1954-2014
Sessant’anni nel segno
dell’amicizia e della fedeltà alla Banca
Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
1954-2014
Sessant’anni nel segno
dell’amicizia e della fedeltà
alla Banca
SOMMARIO
PRESENTAZIONE
5
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO
7
La presidenza Antonio Vigliani (1954-1976)
La presidenza Aldo Bortone (1977-1982)
La presidenza Raffaele De Gaetano (1983-1999)
11
19
23
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ
31
La presidenza Angelo Fedegari (2000-2008)
La presidenza Elio Canovi (2009-2014)
33
41
Cariche sociali 2012-2014
49
Organi Sociali dal 1977 al 2014
50
Onorificenze Luzzatti d’Oro
53
Delegazioni territoriali
62
Fedeltà alla Banca
64
Piazza Meda e dintorni
65
I Calendari dell’Associazione
68
Natale Insieme
71
Sezione Argento - Ares Bipiemme
75
Le donne presenza attiva nell’Associazione
79
PER NON PERDERCI DI VISTA
81
STATUTO ASSOPENSIONATI-BPM
95
INDICE 5
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Pensionati eletto per il triennio 2012/2014
6 1954-2014 SESSANTA’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
el programma di attività del 2014 della nostra
Associazione abbiamo deliberato di includere la celebrazione del sessantesimo anno della sua vita, il cui atto di nascita risale al 27 novembre 1954
N
Qualcuno si chiederà il perché di un’iniziativa che, solitamente, non rientra nella prassi delle Istituzioni. Di norma,
infatti, celebrazioni come quella di cui trattasi sottolineano il
compimento di giubilei delle stesse: venticinque, cinquanta,
cento anni di attività e non sessanta.
La risposta all’interrogativo è doverosa e ci consente di esplicitare lo spirito che ci ha indotti a promuovere la rievocazione
che proponiamo.
Non occorrono molte parole per evidenziare l’amarezza che
negli ultimi anni ha pervaso il nostro animo in presenza di
eventi che hanno turbato la Banca e la sua immagine.
Noi speriamo vivamente che periodi bui non si ripetano,
mentre auspichiamo che l’Istituto cui siamo profondamente
legati possa essere protagonista di una ripresa degna del suo
glorioso passato.
Alla Banca Popolare di Milano vogliamo ribadire la nostra
fedeltà e il nostro sostegno, testimoniati dall’impegno che ci ha
animato durante gli anni del nostro servizio attivo e nei sessant’anni di vita del nostro Sodalizio, di cui abbiamo voluto
lasciare traccia con questa rievocazione.
Ad Angelo Fedegari, appassionato cultore delle memorie storiche della Banca, cui va il merito della ricerca, e a Francesco
Vecchi, che ha curato la sua pregevole cornice editoriale, va il
nostro ringraziamento più sentito.
ELIO CANOVI
Presidente dell’Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
1954-2014 SESSANTA’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA 7
8 1954-2014 SESSANTA’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Dalla fondazione alla fine del secolo
I predecessori
L’Associazione Pensionati della Banca
Popolare di Milano celebra nel 2014 il sessantennio della sua attività. Così come altre istituzioni
di emanazione del Personale della “Popolare di
Milano”, ha trovato la sua linfa e la sua vitalità in
una Banca profondamente aperta al sociale, saldamente ancorata alla democratica forma giuridica che l’ha caratterizzata sin dalle sue origini,
retta nel tempo da eminenti personaggi che sono
stati artefici del suo straordinario progresso.
Per fedeltà storica dobbiamo precisare che nel
1950 l’associazionismo fra i Pensionati della
Banca aveva avuto un precedente. Lo ricordò autorevolmente Antonio Vigliani, primo presidente e
motore dell’atto costitutivo che il 27 novembre
1954, con i carismi notarili, pose le basi ufficiali di
fondazione dell’Associazione come la conosciamo
oggi. Quando l’8 giugno 1977 passò il testimone al
suo successore Aldo Bortone e contestualmente
venne nominato presidente onorario del Sodalizio,
Antonio Vigliani, rivolgendosi commosso
all’Assemblea degli iscritti sentì “il dovere di ricordare il comm. Giovanni Vaiani, presidente onorario dell’Associazione e il suo successore comm.
Traversi”.
Il precedente citato è confermato altresì da una
lettera che il 31 ottobre 1950 una preesistente
“Associazione fra i Pensionati della Banca
Popolare di Milano” indirizzò ai “Membri della
Commissione Consigliare per lo studio di una
Cassa Mutua Pensioni per il Personale della
Banca Popolare di Milano”.
Abbiamo citato quanto precede per evidenziare l’esigenza sempre avvertita dal Personale della
Banca di costituire un’Associazione che lo tutelasse in primis nella rivendicazione di un trattamento economico di pensione dignitoso, perseguibile
attraverso accordi aziendali che prevedessero
un’integrazione del trattamento di Pensione
INPS con un contributo della Banca.
In quella lettera i mittenti osservavano “Alla
oculata prudenza degli Amministratori si affaccerà subito il problema della spesa. Ma i pensionati,
pur consapevoli della responsabilità che incombe
agli Amministratori nel caricare la Banca di
nuovi oneri, si permettono di rilevare che se oneri
consimili sono sostenuti da altri Istituti, essi non
potranno apparire insopportabili alla Banca
Popolare di Milano, la quale per importanza nel
campo della cooperazione, per solidità e per favorevole andamento dei propri affari, può essere
degnamente messa a confronto con gli anzidetti
Istituti”. Se mai, il suo carattere cooperativo
dovrebbe far nascere una maggiore considerazione per coloro che, come ricordava il presidente
Mario Cunietti nel 1945. “Col loro intelligente
lavoro contribuirono a portare l’Istituto al livello
attuale, i problemi dei quali non possono essere
trascurati da quanti abbiano a cuore le sorti
dell’Istituto”.
Il problema aveva avuto precedenti nel passato, a partire dall’epoca della presidenza di Lisiade
Pedroni (1870-1889), una figura molto importante nel governo della Banca, con benemerenze tali
da meritargli un pregevole busto marmoreo che
tuttora lo ricorda nella sede centrale di piazza
Meda.
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 9
10 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
LA PRESIDENZA VIGLIANI
(1954-1976)
Il 27 novembre 1954, giorno in cui venne sottoscritto l’atto costitutivo dell’Associazione, era un
sabato. A quell’epoca le banche chiudevano la loro
attività alle 13.30 per riprenderla il lunedì successivo.
La Banca occupava allora solo il piano terra e
il primo piano del grande edificio inaugurato nel
1931 in quella
che in passato si
chiamava piazza
Crispi, illustre
uomo politico che
nella
seconda
metà del 1800 fu
presidente del
Consiglio
e
Ministro degli
Esteri. La piazza
cambiò
nome
dopo la seconda
guerra mondiale
e venne dedicata
a Filippo Meda,
altro
insigne
uomo politico,
presidente della Banca Popolare di Milano dal
1920 al 1927.
In quale ufficio il gruppetto di pensionati
“costituenti” si radunò non ci è noto. Sappiamo
però chi, in quella circostanza, affiancò il comm.
Vigliani: l’avv. Sala, il rag. Carli, il sig. Moioli e
due donne, le signorine Preatoni e Mortarotti,
presenze le due ultime che citiamo con piacere
quale testimonianza di un attivismo femminile
che avrebbe avuto un vivace seguito negli anni
successivi.
Alcuni di noi, a quell’epoca giovanissimi, ricor-
dano bene la figura anche fisicamente autorevole
del comm. Vigliani. L’importante ruolo da lui svolto ci induce a proporre una descrizione della sua
figura come ci è stato tramandata dal rag.
Fernando Santiangeli, che lo affiancò come vice
presidente per un lungo periodo “Uomo colto, dotato di una invidiabile vigoria fisica e intellettuale,
di un’assoluta dirittura morale e di esempio per il
suo disinteresse, si è sempre prodigato con signorile diplomazia per la risoluzione dei numerosi problemi che si sono presentati nell’arco di tanti anni
della sua presidenza”. E, ancora “Ha sempre sostenuto la validità
del Sodalizio a
cui ha dedicato
incessantemente
la sua attività e i
suoi saggi interventi”.
Dal 1954 al
2014, al comm.
Antonio Vigliani
(1954-1976) sono
via via succeduti, Aldo Bortone
(1977-1982),
Raffaele
De
Gaetano (19831999), Angelo
Fedegari (20002008) ed Elio Canovi, tuttora in carica.
In appendice alla nostra rievocazione citiamo,
per doverosa gratitudine, tutti i componenti degli
Organi sociali che si sono succeduti alla guida del
Sodalizio dal 1977 all’attualità. Purtroppo non
abbiamo potuto disporre della documentazione
attinente la vita dell’Associazione relativa agli
anni precedenti in quanto irreperibile.
L’inconveniente non ci ha consentito di approfonIl comm. Antonio Vigliani con il presidente
della Banca, prof. Piero Schlesinger
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 11
Il regolamento del Trattamento
Previdenziale Integrativo del Personale
della Banca Popolare di Milano, passato
alla storia come “Libretto verde”. Il motivo?
Quando venne stampato le riserve cartacee
della stamperia abbondavano di risme di
cartoncino verde, l’ideale per una copertina
sfiziosa nella quale si cimentarono gli
addetti alla stamperia, che ricordiamo con
piacere: Romolo Bossi e Ferdinando Scotti.
A fianco, la copertina del “libretto
arancione”, un’ipotesi del regolamento di
un Fondo di Previdenza del Personale della
Banca Popolare di Milano, approvato dal
Consiglio nel 1953. Undici anni dopo il tutto
veniva superato dal “libretto verde”.
12 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
dire ulteriormente un periodo interessante per i
suoi agganci con la storia della Banca.
L’associazionismo dei quiescenti ebbe stimolo
dall’aspirazione di potere contare sul sostegno
della Banca ad integrazione della Pensione INPS,
allineati ai dipendenti in servizio attivo anche
nella fruizione di alcuni benefici di carattere
sociale, quali l’assistenza malattia e le opportunità di fruizione del tempo libero.
In punto attivismo societario i pensionati non
posero fra i loro obiettivi l’assunzione di un ruolo
proprio distinto da quello dei dipendenti-soci,
salvo una rivendicazione sviluppatasi tra la fine
degli anni ’70 e la metà degli anni ‘90 di cui ci
occuperemo diffusamente più avanti.
Spendere qualche considerazione sulle vicende
della ripresa dell’attivismo societario del
Personale della Banca nel secondo dopo guerra
appare a questo punto interessante.
L’attività del Comitato Elettorale quale organismo rappresentativo dei dipendenti-soci, risale al
1952.
Il suo regolamento (articolo 1), ignorava i pensionati e recitava “I dipendenti soci della Banca
Popolare di Milano nomineranno ogni anno, nella
prima decade di gennaio, un Comitato Elettorale
avente lo scopo di scegliere e proporre alle assemblee generali dei soci i candidati per il Consiglio di
amministrazione, per il Collegio sindacale e per
quello dei Probiviri, quali esponenti delle preferenze dei soci dipendenti”.
Un approccio di partecipazione diretta dei pensionati alle vicende societarie si verificò a metà
anni ’60 in occasione di una modifica del citato
regolamento che riservò agli stessi un posto tra i
componenti del Direttivo del Comitato.
Però con qualche importante limitazione. Ai
pensionati non veniva riconosciuto il diritto di
avere nel Consiglio della Banca un consigliere di
loro designazione. Inoltre l’elezione del loro rappresentante nel Comitato Elettorale veniva curata dai dipendenti-soci. Come massima testimo-
nianza di considerazione, il nuovo regolamento
stabilì che le candidature presentate nell’assemblea dei soci della Banca dal Comitato Elettorale
per l’elezione del Consiglio di Amministrazione
comprendessero almeno due quiescenti.
Per i componenti del Consiglio Direttivo
dell’Associazione di allora questo bastò. Ma, come
abbiamo già anticipato, per i loro successori non
fu così.
Per la storia ricordiamo i rappresentanti
dell’Associazione Pensionati che si sono succeduti
in Comitato Elettorale: Antonio Vigliani, Luigi
Magenes, Aldo Bortone, Giuseppe Rolandi,
Gaetano Tronconi, Michele Sarcina, Angelo
Garuti ed Enrico Airaghi.
Una pensione dignitosa per i pensionati
Come è già stato detto, l’obiettivo primario
dell’Associazione Pensionati fu quello di ottenere
dalla Banca un trattamento pensionistico dignitoso, avente come punto di riferimento lo stipendio dei dipendenti.
Nel maggio del 1953 il Consiglio di Amministrazione della Banca varò il Regolamento di un
costituendo Fondo di previdenza per il Personale
della Banca finalizzato a garantire allo stesso una
pensione vitalizia nei casi di cessazione dal servizio per inabilità al lavoro e vecchiaia. La dotazione patrimoniale prevista da quel regolamento,
che passò alla storia come “libretto arancione”,
venne dal cumulo di fondi previdenziali accantonati in passato, gestito pariteticamente dai lavoratori e dall’azienda.
Dovevano però passare dodici anni prima che
venisse varato su basi solide un nuovo sistema
previdenziale e cioè l’Istituzione di una Pensione
Integrativa riservata ai dipendenti, il cosiddetto
libretto “verde”, dal colore della copertina del
fascicolo del suo regolamento. Ciò doveva preludere alla successiva creazione di un Fondo
Pensioni, che però non vide mai la luce. Gli emoDALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 13
Il salone della sede
centrale della Banca, così
come si presentava negli
anni ‘50.
All’epoca si trattava di un
alveare operoso, occupato
al centro di numerosi
sportelli ai quali affluiva
una vasta clientela.
Foto sotto, dicembre 1970,
sala del Consiglio della
Banca: consegna dei
tradizionali premi di
fedeltà ai dipendenti e ai
quiescenti.
14 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
lumenti del trattamento integrativo venivano e
vengono, infatti, tuttora attinti dal Conto
Economico della Banca.
Il “libretto verde” ha assolto, in modo che
potremmo definire soddisfacente, da integrazione
delle pensioni INPS. La provvidenza tuttora
sopravvive per i quiescenti ante anni ’90. Ma è
comunque destinata a scomparire per il passaggio
a migliore vita di coloro che ne avevano diritto.
Lo svilimento del valore della moneta ha avuto
come conseguenza richieste periodiche di revisione del trattamento previdenziale, che hanno
impegnato non poco tutti i Consigli Direttivi
dell’Associazione che si sono succeduti nel tempo.
Certamente l’Associazione Pensionati ha il grande merito di avere dato un contribuito determinante, a metà anni ’50, per l’avvio delle trattative che
furono all’origine di una conquista sociale che ebbe
il determinante placet dei soci della Banca riuniti in
Assemblea generale il 14 marzo 1964.
Quella data ci ricorda la vigilia del Centenario
della Banca, un’occasione che consentì l’elargizione ai quiescenti di un premio di fedeltà. Fra le
manifestazioni celebrative di quell’evento, che
ebbe la sua solenne apoteosi al Teatro alla Scala il
24 ottobre 1965, va sottolineata con particolare
enfasi l’importante manifestazione tenutasi l’8
maggio precedente al Teatro Lirico, dedicata ai
pensionati e ai dipendenti della Banca.
Fu interprete dei primi il comm. Vigliani. Dal
suo intervento vogliamo estrapolare due significativi passaggi “Personale in essere e personale in
quiescenza sono tutti parte indissolubile di una
grande famiglia. Noi pensionati restiamo uniti
come figli maggiori della grande famiglia della
Banca Popolare di Milano”. E ancora “Rivolgo con
il cuore un pensiero devoto ai primi colleghi della
Banca, ai valorosi colleghi caduti in guerra e ai
più vicini colleghi pensionati e non pensionati
scomparsi negli ultimi tempi. I sentimenti che ci
legano alla loro memoria mi spingono ad esprimere l’augurio che tutti i giovani portino la nostra
Banca sempre più in alto ed a maggiori fortune”.
In occasione della celebrazione al Teatro alla
Scala, toccò a Ruggero Corradino, presidente
della Commissione Interna, l’onore di prendere la
parola a nome del Personale della Banca. Il suo
intervento esaltò il contributo offerto dai dipendenti azionisti al progresso della Cooperativa.
L’Associazione consolida la sua attività
Nei primi 25 anni della sua attività
l’Associazione disponeva come sede di un locale
nel palazzo della Banca. Qui si trovavano un paio
di giorni alla settimana i membri del Direttivo,
per scambiarsi informazioni sull’andamento della
Banca, per valutare le problematiche del trattamento integrativo, per le decisioni che riguardavano l’attività assistenziale di una Commissione
Paritetica di Previdenza mista (membri del
Consiglio e rappresentanza dei quiescenti), che
elargiva sussidi a favore di pensionati in condizioni di particolare indigenza, a valere su stanziamenti elargiti dall’Amministrazione e su rendite di vecchi fondi previdenziali del personale.
I fondi della “Paritetica” consentirono addirittura, nei primi anni della sua vita anche di garantire un bonus annuale a tutti i pensionati. Ai giorni nostri gli stanziamenti della “Paritetica” vengono devoluti a favore dei figli di pensionati affetti da handicap particolarmente gravi e ad assegni
di studio elargiti a figli studenti di pensionati.
A partire dagli inizi degli anni ‘70 il governo
della Banca vide un lungo periodo di stabilità,
rispetto agli anni precedenti. Di ciò va dato merito alla guida autorevole del prof. Piero
Schlesinger, assurto giovanissimo (41 anni) alla
presidenza dell’Istituto. Una carica che avrebbe
ricoperto per quasi un quarto di secolo!
I rapporti fra l’Associazione Pensionati e la
Banca erano cordiali, caratterizzati da un confronto costruttivo che ben si addiceva al clima disteso che regnava in Banca.
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 15
Medaglia coniata in occasione del Centenario della Banca.
Al centro il profilo del suo fondatore Luigi Luzzatti, artefice
del credito popolare in Italia.
Foto sotto: 8 maggio 1965, Teatro Lirico. Il Consiglio di
Amministrazione della Banca consegna premi di fedeltà ai
dipendenti.
16 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
A mantenerli tali, anzi a rafforzarli, contribuì a
partire dagli anni settanta la presenza nel
Consiglio di Amministrazione di due pensionati,
Fernando Cioni Mori e Ferdinando Macchetta. La
loro mediazione, quando si presentavano confronti delicati, fu preziosa.
Entrambi erano entrati nel Consiglio di
Amministrazione della Banca candidati dai dipendenti-soci. La loro statura morale li vide operare
sempre super-partes, mentre la loro profonda conoscenza dell’Istituto e delle sue peculiarità rafforzò
ulteriormente il clima di coesione che contribuiva
all’equilibrata governance della Banca.
Le Assemblee dell’Associazione venivano
indette annualmente per le incombenze statutarie. Inoltre i pensionati si ritrovavano a fine anno,
assieme ai dipendenti, in occasione della cerimonia dei premi di fedeltà e del saluto ai quiescenti.
Si trattava di incontri che tenevano viva, oltre
alla coesione fra la Banca e i suoi ex, la cordiale
amicizia fra i dipendenti.
I Pensionati erano presenti con i loro rappresentanti nel Cral (successivamente ARES) e nella
Cassa Assistenza. Le tematiche più importanti di
questi organismi venivano dibattute e fatte oggetto di scambi di idee e di proposte nel Direttivo
dell’Associazione.
Certamente la non disponibilità di locali dotati
di sufficiente capienza non incentivava la partecipazione alla vita associativa. La possibilità di
potere disporre di una sede più confortevole in un
immobile di proprietà della Banca sito in via
Litta, avvenuta qualche anno dopo, migliorò le
cose.
24 ottobre 1965, celebrazione del centenario della Banca
al Teatro alla Scala. L’intervento di Ruggero Corradino,
a nome del Personale della Banca . Alla sua sinistra
membri del Consiglio di Amministrazione
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 17
18 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
LA PRESIDENZA BORTONE
(1977-1982)
Fra gli aspetti significativi che caratterizzano e
identificano il tipo di conduzione di qualsivoglia
istituzione, la personalità di chi regge la “barra di
comando” ha un peso peculiare.
Con la nomina alla presidenza di Aldo Bortone,
avvenuta nelle elezioni del 1977, l’Associazione
Pensionati vedeva il suo primo ricambio apicale.
Il passaggio di poteri avvenne in un clima di cordiale,
proficua
intesa. Il peso dell’età si faceva sentire per Antonio
Vigliani e lui stesso fu tra i fautori
di un ricambio che
premiò un collega
di sua fiducia. Pari
fiducia e stima
Bortone riscuoteva
in Banca.
Sotto l’aspetto
carismatico sarebbe stato difficile
trovare chi poteva
succedere con pari
ascendente al “commendatore”, ma Aldo Bortone,
pur meno appariscente del predecessore, seppe
gestire molto bene la transizione tra la fine degli
anni ’70 e l’inizio del decennio successivo.
Fu un periodo delicato per l’Assopensionati che
dovette affrontare il primo confronto impegnativo
con l’Amministrazione finalizzato alla rivalutazione del trattamento integrativo. Ne va dimenticato che in Banca avvenne in quel periodo un
ricambio al vertice per la nomina di Piero
Schlesinger alla presidenza dell’IMI, con il passaggio del testimone a Luigi Frey.
Un evento di tale portata implicò l’avvio di
nuovi contatti e la riproposizione delle problematiche della categoria al nuovo presidente, peraltro
molto aperto e ben disposto.
La lettura dei verbali della presidenza Bortone
(la prima documentazione di cui abbiamo potuto
disporre circa il passato dell’Associazione) evidenzia, come già accennato, quale problema centrale
dei dibattiti in seno al Direttivo dell’Associazione,
il lunghissimo confronto con l’Amministrazione
per giungere ad una revisione del trattamento
integrativo. La conclusione avvenne con una delibera del Consiglio di Amministrazione della
Banca che in data
27 settembre 1982
accolse le richieste
dell’Associazione.
Fu una trattativa, che iniziò nel
1976, al cui buon
esito contribuirono
Fernando Cioni
Mori e Ferdinando
Macchetta.
Un secondo problema fu oggetto di
approfondito studio e serrato confronto in seno al
Direttivo: la modifica dello statuto del Sodalizio. Il punto controverso riguardava la nomina degli Organi sociali,
sino ad allora prerogativa dell’assemblea degli
iscritti che vedeva la partecipazione di un esiguo
numero di soci. Con forza venne sostenuta l’esigenza che l’elezione dovesse avvenire mediante
votazione per corrispondenza, aperta a tutto il
A pagina 18, il verbale di scrutinio del rinnovo del
Consiglio Direttivo per il triennio 1980/1982.
Foto sopra: Aldo Bortone con il presidente della
Banca prof. Piero Schlesinger.
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 19
A sinistra, in alto, un gruppo di dipendenti fra i quali Emma
Mortarotti (prima da sinistra) che fece parte del gruppo
costituente dell’Associazione Pensionati.
A lato: Componenti della Direzione Centrale della Banca (anni
‘50): Alberto Bottolo, Ugo Massironi, Enrico Falcetti, Luigi
Zaccanti e Antonio Guttero.
Foto sotto: il Comitato Elettorale in carica nel triennio 1982/84.
Al centro i componenti della presidenza della Banca, dott. A.
Martelli, prof. P. Schlesinger, dott. G. Piantini. Accanto a loro il
presidente del Comitato, R. Cavalli. Primo a sinistra Gaetano
Tronconi, rappresentante dell’Associazione Pensionati.
20 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
corpo sociale. L’innovazione venne approvata con
un referendum indetto nel giugno 1982.
In quel periodo, come abbiamo già accennato,
l’Associazione aveva trovato una sede più confortevole in via Litta, aperta due mattine alla settimana, il martedì e il giovedì.
Maturò anche l’dea di un’indagine fra gli iscritti per conoscere le aspettative circa l’impiego del
tempo libero (proposta Bolognini, 16 marzo ’77).
Per la prima volta il Direttivo tenne una relazione ai colleghi di Roma (4 ottobre ‘82). Si trattò
di una visita molto importante di cui troviamo
traccia nell’interessante relazione che Aldo
Bortone tenne in quell’occasione.
I fondi messi a disposizione dalla “Paritetica”
furono oggetto di sussidi in pro di situazioni di
disagio di colleghi quiescenti. La solidarietà
estendeva la sua area di intervento anche a favo-
re di colleghi in precarie condizioni di salute.
Il ricordo di alcuni dei fatti salienti che caratterizzarono la presidenza Bortone non può chiudersi senza la menzione di un problema emerso
nel corso dell’assemblea dell’Associazione dell’11
dicembre 1979. Un associato (Angelo Falcone)
manifestò l’esigenza che ai pensionati venisse
riconosciuto il diritto di esprimere un candidato al
Consiglio di Amministrazione della Banca. Senza
mezzi termini osservò che il peso numerico
dell’Associazione giustificava la richiesta.
Quell’intervento sollevò con forza per la prima
volta un problema esplosivo che fu all’origine di
una lunga querelle che oppose l’Associazione
Pensionati ai rappresentanti dei dipendenti-soci e
che, come vedremo più avanti, fu fonte di infinite
discussioni e ripensamenti in seno al Consiglio
Direttivo presieduto da De Gaetano.
In alto, a sinistra, a pagina 20:
un documento interessante, la
comunicazione in data 18 ottobre
1982, agli Associati riguardante la
firma definitiva degli accordi
concernenti la prima revisione del
Trattamento Integrativo.
A lato, una foto emblematica della
fedeltà alla Banca: Carlo
Matrella, oggi novantenne, tuttora
assiduo frequentatore
dell’Associazione, prende la
parola nell’aprile del 1977 in
occasione della cerimonia
celebrativa del cinquantesimo
anniversario della morte di Luigi
Luzzatti.
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 21
22 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
LA PRESIDENZA DE GAETANO
(1983-1999)
Nella primavera del 1983 le elezioni per il rinnovo delle cariche associative produssero un significativo ricambio al vertice dell’Associazione. Il
loro esito evidenziò l’affermazione di Raffaele De
Gaetano, che superò di poco i consensi ottenuti da
Aldo Bortone, confermando
la sensazione che fossero
maturi i tempi per un
ricambio generazionale.
Dal Direttivo uscirono
personaggi come Sanchioni,
Santiangeli,
Caverzasi,
lasciando il posto a colleghi
più giovani. Peraltro Aldo
Bortone venne riconfermato
all’unanimità vice presidente e fece parte del Direttivo
per un altro triennio. Fu un
riconoscimento più che
dovuto per la saggezza e
l’impegno da lui dimostrati.
Raffaele De Gaetano
guidò l’Associazione per un
lungo periodo, 17 anni, ed
assunse la carica in età relativamente giovane, 61 anni,
dopo avere lasciato la Banca
nel 1977, a 55 anni. Ciò gli
consente di vantare oggi una quiescenza pari a
quella degli anni di lavoro prestato in Banca.
L’ultimo periodo del servizio attivo l’aveva visto
Capo del Personale, un’esperienza che gli giovò
come presidente dell’Associazione. La diffusa
conoscenza dei dipendenti della Banca, molti dei
quali ritrovò fra i pensionati, della contrattualistica del lavoro e delle peculiarità societarie della
“Popolare di Milano” gli furono di sussidio nell’assolvimento del suo incarico.
Va soggiunto, ed è cosa non da poco, che in una
Banca ricca di confronti, di dialettica sindacale
accesa e di partecipazione non esente da passioni
ideologico-politiche, ebbe l’abilità di mantenersi
super-partes.
La sua presidenza coincise con un periodo non
facile per la Banca. La molteplicità delle problematiche di vario tipo che emersero soprattutto
negli anni ’90 rendono difficile comprimere la cronaca di quel periodo negli
ambiti della nostra rievocazione. Schematicamente tenteremo di soffermarci almeno
sui passaggi più delicati.
La scadenza triennale per
la riconsiderazione del trattamento
integrativo
del
Personale quiescente, che
trovava la sua fonte normativa nel ripetutamente citato
libretto verde, fu oggetto di
prolungati confronti con
l’Amministrazione per la
revisione delle norme che
regolavano l’accordo e, naturalmente, di richieste di adeguamento dell’integrazione
in conseguenza del mutato
valore
della
moneta.
Altrettanto può dirsi per i
fondi che la Banca metteva a
disposizione della Commissione Paritetica di Previdenza.
La sinteticità della nostra rievocazione non ci
consente di soffermarci sulle trattative con il
Consiglio di Amministrazione, conseguenti alle
scadenze temporali degli anni ’90 dell’accordo integrativo, rese più difficili anche per le difficoltà che
A pagina 22, il verbale di scrutinio del rinnovo del
Consiglio Direttivo per il triennio 1983/1985.
Foto sopra: il nuovo presidente Raffaele De Gaetano.
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 23
24 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
la Banca attraversava. Al riguardo è però più che
doveroso sottolineare i risultati ottenuti dal
Consiglio Direttivo dell’Associazione, sotto la
guida del suo presidente, per la tutela di un dignitoso trattamento integrativo.
Un caso anomalo e complicato accadde con la
doppia tassazione di arretrati di pensione riconosciuti dall’INPS ai quiescenti a partire dall’inizio
degli anni ’90. Gli emolumenti venivano incamerati dalla Banca in quanto erano già stati erogati
nell’ambito del trattamento verde. La beffa per i
beneficiari consisté nel fatto che venivano inesorabilmente colpiti da una tassazione fiscale che si
aggiungeva a quella praticata dalla Banca sui
compensi erogati a suo tempo. Come è facile comprendere si trattò per il bilancio della Banca di
una “manna “ e cioè di una sopravvenienza attiva
di notevole entità, cui fece da riscontro lo spiacevolissimo, estenuante onere di ricorsi al Fisco da
parte degli interessati, tassati due volte. I servizi
tributari della Banca, sollecitati dall’Associazione, non lesinarono impegno per la soluzione
dell’anomalo caso che, come vedremo più avanti,
venne risolto all’inizio del nuovo secolo.
La pari dignità
Ma il problema centrale oggetto di discussioni
accese e si può dire diuturne del Consiglio
Direttivo fu, come già detto, un altro e cioè lo spazio di partecipazione preteso dai pensionati nell’ambito societario, rispetto a quanto previsto dal
regolamento del Comitato Elettorale. La rivendicazione è passata alla storia come richiesta di
“pari dignità” fra dipendenti in servizio attivo e
pensionati. Per essere ancora una volta chiari,
A pagina 24. 16 dicembre 1997, consegna dei premi
di fedeltà al Personale. Da sinistra Raffaele De
Gaetano, il presidente della Banca dott. Paolo
Bassi, il Direttore Generale dott. Ernesto Paolillo e
il Direttore del Personale, dott. Locati.
l’Associazione Pensionati reclamava la sua presenza nel Consiglio della Banca.
La richiesta originò un confronto lungo e acceso, al punto che per qualche anno i pensionati
disertarono il Comitato Elettorale. Anche la modifica del regolamento dell’organismo, avvenuta nel
settembre 1992, malgrado il pressing dell’Asso-ciazione Pensionati non concesse spazio alle attese
dei quiescenti se non con qualche contentino marginale che di seguito ricordiamo.
L’Organismo modificò la sua denominazione,
che divenne “Organismo di Rappresentanza dei
soci dipendenti e quiescenti della Banca Popolare
di Milano”. Inoltre, ai sensi dell’art. 12, si impegnava ad operare in modo da rendere possibile “la
presenza nel Consiglio della Banca di almeno due
soci dipendenti in quiescenza” lasciando però il
diritto della scelta degli stessi ancora ai dipendenti-soci.
Ma i pensionati volevano ben altro, e lo dimostrarono con la modifica del loro statuto, che nel
febbraio di quello stesso 1992 decretò la loro nuova
ragione sociale “Associazione soci dipendenti pensionati della Banca Popolare di Milano”, rispetto
alla precedente “Associazione fra i pensionati della
Banca Popolare di Milano”. L’introduzione del termine “soci dipendenti pensionati” esplicitava chiaramente l’obiettivo dell’Associazione.
Se alla fine il Sodalizio riuscì nella primavera
del 1997 ad avere un amministratore di sua designazione (Raffaele De Gaetano), lo ottenne nel
contesto e quale conseguenza degli eventi societari esplosivi che caratterizzarono la fine del triennio di presidenza di Francesco Cesarini, succeduto
nel 1994 a Piero Schlesinger, che dopo un biennio
all’IMI era ritornato nel 1982 alla “Popolare di
Milano”.
È doveroso però aggiungere che, pur vedendo
disattesa l’aspirazione di concreta partecipazione
alla dialettica societaria, l’Associazione poté
comunque contare quali interlocutori per la tutela
dei suoi interessi sui due Amministratori della
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 25
26 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Banca scelti dai dipendenti fra i pensionati con il
riconoscimento che gli amministratori stessi rappresentavano “punto di riferimento privilegiato
per i dipendenti soci in servizio e in quiescenza”.
Gli anni ’90: un decennio controverso
Agli anni ’80, che avevano registrato uno
straordinario progresso della Banca, divenuta uno
dei primi gruppi del sistema e polo catalizzatore di
altri Istituti di credito popolare quali la Vogherese,
la Bologna e Ferrara e l’Apricena, senza dimenticare l’acquisito controllo della Banca Agricola
Milanese, seguì un decennio difficile, riguardo al
quale è indispensabile soffermarci almeno per
quanto riguarda due eventi molto importanti.
Fra gli obiettivi che si poneva la Banca per
diventare un gruppo bancario autosufficiente
apparve interessante l’acquisizione del controllo di
una società di leasing. L’operazione, perfezionata
alla fine degli anni ’80, svelò una enorme truffa ai
danni della Banca, con pesantissime conseguenze
sul suo conto economico.
Un’altra vicenda, drammatica, recò gravissimo
nocumento alla Banca e alla sua immagine, e cioè
un’indagine della magistratura per un presunto
falso in bilancio, promossa dal P.M. Riccardo
Targetti nella prima metà degli anni ’90, con rinviò a giudizio di 23 fra amministratori, sindaci e
direttori della Banca. L’inconsistenza dell’accusa
venne dimostrata in sede giudicante dal Tribunale
di Milano, con sentenza di assoluzione con formula piena di tutti gli imputati per insussistenza dei
fatti. Il giudizio venne poi ribadito in appello.
La presidenza Cesarini (1994-1996), contestuale agli sviluppi dell’indagine Targetti e a una ispe-
La facciata del primo numero del Foglio Notizie
dell’Associazione “Piazza Meda e dintorni”.
La pubblicazione del periodico rappresentò
un’iniziativa, varata del Consiglio Direttivo nel 1992,
che nel tempo si sarebbe dimostrata molto valida.
zione della Banca d’Italia, fu molto rigorosa in particolare per quanto riguardava il contenzioso creditizio della Banca. Il primo bilancio post
Schlesinger venne chiuso con un rosso di 391
miliardi, ma già nel successivo la Banca ritornò in
utile.
In quel periodo vennero falcidiati i quadri della
Direzione, una drastica misura giustificata dal
Consiglio quale conseguenza degli avvisi di garanzia che colpirono molti direttori. Furono così
costretti a lasciare la Banca, indagati per fatti che
la conclusione dell’inchiesta avrebbe dimostrato
inconsistenti, validissimi dirigenti. Francesco
Cesarini ebbe contrasti con i dipendenti al punto
che questi decisero di non proporne il rinnovo alla
scadenza del mandato. Il tutto originò un confronto senza precedenti per la Banca Popolare di
Milano, che vide Cesarini presentarsi nell’assemblea societaria della primavera del 1997 con una
sua lista contrapposta a quella dei dipendenti-soci,
che aveva come capofila Paolo Bassi. Per rafforzare quest’ultima i dipendenti chiamarono a farne
parte i pensionati, che designarono quale loro candidato Raffaele De Gaetano. Paolo Bassi divenne
presidente della Banca e l’Associazione ebbe finalmente nel Consiglio un Amministratore di sua
designazione.
Nell’ambito della riconciliazione fra pensionati
e dipendenti va ricordato l’impegno profuso da
Angelo Garuti, che entrò dopo il già ricordato
periodo aventiniano a fare parte del Direttivo
dell’Organismo di Rappresentanza dei soci dipendenti e quiescenti quale rappresentante dell’Associazione Pensionati.
Gli anni ’90 evidenziarono un maggiore attivismo dell’Associazione in conseguenza dell’arrivo di
nuovi quiescenti, ben motivati e ben rodati nei
meccanismi e nelle peculiarità della Banca. Il
Sodalizio, dall’epoca dell’insediamento di De
Gaetano nel 1983, alla fine del 1999 vide gli iscritti passare da 800 a 1676. Ciò sensibilizzò la
Dirigenza circa l’esigenza di un “salto di qualità”
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 27
Roma, 18 novembre 1968,
Altare della Patria, il
Gruppo Combattenti,
Mutilati e Invalidi della
Banca rende omaggio al
Milite Ignoto.
Riconoscibili, in prima
fila della foto in alto, tre
esponenti di spicco del
Gruppo: Piero Gorzalini,
Eligio Caverzasi e Bruno
Zanetti.
Nella sede centrale della
Banca una stele ricorda i
dipendenti dell’Istituto
caduti in guerra.
28 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
(vedi relazione del Consiglio Direttivo
dell’Associazione sull’esercizio 1999).
Maturarono in quegli anni iniziative che si
sarebbero confermate nel tempo molto valide.
Alludiamo, per esempio, all’informativa, prima di
allora praticamente inesistente, che trovò espressione nel Notiziario “Piazza Meda e dintorni”, la
creazione della Sezione Argento, il varo di convenzioni commerciali regolanti le condizioni dei rapporti dei pensionati con la Banca iniziativa quest’ultima che ha avuto un seguito negli anni successivi.
Concludiamo citando due importanti iniziative.
Alla fine del 1999 terminò i suoi lavori una
Commissione incaricata di rivedere in modo
approfondito lo Statuto dell’Associazione.
L’elaborato che ne uscì ebbe il merito di prefigurare in modo lungimirante la necessità di porre il
Sodalizio nelle migliori condizioni per affrontare le
sfide che lo attendevano e costituì un valido supporto istituzionale a sostegno dell’eccezionale
balzo dimensionale ed operativo che caratterizzò
la sua attività agli inizi del nuovo secolo.
In quello stesso anno l’Associazione celebrò i 45
anni di vita sponsorizzando una ricerca storica dal
titolo “Storia insolita della Banca Popolare di
Milano”, redatta da Angelo Fedegari. Il volume
venne presentato il 15 novembre 2001. Alla manifestazione intervenne il presidente della Banca
Roberto Mazzotta, che colse l’occasione per annunziare due importanti iniziative deliberate dalla
Banca: la costituzione dell’Archivio Storico e la
pubblicazione di una storia della “Popolare di
Milano” di grande respiro. Il tutto affidato a un
Comitato di specialisti dell’Università Bocconi,
coordinato dal prof. Marzio Achille Romani, direttore dell’Istituto di storia economica dello stesso
Ateneo.
Entrambe le iniziative ebbero puntuale realizzazione nel 2005 nell’ambito delle celebrazioni dei
140 anni di attività della Banca.
Foto scattata in occasione della consegna dei premi di
fedeltà del 1994: da sinistra Angelo Falcone, Candido
Cribiore, Mario Tavola, Francesco Cesarini, Giosuè
Ciapparelli, Raffaele De Gaetano ed Enrico Ballerini.
DALLA FONDAZIONE ALLA FINE DEL SECOLO 29
15 novembre 2001.
Presentazione del libro
“Storia insolita della Banca
Popolare di Milano”
patrocinato
dall’Associazione Pensionati.
Fra i presenti (foto a lato)
Enrico Airaghi, dott. Roberto
Mazzotta, Candido Cribiore e
Carlo Radaelli, nominato
l’anno prima sindaco della
Banca.
30 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
L’Associazione proiettata nell’attualità
Premessa
La storia del sessantennio dell’Associazione
Pensionati esige a questo punto un inciso riguardante le vicende della governance della Banca
così come si susseguirono a cavallo tra la fine del
vecchio secolo e gli anni successivi.
Il 19 dicembre 2000 l’assemblea straordinaria
dei soci della Banca introdusse un’importante
modifica nello Statuto, il voto di lista per la nomina degli Organi sociali, riservando uno spazio alle
minoranze.
Nacquero in quella circostanza le associazioni dei soci.
L’azionariato storico che di
fatto controllava la Banca e
coagulava dipendenti e pensionati. si divise in due associazioni, quella sostanzialmente
formata
dai
pensionati
“Insieme per la Cooperativa
Banca Popolare di Milano” e
quella dei dipendenti, che
decretarono la fine dell’Organismo di Rappresentanza dei
soci dipendenti e quiescenti
della Banca Popolare di Milano e fondarono
l’Associazione “Amici della Banca Popolare di
Milano”.
Sino ad allora l’Associazione Pensionati aveva
fra i suoi scopi statutari anche il “coordinamento
e l’indirizzo dell’attività societaria dei suoi aderenti”. La distinzione dei ruoli riservò al Sodalizio
solo la tutela dei presidi sociali dei suoi iscritti.
Nel seguito della nostra rievocazione ci asterremo quindi dall’entrare nel merito delle vicende,
sotto molti aspetti eclatanti, che coinvolsero a
partire dalla seconda metà del primo decennio del
2000 la governance della Banca.
La nomina alla presidenza di Massimo
Ponzellini, succeduto nell’aprile 2009 a Roberto
Mazzotta, diede inizio a un periodo per la Banca
difficile e controverso, che vide, a partire dall’assemblea straordinaria del novembre 2011, succedersi la modifica del suo Statuto con il passaggio
dal sistema monistico a quello dualistico, la fine
traumatica
anticipata
della
presidenza
Ponzellini, l’incursione del finanziere Andrea
Bonomi, il rischio della trasformazione della Cooperativa in
un “ibrido” societario, lo scioglimento volontario dell’Associazione Amici e lo stallo
dell’Associazione Insieme per
difficoltà di interlocuzione con
l’Amministrazione della Banca.
L’analisi di quel periodo
esigerebbe un approfondimento ben maggiore, ma questa non è la sede per affrontare l’argomento. Per capirne la
portata e i suoi riflessi almeno
sulla governance della Banca, è però indispensabile constatare che attualmente pensionati e
dipendenti non dispongono più di un’entità che
coaguli il loro attivismo societario com’era sempre
avvenuto nel passato.
Al centro il logo dell’Assopensionati approvato
dal Consiglio Direttivo il 25 ottobre 2001,
elaborato da T. Miki e F. Vecchi.
È un’immagine che, arricchita dalla tridimensione,
esalta il cuore della Banca.
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 31
Riunione degli iscritti nella quarta sede
dell’Associazione (Galleria De Cristoforis)
dalla quale il sodalizio si trasferì
il 23 maggio 2002 nell’attuale sede
di Corso Europa, 2.
La sede dell’Associazione
(Galleria de Cristoforis n. 7, Milano)
è aperta ai Colleghi il martedì
e il giovedì, dalle ore 10 alle ore 12.
Il primo martedì del mese,
con inizio alle ore 10,30
il Direttivo relaziona i Colleghi
sull’attività dell’Associazione, dell’O.d.R.
(ex Comitato Elettorale) e della Banca.
Dal 28 Maggio siamo in Corso Europa n. 2
(sotterraneo dell’Agenzia della ex Banca Agricola Milanese.
Si può entrare anche dalla discesa di accesso al garage)
32 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
LA PRESIDENZA FEDEGARI
(2000-2008)
Angelo Fedegari aveva iniziato la frequentazione dell’ Associazione Pensionati nel 1990, subito dopo la quiescenza.
Nel 1992 De Gaetano chiese la sua collaborazione per dare vita a un Foglio Notizie
dell’Associazione, grazie all’esperienza maturata
dal neo pensionato quale direttore responsabile
del periodico che la Banca pubblicò nel ventennio
1970/90. La pubblicazione iniziò con quattro pagine e quando divenne più importante, in osservanza della Legge sulla
stampa, Fedegari,
iscritto all’Ordine
dei Giornalisti, ne fu
nominato Direttore
Responsabile.
I settori della
Banca nei quali
aveva svolto la sua
attività per lungo
tempo (relazionali,
pubblicitari e organizzativi) costituirono per Lui una prezioso bagaglio di
esperienza a supporto dell’ incarico conferitogli.
Una delle prime decisioni del nuovo Consiglio
Direttivo fu il conferimento a Raffaele De
Gaetano del titolo di Presidente onorario
dell’Associazione, di cui era stato presidente effettivo per 17 anni.
Il Sodalizio nel 2000 contava poco più di 2000
iscritti, destinati a crescere velocemente negli
anni successivi e si doveva occupare anche dei
dipendenti di banche incorporate (le popolari di
Voghera, Bologna e Ferrara, Apricena) e di quelle
acquisite (Agricola Milanese, Briantea), con nuovi
arrivi in vista, Banca di Legnano e C.R. di
Alessandria.
Apparve quindi indispensabile al Direttivo di
fresca nomina potenziare la comunicazione, dando
vita a nuove occasioni di contatto con gli iscritti.
“Piazza Meda e dintorni” passò, dall’iniziale quartino, a 24 pagine e aumentò la periodicità delle sue
uscite; il primo martedì di ogni mese le sedi
dell’Associazione (Galleria De Cristoforis e successivamente Corso Europa) ospitarono regolari
incontri con gli associati largamente partecipate;
venne organizzata per la prima volta nel dicembre
2000 la festa “Natale Insieme”, che si rivelò un’apprezzata occasione di incontro fra gli ex-colleghi;
incrementò ulteriormente la sua attività la sezione Argento, con
numerose proposte
turistico-culturali,
progettate da un
direttivo presieduto
da Leo Spozio,
coadiuvato
da
Marco
Bertini,
Marino Bonanomi,
Gabriella Mainetti,
Mario
Nicolosi,
Giancarlo Pagani,
Alberto Tettamanzi.
Un’altra interessante iniziativa fu
la stipula, nell’interesse degli iscritti, di una convenzione commerciale con la Banca, cui ne seguirono appendici negli anni successivi. Un’utile sorpresa rappresentò la stampa del primo calendario
dell’Associazione, che consentì agli Associati di
conoscere, ad inizio d’anno, gli appuntamenti
canonici del Sodalizio.
Venne deliberata la costituzione di gruppi di
lavoro, incaricati di occuparsi in via istruttoria e
Foto al centro, passaggio di testimone tra Raffaele
De Gaetano e Angelo Fedegari.
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 33
Natale Insieme è stato
celebrato con particolare
solennità nel salone della
sede centrale il 16 dicembre
2005, in coincidenza con i 140
anni di attività della Banca.
In occasione della
manifestazione il presidente
dell’Associazione Angelo
Fedegari, a nome del
sodalizio, ha donato alla
Banca un dipinto del pittore
Nani Tedeschi raffigurante
Luigi Luzzatti.
Ulteriore prestigio
all’incontro è derivato dalla
presenza dell’ex presidente
prof. Piero Schlesinger, al
quale l’Associazione ha
conferito l’onorificenza
Luzzatti d’Oro.
Visibile al centro del salone
la splendida scultura
“Movimento” di Arnaldo
Pomodoro che ricorda, nel
patrimonio artistico della
Banca, il 140° della sua
fondazione.
34 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
continuativa di alcuni problemi, quali la
Previdenza Integrativa, l’Assistenza malattia e i
rapporti con gli ex della Banca Agricola Milanese
e della Banca Briantea.
Un risultato molto apprezzato fu ottenuto grazie alla sensibilità del presidente Roberto
Mazzotta. Il Consiglio di Amministrazione della
Banca accolse nel novembre 2002 la richiesta di
un miglioramento del Trattamento integrativo,
mentre la Commissione Paritetica di Previdenza
deliberò un aumento dell’assegno destinato ai
figli disabili dei pensionati.
Un’altra prova di pronta disponibilità il
Consiglio fornì riguardo l’annoso problema della
doppia tassazione di cui abbiamo già diffusamente trattato a pagina 25. Le sollecitazioni del nuovo
Direttivo, che si aggiunsero a quelle del precedente, indussero la Banca ad assumersi il credito di
imposta vantato dagli interessati nei confronti
dell’Amministrazione fiscale, dietro cessione alla
Banca del credito stesso, consentendo così l’immediato recupero delle tasse pagate due volte.
Sotto l’aspetto societario la risposta i quiescenti ottennero un lusinghiero risultato: in occasione
dell’Assemblea del 15 aprile 2000, Carlo Radaelli
venne nominato nel Collegio Sindacale della
Banca. I pensionati dimostrarono in quell’occasione un attaccamento alla Cooperativa che, ulteriormente motivato, venne confermato in dimensioni più che lusinghiere dall’Associazione
“Insieme” nell’assemblea della Banca del 12 aprile 2003 (due amministratori e un sindaco).
Il 5 aprile 2002 la collega Lina Forte, già impegnata nell’attività assistenziale a favore dei
dipendenti e dei pensionati, diede vita
all’Associazione Serenità per continuare a svolgere in forma organizzata la sua missione.
Lo Statuto dell’Associazione, dopo soli tre anni
dalla precedente modifica, a seguito dell’esclusione delle problematiche societarie dall’ attività del
Sodalizio, fu oggetto di un’ulteriore revisione referendaria (giugno 2002) che emendò dalla ragione
sociale il termine “dipendenti pensionati soci” per
riproporre l’originaria denominazione “Associa-
Foto a sinistra, il dott. Roberto Mazzotta saluta
il prof. Piero Schlesinger, ospite d’onore della
manifestazione. Foto a destra il quadro
di Nani Tedeschi raffigurante Luigi Luzzatti donato
dall’Associazione Pensionati alla Banca.
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 35
36 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
zione Pensionati della Banca Popolare di Milano”.
Entrò inoltre nell’uso comune anche la ragione
sociale abbreviata “Assopensionati” e venne approvato il logo dell’Associazione.
La dettagliata relazione che il Consiglio
Direttivo presentò il 3 aprile 2003 a conclusione
di un triennio di attività dimostrò la vitalità
dell’Associazione, evidenziando altresì gli ulteriori traguardi ai quali voleva puntare.
Il rinnovo delle cariche per il triennio 20032005 coincise con un sensibile ricambio. A
Candido Cribiore e Giulio Palumbo, vice presidenti, che avevano validamente coadiuvato il
Presidente nell’assolvimento del suo incarico, non
più disponibili, succedettero Marco Bertini e
Gastone Rosin.
Il rilancio dell’Associazione
“Un valore sociale umano e prezioso”, così il
presidente della Banca Roberto Mazzotta definì
l’Associazione rivolgendosi ai pensionati riuniti il
2 dicembre 2004 per festeggiare la quinta edizione del Natale Insieme. Per ospitare gli associati
intervenuti non bastarono il Saloncino delle
Colonne e una adiacente sala collegata alla manifestazione via video.
Sotto l’aspetto organizzativo ebbero preminenza l’ulteriore incentivo al proselitismo e approfondimento della conoscenza della base associativa, allo scopo di promuovere iniziative mirate
12 Novembre 2005, Teatro alla Scala, celebrazione
solenne dei 140 anni di attività della Banca Popolare di
Milano. Al tavolo dei relatori Angelo Fedegari in
rappresentanza dei Dipendenti e dei Quiescenti della
Banca, il prof. Marzio Romani docente di Storia
Economica dell’Università Bocconi, il Presidente della
Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini, il
presidente della Banca dott. Roberto Mazzotta, il vice
direttore generale della Banca d’Italia dott. Pierluigi
Ciocca e il prof. Alberto Cova ordinario di Storia
Economica della “Cattolica” e preside della Facoltà di
Economia di quell’Ateneo.
(età, sesso, residenza degli iscritti).
Circa il primo occorre ricordare che rispetto al
passato, quando l’iscrizione all’Associazione veniva decretata d’ufficio, il nuovo Statuto (art. 4) stabilì che l’adesione al Sodalizio dovesse avvenire
per atto volontario.
Il problema del coinvolgimento delle colleghe e
delle vedove nella vita associativa aveva trovato un
primo lusinghiero approccio grazie all’impegno di
Maria Banfi e Gabriella Mainetti che, coadiuvate da
Mariangela Vanoli, Antonietta Cameroni e
Annamaria Albizzati, avevano organizzato nel 2001,
con notevole successo, un primo incontro dedicato
alle associate (Quattro chiacchiere fra amiche).
Ne seguì, pertanto, un secondo (27 maggio
2004, Festa di Primavera) che vide il tutto esaurito nel Saloncino delle Colonne, dimostrando la
validità delle iniziative settoriali.
Il Consiglio Direttivo creò all’inizio del 2004 un
riconoscimento prestigioso: l’onorificenza Luzzatti
d’oro, quale testimonianza di gratitudine nei confronti di chi aveva acquisito particolari meriti
verso la Banca e il Sodalizio. In appendice proporremo l’elenco di quanti ne sono stati insigniti.
Sono tutti protagonisti di un storia che è bene non
dimenticare.
Certificati di benemerenza in attività associativa
vennero conferiti a Marco Bertini, Giannino Galimberti, Angelo Mandelli, Gianluigi Pagliani, Enzo
Zoppi, Carlo Menegazzi, Alfredo Miroldi, Mario
Gatti, Gastone Rosin, Annamaria Albizzati, Luigi
Melocchi, Mariantonietta Vitali, Gianfranco
Carugati.
Il 12 novembre 2005 la Banca celebrò nella
prestigiosa cornice del Teatro alla Scala, alla presenza di Autorità cittadine e di esponenti del
mondo della finanza e dell’imprenditoria, i 140
anni di attività. Il presidente dell’Associazione
Pensionati, a nome del Personale e dei quiescenti
della Banca,unì il suo intervento a quelli degli
altri relatori. Li ricordiamo: il presidente della
Camera dei deputati Pier Ferdinando Casini, il
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 37
P. Nespoli
Natale Insieme, edizione
2007, ha visto tra i presenti
un’illustre ospite,
l’astronauta ing. Paolo
Nespoli, figlio del collega
Luigi, fresco reduce da una
straordinaria impresa
spaziale durata due
settimane sullo Shuttle
Discovery.
La foto in alto lo ritrae
insieme al presidente
dell’Associazione, Angelo
Fedegari, al presidente della
Banca dott. Roberto
Mazzotta e al direttore
generale dott. Fabrizio Viola.
Foto a fianco: il presidente
della Banca con i pensionati
che nel corso del 2007
avevano compiuto 75 anni.
38 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
vice direttore generale della Banca d’Italia
Pierluigi Ciocca, il presidente della Banca
Roberto Mazzotta e il prof. Marzio Romani.
L’allocuzione comprese un passaggio che si
inserisce bene nello spirito della nostra rievocazione: “L’interesse e la passione con i quali i dipendenti vivono le problematiche societarie della
Banca non trovano certo allentamento al momento
della quiescenza. La grande vitalità e le iniziative
promosse dall’Associazione Pensionati BPM, che
oggi coinvolge tremila aderenti tra ex dipendenti e
vedove, dimostra in modo eloquente il contrario”.
Con riferimento a quell’evento, l’Associazione
Pensionati testimoniò la sua partecipazione con il
dono alla Banca di una pregevole tela di Nani
Tedeschi, raffigurante il fondatore della
“Popolare” Luigi Luzzatti.
Il rinnovo degli Organi sociali per il triennio
2006/8 registrò un ulteriore ricambio con la nomina a vice presidenti di Giordano Pelosato e
Giancarlo Roncaglioni.
L’esercizio 2006 va ricordato perché nel corso
dello stesso il Consiglio di Amministrazione della
Banca, presieduto da Roberto Mazzotta, opportunamente sensibilizzato, deliberò un incremento
del trattamento previdenziale integrativo. Fra l’altro, l’importo minimo di pensione pro-capite (INPS
più Integrazione Banca) aumentò a 1.400 euro.
In quello stesso anno venne edito un interessante opuscolo dal titolo “Per non perderci di vista”,
destinato in particolare ai neo-quiescenti, allo scopo
di favorire la conoscenza dell’Associazione e l’importanza di aderirvi e sostenerla.
L’approfondimento delle patologie tipiche della
terza età suggerì l’organizzazione di un convegno
“Salute e terza età”, organizzato nel 2007 grazie
alla collaborazione dello staff medico della
Fondazione don Carlo Gnocchi-Istituto Palazzolo.
Il successo dell’iniziativa indusse il Consiglio
Direttivo a promuoverne un seguito per trattare il
tema “Come rimanere giovani” .
L’edizione 2007 del “Natale insieme” ebbe particolare eco per la presenza di un ospite d’eccezione, l’astronauta Paolo Nespoli, figlio del collega
Luigi, fresco reduce da un’impresa spaziale a
bordo dello Shuttle Discovery.
Il problema del decentramento dell’attività
dell’Associazione, affrontato decisamente negli
anni precedenti e fatto oggetto di uno specifico
regolamento riguardante compiti e funzioni delle
Delegazioni periferiche, ebbe una lusinghiera evoluzione favorita anche da visite locali dei componenti del Direttivo dell’Associazione.
Settembre 2011: un gruppo di
pensionati in visita ai campi di
sterminio nazisti di Auschwits e di
Birkenau.
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 39
1
Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
IO
PM
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ASS
Milano, 20 luglio 2009
Cari Colleghi Pensionati,
da pochi giorni si è concluso l’iter previsto per il rinnovo delle Cariche Sociali della nostra Associazione,
che, come potrete apprendere dalla lettura di questa informativa, ha portato all’attribuzione, da parte del
Consiglio Direttivo, della carica di Presidente al sottoscritto. Sarà per me un onore rappresentare tutti Voi,
ma anche un impegno, a cui dedicherò tutte le mie forze, dovendo proseguire un lavoro che negli ultimi anni
ha visto protagonista due colleghi che hanno fatto la storia della Banca Popolare di Milano. Mi riferisco a
Raffaele De Gaetano e Angelo Fedegari ai quali va il saluto ed il ringraziamento mio e di tutto il Consiglio
Direttivo.
Avrò modo prossimamente di intrattenerVi sul programma di lavoro che il Direttivo predisporrà per il
triennio 2009/2011. Uno dei temi centrali del piano di lavoro sarà costituito dall’informazione, da sempre
necessaria ad agevolare il dialogo e il coinvolgimento di tutti Voi.
L’utilizzo del “notino” rappresenta una prima innovazione in tal senso. In attesa di incontrarVi in occasione di una delle prossime manifestazioni che l’Associazione organizzerà, Vi invio i migliori saluti.
Elio Canovi
Esito delle elezioni per il rinnovo delle cariche associative
Alla Commissione Elettorale sono giunte 1.650 schede dai 3.267 aventi diritto al voto.
I risultati sono i seguenti:
Consiglio Direttivo
CANOVI ELIO
PELOSATO GIORDANO
VANELLI ENRICO
PICCOLI UGO
MAGHINI RENZO
DORENTI EDOARDO
AGOSTI PIERINO
TETTAMANZI ALBERTO
CAMERONI ANTONIETTA
BERGAMASCHI RENATO
RONCAGLIONI GIANCARLO
GIARETTA FRANCESCO
MANDELLI PAOLO
CRIPPA GIULIANO
(*) Componenti del Comitato Esecutivo
Voti
780
654
627
604
587
583
566
553
530
480
457
436
339
283
Presidente (*)
Vice Presidente (*)
Segretario (*)
(*)
Vice Presidente (*)
(*)
Inoltre hanno ottenuto voti: Allemagna Italo 277, Di Maio Antonio 271, Tagliabue Giuseppe 268,
Mignatti Giuseppe 203, Trovato Giacomo 195, Romanoni Gianluigi 158, Brenna Massimo 145,
Maidecchi Pasquale 134, Odone Franco 130, Disco Gaetano 71, Mediani Oscar 65, Perrone Angelo
Michele 58, Clemente Nicolino 44.
(segue)
40 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Nella primavera del 2009 Angelo Fedegari non
si ripresentò per il rinnovo delle cariche del triennio 2009/2011.
Gli succedette Elio Canovi, con le carte in regola per assumere il delicato incarico in tempi che si
palesavano sempre più difficili per la Banca.
La conoscenza dell’Istituto, che lo aveva visto
concludere la carriera come Direttore del
Personale, e la lunga esperienza acquisita nella
dialettica sindacale e societaria, lo rendevano
infatti un interlocutore autorevole e
preparato in previsione dei rapporti
che avrebbe intrattenuto con i mutevoli vertici aziendali.
Un altro aspetto
inoltre gli avrebbe
giovato: la stima
cordiale che improntava i rapporti con il
suo predecessore,
premessa per un
passaggio di testimone costruttivo.
Il nuovo Consiglio Direttivo si trovò ad operare
nel corso del suo primo triennio di attività in un
clima favorevole, per i buoni rapporti che
l’Associazione intratteneva con la Direzione della
Banca. Ciò consentì tra l’altro di perfezionare l’ultima revisione riguardante l’integrazione delle
pensioni INPS prevista dal “libretto verde”. È
doveroso ricordare che la trattativa vide, in particolare, l’impegno di Giordano Pelosato.
Concretamente il Consiglio di Amministrazione
della Banca il 1° marzo 2011 deliberò una erogazione mirata al sostegno alle fasce più deboli
attraverso l’innalzamento dei minimi e la correzione delle pensioni più “datate” che avevano
subito negli anni la marcata erosione del potere
d’acquisto.
Il prosieguo del mandato fu decisamente più
problematico. La Banca evidenziava crescenti difficoltà che si sarebbero concretizzate nelle pesanti perdite degli esercizi 2011 e 2012. Si succedevano le ispezioni della Banca d’Italia e le richieste di
un cambiamento di rotta; la governance, lo storico
sistema partecipativo, espressione
dei dipendenti-soci,
denunziava
una
preoccupante crisi
che avrebbe avuto
l’epilogo con lo scioglimento dell’Associazione Amici.
Come già accennato, a seguito della
modifica di Statuto
di fine 2011 la
Banca aveva adottato il sistema di
governo dualistico e Andrea Bonomi aveva preso
le redini dell’Istituto dopo l’anticipata uscita di
scena di Massimo Ponzellini. L’incursione del
finanziere ebbe breve durata e subì un duro colpo
con la bocciatura della sua proposta di trasformazione della Cooperativa nel famoso “ibrido”.
Nei due anni successivi l’Amministrazione
Bonomi-Montani si caratterizzò anche per prov-
A pagina 40, il numero 1 del Notiziario dell’Associazione
Pensionati. Il foglio puntualmente raggiunge gli iscritti
all’inizio di ogni mese unitamente al notino della pensione.
Luglio 2009, passaggio di testimone tra
Angelo Fedegari e Elio Canovi
LA PRESIDENZA CANOVI:
DAL 2009 AL 2014
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 41
3 aprile 2014, il consigliere delegato
dott. Giuseppe Castagna e il presidente del
Consiglio di Gestione prof. Mario Anolli in
visita alla Associazione Pensionati
presentati dal presidente Elio Canovi, con
lui i vicepresidenti Giancarlo Roncaglioni e
Edoardo Dorenti.
10 aprile 2014: in occasione dell’Assemblea
di bilancio dell’Associazione, il presidente
Elio Canovi conferisce l’onorificenza
Luzzatti d’Oro all’ex presidente della Banca
prof. Luigi Frey.
42 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
vedimenti finalizzati all’azzeramento e a profondi
ridimensionamenti di tutte le norme che regolavano i rapporti con i dipendenti in servizio e in
quiescenza: ad esempio la disdetta del Contratto
integrativo aziendale e di molti accordi in essere
all’epoca. Ne conseguirono disposizioni restrittive
della nuova Direzione della Banca, alcune delle
quali ebbero inevitabili ripercussioni negative
sull’attività dell’Associazione.
Le preoccupazioni per le difficoltà della Banca
e il clima non certo favorevole creato dal nuovo
management non piegarono però la ferma volontà
del Consiglio Direttivo di portare avanti un incisivo programma per la tutela e l’ulteriore rafforzamento dell’Associazione. Fu così che dopo alcuni mesi utili alla reciproca conoscenza e stabilito
e riconosciuto che nessun appunto poteva essere
addebitato ai Pensionati riguardo i noti, deprecabili fatti precedenti, furono avviati nella seconda
parte del 2012 confronti con l’Amministrazione
riguardanti le tematiche attinenti il welfare dei
quiescenti, quali Cassa Assistenza, Ares, figli di
“ex”, sussidi alle famiglie con figli portatori di
handicap ed integrazione delle pensioni minime.
Grazie al lavoro e all’impegno del Direttivo ma in
particolare di Raffaele De Gaetano, nel febbraio
2013 almeno il problema dell’erogazione dei sussidi a favore dei figli di pensionati portatori di
handicap, in passato erogati dalla Paritetica” e
sospesi dalla nuova Amministrazione, fu risolto.
La positiva conclusione di nuovi accordi sindacali aziendali e nazionali finalizzati alla riduzione
del costo del lavoro prevista dal nuovo Piano
Industriale BPM, che subordinava la definizione
di quanto doveva essere riservato ai pensionati
nelle politiche di welfare aziendale sembrava di
buon auspicio circa le aspettative dei pensionati.
A frenare il tutto intervenne però nel frattempo un fatto nuovo di estrema gravità e cioè il progetto di trasformazione della cooperativa in un
inedito “ibrido societario”.
Il forte sentimento a favore del modello coope-
rativistico espresso dalla forza lavoro, dipendenti
e pensionati, consigliò ai suoi sostenitori di ritirare quel progetto stesso.
Il fallimento di quel tentativo portò all’Assemblea dei Soci della Banca del 21 dicembre 2013,
che vide la fine della gestione Bonomi, e il rinnovamento del Consiglio di Sorveglianza, a presiedere il quale venne designato il prof. Dino Piero
Giarda e del Consiglio di Gestione presieduto dal
prof. Mario Anolli, mentre la carica di Consigliere
Delegato toccò al dott. Giuseppe Castagna.
Il più sereno clima aziendale e societario che
ne è seguito ha consentito, dopo mesi di trattative, la revisione delle condizioni riguardanti i rapporti commerciali dei Pensionati e dei loro famigliari intrattenuti in BPM. L’accordo seguiva
quello legato alla possibilità concessa ai pensionati di trasferire presso una qualsiasi agenzia della
Banca i rapporti in essere presso le già esistenti
agenzie del personale.
La rilettura dei sei anni del Direttivo Canovi
evidenzia una conduzione portata avanti con la
consapevolezza di rappresentare un importante
aggregato della Banca Popolare di Milano.
Il programma del nuovo Direttivo esigeva però
di essere supportato da una ulteriore modifica
dello Statuto. La stessa, approvata nel dicembre
2011, introdusse alcune importanti novità: la
maggiore rappresentatività al decentramento territoriale realizzata con la presenza di membri
effettivi nel Consiglio Direttivo designati dalle
Delegazioni territoriali (in questo solco assume
particolare rilievo la costituzione, nel marzo 2013,
della Delegazione della Puglia); l’apertura agli
esodati; il limite di tre mandati consecutivi per gli
eletti alle cariche sociali; la riduzione dell’anzianità di Banca da 25 a 15 anni per essere ammessi nel Sodalizio.
A fine 2010 gli iscritti all’Associazione erano
3.356. Un’entità considerevole, che aveva appendici in sempre più attive rappresentanze territoriali. L’esigenza di informare tutti con regolare
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 43
44 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
periodicità indusse il Direttivo a dare vita ad un
agile foglio informativo per ragguagliare mensilmente gli Associati circa l’attività del Sodalizio e
delle altre istituzioni sociali presenti in Banca. Il
foglio che raggiunge regolarmente gli iscritti in
uno con il notino della pensione è giunto alla sua
cinquantesima uscita e assolve un compito che la
periodicità di “Piazza Meda e dintorni” non consentiva. Confermata la validità di quest’ultima
pubblicazione, il Direttivo ha deciso di mantenerla in vita.
Un vero e proprio salto di qualità si è avuto con
il rinnovo del sito www.assopensionati-bpm.it, e
con l’operatività di altri mezzi tecnologici (posta
elettronica, sms, videoconferenze ecc.). Le videoconferenze si sono dimostrate un’occasione molto
apprezzata per la partecipazione degli associati
delle delegazioni periferiche agli incontri informativi mensili. Particolare gratitudine è dovuta a
Edoardo Dorenti per l’impegno programmatico e
tecnico a sostegno della comunicazione, in particolare per quanto riguarda le procedure telematiche. Il ringraziamento va ai colleghi che generosamente lo hanno affiancato e lo affiancano per la
realizzazione dei programmi dell’Associazione.
Il Direttivo, impegnando in prima persona i
suoi esponenti, ha dato impulso alle visite alle
Delegazioni, la cui attività è affidata a volonterosi colleghi, con la convinzione che il decentramento rappresenterà sempre più in futuro un supporto a sostegno dell’Associazione.
Constatata la validità dell’opuscolo “Per non
perderci di vista”, il Direttivo ne ha disposto la
ristampa aggiornata.
Il complesso delle iniziative promosse ha
ricompreso l’assistenza ai colleghi iscritti al
Fondo Pensione di Previdenza per affrontare
10 aprile 2014, saloncino delle colonne, il presidente
del Consiglio di Sorveglianza prof. Piero Giarda porta
il suo saluto agli associati riuniti per l’approvazione
del bilancio del 2013.
alcune specifiche problematiche, in particolare le
istanze di rimborso per le ritenute maggiorate cui
sono stati assogettati i rendimenti finanziari
maturati al 31 dicembre 2000. Va ricordato inoltre il ruolo svolto dell’Associazione nel richiamare
l’attenzione degli Associati, che non avevano mai
richiesto o che non avevano mai ricevuto la ricostituzione della pensione, sulla oppertunità di ricghiederne il ricalcolo ciò al fine di verificare l’esattezza dell’estratto conto contributivo. Altro
impegno è stato speso a tutela degli Associati prepensionati e/o esodati che denunciavano la mancata assunzione e/o testatura dei figli in ossequio
agli impegni sottoscritti a suo tempo dall’Azienda.
All’interno del Direttivo una Commissione di
lavoro si è fatta carico di una progettualità concernente “Nuove forme di servizio nel comparto
assistenza” e “Forme collettive di tutela economica”, il tutto mirato in particolare alla tutela delle
fasce più deboli di pensionati.
Sotto l’aspetto culturale è continuata la catalogazione dei volumi che compongono la Biblioteca
dell’Associazione, un’occasione culturale che comprende circa 800 volumi, tutti donati dagli
Associati. La sezione Argento si è dimostrata
come sempre attiva nell’organizzare frequenti
viaggi e visite culturali, ancorché sia venuto a
mancare il sostegno di Ares, conseguente alla eliminazione del contributo finanziario annuale che
BPM destinava a questa istituzione aziendale.
Le difficoltà dell’Ares hanno avuto ripercussioni anche sul recente rinnovo delle sue cariche
sociali. Alla presidenza dell’istituzione, con il placet dell’Azienda, è stato nominato Bruno
Bresciani, la cui professionalità si sta rivelando
preziosa per il ripristino della normale attività
dell’organismo. La nomina di Bruno Bresciani è
stata molto apprezzata: per la prima volta un
quiescente ha assunto una carica che nel passato
era monopolio dei sindacati.
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 45
Primo giovedì del mese,
riunione degli Associati
nella sede di Corso Europa 2.
Le nuove procedure
telematiche di cui si è dotata
l’Associazione consentono il
collegamento video e la
partecipazione degli
associati delle Delegazioni
periferiche.
Le riunioni mensili
registrano sempre una larga
partecipazione degli
associati (foto sotto, riunione
del 9 ottobre 2014).
A pagina 47, l’immagine di
apertura del sito
dell’Associazione Pensionati
46 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Verso il futuro
Alla fine del 2014 l’Associazione concluderà il
sessantesimo anno della sua attività, un lungo
periodo che, ripercorso sulle tracce del consuntivo
che abbiamo proposto, rende doveroso esprimere
un ringraziamento sentito a tutti i colleghi che
l’hanno sostenuta con il loro generoso volontariato. La commozione si aggiunge alla gratitudine
per quelli che ci hanno lasciato. Il loro ricordo
rimane vivo nella storia dei quiescenti della
Banca Popolare di Milano. A loro dedichiamo in
particolare la nostra rievocazione.
Elio Canovi, Angelo Fedegari e Raffaele De Gaetano:
espressione di 32 anni di vita dell’Assopensionati BPM
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 47
Anagrafe associativa
48 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Cariche Sociali 2012-2014
Delegazioni presso sedi decentrate
Rappresentanti nelle istituzioni sociali
Presidente Onorario
Raffaele De Gaetano
Presidente
Elio Canovi (*)
Vice Presidenti
Edoardo Dorenti (*),
Giancarlo Roncaglioni (*)
Consiglieri
Claudia Agnesotti, Pierino
Agosti (*), Renato Bergamaschi (*),
Bruno Bresciani, Giuliano
Crippa, Nicola Di Maso, Gennaro
Fiore, Pasquale Maidecchi, Oscar
Mediani, Enrico Moscatelli
Spinelli, Vincenzo Paternesi,
Ugo Piccoli, Santino Rossi, Luigi
Sala, Enrico Vanelli, Giulio
Zanaboni
Collegio dei Probiviri
Mario Nicolosi (Presidente),
Alessandro Gorla,
Giuseppe Pellizzone
Segretario
Enrico Vanelli (*)
Tesoriere
Italo Allemagna
Collegio dei Revisori dei Conti
Giovanni Gatti (Presidente),
Guido Fossati,
Ermanno Montinaro
Incaricato del trattamento dei
dati sensibili e dell’EDP
Andrea Sala
(*) Componenti il Comitato Esecutivo
Delegazioni
dell’Associazione presso
Sedi decentrate
Cassa Assistenza
Bologna
Coordinatore: Gennaro Fiore;
Coordinatore aggiunto: Daniele
Vascotto
Puglia
Coordinatore: Nicola Di Maso;
Coordinatori aggiunti: Antonio
Dipierro, Tommaso Giancola.
Gallarate e Varese
Coordinatore: Santino Rossi;
Coordinatori aggiunti: Calogero
Alaimo, Luigi Brivio.
Roma
Coordinatore: Pasquale Maidecchi;
Coordinatori aggiunti: Luigi De
Angelis, Giuliano Ferronato,
Andrea Mazzarella, Renato Russo.
Monza e Brianza
Coordinatore: Giuliano Crippa;
Coordinatori aggiunti: Alberto
Ballabio, Enrico Castellano,
Albertina Grandini.
Voghera
Coordinatore: Giorgio Albera;
Coordinatore aggiunto: Anna
Maria Poggi.
Claudia Agnesotti, Consigliere e
membro del C.E.; Luigi Sala,
Consigliere; Giancarlo Tarantola,
Revisore
Ares Bipiemme
Bruno Bresciani, Presidente;
Renato Bergamaschi, Consigliere
Carlo Radaelli, Sindaco effettivo
Sezione Argento
Consiglio Direttivo
Mario Andronio (coordinatore
responsabile), Guido Manoni
(segretario), Sergio Bezzecchi,
Armando Mariani, Stefano
Plebani, Mariagrazia Pupella,
Enrico Vanelli
L’ASSOCIAZIONE PROIETTATA NELL’ATTUALITÀ 49
Organi Sociali dal 1977 al 2014
1977/1979
1986/1988
Presidente:
Antonio Vigliani;
Vice presidente: Fernando Santiangeli;
Consiglieri: Bruna Ballabio,
Arnaldo Bolognini, Aldo Bortone, Mario Marini,
Giuseppe Rolandi, Alessandro Sanchioni,
Aldo Stradiotti.
Presidente: Raffaele De Gaetano;
Vice presidenti: Giuseppe Bonacasa,
Umberto Clavenna;
Consiglieri: Carmen Battaglia, Ottavio
Boccaletti, Carlo Locatelli, Ezio Majerna, Alfredo
Miroldi, Pantaleo Patruno, Giancarlo Sacchi,
Helios Zappella;
Segretario: Ezio Majerna;
Revisore dei Conti: Carlo Capitani.
1980/1982
Presidente onorario:
Antonio Vigliani;
Presidente: Aldo Bortone;
Vice presidente: Alessandro Sanchioni;
Consiglieri: Bruna Ballabio,
Eligio Caverzasi, Arnaldo Bolognini, Ernesto
Nova, Renato Piccaluga, Fernando Santiangeli;
Segretario: Arnaldo Bolognini;
Revisore dei Conti: Carlo Capitani.
1989/1991
Presidente: Raffaele De Gaetano;
Vice presidenti: Ottavio Boccaletti,
Umberto Clavenna;
Consiglieri: Carmen Battaglia,
Carlo Locatelli, Ezio Majerna,
Arcisio Marcucci, Alfredo Miroldi, Giancarlo
Sacchi, Gaetano Tronconi, Helios Zappella;
Segretario: Giuseppe Casiraghi;
Revisore dei Conti: Carlo Capitani.
1983/1985
Presidente onorario:
Antonio Vigliani;
Presidente: Raffaele De Gaetano;
Vice presidenti: Giuseppe Bonacasa,
Aldo Bortone;
Consiglieri: Bruna Ballabio,
Arnaldo Bolognini, Umberto Clavenna,
Angelo Falcone, Ezio Majerna, Pantaleo Patruno,
Giancarlo Sacchi, Helios Zappella;
Segretario: Ezio Majerna;
Revisore dei Conti: Carlo Capitani
1992/1995
Presidente: Raffaele De Gaetano;
Vice presidenti: Ottavio Boccaletti,
Umberto Clavenna;
Consiglieri: Maria Banfi, Giuseppe Bonacasa,
Carlo Locatelli, Ezio Majerna, Arcisio Marcucci,
Alfredo Miroldi…, Giancarlo Sacchi…,
Gaetano Tronconi, Luciano Turrini,
Helios Zappella;
Segretario: Ezio Majerna;
Segretario amministrativo: Giuseppe Casiraghi;
Revisore dei Conti: Carlo Capitani.
… deceduti nel 1994 e sostituiti
da Candido Cribiore e Giovanni Granata.
50 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
1996/1999
Presidente: Raffaele De Gaetano;
Vice presidenti: Candido Cribiore,
Giulio Palumbo;
Consiglieri: Maria Banfi, Umberto Clavenna,
Giannino Galimberti, Mario Gatti, Giovanni
Granata, Arcisio Marcucci, Dario Mezgec,
Gastone Rosin, Gaetano Tronconi, Helios
Zappella;
Segretario: Gastone Rosin;
Segretario amministrativo: Giuseppe Casiraghi,
Italo Allemagna (dal 1999);
Revisore dei Conti: Carlo Capitani.
2000/2002
Presidente onorario:
Raffaele De Gaetano;
Presidente: Angelo Fedegari;
Vice presidenti: Candido Cribiore,
Giulio Palumbo;
Consiglieri: Enrico Airaghi, Maria Banfi,
Raffaele De Gaetano, Angelo Garuti, Mario Gatti,
Gabriella Mainetti, Davide Meale, Dario Mezgec;
Segretario: Gastone Rosin;
Collegio dei Revisori dei Conti:
Francesco Vecchi (Presidente),
Gianfranco Carugati, Dante Maffioli;
Segretario amministrativo:
Italo Allemagna.
2003/2005
Presidente onorario:
Raffaele De Gaetano;
Presidente: Angelo Fedegari;
Vice presidenti: Marco Bertini, Gastone Rosin;
Consiglieri: Antonietta Cameroni,
Giannino Galimberti, Mario Gatti,
Angelo Mandelli, Renzo Maghini, Davide Meale,
Dario Mezgec, Gianluigi Pagliani,
Giulio Palumbo, Giordano Pelosato,
Leone Spozio, Enrico Vanelli, Enzo Zoppi;
Segretario: Giordano Pelosato;
Collegio dei Revisori dei Conti:
Gianfranco Carugati (Presidente),
Giovanni Gatti, Carlo Menegazzi;
Segretario amministrativo:
Italo Allemagna.
2006/2008
Presidente onorario:
Raffaele De Gaetano;
Presidente: Angelo Fedegari;
Vice presidenti: Giordano Pelosato,
Giancarlo Roncaglioni;
Consiglieri: Pierino Agosti, Antonietta Cameroni,
Giuliano Crippa, Renzo Maghini, Davide Meale,
Giulio Palumbo, Ugo Piccoli, Leone Spozio,
Alberto Tettamanzi, Giacomo Trovato,
Gianfranco Uberti, Enrico Vanelli,
Francesco Vecchi;
Segretario: Enrico Vanelli;
Collegio dei Revisori dei Conti:
Gianfranco Carugati (Presidente),
Giovanni Gatti, Dario Mezgec;
Segretario amministrativo:
Italo Allemagna.
ORGANI SOCIALI DAL 1977 AL 2014 51
2009/2011
Presidente onorario:
Raffaele De Gaetano;
Presidente: Elio Canovi;
Vice presidenti: Giordano Pelosato,
Giancarlo Roncaglioni;
Consiglieri: Pierino Agosti, Renato Bergamaschi,
Antonietta Cameroni, Giuliano Crippa,
Edoardo Dorenti, Francesco Giaretta,
Renzo Maghini, Paolo Mandelli, Ugo Piccoli,
Alberto Tettamanzi, Enrico Vanelli;
Segretario: Enrico Vanelli;
Collegio dei Revisori dei Conti:
Giovanni Gatti (Presidente),
Sergio Bezzecchi, Oscar Mediani;
Segretario amministrativo:
Italo Allemagna;
Responsabile dell’EDP: Andrea Sala.
2012/2014
Presidente onorario:
Raffaele De Gaetano;
Presidente: Elio Canovi;
Vice presidenti: Edoardo Dorenti,
Giancarlo Roncaglioni;
Consiglieri: Claudia Agnesotti, Pierino Agosti,
Renato Bergamaschi, Bruno Bresciani,
Giuliano Crippa, Nicola Di Maso, Gennaro Fiore,
Pasquale Maidecchi, Oscar Mediani,
Enrico Moscatelli Spinelli, Vincenzo Paternesi,
Ugo Piccoli, Santino Rossi, Luigi Sala,
Enrico Vanelli, Giulio Zanaboni;
Segretario: Enrico Vanelli;
Collegio dei Revisori dei Conti: Giovanni Gatti
(Presidente), Guido Fossati, Ermanno Montinaro;
Segretario amministrativo:
Italo Allemagna;
Responsabile dell’EDP: Andrea Sala.
Pensionati che hanno fatto
parte del Consiglio di
Amministrazione della Banca
Benzoni Alberto
Sanchioni Alessandro
Cioni Mori Fernando
Macchetta Fernando
Basadonna Luciano
Corradino Ruggero
Corradini Franco
Fedegari Angelo
De Gaetano Raffaele
Castelnuovo Emilio
Airaghi Enrico
Crosta Eugenio
Zefferino Michele
Bianchini Giovanni
Del Favero Franco
Spozio Leone
1958/1961
1962/1969
1970/1984
1970/1982
1985/1990
1983/1990
1991/1999
1991/1996
1997/2002
2000/2008
2002/2007
2003/2008
2007/2011
2009/2011
2009/2011
2009/2011
Pensionati che hanno fatto
parte del Consiglio di
Sorveglianza
Giaretta Francesco
Zefferino Michele
2012
2012
Membri dell’Assopensionati
che a partire dal 1962 si sono
succeduti nel Comitato dei
Probiviri della Banca
Fernando Santiangeli, Mario Marini,
Aldo Bortone, Giuseppe Rolandi, Angelo Cinti,
Enrico Ballerini, Dario Mezgec.
Tuttora in carica: Italo Ciancia (presidente),
Guido Mina.
52 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Onorificenze Luzzatti d’Oro
l Consiglio Direttivo dell’Assopensionati BPM, allo scopo di
offrire un significativo
riconoscimento a coloro che si sono
resi interpreti di particolare
dedizione nei confronti del
Sodalizio e della Banca, ha
deliberato nel 2002 di istituire in
loro favore un’onorificenza
testimoniata da una medaglia d’oro
riproducente l’effigie di Luigi
Luzzatti, accompagnata da una
motivazione che illustra i meriti
acquisiti dai destinatari.
Il richiamo all’insigne animatore
del Credito Popolare e fondatore
della Banca Popolare di Milano ha
inteso premiare aspetti di esemplare
benemerenza nella valorizzazione
della mutualità e della socialità, di
cui i destinatari si sono resi
interpreti.
L’onorificenza si è proposta altresì
di rendere omaggio allo spirito
cooperativistico che ha animato nel
tempo le diverse generazioni di
dipendenti in servizio e in
quiescenza della Banca,
contribuendo al fecondo divenire
dell’Istituto.
I
Piero Schlesinger
inissimo giurista e illustre cattedratico, è
stato nominato nel 1964 nel Consiglio di
Amministrazione della Banca, nel cui consesso ha
ricoperto la carica di segretario (1965/1967), di
vice presidente (1970) e, infine, di presidente
(1971/1993), con una breve interruzione nel biennio 1980/1982, quando è stato chiamato alla presidenza dell’I.M.I.
Nella storia dell’Istituto viene ricordato per
avere ricoperto più a lungo la carica di presidente.
Sotto la sua guida, la Banca ha registrato un
ventennio di incessante espansione operativa e
dimensionale che l’hanno portata ai primissimi
livelli del sistema creditizio. La sua capacità di
dialogo ha assicurato all’Istituto cooperativo una
governance democratica che ha motivato al meglio
l’azionariato dei dipendenti.
F
ONORIFICENZE LUZZATTI D’ORO 53
Luigi Frey
Ferdinando Macchetta
(alla memoria)
ilanese, ha percorso una lunga carriera nell’insegnamento universitario (Milano,
Parma), culminata nei 25 anni di docenza alla
“Sapienza” di Roma quale ordinario di economia
del lavoro.
È insignito dell’onorificenza di Grande
Ufficiale al merito della Repubblica e del titolo di
Benemerito della Scienza, della Cultura e
dell’Arte conferitogli per le sue ricerche sull’occupazione giovanile.
Autore di numerose pubblicazioni di carattere
scientifico, di particolare rilievo appaiono i suoi
saggi attinenti le problematiche del lavoro.
La
Banca,
nel
cui
Consiglio
di
Amministrazione è entrato nel 1970, ricoprendovi
per un biennio anche la carica di presidente
(1980/1981), gli deve particolare gratitudine per
l’intelligente impegno con il quale ha affrontato,
fra le altre, le problematiche attinenti il
Personale, di cui seppe valorizzare il ruolo peculiare al servizio della cooperativa.
M
a sua appartenenza alla stimolante realtà
societaria della “Popolare di Milano” si è concretizzata in un grande attaccamento all’istituzione cooperativa, di cui ha sempre sostenuto e difeso le caratteristiche con appassionato coraggio e
rigorosa convinzione.
Tale dedizione lo ha indotto ad affrontare scelte di campo difficili, assunte senza esitazione e
avendo come obiettivo solo l’interesse della
Banca.
La nomina a Consigliere di Amministrazione,
incarico assolto per quattro mandati (1970-1981)
ha coronato in modo degno e meritato l’impegno
dedicato all’Istituto e alla causa dell’azionariato
dei dipendenti.
L
54 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Fernando Cioni Mori
Orazio Recalcati
(alla memoria)
a sua figura viene ricordata come esempio di
fedele attaccamento alla Banca, che ha servito
per lunghi anni, sino a raggiungere il massimo
grado del funzionariato, e diventandone successivamente Consigliere di amministrazione.
Il suo temperamento, autorevole e al tempo
stesso democratico, unito alla sua capacità di saggia proposta e mediazione, lo hanno reso per un
lungo periodo (1970/1984) tramite stimato tra il
Consiglio di Amministrazione e la rappresentanza dei dipendenti-soci, di cui ha saputo valorizzare il ruolo con cognizione di causa e sensibilità,
coniugandolo al meglio con gli interessi della
Banca Cooperativa.
L
a offerto una testimonianza ammirevole di
attaccamento alla Banca, le cui problematiche societarie e istituzionali lo hanno sempre
visto in prima linea coraggioso e convinto difensore delle peculiarità dell’Istituto e della sua vocazione storica di cooperativa.
La sua oratoria, appassionata e suadente e la
sua dialettica lucida e carismatica, unitamente al
rigore di un protagonismo generoso e del tutto
disinteressato, gli hanno meritato, a buon diritto,
la gratitudine della Banca e dei dipendenti soci.
H
ONORIFICENZE LUZZATTI D’ORO 55
Eligio Caverzasi
Giosué Ciapparelli
(alla memoria)
(alla memoria)
rande invalido di guerra, assunto dalla
“Popolare di Milano”, ha trovato nella Banca
un’istituzione socialmente aperta, che gli ha consentito di esprimere, attraverso il lavoro e la partecipazione appassionata e coraggiosa alle problematiche societarie, il meglio di se stesso.
La grave menomazione fisica, conseguente alle
ferite di guerra, non gli è stata di ostacolo nello
svolgimento delle funzioni di responsabile dei
Servizi Sociali, incarico che ha assolto con generoso impegno e sensibilità.
Il conferimento del “Luzzatti d’Oro”, alla sua
memoria, vuole rendere omaggio anche al Gruppo
Mutilati, Invalidi e Reduci, tuttora custode, in
Banca Popolare di Milano, di sacre memorie.
nsignito dell’onorificenza di Cavaliere del
Lavoro per la sua alta professionalità, ha offerto alla “Popolare di Milano” il contributo di un’esperienza maturata ed affinata in altra prestigiosa istituzione creditizia, supportata da un tratto
umano che gli ha reso possibile senza difficoltà il
proficuo inserimento nella Banca e l’integrazione
nel suo peculiare sistema di governo.
Il consuntivo del suo decennio di direzione
generale (1971-1980) viene ricordato per i brillanti risultati che hanno consentito alla
“Popolare di Milano” di recuperare in modo
straordinario dimensioni e prestigio dopo la
pausa degli anni ’60.
Dopo la quiescenza è stato nominato presidente del Banco di Santo Spirito.
G
I
56 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Aldo Cova
Mario Tavola
(alla memoria)
(alla memoria)
a dedicato alla “Popolare di Milano” la sua
vita e il meglio delle sue spiccate capacità
professionali, espresse nel corso del lungo servizio
reso all’Istituto, di cui ha ricoperto, per oltre un
decennio, la carica di Direttore Generale.
Convinto sostenitore delle potenzialità che alla
“Milano” possono derivare dal suo sistema partecipativo, se correttamente interpretato, nel corso
della grave crisi istituzionale che attraversò
l’Istituto nella prima metà degli anni ‘60, si impegnò quale carismatico protagonista per il ritorno
della Banca al “buon governo” e per il recupero
dell’unità del Personale a presidio della
Coperativa.
a percorso tutta la sua carriera in Banca
Popolare di Milano, che ha lasciato per quiescenza nel 1977 con il grado di vice direttore generale.
Quale membro di direzione ha espresso, nel
settore fidi e successivamente in quello amministrativo, il meglio delle sue alte capacità professionali.
Il tratto autorevole e, al tempo stesso, affabile
gli ha valso la stima e la considerazione dei collaboratori, dei colleghi della direzione e del
Consiglio di Amministrazione.
Ha concluso il servizio attivo in Banca con un
gesto munifico che ha consentito il recupero e il
riordino della biblioteca dedicata a Luigi Luzzatti,
preziosa raccolta di volumi che fa parte oggi
nell’Archivio Storico della Banca.
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ONORIFICENZE LUZZATTI D’ORO 57
Raffaele De Gaetano
Ruggero Corradino
(alla memoria)
a gradualmente percorso in Banca una lunga
carriera, conclusasi con la nomina nella
Direzione Centrale quale Capo del Personale,
incarico che ha assolto con la consapevolezza di
fare parte di un sistema partecipativo di cui i
dipendenti costituiscono parte determinante.
Dopo la quiescenza ha retto per 18 anni la
Presidenza dell’Associazione Pensionati, impegnandosi affinché gli scopi del sodalizio venissero
perseguiti in un contesto di fedeltà alla banca
cooperativa.
L’Assemblea dell’Assopensionati lo ha premiato nominandolo presidente onorario del Sodalizio
e designandolo altresì quale candidato al
Consiglio di Amministrazione della Banca, di cui
ha fatto parte per due mandati triennali (19972002).
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entrato in Banca nel 1946 reduce da una sofferta esperienza politica che gli costò nel 1944
l’internamento in un campo fascista di lavoro forzato.
La Banca gli ha offerto un orizzonte ricco di
opportunità autenticamente democratiche, nelle
quali ha profuso il meglio della sua vocazione
sociale, impegnandolo ai massimi livelli della vita
societaria e sindacale.
Nel contesto socio-sindacale, si è sempre schierato con quanti erano impegnati nella difesa e
nella valorizzazione del modello cooperativistico.
Ciò gli ha valso la nomina nel Consiglio di
Amministrazione, organismo di cui ha fatto parte
dal 1982 al 1990.
Gli ultimi anni della vita lo hanno visto impegnato con singolare, eccellente professionalità
nella Ge.Se.So., società di ristorazione del
Personale della Banca, di cui è stato presidente.
È
58 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Angelo Fedegari
Francesco Giaretta
(alla memoria)
ttivo dal 1950 in Banca e nel suo ambito
societario, ha assolto importanti incarichi
operativi sino a fare parte della Direzione
Centrale dell’Istituto.
Nel 1991 è stato nominato Consigliere di
Amministrazione, incarico che ha ricoperto per
due mandati.
È stato eletto per 15 anni nell’Organismo rappresentativo dei dipendenti-soci, ricoprendone
per tre mandati la carica di presidente.
Dal 2000 al 2008 ha presieduto l’Associazione
Pensionati, di cui dirige tuttora il notiziario
“Piazza Meda e dintorni”.
La storia della Banca gli deve numerosi approfondimenti, fra i quali importante appare il saggio
“Storia insolita della Banca Popolare di Milano”
(1999) .
L’attività svolta al servizio della “Popolare” e i
suoi riflessi nell’ambito cittadino gli ha meritato il
Certificato di Benemerenza Civica conferitogli dal
Comune di Milano nel dicembre 2001.
A
rancesco Giaretta si è subito distinto fra
quanti contribuirono alla ripresa della Banca,
dopo gli eventi che all’inizio degli anni ‘60 ne avevano turbato gli equilibri. Durante il servizio attivo è stato protagonista intelligente delle vicende
societarie e sindacali della Banca, un impegno che
seppe coniugare con il percorso della sua carriera
nei quadri dell’Istituto.
La deprecabile vicenda che all’inizio degli anni
‘90 vide gli esponenti del vertice consiliare e direzionale BPM oggetto di una procedura giudiziaria
poi conclusasi con la piena assoluzione degli
imputati, pose purtroppo fine alla sua carriera,
altrimenti destinata a premiare ulteriormente la
sua professionalità.
Tale evento lo isolò in una sofferta lontananza
dalla Banca, dalla quale riemerse dopo anni trovando nell’associazionismo degli ex dipendenti stimoli per un rinnovato impegno sociale.
Nel 2011 venne nominato nel Consiglio di
Sorveglianza della Banca.
F
ONORIFICENZE LUZZATTI D’ORO 59
Roberto Cavalli
Alberto Giovannini
(alla memoria)
(alla memoria)
opo la morte della madre, ha affrontato, in
giovane età, il mondo del lavoro.
Il suo ricordo permane vivissimo e si pone
esempio integerrimo per quanti in campo sindacale sono investiti di compiti rappresentativi.
Eletto a ventotto anni nel Comitato Elettorale,
ne è diventato sei anni dopo presidente, carica
ricoperta con capacità e carisma per tre mandati,
sino alla morte giunta repentinamente e prematuramente a fine maggio 1984. Stimato per il
carattere leale ed aperto, era considerato un autorevole punto di riferimento per la dialettica societaria.
Espressione di un umanesimo laico tollerante,
ha concluso la sua esistenza con un atto di grande generosità, donando occhi e reni.
i è distinto, oltre che nell’attività professionale
espressa in Banca, per la produzione letteraria, che lo ha visto autore di prose e liriche in italiano e in dialetto milanese, raccolte in pubblicazioni oggetto di ampio apprezzamento.
Le composizioni dialettali, in particolare, gli
hanno procurato significativi riconoscimenti pubblici ed hanno svelato la singolare delicatezza
della sua “verve” poetica.
In occasione del centenario della Banca (1965),
ha vinto il concorso indetto dall’Istituto per una storia della “Popolare” redatta in dialetto milanese. La
sua “Storia a zigh zagh de centann de vitta de la
Banca Popolar de Milan” ha riproposto in una serie
di deliziosi quadretti la lunga storia dell’Istituto.
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60 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Riccardo Pedri
Angela Locatelli
ecano dell’ Associazione Pensionati BPM ha
raggiunto il 25 novembre 2003, il secolo di
vita.
Un handicap fisico non gli è stato di ostacolo
nell’esprimere, al servizio della Banca, il meglio
della sua professionalità. Di lui permane, in
quanti lo hanno conosciuto, il ricordo di un funzionario solerte, particolarmente versato nell’innovazione organizzativa.
La quiescenza, che lo ha portato lontano da
Milano, non ha mai affievolito il suo attaccamento alla Banca, testimoniato dal regolare contatto
epistolare con alcuni “ex” colleghi e con
l’Associazione Pensionati, nonché dall’attenzione
alle problematiche societarie, di cui è tuttora partecipe tramite i familiari che lo assistono.
a dedicato la sua vita di lavoro alla Banca,
lasciando il ricordo di un esemplare attaccamento all’Istituto, reso ancora più apprezzabile
dal suo cordiale tratto umano e dall’impegno
posto nell’assolvimento dei suoi compiti.
L’attività di volontariato sociale, che ha sempre svolto e che ha mantenuto anche dopo la quiescenza, non ha affievolito i suoi rapporti con
l’Associazione Pensionati e la Banca. A lei il
Sodalizio deve la migliore gratitudine per un
sostegno finanziario alimentato con grande generosità in più circostanze.
Il conferimento del “Luzzatti d’Oro” vuole rendere omaggio, oltre che a lei, a tutte le donne che
hanno contribuito, con il loro lavoro e la loro dedizione, alle fortune della Banca.
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ONORIFICENZE LUZZATTI D’ORO 61
Delegazioni territoriali
espansione dell’attività della Banca
e il numero crescente dei Pensionati
hanno indotto il Consiglio Direttivo, già
in occasione della modifica dello Statuto
dell’Associazione dell’ottobre 1999, ad
affrontare il problema del decentramento dell’attività organizzativa del
Sodalizio.
L’argomento è stato recepito in occasione delle tre ultime modifiche dello
Statuto (1999, 2002 e 2011). L’ultima, in
particolare, ha inteso regolamentare in
modo completo la materia stabilendo fra
i poteri del Consiglio Direttivo anche
quello di costituire “delegazioni territoriali presso sedi decentrate allo scopo di
favorire il coinvolgimento e la partecipazione degli associati”. Inoltre ha espressamente previsto che le delegazioni “sono
tenute ad operare nel rispetto del
Regolamento deliberato dal Consiglio
Direttivo”.
Come dimostrazione di considerazione
la modifica stessa ha stabilito che i coordinatori designati dalle delegazioni territoriali, nel rispetto delle norme previste
dal relativo Regolamento, fanno parte a
pieno titolo del Consiglio Direttivo
dell’Associazione.
Le prime due delegazioni attive sono
state quelle di Roma e di Bologna. Con
particolare, apprezzabile impegno la
Delegazione di Roma ha promosso anche
la pubblicazione di un notiziario “Il soffio del Ponentino”. Fra i suoi animatori
L’
si è distinto Alberto Minghetti.
Attualmente le Delegazioni presso Sedi
decentrate sono sei: Bologna, Gallarate e
Varese, Monza e Brianza, Puglia, Roma e
Voghera.
Nel frattempo le procedure organizzative riguardanti i contatti tra il Direttivo
e le Delegazioni hanno fatto un salto di
qualità grazie alle innovazioni telematiche poste in essere. Il collegamento video
tra l’Assemblea generale degli iscritti,
che si tiene a Milano ogni primo giovedì
del mese, e le assemblee locali consentono
ai colleghi delle Delegazioni non solo di
ascoltare le relazioni periodiche del
Direttivo, ma anche di intervenire in sede
di discussione.
I rapporti tra il Direttivo e le
Delegazioni sono inoltre stati ulteriormente incentivati dalle visite periodiche
di membri del Direttivo alle unità periferiche.
Pagina 63 in alto: due foto d’epoca scattate
in occasione di una visita del Consiglio Direttivo
a Voghera (26-2-2003) e a Roma (6-3-2003).
Sotto, in senso orario, gruppi di associati delle
Delegazioni di Monza e Brianza, di Bologna
e di Gallarate-Varese.
A fianco G. Albera e A. Poggi, coordinatori
della Delegazione di Voghera e N. Di Maso,
A. Di Pierro, E. Giancola della Delegazione Puglia.
62 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
DELEGAZIONI 63
Fedeltà alla Banca
a poesia che proponiamo venne
scritta nel 1965, al momento della
quiescenza, da Alberto Giovannini, un
collega noto per le doti poetiche che lo
videro primeggiare nel Parnaso del
vernacolo milanese.
Pubblicò diverse raccolte di poesie (Sottsora, Terzett, Misc Masc). Il
suo amore per la Banca Popolare di
Milano, lo dimostrò nella “Storia a
zig zag de cent’ann de vitta della
L
Banca Popolare de Milan”, un’opera
che gli valse ben meritati riconoscimenti nell’ambito delle manifestazioni celebrative del Centenario
della Banca.
“Adio” è una testimonianza d’amore per la Banca, sentimento che
ben si coniuga con la fedeltà
all’Istituzione
dell’Associazione
Pensionati.
STORIA A ZIGH - ZAGH
de cent’ann de vitta della
BANCA POPOLAR DE MILAN
in sonett milanes
de
ALBERTO GIOVANNINI
ADIO!
ADDIO!
L’è l’ora de l’adio
quand se smorzen adasi tutt’i vos
e per vedè la vitta pussee ciara
dedree ai memori se se mett apòs.
È l’ora dell’addio, la più amara
quando si spengono adagio tutte le voci
e per vedere la vita più chiara
ci si aggrappa alle memorie.
L’era ona primavera! El par ades
quand con tanti speranz, viscor, decis
sont vegnu dent e mi hoo creduu de vess
borlaa in d’on cantonscell de paradis.
Era una primavera! Mi sembra adesso
quando pieno di speranze, sveglio, deciso
ci sono entrato e ho creduto di essere
capitato in un piccolo angolo di paradiso.
Ma dove l’è quell temp? Dove cercall?
Insemma ai ann che passen l’è sparii.
Sogn e speranz hinn tucc dedree di spall
e incoeu me trouevi chì stracch e inveggii.
Ma dov’è quel tempo, dove cercarlo?
Assieme agli anni trascorsi è scomparso,
sogni, speranze sono tutti dietro le spalle
e oggi mi trovo qua stanco e invecchiato.
Ma l’hoo mai misuraa, mai rsparmia
el vin che Dio l’ha mis in la mia bott:
bon o gramm soo de avell tutt consumaa
finna in ultim e finn’a l’ultim gott.
Ma non l’ho mai misurato, mai risparmiato
il vino che Dio ha messo nella mia botte;
buono o cattivo so di averlo tutto consumato
fino all’ultimo e fino all’ultima goccia.
Sto gott che ven giò in vers, limpid e ciar
per dà l’adio a la Banca Popolar.
Una goccia che scende in versi limpidi e chiari
per dar l’addio alla Banca Popolare.
64 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Piazza Meda e dintorni
esigenza di comunicare con una
massa di Associati in veloce incremento ha indotto nel 1992 il Consiglio
Direttivo dell’Associazione ad avvalersi
anche di un Notiziario.
È nato così “Piazza Meda e dintorni”,
un periodico che già nella significativa
testata si proponeva di trattare, oltre le
problematiche dell’Associazione, anche
della vita della Banca in generale.
L’iniziativa parve a taluno non scevra
di difficoltà per quanto riguardava l’impegno di mantenerne la periodicità.
Il tempo trascorso dall’uscita del
primo numero (giugno 1992) non solo ha
fugato i dubbi iniziali, ma ha evidenziato la capacità del periodico di migliorarsi progressivamente nei contenuti e nella
veste editoriale.
Dal 1992 il periodico “Piazza Meda e
dintorni” ha pubblicato 63 numeri, mentre recentemente è stata affiancato con
ottimi risultati da un agile foglio notizie,
la cui periodicità e l’indovinata modalità di spedizione agli Associati si sono
dimostrati preziosi per un aggiornamento mensile dell’attualità della vita associativa.
In considerazione delle difficoltà che a
partire dal 2011 ha attraversato la
Banca con ripercussioni sulla sua immagine, “Piazza Meda e dintorni”, fra i suoi
L’
obiettivi, ha posto l’impegno di valorizzare il passato della “Popolare di Milano” e
degli uomini che ne sono stati protagonisti.
Con questo intento sono state pubblicate una trentina di biografie di colleghi e
di colleghe defunti, mentre una rubrica
“Album dei ricordi”, alimentata da fotografie inviate da volonterosi Associati,
ha proposto in centinaia di immagini
(circa 1.000 volti) aventi come protagonisti i dipendenti della Banca.
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della
“Piazza Meda e dintorni”
ha dedicato biografie e
articoli a:
Arialdo Rossi, Giancarlo Sacchi,
Emma Mortarotti, Romolo Bossi,
Luigi Chiesa, Rosetta Pozzoni,
Cesare Radaelli, Mirella Zagni
Sarto, Alberto Giovannini,
Giuseppe Rolandi,
Erasmo Brambilla Pisoni,
Carlo Meazza, Eligio Caverzasi,
Alberto Balconi, Angelo Falcone,
XIV -
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n. 49
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Enrico Falcetti, Mario Gatti,
Gastone Rosin, Riccardo Pedri,
Pietro Oriani, Giancarlo
Aliprandi, Annamaria Albizzati,
Aldo Cova, Giancarlo Carugati,
Giosué Ciapparelli, Ferdinando
Macchetta, Giovanni Valcavi,
Giuseppe Stante, Ruggero
Corradino, Candido Cribiore,
Gianluigi Pagliani, Mario
Lombardi, Ugo Violante,
Francesco Giaretta,
Stefano Appoggi.
PIAZZA MEDA E DINTORNI 67
I Calendari dell’Associazione
all’inizio del 2000
l’Associazione pubblica un
suo calendario.
L’iniziativa si è proposta due
obiettivi, entrambi pienamente
raggiunti, e ormai fa parte di una
prassi consolidata di
comunicazione.
Largamente apprezzato dagli
Associati, il calendario ricorda
infatti durante il corso dell’anno
ad ogni iscritto l’esistenza
dell’Associazione e gli
appuntamenti più importanti
della vita associativa.
D
68 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
I CALENDARI DELL’ASSOCIAZIONE 69
Carin Grudda, Senza titolo, 2001
Serrande dipinte
Porte dipinte
2013
2014
Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
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L’orario
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del consenso riscosso dalla Festa.
esigenza di coinvolgere gli iscritti
La manifestazione offre, oltre all’occanell’attività del Sodalizio ha indotto
sione
trascorrere
un piacevole pomeil Consiglio Direttivo dell’Associa-zione
Mercoledì 19 a
dicembre
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riggio,
il piacere di un brindisi di fine
organizzare alla fine dell’anno 2000 una
Sala Congressi
del
CENTRO SERVIZI
BPMfra amici.
anno
festa dall’indovinato titolo “Natale
Via Massaua, 6 - Milano
L’appuntamento
Insieme”.
di fine 2008 ha visto
Il grande successo
la partecipazione di
dell’iniziativa, che
un ospite d’ecceziovide il tutto esaurito
ne, l’astronauta ing.
in uno stipatissimo
Festa di fine anno
Luigi Nespoli, figlio
dell’Associazione Pensionati BPM
Saloncino
delle
del compianto colleColonne di via San
ga Luigi, reduce da
Paolo, è stata la
uno straordinario
migliore premessa
volo spaziale sullo
per una replica
Shuttle Discovery
della stessa negli
durato due settimaanni successivi, con
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l’esigenza di trasfeNatale Insieme
rirne la sede (per
2014 (la 14.a edizioragioni di spazio),
ne della Festa), nel
prima nel salone di
suo programma prePiazza Meda e poi
vede anche la celenel centro Congressi
brazione del sessanBezzi.
tennio
di
vita
La gigantografia
dell’Associazione e
delle pagine che
la presentazione del
seguono, con la fotovolume edito per
grafia dell’ultima
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Popolare edizione
di Milano
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pensionati-bpm.it
sant’anni
nel segno dell’amicizia e della
Saloncino di via San Paolo (2 dicembre
fedeltà alla Banca”.
2004), propone un’immagine eloquente
L’
NATALE INSIEME
NATALE INSIEME 71
Natale Insieme 2000
Saloncino delle Colonne
Natale Insieme 2013
Centro Congressi Bezzi
Auditorium Bezzi,
tradizionale incontro
di fine anno dei
quiescenti BPM.
Elio Canovi, presidente
dell’Associazione,
porge il suo saluto al
Presidente del
Consiglio di
Sorveglianza dott.
Giuseppe Coppini e al
Direttore delle Risorse
dott. Giovanni Rossi.
Natale Insieme 2013
ha registrato una
partecipazione record
di intervenuti
confermando
l’apprezzamento degli
Associati per
l’iniziativa, giunta
alla sua 14.ma
edizione.
74 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Sezione Argento ARES-BPM
el 2014 l’Argento, emanazione dei
pensionati, costituita quale sezione
dell’ARES, ha festeggiato 15 anni di attività.
“Piazza Meda e dintorni” diede notizia
della sua nascita nel maggio 1999. I suoi
promotori, tutti neo-pensionati, la vollero
come “iniziativa volta a trascorrere in
lieta e spensierata compagnia” pause del
tempo libero.
Il progetto cullava già da un anno ed
aveva come obiettivo
visite culturali, gite
e viaggi turistici,
escursioni gastronomiche. Scopo non
secondario era quello di stare assieme,
così come avveniva
durante gli anni del
servizio attivo.
Gli animatori del primo Consiglio
Direttivo dell’Argento sono già stati ricordati (vedi pag. 33) così come sono stati
ricordati i componenti del Consiglio
Direttivo attualmente in carica (vedi pag.
49).
Dal suo esordio all’attualità l’Argento
ha promosso un’intensissima attività
che, di riflesso, ha giovato al proselitismo
e alla vitalità dell’Associazione
Pensionati.
N
Dopo il trasferimento della Sede del
Sodalizio dalla Galleria de Cristoforis a
Corso Europa, l’Argento ha potuto disporre di uno spazio riservato, ora letteralmente tappezzato di foto ricordo che
testimoniano la sua intensa attività. È
un punto di incontro molto frequentato,
che ospita vivaci appendici pomeridiane
dedicate a partite di carte.
Fra le tante iniziative dell’Argento
almeno una citazione è d’obbligo e cioè le
gite prenatalizie che
ogni anno, puntualmente e regolarmente, vedono la partenza di alcuni pulman
di pensionati e loro
famigliari diretti
verso località turisticamente interessanti sotto l’aspetto
culturale e storico. L’escursione è resa
ulteriormente piacevole da un pranzo
dedicato a prelibatezze locali e da un
pomeriggio ricco di musica e sorprese.
Attualmente la Sezione Argento, come
già ricordato, ha sospeso la sua attività
in conseguenza della sospensione dei
contributi che le destinana l’Ares.
Anno XII - n. 40 - Ottobre 2003
PIAZZA MEDA
Notiziario dell’Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
Escursione nel nord della Francia: foto ricordo
scattata davanti alla sede del Crédit Mutuel.
SEZIONE ARGENTO ARES-BPM 75
“Il fascino della Mitteleuropa” (maggio 2005)
foto di gruppo a Vienna.
Gigantografia ai piedi delle pagine. Il 15 marzo 2011,
l’Associazione festeggia il compleanno del carissimo,
compianto Francesco Giaretta. Trentasette i presenti, tutti
sorridenti. Un autentico primato per una foto di gruppo!
76 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
L’Argento in gita in Val d’Aosta
e ai suoi castelli
SEZIONE ARGENTO ARES-BPM 77
Festa prenatalizia Argento 2002
78 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Le donne presenza attiva
nell’Associazione
na menzione particolare più che
dovuta meritano le donne, le colleghe pensionate e le vedove di colleghi
pensionati defunti che sono state, e che
sono, vicine all’Associazione con la loro
presenza e il loro
sostegno.
Alcune di esse
hanno fatto parte
dei Consigli Direttivi che si sono succeduti nel tempo, a
partire da Emma
Mortarotti, che fu
tra i soci fondatori
del Sodalizio, a
Claudia Agnesotti,
tuttora in carica.
I loro nomi sono,
per così dire, immortalati nella storia
del
sessantennio
così come sono evidenziati, a partire
da pagina 49, fra
quelli dei componenti degli Organi
Sociali succedutisi nel tempo.
Altre colleghe (il loro elenco riferito a
un tempo così lungo rischierebbe l’incorrere in spiacevoli dimenticanze) hanno
offerto il loro generoso volontariato in
U
più occasioni, impegnate nell’assolvimento di compiti amministrativi e organizzativi del Sodalizio. A loro va la più
sentita gratitudine.
Lo Statuto dell’Associazione (art. 4,
comma C) conferisce
ai superstiti degli
associati che fruiscono del trattamento di reversibilità, la
possibilità di entrare a fare parte del
Sodalizio. È sempre
con vero piacere
constatare in diverse occasioni la presenza di vedove, che
ci ricordano cari
colleghi scomparsi.
La componente
femminile nel corpo
associativo
ha
assunto, nel tempo,
una
dimensione
molto significativa.
Il Consiglio Direttivo ha ben presente
questa realtà e fra i suoi programmi
ricomprende quello di studiare iniziative
idonee ad alimentarla, augurandosi che
tale impegno si augura che possa trovare
consenso e collaborazione.
LE DONNE PRESENZA ATTIVA NELL’ASSOCIAZIONE 79
27 maggio 2004, “Festa di Primavera”, il saloncino delle
colonne gremito di donne. Al tavolo il presidente
dell’Associazione Angelo Fedegari fra i vice presidenti
Marco Bertini, e Gastone Rosin. Al podio l’esibizione della
presentatrice della RAI-TV Maria Brivio. che ha divertito le
intervenute con poesie sul tema della primavera. Oltre a
quelle di autori classici l’attrice ha declamato composizioni
di due poeti BPM: Alberto Giovannini ed Enrico Giuliani.
80 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Per non perderci di vista
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2010
Edizione
Opuscolo
illustrativo
dell’attività
dell’Associazione
destinato
ai neo-pensionati.
PER NON PERDERCI DI VISTA 81
Indice
Cara collega, caro collega,
83
Un po’ di storia
84
Sede e attività dell’Assopensionati BPM
87
Comunicare per non perdersi di vista
88
L’attività sociale ed assistenziale
dell’Assopensionati BPM
89
Convenzioni Assopensionati
91
L’Assopensionati BPM
e l’attività societaria BPM
92
I dipendenti protagonisti
della storia dell’Istituto
93
82 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Cara collega, caro collega,
La quiescenza è un evento importante.
Sotto molteplici aspetti esso modifica infatti tempi, modi e stili
della vita ed apre ampi spazi di libertà da programmare e gestire a proprio piacimento.
C’è chi continua un’attività professionale, chi si dedica alla
famiglia offrendo un aiuto prezioso a figli e nipoti, chi ancora
coltiva “hobbies” trascurati in passato.
È convinzione diffusa che valga per tutti, a vantaggio della
salute, una fondamentale igiene di vita: riservare adeguato spazio e tempo al muoversi fisico e mentale.
Fra le prospettive di impiego del tempo libero non deve tuttavia essere trascurata l’esigenza di mantenere un legame con il
passato, in particolare con la Banca, cioè con l’Organismo che,
per la sua apertura sociale, riserva ai pensionati provvidenze preziose. Provvidenze che esigono, da parte di tutti i quiescenti, una
vigile tutela e un costante impegno per la loro valorizzazione.
Gli eventi che hanno modificato profondamente l’assetto
del sistema creditizio italiano, non si possono infatti considerare esauriti. In tali eventi la nostra Banca è coinvolta e, pertanto,
è indispensabile che i pensionati BPM, uniti alla loro Banca,
mantengano ben saldo lo spirito di corpo che li vede organizzati
nell’Associazione Pensionati BPM.
Si tratta di un Sodalizio che con il passare degli anni ha
raggiunto dimensioni di tutto rispetto e un notevole prestigio
rappresentativo. Affinché gli sforzi sin qui profusi non perdano
di efficacia è necessario che tutti i neo-quiescenti facciano parte
dei suoi ranghi.
Nelle pagine che seguono abbiamo evidenziato una serie di
argomenti che si propongono di incentivare l’adesione dei neoquiescenti all’Assopensionati.
Il Consiglio Direttivo
PER NON PERDERCI DI VISTA 83
Un po’ di storia
L’Associazione
Pensionati BPM è
stata fondata nel dopoguerra per iniziativa di alcuni quiescenti
consapevoli del ruolo che gli “ex” della Banca avrebbero potuto
continuare a svolgere in seno alla realtà societaria della stessa.
L’iniziativa trovò linfa vitale e potè prosperare grazie al contesto sociale in cui era sorta. Presupposto fondamentale del suo successo derivava e deriva tutt’oggi dal fatto che la conclusione del
rapporto di lavoro non fa venire meno il rapporto societario che
vede i dipendenti e gli ex-dipendenti azionisti della Banca.
Lo Statuto dell’Associazione Pensionati BPM, approvato il
26 marzo 1955, è stato oggetto di successive modifiche, sino
all’ultima del giugno 2002 (distinzione tra attività assistenziale
e attività societaria), sulla quale ci soffermeremo più avanti.
L’articolo 2, paragrafo “Natura e scopi”, prevede che
l’Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di:
a) favorire, rinsaldare, sviluppare i vincoli di solidarietà fra gli
Associati e tutelarne gli interessi materiali e morali;
b) promuovere e coordinare iniziative atte a conseguire e migliorare provvidenze a favore degli Associati;
c) rappresentare gli Associati di fronte all’Amministrazione
della Banca Popolare di Milano;
d) assicurare la presenza di rappresentanti dell’Associazione in
tutti gli organismi della Banca aventi finalità congruenti con gli
scopi di cui ai precedenti paragrafi a), b) e c);
e) stimolare e favorire rapporti di collaborazione con istituzioni
e organismi aventi finalità di tutela di interessi comuni a quelli
dell’Associazione.
84 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
L’articolo 4 detta, a sua volta, i criteri di ammissione al
Sodalizio, di cui possono fare parte, previa presentazione di
apposita domanda:
a) i dipendenti della Banca Popolare di Milano non più in servizio, che godono di un trattamento di quiescenza o di invalidità;
b) coloro che godono di un trattamento di quiescenza o di invalidità quali dipendenti di altri Istituti di Credito o Enti di altra
natura, purchè abbiano svolto la propria attività per almeno 25
anni nella Banca Popolare di Milano;
c) i parenti superstiti degli Associati che fruiscono del trattamento di reversibilità.
Appare importante, al riguardo, sottolineare la clausola
che consente ai parenti superstiti degli Associati che fruiscono
del trattamento di reversibilità di fare parte del Sodalizio. Tale
facoltà è il presupposto di una realtà che vedeva, al 31 dicembre
2006, n. 481 vedove di “ex” iscritte e tutelate dall’Associazione.
L’iscrizione all’Associazione è gratuita. I fondi per lo svolgimento della sua attività sono raccolti annualmente mediante
sottoscrizione volontaria indetta fra gli Associati.
Un aspetto importante della capacità rappresentativa del
Sodalizio è conseguente alla presenza di rappresentanti di sua
designazione negli Organi direttivi delle istituzioni di carattere
sociale della Banca (Cassa Mutua di Assistenza, ARES, ecc.).
PER NON PERDERCI DI VISTA 85
In alto, l’esterno della sede storica della Banca e, in basso,
un particolare del modernissimo Centro Servizi
della Banca inaugurato nel dicembre 2006.
La quiescenza non allenta i legami che uniscono gli “ex”
all’Istituto, alla sua storia e al suo divenire.
86 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Sede e attività dell’Assopensionati BPM
Con il passare del tempo e con l’esponenziale incremento dei suoi aderenti, l’Associazione ha trovato
sede in locali sempre più idonei messi a disposizione dalla
Banca. L’attuale sede è sita in Corso Europa 2.
Essa è aperta agli iscritti, di norma, il martedì e il giovedì, dalle ore 9,30 alle 12,30. Oltre che come punto di incontro fra
gli “ex”, è il luogo ove si riuniscono e svolgono la loro attività gli
Organi sociali, nonché i servizi segretariali e amministrativi.
Ogni primo giovedì del mese, con inizio alle 10,00, salvo le
varianti anticipate dal calendario edito dall’Associazione ed
omaggiato agli iscritti all’inizio di ogni anno, il Consiglio
Direttivo intrattiene gli iscritti circa l’attività del Sodalizio e gli
eventi più importanti che coinvolgono la vita della Banca. Si
tratta di un impegno relazionale molto apprezzato, come dimostra la presenza allo stesso di numerosissimi colleghi. Per favorire la partecipazione alla vita associativa dei più lontani, lo
Statuto dell’Associazione (art. 14, comma 8) consente al
Consiglio Direttivo di costituire delegazioni presso sedi decentrate, stabilendo il regolamento di funzionamento cui le stesse
devono attenersi.
Attualmente operano cinque delegazioni: Bologna,
Gallarate e Varese, Monza e Brianza, Roma, Voghera, la cui conduzione è affidata ad altrettanti coordinatori.
La sede di Corso Europa 2 ospita anche la Sezione Argento
dell’ARES, animata da un gruppo di “ex” che organizzano gite
turistiche e promuovono iniziative di carattere culturale.
PER NON PERDERCI DI VISTA 87
Comunicare per non perdersi di vista
Il
Consiglio Direttivo dell’Associazione
Pensionati BPM, consapevole dell’esigenza di favorire e mantenere
un contatto con tutti gli iscritti, pubblica con regolarità mensile il
“Notiziario”, un agile strumento di due pagine, che raggiunge tutti
i pensionati allegato al notino della pensione e consente un’informativa completa e regolare circa l’attività del Sodalizio.
Inoltre, l’Associazione pubblica “Piazza
Meda e dintorni”. Anch’esso viene inviato gratuitamente a tutti
gli Associati. Il primo numero uscì nel 1992 e persegue, con convincimento, l’impegno di valorizzare la storia della Banca e di
quanti nella stessa hanno profuso la loro attività lavorativa,
contribuendone al successo. È, questo, un obiettivo sul quale torneremo più avanti.
Un ulteriore, pratico strumento di contatto con gli iscritti è costituito dal Calendario edito dall’Associazione che, fra
altre interessanti notizie, fornisce già ad inizio d’anno tempi e
modi dell’attività associativa.
La pubblicistica sopra riportata e le notizie riguardanti
l’attività associativa sono presenti nel sito internet
www.assopensionati-bpm.it
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22-02-2010
11:05
Pagina 1
Anno XVI - n. 54 - Giugno 2009
PIAZZA MEDA
Notiziario dell’Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
Associazione Pensionati
della Banca Popolare di Milano
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Milano, 28 Febbraio 2010
Care Amiche e Cari Amici,
anche questo numero del nostro Notiziario (n. 7) è ricco di notizie particolarmente interessanti e significative.
Fra gli appuntamenti ricordiamo il più prossimo. Il Convegno Salute e Terza Età che, nella terza edizione, affronta aspetti molto pregnanti per il miglior proseguimento della nostra vita. Poi due comunicazioni importanti della
Direzione del Personale e della Cassa Assistenza: prendetene buona nota e regolatevi di conseguenza. I consueti
appuntamenti da annotare in agenda (da non mancare: l’assemblea della nostra Associazione e quella della
Banca) e le proposte della Sezione Argento. Infine le delibere del Direttivo: un aiuto ai terremotati di Haiti ed una
particolare attenzione alle Delegazioni decentrate. Insomma un numero da leggere e da appuntare vicino al
Calendario!
Associazione Pensionati BPM
Il Consiglio Direttivo
CONVEGNO SALUTE E TERZA ETA - 3a edizione
Come già anticipato nel precedente notiziario il prossimo 18 Marzo alle ore 10,00 presso la Sala delle
Colonne BPM in via San Paolo 16 - Milano si terrà la 3° edizione del Convegno Salute e Terza Età dedicato al
“IL TEMPO LIBERO NELLA TERZA ETÁ”
Il convegno verrà introdotto dal dott. Roberto Caprioli, direttore sanitario dell’Istituto Palazzolo-Fondazione
don Carlo Gnocchi onlus e tenuto dagli specialisti dell’Istituto stesso.
n Gli stili di vita
n L’attività motoria
n L’esercizio della mente
n La vita di relazione
n Le attività culturali e sociali
dott.ssa Guya Devalle
dott. Geremia Giordano
dott. Niccolò Viti
dott. Ambrogio Cozzi
prof. Aldo Pisani Ceretti
COMUNICAZIONE DALLA DIREZIONE DEL PERSONALE
Importante!
La Direzione del Personale ricorda a tutti i pensionati di inviare la fotocopia delle 3 facciate del Modulo
INPS ObisM che contengono gli importi della pensione relativi all’anno 2010 e le detrazioni applicate.
Le fotocopie dovranno essere inviate, utilizzando anche la più comoda delle agenzie della Banca Popolare di
Milano, all’UFFICIO 981 GESTIONE FONDI PREVIDENZA E BILANCIO DEL PERSONALE.
Ricorda inoltre a tutti i pensionati l’importanza di rinnovare la richiesta delle detrazioni fiscali ogni anno,
la modulistica relativa verrà allegata dall’INPS al Mod.CUD con una lettera di accompagnamento che preciserà anche la data entro la quale dovrà essere effettuato il rinnovo. Occorrerà portare il Mod. DETR ricevuto più la fotocopia dei codici a barre che troverete allegati al CUD (consigliamo di tenere gli originali dei codici a barre da utilizzare per il Mod. 730/Mod. Unico) ad un Patronato o CAF o Commercialista abilitato che
saranno tenuti, gratuitamente, al rinnovo in tempo reale delle detrazioni del pensionato sulla posizione INPS,
attraverso un programma in loro dotazione che utilizza i codici a barre da voi forniti.
Qualora il pensionato decidesse di portare il modello DETR direttamente all’INPS, l’ufficio ricevente rilascerà il protocollo di ricevuta ma NON garantirà i tempi nei quali verrà effettuato il rinnovo richiesto.
Se alla data richiesta dall’INPS non risulterà registrato il rinnovo richiesto, l’INPS azzererà le detrazioni
attualmente caricate e di conseguenza aumenterà l’importo IRPEF a debito.
COMUNICAZIONE DALLA CASSA ASSISTENZA
Importante!
La Cassa Assistenza ci ricorda che il 30 Aprile 2010 è il termine ultimo tassativo entro cui presentare le
richieste di rimborso alla “Cassa” per le spese sanitarie sostenute nel 2009.
88 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Il semestrale
“Piazza Meda e
dintorni”
e il mensile
“Notiziario”.
L’attività sociale ed assistenziale
dell’Assopensionati BPM
Come
già accennato, l’Assopensionati
BPM è presente con propri rappresentanti negli organi direttivi
di tre importanti istituzioni aziendali: la Cassa Mutua di
Assistenza, l’ARES e la Commissione Paritetica di Previdenza,
organismi dei cui benefici godono, assieme ai dipendenti in servizio attivo, gli ex-dipendenti ed i superstiti degli “ex”.
Del Consiglio Direttivo della Cassa Mutua di Assistenza
fanno parte due componenti designati dall’Assopensionati. A sua
volta il Collegio dei Revisori - Probiviri comprende un componente designato dallo stesso sodalizio.
Anche il Consiglio di Amministrazione dell’ARES prevede
la presenza di due consiglieri e di un sindaco di designazione
Assopensionati BPM.
Quanto alla Commissione Paritetica di Previdenza, presieduta, di norma, dal Presidente onorario dell’Assopensionati BPM
include tra i suoi membri un componente di designazione degli “ex”.
La presenza di esponenti dell’Assopensionati BPM nelle istituzioni di carattere sociale della Banca costituisce un sicuro presupposto per la tutela e la valorizzazione degli interessi degli “ex”.
Nello spirito di una Banca che non si dimentica dei suoi
“ex” e delle vedove, va ricordato che un numero cospicuo di pensionati gode di un Trattamento Integrativo di pensione, deliberato dall’Assemblea dei soci della Banca nel 1964.
Del “Trattamento” risultano tuttora beneficiari i pensionati
ante anni ’90, con particolare riguardo per le categorie più deboli. Successivamente, infatti, le pensioni INPS sono state opportunamente integrate, rendendo superfluo l’intervento della Banca.
Con sensibilità il Consiglio di Amministrazione della Banca
provvede a migliorare le erogazioni, avendo presente l’esigenza di
tutelare, in via prioritaria, i beneficiari di pensioni minime.
PER NON PERDERCI DI VISTA 89
Non va, inoltre, dimenticato che tutti i quiescenti, entro il
mese di agosto, godono di una erogazione straordinaria prevista
dal citato Trattamento Integrativo.
In campo assistenziale, l’Associazione Pensionati BPM ha,
fra l’altro, creato nel 1997 un “Gruppo di ascolto”, per venire
incontro a “ex” e vedove di “ex” che si trovano in situazioni di
particolare disagio o che abbiano, comunque, necessità di consulenza assistenziale.
Sulla scorta dell’esperienza maturata successivamente,
l’attività del “Gruppo” è oggetto di continua attenzione da parte
del Consiglio Direttivo, al fine di renderla più efficace e incisiva.
A favore degli iscritti all’Assopensionati BPM e dei loro
familiari opera, inoltre, l’Associazione Serenità, che svolge una
preziosa attività consulenziale e di indirizzo riguardante le patologie degli anziani, con conseguenti esigenze di intervento e di
ricovero. A questo proposito la nostra Banca ha in corso un’importante convenzione con la benemerita Fondazione don Carlo
Gnocchi onlus per necessità di intervento e assistenza presso le
strutture della Fondazione presenti nel territorio nazionale.
La copertina
dell’opuscolo edito
nel 1964 in occasione
del varo del
“Trattamento
previdenziale
integrativo del
personale” (Libretto
verde).
A lato: la copertina
del fascicolo che
illustra i viaggi
dell’ARES,
istituzione sociale
cui i quiescenti
partecipano a pieno
diritto.
90 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Convenzioni Assopensionati
L’Assopensionati
BPM ha in corso
una serie di interessanti convenzioni stipulate con la Banca e con
alcune Società del Gruppo.
In particolare è attiva una convenzione commerciale
(E 10042) riservata ai pensionati, accessibile anche ai genitori
ed ai figli (purché siano soci della Banca) che offre condizioni
operative particolarmente vantaggiose. Per i dettagli della stessa si rimanda al sito dell’Associazione.
Sempre nell’ambito della convenzione sopra citata saranno
operativi gli accordi esclusivi con ANIMA Sgr (nata dalla fusione di Anima in Bipiemme Gestioni) per offrire diversificate possibilità di investimento e con WeBank Spa per l’apertura di conti
nell’ambito dell’internet banking e del trading on-line. Entrambe
le Società sono controllate dalla BPM.
Per tutto quanto precede, informazioni adeguate possono
essere attinte presso la sede dell’Associazione o consultando il
sito www.assopensionati-bpm.it
PER NON PERDERCI DI VISTA 91
L’Assopensionati BPM e l’attività societaria BPM
Come si è già avuto l’occasione di
sottolineare, la fine del rapporto di lavoro non significa un distacco dalla Banca, che permane un punto di riferimento importante
per i quiescenti, tutti (o quasi) azionisti della medesima. Il loro
attivismo societario è il più sicuro presidio per la tutela e la valorizzazione delle conquiste sociali di cui godono.
Sino al 2002 lo Statuto dell’Associazione Pensionati comprendeva, fra i suoi scopi, anche il cooordinamento e l’indirizzo
dell’attività societaria dei suoi aderenti.
Successivamente le nuove regole di “governance” varate
dall’Assemblea dei soci della Banca hanno indotto i pensionati a
costituirsi in un’associazione di soci BPM (Insieme per la
Cooperativa Banca Popolare di Milano), autonoma rispetto a quella
dei dipendenti in servizio attivo, senza che ciò debba però significare
un distinguo rispetto al comune impegno di tutela e valorizzazione
della “Popolare di Milano” in quanto Cooperativa di credito.
Già nei primi anni della sua costituzione l’Associazione
Insieme si è affermata per dimensioni quale secondo aggregato di
espressione dei soci della Banca e primo fra gli azionisti non
dipendenti. Notevole peso essa trae dal fatto che i suoi aderenti
hanno facoltà di portare deleghe (due) nelle assemblee della
Banca.
L’Associazione Pensionati BPM può essere considerata lo
zoccolo duro dell’Insieme, sodalizio quest’ultimo, che ha sede in
Via Mazzini 11 e che raccoglie adesioni anche fra i cosiddetti soci
“esterni”. Suoi incaricati sono però sempre presenti presso
l’Assopensionati per fornire ai neo-quiescenti informazioni circa
l’attività del Sodalizio e le modalità di iscrizione.
Anche l’adesione all’Insieme viene perfezionata mediante
inoltro alla medesima di domanda di iscrizione.
92 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
I dipendenti protagonisti della storia dell’Istituto
Nel paragrafo dedicato alla comunicazione si è accennato all’impegno dell’Assopensionati BPM di valorizzare la storia della Banca e di quanti nella stessa hanno profuso la loro attività.
Tale impegno ha trovato un riscontro significativo nell’archivio storico della Banca, nato recentemente, nel quale vengono
raccolti gli atti più importanti della vita della “Popolare di
Milano” e delle banche in essa confluite.
Nel 1999 il Sodalizio ha edito il volume “Storia insolita della
Banca Popolare di Milano”, libro che ha consentito la comprensione degli eventi che si sono susseguiti in un periodo molto importante della storia più recente dell’Istituto (1939-1965).
A sua volta, come già accennato, il notiziario “Piazza Meda e
dintorni” nel suo impegno di rievocazione storica ha, tra l’altro,
sempre riservato adeguato spazio alla storia della Banca e a quanti, con la loro attività, hanno contribuito a renderla grande.
La celebrazione
del 140° anniversario di Fondazione
della Banca
(12 novembre 2005,
Teatro alla Scala).
PER NON PERDERCI DI VISTA 93
Ancora, il Consiglio Direttivo dell’Assopensionati BPM si è
fatto promotore di un’onorificenza, il Luzzatti d’oro, di cui vengono insigniti colleghi e personaggi che hanno bene meritato della
Banca.
Va infine ricordato che nel corso della cerimonia tenutasi
alla “Scala” per i 140 anni di vita dell’Istituto, prendendo la parola fra le personalità intervenute, il presidente dell’Assopensionati
BPM ha colto l’occasione per rendere solennemente omaggio al contributo di attività e di dedizione offerto dai dipendenti al divenire
della Banca.
La copertina del libro
“Storia insolita della Banca Popolare di
Milano” edito dall’Assopensionati nel 1999.
Il ritratto del Fondatore della Banca, Luigi
Luzzatti, opera del pittore Nani Tedeschi,
donato dall’Assopensionati alla Banca in
occasione del 140° Anniversario di
Fondazione dell’Istituto.
94 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Statuto Assopensionati BPM
NATURA E SCOPI
Articolo 1
È costituita ai sensi dell’art. 36 del cod.civ.,
l’Associazione di promozione sociale senza fini di
lucro fra i pensionati della Banca Popolare di
Milano denominata “ASSOCIAZIONE PENSIONATI DELLA BANCA POPOLARE DI MILANO”,
in termini abbreviati, “ASSOPENSIONATI
BPM”.
L’Associazione è struttura complessa a carattere nazionale, potrà costituire delegazioni e uffici
onde svolgere, in via accessoria e strumentale
rispetto alle finalità dell’Associazione, attività di
promozione nonché di sviluppo ed incremento
della necessaria rete di relazioni di supporto
all’Associazione stessa.
L’Associazione ha sede nel comune di Milano e
potrà istituire o chiudere sedi secondarie o sezioni anche in altre città d’Italia o all’estero, mediante delibera del Consiglio Direttivo.
La sede potrà essere trasferita con semplice
delibera di assemblea.
Articolo 2
L’Associazione non ha scopo di lucro e svolge
attività di utilità sociale a favore degli associati.
rietà e la mutua assistenza fra gli Associati e ne
tutela gli interessi materiali e morali;
b) promuove e coordina iniziative atte a conseguire e migliorare provvidenze a favore degli
Associati;
c) rappresenta gli Associati di fronte all’Amministrazione della Banca Popolare di Milano
d) assicura la presenza di rappresentanti
dell’Associazione in tutti gli Organismi della
Banca aventi finalità congruenti con gli scopi di
cui ai precedenti paragrafi a), b) e c);
e) stimola e favorisce rapporti di collaborazione
con Istituzioni e Organismi aventi finalità di tutela di interessi comuni a quelli dell’Associazione.
L’attività dell’associazione è sostenuta dai contributi volontari e/o da quote associative dei singoli Soci, oltre che da versamenti straordinari da
parte dei soci, di terzi e da eventuali lasciti.
Per il perseguimento dei propri scopi,
l’Associazione potrà inoltre aderire anche ad altri
organismi di cui condivide finalità e metodi, collaborare con enti pubblici e privati al fine del conseguimento delle finalità statutarie, promuovere
iniziative per raccolte occasionali di fondi al fine
di reperire risorse finanziarie finalizzate solo ed
esclusivamente al raggiungimento dell’oggetto
sociale; effettuare attività commerciali e produttive, accessorie e strumentali ai fini istituzionali.
L’Associazione realizza i propri scopi con le
seguenti iniziative, che vengono elencate a titolo
meramente esemplificativo:
a) favorisce, rinsalda, sviluppa i vincoli di solidaSTATUTO ASSOPENSIONATI BPM 95
PATRIMONIO,
ESERCIZIO SOCIALE E BILANCIO
f) entrate derivanti da iniziative promozionali
finalizzate al proprio finanziamento.
Articolo 3
Il patrimonio sociale è costituito da:
a) beni immobili e mobili;
b) azioni, obbligazioni ed altri titoli pubblici e privati;
c) altre disponibilità patrimoniali.
I proventi delle varie attività non possono, in
nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche
in forme indirette. Un eventuale avanzo di gestione dovrà essere reinvestito a favore di attività
istituzionali statutariamente previste.
Il patrimonio sociale deve essere utilizzato,
secondo le leggi vigenti, nel modo più opportuno
per il conseguimento delle finalità dell’Associazione.
L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31
dicembre di ogni anno.
Entro il 30 aprile di ogni anno il Consiglio
Direttivo, unitamente alla relazione scritta del
Collegio dei Revisori presenta per l’approvazione
all’Assemblea ordinaria: la relazione sull’attività;
il bilancio dell’esercizio trascorso, dal quale
dovranno risultare i beni, i contributi o i lasciti
ricevuti; nonché il bilancio preventivo per l’anno
in corso.
Le entrate dell’Associazione sono costituite da:
a) contributi volontari, e/o quote associative e
contributi di simpatizzanti;
b) contributi di privati, dello Stato di altri Enti o
Istituzioni, finalizzati al sostegno di specifiche e
documentate attività o progetti;
c) donazioni e lasciti testamentari;
d) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
e) proventi delle cessione di beni e servizi agli
associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale,
svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e
comunque finalizzate al raggiungimento degli
obiettivi istituzionali;
Le quote sociali sono intrasferibili. In caso di
dimissioni, esclusione o morte di un socio, la sua
quota sociale rimane di proprietà dell’Associazione.
ASSOCIATI
Articolo 4
Previa presentazione di apposita domanda,
assumono la qualifica di Socio:
a) i dipendenti della Banca Popolare di Milano
non più in servizio, che godono di un trattamento
di quiescenza o di invalidità;
b) coloro che godono di un trattamento di quiescenza o di invalidità quali dipendenti di altri
Istituti di Credito o Enti di altra natura, purché
abbiano svolto la propria attività per almeno 15
anni nella Banca Popolare di Milano o nelle società del gruppo;
c) i parenti superstiti degli Associati che fruiscono del trattamento di reversibilità.
Possono altresì essere soci gli Aderenti al
Fondo di Solidarietà del personale dipendente
dalle Imprese di Credito che hanno fruito dell’
uscita anticipata dal lavoro (così detti “ESODATI
BPM”), fino a che non maturino il diritto alla pensione, fermo restando il limite di anzianità previsto al precedente punto b).
Casi particolari verranno di volta in volta posti
al vaglio del Consiglio Direttivo per le conseguen-
96 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
ti decisioni.
Non possono diventare soci coloro che sono
stati licenziati per giusta causa.
b) per morosità;
c) per presentazione di dimissioni scritte;
d) per espulsione.
La domanda di ammissione a socio deve essere
presentata al Consiglio Direttivo, che deciderà
sull’accoglimento o il rigetto della medesima.
Perdono la qualità di socio per espulsione coloro che si rendono colpevoli di atti di indisciplina
e/o comportamenti scorretti ripetuti, che costituiscono violazione di norme statutarie e/o regolamenti interni.
Il rigetto della domanda di iscrizione deve
essere comunicato per iscritto all’interessato, specificandone il motivo.
Articolo 5
Gli Associati si impegnano ad attenersi alle
norme contenute nel presente Statuto, nonché
alle deliberazioni prese, in conformità dello
Statuto stesso, dagli Organi dell’Associazione e a
versare l’eventuale quota sociale annuale stabilita dall’Assemblea.
Tutti i soci hanno uguali diritti: i soci hanno il
diritto di essere informati su tutte le attività ed
iniziative dell’Associazione, di partecipare con
diritto di voto alle assemblee, di essere eletti alle
cariche sociali.
Essi hanno, inoltre, il diritto di recedere, con
preavviso scritto di almeno 8 giorni, dall’appartenenza all’Associazione.
Le prestazioni fornite dagli aderenti sono prevalentemente gratuite, salvo eventuali rimborsi
delle spese effettivamente sostenute e autorizzate
preventivamente dal Consiglio Direttivo.
L’Associazione, in caso di particolare necessità,
può intrattenere rapporti di lavoro retribuiti,
anche ricorrendo ai propri associati.
La perdita di qualità di socio è deliberata dal
Consiglio Direttivo. Contro il solo provvedimento
di espulsione, il socio ha 30 giorni di tempo per
fare ricorso al Collegio dei Probiviri.
ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Articolo 7
Gli Organi sociali sono:
a) l’Assemblea degli Associati;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Comitato Esecutivo;
d) il Collegio dei Revisori dei Conti;
e) il Collegio dei Probiviri.
I componenti degli organi sociali elettivi durano in carica tre anni e, dalla data di approvazione
del presente atto, sono rieleggibili nel limite massimo di tre mandati consecutivi; vengono eletti
mediante votazione segreta, con le modalità e
secondo le norme del Regolamento Elettorale.
Articolo 6
La qualità di socio si perde:
a) per decesso;
STATUTO ASSOPENSIONATI BPM 97
ASSEMBLEA
Articolo 8
L’Assemblea è ordinaria o straordinaria.
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata a
cura del Consiglio Direttivo almeno una volta
all’anno, entro il mese d’Aprile, ed ogni qualvolta
il Consiglio stesso ne ravvisi l’opportunità.
L’Assemblea ordinaria deve essere indetta
inoltre quando lo richieda al Consiglio almeno il
5% degli Associati, motivando l’argomento da
inserire all’Ordine del Giorno.
In tal caso l’Assemblea dovrà essere convocata
entro 45 giorni dalla ricezione della richiesta.
L’assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
a) discute ed approva il bilancio preventivo, il
bilancio consuntivo e la relazione sull’esercizio ai
sensi dell’art. 3.
b) definisce il programma generale annuale di
attività;
c) procede alla ratifica dei Consiglieri e degli altri
organi dell’Associazione come previsto dal
Regolamento Elettorale;
d) determina l’ammontare delle eventuali quote
associative e il termine ultimo per il loro versamento;
e) approva il Regolamento Elettorale e gli eventuali altri regolamenti predisposti dal Consiglio
Direttivo per il funzionamento dell’Associazione e
le loro variazioni.
L’Assemblea ordinaria viene convocata
mediante avviso da inviare a tutti gli Associati
almeno 15 giorni prima della data fissata oppure
mediante pubblicazione dell’avviso stesso sul
Notiziario e sul sito dell’Associazione, rispettando
gli stessi termini.
L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo in cui si
svolgerà l’Assemblea sia in prima che in eventuale seconda convocazione e l’elenco degli argomenti da trattare esso deve inoltre essere affisso presso la Sede dell’Associazione.
Ogni Associato ha diritto ad un voto e può rappresentare, mediante delega scritta, un numero
di Associati non superiore a cinque.
Poiché l’Associazione è struttura complessa a
livello nazionale, per consentire la più ampia partecipazione a tutti i soci, è consentito l’intervento
in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione.
Spetta ad un regolamento approvato dal
Consiglio direttivo, fissare le modalità dell’intervento in assemblea ai sensi del presente comma.
Le proposte che gli Associati, di loro iniziativa,
intendessero porre all’Ordine del Giorno
dell’Assemblea ordinaria, se fatte pervenire al
Consiglio Direttivo, controfirmate da non meno
del 5% degli associati, potranno essere inserite
nell’assemblea di approvazione del Bilancio.
Articolo 9
L’Assemblea ordinaria è valida:
a) in prima convocazione se è presente, direttamente o per delega, almeno un terzo degli
Associati;
b) in seconda convocazione, da indire trascorsa
almeno un’ora da quella fissata per la prima, qualunque sia il numero degli Associati intervenuti
direttamente o per delega.
Articolo 10
L’Assemblea straordinaria viene convocata dal
98 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Consiglio Direttivo:
a) quando lo stesso ne ravvisi l’opportunità;
b) quando ne faccia richiesta scritta e motivata
almeno il 10% degli Associati. In tal caso la convocazione dovrà avvenire entro 45 giorni dalla
ricezione della stessa.
La convocazione dovrà avvenire mediante lettera semplice da inviare a tutti gli Associati negli
stessi termini e con le stesse modalità previste
per la convocazione dell’Assemblea ordinaria.
L’Assemblea straordinaria delibera sulla modifica dello Statuto nonché sullo scioglimento
dell’Associazione e sulla devoluzione del patrimonio.
In caso di scioglimento dell’Associazione, la
convocazione dovrà essere inviata a mezzo lettera
raccomandata.
Articolo 11
L’Assemblea straordinaria è valida:
a) in prima convocazione se sono presenti, direttamente o per delega, almeno la metà più uno
degli Associati;
b) in seconda convocazione, da indire il giorno
successivo alla data della prima convocazione,
quando sia presente, direttamente o per delega,
almeno il 20% degli Associati.
In entrambi i casi le deleghe non potranno
superare, per ogni Associato, il numero di cinque.
Nel caso che in seconda convocazione non si
raggiungano le presenze richieste, gli argomenti
all’ordine del giorno dovranno essere sottoposti a
referendum fra tutti gli Associati.
Le proposte sottoposte a referendum saranno
approvate se raccoglieranno l’assenso della mag-
gioranza dei votanti, purché i votanti stessi rappresentino almeno la metà più uno degli
Associati.
Nel caso i votanti non raggiungano questo quorum, le proposte si considereranno approvate in
presenza del voto favorevole di almeno un terzo
degli associati.
Articolo 12
Le Assemblee saranno presiedute dal
Presidente del Consiglio Direttivo o da uno dei
due Vice Presidenti; fungerà da Segretario il
Segretario del Consiglio Direttivo o, in sua assenza, un Consigliere designato dal Presidente
dell’Assemblea.
Di ogni Assemblea dovrà essere redatto verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.
Articolo 13
Le deliberazioni sono prese per alzata di mano,
a maggioranza di metà più uno dei voti nelle
Assemblee sia ordinarie che straordinarie.
CONSIGLIO DIRETTIVO
Articolo 14
Il Consiglio Direttivo è composto da 14 membri
eletti nel rispetto delle norme del Regolamento
Elettorale e dai coordinatori designati dalle
Delegazioni territoriali, nel rispetto delle norme
previste dal relativo regolamento.
I Componenti del Consiglio Direttivo durano in
carica tre anni e per non più di tre mandati consecutivi.
Le cariche Associative sono a titolo gratuito. In
STATUTO ASSOPENSIONATI BPM 99
casi particolari il Consiglio Direttivo potrà autorizzare un rimborso spese.
Venendo a mancare, per qualsiasi motivo, uno
o più Consiglieri in carica, il Consiglio Direttivo
provvederà alla cooptazione secondo l’ordine di
graduatoria dei non eletti risultante dalle ultime
votazioni. Qualora venisse a mancare uno dei
coordinatori territoriali già integrati nel
Consiglio, subentrerà il coordinatore che le singole delegazioni avranno, al loro posto designato.
Il Consigliere e/o il coordinatore entrante durerà in carica sino alla scadenza del mandato previsto per il Consigliere sostituito.
Articolo 15
Spetta al Consiglio Direttivo deliberare le strategie e le linee di azione dell’Associazione lo svolgimento di ogni azione necessaria al conseguimento dei fini dell’Associazione e l’applicazione
delle direttive approvate dalle Assemblee.
Salvo le competenze attribuite all’Assemblea
dal presente statuto, il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria
amministrazione.
In particolare:
a) nomina nel proprio seno
• il Presidente e i due Vice Presidenti;
• il Segretario;
• il Comitato Esecutivo costituito da un minimo
di 5 ad un massimo di 7 membri. Dello stesso
faranno obbligatoriamente parte il Presidente, i
due Vice Presidenti e il Segretario;
b) nomina il Tesoriere e il Gestore dei dati
c) nomina il Direttore responsabile delle pubblicazioni e del Sito Web del’Associazione;
d) designa i rappresentanti dell’Associazione in
tutti gli organismi della Banca di cui al punto d)
dell’art. 2. Gli stessi sono tenuti ad operare nell’esercizio del loro mandato, in stretto contatto con il
Consiglio Direttivo dell’Associazione ed in conformità agli indirizzi dallo stesso determinati;
e) stabilisce gli argomenti da sottoporre
all’Assemblea ordinaria e straordinaria;
f) propone all’Assemblea eventuali Regolamenti
per il funzionamento dell’Associazione e degli
organi sociali.
g) predispone ed approva la relazione e il rendiconto al 31 dicembre da sottoporre entro il 30
aprile successivo, all’Assemblea ordinaria.
Relazione e rendiconto devono essere sottoposti,
quindici giorni prima dell’Assemblea, al Collegio
dei Revisori dei Conti;
h) costituisce Delegazioni territoriali presso sedi
decentrate, allo scopo di favorire il coinvolgimento e la partecipazione degli associati. Le stesse
sono tenute ad operare nel rispetto del
Regolamento deliberato dal Consiglio Direttivo;
i) indice le elezioni per il rinnovo delle cariche
sociali, provvedendo alla contestuale nomina
della Commissione Elettorale;
l) esamina situazioni di mancato rispetto, da
parte dell’Associato, delle norme statutarie e, ove
occorra, prende provvedimenti che possono contemplare, a seconda della gravità del caso, la
sospensione
temporanea
dalle
attività
dell’Associazione o l’espulsione.
L’Associato, nei confronti del quale i provvedimenti siano stati assunti, ha diritto di ricorrere al
Collegio dei Probiviri.
Articolo 16
Il Presidente ha la rappresentanza legale e la
firma sociale dell’Associazione, convoca e presiede
il Consiglio Direttivo ed il Comitato Esecutivo.
Al Presidente spetta l’utilizzo dei fondi sociali
in esecuzione delle delibere di spesa stabiliti dal
100 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Consiglio Direttivo.
Tale facoltà è data al Presidente congiuntamente con uno dei due Vice Presidenti o con il
Tesoriere e/o a ciascuno dei Vice Presidenti congiuntamente tra di loro o con il Tesoriere.
Il Presidente è sostituito, in caso di assenza o
impedimento, da uno dei due Vice Presidenti.
Il Presidente ha facoltà di nominare avvocati e
procuratori nelle liti riguardanti l’Associazione
davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa in qualsiasi grado e giudizio.
Il Consiglio Direttivo:
a) può invitare alle sue riunioni, con funzioni consultive e senza diritto di voto, i rappresentanti
dell’Associazione di cui all’art. 2, comma;
b) può dichiarare decaduti, sostituendoli con le
modalità dell’art. 14 i consiglieri che abbiano violato le norme del Codice Etico dell’Associazione.
Il verbale di ogni riunione dovrà essere firmato da chi l’ha presieduta e dal Segretario, trascritto in apposito registro della cui conservazione
è responsabile il Segretario.
COMITATO ESECUTIVO
Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o associati con procura generale o speciale. In caso di assenza o impedimento le sue mansioni sono esercitate da uno dei due Vice
Presidenti.
Articolo 17
Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente
con cadenza minima trimestrale e ogni qualvolta
lo ritenga opportuno, oppure su richiesta di almeno sei dei suoi componenti o del Collegio dei
Revisori dei Conti.
Articolo 18
Il Comitato Esecutivo esercita, agendo collegialmente, i poteri che ad esso vengono delegati
dal Consiglio Direttivo. In particolare:
a) tiene i rapporti con l’Amministrazione e la
Direzione della Banca Popolare di Milano e con gli
altri Organismi interni della Banca;
b) intrattiene tutte le relazioni utili al conseguimento dello scopo dell’Associazione;
c) sovrintende e controlla l’attività di eventuali
gruppi di lavoro, delle Commissioni e l’attività
delle Delegazioni territoriali.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide
con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi
componenti, anche se collegati a mezzo audio
video e sono presiedute dal Presidente o da uno
dei due Vice Presidenti.
Il Comitato Esecutivo delibera a maggioranza
assoluta dei suoi componenti; delle riunioni sarà
redatto un verbale che dovrà essere portato a
conoscenza dei componenti il Consiglio Direttivo.
In caso di assenza del Segretario ne svolgerà le
funzioni un Consigliere all’uopo designato da chi
presiede la riunione.
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Le deliberazioni sono prese a maggioranza
assoluta dei presenti. In caso di parità di voti il
Presidente ha diritto di esprimere doppio voto.
Articolo 19
Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da
tre membri eletti con le stesse modalità e contemporaneamente al Consiglio Direttivo. Essi nominano al loro interno un Presidente.
STATUTO ASSOPENSIONATI BPM 101
Al Collegio è affidato il controllo della gestione
economico-finanziaria e del rendiconto dell’Associazione, con obbligo di relazione all’assemblea
dei Soci. Ha inoltre il compito di verificare il
rispetto delle norme previste in materia e delle
norme statutarie.
I membri del Collegio dei Revisori dei Conti
partecipano alle riunioni del Consiglio Direttivo
senza diritto di voto.
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Articolo 20
Il Collegio dei Probiviri si compone di tre membri eletti tra i Soci con le stesse modalità e contemporaneamente al Consiglio Direttivo. Essi
nominano al loro interno un Presidente.
Al Collegio è devoluta la risoluzione di qualsiasi controversia tra i Soci e l’Associazione e tra i
Soci medesimi in merito ai rapporti Associativi.
Le controversie saranno risolte secondo equità,
con rinuncia, da parte dei Soci e dell’Associazione,
a ricorrere al giudice ordinario.
In nessun caso possono essere distribuiti beni,
utili e riserve ai soci.
La proposta di scioglimento dell’Associazione
deve essere sottoposta a referendum. La decisione
di indire il referendum deve essere approvata
dall’Assemblea ordinaria.
Analogamente a quanto stabilito dall’art. 10
per l’approvazione del referendum sono richiesti
in alternativa:
a) quorum di partecipazione oltre il 50% e voto
favorevole della maggioranza dei votanti;
b) voto favorevole di oltre 1/3 degli associati, se la
partecipazione al referendum è inferiore al 50%.
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 22
Il presente Statuto deve essere osservato come
atto fondamentale dell’Associazione. Per quanto
in esso non é espressamente previsto si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in
materia.
DURATA E LIQUIDAZIONE
DELL’ASSOCIAZIONE
Articolo 21
La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato.
In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione, dedotte le passività, verrà devoluto ad
altra associazione con finalità analoghe o a fini di
utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di
cui all’art. 3 comma 190 della L. n. 662/96 e salvo
diversa destinazione imposta dalla legge.
102 1954-2014 SESSANT’ANNI NEL SEGNO DELL’AMICIZIA E DELLA FEDELTÀ ALLA BANCA
Allegato allo Statuto
REGOLAMENTO ELETTORALE
I componenti gli Organi sociali sono eletti con
votazione segreta per mezzo di schede di voto predisposte dalla Commissione Elettorale e/o per
mezzo di idonea procedura di voto elettronico e
Web che garantisca la segretezza del voto.
Statuto approvato dall’Assemblea Straordinaria
degli Associati tenutasi il 26 marzo 1955 e successivamente modificato dall’Assemblea straordinaria del 21 marzo 1966 e dai Referendum del maggio 1982, febbraio 1992, ottobre 1999, giugno 2002
e dicembre 2011.
Le candidature agli organi sociali devono essere presentate alla Commissione Elettorale entro i
termini e con le modalità stabilite dal Consiglio
Direttivo che ha provveduto alla indizione delle
elezioni.
Ogni candidatura deve recare la firma di presentazione di almeno tre associati e deve essere
altresì firmata per accettazione dal candidato.
Ogni associato ha diritto di esprimere un massimo di sette preferenze per quanto riguarda il
Consiglio Direttivo ed un massimo di due per
quanto riguarda il Collegio dei Revisori dei Conti
e il Collegio dei Probiviri.
La Commissione Elettorale è composta da cinque membri e viene nominata dal Consiglio
Direttivo: essa provvede alla nomina fra i suoi
componenti del Presidente e di un Segretario e
regolamenta e cura tutte le fasi delle votazioni.
La Commissione Elettorale redige il verbale
delle votazioni che sarà allegato al verbale
dell’Assemblea degli associati che provvede alla
ratifica degli eletti.
STATUTO ASSOPENSIONATI BPM 103
Volume edito dalla
Associazione Pensionati della Banca Popolare di Milano,
in occasione del sessantennio del sodalizio,
curato da Angelo Fedegari e Francesco Vecchi.
Stampa: Gruppo Agema spa - Milano
novembre 2014
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Sessant`anni nel segno dell`amicizia e della