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ATTIVITA’ DI GAIA SPA
LE ATTIVITA’ DI gaia
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CAPITOLO
2.1 I rifiuti trattati
2.2 Impianto di compostaggio
2.3 Ecostazioni
2.4 Impianto di Valorizzazione
2.5 Impianto di Pretrattamento
2.6 Discarica per rifiuti
non pericolosi
2.7 Altre attività
2.7.1 Produzione CdR
2.7.2 Trasporto
2.7.3 Ex discarica
2.7.4 Energia da fonti rinnovabili
2.8 Ricerca e sviluppo
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2.1. I rifiuti trattati
L’attività principale di GAIA è il trattamento, recupero e smaltimento di Rifiuti Solidi Urbani
prodotti dai Comuni Soci al fine di massimizzare il recupero delle materie, recuperare energia laddove possibile, ridurre al minimo l’utilizzo della discarica. Le attività devono perseguire l’equilibrio tra efficienza economica, tutela ambientale e ricadute sociali sul territorio
87.696 TONNELLATE
DI RIFIUTI NEL 2010
RIFIUTI NON PROVENIENTI
DAI COMUNI SOCI
Fig.5. [I rifiuti conferiti da soggetti diversi dai Comuni Soci]
ATTIVITA’ DI GAIA SPA
I rifiuti trattati da GAIA nel 2010
sono aumentati rispetto al 2009
del 4,76%.
Negli ultimi anni l’azienda ha
Fig.4. [Rifiuti in ingresso agli impianti di GAIA]
cercato uno sviluppo industriale
guardando a clienti esterni, diversi dai Comuni Soci, con l’obiettivo di aumentare i ricavi e
così abbassare l’incidenza dei costi diretti, andando incontro all’esigenza dei Comuni Soci
che chiedono costantemente di contenere il più possibile le tariffe.
Un altro limite da considerare è la capienza della discarica, prossima all’esaurimento: i rifiuti
ricevuti dall’esterno devono incidere il meno possibile sull’impianto di smaltimento finale.
Per questo motivo nel 2010 sono state accettate solo 4.953 tonnellate di rifiuti provenienti
da soggetti diversi dai Comuni Soci (il 5% del totale lavorato da GAIA) ed esclusivamente nel
caso di materiali da inviare al recupero al fine di evitare un’accelerazione nella saturazione
della discarica di Cerro Tanaro.
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La provincia di Asti è tra le più virtuose in Piemonte e molto si deve, oltre all’impegno dei
Comuni e alla programmazione regionale, al consolidamento di una cultura del recupero
cresciuta di pari passo con gli impianti.
Per la popolazione e gli amministratori poter vedere gli impianti e il loro reale impatto sul
territorio, constatare il crescere di un’economia legata alla lavorazione dei rifiuti urbani che
crea occupazione e fa accendere i riflettori sull’astigiano, misurare il totale rispetto dell’ambiente e del territorio che diventa motivo di attrazione turistica sono alcuni degli elementi
che hanno permesso il rafforzamento di un approccio strategico e fiducioso verso il recupero
dei rifiuti.
I fattori appena citati sono alcuni dei risultati ottenuti in questi anni di attività, accompagnati
da diversi riconoscimenti sia per i Comuni Soci, sia per l’azienda.
Nel 2009 la raccolta differenziata si è assestata al 56,6% (la media piemontese è del 49,6%)
ed ora si sta lavorando sulla qualità delle raccolte passando al porta a porta anche in molte
delle zone rurali dei Comuni Soci.
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Il progetto sulla diffusione del compostaggio domestico, condotto da GAIA e CBRA, ha permesso interessanti traguardi anche sul fronte della diminuzione dei rifiuti.
Nel 2009 la produzione procapite di rifiuti è stata di 439 kg/ab all’anno, in assoluto la più bassa in Piemonte (la seconda è Novara con 475 kg/ab/anno, dove mediamente ogni abitante
produce 504 kg di rifiuti: ben 65 Kg in più degli astigiani).
Nella figura 6 si evidenzia la produzione procapite degli astigiani dal 2000 al 2010. Il dato del
2010 è stimato in quanto, non avendo a disposizione quello ufficiale della Regione Piemonte
al momento della redazione del presente bilancio, è stata effettuata una proiezione in base
alla crescita dei rifiuti negli ultimi anni.
PRODUZIONE RIFIUTI ASTIGIANI
Fig.6. [Produzione procapite dei rifiuti in provincia di Asti - escluso Moncucco Torinese, Mombaldone e Moncalvo]
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2.2. Impianto di compostaggio
A partire dall’avvio nel 2003, l’impianto di compostaggio ha permesso il recupero dei rifiuti a
matrice organica (scarti di cucina, sfalci e potature) contribuendo in modo fondamentale al
raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani.
RIFIUTI ORGANICI
CONFERITI
ALL’IMPIANTO
DI
COMPOSTAGGIO
Fig.7. [Andamento dei rifiuti organici conferiti all’impianto di compostaggio]
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Il processo di compostaggio trasforma i rifiuti organici in compost di qualità, utilizzato in agricoltura come ammendante per migliorare la struttura e la fertilità del terreno. La qualità del compost di GAIA è certificata dal
Consorzio Italiano Compostatori.
A meno delle impurità presenti nei rifiuti in ingresso (circa il 10%), tutta la materia organica viene recuperata; ciò evita che grandi quantità
di rifiuti debbano essere smaltite in discarica e restituisce al terreno la
sostanza organica di cui è stato deprivato con le colture.
Ogni lotto di compost prodotto viene analizzato e i valori sono indicati sull’etichetta che accompagna sempre la vendita. In questo modo i clienti possono tarare al meglio quantità e
periodicità di utilizzo dell’ammendante rispetto alle singole coltivazioni.
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Fig.8. [Esempio
di etichetta del
compost con i
valori essenziali di
ogni singolo lotto.
In questo caso sono
stati inseriti i valori
medi del 2010]
Il mercato del compost è relativamente giovane e GAIA lo distribuisce sfuso: questi due elementi hanno comportato una relativa difficoltà a stabilizzare il flusso di vendita e costringono
a mantenere basso il prezzo (5€/t).
Per contro la bontà del prodotto, gli accordi con le organizzazioni agricole e l’adesione all’azione del Programma di sviluppo rurale (PSR) della Regione Piemonte 2007/2013 ha permesso di stabilizzare il flusso in uscita del prodotto, con relativo beneficio alla struttura dei
terreni astigiani. Le variazioni della distribuzione del compost sono dovute in particolare allo
stoccaggio del materiale nei magazzini in attesa che la situazione metereologica consenta la
distribuzione in pieno campo.
COMPOST DISTRIBUITO DA GAIA
Fig.9. [Grafico con il compost distribuito dall’impianto di San Damiano]
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La produzione di scarti di lavorazione si è mantenuta sostanzialmente in linea con quanto
evidenziato negli anni precedenti.
Il lieve aumento è dovuto soprattutto ad alcuni casi che si sono trascinati nei mesi costringendo le amministrazioni a procedere con sanzioni o cambio delle modalità di raccolta, che
hanno dato risultati apprezzabili solo dopo un certo tempo. Ci si attende un generale miglioramento a partire dal 2011, con il progressivo passaggio al sistema di raccolta porta a porta
da parte dei Comuni più popolosi.
Fig.10. [Grafico con gli scarti in uscita dall’impianto di compostaggio destinati alla discarica]
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SCARTI DEI RIFIUTI ORGANICI
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2.3. Ecostazioni
Le ecostazioni per la raccolta differenziata dei rifiuti sono aree custodite, attrezzate di appositi cassoni o contenitori nei quali i privati cittadini possono gratuitamente conferire rifiuti che
per tipologia o dimensione non rientrano nel normale circuito della raccolta urbana.
Dal 2009 le ecostazioni sono state gestite da personale GAIA, introducendo quindi nuovi orari
di apertura per agevolarne l’utilizzo da parte dei cittadini. Nel 2010 hanno funzionato a regime otto ecostazioni:
ECOSTAZIONE DI
Montiglio Monferrato
ECOSTAZIONE DI
Castelnuovo
Don Bosco
ECOSTAZIONE DI
Calliano
ECOSTAZIONE DI
Castello di Annone
ECOSTAZIONE DI
Villanova
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ECOSTAZIONE DI
San Damiano
ECOSTAZIONE DI
Mombercelli
ECOSTAZIONE DI
Costigliole d’Asti
Fig.11. [Posizionamento delle Ecostazioni gestite da GAIA in provincia di Asti]
In provincia di Asti sono presenti anche altre aree attrezzate: ad Asti l’Ecocentro (gestito
dall’ASP) a Bubbio l’Ecostazione (costruita da GAIA e gestita dalla Comunità Montana); inoltre
molti Comuni autogestiscono aree adibite allo stoccaggio provvisorio dei rifiuti in modo da
agevolare lo smaltimento da parte dei cittadini, senza obbligarli a spostamenti impegnativi
per raggiungere le Ecostazioni di GAIA.
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La funzione primaria delle ecostazioni è quella di assicurare la raccolta differenziata e la divisione dei flussi dei vari materiali per consentire di:
• riutilizzare i materiali che hanno un valore di mercato e/o energetico;
• conferire separatamente i rifiuti urbani che hanno un carico inquinante e sono pericolosi
per l’ambiente in modo da procedere ad un corretto smaltimento (es. oli minerali esausti,
batterie, contenitori contaminati da sostanze pericolose…);
• smaltire correttamente rifiuti urbani contaminati da sostanze pericolose che, senza il servizio delle ecostazioni, i cittadini sarebbero costretti ad avviare allo smaltimento insieme
ai rifiuti indifferenziati per poi finire in discarica.
Le Ecostazioni sono un importante servizio ai cittadini, per la comodità di conferire rifiuti dei
quali sarebbe altrimenti laborioso disfarsi, e all’ambiente, in quanto prevengono l’abbandono
dei rifiuti in discariche abusive. Inoltre potenziano i sistemi di raccolta differenziata contribuendo al raggiungimento della percentuale di rifiuti recuperati richiesta dalla legge.
Le tipologie di rifiuti oggetto di conferimento sono state concordate con le varie Comunità
Collinari; possono variare a seconda della dimensione dell’Ecostazione e delle esigenze specifiche del territorio.
RIFIUTI ALLE ECOSTAZIONI
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Fig.12. [Quantitativi di rifiuti intercettati divisi per tipologia]
I rifiuti conferiti alle ecostazioni vengono destinati in parte ad impianti esterni autorizzati per
il corretto trattamento (come le batterie auto, i frigoriferi e apparecchiature elettriche ed
elettroniche - RAEE) e in parte vengono avviati ad un processo di valorizzazione e di recupero
presso gli impianti GAIA.
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Nel corso degli anni il quantitativo di rifiuti intercettato dalle ecostazioni è aumentato sensibilmente: si è passati da 4 Ecostazioni attive nell’anno 2004 (con 3.150 t) alle attuali 8 Ecostazioni che nel 2010 hanno intercettato 5.576 t di rifiuti
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AUMENTANO I RIFIUTI CONFERITI ALLE ECOSTAZIONI
Fig.13. [Quantitativi in tonnellate di rifiuti intercettati nelle Ecostazioni dal 2004 al 2010]
Il numero di utenti in ingresso e di conseguenza il quantitativo di rifiuti intercettati variano a
seconda dell’ecostazione in base ai seguenti fattori:
• più ampio orario di apertura al pubblico;
• coscienza ecologica della popolazione;
• presenza di incentivi per la riduzione della tassa rifiuti;
• localizzazione dell’ecostazione in luoghi facilmente raggiungibili da tutta la comunità collinare
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TOTALE ACCESSI DI UTENTI ALLE ECOSTAZIONI
Fig.14. [Numero di accessi alle Ecostazioni dal 2004 al 2010]
2.4. Impianto di valorizzazione di Valterza
ANDAMENTO DEI RIFIUTI VALORIZZATI
Fig.15. [Tonnellate di rifiuti valorizzati all’impianto di Valterza dal 2004 al 2010]
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L’impianto, attivo dall’agosto 2003, si occupa di avviare al recupero i materiali provenienti
dalle raccolte differenziate. Nel grafico seguente si possono vedere i materiali “valorizzati”
dal 2004 al 2010.
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L’impianto di valorizzazione è costituito da due linee di trattamento (la linea di trattamento
degli ingombranti e la linea per la selezione degli imballaggi in plastica e lattine in acciaio/
alluminio) e da diverse tipologie di stoccaggio.
Nel 2010 oltre il 74% del rifiuto in ingresso è stato inviato al recupero mentre il 26% è finito
in discarica a causa dell’elevata presenza di scarti nelle raccolte differenziate. Per porre l’attenzione sul tale situazione, anche nel 2010 si sono svolte 2 campagne semestrali di analisi
merceologiche sulle frazioni di carta e plastica in ingresso all’impianto; sono state eseguite in
tutto 374 analisi ed i risultati medi di tale indagine sono riassunti nella seguente tabella
SELEZIONE DELLA PLASTICA
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FE: Frazione Estranea
7.690
Fig.16. [I dati dei conferimenti di “plastica e lattine” dal 2006 al 2010]
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I prodotti ottenuti dalla selezione manuale e automatica sono: contenitori per liquidi in PE,
tre colorazioni distinte di PET, cassette, film/nylon in PE/PP, lattine in acciaio e alluminio e
una miscellanea di altri piccoli imballaggi.
COMPOSIZIONE MERCEOLOGICA DELLA PLASTICA SELEZIONATA
Gli scarti presenti nella raccolta differenziata degli imballaggi in plastica risultano il prodotto
principale in uscita dalla selezione manuale (il 41% del totale).
Questo ha provocato gravi perdite dal punto di vista economico (meno introiti da parte di
Corepla) ambientale (materiale che non viene recuperato e che finisce in discarica facendo
aumentare i passaggi di mezzi per la raccolta e consumando energia per una selezione “inutile”) ed infine anche sul piano sociale le ricadute sono pesanti.
Gli introiti complessivi infatti non permettono di conservare tutti i posti di lavoro con conseguente rischio di aumento della disoccupazione in un periodo già attraversato dalla crisi
economica.
In seguito alle conseguenze di questa cattiva raccolta differenziata si sono attivate azioni di
informazione e riorganizzazioni del personale per arginare gli effetti negativi. Nel corso del
primo semestre 2011 si potranno valutare i frutti delle iniziative messe in campo nella speranza di non incidere su nessuno degli aspetti economico-socio-ambientali.
Un primo effetto della stretta sulla qualità della raccolta differenziata è dato dal calo degli
ingressi di imballaggi in plastica, infatti passando alla raccolta porta a porta e intensificando
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Fig.17. [Percentuale dei materiali prodotti dalla selezione di plastica/lattine 2010]
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l’informazione i cittadini fanno più attenzione e non inseriscono più oggetti non idonei.
Gli scarti infatti sono diminuiti del 13% e nel complesso la plastica lavorata nel 2010 è circa il
10% in meno del 2009. Il grafico in fig. 16 evidenzia bene il rapporto diretto tra diminuzione
degli scarti e diminuzione del totale della plastica ricevuta all’impianto.
SELEZIONE DELLA CARTA
A maggio 2008 è stata avviata l’attività di piattaforma COMIECO che valorizza il materiale a
base cellulosica costituito da imballaggi (cartone) e frazioni similari (carta da giornale o altro).
Nel 2010 si sono raggiunti i seguenti risultati:
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ANDAMENTO SELEZIONE
DELLA CARTA
Fig.18. [Andamento dei conferimenti-selezione-destinazione della carta/cartone dal 2006 al 2010]
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Nel 2010 è ripresa la vendita di parte della carta anche sul mercato libero. Il Consorzio per
il recupero degli imballaggi in carta e cartone (COMIECO) rimane l’arbitro del mercato del
recupero della carta di GAIA.
Negli anni questa partnership ha permesso un costante miglioramento degli introiti per GAIA
che a sua volta è diventata un affidabile fornitore di carta per il recupero anche nei periodi di
crisi altalenante del libero mercato.
Nonostante una pressoché costante raccolta di carta, gli introiti per GAIA sono triplicati
rispetto al 2006 mentre dal 2009 al 2010 l’incremento è stato del 38%.
2.5. Impianto di pretrattamento di Valterza
L’impianto di pretrattamento riceve la frazione residuale del rifiuto urbano (il cosiddetto “indifferenziato”) e trasforma la parte organica in FOS (Frazione Organica Stabilizzata) mentre
la frazione secca viene confezionata in balle di elevata densità.
La frazione organica, per effetto della stabilizzazione che dura almeno 21 giorni, non produce
impatti significativi in discarica né come emissioni odorigene né come produzione di biogas
e percolato.
Nel 2010 la frazione secca dei rifiuti in parte è stata utilizzata per produrre il CDR (Combustibile da Rifiuto) materiale che viene poi inviato ai termovalorizzatori per essere trasformato
in energie elettrica tramite combustione.
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Fig.19. [Andamento dei ricavi provenienti dalla selezione di carta/cartone dal 2006 al 2010]
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In questo modo un altro 2% di materiale presente nei rifiuti indifferenziati è recuperato e non
viene smaltito in discarica.
PROCESSO DI PRETRATTAMENTO
ANNO 2010
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Fig.20. [Risultati del processo di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati espressi in
tonnellate ]
Inoltre sono iniziati i lavori per la costruzione delle biocelle nel bacino di igienizzazione: fino
ad oggi il trattamento della Frazione Umida dei rifiuti indifferenziati consisteva nella distribuzione e rimescolamento del materiale utilizzando un carroponte e una rivoltatrice automatica
con l’obiettivo di arieggiare la parte organica degli indifferenziati e ottenere la FOS (Frazione
Organica Stabilizzata).
Con le biocelle, setti in cemento che separano il materiale organico in fase di stabilizzazione, il
rivoltamento avverrà tramite pale gommate.
Questo sistema porterà 3 grandi vantaggi:
• un miglioramento dell’ impatto ambientale in quanto gli odori, che si svilupperanno saranno confinati in ambienti sempre chiusi e adeguatamente trattati attraverso i biofiltri.
• un miglioramento dell’ambiente di lavoro perché si eviteranno pesanti interventi manutentivi, che oggi impone la macchina rivoltatrice, in un ambiente di estremo disagio per i
lavoratori.
• un notevole risparmio economico delle manutenzioni
I lavori hanno imposto il fermo delle attività nel bacino di igienizzazione e così da novembre 2010 parte del materiale organico
presente negli indifferenziati è stato conferito ad altri impianti senza aver terminato il
processo di biostabilizzazione. Questa frazione è indicata nel grafico come “Frazione
umida da stabilizzare”.
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2.6. Discarica per rifiuti non pericolosi
Lo smaltimento finale dei rifiuti urbani non recuperabili avviene nella discarica di Cerro Tanaro, attiva da dicembre 2003. La discarica è stata costruita secondo le più recenti tecniche,
in modo da rendere minimo l’impatto potenziale sull’ambiente circostante. L’attuale potenzialità autorizzata, pari a 360.000 m3, è in corso di esaurimento; nel corso del 2010 è stato
approvato l’ampliamento della vasca di smaltimento, che consente al bacino astigiano di
rimanere autonomo.
In seguito alla chiusura del primo lotto della discarica, sarà attuato il Piano di recupero, che
prevede la messa in sicurezza e la rinaturalizzazione del sito.
Nel grafico è indicata la quantità di rifiuti smaltiti in discarica fino al 2010: si tratta in massima
parte dei rifiuti lavorati nell’impianto di pretrattamento di Valterza; la parte restante è costituita dagli scarti delle attività di recupero dei rifiuti da raccolta differenziata
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Fig.21. [Nel grafico i quantitativi di materiali conferiti in discarica dal 2004 al 2010]
L’attuale discarica era previsto si esaurisse nel 2007, ossia dopo 4 anni di gestione.
Il sistema integrato dei rifiuti, l’incentivazione della raccolta differenziata e del compostaggio
domestico, la massimizzazione del recupero dei materiali ottenuto da GAIA, l’autorizzazione
a una modesta sopraelevazione ha consentito di avere ancora disponibilità nel 2011, anno in
cui si realizzerà l’opera di ampliamento che include la seconda vasca già prevista dal progetto originario e mai realizzata per ragioni tecnico-economiche. Il nuovo invaso, a condizioni
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invariate, potrà ospitare i rifiuti astigiani per i prossimi 6 -7 anni.
Fig.22. [Planimetrie della discarica secondo il progetto originale (in rosso) e quella con l’approvazione dell’ampliamento (in verde)]
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2.7. Altre attività
2.7.1 Produzione CdR: nuova linea per recuperare
parte dei rifiuti indifferenziati
GAIA già in passato aveva ottenuto l’autorizzazione per la realizzazione di un impianto per la
produzione di CDR dalla frazione secca dei rifiuti urbani ma, a fronte di una carenza di domanda del combustibile, l’impianto non era mai stato realizzato.
Nell’ultimo anno le condizioni sono cambiate in quanto la domanda di CDR sul mercato ha
subito un discreto incremento.
Con poche modifiche impiantistiche quindi si è potuto realizzare, a valle dell’impianto di pretrattamento di Valterza, un impianto per la produzione del CDR da avviare a recupero energetico, diminuendo parallelamente i quantitativi di rifiuti da smaltire in discarica.
Il semplice modello impiantistico adottato è frutto della concomitanza di due aspetti ottimali:
il primo, le buone caratteristiche della frazione secca prodotta nell’impianto di trattamento
che, grazie agli elevati livelli di raccolta differenziata della frazione organica, ha una qualità già
molto vicina a quella definita dalla norma nazionale per il CDR; il secondo, la disponibilità degli
scarti di lavorazione della linea di selezione degli imballaggi in plastica che, opportunamente
miscelati, consentono di incrementare il potere calorifico del combustibile prodotto.
Sperimentalmente nel corso del 2010 sono state smaltite 746 tonnellate di CDR e la potenzialità complessiva dell’impianto autorizzata è di 14.000 t/anno.
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2.7.2 Trasporto: attività in proprio per risparmiare
Con l’obiettivo di contenere i costi e ottimizzare la gestione, GAIA da due anni ha attivato un
nuovo Settore di Trasporto Rifiuti in conto proprio.
Il trasporto dei RIFIUTI SPECIALI prodotti dagli impianti e conferiti alla Discarica per Rifiuti
non Pericolosi di Cerro Tanaro o ad altri impianti autorizzati è svolto con due mezzi (trattore stradale + semirimorchio), autorizzati al trasporto dei rifiuti dall’Albo Nazionale Gestori
Ambientali Sezione Regionale del Piemonte con iscrizione n. TO 02331, ai sensi del D.M.
28/04/98 n. 406, nella categoria 4: “raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi
prodotti da terzi”, classe C: “quantità annua complessivamente trattata superiore o uguale a
15.000 tonnellate e inferiore a 60.000 tonnellate”.
Il trasporto dei RIFIUTI URBANI DALLE ECOSTAZIONI AGLI IMPIANTI della società consente
anche un’ottimizzazione delle tempistiche del ciclo produttivo dei rifiuti. In questo caso GAIA
ha a disposizione 2 mezzi scarrabili ed è regolarmente iscritta all’Albo Nazionale Gestori
Ambientali (iscrizione n. TO2331) in categoria 1 classe D per il trasporto dei rifiuti urbani,
limitatamente al trasporto da e per impianti di proprietà della società.
L’attività iniziata a metà 2008 ha consentito a GAIA di essere dal 2009 sostanzialmente autonoma sui trasferimenti di rifiuti tra gli impianti e dalle Ecostazioni, compiendo in proprio la
pressoché totalità dei viaggi (2.697 su 2.723).
NUMERO DEI VIAGGI PER TRASPORTO RIFIUTI DI GAIA
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Fig.23. [Trasporti di rifiuti tra gli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti ]
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2.7.3 EX-DISCARICA: il monitoraggio continuo
GAIA si occupa anche della post-gestione della discarica esaurita di Vallemanina, in particolare
le attività attualmente in essere per garantire la conservazione del sito riguardano:
• monitoraggi ambientali delle acque e del biogas;
• manutenzione ordinaria (aree verdi e linee di captazione);
• interventi di manutenzione straordinaria in merito alle apparecchiature esistenti ed alla
conservazione dello stato dei luoghi;
• trasporto e smaltimento percolato.
Nel corso dell’anno 2010 è proseguito il piano di monitoraggio delle possibili fuoriuscite di
biogas dal perimetro della discarica. Visti i positivi risultati delle indagini condotte negli ultimi
anni, l’autorità competente nel corso del 2009 ha ridotto la frequenza dei rilievi sulla rete di
monitoraggio dei pozzi, passando da un’analisi mensile ad una trimestrale e la sospensione dei
rilievi effettuati presso le cantine delle abitazioni private, pertanto nell’anno 2010 si è realizzato un contenimento dei costi di gestione.
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Nel 2010 uno dei pozzi di monitoraggio sommitali ha avuto un’impennata dovuta allo svuotamento di una sacca di biogas residuale e, una volta esaurita, diminuirà progressivamente fino
a raggiungere valori prossimi allo zero.
RILEVAZIONE METANO NELL’EX-DISCARICA
Fig.24. [Rilevazioni presenza metano nell’ex-discarica di Vallemanina (é riportata la media annuale delle percentuali misurate). Nel grafico si può osservare una progressiva diminuzione dei quantitativi di biogas rilevata nei 3
pozzi di monitoraggio sommitali PM1, PM3 e PM7]
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A settembre 2010 è stato inoltre avviato il Piano di Monitoraggio Sperimentale, della durata
di un anno (settembre 2010 – agosto 2011), per valutare il sistema di abbattimento residuo
del Biogas presente in discarica, tramite sistema Biofiltrante. Al termine dell’anno di sperimentazione verranno fornite, dagli organi di controllo, le opportune indicazioni in merito
ai possibili interventi migliorativi da applicare al sistema oltre che eventuali nuovi limiti di
emissione.
La raccolta e lo smaltimento del percolato è direttamente proporzionale alle condizioni meteorogiche (piogge) nel periodo di riferimento.
PERCOLATO SMALTITO
2.7.4 ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI:
gaia non solo rifiuti
La centrale di recupero energetico del biogas prodotto dalla discarica di Cerro Tanaro, entrata in funzione a marzo 2009, produce energia elettrica da fonte rinnovabile; si prevede che
l’attività di recupero possa proseguire per circa otto anni.
La gestione della centrale è seguita dai tecnici di GAIA, ad eccezione della manutenzione
specializzata.
Considerato che la discarica si trova ancora nella fase di gestione operativa, durante la quale
la captazione del biogas non può avvenire in modo ottimale, la produzione energetica è risultata considerevole: nel 2010 sono stati immessi in rete circa 1.960 MWh di energia elettrica, corrispondenti a circa il 40% dell'energia elettrica consumata annualmente da GAIA
nei propri impianti di trattamento dei rifiuti; nel grafico è illustrata la produzione mensile di
energia.
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Fig.25. [Quantitativi di percolato raccolto nella discarica esaurita di Vallemanina e inviato allo smaltimento]
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ENERGIA PRODOTTA DAL MOTORE ENDOTERMICO IN DISCARICA
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Fig.27. [Kwh di energia elettrica prodotti dalla combustione del biogas generato dalla discarica di Cerro Tanaro]
Il recupero energetico del biogas è conveniente economicamente e per l’ambiente.
Il biogas viene comunque prodotto con la progressiva degradazione dei rifiuti depositati in discarica e deve essere captato e bruciato in un’apposita torcia ad alta temperatura; la centrale
di recupero energetico costituisce un’alternativa decisamente migliorativa rispetto al trattamento in torcia.
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Inoltre, l’energia elettrica prodotta è considerata energia rinnovabile e viene venduta e immessa in rete con una tariffa vantaggiosa.
Il Consiglio di Amministrazione di GAIA, nell’ultima seduta del 2010 ha approvato anche il
progetto definitivo dell’impianto fotovoltaico da realizzare sulla discarica esaurita di Vallemanina.
Il progetto, già inserito preliminarmente nell’abito degli interventi previsti dal Bando Regionale POR FESR 2007/2013 – Asse II SOSTENIBILITÀ_Misura 3, è attualmente al vaglio del
Comitato Tecnico di Finpiemonte. Una volta conclusa la Valutazione di Impatto Ambientale si
prevede di procedere alla realizzazione e messa in esercizio dell’impianto nel corso del 2011.
2.8. Ricerca e sviluppo
Il progetto garantisce il cofinanziamento delle opere necessarie ad adattare la discarica all’attività sperimentale e del costo del personale interno impiegato.
GAIA si è impegnata a porre in atto un importante programma di comunicazione e divulgazione del progetto, con evidenti ricadute positive dal punto di vista della percezione del
sistema integrato di gestione dei rifiuti, anche per quelle attività non direttamente legate
alla gestione della discarica. Per la realizzazione del progetto intitolato "Bio.Lea.R. (Biogas
Leachate Recovery)” sono necessari circa 2,3 milioni di Euro finanziati al 50% dall’Unione
Europea; la parte che riguarda la gestione della discarica è curata da GAIA, mentre la parte
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Il 2010 ha visto il raggiungimento di un importante traguardo nell’ambito della ricerca e sviluppo legata all’attività degli impianti gestiti da GAIA. Il progetto di regolazione dell’umidità
dei rifiuti e di ottimizzazione della produzione di biogas, elaborato da GAIA in collaborazione
con il Politecnico di Torino, è stato ammesso al finanziamento da parte della Commissione
Europea – programma LIFE+.
Il progetto denominato Biolear, prevede di gestire in modo sperimentale parte della discarica in via di completamento, monitorando i principali parametri per circa quattro anni. In
questo modo si potrà verificare a scala reale la possibilità di regolare la produzione di biogas,
con notevoli benefici dal punto di vista economico, gestionale e ambientale. Infatti, ci si attende un incremento della produzione di energia elettrica da parte della centrale di recupero
e una riduzione della durata del periodo di gestione post operativa. A livello ambientale ciò
significa ridurre le emissioni incontrollate da parte della discarica di gas che generano l’effetto serra e concentrare gli interventi di gestione e ripristino della copertura in un numero di
anni sensibilmente inferiore rispetto ad una discarica gestita in modo convenzionale.
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scientifica è seguita dal Politecnico di Torino.
Tutte le fasi del lavoro saranno inserite in uno studio LCA al fine di paragonare la performance
ambientale di una discarica convenzionale con quella di Cerro Tanaro; il finanziamento richiede anche molte azioni di comunicazione delle informazioni da diffondere tramite una sezione
dedicata all’interno del portale www.gaia.at.it, pannelli e opuscoli informativi, visite guidate,
conferenze e seminari, graphic animation, un plastico, pubblicazioni tecniche e articoli scientifici destinati alla stampa specializzata.
Per saperne di più:
IL PROGETTO BIO.LEA.R
ATTIVITA’ DI GAIA SPA
L’importo finanziato dal programma LIFE è di circa 1,2 milioni di Euro; il progetto è stato interamente elaborato dall’Ufficio Tecnico di GAIA. Il cuore del sistema è il ricircolo del percolato
prodotto dalla discarica stessa e l’aumento della capacità di captazione del biogas.
Si otterranno quattro importanti risultati:
1. aumento del 20% della produzione di biogas con conseguente incremento dell’energia elettrica generata;
2. accelerazione della degradazione dei rifiuti
e più veloce stabilizzazione della discarica;
3. diminuzione delle emissioni di gas serra;
4. diminuzione dei tempi di post-gestione dai
30-100 anni di una discarica gestita in modo
convenzionale ai 10-15 anni con la regolazione dell’umidità.
Le novità implementate pongono GAIA tra i leader europei nella gestione delle discariche
aprendo nuovi scenari possibili.
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2.1 i rifiuti trattati 2.2 impianto di compostaggio 2.3