Agenzia Club Med Voyages Piazza Solferino, 2/b tel. 011 562 33 00 [email protected] Torino Rotary novembre 2012 N° 10 20312032 20312032 Allegato a Rotary Novembre n. 10 2012. Registrazione Tribunale di Milano n. 89 dell’8/3/1986 Dir. Responsabile: Andrea Pernice Una pubblicazione per i Rotariani del Distretto 2031 e del Distretto 2032 Direzione e Redazione: via Giuseppe Verdi, 1 - 24121 Bergamo Coordinatore editoriale: Silvano Balestreri E-mail: [email protected] - [email protected] Agenzia Club Med Voyages Piazza Solferino, 2/b tel. 011 562 33 00 [email protected] Torino Lettera di Novembre Lettera di Novembre Dovere Rotariano è l’impegno a servire al di là di ogni interesse personale Grazie alla Fondazione i Club fanno grandi cose e aiutano chi ha bisogno C ari Presidenti e Segretari di Club Cari e care Rotariani, Rotaractiani ed Interactiani, Novembre è il mese della Rotary Foundation e, nell’assoluto rispetto delle regole, il 27 ottobre scorso si è svolto, così come annunciato, nella prestigiosa cornice della Cittadella di Alessandria, il seminario congiunto dei distretti gemelli 2031 e 2032 dedicato alla R.F. Grazie cari Amici del 2032! Ricordo che il 9 marzo 2013 avrà luogo a Biella il successivo seminario congiunto su Leadership ed Espansione. Vi aspetto tutti. Intanto si rende opportuno qualche aggiornamento. Siamo ad un momento nodale dell’Anno Rotariano 2012-2‐ 013, pieno di realizzazioni e di progetti. Mentre sta maturando quanto ho già annunciato in precedenza, sabato 6 ottobre ho partecipato a Caselle alla conviviale conclusiva del Tour delle Dimore Sabaude organizzato dal Presidente Peter Hesse e dal Rotary Club Ciriè Valli di Lanzo con un successo veramente grande, ripetendo quanto già avvenuto negli anni precedenti. Mi complimento anche perché con questa iniziativa il Rotary ha anticipato quanto si pensa di organizzare a livello istituzionale. Proprio il giorno successivo l’inserto culturale “Domenica” de “Il Sole 24 Ore” pubblicava un articolo di Silvia Bernardi sulle difficoltà alla realizzazione del progetto di un unico polo delle dieci reggie sabaude. Cito l’articolo per la frase espressiva, in termini Rotariani, certo non pensati dall’autrice: “Quando il denaro non gira servono genialate risparmiose, meglio ancora se a costo zero, che portino iniezioni vitaminiche nelle casse dove non risuona moneta”. Ma certo! Dovere Rotariano, beninteso non soltanto nei tempi di crisi, è l’impegno a servire con la propria operosità al di sopra ed al di là di ogni interesse personale. Un esempio è d’obbligo. Nel quadro delle attività distrettuali per la Fondazione Medicina a Misura di Donna, Onlus tesa alla umanizzazione delle strutture ospedaliere, sabato 22 settembre le famiglie Rotariane del RC Susa Val Susa, con il Presidente Piero Villata, hanno curato la ripulitura ed il riordino dei giardini e degli ingressi su via Ventimiglia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino. A favore della medesima Onlus è stato ideato il service delle penne Aurora con la firma del Maestro Michelangelo Pistoletto già annunciato nella Lettera di Ottobre e di cui si parla in altra pagina nel tabloid (l’articolo Firma della Solidarietà è a pagina 2). Ho intanto visitato i due terzi dei Club del Distretto, con gioia, soddisfazione e positivo ed emozionante inserimento nelle loro compagini, tanto da aver avuto spesso modo di ritornare in favorevoli occasioni successive. È materialmente impossibile citare qui tutte le attività e tutti i services comuni o di singoli Club e dei Rotaract che cercherò di render noti nel presente e nei successivi numeri di questi fogli. Qui mi preme far conoscere, per il suo interesse generale, la realizzazione ed il completamento del Giardino Sensoriale del Rotary Club Settimo Torinese presso il Jolly Hotel di Volpiano. È una struttura che ospita a turno giovani con handicap gravi dei comuni del territorio per risvegliare, quando tecnicamente possibile, attraverso la stimolazione di alcuni dei sensi umani, olfatto, vista, udito e tatto, le afferenze dei loro sistemi di comunicazione. L’11 ottobre è poi stato siglato l’accordo tra la Commissione Talassemia e la Federazione Italiana Medici Pediatri per la distribuzione della Newsletter mensile a tutti i pediatri italiani. Queste sono alcune notizie ed aggiornamenti sulla operosità del Distretto 2031 nel concretamento del tema annuale del Presidente Internazionale Saguji Tanaka “La pace attraverso il servizio”. Per un primo bilancio ci vedremo in molti, almeno così mi auguro, ai prossimi appuntamenti nazionali ed internazionali. C ari amici, siamo a Novembre ed il Rotary International vuole che questo mese sia dedicato alla Rotary Foundation. La Fondazione nasce nel 1917, quando l’allora Presidente del R.I. avanzò la proposta di istituire un fondo di dotazione Rotariana, destinato ad opere utili sul piano assistenziale, educativo ed in altre vie di servizio a favore della collettività. Da allora di strada la Fondazione ne ha fatta tanta, ed è diventata l’ente che permette ai Club di realizzare i loro programmi nel campo umanitario e dell’interesse pubblico. A San Diego, durante l’ultima Assemblea, il Presidente Internazionale Tanaka ha nuovamente richiamato l’impegno di tutti noi Rotariani a sostenere la Fondazione e la motivazione di questo richiamo è semplice: grazie al sostegno che abbiamo dato alla Fondazione fino ad oggi siamo stati in grado di operare grandi cose nell’aiutare chi ne ha bisogno. E questo sforzo per sostenere la Fondazione, che per noi è stato in ultima analisi un gesto non particolarmente gravoso, ha significato tanto per coloro che hanno beneficiato dei nostri interventi. Significa tanto per ognuna delle persone toccate dai programmi sostenuti ogni anno dalla Fondazione - per i bambini poveri che vanno a scuola, per le famiglie che hanno perso tutto in una catastrofe, per le comunità in cui mancano servizi igienici, acqua potabile e cure mediche. Significa tanto per i due miliardi di bambini che vivono ora liberi dalla poliomielite. Grazie al lavoro che la Fondazione ha contribuito a sostenere, cinque milioni di casi di paralisi e più di 250.000 decessi da poliomielite sono stati evitati. Quello della lotta alla Polio è un capitolo a parte nella storia della Fondazione e merita due parole in più: come è stato recentemente scritto “Basta così poco” a fare la storia con l’eradicazione della paralizzante malattia della poliomielite una volta e per sempre. Oggi siamo in quella che, speriamo, sarà l’ultima fase della lotta contro questa malattia. Siamo ormai giunti ad un bivio: il numero di casi non è mai stato così basso, il numero dei Paesi ancora affetti non è mai stato inferiore, il momento per battere la polio è adesso. Fino ad ora solo il vaiolo è stato debellato, e faremo di nuovo storia sconfiggendo per sempre la polio. Ma per avere un mondo libero dalla Polio è necessario fare ancora un ultimo sforzo, ed è necessario che una volta di più i Rotariani dimostrino la loro volontà di impegnarsi in questa causa che tanti risultati ha raccolto finora. Tornando a parlare in termini generali della Fondazione, oggi siamo davanti ad una svolta molto importante nel suo modo di operare, siamo ad un momento di cambiamento epocale: dall’inizio del prossimo anno verrà infatti reso esecutivo il modello Visione Futura. Alla Visione Futura, al suo funzionamento ed a quanto viene richiesto al Distretto ed ai Club per prepararsi al cambiamento abbiamo dedicato una serie di incontri nel mese di settembre e l’intero pomeriggio del seminario sulla Fondazione alla fine di ottobre. Adesso dobbiamo tutti adoperarci per mettere in pratica quanto ci è stato presentato, spiegato e richiesto al fine di qualificare Distretto e Club ed essere pronti a mettere in pratica quanto è necessario con le tempistiche stabilite. Avremo così la possibilità di operare in un modo più semplice ed efficace, e a favore di chi ne ha bisogno in modo più immediato, per essere quegli “operatori di pace” che il Presidente Internazionale auspica siano tutti i Rotariani. Un caro saluto a voi tutti. La “rivoluzione” della Future Vision: più efficienza per servire meglio P iù efficienza, per servire meglio. È stato questo il leit-motiv del Seminario interdistrettuale della Rotary Foundation che si è svolto sabato 27 ottobre ad Alessandria nella suggestiva Cittadella, simbolo glorioso di storia patria. Hanno aperto i lavori Lorenzo Morandi, presidente del RC Alessandria, i Governatori dei Distretti 2031 e 2032, Pierluigi Baima Bollone e Paolo Biondi, il sindaco di Alessandria Maria Rita Rossa. Enrico Raiteri e Remo Gattiglia hanno fatto il punto sulla Rotary Foundation a livello internazionale e distrettuale e illustrato la “rivoluzione” della Future Vision. Bartolomeo Berello, Silvia Miglietta, Andrea Lucchini e Guglielmo Valobra hanno relazionato sullo Scambio gruppi giovani e sulla sfida della Polio Plus. Il bilancio del Distretto 2030, illustrato dal Past Governatore Antonio Strumia e dal tesoriere Mario Busso è stato approvato per acclamazione. Con la Visione futura, la Fondazione offre due tipi di sovvenzioni: sov- venzioni distrettuali e sovvenzioni globali. Le sovvenzioni distrettuali consentono a Club e distretti di rispondere ai bisogni immediati delle comunità locali e internazionali. I distretti possono richiedere annualmente fino al 50 per cento dei FODD disponibili per una sovvenzione, oppure possono utilizzare meno del 50 per cento e applicare l’importo di FODD rimanente a PolioPlus o a una sovvenzione globale. Il Distretto si occupa di gestire e distribuire i fondi per finanziare le attività sponsorizzate da Club o Distretto, incluse le squadre di formazione professionale, le borse di studio e i progetti di servizio umanitario, purché queste attività rientrino nella missione della Fondazione. Le sovvenzioni globali consentono di partecipare ad attività più strategiche, ad alto impatto con il supporto della Fondazione, da 15.000 a 200.000 USD. Queste sono sovvenzioni ideate per finanziare progetti umanitari di maggiore portata, squadre diformazione professionale e borse di studio con risultati sostenibili e misurabili in una o più aree di intervento. Club e distretti possono creare i propri progetti per le sovvenzioni globali o sponsorizzare sovvenzioni predefinite sviluppate dalla Fondazione Rotary insieme ai suoi partner strategici. Il Piano di Visione vuole realizzare la missione della Fondazione rendendola più dinamica ed efficace. Il piano si prefigge di: semplificare i programmi e le procedure della Fondazione per renderli più coerenti con la sua missione; concentrare gli interventi umanitari nelle aree in cui essi potranno avere il massimo impatto, secondo le priorità stabilite dai Rotariani; offrire programmi che permettano di realizzare obiettivi nazionali e internazionali; aumentare il senso di responsabilità a livello distrettuale e di Club dando un maggiore potere decisionale ai distretti; aumentare la comprensione dell‘operato della Fondazione Rotary e migliorarne l’immagine pubblica. Insomma: più efficienza per servire meglio. Sommario 2 Il ministro Fornero al RC Casale Monferrato 3 Viale designato consigliere della Zona 12 4 Convention Lisbona: fado e torno 5 Il progetto Mama Ti ‘Ngo 11 Il Rotaract e la nascita di nuove imprese 2032 Rotary 2031 20312032 2 La Firma della solidarietà I l Distretto Rotary 2031, in collaborazione con uno dei principali protagonisti sulla scena della cultura internazionale, promuove un service a favore della Fondazione Medicina a Misura di Donna onlus che si dedica all’umanizzazione degli ospedali e alla cura della donna, ed è attualmente impegnata in lavori strutturali nell’area di terapia e preservazione della fertilità in pazienti oncologiche dell’Ospedale S. Anna di Torino. Si tratta di un’iniziativa di alto valore etico e simbolico, legata alla firma del Maestro Michelangelo Pistoletto, personalità di punta dell’arte contemporanea italiana nel mondo, consistente in una speciale tiratura limitata di penne Aurora, da lui generosamen- te autografate È ideata, promossa e sostenuta dal Distretto Rotary 2031, in un progetto di rete che coinvolge tutti i Club, ed è interamente destinata alla raccolta fondi a favore della Fondazione. L’operatività Rotariana è fedele interprete dell’indirizzo del Presidente Internazionale Sakuji Tanaka, «La pace attraverso il servizio». È un idealevissuto sul piano intimistico del contrasto ad ogni forma di privazione e sofferenza. L’intervento èspecificamente modulato in riferimento alle aree di intervento nella cura delle malattie e nel sostegno della salute materna e infantile sul piano della prevenzione, della terapia e del supporto ai luoghi di ricovero. Servizio Rotariano, altissima espressione d’arte e struttura sanitaria d’eccellenza sono così unite in un oggetto di alta tecnologia a simboleggiare la complessità di una iniziativa di grande validità e con importante ricaduta sociale sul nostro territorio. Michelangelo Pistoletto è uno degli artisti tra i più importanti nel panorama nazionale ed internazionale: inoltre attraverso la “Città dell’Arte - Fondazione Pistoletto”, svolge un’intensa attività per mettere l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale, al fine d’ispirare e di produrre una trasformazione responsabile della società mediante idee e progetti creativi. Tra le sue più recenti creazioni, spicca l’estesa opera di land art denominata ‘Terzo Paradiso’ e realizzata in una radura del Bosco di San Francesco ad Assisi (www.pistoletto.it). Sue opere sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei d’arte moderna e contemporanea, tra i quali: MOMA, New York; Guggenheim Museum, New York; Beaubourg, Parigi; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Museo d’Arte Contemporanea Seul; Contemporary Art Museum, Toyota; MMuseo Reina Sophia, Madrid; MACBA, Barcellona; Smithsonian Institute Hirschhorn Museum, Washington; Museo d’Arte contemporanea, Rivoli; Tate Modern, Londra. Ha partecipato a nove edizioni della Biennale di Venezia (1966, 1976, 1978, 1984, 1986, 1993, 1995, 2003, 2005) e a quattro della Documenta di Kassel (1968, 1982, 1992, 1997). La firma della solidarietà del Rotariano Michelangelo Pistoletto, Socio del RC Valle Mosso si carica di ulteriori significati sino a coincidere temporalmente con il progetto internazionale del Re-Birth-day. L’Artista l’ha varato recentemente, eleggendo il 2012 ad anno della ri-Nascita. In questo progetto saranno realizzati numerosi eventi in tutto il mondo che si vengono a collocare nel segno simbolo del Terzo Paradiso, ideato dall’Artista come un cerchio inscritto nella linea dell’infinito. Esso allude alla necessità di unire arte e vita per trovare nuovi equilibri tra natura e artificio. Una grande oper-Azione collettiva di happening creativi, condotta con il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e l’Ufficio Educazione di Cittadellarte che ha già coinvolto il S. SERATA DEL 22 OTTOBRE Il Ministro Elsa Fornero al Rotary Casale Monferrato Le riflessioni di un tecnico impegnato a riformare l’Italia M attinata in Assolombarda a Milano, poi a Torino, pomeriggio a Nichelino e serata - qui più distesa e amichevole - a Casale Monferrato. Il Ministro del Lavoro Elsa Maria Fornero è intervenuta al Rotary Club di Casale presieduto da Emanuele Giachino lunedì sera a palazzo Treville sul tema “Riformare l’Italia: riflessioni di un Ministro tecnico”. Riflessioni seguite con grande attenzione dai Soci Rotariani, Socie del Soroptimist Club presieduto da Tiziana Rota, dai numerosi ospiti e dalle massime autorità, dal prefetto Romilda Tafuri al vice questore vicario Alessandra Faranda Cardella e da molti giovani del Rotaract, studenti o neo laureati di economia. A loro, in un momento della serata, il ministro si è rivolto proprio per spiegare la reale frase pronunciata a Milano e “completamente travisata” dal giornalista che l’ha raccolta: “prima i giovani potevano scegliere, oggi non lo possono più fare e devono prendere la prima occasione che capita per entrare subito nel mondo del lavoro evitando di essere choosy”. La traduzione in schizzinosi, in giornata, aveva fatto il giro delle agenzie di stampa. L’intervento di Elsa Fornero, accompagnata dal marito Mario Deaglio, “il mio Mario” per distinguerlo dal Presidente del Consiglio Monti, anch’egli professore univer- sitario, editorialista e già direttore de Il Sole 24 Ore per tre anni, si è svolto in un clima disteso e amichevole dopo una giornata che aveva fatto registrare le aspre contestazioni a Nichelino. Così il ministro ha potuto raccontare la sua esperienza al Governo, le difficoltà di un tecnico catapultato in un mondo che ha riti inusuali per chi ha sempre lavorato in imprese private. Elsa Fornero è stata anche membro del consiglio di amministrazione di Buzzi Unicem e mantiene un forte legame con la città di Casale. Nonostante la pesantissima giornata e una sveglia che l’attendeva da lì a poco per ritornare a Roma, Elsa Fornero ha abilmente parlato a braccio ed è apparsa sempre “molto meglio di persona che in tv” come spesso le dicono. Non si è sottratta a domande scomode e ha fatto, finalmente dopo una delle giornate più difficili, un largo sorriso quando il presidente Emanuele Giachino le ha donato la rosa Monferrato, creata dal famoso ibridatore londinese David Austin: “oggi non sembra in buone condizioni, sembra un po’ all’Italia, ma a maggio si riprenderà e fiorirà con belle rose di un rosso vivo che ricorda i nostri ottimi vini”. “E a maggio – ha replicato il Ministro – me la godrò anche di più…” la conferma che non accetterà richieste di ricandidature. Anna con quattro grandi pitture murali realizzate da pazienti e personale ospedaliero. Grazie a queste immagini alcuni ambienti sono ri-Nati nel segno del Terzo Paradiso. Il risultato dell’azione internazionale sarà parte di una grande mostra che l’artista avrà al Louvre nella prossima primavera. Vi invito tutti a partecipare a questo service regalandovi e regalando per Natale la “Penna Michelangelo Pistoletto”. Il Governatore del Distretto 2031 ringrazia gli Sponsor che hanno collaborato all’organizzazione, alla promozione e che sostengono e promuovono questa iniziativa: il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, il Gruppo Bellucci di Torino, Novaria Restauri di Novara, Aurora di Settimo. Un doveroso grazie alla Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano Stura che cura gratuitamente tutte le operazioni bancarie inerenti a questo progetto. Titti Baima Bollone 2032 Rotary 2031 20312032 3 Neurochirurgo di fama internazionale, Past Governatore del Distretto 2030 e fondatore della Collana storica Rotariana Giuseppe Viale proposto come consigliere della Zona 12 La designazione comunicata da Evanston ai Governatori Baima Bollone e Biondi I l Past Governatore Giuseppe Viale, del Rotary Club Genova, è in dirittura di arrivo per il prestigioso incarico di Consigliere del Rotary International, per il biennio 2014-2016, della Zona 12. La designazione, ufficializzata dal rapporto della Commissione di nomina, è stata inviata ai Governatori dei Distretti 2031, Pierluigi Baima Bollone, e 2032, Paolo Biondi, dal segretario generale del Rotary International John Hewko. In base alle istruzioni ricevute da Evanston e secondo quanto stabilito dal Regolamento del Rotary International, i Governatori Baima Bollone e Biondi hanno disposto la pubblicazione della lettera sul Tabloid Distrettuale. Giuseppe Viale è professore emerito di Neurochirurgia già Direttore della struttura di San Martino a Genova. Laureato all’Università di Genova, si è formato professionalmente a Colonia, in Germania. Chiamato, a soli 35 anni, ad assumere la direzione dell’Istituto della Clinica neurochirurgica dell’Università di Sassari, ha diretto successivamente la Divisione di Neuro-traumatologia e l’Istituto di Clinica Neurochirurgica dell’Università di Genova, ricoprendo le rispettive cattedre. È stato coordinatore di programmi internazionali di ricerca in Neurochirurgia e Neuropatologia in associazione a enti scientifici di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Svizzera e visiting professor e visiting scientist presso università di Stati Uniti, Germania, Francia, Svizzera, Svezia e Polonia. Parla perfettamente tedesco e inglese. Come Rotariano è stato presidente del suo Club, RC Genova, Governatore del Distretto 2030, e con la cura dello scienziato, che Il RYPEN, RotaryYouth Programam of Enrichment, è un programma sponsorizzato dal Distretto Rotary rivolto a studenti Interact e non, di età compresa fra i 14 e i 18 anni. In questo divertente fine settimana gli studenti conoscono nuovi amici, ma è anche un’importante opportunità per svolgere una serie di attività volte ad aumentare l’ autostima, lo sviluppo della leadership e delle “competenze di vita” per aiutarli ad affrontare le sfide di un futuro molto competitivo . Allo stesso tempo, i partecipanti sono invitati a interagire con i coetanei di diversa provenienza e a migliorare la loro capacità di lavoro di gruppo. Tutto questo è svolto in un’atmosfera informale, dove domande e dibattito sono incoraggiati. La candidatura deve essere presentata e sponsorizzata da un Rotary Club padrino, che deve compilare la scheda contenente i dati personali, accompagnata da alcune righe di presentazione del partecipante. Per i ragazzi minorenni è indispensabile l’autorizzazione scritta firmata dai genitori. 2013 - 6° EDIZIONE Un progetto dei distretti Rotary 2031 e 2032 A cura del Rotary Club Gavi-Libarna CONOSCERE PER CRESCERE Comunicare è facile, difficile è farsi capire Dalla religione alla comunicazione e comportamento etico 1-2-3 Marzo 2013 Hotel Villa La Bollina Serravalle Scrivia (AL) In collaborazione con il Distretto Interact 2030 ha contrassegnato la sua carriera professionale di medico e docente, ha affrontato la Storia del Rotary. Ha creato, infatti, il Fondo distrettuale per gli Studi storici del Rotary. Ha curato, coordinato ed è coautore dell’opera “Il Rotary in Italia”. È curatore della “Collana storica Rotariana”, che ha già realizzato nove volumi. Al Rotary Zone Institute, svoltosi a Milano nell’ottobre dell’anno scorso, il Board Director Elio Cerini ha presentato l’opera di Giuseppe Viale “A glance at a forgotten Rotary”, nono numero della Collana Storica Rotariana, che ricostruisce i primordi della vita Rotariana sulla base dei documenti d’archivio venuti alla luce, grazie alla paziente ricerca di Viale. Il Governatore statunitense del Distretto 6450, David W. Templin, ha poi consegnato al Presidente Barry Axler del Rotary Club Number One di Chicago copia dell’opera a testimonianza del contributo dato da quello che è giudicato un “great work” alla diffusione della conoscenza dei fondamenti del Rotary, dei quali il Club di Chicago, depositario da sempre di documenti essenziali, è diventato in epoca recente consapevole custode. La Zona 12 del Rotary International, per la quale Viale è stato nominato quale consigliere dalla Commissione comprende, oltre all’Italia, Francia, Malta e San Marino. Silvano Balestreri ROTARY INTERNATIONAL Evanston, 15 ottobre 2012 Ai Rotary Club della Zona 12 Rapporto della Commissione di nomina del Consigliere del Rotary International Gentili Rotariani, secondo quanto stabilito al comma 12,020* del regolamento del RI, la Commissione di nomina del Consigliere RI per la Zona 12 ha nominato, quale consigliere per il 2014-2016, Giuseppe Viale, Socio del Rotary Club di Genova, Italia, il quale ha dichiarato di essere disposto e in grado di assumere V incarico qualora venisse eletto ufficialmente. Il Presidente del RI provvedere a dichiarare il 1° dicembre 2012 il Rotariano Giuseppe Viale quale unico consigliere nominato per la Zona 12, se nel frattempo non saranno state accolte candidature alternative. Per proporre una candidatura alternativa, un Club della zona è tenuto a presentare al Governatore del proprio Distretto una risoluzione firmata dal presidente o dal segretario e intesa a riproporre la candidatura di un Rotariano il cui nome era stato precedentemente proposto alla commissione di nomina* II Governatore, in occasione del congresso distrettuale o mediante una consultazione per corrispondenza, chiede ad ogni Club di appoggiare o meno la risoluzione. Se la risoluzione viene appoggiata dalla maggioranza dei Club, il Governatore la trasmette al Segretario generale del RI entro e non oltre il 1° dicembre 2012, insieme a tutte le copie delle lettere d’appoggio. Il Segretario generale provvedere a preparare quindi una scheda indicante la scelta della commissione ed eventuali altri candidati appoggiati dalla maggioranza dei Club del Distretto. La scheda sarà inviata a tutti i Club della zona entro il 31 dicembre 2012. Desidero inoltre richiamare la Vostra attenzione sulla sezione 10,060. del Regolamento del RI, che dichiara: “A nessun Rotariano è consentito impegnarsi in campagne elettorali, farsi propaganda o svolgere attività elettorali in vista di una carica in seno al RI né permettere ad altri di svolgere simili attività a suo favore; così pure, non potranno essere distribuiti o fatti circolare da parte di un Rotariano o a suo nome - a Club o a Soci di Club - opuscoli, pubblicazioni, lettere e qualsiasi altro materiale propagandistico, al di là di quanto sia stato espressamente autorizzato dal Consiglio centrale”. Pertanto, qualsiasi candidato che promuova, direttamente o indirettamente, la propria candidatura mediante attività e iniziative improprie viola il Regolamento del RI e non sarà più idoneo ad essere nominato. John P. Hewko Segretario generale del Rotaiy International ANNA OLIVERIO FERRARIS Chi manipola la tua mente Interclub con Anna Oliverio Ferraris Professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza di Roma I l Presidente del Rotary Club Torino Castello, Adriana Castagnoli, ha posto la formula della riunione “interclub” alla base del suo progetto di gestione del nuovo Anno Rotariano. Anche se il percorso renderà certamente oneroso l’impegno della presidenza e dei dirigenti del Club, per la difficoltà di concordare una data di incontro, nel rispetto di calendari differenti e di reperire la sede capace di accogliere il maggior numero di partecipanti, la Presidente ritiene che il frequente incontro con gli altri Club del territorio possa trasformarsi in uno strumento atto a favorire conoscenze ed amicizie ed a creare rapporti di collaborazione duraturi che permettano di disporre di maggiori competenze e risorse per lo sviluppo dei progetti di servizio. Nel rispetto di questo nuovo indirizzo, lunedì 24 settembre 2012, il Rotary Club Torino Castello ha proposto il suo primo incontro interclub ai Rotary Club Torino Val Sangone, Torino Europea, Torino Collina e all’Inner Wheel Club Torino Castello, al quale ha anche invitato, in rappresentanza del Distretto 2031, il Segretario Distrettuale Armando Prandi e la sua gentile consorte Marisa. Più di cento i partecipanti, tra Rotariani ed amici, e, già durante l’aperitivo, si tracciavano i primi accordi di collaborazione attiva sui specifici progetti. Dopo la cena la professoressa Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, direttrice della rivista degli psicologi italiani “Psicologia Contemporanea” e professore ordinario di Psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma, ha proposto un argomento di grande attualità: “Chi manipola la tua mente”, un’accurata analisi che mostra come, con sempre maggiore frequenza, la società moderna sia emotivamente dipendente dai modelli proposti dai media. Già Aristotele distingueva due tipi di retorica, quella onesta e quella scorretta: una cosa è convincere con validi motivi, fornendo alla controparte tutti gli elementi per valutare lucidamente e liberamente, un’altra è, invece, fornire informazioni incomplete e lavorare su emozioni, fragilità e debolezze delle persone. Oggi, in tutto il mondo occidentale, sull’esempio degli Stati Uniti, persuasori occulti, manipolatori di professione, studiano la psicologia collettiva per tenerla sotto controllo e sfruttarla, condizionando i comportamenti delle masse con interventi scientifici e sistematici. I metodi autoritari, le minacce o la violenza che si usavano un tempo per forzare la nostra volontà vengono sostituiti da dialettica, seduzione, persuasione e suggestione. Esistono una serie di vere e proprie “trappole” che vengono utilizzate per interpretare un fatto e giungere a conclusioni che a volte portano fuori strada: “lo dice un esperto, quindi sarà vero”; “chi usa parole difficili è colto”; “se costa caro deve essere di qualità”; “se ci sono dati, tabelle e statistiche, un discorso è fondato”. Ma poi si scopre che l’esperto non è esperto, ma soltanto un “attore” preparato a convincere attraverso un suo fascino, usando dati e tabelle appositamente creati. Il sistema si sta diffondendo a macchia d’olio. Gli stessi meccanismi che vengono impiegati per vendere un prodotto o un programma televi- sivo vengono ripresi per valorizzare un personaggio politico, un partito, un “logo”, per dar forza ad un punto di vista. Così i nuovi politici si procurano una vera e propria équipe di esperti della comunicazione, agenti, addetti stampa, curatori di immagine, che consigliano, tengono i rapporti con i media, curano l’agenda giornaliera e settimanale del personaggio, si occupano dei sondaggi, diffondono notizie più o meno “addomesticate”. Che fare? Invece di assorbire passivamente i messaggi bisogna sempre chiedersi chi li invia, con quale obiettivo, se la fonte è attendibile. E’ bene servirsi di più fonti di informazione e confrontarsi con gli altri. Bisogna approfittare delle nuove tecnologie, che ovviamente, se ben gestite, possono esserci molto utili. E’ importante imparare ad individuare i trucchi e le trappole. Enrico Mastrobuono Rotary Club Torino Castello 2032 Rotary 2031 20312032 4 Convention a Lisbona: fado e torno L’ appuntamento sembra ancora lontano (giugno 2013) ma mai come quest’anno l’evento della Convention internazionale impone una programmazione molto anticipata. Il fatto è che, dopo anni di appuntamenti internazionali organizzati in paesi lontani, la prossima Convention si svolgerà “a due passi”, in Portogallo, quindi è prevedibile una massiccia partecipazione dei Rotariani europei ed italiani. E siccome le strutture alberghiere della capitale lusitana non sono tantissime (soprattutto quelle di un certo livello) è indispensabile che chi è interessato a partecipare invii l’adesione con largo anticipo. Il Governatore Baima Bollone ha capito che non c’è tempo da perdere, ed infatti già negli incontri con i Club tenutisi questa estate ha lanciato il messaggio, ed il Distretto ha prontamente avviato l’organizzazione di un viaggio che consenta di raggiungere due obiettivi: visitare alcuni tra i luoghi più belli ed affascinanti del Portogallo e trascorre qualche giorno nell’atmosfera eccitante della Convention. Il programma è stato articolato su tre livelli: uno “completo”, con partenza da Torino il 18 giugno, un tour attraverso tutto il paese da Oporto a Lisbona con tappe nelle località principali sotto il profilo storico, culturale e turistico (vedi dettaglio nel box) e la partecipazione ai lavori della Convention dal 23 al 26 giugno, con rientro a Torino il 27 giugno, ed un altro “ridotto” comprendente il Tour del Portogallo ed un rientro anticipato il martedì 25 giugno; un terzo, infine, interamente concentrato sui lavori, con soggiorno solo a Lisbona dal 22 giugno al 27 giugno. Il tour completo prevede dieci giorni di permanenza in Portogallo dal 18 al 27 giugno, con cinque giorni a Lisbona per consentire non solo di partecipare ai lavori della Convention, ma anche di vivere la vivace capitale. Il tour “Soloconvention” prevede la partecipazione solo al “cuore” dell’evento, cioè la Convention ed i convegni ad essa collegati. Si tratta di un’occasione importante (come ben sanno coloro che hanno partecipato almeno una volta ad una Convention del Rotary International) per rendersi conto della vivacità del Rotary, della concretezza dei suoi programmi, dell’importanza delle sue attività in tutti i paesi del mondo. Un’occasione anche per confrontarsi (grazie alla “Casa dell’amicizia” che ospita centinaia di stand di argomento Rotariano) con altri amici, conoscere i loro service, prendere spunti per nuove iniziative anche in comune, gettare ponti da un continente all’altro in nome della pace e della solidarietà che caratterizzano, specie quest’anno, il programma del Rotary International. I dettagli sul programma sono inseriti nel sito www.rotary-2031.it e possono essere richiesti anche al sottoscritto (responsabile dell’organizzazione per il Distretto 2031) mentre le iscrizioni debbono essere comunicate all’agenzia organizzatrice, la Promotur di Torino ([email protected]) Tel. 0113018888 Fax 0113091201. Partecipare vuol dire rafforzarsi nella convinzione che essere Rotariani è motivo di grande soddisfazione, constatando che si fa parte di un’organizzazione che contribuisce in maniera concreta ed efficace a risolvere tanti casi di disagio nel mondo: perché dunque esitare e non iscriversi subito? Vemo nos em Lisboa! Una serata di fado a Lisbona La torre Belem a Lisbona Gianluigi De Marchi Responsabile organizzazione Lisbona 2013 Distretto 2031 011841103 - 3356912075 [email protected] IL "GRAN TOUR DEL PORTOGALLO" DATA 18 giugno Torino-Oporto 19 giugno Visita di Guimaraes e dintorni 20 giugno Visita di Oporto e trasferimento a Coimbra con visita ad Aveiro 21 giugno Visita di Coimbra e Conimbriga 22 giugno Trasferimento a Lisbona con visita di Leiria, Batalha, Alcobaca ed Obidos 23 giugno Al mattino, partecipazione alla Convention; pomeriggio libero, cena con altri Distretti italiani e/o stranieri (in corso di definizione) 24 giugno Partecipazione ai convegni; in alternativa, visita a Sintra 25 giugno Partecipazione ai convegni; visita guidata di Lisbona 26 giugno Partecipazione ai convegni e tempo libero nel pomeriggio 27 giugno Mattinata libera e rientro a Torino E’ possibile anticipare il rientro al 25 giugno, in questo caso il costo è pari ad E 1.560 TOUR "SOLOCONVENTION" DATA 22 giugno Torino-Lisbona; pomeriggio libero 23 giugno Al mattino, partecipazione alla Convention; pomeriggio libero, cena con altri Distretti italiani e/o stranieri (in corso di definizione) 24 giugno Partecipazione ai convegni; in alternativa, visita a Sinora. Possibilità di rientro a Torino in serata. 25 giugno Partecipazione ai convegni; visita guidata di Lisbona 26 giugno Partecipazione ai convegni e tempo libero nel pomeriggio 27 giugno Visita guidata di Lisbona e rientro a Torino Costo: E 938. E’ possibile anticipare il rientro al 25 giugno (con il gruppo precedente), in questo caso al momento non è possibile quantificare il costo. Visite al Politecnico di Torino col Governatore e il Rettore Cari amici, siete invitati a visitare il Politecnico per conoscere in modo mirato le eccellenze dei suoi dipartimenti e centri di ricerca. A guidarci sarà lo stesso Rettore Marco Gigli, coadiuvato di volta in volta dai referenti titolati in funzione del settore di vostro maggiore interesse da conoscere o approfondire. La vostra azienda o il vostro campo di interessi è nella meccanica, nell’automotive, nella mobilità sostenibile, nelle infrastrutture, nel design, nella biotecnologia, nella gestione aziendale, nelle green tecnologie, nell’elettronica, nella robotica, nell’aereospaziale etc? Indicatemi cortesemente uno o più campi che più preferite, e organizzeremo singole visite della durata massima di mezza giornata di cui concorderemo insieme i vari dettagli. Il Governatore del Distretto 2031 Pier Luigi Baima Bollone 2032 Rotary 2031 20312032 5 La Rotary Foundation approva e cofinanzia il progetto mama ti ‘ngo proposto dai Rotary Club genovesi C’ è un dato drammatico, ma ben noto nel mondo che riguarda la elevata mortalità femminile durante la gravidanza, il parto e il post parto delle donne. Nei paesi in via di sviluppo (PVS) è la “Mama ti ‘ngo” (la mamma in attesa) che paga lo scotto dell’arretratezza e della povertà di fronte all’evento che per lei è motivo di gioia e di promozione umana e sociale. In quel paese poverissimo che è la Repubblica Centro Africana (RCA) una recente statistica governativa comunicata dal Governo all’inizio di quest’anno ha evidenziato una mortalità da parto pari al 8,5‰ (850 decessi su 100.000 nati vivi), un calo importante rispetto al dato precedente del 2006 (13,5 ‰) ma pur sempre estremamente elevato. Tale mortalità si era ridotta all’8,5‰ dopo un periodo di maggior attenzione e sollecitudine proposto agli organi sanitari durante la gravidanza delle donne. Partendo da queste considerazioni l’OMS nel 2008 promosse un progetto nazionale affidato all’Assomesca (Associazione Opere Mediche Cristiane) che prevedeva un’assistenza qualificata e gratuita alle donne in gravidanza che aderissero all’iniziativa. In particolare tale progetto prevedeva visite ginecologiche pre e post partum e un’assistenza qualificata al parto in ambienti idonei e presa in carico di tutte le urgenze ostetriche. Il bilancio di questo esperimento pilota fu nettamente positivo sul dato della mortalità e assai ben accetto a numerose donne che aderirono al progetto stante la gratuità delle prestazioni proposte. La frequenza di servizi mater- no infantili tornò a diminuire nei mesi successivi al termine dell’esperimento. Sulla base di queste osservazioni il Rotary Club di Genova Sud Ovest nell’anno 2010-2011 decise di ripetere l’esperimento mediante un progetto cofinanziato dalla Rotary Foundation con lo scopo di ridurre ulteriormente la percentuale di mortalità delle donne. Esso avrebbe dovuto realizzarsi nella regione Nord ovest della Repubblica Centro Africana presso la sottoprefettura di Ngaoundaye. Il programma assistenziale fu arricchito di visite pre parto comprendenti una valutazione degli eventuali rischi - (ragazze gravide di 15/16 anni!) - una indagine laboratoristica volta ad individuare stati di malattia in atto (flogosi, AIDS, malaria), alterazioni della crasi ematica e flogosi dell’apparato genitale. Per ognuna di queste possibili patologie si sarebbe provveduto alla loro cura donando le medicine adatte. Il parto doveva avvenire presso l’ospedale di Ngaoundaye o presso centri periferici di assistenza, dispersi nella brousse, (le cosiddette “maisons de santé”). Tutte le prestazioni sanitarie sarebbero state gratuite ad eccezione del pagamento di un modico ticket e saldate mediante fatturazione da una cassa mutua il cui fondo sarebbe stato costituito con i soldi dei Rotariani raccolti per il progetto e quelli dati dalla Rotary Foundation. L’articolazione del progetto si basa sulla esistenza nella regione di un ospe dale ben attrezzato anche per le emergenze e di una rete periferica di 23 piccole mai- Talassemia 2: stage di formazione a Genova L a talassemia è una emoglobinopatia ereditaria: a seconda della sua gravità, il paziente può richiedere un numero variabile di trasfusioni con la conseguente complicazione di un sovraccarico di ferro che si accumula in diversi organi vitali ma soprattutto nel fegato, cuore e cervello. Se non è prevenuto o diagnosticato in tempo tramite una Risonanza Magnetica, questo accumulo è di per sé una malattia grave che si evolve per conto proprio. Nella mbito del progetto Talassemia 2, che coinvolge Rotary Club di Genova e di Casablanca, sono stati fatti alcuni viaggi per coordinare il lavoro con i reparti di Ematologia e di Pediatria dellO spedale XX Aout di Casablanca. Una sorpresa positiva è stato il verificare che lO spedale era in possesso di una apparecchiatura per la Risonanza Magnetica uguale a quella usata allO spedale Galliera di Genova, punto di riferimento per il nostro progetto. Da qui la possibilità di organizzare anche a Casablanca una ttività di diagnosi e monitoraggio della ccumulo di ferro nei pazienti talassemici. Limplementazione di tale attività doveva però necessariamente passare attraverso la formazione degli specialisti radiologi di Casablanca che non avevano ancora utilizzato questa possibilità presso il loro Ospedale. Così è nata lidea di sviluppare un servizio parallelo e complementare a quello già in atto per la prevenzione e la cura delle emoglobinopatie: in questo caso lobiettivo è creare un unico punto di riferimento nel Marocco, per lutilizzo di sofisticate apparecchiature che permettono la valutazione accurata dell accumulo di ferro necessaria per inquadrare sons de santé situate nei villaggi. L’efficienza di questa rete assistenziale progettata e realizzata anni fa dalla Dottoressa Ione Bertocchi, Rotariana e PHF del nostro Club, è dovuta alla professionalità del personale medico e infermieristico presente in ogni “maison”, ad una completa dotazione di materiali sanitari e di medicinali forniti periodicamente dalla “Farmacia Rurale Comunitaria” esistente da anni. L’anno di presidenza del Club 2010-2011 venne dedicato alla elaborazione del progetto e ad una valutazione effettuata in loco sulle reali possibilità di assistenza. Dopo questa verifica che diede modo di accertare numerosi casi di infertilità dovuti a complicazioni infiammatorie in donne che avevano già avuto 2/3 gravidanze, si diede mano alla elaborazione del progetto con i preventivi connessi ai costi dell’assistenza. Ogni operatore sanitario sarà tenuto ad inviare mensilmente il resoconto delle sue prestazioni alla Dottoressa Ione Bertocchi, Direttrice della Cassa Mutua. Questa salderà le fatture e registrerà le spese tenendo conto dei prezzi di ogni prestazione correnti nel Paese. Il costo medio a persona di tutta l’assistenza suddetta è stato valutato tra i 16 e i 18 Euro. La cifra raccolta dai Club e dal finanziamento della Rotary Foundation (55,555.00 US $) pensiamo sia sufficiente ad assistere 1500 /1550 donne per tutta la decorrenza del progetto che pensiamo sia di 18 mesi. L’adempimento di tutte le pratiche richieste dalla Rotary Foundation - (veramente numerose!) - fu non poco difficile in quanto sulla rete telefonica ed elettronica della RCA ci furono numerosi black outs che ritardarono significativamente la trasmissione di notizie, di documenti, certificati e firmati. Ci sembra importante sottolineare come questo progetto, similmente ai due precedenti - (Lotta all’AIDS e Alfabetizzazione degli orfani dell’AIDS) - sia orientato a contribuire il raggiungimento di uno dei 9 obiettivi del “Millennium Development Program”, progetto di aiuto mondiale che meglio la malattia e per ottimizzare la cura nei bambini seguiti dai due Centri di Casablanca ed eventuali altri Ospedali. Nell'ambito di questo nuovo progetto, si è previsto: • uno stage di formazione che si è svolto nel Settembre 2012 presso il reparto di radiologia dellOspedale Galliera di Genova e che ha interessato la Dott.ssa Nadia Moussali, radiologa, e lInfermiere Professionale Fathi Mehdi; • assistenza ai radiologi di Casablanca per la valutazione a distanza dei referti; • fornitura di un software specializzato. La filosofia di tutti i progetti sviluppati per la cura delle emoglobinopa- all’obiettivo n. 5 prevede “la tutela della salute delle madri”. L’iniziativa si inserisce pertanto in un flusso di aiuti internazionale destinato ai paesi poveri in via di sviluppo. Inoltre, voglio sottolineare un fatto importante e assai soddisfacente verificatosi con l’adesione e il sostegno finanziario al progetto dei Rotary Club Genovesi che ne hanno compreso l’importanza e la bontà (Rotary Club Genova, Rotary Club Genova Ovest, Rotary Club Genova Nord, Rotary Club Genova Golfo Paradiso, Rotary Club Genova Sud Ovest, Rotary Club Golfo di Genova, Rotary Club Genova Centro Storico). Crediamo che il fatto di unire le forze possa costituire la premessa di un nuovo modo di agire per creare in futuro progetti sosteni bili e di sempre maggior respiro come indicato dal Rotary International e dalla sua benemerita Fondazione. Paolo Biassoni Project’s Primary Contact RC Genova Sud Ovest tie in Marocco è sempre stata: occorre creare una struttura in loco per la cura delle malattie, ed occorre che, al termine del nostro intervento, la struttura continui ad operare nel paese. Questo intervento è perfettamente armonizzato a questa linea operativa. Un grazie particolare al Dott. Gianluca Forni (ematologo) e al Dott. Lorenzo Bacigalupo (radiologo), entrambi del Galliera per essersi occupati della parte tecnica; un grazie a Stefano Piola (RC Ovada del Centenario, capo-progetto T2) ed a Gianluigi Pesce (RC Genova Nord-Ovest) per aver coordinato la realizzazione dello stage. Francesco Calcagno RC Genova Da sin: Dott. Rolandi, Dott. Pesce, Dott.ssa Moussali, Dott. Bacigalupo, IP Fathi Mehdi all’Ospedale Galliera di Genova 2032 Rotary 2031 20312032 6 2012 21 I Maya 12 danno i numeri? Quello che il bruco chiama fine del Mondo, il resto del Mondo lo chiama farfalla Luigi de Concilio, responsabile Comunicazione e Immagine del Distretto 2032, ha iniziato una serie di conferenze sul tema della profezia Maya, suscitando nei Club visitati curiosità e interesse. A lui chiediamo: Il 21 dicembre 2012 il Mondo finirà o non finirà? U na cosa è certa, in questi momenti, a molti preoccupa di più la fine del mese piuttosto che la fine del Mondo! Ma questa è una profezia incisa nelle pietre delle sue piramidi, raccolta in codici misteriosi, conservata nella tradizione orale ... Un messaggio per le popolazioni future? Cosa c’è di vero? Perché sono stati scritti più di 2550 libri? Perché 3.500.000 siti internet ne parlano? Uno di questi libri, “21/12/2012 Alle origini della profezia Maya” di Pierluigi Baima Bollone, Governatore del Distretto Rotary 2031 si domanda “... ma sarà proprio così? Come hanno fatto i Maya a giungere a questa catastrofica conclusione?” Tante sono le domande e le informazioni raccolte finora sono tantissime. La profezia Maya ci indica una data precisa, la fine del Lungo Computo: il solstizio d’inverno del 21 dicembre 2012. Il filone catastrofista è pronto a vedere nel 2012 l’attuarsi dell’Apocalisse e mette in campo tutto ciò che tradizionalmente agli scenari dell’Apocalisse appartiene: anticristi, devastazioni, distruzioni che si abbatteranno sull’umanità senza concederle attenuanti. La stessa via degli ottimisti parte dallo stesso punto da cui parte la via seguita dai catastrofisti; il nostro pianeta ha cambiato molte volte aspetto dall’alba della creazione: per questo non dobbiamo temere gli sconvolgimenti in atto, gli sconvolgimenti che le antiche profezie e la scienza ci annunciano. Sarà la catastrofe? Sarà lo spunto per una magnifica crescita dell’umanità? Il nostro viaggio è appena iniziato: ci sono molti altri “segni” da esaminare, segni che getteranno altra luce sulla via che stiamo percorrendo. Facciamo un passo nella storia, chi erano i Maya? La civiltà Maya nasce nel 1500 a.C. e probabilmente discende dagli Olmechi, dai quali raccoglie una forte eredità culturale con un’unica ossessione: il Tempo. Kukulkàn, associato con la stella del mattino e della sera (Venere), è il nome che i Maya davano al Dio Serpente. La mitologia narra che attraverso lo spirito di questo Dio gli antenati abbiano ricevuto il sapere; e narra che un giorno, nel 999 d.C., Kukulkàn sia tornato al cielo con la promessa di un ritorno. La piramide di Chichèn Itza è a lui dedicata ed è orientata con una tale perfezione che nel giorno del solstizio d’inverno il Sole, illuminando la scalinata nord-ovest, crei l’ombra di un serpente gigante che dalla vetta scenda fino alla base. E non solo, la piramide di Kukulkàn, a base quadrata, ha 91 gradini su ogni lato, 364 quindi, più quello della piattaforma in alto, per un totale di 365, come i giorni dell’anno solare. Curioso no? Ma come facevano i sacerdoti Maya ad avere delle conoscenze scientifiche così incredibili per quei tempi. I Maya osservando il movimento delle stelle tutta la notte, ogni notte per un anno intero, misuravano il tempo con calcoli astronomici dettagliati riportati nei loro edifici storici. L’Osservatorio, per esempio, è un edificio sacro utilizzato dai sacerdoti Maya come apparato di misurazione del tempo molto preciso, un orologio astronomico che indica, con precisione, l’annuale precessione degli equinozi. Il Sole si sposta lentamente attraverso le 12 costellazioni dello zodiaco impiegando 2160 anni per attraversare ogni singola costellazione e 25920 anni per compiere l’intero ciclo precessionale di 360 gradi. Un altro edificio sacro è la piramide di Kukulkàn, e il 21 dicembre 2012 ... quando l’ombra del serpente sarà puntata verso le Pleiadi e il centro della via Lattea, ci sarà un evento eccezionale: un allineamento galattico che accade una volta ogni 26000 anni. Un allineamento galattico proprio in quel centro della Galassia dove Hunab Ku, il dio supremo, la farfalla cosmica, dava vita all’Universo Maya con potenti esplosioni ... Quanta mitologia e quanta scienza? Chi era questo Hunab Ku? Hunab Ku, secondo la tradizione Maya, è il “disco turbinante”, la coscienza che ha organizzato la materia in stelle, pianeti e sistemi solari: è il principio della vita al di là del Sole. Hunab Ku è il centro della galassia, è l’energia intelligente che pervade l’universo. Da lui ha origine il tempo e da lui il tempo è controllato. Ma è solo mitologia? Nel dicembre del 2008 un gruppo di astronomi tedeschi ha confermato che al centro della Via Lattea c’è un enorme buco nero che sta assorbendo e dando alla luce le stelle ... Un buco nero, proprio come Hunab Ku, il grembo della madre Maya. Due storie sorprendentemente simili eppure distanti secoli: una appartiene alla Scienza ed una alla mitologia Maya; tra scienza e mitologia una cosa è certa: il 21 dicembre del 2012 segnerà la fine del calendario Maya. Ma ci troviamo realmente nell’anno nel quale pensiamo di vivere? Per il calendario Gregoriano oggi ci troviamo nel 21° secolo ... per quello indiano ci troviamo nel 20° secolo, per quello cinese siamo nel 47°, per il calendario ebraico siamo nell’anno 5772, per quello islamico l’anno è il 1433... A chi credere? Al calendario Maya? Secondo il calendario Maya, il 21 dicembre del 2012 arriverà la fine del “Lungo Computo” e della Quinta Era: la fine del Mondo. O almeno del Mondo come lo abbiamo conosciuto fino a ora. Ma come era articolato questo calendario? In verità erano tre i calendari Maya, il primo era chiamato Tzolkin, il “Calendario Sacro” 260 giorni di 13 mesi di 20 giorni ciascuno (260 giorni = 9 mesi). Agiva su tre piani: i cicli umani, i cicli terrestri e i cicli celesti con il fondamentale pregio di unificare i processi in atto nei cieli e sulla terra. Il secondo calendario, Haab, “Anno Vago”, è costituito da 365 giorni, 18 mesi di 20 giorni, più un mese di 5 giorni, considerato infausto. I Maya raffiguravano i due calendari mediante due ruote dentate; la più piccola girava intorno alla più grande fino a che il primo giorno di entrambi non combaciava. Questo momento si ripeteva ogni 18.980 giorni, quindi ogni 52 anni. Il terzo è il “Lungo Computo”, un calendario cosmico, un sistema lineare con un inizio e una fine... Ma perché i Maya non hanno calcolato il tempo oltre al 21 dicembre 2012? Sappiamo poco di come i Maya immaginassero la fine del mondo. La loro Cosmologia prevedeva cinque grandi ere cosmiche ognuna della durata di 5125 anni. Quattro ere sono già trascorse, Acqua, Aria, Fuoco, Terra; la quinta era, quella dell’Oro, è l’ultima. Per fine del mondo i Maya intendono la fine della quinta era, la loro, la nostra. Tutto questo accadrà il 21 12 2012, nel giorno del solstizio d’inverno, quando il sole sarà allineato con il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 25.625 anni. Ogni cinque ere del mondo. Esistono documenti che riportano questa profezia Maya? La risposta sembra essere nel Codice di Dresda (XI-XII), uno dei quattro codici maya. “Fauci di un drago e zampilli d’acqua, una vecchia dea manda sulla terra un’inondazione, la terra trema, l’oscurità vince la luce...”. In questi ultimi anni i ghiacciai si stanno sciogliendo, mutamenti climatici, tsunami, uragani, terremoti, vulcani, inversione dei poli magnetici, meteoriti ... è forse questa la profezia Maya? L’ultima distruzione di massa è avvenuta 65 milioni di anni fa nella penisola dello Yucatàn. Secondo i Maya l’intero ciclo precessionale si compie in 26000 anni... moltiplicati per 2500 sono 65 milioni. Il tempo è già scaduto? Esistono altre profezie che possono confermare la profezia Maya? Se i Maya avevano Hunab Ku, il Creatore, per gli antichi egizi Iside rappresentava il Centro della Galassia. Iside, Osiride e Horus che simboleggia il sole, generato da Iside ... come tutto l’universo. “Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie della Cintura di Orione e delle 12 divinità che le reggono, ecco che esse congiungono le mani palmo a palmo ma la sesta fra esse pende sull’orlo dell’abisso nell’ora della disfatta del demonio”. Questa enigmatica frase, che fa parte del Libro dei Morti, è incisa su un blocco di bronzo trovato ai piedi della statua del dio Osiride nella città di Khemenu, in Egitto e risale al 2700 a.C. L’iscrizione parla di “Dodici Divinità” e dice che “la sesta fra esse pende sull’orlo dell’abisso”. Ma le Dodici Divinità chi sono? Gli antichi sacerdoti egizi, hanno adottato le 12 costellazioni dello zodiaco come misurazione del tempo, come le ore di un gigantesco orologio che permetteva di calcolare il grande ciclo del tempo universale. E la loro analisi li ha spinti a un’ulteriore livello conoscitivo: la scoperta che i quattro quadranti del grande orologio zodiacale, corrispondenti ai segni fissi dell’Acquario, del Toro, del Leone e dello Scorpione, hanno la forza di portare cambia- menti ancora più significativi sulla terra, cambiamenti di natura diversa. Circa 6500 anni fa il nostro pianeta è entrato nel segno del Toro: l’umanità ha iniziato a costruire villaggi protetti da cinte murarie, allevare animali, coltivare la terra, sviluppare armi da guerra, creare Città-Stato ... Circa 13.000 anni fa la terra era nel segno del Leone con enormi cambiamenti climatici culminati nella fine di una glaciazione. Se ci spostiamo indietro di altri 13.000 anni, ritroviamo la terra sotto il segno dell’Acquario e scopriamo l’uomo di Cro-Magnon ... Quindi l’età dell’Acquario ha conosciuto un salto evolutivo della razza umana. E, dopo i Pesci, la prossima sarà ancora il segno dell’Acquario, su cui l’ultima volta il Sole è sorto 26.000 anni fa. Le Dodici Divinità descritte nel Libro dei Morti, è una raffigurazione metaforica dei “dodici” segni zodiacali. Il “palmo a palmo” descrive, allegoricamente, il passaggio da un segno zodiacale a quello precedente, che avviene ogni 2160 anni. L’iscrizione concentra la nostra attenzione sulla sesta Divinità. Abbiamo detto che 13.000 anni fa la terra era nella costellazione del Leone “...La sesta pende sull’orlo dell’abisso ...”. Un’epoca che potrebbe chiudersi proprio nel 2012 e se questa interpretazione fosse corretta allora la profezia annunciata dal Libro dei Morti si troverebbe a coincidere perfettamente con la profezia annunciata per la fine del Lungo Computo Maya. E, coincidendo con essa, ne confermerebbe il valore Ma se l’iscrizione è riportata su di una tavoletta risalente al 2700 a.C. perché partire dalla costellazione del Leone? La risposta si cerca nel cielo. La Sfinge raffigurerebbe la costellazione che osservava all’orizzonte nel momento della sua costruzione: la costellazione del Leone. E la scienza ci da una mano ... Nel 1984 il belga Robert Bauval si accorge che la disposizione delle tre piramidi di Giza rispetto al fiume Nilo è l’immagine riflessa della Via Lattea rispetto alle tre stelle della Cintura di Orione così come erano visibili verso sud dalla terra nel 10.500 a.C., circa 12.500 anni fa. La nostra iscrizione dice “Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie delle stelle di Orione e delle Dodici Divinità che le reggono...”. Ma se la civiltà egizia ha avuto inizio intorno al 3100 a.C., all’inizio del Lungo Computo Maya e se le tre piramidi risalgono ad un periodo compreso fra il 2700 e il 2500 a.C. che senso avrebbe avuto immortalare in esse una data così antecedente? Quanti anni ha la Sfinge? Basandosi sul deterioramento del corpo della Sfinge alcuni studiosi le hanno attribuito 8000 anni in più di quelli dichiarati ufficialmente. L’erosione della statua non sembra essere dipesa solo dal vento e dalla sabbia, ma anche dall’acqua caduta copiosamente. Acqua piovana caduta copiosamente e ripetutamente nel periodo postglaciale, nel 10.500 a.C., circa 13.000 anni fa. Ma se postdatiamo la Sfinge, dobbiamo ipotizzare l’esistenza di 2032 Rotary 2031 20312032 una civiltà evoluta esistita millenni prima di quella egiziana. E i conti con la storia non tornano ... Ci sono altre civiltà che ci interessano da vicino? Civiltà legate alla stessa data che abbiamo già incontrato sul nostro cammino, quella dell’equinozio del 10500 a.C., ma andiamo nell’ordine. Nell’802 Jayavarman II° dopo aver unificato un territorio che oggi è la Cambogia si autoproclama “Re del Mondo”: così ha inizio il grande regno Khmer con capitale Angkor: che in lingua khmer significa ...“Horus vive”. L’impero Khmer ha avuto vita breve: nel XIV secolo è iniziato il suo declino e nel XV si è dissolto lasciandoci la perfezione di mille edifici e di 72 templi meravigliosi. Fra questi il più straordinario è Angkor Wat. All’alba dell’equinozio di primavera si può osservare il sole sorgere sulla cima della torre centrale. Sulle balaustre è raffigurato il Naga, il re cobra dalle sette teste che nella mitologia indu-buddista non sono comuni serpenti ma draghi, portatori di sapienza e saggezza. Come la Sfinge guarda verso la sua costellazione anche Angkor guarda verso la costellazione che raffigura: il Drago. E anche gli altri templi riproducono l’ubicazione delle stelle del Drago ma... C’è un “ma”, il solito: le stelle di quella costellazione non erano visibili in cielo quando la città è stata costruita. Per vederle brillare su Angkor è necessario tornare all’alba dell’equinozio del 10500 a.C. Gli architetti Khmer avrebbero copiato una mappa celeste tracciata migliaia di anni prima. Perché? Anche le scritture sacre Indù consideravano il tempo come ciclico e lo articolavano in quattro ere cosmiche: l’età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e del Ferro, la nostra. Che si concluderà, secondo la loro mitologia, “Quando il Sole e la Terra saranno allineati con la linea nera al centro della Via Lattea” il 21 12 2012. Anche questa è una coincidenza? La Sfinge guarda ad est le piramidi a sud, Angkor Wat a nord ... manca solo l’ovest. Nel 1995 Graham Hancock, nel libro “Impronte degli Dei”, ha osservato che la piramide di Akapana a Tiahuanaco, nel cuore delle Ande, in territorio boliviano, è orientata a ovest e guarda la costellazione dell’Acquario come essa era visibile nel 10.500 a.C. 7 Alla porta del Sole, nel primo giorno di primavera il dio Viroacocha dona i raggi della sapienza con la promessa che tornerà quando la terra e il Sole saranno allineati con il “ventre della dea Madre”, al centro della via Lattea Tiahuanaco è ciò che resta di un’importante civiltà (200 a.C.) fino a quando il suo territorio non sarà annesso, nel XV secolo, al dominio Inca, conservando, nella piramide e nelle grandi statue, pronunciate caratteristiche acquariane. Che la grande civiltà umana abbia avuto inizio molto tempo prima di quanto ipotizzato dalla scienza ufficiale? Direi che la domanda corretta sia se esiste realmente un disegno globale dei “figli delle stelle” teso a trasmettere un singolare messaggio alle generazioni future? Se torniamo a leggere la parola Maya, questo è un termine chiave nella filosofia Indù: significa “origine del Mondo”, Maya era anche il nome della Madre di Buddha, Maya era il nome della nutrice di Tutankhanen, ed è strano che una delle Pleiadi si chiama Maia, come la dea romana della primavera... come il mese di maggio. I Maya attendono il ritorno di Kukulkàn. Gli Indù attendono il ritorno di Krishna... Nessuna profezia, nemmeno quelle della Madonna di Lourdes, Fatima o Medjugorie, ha mai potuto, anche solo lontanamente, esibire una simile conoscenza del futuro, tanto meno le profezie di Nostradamus o la profezia di Malachia o l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento. A questo punto ognuno è, e deve essere, libero di trarre le sue conclusioni ma perché scomodare i Maya? La profezia malauguratamente rende e molto, a chi la annuncia e a chi la contesta. Ricordo i 2550 libri pubblicati e i 3.500.000 di siti internet che ne parlano. Il film “2012”, che personalmente non candiderei per l’Oscar, è costato 200 milioni di dollari ma ha registrato incassi per 770 milioni di dollari ... Sicuramente dopo il 21 dicembre 2012, quando la presunta profezia Maya sarà smentita, qualcuno ci resterà male. Ma il Mondo deve finire solo perché non piace a qualcuno? “Quello che il bruco chiama fine del Mondo, il resto del Mondo lo chiama farfalla”. S Il Rotary per Galeazzo Alessi ono cominciate a Genova le celebrazioni per il quinto centenario della nascita di Galeazzo Alessi e il Rotary svolge un ruolo da protagonista. Nato a Perugia nel 1512 e morto a Perugia nel 1572, Galeazzo Alessi si formò inizialmente sotto la direzione dell’architetto e pittore Giovan Battista Caporali per poi studiare attentamente l’architettura antica, che segnò in modo indelebile il suo stile. A Roma incontrò Michelangelo Buonarroti e la sua influenza si sentirà nelle sue realizzazioni successive. Nel 1548 si stabilì a Genova su invito della Repubblica, che gli chiese di modernizzare le fortificazioni del porto. Alessi realizza la porta d’ingresso (una monumentale e massiccia costruzione che sul porto ha una facciata concava, racchiusa tra due colonne doriche fasciate da blocchi di pietra, mentre sulla città è piatta e delicatamente decorata). Nel medesimo anno ha realizzato la villa della famiglia Giustiniani (oggi Villa Giustiniani-Cambiaso), sul modello della romana Villa Farnesina di Baldassarre Peruzzi, ricca di un’esuberante decorazione ornamentale. Nel capoluogo ligure (che gli ha dedicato una via) Alessi ha progettato diversi prestigiosi edifici lungo la Strada Nuova (oggi via Garibaldi), all’epoca appena realizzata: in particolare, il Palazzo Cambiaso (nel 1565) e il Palazzo Lercari-Parodi (nel 1567). Questi edifici influenzarono le successive realizzazioni di altri architetti che lavorarono lungo la Strada Nuova, come Giovan Battista Castello, detto il Bergamasco, e Bernardino Cantone, inoltre, affascinarono il giovane Rubens che li copiò in una serie di disegni. Sempre a Genova, Alessi costruì la basilica di Santa Maria in Carignano (1549-1552), fortemente ispirata al progetto di Bramante per la basilica di San Pietro in Vaticano, in cui la larga facciata coronata da timpano è inserita fra due campanili a base quadrate, mentre la cupola centrale è sostenuta da un alto tamburo. Per questo stretto rapporto con la città, i Rotary Club genovesi han- I no avviato una serie di iniziative per celebrare il quinto centenario della nascita. Il presidente del RC Genova Centro Storico, Nicola Varese, ha aperto le celebrazioni con il convegno Ville Alessiane a Sampierdarena, e la tavola rotonda sul tema “Recupero, utilizzo e fruizione: prospettive future”. L’evento, che si è svolto venerdì 19 ottobre nella Sala Consiliare Municipio 2 Centro Ovest, è stato promosso da: Rotary Club genovesi, Fondazione Franzoni, Commissione Interdistrettuale Arte e Beni Culturali Rotary, Municipio 2 Centro Ovest, Associazione Dimore Storiche - sezione Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova. Gli interventi hanno evidenziato il contesto urbanistico di Sampierdarena e delle sue ville ieri e oggi; i progetti di recupero, utilizzo e fruizione; le proposte di percorsi dedicati alla conoscenza e alla cultura; gli studi sviluppati negli anni recenti presso l’Ateneo genovese ed è stato presentato il plastico delle ville di Sampierdarena, a cura di Guido Mazzarino. Alla tavola rotonda sono intervenuti: Agostino Calvi, Assessore alla cultura Municipio 2 Centro Ovest; Roberta Mongiardini, Assessore all’urbanistica e viabilità Municipio 2 Centro Ovest; Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria; Alessandro De Gloria, Università degli studi di Genova; Maria Linda Falcidieno, Università degli studi di Genova; Patrizia Falzone, Università degli studi di Genova; Lauro Magnani, Università degli studi di Genova; Anna Maria Parodi, Università degli studi di Genova; Paolo G. Rava, Università degli Studi di Genova; Giovanni Gramatica di Bellagio, Presidente Associazione Dimore Storiche - sezione Liguria; Claudio Paolocci, Direttore Fondazione Franzoni e Presidente Commissione Alessiana Rotary genovesi; Giovanna Mastrotisi, Presidente Commissione interdistrettuale Arte e Beni culturali Rotary; Angelo Capizzi, Preside Istituto Comprensivo Sampierdarena; Raffaele Palomba, Alfredo Remedi, Ezio Baglini, Associazione Cercamemoria. Maison d’Italie l Rotary italiano ha fatto un’opera rilevante: la “Maison d’Italie” a Parigi, residenza universitaria con 52 camere e 32 “studio” dotati di ogni accessorio. La Maison accoglie professori, ricercatori e studenti che devono soggiornare a Parigi. Tutto è iniziato nel 1951 allorché Giancarlo Trentini, giovane studente di medicina a Milano, sottolineava l’importanza degli scambi culturali universitari e citava proprio la mancanza di una casa italiana presso la Città Universitaria Internazionale di Parigi. Enrico Falck, senatore, con il sostegno del Rotary italiano, di istituzioni pubbliche e private e di mecenati avviò la costruzione e la prima pietra fu posta il 7 maggio 1955. L’inaugurazione alla presenza del Presidente della Repubblica francese, Renè Coty, e del Presidente del nostro Senato, Cesare Merzagora fu celebrata il 25 gennaio 1958. Da allora la Casa ha avuto circa 6 mila ospiti ed è stata visitata da numerose personalità tra le quali spiccano tre nostri Presidenti: Gronchi, Pertini e Napolitano. La Maison, progettata dall’Arch. Piero Portaluppi, è concepita come uno storico edificio italiano e sono da notare il portico del 1400 proveniente da una dimora milanese distrutta dalle bombe alleate durante la Seconda Guerra Mondiale, una finestra bifora, un camino barocco mantovano del 1600 e un affresco, opera di un pittore lombardo del 14° secolo, staccato dalla chiesa di Santa Maria dei Servi di Milano distrutta nel 1847 che è tuttora di proprietà della Pinacoteca di Brera. Il Rotary Genova San Giorgio dedica una serale ai giovani del Rotaract P rendi una sera di metà settembre, un locale suggestivo ed elegante nei vicoli, scegli un tema di particolare interesse sociale e estendi l’invito ai giovani del Rotaract. Ed ecco serviti gli ingredienti di una serale da applausi. Applausi che sono arrivati anche dal Governatore Paolo Biondi, “in visita non ufficiale- ha tenuto a precisare- ma felice di trascorrere una serata in compagnia del Club e dei numerosi giovani presenti”. Nel mese dedicato per antonomasia al Rotaract, il Rotary San Giorgio ha scelto di esserci, sviluppando il tema delle “competenze trasversali come fattore distintivo per lo sviluppo della propria professionalità”. Un argomento costruito e sviluppato perché fosse interessante per i giovani e al quale i giovani hanno aderito con una partecipazione molto attiva. Sono stati tredici i Rotaractiani (Davide Seggiaro, Rappresentante Distrettuale Rotaract Distretto 2030, Matteo Gabutto Presidente Rotaract Genova Nord- Nord Ovest, Irene Mura Presidente Rotaract Genova Golfo Paradiso, Dario Arlunno Presidente Commissione per la promozione del Lavoro e della imprenditorialità giovanile Distretto 2030, Michela Crosa Lenz Presidente Rotaract Pallanza Stresa, Laura Romazza Segretaria Rotaract Genova Golfo Paradiso, Stefano Lupo Delegato di zona levante Distretto 2030 e Prefetto Rotaract Genova Golfo Paradiso, Benedetta Repetti Tesoriera Rotaract Genova, Cecilia Boccaccio del Rotaract Genova, Cristina de Palma del Rotaract Genova Nord-Nord Ovest, Massimiliano Ferrando del Rotaract Genova, Guidalberto Lucifredi del Rotaract Genova, Avv.Luca Paganucci past consigliere del Rotaract Genova) che hanno accettato l’invito e che hanno ascoltato con attenzione i “suggerimenti” degli importanti relatori intervenuti. L’argomento sviluppato dal Dr.Pasquale Cama, dalla Dr.ssa Maria Grazia Cipero, psicologa del lavoro e dal Professor Andrea Pirni, docente della Facoltà di Scienze Politiche di Genova, ha aperto un dibattito e ha visto numerose le domande, giustamente interessate, dei Rotaractiani presenti. Una conviviale riuscita, quindi, che non solo ha permesso di cementificare i rapporti tra Rotary e Rotaract ma che ha posto le basi per riprendere, in seguito e sempre con i giovani, questo argomenti di così grande interesse culturale. Valeria Abate Rotary Genova San Giorgio 2032 Rotary 2031 20312032 8 Il Rotary Club Torino 45° parallelo I n occasione della sua visita ufficiale al R. C. Torino 45° Parallelo, svoltasi il 1° ottobre scorso, il nostro Governatore, apprezzando il Club per le attività che esso ha promosso e sviluppa ed anche per “lo spirito che vi si respira”, ha chiesto di redigere una “presentazione” del Club stesso da pubblicare sul tabloid del Distretto. La proponiamo volentieri, nella speranza che con essa si promuova una sempre miglior conoscenza reciproca fra i Club e fra i Soci, e che questa iniziativa non resti isolata. LA STORIA DEL CLUB La “charta” che ufficializza la nascita del Rotary Club Torino 45° Parallelo porta la data del 30 giugno 1980, ma le radici del Club affondano in tempi assai più remoti. I 32 che diedero vita al Club erano infatti tutti Rotariani, alcuni “di lungo corso”, provenienti dal Club di Susa e Val Susa, un Club nato nel 1958, il cui territorio si estendeva da Torino alla frontiera francese di Bardonecchia e Claviere. Aderirono al nuovo Club 32 dei circa 70 Soci del RC Susa e Val Susa e questo fu denominato “Torino 45° Parallelo”, a indicare la volontà di una “visuale” ampia, proiettata verso le importanti realtà ad Ovest e ad Est di Torino. Per lo stendardo del Club, fu scelta l’immagine di un toro che poggia saldamente sulle quattro zampe. I primi anni del Club sono caratterizzati dall’entusiasmo che contraddistingue tutti i felici inizi, con una notevole crescita numerica (fino ad oltre 70 Soci) ed una intensa attività caratterizzata dalla partecipazione di oratori di prestigio e da una efficace colla- L’ borazione con le istituzioni. Momenti particolarmente significativi degli anni ’80 sono rappresentati dalla costituzione del Rotaract patrocinato dal Club e dall’istituzione del Premio Bruno Caccia (al quale sarà successivamente associato il Premio allo Studio Bruno Caccia, a conferma dell’interesse nei confronti delle nuove generazioni). Nella prima metà degli anni ’90 il Club vede un ridimensionamento numerico, fino a stabilizzarsi a 5055 Soci, dovuto essenzialmente al venir meno, per motivi di età o di salute, di parecchi Soci della prima ora. Prevale inoltre una particolare volontà selettiva che limita l’ingresso di nuovi Soci, anche a costo di provocare un po’ di amarezza in alcuni Soci presentatori: piccoli contrasti presto appianati nello spirito del Rotary. È in questi anni che - come Club padrino - si fornisce il necessario appoggio alla nascita dell’Inner Weel 45° Parallelo, che diverrà presto molto attivo ed efficiente e con il quale si istaurerà una fattiva collaborazione sia nell’attività sociale che in quella di service. Negli ultimi anni, l’inserimento di nuovi Soci, anche molto giovani, ha contribuito a mantenere il Club vigoroso e dinamico. Oggi il Rotary Club Torino 45° Parallelo è vivo ed attivo e si caratterizza per la piacevole atmosfera di affiatamento e spirito di collaborazione fra i Soci, che consente di affrontare sfide anche impegnative, in particolare nell’attività di servizio. LE PRINCIPALI ATTIVITà DEL CLUB Nel corso degli anni il R. C. Torino 45° Parallelo, come tutti i Club, ha realizzato molte attività di service, che sarebbe impossibile elencare, (restauro di opere d’arte, borse di studio, attività rivolte agli studenti per indirizzarne la conoscenza del mondo del lavoro, aiuto ad organizzazioni umanitarie, partecipazione ai service distrettuali, ecc.), ma si è anche caratterizzato per alcune Associazione Culturale Filippina del Piemonte (ACFIL) è l’entità laica rappresentativa della Comunità degli immigrati filippini “torinesi”. L’ACFIL - che attualmente conta oltre 500 Soci attivi tra gli immigrati filippini residenti nel territorio - fa parte del Consiglio Territoriale per l’immigrazione presso la Prefettura di Torino ed è membro della Consulta per i lavoratori immigrati presso la Regione Piemonte: è dunque pienamente riconosciuta a livello istituzionale. L’ACFIL si propone di custodire i valori morali e di solidarietà propri della cultura del Paese d’origine, promuovendo l’integrazione degli immigrati, aiutandoli ad organizzare spettacoli di danze tradizionali e recitazione, tornei sportivi, conferenze, dibattiti, seminari e viaggi educativi; non essendo abbandonati alla deriva in un mondo estraneo, essi non saranno indotti alla perdita dei valori sociali e morali, e la coscienza della dignità della propria identità culturale sarà presupposto per una migliore comprensione reciproca con la gente del Paese in cui sono venuti a vivere. PRINCIPALI PROGETTI 2012 - 2013 ✓ Attività organizzativa relativa a Premio Caccia e Premio a llo studio Bruno Caccia ✓ Assistenza a ragazza filippina in attesa di trapianto ✓ Service a favore dell’Ospedale Infantile Regina Margherita ✓ Patrocinio di un Rotaract ed un Interact ✓ Matching Grant, coinvolgente alcun Club dell’area, per lo sviluppo di un ospedale in Magadascar. attività continuative di particolare interesse. Il Rotary Club Torino 45° parallelo e l’Acfil Per organizzare la sua attività di servizio in relazione al tema della alfabetizzazione e dell’integrazione degli immigrati di buona volontà, il Rotary Club Torino 45° Parallelo ha scelto la strada della collaborazione con la comunità filippina che, disponendo di una sua organizzazione piuttosto attiva - l’Associazione Culturale Filippina del Piemonte (ACFIL) - consente di dar vita ad attività veramente c ondivise, non dispersive e concrete. Un’attenzione particolare è oggi rivolta alle iniziative che mirino all’integrazione dei giovani figli degli immigrati, la cosiddetta seconda generazione. I service a favore della comunità filippina I rapporti tra i Filippini torinesi ed il Rotary Club Torino 45° Parallelo sono stati caratterizzati fin dall’inizio da un grande spirito di collaborazione ed hanno avuto inizio spontaneamente durante la conviviale Natalizia 2001, quando un gruppo di cinque giovani filippine fu invitato dal Club per allietare la serata con dei canti di Natale. Le cinque ospiti chiesero come “onorario” l’interessamento per un’amica - immigrata come loro e loro coetanea - affetta da una grave disfunzione renale, sottoposta a dialisi ed in attesa di trapianto. Il Club decise subito di fare dell’aiuto a questa giovane; il trapianto fu effettuato, purtroppo senza successo, ed il service continua nell’attesa di un nuovo intervento. Disegna il tuo futuro È un service finalizzato a promuovere la preparazione professionale di giovani immigrati filippini e favorire il loro avviamento a lavori qualificati. Il programma prevede la concessione di Borse di Studio per la frequenza di corsi con durata da uno a tre anni. Svolto in collaborazione con L’ACFIL, che partecipa anche dal punto di vista finanziario, il progetto ha preso spunto dalla considerazione che, al diciottesimo anno di età, molti giovani, - i quali per evitare la clandestinità devono scegliere fra l’inizio di un’attività lavorativa ed il prosie- guo degli studi -scelgono per difficoltà economiche la strada di un lavoro “qualsiasi”, anche se dotati di buone potenzialità. Oltre ad essere obiettivamente iniquo, questo “dover rinunciare” ad un futuro migliore lascia strascichi che certamente non favoriscono una serena integrazione nel contesto sociale: rimpianti e frustrazioni nei giovani e delusione nei genitori che constatano l’inutilità dei loro sforzi e sacrifici. I SERVICE A FAVORE DEI PICCOLI DEL TERRITORIO Bambini cardiopatici ospedale Regina Margherita di Torino È ormai una tradizione: da alcuni anni, Gianduja e Giacometta, durante il Carnevale, dedicano una loro giornata ai bimbi dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. L’evento con le popolari maschere del carnevale torinese, è organizzato dal Rotary Club Torino 45° Parallelo con l’assistenza dell’Associazione Amici Bambini Cardiopatici e quella dell’Unione Genitori Italiani. Segue l’incontro con il prof. Pietro Abbruzzese, primario di Cardiochirurgia, che aggiorna Gianduja e Giacometta sulle difficoltà e sui successi della Cardiologia Infantile. L’incontro ha momenti molto belli e toccanti sia per i bambini, che esprimono la loro gioiosa meraviglia nel vedere questi personaggi, sia per i genitori che fruiscono di una pausa di serenità nella loro giornata spesso molto impegnativa. Il rapporto con l’ospedale data ormai dal 2003 ed in questi anni il nostro Club è stato presente, oltre che con la partecipazione delle maschere a Carnevale, attraverso altri momenti di concreta collaborazione, quali la creazione di una biblioteca per bambini e la fornitura di attrezzature per la sistemazione del materiale pediatrico. Nell’Anno Rotariano 2011-12 è stato offerto all’ospedale un casco operatorio con luce frontale, strumento di supporto molto apprezzato ed il cui acquisto è stato deciso insieme con la struttura interna dell’ospedale stesso. Reparto di terapia neonatale dell’ospedale Sant’Anna di Torino Su suggerimento del reparto stesso, il Club ha offerto, in collaborazione con il Rotary Club Torino Cavour due itterometri, utili per poter effettuare esami in modo non invasivo. IL PREMIO BRUNO CACCIA E IL PREMIO ALLO STUDIO BRUNO CACCIA Il premio Bruno Caccia Nei mesi immediatamente successivi alla sua morte, il Rotary Club Torino 45° Parallelo decise di onorare la memoria dell’insigne Socio scomparso istituendo un Premio al merito civile a lui intitolato. Tutti i Rotary Torinesi aderirono con calore all’iniziativa, che ebbe subito anche il patrocinio del Distretto. Di comune accordo si decise che il premio sarebbe stato conferito ogni anno “a cittadini od enti che si siano particolarmente distinti nella tutela dell’interesse pubblico”. Dal 2000 sono promotori del Premio non solo i Club di Torino città ma anche, su loro esplicita richiesta, quelli dell’area circostante - cintura e provincia torinese. Il Premio ha esclusivamente un contenuto ideale, essendo costituito materialmente soltanto da un medaglia d’oro con l’effigie di Bruno Caccia e da un attestato con la motivazione. Il Premiato viene scelto ogni anno da un Comitato in cui sono rappresentati tutti i Club promotori, mentre al R. C. Torino 45° Parallelo è stato mantenuto l’onere e l’onore di svolgere i compiti organizzativi. Guido Caccia consegna il premio 2011-12 ad Alberto Vanelli Bruno Caccia era nato nel 1917 a Cuneo. Laureatosi - magna cum laude in Giurisprudenza e successivamente in Scienze Politiche, era in Magistratura dal 1940. Procuratore della Repubblica di Aost a dal ’64 al ’67, fu poi a Torino alla Procura Generale e, dal 1980, era Procuratore Capo della Repubblica di Torino. Rotariano dapprima nel R. C. di Aost a e poi nel R. C. Susa e Valsusa, era Socio del R. C. Torin o 45° Parallelo fin dall’anno di fondazione. Il 26 giugno 1983, davanti alla prop ria abitazione, Egli veniva barbaramente e vilmente ucciso dalla criminalità organizzata (che combatt eva con grande energia) Nonostante siano sempre meno num erosi coloro che conobbero personalmente Bruno Cac cia, la cerimonia di consegna del Premio è sempre molto affollata e si onora della presenza di numeros i Ospiti eccellenti: le più alte Autorità Civili, Militari, Relig iose; esponenti del mondo universitario e dell’infor mazione e naturalmente - un po’ padroni di casa insie me al Rotary - i più alti rappresentanti della Magistra tura torinese Ciò dimostra che il Premio Bruno Caccia è sempre meno la (pur nobile) commemoraz ione di un amico e sempre più quella di un Grande Personaggio della storia della nostra città e del nostro paese, che in un momento difficile di questa storia grazie al suo raro valore professionale e alle sue rare qualità umane ha saputo elevarsi a testimone e simbolo delle più alte virtù civili, ovvero di quei valori ed ideali sui quali il Rotary fonda la propria esistenza : senso di giustizia, integrità, cultura, solidarietà, fiduc ia di poter contribuire al bene comune. 2032 Rotary 2031 20312032 9 Service del Rotary Club Genova Nord-Ovest e del Rotary Club Genova Sud-Ovest Restituire la memoria agli anziani malati di Alzheimer L’ idea di creare un centro per l’assistenza per aiutare gli anziani affetti da demenza lieve o moderata nasce nella primavera del 2011, parlando con un amico rotariano, del Rotary Club Genova Sud Ovest, presente questa sera, Gary Pike. Per la verità fu lui a introdurre il discorso. Si parlava delle difficoltà che hanno gli anziani in generale con la rarefazione delle risorse loro riservate nella terza età. Soprattutto della solitudine in cui si vengono a trovare certi anziani e della maggior solitudine di anziani affetti da patologie psico-involutive. È nata quel giorno l’idea di fare qualcosa per questi anziani, è nato quel giorno il “Punto R.O.T.” Cesare Maria Calabrese, psicologo, rotariano del RC Genova Nord Ovest, racconta come è nato questo importante service a favore degli anziani. I locali sono stati messi a disposizione dal rotariano Pike, e tutta l’attività è svolta da personale che opera a titolo volontario e gratuito, la frequenza al Centro è assolutamente gratuita. Lo spirito con cui è nato, ed è portato avanti, il “Punto R.O.T.” rappresenta appieno lo spirito ro- tariano “fare un servizio con entusiasmo, per la gioia di aiutare chi ne ha bisogno”. sua fase iniziale, venga riconosciuto e gestito tanto quanto la disabilità fisica. Che cosa è la R.O.T. La R.O.T. è un metodo di trattare la confusione, il disorientamento e la perdita di memoria, stimolando il paziente a riapprendere le informazioni essenziali circa sé stessi e il loro ambiente. La R.O.T. (Reality Orientation Therapy) rientra nell’ambito degli interventi riabilitativi per anziani affetti da demenza, e si propone come terapia psicoattivante (principalmente di orientamento nello spazio-tempo), cioè capace di determinare,più che un arresto della confusione mentale, uno sviluppo delle capacità di autonomia della persona agendo sulle funzioni ancora efficienti e su quelle che presentano solo un parziale deterioramento. Il decadimento cognitivo, non meno di quello fisico, produce un forte impatto sull’autonomia della persona anziana, che tende maggiormente a isolarsi, a interrompere le attività e a gravare ulteriormente sulla famiglia. È quindi molto importante che questo deficit, soprattutto nella Criteri di ammissione al Punto R.O.T. L’ammissione al centro “Il Punto R.O.T.” prevede la raccolta dei dati anamnestici con i familiari, un colloquio con lo psicologo e la somministrazione di alcuni test, per l’esame dello stato mentale, al paziente. I risultati dei test vengono poi discussi in equipe e con il medico di famiglia/specialista inviante, con cui vengono mantenuti costanti rapporti, e, naturalmente, con la famiglia. I test vengono eseguiti ogni tre mesi. Gli utenti vengono suddivisi in piccoli gruppi, in base al grado di deterioramento mentale, e ogni gruppo svolge una-due frequenze settimanali presso il Punto ROT per una psicostimolazione con schede R.O.T., mirata secondo le problematiche specifiche dell’anziano. Il Setting degli incontri è di tipo circolare. In una stanza appositamente attrezzata la R. O. T. viene somministrata a max 6/8 Pazienti per volta. Prima e dopo la sommi- nistrazione della R.O.T. gli anziani vengono accolti in ambiente dove possono ascoltare dei brani musicali e canzoni del passato. La psicostimolazione di gruppo ha una durata di 30/40 minuti. Il Punto R.O.T. si propone come ulteriore forma di assistenza che permetta il mantenimento dell’anziano in famiglia, affiancandosi a essa con lo scopo di limitare l’ulteriore decadimento mentale dell’anziano, e di suggerire ai familiari le scelte più opportune per un migliore inserimento dell’anziano demente nell’ambito familiare. Il supporto ai parenti È parte integrante dell’attività del Punto R. O. T. il supporto psicologico di gruppo per i parenti degli anziani, a cadenza quindicinale. Il personale Cinque psicologi e una educatrice si alternano, a coppie, nella conduzione dei gruppi nei diversi giorni della settimana. Sono previsti incontri di equipe e supervisione di gruppo a cadenza mensile. Il Punto R.O.T. è a Genova, in Viale Brigata Bisagno 14/6 - Tel 010 2922067 2031 & 2032 si incontrano su Facebook! Se utilizzi Facebook incontra gli amici Rotariani ed il Distretto Rotaract all'indirizzo https://www.facebook.com/groups/329996683712141/ informazioni su services, attività rotariane e rotaractiane, notizie dal mondo rotariano Pubblicizza i tuoi progetti, cerca partners per attività da condividere! Scopri il segreto per LAVORARE CON I GIOVANI Sei volte l’anno, i dirigenti di club di successo fanno uso di Rotary Leader per suggerimenti pratici, video entusiasmanti, consigli di esperti e risorse utili. E puoi farlo anche tu. Registrati oggi stesso! Visita www.rotary.org/it /rotaryleader per abbonarti 2032 Rotary 2031 20312032 10 EDITORIALE S Insieme “a tutta birra” alla Distrettuale di Biella I l mese di novembre, rotaractianamente parlando, è senza dubbio il mio preferito: nonostante il tempo non sia dei migliori e le giornate si accorcino, infatti, mi rallegra il fatto che la seconda distrettuale si faccia sempre più vicina! Sarò campanilista, ma la “Distrettuale della Birra” è sempre stata la mia preferita, vuoi per la location che sento un po’ “casa”, vuoi per l’affluenza, sempre da record, vuoi perché la serata è costantemente un successo..e poi, si, anche per i centottanta litri di birra a disposizione nel dopocena! In attesa, quindi, di ritrovarsi tutti insieme “da me” a Biella, vi lascio alla lettura del numero di questo mese, particolarmente ricco di spunti interessanti, data la quantità ed intensità di eventi e service realizzati in questo inizio d’anno Rotaractiano! Giovanni Marchi Direttore Quadrifoglio La vita distrettuale massima espressione del fare Rotaract abato 6 ottobre si è svolta in Castelletto Stura (CN), la visita presso lo stabilimento della “VENCHI S.p.A.”, evento organizzato dalla Commissione Azione Professionale con la collaborazione della Commissione per la promozione del lavoro e dell’imprenditorialità e della Zona Sud Piemonte. L’intero ricavato della visita è stato interamente devoluto al progetto A.P.I.N. distrettuale “SMILE”. La visita è stata l’occasione per 30 fortunati Rotaractiani di conoscere una realtà cuneese ormai famosa in tutto il mondo: la Venchi, infatti risulta leader nella produzione di cioccolato e prodotti tipici piemontesi. La visita si è svolta in due turni composti da quindici Rotaractiani ciascuno, provenienti da molti Club del Distretto, compresi tra i partecipanti il nostro Rappresentante Distrettuale Davide Seggiaro ed il Rappresentante Distrettuale Incoming Jonathan Bessone. Grazie ad una guida d’eccezione, il Dott. Gian Battista Mantelli, amministratore Delegato della società, siamo stati condotti in una golosissima visita, all’insegna delle degustazioni dei prodotti che contraddistinguono ormai da anni l’azienda, ma anche di nuovi prodotti ad edizione limitata per importanti ed esigenti personaggi del “Made in Italy”. In particolare, siamo riusciti a conoscere una realtà imprenditoriale caratterizzata da scelte importanti in tema di pubblicità, marketing, rispetto dell’ambiente, pur sempre volendo mantenere l’artigianalità nei prodotti ed i rapporti umani con ogni singolo dipendente. Il Dott. Mantelli durante la visita e la scoperta dei prodotti, ha cercato di spiegarci le difficoltà che incontra tutti i giorni un’ azienda come la Venchi che da una parte deve fare riferimento al mercato ed alle richieste da parte di esigenti clienti quali Cina e Giappone, dall’altra deve fare di tutto per ridurre gli sprechi e rispettare l’ambiente con l’utilizzo il più possibile di sostanze naturali e non nocive, pur sempre mantenendo uno standard altissimo di qualità anche nella formazione dei propri dipendenti. La visita è stata un’occasione per noi giovani Rotaractiani di conoscere una realtà imprenditoriale che quotidianamente si mette in gioco, raccogliendo le sfide del mercato mondiale e le difficili logiche dello stesso, ma anche l’importanza del lavoro artigianale e del rapporto umano con i propri dipendenti, il vero segreto di un’azienda leader del mercato mondiale. Arrivederci al prossimo incontroGiorgia Alessandria Presidente Commissione Azione Professionale ROTARACT RAFTING ADVENTURE!!! C ari Amici, con mio grandissimo piacere ho iniziato da qualche settimana il consueto tour de force delle visite ai Club e ho potuto finalmente toccare con mano il grande entusiasmo di cui abbiamo avuto una splendida anteprima durante le Assemblee Distrettuali. È stato bello entrare in punta di piedi nelle diverse zone del nostro Distretto, spesso e volentieri così diverse tra di loro, ma unite da un unico filo conduttore: l’appartenenza ad una identica realtà, ad un unico Distretto, la stessa vocazione al service e lo stesso grande obiettivo da perseguire. Queste poche righe non vogliono essere un’autocelebrazione, di cui così poco abbiamo bisogno, quanto invece una manifestazione di orgoglio e un consiglio a tutti coloro che avranno la pazienza di leggermi. Come ho sottolineato nelle visite fatte fino ad ora, le realtà territoriali delle singole zone, dei singoli Club sono N fondamentali perché sono l’anima della nostra Associazione: sono proprio queste realtà così diverse nelle loro sfaccettature a contribuire alla ricchezza del Distretto in termini di esperienza e di eterogeneità. Senza queste piccole differenze di approccio al Rotaract non potremo essere quello splendido e variegato gruppo di persone che cerchiamo di essere nella nostra quotidianità, portando avanti i nostri service. Ma queste diverse realtà non possono e non devono rimanere isolate e nascoste, vanno per così dire “esportate”: e quale canale migliore per confrontarsi su questi temi se non la realtà Distrettuale? Vivetela dunque, e non abbiatene paura, perché una volta che avete conosciuto questa realtà, vi assicuro che non potrete più farne a meno. Gli anni che ricordo con più piacere del mio percorso nel Rotaract sono proprio i primi, quelli in cui mi sono affacciato alla vita Distrettuale con genuina curiosità e sana voglia di fare. Non lasciatevi dunque sfuggire questa grande opportunità! Vi abbraccio, ato da una collaborazione tra la FIDAS Associazioni Donatori di sangue del Piemonte onlus (FIDAS ADSP onlus) ed il Rotaract Club Torino Ovest, “IO HO quel che ho DONATO” è un progetto destinato alla sensibilizzazione dei giovani alla donazione del sangue, gesto che purtroppo, ancora oggi, suscita spesso in noi ragazzi troppi dubbi ed infondati timori. Molti pensano infatti che la necessità di sangue si ravvisi soltanto in situazioni di emergenza, quali gravi catastrofi od incidenti, e che dunque la quantità di sangue fino ad oggi raccolta dalle donazioni sia di per sé sufficiente a coprire l’intero fabbisogno nazionale. La realtà attuale purtroppo è ben diversa, non solo perché in Italia, nonostante la presenza sul nostro territorio di diverse associazioni di raccolta del sangue, non è ancora stata raggiunta l’autosufficienza nazionale, con conseguenti profondi squilibri tra le varie regioni, ma soprattutto perché sono ancora troppe poche le persone che si sono rese conto di quanto un gesto così semplice sia indispensabile per la vita (dai servizi di primo soccorso agli interventi chirurgici, fino alla cura delle malattie oncologiche e delle varie forme di anemia). È dunque proprio per rispondere ad un’esigenza sempre più importante per la nostra società, quale appunto la scarsità di sangue a disposizione degli ospedali, che il Rotaract Club Torino Ovest, in collaborazione con il Rac Torino Crocetta, il Rac Torino Castello, il Rac Torino San Carlo ed il Rac Davide Seggiaro Rappresentante distrettuale SPLASH!!! Inizia L’avventura!!!La Commissione Attività Sportive del Distretto Rotaract 2030 e il Rotaract Club Torino, hanno inaugurato l’anno sociale all’insegna dell’amicizia e dello spirito di avventura. Sabato 29 Settembre amici e Soci del Distretto si sono ritrovati a Stiera Gaiola (CN) dove hanno vissuto una emozionate discesa in gommone sulle rive del fiume Stura. Follia? Certo! La commissione Sport ed il Rac Torino non si tirano indietro nel incoraggiare il motto distrettuale!! La giornata ha avuto inizio con un briefing introduttivo dove gli istruttori hanno illustrato le tecniche da utilizzare e gli indumenti da indossare; ben coperti da muta, pile e giacca anti-vento i nostri giovani avventurieri Rotaract hanno portato in acqua i gommoni. Adrenalina e un po’ di paura iniziale hanno animato i primi momenti sulle azzurre acque della stura: prime pagaiate a vuoto, primi spintoni con i vicini, caschi ben legati …e poi tanto tanto divertimento! Superata con successo le prima serie di rapide ed ormai circondati da una ricca vegetazione incontaminata, come veri ‘Indiana Jones’ non poteva mancare il tuffo dalle rocce ….che freddo! Appena immersi nell’acqua la corrente si è fatta sentire spingendoci Torino Sud, ha deciso di realizzare un progetto destinato alla donazione ed alla raccolta del sangue. Tale iniziativa si compone di due fasi: in un primo momento verranno organizzate una serie di giornate durante le quali Rotariani, Rotaractiani e chiunque fosse interessato (anche non Soci), potranno recarsi a gruppi a donare il sangue presso la sede storica e sociale della Fidas ASDP onlus di Torino, oppure presso le sue sedi negli altri capoluoghi piemontesi e liguri (trattandosi di un progetto destinato ad estendersi sull’intero territorio del Distretto Rotaract 2030). Nella seconda fase invece (presumibilmente nella primavera del 2013) è in programma la realizzazione di una serata “di informazione e sensibilizzazione”, nel corso della quale un medico trasfusionista della Fidas ADSP onlus cercherà di spiegarci, ricorrendo ad esempi pratici, il ruolo e l’importanza di un gesto semplice ma vitale come quello della donazione del sangue. Il lancio di “IO HO quel che ho DONATO” è avvenuto con la prima giornata di donazione svoltasi la mattina di sabato 20 ottobre presso il centro prelievi di Via Ponza 2 in Torino, dove 26 giovani Rotaractiani e non si sono armati di coraggio ed hanno donato il sangue, molti addirittura per la prima volta, per un totale di oltre 11 litri di sangue raccolti in sole tre ore!!!! Ad accoglierci (e soprattutto sostenerci!) sono stati alcuni membri del “Gruppo Giovani Fidas”, composto da ragazze e ragazzi al di sotto di 28 anni, già Soci Fidas verso valle, risaliti a bordo abbiamo proseguito la discesa intervallandola con momenti di divertimento e di fresche nuotate. Arrivati alla fine del percorso, dopo circa due ore, siamo ritornati al punto di partenza dove ci aspettava, oltre ad una bella doccia calda, anche una grigliata in compagnia. Il ricavato della giornata è stato devoluto al progetto SMILE del Distretto a favore dell’AISM. Giornata ricca di nuove amicizie, di divertimento e di grande spirito Rotaractiano condiviso come sempre con partecipazione ed impegno. Un vero inizio da SMILE :-)! Sorridiamo, divertiamoci e facciamo service!!! Emanuele Ciarnelli Presidente Commissione Attività Sportive Distretto RAC 203 Alessia Maria Ferro Presidente Rotaract Torino ADSP e con il nostro stesso obiettivo di diffondere la “cultura” della donazione del sangue tra i nostri coetanei. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i donatori che, nonostante la distanza e gli impegni personali, hanno voluto partecipare a questa prima giornata di donazione, e tutti i Presidenti dei Club partecipanti senza il cui aiuto l’evento non avrebbe potuto essere realizzato. Un ringraziamento particolare va soprattutto a Giulia Valli, Socia del Rac Ivrea, che con disponibilità e (tanta!) pazienza ha ideato e creato le bellissime locandine del progetto, ed a Jacopo Grillo, senza il cui contributo l’intera iniziativa non sarebbe mai nata. Dato il successo di questa prima giornata altre donazione sono già in programma per l’intero anno Rotaractiano, nella speranza di riuscire a coinvolgere nel progetto, volta per volta, un numero sempre maggiore di potenziali donatori. Giovanna Debernardi Presidente RAC Torino Ovest 2032 Rotary 2031 20312032 11 Rappresentante Distrettuale: Davide Seggiaro Direttore Quadrifoglio: Giovanni Marchi Redazione: Carlotta Accardo, Prisca Rolando Lavorotaract: un’opportunità di sviluppo di impresa IL ROTARACT AL BMW ITALIAN OPEN 2012 M ettere il proprio talento al servizio degli altri, credendo senza riserve nella realizzazione di un progetto, piccolo o grande che sia. Ecco, a mio avviso, ciò che davvero significa essere Rotaractiano, ed è proprio con questo spirito che alcuni mesi fa, dopo la mia elezione a presidente del RAC Torino Sud Ovest, decisi di provare ad intavolare una prima iniziativa di service. Era infatti Aprile e in me, abitando nel piccolo paese di Fiano, nei pressi del circolo di golf Royal Park - I Roveri, si stava pian piano insinuando l’idea di realizzare un progetto a misura di Club all’interno di uno dei più prestigiosi campi da golf presenti sul territorio nazionale. Quando venni poi a sapere che il BMW Italian Open 2012 si sarebbe giocato al Royal Park - I Roveri, l’opportunità sembrava davvero presentarsi su un piatto d’argento! Ovviamente non mi lasciai scappare questa occasione e decisi di rivolgermi all’istante al presidente del Royal Park, il quale mi mise subito in contatto con gli organizzatori dell’evento. Dopo un continuo ed intricato scambio di mail, a fine luglio il progetto venne ufficialmente approvato dal comitato organizzatore: obiettivo centrato, il Rotaract Torino Sud Ovest avrebbe avuto uno stand durante la massima competizione golfistica del paese, il BMW Italian Open 2012. Ero al settimo cielo: ci era stata data la possibilità di fare uno splendido service ed era quindi nostra intenzione riuscire a sfruttare al meglio la preziosa occasione. Il progetto era incentrato sull’offerta al pubblico di palline da golf marchiate “Rotaract” in cambio di una libera donazione per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, un tema da me molto sentito e che mi sta particolarmente a cuore. Ordinammo le palline da golf e, per dar risalto e serietà al service, il nostro segretario Eleonora Marcellino propose di uniformarci facendo realizzare ad hoc delle polo con lo stemma del Rotaract cucito sul petto: mai idea fu più azzeccata! Giunti ai primi di settembre ogni cosa era stata predisposta per questo grande evento ed era facile avvertire come lo spirito Rotaractiano all’interno del Club crescesse incessantemente con il passare delle giornate: eravamo tutti pronti ed eccitati per questa nuova avventura. Durante i giorni della manifestazione nel nostro stand si sono alternati senza soluzione di continuità ben 23 giovani Rotaractiani del Torino Sud Ovest, segno a mio avviso che il progetto era davvero sentito e condiviso da tutti. Degno di lode, tuttavia, è stato soprattutto il comportamento di ciascuno di loro: perseveranza, dedizione, volontà e spirito di sacrificio non sono mai venuti meno (possedere la costanza di alzarsi alle 6.30-7.00 per andare a fare service non è cosa da tutti!!!) e più ci penso più mi rendo conto che forse un semplice “grazie” non basterebbe per ricambiarli di una presenza tanto attiva. Grazie quindi alla formidabile partecipazione del Club nella sua interezza il service si è rivelato un successone! I guadagni sono andati crescendo di giorno in giorno, fino a raggiungere il traguardo di ben 3000 euro di service. Indescrivibile è stata la soddisfazione di poter donare subito tali fondi a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Il giorno seguente alla manifestazione sportiva mi sono svegliato prestissimo: sentivo ancora l’adrenalina che circolava, coglievo vivide e concrete la passione e le emozioni che avevano animato quei fantastici giorni appena passati, la gioia e la felicità estrema per aver concluso alla grande il mio primo progetto da presidente, il calore e i sorrisi della gente con cui eravamo venuti a contatto, insomma… percepivo ancora lo spirito Rotaractiano in tutto il suo splendore! Perché, a parer mio, proprio questo è “fare Rotaract”… ed è una sensazione favolosa!!! Andrea Parisi Presidente RAC Torino Sud Ovest Il Quadrifoglio non è solo il bollettino ufficiale del Distretto 2030, ma la voce di ogni Socia e Socio. Per questo il vostro contributo in prima persona alla redazione della testata non solo è benvenuto, ma è necessar io. Se volete partecipa re alla realizza zione dei prossimi numeri potete inviare il material e all’indirizzo [email protected] oppure via Facebo ok mandare un inbox a Quadrifoglio Rotaract 2030 Vi invitiamo inoltre a mettere il vostro “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook, così sarete sempre aggiornati in tempo reale sulle novità distrettuali! N ello sviluppo concreto di quello che è il primo obiettivo del Rotaract, ovvero quello dello sviluppo delle capacità professionali e di leadership dei Soci, la Commissione per la Promozione del Lavoro e dell’imprenditorialià Giovanile si è posta l’obiettivo di fare da collegamento concreto tra il mondo del lavoro rappresentante la domanda ed il giovane Rotaractiano, che cerca di creare l’offerta facendo conoscere ed apprezzare le proprie conoscenze ed abilità. Grazie all’importantissima collaborazione con il Distretto Rotary 2031 e 2032 il Distretto Rotaract 2030 con la collaborazione della Commissione Imprenditoriale bandisce due concorsi: Business Plan ed Idee. Il Concorso di Business Plan ha come obiettivo finale quello di promuovere e sostenere la nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza e promuovere lo sviluppo economico ed imprenditoriale sul territorio del Distretto Rotaract 2030. Attraverso il giudizio espresso da un apposito Comitato di Valutazione, composto essenzialmente da Rotariani, verrà stilata una graduatoria dei Business Plan presentati al concorso; il primo classificato beneficerà di un premio in denaro fino a un massimo di 100.000 euro da destinare allo sviluppo della propria attività imprenditoriale. Per partecipare all’iniziativa è necessario presentare un business plan, indipendentemente dal suo stadio di sviluppo, frutto del lavoro originale di un singolo o di un gruppo di individui. Ogni gruppo, composto al massimo da tre persone, deve allegare al Business Plan un Executive Summary non più lungo di 3 pagine. Il Concorso di Idee, promosso dal Distretto Rotaract 2030, offre ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con idee e persone già coinvolte nel mondo della produzione, cercando di portare l’idea di business ad uno stadio più avanzato.Le migliori idee imprenditoriali verranno premiate in servizi, che consistono in attività di tutoraggio e nella partecipazione alle attività di pre-incubazione sviluppate dagli Organizzatori del Concorso con iniziative di formazione finalizzate a fornire gli strumenti operativi per la predisposizione di un business plan. Per i maggiori dettaglio sul Regolamento del Concorso e sulle schede concorsuali scaricabili direttamente dal sito lavorotaract.it. Attraverso il portale lavorotaract.it tutti i Soci Rotaractiani possono caricare il proprio curriculum, così da potersi far conoscere dalle numerose società ed imprese che ne hanno fatto richiesta. Queste iniziative sono una grandissima opportunità da non perdere, sfruttando i canali che il Rotaract ed il Rotary ci hanno messo a disposizione. In bocca al lupo a tutti! Dario Arlunno Presidente Commissione per la Promozione del Lavoro e dell’imprenditorialità Giovanile Il canto del Matatu Terza puntata de “Il canto del Matatu” che, con mia grande gioia, racconta un service del mio Club. Noto con piacere che le occasioni di service diretto stanno crescendo con successo e continuità, esempio ne sono i banchetti AISM che hanno riempito le piazze del nostro Distretto sabato 13 ottobre. Purtroppo di noi Rotaractiani si parla solo per le feste, gli smoking e gli abiti da sera. Elementi certo importanti della nostra associazione, ma che sono (rectius: dovrebbero essere) solo una cornice alle nostre reali finalità. Alla prossima puntata! Un abbraccio Jacopo Grillo Ogni giorno, circa 5.000 bambini di età inferiore ai cinque anni muoiono a causa dell’acqua contaminata e servizi igienici carenti. Adesso le famiglie della Repubblica Dominicana hanno accesso all’acqua potabile nelle loro abitazioni grazie ad un progetto portato avanti da club di Canada, Repubblica Dominicana e USA. Grazie anche ai tuoi contributi al Fondo programmi, sono stati installati oltre 2.300 filtri d’acqua nella Repubblica Dominicana al costo di soli 64 dollari cadauno. Acqua e strutture igienico-sanitarie fanno parte delle aree d’intervento della Fondazione Rotary. Fare del bene nella Repubblica Dominicana Fai la tua donazione annuale oggi stesso. www.rotary.org/it/contribute