Rassegna Stampa Venerdì 20 novembre 2009 Tutte le testate appartengono ai legittimi proprietari Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende 20129 Milano – Via Mameli, 11 Tel. 0243990431 – Fax 0245409587 [email protected] FEDERCASA 5 20/11/2009 IL BIELLESE G.PE. CENTO ANNI DI CASE POPOLARI EDILIZIA 6 20/11/2009 CORRIERE DELLA SERA (ROMA) ILARIA SACCHETTONI IL COMUNE COMPRA A LUNGHEZZA E SETTECAMINI 7 20/11/2009 CORRIERE DELLA SERA (ROMA) ILARIA SACCHETTONI "CASE POPOLARI VUOTE? È UN FATTO GRAVE. ATER CE LO COMUNICHI" 8 20/11/2009 CORRIERE DELLE ALPI CRISTIANO CADONI NASCE LA BANCA DELLE VOLUMETRIE EDIFICABILI 10 20/11/2009 GAZZETTA DEL SUD DIPENDENTI PRECARI, LA POLITICA CERCA UNA SOLUZIONE 11 19/11/2009 GAZZETTA DI MANTOVA NICOLA CORRADINI MANTOVA, DUECENTO ALLOGGI NUOVI ANCORA VUOTI 13 20/11/2009 IL GIORNALE DI BRESCIA GAF GHEDI. POLEMICA AL COLOR BIANCO SUL PIANO CASA 14 20/11/2009 IL SECOLO XIX G. CIRILLI IL PIANO CASA LIGURE HA MISURE TROPPO TIMIDE 15 20/11/2009 IL SECOLO XIX D. GRILLO CASA CONDIVISA, SCATTA L'ESPERIMENTO 16 20/11/2009 LA PROVINCIA DI COMO G.SAIBENE CASE ALER, APPALTO CON SUPER SCONTO. CRUSCO: "MA LE FANNO DI CARTONE?" 17 19/11/2009 IL TIRRENO I.B. APPALTATI I LAVORI PER 75 CASE POPOLARI A MONTUOLO E S.FILIPPO 18 19/11/2009 IL TIRRENO GIOVANNI PARLATO PISA, FRA TRE MESI 50 ALLOGGI POPOLARI 19 19/11/2009 IL TIRRENO PISTOIA, PERDE IL LAVORO E ARRIVA LO SFRATTO 20 19/11/2009 TRENTINO ROVERETO, CON L'ITEA I CANONI NON AUMENTERANNO 21 19/11/2009 TRENTINO UNA GUIDA PER METTERSI AL RIPARO DAGLI INCIDENTI DOMENSTICI 22 20/11/2009 IL FATTO I NUMERI DEL MERCATO DEGLI AFFITTI IN ITALIA FRANCESCO ALBONETTI 23 19/11/2009 IL CITTADINO DI MONZA CASE ALER, NIENTE SOLDI PER LA RISTRUTTURAZIONE 24 20/11/2009 BERGAMOSETTE CFB I DUBBI DELL'ALER SUL TELERISCALDAMENTO 25 20/11/2009 IL TEMPO ABRUZZO ALESSANDRA DI FILIPPO CASE POPOLARI. SFRATTATI I ROM DA RANCITELLI 27 20/11/2009 IL DOMANI CALABRIA VANIA NOTARO PER I 109 PRECARI DI PROVINCIA E ATERP ANCORA NUSSUNA CERTEZZA 28 20/11/2009 IL QUOTIDIANO CALABRIA (VIBO) PASQUALINO RETTURA/EUGENIA CA DEMOLIZIONI, SI VA AVANTI 30 20/11/2009 IL QUOTIDIANO CALABRIA (VIBO) SI PUNTA ALL'EQUIPARAZIONE MUTUI PER LA CASA 31 27/11/2009 IL MONDO PIER EMILIO GADDA CONTO, MUTUO, RC AUTO. I SALDI CORRONO SUL WEB 33 20/11/2009 LIBERO MUTUI, ALLEANZA CREDEM-CREDIPASS 34 20/11/2009 MF TERESA CAMPO UBH SCOMMETTE SUI MUTUI CON CRIF LEGISLAZIONE 35 20/11/2009 CORRIERE DELLA SERA (ROMA) ILARIA SACCHETTONI A ROMA GLI AFFITTI PIÙ CARI D'ITALIA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 37 20/11/2009 CORRIERE DELLA SERA M. CRE. VIA AL TAGLIO DELLE POLTRONE "ASSESSORI E CONSIGLIERI SARANNO 450 MILA IN MENO" 38 20/11/2009 LA REPUBBLICA ROBERTO PETRINI ENTI LOCALI, 50MILA POLTRONE IN MENO IN FINANZIARIA LE NORME ANTI-ALLUVIONI 40 20/11/2009 IL SOLE 24ORE EUGENIO BRUNO PER LE AUTONOMIE UN MINI CODICE 41 20/11/2009 IL SOLE 24ORE GIANNI TROVATI MA IL PROGETTO ALLEGGERISCE LA CURA "ELIMINA POSTI" 42 20/11/2009 ITALIA OGGI ABOLITE CINQUANTAMILA POLTRONE F. CERISANO 45 20/11/2009 ITALIA OGGI L. OLIVERI ENTI LOCALI AI RAGGI X 46 20/11/2009 ITALIA OGGI F. CERISANO RESTANO 11 MILA LEGGI ENERGIA 47 20/11/2009 AVVENIRE GIACINTO BOSONI ENERGIA PULITA DAL VENTO E DAL SOLE 48 20/11/2009 CORRIERE DEL VENETO ANGELA CAPPETTA UNA CASA PER VIVERE IN SIMBIOSI CON LA NATURA 50 27/11/2009 IL MONDO C.B PROGETTARE IN VERDE 52 27/11/2009 IL MONDO PICCOLE CON UN CUORE BIO 54 27/11/2009 IL MONDO L'AMBIENTE È UN AFFARE 56 26/11/2009 IL SALVAGENTE GIORGIA NARDELLI "SENZA RETE" RESTANO AL PALO LE RINNOVABILI 59 20/11/2009 MF KERSELF TEME UN RAIDER MA FORSE È UNA SPERANZA 60 20/11/2009 IL GIORNALE DEL PIEMONTE MASSIMILIANO SCIULLO BRE E CENTROBANCA AL FIANCO DELLE PMI CHE INVESTONO 61 20/11/2009 IL BERGAMO VIA COL VENTO 62 20/11/2009 IL GIORNALE DEL PIEMONTE "SUL TERRITORIO PRONTI A SOSTENERE NUOVE ENERGIE" 63 20/11/2009 CORRIERE DI SIENA LABORATORIO PER L'ENERGIA ALTERNATIVA 64 20/11/2009 MF SICILIA EOLICO E CAVE, VENTURI LANCIA L'ALLARME INFILTRAZIONI 65 19/11/2009 CORRIERE DI SIENA VADEMECUM SU COSTI E CONSUMI MSCI RICORRENZE ento anni di case popolari Domani a palazzo Boglietti la cerimonia aperta a tutti • E' previsto per la mattinata di domani, a palazzo Boglietti, in via Rosselli 102, a Biella, la cerimonia per il centenario dell'Istituto Autonomo case Popolari, ora Atc, di Biella. La giornata prevede, alle ore 9,30, gli interventi istituzionali, primo dei quali sarà quello dell'assessore regionale all'Ambiente Nicola De Ruggiero (in un primo tempo era previsto l'intervento dell'assessore Sergio Deorsola, impossibilitato a partecipare); a seguire interverranno il presidente della Provincia di Biella, Roberto Simonetti ed i sindaco della Città di Biella, Dino Gentile. Alle 10,15 è previsto l'intervento di Luciano Cecchi, presidente di Federcasa sul tema "Situazione e prospettive dell'Edilizia Residenziale Pubblica in Italia", quindi sarà l'attuale presidente dell'Aie di Biella, Riccardo Valz Gris a presentate ai convenuti la pubblicazione appositamente realizzata per il centenario dell'Istituto. La giornata si concluderà con un aperitivo. «Questo momento celebrativo e di festa» ha detto il presidente Valz Gris H ..#: ,«. «vorrei riuscisse a coinvolgere, al di là delle autorità, coloro che sono stati o sono tuttora destinatari di abitazioni di residenzialità popolare poiché sono loro i nostri interlocutori diretti che hanno scandito la storia dell'Istituto prima e dell'Agenzia territioriale poi». L'Istituto Autonomo Case Popolari venne istituito nel 1909 con un atto sottoscritto da Vittorio Emanuele II all'epoca Re d'Italia. Il passaggio da lacp ad Atc avvenne invece nel 1993 in forza di un'apposita legge regionale. Attualmente il patrimonio dell'Atc consta di 762 alloggi a Biella e di 631 alloggi in 26 diversi Comuni della Provincia. G. PE. Pag. 5 Gli alloggi saranno assegnati a gennaio Il Comune compra a Lunghezza e Settecamini Lunghezza e Settecamini: i centosessantasette appartamenti acquistati dal Comune di Roma - con un bando pubblico per il quale erano stati stanziati 500 milioni - sono alla periferia est di Roma. Si tratta di nuovi fabbricati edificati nel corso degli ultimi due anni, ad opera di varie società e cooperative. Come annunciato anche durante la conferenza stampa di mercoledì scorso, sul piano casa, il Comune sta preparando una determinazione dirigenziale per l'assegnazione degli alloggi. L'obiettivo è consegnarli alle famiglie ai primi di gennaio. I vincitori del bando comunale sono risultati il «Gruppo Gherardi», la «Sette Costruzioni Spa», la «Di Veroli costruzioni», la «Socolp» e la «Dav costruzioni». Gli appartamenti, acquistati a prezzi variabili ma scontati fanno parte dell'«invenduto» cittadino e sono per la maggior parte a Lunghezza. È qui che andranno ad abitare oltre un centinaio di famiglie, titolari di dieci punti nella graduatoria del Comune per una casa popolare. II. Sa. Pag. 6 Il dirigente Raffaele Marra «Case popolari vuote? E un fatto grave Ater ce lo comunichi» IP* «L'Ater ha appartamenti vuoti? Petrucci ce lo comunichi. In due giorni gli trasmetteremo l'elenco dei nuovi assegnatari» dice Raffaele Marra, dirigente comunale delle politiche abitative. Case (popolari) vuote nella città dell'emergenza casa: il rimpallo di competenze è diventato un fiero incontro di «sumo» tra pesi massimi dell'amministrazione locale. Il cinquantenne Luca Petrucci, presidente dell'Ater, nonché legale dell'ex presidente regionale Piero Marrazzo, sostiene che, se le case a Ponte di Nona sono vuote la risposta è nella gestione delle graduatorie comunali. Ma all' Ater, che ha già revocato due assegnazioni, (inquilini risultati privi di requisiti a un supplemento d'istruttoria) Raffaele Marra, dirigente del Comune ribatte: «I nominativi sono stati scelti con cura. Annullammo la determinazione dirigenziale della precedente amministrazione perchè un centinaio di famiglie non aveva i requisiti. Quindi trasmettemmo all'Ater 323 nominativi con il massimo dei punti». Oggi quelle persone non abitano la casa che gli è stata assegnata. Non potete riassegnarla? «La vigilanza spetta all'Ater. Se ci sono case vuote a Ponte Di Nona, il fatto è grave, ma non ci risulta». Ma anche il comitato di quartiere vi ha informato settimane fa. «Il comitato di quartiere è un movimento politico che occupa le case». A proposito: è stato occupato uno degli alloggi per disabili. Non avevate persone con handicap nella lista per una casa popolare? «Non con handicap motori. Ne avevamo altri, con disabilità differenti, ma Ater ha rifiutato e, a mio avviso, anche giustamente». L'avvocato Petrucci chiede di modificare i criteri di permanenza in graduatoria. Lei è d'accordo? «È una nostra proposta già depositata in Regione. Chiediamo di ridurre a tre i motivi validi per rinunciare all'assegnazione: presenza di barriere architettoniche, permanenza in ospedale 0 residenza all'estero». Ilaria Sacchettoni Pag. 7 Il comune fa il prezzo Nasce la banca delle volumetrie edificatoli FELTRE. Sarà il mercato a dare un valore alle volumetrie disponibili per costruire. Intanto però la banca dei crediti edilizi muove i primi passi. CADONI APAGINA27 La banca dei crediti edilizi diventa realtà, i privati potranno cedere e acquistare volumetrie Il mattonefiniscein borsa Metri cubi in vendita, quelli del comune a 32,5 eur di Cristiano Cadoni FELTRE. Sarà il libero mercato a dare un valore alle volumetrie disponibili per continuare a costruire in centro e nelle frazioni. Intanto però la banca dei crediti edilizi muove i primi passi con una quotazione certa, quella che il comune dà ai metri cubi a sua disposizione. Sono centoventimila e serviranno per soddisfare le esigenze di opere pubbliche e anche private purché riconosciute di pubblica utilità. Costeranno — è stato stabilito dall'amministrazione Vaccari — 32,5 euro ciascuno. Chi vorrà acquistare questi volumi, dovrà trattare con l'amministrazione, che così potrà mettere in cassa un po' di soldi grazie al cemento. Due anni dopo l'entrata in vigore del Pat, la banca dei crediti edilizi si trasforma dunque in un'autentica borsa del mattone, decisamente meno virtuale di quanto non sia stata finora. Per i cittadini, non solo quelli che operano nel settore, è una novità importante. In tanti, a vario titolo, dovranno fare i conti nei prossimi anni con questa realtà. Chi ha rinunciato alla possibilità di costruire si è già visto riconoscere un credito, regolarmente registrato, e ora potrà monetizzarlo, trattando direttamente con chi vuole acquistarlo, sulla base di un prezzo libero determinato da domanda e offerta e influenzato da parametri come l'area di destinazione e la disponibilità di crediti per quella stessa zona. Ma anche chi rinuncia a volumi esistenti, demolendo vecchi edifici per realizzare quella che è riconosciuta come "riqualificazione ambientale" può ottenere un credito e rivenderlo. Chi vuole costruire, invece, avendo già a disposizione una parte delle volumetrie necessarie, dovrà acquistare le restanti, scorrendo la lista dei vendito- ri sui registri comunali e intavolando una trattativa per recuperare i metri cubi necessari oppure rivolgendosi all'amministrazione se l'opera può avere un'importanza per la collettività. L'ultima novità, quella che mette realmente in moto il meccanismo, è passata martedì all'esame della commissione urbanistica. Il comune, titolare di 120 degli 848 mila metri cubi previsti come budget nel Pat, ha finalmente dato un prezzo alle volumetrie a sua disposizione. Parte di queste, infatti, saranno messe sul mercato per chi vorrà realizzare opere che a vario titolo hanno un'utilità pubblica riconosciuta. Non solo opere per la collettività ma anche edifici strategici, come possono essere le nuove abitazioni in frazioni che si spopolano. In questo senso, però, la minoranza ha chiesto che si arrivi ad un regolamento certo, così da ridurre la discrezionalità di scelta dell'amministrazione. Pag. 8 Ma sulle cifre si aspetta ancora un chiarimento FELTRE. Ma quanti sono i volumi disponibili sul mercato feltrino del mattone? La risposta continua a dividere maggioranza e opposizione. Per la prima, il budget si aggira sul milione e duecentomila metri cubi: cifra alla quale si arriva sommando gli 848 mila di espansione previsti nel Pat più i "residui" del vecchio piano regolatore relativi alle zone compatibili o a quelle individuate come gialle (ad esempio l'Altanon, ma più in generale quelle libere e di una certa grandezza) che manterrebbero i vecchi indici a prescindere dal Pat. Per l'opposizione invece l'unica cifra valida è quella del Pat, mentre si può ammettere un'eccezione per le zone che nel passaggio dal prg ai piani di intervento mantengono le destinazioni. Sulla questione, tutt'altro che secondaria, il centrosinistra aspetta un chiarimento dalla Regione. Un'interrogazione è stata presentata alla giunta Galan da Guido Trento e da altri quattro consiglieri. Alla risposta stanno lavorando i legali della Regione, a conferma che la questione è tutt'altro che chiara. Non lo è per il sindaco Vaccari che invece continua a dichiararsi sicuro dell'interpretazione data dalla sua amministrazione: «I volumi sono questi», ha ribadito qualche giorno fa, «e nelle aree come quella dell'Altanon si mantengono gli indici del vecchio Prg». Ma in questo modo il limite fissato dal Pat viene cancellato, (cric) ùnrfereìAlpi iSisn TMirSbm&&t Rabbia, vaccino a tutti i cani I Sano quasi trentamila in provincia, e tocca anche alle volpi minimi (fatta 4tQ&ddnà;«Bmticast "Z— E Pag. 9 Pfowìncìa Dipendenti precari^ la politica cerca una soluzione La politica, a quanto pare, farà i suoi passi, ma per i precari vibonesi la strada si preannuncia tutta in salita. Ieri la questione è stata affrontata nel corso di una riunione, svoltasi alla Provincia, durante la quale il consigliere regionale Pietro Giamborino - presente anche il consigliere regionale Bruno Censore - ha proposto la creazione di un'agenda lavoro vibonese, per inquadrare in modo complessivo le problematiche locali in materia. La proposta potrebbe rappresentare una valida strada da percorrere, ma resta il fatto che l'argomento precariato ritorna in auge soprattutto in vista di ogni elezione. Un dubbio legittimo da parte dei tanti precari che hanno partecipato all'incontro voluto dall'assessore provinciale al Lavoro, Michele Mirabelle, presenti i rappresentanti di Cgil (Bruni e De Rito), Cisl (Garrì) e Uil (Prestia). La problematica riguarda i lavoratori precari della Provincia e 14 dell'Aterp, che Mirabelle intende risolvere puntando alla equiparazione con gli Lsu e Lpu, per procedere ad una stabilizzazione definitiva. Una strategia già ventilata dal governatore Loiero che ad oggi, nonostante sia imminente l'approvazione della finanziaria regionale, considerata l'ultima spiaggia, non è stata attuata. Cauti i sindacati che hanno manifestato perplessità. Se non verranno inserite le risorse a favore dei precari sia Giamborino che Censore hanno preannunciato che non voteranno la legge di bilancio. <" (v.s.) Cronaca di Vibo Rifiuti, l'obiettivo nnane il ciclo integrato *a lotta Mttnghmo Pag. 10 Edilizia popolare. Nella graduatoria uscita la scorsa settimana ci sono 649 famiglie in lista d'attesa Duecento alloggi nuovi ancora vuoti Appartamenti di Comune e Aler congelati da mesi per burocrazia e ritardi di Nicola Corradini Ci sono centinaia di alloggi popolari pronti da mesi ma non ancora assegnati. Appartamenti, come quelli del Comune in Valletta Valsecchi, o quelli dell'Aler, nel nuovo quartiere di Borgonuovo, la cui assegnazione è stata rallen- Le palazzine sono nei quartieri della periferia Il 22 dicembre via alle assegnazioni La prossima chiamata per l'assegnazione di alloggi a canone sociale sarà il 22 dicembre. Lo annuncia l'Aler, spiegando che verrà convocato un primo contingente di 25 (le prime) famiglie inserite nella graduatoria. I primi alloggi che verranno proposti saranno quelli di Lunetta e quelli di Borgonuovo. A breve verranno assegnati anche i 19 alloggi comunali di Cittadella riservati alle persone con più di 65 anni. Una significativa, ma solo potenziale per ora, risorsa di edilizia sociale che potrebbe dare una robusta sfoltita a quei 649 nuclei familiari inseriti nella recentissima graduatoria per le assegnazioni degli appartamenti popolari stilata dal Comune. Com'è distri- tata da certificati burocratici non ancora arrivati (nel primo caso) o dai ritardi nell'asfaltatura della piazza antistante al condominio. Sono circa 200 gli appartamenti che da mesi (o anni) apettano di venir assegnati ad inquilini. buita nei partamenti di Aler e Comune conclusi da mesi nell'amquartieri questa risor- bito del contratto di quartiesa abitativa re di Lunetta e in attesa di escosì richie- sere affidati a famiglie in grasta dalla ro- duatoria per alloggi a canobusta schie- ne sociale (altrettanti sono ra (peraltro stati assegnati dati agli inquidiminuita di lini della case Aler destinate 250 richieste all'abbattimento); altri 19 aprispetto alla partamenti dell'Aler in via Rinaldo Mantovano a Borgograduatoria chiesanuova, ormai concluprecedente, risalente al si, sono in attesa di certificamarzo 2008) zioni da alcuni mesi; a Borgodi famiglie nuovo ci sono 32 appartamencon redditi ti dell'Aler in una palazzina poco o per conclusa da mesi ma tenuta nulla compatibili con i cano- vuota in attesa della costruni imposti dal mercato della zione della piazzetta antistancasa? Sono tutti in periferia. te da parte di un privato La mappa è dell'assessorato («Ma la piazzetta è stata fatta comunale al welfare e alla ca- e siamo pronti alle assegnasa. Ce ne sono 38 nel nuovo zioni», dicono all'Aler). condominio comunale all'anSono 190 alloggi a cui vangolo formato da via Volta e no aggiunti i cinquanta che, via Grossi in Valletta Valsec- fisiologicamente, si liberano chi («Appartamenti conclusi ogni anno per traslochi o dema in attesa di vari certifica- cessi tra gli inquilini. Se ti», spiega l'assessore ai lavo- quanto promettono Aler e ri pubblici Battù); 15 in corso Comune verrà mantenuto, aldi realizzazione in via Perti- meno 125 dei ni a Colle Aperto (condomi- nuovi alloggi nio che sarebbe dovuto esse- vuoti dovrebre pronto alla fine della scor- bero iniziare sa estate e che invece verrà ad essere asinaugurato probabilmente la segnati priprossima primavera); 16 al- ma di natale. logggi per anziani nelle case Ma già nel inaugurate pochi mesi fa a passato reCittadella («Ma altrettanti al- cente i ritardi nella conseloggi di quelle case sono già gna degli appartamenti per stati assegnati — dice l'asses- «imprevisti» non sono mansore al welfare Mara Gazzo- cati. Ne rimane, in ogni caso, ni — e per affittare gli altri un'altra sessantina sui cui abbiamo dovuto attendere la tempi di assegnazione rimannuova graduatoria»); 70 ap- gono molti interrogativi. Pag. 11 IN CODA Nei primi cento gli stranieri sono solo 18 Nella graduatoria per le case |)opolari. uscirà la scorsa settimana, ci sono 250 famiglie in meni) rispetto al 2008. Una flessione che. tuttavia, UDII sminuisce il peso della pressione |x<r avere una casa a canone sociale in cirrà: le famiglie in arresa sono in nitri) 619. Nel 2000 la jirarliinrnrin era formara da 100famiglie, cinque anni dono da 580. L'analisi della liraduaroria mosrra che iili stranieri sono 270. il 11.7" . K' da considerare, però, che in testa alla lista la presenza di famiglie immigrate è modesta: una nelle prime 10 posizioni. 1 (l."!" ) nelle prime 30. 8(13" ) nelle prime 60 e 18 (18" » nelle prime cento. Significa che alla prossima chiamata per le casi1 a canone sociale ci si deve aspettare (salvo rinunce) una percentuale di inquilini stranieri moderata. Pag. 12 Ghedi Polemica al calor bianco sul Piano casa GHEDI Le cortesie e i salamelecchi del Consiglio comunale che a giugno ha aperto la legislatura sono oramai un lontano ricordo. Maggioranza ed opposizione, insomma, sono già ai ferri corti. Oggetto del contendere è il Piano casa, approvato nel recente Consiglio comunale. «S'è trattato di una clamorosa scivolata della maggioranza», denunciano in un documento congiunto le opposizioni. «Un tema così delicato non è stato analizzato approfonditamente e per tempo: la proposta arrivata in Consiglio comunale ha dimostrato confusione nella forma, ma soprattutto nei contenuti. Considerato che la delibera sulla quale si era lavorato in conferenza capigruppo si è dimostrata lacunosa, abbiamo chiesto al vicesindaco Gianluigi Boseli di rimandarne la votazione alla seduta successiva e di fissare una riunione tra i capigruppo e il tecnico del Comune per arrivare alla stesura di una delibera il più sicura ed esaustiva possibile». L'opposizione Dopo il no alla proposta, continuano gli esponenti delle opposizioni, «sono iniziate discussioni interminabili intervallate da sospensioni del Consiglio, che hanno visto Boselli (non competente in materia per sua stessa ammissione) in clamorosa difficoltà, ma che per cocciutaggine non intendeva rimandare la votazione. Operando nell'interesse della città, per senso di responsabilità a Consiglio sospeso abbiamo partecipato ad una riunione tra i consiglieri, offrendo il nostro contributo nella stesura di un documento integrativo. All'assessore è stato poi chiesto che la delibera fosse riscritta in un unico testo, e che prima della votazione un tecnico del Comune e il segretario ne verificassero la coerenza tecnica e la legittimità. La verifica e l'analisi tecnica non sono state concesse; avendo i numeri dalla sua, la maggioranza ha posto in votazione la delibera così com'era, costringendoci ad astenerci». il vicesinciaco Queste le accuse. Di seguito la risposta del vicesindaco Gianluigi Boselli. Punto primo: «L'opposizione dichiara che la delibera è confusionaria nella forma e nei contenuti. Dal momento che è stata stesa dal tecnico comunale, intendono forse dire che lo stesso è stato confusionario nella stesura del documento?». Punto secondo: «Per questioni meno importanti, in pochi giorni sono pervenute dall'opposizione corpose osservazioni scritte; sul Piano casa non ne sono pervenute... Oltre a descrivere la delibera come una catastrofe (i danni causati dalla stessa sono tutti da dimostrare; anche perché a quasi un mese dall'entrata in vigore della legge non è stata presentata nessuna domanda di intervento), l'opposizione dice che il maggior fastidio dipende dal fatto che abbiamo consultato un solo tecnico estensore del Ptg, omettendo di consultare una serie di tecnici di fiducia dell'ex amministrazione, attuale opposizione». Infine, c'è un terzo punto: «La maggioranza ha dimostrato capacità di ascolto e di confronto, cogliendo quelle sfumature che potevano consentire all'opposizione di votare a favore. Evidentemente questo non era nei loro programmi della serata; evidentemente questi consiglieri non hanno ancora metabolizzato il loro attuale ruolo di ex maggioranza». Come si vede un clima di polemica che pare destinato a durare. gaf Pag. 13 Il piano casa ligure ha misure troppo timide GIORGIO CIRILLI BERLUSCONI CI AVEVAilluso con rosee aspettativeper ilrilanciodell'edilizia con il "pacchetto casa" a cui è seguito un sofferto iter che tra alti e bassi è durato oltre novi mesi. Alla fine anche la Regione Liguria ha licenziato il suo"piano casa". Alcune Regioni "virtuose", tra queste il Veneto, avevano anticipato i loro provvedimenti per non dispiacere al Governo. Certo il rilancio dell'edilizia in una fase di crisi profonda poteva fornire "ossigeno" al sistema. Categorie professionali interessatela queste gli architetti,sullabase dei primi annunci si aspettavano la "liberalizzazione dei costumi": autocertificazioni, aumenti volumetrici, deroghe dalla normativa urbanistica e così via. Invece alla fine la montagna ha partorito il topolino. Come interpretare diversamente quanto approvato in consiglio regionale il 28 ottobre. In sintesi si sono raggiunte le seguenti conclusioni opera^A PROPOSTA tive: possibilità di ampliamento per ediliCi r)iiA n p n s a r P zia residenziale mono-plurifamiliare esi—7^ ^ stente al 30 giugno 2009 con volume inferiore a 1000 metri cubi; così modulata: A-per fabbricati minori di 200 metri cubi aumento del 30% del volume; B-per fabbricati tra 200 e 500 metri cubi aumento tra 20% e 30%; C-per fabbricati tra 500 e dì premiare i • • -i • Clll m i g l i o r a POTI buOTlì DrO0PttÌ ——"—° la qualità Urbana 1000 metri cubi aumento tra 10%e 20%. Rendiamo comprensibile con un esempio: A-casa di 200 me lignifica unico alloggio di circa 66 mq,questo "fortunato" potrà accrescere la sua casa di una stanza di 20 mq; B-casatra200e500 mc„significa con 2 o 3 alloggi, potrà crescere di 40 mq; C-casa tra 500 e 1000 mc,significa con 4 alloggi,potrà crescere di 56 mq. Dove piazzare questi ampliamenti è lasciato all'abilità degli architetti che sapranno dissimularli con sapienza. Però attenzione questa disciplina non si applica nei centri storici(zone A) e nei Comuni costieri per la fascia di 300 metri dal mitico bagnasciuga; mentre per gli edifici definiti "incongrui" (?)si può demolire e ricostruire con aumento del 35% del volume. Ma quale rilancio potrà mai avvenire da misure così timide? Quanto potrà incidere una manovra rivolta ad una casistica così ristretta, quanti la utilizzeranno ? Certo il "consumo" del territorio ligure, nelle sue parti più pregiate,è stato disastroso. Invece un punto fondamentale non affrontato doveva essere la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente per un suo corretto utilizzo a cominciare dal sotto utilizzo di gran parte dei centri storici. Allora perché invece di facilitare modesti aumenti di volume non si premia chi migliora la qualità urbana. Un virtuoso e consapevole uso dello spazio e dell'aria sulla base di buoni progetti per rimodellare i quartieri delle città e le periferie ghetto da riconvertire, sarebbe in prospettiva un bel vantaggio per le prossime generazioni. GIORGIO CIRILLI è consigliere dell'Ordine degli Architetti della provincia di Genova Pag. 14 PARTE LA PRIMA ESPERIENZA DI "COHOUSING" Casa condivisa, scatta l'esperimento Fame di alloggi, iniziativa sociale di Tursi: famiglie diverse, con giovani e anziani, vivranno insieme DA EMERGENZA nasce esigenza. Da esigenza può nascere coabitazione. Da coabitazione può nascere qualcosa che famiglia non è, ma prova ad assomigliarci. Cercasi nonno solo al mondo disponibile a condividere un appartamento, al Diamante, con un papà o una mamma rimasti senza l'altro coniuge e con un figlio a carico. Si starà un po' più stretti, d'accordo, ma le spese si ammortizzeranno più facilmente, e la vita si farà più lieve e semplice. Si chiama cohousing, e solitamente è rivolto a privati che vogliano abitare spazi, grandi case e condomìni con altri privati. Residenze con stanze separate ma cucina, lavanderia e zona giochi per i bambini in condivisione. Il Comune di Genova adatterà il modello del cohousing al mondo dell'emergenza abitativa. Creando bandi speciali, rivolti appunto a persone sole configlie ad over 65, che uniscano nello stesso appartamento vite sconosciute ma disponibili a prendersi cura vicendevolmente. Il bando sarà pronto entro la prossima primavera, si rivolgerà allo stesso "target" dell'edilizia residenziale pubblica e metterà a gara almeno un paio di condomini, a Begato, specificatamente riservati a questo scopo. Il progetto rientra in un più com- plesso disegno di azioni volte a migliorare il tessuto sociale del Diamante. Potremmo chiamarle "iniezioni" di situazioni un po' più costruite rispetto a quelle che si creano assegnando semplicemente le case a chi si trova nella graduatoria del Comune. «Abbiamo analizzato esempi virtuosi come quello operato nel quartiere Mirafiori, a Torino - spiega Bruno Pastorino, assessore alle Politiche abitative - ci siamo resi conto dell'ineludibilità di un concetto: le riqualificazioni di un territorio come questo con soli denari pubblici non sono possibili. Azioni pubbliche mirate, però, devono fare da volano all'arrivo di questi investitori». Tutto, secondo Pastorino, si può fare nell'alveo della legge che regola le assegnazioni e la gestione del patrimonio nei quartieri di edilizia residenziale pubblica. Nel quadro delle «iniezioni virtuose» ci sta anche l'assegnazione a canoni molto bassi dei box e dei posti auto del Diamante (vedi articolo a fianco), e ci sta la trattativa in corso con Poste Italiane per trasformare l'ex sede della scuola della polizia postale in un residence-alloggio temporaneo per chi, non necessariamente in condizioni di emergenza abitativa, abbia la necessità di un appartamento per un periodo limitato. Stu- denti, parenti di persone ricoverate in ospedale e via dicendo. Da mesi è iniziata una trattativa con Europa Gestioni Immobiliari, la società che ha in carico il patrimonio che Poste vuole valorizzare, per trovare una soluzione che porti a realizzare questo progetto. Se si tratterà di acquisto da parte di Tursi o di una formula differente non è dato al momento di saperlo. Certo è che il Comune mira ad ottenere negli ottomila metri quadrati di questa struttura (zona alta del Cige) anche una biblioteca e altri sei-vizi per tutta Begato. Intanto si attende il lancio del cohousing. La parte complicata del lavoro degli uffici sarà quella di mettere insieme persone che possano convivere senza problemi. Tursi ci guadagnerà che con un solo appartamento si potrà rispondere a due situazioni difficili (e chi aderirà al bando speciale non verrà escluso da quello tradizionale per ottenere una casa tutta per sé), gli inquilini potranno invece beneficiare di compagnia, nel caso dell'anziano, di una figura simile al nonno nel caso del genitore configlia carico, di risparmio economico per entrambi. DANIELE GRILLO grilloailsocoloxix.it Pag. 15 [LORSAZZO] Case Aler, appalto con super sconto Crusco: «Ma le fanno di cartone?» Idubbi del consigliere dopo che un'impresa si è aggiudicata l'appalto con un ribasso del40% LOMAZZO «Ma l'Aler vuole costruire case di cartone?». Se lo chiede Pino Crusco, perito edile e consigliere comunale dell'Italia dei valori, preoccupato per il ribasso d'asta, pari al 40 %, che ha caratterizzato l'appalto. «La domanda mi è sorta dopo aver letto all'albo pretorio l'avviso di aggiudicazione della gara di appalto per la costruzione di 17 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica in via Lombardia - spiega Crusco. - gara svolta al massimo ribasso, ad una ditta forlivese che sull'importo base di un milione e 967 mila euro ha offerto l'incredibile ribasso del 40,2%. Per una impresa edile l'utile lordo è nell'ordine del 20%, quindi la ditta aggiudicataria dovrebbe riuscire a realizzare, a regola d'arte, le opere con costi pari a meno del 50% di quelli esposti nel bando di gara. Da 35 anni lavoro nell'edilizia e dal 1985 ho svolto incarichi elettivi nelle amministrazioni locali: ho seguito tante gare d'appalto, ma mai ho visto un ribasso simile, neppure ai tempi della Cassa del mezzogiorno, quando l'importante era aggiudicarsi l'appalto che poi tanto si aggiustava in qualche modo tutto con le varianti in corso d'opera. Per contro, l'Aler Como non lesina nell'affidare incarichi esterni per la progettazione e la direzione lavori, nonostante disponga di numerosi tecnici dipendenti con adeguata preparazione e professionalità. L'Aler, inoltre, ha reP. Crusco centemente aggiudicato altri tre importanti lavori (per totali circa 5.650.000 euro a base d'asta) aduna ditta romana che ha offerto mediamente il 36% di ribasso. Si tratta di scelte sulle qualiritengodebbano a questo puntorifletterecon attenzione le amministrazioni pubbliche, 'azioniste' dell'azienda pubblica Aler Como, ma anche i sindacati edili e le aziende imprenditoriali». «Siamo preoccupati anche noi - commenta Alessandro Turati, presidente Aler - ma abbiamo dovuto recepire una direttiva europea che prevede l'assegnazione non più in base alla media ponderata, ma all'offerta più bassa. Riguardo alribassoottenuto, anche le altre tre offerte in gara andavano dal 37.95% al 36.17%. Forse servirebbe una modifica legislativa, noi seguiamo quella vigente svolgendo attenti controlli, occupandoci anche della direzione lavori. L'azienda aggiudicataria ci ha informalmente sapere che per rimanere sul mercato è pronta a lavorare con guadagno minimo. Le case che verranno realizzate non avranno comunque niente da invidiare a quelle dell'edilizia privata». Spiegazioni che non convincono Crusco: «L'Aler avrebbe dovuto avere il coraggio di rinunciare alle offerte con un ribasso eccessivo in quanto appunto anomale. Invece così facendo mette fuori gioco le imprese locali, mentre ci si pone il dubbio di come prezzi tanto scontati possano dare le necessarie garanzie per la corretta realizzazione delle opere: dall'impiego di materiali di qualità, al rispetto dei contratti di lavoro per le maestranze, alla puntuale applicazione delle norme di sicurezza». Gianluigi Saìbene Pag. 16 Appaltati i lavori per 75 case popolari a Montuolo e S. Filii l i Intervento da oltre3,6milioni di euro affidato a due imprese che hanno presentato ribassi anomali LUCCA. Alla fine l'Erp ce l'ha fatta. La società che gestisce il patrimonio pubblico di case popolari ha appaltato la costruzione di 75 alloggi tra San Filippo e Montuolo, con un investimento che super i 3,6 milioni di euro. Tagliare questo traguardo non è stato semplice per Erp, dal momento che le due gare sono state bloccate per mesi a causa dei ribassi anomali presentati dalle ditte che si erano classificate prima ma che sono state escluse proprio perché avevano proposto offerte eccessivamente basse. Le ditte che, alla fine, si so- case dovrà realizzare anche no aggiudicate i due appalti le opere di urbanizzazione, sono entrambe laziali. come fognature e acquedotto. SAN FILIPPO Il ribasso offerto dall'imPer la costruzione di questi 35 alloggi con annessi tre presa è stato del 31,8% sulla uffici Erp ha ricevuto 32 of- base d'asta, ma è stato accetferte, ne ha ammesse 28. Di tato nonostante la soglia di queste ne ha giudicate ano- anomalia sia stata calcolata male 6 e ne ha escluse 5. Alla intorno al 25,069%. fine l'appalto, per la costruMONTUOLO zione degli alloggi nel Peep Il progetto prevede la readi San Filippo, è stato aggiu- lizzazione di 40 alloggi popodicato alla ditta Ceam di lari suddivisi in quattro fabAlessandro Amorini di Vero- bricati. Anche in questo caso li, in provincia di Frosinone l'appalto è stato assegnato a per un importo complessivo un'impresa che ha presentadi 1.799.594,14 euro compresi- to un ribasso d'asta anomavi di Iva e di oneri della sicu- lo. A costruire le case all'inrezza (non sottoposti a ribas- terno del Peep di Montuolo so d'asta). La ditta oltre alle l'area riservata all'edilizia economica e popolare - sarà il Consorzio Stabile Aedars scarl di Roma che dovrà anche realizzare le opere di urbanizzazione del nuovo quartiere. L'importo dei lavori è superiore a quello di San Filippo: l'investimento (al netto del ribasso) ammonta a 1.832.030,89 euro compresi gli oneri della sicurezza e l'Iva. Il Consorzio è riuscito ad ottenere l'appalto presentando un ribasso del 27,255% quando la soglia di anomalia era stata fissata al 20,976%. Tuttavia, Erp ha giudicato l'offerta compatibile con l'intervento. i.b. Pag. 17 Fra tre mesi 50 alloggi popolari Arrivano i soldi della Regione, gare d'appalto già avviate L'assessore Zambito: sono appartamenti vuoti e degradati che necessitano di essere ristrutturati di Giovanni Parlato PISA. Una buona notizia. Di quelle che in prossimità del Natale fanno ancora più piacere. Entro 90 giorni, 50 famiglie pisane avranno una casa. Dalla Regione arrivano 650mila euro. La giunta regionale ha deciso il finanziamento, spalmato su tutto il territorio, ma l'amministrazione comunale pisana sapendo che prima o poi questi soldi sarebbero arrivati nel giro di qualche mese, ha già eseguito tutte le procedure di affidamento. In pratica, ha dato il via libera alle gare d'appalto e appena arrivano i soldi (è questione di giorni) cominceranno i lavori per ristrutturare 50 alloggi vuoti da tempo perché né il Comune né Apes avevano le risorse necessarie. «Abbiamo giocato d'anticipo - afferma Ylenia Zambito, assessore alle politiche abitative - in modo da potere consegnare quanto prima i cinquanta alloggi. Nel mese di febbraio prossimo questi alloggi torneranno nella piena disponibilità e saranno assegnati in base alla vecchia graduatoria. Naturalmente, prima saranno eseguite le verifiche dei requisiti degli aventi diritto». Comune e Apes hanno lavorato in sinergia per farsi trovare pronti a questa situazione. L'emergenza casa è, da sempre, uno dei temi più caldi e sui l'attenzione dell'amministrazione comunale non è mancata. Da tempo, risultano vuoti appartamenti che, prima di essere riconsegnati, necessitavano della ristrutturazione. Un problema, non solo pisano, ma toscano. Tanto che la Regione si è fatta carico del problema con un piano che prevede la ristrutturazione di quasi 700 alloggi popolari. Martedì l'assessore regionale alla casa, Eugenio Baronti, ha ottenuto il via libera dalla giunta regionale per interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria per quasi 25 milioni di euro. Al territorio della provincia di Pisa sono stati destinati complessivamente 1.755.261 euro per 138 alloggi. A Pisa città, andranno - come detto - 650 mila euro che serviranno a ristrutturare 50 appartamenti in condizioni di degrado e che si trovano sparsi un po' ovunque, fra i vari quartieri della città. Il provvedimento varato dalla giunta rientra nel pacchetto di misure straordinarie da 143 milioni di euro approvato nell'estate scorsa dal consiglio regionale che prevede una serie di interventi articolati su cinque diverse misure. La giunta regionale ha concluso le procedure per quanto riguarda la prima misura su cui era previsto il finanziamento di 25 milioni, che riguarda appunto la ristrutturazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dal 2010, la Regione affronterà gli altri punti di questo complesso piano al fine di alleggerire l'emergenza casa. PISA. Ieri è stato siglato l'accordo per il contratto decentrato integrativo 2009 per i dipendenti del Comune di Pisa. Il Comune ha destinato per l'anno 2009 circa 5 milioni e 219mila euro per l'incentivazione delle politiche di sviluppo delle risorse umane di cui 3 milioni e 200 mila di risorse stabili e oltre 2 milioni di risorse variabili. L'accordo è stato trovato anche sulle progressioni economiche orizzontali, sulla valutazione dei dipendenti, sugli straordinari e sui buoni pasto, che passeranno da 5,27 euro a 7,50 euro dal primo gennaio 2010 e su altri aspetti tecnici contrattuali. Soddisfazione da parte dell'assessore al personale Antonio Cassone e da parte del sindaco. «È positivo - ha sottolineato Marco Filippeschi che un percorso complicato, con difficoltà dovute anche alla scarsità di fondi movimentabili, sia arrivato a compimento con un esito condiviso. L'intento è quello di facilitare un clima di condivisione e di concertazione sulle scelte, valorizzando il personale, motivandolo e valutandolo con metodi nuovi, affinché l'efficacia ed efficienza dei servizi ai cittadini si mantenga a livelli elevati». Pag. 18 La donna vive con lafigliadi tre anni in una casa Spes. Marini: «Per capire dovrei incontrarla» Perde il lavoro e arriva lo sfratto // dramma di una giovane mamma ex dipendente dell'Answers che le opere di manutenzione spettano. Ma io non posso spendere per rifare gli impianti, ricevo dall'assistenza sociale un contributo di 250 euro e non ce la faccio neppure a pagare l'affitto, tanto che mi vogliono sfrattare». Il presidente della Spes, Stefano Marini, ammette che in via Erbosa - case popolari sorte nel '43 per ospitare i rifiugiati, esistono diversi problemi, ma che vorrebbe incontrare gli inquilini per capire caso per caso. «La giovane deve parlare con me, non mando Stefano Marini, presidente della Spes via nessuno e sono sempre a disposizione. Mi sembra straPISTOIA. Vive sola con la fi- bile di un impianto vecchio e no che i tecnici della manuglioletta di tre anni in un ap- arrugginito, al quale non han- tenzione le abbiamo detto che partamento al numero 35 di no messo mai mano dal 1971. deve pensare lei a tutto. Funvia Erbosa, nelle case popola- Dai rubinetti esce sabbia e ziona così. La manutenzione ri della Spes. Da qualche tem- ruggine. In cucina la caldaia ordinaria la facciamo noi, po ha perso il lavoro: per un perde acqua perché ha i tubi mentre l'inquilino se ne occuanno aveva lavorato all'An- completamente marciti. E pa solo se è dimostrato che l'eswers, ma come a tante colle- sempre in cucina dal soffitto ventuale danno dipende da ghe del cali center il contrat- filtra l'acqua e quando piove una qualche incuria o trascuto a termine non le è stato rin- un po' più forte gocciola sui ratezza. Altrimenti, per opere novato. Basterebbe questo fornelli. Spesso accendendo più importanti di mantenzioper definire drammatica la si- la luce si prende la scossa, ne straordinaria deve pensartuazione di Maria Sepe, 28 an- perché i fili elettrici sono in- ci il proprietario, cioè il Coni, ma le sue sventure non fi- trisi di umidità. Adesso sono mune, quando la Regione rilanisco qui. Qualche settimana senz'acqua, devo lavare la scia dei finanziamenti». E poi fa le è arrivata una lettera di bambina, come faccio?» c'è il capitolo dlela morosità: sfratto: da qualche non paga Maria Sepe ha chiamato «Bisogna vedere la situaziol'affitto e tra qualche giorno più volte la Spes, poi l'ufficio ne. La Spes sugli affitti va in rischi di vedersi arrivare l'uf- d'igiene dell'Asl, che a sua base al reddito, se lei adesso ficiale giudiziario alla porta. volta - da quanto riferisce la non ha lavoro e riceve un sud«Dovesse accadere io di qui giovane mamma - ha sollecita- didio, abbiamo affitti anche non muovo» dice la donna, to la Spes per le condizioni simbolici di 12,60 euro mensiche poi racconta il suo conten- precarie in cui vive la donna li. In ogni caso, ripeto, devo zioso con la Spes. «Da qual- con la figlia. «L'unica cosa conoscere di persona il caso che giorno ho dovuto stacca- che sono riuscita ad ottenere per capire come sta la questiore l'acqua, perché mi si è rot- in questi giorni è la visita di ne e in che modo poter venire to un tubo di un radiatore e si un idraulico. Ma verrà solo a incontro a questa famiglia». allagava la casa - racconta - riparare il tubo rotto. Dicono Francesco Albonetti Ma è la conseguenza inevita- Pag. 19 Con Pltea i canoni non aumenteranno La presidente Ruffini tranquillizza gli inquilini exEca ROVERETO. «Col passaggio del patrimonio edilizio comunale (184 alloggi) all'Itea, per gli inquilini non cambierà granché». Lo assicura la presidente Itea Aida Ruffini, rispondendo alle voci di rincari incontrollati dei canoni: «Non è vero affatto: sono sciocchezze». L'ultimo a sostenere il contrario, proprio ieri mattina, è stato il candidato sindaco della Fiamma Tricolore Davide D'Eliseo. Per il quale col passaggio all' «iniqua modalità di calcolo dell'Icef» ci saranno ripercussioni «considerevoli sui canoni degli attuali occupanti» e si «allontenerà dal godimento del beneficio i lavoratori a vantaggio soprattutto degli immigrati». I nuovi canoni ancora non sono stati calcolati, ma Ruffini ha gli strumenti per dare una risposta attendibile. «Ab- biamo effettuato delle simulazioni. E posso dire che sulla media dei 184 alloggi non ci saranno variazioni. Ci saranno aggiustamenti per i singoli casi, nel senso che la maggioranza avrà il canone confermato, qualcuno lo vedrà diminuire e qualcun altro aumentare. Ma non in modo così significativo. Inoltre ricordo che per legge, mentre le riduzioni di canone hanno valore immediato, gli aumenti devono essere dilazionati su 5 anni. In definitiva, sempre considerando la media, gli inquilini pagheranno meno con Itea di quanto hanno pagato quest'anno. Quanto infine all'Icef: è un sistema equo, utilizzato in tutta Italia, anche se con nomi diversi. Alla fine i risparmi fino a 45 mila euro non hanno alcuna incidenza: per esempio, il Tfr di un lavoratore. Per le proprietà immobiliari è diverso, ma questa mi sembra una misura di equità, non il contrario. Che per l'alloggio pubblico vada privilegiato chi non ne ha uno proprio, mi sembra rispondere alle finalità dell'edilizia pubblica. E non mi scandalizza affatto l'idea che chi risulta essere proprietario di case proprie possa dover lasciare l'alloggio Itea». Pag. 20 Una guida per mettersi al riparo dagli incidenti domestici In Italia troppe persone si fanno male dentro casa In Italia circa 3 milioni e mezzo di persone l'anno subiscono incidenti di varia natura e gravità all'interno della propria abitazione. Fondamentale è quindi apprendere i comportamenti corretti da adottare in casa, con particolare attenzione anche alla tutela dell'ambiente. Di qui la stesura di un vademecum realizzato in 4 differenti lingue e rivolto agli inquilini presenti all'interno degli alloggi pubblici in Trentino. La realizzazione dell'opuscolo prende spunto dal Piano Convivenza per accrescere la coesione sociale in Trentino approvato dalla Giunta provinciale e dal Piano di Sicurezza per la vivibilità negli stabili di edilizia abitativa sociale approvato dal Consiglio di Amministrazione di ITEA SpA. La Provincia autonoma di Trento ha sostenuto convintamente il progetto "Sicurezza in casa e tutela dell'ambiente" promosso da Cinformi e dall'ltea, che da oggi è anche un agile e simpatico vademecum distribuito a tutti gli inquilini Itea in una edizione in quattro lingue (italiano, francese, inglese e arabo), che tiene conto della presenza etnica nelle case dell'edilizia popolare del Trentino. Raggiungerà quindicimila famiglie e per coloro che non sono inquilini Itea sarà possibile consultarlo sul sito www.cinformi.it. La guida cercherà di dare un supporto a chi trascorrere molte ore in casa. Spesso è l'approccio alle nuove tecnologie a creare problemi sia a chi ha una certa età, sia a chi proviene da culture e da ambiti sociali poco tecnologici. Ecco allora che il vademecum insegna in modo semplice e intuitivo come avvicinarsi al mondo dell'elettricità, agli impianti elettrici domestici che vanno usati in modo corretto e alle prese elettriche. Se poi dovesse comunque svilupparsi un incendio, ecco che in poche pagine s'insegna all'inquilino "modello" come comportarsi per domare le fiamme, come usare gli estintori e come mettersi in salvo velocemente e in piena sicurezza. Anche il gas va maneggiato con cura, per evitare perdite, per prevenire incidenti anche con conseguenze gravi. Il volumetto mette in fila una lunga serie di comportamenti domestici corretti, moltissimi dei quali dettati dal buon senso ma che per ignoranza o per leggerezza non vengono spesso seguiti: mai asciugarsi i capelli coi piedi nudi nell'acqua per terra; attenti a lasciare incustoditi l'asse da stiro col ferro appoggiato, attenti a non scivolare per le scale lasciate bagnate da qualcuno; usare i tappeti antiscivolo in bagno; sistemare con cura e attenzione gli oggetti nei pensili della cucina per evitare cadute rovinose e pericolose; usare gli appositi guanti per spostare pentole e tegami caldi. Si passa poi a una serie di consigli sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sul risparmio energetico. Pag. 21 * I J I econdo i dati diffusi ieri • dall'immobiliare Gabetti, Roma è la _J città più cara d'Italia per gli affitti. Un monolocale costa (in media, ma si registrano cifre anche molto più alte) 685 euro, contro i 593 di Milano e i 578 di Bologna. Roma guida la classifica anche dei bilocali, con 687 euro in media al mese, al secondo posto Milano con 832. La domanda di locazioni nella prima parte dell'anno resiste, ma i canoni scendono. Segnale che l'offerta è superiore alla richiesta o che i proprietari si accontentano di somme inferiori pur di non lasciare sfitto l'immobile. I canoni medi, nel primo semestre dell'anno, sono diminuiti in media del 4.3 per cento per monolocali, del 2.2 per cento per i bilocali, mentre sono rimasti stabili per i trilocali, la tipologia più richiesta dalle famiglie. Un crescente numero di famiglie preferisce infatti valutare questa soluzione, anche perché è sempre più difficile ottenere mutui dalle banche, diventate ancora più prudenti con la crisi. Pag. 22 CLAMOROSO Le infiltrazioni d'acqua sono impressionanti e coinvolgono i quadri elettrici. Interventi per oltre 1 milione di euro Case Aler, niente soldi per la ristrutturazione L'annuncio in consiglio di circoscrizione: non c'è neanche un euro per i lavori nei 6 caseggiati di via Fiume • Non ci sono i soldi per la manutenzione straordinaria delle case Aler. Almeno per ora. Questa l'amara realtà emersa martedì sera durante la seduta del consiglio della circoscrizione Tre, dedicata, tra le altre cose, allo stato di salute dei sei caseggiati Aler di via Fiume. Una salute precaria, hanno più volte denunciato i residenti, con i box invasi dalle infiltrazioni d'acqua, che cola anche sui quadri elettrici, ed ascensori malfunzionanti. Tuttavia, stando a quanto riferito ai consiglieri dal direttore generale di Aler Angelo Botti, non potranno per ora essere effettuati interventi di riqualificazione complessiva. SENZA SOLDI - Mancano infatti i soldi per le manutenzioni straordinarie (una valutazione preliminare parla di quasi 1 milione di euro da stanziare solamente per rifare i box), e si potrà intervenire (come peraltro già in parte fatto) solo per mettere in sicurezza apparati elettrici ed ascensori. Una realtà che non è piaciuta ai consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, né tantomeno ai residenti presenti fra il pubblico. «Siamo usciti dalla seduta sapendone quanto prima», è stato il commento bypartisan dei consiglieri, anche se Botti ha assicurato la piena disponibilità dell'Aler per risolvere i problemi e uscire almeno dall'emergenza. "Un po' poco", sottolinea il vicepresidente Giuseppe Chiorazzi, che ad aprile aveva presentato u n documento che chiedeva all'amministrazione e ad Aler interventi tempestivi. GLI INTERVENTI - La l i s t a dei problemi era lunga: muri scrostati nell'area dei garage, con evidenti segni di infiltrazioni di acqua piovana e formazione di muffa; porte e strutture metalliche corrose dalla ruggine; porte dei vani ascensori ossidate e deformate, non garantendo il corretto funzionamento degli stessi; impianti elettrici e locali di comando degli ascensori che non risultano adeguatamente protetti. «Anche perché i lavori effettuati in passato, come il rifacimento dei tetti, non è stato eseguito bene, mentre aver tolto l'intonaco ammalorato ha fatto si che l'acqua aggredisse i muri stessi», aggiunge Chiorazzi. Problemi su cui conviene anche l'opposizione di centrodestra. «Anche se mancano i soldi per la manutenzione straordinaria (fondi che, spiega Aler, saranno disponibili solo una volta venduti parte degli appartamenti), Aler può agire d'urgenza in base al proprio statuto per garantire almeno gli interventi per la messa in sicurezza, attingendo dai fondi di emergenza", ha infatti sottolineato Antonio Nigro, ca» pogruppo di Forza Italia. Pag. 23 I dubbi dell'Aler sul teleriscaldamento BERGAMO (cfbj II teleriscaldamento non convince tutti. Ha fatto discutere, in particolare, il "gran rifiuto", anche se momentaneo, pronunciato dall'Aler di Bergamo, ovvero l'ex Istituto case popolari. La motivazione è semplice: il costo. L'Aler sostiene che il teleriscaldamento non sia sempre conveniente e che attualmente A2A proponga tariffe non troppo lontane dal "vecchio" metano. L'altro dubbio è nel legarsi a un'azienda che fornisce il servizio di teleriscaldamento in regime di sostanziale monopolio, mentre per la fornitura del gas non è più così. Pag. 24 Pescara Case popolari Sfrattati I rom da Rancitelli • PESCARA L'amministrazione comunale di Pescara ha effettuato sfratti nei confronti di persone che occu- pavane abusivamente alloe- Rancitelli. Case nella mag„j popolari. Operazioninei §*or P a r t e occupate da rom. •* Di Ffipp© a pagina 11 q u a r tieri di San Donato e Tolleranza zero Al via ieri mattina all'alba l'operazione nei quartiere Rancitelli per liberare gli appartamenti occupati abusivamente dai rom Via gli zingari dalle case Gli sgomberi continueranno per recuperare un centinaio di alloggi ** r*-••.,<• V** r* Rancitelli Sgomberate alcuni alloggi popolari occupati abusivamente da famiglie rom Alessandra Di Filippo • Tolleranza zero era stata annunciata, è tolleranza zero è stata. Via gli occupanti abusivi dagli alloggi popolari di Pescara. E così, intorno alle sei di ieri mattina, è scattato il blitz. Nel mirino delle forze dell'ordine, schierate al gran completo, quattro appartamenti, occupati da rom, una ventina di persone in tutto. Tre situati a Rancitelli: ai civici 26 e 14 di via Lago di Boreiano e al 181 di via Tavo, ed uno a Fontanelle, in via Caduti per Servizio 25. Tutte case occupate dagli zingari, sfondando la porta, ed utilizzate come centrali per lo spaccio di droga. Una situazione, andata avanti nel tempo, a cui l'amministrazione comunale ha deciso ora di mettere la parola fine. Al blitz di ieri - hanno, infatti, assicurato il sindaco Luigi Albore Mascia e l'assessore alle Politiche della Casa, Isabella Del Trecco - ne seguiranno prestissimo degli altri. In totale, nelle pros- Pag. 25 sime settimane, si conta di liberare almeno un centinaio di case popolari occupate abusivamente, che saranno immediatamente riassegnate a chi ne ha diritto, come, fra l'altro, già accaduto ieri. Per accelerare al massimo tutte le procedure, si è, infatti, provveduto a sgomberare dagli appartamenti, oltre le persone, anche il mobilio e le suppellettili presenti. E che mobilio! In alcuni casi, sono stati trovati televisori al plasma di ultimissima generazione e impianti satellitari. Di fronte alla situazione, qualcuno degli abusivi ha dato in escandescenze, ma a parte qualche porta rotta, tutto è filato liscio. «Quello odierno - ha commentato, dopo l'operazione, il prefetto Paolo Orrei - dev'essere un segnale. La legalità dev'essere un obiettivo sempre presente». Il questore Stefano Cecere, da parte sua, ha ricordato che, da un mesetto, i controlli a Rancitelli sono stati intensificati. Pag. 26 Incontro ieri a ¥ìbo tra l'assessore provinciale alle Politiche del lavoro Michelangelo Mirabelle, i sindacati e i consiglieri regionali per affrontare sul piano programmatico la questione lavoro er 1109 precari di Provincia e Aterp ancora nessuna certezza di Vania Notaro VIBO VALENTIA - Doveva essere una riunione squisitamente operativa, ma la natura della tematica affrontata e la presenza di numerosi lavoratori precari dell'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia ha dato all'incontro di ieri tra l'assessore provinciale alle Politiche del lavoro Michelangelo Mirabelle, i sindacati e i consiglieri regionali vibonesi, un tenore programmatico. Oggetto dell'incontro, convocato da Mirabelle venerdì scorso e che sarà aggiornato alla prossima settimana, è stata la sorte dei lavoratori precari, con particolare riferimento a quelli in forza alla Provincia e all'Aterp. Una problematica annosa che l'assessore provinciale intenderisolvereuna volta per tutte, puntando all'equiparazione dei lavoratori in questione agli Lsu e Lpu, affinché si possa poi procedere alla loro stabilizzazione. Strategia già ventilata a suo tempo dal presidente della Regione Agazio Loiero, che ha promesso un provvedimento legi- slativo omnibus per il precariato negli enti pubblici calabresi. Legge, però, che fino ad oggi non è stata ancora varata, nonostante sia imminente l'approvazione della finanziaria regionale, considerata l'ultima spiaggia per l'adozione di una soluzione che riduca fortemente il fenomeno. All'incontro di ieri, oltre a Mirabello, hanno partecipato i rappresentanti sindacali Donatella Bruni e Davide De Rito (Cgil), Luciano Prestia (Uil), Giuseppe Garrì (Cisl), i consiglieri regionali Pietro Giamborino e Brunello Censore, nonché una nutrita rappresentanza dei 79 precari della Provincia. In apertura, Mirabelle ha ribadito gli obiettivi della riunione: «Non è più possibile riporre le speranze occupazionali di queste persone in una convenzione con la Regione - ha ammonito ramministratore provinciale -, che copre la metà dei costi sostenuti per il pagamento degli stipendi e non dà garanzie per il futuro». Mirabello ha poi rimarcato quella che considera la strada più Problematica annosa che l'assessore provinciale intende risolvere una volta per tutte mirando all'equiparazione con Lsu e Lpu sicura per giungere alla stabilizzazione, cioè l'equiparazione agli Lsu e Lpu. «La politica ha il dovere di risolvere i problemi - ha affermato Giamborino -, ma se andiamo in Consiglio regionale a parlare di stabilizzazione dei precari calabresi rischiamo di fallire, senza contare il rischio che il Governo impugni un eventuale provvedimento in questa direzione». Giamborino, inoltre, ha proposto anche la creazione dell'Agenda vibonese del lavoro, una sorta di tavolo concertativo permanente che metta nero su bianco le singole vertenze dei lavoratori. Sulla stessa lunghezza d'onda Censore, con riguardo alla finanziaria regionale: «Legge di bilancio che non voteremo se in essa non saranno previste risorse per i precari». Caustici, invece, i rappresentanti sindacali. Donatella Bruni, rappresentante della Cgil, ha spiegato che lo status di Lsu o Lpu consente di utilizzare i lavoratori in questione negli enti pubblici, ma non porta ad una reale stabilizzazione. Donatella Brunì, della Cgil, ha spiegato che Io status di Lsu o Lpu consente di utilizzare i lavoratori negli enti pubblici, ma non porta la stabilizzazione Pag. 27 La giunta regionale sta realizzando oltre 100 alloggi di edilizia sociale Demolizioni, si va avanti L'assessore Incarnato incontrerà Speranza e ilprefetto per aiutare chi resterà senza c m | f ':l 1 *%-;%: • I manifestanti sui binari della stazione ferroviaria di Lamezia di PASQUALINO RETTURA edEUGENIACATALDI LAMEZIA TERME-Unclimacaldo e denso di tensione a Lamezia, tra le ruspe dell'Esercito che demoliscono gli immobili di abusivismo edilizio, e le proteste dei proprietari, tra strumentalizzazioni, disperazione, rabbia e confusione. Nell'elenco sono undici i primi edifici da abbattere ma in totale sono 400, tra case, uffici e magazzini, come disposto dalla Procura della Re- pubblica, dopo le sentenze passate in giudicato. Le proteste non si placano: mercoledì notte circa 50 manifestanti hanno trasferito la protesta sui binari della stazione ferroviaria centrale, bloccando due treni. A placare gli animi, il dirigente del commissariato di polizia, Giuseppe Cannizzaro ed il vice Sa- verio Mercurio: e dopo un'ora tutti a casa. Ma al sorgere del sole, sono tutti davanti il piazzale del Comune, in attesa di una "clemenza". Poi l'incontro a Catanzaro dal prefetto e fino a tarda sera ancora davanti al Comune, presidiato dalle forze dell'ordine. I dirigenti del commissariato di polizia discutono oltre un'ora con il sindaco, di fronte ad un'emergenza di ordine pubblico, cercando di non esasperare la situazione già acuita dalla divulgazione di una aggressione al sindaco. E cercano soluzioni possibili. Aleggia, dopo quell'incontro, la possibilità che il sindaco possa richiedere un'istanza di sospensione, forse per poi acquisire al patrimonio quegli immobili abusivi. Una situazione confusa: il proprietario di una grande ditta lametina, dopo aver demolito gli uffici, riceve il decreto di sospensione della demolizione dal giudice esecutore: troppo tardi, ormai è già tutto smantellato, mentre il proprietario della prima casa già abbattuta in via Murat avrebbe avviato l'istanza di condono, pagando ben 17.000 euro. E tra le soluzioni, si mobilita Mpa: il deputato Belcastro e il commissario regionale Lo Monte incontreranno oggi pomeriggio il procuratore di Lamezia, Vitello, per individuare delle soluzioni alternative mentre già ieri Mpa ha incontrato in via d'urgenza il ministro degli Interni, Maroni. Il Pdl sollecita di sospendere le demolizioni, verificando l'abusivismo di necessità da quello speculativo. L'assessore regionale ai Lavori pubblici, Lui- Pag. 28 gi Incarnato, intende incontrare il prefetto di Catanzaro ed il sindaco di Lamezia per «studiare eventuali soluzioni per quelle famiglie che hanno infranto le regole ed vengono a trovarsi in difficoltà per effetto del provvedimento ma questo è rivolto a chi ha reali necessità e non ha fini speculativi. Stiamo realizzando, con l'Aterp di Catanzaro, 24 alloggi di edilizia residenziale pubblica; altri 20 alloggi li sta costruendo il Comune. Due inter- venti finanziati dalla Regione, per u n importo di 915 mila euro e di 690 mila euro. In corso di definizione altri tre interventi per 2,3 milioni di euro per costruire altri 40 alloggi mentre l'Aterp sta per costruire altri 32 alloggi con u n investimento di 1 milione di euro. Altri 6 milioni di euro sono stati stanziati dal questo Dipartimento per il Contratto di quartiere dove si prevedono interventi proprio nella zona interessata all'abbattimento». A tal proposito, il sindaco aveva affermato: «Faremo fin tutto per non lasciare sulla strada i cittadini che avranno demolite le case. Ho detto tutta la verità e il Comune non ha responsabilità». Ma resta il clima di tensione: questa mattina, alle 9.30 è prevista una grande manifestazione in piazza della Repubblica, davantiil tribunale. Ma, dueoreprima, è anche previsto che le ruspe riprenderanno a demolire uno degli immobili abusivi in città. «Un atto di una gravità inaudita» LAMEZIA «E'di una gravità inaudita quello che sta accadendo a Lamezia Terme, dove, mentre uomini e mezzi del Genio Militare stanno abbattendo costruzioni illecite, sulla base di sentenze di demolizione passate in giudicato, la protesta degli abusivi viene guidata dal fratello di un boss e il sindaco Gianni Speranza viene aggredito impunemente in Municipio». È quanto affermain una nota il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che ha telefonato al sindaco di Lamezia Terme per esprimergli «vicinanza e piena solidarietà». Il sindaco e l'amministrazione comunale sono impegnati sul fronte antimafia e antiracket e qualcuno non vuole tutto questo» Ila protesta [ i l i llìlaTllL^ffiKliU'lili™"™!'.1' Demolizioni, si va avanti m Pag. 29 Questa la proposta dell'assessore provinciale Michele Mirabelle Si punta all'equiparazione Per giungere alla stabilizzazione dei lavoratori precari • Un momento detta riunione di ieri mattina alla Provincia LA sala giunta della Provincia era particolarmente affollata ieri mattina. Oggetto dell'incontro, convocato dall'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Michele Mirabelle venerdì scorso, è stata la sorte dei lavoratori precari, con particolare riferimento a quelli in forza alla Provincia e all'Aterp. Una problematica ormai annosa, che l'esponente della giunta De Nisi a intende risolvere una volta per tutte, puntando all'equiparazione dei lavoratori in questione agliLsu e Lpu, affinché si possa poi procedere alla loro stabilizzazione nell'ambito del quadro normativo già utilizzato in passato per queste specifiche categorie. Strategia già ventilata a suo tempo dal presidente della Regione Agazio Loiero, che ha promesso un provvedimento legislativo omnibus per ilprecariato negli enti pubblici calabresi. Legge, pe- ro, che fino ad oggi non e stata ancora varata dall'assemblea All'incontro, oltre allostesso Mirabelle, hanno partecipato i rappresentanti sindacali Donatella Bruni e Davide De Rito (Cgil), Luciano Prestia (Uil), Giuseppe Garrì (Cisl), i consiglieri regionali Pietro Giamborino e Bruno Censore, nonché una nutrita rappresentanza dei 79 precari della Provincia. L'assessore ha evidenziato come non ci sia stata ancora una svolta decisiva in questa vicenda né un percorso netto e univoco già individuato. «Di certo - ha detto - non è più possibile riporre le speranza occupazionali di queste persone in una convenzione con la Regione che deve essere rinnovata annualmente e non dà garanzie per il futuro, come dimostra quanto successo all'Aterp, dove 14 lavoratori sono al momento disoccuDati Derché l'ac- cordo non è stato rinnovato». Mirabelle ha poi rimarcato quella che considera la strada più sicura per giungere alla stabilizzazione, cioè l'equiparazione agli Lsu e Lpu. Una strategia condivisa dai consiglieri regionali che hanno sottolineato come l'approvazione della finanziaria regionale sia l'ultima occasione utile, prima della fine dell'attuale Legislatura, per imf Ì la Regione su questo fronte. I rappresentanti sindacali, invece, hanno negato l'efficacia dell'equiparazione . In particolare, Donatella Bruni ha spiegato che lo status di Lsu o Lpu consente semplicemente di utilizzare i lavoratori in questione negli enti pubblici, ma non rappresenta l'anticamera della stabilizzazione. Con riferimento specifico all'Aterp, poi, la sindacalista ha messo in dubbio che i lavoratori attualmente in servizio (16 su 30 precari) siano stati stabilizzati. Per gli altri 14 rimasti senza occupazione, neppure a tempo determinato, la Bruni ha chiesto che vengano reintegrati al più presto. Tesi condivisa dal rappresentante Uil, Luciano Prestia che ha rimarcato la necessità di un'assunzionediresponsabilitàdaparte deglienti pubblici. Al termine, la riunione è stata aggiornata alla prossima settimana, quando Provincia, consiglieriregionaliesindacatisiincontrerannoperdefinire un piano d'azione che conduca al massimo coinvolgimento della giunta e dell'assemblea regionale. Pag. 30 FINANZA PERSONALE A CONFRONTO CARATTERISTICHE E PREZZI DEI DIVERSI CANALI: TRADIZIONALE E INTERNET Conto, mutuo, Re auto I saldi corrono sul w e b In un anno con Tonfine si risparmiano 840 euro. E tanto tempo. Il campione, poi, è davvero ampio O ltre 840 euro, più o meno la rata mensile di un mutuo di 100 mila euro a tassofissoe durata di 15 anni. È quanto il signor Rossi, avvocato 35enne di Milano, potrà risparmiare nel 2010 scegliendo di acquistare mutuo, conto corrente e polizza Re auto attraverso internet, anziché recarsi in banca o dall'assicuratore di fiducia. L'indagine condotta dal Mondo su un campione rappresentativo del panorama bancassicurativo italiano, costituito da dieci istituti di credito e 12 gruppi assicurativi, dimostra, numeri alla mano, che l'utilizzo dello sportello virtuale può consentire un risparmio di svariate centinaia di euro all'anno. Tra operazioni e spese di tenuta conto, il correntista tradizionale paga cinque volte in più rispetto a chi usa solo il pc o il telefono per bonifici e altro. Sul mutuo, lo sconto delle migliori offerte online sfiora il punto percentuale rispetto ai tassi di mercato. E se si sceglie la polizza via web, l'Rc auto può costare la metà. Ma i saldi non sono per tutti. QUATTRO RUOTE Il signor Rossi è un automobilista prudente e nel corso degli anni si è aggiudicato la prima classe di merito, il punteggio che, nell'attestato di rischio, certifica la storia assicurativa del guidatore. In base ai preventivi raccolti dal1 Mondo presso alcuni broker assicurativi online, con le compagnie dirette Rossi pagherebbe un premio medio di 681 euro per la copertura Re più furto e incendio, con un risparmio di 714 euro rispetto alle tradizionali. In pratica, la metà {vedere tabella). «Attenzione, però», avverte Emanuele Anzaghi, consigliere delegato del broker Cercassicurazioni. it. «È vero che le compagnie dirette sono molto competitive con i clienti migliori, per risolvere i dubbi del cliente che, dopo ma probabilmente fanno prezzi più alti su aver avviato la pratica e ricevuto il conprofili peggiori. E poi bisqgna guardare il tratto via posta, necessita di chiarimenti contratto nel dettaglio». Ci sono società prima di saldare, tutte le compagnie diche fanno lievitare il prezzo se sull'atterette e i broker online offrono servizi stato di rischio è segnalato anche un c IN CASO '' assistenza telefonica. «Occhio solo incidente. Lo stesso vale per il comune di residenza o il tipo DI CONTRATTO anche alle offerte civetta, queldi autovettura, per non parlaASSICURATIVO ^e c n e promettono risparmi re delle condizioni: la polizza I VANTAGGI miracolosi..., màpoi si scopre furto e incendio prevede una che la garanzia vale solo sul copertura totale o parziale? Ci tragitto casa-lavoro», segnala sono clausole di esclusione al un portavoce di Allianz. Seconverificarsi delle quali la compado l'Ania, nel 2008 solo il 4,8% gnia potrebbe rivalersi sull'assicudelle polizze è stato acquistato via rato, per esempio, la guida in stato di ebinternet o per canale telefonico, ma i vobrezza. Sono aspetti a cui occorre prestalumi sono in espansione. «In ogni caso», re attenzione, ma in particolar modo se conclude Alberto Genovese, ad di Assicusi sottoscrive la polizza online, quando, razione.it «il risparmio più significativo cioè, si è soli di fronte a un pc. Non a caso, non è dato dallo sconto, quanto dalla pos- TRA ACCREDITI E BOLLETTE II costo dei c/c è calcolato sulla base del profilo famiglia con esigenze medie che per l'Abi (Contiaconfronto) è riconducibile, sulla base di una ricerca Eurisko, a un determinato numero e tipologia di operazioni e servizi bancari. Lo stesso profilo è stato utilizzato per calcolare il costo del servizio nell'ipotesi di un conto corrente online movimentato solo via internet. I c/c solo sportello presentano costi differenti se il cliente utilizza anche i canali telematici. Tutti i costi indicati non comprendono il bollo annuale di 34,20 euro. (1) conto a pacchetto: comprende anche custodia titoli, riduzione spese sui mutui, pagamento bollette, cassette di sicurezza, polizza contro furto, rapina, scippo; (2) conto a pacchetto: comprende la polizza Re famiglia (costo 42 euro); (3) il prodotto e i costi del servizio sono i medesimi per le operazioni effettuate in filiale e online. La differenza del costo annuale è dovuta al fatto che nell'ipotesi solo sportello l'invio estratto conto è cartaceo, mentre nella seconda è online e quindi gratuito; (4) considerando che l'accredito stipendio dà diritto a 1 euro di sconto mensile, il pagamento rata mutuo a un altro euro e il patrimonio totale a 2 euro sempre di sconto, il costo scende a 128 euro. Fonte: Patti Chiari - Il Mondo Pag. 31 LA DOPPIA SOLUZIONE PER | PREMI In tabella, a confronto i premi tradizionali e quelli online per l'Rc auto. I dati relativi alle compagnie tradizionali sono quelli dichiarati dai diretti interessati al Mondo o pubblicai sui rispettivi siti web, oppure attraverso il preventivatore Isvap. Quelli delle compagnie dirette rappresentano la migliore offerta tra quelle indicate da Cercassicurazione.it e Assicurazione.it per il profilo selezionato. I preventivi di Zurich, Allianz, Unipol, Axa, Generali e Fondiaria-Sai sono stati confrontati con quelli proposti dalle rispettive compagnie dirette (Zurich Connect, Genialloyd, Linear Quixa, Genertel e Dialogo). Ipotesi: Modello auto: Lancia Delta 1.6 Mjt Dpf platino. Acquistata nel 2009 e immatricolata a giugno del 2009; utilizzo: tempo libero e casa-lavoro; ricovero notturno garage; no antifurto, no gancio di traino, no altra alimentazione. Percorrenza annua: 10 mila km. Massimale Re auto 3 milioni. Profilo cliente: avvocato, 35 anni, residente a Milano CAP 20135. Anno patente: 1993. Utilizzo esclusivo del veicolo. Classe di merito (CU) 1. Già assicurato. Numero di sinistri sull'attestato di rischio: 0. Note: (1) garanzia furto prestata con uno scoperto del 10%, minimo 150,00 euro; (2) copertura totale e parziale con scoperto 10% minimo 350 euro; (3) non sono previsti né scoperti né franchigie. Il premio Re + furto&incendio comprende anche la rapina Fonte: Il Mondo in collaborazione con Cercassicurazione.it e Assicurazione.it sibilità di confrontare online le migliori offerte e di avere un riscontro immediato sulle condizioni che il mercato propone per un certo profilo». Può quindi essere utile anche il preventivatote online predisposto dall'Isvap nel mese di giugno e disponibile per la sola Re: il nostro signor Rossi ha ottenuto in poche ore 43 preventivi, vincolanti per 60 giorni, con prezzi da 269 a 1.076 euro. E IL CONTO CORRENTE? E se il nostro signor Rossi volesse aprire anche un nuovo conto corrente? Quanto avrà risparmiato, alla fine del 2010, utilizzando solo il pc per bonifici e pagamenti? Secondo un'indagine condotta da Eurisko per Pattichiari (Abi), una famiglia con esigenze medie effettuerà, nell'arco di un an- QUANTO PESA LA RATA Ipotesi: mutuo a tasso fisso per prima casa. Avvocato 35 anni residente a Milano. Importo 100 mila, valore immobile 125 mila. Durata: 15 anni, senza polizza vita. (1) ora disponibile solo in filiale per lavoratori autonomi; (2) online offerto da Webank; (3) non per importi superiori al 70% del valore della casa. Simulazione effettuata su un mutuo di 100 mila con Ltv 70%; (4) Online non è disponibile il tasso fisso per 15 anni. In alternativa Unicredit Family Financing offre un tasso fisso per i primi 5/10, poi convertito in variabile. Fonte: MutuiOnline - Il Mondo no, dieci prelievi allo sportello, 30 al banOnline e CommStrategy, sarebbero 3,8 comat, tre bonifici, cinque versamenti, 12 milioni gli italiani che usano i servizi pagamenti con assegno, più una serie di web delle banche ttadizionali in modo altre operazioni. Per un costo complessivo esclusivo e 800 mila coloro che si affidadi 83 euro, a cui si dovranno aggiunno alle banche online. gere i 34,20 euro del bollo annua SONO Ma quando dal conto sì passa le. Secondo l'analisi del Mondo, 3,8 MILIONI al mutuo, il discorso cambia: sulle proposte online di dieci GLI ITALIANI «Essendo un prodotto più primari istituti di credito, asCHE UTILIZZANO complicato, che impegna la sumendo che il cliente utilizfamiglia per 20 o 30 anni, zi esclusivamente internet o il anche chi è abituato a utiliztelefono, Rossi spenderebbe in zare l'home banking in genere media 16 euro (escluso il bollo), predilige la filiale per la richiecon uno sconto di 67 euro all'anno, sta del mutuo», osserva Miccoli. Lo più le ore risparmiate nel traffico o in coda scenario, però, è in continua evoluzione; allo sportello. «Premesso che non c'è una questo almeno sembrano dire i numeri perfetta omogeneità tra i prodotti a pacdel broker MutuiOnline: «Nel 2006 abchetto distribuiti in filiale e quelli venduti biamo intermediato 5.664 mutui, quasi online perché i primi, in genere, incorpola metà delle 10.626 operazioni concluse rano qualche servizio aggiuntivo», avverte nel 2008. E nonostante la crisi», rivenLuca Ferrarese, responsabile mercato pridica il vicepresidente, Roberto Anedda, vati del Gruppo Banca Sella, «bisogna ri«il risultato finale del 2009 sarà in crescicordare che nella migliore delle ipotesi, le ta». A livello di sistema bancario, i muspese sono nulle, via web, solo se il cliente tui online rappresentano il 6/7% ,di tutfa tutto online: se, per esempio, si reca allo to l'erogato, una percentuale che sale al sportello per un bonifico, paga una mag10/11% se si considerano soltanto i casi giorazione di 5 euro sul costo dell'operadi surroga o sostituzione. Quanto potrebzione». Il patto tra la banca e il cliente deve be risparmiare, in questo caso, il nostro essere chiaro: prezzi più bassi con il conto signor Rossi? Non molto. Come emerge online, ma solo se si opera esclusivamendal confronto, per un mutuo di 100 mila te via web. Con qualche eccezione. «Se il euro a 15 anni lo sconto medio satebbe di prodotto è lo stesso, il cliente deve essere 60 euro l'anno. «In realtà», osserva Anedlibero di scegliere il canale che Io mette a da, «il campione considerato comprende proprio agio e quindi, anche il prezzo deve istituti tra i più competitivi e il risultato essere identico», conclude Christian Micsarebbe diverso se si prendessero in esacoli, ad di CheBanca!. me tutti gli istituti di credito: in base alle nostte analisi, la differenza tra le migliori PER LA CASA offerte online e i tassi di mercato è di un Tra i prodotti bancassicurativi, il conto punto percentuale sul tasso variabile». E corrente è, senza dubbio, quello che sta comunque, ancota una volta, lo sportello trovando maggiori consensi (e utenti) onvirtuale consente, in un batter d'occhio, line: secondo quanto emerge dal rapporun ampio confronto. to DigitalFinance, realizzato da Nielsen PierEmilio Gadda Pag. 32 Mutui, alleanza Credem-Credipass I Alleanza tra Creacas; (Credem), società di clienti entro il 2010. Creacasa, guidata dal diretdistribuzione di mutui e ( x< dipass. i he opera nel tore generale Lorenzo Montanari, con Ferdinancampo dell'iniennediaxioi e creditizia. L'accor- do Rebecchi presidente e Giandomenico Carullo do prevede ch< ia rete di ( ir 'dipass, composta da direttore commerciale a poco più di due anni 20 negozi affiliati e oltre 15<! agenti, distribuisca i dalla sua nascita raggiunto quota 150 agenti fimutui offerti i| a Creacasa. Oiettivo mille nuovi nanziari e conta di arrivare a 280. Pag. 33 CREATA UNA NEWCO CHE SI OCCUPERÀ DELLA VALUTAZIONE DELLE RICHIESTE DI FINANZIAMENTO Li hh scommette sui mutui con Crif In parallelo il gruppo immobiliare ha effettuato lo scorporo del back office, con l'obiettivo di incrementare i volumi intermediati e di crescere nell'ambito dei servizi in outsourcins alle banche DI T E R E S A C A M P O D oppia iniziativa da parte del gruppo Ubh, guidato da Umberto Botti, per superare la crisi del credito che frena il mercato dei mutui. Da un lato lo scorporo del back-office di Tree Finance (la società di mediazione creditizia del gruppo Ubh che opera in Italia con i marchi Rexfin, Gabetti Finance e Smartfin), dall'altro l'avvio di una partnership con Crif Service (società specializzata nei servizi di supporto alla gestione del credito). L'operazione prevede la costituzione di due nuove società: The Mortgage Factory, che si occupa di assicurare ai mediatori una corretta ed efficiente gestione della fase di pre-istruttoria e convenzioni competitive con le banche; e Crif lem, che si rivolgerà agli istituti bancari per la gestione in outsourcing delle pratiche di mutuo sottoposte dalla rete di mediazione creditizia. In realtà l'abbozzo del progetto risale a un paio d'anni fa, quando l'inizio della crisi dei mutui subprime nell'estate 2007 cancellò rapidamente il boom che i mutui avevano visto negli ultimi anni. Da lì alla brusca contrazione del credito bancario il passo è stato breve, così come veloci sono stati i riflessi negativi sulle reti di intermediazione dei mutui. Proprio dalla fase di crisi nasce l'idea di Botti, amministratore delegato del gruppo Ubh, di investire in un back office dei mutui strutturato ed efficiente (30 persone), così da ottimizzare la fase di analisi delle pratiche di richiesta mutui, dal controllo della documentazione alla verifica della rispondenza della pratica ai parametri bancari, per esempio il rapporto rata/reddito. Partito ufficialmente nell'ottobre 2008, il back office in un anno ha raggiunto traguardi importanti: il processo di una pratica in meno di due giorni la trasformazione del 65% delle pratiche presentate in mutui erogati. Un punto di forza che consente di presentarsi alle banche più forti e di ottenere così condizioni migliori negli accordi di distribuzione, per quanto riguarda sia il pricing dei mutui verso i clienti sia le commissioni retrocesse al mediatore. Lo spin-off del back office perfezionato nelle ultime ore e la conseguente nascita della neweo The Mortgage Factory servono a mettere tutto questo a disposizione anche del mercato (knowhow, servizi e accordi con le banche), associando piccole e medie reti di mediazione creditizia o anche singoli mediatori. A questo punto, per chiudere il cerchio e offrire alle banche un servizio completo, non rimaneva che occuparsi anche della valutazione del merito di credito dell'aspirante mutuatario. Il risultato è la nascita di Crif lem, struttura indipendente partecipata al 64% da Crif Services e al 36% da Ubh. Forte di questa operazione, che per quanto riguarda il back office ha richiesto investimenti per 4-5 milioni, Botti punta a recuperare nella mediazione creditizia quanto perso per colpa della crisi (intermediato sceso del 50%), complici anche i grandi spazi che si sono aperti a causa della dura selezione di operatori fatta dal mercato. In termini numerici per The Mortgage Factory il 2010 dovrebbe chiudersi già in pareggio, per tornare all'utile l'anno successivo. Per Crif Imq i risultati positivi invece sono attesi già nel 2010 perché la società richiede pochi costi ex novo e per contro incrementerà il numero di mutui erogati. Quanto alle reti di mediatori infine l'obiettivo è di chiudere l'anno prossimo con un intermediato di 500 milioni e di superare il miliardo in un paio d'anni, (riproduzione riservata) Pag. 34 Casa Rapporto della Gabetti: «Contesto difficile ma mercato più dinamico» Roma gli aifitti più cari d Italia Superata Milano, tre vani costano in media 1.100 euro al mese Se per un monolocale a Milano «bastano» 593 euro al mese - si legge nel rapporto dell'Ufficio Studi Gabetti - a Roma ne servono 685. Roma supera anche Bologna, Napoli e Torino, con cifre record per gli appartamenti di piccolo taglio. Per un monolocale al Flaminio si arriva a spendere 1.100 euro. Novecento a Colle Oppio, Colosseo, Bei- sito, Caffarella. Quattrocento euro al mese per una monocamera nella periferia di Colle Del Sole, La Storta, Fosso San Giuliano. E il Comune di Roma prepara le assegnazioni per i 167 appartamenti acquistati: le famiglie in lista andranno a Lunghezza e Settecamini. A PAGINA 5 Ilaria Sacchettoni Il rapporto Gabetti Nonostante il calo dei prezzi sempre alte le quotazioni nei quartieri residenziali Affitti, il record è della Capitale Roma supera Milano nel costo degli appartamenti di taglio piccolo e medio Incredibile Roma: capitale di precari e ceto medio (impoverito?) svetta, eremitica, nel costo dell'alloggio. Con canoni spietatamente omologati verso il lusso. E, anzi, con punte di superbia sul monolocale, dove l'offerta rifiuta di piegarsi al di sotto dei 500 euro mensili, fosse anche per il «loculo» a Decima di Malafede 0 Borgata Finocchio (l'una e l'altra su questa cifra). Neil' ultima indagine dell'ufficio studi Gabetti, Roma scala la classifica nazionale fino a diventare città più inaccessibile d'Italia (quanto ad affitti), con canoni che superano, generalmente, Milano, Bologna, Napoli e Torino. Roma città inspiegabile: all'ultima fila (0 quasi) per infrastrutture e trasporti, eccola capoclasse sui canoni dell'alloggio di piccolo taglio. Sta di fatto che, secondo Gabetti, un bilocale nella remota Bufalotta costerebbe ottocento euro al mese, mentre Pag. 35 lo stesso taglio a via Baldo degli Ubaldi, servito di sotterranea, varrebbe appena cento euro in più (novecento mensili). Comunque Roma più cara di Milano. «Soprattutto per i piccoli tagli, mentre i valori si riallineano con la metropoli lombarda sulle tipologie di appartamento medie e grandi», si legge nel rapporto. Un po' ovunque il monocamera in «oro massiccio»: da via Salaria dove si raggiungono i 1.050 euro al mese per affittare il mini appartamento, a Valcannuta dove, comunque, ne servono settecento. E poi, millecento euro al mese al Flaminio (tra il Maxxi e l'Auditorium) seicento a Fidene, seicentocinquanta a Fonte Laurentina. Novecento a Colle Oppio, Colosseo, Belsi- to, Caffarella. Quattrocento a Colle Del Sole, La Storta, Fosso San Giuliano. «Mentre cresce l'interesse per case in affitto, vista anche la difficoltà delle famiglie a reperire finanziamenti, i canoni medi, nel primo semestre dell'anno, sono diminuiti- si legge nello stesso rapporto -. Mediamente del 4,3% per i monolocali e del 2,2% per i bilocali». Quanto alle differenze tra la l'una e l'altra, «se a Roma si pagano 685 euro in media per un monolocale, 887 euro per un bilocale e 1.100 per tre locali fino ad arrivare a 1568 per un appartamento con 5 stanze, a Milano si va da 593 per un monolocale, a 832 euro per un bilocale, 1098 euro per un trilocale e fino a 1.606 euro per cinque stanze». «Nel difficile contesto economico in atto, il mercato locativo presenta, nell'insieme, un leggero miglioramento come dinamismo» è il commento di circospetto ottimismo espresso da Guido Lodigiani, direttore dell'Ufficio Studi Gabetti nel presentare i risultati del rapporto: «1.300 euro un bilocale a via Massimi, 1.300 a via Tito Livio (Balduina, ndr), 1.000 all'Appio Latino, 1.200 a Vallerano, 900 a Trigona, 1.150 al Pinciano». E così via nella città sbalorditiva. 11. Sa II mercato «Segnala dinamismo, segno di fiduciosa ripresa e miglioramento» Pag. 36 Via al taglio delle poltrone ssesson e consiglieri 5 mila in meno» Sì del governo al «codice Calderoli». Regioni scontente Carta delle Autonomie Prevista la «potatura» di Province e comunità montane. Ma le Regioni: serve più decentramento MILANO — Lo «tsunami degli eletti» ha superato la sua prima prova. Il Consiglio dei ministri ieri mattina ha approvato il Codice delle autonomie, l'ambizioso progetto di razionalizzazione degli enti locali a cui lavorano fin dall'inizio della legislatura i ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni. Ma i prossimi passaggi potrebbero rivelarsi più complicati: le associazioni di Comuni e Province, Anci e Upi, e la conferenza delle Regioni hanno già sottoscritto un nutrito carnet di critiche. La promessa più suggestiva è quella del taglio di quasi un terzo delle attuali 160 mila poltrone esistenti negli enti locali, che diminuirebbero di quasi 45 mila unità: secondo le proiezioni diffuse da Calderoli, nei Comuni si perderebbe il 24% dei consiglieri e il 41% degli assessori. Per le Province, sulla carta destinate come le prefetture a diminuire di nu- mero, la cura dimagrante sarebbe del 18% dei consiglieri e del 26% degli assessori. Il ministro ha anche ipotizzato un risparmio per le casse pubbliche di circa 150 milioni di euro all'anno. Destinate all'estinzione anche le circoscrizioni comunali e «con loro — spiega Calderoli — 6.605 consiglieri e 344 presidenti». Non si tratta solo di enti locali. Annuncia il ministro alla semplificazione: «Abbiamo drammaticamente scoperto che tante funzioni in capo a Comuni 0 Province erano svolte da soggetti intermedi di cui non si conosce neppure il numero preciso: grossolanamente, potremmo dire 34 mila soggetti che non dovrebbero svolgere quelle funzioni, perché la Costituzione dice che devono essere svolte da Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni». Infine, le comunità montane. Che, secondo Calderoli, semplicemente, «cesseranno di esistere nell'ordinamento statale e passeranno, come deciso dalla Corte Costituzionale, sotto le Regioni. Le quali, se vorranno farle esistere, dovranno fare una loro legge, rispondere ai loro elettori, e pagarsele». Conclude Calderoli: «Le comunità montane sono 367 in Italia e coinvolgono il 53% dei Comuni. Non credo siano numeri che abbiano un senso». Ma, appunto, le proteste non mancano. Vasco Errani per le Regioni, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino (Anci) e il presidente dell'Upi, Fabio Melilli hanno criticato il fatto che nel testo non sono state introdotte quelle «modifiche volte a un profondo decentramento dallo Stato a favore di Regioni, Province e Comunì, che sono le premesse di un vero federalismo». Il rischio è quello di ridurre una riforma importante a un «semplice restyling», incapace di garantire «un equilibrio tra i vari livelli di governo». Soprattutto, «il federalismo fiscale non avrebbe sostenibilità». Ma i più arrabbiati di tutti sono i rappresentanti delle comunità montane. Per il presidente dell'Uncem Enrico Borghi, «il testo presentato contraddice i principi del federalismo e nega alle Comunità locali l'autogoverno del territorio. Si sta operando uno scippo istituzionale ai danni di un'intera categoria di enti e di amministratori locali». « A l Q/n *t • #0 la riduzione dei membri delle giunte comunali: si passerà da 35.254 eletti a 20.711 —4 MP/m • ** '** la riduzione dei consiglieri provinciali: passeranno da 3.246 a 2.650 con la n uova normativa M. Gre. Pag. 37 Enti locali, 5Qmilapoltrone inmeno Finanziana le norme anh-alluvioni campo il ministro Fitto (Affari Regionali): «La privatizzazione dell'acqua attiverà molti investimenti sulla rete», mentre il sindaco di Roma Alemanno assicura che si manterrà una «forte presenza pubblica». Tornando al codice-Calderoli, che dovrà affrontare l'iter parlamentare, prevede un taglioingente di organi rappresentativi: circa 34 mila tra consiglieri comunali, circoscrizionali e provinciali e circa 15 mila assessori comunali e provinciali. Diminuiranno le province, saranno soppressele circoscrizioni nelle cittàmeno popolo- Quanta t e m p o costati® le tasse ore impiegate all'anno per espletare le pratiche fiscali Tempo tasse imprese e lavoro Tempo tasse sui consumi 650 600 — 550 500 - m 450 o 400 _ ^ 350 £ 300 TALIA ^4 I 250 — c 200 150 — 100 50 0 otStflocfltQdo D>-a E -^ N o e Q 2à "<- Q 'fi T I "e "e le -= '»j= 1S := C> <L> O (3 °- iZ W - 1 g o Z> to' 03 CC Fonte: PricewalerhouseCoopers ROBERTO PETRINI ROMA — Mentre Tremonti è in Cina per tenere una lezione alla Scuola del partito comunista, la Finanziaria rischia di imbarcare un numero sempre più ampio di misure: arriva il pacchetto ariti alluvioni e il edm approva il codice delle autonomie che, secondo il ministro Calderoli (Semplificazione) consentirà di tagliare 50 mila poltrone. Un provvedimento cui non crede il Pd che parla di «propaganda». Ieri è stato lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi, dopo il consiglio dei ministri, ad annunciare che il pacchetto ariti-alluvioni Prestigiacomo contro il rischio idrogeologico sarà inserito nella manovra 2010. E sempre l'acqua, in questo caso quella poavrei potuto immaginare una sede migliore». Non ricorda la sua storica oppo sizione all'ingresso della Cina nella Wto, citato invece come «una delle due date che, con il crollo del Muro, hanno cambiato la storia». Il punto centrale della lezione è che «sono statii governi afermare la catastrofe». Tremonti, teorico dei dazi anti-Cina, aggiunge però che «solo la ripresa può allontanare gli spettri incombenti del protezionismo e dell'inflazione». E' l'ultima frecciata all'America, assieme all'osservazione che «anche l'Italia ha un alto debito pubblico, ma almeno ha un enorme risparmio privato». Il messaggio del «Giulio cinese» è che «il mondo può riprecipitare nella crisi perché ha perso l'occasione di cambiare». «Vedo un ritorno all'industria e al lavoro dice - ma la liquidità pubblica non è finita alle famiglie e alle imprese. E' rimasta nelle banche, che guadagnano investendo neEa finanza: per salvare il sistema ripro ducono una bolla preoccupante». Ha concluso così: «Voi che di rivoluzioni avete esperienza: iniziamo insieme una grande, pacifica rivoluzione globale». L'applauso dei comunisti cinesi di Pechino è stato di cortesia. Avesse parlato a Shanghai, o a Hong Kong, se ne sarebbero andati prima. tabile, è stata al centro della scena ieri alla Camera dove il decreto Ronchi, che spinge verso la privatizzazione delle società semipubbliche che gestiscono gli acquedotti, è diventato legge. Forti le proteste di Pd e Idv: «Si va verso il monopolio delle multinazionali», ha detto Della Seta (Pd). «E' come privatizzare l'aria», ha aggiunto Zingaretti (Pd). «Subito il referendum», ha chiesto Brutti (Idv). Dal governo di centrodestra, a difesa della privatizzazione, è sceso in se, via comunità montane, enti di bonifica e difensori civici. Un'operazione che per i Comuni significherà risparmi circa 150milioni. Intanto l'Irap torna al centro del dibattito. Il sottosegretario all'Economia Gaserò ieri ribadito la linea di prudenza: solo se ci saranno le risorse e non è detto che l'intervento sarà nella manovra. Mentre escono studi che dimostrano come la pressione fiscale sulle aziende sia alta in Italia. La Pricewaterhous e la World Bank hanno presentato ieri uno studio in base al quale nel nostro paese il peso fiscale sulle aziende (dall'Ires, all'Irap a tutte le altre microtasse) pesa per il 68,4 per cento sull'utile lordo: è il tasso più alto d'Europa. Pessima anche la posizione dell'Italia nella classifica per la complessità degli adempimenti: in Europa siamo al quart'ultimoposto con334 ore all'anno seguiti da Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria. Tanto per fare un esempio: in Germania si spendono 196 ore, in Francia 132 e negli Usa 187. Complessivamente, su 183 paesi analizzati nel rapporto, l'Italia si colloca mestamente al 136° posto nella classifica del trattamento fiscale riservato alle imprese. Un messaggio sul Pag. 38 peso delle tasse è giunto ieri da una ricerca dei commercialisti: la pressione fiscale, calcolata sul Pil depurato dal sommerso, salirebbe dall'attuale42,8al50,6per cento. La Cina ci sta mangiando vivi. Le merci che vanno in Cina hanno i dazi cinesi le merci che arrivano in Europa, no Dichiarazione del 31 marzo 2008 Se la globalizzazione continua a svilupparsi a velocità forsennata, il dragone cinese possiederò la mite, la "gentile" Europa Dal volume "La paura e la speranza", prima edizione marzo 2008 Pag. 39 Consiglio del ministri. Approvato il Ddl che definisce i compiti di comuni, province e città metropolitane er le autonomie un mini-codice Calderai!: tagliate SOniiia poltrone - Sulle comunità montane parola alle regioni Eugenio Bruno roli ai microfoni di Radio uno che «cesseranno di esistere a livelL'avventura parlamentare lo dell'ordinamento statale e pasdel Codice delle autonomie può seranno, come deciso dalla Corte cominciare. Il C onsiglio dei mini- costituzionale, sotto le regioni stri di ieri ha approvato il disegno (che però potrebbero avere solo il 30% deifinanziamentioggi esistenti per provvedervi, ndr)». Ma LO SNELLIMENTO la versione precedente del ddl ne Nei municipi sanciva la «soppressione» tout court. Stesso discorso per i conniente più difensori civici sorzi di bonificae i bacini imbrifeFunzioni in forma associata ri montani (Bim). I primi, come per quelli con meno auspicato soprattutto dai goverdi 3mila abitanti natori, non saranno sottoposti ad alcuna «razionalizzazione»; i secondi non incorreranno nella tadi legge chefissai compiti fonda- gliola che, un anno dopo l'appromentali di comuni, province e cit- vazione della legge, si abbatterà tà metropolitane e sfoltisce la sui consorzi tra enti locali. "giungla" di enti, organismi e polEccetto la scomparsa delle motrone che caratterizza le pubbli- difiche al patto di stabilità interche amministrazioni locali. Seb- no, l'articolato dovrebbe contenebene in maniera più soft rispetto re tutte le altre misure annunciaal testo licenziato invia prelimina- te; dall'eliminazione dei difensori re il 15 luglio scorso. civici comunali (ma non di quelli Gli indizi sono più d'uno, E ri- provinciali) e delle circoscrizioni spondono all'esigenza dell'esecu- nei municipi con oltre 250 mila abitivo di accogliere almeno in parte tanti alla «razionalizzazione», trale richieste dei rappresentanti del- mite successivi decreti legislatile autonomie. Oltre a una riduzio- vi, delle province e delle prefettune più blanda del numero di asses- re; dalla fissazione di regole semsori e consiglieri comunali e pro- plificate per i «piccoli comuni» vinciali (si veda l'articolo qui sot- (cioè con meno di mille cittadini) to), salta innanzitutto agli occhi all'elenco dei compiti fondamenl'ammorbidimento dell'interven- tali attribuiti a ogni livello di goto sulle comunità montane, isola- verno in vista della futura attuane e di arcipelago, È vero - come zione del federalismo fiscale. sottolineato dal ministro della Anche su quest'ultimo tema soSemolificazione Roberto CaldeROMA no attese novità. Come la possibilità per le regioni, d'accordo con gli interessati, di spostare una determinata materia da un elenco all'altro. Al tempo stesso le province potrebbero ottenere due compiti in più (formazione professionale e sviluppo economico ) mentre i comuni continuerebbe ro a non avere la competenza sul catasto più volte invocata dal presidente dell'Anci Sergio Chiamparino, Munic ipi che, se inferiori a jmila abitanti, dovranno svolgere in forma associata le loro funzioni, tranne che per commercio, localizzazione delle attività produttive e musei. Nell'illustrare ifinidella riforma il ministro Calderoli ne ha evidenziati due; «Definire le funzioni delle autono mie locali stabilendo chi fa che cosa» ed «eliminare migliaia di enti dannosi, co n co nsistenti risparmi di spese per la macchina pubblica e un complessivo snellimento delle stratture amministrative». Solo dalla riduzione di consiglieri comunali e provinciali, ha aggiunto, spariranno 50 mila poltrone e si risparmieranno 150 milioni di euro. «Ora possiamo passare al federalismo fiscale, adottando i decreti legislativi e definendo con precisione i fabbisogni», ha invece sottolineato il titolare degli Affari regionali Raffaele Fitto, Critiche infine sono giunte sia dal Pd che da Anci, Upi e governatori. Pag. 40 .Salterà il 28% di consiglieri e assessori Ma il progetto alleggerisce la cura «elimina-posti» JL Gianni Trovati bonifica, per i quali si chiede la MILANO. «razionalizzazione» anziché la Si alleggerisce un po' la cu«soppressione»), bacini imbrira Caldere*li che il disegno di leg- feri e via elencando. ge per la Carta delle autonomie All'interno della politica varato ieri dal governo impone propriamente detta, la dieta alla politica locale, più rigida rimane quella proI numeri rimangono imporspettata alle giunte comunali, tanti, ma rispetto all'abbandoche nel nuovo assetto locale no di oltre una poltona ogni tre dovrebbero perdere il 41% deprefigurato nelle prime versiogli attuali 3smila assessori, ni della riforma i tagli oggi non mentre i loro colleghi in proabbraccerebbero più del 28°o vincia dovranno rinunciare al dei posti attuali da assessore e 26% dei posti attuali. Anche consigliere in comune o in pronelle assemblee, il sacrificio vincia. Nella nuova pubblica chiesto ai comuni (-24%, con amministrazione territoriale dil'addio a quasi 3omila consisegnatadal provvedimento perglieri) è superiore a quello delderebbero il posto 44,700 politi- le province (-18%), che in proci locali, ma al conto va aggiun- spettiva potrebbero però subito il foglio di via scritto p er i co ri- re un'ulteriore razionalizzasigli circoscrizionali delle città zione nei due anni successivi fino a 25omila abitanti, e la ridu- all'approvazione della legge. zione dei componenti nei pochi Il primato comunale delle raparlamentini di quartiere super- zionalizzazioni abita soprattutstiti. Anche co sì, le « 50 mila pò 1- to nei comuni sotto i mille abitrone in meno» rivendicate ieri tanti (sono 2inila, un quarto del dal ministro per la Semplifica- totale) che dovrebbero acconzione, Roberto Calderoli, offro- tentarsi di 8 consiglieri (a luglio no solo una tappa intermedia se ne prevedevano solo sei) e ridella dieta imposta dal provve- nunciare alle giunte collegiali. dimento; ancora tutti da misura- Tra mille e 3mila abitanti, i conre sono gli effetti dell'addio che siglieri salirebbero a 10 e la giunil Ddl impone a comunità mon- ta avrebbe due membri. tane, consorzi (tranne quelli di Nel nuovo testo, insomma, si è fatta largo qualche concessione, lontane però dalle richieste delle autonomie che chiedevano di stralciare il tutto per rimandare la materia a un nuovo patto con il governo, mentre le comunità montane gridano allo «scippo istituzionale». gianni.trovati@itsote24ore. com L'inchiesta .A. ÌMI 11" ••*-• -,IJ. 11 r- B-assali» *Stvi"SfcsfliiÉ-ji™k,iE- I^UEBBR» Pag. 41 Calderoli riesce nell'impresa di tagliare assessori e consiglieri, che era sfuggita ai governi precedenti Abolite cinqimrtiamMa poltrone Potrebbero riempire uno stadio di calcio o un comune di medie dimensioni gli amministratori locali che si ritroveranno senza poltrona per effetto del Codice delle autonomie: 50 mila in tutto, di cui 34 mila consiglieri (comunali, provinciali e circoscrizionali) e 15 mila assessori. Un esercito di burocrati in meno che assieme al taglio degli enti intermedi alleggerirà di svariati miliardi i conti pubblici. Con l'approvazione definitiva di ieri in cdm, la riforma degli organi e delle funzioni degli enti locali, attesa da tre legislature, ha tagliato il traguardo. Grazie all'accelerazione impressa dal ministro Calderoli. Cerisario a pas. SS FI consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il ddl Calderoli che riforma l'ordinamento locale Codice autonomie al traguardo Tagliate 50 mila poltrone» Soppressi gli enti intermedi DI FRANCESCO CERISAWO "•""•""^ otrebbero riempire uno ' stadio di calcio o un comune di medie dimensioni gli amministratori locali che si ritroveranno senza poltrona per effetto del Codice delle autonomie: 50 mila in tutto, di cui 34 mila consiglieri (comunali, provinciali e circoscrizionali) e 15 mila assessori. Un esercito di burocrati in meno che assieme al taglio di oltre 30 mila enti intermedi giudicati inutili alleggerirà di svariati miliardi i conti pubblici. Con l'approvazione definitiva di ieri in consiglio dei ministri la riforma degli organi e delle funzioni degli enti locali, attesa da tre legislature, ha tagliato il traguardo. C'avevano provato, invano, il secondo e terzo governo Berlusconi, il governo Prodi e, in questa legislatura, anche il ministro dell'interno Roberto Maroni che aveva proposto l'idea, poi naufragata, di un poker di testi su aspetti specifici. Ma, come accaduto per il federalismo fiscale, ancora una volta l'opera di mediazione del ministro R o b e r t o C a l d e r o l i è risultata decisiva. Al riordino della governance locale e all'individuazione delle funzioni fondamentali di comuni e pro- vince (essenziale nell'ottica del federalismo fiscale) il ministro leghista h a aggiunto una corposa parte di semplificazione dell'apparato burocratico locale. Una falcidia di enti «dannosi» e poltrone che porterà alla razionalizzazione di province, prefett u r e e consorzi di bonifica e farà invece s p a r i r e tout court circoscrizioni comunali, difensori civici, enti parco e consorzi tra enti locali. Dalla tagliola si salveranno solo i bacini imbriferi montani (come anticipato su ItaliaOggi del 18/11/2009) mentre per le comunità montane (anch'esse oggetto di soppressione automatica nel testo originario del ddl) il discorso si fa più complesso. Il consiglio dei ministri di ieri h a deciso di uniformarsi alla sentenza n. 237/2009 con cui la Corte costituzionale ha sancito la potestà regionale in materia di riordino e soppressione degli enti montani. Di fatto palazzo Chigi ha deciso che lo stato non si occuperà più di comunità montane (le quali dunque scompaiono dall'orizzonte normativo stata- inutili le) riducendone drasticamente i fondi. Non si tratta dell'unico segnale di apertura del governo verso gli enti locali. Mercoledì sera a conclusione della Conferenza unificata convocata per esprimere il parere sul ddl, Anci, Upi e regioni hanno presentato un pacchetto di emendamenti condivisi (si veda ItaliaOggi di ieri) rimandando il giudizio sul testo al dibattito parlamentare. Molte le proposte di modifica recepite nella versione definitiva licenziata ieri. A cominciare da quelle relative all'articolazione delle funzioni fondamentali di comuni e province che le autonomie chiedono sia più flessibile. Il cdm ha dato il benestare al meccanismo proposto dagli enti che prevede la possibilità per i governatori di attribuire, di volta in volta, la titolarità di funzioni provinciali a un comune (e viceversa). Confermato anche il restringimento delle funzioni che dovranno essere esercitate obbligatoriamente in forma associata nei comuni fino a 3 mila abitanti, così come anche il raf- forzamento delle unioni di comuni che diventano gli unici enti a cui spetti l'esercizio associato di funzioni e servizi. Accolta anche la richiesta di espungere dal ddl la riforma del patto di stabilità, in quanto giudicata estranea all'og- Pag. 42 getto del testo. Anche sui tagli ai costi della politica le autonomie hanno ottenuto un'apertura dal governo. La riduzione della consistenza numerica di consigli e giunte è stata mitigata rispetto al testo iniziale del ddl e contenuta nel limite del 20% che costituisce il parametro fissato nell'accordo del 2007 tra l'allora governo Prodi e gli enti locali (come chiesto dalle autonomie in Unificata, ndr). Questi i nuovi parametri. I consigli comunali potranno contare al massimo 45 membri nei comuni con popolazione superiore al milione di abitanti, fino a scendere a un minimo di otto membri nei comuni sotto i mille abitanti. I consigli provinciali potranno invece avere un massimo di 36 membri nelle province con popolazione residente superiore a 1,4 milioni di abitanti, per scendere gradualmente fino a un minimo di 20 membri nelle province con meno di 300 mila abitanti. Le giunte comunali potranno essere composte da un minimo di due assessori nei comuni sotto i 3 mila abitanti, fino a un massimo di 12 assessori nei comuni sopra il milione di abitanti. Le giunte provinciali potranno essere composte da un minimo di quattro assessori per le province con meno di 300 mila abitanti, fino a un massimo di dieci assessori per quelle con più di 1,4 milioni di abitanti. In totale (si vedano tabelle in pagina) il numero dei consiglieri comunali passerà dagli attuali 120.490 a 91.145 (29.345 in meno), mentre i consiglieri provinciali che attualmente sono 3.246 scenderanno a 2.650 (596 in meno). Il taglio delle giunte farà perdere la poltrona a 14.543 assessori comunali (da 35.254 a 20.711) e 220 assessori provinciali (da 858 a 638). Passando agli emendamenti respinti, è stata bocciata la richiesta di istituire una cabina di regia paritetica (12 componenti di cui metà in rappresentanza dello stato e metà degli enti locali) che avrebbe dovuto monitorare l'attuazione del federalismo. La gestione del catasto (e dell'anagrafe) resta esclusa dalle funzioni fondamentali dei comuni, così come previsto dal testo del Codice approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri il 15 luglio scorso. Pag. 43 l'KKVISIONK 1)1 RIDUZIONI* DKI CONSIGLIMI r o N ^ O i :ncrj?.'::N."ii e CON5-CL O PJIOVI'-L A L E IT*** ^sr»-» ' ' r*M Elaborazione Ministero delie semplificazioni su dati 1STAT PRLYìSfONL DI RIDUZIONI- DLCLI ASSESSORI r.Mi^TA ':.cjvi.in(\ ; . r %* , 1 ! ," m ti* uM.lMTA PROViVt'l»: -r Elaborazione Ministero delie semplificazioni su dati ISTAT Pag. 44 Il ddl Calderoli va oltre le previsioni del dlgs 150 Enti locali ai raggi X Controlli di gestione DI L U I G I O L I V E R I ontrolli di gestione a tutto campo. Il ddl Calderoli va anche oltre i contenuti del dlgs 150/2009 in tema di ciclo della gestione della performance e prevede fasi molto puntuali e dettagliate, per assicurare efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa. Le modalità per lo svolgimento del controllo di gestione saranno fissare dagli stati e dai regolamenti di contabilità. Il ddl, tuttavia, specifica i principi ai quali gli atti normativi locali dovranno attenersi. La funzione è duplice. Da un lato, verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati. Dall'altro, rilevare il livello di efficienza, efficacia ed economicità della gestione, attraverso l'analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti. Per tale ragione, il controllo di gestione ha riguarda l'intera attività amministrativa e gestionale degli enti locali e va svolto periodicamente. Nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e nelle a tutto unioni di comuni, ove si presuppone possano non esservi servizi interni, il controllo di gestione è affidato al responsabile del servizio economico-finanziario o, in assenza, al segretario comunale, in ogni caso, l'attività può essere svolta anche mediante forme di gestione associata con altri enti limitrofi. Le fasi del controllo di gestione sono almeno tre. La prima consiste nella predisposizione di un piano dettagliato di obiettivi, che negli enti con popolazione superiore ai 15.000 abitanti si accompagna al piano esecutivo di gestione. La seconda fase riguarda la rilevazione dei dati relativi ai costi e ai proventi, nonché dei risultati raggiunti. Infine, la terza comprende la valutazione dei dati rilevati, per metterli in rapporto al piano degli obiettivi e, così, stabilire il loro grado di attuazione per misurare l'efficacia dell'azione amministrativa. Si nota in modo evidente la compatibilità con l'articolo 4 del dlgs 150/2009, che aggiunge espressamente solo le fasi di misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale e quella dell' utilizzo dei sistemi campo premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito. Per gli enti locali, tuttavia, queste ulteriori fasi, diretta conseguenza del controllo di gestione, sono già da sempre previste dall'articolo 18 del Ceni 1/4/1999. In particolare il controllo di gestione riguarda i singoli servizi e centri di costo, non, dunque, solo i risultati complessivi dell'ente: le verifiche, quindi, saranno riferite a come ciascun servizio abbia gestito i mezzi finanziari acquisiti, i costi dei singoli fattori produttivi affrontati, i risultati qualitativi e quantitativi ottenuti e, per i servizi a carattere produttivo, i ricavi. In particolare, gli indicatori di efficacia, efficienza ed economicità saranno determinati dalla messa in rapporto tra risorse acquisite e costi dei servizi, ove possibile per unità di prodotto, nonché dal confronto di tali dati con quelli che risulteranno dal rapporto annuale sui parametri gestionali dei servizi degli enti locali. Sarà dunque questo documento a fissare, in via generale, gli standard di qualità della gestione, che costituiranno l'obiettivo fondamentale dei responsabili di servizio. Pag. 45 77 cdm ha varato il dlgs che salva 2AOO provvedimenti Restano 11 mila leggi Calderoli: 21 mld Fanno di risparmi DI FRANCESCO CERISANO e non fosse che il governo, dall'opera di disboiscamento normativo (e burocratico) stima di risparmiare 21 miliardi di euro l'anno, il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli avrebbe di che essere soddisfatto già solo per aver dato una risposta a uno dei più inquietanti interrogativi italiani. Quante sono le leggi in vigore? Da ieri questa domanda ha una risposta certa: 11 mila. Tanti sono gli atti aventi forza di legge, anteriori e successivi al 1970, che restano in vita dopo la falcidia cominciata nel 2008 con il di 112, proseguita sempre nel 2008 con il di 200 e conclusa ieri con l'approvazione definitiva, da parte del consiglio dei ministri, del dlgs «salva-leggi». Con il primo intervento sono state spazzate via circa 7 mila leggi, di cui 3.370 espressamente abrogate dal di 112 e altre in modo implicito. Con il di 200 sono state tagliate altre 29 mila leggi. Mentre con il dlgs approvato ieri i tecnici del ministero della semplificazione hanno effettuato una operazione inversa. Individuando le disposizioni anteriori al 1970 che andavano salvate dall'abrogazione automatica prevista dalla legge 246/2005. In totale circa 2.400 provvedimenti (inseriti nell'allegato 1 al decreto) su cui entro fine anno si sarebbe abbattu- ta la scure dell'abrogazione. Dall'istituzione dell'Accademia dei Lincei alla legge che nel 1953 ha dato vita all'Eni, dalla disciplina dell'attività di mediatore, al dpr del 1949 sulle volture catastali, tutte sarebbero state fatte fuori in un colpo solo. A partire sempre dal prossimo 16 dicembre. Data in cui scade il termine (48 mesi dall'entrata in vigore) che la legge 246/2005 ha dato al governo per effettuare la ricognizione dei provvedimenti, anteriori al 1° gennaio 1970, ritenuti ancora indispensabili. Tutti gli altri dal 16 dicembre 2009 sarebbero stati implicitamente abrogati, fatta eccezione per: - i quattro codici, il codice della navigazione, le disposizioni che disciplinano l'ordinamento degli organi costituzionali; - le norme sull'ordinamento delle magistrature e dell'avvocatura dello stato; - le disposizioni che attuano la normativa comunitaria e le leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali; - le disposizioni tributarie e di bilancio e quelle in materia previdenziale e assistenziale. Nell'allegato 2 al dlgs, invece, trovano spazio alcune correzioni all'elenco di abrogazioni espresse del di 200/2008. Sono state sottratte all'effetto abrogativo alcune leggi statali istitutive di comuni e alcune leggi di ratifica di Trattati internazionali. Questi 2.400 provvedimenti ante 1970 salvati dal dlgs vanno ad aggiungersi a quelli più recenti per un totale appunto di 11 mila leggi in vigore. La soddi- sfazione di Calderoli è p a l e s e : «È un risultato eccezionale se si considera che fino a pochi anni fa non si sapeva, nemmeno in m a n i e r a orientativa, quante fossero le leggi in vigore». Ai benefici effetti della semplificazione normativa bisogna poi aggiungere quelli degli snellimenti burocratici inseriti nel ddl Brunetta-Calderoli approvato giovedì scorso in via preliminare dal cdm (si veda ItaliaOggi del 13/11/2009). Che prevede uno snellimento degli oneri amministrativi delle imprese e l'eliminazione della Dia nella piccola attività edilizia. «Gli oneri burocratici inutili gravanti in capo ai cittadini e alle imprese, conseguenti all'applicazione di normative oramai obsolete, rappresentano una vera e propria tassazione occulta, un freno a mano tirato per l'economia che deve camminare», osserva il ministro. «In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, i soldi veri per il rilancio del paese non consistono solo nei contributi economici o negli sgravi fiscali, ma anche nella liberazione dai costi amministrativi non strettamente necessari. Con questo intervento di semplificazione abbiamo consentito ai cittadini, alle imprese e allo stato, di risparmiare importanti risorse», conclude Calderoli. Pag. 46 Energia pulita dal vento e dal sole L a forza combinata del vento e del sole, una tecnologia innovativa, in sinergia con un'importante azienda mantovana. È questa la ricetta per un'energia pulita ed efficiente promossa dalla lodigiana Nuova Ggl e dai virgiliani della Green Age Europe spa, che in questi giorni stanno varando ufficialmente l'apparecchiatura "solar wind hybrid generator", ovvero il generatore ibrido grazie al quale sarà possibile produrre energia .'• 4 pari a 9 kWa sfruttando tanto la potenza eolica quanto quella dei raggi solari. Già testato nelle ,' JÌ condizioni estreme invernali del San Gottardo e in quelle torride dei deserti del Sudafrica, il generatore è in procinto di essere smontato e trasportato da Lodi a Migliarino Pisano per un ulteriore Alleanza tra Lodi e Mantova per utilizzare nuove tecnologie Due aziende stanno collaudando un generatore ibrido che sarà utilizzato nei Paesi in via di sviluppo come negli agriturismi collaudo di verifica e la definitiva collocazione. L'efficienza del modulo, assicurano le due aziende, è garantita: ed è in grado, al di la dei puri aspetti commerciali, di riflettersi positivamente soprattutto nelle zone più "depresse" del pianeta, sia per questioni geografiche che per altre annose problematiche: 'Pensiamo soprattutto all'aspetto umanitario, come l'installazione nelle aree rurali dei Paese emergenti - afferma Gianluca Galbiati, titolare della Nuova Ggl -. Ma abbiamo tanta richiesta anche dagli agriturismi, dalle aziende agricole dalle zone ancora scarsamente elettrificate". L'azienda lodigiana è convinta che gli sforzi profusi nel progetto siano giustificati dalle potenzialità di un mercato, quello della "green economy", in piena espansione: "I generatori eolici tradizionali di solito sono alti, rumorosi, onerosi. La nostra apparecchiatura è invece agile, ha un buon impatto visivo, può servire fino a tre abitazioni e grazie alla propria flessibilità d'uso sfrutta le tecnologie più innovative: costerà . circa 25mila euro, e sarà garantita "per 20 anni". Giacinto Bosoni Pag. 47 Una casa per vivere in simbiosi con la natura e risorse sensazionali della nostra epoca sono messe a servizio dell'uomo». Era il i 1952 quando Le Corbusier, all'inaugurazione delle «Unitès d'Habitation» di Marsiglia, decantava l'uso straordinario che si poteva fare del cemento. Conquistandosi il titolo di pioniere nell'uso del cemento e un posto d'onore tra i padri dell'urbanistica contemporanea. Per decenni la sua «pietra eterna» non è mai stata messa in discussione. Fino a venti anni fa, quando sulla scena dell'edilizia contemporanea comincia ad affacciarsi la bioarchitettura. Che al cemento preferisce mattoni cotti, laterizi e pietra. E alle guaine bituminose, usate sui tetti degli edifìci come idrorepellenti, favorisce quelle naturali. In Italia si è ancora lontani dal pensare di sostituire le guaine con la corteccia delle betulle (come è in voga, invece, nei Paesi nordici), ma ci si accontenta di un legno comune. Purché tutti i materiali di origine petrol-chimica siano completamente banditi dall'edilizia. «Non siamo completamente contro il cemento — spiega il presidente dell'Associazione nazionale Architettura Biologica, Sigfreid Camana — ma deve essere utilizzato bene, anche perché se crollano ponti e dighe vuol dire che forse c'è qualcosa che non va». L'alternativa si chiama dunque bioarchitettura 0 edilizia biologica, un mixer cioè tra architettura e agricoltura, il cui slogan suona così: «coltivare i materiali edili». E una bio-casa sembra non avere nulla da invidiare, a parte i costi che in questo caso lievitano del 25%, ad una abitazione convenzionale. «Anche una casa biologica può essere bella — insiste Camana — bisogna però rinunciare a tanti fronzoli». Come le piastrelle griffate, sostituite invece da legno che può essere anche lucidato con vernice ecologica (senza additivi chimici, ma dal colore più opaco), 0 una vasca da bagno grande quanto un salotto. Perché, anche se i materiali usati nella bioedilizia sono tutti rigorosamente naturali, tuttavia non si sottraggono alle leggi del mercato, che non fa sconti a nessuno, soprattutto se si tratta di prodotti non molto richiesti. «Se un cliente chiede quanto costa realizzare una casa ecologica — continua il presidente dell'Anab — glielo dico, ma prima di parlare di costi ribadisco che lavoro solo in questo modo. Il risultato è — ammette — che ho pochi clienti, ma per mia scelta. Non mi interessa costruire case, preferisco di più tenere corsi di formazione anche all'estero». Eppure, in Italia l'edilizia ecologica non è affatto una chimera. La regione che vanta il maggior numero di bio-costruzioni è il Trentino Alto Adige, seguito a ruota dalla Sicilia e dalla Puglia. La bioedilizia si sta facendo strada anche in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, grazie alla nuova normativa edilizia che permette alle costruzioni biologiche di aumentare la cubatura. Ma anche questo è un rischio, perché il cemento non cede facilmente il posto al legno. E allora, chissà, forse Le Corbusier non aveva poi tanto sbagliato a decantare la «pietra eterna». Angela Cappetta Il bio che avanza anche nell'edilizia La regione che vanta il maggior numero di bio-costruzioni è il Trentino Alto Adige, seguito a ruota dalla Sicilia e dalla Puglia Pag. 48 Energie Con le nuove tecnologie consumo zero, o quasi osa fare per risparmiare sul consumo di energia elettrica e gas? Tre cose: pannelli solari per attirare la luce del sole e trasformarla in energia termica, pompe di calore e sonde geotermiche per estrarre energia dal sottosuolo, che servirà a riscaldare o refrigerare gli interni. Se si desidera, si può perfezionare il tutto con l'installazione di finestre in legno dai vetri a doppia camera a bassa emissione di calore. E, infine, per isolare pareti e tetti, occorrono strati e strati di canapa. Nasce così la casa a consumo zero, termicamente isolata e perfettamente compatibile con l'ambiente. Non per tutti i portafogli, ma gli esperti assicurano che i costi si ammortizzano nel tempo e che, quanto ad impegno energetico, una finestra in legno equivale a 126 finestre di alluminio. A.C. Pag. 49 li 11111 4 7A y.^f*! • *M > ì » 31 " j fìffflP"™ BIG PLAYER PIRELLI, KERAKOLL, ITALCEMENTI, INDESIT-. ECCO CHI INVESTE E CREDE NEI PRODOTTI ECOLOGICI Progettare in verde I rendering del nuovo Kerakoll green lab, in via di edificazione in Emilia Romagna A utostrade, Edison, Enel, Italcementi, Sorgenia, Terlizia e delle costruzioni: molti dei protagonisti sono ormai in na. Sono alcune tra le grandi aziende che nel luglio prima linea sul fronte dell'efficienza ambientale. Italcementi scorso hanno sottoscritto con il ministero dell'Am(5,7 miliardi di giro d'affari) si è impegnata con il ministero biente un patto ecologico che prevede finanziamenti agevoguidato da Stefania Prestigiacomo a ristrutturare alcuni imlati per la diffusione di tecnologie ad alta efficienza e basse pianti dì produzione del cemento per migliorarne l'efficienza emissioni. Undici gli accordi di programma concordati, per energetica, a sostituire parte dei combustibili fossili con quelun valore totale di 12 miliardi. li derivati dai rifiuti e a effetÈ un segno dei tempi: nell'antuare il revamping degli imL'obiettivo delle imprese è produrre no dei difficili negoziati Uè pianti di produzione di enersulla lotta ai cambiamenti clielettrica della Italgen. Gli in classe energetica A, ma a basso costo gia matici, in Italia si stanno fainterventi costeranno in totale cendo passi significativi verso 510 milioni e ridurranno di 760 mila tonnellate all'anno le emissioni di C0 2 del gruppo la conciliazione ambiente-industria. «L'attenzione alla sosteguidato da Carlo Pesenti. nibilità nasce dal filone della corporate social responsibility», spiega Alessandro Marangoni, esperto di gestione ambientaHa da poco fondato una newco che punta sull'edilizia resile e ceo della società di consulenza strategica Althesys. «I denziale ecocompatibile e a costi contenuti Rdb, il gruppo driver principali restano gli obblighi normativi e i consumapiacentino dei sistemi costruttivi (399 milioni di fatturato tori. Ma ci sono anche ragioni 2008) che produce il Gasbedi business: oltre ad avere efton, calcestruzzo leggero, fono fetti ambientali positivi, innoe termoisolante, dal bassissimo vazioni e soluzioni di energy impatto ambientale. saving applicate agli impianti «Quest'anno, è vero, le vendirispondono a obiettivi di effite sono calate del 20%, ma il cienza economica. E le politimattone rosso è crollato del che ambientali possono sposta70», nota l'ad Renzo Arletti. re il terreno della competizione La nuova società, R d b casa, a vantaggio di chi le adotta». ha invece come core business Un ottimo esempio di questo la costruzione di edifici pretrend viene dal settore dell'edi- Uno degli eco-progetti di Pirelli re fabbricati, antisismici e di Pag. 50 classe energetica A. «Inizialmente volevamo rispondere alle esigenze dell'edilizia sociale e delle fasce di popolazione a reddito medio basso: il costo sarà inferiore ai mille euro al metro», rileva Arletti. Ma, in attesa che i piani regionali di social housing entrino nel vivo, la nuova società ha ricevuto numerose richieste da privati. L'ad anticipa che il calo dei volumi nei settori tradizionali ha liberato una capacità produttiva tale da permettere a Rdb casa di realizzare ricavi per 100-150 milioni senza nuovi investimenti. Entro il 2011 avrà convertito tutta la produzione nel segno dell'ecocompatibilità la Kerakoll di Sassuolo, specializzata in sistemi per la posa in opera e il restauro, che negli ultimi anni ha dedicato alla green research tre quarti dei propri investimenti in r&s (più del 5% dei 335 milioni di fatturato). L'ad Gian Luca Sghedoni ha appena varato Kerakoll Eco, «il primo programma integrato di un produttore di materiali da costruzione nel settore dell'edilizia ecosostenibile», ed entro fine anno partirà l'attività del Kerakoll green lab, centro ricerche da 6.500 metri quadri costruito secondo i dettami della bioedilizia in cui lavoreranno i 70 addetti attuali più cento nuovi assunti tra ricercatori e ingegneri. Linee eco non mancano nemmeno nella gamma di Fassa Bortolo (intonaci premiscelati) e di Mapei (adesivi, sigillanti e prodotti chimici per l'edilizia). Passando ai rivestimenti e alle finiture, Graniti Fiandre (ceramiche per pavimenti e pareti, 220 milioni di ricavi 2008) ha presentato quest'anno alcune collezioni realizzate con tecnologie che minimizzano l'uso delle materie prime e una metodologia produttiva, Active, che conferisce alle lastre di gres proprietà anti-inquinanti e autopulenti. Sull'edilizia sostenibile scommette anche il real estate: Pirelli re sta procedendo per esempio con il programma sttt»twii L'energia è più smart A fine ottobre Barack Obama ha annunciato un piano di incentivi da 3,4 miliardi di dollari perle imprese che si impegneranno nella costruzione della smart grid, la rete elettrica intelligente, in grado di aumentare l'efficienza nella distribuzione e nell'utilizzo dell'energia. L'Italia è decisamente più avanti: Enel, che negli ultimi anni ha dotato quasi 32 milioni di famiglie di contatori elettronici digitali, ha appena avviato con Telecom, Electrolux e Indesit un progetto in grado di farci risparmiare l'equivalente della produzione di due centrali elettriche. L'obiettivo è far dialogare l'infrastruttura elettrica con una rete locale a cui saranno collegati tutti gli elettrodomestici della casa e inviare poi (attraverso una versione avanzata del modem Alice) le informazioni ottenute al web e al cellulare dell'utente. Che avrà a disposizione in tempo reale dati sui propri consumi e sulla potenza residua disponibile e consigli su quando utilizzare lavatrice, lavastoviglie e pc per ridurre gli sprechi e la bolletta. Alcuni concept di elettrodomestici pensati da Electrolux ecobuilding per la realizzazione di edifici in classe energetica A, lanciato nel 2007. Più in generale, il gruppo Pirelli prevede di portare nei prossimi tre anni la componente green dei ricavi dall'attuale 20% al 40%: verranno sviluppate le tecnologie per il controllo delle emissioni e le linee di pneumatici ecologici e saranno potenziate le attività di Pirelli Ambiente. Ma sostenibilità significa anche consumare meno. Il 60% dei consumi di energia elettrica di una casa italiana viene assorbita dagli elettrodomestici bianchi. Ma i maggiori produttori mondiali sono impegnati da anni nello sforzo di massimizzarne l'efficienza. Electrolux, 11 miliardi di fatturato 2008, è l'unico gruppo del settore a far parte da dieci anni dell'indice Dow Jones sustainability world. «Puntare sulla green economy significa passare dalle parole ai fatti», commenta Gianfranco Schiava, ad di Electrolux Zanussi Italia. «L'ecologia rappresenta una grande opportunità, a condizione che la sfida ambientale venga affrontata con un approccio integrato, senza semplificazioni di comodo». In Electrolux tutta la filiera è monitorata per ridurne l'impatto e il 97% dei prodotti è di classe A o superiore. La gamma Green spirit, in particolare, comprende solo elettrodomestici eco e presto sarà arricchita con una lavabiancheria e un'asciugatrice a idrogeno, di cui sono già stati presentati i prototipi. In casa Whirlpool il progetto più innovativo è Green Kitchen, una cucina in cui frigorifero, lavastoviglie e piano cottura interagiscono per evitare sprechi di energia termica. La Indesit di Fabriano ha introdotto in fase di progettazione indici che misurano la riciclabilità dei prodotti e ha lanciato sul mercato lavastoviglie e lavabiancheria a bassi consumi e alta efficienza. C.B. Pag. 51 - ^ - D O S S I E R ' ECOSQSTENIBILltÀ' LOGICA ECOLOGICA IL NUOVO TREND INSISTE SU TUTTA LA FILIERA, DALLA PRODUZIONE AL RECUPERO PRE-DISCARICA H H i con un cuore telo S e il tessuto produttivo italiano è fatto di pmi, la transizione la green economy: produce vantaggi per l'ambiente, ma ha anche verso un nuovo modello di sviluppo non può fare a meno un significativo ritorno economico. Il solo sistema di recupero di di loro. Che anche in questo campo fanno da apripista, osaninvolucri e confezioni genererà quest'anno benefici per 670 miliodo nuove strade e unendosi in distretti per cogliere le opportunini tra costi di smaltimento evitati, valore delle materie prime retà della green economy. Come hanno fatto, lo scorso luglio, le 18 cuperate e indotto generato (ricerca Althesys per il Consorzio aziende del Novarese fondatrici del polo nazionale imballaggi). In questo budi innovazione per la chimica sostenibisiness si trovano punte di diamante cole. Un progetto sostenuto dalla Regione me la Montello di Montello (Bg), 50 Le pmi raccolte in distretti Piemonte e nato intorno a eccellenze comilioni di fatturato, vincitrice del pree nei network sono in testa me Novamont, una delle principali remio per lo sviluppo sostenibile 2009altà europee nella produzione di biopla«La nostra è una filosofia industriale baalla corsa per l'innovazione stiche: partita nel '96 come spin-off di sata sul rifiuto come materia prima da Montedison, la società guidata da Cacui ricavare prodotti», sottolinea il preria Bastioli è cresciuta l'anno scorso del 24%, toccando i 62 misidente Roberto Sancinelli. «Dalla plastica si ottengono scaglie di lioni di fatturato. Il prodotto di punta è il Mater-bi, ottenuto pet e membrane che vengono usate nello stampaggio, nel tessile dall'amido di mais, grano e patata, con cui si realizzano imbale in edilizia. L'organico viene invece trasformato in biogas e, atlaggi biodegradabili. «Nella bioraffineria di Terni è entrata in traverso la cogenerazione, in energia: 60 milioni di kwh all'anno». attività da pochi mesi la quarta linea, dedicata al poliestere da oli Tra i premiati durante la fiera Ecomondo anche la Ballarmi, vegetali», spiega l'ad, inventore europeo dell'anno nel 2007 e preleader negli strumenti di cottura antiaderenti di fascia alta, che sidente di Kyoto club. «Nel 2010 l'obiettivo è partire con la coda pochi mesi produce una linea di pentole in alluminio riciclato, struzione di uno stabilimento simile a Caserta, sul sito ex 3M. verniciate a secco, con packaging ridotto. Ad Arese, nord-ovest Stiamo stringendo accordi per far nascere una filiera agricola che di Milano, il business l'hanno individuato nei rottami delle auto: ci fornisca la materia prima». Per Bastioli le aggregazioni con alla Greenfluff, che ha sede nell'ex stabilimento dell'Alfa Romeo, tre imprese attente alla green innovation sono cruciali: «Con i è l'unica società italiana specializzata nel trattamento di quell'inprodotti biobased possiamo rivitalizzare la chimica italiana, che sieme di metalli, plastiche, vernici e fibre che rimane come resiha perso terreno. Ma è necessaria una visione di sistema». Per queduo dopo il passaggio dallo sfasciacarrozze. Greenfluff ne tratta sto Novamont è anche tra i soci fondatori di Assoscai, l'associacirca 120 mila tonnellate all'anno e riesce a recuperare quasi l'80% zione per la competitività ambientale d'impresa, e fa parte del dei materiali. Nel 2006, quando la società fondata da Diego Giannetwork Imprese amiche dell'ambiente. cristofaro aveva nemmeno un anno di vita, Quantica sgr ci ha investito 2,8 milioni attraverso il fondo Principia. Prima di RICICLO E RIUTILIZZO I ( riciclare, meglio riusare. Da qui l'idea di Massimo De SanQuando la plastica non è bio si può sempre riciclarla. tis, ad della Free pack net di Gallarate (Va): «NoleggiaQuello del recupero dei rifiuti è uno dei pilastri deimo ai produttori di elettrodomestici, a un prezzo inferiore al costo di acquisto dell'involucro monouso, un imballaggio riutilizzabile fino a 20 volte», racconta. «Dopo l'uso, le società che effettuano l'installazione a domicilio lo riportano al punto vendita, da dove ritorna nei centri logistici. Una volta controllato e ricondizionato, viene rispedito al produttore. Gli spostamenti sono tracciati da un sistema it». Il circuito riduce anche il rischio di danneggiamenti del prodotto: durante la sperimentazione in Germania, in partnership con Whirlpool, i casi sono passati dal 5% del totale allo 0,4%. Free pack net sta ora raccogliendo le adesioni a un nuovo consorzio europeo per la reverse logistics e il packaging riutilizzabile. La sede della Loccioni e, nel tondo, Enrico Loccioni MATTONE GREEN Complici i piani casa regionali e la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, l'edilizia sostenibile vive un mo- Pag. 52 I laboratori e l'headquarter della Novamont mento d'oro. Dall'Alto Adige, dove il distretto tecnologico per l'energia e l'ambiente ha promosso la nascita del Green building council Italia, alla Puglia, che ospita un nuovo distretto della bioedilizia. Se ne avvantaggiano i piccoli e medi produttori di sistemi costruttivi eco come la Pontarolo engineering di Pordenone, con il suo cassero isolante Climablock, e la sarda Edilana, che produce tessuti termoisolanti con un ciclo a basso impatto ambientale. C'è poi chi si è specializzato nei prefabbricati ad alta efficienza energetica. A fare la parte del leone sono alcune aziende altoatesine: la Wolf system di Campo di Trens (che ne fornirà 500 ai terremotati abruzzesi), la Rubner haus di Chienes e la Pircher Oberland di Dobbiaco. E la casa a impatto zero è già realtà ad Angeli di Rosora (An), dove l'anno scorso è stato inaugurato il condominio autosufficiente Leaf house. Per ora ci vivono alcuni dei 300 collaboratori (età media 31 anni) del gruppo Loccioni, specializzato in tecnologie di misurazione e controllo qualità di prodotti e processi per l'industria,«T'automotive, il settore degli elettrodomestici e la gestione energetica. «Per esempio soluzioni per il monitoraggio dei consumi. Da qui l'idea di costruire la casa del futuro, in grado di produrre l'energia che assorbe», spiega il presidente Enrico Loccioni. «All'interno della Leaf com- munity (che comprende una scuola e una centrale mini idroelettrica per le esigenze della sede) costruiremo ora un centro ricerca e innovazione progettato da Thomas Herzog». Ci lavoreranno cento nuovi collaboratori, neolaureati in ingegneria, economia, sociologia e comunicazione: Loccioni li sta selezionando in questi mesi. COMPENSAZIONE E TRADING Aveva fondato due imprese di costruzioni, era «discretamente ricco ma non felice» e nell'86 ha deciso di dedicarsi all'agricoltura biologica. Risultato, la Fattoria Scaldasole, che in pochi anni è diventata la principale società italiana del settore. «A quel punto volevo fare di più, creare qualcosa che lavorasse per le persone», spiega Marco Roveda. Così nel '98, ceduta Scaldasole a Plasmon, reinveste tutto in Lifegate. Oggi il gruppo ha un fatturato di circa 12 milioni e comprende una radio, un magazine, un portale di ecocultura e una società che fa da advisor alle aziende nel campo della riduzione dell'impatto ambientale. «Al progetto Impatto zero hanno aderito più di 500 società, ma anche eventi e artisti come Ligabue, che ha neutralizzato l'impatto del suo tour». Chiara Brusirti HOTEL D'AVANGUARDIA CUMATE SAVERS Tre stelle a impatto zero Il legno viene ricompensato Un albergo sostenibile e portatile. Per ora è solo un prototipo, progettato dallo studio Blast architetti con Bms progetti e Manens intertecnica e appena presentato al salone Host, ma potrebbe diventare un'idea di business: grazie a una base prefabbricata già completa di impianti elettrici e idraulici, un H3 hotel a tre stelle da 120 camere , dotato di dispositivi per il risparmio energetico e idrico che lo collocano in classe A è pronto all'uso in soli sette mesi. Sul basamento destinato agli spazi comuni vengono assemblati moduli costituiti da una stanza e un bagno completamente rifiniti, con sonde per il rilevamento e la regolazione della temperatura, luci e prese che si disattivano automaticamente quando l'ospite esce, sistemi di gestione alberghiera intelligenti. A realizzarlo è stata Bticìno. C.B. Approvvigionamento da foreste gestite in modo sostenibile, lotta al taglio illegale, riciclo. Chi utilizza il legno come materia prima ha un'impronta ecologica pesante, che può essere però ridotta o compensata adottando rigidi standard produttivi. Il gruppo lucchese Sofidel, uno dei più grandi produttori europei di carta per usi domestici, ha fatto di più: è l'unico in Italia aver aderito al programma Climate savers del Wwf, che riunisce le grandi aziende multinazionali impegnate a ridurre drasticamente le proprie emissioni dì C02. Entro il 2012 Sofidel taglierà i gas serra dell'11% rispetto ai livelli del 2007 potenziando il trasporto su rotaia e installando in alcuni dei diciassette stabilimenti produttivi impianti fotovoltaici, eolici, a cogenerazione e centraline idroelettriche. C.B. Pag. 53 GREEN ECONOMY DAL RICICLO AGLI ELETTRODOMESTICI, DALLA BIOEDILIZIA ALL'ECOPRODUZIONE ENERGETICA L'ambiente è un affare C tro il cambiamento climatico. Per quanto riguarda l'Italia, Edo Jè la società che ricicla la plastica e quella che costruisce Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenicon materiali naturali, il produttore di turbine eoliche e bile ed ex ministro dell'Ambiente, deil professionista che certifica i linea un quadro positivo ed è ottimista consumi elettrici e termici delle abitaIn Europa l'economia verde vale sulle potenzialità di crescita future. zioni, la multinazionale che sviluppa elettrodomestici a basso fabbisogno e la oltre 5,9 milioni di nuovi occupati D o m a n d a i Ma esiste una via itastart up specializzata in celle a idrogeno. liana alla green economy? Ritratto corale di un settore dai confini R i s p o s t a . » Esistono comparti in cui siamo particolarmente incerti e dalle tante definizioni: green business, sviluppo sosteniavanti. Prendiamo i rifiuti: se ne parla solo quando sono un'emerbile, clean energy economy. Una cosa è sicura: è in crescita. genza, ma la verità è che nel 2008 ne abbiamo riciclati 32 milioNell'America di Obama, che sta iniziando a tradurre in pratica ni di tonnellate. Interi settori industriali hanno assistito a un l'annunciato Green new deal (all'inizio di novembre hanno boom: per esempio oggi metà dell'input dell'industria preso il via i finanziamenti per le reti elettriche intelligensiderurgica, un volume di 18 milioni di tonnellate, è ti e i bond statali per incentivare le fonti rinnovabili). costituito da rottami di materiale ferroso. Buona anche In Cina, dove quasi il 40% del pacchetto anticrisi da la quota di riciclo del vetro, dell'alluminio, del legno e 580 miliardi di dollari è destinato a nuove energie ed ' della carta, di cui siamo anche esportatori. La ricerca efficienza energetica. E naturalmente in Europa, dove che abbiamo fatto per la Federazione imprese di sersecondo il Wwf gli occupati nell'economia verde sono vizi (Fise) ha censito circa 7 mila imprese attive nel già 3,4 milioni, che entro il 2020 potrebbero salire a trattamento, smaltimento e recupero energetico di ri5,9 grazie alla spinta del pacchetto di direttive Uè conEdo Ronchi Pag. 54 •DOSSIER ECOSOSTENIBNITÀ fiuti urbani, speciali e industriali. Il vero nodo è al Sud, dove troppo finisce ancora in discarica. Buone notizie vengono dai consorzi per il riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici: siamo partiti lentamente, con una raccolta 2008 di circa due chili prò capite, ma stando ai dati parziali quest'anno abbiamo già raggiunto i tre chili a testa. D . Altri settori promettenti? R a Negli ultimi anni le misure di incentivazione delle ristrutturazioni edilizie finalizzate alla riqualificazione energetica hanno ottenuto buoni risultati: l'anno scorso sono stati registrati 200 mila interventi. In parallelo sta crescendo, da parte dei produttori, l'interesse verso gli ecomateriali, più efficienti dal punto di vista energetico e più sani. Da non dimenticare, poi, l'agricoltura di qualità, le produzioni biologiche (siamo i primi produttori europei, ndr) e l'energia rinnovabile da fonti agricole come le biomasse. In Italia ci sono aree industriali dismesse che potrebbero essere riqualificate e diventare un motore di green economy. D a Attraverso interventi di bonifica? R a Sì, il primo semestre di quest'anno ha segnato da questo punto di vista un rallentamento, perché le risorse pubbliche sono state in parte bloccate. Bisogna renderle spendibili e finanziare una reindustrializzazione incentrata su produzioni verdi: nelle ex aree inquinate potrebbero insediarsi produttori di fotovoltaico e di pale eoliche, poli per lo sviluppo di tecnologie pulite... D a A proposito di eolico e fotovoltaico, a che punto è l'Italia sulla strada per il raggiungimento nel 2 0 2 0 dell'obiettivo che l'Europa ci ha assegnato: ridurre le emissioni del 1 4 % e soddisfare il 1 7 % del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili? R a Per quanto riguarda le emissioni, una mano ce l'hanno data prima il picco del petrolio e poi la crisi, che hanno portato a una diminuzione dei consumi di carburante nei trasporti. Nel 2008 i gas serra prodotti sono diminuiti, e quest'anno l'Italia dovrebbe tornare ai livelli registrati nel '90. Sul fronte delle rinnovabili, l'impegno richiesto è consistente: nei prossimi dieci anni dovre- mo triplicarne la produzione rispetto al 2005 (una piccola quota potrà essere importata, ndr). Ma possiamo farcela. Il sistema di incentivazione per il fotovoltaico è adeguato, anche se presto raggiungeremo la soglia dei 1.200 mw installati e dovrà essere rivisto. Sullaproduzione di calore serve una spinta in più, così come per l'uso dei biocarburanti nei trasporti. Vanno promossi quelli di seconda generazione, che utilizzano una base ligneo-cellulosica e hanno rese per ettaro decisamente superiori. E non possiamo rinunciare al mini idroelettrico e all'eolico off-shore. Il punto cruciale è l'accordo Stato-Regioni per la ripartizione degli impegni. D a Quali regioni saranno nel 2 0 2 0 top player per l'energia verde? R a Se consideriamo la densità abitativa e le risorse naturali, possiamo prevedere che in Val d'Aosta, Trentino, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna la quota di rinnovabili nel consumo finale di energia sarà due volte la media nazionale. Piemonte, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia si piazzeranno intorno alla media, mentre le regioni più popolose e sviluppate (Lombardia, Veneto, Fvg, Liguria, Emilia Romagna e Lazio) si fermeranno intorno al 10%. Per quanto riguarda la produzione, la Puglia rimarrà al primo posto per l'eolico, la Toscana crescerà molto nella geotermia, la Lombardia nei rifiuti e nelle biomasse. C.B. PIANI REGIONALI Milioni in investimenti Regioni alle grandi manovre per definire i nuovi piani energetici su cui si baserà l'action pian nazionale per le rinnovabili, che l'Italia dovrà presentare alla Commissione Uè entra giugno 2010. A metà ottobre il presidente lombardo Roberto Formigoni ha delineato a imprese, associazioni di categoria e sindacati una bozza del suo Piano per una Lombardia sostenibile, che prevede lo stanziamento di 900 milioni di risorse pubbliche e la partecipazione dei privati con investimenti per 1,3 miliardi. 175 progetti si dividono in azioni trasversali a lungo termine (semplificazione normativa per la diffusione della geotermia, introduzione di criteri ambientali negli acquisiti della Pa) e azioni verticali a breve e medio termine nel campo della mobilità, delle reti e infrastrutture, del territorio e dell'efficientamento energetico di imprese ed edifici. Secondo Formigoni, la green economy potrebbe creare in Lombardia 40 mila posti di lavoro entro il 2015. In Lazio il piano energetico è in fase di discussione, ma nel frattempo la Regione ha stanziato, per il triennio 2009-11, circa 60 milioni per la promozione dell'efficienza energetica e della produzione da rinnovabili. Il Piemonte si è impegnato su questo fronte già l'anno scorso, scegliendo di destinare 300 milioni di fondi europei del Fesr 2007-2013 alle tecnologie verdi. Con bandi ad hoc è stata promossa la nascita dei poli di innovazione dedicati alla chimica e all'architettura sostenibile, alle energie rinnovabili, biocombustibili e al mini idroelettrico. Pag. 55 • GIORGIA NAKDELLI II vento soffia forte, ma le pale restano l'erme. Anche per ore ed oie al giorno. E l'impianto eolico lavora a metà. Succede in molte parti d'Italia, ed è curioso, in un paese che è in deficit di energia, e che è costretta a importare dall'estero circa 16% del suo fabbisogno, la quota più alta in Europa. Nel nostro paese ci sono regioni in grado di produrre più di quanto consumano, ma quell'energia non può essere veicolata altrove, perché non ci sono le "strade". Non solo. In certi orari si formano quelli che gli esperti chiamano colli di bottiglia, nella fase di distribuzione: negli orari di "picco" la rete va in congestione, e il Gestore del sistema elettrico nazionale (Gse) è costretto a imporre agli impianti collegati la "modulazione", che consiste nel limitare la produzione dell'energia. QUANTO CI COST i:t»ll;JtM;J. I STRUTTURALI M-LLO. L Lt^iaLLQ l palo Le- LÌLLLLCSJSH LTLMJA E IN DEFICIT DI ENERGIA EPPURE IA CAPACITÀ PRODUTTIVA NON MANCA. SPECIE QUEUA l'ERDE. MA I NOSTRI 7HAIJCCI NON SUPPORTANO TUTTA L'OFFERTA. fi I colli di bottiglia I più penalizzati da questo sistema sono proprio i produttori di rinnovabili, che si vedono limitare buona parte della propria produzione. Prendiamo il settore dell'eolico, in fortissima espansione. Le centrali "a vento" sono oggi 266, altre 290 sono in fase di progettazione, concentrate in Puglia, Campania e Sicilia. Ma l'associazione dei produttori Anev lamenta che in media gli impianti sono limitati nel funzionamento del 30%, a causa delle congestioni sulla rete, dovute, appunto, "alla scarsa capacità delle linee elettriche". In un documento che l'Anev ha presentato al ministero dello Sviluppo economico, si parla, per il 2008, di una mancata produzione di circa TOOmila Mega Watt orati (MWh), con buona parte degli impianti di Campania. Puglia, Basilicata - che rappresento circa il 40% del1 uistallato totale. - costretti a lavorare, m alcuni casi, con limitazioni per oltre il 70% della potenza. I produttori calco lano un perdita per il 2008 il 25 milio- ni di euro. E se i numeri sono "di parte", è un fatto acclarato che oggi uli impianti di energia rinnovabile "non sono messi in condizione di lavorare", per dirla Cini le parole di un esperto coinè Gerardo Montanino, responsabile della direzione operativa Fonti rinnovabili del Gse. Parte di questi costi ricadono sui consumatori, perché gli oneri di congestione causati dai colli di bottiglia vanno a incidere direttamente sulla bolletta elettrica, come ha più volte riconosciuto la stessa Terna, l'operatore Pag. 56 SENZA RETE RESTANO AL PALO... unico che gestisce grandissima parìe della rete elettrica nazionale. Non è solo una questione di sprechi, e di energia pulita buttata ria. In ima recente audizione alla commissione parlamentale sui prezzi dei prodotti petroliferi e sui costi dell'energia, il vicepresidente di Confinduslria. Antonio Costato, ha affermato che nel 2008 il costo per le congestioni, per Tenia è stato «li 1,3 miliardi di euro. Quando le azioni di modulazione, ovvero le limitazioni agli impianti di produzione, non sono programmate dal Gse. ai produttori viene riconosciuto un indennizzo. Questi costi vanno a finire direttamente in bolletta, nella voce "A3". Li paga il contribuente, e non solo quelli. Paga l'utente C'è. sempre in termini di prezzo, ima seconda ricaduta sul consumatore, che riguarda direi I amente la parte consistente della bolletta, quella composta dal prezzo della materia prima. Che in Italia, come è ormai noto, costa più che nel resto d'Europa. "Questo", spiega un esperto come Giovan Battista Zorzoli. \icepresidente deU'Intemational Solar Energy Society, e già membro del eda Enel negli anni Novanta, "non accade solo perché l'Italia è dipendente dall'estero per le materie prime, in gran parte gas. Esistono altri fattori che determinano, in parte, questa anomalia, e imo di questo è il prezzo dell'energia, che in alcune aree è decisamente più caro che in altre". Il mercato elettrico in Italia è diviso in cinque macroaree geografiche, in ognuna delle quali la formazione del prezzo avviene in modo indipendente. E se il Prezzo unico nazionale, riferimento per le tariffe elettriche del servizio di maggior tutela (quello delle tariffe domestiche), è la media dei prezzi delle cinque zone, è anche vero che in alcune aree questo prezzo è costantemente più allo che altrove, e traina all'insù anche la inedia finale. "Il fatto è - prosegue Zorzoli - che i grandi produttori di energia non sono distribuiti in modo uguale su tutto il territorio, e poiché la rete non è in grado di connettere tutto il territorio in maniera adeguala, si formano delle strozzature. che interessano le aree meno collegate ". Le aree più "isolate". Sicilia e Sardegna, sono anche quelle hi cui il prezzo dell'energia è più alto. "I produttori locali - prosegue l'esperto - operano in condizione di semùnonopolio, e. specie se producono con tecnologie obsolete, hanno prezzi più elevati". Non è un caso che l'Antitrust, su indicazione dell'Authority per l'energia, abbia aperto lo scorso agosto un'istruttoria sulla dinamica della formazione dei prezzi dell'elettricità in Sicilia. Ma l'istruttoria è ancora in corso, e i suoi sviluppi sono assolutamente top secret. Anche nel mese di ottobre, quando i prezzi della Borsa italiana dell'energia sono visibilmente calati, la differenza tra le diverse aree è stata più che evidente. I dati del Gestore del mercato elettrico, riportati nella newsletter mensile, mostrano che, accanto a un prezzo unico nazionale di 57,63 euro per MWh. il prezzo nella zona Sicilia eia di 75,47 euro, contro un prezzo nella zona Sud di 53,61 euro. Di qui lo scostamento anche con il prezzo medio europeo, che nello stesso periodo è stato di 50,20 euro per MWh. Gli "appena" 7 euro in più di differenza non devono trarre in inganno, perché si è trattato di un record: solo a settembre, la differenza tra Italia ed Europa è stata di 26,8 euro e ad agosto si è toccato il picco di 35,1 euro. L inea elettrica Matera-Santa Sofia: 218 chilometri, 20 anni esatti dal primo pro- getto al completamento. Una lunga catena di ritardi, tra autorizzazioni, conferenze dei servizi, modifiche e varianti di percorso. Se i tempi per realizzare le infrastrutture viaggiano con questi ritmi, l'avvio non è incoraggiante. Se poi ci si aggiunge la rete che invecchia di giorno in giorno, per via delle centrali di rinnovabili che spuntano come funghi, e chiedono "adeguamenti" continui, l'obiettivo di una rete moderna diventa un miraggio. "Manca la programmazione Le Regioni collaborino di più' M gionale, è vero. Ma non si possono sca- parliamo di Puglia e Campania, presentavano serie carenze infrastrutturali. ricare le responsabilità del mancato adeguamento Manca una volontà di operare in questo senso? della rete ai produttori di energie rinnovabili, che Il grosso del problema è costituito dalle autorizza- sono, tra l'altro, i più penalizzati dal mancato svilup- zioni, e dalle lentezze burocratiche che hanno a che po della rete". Andrea Marchisio, referente per il fare con la realizzazione delle infrastrutture. Però settore eolico dell'Associazione per le energie rin- questo non può diventare un problema dei produt- novabili, risponde cosi a chi accusa i produttori del- tori, anche perché il paese ha l'esigenza di sviluppa- la loro crescita "disordinata". re il settore delle fonti rinnovabili. Dottor Marchisio, chi gestisce la rete dice die "non È anche vero die le richieste di nuovi allacci si mol- si può correre dietro agli impiantì"... tiplicano, complice il business della autorizzazioni La situazione attuale è frutto di un decennio in cui (molti affaristi ottengono dagli enti locali le autoriz- si è fatto molto poco per adeguare la rete. D'altra zazioni per rivenderle al migliore offerente). Gran parte, quando Terna ha fatto i primi piani di svi- parte delle richieste riguardano aziende che non sa- luppo, già erano note le aree geografiche che sa- ranno mai realizzate, e questo non facilita le cose né rebbero state interessate dallo sviluppo delle rin- a Tema né a Enel. novabili. Ed era altrettanto noto che quelle aree, Non si può negare che ci sia un problema da questo Pag. 57 CARO-BOLLETTE I GESTORI SI D I F E N D O N O L'ok a un impianto? Ci vogliono anche 6 anni IL PROBLEMA DI FONDO, LAMENTANO LEAZIENDE DEL SETTORE, E CHELA RETE SOS RIESCE A STAR DIETRO .ALLE RICHIESTE DI NUOVI SITI PRODI 77717 per i lavori di competenza Enel, 6 per quelli di nella maggior parte delle volte in aree isolate, non Terna. Il tempo che ci vuole per mettere d'ac- raggiunte prima da nessun traliccio. cordo gli enti locali interessati è di circa sei volte più lungo rispetto al tempo che si im- SERVE IL COORDINAMENTO piega per realizzarle, quelle opere. Spiega Gianni Armani, direttore Operation Italia I progetti non mancano, almeno sulla carta. Ter- di Tema: "Nel 2003 è stata approvata la legge na ha di recente diffuso i dati della programma- 387, che ha istituito l'autorizzazione unica re- zione di investimenti: 6 miliardi in 10 anni. In gionale, che accorpa l'iter per gli impianti a quello programma ci sono i sei grandi progetti che do- delle reti di trasmissione a essi collegate". "Ma", LUNGHE AUTORIZZAZIONI vrebbero risolvere le grandi congestioni, e tra continua, "ciò ha risolto il problema solo in parte, Cosi, nel mirino sono finite Terna, la Spa che questi l'elettrodotto tra Sicilia e Calabria e il rad- perché alcune Regioni hanno delegiferato su que- dal 2005 è proprietaria della grande rete di tra- doppio della connessione tra Puglia e Campania, sti temi, complicando la situazione". Per esempio, smissione nazionale di energia ad alta tensio- entrambi appena autorizzati, dopo un'attesa co- la Puglia, che con una legge regionale consente di ne, e in parte Enel, che gestisce la distribuzione minciata a fine 2006. installare centrali fino a 1.000 kW con una sempli- per la rete a bassa e media tensione (e collega Ma per due grandi lavori avviati, ce ne sono al- ce autorizzazione comunale, la Dichiarazione di gli impianti più piccoli). A loro discolpa, però, tri in alto mare, tanto che a fine ottobre il gover- inizio attività, ma non consentendo di autorizzare le due aziende hanno ì numeri. Primo tra tutti, il no ha nominato commissari ad hoc, per con lo stesso procedimento gli impianti di connes- numero di anni che ci vogliono per ottenere sbloccare alcune procedure autorizzative are- sione alla rete. Proprio in Puglia, dove molti pro- un'autorizzazione per un'infrastruttura: la nate da tempo. Ai vecchi interventi, si aggiun- duttori hanno spacchettato i loro impianti in mini- legge prevede che l'attesa duri al massimo 180 gono poi le nuove "urgenze", i lavori da fare centrali da 1.000 kW, i gestori hanno richieste giorni, ma nei fatti si attende in media 3 anni per adeguare la rete alla produzione dei nuovi per oltre 6.500 piccoli impianti fotovoltaici impianti a energia rinnovabile. In totale l'esplosione delle richieste di allaccio Negli ultimi anni ne sono sorti a migliaia, compli- al Gestore unico della rete elettrica ha raggiun- punto di vista. Ma il compito di gestisce la rete è an- ci gli incentivi italiani più generosi che nel resto to oggi il record di 100mila MW, due volte il che quello di individuare le domande "reali". d'Europa. Ma fino al 2003 la costruzione degli consumo di picco nazionale. Anche se Armani I più penalizzati dal sistema della modulazione sono impianti e quella delle relative reti per il "traspor- assicura: "I problemi di rete in Puglia e Campa- gli impianti eolici. Eppure questi impianti hanno to" dell'energia ha viaggiato su binari differenti, nia relativi alle rinnovabili saranno risolti nel priorità di dispacciamento, ovvero diritto di prece- a velocità differenti, creando il paradosso per corso dell'anno prossimo"/ denza nella distribuzione di energia rispetto a quel- cui molte centrali sono state costruite in poco Resta il problema di fondo,' lamentano le aziende li tradizionali. Come mai i produttori eolia denun- tempo e senza difficoltà, ma senza una rete ade- di infrastrutture, e cioè die "in assenza di una pro- ciano gravi perdite? guata di supporto. grammazione che stabilisca gli obiettivi Regione Per due ragioni. La prima è che gran parte delle mo- Anche perché le centrali eoliche e «ilari sorgono per Regione, oggi è la rete che deve seguire la realizzazione degli im- dulazioni interessano aree in cui la maggior parte pianti". La programmazione ur- degli impianti è a energia rinnovabile, e nessuno ha ge anche per altri motivi, fa no- priorità sull'altro. Inoltre l'attività delle centrali rinnovabili non può essere programmata, perché dipende dal sole o dal vento, dunque gli impianti non possono decidere di pianificare la produzione in base all'energia da immettere nella rete. Anche gli impianti tradizionali subiscono modulazioni ma possono gestirle meglio programmando la produzione in base ai picchi. Vengono indennizzati i produttori delle perdite subite per le modulazioni? Esiste un indennizzo, ma copre solo il 30% circa delle perdite. tare Gerardo M o n t a n i n o , ; responsabile per le rinnovabili del Gse: "L'Italia deve fare di tutto per adeguarsi agli obiettivi del 2020, che, per quanto riguarda l'energia, impongono una pro- duzione di rinnovabili del 17% del totale, contro il 5% attuale, sarà necessario realizzare 25-30mila MW di nuova potenza, ed entro giugno l'Italia deve inviare all'Ile il piano delle energie spiegando come intende fare". • Pag. 58 KERSELF TEME UN RAIDER MA FORSE È UNA SPERANZA • «Aiuto, ci stanno scalando». «Ehi. guardate, ci stanno proprio scalando». «Insomma, volete muovervi? Che cosa aspettate a scalarci?». Osservata con la necessaria ironia, la reiterata invocazione allaConsob affinchè vigili su presunte manovre sul titolo Kerself richiama alla memoria la storiella della vecchietta incaitapecorita e bitorzoluta che teme di essere ghermita da qualche omaccione nerboruto. Il grido d'allarme lanciato mercoledì 18 dal presidente e ad di Kerself. Pier Angelo Masselli, è la replica di quello emesso lo scorso aprile, dopo aver comunicato risultati 2008 in forte crescita. Già all'epoca il numero uno della società specializzata in impianti fotovoltaici si era rivolto alla Commissione di vigilanza per segnalare comportamenti fuori della norma del titolo. «Non so cos'altro dovremmo fare perché l'azione vada bene», aveva detto allora uno sconsolato Masselli di fronte ai cali che in quei giorni avevano spinto il titolo fino ai minimi biennali di 7.5 euro. La situazione si ripete oggi, con il titolo che in realtà è tornato ai livelli di settembre a circa 8.7 euro, peraltro dopo un balzo che lo aveva riavvicinato a quota 10 euro. Il tutto senza significativi scostamenti dei volumi di scambio. Certo è comprensibile la delusione dell'energico (prima ancora che energetico) Masselli di fronte a prezzi calanti dopo aver conseguito nei primi nove mesi un giro d'affari consolidato in crescita del 56%. un ebitda più che raddoppiato, un utile netto di 7.5 milioni (ma segnaliamo anche un indebitamento netto di 135.1 milioni rispetto a un margine operativo che nella migliore delle ipotesi nel 2009 potrà arrivare a 50 milioni). Forse quella che Masselli definisce anomalia si può anche configurare come un prevedibile ritracciamento del titolo dopo una fase di rialzo. L'equivoco di fondo, come già annotato ieri daMF-Milano I-manza, è ritenere che il mercato agisca come una scienza esatta, seguendo regole matematiche. Non è così ed è proprio negli scostamenti tra valore di un'azienda e quello che il mercato è disposto a riconoscerle che si generano le motivazioni di acquisto o di vendita di un titolo. Quanto ai timori per una manovra ribassista sul titolo Kerself. studiata a tavolino per consentire a qualcuno di lanciale un'offerta pubblica di acquisto a un prezzo conveniente, anche qui non si capisce dove stia il problema: se il prezzo fosse davvero basso, nessuno impone ai tanti azionisti di Kerself. grandi e piccoli, di rifiutare la proposta e tenersi i titoli. E se ci fosse mai il rischio che l'opa (eventuale, si badi) andasse in porto, nulla impedirebbe ad altri soggetti di rilanciale a prezzo più alto. Lo stesso Masselli, cui fa capo metà della Finmav, primo azionista di Kersel con un (non casuale) 29,9% del capitale, non avrebbe difficoltà a trovare istituti disposti a finanziare una sua controfferta. Pag. 59 Bre e Centrobanca al fianco delle pmi che investono Entro dieci anni, l'Europa dovrà ottenere il 20% dell'energia che utilizza da fonti rinnovabili. Una sfida durissima, che coinvolge anche le imprese. Le aziende sono chiamate a investire per innovare e al loro fianco trovano istituti di credito particolarmente attenti al territorio, come Bre Banca e Centrobanca del Gruppo Ubi. a pagina? FONTI RINNOVABILI ~ Bre Banca e Centrobanca alleate delle Pmi In aumento i finanziamenti concessi alle aziende che vogliono innovare Di tutto questo si è parlato ieri a Cuneo, presso la sede di Conflndustria, in occasione di un convegno che ha visto la presenza di moltissimi partecipanti ed era organizzato - insieme agli industriali - da Centrobanca (la Corporate e Investment bank del Gruppo Ubi) e da Banca Regionale Europea, che proprio del Gruppo Ubi fa parte e COWTROTEWPEilA Gli effetti • ne è l'istituto creditizio di riferimento in della crisi globale non toccano Piemonte. Partner d'eccezione, l'Università il settore degli investimenti in «Fer»: milanese della Bocconi, che ha contribuito +l9°/o mentre il dato globale è di -28% al dibatto con i dati di una ricerca che ha fa-, tografato lo stato dell'arte in Italia per quan-j to riguarda gli investimenti nelle diverse] MASSIMILIANO SCIULLO «FER», le fonti di energia rinnovabile. RisuH tati e spunti che sono stati raccolti anche in Il 20 per cento. Un quinto dell'energia utiun volume, «Investire in energie rinnovabilizzata dovrà provenire da fonti rinnovabili: li. La convenienza finanziaria per le impreacqua, aria, luce solare, biomasse.Tutto ciò se», proposta come una guida che l'imche il nostro pianeta può mettere a dispoprenditore può consultare nel momento in sizione senza il timore di esaurire le scorte. In quanto tempo? Dieci anni. Non uno di cui decide di fare il grande passo e scomettere sulle fonti rinnovabili. più. Il traguardo del 2020 fissato dall'EuroIn questo contesto, sembra quasi superfluo pa non ammette deroghe (anche se da altre sottolineare come il traguardo del 2020 imparti del mondo qualcuno sembra fare orecponga ritmi e tempi di azione che non poschie da mercante) e per farsi trovare pronsono certo adagiarsi su cadenze sonnolento il mondo delle aziende deve prendere ti. E proprio Centrobanca da tempo si sta decisioni lungimiranti, efficaci e soprattutadoperando in questa direzione. Fin dal to immediate. E per compiere scelte così 2008, infatti, la sua attività nel comparto delcoraggiose - per non dire rivoluzionarie l'impresa ha bisogno di un alleato forte e af- le fonti rinnovabile è notevolmente aufidabile con cui condividere lo sforzo e i ri- mentato, imponendosi tra i leader del setschi. Ecco perché all'orizzonte è il mondo tore dei «project finance» nel panorama nadel credito a delinearsi come l'interlocuto- zionale. Un'attività che le ha fatto meritare re più adeguato. Una mano decisiva per anche un riconoscimento internazionale da mettere in campo investimenti che di per parte della Banca Europea per gli Investimenti che, al termine di un'attenta due disé richiedono sforzi finanziari importanti. TRAGUARDI L'Europa ha posto il 2020 come limite temporale entro il quale ottenere il 20% dell'energia in modo alternativo ligence, lo scorso mese di settembre ha siglato un accordo quadro che mette a disposizione di Centrobanca 200 milioni di euro per il finanziamento di investimenti in «Fer». Un riconoscimento importante, visto che è il primo di questo genere che riguarda una banca italiana. Per il solo 2009, Centrobanca ha fin qui accordato finanziamenti per 900 milioni di euro su scala nazionale, sostenendo investimenti per oltre un miliardo complessivo di spesa. Contestualizzando a livello regionale questo dato, si aggira tra i 130 e i 140 milioni la quota di finanziamento riservato al territorio piemontese. Un approccio che - a livello italiano - non sta risentendo nemmeno della crisi, visto che a fronte di una contrazione globaie del 28 per cento, i finanziamenti verso le fonti energetiche rinnovabili sono saliti del 19 per cento. 11 \ J T H J I . J Tatrultima chiamata per il rilancii ^ " • •• « ^ ^ ^ g& & Pag. 60 Via col ventò Scontro sul parco eolico che dovrebbe essere realizzato al Passo San Marca Saffìoti (Fdl): monti rovinati, p.28 Ambiente. Il progetto, che verrà realizzato al Passo San Marco, ha già ottenuto il via libera dal Pirellone Scontro sul parco eolico orobico Saffìoti: le pale rovinano i monti Parere contrario è stato espresso dal Parco delle Orobie e dal Cai alta Valle Brembana Il progetto di un parco di pale eoliche al Passo San Marco continua a fare discutere. Sono state, infatti, numerose le reazioni dopo che la società Centuria di Milano ha ottenuto l'approvazione della Regione Lombardia alla Valutazione di impatto ambientale (Via). La società attende ora il via libera dalla Conferenza dei servizi. Se l'iter dovesse essere confermato l'impianto eolico potrebbe diventare operativo già dalla prossima estate. «Nutro qualche perplessità sul progetto del parco eolico sul Passo San Marco - ha detto ieri il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffìoti. - Trovo inopportuno deturpare parti importanti e significative del territorio locale e nazionale con l'obiettivo di posizionare delle pale eoliche che da una parte sono antiestetiche e dall'altra non garantiscono una continuità sul fronte della resa. Il paesaggio naturale dei nostri monti va tutelato e non deturpato a favore di progetti che non hanno un sicuro ritorno per il territorio e che rischiano, al contrario, di danneggiarlo. Mi impegnerò in Regione ha concluso Saffìoti - per approfondire l'argomento con gli assessorati competenti». Il parco dei "mulini a vento" è il primo di questo tipo in Lombardia. Verrà realizzato sul versante valtellinese del passo San Marco, nei comuni di Albaredo e Berna. Le pale, collocato a a a Gli Stati Uniti sono i leader mondiali dell'eolico, con una potenza cumulata di oltre 25.000 megawatt. In seconda posizione c'è la Germania con 23.900 megawatt. La Spagna un'altitudine di 2mila metri produrranno, complessivamente, sei megawatt. Mentre in provincia di Sondrio non c'è mai stata resistenza al progetto, dalla parte bergamasca le polemiche si trascinano da più di due anni, da quando cioè si è cominciato a parlare del progetto. Contrari, in particolare, il Parco delle Orobie e il Cai alta Valle Brembana, i cui pareri, però, non sono vincolanti. Mentre in Italia lo sfruttamento dell'energia eolica è ancora agli inizi, in Europa è già una realtà consolidata. Il più grande parco eolico europeo è a Whitelee in Scozia. Ha 140 turbine per una potenza nominale di 320 megawatt e potrebbero fornire energia elettrica a 180mila famiglie. Il parco si trova in mezzo alla tipica brughiera scozzese. • è al terzo posto con 16.700 megawatt di potenza cumulata. Il 5 novembre del 2009 la produzione di energia eolo-elettrica ha raggiunto il 45% della produzione totale di energia elettrica in Spagna. il Bergamo Patto Università-Provincia Pag. 61 ICOMMENT! «Sul territorio pronti a sostenere nuove energie» Rfotovoltaico più dell'eolico, ma si punta soprattutto sulle risorse legate alle biomasse CEilTOOBAWCA II project f inancing è lo strumento utilizzato per sostenere lo sforzo delle aziende Un territorio reattivo e interessato. Un tessuto imprenditoriale che si fa interprete di duesta attenzione. Un sistema bancario che è pronto a schierarsi al fianco delle aziende che vogliono investire nel mondo delle energie prodotte da fonti rinnovabili. Il Cuneese si propone come sintesi ideale di una situazione generalizzata a livello regionale. «Da tutto il Piemonte si rileva una buona domanda per quanto riguarda gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili, un po' come in tutta l'Italia», spiega Valeriano D'Urbano, direttore generale di Centrobanca. Che aggiunge: «Diciamo che se su una scala da zero a dieci, fino a qualche anno fa il grado di attenzione era pari allo zero, adesso siamo tra tre e quattro. E nei prossimi anni si arriverà tra il sette e l'otto». All'orizzonte le potenzialità sono notevoli: «Chi vuole produrre in proprio da fonti rinnovabili sa che può abbattere i costi energetici della propria attività dice ancora D'Urbano - e solo in Piemonte abbiamo già destinato circa un ottavo dei finanziamenti per investimenti su scala italiana. Le prospettive ci sono e i margini di crescita anche». Per non parlare dei diversi campi di azione: «Il fotovoltaico è un settore molto interessante, anche per quanto riguarda la copertura dei tetti dei fabbricati aziendali dice il direttore generale di Centrobanca -, mentre sul territorio pie- montese è forse l'eolico il comparto con meno prospettive. Decisamente più interessante il campo delle biomasse, con la riconversione di alcune colture meno redditizie». Lo strumento per avviare questa ri^ voluzione copernicana è il project financing, con il quale la banca si affianca all'azienda che vuole investire. «È la missione che vogliamo assolvere come Gruppo Ubi - assicura Roberto Tonizzo, direttore generale di Bre Banca -. Esistono vari strumenti e prodotti. E se per gli investimenti sotto i 3 milioni di euro interveniamo come Bre Banca, sopra questa soglia è proprio Centrobanca a proporsi come interlocutore per le aziende. Da parte nostra, abbiamo finanziamenti su 10,12 o 15 anni per gli impianti fotovoltaici dei privati, per esempio, ma le soluzioni pensate per le Pmi sono molteplici. Le prospettive per le aziende sono positive, anche perché grazie alla presenza delle agevolazioni i tempi di rientro sono quantificabili in pochi anni». E proprio le agevolazioni sono una delle scadenze più immediate: nel 2010 il Governo italiano - così come il resto della Uè - dovrà rivedere gli incentivi. Secondo Centrobanca, anche eventuali tagli compresi tra i 10 e il 15 per cento potrebbero risultare ancora sostenibili. In ogni caso il mondo bancario risponde presente: «Con le quasi 100 filiali in provincia di Cuneo e le circa 200 in Piemonte - conclude il condirettore generale di Bre Banca - saremo sempre di più al fianco delle imprese e dei clienti, a conferma della nostra vocazione a banca del territorio». Sul fronte delle imprese, l'interesse verso i nuovi scenari delle energie rinnovabili è palpabile. «Lo sviluppo delle fonti rinnovabili rappresenta una delle grandi sfide che il nostro Paese dovrà affrontare - dice Mauro Gola, vicepresidente di Confindustria Cuneo e presidente della Piccola Industria -. Ma, al contempo, è necessario valutare lo sviluppo di tali fonti nel contesto di crescita economica e tecnologica dell'Italia».Accanto a un'italianità riconoscibile e a un cammino in parallelo tra industria e mondo della ricerca, Gola sottolinea come «la realizzazione dell'ambizioso obiettivo nazionale implica il necessario coinvolgimento di tutte le Regioni, con una ripartizione del potenziale di sviluppo, il "burden sharing", in ogni singola regione». «Di ambiente ed energie rinnovabili si sente parlare spesso, soprattutto adesso che ci sono obiettivi importanti da centrare entro il 2020 - concorda Alessandro Battaglia, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Cuneo, di cui è anche il delegato per il settore energia -.Al momento, però, sembrano obiettivi complicati da raggiungere, anche perché nel tempo che rimane servirebbero veri e propri passi da gigante, quasi una rivoluzione. Se non si darà un'accelerazione in questo senso, perderemo un'opportunità irripetibile, un assist a porta vuota che la crisi internazionale ci ha offerto per ripensare completamente stili e modalità. Anche se si sa che ci vorrebbero investimenti enormi sia da parte del sistema imprese che, in generale, dalla società». [MSci] MAURO SOIA Et WSmm Vicepresidente UlCuneoe H § presidente Piccoli! industria Pag. 62 Green economy Gruppo di lavoro per mettere a punto un progetto toscano Laboratorio per l'energia alternativa SIENA - Un gruppo di lavoro, costituito da Regione Toscana, Finmeccanica, Ansaldo Energia, Enel Green Power, Fidi Toscana e S.Anna di Pisa, sta lavorando "per mettere a punto un progetto dedicato alla costituzione di un laboratorio toscano per lo studio dello sviluppo sostenibile dell'economia e per l'alta ingegneria energetica e ambientale". Lo ha annunciato ieri il presidente della Regione, Claudio Martini, nel corso della presentazione di 'Green Days', la manifestazione della Regione dedicata ai temi della sostenibilità e della green economy, in programma dal 25 al 27 novembre alla Fortezza da Basso. "Questo laboratorio - ha spiegato Martini - avrà il compito di progettare l'insieme degli interventi da realizzare in un territorio per farne un prototipo da riprodurre nelle altre parti della Toscana". Il presidente ha sottolineato che l'idea progettuale consiste nell'attuare in due territori, Valdera superiore e Val di Cecina, un vero e proprio "modello di sviluppo della green economy". Pag. 63 SARA AVVIATO UN MONITORAGGIO SULLE CONCESSIONI Eolico e cave, Venturi lancia l allarme infiltrazioni • i i f DI ANTONIO GIORDANO U n appello alle prefetture della Sicilia affinché rilascino informative antimafia su tutte le imprese che presentano alla Regione una richiesta per la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e autorizzazioni per nuove cave, in particolare quelle legate al ciclo edilizio. Lo ha lanciato ieri a Palermo l'assessore regionale all'industria, Marco Venturi, nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche il direttore generale del dipartimento industria, Nicola Vernuccio. «Occorre alzare il livello di guardia sulle autorizzazioni che riguardano nuovi impianti 11 • / * • y .^ per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per nuove cave», ha detto Venturi. Che ha aggiunto: «L'amministrazione regionale deve essere certa di autorizzare imprese pulite, che non siano solo formalmente a posto». Secondo gli ultimi fatti di cronaca giudiziaria, infatti, il rischio di «infiltrazione mafiosa in questo settore, ma non solo in questo, è molto elevato», ha puntualizzato Venturi, «e siccome la Regione non può bloccare un settore nevralgico per l'economia dell'Isola, deve cautelarsi in ogni modo. Ho predisposto una lettera che invierò a tutte le prefetture siciliane, affinché vigilino sulle imprese che presentano progetti e perché venga rilasciato un'informativa antimafia completa». Venturi sta poi predisponendo • ® un testo modificato che prevede la richiesta dell'informativa antimafia per tutti i soggetti privati che orbitano nel settore delle cave e vuole introdurre lo stesso principio anche nelle nuove direttive attuati ve del Pears, il piano energetico ambientale della Regione siciliana. Verrà inoltre avviato un monitoraggio su tutte le autorizzazioni fin qui concesse, con eventuale revoca della stessa in caso di informativa antimafia negativa. L'assessorato sta predisponendo anche un piano per «incentivare la produzione di energia fotovoltaica attraverso la sistemazione di pannelli», ha aggiunto Venturi, «sui tetti dei condomini, chiese ed edifici pubblici. L'obiettivo è quello di fare installare circa 300 mila i piccoli impianti in Sicilia», (riproduzione riservata) Pag. 64 La guida dovrebbe portare ad ampi margini di risparmio sul riscaldamento Vademecum su costi e consumi Pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico SIENA - Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un vademecum su come abbattere costi e consumi. Eccolo. "Bruciare" costi e consumi si può con una corretta manutenzione della caldaia. I preziosi consigli sull'acquisto e gestione di un impianto domestico di riscaldamento arrivano dalla direzione generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del dipartimento per l'Energia del Ministero dello Sviluppo Economico che, in collaborazione con Adiconsum, Assotermica, Cna, Confartigianato e Federconsumatori, avrebbe realizzato un vademecum per il cittadino. Controlli importanti Le caldaie fino a 8 anni di anzianità, sostiene il vademecum, dovranno essere controllate ogni 4 anni, mentre quelle più vecchie di 8 anni devono essere verificate ogni 2 anni. La certificazione di idoneità dovrà essere rilasciata da un tecnico abilitato, che avrà l'obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico che verrà consegnato, oltre che al richiedente anche all'autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti e delle ispezioni. Risparmio in cifre La pie cola guida pubblicata online do- vrebbe, se seguita fedelmente, portare ad ampi margini di risparmio sul riscaldamento domestico. Stando ai calcoli degli esperti del ministero infatti una maggiore attenzione per l'impianto di riscaldamento e l'eventuale sostituzione possono comportare un abbattimento dei costi di riscaldamento stimato nell'ordine del 20%. Oltre agli evidenti vantaggi economici, sostiene il dipartimento, ci sarebbe un significativo ritorno anche in termini ambientali, con la riduzione drastica delle emissioni inquinanti. Un obiettivo possibile che consentirebbe, a livello di sistema Paese, di immettere nell'atmosfera almeno 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2) in meno ogni anno e di ottenere una riduzione dei consumi di 1.400 ktep, ossia un risparmio di energia pari a 1,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. L'Italia delle caldaie Secondo le rilevazioni sarebbero ben 20 milioni le caldaie installate nel nostro Paese con un rendimento medio del 70%. Ogni anno quelle che vengono sostituite, perché obsolete, sono almeno un milione e quelle di nuova concezione tecnologica hanno un rendimento superiore, intorno all'85%, rispetto ai modelli precedenti. I cittadini che installano una nuova caldaia in sostituzione di una esistente beneficiano di una riduzione della bolletta energetica che si stima sia indicativamente del 20% all'anno. La sostituzione di un milione di impianti consente ogni anno una maggiore efficienza di sistema, comportando anche una riduzione della bolletta energetica nazionale di circa l'l% all'anno. Oltre che con la sostituzione degli impianti, anche con la loro regolare manutenzione - seguendo le scadenze minime riportate dalle 'Istruzioni per il Cittadino' - si può' migliorare il livello di rendimento fino al 4,5%. Più efficienza per tutti Sostituzione e manutenzione della caldaia secondo i tecnici del Ministero possono contribuire ad un maggior efficientamento delle risorse nell'ordine del 7% ogni anno. Se si considera il solo settore residenziale, il cui consumo energetico complessivo annuale è di 20.000 ktep (migliaia di tonnellate equivalenti petrolio), la sostituzione delle caldaie e una regolare manutenzione, implicano una riduzione dei consumi annui di 1.400 ktep, che corrispondono ad una mancata emissione di 3 milioni di tonnellate di Co2. Pag. 65