GIORNALI, GIORNALISTI E PUBBLICISTI
A MANFREDONIA
Su questo argomento si conosce poco o niente; si sono occupati
per inciso solo Michele Magno1 e Giuseppe D’Addetta2 .
Il giudizio che il Magno esprime sulla pubblicistica locale è molto
severo; nel suo volume « Lotte sociali e politiche a Manfredonia » egli
così scrive: «…..A Manfredonia, viceversa, manca qualsiasi iniziativa
di rilievo nel campo pubblicistico. Nel 1902 vengono pubblicati alcuni
numeri del ‘Corriere Sipontino’, organo per le feste estive, guida settimanale de’ bagnanti, sotto la direzione di un foggiano, il pubblicista
Vincenzo Padalino, e con sedi a Foggia e Manfredonia. Poi ad iniziativa di alcuni laici, il 26 luglio 1908, si pubblicherà un giornaletto intitolato Ruit Hora’ e, sul finire del primo decennio di questo secolo, sarà diffuso un numero unico con il titolo ‘La Corrida’. Perfino nella
corrispondenza dai comuni che pubblicano « Il Corriere delle Puglie »
di Bari, ‘Il Foglietto’ ed altri periodici, le note di cronaca da Manfredonia sono rare e meno interessanti di quelle che giungono da altri
comuni: fenomeno indicativo di un ambiente socialmente e culturalmente molto arretrato, anche dopo il primo decennio di questo secolo,
quando, con 1’assunzione da parte dell’avv. Angelo Donnamaria alla
direzione del ‘Gazzettino del Gargano’ di Monte S. Angelo, questo
foglio darà ampio spazio alle diatribe municipalistiche manfredoniane
».
Se è così in quegli anni non è che le cose siano andate meglio dopo.
Nel 1915, e per qualche annata, si pubblica la rivista « La Puglia
Municipale », diretta da Francesco Lo Balsamo, segretario capo al
Comune di Manfredonia; la rivista ha solo carattere amministrativo.
Dobbiamo arrivare al 1942, per quello che ci è dato sapere, per vedere pubblicati alcuni numeri de’ « La Prora », bollettino quindicinale
del Fascio di combattimento, edito dalla tipografia O. Bilancia di
Manfredonia e diretto da Luigi Rogato.
E sempre alcuni numeri appaiono nel 1958 e nel 1959 del Periodico apolitico indipendente », denominato « Il Vessilli-
1
MAGNO M.: Lotte sociali e politiche a Manfredonia, CESP, 1973.
D’ADDETTA G.: Giornali e giornalisti garganici, Quaderno n. 1 de « Il Gargano »,
Cappetta, Foggia, 1952.
2
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fero », il cui direttore è Matteo Capurso.
Appariranno, poi, dei numeri unici in occasione delle elezioni, a
cura dei partiti politici, o per avvenimenti occasionali come: « Campanile sera » (agosto 1960); « La Corrente del Golfo », per le feste goliardiche del 1964, del 1966, del 1967 e del 1968; «Il Campanile », redatto il 1970, in occasione dell’ingresso nella Diocesi Sipontina di
mons. Valentino Vailati, arcivescovo della Città; « Atletica Sipontina
» (del 1973), a cura dell’U.S. Manfredonia e della SAF Manfredonia,
diretto da Michele Losito; « Incontro », a cura dell’AIAS di Manfredonia, diretto da Matteo Di Turo; « Il Clandestino » (1965), diretto da
Michele di Palma, con intenti studenteschi-goliardici.
Fra i fogli ad iniziativa politica si hanno:
— Realtà Sipontina, a cura della D.C., edito nel 1956 e nel 1970.
— Energie Nuove, a cura del P.L.I., nel 1969; lo stesso partito, poi,
nel 1974 cura la pubblicazione del « Comizio Liberale », con una nutrita serie di numeri unici, ai quali viene cambiata la denominazione in
« Riscossa Liberale ».
— Il Risveglio di Manfredonia (nel marzo del 1970) e Cronache di
Manfredonia (nel maggio del 1970), a cura del P.C.I.
— Avanti Manfredonia, a cura del P.S.I., pubblicato sempre nel
1970.
— La Voce Repubblicana, edizione di Manfredonia, a cura del
P.R.I.. pubblicato nel 1974.
Ma la testata politica di più ampio respiro è stata quella edita a cura del P.C.I.: « La Voce di Manfredonia » che, uscita nel 1971, come
numero unico, ha noi proseguito periodicamente dal 5 luglio 1973 al
23 maggio 1976. E’ seguita una interruzione di tre anni, per riprendere
il 15 dicembre 1979 ed interrompersi ancora il 24 maggio 1980.
Con carattere culturale è apparso nel 1974 il numero unico «
L’Ipotesi », direttore Domenico Piemontese, al quale ha fatto seguito
alcuni anni dopo (novembre 19791 il mensile politico-culturale: «
Dimensioni Sud ». alla cui direzione è chiamato Matteo Di Turo. La
rivista non ha avuto vita facile, tanto che da Manfredonia è passata in
proprietà ad alcuni « mecenati » di Barletta, nella quale città oggi si
pubblica, sempre sotto la stessa direzione.
Ha avuto vita brevissima, solo tre numeri. « Tele Manfredonia », il
1978 e il 1979, a cura dell’omonima emittente locale, diretto da Matteo Di Sabato.
E’ ancora fresca di inchiostro l’ultima esperienza giornalistica di
Manfredonia: « Gargano oggi », la cui testata, in saggi di prova, ebbe
vita a S. Giovanni Rotondo.
Non ci pare il caso di menzionare i giornaletti parrocchiali o scolastici, che pur meritano di essere letti per la loro fresca ingenuità.
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In campo strettamente cattolico le cose sono andate in tutto altro
modo. Dal 1933 viene pubblicato il Bollettino dell’Archidiocesi di
Manfredonia e della Diocesi di Vieste, organo ufficiale per gli atti di
Curia, che prende prima di nome di « Vita Cattolica » e poi di « Vita
Diocesana ».
Il periodico, prima mensile, e poi trimestrale, oltre ad essere una
fonte importantissima per la storia del vescovado sipontino, ha ospitato saggi di Mauro Del Giudice, il giudice del processo Matteotti, nel
1937.
E nel 1935, nonostante lo scioglimento delle azioni cattoliche,
questo periodico fornisce i nomi dei relativi presidenti, come i Raffaele Diana, come i Raffaello Di Sabato e come i Berardino Tizzani, ecc.
E sempre su Vita Cattolica e poi su Vita Diocesana sono apparsi i
primi studi sipontini di Silvestro Mastrobuoni. Ma le stesse note degli
Arcivescovi Gagliardi, Macchi, Cesarano, Cunial, Vailati, sono la
chiara testimonianza del come il pensiero cattolico si sia venuto adeguando ai nuovi tempi.
Negli ultimi anni dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento è
in voga, a Manfredonia, un altro tipo di pubblicistica: gli amministratori comunali si preoccupano di far conoscere all’opinione pubblica i
bilanci gestiti e le opere effettuate, con una lunga serie di opuscoli che
costituiscono una valida fonte bibliografica per la Storia della nostra
città in quel torno di tempo. Fra questi autori citiamo: il Falconi
(1888), il Borgia (1899), il Lo Balsamo (1903), il Cessa (1893), il
Grassi (1905-1910), il Galli (1901), il Guerra (1903), il Bissanti
(1907), ecc. Ma c’è di più, sempre a cavallo dei due secoli si hanno
importanti pubblicazioni su Smonto e Manfredonia: dal D’Aloe
(18771 all’Abatino (1902), dal Padalino (1900) al Marchianò (1903),
dal Capuano (1909) al Camobreco (1913), che restano fondamentali
per la storia della nostra città. E non va dimenticata la figura di amministratore illuminato, Vincenzo Capparelli, amante della propria città e finissimo pittore, che queste ricerche commissiona e stimola, curando egli stesso una raccolta di antichità sipontine, ora, in parte, presso Matteo Sansone a Mattinata.
Tra i pubblicisti si annoverano, nei primi anni del Novecento, Y da
Manfredonia, Eden da Manfredonia, rispettivamente corrispondenti
de « Il Gazzettino del Gargano » (Monte S. Angelo) e della « Rune »
(Carpino). Sul « Gazzettino del Gargano », con la ripresa delle pubblicazioni, scrivono: F.ta e Veritas, ed ancora: Effeù, Rudel e Belliger,
oltre al Donnamaria, trasferitosi da Monte S. Angelo a Manfredonia; e
tutti questi sui fogli del Gargano. Mentre, per quanto riguarda i giornali dauni, si hanno:
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Manf. su « Il Foglietto » (1907), Adone su « Il Rinnovamento »(1913),
Lince, sullo stesso giornale, ed infine Anguis.
Nel 1913, in occasione delle elezioni politiche, la battaglia giornalistica è accesissima; Manfredonia è sede di Collegio, e non disdegnano molti notabili locali di scrivere lettere ai vari direttori di giornali
per smentire o per confermare il loro appoggio ai diversi ipotizzati
candidati.
Dal 1920 comincia a scrivere su « Il Foglietto » l’ing. Antonio Ferrara, con brillanti articoli sul movimento cooperativo dei lavoratori.
Sullo stesso giornale scrive pure l’avv. Francesco De Padova che si
occupa più strettamente dei fatti locali. Anche l’avv. Bartolomeo
D’Onofrio, con le sue lettere al direttore, fa sentire la sua voce, già
abbastanza autorevole. In quegli anni c’è pure un corrispondente de «
Il Mattino », di cui non si conosce il nome.
Altri corrispondenti da Manfredonia de’ « Il Foglietto» sono: Silpe, Alea, ecc. Continuando il vecchio stile del 1913 si hanno molte lettere al direttore, siglate da Raffaele Garzia e Pietro Simone; mentre
Alfredo Petrucci, sulla rivista « Emporium », si occupa del Tempio di
Siponto, che il « Marzocco » di Firenze e la « Stampa » di Torino recensiscono lodevolmente.
I1 1922 (il 20 marzo) Manfredonia è scossa da un risveglio politico: si hanno dimostrazioni socialiste contro l’avv. Farina che coinvolgono pure il sindaco di allora. Si ha l’intervento dei carabinieri con
qualche colpo di pistola. L’episodio riporta ampia eco sulla stampa e
persino nel Parlamento nazionale. Dell’episodio si ha la versione delle
parti sia sul « Foglietto » che su « Fiammata ». Su questo ultimo foglio scrive lo stesso avv. Farina. In questo periodo corrispondente del
giornale di Cerignola è un non meglio identificato Bellum.
Altro avvenimento che suscita l’interesse della stampa è la scoperta a Manfredonia, nel 1925, di una loggia massonica.
Si denunciano, intanto, i vari problemi che affliggono Manfredonia: il porto, sul quale intervengono il Ferrara ed il Grassi, si ha persino la costituzione di un Comitato permanente con la relativa stampa di
un opuscolo (Proporto di Manfredonia), le paludi, sulle quali interviene il Lo Balsamo (« Il Rinnovamento » del 24-4-1927).
Intanto comincia a scrivere pure Michele Cainazzo, prima sul «
Foglietto » e poi su « La Gazzetta del Mezzogiorno ». Dalle colonne
di quest’ultimo quotidiano scrive su Manfredonia il giornalista Gino
Maffucci.
I tempi sono maturi, almeno culturalmente, perché Domenico Mario Simone pubblichi i « Quaderni pugliesi » e fonda e diriga « La Puglia a Roma ».
Altro problema che affligge la campagna e la città di Manfredonia,
specie nell’intorno del 1930, è la periodicità delle alluvioni, problema
che, naturalmente, è oggetto di varie e continue corrispondenze.
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Sempre nel 1930 un X e Domenico Maselli si occupano, rispettivamente, del turismo balneare e della storia di Manfredonia dalle
colonne de’ « La Gazzetta del Mezzogiorno », già allora il massimo
organo di informazione regionale.
Inizia a scrivere da Manfredonia, dove si è trasferito da S. Marco
in Lamis, Donato Apollonio, il quale porta al suo attivo l’esperienza
de’ « Il Solco » e la direzione de’ « La Fionda » editi nella sua città
natale.
Un nuovo fecondo corrispondente nasce nel 1932, Vincenzo Palma, con minute notizie cittadine su’ « Il Foglietto »; e lo stesso anno
Michele Bellucci pubblica su « Il Popolo Nuovo » un’ampia sintesi
della storia di Manfredonia, ripresa poi da Luigi Pascale che, in
quell’anno pubblica l’ultima edizione della sua « Antica e nuova Siponto » per i tipi di Conti e Rifredi di Firenze, arricchita di moltissime
testimonianze storiche e dai cataloghi delle sue raccolte archeologiche
e numismatiche.
Nel 1934 esordisce Raffaello Di Sabato che scrive sul « Gazzettino
»; gli articoli sulle effigi della Madonna di Siponto verranno poi ampliati nella pubblicazione « La Madonna di Siponto », edita nel 1935.
Sempre nel 1932 appare una corrispondenza a firma di D.D. da « Il
Foglietto » riguardante la spiaggia di Manfredonia, mentre all’inizio
del 1937 si ha un’altra corrispondenza sul porto di Manfredonia, a
firma di A.V.. In questo anno Alfredo Petrucci e Rosario Labadessa
siglano rispettivamente due importanti articoli su « La Madonna di Siponto » (Il Gazzettino dell’8-5-1937) e su « La bonifica sipontina »
(La Gazzetta del Mezzogiorno del 29-5-1937).
Il 1939 (16 maggio) Michele Cainazzo firma un ottimo articolo su
« La Gazzeta del Mezzogiorno » dal titolo: « La pesca delle seppie nel
golfo di Manfredonia ». Il tema ha suscitato sempre molto interesse
tanto che il Cannaviello 3 prima ed il de Angelis 4 poi ne hanno fatto
oggetto di relative pubblicazioni nel 1915 e nel 1965.
3
CANNAVIELLO F.P.: La pesca delle seppie nel Comune di Manfredonia, Estratto dalla Rivista di Pesca e Idrologia, anno X (XV), 1915, n. 4-6.
4
DE ANCELIS R.: La pesca delle seppie nel golfo di Manfredonia, Roma, 1965.
Sulla pesca delle seppie a Manfredonia cfr. pure:
OGNISSANTI P.: La seppia a Manfredonia, in « Gargano Studi », Monte S. Angelo, 1978 (da pag. 32 a pag. 37)
OGNISSANTI P.: La pesca delle seppie a Manfredonia, in « Lingua e Storia in
Puglia », Siponto, 1979 (da pag. 121 a pag. 126).
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Nell’immediato dopoguerra esordisce Raffaele Occhionero che
sulle colonne de’ « Il Popolo Dauno » dibatte il problema, sempre attuale, del traffico portuale. E sullo stesso tema, l’Apollonio, dalle pagine de’ « La Gazzetta del Mezzogiorno », già nel 1940, scriveva un
brillantissimo articolo. Su questo argomento, nel 1947, sempre sullo
stesso quotidiano barese si ha un intervento di Arnaldo Di Nardi.
Esordisce, intanto, Berardino Tizzani, prima su’ « Il Foglietto e poi
su « Il Progresso Dauno », il tema preferito è la pesca. Negli anni ‘50
si ha un altro corrispondente de’ « Il Foglietto » da Manfredonia, Carlo Ferrara, il quale pubblica una nutrita serie di articoli sugli argomenti più vari. Scrivono pure su questo giornale, dal prestigioso passato,
Silvestro Mastrobuoni e Cristanziano Serricchio. Il Mastrobuoni, in
particolare, pubblica intensamente e produce le sue cose migliori che
troveranno organica sistemazione nel volume « S. Leonardo di Siponto » (SED, Foggia, 1960).
In questi ultimi anni si è avuta una nuova schiera di pubblicisti:
Michele Apollonio (La Gazzetta del Mezzogiorno, Ansa, ecc.), Matteo
Di Turo (Il Tempo), Matteo di Sabato (Il Mattino), ed ancora: Vincenzo Lillo, Marco Guerra, Michele Di Palma, Ruggiero Borgia, Roberto
Caterino, Enzo D’Onofrio, N. Feltri, ecc.
Una menzione a parte meritano Matteo Carpano e Michele Melillo. Matteo Carpano, parente dell’omonimo illustre parassitologo, pure
di Manfredonia, ha firmato dei bellissimi articoli, fra il 1962 e il 1965,
sul « Corriere della Pesca» di Pescara.
Michele Melillo ha fondato a Siponto, da dove la dirige, la rivista
« Lingua e Storia in Puglia », con la valida collaborazione di Pasquale
Piemontese, che ne è l’editore con la casa editrice Atlantica, e di Pasquale .Caratù, che cura i saggi di dialettologia.
Nel campo e editoriale l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo ha curato la pubblicazione di 10 quaderni, i cui autori sono noti5 ,
ed altre pubblicazioni, l’ultima delle quali « Andar per masserie » di
N. De Feudis è fra le primissime, nel suo genere, in Puglia.
L’iniziativa dell’Azienda di Soggiorno si innesta nel grande filone
tracciato da Salomone Ottaviano, tipografo in Cosenza nel secolo XV,
dalla stamperia dell’arcivescovado del 1680, da Mario Simone con le
sue varie accurate edizioni. Restano poi alcune iniziative isolate che
fanno capo a Giuseppe Antonio Gentile, con i suoi poderosi volumi su
Siponto e su Manfredonia, alla Società di Cultura « Michele Bellucci
» e, speriamo, alla Società
5
Gli autori sono:
SERRICCHIO C., quaderni nn. 1, 4, 9;
FERRARA A., quaderni nn. 5, 8;
DE FEUDIS N., quaderni nn. 6, 10;
VAILATI -DELLA MALVA, quaderno n. 3;
FERRI - NAVA, quaderno n. 2;
DI TURO M., quaderno n. 7.
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di Storia Patria per la Puglia, sezione di Manfredonia.
Mi pare doveroso accennare, qui, ai bollettini curati dalle Locali
sezioni dei « Lions e del « Rotary », ad uso interno dei soci, ed in particolare alle pubblicazioni curate dal Comune di Manfredonia, quali: «
Bollettino Sipontino » (1950-1951), « Quaderni del Comune » (19721973), « Il Libro Rosso dell’università di Manfredonia » (1974), con
introduzione di Pasquale Di Cicco.
PASQUALE OGNISSANTI
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