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Gio 22/11/2012
La Nuova di Venezia e Mestre
Pagina 23
Mestre
GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012 LA NUOVA
23
La grande distribuzione
in guerra nell’area Auchan
Oltre a Coop e In’s, anche Despar e (forse) Lando sbarcano vicino ai francesi
E in via Carducci apre il primo discount del centro, proprio di fronte a Simply
di Marta Artico
«No shopping
domenicale»
Quattro gazebo
Saranno quattro i banchetti
che verranno attivati sul territorio domenica, primo giorno
durante il quale è possibile sottoscrivere la raccolta firme della
campagna
“Liberaladomenica”, lanciata
da Confesercenti assieme a Federstrada con l’appoggio della
Conferenza Episcopale Italiana. Lo scopo è quello di presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare con l'obiettivo di abolire la liberalizzazione degli orari di
apertura degli esercizi commerciali introdotta dal decreto
Salva Italia, restituendo alle Regioni il potere di disciplinare i
calendari di apertura in base alle reali necessità territoriali.
L’appuntamento è davanti al
Duomo di Mestre domenica
mattina: qui sarà allestito uno
dei gazebo dove è possibile sottoscrivere la proposta di legge
e dove saranno presenti il responsabile veneto di Confesercenti, Maurizio Franceschi, il
coordinatore della Pastorale
per gli Stili di vita, don Gianni
Fazzini e una rappresentanza
del comune di Venezia.
Poi saranno allestiti punti di
raccolta firme a San Donà, a
Chioggia e a Noale, per coprire
un po’ tutta la provincia, anche
perché di firme ne servono cinquantamila almeno. Questo solo per iniziare, visto che il fischio di inizio è previsto proprio domenica.
Nelle successive settimane
però, promette l’organizzazione, i luoghi dove si potrà sottoscrivere l’impegno, saranno sicuramente di più e arriveranno a coprire tutte le zone. Nel
frattempo quello del riposo
delle famiglie, sarà uno dei temi che segnerà il cammino della Chiesa veneziana verso l'Avvento e che si è scelto di trattare all’interno dell’opuscolo in
preparazione del Natale, a breve disponibile nelle parrocchie. È grande il fermento per
l’avvio della sottoscrizione anche tra i dipendenti dei centri
commerciali, i “forzati” della
domenica, che sostengono in
tutti i modi l’iniziativa e stanno
invitando dai profili dei gruppi
fioriti su Facebook, ad essere
numerosi domenica, a uscire
di casa non per andare a far la
spesa, ma per firmare contro il
lavoro festivo ad oltranza.
In contemporanea con la
raccolta firme, l’uscita della
canzone “Domeniche No Grazie” di Beppe Calvi, in arte Zucca Veleno, che sarà presentata
il 7 dicembre nella pizzeria da
Pino’s di Treviso e potrà essere
ascoltata a partire dal mattino,
quando sarà lanciata alla radio. Un'idea nata in seno al
gruppo “Domenica No Grazie
Veneto”, che ha in mente di realizzare anche un video che diventi la bandiera di chi vuole
stare con la famiglia e non affollare i centri commerciali.
(m.a.)
©RIPRODUZIONERISERVATA
Locali
Crisi o non crisi, la media e la
grande distribuzione non si arrendono, anzi rilanciano aprendo marchi che si fanno concorrenza l’uno con l’altro. La costante è però una sola: a fare gola a Mestre è soprattutto la zona commerciale di via Don Tosatto, che catalizza migliaia di
persone e macina aperture. Sabato scorso a due passi
dall’ipermercato Auchan, ha
aperto Coop&Coop, situato in
zona strategica vicino al Conforama e al Mac Donald’s. Proprio di fronte ad Auchan c’è però un supermercato In’s, che
ha il suo target ben preciso. In
costruzione all’imbocco del
parco commerciale del Terraglio, c’è anche un altro capannone che diventerà presto un
ipermercato della catena Despar, con una superficie di
2.500 metri quadri di vendita.
Voci molto insistenti tra gli
“addetti ai lavori”, sostengono
che non lontano in linea d’aria,
vicino alla sede dell’Enel, sorgerà un ipermercato targato Lando, altra catena che riscuote
successo.
Chi vuole andare a fare la
spesa, che sia di lunedì oppure
di domenica, avrà solo limbarazzo della scelta, visto che la
più alta concentrazione di prodotti alimentari è proprio nel
tempio dello shopping a due
passi dal centro città. A rimetterci saranno, neanche a dirlo, i
negozi di vicinato e di vendita
al dettaglio. Ma nuove catene
significano anche nuovi posti
di lavoro, certo bisognerà vedere se non si cannibalizzeranno
a vicenda.
Ieri, nel frattempo, in via Carducci proprio a fianco al Break,
ha aperto un nuovo supermercato In’s, il primo discount in
centro città, come spiegano i dirigenti. Per l’occasione, il marchio ha deciso di offrire stuzzichini a tutti quelli che entravano, piazzando un tavolo all’ingresso, vicino alle casse, mentre bastava comperare qualche
cosa per ricevere in omaggio
del caffè o una bottiglia di vino.
E c’era chi comperava una confezione singola d’acqua, pur di
farsi dare una bottiglia di vino
da bere a casa e chi entrava solo
Il nuovo discount In’s che ha aperto ieri in via Carducci (foto Pòrcile) e, accanto, il centro commerciale Auchan
Anche in via Torino
si annuncia
un imponente
insediamento
commerciale, legato
al recupero dell’ex
deposito Actv. A farne
le spese sono i più piccoli
Folla nel giorno dell’inaugurazione dell’ipermercato Coop&Coop in zona Auchan
per mangiare. Sintomo che la
crisi morde, più di quanto si
creda, e non appena la gente
annusa aria di “offerte” o ancora meglio “omaggi” si accalca.
«Abbiamo assunto sei persone», spiega il responsabile di
zona Dario Ferrara, «personale
utilizzato già in altri punti vendita per la verità, ma che non
era stato confermato, mentre
oggi ha un lavoro. Noi offriamo
un prodotto che sia il giusto
compromesso tra qualità e
prezzo: con tanti negozi che
chiudono, siamo un’attività
che invece apre».
In’s nel Veneziano conta una
dozzina di punti vendita, solo
nell’area mestrina ce ne sono
ben sette. Non potrà essere felice il Simply, aperto da meno di
due anni a pochi metri, dall’altra parte della strada, che in
una ricerca di Altroconsumo recentissima era risultato essere
il più economico in centro città
e che oggi deve fare i conti con
un discount del calibro
dell’In’s.
L’altra zona della città con la
maggiore densità di supermercati è senza dubbio Corso del
i commenti dei sindacati
Ma le aziende non assumono
«Fanno lavorare sempre di più i dipendenti che già hanno»
«Centri commerciali e supermercati inaugurano nuove sedi e aprono perfino la domenica e nelle festività infrasettimnanali, ma purtroppo non abbiamo notato effetti positivi
sull’occupazione», dice Roberta Gatto della segreteria della
Filcams-Cgil veneziana «Per
esempio, la catena di disount
In’s (del gruppo Pam) che ha
aperto una nuova sede in via
Carducci dove occupa pochissimi dipendenti già assunti o
con contratti a termine, costringendoli a continui straordinari per sopperire a tutte le
mansioni, dalle casse a magaz-
zini e scaffali». «Del resto» fa
notare Bertilla Manente della
segreteria della Fisascat-Cil «il
problema di fondo resta il calo
costante dei consumi e dei fatturati. Non a caso le aperture
domenicali fatte sulla pelle delle lavoratrici già occupate e
senza nessuna nuova assunzione, nemmeno nei fine settimana. Anzi, come succede nei
supercati della catena di supermercati della Carrefour, si torna a parlare di ricorso alla cassa integrazione».
Tant’è che i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, chiedono da tempo che venga rivi-
sta la legge nazionale che permette le aperture domenicali
o che la Regione Veneto abbia
il coraggio di intervenire con
una sua legge contro la libera
apertura dei negozi e il superlavoro a cui sono costretti lavoratori e lavoratrici».
Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e
Uiltucs hanno, infatti, hanno
detto di condividere le motivazioni della raccolta di firme
che si terrà davanti alle chiese
domenica prossima contro la
liberalizzazione senza regole
delle aperture domenicali e festive. «Noi» hanno dichiarato
le segreterie veneziane dei tre
Commessa “domenicale” al Pam
sindacati «sosteniamo che la
materia delle aperture e degli
orari deve tornare alle Regioni
che nel confronto sul territorio
trovino soluzioni delle aperture nello spirito del rispetto della festività». Anche la recente
Documento ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile
Popolo, dove è in arrivo un altro Despar all’interno della partita ex deposito Actv di via Torino.
«Penso che tra un paio di anni», commenta il direttore provinciale della Confesercenti,
«come adesso abbiamo il problema di recuperare contenitori dismessi delle aree industriali, dovremo affrontare il tema
del recupero del contenitore di
edifici commerciali. Ciò sta già
accadendo negli insediamenti
dove erano partiti prima, che
nel tempo non hanno investito
per cambiare il format. Nell’immediato tutte queste aperture
creeranno un danno al tessuto
economico: al di là dell’attrattiva iniziale, poi diventeranno archeologia commerciale e si dovrà pensare al riutilizzo degli
scatoloni vuoti».
NUOVISUPERMERCATI
LEGGIE COMMENTA
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apertura del supermercato della rete Coop in via Pionara non
sembra aver creato nuovi posti di lavoro. «Le Coop hanno
detto di aver assunto 85 lavoratori ma a noi non risulta così»
incalza Roberta Gatto della Filcams-Cgil «è vero invece che
ha assunto una quarantina di
persone, ma si tratta di lavoratori già occupati con contratti
a termine a Venezia durante la
stagione estiva». Nemmeno
per le ormai prossime festività
natalizie i sindacati dei lavoratori si aspettano ricadute positive sul fronte dell’occupazione. «L’ultima cosa a cui pensano le aziende commerciali sono le assunzioni» conclude Roberta Gatto «quel che a loro
preme è di ridurre al massimo
i diritti, i trattamenti salariali e
gli orari di lavoro del personale
che già hanno in forza». (g.fav.)
©RIPRODUZIONERISERVATA
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Gio 22/11/2012
La Nuova di Venezia e Mestre
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«No shopping domenicale» Quattro gazebo
Saranno quattro i banchetti che verranno attivati sul
territorio domenica, primo giorno durante il quale è
possibile sottoscrivere la raccolta firme della
campagna "Liberaladomenica", lanciata da
Confesercenti assieme a Federstrada con l' appoggio
della Conferenza Episcopale Italiana. Lo scopo è
quello di presentare in Parlamento una proposta di
legge di iniziativa popolare con l' obiettivo di abolire la
liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi
commerciali introdotta dal decreto Salva Italia,
restituendo alle Regioni il potere di disciplinare i
calendari di apertura in base alle reali necessità
territoriali. L' appuntamento è davanti al Duomo di
Mestre domenica mattina: qui sarà allestito uno dei
gazebo dove è possibile sottoscrivere la proposta di
legge e dove saranno presenti il responsabile veneto
di Confesercenti, Maurizio Franceschi, il coordinatore
della Pastorale per gli Stili di vita, don Gianni Fazzini
e una rappresentanza del comune di Venezia. Poi
saranno allestiti punti di raccolta firme a San Donà, a
Chioggia e a Noale, per coprire un po' tutta la
provincia, anche perché di firme ne servono
cinquantamila almeno. Questo solo per iniziare, visto
che il fischio di inizio è previsto proprio domenica.
Nelle successive settimane però, promette l'
organizzazione, i luoghi dove si potrà sottoscrivere l'
impegno, saranno sicuramente di più e arriveranno a
coprire tutte le zone. Nel frattempo quello del riposo
delle famiglie, sarà uno dei temi che segnerà il
cammino della Chiesa veneziana verso l' Avvento e
che si è scelto di trattare all' interno dell' opuscolo in
preparazione del Natale, a breve disponibile nelle
parrocchie. È grande il fermento per l' avvio della
sottoscrizione anche tra i dipendenti dei centri
commerciali, i "forzati" della domenica, che
sostengono in tutti i modi l' iniziativa e stanno
invitando dai profili dei gruppi fioriti su Facebook, ad
essere numerosi domenica, a uscire di casa non per
andare a far la spesa, ma per firmare contro il lavoro
festivo ad oltranza. In contemporanea con la raccolta
firme, l' uscita della canzone "Domeniche No Grazie"
di Beppe Calvi, in arte Zucca Veleno, che sarà
presentata il 7 dicembre nella pizzeria da Pino' s di
Treviso e potrà essere ascoltata a partire dal mattino,
quando sarà lanciata alla radio. Un' idea nata in seno
al gruppo "Domenica No Grazie Veneto", che ha in
mente di realizzare anche un video che diventi la
bandiera di chi vuole stare con la famiglia e non
affollare i centri commerciali. (m.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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La grande distribuzione in guerra nell`area Auchan