Rotary Club Bari Castello
Come ovviare allo tsunami congiunturale
Crisi, sì. Ma a pagarne lo scotto sono i giovani
L’Editoriale di Vinicio Coppola
La Grecia classica – quella del Partenone e della Loggia
delle Cariatidi, delle sculture di Fidia e di Prassitele l’abbiamo amata in primo luogo sui testi scolastici. E ancora di più
l’abbiamo ammirata sui libri d’arte. Ma la Grecia d’oggi? Ormai quasi dimentica degli antichi splendori, è sempre più alla deriva, in preda ad una disastrosa e perdurante crisi economica che la sta spingendo persino ad uscire dall’alveo dell’euro; e che minaccia di travolgere l’intera Europa e il sistema finanziario mondiale.
Uno tsunami congiunturale, insomma, che ci spinge spesso
a fare e a rifare i conti prima di procedere ad ogni possibile acquisto. E del quale, purtroppo, le principali vittime sono i giovani se si tiene conto che la disoccupazione giovanile, nella fascia tra i 15 e i 24 anni, ha raggiunto nel 2012 un tasso del 31,1
per cento contro un tasso di disoccupazione generale del 9,31.
In altri termini, un giovane su tre è oggi senza lavoro.
Inutile nasconderselo. Questa crisi è una delle emergenze
nazionali, e non può lasciare indifferenti noi rotariani che ai
giovani hanno sempre dedicato attenzione e risorse. E che deve invitarci a concorrere, con tutte le nostre forze, alla soluzione del grave e assillante problema. In che modo? Favorendo il primato dei valori - cultura e solidarietà in primo piano
- in un mondo che privilegia l’avere all’essere, le apparenze
alla “substantiam”. Uno degli ammonimenti più “in”ci viene da
lontano, da Esopo, nella famosa favola della cornacchia. Costei, per far colpo sui vicini, non esitò un giorno ad indossare le penne del pavone. Ma – come si sa - l’escamotage andò
letteralmente a monte perché, nonostante il furbesco travestimento, venne scoperta e messa in fuga a furia di beccate dagli eleganti pennuti che la fedifraga voleva imitare.
Giovani da aiutare, dunque, in ogni maniera possibile. Bisogna innanzitutto dilatare i loro orizzonti perché possano comprendere con maggiore facilità quei valori che oggi stanno perdendo terreno, offrendo valide opportunità di crescita. In perfetta sincronia con quanto suggeriva Camus: “Non camminate
avanti ai giovani perché potrebbero non seguirvi, non camminate dietro ai giovani perché potrebbero non vedervi. Camminate insieme ai giovani per costruire un mondo migliore”.
Tra i valori in panne – ad onore del vero – ci sono anche
l’amicizia e la solidarietà. L’amicizia – ricordiamo – è la roccia sulla quale è stato costruito il Rotary e la tolleranza è ciò
che lo tiene unito. “Nessun uomo mortale – sosteneva Paul
Harrys – ha mai visto l’elettricità, eppure questa fa girare la
ruota dell’industria. Persino l’aria che respiriamo è invisibile,
eppure fa miracoli… Al di sotto delle buone opere del Rotary c’è un potere invisibile: il potere della buona volontà,
ed è proprio in virtù di questa buona volontà che il Rotary
esiste”. Quanto alla solidarietà, va senz’altro ribadito il concetto che essa non va identificata con la beneficenza, ma
nell’aiuto vicendevole che un uomo può dare al suo simile in
difficoltà. Nessun uomo è un’isola…
Siamo certi, dunque, che in tale contesto le nuove leve
possano essere il punto di forza per imprimere una sferzata di
slancio e vigore anche al nostro sodalizio. D’altronde lo stesso fondatore sosteneva che il Rotary è evoluzione e, se ne-
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cessario, rivoluzione… E i giovani, per loro natura, sono spesso portatori di idee nuove e talvolta rivoluzionarie.
Un programma utopico? Nient’affatto. Sarà possibile realizzarlo se guarderemo con crescente attenzione a chi ci sta
intorno. Non chiudendoci a riccio come monadi, ma cercando di catturare l’interesse degli uomini del domani; e dando linfa alle loro attese con esempi, valori, testimonianze nell’alveo degli ideali rotariani del servire con gioia.
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Maggio/Giugno
2012
3
L’Editoriale
di Vinicio Coppola
4
Passaggio del Martelletto.
Da Vito Trojano ad Antonio Favuzzi
di Vito Trojano
8
9
I consigli delle nonne nei tempi della crisi
di Ugo Sbisà
La politica economica della Regione Puglia,
leader europea dell’energie pulite:
le energie rinnovabili
di Roberto Gagliano Candela
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E Mario Sironi prese un’autentica “cotta”
per l’arte dell’antica Grecia
di Vinicio Coppola
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Quale futuro per il cancro?
di L. Favia
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Una Borsa di Studio per la...vita
Il R.C. Bari Castello in prima fila
di Vito Scarola
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Aree costiere pugliesi: pregi e criticità
di Antonio Guida
15
Eros e Thanatos: alchimia dell’amore sacro
di Gianfranco Antonelli
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XVIII Assemblea Distrettuale
anno rotariano 2012/2012
di L. Favia
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Una “giornata particolare”
che ha reso omaggio alla cultura rotariana
di Vinicio Coppola
20
Rotar Action
di Giorgio Gramegna
21
Inner Wheel Bari Levante
Discorso della Presidente Lory Aquilino
22
Sotto la Lente
3
Rotary Club Bari Castello
Passaggio del Martelletto.
Da Vito Trojano ad Antonio Favuzzi
di Vito Trojano
29 giugno 2012
Hotel Sheraton - Bari
Messaggio conclusivo
del Presidente Vito Trojano
Carissimo Amico Rotariano,
Siamo giunti al termine di questo nostro anno sociale, che abbiamo percorso insieme, e sento il bisogno di abbracciarTi con l’affetto e la disponibilità di
sempre.
Le difficoltà che ho incontrato durante questa mia
presidenza sono state superate anche grazie al Tuo qualificato contributo e alla Tua grande disponibilità che
per me sono stati sostegno prezioso in ogni momento.
Quindi, grazie per tutto questo ma soprattutto grazie
per il cammino che insieme continueremo a percorrere all’insegna dell’affetto e della reciproca amicizia.
Vito Trojano
Saluto del presidente Vito Trojano al Club
Autorità rotariane - Governatore eletto 2013-2014 Renato
Cervini
Assistenti del Governatore Riccardo Greco e Michele Simone
Past Governor
Autorità militari, religiose e civili
Officers distrettuali
Presidenti e Officer di Club
Gentili signore, carissimi amici rotariani
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Innanzitutto permettetemi di dirvi grazie per la vostra presenza questa sera perché particolare importanza riveste, nella vita di un club, la cerimonia delle consegne; infatti, un anno d’impegno giunge al suo traguardo e nello stesso tempo il
successivo è al suo punto di partenza.
Il Rotary così viene ulteriormente alimentato dall’acquisizione di nuove idee, di nuovi entusiasmi e di nuove prospettive.
Il Rotary si costruisce giorno dopo giorno, con pazienza,
perché ogni giorno si arricchisce di esperienze precedenti.
E allora, ogni anno deve essere strettamente legato al precedente, pur rispettando la sensibilità degli uomini che cambiano.
Il riferimento costante a quei valori che il Rotary esprime,
come il piacere di lavorare insieme nei grandi progetti, pur
conservando la propria identità operativa, ha costituito la fonte ispiratrice delle nostre azioni.
Abbiamo sempre considerato l’uomo come fine e non come mezzo del nostro operato, inteso come valore e non come strumento.
E per ottenere questo ci siamo sforzati di praticare la cultura dello stare insieme, convinti come siamo che gli individualismi non fanno parte del Rotary.
Certamente noi rotariani siamo uomini come tanti altri,
con pregi e difetti, aspirazioni e illusioni, speranze e pentimenti, ma se lottiamo per maturare una coscienza collettiva,
operando e impegnandoci fortemente, certamente riusciremo a vivere la nostra esperienza associativa con grande serenità, e questo stato d’animo sereno deve essere guida e ispirarci in tutti i momenti della nostra vita associativa.
E’ questo il sentimento che durante l’anno ho cercato di
infondere in me stesso e in voi, carissimi amici del Club, credendo ed essendo convinto che il Club rimane l’elemento
portante di tutta la struttura del Rotary.
Pertanto l’attenzione è stata rivolta anche alla scelta dei
soci, che abbiamo cercato di compiere con grande cautela e
penso che i risultati siano stati ottimi.
Personalmente credetemi ho cercato, in quest’anno, di profondere tutto il mio impegno, il mio entusiasmo, le mie capacità per raggiungere, anche se forse non del tutto, gli obiettivi che all’inizio mi ero proposto.
Solo l’aiuto di tutti quanti voi, e in particolare dei cari amici del Consiglio Direttivo, il segretario Eugenio Mancini, il
vice-presidente Gianfranco Antonelli, il tesoriere Nino Binetti, il prefetto Roberto Gagliano Candela, l’istruttore del
Club Lorenzo Favia e tutti gli altri che abbraccio fraternamente e a cui rivolgo un sincero ed affettuoso grazie, mi ha
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Rotary Club Bari Castello
permesso di realizzare il programma che intendevo svolgere,
rivolto principalmente ai giovani, ai grandi temi distrettuali e
a quelle importanti tematiche culturali e sociali attinenti le
problematiche più salienti della realtà nella quale operiamo.
Alcuni meeting hanno avuto come relatori nostri soci e
mogli di nostri soci ed è con grande gioia che devo dirvi che
Maria Giuseppa Santoro, Vito Casarano, Renato Cervini, Lory
Aquilino, Gianfranco Antonelli, Lorenzo Favia, Gaetano Logrieco e Maria Rosa Giangrande hanno dimostrato ancora
una volta come le potenzialità culturali che esistono nel Club
ci permettono di trascorrere tra amici in piacevole armonia
serate indimenticabili.
Diverse serate sono state dedicate ai rapporti tra le Associazioni di service e le Istituzioni, sia politiche sia giuridiche
che sanitarie, con la convinzione che è nostro compito cogliere, sottolineare e diffondere un’importante realtà come
“questa”, poiché come rotariani non possiamo e non dobbiamo essere estranei a questi eventi, se non vogliamo apparire fuori dal nostro tempo, avendo, sempre come destinatari prioritari, i giovani, che con noi e dopo di noi opereranno nella nostra società.
Tra gli altri meeting ed intermeeting organizzati durante
l’anno particolare importanza, hanno assunto quelli organizzati dal nostro Club (come la serata con l’On. Leoluca Orlando, il Dott. Vito Savino, il Prof. Francesco Schitulli ed altri, in tutto ne abbiamo realizzato 19), e quelli organizzati
con gli altri Club metropolitani con i quali in quest’anno rotariano c’è stato un grande feeling d’intenti, e per questo ringrazio ed abbraccio fraternamente Vito Santamato, Alberto
Barsanti, Tommaso Micelli Ferrara e Francesco Di Lorenzo.
Mi auguro che questo far squadra possa continuare nel tempo anche con i prossimi presidenti.
Non dimentichiamo che tutto questo si deve anche al valido ed affettuoso contributo dell’assistente del Governatore
Riccardo Greco.
Abbiamo partecipato a ben dodici fra seminari e forum distrettuali oltre all’assemblea e al congresso distrettuale e grazie a tutti voi lo abbiamo sempre fatto in modo altamente
rappresentativo.
Abbiamo organizzato oltre 12 consigli direttivi uno per
ciascun mese dell’anno rotariano oltre a 4 meeting ammini-
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strativi e due assemblee di
club.
Con particolare piacere ricordo anche la meravigliosa
serata trascorsa in villa da
Mariarosa e Gaetano Logrieco, piena di affetto ed allegria, da cui è scaturito un cospicuo contributo per il service dedicato alla costruzione di un capannone per il
microcredito e per l’ambulatorio medico di prevenzione
ginecologica e pediatrica intitolato alla nostra carissima
amica “Ginevra Favia” in Benin, la serata della Festa dell’estate organizzata con il
Rotary Club del Bari Ovest,
oltre le riunioni a caminetto
svoltesi al circolo della Vela, al Barion da Franco Massarelli
e Pino Aquilino.
Simpatiche e piene di affettuosa amicizia sono state la serata in pizzeria dalla Cecchina, il Rotarelli a Fasano organizzato da Anna e Alberto Dabbicco e la gita a Noci.
Abbiamo realizzato ben 18 service
cercando di non trascurare le necessità
locali, nazionali ed
internazionali, sia
con nuovi service
che nella continuità
di alcuni già avviati
a livello internazionale, non dimenticando il dramma dei
terremotati dell’Emilia Romagna a cui
abbiamo dimostrato
che il Rotary agisce
nell’immediato con
proposte concrete e
non solo con parole.
Permettetemi, infine, di sottolineare la
mia soddisfazione ed
il mio orgoglio per l’eccellente ruolo che il nostro Club avrà
prossimamente nel Distretto con l’elezione a Governatore
(2013-2014) del caro amico Renato Cervini; intorno a lui tutti noi dovremo fare squadra.
Il tempo scorre veloce senza ritorno e siamo giunti al tramonto di un anno sociale, in attesa di una nuova alba che
sorge nel senso di quella continuità rotariana che ho voluto
ricordare nel mio motto per quest’anno “Servire con disponibilità e amicizia”.
Ho vissuto questa stagione a servizio del Rotary in tranquillità e serenità, trascurando purtroppo e a volte anche i
miei più cari affetti e di questo chiedo scusa soprattutto a mia
moglie, ringraziandola di essermi sempre vicina in ogni percorso della nostra vita.
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Rotary Club Bari Castello
Ma tutto ciò che finisce lascia inevitabilmente nell’animo umano un velo di tristezza, per le esperienze non più
ripetibili, per i momenti felici che generano malinconia.
Ho sentito la responsabilità del mandato ed ho lavorato
con passione ed entusiasmo perché credo profondamente
nella radice del nostro associazionismo.
Spero che il mio, anzi, il nostro lavoro, scolpisca nel Club
il senso del nostro passaggio.
Prima di cedere il testimone all’amico Antonio Favuzzi
permettetemi di esprimere, anche a nome di tutti gli amici
del Club, la più profonda gratitudine all’Associazione del
Rotary, che anche quest’anno ci ha dato l’opportunità di essere gratificati nella nostra identità di rotariani, per quel servizio volontario e disinteressato che ci ha permesso di compiere in favore della società, nel Rotary e per il Rotary.
Al nuovo Presidente, al caro amico Antonio, nel cedergli con profonda commozione l’onerosa responsabilità di
questo magnifico Club, certo che le sue indubbie qualità
rotariane verranno sempre affiancate da un gruppo di amici sinceri, rivolgo tutta la mia affettuosa disponibilità di servizio ed i miei auguri di beneficiare di questa opportunità
che oggi il Rotary gli offre.
A voi cari soci, e a voi cari amici del consiglio direttivo un
grazie profondo e sincero per la simpatia e il costante aiuto
che avete voluto offrirmi durante questo anno.
Siate certi che il solco tracciato nel mio cuore da questi
sentimenti non si cancellerà mai perché è stato tracciato con
affetto da ciascuno di voi.
Breve Relazione anno 2012-2013
di Antonio Favuzzi
Buona sera a tutti.
Porgo il mio personale saluto ed il benvenuto alle autorità civili, militari e rotariane, alle care amiche e amici rotariani, ai graditi ospiti.
Desidero salutare
l’Assistente del Governatore Michele Simone e la sua genti-
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le signora Maria.
I Past Governor Marco Torsello con la signora Lucia.
Un saluto particolare ed affettuoso lo rivolgo al nostro Governatore eletto dell’anno 2013 2014 il carissimo amico Renato Cervini, nostro socio.
Saluto i presidenti dei Club metropolitani dell’anno 2011
2012;
Saluto i presidenti dei Club metropolitani dell’anno 2012
2013 che condivideranno con me questa splendida esperienza.
Saluto Ancora
Maria Rosa Giangrande, past presidente del Club di Rutigliano e Terre dell’Uva;
Marcella Telesca presidente Innerweel Bari;
Lora Aquilino past president Innerweel Bari Levante.
Giorgio Gramegna past presidente rotaract Bari Agorà
Prima di procedere, passo la parola al consigliere segretario Pino Suaria per le notizie di segreteria.
Grazie ancora a tutti per essere intervenuti in questa serata rotariana istituzionale. Eccomi qui.
Tre anni fa in una splendida cornice nelle campagne di Puglia con
gli impareggiabili ospiti amici Alfredo Conte e Chiara tra un bicchiere di vino e cibi gustosissimi
molti amici del club decisero che
avrei dovuto assumere l’incarico di
Presidente del Club Bari Castello
nell’anno 2012 2013.
In allegria e con un po’ di incoscienza accettai nella considerazione che tre anni fossero lunghi
da passare e forse i miei impegni
lavorativi sarebbero diminuiti nel
tempo.
In realtà gli impegni si sono
moltiplicati, ma non fa nulla il
tempo per il rotary e per i miei
amici l’ho trovato e lo troverò.
Confesso che dalla preoccupazione sono passato al divertimen-
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Rotary Club Bari Castello
to: non è un lavoro è un piacere: consapevole della responsabilità che vado ad assumere per il club
Dal 1950 ed in realtà anche da prima il Rotary ci parla di
servizio
Con i noti motti “chi serve meglio ha più profitto” e “Servire al di sopra di ogni interesse personale”.
Oggi 29 giugno 2012 ……. comincia il mio impegno per
gli amici del club.
Senza dimenticare gli obiettivi del Rotary e le aree di intervento.
• pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti,
• prevenzione e cura delle malattie;
• acqua e strutture igienico-sanitarie;
• salute materna e infantile;
• alfabetizzazione ed educazione di base;
• sviluppo economico e comunitario.
Tra le vie d’azione invece che non starò qui a citare ho pensato di concentrare tutti gli sforzi del mio anno sull’AZIONE
NUOVE GENERAZIONI.
Lavoriamo insieme ai giovani per i giovani li aiutiamo a
diventare la generazione futura di leader, e di professionisti
puntando sui consolidatissimi ed efficienti laboratori del rotary quali il RYLA, il ROTARACT e l’INTERACT, e lo SCAMBIO GIOVANI (GSE) e molto altro per loro.
Il presidente internazionale Takuji Tanaka ha formulato il
suo motto che vi propongo “la Pace attraverso il servizio”;
Il Governatore Rocco Giuliani ci ha comunicato il suo:”essere famiglia a casa, nel Rotary…ovunque”;
E vi propongo il motto del mio anno: “il Rotary guarda ai
giovani…..”.
Nell’ultima assemblea distrettuale a capitolo, come ormai
consuetudine, tutti i rotariani si sono presi per mano per dimostrare che l’unione fa la differenza. Io voglio immaginare
così i soci di questo splendido club tutti per mano insieme
Promettendo loro serate divertenti, concedendoci qualche
piccolo peccato di gola e perché no serate musicali e balli.
Ed ora la presentazione della squadra il direttivo.
Prego tutti gli amici che chiamerò di avvicinarsi a me per
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la foto di rito.
Il sottofondo musicale è dedicato a tutta la squadra per dire loro: …..si può fare di più; …..si può dare di più.
Ed ora Vito Trojano il mio presidente il nostro presidente al
quale a nome di tutti i soci del club devo rivolgere un sentito ringraziamento per aver accettato di assumere l’incarico
di presidente sacrificando molto del suo tempo lavorativo in
un anno che lo vedeva anche impegnato con la presidenza
nazionale della sua associazione professionale.
Lui c’è stato sempre in ogni riunione senza saltarne mai una. A lui chiedo qui formalmente l’impegno di partecipare sempre anche alle riunioni
del nuovo direttivo per assicurare
quella continuità di azioni necessaria.
Ed a tal fine a nome del direttivo
uscente ho il compito e l’onore di leggere queste brevi parole per te Vito:
“A Vito Trojano……… impareggiabile amico, guida sicura, sempre equilibrato con la sua capacità di mediare
e dirimere ogni situazione interna” interpretando appieno la missione dell’azione interna del Rotary”.
A lui consegno una Paul Harris Fellow il più alto riconoscimento a chi si
è particolarmente distinto con la sua
professione e con la sua testimonianza a contribuire al diffondersi della comprensione e delle relazioni amichevoli fra gli esponenti delle varie attività.
Questo non sono io! è un presidente che ha pensato di decidere da solo, di fare da solo che si è accorto troppo tardi del
suo errore
Ho bisogno di voi del vostro aiuto della vostra comprensione della vostra amicizia
Vi ringrazio tutti e vi abbraccio con affetto.
Antonio
La parola è poi andata all’assistente del governatore uscente Riccardo Greco per un intervento e da ultimo ha chiuso la
serata Michele Simone assistente del Governatore 2012 2013
con il suo saluto di rito.
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Rotary Club Bari Castello
I consigli delle nonne nei tempi della crisi
di Ugo Sbisà
4 maggio 2012
Hotel Sheraton - Bari
Presenta:
Lory Aquilino
Moderatore: Ugo Sbisà
In epoca di crisi, recuperare saperi
e saggezze antiche può essere un suggerimento proficuo non solo per meglio amministrarsi, ma anche e soprattutto per fare salva una memoria storica del passato e delle famiglie che, diversamente, rischierebbe di essere relegata in soffitta. Ed è con questo spirito che, su iniziativa della sua presidentessa Lora Aquilino, l’Inner Wheel Bari Levante ha promosso tra i propri service la pubblicazione del volumetto
“Voci al femminile”, la cui vendita è
stata finalizzata alla raccolta di fondi
per l’acquisto di un defibrillatore donato al Palacarrassi.
Lettura agile e piacevole caratterizza questa gustosa pubblicazione che raccoglie antichi consigli di economia domestica - l’intramontabile saggezza delle nonne - insieme a ricette tramandate per generazioni e, ovviamente, a un capitoletto di curiosità sulla gemmologia, argomento sul quale
Lora Aquilino possiede una competenza conquistata sul campo, nella quotidiana cura dell’azienda di suo marito Pino,
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appunto la gioielleria Aquilino di via Sparano.
Il volume è stato presentato dal nostro socio Ugo Sbisà,
nel corso di una accorsata serata che ha visto al tavolo dei
relatori anche Patrizia Gadaleta, odontoiatra e socia dell’Inner Wheel, ma soprattutto donna che, pur impegnata nel
mondo delle professioni, deve quotidianamente misurarsi sul
doppio fronte della propria attività lavorativa e del proprio
ruolo di madre.
L’occasione è stata propizia per una
serie di riflessioni
sulla necessità di
conservare la memoria storica, i saperi, i
ricordi delle generazioni precedenti, come risorsa per le
nuove generazioni,
troppo spesso ignare
di un passato che fa
parte dei loro cromosomi. In altre parole, la consegna di un novero di saperi nei quali è ancora oggi possibile cogliere risorse preziose per guardare con più fiducia al futuro.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
La politica economica della Regione Puglia, leader
europea dell’energie pulite: le energie rinnovabili
di Roberto Gagliano Candela
10 maggio 2012
Hotel Palace - Bari
Interclub con i Club Metropolitani
Organizzato dal R.C. Bari Ovest
Relatori:
Dott. Onofrio Introna
Presidente Consiglio Regionale Puglia
On. Francesco Paolo Sisto
Componente Commissione Giustizia
Camera dei Deputati
E’ stato un interessante dibattito fra il nostro socio On. Fracesco Paolo Sisto, Componente Commissione Giustizia della
Camera Dei Deputati, ed il Dott. Onofrio Introna, Presidente
Consiglio Regionale Puglia, moderato dal giornalista Enzo Magistà rotariano del R.C. di Putignano e direttore di Telenorba.
I relatori hanno avuto modo di esporre due differenti posizioni, entrambe rivolte alla tutela dell’ambiente ed allo sviluppo della regione. Si sono scontrate due anime dello stesso problema, da un lato le preoccupazioni della regione di
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
non essere supportate a sufficienza dal Governo, dall’altro
l’invito ad operare con maggiore incisività.
Insomma un vivace dibattito terminato alla pari con la consapevolezza che il Rotary è una cassa di risonanza anche dei
problemi ambientali che interessano tutti i cittadini.
Numerosi sono stati gli interventi, fra i quali molto apprezzato è stato quello di Riccardo Greco.
Durante il cocktail i soci dei Club metropolitani hanno
scambiato le loro idee dando un ulteriore contributo.
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Rotary Club Bari Castello
A Bari, un maestro del colore dalla malinconica tristezza
E Mario Sironi prese un’autentica “cotta”
per l’arte dell’antica Grecia
di Vinicio Coppola
“E’ completamente pazzo!”, scriveva Umberto Boccioni a Severini – Ma poi prevalsero, con la loro solitudine, le suggestive periferie urbane e industriali, emblemi dell’alienazione di Adamoassoluta
“Sironi è completamente pazzo!”.
Così scriveva, affranto e allarmato, Umberto Boccioni
all’amico Severini, a Parigi, che gli chiedeva notizie del compagno di cordata delle serate di baldoria futurista che – come noto - culminavano, quasi sempre, con lanci di proiettili vegetali (cavoli, pomodori e uova marce) all’indirizzo di
Marinetti e della sua irruente e scatenata combriccola.
Una “pazzia furiosa”, quella di Mario Sironi, che Umberto Boccioni aveva potuto toccare con mano nello studio del
cantore delle periferie urbane: quest’ultimo si era cimentato
per ben venti volte a dipingere una testa greca, senza mai
raggiungere la perfezione di Fidia o di Prassitele. Di qui i suoi
reiterati e vani tentativi di approdare all’ambito traguardo, fino ad allora consentito solo ai grandi dell’antica Ellade. Ne
abbiamo avuto un’esauriente riprova nella 29^ edizione di
ExpoArte, svoltasi recentemente alla Fiera del Levante, dove,
per iniziativa di Amedeo Demitry, direttore di “Artiamo”, si
è tenuta una retrospettiva dedicata al maestro sassarese.
Va detto subito che Mario Sironi voleva scrollarsi di dosso
quella malinconica tristezza che oramai faceva parte del suo
abito mentale, da quando, a 13 anni, aveva perso il papà.
Una perdita incolmabile alla quale si erano poi aggiunte le
delusioni per il Futurismo, e anche la fallace e antilibertaria
ideologia fascista da lui
abbracciata inizialmente
con estrema fiducia e candido fervore.
Ma ecco, nel grigiore
della sua esistenza, un barlume di luce – la “flamma
amoris” – innescata da una
giovanissima modella, Mimì Costa. Lui, Sironi, ha oltre cinquant’anni ed è reduce da un matrimonio fallito. Ha già deciso di tirare
i remi in barca, quando riesplode, come per miracolo, la gioia di vivere. E’
dapprima un amore segreto; poi, via via, sempre più manifesto e determinante come fonte principale d’ispirazione per
quasi tutte le opere di quel periodo. Una gioia di vivere che incide anche sul suo mondo pittorico. Dal quale vengono eliminati i colori ocra-scuri, i bruni delle montagne per far po-
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sto a “nuances” vivide e dense di gioia espressiva.
In tale cambiamento di rotta s’incunea la grande ammirazione per la statuaria greca, per l’antico ed ineguagliabile
ideale di bellezza che, come un faro, s’irradia dalla sommità del Partenone e dalla Loggia delle Cariatidi. Ma – ad onor
del vero - le passate sofferenze non vengono gettate alle ortiche. Ne sono
una riprova proprio le seducenti periferie urbane e
quelle industriali che
mettono in primo piano
le condizioni di allucinata alienazione di Adamo,
inserendo accanto a ciminiere, blocchi uniformi
di caseggiati con facciate
punteggiate da miriadi di
finestre rettangolari, operai in bicicletta: minuti,
sparuti, quasi formiche
schiacciate dal ritmo impetuoso della civiltà delle
macchine.
In questo particolare contesto urbano, la città assurge al
ruolo di protagonista assoluta del mondo pittorico di Sironi.
Una città inafferrabile, invisibile, che cova nell’ombra drammi e disperazione, mentre le ciminiere sputano un fumo inquinante.
E la periferia? E’ una periferia scarna, desolata, quasi surreale. Uno scenario chiuso nel suo grigio-pumbleo anomimato, con architetture disumane. E’ una dramma sotto tono, ma
a sfondo sociale: il ritmo e le scansioni sono grevi, l’alienazione assoluta. Mario Sironi diventa così l’aedo della solitudine – quella degli oggetti, dei palazzi, dei lampioni, dei camion – dando vita ad un’atmosfera surreale di alienata beltà.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
Quale futuro per il cancro?
di L. Favia
25 maggio 2012
Hotel Sheraton - Bari
Interclub con R.C. Bari Ovest, R.C. Bari Sud, R.C.
Bari Mediterraneo, Inner Wheel Bari Levante,
Rotaract Bari Agorà.
Relatore:
Prof. Francesco Schittulli
Presidente Nazionale LILT,
Lega Italiana Lotta Ai Tumori
Moderatore: Dott. Ugo Sbisà
Giornalista della Gazzetta
del Mezzogiorno.
L’argomento è di quelli che attirano l’interesse generale ed
il relatore è un primattore nella lotta al cancro, di conseguenza, vi sono, quindi, tutti gli ingredienti per una serata
di assoluto rilievo culturale. La partecipazione del pubblico,
quanto mai numerosa, testimonia la bontà delle premesse.
Dopo gli inni di rito, il solerte Segretario Eugenio dà avvio
alla serata con le consuete notizie di segreteria, passando
subito dopo la parola al Presidente Vito Trojano.
Vito tratteggia, con una difficile sintesi, il curriculum nutrito del relatore, nostro socio onorario, Prof.Francesco Schittulli, sottolineando, in particolare, di aver preso da lui il testimone della guida del Dipartimento Donna dell’Ospedale
Oncologico di Bari, quando Francesco è stato eletto Presidente della Provincia. Ma, il “prestito alla politica”, come dirà poi lo stesso relatore, non lo ha affatto escluso dalla lotta
al cancro. Infatti, continua regolarmente, ad espletare la sua
attività di chirurgo presso una clinica privata cittadina ed è
attualmente il Presidente nazionale della LILT (Lega Italiana
Lotta ai Tumori). Vito, poi, introduce con una breve prolusione l’argomento della serata, cedendo poi il microfono al moderatore della serata, Ugo Sbisà.
Ugo dà inizio alla conversazione, con un paradosso che
guida i giornali nella scelta delle notizie da pubblicare, “le
belle notizie non fanno notizia”. Peraltro prosegue, “sicuramente, una bella notizia che tutti i media si precipiterebbero
a pubblicare è la sconfitta definitiva del cancro”. La domanda quindi rivolta al relatore è sullo stato dell’arte nella lotta a
questo subdolo nemico dell’umanità.
Il Prof. Schittulli, precisa subito che è ormai acclarato dagli innumerevoli studi scientifici, che le cause dell’insorgenza dei tumori, sono di carattere genetico ambientali.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Con un breve excursus storico, che fa risaltare l’influenza dell’ambiente sul diffondersi dei tumori, il relatore sottolinea che è in concomitanza con la rivoluzione industriale, nella seconda metà del XIX, che inizia la crescita
di tale morbilità. Una prova ulteriore è data dalla sua scarsa presenza, nei paesi sottosviluppati ed una crescita dei
casi, in quelli ex sottosviluppati, ora emergenti (Brasile,Russia,India, Cina).
Molto si sta facendo e molto si può fare per migliorare il
nostro ambiente. Le leggi per evitare l’inquinamento ambientale sono diventate molto severe e porteranno sicuri benefici in futuro. Alcuni materiali, in passato utilizzati massicciamente, sono ora stati dichiarati fuori legge, come l’amianto, che è stato utilizzato moltissimo dopo la guerra e fino ad una trentina di anni fa.
La lotta all’immissione di residui nocivi nell’atmosfera o
nelle acque, trova sempre maggiori consensi nell’opinione
pubblica, nella consapevolezza del circolo causa effetto che
essi determinano. Un esempio lo troviamo nella nostra regione, con il problema Taranto ed il braccio di ferro della Regione con l’impianto siderurgico ivi esistente. Vi è sicuramente una maggiore attenzione all’ambiente, ma vi è ancora tanto da fare.
Le cause di morte per tumore vedono, al primo posto, quelli polmonari, sommando i casi di maschi e femmine, seguiti
dal colon retto, dalla mammella e dalla prostata per l’uomo.
La prevenzione è basilare per evitare lo sviluppo della malattia; il relatore ha precisato che così deve essere denominato e non “ il male”, a sottolineare la sua curabilità e quindi la possibilità di guarigione.
Molto possiamo fare noi stessi per sviluppare una difesa
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Rotary Club Bari Castello
preventiva. Ad esempio, il fumo è stato riconosciuto, e non
sembrano sussistere più dubbi al riguardo, come la principale causa dell’insorgenza del tumore polmonare. Un dato
preoccupante riferito dal relatore è quello che nelle donne,
l’insorgenza della specifica malattia ha ormai quasi superato
il livello degli uomini, a causa dell’aumentato numero delle donne fumatrici. Astenersi dal fumare, ridurrebbe sicuramente il numero dei casi di tumore polmonare e delle patologie cardiovascolari. Il Prof. Schittulli ha poi sottolineato che,
lo sviluppo della tecnologia ci induce a modificare il nostro
stile di vita, mettendoci a disposizione ausili dei quali difficilmente potremmo ora fare a meno, ma del cui utilizzo non
si conoscono bene le conseguenze, vedi utilizzi dei telefonini, microonde... Un’attenzione particolare va data pure all’alimentazione, diminuendo il consumo delle carni rosse ed
aumentando il consumo di prodotti vegetali, pesce etc., privilegiando la dieta mediterranea.
Nel campo della prevenzione clinica, in particolare del
cancro alla mammella, dopo aver indicato in circa 41.000 i
casi previsti in Italia,per il 2012, il relatore ha evidenziato la
necessità di istruire le donne, sin dall’età puberale, all’auto
palpazione, continuando poi nell’età più adulta con gli esami clinici periodici quali l’ecografia e la mammografia.
Anche per gli altri tipi di tumore la prevenzione, facilmente
realizzabile e poco invasiva, con i moderni mezzi a disposizione, è necessaria per poter dar modo ai medici di poter intervenire con successo, quando ancora il tumore non ha avuto il tempo di svilupparsi. A questo riguardo è da dire che
l’attuale disponibilità di strumenti di indagine sofisticati, come la Risonanza Magnetica, la Tac, la Tac Pet, le già citate
Mammografia ed Ecografia, unitamente alla disponibilità di
bio farmaci che contrastano l’insorgere della malattia, permettono al chirurgo di effettuare interventi sempre più conservativi. Elemento importantissimo quest’ultimo, specialmente per le donne. Un dato decisamente confortante viene
proprio dal numero delle guarigioni del cancro al seno, attualmente attestato all’80%, ma che con una maggiore azio-
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ne preventiva a partire dai 40 anni di età, potrà consentire di
arrivare all’incirca al 98%.
Lo stato della ricerca è stato inoltre ben illustrato dal relatore, il quale, dopo aver sottolineato la necessità di una più
incisiva presenza della mano pubblica nel settore, ha riferito
di una recente riunione strategica di esperti in oncologia, coordinata dal prof. Umberto Veronesi nel corso della quale, è
stato preso atto, con soddisfazione, degli eccellenti risultati conseguiti negli ultimi quindici-vent’anni con gli studi sul
genoma e quindi sul dna, i quali hanno permesso, tra l’altro,
l’individuazione precoce delle attitudini a sviluppare il tumore. In quella riunione peraltro, ed è la vera novità, è stato varato il nuovo indirizzo per la ricerca: l’utilizzo delle cellule staminali nella lotta al tumore.
Le associazioni, circa 4.000, possono svolgere un’azione
efficace nel campo della ricerca, ma la loro numerosità porta ad una dispersione di forze, con conseguenti riflessi negativi sulla ricerca. Vero è che presso il Ministero della Sanità
è allo studio una riorganizzazione del settore.
Infine, il prof. Schittulli si è soffermato sulle aree da migliorare, per quello che attiene all’assistenza pubblica, auspicando che nella valutazione e soddisfazione dei bisogni
sanitari della collettività non si segua pedissequamente la filosofia delle aziende, in quanto la tutela della salute è un bene primario e come tale va comunque assicurato ai cittadini..
Il Presidente, Vito Trojano ha poi tirato le conclusioni della interessante serata, commentando in termini positivi, per il miglioramento dell’efficienza della struttura pubblica, il processo
di riorganizzazione in atto nella sanità pugliese ed evidenziando l’esistenza dei punti di eccellenza, numerosi, che costituiscono poli di attrazione anche per i pazienti extra regionali.
Vito ha poi consegnato al Prof. Schittulli, una Paul Harris,
per la sua costante, appassionata opera professionale, profusa, con spirito rotariano, in favore della collettività, nella lotta al nemico tumore.
Il rituale tocco di martelletto, suggella la chiusura di una
serata che non ha deluso le aspettative.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
Una Borsa di Studio per la....vita
Il R.C. Bari Castello in prima fila
di Vito Scarola
26 maggio 2012
Auditorium Ospedale Oncologico
I.R.C.C.S. Giovanni Paolo II
Il punto di forza del Rotary e quindi di ogni Club appartenente a questa straordinaria Associazione è: Il Servizio
Ed anche in questo anno Rotariano la missione è stata portata avanti con impareggiabile dedizione e mirata attenzione.
In questa logica un posto di particolare rilievo spetta all’iniziativa tenutasi:
Sabato 26 Maggio presso l’Auditorio dell’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II con la consegna dei premi ed attestati relativi alla terza edizione della: “Borsa di Studio Gianmarko Bellini”.
La manifestazione che ha visto presenti importanti autorità
Sanitarie, Rotariane ed Istituzionali ha soprattutto registrato la
presenza dei Dirigenti, Docenti ed Alunni delle più importanti Scuole della nostra città protagonisti di questa Borsa di Studio.
Il primo a prendere la parola il Presidente del nostro Club Vito Trojano in duplice veste, Presidente del nostro Rotary Club
e delegato dall’Avv. Lovecchio del nostro Club grazie al quale l’istituto Oncologico ha concesso l’utilizzo dell’Auditorio.
Con la consueta eleganza, competenza e convinta rotarianità ha spiegato in breve il senso della manifestazione e
della presenza del R.C. Bari Castello dicendo: La chirurgia
dei trapianti d’organo è in continua evoluzione. E’ definita
come “una sicura ed insostituibile opportunità” capace di risolvere positivamente oggettive situazioni di pericolo e di
danno per la vita o per la validità individuale, una terapia in
alcun modo sostituibile.
Ma ben lontani si è da raggiungere un accettabile numero di trapianti in quanto manca una adeguata cultura relativamente all’argomento in questione.
Importante quindi la costituzione di Una Rete che possa
ottimizzare gli interventi a favore di questa importante necessità sociale.
Costituenti le prime maglie di questa rete sono il Centro
Regionale Trapianti, il Rotary e l’AIDO.
Importante quindi il risultato di questa iniziativa, che permette una significativa omologazione tra Istituzioni, Scuole
e Associazioni.
Come Rotary e come Rotary Club Bari Castello non si poteva mancare a questo appuntamento.
Nella logica della condivisione, della continuità e all’insegna della solidarietà, anche quest’anno il nostro Club, in
linea con gli obiettivi enunciati dal Rotary Internazionale in
tema di sanità e alfabetizzazione, ha inteso finanziare un
“service” che comprendesse le queste priorità rotariane.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
La Borsa di Studio “ Gianmarko Bellini” , intitolata ad un
piccolo angelo, volato in cielo a soli dieci anni, i cui genitori,
pur affranti dalla sconvolgente scomparsa, hanno voluto compiere il grande ed encomiabile gesto di donare i suoi organi.
L’iniziativa ideata e realizzata dal Gruppo Comunale AIDO di Bari, presieduto dal nostro amico e socio Vito Scarola, ha visto da subito il contributo del R.C. Bari Castello, iniziativa che costituisce un fiore all’occhiello per il Club.
Si è voluto premiare l’alunno che con la sua fantasia, bravura ed entusiasmo ha partecipato al progetto TVD (Ti Voglio
Donare) con il miglior elaborato grafico e visivo, preparato
dal Ministero della Sanità e della Pubblica Istruzione.
La manifestazione iniziata con il coro degli alunni della
Scuola Primaria Clelia Merloni, si è conclusa, appunto con la
consegna delle Borse di Studio, ed ha visto protagonisti il R.C
Bari Castello con i suoi Soci all’insegna della vera Solidarietà.
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Rotary Club Bari Castello
Aree costiere pugliesi: pregi e criticità
di Antonio Guida
1 giugno 2012
Hotel Sheraton - Bari
Relatore: Dott. Nicola Ungaro
Dirigente Direzione Scientifica
Settore Mare - ARPA Puglia
Con l’approssimarsi della stagione estiva, interessante serata avente ad oggetto il nostro meraviglioso mare, ed il suo
stato di salute.
Un relatore colto e raffinato, il dott. Ungaro, vero appassionato del mare, come ci spiegherà il nostro Giovanni Marano; apprendiamo quindi come la Puglia sia la terza regione italiana per la lunghezza delle coste; solo che le due regioni che ci precedono sono due isole!
Quindi ben possiamo vantarci, da regione continentale, di
essere di gran lunga la più contigua al mare, con quello che
ne consegue.
Stiamo parlando di circa 900 chilometri di coste, la gran
parte delle quali utilizzabili per fini culturali e turistici. Quindi, in casa, una assoluta risorsa naturale, senza dover chiedere o spartire nulla con nessuno.
Ovviamente deve essere un imperativo categorico quello
delle nostre popolazioni: preservare al massimo, e con il massimo impegno possibile, questa inestimabile ricchezza e risorsa, praticamente unica.
E questo diventa il punctum dolens del discorso: non sempre vi è la dovuta attenzione alla “risorsa” mare, e talvolta (
… o troppo spesso … ) gli interessi particolari prevalgono su
quelli della collettività.
Ci dice il brillante relatore che da qualche anno vi è una
diversa, e per certi aspetti, positiva attenzione nei confronti
del mare, del nostro mare, ovviamente; questa attenzione pare si manifesti a più livelli, dalla politica, alla economia al
commercio, al turismo: probabilmente, e finalmente, aggiungo di mio, stiamo percependo la reale potenzialità di
questa, praticamente inesauribile, risorsa;
ovviamente il dott. Ungaro ha operato dei distinguo, soprattutto “frazionando” la nostra grande costa, dal foggiano al
leccese, individuando criticità ed eccellenze.
I nostri soci presenti si sono ovviamente preoccupati, a seconda della dislocazione della propria villa, dello stato di salute di quel tratto di mare.
La sensazione è che tutti ne abbiano ricavato una risposta
utile e positiva.
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Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
Eros e Thanatos: alchimia dell’amore sacro
di Gianfranco Antonelli
8 giugno 2012
Hotel Sheraton - Bari
Bellissima serata che ci ha
permesso di conoscere il nostro
scoio ed amico Gianfranco Antonelli sotto un altro aspetto,
non l’eccelso cardiologo, ma il
conoscitore dell’animo umano e
della storia della nostra umanità tesa alla ricerca del significato profondo dell’amore e della
morte.
Pertanto, alla fine della splendida relazione, illustrata di bellissime immagini, diversi interventi, tra i quali quelli degli
amici Di Marzo e Cervini. Complimenti. (il redattore).
Quale è stato il rapporto della Umanità con l’erotismo?
Quale è stato il rapporto tra i
due sessi nella storia? Ha sempre avuto lo stesso aspetto,
o ha avuto profonde diverse manifestazioni a seconda delle epoche, della cultura, delle influenze religiose del momento?
La domanda è naturalmente retorica: niente come l’Eros è stato vissuto in modo così profondamente diverso nei
vari periodi della storia della umanità.
Forse il periodo storico in cui più genuinamente viene
espresso il rapporto dell’Uomo con l’Eros è quello dei primordi: nel paleolitico i nostri progenitori di 40.000 anni
fa hanno compreso con tanto acume il significato dell’Eros
e soprattutto il ruolo centrale della donna nella riproduzione e nella conservazione della specie, da averci trasmesso immagini straordinarie della donna come Dea della riproduzione; una figura femminile che si discosta profondamente dai canoni più moderni di bellezza per esaltare invece gli aspetti anatomici e fisiologici strettamente
legati alla riproduzione e al mantenimento in vita della
prole. Le “Veneri” del Paleolitico e poi via via fino al Neolitico, raffigurate in statuette rinvenute nella profondità di
grotte sacre, esse stesse simbolo dell’utero primordiale, sono infatti caratterizzate da quella che noi oggi definirem-
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
mo obesità patologica, mentre invece all’epoca individuavano le donne più adatte alla riproduzione e al mantenimento della specie: fianchi opimi con bacino largo che
consentisse un parto facile, enormi mammelle in grado di
allattare a lungo i piccoli, grasso cutaneo che consentisse
di sopravvivere ai climi più impervi. La donna è per i nostri Avi, privi di condizionamenti strutturali mentali indotti da religioni repressive, ma aperti alla Religione più intuitiva e reale, che è quella dello studio e della adorazione della Natura, la Dea-madre, identificabile con la Natura stessa. E come dare loro torto se si considera che la
donna è in grado di riprodurre in soli nove mesi il miracolo che la Natura stessa ha attuato in milioni di anni: “costruire”, partendo da una sola cellula, un essere complesso, dotato della Coscienza di sé.
L’Uomo, invece, riveste nel Paleolitico un ruolo minore,
viene considerato solo un “mezzo” con cui la donna attua la sua missione di perpetuazione della specie: L’uomo
infatti, viene rappresentato dagli artisti del paleolitico come “parte per il tutto”: mancano quasi del tutto le raffigurazioni di figure maschili, mente sono stati rinvenuti oggetti che ricordano molto l’organo riproduttivo maschile
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Rotary Club Bari Castello
come il “Fallo di Hohle Fels”, rinvenuto in Germania e risalente al 26.000 a.c.
La donna quindi raffigurata come “Dea-madre” e l’uomo
rappresentato solo dal suo fallo: è il miracolo della Natura che viene espresso nei Menhir (presenti anche nella nostra Puglia), in cui il monolite rappresenta il fallo che feconda la Terra e consente , nel ciclo delle stagioni, l’arrivo di messi e frutti per l’Umanità.
Una ideazione alquanto diversa della Donna ci viene offerta dalla civiltà sumera, misteriosamente comparsa in Mesopotamia 9.000 anni fa, prima delle prime dinastie egizie, e
altrettanto misteriosamente dotata di enormi conoscenze
astronomiche e culturali, come la scrittura cuneiforme. I Sumeri davano alla figura femminile un ruolo di assoluta rilevanza, identificando una Dea-madre, Lilith e una Dea dell’Amore, Inanna, ma con un aspetto nuovo, rispetto al passato, del ruolo della figura maschile. Enki, il Dio della fertilità, viene ora rappresentato non come “parte per il tutto” ma
nella sua interezza di figura maschile e il rapporto tra Uomo
e Donna è paritario, finalizzato alla riproduzione e alla sopravvivenza della specie. L’atto sessuale, l’Eros, ha per i Sumeri una valenza sacra ed è rappresentato sulle tavolette di
argilla che ci hanno tramandato, come uno “Ierogamos”. Le
Sacerdotesse, per i Sumeri, devono celebrare la sacralità della unione sessuale mediante la “prostituzione sacra” praticata nei Templi per santificare la valenza universale dell’atto riproduttivo.
Il mondo classico, quello greco-ateniese in particolare,
presenta, accanto e forse in ragione dello straordinario sviluppo delle arti e della filosofia, una differente evoluzione dell’Eros: la figura maschile inizia a rivestire un ruolo
soverchiante, quasi padronale, con una configurazione gerarchica rappresentata anche nell’Olimpo: Zeus, il maschio, è il padre-padrone, in grado anche di generare (come nel mito di Dioniso); Era, la femmina, ha il ruolo ancillare della sposa-madre spesso tradita dal suo uomo , che
ha invece facoltà di divagarsi quando e come vuole.
E quasi per reazione a questa prevaricazione di un sesso sull’altro, appaiono le prime manifestazione di una autonomizzazione dei due sessi: da un lato Saffo di Lesbo,
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con le sue rime in cui celebra l’Eros e Thanatos del
“morire d’amore” per le
fanciulle sue allieve; dall’altro i pedagoghi che iniziano ad attuare una sorta
di pederastia sociale, in cui
allievi giovanissimi vengono affidati a maturi maestri,
per essere iniziati, fino alla
età adulta, non solo alle arti culturali ma anche all’Eros. E’ il periodo delle guerre di Sparta e Atene, di
Alessandro il Grande, degli
eserciti migranti per mesi
nelle terre di conquista, in
una obbligata promiscuità
che facilita, anche per il ricordo della pederastia educativa, un particolare “nonnismo” tra i soldati spessissimo raffigurato sui crateri e anfore dell’epoca.
Più ad occidente un altro popolo misterioso, gli Etruschi, riceve l’influsso della cultura ateniese ma non accetta totalmente la liberazione sessuale vissuta nel mondo
greco: al contrario, gli Etruschi rivalutano il ruolo della figura femminile affidando alle loro bellissime donne la gestione dei Templi sacri e ci tramandano, nella Tomba dei
Tori e nella Tomba della Fustigazione, immagini che esaltano l’amore eterosessuale, con pratiche libere e fantasiose, per il piacere di entrambi i sessi, che deve essere vissuto senza alcuna restrizione.
Tutto cambia dopo il Concilio di Nicea: la emergente
religione cristiana impone, accanto ai suoi dogmi, restrizioni nell’eros che hanno condizionato una svolta decisiva nel rapporto tra Uomo e sessualità. Secondo le indicazioni dei Padri della Chiesa, e in particolare di Agostino
di Ippona, il sesso può essere praticato esclusivamente tra
esseri di sesso opposto ed ha una unica finalità che è quella riproduttiva finalizzata alla sopravvivenza della specie:
qualsiasi altra pratica sessuale, anche se praticata tra soggetti di sesso opposto, e comunque al di fuori di un diretto scopo riproduttivo, è per Agostino “ contro natura “ e
quindi considerata peccato mortale. Il sesso ha quindi ragione di esistere solo all’interno del matrimonio sacramentale e i nubendi erano spesso invitati a superare una
prova di fede e di rispetto delle regole imposte dalla Chiesa, dormendo nello stesso letto prima del matrimonio, ma
senza neanche sfiorarsi, perché non ne avevano ancora facoltà. La figura della donna è ora associata al peccato, a
quella tentazione già vissuta ai primordi della Creazione,
nel giardino dell’Eden, quando il puro e ingenuo Adamo è
stato indotto ad assaporare la mela della Conoscenza dalla perfida e colpevole Eva.
Nel Medioevo la figura della donna sembra quindi
scomparire da una scena storica in cui l’uomo si appropria del ruolo di unico protagonista.
Bisogna attendere i primi barlumi pre-rinascimentali per
vedere una rivalutazione della donna. Dante e i Fedeli
d’Amore, Francesco Petrarca, Guido Cavalcanti ripropon-
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
gono la donna come figura ideale, da amare e venerare
tanto da essere considerata la guida spirituale per il raggiungimento della felicità. In questa epoca, Eros e Thanatos vedono insieme protagonisti, in modo paritario, l’Uomo e la Donna: amore e morte vengono vissuti insieme e
ricordati insieme da Paolo e Francesca a Dante che, profondamente colpito dalla intensità di questo amore, “ cade, come corpo morto cade”.
Ma questo aspetto del rapporto Uomo-Donna non dura
a lungo, nell’Occidente cristiano. L’Eros è associato al peccato e la donna è il simbolo del peccato: le donne sole, le
donne che si interessano di cultura, che praticano l’erboristeria raccogliendo nei boschi le erbe medicinali , sono
in realtà degli essere immondi che praticano la magia nera. Sono le Streghe, che i tribunali formati da maschi condannano a morte mediante la orribile morte sul rogo. In
alcune zone del mondo occidentale, dopo la guerra dei
Cento anni, vere psicosi di massa portano a trucidare un
numero incredibile di donne, come rimarrà tristemente famosa nella storia la città di Salem, nel Massachussets, dove la “caccia alle streghe” è stata una pratica poi assurta a
detto proverbiale.
Al contrario dell’Occidente cristiano, l’Oriente buddista e scintoista vive, nello stesso periodo, una fase di grande liberazione della sessualità. La cultura dei Veda ripropone la Dea-Madre, dalla cui “yoni” è stato generato l’Universo: la donna è quindi al centro della sessualità, con
una assoluta parità del rapporto tra i sessi. Il kamasutra
esprime questo concetto del rispetto della esigenza, sia
per l’uomo che per la donna, del raggiungimento della felicità sessuale.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
A sugellare per sempre il senso della unicità e della parità assoluta del rapporto uomo donna, la cultura orientale propone il simbolo dello “Yin e lo Yang”, i due opposti
riuniti in modo non solo da compenetrarsi a formare la figura ideale perfetta ( il cerchio) ma anche caratterizzati
dall’avere, ognuno, all’interno di sé, una caratteristica dell’opposto. E’ il simbolo che la cultura alchemica occidentale ha poi ripreso nella figura del “Rebis Androgino” di
Basilio Valentino, l’Essere primordiale asessuato da cui è
scaturita poi la differenziazione dei sessi, ad indicare una
origine spirituale di assoluta identità tra i due sessi che non
può che essere rispettata e riproposta da tutti gli Uomini
di buona volontà.
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Rotary Club Bari Castello
XVIII Assemblea Distrettuale
anno rotariano 2012/2013
di L. Favia
15-17 giugno 2012
Hotel Villaggio Porto Giardino
E’ l’assemblea dei grandi numeri quella che ha avuto inizio
il 16 giugno, presso l’Hotel Porto Giardino , sito nella splendida
frazione marina di Capitolo a Monopoli. Il numero degli amici rotariani partecipanti al passaggio delle consegne tra Mario Greco e Rocco Giuliani, si è infatti attestato a 550.
Dopo gli inni, con gli onori alle bandiere, ed il rituale appello dei Club, ha preso la parola l’Istruttore distrettuale, Pdg
Sergio Di Gioia, che ha introdotto i lavori Assembleari. La
parola è quindi passata al Presidente del RC di Monopoli,
Nicolò Recchiuto, per il suo indirizzo di saluto.
Subito dopo, Mario Greco ha dato inizio al suo intervento
di commiato da Governatore, ripercorrendo con le immagini,
gli avvenimenti dell’anno rotariano trascorso. Non sono mancati i momenti di commozione, in particolare quando ha invitato sua moglie, Melly, sul palco per i ringraziamenti finali.
Sono stati poi distribuiti numerosi riconoscimenti ai soci,
tra questi una meritata Paul Harris al nostro Presidente, Vito
Trojano, ad attestare l’apprezzamento del Governatore, per
l’impegno profuso nelle attività svolte nell’anno rotariano che
volge alla conclusione.
Dopo aver ricevuto il collare da Mario Greco, è toccato a
Rocco Giuliani illustrare la sua relazione programmatica.
Egli ha iniziato riprendendo il motto del Presidente Internazionale 2012/2013, il giapponese Sakuji Tanaka,
”La pace attraverso il servizio”. Il focus ed obiettivo primario dell’anno rotariano prossimo, sarà costituito dalla pace. Sarà chiesto a tutti , individui, famiglie, club, distretti, regioni e nazioni, di adoperarsi attivamente per realizzare la
pace attraverso il servizio.
Attraverso il servizio, diventiamo più generosi con il nostro tempo e con le nostre risorse e più aperti a nuovi modi di
pensare. Invece di cercare di cambiare gli altri, ci rendiamo
conto che possiamo imparare qualcosa da tutti e da ogni circostanza della vita. Attraverso una migliore comprensione,
impariamo a rispettare gli altri e con rispetto reciproco, viviamo in pace con gli altri.
servizio. Si tratta di una strada che che i rotariani hanno
costruito e che la gente di tutto il mondo può seguire. Si tratta di una via, che porta ad una maggiore gentilezza e pace interiore, tolleranza e comprensione. Quando perseguiamo la
pace attraverso il servizio, noi siamo impegnati a realizzare la
pace per noi stessi e per il mondo intero.”
Per il Governatore, Rocco Giuliani, è stato conseguenziale
legare al motto del Presidente Internazionale il motto annuale scelto per il Distretto e che caratterizzerà l’anno rotariano
ormai prossimo “essere famiglia a casa, al Rotary, ...ovunque”.
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Il motto sintetizza la gioia e la pace che il “dono famiglia”
infonde. Tale dono può e deve essere elargito dai rotariani
che si devono a loro volta donare, con un semplice e significativo sorriso.
L’attuale momento storico, caratterizzato da obiettive e variegate difficoltà, deve indurci a far riferimento ai valori dell’umana. Occorre dare pratica attuazione al bisogno di unirci, di comprenderci vicendevolmente, di creare rapporti di
stretta e sincera amicizia, onde perseguire il bene comune e
poter servire gli altri con umiltà ed entusiasmo, per rigenerare speranza ed amore. Il connubio Rotary e Famiglia sarà anche il tema del prossimo Congresso del maggio 2013.
Le novità salienti sono nell’organigramma, che vede un
numero maggiore di assistenti rispetto all’anno precedente
ed inoltre gli assistenti non avranno tra i club a loro assegnati, il proprio.
L’altra novità è costituita dalle figure degli “Informatori”,
in numero di 16, i quali avranno il compito di fare relazioni
ai Club, aventi ad oggetto sostanzialmente il piano di “Visione Futura”. Il nostro Club è stato inserito nel Gruppo 6,
unitamente a Bari Mediterraneo, Molfetta e Trani. Il nostro
Informatore è Luigi Galantucci del R.C. Bari.
L’attenzione del Governatore per i giovani, lo ha indotto a
suggerire di cooptare nei Club Professori ovvero Professoresse di Scuola Media Superiore, che possono dare un ottimo
contributo ai soci dei Club giovanili.
Particolare attenzione è stata raccomandata per il mantenimento dei soci, ed è stato dato l’obiettivo minimo di incrementare le compagini sociali di almeno due unità.
Inoltre, per raccogliere un sostanzioso contributo in favore della Rotary Foundation, in favore della campagna per la
Polio Plus, è stata realizzata una penna a cura del maestro
orafo Gerardo Sacco.
Oggetto dell’attività distrettuale sarà la prevenzione di malattie, quali l’ictus ed il diabete. Forte impulso sarà dato all’attività di supporto per la donazione degli organi, all’acqua
per l’Africa, alla radioattività ambientale, ai castelli ricadenti nel distretto, al progetto Trulli Mare.
Un sentito invito è stato rivolto per la devoluzione del 5 per
mille alla Fondazione presieduta dal nostro Peppino Azzariti.
Nel pomeriggio si sono poi svolte le riunioni dei Gruppi
di lavoro, seguite dall’intervento del PDG Tommaso Berardi,
sulla Rotary Foundation.
Dopo Alfonso Forte che ha parlato della Rivista Distrettuale, il Governatore 2012/2013, Rocco Giuliani ha chiuso i
lavori dell’Assemblea Distrettuale.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
Il “service”, simbolo d’impegno e volontariato della ruota dentata
Una “giornata particolare”
che ha reso omaggio alla cultura rotariana
di Vinicio Coppola
22 giugno 2012
Hotel Sheraton - Bari
Relatori:
Lorenzo Favia
Mariarosa Giangrande
Gaetano Logrieco
Interclub con R.C. Rutigliano Terre Dell’Uva
Dal progetto “Acqua sana per l’Africa” che ha ridotto
del 50% la mortalità infantile nel Benin ai servizi igienici, al mercatale coperto, alla spirulina – Relatori i coniugi Gaetano e Mariarosa Logrieco, moderatore Lorenzo Favia – I lavori aperti dal presidente Vito Trojano
E’ stata una giornata davvero particolare quella che ha vissuto il Bari Castello in combine con il Club Rutigliano Terre
dell’uva. L’interessante incontro, incentrato sul tema “I services internazionali, un’esperienza e testimonianze” è stato introdotto dal presidente Vito Trojano il quale ha così esordito:
“In questo Rotary ho creduto e credo: un Rotary che non parla di favole ma di fatti concreti, di esperienze - come quella
nel Benin – dove coraggiosi e preparati rotariani hanno messo la loro professionalità a disposizione di un Paese, un tempo serbatoio privilegiato di schiavi, e oggi afflitto da gravi problemi d’ordine sociale ed economico, tutto teso a raggiungere livelli di civile vivibilità grazie anche al sostegno della
ruota dentata.
Un’esperienza esaltante che ci è stata raccontata per filo e
per segno da due oratori d’eccezione: Gaetano Logrieco e la
moglie Mariarosa Giangrande, l’uno direttore della chirurgia
d’urgenza all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti; l’altra,
ginecologa all’ospedale di Monopoli. Ma prima di dare la
parola ai due testimoni, Vito Trojano ha chiamato alla ribalta Lorenzo Favia, tesoriere eccelso, che successivamente è
stato insigni o di una “Paul Harrys”, massimo riconoscimento rotariano.
Quindi è stato il turno dei due oratori. Gaetano, in particolare, ha parlato del suo mese di permanenza nel Benin,
dopo essersi prestato per mandare da Acquaviva attrezzature sanitarie e medicinali per le strutture locali. ”Non conoscevo la lingua francese e per questo ho sofferto ancora di
più per quella solitudine”. A questo punto ha posto il dito
nella piaga dei tanti problemi del Benin, un paese in gran
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
parte di religione wudù che attribuisce all’acqua poteri taumaturgici. Ragion per cui gli abitanti del posto, bambini compresi, si immergono nella laguna per lavarsi, e anche per fare i loro bisogni corporali. Ma quel che più è peggio, bevono anche quell’acqua ormai inquinata. Di qui il proliferare
di gastroenterite, spesso letali per l’infanzia.
Prende proprio le mosse da questa situazione il progetto
“Acqua sana per l’Africa”, un progetto che ha coinvolto man
mano diversi Club del Distretto 2120, e che ha avuto come
ideatori e promotori iniziali Eliana Centrone del Club Bitonto-Terre dell’olio, e Giovanni Tiravanti, del CNR. E così, nel
villaggio tribale di Lopko - nel Benin, appunto - sulla costa atlantica occidentale sub-sahariana, è stato costruito, grazie
al’apporto di Giovanni Tiravanti un acquedotto per rendere
potabile l’acqua contaminata della laguna. E i risultati positivi non sono mancati. Oggi le malattie intestinali legate all’uso di acqua malsana sono diminuite; e soprattutto è calata del 50 per cento la mortalità infantile.
Su altri apprezzabili risultati – mentre sullo schermo scorrevano alcune toccanti e talvolta esilaranti immagini, come
quella che riprendeva Eliana, nelle nuove latrine, per lo scambio dei gagliardetti - si è poi soffermata Mariarosa, parlando
del villaggio sostenibile al femminile che ha contrassegnato
il suo impegno, non solo di ginecologa, e quello di altre volontarie del Rotary: un impegno che è sfociato nella costruzione a Vekki di un’area mercatale coperta, con attrezzati
angoli di ristoro, per consentire alle donne del luogo di vendere e cucinare del pesce. Non è finita: la vendita non finisce
al tramonto, ma si protrae oltre, in virtù della luce fornita da
pannelli solari. E così Mariarosa si è meritata un nuovo appellativo, quello di “Madame Vekki”, mentre ad Eliana è stato attribuito quello di “Madame Sorriso”.
All’incontro – concluso dall’intervento di Giovanni Marano che ha parlato della sua “spirulina”, un integratore alimentare distribuito sia nel Benin che nella vicina Uganda - ha
dato un maggiore spessore la presenza del past president del
Club di Cotonou Marina, Philippe Alihonov, e della moglie
Brigitte, affiancati dalla brava Eliana che questa volta fungeva da interprete. Nel suo intervento Philippe, consegnando
vari riconoscimenti, ha rivolto un caloroso grazie al nostro
sodalizio che in Africa sta diffondendo una cultura della solidarietà che non conosce confini e che supera agevolmente
ogni steccato, senza alcuna distinzione di razza, di colore,
di censo. Una cultura cui danno linfa, con generosa dedizione, altri rotariani, come Alfredo Conte, che pur non recandosi nel Benin, non hanno fatto mancare il loro sostegno.
E anche ad Alfredo, come a Lorenzo, è stata assegnata una
meritatissima “Paul Harrys”, tra i calorosi applausi del folto
uditorio.
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Rotary Club Bari Castello
Rotar Action
di Giorgio Gramegna
Tante emozioni per una annata
davvero speciale
Non è facile raccogliere e condensare in poche righe l’attività di un intero anno sociale che per la verità è stato denso di iniziative sociali, nonché di partecipazione e collaborazione ad eventi organizzati da Club Rotary ed in particolare dal nostro Club padrino Bari Castello.
In ottobre il Club Bari Agorà, sensibile al tema della donazione, ha sostenuto con l’acquisto di biglietti per i propri Soci
e con il servizio di accoglienza del pubblico, il Concerto “Per
un Amico” che si è tenuto presso lo Sheraton Nicolaus Hotel
di Bari, iniziativa molto interessante a favore del “Progetto 3A
per la Vita”, che ha visto le tre associazioni AIDO, ADISCO e
ADMO unite nella Campagna di informazione e sensibilizzazione su Donazione e Trapianto di Organi, Tessuti e Cellule.
Un piccolo contributo per un grande progetto.
Sempre in ottobre il Club, nell’ambito delle sue iniziative
in campo sociale, ha partecipato al sostegno della iniziativa
della Parrocchia della Cattedrale di Bari intesa ad offrire un
pranzo a 60 giovani indigenti in una masseria di Cassano
Murge, finanziando il pullman per Cassano e offrendo frutta
e castagne oltre che servendo a tavola ed intrattenendo i giovani con giochi, musica e partite di pallone.
In ordine ancora alle attività in campo sociale, il nostro
Club che è tradizionalmente molto vicino con continuità alle attività educative promosse dal Parroco della Cattedrale di
Bari, don Franco Lanzolla, ha acquistato e posto in opera le
attrezzature necessarie per l’allestimento di campi gioco nell’ambito dell’Oratorio San Giacomo. In particolare sono stati acquistati due canestri da basket, installati nel cortile interno all’Oratorio e una rete da palla a volo. Sono stati inoltre acquistati palloni da calcetto, da basket e da palla a volo,
due calcio balilla e un videoproiettore posizionati nella sala
giochi dell’Oratorio. Questa iniziativa è stata possibile grazie al contributo economico che il Rotary Club Bari Castello,
con la consueta sensibilità che è divenuta ormai una tradizione, ha voluto concederci per il supporto delle nostre attività di servizio e che il nostro Club ha voluto destinare esclusivamente a questa attività di risocializzazione e di prevenzione della devianza minorile.
In continuità con quanto fatto lo scorso anno, anche quest’anno il Club ha appoggiato la campagna di sensibilizzazione alla prevenzione delle patologie cardiovascolari, sposando la causa del progetto PRICE promosso dal dott. Vito
D’Elia, presidente del Rotary Club Acquaviva-Gioia del Colle; progetto che quest’anno è stato rivolto alla prevenzione
delle patologie della carotide. Il nostro Club ha provveduto
all’allestimento di stand attrezzati di Ecocolor-Doppler presso la Fiera del Levante e ad invitare ed assistere le persone
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interessate a sottoporsi all’esame gratuito nel corso di tutta la
Campionaria di settembre
Con il supporto del presidente della Commissione Nuove
Generazioni del Rotary Club Bari Castello, dott. Vincenzo
d’Ambrosio Lettieri, il Club ha promosso nel mese di maggio
uno screening sulla prevenzione e cura del Diabete Mellito.
Il service, iniziato sabato 5 maggio 2012 presso gli spazi
della Parrocchia Resurrezione di Bari, si è articolato preliminarmente in una affollata conferenza tenuta a due voci dal
dott. Vincenzo d’Ambrosio Lettieri e dal socio Rotaract dott.
Sebastiano Cicco. Nelle due domeniche successive si è tenuta sempre all’interno delle sale parrocchiali l’attività di
screening, con la partecipazione di tutti i soci medici del
Club Rotaract Bari Agorà, Antonio Baldassarre, Sebastiano
Cicco, Alessia Di Pietro, Claudia Milella, Marta Simone, i
quali hanno proceduto ad eseguire stick glicemico, controllo della pressione arteriosa ed anamnesi con valutazione delle cartelle cliniche dei numerosissimi pazienti e con estensione dell’attività di screening all’esame del “fundus oculi”
da parte del dott. Vincenzo d’Ambrosio Lettieri e della dott.ssa
Alessia Di Pietro del Rotaract Bari Agorà.
Nell’ambito della attività sociale rivolta ad assicurare la sicurezza dei bambini e degli adolescenti in luoghi di aggregazione, il Club ha inteso provvedere ad assicurare la presenza
di un kit di primo soccorso in ambienti adibiti ad attività ludiche e didattiche, con la distribuzione di dieci cassette di primo
soccorso ad alcune parrocchie di Bari e provincia.
Il Club si è gemellato con i Club Trapani e Trapani Erice
del Distretto 2110 Sicilia-Malta e unitamente ad essi nonché
ai due Club del nostro Distretto, i Club di Bisceglie e di Lucera, ha promosso e realizzato un “progetto service” a favore di paesi delle Cinque Terre, colpiti dall’alluvione del 25
ottobre 2011. In sostanza sono stati acquistate e donate alla
Protezione Civile e precisamente al Centro Operativo Misto
di Borghetto di Vara delle costose attrezzature necessarie per
attività di prevenzione e/o emergenza.
Tra le tante attività di service, il nostro club ha provveduto alla organizzazione della prima assemblea distrettuale
dell’anno rotaractiano 2011-2012 il giorno 24 settembre presso la Masseria Carriello Nuovo a Casamassima.
Naturalmente quelli riportati sono solo i più significativi dei
service che il Club Bari Agorà, che ho avuto l’onore di presiedere quest’anno, ha realizzato, grazie alla partecipazione larghissima e convinta di tutti i Soci e grazie al costante sostegno
dei Club padrini, in particolare del Rotary Club Bari Castello,
il cui presidente prof. Vito Trojano ci è stato costantemente vicino con il Suo interessamento e il Suo consiglio.
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
Rotary Club Bari Castello
Inner Wheel Bari Levante
Discorso conclusivo
della Presidente Lory Aquilino
Ringrazio le autorita’ innerine e rotariane, i gentili ospiti e
le care amiche per la partecipazione a questa serata.
Raccontare un anno di presidenza del club, non e’ cosa facile, perche’ ci sarebbe da illustrare una serie di stati d’animo,
sentimenti, responsabilita’, incertezze non facili da descrivere.
Anche per me e’ arrivata la conclusione di questo anno
che mi ha visto alla guida del nostro club.
Un anno fa facevo progetti e proiezioni, ora posso fare solo un bilancio delle attivita’ svolte.
Certamente all’inizio della programmazione le possibilita’ di fare service erano tante e spero che con la collaborazione delle amiche del consiglio, abbiamo scelto per il meglio, ovvero quelle piu’ utili al contesto sociale.
Innanzitutto quelli gia’ iniziati negli anni precedenti che
abbiamo voluto continuare, anche perche’ si rivolgono ai
bambini, a cui bisogna assicurare continuita’.
Ricordo:
• Il cineforum ad enziteto, comunita’ che gioisce quando
non si sente dimenticata.
• Quello al centro diurno della parrocchia di sant’antonio a
cui non facciamo mancare il nostro sostegno
• La comunita’ di madre arcucci ai cui bambini abbiamo
consentito la frequenza ad una piscina estiva, affinche’
possano godere di alcuni momenti di serenita’ e svago.
Ricordo inoltre i nostri service internazionali:
• Quello riguardante il progetto spirulina curato dal prof.
Marano e da sua moglie carmela nostra socia
• La donazione di materiale didattico a bambini africani
ospiti in italia
• L’adozione a distanza di una bimba dell’uganda
Un nuovo service e’ stato quello rivolto ai ragazzi della
scuola media “amedeo d’aosta”, ai quali abbiamo donato degli strumenti musicali, avendo questa scuola anche un indrizzo musicale ed un’orchestra di diversi elementi. E di cui
ne abbiamo potuto apprezzare la bravura.
Credo che la musica sia anche una grande terapeuta e
quindi ho pensato di aiutare i ragazzi nei loro studi.
Questo service inoltre abbiamo voluto dedicarlo alla compianta nostra amica innerina ginevra favia, e ringrazio anche
il marito lorenzo che ha voluto sostenere con noi questa iniziativa.
I recenti fatti di cronaca ci hanno dato lo spunto per l’acquisto di un defibrillatore donato alla struttura sportiva palacarrassi frequentato da numerosi giovani del territorio.
Ritengo assurdo che i ragazzi possano rischiare di morire
Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
mentre praticano sport, per l’assenza di una semplice apparecchiatura medica.
Mi preme ringraziare gaetano cammarota, rotariano di bari sud e marito della nostra socia goldi, che ci ha agevolato
nell’acquisto del defibrillatore.
La nostra attivita’ inoltre si e’ articolata tra varie iniziative
che ci hanno consentito di reperire fondi utili per i service.
La piu’ impegnativa e’ stata sicuramente quella di raccogliere materiale utile alla pubblicazione di “voci al femminile”, opuscolo di curiosita’ e ricette che ognuna di noi ha trovato negli appunti delle mamme e delle nonne.
Questo opuscolo e’ stato presentato e venduto in varie occasioni, come durante la serata di cabaret presso il tati’ (grazie anna per la collaborazione) e nei club bari castello e mediterraneo.
Ringrazio quindi per l’ospitalita e sostegno, vito trojano,
francesco di lorenzo e vito santamato.
Motivo conduttore del nostro anno innerino e’ stato il motto della nostra governatrice che ci ha voluto spronare a collaborare con le istituzioni affinche’ avessimo maggiore visibilita’ sul territorio e ci proiettassimo nel futuro.
Grazie all’interessamento di alcune socie abbiamo concretizzato un service rivolto ai ragazzi dell’istituto tecnico
commerciale “lenoci” di bari; siamo riuscite nell’intento di
avvicinare i ragazzi di questo istituto al mondo del lavoro
mediante stages presso strutture alberghiere e agenzie turistiche fornendo loro anche le divise.
Nell’ottica di collaborazione ed amicizia abbiamo organizzato vari incontri con i club inner, rotary, cif e fidapa.
Anche se e’ stato un anno difficile per molte amiche del
mio club, devo ringraziarle per essermi state vicine, non facendomi mancare la loro collaborazione e sostegno.
Appartenere ad un club service, significa saper conciliare
la nostra vita quotidiana fatta di: famiglia, lavoro, figli, nipoti, genitori bisognosi di cure, con le iniziative promosse dal
club, cosi’ da assicurare sostegno alla comunita’ a cui apparteniamo.
Credo che non si puo’ gioire ed essere serene se siamo a
qualcuno vicino a noi manca il calore familiare o abbia difficolta’ nel vivere quotidiano.
Credo che non si possa gioire ed essere serene se a qualcuno vicino a noi manca il calore familiare o abbia difficolta’ nel vivere quotidiano.
Ora passo il martelletto alla nostra cara maria pia di staso
che sono sicura sapra’ continuare ad operare al meglio in un
anno ricco di iniziative.
Grazie.
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Rotary Club Bari Castello
Sotto la lente
Far pensiero per cambiare
Nell’incontro dello scorso 20 gennaio dal titolo “ Pensieri
su una integrazione difficile : tra il “ dire e il fare …” promosso dal Rotary Club Bari Castello presso l’Hotel Sheraton e condotto dalla dr. Santoro Maria Giuseppa psichiatra psicoterapeuta e dirigente del Centro Salute Mentale di Gravina in Puglia, sono state affrontate le tematiche inerenti la difficile integrazione sociale e culturale concernente la malattia mentale
e quanti ne sono affetti. L’incontro si è sviluppato soprattutto
evidenziando, quanto il processo di stigmatizzazione del disagio mentale conduca ad un estraniamento dell’individuo affetto, dal suo stesso contesto famigliare, culturale, lavorativo e
sociale. Altresì si è messo in evidenza quanto questo atteggiamento sia soprattutto legato alla non conoscenza dei fattori
che predispongono o precipitano un disagio mentale; quanti di
tali fattori siano legati oltre che ad una fragilità personale oltrechè soprattutto alla “diffidenza” nei riguardi di tutto ciò che
non corrisponde ai propri schemi interiori.
Siamo tutti viaggiatori sulla strada della vita, ognuno ogni
giorno porta con sé il suo bagaglio… a volte, come accade
nella malattia mentale, quel bagaglio possiamo dimenticarlo
da qualche parte o in talune circostanze perderlo, ma c’è una
cosa che nessun viaggiatore potrà mai farsi portar via: il proprio nome, il suo essere persona e non malattia.
In tal senso si è mosso il Centro Salute Mentale di Gravina
in collaborazione con la cooperativa di riabilitazione “ Questa Città”, promuovendo un progetto integrato di lotta allo
stigma che ha visto protagonisti i ragazzi del quarto anno dell’ITSS Bachelet di Gravina e i pazienti del Centro Salute Men-
tale territoriale. Il progetto si è sviluppato nell’arco dell’intero anno scolastico 2011/2012.
Il risultato finale di questo lavoro di costante rispecchiamento ed integrazione ha condotto alla produzione di un filmato, i cui attori protagonisti sono sia i ragazzi della IV b dell’ITSS che i pazienti del Centro Salute Mentale che è stato
presentato alla città di Gravina nella tavola rotonda dal titolo “ Far pensiero per cambiare” tenutasi presso il cineteatro
Sidion il 31 maggio.
Il nostro Pino Aquilino ne ha fatta
un’altra delle sue!
Scheziamo, naturalmente. Pino, professionista sempre più riconosciuto,è
il primo Presidente della neonata Federpreziosi Italia, associazione che
rappresenta le varie categorie professionali che operano nel settore della
oreficeria.
Caro Pino, da tutto il Club auguri di
percorrere una strada “costellata di
gemme e lastricata di oro”.
In occasione dell'Assemblea Distrettuale ,al nostro Presidente Vito Trojano è stata consegnata una Paul Harris Distrettuale per il suo impegno nel
Rotary ed i Service effettuati in questo Anno Rotariano.
Il riconoscimento a Vito è un premio
a tutto il Club, ed è con questo spirito che facciiamo a Vito ed a tutto il
Club le più fervide congratulazioni.
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Numero 6 - Maggio/Giugno 2012
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