Proporre la fede –
organizzazione pastorale
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Diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo
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1. Editoriale
2
2. Parola di Dio: la parabola del granello di senape
4
3. Proporre la fede nella società attuale della nostra diocesi
5
4. L’unità pastorale, un insieme di comunità parrocchiali
7
•L’Unité Pastorale
7
•L’Equipe Pastorale
9
•Il consiglio pastorale
10
•Il consiglio di gestione
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5. Le missioni e le comunità linguistiche
12
•Le ricchezze
12
•I rischi
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6. La pastorale per categoria
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7. A voi la parola
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•Bisogna mantenere ancora le missioni linguistiche?
16
•I nostri rappresentanti pastorali preti e laici vivono lo stress 17
e voi affidate loro sempre più responsabilità?
•La mia parrocchia sparirà?
19
•Perchè fate tutti questi cambiamenti?
19
•L’unité pastorale è una struttura lontana dalla realtà
della gente?
20
8. Preghiera diocesiana
Mappe della diocesi
21
22 – 32
2
1. Editoriale
Cari diocesani e diocesane, cari amici,
“prendiamo il largo, apriamo le vele al soffio dello
Spirito”. Vi ricordate di queste parole all’Assemblea Diocesana (AD 2000)? Quanto cammino percorso insieme come
Chiesa dall’impulso del forum diocesano 2003 (Forum 03,
che ha lanciato la “Pianificazione pastorale”), fino al recente
Forum 06, che invita ogni battezzato a vivere e proporre la
fede.
Lasciamo perdere le lamentele di fronte alla perdita dei
valori e dei punti di riferimento nella nostra società e non
lasciamoci scoraggiare dalla diminuzione della pratica religiosa e delle vocazioni! La civiltà occidentale è cambiata: è
una costatazione. Ma la missione che Cristo ci affida è sempre la stessa da 2000 anni. Noi cristiani siamo i depositari
di una buona Novella, che è Parola di libertà, sorgente di
speranza e la sola che può dare senso all’esistenza umana! Un
tale tesoro si condivide e non concede le sue ricchezze se non
a mani tese per offrirle!
E’ per questo che con lo Spirito Santo troveremo
le parole nuove e la tonalità giusta per incontrare questa
società in evoluzione e cantarle questa “lieta Novella”!
Il grande cantiere pastorale intrapreso, la nostra Pianificazione Pastorale, è la realizzazione di questo imperativo missionario: annunciare decisamente e proporre con
gioia la nostra fede agli uomini e alle donne di questo
tempo.
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Pertanto la Pianificazione Pastorale, proprio perché al servizio dell’annuncio di Gesù Cristo, non è terminata: come
il messaggio che proclama, anch’essa è continuo aggiornamento. Ecco perché prego continuamente affinché non ci
fermiamo a considerazioni di confini e di strutture (certo
necessarie) ma progrediamo incessantemente nel rinnovamento della nostra vita ecclesiale, proponendo una fede
che noi stessi vivremo sempre meglio. La testimonianza che
dobbiamo dare non è “vedete come sono bene organizzati”,
ma “vedete come si amano”… “Da questo gli uomini riconosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete gli uni gli
altri” (Gv 13,35)
Il terreno pastorale non si limita alla vita delle nostre
parrocchie: è molto più vasto! Dalle missioni linguistiche fino alla pastorale settoriale (la salute, la catechesi,
la diaconia…), passando per la pastorale carismatica (i
monasteri, le congregazioni, i gruppi di preghiera…)
ogni tinta pastorale apporta un contributo proprio alla
realizzazione dell’annuncio del Vangelo.
Questo opuscolo vuole spiegare e illustrare il territorio
pastorale della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo (senza
dimenticare Neuchâtel!). Cari lettori, care lettrici, vi invito a
scoprire questa diocesi attraverso la Pianificazione Pastorale,
gli interrogativi e le testimonianze dei diversi protagonisti
della pastorale. Vi troverete pure delle cartine che descrivono
la geografia pastorale della nostra diocesi.
Lo Spirito soffi sulla nostra Chiesa diocesana!
+Bernard Genoud, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo
4
2. Parola di Dio: la parabola del granello di
senape (Mt 13,31–32)
Gesù propose alla folla un’altra parabola: “Il Regno
dei cieli è simile a un seme di senape che un uomo ha
seminato nel suo campo. È il più piccolo di tutte le
semenze ma, quando cresce, supera gli altri ortaggi e
diventa un albero, tanto che gli uccelli nidificano sui
suoi rami”
Bernadette Lopez
05.2006
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3. Proporre la fede nella società attuale
della nostra diocesi
La situazione attuale della nostra società “ci obbliga a prendere atto della novità della fede e dell’esperienza cristiana.
Non possiamo solamente accontentarci di un’eredità, per
quanto essa possa essere ricca. Dobbiamo accogliere il dono
di Dio in condizioni nuove e ritrovare allo stesso tempo il
gesto iniziale dell’evangelizzazione: quello della proposta
semplice e risoluta del Vangelo di Cristo”
(Conferenza dei vescovi francesi, “Proporre la fede nella
società attuale”, Cerf, Paris 1996)
Ma cosa significa proporre la fede? Proporre dipende
soprattutto da un nuovo atteggiamento di evangelizzazione:
passare dall’eredità alla proposta, dalla trasmissione alla proposta. Significa raggiungere la vita e il vissuto delle persone e
invitarle a un cammino di fede.
Questo procedimento suppone
un’esperienza vitale di preghiera, di
comunione con Cristo che porta
a proporre un’arte di vivere, una
saggezza personale e comunitaria:
“amerai il tuo prossimo come te
stesso” (Marco 12,31). Per il cristiano l’arte di vivere può essere solo
quella comunitaria, che tipo dunque di comunità offriamo a coloro
ai quali proponiamo la fede?
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Prima di esprimere un giudizio sulla società, la Chiesa e i cristiani sono invitati ad amarla partecipando alla sua costruzione
e apportando uno sguardo di fede, una parola di speranza: “È
il più piccolo di tutte le semenze, ma quando cresce supera
tutti gli altri ortaggi e diventa un albero, tanto che gli uccelli
nidificano sui suoi rami”. (Matteo 13,32) Non sarebbe questo
forse il punto di partenza della proposta di fede?
“Proporre” non significa solamente “accogliere” l’altro.
Proporre significa “prendere l’iniziativa” di andare verso
l’altro, significa essere convinti di avere qualcosa da offrire,
una Buona Novella da annunciargli, considerando il fatto
che anche l’altro a sua volta mi converte. Il rispetto della
libertà di ognuno è assolutamente essenziale a una pastorale
di proposta della fede. Non esiste Evangelizzazione senza
dialogo.
La pastorale di proposta della fede si diffonde in tutte
le categorie di credenti, da coloro che chiedono i sacramenti
agli indifferenti. Proporre la fede ci porta tutti e tutte verso
una pastorale che provoca e che suscita la vita nell’amore.
Proporre la fede è già suscitare la fede stessa.
Inoltre, proporre la fede nella nostra diocesi mi fa pensare a ciò che si dice su Gesù: “Ma chi è quest’uomo di cui
sento tanto parlare? E cercava di vederlo”. (Luca 9,9) per
arrivare all’invito di Gesù: “Andate! In tutte le nazioni fate
dei discepoli (…) ed io sarò accanto a voi ogni giorno fino
alla fine del mondo”. (Matteo 28,19–20).
Rémi Berchier, vicario generale,
responsabile dell’organizzazione pastorale
7
4. L’unità pastorale, un insieme di comunità
parrocchiali
L’unité pastorale (UP)
Una volta ogni parrocchia, anche la più piccola, aveva il
suo parroco residente. Con il passar degli anni, i preti sono
diventati responsabili di più parrocche. Per essere aiutati
8
nei loro impegni sempre più crescenti si sono circondati di
assistenti pastorali laici. In seguito si sono aggiunte ancora
nuove parrocche.
Questa struttura oggi mostra i suoi limiti. Certi colla­
boratori pastorali preti e laici sono stanchi; d’altro canto
alcune parrocche periferiche si sentono abbandonate e
la loro vitalità spenta. Cosciente di queste difficoltà il
nostro vescovo ha intrapreso una riorganizzazione territoriale nell’insieme della diocesi affinchè si possa continuare la missione di annunciare Gesù Cristo nella società
attuale.
La creazione delle unités pastorales nella nostra diocesi vuole rispondere a questa sfida. L’unité pastorale è un
insieme di parrocche vicine riunite per formare il quadro
più appropriato al compimento del servizio pastorale di una
regione.
Tuttavia l’unité pastorale esiste solo attraverso
la vita delle comunità parrocchiali che la formano. Il
ruolo di questa nuova struttura consiste nell’evitare che
un insieme di parrocche diventino una grande parrocchia o una struttura centralizzata che soffochi le piccole
comunità.
Ciascuna comunità di cristiani dell’unité pastorale è
chiamata a fare Chiesa, ciascuna con la preoccupazione di
prendere posto nella casa comune. Così una parrocchia non
vive solo per sé stessa, ma è membro di una famiglia più
grande che si chiama “unité pastorale”.
L’unité pastorale è d’ora in poi la nuova cellula pastorale
territoriale in cui si realizza la nostra Chiesa dicesiana.
9
L’équipe pastorale (EP)
Non basta creare un` unité pastorale perchè Cristo
sia presente in seno ad una comunità, bisogna che
la Parola sia annunciata, che i sacramenti siano celebrati, che i poveri siano serviti e che le comunità siano
riunite.
Per realizzare questa missione e averne la responsabilità, il vescovo affida questo servizio a un gruppo
chiamato équipe pastorale.
J.C. Gadmer
10
Il équipe pastorale è un insieme di persone (preti, diaconi,
agenti pastorali laici e volontari laici) nominati dal nostro
vescovo per lavorare all’avvento del Regno di Dio in un’unité
pastorale. Questo gruppo di persone ha la cura pastorale
nell’insieme dell’unité pastorale. I membri dell’équipe pastorale non sono solamente un aiuto per alleggerire le responsabilità del prete. Tutti i membri del gruppo si incontrano regolarmente e si dividono le responsabilità secondo
il ministero e il carisma di ciascuno. L’équipe pastorale è al
servizio dell’insieme della comunità dell’unité pastorale.
L’équipe pastorale è guidato da un prete chiamato parroco moderatore. I membri del gruppo, preti, diaconi o laici,
sono chiamati a delle responsabilità proprie, come la “garanzia” di una parrocchia, d’un gruppo, d’un consiglio, d’un
dicastero.
L’organizzazione di una nuova struttura non garantisce
da sola la vitalità delle nostre comunità. Se l’équipe pastorale ha la preoccupazione di annunciare Gesù Cristo, il
dinamismo dell’unité pastorale dipende prima di tutto dalla
capacità di ciascuno e ciascuna a rispondere alla chiamata
dello Spirito Santo.
Il consiglio pastorale dell’unità pastorale (CUP)
In ogni unità pastorale un consiglio rappresenta le diverse
realtà pastorali dell’insieme del territorio. Questo consiglio,
chiamato consiglio pastorale dell’unité pastorale, è un organo
di analisi, di riflessione e di preparazione delle decisioni con
11
l’équipe pastorale. Le grandi decisioni pastorali che riguardano l’unité pastorale vi sono discusse. Il consiglio vigila
affinchè si promuova la vita dell’unité pastorale, la proposta
di fede e l’evangelizzazione.
Il consiglio di gestione
La vita di un’unité pastorale comporta la concentrazione di
alcune mansioni amministrative e alcuni oneri finanziari. Un
consiglio di gestione può gestire la cassa comune dell’unité
pastorale. Esso determina, in funzione del piano pastorale,
le possibilità di rispondere ai bisogni pastorali. Propone un
bilancio e tiene la contabilità.
12
5. Le missioni e le comunità linguistiche
Su 700 000 cattolici che conta la diocesi, più di 200 000
sono di origine straniera. Constatando che circa il 30%
dei cattolici diocesiani vengono culturalmente da fuori,
bisogna considerare che la pastorale degli stranieri non è
un settore facoltativo, ma una dimensione costitutiva della
vita e della riflessione della pastorale diocesiana. In effetti la
Chiesa è sempre più cosciente che la mobilità umana non
è un fenomeno di passaggio: l’annuncio missionario non
consiste solamente ad annunciare il Vangelo in altri paesi,
ma anche a proporre la fede qui nella nostra diocesi, ad
uomini e donne di origine straniera.
Le ricchezze
Per ciò che riguarda la proposta della fede, il fenomeno della
mobilità umana invita tutti e ciascuno di noi a scoprire e a
vivere continuamente l’esperienza dell’Esodo. Come Abramo,
come il popolo d’Israele nel deserto, come i discepoli al seguito
di Gesù, come Paolo sulla via di Roma, ciascun credente è
chiamato a mettersi “in cammino” verso la Città definitiva
e perfetta che ci sarà data da Dio. All’intarno di una diocesi,
le comunità linguistiche sono segno di questa dimensione
universale: ogni uomo rimane straniero e pellegrino.
Con le loro particolari sensibilità, le missioni linguistiche contribuiscono a realizzare una Chiesa di “comunione
13
J.C. Gadmer
di comunità” (AD 2000, 101/2), una Chiesa dai volti
diversi dove si può vivere insieme. La comunità diocesiana esprime così la ricchezza della Pentecoste, in cui ci
si stupiva nell’ascoltare gli Apostoli, che parlavano tutte
le lingue.
I rischi
Spesso in passato le missioni linguistiche e la pastorale
territoriale hanno lavorato in maniera parallela. Ormai,
sono chiamate a “vivere insieme” a tutti i livelli. In primo
luogo, all’interno ad ogni UP, è essenziale consolidare i
contatti esistenti e favorire altri incontri tra le comunità,
tra i volontari e gli agenti pastorali. In questa fase, bisogna
riconoscere che i modi di accompagnare le comunità linguistiche rimangono diversi.
I preti e gli assistenti pastorali che provengono da
famiglie emigrate in Svizzera sono una ricchezza pastorale
da valorizzare.
14
6. La pastorale per categoria
Esiste al servizio del Vangelo un gran numero di missioni
specifiche, generalmente poco conosciute, perchè spesso
poco visibili. Esse sono attive in ambienti particolari oppure
operano con “categorie” di persone, è per questo che chiamiamo questa pastorale la pastorale di categoria.
15
Così nella nostra diocesi, circa 300 persone specializzate
(preti e laici), inviati dal vescovo, si occupano della formazione di adulti, della catechesi, della pastorale della
salute, della presenza e dell’aiuto ai rifugiati o ai poveri
(pastorale della strada, presenza accanto ai tossidipendenti, ecc.) e accopagnano i giovani, o garantiscono delle
presenze di cappellani (presso le prigioni, le scuole e i licei,
le università, le istituzioni specializzate, le scuole professionali…) Questa lista naturalmente è lungi dall’essere
completa, tanto sono ricchi e numerosi gli impegni della
Chiesa.
Con il loro carisma, la loro formazione e le loro proprie competenze, questi servizi, queste cappellanie e questi
raggruppamenti assicurano un legame stretto con le unités
pastorales.
Il collegamento di questi organismi con le unités pastorales
permette alla Chiesa di compiere la sua missione attraverso
una presenza e una testimonianza al cuore del mondo. Una
collaborazione regolare tra gli agenti pastorali in funzione
nell’unités pastorales e questi servizi rimane necessaria.
In sinergia con le unités pastorales (pastorale territoriale),
la pastorale per categoria sparge numerosi semi di fede, di
speranza e di carità. Non è appunto questa la dinamica alla
quale ci invita la proposta della fede?
16
7. A voi la parola
Bisogna ancora mantenere le missioni linguistiche?
Le missioni linguistiche sono necessarie per coloro che vengono a stabilirsi da noi, che hanno bisogno di ritrovarsi nella
loro cultura, di vivere la fede con la loro lingua e le loro
tradizioni.
J.C. Gadmer
17
Per coloro che risiedono già da molto tempo, le missioni
linguistiche possono mantenere la loro ragione d’essere:
continuare a vivere la tradizione di fede del paese d’origine,
essere un luogo d’incontro. Oggi sono un mezzo per proporre la fede.
Tuttavia bisogna riflettere anche sull’integrazione
reciproca degli svizzeri e degli emigranti. Per esempio, i
vietnamiti apportano un colore e un fervore particolari
nelle nostre parrocche.
Come possono dunque incontrarsi le diverse comunità? Come possono coesistere? Come possono formare
una Chiesa?
I nostri agenti pastorali preti e laici sono stressati e voi gli
affidate ancora più responsabilità?
Viviamo in una società che esige da ciascuno di noi efficienza,
velocità e rendimento.
Anche nella Chiesa viviamo questa realtà. Lo stress
nella pastorale puo’ essere dovuto a una mancanza di fiducia
e di condivisione delle responsabilità. La formazione delle
unités pastorales richiede all’inizio un lavoro supplementare,
ma essa è un’opportunità da cogliere, perchè ci obbliga a
riflettere su altri modi di considerare l’evangelizzazione e la
condivisione della responsabilità pastorale.
Così è tutta una mentalità che deve cambiare. I battezzati sono invitati a prendere più responsabilità nella vita
parrocchiale, a osare intranprendere nuove inziative e nuovi
18
progetti in seno alla loro comunità. Per costruire la Chiesa, i
cristiani hanno bisogno di mantenersi fiduciosi e di mettere
il loro talento al servizio della comunità. Le équipes pastorales
dovranno alimentare questa fiducia e sostenerla.
E’ un bell’impegno che esige pazienza e comprensione
e soprattutto una convinzione comune: lo Spirito Santo
opera in ciascuno di noi, ci precede, ci accompagna e lavora
con noi. E’ in lui che la comunità cristiana attinge la gioia
e la luce.
J.C. Gadmer
19
La mia parrocchia sparirà?
La parrocchia è una specie di solido appoggio, di ritrovo,
di condivisione fraterna, di vicinanza. Vi si incontrano dei
vicini, degli amici. Insieme ci si sente coinvolti nella stessa
avventura, quella di annunciare la Buona Novella di Gesù
Cristo al mondo. Le parrocche continueranno dunque a
vivere, ma in maniera diversa, in seno alla nuova organizzazione delle unités pastorales. Saranno uno dei luoghi di
realizzazione della vita della Chiesa, un luogo di prossimità
(comunità di preghiera, feste parrocchiali, ecc.). Ma non
saranno più il luogo di coordinazione della pastorale. Per
esempio, la catechesi o la preparazione della cresima si organizzeranno a livello dell’unité pastorale.
Perchè fate tutti questi cambiamenti?
I cambiamenti hanno come scopo quello di rispondere ai
bisogni della pastorale di oggi, ossia un’evangelizzazione
attraverso la proposta della fede aperta a tutti. Significa,
in effetti, costituire delle unités pastorales stabili, che riuniscano una comunità cristiana sufficientemente numerosa,
che sono segno di salvezza,offerta in Gesù Cristo a tutti gli
uomini. E’ dunque necessario tener conto dei movimenti
delle popolazioni e dei suoi epicentri, perchè la Chiesa,
che è un dono di Dio, si costruisce nel mondo e a partire
dal mondo. Inoltre il numero di agenti pastorali, preti e
laici, obbliga questi ultimi ad inventarsi nuovi percorsi
20
di collaborazione e di condivisione di impegni e di responsabilità. Facciamo affidamento sull’insieme dei fedeli, che
in virtù del battesimo e della cresima, sono chiamati ad
adoperarsi nella missione della Chiesa, ciascuno secondo
la sua vocazione e il suo carisma.
L’unità pastorale è una struttura distante dalle realtà
della gente?
Le strutture nella Chiesa, come ad esempio in tutti i servizi
pubblici, possono sembrare molto distanti dalla realtà della
gente. Per l’utente di un autobus la direzione dell’azienda
sembra molto lontana dalla realtà. Ma il giorno in cui una
linea degli autobus viene soppressa, questa decisione tocca
direttamente gli utenti.
Succede la stessa cosa per l’unité pastorale. Può sembrare audace ma, là dove un’unité pastorale funziona bene,
i parrocchiani apprezzano molto il contributo di questa
struttura e sono contenti dei suoi effetti nella realtà. Una
celebrazione comune e festiva in una chiesa stracolma, un
gruppo di giovani dinamici, un gruppo pastorale motivato
che promuove la diversità e la complementarità dei suoi
membri, sarà la gioia di tutta la comunità.
21
8. Preghiera diocesiana
Signore,
noi che formiamo la Chiesa diocesana,
insieme e personalmente, abbiamo
un solo favore da chiederTi,
il solo che ci hai promesso di non rifiutarci mai:
il tuo Spirito,
Spirito d’amore e d’unità,
Spirito di vita e di novità,
Spirito di creazione e di fedeltà,
che deponga in noi il seme antico e sempre attuale,
del tuo Regno.
Fragile e contestato nel trambusto della vita attuale,
chi pensa ad accoglierlo?
È un piccolo seme.
Chi gli presta attenzione?
Ma se trova nei nostri cuori
il posto dove guadagnare terreno oggi,
potrà diventare
l’albero grande all’ombra del quale,
tutti, stranieri e viaggiatori sulla terra,
noi potremo riscoprire insieme
la gioia di credere,
la forza di amare,
la speranza di vivere.
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1. Bon Pasteur, Prilly
2. St-Joseph, Lausanne
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3. St-André, Lausanne
4. St-Esprit, Lausanne
5. Notre-Dame du Valentin
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6. Ste-Thérèse, Lausanne
7. Sacré-Coeur, Lausanne
UP L’Orient
8. St-Rédempteur, Lausanne
9. St-Maurice, Pully
10. St-Martin, Lutry
11. Notre-Dame, Cully
UP Chasseron-Lac
UP Dent-de-Vaulion
UP Gros-de-Vaud
UP Renens - Bussigny
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Choulex-Vandoeuvres
44.
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45.
Meinier-Gy-Jussy
46.
Collonge-Bellerive
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Corsier-Anières
48.
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SE�Düdingen�-�Bösingen/Laupen
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SE�Sense�Mitte
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Cressier-sur-Morat�-�Gurmels
Murten/Kerzers�-�Wallenried
(Zweisprachige�Seelsorgeeinheit)
(UP bilingue/St-Urbain)
SE�Sense�Oberland
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UP Neuchâtel
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Missioni�linguistiche�(ML)
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italiane
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“Zona�Romanda”
- Missione�di�Fribourg
- Missione�di�Lausanne
- Missione�di�Montreux
- Missione�di�Morges
- Missione�di�Nyon
- Missione�di�Vevey
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- Missione�di�Neuchâtel
- Missione�di�La�Chaux-de-Fonds
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Misiones�lingüísticas�(ML)
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Del�lado�de�Lausana
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Del�lado�de�La�Côte
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Del�lado�de�Riviera
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Del�lado�de�Norte�de�Vaud
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Missões�Linguísticas�(ML)
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Lusófonas
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