AIP News Periodico on-line dell’Associazione Italiana Malati di Osteodistrofia di Paget (A.I.P.)
I l n u o vo l o g o d e l l a A . I . P.
L’Associazione Italiana Malati Osteodi­ strofia di Paget è stata fondata il 04/05/2004 per offrire assistenza e informazioni a chi è af­ fetto dalla malattia os­ sea di Paget e per pro­ muovere la ricerca clini­ ca in tale settore. Come è possibi­ le notare sul sito della società abbiamo modifi­ cato il logo della AIP. In seguito ad un attento esame della presenza su internet di molte altre associazioni di pazienti, abbiamo infatti riscon­ trato la presenza di lo­ ghi “freschi”, puliti, sem­ plici ed applicabili a qualsiasi supporto di stampa. Per tale motivo abbiamo pensato di stu­ diare per la AIP un nuo­ vo logo che potesse dare all’immagine dell’­ associazione una nuova luce di semplicità e di freschezza, posizionan­ dola in maniera congrua al panorama attuale delle altre associazioni. Il design di que­ sto nuovo logo prende spunto dalla definizione della malattia ossea di Paget: “Cos’è l’Osteopatia di Paget? Volume 1, Numero 2
Maggio-Dicembre 2006
Notizie di rilievo:
· Ottenuto finanziamento dalla
Fondazione Banca Monte dei
Paschi di Siena
Il nuovo L ogo della Associazione Italiana M alati Osteodi­
strofia di Paget.
La malattia ossea di Paget è una patologia cronica dello scheletro, che tipicamente si ma­ nifesta come un ingran­ dimento e una deforma­ zione in uno o più di­ stretti ossei. Nell’osteo­ patia di Paget, le due linee cellulari ossee, gli Osteoclasti, deputati al riassorbimento osseo e gli Osteoblasti, respon­ sabili della formazione ossea non interagisco­ no in modo equilibrato. Quando questo avvie­ ne, l’alterato ciclo di riassorbimento e neo­ formazione ossea pro­ duce un osso fragile. Come risultato possono verificarsi artrosi, frattu­ re, dolore osseo e de­ formità”
Si è pensato quindi di sintetizzare in un segno “semplice” la degenerazione pagetica delle cellule osteoclasti­ che che sono aumenta­ te nel numero e nel vo­ lume. Prima · Rassegna delle ultime novità
sulla malattia ossea di Paget
emerse dal 28° Convegno Scientifico della “American Society
for Bone and Mineral Research”,
tenutosi a Philadelphia, USA dal
15 al 18 Settembre 2006.
· Disponibile un nuovo bisfosfonato (Neridronato) nella terapia
della malattia ossea di Paget.
Sommario:
Il nuovo logo dell’A.I.P. 1
La Malattia ossea di
Paget in Italia
2
Novità sulla Terapia
2
Pagina Scientifica
3
Avvisi Importanti
4
Dopo AIP News Pagina 2
La Malattia Ossea di Paget in Italia
La malattia ossea di Paget è uno dei disordini del metabolismo osseo più frequenti nella popolazione anzia­ na italiana (dopo l’osteoporosi) tanto che approssimativa­ mente 150­300 mila soggetti potrebbero esserne affetti. Questo è quanto emerso da un importante e vasto studio epidemiologico condotto in Italia in questi ultimi anni i cui risultati sono stati presentati ad importanti congressi inter­ nazionali del settore. Gli studi epidemiologici sulla malattia di Paget condotti in vari paesi in questi ultimi anni hanno messo in evidenza una prevalenza maggiore dei casi in particolari regioni geografiche così come è emersa una riduzione della prevalenza e della severità clinica nel corso degli anni. Per quanto riguarda l’Italia, non esistono ad oggi molti dati epidemiologici riguardanti la reale prevalenza della malattia nel nostro paese. Per questo motivo, recentemente è stato istituito un registro Italiano dei pazienti affetti da malattia ossea di Paget attraverso varie indagini di tipo radiologico, biochimico e scintigrafico condotte in due città italiane, Siena e Torino. E’emerso che la prevalenza della osteodistrofia di Paget in Italia varia dallo 0.7% al 2.4% con un aumento dei casi all’aumentare dell’età ed una maggiore incidenza nel sesso maschile rispetto a quello femminile. E’ stato inoltre osservata una aggregazione familiare confermata clinicamente pari al 15­28%. Al contrario di quanto emerso dalle varie indagini epidemiologiche su popolazioni di origine britannica, in Italia non è stata osservata una riduzione della prevalenza della ma­ lattia; tuttavia la severità clinica della patologa nei casi inclusi nel regi­ stro italiano comprendenti il quadriennio 2000­2004 è apparsa ridotta rispetto a quella dei pazienti inclusi in altri studi epidemiologici in diffe­ renti paesi europei e non così come rispetto ai dati di un precedente stu­ dio radiografico italiano condotto negli anni 1950­1956. E’ stata, inoltre, osservata una interessante e maggiore presenza della malattia nei sog­ getti che vivevano in stretto contatto con animali ed in particolar modo in coloro che hanno abitato nel corso della propria vita od abitano attual­ mente in zone rurali rispetto ai soggetti che abitano in città. Questo ulti­ mo aspetto sembra rafforzare l’ipotesi di un importante ruolo dei fattori ambientali nell’eziopatogenesi e nell’espressione clinica della malattia in stretta interazione con una predisposizione genetica. Dati preliminari emersi in questo studio italiano hanno infine evidenziato una maggiore prevalenza di casi affetti in alcune zone rurali della Campania e delle Toscana, in particolare le zone di Caserta, Avellino e del Chianti, indicando quindi un possibile “cluster” regionale con aree geografiche ad aumentata prevalenza, simile a quanto osservato in altri paesi, in particolare il Regno Uni­ to. Dr. Luigi Gennari Novità in Tema di Terapia della Malattia di Paget A partire dal mese di Marzo 2006 è disponibile in Italia un nuovo farma­ co per il trattamento endovenoso della Malattia ossea di Paget. Si trat­ ta dell’acido neridronico o neridrona­ to la cui efficacia clinica era già stata dimostrata da alcuni anni su pazienti affetti da osteogenesi imperfetta e che a dosaggi di 200 mg ev suddivi­ si in due infusioni singole di 100 mg riassorbimento osseo senza modifi­ risulta efficace nel trattamento dell’oste­ care il processo di mineralizzazione. odistrofia pagetica. Il neridronato appar­ tiene alla classe dei bisfosfonati, com­ posti che agiscono sul metabolismo DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE osseo impedendo il riassorbimento, con NERIXIA 25 mg soluzione iniettabile conseguente diminuzione del turnover NERIXIA 100 mg concentrato per soluzione per infusio­ osseo. Studi in vitro e in vivo hanno di­ ne
mostrato che il neridronato inibisce il Volume 1, Numero 2
Pagina 3
Pagina Scientifica. Rassegna del 28° Congresso dell’ “American Society for
Bone and Mineral Research”, Philadelphia 15-19 Settembre 2006
Nei giorni 15­19 Settembre 2006 si è tenuto a Philadelphia (USA) il 24° Meeting Annuale dell’American Society for Bone and Mineral Rese­ arch (ASBMR) per discutere le più importanti novità nel campo della ricerca delle patologie del metaboli­ smo osseo. Questo congresso è considerato uno dei più importanti per tutti coloro che si occupano di ricerca sia di base che clinica e vede la partecipazione ogni anno di mi­ gliaia di ricercatori da tutti i paesi del mondo. Una sezione di tale congres­ so viene dedicata puntualmente alla malattia ossea di Paget ed alle novi­ tà clinico­terapeutiche in merito. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di essere selezionati per presentare come comunicazione orale i dati di un nostro studio sugli effetti della terapia con bisfosfonati endovena, in particolare con acido zoledronico ed acido neridronico, nei pazienti affetti da malattia ossea di Paget che era­ no già stati trattati con pamidronato senza remissione dell’attività di ma­ lattia. I Bisfosfonati e.v. rappresentano una delle terapie più comuni per la malat­ tia ossea di Paget (PDB). Tuttavia, pochi studi hanno comparato l’effi­ cacia di diversi regimi di bisfosfonati e.v. Abbiamo quindi svolto presso il nostro Istituto di Siena uno studio randomizzato a 15 mesi comparan­ do il pamidronato e.v. con lo zoledro­ nato o con il neridronato in 90 sog­ getti affetti da malattia ossea di Pa­ get in fase attiva. La randomizzazio­ ne è stata effettuata tenendo conto dei livelli basali di fosfatasi alcalina totale (ALP) e precedenti trattamenti con bisfosfonati. I pazienti sono stato sottoposti ad un’infusione di 4 mg di acido zoledronico in un periodo di 15 minuti (n=30 pazienti o ad un’infu­ sione di 30 mg di pamidronato in 2 ore per due giorni consecutivi ogni 3 mesi (n=60 pazienti). Dopo 6 mesi i pazienti non­responders alla terapia con pamidronato sono stati trattati con zoledronato 4 mg o neridronato (infusione da 100 mg per 2 ore in 2 giorni consecutivi). Al controllo a 6 mesi il 97% dei pazienti a cui è stato somministrato acido zoledronico ha presentato una risposta terapeutica rispetto al 47% dei pazienti trattati con pamidronato. La normalizzazio­ ne dei valori di ALP è stata riscontra­ ta nel 93% dei pazienti trattati con zoledronato e nel 35% dei pazienti trattati con pamidronato. La norma­ lizzazione dei livelli di ALP è rimasta costante nel 79% e nel 65% dei pa­ zienti trattati con acido zoledronico, rispettivamente dopo 12 e 15 mesi. A 6 mesi, 27 pazienti hanno presen­ tato una risposta al trattamento con pamidronato, mentre coloro che so­ no risultati non­responders sono stati quindi trattati con neridronato (n=15 pazienti) o zoledronato (n=18 pa­ zienti). Tra questi soggetti, 14/15 (93%) nel gruppo sottoposto a tera­ pia con neridronato e 17/18 (94%) in quello trattato con zoledronato han­ no presentato una risposta terapeuti­ ca a 6 mesi. Simili risultati di norma­ lizzazione sono stati osservati nei soggetti trattati con neridronato (80%) e zoledronato (83%). In con­ clusione, singole infusioni di neridro­ nato e zoledronato hanno mostrato una simile efficacia nella remissione biochimica in oltre il 90% dei pazienti non­responders al pamidronato. La risposta terapeutica allo zoledronato sembra essere mantenuta nella maggior parte dei pazienti dopo 15 mesi.L’efficacia duratura dello zole­ dronato è stata inoltre confermata dall’estensione a due anni dello stu­ dio zoledronato vs risedronato gia pubblicato sul NEJM dello scorso anno; gli stessi studiosi hanno infatti osservato una ripresa di malattia in 57/115 pazienti trattati con risedro­ nato per os rispetto a solo 3/152 dei pazienti sottoposti ad infusione ev singola con zoledronato. Sono stati inoltre presentati alcuni dati preliminari sulla ipovitaminosi D in corso di Malattia di Paget che è più frequente di quanto si potrebbe pensare ed anche dati su alcuni nuovi possibili markers di turnover osseo da utilizzarsi nel follow­up e nella valutazione della risposta tera­ peutica. Studi genetici hanno ulte­ riormente confermato l’importanza Principali Com unicazioni sul Paget ­ JJ Kelly, AM Moses, R Ploutz­Snyder. Hypovitaminosis D and Paget's Disease of Bone. Poster SA426. ­ SH Ralston, AL Langston, MK Campbell, G MacLennan, PL Selby, WD Fraser. Initial Results from the PRISM Study: A Large Randomised Comparative Trial of Intensive Versus Symptomatic Treatment for Paget’s Disease. Late­Breaking Abstracts Session. ­ G Beyens, W Wuyts, E Cleiren, RD Tiegs, W Van Hul. Identification and Molecular Characterization of a Novel Splice­Site Mutation (G1205C) in the Sequestosome 1 Gene Causing Paget’s Disease of Bone in an Extended American Family. Poster M427 ­ L Gennari, G Martini, D Merlotti, F Valleggi, V De Paola, S Salvadori, A Avanzati, B Franci, S Campagna, R Nuti. Circulating OPG, RANKL, and Cathepsin K Levels before and after Intravenous Bisphosphonate Treatment in Paget’s Disease of Bone. Poster M425 ­ R Reid, P Miller, J Brown, W Fraser, D Hosking, CM Diaz, M Stone, JP Devogelaer, C Moniz, M Hooper, Y Saidi, G Su, J Pak, J Davis, T Fashola, J Krasnow, K Zelenakas, K Lyles. A Single Dose of Zoledronic Acid 5 mg Achieves More Sustained Biochemical Remission Versus Daily 30 mg Risedronate in Patients with Paget’s Disease. Poster M426 ­ D Merlotti, L Gennari, G Martini, F Valleggi, V De Paola, S Salvadori, A Avanzati, R Nuti. Comparison of Different Intravenous Bisphosphonate Regimens for Paget’s Disease of Bone. Oral presentation 1138 ­ E Chamoux, J Couture, JP Brown, S Roux. Expression and Localisation of p62 (SQSTM1) in Human Osteoclasts. Poster M282
del gene SQSTM1 nell’eziopatoge­ nesi dell’osteodistrofia pagetica. Sono stati infine presentati i risultati preliminari di un vasto studio inglese sulla qualità di vita in più di 1300 soggetti pagetici sottoposti a tratta­ mento in base alla sintomatologia dolorosa a livello scheletrico. Gli atti del suddetto congresso sono stati pubblicati su un supplemento della rivista “Journal of Bone and Mineral Reserach”. Dr.ssa Daniela Merlotti Dipartimento di Medicina Interna, Scienze Endocrino­Metaboliche e Biochimica, Univer­ sità di Siena P eri od i co on- l i ne d el l ’A s s oci a zi on e
I t a l i a na M a l at i d i O s t eod is t rof i a d i
P a g et (A .I .P .)
Sezione di Semeiotica Medica e Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Interna, Scienze Endocrino­ Metaboliche e Biochimica, Università degli Studi di Siena. Policlinico Santa Maria delle Scotte, Viale Bracci 53100 Siena Tel. +39 0577 585364; Fax: +39 0577 233480 +39 0577 233446 E­mail [email protected]
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ASSOCIAZIONE ITALIANA MALATI
DI OSTEODISTROFIA DI PAGET (A.I.P.) Presidente: Vice Presidente: Segretaria: Consiglio Direttivo: Sig. Massimo Mantovani Sig.ra Donatella Rustioni Dott. Daniela Merlotti Prof. Ranuccio Nuti Sig. Luciano Casini Dott. Luigi Gennari Prof. Giuseppe Martini Dott. Daniela Merlotti Comitato Scientifico: Prof. Ranuccio Nuti (Siena) Prof. Silvano Adami (Verona) Prof. Emilio D’Erasmo (Roma) Prof. Paolo Filipponi (Perugia) Prof. Carmelo Erio Fiore (Catania) Prof. Giancarlo Isaia (Torino) Prof. Giovanni Luisetto (Padova) Prof. Giuseppe Ottenuto Finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena
per l’anno 2007
Notizie positive per la vita dell’Associazione Italiana Malati di Osteodistrofia di Paget. Abbiamo infatti ottenuto un finanziamento di 15 mila euro da parte della Fonda­ zione Monte dei Paschi di Siena per l’anno 2007. Questo finanziamento ci permetterà di sostenere le spese previ­ ste per l’anno a venire fra le quali l’aggiornamento del nostro sito internet, del nostro notiziario, e la preparazione di materiale divulgativo (ad es. opuscoli) per il paziente, con­ tenente le novità sulla gestione e sulla cura della malattia ossea di Paget. L’AIP HA BISOGNO DEL TUO CONTRIBUTO!!!! Devolvi il tuo contributo alla società tramite bonifico bancario a: Associazione Italiana Malati Osteodistrofia di Paget, Banca Monte dei Paschi di Siena, Agenzia 4, Filiale 5807, Siena. Conto Corrente n° 3002,48 Coordinate bancarie: IT 64 J 01030 14299 000000380248. Codice Fiscale 92040130525
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