Rassegna Stampa
Venerdì 20 novembre 2009
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FEDERCASA
5
20/11/2009
IL BIELLESE
G.PE.
CENTO ANNI DI CASE POPOLARI
EDILIZIA
6
20/11/2009
CORRIERE DELLA SERA (ROMA)
ILARIA SACCHETTONI
IL COMUNE COMPRA A LUNGHEZZA E SETTECAMINI
7
20/11/2009
CORRIERE DELLA SERA (ROMA)
ILARIA SACCHETTONI
"CASE POPOLARI VUOTE? È UN FATTO GRAVE. ATER CE LO COMUNICHI"
8
20/11/2009
CORRIERE DELLE ALPI
CRISTIANO CADONI
NASCE LA BANCA DELLE VOLUMETRIE EDIFICABILI
10
20/11/2009
GAZZETTA DEL SUD
DIPENDENTI PRECARI, LA POLITICA CERCA UNA SOLUZIONE
11
19/11/2009
GAZZETTA DI MANTOVA
NICOLA CORRADINI
MANTOVA, DUECENTO ALLOGGI NUOVI ANCORA VUOTI
13
20/11/2009
IL GIORNALE DI BRESCIA
GAF
GHEDI. POLEMICA AL COLOR BIANCO SUL PIANO CASA
14
20/11/2009
IL SECOLO XIX
G. CIRILLI
IL PIANO CASA LIGURE HA MISURE TROPPO TIMIDE
15
20/11/2009
IL SECOLO XIX
D. GRILLO
CASA CONDIVISA, SCATTA L'ESPERIMENTO
16
20/11/2009
LA PROVINCIA DI COMO
G.SAIBENE
CASE ALER, APPALTO CON SUPER SCONTO. CRUSCO: "MA LE FANNO DI CARTONE?"
17
19/11/2009
IL TIRRENO
I.B.
APPALTATI I LAVORI PER 75 CASE POPOLARI A MONTUOLO E S.FILIPPO
18
19/11/2009
IL TIRRENO
GIOVANNI PARLATO
PISA, FRA TRE MESI 50 ALLOGGI POPOLARI
19
19/11/2009
IL TIRRENO
PISTOIA, PERDE IL LAVORO E ARRIVA LO SFRATTO
20
19/11/2009
TRENTINO
ROVERETO, CON L'ITEA I CANONI NON AUMENTERANNO
21
19/11/2009
TRENTINO
UNA GUIDA PER METTERSI AL RIPARO DAGLI INCIDENTI DOMENSTICI
22
20/11/2009
IL FATTO
I NUMERI DEL MERCATO DEGLI AFFITTI IN ITALIA
FRANCESCO ALBONETTI
23
19/11/2009
IL CITTADINO DI MONZA
CASE ALER, NIENTE SOLDI PER LA RISTRUTTURAZIONE
24
20/11/2009
BERGAMOSETTE
CFB
I DUBBI DELL'ALER SUL TELERISCALDAMENTO
25
20/11/2009
IL TEMPO ABRUZZO
ALESSANDRA DI FILIPPO
CASE POPOLARI. SFRATTATI I ROM DA RANCITELLI
27
20/11/2009
IL DOMANI CALABRIA
VANIA NOTARO
PER I 109 PRECARI DI PROVINCIA E ATERP ANCORA NUSSUNA CERTEZZA
28
20/11/2009
IL QUOTIDIANO CALABRIA (VIBO)
PASQUALINO RETTURA/EUGENIA CA
DEMOLIZIONI, SI VA AVANTI
30
20/11/2009
IL QUOTIDIANO CALABRIA (VIBO)
SI PUNTA ALL'EQUIPARAZIONE
MUTUI PER LA CASA
31
27/11/2009
IL MONDO
PIER EMILIO GADDA
CONTO, MUTUO, RC AUTO. I SALDI CORRONO SUL WEB
33
20/11/2009
LIBERO
MUTUI, ALLEANZA CREDEM-CREDIPASS
34
20/11/2009
MF
TERESA CAMPO
UBH SCOMMETTE SUI MUTUI CON CRIF
LEGISLAZIONE
35
20/11/2009
CORRIERE DELLA SERA (ROMA)
ILARIA SACCHETTONI
A ROMA GLI AFFITTI PIÙ CARI D'ITALIA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
37
20/11/2009
CORRIERE DELLA SERA
M. CRE.
VIA AL TAGLIO DELLE POLTRONE "ASSESSORI E CONSIGLIERI SARANNO 450 MILA IN
MENO"
38
20/11/2009
LA REPUBBLICA
ROBERTO PETRINI
ENTI LOCALI, 50MILA POLTRONE IN MENO IN FINANZIARIA LE NORME
ANTI-ALLUVIONI
40
20/11/2009
IL SOLE 24ORE
EUGENIO BRUNO
PER LE AUTONOMIE UN MINI CODICE
41
20/11/2009
IL SOLE 24ORE
GIANNI TROVATI
MA IL PROGETTO ALLEGGERISCE LA CURA "ELIMINA POSTI"
42
20/11/2009
ITALIA OGGI
ABOLITE CINQUANTAMILA POLTRONE
F. CERISANO
45
20/11/2009
ITALIA OGGI
L. OLIVERI
ENTI LOCALI AI RAGGI X
46
20/11/2009
ITALIA OGGI
F. CERISANO
RESTANO 11 MILA LEGGI
ENERGIA
47
20/11/2009
AVVENIRE
GIACINTO BOSONI
ENERGIA PULITA DAL VENTO E DAL SOLE
48
20/11/2009
CORRIERE DEL VENETO
ANGELA CAPPETTA
UNA CASA PER VIVERE IN SIMBIOSI CON LA NATURA
50
27/11/2009
IL MONDO
C.B
PROGETTARE IN VERDE
52
27/11/2009
IL MONDO
PICCOLE CON UN CUORE BIO
54
27/11/2009
IL MONDO
L'AMBIENTE È UN AFFARE
56
26/11/2009
IL SALVAGENTE
GIORGIA NARDELLI
"SENZA RETE" RESTANO AL PALO LE RINNOVABILI
59
20/11/2009
MF
KERSELF TEME UN RAIDER MA FORSE È UNA SPERANZA
60
20/11/2009
IL GIORNALE DEL PIEMONTE
MASSIMILIANO SCIULLO
BRE E CENTROBANCA AL FIANCO DELLE PMI CHE INVESTONO
61
20/11/2009
IL BERGAMO
VIA COL VENTO
62
20/11/2009
IL GIORNALE DEL PIEMONTE
"SUL TERRITORIO PRONTI A SOSTENERE NUOVE ENERGIE"
63
20/11/2009
CORRIERE DI SIENA
LABORATORIO PER L'ENERGIA ALTERNATIVA
64
20/11/2009
MF SICILIA
EOLICO E CAVE, VENTURI LANCIA L'ALLARME INFILTRAZIONI
65
19/11/2009
CORRIERE DI SIENA
VADEMECUM SU COSTI E CONSUMI
MSCI
RICORRENZE
ento anni di case popolari
Domani a palazzo Boglietti la cerimonia aperta a tutti
• E' previsto per la mattinata di domani, a palazzo Boglietti, in via Rosselli 102, a Biella, la cerimonia per il
centenario dell'Istituto Autonomo case Popolari, ora Atc, di Biella. La giornata prevede, alle ore 9,30, gli interventi istituzionali, primo dei quali sarà quello dell'assessore regionale all'Ambiente Nicola De Ruggiero (in un
primo tempo era previsto l'intervento
dell'assessore Sergio Deorsola, impossibilitato a partecipare); a seguire interverranno il presidente della Provincia di Biella, Roberto Simonetti ed i
sindaco della Città di Biella, Dino
Gentile. Alle 10,15 è previsto l'intervento di Luciano Cecchi, presidente di
Federcasa sul tema "Situazione e prospettive dell'Edilizia Residenziale
Pubblica in Italia", quindi sarà l'attuale presidente dell'Aie di Biella, Riccardo Valz Gris a presentate ai convenuti
la pubblicazione appositamente realizzata per il centenario dell'Istituto. La
giornata si concluderà con un aperitivo. «Questo momento celebrativo e di
festa» ha detto il presidente Valz Gris
H
..#:
,«.
«vorrei riuscisse a coinvolgere, al di là
delle autorità, coloro che sono stati o
sono tuttora destinatari di abitazioni
di residenzialità popolare poiché sono
loro i nostri interlocutori diretti che
hanno scandito la storia dell'Istituto
prima e dell'Agenzia territioriale poi».
L'Istituto Autonomo Case Popolari
venne istituito nel 1909 con un atto
sottoscritto da Vittorio Emanuele II all'epoca Re d'Italia. Il passaggio da lacp
ad Atc avvenne invece nel 1993 in forza di un'apposita legge regionale. Attualmente il patrimonio dell'Atc consta di 762 alloggi a Biella e di 631 alloggi in 26 diversi Comuni della Provincia.
G. PE.
Pag. 5
Gli alloggi saranno assegnati a gennaio
Il Comune compra a Lunghezza e Settecamini
Lunghezza e Settecamini: i centosessantasette appartamenti
acquistati dal Comune di Roma - con un bando pubblico per il
quale erano stati stanziati 500 milioni - sono alla periferia est di
Roma. Si tratta di nuovi fabbricati edificati nel corso degli
ultimi due anni, ad opera di varie società e cooperative.
Come annunciato anche durante la conferenza stampa di
mercoledì scorso, sul piano casa, il Comune sta preparando una
determinazione dirigenziale per l'assegnazione degli alloggi.
L'obiettivo è consegnarli alle famiglie ai primi di gennaio.
I vincitori del bando comunale sono risultati il «Gruppo
Gherardi», la «Sette Costruzioni Spa», la «Di Veroli costruzioni»,
la «Socolp» e la «Dav costruzioni».
Gli appartamenti, acquistati a prezzi variabili ma scontati fanno
parte dell'«invenduto» cittadino e sono per la maggior parte a
Lunghezza. È qui che andranno ad abitare oltre un centinaio di
famiglie, titolari di dieci punti nella graduatoria del Comune per
una casa popolare.
II. Sa.
Pag. 6
Il dirigente Raffaele Marra
«Case popolari vuote?
E un fatto grave
Ater ce lo comunichi»
IP*
«L'Ater ha appartamenti
vuoti? Petrucci ce lo comunichi. In due giorni gli trasmetteremo l'elenco dei nuovi assegnatari» dice Raffaele Marra, dirigente comunale delle
politiche abitative.
Case (popolari) vuote nella città dell'emergenza casa:
il rimpallo di competenze è
diventato un fiero incontro
di «sumo» tra pesi massimi
dell'amministrazione locale.
Il cinquantenne Luca Petrucci, presidente dell'Ater, nonché legale dell'ex presidente
regionale Piero Marrazzo, sostiene che, se le case a Ponte
di Nona sono vuote la risposta è nella gestione delle graduatorie comunali. Ma all'
Ater, che ha già revocato
due assegnazioni, (inquilini
risultati privi di requisiti a
un supplemento d'istruttoria) Raffaele Marra, dirigente del Comune ribatte: «I nominativi sono stati scelti
con cura. Annullammo la determinazione dirigenziale
della precedente amministrazione perchè un centinaio di famiglie non aveva i requisiti. Quindi trasmettemmo all'Ater 323 nominativi
con il massimo dei punti».
Oggi quelle persone non
abitano la casa che gli è stata assegnata. Non potete
riassegnarla?
«La vigilanza spetta all'Ater. Se ci sono case vuote
a Ponte Di Nona, il fatto è
grave, ma non ci risulta».
Ma anche il comitato di
quartiere vi ha informato
settimane fa.
«Il comitato di quartiere è
un movimento politico che
occupa le case».
A proposito: è stato occupato uno degli alloggi per
disabili. Non avevate persone con handicap nella lista
per una casa popolare?
«Non con handicap motori. Ne avevamo altri, con disabilità differenti, ma Ater
ha rifiutato e, a mio avviso,
anche giustamente».
L'avvocato Petrucci chiede di modificare i criteri di
permanenza in graduatoria. Lei è d'accordo?
«È una nostra proposta
già depositata in Regione.
Chiediamo di ridurre a tre i
motivi validi per rinunciare
all'assegnazione: presenza
di barriere architettoniche,
permanenza in ospedale 0 residenza all'estero».
Ilaria Sacchettoni
Pag. 7
Il comune fa il prezzo
Nasce la banca
delle volumetrie
edificatoli
FELTRE. Sarà il mercato a dare un valore alle volumetrie disponibili per
costruire. Intanto però la
banca dei crediti edilizi
muove i primi passi.
CADONI APAGINA27
La banca dei crediti edilizi diventa realtà, i privati potranno cedere e acquistare volumetrie
Il mattonefiniscein borsa
Metri cubi in vendita, quelli del comune a 32,5 eur
di Cristiano Cadoni
FELTRE. Sarà il libero mercato a dare un valore alle volumetrie disponibili per continuare a costruire in centro e nelle frazioni. Intanto però la banca dei crediti edilizi muove i primi passi con una quotazione certa, quella che il comune dà ai metri cubi a sua disposizione.
Sono centoventimila e serviranno per soddisfare le esigenze di opere pubbliche e
anche private purché riconosciute di pubblica utilità. Costeranno — è stato stabilito
dall'amministrazione Vaccari — 32,5 euro ciascuno. Chi
vorrà acquistare questi volumi, dovrà trattare con l'amministrazione, che così potrà
mettere in cassa un po' di soldi grazie al cemento.
Due anni dopo l'entrata in
vigore del Pat, la banca dei
crediti edilizi si trasforma
dunque in un'autentica borsa del mattone, decisamente
meno virtuale di quanto non
sia stata finora. Per i cittadini, non solo quelli che operano nel settore, è una novità
importante. In tanti, a vario
titolo, dovranno fare i conti
nei prossimi anni con questa
realtà. Chi ha rinunciato alla
possibilità di costruire si è
già visto riconoscere un credito, regolarmente registrato, e ora potrà monetizzarlo,
trattando direttamente con
chi vuole acquistarlo, sulla
base di un prezzo libero determinato da domanda e offerta e influenzato da parametri come l'area di destinazione e la disponibilità di crediti per quella stessa zona.
Ma anche chi rinuncia a volumi esistenti, demolendo
vecchi edifici per realizzare
quella che è riconosciuta come "riqualificazione ambientale" può ottenere un credito
e rivenderlo. Chi vuole costruire, invece, avendo già a
disposizione una parte delle
volumetrie necessarie, dovrà acquistare le restanti,
scorrendo la lista dei vendito-
ri sui registri comunali e intavolando una trattativa per
recuperare i metri cubi necessari oppure rivolgendosi
all'amministrazione se l'opera può avere un'importanza
per la collettività.
L'ultima novità, quella che
mette realmente in moto il
meccanismo, è passata martedì all'esame della commissione urbanistica. Il comune,
titolare di 120 degli 848 mila
metri cubi previsti come budget nel Pat, ha finalmente
dato un prezzo alle volumetrie a sua disposizione. Parte
di queste, infatti, saranno
messe sul mercato per chi
vorrà realizzare opere che a
vario titolo hanno un'utilità
pubblica riconosciuta. Non
solo opere per la collettività
ma anche edifici strategici,
come possono essere le nuove abitazioni in frazioni che
si spopolano. In questo senso, però, la minoranza ha
chiesto che si arrivi ad un regolamento certo, così da ridurre la discrezionalità di
scelta dell'amministrazione.
Pag. 8
Ma sulle cifre
si aspetta ancora
un chiarimento
FELTRE. Ma quanti sono i
volumi disponibili sul mercato feltrino del mattone? La risposta continua a dividere
maggioranza e opposizione.
Per la prima, il budget si aggira sul milione e duecentomila metri cubi: cifra alla
quale si arriva sommando
gli 848 mila di espansione
previsti nel Pat più i "residui" del vecchio piano regolatore relativi alle zone compatibili o a quelle individuate
come gialle (ad esempio l'Altanon, ma più in generale
quelle libere e di una certa
grandezza) che manterrebbero i vecchi indici a prescindere dal Pat. Per l'opposizione
invece l'unica cifra valida è
quella del Pat, mentre si può
ammettere un'eccezione per
le zone che nel passaggio dal
prg ai piani di intervento
mantengono le destinazioni.
Sulla questione, tutt'altro
che secondaria, il centrosinistra aspetta un chiarimento
dalla Regione. Un'interrogazione è stata presentata alla
giunta Galan da Guido Trento e da altri quattro consiglieri. Alla risposta stanno lavorando i legali della Regione,
a conferma che la questione
è tutt'altro che chiara. Non
lo è per il sindaco Vaccari
che invece continua a dichiararsi sicuro dell'interpretazione data dalla sua amministrazione: «I volumi sono
questi», ha ribadito qualche
giorno fa, «e nelle aree come
quella dell'Altanon si mantengono gli indici del vecchio Prg». Ma in questo modo il limite fissato dal Pat viene cancellato, (cric)
ùnrfereìAlpi
iSisn TMirSbm&&t
Rabbia, vaccino a tutti i cani
I
Sano quasi trentamila in provincia, e tocca anche alle volpi
minimi
(fatta 4tQ&ddnà;«Bmticast
"Z— E
Pag. 9
Pfowìncìa
Dipendenti
precari^
la politica
cerca
una soluzione
La politica, a quanto pare, farà i
suoi passi, ma per i precari vibonesi la strada si preannuncia
tutta in salita. Ieri la questione
è stata affrontata nel corso di
una riunione, svoltasi alla Provincia, durante la quale il consigliere regionale Pietro Giamborino - presente anche il consigliere regionale Bruno Censore - ha proposto la creazione
di un'agenda lavoro vibonese,
per inquadrare in modo complessivo le problematiche locali in materia. La proposta potrebbe rappresentare una valida strada da percorrere, ma resta il fatto che l'argomento precariato ritorna in auge soprattutto in vista di ogni elezione.
Un dubbio legittimo da parte
dei tanti precari che hanno partecipato all'incontro voluto
dall'assessore provinciale al
Lavoro, Michele Mirabelle,
presenti i rappresentanti di
Cgil (Bruni e De Rito), Cisl
(Garrì) e Uil (Prestia). La problematica riguarda i lavoratori
precari della Provincia e 14
dell'Aterp, che Mirabelle intende risolvere puntando alla
equiparazione con gli Lsu e
Lpu, per procedere ad una stabilizzazione definitiva. Una
strategia già ventilata dal governatore Loiero che ad oggi,
nonostante sia imminente l'approvazione della finanziaria
regionale, considerata l'ultima
spiaggia, non è stata attuata.
Cauti i sindacati che hanno manifestato perplessità. Se non
verranno inserite le risorse a
favore dei precari sia Giamborino che Censore hanno preannunciato che non voteranno la
legge di bilancio. <" (v.s.)
Cronaca di Vibo
Rifiuti, l'obiettivo nnane il ciclo integrato
*a lotta Mttnghmo
Pag. 10
Edilizia popolare. Nella graduatoria uscita la scorsa settimana ci sono 649 famiglie in lista d'attesa
Duecento alloggi nuovi ancora vuoti
Appartamenti di Comune e Aler congelati da mesi per burocrazia e ritardi
di Nicola Corradini
Ci sono centinaia di alloggi popolari pronti da mesi ma non ancora assegnati. Appartamenti, come quelli del Comune in Valletta
Valsecchi, o quelli dell'Aler, nel
nuovo quartiere di Borgonuovo,
la cui assegnazione è stata rallen-
Le palazzine sono
nei quartieri
della periferia
Il 22 dicembre via
alle assegnazioni
La prossima chiamata per
l'assegnazione di alloggi a canone sociale sarà il 22 dicembre. Lo annuncia l'Aler, spiegando che verrà convocato
un primo contingente di 25
(le prime) famiglie inserite
nella graduatoria. I primi alloggi che verranno proposti
saranno quelli di Lunetta e
quelli di Borgonuovo. A breve verranno assegnati anche
i 19 alloggi comunali di Cittadella riservati alle persone
con più di 65 anni.
Una significativa, ma solo
potenziale per ora, risorsa di
edilizia sociale che potrebbe
dare una robusta sfoltita a
quei 649 nuclei familiari inseriti nella recentissima graduatoria per
le assegnazioni degli
appartamenti popolari
stilata
dal
Comune.
Com'è distri-
tata da certificati burocratici non
ancora arrivati (nel primo caso) o
dai ritardi nell'asfaltatura della
piazza antistante al condominio.
Sono circa 200 gli appartamenti
che da mesi (o anni) apettano di
venir assegnati ad inquilini.
buita
nei partamenti di Aler e Comune conclusi da mesi nell'amquartieri
questa risor- bito del contratto di quartiesa abitativa re di Lunetta e in attesa di escosì richie- sere affidati a famiglie in grasta dalla ro- duatoria per alloggi a canobusta schie- ne sociale (altrettanti sono
ra (peraltro stati assegnati dati agli inquidiminuita di lini della case Aler destinate
250 richieste all'abbattimento); altri 19 aprispetto alla partamenti dell'Aler in via
Rinaldo Mantovano a Borgograduatoria
chiesanuova, ormai concluprecedente,
risalente al si, sono in attesa di certificamarzo 2008) zioni da alcuni mesi; a Borgodi famiglie nuovo ci sono 32 appartamencon redditi ti dell'Aler in una palazzina
poco o per conclusa da mesi ma tenuta
nulla compatibili con i cano- vuota in attesa della costruni imposti dal mercato della zione della piazzetta antistancasa? Sono tutti in periferia. te da parte di un privato
La mappa è dell'assessorato («Ma la piazzetta è stata fatta
comunale al welfare e alla ca- e siamo pronti alle assegnasa. Ce ne sono 38 nel nuovo zioni», dicono all'Aler).
condominio comunale all'anSono 190 alloggi a cui vangolo formato da via Volta e no aggiunti i cinquanta che,
via Grossi in Valletta Valsec- fisiologicamente, si liberano
chi («Appartamenti conclusi ogni anno per traslochi o dema in attesa di vari certifica- cessi tra gli inquilini. Se
ti», spiega l'assessore ai lavo- quanto promettono Aler e
ri pubblici Battù); 15 in corso Comune verrà mantenuto, aldi realizzazione in via Perti- meno 125 dei
ni a Colle Aperto (condomi- nuovi alloggi
nio che sarebbe dovuto esse- vuoti dovrebre pronto alla fine della scor- bero iniziare
sa estate e che invece verrà ad essere asinaugurato probabilmente la segnati priprossima primavera); 16 al- ma di natale.
logggi per anziani nelle case Ma già nel
inaugurate pochi mesi fa a passato reCittadella («Ma altrettanti al- cente i ritardi nella conseloggi di quelle case sono già gna degli appartamenti per
stati assegnati — dice l'asses- «imprevisti» non sono mansore al welfare Mara Gazzo- cati. Ne rimane, in ogni caso,
ni — e per affittare gli altri un'altra sessantina sui cui
abbiamo dovuto attendere la tempi di assegnazione rimannuova graduatoria»); 70 ap- gono molti interrogativi.
Pag. 11
IN CODA
Nei primi cento
gli stranieri
sono solo 18
Nella graduatoria per le
case |)opolari. uscirà la
scorsa settimana, ci sono
250 famiglie in meni) rispetto al 2008. Una flessione che. tuttavia, UDII sminuisce il peso della pressione |x<r avere una casa
a canone sociale in cirrà:
le famiglie in arresa sono
in nitri) 619. Nel 2000 la
jirarliinrnrin era formara
da 100famiglie, cinque anni dono da 580. L'analisi
della liraduaroria mosrra
che iili stranieri sono 270.
il 11.7" . K' da considerare, però, che in testa alla
lista la presenza di famiglie immigrate è modesta:
una nelle prime 10 posizioni. 1 (l."!" ) nelle prime 30.
8(13" ) nelle prime 60 e 18
(18" » nelle prime cento.
Significa che alla prossima chiamata per le casi1 a
canone sociale ci si deve
aspettare (salvo rinunce)
una percentuale di inquilini stranieri moderata.
Pag. 12
Ghedi Polemica
al calor bianco
sul Piano casa
GHEDI Le cortesie e i salamelecchi del Consiglio comunale che a giugno ha aperto la legislatura sono oramai un lontano ricordo. Maggioranza ed opposizione,
insomma, sono già ai ferri corti. Oggetto del contendere è il Piano casa, approvato nel recente Consiglio
comunale.
«S'è trattato di una clamorosa scivolata della maggioranza», denunciano in un documento congiunto le
opposizioni. «Un tema così delicato non è stato analizzato approfonditamente e per tempo: la proposta
arrivata in Consiglio comunale ha dimostrato confusione nella forma, ma soprattutto nei contenuti. Considerato che la delibera sulla quale si era lavorato in
conferenza capigruppo si è dimostrata lacunosa, abbiamo chiesto al vicesindaco Gianluigi Boseli di rimandarne la votazione alla seduta successiva e di fissare una riunione tra i capigruppo e il tecnico del Comune per arrivare alla stesura di una delibera il più
sicura ed esaustiva possibile».
L'opposizione
Dopo il no alla proposta, continuano gli esponenti
delle opposizioni, «sono iniziate discussioni interminabili intervallate da sospensioni del Consiglio, che
hanno visto Boselli (non competente in materia per
sua stessa ammissione) in clamorosa difficoltà, ma
che per cocciutaggine non intendeva rimandare la votazione. Operando nell'interesse della città, per senso di responsabilità a Consiglio sospeso abbiamo partecipato ad una riunione tra i consiglieri, offrendo il
nostro contributo nella stesura di un documento integrativo. All'assessore è stato poi chiesto che la delibera fosse riscritta in un unico testo, e che prima della
votazione un tecnico del Comune e il segretario ne
verificassero la coerenza tecnica e la legittimità. La
verifica e l'analisi tecnica non sono state concesse;
avendo i numeri dalla sua, la maggioranza ha posto
in votazione la delibera così com'era, costringendoci
ad astenerci».
il vicesinciaco
Queste le accuse. Di seguito la risposta del vicesindaco Gianluigi Boselli. Punto primo: «L'opposizione
dichiara che la delibera è confusionaria nella forma e
nei contenuti. Dal momento che è stata stesa dal tecnico comunale, intendono forse dire che lo stesso è
stato confusionario nella stesura del documento?».
Punto secondo: «Per questioni meno importanti,
in pochi giorni sono pervenute dall'opposizione corpose osservazioni scritte; sul Piano casa non ne sono
pervenute... Oltre a descrivere la delibera come una
catastrofe (i danni causati dalla stessa sono tutti da
dimostrare; anche perché a quasi un mese dall'entrata in vigore della legge non è stata presentata nessuna domanda di intervento), l'opposizione dice che il
maggior fastidio dipende dal fatto che abbiamo consultato un solo tecnico estensore del Ptg, omettendo
di consultare una serie di tecnici di fiducia dell'ex amministrazione, attuale opposizione».
Infine, c'è un terzo punto: «La maggioranza ha dimostrato capacità di ascolto e di confronto, cogliendo quelle sfumature che potevano consentire all'opposizione di votare a favore. Evidentemente questo
non era nei loro programmi della serata; evidentemente questi consiglieri non hanno ancora metabolizzato il loro attuale ruolo di ex maggioranza».
Come si vede un clima di polemica che pare destinato a durare.
gaf
Pag. 13
Il piano casa ligure
ha misure troppo timide
GIORGIO CIRILLI
BERLUSCONI CI AVEVAilluso con rosee aspettativeper ilrilanciodell'edilizia
con il "pacchetto casa" a cui è seguito un sofferto iter che tra alti e bassi è durato
oltre novi mesi. Alla fine anche la Regione Liguria ha licenziato il suo"piano casa".
Alcune Regioni "virtuose", tra queste il Veneto, avevano anticipato i loro provvedimenti per non dispiacere al Governo. Certo il rilancio dell'edilizia in una fase di crisi
profonda poteva fornire "ossigeno" al sistema. Categorie professionali interessatela queste gli architetti,sullabase dei primi annunci si aspettavano la "liberalizzazione dei costumi": autocertificazioni, aumenti volumetrici, deroghe dalla
normativa urbanistica e così via.
Invece alla fine la montagna ha partorito il topolino. Come interpretare diversamente quanto approvato in consiglio regionale il 28 ottobre. In sintesi si sono
raggiunte le seguenti conclusioni opera^A PROPOSTA
tive: possibilità di ampliamento per ediliCi r)iiA n p n s a r P
zia residenziale mono-plurifamiliare esi—7^
^
stente al 30 giugno 2009 con volume inferiore a 1000 metri cubi; così modulata:
A-per fabbricati minori di 200 metri cubi
aumento del 30% del volume; B-per fabbricati tra 200 e 500 metri cubi aumento
tra 20% e 30%; C-per fabbricati tra 500 e
dì premiare
i • • -i •
Clll m i g l i o r a
POTI buOTlì DrO0PttÌ
——"—°
la qualità Urbana
1000 metri cubi aumento tra 10%e 20%.
Rendiamo comprensibile con un esempio: A-casa di 200 me lignifica unico alloggio di circa 66 mq,questo "fortunato"
potrà accrescere la sua casa di una stanza
di 20 mq; B-casatra200e500 mc„significa con 2 o 3 alloggi, potrà crescere di 40 mq;
C-casa tra 500 e 1000 mc,significa con 4 alloggi,potrà crescere di 56 mq.
Dove piazzare questi ampliamenti è lasciato all'abilità degli architetti che sapranno dissimularli con sapienza. Però attenzione questa disciplina non si applica
nei centri storici(zone A) e nei Comuni costieri per la fascia di 300 metri dal mitico
bagnasciuga; mentre per gli edifici definiti "incongrui" (?)si può demolire e ricostruire con aumento del 35% del volume. Ma quale rilancio potrà mai avvenire da
misure così timide? Quanto potrà incidere una manovra rivolta ad una casistica
così ristretta, quanti la utilizzeranno ? Certo il "consumo" del territorio ligure, nelle
sue parti più pregiate,è stato disastroso. Invece un punto fondamentale non affrontato doveva essere la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente per un suo
corretto utilizzo a cominciare dal sotto utilizzo di gran parte dei centri storici. Allora perché invece di facilitare modesti aumenti di volume non si premia chi migliora la qualità urbana. Un virtuoso e consapevole uso dello spazio e dell'aria sulla
base di buoni progetti per rimodellare i quartieri delle città e le periferie ghetto da
riconvertire, sarebbe in prospettiva un bel vantaggio per le prossime generazioni.
GIORGIO CIRILLI è consigliere dell'Ordine degli Architetti della provincia di Genova
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PARTE LA PRIMA ESPERIENZA DI "COHOUSING"
Casa condivisa, scatta l'esperimento
Fame di alloggi, iniziativa sociale di Tursi: famiglie diverse, con giovani e anziani, vivranno insieme
DA EMERGENZA nasce esigenza.
Da esigenza può nascere coabitazione.
Da coabitazione può nascere qualcosa
che famiglia non è, ma prova ad assomigliarci. Cercasi nonno solo al
mondo disponibile a condividere un
appartamento, al Diamante, con un
papà o una mamma rimasti senza
l'altro coniuge e con un figlio a carico.
Si starà un po' più stretti, d'accordo,
ma le spese si ammortizzeranno più
facilmente, e la vita si farà più lieve e
semplice. Si chiama cohousing, e solitamente è rivolto a privati che vogliano abitare spazi, grandi case e condomìni con altri privati. Residenze
con stanze separate ma cucina, lavanderia e zona giochi per i bambini in
condivisione. Il Comune di Genova
adatterà il modello del cohousing al
mondo dell'emergenza abitativa. Creando bandi speciali, rivolti appunto a
persone sole configlie ad over 65, che
uniscano nello stesso appartamento
vite sconosciute ma disponibili a
prendersi cura vicendevolmente. Il
bando sarà pronto entro la prossima
primavera, si rivolgerà allo stesso "target" dell'edilizia residenziale pubblica
e metterà a gara almeno un paio di
condomini, a Begato, specificatamente riservati a questo scopo.
Il progetto rientra in un più com-
plesso disegno di azioni volte a migliorare il tessuto sociale del Diamante.
Potremmo chiamarle "iniezioni" di situazioni un po' più costruite rispetto a
quelle che si creano assegnando semplicemente le case a chi si trova nella
graduatoria del Comune. «Abbiamo
analizzato esempi virtuosi come
quello operato nel quartiere Mirafiori,
a Torino - spiega Bruno Pastorino, assessore alle Politiche abitative - ci
siamo resi conto dell'ineludibilità di
un concetto: le riqualificazioni di un
territorio come questo con soli denari
pubblici non sono possibili. Azioni
pubbliche mirate, però, devono fare da
volano all'arrivo di questi investitori».
Tutto, secondo Pastorino, si può fare
nell'alveo della legge che regola le assegnazioni e la gestione del patrimonio nei quartieri di edilizia residenziale pubblica. Nel quadro delle «iniezioni virtuose» ci sta anche l'assegnazione a canoni molto bassi dei box e
dei posti auto del Diamante (vedi articolo a fianco), e ci sta la trattativa in
corso con Poste Italiane per trasformare l'ex sede della scuola della polizia postale in un residence-alloggio
temporaneo per chi, non necessariamente in condizioni di emergenza abitativa, abbia la necessità di un appartamento per un periodo limitato. Stu-
denti, parenti di persone ricoverate in
ospedale e via dicendo. Da mesi è iniziata una trattativa con Europa Gestioni Immobiliari, la società che ha in
carico il patrimonio che Poste vuole
valorizzare, per trovare una soluzione
che porti a realizzare questo progetto.
Se si tratterà di acquisto da parte di
Tursi o di una formula differente non è
dato al momento di saperlo. Certo è
che il Comune mira ad ottenere negli
ottomila metri quadrati di questa
struttura (zona alta del Cige) anche
una biblioteca e altri sei-vizi per tutta
Begato.
Intanto si attende il lancio del cohousing. La parte complicata del lavoro degli uffici sarà quella di mettere
insieme persone che possano convivere senza problemi. Tursi ci guadagnerà che con un solo appartamento si
potrà rispondere a due situazioni difficili (e chi aderirà al bando speciale non
verrà escluso da quello tradizionale
per ottenere una casa tutta per sé), gli
inquilini potranno invece beneficiare
di compagnia, nel caso dell'anziano, di
una figura simile al nonno nel caso del
genitore configlia carico, di risparmio
economico per entrambi.
DANIELE GRILLO
grilloailsocoloxix.it
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[LORSAZZO]
Case Aler, appalto con super sconto
Crusco: «Ma le fanno di cartone?»
Idubbi del consigliere dopo che un'impresa si è aggiudicata l'appalto con un ribasso del40%
LOMAZZO «Ma l'Aler vuole costruire case
di cartone?». Se lo chiede Pino Crusco, perito edile e consigliere comunale dell'Italia
dei valori, preoccupato per il ribasso d'asta,
pari al 40 %, che ha caratterizzato l'appalto.
«La domanda mi è sorta dopo aver letto all'albo pretorio l'avviso di aggiudicazione della gara di appalto per la costruzione di 17 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica in
via Lombardia - spiega Crusco. - gara svolta
al massimo ribasso, ad una ditta forlivese che
sull'importo base di un milione e 967 mila
euro ha offerto l'incredibile ribasso del 40,2%.
Per una impresa edile l'utile lordo è nell'ordine del 20%, quindi la ditta aggiudicataria
dovrebbe riuscire a realizzare, a regola d'arte, le opere con costi pari a meno del 50% di
quelli esposti nel bando di gara. Da 35 anni
lavoro nell'edilizia e dal 1985 ho svolto incarichi elettivi nelle amministrazioni locali: ho
seguito tante gare d'appalto, ma mai ho visto
un ribasso simile, neppure ai tempi della Cassa del mezzogiorno, quando l'importante era
aggiudicarsi l'appalto che poi tanto si aggiustava in qualche modo tutto con le varianti
in corso d'opera. Per contro, l'Aler Como non
lesina nell'affidare incarichi esterni per la
progettazione e la direzione lavori, nonostante disponga di numerosi tecnici dipendenti
con adeguata preparazione e professionalità.
L'Aler, inoltre, ha reP. Crusco
centemente aggiudicato altri tre importanti
lavori (per totali circa 5.650.000 euro a base
d'asta) aduna ditta romana che ha offerto mediamente il 36% di ribasso. Si tratta di scelte sulle qualiritengodebbano a questo puntorifletterecon attenzione le amministrazioni pubbliche, 'azioniste' dell'azienda pubblica Aler Como, ma anche i sindacati edili e le
aziende imprenditoriali».
«Siamo preoccupati anche noi - commenta
Alessandro Turati, presidente Aler - ma abbiamo dovuto recepire una direttiva europea
che prevede l'assegnazione non più in base
alla media ponderata, ma all'offerta più bassa. Riguardo alribassoottenuto, anche le altre tre offerte in gara andavano dal 37.95% al
36.17%. Forse servirebbe una modifica legislativa, noi seguiamo quella vigente svolgendo attenti controlli, occupandoci anche
della direzione lavori. L'azienda aggiudicataria ci ha informalmente sapere che per rimanere sul mercato è pronta a lavorare con guadagno minimo. Le case che verranno realizzate non avranno comunque niente da invidiare a quelle dell'edilizia privata». Spiegazioni che non convincono Crusco: «L'Aler
avrebbe dovuto avere il coraggio di rinunciare alle offerte con un ribasso eccessivo in
quanto appunto anomale. Invece così facendo mette fuori gioco le imprese locali, mentre ci si pone il dubbio di come prezzi tanto
scontati possano dare le necessarie garanzie
per la corretta realizzazione delle opere: dall'impiego di materiali di qualità, al rispetto
dei contratti di lavoro per le maestranze, alla puntuale applicazione delle norme di sicurezza».
Gianluigi Saìbene
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Appaltati i lavori
per 75 case popolari
a Montuolo e S. Filii l i
Intervento da oltre3,6milioni di euro affidato
a due imprese che hanno presentato ribassi anomali
LUCCA. Alla fine l'Erp ce l'ha
fatta. La società che gestisce il patrimonio pubblico di case popolari ha appaltato la costruzione di
75 alloggi tra San Filippo e Montuolo, con un investimento che super i 3,6 milioni di euro.
Tagliare questo traguardo non è
stato semplice per Erp, dal momento che le due gare sono state
bloccate per mesi a causa dei ribassi anomali presentati dalle ditte che si erano classificate prima
ma che sono state escluse proprio
perché avevano proposto offerte
eccessivamente basse.
Le ditte che, alla fine, si so- case dovrà realizzare anche
no aggiudicate i due appalti le opere di urbanizzazione,
sono entrambe laziali.
come fognature e acquedotto.
SAN FILIPPO
Il ribasso offerto dall'imPer la costruzione di questi 35 alloggi con annessi tre presa è stato del 31,8% sulla
uffici Erp ha ricevuto 32 of- base d'asta, ma è stato accetferte, ne ha ammesse 28. Di tato nonostante la soglia di
queste ne ha giudicate ano- anomalia sia stata calcolata
male 6 e ne ha escluse 5. Alla intorno al 25,069%.
fine l'appalto, per la costruMONTUOLO
zione degli alloggi nel Peep
Il progetto prevede la readi San Filippo, è stato aggiu- lizzazione di 40 alloggi popodicato alla ditta Ceam di lari suddivisi in quattro fabAlessandro Amorini di Vero- bricati. Anche in questo caso
li, in provincia di Frosinone l'appalto è stato assegnato a
per un importo complessivo un'impresa che ha presentadi 1.799.594,14 euro compresi- to un ribasso d'asta anomavi di Iva e di oneri della sicu- lo. A costruire le case all'inrezza (non sottoposti a ribas- terno del Peep di Montuolo so d'asta). La ditta oltre alle l'area riservata all'edilizia
economica e popolare - sarà
il Consorzio Stabile Aedars
scarl di Roma che dovrà anche realizzare le opere di urbanizzazione del nuovo quartiere.
L'importo dei lavori è superiore a quello di San Filippo:
l'investimento (al netto del ribasso)
ammonta
a
1.832.030,89 euro compresi
gli oneri della sicurezza e l'Iva. Il Consorzio è riuscito ad
ottenere l'appalto presentando un ribasso del 27,255%
quando la soglia di anomalia
era stata fissata al 20,976%.
Tuttavia, Erp ha giudicato
l'offerta compatibile con l'intervento.
i.b.
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Fra tre mesi 50 alloggi popolari
Arrivano i soldi della Regione, gare d'appalto già avviate
L'assessore Zambito: sono appartamenti vuoti
e degradati che necessitano di essere ristrutturati
di Giovanni Parlato
PISA. Una buona notizia. Di quelle che
in prossimità del Natale fanno ancora
più piacere. Entro 90 giorni, 50 famiglie
pisane avranno una casa. Dalla Regione
arrivano 650mila euro.
La giunta regionale ha deciso il finanziamento, spalmato su tutto il territorio,
ma l'amministrazione comunale pisana sapendo che prima o poi questi soldi sarebbero arrivati nel giro di qualche mese, ha già eseguito tutte le procedure di affidamento. In pratica, ha dato il via libera alle gare d'appalto e appena arrivano i soldi (è questione
di
giorni) cominceranno
i lavori per
ristrutturare
50
alloggi
vuoti da tempo perché né
il Comune
né Apes avevano le risorse necessarie.
«Abbiamo giocato d'anticipo - afferma Ylenia Zambito,
assessore alle politiche abitative - in modo da potere consegnare quanto prima i cinquanta alloggi. Nel mese di
febbraio prossimo questi alloggi torneranno nella piena
disponibilità e saranno assegnati in base alla vecchia graduatoria. Naturalmente, prima saranno eseguite le verifiche dei requisiti degli aventi
diritto».
Comune e Apes hanno lavorato in sinergia per farsi
trovare pronti a questa situazione. L'emergenza casa è,
da sempre, uno dei temi più
caldi e sui l'attenzione dell'amministrazione comunale
non è mancata. Da tempo, risultano vuoti appartamenti
che, prima di essere riconsegnati, necessitavano della ristrutturazione. Un problema, non solo pisano, ma toscano. Tanto che la Regione
si è fatta carico del problema
con un piano che prevede la
ristrutturazione di quasi 700
alloggi popolari. Martedì l'assessore regionale alla casa,
Eugenio Baronti, ha ottenuto il via libera dalla giunta regionale per interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria per quasi 25
milioni di euro.
Al territorio della provincia di Pisa sono stati destinati
complessivamente
1.755.261 euro per 138 alloggi.
A Pisa città, andranno - come detto - 650 mila euro che
serviranno a ristrutturare 50
appartamenti in condizioni
di degrado e che si trovano
sparsi un po' ovunque, fra i
vari quartieri della città.
Il provvedimento varato
dalla giunta rientra nel pacchetto di misure straordinarie da 143 milioni di euro approvato nell'estate scorsa
dal consiglio regionale che
prevede una serie di interventi articolati su cinque diverse misure.
La giunta regionale ha concluso le procedure per quanto riguarda la prima misura
su cui era previsto il finanziamento di 25 milioni, che riguarda appunto la ristrutturazione di alloggi di edilizia
residenziale pubblica. Dal
2010, la Regione affronterà
gli altri punti di questo complesso piano al fine di alleggerire l'emergenza casa.
PISA. Ieri è stato siglato
l'accordo per il contratto decentrato integrativo 2009 per
i dipendenti del Comune di
Pisa.
Il Comune ha destinato
per l'anno 2009 circa 5 milioni e 219mila euro per l'incentivazione delle politiche di
sviluppo delle risorse umane
di cui 3 milioni e 200 mila di
risorse stabili e oltre 2 milioni di risorse
variabili.
L'accordo
è stato trovato anche sulle progressioni economiche orizzontali, sulla valutazione dei
dipendenti,
sugli straordinari e sui buoni pasto, che
passeranno da 5,27 euro a
7,50 euro dal primo gennaio
2010 e su altri aspetti tecnici
contrattuali.
Soddisfazione da parte dell'assessore al personale Antonio Cassone e da parte del
sindaco. «È positivo - ha sottolineato Marco Filippeschi che un percorso complicato,
con difficoltà dovute anche
alla scarsità di fondi movimentabili, sia arrivato a compimento con un esito condiviso. L'intento è quello di facilitare un clima di condivisione e di concertazione sulle
scelte, valorizzando il personale, motivandolo e valutandolo con metodi nuovi, affinché l'efficacia ed efficienza
dei servizi ai cittadini si mantenga a livelli elevati».
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La donna vive con lafigliadi tre anni in una casa Spes. Marini: «Per capire dovrei incontrarla»
Perde il lavoro e arriva lo sfratto
// dramma di una giovane mamma ex dipendente dell'Answers
che le opere di manutenzione
spettano. Ma io non posso
spendere per rifare gli impianti, ricevo dall'assistenza
sociale un contributo di 250
euro e non ce la faccio neppure a pagare l'affitto, tanto che
mi vogliono sfrattare».
Il presidente della Spes, Stefano Marini, ammette che in
via Erbosa - case popolari sorte nel '43 per ospitare i rifiugiati, esistono diversi problemi, ma che vorrebbe incontrare gli inquilini per capire caso per caso. «La giovane deve
parlare con me, non mando
Stefano Marini, presidente della Spes
via nessuno e sono sempre a
disposizione. Mi sembra straPISTOIA. Vive sola con la fi- bile di un impianto vecchio e no che i tecnici della manuglioletta di tre anni in un ap- arrugginito, al quale non han- tenzione le abbiamo detto che
partamento al numero 35 di no messo mai mano dal 1971. deve pensare lei a tutto. Funvia Erbosa, nelle case popola- Dai rubinetti esce sabbia e ziona così. La manutenzione
ri della Spes. Da qualche tem- ruggine. In cucina la caldaia ordinaria la facciamo noi,
po ha perso il lavoro: per un perde acqua perché ha i tubi mentre l'inquilino se ne occuanno aveva lavorato all'An- completamente marciti. E pa solo se è dimostrato che l'eswers, ma come a tante colle- sempre in cucina dal soffitto ventuale danno dipende da
ghe del cali center il contrat- filtra l'acqua e quando piove una qualche incuria o trascuto a termine non le è stato rin- un po' più forte gocciola sui ratezza. Altrimenti, per opere
novato. Basterebbe questo fornelli. Spesso accendendo più importanti di mantenzioper definire drammatica la si- la luce si prende la scossa, ne straordinaria deve pensartuazione di Maria Sepe, 28 an- perché i fili elettrici sono in- ci il proprietario, cioè il Coni, ma le sue sventure non fi- trisi di umidità. Adesso sono mune, quando la Regione rilanisco qui. Qualche settimana senz'acqua, devo lavare la scia dei finanziamenti». E poi
fa le è arrivata una lettera di bambina, come faccio?»
c'è il capitolo dlela morosità:
sfratto: da qualche non paga
Maria Sepe ha chiamato «Bisogna vedere la situaziol'affitto e tra qualche giorno più volte la Spes, poi l'ufficio ne. La Spes sugli affitti va in
rischi di vedersi arrivare l'uf- d'igiene dell'Asl, che a sua base al reddito, se lei adesso
ficiale giudiziario alla porta.
volta - da quanto riferisce la non ha lavoro e riceve un sud«Dovesse accadere io di qui giovane mamma - ha sollecita- didio, abbiamo affitti anche
non muovo» dice la donna, to la Spes per le condizioni simbolici di 12,60 euro mensiche poi racconta il suo conten- precarie in cui vive la donna li. In ogni caso, ripeto, devo
zioso con la Spes. «Da qual- con la figlia. «L'unica cosa conoscere di persona il caso
che giorno ho dovuto stacca- che sono riuscita ad ottenere per capire come sta la questiore l'acqua, perché mi si è rot- in questi giorni è la visita di ne e in che modo poter venire
to un tubo di un radiatore e si un idraulico. Ma verrà solo a incontro a questa famiglia».
allagava la casa - racconta - riparare il tubo rotto. Dicono
Francesco Albonetti
Ma è la conseguenza inevita-
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Con Pltea i canoni non aumenteranno
La presidente Ruffini tranquillizza gli inquilini exEca
ROVERETO. «Col passaggio del patrimonio edilizio comunale (184 alloggi) all'Itea, per gli inquilini non cambierà granché». Lo assicura la presidente Itea Aida Ruffini, rispondendo alle voci di rincari incontrollati dei canoni: «Non è vero affatto: sono sciocchezze».
L'ultimo a sostenere il contrario, proprio ieri mattina,
è stato il candidato sindaco
della Fiamma Tricolore Davide D'Eliseo. Per il quale col
passaggio all' «iniqua modalità di calcolo dell'Icef» ci saranno ripercussioni «considerevoli sui canoni degli attuali occupanti» e si «allontenerà dal godimento del beneficio i lavoratori a vantaggio
soprattutto degli immigrati».
I nuovi canoni ancora non
sono stati calcolati, ma Ruffini ha gli strumenti per dare
una risposta attendibile. «Ab-
biamo effettuato delle simulazioni. E posso dire che sulla media dei 184 alloggi non
ci saranno variazioni. Ci saranno aggiustamenti per i
singoli casi, nel senso che la
maggioranza avrà il canone
confermato, qualcuno lo vedrà diminuire e qualcun altro aumentare. Ma non in
modo così significativo. Inoltre ricordo che per legge,
mentre le riduzioni di canone hanno valore immediato,
gli aumenti devono essere dilazionati su 5 anni. In definitiva, sempre considerando la
media, gli inquilini pagheranno meno con Itea di quanto hanno pagato quest'anno.
Quanto infine all'Icef: è un
sistema equo, utilizzato in
tutta Italia, anche se con nomi diversi. Alla fine i risparmi fino a 45 mila euro non
hanno alcuna incidenza: per
esempio, il Tfr di un lavoratore. Per le proprietà immobiliari è diverso, ma questa mi
sembra una misura di
equità, non il contrario. Che
per l'alloggio pubblico vada
privilegiato chi non ne ha
uno proprio, mi sembra rispondere alle finalità dell'edilizia pubblica. E non mi scandalizza affatto l'idea che chi
risulta essere proprietario di
case proprie possa dover lasciare l'alloggio Itea».
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Una guida per mettersi al riparo
dagli incidenti domestici
In Italia troppe persone si fanno male dentro casa
In Italia circa 3 milioni e
mezzo di persone l'anno
subiscono incidenti di varia
natura e gravità all'interno della
propria abitazione.
Fondamentale è quindi
apprendere i comportamenti
corretti da adottare in casa, con
particolare attenzione anche
alla tutela dell'ambiente. Di qui
la stesura di un vademecum
realizzato in 4 differenti lingue e
rivolto agli inquilini presenti
all'interno degli alloggi pubblici
in Trentino. La realizzazione
dell'opuscolo prende spunto dal
Piano Convivenza per
accrescere la coesione sociale
in Trentino approvato dalla
Giunta provinciale e dal Piano
di Sicurezza per la vivibilità negli
stabili di edilizia abitativa sociale
approvato dal Consiglio di
Amministrazione di ITEA SpA. La
Provincia autonoma di Trento
ha sostenuto convintamente il
progetto "Sicurezza in casa e
tutela dell'ambiente" promosso
da Cinformi e dall'ltea, che da
oggi è anche un agile e
simpatico vademecum
distribuito a tutti gli inquilini Itea
in una edizione in quattro lingue
(italiano, francese, inglese e
arabo), che tiene conto della
presenza etnica nelle case
dell'edilizia popolare del
Trentino. Raggiungerà
quindicimila famiglie e per
coloro che non sono inquilini
Itea sarà possibile consultarlo
sul sito www.cinformi.it. La
guida cercherà di dare un
supporto a chi trascorrere molte
ore in casa.
Spesso è l'approccio alle
nuove tecnologie a creare
problemi sia a chi ha una certa
età, sia a chi proviene da culture
e da ambiti sociali poco
tecnologici. Ecco allora che il
vademecum insegna in modo
semplice e intuitivo come
avvicinarsi al mondo
dell'elettricità, agli impianti
elettrici domestici che vanno
usati in modo corretto e alle
prese elettriche. Se poi dovesse
comunque svilupparsi un
incendio, ecco che in poche
pagine s'insegna all'inquilino
"modello" come comportarsi
per domare le fiamme, come
usare gli estintori e come
mettersi in salvo velocemente e
in piena sicurezza. Anche il gas
va maneggiato con cura, per
evitare perdite, per prevenire
incidenti anche con
conseguenze gravi. Il volumetto
mette in fila una lunga serie di
comportamenti domestici
corretti, moltissimi dei quali
dettati dal buon senso ma che
per ignoranza o per leggerezza
non vengono spesso seguiti:
mai asciugarsi i capelli coi piedi
nudi nell'acqua per terra; attenti
a lasciare incustoditi l'asse da
stiro col ferro appoggiato,
attenti a non scivolare per le
scale lasciate bagnate da
qualcuno; usare i tappeti
antiscivolo in bagno; sistemare
con cura e attenzione gli oggetti
nei pensili della cucina per
evitare cadute rovinose e
pericolose; usare gli appositi
guanti per spostare pentole e
tegami caldi. Si passa poi a una
serie di consigli sulla raccolta
differenziata dei rifiuti e sul
risparmio energetico.
Pag. 21
*
I J I econdo i dati diffusi ieri
•
dall'immobiliare Gabetti, Roma è la
_J
città più cara d'Italia per gli affitti.
Un monolocale costa (in media, ma si
registrano cifre anche molto più alte) 685
euro, contro i 593 di Milano e i 578 di
Bologna. Roma guida la classifica anche dei
bilocali, con 687 euro in media al mese, al
secondo posto Milano con 832. La domanda
di locazioni nella prima parte dell'anno
resiste, ma i canoni scendono. Segnale che
l'offerta è superiore alla richiesta o che i
proprietari si accontentano di somme
inferiori pur di non lasciare sfitto l'immobile. I
canoni medi, nel primo semestre dell'anno,
sono diminuiti in media del 4.3 per cento per
monolocali, del 2.2 per cento per i bilocali,
mentre sono rimasti stabili per i trilocali, la
tipologia più richiesta dalle famiglie. Un
crescente numero di famiglie preferisce infatti
valutare questa soluzione, anche perché è
sempre più difficile ottenere mutui dalle
banche, diventate ancora più prudenti con la
crisi.
Pag. 22
CLAMOROSO Le infiltrazioni d'acqua sono impressionanti e coinvolgono i quadri elettrici. Interventi per oltre 1 milione di euro
Case Aler, niente soldi per la ristrutturazione
L'annuncio in consiglio di circoscrizione: non c'è neanche un euro per i lavori nei 6 caseggiati di via Fiume
• Non ci sono i soldi per la
manutenzione straordinaria
delle case Aler. Almeno per
ora.
Questa l'amara realtà
emersa martedì sera durante la seduta del consiglio
della circoscrizione Tre, dedicata, tra le altre cose, allo
stato di salute dei sei caseggiati Aler di via Fiume. Una
salute precaria, hanno più
volte denunciato i residenti,
con i box invasi dalle infiltrazioni d'acqua, che cola
anche sui quadri elettrici,
ed ascensori malfunzionanti. Tuttavia, stando a quanto
riferito ai consiglieri dal direttore generale di Aler Angelo Botti, non potranno per
ora essere effettuati interventi di riqualificazione
complessiva.
SENZA SOLDI - Mancano
infatti i soldi per le manutenzioni straordinarie (una
valutazione
preliminare
parla di quasi 1 milione di
euro da stanziare solamente
per rifare i box), e si potrà
intervenire (come peraltro
già in parte fatto) solo per
mettere in sicurezza apparati elettrici ed ascensori. Una
realtà che non è piaciuta ai
consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione,
né tantomeno ai residenti
presenti fra il pubblico.
«Siamo usciti dalla seduta
sapendone quanto prima»,
è stato il commento bypartisan dei consiglieri, anche se
Botti ha assicurato la piena
disponibilità dell'Aler per
risolvere i problemi e uscire
almeno
dall'emergenza.
"Un po' poco", sottolinea il
vicepresidente
Giuseppe
Chiorazzi, che ad aprile aveva presentato u n documento che chiedeva all'amministrazione e ad Aler interventi tempestivi.
GLI INTERVENTI - La l i s t a
dei problemi era lunga: muri scrostati nell'area dei garage, con evidenti segni di
infiltrazioni di acqua piovana e formazione di muffa;
porte e strutture metalliche
corrose dalla ruggine; porte
dei vani ascensori ossidate e
deformate, non garantendo
il corretto funzionamento
degli stessi; impianti elettrici e locali di comando degli
ascensori che non risultano
adeguatamente
protetti.
«Anche perché i lavori effettuati in passato, come il
rifacimento dei tetti, non è
stato eseguito bene, mentre
aver tolto l'intonaco ammalorato ha fatto si che l'acqua
aggredisse i muri stessi», aggiunge Chiorazzi. Problemi
su cui conviene anche l'opposizione di centrodestra.
«Anche se mancano i soldi
per la manutenzione straordinaria (fondi che, spiega
Aler, saranno disponibili
solo una volta venduti parte
degli appartamenti), Aler
può agire d'urgenza in base
al proprio statuto per garantire almeno gli interventi
per la messa in sicurezza,
attingendo dai fondi di
emergenza", ha infatti sottolineato Antonio Nigro, ca»
pogruppo di Forza Italia.
Pag. 23
I dubbi dell'Aler sul teleriscaldamento
BERGAMO (cfbj II teleriscaldamento non convince
tutti. Ha fatto discutere, in particolare, il "gran rifiuto", anche se momentaneo, pronunciato dall'Aler
di Bergamo, ovvero l'ex Istituto case popolari. La
motivazione è semplice: il costo. L'Aler sostiene che il
teleriscaldamento non sia sempre conveniente e che
attualmente A2A proponga tariffe non troppo lontane
dal "vecchio" metano. L'altro dubbio è nel legarsi a
un'azienda che fornisce il servizio di teleriscaldamento in regime di sostanziale monopolio, mentre per
la fornitura del gas non è più così.
Pag. 24
Pescara
Case popolari
Sfrattati I rom
da Rancitelli
• PESCARA L'amministrazione comunale di Pescara
ha effettuato sfratti nei confronti di persone che occu-
pavane abusivamente alloe- Rancitelli. Case nella mag„j popolari. Operazioninei §*or P a r t e occupate da rom.
•* Di Ffipp© a pagina 11
q u a r tieri di San Donato e
Tolleranza zero Al via ieri mattina all'alba l'operazione nei quartiere Rancitelli
per liberare gli appartamenti occupati abusivamente dai rom
Via gli zingari dalle case
Gli sgomberi continueranno per recuperare un centinaio di alloggi
**
r*-••.,<•
V** r*
Rancitelli Sgomberate alcuni alloggi popolari occupati abusivamente da famiglie rom
Alessandra Di Filippo
• Tolleranza zero era stata annunciata, è
tolleranza zero è stata. Via gli occupanti
abusivi dagli alloggi popolari di Pescara. E
così, intorno alle sei di ieri mattina, è
scattato il blitz. Nel mirino delle forze
dell'ordine, schierate al gran completo,
quattro appartamenti, occupati da rom,
una ventina di persone in tutto. Tre situati a Rancitelli: ai civici 26 e 14 di via Lago
di Boreiano e al 181 di via Tavo, ed uno a
Fontanelle, in via Caduti per Servizio 25.
Tutte case occupate dagli zingari, sfondando la porta, ed utilizzate come centrali
per lo spaccio di droga. Una situazione,
andata avanti nel tempo, a cui l'amministrazione comunale ha deciso ora di mettere la parola fine. Al blitz di ieri - hanno,
infatti, assicurato il sindaco Luigi Albore
Mascia e l'assessore alle Politiche della
Casa, Isabella Del Trecco - ne seguiranno
prestissimo degli altri. In totale, nelle pros-
Pag. 25
sime settimane, si conta di liberare almeno un centinaio di case popolari occupate
abusivamente, che saranno immediatamente riassegnate a chi ne ha diritto,
come, fra l'altro, già accaduto ieri. Per
accelerare al massimo tutte le procedure,
si è, infatti, provveduto a sgomberare dagli appartamenti, oltre le persone, anche
il mobilio e le suppellettili presenti. E che
mobilio! In alcuni casi, sono stati trovati
televisori al plasma di ultimissima generazione e impianti satellitari.
Di fronte alla situazione, qualcuno degli
abusivi ha dato in escandescenze, ma a
parte qualche porta rotta, tutto è filato
liscio. «Quello odierno - ha commentato,
dopo l'operazione, il prefetto Paolo Orrei
- dev'essere un segnale. La legalità dev'essere un obiettivo sempre presente». Il questore Stefano Cecere, da parte sua, ha
ricordato che, da un mesetto, i controlli a
Rancitelli sono stati intensificati.
Pag. 26
Incontro ieri a ¥ìbo tra l'assessore provinciale alle Politiche del lavoro Michelangelo Mirabelle,
i sindacati e i consiglieri regionali per affrontare sul piano programmatico la questione lavoro
er 1109 precari di Provincia e
Aterp ancora nessuna certezza
di Vania Notaro
VIBO VALENTIA - Doveva essere
una riunione squisitamente operativa, ma la natura della tematica affrontata e la presenza di numerosi
lavoratori
precari
dell'Amministrazione provinciale
di Vibo Valentia ha dato all'incontro di ieri tra l'assessore provinciale alle Politiche del lavoro Michelangelo Mirabelle, i sindacati
e i consiglieri regionali vibonesi,
un tenore programmatico. Oggetto dell'incontro, convocato da Mirabelle venerdì scorso e che sarà
aggiornato alla prossima settimana, è stata la sorte dei lavoratori
precari, con particolare riferimento a quelli in forza alla Provincia e all'Aterp. Una problematica annosa che l'assessore provinciale intenderisolvereuna volta per tutte, puntando all'equiparazione dei lavoratori in questione agli Lsu e Lpu, affinché si
possa poi procedere alla loro stabilizzazione. Strategia già ventilata a suo tempo dal presidente della Regione Agazio Loiero, che ha
promesso un provvedimento legi-
slativo omnibus per il precariato
negli enti pubblici calabresi. Legge, però, che fino ad oggi non è
stata ancora varata, nonostante
sia imminente l'approvazione
della finanziaria regionale, considerata l'ultima spiaggia per
l'adozione di una soluzione che
riduca fortemente il fenomeno.
All'incontro di ieri, oltre a Mirabello, hanno partecipato i rappresentanti sindacali Donatella Bruni e Davide De Rito (Cgil), Luciano Prestia (Uil), Giuseppe
Garrì (Cisl), i consiglieri regionali
Pietro Giamborino e Brunello
Censore, nonché una nutrita rappresentanza dei 79 precari della
Provincia. In apertura, Mirabelle
ha ribadito gli obiettivi della riunione: «Non è più possibile riporre le speranze occupazionali di
queste persone in una convenzione con la Regione - ha ammonito ramministratore provinciale
-, che copre la metà dei costi sostenuti per il pagamento degli stipendi e non dà garanzie per il futuro». Mirabello ha poi rimarcato
quella che considera la strada più
Problematica annosa che
l'assessore provinciale
intende risolvere
una volta per tutte
mirando all'equiparazione
con Lsu e Lpu
sicura per giungere alla stabilizzazione, cioè l'equiparazione agli
Lsu e Lpu. «La politica ha il dovere di risolvere i problemi - ha affermato Giamborino -, ma se andiamo in Consiglio regionale a
parlare di stabilizzazione dei precari calabresi rischiamo di fallire,
senza contare il rischio che il
Governo impugni un eventuale
provvedimento
in
questa
direzione». Giamborino, inoltre,
ha proposto anche la creazione
dell'Agenda vibonese del lavoro,
una sorta di tavolo concertativo
permanente che metta nero su
bianco le singole vertenze dei
lavoratori. Sulla stessa lunghezza
d'onda Censore, con riguardo alla finanziaria regionale: «Legge di
bilancio che non voteremo se in
essa non saranno previste risorse
per i precari». Caustici, invece, i
rappresentanti sindacali. Donatella Bruni, rappresentante della
Cgil, ha spiegato che lo status di
Lsu o Lpu consente di utilizzare i
lavoratori in questione negli enti
pubblici, ma non porta ad una
reale stabilizzazione.
Donatella Brunì, della Cgil,
ha spiegato che Io status
di Lsu o Lpu consente
di utilizzare i lavoratori
negli enti pubblici, ma
non porta la stabilizzazione
Pag. 27
La giunta regionale sta realizzando
oltre 100 alloggi di edilizia sociale
Demolizioni, si va avanti
L'assessore Incarnato incontrerà Speranza e ilprefetto per aiutare chi resterà senza c
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•
I manifestanti sui binari della stazione ferroviaria di Lamezia
di PASQUALINO RETTURA
edEUGENIACATALDI
LAMEZIA TERME-Unclimacaldo e denso di tensione a Lamezia,
tra le ruspe dell'Esercito che demoliscono gli immobili di abusivismo edilizio, e le proteste dei
proprietari, tra strumentalizzazioni, disperazione, rabbia e confusione. Nell'elenco sono undici i
primi edifici da abbattere ma in totale
sono 400, tra case,
uffici e magazzini,
come disposto dalla Procura della Re-
pubblica, dopo le
sentenze passate in
giudicato. Le proteste non si placano: mercoledì notte
circa 50 manifestanti hanno trasferito la protesta
sui binari della stazione ferroviaria
centrale, bloccando due treni. A placare gli animi, il dirigente del commissariato di polizia, Giuseppe Cannizzaro ed il vice Sa-
verio Mercurio: e
dopo un'ora tutti a
casa. Ma al sorgere
del sole, sono tutti
davanti il piazzale
del Comune, in attesa di una "clemenza". Poi l'incontro a Catanzaro
dal prefetto e fino a
tarda sera ancora
davanti al Comune,
presidiato
dalle
forze dell'ordine. I
dirigenti del commissariato di polizia discutono oltre
un'ora con il sindaco, di fronte ad
un'emergenza di
ordine pubblico,
cercando di non
esasperare la situazione già acuita
dalla divulgazione
di una aggressione al sindaco. E
cercano soluzioni possibili.
Aleggia, dopo quell'incontro, la
possibilità che il sindaco possa richiedere un'istanza di sospensione, forse per poi acquisire al
patrimonio quegli immobili abusivi. Una situazione confusa: il
proprietario di una grande ditta
lametina, dopo aver demolito gli
uffici, riceve il decreto di sospensione della demolizione dal giudice esecutore: troppo tardi, ormai è già tutto smantellato, mentre il proprietario della prima casa già abbattuta in via Murat
avrebbe avviato l'istanza di condono, pagando ben 17.000 euro.
E tra le soluzioni, si mobilita
Mpa: il deputato Belcastro e il
commissario regionale Lo Monte incontreranno oggi pomeriggio il procuratore di Lamezia, Vitello, per individuare delle soluzioni alternative mentre già ieri
Mpa ha incontrato in via d'urgenza il ministro degli Interni,
Maroni. Il Pdl sollecita di sospendere le demolizioni, verificando
l'abusivismo di necessità da
quello speculativo. L'assessore
regionale ai Lavori pubblici, Lui-
Pag. 28
gi Incarnato, intende incontrare
il prefetto di Catanzaro ed il sindaco di Lamezia per «studiare
eventuali soluzioni per quelle famiglie che hanno infranto le regole ed vengono a trovarsi in difficoltà per effetto del provvedimento ma questo è rivolto a chi
ha reali necessità e non ha fini
speculativi. Stiamo realizzando,
con l'Aterp di Catanzaro, 24 alloggi di edilizia residenziale pubblica; altri 20 alloggi li sta costruendo il Comune. Due inter-
venti finanziati dalla Regione,
per u n importo di 915 mila euro e
di 690 mila euro. In corso di definizione altri tre interventi per
2,3 milioni di euro per costruire
altri 40 alloggi mentre l'Aterp
sta per costruire altri 32 alloggi
con u n investimento di 1 milione
di euro. Altri 6 milioni di euro sono stati stanziati dal questo Dipartimento per il Contratto di
quartiere dove si prevedono interventi proprio nella zona interessata all'abbattimento».
A tal proposito, il sindaco aveva affermato: «Faremo fin tutto
per non lasciare sulla strada i cittadini che avranno demolite le
case. Ho detto tutta la verità e il
Comune non ha responsabilità».
Ma resta il clima di tensione:
questa mattina, alle 9.30 è prevista una grande manifestazione
in piazza della Repubblica, davantiil tribunale. Ma, dueoreprima, è anche previsto che le ruspe
riprenderanno a demolire uno
degli immobili abusivi in città.
«Un atto
di una
gravità
inaudita»
LAMEZIA «E'di
una gravità inaudita
quello che sta accadendo a Lamezia
Terme, dove, mentre uomini e mezzi
del Genio Militare
stanno abbattendo
costruzioni illecite,
sulla base di sentenze di demolizione passate in giudicato, la protesta degli abusivi viene guidata dal fratello di
un boss e il sindaco
Gianni Speranza
viene aggredito impunemente in Municipio». È quanto affermain una nota il
Presidente della
Regione Calabria,
Agazio Loiero, che
ha telefonato al sindaco di Lamezia
Terme per esprimergli «vicinanza e
piena solidarietà».
Il sindaco e l'amministrazione comunale sono impegnati sul fronte antimafia e antiracket e
qualcuno non vuole
tutto questo»
Ila protesta [ i l i
llìlaTllL^ffiKliU'lili™"™!'.1'
Demolizioni, si va avanti
m
Pag. 29
Questa la proposta dell'assessore provinciale Michele Mirabelle
Si punta all'equiparazione
Per giungere alla stabilizzazione dei lavoratori precari
•
Un momento detta riunione di ieri mattina alla Provincia
LA sala giunta della Provincia
era particolarmente affollata
ieri mattina. Oggetto dell'incontro, convocato dall'assessore provinciale alle Politiche
del Lavoro, Michele Mirabelle
venerdì scorso, è stata la sorte
dei lavoratori precari, con particolare riferimento a quelli in
forza alla Provincia e all'Aterp.
Una problematica ormai annosa, che l'esponente della giunta
De Nisi a intende risolvere una
volta per tutte, puntando all'equiparazione dei lavoratori in
questione agliLsu e Lpu, affinché si possa poi procedere alla
loro stabilizzazione nell'ambito del quadro normativo già
utilizzato in passato per queste
specifiche categorie. Strategia
già ventilata a suo tempo dal
presidente della Regione Agazio Loiero, che ha promesso un
provvedimento legislativo omnibus per ilprecariato negli enti pubblici calabresi. Legge, pe-
ro, che fino ad oggi non e stata
ancora varata dall'assemblea
All'incontro, oltre allostesso
Mirabelle, hanno partecipato i
rappresentanti sindacali Donatella Bruni e Davide De Rito
(Cgil), Luciano Prestia (Uil),
Giuseppe Garrì (Cisl), i consiglieri regionali Pietro Giamborino e Bruno Censore, nonché
una nutrita rappresentanza
dei 79 precari della Provincia.
L'assessore ha evidenziato
come non ci sia stata ancora
una svolta decisiva in questa
vicenda né un percorso netto e
univoco già individuato. «Di
certo - ha detto - non è più possibile riporre le speranza occupazionali di queste persone in
una convenzione con la Regione che deve essere rinnovata
annualmente e non dà garanzie per il futuro, come dimostra
quanto successo all'Aterp, dove 14 lavoratori sono al momento disoccuDati Derché l'ac-
cordo non è stato rinnovato».
Mirabelle ha poi rimarcato
quella che considera la strada
più sicura per giungere alla
stabilizzazione, cioè l'equiparazione agli Lsu e Lpu. Una
strategia condivisa dai consiglieri regionali che hanno sottolineato come l'approvazione
della finanziaria regionale sia
l'ultima occasione utile, prima
della fine dell'attuale Legislatura, per imf
Ì la Regione su questo fronte.
I rappresentanti sindacali,
invece, hanno negato l'efficacia dell'equiparazione . In particolare, Donatella Bruni ha
spiegato che lo status di Lsu o
Lpu consente semplicemente
di utilizzare i lavoratori in questione negli enti pubblici, ma
non rappresenta l'anticamera
della stabilizzazione.
Con riferimento specifico all'Aterp, poi, la sindacalista ha
messo in dubbio che i lavoratori attualmente in servizio (16
su 30 precari) siano stati stabilizzati. Per gli altri 14 rimasti
senza occupazione, neppure a
tempo determinato, la Bruni
ha chiesto che vengano reintegrati al più presto. Tesi condivisa dal rappresentante Uil,
Luciano Prestia che ha rimarcato la necessità di un'assunzionediresponsabilitàdaparte
deglienti pubblici.
Al termine, la riunione è stata aggiornata alla prossima
settimana, quando Provincia,
consiglieriregionaliesindacatisiincontrerannoperdefinire
un piano d'azione che conduca
al massimo coinvolgimento
della giunta e dell'assemblea
regionale.
Pag. 30
FINANZA PERSONALE A CONFRONTO CARATTERISTICHE E PREZZI DEI DIVERSI CANALI: TRADIZIONALE E INTERNET
Conto, mutuo, Re auto
I saldi corrono sul w e b
In un anno con Tonfine si risparmiano 840 euro. E tanto tempo. Il campione, poi, è davvero ampio
O
ltre 840 euro, più o meno la rata mensile di un mutuo di 100
mila euro a tassofissoe durata di
15 anni. È quanto il signor Rossi,
avvocato 35enne di Milano, potrà risparmiare nel 2010 scegliendo di acquistare
mutuo, conto corrente e polizza Re auto
attraverso internet, anziché recarsi in banca o dall'assicuratore di fiducia. L'indagine
condotta dal Mondo su un campione rappresentativo del panorama bancassicurativo italiano, costituito da dieci istituti di
credito e 12 gruppi assicurativi, dimostra,
numeri alla mano, che l'utilizzo dello sportello virtuale può consentire un risparmio
di svariate centinaia di euro all'anno. Tra
operazioni e spese di tenuta conto, il correntista tradizionale paga cinque volte in
più rispetto a chi usa solo il pc o il telefono
per bonifici e altro. Sul mutuo, lo sconto
delle migliori offerte online sfiora il punto percentuale rispetto ai tassi di mercato. E se si sceglie la polizza via web, l'Rc
auto può costare la metà. Ma i saldi non
sono per tutti.
QUATTRO RUOTE
Il signor Rossi è un automobilista prudente e nel corso degli anni si è aggiudicato la
prima classe di merito, il punteggio che,
nell'attestato di rischio, certifica la storia
assicurativa del guidatore. In base ai preventivi raccolti dal1 Mondo presso alcuni
broker assicurativi online, con le compagnie dirette Rossi pagherebbe un premio
medio di 681 euro per la copertura Re più
furto e incendio, con un risparmio di 714
euro rispetto alle tradizionali. In pratica,
la metà {vedere tabella). «Attenzione, però», avverte Emanuele Anzaghi, consigliere delegato del broker Cercassicurazioni.
it. «È vero che le compagnie dirette sono
molto competitive con i clienti migliori,
per risolvere i dubbi del cliente che, dopo
ma probabilmente fanno prezzi più alti su
aver avviato la pratica e ricevuto il conprofili peggiori. E poi bisqgna guardare il
tratto via posta, necessita di chiarimenti
contratto nel dettaglio». Ci sono società
prima di saldare, tutte le compagnie diche fanno lievitare il prezzo se sull'atterette e i broker online offrono servizi
stato di rischio è segnalato anche un
c
IN CASO
'' assistenza telefonica. «Occhio
solo incidente. Lo stesso vale per
il comune di residenza o il tipo
DI CONTRATTO
anche alle offerte civetta, queldi autovettura, per non parlaASSICURATIVO
^e c n e promettono risparmi
re delle condizioni: la polizza
I VANTAGGI
miracolosi..., màpoi si scopre
furto e incendio prevede una
che la garanzia vale solo sul
copertura totale o parziale? Ci
tragitto casa-lavoro», segnala
sono clausole di esclusione al
un portavoce di Allianz. Seconverificarsi delle quali la compado l'Ania, nel 2008 solo il 4,8%
gnia potrebbe rivalersi sull'assicudelle polizze è stato acquistato via
rato, per esempio, la guida in stato di ebinternet o per canale telefonico, ma i vobrezza. Sono aspetti a cui occorre prestalumi sono in espansione. «In ogni caso»,
re attenzione, ma in particolar modo se
conclude Alberto Genovese, ad di Assicusi sottoscrive la polizza online, quando,
razione.it «il risparmio più significativo
cioè, si è soli di fronte a un pc. Non a caso,
non è dato dallo sconto, quanto dalla pos-
TRA ACCREDITI E BOLLETTE
II costo dei c/c è calcolato sulla base del profilo famiglia con esigenze medie che per l'Abi (Contiaconfronto) è
riconducibile, sulla base di una ricerca Eurisko, a un determinato numero e tipologia di operazioni e servizi bancari.
Lo stesso profilo è stato utilizzato per calcolare il costo del servizio nell'ipotesi di un conto corrente online
movimentato solo via internet. I c/c solo sportello presentano costi differenti se il cliente utilizza anche i canali
telematici. Tutti i costi indicati non comprendono il bollo annuale di 34,20 euro. (1) conto a pacchetto: comprende
anche custodia titoli, riduzione spese sui mutui, pagamento bollette, cassette di sicurezza, polizza contro furto,
rapina, scippo; (2) conto a pacchetto: comprende la polizza Re famiglia (costo 42 euro); (3) il prodotto e i costi del
servizio sono i medesimi per le operazioni effettuate in filiale e online. La differenza del costo annuale è dovuta al
fatto che nell'ipotesi solo sportello l'invio estratto conto è cartaceo, mentre nella seconda è online e quindi gratuito;
(4) considerando che l'accredito stipendio dà diritto a 1 euro di sconto mensile, il pagamento rata mutuo a un altro
euro e il patrimonio totale a 2 euro sempre di sconto, il costo scende a 128 euro. Fonte: Patti Chiari - Il Mondo
Pag. 31
LA DOPPIA SOLUZIONE PER | PREMI
In tabella, a confronto i premi tradizionali e quelli online per l'Rc auto. I dati relativi alle
compagnie tradizionali sono quelli dichiarati dai diretti interessati al Mondo o pubblicai
sui rispettivi siti web, oppure attraverso il preventivatore Isvap. Quelli delle compagnie
dirette rappresentano la migliore offerta tra quelle indicate da Cercassicurazione.it e
Assicurazione.it per il profilo selezionato. I preventivi di Zurich, Allianz, Unipol, Axa,
Generali e Fondiaria-Sai sono stati confrontati con quelli proposti dalle rispettive
compagnie dirette (Zurich Connect, Genialloyd, Linear Quixa, Genertel e Dialogo).
Ipotesi: Modello auto: Lancia Delta 1.6 Mjt Dpf platino. Acquistata nel 2009 e
immatricolata a giugno del 2009; utilizzo: tempo libero e casa-lavoro; ricovero notturno
garage; no antifurto, no gancio di traino, no altra alimentazione. Percorrenza annua: 10
mila km. Massimale Re auto 3 milioni. Profilo cliente: avvocato, 35 anni, residente a
Milano CAP 20135. Anno patente: 1993. Utilizzo esclusivo del veicolo. Classe di merito
(CU) 1. Già assicurato. Numero di sinistri sull'attestato di rischio: 0.
Note: (1) garanzia furto prestata con uno scoperto del 10%, minimo 150,00 euro; (2)
copertura totale e parziale con scoperto 10% minimo 350 euro; (3) non sono previsti né
scoperti né franchigie. Il premio Re + furto&incendio comprende anche la rapina
Fonte: Il Mondo in collaborazione con Cercassicurazione.it e Assicurazione.it
sibilità di confrontare online le migliori
offerte e di avere un riscontro immediato
sulle condizioni che il mercato propone
per un certo profilo». Può quindi essere
utile anche il preventivatote online predisposto dall'Isvap nel mese di giugno e
disponibile per la sola Re: il nostro signor
Rossi ha ottenuto in poche ore 43 preventivi, vincolanti per 60 giorni, con prezzi
da 269 a 1.076 euro.
E IL CONTO CORRENTE?
E se il nostro signor Rossi volesse aprire
anche un nuovo conto corrente? Quanto
avrà risparmiato, alla fine del 2010, utilizzando solo il pc per bonifici e pagamenti?
Secondo un'indagine condotta da Eurisko
per Pattichiari (Abi), una famiglia con esigenze medie effettuerà, nell'arco di un an-
QUANTO PESA LA RATA
Ipotesi: mutuo a tasso fisso per prima casa. Avvocato
35 anni residente a Milano. Importo 100 mila, valore
immobile 125 mila. Durata: 15 anni, senza polizza
vita. (1) ora disponibile solo in filiale per lavoratori
autonomi; (2) online offerto da Webank; (3) non per
importi superiori al 70% del valore della casa.
Simulazione effettuata su un mutuo di 100 mila con
Ltv 70%; (4) Online non è disponibile il tasso fisso per
15 anni. In alternativa Unicredit Family Financing offre
un tasso fisso per i primi 5/10, poi convertito in
variabile. Fonte: MutuiOnline - Il Mondo
no, dieci prelievi allo sportello, 30 al banOnline e CommStrategy, sarebbero 3,8
comat, tre bonifici, cinque versamenti, 12
milioni gli italiani che usano i servizi
pagamenti con assegno, più una serie di
web delle banche ttadizionali in modo
altre operazioni. Per un costo complessivo
esclusivo e 800 mila coloro che si affidadi 83 euro, a cui si dovranno aggiunno alle banche online.
gere i 34,20 euro del bollo annua
SONO
Ma quando dal conto sì passa
le. Secondo l'analisi del Mondo,
3,8 MILIONI
al mutuo, il discorso cambia:
sulle proposte online di dieci
GLI ITALIANI
«Essendo un prodotto più
primari istituti di credito, asCHE UTILIZZANO
complicato, che impegna la
sumendo che il cliente utilizfamiglia per 20 o 30 anni,
zi esclusivamente internet o il
anche chi è abituato a utiliztelefono, Rossi spenderebbe in
zare l'home banking in genere
media 16 euro (escluso il bollo),
predilige la filiale per la richiecon uno sconto di 67 euro all'anno,
sta del mutuo», osserva Miccoli. Lo
più le ore risparmiate nel traffico o in coda
scenario, però, è in continua evoluzione;
allo sportello. «Premesso che non c'è una
questo almeno sembrano dire i numeri
perfetta omogeneità tra i prodotti a pacdel broker MutuiOnline: «Nel 2006 abchetto distribuiti in filiale e quelli venduti
biamo intermediato 5.664 mutui, quasi
online perché i primi, in genere, incorpola metà delle 10.626 operazioni concluse
rano qualche servizio aggiuntivo», avverte
nel 2008. E nonostante la crisi», rivenLuca Ferrarese, responsabile mercato pridica il vicepresidente, Roberto Anedda,
vati del Gruppo Banca Sella, «bisogna ri«il risultato finale del 2009 sarà in crescicordare che nella migliore delle ipotesi, le
ta». A livello di sistema bancario, i muspese sono nulle, via web, solo se il cliente
tui online rappresentano il 6/7% ,di tutfa tutto online: se, per esempio, si reca allo
to
l'erogato, una percentuale che sale al
sportello per un bonifico, paga una mag10/11%
se si considerano soltanto i casi
giorazione di 5 euro sul costo dell'operadi surroga o sostituzione. Quanto potrebzione». Il patto tra la banca e il cliente deve
be risparmiare, in questo caso, il nostro
essere chiaro: prezzi più bassi con il conto
signor
Rossi? Non molto. Come emerge
online, ma solo se si opera esclusivamendal confronto, per un mutuo di 100 mila
te via web. Con qualche eccezione. «Se il
euro a 15 anni lo sconto medio satebbe di
prodotto è lo stesso, il cliente deve essere
60 euro l'anno. «In realtà», osserva Anedlibero di scegliere il canale che Io mette a
da, «il campione considerato comprende
proprio agio e quindi, anche il prezzo deve
istituti tra i più competitivi e il risultato
essere identico», conclude Christian Micsarebbe diverso se si prendessero in esacoli, ad di CheBanca!.
me tutti gli istituti di credito: in base alle
nostte analisi, la differenza tra le migliori
PER LA CASA
offerte online e i tassi di mercato è di un
Tra i prodotti bancassicurativi, il conto
punto percentuale sul tasso variabile». E
corrente è, senza dubbio, quello che sta
comunque, ancota una volta, lo sportello
trovando maggiori consensi (e utenti) onvirtuale consente, in un batter d'occhio,
line: secondo quanto emerge dal rapporun ampio confronto.
to DigitalFinance, realizzato da Nielsen
PierEmilio Gadda
Pag. 32
Mutui, alleanza Credem-Credipass
I Alleanza tra Creacas; (Credem), società di clienti entro il 2010. Creacasa, guidata dal diretdistribuzione di mutui e ( x< dipass. i he opera nel tore generale Lorenzo Montanari, con Ferdinancampo dell'iniennediaxioi e creditizia. L'accor- do Rebecchi presidente e Giandomenico Carullo
do prevede ch< ia rete di ( ir 'dipass, composta da direttore commerciale a poco più di due anni
20 negozi affiliati e oltre 15<! agenti, distribuisca i dalla sua nascita raggiunto quota 150 agenti fimutui offerti i| a Creacasa. Oiettivo mille nuovi nanziari e conta di arrivare a 280.
Pag. 33
CREATA UNA NEWCO CHE SI OCCUPERÀ DELLA VALUTAZIONE DELLE RICHIESTE DI FINANZIAMENTO
Li hh scommette sui mutui con Crif
In parallelo il gruppo immobiliare ha effettuato lo scorporo del
back office, con l'obiettivo di incrementare i volumi intermediati
e di crescere nell'ambito dei servizi in outsourcins alle banche
DI T E R E S A C A M P O
D
oppia iniziativa da parte del
gruppo Ubh, guidato da
Umberto Botti, per superare
la crisi del credito che frena
il mercato dei mutui. Da un lato lo
scorporo del back-office di Tree
Finance (la società di mediazione
creditizia del gruppo Ubh che opera
in Italia con i marchi Rexfin, Gabetti Finance e Smartfin), dall'altro
l'avvio di una partnership con Crif
Service (società specializzata nei
servizi di supporto alla gestione
del credito). L'operazione prevede
la costituzione di due nuove società: The Mortgage Factory, che si
occupa di assicurare ai mediatori
una corretta ed efficiente gestione
della fase di pre-istruttoria e convenzioni competitive con le banche; e Crif lem, che si rivolgerà
agli istituti bancari per la gestione
in outsourcing delle pratiche di mutuo sottoposte dalla rete di mediazione creditizia.
In realtà l'abbozzo del progetto
risale a un paio d'anni fa, quando
l'inizio della crisi dei mutui subprime nell'estate 2007 cancellò
rapidamente il boom che i mutui
avevano visto negli ultimi anni.
Da lì alla brusca contrazione del
credito bancario il passo è stato
breve, così come veloci sono stati
i riflessi negativi sulle reti di intermediazione dei mutui.
Proprio dalla fase di crisi nasce
l'idea di Botti, amministratore delegato del gruppo Ubh, di investire in
un back office dei mutui strutturato
ed efficiente (30 persone), così da
ottimizzare la fase di analisi delle pratiche di richiesta mutui, dal
controllo della documentazione
alla verifica della rispondenza della pratica ai parametri bancari, per
esempio il rapporto rata/reddito.
Partito ufficialmente nell'ottobre
2008, il back office in un anno ha
raggiunto traguardi importanti: il
processo di una pratica in meno
di due giorni la trasformazione
del 65% delle pratiche presentate
in mutui erogati. Un punto di forza che consente di presentarsi alle
banche più forti e di ottenere così
condizioni migliori negli accordi di
distribuzione, per quanto riguarda
sia il pricing dei mutui verso i clienti sia le commissioni retrocesse al
mediatore. Lo spin-off del back office perfezionato nelle ultime ore
e la conseguente nascita
della neweo The Mortgage
Factory servono a mettere
tutto questo a disposizione
anche del mercato (knowhow, servizi e accordi con le
banche), associando piccole
e medie reti di mediazione
creditizia o anche singoli
mediatori. A questo punto,
per chiudere il cerchio e
offrire alle banche un servizio completo, non rimaneva che
occuparsi anche della valutazione
del merito di credito dell'aspirante
mutuatario. Il risultato è la nascita
di Crif lem, struttura indipendente
partecipata al 64% da Crif Services
e al 36% da Ubh.
Forte di questa operazione, che
per quanto riguarda il back office ha richiesto investimenti per
4-5 milioni, Botti punta a recuperare nella mediazione creditizia
quanto perso per colpa della crisi
(intermediato sceso del 50%),
complici anche i grandi spazi
che si sono aperti a causa della
dura selezione di operatori fatta
dal mercato. In termini numerici per The Mortgage Factory il
2010 dovrebbe chiudersi già in
pareggio, per tornare all'utile
l'anno successivo. Per Crif Imq
i risultati positivi invece sono attesi già nel 2010 perché la società
richiede pochi costi ex novo e per
contro incrementerà il numero di
mutui erogati. Quanto alle reti
di mediatori infine l'obiettivo è
di chiudere l'anno prossimo con
un intermediato di 500 milioni e
di superare il miliardo in un paio
d'anni, (riproduzione riservata)
Pag. 34
Casa Rapporto della Gabetti: «Contesto difficile ma mercato più dinamico»
Roma gli aifitti più cari d Italia
Superata Milano, tre vani costano in media 1.100 euro al mese
Se per un monolocale a Milano «bastano» 593 euro al mese - si legge nel rapporto dell'Ufficio Studi Gabetti - a Roma ne
servono 685.
Roma supera anche Bologna, Napoli e
Torino, con cifre record per gli appartamenti di piccolo taglio. Per un monolocale
al Flaminio si arriva a spendere 1.100 euro. Novecento a Colle Oppio, Colosseo, Bei-
sito, Caffarella. Quattrocento euro al mese
per una monocamera nella periferia di Colle Del Sole, La Storta, Fosso San Giuliano.
E il Comune di Roma prepara le assegnazioni per i 167 appartamenti acquistati: le
famiglie in lista andranno a Lunghezza e
Settecamini.
A PAGINA 5
Ilaria Sacchettoni
Il rapporto Gabetti Nonostante il calo dei prezzi sempre alte le quotazioni nei quartieri residenziali
Affitti, il record è della Capitale
Roma supera Milano nel costo degli appartamenti di taglio piccolo e medio
Incredibile Roma: capitale
di precari e ceto medio (impoverito?) svetta, eremitica, nel
costo dell'alloggio. Con canoni spietatamente omologati
verso il lusso. E, anzi, con
punte di superbia sul monolocale, dove l'offerta rifiuta di
piegarsi al di sotto dei 500 euro mensili, fosse anche per il
«loculo» a Decima di Malafede 0 Borgata Finocchio (l'una
e l'altra su questa cifra).
Neil' ultima indagine dell'ufficio studi Gabetti, Roma
scala la classifica nazionale fino a diventare città più inaccessibile d'Italia (quanto ad
affitti), con canoni che superano, generalmente, Milano,
Bologna, Napoli e Torino. Roma città inspiegabile: all'ultima fila (0 quasi) per infrastrutture e trasporti, eccola
capoclasse sui canoni dell'alloggio di piccolo taglio.
Sta di fatto che, secondo
Gabetti, un bilocale nella remota Bufalotta costerebbe ottocento euro al mese, mentre
Pag. 35
lo stesso taglio a via Baldo degli Ubaldi, servito di sotterranea, varrebbe appena cento
euro in più (novecento mensili). Comunque Roma più cara
di Milano. «Soprattutto per i
piccoli tagli, mentre i valori
si riallineano con la metropoli lombarda sulle tipologie di
appartamento medie e grandi», si legge nel rapporto.
Un po' ovunque il monocamera in «oro massiccio»: da
via Salaria dove si raggiungono i 1.050 euro al mese per affittare il mini appartamento,
a Valcannuta dove, comunque, ne servono settecento. E
poi, millecento euro al mese
al Flaminio (tra il Maxxi e
l'Auditorium) seicento a Fidene, seicentocinquanta a Fonte Laurentina. Novecento a
Colle Oppio, Colosseo, Belsi-
to, Caffarella. Quattrocento a
Colle Del Sole, La Storta, Fosso San Giuliano.
«Mentre cresce l'interesse
per case in affitto, vista anche
la difficoltà delle famiglie a reperire finanziamenti, i canoni
medi, nel primo semestre dell'anno, sono diminuiti- si legge nello stesso rapporto -. Mediamente del 4,3% per i monolocali e del 2,2% per i bilocali». Quanto alle differenze
tra la l'una e l'altra, «se a Roma si pagano 685 euro in media per un monolocale, 887
euro per un bilocale e 1.100
per tre locali fino ad arrivare
a 1568 per un appartamento
con 5 stanze, a Milano si va
da 593 per un monolocale, a
832 euro per un bilocale,
1098 euro per un trilocale e fino a 1.606 euro per cinque
stanze».
«Nel difficile contesto economico in atto, il mercato locativo presenta, nell'insieme,
un leggero miglioramento come dinamismo» è il commento di circospetto ottimismo
espresso da Guido Lodigiani,
direttore dell'Ufficio Studi Gabetti nel presentare i risultati
del rapporto: «1.300 euro un
bilocale a via Massimi, 1.300
a via Tito Livio (Balduina,
ndr), 1.000 all'Appio Latino,
1.200 a Vallerano, 900 a Trigona, 1.150 al Pinciano». E così
via nella città sbalorditiva.
11. Sa
II mercato
«Segnala dinamismo,
segno di fiduciosa
ripresa e miglioramento»
Pag. 36
Via al taglio delle poltrone
ssesson e consiglieri
5 mila in meno»
Sì del governo al «codice Calderoli». Regioni scontente
Carta delle Autonomie
Prevista la «potatura»
di Province e comunità
montane. Ma le Regioni:
serve più decentramento
MILANO — Lo «tsunami degli eletti» ha superato la sua
prima prova. Il Consiglio dei
ministri ieri mattina ha approvato il Codice delle autonomie, l'ambizioso progetto di
razionalizzazione degli enti locali a cui lavorano fin dall'inizio della legislatura i ministri
Roberto Calderoli e Roberto
Maroni. Ma i prossimi passaggi potrebbero rivelarsi più
complicati: le associazioni di
Comuni e Province, Anci e
Upi, e la conferenza delle Regioni hanno già sottoscritto
un nutrito carnet di critiche.
La promessa più suggestiva
è quella del taglio di quasi un
terzo delle attuali 160 mila poltrone esistenti negli enti locali, che diminuirebbero di quasi 45 mila unità: secondo le
proiezioni diffuse da Calderoli, nei Comuni si perderebbe il
24% dei consiglieri e il 41% degli assessori. Per le Province,
sulla carta destinate come le
prefetture a diminuire di nu-
mero, la cura dimagrante sarebbe del 18% dei consiglieri e
del 26% degli assessori. Il ministro ha anche ipotizzato un
risparmio per le casse pubbliche di circa 150 milioni di euro all'anno. Destinate all'estinzione anche le circoscrizioni
comunali e «con loro — spiega Calderoli — 6.605 consiglieri e 344 presidenti».
Non si tratta solo di enti locali. Annuncia il ministro alla
semplificazione: «Abbiamo
drammaticamente scoperto
che tante funzioni in capo a
Comuni 0 Province erano svolte da soggetti intermedi di cui
non si conosce neppure il numero preciso: grossolanamente, potremmo dire 34 mila soggetti che non dovrebbero svolgere quelle funzioni, perché la
Costituzione dice che devono
essere svolte da Comuni, Province, Città metropolitane e
Regioni».
Infine, le comunità montane. Che, secondo Calderoli,
semplicemente, «cesseranno
di esistere nell'ordinamento
statale e passeranno, come deciso dalla Corte Costituzionale, sotto le Regioni. Le quali,
se vorranno farle esistere, dovranno fare una loro legge, rispondere ai loro elettori, e pagarsele». Conclude Calderoli:
«Le comunità montane sono
367 in Italia e coinvolgono il
53% dei Comuni. Non credo siano numeri che abbiano un
senso».
Ma, appunto, le proteste
non mancano. Vasco Errani
per le Regioni, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino (Anci) e il presidente dell'Upi, Fabio Melilli hanno criticato il
fatto che nel testo non sono
state introdotte quelle «modifiche volte a un profondo decentramento dallo Stato a favore di Regioni, Province e Comunì, che sono le premesse di
un vero federalismo». Il rischio è quello di ridurre una
riforma importante a un «semplice restyling», incapace di
garantire «un equilibrio tra i
vari livelli di governo». Soprattutto, «il federalismo fiscale
non avrebbe sostenibilità».
Ma i più arrabbiati di tutti
sono i rappresentanti delle comunità montane. Per il presidente dell'Uncem Enrico Borghi, «il testo presentato contraddice i principi del federalismo e nega alle Comunità locali l'autogoverno del territorio. Si sta operando uno scippo istituzionale ai danni di
un'intera categoria di enti e di
amministratori locali».
« A l Q/n
*t • #0
la riduzione
dei membri
delle giunte
comunali:
si passerà
da 35.254
eletti
a 20.711
—4
MP/m
• ** '**
la riduzione
dei
consiglieri
provinciali:
passeranno
da 3.246
a 2.650
con la n uova
normativa
M. Gre.
Pag. 37
Enti locali, 5Qmilapoltrone inmeno
Finanziana le norme anh-alluvioni
campo il ministro Fitto (Affari Regionali): «La privatizzazione dell'acqua attiverà molti investimenti sulla rete», mentre il sindaco di Roma Alemanno assicura
che si manterrà una «forte presenza pubblica».
Tornando al codice-Calderoli,
che dovrà affrontare l'iter parlamentare, prevede un taglioingente di organi rappresentativi: circa
34 mila tra consiglieri comunali,
circoscrizionali e provinciali e circa 15 mila assessori comunali e
provinciali. Diminuiranno le province, saranno soppressele circoscrizioni nelle cittàmeno popolo-
Quanta t e m p o costati® le tasse
ore impiegate all'anno per espletare le pratiche fiscali
Tempo tasse imprese e lavoro
Tempo tasse sui consumi
650
600 —
550
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Fonte: PricewalerhouseCoopers
ROBERTO PETRINI
ROMA — Mentre Tremonti è in
Cina per tenere una lezione alla
Scuola del partito comunista, la
Finanziaria rischia di imbarcare
un numero sempre più ampio di
misure: arriva il pacchetto ariti alluvioni e il edm approva il codice delle autonomie che, secondo
il ministro Calderoli (Semplificazione) consentirà di tagliare 50
mila poltrone. Un provvedimento cui non crede il Pd che parla di
«propaganda».
Ieri è stato lo stesso presidente
del Consiglio Berlusconi, dopo il
consiglio dei ministri, ad annunciare che il pacchetto ariti-alluvioni Prestigiacomo contro il rischio idrogeologico sarà inserito
nella manovra 2010. E sempre
l'acqua, in questo caso quella poavrei potuto immaginare una sede
migliore».
Non ricorda la sua storica oppo sizione all'ingresso della Cina nella Wto, citato invece come «una
delle due date che, con il crollo del
Muro, hanno cambiato la storia». Il
punto centrale della lezione è che
«sono statii governi afermare la catastrofe». Tremonti, teorico dei dazi anti-Cina, aggiunge però che
«solo la ripresa può allontanare gli
spettri incombenti del protezionismo e dell'inflazione». E' l'ultima
frecciata all'America, assieme all'osservazione che «anche l'Italia
ha un alto debito pubblico, ma almeno ha un enorme risparmio privato». Il messaggio del «Giulio cinese» è che «il mondo può riprecipitare nella crisi perché ha perso
l'occasione di cambiare». «Vedo
un ritorno all'industria e al lavoro dice - ma la liquidità pubblica non
è finita alle famiglie e alle imprese.
E' rimasta nelle banche, che
guadagnano investendo neEa finanza: per salvare il sistema ripro ducono una bolla preoccupante».
Ha concluso così: «Voi che di rivoluzioni avete esperienza: iniziamo
insieme una grande, pacifica rivoluzione globale». L'applauso dei
comunisti cinesi di Pechino è stato
di cortesia. Avesse parlato a Shanghai, o a Hong Kong, se ne sarebbero andati prima.
tabile, è stata al centro della scena
ieri alla Camera dove il decreto
Ronchi, che spinge verso la privatizzazione delle società semipubbliche che gestiscono gli acquedotti, è diventato legge. Forti le
proteste di Pd e Idv: «Si va verso il
monopolio delle multinazionali»,
ha detto Della Seta (Pd). «E' come
privatizzare l'aria», ha aggiunto
Zingaretti (Pd). «Subito il referendum», ha chiesto Brutti (Idv). Dal
governo di centrodestra, a difesa
della privatizzazione, è sceso in
se, via comunità montane, enti di
bonifica e difensori civici. Un'operazione che per i Comuni significherà risparmi circa 150milioni.
Intanto l'Irap torna al centro
del dibattito. Il sottosegretario all'Economia Gaserò ieri ribadito la
linea di prudenza: solo se ci saranno le risorse e non è detto che l'intervento sarà nella manovra.
Mentre escono studi che dimostrano come la pressione fiscale
sulle aziende sia alta in Italia. La
Pricewaterhous e la World Bank
hanno presentato ieri uno studio
in base al quale nel nostro paese il
peso fiscale sulle aziende (dall'Ires, all'Irap a tutte le altre microtasse) pesa per il 68,4 per cento
sull'utile lordo: è il tasso più alto
d'Europa. Pessima anche la posizione dell'Italia nella classifica
per la complessità degli adempimenti: in Europa siamo al
quart'ultimoposto con334 ore all'anno seguiti da Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria. Tanto per
fare un esempio: in Germania si
spendono 196 ore, in Francia 132
e negli Usa 187. Complessivamente, su 183 paesi analizzati nel
rapporto, l'Italia si colloca mestamente al 136° posto nella classifica del trattamento fiscale riservato alle imprese. Un messaggio sul
Pag. 38
peso delle tasse è giunto ieri da
una ricerca dei commercialisti: la
pressione fiscale, calcolata sul Pil
depurato dal sommerso, salirebbe dall'attuale42,8al50,6per cento.
La Cina ci sta
mangiando vivi. Le
merci che vanno in
Cina hanno i dazi
cinesi le merci che
arrivano in Europa, no
Dichiarazione
del 31 marzo 2008
Se la globalizzazione
continua a svilupparsi
a velocità forsennata,
il dragone cinese
possiederò la mite, la
"gentile" Europa
Dal volume "La paura
e la speranza", prima
edizione marzo 2008
Pag. 39
Consiglio del ministri. Approvato il Ddl che definisce i compiti di comuni, province e città metropolitane
er le autonomie un mini-codice
Calderai!: tagliate SOniiia poltrone - Sulle comunità montane parola alle regioni
Eugenio Bruno
roli ai microfoni di Radio uno che «cesseranno di esistere a livelL'avventura parlamentare lo dell'ordinamento statale e pasdel Codice delle autonomie può seranno, come deciso dalla Corte
cominciare. Il C onsiglio dei mini- costituzionale, sotto le regioni
stri di ieri ha approvato il disegno (che però potrebbero avere solo
il 30% deifinanziamentioggi esistenti per provvedervi, ndr)». Ma
LO SNELLIMENTO
la versione precedente del ddl ne
Nei municipi
sanciva la «soppressione» tout
court. Stesso discorso per i conniente più difensori civici
sorzi di bonificae i bacini imbrifeFunzioni in forma associata
ri montani (Bim). I primi, come
per quelli con meno
auspicato soprattutto dai goverdi 3mila abitanti
natori, non saranno sottoposti ad
alcuna «razionalizzazione»; i secondi non incorreranno nella tadi legge chefissai compiti fonda- gliola che, un anno dopo l'appromentali di comuni, province e cit- vazione della legge, si abbatterà
tà metropolitane e sfoltisce la sui consorzi tra enti locali.
"giungla" di enti, organismi e polEccetto la scomparsa delle motrone che caratterizza le pubbli- difiche al patto di stabilità interche amministrazioni locali. Seb- no, l'articolato dovrebbe contenebene in maniera più soft rispetto re tutte le altre misure annunciaal testo licenziato invia prelimina- te; dall'eliminazione dei difensori
re il 15 luglio scorso.
civici comunali (ma non di quelli
Gli indizi sono più d'uno, E ri- provinciali) e delle circoscrizioni
spondono all'esigenza dell'esecu- nei municipi con oltre 250 mila abitivo di accogliere almeno in parte tanti alla «razionalizzazione», trale richieste dei rappresentanti del- mite successivi decreti legislatile autonomie. Oltre a una riduzio- vi, delle province e delle prefettune più blanda del numero di asses- re; dalla fissazione di regole semsori e consiglieri comunali e pro- plificate per i «piccoli comuni»
vinciali (si veda l'articolo qui sot- (cioè con meno di mille cittadini)
to), salta innanzitutto agli occhi all'elenco dei compiti fondamenl'ammorbidimento dell'interven- tali attribuiti a ogni livello di goto sulle comunità montane, isola- verno in vista della futura attuane e di arcipelago, È vero - come zione del federalismo fiscale.
sottolineato dal ministro della
Anche su quest'ultimo tema soSemolificazione Roberto CaldeROMA
no attese novità. Come la possibilità per le regioni, d'accordo con
gli interessati, di spostare una determinata materia da un elenco
all'altro. Al tempo stesso le province potrebbero ottenere due
compiti in più (formazione professionale e sviluppo economico ) mentre i comuni continuerebbe ro a non avere la competenza
sul catasto più volte invocata dal
presidente dell'Anci Sergio
Chiamparino, Munic ipi che, se inferiori a jmila abitanti, dovranno
svolgere in forma associata le loro funzioni, tranne che per commercio, localizzazione delle attività produttive e musei.
Nell'illustrare ifinidella riforma il ministro Calderoli ne ha evidenziati due; «Definire le funzioni delle autono mie locali stabilendo chi fa che cosa» ed «eliminare
migliaia di enti dannosi, co n co nsistenti risparmi di spese per la macchina pubblica e un complessivo
snellimento delle stratture amministrative». Solo dalla riduzione
di consiglieri comunali e provinciali, ha aggiunto, spariranno
50 mila poltrone e si risparmieranno 150 milioni di euro. «Ora possiamo passare al federalismo fiscale, adottando i decreti legislativi e definendo con precisione i
fabbisogni», ha invece sottolineato il titolare degli Affari regionali
Raffaele Fitto, Critiche infine sono giunte sia dal Pd che da Anci,
Upi e governatori.
Pag. 40
.Salterà il 28% di consiglieri e assessori
Ma il progetto alleggerisce
la cura «elimina-posti»
JL
Gianni Trovati
bonifica, per i quali si chiede la
MILANO.
«razionalizzazione» anziché la
Si alleggerisce un po' la cu«soppressione»), bacini imbrira Caldere*li che il disegno di leg- feri e via elencando.
ge per la Carta delle autonomie
All'interno della politica
varato ieri dal governo impone propriamente detta, la dieta
alla politica locale,
più rigida rimane quella proI numeri rimangono imporspettata alle giunte comunali,
tanti, ma rispetto all'abbandoche nel nuovo assetto locale
no di oltre una poltona ogni tre
dovrebbero perdere il 41% deprefigurato nelle prime versiogli attuali 3smila assessori,
ni della riforma i tagli oggi non
mentre i loro colleghi in proabbraccerebbero più del 28°o
vincia dovranno rinunciare al
dei posti attuali da assessore e
26% dei posti attuali. Anche
consigliere in comune o in pronelle assemblee, il sacrificio
vincia. Nella nuova pubblica
chiesto ai comuni (-24%, con
amministrazione territoriale dil'addio a quasi 3omila consisegnatadal provvedimento perglieri) è superiore a quello delderebbero il posto 44,700 politi- le province (-18%), che in proci locali, ma al conto va aggiun- spettiva potrebbero però subito il foglio di via scritto p er i co ri- re un'ulteriore razionalizzasigli circoscrizionali delle città zione nei due anni successivi
fino a 25omila abitanti, e la ridu- all'approvazione della legge.
zione dei componenti nei pochi
Il primato comunale delle raparlamentini di quartiere super- zionalizzazioni abita soprattutstiti. Anche co sì, le « 50 mila pò 1- to nei comuni sotto i mille abitrone in meno» rivendicate ieri tanti (sono 2inila, un quarto del
dal ministro per la Semplifica- totale) che dovrebbero acconzione, Roberto Calderoli, offro- tentarsi di 8 consiglieri (a luglio
no solo una tappa intermedia se ne prevedevano solo sei) e ridella dieta imposta dal provve- nunciare alle giunte collegiali.
dimento; ancora tutti da misura- Tra mille e 3mila abitanti, i conre sono gli effetti dell'addio che siglieri salirebbero a 10 e la giunil Ddl impone a comunità mon- ta avrebbe due membri.
tane, consorzi (tranne quelli di
Nel nuovo testo, insomma, si
è fatta largo qualche concessione, lontane però dalle richieste
delle autonomie che chiedevano di stralciare il tutto per rimandare la materia a un nuovo
patto con il governo, mentre le
comunità montane gridano allo
«scippo istituzionale».
gianni.trovati@itsote24ore. com
L'inchiesta
.A.
ÌMI
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B-assali» *Stvi"SfcsfliiÉ-ji™k,iE- I^UEBBR»
Pag. 41
Calderoli riesce nell'impresa di tagliare assessori e consiglieri, che era sfuggita ai governi precedenti
Abolite cinqimrtiamMa poltrone
Potrebbero riempire uno stadio di calcio o un comune di medie dimensioni gli amministratori locali che si ritroveranno senza poltrona
per effetto del Codice delle autonomie: 50 mila in tutto, di cui 34 mila
consiglieri (comunali, provinciali e circoscrizionali) e 15 mila assessori.
Un esercito di burocrati in meno che assieme al taglio degli enti intermedi alleggerirà di svariati miliardi i conti pubblici. Con l'approvazione
definitiva di ieri in cdm, la riforma degli organi e delle funzioni degli
enti locali, attesa da tre legislature, ha tagliato il traguardo. Grazie
all'accelerazione impressa dal ministro Calderoli.
Cerisario a pas. SS
FI consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il ddl Calderoli che riforma l'ordinamento locale
Codice autonomie al traguardo
Tagliate 50 mila poltrone» Soppressi gli enti intermedi
DI FRANCESCO CERISAWO
"•""•""^ otrebbero riempire uno
' stadio di calcio o un comune di medie dimensioni gli amministratori
locali che si ritroveranno senza
poltrona per effetto del Codice
delle autonomie: 50 mila in
tutto, di cui 34 mila consiglieri
(comunali, provinciali e circoscrizionali) e 15 mila assessori. Un esercito di burocrati in
meno che assieme al taglio di
oltre 30 mila enti intermedi
giudicati inutili alleggerirà di
svariati miliardi i conti pubblici. Con l'approvazione definitiva
di ieri in consiglio dei ministri
la riforma degli organi e delle
funzioni degli enti locali, attesa
da tre legislature, ha tagliato il
traguardo. C'avevano provato,
invano, il secondo e terzo governo Berlusconi, il governo Prodi
e, in questa legislatura, anche
il ministro dell'interno Roberto Maroni che aveva proposto
l'idea, poi naufragata, di un
poker di testi su aspetti specifici. Ma, come accaduto per il
federalismo fiscale, ancora una
volta l'opera di mediazione del
ministro R o b e r t o C a l d e r o l i
è risultata decisiva. Al riordino
della governance locale e all'individuazione delle funzioni
fondamentali di comuni e pro-
vince (essenziale nell'ottica del
federalismo fiscale) il ministro
leghista h a aggiunto una corposa parte di semplificazione
dell'apparato burocratico locale. Una falcidia di enti
«dannosi» e poltrone
che porterà alla razionalizzazione di
province, prefett u r e e consorzi
di bonifica e farà
invece s p a r i r e
tout court circoscrizioni comunali, difensori
civici, enti parco
e consorzi
tra enti locali. Dalla tagliola si
salveranno solo i bacini imbriferi montani (come anticipato
su ItaliaOggi del 18/11/2009)
mentre per le comunità montane (anch'esse oggetto di soppressione automatica nel testo
originario del ddl) il discorso si
fa più complesso. Il consiglio
dei ministri di ieri h a deciso
di uniformarsi alla sentenza n.
237/2009 con cui la Corte costituzionale ha sancito la potestà
regionale in materia di riordino
e soppressione degli enti montani. Di fatto palazzo Chigi ha
deciso che lo stato non si occuperà più di comunità montane
(le quali dunque scompaiono
dall'orizzonte normativo stata-
inutili
le) riducendone drasticamente
i fondi. Non si tratta dell'unico
segnale di apertura del governo
verso gli enti locali.
Mercoledì sera a conclusione
della Conferenza unificata convocata per esprimere il parere
sul ddl, Anci, Upi e regioni hanno presentato un pacchetto di
emendamenti condivisi (si veda
ItaliaOggi di ieri) rimandando
il giudizio sul testo al dibattito
parlamentare.
Molte le proposte di modifica recepite nella versione
definitiva licenziata ieri. A
cominciare da quelle relative
all'articolazione delle funzioni
fondamentali di comuni e province che le autonomie chiedono sia più flessibile. Il cdm
ha dato il benestare al meccanismo proposto dagli enti che
prevede la possibilità per i
governatori di attribuire, di volta in volta, la
titolarità di funzioni
provinciali a un comune (e viceversa).
Confermato anche il
restringimento delle
funzioni che dovranno essere esercitate
obbligatoriamente in
forma associata nei
comuni fino a 3 mila
abitanti, così come
anche il raf-
forzamento delle unioni di comuni che diventano gli unici
enti a cui spetti l'esercizio associato di funzioni e servizi.
Accolta anche la richiesta di espungere dal ddl la riforma
del patto di stabilità, in quanto giudicata estranea all'og-
Pag. 42
getto del testo.
Anche sui tagli ai costi della politica le autonomie hanno
ottenuto un'apertura dal governo. La riduzione della consistenza numerica di consigli e giunte è stata mitigata rispetto
al testo iniziale del ddl e contenuta nel limite del 20% che costituisce il parametro fissato nell'accordo del 2007 tra l'allora
governo Prodi e gli enti locali (come chiesto dalle autonomie
in Unificata, ndr). Questi i nuovi parametri. I consigli comunali potranno contare al massimo 45 membri nei comuni con
popolazione superiore al milione di abitanti, fino a scendere a
un minimo di otto membri nei comuni sotto i mille abitanti. I
consigli provinciali potranno invece avere un massimo di 36
membri nelle province con popolazione residente superiore a
1,4 milioni di abitanti, per scendere gradualmente fino a un
minimo di 20 membri nelle province con meno di 300 mila
abitanti. Le giunte comunali potranno essere composte da un
minimo di due assessori nei comuni sotto i 3 mila abitanti,
fino a un massimo di 12 assessori nei comuni sopra il milione
di abitanti. Le giunte provinciali potranno essere composte
da un minimo di quattro assessori per le province con meno
di 300 mila abitanti, fino a un massimo di dieci assessori per
quelle con più di 1,4 milioni di abitanti.
In totale (si vedano tabelle in pagina) il numero dei consiglieri comunali passerà dagli attuali 120.490 a 91.145
(29.345 in meno), mentre i consiglieri provinciali che attualmente sono 3.246 scenderanno a 2.650 (596 in meno). Il
taglio delle giunte farà perdere la poltrona a 14.543 assessori comunali (da 35.254 a 20.711) e 220 assessori provinciali
(da 858 a 638).
Passando agli emendamenti respinti, è stata bocciata la richiesta di istituire una cabina di regia paritetica (12 componenti di cui metà in rappresentanza dello stato e metà degli
enti locali) che avrebbe dovuto monitorare l'attuazione del
federalismo. La gestione del catasto (e dell'anagrafe) resta
esclusa dalle funzioni fondamentali dei comuni, così come
previsto dal testo del Codice approvato in via preliminare
dal consiglio dei ministri il 15 luglio scorso.
Pag. 43
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Elaborazione Ministero delie semplificazioni su dati ISTAT
Pag. 44
Il ddl Calderoli va oltre le previsioni del dlgs 150
Enti locali ai raggi X
Controlli di gestione
DI L U I G I O L I V E R I
ontrolli di gestione a tutto campo. Il ddl Calderoli va anche oltre i contenuti del dlgs 150/2009
in tema di ciclo della gestione
della performance e prevede fasi
molto puntuali e dettagliate, per
assicurare efficienza ed efficacia
dell'azione amministrativa. Le
modalità per lo svolgimento del
controllo di gestione saranno fissare dagli stati e dai regolamenti di contabilità. Il ddl, tuttavia,
specifica i principi ai quali gli
atti normativi locali dovranno
attenersi. La funzione è duplice.
Da un lato, verificare lo stato di
attuazione degli obiettivi programmati. Dall'altro, rilevare il
livello di efficienza, efficacia ed
economicità della gestione, attraverso l'analisi delle risorse
acquisite e della comparazione
tra i costi e la quantità e qualità
dei servizi offerti. Per tale ragione, il controllo di gestione ha
riguarda l'intera attività amministrativa e gestionale degli enti
locali e va svolto periodicamente.
Nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e nelle
a tutto
unioni di comuni, ove si presuppone possano non esservi servizi
interni, il controllo di gestione è
affidato al responsabile del servizio economico-finanziario o, in
assenza, al segretario comunale,
in ogni caso, l'attività può essere
svolta anche mediante forme di
gestione associata con altri enti
limitrofi. Le fasi del controllo di
gestione sono almeno tre. La prima consiste nella predisposizione
di un piano dettagliato di obiettivi, che negli enti con popolazione superiore ai 15.000 abitanti si
accompagna al piano esecutivo di
gestione. La seconda fase riguarda la rilevazione dei dati relativi ai costi e ai proventi, nonché
dei risultati raggiunti. Infine, la
terza comprende la valutazione
dei dati rilevati, per metterli in
rapporto al piano degli obiettivi
e, così, stabilire il loro grado di
attuazione per misurare l'efficacia dell'azione amministrativa.
Si nota in modo evidente la compatibilità con l'articolo 4 del dlgs
150/2009, che aggiunge espressamente solo le fasi di misurazione
e valutazione della performance,
organizzativa e individuale e
quella dell' utilizzo dei sistemi
campo
premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito. Per gli
enti locali, tuttavia, queste ulteriori fasi, diretta conseguenza del
controllo di gestione, sono già da
sempre previste dall'articolo 18
del Ceni 1/4/1999.
In particolare il controllo di gestione riguarda i singoli servizi e
centri di costo, non, dunque, solo
i risultati complessivi dell'ente: le
verifiche, quindi, saranno riferite
a come ciascun servizio abbia gestito i mezzi finanziari acquisiti, i
costi dei singoli fattori produttivi
affrontati, i risultati qualitativi e
quantitativi ottenuti e, per i servizi a carattere produttivo, i ricavi.
In particolare, gli indicatori di efficacia, efficienza ed economicità
saranno determinati dalla messa
in rapporto tra risorse acquisite e
costi dei servizi, ove possibile per
unità di prodotto, nonché dal confronto di tali dati con quelli che risulteranno dal rapporto annuale
sui parametri gestionali dei servizi degli enti locali. Sarà dunque
questo documento a fissare, in via
generale, gli standard di qualità
della gestione, che costituiranno
l'obiettivo fondamentale dei responsabili di servizio.
Pag. 45
77 cdm ha varato il dlgs che salva 2AOO
provvedimenti
Restano 11 mila leggi
Calderoli: 21 mld Fanno di risparmi
DI FRANCESCO CERISANO
e non fosse che il governo, dall'opera di disboiscamento normativo (e
burocratico) stima di
risparmiare 21 miliardi di euro
l'anno, il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli
avrebbe di che essere soddisfatto già solo per aver dato una
risposta a uno
dei più inquietanti interrogativi italiani.
Quante sono le
leggi in vigore?
Da ieri questa
domanda ha
una risposta
certa: 11 mila.
Tanti sono gli
atti aventi forza di legge, anteriori e successivi
al 1970, che restano in vita dopo
la falcidia cominciata nel 2008
con il di 112, proseguita sempre
nel 2008 con il di 200 e conclusa
ieri con l'approvazione definitiva, da parte del consiglio dei ministri, del dlgs «salva-leggi».
Con il primo intervento sono
state spazzate via circa 7 mila
leggi, di cui 3.370 espressamente abrogate dal di 112 e altre in
modo implicito. Con il di 200
sono state tagliate altre 29 mila
leggi. Mentre con il dlgs approvato ieri i tecnici del ministero
della semplificazione hanno effettuato una operazione inversa. Individuando le disposizioni
anteriori al 1970 che andavano
salvate dall'abrogazione automatica prevista dalla legge
246/2005. In totale circa 2.400
provvedimenti (inseriti nell'allegato 1 al decreto) su cui entro
fine anno si sarebbe abbattu-
ta la scure dell'abrogazione.
Dall'istituzione dell'Accademia
dei Lincei alla legge che nel
1953 ha dato vita all'Eni, dalla
disciplina dell'attività di mediatore, al dpr del 1949 sulle volture catastali, tutte sarebbero
state fatte fuori in un colpo solo.
A partire sempre dal prossimo
16 dicembre. Data in cui scade il
termine (48 mesi dall'entrata in
vigore) che la legge 246/2005 ha
dato al governo per effettuare la
ricognizione dei provvedimenti, anteriori al 1° gennaio 1970,
ritenuti ancora indispensabili.
Tutti gli altri dal 16 dicembre
2009 sarebbero stati implicitamente abrogati, fatta eccezione
per:
- i quattro codici, il codice della navigazione, le disposizioni
che disciplinano l'ordinamento
degli organi costituzionali;
- le norme sull'ordinamento
delle magistrature e dell'avvocatura dello stato;
- le disposizioni che attuano la
normativa comunitaria e le leggi di autorizzazione a ratificare
trattati internazionali;
- le disposizioni tributarie e
di bilancio e quelle in materia
previdenziale e assistenziale.
Nell'allegato 2 al dlgs, invece,
trovano spazio alcune correzioni
all'elenco di abrogazioni espresse del di 200/2008. Sono state
sottratte all'effetto abrogativo
alcune leggi statali istitutive di
comuni e alcune leggi di ratifica
di Trattati internazionali.
Questi 2.400 provvedimenti
ante 1970 salvati dal dlgs vanno ad aggiungersi a quelli più
recenti per un totale appunto di
11 mila leggi in vigore.
La soddi-
sfazione di
Calderoli è
p a l e s e : «È
un risultato
eccezionale
se si considera che fino a
pochi anni fa
non si sapeva, nemmeno
in m a n i e r a
orientativa, quante fossero le
leggi in vigore».
Ai benefici effetti della semplificazione normativa bisogna
poi aggiungere quelli degli
snellimenti burocratici inseriti nel ddl Brunetta-Calderoli
approvato giovedì scorso in via
preliminare dal cdm (si veda
ItaliaOggi
del 13/11/2009).
Che prevede uno snellimento degli oneri amministrativi
delle imprese e l'eliminazione
della Dia nella piccola attività
edilizia. «Gli oneri burocratici
inutili gravanti in capo ai cittadini e alle imprese, conseguenti
all'applicazione di normative
oramai obsolete, rappresentano
una vera e propria tassazione
occulta, un freno a mano tirato
per l'economia che deve camminare», osserva il ministro. «In
un momento di crisi economica
come quello che stiamo attraversando, i soldi veri per il rilancio del paese non consistono
solo nei contributi economici o
negli sgravi fiscali, ma anche
nella liberazione dai costi amministrativi non strettamente
necessari. Con questo intervento di semplificazione abbiamo
consentito ai cittadini, alle imprese e allo stato, di risparmiare importanti risorse», conclude
Calderoli.
Pag. 46
Energia pulita dal vento e dal sole
L
a forza combinata del vento
e del sole, una tecnologia
innovativa, in sinergia con
un'importante azienda
mantovana. È questa la ricetta per
un'energia pulita ed efficiente
promossa dalla lodigiana Nuova
Ggl e dai virgiliani della Green Age
Europe spa, che in questi giorni
stanno varando ufficialmente
l'apparecchiatura "solar wind
hybrid generator", ovvero il
generatore ibrido grazie al quale
sarà possibile produrre energia .'• 4
pari a 9 kWa sfruttando tanto la
potenza eolica quanto quella dei
raggi solari. Già testato nelle
,' JÌ
condizioni estreme invernali del
San Gottardo e in quelle torride
dei deserti del Sudafrica, il
generatore è in procinto di essere
smontato e trasportato da Lodi a
Migliarino Pisano per un ulteriore
Alleanza tra Lodi e Mantova
per utilizzare nuove tecnologie
Due aziende stanno collaudando
un generatore ibrido che sarà
utilizzato nei Paesi in via
di sviluppo come negli agriturismi
collaudo di verifica e la definitiva
collocazione. L'efficienza del
modulo, assicurano le due
aziende, è garantita: ed è in grado,
al di la dei puri aspetti
commerciali, di riflettersi
positivamente soprattutto nelle
zone più "depresse" del pianeta,
sia per questioni geografiche che
per altre annose problematiche:
'Pensiamo soprattutto all'aspetto
umanitario, come l'installazione
nelle aree rurali dei Paese
emergenti - afferma Gianluca
Galbiati, titolare della Nuova Ggl -.
Ma abbiamo tanta richiesta anche
dagli agriturismi, dalle aziende
agricole dalle zone ancora
scarsamente elettrificate".
L'azienda lodigiana è convinta che
gli sforzi profusi nel progetto
siano giustificati dalle potenzialità
di un mercato, quello della "green
economy", in piena espansione: "I
generatori eolici tradizionali di
solito sono alti, rumorosi, onerosi.
La nostra apparecchiatura è
invece agile, ha un buon impatto
visivo, può servire fino a tre
abitazioni e grazie alla propria
flessibilità d'uso sfrutta le
tecnologie più innovative: costerà
. circa 25mila euro, e sarà garantita
"per 20 anni".
Giacinto Bosoni
Pag. 47
Una casa
per vivere
in simbiosi
con la natura
e risorse sensazionali della
nostra epoca sono messe a
servizio dell'uomo». Era il
i 1952 quando Le Corbusier, all'inaugurazione delle «Unitès d'Habitation»
di Marsiglia, decantava l'uso straordinario
che si poteva fare del cemento. Conquistandosi il titolo di pioniere nell'uso del cemento e un posto d'onore tra i padri dell'urbanistica contemporanea.
Per decenni la sua «pietra eterna» non è
mai stata messa in discussione. Fino a venti
anni fa, quando sulla scena dell'edilizia contemporanea comincia ad affacciarsi la bioarchitettura. Che al cemento preferisce mattoni cotti, laterizi e pietra. E alle guaine bituminose, usate sui tetti degli edifìci come idrorepellenti, favorisce quelle naturali. In Italia si
è ancora lontani dal pensare di sostituire le
guaine con la corteccia delle betulle (come è
in voga, invece, nei Paesi nordici), ma ci si
accontenta di un legno comune. Purché tutti i materiali di origine petrol-chimica siano
completamente banditi dall'edilizia. «Non
siamo completamente contro il cemento —
spiega il presidente dell'Associazione nazionale Architettura Biologica, Sigfreid Camana
— ma deve essere utilizzato bene, anche perché se crollano ponti e dighe vuol dire che
forse c'è qualcosa che non va». L'alternativa
si chiama dunque bioarchitettura 0 edilizia
biologica, un mixer cioè tra architettura e
agricoltura, il cui slogan suona così: «coltivare i materiali edili». E una bio-casa sembra
non avere nulla da invidiare, a parte i costi
che in questo caso lievitano del 25%, ad una
abitazione convenzionale. «Anche una casa
biologica può essere bella — insiste Camana
— bisogna però rinunciare a tanti fronzoli».
Come le piastrelle griffate, sostituite invece
da legno che può essere anche lucidato con
vernice ecologica (senza additivi chimici,
ma dal colore più opaco), 0 una vasca da bagno grande quanto un salotto. Perché, anche se i materiali usati nella bioedilizia sono
tutti rigorosamente naturali, tuttavia non si
sottraggono alle leggi del mercato, che non
fa sconti a nessuno, soprattutto se si tratta
di prodotti non molto richiesti. «Se un cliente chiede quanto costa realizzare una casa
ecologica — continua il presidente dell'Anab — glielo dico, ma prima di parlare di
costi ribadisco che lavoro solo in questo modo. Il risultato è — ammette — che ho pochi
clienti, ma per mia scelta. Non mi interessa
costruire case, preferisco di più tenere corsi
di formazione anche all'estero». Eppure, in
Italia l'edilizia ecologica non è affatto una
chimera. La regione che vanta il maggior numero di bio-costruzioni è il Trentino Alto
Adige, seguito a ruota dalla Sicilia e dalla Puglia. La bioedilizia si sta facendo strada anche in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia
e Veneto, grazie alla nuova normativa edilizia che permette alle costruzioni biologiche
di aumentare la cubatura. Ma anche questo
è un rischio, perché il cemento non cede facilmente il posto al legno. E allora, chissà,
forse Le Corbusier non aveva poi tanto sbagliato a decantare la «pietra eterna».
Angela Cappetta
Il bio che avanza anche nell'edilizia
La regione che vanta il maggior numero di
bio-costruzioni è il Trentino Alto Adige, seguito
a ruota dalla Sicilia e dalla Puglia
Pag. 48
Energie
Con le nuove
tecnologie
consumo
zero, o quasi
osa fare per
risparmiare sul
consumo di energia
elettrica e gas? Tre cose:
pannelli solari per
attirare la luce del sole e
trasformarla in energia
termica, pompe di calore
e sonde geotermiche per
estrarre energia dal
sottosuolo, che servirà a
riscaldare o refrigerare
gli interni. Se si desidera,
si può perfezionare il
tutto con l'installazione
di finestre in legno dai
vetri a doppia camera a
bassa emissione di
calore. E, infine, per
isolare pareti e tetti,
occorrono strati e strati
di canapa. Nasce così la
casa a consumo zero,
termicamente isolata e
perfettamente
compatibile con
l'ambiente. Non per tutti
i portafogli, ma gli
esperti assicurano che i
costi si ammortizzano
nel tempo e che, quanto
ad impegno energetico,
una finestra in legno
equivale a 126 finestre di
alluminio.
A.C.
Pag. 49
li 11111 4 7A y.^f*! • *M > ì » 31 " j fìffflP"™
BIG PLAYER PIRELLI, KERAKOLL, ITALCEMENTI, INDESIT-. ECCO CHI INVESTE E CREDE NEI PRODOTTI ECOLOGICI
Progettare in verde
I rendering
del nuovo
Kerakoll green
lab, in via
di edificazione
in Emilia
Romagna
A
utostrade, Edison, Enel, Italcementi, Sorgenia, Terlizia e delle costruzioni: molti dei protagonisti sono ormai in
na. Sono alcune tra le grandi aziende che nel luglio
prima linea sul fronte dell'efficienza ambientale. Italcementi
scorso hanno sottoscritto con il ministero dell'Am(5,7 miliardi di giro d'affari) si è impegnata con il ministero
biente un patto ecologico che prevede finanziamenti agevoguidato da Stefania Prestigiacomo a ristrutturare alcuni imlati per la diffusione di tecnologie ad alta efficienza e basse
pianti dì produzione del cemento per migliorarne l'efficienza
emissioni. Undici gli accordi di programma concordati, per
energetica, a sostituire parte dei combustibili fossili con quelun valore totale di 12 miliardi.
li derivati dai rifiuti e a effetÈ un segno dei tempi: nell'antuare il revamping degli imL'obiettivo delle imprese è produrre
no dei difficili negoziati Uè
pianti di produzione di enersulla lotta ai cambiamenti clielettrica della Italgen. Gli
in classe energetica A, ma a basso costo gia
matici, in Italia si stanno fainterventi costeranno in totale
cendo passi significativi verso
510 milioni e ridurranno di
760 mila tonnellate all'anno le emissioni di C0 2 del gruppo
la conciliazione ambiente-industria. «L'attenzione alla sosteguidato da Carlo Pesenti.
nibilità nasce dal filone della corporate social responsibility»,
spiega Alessandro Marangoni, esperto di gestione ambientaHa da poco fondato una newco che punta sull'edilizia resile e ceo della società di consulenza strategica Althesys. «I
denziale ecocompatibile e a costi contenuti Rdb, il gruppo
driver principali restano gli obblighi normativi e i consumapiacentino dei sistemi costruttivi (399 milioni di fatturato
tori. Ma ci sono anche ragioni
2008) che produce il Gasbedi business: oltre ad avere efton, calcestruzzo leggero, fono
fetti ambientali positivi, innoe termoisolante, dal bassissimo
vazioni e soluzioni di energy
impatto
ambientale.
saving applicate agli impianti
«Quest'anno, è vero, le vendirispondono a obiettivi di effite sono calate del 20%, ma il
cienza economica. E le politimattone rosso è crollato del
che ambientali possono sposta70», nota l'ad Renzo Arletti.
re il terreno della competizione
La nuova società, R d b casa,
a vantaggio di chi le adotta».
ha invece come core business
Un ottimo esempio di questo
la costruzione di edifici pretrend viene dal settore dell'edi- Uno degli eco-progetti di Pirelli re
fabbricati, antisismici e di
Pag. 50
classe energetica A. «Inizialmente volevamo rispondere alle
esigenze dell'edilizia sociale e delle fasce di popolazione a reddito medio basso: il costo sarà inferiore ai mille euro al metro», rileva Arletti. Ma, in attesa che i piani regionali di social
housing entrino nel vivo, la nuova società ha ricevuto numerose richieste da privati. L'ad anticipa che il calo dei volumi
nei settori tradizionali ha liberato una capacità produttiva tale da permettere a Rdb casa di realizzare ricavi per 100-150
milioni senza nuovi investimenti.
Entro il 2011 avrà convertito tutta la produzione nel segno
dell'ecocompatibilità la Kerakoll di Sassuolo, specializzata in
sistemi per la posa in opera e il restauro, che negli ultimi anni ha dedicato alla green research tre quarti dei propri investimenti in r&s (più del 5% dei 335 milioni di fatturato). L'ad
Gian Luca Sghedoni ha appena varato Kerakoll Eco, «il primo programma integrato di un produttore di materiali da
costruzione nel settore dell'edilizia ecosostenibile», ed entro
fine anno partirà l'attività del Kerakoll green lab, centro ricerche da 6.500 metri quadri costruito secondo i dettami della bioedilizia in cui lavoreranno i 70 addetti attuali più cento
nuovi assunti tra ricercatori e ingegneri.
Linee eco non mancano nemmeno nella gamma di Fassa Bortolo (intonaci premiscelati) e di Mapei (adesivi, sigillanti e
prodotti chimici per l'edilizia). Passando ai rivestimenti e alle
finiture, Graniti Fiandre (ceramiche per pavimenti e pareti,
220 milioni di ricavi 2008) ha presentato quest'anno alcune
collezioni realizzate con tecnologie che minimizzano l'uso delle materie prime e una metodologia produttiva, Active, che
conferisce alle lastre di gres proprietà anti-inquinanti e autopulenti. Sull'edilizia sostenibile scommette anche il real estate: Pirelli re sta procedendo per esempio con il programma
sttt»twii
L'energia è più smart
A fine ottobre Barack Obama ha
annunciato un piano di incentivi
da 3,4 miliardi di dollari perle
imprese che si impegneranno
nella costruzione della smart
grid, la rete elettrica
intelligente, in grado di
aumentare l'efficienza nella
distribuzione e nell'utilizzo
dell'energia. L'Italia è
decisamente più avanti: Enel,
che negli ultimi anni ha dotato
quasi 32 milioni di famiglie di
contatori elettronici digitali, ha
appena avviato con Telecom,
Electrolux e Indesit un
progetto in grado di farci
risparmiare l'equivalente della
produzione di due centrali
elettriche. L'obiettivo è far
dialogare l'infrastruttura
elettrica con una rete locale a
cui saranno collegati tutti gli
elettrodomestici della casa e
inviare poi (attraverso una
versione avanzata del modem
Alice) le informazioni ottenute al
web e al cellulare dell'utente.
Che avrà a disposizione in tempo
reale dati sui propri consumi e
sulla potenza residua disponibile
e consigli su quando utilizzare
lavatrice, lavastoviglie e pc per
ridurre gli sprechi e la bolletta.
Alcuni concept di elettrodomestici pensati da Electrolux
ecobuilding per la realizzazione di edifici in classe energetica
A, lanciato nel 2007. Più in generale, il gruppo Pirelli prevede di portare nei prossimi tre anni la componente green dei
ricavi dall'attuale 20% al 40%: verranno sviluppate le tecnologie per il controllo delle emissioni e le linee di pneumatici
ecologici e saranno potenziate le attività di Pirelli Ambiente.
Ma sostenibilità significa anche consumare meno. Il 60% dei
consumi di energia elettrica di una casa italiana viene assorbita dagli elettrodomestici bianchi. Ma i maggiori produttori mondiali sono impegnati da anni nello sforzo di massimizzarne l'efficienza. Electrolux, 11 miliardi di fatturato 2008,
è l'unico gruppo del settore a far parte da dieci anni dell'indice Dow Jones sustainability world. «Puntare sulla green
economy significa passare dalle parole ai fatti», commenta
Gianfranco Schiava, ad di Electrolux Zanussi Italia. «L'ecologia rappresenta una grande opportunità, a condizione che la
sfida ambientale venga affrontata con un approccio integrato,
senza semplificazioni di comodo». In Electrolux tutta la filiera è monitorata per ridurne l'impatto e il 97% dei prodotti è
di classe A o superiore. La gamma Green spirit, in particolare, comprende solo elettrodomestici eco e presto sarà arricchita con una lavabiancheria e un'asciugatrice a idrogeno, di cui
sono già stati presentati i prototipi. In casa Whirlpool il progetto più innovativo è Green Kitchen, una cucina in cui frigorifero, lavastoviglie e piano cottura interagiscono per evitare sprechi di energia termica. La Indesit di Fabriano ha introdotto in fase di progettazione indici che misurano la riciclabilità dei prodotti e ha lanciato sul mercato lavastoviglie e
lavabiancheria a bassi consumi e alta efficienza.
C.B.
Pag. 51
- ^ - D O S S I E R ' ECOSQSTENIBILltÀ'
LOGICA ECOLOGICA IL NUOVO TREND INSISTE SU TUTTA LA FILIERA, DALLA PRODUZIONE AL RECUPERO PRE-DISCARICA
H H
i
con un cuore telo
S
e il tessuto produttivo italiano è fatto di pmi, la transizione
la green economy: produce vantaggi per l'ambiente, ma ha anche
verso un nuovo modello di sviluppo non può fare a meno
un significativo ritorno economico. Il solo sistema di recupero di
di loro. Che anche in questo campo fanno da apripista, osaninvolucri e confezioni genererà quest'anno benefici per 670 miliodo nuove strade e unendosi in distretti per cogliere le opportunini tra costi di smaltimento evitati, valore delle materie prime retà della green economy. Come hanno fatto, lo scorso luglio, le 18
cuperate e indotto generato (ricerca Althesys per il Consorzio
aziende del Novarese fondatrici del polo
nazionale imballaggi). In questo budi innovazione per la chimica sostenibisiness si trovano punte di diamante cole. Un progetto sostenuto dalla Regione
me
la Montello di Montello (Bg), 50
Le pmi raccolte in distretti
Piemonte e nato intorno a eccellenze comilioni di fatturato, vincitrice del pree nei network sono in testa
me Novamont, una delle principali remio per lo sviluppo sostenibile 2009altà europee nella produzione di biopla«La nostra è una filosofia industriale baalla corsa per l'innovazione
stiche: partita nel '96 come spin-off di
sata sul rifiuto come materia prima da
Montedison, la società guidata da Cacui ricavare prodotti», sottolinea il preria Bastioli è cresciuta l'anno scorso del 24%, toccando i 62 misidente Roberto Sancinelli. «Dalla plastica si ottengono scaglie di
lioni di fatturato. Il prodotto di punta è il Mater-bi, ottenuto
pet e membrane che vengono usate nello stampaggio, nel tessile
dall'amido di mais, grano e patata, con cui si realizzano imbale in edilizia. L'organico viene invece trasformato in biogas e, atlaggi biodegradabili. «Nella bioraffineria di Terni è entrata in
traverso la cogenerazione, in energia: 60 milioni di kwh all'anno».
attività da pochi mesi la quarta linea, dedicata al poliestere da oli
Tra i premiati durante la fiera Ecomondo anche la Ballarmi,
vegetali», spiega l'ad, inventore europeo dell'anno nel 2007 e preleader negli strumenti di cottura antiaderenti di fascia alta, che
sidente di Kyoto club. «Nel 2010 l'obiettivo è partire con la coda pochi mesi produce una linea di pentole in alluminio riciclato,
struzione di uno stabilimento simile a Caserta, sul sito ex 3M.
verniciate a secco, con packaging ridotto. Ad Arese, nord-ovest
Stiamo stringendo accordi per far nascere una filiera agricola che
di Milano, il business l'hanno individuato nei rottami delle auto:
ci fornisca la materia prima». Per Bastioli le aggregazioni con alla Greenfluff, che ha sede nell'ex stabilimento dell'Alfa Romeo,
tre imprese attente alla green innovation sono cruciali: «Con i
è l'unica società italiana specializzata nel trattamento di quell'inprodotti biobased possiamo rivitalizzare la chimica italiana, che
sieme di metalli, plastiche, vernici e fibre che rimane come resiha perso terreno. Ma è necessaria una visione di sistema». Per queduo dopo il passaggio dallo sfasciacarrozze. Greenfluff ne tratta
sto Novamont è anche tra i soci fondatori di Assoscai, l'associacirca 120 mila tonnellate all'anno e riesce a recuperare quasi l'80%
zione per la competitività ambientale d'impresa, e fa parte del
dei materiali. Nel 2006, quando la società fondata da Diego Giannetwork Imprese amiche dell'ambiente.
cristofaro aveva nemmeno un anno di vita, Quantica sgr ci ha
investito 2,8 milioni attraverso il fondo Principia. Prima di
RICICLO E RIUTILIZZO
I ( riciclare, meglio riusare. Da qui l'idea di Massimo De SanQuando la plastica non è bio si può sempre riciclarla.
tis, ad della Free pack net di Gallarate (Va): «NoleggiaQuello del recupero dei rifiuti è uno dei pilastri deimo ai produttori di elettrodomestici, a un prezzo inferiore al costo di acquisto dell'involucro monouso, un imballaggio riutilizzabile fino a 20 volte», racconta. «Dopo l'uso,
le società che effettuano l'installazione a domicilio lo riportano al punto vendita, da dove ritorna nei centri logistici. Una
volta controllato e ricondizionato, viene rispedito al produttore.
Gli spostamenti sono tracciati da un sistema it». Il circuito riduce anche il rischio di danneggiamenti del prodotto: durante la
sperimentazione in Germania, in partnership con Whirlpool, i
casi sono passati dal 5% del totale allo 0,4%. Free pack net sta
ora raccogliendo le adesioni a un nuovo consorzio europeo per la
reverse logistics e il packaging riutilizzabile.
La sede della Loccioni e, nel tondo, Enrico Loccioni
MATTONE GREEN
Complici i piani casa regionali e la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, l'edilizia sostenibile vive un mo-
Pag. 52
I laboratori e l'headquarter della Novamont
mento d'oro. Dall'Alto Adige, dove il distretto tecnologico per
l'energia e l'ambiente ha promosso la nascita del Green building
council Italia, alla Puglia, che ospita un nuovo distretto della
bioedilizia. Se ne avvantaggiano i piccoli e medi produttori di sistemi costruttivi eco come la Pontarolo engineering di Pordenone, con il suo cassero isolante Climablock, e la sarda Edilana,
che produce tessuti termoisolanti con un ciclo a basso impatto
ambientale. C'è poi chi si è specializzato nei prefabbricati ad alta
efficienza energetica. A fare la parte del leone sono alcune aziende
altoatesine: la Wolf system di Campo di Trens (che ne fornirà
500 ai terremotati abruzzesi), la Rubner haus di Chienes e la
Pircher Oberland di Dobbiaco. E la casa a impatto zero è già
realtà ad Angeli di Rosora (An), dove l'anno scorso è stato inaugurato il condominio autosufficiente Leaf house. Per ora ci vivono
alcuni dei 300 collaboratori (età media 31 anni) del gruppo Loccioni, specializzato in tecnologie di misurazione e controllo qualità di prodotti e processi per l'industria,«T'automotive, il settore
degli elettrodomestici e la gestione energetica. «Per esempio soluzioni per il monitoraggio dei consumi. Da qui l'idea di costruire la casa del futuro, in grado di produrre l'energia che assorbe»,
spiega il presidente Enrico Loccioni. «All'interno della Leaf com-
munity (che comprende una scuola e una centrale mini idroelettrica per le esigenze della sede) costruiremo ora un centro ricerca
e innovazione progettato da Thomas Herzog». Ci lavoreranno
cento nuovi collaboratori, neolaureati in ingegneria, economia,
sociologia e comunicazione: Loccioni li sta selezionando in questi
mesi.
COMPENSAZIONE E TRADING
Aveva fondato due imprese di costruzioni, era «discretamente ricco ma non felice» e nell'86 ha deciso di dedicarsi all'agricoltura
biologica. Risultato, la Fattoria Scaldasole, che in pochi anni è
diventata la principale società italiana del settore. «A quel punto
volevo fare di più, creare qualcosa che lavorasse per le persone»,
spiega Marco Roveda. Così nel '98, ceduta Scaldasole a Plasmon,
reinveste tutto in Lifegate. Oggi il gruppo ha un fatturato di
circa 12 milioni e comprende una radio, un magazine, un portale di ecocultura e una società che fa da advisor alle aziende nel
campo della riduzione dell'impatto ambientale. «Al progetto Impatto zero hanno aderito più di 500 società, ma anche eventi e
artisti come Ligabue, che ha neutralizzato l'impatto del suo tour».
Chiara Brusirti
HOTEL D'AVANGUARDIA
CUMATE SAVERS
Tre stelle a impatto zero
Il legno viene ricompensato
Un albergo sostenibile e portatile.
Per ora è solo un prototipo,
progettato dallo studio Blast
architetti con Bms progetti e
Manens intertecnica e appena
presentato al salone Host, ma
potrebbe diventare un'idea di
business: grazie a una base
prefabbricata già completa di
impianti elettrici e idraulici, un H3
hotel a tre stelle da 120 camere ,
dotato di dispositivi per il
risparmio energetico e idrico che
lo collocano in classe A è pronto
all'uso in soli sette mesi. Sul
basamento destinato agli spazi
comuni vengono assemblati
moduli costituiti da una stanza e
un bagno completamente rifiniti,
con sonde per il rilevamento e la
regolazione della temperatura,
luci e prese che si disattivano
automaticamente quando l'ospite
esce, sistemi di gestione
alberghiera intelligenti. A
realizzarlo è stata Bticìno. C.B.
Approvvigionamento da foreste
gestite in modo sostenibile, lotta
al taglio illegale, riciclo. Chi
utilizza il legno come materia
prima ha un'impronta ecologica
pesante, che può essere però
ridotta o compensata adottando
rigidi standard produttivi. Il
gruppo lucchese Sofidel, uno dei
più grandi produttori europei di
carta per usi domestici, ha fatto
di più: è l'unico in Italia aver
aderito al programma Climate
savers del Wwf, che riunisce le
grandi aziende multinazionali
impegnate a ridurre
drasticamente le proprie
emissioni dì C02. Entro il 2012
Sofidel taglierà i gas serra
dell'11% rispetto ai livelli del
2007 potenziando il trasporto su
rotaia e installando in alcuni dei
diciassette stabilimenti produttivi
impianti fotovoltaici, eolici, a
cogenerazione e centraline
idroelettriche.
C.B.
Pag. 53
GREEN ECONOMY DAL RICICLO AGLI ELETTRODOMESTICI, DALLA BIOEDILIZIA ALL'ECOPRODUZIONE ENERGETICA
L'ambiente è un affare
C
tro il cambiamento climatico. Per quanto riguarda l'Italia, Edo
Jè la società che ricicla la plastica e quella che costruisce
Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenicon materiali naturali, il produttore di turbine eoliche e
bile ed ex ministro dell'Ambiente, deil professionista che certifica i
linea un quadro positivo ed è ottimista
consumi elettrici e termici delle abitaIn Europa l'economia verde vale
sulle potenzialità di crescita future.
zioni, la multinazionale che sviluppa
elettrodomestici a basso fabbisogno e la
oltre 5,9 milioni di nuovi occupati D o m a n d a i Ma esiste una via itastart up specializzata in celle a idrogeno.
liana alla green economy?
Ritratto corale di un settore dai confini
R i s p o s t a . » Esistono comparti in cui siamo particolarmente
incerti e dalle tante definizioni: green business, sviluppo sosteniavanti. Prendiamo i rifiuti: se ne parla solo quando sono un'emerbile, clean energy economy. Una cosa è sicura: è in crescita.
genza, ma la verità è che nel 2008 ne abbiamo riciclati 32 milioNell'America di Obama, che sta iniziando a tradurre in pratica
ni di tonnellate. Interi settori industriali hanno assistito a un
l'annunciato Green new deal (all'inizio di novembre hanno
boom: per esempio oggi metà dell'input dell'industria
preso il via i finanziamenti per le reti elettriche intelligensiderurgica, un volume di 18 milioni di tonnellate, è
ti e i bond statali per incentivare le fonti rinnovabili).
costituito da rottami di materiale ferroso. Buona anche
In Cina, dove quasi il 40% del pacchetto anticrisi da
la quota di riciclo del vetro, dell'alluminio, del legno e
580 miliardi di dollari è destinato a nuove energie ed '
della carta, di cui siamo anche esportatori. La ricerca
efficienza energetica. E naturalmente in Europa, dove
che abbiamo fatto per la Federazione imprese di sersecondo il Wwf gli occupati nell'economia verde sono
vizi (Fise) ha censito circa 7 mila imprese attive nel
già 3,4 milioni, che entro il 2020 potrebbero salire a
trattamento, smaltimento e recupero energetico di ri5,9 grazie alla spinta del pacchetto di direttive Uè conEdo Ronchi
Pag. 54
•DOSSIER
ECOSOSTENIBNITÀ
fiuti urbani, speciali e industriali. Il vero nodo è al Sud, dove
troppo finisce ancora in discarica. Buone notizie vengono dai consorzi per il riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici: siamo partiti
lentamente, con una raccolta 2008 di circa due chili prò capite,
ma stando ai dati parziali quest'anno abbiamo già raggiunto i tre
chili a testa.
D . Altri settori promettenti?
R a Negli ultimi anni le misure di incentivazione delle ristrutturazioni edilizie finalizzate alla riqualificazione energetica hanno ottenuto buoni risultati: l'anno scorso sono stati registrati 200
mila interventi. In parallelo sta crescendo, da parte dei produttori, l'interesse verso gli ecomateriali, più efficienti dal punto di
vista energetico e più sani. Da non dimenticare, poi, l'agricoltura
di qualità, le produzioni biologiche (siamo i primi produttori europei, ndr) e l'energia rinnovabile da fonti agricole come le biomasse. In Italia ci sono aree industriali dismesse che potrebbero
essere riqualificate e diventare un motore di green economy.
D a Attraverso interventi di bonifica?
R a Sì, il primo semestre di quest'anno ha segnato da questo punto di vista un rallentamento, perché le risorse pubbliche sono state in parte bloccate. Bisogna renderle spendibili e finanziare una
reindustrializzazione incentrata su produzioni verdi: nelle ex aree
inquinate potrebbero insediarsi produttori di fotovoltaico e di
pale eoliche, poli per lo sviluppo di tecnologie pulite...
D a A proposito di eolico e fotovoltaico, a che punto è l'Italia sulla
strada per il raggiungimento nel 2 0 2 0 dell'obiettivo che l'Europa
ci ha assegnato: ridurre le emissioni del 1 4 % e soddisfare il 1 7 %
del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili?
R a Per quanto riguarda le emissioni, una mano ce l'hanno data
prima il picco del petrolio e poi la crisi, che hanno portato a una
diminuzione dei consumi di carburante nei trasporti. Nel 2008
i gas serra prodotti sono diminuiti, e quest'anno l'Italia dovrebbe
tornare ai livelli registrati nel '90. Sul fronte delle rinnovabili,
l'impegno richiesto è consistente: nei prossimi dieci anni dovre-
mo triplicarne la produzione rispetto al 2005 (una piccola quota
potrà essere importata, ndr). Ma possiamo farcela. Il sistema di
incentivazione per il fotovoltaico è adeguato, anche se presto raggiungeremo la soglia dei 1.200 mw installati e dovrà essere rivisto. Sullaproduzione di calore serve una spinta in più, così come
per l'uso dei biocarburanti nei trasporti. Vanno promossi quelli
di seconda generazione, che utilizzano una base ligneo-cellulosica e hanno rese per ettaro decisamente superiori. E non possiamo
rinunciare al mini idroelettrico e all'eolico off-shore. Il punto cruciale è l'accordo Stato-Regioni per la ripartizione degli impegni.
D a Quali regioni saranno nel 2 0 2 0 top player per l'energia verde?
R a Se consideriamo la densità abitativa e le risorse naturali, possiamo prevedere che in Val d'Aosta, Trentino, Molise, Basilicata,
Calabria e Sardegna la quota di rinnovabili nel consumo finale
di energia sarà due volte la media nazionale. Piemonte, Toscana,
Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia si piazzeranno intorno alla media, mentre le regioni più popolose e sviluppate (Lombardia, Veneto, Fvg, Liguria, Emilia Romagna e
Lazio) si fermeranno intorno al 10%. Per quanto riguarda la produzione, la Puglia rimarrà al primo posto per l'eolico, la Toscana
crescerà molto nella geotermia, la Lombardia nei rifiuti e nelle
biomasse.
C.B.
PIANI REGIONALI
Milioni in investimenti
Regioni alle grandi manovre per definire i nuovi
piani energetici su cui si baserà l'action pian
nazionale per le rinnovabili, che l'Italia dovrà
presentare alla Commissione Uè entra giugno
2010. A metà ottobre il presidente lombardo
Roberto Formigoni ha delineato a imprese,
associazioni di categoria e sindacati una bozza
del suo Piano per una Lombardia sostenibile, che
prevede lo stanziamento di 900 milioni di risorse
pubbliche e la partecipazione dei privati con
investimenti per 1,3 miliardi. 175 progetti si
dividono in azioni trasversali a lungo termine
(semplificazione normativa per la diffusione
della geotermia, introduzione di criteri
ambientali negli acquisiti della Pa) e azioni
verticali a breve e medio termine nel campo
della mobilità, delle reti e infrastrutture, del
territorio e dell'efficientamento energetico di
imprese ed edifici. Secondo Formigoni, la green
economy potrebbe creare in Lombardia 40 mila
posti di lavoro entro il 2015. In Lazio il piano
energetico è in fase di discussione, ma nel
frattempo la Regione ha stanziato, per il triennio
2009-11, circa 60 milioni per la promozione
dell'efficienza energetica e della produzione da
rinnovabili. Il Piemonte si è impegnato su questo
fronte già l'anno scorso, scegliendo di destinare
300 milioni di fondi europei del Fesr 2007-2013
alle tecnologie verdi. Con bandi ad hoc è stata
promossa la nascita dei poli di innovazione
dedicati alla chimica e all'architettura
sostenibile, alle energie rinnovabili,
biocombustibili e al mini idroelettrico.
Pag. 55
• GIORGIA NAKDELLI
II
vento soffia forte, ma le pale
restano l'erme. Anche per ore
ed oie al giorno. E l'impianto
eolico lavora a metà. Succede in molte
parti d'Italia, ed è curioso, in un paese
che è in deficit di energia, e che è costretta a importare dall'estero circa 16%
del suo fabbisogno, la quota più alta in
Europa.
Nel nostro paese ci sono regioni in
grado di produrre più di quanto consumano, ma quell'energia non può essere
veicolata altrove, perché non ci sono le
"strade". Non solo. In certi orari si formano quelli che gli esperti chiamano
colli di bottiglia, nella fase di distribuzione: negli orari di "picco" la rete
va in congestione, e il Gestore del sistema elettrico nazionale (Gse) è costretto
a imporre agli impianti collegati la "modulazione", che consiste nel limitare la
produzione dell'energia.
QUANTO CI COST i:t»ll;JtM;J. I STRUTTURALI
M-LLO. L
Lt^iaLLQ
l palo
Le- LÌLLLLCSJSH
LTLMJA E IN DEFICIT DI ENERGIA EPPURE
IA CAPACITÀ PRODUTTIVA NON MANCA.
SPECIE QUEUA l'ERDE. MA I NOSTRI 7HAIJCCI NON SUPPORTANO TUTTA L'OFFERTA.
fi
I colli di bottiglia
I più penalizzati da questo sistema
sono proprio i produttori di rinnovabili, che si vedono limitare buona parte della propria produzione. Prendiamo il settore dell'eolico, in fortissima
espansione. Le centrali "a vento" sono
oggi 266, altre 290 sono in fase di progettazione, concentrate in Puglia,
Campania e Sicilia. Ma l'associazione
dei produttori Anev lamenta che in
media gli impianti sono limitati nel funzionamento
del 30%, a causa delle
congestioni sulla rete,
dovute, appunto, "alla
scarsa capacità delle linee elettriche".
In un documento che
l'Anev ha presentato al
ministero dello Sviluppo economico, si parla,
per il 2008, di una mancata produzione di
circa TOOmila Mega
Watt orati (MWh), con
buona parte degli impianti di Campania. Puglia, Basilicata - che rappresento circa il 40% del1 uistallato totale. - costretti a lavorare,
m alcuni casi, con limitazioni per oltre
il 70% della potenza. I produttori calco
lano un perdita per il 2008 il 25 milio-
ni di euro. E se i
numeri sono "di
parte", è un fatto
acclarato che oggi uli
impianti di energia rinnovabile "non sono messi in condizione di lavorare", per
dirla Cini le parole di un esperto coinè
Gerardo Montanino, responsabile
della direzione operativa Fonti rinnovabili del Gse.
Parte di questi costi ricadono sui
consumatori, perché gli oneri di congestione causati dai colli di bottiglia
vanno a incidere direttamente sulla
bolletta elettrica, come ha più volte riconosciuto la stessa Terna, l'operatore
Pag. 56
SENZA RETE
RESTANO AL PALO...
unico che gestisce grandissima parìe
della rete elettrica nazionale.
Non è solo una questione di sprechi, e
di energia pulita buttata ria. In ima recente audizione alla commissione parlamentale sui prezzi dei prodotti petroliferi e sui costi dell'energia, il vicepresidente di Confinduslria. Antonio Costato, ha affermato che nel 2008 il costo
per le congestioni, per Tenia è stato «li
1,3 miliardi di euro. Quando le azioni
di modulazione, ovvero le limitazioni
agli impianti di produzione, non sono
programmate dal Gse. ai produttori viene riconosciuto un indennizzo. Questi
costi vanno a finire direttamente in bolletta, nella voce "A3". Li paga il contribuente, e non solo quelli.
Paga l'utente
C'è. sempre in termini di prezzo, ima
seconda ricaduta sul consumatore, che
riguarda direi I amente la parte consistente della bolletta, quella composta
dal prezzo della materia prima. Che in
Italia, come è ormai noto, costa più che
nel resto d'Europa. "Questo", spiega un
esperto come Giovan Battista Zorzoli. \icepresidente deU'Intemational
Solar Energy Society, e già membro
del eda Enel negli anni Novanta, "non
accade solo perché l'Italia è dipendente
dall'estero per le materie prime, in gran
parte gas. Esistono altri fattori che determinano, in parte, questa anomalia, e
imo di questo è il prezzo dell'energia,
che in alcune aree è decisamente più
caro che in altre".
Il mercato elettrico in Italia è diviso in
cinque macroaree geografiche, in
ognuna delle quali la formazione del
prezzo avviene in modo indipendente.
E se il Prezzo unico nazionale, riferimento per le tariffe elettriche del servizio di maggior tutela (quello delle tariffe domestiche), è la media dei prezzi
delle cinque zone, è anche vero che in
alcune aree questo prezzo è costantemente più allo che altrove, e traina all'insù anche la inedia finale.
"Il fatto è - prosegue Zorzoli - che i
grandi produttori di energia non sono
distribuiti in modo uguale su tutto il territorio, e poiché la rete non è in grado di
connettere tutto il territorio in maniera
adeguala, si formano delle strozzature.
che interessano le aree meno collegate ".
Le aree più "isolate". Sicilia e Sardegna, sono anche quelle hi cui il prezzo
dell'energia è più alto. "I produttori locali - prosegue l'esperto - operano in
condizione di semùnonopolio, e. specie
se producono con tecnologie obsolete,
hanno prezzi più elevati". Non è un caso
che l'Antitrust, su indicazione dell'Authority per l'energia, abbia aperto lo
scorso agosto un'istruttoria sulla dinamica della formazione dei prezzi dell'elettricità in Sicilia. Ma l'istruttoria è
ancora in corso, e i suoi sviluppi sono
assolutamente top secret.
Anche nel mese di ottobre, quando i
prezzi della Borsa italiana dell'energia
sono visibilmente calati, la differenza
tra le diverse aree è stata più che evidente. I dati del Gestore del mercato
elettrico, riportati nella newsletter
mensile, mostrano che, accanto a un
prezzo unico nazionale di 57,63 euro
per MWh. il prezzo nella zona Sicilia
eia di 75,47 euro, contro un prezzo nella zona Sud di 53,61 euro. Di qui lo scostamento anche con il prezzo medio
europeo, che nello stesso periodo è
stato di 50,20 euro per MWh.
Gli "appena" 7 euro in più di differenza non devono trarre in inganno, perché
si è trattato di un record: solo a settembre, la differenza tra Italia ed Europa è
stata di 26,8 euro e ad agosto si è toccato il picco di 35,1 euro.
L
inea elettrica Matera-Santa Sofia: 218
chilometri, 20 anni esatti dal primo pro-
getto al completamento. Una lunga catena di
ritardi, tra autorizzazioni, conferenze dei servizi, modifiche e varianti di percorso. Se i tempi per realizzare le infrastrutture viaggiano
con questi ritmi, l'avvio non è incoraggiante.
Se poi ci si aggiunge la rete che invecchia di
giorno in giorno, per via delle centrali di rinnovabili che spuntano come funghi, e chiedono
"adeguamenti" continui, l'obiettivo di una rete moderna diventa un miraggio.
"Manca la programmazione
Le Regioni collaborino di più'
M
gionale, è vero. Ma non si possono sca-
parliamo di Puglia e Campania, presentavano serie carenze infrastrutturali.
ricare le responsabilità del mancato adeguamento
Manca una volontà di operare in questo senso?
della rete ai produttori di energie rinnovabili, che
Il grosso del problema è costituito dalle autorizza-
sono, tra l'altro, i più penalizzati dal mancato svilup-
zioni, e dalle lentezze burocratiche che hanno a che
po della rete". Andrea Marchisio, referente per il
fare con la realizzazione delle infrastrutture. Però
settore eolico dell'Associazione per le energie rin-
questo non può diventare un problema dei produt-
novabili, risponde cosi a chi accusa i produttori del-
tori, anche perché il paese ha l'esigenza di sviluppa-
la loro crescita "disordinata".
re il settore delle fonti rinnovabili.
Dottor Marchisio, chi gestisce la rete dice die "non
È anche vero die le richieste di nuovi allacci si mol-
si può correre dietro agli impiantì"...
tiplicano, complice il business della autorizzazioni
La situazione attuale è frutto di un decennio in cui
(molti affaristi ottengono dagli enti locali le autoriz-
si è fatto molto poco per adeguare la rete. D'altra
zazioni per rivenderle al migliore offerente). Gran
parte, quando Terna ha fatto i primi piani di svi-
parte delle richieste riguardano aziende che non sa-
luppo, già erano note le aree geografiche che sa-
ranno mai realizzate, e questo non facilita le cose né
rebbero state interessate dallo sviluppo delle rin-
a Tema né a Enel.
novabili. Ed era altrettanto noto che quelle aree,
Non si può negare che ci sia un problema da questo
Pag. 57
CARO-BOLLETTE I GESTORI SI D I F E N D O N O
L'ok a un impianto?
Ci vogliono anche 6 anni
IL PROBLEMA DI FONDO, LAMENTANO LEAZIENDE DEL SETTORE, E CHELA RETE SOS RIESCE A STAR DIETRO .ALLE RICHIESTE DI NUOVI SITI PRODI 77717
per i lavori di competenza Enel, 6 per quelli di
nella maggior parte delle volte in aree isolate, non
Terna. Il tempo che ci vuole per mettere d'ac-
raggiunte prima da nessun traliccio.
cordo gli enti locali interessati è di circa sei
volte più lungo rispetto al tempo che si im-
SERVE IL COORDINAMENTO
piega per realizzarle, quelle opere.
Spiega Gianni Armani, direttore Operation Italia
I progetti non mancano, almeno sulla carta. Ter-
di Tema: "Nel 2003 è stata approvata la legge
na ha di recente diffuso i dati della programma-
387, che ha istituito l'autorizzazione unica re-
zione di investimenti: 6 miliardi in 10 anni. In
gionale, che accorpa l'iter per gli impianti a quello
programma ci sono i sei grandi progetti che do-
delle reti di trasmissione a essi collegate". "Ma",
LUNGHE AUTORIZZAZIONI
vrebbero risolvere le grandi congestioni, e tra
continua, "ciò ha risolto il problema solo in parte,
Cosi, nel mirino sono finite Terna, la Spa che
questi l'elettrodotto tra Sicilia e Calabria e il rad-
perché alcune Regioni hanno delegiferato su que-
dal 2005 è proprietaria della grande rete di tra-
doppio della connessione tra Puglia e Campania,
sti temi, complicando la situazione". Per esempio,
smissione nazionale di energia ad alta tensio-
entrambi appena autorizzati, dopo un'attesa co-
la Puglia, che con una legge regionale consente di
ne, e in parte Enel, che gestisce la distribuzione
minciata a fine 2006.
installare centrali fino a 1.000 kW con una sempli-
per la rete a bassa e media tensione (e collega
Ma per due grandi lavori avviati, ce ne sono al-
ce autorizzazione comunale, la Dichiarazione di
gli impianti più piccoli). A loro discolpa, però,
tri in alto mare, tanto che a fine ottobre il gover-
inizio attività, ma non consentendo di autorizzare
le due aziende hanno ì numeri. Primo tra tutti, il
no ha nominato commissari ad hoc, per
con lo stesso procedimento gli impianti di connes-
numero di anni che ci vogliono per ottenere
sbloccare alcune procedure autorizzative are-
sione alla rete. Proprio in Puglia, dove molti pro-
un'autorizzazione per un'infrastruttura: la
nate da tempo. Ai vecchi interventi, si aggiun-
duttori hanno spacchettato i loro impianti in mini-
legge prevede che l'attesa duri al massimo 180
gono poi le nuove "urgenze", i lavori da fare
centrali da 1.000 kW, i gestori hanno richieste
giorni, ma nei fatti si attende in media 3 anni
per adeguare la rete alla produzione dei nuovi
per oltre 6.500 piccoli impianti fotovoltaici
impianti a energia rinnovabile.
In totale l'esplosione delle richieste di allaccio
Negli ultimi anni ne sono sorti a migliaia, compli-
al Gestore unico della rete elettrica ha raggiun-
punto di vista. Ma il compito di gestisce la rete è an-
ci gli incentivi italiani più generosi che nel resto
to oggi il record di 100mila MW, due volte il
che quello di individuare le domande "reali".
d'Europa. Ma fino al 2003 la costruzione degli
consumo di picco nazionale. Anche se Armani
I più penalizzati dal sistema della modulazione sono
impianti e quella delle relative reti per il "traspor-
assicura: "I problemi di rete in Puglia e Campa-
gli impianti eolici. Eppure questi impianti hanno
to" dell'energia ha viaggiato su binari differenti,
nia relativi alle rinnovabili saranno risolti nel
priorità di dispacciamento, ovvero diritto di prece-
a velocità differenti, creando il paradosso per
corso dell'anno prossimo"/
denza nella distribuzione di energia rispetto a quel-
cui molte centrali sono state costruite in poco
Resta il problema di fondo,' lamentano le aziende
li tradizionali. Come mai i produttori eolia denun-
tempo e senza difficoltà, ma senza una rete ade-
di infrastrutture, e cioè die "in assenza di una pro-
ciano gravi perdite?
guata di supporto.
grammazione che stabilisca gli obiettivi Regione
Per due ragioni. La prima è che gran parte delle mo-
Anche perché le centrali eoliche e «ilari sorgono
per Regione, oggi è la rete che deve
seguire la realizzazione degli im-
dulazioni interessano aree in cui la maggior parte
pianti". La programmazione ur-
degli impianti è a energia rinnovabile, e nessuno ha
ge anche per altri motivi, fa no-
priorità sull'altro. Inoltre l'attività delle centrali rinnovabili non può essere programmata, perché dipende dal sole o dal vento, dunque gli impianti non
possono decidere di pianificare la produzione in base all'energia da immettere nella rete. Anche gli impianti tradizionali subiscono modulazioni ma possono gestirle meglio programmando la produzione in
base ai picchi.
Vengono indennizzati i produttori delle perdite subite per le modulazioni?
Esiste un indennizzo, ma copre solo il 30% circa
delle perdite.
tare Gerardo M o n t a n i n o ,
;
responsabile per le rinnovabili
del Gse: "L'Italia deve fare di
tutto per adeguarsi agli obiettivi
del 2020, che, per quanto riguarda l'energia, impongono una pro-
duzione di rinnovabili del 17%
del totale, contro il 5% attuale, sarà
necessario realizzare 25-30mila MW di
nuova potenza, ed entro giugno l'Italia
deve inviare all'Ile il piano delle energie
spiegando come intende fare".
•
Pag. 58
KERSELF TEME UN RAIDER
MA FORSE È UNA SPERANZA
• «Aiuto, ci stanno scalando». «Ehi. guardate,
ci stanno proprio scalando». «Insomma, volete
muovervi? Che cosa aspettate a scalarci?».
Osservata con la necessaria ironia, la reiterata
invocazione allaConsob affinchè vigili su presunte
manovre sul titolo Kerself richiama alla memoria
la storiella della vecchietta incaitapecorita e
bitorzoluta che teme di essere ghermita da qualche
omaccione nerboruto. Il grido d'allarme lanciato
mercoledì 18 dal presidente e ad di Kerself. Pier
Angelo Masselli, è la replica di quello emesso lo
scorso aprile, dopo aver comunicato risultati 2008
in forte crescita. Già all'epoca il numero uno della
società specializzata in impianti fotovoltaici si era
rivolto alla Commissione di vigilanza per segnalare
comportamenti fuori della norma del titolo. «Non
so cos'altro dovremmo fare perché l'azione
vada bene», aveva detto allora uno sconsolato
Masselli di fronte ai cali che in quei giorni
avevano spinto il titolo fino ai minimi biennali
di 7.5 euro. La situazione si ripete oggi, con il
titolo che in realtà è tornato ai livelli di settembre
a circa 8.7 euro, peraltro dopo un balzo che lo
aveva riavvicinato a quota 10 euro. Il tutto senza
significativi scostamenti dei volumi di scambio.
Certo è comprensibile la delusione dell'energico
(prima ancora che energetico) Masselli di fronte
a prezzi calanti dopo aver conseguito nei primi
nove mesi un giro d'affari consolidato in crescita
del 56%. un ebitda più che raddoppiato, un utile
netto di 7.5 milioni (ma segnaliamo anche un
indebitamento netto di 135.1 milioni rispetto a un
margine operativo che nella migliore delle ipotesi
nel 2009 potrà arrivare a 50 milioni). Forse quella
che Masselli definisce anomalia si può anche
configurare come un prevedibile ritracciamento
del titolo dopo una fase di rialzo. L'equivoco di
fondo, come già annotato ieri daMF-Milano
I-manza, è ritenere che il mercato agisca come
una scienza esatta, seguendo regole matematiche.
Non è così ed è proprio negli scostamenti tra valore
di un'azienda e quello che il mercato è disposto
a riconoscerle che si generano le motivazioni di
acquisto o di vendita di un titolo. Quanto ai timori
per una manovra ribassista sul titolo Kerself.
studiata a tavolino per consentire a qualcuno
di lanciale un'offerta pubblica di acquisto a un
prezzo conveniente, anche qui non si capisce dove
stia il problema: se il prezzo fosse davvero basso,
nessuno impone ai tanti azionisti di Kerself. grandi
e piccoli, di rifiutare la proposta e tenersi i titoli.
E se ci fosse mai il rischio che l'opa (eventuale, si
badi) andasse in porto, nulla impedirebbe ad altri
soggetti di rilanciale a prezzo più alto. Lo stesso
Masselli, cui fa capo metà della Finmav, primo
azionista di Kersel con un (non casuale) 29,9% del
capitale, non avrebbe difficoltà a trovare istituti
disposti a finanziare una sua controfferta.
Pag. 59
Bre e Centrobanca
al fianco delle pmi
che investono
Entro dieci anni, l'Europa dovrà ottenere il 20% dell'energia che utilizza
da fonti rinnovabili. Una sfida durissima, che coinvolge anche le imprese.
Le aziende sono chiamate a investire
per innovare e al loro fianco trovano
istituti di credito particolarmente attenti al territorio, come Bre Banca e
Centrobanca del Gruppo Ubi.
a pagina?
FONTI RINNOVABILI ~
Bre Banca
e Centrobanca
alleate delle Pmi
In aumento i finanziamenti concessi
alle aziende che vogliono innovare
Di tutto questo si è parlato ieri a Cuneo,
presso la sede di Conflndustria, in occasione di un convegno che ha visto la presenza
di moltissimi partecipanti ed era organizzato - insieme agli industriali - da Centrobanca (la Corporate e Investment bank del
Gruppo Ubi) e da Banca Regionale Europea, che proprio del Gruppo Ubi fa parte e
COWTROTEWPEilA Gli effetti •
ne è l'istituto creditizio di riferimento in
della crisi globale non toccano
Piemonte. Partner d'eccezione, l'Università
il settore degli investimenti in «Fer»: milanese della Bocconi, che ha contribuito
+l9°/o mentre il dato globale è di -28% al dibatto con i dati di una ricerca che ha fa-,
tografato lo stato dell'arte in Italia per quan-j
to riguarda gli investimenti nelle diverse]
MASSIMILIANO SCIULLO
«FER», le fonti di energia rinnovabile. RisuH
tati e spunti che sono stati raccolti anche in
Il 20 per cento. Un quinto dell'energia utiun volume, «Investire in energie rinnovabilizzata dovrà provenire da fonti rinnovabili:
li. La convenienza finanziaria per le impreacqua, aria, luce solare, biomasse.Tutto ciò
se», proposta come una guida che l'imche il nostro pianeta può mettere a dispoprenditore può consultare nel momento in
sizione senza il timore di esaurire le scorte.
In quanto tempo? Dieci anni. Non uno di cui decide di fare il grande passo e scomettere sulle fonti rinnovabili.
più. Il traguardo del 2020 fissato dall'EuroIn questo contesto, sembra quasi superfluo
pa non ammette deroghe (anche se da altre
sottolineare come il traguardo del 2020 imparti del mondo qualcuno sembra fare orecponga ritmi e tempi di azione che non poschie da mercante) e per farsi trovare pronsono certo adagiarsi su cadenze sonnolento il mondo delle aziende deve prendere
ti. E proprio Centrobanca da tempo si sta
decisioni lungimiranti, efficaci e soprattutadoperando in questa direzione. Fin dal
to immediate. E per compiere scelte così
2008, infatti, la sua attività nel comparto delcoraggiose - per non dire rivoluzionarie l'impresa ha bisogno di un alleato forte e af- le fonti rinnovabile è notevolmente aufidabile con cui condividere lo sforzo e i ri- mentato, imponendosi tra i leader del setschi. Ecco perché all'orizzonte è il mondo tore dei «project finance» nel panorama nadel credito a delinearsi come l'interlocuto- zionale. Un'attività che le ha fatto meritare
re più adeguato. Una mano decisiva per anche un riconoscimento internazionale da
mettere in campo investimenti che di per parte della Banca Europea per gli Investimenti che, al termine di un'attenta due disé richiedono sforzi finanziari importanti.
TRAGUARDI L'Europa ha posto
il 2020 come limite temporale
entro il quale ottenere il 20%
dell'energia in modo alternativo
ligence, lo scorso mese di settembre ha siglato un accordo quadro che mette a disposizione di Centrobanca 200 milioni di
euro per il finanziamento di investimenti in
«Fer». Un riconoscimento importante, visto
che è il primo di questo genere che riguarda una banca italiana. Per il solo 2009, Centrobanca ha fin qui accordato finanziamenti per 900 milioni di euro su scala nazionale, sostenendo investimenti per oltre un miliardo complessivo di spesa. Contestualizzando a livello regionale questo dato, si aggira tra i 130 e i 140 milioni la quota di
finanziamento riservato al territorio piemontese. Un approccio che - a livello italiano - non sta risentendo nemmeno della crisi, visto che a fronte di una contrazione globaie del 28 per cento, i finanziamenti verso
le fonti energetiche rinnovabili sono saliti
del 19 per cento.
11 \ J T H J I . J
Tatrultima chiamata per il rilancii
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Via col ventò
Scontro sul parco eolico che dovrebbe
essere realizzato al Passo San Marca
Saffìoti (Fdl): monti rovinati, p.28
Ambiente. Il progetto, che verrà realizzato al Passo San Marco, ha già ottenuto il via libera dal Pirellone
Scontro sul parco eolico orobico
Saffìoti: le pale rovinano i monti
Parere contrario è
stato espresso dal Parco delle Orobie e dal Cai
alta Valle Brembana
Il progetto di un parco di
pale eoliche al Passo San Marco
continua a fare discutere. Sono
state, infatti, numerose le reazioni dopo che la società Centuria di Milano ha ottenuto l'approvazione della Regione Lombardia alla Valutazione di impatto ambientale (Via). La
società attende ora il via libera
dalla Conferenza dei servizi. Se
l'iter dovesse essere confermato l'impianto eolico potrebbe
diventare operativo già dalla
prossima estate. «Nutro qualche perplessità sul progetto del
parco eolico sul Passo San Marco - ha detto ieri il coordinatore
provinciale del Pdl Carlo Saffìoti. - Trovo inopportuno deturpare parti importanti e significative del territorio locale e nazionale con l'obiettivo di posizionare delle pale eoliche che
da una parte sono antiestetiche
e dall'altra non garantiscono
una continuità sul fronte della
resa. Il paesaggio naturale dei
nostri monti va tutelato e non
deturpato a favore di progetti
che non hanno un sicuro ritorno per il territorio e che rischiano, al contrario, di danneggiarlo. Mi impegnerò in Regione ha concluso Saffìoti - per approfondire l'argomento con gli assessorati competenti».
Il parco dei "mulini a vento" è
il primo di questo tipo in Lombardia. Verrà realizzato sul versante valtellinese del passo San
Marco, nei comuni di Albaredo
e Berna. Le pale, collocato a
a a Gli Stati Uniti sono i leader
mondiali dell'eolico, con una
potenza cumulata di oltre
25.000 megawatt. In seconda
posizione c'è la Germania con
23.900 megawatt. La Spagna
un'altitudine di 2mila metri
produrranno, complessivamente, sei megawatt. Mentre in
provincia di Sondrio non c'è
mai stata resistenza al progetto,
dalla parte bergamasca le polemiche si trascinano da più di
due anni, da quando cioè si è
cominciato a parlare del progetto. Contrari, in particolare, il
Parco delle Orobie e il Cai alta
Valle Brembana, i cui pareri, però, non sono vincolanti.
Mentre in Italia lo sfruttamento dell'energia eolica è ancora agli inizi, in Europa è già
una realtà consolidata. Il più
grande parco eolico europeo è a
Whitelee in Scozia. Ha 140 turbine per una potenza nominale
di 320 megawatt e potrebbero
fornire energia elettrica a
180mila famiglie. Il parco si trova in mezzo alla tipica brughiera scozzese. •
è al terzo posto con 16.700
megawatt di potenza
cumulata. Il 5 novembre del
2009 la produzione di energia
eolo-elettrica ha raggiunto il
45% della produzione totale di
energia elettrica in Spagna.
il Bergamo
Patto Università-Provincia
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ICOMMENT!
«Sul territorio pronti a sostenere nuove energie»
Rfotovoltaico più dell'eolico, ma si punta soprattutto sulle risorse legate alle biomasse
CEilTOOBAWCA II project
f inancing è lo strumento
utilizzato per sostenere
lo sforzo delle aziende
Un territorio reattivo e interessato.
Un tessuto imprenditoriale che si fa
interprete di duesta attenzione. Un
sistema bancario che è pronto a
schierarsi al fianco delle aziende che
vogliono investire nel mondo delle
energie prodotte da fonti rinnovabili. Il Cuneese si propone come sintesi ideale di una situazione generalizzata a livello regionale. «Da tutto il
Piemonte si rileva una buona domanda per quanto riguarda gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili, un po' come in tutta l'Italia», spiega Valeriano D'Urbano, direttore generale di Centrobanca. Che
aggiunge: «Diciamo che se su una
scala da zero a dieci, fino a qualche
anno fa il grado di attenzione era pari allo zero, adesso siamo tra tre e
quattro. E nei prossimi anni si arriverà tra il sette e l'otto». All'orizzonte le potenzialità sono notevoli: «Chi
vuole produrre in proprio da fonti
rinnovabili sa che può abbattere i costi energetici della propria attività dice ancora D'Urbano - e solo in Piemonte abbiamo già destinato circa
un ottavo dei finanziamenti per investimenti su scala italiana. Le prospettive ci sono e i margini di crescita anche». Per non parlare dei diversi campi di azione: «Il fotovoltaico
è un settore molto interessante, anche per quanto riguarda la copertura dei tetti dei fabbricati aziendali dice il direttore generale di Centrobanca -, mentre sul territorio pie-
montese è forse l'eolico il comparto
con meno prospettive. Decisamente
più interessante il campo delle biomasse, con la riconversione di alcune colture meno redditizie».
Lo strumento per avviare questa ri^
voluzione copernicana è il project financing, con il quale la banca si affianca all'azienda che vuole investire. «È la missione che vogliamo assolvere come Gruppo Ubi - assicura
Roberto Tonizzo, direttore generale
di Bre Banca -. Esistono vari strumenti e prodotti. E se per gli investimenti sotto i 3 milioni di euro interveniamo come Bre Banca, sopra questa soglia è proprio Centrobanca a
proporsi come interlocutore per le
aziende. Da parte nostra, abbiamo finanziamenti su 10,12 o 15 anni per
gli impianti fotovoltaici dei privati,
per esempio, ma le soluzioni pensate per le Pmi sono molteplici. Le prospettive per le aziende sono positive, anche perché grazie alla presenza delle agevolazioni i tempi di rientro sono quantificabili in pochi anni». E proprio le agevolazioni sono
una delle scadenze più immediate:
nel 2010 il Governo italiano - così
come il resto della Uè - dovrà rivedere gli incentivi. Secondo Centrobanca, anche eventuali tagli compresi tra i 10 e il 15 per cento potrebbero risultare ancora sostenibili. In ogni caso il mondo bancario risponde presente: «Con le quasi 100
filiali in provincia di Cuneo e le circa 200 in Piemonte - conclude il condirettore generale di Bre Banca - saremo sempre di più al fianco delle
imprese e dei clienti, a conferma della nostra vocazione a banca del territorio».
Sul fronte delle imprese, l'interesse
verso i nuovi scenari delle energie
rinnovabili è palpabile. «Lo sviluppo
delle fonti rinnovabili rappresenta
una delle grandi sfide che il nostro
Paese dovrà affrontare - dice Mauro
Gola, vicepresidente di Confindustria Cuneo e presidente della Piccola Industria -. Ma, al contempo, è
necessario valutare lo sviluppo di tali fonti nel contesto di crescita economica e tecnologica dell'Italia».Accanto a un'italianità riconoscibile e a
un cammino in parallelo tra industria e mondo della ricerca, Gola sottolinea come «la realizzazione dell'ambizioso obiettivo nazionale implica il necessario coinvolgimento di
tutte le Regioni, con una ripartizione
del potenziale di sviluppo, il "burden
sharing", in ogni singola regione».
«Di ambiente ed energie rinnovabili
si sente parlare spesso, soprattutto
adesso che ci sono obiettivi importanti da centrare entro il 2020 - concorda Alessandro Battaglia, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Cuneo, di cui è anche il delegato per il settore energia -.Al momento, però, sembrano obiettivi
complicati da raggiungere, anche
perché nel tempo che rimane servirebbero veri e propri passi da gigante, quasi una rivoluzione. Se non si
darà un'accelerazione in questo senso, perderemo un'opportunità irripetibile, un assist a porta vuota che
la crisi internazionale ci ha offerto
per ripensare completamente stili e
modalità. Anche se si sa che ci vorrebbero investimenti enormi sia da
parte del sistema imprese che, in generale, dalla società».
[MSci]
MAURO
SOIA
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WSmm
Vicepresidente
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Piccoli!
industria
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Green economy
Gruppo di lavoro per mettere a punto un progetto toscano
Laboratorio per l'energia alternativa
SIENA - Un gruppo di lavoro, costituito da Regione Toscana,
Finmeccanica, Ansaldo Energia, Enel Green Power, Fidi Toscana e
S.Anna di Pisa, sta lavorando "per mettere a punto un progetto
dedicato alla costituzione di un laboratorio toscano per lo studio
dello sviluppo sostenibile dell'economia e per l'alta ingegneria
energetica e ambientale".
Lo ha annunciato ieri il presidente della Regione, Claudio Martini,
nel corso della presentazione di 'Green Days', la manifestazione
della Regione dedicata ai temi della sostenibilità e della green
economy, in programma dal 25 al 27 novembre alla Fortezza da
Basso. "Questo laboratorio - ha spiegato Martini - avrà il compito di
progettare l'insieme degli interventi da realizzare in un territorio
per farne un prototipo da riprodurre nelle altre parti della Toscana". Il presidente ha sottolineato che l'idea progettuale consiste
nell'attuare in due territori, Valdera superiore e Val di Cecina, un
vero e proprio "modello di sviluppo della green economy".
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SARA AVVIATO UN MONITORAGGIO SULLE CONCESSIONI
Eolico e cave, Venturi
lancia l allarme infiltrazioni
•
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DI ANTONIO GIORDANO
U
n appello alle prefetture
della Sicilia affinché rilascino informative antimafia
su tutte le imprese che presentano alla Regione una richiesta
per la realizzazione di nuovi
impianti per la produzione di
energia da fonti rinnovabili e
autorizzazioni per nuove cave,
in particolare quelle legate al ciclo edilizio. Lo ha lanciato ieri
a Palermo l'assessore regionale
all'industria, Marco Venturi, nel
corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato
anche il direttore generale del
dipartimento industria, Nicola
Vernuccio.
«Occorre alzare il livello di
guardia sulle autorizzazioni
che riguardano nuovi impianti
11
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per la produzione di energia da
fonti rinnovabili e per nuove
cave», ha detto Venturi. Che ha
aggiunto: «L'amministrazione
regionale deve essere certa di
autorizzare imprese pulite, che
non siano solo formalmente a
posto». Secondo gli ultimi fatti
di cronaca giudiziaria, infatti,
il rischio di «infiltrazione mafiosa in questo settore, ma non
solo in questo, è molto elevato», ha puntualizzato Venturi,
«e siccome la Regione non può
bloccare un settore nevralgico
per l'economia dell'Isola, deve
cautelarsi in ogni modo. Ho predisposto una lettera che invierò
a tutte le prefetture siciliane,
affinché vigilino sulle imprese
che presentano progetti e perché
venga rilasciato un'informativa
antimafia completa».
Venturi sta poi predisponendo
•
®
un testo modificato che prevede
la richiesta dell'informativa antimafia per tutti i soggetti privati che orbitano nel settore delle
cave e vuole introdurre lo stesso principio anche nelle nuove
direttive attuati ve del Pears, il
piano energetico ambientale
della Regione siciliana. Verrà
inoltre avviato un monitoraggio
su tutte le autorizzazioni fin qui
concesse, con eventuale revoca
della stessa in caso di informativa antimafia negativa. L'assessorato sta predisponendo anche
un piano per «incentivare la produzione di energia fotovoltaica
attraverso la sistemazione di
pannelli», ha aggiunto Venturi,
«sui tetti dei condomini, chiese
ed edifici pubblici. L'obiettivo
è quello di fare installare circa
300 mila i piccoli impianti in Sicilia», (riproduzione riservata)
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La guida dovrebbe portare ad ampi margini di risparmio sul riscaldamento
Vademecum su costi e consumi
Pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico
SIENA - Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un
vademecum su come abbattere
costi e consumi. Eccolo.
"Bruciare" costi e consumi si può
con una corretta manutenzione
della caldaia. I preziosi consigli
sull'acquisto e gestione di un impianto domestico di riscaldamento arrivano dalla direzione generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del dipartimento per l'Energia del Ministero dello Sviluppo
Economico che, in collaborazione
con Adiconsum, Assotermica,
Cna, Confartigianato e Federconsumatori, avrebbe realizzato un
vademecum per il cittadino.
Controlli importanti Le
caldaie fino a 8 anni di anzianità,
sostiene il vademecum, dovranno
essere controllate ogni 4 anni,
mentre quelle più vecchie di 8
anni devono essere verificate ogni
2 anni. La certificazione di idoneità dovrà essere rilasciata da un
tecnico abilitato, che avrà l'obbligo di redigere e sottoscrivere un
rapporto di controllo tecnico che
verrà consegnato, oltre che al richiedente anche all'autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti e delle ispezioni.
Risparmio in cifre La pie
cola guida pubblicata online do-
vrebbe, se seguita fedelmente, portare ad ampi margini di risparmio
sul riscaldamento domestico.
Stando ai calcoli degli esperti del
ministero infatti una maggiore attenzione per l'impianto di riscaldamento e l'eventuale sostituzione possono comportare un abbattimento dei costi di riscaldamento
stimato nell'ordine del 20%. Oltre agli evidenti vantaggi economici, sostiene il dipartimento, ci sarebbe un significativo ritorno anche in termini ambientali, con la
riduzione drastica delle emissioni
inquinanti.
Un obiettivo possibile che consentirebbe, a livello di sistema Paese,
di immettere nell'atmosfera almeno 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2) in meno
ogni anno e di ottenere una riduzione dei consumi di 1.400 ktep,
ossia un risparmio di energia pari
a 1,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.
L'Italia delle caldaie Secondo le rilevazioni sarebbero
ben 20 milioni le caldaie installate nel nostro Paese con un rendimento medio del 70%. Ogni anno
quelle che vengono sostituite, perché obsolete, sono almeno un milione e quelle di nuova concezione tecnologica hanno un rendimento superiore, intorno all'85%,
rispetto ai modelli precedenti. I
cittadini che installano una nuova
caldaia in sostituzione di una esistente beneficiano di una riduzione della bolletta energetica che si
stima sia indicativamente del
20% all'anno.
La sostituzione di un milione di
impianti consente ogni anno una
maggiore efficienza di sistema,
comportando anche una riduzione della bolletta energetica nazionale di circa l'l% all'anno. Oltre
che con la sostituzione degli impianti, anche con la loro regolare
manutenzione - seguendo le scadenze minime riportate dalle
'Istruzioni per il Cittadino' - si
può' migliorare il livello di rendimento fino al 4,5%.
Più efficienza per tutti
Sostituzione e manutenzione della caldaia secondo i tecnici del
Ministero possono contribuire ad
un maggior efficientamento delle
risorse nell'ordine del 7% ogni anno. Se si considera il solo settore
residenziale, il cui consumo energetico complessivo annuale è di
20.000 ktep (migliaia di tonnellate equivalenti petrolio), la sostituzione delle caldaie e una regolare
manutenzione, implicano una riduzione dei consumi annui di
1.400 ktep, che corrispondono ad
una mancata emissione di 3 milioni di tonnellate di Co2.
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rassegna del 20/11/2009