ABP
Centro di ricerca per l'Agrobiologia e la Pedologia
Via Lanciola, 12/A - Cascine del Riccio - 50125 Firenze
Convenzione
fra ARSIA Regione Toscana
e CRA-ABP Centro di ricerca per l'Agrobiologia e la Pedologia di Firenze
(ex Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria - ISZA)
avente per oggetto
COLLABORAZIONE E SUPPORTO SCIENTIFICO
PER MONITORAGGIO E CONTROLLO DI INSETTI VETTORI DI GIALLUMI
IN AREE VITIVINICOLE TOSCANE
ANNO 2007
RELAZIONE SULL'ATTIVITÀ SVOLTA E SUI RISULTATI OTTENUTI
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Via Lanciola, 12/A - Cascine del Riccio - 50125 Firenze
Convenzione
fra ARSIA Regione Toscana e CRA-ABP (ex ISZA)
COLLABORAZIONE E SUPPORTO SCIENTIFICO
PER MONITORAGGIO E CONTROLLO DI INSETTI VETTORI DI GIALLUMI
IN AREE VITIVINICOLE TOSCANE
RELAZIONE SULL'ATTIVITÀ SVOLTA E SUI RISULTATI OTTENUTI
PREMESSA
Fra le attuali emergenze fitosanitarie del vigneto, quella dei giallumi si configura certamente come
una delle più preoccupanti, in ragione delle molte carenze conoscitive che, nonostante i recenti
progressi avuti in biologia molecolare, impediscono di mettere definitivamente in chiaro il sistema
di interazioni fra i molti fattori in gioco e la complessa dinamica dei fenomeni epidemiologici.
Come è noto i giallumi sono malattie dovute a microrganismi unicellulari, procarioti, privi di parete
cellulare, detti fitoplasmi, viventi come parassiti obbligati all'interno delle cellule del tessuto
floematico delle piante. In natura la loro trasmissione avviene prevalentemente per opera di insetti
vettori, provvisti di apparato boccale pungente succhiante e caratterizzati da attività trofica
floemomiza, appartenenti in massima parte agli omotteri auchenorrinchi.
A tutt'oggi la fitoplasmosi della vite più grave e temuta è la flavescenza dorata (FD, gruppo
ribosomico 16SrV, sottogruppi C e D), per la quale il Decreto Ministeriale n. 32442 del 31/05/2000
ha definito specifiche misure di lotta obbligatoria. In anni recenti, tuttavia, un altro giallume della
vite, il legno nero (LN, fitoplasma dello Stolbur, gruppo ribosomico 16SrXII, sottogruppo A), un
tempo ritenuto di secondaria importanza, si è andato diffondendo in molte aree viticole europee e,
per alcuni nuovi caratteri epidemici, desta non poche preoccupazioni anche in Italia e in Toscana.
Mentre il fitoplasma della FD trova nel cicadellide di origine neartica Scaphoideus titanus Ball il
suo vettore specifico, il fitoplasma agente del LN è probabile che possa essere trasmesso da varie
specie di cixiidi e cicadellidi, sebbene al momento solo il cixiide Hyalesthes obsoletus Signoret
risulti il solo vettore sperimentalmente accertato.
Nel caso di FD, la stretta associazione con la vite, sia da parte del fitoplasma che del suo specifico
vettore, definisce un modello di trasmissione di tipo "vite - S. titanus - vite". Per il LN che, in
analogia a H. obsoletus, presenta un vasto range di piante ospiti, si ammettono invece due principali
modelli di trasmissione: "Convolvulus arvensis - H. obsoletus - vite" e "Urtica dioica - H. obsoletus
- vite", nei quali la vite si configurerebbe sempre e comunque come ospite terminale del fitoplasma.
Le recenti segnalazioni di FD in Italia centrale (Credi et al., 2002; Bertaccini et al., 2003; Natalini
et al., 2005) e del suo vettore specifico S. titanus in regioni del centro-sud Italia (Lucchi et al.,
2000; Viggiani, 2002 e 2004; Santinelli et al., 2003; Braccini et al., 2005; Bagnoli et al., 2008)
hanno rafforzato l'esigenza di realizzare, nei diversi comprensori viticoli dell'Italia centromeridionale, idonei programmi di monitoraggio, diagnosi e determinazione delle fitoplasmosi e dei
loro possibili vettori.
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In Toscana il programma di monitoraggio e gestione del binomio "FD - S. titanus" (che in
ottemperanza al citato DM è stato portato avanti in questi anni dall'ARPAT Servizi Fitosanitari, in
stretta collaborazione con l'ARSIA, con il DiSTA Patologia vegetale dell'Università di Bologna, il
DCDSL Sezione di Entomologia Agraria dell'Università di Pisa, alcune strutture del CRA e in
particolare con questo Centro di ricerca) ha permesso di rilevare: a) la presenza più o meno
consistente e diffusa di S. titanus nelle Province di Massa Carrara [dove il cicadellide era stato
accertato per la prima volta nel 1998 (Santini & Lucchi, 2008)], Lucca, Pisa, Firenze, Siena e
Arezzo; b) la presenza di FD su pochissime piante di qualche vigneto prevalentemente della
Provincia di Massa Carrara; c) la presenza più o meno significativa di LN nella maggior parte delle
aree viticole regionali.
La considerazione che S. titanus possa esser presente in Toscana, come in altre regioni del centro e
sud Italia, da svariati anni e che a tutt'oggi, sul territorio regionale, non siano stati riscontrati casi
evidenti di diffusione epidemica di FD, porta a non attribuire particolare gravità alla relativa
situazione fitosanitaria. Pur tuttavia, la continua e massiccia utilizzazione di nuovo materiale di
propagazione per il rinnovo degli impianti, unitamente al preoccupante incremento di fenomeni
tutt'altro che chiariti di diffusione di LN, rende la struttura del settore viticolo alquanto dinamica e il
relativo assetto fitosanitario particolarmente fluido.
Gli studi condotti in questi ultimi anni in Italia e all'estero hanno confermato che nell'ambito della
complessa problematica dei giallumi della vite, gli insetti vettori costituiscono un punto cruciale.
Pertanto, a integrazione di tutte le misure volte alla produzione e utilizzazione di materiale di
propagazione sano, l'individuazione, il monitoraggio e la realizzazione di un mirato controllo dei
vettori si confermano attività di primaria importanza per la comprensione dei parametri
epidemiologici e per la prevenzione eco-compatibile di queste malattie.
OBIETTIVI
¾ Acquisizione di nuove e più dettagliate conoscenze sui parametri bio-ecologici e sulla
distribuzione di Scaphoideus titanus e Hyalesthes obsoletus in Toscana.
¾ Definizione di strategie di controllo integrato di S. titanus e H. obsoletus funzionali
all'abbattimento del rischio di diffusione di FD e LN in Toscana.
ATTIVITÀ SVOLTA
o indagini di campo in aree viti-vinicole delle province di Firenze e Siena per la definizione delle
tecniche più idonee per il monitoraggio delle popolazioni di S. titanus e H. obsoletus;
o puntualizzazione dei principali caratteri morfologici per il riconoscimento delle forme
preimmaginali e adulte di S. titanus e H. obsoletus;
o individuazione e scelta dei principali parametri agronomico-colturali da rilevare per la
caratterizzazione dei vigneti oggetto di monitoraggio;
o accertamento quali-quantitativo della presenza di S. titanus, H. obsoletus ed altri eventuali
cicadellidi e cixiidi su trappole cromotropiche utilizzate per il monitoraggio;
o studio dei dati di cattura di S. titanus e H. obsoletus in rapporto alla distribuzione territoriale di
viti affette rispettivamente da FD e LN;
o studio dei dati di cattura di S. titanus e H. obsoletus in rapporto alla gestione colturale e
fitosanitaria dell'agroecosistema vigneto;
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o definizione dei criteri per calibrare e ottimizzare zona per zona gli interventi insetticidi in
funzione del rischio effettivo di diffusione epidemica di FD;
o definizione delle misure di lotta obbligatoria contro FD in impianti vivaistici, campi di piante
madre e vigneti delle diverse aree viticole regionali, da proporre ad ARPAT Servizi Fitosanitari
per il 2008;
o incontri con il personale tecnico di studi professionali, organizzazioni di categoria ed importanti
aziende chiantigiane per il trasferimento delle nozioni di base necessarie per il riconoscimento
delle forme preimmaginali, delle relative esuvie e degli adulti di S. titanus.
RISULTATI
Tecniche di monitoraggio delle popolazioni di Scaphoideus titanus e Hyalesthes obsoletus
Il monitoraggio dello Scafoideo è fondamentale per: a) accertarne la presenza; b) calibrare le
strategie di lotta; c) verificare gli effetti dei trattamenti.
Il monitoraggio delle forme giovanili risulta utile per individuare la comparsa della I, IV e V età e
stimare la struttura della popolazione preimmaginale. Tale stima è possibile mediante il
campionamento delle foglie dei succhioni basali e dei germogli (prime ore del mattino e non dopo
piogge intense).
Il monitoraggio delle forme adulte serve a individuare la comparsa dei primi adulti e a rilevare le
variazioni quantitative della popolazione. Detto monitoraggio può essere effettuato con 1) lo
scuotitore raccoglitore (frappage) e l'aspiratore; 2) il retino entomologico e l'aspiratore; 3)
l'aspiratore; 4) le trappole cromotropiche (o cromotattiche) (pannelli rettangolari di superficie
variabile da 250 a 1000 cm2 di colore giallo intenso o rosso, collati su entrambe le facce e disposti
verticalmente tra la vegetazione; esposti per 2-3 settimane).
Le indagini svolte nel 2007 hanno permesso di confermare che le trappole cromotropiche, impiegate
in numero di 1-3 per appezzamento campione, per 2 turni di 3 settimane ciascuno da metà luglio a
fine agosto, sono un ottimo strumento per poter realizzare un monitoraggio territoriale esteso e
capillare della popolazione adulta dello Scafoideo, specie se utilizzato nell'ambito di programmi
definiti in modo da potersi avvalere della collaborazione di strutture tecniche pubbliche e private e
soprattutto di quella preziosissima delle stesse aziende viticole.
Gli altri metodi e strumenti di campionamento, che richiedono una più specifica esperienza
entomologica, possono andare a costituire, su questa base, elementi di approfondimento bio-etoecologico relativi a un numero ristretto di vigneti campione.
Per quanto riguarda H. obsoletus, una preliminare serie di dati si può avere dalla 'lettura' delle
trappole cromotropiche utilizzate per S. titanus, ma per osservazioni corologiche più puntuali
sarebbe necessario avviare il monitoraggio degli adulti già in giugno e integrare l'uso di trappole
cromotropiche gialle (o meglio trasparenti) con 'retinature' almeno su convolvolo, calistegia e ortica
eventualmente presenti all'interno e ai bordi del vigneto.
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Principali caratteri diagnostici di Scaphoideus titanus (Figg. 1-14)
Adulto: forma affusolata; colorazione generale bruno-arancio-ocracea; vertice, pronoto e mesonoto
chiari con due o tre bande trasversali arancioni; vertice triangolare; fra il vertice e la faccia 2-4 linee
nere trasversali parallele nello spazio compreso fra gli occhi; ali anteriori con nervature nerastre su
sfondo screziato bruno-ocraceo; zampe chiare, eccetto le posteriori caratterizzate da annerimenti
nella parte distale delle tibie e dei tarsi; pigoforo dei maschi munito sui lati di numerose setole, tra
cui quelle distali più lunghe e scure; lunghezza: ♂ 4,8-5,2 mm; ♀ 5,5-6,0 mm.
Uovo: reniforme allungato e appiattito lateralmente con corion liscio inizialmente di color
biancastro pellucido e poi giallo-crema; dimensioni: 1,3 x 0,3 mm.
Neanidi di 1a-2a età (forme giovanili di 1a-2a età): color bianco-giallognolo; due macchie scure
simmetriche subtriangolari-rotondeggianti ai lati del pigoforo.
Ninfe di 1a-3a età (forme giovanili di 3a-5a età): colorazione di fondo più gialla e progressiva
comparsa di screziature brune, specie su torace e addome; vertice triangolare e fortemente
prominente, privo delle bande trasversali nere che caratterizzano l’adulto; due macchie scure
simmetriche subtriangolari-rotondeggianti ai lati del pigoforo.
Fra i cicadellidi deltocefalini presenti in Toscana, aventi allo stadio adulto caratteristiche
morfologiche abbastanza simili a S. titanus, si ricordano Anoplotettix fuscovenosus (Ferrari) e
Platymetopius major (Kirschbaum) dai quali tuttavia il vettore di FD può essere facilmente distinto
sulla base del profilo dorsale del capo (Fig. 13).
Note bio-corologiche
S. titanus è specie di origine neartica, dimostratasi in Europa strettamente infeudata alla vite su cui
compie un'unica generazione all'anno con svernamento allo stadio di uovo. Nei nostri ambienti le
schiusure delle uova del cicadellide iniziano in maggio e si protraggono fino alla prima decade di
luglio. Neanidi e ninfe sono particolarmente abbondanti in giugno ma si riscontrano fino ai primi di
agosto. Gli adulti volano tra la fine di giugno e la seconda decade di ottobre con massima presenza
in agosto. È stato sperimentalmente osservato che fra acquisizione del fitoplasma di FD e sua
possibile inoculazione intercorre di solito una trentina di giorni. Ciò significa che con acquisizioni
precoci, il vettore diviene infettivo fin dall'ultima età preimmaginale (5a giovanile, 3a ninfale).
In Italia la specie oltre a essere ampiamente diffusa in quasi tutte le aree viticole del centro nord,
interessa ormai anche diverse regioni centro meridionali (Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo,
Campania, Basilicata), dove si ritiene sia giunta in epoca più o meno recente per diffusione
antropica mediante utilizzo di materiale di propagazione infestato da uova.
Fig. 1
S. titanus. Adulti in acoppiamento.
Fig. 2
S. titanus. Adulto in vista dorsale.
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Fig. 3
S. titanus. Adulto in vista dorsale
(da: Alma et al., 2008).
Fig. 4
S. titanus. a: capo e torace in vista dorsale; b: edeago in vista
posteriore; c: edeago in vista laterale destra; d: edeago e connettivo;
e: pigoforo in vista laterale destra; f: stilo e lamina genitale sinistra
(da: Della Giustina, 1989).
Fig. 5
S. titanus. u: uovo; ne1: neanide di 1a età; ne2: neanide di 2a età; ni1: ninfa di 1a età; ni2: ninfa di 2a età; ni3: ninfa di 3a
età; a: adulto (da: Nicoli Aldini, 2001).
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Fig. 6
S. titanus. Adulto su trappola cromotropica.
Fig. 7
S. titanus. Adulto su trappola cromotropica.
Fig. 8
S. titanus. Uovo nel ritidoma di vite.
Fig. 9
S. titanus. Neanide di 1a età (forma giovanile di 1a età).
Fig. 10
S. titanus. Ninfa di 1a età (forma giovanile di 3a età).
Fig. 11
S. titanus. Ninfa di 3a età (forma giovanile di 5a età).
Fig. 12
S. titanus. Esuvia neanidale.
Fig. 13
S. titanus. Esuvia ninfale.
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Fig. 14
Profilo del capo dell'adulto di S. titanus (A), Anoplotettix fuscovenosus (B) e Platymetopius major (C)
(da: Alma et al., 2008).
Principali caratteri diagnostici di Hyalesthes obsoletus (Figg. 15-21)
Adulto: corpo moderatamente allungato con capo relativamente grande e nero e occhi grandi
rossastri; vertice corto e nero con margini laterali bianco-avorio; fronte anch'essa nera con evidente
carena mediana e due carene laterali, quest'ultime bianco-avorio; clipeo nero con ocello mediano
rossastro sul margine superiore; pronoto largo, molto corto e prominente, con margine posteriore
sinuoso, prevalentemente bianco-avorio; mesonoto grande e nero brillante con cinque carene
longitudinali poco pronunciate di cui le tre centrali corte e ancor meno visibili; tegule evidenti
bianco-giallastro; ali subellittiche completamente trasparenti con nervature brune prive di tubercoli;
addome più corto delle ali che, nelle femmine, risulta distalmente tronco e provvisto di un
ovopositore allungato ricoperto da un ciuffo di cera bianca; lunghezza: ♂ 3,8-4,0 mm; ♀ 5,0-5,1
mm.
Uova: deposte in gruppi; allungate, ovali, bianche con corion traslucido coperto di cera; dimensioni
medie: 0,53 x 0,27 mm.
Stadi giovanili (due età neanidali e tre ninfali): corpo tozzo, uniformemente bianco con l'estremità
addominale ornata da un folto ciuffo di lunghi raggi di cera candida.
•
Neanidi di 1a-2a età (forme giovanili di 1a-2a età): dimensioni: 0,67-0,99 x 0,29-0,42 mm;
subcilindriche, bianche; prive di occhi composti; metatarsi unisegmentati; prive di abbozzi alari.
•
Ninfa di 1a età (forma giovanile di 3a età): dimensioni: 1,48 x 0,53; priva di occhi composti;
sostituiti da tre semplici faccette oculari circolari rosse; abbozzi alari appena sviluppati;
metatarsi con 2 tarsomeri.
•
Ninfe di 2a-3a età (forme giovanili di 4a-5a età): dimensioni: 2,17-3,01 x 0,83-1,20 mm;
provviste di occhi composti di colore rosso progressivamente più grandi; abbozzi alari
progressivamente più estesi ed evidenti; metatarsi con 3 tarsomeri.
Il genere Hyalesthes comprende in Italia altre due specie, H. luteipes e H. scotti, entrambe diffuse in
Toscana e morfologicamente simili a H. obsoletus. A parte la conformazione dell'armatura genitale
maschile, il principale e più evidente carattere distintivo degli adulti è il colore dei bordi del vertice,
della fronte e del pronoto, che in H. obsoletus è bianco avorio mentre in H. luteipes e H. scotti è
bruno. Altri cixiidi reperibili in Toscana nell'agroecosistema vigneto e morfologicamente prossimi
agli Hyalesthes sono i Reptalus che, tuttavia, se ne discostano per avere anche le tre carene centrali
del mesonoto evidenti e lunghe come le due laterali e la carena frontale che si biforca in prossimità
del vertice.
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Note bio-corologiche
Specie a distribuzione circummediterranea risulta presente anche in Portogallo, in Europa centrale e
in Asia Minore fino al Mar Caspio. In Italia è più o meno diffusa su tutto il territorio. Neanidi e
ninfe si nutrono a spese dell'apparato radicale di varie piante erbacee fra cui: Urtica dioica,
Convolvulus arvensis, Calystegia sepium, Ranunculus bulbosus, Senecio erucifolius, Artemisia
vulgare, Lavandula spp., Cardaria draba. Gli adulti, anch'essi assai polifagi, amano frequentare,
oltre alle specie nutrici delle forme giovanili, varie altre piante erbacee, fra cui: Solanum nigrum,
Daucus carota, Chrysanthemum vulgare, Cirsium arvensis, Leontodon autumnalis, Taraxacum
officinale, Linaria striata, Galium verum, Plantago spp. Il cixiide è monovoltino in Europa e
bivoltino in Medio Oriente; mostra una limitata capacità di movimento e una modesta tendenza a
portarsi sulla vite, dove è scarsamente presente. Da noi gli adulti si trovano durante i mesi estivi e
soprattutto in luglio. Svernano le forme giovanili (in prevalenza di 3a età) nel terreno a 10-15 cm di
profondità.
Fig. 18
H. obsoletus. Adulto su stelo di ortica visto di profilo.
Fig. 19
H. obsoletus. Adulto su foglia di ortica visto da sopra.
Fig. 20
H. obsoletus. Adulto su trappola cromotropica.
Fig. 21
H. obsoletus. Neanide nel terreno.
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Fig. 15
Hyalesthes obsoletus. Adulto in vista dorsale
(da: Alma et al., 2008).
Fig. 16
Hyalesthes obsoletus. A: faccia; B: stilo genitale sinistro;
C: segmento anale maschile in vista laterale destra; D:
edeago in vista dorsale; E: edeago in vista laterale sinistra
(da: Holzinger et al., 2003).
Fig. 17
H. obsoletus. Uovo; neanide di 1a età; neanide di 2a età; ninfa di 1a età; ninfa di 2a età, ninfa di 3a età
(da: Sforza et al., 1999).
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Principali parametri agronomico-colturali per la caratterizzazione dei vigneti
È necessario che i dati relativi al monitoraggio di Scaphoideus titanus, Hyalesthes obsoletus ed altri
eventuali possibili vettori di giallumi della vite siano contestualizzati al meglio. Allo scopo è
opportuno che oltre ai dati identificativi dell'azienda (proprietario, conduttore, ubicazione, indirizzo,
SAU aziendale, superficie a vigneto, ecc.) siano annotati anche i dati agronomico-colturali dei
singoli vigneti oggetto di indagine.
Principali caratteristiche da rilevare: azienda, localizzazione (eventualmente anche con sistemi di
georeferenziazione e/o Google Earth), tipo di conduzione (tradizionale, conversione, biologica,
biodinamica), varietà, clone, portinnesto, clone, fornitore delle barbatelle, anno d'impianto,
superficie (ha), quota, esposizione, orientamento dei filari, giacitura, sistemazione del terreno, tipo
di terreno (ghiaioso, sabbioso, medio impasto, limoso, argilloso), presenza di ristagni di acqua
(diffusa, localizzata), conduzione sottofila (lavorato, inerbito, diserbato), conduzione interfila
(lavorato, inerbito, diserbato), forma di allevamento, sesto d'impianto, viti/ha, eventuale irrigazione,
altre colture limitrofe, presenza in zona di vigneti abbandonati, flora erbacea interna al vigneto,
flora erbacea di bordo (ortica, convolvolo, trifoglio, graminacee, ecc.), siepi e flora arborea e
arbustiva di bordo (pruno, olmo, pioppo, salice, acero, vitalba, ecc.) (elementi questi ultimi di
particolare importanza specie se presenti nelle vicinanze della stazione di monitoraggio).
Altri parametri di notevole utilità per la caratterizzazione dei vigneti in rapporto alla composizione
dell'auchenorrincofauna sono: le condizioni climatiche (precipitazioni e temperature medie
mensili), gli interventi di spollonatura e potatura verde e soprattutto gli interventi di difesa con
fitofarmaci (erbicidi, fungicidi, insetticidi). Per questi ultimi sarebbe bene registrare i dati
(eventualmente estratti dal "quaderno di campagna") su una specifica scheda annuale precisando:
prodotti, dosi, numero ed epoche dei trattamenti.
Rimane infine da considerare l'eventuale presenza e diffusione di giallumi che pur non
condizionando le popolazioni degli auchenorrinchi sono l'espressione della dannosità delle specie
vettrici e il motivo del loro monitoraggio e controllo.
Per tale motivo l'individuazione, la mappatura e l'accertamento diagnostico delle viti sintomatiche
costituiscono elementi fondamentali per la caratterizzazione dei vigneti in ordine al binomio
fitoplasmi-vettori e per lo studio dei relativi fenomeni epidemiologici.
Si riporta di seguito l'elenco dei principali sintomi di infezioni fitoplasmatiche su vite:
1) germogliamento irregolare; 2) germogli con internodi accorciati, andamento a zig-zag e foglie
piccole e arricciate; 3) arrossamenti o ingiallimenti attorno alle nervature delle foglie; 4)
disseccamento delle infiorescenze e dei grappoli in varie fasi dello sviluppo fino alla chiusura; 5)
arrossamenti o ingiallimenti di settori di foglia delimitati dalle nervature principali; 6) distacco
anticipato delle lamine fogliari con o senza permanenza del picciolo sul tralcio; 7) appassimento
anche solo di porzioni di grappolo dopo la chiusura; 8) mancata o irregolare lignificazione del
tralcio che può assumere consistenza gommosa e un aspetto flessuoso; 9) marcato ripiegamento dei
lembi fogliari verso il basso, cioè accartocciamento a triangolo, sin dalla tarda primavera, pressoché
simultaneo su tutte le foglie dello stesso tralcio; 10) ispessimento della lamina fogliare, consistenza
cartacea.
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Presenza e distribuzione di Scaphoideus titanus, Hyalesthes obsoletus ed altri eventuali
cicadellidi e cixiidi su trappole cromotropiche utilizzate per il monitoraggio
Le indagini svolte nell'ambito della presente convenzione hanno costituito parte integrante di un
complesso di ricerche afferenti in prevalenza al Progetto Finalizzato Nazionale MiPAAF "I giallumi
della vite (GIAVI)" (2004-2008). In Toscana nel 2007 i rilievi hanno complessivamente riguardato
oltre 400 vigneti di una settantina di aziende dislocate principalmente nelle province di Firenze e
Siena.
Dalla 'lettura' delle oltre 1000 trappole cromotropiche utilizzate per il monitoraggio di Scaphoideus
titanus è stato possibile avere conferma che nel periodo estivo le specie di auchenorrinchi più
frequentemente reperibili nell'agroecosistema vigneto della Toscana centrale sono:
fra i FULGOROMORPHA: Metcalfa pruinosa (Say) (Flatidae), Caliscelis bonellii (Latreille)
(Caliscelidae), Agalmatium flavescens (Olivier) (Issidae), Dictyophara europaea (Linnaeus),
Dictyophara multireticulata Mulsant & Rey (Dictyopharidae), Asiraca clavicornis (Fabricius),
Flastena fumipennis (Fieber), Laodelphax striatellus (Fallén), Toya propinqua (Fieber)
(Delphacidae), Hyalesthes luteipes Fieber, Hyalesthes obsoletus Signoret, Hyalesthes scotti Ferrari,
Reptalus melanochaetus (Fieber), Reptalus panzeri (Löw), Reptalus quinquecostatus (Dufour),
Cixius nervosus (Linnaeus), Cixius wagneri China (Cixiidae);
fra i CICADOMORPHA: Neophilaenus campestris (Fallén), Philaenus spumarius (Linnaeus)
(Aphrophoridae), Cercopis sanguinolenta (Scopoli) (Cercopidae), Stictocephala bisonia Kopp &
Yonke (Membracidae), Ulopa sp., Megophthalmus scanicus (Fallén), Macropsis fuscula
(Zetterstedt), Anaceratagallia laevis (Ribaut), Anaceratagallia ribauti (Ossiannilsson),
Austroagallia sinuata (Mulsant & Rey), Aphrodes bicincta (Schrank), Aphrodes makarovi
Zachvatkin, Cicadella viridis (Linnaeus), Allygidius atomarius (Fabricius), Alligidius furcatus
(Ferrari), Allygus modestus Scott, Anoplotettix fuscovenosus (Ferrari), Doratura stylata (Boheman),
Euscelis incisus (Kirschbaum), Euscelis lineolatus Brullé, Euscelidius variegatus (Kirschbaum),
Exitianus taeniaticeps (Kirschbaum), Fieberiella florii (Stål), Goniagnathus brevis (HerrichSchäffer), Japananus hyalinus (Osborn), Macrosteles quadripunctulatus (Kirschbaum), Neoaliturus
fenestratus (Herrich-Schäffer), Phlogotettix cyclops (Mulsant & Rey), Placotettix taeniatifrons
(Kirschbaum), Platymetopius major (Kirschbaum), Platymetopius rostratus (Herrich-Schäffer),
Psammotettix alienus (Dahlbom), Psammotettix striatus (Linnaeus), Psammotettix confinis
(Dahlbom), Recilia schmidtgeni (Wagner), Scaphoideus titanus Ball, Selenocephalus obsoletus
(Germar), Synophropsis lauri (Horváth), Thamnotettix dilutior (Kirschbaum), Thamnotettix zelleri
(Kirschbaum) (Cicadellidae).
La struttura specifica di tale auchenorrincofauna è apparsa alquanto eterogenea e la biodiversità
complessiva è risultata, in termini generali, in rapporto diretto con la complessità dell'agrosistema.
Scaphoideus titanus, vettore specifico di flavescenza dorata (FD), ha, nelle aree viticole interne
della Toscana, una distribuzione discontinua, caratterizzata da popolazioni generalmente alquanto
rarefatte che tuttavia in certi casi assumono più marcata consistenza. Le caratteristiche di
distribuzione e il comportamento notoriamente sedentario del cicadellide lasciano supporre che la
specie possa essere presente in detti comprensori da svariati anni (e che possa continuare ad arrivare
con il materiale di propagazione).
In vari comprensori oltre il 70% delle stazioni di monitoraggio (allestite con 1 trappola
cromotropica gialla esposta per 2-3 turni di 15-20 giorni ciascuno, da metà luglio a fine agosto) è
risultato privo di catture del cicadellide, mentre il 20% circa è stato interessato da 1-2 catture e solo
il 2-3% ha fatto registrare 6 o più catture (Fig. 18).
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3,6
3,1
0,5 1,8 0,5
8,1
11,7
70,7
C. 0
C. 1
C. 2
C. 3
C. 4
C. 5
C. 6
C. 7
Fig. 18
Ripartizione percentuale di un lotto di 222 stazioni di monitoraggio (allestite con 1 trappola cromotropica esposta in due
turni di tre settimane da metà luglio a fine agosto e distribuite in 167 vigneti di 35 aziende) in base a 8 classi numeriche
di adulti di S. titanus catturati (ammontanti complessivamente a 185). Panzano in Chianti, 2007.
Hyalesthes obsoletus, vettore accertato di LN, è largamente diffuso in Toscana con distribuzione
legata principalmente alla presenza di ortica e secondariamente di convolvolo. È tuttavia poco
frequente all'interno del vigneto e in particolare su vite. I picchi di sfarfallamento e presenza si
hanno di solito entro la metà di luglio, sensibilmente anticipati rispetto a quelli di S. titanus.
L'adozione di trappole collate trasparenti esposte già da fine giugno potrebbe consentire, come già
detto, un monitoraggio più mirato.
Reptalus panzeri, Reptalus quinquecostatus, Anoplotettix fuscovenosus e Thamnotettix zelleri sono
specie poco conosciute nei loro parametri bio-etologici che si riscontrano più o meno
frequentemente nel vigneto e che sono risultate in grado di acquisire il fitoplasma associato a LN.
Potrebbero, in particolare i cixiidi, essere coinvolti nella diffusione della malattia (Trivellone et al.,
2006, 2007; Bagnoli et al., 2008).
Neoaliturus fenestratus in certi ambienti risulta particolarmente abbondante, ma a tutt'oggi non si
configura come un possibile vettore di fitoplasmi. Anche nel 2007 è stato possibile osservare come
gli adulti catturati con le trappole siano quasi tutti sorprendentemente maschi.
Da recenti indagini svolte in Veneto, Dictyophara europaea (comune anche in Toscana su varie
dicotiledoni erbacee e abbastanza frequente su vite) risulta in grado di acquisire da Clematis vitalba
il fitoplasma agente di FD. Per vari Autori appare tuttavia improbabile che in natura rivesta un ruolo
significativo nella diffusione della malattia.
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Per Scaphoideus titanus, Hyalesthes obsoletus, Hyalesthes spp. (H. luteipes e/o H. scotti), Reptalus
quinquecostatus, R. panzeri e Anoplotettix spp. (A. fuscovenosus e/o A. putoni) vengono riportati
nelle tabelle 1 e 2 alcuni dati di sintesi di distribuzione e frequenza.
Tab. 1 - Quadro riassuntivo delle stazioni di monitoraggio controllate nel 2007 in Toscana, numero e percentuale di
quelle interessate dalla presenza di Scaphoideus titanus (S.t.), Hyalesthes obsoletus (H.o.), Reptalus quinquecostatus
(R.q.) e R. panzeri (R.p.) e numero totale delle catture di questi.
Province
Aziende
Vigneti
Stazioni
Staz.
S.t. (%)
S.t.
Staz.
H.o. (%)
H.o.
Staz.
R.q. (%)
R.q.
Staz.
R.p. (%)
R.p.
LU
1
9
15
3 (20)
3
0
0
5 (33)
10
0
0
FI
50
227
278
85 (31)
213
26 (9)
34
8 (3)
10
3 (1)
3
SI
15
158
237
24 (10)
60
49 (21)
115
24 (10)
62
12 (5)
15
AR
3
7
10
0
0
0
0
0
0
0
0
GR
1
13
13
0
0
0
0
0
0
0
0
Totali
70
414
553
112 (20)
276
75 (14)
149
37 (7)
82
15 (3)
18
Tab. 2 - Dati riassuntivi per le specie di maggiore interesse dell'attività di monitoraggio svolta in Toscana nel 2007
attraverso il controllo di 553 stazioni, distribuite in 414 vigneti di 70 aziende.
Numero complessivo di
esemplari catturati
Numero di stazioni
interessate
Percentuale di stazioni
interessate
Scaphoideus titanus
276
112
20,2
Hyalesthes obsoletus
149
75
13,6
Hyalesthes spp.
135
95
17,2
Reptalus quinquecostatus
82
37
6,7
Reptalus panzeri
18
15
2,7
Anoplotettix spp.
153
65
11,7
Specie
Rapporti fra la distribuzione territoriale di Scaphoideus titanus e Hyalesthes obsoletus e quella
di viti affette rispettivamente da FD e LN
Alla luce dei rilievi e delle osservazioni svolte nel 2007, che confermano dati e impressioni degli
anni precedenti, non sembra esistere a tutt'oggi in Toscana una relazione fra distribuzione di S.
titanus e presenza di FD, rinvenuta peraltro in pochissimi casi non interpretabili come situazioni di
diffusione epidemica della malattia.
Per quanto riguarda il binomio "H. obsoletus - LN", entrambi i membri risultano largamente diffusi
e frequenti in molti comprensori viticoli regionali. Ciò nondimeno, a fronte di un incremento di viti
e vigneti affetti dalla malattia (che in alcuni casi in questi ultimi anni si è manifestata in modo
evidente e assai preoccupante) non si è registrato un corrispondente aumento della presenza e della
consistenza delle popolazioni del cixiide all'interno del vigneto. Ne discende che anche per questo
binomio non emerge un rapporto diretto fra vettore e fitoplasmosi, il che ripropone la triplice
questione del "materiale di propagazione - suscettibilità varietale e clonale - altri vettori".
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Osservazioni sulla consistenza delle popolazioni di Scaphoideus titanus e Hyalesthes obsoletus
in rapporto alla gestione colturale e fitosanitaria del vigneto
La consistenza delle popolazioni di S. titanus è apparsa strettamente legata alla tipologia della
difesa fitosanitaria adottata e soprattutto all'eventuale utilizzazione di insetticidi più o meno
specifici per il controllo mirato del cicadellide o anche di insetticidi chimici diretti primariamente
contro tignole o cocciniglie e applicati fra metà giugno e metà luglio.
La numerosità delle catture di H. obsoletus si è invece confermata in rapporto abbastanza stretto con
la presenza nelle vicinanze della stazione di piante di ortica (ai bordi del vigneto) o di convolvolo
(alla base dei filari).
Criteri per calibrare gli interventi insetticidi in funzione del rischio di diffusione di FD
Per quanto riguarda la lotta diretta contro Scaphoideus titanus occorre considerare che la specie
rappresenta un importante fattore di rischio; infatti se è vero che il vettore non può trasmettere il
fitoplasma che non c'è, è anche vero che FD può diffondersi nei vigneti solo grazie al suo vettore
specifico.
Da ciò deriva che nei comprensori ove sono presenti sia il fitoplasma agente di FD che Scaphoideus
titanus, la lotta al vettore deve essere "spietata", attraverso interventi agronomici, meccanici e
chimici, con verifica degli effetti derivati dai trattamenti. In questi ambienti, il rispetto del decreto
di lotta obbligatoria si configura come il livello minimo d'intervento.
Nei comprensori ove FD non risulta presente, è necessario, da una parte, approfondire le indagini ed
intensificare il monitoraggio per caratterizzare i giallumi presenti (FD, LN), dall'altra, trovare un
giusto compromesso fra abbattimento del rischio e utilizzo di misure eco-compatibili (e cultura
aziendale compatibili). In altri termini, per questi ambienti è auspicabile che il decreto di lotta
obbligatoria permetta di evitare i trattamenti insetticidi specifici in quei vigneti ove (con appropriati
strumenti di monitoraggio) non sia stata riscontrata presenza di S. titanus, e si faccia appello alla
sensibilità e professionalità dei viticoltori per modulare la lotta contro il cicadellide in funzione
della consistenza e della fenologia delle sue popolazioni e alla luce delle applicazioni insetticide
messe in atto per altri fitofagi, quali in particolare la tignoletta della vite, Lobesia botrana (Den. &
Schiff.).
Misure di lotta contro Scaphoideus titanus in barbatellai, campi di piante madri portinnesti e
vigneti di piante madri marze
Per la criticità di questi contesti, quando gli impianti risiedano in territori comunali ove sia stata
rilevata la presenza di S. titanus è assolutamente necessario che oltre a un attento monitoraggio
siano effettuati specifici e accurati trattamenti insetticidi volti all'abbattimento del rischio sia di
trasmissione di FD che di diffusione del vettore (attraverso le uova deposte nel legno).
Anche per il settore vivaistico vale in ogni caso la regola che il carico dei trattamenti insetticidi
potrà essere proporzionatamente alleggerito in funzione dell'accuratezza e intensità delle attività di
monitoraggio delle fitoplasmosi e delle popolazioni dei vettori.
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Incontri tecnici per un corretto approccio alla problematica e per il trasferimento delle
nozioni di base necessarie al riconoscimento di Scaphoideus titanus
Nel corso del 2007 sono stati organizzati e svolti incontri di lavoro con personale tecnico
dell'ARSIA (Dott. Giovanni Vettori, Dott. Piero Braccini, Dott. Domenico Rizzo) presso il CRAABP, l'ARSIA sede di Firenze, l'ARSIA sede di Capannori.
Presso l'Azienda di Fontodi, in settembre si è tenuto un incontro con i membri dell'Associazione
Viticoltori di Panzano per la presentazione, insieme al Dott. Ruggero Mazzilli, del resoconto del
monitoraggio dello Scafoideo effettuato nel comprensorio.
Altri incontri a carattere più didattico sono stati realizzati presso i laboratori del CRA-ABP, o
direttamente in azienda, con il personale tecnico di varie aziende viticole: Badia a Coltibuono
(Gaiole in Chianti, SI), Castello di Ama (Gaiole in Chianti, SI), Castello di Fonterutoli (Castellina
in Chianti, SI), Fattoria di Cusona (S. Gimignano, SI), Fontodi (Greve in Chianti, FI), La Spinosa
(Barberino V.E., FI), Le Cinciole (Greve in Chianti, FI), Majnoni (Certaldo, FI).
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Pubblicazioni
BAGNOLI B., BRACCINI P., 2004 - Flavescenza dorata e Scaphoideus titanus in Toscana. - ARSIA Regione Toscana,
opuscolo collana "difesa della vite", 16 pp.
BAGNOLI B., PINZAUTI F., TRIVELLONE V., 2005 - Indagine preliminare sugli auchenorrinchi potenziali vettori di
stolbur in un'area viticola del Lazio. - 3° Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi, Milano, 2224/06/2005, Programma e Riassunti, pp. 34-35.
ALMA A., LESSIO F., PAVAN F., FORTE V., ANGELINI E., BORGO M., BAGNOLI B., PINZAUTI F.,
TRIVELLONE V., 2005 – I giallumi della vite: un fattore limitante le produzioni vitivinicole. Rilevamento di
auchenorrinchi vettori accertati e potenziali di fitoplasmi. - 3° Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi,
Milano, 22-24/06/2005, Programma e Riassunti, pp. 90-91.
BAGNOLI B., PINZAUTI F., TRIVELLONE V., 2005 - Indagine preliminare sugli auchenorrinchi potenziali vettori di
stolbur in un'area viticola del Lazio. - Atti 3° Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi, Milano, 2224/06/2005, Petria, 15 (1/2): 55-58.
ALMA A., LESSIO F., PAVAN F., FORTE V., ANGELINI E., BORGO M., BAGNOLI B., PINZAUTI F.,
TRIVELLONE V., 2005 – I giallumi della vite: un fattore limitante le produzioni vitivinicole. Rilevamento di
auchenorrinchi vettori accertati e potenziali di fitoplasmi. - Atti 3° Incontro Nazionale sulle Malattie da
Fitoplasmi, Milano, 22-24/06/2005, Petria, 15 (1/2): 151-153.
PASQUINI G., FERRETTI L., ALBANESE G., BAGNOLI B., PINZAUTI F., BARBA M., 07/10/2005 - Geographical
distribution of stolbur isolates in vineyards of central and southern Italy. - 15th Meeting of the International
Council for the Study of Virus and Virus-like Diseases of the Grapevine (ICVG), Stellenbosch, South Africa, 3-7
April 2006, Extended Astracts, pp. 103-105.
TRIVELLONE V., PINZAUTI F., BAGNOLI B., 2006 - Reptalus quinquecostatus (Dufour) (Auchenorrhyncha
Cixiidae) as a possible vector of Stolbur-phytoplasma in a vineyard in Tuscany. - Redia, 88 (2005): 103-108.
TRIVELLONE V., PINZAUTI F., BAGNOLI B., 2007 - Reptalus quinquecostatus (Dufour) (Cixiidae): potenziale
vettore di stolbur in un ambiente viticolo toscano. - XXI Congresso Nazionale Italiano di Entomologia,
Campobasso 11-16 Giugno 2007, Proceedings, p. 174.
PASQUINI G., FERRETTI L., GENTILI A., BAGNOLI B., CAVALIERI V., BARBA M., 2007 - Molecular
characterization of ‘Candidatus Phytoplasma solani’ isolates collected in grapevines, weeds and insects in
Central and Southern Italy. - First IPWG Meeting, Bologna, 12-15/11/2007. Bulletin of Insectology, 60 (2): 337338.
PASQUINI G., FERRETTI L., BAGNOLI B., GENTILI A., ALBANESE G., RAPISARDA C., BARBA M., 2008 - Il
Legno nero della vite nel centro-sud Italia. - Atti IV Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi, Roma 2830 maggio 2008, pp. 80-82.
BAGNOLI B., PINZAUTI F., TRIVELLONE V., 2008 - Reptalus quinquecostatus (Dufour): dati bio-etologici e
rapporti con il fitoplasma dello stolbur in aree viticole toscane. Atti IV Incontro Nazionale sulle Malattie da
Fitoplasmi, Roma 28-30 maggio 2008, pp. 87-90.
ALMA A., LESSIO F., PICCIAU L., TOTA F., FORTE V., BORGO M., BAGNOLI B., PINZAUTI F.,
TRIVELLONE V., RAPISARDA, C., CAVALIERI V., D'URSO V., 2008 - Rapporti tra cicaline, fitoplasmi e
piante ospiti nell’agroecosistema vigneto. - Atti IV Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi, Roma 28-30
maggio 2008, pp. 119-122.
BAGNOLI B., FERRETTI L., TRIVELLONE V., NUCCITELLI L., PASQUINI G., 2008 - Accertamento della
presenza di Scaphoideus titanus nel Lazio. - Atti IV Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi, Roma 2830 maggio 2008, pp. 166-169.
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Relazioni
BAGNOLI B., PINZAUTI F., TRIVELLONE V., 2005 - Scaphoideus titanus: riconoscimento, biologia e controllo. Seminario Tecnico organizzato da ARSIA Regione Toscana, ARPAT e Provincia di Massa Carrara su
"Flavescenza dorata della vite in Toscana: situazione, controllo e assistenza tecnica", Massa, 24/03/2005.
BAGNOLI B., PINZAUTI F., TRIVELLONE V., 2005 - Il problema della Flavescenza dorata e del suo vettore
Scaphoideus titanus in Italia centrale. - Seminario di aggiornamento per tecnici Bayer CropScience, Acquaviva
di Montepulciano (SI), 08/04/2005.
BAGNOLI B., LUCCHI A., 2005 - Insetti vettori, accertati e potenziali, dei giallumi della vite. - Convegno organizzato
dal Comune di Gaiole in Chianti su "Vecchie e nuove malattie sistemiche nei vigneti del Chianti Classico:
conoscerle per prevenirne la diffusione", Castello di Meleto, Gaiole in Chianti, 15/12/2005.
BAGNOLI B., LUCCHI A., 2006 - La "confusione sessuale" per un controllo eco-compatibile delle tignole e i problemi
posti dall'emergenza "giallumi della vite". - Incontro Tecnico organizzato da CRA-ISZA, Castello di Ama e
CBC (Europe) su "I feromoni sessuali per il controllo delle tignole nel contesto della viticoltura chiantigiana",
Castello di Ama, Lecchi in Chianti (SI). 15/02/2006.
BAGNOLI B., 2006 - Linee guida per una corretta difesa del vigneto dalle tignole e dai giallumi. - Incontro tecnico
organizzato da CIA-CIPAT di Colle Val d'Elsa (SI) su "Vecchi e nuovi problemi fitosanitari per la viticoltura di
San Gimignano", San Gimignano (SI), 21/02/2006.
BAGNOLI B., LUCCHI A., 2006 - Prove di controllo di Lobesia botrana con il metodo della confusione sessuale e
indirizzi di lotta contro Scaphoideus titanus. - Incontro tecnico organizzato da ARSIA Regione Toscana su
"Novità fitoiatriche per la difesa delle "colture biologiche", Siena, Confesercenti, Auditorium, 16/03/2006.
BAGNOLI B., 2006 - I vettori dei giallumi. - P.F. MiPAF "I Giallumi della vite: un fattore limitante le produzioni
vitivinicole": Incontro sui “Risultati acquisiti nel corso di attività di ricerca sui giallumi della vite”, ISPaVe,
Roma, 19/07/2006.
ALMA A., BAGNOLI B., 2006 - Bio-etologia, distribuzione e ruolo di vettori di fitoplasmi associati a Flavescenza
dorata e Legno nero. - Incontro tecnico-scientifico "I vettori di fitoplasmi agenti di giallumi nella vite", CRAISZA, Firenze, 9 novembre 2006.
BAGNOLI B., PINZAUTI F., TRIVELLONE V., 2006 - Insetti vettori dei giallumi della vite. - Vecchie e nuove
malattie sistemiche nei vigneti del Chianti Classico: forum di discussione tra produttori e ricercatori. Castello di
San Sano, Gaiole in Chianti, 19/12/2006.
Firenze, 20 giugno 2008
Il Responsabile scientifico
Bruno Bagnoli
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