DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA
RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE AL PARLAMENTO SUGLI
INTERVENTI REALIZZATI AI SENSI DELLA LEGGE 30.3.2001 N.125 “LEGGE
QUADRO IN MATERIA DI ALCOL E PROBLEMI ALCOLCORRELATI”
DATI RELATIVI ALL’ANNO 2004
Roma, 30.12.2005
INDICE
PRESENTAZIONE
PREMESSA
1
PARTE PRIMA
1.
1.1
1.2
1.3
2.
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5
2.6
Il quadro epidemiologico
I consumi di bevande alcoliche e i modelli di consumo
La mortalità e la morbilità alcolcorrelata
Considerazioni critiche
Gli interventi del Ministero della Salute in attuazione della legge 30.3.2001 n. 125
Gli interventi di indirizzo
L'utilizzo dei finanziamenti previsti per il monitoraggio dei dati
Gli interventi in materia di informazione e prevenzione
La collaborazione con altre amministrazioni centrali
L’implementazione dei progetti sull’alcol finanziati a carico del Fondo
nazionale per la lotta alla droga
La partecipazione alle politiche internazionali
Tabelle
2
5
7
8
19
22
22
22
25
28
PARTE SECONDA
3.
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
I servizi alcologici e l’utenza dopo l’emanazione della legge 30.3.2001 n. 125
-Anno 2004Il personale dei servizi
I modelli organizzativi, gli approcci terapeutici e i programmi di trattamento
Le collaborazioni dei servizi con gli enti e le associazioni del Volontariato, Privato
Sociale e Privato
Le caratteristiche demografiche dell’utenza
I consumi alcolici dell’utenza
Tabelle e grafici
29
30
31
31
33
35
PARTE TERZA
4.
Gli interventi delle Regioni e Province Autonome in attuazione della legge 30.3.2001 n. 125
4.1
Iniziative adottate dalle Regioni per favorire l’accesso ai trattamenti sanitari e
assistenziali nonché per migliorare la qualità degli stessi
Iniziative adottate dalle Regioni per favorire l’informazione, la prevenzione e
l’educazione sui danni alcolcorrelati
Iniziative adottate dalle Regioni per garantire adeguati livelli di formazione e
aggiornamento del personale addetto
Iniziative adottate dalle Regioni per promuovere la ricerca e la disponibilità
di formazione specialistica a livello universitario
Iniziative adottate dalle Regioni per favorire le associazioni di auto-mutuo aiuto
e le organizzazioni del privato sociale no profit
Strutture di accoglienza eventualmente realizzate o presenti sul territorio per
i fini di cui all’art.11 della legge 30.3.2001 n. 125
Protocolli di collaborazione o convenzioni stipulate con enti e associazioni pubbliche
o private operanti per le finalità della legge
Attività di collaborazione con le competenti istituzioni dell’Amministrazione dell’Interno,
municipali o altre per il rispetto delle disposizioni in materia di pubblicità, vendita e guida
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
4.7
4.8
37
49
64
71
75
82
88
95
4.9
4.10
Attività o progetti messi in atto per assicurare la sicurezza sui luoghi di lavoro
Provvedimenti adottati per assicurare l’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale
dei farmaci per terapie antiabuso o anticraving dell’alcolismo
4.11
Progetti o iniziative di particolare rilevanza realizzati dalle Regioni in adesione agli
orientamenti e ai principi della legge 125/2001
4.11.1 Contributo originale della Regione Piemonte: Progetto “BOB-Ricerca di valutazione”
4.11.2 Contributo originale della Regione Toscana: Progetto “Bacco e Tabacco...
all’Ospedale-Indagine sulla diffusione del consumo di alcol e sigarette nel Presidio
ospedaliero di Livorno
100
105
109
114
144
PRESENTAZIONE
Con la presente Relazione vengono illustrati al Parlamento gli interventi realizzati
nell’anno 2004 in attuazione della legge 30. 3. 2001 n. 125 “Legge quadro in
materia di alcol e di problemi alcolcorrelati”, secondo quanto disposto dall’art. 8
della medesima legge e sulla base delle relazioni a tale scopo predisposte dalle
Regioni.
La legge 125/2001 ha costituito un importante strumento di consolidamento delle
politiche alcologiche del nostro Paese, e la sua attuazione contribuisce ad
accrescere l’impegno dell’Italia nella riduzione dei danni sanitari e sociali
alcolcorrelati, considerato un importante obiettivo di salute pubblica dalla
maggior parte degli Stati europei.
Le relazioni inviate dalle Regioni sulle attività realizzate nel campo della
prevenzione, trattamento e riabilitazione nonché i dati rilevati dal Ministero della
Salute sulle attività dei servizi territoriali per le alcoldipendenze consentono di
evidenziare un ampliamento e una qualificazione del quadro degli interventi nel
settore alcologico.
I servizi territoriali si prendono carico di un crescente numero di utenti e i
problemi alcolcorrelati sempre più possono essere affrontati nella loro complessità
bio-psico-sociale, nell’ambito di spazi e contesti appropriati, mobilitando risorse
ad ampio raggio, anche in settori diversi da quelli dell’intervento più propriamente
sanitario, in un’ottica di approccio integrato che bene interpreta la volontà del
legislatore.
Contestualmente al crescente impegno dei servizi alcologici territoriali, l’invio al
ricovero ospedaliero appare in continuo decremento, ed anche il più recente dato
sul tasso nazionale di ospedalizzazione per diagnosi totalmente attribuibili
all’alcol ( 167,9 per 100.000 abitanti nel 2003) appare in diminuzione.
L’aggiornamento del quadro epidemiologico fa emergere peraltro alcune criticità
rilevanti sul piano della prevenzione dei danni alcolcorrelati, quali l’aumento dei
consumi alcolici al di fuori dei pasti, la diffusione di modelli di consumo a rischio
nelle fasce di età giovanili, l’elevata mortalità giovanile per incidente stradale.
Per affrontare tali criticità e incrementare le attività di prevenzione finalizzate a
ridurre la mortalità e morbilità alcolcorrelate il Ministero della Salute ha messo a
punto, fra l’altro, un Piano Nazionale Alcol e Salute, attualmente all’esame delle
Regioni e della Consulta Nazionale per l’Alcol, finalizzato a coinvolgere in modo
coordinato Ministero e Regioni nell’implementazione di azioni nell’ambito di
alcune aree strategiche ritenute prioritarie.
L’esame del quadro degli interventi realizzati nell’anno 2004 a livello nazionale e
regionale conferma comunque la maturazione di una cultura istituzionale in
campo alcologico e una crescente capacità di corrispondere agli obiettivi di
politica sanitaria elaborati in materia nelle sedi istituzionali di ambito nazionale e
internazionale.
Francesco Storace
PREMESSA
L’art. 8 della legge 30.3.2001 n. 125 dispone che il Ministro della Salute trasmetta al
Parlamento una relazione annuale sugli interventi realizzati ai sensi della legge stessa, da
predisporre sulla base delle relazioni che le Regioni e Province Autonome sono tenute a
trasmettere al Ministero, ai sensi dell’art. 9 comma 2, entro il 30 giugno.
In considerazione dei tempi richiesti per l’elaborazione e l’analisi dei dati e delle
informazioni, la Relazione annuale viene predisposta nella seconda metà di ciascun anno,
con riferimento agli interventi posti in essere nell’anno precedente.
La presente Relazione al Parlamento si riferisce agli interventi attivati nel corso dell’anno
2004.
1
PARTE PRIMA
1. Il quadro epidemiologico
1.1. I consumi di bevande alcoliche e i modelli di consumo
Come risulta dai documenti delle principali agenzie sanitarie di livello internazionale quali
l’O.M.S. e dai risultati di importanti ricerche e studi comparativi promossi dalla stessa
Unione Europea, il consumo di alcol si configura sempre più come uno dei principali
determinanti per la salute della popolazione, e in particolare di quella europea.
L’Italia è un Paese in cui l’assunzione moderata di alcol, e in particolare di vino, continua
ad essere abitudine alimentare molto diffusa e radicata in una solida tradizione culturale.
Anche per l’anno 2003 si conferma peraltro nel nostro Paese, secondo una tendenza
iniziata a partire dall’inizio degli anni ottanta, il progressivo calo del consumo medio
annuo pro-capite di alcol puro nell’ambito di tutta la popolazione italiana, pari, secondo i
dati forniti dall’O.M.S., a 7,61 litri, contro i 7,85 litri del 2001, gli 8,03 litri del 2000 e gli
8,04 litri del 1999.
Prendendo in considerazione la sola popolazione di età superiore ai 15 anni, questa
tendenza sembra peraltro interrompersi negli ultimi anni, con un consumo medio pro capite
di alcol puro pari a 10,45 litri nel 2003, contro i 9,2 litri del 2002 e i 9,1 litri del 2001.
Tale livello di consumo appare ancora molto al di sopra di quello raccomandato
dall’O.M.S.(Target 12 del Programma “Health 21/ 1999”) ai Paesi della Regione europea
per l’anno 2015, pari a 6 litri l’anno per la popolazione al di sopra dei 15 anni e a 0 litri per
quella di età inferiore.
Secondo le più recenti indagini multiscopo ISTAT sugli aspetti della vita quotidiana delle
famiglie, si conferma nell’ultimo biennio, sia tra i maschi che fra le femmine, il calo del
numero dei consumatori di vino, che nell’anno 2003 sono pari al 55,9% della popolazione
(71,2% nei maschi e 41,6% nelle femmine), contro il 57,4% del 2002 (71,6% nei maschi e
44,1% nelle femmine) e il 59,6% del 2001 (73,8% tra i maschi e 46,4% tra le femmine)
(tab.1a).
Non è stata pertanto confermata la tendenza all’aumento del numero dei consumatori di
vino che era sembrata delinearsi tra gli anni 2000 e 2001 (tab.1b).
La tendenza all’aumento viene invece confermata per i consumatori di birra, che nel 2003
sono pari al 47,2% della popolazione (63,9% nei maschi e 31,7 nelle femmine) contro il
46,3% del 2002 (62,0% nei maschi e 31,7% nelle femmine), interrompendo il calo rilevato
in quest’ultimo anno rispetto al 2001 (48,4%) (tab.1a).
Fenomeno simile si manifesta per il numero dei consumatori di liquori, che nel 2003
appaiono in crescita con il 25,8% (38,9% nei maschi e 13,5% nelle femmine) contro il
24,1% del 2002 (37% nei maschi e 12,1% nelle femmine), interrompendo il calo che era
sembrato delinearsi in quest’ultimo anno rispetto al 2001 (26,1% di consumatori, di cui
39,9% nei maschi e 13,2 % nelle femmine) (tab.1a).
Un fenomeno analogo riguarda il numero dei consumatori di bevande alcoliche al di fuori
dei pasti, che rappresentano un importante indicatore di esposizione della popolazione al
rischio alcolcorrelato. Essi infatti appaiono in crescita nel 2003, con il 25,8% (38,0% nei
2
maschi e 14,3% nelle femmine) contro il 23,2% del 2002 (35,1% tra i maschi e 12,1 % tra
le femmine), interrompendo il calo rilevato in quest’ultimo anno rispetto al 2001 (25% di
cui 37,8% tra i maschi e 13,1% tra le femmine) e confermando la tendenza all’aumento
evidenziabile fin dal 1993, particolarmente evidente nel passaggio dal 2000 al 2001 (tab.1a
e 1b).
Continua a crescere la tendenza al consumo fuori pasto tra i giovanissimi di età compresa
fra 14 e 17 anni, particolarmente evidente a partire dal 1998 (tab.1c).
In particolare fra i maschi tale tendenza non sembra manifestare interruzioni, con un
progressivo passaggio dal 9,8% del 1993 al 15, 2% del 1998, al 17,1% del 2001, al 18,3
% del 2002, al 20, 7% del 2003.
Fra le femmine l’aumento registrato fra il 2002 e il 2003, pari a quasi 5 punti percentuali,
appare particolarmente rilevante, se si considera che tra esse la tendenza all’aumento
appare, benché evidente, meno accentuata nel tempo e che in particolare tra il 2001 e il
2002 era stato registrato un discreto calo.
La tendenza all’aumento viene confermata fra il 2002 e il 2003 anche per le altre fasce di
età giovanile (tab. 1f).
In particolare, nella fascia di età tra i 18 e i 19 anni viene rilevato nel 2003 il 44,3% dei
consumatori fra i maschi e il 28,5% fra le femmine, dopo che fra il 2002 e il 2001 si era
evidenziato un calo (dal 43,4% del 2001 al 37,5% del 2002 nei maschi; dal 27,5% del
2001 al 26,3% del 2002 nelle femmine).
Nella fascia di età tra i 20 e i 24 anni si rileva per il 2003 il 47,1% fra i maschi (contro il
43,3 % del 2002) e il 30,0% fra le femmine (contro il 26,6% del 2002), interrompendo per
i maschi il calo rilevato tra il 2001 (47,3%) e il 2002 (43,3 %), mentre per le femmine la
tendenza all’aumento non si è mai interrotta, essendosi registrato un aumento delle
consumatrici fuori pasto anche tra il 2001( 24,4% ) e il 2002 (tab.1f).
Complessivamente in diminuzione appare il numero dei consumatori di oltre ½ litro di
vino al giorno, che rappresenta anch’esso un importante indicatore di danno alcolcorrelato
e che riguarda per il 2003 il 4,5% della popolazione, contro il 5,3% rilevato sia per il 2002
che per il 2001 (tab.1a).
Il fenomeno riguarda entrambi i sessi, rilevandosi una diminuzione sia tra i maschi (8,1%
nel 2003 contro il 9% del 2002 e il 9,3% del 2001) che tra le femmine (1,1% nel 2003
contro l’ 1,8% del 2002), per le quali tuttavia si era delineata una crescita tra il 2001
(1,5%) e il 2002 (1,8%) (tab.1d).
Si conferma dunque nettamente nella popolazione maschile quella tendenza al calo dei
consumi eccedentari di vino già evidenziatasi da qualche anno, come si può rilevare
dall’esame della serie storica del dato a partire dal 1993, quando tale consumo interessava
ben il 14% dei maschi; mentre nella popolazione femminile, nel complesso meno
interessata ai consumi eccedentari, tale tendenza, anche se confermata, incontra alcuni
periodi di chiara interruzione.
Tenendo conto dei parametri di rischio definiti dall’O.M.S., secondo cui la dose alcolica
giornaliera non deve superare 40 g. per gli uomini e 20 g. per le donne (corrispondenti,
rispettivamente, a circa 3 bicchieri e a 1 bicchiere e mezzo di vino di media gradazione
alcolica), considerando i soli consumatori di oltre ½ litro di vino al giorno, il numero delle
3
persone a rischio di sviluppare problematiche alcolcorrelate non può stimarsi comunque in
Italia inferiore a 2.230.000 per l’anno 2003.
Per quanto riguarda la distribuzione nel territorio nazionale dei fenomeni rilevati, nelle
Regioni centrali si riscontrano le maggiori percentuali di consumatori di oltre mezzo litro
di vino al giorno (tab. 1e).
Molise, Basilicata, Toscana ed Emilia Romagna sono, nell’ordine, le Regioni dove tale
consumo eccedentario è più diffuso.
Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna sono le Regioni in cui è più diffuso il
consumo moderato di vino (uno o due bicchieri al giorno).
I consumi fuori pasto hanno la più alta diffusione nelle Regioni del Nord Est e in Valle
D’Aosta, ma anche in Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna (tab.1e).
Di particolare rilievo appaiono i dati relativi alle fasce di età giovanili.
Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Fumo-Alcol-Droga (OssFAD) dell’Istituto
Superiore di Sanità, 800.000 giovani italiani al di sotto dell’età legale (14-16 anni),
corrispondenti al 40 % dell’intera popolazione di tale età, dichiarano di consumare
bevande alcoliche.
Secondo i dati dell’indagine “Eurobarometro” 2002 della Commissione Europea, l’Italia
presenta l’età più bassa di avvio al consumo di bevande alcoliche, con una media di 12,2
anni contro i 14,6 anni che rappresentano la media dell’età di avvio nell’Unione Europea.
Secondo lo studio europeo ESPAD, fra i giovani studenti italiani di età compresa fra i 15 e
i 19 anni continuano a crescere i consumatori di bevande alcoliche, che rappresentano nel
2003 il 90,8% del totale, contro l’89% del 2002 (tab. 2a).
Il 56,4% di tali studenti riferisce inoltre di essersi ubriacato almeno una volta nella vita,
contro il 54,6% del 2002, confermando la tendenza all’aumento di tale comportamento a
rischio rilevabile a partire dal 1999.
In aumento anche i comportamenti di ubriachezza ripetuta (tre o più ubriacature negli
ultimi trenta giorni), che nel 2003 hanno riguardato il 7% dei giovani studenti contro il 3%
del 1999; nonché la persistenza del comportamento nel corso della vita (venti o più
ubriacature nel corso della vita), che nel 2003 ha interessato il 5% degli studenti contro il
2% del 1999.
Sembra affermarsi tra i più giovani, rispetto agli anni passati, una maggiore
consapevolezza del rischio rappresentato dal consumo eccessivo. Si abbassa infatti al
2,3% la percentuale di studenti che non percepisce alcun rischio nel bere 4 o 5 bicchieri
ogni giorno, contro il 4% del 2002 e 2001 e il 3,0% del 2000 e 1999 (tab.2 b).
A tale accresciuta consapevolezza non sembrano peraltro corrispondere comportamenti e
atteggiamenti consequenziali; infatti comportamenti di trasgressione ed eccesso quali le
ubriacature sembrano riscuotere nel tempo sempre meno disapprovazione, secondo una
tendenza che si va progressivamente affermando fin dal 1999 (tab. 2b) e gli episodi di
ubriacatura riguardano un numero sempre maggiore di soggetti.
Variabile negli anni l’atteggiamento dei giovani studenti verso il bere “moderato” (1-2
bicchieri al giorno), in relazione al quale si può rilevare comunque una approvazione
maggiore rispetto ai primi anni dell’indagine, in linea con la progressiva diffusione del
numero dei consumatori di bevande alcoliche. Il fenomeno della diffusione dell’abuso
giovanile è ben rappresentato anche dalla percentuale di giovani alcoldipendenti in carico
4
presso i servizi sociosanitari per l’alcoldipendenza, che continua ad aumentare nel tempo
rispetto al totale dell’utenza.
Come emerge dai dati rilevati dal Ministero della Salute, nel 2004 i minori di 20 anni
rappresentano lo 0,6% dell’utenza (contro lo 0,5% del 2003) e i giovani fra i 20 e i 29 anni
ne rappresentano il 9,8%, contro il 9,1% del 2003 (tab. 2c).
Tra gli utenti di età fra i 20 e i 29 anni si rileva, rispetto alle altre fasce di età, la crescita
maggiore nel tempo, a partire dal 1996.
La tendenza all’aumento appare ancora più evidente con riferimento ai soli nuovi utenti di
tale età, che passano dal 10,7% del 1998 al 14% del 2004 (V. Parte II della Relazione).
Tra i giovani italiani il fenomeno dell’uso e abuso di bevande alcoliche appare dunque in
pericolosa ascesa, e deve essere affrontato risolutamente in tempi adeguati, prima che
raggiunga i livelli di rischio già consolidati in molti dei Paesi del Nord Europa dai quali il
nostro Paese sta negli ultimi anni mutuando i modelli di consumo.
1.2. La mortalità e la morbilità alcolcorrelata
Le stime della mortalità alcolcorrelata si differenziano a seconda degli indicatori e delle
metodologie adottate, delle diverse fonti (Ministero della Salute, Società italiana di
Alcologia, Osservatorio permanente su giovani e alcol, specifici studi ad hoc) e dell’anno
di riferimento.
Attualmente il numero annuale delle morti per cause alcolcorrelate è stimato in un
intervallo compreso tra 17.000 e 42.000.
Le diverse stime si basano su indicatori di danno sia diretto, correlato ad abuso cronico
(psicosi alcolica, cirrosi epatica, alcuni tumori, etc.) che indiretto e correlato anche a
consumi relativamente limitati (incidenti stradali, sul lavoro, domestici etc.).
Tra gli indicatori del primo tipo l’O.M.S. considera il tasso nazionale di mortalità per
cirrosi epatica e patologie croniche del fegato uno dei più importanti.
Tale dato è stato calcolato nel nostro Paese pari a 13,64 per 100.000 abitanti nel 2001,
confermando la tendenza alla diminuzione ormai in atto da molti anni (22,60 nel 1990,
17,91 nel 1995, 13,89 nel 2000), in concomitanza con la diminuzione della quantità del
consumo medio pro capite di alcol puro nella popolazione.
Tra gli indicatori di danno indiretto va segnalata la mortalità per incidente stradale, che in
Italia è stata stimata come correlata all’uso di alcol alla guida per una quota compresa tra il
30% e il 50% del totale della mortalità per questa causa.
Nell’anno 2004 sono stati rilevati dall’ISTAT 224.553 incidenti stradali (contro i 231.740
del 2003) che hanno provocato 5.625 morti (contro i 6.065 del 2003), con un indice di
mortalità (rapporto tra numero di morti e numero di incidenti) pari a 2,5% (contro il 2,6%
del 2003).
Nell’anno 2004 si registra rispetto al 2003 una riduzione del numero degli incidenti (3,1%), dei morti (-7,3%) e dei feriti (-3,3%), e sembra proseguire la tendenza alla
riduzione dei danni che già era stata registrata per l’anno 2003 in rapporto al 2002.
La fascia di età tra i 25 e i 29 anni appare nel 2004 quella più colpita dagli incidenti
stradali, con 614 morti e 43.354 feriti.
5
In corrispondenza di tale fascia di età si presenta nel 2004 anche il valore massimo della
mortalità tra i conducenti, con 481 morti.
Valori molto alti di mortalità si presentano anche tra i conducenti di età compresa fra i 21
e i 24 anni, con 395 morti.
Quest’ultima fascia di età risulta essere quella più colpita per quanto riguarda la mortalità
fra i trasportati, con 145 morti, immediatamente seguita dalla fascia di età tra i 18 e i 20
anni, con 131 morti.
Nell’ambito della fascia di età tra i 15 e i 24 anni, l’incidente stradale ha rappresentato la
causa del 46,2% del totale dei decessi rilevati nel 2002, con un dato in aumento rispetto al
44,1% rilevato nel 2000 ( (tab. 3a).
Sempre secondo l’ISTAT, tra tutti gli incidenti stradali dell’anno 2004, 16.192 sono
avvenuti nelle notti di venerdì e sabato (contro i 17.713 del 2001 e i 15.326 del 2000),
provocando 829 morti (contro i 909 morti del 2001 e i 917 del 2000), con un indice di
mortalità del 5,1 % (contro il 5,5% nei due anni 2001 e 2002).
Nel 2004 gli incidenti del venerdì e sabato notte hanno rappresentato il 44,1% del totale
degli incidenti notturni, e i morti e feriti in tali incidenti rappresentano, rispettivamente, il
49,1 ed il 46,9% del totale degli incidenti notturni.
Tale dato appare particolarmente allarmante data l’elevata correlazione tra questo tipo di
incidente stradale e l’abuso di alcol o sostanze illegali, soprattutto tra i giovani.
Le cause di incidente stradale imputabili a stato di ebbrezza alcolica rappresentano nel
2004 il 72% del totale delle cause dovute allo stato psicofisico del conducente, con 4.140
casi rilevati (contro i 3.548 del 2003).
Sul totale delle cause accertate o presunte di incidente stradale, quelle correlate a stato di
ebbrezza rappresentano nel 2004 l’1,5% del totale, in aumento dello 0,3% rispetto al dato
del 2003 (1,2%), e vengono accertate per la maggior parte nelle strade urbane (tab. 3b).
Nell’anno 2003 il numero delle diagnosi ospedaliere per patologie totalmente attribuibili
all’alcol è pari a 108.294 (tab.4c), contro 113.651 nel 2002.
Il numero delle dimissioni ospedaliere che presentano le suddette diagnosi (tanto in causa
principale di ricovero che nelle cause successive) ammonta a 96.262 unità, contro le
99.321 unità rilevate nell’anno 2000.
Il tasso nazionale di ospedalizzazione per diagnosi totalmente attribuibili all’alcol (valore
per 100.000 abitanti) è di 167,9, in diminuzione rispetto al dato del 2002 (177,1) e del
2000(172,2) (tab.4d).
In controtendenza rispetto all’andamento del dato nazionale, il tasso di ospedalizzazione
appare in aumento tra il 2000 e il 2002 nelle Regioni Valle D’Aosta, Lazio,
Abruzzo,Molise, Campania, Sicilia e Sardegna (tab.4d).
Valle D’Aosta, con 459,8, P.A. di Bolzano, con 420,9 e P.A. di Trento, con 349,0,
appaiono anche nel 2003 le Regioni a più alto tasso di ospedalizzazione, seguite da
Molise e Friuli V.Giulia (considerando complessivamente i ricoveri di residenti e non
residenti) (tab.4a).
I tassi di ospedalizzazione più bassi si hanno in Campania (82,7) e Sicilia (84,5).
Delle diagnosi totalmente attribuibili all’alcol, 84.963 (78,5%) si riferiscono a maschi, e
23.331(21,5%) a femmine (tab.4c). La distribuzione fra i sessi registra pertanto un lieve
aumento a favore dei maschi rispetto al 2002.
6
La distribuzione percentuale delle diagnosi totalmente alcolattribuibili ci mostra anche per
il 2003 i valori più elevati (44,9%) nelle fasce di età più alte (oltre i 55 anni), che si
riferiscono, in ordine di prevalenza, a cirrosi epatica alcolica, cardiomiopatia alcolica,
gastrite alcolica e steatosi epatica (tab.4b).
Nelle fasce di età più giovani (15-35 anni), a cui si riferisce il 12,2 % delle diagnosi di
ricovero totalmente alcolattribuibili, i valori più elevati riguardano abuso di alcol ed effetti
tossici dell’alcol.
Alla fascia di età fino a 14 anni si riferisce lo 0,2% delle diagnosi, con riferimento quasi
esclusivo agli effetti tossici dell’alcol.
Tra il 2000 e il 2003 aumentano le diagnosi totalmente attribuibili all’alcol nella fascia
d’età tra i 36 e i 55 (+1%) e, in minor misura, in quella oltre i 55 anni (+0,6%), mentre una
diminuzione si riscontra nella fascia di età tra i 15 e i 35 anni (-1,6%) (tab.4e).
Nell’anno 2003 la cardiomiopatia alcolica si caratterizza ancora più che nel 2002 come
diagnosi di ricovero prevalente per i maschi (86,8%) in rapporto alle femmine (13,2%),
assieme al danno epatico da alcol non specificato (tab.4c).
Le diagnosi che interessano maggiormente le femmine in rapporto ai maschi riguardano la
gastrite alcolica (29,8% nelle femmine contro 70,2% nei maschi) e gli effetti tossici
dell’alcol (28,5 % nelle femmine contro 71,5% nei maschi) (tab. 4c).
Fra il 2000 e il 2003 la distribuzione percentuale fra le diverse diagnosi totalmente
alcolcorrelate si mantiene sostanzialmente stabile nel tempo, o tendente a una lieve
diminuzione per alcune diagnosi, con la sola eccezione della diagnosi di cirrosi epatica
alcolica, per la quale si passa dal 26,3% al 30,0% (tab. 4f).
Nell’anno 2004 sono stati presi in carico presso i servizi alcologici territoriali 53.914
soggetti alcoldipendenti, con un aumento del 5,3% rispetto al dato dell’anno precedente
(V. Parte II della Relazione).
1.3. Considerazioni critiche
Continua la tendenza al calo dei consumi medi pro-capite di alcol puro già in atto dal 1981
(-33,3% tra il 1981 e il 1998), anche se il dato più recente per i consumi della popolazione
al di sopra dei 15 anni, riferito all’anno 2003, interrompe la tendenza affermatasi negli
ultimi due decenni.
Per la popolazione italiana sembrano peraltro complessivamente confermarsi, per l’anno
2003, le tendenze rilevate a partire da metà degli anni 90 relativamente all’espandersi della
platea dei consumatori (fatta eccezione per i consumatori di vino, compresi quelli
eccedentari) e alla diffusione di modelli di consumo a rischio e lontani dalla tradizione
nazionale quali i consumi al di fuori dei pasti, con particolare riferimento ai giovanissimi.
Fra questi ultimi, in particolare, continuano a crescere sia l’uso di bevande alcoliche che i
comportamenti di abuso e gli atteggiamenti ad esso favorevoli, nonostante una più diffusa
percezione del rischio correlato.
Sono da tenere in particolare considerazione, alla luce dei dati disponibili per il 2003:
-l’aumento, rispetto al 2002, dei consumatori di birra e liquori;
-l’aumento dei comportamenti di consumo fuori pasto, che erano sembrati in calo nel 2002
sia tra i maschi che tra le femmine;
7
-il persistere della tendenza all’aumento dei consumi fuori pasto tra i giovani fra i 14 e i 17
anni, già ben rilevabile nel 2002 nella classe maschile e confermata nel 2003 anche tra le
ragazze, con una crescita di 4,7 punti percentuali;
-l’alta percentuale e l’aumento della mortalità per incidente stradale tra i giovani.
La diminuzione del tasso di ospedalizzazione per patologie totalmente riferibili all’alcol,
evidente sia rispetto al dato del 2002 che del 2000, deve essere interpretata anche tenendo
conto della crescita dell’utenza dei servizi territoriali per l’alcoldipendenza, in continua
espansione dal 1996, contestualmente al rafforzamento della rete dei servizi (V. Parte II
della Relazione).
I dati relativi alla popolazione giovanile inducono a rafforzare la vigilanza già in atto per la
situazione degli anni precedenti, anche perché esistono numerose evidenze sulla tendenza
dei giovani che consumano alcol a praticare altri comportamenti a rischio e a utilizzare
spesso l’alcol secondo le stesse modalità e motivazioni che sottendono l’uso di altre
sostanze illecite.
I più recenti modelli di consumo e abuso da parte dei giovani possono spiegarsi anche con
l’influenza dei modelli di altri Paesi, soprattutto del Nord Europa, che hanno favorito la
sostituzione del modello di consumo mediterraneo, caratterizzato da assunzione
moderata di vino a completamento dei pasti, con l’ uso di bevande ad alto contenuto
alcolico e in quantità spesso eccessive, al di fuori dei pasti e in occasioni di tipo
ricreazionale. Né a questa trasformazione sembrano sottrarsi le giovani donne, che sempre
più paiono adeguarsi ai comportamenti di consumo adottati dai coetanei maschi.
L’innesto di tali diversi modelli comportamentali nella tradizionale cultura di tolleranza e
approvazione sociale del bere moderato del nostro Paese può rappresentare, se non
correttamente compreso, un ulteriore specifico elemento di rischio per i soggetti più
giovani, che potrebbero non percepire adeguatamente i pericoli correlati ai nuovi modelli
di consumo.
Elemento cruciale delle politiche di prevenzione appare dunque ancora, e in particolare per
la protezione della salute psico-fisica dei più giovani, l’adozione di politiche e azioni
adeguate alle trasformazioni culturali in atto, che tengano conto dell’aumento dei
comportamenti di consumo a rischio, favoriscano, sulla base di univoci orientamenti di
sicura evidenza scientifica, la corretta conoscenza e percezione dei rischi correlati ai vari
comportamenti, e promuovano nella società la crescita di fattori protettivi nei diversi
contesti.
2. Gli interventi del Ministero della Salute in attuazione della legge 30.3.2001 n. 125
2.1. Gli interventi di indirizzo
In linea con gli orientamenti dell’ultimo Piano Sanitario Nazionale per gli anni 2003-2005,
nell’ambito del quale, anche in adesione ai principi sanciti dalla legge 125/2001, la
riduzione dei danni sanitari e sociali causati dall’alcol viene riconosciuta come uno dei più
importanti obiettivi di salute pubblica, il Ministro della Salute ha predisposto un Piano
Nazionale Alcol e Salute, per coinvolgere in modo coordinato Ministero e Regioni
nell’implementazione di un insieme di azioni nell’ambito di alcune aree strategiche
8
ritenute prioritarie, con l’obiettivo finale di incrementare le attività di prevenzione e ridurre
la mortalità e morbilità alcolcorrelata nel nostro Paese.
Il Piano nazionale Alcol e Salute è stato predisposto quale specifico progetto del Centro
per la Prevenzione e il Controllo delle malattie, la nuova struttura operativa costituita
presso il Ministero della Salute con la legge 26 marzo 2004 n. 138 al fine di contrastare e
prevenire le emergenze di salute pubblica.
Per le importanti valenze in relazione alla attuazione della legge 125/2001, per l’adozione
del Piano Nazionale Alcol il Ministro della Salute ha presentato alla Conferenza Stato
Regioni una proposta di accordo, in relazione alla quale è stato deciso, nella seduta del 16
dicembre 2004, dati i tempi necessari per un approfondito esame, di rimandare ad altra
data ogni i definitiva determinazione.
Attualmente il Ministero della Salute sta esaminando le proposte fatte pervenire in merito
dalle Regioni, ed è altresì in attesa di ricevere, secondo quanto previsto dall’art. 3 comma 1
della legge 125/2001, il parere della Consulta nazionale sull’alcol, insediatasi presso il
Ministero del Lavoro e Politiche sociali in data 14.12.2004, in attuazione dell’art. 4 della
stessa legge.
Stante il carattere ancora provvisorio del documento che definisce il Piano Nazionale
Alcol e Salute, che potrà subire modifiche fino al completamento dell’iter previsto per la
sua definitiva adozione, se ne riportano qui solo le parti principali che ne illustrano gli
aspetti programmatici, tratti dal documento trasmesso alla Conferenza Stato Regioni nel
dicembre 2004.
Ministero della Salute
Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie
Piano nazionale Alcol e Salute
(Schema)
Roma, 15 Novembre 2004
9
Riferimenti normativi
Quest’ultimo decennio ha visto un notevole incremento di atti normativi e programmatici
di ambito nazionale e internazionale relativi alle problematiche alcologiche, che possono
costituire una solida base per l’implementazione di adeguati interventi ai bisogni emergenti
nelle varie realtà territoriali del Paese in relazione ai problemi alcolcorrelati.
L’Accordo Stato/Regioni del 21.1.1999 ha inserito il coordinamento delle attività relative
all’alcoldipendenza nell’ambito delle attività dei Dipartimenti per le dipendenze delle Aziende
USL, vincolando ad assicurare per i problemi alcolcorrelati l’erogazione di interventi
interdisciplinari integrati e la disponibilità di risorse adeguate alla complessità dei problemi.
La legge 181.2.1999 n. 45 ha esteso i finanziamenti del Fondo nazionale per la lotta alla droga
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri anche a progetti regionali e nazionali in materia di
“alcoldipendenza correlata”.
Il Decreto legislativo 19.6.1999 n.229 ha previsto espressamente, all’art. 3 septies comma 4, la
collocazione della dipendenza da alcol nell’ambito delle aree cui attengono prestazioni
sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria, da assicurarsi da parte delle aziende sanitarie in
quanto comprese nei livelli essenziali di assistenza.
L’Atto di intesa Stato-Regioni del 5.8.1999, determinando i requisiti minimi standard per
l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento degli enti e delle associazioni private che
operano nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione delle persone dipendenti da sostanze di
abuso, costituisce evidentemente una regolamentazione anche degli enti operanti nel settore della
dipendenza da alcol.
La Legge 30.3.2001 n.125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati” prevede
un insieme di adempimenti finalizzati alla prevenzione, cura e reinserimento sociale degli
alcoldipendenti, di competenza sia delle Amministrazioni centrali, e in particolare Salute e
Solidarietà sociale, che delle Amministrazioni regionali.
La legge prevede in particolare uno stanziamento di fondi per il monitoraggio dei dati
relativi all’abuso di alcol e ai problemi alcolcorrelati (€ 516.457,00 annue dal 2001) e
per le azioni di informazione e di prevenzione negli ambienti scolastici, militari,
penitenziari, di aggregazione giovanile (€ 1.032.914 annue dal 2001) che sono stati
assegnati al Ministero della Salute. E’ previsto altresì uno stanziamento di fondi al
Ministero dell’Interno ai fini dell’intensificazione dei controlli sulla guida.
Nel Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 la riduzione dei consumi e degli abusi di alcol
è stata assunta quale specifico obiettivo da conseguire tramite un insieme di azioni finalizzate alla
acquisizione di stili di vita più compatibili col mantenimento di un buon livello di salute da parte
della popolazione.
Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, confermando tra gli strumenti fondamentali di
prevenzione l’adozione di stili di vita sani, configura la prevenzione dell’abuso alcolico, e in
particolare di quello giovanile, quale specifica tematica da inserire nei programmi di abbattimento
dell’uso e abuso di sostanze. In tal modo il Piano sanitario pone le premesse per l’attuazione nel
nostro Paese dei due più recenti, sottoindicati provvedimenti sanitari dell’Unione Europea in
materia alcologica:
-Raccomandazione del Consiglio “Consumo di bevande alcoliche da parte di bambini e
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adolescenti”, approvata dal Consiglio dell’U.E. nel giugno 2001, finalizzata alla protezione delle
giovani generazioni dal rischio rappresentato dai nuovi modelli di consumo. Con essa il Consiglio
invita gli Stati ad esprimere un particolare impegno, nel quadro delle misure da adottare in
relazione al problema dei giovani e l’alcol, in due settori principali :
-quello attinente agli interventi di informazione/sensibilizzazione/promozione della
salute/prevenzione, da attuarsi anche tramite gli strumenti individuati dalla ricerca finalizzata e la
partecipazione dei giovani alle attività di politica sanitaria che li riguardano;
-quello attinente agli interventi sulla promozione, commercializzazione e vendita delle bevande, da
attuarsi tramite la cooperazione con i settori economici interessati;
-Conclusioni del Consiglio su una strategia comunitaria per la riduzione dei danni alcolcorrelati,
anch’esse approvate dal Consiglio dell’U.E. nel giugno 2001, in cui la Commissione è invitata a
studiare la possibilità di sostenere una strategia comunitaria globale volta a ridurre il danno
alcolcorrelato, a completamento delle politiche nazionali e per l’avvio di un piano per le diverse
azioni.
Nel documento si prende atto che il consumo di alcol è uno degli elementi determinanti per la
salute nell’Unione Europea, e vengono a tale proposito proposte strategie di ampio respiro, che
includano misure da adottarsi anche in settori diversi da quelli di sanità pubblica, quali la ricerca,
la tassazione, i consumi, la salvaguardia del consumatore, i trasporti, la pubblicità, il commercio,
la sponsorizzazione. Adottando quali fondamentali punti di riferimento il II Piano di Azione
europeo per l’alcol promosso dall’O.M.S. per gli anni 2000-2005 nonché la Dichiarazione di
Stoccolma sui giovani e l’alcol, viene in particolare indicata la necessità di basare le strategie e le
azioni sullo sviluppo di sistemi informativi e di monitoraggio relativi ai consumi alcolici, ai danni
alcolcorrelati, alle politiche e alla loro efficacia in ambito comunitario.
Razionale
Il consumo di alcol è uno degli elementi determinanti per la salute di una popolazione ed è ormai
evidente a livello scientifico la correlazione tra l’elevato consumo di alcol e l’aumento del rischio
di mortalità per alcune cause.
L’Italia è un Paese in cui il consumo di bevande alcoliche, e in particolare di vino, fa parte di una
radicata tradizione culturale e l’assunzione moderata di alcol è una consuetudine alimentare molto
diffusa. Negli ultimi anni si stanno inoltre diffondendo, sopratutto tra i giovani, modelli di consumo
importati dai Paesi del Nord Europa che comportano notevoli variazioni nella quantità e qualità
dei consumi, con un progressivopassaggio da un bere incentrato sul consumo di vino o bevande a
bassa gradazione
alcolica, a completamento dei pasti, a un bere al di fuori dei pasti e in occasioni ricreazionali, con
uso di bevande ad alto contenuto alcolico e in quantità spesso eccessive.
Tali nuovi modelli convivono ancora con quelli tradizionali, variamente distribuiti tra le diverse
classi di età e i sessi, e ciò rende piuttosto complessa in questo momento storico la realtà italiana.
Ogni modello di consumo comporta d’altra parte rischi specifici per la salute e la sicurezza, ed è
pertanto importante rivolgere grande attenzione allo studio e al monitoraggio della distribuzione
dei consumi e dei modelli di consumo nelle varie fasce di popolazione, valutando i rispettivi rischi
di morbilità, mortalità e danno sociale per poter predisporre un adeguato sistema di interventi di
prevenzione primaria e secondaria.
Per gli anni 1992-1999 l’Italia ha aderito al I Piano di azione europeo per l’alcol promosso
dall’O.M.S. con lo scopo di aiutare gli Stati Membri ad ottenere una riduzione significativa nel
11
consumo di alcol nocivo per la salute e l'adozione di misure di lotta contro i comportamenti ad
alto rischio. In relazione a ciò l’Italia ha adottato strategie di sviluppo per le attività del settore
alcologico e raggiunto risultati importanti, centrando il target proposto dall’O.M.S. della
riduzione del 25% dei consumi annuali pro-capite di alcol puro, cui ha fatto riscontro negli stessi
anni la riduzione del tasso di mortalità per cirrosi epatica.
L’Italia ha altresì aderito nonché partecipato attivamente alla formulazione del II Piano di Azione
europeo per l’alcol proposto dall’O.M.S. per gli anni 2000-2005.
Col II Piano di Azione l’O.M.S., preso atto che il consumo dei prodotti alcolici è responsabile del
9% del totale delle cause di morte nella Regione europea, è correlato a incidenti e a episodi di
violenza ed è responsabile di larga parte della riduzione delle aspettative di vita in molti Paesi,
propone agli Stati membri un programma di ampio respiro, che investe le competenze e le
responsabilità di autorità non soltanto sanitarie ma anche di altri settori quali quello economico e
sociale, il cui obiettivo ultimo è quello di prevenire e ridurre i danni alcolcorrelati nella
Regione europea.
L’Italia ha rafforzato negli ultimi anni il sistema di servizi sociali e sanitari finalizzato a
prevenzione, trattamento e riabilitazione della dipendenza da alcol, e con la legge 125/2001 è stata
introdotta una regolamentazione in settori non direttamente sanitari, quali la pubblicità, la
vendita, il lavoro, etc. .
D’altra parte la legge 125/2001 non è ancora completamente attuata e molto rimane da fare. Il
valore degli indicatori di danno alcolcorrelato è ancora elevato nel nostro Paese e il sistema di
prevenzione e assistenza ancora lontano dal far fronte ai bisogni. Per quanto attiene il solo aspetto
socio-sanitario, ad esempio, il ruolo svolto dalle associazioni del volontariato nella
disassuefazione dell’alcolismo appare ancora in molte Regioni sostitutivo del ruolo del servizio
pubblico, e non, come sarebbe auspicabile, di collaborazione sul piano della prevenzione e
riabilitazione.
Per tutte queste ragioni, tenuto conto che l’attuale assetto normativo, istituzionale e culturale del
nostro Paese costituisce un contesto sufficientemente maturo per la realizzazione di più puntuali
interventi, il Ministero della Salute intende adottare un Piano nazionale Alcol e Salute, facendo
propri gli obiettivi proposti dal II Piano di Azione europea dell’O.M.S. reinterpretati secondo gli
intenti della Raccomandazione del Consiglio U.E. sul consumo alcolico di bambini e adolescenti e
delle Conclusioni U.E. sulla strategia comunitaria per la riduzione dei danni alcolcorrelati.
Il Piano nazionale Alcol e Salute (PNAS) recepisce, nel breve periodo, gli obiettivi, le strategie e le
azioni di interesse più specificamente sanitario proposte dal II Piano O.M.S., ma nel medio-lungo
periodo dovrà essere inglobato nell’ambito di un più ampio Piano di Azione Alcol (PNA) di
valenza interistituzionale, in grado di coinvolgere in modo più diretto e puntuale tutte quelle
Amministrazioni non sanitarie che possono svolgere un ruolo strategico per il raggiungimento
degli obiettivi di salute e sicurezza connessi con la riduzione del danno alcolcorrelato.
Il Ministero della Salute si impegna a sensibilizzare e coinvolgere, progressivamente, in qualità di
massima autorità sanitaria a livello nazionale, tali Amministrazioni, per la loro adesione al
PNAS.L’esigenza di questo più ampio Piano si pone in relazione a un duplice ordine di problemi,
uno di carattere etico-sanitario e l’altro di carattere economico:
-il rischio di danni alla salute psicofisica sta assumendo nel nostro Paese un andamento
preoccupante, con particolare riferimento alla popolazione giovanile ma anche alle donne e alla
popolazione anziana, e deve essere quindi contenuto prima che arrivi ad assumere quei caratteri di
gravità già presenti in altri Paesi europei di cui l’Italia sta mutuando le abitudini di consumo.
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Dato il carattere legale, diffuso e socialmente accettato del consumo di alcol, è necessario dunque
contemplare tutte quelle strategie ed azioni di più ampia e specifica valenza sociale, economica,
giuridica e quant’altro che possono scaturire da una presa d’atto da parte di tutta la società sui
pericoli connessi e favorire una ridefinizione culturale dell’immagine della bevanda alcolica, che
non rimuova i possibili effetti dannosi dell’alcol;
-il sistema sanitario si trova a dover sostenere, in relazione ai danni alcolcorrelati, costi
elevatissimi per garantire le prestazioni di assistenza sanitaria e sociosanitaria nelle due
macroaree dell’assistenza ospedaliera e distrettuale ai vari livelli essenziali di intervento previsti.
Di fronte a tali oneri l’autorità responsabile del Servizio sanitario nazionale non può non rilevare
l’esistenza di responsabilità in tante altre istituzioni e soggetti, pubblici e privati, ivi compresi il
mondo della produzione e della distribuzione, che è necessario pertanto richiamare e coinvolgere
in un ruolo attivo per la prevenzione del danno alcolcorrelato.
D’altra parte va preso atto che i costi del danno alcolcorrelato non si ripercuotono solo sul
sistema sanitario, ma si pagano anche in termini sociali ed economici in senso lato, in anni di vita
persi, anni di lavoro persi, sofferenza delle famiglie e dell’individuo, violenza e disadattamento
sociale.
Per tali motivi il Piano nazionale Alcol e Salute non può non richiedere un successivo e più ampio
Piano nazionale Alcol.
Le dimensioni del problema
Pur persistendo in Italia la tendenza al calo del consumo medio annuo pro-capite di alcol, secondo
un trend iniziato a partire dai primi anni ottanta, il più recente valore (anno 2001) di tale consumo
calcolato dall’Ufficio regionale O.M.S. per l’Europa (9,14
litri nella popolazione di età superiore ai 15 anni) è ancora molto al di sopra di quello ritenuto
auspicabile dall’O.M.S. per l’anno 2015, che è di 6 litri l’anno per la popolazione di età superiore
ai 15 anni, e di 0 litri per quella di età inferiore.
Contestualmente alla diminuzione dei consumi, continua nel nostro Paese la tendenza all’aumento
della quota di popolazione che consuma bevande alcoliche, già rilevata a
partire dal 1998, e si accresce di conseguenza la quota di popolazione a rischio di patologie e
danni alcolcorrelati. Secondo l’ISTAT il numero dei consumatori di vino
almeno una volta l’anno è passato tra il 2000 e il 2001 dal 57,1% al 59,6% , e quello dei
consumatori di birra dal 42,6% del 1993 al 48,4% del 2001.
L’aumento della diffusione del consumo riguarda sopratutto le donne e le fasce di popolazione più
giovane.
In netto aumento dal 2000 al 2001 la prevalenza dei consumatori al di fuori dei pasti, che passa
dal 23,3% al 25%, a conferma di un trend che, evidenziabile fin dal 1993, era sembrato
ridimensionarsi negli anni 1999 e 2000.
Particolarmente preoccupante è la conferma della crescita di questi consumi per le fasce di età tra
i 14 e i 17 anni, dove i maschi passano, fra il 1995 e il 2001, dal 12,9 % al 17,1%, e le femmine dal
6,0% al 13,8%.
Si conferma per gli ultimi anni la tendenza delle giovani generazioni a comportamenti di abuso
quali le ubriacature, e un atteggiamento di crescente tolleranza verso l’abuso di alcol e i
comportamenti correlati.
Nel 2002 è cresciuta la percentuale dei giovani utenti dei servizi territoriali per le alcoldipendenze
del S.S.N. di età compresa fra i 20 e i 29 anni ( 9,1%).
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Il tasso nazionale di ospedalizzazione per diagnosi totalmente attribuibili all’alcol è di 177,1 nel
2002.
La distribuzione percentuale delle diagnosi totalmente alcolattribuibili nell’anno 2002 ci mostra i
valori più elevati nei soggetti di oltre 55 anni, fra i quali prevalgono cirrosi epatica,
cardiomiopatia, steatosi e gastrite alcolica. Nei soggetti tra 15 e 35 anni prevalgono le diagnosi di
abuso alcolico, effetti tossici dell’alcol e avvelenamento da antagonisti dell’alcol.
Gli incidenti stradali vengono stimati in Italia, a seconda delle varie fonti, correlati all’abuso di
alcol per una percentuale compresa fra il 33% e il 40% del totale. Nell’anno 2000 sono stati
rilevati dall’ISTAT 15.326 incidenti stradali avvenuti nelle notti tra venerdì e sabato, circostanze
temporali nelle quali si rileva una più forte correlazione tra incidente stradale e abuso di sostanze,
ivi compreso l’alcol. Tali incidenti hanno provocato 917 morti, con un indice di mortalità media
del 5,53%.
Particolarmente grave appare la situazione per i giovani fra i 15 e i 24 anni, per i quali l’incidente
stradale costituisce la causa di più del 40% dei decessi, ed è comunque la prima causa di morte.
Nel 2002 sono stati presi in carico presso i servizi territoriali per le alcoldipendenze operanti
nell’ambito del S.S.N. 44.490 soggetti alcoldipendenti (34.191 maschi e 10.299 femmine). Fra di
loro crescono i soggetti fra i 20 e i 29 anni, che rappresentano nel 2002 il 9,1% del totale, mentre
calano nel tempo gli utenti delle fasce di età più mature.
Obiettivi e sub obiettivi del Piano Nazionale Alcol e Salute
Il Piano Nazionale Alcol e Salute si articola in un insieme di strategie e azioni che
affrontano i problemi posti dalla specifica duplice valenza dell’alcol in quanto
1) componente di bevande liberamente prodotte e commercializzate, socialmente accettate e
inserite in schemi comportamentali ben integrati nella cultura del nostro Paese;
2) sostanza fortemente psicotropa in grado di provocare gravi dipendenze, al pari delle droghe più
pesanti.
Tenendo conto di tale duplice valenza, sono stati individuati alcuni obiettivi prioritari e
in relazione ad essi, un insieme di aree strategiche e azioni prioritarie per il triennio 2005-2007,
da attivarsi secondo i modelli organizzativi propri delle singole Regioni, e i cui risultati saranno
monitorati e verificati secondo specifici indicatori.
In considerazione di quanto detto sopra, il PNAS assume quale obiettivo finale la prevenzione e
riduzione della mortalità e morbilità alcolcorrelate nel nostro Paese, ponendosi i sottoindicati
obiettivi intermedi.
-Aumentare la consapevolezza del rischio connesso con il consumo delle bevande alcoliche nella
popolazione generale e in alcune fasce di popolazione particolarmente esposte (anziani, giovani,
donne), nonché il sostegno a favore delle politiche di salute pubblica finalizzate alla prevenzione
del danno alcolcorrelato
-Ridurre i consumi a rischio (e in particolare quelli eccedentari e al di fuori dei pasti) nella
popolazione e in particolare nei giovani, nelle donne e nelle persone anziane
-Ridurre la percentuale dei giovani minori di 18 anni che assumono bevande alcoliche, nonché
l’età del primo contatto con le stesse
-Ridurre il rischio di problemi alcolcorrelati che può verificarsi in una varietà di contesti quali la
famiglia, il luogo di lavoro, la comunità o i locali dove si beve
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-Ridurre la diffusione e la gravità di danni alcolcorrelati quali gli incidenti e gli episodi di
violenza, gli abusi sui minori, la trascuratezza familiare e gli stati di crisi della famiglia
-Mettere a disposizione accessibili ed efficaci trattamenti per i soggetti con consumi a rischio o
dannosi e per gli alcoldipendenti
- Provvedere ad assicurare una migliore protezione dalle pressioni al bere per i bambini, i giovani
e coloro che scelgono di astenersi dall’alcol.
In relazione agli obiettivi suddetti, si assumono i seguenti sub obiettivi.
-Aumentare la diffusione dei metodi e strumenti per l’identificazione precoce della popolazione a
rischio
-Aumentare la percentuale di consumatori problematici avviati, secondo modalità adeguate alla
gravità dei problemi, al controllo dei propri comportamenti di abuso, con particolare riferimento
ai giovani
-Aumentare la qualità e la specificità dei trattamenti nei servizi specialistici per il trattamento
della dipendenza da alcol.
Aree strategiche
Per raggiungere gli obiettivi e i sub obiettivi indicati, si propongono le seguenti aree strategiche di
intervento prioritario, con l’indicazione dei risultati attesi per ciascuna di
esse nonché delle azioni da implementare:
1) Informazione /educazione
2) Bere e guida
3) Ambienti e luoghi di lavoro
4) Trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza
5) Responsabilità del mondo della produzione e distribuzione
6) Capacità sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol
7) Potenzialità delle Organizzazioni non governative
8) Monitoraggio del danno alcolcorrelato e delle relative politiche di contrasto.
Area “Informazione ed Educazione”
Risultati attesi
- Sviluppo nella popolazione generale e nei gruppi più vulnerabili di una maggiore conoscenza e
consapevolezza del danno provocato dall'alcol sulla salute e il benessere individuale, familiare e
sociale
- Sviluppo nei bambini e nei ragazzi delle abilità necessarie a fare scelte a favore della salute e a
resistere alle pressioni al bere.
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Azioni
-Attuare campagne attraverso i mass media per informare sui danni prodotti dall'alcol alla salute e
al benessere di individui, famiglie e comunità e per promuovere il sostegno pubblico alle politiche
sanitarie e sociali che contrastano il danno alcolcorrelato
-Attivare una collaborazione con il mondo della scuola (dalla materna alle superiori) per
l’adozione di un programma di promozione della salute di ampio respiro, in cui trovino spazio
adeguato la prevenzione del danno alcolcorrelato e l’insegnamento delle abilità necessarie a
fronteggiare le pressioni sociali al bere.
Area “Bere e Guida”
Risultati attesi
-Riduzione del numero degli incidenti alcolcorrelati, nonché del numero di morti e feriti, in
particolare tra i giovani.
Azioni
-Attivare una collaborazione con le istituzioni locali responsabili dei controlli dell'aria
espirata, per organizzare azioni preventive di comunità che pongano in grande evidenza i
controlli casuali dell’aria espirata, sopratutto nei luoghi e nelle occasioni del divertimento
giovanile a rischio di abuso alcolico.
Area “Ambienti e luoghi di lavoro”
Risultati attesi
-Riduzione del danno prodotto dall’alcol sui luoghi di lavoro, in particolare nei luoghi di lavoro a
rischio per la salute e la sicurezza di terzi, sopratutto per quanto attiene alla violenza e agli
incidenti.
Azioni
-Attivare la collaborazione del mondo delle imprese e delle organizzazioni sindacali,
anche d’intesa con le Amministrazioni regionali del Lavoro e nell’ambito di quanto previsto dalle
normative sulla sicurezza nonché dalla legge 125/2001, per promuovere nei luoghi di lavoro una
politica sull’alcol fondata sull’educazione, la prevenzione, la tempestiva identificazione, o
autoidentificazione, dei soggetti a rischio e la possibilità di intraprendere, nel pieno rispetto della
privacy, trattamenti integrati resi disponibili presso le strutture sanitarie.
Area “Trattamento del consumo alcolico dannoso e dell'alcoldipendenza”
Risultati attesi
-Disponibilità per i singoli e per le famiglie di un trattamento accessibile ed efficace per tutto
l’arco dei problemi alcolcorrelati, dal consumo a rischio e dannoso all’alcoldipendenza.
Azioni
-Provvedere al coinvolgimento e alla formazione degli operatori della medicina di base, e in
particolare dei Medici di Medicina Generale, per l’identificazione precoce dei soggetti a rischio,
anche tramite strumenti di screening comportamentali mirati e attendibili, nonché per l' intervento
breve nei confronti del consumo alcolico nocivo
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-Allocare adeguate risorse finanziarie e strategie contrattuali per assicurare in merito ai suddetti
interventi la più ampia disponibilità, accessibilità e produttività di interventi nella medicina di
base
-Favorire un approccio integrato che coinvolga, oltre ai servizi sanitari, i medici di medicina
generale, i servizi sociali, i gruppi di autoaiuto, le istituzioni scolastiche, giudiziarie, il mondo del
lavoro e le altre istituzioni interessate
-Costruire un sistema complesso di trattamento accessibile, efficace, flessibile e affidabile, basato
su evidenze scientifiche e su una adeguata valutazione dei bisogni
-Assicurare risposte per tutte le varie fasi del trattamento, provvedendo alla disintossicazione,
valutazione, confronto dei trattamenti possibili, prevenzione dalle ricadute e riabilitazione, anche
tramite metodi di disease management per gli alcolisti conclamati arruolati in programmi di
astinenza.
Area “Responsabilità del mondo della produzione e distribuzione”
Risultati attesi
-Maggiore responsabilizzazione e disponibilità alla collaborazione nei programmi di prevenzione
dei danni alcolcorrelati da parte del mondo della produzione e distribuzione
-Implementazione di misure atte a favorire il rispetto dei limiti legali di età per la
somministrazione delle bevande alcoliche ai giovani e per limitare comunque l'accesso dei giovani
alle bevande alcoliche
-Riduzione degli incidenti alcolcorrelati all’uscita di ambienti e contesti dove si beve
abitualmente.
Azioni
-Attivare un monitoraggio permanente per la stima dell' impatto dell’alcol sulla salute e per la
valutazione dei costi relativi, nonché per valutare l’ affidabilità delle politiche sociali ed
economiche relative all'industria degli alcolici
-Favorire l’inserimento dei soggetti che lavorano nel campo della vendita e somministrazione di
bevande alcoliche in specifici programmi di formazione che ne accrescano la consapevolezza e il
senso della responsabilità personale, etica e legale.
Area “Capacità sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol”
Risultati attesi
-Incremento delle azioni di comunità finalizzate alla riduzione locale di problemi quali gli incidenti
stradali alcolcorrelati, la somministrazione e vendita ai minori, i consumi e gli abusi dei minori
-Incremento della consapevolezza e della sensibilità per i problemi alcolcorrelati nell’ambito di
tutti quei settori di governo della comunità che possono influire per l’adozione di efficaci politiche
alcologiche.
Azioni
-Attivare, partendo dalle esigenze fondamentali di salute e sicurezza della popolazione, la
collaborazione di settori non sanitari quali quello educativo, sociale e giudiziario, per assicurare
agli operatori una educazione ed un training professionale in campo alcologico, ai fini di
garantire un effettivo approccio multisettoriale
-Promuovere e supportare programmi socio-sanitari che rafforzino la mobilitazione della
17
comunità, lo sviluppo e l'azione di una leadership nella prevenzione dei problemi collegati all'alcol
-Stabilire l'attuazione nell’ambito regionale di almeno un progetto di comunità coordinato e
sostenibile per prevenire i problemi alcolcorrelati
-Assicurare che una politica comunale sull'alcol sia sviluppata ed implementata in almeno una
città in ciascuna Regione.
Area “Potenzialità delle Organizzazioni non governative”
Risultati attesi
-Incremento del sostegno alle organizzazioni non governative e ai movimenti di autoaiuto
che promuovono iniziative finalizzate alla prevenzione o alla riduzione del danno alcolcorrelato
Azioni
-Supportare le organizzazioni non governative che hanno esperienza e competenza ad operare sia
a livello professionale che a livello di azione civile ai fini della riduzione del danno provocato
dall'alcol
-Supportare le organizzazioni non governative che operano per l’informazione e la mobilitazione
della società civile a sostenere lo sviluppo e l’implementazione di politiche efficaci in campo
alcologico.
Area “Monitoraggio del danno alcolcorrelato e delle relative politiche di contrasto”
Risultati attesi
-Implementazione in ogni Regione di efficaci politiche sociosanitarie in campo alcologico, di
portata quanto più ampia possibile per quanto consentito dalla collaborazione delle altre
istituzioni non sanitarie
-Implementazione di un sistema informativo e di monitoraggio/sorveglianza sul consumo di alcol e
sui modelli comportamentali connessi, sui danni alcolcorrelati e sulle politiche alcologiche
realizzate a livello regionale e locale.
Azioni
- Sviluppare in ciascuna Regione un programma esecutivo che recepisca il PNAS, ne individui le
specifiche modalità in ambito regionale, secondo le priorità di salute emergenti e le peculiarità
organizzative di ciascuna Regione
-Creare, con la collaborazione in rete di tutte le Regioni, il coordinamento del Ministero della
Salute e il supporto tecnico dell’I.S.S.-CNESPS - un Osservatorio nazionale Alcol che costituisca
una struttura efficace per il monitoraggio e la valutazione del consumo e dei modelli di consumo
alcolico, degli indicatori del danno alcolcorrelato, dell’efficacia degli interventi adottati e delle
risposte istituzionali ai vari livelli di interesse, con la funzione, tra l’altro, di orientare
l’investimento delle risorse pubbliche disponibili per i problemi alcologici verso interventi di
buona pratica, la cui efficacia sia stata adeguatamente dimostrata
-Provvedere a un adeguato finanziamento per le funzioni di coordinamento tecnico
dell’Osservatorio nazionale, che dovrà operare tenendo conto della multisettorialità dei problemi
alcolcorrelati e della loro valenza interistituzionale, anche sviluppando, ove necessario, strumenti
di ricerca appropriati e standardizzati.
18
2.2. L’utilizzo dei finanziamenti previsti dalla legge per il monitoraggio dei dati
L’art. 3 comma 4 della legge 125/2001 dispone l’autorizzazione di una spesa annuale pari
a € 516.457,00, assegnata in termini di competenza e di cassa su apposito capitolo del
Ministero della Salute, ai fini del monitoraggio dei dati relativi all’abuso di alcol e ai
problemi alcolcorrelati, da realizzarsi secondo modalità che garantiscano l’elaborazione e
la diffusione dei dati a livello regionale e nazionale.
Ai fini dell’utilizzo delle risorse relative all’anno 2004, in considerazione di quanto
previsto dall’art. 3 circa la necessità che le attività di monitoraggio siano realizzate
secondo modalità che garantiscano l’elaborazione e la diffusione dei dati a livello regionale
e nazionale, il Ministero della Salute ha sottoposto all’esame della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, per il parere ai sensi dell’art.
2, comma 4 del decreto legislativo 28.8.1997 n. 281, una proposta di riparto secondo la
tabella sottoindicata, approvata nella seduta del 16 dicembre 2004.
RIPARTO DEI FONDI PER IL MONITORAGGIO
DEI DATI ALCOLOGICI
-ANNO 2004REGIONI E PROV. AUT.
QUOTA
(in Euro)
PIEMONTE
40.709,38
VALLE D’AOSTA
1.330,61
LOMBARDIA
84.659,43
P.A. BOLZANO
3.754,92
P.A. TRENTO
4.039,70
VENETO
43.809,84
FIULI-VENEZIA GIULIA
11.434,84
LIGURIA
15.221,77
EMILIA-ROMAGNA
40.077,49
TOSCANA
34.403,90
UMBRIA
8.502,85
MARCHE
14.997,40
LAZIO
46.770,79
ABRUZZO
11.813,88
MOLISE
3.052,10
CAMPANIA
46.210,94
PUGLIA
34.143,35
BASILICATA
5.634,59
CALABRIA
16.994,69
SICILIA
34.343,89
SARDEGNA
14.550,65
516.457,00
TOTALE
19
Lo schema di ripartizione, analogamente a quanto fatto per gli anni precedenti, è stato
costruito sulla base di indicatori relativi all’entità della popolazione regionale residente, al
numero di consumatori di vino, birra e liquori e al numero di bevitori eccedentari di vino
rilevati dall’ ISTAT nell’ambito dei territori regionali.
Nell’anno 2004 il Ministero ha provveduto a erogare le quote di riparto già assegnate ai
fini del monitoraggio dei dati per gli anni precedenti (2001,2002 e 2003) alle Regioni che
hanno inviato i dati richiesti in relazione ai seguenti indicatori:
-prevalenza e incidenza delle patologie alcolcorrelate nei ricoveri ospedalieri regionali;
-rapporto tra n. di utenti alcoldipendenti e n. di servizi rilevati (pubblici e privati,
convenzionati o accreditati);
-rapporto tra popolazione regionale e utenza dei gruppi di auto-mutuo aiuto;
-consumi annuali pro capite di alcol puro della popolazione regionale; consumi annuali
pro-capite di bevande alcoliche suddivise nei tre grandi gruppi (vino, birra, liquori);
-modelli di consumo e abuso e altre variabili comportamentali e sociologiche relative, con
dati disaggregati almeno per fasce d’età, sesso e condizioni socioeconomiche; fenomeni
eventualmente emergenti ritenuti di interesse per la conoscenza e l’interpretazione sociale
del danno derivante dall’uso di bevande alcoliche.
Nella tabella seguente è illustrata la situazione, aggiornata al 4.10.2005, delle attività di
monitoraggio svolte dalle Regioni nonché dei relativi finanziamenti erogati dal Ministero
alle Regioni ai sensi dell’art. 3 comma 4.
20
MONITORAGGIO DATI ALCOL-ATTIVITA' SVOLTE E PAGAMENTI EFFETTUATI
Situazione al 4.10.2005
CAPITOLO 4392
ANNO 2001
REGIONI
Piemonte
Valle D'Aosta
Lombardia
P.A.Trento
P.A.Bolzano
Veneto
Friuli V.G.
Liguria
Emilia
Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
ANNO 2002
ANNO 2003
FINANZIAMENTO Attività Pagamenti FINANZIAMENTO Attività Pagamenti FINANZIAMENTO Attività Pagamenti
ANNO 2001
ANNO 2002
ANNO 2003
svolte effettuati
svolte effettuati
svolte effettuati
40.709,38
1.330,61
84.659,43
4.039,70
3.754,92
43.809,84
11.434,84
15.221,77
x
40.709,38
x
40.709,38
x
84.659,43
3.754,92
43.809,84
11.434,84
O
40.709,38
1.330,61
84.659,43
4.039,70
3.754,92
43.809,84
11.434,84
15.221,77
x
84.659,43
x
x
x
x
40.077,49
34.403,90
8.502,85
14.997,40
46.770,79
11.813,88
3.052,10
46.210,94
34.143,35
5.634,58
16.994,69
34.343,89
14.550,65
516.457,00
x
x
x
x
x
40.077,49
40.077,49
x
x
x
x
x
34.403,90
O
O
46.770,79
11.813,88
x
x
x
46.210,94
34.143,35
O
x
34.343,89
34.403,90
8.502,85
14.997,40
46.770,79
11.813,88
3.052,10
46.210,94
34.143,35
5.634,58
16.994,69
34.343,89
14.550,65
516.457,00
432.132,65
x
3.754,92
o
11.434,84
o
40.709,38
1.330,61
84.659,43
4.039,70
3.754,92
43.809,84
11.434,84
15.221,77
x
o
40.077,49
x
x
x
x
x
x
34.403,90
o
o
o
11.813,88
x
x
40.077,49
34.403,90
8.502,85
x
46.770,79
x
x
x
46.210,94
34.143,35
o
x
x
x
46.210,94
34.143,35
5634,59
x
34.343,89
34.403,90
8.502,85
14.997,40
46.770,79
11.813,88
3.052,10
46.210,94
34.143,35
5.634,59
16.994,69
34.343,89
14.550,64
516.457,00
301.474,53
40.709,38
x
84.659,43
x
3.754,92
x
15.221,77
360.089,41
1
2.3. Gli interventi in materia di informazione e prevenzione
L’art. 3 comma 4 della legge 125/2001 autorizza una spesa annuale pari a € 1.032.914 per
le azioni di informazione e prevenzione da realizzarsi negli ambienti scolastici, militari,
penitenziari e di aggregazione giovanile.
A tali fini nel corso del 2004 la Direzione generale della Comunicazione e Relazioni
Istituzionali del Ministero della Salute, cui è assegnata la competenza per la relativa spesa,
ha posto in atto le procedure per una gara europea finalizzata alla scelta di un’agenzia di
comunicazione ai fini della realizzazione di una campagna di informazione ed educazione
sul consumo di alcol rivolta alla popolazione più giovane.
Tale gara si è conclusa con la stipula, in data 23 dicembre 2004, di un contratto con
l’Agenzia vincitrice, registrato alla Corte dei Conti in data 11 marzo 2005.
E’ stato inoltre realizzato, a seguito di un’ulteriore gara d’appalto, uno spot televisivo da
mandare in onda sulle emittenti più seguite dal target di riferimento della campagna.
La campagna di informazione e prevenzione prevede, a partire dal maggio 2005, interventi
nell’ambito della stampa periodica specializzata più letta dagli adolescenti, affissioni fisse
e mobili nei luoghi di aggregazione giovanile più frequentati, programmazione di uno spot
radiofonico, programmazione di un videoclip che vede come testimonial il cantante Gigi
D’Alessio.
E’ stato inoltre pianificato il monitoraggio per la valutazione dell’efficacia della campagna.
In data 14 luglio 2004 è stata altresì stipulata una convenzione con l’Istituto superiore di
Sanità, registrata alla Corte dei Conti il 24 settembre 2004, per il potenziamento del
Numero verde Alcol.
Il budget complessivo per la realizzazione di tutte le attività suddette ammonta a Euro
2.300.000,00, stanziati per l’anno 2003 sul capitolo 4128 del Ministero della Salute.
2.4. La collaborazione con altre amministrazioni centrali
Nel corso dell’anno 2004 sono proseguite le attività di confronto e collaborazione tecnica
del Ministero della Salute con il Ministero del Lavoro e Politiche sociali ai fini della
predisposizione dello schema di Decreto interministeriale previsto dall’art. 15 comma 1
della legge 125/2001, per l’individuazione delle attività lavorative che comportano un
elevato rischio di infortunio sul lavoro e per le quali dovrà essere adottato il divieto di
assunzione e somministrazione di bevande alcoliche.
Sono in via di conclusione le procedure necessarie per la formalizzazione del concerto tra i
due Ministeri ai fini dell’emanazione del previsto Decreto, per il quale il Ministero del
Lavoro ha la competenza primaria.
2.5. L’implementazione dei progetti sull’alcol finanziati a carico del Fondo nazionale
per la lotta alla droga
1
Con l’approvazione della Legge 18.2.1999 n. 45 “Disposizioni per il Fondo nazionale di
intervento per la lotta alla droga e in materia di personale dei Servizi per le
tossicodipendenze” la possibilità di finanziamento a carico del Fondo nazionale per la lotta
alla droga è stata estesa anche a progetti relativi alla “alcoldipendenza correlata”, presentati
dalle Regioni e dai Ministeri interessati.
Dopo l’approvazione della legge 125/2001 il Ministero della Salute ha presentato al
suddetto Fondo richiesta di finanziamento per n. 3 progetti predisposti sulla base delle
finalità e degli obiettivi enunciati dalla stessa legge, per favorire interventi e azioni utili
alla sua puntuale attuazione. I finanziamenti sono stati concessi.
Si illustrano di seguito i progetti indicati, e il relativo stato di avanzamento, facendo
presente che:
- per i progetti n. 1) e 2) (finanziati con i fondi dell’anno 2001) sono state identificate,
tramite il Coordinamento permanente delle Regioni italiane sulla tossicodipendenza presso
la Regione Veneto, le Regioni interessate a partecipare e in particolare quelle disponibili a
svolgere un ruolo di capofila per la gestione amministrativa e il coordinamento tecnico;
- per il progetto n. 3) (finanziato con i fondi relativi all’anno 2002) le attività sono state
oggettivamente ritardate da motivi relativi alla temporanea indisponibilità dei fondi
medesimi, per motivi non dipendenti dal Ministero della Salute, e sono ancora in corso le
procedure per consentire l’affidamento delle relative attività.
1) Progetto “Impatto dei problemi alcolcorrelati nella popolazione afferente alle aziende
sanitarie territoriali e ospedaliere: epidemiologia, valutazione dei programmi di
trattamento e costi”.
(Finanziamento approvato: € 464.811,21)
In considerazione del fatto che la legge 125/2001 impegna il Ministero della Salute alla
definizione dei requisiti e standard minimi di funzionamento dei servizi, e le Regioni ad
una specifica programmazione di interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dei
soggetti con problemi e patologie alcolcorrelati, questo progetto intende sostenere
l’efficace e proficua messa a punto di validi strumenti a ciò finalizzati, creando una solida
base conoscitiva, operativa e organizzativa su cui innestare un’efficace attività
istituzionale, anche tramite la sperimentazione di attività innovative.
Rivestendo valore cruciale, per le esigenze conoscitive del sistema, il dato relativo
all’impatto dei problemi e patologie alcolcorrelate nella popolazione afferente alle aziende
sanitarie territoriali e ospedaliere, in termini di epidemiologia, valutazione dei programmi
di trattamento e costi, il progetto è stato elaborato per approfondire su queste basi la
conoscenza dei fenomeni di abuso e dipendenza da alcol nel nostro Paese, individuandone
le tipologie e le correlazioni con altre patologie e altri tipi di dipendenza, nonché con i
ricoveri ospedalieri e altre variabili demografiche, socioeconomiche e culturali.
Il progetto consentirà di porre le basi per la messa a punto di un sistema di monitoraggio
permanente, adeguato alle esigenze conoscitive di un sistema di assistenza integrato, così
come configurato in relazione alla recente normativa.
Il ruolo di capofila del progetto è stato assegnato congiuntamente alle Regioni Toscana e
Lombardia, che devono coordinare le Regioni Piemonte, Liguria, Veneto, Abruzzo,
Umbria, Marche, Calabria, Campania, Puglia e Sardegna.
2
Sono state attivate le prime attività di implementazione del progetto, che è attualmente alle
sue fasi preliminari, e non sono stati pertanto ancora richiesti dalle Regioni i previsti
finanziamenti relativi al primo stato di avanzamento.
2) Progetto “Un progetto sperimentale per l’alcoldipendenza: autogestione teleassistita,
tecniche cognitivo-comportamentali e trattamento individualizzato per ottimizzare gli
interventi integrati di prevenzione secondaria dell’abuso alcolico nei servizi”.
(Finanziamento approvato: € 206.582,76)
Dopo l’approvazione della legge 125/2001, nel momento in cui i servizi per
l’alcoldipendenza sono diventati, per volontà del legislatore, un segmento importante
nell’ambito del sistema preposto alla salute dei cittadini, è apparso particolarmente utile e
opportuno predisporre le basi per la costruzione di un modello di assistenza alcologica
operativamente valido, sperimentando, in relazione ad ipotesi di lavoro scientificamente
fondate e preliminarmente validate, interventi operativi in grado di rispondere
adeguatamente ai bisogni degli utenti.
Poiché le ricadute nell’abuso da parte di soggetti già disintossicati costituiscono un nodo
cruciale e ancora irrisolto nel trattamento degli alcolisti e vengono rilevate, nonostante la
correttezza e l’efficacia dei metodi di disintossicazione, percentuali di ricaduta mediamente
molto elevate, è stato elaborato uno specifico progetto di carattere sperimentale finalizzato
a costruire un modello di intervento che faciliti l’accesso degli utenti alcolisti al sistema,
prolunghi la loro permanenza nei programmi di trattamento e accresca nel tempo e nello
spazio le occasioni di rapporto con i servizi, assicurando periodici contatti a lungo termine,
anche tramite teleassistenza, in grado di contenere nel lungo periodo i fenomeni di
ricaduta. Si prevede di sostenere a tal fine anche la diffusione sul territorio di esperienze di
auto-mutuo aiuto promosse o protette dal servizio pubblico.
Il progetto prevede inoltre una fase di formazione per mettere in grado gli operatori di
gestire rapporti, anche limitati e a distanza, ma continui e attenti, con i singoli pazienti, e di
interagire con le loro energie di autoregolazione e di cambiamento, cogliendo tutte le
possibilità presenti nell’ambito di un percorso pluriennale, dove la ricaduta è gestita quale
momento critico ma non risolutivo del rapporto terapeutico.
Il ruolo di capofila del progetto è stato assegnato alla Regione Lazio, che ne ha curato le
prime fasi di implementazione coordinando le Regioni Piemonte, Toscana, Abruzzo,
Umbria, Molise, Campania, Puglia e Sicilia, che hanno aderito al progetto.
Sono state finora realizzate le attività previste per il primo stato di avanzamento del
progetto, con la nomina del responsabile scientifico e dei responsabili amministrativi,
l’elaborazione di un progetto esecutivo con un dettagliato piano finanziario, l’attivazione
di incontri del gruppo sperimentale con i referenti regionali, e la formale adesione di tutte
le altre Regioni partecipanti alle azioni pianificate.
Essendo stata acquisita la relativa documentazione, il Ministero della Salute ha attivato le
procedure per il pagamento della prima delle tre rate di finanziamento previste.
3) “Valutazione dei programmi scolastici di prevenzione dell’abuso di alcol e dei rischi
alcolcorrelati, per la costruzione di nuovi modelli di intervento che utilizzino i giovani
come ‘risorsa’ ”.
3
(Finanziamento approvato: € 480.930,00)
La legge 125/2001 contempla fra le sue finalità, al comma 1 punto a), la tutela del diritto di
bambini e adolescenti ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze
legate all’abuso di bevande alcoliche. D’altra parte sta emergendo tra i giovani del nostro
Paese una crescente diffusione del consumo di bevande alcoliche secondo modalità ad alto
rischio, con la conseguente necessità di adottare adeguate misure di prevenzione.
Tenendo conto della centralità e della criticità della scuola quale luogo di apprendimento
conoscitivo e relazionale anche rispetto ai problemi che attengono alla salute psicofisica, è
stato elaborato un progetto per la valutazione di impatto e di risultato degli interventi e
degli strumenti di prevenzione dell’abuso alcolico nella scuola.
Il progetto si propone di individuare i punti di forza o di criticità, a livello comunicativo,
cognitivo, relazionale o quant’altro, delle strategie educative e dei programmi adottati, di
studiare opinioni, credenze, condizionamenti e situazioni che favoriscono l’attrazione dei
giovani verso modelli di consumo alcolico a rischio, di costruire e sperimentare, sulla base
delle conoscenze acquisite, un modello operativo in grado di coinvolgere i giovani in modo
attivo nella gestione degli interventi preventivi nella scuola e di valorizzarli come risorsa.
2.6. La partecipazione alle politiche internazionali
I principi sanciti dalla legge 125/2001 per la tutela della popolazione, e in particolare di
bambini e adolescenti, dai danni alcolcorrelati sono stati sostenuti e hanno trovano pieno
riscontro nelle attività istituzionali esercitate dal Ministero della Salute nell’ambito delle
attività istituzionali di ambito U.E..
In particolare nel corso del 2004 il Ministero della Salute ha garantito, tramite i suoi
rappresentanti, la partecipazione dell’Italia alle attività della Commissione Europea
dedicate alla valutazione periodica prevista dalla Raccomandazione del Consiglio
“Consumo di bevande alcoliche da parte di bambini e adolescenti” e dalla Conclusione del
Consiglio per l’adozione di una strategia comunitaria tesa a ridurre l’impatto sociale e
sanitario dell’alcol nell’ambito della popolazione generale.
Tale partecipazione è stata espressa nell’ambito degli organi formali della Commissione ed
in particolare nel Gruppo di lavoro “Alcol e salute” insediato presso la Direzione Generale
Salute e Tutela dei Consumatori della Commissione europea (DG SANCO), che ha svolto
riunioni periodiche cui sono stati chiamati a partecipare, nell’ambito di sessioni dedicate,
oltre ai rappresentanti del Ministero, anche rappresentanti del mondo della produzione e
industria delle bevande alcoliche, del settore pubblicitario, degli organismi di
autodisciplina e delle Organizzazioni non governative di tutela degli alcolisti.
Le politiche europee in campo alcologico hanno avuto a partire dall’anno 2003 un forte
impulso con l’adozione del nuovo Programma di azione comunitario nel campo della
Sanità pubblica per gli anni 2003-2008, che sostituisce gli otto programmi comunitari
precedenti.
Il Programma aveva previsto infatti, fra i settori di lavoro prioritari per l’anno 2003, quelli
relativi ai determinanti di salute e alle informazioni di salute, nell’ambito dei quali i
comportamenti e gli stili di vita riferiti all’uso e abuso di alcol sono stati specificamente
contemplati.
4
Per quanto riguarda l’alcol è stata discussa e condivisa l’esigenza di istituire una rete di
organismi esperti per sostenere l'applicazione della Raccomandazione del Consiglio U.E.
sul consumo di bevande alcoliche da parte dei giovani e per contribuire all'ulteriore
elaborazione di una strategia comunitaria destinata a ridurre i danni provocati dall'alcol.
In relazione a tale specifica esigenza è stato finanziato il progetto “Alcohol Policy Network
in the context of a larger Europe: Bridging the Gap” , al fine di delineare un documento di
indirizzo che contribuisca alla definizione delle iniziative collegate alle politiche di
prevenzione da privilegiare nella programmazione di ambito europeo e nazionale.
Un’attenzione specifica viene dedicata alla promozione della partecipazione dei giovani
nell’elaborazione di politiche e attività di lotta contro l’alcolismo, quale priorità enunciata
nella Raccomandazione del Consiglio sul consumo di bevande alcoliche da parte dei
giovani.
Il Programma 2003–2008 ha rappresentato anche un’importante opportunità di
finanziamento per progetti riguardanti l’alcol relativi alle azioni previste, fra i quali il
Progetto PHEPA, finalizzato alla creazione di linee guida europee per l’identificazione
precoce del rischio alcol-correlato, per un conseguente intervento breve e per la definizione
di standard e contenuti per la formazione specifica del personale sanitario e dei medici di
medicina generale.
In tutte le attività europee l’Italia ha partecipato e fornito i contributi specifici attraverso
l’Osservatorio Nazionale Alcol – OssFAD ed il Centro OMS per la ricerca sull’alcol
dell’Istituto Superiore di Sanità.
Per una migliore attuazione del Programma 2003-2008 sono stati elaborati specifici piani
per la riorganizzazione della citata Direzione Generale Salute e Tutela dei consumatori
(DG SANCO) tramite la costituzione di tre unità operative strutturate in funzione delle tre
parti del programma di sanità pubblica, fra le quali l’unità “Informazioni sulla salute” e
l’unità “Determinanti di salute,” nell’ambito delle quali sono trattati i problemi legati
all’alcol e le modalità collegate al sistema di monitoraggio dello stato di salute.
Le azioni finora avviate con il Programma 2003-2008 hanno riguardato sopratutto la
raccolta di dati su alcol e stili di vita, finalizzata alla elaborazione di indicatori relativi al
consumo, il monitoraggio della pubblicità e delle modalità di marketing dell'alcol e la
legislazione esistente; tali attività sono svolte in stretta collaborazione con l’OMS e con gli
Stati Membri che già contribuiscono al mantenimento di una base di dati specifici
confluenti nell’Alcohol Control Database, attualmente gestito per l’Italia dall’Istituto
Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute.
E’ stata altresì programmata la predisposizione, nell’ambito delle Relazioni sulla sanità
pubblica identificate come prioritarie dalla Commissione, di una relazione sull'impatto
economico e sociale dell'alcol nella U.E.
Tutti le azioni riguardanti l’alcol forniranno un contributo basilare per la preparazione di
una Conferenza sull’alcol, la salute e la società, da tenersi nel 2006.
Sono proseguiti i lavori della Commissione U.E. in merito al provvedimento “Conclusioni
del Consiglio su una strategia comunitaria per la riduzione dei danni alcolcorrelati”,
attraverso cui il Consiglio, nel giugno 2001, invitava la Commissione a studiare la
possibilità di sostenere una strategia comunitaria globale volta a ridurre il danno
alcolcorrelato a completamento delle politiche nazionali.
5
Sono state esaminate in particolare proposte relative a misure da adottarsi anche in ambiti
politici diversi da quelli specificamente sanitari, quali la ricerca, la tassazione, i consumi,
la salvaguardia del consumatore, i trasporti, la pubblicità, il commercio, la
sponsorizzazione.
Per quanto riguarda le attività di collaborazione con l’O.M.S., il Ministero della Salute ha
partecipato, tramite un proprio National Counterpart per il Piano d’Azione Europeo
sull’alcol dell’O.M.S., alla definizione dei contenuti di una Risoluzione sui problemi
derivanti dall’abuso di alcol da sottoporre all’Assemblea Mondiale dell’OMS, alla
predisposizione del draft della fase finale del Piano d’Azione per gli anni 2005-2010 e alla
valutazione di impatto delle precedenti fasi delle strategie di prevenzione a livello dei 52
Stati Membri della Regione Europea dell’O.M.S..
Il Ministero della Salute ha partecipato inoltre alla promozione delle attività del Centro di
collaborazione dell’O.M.S. per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi
alcolcorrelati, attivo dal 2000 presso l’Istituto Superiore di Sanità con finalità di impulso e
supporto di attività nazionali e internazionali di ricerca, formazione, valutazione e
coordinamento ai fini della riduzione dei rischi per la salute legati all’uso e abuso di alcol.
6
TABELLE
7
Tab.1a - PERSONE DI 14 ANNI E PIU' PER CONSUMO DI VINO, BIRRA, LIQUORI
ED ALCOLICI FUORI PASTO ALMENO QUALCHE VOLTA L'ANNO
ANNI 2001-2003 (Per 100 persone della stessa età)
ANNI
2001
2002
2003
Consuma Consuma Consuma
vino
birra
liquori
59,6
57,4
55,9
48,4
46,3
47,2
26,1
24,1
25,8
Consuma
Consuma
oltre 1/2
alcolici
litro di
fuori
vino al
pasto
giorno
5,3
25
5,3
23,2
4,5
25,8
Tab.1b - PERSONE DI 14 ANNI E PIU' PER CONSUMO DI VINO, BIRRA,
ALCOLICI FUORI PASTO ALMENO QUALCHE VOLTA L'ANNO
ANNI 1993-2003 (a) (per 100 persone di 14 anni e più)
ANNI
1993
1994
1995
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
Vino
58,0
57,1
57,1
58,8
56,9
56,8
57,1
59,6
57,4
55,9
Birra
42,6
44,5
45,2
46,8
47,2
46,7
47,5
48,4
46,3
47,2
Alcolici
fuori
pasto
20,9
22,4
22,3
24,3
24,7
23,5
23,3
25,0
23,2
25,8
(a) nel 1996 le informazioni non sono state rilevate
Tab.1c - PREVALENZA DEI CONSUMATORI (%) DI ALCOLICI FUORI PASTO
NELLA CLASSE DI ETA' 14-17 ANNI - ANNI 1993-2003 (a)
Maschi
Femmine
1993
9,8
7,1
1994
13,4
8,0
1995
12,9
6,0
1997
18,4
10,8
1998
15,2
9,7
1999
18,0
12,8
2000
16,8
12,2
2001
17,1
13,8
2002
18,3
11,5
2003
20,7
16,2
(a) nel 1996 le informazioni non sono state rilevate
Tab.1d - PERSONE DI 14 ANNI E PIU' PER CONSUMO DI OLTRE 1/2 LITRO DI VINO AL GIORNO
PER SESSO (per 100 persone) - ANNI 1993-2003
Maschi
Femmine
1993
14,0
2,2
1994
12,1
1,9
1995
12,2
1,8
1997
10,7
1,9
1998
9,7
1,5
1999
9,3
1,5
(a) nel 1996 le informazioni non sono state rilevate
Fonte: ISTAT 2005-Indagine multiscopo sulle famiglie "Aspetti della vita quotidiana"-Anno 2003
2000
9,8
2,0
2001
9,3
1,5
2002
9,0
1,8
2003
8,1
1,1
Tab. 1e - PERSONE DI 14 ANNI E PIU' PER CONSUMO DI VINO, BIRRA E LIQUORI ALMENO QUALCHE VOLTA L'ANNO PER REGIONE
ANNI 2001-2003 (per 100 persone della stessa regione)
Consuma vino
REGIONI
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino Alto Adige
Bolzano
Trento
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Italia
Consuma birra
Consuma liquori
Consuma oltre 1/2
litro di vino al giorno
2001 2002 2003 2001 2002 2003 2001 2002 2003 2001 2002 2003
64,0 60,0 58,5 48,2 44,5 45,9 26,7 23,9 25,4
6,0
5,4
5,5
66,0 62,9 59,9 49,3 50,2 46,2 35,4 31,8 30,0
8,3
7,6
5,1
60,8 58,8 56,9 46,9 42,9 46,1 30,7 26,0 29,8
5,1
5,6
4,7
54,7 59,4 57,2 47,9 50,3 52,5 30,9 35,4 35,2
3,4
3,5
3,9
56,4 64,9 59,2 48,8 54,5 54,0 33,6 39,6 38,5
2,2
2,1
3,1
53,1 54,2 55,4 47,0 46,4 51,1 28,3 31,4 32,1
4,4
4,8
4,8
63,6 63,9 63,7 48,1 49,8 50,2 32,2 29,7 32,1
5,6
5,4
5,3
60,9 59,2 59,0 54,9 51,7 55,3 33,0 29,4 30,1
4,3
3,9
4,5
65,8 62,0 61,3 45,7 44,6 46,0 24,7 26,8 24,9
5,8
6,3
5,6
67,6 64,2 65,0 47,7 45,1 47,4 27,4 26,0 31,2
6,6
7,0
6,2
63,8 65,0 62,9 44,4 46,6 46,9 23,1 25,0 24,8
7,5
7,9
6,3
61,4 61,2 58,4 42,4 42,6 43,4 26,3 26,8 25,8
8,5
7,5
4,5
66,4 66,3 62,6 49,1 48,1 47,4 25,3 26,8 26,9
8,0
7,4
5,9
57,7 54,2 53,3 51,7 46,0 45,9 29,1 28,1 29,7
4,1
4,1
4,4
58,7 55,2 56,8 48,5 48,8 47,9 24,0 20,4 21,9
6,5
4,9
4,6
58,2 53,6 53,5 52,4 45,7 45,3 19,4 22,1 23,1
7,5
6,6
6,8
55,0 51,8 48,2 49,8 46,1 44,2 21,4 16,7 18,7
4,9
4,9
3,2
56,8 56,5 52,5 50,5 50,6 49,2 21,0 21,4 20,8
5,3
5,7
3,4
54,4 54,0 53,4 41,6 44,4 47,4 21,7 17,3 22,4
8,9
4,6
6,7
57,6 53,1 52,2 55,5 52,1 53,8 23,0 19,9 20,1
4,2
3,3
2,9
48,6 45,5 44,4 45,1 44,6 46,2 18,9 18,4 19,2
2,4
3,0
1,8
55,4 49,2 49,0 51,5 45,3 47,3 25,5 22,1 21,0
5,1
4,4
3,3
59,6 57,4 55,9 48,4 46,3 47,2 26,1 24,1 25,8
5,3
5,3
4,5
Fonte: ISTAT - Indagine Multiscopo sulle famiglie.Aspetti della vita quotidiana-Anni 2001-2002-2003
Consuma 1-2
Consuma alcolici
bicchieri di vino al
fuori pasto
giorno
2001 2002 2003 2001 2002 2003
29,8 28,5 26,1 25,9 24,5 26,7
30,0 28,4 26,0 38,7 38,4 37,0
26,4 27,2 24,5 30,8 26,1 32,3
23,0 21,9 20,1 42,3 47,1 48,8
20,6 21,9 17,1 47,1 54,7 55,0
25,3 21,9 23,0 37,7 40,0 42,9
28,2 29,5 26,7 36,5 36,0 38,4
26,0 26,2 27,4 41,7 39,2 44,8
31,7 30,6 27,4 24,0 25,7 27,3
30,7 29,0 28,3 27,0 23,6 30,4
31,2 31,3 31,8 21,9 23,0 23,9
30,1 28,0 29,5 24,3 24,1 25,9
31,7 31,1 31,3 24,4 25,7 26,5
26,1 26,4 22,6 20,5 19,5 21,1
28,0 26,4 26,3 23,5 24,0 25,7
27,0 25,7 27,1 24,3 22,8 25,5
25,6 24,0 20,5 17,2 12,1 13,6
28,7 28,8 26,6 16,9 18,4 16,8
27,8 27,3 26,3 20,9 18,3 21,8
24,4 22,6 22,3 20,4 18,9 16,8
19,1 16,4 16,7 17,1 15,3 16,8
22,9 20,2 20,7 30,8 26,9 30,0
27,0 26,4 24,7 25,0 23,2 25,8
Tab.1f - PERSONE DI 14 ANNI E PIU' PER CONSUMO DI VINO, BIRRA, LIQUORI, ALCOLICI FUORI PASTO
ALMENO QUALCHE VOLTA L'ANNO PER CLASSE DI ETA' E PER SESSO
(per 100 persone dello stesso sesso e classe di età) - ANNI 2001-2003
MASCHI
CLASSI
DI ETA'
Consuma vino
Consuma birra
14-17
18-19
20-24
25-34
35-44
45-54
55-59
60-64
65-74
75 e più
Totale
2001
23,3
46,4
58,0
70,0
79,1
83,3
83,2
82,7
83,4
77,4
73,8
2002
22,7
42,4
50,7
68,0
75,9
81,3
83,8
84,3
81,9
75,0
71,6
2003
20,6
43,3
51,0
66,4
76,4
82,8
82,8
82,3
79,9
76,3
71,2
2001
40,1
69,9
76,6
76,7
76,6
70,3
59,6
53,3
42,3
28,1
69,7
2002
37,9
67,6
74,7
76,1
73,4
69,8
58,5
54,1
40,3
25,3
62,0
14-17
18-19
20-24
25-34
35-44
45-54
55-59
60-64
65-74
75 e più
Totale
15,6
25,7
34,9
41,8
49,9
55,8
54,5
53,7
48,8
46,1
46,4
11,9
23,1
29,4
40,7
47,1
53,4
53,1
50,6
49,7
42,1
44,1
12,6
19,9
30,5
37,4
43,9
49,0
52,1
48,4
46,4
40,6
41,6
57,3
42,6
43,8
47,9
46,9
40,3
30,6
24,3
14,3
9,7
34,1
22,4
39,7
41,9
45,1
43,4
38,0
28,9
22,3
14,0
7,5
31,7
14-17
18-19
20-24
25-34
35-44
45-54
55-59
60-64
65-74
75 e più
Totale
19,5
36,2
46,5
56,0
64,6
69,4
68,9
67,7
64,3
57,6
59,6
17,6
32,7
40,1
54,5
61,6
67,1
67,9
67,5
64,1
54,2
57,4
16,8
31,7
40,6
52,1
60,3
65,6
67,1
65,1
61,5
53,8
55,9
33,9
56,4
60,4
62,4
61,9
55,0
45,1
38,3
26,9
16,5
48,4
30,5
53,6
58,3
60,8
58,5
53,6
43,2
38,3
25,8
14,0
46,3
Consuma liquori
Consuma oltre 1/litro
di vino al giorno
2003
37,0
66,0
71,7
75,9
75,8
72,4
64,6
56,1
45,3
29,7
63,9
2001 2002 2003
13,1 12,6 15,4
39,8 30,5 41,6
45,1 41,6 45,5
50,5 46,4 46,7
47,5 44,4 45,1
45,8 44,4 46,5
44,8 38,3 42,7
36,3 34,7 35,9
25,2 24,0 26,2
13,7 14,0 15,5
39,9 37,0 38,9
FEMMINE
22,4
8,2
7,4 10,1
34,6 22,2 20,0 22,2
40,4 21,1 20,5 22,1
42,2 16,9 17,5 19,7
44,4 16,7 14,6 16,3
37,9 16,3 13,8 15,2
29,4 13,5 11,3 14,1
25,2 10,8
9,3
9,9
16,6
4,9
5,4
5,8
7,6
3,4
3,1
3,0
31,7 13,2 12,1 13,5
MASCHI E FEMMINE
30,2 10,7 10,2 12,9
50,5 31,1 25,2 32,0
55,8 33,2 31,1 33,6
59,2 33,8 32,1 33,3
60,2 32,3 29,6 30,8
54,9 30,8 28,8 30,6
46,7 29,2 24,3 28,1
40,4 23,1 22,1 22,7
29,5 14,0 13,8 15,0
15,7
7,2
7,1
7,6
47,2 26,1 24,1 25,8
Fonte: ISTAT -Indagine multiscopo sulle famiglie "Aspetti della vita quotidiana"-Anno 2001, 2002, 2003
Consuma alcolici
fuori pasto
2001
0,3
1,3
2,1
4,4
7,6
12,7
14,3
17,6
16,3
12,1
9,3
2002
(..)
1,4
1,7
3,6
7,2
12,1
15,1
16,7
15,8
12,9
9,0
2003
0,1
0,6
2,0
3,3
6,3
11,2
13,5
16,7
13,8
10,5
8,1
2001
17,1
43,4
47,3
46,8
40,6
39,0
38,3
37,0
28,8
21,6
37,8
2002
18,3
37,5
43,3
43,9
37,0
36,4
36,2
34,0
26,9
20,9
35,1
2003
20,7
44,3
47,1
46,8
41,6
40,1
38,1
35,2
29,7
19,6
38,0
0,2
0,2
0,4
0,7
1,2
1,9
2,8
3,3
2,2
1,7
1,5
(..)
(..)
(..)
1,2
1,4
2,9
3,1
2,7
2,7
1,5
1,8
(..)
0,2
0,3
0,4
0,8
1,4
2,0
1,8
2,3
1,2
1,1
13,8
27,5
24,4
18,7
13,8
13,4
11,1
8,9
6,1
4,8
13,1
11,5
26,3
26,6
18,5
12,3
12,1
9,3
7,5
5,3
3,2
12,1
16,2
28,5
30,0
22,9
14,9
13,5
10,8
8,5
6,6
3,7
14,3
0,3
0,8
1,2
2,6
4,5
7,2
8,5
10,2
8,5
5,5
5,3
(..)
0,8
1,0
2,4
4,3
7,4
8,9
9,7
8,6
5,7
5,3
0,1
0,4
1,1
1,8
3,6
6,2
7,6
9,1
7,5
4,7
4,5
15,5
35,5
36,0
32,9
27,3
26,0
24,7
22,5
16,3
11,0
25,0
15,1
31,9
35,0
31,3
24,7
24,0
22,3
20,9
15,0
9,7
23,2
18,6
36,5
38,4
35,0
28,3
26,6
24,2
21,6
16,9
9,5
25,8
Tab.2a - USO DI BEVANDE ALCOLICHE NEGLI STUDENTI TRA I 15
E I 19 ANNI ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA
ANNI 1999-2003 (%)
Bevande
alcoliche
Ubriacarsi
1999
2000
2001
2002
2003
86,5
52,7
89,4
55,0
87,4
55,2
89,0
54,6
90,8
56,4
Tab.2b - APPROVAZIONE E PERCEZIONE DEL RISCHIO NELL'USO DI BEVANDE
ALCOLICHE NEGLI STUDENTI TRA I 15 E I 19 ANNI (%)
ANNI 1999-2003
1999 2000 2001 2002 2003
Non disapprovo bere 1 o 2 bicchieri 75,0 74,0 79,0 76,0 77,0
Non disapprovo ubriacarsi 1 volta
la settimana
18,0 20,0 23,0 25,0 26,5
Nessun rischio nel bere 4 o 5
bicchieri quasi ogni giorno
3,0
3,0
4,0
4,0
2,3
Fonte: Progetto ESPAD 2005
Tab.2c - DISTRIBUZIONE PER ETA'(%) DEGLI UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
CLASSI DI
ETA'
<20
20-29
30-39
40-49
50-59
>=60
TOTALE
Maschi
Femmine
Totale
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
0,5
0,7
0,7
0,6
0,6
0,6
0,5
0,6
0,6
0,5
0,7
0,4
0,6
0,7
0,7
0,4
0,5
0,6
0,5
0,7
0,6
0,6
0,6
0,6
0,5
0,6
0,6
8,6
9,4
9,0
9,6
9,5
9,2 10,1 10,3 10,7
6,0
6,7
6,1
7,1
6,0
6,1
6,0
6,0
6,5
7,9
8,8
8,3
9,1
8,7
8,5
9,1
9,3
9,8
22,1 24,6 22,6 23,6 24,4 24,1 25,2 24,8 24,8 23,8 24,0 22,8 23,0 22,7 22,4 23,2 20,4 21,2 22,5 24,4 22,6 23,4 24,0 23,7 24,8 23,7 24,0
29,6 28,5 27,9 26,9 26,4 27,3 27,4 28,5 28,1 31,3 31,9 29,8 29,0 30,9 31,0 31,3 29,4 32,6 30,0 29,3 28,4 27,4 27,5 28,2 28,3 28,8 29,1
25,2 23,2 24,3 24,7 24,3 23,1 23,2 22,9 21,8 25,6 24,2 25,5 25,6 25,6 24,3 25,6 26,9 23,8 25,3 23,4 24,6 24,9 24,6 23,4 23,7 23,9 22,3
14,1 13,7 15,5 14,5 14,8 15,6 13,6 12,9 13,9 12,9 12,5 15,4 14,7 14,1 15,5 13,5 16,8 15,2 13,8 13,4 15,5 14,6 14,6 15,6 13,6 13,9 14,2
100,1 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,1 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
Fonte: Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII
Tab.3a - MORTALITA' PER "ACCIDENTE STRADALE DA VEICOLO A MOTORE"
ANNI 2000-2002 (valori assoluti e % sul totale dei decessi)
CLASSI DI
ETA'
Fino a 14 anni
15-24 anni
25-44 anni
45-54 anni
55-64 anni
65 anni ed oltre
Totale
2000
valori
assoluti
157
1.535
2.323
744
696
1.807
7.262
%
4,4
44,1
14,6
3,5
1,4
0,4
1,3
2002
valori
assoluti
161
1.421
2.436
752
612
1.693
7.075
%
4,6
46,2
16,0
3,8
1,3
0,4
1,3
Fonte: Elaborazione CENSIS su dati ISTAT "Cause di morte"- Anni 2000-2002
Tab.3b - CAUSE DI INCIDENTE STRADALE IMPUTABILI A STATO PSICOFISICO
DERIVANTE DA EBBREZZA DA ALCOL SECONDO IL TIPO DI STRADA
ANNI 2003-2004
strade
urbane
2003
2004
2.614
3.032
strade
extraurbane
934
1.108
totale
3.548
4.140
% strade
%
urbane sul su totale
totale strade cause*
73,7
73
1,2
1,5
* Totale cause accertate o presunte di incidente stradale
Fonte: Elaborazione Min. Salute su ISTAT-ACI "Statistica degli incidenti stradali"- Anni 2003-2004
Tab. 4a - DISTRIBUZIONE REGIONALE DEI TASSI DI OSPEDALIZZAZIONE PER DIAGNOSI TOTALMENTE ATTRIBUIBILI
ALL'ALCOOL (cod. ICD 9-CM 291, 303, 305.0, 357.5, 425.5, 535.3, 571.0, 571.1, 571.2, 571.3, 977.3, 980)
ANNO 2003
(Dimessi per 100.000 abitanti)
REGIONE DI
< = 14 anni
15 - 35 anni
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
DIMISSIONE
Piemonte
1,1
1,2
82,9
30,6
Valle d'Aosta
0,0
0,0
197,4
77,5
Lombardia
3,7
2,0
141,9
40,3
Prov. Auton. Bolzano
19,6
5,1
360,3
126,8
Prov. Auton. Trento
5,3
2,8
132,1
44,6
Veneto
1,6
1,3
100,5
37,2
Friuli Venezia Giulia
0,0
1,5
60,5
9,7
Liguria
8,0
6,1
215,9
96,2
Emilia Romagna
0,4
3,4
126,6
49,1
Toscana
2,3
0,5
139,0
39,5
Umbria
13,2
8,0
104,2
29,7
Marche
2,0
0,0
164,0
52,5
Lazio
3,0
2,0
122,7
36,5
Abruzzo
4,4
5,8
228,8
64,8
Molise
4,3
9,1
193,0
50,3
Campania
2,6
1,2
69,8
16,2
Puglia
3,8
1,6
117,8
19,3
Basilicata
2,1
0,0
113,5
23,3
Calabria
6,6
0,0
96,9
16,9
Sicilia
4,2
1,0
79,7
16,0
Sardegna
7,8
4,6
141,3
27,2
Italia
3,5
1,9
118,3
33,6
Fonte: Ministero della Salute - Scheda di dimissione ospedaliera
36 - 55 anni
Maschi
Femmine
369,8
129,3
836,1
294,3
399,8
132,7
910,7
279,1
637,3
162,3
424,8
156,4
451,6
154,4
593,1
187,4
356,0
138,8
292,9
120,9
206,4
73,5
472,3
161,1
355,2
85,9
628,7
142,0
780,8
126,9
235,9
48,1
316,5
54,0
427,5
63,4
371,7
75,9
280,0
38,3
515,3
89,0
378,0
108,1
> 55 anni
Maschi
Femmine
431,1
93,5
1.524,6
264,7
621,7
115,0
1.184,1
295,2
1.363,4
219,5
811,4
209,8
847,4
217,6
494,0
108,8
442,1
86,2
299,6
61,4
376,9
54,5
427,4
81,7
353,4
71,0
674,3
109,6
710,5
103,8
228,5
55,0
280,6
71,6
434,4
70,2
474,2
69,5
190,0
37,5
553,4
91,7
469,5
97,7
Totale
168,2
459,8
204,6
420,9
349,0
244,8
264,0
250,6
176,9
138,9
125,0
194,7
143,0
259,6
274,7
82,7
113,5
153,1
144,8
84,5
195,2
167,9
Tab.4b - DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE DIAGNOSI TOTALMENTE ATTRIBUIBILI ALL'ALCOOL
(cod. ICD 9-CM 291, 303, 305.0, 357.5, 425.5, 535.3, 571.0, 571.1, 571.2, 571.3, 977.3, 980) SECONDO LA CLASSE DI ETA'
DEL DIMESSO - ANNO 2003
CAUSE DI DIMISSIONE (*)
291
Sindrome psicotiche indotte da alcool
303
Sindrome di dipendenza da alcool
305.0 Abuso di alcool
357.5 Polineuropatia alcoolica
425.5 Cardiomiopatia alcoolica
535.3 Gastrite alcoolica
571.0 Steatosi epatica alcoolica
571.1 Epatite acuta alcoolica
571.2 Cirrosi epatica alcoolica
571.3 Danno epatico da alcool, non specificato
977.3 Avvelenamento da antagonisti dell'alcool
980
Effetti tossici dell'alcool
Totale
< = 14 anni
0,1
0,1
0,9
0,0
0,0
0,4
0,1
0,0
0,0
0,0
0,0
16,6
0,2
(*) Sono state considerate sia la causa principale sia le cause secondarie
Fonte: Ministero della Salute - Scheda di dimissione ospedaliera
15 - 35 anni
36 - 55 anni > 55 anni
12,7
49,2
38,0
18,5
53,2
28,2
34,5
46,0
18,6
4,3
44,5
51,2
2,5
37,6
59,9
8,8
34,1
56,7
8,0
39,7
52,3
11,1
45,3
43,5
1,6
30,6
67,8
7,4
42,4
50,1
21,4
42,9
35,7
32,6
30,3
20,5
12,2
42,7
44,9
Totale
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Tab.4c - DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE DIAGNOSI TOTALMENTE ATTRIBUIBILI ALL'ALCOOL
SECONDO IL SESSO DEL DIMESSO - ANNO 2003
CAUSE DI DIMISSIONE (*)
291
Sindrome psicotiche indotte da alcool
303
Sindrome di dipendenza da alcool
305.0 Abuso di alcool
357.5 Polineuropatia alcoolica
425.5 Cardiomiopatia alcoolica
535.3 Gastrite alcoolica
571.0 Steatosi epatica alcoolica
571.1 Epatite acuta alcoolica
571.2 Cirrosi epatica alcoolica
571.3 Danno epatico da alcool, non specificato
977.3 Avvelenamento da antagonisti dell'alcool
980
Effetti tossici dell'alcool
Totale
Valore assoluto
Maschi
Femmine
4.397
1.116
26.392
7.571
7.686
2.729
2.124
500
559
85
633
269
7.699
2.197
3.755
842
25.812
6.711
5.654
1.212
11
3
241
96
84.963
23.331
(*) Sono state considerate sia la causa principale sia le cause secondarie
Fonte: Ministero della Salute - Scheda di dimissione ospedaliera
Totale
5.513
33.963
10.415
2.624
644
902
9.896
4.597
32.523
6.866
14
337
108.294
% diagnosi secondo il
Valore percentuale
Maschi
Femmine
tipo di diagnosi
79,8%
20,2%
5,1%
77,7%
22,3%
31,4%
73,8%
26,2%
9,6%
80,9%
19,1%
2,4%
86,8%
13,2%
0,6%
70,2%
29,8%
0,8%
77,8%
22,2%
9,1%
81,7%
18,3%
4,2%
79,4%
20,6%
30,0%
82,3%
17,7%
6,3%
78,6%
21,4%
0,0%
71,5%
28,5%
0,3%
78,5%
21,5%
100,0%
Tab. 4d - DISTRIBUZIONE REGIONALE DEI TASSI DI
OSPEDALIZZAZIONE PER DIAGNOSI TOTALMENTE
ATTRIBUIBILI ALL'ALCOOL (cod. ICD 9-CM 291, 303, 305.0, 357.5,
425.5, 535.3, 571.0, 571.1, 571.2, 571.3, 977.3, 980)
ANNI 2000-2002-2003
(Dimessi per 100.000 abitanti)
REGIONE DI
2000
2002
2003
DIMISSIONE
Piemonte
174,2
178,6
168,2
Valle d'Aosta
398,0
560,5
459,8
Lombardia
215,8
220,1
204,6
Prov. Auton. Bolzano
448,0
426,6
420,9
Prov. Auton. Trento
421,1
357,6
349,0
Veneto
263,9
251,6
244,8
Friuli Venezia Giulia
300,0
283,7
264,0
Liguria
279,2
272,7
250,6
Emilia Romagna
180,2
184,5
176,9
Toscana
143,2
149,8
138,9
Umbria
153,7
119,1
125,0
Marche
200,9
203,6
194,7
Lazio
137,4
146,1
143,0
Abruzzo
243,2
259,4
259,6
Molise
234,2
286,8
274,7
Campania
80,3
93,5
82,7
Puglia
125,4
123,7
113,5
Basilicata
177,2
164,0
153,1
Calabria
145,3
149,8
144,8
Sicilia
72,5
85,7
84,5
Sardegna
161,1
205,2
195,2
Italia
172,2
177,1
167,9
Fonte: Ministero della Salute - Scheda di dimissione ospedaliera
Tab.4e - DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE DIAGNOSI
TOTALMENTE ATTRIBUIBILI ALL'ALCOOL
(cod. ICD 9-CM 291, 303, 305.0, 357.5, 425.5, 535.3, 571.0, 571.1, 571.2, 571.3,
977.3, 980) SECONDO LA CLASSE DI ETA' DEL DIMESSO
ANNI 2000-2001-2003
CAUSE DI
DIMISSIONE (*)
2000
2002
2003
< = 14 anni
0,2
0,3
0,2
15 - 35 anni
36 - 55 anni > 55 anni
13,8
41,7
44,3
12,8
42,9
44,1
12,2
42,7
44,9
(*) Sono state considerate sia la causa principale sia le cause secondarie
Fonte: Ministero della Salute - Scheda di dimissione ospedaliera
Tab.4f - DISTRIBUZIONE DELLE DIAGNOSI TOTALMENTE ATTRIBUIBILI ALL'ALCOOL
ANNI 2000-2002-2003
CAUSE DI DIMISSIONE (*)
291
Sindrome psicotiche indotte da alcool
303
Sindrome di dipendenza da alcool
305.0 Abuso di alcool
357.5 Polineuropatia alcoolica
425.5 Cardiomiopatia alcoolica
535.3 Gastrite alcoolica
571.0 Steatosi epatica alcoolica
571.1 Epatite acuta alcoolica
571.2 Cirrosi epatica alcoolica
571.3 Danno epatico da alcool, non specificato
977.3 Avvelenamento da antagonisti dell'alcool
980
Effetti tossici dell'alcool
Totale
% diagnosi secondo il tipo di
diagnosi
2000
2002
2003
5,4%
5,0%
5,1%
31,8%
32,2%
31,4%
10,6%
9,1%
9,6%
2,4%
2,6%
2,4%
0,7%
0,7%
0,6%
0,9%
0,8%
0,8%
9,4%
9,5%
9,1%
5,5%
4,7%
4,2%
26,3%
28,3%
30,0%
7,0%
6,7%
6,3%
0,0%
0,0%
0,0%
0,1%
0,4%
0,3%
100,0%
100,0%
100,0%
(*) Sono state considerate sia la causa principale sia le cause secondarie
Fonte: Ministero della Salute - Scheda di dimissione ospedaliera
PARTE SECONDA
3. I servizi alcologici e l’utenza dopo l’emanazione della legge 30.3.2001 n. 125.
Anno 2004
3.1. Il personale dei servizi
Al 31.12.2004 sono stati rilevati 441 1 servizi o gruppi di lavoro per l’alcoldipendenza
distribuiti in 18 regioni. Di questi servizi il 93,2% sono di tipo territoriale, il 4,1% di tipo
ospedaliero, il 2,3% di tipo universitario e lo 0,4% di tipologia non nota (tab.1-2; graf.1).
In totale nel 2004 sono state preposte alle attività relative all’alcoldipendenza 3.680 unità
di personale: 808 addette esclusivamente (22,0% del totale) e 2.872 addette parzialmente
(78,0% del totale) (tabella 3; graf.2).
Nella tabella 4 e nel grafico 3 sono riportate le distribuzioni percentuali, distintamente, dei
ruoli professionali addetti esclusivamente ed addetti parzialmente sul personale
complessivo (somma di esclusivi e parziali). Si osserva, limitando l’analisi ai profili
direttamente coinvolti nel trattamento dell’alcoldipendenza, che la proporzione più alta di
addetti esclusivi spetta agli educatori professionali (29,5%), seguiti dagli assistenti sociali
(22,4%), dagli psicologi (21,3%) e dagli infermieri professionali (21,1%); viceversa, nel
ruolo medico la quota più elevata è rappresentata dagli addetti parziali (79,6%).
I grafici 4-6 mostrano la composizione per tipologia di ruolo per il personale totale e per le
due categorie in cui è stato ripartito. Analizzando il dato nazionale, si osservano
percentuali più alte di medici, di psicologi e di infermieri professionali nel personale a
tempo parziale (rispettivamente, 23,6%, 17,8%, 24,1% rispetto a 21,5%, 17,1%, 22,9%
degli esclusivi) e, viceversa, maggiore peso di educatori e di assistenti sociali negli addetti
esclusivi (rispettivamente, 11,8% e 16,2% rispetto a 7,9% e 15,8% dei parziali). Infine, il
personale amministrativo e di altro tipo rappresenta circa il 10,5% sia nel personale
parziale che in quello esclusivo.
La tabella 5 e i grafici 7-9 riportano i trend del numero assoluto di personale (totale,
esclusivo e parziale) distinto nelle singole qualifiche professionali. Si osserva, per il
personale esclusivo, una diminuzione (in termini assoluti) dal 2002 dei medici e degli
psicologi e, dal 2003, degli assistenti sociali e degli infermieri, mentre aumentano gli
educatori professionali; viceversa, negli addetti parziali, dal 2000 si ha una tendenza
all’aumento per ogni figura professionale.
In termini percentuali (tab.6) si conferma la tendenza, osservata per la prima volta nel
2003, alla diminuzione, sia per il totale delle unità di personale impiegate che per i singoli
ruoli professionali direttamente coinvolti nel trattamento dell’alcoldipendenza, della quota
degli addetti esclusivi.
La tabella 7 mostra l’andamento temporale della composizione dell’organico complessivo
distinto nei 4 ruoli professionali (medici, psicologi, operatori sociosanitari e personale
1
Per la regione Basilicata sono state raccolte le informazioni previste dai modelli di rilevazione a livello
regionale e non di singolo servizio. Pertanto non si ha l’informazione relativa al numero di servizi o gruppi
di lavoro rilevati.
29
amministrativo e di altro tipo): si nota un valore sostanzialmente stabile dal 2001 della
quota di psicologi (intorno al 17-18%) e una lieve flessione, nell’ultimo triennio, di medici
nel personale totale ed esclusivo a cui corrisponde un aumento di operatori socio-sanitari.
3.2. I modelli organizzativi, gli approcci terapeutici e i programmi di trattamento
Nella tabella 8 sono visualizzate, per ogni singola funzione e con dettaglio regionale, le
percentuali di servizi o gruppi di lavoro che hanno dichiarato di aver svolto nel corso del
2004 le funzioni indicate. Come si può osservare, oltre il 90% dei servizi ha svolto attività
di accoglienza, osservazione e diagnosi (95,9%), ha definito (93,2%) e/o attuato (95,5%)
programmi terapeutico-riabilitativi e ha effettuato interventi di prevenzione (88,7%). Per le
funzioni di coordinamento, le percentuali di attivazione più basse sono riferite a quelle che
coinvolgono le rilevazioni epidemiologiche (56,2%) e gli interventi di altre strutture o
servizi sanitari pubblici (62,1%), le più alte sono attribuibili al coordinamento con il
servizio sociale pubblico (88,7%), con i servizi ospedalieri (85,5%) e con il medico di
famiglia (83,9%). I piani operativi di formazione del personale e sensibilizzazione hanno
coinvolto il 72,6% dei servizi rilevati. Tali percentuali sono molto variabili regionalmente.
Analizzando i programmi di trattamento (tab.9; graf.10) si osserva che il 28,9% degli
utenti è stato sottoposto a trattamenti medico-farmacologici in regime ambulatoriale, il
25,4% al “counseling” rivolto all’utente o alla famiglia, il 10,2% è stato inserito in gruppi
di auto/mutuo aiuto; per l’11,8% si è scelto un trattamento socio-riabilitativo, mentre
l’inserimento in comunità di carattere residenziale o semiresidenziale ha riguardato solo il
2,3% degli alcoldipendenti. I trattamenti psicoterapeutici sono stati attivati per l’11,5%
degli utenti e sono principalmente consistiti nella terapia individuale (59,1%) e nella
terapia di gruppo o familiare (40,9%).
Il ricovero ha riguardato il 7,5% del totale degli utenti rilevati (5,7% in istituti pubblici,
1,8% in case di cura private convenzionate); in entrambi i casi la causa principale di
ricovero è rappresentata dalla sindrome di dipendenza da alcol (70,2% sul totale dei
ricoverati in regime ospedaliero ordinario o in day hospital e 72,2% sul totale dei ricoverati
in casa di cura privata convenzionata)(graf.11).
Dall’analisi territoriale emerge nuovamente una situazione di estrema eterogeneità a livello
regionale: ad esempio si ricorre al trattamento medico-farmacologico per il 44,1% dei casi
in Emilia Romagna e solo nell’11,8% dei casi nel Friuli Venezia Giulia; per il counseling
valori elevati si osservano nelle Province autonome di Bolzano e di Trento e in Abruzzo
(rispettivamente 38,4%, 40,2% e 38,6%), mentre per la psicoterapia (individuale o di
gruppo) nelle Marche (32,0%) e in Campania (21,6%); l’inserimento in gruppi di
auto/mutuo aiuto presenta valori superiori alla media nazionale in diverse regioni del nordcentro mentre il trattamento socioriabilitativo è relativamente più frequente in Valle
D’Aosta (19,1%)
e in
Emilia Romagna (18,3%); l’inserimento in comunità
semiresidenziali o residenziali è massimo in Valle d’Aosta (9,8%) e minimo in Abruzzo
(0,7%). Infine, relativamente al ricorso al ricovero in strutture pubbliche, spiccano la Valle
d’Aosta e il Lazio con il 10,8% e l’11,2% dei casi; analogamente, riguardo al ricovero in
strutture private convenzionate, le Marche si contraddistinguono per un 10,7% di utenti
30
che vengono indirizzati a questo tipo di approccio terapeutico.
Nel periodo 1996-2004 (tab.10, graf.12) si delinea complessivamente una tendenziale
crescita della percentuale di trattamenti medico-farmacologici ambulatoriali (da 20,6% a
28,9%) e una tendenziale diminuzione della frequenza di pazienti che partecipano a gruppi
di auto/mutuo aiuto (da 21,1% a 10,2%); dal 2002 aumentano i soggetti sottoposti a
counseling (da 23,0% a 25,4%) e diminuiscono quelli sottoposti a psicoterapia (da 12,5% a
11,5%); inoltre aumentano dal 2000 gli utenti inseriti in comunità di carattere residenziale
o semiresidenziale (da 1,7% a 2,3%) e quelli che usufruiscono di un trattamento di tipo
socioriabilitativo (da 8,1% a 11,8%); infine il ricovero costituisce una possibilità di
trattamento in tendenziale disuso (la proporzione di pazienti che vi ricorrono scende dal
10,3% del 1996 al 5,7% del 2004), soprattutto nelle strutture pubbliche.
3.3. La collaborazione dei servizi con gli Enti e le Associazioni del Volontariato,
Privato sociale e Privato
Per quanto riguarda la collaborazione con i Gruppi di auto-mutuo aiuto, si osserva
(tab.11a) che nel 2004 il 53,1% dei servizi ha collaborato con i CAT, il 34,0% con gli
A.A. e l’11,6% con altri gruppi. Le attività di collaborazione con le comunità terapeutiche
residenziali e semiresidenziali e con le cooperative sociali per la gestione dei servizi
sociosanitari ed educativi riguardano rispettivamente il 36,3% e il 15,2% dei servizi; la
percentuale dei servizi impegnati, insieme alle cooperative sociali, nell’inserimento
lavorativo di persone in condizioni di svantaggio è pari al 35,6%. Nettamente inferiori
sono le percentuali di collaborazione dei servizi o gruppi di lavoro rilevati con gli Enti
privati (tab.11b), cioè con case di cura convenzionate (16,1%) o private (1,4%). Si
ripropone, come per molti altri aspetti del fenomeno in esame, l’assenza di una omogeneità
territoriale, qui ancora più accentuata per la presenza di situazioni “estreme” (regioni con
scostamenti molto significativi, in una direzione o in quella opposta, rispetto al valore
centrale di riferimento)
Nella tabella 12 è riportato il numero medio annuale, per servizio o gruppo di lavoro, di
Enti o Associazioni del volontariato e privato sociale (tab.12a) e di Enti privati (tab.12b)
che hanno collaborato con i servizi per l'alcoldipendenza. Analizzando il dato nazionale si
osserva che mediamente, nel corso del 2004, ogni servizio ha collaborato con circa 8 CAT,
4 AA e 3 comunità e cooperative sociali. Meno frequente, come già visto, la
collaborazione con gli Enti privati (valori medi pari a 1,8 e 2,5, rispettivamente, per la case
di cura convenzionate e private), mentre permangono in entrambi i casi le differenziazioni
a livello regionale.
3.4. Le caratteristiche demografiche dell’utenza
Nel 2004 2 sono stati presi in carico presso i servizi o gruppi di lavoro rilevati 53.914
22
E’ importante fin da subito premettere che le osservazioni seguenti, relative alle caratteristiche
“demografiche” (sesso ed età) degli alcoldipendenti, riflettono presumibilmente le caratteristiche della
popolazione generale da cui la sottopopolazione in esame (utenti dei servizi per l’alcoldipendenza) proviene
31
soggetti alcoldipendenti (tab.13; graf.13), valore in aumento rispetto all’anno precedente
(+5,3%). La graduatoria regionale vede le regioni del nord (ad eccezione della Valle
d’Aosta) ai primi posti. In particolare Veneto e Lombardia sono le regioni con il numero
assoluto più elevato di utenti (rispettivamente, 11.727 e 8.466), mentre il valore più basso
si registra in Valle d’Aosta con 243 utenti. Il 36,7% dell’utenza complessiva è
rappresentato da utenti nuovi, il rimanente 63,3% da soggetti già in carico dagli anni
precedenti o rientrati nel corso dell’anno dopo aver sospeso un trattamento precedente;
stratificando per sesso, le percentuali di nuovi utenti risultano pari a 37,6% per i maschi e a
33,8% per le femmine.
Il rapporto M/F è pari a 3,5, considerando il totale degli utenti (gli uomini rappresentano il
77,6% dell’utenza totale), a 3,8 nei nuovi utenti e a 3,3 negli utenti già in carico o rientrati
a conferma della maggiore proporzione di maschi tra i nuovi utenti (79,3%) rispetto agli
utenti già presi in carico dai servizi (76,6%) (graf.14). A livello regionale questa maggiore
presenza maschile risulta più evidente al centro-sud sia per il totale degli utenti che
distinguendo gli utenti per tipologia (nuovi e già in carico o rientrati): quasi tutte le regioni
centrali e tutte le regioni meridionali rilevate presentano valori del rapporto M/F superiori
alla media nazionale.
L’analisi per età (tab.14, graf.15) evidenzia che la classe modale è 40-49 anni, sia per
l’utenza totale (15.711 soggetti pari al 29,1%) sia per le due categorie dei nuovi e vecchi
utenti (rispettivamente 27,4% e 30,2%). Gli individui di età compresa tra i 30 e i 59 anni
rappresentano il 75,4% di tutti gli alcoldipendenti in esame (72,4% nei nuovi utenti e
77,2% negli utenti già in carico), i giovani al di sotto dei 30 anni non superano il 15%
(10,4% negli utenti totali, 15,0% nei nuovi utenti e 7,7% nei vecchi utenti), mentre non
trascurabile è la quota degli individui di 60 anni e oltre (14,2% negli utenti totali, 12,6%
nei nuovi utenti e 15,1% nei vecchi utenti). Come atteso, i nuovi utenti sono dunque più
giovani degli utenti già in carico o rientrati: il 59,4% dei primi ha più di 40 anni rispetto al
69,2% dei secondi; il 15,0% dei nuovi utenti ha meno di 30 anni mentre per i vecchi questa
percentuale è del 7,7%; viceversa gli ultracinquantenni sono il 32,0% per i nuovi utenti e il
39,0% per quelli già in carico.
Analizzando distintamente i due sessi si nota che l’utenza femminile è relativamente più
anziana di quella maschile (presumibilmente anche per effetto della struttura per età della
popolazione generale): il 36,1% degli utenti maschi ha meno di 40 anni rispetto al valore
analogo di 28,3% delle femmine; nella classe modale 40-49 si concentra il 32,6% delle
donne (contro il 28,1% del sesso maschile), nella classe successiva (50-59 anni) le
percentuali scendono a 23,8% e a 21,8%, rispettivamente, per gli uomini e per le donne;
infine la proporzione di utenti con età maggiore o uguale a 60 anni è pari a 13,9% nei
maschi e a 15,2% nelle femmine.
Stratificando per sesso e tipologia di utenza si evidenzia nuovamente il maggior peso
percentuale, nelle donne, delle classi di età più avanzate, più accentuato nel sottogruppo
dei vecchi utenti.
Nel tempo la tendenza più evidente e più interessante da evidenziare è quella relativa
e quindi andrebbero in qualche modo standardizzate rispetto ad un opportuno denominatore.
32
all’aumento della frequenza della classe di età giovanile 20-29 sia nell’utenza totale che e
soprattutto nei nuovi utenti per i quali si è passati dal 10,7% del 1998 all’attuale 14,0%; si
osserva, inoltre, un aumento della proporzione dei soggetti di 40-49 anni negli utenti totali
e negli utenti già in carico o rientrati e, dal 2002, degli ultrasessantenni nell’utenza totale
(tab.15; graf.16).
Le caratteristiche fin qui evidenziate sulla distribuzione per età degli utenti vengono
sostanzialmente confermate analizzando l’età media (tab.16). Nel 2004 l’età media del
totale degli utenti rilevati è pari a 45,0 anni; le donne hanno un’età media più elevata dei
maschi (46,3 rispetto a 44,7) a conferma dell’ipotesi della maggiore anzianità dell’utenza
alcoldipendente femminile e, come già evidenziato, i nuovi utenti sono mediamente più
giovani rispetto agli utenti già in carico o rientrati (43,3 vs 46,0), ma entrambi i sottogruppi
non si discostano dalla tendenza generale di una maggiore rappresentatività delle età
avanzate nelle donne rispetto agli uomini (rispettivamente 45,3 vs 42,8 nel sottogruppo dei
nuovi utenti e 46,9 vs 45,8 anni nel sottogruppo degli utenti già in carico).
Dalla tabella e dal grafico 17 si osserva che nel 2004, rispetto al 2003, si ha una
diminuzione dell’età media in tutte le categorie di soggetti considerate (ad eccezione degli
utenti già in carico maschi) soprattutto nei nuovi utenti maschi per i quali la diminuzione
dell’età media si osserva dal 2001 (da 44 a 42,8 anni) a conferma del già evidenziato
“ringiovanimento” dell’utenza che per la prima volta si rivolge ai Servizi.
3.5. I consumi alcolici dell’utenza
Nel 2004 (tab.18, graf.18) la bevanda alcolica maggiormente consumata è il vino (57,7%),
seguito dalla birra (22,9%), dai superalcolici (10,9%) e dagli aperitivi, amari e digestivi
(4,5%). La birra risulta prevalentemente consumata dai maschi (23,9% vs 19,1% delle
femmine), mentre per il vino, per i superalcolici e per gli aperitivi, amari e digestivi si
osservano percentuali più elevate di consumatori di sesso femminile (rispettivamente
59,6%, 11,3% e 5,5% vs 57,2%, 10,8% e 4,2% dei maschi).
La distribuzione degli utenti per tipo di bevanda alcolica di uso prevalente è molto
variabile regionalmente: per il vino si passa dal 65,6% del Piemonte al 30,5% della
Sardegna; il sud sembra caratterizzarsi per un maggior uso oltre che di birra (tutte le
regioni, ad eccezione della Campania, presentano valori superiori alla media) anche di
superalcolici (il 19,5% e il 22,0% in Campania e Sicilia contro il 10,9% della media
nazionale) e di aperitivi/amari/digestivi (tutte le regioni, ad eccezione della Sicilia,
presentano valori superiori alla media).
Nel periodo 1996-2004 (tab.19, graf.19) si osserva una tendenza all’aumento del consumo
di birra (da 14,1% a 22,9%) ed alla diminuzione del consumo di vino (dal 68,3% al 57,7%)
tra gli utenti dei servizi, particolarmente evidente dal 2001; per i superalcolici si osservano
valori oscillanti intorno all’11%, mentre per gli aperitivi, amari, digestivi dal 2002 si nota
una lieve diminuzione.
Stratificando per sesso risulta che l’aumento del consumo di birra e la riduzione del
consumo di vino appaiono più marcati tra gli utenti maschi (rispettivamente +68,3% e
-16,9% contro +41,5% e –10,6% delle femmine nel periodo 1996-2004).
L'uso concomitante di sostanze stupefacenti o psicotrope e l’abuso o l’uso improprio di
33
farmaci (tab.20) riguardano, rispettivamente, il 9,0% (4.837 utenti) e il 5,4% (2.872 utenti)
degli individui rilevati. Questi dati risultano molto variabili territorialmente mentre
temporalmente, ad un tendenziale aumento nell’uso di stupefacenti (da 5,7% nel 1996 a
9,0% nel 2004), si osserva un andamento tendenzialmente stabile, oscillante intorno al 6%,
nell’abuso di farmaci (tab.21).
34
TABELLE E GRAFICI
35
Tab.1 - DISTRIBUZIONE REGIONALE DEL NUMERO DI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI - ANNO 2004
NUMERO DI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO PER TIPOLOGIA
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
territoriale
56
1
46
5
11
31
5
4
40
35
4
15
20
5
n.r.
30
45
n.r.
n.r.
46
12
411
ospedaliera
0
0
5
1
0
8
0
0
0
0
0
1
2
0
n.r.
0
0
n.r.
n.r.
0
1
18
universitaria
0
0
4
0
0
0
0
1
1
1
0
0
0
0
n.r.
1
0
n.r.
n.r.
1
1
10
non indicata
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
n.r.
0
0
n.r.
n.r.
0
1
2
TOTALE
56
1
55
6
11
39
5
5
42
36
4
16
22
5
n.r.
31
45
n.r.
n.r.
47
15
441
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.2 - NUMERO DI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
NUMERO DI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO
PER TIPOLOGIA
ANNI
territoriale
ospedaliera universitaria non indicata
TOTALE
1996
256
20
2
2
280
1997
266
19
4
0
289
1998
245
16
2
5
268
1999
320
12
2
10
344
2000
299
13
3
0
315
2001
307
14
2
1
324
2002
398
14
9
2
423
2003
412
14
10
1
437
2004
411
18
10
2
441
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab. 3 - UNITA' DI PERSONALE ADDETTE ALLE ATTIVITA' RELATIVE ALLA ALCOLDIPENDENZA - ANNO 2004
MEDICI
REGIONE
addetti
esclusivamente
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
V.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
12
2
26
2
1
16
6
4
12
5
1
16
5
n.r.
27
22
2
n.r.
1
14
174
PSICOLOGI
addetti
parzialmente
88
1
71
5
12
59
2
10
61
64
5
27
47
2
n.r.
50
53
12
n.r.
86
23
678
addetti
esclusivamente
totale
100
3
97
7
13
75
8
14
73
69
5
28
63
7
n.r.
77
75
14
n.r.
87
37
852
12
25
6
14
5
5
8
3
1
3
7
2
n.r.
16
19
5
n.r.
7
138
addetti
parzialmente
77
2
60
14
1
50
1
4
40
37
4
16
23
1
n.r.
40
48
7
n.r.
70
16
511
ASSISTENTI SOCIALI
addetti
esclusivamente
totale
89
2
85
20
1
64
6
9
48
40
5
19
30
3
n.r.
56
67
12
n.r.
70
23
649
10
1
22
4
20
6
2
7
2
8
2
n.r.
21
17
1
n.r.
8
131
addetti
parzialmente
66
55
7
37
4
35
45
7
16
16
3
n.r.
37
38
8
n.r.
66
13
453
EDUCATORI PROFESSIONALI
addetti
esclusivamente
totale
76
1
77
7
4
57
6
6
42
45
7
18
24
5
n.r.
58
55
9
n.r.
66
21
584
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
12
2
14
1
3
26
2
1
12
2
1
n.r.
7
8
1
n.r.
3
95
addetti
parzialmente
62
23
1
4
31
1
5
36
26
-1
1
n.r.
2
16
2
n.r.
12
4
227
totale
74
2
37
2
7
57
3
6
48
28
1
1
1
n.r.
9
24
3
n.r.
12
7
322
Segue tab.3
INFERMIERI PROFESSIONALI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
addetti
addetti
esclusivamente parzialmente
12
96
1
1
19
70
2
12
4
3
19
64
7
1
3
4
15
57
10
60
1
6
1
41
14
33
3
3
n.r.
n.r.
32
75
22
48
6
7
n.r.
n.r.
1
88
13
23
185
692
AMMINISTRATIVI
totale
108
2
89
14
7
83
8
7
72 70
7
42
47
6
n.r.
107
70
13
n.r.
89 36
877
addetti
esclusivamente
5
5
1
4
2
n.r.
6
1
0
n.r.
1
25
addetti
parzialmente
20
16
6
14
1
1
10
7
10
1
1
n.r.
6
4
3
n.r.
22
3
125
ALTRO
totale
25
21
7
18
3
1
10
7
10
1
1
n.r.
12
5
3
n.r.
22
4
150
addetti
addetti
addetti
totale
esclusivamente
parzialmente
esclusivamente
8
20
28
71
6
5
1
6
116
2
2
12
12
4
26
30
103
6
6
34
-15
2
5
7
56
2
6
8
22
4
4
2
9
9
7
16
7
23
61
2
2
15
n.r.
n.r.
n.r.
n.r.
8
30
38
117
6
34
40
95
0
1
1
15
n.r.
n.r.
n.r.
n.r.
34
34
2
1
7
8
47
60
186
246
808
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
TOTALE
addetti
parzialmente
429
4
296
47
20
281
6
28
244
245
26
120
128
10
n.r.
240
241
40
n.r.
378
89
2.872
totale
500
10
412
59
32
384
40
43
300
267
28
127
189
25
n.r.
357
336
55
n.r.
380
136
3.680
Tab. 4 - UNITA' DI PERSONALE ADDETTE ALLE ATTIVITA' RELATIVE ALLA ALCOLDIPENDENZA (%) - ANNO 2004
MEDICI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
PSICOLOGI
ASSISTENTI SOCIALI
addetti
addetti
addetti
addetti
addetti
addetti
esclusivamente parzialmente esclusivamente parzialmente esclusivamente parzialmente
12,0
66,7
26,8
28,6
7,7
21,3
75,0
28,6
16,4
7,2
0,0
3,6
25,4
71,4
n.r.
35,1
29,3
14,3
n.r.
1,1
37,8
20,4
88,0
33,3
73,2
71,4
92,3
78,7
25,0
71,4
83,6
92,8
100,0
96,4
74,6
28,6
n.r.
64,9
70,7
85,7
n.r.
98,9
62,2
79,6
13,5
0,0
29,4
30,0
0,0
21,9
83,3
55,6
16,7
7,5
20,0
15,8
23,3
66,7
n.r.
28,6
28,4
41,7
n.r.
0,0
30,4
21,3
86,5
100,0
70,6
70,0
100,0
78,1
16,7
44,4
83,3
92,5
80,0
84,2
76,7
33,3
n.r.
71,4
71,6
58,3
n.r.
100,0
69,6
78,7
13,2
100,0
28,6
0,0
100,0
35,1
100,0
33,3
16,7
0,0
0,0
11,1
33,3
40,0
n.r.
36,2
30,9
11,1
n.r.
0,0
38,1
22,4
86,8
0,0
71,4
100,0
0,0
64,9
0,0
66,7
83,3
100,0
100,0
88,9
66,7
60,0
n.r.
63,8
69,1
88,9
n.r.
100,0
61,9
77,6
EDUCATORI PROFESSIONALI
addetti
esclusivamente
16,2
100,0
37,8
50,0
42,9
45,6
66,7
16,7
25,0
7,1
0,0
0,0
100,0
n.r.
77,8
33,3
33,3
n.r.
0,0
42,9
29,5
addetti
parzialmente
83,8
0,0
62,2
50,0
57,1
54,4
33,3
83,3
75,0
92,9
100,0
100,0
0,0
n.r.
22,2
66,7
66,7
n.r.
100,0
57,1
70,5
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Segue tab.4
INFERMIERI PROFESSIONALI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
addetti
esclusivamente
11,1
50,0
21,3
14,3
57,1
22,9
87,5
42,9
20,8
14,3
14,3
2,4
29,8
50,0
n.r.
29,9
31,4
46,2
n.r.
1,1
36,1
21,1
addetti
parzialmente
88,9
50,0
78,7
85,7
42,9
77,1
12,5
57,1
79,2
85,7
85,7
97,6
70,2
50,0
n.r.
70,1
68,6
53,8
n.r.
98,9
63,9
78,9
AMMINISTRATIVI
ALTRO
TOTALE
addetti
addetti
addetti
addetti
addetti
addetti
esclusivamente parzialmente esclusivamente parzialmente esclusivamente parzialmente
20,0
23,8
14,3
22,2
66,7
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
n.r.
50,0
20,0
0,0
n.r.
0,0
25,0
16,7
80,0
76,2
85,7
77,8
33,3
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
n.r.
50,0
80,0
100,0
n.r.
100,0
75,0
83,3
28,6
83,3
0,0
13,3
100,0
28,6
25,0
0,0
0,0
69,6
100,0
n.r.
21,1
15,0
0,0
n.r.
0,0
12,5
24,4
71,4
16,7
100,0
86,7
0,0
71,4
75,0
100,0
100,0
30,4
0,0
n.r.
78,9
85,0
100,0
n.r.
100,0
87,5
75,6
14,2
60,0
28,2
20,3
37,5
26,8
85,0
34,9
18,7
8,2
7,1
5,5
32,3
60,0
n.r.
32,8
28,3
27,3
n.r.
0,5
34,6
22,0
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
85,8
40,0
71,8
79,7
62,5
73,2
15,0
65,1
81,3
91,8
92,9
94,5
67,7
40,0
n.r.
67,2
71,7
72,7
n.r.
99,5
65,4
78,0
Tab.5 - UNITA' DI PERSONALE ADDETTE ALLE ATTIVITA' RELATIVE ALL'ALCOLDIPENDENZA
1) personale totale
ANNI
MEDICI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
525
422
475
611
560
644
817
866
852
PSICOLOGI
ASSISTENTI
SOCIALI
326
293
309
412
408
490
601
657
649
335
296
330
409
401
460
553
617
584
PSICOLOGI
ASSISTENTI
SOCIALI
66
54
76
84
107
114
154
151
138
58
58
77
86
85
115
153
164
131
PSICOLOGI
ASSISTENTI
SOCIALI
260
239
233
328
301
376
447
506
511
277
238
253
323
316
345
400
453
453
EDUCATORI
PROFESSIONALI
161
153
163
213
226
237
264
299
322
INFERMIERI
PROFESSIONALI
407
354
470
527
563
661
783
827
877
AMMINISTRATIVI
97
86
86
103
99
106
130
153
150
ALTRO
TOTALE
213
150
160
228
193
197
253
246
246
2.064
1.754
1.993
2.503
2.450
2.795
3.401
3.665
3.680
2) addetti esclusivamente
ANNI
MEDICI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
94
74
111
131
126
145
217
199
174
EDUCATORI
PROFESSIONALI
45
41
46
62
72
72
77
88
95
INFERMIERI
PROFESSIONALI
86
73
128
109
135
156
210
219
185
AMMINISTRATIVI
ALTRO
16
13
19
19
15
16
17
28
25
TOTALE
40
24
37
43
34
42
64
78
60
405
337
494
534
574
660
892
927
808
3) addetti parzialmente
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
MEDICI
431
348
364
480
434
499
600
667
678
EDUCATORI
PROFESSIONALI
116
112
117
151
154
165
187
211
227
INFERMIERI
PROFESSIONALI
321
281
342
418
428
505
573
608
692
AMMINISTRATIVI
81
73
67
84
84
90
113
125
125
ALTRO
173
126
123
185
159
155
189
168
186
TOTALE
1.659
1.417
1.499
1.969
1.876
2.135
2.509
2.738
2.872
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione geneerale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.6 - DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEL PERSONALE
1) personale totale
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
ADDETTI
ESCLUSIVAMENTE
N
%
405
19,6
337
19,2
494
24,8
534
21,3
574
23,4
660
23,6
892
26,2
927
25,3
808
22,0
ADDETTI
PARZIALMENTE
N
%
1.659
80,4
1.417
80,8
1.499
75,2
1.969
78,7
1.876
76,6
2.135
76,4
2.509
73,8
2.738
74,7
2.872
78,0
ADDETTI
ESCLUSIVAMENTE
N
%
94
17,9
74
17,5
111
23,4
131
21,4
126
22,5
145
22,5
217
26,6
199
23,0
174
20,4
ADDETTI
PARZIALMENTE
N
%
431
82,1
348
82,5
364
76,6
480
78,6
434
77,5
499
77,5
600
73,4
667
77,0
678
79,6
ADDETTI
ESCLUSIVAMENTE
N
%
66
20,2
54
18,4
76
24,6
84
20,4
107
26,2
114
23,3
154
25,6
151
23,0
138
21,3
ADDETTI
PARZIALMENTE
N
%
260
79,8
239
81,6
233
75,4
328
79,6
301
73,8
376
76,7
447
74,4
506
77,0
511
78,7
2) medici
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
3) psicologi
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
4) operatori sociosanitari
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
ADDETTI
ESCLUSIVAMENTE
N
%
189
20,9
172
21,4
251
26,1
257
22,4
292
24,5
343
25,3
440
27,5
471
27,0
411
23,1
ADDETTI
PARZIALMENTE
N
%
714
79,1
631
78,6
712
73,9
892
77,6
898
75,5
1.015
74,7
1.160
72,5
1.272
73,0
1.372
76,9
5) amministrativi ed altro
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
ADDETTI
ESCLUSIVAMENTE
N
%
56
18,1
37
15,7
56
22,8
62
18,7
49
16,8
58
19,1
81
21,1
106
26,6
85
21,5
ADDETTI
PARZIALMENTE
N
%
254
81,9
199
84,3
190
77,2
269
81,3
243
83,2
245
80,9
302
78,9
293
73,4
311
78,5
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria
Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.7 - DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEL PERSONALE PER RUOLO PROFESSIONALE
personale totale
ANNI
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
medici
25,4
24,1
23,8
24,4
22,9
23,0
24,0
23,6
23,2
psicologi
15,8
16,7
15,5
16,5
16,7
17,5
17,7
17,9
17,6
personale addetto esclusivamente
operatori
sociosanitari
43,8
45,8
48,3
45,9
48,6
48,6
47,0
47,6
48,5
ammnistrativi
ed altro
15,0
13,5
12,3
13,2
11,9
10,8
11,3
10,9
10,8
medici
23,2
22,0
22,5
24,5
22,0
22,0
24,3
21,5
21,5
psicologi
16,3
16,0
15,4
15,7
18,6
17,3
17,3
16,3
17,1
operatori
sociosanitari
46,7
51,0
50,8
48,1
50,9
52,0
49,3
50,8
50,9
personale addetto parzialmente
amministrativi
ed altro
13,8
11,0
11,3
11,6
8,5
8,8
9,1
11,4
10,5
medici
26,0
24,6
24,3
24,4
23,1
23,4
23,9
24,4
23,6
psicologi
15,7
16,9
15,5
16,7
16,0
17,6
17,8
18,5
17,8
operatori
sociosanitari
ammnistrativi
ed altro
43,0
44,5
47,5
45,3
47,9
47,5
46,2
46,5
47,8
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione geneerale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
15,3
14,0
12,7
13,7
13,0
11,5
12,0
10,7
10,8
Tab.8 - FUNZIONI PREVISTE DAL MODELLO ORGANIZZATIVO-FUNZIONALE DEL SERVIZIO O GRUPPO DI LAVORO - ANNO 2004
Percentuali di servizi o gruppi di lavoro (sul totale dei rilevati) che hanno svolto le specifiche funzioni
Accoglienza,
Prevenzione osservazione
e diagnosi
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
Programmi terapeuticoriabilitativi
Definizione
Funzioni di coordinamento
Interventi di altre
strutture/servizi
sanitari pubblici
Attuazione
Interventi di altre
strutture o servizi
privati e del
volontariato
Medico di
famiglia
Con i servizi
Con il servizio
Rilevazione
ospedalieri (ricovero
sociale pubblico epidemiologica
soggetti in fase acuta)
Formazione del
personale e
sensibilizzazione
Altro
91,1
100,0
98,2
100,0
50,0
87,5
67,9
92,9
96,4
42,9
67,9
1,8
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
0,0
100,0
100,0
100,0
0,0
83,6
94,5
94,5
94,5
47,3
90,9
58,2
90,9
90,9
41,8
58,2
10,9
PROV.AUTON.BOLZANO
100,0
100,0
83,3
83,3
100,0
83,3
83,3
100,0
83,3
50,0
100,0
16,7
PROV.AUTON.TRENTO
100,0
90,9
90,9
90,9
100,0
81,8
100,0
100,0
100,0
81,8
100,0
36,4
VENETO
97,4
100,0
94,9
100,0
71,8
97,4
94,9
100,0
94,9
74,4
89,7
30,8
100,0
100,0
100,0
100,0
80,0
100,0
100,0
100,0
100,0
80,0
100,0
40,0
LIGURIA
60,0
60,0
60,0
60,0
60,0
40,0
60,0
60,0
60,0
40,0
40,0
20,0
EMILIA ROMAGNA
83,3
90,5
88,1
90,5
54,8
88,1
64,3
78,6
90,5
66,7
78,6
31,0
TOSCANA
94,4
97,2
97,2
100,0
83,3
97,2
86,1
94,4
94,4
83,3
91,7
58,3
UMBRIA
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
50,0
0,0
MARCHE
93,8
93,8
87,5
87,5
75,0
81,3
75,0
81,3
81,3
56,3
75,0
0,0
LAZIO
72,7
100,0
86,4
100,0
45,5
72,7
72,7
95,5
90,9
40,9
63,6
4,5
ABRUZZO
80,0
100,0
100,0
100,0
20,0
100,0
40,0
80,0
100,0
80,0
100,0
80,0
FRIULI VENEZIA GIULIA
MOLISE
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
CAMPANIA
90,3
90,3
87,1
83,9
67,7
64,5
54,8
64,5
74,2
48,4
71,0
22,6
PUGLIA
73,3
95,6
95,6
97,8
60,0
77,8
62,2
75,6
84,4
53,3
64,4
11,1
BASILICATA
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
CALABRIA
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
97,9
97,9
93,6
100,0
61,7
68,1
61,7
76,6
78,7
42,6
63,8
8,5
100,0
100,0
100,0
93,3
66,7
93,3
73,3
80,0
86,7
66,7
66,7
-
88,7
95,9
93,2
95,5
62,1
83,9
70,1
85,5
88,7
56,2
72,6
18,6
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.9 - TRATTAMENTI EFFETTUATI DAI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO: percentuale di soggetti trattati per tipologia di programma - ANNO 2004
Medico
farmacologico
ambulatoriale
REGIONE
Ricovero in casa di cura privata
Inserimento in Ricovero ospedaliero o day hospital per:
Inserimento
convenzionata per:
Trattamento
Counseling
comunità di
nei gruppi di
socioall'utente o
sindrome di
sindrome di
carattere resid.
auto/muto
di gruppo o
altre patologie
altre patologie
individuale
dipendenza da
altro
dipendenza da
altro
riabilitativo
alla famiglia
familiare
alcoolcorrelate
alcoolcorrelate
o semiresid.
aiuto
alcool
alcool
Psicoterapeutico
Altro
PIEMONTE
28,8
6,9
4,1
24,5
11,4
12,0
2,3
3,5
1,9
0,1
3,3
0,4
0,1
0,6
VALLE D'AOSTA
34,7
13,6
1,7
3,3
7,1
19,1
9,8
10,8
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
LOMBARDIA
33,1
8,4
5,9
21,5
10,1
11,9
2,5
3,0
0,6
0,0
0,4
0,1
0,2
2,3
PROV.AUTON.BOLZANO
33,4
3,0
1,2
38,4
6,5
6,2
4,9
2,9
0,1
1,6
1,8
0,0
0,0
0,0
PROV.AUTON.TRENTO
35,1
0,1
0,1
40,2
12,8
4,3
1,2
2,7
1,2
0,1
2,1
0,0
0,0
0,0
VENETO
24,4
4,2
5,4
24,5
13,9
12,7
1,6
7,6
1,6
0,0
0,4
0,1
0,2
3,4
FRIULI VENEZIA GIULIA
11,8
1,6
8,4
30,4
11,6
6,1
1,2
3,3
0,7
2,6
0,2
0,1
3,2
19,1
LIGURIA
29,8
10,8
2,8
23,2
2,1
16,8
2,7
6,0
1,5
0,0
1,9
0,1
0,0
2,2
EMILIA ROMAGNA
44,1
5,7
1,9
17,0
5,7
18,3
2,6
0,8
0,3
1,5
0,7
0,2
0,5
0,7
TOSCANA
36,4
3,3
1,4
24,9
11,2
17,0
2,1
1,1
1,1
0,0
0,1
0,0
0,0
1,3
UMBRIA
38,8
8,0
2,9
25,5
12,6
5,8
1,9
2,2
0,0
0,0
2,2
0,0
0,0
0,0
MARCHE
12,4
20,6
11,4
20,2
10,1
6,3
2,9
3,8
0,7
0,0
9,0
1,7
0,0
1,1
LAZIO
23,1
12,6
2,3
26,7
12,2
6,1
2,5
7,3
3,5
0,4
2,3
0,8
0,0
0,1
ABRUZZO
25,7
4,5
0,9
38,6
13,9
9,1
0,7
3,5
1,7
0,2
0,8
0,3
0,0
0,0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
CAMPANIA
29,9
17,1
4,5
24,2
3,3
10,6
1,9
2,6
3,6
0,0
1,4
0,7
0,0
0,1
PUGLIA
22,0
12,3
8,4
28,6
1,7
16,1
4,1
3,1
2,7
0,2
0,6
0,1
0,1
0,0
BASILICATA
34,7
10,4
6,3
22,8
2,2
14,6
5,2
1,6
1,2
0,0
1,0
0,0
0,0
0,0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
MOLISE
CALABRIA
SICILIA
29,1
9,9
3,5
26,3
5,3
17,3
2,9
1,9
1,7
0,0
1,3
0,2
-
0,6
SARDEGNA
32,6
9,7
10,2
26,1
9,1
5,8
3,0
1,0
1,9
-
0,1
0,3
-
-
ITALIA
28,9
6,8
4,7
25,4
10,2
11,8
2,3
4,0
1,3
0,4
1,3
0,2
0,3
2,5
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.10 - TRATTAMENTI EFFETTUATI DAI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO
percentuale di soggetti trattati per tipologia di programma
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Medico farmacologico ambulatoriale
Psicoterapeutico
individuale
di gruppo o
familiare
20,6
5,6
22,2
5,8
24,5
7,8
25,4
6,1
28,4
6,0
28,3
6,0
30,3
6,9
28,5
7,3
28,9
6,8
6,8
6,8
7,0
4,6
4,5
4,9
5,6
4,5
4,7
Counseling all'utente o alla famiglia
Inserimento nei gruppi di auto/mutuo
aiuto
Trattamento socio-riabilitativo
Inserimento in comunità di carattere
resid. o semiresid.
24,3
22,9
24,8
24,9
25,6
24,3
23,0
24,4
25,4
21,1
7,3
17,7
9,6
12,6
10,6
13,3
8,1
12,2
9,6
11,8
11,3
10,4
12,5
11,4
12,7
10,2
11,8
1,6
1,2
1,1
6,2
1,7
1,9
2,0
2,3
2,3
5,3
6,5
5,5
4,5
4,8
4,1
3,6
3,4
4,0
3,4
0,7
3,3
1,1
2,1
0,9
1,7
0,6
1,8
0,3
1,8
0,5
1,5
0,4
1,5
0,5
1,3
0,4
0,6
1,1
1,0
0,8
1,4
1,2
1,3
1,3
1,3
0,2
0,1
2,4
0,3
0,1
1,7
0,1
0,3
1,7
0,1
0,4
3,3
0,3
0,5
2,8
0,2
0,4
3,2
0,3
0,2
2,0
0,3
0,3
1,6
0,2
0,3
2,5
Ricovero ospedaliero o day hospital
per:
Ricovero in casa di cura privata
convenzionata per:
Altro
sindrome di
dipendenza da
alcool
altre patologie
alcoolcorrelate
altro
sindrome di
dipendenza da
alcool
altre patologie
alcoolcorrelate
altro
Ministero della salute - Dipartimento della prevezione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.11 - PERCENTUALI* DI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO CHE HANNO SVOLTO ATTIVITA' DI COLLABORAZIONE
CON IL VOLONTARIATO, PRIVATO SOCIALE O PRIVATO - ANNO 2004
a) Enti o associazioni del volontariato e privato sociale
Comunità
terapeutiche
residenziali o
semiresidenziali
Gruppi auto \ mutuo aiuto
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
CAT
AA
80,4
100,0
16,4
16,7
100
87,2
100,0
40,0
69,0
83,3
75,0
50,0
36,4
80,0
16,1
28,9
38,3
53,3
53,1
Cooperative sociali Cooperative sociali
per la gestione di
per l'inserimento
servizi socio-sanitari lavorativo di persone
ed educativi
svantaggiate
Altro
Altro
37,5
100,0
1,8
50,0
45,5
76,9
100,0
40,0
57,1
44,4
50,0
50,0
45,5
20,0
19,4
8,9
12,8
33,3
34,0
16,1
100,0
66,7
17,9
23,8
13,9
25,0
6,3
4,5
40,0
9,7
6,7
4,3
13,3
11,6
41,1
33,3
36,4
53,8
20,0
40,0
21,4
55,6
100,0
62,5
54,5
80,0
16,1
48,9
36,2
26,7
36,3
21,4
16,7
27,3
17,9
14,3
25,0
50,0
25,0
18,2
40,0
12,9
11,1
12,8
13,3
15,2
60,7
50,0
72,7
66,7
80,0
40,0
42,9
47,2
50,0
37,5
31,8
40,0
9,7
17,8
25,5
33,3
35,6
*=calcolate sul totale dei servizi o gruppi di lavoro che hanno fornito l'informazione (modello ALC.07)
b) Enti privati
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
Case di cura
Case di cura private
convenzionate
35,7
1,8
33,3
9,1
10,3
20,0
4,8
21,4
8,3
25
6,3
37,5
22,7
4,5
40,0
16,1
2,2
2,2
21,3
6,7
1,4
16,1
Altro
2,6
4,8
0,7
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
5,4
10,3
20,0
4,8
11,1
4,5
3,2
6,7
3,9
Tab.12 - NUMERO MEDIO* DI ENTI O ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO E PRIVATO SOCIALE (a) E DI ENTI PRIVATI (b)
CHE HANNO COLLABORATO CON I SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO - ANNO 2004
a) Enti o associazioni del volontariato e privato sociale
Comunità
terapeutiche
residenziali o
semiresidenziali
Gruppi auto \ mutuo aiuto
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
CAT
AA
Cooperative sociali Cooperative sociali
per la gestione di
per l'inserimento
servizi socio-sanitari lavorativo di persone
ed educativi
svantaggiate
Altro
Altro
4,0
6,0
1,7
15,0
16,3
18,5
55,4
3,0
3,2
7,8
6,3
2,1
5,1
3,8
1,6
3,1
1,2
7,0
1,0
4,0
1,6
4,9
5,6
1,5
1,5
4,1
1,5
30,4
1,4
3,0
1,0
4,5
1,3
1,0
6,8
2,3
1,6
6,2
3,0
1,0
3,0
1,0
1,3
9,7
2,3
3,5
1
3,2
1,0
1,5
2,4
2,0
1,8
2,1
3,0
4,8
1,8
3,6
3,0
5,0
3
2,1
1,7
1,9
1,5
1,5
1,5
3,0
2,5
2,0
3,0
1,3
1,9
3,3
2,8
1,5
2,1
2,9
3,5
1,7
3,1
1,5
1,0
3,3
6,7
2,0
2,0
1,5
1,5
1,0
2,0
-
1,7
6,6
7,9
1,2
1,4
4,2
1,0
1,5
2,9
1,8
1,5
2,5
1,7
1,5
2,2
1,3
1,0
2,5
6,0
2,8
*=per servizio o gruppo di lavoro (solo per i servizi o gruppi di lavoro che hanno svolto attività di collaborazione)
b) Enti privati
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
Case di cura
convenzionate
2,0
2,0
1
1,8
2,0
2,8
1,3
1,0
1,2
1,8
4,0
1,2
1,0
1,2
1,0
1,8
Case di cura private
1,0
3,5
3,0
2,0
2,0
2,5
Altro
1,0
2,5
2,0
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.13 - DISTRIBUZIONE REGIONALE DEGLI UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
UTENTI TOTALI
1996
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
Maschi Femmine
2.043
43
2.002
882
969
4.030
1.494
1.205
1.165
425
286
667
119
92
110
829
16.361
1997
Totale
658 2.701
14
57
683 2.685
259 1.141
274 1.243
1.414 5.444
505 1.999
362 1.567
416 1.581
98
523
68
354
182
849
21
140
23
115
19
129
152
981
5.148 21.509
M/F Maschi Femmine
3,1 1.791
3,1
38
2,9 4.276
3,4
320
3,5
2,9 4.961
3,0 1.441
30
3,3 1.350
2,8 1.172
4,3
498
4,2
646
3,7
193
5,7
146
4,0
8
5,8
533
5,5
128
3,2 17.531
1998
Totale
562 2.353
9
47
1.466 5.742
52
372
1.680 6.641
515 1.956
13
43
422 1.772
435 1.607
98
596
161
807
66
259
27
173
2
10
84
617
23
151
5.615 23.146
M/F Maschi Femmine
3,2
4,2
47
2,9 4.842
6,2 1.367
- 1.595
3,0 4.547
2,8 2.052
2,3
3,2 1.639
2,7 1.748
5,1
549
4,0
519
2,9
155
5,4
183
4,0
372
137
6,3
176
5,6
639
3,1 20.567
1999
Totale
25
72
1.728 6.570
429 1.796
286 1.881
1.466 6.013
527 2.579
527 2.166
628 2.376
104
653
98
617
34
189
46
229
47
419
34
171
43
219
119
758
6.141 26.708
M/F Maschi Femmine
- 2.721
1,9
96
2,8 4.246
3,2 1.689
5,6 1.555
3,1 5.050
3,9 2.575
322
3,1 1.860
2,8 1.766
5,3
723
5,3
411
4,6
433
4,0
220
7,9
155
941
4,0
4,1
5,4
773
3,3 25.536
2000
Totale
852 3.573
34
130
1.519 5.765
572 2.261
232 1.787
1.483 6.533
634 3.209
108
430
572 2.432
645 2.411
126
849
83
494
103
536
39
259
20
175
182 1.123
167
940
7.371 32.907
M/F Maschi Femmine
3,2 2.581
2,8
96
2,8 4.066
3,0 1.638
6,7 1.544
3,4 6.023
4,1 2.210
3,0
344
3,3 2.049
2,7 2.040
5,7
871
5,0
940
4,2
409
5,6
176
7,8
291
5,2
321
4,6
720
3,5 26.319
2001
Totale
800 3.381
40
136
1.444 5.510
467 2.105
361 1.905
1.861 7.884
882 3.092
93
437
667 2.716
755 2.795
184 1.055
236 1.176
105
514
51
227
53
344
78
399
162
882
8.239 34.558
M/F Maschi Femmine
3,2 2.591
2,4
137
2,8 4.395
3,5 1.679
4,3
3,2 7.400
2,5 2.416
3,7
332
3,1 2.330
2,7 2.040
4,7
4,0
798
3,9
3,5
234
5,5
557
4,1
940
4,4
796
3,2 26.645
2002
Totale
818 3.409
59
196
1.501 5.896
426 2.105
2.358 9.758
513 2.929
100
432
760 3.090
832 2.872
204 1.002
57
291
99
656
221 1.161
185
981
8.133 34.778
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
M/F Maschi Femmine
3,2 2.666
2,3
175
2,9 5.171
3,9 1.781
3,1 7.271
4,7 2.816
3,3 1.301
3,1 2.659
2,5 2.191
970
3,9
963
- 1.048
512
4,1
261
5,6
746
882
740
4,3
968
4,3 1.070
3,3 34.191
2003
Totale
916 3.582
57
232
1.821 6.992
501 2.282
2.455 9.726
590 3.406
242 1.543
887 3.546
932 3.123
222 1.192
296 1.259
336 1.384
126
638
60
321
129
875
142 1.024
119
859
220 1.188
248 1.318
10.299 44.490
M/F Maschi Femmine
2,9 3.128
3,1
151
2,8 6.002
3,6 1.654
- 2.350
3,0 7.898
4,8 2.318
5,4 1.676
3,0 3.062
2,4 1.875
4,4 1.159
3,3 1.088
3,1
874
4,1
4,4
5,8 1.080
6,2 1.050
6,2
929
4,4 1.308
4,3 1.018
3,3 38.620
2004
Totale
1.073 4.201
55
206
3.073 9.075
503 2.157
652 3.002
2.633 10.531
434 2.752
324 2.000
1.107 4.169
807 2.682
263 1.422
391 1.479
223 1.097
184 1.264
159 1.209
144 1.073
305 1.613
236 1.254
12.566 51.186
M/F Maschi Femmine
2,9 3.579
2,7
180
2,0 6.526
3,3 1.555
3,6 2.092
3,0 8.917
5,3 2.432
5,2 2.127
2,8 3.472
2,3 2.357
4,4
667
2,8 1.043
3,9
964
787
5,9
975
6,6 1.098
289
6,5
4,3 1.475
4,3 1.294
3,1 41.829
Totale
1.128 4.707
63
243
1.940 8.466
519 2.074
477 2.569
2.810 11.727
529 2.961
443 2.570
1.224 4.696
982 3.339
115
782
346 1.389
281 1.245
177
964
180 1.155
197 1.295
66
355
333 1.808
275 1.569
12.085 53.914
M/F
3,2
2,9
3,4
3,0
4,4
3,2
4,6
4,8
2,8
2,4
5,8
3,0
3,4
4,4
5,4
5,6
4,4
4,4
4,7
3,5
Segue Tab.13a
UTENTI GIA' IN CARICO O RIENTRATI
1996
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
Maschi Femmine
1.316
11
1.186
598
774
2.513
640
692
647
207
158
456
56
20
9
446
9.729
1997
Totale
363 1.679
5
16
400 1.586
168
766
207
981
870 3.383
201
841
210
902
235
882
54
261
33
191
101
557
8
64
8
28
2
11
81
527
2.946 12.675
M/F Maschi Femmine
3,6
2,2
3,0
3,6
3,7
2,9
3,2
3,3
2,8
3,8
4,8
4,5
7,0
2,5
4,5
5,5
3,3
1.074
18
2.302
222
3.013
582
791
715
272
306
64
72
4
308
62
9.805
1998
Totale
333 1.407
3
21
799 3.101
36
258
1.030 4.043
215
797
246 1.037
288 1.003
57
329
72
378
25
89
8
80
0
4
47
355
12
74
3.171 12.976
M/F Maschi Femmine
3,2
6,0
2,9
6,2
2,9
2,7
3,2
2,5
4,8
4,3
2,6
9,0
6,6
5,2
3,1
20
2.535
925
1.068
2.791
693
1.018
1.095
353
255
36
112
185
65
94
362
11.607
1999
Totale
13
33
938 3.473
293 1.218
194 1.262
942 3.733
208
901
326 1.344
383 1.478
78
431
51
306
12
48
30
142
24
209
19
84
24
118
63
425
3.598 15.205
M/F Maschi Femmine
- 1.875
1,5
35
2,7 2.348
3,2
834
5,5 1.067
3,0 2.932
3,3
886
143
3,1 1.206
2,9 1.090
4,5
513
5,0
221
3,0
137
3,7
122
7,7
75
476
3,4
3,9
5,7
457
3,2 14.417
2000
Totale
M/F Maschi Femmine
563 2.438 3,3 1.756
12
47 2,9
50
814 3.162 2,9 2.600
306 1.140 2,7
736
144 1.211 7,4
948
915 3.847 3,2 3.606
229 1.115 3,9
876
37
180 3,9
159
379 1.585 3,2 1.365
401 1.491 2,7 1.309
94
607 5,5
679
53
274 4,2
377
37
174 3,7
133
27
149 4,5
105
7
82 10,7
109
83
559 5,7
161
87
544 5,3
454
4.188 18.605 3,4 15.423
2001
Totale
508 2.264
18
68
933 3.533
236
972
245 1.193
1.240 4.846
536 1.412
43
202
435 1.800
492 1.801
126
805
95
472
30
163
27
132
20
129
39
200
94
548
5.117 20.540
M/F Maschi Femmine
3,5 1.690
2,8
91
2,8 2.706
3,1
816
3,9
2,9 4.715
1,6
847
3,7
152
3,1 1.587
2,7 1.261
5,4
4,0
326
4,4
3,9
131
5,5
265
4,1
539
4,8
504
3,0 15.630
2002
Totale
535 2.225
39
130
930 3.636
248 1.064
1.600 6.315
207 1.054
47
199
509 2.096
520 1.781
72
398
33
164
48
313
136
675
123
627
5.047 20.677
M/F Maschi Femmine
3,2 1.755
2,3
120
2,9 3.059
3,3 1.113
2,9 4.640
4,1
750
3,2
495
3,1 1.825
2,4 1.468
669
4,5
455
538
238
4,0
168
5,5
409
536
407
4,0
547
4,1
669
3,1 19.861
2003
Totale
594 2.349
48
168
1.050 4.109
314 1.427
1.564 6.204
166
916
107
602
606 2.431
627 2.095
157
826
140
595
175
713
47
285
42
210
72
481
82
618
72
479
145
692
176
845
6.184 26.045
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
M/F Maschi Femmine
3,0 2.082
2,5
113
2,9 3.378
3,5 1.122
- 1.385
3,0 5.268
4,5
762
4,6
791
3,0 2.195
2,3 1.196
4,3
789
3,3
486
3,1
597
5,1
4,0
5,7
686
6,5
700
5,7
628
3,8
769
3,8
688
3,2 23.635
2004
Totale
693 2.775
42
155
2.138 5.516
326 1.448
394 1.779
1.889 7.157
156
918
187
978
784 2.979
539 1.735
176
965
149
635
146
743
95
781
103
803
89
717
199
968
166
854
8.271 31.906
M/F Maschi Femmine
3,0 2.445
2,7
131
1,6 3.864
3,4 1.060
3,5 1.281
2,8 5.949
4,9
999
4,2 1.072
2,8 2.461
2,2 1.549
4,5
366
3,3
718
4,1
606
436
7,2
620
6,8
665
164
7,1
3,9
881
4,1
851
2,9 26.118
Totale
771 3.216
48
179
1.237 5.101
350 1.410
281 1.562
2.050 7.999
227 1.226
267 1.339
894 3.355
695 2.244
68
434
208
926
163
769
67
503
103
723
124
789
40
204
202 1.083
201 1.052
7.996 34.114
M/F
3,2
2,7
3,1
3,0
4,6
2,9
4,4
4,0
2,8
2,2
5,4
3,5
3,7
6,5
6,0
5,4
4,1
4,4
4,2
3,3
Segue Tab.13b
UTENTI NUOVI
1996
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
Maschi Femmine
727
32
816
284
195
1.517
854
513
518
218
128
211
63
72
101
383
6.632
295
9
283
91
67
544
304
152
181
44
35
81
13
15
17
71
2.202
1997
Totale
1.022
41
1.099
375
262
2.061
1.158
665
699
262
163
292
76
87
118
454
8.834
M/F Maschi Femmine
2,5
3,6
2,9
3,1
2,9
2,8
2,8
3,4
2,9
5,0
3,7
2,6
4,8
4,8
5,9
5,4
3,0
717
20
1.974
98
1.948
859
30
559
457
226
340
129
74
4
225
66
7.726
1998
Totale
229
946
6
26
667 2.641
16
114
650 2.598
300 1.159
13
43
176
735
147
604
41
267
89
429
41
170
19
93
2
6
37
262
11
77
2.444 10.170
M/F Maschi Femmine
3,1
3,3
3,0
6,1
3,0
2,9
2,3
3,2
3,1
5,5
3,8
3,1
3,9
2,0
6,1
6,0
3,2
27
2.307
442
527
1.756
1.359
621
653
196
264
119
71
187
72
82
277
8.960
1999
Totale
12
39
790 3.097
136
578
92
619
524 2.280
319 1.678
201
822
245
898
26
222
47
311
22
141
16
87
23
210
15
87
19
101
56
333
2.543 11.503
M/F Maschi Femmine
846
2,3
61
2,9 1.898
3,3
855
5,7
488
3,4 2.118
4,3 1.689
179
3,1
654
2,7
676
7,5
210
5,6
190
5,4
296
4,4
98
8,1
80
465
4,8
4,3
4,9
316
3,5 11.119
2000
Totale
289 1.135
22
83
705 2.603
266 1.121
88
576
568 2.686
405 2.094
71
250
193
847
244
920
32
242
30
220
66
362
12
110
13
93
99
564
80
396
3.183 14.302
M/F Maschi Femmine
2,9
825
2,8
46
2,7 1.466
3,2
902
5,5
596
3,7 2.417
4,2 1.334
2,5
185
3,4
684
2,8
731
6,6
192
6,3
563
4,5
276
8,2
71
6,2
182
4,7
160
4,0
266
3,5 10.896
2001
Totale
292 1.117
22
68
511 1.977
231 1.133
116
712
621 3.038
346 1.680
50
235
232
916
263
994
58
250
141
704
75
351
24
95
33
215
39
199
68
334
3.122 14.018
M/F Maschi Femmine
2,8
901
2,1
46
2,9 1.689
3,9
863
5,1
3,9 2.685
3,9 1.569
3,7
180
2,9
743
2,8
779
3,3
4,0
472
3,7
3,0
103
5,5
292
4,1
401
3,9
292
3,5 11.015
2002
Totale
283 1.184
20
66
571 2.260
178 1.041
758 3.443
306 1.875
53
233
251
994
312 1.091
132
604
24
127
51
343
85
486
62
354
3.086 14.101
M/F Maschi Femmine
3,2
911
2,3
55
3,0 2.112
4,8
668
3,5 2.631
5,1 2.066
3,4
806
3,0
834
2,5
723
301
3,6
508
510
274
4,3
93
5,7
337
346
333
4,7
421
4,7
401
3,6 14.330
2003
Totale
322 1.233
9
64
771 2.883
187
855
891 3.522
424 2.490
135
941
281 1.115
305 1.028
65
366
156
664
161
671
79
353
18
111
57
394
60
406
47
380
75
496
72
473
4.115 18.445
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
M/F Maschi Femmine
2,8 1.046
6,1
38
2,7 2.624
3,6
532
965
3,0 2.630
4,9 1.556
6,0
885
3,0
867
2,4
679
4,6
370
3,3
602
3,2
277
3,5
5,2
5,9
394
5,8
350
7,1
301
5,6
539
5,6
330
3,5 14.985
2004
Totale
380 1.426
13
51
935 3.559
177
709
258 1.223
744 3.374
278 1.834
137 1.022
323 1.190
268
947
87
457
242
844
77
354
89
483
56
406
55
356
106
645
70
400
4.295 19.280
M/F Maschi Femmine
2,8 1.134
2,9
49
2,8 2.662
3,0
495
3,7
811
3,5 2.968
5,6 1.433
6,5 1.055
2,7 1.011
2,5
808
4,3
301
2,5
325
3,6
358
351
4,4
355
6,3
433
125
5,5
5,1
594
4,7
443
3,5 15.711
Totale
357 1.491
15
64
703 3.365
169
664
196 1.007
760 3.728
302 1.735
176 1.231
330 1.341
287 1.095
47
348
138
463
118
476
110
461
77
432
73
506
26
151
131
725
74
517
4.089 19.800
M/F
3,2
3,3
3,8
2,9
4,1
3,9
4,7
6,0
3,1
2,8
6,4
2,4
3,0
3,2
4,6
5,9
4,8
4,5
6,0
3,8
Tab.14 - DISTRIBUZIONE PER ETA' DEGLI UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI - ANNO 2004
CLASSI
DI ETA'
<20
20-29
30-39
40-49
50-59
>=60
TOTALE
Maschi
N
%
158
1,0
2.424
15,4
4.153
26,4
4.101
26,1
2.970
18,9
1.905
12,1
15.711 100,0
Nuovi utenti
Utenti già in carico o rientrati
Totale utenti
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
N
%
N
%
N
%
N
%
N
%
N
%
N
%
43
1,1
201
1,0
92
0,4
31
0,4
123
0,4
250
0,6
74
0,6
355
8,7 2.779
14,0 2.068
7,9
436
5,5 2.504
7,3 4.492
10,7
791
6,5
913
22,3 5.066
25,6 6.220
23,8 1.646
20,6 7.866
23,1 10.373
24,8 2.559
21,2
1.315
32,2 5.416
27,4 7.669
29,4 2.626
32,8 10.295
30,2 11.770
28,1 3.941
32,6
868
21,2 3.838
19,4 6.155
23,6 2.014
25,2 8.169
23,9 9.125
21,8 2.882
23,8
595
14,6 2.500
12,6 3.914
15,0 1.243
15,5 5.157
15,1 5.819
13,9 1.838
15,2
4.089 100,0 19.800 100,0 26.118 100,0 7.996 100,0 34.114 100,0 41.829 100,0 12.085 100,0
Totale
N
%
324
0,6
5.283
9,8
12.932
24,0
15.711
29,1
12.007
22,3
7.657
14,2
53.914 100,0
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - UfficioVII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.15 - DISTRIBUZIONE PER ETA' (%) DEGLI UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
Totale utenti
CLASSI
DI ETA'
<20
20-29
30-39
40-49
50-59
>=60
TOTALE
Maschi
Femmine
Totale
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000
0,5
0,7
0,7
0,6
0,6
0,6
0,5
0,6
0,6
0,5
0,7
0,4
0,6
0,7
0,7
0,4
0,5
0,6
0,5
0,7
0,6
0,6
0,6
8,6
9,4
9,0
9,6
9,5
9,2 10,1 10,3 10,7
6,0
6,7
6,1
7,1
6,0
6,1
6,0
6,0
6,5
7,9
8,8
8,3
9,1
8,7
22,1 24,6 22,6 23,6 24,4 24,1 25,2 24,8 24,8 23,8 24,0 22,8 23,0 22,7 22,4 23,2 20,4 21,2 22,5 24,4 22,6 23,4 24,0
29,6 28,5 27,9 26,9 26,4 27,3 27,4 28,5 28,1 31,3 31,9 29,8 29,0 30,9 31,0 31,3 29,4 32,6 30,0 29,3 28,4 27,4 27,5
25,2 23,2 24,3 24,7 24,3 23,1 23,2 22,9 21,8 25,6 24,2 25,5 25,6 25,6 24,3 25,6 26,9 23,8 25,3 23,4 24,6 24,9 24,6
14,1 13,7 15,5 14,5 14,8 15,6 13,6 12,9 13,9 12,9 12,5 15,4 14,7 14,1 15,5 13,5 16,8 15,2 13,8 13,4 15,5 14,6 14,6
100,1 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,1 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
2001 2002 2003 2004
0,6
0,5
0,6
0,6
8,5
9,1
9,3
9,8
23,7 24,8 23,7 24,0
28,2 28,3 28,8 29,1
23,4 23,7 23,9 22,3
15,6 13,6 13,9 14,2
100,0 100,0 100,0 100,0
Nuovi utenti
CLASSI
DI ETA'
<20
20-29
30-39
40-49
50-59
>=60
TOTALE
Maschi
Femmine
Totale
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000
0,8
0,9
1,2
1,1
1,1
1,1
0,8
1,1
1,0
0,8
0,9
0,7
0,8
1,2
0,8
0,7
1,1
1,1
0,8
0,9
1,1
1,1
1,1
11,0 11,7 11,6 12,8 12,7 12,7 13,5 14,5 15,4
7,1
8,4
7,8
8,2
8,6
8,5
7,5
8,5
8,7 10,0 10,9 10,7 11,8 11,8
23,1 25,5 24,2 25,5 26,2 26,0 26,5 26,3 26,4 24,8 25,0 23,5 23,9 22,8 24,4 23,9 22,1 22,3 23,5 25,4 24,0 25,1 25,5
28,9 26,6 26,2 24,7 24,4 25,6 26,6 26,6 26,1 31,1 31,2 28,8 28,9 28,6 29,2 32,1 29,5 32,2 29,5 27,7 26,7 25,7 25,4
22,8 22,1 22,0 23,1 23,4 20,4 21,1 19,4 18,9 24,0 22,7 24,0 23,7 25,5 21,8 23,8 21,6 21,2 23,1 22,3 22,4 23,3 23,9
13,4 13,1 14,9 12,7 12,1 14,4 11,5 12,1 12,1 12,2 11,7 15,3 14,5 13,4 15,4 12,2 17,3 14,6 13,1 12,8 15,0 13,1 12,4
100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
2001 2002 2003 2004
1,0
0,7
1,1
1,0
11,8 12,2 13,2 14,0
25,6 25,9 25,4 25,6
26,3 27,8 27,2 27,4
20,7 21,7 19,9 19,4
14,6 11,6 13,2 12,6
100,0 100,0 100,0 100,0
Utenti già in carico o rientrati
CLASSI
DI ETA'
<20
20-29
30-39
40-49
50-59
>=60
TOTALE
Maschi
Femmine
Totale
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 1996 1997 1998 1999 2000
0,2
0,5
0,3
0,3
0,3
0,3
0,3
0,3
0,4
0,3
0,6
0,3
0,4
0,4
0,7
0,2
0,2
0,4
0,3
0,5
0,3
0,3
0,3
6,9
7,6
7,0
7,2
7,3
6,8
7,6
7,7
7,9
5,1
5,4
4,8
6,4
4,4
4,7
4,9
4,6
5,5
6,5
7,0
6,5
7,0
6,6
21,5 23,8 21,3 22,1 23,1 22,8 24,3 23,8 23,8 23,1 23,1 22,3 22,3 22,7 21,1 22,8 19,5 20,6 21,8 23,7 21,6 22,2 23,0
30,0 30,0 29,3 28,7 27,8 28,6 28,0 29,8 29,4 31,4 32,4 30,6 29,0 32,3 32,1 30,8 29,4 32,8 30,3 30,6 29,6 28,7 28,9
26,9 24,0 26,2 25,9 25,0 25,1 24,7 25,1 23,6 26,7 25,4 26,5 27,0 25,7 25,9 26,7 29,7 25,2 26,9 24,3 26,3 26,1 25,1
14,5 14,1 15,9 15,9 16,7 16,5 15,0 13,4 15,0 13,4 13,1 15,5 14,9 14,6 15,6 14,5 16,6 15,5 14,2 13,8 15,9 15,7 16,1
100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
2001 2002 2003 2004
0,4
0,3
0,3
0,4
6,3
7,0
6,9
7,3
22,4 24,0 22,7 23,1
29,4 28,7 29,7 30,2
25,3 25,2 26,3 23,9
16,3 14,9 14,2 15,1
100,0 100,0 100,0 100,0
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.16 - ETA' MEDIA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI - ANNO 2004
Nuovi utenti
REGIONE
Maschi
Femmine
Utenti già in carico o rientrati
Totale
Maschi
Femmine
Totale utenti
Totale
Maschi
Femmine
Totale
PIEMONTE
44,9
45,0
45,1
47,1
47,6
47,2
46,4
46,8
46,5
VALLE D'AOSTA
47,2
47,8
47,3
51,4
49,3
50,9
50,3
48,9
49,9
LOMBARDIA
42,0
44,7
42,6
45,4
47,3
45,8
44,0
46,4
44,5
PROV.AUTON.BOLZANO
46,5
47,3
46,7
49,3
50,0
49,5
48,4
49,1
48,6
PROV.AUTON.TRENTO
41,8
46,3
42,7
45,2
45,9
45,3
43,9
46,1
44,3
VENETO
44,2
48,3
45,1
47,5
48,1
47,7
46,4
48,1
46,8
FRIULI VENEZIA GIULIA
44,2
47,1
44,7
47,4
50,5
48,0
45,5
48,6
46,1
LIGURIA
39,1
44,4
39,8
42,4
45,8
43,1
40,8
45,2
41,5
EMILIA ROMAGNA
44,4
45,0
44,5
47,1
46,9
47,1
46,3
46,4
46,3
TOSCANA
43,8
45,4
44,2
46,2
46,6
46,3
45,4
46,2
45,6
UMBRIA
37,2
38,1
37,3
38,6
42,1
39,2
38,0
40,5
38,3
MARCHE
43,5
43,8
43,6
45,1
43,7
44,8
44,6
43,7
44,4
LAZIO
41,2
43,3
41,7
44,6
45,2
44,7
43,3
44,4
43,6
ABRUZZO
40,4
41,3
40,6
40,2
42,0
40,4
40,3
41,6
40,5
-
-
-
-
-
-
-
-
-
CAMPANIA
41,9
40,9
41,7
43,1
42,7
43,1
42,7
41,9
42,6
PUGLIA
41,4
42,3
41,6
41,1
41,8
41,2
41,2
42,0
41,3
BASILICATA
46,9
43,1
46,2
39,6
44,0
40,5
42,8
43,6
42,9
-
-
-
-
-
-
-
-
-
SICILIA
38,1
38,5
38,2
42,1
39,5
41,6
40,5
39,1
40,2
SARDEGNA
42,5
44,8
42,8
43,6
44,0
43,6
43,2
44,2
43,4
ITALIA
42,8
45,3
43,3
45,8
46,9
46,0
44,7
46,3
45,0
MOLISE
CALABRIA
Ministero della Salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab. 17 - ETA' MEDIA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI
ANNO
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
NUOVI UTENTI
Maschi
Femmine
44,7
45,2
44,2
44,7
44,6
45,9
43,8
45,3
43,8
45,4
44,0
45,4
43,3
45,2
43,0
45,9
42,8
45,3
GIA' IN CARICO
Maschi
Femmine
46,5
46,4
45,7
46,1
46,7
47,0
46,2
46,3
46,5
46,7
46,6
47,0
45,9
46,8
45,7
47,9
45,8
46,9
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab. 18 - UTENTI DISTRIBUITI PER BEVANDA ALCOLICA DI USO PREVALENTE (%) - ANNO 2004
SUPERALCOLICI
REGIONE
Maschi
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
PROV.AUTON.BOLZANO
PROV.AUTON.TRENTO
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
ITALIA
11,6
21,1
13,1
7,2
7,5
5,9
7,3
16,5
12,8
13,8
7,3
19,2
16,3
13,6
20,5
13,7
18,0
21,6
16,7
10,8
Femmine
9,6
11,1
11,2
20,9
8,8
7,6
12,2
14,0
11,9
12,5
8,1
19,8
13,2
12,4
13,4
17,4
15,2
23,8
10,9
11,3
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
Totale
11,2
18,5
12,7
10,6
7,8
6,3
8,1
15,8
12,6
13,4
7,5
19,3
15,6
13,4
19,5
14,3
17,5
22,0
15,8
10,9
Maschi
5,5
3,3
2,3
0,9
2,2
4,9
1,2
1,9
3,5
5,8
5,4
11,7
5,8
11,2
10,4
6,2
4,8
3,9
11,7
4,2
Femmine
7,5
11,1
4,3
2,5
6,2
4,5
2,4
2,3
3,6
4,8
5,6
13,1
5,1
7,6
7,8
5,0
12,1
3,2
14,9
5,5
Totale
6,0
5,3
2,8
1,3
3,0
4,8
1,4
2,0
3,5
5,5
5,4
12,1
5,6
10,5
10,0
6,0
6,2
3,8
12,2
4,5
VINI
Maschi
65,5
64,4
57,6
55,3
62,9
63,7
59,2
58,5
48,5
60,0
47,5
40,4
59,5
44,9
52,1
46,3
50,5
39,9
31,0
57,2
Femmine
66,0
63,5
62,7
54,9
66,8
62,3
52,2
68,2
52,3
61,9
36,5
42,0
67,0
56,0
62,6
52,2
48,5
44,0
28,0
59,6
BIRRA
Totale
65,6
64,2
58,8
55,2
63,7
63,4
58,0
61,1
49,5
60,5
45,5
40,8
61,2
46,9
53,7
47,2
50,1
40,6
30,5
57,7
Maschi
16,9
11,1
25,1
36,3
27,4
21,1
20,5
23,1
14,0
17,3
39,8
22,4
18,1
30,3
15,8
32,4
26,0
29,6
32,9
23,9
Femmine
16,6
14,3
19,2
19,1
18,0
19,0
19,6
15,5
15,3
17,0
49,7
19,8
14,7
24,0
16,2
25,4
22,7
24,3
34,5
19,1
ALTRO
Totale
16,8
11,9
23,7
32,0
25,5
20,6
20,3
21,1
14,3
17,2
41,6
21,7
17,3
29,2
15,9
31,4
25,4
28,7
33,2
22,9
Maschi
Femmine
0,4
0,0
1,9
0,3
0,1
4,4
11,9
0,0
21,2
3,1
0,0
6,3
0,4
0,0
1,2
1,3
0,7
4,9
7,7
3,9
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
0,3
0,0
2,6
2,5
0,3
6,7
13,6
0,0
16,9
3,8
0,0
5,3
0,0
0,0
0,0
0,0
1,5
4,7
11,6
4,5
Totale
0,4
0,0
2,1
0,9
0,1
4,9
12,2
0,0
20,1
3,3
0,0
6,1
0,3
0,0
1,0
1,1
0,8
4,9
8,4
4,0
Tab. 19 - UTENTI DISTRIBUITI PER BEVANDA ALCOLICA DI USO PREVALENTE (%)
ANNO
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
APERITIVI, AMARI,
SUPERALCOLICI
DIGESTIVI
VINI
BIRRA
ALTRO
Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale
9,9
9,2
9,8
4,4
7,0
5,0
68,8
66,7
68,3
14,2
13,5
14,1
2,6
3,5
2,8
11,0
10,8
11,0
4,9
7,6
5,5
66,2
65,0
65,9
14,9
14,1
14,7
3,1
2,5
2,9
11,1
12,7
11,5
4,5
7,8
5,3
67,2
63,0
66,3
15,0
12,9
14,5
2,1
3,6
2,5
10,8
11,3
10,9
4,4
6,6
4,9
64,3
63,9
64,2
18,2
15,0
17,5
2,3
3,1
2,5
9,8
10,7
10,0
4,1
6,3
4,6
62,0
61,4
61,9
20,5
17,3
19,8
3,5
4,4
3,7
10,6
9,9
10,4
3,9
6,1
4,4
62,6
62,9
62,6
19,7
17,0
19,1
3,2
4,1
3,4
12,0
11,4
11,9
4,8
5,9
5,0
59,6
60,5
59,8
21,1
18,1
20,4
2,6
4,1
2,9
12,6
11,7
12,4
4,6
5,4
4,8
57,5
59,3
57,9
21,9
18,5
21,2
3,4
5,1
3,8
10,8
11,3
10,9
4,2
5,5
4,5
57,2
59,6
57,7
23,9
19,1
22,9
3,9
4,5
4,0
Ministero della salute - Diparitmento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab.20 - USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E PSICOTROPE E DI FARMACI - ANNO 2004
REGIONE
PIEMONTE
Uso concomitante di sostanze
stupefacenti e psicotrope
Numero di
Percentuale sul
utenti
totale utenti
Abuso o uso improrio
di farmaci
Numero di
Percentuale sul
utenti
totale utenti
282
6,0
355
7,5
4
1,6
36
14,8
1436
17,0
475
5,6
PROV.AUTON.BOLZANO
27
1,3
32
1,5
PROV.AUTON.TRENTO
33
1,3
92
3,6
659
5,6
494
4,2
FRIULI VENEZIA GIULIA
70
2,4
144
4,9
LIGURIA
82
3,2
39
1,5
EMILIA ROMAGNA
381
8,1
271
5,8
TOSCANA
382
11,4
165
4,9
UMBRIA
47
6,0
37
4,7
MARCHE
227
16,3
76
5,5
LAZIO
251
20,2
162
13,0
ABRUZZO
101
10,5
73
7,6
-
-
-
-
CAMPANIA
183
15,8
115
10,0
PUGLIA
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
VENETO
MOLISE
327
25,3
117
9,0
BASILICATA
-
-
-
-
CALABRIA
-
-
-
-
SICILIA
239
13,2
100
5,5
SARDEGNA
106
6,8
89
5,7
4837
9,0
2872
5,4
ITALIA
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Tab. 21 - USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI
E PSICOTROPE
Percentuali sul totale utenti
ANNO
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Uso concomitante di
Abuso o uso improprio
sostanze stupefacenti e
di farmaci
psicotrope
5,7
6,8
5,9
7,0
7,3
7,6
8,9
9,1
9,0
6,3
7,5
7,2
6,7
6,6
5,7
6,6
5,8
5,4
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.1 - TIPOLOGIA DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
ANNO 2004
ospedaliera
4,1%
universitaria
2,3%
territoriale
93,6%
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 2 - PERSONALE ADDETTO ALLE ATTIVITA' RELATIVE
ALLA ALCOOLDIPENDENZA
3.000
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
1996
1997
1998
1999
2000
2001
anni
addetti esclusivamente
addetti parzialmente
2002
2003
2004
Graf.3 - DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE PER TIPO DI RAPPORTO
(ESCLUSIVO O PARZIALE) - ANNO 2004
ALTRO
AMMINISTRATIVI
INFERMIERI PROFESSIONALI
EDUCATORI PROFESSIONALI
ASSISTENTI SOCIALI
PSICOLOGI
MEDICI
%
0
10
20
30
ADDETTI ESCLUSIVAMENTE
40
50
60
70
ADDETTI PARZIALMENTE
80
90
100
Graf.4 - DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE (TOTALE) PER QUALIFICA
ANNO 2004
amministrativi
4,1%
altro
6,7%
medici
23,2%
infermieri professionali
23,8%
psicologi
17,6%
educatori professionali
8,8%
assistenti sociali
15,9%
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.5 - DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE ADDETTO
ESCLUSIVAMENTE PER QUALIFICA - ANNO 2004
amministrativi
3,1%
altro
7,4%
medici
21,5%
infermieri professionali
22,9%
psicologi
17,1%
educatori professionali
11,8%
assistenti sociali
16,2%
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.6 - DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE ADDETTO
PARZIALMENTE PER QUALIFICA - ANNO 2004
amministrativi
4,4%
altro
6,5%
medici
23,6%
infermieri professionali
24,1%
psicologi
17,8%
educatori professionali
7,9%
assistenti sociali
15,8%
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.7 - PERSONALE TOTALE ADDETTO ALLE ATTIVITA' RELATIVE ALLA ALCOOLDIPENDENZA
PSICOLOGI
700
900
850
800
750
700
650
600
550
500
450
400
650
n° unità personale
n° unità personale
PERSONALE MEDICO
600
550
500
450
400
350
300
250
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
1996
2004
1997
1998
1999
OPERATORI SOCIO-SANITARI
2002
2003
2004
2003
2004
AMMINISTRATIVI E PERSONALE
DI ALTRO TIPO
1.800
1.700
1.600
1.500
1.400
1.300
1.200
1.100
1.000
900
800
700
400
n° unità personale
n° unità personale
2001
anni
anni
1996
2000
350
300
250
200
1997
1998
1999
2000
anni
2001
2002
2003
2004
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
anni
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.8 - PERSONALE ADDETTO ESCLUSIVAMENTE ALLE ATTIVITA' RELATIVE ALLA ALCOOLDIPENDENZA
PERSONALE MEDICO
PSICOLOGI
160
220
140
n° unità personale
n° unità personale
190
160
130
100
100
80
60
40
70
1996
120
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
1996
2004
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2003
2004
anni
anni
OPERATORI SOCIO-SANITARI
AMMINISTRATIVI E PERSONALE
DI ALTRO TIPO
500
110
100
400
n° unità personale
n° unità personale
450
350
300
250
200
80
70
60
50
40
150
1996
90
30
1997
1998
1999
2000
anni
2001
2002
2003
2004
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
anni
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.9 - PERSONALE ADDETTO PARZIALMENTE ALLE ATTIVITA' RELATIVE ALLA ALCOOLDIPENDENZA
PSICOLOGI
700
550
650
500
600
n° unità personale
n° unità personale
PERSONALE MEDICO
550
500
450
400
450
400
350
300
250
350
200
300
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
1996
2004
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2003
2004
anni
anni
OPERATORI SOCIO-SANITARI
AMMINISTRATIVI E PERSONALE
DI ALTRO TIPO
1.400
350
1.200
n° unità personale
n° unità personale
1.300
1.100
1.000
900
800
300
250
200
700
600
1996
150
1997
1998
1999
2000
anni
2001
2002
2003
2004
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
anni
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.10 - UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO
PER PROGRAMMA DI TRATTAMENTO (*)
ANNO 2004
Ricovero ospedaliero
o day hospital
5,7%
Ricovero in casa di cura
privata convenzionata
1,8%
Inserimento in comunità di
carattere resid. o semiresid.
2,3%
Altro
2,5%
Medico-farmacologico ambulatoriale
28,9%
Tratt. socio-riabilitativo
11,8%
Inserimento nei gruppi di
auto/mutuo aiuto
10,2%
Psicoterapeutico
11,5%
Counseling all'utente o alla famiglia
25,4%
GRAF.11- UTENTI DISTRIBUITI PER PROGRAMMA DI TRATTAMENTO IN REGIME DI RICOVERO (*) - ANNO 2004
a) ricovero ospedaliero o day-hospital
altre patologie
alcoolcorrelate
22,8%
b) ricovero in casa di cura privata convenzionata
altro
7,0%
altro
16,7%
altre patologie
alcoolcorrelate
11,1%
sindrome di
dipendenza da alcool
70,2%
sindrome di
dipendenza da alcool
72,2%
(*)=percentuali calcolate sul totale dei soggetti trattati con: a) ricovero ospedaliero o day hospital; b) ricovero in casa di cura privata convenzionata
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 12 - PERCENTUALE DI SOGGETTI TRATTATI PER TIPOLOGIA DI PROGRAMMA
MEDICO FARMACOLOGICO
AMBULATORIALE
PSICOTERAPEUTICO
(individuale; di gruppo o familiare)
32
15
30
14
28
13
26
12
24
11
22
10
20
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
COUNSELING ALL'UTENTE
O ALLA FAMIGLIA
26
INSERIMENTO NEI GRUPPI DI
AIUTO/MUTUO AIUTO
22
25
18
24
14
23
22
10
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
INSERIMENTO IN COMUNITA' DI
CARATTERE RES. O SEMIRESID.
TRATTAMENTO
SOCIO-RIABILITATIVO
13
7
12
6
11
5
10
4
9
3
8
2
7
1
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
RICOVERO OSPEDALIERO
O DAY HOSPITAL
RICOVERO IN CASA DI CURA
PRIVATA CONVENZIONATA
2,5
11
10
2
9
1,5
8
7
1
6
5
0,5
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII
"Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.13 - UTENTI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
60000
50000
n° utenti
40000
30000
20000
10000
0
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
anni
totale utenti
nuovi utenti
utenti già in carico o rientrati
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf.14 - RAPPORTO MASCHI/FEMMINE
4,0
3,9
3,8
3,7
3,6
n° utenti
3,5
3,4
3,3
3,2
3,1
3,0
2,9
2,8
1997
1998
1999
2000
2001
2002
anni
totale utenti
nuovi utenti
utenti già in carico o rientrati
2003
2004
Graf.15- UTENTI DISTRIBUITI PER FASCE D'ETA' - ANNO 2004
a) Totale utenti
29,1%
24,0%
22,3%
9,8%
14,2%
0,6%
<19
20-29
30-39
40-49
50-59
>60
Segue graf.15
b) Totale utenti maschi
c) Totale utenti femmine
32,6%
28,1%
24,8%
23,8%
21,8%
10,7%
0,6%
<19 anni
20-29 anni
21,2%
6,5%
13,9%
30-39 anni
40-49 anni
15,2%
0,6%
50-59 anni
>60 anni
<19 anni
20-29 anni
30-39 anni
40-49 anni
50-59 anni
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
>60 anni
Segue graf.15
e) Totale utenti già in carico
d) Totale nuovi utenti
27,4%
30,2%
25,6%
23,9%
23,1%
19,4%
7,3%
14,0%
15,1%
0,4%
12,6%
1,0%
<19 anni
20-29 anni
30-39 anni
40-49 anni
50-59 anni
>60 anni
<19 anni
20-29 anni
30-39 anni
40-49 anni
50-59 anni
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
>60 anni
Segue graf.15
f) Nuovi utenti maschi
g) Nuovi utenti femmine
32,2%
26,1%
26,4%
22,3%
21,2%
18,9%
15,4%
<19
8,7%
12,1%
1,0%
20-29
30-39
40-49
50-59
<19
>60
14,6%
1,1%
20-29
30-39
40-49
50-59
>60
i) Utenti già in carico femmine
h) Utenti già in carico maschi
32,8%
29,4%
25,2%
23,6%
23,8%
20,6%
7,9%
<19
5,5%
15,0%
0,4%
20-29
30-39
40-49
50-59
>60
15,5%
0,4%
<19
20-29
30-39
40-49
50-59
>60
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 16a - DISTRIBUZIONE PER ETA' (%) DEGLI UTENTI (TOTALE)
DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
CLASSE <20
CLASSE 20-29
0,8
10,0
9,5
0,7
%
%
9,0
0,6
8,5
0,5
8,0
7,5
0,4
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
CLASSE 30-39
CLASSE 40-49
25
30
29
%
%
24
28
23
27
22
26
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
CLASSE >59
CLASSE 50-59
16
26
15
%
%
25
24
14
23
13
22
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 16b - DISTRIBUZIONE PER ETA' (%) DEI NUOVI UTENTI
DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
CLASSE <20
CLASSE 20-29
1,2
14,5
1,1
13,5
12,5
0,9
%
%
1,0
11,5
0,8
10,5
0,7
9,5
0,6
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
CLASSE 30-39
CLASSE 40-49
26
30
29
25
%
%
28
24
27
26
25
23
24
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
CLASSE >59
CLASSE 50-59
25
16
24
15
14
%
%
23
22
13
21
12
20
11
19
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 16c - DISTRIBUZIONE PER ETA' (%) DEGLI UTENTI GIA' IN CARICO O
RIENTRATI DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
CLASSE <20
CLASSE 20-29
0,6
7,5
0,5
0,4
%
%
7,0
6,5
0,3
6,0
0,2
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
CLASSE 30-39
CLASSE 40-49
25
31
24
23
%
%
30
29
22
21
28
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
CLASSE >59
CLASSE 50-59
28
17
27
16
%
%
26
15
25
14
24
13
23
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 17 - ETA' MEDIA DEGLI UTENTI
49,0
48,0
età media (anni)
47,0
46,0
45,0
44,0
43,0
42,0
1996
1997
1998
nuovi utenti maschi
1999
nuovi utenti femmine
2000
anni
2001
utenti già in carico maschi
2002
utenti già in carico femmine
2003
2004
Graf.18 - UTENTI DISTRIBUITI PER BEVANDA ALCOLICA
DI USO PREVALENTE - ANNO 2004
a) Totale utenti
57,7%
4,5%
22,9%
4,0%
10,9%
SUPERALCOLICI
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
VINI
BIRRA
ALTRO
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Segue graf.18
c) Totale utenti femmine
b) Totale utenti maschi
57,2%
59,6%
4,2%
5,5%
23,9%
10,8%
SUPERALCOLICI
19,1%
3,9%
4,5%
11,3%
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
VINI
BIRRA
ALTRO
SUPERALCOLICI
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
VINI
BIRRA
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
ALTRO
Graf. 19a -DISTRIBUZIONE PER BEVANDA (%) DEGLI UTENTI
DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
SUPERALCOLICI
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
12,8
5,6
12,4
5,4
12,0
5,2
11,6
5,0
11,2
4,8
10,8
4,6
10,4
4,4
10,0
4,2
9,6
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
1996
2004
1997
1998
VINI
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2001
2002
2003
2004
BIRRA
70
25
68
23
66
21
64
19
62
60
17
58
15
56
13
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
1996
1997
1998
1999
2000
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 19b - DISTRIBUZIONE PER BEVANDA (%) DEGLI UTENTI MASCHI
DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
SUPERALCOLICI
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
12,8
5,0
12,4
4,8
12,0
4,6
11,6
11,2
4,4
10,8
4,2
10,4
4,0
10,0
3,8
9,6
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
1996
2004
1997
1998
VINI
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2001
2002
2003
2004
BIRRA
70
25
68
23
66
21
64
19
62
60
17
58
15
56
13
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
1996
1997
1998
1999
2000
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
Graf. 19c - DISTRIBUZIONE PER BEVANDA (%) DEGLI UTENTI FEMMINE
DEI SERVIZI O GRUPPI DI LAVORO RILEVATI
SUPERALCOLICI
APERITIVI, AMARI, DIGESTIVI
13,0
8,0
12,5
7,5
12,0
7,0
11,5
11,0
6,5
10,5
6,0
10,0
5,5
9,5
5,0
9,0
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
1996
2004
1997
1998
VINI
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2001
2002
2003
2004
BIRRA
68
20
66
18
64
16
62
14
60
58
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
12
1996
1997
1998
1999
2000
Ministero della salute - Dipartimento della prevenzione e della comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria - Ufficio VII "Tutela della salute dei soggetti più vulnerabili"
PARTE TERZA
4. Gli interventi delle Regioni e Province autonome in attuazione della legge 30.3.2001
n.125
Al fine di acquisire informazioni confrontabili secondo un modello uniforme per tutte le
Regioni, il Ministero della Salute ha proposto alle Regioni, quale traccia per l’elaborazione
delle Relazioni regionali previste dall’art. 9 comma 2 della legge stessa, lo schema
sottoindicato, relativo ai principali settori di intervento previsti nella legge 30.3.2001
n.125.
Griglia di argomenti per la Relazione delle Regioni ai fini della Relazione del Ministro della Salute al
Parlamento sugli interventi realizzati nell’anno 2004 ai sensi della legge 125/2001
1) Iniziative adottate per favorire l’accesso ai trattamenti sanitari e assistenziali nonché per migliorare la
qualità degli stessi
2) Iniziative adottate per favorire l’informazione, la prevenzione e l’educazione sui danni alcolcorrelati
3) Iniziative adottate per garantire adeguati livelli di formazione e aggiornamento del personale addetto
4) Iniziative adottate per promuovere la ricerca e la disponibilità di formazione specialistica a livello
universitario
5) Iniziative adottate per favorire le associazioni di auto-mutuo aiuto e le organizzazioni del Privato Sociale
no profit
6) Strutture di accoglienza eventualmente realizzate o presenti sul territorio per i fini di cui all’art. 11
7) Protocolli di collaborazione o convenzioni stipulate con enti e associazioni pubbliche o private operanti
per le finalità della legge
8) Attività di collaborazione con le competenti istituzioni dell’ Amministrazione dell’Interno, municipali o
altre per il rispetto delle disposizioni in materia di
-pubblicità
-vendita di bevande superalcoliche nelle autostrade
-tasso alcolemico durante la guida di autoveicoli
9) Attività o progetti messi in atto per assicurare la sicurezza sui luoghi di lavoro
10) Provvedimenti adottati per assicurare l’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale dei farmaci
per terapie antiabuso o anticraving dell’alcolismo
11) Dettagliata illustrazione, possibilmente con documento separato, di un eventuale progetto o iniziativa di
particolare rilevanza realizzata nella Regione in adesione agli orientamenti e ai principi della legge 125/2001.
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Tutte le Regioni e Province autonome hanno dato riscontro alle richieste informative del
Ministero, inviando la relazione richiesta.
E’ possibile pertanto per l’anno 2004 presentare un quadro illustrativo dell’impatto della
legge 125/2001 in tutto il territorio nazionale nei vari settori di interesse.
4.1. Iniziative adottate per favorire l’accesso ai trattamenti sanitari e assistenziali
nonché per migliorarne la qualità
Regione Piemonte
-Adozione di modelli organizzativi a rete tesi a favorire percorsi di presa in carico
omogenei, indipendenti dal punto di rilevazione del bisogno (ambulatori territoriali, reparti
ospedalieri, DEA, luoghi del Privato Sociale espressamente dedicati quali sedi ACAT,
etc.).
-Pubblicizzazione dei servizi per le alcoldipendenze presenti sul territorio tramite
redazione di materiale illustrativo su caratteristiche e modalità di accesso agli stessi (e alle
strutture del Privato Sociale ad essi collegate) distribuito a vari livelli sul territorio, ed in
particolare nei reparti ospedalieri e negli ambulatori dei medici di base.
-Adozione di Linee Guida sulle procedure di accoglienza, inserite anche nei Manuali di
Qualità delle Aziende sanitarie.
-Adozione, tramite il coinvolgimento dei M.M.G. e dei reparti ospedalieri di Pronto
Soccorso, di procedure per la segnalazione dei pazienti alcolisti ricoverati.
Anche a seguito di tali provvedimenti si è potuto rilevare un incremento del numero degli
utenti alcoldipendenti in carico ai SERT, passati dai 4201 del 2003 a 4705 del 2004.
La presenza capillare, nell’ambito dei servizi territoriali, di circa 60 Gruppi di Lavoro per
l’Alcolismo (G.L.A.), ha consentito di rispondere validamente alla domanda di intervento
proveniente dal territorio, e di far emergere concretamente un fenomeno prima sommerso.
Regione Valle D’Aosta
-Valorizzazione dell’associazionismo familiare e promozione dell’esperienza dei gruppi di
auto aiuto.
-Svolgimento di specifiche attività territoriali nei vari distretti dell’unica Azienda USL e
SERT regionali, con la finalità di far fronte alla dispersione della popolazione.
La maggiore capacità ricettiva ed attenzione alle problematiche alcologiche raggiunta dal
SERT ha consentito un forte e costante aumento della popolazione degli utenti.
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Dei 104 nuovi utenti dell’anno 2004, il 49,6% si sono presentati volontariamente, il 30,8%
sono stati segnalati dall’Ospedale regionale, il 10% da altri servizi dell’Azienda USL e dai
medici di base.
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Attivazione di n. 2 posti letto dedicati a ricoveri programmati di
disintossicazione/riabilitazione alcologica di utenti SERT nel reparto di Gastroenterologia
dell’Ospedale di Bolzano, con definizione di specifici protocolli per il trattamento integrato
e la riabilitazione post-degenza.
-Prosecuzione delle attività di collaborazione e coordinamento del SERT della Azienda
USL di Bolzano con l’associazione HANDS di Bolzano e con il Centro Terapeutico di Bad
Bachgart di Bressanone, che svolgono attività terapeutica a tempo pieno nel settore
alcologico.
-Prosecuzione dell’attività di collaborazione dell’associazione HANDS di Bolzano con il
servizio ospedaliero di Alcologia per il lavoro organizzativo relativo all’avvio dei ricoveri.
-Assunzione a tempo parziale di un medico gastroenterologo per l’attività ambulatoriale e
di un operatore a tempo pieno per il Laboratorio protetto di Chermes (Merano).
-Potenziamento della presenza di operatori della associazione HANDS presso i distretti
socio-sanitari del territorio per lo svolgimento di attività di informazione, valutazione e
sostegno psicologico, psicoterapia, sostegno alla formazione di gruppi di auto-aiuto,
consulenza e coordinamento con le altre professionalità del distretto e i medici di Medicina
Generale.
-Organizzazione di un servizio di supplenza per gli psicologi del servizio alcologico
ospedaliero impegnati nella riabilitazione di alcolisti ricoverati nel reparto ospedaliero di
Gastroenterologia.
-Potenziamento del lavoro di rete relativo alla collaborazione tra associazione HANDS,
medici di Medicina Generale, Servizio psichiatrico, SERT., Servizio psicologico e
Consultori.
-Funzionamento di un Consultorio per le alcoldipendenze presso l’Ospedale Civile
“F.Tappeiner” e presso la Clinica convenzionata “S.Anna” di Merano.
-Attività di verifica e valutazione degli esiti degli accessi presso la clinica convenzionata
“S.Anna”.
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-Verifica e valutazione della capacitá di “ritenzione” del SERT.
-Incremento delle visite di consulenza e della emissione di certificati medici specialistici
alcologici presso gli ospedali di Brunico e S.Candido.
-Erogazione di consulenza e supporto psico-sociale a singoli, coppie e famiglie presso il
Consultorio psico-sociale Caritas di Silandro(Bz), con diagnosi psicologica ed indicazione
di interventi anche in situazioni di crisi, ricoveri ed invii in strutture e servizi specialistici,
prestazioni post-assistenziali e riabilitative.
-Disponibilità di visite domiciliari per persone anziane con problemi dovuti all’alcol nel
Consultorio psico-sociale Caritas di Silandro(Bz).
Provincia Autonoma Trento
-Diffusione capillare dei Servizi di Alcologia sul territorio provinciale (11 Servizi di
Alcologia indipendenti dal SERT. diffusi in ogni sede di distretto), con un responsabile
medico a tempo parziale e almeno un operatore di rete, che consentono visite senza tempi
di attesa.
-Realizzazione del progetto “RAR” (Referente Alcologico di Reparto), per l’inserimento in
tutti i reparti ospedalieri di almeno un operatore formato (di solito infermiere
professionale) che individua le persone con problemi alcolcorrelati tramite la
somministrazione a tutti i pazienti di una apposita cartella anamnestica al momento del
ricovero ed esegue colloqui motivazionali ai fini dell’invio ai Servizi di Alcologia e ai
gruppi ai auto mutuo aiuto.
-Realizzazione di incontri di sensibilizzazione/informazione rivolti a gruppi omogenei di
persone attive nel sociale (assistenti sociali, educatori professionali, sacerdoti, Forze
dell’ordine etc.) o a medici di famiglia (anche ad personam) che possono avere
l’opportunità di inviare persone con problemi alcolcorrelati ai Servizi di Alcologia.
-Stampa e diffusione in luoghi pubblici (specie sanitari: ambulatori, farmacie, ospedali,
etc.) di manifesti e dépliants informativi dei Servizi di Alcologia, per informare sul “che
fare” in caso di problemi alcolcorrelati.
-Istituzione del Servizio di Riferimento per le attività alcologiche, con compiti di
coordinamento a livello centrale del lavoro dei vari Servizi di Alcologia periferici.
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Regione Veneto
-Completamento della rete alcologica regionale, che comprende attualmente 21
Dipartimenti per le dipendenze (all’interno dei quali si trova almeno una Unità
operativa/funzionale di Alcologia), una comunità terapeutica residenziale pubblica per
alcolisti, l’associazione regionale dei Clubs per Alcolisti in trattamento con 523 gruppi e
33 associazioni di Clubs (ACAT), l’associazione Alcolisti Anonimi con 100 gruppi, una
comunità del Privato-Sociale specifica per alcolisti e altre comunità terapeutiche con
moduli specifici per il trattamento di alcoldipendenti.
-Istituzione formale in alcune Aziende USL della “Rete alcologica territoriale” tramite
l’attivazione di protocolli d’intesa ed operativi con divisioni ospedaliere specialistiche
(Psichiatria, Gastroenterologia, Medicina, Pronto Soccorso etc.), medici di Medicina
Generale, servizi socio-sanitari, enti locali, mondo dell’associazionismo e specifiche
associazioni di auto-mutuo aiuto, cooperative sociali, comunità terapeutiche del PrivatoSociale, Forze dell’ordine, istituti scolastici, associazioni imprenditoriali di categoria ed
associazioni sindacali.
-Protocolli operativi di intesa tra i Dipartimenti per le dipendenze e i Dipartimenti di salute
mentale di tutte le Aziende USL, in attuazione della Delibera Regionale n. 3745 del
5.12.2003, ai fini di un intervento congiunto in caso di pazienti con doppia diagnosi
psichiatrica.
-Offerta di differenti possibilità di accesso ai percorsi terapeutici (counseling telefonico,
contatto diretto anche tramite l’uso di unità mobili quali i camper) )nei contesti di
aggregazione giovanile, inserimento in centri di prima accoglienza, assistenza domiciliare,
trattamenti ambulatoriali individuali e/o di gruppo, inserimenti in programmi terapeutici
diurni, semiresidenziali e residenziali specifici per alcolisti.
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Adozione in tutti i Servizi di Alcologia delle Aziende USL della Regione di modalità
di lavoro di rete in grado di garantire e favorire l’accesso ai trattamenti sanitari ed
assistenziali.
-Prosecuzione del progetto “Real Welcom-La rete alcologica per il welfare
comunitario:un modello di mix”, realizzato dall’Azienda Sanitaria n.5 “Bassa Friulana”
di Palmanova e finanziato con il Fondo nazionale per la lotta alla droga.
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Regione Liguria
-Funzionamento di un Nucleo operativo di Alcologia (NOA) in ciascuno dei 5
Dipartimenti per le dipendenze della Regione, condotto da un’équipe multidisciplinare, e
sua dislocazione sul territorio in sedi separate dal SERT, per favorire l’accesso evitando
paure di stigmatizzazione.
-Miglioramento delle informazioni sui servizi offerti in campo alcologico tramite la
creazione di una rete con i servizi sanitari e sociali territoriali, i medici di Medicina
Generale, le strutture del Privato Sociale, le divisioni ospedaliere, i Consultori, i C.S.S.A.
del Tribunale, i Carabinieri, la Polizia di Stato e municipale, le strutture carcerarie, le
associazioni di volontariato e auto-mutuo aiuto (A.A. e ARCAT).
-Incremento del personale e dell’orario di servizio in alcuni NOA.
-Prosecuzione della collaborazione con il Servizio di salute mentale per il trattamento di
soggetti alcolisti con doppia diagnosi, al fine di coordinare gli interventi più appropriati
(NOA del SERT ASL 1 Imperiese).
-Disponibilità di colloqui di sostegno ai familiari e interventi di terapia familiare.
-Incremento delle consulenze alcologiche negli ospedali.
-Accesso diretto, senza liste d'attesa (NOA del SERT Azienda USL 4 chiavarese).
-Avvio di un progetto rivolto agli alcolisti senza fissa dimora, per la creazione di una
struttura di accoglienza per alcoldipendenti in trattamento terapeutico, finalizzata a
qualificare l'intervento con i soggetti privi di una rete familiare e sociale, da gestire in
collaborazione con i servizi sociali, il Servizio di salute mentale, la Caritas e il centro
Ascolto.
Regione Emilia-Romagna
-Prosecuzione degli interventi attivati negli anni precedenti in adesione alle linee
d’indirizzo sugli interventi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dell'alcolismo e
dei problemi alcol-correlati espresse nella Delibera di Giunta n. 1639/1996 e aggiornate nel
2003.
-Costituzione, nell’ambito dei Dipartimenti per le dipendenze, di articolazioni funzionali
dedicate all’area specifica delle sostanze legali (alcol e tabacco) con accessi differenziati
rispetto ai pazienti che fanno uso di sostanze illegali.
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Regione Toscana
-Prosecuzione della forte integrazione di rete fra i servizi alcologici di livello territoriale,
ospedaliero e regionale.
-Implementazione del Piano Sanitario Regionale 2002/2004, che prevede l’aggiornamento
delle disposizioni inerenti l’assetto organizzativo e funzionale dei servizi per le
problematiche alcolcorrelate secondo le indicazioni contenute nella legge 30 marzo 2001 n.
125.
-Disponibilità di 39 servizi alcologici, situati sia in ambito ospedaliero, con disponibilità di
ricovero, day hospital e servizio ambulatoriale (Centro di Alcologia dell’ Azienda
ospedaliera di Careggi) sia in ambito territoriale, con 29 équipes alcologiche formalmente
costituite, cui è afferita nell’anno 2004 un’utenza di 3.521 persone.
-Avvio, presso il Centro Alcologico Regionale di Riferimento, di un Osservatorio
finalizzato alla raccolta, elaborazione e pubblicazione di dati relativi alle caratteristiche
socio-demografiche e alle modalità di consumo dell’utenza che afferisce ai servizi.
-Iniziative specifiche poste in atto nelle singole Aziende USL con l’adozione di specifiche
metodologie e strumenti: miglioramento del front-office per utenti e familiari; riduzione dei
tempi di attesa; aumento delle sedi di erogazione delle prestazioni e della fascia oraria
dedicata all’accoglienza; distribuzione di materiale informativo rivolto ai medici di
Medicina Generale; incremento dei contatti con i medici di famiglia, i medici di Medicina
Generale e ospedalieri, i Dipartimenti di salute mentale, i servizi sociali degli enti locali, le
associazioni del Privato Sociale e del volontariato; attivazione di appositi siti Internet per
informare sui danni alcolcorrelati o per dare consulenze agli utenti collegati; istituzione di
numeri verdi gratuiti; trasferimento degli ambulatori in sedi più adeguate e di maggiore
privacy.
Regione Umbria
-Strategia regionale per i problemi alcolcorrelati centrata sul rapporto e l’integrazione, in
ambito distrettuale, tra la medicina di base e i servizi più specifici.
-Funzionamento dei Dipartimenti per le dipendenze in tutte le Aziende USL, per assicurare
le attività di coordinamento degli interventi alcologici con i servizi ospedalieri, gli altri
dipartimenti e servizi interdistrettuali sanitari e sociali, pubblici e privati e gli
42
istituti penitenziari a vario titolo interessati alle problematiche dell’alcoldipendenza e delle
patologie correlate.
- Delibera della Giunta Regionale n. 1973/2004 per l’adozione delle “Linee di indirizzo in
materia di assistenza socio sanitaria di base per le dipendenze”, che definisce specifiche
modalità di approccio anche per le problematiche di salute alcolcorrelate.
- Consulenza e collaborazione dei servizi territoriali con le Aziende Ospedaliere.
-Adozione di un protocollo di collaborazione dei servizi territoriali con i Dipartimenti di
salute mentale per la gestione degli utenti con “doppia diagnosi”.
-Collaborazione dei servizi territoriali con le Commissioni Patenti per la valutazione degli
automobilisti sorpresi alla guida in stato di ebbrezza.
-Promozione di interventi integrati e multidisciplinari destinati ai detenuti con problemi
alcolcorrelati, nel quadro degli interventi per il riordino dell’assistenza penitenziaria.
Regione Marche
-Decreto della Giunta Regionale n. 747/04, che sancisce l’organizzazione integrata dei
servizi pubblici e del Privato Sociale accreditato all’interno dei Dipartimenti per le
dipendenze patologiche e l’attivazione di un’ Unità operativa di Alcologia in ogni
Dipartimento per le dipendenze.
-Prosecuzione delle attività di accoglienza e presa in carico delle persone con problemi
alcolcorrelati nell’ambito dei 14 SERT. del territorio regionale.
-Individuazione, in attesa della definizione dei Dipartimenti, di accessi differenziati per
l’utenza alcoldipendente all’interno degli attuali SERT.
-Collaborazioni tra servizi pubblici, servizi del Privato Sociale, medici di Medicina
Generale, associazioni di auto mutuo aiuto e di volontariato per gli interventi di cura e
reinserimento.
-Realizzazione di una “carta dei servizi” consegnata presso tutti gli ambulatori dei medici
di base, unitamente a dépliants e materiali illustrativi riferiti alle prestazioni erogate dal
servizio territoriale, che ha accresciuto del 66,7% i pazienti alcoldipendenti segnalati dai
medici di Medicina Generale e del 23% gli utenti alcoldipendenti presi in carico dal
servizio.
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-Finanziamento, tramite fondi aggiuntivi regionali, di progetti
l’implementazione delle azioni di accoglienza, diagnosi e valutazione.
specifici
per
-Accordi dei servizi territoriali con i servizi e i reparti ospedalieri di Medicina per la
detossificazione, nonché con le due Case di cura private convenzionate operanti nella
Regione per concordare i ricoveri.
-Funzionamento di uno specifico Servizio di Alcologia presso il presidio ospedaliero di
Novafeltria (Pesaro).
-Protocolli di intesa dei servizi territoriali con i Dipartimenti di salute mentale per i casi
che presentano problematiche psicopatologiche.
-Funzionamento di n. 10 Unità mobili operanti nei luoghi del divertimento e di
aggregazione informale dei giovani per l’identificazione precoce delle problematiche di
policonsumo e la facilitazione del contatto precoce con i servizi.
Regione Lazio
-Attivazione, presso il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio, di un
progetto pilota finalizzato all’individuazione dei componenti essenziali per il
miglioramento della qualità dei servizi che operano nel campo alcologico, da estendere a
tutti i servizi pubblici e privati presenti nella Regione Lazio.
-Avvio di numerosi protocolli di trattamento farmacologico e psicologico specifico
(motivazionale, cognitivo comportamentale individuale e di gruppo) in coordinamento e in
collaborazione con Istituzioni Estere (Università del New Mexico, Centro Alcologico di
Albuquerque).
Regione Abruzzo
-Funzionamento di n. 5 Servizi territoriali di Alcologia nell’ambito di 3 delle 6 Aziende
USL regionali, uno solo dei quali incardinato nel SERT (Azienda USL AvezzanoSulmona), con 1405 utenti in carico nel 2004 e un’espansione dell’utenza pari al 19,4% in
un anno.
-Svolgimento in tutti i Servizi di Alcologia della Regione di attività di accoglienza,
osservazione e diagnosi, definizione e attuazione di programmi terapeutico-riabilitativi,
coordinamento con il medico di famiglia, con i servizi ospedalieri e con il servizio sociale
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e, limitatamente a n. 2 SERT, con strutture e servizi privati e di volontariato e altre
strutture o servizi sanitari pubblici.
-Costituzione di un gruppo di lavoro di supporto agli uffici della Regione per le tematiche
alcologiche, formato dai referenti di Alcologia segnalati dalle 6 Aziende USL della
Regione e dai rappresentanti del Privato Sociale, che ha avviato i propri lavori al fine di
perseguire gli obiettivi di legge e, in particolare, curare il flusso dei dati, supportare la
stesura di protocolli operativi condivisi, fornire consulenza tecnico-scientifica in merito a
campagne informative e di sensibilizzazione promosse dalla Regione.
-Progetto “Potenziamento della rete territoriale per la prevenzione, l’assistenza e il
reinserimento sociale dei soggetti con diagnosi di dipendenza da sostanze e alcol”
realizzato in collaborazione tra il Comune di Barisciano (AQ) e il SERT della locale
Azienda USL per attivare una rete assistenziale socio-sanitaria tra servizi sociali del
Comune, medici di Medicina Generale, operatori del Distretto sanitario di base e del
SERT, Comunità montana, scuole, Tribunale dei minori, Parrocchie, Forze dell’ordine.
-Progetto “Servizio per l’ascolto alle famiglie” (SAF) , realizzato dal SERT di L’Aquila in
collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di L’Aquila e rivolto
alle famiglie con problemi di abuso di sostanze legali e illegali, per offrire un servizio di
counseling familiare e uno strumento di prevenzione per la popolazione.
-Iniziativa del SERT dell’Azienda USL di Pescara per l’organizzazione di un corso per
operatori di Call Center rivolto a 10 pazienti alcoldipendenti riabilitati disoccupati, in
collaborazione con l’Agenzia di formazione ASFOR di Pescara.
-N. 2 corsi di formazione su “I problemi alcolcorrelati nell’ambulatorio del Medico di
Medicina Generale”, obbligatori per tutti i medici di Medicina Generale della Azienda
USL di Avezzano-Sulmona, per complessive 80 ore di formazione.
-Avvio del progetto “Attivazione Risorse Familiari” gestito dal Servizio di Alcologia di
Avezzano-Sulmona.
Regione Campania
-Costituzione, tramite Delibera di Giunta Regionale n. 970/2004, delle “Unità A.”, équipes
alcologiche territoriali dedicate all’intervento sui problemi alcolcorrelati nell’ambito dei
Dipartimenti per le dipendenze, con risorse umane, strutturali, progettuali ed economiche
adeguate alla complessità dei problemi alcolcorrelati (censite 40 unità operative che
nell’ambito delle diverse Aziende USL svolgono specifiche e documentate attività
alcologiche tramite gruppi di lavoro formali o informali).
45
-Attivazione in ogni Azienda USL della “Linea”, linea telefonica gestita dall’Equipe
alcologica territoriale per offrire ascolto e informazioni sui problemi alcolcorrelati e sui
servizi e programmi alcologici del territorio, e creare coordinamento tra i servizi e le realtà
di servizio solidale presenti nella comunità locale.
-Stanziamento di risorse finanziarie adeguate, pari a circa 465.000 Euro, per il
funzionamento di una Unità A e una Linea A. in tutte le 13 Aziende USL della Regione.
-Promozione e supporto, nelle realtà territoriali di ogni Azienda USL, di iniziative e
programmi di intervento finalizzati a creare “rete" tra gli operatori dei servizi pubblici,
le realtà del Privato Sociale e le altre espressioni della comunità locale per porre in atto
adeguati programmi di prevenzione, trattamento e riabilitazione.
-Espansione della tipologia degli interventi e delle risorse logistiche e umane disponibili
nell’ambito dei servizi per le problematiche alcolcorrelate (censiti 455 operatori addetti,
31, 2% dei quali attivi a tempo pieno per la prevenzione, cura e riabilitazione in ambito
alcologico, con una espansione del 6,2% del numero degli utenti in trattamento e un
numero di nuovi utenti pari al 40,9% del totale).
-Lavoro di accoglienza e trattamento svolto presso altre strutture pubbliche o private
accreditate quali i Servizi per l’assistenza sanitaria di base, i Servizi di salute mentale, le
Unità operative ospedaliere di Medicina, Gastroenterologia, Malattie Infettive, le cliniche
psichiatriche.
Regione Puglia
-Costituzione di uno specifico gruppo di lavoro regionale per la definizione di un
documento programmatico di base da sottoporre agli organi istituzionali ai fini di un più
organico recepimento della legge 125/2001.
-Approvazione, con L.R. 28 maggio 2004 n. 8 e successivi regolamenti attuativi, della
disciplina regionale in materia di autorizzazione e accreditamento istituzionale delle
strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, che ha definito, tra l’altro, i requisiti
minimi standard per l’autorizzazione e l’accreditamento dei servizi di assistenza alle
persone dipendenti da sostanze di abuso.
-Prosecuzione del funzionamento, nell’ambito della maggior parte dei 12 Dipartimenti
delle dipendenze patologiche già costituiti con la legge regionale 27/99, di una équipe
multidisciplinare di operatori con il compito, tra l’altro, di favorire l’accesso anche dei
soggetti alcolisti ai trattamenti sanitari e assistenziali.
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-Costituzione, nell’ambito di alcuni Dipartimenti delle dipendenze patologiche, di un
apposito servizio di Alcologia in cui operano, a tempo parziale, gli stessi operatori dei
SERT dipartimentali.
-Sviluppo di forme di collaborazione innovativa tra i SERT dipartimentali e i reparti
ospedalieri di varia specializzazione (Medicina, Lungodegenza, Psichiatria) nonché i
Dipartimenti di salute mentale.
-Adesione al progetto nazionale “Un progetto sperimentale per l’alcoldipendenza:
autogestione teleassistita, tecniche cognitivo-comportamentali e trattamento
individualizzato per ottimizzare, a livello quantitativo e qualitativo, gli interventi integrati
di prevenzione secondaria dell’abuso alcolico”, promosso e finanziato dal Ministero della
Salute con le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla droga e coordinato dalla Regione
Lazio.
Regione Basilicata
-Prosecuzione del funzionamento degli ambulatori alcologici
e dei SERT, con
complessive 55 unità di personale preposto ai problemi alcologici, di cui il 27,3% addetto
esclusivamente.
-Prosecuzione del funzionamento sul territorio regionale di n. 49 enti e associazioni del
Volontariato e del Privato Sociale, con n. 22 comunità terapeutiche residenziali o
semiresidenziali e n. 22 gruppi di auto-mutuo aiuto.
-Incremento e potenziamento dei rapporti di collaborazione tra i servizi alcologici
territoriali e i reparti ospedalieri, i medici di Medicina Generale, gli operatori socio-sanitari
di base, i gruppi di auto-mutuo aiuto, con un notevole aumento del numero degli alcolisti
in carico ai SERT, pari a 355.
-Garanzia di ricovero ospedaliero, anche in collaborazione con i SERT, per i pazienti
alcolisti con patologie alcolcorrelate (652 ricoveri in totale nell’anno 2004 per diagnosi
totalmente attribuibili all’alcol).
Regione Calabria
-Prosecuzione del funzionamento di n. 4 Unità operative di Alcologia nell’ambito dei
47
Dipartimenti per le dipendenze di n. 3 Aziende USL (Cosenza, Vibo Valentia, Crotone),
con un aumento del 34% dell’utenza nell’ultimo anno.
-Previsione, nell’ambito del Piano Sanitario Regionale 2004/2006, di competenze
specifiche dei servizi in relazione alla prevenzione, cura e riabilitazione dei problemi e
delle patologie alcolcorrelate, con obiettivi e azioni finalizzate, tra l’altro, a favorire un
approccio coordinato tra servizi sanitari, servizi sociali, sistema giudiziario, Volontariato.
Regione Sicilia
-Elaborazione e realizzazione di un programma di ricerca ai sensi dell’art.12 del Decreto
Legislativo 502/92 dal titolo "Costi, qualità ed efficacia in Medicina generale: avvio di un
sistema basato sull'Evidence-Based Medicine e il Disease Management", finalizzato allo
sviluppo di una sperimentazione sulla gestione dei pazienti affetti da epatopatie, da diabete
mellito e da scompenso cardiaco, con il coinvolgimento di circa 150 medici di base,
ospedalieri e ambulatoriali.
Metodologie e strumenti: messa a punto e sperimentazione in una Azienda USL di grandi
dimensioni (A.U. 6 di Palermo, una delle più grandi d’Italia) di nuovi modelli di pratica
clinica in Medicina Generale, e di un un approccio integrato su larga scala tramite il ricorso
a metodologie di intervento partecipative.
-Prosecuzione delle attività in materia di alcoldipendenza in 45 dei 52 SERT attivi nella
Regione, con un incremento del numero dei soggetti presi in carico pari a 36,7 casi per
100.000 abitanti nell’anno 2004.
Regione Sardegna
-Prosecuzione e consolidamento delle attività alcologiche nell’ambito di tutti i 14 SERT
regionali.
-Attivazione di n. 3 nuovi Centri alcologici pubblici presso le Aziende USL di Iglesias,
Senorbì e Cagliari, ubicati in sedi diverse dal SERT per consentire agli alcoldipendenti un
accesso ai servizi più commisurato alle loro peculiarità.
-Attivazione a Dorgali (NU) di un “Centro di ascolto per le problematiche alcolcorrelate”,
con specifico Numero Verde gestito in collaborazione con il locale Club di alcolisti in
trattamento (CAT), finalizzato anche all’invio degli alcolisti al SERT di riferimento.
48
-Implementazione del progetto “Il cambiamento possibile”, condotto dal Comune di Nuoro
in collaborazione con il locale SERT (che ha in carico circa 250 alcolisti) per la
costituzione di una rete finalizzata a valorizzare le risorse e le potenzialità di cura della
comunità, dando spazio all’utilizzo delle risorse informali, al loro potenziamento e alle
attività di sensibilizzazione e formazione della stessa comunità.
4.2. Iniziative adottate dalle Regioni per favorire l’informazione, la prevenzione e
l’educazione sui danni alcolcorrelati
Regione Piemonte
-Iniziative informative e campagne di comunicazione rivolte a diversi target: popolazione
giovanile, scuola, luoghi di aggregazione, popolazione adulta, medici di famiglia (censite
218).
Metodologie utilizzate: ricorso ai media locali; formazione degli insegnanti; promozione di
indagini locali sul consumo di alcolici fra i giovani; sensibilizzazione della popolazione
generale.
-Iniziative per migliorare il livello di informazione e di sensibilizzazione dei decision
makers sui temi di interesse.
Metodologie utilizzate: richiesta di patrocinio alle varie istituzioni interessate e invito dei
loro rappresentanti a tutte le iniziative di studio o di sensibilizzazione sui temi
alcolcorrelati.
Regione Valle D’Aosta
-Incontri/dibattito rivolti alla popolazione anziana, svolti nelle sedi parrocchiali.
-Incontri/dibattito rivolti agli studenti ed agli insegnanti, svolti nelle scuole.
-Incontri pubblici rivolti alla popolazione generale.
L’obiettivo generale di tali iniziative è stato quello di migliorare le conoscenze sulle
bevande alcoliche e prevenire comportamenti ed abitudini a rischio; nonché di creare le
premesse per un consumo corretto di bevande alcoliche nell’ambito di una sana
alimentazione.
49
Regione Lombardia
-Interventi di prevenzione nelle scuole medie superiori e inferiori, rivolti a docenti, studenti
e genitori, con finalità sia di tipo informativo/preventivo generale che specifiche, quali
promozione di opinion leader etc. (in totale 53 interventi con un coinvolgimento di circa
28.000 soggetti).
Metodologie e strumenti: attivazione di siti web, uso di kit multimediali, preparazione e
diffusione di opuscoli, distribuzione di questionari.
-Interventi di prevenzione nell’area dell’aggregazione giovanile, rivolti a giovani di gruppi
informali, giovani di gruppi formali (associazioni sportive, associazioni scout, oratori ),
giovani con comportamenti a rischio (in totale 9 interventi con un coinvolgimento di circa
3.000 giovani).
Metodologie e strumenti: intervento nei centri di aggregazione giovanile, intervento nel
corso di eventi quali concerti, manifestazioni sportive, attività ricreative alcol free, peer
education, lavoro di gruppo, unità mobile, spazi di ascolto (es. box educational), materiale
informativo dedicato.
-Interventi nell’area della guida finalizzati alla prevenzione degli incidenti stradali
alcolcorrelati e rivolti agli operatori e agli iscritti delle Scuole Guida, agli operatori sociali
e sanitari, alle persone inviate alle Commissioni Patenti, ai violatori del Codice della
strada, ad adulti opinion leaders, alle Forze dell’ordine, ai giovani dai 18 ai 24 anni, alla
popolazione generale (in totale 7 interventi con un coinvolgimento di circa 2.700 soggetti).
Metodologie e strumenti: formazione di “operatori della salute” fra le persone che, a vario
titolo, possono svolgere una funzione preventiva (insegnanti, istruttori di Scuola Guida,
agenti di polizia municipale e stradale, animatori di locali notturni, operatori
dell’informazione, rappresentanti di centri d’aggregazione giovanile, rappresentanti di
associazione di volontariato, sindacalisti del SILB etc.); specifica informazione nelle
lezioni di teoria delle Scuole Guida; distribuzione di materiale informativo ad hoc;
addestramento all'uso di specifici supporti didattici multimediali da parte degli operatori di
Scuola Guida; organizzazione di momenti formativi in collaborazione con Consorzi ed
associazioni di categoria; collaborazione con le Commissioni Patenti, per programmi di
sensibilizzazione e trattamento di persone segnalate per infrazione all’art. 186 del Codice
della strada.
-Interventi nell’area del divertimento notturno, rivolti sia ai giovani frequentatori dei locali
di varie città che ai gestori e operatori di questi ultimi, finalizzati in particolare a creare
rapporti di collaborazione e a sviluppare concrete progettualità nell’ambito del settore (in
totale 4 interventi con un coinvolgimento di circa 8.000 soggetti).
Materiali e metodi: realizzazione e diffusione di adeguato materiale informativo all'interno
dei locali; sinergia e integrazione tra i vari attori interessati (gestori di happy hours,
discoteche, pub, disco bar, etc.); sperimentazione di nuovi strumenti di divulgazione dei
messaggi di prevenzione; realizzazione di eventi ad alto impatto in grado di potenziare la
visibilità degli interventi preventivi.
50
-Interventi nell’area dell’informazione della popolazione generale, finalizzati a modificare
l’approccio culturale al bere e a contenerne gli aspetti di eccessiva approvazione sociale e
tolleranza (in totale 28 interventi con il coinvolgimento di circa 140.000 cittadini).
Metodologie e strumenti: coinvolgimento di Aziende USL, SERT, Distretti socio-sanitari,
medici di Medicina generale, Ordini dei Farmacisti, Croce verde, Comuni ed altri enti
locali, enti ausiliari, Onlus, associazioni di volontariato e di mutuo aiuto, associazioni di
familiari, Polizia di Stato e municipale, Carabinieri, Prefettura, Provveditorato agli Studi,
Autoscuole, Sindacati locali da ballo, Comunità peruviana, Aziende, adulti opinion-leader.
Tutti gli interventi di prevenzione, informazione ed educazione sono stati realizzati in
partnership tra servizio pubblico e servizi del Terzo Settore, e le aziende USL hanno
assunto un ruolo di promozione e coordinamento. In totale gli interventi di prevenzione
organizzati nelle varie aree nel corso dell’anno 2004 sono stati 125, ed hanno raggiunto
un’utenza di almeno 190.000 soggetti. La maggior parte degli interventi hanno affrontato il
tema generale delle sostanze d’abuso, riferendosi in modo coordinato sia alle sostanze
stupefacenti che all’alcol, e alcuni sono stati dedicati all’alcol in maniera esclusiva.
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Progetti di prevenzione primaria finanziati dall’Assessorato alla Sanità, per la
sensibilizzazione ed informazione nelle scuole, nel mondo del Privato Sociale e nei centri
giovanili.
-Elaborazione di un progetto dell’Assessorato alla Sanità per la realizzazione di una
campagna di prevenzione di prossima attuazione, in collaborazione con i servizi pubblici e
privati.
-Interventi curati dal SERT di Bolzano in collaborazione con la associazione HANDS
(ciclo di conferenze nei distretti destinate alla popolazione generale sull’uso consapevole
di alcol; elaborazione del progetto transfrontaliero “ Io rinuncio-Meno è meglio”, attuato
insieme a diverse agenzie della Provincia di Bolzano e dell’Austria; collaborazione con la
associazione Forum Prevenzione nei progetti di prevenzione attuati nei Comuni, nelle
Aziende USL e nelle scuole medie e superiori).
-Interventi curati dal SERT di Merano (informazione della popolazione generale e degli
studenti delle scuole medie inferiori e superiori; ideazione, organizzazione e partecipazione
al progetto “Clean mind-Festa senza alcol”).
-Interventi curati dal Consultorio psico-sociale Caritas di Silandro (BZ) ( attività di
prevenzione destinate a giovani ed adulti, informazione dell’opinione pubblica, consulenza
51
nei centri giovani e nelle scuole, realizzazione di uno specifico progetto che ha coinvolto
circa 100 studenti di un liceo scientifico di Silandro e di una scuola professionale di
Merano).
Provincia Autonoma Trento
-Progetto “Salute, alcol e fumo” per le scuole materne, elementari e medie, rivolto agli
insegnanti per metterli in grado di trasmettere a bambini e ragazzi la capacità di leggere le
proprie emozioni, aumentare la propria autostima e resistere alle pressioni del gruppo dei
pari in contrasto con scelte di salute.
-Progetto di prevenzione per le scuole superiori, condotto dagli operatori dei Servizi di
Alcologia in collaborazione con gli insegnanti delle classi interessate, prevedendo
l’impegno degli stessi insegnanti a somministrare un questionario preventivo, a fare una
lezione di educazione emotiva nonché lavori di gruppo e singoli sull’alcol.
-Progetto “Alcol e fumo nei giovani: lo sport come strumento di protezione della salute”,
finalizzato, tramite un protocollo d’intesa tra Azienda provinciale per i servizi sanitari e il
C.O.N.I., a valutare la diffusione dell’uso di alcol e fumo tra i giovani sportivi e ad
effettuare incontri di sensibilizzazione-formazione con tutti gli allenatori delle squadre
sportive giovanili per contenere i fenomeni rilevati.
-Progetto “Alcol e mondo del lavoro”, rivolto ai lavoratori dell’industria e dell’artigianato
per la valutazione, tramite 2.000 interviste, degli stili di vita e della percezione del
problema alcol.
-Progetto “Scuole Guida”, per la formazione-sensibilizzazione di tutti gli istruttori e
insegnanti delle Scuole guida della Provincia tramite appositi corsi della durata di 4 ore e
la fornitura di specifico materiale audiovisivo in tema di alcol e guida, per consentire che a
tutti gli allievi delle autoscuole trentine possa essere fatta una lezione su alcol e guida.
-Progetto “Pub-discoteche”, finalizzato a scoraggiare la guida in stato di ebbrezza tramite
azioni di comunicazione dissuasiva da parte di giovani operatori preventivamente
preparati, che stazionano nelle ore notturne davanti a pub, discoteche o altri luoghi di
divertimento utilizzando una postazione mobile dotata di etilometro.
-Progetto “Coordinamenti alcol, sicurezza e promozione della salute”, finalizzato a
organizzare coordinamenti stabili dei Servizi di Alcologia con le autoscuole, le Forze
dell’ordine, le scuole, i Comuni e le associazioni private, per iniziative comuni di
prevenzione delle problematiche alcolcorrelate in tutto il territorio provinciale.
52
-Progetti di comunità condotti in due realtà territoriali di circa 8.000 abitanti (rione di
Rovereto e Valle del Chiese) per la attuazione di interventi capillari di sensibilizzazione sui
problemi alcolcorrelati, con valutazione dei consumi alcolici pre/post intervento.
-Interventi di sensibilizzazione della comunità, con l’utilizzo di strumenti vari quali
conferenze serali, trasmissioni radio-televisive locali, conferenze stampa etc..
Regione Veneto
-Prosecuzione nelle 21 Aziende USL della Regione di 176 progetti finanziati con il Piano
triennale 2003-2005 del Fondo per lotta alla droga, rivolti al mondo della scuola (studenti,
docenti, genitori, personale non docente), al mondo del lavoro (lavoratori, apprendisti,
dirigenti, sindacalisti, medici del lavoro, responsabili della sicurezza, associazioni di
categoria), al mondo del tempo libero (adulti significativi, gruppi sportivi e ricreativi), ai
frequentatori dei corsi di Scuola Guidae alla popolazione generale.
Metodologie e strumenti: collaborazione attiva tra Aziende USL, mondo
dell’associazionismo e del privato-sociale, Forze dell’ordine e Uffici territoriali del
Governo, al fine di trasmettere informazioni corrette e coerenti tra loro, favorire il
confronto interpersonale e intergruppi, stimolare e rafforzare i comportamenti tendenti ad
evitare i danni derivanti dal consumo delle sostanze psicotrope e in particolare dell’alcol.
-Affidamento alla Azienda USL n. 13 di Dolo di un progetto di coordinamento regionale
con la finalità di elaborare linee di indirizzo per la realizzazione di specifici progetti
alcologici inseriti nei Piani triennali di intervento 2003-2005 nonché per l’organizzazione
della prevenzione, trattamento e riabilitazione dei problemi alcolcorrelati.
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Attivazione in tutte le Aziende USL di programmi di informazione, prevenzione ed
educazione sanitaria in materia di alcol rivolti a tutte le scuole medie inferiori e superiori.
-Attivazione da parte delle Aziende USL di programmi di prevenzione a richiesta in altri
contesti giovanili.
-Avvio di programmi di educazione sanitaria finalizzati alla acquisizione di stili di vita
sani, finanziati con il Fondo nazionale per la lotta alla droga.
53
Regione Liguria
-Interventi di informazione/educazione nelle scuole.
Metodologie e strumenti adottati: condivisione con associazioni quali ARCAT, AA,
comunità terapeutiche del Dipartimento (Azienda USL chiavarese); somministrazione di
questionari su consumo e percezione del rischio (Azienda USL spezzino); collaborazione
con il Provveditorato locale, con l’intervento di esperti e lavori di gruppo con i ragazzi
(Azienda USL imperiese); progetto di ricerca-intervento, con la metodologia della peer
education, sulla percezione degli effetti delle sostanze alcoliche (Azienda USL spezzino);
formazione degli insegnati referenti alla salute per favorire l’individuazione dei soggetti a
rischio e sviluppare metodiche di comunicazione con i ragazzi per accrescere la cultura del
benessere (Azienda USL imperiese); corsi di preparazione per l’acquisizione del
“patentino” necessario per la guida di ciclomotori (Azienda USL spezzino).
-Interventi di riduzione del danno e prevenzione del consumo di alcol all'interno dei luoghi
del divertimento giovanile (discoteche, pub, luoghi ricreativi, ecc), tramite l’uso di unità
mobili attrezzate con etilometro (Aziende USL chiavarese e imperiese).
Metodologie e strumenti: distribuzione di materiale informativo; contatto diretto con
operatori; possibilità di sottoporsi alla misurazione dell'alcolemia.
-Realizzazione di concerti estivi con bands locali giovanili all'insegna della lotta alla
diffusione di alcol e droghe (Azienda USL chiavarese).
-Realizzazione di n. 2 manifestazioni estive “Feste senza alcol” , di tre giornate ciascuna,
sui laghi di Giacopiane, con la partecipazione di tutte le associazioni territoriali, dei
Comuni e delle scuole (Azienda USL chiavarese).
-Interventi con l’etilometro nelle sagre locali, per la riduzione del danno della popolazione
generale (Azienda USL savonese).
-Giornata di informazione su “Alcol e guida” svoltasi presso i locali della Provincia della
Spezia e rivolta alla popolazione generale e agli alunni delle scuole superiori (Azienda
USL spezzino).
-Programmazione di interventi di coinvolgimento dei medici di Medicina Generale, in
collaborazione con la F.I.M.M.G. (Azienda USL savonese).
54
Regione Emilia-Romagna
-Prosecuzione degli interventi attivati negli anni precedenti in adesione alle linee
d’indirizzo sugli interventi per la prevenzione dei problemi alcol-correlati espresse nella
Delibera di Giunta n. 1639/1996 e aggiornate nel 2003.
-Interventi specifici di prevenzione primaria nell’area “giovani”.
-Interventi specifici di prevenzione degli incidenti alcolcorrelati.
-Interventi specifici di prevenzione dei rischi collegati al consumo di alcol nei luoghi
pubblici e di lavoro.
-Realizzazione di un convegno nazionale finale a conclusione del progetto nazionale,
promosso dal Ministero della Salute e finanziato con le risorse del Fondo nazionale per la
lotta alla droga,“Corsi di formazione per gli insegnanti della scuola finalizzati alla
prevenzione delle problematiche alcolcorrelate”, che ha interessato in totale 468 soggetti
fra docenti di scuola superiore di varie discipline e operatori socio-sanitari di 8 Regioni.
- Avvio di un progetto sperimentale di prevenzione alcologica di comunità nel distretto di
Correggio (Reggio Emilia), rivolto alla popolazione generale con particolare riferimento ai
giovani, con l’obiettivo di codificare un modello di intervento da diffondere in ambito
regionale per modificare gli atteggiamenti della popolazione rispetto all’alcol e aumentare
il livello di percezione dei rischi connessi al consumo non appropriato.
-Patrocinio della manifestazione “Mese di Prevenzione alcologica - Aprile 2004” e
coordinamento delle iniziative organizzate in tutte le Aziende USL, anche con il
contributo e la partecipazione attiva delle associazioni di auto-mutuo aiuto.
Metodologie e strumenti: diffusione al pubblico di materiale informativo sui danni
alcolcorrelati, informazioni sull’offerta dei servizi territoriali.
55
Regione Toscana
-Promozione e sostegno della manifestazione “Mese di Prevenzione alcologica” per l’anno
2004, in collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), l’associazione regionale
dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (ARCAT) e il Centro Alcologico Regionale,
finalizzata alla sensibilizzazione della popolazione generale, all’informazione di specifici
target (donne in gravidanza, anziani, minori, assuntori di farmaci, alcoldipendenti) e alla
promozione della rete regionale e nazionale dei principali attori del settore.
Metodologie e strumenti: produzione e distribuzione di manifesto, volantino e locandina
utilizzabili dai diversi partner territoriali della manifestazione, tramite l’inserimento dei
propri loghi e delle attività programmate; opuscolo “Alcol…sai cosa bevi?” rivolto alla
popolazione generale con informazioni scientificamente corrette sulle conseguenze del
consumo di bevande alcoliche; produzione e distribuzione di un regolo per la
autovalutazione dell’alcolemia; lancio, su scala italiana, di una campagna di
sensibilizzazione alcologica denominata “Conta i bicchieri perché loro contano”, con
realizzazione di manifesto e opuscolo stampabili, spot radio su CD ROM, spot video su
CD ROM ,T-shirt, CD ROM per la pubblicità sulla stampa.
-Partecipazione delle diverse Aziende USL della Regione alla manifestazione “Mese di
prevenzione alcologica” per l’anno 2004, con varie attività e iniziative locali.
Metodologie e strumenti: distribuzione di materiale informativo con camper attrezzato;
organizzazione di una giornata di studio su alcol, guida e incidenti stradali; presentazione
dell’etilometro ai ragazzi in collaborazione con la Croce Rossa Italiana; organizzazione di
partite, tornei e manifestazioni sportive di vario tipo; serate di sensibilizzazione aperte alla
cittadinanza; serate musicali e di ballo; feste analcoliche; concorsi a tema; distribuzione di
bevande analcoliche e materiale informativo in collaborazione con la Polizia municipale;
illustrazione dell’uso dell’etilometro; unità di strada per la sensibilizzazione dei giovani in
vari ambienti del divertimento; ricerche sulle abitudini alcoliche di vari campioni di
popolazione; stands informativi; produzione di video, CD ROM, manifesti e pieghevoli
informativi da utilizzare nelle Scuole Guida; interventi nelle scuole; giornate di
sensibilizzazione rivolte a Forze dell’ordine, operatori del 118 e altre agenzie come l’ACI.
-Organizzazione della Settimana di studio “La prevenzione in alcologia”, in collaborazione
con l’Azienda USL di Firenze, l’Università degli Studi di Firenze, il Centro Alcologico
Regionale, la Società Italiana di Alcologia.
-Finanziamento del progetto “Promozione di una cultura della sobrietà nei contesti di
socializzazione giovanile”, rivolto alla popolazione giovanile e ai gestori dei locali notturni
per la prevenzione delle morti del sabato sera.
56
-Finanziamento del progetto “Divertimento sicuro”, che si integra con analogo progetto
dell’Istituto superiore di Sanità, focalizzato sugli stili di vita dei giovani e finalizzato alla
prevenzione dell’uso di nuove droghe nei locali notturni.
-Progetti condotti dalle Aziende USL in tutti i settori (da quello scolastico a quello
lavorativo, dal pubblico al privato) e per tutte le età, e in particolare per gli studenti delle
scuole medie inferiori e superiori, per i partecipanti ai corsi di scuola-guida e i loro
istruttori, per i frequentatori e gestori dei locali notturni, per gli agenti di Polizia
municipale e, in generale, per tutta la popolazione.
Metodologie e strumenti: diffusione di materiale informativo (manifesti, brochures, video e
CD-ROM), interventi di operatori in manifestazioni territoriali, organizzazione di seminari
e incontri informativi, collaborazione con le associazioni di auto-mutuo aiuto.
-Interventi di prevenzione dell’uso di sostanze psicoattive legali e illegali nelle strutture
carcerarie N.C.P. di Sollicciano e l’Istituto M. Gozzini per la prevenzione dell’uso di
sostanze psicoattive legali e illegali fra i detenuti.
Regione Umbria
-Prosecuzione delle attività di prevenzione dei danni alcolcorrelati nell’ambito della
scuola, della famiglia, delle Scuole Guida, dei luoghi di lavoro, del territorio, anche in
collaborazione con i Consultori Giovani, i Centri di salute mentale, i consultori di
Medicina di base, le associazione del Privato Sociale e di auto-mutuo aiuto.
Metodologie e strumenti: elaborazione e distribuzione di materiale informativo; incontri
con i giovani; disponibilità di numeri telefonici di contatto ed informazione; progetti con i
genitori; campagne di informazione; percorsi di sensibilizzazione e informazione rivolti ai
leaders della popolazione e ad associazioni di varie tipologie.
-Attivazione di tavoli di coordinamento socio-sanitario tra i diversi soggetti interessati alla
prevenzione dei problemi alcolcorrelati.
-Adozione, nell’ambito del nuovo Piano Sanitario Regionale, del “Patto integrato per una
scuola promotrice di salute”, che tramite un’azione coordinata dei Comuni, dei servizi,
delle associazioni e delle famiglie si propone di affrontare i problemi alla radice, con
azioni positive finalizzate a produrre ambienti e stili di vita favorevoli alla salute.
- Realizzazione del progetto “Alcol e Fumo”, rivolto ai ragazzi delle scuole medie inferiori
ai fini dell’educazione alla salute su alcol e fumo.
57
-Realizzazione del progetto “Alcol e guida”, rivolto ai ragazzi delle scuole medie superiori
ai fini della prevenzione dei rischi legati all’alcol e alla guida.
-Progetto di PeerEducation nelle scuole medie superiori di Foligno e Spoleto.
-Progetto “Community workers: dall’unità di strada alla comunità di Città di Castello”.
-Realizzazione di un progetto di prevenzione dei danni alcolcorrealati rivolto alle donne in
gravidanza di età compressa tra i 25 e i 40 anni e alle donne in menopausa, svolto in
collaborazione con il Consultorio.
-Incontri su “Alcol e guida” e “Stili di vita per la salute” nelle scuole medie inferiori e
superiori.
-Corsi per l’idoneità alla guida rivolti ai ragazzi che intendono conseguire il patentino.
Regione Marche
-Progetti di prevenzione e informazione nelle scuole sia nell’ambito di quelle elementari e
medie inferiori, con il coinvolgimento anche degli insegnanti e dei genitori, che
nell’ambito di quelle superiori, tramite una capillare attività dei Centri di Informazione e
Consulenza (CIC) di cui al D.P.R. 309/90.
-Funzionamento di n. 10 Unità di strada operanti per la identificazione precoce delle
problematiche di policonsumo nei luoghi del divertimento e della aggregazione giovanile
informale, nonché per la prevenzione degli incidenti alcolcorrelati, tramite l’utilizzo del
test dei riflessi e di etilometri.
-Attivazione di un “Servizio risposte alcologiche”, con specifico Numero verde, da parte
del Comune di San Benedetto del Tronto-Settore Attività Sociali ed Educative- per attività
di ascolto ed orientamento, interventi nelle scuole e attività di prevenzione, anche in stretta
collaborazione con i Gruppi di Alcolisti Anonimi ed i Clubs di Alcolisti in trattamento del
territorio.
-Adesione alla manifestazione “Mese di prevenzione alcologica 2004”, con diverse
iniziative locali e la collaborazione della associazione regionale dei Clubs degli Alcolisti in
trattamento (ARCAT).
-Realizzazione di n. 6 eventi informativi e preventivi da parte dell’associazione regionale
dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (ARCAT), con campagne di informazione e
promozione della salute mirate e fruibili da tutta la popolazione.
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-Interventi della U.O. Dipendenze patologiche della Zona Territoriale n. 9 di Macerata
relativi alla prevenzione dell’uso di alcol alla guida, nell’ambito del progetto “Stammi
Bene” .
-Interventi dell’U.O. Dipendenze Patologiche della Zona Territoriale n.11 di Fermo
nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero della Salute “Senza Ecstasy ragioni tu” ,
con una campagna sul tema “Sostanze e Guida”.
Metodologie e strumenti: finanziamento prevalente delle attività di prevenzione e
informazione con fondi sociali, attraverso il metodo della concertazione con gli Ambiti
Territoriali sociali; inserimento delle attività relative all’alcol all’interno di progetti di più
ampia portata, con azioni e materiali specificamente dedicati.
Regione Lazio
-Seminari di sensibilizzazione-informazione rivolti ai docenti delle scuole medie inferiori e
superiori nell’ambito della prosecuzione del Progetto “E sai cosa bevi” promosso e
finanziato dal Ministero della Salute con le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla
droga.
-Completamento della rilevazione epidemiologica dei consumi a rischio nella città di
Roma, i cui dati sono in via di elaborazione e confermano la prevalenza di circa il 12% di
persone a rischio nella popolazione di età superiore ai 18 anni.
-Attivazione di un servizio di osservazione/intervento sui contenuti dell’informazione dei
mass-media sui problemi alcol-correlati, con la realizzazione di interventi correttivi,
informativi, educazionali svolti attraverso interviste, comunicati stampa, etc..
Regione Abruzzo
Iniziative adottate nell’ambito della Azienda USL Pescara
-Informazione e sensibilizzazione rivolta alla popolazione generale e agli operatori sociosanitari.
-Progetto per la promozione di stili di vita sani e la prevenzione dei comportamenti a
rischio.
-Progetto “Percorso esperienziale didattico” (P.E.D), iniziativa riconosciuta dal
Provveditoriato regionale agli Studi, che prevede interventi per l’educazione alla salute e
per gli stili di vita sani rivolti ad alunni e insegnanti della scuola dell’obbligo, per
realizzare un apprendimento in cui si integrano cognizioni ed emozioni.
-Incontri con gruppi di genitori e insegnanti.
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-Gruppi educazionali nelle due classi superiori in collaborazione con le associazioni AA e
AlAnon.
Iniziative adottate nell’ambito della Azienda USL di L’Aquila.
-Progetto“Percorso esperienziale didattico” (P.E.D.) di L’Aquila, che ha interessato 159
alunni, 8 insegnanti referenti e 4 insegnanti.
-Progetto “Informalcol” condotto dal Comune di L’Aquila in associazione col SERT
locale, per l’apertura di uno sportello informativo presso il locale Distretto sanitario di
base, finalizzato a facilitare l’accesso ai servizi nei casi di difficile contatto con i servizi
tradizionali, nonché per la realizzazione di attività di counseling, informazione e
sensibilizzazione nelle scuole e autoscuole, collaborazione con i medici di Medicina
Generale, interventi socio-sanitari con le famiglie di alcoldipendenti, produzione di
opuscoli informativi.
-Avvio del Progetto “Per-corsi”, condotto dal locale SERT in collaborazione con la
Azienda USL Avezzano-Sulmona, per la formazione degli operatori socio-sanitari e degli
insegnanti sulle dipendenze da sostanze legali e illegali, con l’obiettivo specifico di
allestire un sito WEB per affrontare i problemi con i giovani studenti e realizzare corsi di
formazione per gli insegnanti.
-Progetto-obiettivo “Attività di prevenzione sul tema dell’educazione alla salute con
particolare riferimento ai danni dell’alcol e alle condotte dell’eccesso”, condotto nel
comprensorio dell’Azienda USL 4 di L’Aquila, rivolto soprattutto agli insegnanti e agli
alunni, con incontri estesi alla popolazione locale, le autorità politiche, religiose, le Forze
dell’ordine e l’uso di metodologie di peer education (impiego di ex alcolisti come
testimonial) e di mezzi didattici multimediali.
Iniziative adottate nell’ambito della Azienda USL di Avezzano-Sulmona
-N. 2 corsi di formazione obbligatori per tutti i medici di Medicina Generale della Azienda
USL su “I problemi alcolcorrelati nell’ambulatorio del medico di Medicina Generale”.
-Conferenza interattiva con studenti, genitori e insegnanti ITIS di Avezzano “Il bere e le
credenze comuni”.
-Realizzazione del corso “Volontari efficaci” per il Centro Servizi del Volontariato “, che
ha riguardato n. 62 operatori volontari.
-Incontri di sensibilizzazione con gli alunni del Liceo classico.
-Corso di formazione “Problemi alcolcorrelati e giovani”, realizzato con la collaborazione
dell’Istituto Superiore di Sanità e rivolto agli operatori delle discoteche del circuito SILB.
-Conferenza interattiva “Il bere e il consumo di sostanze psicoattive” per operatori e utenti
della Comunità terapeutica di Chieti.
-Progetto “Strada facendo”, per la formazione degli operatori sui problemi droga-alcol
correlati tramite un corso realizzato in collaborazione tra la cooperativa Prometeo e la
Comunità montana di Avezzano.
60
-Direzione del corso di formazione “Metodologie di intervento per detenuti con problemi
alcolcorrelati complessi”, rivolto agli educatori delle carceri di Abruzzo e Molise.
Regione Molise
-Definizione e approvazione, con DGR n. 1770 del 30.12.2003, di alcune iniziative
progettuali promosse da enti locali, Aziende USL, organismi del Privato Sociale,
finalizzate a favorire informazione, prevenzione e ogni utile conoscenza sui problemi
alcolcorrelati.
Regione Campania
-Coinvolgimento nelle attività di prevenzione di n. 38 Servizi alcologici su 40.
-Prosecuzione o avvio delle attività di progetti regionali finanziati con le risorse del Fondo
nazionale per la lotta alla droga, di cui n. 5 nella specifica area alcologica e n. 8 in quella
generale della dipendenza da sostanze, con interventi diretti sia alla popolazione generale
che ad alcuni gruppi più a rischio, quali adolescenti e giovani nei diversi luoghi di vita e
aggregazione collettiva, condotti anche tramite la collaborazione dei SERT con gli enti del
Privato Sociale, le Forze dell’ordine e i gestori di locali notturni.
-Implementazione, in attuazione della Delibera di Giunta Regionale n. 970/2004, di un
programma di sensibilizzazione del territorio, denominato “A come Appuntamenti“, per
l’attivazione su tutto il territorio regionale di n.13 “appuntamenti formativi” rivolti agli
operatori sanitari, socio-sanitari e sociali, nonché all’opinione pubblica, denominati
“Campi A.”, che prevedono l’allestimento di uno spazio organizzato con immagini, mostre,
momenti formativi, incontri con personalità significative impegnate sul problema
dell’alcolismo, per la durata di una settimana e con adeguata pubblicizzazione sul
territorio, per la attuazione di un programma concordato con il Servizio regionale,
Tossicodipendenze e Alcolismo, che coordina l’intera rete dei Campi sul territorio
regionale.
-Prosecuzione della partecipazione a progetti nazionali promossi in anni precedenti dal
Ministero della Salute e finanziati con le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla droga.
61
-Partecipazione alle fasi preliminari dell’avvio di n. 2 nuovi progetti nazionali (in tema di
autogestione teleassistita dell’alcolipendenza nonché di impatto dei problemi alcolcorrelati
negli utenti del SSN), promossi dal Ministero della Salute e finanziati con le risorse del
Fondo nazionale per la lotta alla droga, con attività relative alla definizione delle risorse
umane e alle modalità di coinvolgimento operativo.
-Adozione e potenziamento, nei programmi territoriali di protezione e promozione della
salute, di “strategie di comunità locale” conformi agli orientamenti dell’OMS e della
legge 125/2001.
Regione Puglia
-Attivazione, nell’ambito delle 12 Aziende USL e delle 2 Aziende ospedaliere regionali, di
varie iniziative di prevenzione, informazione ed educazione sui danni alcolcorrelati
ispirate ai principi della legge 125/2001, sia presso le strutture sanitarie che nelle scuole
medie di 1° e 2° grado nonché presso associazioni culturali, rivolte a vari target (studenti,
genitori, insegnanti, educatori, medici di base, operatori sociali e sanitari pubblici e del
Privato Sociale, operatori di discoteca, gestori di esercizi commerciali, Forze dell’ordine,
popolazione generale, lavoratori).
Metodologie e strumenti: produzione e distribuzione di materiale informativo e
divulgativo; manifestazioni di piazza; sospensione temporanea di somministrazione di
bevande alcoliche; assemblee; conferenze; attività di formazione per giovani e adulti;
lavori in piccoli gruppi; ricerca-azione; studio e mappatura dei luoghi del divertimento;
conferenze-spettacolo; presenza di unità mobili nei luoghi del divertimento giovanile.
-Progetto “Patentino” (svolto nell’ambito della Azienda USL TA/1), finalizzato ad
integrare il programma di educazione stradale nella scuola per il conseguimento del
patentino, con un programma di incontri su temi quali il comportamento, l’atteggiamento e
gli stili di vita, la forza del gruppo, l’alcol e la guida, le sostanze psicoattive e la guida.
-Progetto “I modelli del buon bere”, condotto nell’ambito della Azienda USL FG/2, rivolto
ai genitori degli alunni delle scuole materne ed elementari, che sono stati coinvolti in uno
specifico corso.
-Progetto condotto nell’ambito della Azienda USL LE/1 per la sensibilizzazione dei
detenuti e la formazione degli operatori del carcere di Lecce.
Progetto “Intervento di Prevenzione del consumo delle sostanze d’abuso”, condotto
nell’ambito dell’Azienda USL BR/1 in collaborazione con la Polizia municipale, rivolto
agli studenti degli istituti di istruzione secondaria superiore.
62
Regione Basilicata
-Realizzazione in ciascuna Azienda USL, tramite i SERT, di progetti di prevenzione ed
educazione alla salute diretti a genitori, insegnanti e ragazzi delle scuole medie inferiori e
superiori.
-Realizzazione e pubblicazione di una ricerca sulle abitudini alcolcorrelate degli studenti
delle scuole superiori del territorio dell’Azienda USL n. 2 di Potenza.
-Promozione di interventi di sensibilizzazione e informazione rivolti a tutta la popolazione
tramite le Scuole Alcologiche Territoriali.
-Realizzazione, tramite i SERT delle Aziende USL della Regione, nell’ambito della
manifestazione “Mese della prevenzione alcologica”, di una serie di interventi informativi
sulle patologie alcol-correlate nei mezzi di comunicazione di massa di maggiore diffusione
regionale (TV e giornali) ed allestimento di stand informativi negli atrii degli ospedali e
nelle piazze principali delle città.
Regione Calabria
-Previsione, nell’ambito del Piano Sanitario Regionale 2004/2006, di competenze
specifiche dei servizi in relazione alla prevenzione, con obiettivi e azioni ben definiti
finalizzati a ridurre la prevalenza dei consumatori e dei consumi eccedentari e a rischio, in
particolare tra i giovani.
-Implementazione di n. 22 progetti e interventi realizzati dai SERT e dai Servizi alcologici
per la prevenzione e l’informazione della popolazione adulta, della popolazione giovanile e
studentesca delle scuole medie inferiori e superiori, delle donne e degli anziani, con il
finanziamento delle Aziende USL, del Fondo nazionale per la lotta alla droga, del
Ministero della Salute, dei Comuni, della Scuola, della Diocesi.
Regione Sicilia
-Adesione al progetto "Valutazione dei programmi scolastici di prevenzione dell'abuso di
alcol e dei rischi alcol-correlati, per la costruzione di nuovi modelli di intervento che
utilizzino i giovani come risorsa", promosso dal Ministero della Salute nell’ambito dei
progetti finanziati con le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla droga.
Regione Sardegna
-Realizzazione di n. 6 corsi di sensibilizzazione (nei Comuni di Abbasanta, Alghero,
63
Dorgali, Cagliari, Nuoro, Carbonia).
-Realizzazione di n. 1 corso di formazione per formatori.
-Progetto di informazione nelle scuole medie inferiori e superiori condotto dal Centro
alcologico della Azienda USL di Cagliari in collaborazione con il Centro di Salute
mentale.
-Elaborazione dell’opuscolo divulgativo “Progetto alcohol-Imprinting”, appunti di
alcologia ad uso di insegnanti e studenti, al quale hanno collaborato varie professionalità e
ricercatori della Azienda USL di Cagliari e della locale Facoltà di Medicina.
-Ricerca curata dagli operatori del Centro alcologico di Iglesias per il coinvolgimento di
soggetti immigrati di diverse nazionalità, con somministrazione di questionari,
organizzazione di incontri ed elaborazione di un opuscolo (“Il fenomeno alcol e
immigrazione nella provincia di Cagliari”) rivolto agli operatori socio-sanitari del settore
pubblico e privato in frequente contatto con l’utenza degli immigrati.
4.3. Iniziative adottate dalle Regioni per garantire adeguati livelli di formazione e
aggiornamento del personale addetto
Regione Piemonte
-Programmazione di un prossimo Progetto regionale di formazione degli operatori
dell’alcologia da parte della rinnovata Commissione Alcologica Regionale.
-Inserimento di tematiche relative ai problemi alcolcorrelati nei piani di formazione del
personale socio-sanitario.
-Promozione di specifiche iniziative formative per gli operatori addetti (operatori dei
SERT, etc.).
-Promozione di iniziative destinate a operatori non specifici (medici di base, personale
ospedaliero, personale socio-assistenziale).
-Iniziative varie e molteplici di livello locale.
Regione Valle D’Aosta
64
-Organizzazione di corsi di aggiornamento per il trattamento dei problemi alcolcorrelati,
realizzati dall’Azienda USL in collaborazione con il competente Assessorato alla Salute e
Politiche Sociali.
-Seminario monotematico sulle problematiche alcolcorrelate destinato agli allievi della
Scuola Regionale per infermieri.
-Corso di aggiornamento per medici di Medicina Generale sui nuovi markers e le nuove
tecnologie utilizzate per la diagnosi di abuso alcolico, proposto dalla sezione regionale
della FIMMG, in collaborazione con il Laboratorio d’analisi dell’Ospedale regionale.
Regione Lombardia
-Interventi di formazione degli insegnanti delle scuole medie superiori e inferiori per le
attività di prevenzione e informazione rivolte agli studenti.
-Interventi di formazione di soggetti con ruoli di “operatori di salute” in relazione alla
prevenzione degli incidenti alcolcorrelati (istruttori di Scuola Guida, agenti di Polizia
municipale e stradale, animatori di locali notturni, operatori dell’informazione,
rappresentanti di centri d’aggregazione giovanile, rappresentanti di associazioni di
volontariato, sindacalisti del SILB etc.).
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Corso di aggiornamento sulla doppia diagnosi, rivolto al personale del SERT di Bolzano e
dell’Ambulatorio della associazione HANDS, della durata di 6 giornate.
-Stages formativi presso strutture dell’Associazione HANDS e presso il Centro
terapeutico di Bad Bachgart rivolti agli operatori del SERT di Bolzano e dell’Ambulatorio
HANDS.
-Corso di Epidemiologia finalizzato all’utilizzazione di un nuovo sistema informativo
provinciale, organizzato dall’Assessorato alla Sanità.
-Implementazione del Progetto “Implis”, finalizzato a migliorare lo standard di qualità del
servizio offerto nell’ambito del SERT di Bolzano e Ambulatorio HANDS.
65
-Organizzazione di n. 2 corsi di formazione sul counseling motivazionale breve, suddivisi
in corso di base e corso di approfondimento, per complessive 40 ore, rivolti a medici
ospedalieri, medici di Medicina Generale e operatori territoriali di SERT e associazioni,
con la finalità di far apprendere le tecniche di base del colloquio motivazionale e
migliorare la collaborazione tra ospedale e territorio.
-Corso “Depressione e alcol nell’ambulatorio del medico di Medicina Generale”, della
durata di 3 ore, rivolto ai medici di Medicina Generale.
-Organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento degli operatori locali e provinciali
presso l’Azienda USL di Bolzano (n.1 corso di aggiornamento in farmacologia;
discussione e supervisione dei casi; approfondimento di tematiche riabilitative).
-Promozione della partecipazione degli operatori a seminari e convegni di formazione e
aggiornamento nazionali e locali.
Provincia Autonoma Trento
-Realizzazione di n. 3 “Settimane di sensibilizzazione ai problemi alcolcorrelati e
complessi”.
-Realizzazione di n. 6 giornate di aggiornamento per operatori dei Servizi di Alcologia e
dei Clubs degli Alcolisti in trattamento da parte dell’Azienda provinciale per i servizi
sanitari.
Regione Veneto
-Prosecuzione del Programma di formazione per Operatori delle tossicodipendenze (PFT).
-Specifici corsi curati dai singoli Dipartimenti per la formazione obbligatoria del personale
sanitario ed ospedaliero (infermieri professionali, caposala, tecnici di laboratorio e di
radiologia) con l’obiettivo principale di sensibilizzare e formare la maggior parte degli
operatori socio-sanitari sul problema dell’alcoldipendenza e delle patologie correlate.
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Regione Friuli-Venezia Giulia
-Attuazione di corsi specifici di secondo livello rivolti agli operatori dei Servizi di
Alcologia dei Dipartimenti delle dipendenze.
-Attuazione di corsi di formazione di primo livello per operatori del Volontariato, del
Privato-Sociale e delle comunità terapeutiche, e in particolare per gli iscritti alle
associazioni dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (ACAT).
Regione Liguria
-Corsi di aggiornamento per gli operatori socio-sanitari di tutte le aziende ASL.
Metodologie e strumenti: formazione di tutti gli operatori del SERT sull'approccio
motivazionale alle problematiche di dipendenza, con crediti ECM (Azienda USL
spezzino); collaborazione con ARCAT, AA, comunità terapeutiche del Dipartimento
( Azienda USL chiavarese).
-Formazione degli insegnanti referenti alla salute delle scuole della Provincia ai fini di
fornire specifici strumenti per l’individuazione dei soggetti a rischio e per lo sviluppo di
metodiche di comunicazione in grado di accrescere nei ragazzi la cultura del benessere
(Azienda USL imperiese).
Regione Emilia Romagna
-Realizzazione a Maranello MO), nell’ambito dei programmi di aggiornamento e
formazione degli operatori, del convegno nazionale “Alcol e Lavoro”, a conclusione delle
attività dell’omonimo progetto pilota regionale, condotto dall’Azienda USL di Modena,
che nell’arco di un triennio ha coinvolto 20 aziende produttive medio-grandi e 14 Comuni
afferenti ai distretti sanitari di Sassuolo e Pavullo (MO).
Regione Toscana
-Costituzione di uno specifico gruppo di lavoro presso il Centro Alcologico Regionale.
-Finanziamento di eventi formativi in collaborazione con le Aziende USL e le Università
degli Studi della Regione.
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-Finanziamento della realizzazione della “Rete Cedro”, rete regionale tra i centri di
documentazione che operano in materia di alcol e tossicodipendenza, finalizzata a favorire
l’accesso all’informazione e documentazione da parte degli operatori e l’integrazione fra le
attività di formazione e aggiornamento permanente degli stessi, anche tramite l’invio di
una newsletter bimensile.
-Prosecuzione del funzionamento della Scuola Nazionale di Perfezionamento in Alcologia
di Arezzo, ispirata al metodo ecologico sociale del Prof. V. Hudolin, per attività formative
di secondo livello, con 150 ore di formazione in aula ed altrettante di tirocinio pratico nei
Clubs degli Alcolisti in trattamento, cui partecipano ogni anno circa 40 operatori dei
servizi pubblici e del Volontariato.
-Avvio delle attività formative destinate ai medici del Lavoro e ad altre figure professionali
interessate nell’ambito del progetto “Programma di sensibilizzazione, informazione e
consulenza finalizzato alla prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale
dipendente di aziende”, promosso dal Ministero della Salute con le risorse del Fondo
nazionale per la lotta alla droga e coordinato dalla Regione Toscana.
-Iniziative di formazione e aggiornamento svolte in ambito territoriale da tutte le Aziende
USL e ospedaliere, nonché dalle associazioni del Privato Sociale quali ARCAT, AA,
AlAnon, AlAteen, cooperative sociali.
Regione Umbria
-Realizzazione dei seguenti corsi:
“Accoglienza e relazione nel contesto del poliambulatorio” ;
“I criteri scientifici nella pianificazione dell’assistenza. Aggiornamenti”;
“Mediazione familiare: supervisione”;
“Sensibilizzazione e formazione alla cultura e pratica di mutualità e formazione
di
gruppi di autoaiuto”;
“La tutela della privacy e trattamento dei dati personali nelle attività psicologiche”;
Corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico/sociale ai problemi alcolcorrelati e
complessi (metodo Hudolin);
Corso di formazione sull’educazione socio-affettiva;
Corso di formazione su metodologie dell’educazione tra pari;
Corso di formazione per tutti i medici di Medicina Generale del territorio aziendale sul
counseling nelle problematiche alcolcorrelate ed in particolare sulla metodologia
dell’intervento breve.
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-Creazione della Scuola Alcologica Territoriale di III modulo in collaborazione con il
CESVOL di Terni, rivolta alle associazioni di volontariato, alle parrocchie e ai centri
sociali.
Regione Marche
-Iniziative locali e corsi di formazione e aggiornamento destinati ai medici di Medicina
Generale.
-Elaborazione, presso l’U.O. del SERT/Centro di Alcologia della Zona Territoriale n. 10 di
Camerino, di una procedura operativa che descrive i processi terapeutici comuni tra medici
di Medicina Generale e Centro di Alcologia, finalizzata all’implementazione di
metodologie condivise, che consentano una presa in carico congiunta degli assistiti e la
realizzazione di trattamenti integrati.
Regione Abruzzo
-Corso base sul colloquio motivazionale per operatori (Azienda USL Pescara).
-Corso di approfondimento in tema di doppia diagnosi (Azienda USL Pescara).
-Corso su approccio gestaltico alle malattie organiche (Azienda USL Pescara).
-Corso sulla terapia ipnotico-eriksoniana (Azienda USL Pescara).
-Master advanced in Programmazione neurolinguistica (Azienda USL Pescara).
-Direzione del corso di formazione “Metodologie di intervento per detenuti con problemi
alcolcorrelati complessi”, rivolto agli educatori delle carceri di Abruzzo e Molise
(Azienda USL Avezzano-Sulmona).
-N. 2 edizioni del corso di formazione “I problemi alcolcorrelati nell’ambulatorio del
medico di Medicina Generale”, obbligatorio per tutti i medici di Medicina Generale della
Azienda USL, per complessive 80 ore di formazione (Azienda USL Avezzano-Sulmona).
-Avvio del Progetto “Per-corsi, ” condotto dal SERT per la formazione degli operatori
socio-sanitari e degli insegnanti sulle dipendenze da sostanze legali e illegali, con
69
l’obiettivo specifico di allestire un sito WEB per affrontare i problemi con i
giovani
studenti e realizzare corsi di formazione per gli insegnanti (Azienda USL L’Aquila).
Regione Molise
-Finanziamento di progetti di formazione e aggiornamento del personale addetto ai servizi
territoriali.
-Progetto “Delfi”, gestito dal SERT di Isernia -Azienda USL n.2 Pentria.
-Progetto “Colloquio motivazionale” gestito dal SERT di Campobasso-Azienda USL
n.3 Centro Molise.
-Realizzazione di un percorso di formazione/informazione per gli operatori delle
discoteche nell’ambito del “Progetto nazionale di formazione del personale delle
discoteche ai fini della prevenzione dell’uso di sostanze psicotrope fra i giovani”,
promosso dal Ministero della Salute.
Regione Campania
-Coinvolgimento di n. 32 servizi alcologici su 40 nelle attività di formazione.
-Implementazione degli “appuntamenti formativi” rivolti agli operatori sanitari, sociosanitari e sociali previsti nel programma di sensibilizzazione del territorio “A come
Appuntamenti”, in attuazione della Delibera di Giunta Regionale 970/2004.
-Realizzazione di numerosi eventi formativi ECM per il personale medico e non medico
in quasi tutte le Aziende USL della Regione.
Regione Puglia
-Realizzazione di un percorso di formazione e aggiornamento degli operatori nell’ambito
di ciascuna Azienda USL.
Metodologie e strumenti: corsi condotti da esperti in Alcologia; settimane di
sensibilizzazione secondo il metodo Hudolin.
Regione Basilicata
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-Partecipazione di un’équipe del SERT di Potenza, tramite i finanziamenti del Fondo
nazionale per la lotta alla droga, a uno stage sui problemi alcolcorrelati e sui metodi
riabilitativi tenutosi presso il Centro alcologico di Auronzo di Cadore.
Regione Calabria
-N. 6 progetti e interventi realizzati dai SERT e dai servizi alcologici per la formazione del
personale socio-sanitario o dei medici di base.
-N.2 corsi di 4 giornate gestiti dai Clubs degli Alcolisti in trattamento (“Corsi servitori
CAT”), finalizzati alla formazione di adulti per la conduzione del gruppo di auto-mutuo
aiuto.
Regione Sardegna
-Elaborazione dell’opuscolo “Il fenomeno alcol e immigrazione nella provincia di
Cagliari”, curato dagli operatori del Centro alcologico di Iglesias e pubblicato dalla
Azienda USL di Carbonia, frutto di una ricerca che ha coinvolto più di 100 soggetti
immigrati di diverse nazionalità e culture, rivolto agli operatori socio-sanitari del settore
pubblico e privato in frequente contatto con l’utenza degli immigrati.
4.4. Iniziative adottate dalle Regioni per promuovere la ricerca e la disponibilità di
formazione specialistica a livello universitario
Regione Piemonte
-Studio e valutazione, in accordo con le Istituzioni e Società Scientifiche, della possibilità
di sostenere la ripresa in sede regionale dei Corsi universitari di perfezionamento sulle
problematiche alcolcorrelate.
Provincia autonoma Trento
-Inserimento di attività di ricerca nell’ambito dei progetti citati ai precedenti punti 4.1 e
4.2.
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-Collaborazione con l’ Università per l’organizzazione di tirocini e seminari sui problemi
alcolcorrelati nell’ambito dei corsi di laurea breve in Scienze infermieristiche e per
Assistenti sociali.
Regione Veneto
-Prosecuzione dello studio epidemiologico affidato all’Istituto di Fisiologia Clinica del
C.N.R. di Pisa per l’attivazione di un sistema di rilevazione dati capace di fotografare nel
modo più preciso gli effettivi bisogni territoriali e la domanda di intervento a livello di
ogni singola Azienda USL, in base alla popolazione dei soggetti intercettati dalle
istituzioni preposte (Dipartimenti per le dipendenze, comunità terapeutiche, Uffici
territoriali di Governo). Lo studio consente in particolare di rilevare le caratteristiche e
l’entità del consumo di alcol e droghe illecite secondo gli indicatori epidemiologici
“standard” definiti a livello europeo dall’Osservatorio europeo sulle droghe e le
tossicodipendenze e di fornire indicatori utili alla programmazione degli interventi e alla
ripartizione delle risorse della Regione Veneto.
Regione Friuli-Venezia Giulia
Durante l’anno 2004 non sono state adottate iniziative per promuovere la ricerca e la
disponibilità di formazione specialistica a livello universitario.
Regione Liguria
-Ricerca su “Alcol e medici di base” commissionata dalla Regione Liguria (Azienda USL
spezzino).
-Progetto “NetDrug” per la realizzazione di un sistema di ricerca epidemiologico-statistica
basato sulla filosofia del Local Monitoring del Centro Pompidou, attuato in collaborazione
con il CNR di Pisa (Azienda USL spezzino).
-Ricerca su abitudini, stili di consumo e abuso di alcol su un campione di 2000 soggetti di
età compresa tra 18 e 32 anni, intervistati in modo anonimo sul territorio ( Azienda USL
chiavarese).
Regione Toscana
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-Prosecuzione del Master di primo livello “Patologie e problemi alcolcorrelati”
dell’’Università degli Studi di Firenze, rivolto agli operatori dei servizi, con la
realizzazione di due seminari di specializzazione, rispettivamente sulle psicoterapie e sulla
prevenzione in campo alcologico.
-Attività del Centro di Alcologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi per la
realizzazione di ricerche di base e psicosociali in vari ambiti, anche in collaborazione con
le più importanti istituzioni di livello nazionale e internazionale, e relative pubblicazioni
scientifiche e presentazioni a convegni e giornate di studio.
Regione Umbria
-Attività di formazione nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche.
-Attività di formazione nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Sociali.
-Collaborazione con la Facoltà di Medicina.
-Partecipazione al progetto nazionale “Alcol, meno e meglio”.
Regione Marche
-Collaborazione dell’équipe del Centro di Alcologia del Dipartimento per le dipendenze
della Zona Territoriale n. 7 di Ancona con l’Università di Urbino, Facoltà di Psicologia,
Cattedra di Psicologia delle Dipendenze, per la promozione di attività di ricerca sulle
tematiche alcolcorrelate, e per la realizzazione di tesi di laurea e pubblicazioni di articoli e
testi specialistici sul tema.
-Ricerca “Osservando……Nuove Droghe”, realizzata dall’Osservatorio epidemiologico
delle dipendenze della Zona Territoriale n. 7 di Ancona in collaborazione con la
cooperativa sociale COO.SS MARCHE, finanziata dal Ministero della Salute e finalizzata
alla definizione di una metodologia di identificazione, registrazione e comprensione rapida
dei fenomeni di consumo relativi all’uso e abuso di sostanze legali e illegali, ivi compreso
l’alcol.
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Regione Lazio
-Conclusione di un progetto pilota (primo progetto dell’Europa Occidentale) volto a
determinare la prevalenza della Sindrome Feto Alcolica (FASD) in una popolazione
generale a rischio e a porre le basi per l’adozione di misure preventive nell’ambito della
popolazione femminile; avvio della pubblicazione dei relativi dati su varie riviste
scientifiche di livello internazionale.
Regione Abruzzo
-Collaborazione del SERT di L’Aquila con il Dipartimento di Medicina Sperimentale
dell’Università di L’Aquila per la conduzione di studio su un campione di utenti
tossicodipendenti e alcolisti
finalizzato a evidenziare un’eventuale relazione tra
impulsività e processamento dell’informazione di contesto in tali tipologie di pazienti.
Regione Campania
-Sostegno all’Università, secondo le previsioni della “Azione A” approvata nell’ambito
della Delibera di Giunta Regionale n. 970/ 2004, per la formazione e l’aggiornamento
degli operatori sanitari e sociali interessati al lavoro alcologico, in conformità con la legge
125/2001.
-Sviluppo di forti sinergie, sul piano della didattica, della ricerca e della formazione, con
l’Università, le società scientifiche e le agenzie specializzate del settore.
Regione Puglia
-Impegno di operatori del Dipartimento delle dipendenze patologiche (Azienda USL TA/1)
per il Corso di perfezionamento universitario in Alcologia, c/o l’Università di Bari, della
durata di un intero anno accademico.
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Regione Calabria
-Insegnamento in tema di Epidemiologia dell’alcolismo, destinato a medici, farmacisti e
biologi (4 ore), nell’ambito di un Master di I livello gestito dall’Università di Cosenza,
Facoltà di Farmacia.
-Ricerca della durata di 24 mesi condotta in collaborazione tra il SERT di Soverato e la
Facoltà di Farmacia dell’Università di Catanzaro.
-Indagine sul consumo di sostanze ricreazionali dei giovani fra i 15 e i 30 anni, della
durata di 12 mesi, promossa dall’Osservatorio per le dipendenze della Azienda USL 4,
nell’ambito del progetto “Explorer” finanziato con le risorse del Fondo nazionale per la
lotta alla droga.
4.5. Iniziative adottate dalle Regioni per favorire le associazioni di auto-mutuo aiuto e
le organizzazioni del Privato Sociale no profit
Regione Piemonte
-Nuovo Atto d’intesa regionale finalizzato a promuovere significative sinergie con il
Privato Sociale per il trattamento degli alcolisti.
-Sostegno operativo strutturato, in diverse Province (soprattutto quella di Cuneo), alle
associazioni private impegnate nel settore e in particolare alle associazioni dei Clubs degli
Alcolisti in trattamento (ACAT), anche tramite convenzionamento con le Aziende USL.
-Integrazione del lavoro dei Servizi pubblici territoriali (SERT) ed ospedalieri con quello
delle associazioni dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (ACAT) in molte parti della
Regione, finalizzata in particolare a favorire la segnalazione e presa in carico delle persone
con problemi alcolcorrelati ricoverate a vario titolo in ospedale.
-Inserimento di utenti con necessità di percorsi residenziali in comunità di varia tipologia
(dai Centri crisi alle comunità terapeutiche). Le strutture residenziali che ospitano
alcoldipendenti risultano in costante crescita sia a livello di quantità che di qualità, anche
in conseguenza della stretta collaborazione e integrazione con i servizi pubblici che
garantiscono una crescente professionalità.
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Regione Valle d’Aosta
-Non sono state adottate nuove e specifiche iniziative in tale ambito.
-Sono proseguiti gli orientamenti e le attività dei servizi pubblici regionali finalizzati a
favorire l’integrazione dei servizi e delle attività, la consultazione ed il confronto con le
associazioni del Privato Sociale.
Regione Lombardia
-Usuale
pratica di collaborazione dei servizi pubblici con gli enti del Privato Sociale e le
associazioni di volontariato e auto-mutuo aiuto per gli interventi di cura e reinserimento
effettuati a livello territoriale, anche in forma integrata con i medici di Medicina Generale
e le Aziende ospedaliere.
-Sostegno al funzionamento di n. 4 associazioni di auto-mutuo aiuto (Alcolisti Anonimi,
C.A.T., Al.Anon., Alateen) nell’ambito delle quali funzionano 546 gruppi, che hanno
preso in carico in totale 8.360 soggetti alcolisti e familiari di alcolisti.
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Prosecuzione degli usuali rapporti di collaborazione con associazioni riconosciute (A.A.,
Clubs degli Alcolisti in trattamento, Caritas, Strada-Der Weg, San Vincenzo).
-Inserimento di alcoldipendenti presso le cooperative sociali.
-Collaborazione degli operatori alla conduzione dei gruppi di auto-aiuto e alla supervisione
degli operatori dei Clubs di Alcolisti in trattamento(C.A.T.).
-Funzionamento dei gruppi HANDS a conduzione professionale per pazienti dimessi da
centri terapeutici e comunità terapeutiche, con la finalità di completare il lavoro
psicoterapeutico avviato nelle strutture e inserire i pazienti nei gruppi di auto-aiuto.
-Progetto transfrontaliero finanziato dal Fondo Sociale Europeo per l’attivazione, in
collaborazione con l’associazione austriaca del Tirolo del Nord “B.I.N.”, di gruppi di
sostegno a conduzione professionale per familiari, in lingua italiana e tedesca.
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-Incontro di collaborazione tra i gruppi di auto-aiuto ed i medici di Medicina Generale
dell’Alta Val Venosta (Malles), organizzato dal Consultorio psico-sociale Caritas di
Silandro (Bz).
-Funzionamento di specifici gruppi di auto-aiuto, gestiti secondo il concetto modulare di
J.Körkel & C. Schinder, per l’offerta di un servizio ambulatoriale post-assistenziale di
“profilassi contro la ricaduta” a soggetti che abbiano concluso positivamente un progetto
terapeutico.
Provincia Autonoma Trento
-Prosecuzione degli usuali stretti rapporti di collaborazione con le associazioni dei Clubs
degli Alcolisti in trattamento e i gruppi di Alcolisti Anonimi.
Regione Veneto
-Convenzioni e protocolli d’intesa in tutti i Dipartimenti per le dipendenze ai fini del
trattamento dei pazienti alcoldipendenti e delle famiglie e per la stesura di programmi
riabilitativi residenziali e/o semiresidenziali di reinserimento socio-lavorativo, in
particolare con le cooperative sociali e le comunità terapeutiche residenziali e
semiresidenziali specifiche per soggetti alcoldipendenti.
-Ampio spazio alle progettualità specifiche per il trattamento riabilitativo integrato della
comorbilità psichiatrica nell’alcoldipendenza e per l’inserimento socio-lavorativo dei
soggetti alcoldipendenti.
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Accesso di tutte le associazioni di auto-mutuo aiuto e del Privato-Sociale no profit alla
programmazione aziendale per gli interventi sul territorio.
-Sostegno alla promozione delle iniziative delle associazioni, anche con la diretta
partecipazione degli operatori delle stesse Aziende USL.
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-Collaborazione degli operatori del Servizio di Alcologia dell’Azienda USL n.2
“Isontina” di Gorizia alla iniziativa transnazionale degli operatori dei Clubs degli
Alcolisti in trattamento (CAT) della Provincia per la formazione congiunta di operatori
per l’apertura di CAT in Romania.
Regione Liguria
-Attivazione di una rete di collaborazione e coordinamento degli interventi con i gruppi di
auto-mutuo aiuto (CAT e AA), le organizzazioni del Terzo settore (in particolare Caritas),
le strutture del Privato Sociale.
-Inserimento nell’organico del personale NOA di n. 2 operatori provenienti da una
cooperativa sociale (Azienda USL spezzino).
-Coordinamento di Clubs di Alcolisti in trattamento (CAT) da parte di operatori del NOA
(Azienda USL spezzino).
-Collaborazione delle associazioni AA, associazione regionale dei Clubs per gli Alcolisti in
trattamento (ARCAT) e comunità terapeutiche del territorio dipartimentale
all’organizzazione di corsi di aggiornamento per il personale dei NOA (Azienda USL
chiavarese).
Regione Toscana
-Integrazione dei servizi pubblici con le associazioni di auto-mutuo aiuto nella conduzione
di progetti e attività di promozione della salute e prevenzione primaria, secondaria e
terziaria.
-Coordinamento e collaborazione delle équipes alcologiche delle Aziende USL con
l’associazione dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (ARCAT), degli Alcolisti Anonimi
(AA), delle associazioni AlAnon e AlAteen, dell’associazione delle Pubbliche Assistenze
(ANPAS).
-Possibilità di partecipazione degli enti ausiliari e delle associazioni di volontariato e automutuo aiuto attivi in campo alcologico al Comitato tecnico scientifico che assiste la Giunta
Regionale Toscana per l’indirizzo, il
coordinamento e il supporto dell’azione
programmata.
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Regione Umbria
-Interventi per favorire la collaborazione della associazione regionale dei Clubs degli
Alcolisti in trattamento (ARCAT) con i servizi alcologici territoriali, soprattutto
nell’ambito delle attività di sensibilizzazione nella scuola.
-Interventi per favorire la collaborazione dei Gruppi di Alcolisti Anonimi(AA) con gli
Ospedali, i SERT, i medici di Medicina Generale, la scuola, le comunità terapeutiche, i
Clubs degli Alcolisti in trattamento, i servizi sociali e altre associazioni ed enti vari.
-Realizzazione di corsi di formazione condivisi tra i Clubs degli Alcolisti in trattamento
(CAT), i servizi territoriali e i Comuni.
-Riunioni di supervisione mensile degli operatori in collaborazione con l’associazione dei
Clubs degli Alcolisti in trattamento.
-Partecipazione della Regione Umbria, della Azienda USL 2, dell’Agenzia regionale
SEDES per la promozione alla salute e del Consorzio delle Cooperative Auriga al progetto
“Una marcia in più”, promosso dai Clubs degli Alcolisti in trattamento (CAT) per la
realizzazione di una campagna itinerante di promozione della salute sull’alcol e sui
problemi alcolcorrelati, attraverso un approccio di popolazione.
-Realizzazione di un corso di sensibilizzazione all’approccio “ecologico-sociale” per la
formazione di operatori dei CAT.
-Organizzazione del convegno “Un’integrazione possibile: pubblico e privato” nel
dicembre 2004 a Gubbio per il decennale dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (CAT).
Regione Abruzzo
-Collaborazione con almeno un ente o associazione del Volontariato o Privato Sociale da
parte di n. 4 dei 5 Servizi di Alcologia della Regione.
-Frequente collaborazione con tutti i gruppi di auto-mutuo aiuto (31,9% degli utenti dei
servizi alcologici).
79
-Incremento delle collaborazioni con le
semiresidenziali (realizzate da n. 4 strutture).
comunità
terapeutiche
residenziali
o
Regione Molise
-Assegnazione di un ruolo attivo e, in alcuni casi, gestionale alle associazioni di automutuo aiuto e alle organizzazioni del Privato Sociale no profit nell’ambito di alcuni
progetti finanziati all’interno della programmazione regionale.
Regione Campania
-Sostegno allo sviluppo del lavoro di rete tra i SERT e il mondo del Volontariato e del
Privato Sociale per l’attuazione di interventi di tipo non residenziale, con particolare
riferimento al settore dell’auto-mutuo aiuto (28 Clubs di Alcolisti in trattamento attivi
soprattutto nelle province di Salerno, Avellino, Benevento e Napoli; 15 Gruppi di Alcolisti
Anonimi attivi soprattutto nell’area di Napoli; Gruppo Logos) ma anche al Terzo settore
(n. 5 enti fra ONLUS, cooperative e centri di ascolto).
-Creazione a Salerno di un Centro diurno per la presa in carico di persone con problemi
alcolcorrelati complessi, tramite il finanziamento di un’esperienza pilota con le risorse del
Fondo nazionale per la lotta alla droga.
Regione Puglia
-Prosecuzione delle attività di 60 sedi operative delle 36 organizzazioni del Privato Sociale
e Volontariato operanti nella Regione.
-Avvio di n. 2 nuovi Clubs di Alcolisti in trattamento (CAT) all’interno dei SERT della
Azienda USL LE/1.
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-Attività di collaborazione con i Clubs di Alcolisti in trattamento (CAT) e con i gruppi di
Alcolisti Anonimi (A.A.) in tutte le Aziende USL regionali, sia per favorire e strutturare
interventi terapeutici ottimali che per il reinserimento sociale e lavorativo dei soggetti
alcoldipendenti.
Metodologie e strumenti: costanti e frequenti incontri tra operatori dei SERT e facilitatori
di gruppi di auto-aiuto presenti sul territorio.
Regione Basilicata
-Prosecuzione di stretti rapporti di collaborazione dei SERT e degli ambulatori alcologici
ospedalieri con le 15 associazioni dei Clubs degli Alcolisti in trattamento e i 6 gruppi degli
Alcolisti Anonimi.
-Finanziamento del progetto triennale “Rete territoriale per l’alcolismo nella ASL n. 2”,
tramite le risorse del Fondo regionale per la lotta alla droga, nel cui ambito si è realizzata
un’intensa collaborazione fra SERT e associazione dei Clubs degli Alcolisti in
trattamento.
Regione Sardegna
-Sostegno al funzionamento di n. 87 Clubs di Alcolisti in trattamento(CAT) distribuiti in
tutta la Regione.
-Sostegno al funzionamento di n. 10 associazioni di Clubs di Alcolisti in
trattamento(ACAT) che organizzano e raccordano più CAT in ciascuna provincia.
-Collaborazione della associazione ACAT di Sassari alla realizzazione del progetto “Alcol
e Comunità”, in collaborazione col Comune di Ploaghe, con organizzazione di
incontri pubblici presso strutture pubbliche comunali quali il Padiglione dell’artigianato di
Sassari, con la partecipazione dei medici di Medicina Generale.
-Partecipazione dell’ACAT di Alghero, tramite l’organizzazione di uno specifico corso di
sensibilizzazione, al progetto “Formazione in campo alcologico, con particolare
riferimento all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati”.
-Collaborazione dell’ACAT
di Senorbì (che segue 90 famiglie in tutta la zona del
81
Sarrabus-Gerrei) con la Provincia Autonoma di Trento tramite l’invito di esperti per i corsi
di sensibilizzazione e l’acquisto di video, manifesti e pieghevoli da distribuire nei corsi di
sensibilizzazione gestiti dai Clubs di Alcolisti in trattamentoe nelle attività di Interclub.
4.6. Strutture di accoglienza eventualmente realizzate o presenti sul territorio per i
fini di cui all’art.11 della legge 30.3.2001 n. 125
Regione Piemonte
-Progettazione di una nuova struttura di accoglienza per acuzie situata nella città di
Torino, i cui risultati saranno valutabili tra qualche anno.
-Funzionamento di strutture deputate al trattamento e riabilitazione di soggetti
alcoldipendenti (Centro Crisi San Lorenzo di Caraglio (Ass. Papa Giovanni XXIII) ;
CUFRAD di Sommariva Bosco).
-Presentazione di un progetto della Azienda USL 15 di Cuneo per l’apertura, con i
finanziamenti previsti dalla legge 45/99, di una specifica struttura di accoglienza postacuzie per alcoldipendenti, da gestire in collaborazione fra il servizio pubblico e una
associazione privata, attualmente in attesa della valutazione da parte della Commissione
tecnica regionale addetta.
Regione Valle D’Aosta
-Struttura del Privato Sociale non specifica per le alcoldipendenze, accreditata nel 2004,
che offre un servizio specialistico residenziale per persone dipendenti da sostanze legali ed
illegali con patologie gravemente invalidanti, quali, ad esempio, demenza alcolica e AIDS.
-Inserimento in almeno un programma di comunità residenziale di 74 utenti
alcoldipendenti nell’anno 2004, di cui ben 33 in strutture extra regionali, non essendovi
strutture di accoglienza specifiche ed esclusivamente dedicate alle alcoldipendenze.
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Regione Lombardia
- Funzionamento di 19 strutture residenziali.
- Accreditamento di n. 100 posti presso strutture del Privato Sociale distribuite nel
territorio delle diverse Province, funzionanti in sinergia con le strutture pubbliche.
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Realizzazione del progetto “Equal Goal” per la creazione di una rete operativa integrata
tra i servizi ai fini dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Nell’ ambito di
questo progetto è stata progettata e attivata l’apertura di un centro a bassa soglia, di un
servizio di segretariato sociale gestito dalla Caritas, di un centro di valorizzazione per
l’impiego gestito dall’Azienda Servizi Sociali di Bolzano e di alloggi protetti di secondo
livello gestiti dalla S. Vincenzo.
-Prosecuzione del funzionamento delle strutture HANDS, della comunità terapeutica
residenziale e semiresidenziale di Bolzano, dell’alloggio protetto HANDSHOM di
Bolzano, dei laboratori protetti HANDSWORK di Bolzano e Cermes (Merano), del
laboratorio della comunità terapeutica di Bolzano.
Provincia Autonoma Trento
-Prosecuzione del funzionamento di un Reparto di Alcologia con 11 posti letto presso
l’Ospedale S.Pancrazio di Arco.
Regione Veneto
-Funzionamento, nell’ambito della rete alcologica regionale, di n.1 comunità terapeutica
residenziale pubblica per alcolisti e di n. 1 comunità del Privato-Sociale specifica per
alcolisti, nonché di altre comunità terapeutiche non specifiche ma con appositi i moduli per
il trattamento di alcoldipendenti.
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Regione Friuli-Venezia Giulia
-Prosecuzione del funzionamento di n. 2 strutture di accoglienza a valenza socioassistenziale-alcologica , con sede a San Daniele del Friuli e a Trieste, che servono
tutto il territorio regionale.
-Riserva di posti letto dedicati alla riabilitazione alcologica nei reparti di Medicina
Generale degli ospedali di Sacile e Cormons.
Regione Liguria
-Progetto per l’attivazione di una struttura di cui all'art. 11 della legge 30.3.2001 n. 125
(Azienda USL chiavarese).
-Struttura di accoglienza CARITAS per persone senza fissa dimora con problemi
alcolcorrelati, che offre possibilità di pernottamento e pasti giornalieri (Azienda USL
spezzino).
-Struttura a bassa soglia di accesso “Casa Nuova”, gestita in modo coordinato dal CEIS di
La Spezia e dal SERT spezzino, rivolta a persone alcoldipendenti in fase post acuta, non
ancora pronte per il trattamento ambulatoriale o l’inserimento in struttura comunitaria
(Azienda USL spezzino).
-Progetto per l'istituzione di una struttura di accoglienza per alcolisti senza fissa dimora o
privi di una rete familiare e sociale, in fase di organizzazione con la collaborazione tra
servizi sociali del Comune di Sanremo, Servizio di salute mentale, Caritas e centro Ascolto
(Azienda USL imperiese).
-Disponibilità di n. 20 posti a contratto nella comunità terapeutica “La Fattoria” di
Orero per trattamenti comunitari, con previsto invio in altre strutture regionali o extra
regionali per tipologie di pazienti non trattabili in tale comunità (Azienda USL
chiavarese).
-Piano di coordinamento con le strutture terapeutiche residenziali della Regione Liguria
per incrementare il numero di posti residenziali per pazienti con disturbi alcolcorrelati e
sostenere progetti di reinserimento sociale (Azienda USL imperiese).
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Regione Emilia-Romagna
-Struttura residenziale per alcolisti “L’Orizzonte”, gestita nel territorio di Parma dal CEIS
quale ente ausiliario accreditato, che sta concludendo la fase sperimentale di
funzionamento e che costituisce il modello di riferimento da valutare ai fini
dell’attivazione di altre strutture di tale tipologia nel territorio regionale.
Regione Toscana
-Comunità di Serravalle Pistoiese, gestita dall’Associazione genitori Comunità Incontro di
Pistoia, specificamente dedicata al recupero degli alcolisti, con 14 posti letto.
-Comunità di Altopascio, gestita dal CEIS di Lucca, specificamente dedicata al recupero
degli alcolisti, con 12 posti letto.
-N. 7 strutture di accoglienza rivolte in maniera non esclusiva al recupero di alcolisti,
operanti in stretta collaborazione con le Aziende USL di Empoli, Valdera, Val di Cecina,
Viareggio, Val di Nievole, Amiata senese, Firenze, Massa.
-N. 3 Centri diurni di trattamento e recupero, funzionanti come servizi di cura intermedi fra
il trattamento ambulatoriale e l’inserimento in comunità terapeutica, gestiti dalle Aziende
USL di Firenze, Pistoia e Massa Carrara, rivolti a quei pazienti in carico ai servizi
alcologici territoriali che, pur aderendo ad un programma di trattamento, non riescono ad
ottenere una astinenza significativa.
-Struttura di accoglienza residenziale gestita dal SERT dell’Azienda USL 8 di ArezzoZona Valtiberina per ospitare anche Alcolisti in trattamento bisognosi di momentanea
protezione prima di intraprendere un progetto di vita autonoma.
-Centro Diurno “Il Timone”, finalizzato a programmi educativo-riabilitativi per utenti
alcolisti e gestito da personale del SERT dell’Azienda USL 8 di Arezzo-Zona Aretina.
-Struttura residenziale dell’associazione Arcobaleno (in località Faltona-Borgo San
Lorenzo), in via di specializzazione per la pronta accoglienza di
pazienti alcolisti in
collaborazione con l’ Azienda USL 10 di Firenze – Zona Mugello.
-Disponibilità di posti letto di accoglienza per soggetti con problemi alcolcorrelati
all’interno di n. 2 strutture (“Centro Le Colmate” e “Centro Colmate 2000”) di proprietà
dell’Azienda USL 3 di Pistoia-Distretto Val di Nievole, gestite in collaborazione con il
Privato Sociale.
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-Disponibilità di complessivi 90 posti residenziali presso vari enti ausiliari che effettuano
attività alcologiche.
Regione Umbria
-Prosecuzione del funzionamento di n. 2 strutture residenziali (Gruppo Famiglia “Pindaro”
di Perugia e struttura residenziale per problemi alcolcorrelati di Narni-Terni) nell’ambito
del “ Servizio specialistico residenziale per persone con problemi alcolcorrelati”, introdotto
da specifica delibera regionale per accogliere utenti maggiorenni, italiani o stranieri, con
specifiche problematiche alcolcorrelate, senza disturbi psichiatrici gravi, anche in
trattamento farmacologico. Vengono offerti interventi terapeutici e riabilitativi individuali
e di gruppo personalizzati, con relativo monitoraggio delle condizioni psicofisiche,
finalizzati alla riabilitazione, anche tramite il coinvolgimento del nucleo familiare.
Regione Marche
-Funzionamento di n. 13 enti ausiliari con attività di assistenza residenziale e semi
residenziale a soggetti tossicodipendenti, con n. 29 sedi residenziali e n. 5 semiresidenziali
accreditate, molte delle quali accolgono anche pazienti alcoldipendenti, alcune con
programmi riabilitativi specifici, spesso in collaborazione con i Clubs degli Alcolisti in
trattamento (CAT) e altri gruppi di auto-mutuo aiuto del territorio.
-Funzionamento di n. 2 strutture pubbliche residenziali e di n. 7 strutture pubbliche
semiresidenziali.
-Funzionamento di n. 2 Case di cura private convenzionate (Villa Silvia di Senigallia e
Casa S. Giuseppe di Ascoli Piceno).
-Rete delle associazioni, cooperative sociali e organizzazioni di auto-mutuo aiuto (A.A. e
Alcolisti in trattamento) per le attività di sostegno alle famiglie e il reinserimento sociale.
-Avvio, tramite l’adozione della DGR 747/04, di un processo di riqualificazione e
indirizzo dell’assistenza verso una maggiore specificità anche all’interno del settore
residenziale dell’alcoldipendenza.
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Regione Abruzzo
-Centro diurno terapeutico, struttura semiresidenziale della Azienda USL di L’Aquila
finalizzata a programmi di recupero.
-Case di cura e comunità residenziali convenzionate che collaborano con alcuni servizi
pubblici.
Regione Campania
-Funzionamento di alcune comunità terapeutiche per l’accoglienza residenziale di utenti
con problemi di dipendenza da sostanze d’abuso di vario tipo.
-Funzionamento di n. 7 progetti regionali, finanziati con il Fondo nazionale per la lotta
alla droga, finalizzati essenzialmente al potenziamento delle attività di accoglienza e presa
in carico degli utenti alcoldipendenti.
Regione Puglia
-Riserva di posti letto per utenti alcoldipendenti, con programmi di recupero concordati
con i SERT del territorio, in tutte le 40 sedi operative residenziali delle organizzazioni del
Privato Sociale e Volontariato che provvedono ai problemi della generale dipendenza da
sostanze.
Regione Basilicata
-Comunità “Emmanuel” di Salandra, per l’accoglienza di utenti alcoldipendenti che
necessitano di un programma riabilitativo comunitario.
Regione Calabria
-Struttura di accoglienza e comunità terapeutica “Arcobaleno”, ubicata a Catanzaro e
convenzionata con il SERT.
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Regione Sardegna
-Centro residenziale per alcolisti “Don Vito Sgotti”, con sede a Carbonia e n. 6 posti letto,
gestito da un’équipe di 2 medici, 3 educatori e 1 operatore alcologico, autorizzato al
funzionamento, accreditato e finanziato nel 2004 con i fondi del Fondo nazionale per la
lotta alla droga, operante in rapporto di convenzione con la Azienda USL di Carbonia, che
ha accolto nel corso dell’anno n. 53 utenti alcolisti, di cui 37 hanno completato il previsto
programma.
4.7. Protocolli di collaborazione o convenzioni stipulate con enti e associazioni
pubbliche o private operanti per le finalità della legge
Regione Piemonte
-Convenzioni con le associazioni dei Clubs per gli Alcolisti in trattamento (ACAT ) per
sostegno e rimborso spese.
-Convenzioni con le strutture residenziali per inserimenti in comunità.
-Protocolli interaziendali con Aziende USL e Aziende ospedaliere (solo in alcune aree
territoriali).
Regione Valle D’Aosta
-Convenzioni e/o protocolli di collaborazione con strutture extra regionali per l’invio di
utenti.
-Convenzioni e/o protocolli con associazioni del Privato Sociale (C.A.T., cooperative etc.)
per l’effettuazione di progetti comuni di formazione e aggiornamento di specifiche figure
professionali e per l’informazione della popolazione in generale.
-Assegnazione di un progetto ad una cooperativa del Privato Sociale per la
sperimentazione di un modello di percorso finalizzato all’inserimento/reinserimento
lavorativo di alcoldipendenti.
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Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Convenzione con l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano per l’aumento (da 10 a 12) dei
posti a disposizione dell’ utenza nel Laboratorio protetto del SERT di BolzanoAmbulatorio HANDS.
-Convenzione con la Comunità comprensoriale Burgraviato per l’aumento (da 8 a 10 ) dei
posti a disposizione dell’ utenza nel Laboratorio protetto di Cermes.
-Avvio dei contatti con l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano per il convenzionamento
dell’alloggio protetto “HANDSHOME” ai fini dell’inserimento di pazienti alcoldipendenti
residenti nel Comune di Bolzano.
-Elaborazione di protocolli di intesa/collaborazione fra il SERT di Merano ed alcuni servizi
al fine di individuare adeguati progetti socio-lavorativi e gestire casi multiproblematici con
gravi problemi di alcoldipendenza.
-Protocolli di intesa per la collaborazione fra il Consultorio psico-sociale Caritas di
Silandro (Bz) e il Consultorio, il Servizio psicologico ed il Servizio di salute mentale della
Azienda USL di Merano.
-Attivazione di incontri tra il Consultorio psico-sociale Caritas di Silandro (Bz) e l’Ufficio
del Lavoro per la gestione di problematiche derivanti dall’inserimento lavorativo dei
pazienti.
Provincia Autonoma Trento
-Convenzioni dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari con l’Associazione
Provinciale dei Clubs degli Alcolisti in trattamento (APCAT) e l’Associazione Alcolisti
Trentini (Alcolisti Anonimi) per il finanziamento delle attività svolte da tali associazioni a
favore di persone con problemi alcolcorrelati.
Regione Veneto
-Convenzioni e protocolli d’intesa in tutti i Dipartimenti per le dipendenze con le
cooperative sociali e le comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali specifiche per
89
soggetti alcoldipendenti, ai fini del trattamento dei pazienti alcoldipendenti e delle famiglie
e per la stesura di programmi riabilitativi residenziali e/o semiresidenziali di reinserimento
socio-lavorativo.
-Prosecuzione e intensificazione dei protocolli operativi di collaborazione con le
Commissioni mediche Patenti, per l’attivazione di incontri formativi a frequenza
obbligatoria precedenti la visita medica dei soggetti interessati al riottenimento della
patente e per l’inserimento in tali Commissioni di personale medico specialistico di ambito
alcologico.
-Stipula di protocolli di collaborazione con i gestori di locali pubblici e con le associazioni
di categoria per limitare la distribuzione di bevande alcoliche nelle fasce orarie a maggiore
frequenza di giovani e giovanissimi.
-Attuazione di progetti di inserimento lavorativo protetto di pazienti alcoldipendenti seguiti
dai servizi pubblici, in attiva collaborazione col personale aziendale.
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Prosecuzione e consolidamento dei protocolli di collaborazione o di specifiche
convenzioni tra alcune Aziende USL ed enti e associazioni no profit.
Regione Liguria
-Protocolli di collaborazione con le associazioni di A.A., con i CAT e con la Caritas per la
definizione di percorsi di cura e riabilitazione degli alcolisti, di modalità di reciproco invio
e di incontri periodici di coordinamento.
-Protocollo di collaborazione con le locali Commissioni mediche Patenti per concordare
procedure adeguate (Azienda USL spezzino).
-Protocollo d'intesa con la Casa circondariale di Chiavari e con il Servizio sociale Adulti
del Tribunale di Genova (Azienda USL chiavarese).
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Regione Emilia-Romagna
-Prosecuzione dell’apposito Accordo, sancito con Delibera di Giunta 2360/02 e successive
modificazioni, che disciplina i rapporti di collaborazione con gli enti del Privato Sociale,
stabilendo che tali enti siano presenti all’interno dei Comitati locali, sia nella fase di
progettazione degli interventi, che in quella di realizzazione. La collaborazione si attua
anche nell’ambito della definizione dei Piani regionali per la salute e dei Piani di zona,
dove sono inseriti i progetti per la prevenzione alcologica.
Regione Toscana
-Protocollo di collaborazione e convenzione del SERT di Pistoia con l’associazione dei
Clubs degli Alcolisti in trattamento (ACAT), l’associazione onlus “Synthesis”, il CEIS di
Pistoia, l’associazione Genitori Comunità Incontro.
-Convenzione dell’ Azienda USL 4 di Prato con l’associazione dei Clubs degli Alcolisti in
trattamento (ACAT).
-Convenzione dell’Azienda USL 8 di Arezzo-Zona Aretina con varie cooperative per
l’inserimento lavorativo di utenti con problemi alcolcorrelati in trattamento presso il
SERT.
-Convenzione dell’Azienda USL 9 di Grosseto con le Case circondariali presenti sul
territorio per un rapporto di collaborazione e consulenza per programmi terapeutici con
detenuti alcoldipendenti.
-Rinnovo del protocollo d’intesa del Centro di Alcologia dell’Azienda ospedalierouniversitaria Careggi con la Commissione medica Patenti per il trattamento delle persone
individuate alla guida di autoveicoli con alcolemia superiore ai limiti legali.
Regione Umbria
-Convenzione del Gruppo famiglia “Pindaro” con il Comune di Perugia.
-Convenzione dei Servizi pubblici con le Cooperative sociali per la gestione dei servizi
residenziali e dei progetti di prevenzione e riabilitazione.
-Protocollo di collaborazione con l’associazione ARCI Ragazzi di Amelia per iniziative di
sostegno alle famiglie.
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-Protocollo di collaborazione con l’associazione dei Clubs degli Alcolisti in trattamento
(ACAT).
Regione Lazio
-Prosecuzione della collaborazione istituzionale e coordinamento con alcune istituzioni
estere (Università del New Mexico, Centro Alcologico di Albuquerque) per la definizione
di specifici protocolli di trattamento farmacologico e psicologico.
Regione Abruzzo
-Protocollo di collaborazione con gli Istituti Penitenziari per le problematiche
alcolcorrelate.
-Protocolli di collaborazione con vari enti per il reinserimento lavorativo dei soggetti
svantaggiati (Azienda USL Pescara).
-Convenzioni con le Università per il tirocinio di psicologi ed assistenti sociali presso il
Servizio di Alcologia (Azienda USL Pescara).
-Convenzioni con varie comunità terapeutiche(Azienda USL Pescara).
-Collaborazione con il Comune nell’ambito dei progetti del Piano di zona per l’assistenza
alle famiglie con problemi di alcol e droga, l’assistenza ai figli minori di genitori con
problemi alcolcorrelati, e per l’avvio del Centro Alcologico Funzionale (Azienda USL
Avezzano-Sulmona).
-Collaborazione con il Comune per la realizzazione del progetto “Centro di pronto
intervento per persone con problemi di alcol e droga”, finanziato con i fondi della legge
45/99 (Azienda USL Avezzano-Sulmona).
-Collaborazione con l’associazione regionale dei Clubs degli Alcolisti in trattamento
(ARCAT) per l’implementazione del progetto “Alcol, meno è meglio” (Azienda USL
Avezzano-Sulmona).
Regione Molise
-Protocolli di intesa tra gli enti attuatori di alcuni progetti regionali e le associazioni del
Privato Sociale (in particolare l’associazione regionale del Clubs degli Alcolisti in
trattamento) e del Volontariato sociale.
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Regione Campania
-Prosecuzione dei protocolli formali di collaborazione o delle collaborazioni sostanziali già
in atto tra i SERT delle Aziende USL e i Clubs degli Alcolisti in trattamento, i Gruppi di
Alcolisti Anonimi e le associazioni e comunità del Privato Sociale (Gruppo Logos,
comunità terapeutiche iscritte nell’albo degli enti ausiliari) operanti nella Regione
Campania, ai fini della realizzazione di programmi terapeutico riabilitativi prevalentemente
non residenziali, ispirati ai principi ed alla metodologia del self help.
-Prosecuzione dello sviluppo e funzionamento, tramite progetti finanziati con il Fondo
nazionale di intervento per la lotta alla droga, di una rete territoriale di Centri di ascolto e
orientamento specificamente dedicati ai problemi alcolcorrelati nonché all’integrazione
socio-lavorativa, gestiti da associazioni di volontariato o cooperative sociali che hanno una
formazione specialistica nel campo dell’alcolismo.
-Collaborazione tra SERT, enti del Privato Sociale, Forze dell’ordine e gestori di locali
notturni per la prosecuzione di progetti di prevenzione diretti sia alla popolazione
generale che ad alcuni gruppi più a rischio quali adolescenti e giovani, nei diversi luoghi di
vita e aggregazione collettiva.
-Avvio dello sviluppo, nell’ambito delle previsioni della “Azione A.” varata con la
Delibera di Giunta Regionale n. 970/2004, di programmi territoriali integrati ed
omogenei, correlati agli interventi promossi nel campo dei problemi alcolcorrelati dai
Piani sociali di zona previsti dalla legge 328/2000 e dal D.Lg.vo 229/99, da realizzare in
regime di partnership con gli enti locali, i gruppi di auto-mutuo aiuto e gli enti del PrivatoSociale.
-Collaborazione tra Centri alcologici e medici di Medicina Generale per lo sviluppo delle
reti di contatto e dei programmi di individuazione precoce dei problemi e delle patologie
alcolcorrelate.
-Collaborazione di enti del Privato Sociale, adeguatamente attrezzati e specializzati, alla
gestione operativa della linea telefonica “LINEA A.”, finalizzata a offrire ascolto e
informazioni sui problemi alcolcorrelati e sui relativi servizi e programmi.
Regione Puglia
-Avvio di forme di collaborazione tra molte Aziende USL e ospedaliere con i Dipartimenti
di salute mentale, i Servizi sociali dei Comuni, i sindacati degli operatori dei locali
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pubblici e dei centri di aggregazione giovanile (ASCOM, SILB) e le Case circondariali in
relazione alle previsioni normative dell'art. 8 del Decreto legislativo 230/99 recante
disposizioni sul riordino della medicina penitenziaria.
Regione Basilicata
-Attivazione di programmi terapeutico-riabilitativi destinati ai detenuti alcoldipendenti
delle carceri di Potenza, Matera e Melfi.
-Attivazione di un Centro di Assistenza Territoriale all’interno del C.S.S.A. (Centro
Servizio Sociale Adulti) di Potenza, rivolto agli utenti alcoldipendenti con programmi di
cura alternativi al carcere.
Regione Calabria
-Collaborazioni di tutti i servizi alcologici con le Aziende ospedaliere e le Case
circondariali.
-Collaborazione tra alcuni SERT e servizi alcologici (Cosenza e Soverato) con le Facoltà
di Farmacia delle Università di Cosenza e Catanzaro.
Regione Sicilia
-Prosecuzione della collaborazione dei SERT con le associazioni di mutuo aiuto (31 Clubs
di Alcolisti in trattamento, 7 Gruppi di Alcolisti Anonimi e 2 gruppi di altro tipo), con 31
comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali, 11 cooperative sociali e 11
cooperative per l’inserimento lavorativo.
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4.8. Attività di collaborazione con le competenti istituzioni dell’Amministrazione
dell’Interno, municipali o altre per il rispetto delle disposizioni in materia di
pubblicità, vendita di bevande superalcoliche nelle autostrade, tasso alcolemico
durante la guida di autoveicoli
Regione Piemonte
-Costruzione di generali sinergie ai fini di garantire la sicurezza stradale rispetto agli
incidenti alcol/droga correlati.
-Attivazione di Campagne per la sicurezza stradale (fra le quali la “Campagna Bob ” per la
responsabilizzazione e individuazione del guidatore designato, e la “Campagna con la
Polizia municipale”).
- Inserimento, ai sensi della legge 125/2001, in alcune macro aree regionali, dei medici dei
servizi alcologici all’interno delle Commissioni provinciali Patenti, secondo un protocollo
concordato fra i responsabili della Commissione e i Direttori dei servizi interessati.
Regione Valle D’Aosta
-Interventi periodici di collaborazione del personale della Polizia stradale con le 10 Scuole
Guida regionali, organizzati di concerto con il SERT, per specifici incontri in cui vengono
illustrati agli aspiranti alla patente di guida i pericoli derivanti dall’abuso di bevande
alcoliche (nonché da droghe e psicofarmaci) e le relative normative del Codice della
Strada. Interventi più specifici sono previsti per gli aspiranti alla patente per mezzi pesanti.
Regione Lombardia
-Attività di collaborazione con le Prefetture e le Forze dell’ordine per la prevenzione degli
incidenti alcolcorrelati.
Provincia Autonoma di Bolzano
-Collaborazione con l’Assessorato al Commercio e Turismo, i vari Comuni e il
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Commissariato di Governo per il controllo del rispetto delle normative in materia di
pubblicità, licenze varie, vendita di bevande alcoliche ai minori, guida in stato di ebbrezza.
-Partecipazione alla elaborazione della nuova legge provinciale sulle dipendenze che
disciplinerà anche tali materie.
-Prosecuzione nel SERT Bolzano-Ambulatorio HANDS dell'attività certificativa di
supporto al Servizio di Medicina Legale della locale Azienda USL in merito alle patenti di
guida (500 accertamenti medico legali per casi di ritiro della patente di guida nell’anno
2004).
-Prosecuzione degli incontri periodici del Servizio di Medicina Legale dell’Azienda USL
di Bolzano con la Commissione Patenti al fine di consentire un migliore coordinamento.
-Organizzazione di una conferenza stampa del SERT di Bolzano-Ambulatorio HANDS
per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle attività svolte in tale ambito.
Provincia Autonoma Trento
-Protocollo di intesa tra Azienda provinciale per i Servizi Sanitari e locale Commissione
medica Patenti per l’invio ai Servizi di Alcologia, ai fini di una consulenza alcologica,
delle persone fermate per guida in stato di ebbrezza, preliminare alla prevista visita da
parte della stessa Commissione. La convenzione prevede che i Servizi di Alcologia
propongano a tutti la frequenza di un ciclo di 3 incontri in cui vengono spiegati i pericoli
della guida sotto l’effetto dell’alcol. Alcuni giudici di pace hanno emesso sentenze che
prevedono l’obbligatorietà della frequenza di tale ciclo di incontri per le persone giudicate
colpevoli di guida in stato di ebbrezza.
Regione Veneto
-Prosecuzione della collaborazione con le Forze dell’ordine e con le istituzioni municipali
ai fini della sensibilizzazione e informazione della popolazione generale e giovanile sulla
normativa relativa al tasso alcolemico legale e sugli effetti delle bevande alcoliche durante
la guida, nonché per l’uso dell’etilometro come strumento di individuazione dei soggetti a
rischio, in particolare fra i giovani.
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-Prosecuzione e intensificazione dei protocolli operativi di collaborazione con le
Commissioni mediche Patenti, per l’attivazione di incontri formativi a frequenza
obbligatoria precedenti la visita medica dei soggetti interessati al riottenimento della
patente e per l’inserimento nelle Commissioni mediche di personale medico specialistico
di ambito alcologico.
-Mantenimento e consolidamento delle collaborazioni avviate negli anni precedenti in
materia di pubblicità e di vendita di bevande alcoliche ai minori.
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Organizzazione in tutte le Aziende USL di corsi di informazione e sensibilizzazione per
gli automobilisti sanzionati con sospensione di patente per cause alcolcorrelate.
-Organizzazione in gran parte delle Aziende USL di corsi di formazione rivolti agli
istruttori di Scuola Guida, anche con la collaborazione del CUAT (Centro Unico
Autoscuole Triestine).
Regione Liguria
-Attività di collaborazione con la Prefettura di Imperia per attività di informazione sui
rischi dell'uso di alcol alla guida (Azienda USL imperiese).
-Interventi con unità mobile attrezzata di etilometro, in particolare nelle ore notturne,
anche in autostrada, per disincentivare la guida in stato di ebbrezza (Azienda USL
chiavarese).
-Progetto NetDrug, con tavolo tecnico congiunto tra Assessorato alla sicurezza,
rappresentanti della Polizia di Stato e municipale, assistente sociale della Prefettura,
operatori del SERT e del NOA, per la elaborazione di proposte finalizzate a migliorare la
sicurezza urbana (Azienda USL spezzino).
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Regione Emilia-Romagna
-Emanazione, con Delibera di Giunta regionale n.1423/04, delle “Linee d’indirizzo alle
Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna per la valutazione dell’idoneità alla
guida dei soggetti segnalati per guida in stato di ebbrezza alcolica”, finalizzate a
uniformare in ambito regionale le procedure adottate dalle Commissioni mediche locali
Patenti nel giudizio di idoneità alla guida dei soggetti segnalati per guida in stato di
ebbrezza, ad indicare possibili percorsi di approfondimento diagnostico nei casi a più alto
rischio e ad accrescere il valore preventivo dell’intero percorso di valutazione,
intensificando i momenti di informazione/educazione con la collaborazione dei servizi
alcologici aziendali, per indurre nei soggetti segnalati la modificazione del comportamento
a rischio.
-Inserimento del medico alcologo all’interno della Commissione medica locale Patenti.
Regione Toscana
-Attività di collaborazione di tutte le Aziende USL regionali con la Commissione Patenti,
la Prefettura, le autoscuole e gli uffici della Motorizzazione Civile, i distretti, gli enti
territoriali come la Croce Rossa, i sindacati etc. per le attività di sensibilizzazione e
informazione sull’alcol quale fattore di rischio per la guida.
Metodologie e strumenti: effettuazione di test tramite l’etilometro durante varie
manifestazioni; interventi della Polizia municipale nell’ambito di manifestazioni musicali
organizzate dal SERT; interventi nelle scuole; corsi di formazione in alcologia rivolti al
personale della Polizia stradale; interventi nell’ambito delle procedure legate al rinnovo
della patente.
Regione Umbria
-Attivazione di un “Protocollo patente” quale nuova procedura comune da utilizzare da
parte delle Commissioni mediche locali Patenti su tutto il territorio regionale, ai fini della
formulazione del giudizio medico-legale sulla idoneità psico-fisica alla guida di soggetti
con problemi alcolcorrelati.
98
Regione Campania
-Sviluppo di collaborazioni stabili e continuative tra SERT, mondo del Volontariato e
Forze dell’ordine (Polizia stradale e Polizia municipale) per la prevenzione degli incidenti
stradali alcolcorrelati, tramite interventi nei luoghi del divertimento notturno o in occasione
di campagne di sensibilizzazione locali o nazionali (quali il “Mese della prevenzione
alcologica”).
-Collaborazione degli operatori esperti in Alcologia con le Commissioni mediche Patenti,
tramite consulenze o stabile partecipazione alle attività delle medesime Commissioni.
Regione Puglia
-Previsione di corsi di formazione e collaborazioni con la Polizia stradale in alcune
specifiche realtà.
Regione Calabria
-Il Piano Sanitario Regionale 2004-2006 prevede, fra le azioni finalizzate alla riduzione dei
bevitori eccedentari e degli adolescenti con consumi a rischio, il rafforzamento delle attuali
misure nel settore alcol e guida, la promozione di una forte visibilità nell’uso del test
alcolemico, la limitazione della pubblicità delle bevande alcoliche, il controllo della
disponibilità di alcol durante i maggiori eventi pubblici e la proibizione del consumo
durante le attività di svago rivolte ai minorenni durante eventi sportivi.
Regione Sardegna
-Realizzazione di corsi di formazione per titolari, docenti e allievi delle Scuole Guida in
n. 3 Aziende USL (Macomer, Nuoro e Olbia).
99
4.9. Attività o progetti messi in atto per assicurare la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Regione Piemonte
-Prosecuzione della partecipazione della Regione Piemonte al Progetto nazionale promosso
dal Ministero della Salute e finanziato con il Fondo nazionale per la lotta alla droga
“Programma di sensibilizzazione, informazione e consulenza finalizzato alla prevenzione
dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale dipendente di aziende”, intervento pilota
che coinvolge diverse realtà lavorative (OO.SS., datori di lavoro, tecnici della sicurezza) e
formative (scuole edili, scuole di formazione professionale).
-Progetto specifico della Azienda USL 20 di Alessandria finanziato dal competente
Assessorato con i fondi della legge 45/99 relativi al 2002.
Regione Valle D’Aosta
-Prosecuzione della partecipazione al Progetto nazionale promosso dal Ministero della
Salute e finanziato con il Fondo nazionale per la lotta alla droga “Programma di
sensibilizzazione, informazione e consulenza finalizzato alla prevenzione dell’uso
inadeguato di alcol, diretto al personale dipendente di aziende”, di cui è capofila la
Regione Toscana, nell’ambito del quale sono stati attivati interventi di sensibilizzazione
nei luoghi di lavoro in merito all'abuso di bevande alcoliche.
Regione Lombardia
-Realizzazione di n. 23 progetti-intervento, con il coinvolgimento di 8.767 lavoratori, per
la realizzazione di percorsi formativi rivolti a delegati sindacali, lavoratori responsabili
della sicurezza, lavoratori di categorie a rischio di problemi alcolcorrelati.
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Progetto “Einfach Zuviel”-“Semplicemente di troppo”, realizzato dalla Associazione
HANDS in collaborazione con “Forum Prevenzione”, che ha coinvolto varie agenzie
100
operanti nel mondo del lavoro (Associazione Industriali, Associazione Artigiani ed altre)
per l’organizzazione di incontri informativi rivolti ai responsabili del personale di varie
realtà produttive, finalizzati ad aumentare le competenze comunicative nell’affrontare
situazioni problematiche legate all’alcol in ambito lavorativo.
Provincia Autonoma Trento
-Prosecuzione del progetto “Alcol e mondo del lavoro”, rivolto ai lavoratori del mondo
dell’industria e dell’artigianato.
Metodologie e strumenti: somministrazione di interviste per valutare l’entità del fenomeno
dell’abuso di alcol (1.000 interviste su 50.000 addetti); inserimento di 4 ore di corso sui
problemi alcolcorrelati nel Corso base previsto per le rappresentanze dei lavoratori per la
sicurezza (RLS) e i responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) delle
aziende.
-Estensione dei suddetti moduli formativi nell’ambito dei servizi pubblici.
Regione Veneto
-Consolidamento delle attività finalizzate alla sicurezza sui luoghi di lavoro, rivolte a
lavoratori, datori di lavoro, delegati sindacali, medici del lavoro, addetti alla sicurezza,
associazioni di categoria.
Metodologie e strumenti: formazione e sensibilizzazione dei target sui rischi personali,
professionali e collettivi associati al consumo di bevande alcoliche e sui problemi
alcolcorrelati in ambito lavorativo; counseling.
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Avviamento di programmi di educazione sanitaria per l’acquisizione di stili di vita sani in
contesti lavorativi quali le fabbriche (es.”Fantoni” di Udine), finanziati con il Fondo
nazionale per la lotta alla droga.
-Affidamento delle competenze di prevenzione in materia di sicurezza del lavoro ai
Dipartimenti di prevenzione delle Aziende USL.
101
Regione Liguria
-Attivazione di un gruppo di lavoro misto per la sicurezza sui luoghi di lavoro (Azienda
USL chiavarese).
-Collaborazione con l'Arsenale Militare di La Spezia per progetti di prevenzione nel
mondo del lavoro civile e militare, focalizzati in particolare sulla percezione del rischio
dell'uso di droghe e alcol (Azienda USL spezzino).
Regione Emilia-Romagna
-Avvio del progetto regionale “Alcol e Lavoro”, coordinato dall’Azienda USL di Modena
in continuità con un precedente progetto pilota sullo stesso tema, finalizzato a realizzare
interventi di prevenzione nelle aziende del territorio di riferimento e a definire adeguati
modelli di intervento per la prevenzione e riduzione delle problematiche alcolcorrelate
negli ambienti di lavoro, tramite l’integrazione e collaborazione tra i Servizi per le
dipendenze patologiche (SERT) e il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di
lavoro (SPSAL).
Regione Toscana
-Produzione del CD-ROM “SERT in fabbrica” con materiale informativo in tema di alcol,
droghe e lavoro (Azienda USL 8 di Arezzo-Zona Aretina).
-Prosecuzione della collaborazione dei servizi della Azienda USL 7 di Siena-Zona Val
d’Elsa con il servizio di Medicina del Lavoro della medesima Azienda.
-Introduzione di uno specifico pacchetto di interventi relativi alla prevenzione,
informazione e formazione sull’alcol quale fattore di rischio per la salute e sicurezza
nell’ambito di un progetto del SERT dell’Azienda USL 10 Firenze-Zona Mugello,
realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione e sicurezza sui luoghi di
lavoro della stessa Azienda, in materia di rischi psico-sociali nelle grandi opere.
-Ricerca del SERT di Lucca sulle percezioni relative all’alcol e ai problemi alcolcorrelati
nell’ambiente lavorativo, con somministrazione di un questionario a tutti i dipendenti della
Azienda USL, realizzata nell’ambito della partecipazione al progetto nazionale “Alcol e
102
Lavoro” promosso dal Ministero della Salute con le risorse del Fondo nazionale per la lotta
alla droga, di cui la Regione Toscana è capofila.
-Incontri di formazione e sensibilizzazione sull’alcol e i problemi alcolcorrelati realizzati
dal Centro di Alcologia dell’Azienda USL 3 di Pistoia-Zona-Distretto Val di Nievole per i
dipendenti dell’Ipercoop Montecatini, della stessa Azienda USL e del Comune di
Monsummano Terme, nell’ambito del progetto Euridice “Prevenzione delle dipendenze sui
luoghi di lavoro”.
-Attività realizzate dall’ Azienda USL 4 di Prato per la prevenzione della dipendenza da
sostanze nelle piccole e medie imprese del distretto industriale di Prato.
Regione Umbria
-Prosecuzione del progetto “Realizzazione di un osservatorio regionale integrato per la
prevenzione nei luoghi di lavoro”, finalizzato alla costruzione di reti locali interne alle
Aziende USL che, in collegamento con la banca dati regionale, permettano di dare
informazioni utili per la programmazione regionale ed aziendale e di valutare l’efficacia
degli interventi per la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
-Avvio del progetto “Alcol e lavoro” in collaborazione tra il Servizio territoriale per
l’Alcologia dell’Azienda USL n.2 e il locale Dipartimento di Prevenzione, nell’ambito del
quale sono stati attivati contatti con i dirigenti, i medici competenti e le RSU delle aziende
e delle fabbriche partecipanti e sono stati somministrati ai lavoratori i questionari di
rilevazione delle abitudini alcoliche.
Regione Marche
-Realizzazione del sottoprogetto regionale “Il lavoro alla guida e l’Alcol”, rivolto al target
del settore trasporti (trasporto pubblico, privato e su rotaie) nell’ambito del più ampio
progetto nazionale “Programma di sensibilizzazione, informazione e consulenza finalizzato
alla prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale dipendente di
aziende”, finanziato dal Ministero della Salute con il Fondo nazionale per la lotta alla
droga e coordinato dalla Regione Toscana, a cui hanno collaborato, in stretto
coordinamento, operatori dei SERT, dei Dipartimenti di Prevenzione, di Medicina del
Lavoro e di Igiene e Sanità Pubblica, nonché le associazioni di categoria e le
organizzazioni sindacali.
103
Metodologie e strumenti: distribuzione di questionari conoscitivi e di informazione e
sensibilizzazione; costituzione di un gruppo tecnico formale a livello regionale, composto
da operatori dei servizi interessati; formazione congiunta degli operatori; produzione di
materiale informativo; acquisto di etilometri; organizzazione di due giornate formative
destinate a operatori del SERT e dei Servizi di Prevenzione e Medicina del Lavoro nonché
a rappresentanti sindacali, per un totale di 40 partecipanti.
Regione Molise
-Realizzazione di alcuni seminari informativi e formativi relativi alla sicurezza nei luoghi
di lavoro per il tramite dell’Assessorato al Lavoro.
Regione Puglia
-Adesione al progetto nazionale “Programma di sensibilizzazione, informazione e
consulenza finalizzato alla prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale
dipendente di aziende” promosso e finanziato dal Ministero della Salute con le risorse del
Fondo nazionale per la lotta alla droga e coordinato dalla Regione Toscana.
Regione Calabria
-Previsione, nell’ambito del Piano Sanitario Regionale 2004-2006, di azioni per la
promozione di politiche sull’alcol nei luoghi di lavoro, basate sull’educazione,
prevenzione, identificazione precoce e trattamento degli alcoldipendenti.
-Adesione, tramite i Servizi di Alcologia di Cosenza, Rogliano e Pizzo Calabro, al progetto
nazionale “Programma di sensibilizzazione, informazione e consulenza finalizzato alla
prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale dipendente di aziende”,
promosso e finanziato dal Ministero della Salute con le risorse del Fondo nazionale per la
lotta alla droga e coordinato dalla Regione Toscana.
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Regione Sicilia
-Adesione al progetto nazionale “Programma di sensibilizzazione, informazione e
consulenza finalizzato alla prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale
dipendente di aziende”, promosso e finanziato dal Ministero della Salute con le risorse del
Fondo nazionale per la lotta alla droga e coordinato dalla Regione Toscana.
Regione Sardegna
-Stabile rapporto di collaborazione dell’Azienda USL di Sanluri con il Servizio di
Medicina del lavoro della stessa Azienda, nell’ambito del quale sono state visitate le
aziende del territorio e sono stati effettuati incontri di formazione con i dirigenti aziendali
e i referenti aziendali per la salute e sicurezza.
-Realizzazione di incontri tra operatori dell’unità alcologica del SERT di Sassari e i
dirigenti delle aziende del territorio, in qualche caso anche continuativi (con l’ex SPRISAL
di Sassari).
-Formalizzazione di un accordo tra unità alcologica del SERT di Sassari e i dirigenti
dell’Azienda Regionale Trasporti (ARST).
4.10. Provvedimenti adottati per assicurare l’erogazione a carico del Servizio
Sanitario Nazionale dei farmaci per terapie antiabuso o anticraving dell’alcolismo
Regione Piemonte
-Prescrizione ed erogazione diretta dei farmaci agli assistiti dai Servizi alcologici a carico
del S.S.N. dietro presentazione di un piano terapeutico prescritto dal medico del Servizio.
-Certificazione specialistica dei Servizi di Alcologia ai propri pazienti per l’accesso alla
esenzione del pagamento del ticket relativo alle prestazioni previste dalla normativa
vigente.
105
Regione Valle D’Aosta
-Regolare erogazione dei farmaci per le terapie antiabuso e/o anticraving dell’alcolismo a
carico dell’Azienda U.S.L. Valle d’Aosta. I trattamenti medico-farmacologici sono molto
diffusi, data l’entità delle patologie organiche alcolcorrelate, e vi è una significativa
prevalenza dei trattamenti farmacologici con Alcover (49,7%) e Antabuse (23,4%).
Regione Lombardia
-Prosecuzione della possibilità di erogazione in forma totalmente gratuita (anche in ambito
carcerario) dei trattamenti farmacologici necessari, in alternativa al trattamento
residenziale.
Provincia Autonoma Bolzano-Alto Adige
-Prosecuzione della prescrizione o dell’erogazione ambulatoriale, presso il SERT BolzanoAmbulatorio HANDS, di farmaci avversivanti (Disulfiram) e anticraving (sodio oxibato),
nonché di altre terapie farmacologiche di supporto, a carico del S.S.N. (134 gli utenti cui
sono stati somministrati farmaci anticraving; 28 gli utenti che hanno assunto con regolarità
farmaci alcol-avversivanti).
-Fornitura direttamente all’utente o ad un suo familiare, nel SERT di Merano, dei farmaci
previsti per tali terapie, usando anche, in alcuni casi, un protocollo di somministrazione
giornaliera.
Provincia Autonoma Trento
E’ prevista la prescrivibilità del farmaco Etiltox a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Regione Veneto
-Prosecuzione della erogazione diretta dei farmaci per le terapie antiabuso o anticraving
dell’alcolismo da parte dei Servizi per le dipendenze e dei Presidi ospedalieri.
106
Regione Friuli-Venezia Giulia
-Prosecuzione in tutte le Aziende USL della erogazione a carico del Servizio Sanitario
Regionale dei farmaci necessari per le terapie antiabuso o anticraving dell’alcolismo.
Regione Liguria
-Prosecuzione della somministrazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale delle
terapie antiabuso o anticraving dell’alcolismo da parte dei NOA.
Regione Emilia-Romagna
-Prosecuzione della diretta erogazione dei farmaci per il trattamento dell’alcolismo da
parte dei Servizi per le dipendenze patologiche e dei Presidi ospedalieri.
Regione Toscana
-Somministrazione e prescrizione dei farmaci a carico del Servizio Sanitario Regionale da
parte delle équipes alcologiche e dei servizi alcologici ospedalieri, a livello
prevalentemente ambulatoriale, nell’ambito di protocolli di trattamento ad ampio raggio
che prevedono, oltre alle terapie farmacologiche per le specifiche patologie alcolcorrelate,
alle terapie di disintossicazione, anticraving e di supporto nella fase cronica dell’alcolismo,
anche interventi psicoterapici e socio-riabilitativi.
Regione Umbria
-Inserimento nell’elenco terapeutico ospedaliero regionale dei farmaci per la terapia
antiabuso, destinati ai servizi territoriali ed ospedalieri (fascia C).
-Erogazione gratuita delle terapie farmacologiche ai soggetti alcoldipendenti da parte dei
Servizi di Alcologia.
107
Regione Marche
-Erogazione diretta da parte dei SERT che trattano alcolisti delle terapie antiabuso e
anticraving, a carico del S.S.N.
-Somministrazione del farmaco GHB nell’ambito del ricovero ospedaliero previa
consulenza del medico del SERT.
Regione Lazio
-Erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale di farmaci utili per il trattamento
dell’abuso e del craving per l’alcol.
Regione Campania
-Prescrizione ed erogazione, nell’ambito del trattamento medico-farmacologico dei SERT,
di tutti i farmaci anti-abuso o anticraving messi a disposizione dal Prontuario farmaceutico
del S.S.N..
Regione Basilicata
-Erogazione in forma gratuita delle terapie farmacologiche antiabuso ed anticraving
nell’ambito dei servizi alcologici.
Regione Calabria
-Erogazione di farmaci anti craving dell’alcolismo a carico del Servizio Sanitario
Nazionale nell’ambito dei Servizi di Alcologia esistenti e nel SERT di Castrovillari.
108
4.11. Progetti o iniziative di particolare rilevanza realizzati dalle Regioni in adesione
agli orientamenti e ai principi della legge 125/2001
Hanno inviato documentazione relativa a progetti di particolare rilevanza per l’attuazione
della legge 125/2001 alcune Regioni, per ognuna delle quali si riassume brevemente il
contenuto delle iniziative adottate.
Ai successivi punti 4.11.1. e 4.11.2 vengono altresì integralmente riportati i contributi
inviati da due Regioni, scelti tra quelli ritenuti più significativi per le aree, rispettivamente,
settentrionale, centrale e meridionale del Paese.
Regione Piemonte
1) “Bob, responsabilizzazione e individuazione del guidatore designato” (V. punto 4.11.1).
2) “Feedback: Adolescenti e sostanze psicoattive. Percezioni e rappresentazioni del
fenomeno, impatto dei messaggi informativo- preventivi” (solo fase programmatoria).
3)“VideoIndipendenti” (progetto per la realizzazione di filmati con gli studenti della
scuola secondaria sul tema della dipendenza).
4) Progetto della Azienda USL 15 di Cuneo per la realizzazione di percorsi informativoeducazionali o di recupero per i soggetti con consumi a rischio segnalati dalla locale
Commissione Patenti.
5) Adesione al Progetto nazionale “Un progetto sperimentale per l’alcoldipendenza:
autogestione teleassistita, tecniche cognitivo comportamentali e trattamento
individualizzato per la prevenzione secondaria dell’abuso alcolico”, promosso dal
Ministero della Salute, finanziato con il Fondo nazionale per la lotta alla droga e
coordinato dalla Regione Lazio.
Regione Valle D’Aosta
1) “Pit stop–una sosta ai box”, progetto finanziato dal Fondo nazionale di intervento per la
lotta alla droga, elaborato dal SERT dell’Azienda Valle d’Aosta in collaborazione con la
ccooperativa sociale “Ombre con l’Acca” per la prevenzione delle problematiche giovanili.
109
Regione Lombardia
1) “Prevenzione… in corso”, progetto dell’Azienda USL Città di Milano per l’attivazione
di un percorso formativo rivolto ai delegati sindacali e ai rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza, ai fini di favorire lo sviluppo di una rete territoriale di “moltiplicatori
dell’azione preventiva” che collaborino al contrasto dell’abuso di alcol e altre sostanze
negli ambienti di lavoro. Nell’ambito del progetto è stato pubblicato l’omonimo manuale
di formazione.
Provincia Autonoma Bolzano
1) Progetto “HANDSHOME” per l’avvio di un alloggio protetto per persone con gravi
problemi di alcoldipendenza o comunque con gravi problematiche socio-sanitarie, privi di
sufficienti risorse per condurre una vita autonoma, conosciuti da più servizi territoriali e
precedentemente disoccupati. Il progetto è stato condotto in collaborazione tra Azienda
Servizi Sociali di Bolzano e la associazione HANDS.
Regione Liguria
1)Progetto della Azienda USL 2 “Savonese”-Dipartimento delle dipendenze-, finalizzato
alla sensibilizzazione e formazione degli insegnanti per l’inserimento della tematica
“alcol” all’interno dei programmi scolastici, con materiali e metodi prodotti nell’ambito di
un più vasto progetto interregionale promosso dal Ministero della Salute con le risorse del
Fondo nazionale per la lotta alla droga.
Regione Emilia Romagna
1) Progetto “Linee d’indirizzo alle Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna per
la valutazione dell’idoneità alla guida dei soggetti segnalati per guida in stato di ebbrezza
alcolica” (di cui alla D.G.R. 19.07.2004 n. 1423), finalizzato ad uniformare in ambito
regionale le procedure adottate dalle Commissioni mediche locali nel giudizio di idoneità
alla guida dei soggetti segnalati per guida in stato di ebbrezza, nell’ambito del quale sono
stati elaborati:
-protocollo operativo per la valutazione dell’idoneità alla guida nei soggetti segnalati per
guida in stato di ebbrezza alcolica;
-percorso valutativo per l’accertamento dell’idoneità alla guida nei soggetti segnalati per
ebbrezza alcolica;
110
-modello di scheda clinica;
-modello di certificazione con legenda;
-criteri di orientamento per la Commissione medica locale ai fini dell’individuazione della
classe di rischio;
-fac-simile di informativa sul percorso valutativo.
Regione Toscana
1) Progetto “Bacco e Tabacco… all’Ospedale”, indagine sulla diffusione del consumo di
alcol e di sigarette di tabacco nei degenti del Presidio ospedaliero di Livorno (V. punto
4.11.2).
2) Progetto nazionale “Programma di sensibilizzazione, informazione e consulenza
finalizzato alla prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al personale dipendente
delle aziende”, promosso dal Ministero della Salute con le risorse del Fondo Nazionale di
intervento per la lotta alla droga, nell’ambito del quale la Regione Toscana ha un ruolo
di capofila. Il progetto prevede il coinvolgimento dei Dipartimenti delle dipendenze, dei
Dipartimenti per la prevenzione nei luoghi di lavoro, delle Organizzazioni sindacali e
datoriali e delle figure professionali con ruoli di responsabilità nella tutela della salute nei
luoghi di lavoro.
3) Progetto “Divertimento sicuro-Promozione di una cultura della sobrietà nei contesti di
socializzazione giovanile”, promosso in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e
finalizzato a prevenire la diffusione delle droghe e dell’abuso di alcol accrescendo la
qualità e la sicurezza del divertimento dei frequentatori delle discoteche e di altri luoghi di
aggregazione giovanile notturna, mediante la valorizzazione delle professionalità operanti
in tali contesti, con lo sviluppo di conoscenze utilizzabili per esercitare il ruolo di “attori
della prevenzione”.
4) Progetto “Non solo Bacco e Tabacco… nelle abitudini dei giovani livornesi”, indagine
condotta nelle classi quarte delle scuole medie superiori di Livorno per approfondire le
conoscenze sull’entità e le caratteristiche dell’uso e abuso di bevande alcoliche, di tabacco,
di droghe “ricreative” e di forme di addiction drug free (senza utilizzo di sostanze) tra i
giovani livornesi.
5) Progetto “Bacco e Tabacco… in carcere”, indagine sulla diffusione del consumo di
bevande alcoliche e del tabagismo tra i detenuti e operatori penitenziari della Casa
circondariale “Le Sughere” di Livorno.
111
6) Progetto “La fatica di crescere…10 anni dopo”, indagine epidemiologica sulla
popolazione giovanile dell’Alta Val di Cecina ai fini di valutare, a distanza di 10 anni da
una precedente analoga indagine, la prevalenza dell’uso di bevande alcoliche e altre
sostanze d’abuso e la percezione della loro pericolosità.
Regione Lazio
-Progetto “Un progetto sperimentale per l’alcoldipendenza: autogestione teleassistita,
tecniche cognitivo-comportamentali e trattamento individualizzato per ottimizzare, a
livello quantitativo e qualitativo, gli interventi integrati di prevenzione secondaria
dell’abuso alcolico”, condotto, in qualità di Regione capofila, dalla Regione Lazio sulla
base di un progetto promosso e finanziato dal Ministero della Salute con le risorse del
Fondo nazionale per la lotta alla droga. Il progetto è finalizzato a potenziare, nei servizi
alcologici delle varie Regioni, la capacità di gestione dell’utenza tramite la diffusione di
una metodologia di intervento, sperimentata e validata dagli stessi operatori, mirata a
promuovere e rafforzare le risorse di autogestione dei pazienti alcolisti, ottimizzando
l’intervento delle risorse professionali disponibili e ampliando gli interventi rivolti ad un
target medio di utenza, risultato come quello più numeroso.
Regione Marche
- Progetto regionale “Guida sicura”, finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali della
Regione Marche e condotto in collaborazione tra la Regione Marche e l’associazione
culturale “Salute&Guida”, finalizzato alla promozione della cultura della sicurezza stradale
tra i giovani, con particolare riferimento all’uso di sostanze legali (alcol) ed illegali,
nell’ambito del quale sono state svolti i seguenti interventi :
- formazione del team e definizione dello slogan
- tour della sicurezza stradale
- corso di guida sicura (teoria e pratica) in autodromo
- realizzazione di un prodotto multimediale interattivo di grande diffusione
- realizzazione di un talk-show televisivo in discoteca
- realizzazione di una pubblicazione.
Regione Molise
- Progetto triennale “Andromede”, promosso dalla Provincia di Campobasso e finalizzato
112
a contrastare nel territorio provinciale l’abuso di bevande alcoliche, favorire una corretta
informazione, evitare la diffusione di luoghi comuni e stereotipi radicati nella cultura
molisana, realizzare una rete locale e nazionale di supporto e comunicazione tra operatori
sociali, insegnanti, medici di Medicina Generale, educatori, animatori di comunità e
cittadini.
Regione Puglia
-Progetto “Corsi territoriali di formazione del personale delle discoteche ai fini della
prevenzione dell’uso di sostanze psicotrope”, per l’attuazione di un’attività formativa
articolata in n. 4 incontri della durata di 10 ore per un totale complessivo di 40 ore di
formazione, condotta da operatori già formati e di comprovata esperienza su tematiche
individuate e concordate con il Sindacato regionale locali da ballo (SILB) e con i gestori
dei locali, al fine di aumentare le competenze degli operatori della notte rispetto al
consumo di sostanze e di analizzare gli stili di vita e comunicazione tra i giovani per
influire positivamente sui comportamenti a rischio.
Regione Sardegna
-Elaborazione del documento “Linee di indirizzo in materia di Alcologia”, attualmente
all’esame dell’Assessore alla Sanità.
113
4.11.1. Contributo originale della Regione Piemonte
PROGETTO BOB
RICERCA DI VALUTAZIONE
SINTESI PRELIMINARE
114
Coordinamento campagna “Bob”: Regione Piemonte
Direzione Trasporti: Aldo Manto, Gianni Rosa e Olga Quero
Direzione Comunicazione Istituzionale: Roberto Salvio, Angelo Soria, Silvia Maria Venutti, Davide
Ricca, Silvana Bellomo
Documento redatto da: Franca Beccaria, Marina Marchisio
Gruppo di ricerca: Franca Beccaria, Marina Marchisio, Antonella Ermacora, Sara Della Pietra
Organizzazione della ricerca: Eclectica Snc, piazza Statuto 16, Torino
Gli intervistatori - hostess e steward – sono stati indicati dall’agenzia Hydra di Samuele Rocca.
115
Torino, 10 febbraio 2005
1. Introduzione
“Bob è l’amico che non beve e accompagna a casa gli altri in tutta sicurezza”.
Così recita il pay off degli spot cinematografici e radiofonici programmati durante la
campagna invernale realizzata nell’ambito del Primo Programma Regionale Sicurezza
Stradale. L’obiettivo di questa iniziativa è aumentare la consapevolezza dei rischi
connessi alla guida sotto l’effetto di alcol, droghe o farmaci e di diffondere tra i giovani
l’abitudine a scegliere il guidatore designato, ossia la persona che si assume l’impegno di
arrivare lucido alla fine della serata e di accompagnare a casa gli amici.
L’iniziativa è già stata sperimentata in altri Paesi europei e si sta diffondendo anche in
Italia. Il nome assegnato al guidatore designato (Bob) deriva da un’esperienza belga. Una
prima sperimentazione del progetto è avvenuta tra giugno e settembre con l’allestimento
di uno spazio informativo, presso i più importanti festival musicali della Regione, nel quale
operatori sociosanitari dei Servizi per le Dipendenze delle ASL offrivano la possibilità di
sperimentare l’alcoltest e di ricevere informazioni nonché gadget appositamente realizzati
per l’occasione.
Successivamente, tra novembre 2004 e gennaio 2005, l’iniziativa si è ripetuta in dieci
discoteche individuate nelle diverse province della Regione.
116
La distribuzione dei gadget (magliette e portachiavi) è stata curata da hostess e steward,
cioè da ragazzi di età compresa tra i 18 e i 27 anni, anagraficamente vicini al target della
campagna e formati sul tema dei rischi della guida sotto l’effetto di alcol e droghe.
Contattando i clienti dei locali, hostess e steward avevano l’occasione di diffondere
informazioni, illustrare la figura del guidatore designato (depliant e cartoline) e invitare i
ragazzi a sottoporsi all’alcoltest nelle postazioni e negli stand gestiti da operatori dei
servizi sociosanitari. A chi era interessato a essere Bob veniva proposto di sottoporsi al
test dell’etilometro, alla presenza di un medico e di un infermiere, e alle persone con esito
negativo veniva consegnato uno zainetto o una palla Torino 2006 e offerta la possibilità di
partecipare all’estrazione di un corso di guida sicura presso la Pista di Guida Sicura di
Susa (To). Sono stati offerti 30 corsi in tutto, tre per ogni serata.
Hanno completato la campagna due spot cinematografici e due spot radiofonici trasmessi
a inizio novembre e a metà dicembre e annunci sulle principali testate giovanili e di
spettacolo.
La “sessione invernale” della campagna è stata caratterizzata dalla realizzazione di una
ricerca di valutazione parallela all’evolversi dell’iniziativa. Tale ricerca ha visto hostess e
steward coinvolti in qualità di intervistatori e ha determinato un utilizzo dei gadget
integrato e “funzionale” ai diversi momenti della ricerca.
Sebbene l’obiettivo principale della ricerca fosse quello di valutare le ricadute
dell’iniziativa e il gradimento del target, gli strumenti sono stati predisposti in modo che
fosse possibile indagare anche altri atteggiamenti e comportamenti (abitudini di utilizzo
del tempo serale e notturno, modalità di spostamento, abitudini di consumo alcolico,
percezione del rischio e della sicurezza alla guida, conoscenze ed esperienze in materia
di sicurezza stradale e prevenzione dei rischi legati all’alcol) nella convinzione che da
queste informazioni si possano trarre indicazioni utili sia per interventi di prevenzione
propriamente detti sia per attività relative ad altri settori.
In ogni serata le attività di ricerca si sono articolate in due momenti che si differenziavano
per i seguenti aspetti:
1. lo strumento utilizzato ( questionario/ intervista)
117
2. la modalità di raccolta delle informazioni (presenza / assenza del ricercatore)
3. il gadget distribuito (portachiavi /magliette).
Momento
Strumento
Presenza intervistatore
Ingresso
Questionario
No:
lo
strumento
era Portachiavi
autocompilato
ma
gli
intervistati
potevano
interagire con gli operatori
pubblici che gestivano la
postazione all’ingresso della
discoteca
Si: Gli intervistati venivano Maglietta
contattati da hostess e
steward
che,
oltre
ad
informare,
avevano
il
compito
di
realizzare
l’intervista e segnalare agli
operatori
gli
eventuali
candidati Bob
Quando
il
locale Intervista strutturata
cominciava ad essere
affollato
(indicativamente
tra
l’una e le due)
Gadget
distribuito
Gli intervistatori avevano ricevuto indicazioni affinché gli intervistati fossero persone di età
compresa tra i 18 e i 35 anni (target dell’iniziativa). Il criterio è stato interpretato con una
certa flessibilità anche a causa del contesto di realizzazione delle interviste; per questo,
come si vedrà più avanti, il campione degli intervistati comprende anche persone al di
sopra dei 35 anni .
Una parte delle attività di ricerca ha visto coinvolti anche gli operatori Sanitari dei Servizi
per le Dipendenze che hanno partecipato alle serate. A tutti è stato chiesto di riportare le
loro impressioni su una scheda (griglia di valutazione) attraverso la quale abbiamo
raccolto indicazioni sulle criticità, sulle curiosità e sull’interesse del pubblico verso
l’iniziativa e sui possibili suggerimenti per interventi futuri.
118
2. Una “serata Bob”
Ogni evento realizzato durante la campagna informativa sui rischi della guida sotto
l’effetto di alcol e droghe (5 novembre 2004 – 8 gennaio 2005) poteva prevedere da uno a
tre momenti di contatto tra i frequentatori delle discoteche e le persone coinvolte nel
progetto sul versante della ricerca o dell’informazione.
All’ingresso di ogni discoteca era possibile trovare una postazione – gestita da operatori
ASL – presso la quale erano in distribuzioni materiali informativi e gadget sulla campagna
guidatore designato. Presso la stessa postazione gli interessati potevano:
ƒ
ricevere dagli operatori informazioni più dettagliate sui rischi della guida sotto
l’effetto di alcol e droghe
ƒ
effettuare l’alcoltest – anche più volte nel corso della stessa serata – per verificare
il livello di alcolemia e le sue variazioni a seconda dei consumi della serata
ƒ
compilare un questionario che rappresenta il primo degli strumenti utilizzati nel
corso del lavoro di valutazione della campagna e che raccoglie informazioni
semplici ed essenziali in merito ad alcune caratteristiche socio-demografiche degli
intervistati, alla ricostruzione della serata e alle conoscenze sul tema alcol e guida.
Inoltre i frequentatori delle discoteche venivano contattati dagli steward e dalle hostess
coinvolti nel progetto in qualità di intervistatori. Una volta accertata la disponibilità e
l’interesse della persona contattata, hostess e steward procedevano alla realizzazione di
un’intervista durante la quale venivano raccolte informazioni un po’ più approfondite sulle
caratteristiche dell’intervistato, sulle abitudini di guida, sui consumi alcolici ed elementi utili
alla valutazione dell’impatto della campagna Bob - guidatore designato sul target.
Conclusa l’intervista era possibile “candidarsi ad essere Bob” per quella serata e per il
proprio gruppo di amici. Tale candidatura consentiva agli interessati di essere coinvolti
nella terza fase dell’intervento durante la quale gli operatori Asl, medico e infermiere,
verificavano che il “candidato” avesse effettivamente i requisiti per essere Bob e fornivano
informazioni più dettagliate sul tema alcol e guida. L’ “idoneità” del guidatore designato o
Bob veniva data a coloro che non superavano lo 0,5 g/l di alcolemia rilevata con
etilometro. A questo punto il giovane era anche informato sul significato di essere Bob,
non solo per la propria sicurezza, ma anche per quella degli amici e sull’opportunità di
119
diffondere questo tipo di abitudine - ossia di avere sempre nel gruppo una persona che si
astenga dall’alcol o che ne consumi una minima quantità - anche tra gli amici e i
conoscenti. Al Bob era anche offerto un gadget (uno zainetto o una palla griffati Torino
2006) e la possibilità di partecipare a un’estrazione di 3 corsi di guida sicura per ogni
serata.
Tutti gli operatori sociosanitari al termine della serata hanno compilato una griglia di
valutazione finalizzata a rilevare l’’interesse dimostrato dai ragazzi nei confronti
dell’iniziativa, a individuare i problemi organizzativi e a raccogliere eventuali suggerimenti
per future iniziative di prevenzione.
Come si evince da quanto appena descritto, l’articolazione di ogni evento è stata
complessa, ma questa complessità e questa differenziazione delle fasi dell’intervento e
degli strumenti di indagine ha consentito di raccogliere una quantità notevole di dati e
informazioni.
Nella descrizione di quanto emerso è opportuno iniziare dagli strumenti utilizzati
(domande presenti e variabili rilevate nel questionario, nell’intervista e nella griglia
compilata dagli operatori), e proseguire con i dati veri e propri: distribuzioni di frequenza,
incroci tra variabili rilevate all’interno dello stesso strumento e raffronto tra le variabili
rilevate con strumenti diversi.
120
3. Il questionario di ingresso
Il questionario poteva essere compilato dai frequentatori presso una postazione allestita
della discoteca all’ingresso del locale ed è stato elaborato tenendo in considerazione la
peculiare situazione contestuale: rumore, affollamento, spazi ridotti, situazione di svago,
scarsa illuminazione. Lo strumento utilizzato per la rilevazione dei dati è caratterizzato da:
ƒ
essenzialità delle informazioni
ƒ
semplicità di compilazione
ƒ
brevità dei tempi di compilazione.
Il risultato di tale elaborazione è un questionario articolato in 18 domande – tutte a
risposta chiusa – suddivise nelle seguenti sezioni:
a) Identikit: contiene informazioni quali genere, età, condizione occupazionale,
contesto relazionale–abitativo di riferimento, mezzi di trasporto abitualmente
utilizzati per le uscite serali, disponibilità all’utilizzo di mezzi pubblici in queste
situazioni;
b) Tempi e mobilità della serata: trovano posto in questa sezione informazioni relative
alla durata dell’uscita serale, alle diverse tappe della serata, alla mobilità –
ampiezza degli spostamenti e mezzi di trasporto utilizzati - e ai consumi alcolici
precedenti l’arrivo in discoteca di cui abbiamo cercato di rilevare tipologie, quantità
e contesti;
c) Alcol e guida: è l’ultima sezione del questionario e contiene sei domande relative
alle conoscenze degli intervistati in merito agli strumenti di controllo/prevenzione
dei rischi alcol-guida, alla figura del guidatore designato e al livello massimo di
alcolemia previsto dal Codice della Strada.
Dati di sfondo
I questionari risultati validi alla fine della rilevazione sono stati complessivamente 1.451. Il
dato disaggregato per locali mostra una sostanziale equità nella ripartizione. Tuttavia,
perché tale equità fosse perfettamente rispettata, ogni locale avrebbe dovuto “contribuire”
121
al totale con una quota pari al 10%. I valori reali non si distaccano di molto da quelli attesi
anche se, tra i locali coinvolti, si possono individuare tre sottogruppi:
- Locali la cui quota è al di sotto del 10% del totale (“La Rocchetta” 7,4%, “Rock City”
8,4%, “The beach” e “Luna Rossa” 9%, “Altro mondo” 9,2%).
- Locali la cui quota è attorno al 10 % (“Parsiphal” 10,4%, “Maneggio” 10,1%).
- Locali che superano la quota del 10% (“Evita” 13,1%, “Globo” 11,5%, “Cubo” 11,8%).
Grafico 1: Questionari disaggregati per locale
08-gen-05
07-gen-05
18-dic-04
10-dic-04
27-nov-04
20-nov-04
19-nov-04
13-nov-04
12-nov-04
05-nov-04
0
50
100
Questionari Valore assoluto
150
200
Questionari %
Il dato relativo alla variabile di genere fa registrare una netta prevalenza dei maschi
(79,8%) sulle femmine (20.2%).
Grafico 2: Genere
20%
80%
122
maschio
femmina
L’incrocio della variabile di genere con i dati relativi ai consumi alcolici e all’utilizzo della
propria auto, per gli spostamenti della serata in cui il questionario è stato compilato, può
fornire una interessante lettura di questo scarto. Tra le donne, infatti, è molto più bassa
che tra gli uomini sia la percentuale di coloro che prima di arrivare in discoteca avevano
già consumato bevande alcoliche (39% contro il 69% dei maschi) sia la quota di coloro
che per raggiungere la discoteca si erano spostate con la propria auto (39% contro 59%).
In altri termini è ipotizzabile che la puntuale condizione di “non guidatrice” e “non
consumatrice di bevande alcoliche” abbia portato molte ragazze a non avvicinarsi, più o
meno consapevolmente, alla postazione di ingresso o almeno a non compilare il
questionario. Questa ipotesi sembrerebbe confermata dal dato relativo alla stessa
variabile rilevato durante le interviste. Anche in questo, infatti, caso si ripropone lo stesso
scarto (30% donne - 70% uomini), il che confermerebbe una minore curiosità o interesse
delle ragazze soprattutto nel momento in cui non sono né consumatrici di bevande
alcoliche né guidatrici.
Per quanto riguarda l’età degli intervistati si osserva che il valore minimo rilevato è 15
anni (2 casi) e il valore massimo è 51 (1 caso). La distribuzione di frequenza non
organizzata per classi consente di rilevare con precisione l’età media – di poco inferiore ai
25 anni – e il valore modale – 18 anni segnalato da ben 1.234 casi.
La classe più rappresentata è sicuramente quella tra i 18 e i 22 anni che raggruppa oltre il
40% delle risposte valide. Seguono le classi 23 – 27 anni (27,3%) e 28 – 32 (15,3%). In
sostanza, la maggioranza assoluta del nostro campione ha un’età compresa tra i 18 e i 32
anni (86,3%), che rappresenta il target di questa iniziativa di prevenzione. Residuali le
percentuali fatte registrare dai minorenni (2,3%) e dagli ultraquarantenni (1,8%). Un po’
più consistenti, ma comunque ridotte, le percentuali fatte registrare dalle classi 33 – 37 e
38 – 42 anni che, insieme, non raggiungono il 10% (le quote delle due classi sono
rispettivamente 5,6 e 3 ,4%).
Grafico 3: Età
40,00
35,00
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
123
0,00
15 - 17 anni
18 - 22 anni
23 - 27 anni
28 - 32 anni
33 - 37 anni
38 - 42 anni
oltre 42 anni
La maggioranza assoluta del campione raggiunto da questo strumento di indagine è
rappresentata da lavoratori (60,7%), seguono gli studenti (25,5%) e gli studenti lavoratori
(10,8%). Decisamente molto bassa la percentuale di persone in cerca di occupazione
(3%).
La maggioranza degli intervistati (67,6%) ha dichiarato di vivere con la famiglia di origine,
il 21,4% vive da solo e il 7,4% è sposato o convive con un partner. Altre situazioni
relazionali-abitative sono state segnalate complessivamente da 54 intervistati pari al 3,7%
del totale. Le situazioni più frequenti nell’ambito di questa modalità di risposta sono le
convivenze con amici e/o coinquilini, le convivenze con altri parenti (zii, cugini) e,
soprattutto per gli intervistati che si collocano nelle classi di età più elevate, le situazioni di
famiglia acquisita (figli). Ovviamente, l’andamento di questa variabile risente sia dell’età
sia della situazione occupazionale degli intervistati.
La percentuale di coloro che vivono da soli sale progressivamente man mano che ci si
sposta da una classe di età a quella successiva (si va dal 10,7% dei 18-22enni a
percentuali superiori al 40% per gli intervistati che hanno tra i 33 e i 42 anni).
La relazione tra il contesto abitativo e la situazione occupazionale sembra meno netta:
vive da solo il 14,6% degli studenti e il 23,3% dei lavoratori; vive con la famiglia di origine
il 79% degli studenti e il 64% dei lavoratori.
Gli ultimi due dati rilevati nella sezione “identikit” del questionario di ingresso sono relativi
al mezzo di trasporto più utilizzato per gli spostamenti serali e alla disponibilità all’uso
dei mezzi pubblici in queste circostanze.
Quasi tutti gli intervistati (1058 – pari al 72,9% del totale) ha dichiarato di utilizzare la
propria auto. Abbastanza numerosi (19%) anche coloro che di sera si spostano sfruttando
i passaggi degli amici; decisamente meno utilizzate altre modalità di spostamento quali
l’auto di famiglia (5,9%), i passaggi degli adulti (2,1%), lo scooter (1,4%), il taxi (0,7%) o i
mezzi pubblici (1,4%).
A proposito di quest’ultimo dato va segnalato che sulla disponibilità ad utilizzare i mezzi
pubblici per gli spostamenti serali, il campione si divide più o meno in parti uguali con una
leggera predominanza dei favorevoli (50,7%) sui contrari (49,3%).
124
La ricostruzione della serata
Per la maggior parte degli intervistati l’uscita da casa è propriamente serale o notturna
essendo iniziata tra le 0 e le 22 (per il 47,4%), tra le 22 e le 24 (per il 31,8%) oppure dopo
le 24 (per il 2,6%).
Qualunque sia l’ora di inizio dell’uscita, l’arrivo in discoteca avviene per tutti dopo le 22. Il
52,2% degli intervistati ha detto di essere arrivato in discoteca tra le 22 e le 24 e il 44% è
arrivato dopo le 24.
La maggioranza degli intervistati ha trascorso fuori meno di un’ora prima dell’arrivo in
discoteca, ma sono relativamente elevate anche le percentuali di coloro la cui uscita prediscoteca è durata tra le due e le tre ore (22,4%) o tra le tre e le quattro ore (19,8%).
Meno numerosi, ma comunque ben rappresentate, le classi “tra quattro e sei ore” (14,1%)
e “tra una e due ore” (10,8%).
Grafico 4: "durata dell'uscita" prima dell'arrivo in discoteca
30,0
25,0
20,0
15,0
10,0
5,0
0,0
meno di un'ora tra una e due
ore
tra due e tre
ore
tra tre e
quattro ore
tra quattro e
sei ore
oltre sei ore
I luoghi più frequentati prima dell’arrivo in discoteca sono i pub (segnalati dal 46,7% degli
intervistati), i ristoranti e le pizzerie (28,7%); abbastanza diffuso è anche il ritrovo pre –
discoteca a casa di amici (20,8%).
Grafico 5 : Tappe precedenti l'arrivo in discoteca
60
50
48,7
40
28,7
30
20,8
20
10
5,1
4,5
2,6
1,2
altra
discoteca
in giro
cinema
1,2
0,6
0
pub
pizzeria
ristorante
casa di
amici
bar
a lavorare praticare o
vedere 125
sport
Dall’incrocio dei dati relativi alla durata della serata e di quelli relativi ai luoghi frequentati
emerge un quadro con due modalità prevalenti:
-
si esce di casa intorno alle 22 per recarsi in un altro locale – di solito una birreria –
o a casa di amici dove si trascorre la prima parte della serata per arrivare in
discoteca intorno alle 24;
-
si anticipa l’uscita intorno alle ore 20 e si dà inizio alla serata con una cena che
può avvenire in pizzeria, al ristorante, o anche a casa di amici, per arrivare, anche
in questo caso, in discoteca intorno alle 24.
I chilometri complessivamente percorsi dagli intervistati nei viaggi di andata sono 47.077,
l’ampiezza media di uno spostamento è di 35 km e il valore modale, ossia più frequente, è
30.
Per i viaggi di ritorno (chilometri da percorrere dopo la discoteca) il valore complessivo è
37.771 chilometri, la media è 38,74 e la moda 20. Per quanto sintetici e poco raffinati
questi indicatori autorizzano a pensare che, nell’ambito della mobilità e degli spostamenti
di una serata, la discoteca si trovi in posizione finale, quasi già sulla strada del ritorno
verso casa.
Il numero di chilometri compiuti in direzione andata, infatti, è maggiore – in termini di
somma media e moda - rispetto a quelli da percorrere in direzione ritorno.
Gli spostamenti della serata sono avvenuti per tutti in macchina, che può essere propria
(54,8%) o di un amico (40,8%). In sostanza ci si sposta in gruppo e se ne sfruttano tutte le
potenzialità in termini di posti disponibili: per gli spostamenti serali e notturni, quindi,
sembra accadere esattamente il contrario rispetto a quanto capita di giorno quando nelle
strade urbane non è infrequente vedere code interminabili di auto popolate dal solo
autista.
Mezzi di trasporto diversi dall’auto privata non vengono praticamente utilizzati da
nessuno, per ragioni che possono avere a che fare con la sicurezza (lo scooter 1,6%), i
costi (il taxi 1%) o con ragioni di carattere logistico (mezzi pubblici 0,4%).
126
I consumi di bevande alcoliche
Il 61,5% del campione ha dichiarato che aveva già consumato bevande alcoliche prima di
arrivare in discoteca.
Tipo
Consumatori
Birra
Superalcolici
Vino
Aperitivi
Amari
Valore ass.
380
364
315
241
151
42
Softdrink
%
42,4
40,4
35,5
27,2
16,9
4,6
Consumazioni
Consumazioni medie
x consumatore
631
674
937
386
227
50
1,60
1,8
2,9
1,5
1,5
1,2
Gli alcolici più consumati, sia dal punto di vista delle quantità (numero di consumazioni)
sia dal punto di vista della diffusione (numero di consumatori) sono birre, superalcolici e
vino.
Alcol e guida
La conoscenza degli strumenti di controllo e prevenzione si può definire buona. L’89,9%
degli intervistati conosce l’alcoltest e l’86,6% conosce l’etilometro.
Meno frequenti, invece, i casi in cui si è fatta diretta esperienza dell’uso di questi
strumenti. Soltanto 265 intervistati (18,3%) avevano sperimentato l’alcoltest prima della
serata Bob e soltanto 241 (16,6%) avevano già sperimentato l’etilometro.
Per molti intervistati, dunque, questa iniziativa è stata anche l’occasione per conoscere e
sperimentare questi strumenti.
Nel corso di tutte le serate sono stati utilizzati complessivamente 1.588 alcotest: 828 sono
risultati positivi, 104 dubbi e 656 negativi.
127
Numero alcoltest distribuiti
Locale
Prima rilevazione
Maneggio
156
Globo
172
Luna Rossa 150
Cubo
166
Rock city
136
Evita
158
Parsiphal
152
L'Altro Mondo 149
La Rocchetta 131
The Beach 121
Totale
1491
Rilevazioni successive Totale
19
175
3
175
20
170
2
168
30
166
5
163
9
161
7
156
0
131
2
123
97
1588
Gli alcotest positivi, sui 1.491 distribuiti in prima rilevazione, sono stati 769 pari al 51,6%.
Nelle rilevazioni successive sono stati distribuiti 97 alcoltest e ne sono risultati positivi 59,
pari al 60,1%. Si registra dunque un aumento abbastanza consistente che, probabilmente
risulta dall’effetto combinato dei due fattori consumo alcolico e curiosità. In sostanza può
essere accaduto abbastanza spesso che i frequentatori delle discoteche più incuriositi
dall’evento abbiano chiesto di ripetere il test dopo avere consumato alcolici per verificare il
modificarsi dell’esito.
Meno della metà degli intervistati conosceva la figura del Bob prima della serata
informativa, mentre le conoscenze sul tasso di alcolemia consentito dal Codice della
Strada sembrano più diffuse: il 78,2% degli intervistati sa che il limite è 0,5 g/l. Le altre
due modalità di risposta indicate dal questionario erano 0,8 g/l (ritenuto esatto dal 13,8%
degli intervistati) e 1,5 g/l di sangue indicato da 45 intervistati., mentre 71 intervistati non
hanno risposto.
128
4. L’intervista
Nell’ambito delle serate di sensibilizzazione sui rischi connessi alla guida sotto l’effetto di
alcol e droghe, il secondo strumento di valutazione era rappresentato da un’intervista
strutturata realizzata da hostess e steward appositamente formati.
Lo strumento predisposto per la raccolta delle informazioni di questa seconda fase
doveva tenere conto di due elementi fondamentali: il contesto di effettuazione delle
interviste, che poco si prestava all’approfondimento e alla narrazione, e le caratteristiche
degli intervistatori, più vicini ad “operatori grezzi” o a “operatori pari rispetto al target” che
non a ricercatori in senso proprio.
Questi due elementi ci hanno portato ad optare per uno strumento un po’ più lungo e
approfondito del questionario proposto all’ingresso del locale (28 domande anziché 18),
ma che consentisse comunque una trattazione agevole delle informazioni e una loro
elaborazione quantitativa.
Le sezioni della traccia di intervista sono cinque:
ƒ
dati di sfondo
ƒ
guida e sicurezza
ƒ
consumi di bevande alcoliche e sigarette
ƒ
serata in discoteca
ƒ
valutazione della campagna.
Va detto in apertura che alcuni dei dati raccolti e delle variabili rilevate con questo
strumento sono analoghe a quelle rilevate nel questionario di ingresso, la parziale
sovrapposizione delle due popolazioni di riferimento però sconsiglia una lettura dei dati di
tipo cumulativo e impone cautele nelle analisi comparate.
Dati di sfondo
Nel corso del progetto sono state realizzate 1.235 interviste.
La variabile di genere ripropone lo stesso scarto che si era notato nei questionari di
ingresso: i maschi sono 877 (71%) e le femmine 358 (29%).
La variabile età, invece, fa registrare un dato più completo rispetto al questionario di
ingresso e una diversa distribuzione per classi di età.
129
Grafico 6: interviste - variabile età
45,0
38,6
40,0
38,5
35,0
30,0
25,0
20,0
14,9
15,0
10,0
5,0
5,6
1,1
1,3
0,0
da 14 a 17 anni da 18 a 22 anni da 23 a 27 anni da 28 a 32 anni da 33 a 39 anni 40 anni e oltre
Dal dato sul domicilio emerge che non tutte le persone intervistate abitano in Piemonte,
151 di essi sono provenienti da altre regioni (11,6%) con una preminenza della Lombardia
(7.7%). Più basse le percentuali fatte registrare dalle altre regioni raggruppate per area
geografica; l’1,8% degli intervistati proviene da altre regioni del nord, lo 0,3% proviene dal
Centro e l’1,8% dal sud o dalle isole.
Limitatamente ai 1.084 intervistati provenienti dal Piemonte, la provincia più rappresentata
è Cuneo che raccoglie il 31% del campione (va segnalato che si tratta della Provincia più
estesa del Piemonte, nonché dell’unica per cui sono stati realizzati due eventi in punti
territorialmente distanti tra loro), segue Torino con il 29% (anche qui sono stati realizzati
due eventi, ma entrambi in discoteche piuttosto centrali). Tutte le altre province fanno
registrare percentuali nettamente al di sotto del 20% (Novara 11%, Alessandria 11,3%,
Asti 9,4%) o addirittura al di sotto del 5% (Vercelli 4,7%, Verbania 2,3%, Biella 1,3%).
Il dato relativo alla dimensione del Comune di provenienza degli intervistati è stato rilevato
solo per coloro che hanno detto di abitare in Piemonte. Il Comune più piccolo è Albaretto
Terme (252 abitanti), la maggioranza degli intervistati proviene da cittadine di medie
dimensioni. Solo due i comuni al di sopra dei 100.000 abitanti (Torino e Novara).
Un quarto degli intervistati si colloca in un contesto propriamente rurale, provenendo da
comuni al di sotto dei 10.000 abitanti.
Per quegli intervistati che vivono in comuni tra i 10.000 e i 50.000 abitanti (28,4%) si può
ancora parlare di contesto rurale anche se non di rado i comuni che stanno in questa
categoria si avvicinano ad un contesto di tipo urbano per la contiguità con i grandi centri
130
(stanno in questa categoria tutti i comuni della prima cintura torinese) o per la loro natura
di capoluogo di provincia (Verbania, Vercelli, Biella).
Decisamente urbano il contesto di provenienza per quegli intervistati che abitano in
comuni tra i 50.000 e i 100.000 abitanti (19,5%) o al di sopra dei 100.000 abitanti (20,5%).
In queste due categorie, infatti, si collocano tutti i rimanenti capoluoghi di provincia e
alcuni grandi centri della prima cintura torinese.
Grafico 7: Contesto di provenienza degli intervistati
30,0
28,4
25,0
20,6
20,0
19,1
18,5
15,0
11,6
10,0
5,0
1,9
0,0
fino a 1.000
da 1.000 a 5.000
da 5.000 a
10.000
da 10.000 a
50.000
da 50.000 a
100.000
oltre 100.000
Il dato relativo al contesto relazionale e abitativo di riferimento è analogo a quello dei
questionari di ingresso: la maggioranza degli intervistati ha detto di vivere con la famiglia
di origine (72,1%), seguono coloro che vivono da soli (17,7%) e, a grande distanza, coloro
che hanno detto di vivere con il partner (4,4%), con amici (4,3%) o con altri parenti (1,5%).
Il titolo di studio più presente all’interno del nostro campione è il diploma di scuola media
superiore, detenuto dal 59.9% degli intervistati; il 27,4% è in possesso del titolo di licenza
media inferiore, mentre l’11,4% è in possesso di una formazione universitaria. Residuali le
percentuali di coloro che hanno detto di non avere nessun titolo (0,2%) o di possedere
soltanto la licenza elementare (1,1%).
131
Per quanto riguarda l’attività svolta, questa seconda fase della ricerca ha visto coinvolti
soprattutto lavoratori (62,3%) e studenti (25,9%). Decisamente meno rappresentate e
presenti le figure degli studenti lavoratori (8,3%) o delle persone in cerca di occupazione
(3,4%).
Il mezzo di trasporto maggiormente utilizzato per gli spostamenti è l’automobile, indicato
da ben 1.137 intervistati poco più di 150 gli intervistati che guidano lo scooter (13%) o la
moto (13,5%). I mezzi indicati come “altri” sono soprattutto autocarri e autobus.
Guida e sicurezza
Abbiamo chiesto agli intervistati se in qualità di guidatori di auto e moto hanno l’abitudine
di allacciare le cinture, utilizzare il casco, rispettare i limiti di velocità e valutare le proprie
condizioni prima di mettersi alla guida .
Per ognuno di questi variabili abbiamo chiesto di scegliere una delle tre modalità di
risposta: mai – a volte - sempre.
I risultati più confortanti vengono dagli item relativi alle cinture di sicurezza e alla
valutazione delle proprie condizioni prima di mettersi alla guida; al primo ha risposto
“sempre” l’86,2% degli intervistati e ha risposto “a volte” il 9,5% degli intervistati; per il
secondo le percentuali sono rispettivamente 72,2% e 19,6% .
Meno diffuse le abitudini ad usare il casco e a rispettare i limiti di velocità. Il casco è
utilizzato “sempre” dal 57,3% degli intervistati che hanno detto di guidare una moto e “a
volte” dal 4,5%. Per quanto riguarda i limiti di velocità la quota di coloro che li rispettano
abitualmente è decisamente minoritaria (24,2%) mentre ha risposto “sempre” il 16,4% e a
volte il 59,4%.
Grafico 8: Abitudini alla guida
100%
90%
24,2
80%
70%
60%
72,2
86,2
57,3
50%
sempre
a volte
59,4
mai
40%
30%
20%
10%
0%
19,6
9,5
4,2
4,5
3,4
16,4
utilizzo delle cinture
utilizzo del casco
rispetto dei limiti
8,2
valutazioine delle
proprie condizioni
132
Per indagare sull’interferenza di alcune sostanze psicoattive sulla prestazioni alla guida,
abbiamo sottoposto agli intervistati un elenco di sostanze (hashish, marijuana, ecstasy,
eroina, cocaina, alcol) e abbiamo chiesto loro di collocare ogni sostanza su una scala a
quattro livelli (per nulla, abbastanza, molto, non so).
Per tutte le sostanze la modalità di risposta “molto” fa registrare percentuali altissime (si
va dal 54,7% dell’hashish all’83,2% dell’ecstasy passando per il 63,9% dell’alcol, il 76,1%
della cocaina, l’82,7% dell’eroina).
Solo l’hashish e la cocaina sono state considerate rispettivamente dall’8,7% e dal 4,9%
degli intervistati non pericolose per la guida. La modalità di risposta “non so” è invece più
alta per eroina, ecstasy e cocaina (rispettivamente 11,6% , 7,3% e 7,7%) che per hashish
(4,4%) e alcol (2,2%).
Tra gli intervistati il 45,7% ha affermato che per raggiungere il limite di alcolemia stabilito
dalla legge è sufficiente una consumazione alcolica; il 26,2% ha indicato che sono
necessarie due consumazioni e il 15% ha risposto che sono necessarie tre consumazioni
o più. E’ interessante osservare che 106 intervistati (8,6%) ritengono che il limite “dipenda
dalla persona” e 52 (4,2%) hanno apertamente detto di non essere in grado di rispondere
a questa domanda.
Consumi di bevande alcoliche e sigarette
Le frequenze di consumo di bevande alcoliche negli ultimi tre mesi sono rappresentate
nel grafico seguente:
Grafico 9: Frequenze di consumo di alcolici negli ultimi tre mesi
45,0
39,8
40,0
33,0
35,0
30,0
25,0
20,0
15,0
10,6
10,0
10,0
6,6
5,0
0,0
Tutti i giorni o
quasi
due tre giorni alla
settimana
una volta alla
settimana
meno di una volta
alla settimana
mai
133
I consumatori abituali rappresentano poco più del 10% del campione, gli astemi il 6%. La
maggioranza degli intervistati dunque è costituita da consumatori saltuari che bevono
alcolici due o tre giorni alla settimana (33%), una volta alla settimana (39,8%) o meno di
una volta alla settimana (10%).
Le situazioni problematiche, riferite a gli ultimi tre mesi, indicate dalla traccia di intervista
sono:
-
aver bevuto troppo senza ubriacarsi
-
avere bevuto fino ad ubriacarsi
-
essere stato alla guida di un mezzo avendo bevuto troppo
-
essere stato passeggero di una persona che aveva bevuto troppo.
Alla maggioranza assoluta degli intervistati (68,6%) è capitato di bere troppo, senza
ubriacarsi. A molti di questi (42,8% del totale) è successo più volte di trovarsi in situazioni
del genere, mentre coloro a cui è successo una volta sola sono in tutto 314 (25,4%). Le
percentuali calcolate sui soli consumatori di bevande alcoliche sono rispettivamente
45,9% e 27,3%.
Coloro ai quali è capitato di bere fino ad ubriacarsi negli ultimi tre mesi sono 635
(corrispondenti al 51,4% degli intervistati e al 55,1% dei consumatori di bevande
alcoliche). Episodi di ubriachezza sono capitati una volta a 292 intervistati (23,6% del
totale - 25,3% dei consumatori) e più volte a 343 (27,8% del totale – 29,8% dei
consumatori).
Quando si beve troppo non si guida e, in genere, si cerca di non salire in macchina con
qualcuno che ha bevuto troppo. Questo sembrano suggerire i dati in base ai quali, negli
ultimi tre mesi, il 63,5% degli intervistati non si è mai messo al volante avendo bevuto
troppo (tra i soli consumatori la percentuale sale al 68,1%) e il 55,9% non è mai salito su
un mezzo guidato da una persona che aveva bevuto troppo (il 22,1% è stato passeggero
una volta di chi aveva bevuto, il 22,1% lo è stato più volte).
La maggioranza assoluta degli intervistati è costituita da non fumatori (47,6% del totale)
o da fumatori moderati (il 14,7% ha detto di fumare un massimo di 5 sigarette e il 14,8%
ha detto di arrivare al massimo a 10). I fumatori più costanti sono complessivamente il
22,% del totale, a loro volta divisi in due sottogruppi: coloro che fumano tra le 11 e le 20
sigarette al giorno (16,7% del totale) e quelli che superano le 20 sigarette (6,2%).
134
Grafico 10: Consumo giornaliero di sigarette
50,0
47,6
45,0
40,0
35,0
30,0
25,0
20,0
14,7
14,8
16,7
15,0
10,0
6,2
5,0
0,0
nessuna
da 1 a 5
da 6 a 10
da 11 a 20
più di 20
I non fumatori sono prevalenti in tutte la categorie di consumo alcolico e raggiungono
la maggioranza assoluta tra i consumatori saltuari (51%) e tra i non consumatori
(64%).
La serata in discoteca
In tema di consumi alcolici abbiamo anche chiesto agli intervistati se al momento
dell’intervista avevano già consumato bevande alcoliche in discoteca, in caso di
risposta affermativa li abbiamo invitati a descrivere il tipo e le quantità di bevande
consumate e in chiusura abbiamo chiesto loro quale comportamento avrebbero
adottato se alla fine della serata si fossero accorti di non essere in grado di guidare.
Grafico 11: Consumi alcolici in discoteca
No
46%
Sì
54%
135
Rispetto al consumo alcolico in discoteca il campione si divide più o meno a metà con
una leggera prevalenza del sì. La prima osservazione va fatta in relazione ai dati
emersi dal questionario di ingresso. In quel caso avevamo chiesto agli intervistati se
prima del loro arrivo in discoteca avessero già consumato bevande alcoliche e la
risposta era stata affermativa per il 61,5% e negativa per il 38,5%. Sembra dunque
che i consumi di bevande alcoliche siano più frequenti al di fuori delle discoteche che
non al loro interno.
Tipo di
bevanda
Superalcolici
Aperitivi –
cocktail
Birra
Vino
Amari
Softdrinks
Numero
consumatori
288
% sul totale
degli
intervistati
23,32
243
138
123
36
13
19,68
11,17
9,96
2,91
1,05
Numero
% sul totale dei consumazioni
consumatori
42,79
482
36,11
20,51
18,28
5,35
1,93
359
216
397
54
16
N. medio
consumazioni per
consumatore
1,7
1,5
1,6
3,2
1,5
1,2
I superalcolici rappresentano la bevanda più diffusa e consumata in maggiore quantità
dagli intervistati (482 consumazioni per 288 consumatori) seguono gli aperitivi, la birra
e il vino, decisamente pochi i consumatori di amari e di softdrink.
La distribuzione per numero medio di consumazioni fa registrare una preminenza
netta del vino (3,2 bicchieri per consumatore); seguono, più o meno sullo stesso livello
aperitivi, superalcolici, amari e birra (un bicchiere e mezzo circa per consumatore) e
da ultimo i softdrink consumati da poche persone e in quantità di poco superiore a una
bottiglietta.
La stessa variabile, rilevata con modalità analoghe nel questionario di ingresso, aveva
dato risultati alquanto differenti in particolare per quello che riguarda la birra che qui
sta al terzo posto per livelli di consumo mentre nei dati del questionario di ingresso era
l’alcolico più consumato. La ragione di questa differenza ha a che fare, probabilmente,
136
con la dimensione temporale. Nel questionario di ingresso avevamo chiesto che cosa
era stato consumato nella prima parte della serata mentre nell’intervista ci siamo
concentrati sulla seconda parte della serata. Come dire che la birra viene consumata
ad inizio serata in altri locali; quando si arriva in discoteca si opta per altri consumi, in
particolare per i superalcolici e per i cocktail.
A chiusura della sezione dedicata ai consumi abbiamo chiesto agli intervistati giunti in
discoteca con la propria auto che cosa avrebbero fatto se a fine serata si fossero
accorti di non essere in grado di guidare.
Sulla base delle risposte date, gli intervistati possono essere suddivisi in due
sottogruppi:
-
i prudenti rappresentati da coloro che non si metterebbero al volante
-
i fatalisti che si metterebbero comunque al volante della loro auto pur adottando
attenzioni e precauzioni particolari.
Rientrano nel primo gruppo coloro che chiederebbero a qualcuno di essere
accompagnati a casa (20,7%) e coloro che cederebbero ad altri il posto di guida
(41,8%); fanno parte del secondo gruppo, invece, coloro che dimostrano di avere
molta fiducia nel controllo delle proprie prestazioni di guida avendo risposto che
tornerebbero a casa facendo attenzione (17,5%) e quegli intervistati che
eserciterebbero un’opzione di prudenza aspettando di riprendersi prima di
intraprendere il viaggio di ritorno (19,9%).
L’abitudine a designare una persona che non beve e porta a casa gli altri sembra
decisamente molto diffusa e, quando questa non c’è, si tende comunque a non far
guidare chi ha bevuto.
Grafico 12: Diffusione dell figura del guidatore
designato
11,4
31,3
57,2
Sì
No ma chi a bevuto non guida
No ognuno torna a casa come è venuto
137
Grafico 13: Conoscenza della figura del Bob
24,5
75,5
Sì
No
Al di là delle abitudini consolidate all’interno dei diversi gruppi non si può non
segnalare, in sede di valutazione, che gli intervistati a conoscenza dell’iniziativa prima
dell’incontro con operatori, hostess e steward erano decisamente pochi (meno di un
terzo).
Gli intervistati che sembrano avere una maggiore conoscenza della campagna sono
quelli provenienti dalle province di Torino e da Asti (in entrambi i casi la percentuale di
risposte positive è del 27,7%). Coloro che sembrano conoscere l’iniziativa in maniera
minore sono gli intervistati provenienti dalla provincia di Novara (14,4% di risposte
positive).
La valutazione della campagna
L’universo dei “valutatori” dell’iniziativa “Bob guidatore designato” si riduce a 303
unità.
La modalità che meglio degli altri, sia pure nell’ambito di percentuali comunque molto
contenute, sembra raggiungere l’obiettivo è rappresentata dalla distribuzione di
informazioni in discoteca; seguono gli spot radiofonici e quelli cinematografici. In una
ipotetica terza fascia di efficacia si collocano le fonti che potremmo definire informali o
“impreviste”. Rientrano in questa categoria gli “amici” segnati come fonte di
informazione dal 6,2% degli intervistati e dal 24,2% degli intervistati e tutte le “altre
fonti” (informazioni provenienti da iniziative simili realizzate all’estero, lanci della
stampa o della Tv, comunicazioni informali in ambienti di studio o lavoro).
138
Limitatamente agli spot, la radio sembra più efficace del cinema sia in termini assoluti
sia osservando il dato disaggregato per area territoriale di provenienza degli
intervistati. Gli spot cinematografici, infatti, sono stati visti in tutte le province dal 20%
circa dei valutatori. Fanno eccezione le province di Asti (37%), Verbania e Biella
(rispettivamente 0% e 50% ma su valori assoluti molto piccoli) .
Per quanto riguarda la fruizione degli spot radiofonici permangono le eccezioni di
Biella e Verbania ma in tutte le altre province gli ascoltatori degli spot ammontano al
30% di coloro che hanno sentito parlare di Bob .
G rafico 14: V alutazione della cam pagna: il dato quantitativo
60
48,1
50
40
30,4
30
24,8
24,4
20,7
20
12
10
6,2
7,5
6,2
5,1
0
spot
cinem a
spot radio
am ici
% sul totale degli intervistati
info in
discoteca
altro
% sul totale dei "valutatori"
Abbiamo chiesto agli intervistati che avevano sentito parlare di Bob, e che quindi erano in
grado di esprimere una valutazione, di attribuire un punteggio da 1 a 5 ai seguenti
aspetti:
-
gradimento degli spot radiofonici
-
gradimento degli spot cinematografici
-
efficacia degli spot (valutazione generale)
-
utilità delle informazioni ricevute
139
-
efficacia degli interventi di questo tipo.
Un indicatore di sintesi di questa valutazione si può ottenere leggendo il valore medio e il
valore modale (più frequente) fatti registrare da ogni item.
Punteggio medio
Moda
3,56
3
Gradimento degli spot cinematografici 3,48
3
Efficacia
3
Gradimento degli spot radiofonici
degli
spot
(valutazione 3,17
generale)
Utilità delle informazioni ricevute
3,13
3
Efficacia degli interventi di questo tipo 3,48
3
I diversi item non fanno registrare differenze significative; per tutti la moda, cioè il
punteggio espresso con maggiore frequenza, è 3 e per tutti la media è decisamente alta.
Ci si muove sul filo dei decimali: gli spot radiofonici che sulla base dei dati
precedentemente esposti sembravano i più efficaci nel raggiungere il target ora sembrano
anche i più graditi; buona anche la valutazione di efficacia degli interventi simili a quello di
cui ci stiamo occupando; un po’ più deludente – ma siamo sempre al di sopra dei 3 punti –
la valutazione relativa all’efficacia degli spot (senza distinzione tra radio e cinema) e
all’utilità delle informazioni ricevute.
Ricadute e suggerimenti
Altre indicazioni utili per la valutazione della campagna possono trarsi dalle domande
conclusive dell’intervista tese a:
-
verificare la disponibilità dell’intervistato o degli amici di questi ad essere Bob
-
capire se vi è già stata una sensibilizzazione sul tema alcol e guida
-
raccogliere suggerimenti per altre iniziative di prevenzione.
La maggioranza assoluta degli intervistati ha detto di essere disponibile a fare il Bob
(57,7%).
Il dato disaggregato per locale non sembra mostrare differenze significative tra una serata
e l’altra. In tutti i locali la percentuale dei “candidati Bob” oscilla tra il 50 e il 60%. L’unico
140
elemento degno di nota è relativo alle serate del Globo (7 gennaio 2005) e del Luna
Rossa (8 gennaio 2005) che si collocano nettamente al di sopra di questa soglia
(rispettivamente 64,9% e 66,1%) che, probabilmente non a caso, hanno rappresentato le
ultime due tappe della campagna. Questo dato è in controtendenza rispetto a quelli visti
prima, sulla base dei quali si era esclusa l’esistenza di una relazione tra il progredire
temporale dell’iniziativa e l’accrescimento della conoscenza di Bob da parte del pubblico .
La percentuale di coloro che hanno detto di poter individuare tra i propri amici dei possibili
Bob è più elevata rispetto a quella dei candidati (63,4%).
Il 76,5% degli intervistati si è detto favorevole all’uso di alcoltest gratuiti all’uscita dalle
discoteche.
In particolare l’atteggiamento favorevole nei confronti dell’uso dell’alcoltest è più frequente
tra i consumatori saltuari (80%) che tra quelli abituali (70%). Non necessariamente il
verificarsi di situazioni problematiche o di pericolo induce ad essere più prudenti o più
attenti nella valutazione delle proprie condizioni. In particolare rispetto alla guida si è detto
favorevole e disponibile all’uso dell’alcoltest il 79% di coloro che non si sono mai trovati
alla guida avendo bevuto troppo, il 74,3% di coloro a cui una situazione del genere è
capitata almeno una volta e il 64,8% di coloro che si sono trovati al volante avendo bevuto
troppo due o più volte negli ultimi tre mesi.
La conclusione dell’intervista era dedicata a raccogliere dagli intervistati suggerimenti
per future iniziative di prevenzione. Quella conclusiva era la sola risposta aperta prevista
dalla traccia di intervista; le indicazioni venivano sinteticamente annotate dall’intervistatore
e sono state raggruppate per categorie in sede di elaborazione dei dati.
Gli
intervistati
che
hanno
dato
suggerimenti
per
iniziative
future
sono
stati
complessivamente 232 e le risposte pervenute sono state raggruppate in 7 categorie che
si riportano qui di seguito con l’indicazione dei valori fatti registrare da ognuna di esse e
con qualche esempio di risposta degli intervistati:
1. Diminuzione della distribuzione di bevande alcoliche (22,8% dei suggerimenti)
“aumentare i prezzi degli alcolici” “non dare alcolici dopo una certa ora” “chiedere
l’età a chi va al bar” “non includere l’alcol nelle consumazioni omaggio” “chiudere
anticipatamente le discoteche”
2. Diffusione dell’alcotest (18,5% dei suggerimenti)
141
“fare a tutti il palloncino” “distribuire alcoltest gratuito” “dare alcoltest come servizio
pubblico”
3. Azioni di informative / comunicazione (18,5% dei suggerimenti )
“più spot” “pubblicità shockanti” “dare maggiore informazione” mostrare gli effetti
della guida in stato di ebbrezza” “informazione capillare”
4. Potenziamento delle iniziative simili a Bob (14,2% dei suggerimenti)
“fare più spesso iniziative come questa” “andare anche in locali diversi dalle
discoteche” “continuare così”
5. Aumento dei controlli (9,1% dei suggerimenti):
“più posti di blocco”, “più polizia” , “maggiore severità nei controlli” “etilometro
prima di uscire dalla discoteca“
6. Realizzazione di sevizi di trasporto (8,6% dei suggerimenti)
“istituire servizi di navetta” “autobus notturni più sicuri” “taxi gratis o a prezzo
ridotto” “servizio di Bob offerto dai gestori dei locali”
7. Iniziative di altro tipo (8,3% dei suggerimenti)
“rimborso del biglietto a chi fa il Bob” “lasciare un posto in discoteca dove puoi far
passare la sbronza” “ingresso gratuito a chi fa il bob” “bibita analcolica omaggio
per chi fa il test” “iniziative su altri temi ad esempio le droghe leggere”
Il parere degli operatori
Al termine della serata abbiamo chiesto agli operatori coinvolti di compilare una griglia
articolata in quattro punti con l’obiettivo di arricchire ulteriormente il materiale disponibile
per la valutazione di questa campagna e per la progettazione di quelle future:
•
livello di interesse percepito
•
domande più frequenti
•
maggiori criticità
•
suggerimenti.
Le schede raccolte sono complessivamente 66 e restituiscono un quadro confortante dal
punto di vista dell’interesse percepito e ricco di spunti per iniziative future.
Il livello di interesse percepito, che poteva essere espresso con punteggi da un minimo di
uno a un massimo di cinque, è per tutti molto alto: non si scende mai sotto i 3 (punteggio
142
attribuito dal 19,7% degli operatori) ed è molto alta anche la percentuale di coloro che
hanno attribuito a questo aspetto il punteggio massimo (30,3%). Soltanto in 4 non si sono
espressi.
Il valore medio dei punteggi relativi all’interesse percepito è 4,11.
La domanda in assoluto che i giovani hanno più frequentemente rivolto agli operatori è:
“Quanto si può bere per rimanere nei limiti?” (80,3% dei casi).
Tutte le altre domande proposte dalla griglia di valutazione fanno registrare percentuali
molto più basse:
-
le domande sul tema alcol e guida sono state segnalate da 13 operatori (19,7%);
-
due soli operatori hanno segnalato domande sui servizi per le tossicodipendenze;
-
le domande attinenti alle informazioni sulle droghe o al tema droghe e guida sono
state oggetto di una sola segnalazione.
Tra le criticità indicate spiccano il rumore (60,6%), la carenza di illuminazione (54,5%) e
gli spazi ristretti (51,5%). Decisamente meno percepite le difficoltà legate all’affluenza del
pubblico (21%) e alla collocazione della postazione (19,7%). Praticamente non percepite
come criticità la gestione dei questionari (6,1%) e la presenza di persone ubriache (3%).
Gli operatori che hanno dato indicazioni per la realizzazione di iniziative future sono stati
complessivamente 15. I suggerimenti ricevuti hanno a che fare con la logistica (spazi più
agibili, postazioni migliori per l’etilometro), la visibilità dell’iniziativa (collaborazione dei DJ
pubblicizzazione nei giorni precedenti l’evento) e la possibilità di estendere iniziative
analoghe anche ad altri temi (interventi sulle nuove droghe).
143
4.11.2. Contributo originale della Regione Toscana
Regione Toscana – Azienda USL 6 Livorno – SERT Zona Livornese
Bacco e Tabacco… all’Ospedale
Indagine sulla diffusione del consumo di alcool e di sigarette nei degenti del
Presidio Ospedaliero di Livorno
Il presente contributo espone i risultati di una indagine sulla diffusione del consumo
di bevande alcoliche e del tabagismo condotta su un campione rappresentativo della
popolazione adulta ricoverata presso il Presidio Ospedaliero (P.O.) di Livorno. La ricerca è
stata effettuata nell’ambito di un progetto triennale denominato “Servizio e Struttura
innovativa/Centro di documentazione per la gestione delle problematiche alcoolcorrelate”
promosso dall’U.F. SERT. di Livorno e finanziato dalla Regione Toscana con il Fondo Nazionale
Lotta alla Droga, rivolto ai degenti del P.O., alla realtà giovanile e alla popolazione carceraria
del territorio livornese. Uno dei principali obbiettivi del progetto triennale consiste
nell’acquisizione di dati aggiornati sulla prevalenza di due fenomeni di rilevante impatto
sociale e sanitario, quali la dipendenza da alcool e da nicotina, finalizzata alla pianificazione di
strategie di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) e riabilitazione adeguate alla
evoluzione di tali problematiche.
La definizione di problematiche e patologie alcolcorrelate (PPAC) trova un ampio e
crescente consenso nella letteratura scientifica contemporanea e tende a sostituirsi al
termine più generico di alcolismo, in quanto ritenuto più idoneo a sottolineare la complessità
delle ripercussioni di natura sanitaria, sociale e familiare dell’abuso alcolico cronico. Si
impone, in effetti, da parte delle istituzioni sanitarie, la necessità di adottare modelli di
intervento multidisciplinare integrato sulle PPAC (medico, psicologico, sociale) che tengano
conto delle numerose implicazioni socio-sanitarie dell’assunzione di bevande alcoliche.
Metodologia
Per stimare la diffusione del consumo di alcool e la prevalenza delle PPAC
nella popolazione adulta dell’Ospedale di Livorno è stato impiegato il Michigan
Alcoolism Screening Test (MAST), un questionario composto da 25 domande
con risposte di tipo dicotomica (SI-NO) che consente di evidenziare le
seguenti categorie:
• punteggio minore o uguale a 4: assenza di problemi legati all’alcool
(bevitori moderati);
• punteggio pari a 5-6; forme di alcolismo borderline (bevitori
problematici, con consumi medio-elevati e possibili episodi di abuso
alcolico);
144
• punteggio uguale o maggiore di 7 – dipendenza da alcool.
Sono state aggiunte alcune domande volte a rilevare le conoscenze degli
effetti dell’alcool sulla salute e delle strutture territoriali preposte al
trattamento delle PPAC (livelli di informazione), nonché l’abitudine al fumo di
sigaretta. Previa autorizzazione della Direzione Sanitaria della ASL6 e da
accordi presi con i Caposala delle varie divisioni ospedaliere coinvolte nel
progetto, i questionari sono stati consegnati al personale sanitario dei singoli
reparti insieme ad un’urna dove venivano raccolti i protocolli compilati. Il
questionario è stato proposto ad ogni degente: la compilazione è avvenuta in
forma anonima, nel pieno rispetto dei principi di cui alla legge n° 675/96
(tutela della privacy). La somministrazione ha avuto inizio nel Gennaio 2001 ed
è stata completata a Ottobre 2001.
Descrizione del campione
Hanno aderito all’indagine 18 reparti del P.O. di Livorno (il 94.7% del
totale a cui è stato presentato il progetto): Pronto Soccorso, Rianimazione,
Radiologia e Pediatria non sono stati inclusi nello studio per evidenti motivi di
carattere metodologico e clinico.
Nel grafico 1 e nelle tabelle 1 e 2 viene presentata la composizione del
campione esaminato (N=2077), distinto per sesso ed età, in totale e nei singoli
reparti.
Grafico 1
Numero di Maschi e Femmine nel Campione Totale
(N=2077)
45,5
Maschi=1132
54,5
Femmine=945
145
Tabella 1
Distribuzione dei maschi e delle femmine nei singoli reparti
REPARTO
F
M
TOT.
UTIC
36
100
136
PSICHIATRIA (SPDC)
25
29
54
NEUROLOGIA
72
86
158
RADIOTERAPIA
36
64
100
CHIRURGIA GENERALE 1° II
56
71
127
ORTOPEDIA
76
75
151
DERMATOLOGIA
52
74
126
MALATTIE INFETTIVE
65
89
154
OCULISTICA
33
57
90
UROLOGIA
44
120
164
OTORINO
82
92
174
CHIRURGIA GENENERALE 6°
II
37
42
79
NEFROLOGIA-DIALISI
44
63
107
FISIOPATOLOGIA
RESPIRATORIA
47
56
103
GINECOLOGIA
160
0
160
MEDICINA GENERALE 5° II
24
33
57
MEDICINA D’URGENZA
27
34
61
NEUROCHIRURGIA
29
47
76
945
1132
2077
Totale
Per quanto riguarda l’età dei degenti che hanno compilato il questionario,
i dati riportati in Tabella 2 sono riferiti ad 1483 soggetti (71.4% del totale),
poiché 594 (28.6%) non hanno indicato la loro età.
146
Tabella 2
Età media dei degenti esaminati nei singoli reparti ospedalieri
Età
Media
N
MEDICINA GENERALE 5°II
48
48
CHIRURGIA GEN. 6° II
45
57
CHIRURGIA GEN. 1° II
53
81
DERMATOLOGIA
53
97
GINECOLOGIA
37
111
MALATTIE INFETTIVE
46
104
MED. D’URGENZA
44
43
NEFROLOGIA-DIALISI
45
91
NEUROCHIRURGIA
48
66
NEUROLOGIA
52
117
OCULISTICA
61
63
ORTOPEDIA
45
108
OTORINO
43
130
FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA
61
50
PSICHIATRIA
41
31
RADIOTERAPIA
57
63
UROLOGIA
55
113
UTIC
65
110
CAMPIONE TOTALE
50
1483
REPARTO
Risultati
1) Alcool: i consumi e la diffusione delle PPAC
Nel grafico 2 vengono illustrati i risultati del MAST nel campione totale
(N=2073; 4 questionari non sono stati completati e quindi sono stati esclusi dal
conteggio) mentre nelle tabelle 3, 4 e 5 sono riportati i valori e le categorie
del MAST di ogni reparto e distinti in base al sesso.
147
Grafico 2
Percentuali di bevitori moderati, problematici e dipendenti nel Campione Totale
3,4
9,9
bevitori moderati=1798
bevitori problematici=70
alcool dipendenti=205
86,7
La media del MAST nel campione totale corrisponde a 2.7 e rientra pertanto nel range del consumo alcolico
moderato (punteggi inferiori a 4); i maschi hanno ottenuto una media più elevata rispetto alle femmine (2.9
vs 2.3). La percentuali dei bevitori problematici ed alcoldipendenti si attesta al 13.3%.
Tabella 3
Medie, Deviazioni Standard, numero di degenti e valori massimi del MAST nei reparti ospedalieri
REPARTI
Media
N
Ds
Valore massimo
UTIC
1.4
136
4.2
44
PSICHIATRIA (SPDC)
8.2
54
11.5
42
NEUROLOGIA
2.1
158
6.4
49
RADIOTERAPIA
0.7
100
1.4
7
CHIRURGIA GEN. 1° II
1.6
127
3.3
17
ORTOPEDIA
3.3
151
7.0
42
DERMATOLOGIA
1.5
126
3.7
25
MALATTIE INFETTIVE
4.9
154
11.0
65
OCULISTICA
1.0
90
2.0
8
UROLOGIA
1.6
160
6.4
53
OTORINO
1.8
174
5.7
40
CHIRURGIA GEN. 6° II
2.8
79
8.1
47
NEFROLOGIA-DIALISI
5.6
107
9.3
40
FISIOPATOLOGIA
RESPIRATORIA
0.3
103
1.2
8
GINECOLOGIA
0.7
160
1.8
13
MEDICINAGENERALE 5°II
5.8
57
9.9
40
MEDICINA D’URGENZA
3.5
61
8.9
40
NEUROCHIRURGIA
9.1
76
11.1
40
CAMPIONE TOTALE
2.7
2073
7.0
65
148
Tabella 4
Distribuzione delle categorie del MAST nei singoli reparti ospedalieri
Numero di
Bevitori
moderati
Numero di
bevitori
problematici
UTIC
125
4
PSICHIATRIA
33
NEUROLOGIA
Numero di
bevitori
dipendenti
%
bevitori moderati
%
bevitori
problematici
%
bevitori
dipendenti
7
91.9
2.9
5.1
3
18
61.1
5.6
33.3
143
2
13
90.5
1.3
8.2
RADIOTERAPIA
98
0
2
98.0
0
2
CHIRURGIA GEN. 1° II
115
1
11
90.6
0.8
8.7
ORTOPEDIA
121
12
18
80.1
7.9
11.9
DERMATOLOGIA
115
6
5
91.3
4.8
4
MALATTIE INFETT.
115
15
24
74.7
9.7
15.6
OCULISTICA
82
6
2
91.1
6.7
2.2
UROLOGIA
151
0
9
94.4
0
5.6
OTORINO
161
3
10
92.5
1.7
5.7
CHIRURGIA GEN. 6° II
67
5
7
84.8
6.3
8.9
NEFROLOGIA-DIAL.
77
4
26
72.0
3.7
24.3
FISIOPATOLOGIA
RESPIRATORIA
101
0
2
98.1
0
1.9
GINECOLOGIA
154
4
2
96.3
2.5
1.3
MEDICINA GENERALE
5°II
42
3
12
73.7
5.3
21.1
MEDICINA D’URGENZA
55
1
5
90.2
1.6
8.2
NEUROCHIRURGIA
43
1
32
56.6
1.3
42.1
REPARTO
Dalle tabelle 3 e 4 si nota che i degenti di Neurochirurgia hanno
ottenuto la media più alta al MAST (9.1), che si colloca al di sopra del
punteggio cut-off discriminante la presenza di dipendenza da alcool (7) e
presentano la percentuale più elevata di bevitori dipendenti (42,1%); come
facilmente prevedibile, anche i pazienti ricoverati in SPDC hanno ottenuto al
MAST valori medi superiori a 7 (8.2), con una considerevole proporzione di
bevitori problematici (5.6%) e alcooldipendenti (33.3%).
Percentuali elevate di bevitori problematici e/o dipendenti si
riscontrano, inoltre, nei reparti di Malattie infettive, nelle Chirurgie e in
149
Ortopedia; le proporzioni minori di degenti con PPAC si osservano (in ordine
decrescente) nei reparti di Fisiopatologia respiratoria, Radioterapia,
Ginecologia, UTIC, Dermatologia).
I risultati confermano la presenza di una significativa comorbidità fra
disturbi psichiatrici e dipendenza da alcool: l’elevata proporzione di bevitori
problematici e dipendenti riscontrata in Neurochirurgia e, seppure in misura
nettamente minore, in Ortopedia, potrebbe essere connessa alla relazione fra
alcool e propensione agli incidenti (stradali, sul lavoro, domestici, ecc.)
ampiamente documentata in letteratura.
Tabella 5
Percentuali delle categorie del MAST nei due sessi in ciascun reparto
FEMMINE
Bevitori
moderati
Bevitori
problematici
MASCHI
Bevitori
dipendenti
Bevitori
moderati
Bevitori
problematici
Bevitori
dipendenti
UTIC
88.9
5.6
5.6
93.0
2.0
5.0
PSICHIATRIA
72.0
0.0
28.0
51.7
10.3
37.9
NEUROLOGIA
93.1
2.8
4.2
88.4
0.0
11.6
100.0
0.0
0.0
96.9
0.0
3.1
RADIOTERAPIA
CHIRURGIA GEN. 1° II
85.7
0.0
14.3
94.4
1.4
4.2
ORTOPEDIA
85.5
5.3
9.2
74.7
10.7
14.7
DERMATOLOGIA
90.4
5.8
3.8
91.9
4.1
4.1
MALATTIE INFETTIVE
76.9
6.2
16.9
73.0
12.4
14.6
OCULISTICA
81.8
12.1
6.1
96.5
3.5
0.0
UROLOGIA
95.5
0.0
4.5
94.0
0.0
6.0
OTORINO
92.7
2.4
4.9
92.4
1.1
6.5
CHIRURGIA GEN. 6° II
86.5
5.4
8.1
83.3
7.1
9.5
NEFROLOGIA-DIALISI
79.5
4.5
15.9
66.7
3.2
30.2
FISIOPATOLOGIA
RESPIRATORIA
95.7
0.0
4.3
100.0
0.0
0.0
GINECOLOGIA
96.3
2.5
1.3
0.0
0.0
0.0
MEDICINA GENERALE 5°II
70.8
12.5
16.7
75.8
0.0
24.2
MEDICINA D’URGENZA
96.3
0.0
3.7
85.3
2.9
11.8
NEUROCHIRURGIA
58.6
0.0
41.4
55.3
2.1
42.6
CAMPIONE TOTALE
88.3
3.4
8.4
85.5
3.4
11.2
Nel Campione Totale si osserva (tabella 5) una leggera prevalenza del
sesso maschile nella dipendenza da alcool (11.2%) rispetto a quello femminile
(8,3%), in linea con il dato epidemiologico generale. Circa le differenze fra
150
sessi nel consumo di alcool in relazione ai reparti si nota che, mentre la
proporzione dei bevitori dipendenti si distribuisce in eguale misura fra maschi
e femmine ricoverati in Neurochirurgia (che presenta, come si è detto, la
percentuale più elevata di bevitori dipendenti), si registrano percentuali
superiori di bevitori dipendenti maschi rispetto alle femmine in SPDC,
Neurologia, Nefrologia e Medicina Generale 5°II. Si verifica la tendenza
contraria, ovvero una maggiore rappresentanza delle femmine, in Chirurgia
Generale e in Oculistica (dove peraltro non risulta nessun maschio
alcoldipendente). Non si evidenziano, infine, differenze di rilievo negli altri
reparti.
2) Alcool: i livelli di informazione
Nelle tabelle 6-7-8-9-10-11 vengono riportate le risposte alle
domande sulla conoscenza degli effetti dell’alcool e delle strutture
territoriali preposte al trattamento delle PPAC (Campione Totale).
Tabella 6
L’alcool è una sostanza utile all’organismo?
Frequenza
%
NON RISPOSTO
25
1.2
NO
1437
69.2
NON SO
84
4.0
QUALCHE VOLTA
353
17.0
SI
178
8.6
Totale
2077
100
Tabella 7
L’alcool è dannoso per la salute?
Frequenza
%
NON RISPOSTO
26
1.2
NO
250
12.0
NON SO
86
4.1
SI
1715
82.6
Totale
2077
100
Tabella 8
Crede che l’alcool possa causare problemi in famiglia?
Frequenza
%
NON RISPOSTO
28
1.4
NO
178
8.6
NON SO
63
3.0
SI
1809
87.0
Totale
2077
100
151
Tabella 9
Sa che a Livorno è attivo un Gruppo Operativo di Alcologia presso il Ser.T.?
Frequenza
%
38
1.8
1220
58.7
NON RISPOSTO
NO
NON SO
19
0.9
SI
800
38.5
Totale
2077
100
Tabella 10
Ha mai preso contatto con il Ser.T. di Livorno per problemi di alcool?
Frequenza
NON RISPOSTO
%
20
0.9
1986
95.6
NON SO
2
0.1
SI
69
3.3
2077
100
NO
Totale
Tabella 11
Si è mai rivolto ad associazioni del territorio per il trattamento degli alcolisti (Alcolisti Anonimi, ACAT)?
Frequenza
%
21
1.0
2002
96.4
NON RISPOSTO
NO
SI
Totale
54
2.6
2077
100
Le risposte dei degenti mostrano un’adeguata cognizione delle potenziali
conseguenze negative dell’alcool sulla salute e in famiglia. Si osserva, tuttavia, una
discrepanza fra i livelli di informazione sugli effetti dell’alcool, la prevalenza delle
PPAC e la conoscenza delle strutture preposte al loro trattamento che merita, nostro
avviso, una attenta riflessione. Infatti, sebbene la proporzione delle PPAC si aggiri
intorno al 13,4% e poco meno del 40% degli intervistati risponde di essere a conoscenza
del Servizio di Alcologia del Ser.T., i degenti che affermano di essersi rivolti al Ser.T. o
alle associazioni presenti nel territorio rappresentano, rispettivamente, il 3.3% e il 2.6%
degli intervistati. Si conferma, pertanto, la presenza di una dimensione “sommersa”
delle problematiche alcolcorrelate, da tempo sottolineata in campo alcologico a livello
nazionale e internazionale, stimabile nel nostro campione intorno al 10%.
3) Tabacco: i consumi
Le risposte alla domande “negli ultimi tre mesi ha fumato qualche
sigaretta?” e sul numero di sigarette fumate sono state suddivise nelle
seguenti classi:
152
•
•
•
•
•
•
•
•
degenti che riportano di non fumare sigarette
degenti che fumano meno o uguale a 5 sigarette al giorno
da 6 a 10
da 11 a 15
da 16 a 20
da 20 a 30
>30
degenti che non hanno risposto.
Le tabelle 12 e 13 illustrano la frequenza dei degenti fumatori, non
fumatori e la quantità di sigarette/die fumate nel campione totale e nei singoli
reparti.
Tabella 12
Consumo di sigarette suddiviso in classi
Campione Totale (N=2077)
N° sigarette
0 (non fumatori)
Frequenza
%
1295
62.3
<5
80
3.8
da 6 a 10
114
5.5
da 11 a 15
82
3.9
da 16 a 20
19
0.9
da 20 a 30
26
1.3
> 30
8
0.3
453
21.8
non hanno risposto
I fumatori rappresentano il 15.7% del campione, il 62.3% ha risposto di
non fumare (comunque di non aver fumato sigarette nei 3 mesi precedenti la
somministrazione del questionario), mentre rimane ben il 21.8% di pazienti che
non hanno risposto al quesito (escludendo dal calcolo i pazienti che hanno
omesso la risposta, la percentuale dei fumatori ammonta al 20.2%).
153
Tabella 13
Numero di sigarette fumate nei singoli reparti (riferite ai soli fumatori)
Media
sig/die
N
Minimo
Massimo
% di fumatori
Media sig/die
(compresi i non
fumatori)
UTIC
27
12.0
2
25
19.8
2.7
PSICHIATRIA (SPDC)
17
13.6
4
45
31.9
8
NEUROLOGIA
32
14.2
4
25
20.3
3.6
RADIOTERAPIA
12
11.7
5
25
12
1.6
CHIRURGIA GENERALE 1° II
11
10.7
5
20
8.7
1.2
ORTOPEDIA
31
11.6
1
25
20.5
3.0
DERMATOLOGIA
16
12.2
5
15
12.7
2.0
MALATTIE INFETTIVE
26
14.6
5
40
16.9
3.5
OCULISTICA
7
8.0
5
15
7.8
0.7
UROLOGIA
23
14.3
5
30
14.0
2.4
OTORINO
23
11.6
5
25
13.2
1.8
CHIRURGIA GENERALE 6° II
9
10.6
5
15
11.4
1.6
NEFROLGIA-DIALISI
24
13.3
2
45
22.4
4.2
FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA
14
8.6
4
20
13.6
1.3
GINECOLOGIA
18
6.4
1
15
11.2
1.0
MEDICINA GENERALE 5° II
17
17.0
2
45
29.8
6.3
MEDICINA D’URGENZA
7
10.9
5
25
11.5
1.5
NEUROCHIRURGIA
15
14.8
2
45
19.7
4.2
Dalla tabella 13 si osserva che la percentuale più elevata di tabagismo
(numero di fumatori e media di sigarette giornaliere complessiva) riguarda la
Psichiatria, seguita da Medicina Generale 5°II, Neurologia e Nefrologia;
registriamo il minor numero di fumatori in Oculistica e Radioterapia. Troviamo
invece i fumatori più accaniti in Medicina Generale 5° II, con una media di 17
sig/die al giorno, seguita da Neurochirurgia (14.8), Malattie Infettive (14.6),
Urologia (14.3), Neurologia (14.2), SPDC (13.6).
Questi risultati presentano una significativa corrispondenza con i dati
emersi da una indagine preliminare sulla diffusione del tabagismo nel personale
sanitario del Presidio Ospedaliero di Livorno, effettuata nel 2002 dal Centro
Antifumo della U.O. di Fisiologia Respiratoria nell’ambito del progetto Health
Promoting Hospital (gruppo operativo multidisciplinare “Ospedale senza fumo”).
154
Tale ricerca, infatti, ha riscontrato la maggior percentuale di operatori sanitari
fumatori in Medicina 5° II (oltre la metà del personale fumatore, 52.6%; seguita
dalla Medicina d’Urgenza con il 50% e dalla Ostetricia-Ginecologia con il 45.5%) 1,
dove si concentra una elevata proporzione di tabagismo nei degenti (29.8%),
seconda solo a quella rilevata in SPDC (31.9%). E’ possibile, pertanto, ipotizzare
una assimilazione di condotte disfunzionali da parte dei degenti attraverso
meccanismi imitativi legati alle abitudini tabagiche, che sottolinea l’importanza
della funzione dell’operatore sanitario quale modello di comportamento coerente
con il suo ruolo di agente promotore di corretti stili di vita.
4) Relazioni fra consumo di alcolici e di tabacco
E’ stata, infine, verificata l’ipotesi di una associazione fra tendenza al consumo
di alcool e tabacco, confrontando (unpaired t-test) i valori riportati al MAST dei
degenti fumatori e non fumatori: nei primi ritroviamo, infatti, una media più
elevata al MAST (lievemente superiore al range di normalità: 4.4) rispetto ai non
fumatori (media=1.6) che raggiunge la significatività statistica (t=8.9 p<.001).
Inoltre, nei fumatori il numero di sigarette risulta significativamente correlato ai
valori del MAST (Pearson-product-moment: r=.32.1 p<.001) confermando la forte
connessione fra assunzione di bevande alcoliche e tabagismo che, notoriamente,
configura uno stile di vita a rischio per le numerose patologie legate all’alcool e al
tabagismo.
Conclusioni
L’indagine ha evidenziato la presenza di dipendenza da alcool nel 9.9%
del campione e nel 3.4% una forma di alcolismo di tipo borderline (bevitori
problematici): complessivamente, quindi, la prevalenza delle PPAC riguarda il
13.3% dei degenti del Presidio Ospedaliero di Livorno esaminati nel corso del
2001, mentre la percentuale di fumatori (15.7%) risulta lievemente inferiore alla
media della popolazione italiana adulta (solitamente compresa fra il 25% e il 30%).
I risultati confermano la rilevanza delle problematiche alcoolcorrelate
nel territorio livornese e la necessità di migliorare le procedure atte a favorire
l’accesso ai servizi, nonché di stimolare interventi coordinati sia fra le istituzioni
Le più basse percentuali di fumatori fra il personale sanitario rilevate dalla stessa indagine
riguardano l’UTIC con il 9.5%, e la Fisiopatologia Respiratoria con il 34.6%.
1
155
sanitarie deputate al trattamento delle patologie alcol e fumo correlate (SERT.,
Ospedale, Centro Antifumo del P.O., Medici di base), sia delle medesime con le
Associazioni di volontariato sociale, nell'ottica del lavoro di rete e del
miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati al cittadino.
156
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Relazione al Parlamento 2005