I costi sociali ed economici della corruzione.
Quale prevenzione nella Pubblica Amministrazione?
Giuliano PALAGI, Direttore Generale della Provincia di Pisa
con la collaborazione della Dott.ssa Silvia Ciammaichella
Provincia di Parma
Palazzo Giordani – Sala Borri
8 Maggio 2012
1.Cenni introduttivi
1a. Il passo breve: dalla cattiva amministrazione alla
corruzione e all'influenza delle mafie
1b. Questo paese si salva a piano terra (Erri De Luca)
2. Strumenti di lavoro
2a. La Carta di Pisa e i codici di comportamento
2b. Regolazione degli appalti e gestione economica
2c. Scelte organizzative e gestionali
2d. I controlli sulle partecipazioni degli enti locali
3. Contesto
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1.Cenni introduttivi
1a. dalla cattiva amministrazione alla
corruzione e alle influenza delle mafie:
Si alimenta nel complesso di disfunzioni degli apparati
amministrativi: cattiva amministrazione come resistenza
al cambiamento, eccesso di burocrazia, inefficienza,
ostilità verso la tecnologia e la formazione, clientelismo;
La proliferazione normativa aumenta la confusione
applicativa e amplia i margini della discrezionalità
amministrativa nell’esercizio del potere, senza sviluppare
i controlli. Il paradosso di Leinì.
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forme
(di
manifestazione
amministrazione): 500 mila rimedi.
della
cattiva
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1. (segue)
1b. Questo paese si salva a piano terra:
Stare sul territorio e gestire il servizio pubblico.
La prima linea dell’amministrazione pubblica.
Snellimento delle procedure e delle strutture
amministrative.
Tema cruciale dei controlli amministrativi: per
garantire il corretto impiego delle risorse
pubbliche.
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1. (segue)
1b. Questo paese si salva a piano terra:
Il procedimento di autotutela nell’interesse
pubblico per l’annullamento/revoca degli atti
amministrativi nel rispetto dei criteri di
economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza
dell’azione amministrativa (il caso dei derivati).
Recuperare e promuovere una rigorosa etica
pubblica.
Valorizzazione delle risorse umane, scegliendo gli
incarichi secondo professionalità.
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2. Strumenti di lavoro
2a. La Carta di Pisa e i codici di
comportamento
•I
codici etici, espressione di autonomia. Il
problema dei “codici vuoti”. La diretta attuazione
dei principi costituzionali (art.54 Cost.).
•Un
esempio concreto e flessibile di azioni
preventive per amministratori e funzionari: la
Carta di Pisa. Principi (disciplina, onore,
trasparenza),
obblighi
(rendicontazione,
imparzialità, professionalità), divieti (regali,
interessi, cumulo) e sanzioni (coerenza,
iniziativa, sollecito e revoca).
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2. (segue)
2b. Regolazione degli Appalti e gestione
economica
Tutte le procedure, particolarmente le procedure negoziate senza
previa pubblicazione del bando di gara, devono rispettare i principi
di pubblicità, trasparenza, divieto di discriminazione, parità di
trattamento. Il principio di rotazione come criterio di individuazione
delle imprese da invitare.
•Programmazione effettiva di lavori, servizi e forniture (dal piano
triennale al cronoprogramma dinamico delle attività).
•Obbligo di motivazione specifica e sostanziale delle determinazioni
dirigenziali con cui è stabilito il ricorso alle procedure negoziate.
•Rendere accessibile la partecipazione delle imprese: pubblicazione
di avvisi periodici sulla base dei quali le imprese possono
manifestare interesse a partecipare a singole procedure o a più
appalti. Ricorso a indagini di mercato per la selezione degli operatori
economici. Il problema degli elenchi degli operatori economici.
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•Attenzione alle violazioni del divieto di artificioso
frazionamento
Seguire e verificare la vita dei contratti, per garantire il
corretto adempimento delle prestazioni:
•Limitare le
varianti in corso
d’opera: provocano
superfetazione dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere.
Regolamentazione degli incentivi previsti dalla legge n.163/2006
al fine di escluderne l’erogazione per varianti superiori ad una
certa soglia.
•Nomina con specifica determinazione del Responsabile Unico
di Procedimento di ogni lavoro inserito nel Piano Triennale dei
Lavori. Al RUP è affidata la compilazione di una scheda
complessiva di rendicontazione dei costi e della tempistica per
tutte le fasi di progettazione, esecuzione, chiusura lavori.
•Sistema informativo unificato con modalità centralizzate di
salvataggio dati, (progetti e contabilità) così da permettere la
realizzazione di un cruscotto aziendale integrato dei lavori
pubblici.
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2. (segue)
2b. Osservatori appalti
Il sistema degli osservatori e l’assistenza ai piccoli comuni:
l'Osservatorio territoriale.
Banca dati degli appalti e dei lavori che contenga sia i dati relativi
alle gare sia i provvedimenti autorizzatori dei Comuni nei
confronti dei privati; il monitoraggio del subappalto: linee guida
per i controlli in fase di autorizzazione ed esecuzione delle
prestazioni subappaltate. La collaborazione tra l’autorità
amministrativa e quella giudiziaria per monitorare le violazioni.
Redazione di white-list e assistenza ai piccoli comuni.
Utilizzo e diffusione all’interno di circuiti accessibili delle
base dati provinciali sugli abusi edilizi: invio telematico dei
dati all’autorità giudiziaria e confronto con i dati degli osservatori
sulla legalità per escludere dalle gare d’appalto le imprese che
hanno realizzato violazioni edilizie.
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2. (segue)
2b. Osservatori appalti
Acquisti di beni e servizi on-line, CONSIP e Mercato
Elettronico: il MePA (Mercato elettronico della Pubblica
Amministrazione) istituito dal Ministero dell’Economia e
delle Finanze attraverso la Consip garantisce trasparenza,
efficacia ed economicità delle procedure di acquisto. Il
sistema di gare online della Regione Toscana.
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2. (segue)
2c. Scelte organizzative e gestionali
•Lavorare bene sui tempi e modi di pagamento:
Aumentare la velocità di pagamento toglie spazio alla
cattiva amministrazione e all’intermediazione criminale. La
direttiva Comunitaria CEE16/02/2011/7 obbliga l’ente ad
effettuare i pagamenti entro e non oltre 30 giorni
prevedendo una forte penalità a favore delle imprese se non
viene rispettato tale termine.
Concentrare al centro della struttura le funzioni di spesa e
semplificare
le
procedure:
primato
delle
misure
organizzative su quelle normative, mandato informatico.
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•Rapporti con le banche e con gli intermediari
finanziari per i servizi di tesoreria e per la gestione del
debito per spesa di investimento (cfr. caso derivati);
•Gestione utile del patrimonio degli enti. Il tema degli
accertamenti di valore oggettivi e aggiornati;
•Contributo degli enti locali alla lotta all’evasione
fiscale: diffusione e condivisione di dati e informazioni
comuni per la realizzazione di un sistema fiscale integrato
(cfr. Tavolo antievasione); l’impegno diretto delle Province
nel recupero dei tributi propri.
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•Educare alla responsabilità le risorse umane: rendere
selettiva, comparativa e temporanea ogni attribuzione di
incarichi; formazione continua sulle regole e sul valore della
cooperazione.
•Utilizzo a fini sociali dei beni sequestrati (cfr. l’esempio
della Puglia): gli enti locali possono svolgere il ruolo di
assegnatari e reimmettere sul territorio edifici per esigenze
abitative o terreni per l’assegnazione a cooperative di lavoro
con finalità antimafia.
•Da soli non si può: fornire contributi e supportare gli
amministratori più esposti sui territori nella lotta alla
criminalità organizzata;
Il tema cruciale del funzionamento degli uffici;
Le
proposte
di
Avviso
Pubblico
di
cooperazione
amministrativa e di “mobilità mirata”. Il caso della Calabria.
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2. (segue)
2d. I controlli sulle partecipazioni degli enti locali
La responsabilità delle persone giuridiche e i rimedi
organizzativi
Il D.lgs n.231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle
persone giuridiche dà attuazione concreta alla Convenzione sulla
tutela finanziaria delle Comunità europee (Bruxelles, 26 luglio
1995): prevede l’adozione di procedure finalizzate a prevenire i
reati dei soggetti che lavorano all’interno delle società e
sanzionare le fattispecie previste con misure amministrative
rivolte alle società;
Ruolo chiave assegnato ai modelli di organizzazione, gestione e
controllo;
•La genesi, il campo di applicazione, casi pratici;
•Il ruolo dell’organismo di vigilanza;
•L’applicabilità delle norme alle partecipate degli enti locali;
•Dopo 10 anni: luci, ombre e prospettive.
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3. Contesto
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3. Contesto
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3. Contesto
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3. Contesto
Dati 2007-8 elaborazione Prof.Vannucci Università di Pisa
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3. Contesto
L’impatto della corruzione sul sistema economico
italiano e la questione morale. Il declino
dell'autorità.
La
questione
normativa
e
le
misure
anticorruzione; il faticoso adeguamento alle
norme/convenzioni internazionali e alle direttive
comunitarie;
La questione culturale (educazione alle regole e
alla convenienza delle scelte virtuose). Un
esempio: l'educazione fiscale nelle scuole.
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Bibliografia
Umberto Ambrosoli, Qualunque cosa succeda, Sironi Editori,
2009;
Bruno Bongiovanni e Nicola Tranfaglia, Le classi dirigenti nella
storia d'Italia, Editori Laterza, 2006;
Carlo Alberto Brioschi, Il
corruzione, Longanesi, 2004;
Malaffare.
Breve
storia
della
Mario Calabresi, La fortuna non esiste, Mondadori Editore,
2009;
James G. March, Prendere decisioni, Il Mulino Editore, 2002;
Armando Massarenti, Perché pagare le tangenti è razionale ma
non vi conviene, Ugo Guanda Editore, 2012;
Barack Obama, Discorso agli studenti americani dell’8.9.2009;
Alberto Vannucci e Donatella Della Porta, Mani impunite..
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Vecchia e nuova corruzione in Italia, Laterza, 2007;
Provincia di Pisa
•
•
•
•
•
[email protected]
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http://www.provincia.pisa.it
http://www.provincia.pisa.it/interno.php?id=63
&lang=it
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