PROGRAMMA DI AZIONE REGIONALE PROMOZIONE DELLA SALUTE 2004-2005 (DD 466 - 29.11.04)
BANDO REGIONALE 2004-2005 PROGETTI DI PROMOZIONE DELLA SALUTE (DD 500 - 20.12.04–BURP 51–23.12.04)
E DOPO IL LATTE COSA MI DAI ?
Filone tematico
Alimentazione e attività fisica
Tema
Destinatari
Setting
Promozione della salute materno-infantile, nutrizione
Madri italiane e straniere e i loro bambini
Dipartimento Materno Infantile AO Maggiore di Novara: Reparti di
Neonatologia (TIN, Patologia Neonatale e Nido), Ambulatori di
neonatologia, auxologia, diabetologia pediatrica. Divisioni
ospedaliera ed Universitaria di Ostetricia e Ginecologia, Casa di
Cura AO di Novara
Responsabile del progetto
Zaffaroni Mauro
ASO Maggiore della Carità - Clinica Pediatrica dell’Università “Avogadro” del Piemonte Orientale
C.so Mazzini 18, 28100 Novara
Tel. 0321-3733670 Cell. 347-5460368 Fax 0321-3733598
maurozaff@libero. It
ProSa on-line: P0241
VALUTAZIONE PROGETTO: 17/22
FINANZIAMENTO CONCESSO: 5000.00 €
Abstract
L’aumento costante e significativo dei nati di origine straniera al punto nascita di Novara (oltre il 20 % nel
2006), necessita un riesame dei percorsi assistenziali riservati a questo tipo di utenza. Questo lavoro è
iniziato in occasione del percorso formativo organizzato dalla Regione Piemonte per stendere la Carta dei
Servizi del DMI (dicembre 2003 – gennaio 2005 )
Con avvio di una ricerca epidemiologica e di analisi dei bisogni relativi alla assistenza delle donne
straniere in gravidanza e dei loro bambini. Con questo Progetto si intende lavorare in modo
interdisciplinare, nella Promozione della Salute per quanto riguarda le linee guida relative a: modalità di
allattamento, svezzamento, abitudini alimentari dei bambini nei primi 3 anni di vita, al fine di prevenire
dismetabolismi precoci (anemia, rachitismo,distrofie) o tardivi (obesità, diabete) attraverso la promozione
della salute dei bambini mediante un educazione sanitaria che rispetti le tradizioni culturali delle diverse
minoranze etniche.
Programma d’azione regionale 2004-2005 (DD 466 29.11.2004)
BANDO REGIONALE progetti di Promozione della Salute (DD 500 20.12.04 – BURP 51-23.12.04)
Azienda Ospedale Maggiore di Novara
Progetto:
“E dopo il latte cosa mi dai?”
REPORT FINALE
1 – Il contesto di partenza
1.1 - Analisi del contesto di partenza: risultati della diagnosi educativa ed organizzativa
Alla popolazione target, rappresentata da tutte le puerpere italiane e straniere che
partoriscono a Novara, sono state fornite dal personale dei reparti di neonatologia ed
ostetricia indicazioni riguardanti i vantaggi dell’allattamento al seno, consegnati opuscoli
informativi ed è fornita assistenza continuativa per favorire e sostenere l’allattamento.
In presenza di madri immigrate con difficoltà linguistiche i colloqui sono stati facilitati grazie
alla collaborazione di mediatrici culturali in lingua araba, albanese, inglese e cinese. Dopo
la dimissione dal reparto si sono invitate tutte le madri italiane e straniere a contattare
telefonicamente il nido o a presentarsi liberamente nell’ambulatorio dedicato per valutare
eventuali problemi nell’allattamento.
Per quanto riguarda la raccolta dati sulle modalità di svezzamento dei diversi paesi
d’origine sono stati realizzati questionari proposti a tutte le madri straniere (già con figli)
che hanno partorito a Novara nel 2005 o afferite negli ambulatori e nei reparti della Clinica
Pediatrica.
1.2 - Alleanze tra gli attori interessati al progetto
Il raggiungimento degli obiettivi è stato possibile grazie alla creazione di adeguate alleanze
con il personale medico, ostetrico ed infermieristico dei due reparti di Ostetricia e
Ginecologia ospedaliero e universitario, rafforzando la collaborazione ed i contatti con i
consultori della ASL 13, i pediatri di libera scelta e l’ufficio ISI per problemi di allattamento
e con gli ambulatori e il reparto della Clinica Pediatrica di Novara per la gestione di
bambini con dismetabolismi precoci.
Nonostante difficoltà legate alla carenza di personale, sono stati promossi con buoni
risultati il rooming-in totale, l’inizio precoce dell’allattamento dopo il parto, la promozione
ed il sostegno dell’allattamento al seno durante la degenza e dopo la dimissione della
madre.
1.3 - Andamento del gruppo di progetto
Il gruppo di progetto ha promosso, secondo gli obiettivi predefiniti, il sostegno
all’allattamento al seno e l’accoglienza delle madri straniere.
Sono state condivise le motivazioni di tutti i componenti che hanno svolto la parte di lavoro
assegnato senza resistenze o conflitti, partecipando a momenti formativi e organizzando
corsi ECM rivolti al personale dipendente del Dipartimento materno-infantile dell’AO
Maggiore di Novara.
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1.4 - Promozione del progetto
La promozione del progetto è possibile grazie alla formazione continua del personale
ospedaliero del Dipartimento Materno-Infantile, alla collaborazione con le mediatrici
culturali per il superamento delle problematiche linguistiche, alla sensibilizzazione per la
promozione dell’accoglienza in ospedale delle madri immigrate, alla formazione
universitaria sul tema dell’allattamento al seno e dello svezzamento rivolta a medici in
formazione, specializzandi in pediatria ed ostetricia e ginecologia, ostetriche ed infermieri
pediatrici e professionali.
2 - PROGRAMMA delle ATTIVITA’ e GERARCHIA OBIETTIVI
Attività svolte - E’ stata potenziata la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno
mediante la pratica routinaria del rooming-in offerto a tutte le puerpere 24 ore al giorno.
L’allattamento viene iniziato precocemente già in sala parto entro la prima ora o appena la
madre è disponibile in caso di taglio cesareo.
Sono stati realizzati libretti esplicativi sui vantaggi del latte materno ed opuscoli che
descrivono le diverse modalità di allattamento al seno tradotti in diverse lingue. E’ stata
rafforzata la presenza delle mediatrici culturali in ospedale (presenti in lingua albanese,
cinese, araba ed inglese, tutti i giorni feriali per 3-5 ore al giorno).
E’ stato aperto un ambulatorio infermieristico dedicato al sostegno dell’allattamento al
seno ed all’aiuto per tutte le mamme con difficoltà di allattamento; l’ambulatorio è attivo
tutti i giorni al mattino con libero accesso e in presenza di medici o infermieri dei reparti di
neonatologia. Nelle altre ore della giornata, di notte o nei festivi, le madri in difficoltà
vengono comunque accolte ed assistite dal personale infermieristico presente in servizio.
Sono stati registrati nelle cartelle cliniche dei neonati del 2005 dati relativi a tutti i controlli
avvenuti dopo la dimissione e a tutti gli ulteriori accessi dei bambini o delle madri per
eventuali difficoltà di allattamento.
Mediante un questionario finalizzato alla raccolta dei dati relativi alle modalità di
svezzamento nei diversi paesi di origine dei lattanti figli di donne straniere, con la
collaborazione delle mediatrici culturali, sono state infine contattate telefonicamente le
madri straniere che hanno partorito presso AO di Novara nel 2005, al fine di verificare
durata dell’allattamento al seno, eventuali difficoltà nell’alimentazione del lattante e
modalità di svezzamento del bambino.
Presso gli ambulatori della Clinica Pediatrica particolare attenzione viene rivolta ai bambini
stranieri con sintomatologia suggestiva per deficit carenziali o dismetabolismi precoci per
valutare eventuali errori nelle modalità di svezzamento o nelle abitudini alimentari nei primi
due anni di vita.
Gerarchia obiettivi - Promuovere allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.
Potenziare l’ambulatorio di sostegno dell’allattamento materno mediante la collaborazione
attiva delle mediatrici culturali. Favorire l’accesso e l’accoglienza delle utenti straniere ai
servizi del DMI ospedaliero. Aumentare le conoscenze disponibili da parte degli operatori
relative all’allattamento e alle modalità di svezzamento diffuse nei Paesi di Provenienza.
Aumentare le conoscenze relative alle scelte per un corretto svezzamento. Prevenire gli
errori alimentari i dismetabolismi precoci o le patologie carenziali nei primi tre anni.
3 - VALUTAZIONE DI PROCESSO E DI RISULTATO
E’ stata promossa l’accoglienza e l’assistenza alle madri immigrate durante la degenza e
nel periodo post-dimissione per quanto riguarda eventuali difficoltà di allattamento materno
o problematiche di alimentazione.
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In particolare è stato favorito l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi. Sono state
aumentate le conoscenze relative alle scelte per un corretto svezzamento per prevenire gli
errori alimentari nei primi tre anni.
E’ stato potenziato l’ambulatorio di sostegno all’allattamento dedicato a tutte le madri
mediante la collaborazione delle mediatrici culturali, facilitanti i colloqui con le donne in
lingua araba, inglese e albanese con la loro presenza accanto all’infermiera. Si sono
ammpliate le conoscenze da parte degli operatori relative all’allattamento e alle modalità di
svezzamento diffuse nei Paesi di Provenienza. Sono stati promossi l’accesso e
l’accoglienza delle utenti straniere ai servizi del DMI ospedaliero.
Sono stati condotti colloqui giornalieri alle partorienti per favorire l’accoglienza e la
diffusione di informazioni corrette relative all’allattamento e allo svezzamento.
Contemporaneamente sono stati raccolti dati riguardanti le modalità di svezzamento di
bambini figli di donne immigrate per ampliare le conoscenze sulle tradizioni alimentari per
prevenire le carenze nutrizionali e i disturbi metabolici precoci legati ad alterata
alimentazione.
Nella realizzazione delle attività svolte non sono sorte difficoltà o imprevisti e non sono
state apportate variazioni al progetto iniziale.
4 – Risultati e conclusioni
Dall’elaborazione dei dati è emerso che per quanto riguarda l’allattamento materno alla
dimissione il 91% delle madri italiane e il 95% delle straniere ha intrapreso l’allattamento al
seno, il 4% delle mamme italiane e il 2% tra le immigrate ha utilizzato latte artificiale,
mentre l’allattamento misto è stato seguito rispettivamente nel 5% e nel 3%.
Si osserva inoltre che alla dimissione la percentuale di madri che allattano al seno è
maggiore tra le donne che hanno praticato il rooming-in durante la degenza in ospedale,
rispetto a quelle è maggiore di quelle che non hanno eseguito il rooming-in:
rispettivamente 1il 94% contro il 70%.
L’analisi condotta ha messo in evidenza dati diversi a seconda del Paese di provenienza
delle madri: 86% delle madri di provenienza asiatica,87% delle madri di origine araba,
94% delle mamme latino-americane, 98% delle madri provenienti dall’Africa nera, 94%
delle madri di origine est-europea hanno proposto l’allattamento al seno.
Per quanto riguarda l’epoca e le modalità di svezzamento l’86% di mamme asiatiche ha
iniziato lo svezzamento dopo i 4 mesi e il 50% ha seguito le abitudini alimentari del proprio
Paese di origine. Il 96% delle madri arabe ha cominciato il divezzamento dopo i 4 mesi,
nel 26% dei casi secondo le tradizioni e la cultura locali.
Le madri latino americane nel 93% dei casi hanno iniziato dopo i 4 mesi e hanno seguito
modalità non italiane nel 65% dei casi.
Le madri africane hanno iniziato lo svezzamento dopo i 4 mesi nel 77% dei casi e hanno
seguito schemi propri nel 51%.
Il 91% delle madri dell’Est Europa ha intrapreso lo svezzamento dopo i 4 mesi e il 53% di
loro secondo le modalità del proprio Paese di provenienza.
Le madri che hanno seguito le modalità di svezzamento asiatico hanno allattato in media
per 15,3 mesi e hanno proposto un allattamento esclusivo per 5,2 mesi. Invece le madri
che hanno adottato le modalità di svezzamento italiano hanno allattato in media per 5,6
mesi e hanno proposto un allattamento esclusivo per 3,2 mesi.
Le madri di origine araba hanno allattato al seno in media per 10,9 mesi con allattamento
esclusivo di 5,1 mesi, indipendentemente dal tipo di svezzamento adottato. Le mamme
latino-americane ha seguito un allattamento materno della durata media di 6,9 mesi, di cui
4,4 con latte materno esclusivo. Le madri che hanno seguito le modalità di svezzamento
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dell’Africa nera hanno allattato in media per 13,9 mesi e hanno proposto un allattamento
esclusivo per 4,5 mesi. Invece le madri che hanno adottato le modalità di svezzamento
italiano hanno allattato in media per 8,6 mesi e hanno proposto un allattamento esclusivo
per 3,9 mesi. Le madri che hanno seguito le modalità di svezzamento est-europeo hanno
allattato in media per 13,5 mesi e hanno proposto un allattamento esclusivo per 4,4 mesi.
Invece le madri che hanno adottato le modalità di svezzamento italiano hanno allattato in
media per 10,8 mesi e hanno proposto un allattamento esclusivo per 4,6 mesi.
In conclusione, è emerso che i bambini immigrati allattati esclusivamente al seno sono in
numero maggiore rispetto ai nati italiani, ma la durata di tale allattamento risulta essere
inferiore rispetto ai Paesi di origine.
Per quanto riguarda lo svezzamento si evidenzia una tendenza da parte delle madri a
conformarsi alle abitudini italiane e a iniziarlo intorno al 5°-6° mese di vita, periodo che è
comunque più precoce dei Paesi di provenienza.
Analogamente si riscontrano delle variazioni significative per la tipologia di alimenti
assunti: i bambini immigrati in Italia consumano maggiori quantità carboidrati sottoforma di
pasta e pane a discapito di una minore quantità tè, legumi e frutta fresca. E’ probabile che
tali cambiamenti alimentari durante la gravidanza e i primi anni di vita possano contribuire
allo sviluppo di squilibri metabolici per l’interazione dei fattori ambientali con un substrato
genetico differente da quello dei bambini appartenenti a Paesi industrializzati.
Una corretta alimentazione del lattante e del bambino fino ai tre anni è necessaria al fine
di prevenire errori alimentari o squilibri dismetabolici precoci (anemia, rachitismo, distrofia)
e tardivi (diabete tipo I, obesità).
Il diabete di tipo I in particolare ha un’insorgenza più precoce negli immigrati e l’obesità è
un problema emergente anche se spesso non è percepito dalle famiglie come una
problematica importante per la salute del bambino.
Questo dato è confermato dal fatto che gli accessi agli ambulatori specialistici per l’eccesso
ponderale sono scarsi per i bambini stranieri, nonostante il loro numero sia in continuo
aumento.
La collaborazione attiva con le mediatrici culturali di lingua araba, inglese, cinese e
albanese ha permesso un’accurata raccolta dei dati anamnestici, il potenziamento
dell’ambulatorio di sostegno all’allattamento e la realizzazione di materiale informativo
multilingue per favorire l’accesso e l’accoglienza delle utenti straniere al servizio del
Dipartimento Materno Infantile ospedaliero.
La conoscenza delle diverse modalità di allattamento e di svezzamento dei Paesi in via di
sviluppo consente infine da un lato di mantenere anche in Italia le tradizioni culturali
quando possibile e di prevenire carenze nutrizionali e squilibri metabolici nei bambini delle
famiglie immigrate
5 - STRUMENTI E DOCUMENTI PRODOTTI
- Opuscoli informativi in diverse lingue che descrivono le procedure e le attività
assistenziali al neonato ed alla madre durante la degenza in ospedale (allegati)
- Fogli informativi in diverse lingue sulle modalità di allattamento, spremitura del seno e
modalità di conservazione del latte materno (allegati).
- Fogli informativi in diverse lingue che invitano tutte le madri in difficoltà nell’allattamento a
rivolgersi al personale del nido telefonicamente o presentandosi nell’ambulatorio dedicato.
- Questionario per la raccolta dati sulle modalità di allattamento e di svezzamento da
proporre alle madri straniere provenienti da diversi Paesi (allegato).
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BANDO REGIONALE progetti di Promozione della Salute (DD 500 20.12.04 – BURP 51-23.12.04)
- Due edizioni di corsi di formazione ECM, rivolti al personale dipendente del Dipartimento
materno-infantile dell’AO Maggiore di Novara, nei quali è stato dedicato ampio spazio al
nursing transculturale (programma allegato).
- relazioni e comunicazioni presentate a congressi medici (elenco allegato)
6- Competenze acquisite
Il progetto è terminato, ma continuano tutte le attività volte a promuovere e sostenere
l’inizio precoce ed il mantenimento dell’allattamento materno, il rooming-in del neonato con
la madre totale o per la maggior parte della degenza in ospedale.
Continua l’attività ambulatoriale volta alle visite di controllo dei neonati dopo la dimissione
e l’accoglienza per le madri con difficoltà nell’allattamento.
Continua la collaborazione con le mediatrici culturali volta all’accoglienza delle donne
straniere in ospedale, alla informazione sui vantaggi e le modalità dell’allattamento al
seno, alla facilitazione dei colloqui negli ambulatori in occasione delle visite di controllo dei
neonati o in presenza di difficoltà nell’allattamento
Continua presso gli ambulatori e i reparti della clinica pediatrica di Novara la sorveglianza
dei bambini (con particolare attenzione a quelli stranieri) con possibili patologie carenziali
o dismetabolismi precoci al fine di valutare eventuali errori nelle modalità dei svezzamento
o nelle abitudini alimentari nei primi anni di vita.
7 - Rendicontazione economica
Deliberati compensi per consulenze professionali per le mediatrici culturali e per docenti
corsi formativi.
Variazioni per maggiori spese per personale docente ai corsi di formazione in compenso
con le minori spese sostenute per “altro” (rimborso e acquisto libro congresso SIMM).
Tipologia di spesa
Personale
Attrezzature
Sussidi
Spese di gestione e funzionamento
Spese di coordinamento
Altro
TOTALE
euro
Voci analitiche
di spesa
4.500 + 430,46
500
- 430,46
5.000
Finanziamento
richiesto
9.000
2.000
500
500
500
500
13.000
Spese
sostenute
4.930,46
69,54
5.000
Allegati:
- opuscoli informativi in diverse lingue per le puerpere
- materiale informativo sulle modalità di spremitura e conservazione del latte materno
- Programma corsi di formazione realizzati
- questionario per la raccolta dati sullo svezzamento
- elenco pubblicazioni e relazioni riguardanti il progetto.
Novara, 18.7.2007
Il responsabile del progetto
Firmato Dr. Mauro Zaffaroni
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