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Allegato B)
SCHEMA DI
CONVENZIONE
INFORMATIVO PER DETENUTI.
PER
GESTIONE
SERVIZIO
SPORTELLO
Premesso:
•
che il Comune di Forlì, nell’ambito del Piano di Zona per la salute e il benessere sociale
2009-2011 approvato con deliberazione consiliare n. 37/2009, tra gli obiettivi prioritari
dell'Area 5, ed in particolare del Punto 5.1 - “Percorsi di cittadinanza sociale: contrasto alla
povertà ed esclusione sociale”, prevede lo sviluppo ed il consolidamento di programmi di
integrazione sociale per persone sottoposte a limitazione della libertà personale dentro e
fuori dal carcere;
•
che il Programma attuativo 2013-2014 del suddetto Piano di Zona, approvato nella seduta
del Comitato dell’Accordo di Programma del 7 ottobre 2013, prevede al Punto 5.2,
“L'esecuzione penale: come rendere protagonista il territorio”, il nuovo affidamento del
servizio sportello informativo detenuti e azioni di miglioramento della qualità della vita dei
detenuti attraverso lo strumento della convenzione con associazioni di volontariato che
privilegi le azioni in rete e la capacità di coinvolgimento di volontari con rafforzamento
delle azioni rivolte alle donne detenute e ai loro figli minori e al sostegno alla relazione
genitori detenuti-figli;
•
che il Programma attuativo biennale 2013-2014 del Piano di zona per la salute ed il
benessere sociale 2009-2014 nel comprensorio forlivese è la conseguenza delle indicazioni
contenute nella deliberazione dell’assemblea legislativa regionale n. 117/2013, la quale ha
stabilito di prorogare la validità del Piano sociale e sanitario regionale 2008-2010 per gli
anni 2013 e 2014, approvando le indicazioni attuative del Piano Sociale e Sanitario per gli
anni 2013-2014, contestualmente prorogando di un ulteriore biennio la durata dei Piani di
Zona per la salute ed il benessere sociale 2009-2011;
•
che con deliberazione di Giunta comunale n. 39 del 28 febbraio 2013 è stato approvato il
Protocollo d'Intesa a cui hanno aderito diverse associazioni di volontariato operanti
all'interno della struttura penitenziaria, valorizzando pertanto il contributo del volontariato
qualificato;
•
che la Giunta comunale con propria deliberazione n. 185 del 2/9/2014 ha stabilito di affidare
la realizzazione del servizio Sportello Informativo detenuti ad un’associazione di
volontariato di cui alla L. 266/91 o un'associazione di promozione sociale di cui alla L.
383/00 o con più associazioni che operano in rete, mediante stipulazione di apposita
convenzione ai sensi dell'art. 42 del Codice III, approvando le linee guida per la sua
realizzazione, in allegato sub “A” alla deliberazione, redatte anche in linea con quanto
previsto negli indirizzi regionali di cui alla DGR 339/2014, quale base per la predisposizione
del progetto esecutivo della futura convenzione;
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Vista la determinazione n. _____ del ___________ con la quale il Dirigente del Servizio Politiche
di Welfare ha stabilito di convenzionarsi con ___________ a seguito di procedura selettiva
mediante avviso pubblico;
Ciò premesso e previa ratifica e conferma di quanto sopra da parte dei signori intervenuti, volendosi
che il tutto formi parte integrante e sostanziale del presente atto, si conviene e si stipula quanto
segue:
ART. 1 – FINALITA'
1. Le attività correlate allo Sportello Informativo detenuti devono essere finalizzate al
perseguimento dei seguenti obiettivi:
 rafforzare ed incrementare le azioni volte a perseguire il miglioramento delle condizioni di
vita dei detenuti e delle detenute del carcere di Forlì, mediante azioni volte a facilitare al
detenuto la sua permanenza all'interno del carcere;
 garantire un forte e strutturato canale di connessione tra il carcere ed il territorio con la
finalità di favorire, anche attraverso azioni di accompagnamento personalizzate e dedicate, il
reinserimento socio-lavorativo di detenuti “dimittendi” o che possono fruire di misure
alternative alla detenzione.
ART. 2 – DESTINATARI DEGLI INTERVENTI
1. Destinatari delle attività del servizio Sportello Informativo detenuti sono persone italiane e
straniere, donne e uomini, destinatarie di misure restrittive della libertà personale, detenute
presso la Casa Circondariale di Forlì.
2. Particolare attenzione viene rivolta ai detenuti immigrati, alla popolazione carceraria
femminile, ai detenuti classificati come “sex offender” e comunque ai soggetti fragili a
causa di vulnerabilità di carattere sanitario e psico-sociale (tossicodipendenti, persone prive
di risorse familiari/relazionali al di fuori del carcere, ecc..).
3. Linee specifiche di azione sono dedicate, inoltre, ai detenuti definitivi che presentano i
requisiti per la fruizione di misure alternative alla detenzione, ai detenuti al loro primo
ingresso in carcere (i cosiddetti “nuovi giunti”) e ai detenuti che stanno terminando di
scontare la pena detentiva (cd. “dimittendi”), tramite la promozione e l'attivazione di
politiche di intervento diverse a seconda delle diverse categorie dei bisogni espressi.
ART. 3 – OGGETTO – FUNZIONI DELLO SPORTELLO INFORMATIVO
1. Oggetto della presente convenzione è l'organizzazione di un servizio polifunzionale attivo
all'interno della Casa Circondariale di Forlì che si denomina “Sportello Informativo” e si
caratterizza per una serie di attività le quali complessivamente rappresentano il polo di
riferimento per la popolazione carceraria relativamente alle informazioni essenziali e
principali relative alla vita in regime di detenzione, declinando le azioni in funzione della
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specificità tipologica degli utenti destinatari del servizio.
2. Lo “Sportello informativo” ha la funzione di assicurare la massima facilità di accesso alle
informazioni relative alle attività interne al carcere, alle procedure caratterizzanti la vita
all'interno dell'istituto ed ai servizi in esso attivi, favorendo ogni utile correlazione con
soggetti pubblici o privati operanti nei territori di appartenenza delle persone detenute con il
fine di sostenere efficaci percorsi di reinserimento sociale in esito alla dimissione
dall'istituto.
3. In particolare il servizio si articola nelle seguenti aree di intervento:
SERVIZI E AZIONI MIRATE ALL'ACCOGLIENZA - (FUNZIONE A)
Una specifica sezione dello “Sportello Informativo” si riferisce ad attività informative rivolte a
persone che giungono all'inizio del percorso di detenzione (nuovi giunti), rilevando come nell'ampio
concetto di accoglienza rientrino tutte le misure di attenzione alla dignità dell'uomo.
Questa fase rappresenta un passaggio centrale per il corretto approccio alla realtà carceraria da parte
del nuovo giunto e tale attività viene svolta da un operatore messo a disposizione dal soggetto
gestore - definibile come “operatore di rete” (con valenza interna al Carcere) - con la qualifica e con
un curriculum formativo o professionale quanto più attinente possibile alle caratteristiche specifiche
della suddetta attività.
Per i nuovi giunti (persone provenienti dalla libertà) l'“operatore di rete” assicura la propria
presenza durante il primo incontro, successivo all’ingresso del detenuto, con la finalità di fornire
una corretta informazione sulle opportunità di accesso alle diverse attività all’interno e all’esterno
dell’istituto penitenziario ed in generale sulle regole e l’organizzazione della vita detentiva, nonchè
per esercitare una funzione di ascolto e primo orientamento.
In questa fase l'”operatore di rete” - in sinergia con il personale messo a disposizione dall'AUSL
della Romagna ovvero dalla Direzione della Casa Circondariale ed adibito allo svolgimento del
colloquio con il detenuto nuovo giunto – raccoglie tutte le informazioni necessarie per facilitare il
primo ingresso e successivamente collabora al monitoraggio circa lo stato di integrazione del
detenuto nuovo giunto nel sistema carcerario.
Al fine di garantire la massima efficacia nell'azione di prima informazione, il soggetto gestore
assicura la predisposizione di apposito opuscolo orientativo predisposto ed aggiornato
periodicamente in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Forlì.
Lo Sportello Informativo – tramite l'”operatore di rete” - prevede, sviluppa e consolida specifiche
conoscenze in merito alle attività e ai servizi presenti all’interno della Casa Circondariale e dedicati
a detenuti con problemi di dipendenza patologica. In tal senso lo Sportello acquisisce costanti
notizie dagli Operatori del SERT di Forlì presenti in struttura ovvero dal Servizio Sanitario interno
al Carcere per poter fornire ogni delucidazione o informazione a detenuti che volessero
intraprendere percorsi di cura.
La medesima attività informativa o di accompagnamento deve essere altresì realizzata nei confronti
di ogni altro detenuto per il quale sia stata segnalata o rilevata una criticità sanitaria o con
particolari fragilità che richiedono interventi psico-sociali di supporto.
Rispetto a detenuti autori di reato a sfondo sessuale (sex offenders) lo Sportello assicura
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informazioni costantemente aggiornate in merito all’organizzazione della vita detentiva e alla
caratterizzazione del trattamento penitenziario ad essi dedicato, anche con riferimento a servizi di
supporto esterni (es. Centro per il trattamento di uomini maltrattanti).
Subordinatamente alle necessarie autorizzazioni e con la stretta collaborazione della Direzione della
Casa Circondariale, l'attività di accoglienza dei nuovi giunti può prevedere il coinvolgimento attivo
di detenuti già presenti nell'istituto, oltre che di personale volontario qualificato.
Una particolare attenzione viene rivolta alle persone straniere o prive di risorse personali o parentali
al di fuori del carcere, prevedendo specifiche modalità di accoglienza (es. attivazione del servizio di
mediazione culturale).
Per l’accoglienza di parenti presenti nei locali della Casa Circondariale per i periodici colloqui con i
detenuti il soggetto gestore deve operare in sinergia con le associazioni di volontariato impegnate
nell'organizzazione delle attività di accoglienza di parenti (o più in generale persone) in attesa di
colloqui con detenuti ristretti presso la Casa Circondariale di Forlì.
Le attività di accoglienza e di intrattenimento per i più piccoli sono l'occasione per fornire – a cura
del personale del soggetto gestore - notizie ed informazioni circa le modalità e le procedure che
caratterizzano i colloqui con i detenuti.
In questo contesto è prevista l'implementazione delle attività di animazione dei momenti di incontro
tra genitori detenuti e figli minori, con la finalità di offrire un clima il più possibile accogliente.
INFORMAZIONI CORRELATE ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE – (FUNZIONE B)
Lo Sportello si struttura con una sezione dedicata alla migliore diffusione delle informazioni
relative ai possibili percorsi di formazione professionale o di scolarizzazione realizzabili all’interno
della Casa Circondariale ovvero frequentabili – in funzione dello status del detenuto – all’esterno
della struttura.
In questo senso lo Sportello collabora per la periodica rilevazione dei fabbisogni formativi della
popolazione carceraria e per l'individuazione dei possibili percorsi attivabili in funzione delle
caratteristiche del singolo detenuto.
INFORMAZIONI CORRELATE ALL’INSERIMENTO LAVORATIVO – (FUNZIONE C)
Lo Sportello prevede una sezione dedicata alla migliore diffusione delle informazioni relative ai
possibili percorsi di inserimento lavorativo operando, in tal senso, in stretta correlazione con tutti i
soggetti che promuovono attività o esperienze lavorative all’interno della Casa Circondariale
ovvero all'esterno dell'istituto.
Lo Sportello realizza azioni di orientamento volte alla progettazione di un percorso di reinserimento
lavorativo e sociale concreto e possibile, partendo dalla valutazione sulle possibilità di inserimento
lavorativo grazie ad una prima analisi sulle aspettative e capacità reali della persona incontrata.
Parimenti questa sezione dello Sportello sviluppa specifiche connessioni con ogni realtà pubblica
(es. Servizio Sociale territorialmente competente) o privata (es. associazionismo; agenzie di lavoro
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interinale; ecc.) operanti nell’ambito della promozione dell’occupazione e dei percorsi di
riavvicinamento al mondo del lavoro, così come con ogni soggetto promotore di progettualità
finalizzate alla realizzazione di attività imprenditoriali all’interno della Casa Circondariale, al fine
di promuovere utili correlazioni tra opportunità di lavoro e caratteristiche della popolazione
detenuta.
Lo Sportello collabora con i servizi pubblici preposti, come il Centro per l’Impiego, il collocamento
mirato (Legge 68/1999), anche promuovendo la creazione di uno spazio informativo interno alla
Casa Circondariale dedicato alla diffusione delle informazioni o alla compilazione di modulistica di
settore.
Lo Sportello Informativo assicura ogni utile collaborazione per facilitare l'avvio di percorsi di
reinserimento lavorativo riservati a soggetti che abbiano terminato di scontare la pena da non più di
6 mesi, residenti nel territorio provinciale, promuovendo in tal senso ogni utile forma di
collaborazione con l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE).
AZIONI DI SUPPORTO NELLA FASE DI DIMISSIONE - (FUNZIONE D)
Considerata l'importanza e la delicatezza del periodo che precede la dimissione e con l'intento di
garantire la massima continuità dei percorsi di reinserimento sociale, lavorativo o formativo avviati
durante il periodo di detenzione, lo Sportello Informativo assicura la realizzazione delle seguenti
azioni:
– l'attivazione di uno specifico operatore qualificato definibile “operatore di raccordo” (con valenza
esterna la Carcere), che assicuri, tramite la propria attività, il raccordo con il Servizio Sociale
territorialmente competente in funzione della residenza anagrafica del detenuto dimettendo,
favorendo la connessione tra le specifiche esigenze della persona e le possibili risposte fruibili in
quanto cittadino del Comune di residenza;
– in collaborazione se necessario con l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), garantisce il
trasferimento, al Servizio sociale competente per l'inclusione sociale, delle notizie e delle
informazioni correlate al percorso di formazione o di inserimento lavorativo realizzato dal detenuto
durante il periodo di detenzione, evidenziando la presenza di eventuali criticità (sociali, sanitarie,
abitative, ecc.) che potrebbero caratterizzare il periodo immediatamente successivo la
scarcerazione;
– tramite l'”operatore di raccordo” realizza azioni di accompagnamento del detenuto dimittendo
rispetto al Servizio Sociale o Sanitario territorialmente competente, favorendo l'accesso
dell'interessato ai servizi (es. Sportello per l'impiego) o alle prestazioni sociali agevolate erogate
ordinariamente dal Comune o dall'AUSL di residenza del detenuto, anche garantendo supporto nel
disbrigo di eventuali adempimenti burocratici. A tal fine è necessaria un’azione di raccordo tra gli
operatori dello Sportello (mediatori culturali, operatori sportello di ascolto, …) e l’equipe del
carcere affinché, attraverso la tempestiva acquisizione delle segnalazioni di uscita dal carcere per
fine pena, sia possibile ipotizzare il coinvolgimento dei servizi territoriali competenti per
l'individuazione di percorsi di accoglienza e di reinserimento sociale;
– per le persone con problematiche complesse di natura sanitaria, esercita l'attività di cui sopra in
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raccordo con il referente sanitario appositamente individuato nell’ambito dell'organizzazione
dell’assistenza sanitaria in carcere (SSN – AUSL della Romagna), al fine di garantire la continuità
delle cure anche dopo le dimissioni;
– con riferimento ai detenuti residenti nel Comune di Forlì e/o nei Comuni del comprensorio
forlivese che terminano il periodo di detenzione presso altri Istituti di Pena ubicati nel territorio
regionale, procede con l’ acquisizione di tutte le informazioni e notizie circa i percorsi formativi
svolti dall'interessato o progetti di reinserimento sociale svolti (compresi ad esempio l’inoltro di
domande per il riconoscimento dell'invalidità, ecc.). Dette informazioni sono messe a disposizione
del Servizio Sociale competente per la trattazione del singolo caso;
– assicura ai detenuti dimittendi la diffusione delle informazioni finalizzate ad affrontare i bisogni
primari al momento della scarcerazione (es: casa, alimenti, abbigliamento, regolarizzazione di
documenti, ecc.), promuovendo i contatti con le associazioni di volontariato o ogni altro soggetto
attivo nel territorio ritenuto utile in funzione del bisogno espresso.
INFORMAZIONI TRASVERSALI - (FUNZIONE E)
Con riferimento alla generalità della popolazione detenuta lo Sportello sviluppa una serie di attività
informative che di seguito si distinguono:
1) informazione legale finalizzata a migliorare le conoscenze dei detenuti circa i propri diritti e circa
le possibilità di beneficiare di misure alternative alla detenzione;
2) informazioni rispetto a trattamenti pensionistici o previdenziali in essere ovvero attivabili in
funzione delle caratteristiche personali di ciascuno, informazioni rispetto alla determinazione delle
certificazioni ISE/ISEE (D.Lgs. 130/2000 e s.m.i.; DPCM 159/2013); in merito, è utile l’avvio di un
rapporto strutturato con l’INPS di Forlì funzionale alla migliore gestione del tema, anche
prevedendo la creazione di uno spazio informativo interno alla Casa Circondariale dedicato alla
diffusione delle informazioni o alla compilazione di modulistica di settore;
3) informazioni rispetto alla posizione anagrafica con eventuale supporto e collaborazione diretta e
condivisa con l’Anagrafe del Comune di Forlì rispetto alla regolarizzazione dello status anagrafico.
RACCORDO CON ALTRI SPORTELLI INFORMATIVI – (FUNZIONE F)
In considerazione della possibile mobilità dei detenuti presenti nella Casa Circondariale di Forlì in
altri istituti di pena presenti nel territorio regionale, nonché della possibilità che persone residenti da
libere nel territorio del Comune di Forlì e/o dei Comuni del comprensorio forlivese siano detenute
presso altri istituti penitenziari della Regione Emilia Romagna, lo Sportello Informativo attiva ogni
utile collegamento o correlazione con corrispondenti Sportelli operanti presso detti istituti.
Lo Sportello assicura l'auspicata continuità dei percorsi formativi o degli iter burocratici avviati
nella detenzione presso il precedente istituto.
Lo Sportello assume la necessaria conoscenza della rete costituita dagli altri Sportelli esistenti e
assicura la collaborazione necessaria per la proficua gestione del trasferimento o della ricezione
delle notizie afferenti la popolazione detenuta interessata da trasferimenti o persone forlivesi
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detenute presso altri istituti di pena.
ART. 4 – SOSTEGNO ALLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE
1. Lo Sportello Informativo attiva ogni iniziativa utile – in condivisione con la Direzione della
Casa Circondariale nonché con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna competente - alla
migliore connessione tra la concreta situazione personale del detenuto e le reti esterne al
carcere significative per la realizzazione di misure alternative alla detenzione attraverso
azioni orientate al reinserimento della persona ristretta nel tessuto socio economico esterno.
2. In particolare lo Sportello svolge un ruolo di connessione con la rete delle associazioni di
volontariato qualificate per l’Area carcere con il fine specifico di comprendere la possibile
collaborazione nella gestione di persone destinatarie di misure alternative alla detenzione e
che risultino prive parzialmente di adeguate reti familiari o amicali.
3. Lo Sportello Informativo svolge una funzione di raccordo con la realtà socio-familiare del
detenuto ovvero con le Istituzioni o la società civile del territorio di residenza della persona
ristretta collaborando, per quanto di competenza, alla realizzazione di azioni orientate al
reinserimento della persona detenuta nel tessuto socio-economico esterno.
4. Lo Sportello Informativo assicura il costante aggiornamento delle posizioni individuali dei
detenuti presenti al fine di comprendere la sussistenza delle condizioni per avviare percorsi
di inserimento volontario in lavori di pubblica utilità.
ART. 5 – LA MEDIAZIONE CULTURALE
1. Con riferimento alla popolazione carceraria straniera lo Sportello Informativo prevede una
sua specifica sezione che assicura la realizzazione delle attività indicate nella presente
convenzione, declinandole in funzione delle specifiche caratteristiche linguistiche e culturali
del detenuto.
2. Rispetto a detenuti stranieri dimittendi l'attività dello Sportello è improntata al reperimento
di riferimenti esterni alla struttura detentiva (rapporti famigliari, rete sociale) affinché il
progetto rieducativo avviato all’interno del carcere possa essere efficace per il reinserimento
sociale e lavorativo una volta terminata la detenzione. In particolare promuove iniziative
finalizzate alla realizzazione di corsi di alfabetizzazione o di apprendimento della lingua
italiana. Particolare attenzione è dedicata all'informazione ed eventuale accompagnamento
all'accesso a programmi di rimpatrio assistito.
3. Lo Sportello Informativo assicura la massima connessione con il Centro Servizi per
l'Integrazione ovvero con i corrispondenti Sportelli e/o Centri informativi per stranieri
realizzati dai Comuni sul territorio della Regione.
4. Il servizio di mediazione prevede l’accompagnamento di detenuti, insieme ai volontari, per
l’espletamento di pratiche burocratiche, quali rinnovo passaporti, documenti di
riconoscimento presso gli uffici di competenza.
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ART. 6 – MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA DEI DETENUTI
1. Lo Sportello Informativo provvede alla diffusione delle informazioni relative alle attività
realizzate all'interno dell'istituto funzionali al miglioramento degli aspetti relazionali dentro
gli istituti penitenziari attraverso l’accesso ad attività culturali e sportive, biblioteche e centri
di documentazione. Propone e supporta la realizzazione anche di progetti sperimentali di
studio e/o lavoro all’interno del carcere ed il sostegno alla realizzazione delle attività a titolo
volontario e gratuito svolte all’esterno del carcere.
2. Lo sportello pone particolare attenzione alle donne detenute ed ai loro figli minori,
promuovendo circostanze e condizioni che favoriscano la relazione fra i figli ed il genitore
detenuto.
3. Il soggetto gestore prevede nel quadro della programmazione annuale delle proprie attività
la presenza di un operatore che possa partecipare all’organizzazione delle attività, in
collaborazione con l’area pedagogica, le agenti di Polizia Penitenziaria della sezione
femminile e le detenute stesse.
4. Il soggetto gestore promuove le correlazioni con le associazioni di volontariato aderenti al
Protocollo d'Intesa, approvato con deliberazione di Giunta comunale n. 39 del 28/2/2013 al
fine di realizzare opportune azioni di accompagnamento di detenuti in permesso premio e
nella fase immediatamente successiva alla scarcerazione. Inoltre, d'intesa con la Direzione
della Casa Circondariale, promuove ogni utile correlazione con associazioni che possono
organizzare e realizzare attività ricreative, sportive e culturali anche con l’obiettivo di
instaurare rapporti di conoscenza con i detenuti presenti presso l’Istituto.
ART. 7 – MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ - GOVERNANCE
1. L'Associazione si impegna a mantenere nel corso della durata della convenzione le
condizioni operative di svolgimento delle attività esplicate nella documentazione progettuale
presentata in sede di selezione, che fa parte integrante e sostanziale della presente
convenzione anche se qui non materialmente allegata, ma depositata presso gli uffici del
Responsabile del procedimento.
2. Le azioni e le attività sono realizzate dal soggetto gestore privilegiando e promuovendo il
lavoro di rete attraverso una collaborazione costante e sinergica di tutti i soggetti – pubblici
e privati - operanti in area esecuzione penale sul territorio provinciale. Lo Sportello
Informativo impronta la realizzazione delle attività assegnate in funzione degli indirizzi
formulati dal Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì, in coerenza con gli indirizzi
programmatici annualmente definiti dalla Regione Emilia Romagna in tema di interventi
rivolti alle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale e con le risultanze definite
in sede di Comitato Locale Carcere al fine di garantire la massima coerenza e sinergia delle
attività svolte dai diversi soggetti competenti e attivare ogni ulteriore risorsa disponibile.
3. Il soggetto gestore realizza le attività comprese nello Sportello Informativo in stretta
correlazione con la Direzione della Casa Circondariale di Forlì e in stretta collaborazione
con le altre realtà operanti all'interno della struttura penitenziaria, valorizzando in ogni
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ambito possibile il contributo del volontariato qualificato espresso dalle Associazioni
aderenti al Protocollo d'Intesa approvato con Deliberazione della Giunta Comunale n.
39/2013.
4. Il soggetto gestore si impegna a garantire la cura dei rapporti con l’Amministrazione
penitenziaria ai fini del rilascio delle necessarie autorizzazioni allo svolgimento delle attività
all’interno della Casa Circondariale.
5. Il soggetto gestore nello svolgimento delle attività di cui alla presente convenzione si
coordina e raccorda strettamente con le attività progettuali formulate dagli operatori del
Servizio Politiche di Welfare (U.O. Adulti).
ART. 8 - VOLONTARIATO
1. Le parti riconoscono il valore sociale del volontariato in quanto espressione di
partecipazione, pluralismo e solidarietà civile e ne valorizzano il ruolo nella realizzazione
delle attività di cui alla presente convenzione.
2. Lo Sportello informativo fornisce le necessarie informazioni alle Associazioni aderenti al
Protocollo d'intesa, approvato con la deliberazione della Giunta comunale n. 39/2013,
rispetto alle modalità di accesso dei volontari nell'Istituto, promuovendo soluzioni logisticoorganizzative che consentono lo svolgimento delle attività promosse dal volontariato e la
partecipazione da parte dei detenuti.
3. Lo sportello garantisce la realizzazione di uno specifico percorso di formazione su tematiche
collegate al funzionamento della giustizia, anche alla luce della recente normativa in materia
e, in particolare, sulle modalità di esecuzione penale sia interna che esterna quale percorso
formativo dedicato ai nuovi volontari impegati nelle attività oggetto della presente
convenzione.
4. Per l'aggiornamento del proprio personale volontario il soggetto gestore organizza periodici
eventi formativi in materia sulle tematiche attinenti all'area dell'esecuzione penale.
5. Lo Sportello informativo, mantenendo il costante contatto con la Direzione della Casa
Circondariale, assicura la puntuale informazione alle Associazioni di volontariato operanti
nel carcere di Forlì in merito a modifiche normative e regolamentari di interesse.
ART. 9 - PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
1. Le parti realizzano periodici incontri finalizzati alla verifica dello stato di attuazione degli
obiettivi operativi di cui alla presente convenzione e al fine di condividere eventuali
integrazioni applicative utili per attualizzare le attività con le indicazioni espresse in materia
dalla programmazione regionale ovvero dall'Amministrazione penitenziaria.
2. La programmazione annuale delle attività ha come priorità la promozione di ogni utile
iniziativa rivolta ad aumentare le opportunità di lavoro dentro e fuori alla Casa
Circondariale, di adesione a progetti per lavori di pubblica utilità, di miglioramento degli
interventi finalizzati all'umanizzazione della pena, di aumento delle opportunità per accedere
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a misure alternative alla detenzione, di riduzione dalla presenza di detenuti e di
reinserimento sociale relativamente ai dimittendi.
3. La programmazione annuale delle attività correlate allo Sportello Informativo tiene conto
delle indicazioni eventualmente espresse dalla popolazione detenuta della Casa
Circondariale di Forlì consultabile, secondo modalità e procedure preventivamente
condivise con la Direzione della Casa Circondariale, in merito al servizio erogato.
ART. 10 – RISORSE NECESSARIE (personale – attrezzature – materiali)
1. Le attività di cui alla presente convenzione sono realizzate e gestite da operatori, anche
volontari, appartenenti all'organizzazione del soggetto gestore con specifica esperienza
formativa e/o professionale nel campo dei servizi oggetto della convenzione.
2. Rimane specifico onere del soggetto gestore garantire il rispetto di tutte le normative vigenti
con riferimento alla tipologia di operatori impiegati per l'assolvimento dei servizi oggetto
della convenzione.
3. L'associazione deve garantire per tutto il periodo di durata della convenzione, a garanzia
della continuità e della concreta realizzazione delle azioni previste, la disponibilità di
almeno 2 (due) operatori professionali al fine di garantire le attività comprese nei seguenti
tre ambiti: “operatore di rete” (con valenza operativa interna la Carcere); mediazione
culturale; “operatore di raccordo” (con valenza esterna al Carcere).
4. Deve essere garantita necessariamente per almeno 12 ore settimanali l'attività dell'operatore
di rete per le funzioni ad esso ascritte.
5. L'associazione deve altresì assicurare – nel quadro del personale impiegato per la
realizzazione delle attività comprese nella presente convenzione ed in considerazione della
presenza significativa di detenuti stranieri – l'operatività di un mediatore culturale per
almeno 10 ore settimanali.
6. L’associazione deve garantire per almeno 12 ore settimanali l'attività di un operatore di
raccordo per le funzioni ad esso ascritte sulla base del progetto esecutivo.
7. Gli operatori di cui sopra possono essere affiancati nello svolgimento delle loro attività da
uno o più volontari, ma non possono essere da questi sostituiti.
8. Il soggetto gestore deve annoverare tra il personale che può mettere a disposizione per
realizzare le attività riferite al presente atto almeno 20 (venti) volontari con esperienza
maturata nel settore delle attività volontaristiche rivolte ai detenuti e alle problematiche
dell’Area Carcere, titolari di cognizioni tecniche e pratiche e delle qualifiche professionali
richieste per lo svolgimento dei servizi oggetto del progetto.
9. Nel realizzare le attività descritte nel presente atto il soggetto gestore può anche avvalersi
delle professionalità rese disponibili da altri soggetti, con comprovata esperienza maturata
nell’ambito di attività oggetto della presente convenzione, previa comunicazione al Servizio
Politiche di Welfare dell'avvio di detta forma di collaborazione.
10. Il personale (professionale e volontario) deve essere equamente rappresentativo del genere
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maschile e femminile.
11. L’Associazione deve formalmente indicare al Servizio Politiche di Welfare il nominativo
dell'unico referente responsabile di tutte le azioni comprese e connesse con il servizio
oggetto della presente convenzione.
12. L'associazione si impegna a fornire nella propria autonomia organizzativa tutte le
prestazioni necessarie alla realizzazione degli obiettivi indicati nella presente convenzione.
ART. 11 - FORMAZIONE DEGLI OPERATORI
1. Il soggetto gestore assicura l'impiego di personale qualificato con riferimento all'”operatore
di rete” e con riferimento all'”operatore di raccordo” che si occupa delle attività di raccordo
con i soggetti pubblici e privati del territorio di residenza del detenuto dimittendo.
2. Il soggetto gestore assicura la massima integrazione tra gli operatori presenti presso lo
Sportello e gli operatori dell'Amministrazione penitenziaria sul piano dei contenuti e dei
metodi per la realizzazione delle attività assegnate allo Sportello.
3. Il soggetto gestore promuovere la partecipazione del personale (anche volontario) ai
momenti di formazione in ambito carcere che dovessero essere organizzati da
Amministrazioni Pubbliche o soggetti privati.
ART. 12 – ASSICURAZIONI
1. Il soggetto gestore provvede all'assolvimento degli obblighi ed oneri assicurativi ed
antinfortunistici, assistenziali e previdenziali previsti dalla normativa vigente in relazione a
tutto il personale impiegato a vario titolo (dipendente; volontario; collaboratori; ecc.) nelle
attività comprese nel servizio denominato “Sportello Informativo” oggetto della presente
convenzione.
2. Il soggetto gestore garantisce che tutto il personale impiegato nelle attività è coperto da
assicurazione contro gli infortuni, malattie connesse allo svolgimento delle azioni o
mansioni assegnate e per la responsabilità civile verso terzi.
3. Il soggetto gestore garantisce l'attivazione delle polizze assicurative obbligatorie per legge o
comunque opportune a copertura dei rischi o chiamate di responsabilità relativamente
all'utilizzo di veicoli, o di strutture mobili e/o immobili che il soggetto gestore dovesse
utilizzare per lo svolgimento delle attività.
4. Il soggetto gestore esonera e tiene salvo il Comune di Forlì – Servizio Politiche di Welfare
da qualsivoglia azione per risarcimento danni o di rivalsa attivata da soggetti terzi in
correlazione alle attività assegnate al gestore in forza della presente convenzione.
ART. 13 - PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
1. Ai sensi della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs.
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196/2003 e s.m.i.), il soggetto gestore è individuato quale responsabile del trattamento dei
dati personali, anche sensibili e/o giudiziari, di cui disporrà ai fini dello svolgimento del
servizio in questione. I dati a disposizione saranno conservati per il tempo strettamente
necessario e con le modalità previste dalla normativa vigente.
2. In qualità di responsabile del trattamento, il soggetto gestore si adopera affinché i propri
operatori rispettino la normativa vigente in materia di tutela della riservatezza e di
protezione dei dati personali, sensibili e giudiziari. Gli operatori dovranno essere individuati
dal gestore quali incaricati per il trattamento dei dati ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs.
196/2003.
3. Il soggetto gestore è tenuto all’osservanza, oltre che delle norme vigenti a livello statale e
regionale, anche alle disposizioni, in materia, che siano approvate dal Comune di Forlì.
ART. 14 - COORDINAMENTO DEL COMUNE
1. Il Responsabile dell'esecuzione, per il Comune di Forlì, è il Dirigente del Servizio Politiche
di Welfare, tramite il Responsabile dell'Unita Operativa Adulti e Politiche Abitative.
2. Il referente, individuato dal soggetto gestore per la gestione delle attività della presente
convenzione, è …...........
3. All'inizio delle attività il soggetto gestore predispone, in accordo con il Comune di Forlì –
Servizio Politiche di Welfare, il programma operativo per la realizzazione delle attività.
4. I referenti sopra indicati si confrontano periodicamente ai fini del buon andamento del
servizio.
ART. 15 – RIMBORSO SPESE
1.
Il Comune di Forlì – Servizio Politiche di Welfare garantisce al soggetto gestore il rimborso
delle spese sostenute per la realizzazione delle attività oggetto della presente convenzione, a
seguito di una specifica e formale rendicontazione. La richiesta di rimborso è ammissibile
entro i limiti degli importi annui massimi sotto indicati per ogni singola voce, fino ad un
massimo annuo complessivo di € 39.000,00:
1
spese operatori e volontari riferite allo “Sportello
Informativo”
€ 25.000,00
2
spese di struttura, gestione ed amministrazione
€ 3.000,00
3
Spese riferite ad operatore di raccordo
€ 11.000,00
Totale complessivo
€ 39.000,00
2. Eventuali scostamenti rispetto agli importi fissati per ciascuna voce di spesa, fermo restando
l’importo massimo annuo assegnato alla gestione complessiva del servizio, saranno ammessi
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solo se aventi carattere marginale e se adeguatamente giustificati nella relazione redatta dal
soggetto gestore acclusa alla richiesta di rimborso delle spese.
3. Trattandosi non di un corrispettivo ma di un rimborso delle spese rendicontate, quindi non
forfettario, esso non è soggetto alle norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari.
ART. 16 – MODALITA’ DI RIMBORSO DELLE SPESE
1. Il Comune di Forlì – Servizio Politiche di Welfare riconosce l’importo massimo annuo di €
39.000,00, quale rimborso delle spese sostenute dal soggetto gestore per la realizzazione
delle attività oggetto della presente convenzione. Tale importo dovrà essere dimostrato e
rendicontato.
2. Il rimborso di cui sopra verrà corrisposto al soggetto gestore sulla base delle spese
effettivamente sostenute per l’attuazione delle attività previste nella convenzione e previa
presentazione del rendiconto comprensivo di documentazione giustificativa e di una
relazione illustrativa delle attività concretamente realizzate.
3. Eventuali spese che siano strettamente ed oggettivamente non documentabili attraverso
fatture, note, ricevute, scontrini di cassa, saranno rimborsate su presentazione di apposita
dichiarazione firmata dal legale rappresentante del soggetto gestore (inserita nella
rendicontazione) subordinatamente ad espressa accettazione da parte del Dirigente del
Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì.
4. Il Comune di Forlì - Servizio Politiche di Welfare - provvederà a rimborsare le spese entro
60 giorni dalla presentazione della correlata richiesta, corredata della documentazione
completa e così come indicata al punto precedente, con cadenza quadrimestrale e previa una
verifica del parziale raggiungimento degli obiettivi.
5. L'eventuale riscontro del mancato pieno raggiungimento degli obiettivi operativi compresi
nel Servizio “Sportello Informativo” determina una proporzionale riduzione del contributo
messo a disposizione per il rimborso delle spese sostenute dal soggetto gestore. Detta
evenienza deve essere formalmente e preventivamente comunicata al soggetto gestore con
l'espressa indicazione delle circostanze che motivano la liquidazione solo parziale del
rimborso spese richiesto.
ART. 17 - INDICATORI PER IL MONITORAGGIO/VALUTAZIONE
1. Il soggetto gestore propone specifici indicatori e criteri di misurazione della efficacia ed
efficienza delle attività svolte funzionali a verificare lo stato di attuazione in itinere degli
obiettivi prefissati.
2. Il raggiungimento di tali obiettivi è misurato attraverso:
•
la quantificazione dei colloqui con detenuti “nuovi giunti”
•
numero di detenuti coinvolti complessivamente nelle attività comprese e correlate allo
“Sportello Informativo”
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•
indicazione e quantificazione delle collaborazioni e dei contatti stabiliti nell'attività di
coordinamento con altri “Sportelli Informativi” attivi presso Istituti Penitenziari
ubicati nella Regione Emilia Romagna;
•
indicazione e quantificazione delle collaborazioni con la rete territoriale del comune
di residenza del singolo detenuto, nello svolgimento dell’attività di diffusione delle
informazioni e di coordinamento con Enti ed Istituzioni per favorire percorsi di
reinserimento socio-lavorativi dei detenuti dimittendi o prossimi all'ottenimento di
misure alternative alla detenzione;
•
numero delle azioni di accompagnamento nella fase di dimissione dal carcere rispetto
ai servizi del territorio.
3. Il Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì, in collaborazione con l'associazione, si
riserva di elaborare ulteriori specifici indicatori per la valutazione della qualità dei servizi
prestati in esecuzione del servizio oggetto della presente convenzione.
ART. 18 - CONTROLLI E VERIFICHE
1. Il Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì esercita il controllo sul regolare
svolgimento delle attività comprese nel servizio “Sportello Informativo” e previste nella
presente convenzione, nonchè sulla qualità e pertinenza delle attività realizzate dal soggetto
gestore.
2. Il soggetto gestore è tenuto a redigere e a trasmettere al Servizio Politiche di Welfare:
a) relazioni a cadenza quadrimestrale sull’andamento delle attività oggetto del servizio
“Sportello Informativo”, indicando i dati relativi al raggiungimento parziale degli obiettivi
di cui al precedente articolo;
b) rendicontazione a cadenza quadrimestrale della spesa sostenuta per la realizzazione
delle attività inerenti il progetto in questione, articolata sulla base delle voci di spesa così
come specificate al precedente art. 15;
c) relazione annuale che sintetizzi gli obiettivi raggiunti e che al contempo formuli
indicazioni e suggerimenti per una migliore definizione degli obiettivi afferenti al servizio
“Sportello Informativo”.
3. Le parti assicurano l’informazione degli esiti corrispondenti alla Direzione della Casa
Circondariale di Forlì per eventuali osservazioni. Le risultanze della verifica annuale sono
altresì riportate al Comitato Locale Carcere
4. Il Comune di Forlì si riserva di effettuare momenti di verifica non programmati, anche
mediante sopralluoghi, disposti in qualunque momento dal Dirigente del Servizio Politiche
di Welfare allo scopo di controllare il corretto adempimento degli obblighi posti in capo
all'associazione.
ART. 19 - VARIAZIONI CONTRATTUALI
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1. In relazione alle esigenze dell’utenza e dei servizi, le attività oggetto della presente
convenzione potranno essere ridefinite, in accordo tra il Comune di Forlì ed il soggetto
gestore, con relativo adeguamento dei patti e condizioni contrattuali.
2. In particolare è prevista la possibilità di estensione quantitativa delle attività oggetto della
convenzione, fino al 50% dell’importo del rimborso spese previsto, mediante apposita
determinazione dirigenziale e conseguente contratto, nella medesima forma della
convenzione originaria oppure mediante controfirma del provvedimento per accettazione da
parte del soggetto gestore, a seconda dell’importanza dell’integrazione.
3. Con le medesime modalità di cui al comma precedente si procederà per modificazioni alla
convenzione di carattere secondario, non incidenti sull’impianto complessivo del servizio.
4. Ove si rendesse necessario assicurare all’utenza servizi complementari rispetto a quelli
oggetto della presente convenzione, potrà essere effettuato l’affidamento al medesimo
soggetto gestore.
ART. 20 - DURATA DELLA CONVENZIONE - CAUSE E MODALITA' DI RISOLUZIONE
- FACOLTA' DI RECESSO
1. La presente convenzione ha durata di anni 5 (cinque) dalla data del suo perfezionamento o da
quella dell'avvio anticipato delle attività nelle more della sottoscrizione del presente atto.
2. Il Comune di Forlì può procedere alla dichiarazione di risoluzione unilaterale della presente
convenzione in ogni momento, previa diffida scritta ad adempiere entro il termine che sarà indicato
nella diffida stessa, senza oneri a proprio carico se non quelli derivanti dalla liquidazione delle
spese sostenute dall'Associazione fino al ricevimento della diffida, per comprovata inadempienza da
parte del soggetto gestore degli impegni assunti e previsti nei precedenti articoli, e in particolare, la
carenza di risultati dovuta alla scarsa incidenza delle attività o azioni poste in essere dal soggetto
gestore.
3. E' facoltà di entrambe le parti recedere dal contratto a mezzo di raccomandata con avviso di
ricevimento spedita entro tre mesi prima della cadenza annuale del contratto; la disdetta avrà
comunque effetto dalla data di cadenza annuale. La facoltà di recesso può essere esercitata anche
limitatamente ad una o più attività oggetto della convenzione.
ART. 21 – RESPONSABILITA'
1. Il Comune resta estraneo ai rapporti giuridici verso terzi, posti in essere a qualunque titolo,
anche di fatto, dal soggetto gestore, il quale manleva il Comune da ogni responsabilità per
danni alle persone ed alle cose anche di terzi, nonché da ogni pretesa di azione al riguardo,
che derivi, in qualsiasi momento e modo da quanto forma oggetto della vigente
convenzione, obbligandosi ad intervenire direttamente nei relativi giudizi, estromettendone
il Comune stesso.
2. Il soggetto gestore risponderà direttamente dei danni alle persone ed alle cose provocati
nello svolgimento del servizio, salvo che non provi che il danno è dovuto a causa ad esso
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non imputabile, restando a suo completo ed esclusivo carico qualsiasi risarcimento, senza
diritto di rivalsa o di compensi da parte del Comune, salvi gli interventi in favore del
soggetto gestore da parte di Società Assicuratrici; nel caso in cui il soggetto gestore provi
che, nella determinazione del danno, vi è concorso da parte del Comune, il Comune stesso
interverrà in via solidale, ferma restando la responsabilità diretta del soggetto gestore
convenzionato.
3. Il soggetto gestore, nell’ambito del principio generale di cooperazione, ha la responsabilità
di provvedere a segnalare al competente ufficio ogni problema sorto nell’espletamento del
servizio, con particolare riferimento a quanto possa riuscire di ostacolo al conseguimento
delle finalità e degli obiettivi generali specifici dei servizi, alla realizzazione delle attività
programmate, al rapporto con gli utenti e in generale a tutto ciò che inerisce all’oggetto della
presente convenzione; in tale quadro il soggetto gestore è tenuto a prestare la propria fattiva
collaborazione per la rapida soluzione dei problemi segnalati.
ART. 22 – CONTROVERSIE
1. Qualsiasi controversia di natura tecnica, amministrativa o giuridica che dovesse insorgere in
ordine alla interpretazione, esecuzione o risoluzione della convenzione sarà
preliminarmente esaminata in via amministrativa. Qualora la controversia non trovi bonaria
composizione in sede amministrativa, verrà devoluta all’autorità giudiziaria competente. Si
applica l’art. 13 del vigente Testo Unificato delle Norme Regolamentari in materia di
Contratti, Contabilità e Patrimonio – Codice III – del Comune di Forlì.
2. Non sussiste la competenza arbitrale.
3. Foro competente in via esclusiva è quello di Forlì.
ART. 23- RINVIO
1. Per tutto quanto non espressamente previsto nella presente convenzione si fa rinvio alle
norme di Legge e di Regolamento, nonché alle direttive statali e regionali vigenti nelle
materie oggetto del presente contratto.
ART. 24 - ESENZIONI
1. Poiché l'importo di cui all'art. 15 è assegnato non a titolo di corrispettivo o contributo, ma
di rimborso di spese effettivamente sostenute e documentate, il presente contratto non ha
contenuto patrimoniale e pertanto è da registrarsi in solo caso d'uso ai sensi dell'art. 4 della
Tariffa Parte II allegata al DPR 131/86, sempre che non sia esente in ragione della natura
del soggetto gestore.
2. Ai sensi dell'art. 27-bis della tabella allegata al DPR 642/1972 la presente convenzione è
esente dall'applicazione dell'imposta di bollo se il soggetto gestore ha natura di Onlus; in
caso contrario, la relativa spesa è a carico dell'Associazione.
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1 Allegato B) SCHEMA DI CONVENZIONE PER