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INTRODUZIONE .............................................................................................................. 3
I DATI................................................................................................................................ 5
CONSIDERAZIONI ........................................................................................................... 5
LA METODOLOGIA.......................................................................................................... 6
CARATTERISTICHE DEL METODO................................................................................ 6
MOTIVAZIONI .................................................................................................................. 7
LA PRESENZA DI PROFESSIONISTI.............................................................................. 7
LA SCRITTURA DEL PROGETTO ................................................................................... 8
SPORTELLO RIMOTIVAZIONE E RIORIENTAMENTO .................................................. 8
MODALITA’ DI RILEVAZIONE DEGLI INDICATORI DI PROCESSO ............................ 11
MODALITA’ RILEVAZIONE DEGLI INDICATORI DI EFFICACIA .................................. 11
IL TARGET ..................................................................................................................... 13
L’ACCESSO ALLO SPORTELLO................................................................................... 13
LO SVILUPPO DEL PROGETTO ................................................................................... 13
OSSERVAZIONI SUGLI STRUMENTI ........................................................................... 14
1. SCHEDA RACCOLTA DATI: ............................................................................... 14
2. SCHEDE DELLA STIMA PERCEPITA E DELLA PERCEZIONE DEL SÉ
RISPETTO AL FUTURO. ..................................................................................... 14
3. SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLO SPORTELLO
RIMOTIVAZIONE/RIORIENTAMENTO................................................................ 15
I RISULTATI ................................................................................................................... 18
1) CONTATTI: ............................................................................................................. 18
2) LE SCUOLE............................................................................................................ 18
IL LUOGO....................................................................................................................... 20
IL TEMPO ....................................................................................................................... 20
GLI ASPETTI CARATTERIZZANTI IL PROGETTO ....................................................... 20
VALUTAZIONE DEL PROGETTO .................................................................................. 21
1. LA VALUTAZIONE DEGLI ESITI COMPLESSIVI DEL PROGETTO ...................... 21
2. LE COMPONENTI DELLA VALUTAZIONE ............................................................ 24
3. LA VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA..................................................................... 26
CONCLUSIONI............................................................................................................... 27
INTRODUZIONE
La dispersione è un fenomeno complesso che comprende in sé aspetti diversi e che investe l’intero contesto
scolastico – formativo.
Il sempre maggiore contributo del sistema scolastico alla formazione culturale e professionale dei giovani e la
costante crescita degli indici di scolarità per l’istruzione secondaria registrati negli ultimi decenni, si sono riflessi
nel ridimensionamento del fenomeno della dispersione che si manifesta in misura molto contenuta fino alla
scuola secondaria di primo grado, mentre rimane ancora significativo a partire dalla secondaria di secondo
grado.
Non stupisce quindi quanto il fenomeno della dispersione scolastica sia da diversi anni al centro dell’attenzione
sia della ricerca scolastica, che degli operatori impegnati sul campo.
In Italia la “mortalità scolastica” ha dimensioni rilevanti se paragonato ai Paesi membri della Comunità
Europea e dell’area OCSE1.
La Conferenza di Lisbona2 ha infatti individuato nella riduzione della dispersione uno dei cinque riferimenti,
chiamati anche “benchmark” che i Paesi membri dovranno raggiungere nel campo dell’istruzione entro il 2010.
Benché l’Italia abbia recuperato terreno su scolarizzazione e abbandono scolastico, la distanza con il resto
d’Europa resta, ancora, alta e tutto farà prevedere che gli obiettivi fissati nel programma di lavoro europeo
“Istruzione e Formazione 2010”, varato nel 2002 a Barcellona e inserito nella strategia di Lisbona, non saranno
raggiunti.
Rispetto al 2000, l’Italia ha fatto importanti passi in avanti, soprattutto, sul fronte dell’abbandono scolastico,
dove si è passati dal 25,3 % al 19,3% del 2007 (la media Ue a 27 Paesi è del 15,2 per cento).
Si è, comunque, distanti dall’obiettivo fissato a Barcellona: non oltre il 10% entro il 2010.
Anche la percentuale di giovani diplomati, negli ultimi anni, è salita: dal 69,4%, del 2000, al 76,5% del 2008,
contro una media europea del 78,5%.
Tuttavia l’Europa ci impone parametri severi. Entro il 2020, almeno il 95% dei bambini tra i 4 anni e l’età
d’inizio della scuola primaria dovranno essere inseriti in percorsi educativi.
I 15enni con insufficienti livelli di lettura, matematica e scienze dovranno essere meno del 15% e i giovani che
abbandonano in anticipo i percorsi di istruzione e formazione non dovranno superera il 10 %.
Alla base dell’analisi sulle cause della dispersione e sul suo dimensionamento, l’accento viene posto sulla
questione dell’intreccio tra variabili soggettive e variabili macro-sociali.
Le esperienze di indagini condotte a livello locale3 hanno individuato nel grado di sviluppo socio-economico il
fattore discriminante per il manifestarsi del fenomeno nelle diverse aree del Paese.
La discriminazione non è tra regioni del Nord e del Sud ma tra le diverse aree di una stessa regione o tra i vari
territori di una metropoli.
Le difficoltà di conoscenza statistica sulla dispersione sono, infatti, connesse col suo essere all’intersezione di
più mondi formativi: quello della scuola, della formazione professionale e quello del lavoro.
1
2
3
Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico
Confronti – Il Sole24 Ore Scuola dicembre 2009
MPI – Direzione Generale Studi e programmazione : La dispersione scolastica – Indicatori per l’analisi del fenomeno a.s. 2004/2005
Sportello Ri-orientamento A.S. 2009/2010
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3
Per quanto riguarda l’analisi del solo ambito scolastico, la dispersione4 non si identifica unicamente con
l’abbandono, ma riunisce in sé un insieme di fenomeni – irregolarità nelle frequenze, ritardi, non ammissione
all’anno successivo, ripetenze, interruzioni – che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema
scolastico.
Se, almeno per ora, resta difficoltoso quantificare il fenomeno della dispersione si può comunque analizzare il
fenomeno attraverso lo studio di diversi indicatori che offrono spunti importanti di riflessione sull’entità e sulla
caratterizzazione del fenomeno.
Altro aspetto rilevante, come evidenzia il Rapporto Censis/2 pubblicato su “Il Sole24 Ore”5 è la difficoltà
crescente, sia dei genitori che dei docenti, di comunicazione con gli studenti che si traduce in una sorta di
“disorientamento” che non consente l’instaurarsi di relazione.
Appare quindi sempre più difficile riuscire a motivare gli studenti all’apprendimento.
Il progetto dell’Assessorato alla Formazione Professionale Istruzione della Provincia di Lecco “Sportello
Riorientamento” per l’anno 2009/2010 è uno spazio di ascolto, di comunicazione e orientamento dedicato a
studenti e genitori alla luce dei recenti sviluppi della riforma dell’istruzione in una azione di accompagnamento
e supporto verso una scelta consapevole dei propri percorsi di studi.
ANNO SCOLASTICO 2008/2009
- Abbandoni e insuccessi ISTITUTI SUPERIORI STATALI DELLA PROVINCIA DI LECCO
Alunni iscritti
I anno
Alunni iscritti
II anno
Alunni iscritti
III anno
Alunni iscritti
IV anno
Alunni iscritti
V anno
TOTALE
Totale Alunni
Iscritti Istituti
Superiori
Statali di cui:
2.828
2.547
2.272
2.022
1.810
11.479
- alunni Ritirati
88
114
93
46
18
359
- alunni Respinti
561
335
254
151
61
1362
Totali
649
449
347
197
79
1721
22,9%
17,6%
15,3%
9,7%
4,4%
15,0%
% abbandoni e
insuccessi sui
totali iscritti
Nota: Non sono disponibili i dati degli Istituti Paritari, CFP e dell’Istituto Bovara di Lecco.
4
Occorre precisare che il termine dispersione e disperso non derivano dal latino “disperdere” (allontanare da una sede fissa) ma da
“disparere” (spargere qua e là). In tal senso la dispersione scolastica va considerata un’anomalia dei processi di formazione che si
determina per l’effetto combinato sia dei soggetti, che si disperdono durante il normale percorso scolastico, sia del sistema scolastico
che non è in grado di rispondere ai bisogni della popolazione scolastica con un’adeguata offerta formativa. A questo si aggiungono i
fattori di disuguaglianza del contesto sociale, economico e culturale che influiscono come cause esterne sul fenomeno della
dispersione.
5
Rapporto Censis/2 Il Sole 24Ore Scuola 18.12.2009-7.01.2010.
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4
I DATI
Prima di passare alla disamina dell’attività di riorientamento intrapresa, ci sembra utile riportare alcuni dati
statistici relativi al nostro territorio.
Totale alunni iscritti alla Scuola secondaria di 2° grado in Provincia di Lecco – Anno 2009/2010 N. 11.738 di cui:
2.843
alunni iscritti alla classe I
2.568
alunni iscritti alla classe II
2.378
alunni iscritti alla classe III
TOTALE
7.789
CONSIDERAZIONI
L’attività di riorientamento promossa dall’Assessorato alla Formazione Professionale Istruzione della Provincia
di Lecco, è un progetto sperimentale che affianca e sostiene le attività di riorientamento, tutoraggio e supporto
psicologico avviate in quasi tutti gli Istituti scolastici del territorio provinciale.
E’ opportuno formulare alcune considerazioni di carattere generale che serviranno da supporto allo sviluppo
metodologico dello “Sportello Riorientamento”.
Prima considerazione:
- Il fenomeno della “migrazione” di studenti in evidente difficoltà verso altre sponde formative nelle
prime tre classi o addirittura dell’abbandono della scuola è un fenomeno corposo e consistente.
Seconda considerazione:
- Cercando di ipotizzare e riflettere sulle cause che potrebbero stare alla base dell’insuccesso
scolastico due appaiono i fattori emergenti:
a) l’errata scelta nell’indirizzo di studi al termine della terza media, che potrebbe essere alla base
dell’insuccesso scolastico e quindi del cambiamento o dell’abbandono.
Non è qui il caso di approfondire ulteriormente tale aspetto, che trascina con sé questioni di
grande portata (le aspettative delle famiglie e degli studenti, l’efficacia dell’orientamento alle
scuole medie, ecc.).
b) La tendenza, probabilmente presente in alcune famiglie, a “parcheggiare” il proprio figlio/a in
un Istituto vicino a casa per l’espletamento dell’obbligo, per poi indirizzarsi verso la
formazione professionale o addirittura verso il mercato del lavoro.
Terza considerazione:
- Se le considerazioni precedenti risultassero corrette, appare allora chiaro che l’attività di
riorientamento è da considerarsi non un semplice “accessorio” dell’offerta formativa della scuola,
ma uno degli aspetti essenziali, soprattutto là dove si presentano più evidenti e marcati i segnali
che fanno presagire l’insuccesso scolastico come tratto connaturato alla carriera scolastica dello
studente.
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5
LA METODOLOGIA
La metodologia utilizzata per la progettazione dello “Sportello Riorientamento” per l’anno 2009/2010 d’ora in
poi denominato “Sportello”, si inserisce nel contesto più ampio delle esperienze di progettazione che nascono
nell’ambito delle politiche sociali, realizzate dai servizi pubblici, privati e del privato sociale nelle seguenti aree:
sociale, psicologica, sanitaria, educativa e culturale, del tempo libero, dell’occupazione e dello sviluppo di
comunità.
Questa scelta deriva da una riflessione specifica per almeno due ragioni:
1) si lavora “per progetti” in quanto la qualità dei servizi e l’innovazione sono sempre più connessi alla
capacità di gestire complessi processi di progettazione e valutazione.
2) la progettazione assume delle caratteristiche peculiari ed è influenzata da fattori ambientali, strutturali,
culturali e valoriali propri del settore.
Gli obiettivi che la scelta metodologica si è proposta è quella di:
-
-
-
redigere un progetto rispettoso della complessità sociale attenta alla costruzione di significati e
ipotesi di cambiamento non autoreferenziali ma frutto di confronti con altri attori (soggetti,
organizzazioni e cittadini).
favorire lo sviluppo di una maggiore attenzione, durante l’elaborazione e la gestione dei progetti, ai
molteplici aspetti e dimensioni ed ai diversi attori coinvolti nei processi di progettazione e
valutazione: aspetti metodologici, aspetti finanziari, processi organizzativi, processi decisionali, reti
inteorganizzative per la gestione comune di progetti, impatto del lavoro per progetti all’interno e
all’esterno della propria organizzazione.
aumentare la capacità di elaborare percorsi di valutazione all’interno dei progetti stimolando la
condivisione e il confronto con alcune esperienze ed indicazioni operative per la realizzazione di
impianti di valutazione in progetti pilota o in ogni modo innovativi.
Il progetto è stato redatto in forma scritta per i seguenti motivi:
1)
2)
3)
4)
si ritiene utile garantire una memoria all’interno dell’organizzazione;
si intende valutare quanto si sta proponendo;
si intende sviluppare o ampliare collaborazioni con altri servizi;
si intende attivare o chiedere, se necessario, un finanziamento;
CARATTERISTICHE DEL METODO
L’uso di una metodologia consente di esplicitare al meglio le caratteristiche principali del progetto perché:
-
si producono servizi alle persone
gli operatori sono dei professionisti
vi è una complessità dei fenomeni oggetto di intervento
Perché lavorare per progetti?
-
Per la forte esigenza di innovazione, sperimentazione e verifica, necessità di flessibilità
Per la necessità di evitare inadeguatezze e sprechi nella divisione del lavoro
Per l’esigenza di sviluppare collaborazioni e partnership con altre organizzazioni sulla base di
accordi e obiettivi comuni; necessità di sviluppare “lavoro a rete” tra servizi;
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6
-
Per la modalità prevalente di accesso a risorse finanziarie.
MOTIVAZIONI
E’ attraverso la relazione tra operatore e cliente-utente (Stakeholder) che si realizza un servizio: il
coinvolgimento di queste due persone ed il loro reciproco impegno sono elementi che determinano la qualità
del servizio.
I rapporti con le persone sono per loro natura complicati e non sono così standardizzabili è quindi necessaria la
capacità di attivarsi e modificarsi in funzione di stimoli e necessità provenienti dai propri clienti-utenti e
dall’ambiente esterno in generale.
La flessibilità organizzativa risulta necessaria laddove “l’ambiente è turbolento e caotico”, dove non è possibile avere
ampi margini di previsione, né utilizzare soluzioni sperimentate in precedenza come modelli di riferimento per
il futuro.
Vi è poi un dimensione valoriale che deve essere ricordata. Il lavoro nell’ambito sociale è carico di valenze
etiche, affettive ed emozionali, investe i valori e le credenze più profonde sia degli operatori che dei
clienti/destinatari.
LA PRESENZA DI PROFESSIONISTI
L’identità lavorativa dell’operatore è fondata sull’appartenenza professionale oltre che sull’appartenenza ad una
specifica organizzazione verso cui assumere un atteggiamento di servizio e di loyalty (lealtà).
Ciascun professionista tende a sviluppare una sorta di microprogetto nella relazione “duale” con il clienteutente: interpreta il bisogno, definisce il problema, pone obiettivi di intervento, definisce tempi e metodi e
modalità di verifica dello stesso.
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7
LA SCRITTURA DEL PROGETTO
La scrittura del progetto è stata così proposta:
SPORTELLO RIMOTIVAZIONE E RIORIENTAMENTO
(Sportello per un percorso di rimotivazione e riorientamento rivolto a studenti con esperienze di insuccesso
scolastico 2009/2010)
L’Assessorato alla Formazione Professionale, Istruzione Lavoro della Provincia di Lecco ha ritenuto opportuno
proporre un’azione di rimotivazione e riorientamento rivolta agli studenti che si trovano a dover affrontare la
difficoltosa transizione conseguente a gravi difficoltà scolastiche o ad una mancanza di motivazione.
Obiettivi del progetto:
produrre servizi alle persone in aderenza alla “mission” della Provincia di Lecco;
dare risposte alle complessità emergenti nel settore dell’istruzione;
rafforzare e sviluppare una rete di collaborazione interna ed esterna all’Ente;
Per offrire maggiori opportunità agli studenti si è scelto di intervenire nei mesi di…., periodo favorevole per
compiere un primo bilancio formativo.
Componenti del Progetto
Nome
Dott. Roberto Panzeri
Dott. Antonella Cassinelli
Dott. Federica Vasta
Prof. Pietro L. Frigerio
Ruolo nel progetto
Dirigente Coordinatore del Progetto
Responsabile di Progetto
Operatrice di Progetto
Raccordo con la formazione
professionale
Ente di Appartenenza
Provincia di Lecco
Provincia di Lecco
Provincia di Lecco
Collaboratore esterno
Luogo
Settore Formazione Professionale, Istruzione Lavoro – Provincia di Lecco
C.so Matteotti n. 3 – 2° Piano.
Individuazione dei soggetti interessati
(Beneficiari dell’intervento – target )
…………….
…………….
Modalità di contatto del target
1.
Comunicazione Preside / Direttore Scolastico
2.
Comunicazione Genitori/Studenti
3.
Comunicazione Enti Locali
4.
Comunicato stampa
5.
Volantini
Progettazione dell’intervento
A seguito di una serie di incontri progettuali si sono definite le linee guida dell’intervento che si suddividono
nelle seguenti azioni fondamentali:
1.
Definizione e analisi del problema
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8
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Identificazione degli obiettivi
Individuazione dei soggetti interessati
Definizione dei tempi e del luogo dell’intervento
Modello di intervento e attività che verranno svolte
Mezzi e risorse necessarie allo sviluppo dell’intervento
Valutazione risultati
AZIONI
1.
Definizione e analisi del problema
Per abbandono scolastico o “dispersione scolastica” si intende l’anomalia dei processi di formazione che è
determinata dall’effetto dei soggetti che abbandonano il percorso scolastico e/o dall’insufficiente capacità del
sistema scolastico di rispondere con un’adeguata offerta ai bisogni della popolazione in formazione.
La dispersione non si identifica unicamente con l’abbandono scolastico ma riunisce in se un insieme di fenomeni
quali:
-
Irregolarità nelle frequenze
Continui ritardi
Mancate ammissioni agli anni successivi
Ripetizioni ed interruzioni
che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema scolastico.
Il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce (drop out) coinvolge inoltre ampie fasce della popolazione e
comporta una grave carenza delle competenze di base e delle qualifiche essenziali per una piena partecipazione
nella società.
L’abbandono scolastico è una problematica multiforme e multi-dimensionale, avendo come fattori in gioco il
singolo, il singolo nel gruppo dei pari e nel mondo del lavoro e le Istituzioni, che agiscono tenendo o meno conto
di variabili di tipo economico, giuridico, sociale e culturale.
Risulta quindi evidente quanto il fenomeno della dispersione scolastica sia da diversi anni al centro
dell’attenzione sia della ricerca scolastica, che degli operatori impegnati sul campo.
La prima mira ad individuare tassi di crescita e possibili cause, i secoNdi sono impegnati a limitarne l’aumento o
quantomeno a mantenere i livelli entro limiti accettabili.
La Conferenza di Lisbona del marzo 2001 ha richiesto – per l’Italia – di ridurre la quota degli early school leavers
al 10%.
Ad oggi in nostro Paese ha ancora circa dieci/undici punti di differenza da colmare.
In sintesi, oggi in Italia un ragazzo su cinque non consegue né diploma ne qualifica professionale, e 19.000
studenti paiono letteralmente “scomparire” dopo essersi iscritti al primo anno della scuola secondaria
superiore*6.
Anche la situazione nella Provincia di Lecco rispecchia questa tendenza.
Le cause e le conseguenze dell’abbandono scolastico come si evidenziava nei paragrafi precedenti sono multi
dimensionali:
Socio – culturali
Socio – economici
Scolastici
Personali
L’insuccesso scolastico quindi può essere considerato come manifestazione di perturbazioni più o meno gravi,
transitorie o durature dell’adolescenza, in cui il caratterizzante disorientamento viene esteso dal “generale al
particolare” dell’ esperienza scolastica con insofferenza, malumori, segnali di malessere tutte amplificate e
focalizzate nel contesto della formazione.
Quello che molti insegnanti definiscono con “svogliatezza”, in realtà è il sintomo più evidente di una problematica
ben più profonda che intendiamo definire in questo progetto come “sofferenza scolastica”.
2.
6
Identificazione degli obiettivi
Dati del 2006 fonte SISTAN – Ministero Pubblica Istruzione
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9
Obiettivo generale (di valore) : lo scopo di ridurre l’abbandono scolastico riflette un valore positivo attribuito alla
scuola in quanto luogo d’acquisizione di conoscenze e competenze, oltre che di regole e norme socialmente
condivise.
Obiettivi a breve termine:
•
•
•
Aprire uno spazio di ascolto intrapersonale e interpersonale
Recuperare la motivazione, l’autostima, la coscienza di sé
Sostenere ed aiutare ad imparare ad operare delle scelte, a sapersi porre consapevolmente di fronte
alla realtà sociale e produttiva
Favorire l’acquisizione di informazioni utili per il futuro inserimento nel mondo del lavoro
Verificare il successo delle azioni di orientamento
Realizzare uno stretto collegamento con le istituzioni operanti sul territorio
•
•
•
3.
Individuazione dei soggetti interessati
(Beneficiari dell’intervento – target )
Studenti biennio scuole superiori e Centri di Formazione Professionale
Genitori
4.
Definizione dei tempi e del luogo dell’intervento
PERIODO DI ATTUAZIONE – FASE SPERIMENTALE
Date
Dal …. Al……….
Nr. Ore dedicate
6 ore settimana (mart. dalle ore 14 alle ore 17 –
giov. dalle ore 14 alle ore 17)
DURATA – FASE SPERIMENTALE
Fino al marzo 2010
LUOGO
Settore Formazione Professionale, Istruzione Lavoro – Provincia di Lecco
C.so Matteotti n. 3 – 2° Piano.
5. Modello di intervento e attività che verranno svolte
Strategie di intervento
Affrontare i problemi connessi all’esperienza scolastica dello studente/ragazzo/a
Analizzare le diverse criticità emergenti
Favorire il processo di empowerment attraverso il coinvolgimento attivo e lo sviluppo della
consapevolezza di sé
Sostenere ed indirizzare verso una “possibile” soluzione ovvero sviluppare una diversa prospettiva
che delinei il target non più o non solo come portatori di problemi e bisogni ma e soprattutto come
attori sociali portatori di risorse.
Attività proposte:
-
-
Scheda raccolta dati (anagrafici – recapito - Scuola di provenienza )
Colloquio individuale:
- conoscere l’attuale percorso di studio
motivazioni personali, familiari, altro che hanno indirizzato la scelta
situazione attuale: motivi di difficoltà, aspettative non adeguate alla scelta, altro
Verificare l’interesse e le possibilità per il miglioramento della situazione attuale
Evidenziare le potenzialità emergenti dal colloquio
Informare ed orientare verso altre possibilità scolastiche e/o formative
Indirizzare verso capacità decisionali personali
Il punto di vista del genitore (se presente al colloquio): Ascolto
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Settore Formazione Professionale Istruzione Lavoro - Servizio Istruzione
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10
Utilizzo di domande semi strutturate/intervista v. modello
6. Mezzi e risorse necessarie allo sviluppo dell’intervento (budget)
Spese per il personale – interno per la durata del progetto
Spese per attrezzatura - materiale cancelleria, computer di settore
Spese generali : spese stampati – comunicato stampa – volantini
8.
Valutazione risultati :
- in itinere = n. richieste di partecipazione allo sportello/mese= monitoraggio
- ex post = esiti/risulati – questionario gradimento
Dal pdv politico: rilevanza sociale
Dal pdv amministrativo: valutazione dei costi
Dal pdv utenti: rilevanza sociale del problema – accessibilità del target – valori condivisibili
Dal pdv operatori: efficacia – impatto = raggiungimento obiettivi e cambiamenti
Dal pdv trasferibilità e riproducibilità del progetto – know how)
MODALITA’ DI RILEVAZIONE DEGLI INDICATORI DI PROCESSO
Rilevazione dati da parte degli operatori
n. utenti contattati
n. utenti richiedenti lo sportello
n. ore dedicate dagli operatori alle singole attività
tipo di ostacoli nello svolgimento attività
Osservazione partecipante
Interesse dei partecipanti
Modalità di conduzione delle attività da parte degli
operatori
Raccolta dati utenti
(informazioni socio demografiche?)
Soddisfazione target
Soddisfazione operatori
Riflessioni, proposte, ricostruzione del progetto – delle
difficoltà – ipotesi varie
Questionari
Discussione di gruppo (tra operatori – dirigente)
MODALITA’ DI RILEVAZIONE PER LA VALUTAZIONE PROGETTO
Metodologia d’intervento
Condizioni di applicazione del metodo
Budget
Rispetto alla Durata
Validità interna - esterna
Adeguata – Non adeguata – Perché….
Caratteristiche del Target – dell’Operatore – del
Contesto nel quale si realizza…..
Costi rilevanti rispetto all’esito o viceversa
Breve – Lunga - da modificare….
Il risultato ha prodotto le modifiche sperate? Se no
perché?……..Cosa non ha funzionato?…..
MODALITA’ RILEVAZIONE DEGLI INDICATORI DI EFFICACIA
Statistica
Statistica prodotta dal Settore
Possibili indicatori rilevabili
n. Utenti contattati ?/che hanno
contattato il servizio
n. F n. M
età
Luogo di residenza
Istituto di istruzione scelto
n. Abbandoni/Bocciature nel corso
d’istruzione
Registrazioni delle attività del progetto
n. Utenti che si sono presentati allo
Vantaggi - Svantaggi
Sportello Ri-orientamento A.S. 2009/2010
Settore Formazione Professionale Istruzione Lavoro - Servizio Istruzione
Ufficio Orientamento/Riorientamento
11
sportello e loro caratteristiche
n. genitori “
“
Raccolta informazioni …
Gradimento
Dati anagrafici/Scuola
Domande/Intervista
Questionario
QUESTIONARIO PER LA RIMOTIVAZIONE ED IL RIORIENTAMENTO NELLA SCUOLA SECONDARIA DI
SECONDO GRADO
Provincia di Lecco – Settore Formazione Professionale, Istruzione Lavoro
NOME ………………………………..COGNOME…………………………
Data di nascita…………………………Età………..
Indirizzo………………………………………………………………………tel. ……………………
E-mail………………………………….cell…………………………………
Scuola Media frequentata……………………………………………………………………………..
Istituto attualmente frequentato……………………………………………………………………….
Lecco, lì…………………………………
1) Come sei venuto a conoscenza dello
sportello di riorientamento?
Scuola………..Genitori………Amici…….Altro……..
2)Quale scuola frequenti?
3)Come e perché hai scelto questa scuola?
4)Quali difficoltà hai incontrato?
5)Pensi di cambiare scuola?
Si [ ]
No [ ]
6)Perché?
7)Cosa ti interessa studiare?
8)Pensi di avere predisposizione e attitudini per…?
9)Che tipo di lavoro desidereresti svolgere ?
10)Conosci l’offerta formativa presente sul territorio? Si [ ]
No [ ]
11)Ti interessa conoscere un altro tipo di scuola
adatto alle tue attitudini ?
Si [ ]
No [ ]
TABELLA UTENTI DELLO SPORTELLO
DI RIORIENTAMENTO E RIMOTIVAZIONE
Provincia di Lecco – Settore Formazione Professionale, Istruzione Lavoro
DATA
NOME E COGNOME
F
M
NAZIONALITA’
SCUOLA DI
PROVENIENZA
DISAGIO
CATTIVO
RENDIMENT
O[]
SCARSO
INTERESSE
MATERIE DI
STUDIO [ ]
altro [ ]
Sportello Ri-orientamento A.S. 2009/2010
Settore Formazione Professionale Istruzione Lavoro - Servizio Istruzione
Ufficio Orientamento/Riorientamento
12
IL TARGET
La modalità di contatto del target è avvenuta attraverso una nota a firma dell’Assessore alla Formazione
Professionale Istruzione Luca Teti inviata, unitamente alla brochure esplicativa dello Sportello, agli studenti
delle scuole secondarie di secondo grado di ogni ordine ed ai centri di formazione professionale della Provincia
di Lecco, le Biblioteche e gli Informagiovani del territorio provinciale.
L’ACCESSO ALLO SPORTELLO
Apertura Sportello due giorni alla settimana dalle ore 14. alle ore 17.00.
Accesso su appuntamento telefonico.
Durata del colloquio: 60/120 minuti circa.
L’attività dello sportello di riorientamento ha interessato il periodo dal 01.12.2009 al 31.03.2010 e si è svolto
presso il Settore Formazione Professionale Istruzione della Provincia di Lecco – C.so Matteotti n. 3 – 2° piano
a cura della Dott.ssa Antonella Cassinelli e sotto la direzione del Dirigente Dott. Roberto Panzeri.
La durata dello sportello è stata di 4 mesi.
LO SVILUPPO DEL PROGETTO
In sintesi.
L’attività dello sportello è stata così organizzata:
1) Fase introduttiva:
2) Fase operativa:
5) Fase conclusiva:
L’operatore si presenta e chiarisce lo scopo e la finalità dello sportello.
A)
Consegna del documento a garanzia della privacy e sottoscrizione della stessa.
Compilazione (facoltativa) da parte dello studente di due schede: una di rilevazione del
grado di autostima percepita ed una relativa alla percezione di sé rispetto al futuro.
B)
Compilazione, da parte dell’operatore, di una scheda anagrafica ed inizio del colloquio
attraverso un “itinerario” semi strutturato.
C)
Rivalutazione al proprio domicilio, da parte degli utenti (studente e genitori) delle
riflessioni, considerazioni e proposte emerse nell’ambito del colloquio.
E’ importante aumentare il grado di consapevolezza e di condivisione educativa
all’interno del nucleo familiare al fine di rafforzare la capacità decisionale studentefamiglia da condividere successivamente con l’operatore del servizio riorientamento.
Lo/la studente comunica all’operatore dello Sportello la scelta del percorso di
riorientamento. L’operatore contatta il Dirigente Scolastico/Direttore del CFP e/o
Tutor/Coordinatore d’Istituto presenta lo/la studente, il percorso di studio svolto
concordando un incontro tra studente/genitori per l’eventuale riorientamento.
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OSSERVAZIONI SUGLI STRUMENTI
1.
SCHEDA RACCOLTA DATI:
La scheda raccolta dati è risultata indispensabile allo svolgimento
rimotivazione/riorientamento non solo ai fini statistici ma anche relazionali.
dell’attività
di
La scheda composta da due parti delle quali:
una di raccolta dati anagrafici, di residenza., della scuola media di provenienza e della scuola
superiore frequentata;
una composta da domande utili per l’avvio del colloquio conoscitivo delle problematiche
scolastiche dello studente;
La prima parte relativa alla raccolta dati anagrafici e di residenza andrà integrata con il codice fiscale utile
per la ricerca, sull’ Anagrafe Regionale degli Studenti presente nel portale della Regione Lombardia, dei
dati di frequenza dello studente e del monitoraggio sul rischio di dispersione scolastica.
La seconda parte è stata utilizzata nella quasi totalità dei colloqui non solo per affrontare i problemi
connessi all’esperienza scolastica dello studente e le conseguenti criticità ma anche e soprattutto per
avviare il colloquio con gli studenti che presentavano difficoltà di interazione dovute ad insicurezze o
timidezze caratteriali.
Ad integrazione ed uso dell’operatore si è ritenuto di mettere per iscritto alcuni elementi emersi durante
il colloquio, questo ai fini di:
poter elaborare le criticità emergenti degli studenti che hanno richiesto l’accesso allo sportello;
monitorare il numero di contatti intercorsi (incontri, colloqui telefonici) per ogni studente
anche ai fini della quantificazione dei costi di gestione dello sportello;
mantenere una memoria di ogni situazione trattata nei casi in cui si fosse resa necessaria la
collaborazione con altre figure professionali per la risoluzione delle difficoltà dei giovani
studenti;
2.
SCHEDE DELLA STIMA PERCEPITA E DELLA PERCEZIONE DEL SÉ RISPETTO AL
FUTURO.
Prima di avviare il colloquio conoscitivo è stata proposta allo studente la compilazione, facoltativa, di
due schede relative all’indagine della sfera personale solitamente utilizzate nella stesura del Bilancio di
Competenze.
La prima scheda ha riguardato l’ambito dell’autostima.
La seconda scheda ha indagato la visione personale del proprio futuro, dello stato d’animo e del “sogno”.
Non si ritiene rilevante ai fini statistici riportare l’esito delle analisi delle schede relative alla percezione
del sé anche se è opportuno formula alcune considerazioni di carattere generale:
a) Nell’ambito della valutazione progettuale si rileva una certa omegeneicità dei risultati per la maggior
parte del target osservato.
Questa omogeneicità può essere attribuita a fattori legati all’età del target, un’età dove spesso emerge un
senso di inadeguatezza rispetto alla percezione del sé fisico e psicologico dove di conseguenza diviene
difficile avere una “visione” del proprio futuro anche in relazione al momento storico attuale legato alla
crisi economico-sociale in corso.
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Nella fase di riprogettazione dello Sportello si potrà ipotizzare di eliminare le schede integrando nel
percorso di intervista semi strutturata alcune domande che aiutino lo studente a parlare di sé.
b) Il momento del colloquio è il luogo di costruzione di una “relazione” duale dove il ragazzo/a deve
poter fidarsi/affidarsi all’operatore al di là di qualsivoglia valutazione anche in presenza dei genitori.
Lo sportello è uno spazio “dedicato” all’ascolto nel quale la persona esprime le proprie difficoltà dove
l’emergere della difficoltà scolastica spesso è solo la punta di un iceberg che sottende un insieme di
criticità personali, familiari, sociali ben più profonde.
L’empatia viene costruita attraverso una modalità di dialogo “scelta” di volta in volta in base alle
caratteristiche emergenti del ragazzo/a.
Un lavoro di costruzione relazionale che valorizza la persona - studente, genitore ed operatore – e che
ha permesso di monitorare in itinere il percorso di riorientamento attraverso successivi incontri e/o
comunicazioni telefoniche.
3.
SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLO SPORTELLO RIMOTIVAZIONE/RIORIENTAMENTO
Al termine del colloquio di rimotivazione/riorientamento lo/la studente ha potuto esprimere una valutazione
dello sportello.
Il tutto in forma anonima.
Il Questionario si compone di due parti: la prima che analizza i dati anagrafici dello studente; la seconda di
valutazione sul servizio ricevuto di gradimento indicando un valore crescente da 1 a 10.
Il numero delle schede di valutazione complessivamente compilate è pari a 25.
Il numero delle schede di valutazione non compilate è pari a 11.
Si precisa che delle 24 schede compilate alcune risposte relative ai dati anagrafici non sono state comunque
compilate.
1° PARTE
SESSO
Maschile
10
41,7%
Femminile
14
58,3%
TOTALE
24*
100,0%
* 1 studente non ha risposto alla domanda.
42%
Maschile
Femminile
58%
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15
CITTADINANZA
Italiana
19
82,6%
Comunitaria
0
0,0%
Extracomunitaria
4
17,4%
TOTALE
23*
100%
* 2 studenti non hanno risposto alla domanda.
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
Italiana
Extracomunitaria
ETA’
14 ANNI
15 ANNI
16 ANNI
17 ANNI
18 ANNI
19 ANNI
20 ANNI
1
5,6%
8
44,4%
5
27,8%
2
11,1%
0
0,0%
0
0,0%
2
11,1%
18*
* 5 studenti non hanno risposto alla domanda.
1
2
0
2
8
5
14
15
16
17
18
19
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20
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2° PARTE
Domande relative al servizio.
1. Com e giudica la disponibilità e la
cortesia dell’operatore che le ha
erogato il servizio?
2. Come valuta la competenza
dell'operatore?
20
20
15
15
10
10
5
5
0
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
4. Ritiene che lo sportello le abbia permesso
di migliorare le sue consocenze sull'offerta
formativa?
3. In che misura ritiene utile il servizio
ricevuto per la rimotivazione e il
riorientamento?
20
16
14
15
12
10
10
8
6
5
4
2
0
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
10
2
3
4
5
6
7
8
9
10
5. Qual è il giudizio complessivo sul servizio
ricevuto?
20
15
10
5
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Complessivamente il servizio ha avuto un gradimento positivo: la media delle risposte è 9,9 con una
percentuale di Gradimento del 100,0%.
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Occorre precisare che le schede non compilate si riferiscono all’attività di sportello che ha richiesto una
complessità d’azione non prevista dal progetto.
Situazioni per le quali è stato necessario attivare una rete collaborativa con altri enti e figure professionali al fine
di fornire un adeguato supporto agli studenti in maggiore difficoltà.
Queste figure, assistenti sociali dei Comuni provinciali, psicologi e tutor scolastici hanno reso possibile
attraverso un’azione condivisa, quantomeno un aiuto fattivo nei confronti delle situazioni di maggior disagio
che per rispetto della privacy non vengono riportate nella seguente relazione.
Tuttavia queste esperienze hanno rafforzato la convinzione che la riprogettazione dello sportello per il
prossimo anno possa prevedere, attraverso un’azione sinergica, la possibilità di disporre di professionalità
specialistiche che possano affincare l’attività di riorientamento per quelle situazioni di grave disagio psicosociale.
I RISULTATI
I risultati relativi ai quattro mesi di attività dello sportello di riorientamento/rimotivazione della Provincia di
Lecco sono così quantificati:
1) CONTATTI:
I colloqui richiesti allo Sportello sono stati 48.
I contatti telefonici sono stati 117.
Gli incontri multidisciplinari sono stati 3.
3
incontri
multidisciplinari
117
telefonate
48
colloqui
0
20
40
60
80
100
120
Da rilevare che per le situazioni di maggiore complessità sono stati necessari più colloqui/incontri anche in
presenza ed in collaborazione con altre professionalità.
Indispensabili i contatti telefonici che hanno permesso maggiore snellezza e rapidità d’azione; il telefono è stato
lo strumento maggiormente utilizzato dagli studenti e dai genitori per ottenere chiarimenti, consigli,
rassicurazioni o semplicemente per mantenere un “contatto” con l’operatore.
2) LE SCUOLE
Lo Sportello ha interagito con molte realtà scolastiche del territorio provinciale nonostante le difficoltà evidenti
di far conoscere appieno la sua attività e la sua valenza.
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Difficile ipotizzare che il numero (36) relativamente contenuto di accessi allo Sportello possa essere indice di
bassa percentuale di rischio di dispersione scolastica nel nostro territorio.
E’ più realistico attivarsi affinché l’attività di Sportello venga maggiormente conosciuta e che l’azione di
abbattimento dell’abbandono scolastico si esplichi anche nei confronti degli studenti segnalati dalle scuole che
in questo caso dovranno essere contattati dallo Sportello per un colloquio mirato al reinserimento scolastico.
E’ necessaria quindi un’azione di maggiore divulgazione delle attività di rimotivazione/ riorientamento
attraverso incontri rivolti ai Dirigenti Scolastici/Direttori CFP e soprattutto ai Collegi Docenti, ai Genitori e
naturalmente agli Studenti.
La collaborazione Scuola/Ente Provinciale può offrire ai cittadini un esempio concreto di strategie condivise
per contrastare insieme l’abbandono scolastico.
ISTITUTI/CFP/altro FREQUENTATI DAGLI STUDENTI CHE HANNO RICHIESTO IL
RIORIENTAMENTO/RIMOTIVAZIONE VERSO ALTRI PERCORSI SCOLASTICI
4
FUORI PROV.
1
ALTRO
2
ALDO MORO
1
CLERICI
2
ENAIP
1
1
1
1
1
ESPE
F. VIGANO'
AGNESI
CASA DEGLI ANGELI
M. ROSSO
2
GRASSI
1
BADONI
2
BOVARA
3
FIOCCHI
1
PARINI
4
BACHELET
8
BERTACCHI
0
1
2
3
4
5
6
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7
8
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IL LUOGO
Anche il luogo del colloquio ha la sua importanza.
Luogo come “topos”, spazio neutrale senza giudizio alcuno diverso da qualsiasi altro spazio convenzionale.
Luogo dove poter essere.
Gli studenti hanno dimostrato di gradire il luogo fisico dell’ ufficio provinciale, luogo senza alcuna somiglianza
all’ambiente scolastico.
Ma il luogo è anche il luogo degli operatori quindi di un’organizzazione, meglio, un Ente che opera in un
“ambiente” sempre più instabile che ha necessità di sviluppare flessibilità e adattamento per rispondere
adeguatamente ai bisogni dei suoi stakholder (studenti, cittadini, componenti dell’organizzazione).
E’ in questo luogo che l’attività dello Sportello attraverso i suoi professionisti agisce conoscenze e competenze
per il raggiungimento dei risultati desiderati.
E’ qui che si realizza l’empowerment dei soggetti coinvolti nell’attività di Sportello (operatori e clienti/utenti) che
permetterà non solo una crescita personale e professionale di entrambe le parti ma contribuirà alla costruzione
di una learning organization fluida e adattabile in grado di prosperare in un mondo di rapidi cambiamenti.
IL TEMPO
Il tempo del colloquio – in media 60/120 minuti – ha permesso di esprimere anche emotivamente e
approfonditamente le problematiche legate alle difficoltà scolastiche dei giovani studenti ma anche il vissuto dei
genitori.
Non solo gli studenti ma spesso anche i genitori hanno sentito la necessità di esprimere la preoccupazione,
l’ansia e a volte l’angoscia per la situazione vissuta. Il senso di inadeguatezza, l’incomprensione e l’impotenza
fatta di silenzi, di rabbia e di pianti.
Allora questo tempo è anche un tempo che “cura”.
La presenza dell’operatore diviene mediatrice di rapporti, figura che si rende invisibile in un’azione di
ricostruzione di rapporti genitori – figli.
GLI ASPETTI CARATTERIZZANTI IL PROGETTO
Tra gli aspetti caratterizzanti positivamente l’esperienza dello “Sportello” della Provincia di Lecco si possono
sintetizzare nei seguenti punti:
1) Il tentativo di offrire un spazio diverso da quello scolastico dove lo studente e i genitori, insieme o
separatamente, possano trovare una modalità accogliente, scevra da ogni aspetto valutativo o
condizionante, nel quale esprimere liberamente le problematiche legate al mondo scolastico.
2) La volontà di svelare le potenzialità e le attitudini dello studente attraverso la scelta di percorsi di
rimotivazione e/o riorientamento individualizzati, che a partire dalla storia scolastica dello studente,
dalle esigenze, dai suoi aspetti caratteriali, dalle risorse che è in grado di mettere in campo e da altri
fattori secondari, ma non per questo trascurabili, siano in grado di costruire ipotesi cuciti su misura per
il singolo.
3) L’impegno ad instaurare delle forme di collaborazione con tutti gli istituti scolastici del territorio e della
formazione professionale e con le istituzioni preposte al fine di costruire una collaborazione efficace e
condivisa in tema di riorientamento.
4) Il tentativo di costruire un modello dinamico e di riferimento per gli studenti e le famiglie del territorio
provinciale e per gli enti scolastici dove attivare un tavolo di confronto permanente per combattere la
dispersione scolastica attraverso l’ideazione di nuove strategie al passo con i tempi.
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Tra gli aspetti di criticità del progetto si possono individuare:
1) la resistenza degli studenti e delle famiglie ad intraprendere dei percorsi riorientativi dopo la scelta
effettuata alle scuole medie. Si tratta di un fattore che ha molte componenti, soprattutto di tipo
psicologico, in quanto, oltre al vissuto di fallimento per l’insuccesso scolastico, porta con sé anche
l’incertezza di dover abbandonare il già noto e sperimentato per affrontare il nuovo, e la resistenza ad
interrompere i legami affettivi instaurati con i compagni e l’ambiente.
2) sul versante istituzionale, i punti critici di maggiore rilievo vengono dal fronte interno. Infatti,
nonostante il tentativo di “agganciare” i docenti per un lavoro di costruzione di percorsi
orientativi/riorientativi, la prassi didattica quotidiana rimane ancora quasi del tutto estranea a tali
metodologie che potrebbero e dovrebbero essere la strada maestra da perseguire in tali frangenti.
3) rimane ancora piuttosto forte l’esigenza di una maggiore professionalizzazione dei docenti e degli
operatori incaricati dell’orientamento/rimotivazione, magari integrati in equipe con personale tecnico
specialistico (psicologo, pedagogista, ecc.). Strumenti come l’analisi di realtà, l’analisi di sé, il bilancio di
competenze come pratica corrente, potrebbero divenire strumenti adeguati alla risoluzione della
complessità della posta in gioco.
VALUTAZIONE DEL PROGETTO
(perché SI VALUTA? COSA si valuta? per chi SI VALUTA?)
Una delle motivazioni che ha contribuito alla diffusione della valutazione dei progetti è senz’altro il
cambiamento del ruolo del cittadino definito anche stakeholder.
Cambiamento rispetto alla:
- crescita delle aspettative dei cittadini;
- crescita delle competenze dei cittadini;
- coerenza del progetto rispetto alla centralità dell’utente/cliente e alla qualità del servizio.
Altre motivazioni:
-
la riduzione delle risorse disponibili;
la crescente complessità sociale;
la promozione della qualità nella Pubblica Amministrazione.
Cos’è la valutazione?
La valutazione è ricerca volta al miglioramento dell’azione (rilevanza e utilizzabilità).
1. LA VALUTAZIONE DEGLI ESITI COMPLESSIVI DEL PROGETTO
Il progetto aveva delineato gli obiettivi generali (di valore) mirati alla riduzione dell’abbandono scolastico anche
come valore positivo attribuito alla scuola quale luogo d’acquisizione di conoscenze e competenze oltre che di
regole e norme socialmente condivise.
Gli obiettivi a breve termine individuati nel progetto sono stati :
- Aprire uno spazio di ascolto intrapersonale e interpersonale
- Recuperare la motivazione, l’autostima, la coscienza di sé
- Sostenere ed aiutare ad imparare ad operare delle scelte, a sapersi porre consapevolmente di fronte alla realtà sociale e produttiva
- Favorire l’acquisizione di informazioni utili per il futuro inserimento nel mondo del lavoro
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- Verificare il successo delle azioni di orientamento
- Realizzare uno stretto collegamento con le istituzioni operanti sul territorio
Questi obiettivi qualitativi sono stati raggiunti attraverso la soddisfazione degli stakeholder (studenti/genitori)
ed espressi attraverso il questionario di valutazione del servizio.
L’intervento è da considerarsi positivo poiché l’attività principale e caratterizzante – il colloquio – ha offerto
loro uno spazio per poter esprimere i propri vissuti, le proprie emozioni; uno spazio condiviso con un
operatore esperto, funzione importante per accompagnare il giovane al cambiamento, allo “svelamento” delle
potenzialità sottese, che significa osservare la realtà attraverso punti di vista diversi, uscendo dalla propria
rigidità mentale.
Dai colloqui emerge anche la preoccupazione principale dei ragazzi di soddisfare, al di là di ogni altra
considerazione, le aspettative della famiglia e della società, perdendo di vista il proprio sé.
E’ presente inoltre la difficoltà di “riconoscersi” , di identificarsi compensata da una continua ricerca di conferma
positiva a livello sociale. Il mettersi la “maschera” di fronte a se stessi, a tratti negandosi, per essere riconosciuti
dall’altro secondo i suoi parametri. Ecco la scelta di un percorso scolastico piuttosto che un istituto
professionale o le scelte di abbandonare la scuola per un mondo del lavoro che possa offrire del denaro da
spendere per la ricerca di corrispondere ai canoni richiesti da un “certo” mondo di immagine ma infine
immaginario.
RISULTATI PER GENERE
13
MASCHI
FEMMINE
23
Dal grafico si evidenzia che le
studentesse che hanno richiesto lo
Sportello sono quasi il doppio dei
colleghi maschi.
Le ragazze sembrano essere più
disponibili a parlare del proprio vissuto e
delle proprie aspirazioni.
L’illusione quasi onnipotente che anche se non si studia in qualche modo si riuscirà ad avere successo “facile”
nella vita …
A tratti emerge un profondo disagio sotto forma di assordante silenzio nel quale i ragazzi ed i genitori paiono
disconoscersi. Estranei che vivono sotto lo stesso tetto.
Il pensiero del futuro personale o professionale appare un concetto ancora troppo astratto per i giovani
studenti osservati.
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RISULTATI SPORTELLO
11
12
nr. Studenti riorientati
nr. Studenti rimotivati
Altro
12
Diversa è la situazione dei giovani extracomunitari che hanno richiesto lo sportello.
L’attività dello sportello conferma ciò che l’analisi del territorio evidenzia e cioè:
-
-
-
-
-
Una crescita numericamente rilevante e costante dei giovani di origine straniera che accedono alla scuola
dell’obbligo, evidenziando una eterogeneità di modelli culturali di riferimento e un conseguente aumento
della complessità educativa e organizzativa che richiede un intervento specializzato da parte dei docenti
curricolari, nonché un lavoro costante di mediazione tra le famiglie e l’istituzione scuola.
Una continua e costante richiesta e conseguente inserimento nella scuola di alunni stranieri anche ad anno
scolastico iniziato per effetto dei ricongiungimenti famigliari, con evidenti difficoltà riconducibili alla
scarsa o nulla conoscenza della lingua italiana e a percorsi scolastici svolti nei Paesi di origine difficilmente
ricostruibili e/o equiparabili a quelli della scuola italiana.
Una difficoltà da parte delle scuole ad instaurare un rapporto significativo con le famiglie di recente
immigrazione e concomitante difficoltà delle famiglie ad accedere all’Istituzione Scolastica per
motivazioni legate alla presenza di barriere linguistico-culturali.
Una frammentarietà dei percorsi e alto rischio di dispersione scolastica. Consolidati i protocolli
dell’accoglienza e dell’alfabetizzazione, il nodo che le scuole e le istituzioni si trovano ad affrontare è
quello della dispersione scolastica che si amplifica nella popolazione di origine straniera rispetto a quella
italiana e che può essere fonte di disagio sociale.
Nell’analisi statistica relativa agli studenti stranieri che hanno chiesto l’accesso allo Sportello si evidenzia
una controtendenza cioè un numero relativamente basso di ragazzi a rischio dispersione. E’ un dato che
andrà meglio monitorato attraverso un’analisi più approfondita.
Sulla base delle criticità sopra evidenziate, sono stati rilevati pertanto i seguenti bisogni:
-
Supportare sul piano della comunicazione lo studente e la famiglia ( o un referente ) nell’inserimento
dell’alunno nella classe di riorientamento.
Sostenere l’importanza dell’apprendimento della lingua italiana per la comunicazione e per lo studio.
Segnalare ai servizi sociali preposti le situazioni di necessità.
Dal punto di vista statistico si nota che il numero di studenti “rimotivati” nel proseguire l’indirizzo scolastico
d’origine risultano essere di una sola unità superiori al numero degli studenti riorientati. La rimotivazione ha
riguardato i giovani che presentavano un grado di rendimento scolastico lievemente insufficiente le cui
motivazioni al riorientamento erano piuttosto deboli. Questo dato ha una forte valenza positiva in quanto
evidenzia che lo spazio di confronto offerto dallo Sportello permette una riflessione più attenta sulla reale
situazione scolastica dei giovani.
Sportello Ri-orientamento A.S. 2009/2010
Settore Formazione Professionale Istruzione Lavoro - Servizio Istruzione
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23
Alla luce di queste considerazioni, le azioni di riorientamento/rimotivazione hanno riguardato l’aumento
dell’autostima attraverso un percorso di osservazione da parte dell’operatore della comunicazione non verbale
esposta dai giovani studenti e cioè il tentativo di “mascherare” i propri disagi attraverso atteggiamenti di
chiusura che si esprimono attraverso l’assunzione di posture tipiche, una certa capigliatura calata sugli occhi
e/o con l’ausilio di alcuni capi di abbigliamento (cappucci che coprono lo sguardo, occhiali scuri ecc.).
A volte l’espressione verbale è presente, a tratti aggressiva, intercalata da vocaboli di uso comune tra i ragazzi
con l’utilizzo di terminologie “poco ortodosse”; altre volte la voce si interrompe per troppa emotività; altre
volte ancora la presenza del genitore rende completamente silenziosi i ragazzi.
Aumentare l’autostima nei giovani che si portano sulle spalle un bagaglio di insuccessi scolastici mischiati ad
un groviglio di insuccessi personali e/o aggravati dalle incomprensioni con i propri familiari è un compito
difficile soprattutto da realizzare nel breve spazio di un colloquio.
CITTADINANZA
3
6
ITALIANA
COMUNITARIA
EXTRACOMUNITARIA
27
Ma è proprio lo svolgimento del colloquio che permette di gettare le basi di un percorso che supporti lo
studente nell’elaborazione e nell’eventuale scelta riorientativa.
In quel micro-cosmo, micro-organizzazione (composto dal giovane, dal genitore e dall’operatore) si mettono in
atto delle strategie, delle alleanze costruttive con lo scopo di dare spazio alla persona nella sua interezza (biopisco-sociale). Il punto di partenza è sempre la persona nella sua unicità, nella sua fragilità e perché no nella sua
potenzialità ancora da esprimere.
Una circolarità che permette ad ogni partecipante di esprimere ciò che è, si costruiscono e ricostruiscono
identità personali, si ridimensionano antiche incomprensioni e piccoli rancori; l’aiuto dell’operatore è quello di
stare nel “mezzo”, a disposizione.
L’operatore attraverso l’azione specifica professionale conduce senza dirigere i partecipanti ad avere coscienza
di sé e della propria capacità di decidere, di sceglie o di non scegliere.
Si mette così in azione il processo di empowerment capace di dare valore alla persona in crescita, di farla sentire
in grado di decidere ciò che è meglio per lui/lei attingendo alle proprie risorse personali; il tutto attraverso un
percorso condiviso.
Per questi motivi lo Sportello per il prossimo anno sarà attivo in maniera permanente allo scopo di offrire un
servizio ai giovani studenti ed alle loro famiglie più aderente alle necessità dell’individuo.
2. LE COMPONENTI DELLA VALUTAZIONE
Valutiamo ora il progetto nella sua doppia accezione di documento cartaceo e di articolazione delle diverse
attività.
Le componenti che andiamo a valutare sono la:
Sportello Ri-orientamento A.S. 2009/2010
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a) Rilevanza: E’ l’attinenza del progetto alle problematiche ritenute rilevanti nonché la capacità di rispondere ai problemi
sociali prioritari o significativi nell’ambiente e nei contesti in cui si interviene
b) Coerenza In un progetto si ricerca la coerenza interna tra le varie parti del progetto e tra le “azioni” dello stesso
c) Congruenza :Compatibilità tra gi obiettivi e risorse messe a disposizione dall’Ente e previste nel budget del progetto.
d) Adeguatezza: Della formulazione del progetto in modo che possa fungere da guida per la progettazione operativa e che
sia comprensibile per tutti si soggetti coinvolti anche dal punto di vista logico metodologico.
Nel progetto dello Sportello risultano presenti le quattro componenti sopra indicate.
Le problematiche affrontate dallo sportello hanno rilevanza sociale in quanto il fenomeno della dispersione
scolastica è da anni al centro dell’attenzione non solo in Italia e quindi anche nel territorio della Provincia di
Lecco ma nel mondo.
La Conferenza di Lisbona del marzo 2001 indica la necessità di una considerevole riduzione della quota degli
early school leavers anche per l’Italia.
La stesura del progetto nelle varie fasi ed azioni (chiarezza degli obiettivi, strategie di intervento, attività
proposte,indicatori, modulistica ecc.) ha seguito il criterio di coerenza ed adeguatezza.
Dal punto di vista della congruenza, cioè della compatibilità tra gli obiettivi e risorse messe a disposizione
dall’Ente e previste nel budget del progetto, occorre precisare che non è stato possibile se non in via del tutto
provvisoria quantificare nel dettaglio il budget dello sportello esclusivamente per l’urgenza di attivare lo stesso
in tempi rapidi.
Di conseguenza il budget - ex post – è quantificabile in misura di:
€ 1.224,00 IVA inclusa per la realizzazione dell’opuscolo promozionale dello sportello da diffondere nelle
scuole secondarie di 2° grado, le Biblioteche e gli Informazioni del territorio provinciale;
€ 200,00 circa per spese generali
€ 1.400,00 per spese del personale del Settore
Totale 2.824,00 totale complessivo
Si può quindi evidenziare che il costo per l’attività dello sportello è relativamente economico e compatibile con
le risorse economiche assegnate al Settore
Il progetto rispetta la mission della Provincia in quanto affronta una tematica che ha rilevanza sociale e che offre
un servizio qualitativamente importante verso gli stakeholder.
Dal punto di vista amministrativo, l’attività così come proposta ha consentito un rapporto costi/benefici di tutto
rispetto.
Per quanto riguarda l’importanza dell’utenza: il progetto è stato redatto ponendo particolare attenzione al target
di riferimento riducendo al minimo la compilazione della modulistica a carico dei giovani studenti per ricercare
la compliance ed aumentare l’empatia necessaria ad instaurare un processo di empowerment attraverso il
coinvolgimento attivo e lo sviluppo della consapevolezza di sé.
Anche gli operatori che in varia misura hanno collaborato e/o svolto l’attività dello sportello necessitano di avere
dei riscontri rispetto all’attività svolta cioè di valutare il rapporto efficacia/impatto che confermi o meno il
raggiungimento degli obiettivi e dei cambiamenti auspicati.
Per questo, attraverso il monitoraggio dell’attività, il confronto tra operatori, l’esame dei dati in itinere è stato
possibile verificare l’impatto del progetto sul target.
La trasferibilità e riproducibilità del progetto – know how – è fondamentale per la valutazione di un progetto.
Questi due elementi infatti consentono di aumentare il patrimonio di conoscenza all’interno dell’Ente ed al di
fuori di esso permettendo confronti, revisioni, integrazioni per le progettazioni future.
Infine un aspetto che occorre sottolineare è l’autoformazione professionale che gli operatori esercitano attraverso
il “pensiero” progettuale, un’autoformazione che diventa patrimonio dell’Ente contribuendo a rafforzare quella
che viene definita learning organization7 e di un moderno change management8.
7
Learning organization La Learning Organization è un modello di organizzazione che sviluppa modalità che permettono di migliorare
conoscenze e competenze, che assicurano alla struttura organizzativa una migliore capacità di adattamento al cambiamento, allo
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3. LA VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA
Per efficacia si intende la capacità del progetto di provocare i cambiamenti attesi.
La valutazione dell’efficacia si rende utile per tutti i progetti che si realizzano, ma spesso la valutazione richiede
costi ed energie, quindi di volta in volta bisognerà decidere tenendo conto sia del tipo di progetto sia delle
risorse disponibili o attivabili.
In particolare per questo tipo di progetto è importante valutare la sua efficacia in quanto sono presenti una o
più delle seguenti condizioni:
-
Pur adottando una metodologia d’intervento già sperimentata, questa viene utilizzata in condizioni
diverse.
Il problema è rilevante e quindi il fallimento del progetto nel raggiungere gli obiettivi prefissati
comporta dei costi (sociali, psicologici, economici ecc.)
Il progetto dovrà continuare nel tempo; si rende quindi necessario capire se la metodologia
adottata è efficace per introdurre o no modifiche al progetto stesso.
Il prerequisito essenziale per la stima dell’efficacia attiene ad un confronto fra obiettivi attesi e obiettivi
raggiunti, in altre parole un intervento si dice efficace quando riesce a raggiungere gli obiettivi che si era posto
ma non solo, nella valutazione dell’efficacia, è consigliabile, se possibile, utilizzare indicatori forti, cioè misure
“oggettive”, eventualmente accanto ad indicatori “soffici”, cioè misure più soggettive (ad es. la soddisfazione dei
beneficiari, la loro percezione di utilità del progetto ecc.).
Lo Sportello ha ricercato in tutte le sue fasi l’efficacia attraverso il raggiungimento degli obiettivi ufficiali e
operativi descritti nel progetto e rilevabili dalla presente relazione.
sviluppo e alla crescita.La Learning Organization è una strategia utile per vitalizzare una determinata struttura organizzativa, in
quanto facilita l'apprendimento di tutti i suoi membri e continuamente trasforma se stessa.
Si tratta quindi di un'organizzazione che, nell'ambito di una struttura aziendale:
•
•
•
•
promuove l'apprendimento tra i suoi componenti, e che apprende essa stessa da tale processo;
propone processi culturali adatti a creare il clima e i sistemi necessari per assicurarsi un apprendimento continuo;
è in continuo cambiamento e promuove l’apprendimento focalizzato sull'individuo, sul gruppo e sulla struttura;
è dotata delle capacità necessarie per creare, acquisire e trasferire in maniera efficiente e veloce la conoscenza.
8
Con il termine inglese Change management (traducibile approssimativamente in governo della transizione) si intende un approccio
strutturato al cambiamento negli individui, nei gruppi, nelle organizzazioni e nelle società che rende possibile (e/o pilota) la transizione
da un assetto corrente ad un futuro assetto desiderato.
Il Change Management, così come viene comunemente inteso, fornisce strumenti e processi per riconoscere e comprendere il
cambiamento e gestire l'impatto umano di una transizione.
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CONCLUSIONI
“Più che sapere, saper imparare”
Charles Fadel
Le conoscenze e le competenze possono e devono coniugarsi insieme e sono riferimenti indispensabili per la
scuola. Tuttavia le sole conoscenze non sono sufficienti, da sole , a garantire il passaggio alla vita adulta. Se da
un lato la scuola sa bene come insegnare e valutare le conoscenze non è ancora preparata per valutare le
competenze.
Occorre introdurre profonde innovazioni nell’organizzazione degli ambienti scolastici e nelle metodologie
didattiche, da lezione frontale in favore di lavori di gruppo interdisciplinari e progettuali. E’ auspicabile che la
formazione ed il destino dei giovani studenti non siano affidati alla casualità dell’istituto in cui si iscrivono ma
ad un progetto didattico-formativo condiviso ed ai passi coi tempi.
Con questi auspici l’attività dello sportello riorientamento dovrà sempre più sviluppare la propria attività
accanto e con le istituzioni scolastiche del territorio con il fine di combattere la dispersione scolastica in
un’ottica più ampia e complessa cioè quella di avere uno “sguardo” capace di avviare azioni di sistema per una
prassi di orientamento/riorientamento integrata sul territorio attraverso la promozione di iniziative di
aggiornamento e di formazione degli operatori per giungere ad un confronto e una riflessione su esperienze di
orientamento e la progettazione di nuovi interventi in un’ottica di maggiore sistematicità e di collaborazione tra
il mondo della scuola e della formazione professionale.
Non ultimo l’obiettivo di costruire reti tra i diversi soggetti istituzionali operanti sul territorio per fronteggiare il
fenomeno della dispersione formativa come obiettivo strategico per condividere politiche sociali integrate fra
enti pubblici, mondo dell’istruzione e della formazione professionale, dei Servizi per l’impiego delle Province e
delle Parti Sociali al fine di promuovere iniziative e servizi per l’orientamento con particolare riferimento al
diritto dovere.
L’esperienza dello Sportello ha offerto agli operatori di sperimentare attraverso le azioni riorientative alcuni
aspetti emergenti nella progettazione organizzativa indirizzata verso l’eccellenza.
Le organizzazioni sempre più guardano al soddisfacimento dei bisogni dei loro clienti come valore dominante.
Fornire una risposta veloce significa che l’organizzazione istituzionale è efficiente e che reagisce velocemente a
problemi ed opportunità; significa anche che è capace di stabilire collegamenti interorganizzativi per sviluppare
nuove operatività.
L’azione dei manager (Dirigente di Settore e dell’Assessorato) in una learning organization deve avere una
visione orientata all’azione, al cambiamento e all’apprendimento che tende ad incrementare la progettazione
organizzativa attraverso i propri collaboratori, al fine di sviluppare un progetto di forma semplice con staff
snelli ed un empowerment dei dipendenti capaci di incrementare caratteristiche innovative.
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Tutto ciò è possibile attraverso lo sviluppo e l’incremento di una cultura organizzativa capace di creare un clima
di fiducia, di condivisioni di informazioni, di incremento della produttività attraverso il valore professionale
delle persone, di una visione a lungo termine e della valorizzazione dell’adattamento e dell’apprendimento.
Gruppo di Progetto
Dott. Roberto Panzeri
Dirigente Coordinatore di Progetto
Dott. Antonella Cassinelli
L’Assessore alla Formazione Proessionale Istruzione
Luca Teti
Responsabile di Progetto
Dott. Federica Vasta
Operatrice di Progetto
Prof. Pietro L. Frigerio
Collaboratore Esterno
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