Dott. E . ARDU-ONNIS
PER LA SARDEGNA PREISTORICA
Nota
3
a
- Le n u o v e
contribuzioni
< P a r r e b b e c h e l a S a r d e g n a dovesse essere
un p a e s e a b b a s t a n z a noto d a l p u n t o d i v i s t a a r cheologico. E p p u r e si p u ò a s s e r i r e s e n z a t e m a
di e s s e r e s m e n t i t i c h e l a S a r d e g n a n o n h a a n cora s v e l a t o c h e u n a p i c c o l a p a r t e delle a n t i c h i t à
che si n a s c o n d o n o n e l s u o s e n o ; e si p u ò d i r e
che né m e n o u n o dei p r i n c i p a l i p r o b l e m i di a r c h e o l o g i a s a r d a s i a p e r f e t t a m e n t e risolto ».
P A I S : Le attuali
condizioni
degli
studi
ardi, in Sardegna,
C a g l i a r i , 1884.
I.
Alcuni anni or sono aveva accoglienza fra gli Atti di questa
Società romana di Antropologia umo scritto, che riuniva, succintamente, quanto e r a noto dell'Archeologia preistorica della Sardegna (*); mi sia però lecito di r i t o r n a r e , in queste pagine, (se bene
destinate più specialmente ad a l t r i studii), sullo stesso argomento.
Se il presente scritto non a v r à più, come quello, il pregio almeno
della novità, non sarà, io reputo, inutile esempio che studii di P a letnologia e di Antropologia si affratellino più e meglio di quanto
non abbian fatto sinora. E la l e t t e r a t u r a p a l e t n o l o g i a della Sardegna, se non è stata, in questi ultimi anni, copiosa, non è stata tuttavia così scarsa che non possa giovarsene lo studio di alcuno dei
problemi della P r e i s t o r i a di questa regione.
1° - Passeremo rapidamente in esame le pubblicazioni di maggior interesse, p e r coloro ai quali già non fossero note altrimenti.
Vale appena u n cenno la pubblicazione intitolata Officine litiche
in Sardegna, apparsa il 1889 in u n periodico di Cagliari; la si
ricorda p e r essere l'argomento, che vi è t r a t t a t o , di molta impor-
(*) A R D U
fase. 3 ° ,
O N N I S , La
1898.
Sardegna
preistorica.
In A t t i S o c . R o m . À n t r o p . , voi. V ,
16
E.
ARDU-ONNIS
tanza (*). Notevoli sono invece i r i t r o v a m e n t i del sig. Carlo Ferton,
capitano della guarnigione di Bonifacio, sebbene non precisamente
avvenuti in t e r r a sarda (*). Proseguendo investigazioni, delle quali
aveva già dato ragguaglio in un primo scritto ( ), egli ebbe la fortuna di r i n v e n i r e nuove tracce dell'uomo preistorico della Corsica.
Nell'isoletta del Cavallo, presso Bonifacio, in d u e località diverse,
potò imbattersi in abbondanti frammenti di selce, d'ossidiana e d'una
rozza ceramica mal cotta, perfettamente simili ad altri raccolti
nelle stazioni litiche della citta vicina, E da notarsi che l'isolotto
del Cavallo è di n a t u r a granitica, e non contiene nei suoi t e r r e n i ,
o r i g i n a r i a m e n t e , selce od ossidiana. In faccia a questo isolotto la
costa córsa, formata in p a r t e di roccia granitica ed in parte di
calcare miocenico, offriva una serie di buoni abris sous roche, ad
una quindicina di metri sopra il livello delle acque ; e il suolo e r a
disseminato di scaglie d'ossidiana e di selce; venne portata inoltre
all'A. una bella ascia polita in serpentino v e r d e , rinvenuta alcune
centinaia di metri più lungi dalla stessa località ( ). Avendo egli
scoperto di tali resti della industria u m a n a sempre in prossimità
delle acque, insieme con ammassi di conchiglie, resterebbe provato
che nell'età dell'uomo neolitico il m a r e vi affiorava circa al livello
medesimo che nei giorni nostri ( ). Tuttavia, essendo stati raccolti
di questi residui ad una certa distanza da esso, l ' A . conclude, in
3
4
5
( ! ) A R D U O N M S , Officine l i t i c h e , e c c . La Piccola
Rivista.
C a g l i a r i , 1 8 9 9 . Questo
s c r i t t o si r i d u s s e q u a s i
ad u n a p r e s e n t a z i o n e del prof. T i t o Z a n a r d e l l i e delle
sue prime esplorazioni
n e l t e r r i t o r i o o r i s t a n e s e , d e l l e q u a l i s a r à detto p i ù i n -
n a n z i . G o d i a m o c h e le s u e r i c e r c h e , c o m e e g l i s t e s s o ci s c r i s s e , ne s i a n o
state
facilitate.
2
( ) Seconde
note
sur Vhist
de
Bonifacio,
e c c . A c t , S o c L i n n é e n n e de B o r -
d e a u x , 1 8 9 9 . Devo q u e s t a n o t a (e l a p r e c e d e n t e a l l a q u a l e si r i f e r i s c e ) a l l a c o r t e s i a d e l c o l t o ufficiale, c h e volle m e t t e r s i i n c o r r i s p o d e n z a
meco e lusinghiera-
m e n t e c i t a r m i ; delle q u a l i cose a b b i a s i i m i e i r i n g r a z i a m e n t i .
3
()
Sur
4
Vhist.
de Bonifacio
( ) L ' A . accenna
trovarsi
à V ép. néolith.
in p r o s s i m i t à
Bordeaux, loc. c i t , 1 8 9 8 .
della medesima
u n o s t a g n o ed u n a
stazione preistorica, occupata tardivamente da u n a borgata romana. L ' A . h a pure
r i n v e n u t o n u m e r o s i r e s t i ossei p r o d o t t i d a l l a l a v o r a z i o n e
umana.
5
( ) N e l l e s u e p r e c e d e n t i r i c e r c h e , il F e r t o n a v e v a c o n s t a t a t o c h e l o s t r e t t o di
B o n i f a c i o doveva g i à e s i s t e r e n e l l ' e t à n e o l i t i c a , ed a v e v a s u p p o s t o , d i e t r o
l'os-
s e r v a z i o n e d i a l c u n i fatti g e o l o g i c i (come, a d e s e m p i o l ' e s i s t e n z a d i u n a s o r g e n t e
in p r o s s i m i t à d e l m a r e ) , c h e la r i v a c o r s a s i a v e n u t a
Ma
gradatamente
ritirandosi
i l fatto d i a c q u e s o t t e r r a n e e c h e s b o c c h i n o a n c h e e n t r o m a r e n o n è n u o v o
ai G e o l o g i .
PER LA SARDEGNA
17
PREISTORICA
accordo col geologo Hollande, che l'isola abbia potuto, da quei
giorni ad oggi, sollevarsi m a non oltre alcuni m e t r i .
L ' À . c o r r e g g e indi un e r r o r e nel quale e r a incorso nella sua
precedente memoria, ritenendo silicei (di silice n e r a ) alcuni utensili che si palesarono, ad u n esame più a t t e n t o , essere d'ossidianau t e n s i l i e frammenti di tale sostanza si r i t r o v a n o frequenti, misti
ad altri di selce, nella spianata della cittadella, intorno t u t t e le
sorgenti del t e r r i t o r i o di Bonifacio, qua e la, dallo Sprone fino allo
stagno di Canetto ; r a r i a Campo Romanello, dove abbondano invece
le selci. Ora, questa ossidiana non e m i n e r a l e originario della Corsica, e la sua esistenza deve, con ogni verosimiglianza, attribuirsi
alla vicina Sardegna. In una delle baie del porto di Bonifacio, u n
150 m e t r i all' in circa lungi dalla spiaggia, in un dbrì sous roche
ivi esistente, il F e r t o n ebbe infine la fortuna di scoprire, sotto un
breve rialzo dal suolo esistente in un angolo, u n a sepoltura. Vi
giaceva uno scheletro, ricoperto di pochi c e n t i m e t r i di terriccio, e
difeso, s u p e r i o r m e n t e e da due lati, da rozze l a s t r e di p i e t r a ; poggiato sul fianco sinistro, le gambe r a t t r a t t e , i femori ripiegati sull'addome, sensibilmente nella direzione est-ovest. Ai lati del corpo
erano cocci d ' u n a grossolana t e r r a g l i a , m a l cotta, senza ingubbiat u r a , plasmata a mano l i b e r a ; un bel raschiatoio in ossidiana, due
nuclei della stessa m a t e r i a ; ossa di montone o c a p r a ; conchiglie
m a r i n e . Lo scheletro e r a di donna d ' a v a n z a t a età. Al di sotto di
esso, alla profondità di circa cm. 3 0 , l'A. scoperse, proseguendo gli
scavi, un ricco giacimento di ossa, la maggior p a r t e di Lagomys
corsicanus e poche di uccelli ; alcune di esse r e c a n t i tracce di combustione, ciò che le dimostrerebbe dovute a residui di pasto umano.
Sorprendente e r a la quantità delle ossa di Lagomys. La presenza
di tali ossami, a l t r a volta osservata dall'À. (nelle precedenti sue r i cerche), insieme con oggetti simili a quelli testé menzionati, prova
la contemporanea e t à di essi, sebbene u n certo lasso di tempo debba
esser trascorso dalla formazione del deposito all'epoca del seppellimento del cadavere. Il F e r t o n r i n v e n n e inoltre, qua e là, nel suolo
del rifugio, cumuli di conchiglie m a r i n e di specie d i v e r s e ; nuclei
di selce e di s e r p e n t i n a ; gusci di Columbella rustica, forati allo
scopo di comporne collane; frammenti di ocra rossa, sostanza p u r
questa non o r i g i n a r i a della Corsica ed abbondante nei t e r r e n i cristallini della Sardegna. Il Lagomys è ora sparito dalla Corsica; e
se la sua specie fosse stata frequente ancora n e l l ' e t à del bronzo,
2
18
E.
AKDTI-ONNIS
ne sarebbe sopravvissuto ricordo ; m e n t r e ì Romani, elio hanno più
tardi tenuto il paese, non ne han fatto menzione giammai. Poi che
non è verisimile che questo piccolo animale siasi estinto d'un t r a t t o ,
l'A. stima giustamente aversi, nella sua frequenza nell'epoca neolitica., un fatto degno della maggiore attenzione
Più numerosi e cospicui r i n v e n i m e n t i , in breve volger di tempo
e in non soverchia estensione di spazio, dobbiamo al prof. Tito Zanardelli, nel circondario d'Oristano; tali v e r a m e n t e da p r o v a r e ancora una volta la ricchezza archeologica incomparabile del suolo
della Sardegna (·). Non ci è qui possibile e n u m e r a r t u t t e , non che
le reliquie raccolte, le stazioni preistoriche incontrate da questo
fortunato esploratore, successivamente, senza t r e g u a . Son centinaia
di borgate (e le sue r i c e r c h e egli dovette r e s t r i n g e r e per mancanza di tempo), di officine, nelle quali « larghe fasce di t e r r e n o
ricche di sostanze organiche decomposte (son) picchiettate di oggetti infissi a cento a cento » (pag. 17); che FA. raccoglie a sacca
(pag. 6 2 ) ; quanto glie ne basti la voglia (pag. 125); ove che dirizzi
i suoi passi ( ). Questo materiale ha t u t t a v i a c a r a t t e r e molto uni3
(*) In u n a l t r o r i f u g i o
l'A.
aveva r i n v e n u t o , in mezzo a m o l t i r e s t i di l e g n o
c a r b o n i z z a t o ( u n focolare), a n c o r a r e s t i d i Lagoni ys,
sissime conchiglie marine,
con cocci ed a r n e s i
e di b u e , c e r v o e n u m e r o -
d ' o s s i d i a n a e s e r p e n t i n a . (V. l a
p r i m a m e m o r i a d e l l ' A . ) . N o t a , c i r c a q u e s t o u l t i m e s o s t a n z e , il q u a r z o
nei c a l c a r i d e l l a
Corsica,
abbondare
d ' o n d e forse si e s p o r t a v a . A t t i n e n t e a l l e r i c e r c h e del
F e r t o n è l a p u b b l i c a z i o n e del C a z i o t : Bécouvcrtes
d/objets
Corse ( B u l l . Soc. A n t h r o p . , V i l i , 4 0 3 ) ; e m e r i t a d ' e s s e r e
prelusi,
ricordato,
fait.
dans
Vile
de
p e r lo studio della
d i s t r i b u z i o n e dei m e g a l i t i n e l P E u r o p a m e r i d i o n a l e ed o c c i d e n t a l e , a n c h e lo s c r i t t o
del S i g . P . T o r n a s i : Les
2
( ) T.
d'Oristano.
ZANARDELLI,
megalithes
Le
du
stazioni
sud
ovest
preistoriche
de la C. ecc. (id. iti., X , 532).
e
lacumarensi
nel
Campidano
B u l l . i t a l . p a l e t n . , X X V , fase. 7 - 9 .
3
( ) O g g e t t i d i t u t t e le
specie, forma
e g r a n d e z z a in
ossidiana (lame di
col-
t e l l i , r a s c h i a t o i , c o l t e l l i - s e g h e , p u n t e r u o l i , c u s p i d i di frecce) n u c l e i e b l o c c h i di
q u e s t a s o s t a n z a e « i n n u m e r e v o l i f r a m m e n t i di a r n e s i s p e z z a t i e c o r r o s i d a i cozzi
e g l i a t t r i t i t i d e i r i m o v i m e n t i del suolo, o r e s i i n s e r v i b i l i g i à d a e p o c a r e m o t a »
( p a g . 113). S c a r s o
i n v e c e il q u a r z o
(pag.
414). I n o l t r e
asce, p e r c u s s o r i ,
scuri-
m a r t e l l o ( u n a con foro b i c o n c a v o pel m a n i c o , V . fig. 1 ) : m a c i n e ( n o t e v o l i q u e l l e
a c a r e n a lobata), macinelli, pestelli, fusaiole,
t e r r a g l i a e q u a l c h e f r a m m e n t o di u n a
pesi da
r e t e . Cocci d ' u n a
c e r a m i c a p i ù fina, che p a r r e b b e
rozza
decorata
o graffita. N o n m a n c a n o a v a n z i d ' a n i m a l i d o m e s t i c i , a l c u n i c o m b u s t i ; e c u m u l i
di c o n c h i g l i e , d e l l e
quali alcune
sarebbero forate
a scopo d ' i n t r e c c i a r n e
m e n t i . M a n e l l a r a c c o l t a , d e s c r i z i o n e o d e t e r m i n a z i o n e di
Z a n a r d e l l i ci d à p o c o . B i s o g n a n o t a r e t u t t a v i a c h e l o
Zanardelli non è un
l e t n o l o g o e n o n h a p o t u t o far s c a v i , n o n a v e n d o e g l i v e r a m e n t e se n o n
quelle interessantissime
stazioni,
orna-
q u e s t e u l t i m e cose l o
pa-
sfiorato
PER LA SARDEGNA
19
PREISTORICA
forme, nell'assenza completa dei metalli, nella ceramica, nel predominio completo del l'ossidiana, nel c a r a t t e r e dominante degli esemplari di questa sostanza, che sono, nella maggior p a r t e dei casi
(sebbene lo Zanardelli non lo avverta), scaglie o rigetti di una lavorazione, di questa materia, che dovette esercitarsi in t u t t o il per i m e t r o del Monte Arci ( ) . Questa industria vi si palesa anzi, dopo
questi rinvenimenti, così larga ed intensa, da dover esser stata di
gran lunga esuberante non pure ai bisogni del luogo ma dell'isola
intera- Una a t t i v i t à industriale meravigliosa ed una prosperità non
comune devono essere esistite in questo bacino del Tirso, a torno
le sue pescose lagune, p e r virtù del prezioso v e t r o vulcanico. Lo
dimostra la densità di queste stazioni; la posteriore frequenza dei
Nuraghi nei luoghi stessi; la ricchezza della più t a r d a T h a r r o s
dalle opulente necropoli. A noi p a r e c h e lo Zanardelli sia stato
t r a t t o dalla fortuna a sfiorare un mondo ignorato ( ).
Passando ad a l t r e ricerche, scavi furono eseguiti in Sardegna
dal dott. P a t r o n i , p e r il rinettamento della g r o t t a di S. Bartolomeo
presso Cagliari ; gli unici scavi eseguiti in Sardegna da parecchi
anni a questa p a r t e , se ne togli quelli del prof. Vivanet e del signor Nissardi presso il Nuraghe Losa, ancora inediti ( ). I risultati
ottenuti dal P a t r o n i sono però stati assai scarsi, p e r essere il suolo
di questa c a v e r n a già stato esaurientemente, se non metodicamente,
rivoltato dall'Orsoni. Alcuni pochi cocci e frammenti litici ed ossei,
alcune conchiglie con poche altre reliquie, intrise nella t e r r a , non
ben crivellata nelle precedenti esplorazioni, sono stati l'unica preda
dei diligente r i c e r c a t o r e . Il solo fatto di qualche valore novellamente acquistato può dirsi l'osservazione dell'egregio amico e conchigiiologo Arbanasik, che cioè alcune delle conchiglie siano oggimai
diventate rare nei lidi sardi. Non sono poi privi d ' i n t e r e s s e i risultati ottenuti dal signor Filippo Nissardi, esplorando in t e r r i t o r i o del
]
2
3
1
( ) L o Z a n a r d e l l i v o l l e c o r t e s e m e n t e d o n a r m i d i a l c u n i s a g g i di t a l i o g g e t t i .
2
( ) S o n q u e s t e le idee
cave
svolte n e l l a v o r o c i t a t o
« Officine l i t i c h e ,
e c c . ». L e
o r i g i n a r i e del m i n e r a l e n o n s o n o s t a t e c e r c a t e d a l l o Z a n a r d e l l i e p e r ò n o n
a n c o r n o t e , s e b b e n e i l r i n t r a c c i a r l e n o n d e b b a e s s e r r i c e r c a difficile dopo q u a n t o
n e dice i l L a M a r m o r a .
3
( ) In Notizie
degli
Scavi,
A g o s t o 1 8 9 1 , p a g . 381 e s e g . A l t r i
scavi h a p u r
p r a t i c a t o il P e t r o n i , m a c h e n o n c i i n t e r e s s a n o . L a v e n u t a s u a in S a r d e g n a p a reva avesse r i a p e r t o
il periodo d e l l ' a t t i v i t à
archeologica
in q u e s t o
paese; da
u n g i o r n a l e a C a g l i a r i a p p r e n d o o r a il t r a m u t a m e n t o a d a l t r a r e s i d e n z a del v a lente e volonteroso
Archeologo.
20
ARDU-ONNIS
comune di Ditti (Notizie
degli Scavi, 1901).
L'A. h a potuto cons t a t a r e che i Nuraghi vi sono meno comuni
che nelle
regioni
più basse del Campidano
d'Oristano;
m e n t r e verso la m a r i n a e
verso le regioni metallifere ricompaiono
più copiosi. li Nissardi
r i n v e n n e p u r e alcune tombe a forno scavate in roccia granitica
e
presso le rovine di un Nuraghe, circa m. 60 distante, una lunga
sepoltura, cioè una di quelle sepolture dette di
giganti.
2° — Un altro lavoro, r i m a r c h e v o l e per la mole e la ricchezza del corredo grafico, oltre che per l'erudizione addimostratavi dall'A., è la recente pubblicazione del Signor Giovanni P i n z a :
I monumenti
primitivi
della Sardegna
( ) . Considera anzitutto il
Pinza, in un cenno preliminare (nel quale è p u r fatto ricordo di
alcuni r i c e r c a t o r i e scrittori di antichità sarde), la condizione geografica del paese, la quale r e p u t a avrebbe dovuto favorire la formazione di uno « stile » nei monumenti, anche p e r tempi a noi
prossimi (così come fu per più remoti), allorquando la Sardegna
cadde sotto una serie i n i n t e r r o t t a di dominatori diversi. « La posizione dell' isola nel centro del Mediterraneo, lungi dalle spiaggie
del continente fa sì che l'isola, ad eccezione di pochi centri vicino
al m a r e , resti fuori dal movimento sociale che si agita nelle r e gioni all' intorno, stato di cose che dovette maggiormente
verificarsi nell'antichità
per diverse ragioni.
In opposizione a queste
condizioni, che avrebbero dovuto favorire lo sviluppo degli elementi
locali, sembrerebbe il fatto che nelle epoche storiche come nelle
attuali non si ha alcuna traccia in S a r d e g n a di uno stile
artistico
proprio
». F r a t t a n t o la Sardegna avrebbe avuto un'epoca di floridezza artistica, finora poco nota agli Archeologi. In u n primo paragrafo intitolato della età paleolitica,
VA. in poche r i g h e (nove)
della colonna 8 si licenzia da tale argomento, reputando, a simiglianza di ciò che accade per a l t r e isole, assai verisimile la inesistenza di un tale periodo preistorico nella Sardegna. « Malgrado
e r r o n e a m e n t e alcuni Autori vi abbiano creduto, non ho potuto (egli
dice) t r o v a r n e traccia ». Ed osserva in u n a Nota a pie della colonna, che se i risultati, ai quali sarebbe giunto il prof. Marcialis,
circa i sollevamenti del q u a t e r n a r i o in Sardegna, son veri, larga
p a r t e di questa sarebbe stata sommersa in quel periodo geologico.
In altro b r e v e paragrafo intitolato Oggetti Sporadici,
descrive e
]
3
()
Mommi,
Antichi,
in A t t i A c c a d . L i n e , 1 8 9 1 .
PER LA SARDEGNA PREISTORICA
21
riproduce alcuni arcaici oggetti in pietra ed in r a m e qua e la da lui
osservati, come, ad es. alcune asce in pietra levigata a sezione elittica, una scure del Museo di Sassari a sezione r e t t a n g o l a r e , alcune
asce piatte di r a m e del Museo di Cagliari (*), Fascia di bronzo di
S. A n d r e a F r i u s , simile, eccettuata la leggera r i t o c c a t u r a dei margini superiori, a quelle così comuni nella necropoli di El À r g a r in
Ispagna, illustrata dai fratelli Siret. Questo m a t e r i a l e troverebbe
riscontro in quello neolitico e della prima età dei metalli delle
altre regioni m e d i t e r r a n e e . P i ù lungo, e sempre ricco di figure ad
illustrazione del testo, è il capitolo seguente c h e studia il materiale
rinvenuto nelle « stazioni e sepolcreti eneolitici ». Menzionati fugacemente i rinvenimenti dello Zanardelli, l'A. esamina il m a t e r i a l e
rinvenuto dal Mantovani nel 1875 presso Osilo, in una località visitata n u o v a m e n t e alcuni anni dopo dal prof. Lovisato. Questo materiale (coltellini e lame d'ossidiana e di selce, punte di frecce a
triangolo isoscele e peduncolo, azzine in pietra levigata, ecc.), il
Pinza crede non possa essere a n t e r i o r e all'età dei metalli. Esamina
quindi la interessantissima suppellettile r i n v e n u t a d a l l ' u r s o n i , nelle
due g r o t t e presso Cagliari, il quale ha creduto distinguere in esse
alcuni s t r a t i cronologicamente diversi. Notevoli sono principalmente
le numerose stoviglie, alcune p e r finezza d ' i m p a s t o e regolarità di
linee, di c o t t u r a e decorazioni, a l t r e p e r esser provvedute di t r e
piedi. Secondo il Colini, che h a insuperabilmente illustrato questo
materiale, esso a p p a r t e r r e b b e ad u n a sola età ; gli s t r u m e u t i di
pietra levigata sarebbero sopravvivenze neolitiche, comuni nel periodo eneolitico, al quale devono riferirsi,
« Questo esame (nota
il Pinza) non autorizza pertanto a mio p a r e r e l ' i p o t e s i che il mat e r i a l e della g r o t t a di S. Bartolomeo, data sopratutto la sua pertinenza ad u n medesimo strato archeologico, possa rientrare
nell'età
del bronzo ; e se ciò non può escludersi senz'altro, si deve semplicemente alla poca conoscenza delle antichità sarde di questi periodi,
la quale non ci p e r m e t t e di escludere che gli elementi proprii e
caratteristici d e l l ' e t à eneolitica, siano in q u e s t ' i s o l a persistiti in
epoca più r e c e n t e » (col. 2 6 ) . L ' A . passa quindi in rassegna, r i p r o ducendolo graficamente e ricercandone i raffronti, il corredo rinvenuto nelle g r o t t e funerarie del bacino d' Iglesias, già note p e r le
pubblicazioni del Gouin. Identica è la tecnica, comuni sono parecchie forme dei fittili di queste stazioni con quelle precedentemente
L
( ) V . TAVOLA X V I I (IL TESTO DICE ERRONEAMENTE I X ) FIG. 22
accennate, t u t t e si ricollegano a tipi qua e là presenti nel Medit e r r a n e o . Manca soltanto, in queste grotte, il vasellame più fino e
l'oggetto di m e t a l l o ; l'arte vi si manifesta alquanto più rozza; « siccome però i vasi a tripode (di queste grotte) non possono essere
anteriori all'alba dei metalli, p e r d i o in tutto il Mediterraneo mancano assolutamente negli strati dell'età della pietra, se ne deve ded u r r e che il vasellame col quale si r i n v e n n e r o associali
sembrerebbe più recente di quello di S. Bartolomeo, e dovrebbe quindi
ascriversi all'età dal bronzo » (col. 37).
Segue la descrizione delle così dette domus de gianas
finora
note, di ciascuna delle quali il Pinza da per ischema la pianta e
la sezione. Due sarebbero i tipi principali di queste C a v e r n e : « il
primo costituito da piccole celle a forno, precedute da un semplice
corridoio o vestibolo; l ' a l t r o dalle semplici celle r e t t a n g o l a r i con
volta piatta, alle quali si accede d i r e t t a m e n t e dal corridoio d ' a c cesso
Grotte identiche si r i t r o v a r o n o d a l l ' O r s i in Sicilia, ed in
sostanza sono simili ad esse la maggior p a r t e dei sepolcri del III
periodo siculo ; e r r e r e b b e pertanto chi partendo da questi dati volesse s e n z ' a l t r o ascriverle t u t t e a quel periodo, poiché quelle che
io pubblico sono prive di capezzali, comunissimi nelle siciliane, o r a
queste diversità di a r c h i t e t t u r a mostrano indipendenza di sviluppo....
che diminuisce il valore cronologico delle somiglianze già n o t a t o ;
oltre a ciò celle rettangolari analoghe nella Sicilia stessa si scavarono già nel primo periodo siculo, cosicché i riscontri addotti non
si oppongono affatto all' ipotesi che la cella r e t t a n g o l a r e preceduta
da dromos si cominciasse a scavare nelle isole del M e d i t e r r a n e o
occidentale
sin dal periodo
eneolitico
» (col. 74) ( ). Quanto alle
Caverne più complicate (a più ambienti) d e r i v a t e senza dubbio dalle
più semplici, sarebbero di un'epoca più t a r d i v a ; infatti alcuni elementi architettonici che si riscontrano in esse si ritrovano in Sicilia soltanto nei sepolcri siculi posteriori al primo periodo ( ). Il
A
2
l
( ) Il P i n z a p a r a g o n a i n o l t r e le C a v e r n e r e t t a n g o l a r i ad a l t r e d e l l ' A s i a M i n o r e ,
C i p r o e d e l l ' A l g e r i a : « d a t o q u i n d i lo s t r e t t o l e g a m e dei m o n u m e n t i s a r d i e q u e l l i
c o e v i del R o d a n o e d e l l a F r a n c i a c e n t r a l e , io c r e d o le g r o t t e a c e l l a r e t t a n g o l a r e
e v o l t a p i a t t a si s i a n o c o m i n c i a t e a s c a v a r e i n S a r d e g n a
nel p e r i o d o e n e o l i t i c o
e s i a n o p e r c i ò , i n p a r t e a l m e n o , coeve a q u e l l e a f o r n o , c o m e a v v i e n e nelle C i c l a d i , ove i n u n a s t e s s a n e c r o p o l i , si o s s e r v a n o f r a m m i s t i q u e s t i d u e t i p i ».
?
( ) E s . u n a specie di t e t t o i a c h e p r o t e g g e la p a r t e i n t e r n a del c o r r i d o i o , n o t a t a d a l l ' O r s i in u n s e p o l c r o di T a p s o s ; le s e r i e c o n c e n t r i c h e di cornici
dovute
ad u n a p i ù a r t i s t i c a e l a b o r a z i o n e dei r i n c a s s i d e s t i n a t i a r i c e v e r e i p o r t e l l i e c c .
PER LA SARDEGNA PREISTORICA
23
fatto che nell' Eliade soltanto nel periodo miceneo già alquanto
avanzato si r i t r o v a n o camere sepolcrali simili, le farebbe credere
posteriori
all'eneolitico
( ), ciò che sarebbe anche confermato dallo
scarso m a t e r i a l e che in esse si r i n v e n n e .
3° — Ma c e r t a m e n t e il capitolo più lungo e più interessante
d e l l ' o p e r a è quello che t r a t t a lo studio dei N u r a g h i . Descrive l'A. col
soccorso di numerose figure e rilievi fotografici, i c a r a t t e r i morfologici fondamentali di questi monumenti, cominciando dai più semplici. À proposito dell'opinione che vuole essi terminassero in una
superfice piana o t e r r a z z a , egli ritiene invece che avessero al vertice una cupola « di sassi rivestiti dal consueto paramento, a somiglianza dei Sesi ». Riproduce indi la pianta e la sezione, da rilievi
dal geometra Nissardi d e l l ' I s t i t u t o archeologico di Cagliari, di alcuni
N u r a g h i . « Intorno ai N u r a g h i (egli dice) si notano talora delle
costruzioni accessorie che influirono molto sulle teorie espresse riguardo alla loro loro origine e alla loro destinazione, benché chi
le addusse a favore di questa o quella ipotesi non abbia studiato
la relazione esistente fra quelle costruzioni e i Nuraghi, e quindi
la possibile differenza cronologica fra questi varii membri di un
edilìzio » (col. 120). Tali costruzioni essere accessorie, p e r mancanza di simmetria rispetto al N. centrale, è infatti molto chiar a m e n t e visibile nei diligentissimi rilievi del Nissardi, il quale
p a r e (non avendo egli reso ancora di pubblica ragione questi suoi
lavori) vi trovi la dimostrazione di una sua p a r t i c o l a r e idea, non
divisa dal Pinza. Che tali costruzioni possano essere d'età diversa,
il Pinza dimostra poi coll'esame del N. LOSA, confrontandone la
tecnica costruttiva delle v a r i e parti. Profittando degli s t e r r i eseguiti dal personale della Commissione archeologica di Cagliari attorno a questo edilizio, potè verificare come in alcune parti si abbia
la s t r u t t u r a poligonale, in altri quella a massi squadrati ed in serie
p a r a l l e l e ; potè a r g o m e n t a r e che lo scopo delle varie costruzioni
1
l
( ) In u n a g r o t t a a r t i f i c i a l e p r e s s o il v i l l a g g i o di B u n a n n a r i il V i v a n e t
(Notizie degli Scavi, 1 8 2 1 , p a g . 3 2 4 ) r i n v e n n e d u e c a d a v e r i c o n u n anello dt
bronzo
e v a s i m o s t r a n t i s t r e t t a affinità con q u e l l i o r d i n a r i d e l l a g r o t t a d i S. B a r t o l o m e o
e p i ù a n c o r a con quelli
delle grotte d Iglesias.
Invece nel m a t e r i a l e rinvenuto
n e l l a s t a z i o n e p r e s s o Osilo (che il P i n z a m e n z i o n a f u g g e v o l m e n t e ) s i r i t r o v a , con
a l c u n e valve di Cardium,
u n v a s e t t o a t r o n c o di c o n o i d e n t i c o a d a l t r o d e g l i
s t r a t i n e o l i t i c i d e l l ' E g i t t o ( V . D E MORGAN, Rech. sur V Origode
VEgypte,
II,
p a g . 48) e a M o n t e T a b u t o in S i c i l i a ( 1 ° p e r i o d o ) .
1
24
E.
ARDU-ONNIS
accessorie non dovesse esser stato il m e d e s i m o ; e concluse che in
questo N. le varie parti sarebbero d ' e t à diversa. F r a t t a n t o , circa
il valore cronologico delle due sorta di costruzioni sopradette (poligona e regolare) crede ch'esso non sia sempre sicuro, nel senso
che queste possano aversi indistintamente in ogni tempo (preistorico). È vero che i N. semplici sono poligonali, ed i complessi derivando dai semplici, quelli devono r e p u t a r s i più antichi, « ma (egli
nota) i due tipi dovettero r e s t a r e in uso contemporaneamente, dovendosi p r e f e r i r e l ' u n o o l ' a l t r o secondo lo spazio richiesto;
cosichè un N u r a g h e semplice ed a p i e t r e rozze potè costruirsi cont e m p o r a n e a m e n t e ad un a l t r o complesso ed a conci squadrati » (col.
132). — Passati poscia in rassegna i v a r i monumenti simili o creduti simili ai N., osserva circa l ' e t à di queste fabbriche, che i prototipi d o v r e b b r e r o riferirsi al periodo eneolitico, restando il dubbio
sull'epoca nella quale fiorirono in Sardegna i più complessi, non
però certo a n t e r i o r i al secondo periodo siculo, e quindi a l l ' e t à del
bronzo,.. » (col. 141).
11 semplice studio delle forme a r c h i t e t t o n i c h e non bastando a
risolvere questo problema, l'A. passa a s t u d i a r e la suppellettile rinv e n u t a in tali edifizii. Nota però che « la maggior p a r t e dei r i n v e n i m e n t i , fra i quali alcuni importantissimi, a v v e n n e r o casualmente
nò si t e n n e conto della sovrapposizione degli s t r a t i . . . . . di nessun
oggetto si può quindi affermare la contemporaneità ai N u r a g h i »
(col. 142). In alcuni vennero r i t r o v a t i oggetti di pietra e f u s a i o l e ;
fra gli oggetti di bronzo, comuni le asce a margini r i a l z a t i ; le picozze ad occhio e tagli p a r a l l e l i ; puntali, aste di lance, l a m e di
pugnali, spilloni crinali, a r m i l l e ; coni per la fusione di s t r u m e n t i
in bronzo e pezzi di questa sostanza. I n o l t r e c e r t e lunghe spade ;
fibule ad a r c o semplice ed a sanguisuga (Abini); anse di vasi in
l a m i n a (Abini); statuette e navicelle in b r o n z o ; perle forate d'ambra, v e t r o e pasta i n v e t r i a t a ( ). Il P i n z a fa di questo m a t e r i a l e
(riprodotto nelle splendide tavole d e l l ' o p e r a ) la più diligente descrizione ed i n t e r p r e t a z i o n e . Alcuni oggetti si manifestano indubbiamente di età remota, e l ' e s s e r e associati ad altri che potrebbero
1
l
( ) P r i n c i p a l m e n t e nei d u e r i n v e n i m e n t i p r e s s o A b i n i i l l u s t r a t i d a l l o S p a n o , p o i
d a l P a i s , di F o r r a x i N i o i p r e s s o V a l e n z a si ebbe l a p i ù r i c c a s u p p e l l e t t i l e
che
si p o s s a i m m a g i n a r e , s e b b e n e q u e s t e l o c a l i t à fossero g i à s t a t e d e p r e d a t e . S e m b r a
c h e vi si r i n v e n i s s e r o a n c h e f r a m m e n t i
v o t i v i vedi p i ù i n n a n z i .
di f e r r o e d ' o r o . C i r c a i famosi
bronzi
P E R LA SARDEGNA
25
PREISTORICA
l
essere ascritti al periodo così detto d ' a r t e orientale ( ) conduce a
supporre che tale associazione possa esser p u r a m e n t e casuale. Nei
ripostigli in cui furono r i n v e n u t i tali oggetti si avrebbe cioè il
nascondiglio
di una refurtiva,
congregala da monumenti di età
diversa. Molti oggetti (ad esempio alcune forme di pugnali eseguite
in bronzo ed a p p a r t e n e n t i a tipi proprii d e l l ' e t à del rame) mostrerebbero « la lunga persistenza delle forme ». A l t r i « larghe
assimilazioni
di materiali
micenei
» ; a l t r i (le fibule) non lasciano
dubbio sul periodo al quale risalgono, c e r t a m e n t o parallelo a quello
d ' a r t e orientale, ciò che proverebbe « continuità di tradizione nella
metallurgia sarda d a l l ' a l b a dei metalli al periodo d ' a r t e orientale,
malgrado le già notate influenze » (col. 218). — Dallo studio della
ceramica, m o s t r a n t e un complesso di cognizioni tecniche e di forme
proprie d ' i n d u s t r i e certo assai antiche ( ) ma posteriori a l l ' a l b a dei
metalli, l'A, sarebbe condotto a r i f e r i r l e ad una sola età e probabilmente « alla civiltà che eresse i N u r a g h i » (col. 2 9 9 ) ; certo
« anteriore
al periodo punico,
in cui la ceramica
è assai diversa ( ) » senza poter indicare con esattezza F epoca in cui e r a
in fiore e quando cominciò a decadere. E conclude: « p e r diverse
vie, ossia dallo studio architettonico dei N u r a g h i e da quello tipologico dei bronzi e dei vasi che sembra vi si debbono ricollegare
siamo p e r t a n t o giunti alla medesima conclusione, cioè alla origine
premicenea
ed eneolitica
della maggior p a r t e degli elementi che
sembrano ricollegarsi alla loro c i v i l t à . . . . . Ora rispetto alle simili
costruzioni egee e spagnole i N u r a g h i costituiscono un g r a n progresso, sia p e r l ' a b i l i t à mostrata nella costruzione i n t e r n a della
cella, sia per la sovrapposizione di parecchi p i a n i . . . p e r cui i Nu?
3
1
( ) L a d e c o r a z i o n e z o o m o r f a e p r i n c i p a l m e n t e il c o n c e t t o d e l l e p r o t o m i a n i m a l e s c h e p e r o t t e n e r e u n a figura s i m m e t r i c a d e l l e a n t i c h e s c u l t u r e d e l l ' A s i a o r i e n t a l e , c h e si r i n v i e n e in m o l t i di q u e s t i o g g e t t i .
2
( ) V a s i s i m i l i a q u e l l i di S. B a r t o l o m e o e delle c a v e r n e i g l e s i e n t i , con r i s c o n t r i i n v a s i del I p e r i o d o s i c u l o e di M i c e n e ; a l t r i con d e c o r a z i o n i r i c o r d a n t i
q u e l l e d e l l a p i ù a n t i c a c e r a m i c a d ' H i s s a r l i k ( i n c i s i o n i a foglia, a c i r c o l i c o n c e n t r i c i ) ; a l t r i i m i t a n t i e s e m p l a r i c o m u n i ad H i s s a r l i k ed a C i p r o n e g l i s t r a t i
p r e m i c e n e i ; il b i c c h i e r e a c a m p a n a così diffuso n e l l a c i v i l t à n e o l i t i c a . M a n c a n o
i vasi c o l l a b e l l a d e c o r a z i o n e a pointillè
c o s ì c a r a t t e r i s t i c a d e l l ' e t à del r a m e ,
esistenti a San Bartolomeo.
3
( ) Il c o n t e n u t o di u n c e r t o n u m e r o di s e p o l c r i p u n i c i s c a v a t i a T a r r h o s ed a
C a g l i a r i (IV e forse V secolo a. C.) h a n n o r e s t i t u i t o u n m a t e r i a l e c e r a m i c o t u t t o
diverso.
26
E.
ÀRDU-ONNIS
r a g h i più complessi dovrebbero esser posteriori
alle meno
progredite eelle a forno delle cicladi
Al nostro periodo eneolitico
possono soltanto spettare gii incunaboli di questa a r c h i t e t t u r a sarda,
« sembrerebbe che la costruzione dei N u r a g h i fiorisse in Sardegna
parallela al secondo periodo siculo » (col. 237). « P e r a l t r o possiamo esaminare l'ipotesi di u n ' e t à parallela
al III periodo
siculo
e a quello d'arte orientale
de bacino del Tirreno,
al quale risalgono, ad esempio, alcune
fibule
» (col. 237). — Discute infine
FA. lo scopo al quale possano esser stati destinati ì N u r a g h i , causa,
fino ad oggi, di molta contesa, e r i b a t t e n d o le v a r i e ipotesi afferma
la destinazione sepolcrale. La concomitanza di a l t r e costruzioni funerali con esse, già da parecchi Autori notata, sebbene diversamente
intesa, sarebbe l'argomento migliore in sussidio di tale i d e a ; i Nur a g h i non avrebbero avuto destinazione diversa delle infinite forme
di c a m e r e sepolcrali, sopra o s o t t e r r a n e e , sparse p e r le regioni
mediterranee.
Esaminate per ultimo sono le « tombe dei giganti » nome che
questi edifizi « h a n n o comune con a l t r i sepolcri analoghi d e l l ' E u ropa settentrionale ». B r e v e è la t r a t t a z i o n e di questo argomento.
Notando come i lastroni di c o p e r t u r a siano spianati nella loro faccia
inferiore e non lo siano dall'opposta, immagina l'A. che in questa
p a r t e non dovessero esser visibili, e dovessero esser ricoperti da
un t u m u l o , o di sassi o di t e r r a . Il contorno elittico della stela
gli desta inoltre il pensiero che il p a r a m e n t o esterno della cella
ne seguisse p u r e in alto il c o n t o r n o ; p e r cui tali sepolture avrebbero
avuto, in origine, la figura quasi di una chiglia rovesciata; e sar e b b e r o p e r t a n t o state in t u t t o analoghe ai Naos delle Baleari
(col. 261). L'À. riconosce a n c h ' e g l i , in questi monumenti, dei veri
dolmens
e delle allées couvertes più sviluppate che d ' o r d i n a r i o .
Circa il valore del singolare emiciclo a n t e r i o r e posseduto da queste
tombe, opinerebbe ch'esso possa corrispondere alle a r e e limitate di
p i e t r e dei Dolmens d e l l ' E u r o p a e dell'Africa settentrionale. Infine,
circa le « pietre fìtte » che si rinvengono qua e là in Sardegna
non saprebbe p u r egli che cosa possano a v e r significato e chiedesi a quale scopo possano esser state dirizzate. L ' e t à degli uni ed
altri monumenti non crede, in Sardegna, a n t e r i o r e all'epoca nella
quale si diffusero nel Mediterraneo i Dolmens, ciò a dire, agli ultimi
periodi della pietra, coevi in alcuni luoghi ai primi oggetti di met a l l o ; come confermerebbe lo scarso m a t e r i a l e r i n v e n u t o in essi.
PER
LA
SARDEGNA
PREISTORICA
27
« P e r a l t r o la maggior perfezione che molti di essi rivelano di
fronte ai m o n u m e n t i della Provenza, potrebbe essere indizio d ' u n a
minore a n t i c h i t à » (col. 266). « A somiglianza di ciò che abbiamo
esposto p e r i N u r a g h i sembra quindi che il tipo di queste costruzioni, introdotto nell' età del rame, siasi potuto m a n t e n e r e n e l l ' i s o l a
sino a g i o r n i relativamente
recenti » (col. 271).
Non faremo cenno speciale di u n già r i c o r d a t o lavoro del Colini
(nel quale viene riesaminato il contenuto delle g r o t t e di San Bartolomeo) scorgendo la già soverchia lunghezza del p r e s e n t e paragrafo. Silenzio del quale non ci sarà c e r t o mosso r i m p r o v e r o , e
che non ci t o r r à di usufruire delle belle r i c e r c h e (*).
IL
1° — Son queste le più r e c e n t i contribuzioni recate all'Archeologia preistorica della S a r d e g n a ; or quali problemi hanno esse
risolto, o, p e r lo meno, c h i a r i t o ? Quali furono adunque i popoli che
abitarono quest'isola nei tempi più lontani, quale fu la provenienza
e l ' e t à l o r o ? Se si dovesse r e s t a r e alle conclusioni degli Autori
menzionati, la soluzione di tali problemi non se ne t r o v e r e b b e avvantaggiata di molto. Il F e r t o n , segnalando la presenza d e l l ' u o m o
neolitico nella Corsica, ci offre c e r t a m e n t e u n fatto di molta importanza, ma n e avrebbe assai cresciuto il valore se avesse paragonato i suoi risultati con quelli dell'Archeologia sarda, in luogo
di riferirsi quasi unicamente alla F r a n c i a . Lo Zanardelli cade, si
può dire, sopra un intero mondo inesplorato, e si contenta di concludere che, adunque « è da sperare che d ' o r a innanzi non si t r o v e r à chi dica la preistoria essere una c h i m e r a p e r questo paese (la
Sardegna) » ; quando sarebbe invece desiderabile (pur troppo) che
non si dicesse da più d'uno la P r e i s t o r i a esistervi t u t t a v i a . I n s u l tati o t t e n u t i dal P a t r o n i non sono stati, come si è visto, r a g g u a r devoli. Ma c e r t o , se il P a t r o n i , quando compilava il suo rapporto
sugli scavi eseguiti presso Cagliari, avesse conosciuto le pubblicazioni del F e r t o n , non si sarebbe lasciato sfuggire qualche conside(*) Alcune altre pubblicazioni a r c h e o l o g i c h e sono apparse in questi u l t i m i tre
anni s u l l a S a r d e g n a ; ad esempio Vopuscolo
del prof. Lovisato « U n a p a g i n a su
V i l l a c i d r o » ; l e relazioni di altri scavi e s e g u i t i dal P a t r o n i a Nora e dal N i s sardi ; ma recano fatti o di p o c o valore o non riguardanti la Preistoria.
28
E.
ARDU-ONNIS.
raziono. Crediamo infatti che dal raffronto delle r i c e r c h e degli
Autori citati possano ricavarsi elementi, i quali, se non varranno a
disperdere le tenebre delle origini sarde, ci faranno almeno prog r e d i r e di un piccolo passo.
E noto quanto alcuni Autori abbiano abbassato la data di queste origini, preoccupati dalla condizione geografica dell'isola, o da
concetti d ' a l t r a n a t u r a . La scoperta dei Ferton di un animale ormai estinto, coevo dell'uomo neolitico in Corsica, è del maggior
interesse, quando si ricordino le relazioni geologiche che uniscono
così s t r e t t a m e n t e quest'isola alla Sardegna. Sfogliando il libro della
paleontologia sarda,, che ha pagine cosi v e t u s t e , c ' i n c o n t r i a m o
bentosto in un Lagomys
sardus Cuv., restituito dalle brecce ossifere di Cagliari studiate dal La Marmora, a mala pena discernibile
dal còrso, e del pari, ai nostri giorni, estinto ( ). E, per una di
quelle liberalità usate talora dal caso, abbiamo un altro fatto della
stessa n a t u r a nelle conchiglie della Caverna di San Bartolomeo.
Infine, nella p r i m a memoria del F e r t o n (a pagina 7 d e l l ' e s t r a t t o )
leggiamo che alcune conchiglie, residuo dei pasti dell'uomo preistorico della Corsica, sono anch'esse diventate oggi meno frequenti ( ).
Tali fatti hanno per il Paleontologo e p e r il Biologo un significato
preciso; poiché le specie, pur quando sembrano estinguersi subitaneamente in un periodo geologico, fanno ciò con una subitaneità
relativa, nella immensa d u r a t a di quelle stagioni del passato. P e r
cui, se un rapporto esiste fra le stazioni preistoriche della Corsica
e della Sardegna, ci sembra possa diffìcilmente negarsi l ' a n t i c h i t à
egregia così delle une come delle a l t r e . E se togliamo dall'oblìo in
cui sono cadute alcune ricerche di un Meiosi, che a l l ' e s t r e m i t à
settentrionale dell'isola sarda, non lungi dallo stretto di Bonifacio,
scopriva uno o più abris soiis roche perfettamente rispondenti nei
manufatti (creduti archeolitici) nella maggior parte silicei, ai ripari della Corsica (*); se ricordiamo il m a t e r i a l e della stazione di
Osilo, nella quale abbondano di nuovo arnesi silicei, chiamata dal
2
3
2
( ) L A MARMORA,
Voyage,
ecc. V o i . I I , p a g . 1 5 2 e seg.
3
( ) A l t r o fatto c h e p o t r e b b e c o n f o r t a r e
quelli
ciò c h e n e l l a s t a z i o n e r i f e r i t a i r e s t i del Lagomys
testé accennati
e s i s t e r e b b e in
s o n o i n t e r c a l a t i fra p i a n i di
t e r r i c c i o che m o s t r a n o c o m e essa sia s t a t a a b b a n d o n a t a e r i a b i t a t a in s u c c e s s i v e
e p o c h e . A n c h e g l i a l t r i r e s i d u i si modificano
(!) Vedi SPANO, Scoperte
archeologiche
in
alquanto.
Sardegna
nel
1873,
p a g . 8.
PER LA SARDEGNA
29
PREISTORICA
l
Pigorini neolitica ( ) ; se ricolleghiamo l ' i n d u s t r i a delle stazioni
oristanesi colla presenza dell'ossidiana in quelle còrse, difficilmente
potrà negarsi la continuità o relazione che si è detta ( ).
Quale è adunque l ' e t à di queste stazioni? F u o r d'ogni dubbio
il corredo della caverna di San Bartolomeo non è coevo a quello
della tomba c ò r s a ; sibbene d ' e t à posteriore, per la perfezione dei
manufatti- Le stazioni del t e r r i t o r i o d ' O r i s t a n o non sembrano anche
esse contemporanee con quella del F e r t o n e s a t t a m e n t e . Se t u t t a v i a
le stazioui più distanti nello spazio fossero anche cronologicamente
più distanti, in ciò non sarebbe ostacolo alla verisimiglianza delia
fatta supposizione; anzi tale rispettiva successione di spazio e di
tempo m e r i t e r e b b e di esser chiarita. L'assenza totale del metallo
nelle stazioni oristanesi potrebbe non esser definitiva, p e r quanto
c e r t a m e n t e s i n g o l a r e ; non avendo le r i c e r c h e dello Zanardelli oltrepassata la superfìcie; essendo alcune Caverne ed escavazioni artificiali e n u m e r a t e da questo À., plausibilmente riferibili allo stesso
popolo di quelle stazioni ( ). Alcuni c a r a t t e r i della suppellettile raccoltavi, oggi, che dobbiamo al Colini una così lucida conoscenza
dell'età eneolitica, ci lasciano dubbiosi di r i f e r i r l e ad un puro neolitico ( ). Tuttavia fino a quando nuove r i c e r c h e non ci abbiano of2
3
4
1
( ) V. R e l a z i o n e s u l a m e m o r i a del d o t t . LOVISATO, Una
Sarda,
in R e n d . A c c . L i n c e i , 21 febbr. 1886. M i
pagina
di
Preistoria
s i a p e r m e s s o , a l p r o p o s i t o di
q u e s t a s t a z i o n e , d a m e a t t r i b u i t a a l prof. L o v i s a t o n e l l ' a l t r o l a v o r o p u b b l i c a t o in
q u e s t i Atti,
di r e t t i f i c a r e T e r r o r e , d o v u t o a ciò c h e il L o v i s a t o n o n fa c e n n o n e l l a
s u a m e m o r i a d e l l e p r e c e d e n t i r i c e r c h e del M a n t o v a n i , e n e m m e n o il P i g o r i n i .
2
( ) N o n solo p e r i r i s c o n t r i s o p r a d e t t i , m a p e r q u e l l i d e l l a s u p p e l l e t t i l e ( c e r a m i c a ) , pel t i p o eli a b i t a z i o n e , pel r i t o f u n e r a r i o , pel c o s t u m e a l q u a l e
la p r e s e n z a d e l l ' o c r a r o s s a , p e r le a b i t u d i n i di e s i s t e n z a ( m u c c h i
di
m a r i n e ) , infine p e r i c a r a t t e r i s c h e l e t r i c i a i q u a l i n o n si p u ò q u i
accenna
conchiglie
dar
parte, e
c h e soli r i s o l v e r a n n o l a q u e s t i o n e c a t e g o r i c a m e n t e . In a l t r o l a v o r o s a r a n n o p a r a g o n a t i q u e s t i r e s t i s c h e l e t r i c i con a l t r i s a r d i p r e i s t o r i c i .
3
( ) Ciò n o n t o g l i e c h e t a l i e s c a v a z i o n i
possano
anche
istrumenti litici, in particolare in una regione nella quale
esser
state
questi
fatte con
siffattamente
abbondano.
4
( ) Le belle c u s p i d i di frecce (vedi fig. d e l l a p a g . 161 i n Z a n a r d e l l i e in C o l i n i
p a g . 2 4 5 e s e g . del l a v o r o c i t a t o , 1898), l ' e s i s t e n z a di c o l t e l l i - s e g h e (se conferf e r m a t a ) c h e il C o l i n i c l a s s i f i c h e r e b b e « e s c l u s i v a m e n t e a l l a fine d e l l ' e t à n e o l i t i c a » ( p a g . 2 1 8 , l o c . c i t . ) , d e l m a r t e l l o di p i e t r a f o r a t a , delle f u s a i o l e , dei m a c i n e l l i , di u n a l u c e r n a i n t e r r a c o t t a (?) d e p o r r e b b e r o
per l'ipotesi
che
queste
s t a z i o n i p o s s a n o e s s e r e a l m e n o del n e o l i t i c o p i ù r e c e n t e . V e d i le m a c i n e l o b a t e ,
che r i c o l l e g a n o q u e s t e s t a z i o n i a q u e l l e m e r i d i o n a l i d e l l ' I s o l a . Del r e s t o si p u ò
dire che nessuna stazione s a r d a h a
mai avuto
ricercatori
specialmente
compe-
30
E.
ARDU-ONNIS
ferto più precisi elementi di fatto, o siano con maggior esattezza
i n t e r p r e t a t i quelli già offertici dallo Zanardelli (ad es. i resti fìttili),
a noi p a r e che questo stazioni d e l l ' o r i s t a n e s e , come sono nell'isola
geograficamente centrali, possano forse includersi cronologicamente
fra le stazioni settentrionali e quelle di Cagliari. E innegabile che
le stazioni oristanesi debbano essere state coeve alle córse se l' ossidiana di questo deriva dalla Sardegna e quindi, con ogni verisimiglianza, dal Monte A r c i ; ma ciò non impedisce che in quelle
la civiltà della, pietra abbia potuto d u r a r e più a lungo o g i u n g e r
ad un più avanzato sviluppo. Non è sempre facile al Paletnologo
distinguere l'una cosa d a l l ' a l t r a ; come il precisare quando abbia
v e r a m e n t e avuto inizio un periodo preistorico, che viene, di necessità, principalmente diagnosticato dai resti delle età più recenti. 0
potrebbe egli darsi che fossero meno antiche le stazioni córse di
quello che il F e r t o n non abbia c r e d u t o ? Alcuni fatti potrebbero
anche raccogliersi in favore di questa ipotesi ( ) ; ò t u t t a v i a diffìcile c o n t r a s t a r e l'aggiudicamento cronologico di queste stazioni,
delle quali lo stesso De Mortillet ha esaminato alcuni oggetti ( ).
Concludendo, ci sembra risulti che, da u n ' e p o c a remotissima, fin
da un puro neolitico, gran parte della Sardegna e della Corsica
sia stata abitata d a l l ' u o m o , e da una popolazione anzi già densa,
come si riscontra nelle stazioni oristanesi ed il F e r t o n osserva ( ).
l
2
3
t e n t i , e forse e r a il p i ù c o m p e t e n t e P O r s o n i , s e b b e n e a s s a i m a l
P a i s e poi
dal
Patroni.
E
l'Orsoni
che
ha
classificato
dal
r i c o n o s c i u t o l a s t a z i o n e di M o n t e
p a c e , c r e d u t a d a La M a r m o n t un fondo m a r i n o ; ed e g l i
descrive
almeno
dili-
g e n t e m e n t e l a s u a c e r a m i c a e ne r i c o n o s c e la d e c o r a / i o n e , m e n t r e a l t r e t t a n t o n o n
f a n n o l o Z a n a r d e l l i ed il L o v i s a t o ; del q u a l e n o n si c o m p r e n d e b e n e cosa s i g n i fichino
a d e s . g l i « o r n a m e n t i a l l a g r e c a ».
J
( ) V e d i n e l l a p r i m a m e m o r i a del F e r t o n ( p . 4, e s t r . ) d e l l e c u s p i d i di frecce
che s a r e b b e r o
finamente
lavorate a
ritocchi,
n e o l i t i c o vero e p r o p r i o . In u n a n o t a
serva
come, essendo stati fatti
rinvenuti
nella t e r r a
finale
sebbene queste
scavi per certe
di s c a r i c o , t r a
gli
non
m a n c h i n o nel
a l l a s e c o n d a m e m o r i a il F e r t o n o s costruzioni militari, siano stati
oggetti
a pura
facies
neolitica,
dei
f r a m m e n t i d i u n a c e r a m i c a di p a s t a fina ed i n g u b b i a t a di n e r o e q u a l c h e v o l t a
o r n a t a c o n p i a g l i u z z e d ' o r o (?). Q u e s t a c e r a m i c a è s e n z a d u b b i o di u n a età p i ù
recente d e l l ' a l t r a riconosciuta dal Ferton. E sarebbe curioso, pei r a p p o r t i commerciali della
C o r s i c a , in
cui
n o n è s t a t o r i n v e n u t o o r i g i n a r i a m e n t e 1' o r o , a c -
c e r t a r la n a t u r a d e l l e p a g l i u z z e .
2
( ) L a p i e t r a l e v i g a t a i n a l c u n e s t a z i o n i e r a r a r a . Vedi F E R T O N , Prima
moria,
3
p a g . 4, e a l t r o v e .
( ) F E R T O N , n o t a II, c o n c l u s i o n i e a l t r o v e .
me-
PER LA SARDEGNA
31
PREISTORICA
E poiché già esisteva, in questo periodo preistorico, lo stretto di
Bonifacio, un certo sviluppo della navigazione fra i due paesi, che
si scambiavano i loro prodotti.
La presenza del Lagomys nella Corsica e di una specie pressoché
identica nella Sardegna (sebbene i suoi resti non ancora siano stati
t r o v a t i con quelli dell'uomo in questo paese), h a forse qualche interesse per a l t r e considerazioni. Essa conferma, ad esempio, la induzione geologica che nel pliocene le oggi due isole formassero un corpo
solo, che la formazione dello stretto non possa d a t a r e se non dal periodo q u a t e r n a r i o ( ). Questa piccola lepre neozoica non sarebbe sopravvissuta (come anche sembra di una specie di cervo) ( ) se non in
grazia al suo accantonamento nel massiccio sardo-córso distaccatosi
dal continente europeo. È infatti precisamente d u r a n t e il pliocene che
si ha la sommersione delle t e r r e prima interposte t r a il continente
italiano e la Corsica. L'estensione ed il modo dì questo fenomeno (del
quale sono presente vestigio le isole dell'arcipelago toscano) non ci è
però e s a t t a m e n t e noto, come è naturale; a v r à l'uomo potuto giungere,
a piede asciutto, dal continente europeo nell'isola corso-sarda ( )?
Senza qui disaminare l ' a t t e n d i b i l i t à dell'uomo pliocenico (anzi miocenico per c e r t i AA.), è degno di essere rilevato che per questa via,
più che p e r altra, come intuiva il Vivanet, p a r e più verisimile,
in qualunque epoca o modo ciò possa essere accaduto, sia pervenuto
il Protosardo. Mentre la Spagna e la Sicilia, nelle età più recenti
d e l l ' e r a neozoica, sono unite al continente africano (come attesta
la presenza in esse d e l l ' E l e p h a s afrìcanus),
da g r a n tempo il
massiccio sardo-corso non palesa rapporti col continente m e r i d i o n a l e ;
nessun mammifero della fauna q u a t e r n a r i a sarda è comune colla
pliocenica o post-pliocenica dell'Africa. T r a la fauna e la flora
sardo corsa q u a t e r n a r i a e quella toscana corrispondente (come abbiamo accennato n e l l ' a l t r o nostro lavoro) i r i s c o n t r i sono invece
numerosi. « Tre anni (dice il Ferton) di osservazione degli insetti
imenotteri di Bonifacio mi hanno condotto a c r e d e r e che questa
regione possiede un certo n u m e r o di tipi africani, e almeno altretl
2
3
l
( ) A n c h e il SMESSE, n e l l a s u a o p e r a La
faccia
della
terra
(trad.
francese),
s t a b i l i s c e , d i e t r o sue r i c e r c h e a n t e r i o r i , c h e l a C o r s i c a e la S a r d e g n a f o r m a n o p a r t e
« di u n a t e r r a i n t e r r o t t a in u n ' e p o c a r e c e n t i s s i m a ». Vedi F E R T O N , loc. cit. p . 1 1 .
?
( ) Il C . C a z i o t D e p e r e t . V e d i F E R T O N , loc. cit.,
3
( ) Gli a l t r i s p r o f o n d a m e n t i
pag. 1 6 , estr.
di q u e s t ' e p o c a h a n n o lasciato t r a c c i e m i n o r i e
devono cioè e s s e r s t a t i p i ù f o r t i .
32
E.
ARDU-ONNIS
tanto specie comuni colla Provenza e colla Toscana »
In u n ' a l t r a
memoria d'indole prettamente zoologica il F e r t o n chiarisce meglio
questo concetto, ed aggiunge: « Dai fatto che insetti africani esistono
in Corsica si potrebbe alle prime d e d u r r e un legame r e l a t i v a m e n t e
recente dell'Àfrica del Nord col massiccio sardo-corso. Ma il piccolo
n u m e r o di queste specie comuni alle isole del Tirreno ed a l l ' A f r i c a
settentrionale, e mancanti nello stesso tempo alla Provenza ed alla
Toscana, non conferma questa deduzione. L'Africa settentrionale possiede una fauna speciale numerosa, della quale un g r a n numero di
rappresentanti avrebbe fatto invasione in un paese vicino di clima
simile al loro, se un legame fosse fra le due t e r r e esistito. Sembra
più ragionevole considerare queste forme africane abitanti la Sardegna e la Corsica come residui della fauna meridionale che si era
sparsa nelle coste del Mediterraneo prima dell'epoca glaciale » ( ).
E parrebbe, infine, che il massiccio sardo-corso non si collegasse
nei periodi geologici passati col solo continente italiano. Il Shuttelw o r t h , in una memoria sui molluschi d ' a c q u a dolce della Corsica,
afferma che per tal sua fauna la Provenza ha più affinità colla
Corsica che non abbia coli'Italia ( ). Il nostro prezioso
Lagomys
non solo abbondava in Sardegna ed in Corsica, ma nella F r a n c i a
meridionale, d ' o n d e sarebbe anzi m i g r a t o nella Corsica. Secondo il
Prof. Deperet, questo piccolo mammifero, che abbondava nel pliocene
del Roussillon,
sarebbe penetrato nella Corsica p e r un istmo che
la relegava in quel tempo a quel c o n t i n e n t e ; l'isola sardo-corsa
si sarebbe definitivamente separata dal continente dopo il pliocene
e prima del periodo glaciale, cioè a dire d u r a n t e il pleistocene o
d u r a n t e l'epoca chelleana » ( ). Se l'archeolitico sardo è ancora
lungi d a l l ' a v e r e un fondamento di fatti, queste osservazioni e queste
opinioni non sono però trascurabili.
2
3
4
2. — Opera dalla quale e r a lecito aspettarsi non poco è
quella del P i n z a , alla quale, chi si diletti di quel genere di
studi, deve aver chiesto la soluzione di più d ' u n problema. In
(*) F E R T O N , Prima
memoria,
pag. 1 7 .
2
( ) Il freddo d e l p e r i o d o g l a c i a l e h a d o v u t o e s s e r e p i ù r i g o r o s o in P r o v e n z a e
n e l l ' I t a l i a d e l n o r d c h e n e l l e isole del T i r r e n o , e vi h a d i s t i n t e delie s p e c i e c o n s e r v a t e s i i n q u e s t e t e r r e . In F E R T O N ,
Descript,
( B u l l . s o c . E n t o m . , 1901, 4).
3
()
4
Cit.
in
FERTON,
loc.
( ) F E R T O N , Description
cit.,
IL
ecc. cit., p a g . 6 5
de l' Osmia
Corsica
V. sp.,
ecc.
PER LA SARDEGNA
33
PREISTORICA
questo lavoro, invece, nonché risolti, i problemi della P r e i s t o r i a
sarda non sono n e p p u r enunciati; non una supposizione vi esiste
sulla origine, sulla stirpe, sulla estensione delle p r i m e genti della
S a r d e g n a ; nò meno il nome di esse; non a l t r o che la descrizione
e la determinazione dei monumenti. Certo, era possibile il dubbio
che il materiale archeologico della Sardegna, p r i m a del Pinza, potesse non esser stato giustamente i n t e r p r e t a t o , oltre dell' esser cosi
poco noto fuori d e l l ' i s o l a ; ed una nuova illustrazione, dopo il mut a r e e p r o g r e d i r e delle cognizioni, non e r a inutile, come non lo è
mai per ogni sorta di materiale scientifico. Ma se il metodo seguito
dal Pinza è c e r t a m e n t e adatto a sfuggire ogni scoglio d ' e r r o r e ,
non è adatto del pari al progresso del sapere, fatto d'ipotesi incessanti ; ed a quello della Paletnologia sarda in ispecie, nella quale
un tentativo etnologico pur che sia non esiste per anco. Proposito
spiacevole, infine, quando si pensi che il Pinza riunisce t u t t o o
quasi tutto il m a t e r i a l e preistorico s a r d o ; p e r cui quella impresa,
negata alla ricerca parziale, sarebbe stala pregio d e l l ' o p e r a in lui,
che avrebbe potuto i n t e g r a r e le m e m b r a undique collecta.
« Mi
sorrise il pensiero (egli dice) di p o r t a r e a n c h ' i o il mio modesto
contributo alla soluzione
delle t a n t e questioni sollevate dai monumenti antichi della S a r d e g n a ; ed ottenuto, per intercessione del
Prof. Pigorini e del Comm. Fiorilli, una missione dal Ministero
dell'Istruzione pubblica, mi recai nell'isola. « Mi mancavano per
altro i mezzi p e r eseguir scavi, e le fotografie stesse che illustrano
questo lavoro si debbono per la maggior p a r t e alla generosa iniziativa del Cav. Vochieri che a sue spese mi accompagnava. Non
avendo potuto far scavi ho duvuto n a t u r a l m e n t e lasciar sospese
molte questioni, ma t o r n e r ò a discuterle di nuovo, quando a l t r i
di me più fortunato li abbia esseguiti » (col. 8 ) . Ci sembra che il
Pinza, sebbene egli non siasi reputato abbastanza fortunato di a v e r
ottenuto una missione dal Ministero di pubblica istruzione (*), e
di a v e r incontrato un cavalier tanto r a r o come il Cav. Vochieri,
ci sembra che avrebbe potuto egualmente discutere più d' una questione i n t e r a m e n t e dimenticata, e far, di a l t r e , trattazione assai
più ampia c h ' e g l i non abbia fatto, egli non costretto da nessuna
considerazione alla brevità ed alla parsimonia. Così, ad esempio,
]
( ) Una
più
modesta
domanda,
inviata
a S. E . d a l P A . del p r e s e n t e s c r i t t o
v e r s o l a s t e s s a e p o c a , n o n ebbe a l t r e t t a l e r i s u l t a t o .
3
34
E.
ÀRDU-ONNIS
s'è cosa verosimile (ed ovvia) che la Sardegna, al pari di a l t r e isole,
non abbia probabilmente avuto un « paleolitico », è pur vero che
a tutte le isole sovrasta il problema geologico e paleontologico, cui
eredita la Paletnologica, dell'epoca (se già non fosso cosa certa)
nella quale esse siano diventate tali. Non potrebbe egli darsi che
l ' a n t i c h i t à d e l l ' u o m o fosse maggiore, ancora maggiore di quanto
è t u t t a v i a creduto dagli Archeologi e dagli Storici ( ) ? Non esistono in Sardegna, come altrove, di quelle vere a r m i
sporadiche
che son tali non per il modo col quale son possedute dai collezionisti, ma col quale vennero r i n v e n u t e nei t e r r e n i alluvionali quatern a r i i ? E non sarebbe egli stato meglio dedicar più lunghe r i c e r c h e
ed un più lungo capitolo a questo r i g u a r d o ( )? Il dubbio rampolla
infatti a pie' del troppo breve paragrafo, nella nota, nella quale il
Pinza r i c o r r e ai lumi dell'opuscolo del professor Marcialis ( ). E
poiché egli crede bizzarre le idee manifestate dallo Zanardelli, il
quale pretende a v e r r i n v e n u t o nelle stazioni, ch'egli chiama lacum a r e n s i , alcunché di paragonabile colle t e r r a m a r i c o l e , perchè non
giustificare un tal giudizio, perchè non a c c e r t a r meglio la n a t u r a
dei cuccurus
(monticeli) incontrati da quello studioso sulle r i v e
degli stagni, ed anche la n a t u r a stessa della stazione del Mantovani,
egli che t u t t a l a Sardegna ha percorso? P e r c h è non r i c o r d a r e l ' i m portantissimo rinvenimento fatto dal La M a r m e r à presso di Cagliari il 1824, il più antico della Sardegna (e forse non della sola
!
2
3
(*) P e r c i t a r e u n e s e m p i o , a l l ' u l t i m o C o n g r e s s o i n t e r n a z i o n a l e di A n t r o p o l o g i a
ed A r c h e o l o g i a p r e i s t o r i c a di P a r i g i (V. L ' A n t h r o p . 1 9 0 0 - 1 9 0 1 ) il
Rémond,
ba-
s a n d o s i s o p r a c a l c o l i d e l l a i n c l i n a z i o n e d e l l ' a s s e t e r r e s t r e s i i l i ' e c c l i t i c a (un g r a d o
ogni
7800 anni) giunse
alla
conclusione
che
la
comparsa
1,200,000 a n n i . Il n o s t r o S t o p p a n i del r e s t o a t t r i b u i v a a l l a
l a d u r a t a di u n a d e c i n a e forse
un
« centinaio
II, p a g . 9 3 . I L e m u r i d i (Palaeolemur,
dell'uomo
s o l a epoca
di secoli » Corso
Caenopithecus)
dati da
glaciale
di
geologia,
si t r o v a n o g i à n e l l ' e o c e n e
i n f e r i o r e d ' E u r o p a ; in cpiello a m e r i c a n o s o n o s t a t e r i n v e n u t e d i v e r s e p r o s c i m m i e .
2
( ) Il P A I S , nel suo l a v o r o cit. Sulle
condizioni
o s s e r v a : « S t a n d o ai p o c h i s s i m i ed insufficienti
v a r c i p a r e c h e si p o s s a d i r e c h e le t r a c c e
degli
studi
archeologici,
ecc.
d a t i di c u i p o s s i a m o o g g i g i o -
del p e r i o d o a r c h e o l i t i c o s i a n o
assai
d e b o l i in S a r d e g n a , ed i n v e c e s i a n o p i ù f o r t i q u e l l e del p e r i o d o d e l l a p i e t r a l e v i g a t a ». L a debolezza n o n è a n c o r a
cessata.
3
( ) Se il P i n z a a v e s s e l e t t o il l i b r o c h e c i t a , a v r e b b e v i s t o c h e le « c o n c l u s i o n i » del M a r c i a l i s non s o n o del M a r c i a l i s m a del La M a r m o r a . L a S a r d e g n a
n o n p a l e s a p o i c o n n e s s i o n i col solo c o n t i n e n t e a f r i c a n o , ed e p r u d e n t e n o n
s p r e g i a r m a i v e r u n a i p o t e s i . Y e d i nel l a v o r o La
n o t e a p a g . 10, 19 e 3 3 .
Sardegna
preistorica
di-
c i t a t a , le
PER LA SARDEGNA
35
PREISTORICA
Sardegna), col quale si apre v e r a m e n t e l ' è r a degli stuelli archeologici in questo paese ( ) ? Se le Caverne f u n e r a r i e , cosi numerose,
d ' u n o sviluppo così vario e progredito in quest'isola, devono t u t t e
(se il Pinza le ha t u t t e viste) raggrupparsi in due tipi, qual n ' è
il tipo predominante, il tipo più s t r e t t a m e n t e legato alle opere consimili dei paesi d ' i n t o r n o , quale n ' è la distribuzione geografica e
cronologica? E sarà egli sufficiente quanto il Pinza dice della distribuzione dei Nuraghi, cioè poche scarne osservazioni sulla loro
situazione topo grafica, e l'esibizione d ' u n a c a r t a dei Nuraghi della
sola regione della N u r r a , senza che s ' i n t e n d a il motivo di questa
parziale esibizione? L ' a n t i c o e non frivolo dibattito dei Shardana
delle iscrizioni egiziane, è desso così definitivamente chiuso e deciso che il P i n z a possa cesareamente sbrigarsene con una frase?
Se di tutti i monumenti egli fissa, con molta (ma non molto difficile) approssimazione, i confini cronologici e n t r o i quali dovrebbero esser compresi, non se ne dovrà poi studiare la cronologia
relativa, non essendo possibile che quelli siano stati t u t t i esattamente
coevi? Infine, per quanto ciò non tocchi la sostanza del libro, non
sarebbe stato bene talora maggior determinatezza d'espressione, e
scrupolo nel giustificare i proprii giudizii ( ), e (sopratutto) più
generoso e cortese riconoscimento d e l l ' o p e r a degli Studiosi che lo
han preceduto, sebbene siano costoro, in fondo all'isola lontana,
come i monumenti, obliati ( )? Dell'opera del Vivanet, dello Zanar]
?
3
1
( ) Il ri i v e n i m e n t o p r e i s t o r i c o p i ù a n t i c o c i t a t o dal D e - M o r t i l l e t n e l s u o T r a t t a t o (terza e d i z i o n e 1900) è q u e l l o del T o u r n a l del 1828. S c o p e r t e di t a l n a t u r a
d e b b o n o p e r ò e s s e r s t a t e fatte q u a e là in o g n i t e m p o senza c h e ne s i a s t a t o r i c o n s c i u t o il v a l o r e (v. a d es. le pietre
del fulmine
della superstizione popolare) e
q u a l c u n a p o t r e b b e e s s e r s t a t a r e g i s t r a t a n e l l a l e t t e r a t u r a . Sed non
est hic
locus.
D i m e n t i c a t i d a l P i n z a , o l t r e le r i c e r c h e così i m p o r t a n t i del M e i o s i (il p r i m o r i p a r o sotto roccia noto
s i a s in Notizie
scavi
finora
in S a r d e g n a ) s o n o g l i s c a v i nel c i r c o n d a r i o d ' I g l e -
( 1 8 9 1 , p a g . 416 e
1893, p a g , 525) d ' i m p o r t a n z a
non
tra-
scurabile.
2
( ) Vedi a d e s e m p i o q u a n d o d i m e n t i c a , a s s e r e n d o P e s i s t e n z a f u o r i d i S a r d e g n a
di s t r u t t u r e s i m i l i a l
singolare
e m i c i c l o dei D o l m e n s s a r d i , di dire il d o v e ; o
q u a n d o dice, delle celle s e p o l c r a l i « d i v e r s i t à q u e s t a c h e a v r e m o o c c a s i o n e di d i m o s t r a r e a l t r o v e », m a P a l t r o v e non è nel l i b r o ; o q u a n d o , n e l c e n n o p r e l i m i n a r e ,
non
c h i a r i s c e le r a g i o n i
che
avrebbero
contribuito
in
passato
all'isolamento
m a g g i o r e d e l l a S a r d e g n a , ecc.
3
( ) S e n z a p r o p o r g l i , a d e s e m p i o , l a n o s t r a c o n d o t t a c o l l o Z a n a r d e l l i , certo s a r e b b e s t a t a c o r t e s i a n o n p r o f i t t a r e e t a n t o p i ù n o n far c r i t i c a di r i c e r c h e a n c o r a
inedite.
36
E.
ÀRDU-ONNIS
delli, del valente e modesto Nissardi, il Pinza non parla ne colla
riconoscenza nè col rispetto che a v r e b b e r o meritato, poiché di essa
molto, ed evidentemente, si è egli giovato; e sono le fatiche di
questi oscuri che hanno reso posssibile la monografìa dei Lincei
3° — Queste osservazioni erano necessarie al compito nostro.
Nel lavoro da principio citato « La Sardegna preistorica », aveva
sorriso a n c h e a noi, come al Pinza, di t e n t a r qualcuna delle sfingi
del passato di q u e l l ' i s o l a ; o, per lo meno, (da lunga pezza vi stagnavano le r i c e r c h e ) , di a t t r a r r e su di essa l'attenzione degli Archeologi o dei Ministri, vegliatori delle intelligenze e dei monumenti
della p a t r i a . E in quel lavoro, se non e r r i a m o , c h ' è stato fatto per
la Sardegna il primo tentativo etnologico di su elementi di Archeologia, t e n t a t i v o di r i n t r a c c i a r e , insieme colle origini del popolo
sardo, quella delle stirpi che hanno principalmente dominato nella
p r e i s t o r i a delle t e r r e c i r c u m m e d i t e r r a n e e ( ). T e m e r a r i a i m p r e s a ;
ma per la quale son maturi i tempi oramai, e alla quale non mancava, per lo meno, il sostegno valido dei risultati più recenti dell'Antropologia. E se questi risultati hanno fruttato il vero, perchè
il loro significato dovrebbe m u t a r e posto dinanzi agli Archeologi?
Ora, confermano essi, i nuovi risultati del Pinza, quelle v e d u t e ?
Delle conclusioni parziali certo non è alcuna nel lavoro del Pinza
(ignoriamo se egli conosca il nostro, che non ricorda) che non sia
nel nostro. Che in Sardegna, nel p r e s e n t e stato delle collezioni
e delle cognizioni, non possa asserirsi un paleolitico, malgrado
i r i n v e n i m e n t i non r a r i d ' a r m i di p i e t r a rozzamente scheggiate,
?
T
( ) Nel Bollettino
bibliografico
Sardo,
valorosa e sincera pubblicazione,
che
fa b e n e s p e r a r e d e g l i s t u d i d e l l a S a r d e g n a n u o v a , in u n a r e c e n s i o n e del l a v o r o
d e l P i n z a , s o n o q u e s t e p a r o l e ; « La p a r t e m i g l i o r e del l i b r o , l a m e g l i o
corredata
di e l e m e n t i di fatto t u t t o r a i n e d i t i e p e r c i ò p i ù p r e z i o s i — q u e l l a cioè c h e r i g u a r d a i N u r a g h i — e r a i g n o t a a l l a m a s s a del p u b b l i c o , m a n o n l o e r a p e r ò a
n o i , c h e p i ù volte p o t e m m o a m m i r a r e q u e l l a r i c c a s u p p e l l e t t i l e p r e s s o il s u o a u t o r e , il s i g . g e o m e t r a F i l i p p o N i s s a r d i c h e i m p i e g ò l u n g h i a n n i ed a s p r e f a t i c h e
per apprestare quel materiale, che ora frettolosamente è apparso
Pinza. La carta nuragografica della Nurra,
per
dare
un
n e l l ' o p e r a del
esempio, è opera
N i s s a r d i , a l q u a l e il P i n z a n o n dà c h e il t i t o l o di s e m p l i c e rilevatore,..
del
Di n u o v o
e di o r i g i n a l e n e l l i b r o del P i n z a c ' è b e n p o c o , e g l i h a r a c c o l t o , ecc. »
(1901,
pag. 265).
2
( ) T u t t o il m a t e r i a l e p r e i s t o r i c o s a r d o vi è r a c c o l t o , c o m e n e l l a v o r o del P i n z a ,
e portato al p a r a g o n e delle ultime scoperte fatte fuori d e l l ' i s o l a ; non
vi m a n -
c a n o i r i s c o n t r i n e i l i m i t i di q u e l l a c o n c i s i o n e c h e vi è n e c e s s a r i a ; vi m a n c a n o
le
figure
ad i l l u s t r a z i o n e del t e s t o .
PER LA SARDEGNA
37
PREISTORICA
è detto in quel l a v o r o ; detto dopo lo studio del m a t e r i a l e residuo delle stazioni più antiche, dopo l ' e s a m e della più ricca raccolta d ' a r m i di pietra sarde oggi esistente
Che la suppellettile della g r o t t a di San Bartolomeo debba riferirsi ad una età che
conobbe i primi metalli ; ch' essa corrisponda alla suppellettile delle
Caverne sepolcrali; che debba t u t t a r i f e r i r s i (malgrado l'affermazione d e l l ' u r s o n i ) ad una sola età principalmente, è detto in quel
lavoro, p r i m a che dal Pinza e dal Colini ( ). La contemporanea
età di queste stazioni con quelle d'Osilo e del bacino d ' I g l e s i a s ;
la speciale importanza di alcune reliquie (come il vaso tripode, il
vasetto conico r i n v e n u t o dal Lovisato, gli oggetti d ' o r n a m e n t o ) è
cosa affermata in quel libro come nel libro del Pinza ( ). Nè diverse sono le conclusioni del raffronto di questo materiale con quello
di regioni s t r a n i e r e ; e se ammirevole è v e r a m e n t e l'accuratezza
posta dal Pinza in questo studio, è pur sorprendente come tali raffronti gli scarseggino col m a t e r i a l e delle t e r r a m a r e italiche, dei
quali già è più d ' u n accenno n e l l ' A . che lo h a preceduto ( ). Nè
la n a t u r a , l ' e t à , le due v a r i e t à delle Caverne sepolcrali sono affermate solo dal Pinza, che b r e v e m e n t e n ' è fatta parola p u r nell ' a l t r o lavoro, dove son menzionate le opere simili, principalmente dell' Africa e della Sicilia ( ). La probabile terminazione
2
3
4
5
(*) Q u e l l a del prof. L o v i s a t o d e l l a S c u o l a m i n e r a l o g i c a d e l l ' U n i v e r s i t à di C a gliari, il quale h a prediletto sempre tali collezioni, che suol
successive s c r i t t u r e ; per modo c h ' e g l i ha pure la più
p r e i s t o r i c h e d e l l a C a l a b r i a , dove è s t a t o p a r e c c h i
delle q u a l i , p e r
l'esperienza
anni
ricca
p o i d e s c r i v e r e in
c o l l e z i o n e di
insegnante. A
armi
proposito
c h e a n d i a m o a c q u i s t a n d o di q u e s t o p a e s e ,
osser-
v e r e m o c h e q u a l c h e e s e m p l a r e ( o g g e t t o di s u p e r s t i z i o n e e di s p e c u l a z i o n e ) n o n
è s e m p r e di m a n i f a t t u r a
preistorica.
2
( ) V e d i a p a g . 1 7 : « o n o n p i u t t o s t o a p p a r t e r r e b b e a d u n s o l o ed u n i c o s t r a t o
col s o v r a s t a n t e e a d u n a s t e s s a e t à ecc. » ? V e d i p e r le s t a z i o n i i g l e s i e n t i r i s p e t t o
a q u e l l e d ' O s i l o p a g . 12 e i n o l t r e 13, 14 e s e g . Le cose n o t e v o l i s o n o s o t t o l i n e a t e
e l a s c i a t e a l l a p e n e t r a z i o n e del l e t t o r e ( p a g . 8 ) .
3
( ) Il P i n z a n o n afferma r e c i s a m e n t e c h e le s t a z i o n i d ' I g l e s i a s s i a n o d e l l ' e t à
del b r o n z o ; vedi Sard.
preist.,
p a g . 12 e 14. V e d i a p a g . 15 s u l l a
ciotola
rin-
venuta dal Lovisato e dell'osso vuoto scolpito in forma d ' a n e l l o menzionato dal
P i n z a ; i n o l t r e s u i r e s i d u i dei p a s t i .
4
( ) V e d i a p a g . 20 e s e g g . L'A. n o n i n t e n d e v a poi di s p e c i a l m e n t e
aguzzare
il s u o e s a m e s o p r a q u e s t o g e n e r e d i m a t e r i a l e , c o m e è d e t t o n e l l a n o t a s e c o n d a
della p a g . 24.
5
( ) S o n o p e r lo a p p u n t o le Celle r e t t a n g o l a r i , p e r c o n f e s s i o n e del P i n z a
d e s i m o , le m e g l i o p a r a g o n a b i l i
d e t t o i n Sard.
preist.
con
quelle dell'Africa,
me-
le p i ù a n t i c h e , c o m e è
E.
:Ì8
ARDU-ONMS
al vertice dei Nuraghi, l'età, la destinazione, l ' i m p o r t a n z a loro
non sono ipotesi nuove del P i n z a ; nella concomitanza dei N. con
altri sepolcri, ed infine con piti chiare parole nella conclusione del
lavoro di q u e l l ' a l t r o A., è significata la possibile destinazione fun e r a r i a ( ). E le considerazioni dalle quali il Pinza derivò l'idea
che le varie parti del N. Losa potessero avere diversa data d ' o r i gine, sono v e r a m e n t e proprie del lavoro più volte c i t a t o ; uno dei
più forti argomenti in aiuto delle idee che vi sono sostenute essendo precisamente fondato sul diverso valore cronologico delle diverse maniere di costruzione dei delti Nuraghi. Infine, per brevità,
la n a t u r a , l'epoca, la destinazione dei monumenti megalitici; Tipotesi che le Tombe dei giganti potessero esser g r a v a t e a l l ' e s t e r n o
da un tumulo (*) ; che fra le g r o t t e ed i tumuli esista un nesso;
l ' i n c e r t e z z a circa il significato dei botili, si ritrovano prima che
nel lavoro del Pinza, n e l l ' a l t r o .
Ma il valore di giudizi] parziali, potendo esser talvolta di trascurabile importanza rispetto alle conclusioni generali di un'opera,
restano esse confermate, quelle dello scritto menzionato, dalle conclusioni generali del Pinza? Non solo questo A. sfugge ad ogni
velleità d'integrazione del meraviglioso tesoro di fatti c h ' e g l i numera e rinchiude sterilmente nella sua memoria, ma la più singolare deficienza si rinviene in essa di ognuno di quelli elementi
che potrebbero c o n c o r r e r e , anche i n d i r e t t a m e n t e , ad una dimostrazione etnologica. Fissando in principal modo l'attenzione sopra i monumenti sepolcrali, poiché in essi t r a s p a r e realmente la
nota viva e grandiosa di quei popoli remoti che in Sardegna e in
tutto il bacino del Mediterraneo disseminaron le ossa; studiandone
in particolar modo la distribuzione geografica; parve a l l ' A . dello
scritto pubblicato in questo periodico, potessero scoprirsi sul suolo
1
J
( ) V. p a g \ 6 2 « . . . t u t t i i popoli i n v a s o r i , c o m e s u c c e d e t t e r o n e l l e t e r r e del
p o p o l o v i n t o , n e p r e d i l e s s e r o pei l o r o m o r t i i c e m e t e r i i ». Che i N. a b b i a n o p o t u t o t e r m i n a r e in u n a c u p o l a vi si a r g o m e n t a a n c h e p e r c h è forse ne e s i s t e n o tizia in un antico scrittore.
2
( ) 11 P i n z a p a r a g o n a le t o m b e
sarde
a l l e Naos,
benché
« per
altro,
nelle
N a o s , m a n c h i la stela » ; e g i u d i c a c h e q u e l l e d o v e s s e r o e s s e r g r a v a t e di t u m u l o ,
p e r c h è i p i e t r o n i di c o p e r t u r a
sono spianati
nella
l o r o faccia
inferiore,
quasi
d o v e s s e r o e s s e r v e d u t i . E g l i i n t e n d e r à a l l o r a d i r e v e d u t i d a l m o r t o . 11 P i n z a r i 1
conosce la singolarità dell emiciclo, non esistente
a l t r o v e ; ed a n c h e
Pidentità
del n o m e ( c o m e q u e l l o dei betili) d a t o l o r o dai S a r d i , con q u e l l o d a t o ai
s p o n d e n t i m o n u m e n t i nei paesi del N o r d .
corri-
PER LA SARDEGNA
39
PREISTORICA
della vecchia Sardegna le tracce del passaggio di t r e popoli, dei
quali, come vaga e lontana eco, pur favoleggiano le tradizioni. Se
le Caverne preistoriche più antiche in Europa son le più meridionali
se t r a cavernicoli e terramaricoli esistono quei rapporti
che ha dimostrato il B r i z i o ; ( e perchè adunque non potrebbero rinvenirsi t e r r a m a r e in Sardegna, se anche lo Zanardelli non ve le
avesse r i n v e n u t e ? ) , il popolo che abitò le caverne sarebbe salito dal
Sud, ed in Sardegna avrebbe lasciato di se innegabili segni. Così,
nella distribuzione veramente suggestiva delle tombe megalitiche pel
mondo, era seguita una probabile traccia, quasi sterminata Via Sacra, d ' u n ' a l t r a stirpe, che sarebbe, nel suo cammino, passata anche sulla Sardegna. Ed il Pinza tace i n t e r a m e n t e (o dimentica o
sdegna) cosi di quel problema ( ) come di questo; sebbene la Sardegna nei suoi Dolmens offra l'esclusività dell'emiciclo,
non meno
completa finora, di quella dei suoi N u r a g h i . Dalla considerazione del
valore cronologico non medesimo delle diverse guise di edificare questi Nuraghi, dal modo di distribuirsi di essi nell'isola, (che non sembra smentito dalle ultime ricerche del Nissardi), come di opere affini
fuori dell'isola, si deduceva, infine, la presenza ed il probabile itinerario d'un altro famoso popolo preistorico. Il Pinza, con grave torto
dell'opera sua, tralascia (come abbiam visto) ogni studio della distribuzione geografica dei N u r a g h i ; sebbene già nello Spano si trovi
considerata tale ricerca. E, caso v e r a m e n t e singolare, che si direbbe
voglia opporsi con tacito ostruzionismo
alle conclusioni del nostro
libro, fin quando ciò possa condurre alla negazion di se stesso,
tosto essersi il Pinza servito del criterio sopra citato a d e t e r m i n a r e
2
(*) -Manca, c h ' i o s a p p i a , u n a c o o r d i n a z i o n e c r o n o l o g i c a e g e o g r a f i c a delle i n finite forme di C a v e r n e p r e i s t o r i c h e c h e p o p o l a n o l ' A f r i c a l ' A s i a l ' E u r o p a , e non
e r a d a m e , a l l o r a , (nò lo è adesso) c o m p i e r e un t a l l a v o r o . P e r c h è n o n lo h a t e n t a t o il P i n z a ?
?
( ) Raffronti
fra
l a s u p p e l l e t t i l e delle s t a z i o n i s a r d e e q u e l l a d e l l a t e r r a m a r e
h a r i n v e n u t o a n c h e il P i n z a . V e d i , ad e s e m p i o , sul r a s o i o r e t t a n g o l a r e , fuso d'un
pezzo col m a n i c o (fig. 84) del q u a l e
si d i s p u t a
se s i a
proprio
delle t e r r e m a r e
( P i g o r i n i ) o m i c e n e o ; q u e s t ' u l t i m a o p i n i o n e è, per il P i n z a « s u f f r a g a t a
soio s a r d o ». Vedi s u l l e i m p u g n a t u r e
dal ra-
di c e r t i p u g n a l i (tav. X V I , fig. 3 ) . « Del
t u t t o c a s u a l i m i s e m b r a n o le a n a l o g i e di q u e s t e i m p u g n a t u r e , con q u e l l e di a l c u n i
p u g n a l i r i n v e n u t i a C a s t i o n e » (col. 185). Vedi p e r le s p a d e d e l l a t a v . X V I I I ,
fig.
1, a l l e q u a l i s o n o s i m i l i q u e l l e p r o v e n i e n t i da s t r a t i
terramaricoli,
e
delle
q u a l i è a n c o r a d i s c u s s a la p r o v e n i e n z a o r i g i n a r i a . 11 P i n z a è c o n t r o l ' i p o t e s i che
le d i r e b b e d i t e r r a m a r i c o l i , p e r c h è « se v i v i s s i m e s o n o in S a r d e g n a le influenze
egee, vi m a n c a o g n i t r a c c i a di c o m m e r c i o d i r e t t o
coi p a l a f i t t i c o l i » (col.
185).
40
E.
ARDI
-ONNIS
l'età delle opere accessorie di N. Losa, sente il bisogno di dimin u i r n e il valore. Vale egli la pena di discutere la speciosa ragione
dello « spazio »? Ed a che scopo l'osservazione sul fallace valore
cronologico delle somiglianze fra le c a v e r n e funerarie della Sardegna e della Sicilia? Ed a che scopo la disquisizione sulla t a r d i t à
r e l a t i v a delle stazioni d'Iglesias rispetto a quelle di Cagliari, se le
une sono eneolitiche, ed i vasi tripodi « non possono essere anteriori a l l ' a l b a dei metalli » (*)?
È dunque spiacevole che il Pinza non abbia conosciuto lo scritto
apparso in questo periodico, egli che pure conosce e ricorda a l t r i
lavori di compilazione, egli che cita il Marcialis e perfino il V a l é r y
ed il padre P i n t u s ; perche almeno gli fosse balenato il pensiero
di r i v o l g e r e le sue r i c e r c h e a problemi che a noi sembrano di
t a n t a importanza. P e r tal modo, la sua compilazione, se si toglie
lo splendido corredo di figure e di tavole ed il più esatto riscontro
della suppellettile (lavoro ch' è semplicemente di consultazione),
poco h a che non non si ritrovi negli A. A. che lo h a n p r e c e d u t o ;
nei quali numerosi argomenti sono t r a t t a t i con linee assai può
l a r g h e ( ). Il La M a r m e r à , sebbene geologo anzitutto, ne meno dal
Pinza è stato ancor superato, per la importanza del testo ed il
valor delle t a v o l e ; ed a questo eroe della ricerca serena e devota,
il meraviglioso Atlante oggi dimenticato costò assai più spese e fatiche che non al Pinza il suo. Ad ogni modo, le linee fondamentali
della P r e i s t o r i a sarda restano, dallo sperimento generale del Pinza,
r i c a l c a t e ; ed è soddisfatto il desiderio d e l l ' a u t o r e della pubblicazione comparsa in questi A t t i alcuni anni or sono, di v e d e r richiam a t a l ' a t t e n z i o n e degli Studiosi sull'isola. Quanto alle idee manifestate, anch'egli aspetterà,
come il Pinza, che altri, più fortunato
anche del Pinza, faccia li scavi per tornare
a
discuterle.
2
1
( ) Se c o s ì le u n e c o m e le a l t r e h a n n o il v a s o t r i p o d e , p e r c h è d e v ' e s s e r e p i ù
r e c e n t e l a c e r a m i c a p i ù r o z z a ? Così n o n si vede l a r a g i o n e del p e r c h è l o s t u d i o
dei N u r a g h i p r e c e d a q u e l l o d e i D o l m e n s , q u a n d o il P i n z a s t e s s o dice c h e i D o l m e n s s o n o d e l l a u l t i m a età d e l l a p i e t r a , e q u e s t a i N u r a g h i
oltrepassano.
2
( ) Ad e s e m p i o il P i n z a n o n h a s u p e r a t o c e r t o , n e l l a d e s c r i z i o n e deLle C a v e r n e ,
il L o v i s a t o , c h e h a d u r a t o p e r u n pezzo (se n o n fu p r i m o , c o m e c r e d e l ' O r s i ) a
d e s c r i v e r e s u c c e s s i v a m e n t e q u a n t e g l i e n e v e n i v a n o i n c o n t r a t e o a d d i t a t e ; o lo S p a n o ,
nella descrizione
dei N u r a g h i .
E
quanto
alla
nostra « Sardegna
preistorica »
ciò c h e si dice l e t t e r a t u r a vi è p e r lo m e n o c o m p l e t a , n è vi s a r e b b e r o
illustrazioni grafiche, c h ' e r a n o
nota 4
a
nella
intenzione
dell'A.
(come
mancate
si s c o r g e
dalla
a p a g . 30 e c o m e il prof. S e r g i p o t r à t e s t i m o n i a r e ) , se P i n d o l e del p e -
r i o d i c o lo a v e s s e
sofferto.
PER LA SARDEGNA
41
PREISTORICA
III.
1° — Una delle ragioni del metodo seguito dal Pinza è forse
da ricercarsi nello spregio nel quale sono cadute presso gli Archeologi le d o t t r i n e dell'Antropologia, un poco per colpa degli Antropologi stessi
I Paletnologi sdegnano g e n e r a l m e n t e il problema
etnico, restringendosi alla diagnosi del materiale ed alla d e t e r m i nazione cronologica, per cui piuttosto essi dovrebbero chiamarsi
Paletnografi, essendo la loro Preistoria un d r a m m a senza protagonis t i ; diversa dalla Storia, nella quale troppo campeggiano ancora gli
attori a discapito dello studio delle a l t r e cause. Ora, il dato cronologico e l'etnografico sono sempre, nella P r e i s t o r i a , relativi, m e n t r e
non può essere, di sua natura, tale, l'antropologico (se l ' A n t r o p o logia è una ricerca zoologica); ed ognuno scorge di quanto valore
risulterebbe il suo concorso nello studio dei problemi d e l l ' A r c h e o logia.
P e r la S a r d e g n a (come del resto per ogni altro paese), mancano però ancora gli studi che additino la distribuzione e la stratificazione delle razze umane succedutesi nel suo passato ( ); bisogna quindi r i c e r c a r n e le tracce per a l t r a via. Queste tracce si
rinvengono t a l o r a nel c a r a t t e r e stilistico dei m o n u m e n t i (di alcuni
almeno); e tale studio non dev'essere t r a s c u r a t o dal Paletnologo a
2
(*) Il prof. M a n t e g a z z a ,
al
Congresso
scienza non possiede criterii abbastanza
preistorico
sicuri
per
di B o l o g n a , d i c e v a :
determinare
colla
« la
ispezione
di u n c r a n i o il g r a d o c h e g l i s p e t t e r e b b e n e l l a g e r a r c h i a e t n i c a ». L ' A n t r o p o l o g i a
n o n h a i n f a t t i m a n t e n u t o le s u e p r o m e s s e ; m a dei d i f e t t i (se i segni n o n
mentono)
è s u l l a v i a di c o r r e g g e r s i .
(*) I r e s t i
scheletrici
religione raccolti
dell' uomo preistorico
c o m e le a l t r e
non
reliquie: e frattanto
sono
essi
con p a r i
rispetto
rappresentano
e
negli
s t r a t i a r c h e o l o g i c i il fossile d e g l i s t r a t i g e o l o g i c i , v a l e a d i r e il p i ù f e r m o c r i terio per la
v e r a m e n t e c h e con t a n t i m u s e i
non
ne e s i s t a p e r a n c o u n o d e l l ' u o m o p r e i s t o r i c o ; e, p e r m i o c o n t o , se fossevi
storia
del passato. Stupisco
per-
s o n a così g e n e r o s a e c o r t e s e da d a r m i a n c h e s o l a m e n t e n o t i z i a di t a l i r e s t i o s s e i ,
p e r la S a r d e g n a
o la
Corsica, mi
r e n d e r e b b e favore
inestimabile. Frattanto
le razze s a r d e p r e i s t o r i c h e n o n s o n o note ( t o g l i a l c u n i d u b b i c r a n i
M a n t e g a z z a ) l a B i o l o g i a ci offre
p u r e n e l l a persistenza
dei caratteri
se
studiati dal
una legge
( r i d i m o s t r a t a a s s a i b e n e d a l S e r g i r e c e n t e m e n t e e p e r l ' u o m o ) l a q u a l e ci affida
c h e le razze
viventi, della
dalle trascorse. Vedi ARDU,
IV ( f i g u r e ) .
famiglia
Contributo
mediterranea,
all'AntropoL
non possano
della
differir
Sardegna.
troppo
Nota I e
42
E. ARDU-0NNIS
quel modo che non lo è dallo studioso dell'Arto. L'esistenza di uno
stile nei monumenti preistorici della Sardegna è stata riconosciuta
dal Pinza, e tale ricerca era già considerata nell'altro nostro lavoro.
Isella molteplicità delle costruzioni della stirpe mediterranea ci
parve riconoscere (come accade al Biologo nella molteplicità delle
forme viventi) una special fisonomia fra gli affini aspetti, una diversità nella somiglianza, la « varietà nella specie » ( ). Il difetto
invece di tale ricorca si scorge (se non erriamo), nel Pinza; là dove
paragona ai Sesi i Nuraghi, e quelli ai monumenti megalitici (col.
131, nota) ed i Nuraghi alle Celle a forno orientali (col. 74 e seg.);
dove considera i Dolmens coevi ai N. (col. 271), e quindi alle Celle
a forno, che sono coeve ai N. liceo adunque perfettamente eguagliate Caverne Dolmens Nuraghi; ecco un età sola e forse una stirpe
sola, ed una sola immigrazione, secondo il Pinza, in Sardegna. Possono esser dovute le diversità monumentali esteriori, onde il rito
tradizionale delle genti mediterranee si esplica nei diversi paesi, a
relazioni unicamente commerciali, ad imitazioni, come per la decorazione ο la forma di un fittile? Non tenderebbero anzi queste cause
ad uguagliarle? Il Colini, nella memoria citata, al proposito di tracce
d'ossa combuste rinvenute nella Caverna di San Bartolomeo, emette
l'ipotesi che il rito funerario ad inumazione possa essersi tramutato
spontaneamente, nelle popolazioni eneolitiche, d'inumatorio in cre
matorio, ed il Pinza ha pure la stessa supposizione, in un altro
suo lavoro (che non quello finora citato) del quale si dirà fra breve.
Ma tale ipotesi, che a noi sembra veramente una enormità psicologica, in ispecie per genti preistoriche, ed in ispecie per la stirpe
mediterranea, ha riposte ragioni (come vedremo) che ne annullano
il valore. Basterebbe il considerare con quanta energia quel culto
tradizionale ha lottato e ritrionfato, in queste popolazioni, dopo essere stato per secoli violentemente abolito, rendendosi oggi nuovamente universale, (non curiamo alcuni larvati atavismi crematori
di questi ultimi anni) per convincersi di quanto esso sia stato tenace, largo, profondo ( ). E potrebbe, la diversità di quelle forme
monumentali, esser dovuta esclusivamente
a circostanze geologiche,
cioè a dire alla diversa natura del suolo e dei materiali di costruzione? Il Pinza nota (e non è sfato il primo a notarlo) che in Sarl
2
1
( ) V, Conclusione
del lavoro cit.
2
( ) Il Colini stesso (pag. 1, loc. cit., X X V ) osserva q u a n t a fosse la reverenza
ed il c u l t o pei m o r t i nelle s t i r p i
mediterranee.
PER LA SARDEGNA
43
PREISTORICA
degna si accompagnano, nella medesima località, due, talora t u t t e
le varie forme sepolcrali; e noi abbiamo notato che la difficoltà di
lavorazione delle rocce più dure non ha impedito la costruzione
dei N u r a g h i (il Nissardi ha recentemente riconfermato p e r le tombe
a forno lo stesso fatto); che tali monumenti, sebbene si seguano e
s'accompagnino, mostrano di non essere assolutamente coevi. Adunque, la piramide differirà dal θόλος, dal tumulo, dalla caverna unica
mente e sempre per la necessità meccanica; nò potrà esser, una di
queste forme, divenuta famigliare e propria ad una g e n t e ; l'elemento
personale della razza non l ' a v r à potuto i m p r o n t a r e ? P e r tal considerazione, non ci sembra esatto il confronto del N u r a g h e col Sese (*).
Certo, all'ingrosso, osservando una pianta dell'uno e dell'altro (come
si scorge nel disegno del libro del Pinza, t r a t t o dal recente lavoro
d e l l ' O r s i sopra la Pantelleria) ( ), il p e r i m e t r o si scorge esserne lo
stesso, ed anche un gomito a l l ' i n g r e s s o ; ma credo che valga la
pena anche di considerare che il Sese dal gomito allo ingresso è
detto d a l l ' O r s i « caso unico » (loc. cit., Sese num. 1 l ) ; e che tal
nicchio l a t e r a l e non è forse che una celletta sboccante in una apert u r a comune, come si vede in altri Sesi ( ), Il Sese più sviluppato
(num. 58, loc. cit. pag. 490), è sempre un cumulo di sassi, avente
un certo n u m e r o di fosse allungate a p e r t e nella sua periferia, sul
piano del suolo (talora le celle son due, in un sol caso è u n a ) ; il
N u r a g h e ha una vera e sola camera c e n t r a l e regolare, e quando
ne h a più d ' u n a , queste si sovrappongono con impeccabile simmetria. Non p a r l e r e m o delle scale a spirale, dei sassi lavorati e puliti,
delle a l t r e m e r a v i g l i e dei N u r a g h i ; essi hanno insomma un altro
stile. Non sarebbe il Sese riferibile più tosto al Dolmen sardo, gravato di un t u m u l o di sassi, come il P i n z a vorrebbe, ο di t e r r a raf
forzata da un p a r a m e n t o di sassi ? « A P a n t e l l e r i a (dice l'Orsi) la
mancanza di t e r r a determinò il tumulo di pietre » (pag. 500). Ο non
si avrebbero ancor maggiori somiglianze tra il Sese ed i monumenti
dell'Africa menzionati nello scritto d e l l ' O r s i ? D a l l ' O r s i appunto
il Pinza deve a v e r tolto l'affermazione dèlia somiglianza che si
?
3
(!) È d a q u e s t o c o n f r o n t o che il P i n z a t r a e a r g o m e n t o a g i u d i c a r e c h e i N u r a g h i t e r m i n a s s e r o in u n a c u p o l a . Che i n v e c e t e r m i n a s s e r o in
una
piattaforma
ci m e r a v i g l i a c o m e p o t e s s e e s s e r c r e d u t o , p o i c h é g i a m m a i , r o v i n a n d o q u e s t o vertice, h a l a s c i a t o u n p i a n o r e g o l a r e c h e p o t e s s e esser c r e d u t o o p e r a
(?) M o n . L i n c e i , 1 9 0 1 , p a g . 449, fig. 9 0 . '
3
()
Loc.
cit.,
pag. 39.
umana,
44
E.
ARDU-ONNIS
discuto; ma l ' O r s i non cerca se non la somiglianza g e n e r i c a ; or
dove si a r r e s t a essa? L ' O r s i d i c e : « tenuto conto di queste differenze, i sesi di P a n t e l l e r i a e i dolmens della Tunisia sono costruzioni pressoché uguali, almeno noi loro tipi più semplici »,
ed afferma, per sue buone ragioni, che gli abitanti di P a n t e l l e r i a
non possono esser venuti dalla Sicilia, bensì dell'Africa, quotidianamente visibile da questa isoletta. Tutti i costruttori di Dolmens
appartengono alla razza iberica (pag. 470). Ora, nessun N u r a g h e è
stato mai rinvenuto nella Spagna, nella quale si rinvengono quelli
stessi m u r i a secco, di sassi bruii, le stesse capanne r e t t a n g o l a r i
(scoperto dai fratelli Siret) che sono in P a n t e l l e r i a ( ). Infine, un
raffronto dello stesso Pinza riconduce il Sese ad una tomba di
Miliares ( ). Adunque non ci sembra che Sesi e Nuraghi e Dolmens
possano essere considerati assolutamente come una medesima cosa;
e possano indifferentemente riferirsi a popoli iberici come ad a l t r i
popoli.
Se dalla presenza di costruzioni megalitiche in Sardegna abbiamo argomentato, altra volta, r e s i s t e n z a di genti iberiche in
quest' i s o l a , non abbiamo quindi t r a t t o conclusion p e r e g r i n a ; è
comunemente ammesso che le più a n t i c h e popolazioni del bacino
occidentale e centrale del M e d i t e r r a n e o siano state ibero-liguri. Ma
nella maggior p a r t e dei casi l'esistenza di questi popoli viene diagnosticata dai c a r a t t e r i della suppellettile; n e l l ' a l t r o nostro lavoro
eralo invece dallo studio dei monumenti sepolcrali e si tentava, per
essi, di scinderne, almeno nella Sardegna, l'unita. Avevamo espresso
u n ' i d e a che ci pareva t e m e r a r i a , notando (a pag. 47) la scarsezza
dei Dolmens nel continente italiano e la frequenza e la forma
dei s a r d i ; allorché avevamo supposto che questi ultimi potessero
esser stati quasi una forma di transizione a quelli, ridotti e travisati. Quel poco in più che abbiamo frattanto appreso non ce la
fa ancora ripudiare del tutto. Nelle regioni* occidentali d e l l ' I t a l i a
superiore il Gastaldi, il canonico P . A. E. B è r a r d , illustrarono sepolcri eneolitici a cassa, costruiti con lastroni di pietra grezza ( ),
(
2
3
1
( ) L ' O r s i c o n c l u d e : « Il p o p o l o dei Sesi ò c e r t o u n m a n i p o l o di q u e g l i
tichissimi Ibero-Liguri,
che in
uno
dei m o l t e p l i c i
passaggi dell'Africa
an-
presero
d i m o r a , ecc. ». E ci b a s t a c h e l ' a b b i a d e t t o l ' O r s i .
2
()
3
Loc.
cit,
p a g . 7(5; d a l S i r e t ( R e v . des. q u e s t . s c . de B r ü x , 1893).
( ) In C o l i n i , loc. cit.,
1898, p a g , 2 3 3 . V e d i a l t r i s e p o l c r i a c a s s a a p a g . 2 3 6 ,
215 e ss. e anche l u n g a nota a pag. 240 e Ridola, nel m a t e r a n o (Bull, paletn.,
PER LA SARDEGNA
45
PREISTORICA
In u n ' a l t r a pubblicazione del Pinza, nella quale è ripetuta per il
Lazio la fatica fatta per la Sardegna, e non mancano ipotesi e tesi
(ciò malgrado noi la citeremo più d'una volta), questo A., seguendo
il Nilson (il quale nel Dolmen vede la riproduzione della casa a
scopo sepolcrale) crede che là dove « le influenze di altre civiltà
impedirono lo sviluppo di questi Dolmens le casette o cassette in
pietre b r u t e stiano a rappresentarli ; e forse la fossa oggi semplice
era r i c o p e r t a da un t e t t o di fronde come una capanna, m e n t r e
nell'Occidente, in ispecie lungo le vie m a r i t t i m e dei m e d i t e r r a n e i
sarebbero giunti alle proporzioni più grandi » ( ). Ora tale affermazione, se conforta la nostra ipotesi, non andrebbe d'accordo c o l i ' a l t r a
dello stesso A. che « questo tipo sepolcrale è più comune nelle
necropoli dei monti che in quelle del piano » ( ). Non sarebbe egli
possibile che questi Ibero-liguri, siibstratum
delle stirpi mediterranee, siansi differenziati?
All'Occidente, ad esempio, in un popolo
che chiameremo iberico? E che, nel continente italiano, l'ostacolo
allo sviluppo dei Dolmens debbasi al predominio di u n ' a l t r a
varietà,
che chiameremo l i g u r e ? Se la suppellettile
è comune
ai due popoli, non e r a egli inesatto discorrere d ' I b e r i in Italia? In Sardegna
abbiamo invece v e r i Dolmens, d'accanto a Caverne funerarie, testimoni, malgrado
la suppellettile
ne sia comune,
di genti dello
stesso sangue, ma non medesime. Dice c h i a r a m e n t e il Colini, dei
sepolcri eneolitici ( ) : « non ostante i c a r a t t e r i comuni devono distribuirsi in due gruppi principali, l ' u n o dei quali costituito dalle
grotticelle artificiali e dalle c a v e r n e della penisola si collega colla
necropoli di Remedello, esclusivamente
pel corredo e per alcuni car a t t e r i del rito funebre ; l ' a l t r o invece, rappresentato dai sepolcreti
a l l ' a p e r t o , mostra completi riscontri con essa altresì per la forma
]
?
3
X V I I , 3 3 ) ; P a t r o n i , n e l l a v a l l e del S a r n o (id. id., p a g . 49, ecc.). N u o v i D o l m e n s
veri e p r o p r i n o n si s o n o t r o v a t i
in I t a l i a ; s o l t a n t o
il
Pigorini
ha
riprodotto
q u e l l i di t e r r a d ' O t r a n t o , in B u l l , p a l e t . i t a l . , X V , p a g . 178. L a S a r d e g n a , a n c h e
in q u e s t o s c r i t t o , è d i m e n t i c a t a .
1
()
Le civiltà
prim.
« Basta gettare uno
del Lazio.
sguardo sulla
Bull. Comm. Arch.,
carta
dei d o l m e n
R e i u s c h , p e r vedere c h e essi
fiorirono
Fenici
i s o l a delle G r a n B r e t a g n a
c h e si r e c a v a n o
alle
R o m a , 1898, p a g .
p u b b l i c a t a da
s u l l a via d e i m a r i n a i di c a b o t a g g i o ,
c r o n o l o g i c a m e n t e a l m e n o , ci s e m b r a s o r p r e n d e n t e . Noi
». Q u e s t a
2
Loc.
cit.,
pag. 219.
(») Loc.
()
cit.,
1893, p a g . 2 0 7 .
forse
affermazione,
a b b i a m o fatto
ipotesi c h e n o n s e m b r a c o a t r a d e t t a d a l l e r e c e n t i s c o p e r t e .
216.
Bertrand e
un'altra
46
E.
ÀRDU-ONNIS
delle tombe e per t u t t i i costumi, ecc. ». P e r cui ci duole dover
c o n t r a d i r e un pensiero espresso d a l l ' O r s i nella pubblicazione delle
sue recenti ed importanti scoperte a Monteracello ( ), là dove dice,
descrivendo due « tombe di tipo novissimo per la Sicilia » giacenti
in mezzo a grotticolle a forno, e che non sono altro che dei veri
e propri Dolmens ( ) : « di modo che si conferma, a v e r le condizioni
geologiche imposte sul medesimo t e r r e n o t r e tipi distinti di sepolcri,
cosa fin qui ne in Sicilia ne altrove osservata
( ) ». Sebbene in
Sicilia la n a t u r a geologica dei t e r r e n i sia rapidamente mutabile,
considerando che lo stesso non accade in Sardegna, nella quale più
frequentemente e largamente che nella Sicilia si riscontra il caso
creduto unico dall'Orsi (e ci spiace che pur egli scordi l'isola
sarda) crediamo che il fenomeno da lui constatato possa semplicemente indicare la presenza sul suolo siciliano di qualche traccia
di quelle popolazioni iberiche c h ' e g l i non avrebbe ostacolo ad amm e t t e r e n e l l a P a n t e l l e r i a ( ).
2° — A quali genti sono poi dovute le Caverne artificiali che
perforano le montagne sarde, in tanto n u m e r o clic non v' e ricercatore che non ne rinvenga di nuove
così che, per la v a r i e t à
delle forme ed il n u m e r o loro, la Sardegna non cede a paese ver u n o ? Dice di esse il Colini: « la Sardegna ci offre pochi elementi
]
?
3
4
0) B u l l . i t a l . p a l e t . , 1898, p a g . 2 0 1 .
2
( ) O r a q u e s t i veri e p r o p r i D o l m e n s
non sono a l t r o che tombe a cassetta a
fior di t e r r a .
3
( ) « Il M o n t e r a c e l l o è u n a f o r m a z i o n e c o m p l i c a t a ,
n e l l a q u a l e si a v v e r t e il
fatto s o v e n t e o s s e r v a b i l e in S i c i l i a , di g r u p p i , s i s t e m i , e p i a n i g e o l o g i c i d i v e r s i ,
affermantisi
in u n a m b i t o r i s t r e t t i s s i m o » loc. cit.,
pag. 191. « Alla
singolarità
del f e n o m e n o g e o l o g i c o c o r r i s p o n d e r e b b e l ' u n i o n e di t r e f o r m e s e p o l c r a l i , l a g r o t t a
n a t u r a l e a m p l i a t a , la s t a n z e t t a a forno r e g o l a r e , l a c e l l u l a t i p o d o l m e n , c h e in
o r i g i n e d o v e v a n o essere s o r m o n t a t e d a u n p i c c o l o t u m u l o ».
4
( ) Il C o l i n i (loc.
cit.,
p a g . 292) r i c o r d a n d o q u e s t i
c h i a m a i D o l m e n s di u n t i p o più
sviluppato
zione m o s t r a c h e n e a n c h e il Colini h a t e n u t o
s a r d i ! In q u e s t o
terreno era
proprio
il
della
rinvenimenti dell'Orsi, ne
Sardegna;
u n a tale afferma-
e s a t t a m e n t e c o n t o dei m o n u m e n t i
caso non
di c r e a r e
n u o v o , m a di a d o t t a r e p i u t t o s t o Y a n t i c o ; c o m e si s a r à
un tipo
sepolcrale
verificato c e r t o in a l t r e
località, della stessa Sicilia.
5
( ) Il P i n z a
gianas
ha
tutt'altro
c h e d a t o fondo
all'enumerazione
d e l l e domus
de
s a r d e ; a n c h e r e c e n t e m e n t e , il N i s s a r d i , n e l l a v o r o c i t a t o , ne i l l u s t r a delle
n u o v e ; e se r i n a s c e s s e in S a r d e g n a l ' i n t e r e s s a m e n t o a l l e r i c e r c h e a r c h e o l o g i c h e ,
si v e d r e b b e p i o v e r e P a n n u n z i o
al s e n a t o r e S p a n o e ad a l t r i .
di esse a l l e p e r s o n e c o m p e t e n t i , c o m e un
tempo
PER LA SARDEGNA
47
PREISTORICA
di comparazione, mancando quasi tutti gli anelli della catena alla
quale si collegano » ( ). Non a v r e m m o oggi mai rinvenuto, p e r opera
del F e r t o n , delio Zanardolli, del P a t r o n i , qualcheduno di questi
anelli? E questione se le ('averne della L i g u r i a giungano fino al
neolitico puro (Colini), o risalgano ad e t à più r e m o t a ; o r a se la
stazione-riparo del F e r t o n avesse rapporto colle Caverne liguri, c h e
son le più antiche del continente italiano, la soluzione di questo
e di quel problema non v a n t e r e b b e un nuovo elemento di fatto?
È certo che in quelle e t à lontane le g r o t t e n a t u r a l i , che servirono
p r i m a delle artificiali di sepolcro, furono anche la prima abitazione
d e l l ' u o m o e non del solo uomo (*); ciò spiega perche le sepolture,
principalmente degli adulti (Colini, loc. cit. 227) fossero, in quelle
spelonche, p r o t e t t e di lastroni di p i e t r a ; come s ' è visto nel rifugio
descritto dal F e r t o n . P a r e che il provvedere i morti d ' o c r a rossa,
siasi constatato, finora, nei sepolcri della sola L i g u r i a ; tale sostanza
si h a nelle Caverne sarde (Patroni) e della Corsica ( ). Già si è detto
della suppelletile, che risponde alla suppellettile delle Caverne della
Liguria. 11 cranio dell'individuo scoperto dal F e r t o n è dolicocefalo;
è c e r t a m e n t e d ' u n a forma m e d i t e r r a n e a (questo soltanto possiamo
per o r a affermare) come è quella dei cranii delle Caverne di Lig u r i a . Che le Caverne più meridionali della Sardegna possano add e n t r a r s i n e l l ' e t à del bronzo (Pinza) non sarebbe ostacolo g r a v e
all'ipotesi c h e esse possano esser state abitate da Liguri, anche
giustificata l a tendenza c h e il Pinza manifesta, di a t t r i b u i r e alle
l
3
l
()
Loc. cit., p a g . 2 5 6 .
?
( ) I n a l c u n e l o c a l i t à l ' u o m o a b i t ò le g r o t t e n a t u r a l i f i n o a l p e r i o d o e n e o l i t i c o ,
c o m e n e l l a g r o t t a P a l l e r ò n e l F i n a l e s e ( L i g u r i a ) e a S. G i r o l a m o p r e s s o T r i e s t e
( i n Colini, p a g . 2 2 6 , i n n o t a , c o l l a r i c c a b i b l i o g r a f i a ) . E i n t e r e s s a n t e a n c h e ricorf
d a r e l a l e g g e n d a c l a s s i c a d i C a c o e di P o l i f e i n o , d e l l a q u a l e u l t i m a p a r e s i a b b i a
traccia anche in Sardegna.
Vedi
il b e l l a v o r o
del L u t z u : Eleonora
d'Arborea
n e l l a t r a d i z i o n e , n e l l a l e g g e n d a e c c . , in B u l l . b i b l . S a r d o , A n n o l i , p a g . 2 1 . C i ò
spiega inoltre come ne sia potuta g i u n g e r e l a tradizione a Diodoro Siculo.
3
( ) V e d i i n C o l i n i (loc. cit., p a g . 2 4 4 , n o t a
1 6 3 ) di o s s a u m a n e
c o l o r a t e in
r o s s o o s e p o l t e i n u n o s t r a t o di p e r o s s i d o di f e r r o ; s e m b r a c h e i n a l c u n e l o c a lità, tale colorazione (come a S g u r g o l a ) sia collegata col rito della
scarnitura
del c a d a v e r e . V e d i i n B u l l . S o c . A n t h r o p . , P a r i s , S e r i e I V , v o i . I l i , p a g . 4 4 7 , e
voi. V I , p a g . 3 8 9 ; L ' A n t h r o p . V I , 4 - 6 , e V I I , 3 8 6 ; B u l l . i t . p a l e t n . , IV, p a g . 2 6 0
e s e g ; D E N A D A I L L A C , Moeurs
prehist.,
et mon.
ecc.,
pag.
2 8 2 ; C A R T A I L H A C , La
p a g . 1 1 7 - 1 1 9 . U n s i n g o l a r e a r n e s e osseo d e s c r i t t o
France
d a l C o l i n i ( l o c . cit.,
X X V I , 2 1 1 ) n o n si rinviene che nelle caverne liguri e di S . Bartolomeo presso
Cagliari.
48
E.
ÀIIDU-ONNIS
stazioni sardo l ' e t à del monumento più t a r d o , e tanto più quando
esse mostrano di a v e r durato por lungo periodo di tempo. P r o p e n sione che concorda col giudizio espresso dallo stesso A., che la Sardeve le sue Celle a forno alla c o r r e n t e commerciale che « all'alba
dei metalli partiva d a l l ' O r i e n t e » ( ), come dimostrerebbe « la presenza di celle sepolcrali simili in vari luoghi della Frigia, a Cipro ( ),
nell'Algeria, nella valle del Rodano e della Suona e nelle regioni
litorali del Nord, nei paesi dello stagno ». Giudizio che concorda
forse anche con quanto il Pinza aveva detto nel suo lavoro sul
Lazio (pag. 2 2 1 , nota 1), dove attribuisce le g r o t t e iboro-liguri
scoperte presso Nomi (alcune a pianta c i r c o l a r e , a l t r e a pianta
quadrata) alla fine del periodo villanoviano
; ma che non concorda
colla v e r i t à , in Sardegna almeno. P e r c h e in Sardegna, come a l t r o v e ,
abbiamo la g r o t t a e la caverna eneolitica (e forse neolitica) ed
anche il riparo sotto roccia, quasi c e r t a m e n t e neolitico; perchè indifferentemente il Pinza accomuna le Caverne orientali con quelle
dell'Africa; p e r c h è il Pinza attribuisce alla c o r r e n t e orientale così
le g r o t t e delle rive dell'Egeo come quelle delle rive dell'Atlant i c o ; allo stesso modo come aveva a t t r i b u i t o i Dolmens delle stesse
regioni all'influsso fenicio ( ). Certo il seppellire in g r o t t e e poscia
in Caverne artificiali, si palesa essere la v a r i e t à del rito funerario
m e d i t e r r a n e o più diffuso e più a n t i c o ; p e r cui non è facile t r o v a r
di esse il bandolo cronologico e geografico, ma si palesa bene anche
che il popolo che l ' e b b e in uso deve esser stato il più antico e
più l a r g a m e n t e sparso ( ); ciò che concorda colle r e c e n t i scoperte
fatte in Sardegna ed in Corsica. A noi basta, frattanto, questa osservazione del Colini: « che la facies della civiltà r a p p r e s e n t a t a
nel deposito di questa g r o t t a (San Bartolomeo) sia molto affine a
l
2
3
4
(!) M o n . p r i m . Sarti., col. 7 4 e s e g .
2
( ) « S e b b e n e in p a r t e c o s t r u i t e i n p i e t r a , d i v e r s i t à t e c n i c a q u e s t a , c h e , a v r e m o
o p p o r t u n i t à di d i m o s t r a r e a l t r o v e , è del t u t t o a c c i d e n t a l e » (loc.
cit.).
3
( ) V e d i n o t a r i p o r t a t a p i ù a d d i e t r o , p a g . 45.
4
( ) « C a v e r n e s e p o l c r a l i d e l l ' e t à n e o l i t i c a si
d e l l a p e n i s o l a , c o n c a r a t t e r i s t r e t t a m e n t e affini
loc.
cit.,
scoprirono quasi
a quelle
in o g n i p a r t e
d e l l a L i g u r i a ». (Colini
p a g . 229). Sono interessanti a questo r i g u a r d o i risultati riferiti
dal
C. M a s k a al g i à r i c o r d a t o C o n g r e s s o di A r c h e o l o g i a , d e l l o s t u d i o d e l l a s t a z i o n e
p a l e o l i t i c a di P r e d m o s t n e l l a M o s c o v i a « l a p i ù r i c c a e forse l a p i ù
s t a z i o n e q u a t e r n a r i a d e l l ' E u r o p a c e n t r a l e ». V i si r i n v e n g o n o c r a n i
importante
dolicocefali,
l ' o c r a r o s s a , l ' o r n a m e n t a z i o n e g e o m e t r i c a , e q u e s t o in c o n t e m p o r a n e i del M a m m u t e d e l l a r e n n a . P e r l a t r a d i z i o n e c l a s s i c a V e d i D ' A R B O I S D E JOUB, loc.
cit.
PKR LA. SARDEGNA
4<)
PREISTORICA
quella di molte g r o t t e liguri ». Ciò e a dire che se la stazione
rinvenuta dal F e r t o n è ligure ed ha v e r a m e n t e i rapporti di continuità che noi abbiamo tracciato (*) colle a l t r e stazioni sarde, non
pare improbabile la nostra idea di una popolazione
ligure in Sardegna più antica di quella dei Dolmens
( ).
E con ciò possiamo dire (tralasciando per ora dei Nuraghi) di
aver dato fondo ai monumenti preistorici sardi nei quali si possa
r i n t r a c c i a r e una impronta etnica o stile, nel periodo eneolitico.
Sono t u t t a v i a state r i n v e n u t e oramai così frequenti rispondenze
fra le costruzioni funerali e la casa, presso i popoli più remoti,
che pure in questa non dovrebbe mancare uno stile. Ma la casa
non lascia, come la tomba, frammenti o i n t e r e m e m b r a che sfidano il tempo, poiché l ' u o m o non ebbe la stessa m i r a di durabilità in costruir l ' i m a e l ' a l t r a ( ). Le circostanze effimere e locali
devono inoltre a v e r influito assai più nella edificazione di quella,
che non di questa, oggetto d'orgoglio e di culto ( ) ; per cui meno
devono a v e r influito sul tipo architettonico dell'abitazione le tradizioni e le tendenze della razza. Ma questo è argomento finora pressoché nuovo, e non è in grado d ' e s s e r e , non che risolto, sufficientemente t r a t t a t o ; se ne togli le costruzioni palafitticole (le quali,
sono anche, p e r l'abnegazione del Pigorini, le più studiate) ogni
altro tipo di abitazione preistorica essendoci assai mal noto ( ). P e r
2
3
4
5
1
( ) Vedi a n c h e , i n C o l i n i , loc. cit.,
c a v e r n e n e o l i t i c h e n e l l ' i s o l a di P i a n o s a e
Palmaria.
2
( ) « U n a è la r a z z a (dice T O r s i ) u n a l a c i v i l t à d e l l e g r o t t e a r t i f i c i a l i e dei
d o l m e n , s a l v o differenze di t i n t a d o v u t a a l l e v a r i e c o n d i z i o n i di t e m p o e di l u o g o
dei v a r i r a m i d e l l a f a m i g l i a i b e r o - l i g u r e
». M o n . A n t . , voi. VII, p a g . 10, N o t a ,
— B u l l . i t a l . p a l e t n . , X X I V , p a g . 2 0 3 . O p i n i o n e a l l a q u a l e si a v v i c i n e r e b b e a n c h e
il C o l i n i , c h e , p e r l u i m o d o , v e d r e b b e « u n ' a l t r a via di c o l l e g a m e n t o fra le c o struzioni analoghe
1
d e l l O r i e n t e e i m e g a l i t i e le c r i p t e
funerarie
dello
stesso
g r u p p o del M e d i t e r r a n e o o c c i d e n t a l e e del s e t t e n t r i o n e ». V e d i a n c h e C h i e r i c i in
Bull, p a l e t n . i t a l . , 1882, p a g . 1 e seg.
3
( ) N e g l i stessi t e m p i s t o r i c i la c a s a p r i v a t a e r a
gigantesco
c o s t r u i r e dei
m o d e s t i s s i m a , ed a n c h e n e l
Romani la stanza rimane ristretta. E dovuto aciò che
g r a n p a r t e dei c i t t a d i n i delle p r i m i t i v e c i t t à i t a l i c h e a b i t a v a n o in c a p a n n e , il f a t t o
c h e a Veio, F i d e n e , A n t e n o r e , d e n t r o i p e r i m e t r i delle m u r a n o n si
t r a c c e di a b i t a z i o n i
(Notizie
Scavi,
1889, p a g .
rinvennero
10). L o s t e s s o si è v i s t o delle
c o l o n i e r o m a n e di C o r s i c a e di S a r d e g n a .
4
( ) I m a s s i di c e r t i N u r a g h i s o n o di r o c c i e e s i s t e n t i i n r e g i o n i t a l o r a l o n t a n i s s i m e .
5
( ) Sufficientemente
n o t e s o n o a n c h e le c a p a n n e d e l l e q u a l i si r i n v e n n e r o i
fondi. Vedi CONCEZIO R O S A : (Ricerche
ecc, nella
valle
della
Vibra,
Firenze,
1891)
e C H I E R I C I , B u l l , paletn., 1895.
4
50
E.
ARDU-ONNIS
la Sardegna (poiché non vi è ormai più chi creda, collo Spano,
che i N u r a g h i potessero esser stati case) n u l l ' a l t r o se ne conosce che le ipotetiche palafitte che noi abbiamo supposto. Le ult i m e r i c e r c h e , per quanto superficiali, ci offrono forse qualche indizio, ma troppo scarso. Lo Zanardelli, compilando la sua memoria,
divide le stazioni da lui r i n v e n u t e in alcuni gruppi (ignoriamo se
come risultato delle sue impressioni o per semplice idea sistematica) : ha le stazioni ad esempio « lacumarensi », quelle « poste
sopra u n ' a l t u r a ». Ora, sebbene lo Zanardelli non abbia probabilmente rinvenuto, più d ' u n a volta, che gli scarichi di antiche
officine, nelle località da, lui percorse abitazioni devono esser esistite, e, con ogni verisimiglianza, costrutte di rami, frasche ed a l t r a
m a t e r i a facilmente c o r r u t t i b i l e ; poiché, quando furon costrutte di
sassi, ne r e s t a r o n vestigia. Tralasciando p e r adesso delle stazioni
poste presso i N u r a g h i , in qual modo avrebbero potuto quelle genti
a b i t a r e intorno le due rive del Tirso, fiume famoso per le sue inondazioni frequenti (« qualche volta — dice lo Zanardelli — fin dieci
volte a l l ' a n n o ») ed attorno le rive degli stagni? Che le abitazioni
dovessero esser elevate, sebbene lo Zanardelli non abbia osato dirlo,
a noi, dopo che abbiam letto la sua relazione, sembra logico. Egli
rinviene pure, in prossimità di alcune di queste località, esistenti
le c a r a t t e r i s t i c h e domus de janas,
ma non saprebbe « se p e r casuale coincidenza od affinità etnica » ; a noi non sembra p e r casuale coincidenza (*). E a v r a n n o a p p p a r t e n u t o poi queste genti che
sentivano il bisogno d ' a b i t a r e sul m a r g i n e delle acque, alla identica razza di quelle a l t r e (sebbene certo affini) che predilessero invece le a l t u r e , che già, nel famoso altipiano della Giara ( ), (creduto più tardi una piazza
fortificata
p e r la corona di n u m e r o sissimi Nuraghi) pare avessero usufruito della posizione strategica?
Sul culmine di un poggio presso Fordongianus « è (dice lo Zanardelli) il pianoro tutto ingombro di sassi, p a r t e dei quali hanno
dovuto s e r v i r e per abitazioni » (pag. 127). Cosa e s t r e m a m e n t e in2
1
( ) V e d i p a g g . 1 2 7 , 1 3 1 , 1 3 4 . D i q u e s t e c a v e r n e , se n o n e r r i a m o , n o n e s i s t e v a
a n c o r a n o t i z i a . I c o s ì d e t t i « t e n t a t i v i » di c a v e r n e d e l l o Z a n a r d e l l i
del L o v i s a t o , n o n s a r e b b e r o
" pag.
grotticelle minori?
Vedi in
COLINI,
ed a n c h e
loc. cit., 1 8 9 8 ,
203.
2
( ) Z A N A R D E L L I , loc. cit.,
pag. 1 1 7 e segg. La
a l t i p i a n o o l t r e che d a l l a p r e s e n z a s u c c e s s i v a dei
floridezza
d e i v i l l a g g i di q u e s t o
Nuraghi è anche
attestato dal
f a t t o c h e i R o m a n i vi fecero p i ù t a r d i p a s s a r e u n a d e l l e l o r o vie m i l i t a r i .
50
E.
ARDU-ONNIS
la Sardegna (poiché non vi è ormai più chi. eroda, collo Spano,
che i N u r a g h i potessero esser stati caso) n u l l ' a l t r o se ne conosce che le ipotetiche palafitte che noi abbiamo supposto. Le ult i m e r i c e r c h e , per quanto superficiali, ci offrono forse qualche indizio, ma troppo scarso. Lo Zanardelli, compilando la sua memoria,
divide le stazioni da lui r i n v e n u t e in alcuni gruppi (ignoriamo se
come risultato delle sue impressioni o per semplice idea sistematica) : ha le stazioni ad esempio « lacumarensi », quelle « poste
sopra u n ' a l t u r a ». Ora, sebbene lo Zanardelli non abbia probabilmente rinvenuto, più d ' u n a volta, che gli scarichi di antiche
officine, nelle località da, lui percorse abitazioni devono esser esistite, e, con ogni verisimiglianza, costrutte di rami, frasche ed a l t r a
m a t e r i a facilmente c o r r u t t i b i l e ; poiché, quando furon costrutte di
sassi, ne r e s t a r o n vestigia. Tralasciando p e r adesso delle stazioni
poste presso i N u r a g h i , in qual modo avrebbero potuto quelle genti
a b i t a r e intorno le due rive del Tirso, fiume famoso per le sue inondazioni frequenti (« qualche volta — dice lo Zanardelli — fin dieci
volte a l l ' a n n o ») ed attorno le rive degli stagni? Che le abitazioni
dovessero esser elevate, sebbene lo Zanardelli non abbia osato dirlo,
a noi, dopo che abbiam letto la sua relazione, sembra logico. Egli
rinviene pure, in prossimità di alcune di queste località, esistenti
le c a r a t t e r i s t i c h e domtis de janas,
ma non saprebbe « se p e r casuale coincidenza od affinità etnica » ; a noi non sembra p e r casuale coincidenza ( ). E a v r a n n o a p p p a r t e n u t o poi queste genti che
sentivano il bisogno d ' a b i t a r e sul m a r g i n e delle acque, alla identica razza di quelle a l t r e (sebbene certo affini) che predilessero invece le a l t u r e , che già, nel famoso altipiano della Giara ( ), (creduto più tardi una piazza
fortificata
p e r la corona di n u m e r o sissimi Nuraghi) pare avessero usufruito della posizione strategica?
Sul culmine di un poggio presso Fordongianus « è (dice lo Zanardelli) il pianoro tutto ingombro di sassi, p a r t e dei quali hanno
dovuto s e r v i r e per abitazioni » (pag. 127). Cosa e s t r e m a m e n t e in1
2
1
( ) V e d i p a g g . 1 2 7 , 1 3 1 , 1 3 4 . D i q u e s t e c a v e r n e , se n o n e r r i a m o , n o n e s i s t e v a
a n c o r a n o t i z i a . I c o s ì d e t t i « t e n t a t i v i » di c a v e r n e d e l l o Z a n a r d e l l i
del L o v i s a t o , n o n s a r e b b e r o
" pag.
grotticelle minori?
Vedi in
COLINI,
ed a n c h e
loc. cit., 1 8 9 8 ,
203.
2
( ) Z A N A R D E L L I , loc. cit.,
pag. 1 1 7 e segg. La
a l t i p i a n o o l t r e che d a l l a p r e s e n z a s u c c e s s i v a dei
floridezza
d e i v i l l a g g i di q u e s t o
Nuraghi è anche
attestato dal
f a t t o c h e i R o m a n i vi fecero p i ù t a r d i p a s s a r e u n a d e l l e l o r o vie m i l i t a r i .
VER
LA
S A R D E G N A
51
P R E I S T O R I C A
teressante so fosso c e r t a ; poi che pare che un a g g e r e di t e r r a e
di sassi ricingesse gli abitati degli Iberi, posti su colli, in prossimità di sorgenti o di fiumi; particolare del quale ci vien t r a m a n data notizia anche dagli antichi Autori
Ed e curioso che l ' O r s i ,
precisamente nella stessa località nella (piale scopriva, per la p r i m a
volta in Sicilia, un vero e proprio Dolmen (che noi m e t t e r e m m o
volentieri in r a p p o r t o colle tracce di popoli iberici dal medesimo
scoperte in P a n t e l l e r i a e colle fortificazioni di m u r i a secco scoperte dai fratelli Siret nella penisola iberica), r i n v i e n e pure una
capanna di sassi sul calvo dorso di Monteracello ( ). Noi crediamo,
ad ogni modo, col B r i / i o , che la palafitta sia ligure ; e l'ipotesi di
questo A. che ricollega la palafitta alle c a v e r n e ci sembra che abbia
ricevuto un contributo non indifferente dal r e c e n t e r i t r o v a m e n t o
del P a t r o n i nella g r o t t a di Pertosa ( ). In questa g r o t t a e r a una
palafitta sopra di un rivolo, la quale non pare possa esser stata
opera di quei t e r r a m a r i c o l i che sarebbero discesi, secondo il Pigorini, n e l l ' I t a l i a meridionale, nei giorni nei quali comparve la fibula
ad arco di violino. Sembra infatti a noi, come al P a t r o n i , poco
giovevole alle t e o r i e del Pigorini il possibile rinvenimento di v e r e
t e r r a m a r e nella bassa Italia, come ad esempio quella r e c e n t e m e n t e
scoperta in T a r a n t o ( ). P u r tralasciando qui d'occuparci della que2
3
4
(*) Vedi p u r e
origini
di u n
grotte scavate
la
stazione
d'Osilo « s u l d e c l i v i o d ' u n a c o s t a
r i v o , ecc. » e p r e s s o
nel tufo
la s t a z i o n e
calcare. Vedi anche
il s e p o l c r e t o
la stazione
montuosa, alle
fatto
di
piccole
di T e r r a m a i n a
a l t a 80
m e t r i s u l m a r e , c h e fece c r e d e r e al L a M a r m o r a ad u n p r o d i g i o s o
del fondo
marino. I residui
fossili
erano d'una
b o r g a t a , forse
sollevamento
la g e n i t r i c e
di
Cagliari.
2
( ) A v a n z i di c a p a n n e s i m i l i si e b b e r o a n c h e in S i c i l i a , a C a n a t e l l o (Vedi Bull,
i t a h P a l e t t i . , X X I I I , p a g . I l i ) ed a C a t a n i a (Notizie
Scavi,
1898, p a g . 2 2 2 ) .
3
( ) Vedi M o n . L i n c e i , 1 9 0 1 , p a g . 6 0 0 .
4
( ) Forse questo
r i n v e n i m e n t o del
cioè c h e g l i e l e m e n t i essenziali
Patroni
dimostra
anche
un'altra
cosa, e
della p a l a f i t t a p o s s o n o e s s e r e s t a t i m e n o n u m e -
r o s i di q u e l l i c h e i l P i g o r i n i h a s a p u t o così b e n
d a l S e r g i , d a n o i a c c o l t a in Sardegna
preistorica).
rintracciare,
(idea q u e s t a e s p r e s s a
Il prof. P i g o r i n i , i n c a m b i o
di q u e s t o s c r i t t o del q u a l e g l i avevo f a t t o o m a g g i o r i s p e t t o s o , volle b e n e v o l m e n t e
i n v i a r m i a p p u n t o l ' e s t r a t t o del s u o l a v o r o s u l l a t e r r a m a r a
di C a s t e l l a z z o , N o n
h o p e r ò m u t a t o l ' i d e a c h e l a p a l a f i t t a n o n a b b i a p o t u t o a v e r e f o r m e di s v i l u p p o ,
c o m e t u t t e le s t r u t t u r e , con p u n t i di c o n t a t t o , forse, c o l l a c a p a n n a , d e l l a q u a l e
c o n t i e n e l a s u p p e l l e t t i l e . L a p i a n t a q u a d r a t a , l ' a d a t t a m e n t o così g e o m e t r i c a m e n t e
r e g o l a r e n o n è forse c h e u n a u t i l i z z a z i o n e di s p a z i o . E d e l r e s t o la c a s a di t r o n chi d ' a l b e r o è l a p i ù f r e q u e n t e fra le p r i m i t i v e . Il v i l l a g g i o l a c u s t r e d e l l ' a n t i c a
E l v e z i a si r i t r o v a n e l l a N u o v a
Guinea.
52
E.
ARDU-ONNIS
stione cronologica (cioè se sia stata sufficientemente v a l u t a t a l'esistenza degli strati litici nelle t e r r a m a r e ) , ci pare che la indipendenza delle costruzioni palafitticole dagli Ariani possa, esser molto
ben dimostrata anche dal fatto che, ovunque g i u n s e r o questi ultimi,
(ne palesa la presenza il rito così caratteristico dell' incinerazione),
si ha t u t t ' a l t r o che inseparabilmente la palafitta. È questa se non
e r r i a m o , la ragione della ipotesi avanzata dal valoroso Colini, divisa dal Pinza, che l ' u s o delia cremazione possa, essersi prodotto
spontaneo, in grembo alle popolazioni m e d i t e r r a n e e dì rito essenzialmente diverso ( ). La tesi del libro del Pinza, sul Lazio è poi (come
vedremo) n e l l ' a m m e t t e r e bensì l'influsso industriale
degli Ariani
sui Latini, ma non quello etnico, cioè il « Lazio ai Latini » ; m e n t r e
è forse da considerarsi vero l'opposto. Non poteva, secondo noi,
aver casa un popolo che non avea tombe, nomade ed inculto; che non
i m m i g r a v a l e n t a m e n t e ma si sostituiva colla violenza, nelle città,
nei campi, nelle ricchezze altrui ; con non diverso m e t r o nell'età del
bronzo che nelle età posteriori, Galli, Cimbri, Vandali o Sciti ( ),
3 . — Ci resta la suppellettile; la quale si rinviene la medesima così nella Caverna e nel Dolmen (Pigorini), come nelle palafitte e nei fondi di capanne (Brizio). Il Pigorini, che dal primo
fatto deduceva una affinità etnica, non certo può d e d u r r e a l t r e t t a n t o
dal secondo. La soluzione di questa sorta di dilemma è in ciò che
la suppellettile ben r a r a m e n t e è in grado di servire ad una determinazione etnologica,
m e n t r e lo è per una di cronologia; sebbene
alcuni tipi di manufatti possano, p e r v a r i e ragioni, p e r d u r a r e in
età che non è più la loro. Come dimostra e g r e g i a m e n t e il Colini,
1
2
(*) Il C o l i n i
però
non
e s c l u d e c h e le b r u c i c c h i a t u r e
delle o s s a
della
tana
d e l l a M u s s i n a e d e l l a C a v e r n a di S a n t ' E l i a , i n v e c e d i u n a c o m b u s t i o n e p a r z i a l e ,
possano essere state accidentali. L ' O r s o n i
aveva pensato
all'antropofagia,
e se
n e s s u n A. h a r a c c o l t o q u e s t a idea, r i c o r d i a m o c h e il V o g t h a d e t t o n o n e s s e r v i
razza u m a n a
p r e s s o la q u a l e l ' a n t r o p o f a g i a
o il s a g r i f i z i o
umano
non
abbia
e s i s t i t o . N o i lo a b b i a m o a n c o r a s i m b o l e g g i a t o n e l sagrifizio d i v i n o . A noi s e m b r a
infine t r o p p o s u g g e s t i v o l ' i n c o n t r o c o s t a n t e
del
rito crematorio,
a n t r o p o l o g i c a dei così d e t t i A r i a n i . F o r m e di a d a t t a m e n t o
colla presenza
del loro
r i t o , o del
r i t o p r e e s i s t e n t e , ci s e m b r a n o le u r n e c a p a n n e e le a l t r e f o r m e s e p o l c r a l i m i s t e .
Altre tracce
di ossa
bruciate
vedi i n LOVISATO, Una pagina,
sfuggite
al
Colini, e certo
con
suo
dispiacere,
cit.
2
( ) Se n o n si c o n o s c e l a f o r m a della c a s a s a r d a p r e i s t o r i c a , è p e r ò
significante
c h e q u e l l a d e l l a N a o s , e p r o b a b i l m e n t e del t u m u l o c h e r i c o p r i v a l a t o m b a
sarda,
e r a o v o i d a l e . L ' O r s i , n e l l e r i c e r c h e c i t a t e , d i c e : « c h e le c a p a n n e fossero c i r c o l a r i od e l i t t i c h e si a r g u i s c e d a l l a f o r m a dei s e p o l c r i .
P E R
LA
SARDEGNA
53
PREISTORICA
nel lavoro più volle citato, lo studio ed il confronto del corredo
che si r i n v i e n e nei sepolcri e nelle abitazioni p e r lo addietro menzionate, ci schiera dinanzi in tutto il Mediterraneo fogge e quasi
metodi di lavorazione uguali, inconcepibili senza s t r e t t i e continui
rapporti fra i popoli che lo produssero (pag. 292). Ora u n ' a l t r a
conseguenza i m p o r t a n t e deriva per la Sardegna da questo f a t t o :
quest'isola, che offre tali c a r a t t e r i a n c h ' e s s a nella sua suppellettile
preistorica, (non ripeteremo una comparazione fatta da due studiosi
come il Colini ed il Pinza), non ebbe essa p a r i m e n t i coeve le sue
popolazioni a quelle dei paesi circostanti? E nota la s t r a n a ipot e r i d e l l ' O r s o n i che le genti delle stazioni da lui descritte risalissero a pochi secoli innanzi C r i s t o ; espressione t u t t a v i a d ' u n a
tendenza non d a l l ' u r s o n i unicamente divisa q u a n d ' e g l i s c r i v e v a ; e
della quale non mancano t r a c c e nello stesso recentissimo Pinza ( ).
Le condizione geografica dell'isola ha s e m p r e suscitato il dubbio
che le prime civiltà non siano state in questa isola assai t a r d i v e ;
dubbio t u t t a v i a col quale contrasta l ' a l t r i m e n t i inesplicabile ricchezza e perfezione di monumenti ch' essa offre, che non è oggi
diminuita. Tale problema (forse il più g r a v e d e l l ' A r c h e o l o g i a sarda)
non può dirsi risolto dalla considerazione che abbiamo espresso; ma
un fatto t r a s c u r a t o dal Pinza (non dal Colini), e fatti nuovi emersi,
ci p e r m e t t e r a n n o forse (se non è pretesa soverchia) il risolverlo.
Notevole è la distribuzione in Italia degli oggetti d'ossidiana. Abbondante nella Sicilia preellenica e nelle a l t r e regioni meridionali,
scarsa nelle c e n t r a l i e settentrionali, le località nelle quali si rinviene originaria si restringono alle isole di P a n t e l l e r i a e di Lipari
d ' I s c h i a e P r o c i d a (anche i campi Flegrei) e la Sardegna ( ). P r o babilmente la Sardegna avrebbe provveduto, secondo il Nicolucci,
la Toscana e 1' Umbria ( ) ; anche p e r il Foresi questa roccia sarebbe
p e r v e n u t a alla Pianosa e a l l ' E l b a o dalle vicinanze del golfo di
Napoli o dalla Sardegna ( ) ; d a l l ' u n a o d a l l ' a l t r a delle due località
1
2
3
4
(*) Ci p i a c e q u i d i f e n d e r e un p o c o a n c h e d i
q u e s t a a c c u s a il p o v e r o O r s o n i ,
p o i c h é le s u e idee, c o n t r o le q u a l i si s c a g l i a il P a i s , (V. a n c h e P a t r o n i ) ,
come
q u e l l e del G o u i n ed a l t r i f u r o n o forse d e t e r m i n a t e d a c o n c e t t i e s p r e s s i d a i P a i s
m e d e s i m o , n o n d i s c a r i a g l i S t o r i c i ed A r c h e o l o g i di v e n t ' a n n i o r s o n o ( F e n i c i ) .
(*) V e d i per l a b i b l i o g r a f i a , COLINI, op. cit.,
3
( ) F O R E S I , Sopra
iena
collez.
composta
X X V , pag. 220 e segg.
dì oggetti
4
( ) B u l l , p a l e t n . i t a l . II, p a g . 8 3 , NICOLUCCI, Sopra
rinvenuti
nelV Italia
p a g . 2 5 . — Nuove
mend.,
scoperte
p a g . 4. —
ecc., p a g . 7 .
L'età
della
ecc., p a g . 11 e 2 9 .
altre
armi
pietra
ed utensili
nelle
prov.
ecc.,
nap.,
K.
ÀIliM-ONNIS
sarebbe giunta, secondo il Regnoli, ai cavernicoli dolio Alpi apuano;
e il Do Rossi (M. L.) traeva la prova, dalla distribuzione degli
oggetti di ossidiana n e l l ' I t a l i a centralo e nell'arcipelago toscano,
dell'esistenza di una c o r r e n t e commercialo che, dallo isole Lipari,
od Eolie, o dalla Sardegna, avrebbe raggiunto il continente toscano
presso l ' E l b a ('). La cortezza acquistata da noi, dopo le ricerche del
Fortori, della presenza dell'ossidiana sarda nella Corsica, aggiunge
ora un fatto nuovo ai precedenti. E se questa certezza non è, per
se stessa, categorica, le aggiunge tuttavia, probabilità, il fatto che
questo commercio sardo-corso non dovette essere unilaterale, come
il Ferton medesimo opina. Il Mantovani aveva, ritrovato nella sua
stazione una sostanza, la quale non è originaria della Sardegna,
sibbene dell'isola sorella, il serpentino. Il Baux di Marsiglia, secondo ciò che leggiamo nell' antico scritto del Pais già citato,
avrebbe asserito che le asce del museo preistorico di Sassari, da
lui esaminale, sarebbero di rocce che non si trovano nell'isola.
« Allorquando gii mostrai (scrive il Pais) i coni di pietra t r o v a t i
nell'isola, che servivano alla fusione delle armi di bronzo, asserì
che tal pietra era forestiera, e che era stata, fra noi, portata dalla
Corsica » ( ). Nò solo il serpentino, deve esser stato cangiato dai
Corsi coll'ossidìana; ma ilquarzo stesso, che si rinviene (come abbiamo notato) nelle dimenticate stazioni del Meiosi, e nella stessa
stazione di Osilo, a b b o n d a n t e ; m e n t r e scarseggia in quelle oristanesi. Il F e r t o n h a notato appunto presso Bonifacio una lavorazione
locale dell'abbondante q u a r z o ; ed io non dubito che, se egli v o r r à
consacrare le sue fatiche a nuove r i c e r c h e , non gli sarà diffìcile
r i n v e n i r n e le cave e le officine. Ora ci sembra che la Corsica, per
questo r i n v e n i m e n t o del F e r t o n , ignorato dal Colini, diventi come
il ponte di passaggio a quelle isole d ' E l b a e di Pianosa, t r a v e r s o
2
L
( ) R E G N O L I C , Ricerche
perte
e gli studi
pale In;
paletn.
nelle
dell'Italia
centr.
Alpi
Apuane;
al Congr.
D E R O S S I M . S., Le
ed alla Esposis.
p a g . 31 e 8 5 . Q u e s t e n o t i z i e sono t o l t e d a l C o l i n i , loc. cit.,
di
X X V , p a g . 2.28.
C) « Q u a n t a fede m e r i t i n o le p a r o l e del B a u x io n o n s o n o i n g r a d o di
b i l i r e ; io n o n so di m i n e r a l o g i a ,
e non
m'intendo
sco-
Bologna,
di storia n a t u r a l e ;
sta-
ma non
p o s s o fare a m e n o di r a t t r i s t a r m i , p e n s a n d o c h e a n e s s u n o è v e n u t o in m e n t e di
fare r i c e r c h e s u q u e s t e q u e s t i o n i . P e r c h e il prof. D . L o v i s a t o c h e h a
pubblicato
dei p r e g e v o l i l a v o r i s u l l e asce di p i e t r a d e l l a C a l a b r i a , c u i egli stesso h a r i c e r c a t o con t a n t a
fatica, n o n
S a r d e g n a ? » ( P A I S , loc. cit.).
ha mai
pensato
di s t u d i a r e
le asce di p i e t r a
della
Il prof. L o v i s a t o p a s s ò a p p u n t o d a l Liceo di C a t a n -
z a r o a i r U n i v e r s i t à di S a s s a r i .
P E R
L A
S A R D E G N A
55
PREISTÒRICA
le quali, (e più facilmente che dalle lontane isole Eolie) poteva giungere l'ossidiana ai lidi toscani ( ). Ci pare che se il bacino d'Oristano dimostra una produzione ed elaborazione di quella m a t e r i a
tanto esuberante il consumo locale, quanto si è visto, ed essa
veniva esportata, non lo potesse essere in epoca nella quale non
fosse più stata necessaria, cioè fosse altrove cessata l'età della piet r a ( ). E se tale ragionamento è plausibile, ne deriva che l ' e t à
delle stazioni sarde preistoriche deve esser considerata parallela
cronologicamente a quella delle stazioni dei paesi d ' i n t o r n o ; parallelismo da aggiungersi a quello e t n i c o ; se i resti delle tombe e
delle case hanno voce a ciò significare.
1
2
Deriva infine u n ' a l t r a conseguenza, sfuggita o non curata dal
Pinza (e non avrebbe dovuto esserlo) ; e cioè che gli abitanti della
Sardegna si palesano in possesso di v i r t ù m a r i n a r e s c h e , senza le
quali non s'intendono gli scambi del commercio, per quanto umile
potesse essere il cabotaggio che doveva esercitarlo. Non sarà stata
esclusivamente la Toscana che a v r à spinto i suoi burchi nel m a r e ,
alla ricerca d'una m a t e r i a giacente in seno a rocce d'un paese lontano
ed ignoto. Doveva esistere adunque in Sardegna, in questo periodo,
principalmente nella fortunata regione i n t o r n o il Monte Arci, una
floridezza r i m a r c h e v o l e , se basta ad a t t e s t a r l a , coli'industria, la p r e senza di una popolazione densissima. « Deve essere stata molto
n u m e r o s a , (dice il prof. Lovisato) la popolazione costruttrice di
queste domus de gianas, se guardiamo al n u m e r o immenso di esse
che si trovano sparse p e r la Sardegna » ( ). « Basterebbe (dice lo
Zanardelli) la regione del Sinis, lembo di t e r r a privilegiata.... da
3
x
( ) È i n t e r e s s a n t e il f a t t o c h e n e i g r a n i t i d e l l ' E l b a s i a n o s t a t e r i n v e n u t e t r a c c e
di s t a g n o . A l t r e t t a n t o n o n m i è s t a t o p o s s i b i l e s c o p r i r e p e r q u e l l i di C o r s i c a e
Sardegna, per quante ricerche abbia fatto.
(*) Ci s e m b r a n o t e v o l e fra g l i o g g e t t i r i n v e n u t i d a l l o Z a n a r d e l l i q u a l c h e e s e m p l a r e (se n o n p r e n d i a m o a b b a g l i o ) di q u e i c u r i o s i a r n e s i a s e g m e n t o di c i r c o l o
illustrati dal Colini, ( X X V , pag.
11) così l a r g a m e n t e
A p p a r s o il r a m e ed il b r o n z o , le a r m i m e t a l l i c h e
diffusi
sin dal
neolitico.
i m i t a r o n o t u t t a v i a le
litiche;
a l c u n e di q u e s t e f u r o n o r i p r o d o t t e i n p r o p o r z i o n i m i n u s c o l e . Vedi p i ù a v a n t i a l t r i
r a p p o r t i . Q u a n t o a l l a c e r t e z z a a s s o l u t a dell i d e n t i t à d e l l ' o s s i d i a n a s a r d a e c o r s a ,
n o n p u ò e s s e r d a t a c h e d a l l ' e s a m e m i n e r a l o g i c o e c h i m i c o . D i a g n o s i n o n difficile
se il F e r t o n volesse i n v i a r e a l c u n i c a m p i o n i d e l l a
od a p e r s o n e a n c h e p i ù c o m p e t e n t i .
3
()
Una pagina
di preist.
ecc., p a g . 9 1 .
ossidiana
corsa a
chi scrive
56
E.
ARDU-ONNIS
solo ad illustrare coi suoi tesori di antichità la più grande nazione,
e fare la ricchezza, di parecchi musei » ( ). Non crediamo che
ricerche ulteriori possano diminuire il valore di questi fatti, e
questo nuovo ed ignorato periodo della preistoria sarda ci pare che
m e r i t e r e b b e il nome di Civiltà d' Oristano
( ).
1
2
IV.
1° — Talora, chi non può scavare nei t e r r e n i archeologici,
scava t r a le pagine di un libro. « Nella tavola X V , fìg. 1 (dice il
La M a r m o r a del suo Atlante) e figurato un m u r o edificato in poligoni i r r e g o l a r i , senza cemento, sul quale è costruita una p a r t e
della antica casa baronale di P a d r i a . E degno di esser segnalato,
perchè può considerarsi come r i u n e n t e i c a r a t t e r i di due costruzioni
diverse, quella ciclopica in poligoni i r r e g o l a r i , e quella detta asiatica, in parallelogrammi disposti in s t r a t i orizzontali.... P a r e c c h i e
ragioni ci conducono a c r e d e r e che essi appartengano a tempi antichissimi, e forse alle m i n e di quella Gurulis Vetus, la stessa città
Origilles, costruita, secondo Pausania, da u n a colonia Ateniese » ( ).
« Sull'altipiano vulcanico di Bonorva (dice in un altro luogo lo stesso
A.), dello Monte Carao, presso la chiesa di S. Simone, si scorgono
le m i n e di due piccoli edifizii, dei muri dei quali più non restano
3
1
()
Loc.
cit.,
pag. 1 5 5 .
2
( ) Ci p a r e a n c h e c h e q u e s t i r i s u l t a t i d i m o s t r i n o (ciò
che avevamo
da p r i n -
c i p i o n o t a t o ) l a n e c e s s i t à c h e il P a l e t n o l o g o n o n si a p p a r t i d a g l i s t u d i a n t r o p o l o g i c i , ed a n c h e , col P a i s , da q u e l l i di S t o r i a
naturale.
Gli s t u d i c l a s s i c i , o r a
s e g u i t i d a g l i A r c h e o l o g i , n o n d a n n o l o r o c o n c e t t o a d e g u a t o della s t a b i l i t à e d u rata
delle forme
v i v e n t i , e dei p e r i o d i
preistorici,
come
abbiamo
veduto e
si
v e d r à di n u o v o .
3
( ) L A M . , Voy.
II, p a g .
1 6 0 . Vedi a l t r a s i m i l e c o s t r u z i o n e n e l m u r o di C e -
n o n e , r i c o r d a n t e q u e l l i d e l l a S a b i n a e d e l l a G r e c i a , a p a g . 1 6 2 . Lo SPANO
sopra
l'antica
città
di
Gurulis
vetus,
pag. 5 ) ha
più precise notizie
(Mem.
su q u e s t i
r u d e r i , s i t u a t i s u l l a c i m a di nn m o n t i c e l l o , c o n u n a l u n g h e z z a di l a t o di m. 6 5 ,
con m u r o e f o r m a t o di p i e t r e i r r e g o l a r i , c o m e s o n o u s c i t e d a l t a g l i o . « L e s t r a d e
e le c a s e s o n o u n c o n t i n u o m u s e o , p e r c o s ì d i r e , l a p i d a r i o , ed o v u n q u e si s c a v i
nel p e r i m e t r o d e l l a c i t t à a n t i c a
si t r o v a n o
a profondità
di 3 o 4 m e t r i
fonda-
m e n t a di c a s e , o r a con s e m p l i c i m a s s i q u a d r a t i s e n z a c e m e n t o , ecc. » ( p a g . 1 0 ) .
Vedi a n c h e a p a g . 1 9 e s e g g . dove dice
t o m b e , edifizi c o n c o l o n n e d o r i c h e , ecc.
di escavazioni
di c o n l a d i n i c a d u t e
su
P E R
LA
S A R D E G N A
57
PREISTORICA
che gli strati inferiori, e dei quali ignoriamo la destinazione (PI.
X V , fig. 3). Non abbiamo rinvenuto traccia di porte a livello del
suolo nel muro di queste due specie di torri quadrate,
che hanno
8 o 10 metri di lunghezza da ciascuna faccia, per 70 centimetri
di spessore, formate da una sola fila di pietre, disposte le une sulle
a l t r e senza cemento, al modo ciclopico.... La distanza che separa
questi due edifizi è di 80 m e t r i . Si t r o v a n o t u t t o a l l ' intorno dei
vestigi di antiche abitazioni e dei cocci di stoviglie che sembrano
antichissime » ( ). Queste a n t i c h e osservazioni del La Marmora, ormai dimenticate, devono esser passate non vedute al Pinza, benché
egli stesso ricordi « misteriose » rovine di simile n a t u r a , t r a t t a n d o
della suppellettile r i n v e n u t a a F o r r a x i Nioi. Se il La M a r m o r a paragona questi ultimi r u d e r i a t o r r i e le crede r o m a n e (perchè in
loro vicinanza passava una strada r o m a n a ) ; se attribuisce le a l t r e
rovine agli Ateniesi, a noi, un fatto e l ' a l t r o ricordano una a t t r i buzione e m o n u m e n t i in tutto simili che si leggono illustrati nel
libro del P i n z a : Le civiltà primitive
del Lazio. Capanne a pianta
quadrata, ed anche e r e t t e con m u r a a massi quadrati, vi sono r i ferite a pagg. 136 e ss.; m u r a ciclopiche r i s a r c i t e con opera a massi
squadrati e disposti in file orizzontali a pag. 104 e ss.; e se non
ad Ateniesi però ad un flusso (commerciale) di Greci sono riferite
le une costruzioni e le a l t r e (p. 161 e ss., capo V ) ; e a noi sembra che se ne possa dare una diversa i n t e r p r e t a z i o n e . Abbiamo dimostrato, nelle pagine precedenti, essere g r a n d e m e n t e probabile che
nella Sardegna più antica siano vissute genti iberiche, impiantatesi
sopra un fondo l i g u r o i d e ; manifesterebbe essa, la Sardegna, relazioni p u r con paesi o r i e n t a l i ? F i n o r a abbiam tralasciato dire dei
N u r a g h i , che sono t u t t a v i a il « pezzo forte » dell'archeologia s a r d a ;
devono essi r i e n t r a r e (come il Pinza vorrebbe) nel quadro dei Dolmens, o parlano d'una civiltà e d'una gente d i v e r s a ?
A
Il m a r e archeologico si fa qui tempestoso. Nello studio
l
( ) N e l l a M e m o r i a Sopra
alcuni
idoletti
di
bronzo
di Teti, lo S p a n o a c c e n n a ad un a l t r o eclifizio di
di g r a n i t o c o l l o c a t i
in g i r o ,
in f o r m a
r a g h e , c o n a l t r i r e s i d u i di edifìzi
trovati
nel
della
villaggio
di
q u e s t a n a t u r a , fatto di m a s s i
di g i g a n t e s c o N u r a g h e , s e n z a e s s e r
d e l l o stesso g e n e r e d ' i n t o r n o . M o l t e
Nu-
leggende
p o p o l a r i c o r r o n o a n c o r a n e l l a b o c c a del p o p o l o su di essi, d i a n t i c h e p o p o l a z i o n i ,
di s p i r i t i e di t e s o r i . R i n v e n i m e n t i (di t e s o r i a r c h e o l o g i c i ) vi f u r o n o p e r ò v e r a mente
fatti.
58
E.
ÀRDU-ONNIS
a n t i c h i t à classica, t r e sono le questioni intorno le quali principalmente si affanna la r i c e r c a ; intorno cioè l ' o r i g i n e dei Pelasgi, intorno l ' o r i g i n e degli Etruschi, intorno l ' o r i g i n e della civiltà cosi
detta m i c e n e a ; e tali questioni (dicci uno dei nostri più giovani e
valenti Archeologi) « si connettono l'uria coll'altra, e forse la soluzione d e l l ' u n a servirli anche per le a l t r e » ( ). Ora, se il Pinza
dimentica i n t e r a m e n t e (la dimenticanza ci sembra però grave) di
p a r l a r e di « Pelasgi » in Sardegna, non bisogna fargliene colpa;
la stessa dimenticanza, o, meglio, la stessa esclusione, egli la commette rievocando la preistoria del Lazio; nel quale, frattanto, questi terribili Pelasgi, gli sbucano continuamente da ogni parte. A
meno ch'egli non abbia sdegnato, per la Sardegna, r i p e t e r e ipotesi
già da a l t r i avanzata, certo è che la tesi di questo suo lavoro, olt r e che « il Lazio ai Latini » (vedi cremazione che si svolge dall'umazione) è pure un « Lazio senza Pelasgi ». E Insogna p u r confessare che il tentativo di « escamotee » questi popoli, come spiritosamente dice il Reinach, sarebbe discretamente c o n t r a r i a t o se la
loro presenza venisse dimostrata in Sardegna. « In t u t t a P E t r u r i a
(dice il Pinza) d u r a n t e il secondo periodo di Villanova, la civiltà si
t r a s f a r m a più o meno rapidamente, secondo le maggiori o minori
facilità di comunicazione col m a r e . Ciò dimostra che gii s t r a n i e r i ,
i quali importano nel Tirreno
i nuovi elementi
di civiltà
sono
popoli marinareschi
; siccome poi ciò che si asserva di nuovo t a n t o
nei villaggi quanto nelle necropoli si r i s c o n t r a ove fiori ron Fenicii
e Jonii e Dori, non si può d u b i t a r e che a queste genti si deva il
progresso, benché non siasi ancora d ' a c c o r d o sul popolo al quale
spetta il p r i m a t o nel nuovo indirizzo civile della regione t r a l'Appennino e il m a r e » ( ). E a g g i u n g e : « A l t r o fatto importante da
notarsi è che il m u t a m e n t o di civiltà non è brusco, come ciò dovrebbe a v v e n i r e , se fosse d e t e r m i n a t o da immigrazione di nuovi
dominatori » ( ). E noto che in quest'epoca, nel Lazio, la « tecnica
1
2
3
1
( ) M A R I A N I : Intorno
2
()
Lazio
Le civ.
(vedi
prim.
cit.,
alle prime
civiltà
y
d Europa,
in N . A n t . 1 8 9 5 , p a g . 6 5 3 .
p a g . 132. La s t e s s a c o s a i n t e n d e il P i n z a a n c h e p e r il
p a g . 165, § V) « l a fase di c i v i l t à
d e s c r i t t a . . . deve a t t r i b u i r s i
conflitti d e i c o l o n i g r e c i e f e n i c i i c h e a l l a fine d e l l a c i v i l t à
micenea
r o n o a s t a b i l i r s i q u a e là n e l l e c o s t e d e l l ' A f r i c a s e t t e n t r i o n a l e , d e l l ' I t a l i a
d i o n a l e e d e l l a S i c i l i a ».
3
()
Loc,
cit.,
pag. 133.
ai
cominciameri-
P E R
LA
S A R D E G N A
P R E I S T O R I C A
50
progredita » sostituisce agli antichi aggeri di t e r r a che coronavano
a difesa le città, delle vere e proprie m u r a di massi di tufa, a
spigoli rettangolari, sovrapposti in file; dalla quale innovazione sarebbe man mano d e r i v a t a anche la preferenza delle linee rettangolari sulle circolari negli edilìzi ; come ad esempio nelle tombe, che
sono, in quest'epoca, c o s t r u t t e a camera o ad arca cioè d'un sarcofago nel quale viene limato il cadavere e si vedon ripetute le
forme della casa. Tali costruzioni a massi squadrati sono però di
due specie; poiché in alcune l ' a r c h i t e t t u r a è di « quella che oggi
dicesi ciclopica », ed in a l t r e come sopra si è detto. L ' i n t e r p r e t a zione che ne dà il Pinza è rispondente a quella c h ' e g l i ha dato
delle due specie di s t r u t t u r a dei N u r a g h i , accomunati alle r e s t a n t i
forme sepolcrali; così come i Nuraghi son Dolmens, t r a quelle due
specie d ' a r c h i t e t t u r a non esiste differenza, ed esse sono coeve. Le
diversità sono, anche in essi, a t t r i b u i t e alla diversa n a t u r a del suolo;
cioè la costruzione con opera q u a d r a t a sarebbe solo possibile nelle
località di t e r r e n i tufacei, facilmente squadrabili, e di pianura. Ma
non tosto egli ha emesso questa ipotesi deve pentirsene « poiché
(egli dice) « l'opera a massi di diversa grandezza tagliati a spigoli
r e t t a n g o l a r i non richiederebbe nè spreco di m a t e r i a l i , nè perizia
maggiore », come egli aveva supposto; e p e r c h è non mancano esempi
« sebbene eccezionali » di costruzione ciclopica in località dal sottosuolo tufaceo ed in piano (p. 165). Come in Sardegna, egli rinviene sopra m u r a ciclopiche (di Norba, di Àlatri) il risarcimento
con opera q u a d r a t a : vorrebbe ciò forse indicare che le due tecniche siano e s a t t a m e n t e contemporanee? Il t r o v a r s i la costruzione con
opera q u a d r a t a nelle p i a n u r e « è il più valido a r g o m e n t o » (dice
il Pinza) p e r d i m o s t r a r e l ' i n t r o d u z i o n e contemporanea dei due
sistemi, anzi la probabile antichità maggiore d e l l ' o p e r a q u a d r a t a
(pag. 168). Ed alcuni periodi più t a r d i lo stesso A. osserva che
presso le popolazioni delle montagne sogliono conservarsi più tenacemente gli usi e le tradizioni. P e r cui, l ' a r g o m e n t o che il modo
di costruire poligonale, se fosse stato più antico « sarebbe stato
imitato dalle ricche e floride città del piano, elevate come erano
(le m u r e poligone) nei monti circostanti al Lazio », sebbene sia il
più valido, potrebbe ritorcersi ; poiché le popolazioni delle montagne
avrebbero potuto i m i t a r e e p e r p e t u a r e quel modo di costruzione
che avevano sotto gli occhi nelle p i a n u r e , se quello fosse stato il
più antico. Il P i n z a è però, poco più in là, dell'opinione che questi
E,
ARDU-OISNIS
1
due tipi di costruzione siano coevi ( ). « Oltre a ciò (dice egli),
sullo porte delle cinte ciclopiche, ad Alatri ed Anagni, per esempio,
ed in alcune munizioni d e l l ' U m b r i a , come nell'Asia minore, sono
scolpiti dei membri v i r i l i ; m e n t r e sulle porte delle m u r a ad opera
q u a d r a t a si osservano invece delle teste umane ». E questo sarebbe
un fatto di « g r a n d e importanza » sul quale il Pinza ha scritto
anzi t u t t o un libro ( ), scorgendovisi la sopravvivenza di vecchi
e barbari costumi caratteristici di due stirpi d i v e r s e , come sono
l ' a r i a n a e l ' i b e r o - l i g u r e . « L ' u n i c a notizia che possa considerarsi
come una eccezione alla regola citala è quella r e l a t i v a ad un phallo,
scolpito su di un pozzo di m u r o ad opera, come sembra, q u a d r a t a ,
in Todi. Sarebbe però necessario decidere sulle a n t i c h i t à delle sue
sculture ».
2
Ora, cosa può giovare, a questa eccezione, la ricerca d e l l ' a n t i chità ecc. se le m u r a ad opera q u a d r a t a sono per lo meno coeve
alle poligonali (secondo il P i n z a ) ; se il Pinza stesso afferma, nella
lunga fila di esempi addotti, esser c a r a t t e r e dei Mediterranei « tagliare un membro qualunque » ed infatti tagliavano anche la mano
0 il piede, come si può leggere e vedere, verbi grazia, nelle trionfali enumerazioni delle vittorie dei F a r a o n i ? ( ). Se il Pinza (egli
se n'è scordato) dice a pag. 64 dello stesso l i b r o : « La caccia, la
g u e r r a dovettero essere la loro (degli Iberi-liguri) principale occupazione. .. conservarono forse i cranii degli animali uccisi, tagliavano la t e s t a al nemico vinto e la conservavano come trofeo » ( ) ?
3
4
l
( ) « D ' a l t r o n d e ( d i c e il P i n z a a p a g . 168) sembra
le m u r a p o l i g o n a l i n o n s i a n o p o s t e r i o r i
che n e l l a v i c i n a
e c c . . . . d ' o n d e si p u ò
Alfedena
dedurre che
nel
L a z i o e n e l l e r e g i o n i v i c i n e q u e s t o s i s t e m a a r c h i t e t t o n i c o c o m i n c i ò ad u s a r s i nel
p e r i o d o che fu t r a
il d e c a d e r e
della
civiltà
di V i l l a n o v a
e la diffusione
delle
m a n i f a t t u r e d e l l ' A t t i c a ».
?
()
La
conservazione
delle
teste
umane,
in
M e m . Soc. g e o g r .
i t a l . , voi. VII,
pag. 386.
3
( ) Vedi
la grande
iscrizione
di C a r n a c , t r a d o t t a
d a l D u e m i c l i e n , di c u i si
parla più avanti.
4
( ) E c u r i o s o c h e , n e l P e n u m e r a z i o n e dei p o p o l i e i r e b b e r o q u e s t o r i t o o n o n
e b b e r o , il P i n z a m e t t e fra g l i A r i a n i Oloferne e le p o p o l a z i o n i d e l l ' A f r i c a
dentale. Osserviamo
anche
che non
erano gli Ariani, nomadi, (che
1 morti) i popoli adatti alla conservazione
di q u e l t r o f e o . L a t e o r i a
s e r v a z i o n e d e l l e t e s t e u m a n e c h e si è d e t t o , h a p e r il P i n z a m a g g i o r
che non
vazione
europee
paia. « Tutto induce a ritenere (conclude
ecc., a p a g . 180 e seg.), c h e i p r i m i t i v i
nell'età
del bronzo,
nel
suo libro
occi-
bruciavano
della
con-
importanza
Sulla
conser-
A r i a n i a b i t a t o r i delle palafitte
p r a t i c a s s e r o l ' u s o d i c o n s e r v a r e il c a p o dei n e m i c i
P E R
LA
S A R D E G N A
61
PREISTORICA
Il p a r t i c o l a r e più curioso della demolizione critica di questi r u d e r i
pelasgici si t r o v a , però, nelle pagine nelle quali il Pinza, dopo a v e r
dimostrato la contemporanea età della loro introduzione,
(vedi
pag. 108), scopre che la tecnica della cupola ad aggetto, c a r a t t e ristica di questa a r c h i t e t t u r a (come l ' a r c o e la volta lo furono
della più p r o g r e d i t a a r t e etnisca) « potè svilupparsi nel Lazio da
elementi locali » (pag. 258). Infatti, nel periodo che corrisponde
al secondo siculo, i popoli che erano in possesso della civiltà micenea « non a v r e b b e r o potuto i n t r o d u r r e il sepolcro a θόλος nell ' a r c h i t e t t u r a dei Latini, sia perchè alcuno di questi sarebbe stato
notato nelle età storiche ο m o d e r n e (come si osservano quelli del
l ' E g e o ) , sia perchè nella Sicilia, mediante
la quale giunsero
nel
Lazio gli elementi
micenei,
mancano c o m p l e t a m e n t e , in questo,
come negli a l t r i periodi, traccie di tombe costruite i n t e r a m e n t e in
pietre sul tipo dei Βόλοι micenei » (pag. 253). A noi sembra invece
(ammesso p u r e che gli elementi micenei siano giunti nel Lazio per
intermedio della Sicilia, così come non giunsero c e r t o in Sardegna)
che il non esser stati finora notati quei tipi non deve farli esclud e r e (*); se p u r e il Pinza non l a m e n t a l ' a s s e n z a delle costruzioni
a volta ad aggetto, precisamente dinanzi alle costruzioni a volta ad
u c c i s i . . . C a d o n o c o s ì le t e o r i e edificate
su q u e s t e
reliquie (trovate nelle p a l a -
fitte d e l l ' e t à del b r o n z o ) d a g l i A n t r o p o l o g i clie r i t e n e n d o l e a p p a r t e n e n t i t u t t e a d
individui vissuti nelle palafitte credettero
che e s s i
(crani) fossero
dovuti a due
o s e c o n d o a l t r i a t r e i m m i g r a z i o n i d i v e r s e di p o p o l i , c a r a t t e r i z z a t i d a l l e d i v e r s e
f o r m e di c r a n i i n e s s e r i n v e n u t i . E e v i d e n t e i n f a t t i c h e q u e s t e v a r i e t à s o n o d o vute semplicemente al fatto che queste teste e r a n o dai palafitticoli invasori tolte
di preferenza
l'Europa
a q u e l l e p o p o l a z i o n i p i ù a n t i c h e e di r a z z a d i v e r s a c h e p o p o l a r o n o
p r i m a del l o r o a r r i v o ». C ' è p e r ò l a p i c c o l a difficoltà c h e le p a l a f i t t e
d o v r e b b e r o e s s e r e s e m p r e d e l l ' e t à del b r o n z o , e n o n s o n o ; e c h e i c r a n i d o v r e b b e r o s e m p r e e s s e r e d o l i c o c e f a l i , e n o n s o n o . Il c r a n i o d o l i c o c e f a l o n e l l a
palafitta,
d e l l ' e t à d e l l a p i e t r a , n o n m o s t r a l a p r e s e n z a di t r o f e i di A r i a n i n o n a n c o r a s o pravvenuti, ma
c h e le p a l a f i t t e
sono dovute
ad u n a
r a z z a d o l i c o c e f a l a . Il
rito
d e l l a t e s t a c o n s e r v a t a il P i n z a vuol v e d e r l o u n p o ' da p e r t u t t o , c o m e a c c a d d e del
r è s t o a t u t t i g l i A. p e r l a v e r i t à d e l l e l o r o i p o t e s i .
l
( ) N e l l a Tribuna
quotidiana
del
15 f e b b r a i o
ultimo scorso, in
una corri-
spondenza da Napoli s u g l i scavi eseguiti dal Sig. Maglione a Cuina, leggesi : « è
stata
scoperta
una
terminata da un
vrapposti senza
tomba
dell'età micenea, alta
cono, con u n a
cemento, con
8 m e t r i , di f o r m a
p o r t a ad a r c o c o s t r u i t a
un
colombario
al
r e g i o n e n e l l a q u a l e si e s e g u i s c o n o d e l l e r i c e r c h e .
cilindrica,
con grossi blocchi s o -
c u l m i n e ». P e r
ricordare
una
62
E.
ÀRDU-ONNIS
aggetto, sebbene notate in fondo al pozzo villanoviano
L'ipotesi del P i n z a c h e questo modo di c o s t r u i r e possa esser spontaneam e n t e d e r i v a t o dalla trasformazione della g r o t t a a forno, « che la
cupola in pietra imita dovunque e sostituisce » non è, secondo noi,
se non la condanna d e l l ' i d e a che popoli preistorici di u n a stessa
stirpe (e nelle medesime condizioni del suolo, in questo caso) possono m u t a r e il loro r i t o e l ' a r t e loro tradizionali p e r sola vaghezza
di novità. E p u r concedendo il passaggio dalla consuetudine dello
scavo a quella d e l l ' a r t e m u r a r i a , troppo sarebbe cosa s t r a n a c h e questa fosse caduta, p e r solo caso, precisamente sulla tecnica usata da
un a l t r o popolo ben noto. E queste considerazioni non valgano solo
p e r il Lazio,
Concludendo, circa la non spregevole battaglia data dal P i n z a
ai Pelasgi, noi siamo con lui d ' a c c o r d o in parecchie cose. D'accordo c h e molti dei r u d e r i da l u i studiati si palesino di epoca
t a r d i v a , ed appunto « non a n t e r i o r i al periodo d ' a r t e orientale » ;
che il popolo il quale introdusse quel g e n e r e di costruzioni venisse
dal m a r e ; c h e il m u t a m e n t o di civiltà, prodotto da questo popolo,
non sia stato b r u s c o ; che quelle stesse famiglie, le quali non sapevano f a r meglio di rozzi t u g u r i i in t r o n c h i , canne ed argilla,
non potessero saper costruire a n c h e « perfezionandosi le tecniche »,
m u r a così colossali come le ciclopiche. Ma siamo p u r e convinti c h e
il t e n t a t i v o di r i d u r r e ad un tipo e ad u n ' e t à i due g e n e r i di
costruzione menzionati n e l Lazio, come in Sardegna, sia un e r r o r e
g r a v i s s i m o ; u n voler cioè confondere gli E t r u s c h i p r o p r i a m e n t e
detti e i Pelasgi
Ma siamo convinti che il popolo venuto dal m a r e
non potesse essere il fenicio od il greco, i n ispecie se ammettiamo
col Pinza, c h e questo popolo sia anche v e n u t o dalle
provincie
meridionali a traverso la Sicilia (pag. 2 5 3 ) . E se il trapasso della
civiltà n o n fu brusco qual m e r a v i g l i a ? se i Pelasgi non sono di
stirpe fondamentalmente diversa di quella degli altri Mediterranei,
1
( ) Il r i n v e n i r v i s i l'urna, i n un paese s o g g e t t o a p o p o l i aventi u n t a l rito funerario, non è cosa i n e s p l i c a b i l e , c o m e a b b i a m o notato. Il P i n z a ammette però
V influsso c o m m e r c i a l e e non l a s o g g e z i o n e .
2
( ) Cioè i Deutero e P r o t o p e l a s g i del De Cara. Crediamo c h e g l i E t r u s c h i ,
c o m e anche i P e l a s g i , non s i a n o g i u n t i (e n o n a b b i a n o potuto g i u n g e r e ) in Italia
in un s o l c o l p o ; cioè come u n a i n v a s i o n e e non c o m e una infiltrazione. Il g i u n g e r e come i T r o i a n i d ' E n e a chiedenti l a R o m a vaticinata è poetico, m a n o n è
sufficiente.
PER LA SARDEGNA
63
PREISTÒRICA
quantunque n e siano una « v a r i e t à » ben d i s t i n t a ? Nè ci pare possibile c h e possano esser state introdotte u n i c a m e n t e « sotto l' influenza dei nuovi commerci » (pag. 135), modificazioni così profonde
in t u t t o il v i v e r civile dei Latini, a cominciare da quella del rito
funerario, che rivigoreggia ad inumazione, fino a quella delle costruzioni dei pubblici edificii
Noi crediamo, al contrario di ciò
che il Pinza mostra di credere, che anche « confronti stilistici
fra un m a t e r i a l e proprio di due regioni disparate e lontane (pag.
167) », possano a v e r e , qualche volta, valore ( ).
2
1
( ) R i v i g o r e g g i a c i o è il rito tradizionale a d u g g i a t o da un influsso straniero,
che non doveva essere, come il P i n z a
vuole, s e m p l i c e m e n t e c o m m e r c i a l e .
Per
noi g l i A r i a n i non erano in g r a d o di suscitar c o m m e r c i ; ed è q u e s t a incapacità
che fa sì che il loro s o p r a g g i u n g e r e , ovunque, non m u t i le arti, se non per r e trogradarle,
iu veri medioevi
preistorici. Vedi a q u e s t o riguardo l e due « d i -
verse facies » c h e r i c o n o s c e l o s t e s s o Pinza nel Lazio, in q u e s t o periodo. Quanto
alle i p o t e s i d e l l o
spontaneo sviluppo della volta ad aggetto, essa ci ricorda lo
sviluppo spontaneo della cremazione. Sotto R a m s e s IL un'orda di popoli nomadi
d a g l i o c c h i azzurri e dai capelli biondi, discesi dalle
rono, dai deserti s i t u a t i all'occidente del
Delta,
isole
del
mare,
minaccia-
le provincie e g i z i a n e del nord.
Gli Storici (Les prem. civil. I, 2 0 6 ) c h i a m a n o questi popoli, Libii, ma ciò sarà ben
difficilmente a m m e s s o da un A n t r o p o l o g o . Essi, che s o n o c h i a m a t i n o m a d i e barbari, provengono d a l l ' E u r o p a , e recenti scoperte h a n n o trovato traccia di genti
ariane n e l l ' e s t r e m a p e n i s o l a italiana,
2
( ) Lo s t e s s o Pinza esclude a pag. 2 5 5 i F e n i c i i « perchè questi
v a n o in t u t t ' a l t r a maniera », e l o stesso dice per i Dori
quest'opera quadrata, che viene da un popolo n a v i g a t o r e
è greca e fenicia,
m e n t r e nè i Greci nè i F e n i c i
ed è indigena, che
l'hanno
potuta portare,
micenea, e g i u n g e , « per i m o n t i » traverso la S i c i l i a e l ' I t a l i a
tardiva. E c i ò per arrivare ad escludere g l i E t r u s c h i ! L ' u l t i m o
ha il Pinza
s u l l a fine del
costrui-
(pag. 2 5 7 ) ; infine
argomento
v o l u m e , dove espone l e r a g i o n i della sua
che
esclusione
dei P e l a s g i dal Lazio, non ci sembra felice. La difficoltà n e l l ' a m m e t t e r e
questi
popoli si ritroverebbe nel fatto che il materiale m i c e n e o
si ha, nella
nello s t e s s o genere di grotte che altrove
i b e r o - l i g u r e . Qui
ne c o n t e n g o n o
è
meridionale,
Sicilia,
si
tratta di c o m m e r c i o , e dei s o l i t o fatto della suppellettile inetta a determinazioni
e t n o l o g i c h e . E ce ne dà una prova la S i c i l i a stessa, n e l l a quale m a g g i o r i
do-
vrebbero essere g l i influssi m i c e n e i , e sono invece s c a r s i s s i m i i ruderi p e l a s g i c i .
Il P i n z a non crede degna di d i s c u s s i o n e (poche parole in t u t t o ) la pretesa delle
o r i g i n i e t r u s c h e di R o m a : i c o s t u m i ed i m o n u m e n t i s i m i l i sarebbero dovuti al
fondo c o m u n e i b e r o - l i g u r e . La l e g g e n d a
dei P e l a s g i
si dovrebbe ad un lavoro
d'integrazione. « La m o l e delle l e g g e n d e andò man m a n o unificandosi; l a g e n t e
p e l a s g i c a prese s e m b i a n z e sempre p i ù concrete, e le fu forse a l l o r a imposto il
nome dal g r e c o πελαργός, per l a s o m i g l i a n z a
colle c i c o g n e » loc. cit.
y
pag. 287,
dei c o s t u m i che avrebbe
avuto
64
E.
ARDU-ONNIS
E ci pare dopo ciò verisimile (vorrà perdonare il Pinza, se noi,
por difender Cartagine, abbiam portato la g u e r r a nel Lazio), che
i due generi di costruzione, che si rinvengono nei Nuraghi, non
siano (come già è stato aecennnato) ne coevi nè dovuti a. condizioni
locali. E dimostrato, che i Nuraghi, qualunque esser possa la loro
destinazione, (infine non è questa la ricerca essenziale per essi), debbano indubbiamente riferirsi alle costruzioni pelasgiche e ciclopiche;
e, se il Pinza t r o v a che i N. potrebbero essere così dell'epoca premicenea come del periodo orientale, ciò non esser dovuto se non
alla lunga, d u r a t a del tempo nei quale si eressero, e si eressero
(come nel Lazio le mura di cui si è detto) con due sucessive tecniche
costruttive. Lo stesso A. aveva notato il fatto (o meglio richiamato
un'osservazione già fatta dal La Marmerà) della presenza d ' u n o
spiraglio al disopra d e l l ' a r c h i t r a v e dell'ingresso di alcuni N. ; particolare da aggiungersi a quello notato dal La Marmora, d e l l ' a r c h i t r a v e fatto di un sol blocco; ed a quello d e l l ' O r s i , del sistema
della porta l e g g e r m e n t e trapezio. La porta di Micene o dei Leoni,
consta precisamente di due massicci piedritti un poco inclinati, che
sostengono un enorme a r c h i t r a v e , fatto di un solo sasso, leggerm e n t e parabolico nella p a r t e s u p e r i o r e ; le cui codette, sporgenti
o l t r e le linee degli stipiti, sono incastrate fra le pietre delle
m u r a g l i e , che si accavallano in alto, per linee convergenti, formando un triangolo di scarico. Nel vano del triangolo (particolari
t u t t i che si vedrebbero d ' u n o sguardo in una figura), ò applicato,
come un timpano, un lastrone di p i e t r a calcarea, nel quale sono
scolpite le leonesse ben note. Ma un altro confronto, che ci piace
r i l e v a r e , è quello d e l e gallerie i n t e r n e (scale o gomiti), cosi proprie
dei N., colle gallerie e porte angustissime, praticate nello spessore
delle m u r a di T i r i n t o ; oltre i confronti ben noti col tesoro di
Atreo, col tumulo d ' A l i a t t e . e col sepolcro di Tantalo, del Sipilo.
F a t t i che, innegabilmente, ci riconducono a Micene ed alla architett u r a pelasgica ; la quale è t a n t o vero che non si « propagò per i
monti » (*), e non giunse tardiva nel Lazio (ed in Sardegna) che lo
stesso Pinza riconosce essere i N. più semplici (di s t r u t t u r a poligonale) molto antichi ed i più antichi ( ).
2
1
( ) P a g . 259. — Vedi nota precedente.
2
( ) Mon.
prim.
della
S a r d . , col. 3 1 . « R a g i o n i
di d i v e r s o g o n e r e ,
J
c o n s i g l i a r e i n a l c u n i l u o g h i ed i n c e r t e c i r c o s t a n z e 1 u s o della t e c n i c a
Quali r a g i o n i non dice.
poterono
primitiva.
PER
LA
SARDEGNA
05
PREISTORICA
Infine non ci sembra privo d ' i n t e r e s s e il fare u n ' u l t i m a osservazione. « P e r noi (dice il Pinza) l'origine dell'opera q u a d r a t a si deve
alla imitazione in pietra delle muraglie in mattoni crudi che si rinvengono già nella seconda città d'Hissarlik, m e n t r e l'opera p o l i g o nale è l'ultimo perfezionamento degli aggeri in sassi degli Ibero-Liguri »
Senza discutere se il perfezionamento degli aggeri in sassi
menzionati non possa più tosto esser giunto alla costruzione detta megalitica, se l'edificare in mattoni crudi è così s t r e t t a m e n t e legato all ' a r c h i t e t t u r a pelasgica, traccie di questo edificare non è impossibile
r i n v e n i r e ancor oggi. Se non e r r i a m o è questa una ricerca alla quale
nessuno h a posto ancor m e n t e ; nè meno qualcuno di quei tanti esploratori della Sardegna che tanto restano colpiti delle così dette case
di fango di un certo numero di villaggi del Campidano di C a g l i a r i ;
case che porgono u n ' i d e a molto in accordo, ai lontani, colla Sardegna leggendaria. Eppure l'Archeologia classica è piena di mattoni crudi ( ). Il modo di c o s t r u r r e queste case sarde è per intero
corrispondente a quello che si sa dei popoli orientali più a n t i c h i ;
di molti dei quali, per quel modo di c o s t r u r r e , (come disse con
bella frase un A.) perirono anche le rovine, E non solo esso si
rinviene in Sardegna (fatto più interessante, e che non può esser
casuale), ma in t u t t e quelle parti della Calabria che ci è riuscito
di vedere lo abbiamo r i n v e n u t o ; e fuori d ' I t a l i a non manca ( ).
2
3
1
( ) Le civ. p r i m . del L a z i o , p a g . 2 7 7 , n o t a 3 .
2
( ) « A Tirinto
come a Troia,
i mattoni
p r i m i t i v a m e n t e e r a n c r u d i , e solo
d i s s e c c a t i a l sole . . . P e r d a r e p i ù s o l i d i t à a i m a t t o n i e p e r
s e c c a z i o n e , si m e s c o l a v a
Tirynthe.
della
f a c i l i t a r n e la d i s -
p a g l i a t a g l i a t a a l l a l o r o a r g i l l a ».
SCHLIEMANN,
c a p . V, p a g . 2 5 2 . « L ' a r g i l l a e il b i t u m e d e l l a M e s o p o t a m i a , la c r e t a
e l a p a g l i a n e l l ' E g i t t o f o r m a v a n o facile m a t e r i a e a b b o n d a n t e a l l a f a b b r i c a z i o n e
dei m a t t o n i ; e d i e s s i , o r crudi> o r c o t t i a l sole, c o s t r u i v a n o c a s e , m u r a e f o r tezze, m e n t r e g l i H e t h e i - P e l a s g i , s e m p r e e da p e r t u t t o r a m i n g h i , s e r v i v a n s i di
grandi
massi
poligoni
che tagliavan
esser r a m i n g h i ) . De C A R A , Gli
Heth.
nel
vivo (ben
Pelasgi.
inteso quando
XVII, 3 4 1 . Ed
c e s s a v a n di
i mattoni
n o n s o n o di f a n g o , m a di a r g i l l a ; n o n d i s o l a a r g i l l a , m a di a r g i l l a
sardi
impastata
c o l l a p a g l i a ; e se n o n c o t t i , si p o t r e b b e d i r q u a s i , p e r l a ferza del sole a l q u a l e
vengon esposti. L'uso dei m a t t o n i crudi sussiste ancora
perfettamente
nelle oasi
del S a h a r a . In c e r t i l u o g h i a r i d i i m o n u m e n t i f a b b r i c a t i con e s s i d u r a n o i n d e f i n i t a m e n t e , c o m e c e r t e p i c c o l e p i r a m i d i d e l l ' a n t i c o E g i t t o a n c o r a o g g i i n p i e d i . Gli a r c h i t e t t i di N i n i v e ne c o s t r u i r o n o i m u r i m o n u m e n t a l i c h e r i c o p r i v a n o d ' a l a b a s t r o .
3
( ) Q u e s t i m a t t o n i h o i n v a n o c e r c a t i n e l l a S i c i l i a ( s e t t e n t r i o n a l e ed o r i e n t a l e )
e forse n o n vi e s i s t o n o a f f a t t o ; n e l l a C a l a b r i a n o n si r i n v e n g o n o c h e n e l l e p i ù p o vere c a s e ; t a l o r a c o m e m a t e r i a l e di s u s s i d i o ; t a l o r a e s c l u s i v a m e n t e i m p i e g a t i i n
r u s t i c h e c o s t r u z i o n i dei c a m p i ; u s o , a n c h e i n C a l a b r i a , r i d o t t o e d e s t i n a t o a s p a r i r e
(più o meno presto).
5
E.
AUDU-ONNIS
So questo modo di c o s t r u i r e è adunque l' antico, perpetuatosi per
un vero caso di persistenza etnografica, (cerio nò r a r o nò unico),
si avrebbe un nuovo argomento in prò dei reietti Pelasgi ; e le
umili case del contado di Cagliari si eleverebbero a inaspettata
importanza ( ).
2° — Se l'origine fenicia dei Nuraghi, già creduta dai più
autorevoli Studiosi di antichità sarde, non ò cosa adunque più sostenibile, ci r i m a n e vedere della suppellettile ad essi verisimilmente
coeva, poiché posteriore a l l ' e t à dei monumenti esaminati nel precedente capitolo ("). Il fatto p r e d o m i n a n t e , rilevato tosto (come
si è visto) dal Pinza nella ceramica dei N. è « di vasi simili a
quelli di S. Bartolomeo ed alle caverne di Serbariu » (vedi § 1°), con
riscontro in vasi del 1° periodo sìculo o di Micene. Altri hanno
decorazioni (incisioni a foglia, a circoletti concentrici) che sono car a t t e r i s t i c h e della più antica ceramica di H i s s a r l i k ; altri imitano,
nelle forme, esemplari comuni ad Hissarlik ed a Cipro, negli s t r a t i
premicenei. Infine, questa ceramica mostra « un complesso di cognizioni tecniche e di forme proprie di industrie certo assai antiche, ma posteriori all'alba dei metalli.... d ' a l t r a parte a n t e r i o r e al
periodo punico » (col. 230) ( ). Olire queste « l a r g h e assimilazioni
di materiali micenei » nella ceramica, il Pinza riscontra nei bronzi,
a più prove (nella somiglianza, persistenza ed originalità di tipi) le
impronte d ' u n ' a r t e locale. « Secondo noi (egli dice) la civiltà del
bronzo sarda dovrebbe considerarsi una continuazione di quella precedente, giacché identici sarebbero i riti, l ' a r c h i t e t t u r a funeraria,
!
3
l
( ) N e l l ' a u r e a e d o t t a p r o s a del Getti, vedi le a c u t e
o m e r i c o di m o l t e c o s t u m a n z e s a r d e , g i à o g g i
in g r a n
osservazioni
del
sapore
p a r t e d i l e g u a t e , le
quali
bisognerebbe affrettarsi a raccogliere.
?
( ) 11 P a i s c r e d e v a i D o l m e n s s a r d i a n c h e p i ù r e c e n t i dei N u r a g h i ; o r a se q u e s t i
g i u n g o n o a l p e r i o d o d ' a r t e o r i e n t a l e , n o n si p u ò d i r e a l t r e t t a n t o d e g l i a l t r i . V e d i
Sani,
preist.,
nute
nei N u r a g h i
p a g . 61 e s e g g . Il fatto che a n c h e a r m i di p i e t r a si s i a n o
può essere
spiegato
ammettendo
rinve-
l a l u n g a d u r a t a d e l l ' e t à di
essi, d e l l a q u a l e si è v i s t o . I N u r a g h i devono c e r t o e s s e r s t a t i p e r u n c e r t o t e m p o
c o n t e m p o r a n e i ai D o l m e n s .
3
( ) Ci s o r p r e n d e c o m e il P a i s a b b i a p o t u t o c o n f o n d e r e q u e s t a s u p p e l l e t t i l e col
m a t e r i a l e r e s t i t u i t o d a i s e p o l c r i p u n i c i di T h a r r o s c h e g i u n g e forse a l V secolo
a. C., c h ' e g l i
conosce assai
bene
(V. Boll. a r c h . s a r d o ,
1884).
Confusione
più
g r a v e q u a n d o si c o n s i d e r i che fu a p p u n t o il P a i s a c o m b a t t e r e (e g i u s t a m e n t e ) ,
l ' i d e a d e l l a p r e t e s a v e n u t a di E g i z i a n i in S a r d e g n a , d e d o t t a da t a l e s u p p e l l e t t i l e ;
v e n u t a a l l a q u a l e c r e d e t t e il M a n t e g a z z a ,
che allora
doveva p a r a g o n a r e i c r a n i s a r d i a g l i e g i z i a n i .
v i a g g i a v a in
Sardegna,
e
P E R
LA
S A R D E G N A
67
PREISTORICA
od alcuno forme vascolari » (col. 275). Esisto « una continuità di
tradizione nella metallurgia sarda, d a l l ' a l b a dei metalli al periodo
d a r t e orientalo » (col. 218). Una « barchetta in bronzo, colla p r u a
t e r m i n a t a in una protome animale » che si ricollega p e r f e t t a m e n t e
con esemplari « non r a r i in E t r u r i a e con quelli assai più frequenti della Sardegna » fu r i t r o v a t a poi non lungi da Roma, ( ).
La protome animalesca nella quale alcuni vedrebbero u n ' a n t i l o p e ,
diede luogo all'ipotesi del Pais c h ' e s s a potesse provenire da stazioni africane fenicie; il Pinza pensa che l'antilope possa essere un
muflone, notando che tali b a r c h e t t e « non si rinvengono mai nella
Fenicia propria ed a Cartagine », e dovrebbero invece a t t r i b u i r s i
« alla stessa età degli oggetti raccolti nei ripostigli di Abini.... alla
fase industriale micenea (ma)... con ciò non si esclude che alcune
possano essere più antiche nò a l t r e se ne possano t r o v a r e più recenti ». (col. 195). P e r cui, numerose essendo in Sardegna le officine per la fusione dei piccoli oggetti in bronzo, ritiene che « si
fondessero in Sardegna e s'introducessero poi d i r e t t a m e n t e , o meglio colla mediazione dei Greci e dei Fenici » nei mercati etruschi
e latini (col. 281).
l
Ci piace r i l e v a r e l'asserzione (già fatta molti anni innanzi dallo
Spano) che la S a r d e g n a inviasse i prodotti delle sue officine nei paesi
circostanti ( ); officine che ne dimostrano u n a tradizione industriale
non i n t e r r o t t a dai tempi a n t e r i o r i . P e r c h è il P i n z a in questo punto
s ' i n c o n t r a u n ' a l t r a volta, ma senza ch'egli lo sappia (perciò che sem2
1
( ) Le civ. p r i m . del L a z i o c i t
2
( ) « A l l o r q u a n d o il s o n a t o r e
M
p a g . 281 e s e g g .
Spano,
poco t e m p o
d o p o c h e s i e r a t e n u t o il
C o n g r e s s o di B o l o g n a , e s p o s e la t e o r ì a che in S a r d e g n a si
q u a n t i t à di b r o n z o , c h e v e n i v a
terraneo,
la
sua
teoria
non
poi e s p o r t a t a
trovò
nei paesi
naturalmente
fondesse u n a
posti intorno nel
approvazione, essa
fu
grande
Medianzi, a
r a g i o n e , c o m b a t t u t a d a q u e l l o e g r e g i o s c i e n z i a t o c h e è il p r o f . B e l l u c c i , E a m o r
p a t r i o aveva senza d u b b i o
att.
conci,
cit.). Il P a i s ,
f a t t o velo a l l ' o c c h i o del c a l d o p a t r i o t a
infatti,
che decantava
il p e r i o d o d e l l a
». (PAES,
Le
civiltà dei N u -
r a g h i , con u n a c o n t r a d i z i o n e a b b a s t a n z a s i n g o l a r e , t e m e v a ( p e r n o n e s s e r e a c c u s a t o forse d ' a m o r p a t r i o ) di c o n c e d e r e u n a i m p o r t a n z a a l l a
industria
metallur-
g i c a dello s t e s s o p e r i o d o . « E s e n z a d u b b i o (egli dice) p e r m e z z o d e l l e r e l a z i o n i
degli i n d i g e n i coi F e n i c i e c o n i c o l o n i di C a r t a g i n e , c h e
ci s p i e g h i a m o l a n o -
t e v o l i s s i m a p r o d u z i o n e d e l b r o n z o in S a r d e g n a . . . a n c h e a p r i o r i s a r e b b e i m p o s s i b i l e p e n s a r e ad u n a l t r o p o p o l o ! « L a S a r d . p r i m a ecc., p a g . 92. M a n o n p o t e v a n e g a r e « c h e in S a r d e g n a l a p r o d u z i o n e del b r o n z o n o n a b b i a r a g g i u n t o
un
a l t o g r a d o » (loc. eit., p a g . 92, n o t a ) « si r i c o n o s c e ( e g l i o s s e r v a ) u n o s v o l g i m e n t o
a r t i s t i c o n o t e v o l i s s i m o » (loc.
cit.,
p a g . 96).
E.
68
ÀRDU-ONNIS
bra) col g e o m e t r a Nissardi, e, non credo, con proprio vantaggio. Ne
abbiamo riferito l'ipotesi (§ I ), che i due ripostigli di Àbini e di
F o r r a x i Nioi, contenenti oggetti guasti e mescolati alla rinfusa, potessero essere il serbatoio dei prodotti di « un furto »; un bel caso negli
annali della polizia. Il Nissardi ha invece l'ipotesi che quei ripostigli
fossero « l'officina, e il magazzino d'un fonditore » ; e t r o v a in appoggio di tale ipotesi assai plausibili argomenti. Egli rinvenne sì
nell'uno che nell'altro luogo « traccio di carbonato di piombo liev e m e n t e t o r r e f a t t o ; di perossido di ferro allo stato di metallo già
l a v o r a t o ; abbondanza di ammassi amorfi, mostranti traccia, all'esame
chimico, di a l t r i minerali »; per cui dovrebbero essere considerati
come una metallina abbastanza impura, risultato di successive operazioni metallurgiche del t r a t t a m e n t o di minerali di r a m e misto. Così
nell'uno che nell'altro ripostiglio si raccolsero infatti pezzi di panello di r a m e alquanto impuro, per la presenza di piombo ( ), ciò che
non lascia dubbio che i fonditori di F o r r a x i Nioi e d'Abini adoperassero per il ricavo del r a m e dei minerali misti e, con t u t t a probabilità, contenenti la blenda ( ). A l t r e panello di r a m e puro e di piombo
metallico r i n v e n n e , anche, il Nissardi, le quali dimostrano come
quei popoli dovevano conoscere la m e t a l l u r g i a del piombo (alla
quale devesi a t t r i b u i r e la presenza del carbonato sopra accennato),
forse usufruendo in larga scala della galena così abbondante nell'isola, ed anche, per il suo vivo splendore, così a t t a a r i c h i a m a r
l ' a t t e n z i o n e . Infine, una quantità considerevole di bronzi vecchi e
tagliuzzati, un grosso recipiente, forse crogiolo, e altri particolari
(pare dal Pinza ignorati) confortano e g r e g i a m e n t e l'opinione del
Nissardi ( ). Questi fatti, e quelli p r e c e d e n t e m e n t e menzionati, non
deporrebbero p e r l ' i d e a che la Sardegna, se palesa riscontri colo
1
2
3
1
( ) Analizzato dai
Sigg. R a u x e Gouin diede
p e r r i s u l t a t i 7 8 di Cu, 9.64 d i
F e . , 2 di P h . , 6 di Si. e 0,55 di S.
2
( ) Le c a l c o p i r i t i
sono abbondanti
n e l l ' i s o l a , e, a p a r t e q u e l l e
verso i l S a r r a b a s e nel S u l c i s , s o n o
abbondanti non
dei ripostigli, per parecchie m i n i e r e
oggi
vansi qua
e là
cumuli
che
molto l u n g i dalla
trovansi
località
stesse esercitate. Presso N u r e c i
di a b b o n d a n t i s c o r i e
rameose, e
nella
Funtana
trorami-
n o s a e s i s t e u n a m i n i e r a in e s p l o r a z i o n e , con m o l t e t r a c c e di a n t i c h i l a v o r i , r i c c a
di galena,
blenda,
calcopiriti, piriti
di f e r r o e n e g l i a f f i o r a m e n t i
rame nativo.
Vedi i N . r e c e n t e m e n t e r i n v e n u t i d a l N i s s a r d i ( § 1).
3
( ) L e t t e r a del S i g n o r F . N i s s a r d i a l D i r e t t o r e del B u l l . A r c h . S a r d o i n t o r n o
ai ripostigli ecc. Non conosco però questo scritto per intero, non essendomi stato
possibile ottenerlo nemmeno
dall'A,
P E R
LA
S A R D E G N A
69
P R E I S T O R I C A
l ' O r i e n t e anche nella suppellettile enea, la debba ad artefici s t r a n i e r i
e tanto meno fenici ( ) ; e concordano meravigliosamente collo sviluppo d e l l ' i n d u s t r i a dell'ossidiana delle precedenti epoche, del quale
si è visto. Se il popolo dei N u r a g h i non pare avesse appreso a
cavar dalle galene l ' a r g e n t o , come fecero più tardi i Cartaginesi
ed i Romani, e si fa oggi; senza dubbio t r o v a r o n o , u n ' a l t r a volta,
nella generosità del suolo dell'isola, impulso alla propria ricchezza.
E se per questo bronzo era necessario lo s t a g n o ; ed idoli sardi si
r i t r o v a r o n nel Lazio, n e l l ' E t r u r i a e perfino nella Scandinavia ( ) ;
e quasi colla stessa frequenza, nella distribuzione, di quella notata
per gli arnesi d'ossidiana, vorrebbe d i r e , u n ' a l t r a volta, che i Sardi
esercitarono probabilmente, pel loro commercio, una navigazione,
l
2
3° — Ignoriamo se alcuno abbia posto m e n t e alla importanza
di questi fatti rispetto ad alcuni problemi archeologici. Le recenti
scoperte d e l l ' O r s i a Monteracello hanno confermato, nella Sicilia,
(la quale non p a r e finora abbia avuto, nò potesse avere, una propria civiltà del rame) le mirabili scoperte dei fratelli Siret nel
sud est della Spagna ( ). Hanno confermato una civiltà « che non
solo h a moltepli punti di contatto colla eneolitica ed enea della
Sicilia, ma che produceva su vasta scala lame di coltelli e pugnali a base a r r o t o n d a t a e senza codolo, simili ed anche identiche a qualcheduna di P a n t e l l e r i a ed a codesti di Monte Tabuto,
associati ad asce piatte dello stesso metallo, e (che) la ricchezza
dei giacimenti ramiferi e argentiferi, ed anche auriferi di quelle
regioni, o l t r e ad a v e r alimentato una larga produzione, deve aver
3
(!) N o n m a n c a n o S c i e n z i a t i , c o m e ad e s e m p i o F H e l b i g , c h e c r e d o n o l a c i v i l t à
m i c e n e a diffusa d a i
F e n i c i . « Se il c o m m e r c i o t r a n s m a r i n o
De C a r a ) fosse c o m i n c i a t o n e i s e c o l i a n t e r i o r i
traccia
al
dei F e n i c i (dice il
1000 n o i d o v r e m m o
n e i d e p o s i t i di q u e l l ' e t à in C i p r o ; t a n t o p i ù c h e p r i m a del
trovarne
1000 l a in-
d u s t r i a del r a m e g i à m e t t e v a C i p r o i n r e l a z i o n e c o l i ' E g i t t o , le coste d e l l a S i r i a ,
l ' A s i a M i n o r e e l ' E g e o . O r a n u l l a di f e n i c i o ». Gli H e t h . P e l a s g i n e l
i n Civ. C a t t , m a r z o
2
( ) Vedi Sarà,
CantElL;
1897.
preist.,
§ III. È s i n g o l a r e il f a t t o di u n ' a c c e t t a r e t t a n g o l a r e a
m a r g i n i r i a l z a t i « c o m u n e m e n t e se n o n in m o d o e s c l u s i v o n e l l a S a r d e g n a » ( C o l i n i , l o c . cit., X X V I , p a g . 143 e seg.). Al di l à d e l l ' A p p e n n i n o se n e r a c c o l s e u n
e s e m p l a r e n e l B o l o g n e s e , nel B r e s c i a n o , nel B e r g a m a s c o ; a l di f u o r i del n o s t r o
paese in F r a n c i a , Svizzera
U n g h e r i a . C i ò s t a r e b b e ad i n d i c a r e « i r a p p o r t i c h e
l e g a n o g i à a l l a fine d e l l ' e n e o l i t i c o e a l l ' i n i z i o d e l l a c i v i l t à e n e a l a n o s t r a p e n i s o l a ai p a e s i t r a n s a l p i n i » ( C o l i n i ) .
3
( ) F o r s e l a s c a r s e z z a dei m i n e r a l i m e t a l l i c i d e l l a S i c i l i a si c o l l e g h e r e b b e c o l l a
s c a r s e z z a di m o n u m e n t i p e l a s g i c i eli q u e s t ' i s o l a ?
70
E.
ARDU-ONNIS
puro determinata, una c o r r e n t e di esporta/ione, faci li ( a (a anche dai
rapporti etnici che intercedevano fra. Io prime popolazioni della
Sicilia e della Spagna ». Ed a questa c o r r e n t e l'Orsi attribuisce,
di preferenza che non ali orioni-aio, le armi di bronzo della Sicilia.
Isolando di passaggio che la Sardegna è stata, ancora una volta dim e n t i c a t a (come s e m p r e , malgrado anche l' ultima pubblicazione
del Pinza), è pur cosa significante che nella, produzione del r a m e ,
al lato di Cipro e della Spagna, sorga, non trascurabile centro, la
Sardegna, Ci sembra cioè, che in quel vasto passato diseppellitoci
dalle recenti scoperte sotto le civiltà orientali, che fiorivano nelle
Storie flora mostruosa improvvisa, ci pare che alla sua volta, per
giusta legge d'equilibrio, nella bilancia preistorica del Mediterraneo tenda ad innalzarsi il bacino occidentale. Ed il fatto più
significante è questo, che i centri di produzione degli oggetti metallici, che sono la fortezza della « civiltà indo-europea », nella
grossa questione che divide oggi gli Archeologi, tende, per tal modo,
ad essere ancora maggiormente spostata verso il sud. Ebbe l ' I t a l i a
meridionale u n ' e t à propria del bronzo? Tale dimanda si rivolge il
Prof. Pigorini in uno scritto r e c e n t e , al riguardo di alcune scoperte
in questa Italia meridionale ('). « Documenti sicuri, (egli dice) per
a m m e t t e r l a sono, non già gli oggetti sporadici appartenenti a quell ' e t à , ma bensì le stazioni, le tombe, i ripostigli.... Fino a qui, in
Italia, la regione nella quale t r o v i a m o r a p p r e s e n t a t a nel modo più
completo la civiltà di cui parlo e la bassa valle del Po. colle stazioni, colle necropoli e coi ripostigli dei t e r r a m a r i c o l i , i quali fondevano essi stessi gli oggetti che ci hanno lasciato. A quella regione
tien dietro immediatamente la Lombardia. Al sud dell'Appennino
invece si parla generalmente d e l l ' e t à del bronzo fondandosi sopra
un m a t e r i a l e archeologico o troppo scarso o di dubbio valore »
(pag. 67). Ma bisogna r i c o r d a r e che q u e s t ' u l t i m a regione è p u r
la meno studiata finora; e, per ciò che r i g u a r d a l a Sardegna, essa,
come sempre, ci sembra troppo dimenticata. Nella Sardegna stazioni,
necropoli, ripostigli si hanno. E si h a n n o le forme che attestano
che gli oggetti di bronzo venivano fusi nel luogo. Nella tomba ill u s t r a t a dal prof. Ridola nel comune di Matera, si r i n v e n n e r o , t r a
gli altri oggetti metallici, il pugnaletto a coltello a doppio taglio,
il pugnale a lamina t r i a n g o l a r e , l ' a s c i a di r a m e a margini r i a l z a t i ;
1
L
( ) P I G O R I N I : L'età
pag. 6 e segg.
del bronza
nell'
Italia
meridionale,
Bull, p a l e t n . , X X V ,
P E R
LA
S A R D E G N A
PREISTORICA
71
e nella stazione r i n v e n u t a dal prof. Quagliati, l ' a s c i a ad aletta, la
falce, un rasoio, oggetti caratteristici delle t e r r a m a r e . Ora, come
spiegare che alcuni di tali oggetti si rinvengono in Sardegna, coi
rispettivi coni di fusione? Oltre i bronzi arcaicissimi scoperti negli
Abruzzi, in t e r r a d ' O t r a n t o , nella Basilicata (cit. Pigorini), il Rosa,
in fondi di capanne della valle della V i b r a t a (Teramo) ne scopriva,
continuazione di quelli della etii neolitica del medesimo luogo, aventi
riscontri in a l t r i dei t e r r a m a r i c o l i (Ardi,
per l'Antr.,
II, 396).
Uno dei bronzi usciti dalla tomba della Basilicata si t r o v a anche
nella Sicilia, oltre che nelle regioni d e l l ' E g e o (il coltello a doppio
taglio a foglia) e si t r a t t a di un oggetto sparso in t u t t a l ' E u r o p a
il cui prototipo sale a l l ' e t à eneolitica (Pigorini). Il P a t r o n i riferisce
a l l ' e t à eneolitica un tipo di stoviglie della Basilicata a v e n t e una
v a r i e t à speciale di ansa cornuta (cit. Pigorini in Mon. Aut. V I I I ,
452). F r a questo neolitico, eneolitico e l ' e t à del bronzo è rapporto
di sovrapposizione o di continuità?
« Seguiamo il Brizio (dice il Pinza) nel r i t e n e r e che nel Lazio,
ed in g e n e r e in t u t t o il T i r r e n o , la civiltà di Villanova si sia sviluppata d i r e t t a m e n t e da quella eneolitica, ciò che soltanto spiega in
modo razionale come questa civiltà si r i n v e n g a talora ove non furono mai palafitte e sempre là ove fiorì la civiltà ibero-ligure ».
Ma il Pinza crede che la civiltà di Villanova « si sviluppi gradat a m e n t e da quella ibero-ligure per la introduzione di nuovi elementi
introdotti
principalmente da due c o r r e n t i , quella europea e quella
micenea o m e d i t e r r a n e a » (id. pag. 223). P e r v i r t ù di qual c o r r e n t e
spiega egli a d u n q u e i non infrequenti oggetti sardi, segnalati più
addietro, che h a n n o così evidente riscontro colla suppellettile delle
palafitte? « È singolare il caso (egli dice) della falce ad occhio non
t r o v a t a altrove ancora che in Irlanda e nella Gran B r e t t a g n a , anzi
se ne rinvengono in Sardegna le forme » ( ) . « I n t r o d o t t e d a l l ' O r i e n t e ,
(dice delle lame di pugnale) si riprodussero in Sardegna, dove ne
esistono i coni, e questi esemplari sono f r e q u e n t e m e n t e decorati a
bulino; a questo proposito nota giustamente il P a i s che gli elementi
decorativi hanno riscontro nei bronzi del Nord » (ibid. 182). « Da
un n u r a g h e della N u r r a proviene un g r a n d e rasoio r e t t a n g o l a r e fuso
tutto di un pezzo col manico.... 11 Pigorini opinò ch'esso derivi da
quello delle t e r r a m a r e , l ' O r s i vi scorse un oggetto d'importazione
1
r
( ) M o n . p r i m . S a r d , cit., col. 187.
72
E.
ÀRDU-ONNIS
greco-micenea » (ibid. 189). I o spade a lamina lunghissima e car e n a t a , dalle quali « simili o con leggerissime variali!i provengono
da s t r a t i t e r r a m a r i c o l i e inoltre dalle sepolture di Micene e dell ' E u r o p a c e n t r a l e » e t a n t a è l ' u n i f o r m i t à di tipo « che farebbe
c r e d e r e ad un centro comune » (ibid. 185), il Moni eli us crederebbe
fossero dell' Italia centrale, l'Ohnefalsche R i c h t e r , col Nane, orientali, il Colini, seguito dal Pinza, d e l l ' E g e o ('). Ciò è a dire che le
due correnti sono t u t t ' a l t r o che limpide e distinte. E sempre meno
limpide e distinte vannosi facendo ogni dì p i ù ; gli elementi comuni
crescendo anzi in modo siffatto che il Reinach ha potuto recentemente affermare « la s t r e t t a affinità fra gli Europei del Nord
ed i Micenei » ( ). Or sono essi questi riscontri dovuti a
scambi
reciproci
fra le popolazioni (mettiamo il caso) orientali di quei
tempi e quelle in possesso della così d e t t a civiltà europea, realmente esistita, solitaria, in seno a stirpi fondamentalmente div e r s e ? Esistono cioè due razze diverse in possesso della medesima
industria contemporaneamente ? 11 flusso di popoli nomadi che invase, e non una volta sola, l ' E u r o p a preistorica, come la storica,
straripando talora pur n e l l ' I t a l i a , portò seco v e r a m e n t e u n ' a r t e metallurgica dai paesi iperborei o d i là d e l l ' O r i e n t e ? Esiste presso di
2
(*) Vedi n o t a del § II a p a g . 37 I n o l t r e
V o s s e r v a z i o n e del P i n z a a col. 190
di f r a m m e n t i di p e t t i n i in b r o n z o , t a n t o n e l r i p o s t i g l i o d ' A b i n i q u a n t o in q u e l l o
di V a l e n z a c h e l a s c i a n o
conoscere
fondevano nelle palafitte. Alla
di n o n
esser molto diversi da quelli che si
corrente europea
sarebbero dovuti l ' a n s a
lunata,
il r a s o i o l u n a t o , forse il c o l t e l l o a l a m a o n d e g g i a n t e , l a r o t e l l a a d o c c i a d e s t i n a t a a d o r n a r e l a t e s t a d e g l i s p i l l o n i , l ' a s c i a ad a l e t t a e t a l l o n e e q u e l l a a c a r tocci, la spada ad
a n t e n n e , o g g e t t i « s c o n o s c i u t i (dice il P i n z a ) nei p i ù
recenti
s t r a t i i b e r o - l i g u r i ». M a e g l i a v r e b b e forse f a t t o m e g l i o ad a g g i u n g e r e « finora »;
g i a c c h é d e l l ' a n s a , del c o l t e l l o e del r a s o i o l u n a t o n o n p u ò p i ù d i r s i . Lo s t e s s o
P i n z a r a m m e n t a che q u e s t o u l t i m o t i p o (così c o m u n e n e l l e s t a z i o n i d e l l a p r i m a
e t à del ferro) è s t a t o r i n v e n u t o i n S i c i l i a ed in a l c u n e r e g i o n i d e l l ' Egeo.
Così l a
r o t e l l a a d o c c i e fu r e c e n t e m e n t e r i n v e n u t a a S a m o (ib. id., p a g . 224). N e l l ' I t a l i a
centrale e n e l l ' E u r o p a
pugnali a lama
(dice il P i n z a ) , p e r
l'idria
settentrionale
furono
r i n v e n u t e le
forme
da fondere di
t r i a n g o l a r e , m a di f o r m e c o s ì m e s c h i n e , che n o n
la origine
locale. Concediamo
volentieri
ai
deporrebbero
terramaricoli
villanoviana.
2
( ) P e r ciò
è t a l o r a difficile (dice il P i n z a )
diagnosticare la
p r o v e n i e n z a di
un o g g e t t o ; c o m e a c c a d e dei c o p r i c a p i m e t a l l i c i r i n v e n u t i d a l l ' H e l b i g in t o m b e
a p o z z o ; a t t r i b u i t i ad
influenze
micenee,
c h e il P i n z a v o r r e b b e
invece a r i a n i ;
c o m e a c c a d e del f a m o s o c i n t u r o n e , r i s p o n d e n t e così b e n e , s e c o n d o l ' H e l b i g , a i d a t i
d a l l ' epos
omerico sulla
(Bull, p a l e t n . , 1897).
flCTpYj, e sul
q u a l e r e c e n t e m e n t e si r i a c c e s e il d i b a t t i t o
P E R
LA
SARDEGNA
73
PREISTORICA
codesti popoli la tradizione e la continuità della forme di q u e l l ' a r t e ?
Invece la continuità si va essa rinvenendo ogni dì più chiara nei
monumenti, nelle a r t i , nei riti delle popolazioni primitive mediterr a n e e . Sparito l' hiatus che disuniva già il paleolitico dal neolitico ( ); accertato il trapasso dal neolitico all'eneolitico ed alle età
successive ( ) ; altra discontinuità non può esistere nelle generazioni
di questa antica, rubesta e geniale stirpe, rifiorita nei tempi e nei
luoghi ad innumerabili p r i m a v e r e . « È chiaro (dice il Pinza) che
la trasformazione della civiltà della pietra in Occidente dovendosi
ai commerci coll'Oriente.... » Invece non è c h i a r o ; invece non è
per nulla inverosimile che pur le stirpi occidentali, p e r le virtù
congenite della razza, abbiano di per se potuto r a g g i u n g e r e non
ispregevole grado di prosperità e di incivilimento. Qual sia la « varietà » di questi Mediterranei che prima l'abbia, ove che sia, raggiunta (sebbene l ' E g i t t o splenda ancora nella notte di quell'ignoto
come un faro) non è oggi, anzi, p r u d e n t e affermare ( ). Certo, siansi
partiti, questi Mediterranei,
da un vetusto tronco orientale, come
il De Cara vorrebbe, od africano ; siansi diffusi nell' Europa cent r a l e p e r le vie del Danubio o per a l t r a via ; largamente, nel
silenzio di quei secoli non n u m e r a t i , dovettero invadere addentro nel continente asiatico medesimo ( ), derivandone, per i commerci di Europa, sostanze che formano oggi l'enigma degli Archeo1
2
3
4
1
( ) Vedi a s s a i b e n e r i a s s u n t a
leolitico
al neolitico,
t a l e q u e s t i o n e in
G I U F F R I D A R U G G E R I , Dal
pa-
i n R i v . S c i e n z e Biol., II, n° 8.
2
( ) È i n u t i l e q u i r i c o r d a r e l a m o n o g r a f i a del C o l i n i p i ù volte c i t a t a .
L'ascia
p i a t t a , il p u g n a l e t r i a n g o l a r e di r a m e , le a s c e in p i e t r a l e v i g a t a , i p u g n a l i e le
p u n t e di l a n c i a
o di freccia
continuità delle forma
lavorate
a
scheggiature e ritocchi dimostrano
la
t r a d i z i o n a l e n e l l e s t a z i o n i i b e r o - l i g u r i e dei p a l a f i t t i c o l i .
V e d i s u l l a c o n t i n u i t à delle i n d u s t r i e d e i c o s t u m i , X X V I , p a g . 127.
3
( ) L ' i n t r o d u z i o n e d e i m e t a l l i , s e c o n d o il F l i n d e r s
P e t r i e , in E g i t t o , è p o s t e
r i o r e a l l ' e s i s t e n z a di q u e s t i in E u r o p a ; le m i g l i o r i f o r m e d i s t r u m e n t i
state
conosciute
prima
in Italia
e di a l c u n i
sarebbero
secoli, che n o n n e l l a t e r r a
dei-
Faraoni.
4
( ) Il S E R G I , i n Riv.
itaL
di Sociologia
( 1 9 0 1 , p a g . 253) c o r r e g g e g i u s t a m e n t e
l a c o n f u s i o n e c h e vien f a t t a d a c e r t i A A . d e l l a s u a t e o r i a s u l l a s t i r p e
mediter-
r a n e a , c o n q u e l l a d e l l ' a b a t e De C a r a . Il De C a r a
Pelasgi,
fa p r o v e n i r e
fedele a l t e s t o b i b l i c o , d a l l ' O r i e n t e . Il S e r g i , p i ù d ' a c c o r d o
lenica s u l l ' o r i g i n e degli Egiziani,
fa p r o v e n i r e
i suoi
colla tradizione e l -
i suoi Mediterrani
dall'Africa;
e v e r a m e n t e d a l l ' E g i t t o , a l l e t e r r e o r i e n t a l i , a l l e e l l e n i c h e il l e g a m e a r t i s t i c o è
patente (vedi l ' a r c a i c o ,
l'egittizzante
d e l l ' a r t e c l a s s i c a ed e t r u s c a e le r e c e n t i
s c o p e r t e di C r e t a ) . Le d u e t e o r i e p e r ò n o n si e s c l u d o n o .
74
E.
ARDU-ONNIS
1
logi ( ). Una dote, che avrebbe quasi del sovrumano, ha sempre reso
sospetti presso certi Storici e certi Critici, i P e l a s g i ; la loro ubiquità,
il rinvenirsi il nome loro e le orme loro da p e r t u t t o ; ciò che ce li
mostra t e r r i b i l m e n t e instabili e r a m i n g h i . Certo, questo popolo fu
sempre r a m i n g o ; ma l ' e r r a r e di questo Àshvero fu la navigazione,
esercitata fin da tempi ben più remoti di quello che non sia stato
creduto finora. Il De Cara ebbe una delle sue idee più geniali quando
faceva dei Pelasgi l ' a g e n t e ignoto della diffusione così larga della
ceramica preellenica e prefenicia nel M e d i t e r r a n e o ; e perchè non
a v r a n n o potuto esserlo, essi, che possedettero l ' a r t o m u r a r i a e la
metallurgica, di più larghi scambi! ( ), commerciali, industriali, etnici;
finché una genie uscita della loro progenie, tracciò in quadrato la
cinta sacra della citta eterna, simbolo della stirpe, « Flora di nostra
gente, Roma » ?
2
1
( ) L o S t r o b e l e l ' I s s e l in c a v e r n e l i g u r i , ed a l t r i A A . in a l t r e s t a z i o n i n e o l i t i c h e , h a n r i n v e n u t o c o n c h i g l i e dei m a r i a s i a t i c i . La g i a d e i t e e l a c l o r o r n e l a n i t e ,
anch'esse rinvenute
in
stazioni
preistoriche
europee,
e credute
esclusivamente
a s i a t i c h e , s e m b r a p e r ò , p e r le r e c e n t i r i c e r c h e (V. B u l l , p a l e t . i t a l . 1900), c h e n o n
manchino
in r o c c e dei n o s t r i p a e s i . Nel n e o l i t i c o , ad
ogni modo, non
abbiamo
A r i a n i in I t a l i a .
2
( ) « Il m e t a l l o (dice il C o l i n i ) e r a c o n o s c i u t o
dalle popolazioni
eneolitiche
a n c h e m o l t o t e m p o p r i m a c h e s ' i n t r o d u c e s s e l a c i v i l t à d e l b r o n z o ». La m e t a l l o t e c n i c a si diffuse d a u n o o p i ù c e n t r i « forse d e l l a c i v i l t à d e l l ' A s i a S. 0 . dove
l a m e t a l l u r g i a e r a c o n o s c i u t a s i n o da r e m o t i s s i m a e t à ». (loc. c i t , X X V I I ,
« Tanto
le
palafitte
austriache
quanto
i monumenti
sepolcrali della
131)
penisola
i b e r i c a . . , , p r e s e n t a n o , n o n s o l o nei p r o d o t t i m e t a l l i c i , ina a l t r e s ì n e l l a f o r m a , n e l l' i m p a s t o e d e c o r a z i o n e
della ceramica
e i secondi
anche
in a l c u n i
ornamenti
p e r s o n a l i , n e g l i i d o l i di p i e t r a . . . . s o m i g l i a n z e e r e l a z i o n i c o l l e p i ù a n t i c h e c i v i l t à
di H i s s a r l i k , di C i p r o e forse a n c h e d e l l ' E g i t t o . Q u e s t o f a t t o ci a u t o r i z z a a c r e d e r e c h e l ' u s o dei m e t a l l i e i p i ù a n t i c h i p r o d o t t i s i a n s i
introdotti dall'Asia »
(Id. X X V I , 25). Cioè dai P e l a s g i , s e b b e n e s i a c o s t a n t e il f a t t o c h e c i a s c u n a r e g i o n e offra u n q u a l c h e c a r a t t e r e p r o p r i o . A n c h e l ' H e l b i g , i l l u s t r a n d o coi m o n u m e n t i Vepos o m e r i c o , s t u p i s c e c o m e o g g e t t i t r o v a t i n e i p i ù a n t i c h i s t r a t i a r c h e o l o g i c i dei p o p o l i i t a l i c i , e fra q u e s t i a n c h e
di q u e l l i c o l l o c a t i n e l l e r e g i o n i
d a n e , m o s t r i n o c o n t a t t i c o s i s t r e t t i con q u e l l i
trovati
nel
suolo ellenico.
paEgli
s u p p o n e l ' e s i s t e n z a di u n a a n t i c a via t e r r e s t r e di c o m u n i c a z i o n e t r a l a p e n i s o l a b a l c a n i c a e l ' I t a l i a . Il P a i s , (Storia
della
Magna
Grecia.
A p p e n d i c e III, 423) c r e d e
c h e si a n d a s s e s e m p l i c e m e n t e p e r m a r e . F r a t t a n t o il P a i s , a n c h e in q u e s t o l a v o r o ,
c o n f e r m a di n o n p r e s t a r fede a l l a affermazione e r o d o t e a d e l l a v e n u t a d e g l i E t r u s c h i in I t a l i a d a l l a L i d i a (V. p a g , 449). A l c u n i , c o m e l ' H e l b i g , c h e si s o n o n o t o riamente sbarazzati della
a f f e r m a z i o n e di E r o d o t o , n o n vi v e d o n o c h e u n a
leg-
g e n d a s u s c i t a t a d a i F o c e s i q u a n d o g i u n s e r o d a l l a L i d i a in I t a l i a (id., p a g . 4 4 1 ) .
P E R
L A
S A R D E G N A
75
PREISTORICA
V.
1° — Io credo che se ci fosse persona che si volesse toglier
l'impresa, di scagionare i Sardi dei giudizi troppo frettolosi espressi
intorno le cose loro, egli avrebbe un bel che f a r e ; t r i s t o essendo
il destino dei paesi o degli uomini mal noti e male apprezzati. Di
ciò non v e r r e b b e g r a n m a l e ; se la fretta l a m e n t a t a non invadesse
anche i sereni domimi della scienza e perfino quelli austeri dell'Archeologia ; se non fossero talora destinati a spander radici e
fiorire principalmente quei giudizi che mai a v r e b b e r o dovuto essere seminati. Si è visto quanto sia ben radicato il concetto del
r i t a r d o delle età preistoriche in S a r d e g n a ; i n t i m a m e n t e connesso
ad un altro, quello dell' « isolamento », progenitore (non vogliamo
n e g a r e quanto possa esserci in esso di vero) dei t r e q u a r t i dei postulati antropologici, psicologici, sociologici e cosi via, divulgati sopra
quest'isola, da un certo n u m e r o d'anni a questa p a r t e . L'ultimo A.
nel quale esso si rinvenga è il P i n z a ; è il prologo, come s'è visto, del
suo lavoro ( ) : sembrerebbe che la distruzione dei boschi, il regime
delle acque, il n u m e r o e l'ampiezza delle lagune alle foci dei fiumi
sia sempre stato per questo paese tal quale, anzi peggiore, nei
tempi preistorici. U n ' a l t r a opinione, che non è assolutamente legata
coi concetti precedenti, quella delle « scarse a t t i t u d i n i m a r i n a r e sche dei Sardi », sembra grossolanamente evidente ( ) ; e la troviamo nel Pais ed in altri studiosi di discipline diverse dalle archeologiche, e m o s t r a ormai la tendenza a rendersi definitiva, con t u t t o
il peso d e l l ' i n e r z i a del luogo comune ( ). È cosa t u t t a v i a molto
e l e m e n t a r e che le condizioni sociali di un popolo non possano sempre
esserci a r r a sicura delle attitudini di esso in una epoca a n t e r i o r e
r e m o t a ; che successivamente tutti i popoli antichi navigatori, c h e
noi conosciamo, hanno cessato di essere navigatori nei discendenti,
l
2
3
1
( ) « L a p o s i z i o n e d e l l a S a r d e g n a nel c e n t r o d e l M e d i t e r r a n e o
cose che dovette
verificarsi
maggiormente
nell'antichità,
stato
per diverse ragioni
di
».
2
( ) « R e l a z i o n i ( d i c e il P i n z a , delle r e l a z i o n i dei S a r d i p r e i s t o r i c i coi paesi d'olt r e m a r e ) difficili a d a m m e t t e r s i p e r l a g r a n d e d i s t a n z a e pel c a r a t t e r e t u t t ' a l t r o
c h e m a r i n a r e s c o d e g l i a b i t a n t i d e l l a S a r d e g n a » M o n . p r i m . S a r d . cit., col. 187.
3
( ) Se n o n e r r i a m o , il p r o g e n i t o r e di q u e s t a i d e a , c o m e di a l c u n e
altre
che
h a n n o i n d i p e s a t o s u l l a S a r d e g n a (V. C o n t r i b . cit., n o t a III) è il M a n t e g a z z a n e l
s u o « P r o f i l i e p a e s a g g i d e l l a S a r d e g n a ».
76
E.
ARDU-ÜNN1S
i quali non hanno cessato di e s i s t e r e ; che la stirpe che popolò la
prima volta una grande isola deve esser stata, plausibilmente, marinara. Ma la ricerca lenta e paziente sull'oggi o s u l l ' i e r i è sempre
fatica più penosa di un apoftegma. Ora, se noi abbiamo rilevato
questi giudizi è perchè importano al nostro compito più di quanto
non sembri.
Ed anche, più di quanto non sembri, alla questione pelasgica.
Un bel giorno, ed e r a quando questi Pelasgi sembravano soffocati
senza speranza nella culla delle loro tradizioni, eccoteli sbucare di
nuovo, come fantasmi, da un monumento s t o r i c o ; nel quale, non
solo son nominati, ma dipinti. Questo monumento è la grande iscrizione di Carnac
contenente un racconto, in 77 colonne di geroglifici, della vittoria riportata sui popoli del Mediterraneo da
Meronftah, re della X I X dinastia, verso il X I V secolo prima dell ' e r a volgare. L'iscrizione, colle immagini dei popoli vinti, decorava
una piccola corte, a mezzogiorno del g r a n m u r o esterno del gigantesco tempio. In essa son ricordati come invasori d e l l ' E g i t t o alcuni
popoli appartenenti senza dubbio a l l ' A f r i c a settentrionale (fra i
quali i Tahennu,
i Rebu o Leba, i Mashuahs,
i Kebak), ed inoltre
gli Acaiasha,
i Leca i Tarsila,
i Shardana,
i Shacalasha,
gli
TJashashaii, identificati (secondo il De Rougè, lo Chabas, il Maspero,
il L e n o r m a n t ed alcuni altri) rispettivamente cogli Achei, Liei, Tirreni od E t r u s c h i , Sardi, Siculi, Osci od Ausonii ( ). Questi popoli,
avanzatisi fino ad una località detta Pashenna,
in faccia alla città di
P a b a r i s , vi si accamparono; incontratisi coll'esercito egiziano, furono
sconfìtti e dispersi. L'inscrizione riferisce la conclone del R e , prima
d e l l ' a s s a l t o ; descrive la battaglia e la v i t t o r i a ; e n u m e r a i morti, i
prigionieri, i trofei di mani e di phalli tagliati ai vinti ( ).
7
2
3
(*) Vedi in Sani,
preist,
eit. (§ III) l a l e t t e r a t u r a
di
questo
argmento.
Non
t u t t i g l i A u t o r i m i s o n o p e r ò a n c o r n o t i , p e r l a difficoltà di a v e r l i b r i q u i dove
ora mi
trovo.
(*) V e d i Sarà,
prima
preist.,
loc. cit.
volta mosso guerra
Meneptah
si s a r e b b e r o
rina egizio-fenicia,
non distrutti,
agli
coalizzate
succeduta
avrebbero
però
Second
Egiziani
il De R o u g é
sotto
Seti
i Shardana avrebbero
I ( X V s e c o l o a. C.)
le p o t e n z e m a r i t t i m e
nel d o m i n i o
conservato
occidentali
dei m a r i a i P e l a s g i .
ancora
molte
una
e sotto
contro la m a -
Questi, vinti
colonie
(Lemno,
ma
Creta,
ecc.). V. R e v . A r c h . t o m . X V I I , p a g . 3 7 .
3
( ) Vedi la traduzione
alt ägyptischer
Denkmäler
della iscrizione
in
ed a n c h e in B O R S A R I , Etruschi,
scientifica
e letteraria,
den
Iahr.
Sardi
1 8 9 1 , pag.
in D U E M I C H E N ,
1863-65
e Siculi
27-54.
Historische
an Ort und
nel
XIV
secolo,
Stelle
ecc., in
Inschriften
gesammelt;
Rivista
P E R
L A
SARDEGNA
77
PREISTORICA
Tale iscrizione non e però il solo monumento egiziano c h e
faccia ricordo di questi popoli m e d i t e r r a n e i confederati. D u r a n t e i
primi anni della X X dinastia, fondata da Ramessu I I I verso la fine
del X I V secolo avanti C , si ritrovano belligeranti di nuovo contro
l'Egitto. Nel tempio, detto oggi di Medinet Habou, elevato in Tebe
ad e t e r n a r le glorie di quel sovrano, sulle p a r e t i ove sono dipinte
e scolpite le gesta del trionfatore, e ricordata u n a nuova invasione
di popoli del m a r e . Questa tenta nuovamente di p e n e t r a r n e l l ' E g i t t o ,
non più questa volta per la vìa della Libia
ma dal lato
della
Siria, m e n t r e u n a flotta opera uno sbarco presso le foci del Nilo.
Le nazioni ricordate come partecipi a l l ' i m p r e s a sono n u m e r o s e ; fra
esse i Pelesla del mezzo del mare, cioè i Pelasgi di Creta, i Tsecri o Teucri della Troade, i Banali
o Danai del Peloponneso, i
Tursha o Etruschi, gli Uashasha
o Ausoni, i Shacalasha
o Siculi.
I due primi popoli avevano la direzione del movimento ed a loro
a p p a r t e n e v a la flotta, m e n t r e gli ultimi (è detto espressamente)
avevano fornito soltanto i g u e r r i e r i
Sono i Pelesla ed i Tursha
qui nominati i Pelasgi e gli E t r u s c h i ? I Critici, con u n a costanza
veramente inflessibile, si strinseso di nuovo in lega p e r ricacciarli
nel nulla, Sono i Shardana
gli abitanti dell'isola di Sardegna?
Il Pinza o s s e r v a : « c h e in questi ultimi siano r a p p r e s e n t a t i i progenitori dei Sardi è ipotesi da non potersi
escludere,
anzi confesso c h e sarei propenso ad abbracciarla, mostrando questo lavoro
(il suo) quanto vive fin dai tempi preistorici siano state le relazioni
fra i popoli che abitavano le coste del Mediterraneo e quanti elementi la civiltà sarda abbia con quelle coeve d e l l ' a l b a dei metalli
fiorite lungo la costa settentrionale dell'Africa e sopratutto nell ' E g i t t o , c h e perciò nei suoi antichissimi geroglifici può benissimo
a v e r conservato il ricordo di isolani della Sardegna. Ma la grande
diversità di tempo c h e intercede fra le figurine (sarde) difficilmente
anteriori al periodo d ' a r t e orientale e le sculture egizie alle quali
si allude ci dispensa dallo occuparci più a lungo delle relazioni del
(*) A n c h e n e l p o e m a d e l l o s c r i v a n o e g i z i a n o P e n t a u r s u l l a b a t t a g l i a d i K a desh, vinta da R a m s e s I I contro i Khetas dell'Asia
i prigionieri
del F a r a o n e , i ' S h a r d a n a . V e d i
MASPERO: « Hist. a n c
des
peuples
de
Minore
sono n o m i n a t i , t r a
L e n o r m a n t , loc. cit., I , 221 e seg.
l ' O r . »,
1 8 7 5 ; BORSARI, loc. cit. Le
rianti ortografiche del nome non riflettono che vocali, così che trovasi
Shardaina
e Shairdina.
va-
Shardina,
Q u e s t o n o m e , c o m e i s u c c e s s i v i , è s e m p r e s c r i t t o in s e m -
p l i c i g e r o g l i f i c i a l f a b e t i c i ; n e s s u n a difficoltà t r o v a s i d u n q u e p e r l e g g e r l o .
78
E.
ARDl'-ONNIS
tutto fittizie che si vollero r i t r o v a r e fra i S h a r d a n a dei geroglifici
ed i bronzi studiati ». Sebbene il problema, non consista esclusivamente nella possibilità di r i n v e n i r e o non r i n v e n i r e raffronti, ma
nel vedere se la interpretazione dala delle iscrizioni egiziano sia
verisimile, valeva la pena, di r i f e r i r e le parole del Pinza. Il Pais,
contro il De Pongo e lo C h a b a s , che hanno ammesso L ' i n t e r pretazione sopra accennala, a m m o n i s c e : « a t t r a t t i dalle apparenze
di splendide e novelle verità, scientifiche non si c o r r a pericolo
di p r e n d e r e dei deplorevoli abbagli, identificando nomi e popoli
affatto diversi. La somiglianza, f o n e t i c a . . . è certo assai evidente,
ina chi non vede per se solo che n o n ha che poco valore, e
che invece e necessario esaminare se era possibile
aite quei popoli lontani
si incontrassero
presso le spiagge del Delta? »
Ed anche queste parole del Pais abbiam voluto r i f e r i r e , perchè
quel savio ammonimento (sebbene il pericolo di deplorevoli abbagli
g e n e r a l m e n t e non sia corso più da chi affermi che da chi neghi
un fatto), il savio ammonimento, ed il dubbio subito dopo espresso,
sono stati finora, in realtà, le p i e t r e sepolcrali più pesanti sulla
tomba dei Pelasgi ( ). Ma l' orizzonte degli Archeologi si è frattanto
di molto allargato; i loro occhi hanno preso a r d i r e a r i m i r a r v i
l o n t a n o ; non si potrà oggi g u a r d a r e a questo passato con occhi
diversi, meno sdegnosi, poiché in quella incredulità nostra e r a un
po' di superbia?
A me (sarà superbia anche questa, o la sorella sua ignoranza)
a me questa discussione dei Sitar duna è sempre parsa strozzata.
P e r quanto ne abbia analizzato e pesato i vari argomenti, mi sembra che il nodo (come si dice) della questione si riduca ancora al
n e g a r e per partito preso la identificazione l e t t e r a l e ; al negare cioè
la prima e spontanea interpretazione p e r sostituirne u n ' a l t r a più
armonica con quei preconcetti della possibilità
che si è detta,
ce Appare più n a t u r a l e (dice il Pais) pensare a popoli più vicini
?
(!) La
Sardegna
prima
del dom.
ecc. cit,, p a g . 8.
2
( ) D u b i t a il P a i s c h e p o p o l i di s a n g u e e l l e n i c o si fossero c o t a n t o s p i n t i
m a r e , q u a n d o q u a t t r o secoli più t a r d i , ai G r e c i c h e u d i v a n o c a n t a r e Vepos
per
ome-
r i c o , p a r e v a p u r g r a n d i o s a l ' i m p r e s a di T r o i a , e d é g n a di s t u p o r e l a p a r t e n z a di
t a n t e n a v i d a A u l i d e p e r la v i c i n a s p i a g g i a d e l l ' E o l i d e . M a forse a i G r e c i
s e m b r a v a t a n t o m e r a v i g l i o s o il n u m e r o d e l l e n a v i q u a n t o il c o m b a t t i m e n t o
e r o i . In q u e s t i o n i
p o e m a e di s t o r i a .
di a n t a g o n i s m o a n c h e
una
non
degli
s e c c h i a r a p i t a d i v e n u t a d e g n a di
PER
L A SARDEGNA
79
PREISTORICA
a l l ' E g i t t o ; in tal modo sarebbe facile ad i n t e n d e r e come siansi
collegati, a t t i r a t i dalle ricchezze d e l l ' i m p e r o egiziano, che essi in
tal caso e r a n o in grado di conoscere sufficientemente » ( ) . Secondo
il Duncker, l ' U n g e r , lo H a l e v y la miglior soluzione sarebbe quella
che a m m e t t e s s e t r a t t a r s i di u n a lega di popoli libii e non a l t r o , ed
il sig. Halevy, cercando nell'onomastico libio, ha potuto r i c a v a r n e ,
con opportune dilucidazioni linguistiche, u n a serie di nomi di popoli
presso a poco corrispondente a quella riferita. O r a , poiché a noi
non è concesso e n t r a r e in una discussione filologica, osserviamo che
l ' H a l e v y non t r o v a dei popoli m a dei nomi, la cui somiglianza con
quella dei geroglifici sarebbe « oltremodo evidente » ma non altro ( ) .
Non è tuttavia meno evidente la somiglianza della forma italica
antica del nome, ad esempio, degli E t r u s c h i , colla forma egiziana.
Nella Tavola Eugubina V I I (a 12) si t r o v a :
J
2
T u race, N a h a r c e , l a b u s c e n o m n e t o t a i
Tarsinater, Tuscer, Naharcer labuscer
nommer
in cui gli E t r u s c h i sono chiamati Tursce,
Tuscer (ripetuto nella
tavola eugubina V (b. 52) ed in altre) denominazione divenuta poi
Tuscus ed Etruscus
nei Latini, e che si t r o v a nei classici greci
(Omero, Eschilo, Sofocle, P i n d a r o , Erodoto) colla forma
Turscni.
P i n d a r o scrive anzi T u r s a n i , v a r i a n t e che conserva l ' à primitivo
e c h e r e n d e più sensibile il rapporto di questo nome etnico col
T u r s h a dell' iscrizione egiziana e col Turs-co,
Tursa-co
degli Italiati, divenuto Tuscus ( ). Ma se p u r e questa analogia fosse fallace,
nel testo geroglifico sono a l t r e espressioni c h e rendon bene impro4
l
( ) C o l l i m a c o n q u e s t a I n t e r p r e t a z i o n e l' o b b i e z i o n e c h e levò
da principio il
B r u g s c h c h e q u e s t i p o p o l i f o s s e r o c h i a m a t i n e l l ' i s c r i z i o n e circoncisi;
m a il R o -
biou dimostrò l'inesattezza della interpretazione del testo.
?
( ) P A I S , loc. cit. B e n c h é o l t r e m o d o e v i d e n t e
essa è stata t u t t ' a l t r o
c e t t a t a d a t u t t i ; e ci p a r e c h e a n c o r a s i a d a r i s o l v e r e l a q u e s t i o n e
di t a l i
3
( )
nomi, a parte la traduzione
Vedi
B R E A L , Les
tables
eng.
4
( ) Il ToppYjVOc; d ' A r i s t o t e l e
che a c -
cronologica
fonetica.
E . B O R S A R I , loc.
(Polit.
cit.,
pag. 3 0 e
seg.
I l i , c a p o V , ediz. D i d o t ) , e d e g l i
tori posteriori viene spiegato colla evoluzione dell' u nella
lingua
scrit-
greca, e col
f a t t o c h e il s e c o n d o p p r e s e p e r a s s i m i l a z i o n e i l p o s t o di u n g p i ù a n t i c o . D u b b i a è l a i d e n t i f i c a z i o n e d e g l i Osci (CHACAS, Etud.
p a g . 2 5 0 e 2 9 2 ; M A S P E R O , Hist.
n o r m a n t l ' e g i z i a n o Uashaha
aur.
4
A
sur
Vantiq.
A
edizione
ediz. p a g . 4 6 2 e s e g . ) . S e c o n d o il L e -
d o v r e b b e e s s e r t r a d o t t a Ausoni.
loco cit., I, X I V ( P r e f a z i o n e ) .
ecc., 2
V e d i D ' A R B O I S DE J .
80
E.
ARl)l>ONNIS
babile l'esegesi d e l l ' H a l e v y ; e stupisce che così poco sia stato posto
mente ad esse. L'inscrizione chiama, r i p e t u t a m e n t e i componenti
la lega « popoli del mare », o delle « isole del m a r e » o del
« m a r e », i « Pelosi a del mezzo del m a r e ». Ci sembra che si fosse
t r a t t a t o unicamente di popoli libii, sebbene fossero stati abitatori
delle coste, l'iscrizione non li avrebbe così denominati, e non avrebbe
detto lega di genti libie con a l t r e che non son chiamate per t a l i ;
che non ci sarebbe stata la necessita d e l l ' e s s e r venuti questi popoli
sopra flotte; che infine avrebbe dovuto restarci traccia nei documenti egiziani di tante genti libie che fossero state in grado di
ratinar navi quante dovettero esser queste della lega. Nei documenti egiziani del X I V secolo i S h a r d a n a son distinti dai Libii ( ). Ed è pur degna, infine, di considerazione la circostanza,
che m e n t r e la p r i m a invasione assaliva l ' E g i t t o dall'Ovest, la seconda si cimentasse a l l ' i m p r e s a dal lato della Siria ( ) ; e che non
solo troviamo menzionati, in questa seconda invasione, alcuni popoli
che si identificano assai bene per « popoli del 'mare », ma gli
E t r u s c h i e i Pelasgi di Creta come padroni
della flotta, e le t r u p p e
come raccogliticce.
l
2
U n ' a l t r a opinione, precisamente quella che meno ha trovato
grazia appo i Critici, concorda meglio col testo e colla verisimiglianza; l'opinione del Maspero, il quale, se non a m m e t t e che i
popoli collegati fossero quelli che si è detto, crede però che si t r a t t i
sempre di una lega di popoli lontani e venuti per m a r e , venuti
dall'Asia minore ( ). Trascinato dall'evidenza di fatti ai quali accenneremo fra breve, il Maspero a m m e t t e frattanto che i S h a r d a n a
dell'Asia minore abbiano avuto relazione colla Sardegna e colle fig u r i n e stesse menzionate dal P i n z a ; non essendo riusciti a stabilirsi
in Egitto, essi avrebbero navigato al paese chiamato poscia Sardegna
3
1
( ) Nel p o e m a di P e n t a u r è d e t t o c h e u n a l e g i o n e di S h a r d a n a fatti
prigio-
nieri da R a m s e s I I servivano come ausiliari n e l l ' a r m a t a egiziana, e che i
d i s c e n d e n t i si t r o v a v a n o a n c o r a s o t t o R a m s e s I I I . N e l p a p i r o
d e t t o : « I S h a r d a n a c h e aveva r i c o n d o t t o il t u o v a l o r e
h a n n o fatto
i l o r o ( p r o p r i ) p a r e n t i ». Vedi a n c h e d'ARnois DE J O U B À I N V I L L E , Les
de l'Europe
prigionieri
prem.
Habit.
ecc., p a g . 8 5 e seg. E i m p o r t a n t e il f a t t o di t r u p p e m e r c e n a r i e g i à
i n u n a e p o c a t a n t o r e m o t a e di g e n t i così l o n t a n e . P a r e c h e i S h a r d a n a
iscrizione egiziana) avessero splendide armi.
2
( ) V . L E N O R M A N T , Hist.
3
loro
A n a s t a s i n.° 2 è
( ) V. Hist.
des peuples
anc.
cit.,
de l'Orienta
9
a
ediz., voi. I I , c a p o 4°, p a g . 7.
5
a
ediz,, p a g . 2 4 9 .
(della
P E R
L A
SARDEGNA
81
PREISTORICA
dal loro nomo. N a t u r a l m e n t e bisogna t r o v a r e un altro esatto riscontro, a ciascun nome citato per lo addietro, in popoli dell'Asia
m i n o r e ; e se per i Sliardana la ricerca non è difficile poiché la
radice Sarei si trova assai ben conservala in quella città che in
tempi storici si chiamò Sardi, lo stesso non può dirsi dei popoli
restanti. Che t r a l'Asia minore e la Sardegna abbiano esistito, in
tempi lontani, rapporti evidenti e non negati mai da nessun Archeologo, in questo lavoro stesso abbiamo potuto vedere, sebbene
di sfuggita. Che gli Helhei-Pelasgi fossero in grado di « conoscere
sufficientemente » le ricchezze d e l l ' i m p e r o egiziano non è m a r a v i glia, poiché una moltitudine di essi aveva già invaso l ' E g i t t o a l t r a
volta (secondo il D'Arbois, 2000 anni a. C ) , come ha tanto bene
chiarito il De Cara ( ). E per queste ragioni siamo convinti che
nella ipotesi del Maspero possa essere molto di vero. Ma se essa
risolve assai bene la provenienza dei Sliardana e dei Pelasgi, non
spiega del pari quella di t u t t i gli altri « popoli del m a r e ».
« Il Tursha è l'iniziatore della g u e r r a , » (si legge nella 1 4 colonna della già citata inscrizione di Carnac) ; « ciascuno dei g u e r r i e r i
ha seco portato la sua moglie e i suoi figli » ( ). Ora nessun altro
popolo dominava i m a r i del bacino orientale dei Mediterraneo, prima
delle m a r i n e di Tracia e di Fenicia; questi T u r s h a non possono
esser a l t r i all'infuori dei Pelasgi T h u r s a n i , i quali nel Mediterraneo occidentale eran destinati più tardi a diventare il t e r r o r e
delle navi greche. Invece secondo il Maspero, il loro dominio sarebbe ben poco stato esclusivo. E se p e r i Siculi il Maspero trova
un nome corrispondente fra popoli dell'Asia minore, in quello della
città di Sagalasso nella Pisidia, gli abitanti di questa Sagalasso
non ci hanno però t r a m a n d a t o la fama di u n ' a r d i t a navigazione
come i Siculi han fatto ( ). La « impossibilità » di cui si è detto
resterebbe quindi t u t t ' a l t r o ch'eliminata. Se per ciò crediamo cosa
pressoché dimostrata che il popolo dei N u r a g h i sia venuto dall ' O r i e n t e , e forse dalle regioni ove fu Sardi, il t r o v a r s i dei Shar1
a
2
3
(*) Gli
Hylisòs
ecc. R o m a , 1 8 9 9 . È b e n e q u i r i c o r d a r e
C a r a di P r o t o e D e u t e r o p e l a s g i ( P e l a s g i
l a d i s t i n z i o n e del De
Thursana).
2
( ) L e t t e r a l m e n t e il b r a n o v e n n e cosi t r a d o t t o : « T y r r e n u s c e p e r a t c a p u t b e l l i
t o t i u s B e l l a t o r o m n i s r e g i o n i s e i u s a d d u x e r a t u x o r e m (et) l i b e r o s
DUEMICHEX,
Op.
cit.
tav.
II,
1.
s u o s ». Vedi
14.
3
( ) Ottfried M ù l l e r h a d i s c u s s o p a r e c c h i b r a n i d e l l ' Odissea
n a t i i S i c u l i c o m e d e d i t i al c o m m e r c i o d e g l i
in c u i s o n o n o m i -
schiavi, abitudine che
mostra
t e n d e n z a a l l a c o r s a m a r i t t i m a ( d a l B o r s a r i cit.).
6
la
82
E.
À R D U - O N N I S
dana insieme coi Siculi nella lega suddetta ci fa propendere per
l ' i d e a che gli uni come gli altri non siano partiti in g u e r r a cont r o l ' E g i t t o da un porto d e l l ' O r i e n t e . Beninteso quando al Maspero si conceda che i Shardana, dopo la sconfìtta sofferta dagli
Egiziani, siansi trovati in grado (e non pare avesser la direzione
della flotta) di c o r r e r e i rischi di u n ' a l t r a invasione ( ), poiché la
Sardegna nel X I V secolo a. C. non e r a inabitata ( ). I PelasgoThursani c e r t a m e n t e non avevano guadagnato ancora, l'Italia (i Siculi sembrano, con ogni verosimiglianza, esser stati di stirpe ligure)
ciò che concorda col fatto da noi a l t r a volta osservalo che l ' a r c h i t e t t u r a e t n i s c a propriamente detta si mostra (nella tecnica più progredita) posteriore a quella dei N u r a g h i . Giacche ci sembra innegabile, se il popolo che innalzò questi monumenti fu pelasgo, che
i primi di essi dovei toro esser opera di Protopelasgi e non di Thursani, secondo ciò che si è visto; e che le varie tecniche di costruzione mostrino non una, ma due almeno
migrazioni
pelasgiche
in Sardegna
( ). Nell'epoca d ' a r t e orientale, alla quale il Pinza riferisce le statuine di bronzo, e nella quale si hanno in E t r u r i a le
1
2
3
(*) V e d i l a s t r a g e c o m p i u t a d a l Faraone» nel t e r r i b i l e e n u m e r a m e n t o dei m o r t i ,
dei
prigionieri,
rebbe
c h e dei
dei t r o f e i
confederati
lontanati dalla
flotta.
di m a n i
e di
fosse s c a m p a t o
phalli
troncati,
nessuno,
forse
così c h e
non
par-
t r o p p o essendosi
al-
E d è s o r p r e n d e n t e la s o m m a a l l a q u a l e s a r e b b e g i u n t o il
l o r o e s e r c i t o . S o l t a n t o dei R e b u si h a il t r o f e o di 6 3 5 9 p h a l l i e di 6 1 0 3 di u n
a l t r o p o p o l o , del q u a l e è c a n c e l l a t o il n o m e n e l l a i s c r i z i o n e ( p e r le m o l t e l a c u n e
di q u e s t a m a n c a n o le cifre dei S h a r d a n a ) . F r a i p r i g i o n i e r i s o n o m e n z i o n a t e
le
d o n n e ed i figli dei n e m i c i , ciò che f a r e b b e p e n s a r e di n u o v o a l l ' i n t e r a d i s f a t t a
d e i c o n f e d e r a t i . L ' i m p r e s a di T r o i a r i c o r d a t a d a l P a i s n o n
è stata
d u n q u e uè
il p r i m o n è il m a s s i m o sforzo g u e r r e s c o per m a r e , in q u e i t e m p i , e V i m p o r t a n z a
del f a t t o r i m a n e , q u a l u n q u e p o s s a essere s t a t a l a p r o v e n i e n z a di q u e i p o p o l i ; a i
q u a l i n o n m a n c ò l a s t o r i a , sebbene ne s i a n o p e r i t i i r i c o r d i .
2
( ) Un'altra
opinione, che h a
lo stesso significato
è l ' o p i n i o n e d e l B r u g s , il q u a l e vede n e l l a
lega
una
del C a u c a s o o d e l l a C o l c h i d e ; a p r o p o s i t o dei q u a l i
di q u e l l a
del
confederazione
Maspero,
di
popoli
il L i b l e i n , n o t a n d o q u a n t o
essi s i a n o s t a t i poco famosi n a v i g a t o r i , d i c e : « m a i s c e r t a i n e m e n t il n ' y a
per-
s o n n e q u i p a r t a g e c e t t e o p i n i o n ». In q u a n t o a l l e c o n f o r m i t à dei n o m i d e l l a i n s c r i z i o n e c o n l i b i c i , il L i b l e i n a s s i c u r a c h ' e s s a è c o s a t u t t ' a l t r o c h e c e r t a .
3
( ) « In q u e s t e m i g r a z i o n i d a l l ' A s i a i n E u r o p a (dice il C u r t i u s n e l l a p r e i s t o r i a g r e c a ) d o b b i a m o d i s t i n g u e r e d u e e p o c h e ; la c o r r e n t e più a n t i c a s e g n a il p a s s a g g i o di q u e l l e g e n t i che f u r o n o c o n s i d e r a t e c o m e p r e c o r r i t r i c i degli E l l e n i , o s s i a p e l a s g i c h e . . . . Q u e s t a p r i m a i m m i g r a z i o n e c o s t i t u i s c e il t r o n c o p i ù a n t i c o d e g l i
a b o r i g e n i del q u a l e a v e s s e r o n o t i z i a g l i a n t i c h i , s o n o i figli del negro
Storia
Greca,
suolo..,.
»
I, § II, p a g . 34). S e b b e n e il C u r t i u s r i t r o v i q u e s t i P e l a s g i in t u t t o
PER
LA
SARDEGNA
83
PREISTORICA
costruzioni simili alle nuraghiche, in Sardegna i misteriosi monumenti coprono l'isola intera, e son giunti ai più meraviglioso sviluppo; così numerosi che neppur l'Oriente serba tante m u r a ciclopiche come serba questa t e r r a , Aera Pelasgia.
2. — Dobbiamo qui r i p a r a r e ad una omissione nella quale
siamo volontariamente incorsi nel già troppo lungo § I di questo
scritto, che non è b r e v e ; quella d e l l ' e s a m e dei risultati ottenuti
dal Pinza nella interpretazione del gruppo delle figurine bronzee
(i così detti idoli fenici) di cui la Sardegna e così ricca ( ). Egli
riconosce in tutto queste figurine uno stesso periodo artistico; poi
che numeroso particolarità stilistiche le ricollegano. Certi pugnali
di cui sono a r m a t e alcune di esse non si riscontrano se non in
Sardegna, dimostrando che gli artefici di queste statuette hanno
modellato soggetti sardi. N e l l ' e s a m i n a r e la n a t u r a dei capi di vestiario di queste figurine, il Pinza nota una disposizione che ricorderebbe la stola indossata ancor oggi dagli individui di una classe
privilegiata in Àbissinia ( ); ed un abito simile si vedrebbe indosso
1
2
il m o n d o g r e c o , e g l i n o n crede t u t t a v i a c h e a b b i a n o a v u t o , p r i m a dei F e n i c i , i m p o r t a n z a di p o p o l o n a v i g a t o r e . À n c l r e g l i n o n crede p o s s i b i l e l a g u e r r a di T r o i a
( p u r a m m e t t e n d o n e il f o n d a m e n t o
parendogli
che p o t e s s e
s t o r i c o ) , p r i m a d e l l e m i g r a z i o n i d o r i c h e , non
p r i m a esistere q u e l l a
s u p p o n e ( § III, p a g . 137). E f r a t t a n t o
compagine
egli stesso t r o v a
nazionale cui
l'Iliade
n e l l ' I l i a d e lo s p e t t a c o l o
di u n m o n d o a d u l t o , e c r e d e c h e i p o p o l i c h e si t r o v a r o n o c o l l e g a t i c o n t r o l ' E g i t t o
s i a n o a s i a t i c i . Nò si c o m p r e n d e p e r c h è egli t a c c i a , a q u e s t o p r o p o s i t o , dei S i c u l i
e dei S a r d h a n a e d e g l i A u s o n i ; e d u b i t i che i Pelasa
C h a b a s , i P e l a s g i , c h ' e g l i stesso
ricorda,
p o s s a n e e s s e r e , s e c o n d o lo
in q u e l l ' e p o c a , e s i s t e n t i , s e b b e n e i n s u l l a
v i a del t r a m o n t o . M a q u a n d o il C u r t i u s s c r i v e v a n o n p o t e v a a v e r e d e l l a p r e i s t o r i a c l a s s i c a c o n c e t t o p i ù l a r g o . V e d i E r o d o t o (I, 94) dove n a r r a di u n a
carestia
c h e a v r e b b e d e v a s t a t o la L i d i a ed o b b l i g a t o il r e A r d i a s p e d i r e s o t t o l a g u i d a
del figlio T i r r e n o m e t à d e l l a n a z i o n e in l o n t a n i p a e s i . L a t r a d i z i o n e h a s e m p l i ficato
il fatto s e c o l a r e ; p o i c h é q u e l l e m i g r a z i o n i , c o m e a n c h e il C a r t i u s avverte,
d o v e v a n o f a r s i « p e r p i c c o l e s c h i e r e ».
(*) Mon.
prim.
Sard.
cit.,
col. 197 e s e g . N o n è q u i il l u o g o di r i p e t e r n e l a
d e s c r i z i o n e . V. A t l a n t i L a M a r m o r a e P i n z a .
(*) Q u e s t o raffronto s a r e b b e d o v u t o a l C o l i n i . L ' a s t a a s s a i l u n g a c h e si s c o r g e
in u n a f a r e t r a p o r t a t a a d a r m a c o l l o d a u n a
di q u e s t e
figurine,
ricorderebbe al
P i n z a i g i a v e l l o t t i s i m i l i dei b a s s o r i l i e v i a s s i r i . N o n c r e d i a m o c h e i s o l c h i delle
s p a l l i n e di q u e s t i g u e r r i e r i s t i a n o ad i n d i c a r e il p e l o del c u o i o ;
p e r c h è si r i n -
v e n g o n o n e g l i s c u d i , dove s a r e b b e r o v ì m i n i , e n e l m a n t e l l o , e a l l o r a
p i e g h e d e l l a stoffa. I s o l c h i e r a n o forse
ottenuti
ad
arte,
sarebbero
se le s p a l l i n e e r a n o
m e t a l l i c h e ( c o m e p a r e fosse l ' a r m a t u i a o q u a l c h e p a r t e d e l l ' a r m a t u r a dei S h a r d a n a ) .
N o n ci p a r e
felice
il c o n f r o n t o
delle
piccole corazze
che
coprono
c o r p o di q u e s t i g u e r r i e r i , colla m a s t r u c a del p a s t o r e s a r d o o d i e r n o .
parte
del
84
E.
ARDU-ONNIS
ai Shardana
dei bassorilievi
egiziani.
In ({iiestc s t a t u e t t e si r i t r o vano quegli stocchi lunghissimi restituiti in tanta- copia dai ripostigli d'Abini (vedi § 1), e che hanno i Shardana.
Questi guerr i e r i hanno 1' elmo cornuto, lo scudo rotondo, gli straccali o spallacci, che, discendendo da ciascuna spalla, sostengono sul petto una
p a r t e del vestiario, e si volano in alcune rappresentazioni
egizie
dei Shardana,
L'età, loro sarebbe quella stessa delle navicelle,
di cui si è visto, essendo « quasi certo che la produzione delle figur i n e si rannodi a quella delle b a r c h e t t e , le quali si ritrovano così
nel ripostiglio d'Àbini come in quello di Valenza » (col. 213). Questi prodotti, cioè, « devoti ero fondersi in un medesimo periodo di
tempo, sulla durala del quale non abbiamo dati sicuri » ( ), ma che
non può esser stata minore di quella che si è argomentato per i
N u r a g h i . Già il La M a r m e r à aveva notato che « ciò che colpisce
a primo sguardo quando si esamina, l ' i n s i e m e di queste collezioni
(delle figurine) è il tipo e c a r a t t e r e comune che offrono t u t t e quante
queste figurine » ; e lo stesso giudizio manifesta lo Spano ( ). Anche
il Pais confessava che le figure che r a p p r e s e n t a n o i S h a r d a n a nelle
inscrizioni egiziane « sembrano l ' i m a g i n e di questa classe d'idoletti » ( ). Vengono notate differenze; ad esempio quella che le
figurine sarde non portano una piccola sfera al sommo d e l l ' e l m o
(Pais); e quella che i S h a r d a n a dell'inscrizione vantano baffi e
?
3
4
(*) CHAMPOLLION, Mori,
de l' Egypte,
pi. XXVIII, Pierrot
et C h i p i e z , IV,
pa-
g i n a 1 4 , fìg. 4 .
2
( ) « Se si h a p r e s e n t e , ( e g l i d i c e ) , ciò c h e a b b i a m o e s p o s t o s u l l a g e n e s i dei
r i p o s t i g l i d ' A b i n i , l ' a s s o c i a z i o n e di m o l t e f i g u r i n e
ad
a l t r e di t i p o
certamante
a n t i c h i s s i m o p o t r e b b e r i t e n e r s i del t u t t o c a s u a l e e fittizia, p o t e n d o a l c u n e d e r i v a r e d a s t r a t i p i ù r e c e n t i » (col. 214). L ' a s s o c i a z i o n e c a s u a l e n o n t o g l i e c h e i d u e
t i p i r i v e l i n o , a l l a l o r o v o l t a , l a l u n g a d u r a t a del p e r i o d o del b r o n z o i n
Sarde-
g n a , n e l q u a l e si e r e s s e r o i N u r a g h i . « S t r a n a
( o s s e r v a il P i n z a
per una
bar-
c h e t t a s u l l a q u a l e si s c o r g e u n a
sembrerebbe
scimmia)
non
figurina
che
una
t r o v a n d o s i i n S a r d e g n a a l c u n a t r a c c i a di s p e c i e a n t r o p o i d i ». L a s t r a n e z z a n o n ci
sembra
però soverchia.
Il
La M a r m o r a aveva n o t a t o
il « D r a c o v o l a n s »
che
s a r e b b e « a n i m a l e e s c l u s i v a m e n t e a s i a t i c o ».
3
( )
LA
di bronzo
MARMORA,
ecc.,
loc. cit., II, p a g .
173.
SPANO,
Memoria
sopra
alcuni
idoletti
1 8 6 5 , pag. 1 5 .
4
( ) Il P a i s o s s e r v a p u r e c h e le c o r n a d e g l i e l m i dei S h a r d a n a n o n
sarebbero
o r n a m e n t o caratteristico, poiché posseduto in molte epoche dai g u e r r i e r i
(Ripost,
di
corna
bronzi
di
Abini,
§ III). F r a t t a n t o
nel
monumento
egiziano
queste
n o n s o n o p o r t a t e che dai S h a r d a n a . Credo n o t e v o l e che n e g l i s c a v i di M i c e n e lo
S c h l i e m a n n a b b i a r i t r o v a t o u n vaso a r c a i c o s u l q u a l e s o n o d i p i n t i a l c u n i g u e r rieri coli'elmo cornuto.
PER
LA
SARDEGNA
85
PREISTORICA
barba, che sono scarsi nelle statuine (Pinza). Ma e vero tuttavia
che alcune figurine hanno una sfera, alla estremitìi delle corna
dell'elmo (vedi in Pinza, tav. X I I , fig. 7 ) ; che non manca assolutamente ogni traccia di barba (vedi ibid. fig. 6), e ci sembra
che questa barba (come i capelli) sia forse un particolare trascurato dallo artefice. Ma pur esistessero non queste ma maggiori differenze, i riscontri riferiti non cesserebbero d a l l ' e s s e r meravigliosi;
anzi ci sembra n a t u r a l e e necessario che queste si r i t r o v i n o . Lo
stesso Pinza, il quale non crede, come s'è visto, alle « relazioni
fittizie che si volessero t r o v a r e » trova un nuovo raffronto (quello
dell'abito). Senza continuare in un tema già r i p e t u t a m e n t e ed ampiamente t r a t t a t o , è possibile dare una spiegazione dei singolari
riscontri, la quale elimini ogni possibilità di rapporti t r a i Shardana
egiziani e la Sardegna? 0 piuttosto, la singolarità non esisterebbe
nel p r e t e n d e r e singolare un fatto che sarebbe semplicissimo ed
eloquente? Se i Sardi non sono i Shardani, e non hanno mai avuto
rapporto cogli Egiziani, come potevano fondere statuette simili alle
figure dei bassorilievi di questo popolo? È questo un nodo gordiano,
un rebus edippeo ( ) ? Se fu e r r o r e (scusabile del resto nel tempo
in cui veniva commesso) la creduta presenza di popoli egiziani in
Sardegna, ( ) potevano i Fenici fondere queste figurine? E a chi
altri a t t r i b u i r l e dopo di essi? Ripeterebbe oggi il Pais « è quasi
assurdo il supporre che i Sardi, prima della v e n u t a dei Fenici
nel loro paese, fossero in grado di modellare tali oggetti, che essi
conoscessero l ' a r t e della fusione, e che avessero modo di procurarsi
1
2
(') A v r e b b e v e r a m e n t e del m i r a c o l o s o , se fosse casuale,
u n a somiglianza come
q u e l l a c h e si è v i s t a ; n o n m e n o d e l l a p e r t i n a c e c o r r i s p o n d e n z a , p e r d u e volte, d e l l a
o m o n i m i a di t a n t i p o p o l i ; fatti s o p r a n n a t u r a l i s u s c i t a t i p e r n e g a r e u n a
interpre-
t a z i o n e n a t u r a l e . A l t r i r i s c o n t r i si p o t r e b b e r o a n c h e r i c o r d a r e , c o m e a d e s e m p i o
q u e l l o del m o d o di d i s p o r r e i c a p e l l i i n t r e c c e i n c e r t e s t a t u i n e , che s a r e b b e s t a t o
o s s e r v a t o dal L a M a r m o r a a n c o r a ai s u o i g i o r n i in c o n t a d i n i s a r d i ; o s s e r v a t o a n c h e d a l B r e s c i a n i in u n a s t a t u i n a
e t r u s c a . La
p a r o l a Ionio
significherebbe, s e -
c o n d o l ' O p p e r t , « u o m i n i d a l l e l u n g h e t r e c c e ». In C u r t i u s , l o c . cit., p a g . 4 5 , N o t a .
2
( ) Q u a n d o lo S p a n o , il C r e s p i , E E l e n a ed a l t r i c r e d e v a n o a q u e s t i
in S a r d e g n a , i c a r a t t e r i
accertati.
«
Il
prof.
dell'arte
Helbig
fenicia
(dice
il
non
Pais,
erano
ancora
ammiratore
di q u e s t o
con q u e l l a a c u t e z z a di m e n t e e h ' è u n o dei s u o i
principali
ad a c c o r g e r s i d i q u e s t o
pagine
fatto
e scrisse
delle
i n t e r e s s a n t i e c h e c o n v i n c o n o c h i u n q u e n o n si l a s c i
g i u d i z i o d a q u e i r a m o r p r o p r i o di c a t t i v o
Sardegna).
genere,
m e r i t i , fu
sopraffare
da
popolo
noti e
scienziato)
che resteranno
e c c . (Il
Egiziani
pienamente
il
primo
sempre
fallaci
egiziano
prein
K.
ARDl'-ONNIS
x
dolio stagno.... »? ( ) Al proposilo di duo s t a t u e t t e di bronzo trovalo
Vuna a Tirili lo e L'altra a Micene, in tulio simili ad una del
L o u v r e proveniente dall'Asia minoro, (le quali, se non e r r i a m o
h a n n o qualche linea di rassomiglianza collo sarde), il De Cara osserva, seguendo il P e r r o t , che il tipo ne dovette essere popolarissimo nell'Asia Minore. « Non pertanto siamo di p a r e r e (egli dice)
che queste s t a t u e t t e od idoli che si vogliono diro, rappresentano a
Tirinto, a Siicene la stessa divinità che rappresentano nell'Asia
minore, il dio cioè sovrano e g u e r r i e r o , che sotto il nome di Set,
v e n e r a v a n o gli Hethei della, Siria, della. Cappodocia, e i loro fratelli
Ilyksòs in Egitto » ( ). Rappresentano esso le s t a t u e t t e sarde niercenarii
cartaginesi
(Pais) che in tali bronzi si sarebbero fatti
r a p p r e s e n t a r e in ex volo del ritorno in p a t r i a ? ( ). E allora supponibile che quei m e r c e n a r i siano stati p e r lo meno condottieri
vittoriosi o legionari arricchiti dal b o t t i n o ; e resterebbe da spiegare
la circostanza che non t u t t e le s t a t u e t t e son di g u e r r i e r i . 0 sono
idoli? Ha importanza (io credo) definirne il significato; poi che da
esso dipenderebbe, ad esempio, la soluzione della difficolta t r o v a t a
dal Pinza, della sproporzione dell' età loro rispetto a quella della
iscrizione di Carnac. Se queste figurine sono idoli e non ex voti
la difficoltà si d i l e g u e r e b b e ; poiché non rappresentando esse un
umile soldato ma un Dio, od un eroe divinizzato, reduce (o forse
non r i t o r n a t o mai) da una g r a n d e impresa leggendaria, non ò cosa
inverosimile che ne sia stato plasmato il simulacro dai tardi epigani ( ). E per tal modo le differenze r i s c o n t r a t e fra queste postume imagini (Lari? Penati?) ed i S h a r d a n a , sarebbero, non che
ragionevoli, necessarie.
2
3
4
P e r ciò che riguarda le b a r c h e t t e (altri e x v o t i ) , e nostra
opinione (la esponiamo, per quanto poco valore le possa v e n i r e
da noi) che non siano se non l u c e r n e ( ), e se fossero ex voti
5
l
()
Loc.
cit.,
pag-. 9(3.
9
( ) D E C A R A , Ilethci
D E C A K A , dr.
(/'} Loc.
Catt.,
cit ,
a
ecc. cit.,
p a g . 2 4 5 e Perrot
et Chipiez.
eli. voi. IV e V I .
A p r i l e 1897, p a g . 178.
c a p o IV, p a g . 7 3 . Ài p r o p o s i t o dei m e r c e n a r i p r e s i d a l l a S a r d e g n a
d a i C a r t a g i n e s i nelle g u e r r e c o n t r o D i o n i g i .
4
( ) Lo S P A N O , in Mera,
sopra
alcuni
idoletti,
ecc.
a pag.
8, n o t a n d o
come
a l e ine di q u e s t e s t a t u e t t e a b b i a n o p i ù o c c h i e p i ù b r a c c i a , g i u s t a m e n t e si a p p o n e
c h e esse a b b i a n o p o t u t o r a p p r e s e n t a r e d e l l e d i v i n i t à .
5
( ) Il P i n z a
tralascia
l'interpretazione
b a r c h e t t e o p i u t t o s t o l u c e r n e >. V. loc. cit.,
di q u e s t i
o g g e t t i ; « se fossero
p a g . 195.
vere
PER
LA
SARDEGNA
87
PREISTÒRICA
che lo siano stati di semplici navigatori, offrendo la navigazione,
in quei tempi, pericoli non minori della g u e r r a . Ciò è a dire che
esse non abbiano a che v e d e r e coi Sbardana, come quelle a l t r e
statuine le quali sembrano r a p p r e s e n t a r e concetti e persone non
di g u e r r a , bensì sacerdoti, agricoltori, cacciatori, ed a n c h e donne
( L a r i ? P e n a t i ?). P e r c h è 1' età loro, q u a n t u n q u e si riscontri in
ognuna la stessa tecnica e li stessi motivi artistici (e t u t t e appartengano ad uno stesso periodo di tempo) deve esser stata diversa, e credo che non sia, oggi, facilmente precisabile. Non è
certo il P i n z a che potrà dirci quale sia stata la d u r a t a del periodo che produsse queste opere d' a r t e , sebbene abbia concesso
debba essere stato lunghissimo. Risultato al quale ci ha condotto
lo studio dei N u r a g h i , che possono esser stati per il Pinza così
premicenei come micenei come del terzo periodo siculo ( ) ; fatto
che armonizza con ciò che si si è visto delle costruzioni pelasgiche
del Lazio e colla « ubiquità » dei Pelasgi. Ci troviamo u n ' a l t r a volta,
per molte risultanze, condotti ad a m m e t t e r e la d u r a t a insigne d ' u n o
di quei periodi preistorici, cui già eravamo assuefatti includere in
poche centinaia d ' a n n i . I seimila anni della creazione mosaica
diventano sempre più angusti. Le gigantesche civiltà orientali, cresciute sopra un suolo nel quale è stata r i n v e n u t a la stessa età
della pietra delle contrade occidentali, ci dicono la lunga d u r a t a
d e l l ' e t à del bronzo nel M e d i t e r r a n e o ; d u r a n t e la quale l ' E g i t t o
fu t r i b u t a r i o pel r a m e di Cipro, e forse della S a r d e g n a , e dei paesi
occidentali per lo stagno. La P r e i s t o r i a confluisce nella storia non
più come un rivolo, ma come un altro larghissimo fiume. « Io
appartengo oggi a quella minoranza di studiosi (confessa il P a t r o n i
in un suo r e c e n t e lavoro) i quali sono convinti che le date che
si assegnano comunemente son troppo basse; i periodi successivi
delle forme delle civiltà umane hanno avuto bisogno di d u r a r e più
1
x
( ) « S i a m o giunti alla m e d e s i m a c o n c l u s i o n e , cioè a l l a o r i g i n e p r e m i c e n e a
ed e n e o l i t i c a d e l l a m a g g i o r p a r t e d e g l i e l e m e n t i c h e s e m b r a n o r i c o l l e g a r s i a l l a
l o r o c i v i l t à » (col. 235). « O r a r i s p e t t o a l l e s i m i l i c o s t r u z i o n i egee e s p a g n u o l e ,
questi N u r a g h i costituiscono un grande progresso, per cui i nuraghi più c o m plessi dovrebbero essere posteriori almeno alle meno progredite delle celle a
f o r m a delle c i c l a d i (col. 237) c o r r i s p o n d e n t e al I p e r i o d o s i c u l o ». « P e r a l t r o , s i c c o m e n u l l a vi h a di s i c u r o r i g u a r d o a l l a p o s i z i o n e c r o n o l o g i c a r e l a t i v a , p o s s i a m o
e s a m i n a r e l ' i p o t e s i se i n u r a g h i si e r i g e s s e r o a n c o r a in u n a e t à p a r a l l e l a a l III
p e r i o d o s i c u l o o a q u e l l o d ' a r t e o r i e n t a l e del b a c i n o del T i r r e n o » (col. 2 3 7 ) .
S8
E.
ARDU-ONNIS
lungamente di quello che o r d i n a r i a m e n t e si erede » ('). Criterio
di Biologo, che non guasta in un dotto d ' A r c h e o l o g i a .
3
Alla Sardegna preistorica c h ' e m e r g e logicamente da
questi fatti, contrasta però un'altra Sardegna, vale a dire quella
di alcuni Scrittori. I Sardi non sono mai stati n a v i g a t o r i ; r i s o l a
loro è sempre mai stata scissa dal v i v e r civile; la malaria, incubo mortifero, ha gravato in ogni tempo sopra di essa. E che in
ciò sia del vero, molto e doloroso vero da molli anni, troppi anni
oramai, è cosa s i c u r a ; io resto però dubitoso sul sempre, non scorgendomi dinnanzi aperto e sensibile il iompo trascorso come il presente. Non si direbbe che la Sardegna sia stata ognora esclusa dalla
navigazione e dai trattici del mondo, posta come essa fu precisamente sulla via commerciale degli Antichi, t r a i paesi occidentali
dello stagno e del r a m e e l ' O r i e n t e , generosa produttrice di metalli
essa stessa; se pure nelle vene dei suoi abitanti non avesse fluito
il sangue dei primi e più famosi navigatori del mondo. Forse noi ci
inganniamo un poco sull'estensione e sul valore del fenomeno « isolamento », in particolar modo per i tempi che furono. Il D'Arbois
de Joubainville, dopo a v e r mostrato un pizzico di scetticismo, come
prudenza ed esperienza comandano, sulle tradizioni classiche ch'egli
così sapientemente integra, conclude (in una delle prefazioni del
suo libro più volte citato): « Ciò che però è certo è che il mondo
antico e stato assai mobile; che specialmente la geografia politica
vi ha cangiato assai sovente, forse anche più sovente che nei tempi
moderni ». E t u t t a v i a l ' E g i t t o , quando splendeva innanzi a t u t t i
gli altri popoli civili, non è stato meno isolato sulle rive sacre del
suo Nilo, di quello che lo siano state la Sardegna e la Corsica nel
centro del Mediterraneo. E forse non erano più prossimi ai « focolai del v i v e r civile » i poveri gruppi umani perduti nelle gole
montuose del continente europeo, di quello che fossero gli aspri
abitatori della selvosa Sardegna. Età s a t u r n i a ! Alcuni fatti, per alt r a via che non quella delle induzioni archeologiche, sembrerebbero infine dover smentire i giudizii che inchiodano l' isola pure nel
passato alle sciagure p r e s e n t i , tralasciando di quelli che hanno
già pensato anche al futuro. In alcune r i c e r c h e di geografia moa
]
( ) V e d i loc. cit.
di
Castelluccio,
Sardegna
y
p a g . 7 5 0 . Lo s t e s s o p e n s i e r o h a E Orsi. (Seciti
Bull.
preistorica.
1893, p a g , 50). E q u e s t o
concetto
Vedi § I, c a p o 2° e c o n c l u s i o n e .
nel
villaggio
abbiamo espresso in
PER
LA
SARDEGNA
89
PREISTORICA
dernamente intese, il prof. Cossu mostra come i lidi della Sardegna
non siano sempre sfati deserti e malarici ; come i Sardi siansi gradatamente riparati nell' interno dell' isola loro p e r cause storiche
ben misurabili ; come il moto istintivo che r i c h i a m a sempre l'uomo
al m a r e , immenso affratellatore di popoli, di nuovo sia per essi ricominciato
L'anello di lagune e di lande si circoscrisse v e r a m e n t e
intorno l'isola nei tempi moderni, che tanto avanzano in civiltà i
p r e i s t o r i c i ; là dove oggi bruca la pecora, venti popolose città fior i v a n o ; nelle t e r r e che l ' a r a t r o riconquista faticosamente, il vomere
urta contro il m u r o pelasgico ( ). « Questa vasta regione (dice lo
Spano delle t e r r e intorno Esterzili, nelle quali veniva rinvenuto, il
1806, una g r a n d e tavola in bronzo con iscrizioni) oggi incolta e disabitata, nel primo secolo di Cristo era frequente di t r e ricchissimi
popoli, p e r cui non è esagerato il censo che A r r i o Publiese fece
della Sardegna, cioè di t r e milioni d'abitanti, al tempo t r a la scadenza della Repubblica e l ' i s t i t u z i o n d e l l ' I m p e r o » ( ). Così l'umil
villaggio di P a d r i a , da noi ricordato per la ricchezza archeologica
?
3
l
( ) Cossu, Una
ricerche
ricerca
antropogeografica
sulla
distribuzione
ecc. in A t t i del III C o n g r e s s o g e o g r . i t a l . ; Id., La
ecc.;
Sardegna,
Id.
Nuove
saggio
ecc.
Casa ed. D a n t e A l i g h i e r i , 1 9 0 1 . Del r e s t o e s i s t e p u r e , s e b b e n e i g n o r a t a ( c u i b o num?)
q u a l c h e p a g i n a s t o r i c a n o n i s p r e g e v o l e d ' u n a m a r i n a s a r d a , c o m e in C O R Storia
RIDORK,
voino,
documentata
della
Marina
Sarda
dal
C a g l i a r i , 1900 — e g l i s c r i t t i d e l l ' A m a t . di
dominio
San
spagnuolo
al
Filippo, scrittore
sa-
sardo
n o n m e d i o c r e d i cose g e o g r a f i c h e . Vedi a n c h e L u m b r o s o , i n B u l l , b i b l i o g r . s a r d o
cit. 1 9 0 1 .
?
( ) V e d i q u e s t e c i t t à in Cossu, l o c . cit., ed
anche
in
La
Marmora,
o p . cit.
C i r c a l a m a l a r i a u n f a t t o s i m i l e è s t a t o r i s c o n t r a t o d a l l ' O r s i , c h e i n S i c i l i a nei
distretti
di S i r a c u s a
ha
trovato numerosi
necropoli
dove
o r a son
deserti
ma-
larici.
3
( ) V e d i Scoperte
in
Sardegna
nell'anno
Ì866
ecc.
t e m p i t a r d i . L a S a r d e g n a fu p e r ò a n c o r a p e r l u n g o
m a n o p o p o l o s a e a b b o n d e v o l e di d e r r a t e o n d e
si n u t r ì
in Orazio l e « S a r d i n i a e s e g e t e s feraces ». N e l l a s o l a
b e r i o S e m p r o n i o G r a c c o (576 di R o m a )
caddero tra
E questo
tempo
è fatto g i à di
s o t t o il d o m i n o
largamente
ribellione d o m a t a da
morti e prigionieri
di o t t a n t a m i l a S a r d i , c o m e si l e g g e v a n e l l a t a v o l a affissa nel
ro-
Roma. Vedi
Ti-
meglio
t e m p i o d e l l a Dea
M a t u t a in R o m a ( L i v i o , l i b . X L I , 28). E d e r a n o dei soli Diesi e B a l a r i
(Gallura
e B a r b a g i a d e l l ' o g g i ) . S e c o n d o i c a l c o l i del G e m e l l i (cit. i n M a n n o , I, p a g . 291)
l a S a r d e g n a c h e i n soli s e s s a n t a n n i di g u e r r e , s e n z a
uomini, dovea
s t r e m a r s i , p e r d e 150 m i l a
e s s e r e p o p o l o s a a l m e n o di d u e m i l i o n i d ' a b i t a n t i . L o s t e s s o m o -
s t r e r e b b e il c o m p u t o delle c i t t à s a r d e d ' a l l o r a , m e n z i o n a t e d a T o l o m e o , 16
rittime e 22 m e d i t e r r a n e e .
ma-
00
E.
ARDU-ONNIS
dei suoi t e r r e n i , e l'erede dell'antica G u r u l i s vetus che i tardi nepoti chiamano « patria »; così dove sorgevano già Nora, T h a r r o s ,
Olbia, si stende oggi il d e s e r t o ; e se questi indizii son scarsi, siamone tuttavia grati alla larghezza del caso, poiché il grembo della
Sardegna preistorica p e r d u r a vergine di piccone. È in questo passato lontano l'epoca nella quale la Sardegna ha uno « stile » nei
suoi monumenti, come il Pinza riconosce, sebbene le tristi condizioni accennate (come egli dice) « per molteplici ragioni doves
sero essere allora maggiori ». Le ragioni non le abbiamo vedute,
ma il Pinza riconosce che « vi fu un tempo in cui i Sardi, per
ciò che riguarda, almeno l ' a r c h i t e t t u r a e la metallurgia, poterono
g a r e g g i a r e colle civiltà coeve non solo dell' Occidente ma dell ' O r i e n t e m e d i t e r r a n e o » ( ). In un punto della sua storia dei Focesi,
Pausania fa menzione di una statua di bronzo r a p p r e s e n t a n t e l ' e r o e
Sardo (vedi quanto abbiam detto circa il significato delle statuine),
inviata dalla Sardegna come tributo di religione al tempio di Apolline in Delfo, e ne parla come di un monumento ancora esistente al
tempo suo ( ). Duravano adunque ancora nei Sardi, sul principio
dei tempi storici, le relazioni con lontani paesi, l'abilità e la produzione a r t i s t i c h e , il culto degli eroi ( ). Ed è questo culto tradizio1
2
3
L
( ) « R i g u a r d o ai N u r a g h i c o m p l e s s i ( a g g i u n g e i l P i n z a ) a y a r i i
piani, essi
si d i s t i n g u o n o n e t t a m e n t e d a i m o n u m e n t i s i m i l i del M e d i t e r r a n e o . Di
a n a l o g h e si h a n o t i z i a i n v e r o n e l P E t r u r i a , ove a p p a r t e n g o n o
o r i e n t a l e , m a perfino le p i ù g r a n d i o s e celle e t r u s c h e
sepolture
al p e r i o d o
a c u p o l a , se
a i N u r a g h i n e l l o r o a s s i e m e e n e l l a rozza c o s t r u z i o n e d e l l a v o l t a , s o n o
i n f e r i o r i s o t t o m o l t i r a p p o r t i » (col. 1 4 1 ) . « Se n o n
il p r i m o
d'arte
assomigliano
nuraghe
ad essi
da
me
m e n z i o n a t o (dice lo Z a n a r d e l l i d a l N . Z u e d d i e s ) è i l p r i m o da m e v e d u t o da v i c i n o ; l ' i m p r e s s i o n e d a m e r i p o r t a t a è s t a t a q u a n t o m a i p r o f o n d a , e t u t t a di a m m i r a z i o n e » ( L o c . cit., p a g . 1 5 0 ) . S o n o q u e s t e le c o s t r u z i o n i c h e u n u o m o
«colto
e di l e t t e r e » (cit. P a i s ) c h i a m a v a , senza a v e r l e v i s t e , m i s e r a b i l i t u g u r i i .
(*) P A U S A N I A , De rebus
phoc.
lib. X . Vedi
a n c h e I V , 2 3 5 ed H E R O D . I, 1 7 0 ;
id. V, 1 0 6 , l u o g h i n e i q u a l i è f a t t a m e n z i o n e d e l l a S a r d e g n a ( c r e d u t a d a g l i a n t i c h i p i ù g r a n d e d e l l a S i c i l i a ) c o m e di t e r r a g r a n d e e f a m o s a . A l t r i l u o g h i e s i s t e r a n n o c e r t o , m e g l i o n o t i a i c u l t o r i di s t u d i s t o r i c i .
E
a C i c e r o n e ed O r a z i o , p e r i n o n
di q u e s t i s c r i t t o r i
M A N N O , Storia,
sereni apprezzamenti
nei classici posteriori
(Vedi
II) c h e si f o r m a la t r a d i z i o n e c l a s s i c a o s t i l i s s i m a a l P i s o l a , p e r -
d u r a n t e t u t t ' o r a , con q u a n t o d a n n o p u ò i m m a g i n a r s i .
3
' ( ) Dice il P i n z a delle s t a t u i n e b e n n o t e : « l a r e l a t i v a
maestria colla
quale
s o n o m o d e l l a t e e fuse a l c u n e di q u e s t e s t a t u i n e l a s c e r e b b e c r e d e r e c h e a p p a r t e n e s s e r o ad u n p e r i o d o a r t i s t i c a m e n t e p i ù p r o g r e d i t o di q u e l l o d e l l ' a r t e o r i e n t a l e »
( c o l . 2 1 5 ) . V o r r e b b e ciò d i r e , a n c h e cronologicamente,
di d i m o s t r a r e ?
c o m e il P i n z a h a t e n d e n z a
PER
LA
S A R D E G N A
91
PREISTORICA
nale ed il ricordo di un passato non imbelle che forse ci spiegano
la lunga ostinata difesa della loro indipendenza, spenta, dai R o m a n i
inferociti, nella strage
e la p r o t e r v i a indomita dei prigionieri
strappati dall' isola, inutil m e r c e sui mercati di Roma ( ). Da queste
atroci g u e r r e incomincia il decadimento della Sardegna, che prosegue irreparabile sotto la mai più cessata servitù, cogli odii e le divisioni intestine ( ), col disordine, coll'abbandono, c o l l ' o n t a infine
della dominazione spagnola. Decadenza incessante, p e r v e n u t a a tal
grado sul principio del secolo testé trascorso, che l ' i s o l a popolosa
era ridotta ad alcune centinaia di migliata di abitanti.
P e r t a n t o e r a n forse esistiti tempi nei quali la Sardegna aveva
mandato pel mondo sue milizie, anche p r i m a dei m e r c e n a r i toltile
da Cartagine. Gli Egittologi t u t t i segnalano la ricchezza dell'armat u r a dei S h a r d a n a « ch'erano prigionieri del R e » ; ricchezza che
li campò forse dalla sorte degli altri sconfitti. Il De Rougé congett u r a p e r lo appunto che il F a r a o n e avesse posto questo corpo presso
la sua persona in causa delle belle a r m i ( ). E forse fu tempo in
cui la Sardegna ebbe p u r essa colonie. Nelle isole Baleari esistono
i noti Talajtos,
monumenti che non mostrano somiglianza se non
coi N u r a g h i , e sono gli unici v e r a m e n t e fra t u t t i gli a l t r i del Me2
3
4
(*) V e d i M A N N O , loc. cit.;
il R e c l u s (Geogr.
Univ.)
fino
a l l ' i n s e g u i m e n t o coi m a s t i n i ,
chiama
carneficine
che
prodigiose.
2
( ) V e d i l a f a m o s a frase « s a r d i v e n a l e s » i n t e s a d a g l i A A . a l l a p e g g i o , p o i c h é q u e s t i S a r d i v e n a l i (o di poco prezzo) e r a n o g l i a u t o r i d e l l a d i s p e r a t a
resi-
s t e n z a f a t t a a i R o m a n i . V e d i p u r e in L i v i o , s e b b e n e d a fonte r o m a n a , c o m e t r a m o n t a la libertà s a r d a
Memoriale
di S. Elena)
( X X I I I , 4 0 e seg.). Così dei
Corsi disse Napoleone
(nel
« Giammai i Romani comprarono schiavi dalla mia pa-
t r i a ; essi s a p e v a n o c h e a v r e b b e r o
tentato un' impossibile
c o s a nel farli
piegare
a l l a s c h i a v i t ù ».
3
( ) P a r e che una delle cause della decadenza rapida degli E t r u s c h i sia stata
la g e l o s i a c h e l i
d i v i s e d i n a n z i i n e m i c i che g l i a s s a l i v a n o d ' o g n i p a r t e , G a l l i ,
Sanniti, Romani.
4
( ) C i r c a l ' o b b i e z i o n e m o s s a d a l P i n z a c h e le c o s t r u z i o n i
pelasgiche
si
rin-
v e n g a n s u i m o n t i m e n t r e i P e l a s g i s a r e b b e r o s t a t a g e n t e d i m a r e ( m a essi s t a b i l i v a n o a n c h e c o l o n i e ) vedi il p a s s o di S t r a b o n e (V, § 4) i n c u i s o n o
c e r t i a b i t a n t i d e l l e m o n t a g n e s a r d e c h e s o l e v a n o p i r a t e g g i a r e . « Le
ricordati
popolazioni
m o n t a n e s c h e ( e g l i dice).... s e b b e n e a b b i a n q u a l c h e t e r r a a c c o n c i a a l l e s e m i n a g i o n i
n o n le c o l t i v a n o c o n p u n t o di c u r a e v a n n o i n v e c e d e p r e d a n d o
coltivate
d a a l t r i , così n e l l a
loro isola stessa
quelle
c h e sono
c o m e (ciò c h e f a n n o p i ù spesso)
n e l c o n t i n e n t e e p r i n c i p a l m e n t e in q u e l dei P i s a n i ». S o n o q u e s l e le p o p o l a z i o n i
della f a m i g e r a t a zona
delinquente.
02
E.
ARDU-OXNIS
]
d i t e r r a n e o paragonabili ad ossi ( ) : non sarebbero questi Talajots
propaggini delle costruzioni sardo? Una interessante questione mosse
alcuni anni or sono il Pais, risolta pur essa da lui senza benefizio dei
S a r d i : se con i Sardi abbiano avuto relazione i Sordoni della Spagna ( ). Furono i Sordoni che vennero in Sardegna e le diedero il
nome, o furono i Sardi a lasciar traccia dei loro passaggio nella
Spagna? Come si spiegherebbe a l t r i m e n t i che nella toponomastica
di parecchie altre regioni del Mediterraneo si rinviene la radice
sarti? La soluzione di questo problema non ci può esser data se non
dalla conoscenza della cronologia di questi n o m i ; frattanto la più
plausibile si mostrerebbe quella che li attribuisse ai commerci della
Sardegna. Certo lo studio dei bronzi sardi ci attesta una società
r e g o l a r m e n t e e largamente costituita e progredita, con classi o caste molteplici, di sacerdoti, g u e r r i e r i , artefici, navigatori, agricoltori
E basterebbe la considerazione dello sviluppo al quale giungono i N u r a g h i e del loro n u m e r o , per logicamente concludere alla
possibilità di uno stato sociale prosperoso ed avanzato ( ). Questa
voce mandano i negati Pelasgi dai loro ruderi giganteschi, come il
perseguitato demonio medievale ai p e r s e c u t o r i : « tu non sapevi c h ' i o
loico fossi » ! E da questa logica era stato ghermito il Pais, il quale
ci avrebbe forse condotto a chi sa quanti meravigliosi veri se la disciplina alemanna e la pelasgofobia non lo avessero a r r e s t a t o sulla
strada nella quale già, dieci anni prima del Sergi, aveva intravve?
4
(*) V e d i L A M A R M O R A , loco cit.,
voi. II e La
Sarà,
preist.,
§ III. Q u e s t i m o -
n u m e n t i son t r a s c u r a t i dal P i n z a .
(*) V e d i D ' A R B O I S , op. cit.,
voi. I, § 1 3 . Il D ' A r b o i s
S o r d o n i in S a r d e g n a ed il P a i s (Sardi
o Sordoni?
crede
alla
venuta
s a n o a v e r a v u t o r e l a z i o n e coi S a r d i . E g l i p e r ò n o n d i s c u t e se n o n un
E r o d o t o , t o r n a n d o a l l ' i d e a dei m e r c e n a r i
3
( ) Il L u t z u , nel suo l a v o r o c i t a t o
dei
C a g l i a r i , 1 8 8 4 ) n e g a che p o s passo
di
cartaginesi.
sopra
Eleonora
d'Arborea, stupisce
della
e c c e z i o n a l e r i c c h e z z a di l e g g e n d e di t e s o r i n a s c o s t i e s i s t e n t e nel p o p o l i n o s a r d o .
F o r s e i n esso s e r p e g g i a a n c o r a q u a l c h e o s c u r o r i c o r d o di u n p a s s a t o p i ù florido,
e del r e s t o t e s o r i , i n i s p e c i e p e r l ' A r c h e o l o g o , s o n o s t a t i r i p e t u t a m e n t e
scavati
nell'Isola.
4
( ) Dice l ' O r s i n e l s u o l a v o r o p i ù volte c i t a t o su M o n t e r a c e l l o : « L a S i c i l i a
p e r l a s u a p o s i z i o n e c e n t r a l e n e l M e d i t e r r a n e o fu q u a s i l a p e n t o l a d o v e
si i n -
c o n t r a r o n o , si fusero q u a n d o n o n si s o v r a p p o s e r o e l e m e n t i e t n i c i e c i v i l t à d i v e r s i s s i m e . Già nel p r i m o p e r i o d o s i c u l o a v r e m m o u n ' a z i o n e p r e m i c e n e a
dall'Oriente,
u n a i b e r i c a d a l l ' O c c i d e n t e ». Se deve g u a r d a r s i a l l a c o p i a ed a l l a v a r i e t à dei m o numenti, r i s o l a sarda
n o n c e d e t t e , nei
tempi preistorici,
alla sicula, per esser
s t a t a c r o g i o l o dei p r i n c i p a l i e l e m e n t i e t n i c i del M e d i t e r r a n e o .
P E R
LA
S A R D E G N A
93
PREISTORICA
duto la parentela delle stirpi m e d i t e r r a n e e . Destino dei Sardi, ai
quali t u t t o ò negato, anche il passato ! Come dice la frase onde
abbiamo ornato la fronte di questo lavoro, il libro della P r e i s t o r i a
sarda deve ancora essere s c r i t t o ; sebbene le pagine più gloriose dell'isola obliata, del tempo in cui era libera e popolosa, padrona-dei metalli dei suoi monti e bella di un proprio naviglio, sebbene si trovino
forse in quest epoca, sepolte nei gorghi del più lontano passato ( ).
!
Man te leone
Calabro,
Marzo
1902,
l
( ) M i s c r i v e v a il P a i s r e c e n t e m e n t e , c i r c a u n a p u b b l i c a z i o n e d a m e
stagli: « Pel momento
non
posso n e m m e n o
cercarla
richie-
in c a u s a d e l l e m o l t e p l i c i
o c c u p a z i o n i . P e r ò a p p e n a i m i e i affari m i l a s c e r a n n o il t e m p o i n t e n d o p u b b l i c a r e
s u l l a S a r d e g n a u n n u o v o l i b r o c h e s a r à il r i f a c i m e n t o
di tutto
quello
s c r i t t o ». Con q u e s t a l i e t a p r o m e s s a ci p i a c e c h i u d e r e il n o s t r o l a v o r o .
che
ho