 19:00 Potenza: 11 dicembre 2003 dalle 17:00 alle 19:00 Matera: 13 dicembre 2003 dalle 11:00 alle 13:00 Per informazioini sulla sede degli incontri riferirsi al CSV Basilicata. Non mancate, è un' opportunità di lavorare in rete, costruiamola insieme. Tina Paggi - Direttore CSV Basilicata VOLONTARIATO INTERNAZIONALE L'Auser nazionale cerca volontari per la realizzazione dei seguenti progetti: PAKISTAN a) IL PROGETTO RICHIEDE L'IMPEGNO DI DONNE CON BUONA COMPETENZA DI TAGLIO E CUCITO; obiettivo: dare capacità professionali nei campi profughi; b) DONNE CON COMPETENZE NELLA CONSERVAZIONE DEI CIBI obiettivo: dare la possibilità di conservare prodotti alimentari, per evitare sprechi che poi si ripercuotono sulle difficoltà generali di alimentazione; c) VOLONTARI/E CHE ABBIANO COMPETENZE NEL TAGLIO DELLA PELLE obiettivo: preparare/formare dei " tagliatori ". I laboratori si svolgeranno nella città di Peshawar, non nei campi VOLONTARIATO 2000 BASILICATA profughi. Reg. Trib. Potenza n.272 del 22.2.2000 Periodo di permanenza almeno un mese - Non è indispensabile conoDirettore: Mario Sarli scere la lingua inglese. Direttore Responsabile Angelomauro Calza KRAGUIIJEVAC - SERBIA Redazione: Tina Paggi, Antonio Di Stefano SI RICHIEDONO VOLONTARI/E CON UN MINIMO DI ESPEVanessa Nicoletti, Pasqua Parrella, RIENZA NELLA COSTITUZIONE E GESTIONE DI CENTRI Clementina Rettino SOCIALI ANZIANI Segreteria: Carmela Vaccaro obiettivo: Contribuire alla realizzazione ed alla gestione di un Centro Tel. 0971 273152 0971 274477 - 0835 346167 Sociale Anziani in collaborazione con il Sindacato Pensionati UGS fax 0971 275477 Nezavisnost di Kraguijevac E-mail: [email protected] Tempo di permanenza almeno 15/20 giorni sito internet: www.csvbasilicata.it I volontari saranno accompagnati da interpreti. Stampa:Centro Grafico Rocco Castrignano c.da San Donato - ANZI (PZ) Chi fosse interessato e volesse candidarsi può contattare distribuzione abb. post. Art.2 comma 20/C l'Auser Regionale, anche al num di cell. 347/5754524 L.662/96 DC/DCI/5/5/2000 Aut.N.0057/PZ numero chiuso il 26/11/2003