Per Lei: Servizio di accompagnamento e inclusione sociale per donne in difficoltà Monitoraggio statistico dei dati 1 gennaio - 31 dicembre 2008 Report a cura di Paola Piana Consigliera di Parità Politiche di Genere e Pari Opportunità Provincia di Rimini 1 Indice 1. Caratteristiche del Servizio Per Lei pag. 3 2. Finalità e metodologia del lavoro di monitoraggio pag. 5 3. Andamento generale del Servizio pag. 6 4. Caratteristiche socio-anagrafiche pag. 10 5. Situazione familiare e lavorativa pag. 14 6. I problemi emergenti pag. 25 7. Il servizio di strada Per Lei Street pag. 26 8. Conclusioni pag. 31 2 Cap. 1 Caratteristiche del Servizio Per Lei Il progetto Per Lei: servizio di accompagnamento e inclusione sociale per donne in difficoltà, è nato nel novembre 2005 per volontà e con il sostegno della Consigliera Delegata alle Politiche di Genere Leonina Grossi e della Consigliera di Parità Provinciale Loredana Urbini. Il progetto, presentato e gestito dalla Fondazione S. Zavatta Enaip di Rimini, è stato cofinanziato in parte con le risorse delle Consigliere e in parte dall’Unione Europea FSE ob.2 Competitività regionale e occupazione ASSE III inclusione sociale rif. P.A. 2008-0068/Rn. Il Servizio è del tipo “gender oriented” e in questo senso, nella programmazione degli interventi, pone una particolare attenzione alla rilevanza dell'appartenenza di genere, e nel caso specifico, del genere femminile, sia dal punto di vista della diversità dei vissuti che delle specificità delle problematiche presentate. In particolare, il servizio offre uno spazio di ascolto, orientamento e sostegno specifico a tutte quelle donne che si trovano a vivere un momento di difficoltà familiare, personale o lavorativo. Il servizio è stato pensato per aiutare le donne a: orientarsi verso un reale inserimento nel tessuto lavorativo economico e sociale, fronteggiando il rischio di esclusione sociale. ricevere informazioni sulla legislazione corrente a tutela delle donne. potenziare l'empowerment personale. ricevere informazioni sulle leggi che tutelano la sfera professionale e quelle che hanno ripercussioni sulla sfera della famiglia, della salute e del livello di inclusione sociale In questo senso, il servizio è costituito dalla sinergia di un insieme di operatrici\tori, integrati nelle modalità di lavoro e negli obiettivi generali, in grado di dare risposte mirate a problemi specifici. Nel dettaglio, il servizio è così organizzato: 3 Per Lei Diritti: prevede un servizio di ascolto e informazione di carattere giuridico sui diversi aspetti che riguardano i diritti delle donne sia in ambito familiare che nel mondo del lavoro. Il servizio propone interventi di tipo “pre-legale”, ovvero preliminari ad eventuali azioni legali, civili e\o penali che la donna poi potrà decidere di attivare in modo più consapevole. Per Lei mobbing: è uno spazio di ascolto, orientamento e sostegno anche psicologico per tutte quelle donne che si trovano in una situazione di difficoltà sul luogo di lavoro fino al limite dei fenomeni di mobbing e che intendono essere supportate per fronteggiare queste specifiche situazioni di stress o di conflittualità. Per Lei sostegno: il servizio offre ascolto, orientamento e brevi percorsi di supporto psicologico per potenziare il proprio self-empowerment, per superare le difficoltà di natura personale, ambientale o familiare. Per Lei antiviolenza e antistalking: offre ascolto e propone interventi individualizzati per donne vittime di violenza, maltrattamenti e abusi, accompagnandole e sostenendole nella ridefinizione del proprio progetto personale. Per Lei Immigrazione: offre accompagnamento e informazioni alle donne immigrate che si trovano in uno stato di difficoltà nella realizzazione del loro progetto migratorio. Per Lei Street: dall'ottobre 2007, il Servizio Per Lei si è dotato anche di un’ unità mobile di strada. Obiettivo del nuovo servizio è raggiungere direttamente in strada le donne straniere e le adolescenti in modo da offrire informazioni, orientamento e un collegamento diretto con tutti i servizi del territorio agendo direttamente nei luoghi dove le donne s'incontrano abitualmente e dov'è quindi possibile entrare più direttamente e informalmente in contatto con loro. Il servizio viene erogato in collaborazione con l'assessorato mobilità della Provincia di Rimini che ha messo in condivisione il servizio di car sharing già in uso presso la Provincia. 4 Cap.2 Metodologia del lavoro di monitoraggio L’attività del progetto “Per Lei: servizio di accompagnamento e inclusione sociale per donne in difficoltà” ha preso avvio nel novembre 2005 accogliendo, complessivamente, fino al dicembre 2008, 545 utenti e offrendo complessivamente 1331 ore di colloquio A questo dato va aggiunto il lavoro delle operatrici del servizio Per Lei Street che hanno erogato complessivamente fino ad oggi circa 2034 prestazioni. I grafici che seguono sono il risultato del consueto lavoro di monitoraggio statistico dei dati del Servizio. I dati sono ricavati dall'elaborazione delle apposite schede, a norma in materia di privacy, che vengono compilate dagli\dalle operatrici nel momento in cui incontrano per la prima volta la donna. Ricordiamo che con il simbolo “nd” sono indicati le variabili non determinate, cioè quelle che per vari motivi non è stato possibile rilevare puntualmente nella scheda di prima accoglienza. La percentuale dei dati “nd” risulta per alcune variabili abbastanza elevata. Le schede di prima accoglienza, infatti, non vanno intese come un questionario che deve essere rigidamente compilato dall’operatrice, ma come una traccia utile per raccogliere nel modo più completo possibile alcune specifiche informazioni. Nello stesso tempo, inoltre, è spesso capitato che la donna stessa, per motivi personali, non voglia che alcuni dati vengano registrati sulla scheda rendendola, quindi, inevitabilmente incompleta. Obiettivo del seguente lavoro è quello di tracciare una sintetica fotografia del Servizio nel periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2008, concentrandosi particolarmente sulle caratteristiche principali dell’utenza che in quest'ultimo anno si è rivolta al Per Lei e sulle risposte che sono state fornite in termini d’ interevento proposto. Per l'elaborazione, i dati sono stati suddivisi in due aree principali di interesse: 1. le donne (caratteristiche socio-anagrafiche e familiari dell’utenza, tipologia della domanda,etc.) 2. il servizio (affluenza generale, caratteristiche di diffusione sul territorio,etc.). 5 Cap. 3 Andamento generale del servizio Per analizzare l’andamento generale del Servizio durante tutto l’anno 2008, verifichiamo, innanzi tutto in termini quantitativi, il livello di affluenza delle utenti . Complessivamente, sono 153 gli\le utenti che si sono rivolti al servizio nell’anno 2008. Il servizio che ha visto nei suoi primi 2 anni di attività un costante aumento di utenza, registra, nel suo terzo anno di attività, un leggero calo pari a 41 unità cioè una percentuale del 11,81%. Sembra quindi che il servizio stia iniziando ad assestarsi quasi “fisiologicamente” su un flusso di utenza più regolare, con un numero di utenti quasi pari al 2006. Tav. 1: totale utenti anno 2008 In particolare, come evidenziato dalla tav. 1, il 92%degli utenti è rappresentato da donne mentre l’ 8% è rappresentato da uomini. La presenza maschile risulta, come sempre, nettamente minoritaria rispetto al totale del servizio e ritorna, come già nel 2006, ad essere pari all’’8% mentre nel 2007 era scesa di 4 6 punti percentuali. Rileviamo come la richiesta di aiuto maschile sia tutta distribuita tra le situazioni che riguardano il servizio di mobbing e quelle che riguardano il servizio immigrazione. Per quanto riguarda, invece, la distribuzione dei primi accessi delle utenti nell’arco dell’anno, come evidenziato dalla tav. 2, Tav. 2: diagramma di flusso affluenza mensile anno 2008 nel 2008, si sono registrati 3 picchi di maggior afflusso, il mese di febbraio ,i mesi di aprile e maggio e i mesi di ottobre e novembre. Ricordiamo che durante il mese di agosto il servizio rimane chiuso al pubblico, tranne casi eccezionali, mentre resta attivo il lavoro di segreteria e di accoglienza telefonica con la conseguente possibilità di fissare un appuntamento per il mese di settembre. Il diagramma di flusso si conferma sostanzialmente in linea con quello del 2006 e del 2007 che evidenziava periodi analoghi per il maggior afflusso dei primi contatti. Dato il minor afflusso registrato nell’anno 2008, evidenziamo come la media mensile dei primi accessi sia pari a 14 unità, leggermente inferiore al dato 2006 (15,54 unità) e al 2007 (17.63 unità). 7 Tra gli indicatori dell’andamento generale del Servizio, abbiamo anche voluto inserire la distribuzione delle utenti in base al comune di residenza. Com'è noto, infatti, il Servizio Per Lei è promosso dalla Provincia di Rimini e intende naturalmente rivolgersi a tutte le donne residenti in questo territorio. La distribuzione delle utenti in base alla provenienza diventa, quindi, un importante indicatore dell'andamento generale del servizio e della sua capacità di raggiungere l'obiettivo della territorialità. Tav. 3: comune di residenza - anno 2008 In questo senso, come evidenziato dalla tav. 3, notiamo come tutti i Comuni più estesi della provincia siano rappresentati e abbiano utilizzato il Servizio Per Lei. Com’è naturale, il comune capoluogo è quello maggiormente rappresentato, ma il 50% dell’utenza proviene dal resto della provincia,segno di un buon radicamento del servizio nel territorio di riferimento. Un altro indicatore dell'andamento generale del Servizio, è rappresentato dall'analisi delle fonti e dei canali d’informazione attraverso cui le donne hanno avuto notizia della sua esistenza. Tale dato è 8 indicativo del livello, della qualità e dell'eterogeneità di penetrazione della conoscenza del servizio tra la cittadinanza. Tav: 4: da chi ha saputo del servizio? anno 2008 Come evidenziato dalla tav. 4, la maggior fonte di conoscenza del servizio per le donne proviene da altri servizi già presenti sul territorio (41%), segnaliamo che questo dato è in costante aumento negli anni ed è il segno di una significativa conoscenza e diffusione della presenza del servizio. Il dato relativo alla conoscenza del servizio tramite amici, conoscenti e colleghi è pari complessivamente al 15%, completamente assente appare quest’anno la conoscenza attraverso i tradizionali mezzi di comunicazione (giornali, etc.). La conoscenza del Servizio tramite internet, invece, è pari al 3% del totale dei dati disponibili. La conoscenza del Servizio attraverso l'utilizzo dei volantini è pari al 7% dei casi. 9 cap.4 Carattetistiche socio-anangrafiche Entrando, poi, nel vivo della fotografia delle donne utenti del Servizio, iniziamo a rappresentarne le principali caratteristiche socio-anangrafiche. Tav. 5: età delle donne utenti - anno 2008 Come evidenziato dalla tav. 5, tutte le fasce d'età, sono rappresentate anche se la maggior parte delle donne utenti del Servizio, pari al 49%, ha un'età compresa tra 26\35 (23%) e i 36\45 anni (26%). La percentuale delle ragazze tra i 18\25 anni è pari al 5% dei casi, percentuale identica a quella delle donne che si trovano invece nella fascia opposta d'età, quella più matura oltre i 65 anni e che, insieme alle donne tra i 56 e i 65 anni (7% del totale) rappresenta una percentuale di donne mature pari al 12%. Si conferma quindi, che il Servizio Per Lei accoglie soprattutto donne adulte anche se le più giovani e le più mature sono rappresentate in modo non trascurabile. 10 Per quanto riguarda, poi, la nazionalità e lo specifico delle diverse aree di provenienza geografica delle donne utenti del Servizio rileviamo, tav. 6: proveniva geografica delle utenti anno 2008 come evidenziato nella tav. 6, che la maggior parte delle utenti non italiane provengono dall’Europa dell’est (20%) seguite dalle sudamericane (11%), africane (5%). Tale suddivisione risulta in linea con la distribuzione dell’immigrazione nella nostra provincia e non ha subito sostanziali variazioni rispetto al 2006 e al 2007. Analizzando, quindi, la distribuzione dei titoli di studio tra le donne utenti del servizio, notiamo che, nel complesso, il livello di scolarizzazione delle donne utenti del Servizio è decisamente medio-alto. 11 Tav. 7: titolo di studio donne utenti - anno 2008 Come evidenziato dalla tav. 7, infatti, la maggioranza delle donne, pari al 21%, è in possesso di un diploma di scuola media superiore, mentre il 18% ha una licenza media inferiore e ben il 12% è laureata. Minoritaria appare la percentuale di donne con la sola licenza elementare, comunque pari al 5% del totale. Se, poi, mettiamo in relazione il livello di scolarità e l'età delle donne utenti, possiamo rilevare che 12 Tav. 8: età e livello di scolarità anno 2008 come evidenziato dalla tav.8, il gruppo delle laureate ha prevalentemente un’età compresa tra il 26 e i 35 anni (46,15%) così come, prevedibilmente, il gruppo delle donne con la sola licenza elementare appartiene a fasce d’età più elevate, anche se non elevatissima, in particolare 46\55 anni (33%) 13 Cap.5 Situazione familiare e lavorativa Come noto, il Servizio Per Lei si rivolge a donne in situazione di difficoltà familiare, personale e\o lavorativa; in questo senso è particolarmente importante rilevare quale sia la rappresentazione delle situazioni familiari e lavorative delle donne che si sono rivolte al Servizio. Per la rilevazione di questa variabile, si è deciso di inserire, oltre alle categorie legalmente definite (coniugata, separata, divorziata, vedova) anche alcune categorie “di fatto” sempre più diffuse nella pratica relazionale della costituzione di nuovi tipi di famiglie e nella declinazione dei legami affettivi (single, separata di fatto, convivente e con partner, intendendo indicare con questo la presenza di una relazione stabile anche se non ancora formalizzata). Tav. 9: situazione familiare donne utenti - anno 2008 14 Come evidenziato dalla tav. 9, la maggior parte delle donne utenti del Servizio risulta coniugata (28%), immediatamente seguita dal gruppo delle donne che convivono (8%) e dalle donne separate di fatto (7%), dalle donne divorziate (6%). Il gruppo, invece, delle donne che hanno un partner è il 5% seguito immediatamente dalle donne separate di fatto che rappresentano il 4% del totale. Decisamente non trascurabile è il numero delle donne single, cioè non legate da una relazione stabile, che è pari quasi al 15% del totale. Da ultimo, decisamente minoritario rispetto alle altre categorie, risulta la percentuale di donne vedove, pari al 1% del totale. Se accorpiamo, poi, il dato relativo alle donne coniugate con quello delle donne conviventi e con le donne con partner, rileviamo che il 41% del totale delle utenti vive una situazione di coppia stabilmente organizzata, mentre il 18% ha vissuto la rottura più o meno traumatica, la fine di un legame affettivo attraverso una separazione legale, di fatto o con un divorzio mentre il 15% non ha ancora una relazione affettiva stabile. Per quanto riguarda, invece, la presenza di figli nella vita delle donne utenti del Servizio, Tav. 10: presenza di figli donne utenti - anno 2008 come evidenziato dalla tav. 10, la maggioranza delle donne, pari al 59% delle utenti, ha figli. Non è, tuttavia da sottovalutare la percentuale, per nulla trascurabile, di donne che non ha figli e che è pari al restante 41%. E che è in aumento di 4 punti percentuali rispetto alla rilevazione del 2007. 15 Di particolare interesse risulta la relazione tra la presenza di figli e la situazione familiare vissuta dalle donne utenti del Servizio. Tav. 11: situazione familiare e presenza di figli donne utenti - anno 2008 Come evidenziato dalla tav. 11, il maggior numero di donne con figli risulta coniugata (40%), tuttavia la presenza di figli risulta maggioritaria, rispettivamente, anche nel gruppo delle divorziate (8%), separate legalmente (5%), separate di fatto (12%) Solo nel gruppo delle conviventi e delle donne con partner il numero di donne senza figli supera quello di donne con figli, mentre nel caso delle conviventi la percentuale di donne con figli è identica a quella di donne senza figli(8%). 16 Andiamo adesso a verificare la situazione occupazionale delle donne utenti del Servizio. Entrando nel dettaglio delle diverse situazioni professionali e contrattuali delle donne utenti del Servizio, Tav. 12: dettaglio situazione lavorativa donne utenti - anno 2008 come evidenziato dalla tav. 12, tra le donne occupate, nella maggioranza del casi (22%), si tratta di donne con un lavoro stabile a tempo indeterminato, seguite immediatamente dalle lavoratrici a tempo determinato (10%), dalle lavoratrici atipiche (2%) e da quelle part-time.Complessivamente le donne che non hanno una posizione professionale stabile sono il 14% del totale. Assolutamente minoritario il numero delle libere professioniste (2%) e delle imprenditrici (1%). Tra le donne senza un’ occupazione, invece, quasi il 7% del totale risulta inoccupato, intendendo con questo la categoria di quelle persone che cercano lavoro per la prima volta e che quindi sono alla ricerca di un primo impiego, mentre il 14% risulta disoccupata. Il 4% infine del totale è rappresentato da donne pensionate e il 3% da casalinghe. 17 Complessivamente, quindi, le donne che hanno bisogno di lavorare e che sono alla ricerca di un impiego sono il 21% del totale, mentre quelle con una posizione professionale instabile sono il 14% del totale, cioè il 35% del totale E’ interessante, a questo punto, fare una riflessione sulla distribuzione dell’età delle utenti in relazione alla tipologia occupazionale. Tav. 13: situazione lavorativa fascia 18\25 anni come evidenziato dalla tav. 13, come prevedibile, tra le più giovani si registra il maggior numero di disoccupate pari al 25%, così come significativa è anche la percentuale di studentesse (13%) e di ragazze alla ricerca della prima occupazione (25%). Alta è anche la percentuale di lavoro a tempo determinato (12%) 18 Nella fascia d’età, invece, che va dai 26 ai 35 anni, Tav. 14: situazione lavorativa fascia età 26\35 anni 2008 Come evidenziato nella tav.14, il numero delle lavoratrici a tempo indeterminato cresce notevolmente (22%) anche se ancora molto alta risulta la percentuale di giovani donne disoccupate (11%) o alla ricerca di un primo impiego (14%), Diminuisce la percentuale del tempo determinato (8%), mentre si alza quello del lavoro atipico(3%). Inizia anche a comparire la variabile del part-time che tra le giovani è pari a 3% così come quella delle casalinghe pari al 6%. 19 Se analizziamo, poi, la fascia d’età compresa tra i 36 e i 45 anni, notiamo, come evidenziato nella tav. 15, che le percentuali tendono a polarizzarsi tra le occupate a tempo indeterminato (25%) quelle a tempo determinato (20%) e le disoccupate (15%), mentre le altre categorie sono tutte rappresentate in modo decisamente minoritario ed omogeneo. Tav. 15: situazione lavorativa fascia età 36\45 anni anno 2008 Nella tab. 16, notiamo come tra le donne più mature la polarizzazione tra disoccupate (22%)e donne che lavorano stabilmente a tempo indeterminato (26%) sia sempre molto forte e notiamo un aumento soprattutto tra le disoccupate che passano dal 15%della fascia d’età precedente al 22% della fascia 46\55 anni. Il dato relativo invece alle libere professioniste è il più altro tra tutte le fasce d’età pari al 4% 20 Tab. 16: situazione lavorativa fascia età 46\55 anni anno 2008 Per quanto riguarda, infine, le donne più mature Tav. 17: situazione lavorativa fascia d’età 56\65 anni anno 2008 21 Come evidenziato dalla tav. 17, notiamo ovviamente l’aumento delle posizioni di stabilizzazione con un’alta percentuale delle pensionate (10%) e delle libere professioniste (10%). E’ però interessante notare come ci sia una percentuale più che raddoppiata di donne inoccupate (10%) come se con l’aumentare delle età oltre alle pensionate le donne si trovino nuovamente in un periodo della vita in cui è possibile affrontare un momento di orientamento e di precarietà tav. 18 maggiore di 65 anni anno 2008 come evidenziato nella tav. 18, infine, tra le donne decisamente più mature oltre i 65 anni nuovamente il numero delle pensionate è maggioritario (57%), ma si notano percentuali significative di disoccupate e inoccupate pari complessivamente al 29% del totale. 22 cap. 6 I problemi emergenti le principali richieste d'aiuto Ma che cosa chiedono, di che cosa hanno bisogno le donne utenti del Servizio? Quali sono i problemi, le difficoltà che sentono come emergenti e per le quali decidono di chiedere aiuto? Come evidenziato dalle tab. 19 e 20, tav. 19: problema riferito come emergente dalle donne utenti - anno 2008 23 i problemi principali presentati dalle donne non si esauriscono in un'una variabile esclusiva, ma possono comprendere contemporaneamente diverse specifiche difficoltà che abbiamo cercato statisticamente di rappresentare, pur sapendo bene che un’analisi solo quantitativa non può essere sufficiente a rappresentare un livello di complessità e di interdipendenza molto più elevato ed eterogeneo. In linea generale tuttavia, notiamo come le maggiori difficoltà riguardino problemi di coppia( 28%), familiari (14%) e sul luogo di lavoro(6%). Poiché più della metà dell'utenza è immigrata, naturalmente molto presenti sono anche i problemi legati al progetto migratorio(17%). Emergono anche con evidenza molti problemi personali (11%)seguiti dalle situazioni esplicitamente di violenza di genere (7%)e dalle difficoltà che spesso sono vere e proprie emergenze di natura sanitaria e abitativa (3%). Nella tav. 20, infine, sono rappresentate la tipologia di sostegno che è stato richiesto dalla donna prioritariamente durante il primo contatto telefonico. Appare evidente come la richiesta di informazioni legali (43%) sia la prima forma di sostegno di cui le donne sentono di aver bisogno per affrontare con maggiore consapevolezza e per ricevere un primo orientamento rispetto alla situazione di disagio che stanno vivendo. Data l’alta percenutale di donne immigrate che si sono rivolte al Servizio, ovviamente molte sono le richieste di sostegno alle varie difficoltà che il proprio personale progetto migratorio può incontrare (33%). A seguire troviamo la richiesta d’aiuto per situazioni per affrontare una situazione di violenza vissuta (10%) per affrontare un disagio personale (8%) e per finire le richieste di aiuto per questioni che riguardano il probelma del mobbing (6%). 24 Tab 21: la richiesta di sostegno specifico della donna 2008 Questa suddivisione, tuttavia, appare in un certo senso riduttiva perchè nella realtà ogni donna che si rivolge al Servizio presenta una storia specifica ed esigenze particolari che vanno considerate nella loro globalità. Naturalmente, alla prima lettura della domanda fatta dalle operatrici che rispondono al telefono e all’ulteriore approfondimento fatto dall’operatrice che accoglie la donna per il primo colloquio, fanno seguito l’individuazione del sostegno più adeguato a seconda della specifica situazione presentata. In questo senso, molto spesso le donne utenti del servizio oltre ad essere orientate verso tutti i servizi esterni con i quali può essere utile lavorare in rete, viene anche indirizzata verso altri operatori\trici del servizio Per Lei che possono mettere in campo competenze specifiche. Così, per esempio, una donna che sta vivendo un problema legato ad una situazione di mobbing avrà bisogno di essere orientata verso una consulenza legale, o magari un’altra donna dopo aver parlato con l’avvocata per un problema di separazione può aver bisogno di un sostegno di tipo psicologico per fronteggiare il grosso cambiamento a cui va incontro. E ancora, una donna che subisce violenza familiare può aver bisogno, tra l’altro, di esser informata su come trovare un lavoro e di essere sostenuta, quindi, non solo psicologicamente o dal punto di vista legale per poter ripensare il proprio progetto personale. 25 Cap.7 Per Lei Street Il servizio di strada (ottobre 2007-dicembre 2008) Come già accennato nel cap. 1, dal gennaio 2007 il Servizio Per lei ha visto implementare la sua tradizionale attività attraverso la creazione di un servizio pensato ad hoc per raggiungere direttamente in strada le donne, soprattutto le donne migranti e le ragazze adolescenti, con l’intenzione di offrire informazioni e orientamento su tutti i servizi del territorio direttamente nei luoghi d’incontro informale delle donne nella città. E’ noto, infatti, come tra le varie problematiche della complessa e articolata realtà vissuta dalle donne, e in particolare dalle donne migranti oggi, ci sia, vuoi per motivi di conciliazione con i tempi delle città, vuoi per problematiche di orientamento più generale, la difficoltà di accesso a quei servizi che in materia di salute, tutela della famiglia, sostegno alle situazioni di disagio personale e\o familiare, tutela dei diritti del lavoro, tutela di diritti di cittadinanza, possono intervenire per far fronte alle diverse necessità di sostegno che la donna si può trovare a vivere nei vari momenti della sua vita. Per quanto riguarda, poi in particolare, la realtà delle donne migranti, è altrettanto noto come sia stata spontaneamente organizzata nel tempo una fitta rete di contatti e di scambi interni alle rispettive comunità di appartenenza, creando luoghi d’incontro spesso informali (piazze, parcheggi, parchi, strade) che possono essere crocevia e veicolo di una forte sostegno sociale ed un’ efficace risorsa per il concreto passaggio delle comunicazioni e delle informazioni utili per fronteggiare e risolvere le problematiche di integrazione tipiche e diversificate per ogni gruppo di provenienza e di appartenenza. In questa prima fase di operatività, il servizio ha operato sul territorio di Rimini, Coriano (zona sud) e Santarcangelo (zona nord) effettuando una media di 2 uscite settimanali. Il lavoro di mappatura del territorio è da considerarsi un’attività permente del servizio che periodicamente individua ed eventualmente aggiorna i luoghi d’incontro informali delle donne, soprattutto di quelle migranti. Le ragazze adolescenti, altro target del progetto inziale, sono state 26 contattate soprattutto all’uscita delle scuole, ma in questo ambito l’esito dell’azione del servizio è risultata meno incisiva. Dal lavoro di mappatura così svolto, si sono evidenziati alcuni luoghi in cui è stato particolarmente utlile creare un momento d’incontro e di conoscenza con le donne. In particolare, i luoghi del territorio maggiormente mappati e frequentati dal Servizio Per Lei Street sono stati: • • • • • • • • • • • Rimini • • • • • • • • • • • Parco Cervi Scuole Bertola Consultorio Famigliare/Usl Via Giovanni XXIII via dei Mille Rivazzura lungomare di Rimini Uscita Mercato coperto Scuola primaria Rivazzurra Scuola primaria Diramare Scuola Primaria Riserba Polo scolastico Secondaria di secondo grado Riserba Caritas Diocesana Madonna della Scala Pronto Soccorso Parco Rivazzurra Tennis Lungomare Torre Pedrera Linea n 9 autobus Rimini-Santarcangelo A/R Linea n 4 autobus Rimini-Torrepedrera A/R, viale Principe Amedeo Mercatino usato San Vito Straniere di Casa (fino Agosto 2008), Mercato settimanale di Rimini Opera S.Antonio mensa 27 Coriano Santarcangelo • Consultorio/Ausl Centro Parco Uscita 3 Scuola Elementare (Milani, Favini, Andersen, 3 Pediatri di base • • • • • • • Mercato settimanale Uscita Scuole Superiori Scuole Medie Serale Caritas Pronto Soccorso Corsi serali Italiano Gratuiti Mercatino dell'usato • • • • Il Servizio Per Lei Street ha, poi, orientato il suo lavoro su quattro assi specifici corrispondenti ad altrettante tipologie d’ azione e d’intervento: • Consulenze in strada, intendendo con questo informazioni di varia natura fornite direttamente in strada a quelle donne che, dopo un’iniziale primo contatto, abbiamo fatto richieste specifiche alle operatrici. Attraverso questa modalità sono state raggiunte circa 264 donne • Divulgazione e informativa di gruppo, intendendo con questo la distribuzione di materiale informativo dei vari servizi del territorio. Attraverso questa modalità sono state ragiunte circa 1522 donne. • Orientamento ai Servizi. Le operatrici, a seconda delle varie problematiche portate dalle donne, hanno fornito precise informazioni e indicazioni su quali fossero i servizi del territorio 28 deputati a fornire aiuto e sostegno specifico alle donne. Attraverso questa modalità sono state raggiunte circa 222 donne • Invio mirato e accompagnamento ai servizi. In alcune situazioni di particolare gravità ed emergenza, le operatrici hanno provveduto ad accompagnare e ad inviare in modo mirato alcune donne ai servizi di riferimento. Con questa modalità., le operatrici sono intervenute a sostegno di 26 donne. In questo primo anno di attività, le operatrici del servizio hanno preso contatto con il maggior numero possibile di servizi del territorio sia per reperire il materiale da divulgare in strada sia per iniziare a costruire un rapporto di rete e di collaborazione. Il mandato del servizio era quello di orientare il proprio lavoro su alcni ambiti semplici, quali il diritto alla salute, al lavoro e alla cittadinanza e formazione. A partire da questai ambiti precisi, molte ed eterogenee sono state le richieste che le donne hanno fatto alle operatrici del servizio. Complessivamente, dopo il primo anno di attività, rileviamo che il servizio si è trovato a diffondere informazioni e a trattare soprattutto i seguenti ambiti: diritto alla salute • • • • • • • • • • • aborto senza abbandono aids opuscolo consultorio familiare opuscoli gravidanza in diverse lingue papilloma virus corsi pre-parto prevenzione tumore al seno opuscoli salute del bambino in diverse lingue informativa giovani consultorio 360° progetto ausl-dafne 29 • • diritto al lavoro • • Diritto di cittadinanza e formazione • • • • • • • • • • • • • • opuscoli patronati opuscolo tutela e diritti del domestico decreto flussi stagionale decreto flussi ingressi per lavoro lavoro scuola di italiano per stranieri residenza e cittadinanza iscrizione scuole bambini riconoscimento titoli di studio esteri ricerca del lavoro assistenza sanitaria assenza tessera sanitaria ed accesso alle prestazioni rinnovo permessi di soggiorno carta di soggiorno tornare a casa dai familiari con tagliadino di rinnovo contratto di lavoro e rinnovopermesso di soggiorno iscrizione all'anagrafe università e studio accesso all'edilizia pubblica In linea generale, quindi, durante questi primi 15 mesi di attività (ottobre 2007-dicembre 2008), il servizio ha dato risultati più che soddisfacenti erogando più di 2000 prestazioni. Si può, infatti, evidenziare una buona risposta nel contatto con le donne e una buona risposta di collaborazione da parte dei servizi con cui il servizio si è messo in rete. Per quanto riguarda la provenienza delle donne migranti contattate dal servizio, ritroviamo la stessa distribuzione presente su tutto il territorio della provincia di Rimini con una netta prevalenza delle donne dell’Est Europa che, oltre ad essere le più numerose, sono anche quelle più organizzate dal punto di vista della rete di rapporti informali (un esempio su tutti, la realtà del Parco Cervi). Molto più difficile è risultato il contatto con le donne di provenienza cinese o magrebina che sono state individuate e contattate soprattutto nelle zone dei mercati rionali o in prossimità dei presidi sanitari, o all’interno e in prossimità delle scuole che effettuano corsi di italiano per stranieri. Particolarmente significativo è risultato il contatto con le Scuole Bertola sia dal punto di vista del buon contatto con gli insegnanti sia per il buon contatto con le allieve anche di giovane età. 30 Conclusioni In sintesi, dall'analisi dei dati, l’esperienza del terzo anno di attività del servizio Per Lei ha visto un leggero calo del numero delle utenti che tornano ad essere quasi lo stesso numero del 2006 ad indicare una certa stabilizzazione del servizio dopo i primi 2 anni di attività, con una media di 14 primi colloqui al mese, e con una omogenea e capillare diffusione sulla gran parte del territorio provinciale. Il “passa parola” risulta sempre un’ottima fonte di conoscenza dell’esistenza del servizio tra le donne, ma quest’anno è stato significativo l’aumento dell’invio delle donne da parte dei servzi già esistenti, mentre è risultata assolutamente marginale l’efficacia dei giornali nella diffusione della presenza del servizio tra le donne. Nello specifico, sono state 153 le donne accolte quest’anno Tra le donne immigrate utenti del Servizio, la maggior parte proviene soprattutto dall’Est Europa, ma anche dall’America Latina, dall’Africa e dall’Asia. Come lo scorso anno, il livello di scolarizzazione delle donne accolte è medio alto soprattutto tra le donne dell’Est Europa, notoriamente le più scolarizzate tra le immigrate. Per quanto riguarda le età delle donne utenti del servizio, rispetto all’anno scorso, le donne della fascia più giovane (18/25 anni) sono pari a quelle della fascia più anziana (maggiore di 65 anni), significativa risulta anche la fascia delle donne tra i 46 ei 65 anni (25%) anche se, complessivamente, le utenti del servizio restano, nel 49% dei casi, donne adulte che vanno dai 26 ai 45 anni; donne, quindi, nel pieno della loro vita affettiva, familiare e lavorativa, quasi nella metà dei casi donne coniugate,conviventi o con un partner(41%) spesso con una situazione lavorativa non stabilizzata, che hanno figli e che lamentano una situazione familiare, di coppia molto fragile, in crisi, con un elevato livello di conflittualità fino al limite della violenza classicamente intesa. Molte sono d’altro canto le donne (18%) che hanno vissuto l’esperenza più o meno traumatica della fine di legame, di un matrimonio perchè separate di fatto, separate legalmente o divorziate. Così come per le coniugate, anche le donne separate o divorziate hanno, nella maggioranza dei casi, figli. 31 La situazione lavorativa risulta estrememente eterogenea.Come abbiamo già evidenziato, infatti, se da un lato la situazione lavorativa delle donne utenti è nella maggioranza dei casi stabile (22%), il numero delle donne che non hanno un’occupazione (21%), è pressochè pari a quello delle occupate a tempo indeterminato, mentre le donne conuna psoizione progessionale instabile e precaria è abbastanza significativo e pari al 14% del totale. Complessivamente, quindi, le donne con una poszione professionale instabile o inesistente sono il 35% del totale. E’ evidente come la questione professionale e del reddito diventi prioritaria per attuare nei confronti delle donne forme di sostegno adeguate alle varie situazioni. La possibilità di superare una situazione di crisi affettiva, familiare così come la possibilità di fronteggiare ed uscire da una situazione di violenza intrafamiliare non può essere disgiunta dall’instabilità professionale e dalla non autosufficienza economica delle donne, così come l’instabilità professionale e la mancanza di autonomia economica non può che aumentare il rischio di vivere e di subire degli squilibri pesanti nella vita affettiva., determinando un forte limite alla possibilità di ricostruzione e ridefinizione del proprio progetto di vita personale e affettivo delle donne. Le donne utenti del servizio chiedono, nella maggior parte dei casi, di poter essere informate sui propri diritti, sia che si tratti di diritti all’interno della famiglia o sul luogo di lavoro, sia che si tratti delle norme specifiche che regolamentano l’immigrazione. Fondamentale risulta anche la possiblità di ricevere un sostegno di tipo psicologico, sia come richiesta prioritaria da parte delle donne, sia come risorsa attivata in seconda battuta dopo aver ricevuto altri tipi d’informazione all’ interno del servizio. Importante, anche se in leggera flessione rispetto al 2007, è la richiesta di aiuto per le situazioni di mobbing o di forte disagio sul luogo di lavoro, anche in questo caso la stretta collaborazione tra le informazioni di tipo legale e un sostegno psicologico ad hoc risulta fondamentale. A partire dal 2007, il fenomeno della violenza contro le donne, che è nella maggior parte dei casi di natura intrafamiliare, viene affrontato, all’interno del Servizio, da un gruppo di operatrici esperte nel frontegiamanto di simili drammatiche situazioni. E’ importante sotolineare come solo nel primo anno di attività specifica questo serivizio sia stato richiesto esplicitamente dalle utenti nel 7% dell’utenza complessiva. Il fenomeno della violenza e del matrattamento contro le donne, tuttavia, inteso in senso 32 più ampio come l’insieme delle forme di svantaggio, discriminazione, vessazione, esclusione sociale di cui una donna può essere vittima, può considerarsi trasversale a molte delle diverse storie delle donne utenti del servizio ed è oggetto dell’attenzione e dell’intervento di tutte le operatrici del servizio. In linea generale, per concludere, dobbiamo sottolineare come per le donne utenti del Servizio, così come per qualunque altra persona, la crisi vissuta in un particolare ambito della vita, sia esso familiare, relazionale o lavorativo porti con sè uno sconvolgimento anche negli altri ambiti, cosicchè la risposta al disagio deve essere di tipo globale, esperta, ma non parziale, attenta all’unicità di ogni singola storia e non parcellizzata negli specialismi che non consentono una reale sostegno alla persona. 33