Agenzia Club Med Voyages
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Torino
Rotary
novembre 2012 N° 10
20312032
20312032
Allegato a Rotary Novembre n. 10 2012. Registrazione Tribunale di Milano n. 89 dell’8/3/1986 Dir. Responsabile: Andrea Pernice
Una pubblicazione per i Rotariani del Distretto 2031 e del Distretto 2032 Direzione e Redazione: via Giuseppe Verdi, 1 - 24121 Bergamo
Coordinatore editoriale: Silvano Balestreri E-mail: [email protected] - [email protected]
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Lettera di Novembre
Lettera di Novembre
Dovere Rotariano è l’impegno a servire
al di là di ogni interesse personale
Grazie alla Fondazione i Club fanno
grandi cose e aiutano chi ha bisogno
C
ari Presidenti e
Segretari di Club
Cari e care Rotariani,
Rotaractiani ed Interactiani,
Novembre è il mese della Rotary
Foundation e, nell’assoluto rispetto delle regole, il 27 ottobre scorso
si è svolto, così come annunciato,
nella prestigiosa cornice della Cittadella di Alessandria, il seminario
congiunto dei distretti gemelli
2031 e 2032 dedicato alla R.F. Grazie cari Amici del 2032! Ricordo
che il 9 marzo 2013 avrà luogo a
Biella il successivo seminario congiunto su Leadership ed Espansione. Vi aspetto tutti.
Intanto si rende opportuno qualche aggiornamento. Siamo ad un
momento nodale dell’Anno Rotariano 2012-­2‐ 013, pieno di realizzazioni e di progetti. Mentre sta maturando quanto ho già annunciato
in precedenza, sabato 6 ottobre
ho partecipato a Caselle alla conviviale conclusiva del Tour delle
Dimore Sabaude organizzato dal
Presidente Peter Hesse e dal Rotary Club Ciriè Valli di Lanzo con
un successo veramente grande, ripetendo quanto già avvenuto negli
anni precedenti. Mi complimento
anche perché con questa iniziativa
il Rotary ha anticipato quanto si
pensa di organizzare a livello istituzionale. Proprio il giorno successivo l’inserto culturale “Domenica”
de “Il Sole 24 Ore” pubblicava
un articolo di Silvia Bernardi sulle
difficoltà alla realizzazione del progetto di un unico polo delle dieci
reggie sabaude. Cito l’articolo per
la frase espressiva, in termini Rotariani, certo non pensati dall’autrice: “Quando il denaro non gira
servono genialate risparmiose,
meglio ancora se a costo zero, che
portino iniezioni vitaminiche nelle
casse dove non risuona moneta”.
Ma certo! Dovere Rotariano, beninteso non soltanto nei tempi di
crisi, è l’impegno a servire con la
propria operosità al di sopra ed al
di là di ogni interesse personale.
Un esempio è d’obbligo. Nel
quadro delle attività distrettuali
per la Fondazione Medicina a
Misura di Donna, Onlus tesa alla
umanizzazione delle strutture
ospedaliere, sabato 22 settembre
le famiglie Rotariane del RC Susa
Val Susa, con il Presidente Piero
Villata, hanno curato la ripulitura
ed il riordino dei giardini e degli
ingressi su via Ventimiglia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino. A
favore della medesima Onlus
è stato ideato il service delle
penne Aurora con la firma del
Maestro Michelangelo Pistoletto
già annunciato nella Lettera di
Ottobre e di cui si parla in altra
pagina nel tabloid (l’articolo
Firma della Solidarietà è a
pagina 2).
Ho intanto visitato i due terzi dei
Club del Distretto, con gioia, soddisfazione e positivo ed emozionante inserimento nelle loro compagini, tanto da aver avuto spesso
modo di ritornare in favorevoli
occasioni successive. È materialmente impossibile citare qui tutte
le attività e tutti i services comuni
o di singoli Club e dei Rotaract
che cercherò di render noti nel
presente e nei successivi numeri di
questi fogli.
Qui mi preme far conoscere, per
il suo interesse generale, la realizzazione ed il completamento del
Giardino Sensoriale del Rotary
Club Settimo Torinese presso
il Jolly Hotel di Volpiano. È una
struttura che ospita a turno giovani
con handicap gravi dei comuni del
territorio per risvegliare, quando
tecnicamente possibile, attraverso
la stimolazione di alcuni dei sensi
umani, olfatto, vista, udito e tatto,
le afferenze dei loro sistemi di comunicazione. L’11 ottobre è poi
stato siglato l’accordo tra la Commissione Talassemia e la Federazione Italiana Medici Pediatri per
la distribuzione della Newsletter
mensile a tutti i pediatri italiani.
Queste sono alcune notizie ed
aggiornamenti sulla operosità del
Distretto 2031 nel concretamento
del tema annuale del Presidente
Internazionale Saguji Tanaka “La
pace attraverso il servizio”. Per
un primo bilancio ci vedremo in
molti, almeno così mi auguro, ai
prossimi appuntamenti nazionali
ed internazionali.
C
ari amici,
siamo a Novembre ed
il Rotary International
vuole che questo mese sia dedicato alla Rotary Foundation.
La Fondazione nasce nel 1917,
quando l’allora Presidente del
R.I. avanzò la proposta di istituire un fondo di dotazione Rotariana, destinato ad opere utili
sul piano assistenziale, educativo ed in altre vie di servizio a
favore della collettività.
Da allora di strada la Fondazione ne ha fatta tanta, ed è diventata l’ente che permette ai Club
di realizzare i loro programmi
nel campo umanitario e dell’interesse pubblico.
A San Diego, durante l’ultima
Assemblea, il Presidente Internazionale Tanaka ha nuovamente richiamato l’impegno di
tutti noi Rotariani a sostenere
la Fondazione e la motivazione
di questo richiamo è semplice:
grazie al sostegno che abbiamo
dato alla Fondazione fino ad
oggi siamo stati in grado di operare grandi cose nell’aiutare chi
ne ha bisogno. E questo sforzo
per sostenere la Fondazione,
che per noi è stato in ultima
analisi un gesto non particolarmente gravoso, ha significato
tanto per coloro che hanno
beneficiato dei nostri interventi.
Significa tanto per ognuna delle
persone toccate dai programmi
sostenuti ogni anno dalla Fondazione - per i bambini poveri
che vanno a scuola, per le famiglie che hanno perso tutto in
una catastrofe, per le comunità
in cui mancano servizi igienici,
acqua potabile e cure mediche.
Significa tanto per i due miliardi di bambini che vivono ora
liberi dalla poliomielite. Grazie
al lavoro che la Fondazione ha
contribuito a sostenere, cinque
milioni di casi di paralisi e più
di 250.000 decessi da poliomielite sono stati evitati.
Quello della lotta alla Polio è
un capitolo a parte nella storia
della Fondazione e merita due
parole in più: come è stato recentemente scritto “Basta così
poco” a fare la storia con l’eradicazione della paralizzante
malattia della poliomielite una
volta e per sempre. Oggi siamo
in quella che, speriamo, sarà
l’ultima fase della lotta contro
questa malattia. Siamo ormai
giunti ad un bivio: il numero di
casi non è mai stato così basso,
il numero dei Paesi ancora affetti non è mai stato inferiore, il
momento per battere la polio è
adesso. Fino ad ora solo il vaiolo è stato debellato, e faremo di
nuovo storia sconfiggendo per
sempre la polio.
Ma per avere un mondo libero
dalla Polio è necessario fare
ancora un ultimo sforzo, ed è
necessario che una volta di più
i Rotariani dimostrino la loro
volontà di impegnarsi in questa
causa che tanti risultati ha raccolto finora.
Tornando a parlare in termini generali della Fondazione,
oggi siamo davanti ad una svolta molto importante nel suo
modo di operare, siamo ad un
momento di cambiamento epocale: dall’inizio del prossimo
anno verrà infatti reso esecutivo
il modello Visione Futura.
Alla Visione Futura, al suo funzionamento ed a quanto viene
richiesto al Distretto ed ai Club
per prepararsi al cambiamento
abbiamo dedicato una serie di
incontri nel mese di settembre
e l’intero pomeriggio del seminario sulla Fondazione alla fine
di ottobre.
Adesso dobbiamo tutti adoperarci per mettere in pratica
quanto ci è stato presentato,
spiegato e richiesto al fine di
qualificare Distretto e Club ed
essere pronti a mettere in pratica quanto è necessario con le
tempistiche stabilite. Avremo
così la possibilità di operare in
un modo più semplice ed efficace, e a favore di chi ne ha bisogno in modo più immediato,
per essere quegli “operatori di
pace” che il Presidente Internazionale auspica siano tutti i
Rotariani.
Un caro saluto a voi tutti.
La “rivoluzione” della Future Vision: più efficienza per servire meglio
P
iù efficienza, per servire
meglio. È stato questo il
leit-motiv del Seminario interdistrettuale della Rotary
Foundation che si è svolto
sabato 27 ottobre ad Alessandria nella suggestiva
Cittadella, simbolo glorioso di storia patria. Hanno
aperto i lavori Lorenzo Morandi, presidente del RC
Alessandria, i Governatori
dei Distretti 2031 e 2032,
Pierluigi Baima Bollone
e Paolo Biondi, il sindaco
di Alessandria Maria Rita Rossa. Enrico Raiteri e Remo Gattiglia
hanno fatto il punto sulla Rotary Foundation a livello internazionale e distrettuale e illustrato la “rivoluzione” della Future Vision.
Bartolomeo Berello, Silvia Miglietta, Andrea Lucchini e Guglielmo Valobra
hanno relazionato sullo Scambio gruppi giovani e sulla sfida della Polio
Plus. Il bilancio del Distretto 2030, illustrato dal Past Governatore Antonio
Strumia e dal tesoriere Mario Busso è stato approvato per acclamazione.
Con la Visione futura, la Fondazione offre due tipi di sovvenzioni: sov-
venzioni distrettuali e sovvenzioni globali. Le sovvenzioni distrettuali
consentono a Club e distretti di rispondere ai bisogni immediati delle comunità locali e internazionali. I distretti possono richiedere annualmente fino al 50 per cento dei FODD disponibili per una sovvenzione, oppure possono utilizzare meno del 50 per cento e applicare
l’importo di FODD rimanente a PolioPlus o a una sovvenzione globale.
Il Distretto si occupa di gestire e distribuire i fondi per finanziare le
attività sponsorizzate da Club o Distretto, incluse le squadre di formazione professionale, le borse di studio e i progetti di servizio umanitario, purché queste attività rientrino nella missione della Fondazione.
Le sovvenzioni globali consentono di partecipare ad attività più strategiche, ad alto impatto con il supporto della Fondazione, da 15.000 a
200.000 USD. Queste sono sovvenzioni ideate per finanziare progetti
umanitari di maggiore portata, squadre diformazione professionale e borse di studio con risultati sostenibili e misurabili in una o più
aree di intervento. Club e distretti possono creare i propri progetti
per le sovvenzioni globali o sponsorizzare sovvenzioni predefinite
sviluppate dalla Fondazione Rotary insieme ai suoi partner strategici.
Il Piano di Visione vuole realizzare la missione della Fondazione rendendola più dinamica ed efficace. Il piano si prefigge di: semplificare i
programmi e le procedure della Fondazione per renderli più coerenti
con la sua missione; concentrare gli interventi umanitari nelle aree in
cui essi potranno avere il massimo impatto, secondo le priorità stabilite
dai Rotariani; offrire programmi che permettano di realizzare obiettivi
nazionali e internazionali; aumentare il senso di responsabilità a livello
distrettuale e di Club dando un maggiore potere decisionale ai distretti; aumentare la comprensione dell‘operato della Fondazione Rotary e
migliorarne l’immagine pubblica. Insomma: più efficienza per servire
meglio.
Sommario
2 Il ministro Fornero al RC Casale Monferrato
3 Viale designato consigliere della Zona 12
4 Convention Lisbona: fado e torno
5 Il progetto Mama Ti ‘Ngo
11 Il Rotaract e la nascita di nuove imprese
2032
Rotary 2031
20312032
2
La Firma
della
solidarietà
I
l Distretto Rotary 2031, in
collaborazione con uno dei
principali protagonisti sulla scena della cultura internazionale,
promuove un service a favore
della Fondazione Medicina a
Misura di Donna onlus che si
dedica all’umanizzazione degli
ospedali e alla cura della donna,
ed è attualmente impegnata in
lavori strutturali nell’area di
terapia e preservazione
della fertilità in pazienti oncologiche
dell’Ospedale S.
Anna di Torino.
Si tratta di un’iniziativa di alto
valore etico e
simbolico, legata alla firma
del Maestro
Michelangelo Pistoletto,
personalità di
punta dell’arte contemporanea italiana
nel mondo,
consistente in
una speciale
tiratura limitata di penne
Aurora, da lui
generosamen-
te autografate È ideata, promossa
e sostenuta dal Distretto Rotary
2031, in un progetto di rete che
coinvolge tutti i Club, ed è interamente destinata alla raccolta
fondi a favore della Fondazione.
L’operatività Rotariana è fedele interprete dell’indirizzo del
Presidente Internazionale Sakuji
Tanaka, «La pace attraverso il
servizio». È un idealevissuto sul
piano intimistico del contrasto
ad ogni forma di privazione e
sofferenza. L’intervento èspecificamente modulato in riferimento
alle aree di intervento nella cura
delle malattie e nel sostegno della salute materna e infantile sul
piano della prevenzione, della
terapia e del supporto ai luoghi
di ricovero. Servizio Rotariano,
altissima espressione d’arte e
struttura sanitaria d’eccellenza
sono così unite in un oggetto di
alta tecnologia a simboleggiare
la complessità di una iniziativa
di grande validità e con importante ricaduta sociale sul nostro
territorio.
Michelangelo Pistoletto è uno
degli artisti tra i più importanti
nel panorama nazionale ed internazionale: inoltre attraverso
la “Città dell’Arte - Fondazione
Pistoletto”, svolge un’intensa attività per mettere l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del
tessuto sociale, al fine d’ispirare
e di produrre una trasformazione responsabile della società
mediante idee e progetti creativi.
Tra le sue più recenti creazioni,
spicca l’estesa opera di land art
denominata ‘Terzo Paradiso’ e
realizzata in una radura del Bosco di San Francesco ad Assisi
(www.pistoletto.it).
Sue opere sono presenti nelle
collezioni dei maggiori musei
d’arte moderna e contemporanea, tra i quali: MOMA, New
York; Guggenheim Museum,
New York; Beaubourg, Parigi;
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Museo d’Arte Contemporanea Seul; Contemporary Art
Museum, Toyota; MMuseo Reina
Sophia, Madrid; MACBA, Barcellona; Smithsonian Institute Hirschhorn Museum, Washington;
Museo d’Arte contemporanea,
Rivoli; Tate Modern, Londra.
Ha partecipato a nove edizioni
della Biennale di Venezia (1966,
1976, 1978, 1984, 1986, 1993,
1995, 2003, 2005) e a quattro della Documenta di Kassel
(1968, 1982, 1992, 1997).
La firma della solidarietà del Rotariano Michelangelo Pistoletto,
Socio del RC Valle Mosso si carica di ulteriori significati sino a
coincidere temporalmente con
il progetto internazionale del
Re-Birth-day. L’Artista l’ha varato
recentemente, eleggendo il 2012
ad anno della ri-Nascita. In questo progetto saranno realizzati
numerosi eventi in tutto il mondo che si vengono a collocare
nel segno simbolo del Terzo Paradiso, ideato dall’Artista come
un cerchio inscritto nella linea
dell’infinito. Esso allude alla
necessità di unire arte e vita per
trovare nuovi equilibri tra natura
e artificio. Una grande oper-Azione collettiva di happening creativi, condotta con il Dipartimento
Educazione Castello di Rivoli
Museo d’Arte Contemporanea e
l’Ufficio Educazione di Cittadellarte che ha già coinvolto il S.
SERATA DEL 22 OTTOBRE
Il Ministro Elsa Fornero al Rotary Casale Monferrato
Le riflessioni di un tecnico impegnato a riformare l’Italia
M
attinata in Assolombarda a Milano, poi a Torino,
pomeriggio a Nichelino e serata - qui più distesa
e amichevole - a Casale Monferrato. Il Ministro del Lavoro Elsa Maria Fornero è intervenuta al Rotary Club di
Casale presieduto da Emanuele Giachino lunedì sera
a palazzo Treville sul tema “Riformare l’Italia: riflessioni di un Ministro tecnico”. Riflessioni seguite con grande attenzione dai Soci Rotariani, Socie del Soroptimist
Club presieduto da Tiziana Rota, dai numerosi ospiti e
dalle massime autorità, dal prefetto Romilda Tafuri al
vice questore vicario Alessandra Faranda Cardella e
da molti giovani del Rotaract, studenti o neo laureati di economia. A loro, in un momento della serata, il
ministro si è rivolto proprio per spiegare la reale frase
pronunciata a Milano e “completamente travisata”
dal giornalista che l’ha raccolta: “prima i giovani potevano scegliere, oggi non lo possono più fare e devono prendere la prima occasione che capita per entrare subito nel mondo del lavoro evitando di essere
choosy”. La traduzione in schizzinosi, in giornata, aveva fatto il giro delle agenzie di stampa.
L’intervento di Elsa Fornero, accompagnata dal marito
Mario Deaglio, “il mio Mario” per distinguerlo dal Presidente del Consiglio Monti, anch’egli professore univer-
sitario, editorialista e già direttore de Il Sole 24 Ore per
tre anni, si è svolto in un clima disteso e amichevole
dopo una giornata che aveva fatto registrare le aspre
contestazioni a Nichelino. Così il ministro ha potuto raccontare la sua esperienza al Governo, le difficoltà di un
tecnico catapultato in un mondo che ha riti inusuali per
chi ha sempre lavorato in imprese private. Elsa Fornero
è stata anche membro del consiglio di amministrazione di Buzzi Unicem e mantiene un forte legame con la
città di Casale. Nonostante la pesantissima giornata e
una sveglia che l’attendeva da lì a poco per ritornare
a Roma, Elsa Fornero ha abilmente parlato a braccio
ed è apparsa sempre “molto meglio di persona che in
tv” come spesso le dicono.
Non si è sottratta a domande scomode e ha fatto, finalmente dopo una delle giornate più difficili, un largo
sorriso quando il presidente Emanuele Giachino le ha
donato la rosa Monferrato, creata dal famoso ibridatore londinese David Austin: “oggi non sembra in buone condizioni, sembra un po’ all’Italia, ma a maggio si
riprenderà e fiorirà con belle rose di un rosso vivo che
ricorda i nostri ottimi vini”. “E a maggio – ha replicato il
Ministro – me la godrò anche di più…” la conferma che
non accetterà richieste di ricandidature.
Anna con quattro grandi pitture
murali realizzate da pazienti e
personale ospedaliero. Grazie a
queste immagini alcuni ambienti
sono ri-Nati nel segno del Terzo
Paradiso. Il risultato dell’azione
internazionale sarà parte di una
grande mostra che l’artista avrà
al Louvre nella prossima primavera.
Vi invito tutti a partecipare a
questo service regalandovi e
regalando per Natale la “Penna
Michelangelo Pistoletto”.
Il Governatore del Distretto
2031 ringrazia gli Sponsor che
hanno collaborato all’organizzazione, alla promozione e che
sostengono e promuovono questa iniziativa: il Dipartimento
Educazione del Castello di Rivoli
Museo d’Arte Contemporanea, il
Gruppo Bellucci di Torino, Novaria Restauri di Novara, Aurora
di Settimo. Un doveroso grazie
alla Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano
Stura che cura gratuitamente
tutte le operazioni bancarie inerenti a questo progetto.
Titti Baima Bollone
2032
Rotary 2031
20312032
3
Neurochirurgo di fama internazionale, Past Governatore del Distretto 2030 e fondatore della Collana storica Rotariana
Giuseppe Viale proposto come consigliere della Zona 12
La designazione comunicata da Evanston ai Governatori Baima Bollone e Biondi
I
l Past Governatore Giuseppe
Viale, del Rotary Club Genova, è in dirittura di arrivo per
il prestigioso incarico di Consigliere del Rotary International,
per il biennio 2014-2016, della
Zona 12. La designazione, ufficializzata dal rapporto della Commissione di nomina, è stata inviata ai Governatori dei Distretti
2031, Pierluigi Baima Bollone, e
2032, Paolo Biondi, dal segretario
generale del Rotary International
John Hewko.
In base alle istruzioni ricevute
da Evanston e secondo quanto
stabilito dal Regolamento del Rotary International, i Governatori
Baima Bollone e Biondi hanno
disposto la pubblicazione della
lettera sul Tabloid
Distrettuale.
Giuseppe Viale è
professore emerito
di Neurochirurgia
già Direttore della
struttura di San
Martino a Genova.
Laureato all’Università di Genova,
si è formato professionalmente a
Colonia, in Germania. Chiamato,
a soli 35 anni, ad
assumere la direzione dell’Istituto della Clinica
neurochirurgica
dell’Università di
Sassari, ha diretto successivamente la Divisione di Neuro-traumatologia e l’Istituto di Clinica
Neurochirurgica dell’Università
di Genova, ricoprendo le rispettive cattedre. È stato coordinatore di programmi internazionali
di ricerca in Neurochirurgia e
Neuropatologia in associazione a
enti scientifici di Stati Uniti, Gran
Bretagna, Germania, Svizzera e visiting professor e visiting scientist
presso università di Stati Uniti,
Germania, Francia, Svizzera, Svezia e Polonia. Parla perfettamente
tedesco e inglese.
Come Rotariano è stato presidente del suo Club, RC Genova,
Governatore del Distretto 2030, e
con la cura dello scienziato, che
Il RYPEN, RotaryYouth Programam
of Enrichment, è un programma
sponsorizzato dal Distretto Rotary
rivolto a studenti Interact e non,
di età compresa fra i 14 e i
18 anni. In questo divertente fine settimana gli studenti
conoscono nuovi amici, ma è
anche un’importante opportunità per
svolgere una serie di attività volte ad aumentare l’ autostima, lo sviluppo della leadership e delle “competenze di vita” per
aiutarli ad affrontare le sfide di un futuro molto competitivo . Allo stesso
tempo, i partecipanti sono invitati a interagire con i coetanei di diversa
provenienza e a migliorare la loro capacità di lavoro di gruppo. Tutto
questo è svolto in un’atmosfera informale, dove domande e dibattito
sono incoraggiati. La candidatura deve essere presentata e sponsorizzata da un Rotary Club padrino, che deve compilare la scheda contenente
i dati personali, accompagnata da alcune righe di presentazione del
partecipante. Per i ragazzi minorenni è indispensabile l’autorizzazione
scritta firmata dai genitori.
2013 - 6° EDIZIONE
Un progetto dei distretti Rotary 2031 e 2032
A cura del Rotary Club Gavi-Libarna
CONOSCERE PER CRESCERE
Comunicare è facile, difficile è farsi capire
Dalla religione alla comunicazione
e comportamento etico
1-2-3 Marzo 2013
Hotel Villa La Bollina
Serravalle Scrivia (AL)
In collaborazione con il Distretto Interact 2030
ha contrassegnato la sua carriera
professionale di medico e docente, ha affrontato la Storia del
Rotary. Ha creato, infatti, il Fondo
distrettuale per gli Studi storici
del Rotary. Ha curato, coordinato
ed è coautore dell’opera “Il Rotary in Italia”. È curatore della “Collana storica Rotariana”, che ha già
realizzato nove volumi. Al Rotary
Zone Institute, svoltosi a Milano
nell’ottobre dell’anno scorso, il
Board Director Elio Cerini ha presentato l’opera di Giuseppe Viale
“A glance at a forgotten Rotary”,
nono numero della Collana Storica Rotariana, che ricostruisce i
primordi della vita Rotariana sulla
base dei documenti d’archivio venuti alla luce, grazie alla paziente
ricerca di Viale. Il Governatore
statunitense del Distretto 6450,
David W. Templin, ha poi consegnato al Presidente Barry Axler
del Rotary Club Number One di
Chicago copia dell’opera a testimonianza del contributo dato da
quello che è giudicato un “great
work” alla diffusione della conoscenza dei fondamenti del Rotary,
dei quali il Club di Chicago, depositario da sempre di documenti essenziali, è diventato in epoca
recente consapevole custode.
La Zona 12 del Rotary International,
per la quale Viale è stato nominato
quale consigliere dalla Commissione comprende, oltre all’Italia, Francia, Malta e San Marino.
Silvano Balestreri
ROTARY INTERNATIONAL
Evanston, 15 ottobre 2012
Ai Rotary Club della Zona 12
Rapporto della Commissione di nomina
del Consigliere del Rotary International
Gentili Rotariani,
secondo quanto stabilito al comma 12,020* del regolamento del RI, la Commissione di nomina del
Consigliere RI per la Zona 12 ha nominato, quale consigliere per il 2014-2016, Giuseppe Viale, Socio del Rotary Club di Genova, Italia, il quale ha dichiarato di essere disposto e in grado di assumere
V incarico qualora venisse eletto ufficialmente.
Il Presidente del RI provvedere a dichiarare il 1° dicembre 2012 il Rotariano Giuseppe Viale quale
unico consigliere nominato per la Zona 12, se nel frattempo non saranno state accolte candidature
alternative. Per proporre una candidatura alternativa, un Club della zona è tenuto a presentare al
Governatore del proprio Distretto una risoluzione firmata dal presidente o dal segretario e intesa
a riproporre la candidatura di un Rotariano il cui nome era stato precedentemente proposto alla
commissione di nomina* II Governatore, in occasione del congresso distrettuale o mediante una
consultazione per corrispondenza, chiede ad ogni Club di appoggiare o meno la risoluzione. Se la
risoluzione viene appoggiata dalla maggioranza dei Club, il Governatore la trasmette al Segretario
generale del RI entro e non oltre il 1° dicembre 2012, insieme a tutte le copie delle lettere d’appoggio. Il Segretario generale provvedere a preparare quindi una scheda indicante la scelta della
commissione ed eventuali altri candidati appoggiati dalla maggioranza dei Club del Distretto. La
scheda sarà inviata a tutti i Club della zona entro il 31 dicembre 2012.
Desidero inoltre richiamare la Vostra attenzione sulla sezione 10,060. del Regolamento del RI, che
dichiara:
“A nessun Rotariano è consentito impegnarsi in campagne elettorali, farsi propaganda o svolgere
attività elettorali in vista di una carica in seno al RI né permettere ad altri di svolgere simili attività a
suo favore; così pure, non potranno essere distribuiti o fatti circolare da parte di un Rotariano o a
suo nome - a Club o a Soci di Club - opuscoli, pubblicazioni, lettere e qualsiasi altro materiale propagandistico, al di là di quanto sia stato espressamente autorizzato dal Consiglio centrale”.
Pertanto, qualsiasi candidato che promuova, direttamente o indirettamente, la propria candidatura
mediante attività e iniziative improprie viola il Regolamento del RI e non sarà più idoneo ad essere
nominato.
John P. Hewko
Segretario generale del Rotaiy International
ANNA OLIVERIO FERRARIS
Chi manipola la tua mente
Interclub con Anna Oliverio Ferraris Professore ordinario
di Psicologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza di Roma
I
l Presidente del Rotary Club Torino Castello, Adriana Castagnoli,
ha posto la formula della riunione
“interclub” alla base del suo progetto di gestione del nuovo Anno
Rotariano. Anche se il percorso renderà certamente oneroso l’impegno
della presidenza e dei dirigenti del
Club, per la difficoltà di concordare
una data di incontro, nel rispetto di
calendari differenti e di reperire la
sede capace di accogliere il maggior
numero di partecipanti, la Presidente ritiene che il frequente incontro
con gli altri Club del territorio possa
trasformarsi in uno strumento atto
a favorire conoscenze ed amicizie
ed a creare rapporti di collaborazione duraturi che permettano di
disporre di maggiori competenze e
risorse per lo sviluppo dei progetti
di servizio.
Nel rispetto di questo nuovo indirizzo, lunedì 24 settembre 2012, il Rotary Club Torino Castello ha proposto il suo primo incontro interclub
ai Rotary Club Torino Val Sangone,
Torino Europea, Torino Collina e
all’Inner Wheel Club Torino Castello, al quale ha anche invitato, in
rappresentanza del Distretto 2031,
il Segretario Distrettuale Armando
Prandi e la sua gentile consorte
Marisa.
Più di cento i partecipanti, tra Rotariani ed amici, e, già durante l’aperitivo, si tracciavano i primi accordi
di collaborazione attiva sui specifici
progetti.
Dopo la cena la professoressa Anna
Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, direttrice della rivista
degli psicologi italiani “Psicologia
Contemporanea” e professore ordinario di Psicologia dello sviluppo
all’Università La Sapienza di Roma,
ha proposto un argomento di grande attualità: “Chi manipola la tua
mente”, un’accurata analisi che
mostra come, con sempre maggiore
frequenza, la società moderna sia
emotivamente dipendente dai modelli proposti dai media.
Già Aristotele distingueva due tipi di
retorica, quella onesta e quella scorretta: una cosa è convincere con
validi motivi, fornendo alla controparte tutti gli elementi per valutare
lucidamente e liberamente, un’altra
è, invece, fornire informazioni incomplete e lavorare su emozioni,
fragilità e debolezze delle persone.
Oggi, in tutto il mondo occidentale,
sull’esempio degli Stati Uniti, persuasori occulti, manipolatori di professione, studiano la psicologia collettiva per tenerla sotto controllo e
sfruttarla, condizionando i comportamenti delle masse con interventi
scientifici e sistematici. I metodi autoritari, le minacce o la violenza che
si usavano un tempo per forzare la
nostra volontà vengono sostituiti da
dialettica, seduzione, persuasione e
suggestione.
Esistono una serie di vere e proprie
“trappole” che vengono utilizzate
per interpretare un fatto e giungere
a conclusioni che a volte portano
fuori strada: “lo dice un esperto,
quindi sarà vero”; “chi usa parole
difficili è colto”; “se costa caro deve
essere di qualità”; “se ci sono dati,
tabelle e statistiche, un discorso è
fondato”. Ma poi si scopre che l’esperto non è esperto, ma soltanto
un “attore” preparato a convincere
attraverso un suo fascino, usando
dati e tabelle appositamente creati.
Il sistema si sta diffondendo a macchia d’olio. Gli stessi meccanismi
che vengono impiegati per vendere
un prodotto o un programma televi-
sivo vengono ripresi per valorizzare
un personaggio politico, un partito,
un “logo”, per dar forza ad un punto
di vista. Così i nuovi politici si procurano una vera e propria équipe di
esperti della comunicazione, agenti,
addetti stampa, curatori di immagine, che consigliano, tengono i rapporti con i media, curano l’agenda
giornaliera e settimanale del personaggio, si occupano dei sondaggi,
diffondono notizie più o meno “addomesticate”.
Che fare? Invece di assorbire passivamente i messaggi bisogna sempre
chiedersi chi li invia, con quale obiettivo, se la fonte è attendibile. E’ bene
servirsi di più fonti di informazione
e confrontarsi con gli altri. Bisogna
approfittare delle nuove tecnologie, che ovviamente, se ben gestite,
possono esserci molto utili. E’ importante imparare ad individuare i
trucchi e le trappole.
Enrico Mastrobuono
Rotary Club Torino Castello
2032
Rotary 2031
20312032
4
Convention a Lisbona: fado e torno
L’
appuntamento sembra ancora lontano
(giugno 2013) ma mai come quest’anno
l’evento della Convention internazionale impone una programmazione molto anticipata.
Il fatto è che, dopo anni di appuntamenti internazionali organizzati in paesi lontani, la prossima Convention si svolgerà “a due passi”, in
Portogallo, quindi è prevedibile una massiccia
partecipazione dei Rotariani europei ed italiani.
E siccome le strutture alberghiere della capitale
lusitana non sono tantissime (soprattutto quelle di un certo livello) è indispensabile che chi
è interessato a partecipare invii l’adesione con
largo anticipo.
Il Governatore Baima Bollone ha capito che
non c’è tempo da perdere, ed infatti già negli
incontri con i Club tenutisi questa estate ha lanciato il messaggio, ed il Distretto ha prontamente avviato l’organizzazione di un viaggio che
consenta di raggiungere due obiettivi: visitare
alcuni tra i luoghi più belli ed affascinanti del
Portogallo e trascorre qualche giorno nell’atmosfera eccitante della Convention.
Il programma è stato articolato su tre livelli:
uno “completo”, con partenza da Torino il 18
giugno, un tour attraverso tutto il paese da
Oporto a Lisbona con tappe nelle località principali sotto il profilo storico, culturale e turistico (vedi dettaglio nel box) e la partecipazione
ai lavori della Convention dal 23 al 26 giugno,
con rientro a Torino il 27 giugno, ed un altro
“ridotto” comprendente il Tour del Portogallo
ed un rientro anticipato il martedì 25 giugno;
un terzo, infine, interamente concentrato sui
lavori, con soggiorno solo a Lisbona dal 22 giugno al 27 giugno.
Il tour completo prevede dieci giorni di permanenza in Portogallo dal 18 al 27 giugno, con
cinque giorni a Lisbona per consentire non solo
di partecipare ai lavori della Convention, ma
anche di vivere la vivace capitale.
Il tour “Soloconvention” prevede la partecipazione solo al “cuore” dell’evento, cioè la Convention ed i convegni ad essa collegati.
Si tratta di un’occasione importante (come ben
sanno coloro che hanno partecipato almeno
una volta ad una Convention del Rotary International) per rendersi conto della vivacità del
Rotary, della concretezza dei suoi programmi,
dell’importanza delle sue attività in tutti i paesi
del mondo.
Un’occasione anche per confrontarsi (grazie
alla “Casa dell’amicizia” che ospita centinaia di
stand di argomento Rotariano) con altri amici,
conoscere i loro service, prendere spunti per
nuove iniziative anche in comune, gettare ponti
da un continente all’altro in nome della pace
e della solidarietà che caratterizzano, specie
quest’anno, il programma del Rotary International.
I dettagli sul programma sono inseriti nel sito
www.rotary-2031.it e possono essere richiesti
anche al sottoscritto (responsabile dell’organizzazione per il Distretto 2031) mentre le iscrizioni debbono essere comunicate all’agenzia
organizzatrice, la Promotur di Torino ([email protected]) Tel. 0113018888 Fax
0113091201.
Partecipare vuol dire rafforzarsi nella convinzione che essere Rotariani è motivo di grande
soddisfazione, constatando che si fa parte di
un’organizzazione che contribuisce in maniera
concreta ed efficace a risolvere tanti casi di disagio nel mondo: perché dunque esitare e non
iscriversi subito?
Vemo nos em Lisboa!
Una serata di fado a Lisbona
La torre Belem
a Lisbona
Gianluigi De Marchi
Responsabile organizzazione Lisbona 2013
Distretto 2031
011841103 - 3356912075
[email protected]
IL "GRAN TOUR DEL PORTOGALLO"
DATA
18 giugno
Torino-Oporto
19 giugno
Visita di Guimaraes e dintorni
20 giugno
Visita di Oporto e trasferimento a Coimbra con visita ad Aveiro
21 giugno
Visita di Coimbra e Conimbriga
22 giugno
Trasferimento a Lisbona con visita di Leiria, Batalha, Alcobaca ed Obidos
23 giugno
Al mattino, partecipazione alla Convention; pomeriggio libero, cena con
altri Distretti italiani e/o stranieri (in corso di definizione)
24 giugno
Partecipazione ai convegni; in alternativa, visita a Sintra
25 giugno
Partecipazione ai convegni; visita guidata di Lisbona
26 giugno
Partecipazione ai convegni e tempo libero nel pomeriggio
27 giugno
Mattinata libera e rientro a Torino
E’ possibile anticipare il rientro al 25 giugno, in questo caso il costo è pari ad E 1.560
TOUR "SOLOCONVENTION"
DATA
22 giugno
Torino-Lisbona; pomeriggio libero
23 giugno
Al mattino, partecipazione alla Convention; pomeriggio libero, cena con
altri Distretti italiani e/o stranieri (in corso di definizione)
24 giugno
Partecipazione ai convegni; in alternativa, visita a Sinora. Possibilità di
rientro a Torino in serata.
25 giugno
Partecipazione ai convegni; visita guidata di Lisbona
26 giugno
Partecipazione ai convegni e tempo libero nel pomeriggio
27 giugno
Visita guidata di Lisbona e rientro a Torino
Costo: E 938. E’ possibile anticipare il rientro al 25 giugno (con il gruppo precedente),
in questo caso al momento non è possibile quantificare il costo.
Visite al Politecnico di Torino
col Governatore e il Rettore
Cari amici,
siete invitati a visitare il Politecnico per conoscere in modo mirato
le eccellenze dei suoi dipartimenti e centri di ricerca.
A guidarci sarà lo stesso Rettore Marco Gigli, coadiuvato di volta
in volta dai referenti titolati in funzione del settore di vostro maggiore interesse da conoscere o approfondire.
La vostra azienda o il vostro campo di interessi è nella meccanica,
nell’automotive, nella mobilità sostenibile, nelle infrastrutture, nel
design, nella biotecnologia, nella gestione aziendale, nelle green
tecnologie, nell’elettronica, nella robotica, nell’aereospaziale etc?
Indicatemi cortesemente uno o più campi che più preferite, e organizzeremo singole visite della durata massima di mezza giornata di
cui concorderemo insieme i vari dettagli.
Il Governatore del Distretto 2031
Pier Luigi Baima Bollone
2032
Rotary 2031
20312032
5
La Rotary Foundation approva e cofinanzia il progetto
mama ti ‘ngo
proposto dai Rotary Club genovesi
C’
è un dato drammatico, ma
ben noto nel mondo che riguarda la elevata mortalità femminile durante la gravidanza, il parto
e il post parto delle donne.
Nei paesi in via di sviluppo (PVS)
è la “Mama ti ‘ngo” (la mamma in
attesa) che paga lo scotto dell’arretratezza e della povertà di fronte
all’evento che per lei è motivo di
gioia e di promozione umana e
sociale.
In quel paese poverissimo che è la
Repubblica Centro Africana (RCA)
una recente statistica governativa
comunicata dal Governo all’inizio
di quest’anno ha evidenziato una
mortalità da parto pari al 8,5‰
(850 decessi su 100.000 nati vivi),
un calo importante rispetto al
dato precedente del 2006 (13,5
‰) ma pur sempre estremamente elevato. Tale mortalità si era
ridotta all’8,5‰ dopo un periodo
di maggior attenzione e sollecitudine proposto agli organi sanitari
durante la gravidanza delle donne.
Partendo da queste considerazioni l’OMS nel 2008 promosse un
progetto nazionale affidato all’Assomesca (Associazione Opere
Mediche Cristiane) che prevedeva
un’assistenza qualificata e gratuita
alle donne in gravidanza che aderissero all’iniziativa. In particolare
tale progetto prevedeva visite ginecologiche pre e post partum e
un’assistenza qualificata al parto
in ambienti idonei e presa in carico di tutte le urgenze ostetriche.
Il bilancio di questo esperimento
pilota fu nettamente positivo sul
dato della mortalità e assai ben
accetto a numerose donne che
aderirono al progetto stante la
gratuità delle prestazioni proposte. La frequenza di servizi mater-
no infantili tornò a diminuire nei
mesi successivi al termine dell’esperimento.
Sulla base di queste osservazioni il
Rotary Club di Genova Sud Ovest
nell’anno 2010-2011 decise di
ripetere l’esperimento mediante
un progetto cofinanziato dalla
Rotary Foundation con lo scopo
di ridurre ulteriormente la percentuale di mortalità delle donne.
Esso avrebbe dovuto realizzarsi
nella regione Nord ovest della Repubblica Centro Africana presso
la sottoprefettura di Ngaoundaye.
Il programma assistenziale fu arricchito di visite pre parto comprendenti una valutazione degli
eventuali rischi - (ragazze gravide
di 15/16 anni!) - una indagine laboratoristica volta ad individuare
stati di malattia in atto (flogosi,
AIDS, malaria), alterazioni della
crasi ematica e flogosi dell’apparato genitale.
Per ognuna di queste possibili
patologie si sarebbe provveduto
alla loro cura donando le medicine adatte.
Il parto doveva avvenire presso
l’ospedale di Ngaoundaye o presso centri periferici di assistenza,
dispersi nella brousse, (le cosiddette “maisons de santé”).
Tutte le prestazioni sanitarie sarebbero state gratuite ad eccezione del pagamento di un modico
ticket e saldate mediante fatturazione da una cassa mutua il cui
fondo sarebbe stato costituito
con i soldi dei Rotariani raccolti
per il progetto e quelli dati dalla
Rotary Foundation.
L’articolazione del progetto si
basa sulla esistenza nella regione
di un ospe dale ben attrezzato
anche per le emergenze e di una
rete periferica di 23 piccole mai-
Talassemia 2:
stage di formazione
a Genova
L
a talassemia è una emoglobinopatia ereditaria: a seconda della sua
gravità, il paziente può richiedere un numero variabile di trasfusioni
con la conseguente complicazione di un sovraccarico di ferro che si accumula in diversi organi vitali ma soprattutto nel fegato, cuore e cervello. Se non è prevenuto o diagnosticato in tempo tramite una Risonanza
Magnetica, questo accumulo è di per sé una malattia grave che si evolve
per conto proprio.
Nella’ mbito del progetto Talassemia 2, che coinvolge Rotary Club di Genova e di Casablanca, sono stati fatti alcuni viaggi per coordinare il lavoro
con i reparti di Ematologia e di Pediatria dellO
’ spedale XX Aout di Casablanca. Una sorpresa positiva è stato il verificare che lO
’ spedale era in possesso di una apparecchiatura per la Risonanza Magnetica uguale a quella
usata allO
’ spedale Galliera di Genova, punto di riferimento per il nostro
progetto. Da qui la possibilità di organizzare anche a Casablanca una’ ttività
di diagnosi e monitoraggio della’ ccumulo di ferro nei pazienti talassemici.
L’implementazione di tale attività doveva però necessariamente passare attraverso la formazione degli specialisti radiologi di Casablanca che
non avevano ancora utilizzato questa possibilità presso il loro Ospedale.
Così è nata l’idea di sviluppare un servizio parallelo e complementare a
quello già in atto per la prevenzione e la cura delle emoglobinopatie:
in questo caso l’obiettivo è creare un unico punto di riferimento nel
Marocco, per l’utilizzo di sofisticate apparecchiature che permettono la
valutazione accurata dell’ accumulo di ferro necessaria per inquadrare
sons de santé situate nei villaggi.
L’efficienza di questa rete assistenziale progettata e realizzata
anni fa dalla Dottoressa Ione
Bertocchi, Rotariana e PHF del
nostro Club, è dovuta alla professionalità del personale medico e
infermieristico presente in ogni
“maison”, ad una completa dotazione di materiali sanitari e di
medicinali forniti periodicamente
dalla “Farmacia Rurale Comunitaria” esistente da anni.
L’anno di presidenza del Club
2010-2011 venne dedicato alla
elaborazione del progetto e ad
una valutazione effettuata in loco
sulle reali possibilità di assistenza.
Dopo questa verifica che diede
modo di accertare numerosi casi
di infertilità dovuti a complicazioni infiammatorie in donne che
avevano già avuto 2/3 gravidanze,
si diede mano alla elaborazione
del progetto con i preventivi connessi ai costi dell’assistenza.
Ogni operatore sanitario sarà tenuto ad inviare mensilmente il resoconto delle sue prestazioni alla
Dottoressa Ione Bertocchi, Direttrice della Cassa Mutua. Questa
salderà le fatture e registrerà le
spese tenendo conto dei prezzi
di ogni prestazione correnti nel
Paese.
Il costo medio a persona di tutta
l’assistenza suddetta è stato valutato tra i 16 e i 18 Euro.
La cifra raccolta dai Club e dal
finanziamento della Rotary
Foundation (55,555.00 US $)
pensiamo sia sufficiente ad assistere 1500 /1550 donne per tutta
la decorrenza del progetto che
pensiamo sia di 18 mesi.
L’adempimento di tutte le pratiche richieste dalla Rotary Foundation - (veramente numerose!) - fu
non poco difficile in quanto sulla
rete telefonica ed elettronica della RCA ci furono numerosi black
outs che ritardarono significativamente la trasmissione di notizie,
di documenti, certificati e firmati.
Ci sembra importante sottolineare come questo progetto, similmente ai due precedenti - (Lotta
all’AIDS e Alfabetizzazione degli
orfani dell’AIDS) - sia orientato
a contribuire il raggiungimento
di uno dei 9 obiettivi del “Millennium Development Program”,
progetto di aiuto mondiale che
meglio la malattia e per ottimizzare la cura nei bambini seguiti dai due
Centri di Casablanca ed eventuali altri Ospedali. Nell'’ambito di questo
nuovo progetto, si è previsto:
• uno stage di formazione che si è svolto nel Settembre 2012 presso il
reparto di radiologia dell’Ospedale Galliera di Genova e che ha interessato la Dott.ssa Nadia Moussali, radiologa, e l’Infermiere Professionale Fathi Mehdi;
• assistenza ai radiologi di Casablanca per la valutazione a distanza dei
referti;
• fornitura di un software specializzato.
La filosofia di tutti i progetti sviluppati per la cura delle emoglobinopa-
all’obiettivo n. 5 prevede “la tutela della salute delle madri”. L’iniziativa si inserisce pertanto in
un flusso di aiuti internazionale
destinato ai paesi poveri in via di
sviluppo.
Inoltre, voglio sottolineare un
fatto importante e assai soddisfacente verificatosi con l’adesione e
il sostegno finanziario al progetto
dei Rotary Club Genovesi che ne
hanno compreso l’importanza
e la bontà (Rotary Club Genova,
Rotary Club Genova Ovest, Rotary Club Genova Nord, Rotary
Club Genova Golfo Paradiso, Rotary Club Genova Sud Ovest, Rotary Club Golfo di Genova, Rotary
Club Genova Centro Storico).
Crediamo che il fatto di unire le
forze possa costituire la premessa
di un nuovo modo di agire per
creare in futuro progetti sosteni
bili e di sempre maggior respiro
come indicato dal Rotary International e dalla sua benemerita
Fondazione.
Paolo Biassoni
Project’s Primary Contact
RC Genova Sud Ovest
tie in Marocco è sempre stata: occorre creare una struttura in loco per
la cura delle malattie, ed occorre che, al termine del nostro intervento,
la struttura continui ad operare nel paese. Questo intervento è perfettamente armonizzato a questa linea operativa.
Un grazie particolare al Dott. Gianluca Forni (ematologo) e al Dott. Lorenzo Bacigalupo (radiologo), entrambi del Galliera per essersi occupati
della parte tecnica; un grazie a Stefano Piola (RC Ovada del Centenario,
capo-progetto T2) ed a Gianluigi Pesce (RC Genova Nord-Ovest) per
aver coordinato la realizzazione dello stage.
Francesco Calcagno
RC Genova
Da sin: Dott. Rolandi, Dott. Pesce,
Dott.ssa Moussali, Dott. Bacigalupo, IP Fathi Mehdi
all’Ospedale Galliera di Genova
2032
Rotary 2031
20312032
6
2012
21 I Maya
12 danno
i numeri?
Quello che il bruco chiama fine del Mondo, il resto del Mondo lo chiama farfalla
Luigi de Concilio, responsabile Comunicazione e Immagine del Distretto 2032, ha iniziato una serie di conferenze sul tema della profezia Maya,
suscitando nei Club visitati curiosità e interesse. A lui chiediamo: Il 21 dicembre 2012 il Mondo finirà o non finirà?
U
na cosa è certa, in questi momenti, a molti preoccupa di più
la fine del mese piuttosto che la fine
del Mondo!
Ma questa è una profezia incisa nelle
pietre delle sue piramidi, raccolta in
codici misteriosi, conservata nella
tradizione orale ...
Un messaggio per le popolazioni future? Cosa c’è di vero? Perché sono
stati scritti più di 2550 libri? Perché
3.500.000 siti internet ne parlano?
Uno di questi libri, “21/12/2012 Alle
origini della profezia Maya” di Pierluigi Baima Bollone, Governatore del
Distretto Rotary 2031 si domanda “...
ma sarà proprio così? Come hanno
fatto i Maya a giungere a questa catastrofica conclusione?”
Tante sono le domande e le informazioni raccolte finora sono tantissime. La profezia Maya ci indica
una data precisa, la fine del Lungo
Computo: il solstizio d’inverno del
21 dicembre 2012.
Il filone catastrofista è pronto a
vedere nel 2012 l’attuarsi dell’Apocalisse e mette in campo tutto ciò
che tradizionalmente agli scenari
dell’Apocalisse appartiene: anticristi, devastazioni, distruzioni che si
abbatteranno sull’umanità senza
concederle attenuanti.
La stessa via degli ottimisti parte
dallo stesso punto da cui parte la via
seguita dai catastrofisti; il nostro pianeta ha cambiato molte volte aspetto
dall’alba della creazione: per questo
non dobbiamo temere gli sconvolgimenti in atto, gli sconvolgimenti
che le antiche profezie e la scienza
ci annunciano.
Sarà la catastrofe? Sarà lo spunto per
una magnifica crescita dell’umanità?
Il nostro viaggio è appena iniziato:
ci sono molti altri “segni” da esaminare, segni che getteranno altra luce
sulla via che stiamo percorrendo.
Facciamo un passo nella storia, chi
erano i Maya?
La civiltà Maya nasce nel 1500 a.C.
e probabilmente discende dagli Olmechi, dai quali raccoglie una forte
eredità culturale con un’unica ossessione: il Tempo.
Kukulkàn, associato con la stella
del mattino e della sera (Venere), è
il nome che i Maya davano al Dio
Serpente.
La mitologia narra che attraverso lo
spirito di questo Dio gli antenati abbiano ricevuto il sapere; e narra che
un giorno, nel 999 d.C., Kukulkàn
sia tornato al cielo con la promessa
di un ritorno.
La piramide di Chichèn Itza è a lui
dedicata ed è orientata con una tale
perfezione che nel giorno del solstizio d’inverno il Sole, illuminando la
scalinata nord-ovest, crei l’ombra di
un serpente gigante che dalla vetta
scenda fino alla base.
E non solo, la piramide di Kukulkàn,
a base quadrata, ha 91 gradini su
ogni lato, 364 quindi, più quello
della piattaforma in alto, per un totale di 365, come i giorni dell’anno
solare. Curioso no?
Ma come facevano i sacerdoti
Maya ad avere delle conoscenze
scientifiche così incredibili per
quei tempi.
I Maya osservando il movimento delle stelle tutta la notte, ogni notte per
un anno intero, misuravano il tempo con calcoli astronomici dettagliati
riportati nei loro edifici storici.
L’Osservatorio, per esempio, è un
edificio sacro utilizzato dai sacerdoti
Maya come apparato di misurazione
del tempo molto preciso, un orologio astronomico che indica, con precisione, l’annuale precessione degli
equinozi.
Il Sole si sposta lentamente attraverso le 12 costellazioni dello zodiaco
impiegando 2160 anni per attraversare ogni singola costellazione
e 25920 anni per compiere l’intero
ciclo precessionale di 360 gradi.
Un altro edificio sacro è la piramide
di Kukulkàn, e il 21 dicembre 2012
... quando l’ombra del serpente sarà
puntata verso le Pleiadi e il centro
della via Lattea, ci sarà un evento
eccezionale: un allineamento galattico che accade una volta ogni 26000
anni.
Un allineamento galattico proprio
in quel centro della Galassia dove
Hunab Ku, il dio supremo, la farfalla
cosmica, dava vita all’Universo Maya
con potenti esplosioni ... Quanta mitologia e quanta scienza?
Chi era questo Hunab Ku?
Hunab Ku, secondo la tradizione
Maya, è il “disco turbinante”, la coscienza che ha organizzato la materia
in stelle, pianeti e sistemi solari: è il
principio della vita al di là del Sole.
Hunab Ku è il centro della galassia,
è l’energia intelligente che pervade
l’universo. Da lui ha origine il tempo
e da lui il tempo è controllato.
Ma è solo mitologia?
Nel dicembre del 2008 un gruppo di
astronomi tedeschi ha confermato
che al centro della Via Lattea c’è un
enorme buco nero che sta assorbendo e dando alla luce le stelle ... Un
buco nero, proprio come Hunab
Ku, il grembo della madre Maya.
Due storie sorprendentemente simili eppure distanti secoli: una appartiene alla Scienza ed una alla mitologia Maya; tra scienza e mitologia una
cosa è certa: il 21 dicembre del 2012
segnerà la fine del calendario Maya.
Ma ci troviamo realmente nell’anno
nel quale pensiamo di vivere?
Per il calendario Gregoriano oggi
ci troviamo nel 21° secolo ... per
quello indiano ci troviamo nel 20°
secolo, per quello cinese siamo nel
47°, per il calendario ebraico siamo
nell’anno 5772, per quello islamico
l’anno è il 1433...
A chi credere? Al calendario Maya?
Secondo il calendario Maya, il 21 dicembre del 2012 arriverà la fine del
“Lungo Computo” e della Quinta
Era: la fine del Mondo.
O almeno del Mondo come lo abbiamo conosciuto fino a ora.
Ma come era articolato questo calendario?
In verità erano tre i calendari Maya,
il primo era chiamato Tzolkin, il
“Calendario Sacro” 260 giorni di 13
mesi di 20 giorni ciascuno (260 giorni = 9 mesi).
Agiva su tre piani: i cicli umani, i cicli
terrestri e i cicli celesti con il fondamentale pregio di unificare i processi in atto nei cieli e sulla terra.
Il secondo calendario, Haab, “Anno
Vago”, è costituito da 365 giorni, 18
mesi di 20 giorni, più un mese di 5
giorni, considerato infausto.
I Maya raffiguravano i due calendari
mediante due ruote dentate; la più
piccola girava intorno alla più grande fino a che il primo giorno di entrambi non combaciava.
Questo momento si ripeteva ogni
18.980 giorni, quindi ogni 52 anni.
Il terzo è il “Lungo Computo”, un calendario cosmico, un sistema lineare
con un inizio e una fine...
Ma perché i Maya non hanno calcolato il tempo oltre al 21 dicembre
2012?
Sappiamo poco di come i Maya immaginassero la fine del mondo.
La loro Cosmologia prevedeva cinque grandi ere cosmiche ognuna
della durata di 5125 anni. Quattro
ere sono già trascorse, Acqua, Aria,
Fuoco, Terra; la quinta era, quella
dell’Oro, è l’ultima.
Per fine del mondo i Maya intendono la fine della quinta era, la loro, la
nostra.
Tutto questo accadrà il 21 12 2012,
nel giorno del solstizio d’inverno,
quando il sole sarà allineato con
il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni
25.625 anni. Ogni cinque ere del
mondo.
Esistono documenti che riportano
questa profezia Maya?
La risposta sembra essere nel Codice
di Dresda (XI-XII), uno dei quattro
codici maya. “Fauci di un drago e
zampilli d’acqua, una vecchia dea
manda sulla terra un’inondazione,
la terra trema, l’oscurità vince la
luce...”.
In questi ultimi anni i ghiacciai si
stanno sciogliendo, mutamenti climatici, tsunami, uragani, terremoti,
vulcani, inversione dei poli magnetici, meteoriti ... è forse questa la
profezia Maya?
L’ultima distruzione di massa è avvenuta 65 milioni di anni fa nella
penisola dello Yucatàn.
Secondo i Maya l’intero ciclo precessionale si compie in 26000 anni...
moltiplicati per 2500 sono 65 milioni. Il tempo è già scaduto?
Esistono altre profezie che possono confermare la profezia Maya?
Se i Maya avevano Hunab Ku, il Creatore, per gli antichi egizi Iside rappresentava il Centro della Galassia.
Iside, Osiride e Horus che simboleggia il sole, generato da Iside ... come
tutto l’universo.
“Calcolando e tenendo in debito
conto i giorni e le ore propizie della
Cintura di Orione e delle 12 divinità
che le reggono, ecco che esse congiungono le mani palmo a palmo
ma la sesta fra esse pende sull’orlo
dell’abisso nell’ora della disfatta del
demonio”. Questa enigmatica frase,
che fa parte del Libro dei Morti, è incisa su un blocco di bronzo trovato
ai piedi della statua del dio Osiride
nella città di Khemenu, in Egitto e
risale al 2700 a.C.
L’iscrizione parla di “Dodici Divinità” e dice che “la sesta fra esse pende
sull’orlo dell’abisso”.
Ma le Dodici Divinità chi sono?
Gli antichi sacerdoti egizi, hanno
adottato le 12 costellazioni dello zodiaco come misurazione del tempo,
come le ore di un gigantesco orologio che permetteva di calcolare il
grande ciclo del tempo universale.
E la loro analisi li ha spinti a un’ulteriore livello conoscitivo: la scoperta
che i quattro quadranti del grande
orologio zodiacale, corrispondenti ai segni fissi dell’Acquario, del
Toro, del Leone e dello Scorpione,
hanno la forza di portare cambia-
menti ancora più significativi sulla
terra, cambiamenti di natura diversa.
Circa 6500 anni fa il nostro pianeta
è entrato nel segno del Toro: l’umanità ha iniziato a costruire villaggi
protetti da cinte murarie, allevare
animali, coltivare la terra, sviluppare
armi da guerra, creare Città-Stato ...
Circa 13.000 anni fa la terra era nel
segno del Leone con enormi cambiamenti climatici culminati nella
fine di una glaciazione.
Se ci spostiamo indietro di altri
13.000 anni, ritroviamo la terra sotto il segno dell’Acquario e scopriamo l’uomo di Cro-Magnon ...
Quindi l’età dell’Acquario ha conosciuto un salto evolutivo della razza
umana.
E, dopo i Pesci, la prossima sarà
ancora il segno dell’Acquario, su cui
l’ultima volta il Sole è sorto 26.000
anni fa.
Le Dodici Divinità descritte nel Libro dei Morti, è una raffigurazione
metaforica dei “dodici” segni zodiacali.
Il “palmo a palmo” descrive, allegoricamente, il passaggio da un segno
zodiacale a quello precedente, che
avviene ogni 2160 anni.
L’iscrizione concentra la nostra attenzione sulla sesta Divinità.
Abbiamo detto che 13.000 anni fa
la terra era nella costellazione del
Leone “...La sesta pende sull’orlo
dell’abisso ...”.
Un’epoca che potrebbe chiudersi
proprio nel 2012 e se questa interpretazione fosse corretta allora
la profezia annunciata dal Libro
dei Morti si troverebbe a coincidere perfettamente con la profezia
annunciata per la fine del Lungo
Computo Maya. E, coincidendo con
essa, ne confermerebbe il valore
Ma se l’iscrizione è riportata su di
una tavoletta risalente al 2700 a.C.
perché partire dalla costellazione
del Leone?
La risposta si cerca nel cielo.
La Sfinge raffigurerebbe la costellazione che osservava all’orizzonte nel
momento della sua costruzione: la
costellazione del Leone. E la scienza
ci da una mano ...
Nel 1984 il belga Robert Bauval si
accorge che la disposizione delle
tre piramidi di Giza rispetto al fiume
Nilo è l’immagine riflessa della Via
Lattea rispetto alle tre stelle della
Cintura di Orione così come erano visibili verso sud dalla terra nel
10.500 a.C., circa 12.500 anni fa.
La nostra iscrizione dice “Calcolando e tenendo in debito conto i
giorni e le ore propizie delle stelle di
Orione e delle Dodici Divinità che le
reggono...”.
Ma se la civiltà egizia ha avuto
inizio intorno al 3100 a.C., all’inizio del Lungo Computo Maya e
se le tre piramidi risalgono ad un
periodo compreso fra il 2700 e il
2500 a.C. che senso avrebbe avuto
immortalare in esse una data così
antecedente?
Quanti anni ha la Sfinge?
Basandosi sul deterioramento del
corpo della Sfinge alcuni studiosi le
hanno attribuito 8000 anni in più di
quelli dichiarati ufficialmente.
L’erosione della statua non sembra
essere dipesa solo dal vento e dalla
sabbia, ma anche dall’acqua caduta
copiosamente.
Acqua piovana caduta copiosamente e ripetutamente nel periodo
postglaciale, nel 10.500 a.C., circa
13.000 anni fa.
Ma se postdatiamo la Sfinge, dobbiamo ipotizzare l’esistenza di
2032
Rotary 2031
20312032
una civiltà evoluta esistita millenni
prima di quella egiziana. E i conti
con la storia non tornano ...
Ci sono altre civiltà che ci interessano da vicino?
Civiltà legate alla stessa data che
abbiamo già incontrato sul nostro
cammino, quella dell’equinozio del
10500 a.C., ma andiamo nell’ordine.
Nell’802 Jayavarman II° dopo aver
unificato un territorio che oggi è la
Cambogia si autoproclama “Re del
Mondo”: così ha inizio il grande regno Khmer con capitale Angkor: che
in lingua khmer significa ...“Horus
vive”. L’impero Khmer ha avuto vita
breve: nel XIV secolo è iniziato il suo
declino e nel XV si è dissolto lasciandoci la perfezione di mille edifici e di
72 templi meravigliosi.
Fra questi il più straordinario è Angkor Wat.
All’alba dell’equinozio di primavera
si può osservare il sole sorgere sulla
cima della torre centrale.
Sulle balaustre è raffigurato il Naga,
il re cobra dalle sette teste che nella
mitologia indu-buddista non sono
comuni serpenti ma draghi, portatori di sapienza e saggezza.
Come la Sfinge guarda verso la sua
costellazione anche Angkor guarda
verso la costellazione che raffigura:
il Drago.
E anche gli altri templi riproducono
l’ubicazione delle stelle del Drago
ma... C’è un “ma”, il solito: le stelle
di quella costellazione non erano
visibili in cielo quando la città è stata
costruita.
Per vederle brillare su Angkor è necessario tornare all’alba dell’equinozio del 10500 a.C.
Gli architetti Khmer avrebbero copiato una mappa celeste tracciata
migliaia di anni prima. Perché?
Anche le scritture sacre Indù consideravano il tempo come ciclico e lo
articolavano in quattro ere cosmiche: l’età dell’Oro, dell’Argento, del
Bronzo e del Ferro, la nostra.
Che si concluderà, secondo la loro
mitologia, “Quando il Sole e la Terra
saranno allineati con la linea nera al
centro della Via Lattea” il 21 12 2012.
Anche questa è una coincidenza?
La Sfinge guarda ad est le piramidi
a sud, Angkor Wat a nord ... manca
solo l’ovest.
Nel 1995 Graham Hancock, nel libro
“Impronte degli Dei”, ha osservato
che la piramide di Akapana a Tiahuanaco, nel cuore delle Ande, in territorio boliviano, è orientata a ovest e
guarda la costellazione dell’Acquario
come essa era visibile nel 10.500 a.C.
7
Alla porta del Sole, nel primo giorno
di primavera il dio Viroacocha dona i
raggi della sapienza con la promessa
che tornerà quando la terra e il Sole
saranno allineati con il “ventre della
dea Madre”, al centro della via Lattea
Tiahuanaco è ciò che resta di un’importante civiltà (200 a.C.) fino a
quando il suo territorio non sarà
annesso, nel XV secolo, al dominio
Inca, conservando, nella piramide
e nelle grandi statue, pronunciate
caratteristiche acquariane.
Che la grande civiltà umana abbia
avuto inizio molto tempo prima
di quanto ipotizzato dalla scienza
ufficiale?
Direi che la domanda corretta sia
se esiste realmente un disegno
globale dei “figli delle stelle” teso a
trasmettere un singolare messaggio
alle generazioni future?
Se torniamo a leggere la parola
Maya, questo è un termine chiave
nella filosofia Indù: significa “origine del Mondo”, Maya era anche
il nome della Madre di Buddha,
Maya era il nome della nutrice di
Tutankhanen, ed è strano che una
delle Pleiadi si chiama Maia, come
la dea romana della primavera...
come il mese di maggio. I Maya
attendono il ritorno di Kukulkàn.
Gli Indù attendono il ritorno di
Krishna...
Nessuna profezia, nemmeno quelle
della Madonna di Lourdes, Fatima
o Medjugorie, ha mai potuto, anche solo lontanamente, esibire una
simile conoscenza del futuro, tanto
meno le profezie di Nostradamus
o la profezia di Malachia o l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del
Nuovo Testamento.
A questo punto ognuno è, e deve
essere, libero di trarre le sue conclusioni ma perché scomodare i
Maya?
La profezia malauguratamente rende e molto, a chi la annuncia e a chi
la contesta.
Ricordo i 2550 libri pubblicati e i
3.500.000 di siti internet che ne
parlano. Il film “2012”, che personalmente non candiderei per l’Oscar, è costato 200 milioni di dollari
ma ha registrato incassi per 770
milioni di dollari ...
Sicuramente dopo il 21 dicembre
2012, quando la presunta profezia
Maya sarà smentita, qualcuno ci resterà male. Ma il Mondo deve finire
solo perché non piace a qualcuno?
“Quello che il bruco chiama fine
del Mondo, il resto del Mondo lo
chiama farfalla”.
S
Il Rotary per Galeazzo Alessi
ono cominciate a Genova le celebrazioni per il quinto centenario della nascita di Galeazzo Alessi e il Rotary svolge un
ruolo da protagonista. Nato a Perugia nel 1512 e morto a Perugia
nel 1572, Galeazzo Alessi si formò inizialmente sotto la direzione
dell’architetto e pittore Giovan Battista Caporali per poi studiare
attentamente l’architettura antica, che segnò in modo indelebile
il suo stile. A Roma incontrò Michelangelo Buonarroti e la sua influenza si sentirà nelle sue realizzazioni successive. Nel 1548 si
stabilì a Genova su invito della Repubblica, che gli chiese di modernizzare le fortificazioni del porto. Alessi realizza la porta d’ingresso (una monumentale e massiccia costruzione che sul porto
ha una facciata concava, racchiusa tra due colonne doriche fasciate
da blocchi di pietra, mentre sulla città è piatta e delicatamente
decorata). Nel medesimo anno ha realizzato la villa della famiglia
Giustiniani (oggi Villa Giustiniani-Cambiaso), sul modello della romana Villa Farnesina di Baldassarre Peruzzi, ricca di un’esuberante
decorazione ornamentale.
Nel capoluogo ligure (che gli ha dedicato una via) Alessi ha progettato diversi prestigiosi edifici lungo la Strada Nuova (oggi via
Garibaldi), all’epoca appena realizzata: in particolare, il Palazzo
Cambiaso (nel 1565) e il Palazzo Lercari-Parodi (nel 1567). Questi
edifici influenzarono le successive realizzazioni di altri architetti
che lavorarono lungo la Strada Nuova, come Giovan Battista Castello, detto il Bergamasco, e Bernardino Cantone, inoltre, affascinarono il giovane Rubens che li copiò in una serie di disegni. Sempre a Genova, Alessi costruì la basilica di Santa Maria in Carignano
(1549-1552), fortemente ispirata al progetto di Bramante per la
basilica di San Pietro in Vaticano, in cui la larga facciata coronata
da timpano è inserita fra due campanili a base quadrate, mentre la
cupola centrale è sostenuta da un alto tamburo.
Per questo stretto rapporto con la città, i Rotary Club genovesi han-
I
no avviato una serie di iniziative per celebrare il quinto centenario
della nascita. Il presidente del RC Genova Centro Storico, Nicola
Varese, ha aperto le celebrazioni con il convegno Ville Alessiane a
Sampierdarena, e la tavola rotonda sul tema “Recupero, utilizzo
e fruizione: prospettive future”. L’evento, che si è svolto venerdì
19 ottobre nella Sala Consiliare Municipio 2 Centro Ovest, è stato
promosso da: Rotary Club genovesi, Fondazione Franzoni, Commissione Interdistrettuale Arte e Beni Culturali Rotary, Municipio
2 Centro Ovest, Associazione Dimore Storiche - sezione Liguria,
in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova. Gli interventi hanno evidenziato il contesto urbanistico di Sampierdarena
e delle sue ville ieri e oggi; i progetti di recupero, utilizzo e fruizione; le proposte di percorsi dedicati alla conoscenza e alla cultura;
gli studi sviluppati negli anni recenti presso l’Ateneo genovese ed
è stato presentato il plastico delle ville di Sampierdarena, a cura di
Guido Mazzarino. Alla tavola rotonda sono intervenuti: Agostino
Calvi, Assessore alla cultura Municipio 2 Centro Ovest; Roberta
Mongiardini, Assessore all’urbanistica e viabilità Municipio 2 Centro Ovest; Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria; Alessandro De Gloria, Università
degli studi di Genova; Maria Linda Falcidieno, Università degli
studi di Genova; Patrizia Falzone, Università degli studi di Genova; Lauro Magnani, Università degli studi di Genova; Anna Maria
Parodi, Università degli studi di Genova; Paolo G. Rava, Università
degli Studi di Genova; Giovanni Gramatica di Bellagio, Presidente
Associazione Dimore Storiche - sezione Liguria; Claudio Paolocci,
Direttore Fondazione Franzoni e Presidente Commissione Alessiana Rotary genovesi; Giovanna Mastrotisi, Presidente Commissione interdistrettuale Arte e Beni culturali Rotary; Angelo Capizzi,
Preside Istituto Comprensivo Sampierdarena; Raffaele Palomba,
Alfredo Remedi, Ezio Baglini, Associazione Cercamemoria.
Maison d’Italie
l Rotary italiano ha fatto un’opera rilevante: la “Maison d’Italie” a Parigi,
residenza universitaria con 52 camere e
32 “studio” dotati di ogni accessorio. La
Maison accoglie professori, ricercatori e
studenti che devono soggiornare a Parigi.
Tutto è iniziato nel 1951 allorché Giancarlo Trentini, giovane studente di medicina a Milano, sottolineava l’importanza
degli scambi culturali universitari e citava
proprio la mancanza di una casa italiana
presso la Città Universitaria Internazionale di Parigi. Enrico Falck, senatore, con il
sostegno del Rotary italiano, di istituzioni
pubbliche e private e di mecenati avviò
la costruzione e la prima pietra fu posta
il 7 maggio 1955. L’inaugurazione alla
presenza del Presidente della Repubblica
francese, Renè Coty, e del Presidente del
nostro Senato, Cesare Merzagora fu celebrata il 25 gennaio 1958. Da allora la Casa
ha avuto circa 6 mila ospiti ed è stata visitata da numerose personalità tra le quali
spiccano tre nostri Presidenti: Gronchi,
Pertini e Napolitano. La Maison, progettata dall’Arch. Piero Portaluppi, è
concepita come uno storico edificio
italiano e sono da notare il portico
del 1400 proveniente da una dimora
milanese distrutta dalle bombe alleate
durante la Seconda Guerra Mondiale,
una finestra bifora, un camino barocco mantovano del 1600 e un affresco,
opera di un pittore lombardo del 14°
secolo, staccato dalla chiesa di Santa
Maria dei Servi di Milano distrutta nel
1847 che è tuttora di proprietà della
Pinacoteca di Brera.
Il Rotary Genova San Giorgio
dedica una serale ai giovani del Rotaract
P
rendi una sera di metà settembre, un locale suggestivo ed elegante nei vicoli, scegli un tema di particolare interesse sociale
e estendi l’invito ai giovani del Rotaract. Ed ecco serviti gli ingredienti di una serale da applausi. Applausi che sono arrivati anche
dal Governatore Paolo Biondi, “in visita non ufficiale- ha tenuto
a precisare- ma felice di trascorrere una serata in compagnia del
Club e dei numerosi giovani presenti”. Nel mese dedicato per antonomasia al Rotaract, il Rotary San Giorgio ha scelto di esserci,
sviluppando il tema delle “competenze trasversali come fattore
distintivo per lo sviluppo della propria professionalità”. Un argomento costruito e sviluppato perché fosse interessante per i giovani e al quale i giovani hanno aderito con una partecipazione molto
attiva. Sono stati tredici i Rotaractiani (Davide Seggiaro, Rappresentante Distrettuale Rotaract Distretto 2030, Matteo Gabutto Presidente Rotaract Genova Nord- Nord Ovest, Irene Mura Presidente
Rotaract Genova Golfo Paradiso, Dario Arlunno Presidente Commissione per la promozione del Lavoro e della imprenditorialità
giovanile Distretto 2030, Michela Crosa Lenz Presidente Rotaract
Pallanza Stresa, Laura Romazza Segretaria Rotaract Genova Golfo
Paradiso, Stefano Lupo Delegato di zona levante Distretto 2030 e
Prefetto Rotaract Genova Golfo Paradiso, Benedetta Repetti Tesoriera Rotaract Genova, Cecilia Boccaccio del Rotaract Genova,
Cristina de Palma del Rotaract Genova Nord-Nord Ovest, Massimiliano Ferrando del Rotaract Genova, Guidalberto Lucifredi del
Rotaract Genova, Avv.Luca Paganucci past consigliere del Rotaract
Genova) che hanno accettato l’invito e che hanno ascoltato con
attenzione i “suggerimenti” degli importanti relatori intervenuti.
L’argomento sviluppato dal Dr.Pasquale Cama, dalla Dr.ssa Maria
Grazia Cipero, psicologa del lavoro e dal Professor Andrea Pirni,
docente della Facoltà di Scienze Politiche di Genova, ha aperto un
dibattito e ha visto numerose le domande, giustamente interessate, dei Rotaractiani presenti. Una conviviale riuscita, quindi, che
non solo ha permesso di cementificare i rapporti tra Rotary e Rotaract ma che ha posto le basi per riprendere, in seguito e sempre
con i giovani, questo argomenti di così grande interesse culturale.
Valeria Abate
Rotary Genova San Giorgio
2032
Rotary 2031
20312032
8
Il Rotary Club Torino 45° parallelo
I
n occasione della sua visita ufficiale al R. C. Torino 45° Parallelo, svoltasi il 1° ottobre scorso,
il nostro Governatore, apprezzando il Club per le attività che
esso ha promosso e sviluppa ed
anche per “lo spirito che vi si respira”, ha chiesto di redigere una
“presentazione” del Club stesso
da pubblicare sul tabloid del
Distretto. La proponiamo volentieri, nella speranza che con essa
si promuova una sempre miglior
conoscenza reciproca fra i Club e
fra i Soci, e che questa iniziativa
non resti isolata.
LA STORIA DEL CLUB
La “charta” che ufficializza la nascita del Rotary Club Torino 45°
Parallelo porta la data del 30 giugno 1980, ma le radici del Club
affondano in tempi assai più remoti.
I 32 che diedero vita al Club erano infatti tutti Rotariani, alcuni
“di lungo corso”, provenienti dal
Club di Susa e Val Susa, un Club
nato nel 1958, il cui territorio si
estendeva da Torino alla frontiera francese di Bardonecchia e
Claviere.
Aderirono al nuovo Club 32 dei
circa 70 Soci del RC Susa e Val
Susa e questo fu denominato
“Torino 45° Parallelo”, a indicare
la volontà di una “visuale” ampia,
proiettata verso le importanti realtà ad Ovest e ad Est di Torino.
Per lo stendardo del Club, fu
scelta l’immagine di un toro che
poggia saldamente sulle quattro
zampe.
I primi anni del Club sono caratterizzati dall’entusiasmo che
contraddistingue tutti i felici inizi, con una notevole crescita numerica (fino ad oltre 70 Soci) ed
una intensa attività caratterizzata
dalla partecipazione di oratori di
prestigio e da una efficace colla-
L’
borazione con le istituzioni.
Momenti particolarmente significativi degli anni ’80 sono rappresentati dalla costituzione del
Rotaract patrocinato dal Club e
dall’istituzione del Premio Bruno
Caccia (al quale sarà successivamente associato il Premio allo
Studio Bruno Caccia, a conferma
dell’interesse nei confronti delle
nuove generazioni).
Nella prima metà degli anni ’90 il
Club vede un ridimensionamento
numerico, fino a stabilizzarsi a 5055 Soci, dovuto essenzialmente al
venir meno, per motivi di età o di
salute, di parecchi Soci della prima ora. Prevale inoltre una particolare volontà selettiva che limita
l’ingresso di nuovi Soci, anche a
costo di provocare un po’ di amarezza in alcuni Soci presentatori:
piccoli contrasti presto appianati
nello spirito del Rotary.
È in questi anni che - come Club
padrino - si fornisce il necessario
appoggio alla nascita dell’Inner
Weel 45° Parallelo, che diverrà
presto molto attivo ed efficiente
e con il quale si istaurerà una fattiva collaborazione sia nell’attività
sociale che in quella di service.
Negli ultimi anni, l’inserimento
di nuovi Soci, anche molto giovani, ha contribuito a mantenere il
Club vigoroso e dinamico. Oggi il
Rotary Club Torino 45° Parallelo
è vivo ed attivo e si caratterizza
per la piacevole atmosfera di affiatamento e spirito di collaborazione fra i Soci, che consente di
affrontare sfide anche impegnative, in particolare nell’at­ti­vi­tà di
servizio.
LE PRINCIPALI ATTIVITà
DEL CLUB
Nel corso degli anni il R. C. Torino 45° Parallelo, come tutti i
Club, ha realizzato molte attività
di service, che sarebbe impossibile elencare, (restauro di opere
d’arte, borse di studio, attività
rivolte agli studenti per indirizzarne la conoscenza del mondo
del lavoro, aiuto ad organizzazioni umanitarie, partecipazione
ai service distrettuali, ecc.), ma si
è anche caratterizzato per alcune
Associazione Culturale Filippina del Piemonte (ACFIL) è l’entità laica rappresentativa della Comunità degli immigrati filippini
“torinesi”.
L’ACFIL - che attualmente conta oltre 500 Soci
attivi tra gli immigrati filippini residenti nel territorio - fa parte del Consiglio Territoriale per
l’immigrazione presso la Prefettura di Torino
ed è membro della Consulta per i lavoratori
immigrati presso la Regione Piemonte: è dunque pienamente riconosciuta a livello istituzionale.
L’ACFIL si propone di custodire i valori morali
e di solidarietà propri della cultura del Paese
d’origine, promuovendo l’integrazione degli
immigrati, aiutandoli ad organizzare spettacoli di danze tradizionali e recitazione, tornei
sportivi, conferenze, dibattiti, seminari e viaggi educativi; non essendo abbandonati alla
deriva in un mondo estraneo, essi non saranno indotti alla perdita dei valori sociali e morali, e la coscienza della dignità della propria
identità culturale sarà presupposto per una
migliore comprensione reciproca con la gente del Paese in cui sono venuti a vivere.
PRINCIPALI PROGETTI 2012 - 2013
✓ Attività organizzativa relativa a Premio Caccia e Premio a llo studio Bruno Caccia
✓ Assistenza a ragazza filippina in attesa di
trapianto
✓ Service a favore dell’Ospedale Infantile
Regina Margherita
✓ Patrocinio di un Rotaract ed un Interact
✓ Matching Grant, coinvolgente alcun Club
dell’area, per lo sviluppo di un ospedale in
Magadascar.
attività continuative di particolare
interesse.
Il Rotary Club Torino
45° parallelo e l’Acfil
Per organizzare la sua attività di
servizio in relazione al tema della
alfabetizzazione e dell’integrazione degli immigrati di buona
volontà, il Rotary Club Torino
45° Parallelo ha scelto la strada
della collaborazione con la comunità filippina che, disponendo di
una sua organizzazione piuttosto
attiva - l’Associazione Culturale Filippina del Piemonte
(ACFIL) - consente di dar vita
ad attività veramente c ondivise,
non dispersive e concrete. Un’attenzione particolare è oggi rivolta
alle iniziative che mirino all’integrazione dei giovani figli degli
immigrati, la cosiddetta seconda
generazione.
I service a favore della
comunità filippina
I rapporti tra i Filippini torinesi
ed il Rotary Club Torino 45° Parallelo sono stati caratterizzati fin
dall’inizio da un grande spirito di
collaborazione ed hanno avuto
inizio spontaneamente durante la
conviviale Natalizia 2001, quando un gruppo di cinque giovani
filippine fu invitato dal Club per
allietare la serata con dei canti di
Natale. Le cinque ospiti chiesero
come “onorario” l’interessamento per un’amica - immigrata come
loro e loro coetanea - affetta da
una grave disfunzione renale,
sottoposta a dialisi ed in attesa di
trapianto.
Il Club decise subito di fare
dell’aiuto a questa giovane; il
trapianto fu effettuato, purtroppo senza successo, ed il service
continua nell’attesa di un nuovo
intervento.
Disegna il tuo futuro
È un service finalizzato a promuovere la preparazione professionale di giovani immigrati filippini e
favorire il loro avviamento a lavori qualificati.
Il programma prevede la concessione di Borse di Studio per la
frequenza di corsi con durata da
uno a tre anni.
Svolto in collaborazione con
L’ACFIL, che partecipa anche
dal punto di vista finanziario, il
progetto ha preso spunto dalla
considerazione che, al diciottesimo anno di età, molti giovani, - i
quali per evitare la clandestinità
devono scegliere fra l’inizio di
un’attività lavorativa ed il prosie-
guo degli studi -scelgono per difficoltà economiche la strada di un
lavoro “qualsiasi”, anche se dotati
di buone potenzialità. Oltre ad
essere obiettivamente iniquo,
questo “dover rinunciare” ad un
futuro migliore lascia strascichi
che certamente non favoriscono
una serena integrazione nel contesto sociale: rimpianti e frustrazioni nei giovani e delusione nei
genitori che constatano l’inutilità
dei loro sforzi e sacrifici.
I SERVICE A FAVORE
DEI PICCOLI
DEL TERRITORIO
Bambini cardiopatici
ospedale Regina
Margherita di Torino
È ormai una tradizione: da alcuni
anni, Gianduja e Giacometta, durante il Carnevale, dedicano una
loro giornata ai bimbi dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.
L’evento con le popolari maschere del carnevale torinese, è
organizzato dal Rotary Club Torino 45° Parallelo con l’assistenza
dell’Associazione Amici Bambini
Cardiopatici e quella dell’Unione
Genitori Italiani.
Segue l’incontro con il prof. Pietro
Abbruzzese, primario di Cardiochirurgia, che aggiorna Gianduja
e Giacometta sulle difficoltà e sui
successi della Cardiologia Infantile.
L’incontro ha momenti molto
belli e toccanti sia per i bambini, che esprimono la loro gioiosa meraviglia nel vedere questi
personaggi, sia per i genitori che
fruiscono di una pausa di serenità
nella loro giornata spesso molto
impegnativa.
Il rapporto con l’ospedale data
ormai dal 2003 ed in questi anni
il nostro Club è stato presente, oltre che con la partecipazione delle
maschere a Carnevale, attraverso
altri momenti di concreta collaborazione, quali la creazione di una
biblioteca per bambini e la fornitura di attrezzature per la sistemazione del materiale pediatrico.
Nell’Anno Rotariano 2011-12 è
stato offerto all’ospedale un casco operatorio con luce frontale,
strumento di supporto molto apprezzato ed il cui acquisto è stato
deciso insieme con la struttura
interna dell’ospedale stesso.
Reparto di terapia
neonatale dell’ospedale
Sant’Anna di Torino
Su suggerimento del reparto stesso, il Club ha offerto, in collaborazione con il Rotary Club Torino
Cavour due itterometri, utili per
poter effettuare esami in modo
non invasivo.
IL PREMIO BRUNO CACCIA
E IL PREMIO ALLO STUDIO
BRUNO CACCIA
Il premio Bruno Caccia
Nei mesi immediatamente successivi alla sua morte, il Rotary
Club Torino 45° Parallelo decise
di onorare la memoria dell’insigne Socio scomparso istituendo
un Premio al merito civile a lui
intitolato.
Tutti i Rotary Torinesi aderirono
con calore all’iniziativa, che ebbe
subito anche il patrocinio del
Distretto. Di comune accordo si
decise che il premio sarebbe stato
conferito ogni anno “a cittadini
od enti che si siano particolarmente distinti nella tutela
dell’interesse pubblico”.
Dal 2000 sono promotori del
Premio non solo i Club di Torino
città ma anche, su loro esplicita richiesta, quelli dell’area circostante
- cintura e provincia torinese.
Il Premio ha esclusivamente un
contenuto ideale, essendo costituito mate­­rialmente soltanto da
un medaglia d’oro con l’effigie
di Bruno Caccia e da un attestato
con la motivazione.
Il Premiato viene scelto ogni
anno da un Comitato in cui sono
rappresentati tutti i Club promotori, mentre al R. C. Torino 45°
Parallelo è stato mantenuto l’onere e l’onore di svolgere i compiti organiz­za­ti­vi.
Guido Caccia consegna il premio 2011-12 ad Alberto Vanelli
Bruno Caccia era nato nel 1917 a
Cuneo.
Laureatosi - magna cum laude in Giurisprudenza e successivamente in Scienze
Politiche,
era in Magistratura dal 1940.
Procuratore della Repubblica di Aost
a dal ’64 al ’67,
fu poi a Torino alla Procura Generale
e, dal 1980, era
Procuratore Capo della Repubblica
di Torino.
Rotariano dapprima nel R. C. di Aost
a e poi nel R. C.
Susa e Valsusa, era Socio del R. C. Torin
o 45° Parallelo
fin dall’anno di fondazione.
Il 26 giugno 1983, davanti alla prop
ria abitazione, Egli
veniva barbaramente e vilmente
ucciso dalla criminalità organizzata (che combatt
eva con grande
energia)
Nonostante siano sempre meno num
erosi coloro che
conobbero personalmente Bruno Cac
cia, la cerimonia di consegna del Premio è sempre
molto affollata
e si onora della presenza di numeros
i Ospiti eccellenti: le più alte Autorità Civili, Militari, Relig
iose; esponenti del mondo universitario e dell’infor
mazione e naturalmente - un po’ padroni di casa insie
me al Rotary - i
più alti rappresentanti della Magistra
tura torinese
Ciò dimostra che il Premio Bruno
Caccia è sempre
meno la (pur nobile) commemoraz
ione di un amico
e sempre più quella di un Grande
Personaggio della
storia della nostra città e del nostro
paese, che in un
momento difficile di questa storia grazie al suo raro
valore professionale e alle sue rare
qualità umane ha saputo elevarsi a testimone e
simbolo delle più
alte virtù civili, ovvero di quei valori
ed ideali sui quali
il Rotary fonda la propria esistenza
: senso di giustizia,
integrità, cultura, solidarietà, fiduc
ia di poter contribuire al bene comune.
2032
Rotary 2031
20312032
9
Service del Rotary Club Genova Nord-Ovest e del Rotary Club Genova Sud-Ovest
Restituire la memoria agli anziani malati di Alzheimer
L’
idea di creare un centro per
l’assistenza per aiutare gli
anziani affetti da demenza lieve o
moderata nasce nella primavera
del 2011, parlando con un amico
rotariano, del Rotary Club Genova
Sud Ovest, presente questa sera,
Gary Pike. Per la verità fu lui a introdurre il discorso. Si parlava delle difficoltà che hanno gli anziani in
generale con la rarefazione delle risorse loro riservate nella terza età.
Soprattutto della solitudine in cui
si vengono a trovare certi anziani e
della maggior solitudine di anziani
affetti da patologie psico-involutive. È nata quel giorno l’idea di
fare qualcosa per questi anziani, è
nato quel giorno il “Punto R.O.T.”
Cesare Maria Calabrese, psicologo,
rotariano del RC Genova Nord
Ovest, racconta come è nato questo importante service a favore degli anziani.
I locali sono stati messi a disposizione dal rotariano Pike, e tutta
l’attività è svolta da personale che
opera a titolo volontario e gratuito,
la frequenza al Centro è assolutamente gratuita.
Lo spirito con cui è nato, ed è
portato avanti, il “Punto R.O.T.”
rappresenta appieno lo spirito ro-
tariano “fare un servizio con entusiasmo, per la gioia di aiutare chi
ne ha bisogno”.
sua fase iniziale, venga riconosciuto e gestito tanto quanto la disabilità fisica.
Che cosa è la R.O.T.
La R.O.T. è un metodo di trattare
la confusione, il disorientamento
e la perdita di memoria, stimolando il paziente a riapprendere
le informazioni essenziali circa sé
stessi e il loro ambiente. La R.O.T.
(Reality Orientation Therapy) rientra nell’ambito degli interventi
riabilitativi per anziani affetti da demenza, e si propone come terapia
psicoattivante (principalmente di
orientamento nello spazio-tempo),
cioè capace di determinare,più che
un arresto della confusione mentale, uno sviluppo delle capacità di
autonomia della persona agendo
sulle funzioni ancora efficienti e
su quelle che presentano solo un
parziale deterioramento. Il decadimento cognitivo, non meno di
quello fisico, produce un forte impatto sull’autonomia della persona
anziana, che tende maggiormente
a isolarsi, a interrompere le attività e a gravare ulteriormente sulla
famiglia.
È quindi molto importante che
questo deficit, soprattutto nella
Criteri di ammissione
al Punto R.O.T.
L’ammissione al centro “Il Punto
R.O.T.” prevede la raccolta dei
dati anamnestici con i familiari,
un colloquio con lo psicologo e
la somministrazione di alcuni test,
per l’esame dello stato mentale, al
paziente. I risultati dei test vengono poi discussi in equipe e con il
medico di famiglia/specialista inviante, con cui vengono mantenuti
costanti rapporti, e, naturalmente,
con la famiglia. I test vengono eseguiti ogni tre mesi.
Gli utenti vengono suddivisi in
piccoli gruppi, in base al grado di deterioramento mentale,
e ogni gruppo svolge una-due
frequenze settimanali presso il
Punto ROT per una psicostimolazione con schede R.O.T., mirata secondo le problematiche
specifiche dell’anziano.
Il Setting degli incontri è di tipo
circolare. In una stanza appositamente attrezzata la R. O. T. viene
somministrata a max 6/8 Pazienti
per volta. Prima e dopo la sommi-
nistrazione della R.O.T. gli anziani
vengono accolti in ambiente dove
possono ascoltare dei brani musicali e canzoni del passato.
La psicostimolazione di gruppo ha
una durata di 30/40 minuti.
Il Punto R.O.T. si propone come
ulteriore forma di assistenza che
permetta il mantenimento dell’anziano in famiglia, affiancandosi
a essa con lo scopo di limitare
l’ulteriore decadimento mentale
dell’anziano, e di suggerire ai familiari le scelte più opportune per un
migliore inserimento dell’anziano
demente nell’ambito familiare.
Il supporto ai parenti
È parte integrante dell’attività del
Punto R. O. T. il supporto psicologico di gruppo per i parenti degli
anziani, a cadenza quindicinale.
Il personale
Cinque psicologi e una educatrice
si alternano, a coppie, nella conduzione dei gruppi nei diversi giorni
della settimana. Sono previsti incontri di equipe e supervisione di
gruppo a cadenza mensile.
Il Punto R.O.T. è a Genova, in
Viale Brigata Bisagno 14/6 - Tel
010 2922067
2031 & 2032
si incontrano su Facebook!
Se utilizzi Facebook incontra gli amici Rotariani ed il Distretto Rotaract
all'indirizzo https://www.facebook.com/groups/329996683712141/
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2032
Rotary 2031
20312032
10
EDITORIALE
S
Insieme “a tutta birra”
alla Distrettuale di Biella
I
l mese di novembre, rotaractianamente parlando, è senza dubbio il mio preferito: nonostante il tempo non sia dei migliori e le giornate si accorcino,
infatti, mi rallegra il fatto che la seconda distrettuale si faccia sempre più vicina! Sarò campanilista, ma la
“Distrettuale della Birra” è sempre stata la mia preferita, vuoi per la location che sento un po’ “casa”, vuoi
per l’affluenza, sempre da record, vuoi perché la serata è costantemente un successo..e poi, si, anche per i
centottanta litri di birra a disposizione nel dopocena! In attesa, quindi, di ritrovarsi tutti insieme “da me” a
Biella, vi lascio alla lettura del numero di questo mese, particolarmente ricco di spunti interessanti, data la
quantità ed intensità di eventi e service realizzati in questo inizio d’anno Rotaractiano!
Giovanni Marchi
Direttore Quadrifoglio
La vita distrettuale
massima espressione
del fare Rotaract
abato 6 ottobre si è svolta in
Castelletto Stura (CN), la visita presso lo stabilimento della
“VENCHI S.p.A.”, evento organizzato dalla Commissione Azione
Professionale con la collaborazione della Commissione per la
promozione del lavoro e dell’imprenditorialità e della Zona Sud
Piemonte. L’intero ricavato della
visita è stato interamente devoluto al progetto A.P.I.N. distrettuale
“SMILE”. La visita è stata l’occasione per 30 fortunati Rotaractiani di
conoscere una realtà cuneese ormai famosa in tutto il mondo: la
Venchi, infatti risulta leader nella
produzione di cioccolato e prodotti tipici piemontesi. La visita
si è svolta in due turni composti
da quindici Rotaractiani ciascuno,
provenienti da molti Club del
Distretto, compresi tra i partecipanti il nostro Rappresentante
Distrettuale Davide Seggiaro ed
il Rappresentante Distrettuale
Incoming Jonathan Bessone.
Grazie ad una guida d’eccezione,
il Dott. Gian Battista Mantelli,
amministratore Delegato della
società, siamo stati condotti in
una golosissima visita, all’insegna
delle degustazioni dei prodotti
che contraddistinguono ormai da
anni l’azienda, ma anche di nuovi
prodotti ad edizione limitata per
importanti ed esigenti personaggi
del “Made in Italy”. In particolare,
siamo riusciti a conoscere una realtà imprenditoriale caratterizzata
da scelte importanti in tema di
pubblicità, marketing, rispetto
dell’ambiente, pur sempre volendo mantenere l’artigianalità nei
prodotti ed i rapporti umani con
ogni singolo dipendente. Il Dott.
Mantelli durante la visita e la scoperta dei prodotti, ha cercato di
spiegarci le difficoltà che incontra
tutti i giorni un’ azienda come la
Venchi che da una parte deve fare
riferimento al mercato ed alle richieste da parte di esigenti clienti
quali Cina e Giappone, dall’altra
deve fare di tutto per ridurre gli
sprechi e rispettare l’ambiente
con l’utilizzo il più possibile di
sostanze naturali e non nocive,
pur sempre mantenendo uno
standard altissimo di qualità anche nella formazione dei propri
dipendenti. La visita è stata un’occasione per noi giovani Rotaractiani di conoscere una realtà imprenditoriale che quotidianamente si mette in gioco, raccogliendo
le sfide del mercato mondiale e
le difficili logiche dello stesso,
ma anche l’importanza del lavoro
artigianale e del rapporto umano
con i propri dipendenti, il vero
segreto di un’azienda leader del
mercato mondiale.
Arrivederci al prossimo incontroGiorgia Alessandria
Presidente Commissione
Azione Professionale
ROTARACT RAFTING ADVENTURE!!!
C
ari Amici, con
mio grandissimo
piacere ho iniziato da
qualche settimana il
consueto tour de force
delle visite ai Club e
ho potuto finalmente
toccare con mano il
grande entusiasmo di
cui abbiamo avuto una
splendida anteprima
durante le Assemblee Distrettuali. È stato bello
entrare in punta di piedi nelle diverse zone del
nostro Distretto, spesso e volentieri così diverse
tra di loro, ma unite da un unico filo conduttore: l’appartenenza ad una identica realtà, ad un
unico Distretto, la stessa vocazione al service e
lo stesso grande obiettivo da perseguire. Queste poche righe non vogliono essere un’autocelebrazione, di cui così poco abbiamo bisogno,
quanto invece una manifestazione di orgoglio
e un consiglio a tutti coloro che avranno la
pazienza di leggermi. Come ho sottolineato
nelle visite fatte fino ad ora, le realtà territoriali delle singole zone, dei singoli Club sono
N
fondamentali perché sono l’anima della nostra
Associazione: sono proprio queste realtà così
diverse nelle loro sfaccettature a contribuire
alla ricchezza del Distretto in termini di esperienza e di eterogeneità. Senza queste piccole
differenze di approccio al Rotaract non potremo
essere quello splendido e variegato gruppo di
persone che cerchiamo di essere nella nostra
quotidianità, portando avanti i nostri service.
Ma queste diverse realtà non possono e non
devono rimanere isolate e nascoste, vanno per
così dire “esportate”: e quale canale migliore
per confrontarsi su questi temi se non la realtà
Distrettuale? Vivetela dunque, e non abbiatene
paura, perché una volta che avete conosciuto
questa realtà, vi assicuro che non potrete più
farne a meno. Gli anni che ricordo con più piacere del mio percorso nel Rotaract sono proprio
i primi, quelli in cui mi sono affacciato alla vita
Distrettuale con genuina curiosità e sana voglia
di fare. Non lasciatevi dunque sfuggire questa
grande opportunità!
Vi abbraccio,
ato da una collaborazione tra la FIDAS Associazioni Donatori di
sangue del Piemonte onlus (FIDAS ADSP onlus) ed il Rotaract
Club Torino Ovest, “IO HO quel che ho DONATO” è un progetto destinato alla sensibilizzazione dei giovani alla donazione del sangue, gesto
che purtroppo, ancora oggi, suscita spesso in noi ragazzi troppi dubbi
ed infondati timori. Molti pensano infatti che la necessità di sangue
si ravvisi soltanto in situazioni di emergenza, quali gravi catastrofi od
incidenti, e che dunque la quantità di sangue fino ad oggi raccolta dalle
donazioni sia di per sé sufficiente a coprire l’intero fabbisogno nazionale. La realtà attuale purtroppo è ben diversa, non solo perché in Italia,
nonostante la presenza sul nostro territorio di diverse associazioni di
raccolta del sangue, non è ancora stata raggiunta l’autosufficienza nazionale, con conseguenti profondi squilibri tra le varie regioni, ma soprattutto perché sono ancora troppe poche le persone che si sono rese
conto di quanto un gesto così semplice sia indispensabile per la vita
(dai servizi di primo soccorso agli interventi chirurgici, fino alla cura
delle malattie oncologiche e delle varie forme di anemia). È dunque
proprio per rispondere ad un’esigenza sempre più importante per la
nostra società, quale appunto la scarsità di sangue a disposizione degli
ospedali, che il Rotaract Club Torino Ovest, in collaborazione con il Rac
Torino Crocetta, il Rac Torino Castello, il Rac Torino San Carlo ed il Rac
Davide Seggiaro
Rappresentante distrettuale
SPLASH!!! Inizia L’avventura!!!La Commissione Attività Sportive del Distretto Rotaract 2030 e il Rotaract
Club Torino, hanno inaugurato l’anno sociale all’insegna dell’amicizia e dello spirito di avventura.
Sabato 29 Settembre amici e Soci del Distretto si
sono ritrovati a Stiera Gaiola (CN) dove hanno vissuto una emozionate discesa in gommone sulle rive del
fiume Stura. Follia? Certo! La commissione Sport ed
il Rac Torino non si tirano indietro nel incoraggiare
il motto distrettuale!!
La giornata ha avuto inizio con un briefing introduttivo dove gli istruttori hanno illustrato le tecniche
da utilizzare e gli indumenti da indossare; ben coperti da muta, pile e giacca anti-vento i nostri giovani avventurieri Rotaract hanno portato in acqua i
gommoni.
Adrenalina e un po’ di paura iniziale hanno animato i primi momenti sulle azzurre acque della stura:
prime pagaiate a vuoto, primi spintoni con i vicini,
caschi ben legati …e poi tanto tanto divertimento!
Superata con successo le prima serie di rapide ed
ormai circondati da una ricca vegetazione incontaminata, come veri ‘Indiana Jones’ non poteva mancare
il tuffo dalle rocce ….che freddo! Appena immersi
nell’acqua la corrente si è fatta sentire spingendoci
Torino Sud, ha deciso di realizzare un progetto destinato alla donazione ed alla raccolta del sangue. Tale iniziativa si compone di due fasi: in
un primo momento verranno organizzate una serie di giornate durante
le quali Rotariani, Rotaractiani e chiunque fosse interessato (anche non
Soci), potranno recarsi a gruppi a donare il sangue presso la sede storica e sociale della Fidas ASDP onlus di Torino, oppure presso le sue sedi
negli altri capoluoghi piemontesi e liguri (trattandosi di un progetto destinato ad estendersi sull’intero territorio del Distretto Rotaract 2030).
Nella seconda fase invece (presumibilmente nella primavera del 2013)
è in programma la realizzazione di una serata “di informazione e sensibilizzazione”, nel corso della quale un medico trasfusionista della Fidas ADSP onlus cercherà di spiegarci, ricorrendo ad esempi pratici, il
ruolo e l’importanza di un gesto semplice ma vitale come quello della
donazione del sangue. Il lancio di “IO HO quel che ho DONATO” è avvenuto con la prima giornata di donazione svoltasi la mattina di sabato
20 ottobre presso il centro prelievi di Via Ponza 2 in Torino, dove 26
giovani Rotaractiani e non si sono armati di coraggio ed hanno donato
il sangue, molti addirittura per la prima volta, per un totale di oltre
11 litri di sangue raccolti in sole tre ore!!!! Ad accoglierci (e soprattutto sostenerci!) sono stati alcuni membri del “Gruppo Giovani Fidas”,
composto da ragazze e ragazzi al di sotto di 28 anni, già Soci Fidas
verso valle, risaliti a bordo abbiamo proseguito la discesa intervallandola con momenti di divertimento e
di fresche nuotate.
Arrivati alla fine del percorso, dopo circa due ore,
siamo ritornati al punto di partenza dove ci aspettava, oltre ad una bella doccia calda, anche una grigliata in compagnia.
Il ricavato della giornata è stato devoluto al progetto SMILE del Distretto a favore dell’AISM. Giornata
ricca di nuove amicizie, di divertimento e di grande
spirito Rotaractiano condiviso come sempre con partecipazione ed impegno. Un vero inizio da SMILE :-)!
Sorridiamo, divertiamoci e facciamo service!!!
Emanuele Ciarnelli
Presidente Commissione Attività Sportive Distretto RAC 203
Alessia Maria Ferro
Presidente Rotaract Torino
ADSP e con il nostro stesso obiettivo
di diffondere la “cultura” della donazione del sangue tra i nostri coetanei.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti
i donatori che, nonostante la distanza
e gli impegni personali, hanno voluto
partecipare a questa prima giornata di
donazione, e tutti i Presidenti dei Club
partecipanti senza il cui aiuto l’evento
non avrebbe potuto essere realizzato.
Un ringraziamento particolare va soprattutto a Giulia Valli, Socia del Rac
Ivrea, che con disponibilità e (tanta!)
pazienza ha ideato e creato le bellissime locandine del progetto, ed a
Jacopo Grillo, senza il cui contributo l’intera iniziativa non sarebbe mai
nata. Dato il successo di questa prima giornata altre donazione sono già
in programma per l’intero anno Rotaractiano, nella speranza di riuscire
a coinvolgere nel progetto, volta per volta, un numero sempre maggiore di potenziali donatori.
Giovanna Debernardi
Presidente RAC Torino Ovest
2032
Rotary 2031
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Rappresentante Distrettuale: Davide Seggiaro Direttore Quadrifoglio: Giovanni Marchi Redazione: Carlotta Accardo, Prisca Rolando
Lavorotaract: un’opportunità
di sviluppo di impresa
IL ROTARACT AL
BMW ITALIAN OPEN 2012
M
ettere il proprio talento al servizio degli altri, credendo senza riserve nella realizzazione di un progetto, piccolo o grande che sia.
Ecco, a mio avviso, ciò che davvero significa essere Rotaractiano, ed è
proprio con questo spirito che alcuni mesi fa, dopo la mia elezione a
presidente del RAC Torino Sud Ovest, decisi di provare ad intavolare
una prima iniziativa di service. Era infatti Aprile e in me, abitando nel
piccolo paese di Fiano, nei pressi del circolo di golf Royal Park - I
Roveri, si stava pian piano insinuando l’idea di realizzare un progetto a misura di Club all’interno di uno dei più prestigiosi campi da golf presenti sul
territorio nazionale. Quando venni poi a sapere che il BMW Italian Open 2012 si sarebbe giocato al Royal
Park - I Roveri, l’opportunità sembrava davvero presentarsi su un piatto d’argento! Ovviamente non mi lasciai
scappare questa occasione e decisi di rivolgermi all’istante al presidente del Royal Park, il quale mi mise subito
in contatto con gli organizzatori dell’evento. Dopo un continuo ed intricato scambio di mail, a fine luglio il
progetto venne ufficialmente approvato dal comitato organizzatore: obiettivo centrato, il Rotaract Torino Sud
Ovest avrebbe avuto uno stand durante la massima competizione golfistica del paese, il BMW Italian Open
2012. Ero al settimo cielo: ci era stata data la possibilità di fare uno splendido service ed era quindi nostra
intenzione riuscire a sfruttare al meglio la preziosa occasione.
Il progetto era incentrato sull’offerta al pubblico di palline da golf marchiate “Rotaract” in cambio di una
libera donazione per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, un tema da me molto sentito e
che mi sta particolarmente a cuore. Ordinammo le palline da golf e, per dar risalto e serietà al service, il
nostro segretario Eleonora Marcellino propose di uniformarci facendo realizzare ad hoc delle polo con lo
stemma del Rotaract cucito sul petto: mai idea fu più azzeccata! Giunti ai primi di settembre ogni cosa era
stata predisposta per questo grande evento ed era facile avvertire come lo spirito Rotaractiano all’interno
del Club crescesse incessantemente con il passare delle giornate: eravamo tutti pronti ed eccitati per questa
nuova avventura. Durante i giorni della manifestazione nel nostro stand si sono alternati senza soluzione
di continuità ben 23 giovani Rotaractiani del Torino Sud Ovest, segno a mio avviso che il progetto era davvero sentito e condiviso da tutti. Degno di lode, tuttavia, è stato soprattutto il comportamento di ciascuno
di loro: perseveranza, dedizione, volontà e spirito di sacrificio non sono mai venuti meno (possedere la
costanza di alzarsi alle 6.30-7.00 per andare a fare service non è cosa da tutti!!!) e più ci penso più mi rendo
conto che forse un semplice “grazie” non basterebbe per ricambiarli di una presenza tanto attiva. Grazie
quindi alla formidabile partecipazione del Club nella sua interezza il service si è rivelato un successone! I
guadagni sono andati crescendo di giorno in giorno, fino a raggiungere il traguardo di ben 3000 euro di
service. Indescrivibile è stata la soddisfazione di poter donare subito tali fondi a favore della Fondazione
Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Il giorno seguente alla manifestazione sportiva mi sono svegliato
prestissimo: sentivo ancora l’adrenalina che circolava, coglievo vivide e concrete la passione e le emozioni
che avevano animato quei fantastici giorni appena passati, la gioia e la felicità estrema per aver concluso
alla grande il mio primo progetto da presidente, il calore e i sorrisi della gente con cui eravamo venuti a
contatto, insomma… percepivo ancora lo spirito Rotaractiano in tutto il suo splendore! Perché, a parer
mio, proprio questo è “fare Rotaract”… ed è una sensazione favolosa!!!
Andrea Parisi
Presidente RAC Torino Sud Ovest
Il Quadrifoglio non è solo il bollettino ufficiale del
Distretto 2030, ma la voce di ogni Socia e Socio.
Per questo il vostro contributo in prima persona alla
redazione della testata non solo è benvenuto, ma è
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in tempo reale sulle novità distrettuali!
N
ello sviluppo concreto di quello che è il
primo obiettivo del Rotaract, ovvero quello dello sviluppo delle capacità professionali e
di leadership dei Soci, la Commissione per la
Promozione del Lavoro e dell’imprenditorialià
Giovanile si è posta l’obiettivo di fare da collegamento concreto tra il mondo del lavoro rappresentante la domanda ed il giovane Rotaractiano,
che cerca di creare l’offerta facendo conoscere
ed apprezzare le proprie conoscenze ed abilità.
Grazie all’importantissima collaborazione con il
Distretto Rotary 2031 e 2032 il Distretto Rotaract
2030 con la collaborazione della Commissione
Imprenditoriale bandisce due concorsi: Business Plan ed Idee. Il Concorso di Business Plan
ha come obiettivo finale quello di promuovere e
sostenere la nascita di imprese ad alto contenuto
di conoscenza e promuovere lo sviluppo economico ed imprenditoriale sul territorio del Distretto Rotaract 2030. Attraverso il giudizio espresso
da un apposito Comitato di Valutazione, composto essenzialmente da Rotariani, verrà stilata
una graduatoria dei Business Plan presentati al
concorso; il primo classificato beneficerà di un
premio in denaro fino a un massimo di 100.000
euro da destinare allo sviluppo della propria attività imprenditoriale. Per partecipare all’iniziativa
è necessario presentare un business plan, indipendentemente dal suo stadio di sviluppo, frutto
del lavoro originale di un singolo o di un gruppo
di individui. Ogni gruppo, composto al massimo
da tre persone, deve allegare al Business Plan un
Executive Summary non più lungo di 3 pagine.
Il Concorso di
Idee, promosso dal Distretto
Rotaract 2030,
offre ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con
idee e persone
già coinvolte
nel
mondo
della produzione, cercando di portare l’idea di
business ad uno stadio più avanzato.Le migliori
idee imprenditoriali verranno premiate in servizi, che consistono in attività di tutoraggio e nella
partecipazione alle attività di pre-incubazione
sviluppate dagli Organizzatori del Concorso con
iniziative di formazione finalizzate a fornire gli
strumenti operativi per la predisposizione di
un business plan. Per i maggiori dettaglio sul
Regolamento del Concorso e sulle schede concorsuali scaricabili direttamente dal sito lavorotaract.it. Attraverso il portale lavorotaract.it tutti
i Soci Rotaractiani possono caricare il proprio
curriculum, così da potersi far conoscere dalle
numerose società ed imprese che ne hanno fatto
richiesta. Queste iniziative sono una grandissima
opportunità da non perdere, sfruttando i canali
che il Rotaract ed il Rotary ci hanno messo a disposizione. In bocca al lupo a tutti!
Dario Arlunno
Presidente Commissione per la Promozione del Lavoro
e dell’imprenditorialità Giovanile
Il canto del Matatu
Terza puntata
de “Il canto
del
Matatu”
che, con mia
grande gioia,
racconta un
service del mio Club. Noto con piacere che le occasioni di service diretto stanno crescendo con successo e continuità, esempio ne sono i
banchetti AISM che hanno riempito
le piazze del nostro Distretto sabato
13 ottobre. Purtroppo di noi Rotaractiani si parla solo per le feste, gli
smoking e gli abiti da sera. Elementi
certo importanti della nostra associazione, ma che sono (rectius: dovrebbero essere) solo una cornice
alle nostre reali finalità. Alla prossima puntata!
Un abbraccio
Jacopo Grillo
Ogni giorno, circa 5.000 bambini di età
inferiore ai cinque anni muoiono a causa
dell’acqua contaminata e servizi igienici
carenti.
Adesso le famiglie della Repubblica
Dominicana hanno accesso all’acqua
potabile nelle loro abitazioni grazie ad un
progetto portato avanti da club di Canada,
Repubblica Dominicana e USA.
Grazie anche ai tuoi contributi al Fondo
programmi, sono stati installati oltre 2.300
filtri d’acqua nella Repubblica Dominicana
al costo di soli 64 dollari cadauno. Acqua e
strutture igienico-sanitarie fanno parte delle
aree d’intervento della Fondazione Rotary.
Fare del bene nella
Repubblica
Dominicana
Fai la tua donazione
annuale oggi stesso.
www.rotary.org/it/contribute
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della Future vision: più efficienza per servire meglio