Info Plus La rivista per i pensionati del Credit Suisse Numero 16 giugno 2014 «Vediamo cosa ci porterà il futuro.» David Zinman a colloquio con Ruth Hafen Pagina 6 Coabitazione Un alloggio in comune a 66 anni – e la vita cambia davvero! Pagina 10 Un uomo di spirito Bruno Mollet produce grappa in Valle Maggia. Pagina 20 Assistenza agli apprendisti ieri e oggi &ODVVLƟFDWRUL e telefono invece di iPad e Chat. Pagina 26 Eventi per i pensionati Iscrizione con il tagliando a pagina 31 SOMMARIO INFOPLUS 3 EDITORIALE Care lettrici, cari lettori 10 SCELTE DI VITA: l’esempio della coabitazione Sommario 19 4 IL COSTRUTTORE DI BARCHE Pius Wäger mostra ai lettori di InfoPlus il suo lavoro quotidiano in cantiere. 6 DAVID ZINMAN Nell’intervista, il direttore d’orchestra dà uno sguardo alla sua vita passata e futura. FOTO TITOLO: ROBERT AEBLI 9 CHICCHE Mucche e dintorni. 10 UN ALTRO POSTO DOVE ABITARE I pensionati scoprono nuove forme abitative. 16 16 IL PIACERE DI VIAGGIARE Viaggio dei lettori: alla scoperta di Monaco di Baviera. 18 RETROSPETTIVA Giornata sugli sci, visita guidata alla Tonhalle di Zurigo e concorso. 19 DAVOS FESTIVAL Offerta per un’estate musicale in montagna. 20 DA INGEGNERE DEL SOFTWARE A PRODUTTORE DI GRAPPA Invito alla degustazione di Bruno Mollet, Vallemaggia. 22 CASSA PENSIONE Intervista a Urs Bracher e chiusura annuale del 2013. 24 TIROCINIO BANCARIO 2.0 Michael Seibold parla delle necessità degli apprendisti di oggi. 28 IERI E OGGI L’assistenza agli apprendisti nel corso del tempo. 30 AGENDA 2014 Incontri, eventi e tagliando di iscrizione. Ultimamente ho avuto un attimo di perplessità quando PLRƟJOLRPLUDFFRQWDYDGHL nuovi metodi di insegnamento per le sue lezioni di francese. Per un momento ho pensato: «Prima tutto era meglio». Ma subito mi sono corretto da solo: «Prima molte cose erano diverse». Mi è tornato in mente questo pensiero mentre leggevo l’articolo «Ieri e oggi» di questo numero, in cui si parla di come si è evoluta la formazione degli apprendisti. I cambiamenti hanno lasciato il segno anche durante il lungo periodo in cui David Zinman è stato primo direttore dell’orchestra Tonhalle: un uomo dal forte carisma sul pulpito. Non sulle assi del palcoscenico, ma sui tavolati delle barche si muove Pius Wäger, che ci accompagna nel mondo della costruzione di imbarcazioni, una realtà tradizionale e moderna. Ci penserò quest’estate, quando sarò LQYDFDQ]DLQVLHPHDPLRƟJOLRHDPPLUHUHPR gli yacht sul lago di Ginevra, dove lui potrà mettere in pratica le sue conoscenze di francese andando a comprarsi un gelato. A questo punto vi auguro: «Bon été!» e una piacevole e coinvolgente lettura. Cordiali saluti Daniel Schweizer Responsabile del servizio di assistenza ai pensionati SIGLA EDITORIALE Editore: Credit Suisse AG, Retired Staff Management (servizio di assistenza ai pensionati) [email protected]. Responsabile: Daniel Schweizer, [email protected], tel. 044 333 28 94 Contatto per eventuali domande: Monika Federer, [email protected], tel. 044 333 77 61 oppure Alexandra Fuchs, [email protected], tel. 044 333 40 30 Caporedattrice: Regula Brechbühl, [email protected] Redazione e direzione di progetto: Mariska Beirne, Maria Ryser Collaboratori di questo numero: Ruth Hafen, Melanie Gerteis, Michael Seibold Concezione e layout: Axel Springer Corporate Media, Sebastian Adrian (creative director), Jan Weisner (art director), Ines Letica (project coordinator) Traduzioni: Credit Suisse Language Services Versioni linguistiche: n c ag, Urdorf Stampa: galledia ag, Flawil 10 SAPERNE DI PIÙ INFOPLUS COABITAZIONE TRE ESPERIENZE DIVERSE CHE COSA SIGNIFICA SCEGLIERE UNA FORMA ABITATIVA COMPLETAMENTE NUOVA IN ETÀ AVANZATA? ABBIAMO INCONTRATO PERSONE CHE HANNO AVUTO LA VOGLIA E IL CORAGGIO DI OSARE E CHE CI HANNO APERTO LE PORTE DI CASA LORO: ENTRATE ANCHE VOI! SAPERNE DI PIÙ INFOPLUS 11 In basso: veduta della cooperativa abitativa Giesserei nell’ex area Sulzer, alla periferia di Winterthur. A destra: Urs Weber accenna qualche passo di danza per le signore presenti. ABITARE DA SOLI – VIVERE INSIEME Due anni fa i coniugi Weber cominciarono a cercare un’abitazione idonea per anziani, SHUFK«GHVLGHUDYDQRSDVVDUHDOODƟJOLDODFDVD unifamiliare in campagna che per 31 anni era stata la loro abitazione. Poi, casualmente, Heidi Weber lesse sul giornale della cooperativa Giesserei a Winterthur. All’inizio però suo marito, Urs Weber, era un po’ scettico su questo tipo di progetto: «Temevo potesse essere troppo alternativo per me», commenta ora ridacchiando sulle sue riserve iniziali. Nel nuovo complesso in legno rosso che ospita più generazioni, composto da appartamenti che variano da due a otto locali, vivono circa 300 persone. Con i balconi perimetrali senza divisori l’architettura del complesso sottolinea il concetto di «comunità»: da qui capita che Heidi Weber inviti la sua vicina a una partita di ramino nel suo spazioso appartamento di quattro locali e mezzo. «Il fatto di avere stretto così tante amicizie dopo appena un anno dipende dall’organizzazione della comunità», precisa lei. Ogni inquilino presta 36 ore di lavoro annue. E così Urs Weber si impegna nel gruppo del giardinaggio, mentre sua moglie aiuta nel «bar lavanderia», ovvero una lavande- ria pubblica con macchinetta del caffè e calcio balilla per fare il bucato in compagnia. Chi ha poco tempo per ragioni di lavoro o non può per motivi di salute, può FRPSHQVDUHOHRUHGLLPSHJQRREEOLJDWRULRFRQFRQWULEXWLƟQDQ]LDUL0ROWLSURSRQgono iniziative spontanee: per esempio vi sono un gruppo di meditazione, un gruppo di cucito o il «piano B» che subentra nelle emergenze. Se il reparto di assistenza e cura progettato venisse ultimato, si realizzerebbe uno degli ultimi punti del programma: il progetto Giesserei come casa plurigenerazionale completa, «dalla culla alla bara». Sebbene i coniugi Weber oggi si trovino a proprio agio nel complesso Giesserei, il cambiamento non è stato del tutto semplice. Urs Weber VSLHJDm4XDQGRDJOLLQL]LYHGHYRGHLULƟXWLQHOSDUFKHWWRTXLDFFDQWRRLQJLUR per il complesso, sentivo immediatamente l’esigenza di riordinare tutto. Finché qualcuno non mi disse che avevo ancora questo atteggiamento da ‹casa unifamiliare›. Nel frattempo ho imparato a non prendermi subito la responsabilità per WXWWR}$QFKHVHFRQGR+HLGL:HEHUªQHFHVVDULRHVVHUHXQSRŒƠHVVLELOLHGª importante non fare un simile passo troppo tardi, precisando: «A settant’anni abbiamo azzeccato il momento giusto per il trasferimento; ora possiamo ancora contribuire in modo attivo alla comunità, più in là forse non avremo più così tante energie». FOTO: LAURENT BURST A sinistra: Heidi Weber (centro) in cucina davanti a ramino e caffè. A destra: il ristorante biologico pubblico Ida nel complesso Giesserei. 12 SAPERNE DI PIÙ INFOPLUS LA PRIMA VOLTA IN UN ALLOGGIO CONDIVISO A 66 ANNI Proprio come Heidi e Urs Weber, Yvette Brunner si sentiva molto allettata dall’idea di un alloggio plurigenerazionale in una cooperativa. Tuttavia, diversamente dai coniugi Weber, due anni fa lei non ha scelto di trasferirsi in un appartamento privato bensì in un grande alloggio comune nel complesso Heizenholz a Zurigo. La 68enne racconta: «In passato ho vissuto a lungo da sola, dopo FKHLPLHLƟJOLVHQHVRQRDQGDWLHGRSR la separazione da mio marito. Per me si trattava comunque di una soluzione temporanea». Non appena venne a sapere che la cooperativa Kraftwerk1 aveva intenzione di costruire un nuovo complesso abitativo ai margini del bosco di Höngg, VLLPSHJQ´FRQPROWRHQWXVLDVPRƟQ dall’inizio nel gruppo del progetto Heizenholz. Il complesso residenziale si VYLOXSS´VXGXHHGLƟFLSUHHVLVWHQWLGL una comunità per bambini e giovani cui si aggiunse una nuova palazzina nel centro, che ora costituisce il cuore della VWUXWWXUD7XWWLHWUHJOLHGLƟFLVRQR collegati tra loro tramite ampie terrazze. L’aspetto peculiare consiste nel fatto che la metà degli 87 inquilini vive in abitazioni condivise, e alcuni di loro nelle cosiddette «condivisioni cluster»: si tratta di una sorta di grandi appartamenti e costituiscono una variante di lusso rispetto ai tradizionali alloggi in condivisione; qui infatti le singole camere sono tutte dotate di bagno proprio e angolo cottura. Queste suite si sviluppano intorno a un’ampia cucina, al soggiorno e alla sala da pranzo comuni, che a loro volta si affacciano sulla terrazza. Anche la sala da pranzo dell’abitazione condivisa «Waldrand», dove vive Yvette Brunner, dà sulla terrazza. Ciascuno degli otto coinquilini, d’età compresa tra i 23 e i 68 anni, dispone di una stanza propria e condivide tre ampi bagni. Il cuore dell’alloggio è costituito dall’ampia cucina, dove i tanti armadietti, due forni e due frigoriferi sottolineano come tutto qui sia stato costruito in funzione delle esigenze. «Non abbiamo un piano delle pulizie, SUGGERIMENTI E LINK UTILI SULLE POSSIBILITÀ ABITATIVE PER ANZIANI L’associazione Pro Senectute del cantone di Zurigo offre qui il servizio «Wohnen für Hilfe.» Per informazioni, contattare il numero: 058 451 50 00, E-mail: [email protected], www.pszh.ch Un programma «Wohnen für Hilfe» è offerto a livello nazionale da Conviva Plus: www.conviva-plus.ch/index.php?page=34 La fondazione Age Stiftung promuove buone soluzioni abitative per anziani e supporta progetti abitativi e modelli di assistenza. In collaborazione con la Zürcher Frauenzentrale (associazione per i diritti delle donne) è stata realizzata la pubblicazione: Älter werden und autonom wohnen (invecchiare e vivere in autonomia). Una guida per donne, comuni e amministrazioni condominiali. L’opuscolo e altre pubblicazioni, relative per esempio ai progetti di «alloggio in cambio di aiuto», possono essere ordinati presso la fondazione: www.age-stiftung.ch 3HUGRPDQGHVXƟQDQ]LDPHQWRHJDUDQ]LDLQPHULWRDOODSURSULHW¢ di abitazioni, contattate il vostro consulente clientela del Credit Suisse oppure leggete su: www.credit-suisse.com/ch/de/ privatkunden/hypotheken/beratung-wohneigentum.html Yvette Brunner nella cucina comune. Si sente a suo agio qui, tuttavia suggerisce a tutti gli interessati di visitare più alloggi condivisi e poi decidere. SAPERNE DI PIÙ INFOPLUS 13 A sinistra: cucinare per il circolo, la cena della comunità che si svolge ogni due settimane. In alto a destra: il guardaroba dell’alloggio condiviso Waldrand; simili accessori di arredo vengono scelti insieme. ognuno è responsabile di tenere in ordine un determinato ambiente», spiega Yvette Brunner, «però abbiamo un piano cucina. Qui scriviamo in quali sere siamo presenti e se si desidera cucinare. Inoltre annotiamo quando negli alloggi condivisi dei vicini è prevista la serata cinema sul divano e quando si svolge il circolo». Il circolo si riunisce ogni due settimane e consiste in una cena di tutta la comunità nella «Salle Commune» (sala comune). A cucinare ci pensano quattro team in alternanza. Nel complesso di Heizenholz esistono soltanto gruppi volontari; la comunità ha DSSRVLWDPHQWHDIƟGDWRODSXOL]LDGHOOH scale e delle aree comuni a esterni, così da avere più tempo per attività più interessanti. Un servizio speciale è offerto dalla «dispensa»: nello scantinato, accessibile con la chiave di casa, un locale è stato allestito a magazzino con riso, pasta, biscotti, pomodori pelati, detersivi, carta igienica birra o gazzosa. «Da qui si può prendere ciò che occorre e segnarlo nella propria lista», commenta sorridente Yvette Brunner. È evidente che si trova proprio bene a Heizenholz e spiega: «Apprezzo le tante possibilità di scambio e anche il mix delle diverse età. Tuttavia sono felice che ci siano alcuni coetanei ma soprattutto che nel mio appartamento vi sia un’altra coinquilina avanti con l’età». Agli interessati suggerisce di visitare più alloggi condivisi, perché: «Alcuni sono ben organizzati, altri invece lasciano molto al caso, in alcuni si coabita soltanto in altri si vive insieme; un alloggio condiviso è dunque individuale quanto i suoi inquilini». ALLOGGIO IN CAMBIO DI AIUTO Una forma speciale di coabitazione è sperimentata dalla 81enne Svtluše Heese e dalla 19enne Selma Steinhoff a Zurigo. Entrambe hanno aderito la scorsa estate al progetto «Wohnen für Hilfe» (un alloggio in cambio di aiuto) promosso dall’associazione Pro Senectute del cantone di Zurigo HGDWRFKHLORURSURƟOLVHPEUDYDQR combaciare alla perfezione, la studentessa di informatica ha potuto presentarsi alla professoressa emerita. «Wohnen für Hilfe» QDVFHGDOODULƠHVVLRQHFKHPROWLVWXGHQWL cercano un alloggio a un costo abbordabile per il quale sono anche disposti a prestare aiuto, dall’altro lato vi sono invece persone anziane che sarebbero liete di ricevere un supporto nella vita quotidiana. Così è nata l’idea di un accordo di scambio: un’ora di lavoro al mese per metro quadrato della stanza messa a disposizione. Inoltre, gli studenti pagano una percentuale delle spese accessorie. Si sente un profumino di pasta sfoglia, sfornata oggi da Svtluše Heese, e il tè fuma dalle tazze di porcellana sul tavolo della cucina. «Dopo aver incontrato la prima volta Selma qui, ho comunicato alla signora di Pro Senectute del cantone di Zurigo di non presentarmi nessun altro, Selma è stata per me un vero colpo di fortuna», racconta Svtluše Heese. «È lei che è stata un colpo di fortuna per me!» ribatte Selma Steinhoff che prosegue: «Il Si respira un’atmosfera piacevole: l’81enne e la 19enne davanti a una tazza di tè. 14 SAPERNE DI PIÙ INFOPLUS Selma Steinhoff (a sinistra): «Ogni volta che parlo con la signora Heese imparo quasi sempre qualcosa di nuovo». numero di giovani che fanno richiesta è molto più elevato di quello degli anziani, quindi questi ultimi hanno tante possibilità di scelta. Il fatto di aver incontrato qualcuno con cui io mi trovi così bene caratterialmente, è davvero una grande fortuna». In questi sei mesi la convivenza si è assestata: nella gestione domestica Selma Steinhoff si occupa di svuotare la lavastoviglie, buttare via la carta, il cartone e il vetro e nei mesi caldi di aiutare con i lavori di giardinaggio; per quanto riguarda le pulizie, la signora Heese ha già da tempo un aiuto esterno. Un’attività importante è l’aiuto al computer. Selma Steinhoff occupa una stanza di diciotto metri quadrati, per la quale dovrebbe effettivamente prestare diciotto RUHGLODYRURPHQVLOLWXWWDYLDOHLVLULƟXWD afferma Svtluše Heese facendo spallucce ma con un sorriso stampato in viso. 6HOPD6WHLQKRIIVLJLXVWLƟFDm1RQYRJOLR arrivare alla situazione di aver già svolto tutti i miei doveri già a metà mese e poi dover dire: mi spiace signora Heese, purtroppo oggi non posso buttare la carta». L’aspetto della volontarietà fa parte del gioco. Inoltre il lavoro in più si compensa con il fatto che, come afferma la ragazza, la signora Heese viaggia molto e TXDOFKHYROWDªDVVHQWHSHUƟQRSHU diverse settimane. In questi periodi, a SDUWHDQQDIƟDUHOHEHOOHRUFKLGHHFRVD che Selma Steinhoff non ritiene possa GHƟQLUVLXQODYRURQRQFŒªQXOODGDIDUH $IƟQFK«ODFRDELWD]LRQHGLSHUVRQHGL generazione diversa funzioni, Pro Senectute del cantone di Zurigo suggerisce di formulare esattamente le proprie aspettative e idee prima di concludere un accordo, per evitare fraintendimenti e delusioni. Argomenti come periodi di riposo, visite, uso di telefono e Internet vanno chiariti in modo dettagliato. Per assicurare la riuscita della coabitazione, la fondazione privata senza scopo di lucro cerca di far incontrare in modo mirato persone che potrebbero andare d’accordo, avvalendosi di moduli. Per Svtluše Heese e Selma Steinhoff ha funzionato benissimo: «Per me è come se Selma fosse un’altra nipote», afferma la professoressa e la studentessa ribatte sorridendo: «I miei nonni hanno sempre vissuto molto lontano da noi e quindi per me ora la signora Heese è come una nonna». TESTO: MARISKA BEIRNE /DVLJQRUD+HHVHDGHVWUDQHOODIRWRKDVHPSUHDYXWRƟQRDOSHQVLRQDPHQWRXQDVHJUHWDULDSHUTXHVWRRJJLDSSUH]]DPROWROŒDLXWRDPPLQLVWUDWLYRGL6HOPD6WHLQKRII SAPERNE DI PIÙ INFOPLUS 15 ANDREAS HUBER, di formazione geografo sociale con dottorato, è direttore dell’associazione LEA e di ImmoQ GmbH, un’impresa spin-off del Politecnico Federale di Zurigo che si è specializzata nella valutazione di immobili dal punto di vista degli inquilini. «AMPIA SCELTA DI PROGETTI ABITATIVI» FOTO: ANDREAS HUBER Quali sono le forme abitative più amate oggigiorno in età avanzata? La maggior parte delle persone anziane desidera restare il più lungo possibile nella propria casa. Alcuni adattano le proprie abitazioni per renderle più idonee oppure si trasferiscono, soprattutto se vivevano in una villetta a più piani, poco adatta a chi è avanti con l’età. Per la ristrutturazione o la ricerca di una proprietà di abitazioni idonea, in futuro potrà essere d’ausilio il FHUWLƟFDWR/($RYYHURXQQXRYRVWDQGDUG di qualità per abitazioni adatte a tutte le generazioni (cfr. riquadro informativo). E cosa mi dice delle abitazioni per anziani e delle case di riposo? La domanda di abitazioni per anziani è molto elevata, soprattutto nelle città. Questi alloggi hanno prezzi di mercato bassi e spesso sono annessi a un centro per anziani, che offre agli inquilini determinate prestazioni, come il servizio lavanderia o la preparazione del pranzo. Poi ci sono le residenze per anziani, un concetto simile, ma che si colloca in una fascia di prezzo più elevata e solitamente offre una gamma più ampia di servizi. L’età media di ingresso in una residenza supera nel frattempo gli ottant’anni, quindi analoga a quella delle case di cura e di riposo. Quasi sempre è presente un reparto di assistenza e cura. Tuttavia, mentre nelle residenze si continua a vivere in un appartamento proprio, gli ospiti delle case di riposo non hanno più una casa da gestire. Esistono altre forme abitative alternative? Vi è un’ampia offerta di progetti abitativi per anziani o plurigenerazionali, dove la condivisione è in primo piano. La coabitazione con appartamenti privati è preferita rispetto alla coabitazione in un grande appartamento, perché si gode di una maggiore riservatezza pur coltivando il contatto con gli altri. Tuttavia tutte queste innovative forme abitative in condivisione, se osservate a livello statistico, rappresentano ancora soltanto un piccolissima percentuale delle soluzioni abitative in età avanzata. Come si può sapere qual è la forma abitativa più adatta alle proprie esigenze? Semplicemente ponendosi la domanda: «Cosa voglio?» L’importante è non lasciarsi trascinare dal desiderio di compagnia, bensì domandarsi: «Quanto sono tollerante?» Se si conosce la risposta a queste domande, si può iniziare a cercare di conseguenza. Importante: non è raro che i nuovi progetti abbiano un periodo di rodaggio che varia da cinque a dieci anni. CERTIFICATO LEA LEA è l’acronimo di «Living Every Age». L’associazione, che vede tra i suoi sostenitori anche il Credit Suisse, sta attualmente sviluppando il primo sigillo di qualità al mondo per quanto riguarda le abitazioni adatte a tutte le generazioni. Con il sigillo di qualità si mira a soddisfare il desiderio della maggior parte dei cittadini di poter continuare a vivere il più a lungo possibile tra le proprie mura domestiche. Per maggiori informazioni su LEA, consultate: www.lea-label.ch Molto amata è l’idea di cohousing con DPLFLHSHUVRQHDIƟQL,QFDVRGLDELWDQWL esclusivamente coetanei sussiste tuttavia il rischio di diventare tutti contemporaneamente fragili e di non potersi aiutare in modo reciproco come programmato in origine. Se la differenza d’età invece comprende circa una generazione, è possibile XQDƠXWWXD]LRQHFRQWLQXDGHJOLLQTXLOLQL Anche una mescolanza di generazioni è senz’altro positiva, se si ama la vivacità generata da bambini e giovani. Senz’altro è utile una determinata grandezza del progetto, per evitare che le attività non si esauriscano non appena le persone con spirito d’iniziativa non sono più disponibili. &RVǵDOWURVLSX´IDUHDIɇQFK«XQSURJHWWR QRQSHUGDVODQFLRɇQGDOOǵLQL]LR" Si sono fatte esperienze positive in quelle strutture che hanno assunto degli esterni per l’organizzazione di attività ed eventi comunitari. In generale è importante ricordarsi che con l’avanzare dell’età non si diventa più omogenei: le persone restano individuali come lo sono sempre state. Nel frattempo però è disponibile un’ampia gamma di offerte abitative per le esigenze più disparate. E in futuro si spera siano ancora più numerose. TESTO: MARISKA BEIRNE