—610 —
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1861
TORNATA DEL 20 APRILE 1861
PRESIDENZA DEL COMMENDATORE RATTAZZI.
SOMMARIO. Congedi. ~ Lettera del presidente del Senato per invitare i signori deputati ad intervenire nelle sale di convegno dei senatori. — Verificazione di poteri. — Seguito della discussione sulle interpellanze del deputato Ricasoli Bettino sull'esercito meridionale — Discorso del deputato Conforti, e suo appoggio alla proposta del deputato Garibaldi —
Discorso del presidente del Consiglio, sue dichiarazioni circa l'armamento nazionale e suo appoggio alla proposta del
deputato Ricasoli B. — Spiegazioni del deputato Bixio, riguardo alle rinunzie annunciate — Dichiarazione del ministro
per la guerra — Dichiarazione del deputato Garibaldi — Osservazioni del deputato Mellana — Discorsi e cenni retrospettivi dei deputati Crispi ed Ugdulena — Risposte del deputato Risacoli B. agli opponenti alla sua proposta, e modificazione della medesima — Dichiarazione politica, e domanda del deputato Garibaldi — Risposte del presidente del Consiglio circa l'armamento — Repliche del deputato Garibaldi — Cenno del deputato Di Persano — Rettificazione personale del deputato Casaretto — Chiusura della discussione — Proposta del deputato Petruccelli per l'ordine del giorno semplice, combattuta dal ministro per l'interno — È rigettata — Votazione per appello pubblico, ed approvazione del voto
motivato proposto dal deputato Ricasoli B. — Protesta del deputato Mellana — Cenno del deputato Petitli, relativo al
deputato La Marmora.
La seduta è aperta all'una e mezzo pomeridiane.
massari , segretario, legge il processo verbale della tornata precedente, il quale è approvato.
Gi&iiiwcci, segretario, espone il seguente sunto di petizioni :
6996. Il Consiglio municipale e 80 cittadini di Rotondella,
provincia di Basilicata, domandano l'abolizione di ogni vincolo feudale, ancora esistente in quelle provincie, onde esonerare le popolazioni dalle molte prestazioni in danaro ed in
generi, vigenti col titolo di censi, platee, decime, dodicesimi, ecc.
6997. 1752 cittadini della Garfagnana fanno le più vive
istanze perchè quel circondario venga staccato dalla provincia di Massa e aggregato a quella di Lucca.
6998. Campana nobile Giovanni Battista, maggiore pensionato, rappresenta i vari incumbenti che tutti i giubilati
militari devono compiere prima di poter ottenere le quote
delle loro pensioni, e propone alcune misure più pronte e
meno gravose, avuto riguardo alla età loro avanzata.
6999. Adorni Federico, di Colorno, tenente nello stato
maggiore delle piazze, chiede che nel computo della sua anzianità gli sia tenuto conto della promozione avuta dall'exGoverno parmense di ragioniere nella scuola militare di Colorno.
7000. Tredici deputati presentano una petizione sporta
da 262 comuni delle provincie di Basilicata e delle tre Calabrie, per la costruzione di una strada ferrata che congiunga quelle popolazioni al rimanente d'Italia e fanno istanza
perchè si dia mano ai lavori contemporaneamente alle ferrovie che verranno aperte nelle altre provincie dell'ex-reame
di Napoli.
oh&gci.
pr esi dent e. Leggo la nota degli omaggi fatti alla Camera.
Prefettura di Lucca : 450 copie degli atti della prima Sessione del Consiglio dipartimentale di Lucca.
Antonelli Giovanni, professore di matematiche : 400 esemplari di una memoria intorno alle vere condizioni degli andamenti per via ferrata da Firenze a Ravenna per Faenza e per
Forlì.
N. N. 200 copie di una memoria al Parlamento nazionale
della regione Sannitica.
Deputato Jadopi: 100 esemplari di un progetto di radicale
riforma delle istituzioni filologiche ed estetiche letterarie, per
l'abate Lorenzo Zacchero.
Deputato Jadopi : 100 copie dello statuto dell'associazione
di mutuo soccorso degli ecclesiastici dell'Italia meridionale.
LETTERA DEli PRESIDENTE DEIi SENATO.
pr esi dent e. Il vice-presidente del Senato, conte Sclopis, scrive:
«Essendosi disposto ad uso di convegno pei senatori alcune sale a terreno del palazzo dove risiede il Senato, la
Presidenza del Senato tiene gratissimo incarico di esporre
alla signoria vostra onorevolissima, e per essa alla Camera
dei deputati, come i senatori vedrebbero con viva soddisfazione che i signori deputati volessero dividerne l'uso con
essi.
« Lo scrivente debbe aggiungerle che l'apertura delle
TORNATA
DEL
sale avrà luogo martedì 23 del corrente mese,alle ore 8 di
sera, e nella speranza che, cominciando da detta sera, tanto
la signoria vostra onorevolissima, quanto i suoi degnissimi
colleghi, vorranno favorire la riunione dei senatori, le offre
il sincero attestato del suo distintissimo ossequio. »
ATTI DIVERSI.
PRESIDENTE. Il deputato Proto, duca di Maddaloni,
scrive che, chiamato a Napoli per alcune faccende di famiglia, si vede con dolore costretto a chiedere un congedo di
quattro settimane.
Se non vi sono opposizioni, questo congedo sarà accordato.
(È accordato.)
Il deputato Cempini scrive domandando per motivi di salute un congedo di un mese.
Se non vi sono opposizioni, s'intenderà accordato questo
congedo.
(È accordato.)
( Entra il deputato Garibaldi nella sala - Applausi prolungati dalle gallerie.)
Do la parola al deputato Proto.
PROTO. Signor presidente, avanti di prender congedo
dalla Camera, per le poche settimane di permesso testé concedutemi, ho l'onore di presentare una petizione, scritta in
favore dei pochi e poveri monaci benedettini di Napoli, i
quali hanno in custodia l'antichissima chiesa dei Santi Losio
e Severino, celebre per patrii monumenti e per insigni tesori dell'arte cristiana, che si conservano all'ombra delle sue
mura, perchè quei religiosi vengano sottratti ai rigori dei
decreti della luogotenenza napoletana del 17 febbraio 1861.
Giovami far notare alla Camera che essa petizione è segnata da tutti i membri dell'eccellentissimo corpo municipale della città di Napoli e da censettanta dei più ragguardevoli cittadini di quella metropoli. Però iooso pregare
la Camera a voler dichiarare d'urgenza questa petizione,
e non potendo essere qui allora che sarà riferita in questa
aula, pregherei l'onorevole mio amico, il cavaliere Massari,
che quanto me caldeggia così giusta e nobile causa, a volerne sostenere egli la difesa, e gliene sarò tenuto oltremodo.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, s'intenderà
ammessa l'urgenza.
(La Camera ammette l'urgenza.)
CHIAVES. Debbo pregare laCamera a voler dichiarare
l'urgenza sulla petizione 6837, la quale intende a far cessare
il privilegio lasciato agli abitanti di Argnano di prestare servizio di facchini nelle dogane in Milano.
I motivi per far dichiarare d'urgenza questa petizione,
sono fatti manifesti dal concetto di far cessare un privilegio,
tantopiù che questo concetto, essendo già bastantemente diffuso, potrebbe dar luogo a gravi inconvenienti.
DI C AVOUR c., presidente del Consiglio. Domando di
parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
C AVOUR C., presidente del Consiglio. Vorrei dare una
spiegazione all'onorevole Chiaves.
II Ministero aveva preparato una legge generale per l'abolizione di tutte le corporazioni privilegiate, se non che, durante lo studio...
CHIAVE». Questo non osta.
2 0 APRILE
DI CSVOTRC., presidente del Consiglio. Permetta, intendo dare qualche spiegazione.
Questa legge non potè ancora essere presentata, perchè
la corporazione dei facchini di Livorno ha acquistato questo
diritto a titolo oneroso.
Verso il finire del 1848 essendosi allontanata da Livorno
la corporazione dei bergamaschi, se ne sostituì un'altra, imponendo alle altre compagnie di dare certe indennità ai bergamaschi. È quindi evidente che bisogna regolare con norme
speciali queste compagnie; e per non presentare una legge
imperfetta, che non si estenda a tutte le corporazioni, il Ministero ha creduto indispensabili alcune pratiche; ma io spero
che fra pochi giorni queste pratiche saranno ultimate, e che
si potrà presentare al Parlamento una legge generale, che
farà scomparire questi ultimi avanzi di antichi privilegi.
CHIAVES. Sono lieto delle spiegazioni date dall'onorevole
presidente del Consiglio; credo però ch'esse non possano
ostare a che sia ammessa l'urgenza da me chiesta, in quanto
che mi risulta che questi facchini privilegiati delle dogane di
Milano non sarebbero autorizzati a ciò nè per legge, nè per
altro contratto.
DI C AVOUR C., presidente del Consiglio. Io non mi oppongo a che venga dichiarata d'urgenza la petizione di cui è
caso.
PRESIDENTE. Interrogo la Camera se intenda dichiarare d'urgenza la petizione 6827.
(È dichiarata d'urgenza.)
Se c'è qualche relatore che abbia relazioni di elezioni a
fare, li prego di venire alla ringhiera.
VERIFICAZIONEDI POTERI.
C
A
STEJLIIANO, relatore. Il collegio di Fano consta di tre
sezioni, con un totale di 436 elettori inscritti. Di essi 134 si
sono presentati al primo scrutinio, e129 diedero il loro voto
al signor Gabrielli avvocalo Gabriele Angelo, 5 al conte Lodovico Bertazzi.
Niuno di essi avendo raggiunto la maggioranza legale, si
diede luogo al ballottaggio. 114 furono gli elettori che si
presentarono a questa seconda votazione: 112 diedero il loro
voto all'avvocato Gabrielli Gabriele Angelo, 2 al signor Bertazzi.
L'ufficio definitivo proclamò adeputato l'avvocato Gabrielli
Gabriele Angelo.
Le operazioni furono regolari, nessun reclamo esiste, e
quindi l'ufficio IVpropone alla Camera la convalidazione di
quest'elezione.
(La Camera approva.)
MENICHETTI, relatore. Ho l'onore di riferire alla Camera intorno all'elezione del collegio di elusone: esso si
compone di tre sezioni; gli elettori inscritti ascendono ad 847;
quelli che si presentarono a deporre il voto ascesero a374;
ed i voti si distribuirono come infra : al dottore Antonio Testa
voti 320; al signor dottore Giovanni Bananelli 27; al signor
Balduzzi ingegnere Vincenzo 19; voti dispersi 7, e nulli 1.
Avendo il dottore Antonio Testa raggiunto la maggioranza
voluta dalla legge, venne proclamato deputato.
Quest'elezione essendo riscontrata con tutta regolarità,
non essendovi reclamo di sorta, l'ufficio II nepropone la
convalidazione.
(È approvata.)
CAMERA DEI DEPUTATI
SESSIONE DEL i 861
collegio sommano in totale a 513. Alla prima votazione conCollegio di Salò.
Ho l'onore di riferire sulla elezione di Salò. Questo col- corsero 163 votanti. Il conte Giovanni Battista Michelini otlegio è diviso in cinque sezioni: 1345 sono gli elettori in- tenne voti 158 , il signor Giuseppe Briganti-Bellini 5. Ma non
scritti; 587 si presentarono a dare il voto al primo scrutinio. essendo concorso il numero sufficiente di elettori, si ricorse
I voti si ripartirono così : all'avvocato Maceri Bernardino in al ballottaggio. Nella seconda votazione, sopra 147 votanti,
numero di 338, al professore Giuseppe Zuradelli 145, al signor il conte Giovanni Battista Michelini ottenne voti 145, e 2 voti
il signor Giuseppe Briganti-Bellini.
Ignazio Tibaldi 67; dispersi il, contestati 16, nulli 10.
Tutte le operazioni furono fatte regolarmente ; quindi a
Nessuno dei candidati avendo raggiunto la maggioranza, fu
nome del III ufficio vi propongo la convalidazione della
proclamato il ballottaggio.
Secondo i riscontri risulta che nel verbale della sezione di elezione del conte Giovanni Battista Michelini a deputato di
Gargnano non è stata fatta menzione dell'ora nella quale si Cagli.
(La Camera approva.)
procedè all'ultimo appello, ma, poiché di questa omissione
non èstatofattoverun riclamo, l'ufficio opinò che fosse questa
PANiTiosi,
relatore. A nome del VI ufficio ho l'onore
una semplice negligenza di redazione, dovendosi ritenere che di riferire sull'elezione del collegio di Fabriano. Gli elettori
tutto abbia proceduto regolarmente, fino a prova in con- inscritti ascendono a 498. Al primo scrutinio non si pretrario.
sentò il terzo degli elettori. Il conte Giovanni Battista CarNella medesima sezione vennero dichiarati contestabili 13 letti Giampieri ebbe 129 voti sopra 130 votanti, contro un
schede; ma, a qualunque si vogliano attribuire de' candidati, voto dato al signor Vincenzo Vici.
Non essendosi da alcuno ottenuto il numero di voti prenon valgono a cambiare per nulla il risultato, ch'è pur quello
proclamato dal collegio ; così l'uffizio ha creduto di non do- scritto dalla legge, convenne procedere al ballottaggio. In
questa seconda votazione, a cui intervennero 125 elettori, il
versene occupare.
Nel ballottaggio 654 furono i votanti : l'avvocato Maceri conte Giovanni Battista Carletti Giampieri ottenne 122 voti
ebbe voti 427, il signor Zuradelli 219. Quindi il collegio contro 2 dati al signor Vincenzo Vici, ed uno dichiarato nullo.
Così l'elezione ebbe luogo a numero meschino ; ma pure alla
proclamò a deputato l'avvocato Bernardino Maceri.
Non essendovi irregolarità nè reclamo di sorta, l'uffizio II quasi unanimità. Nessuna irregolarità occorse, non vi fu alcun reclamo, ed il VI ufficio vi propone di convalidare quevi propone di convalidare questa elezione.
st'elezione.
(La Camera approva.)
(La Camera approva.)
bhuko, relatore. Collegio V di Milano.
Prestano giuramento i deputati Antonio Testa, Cosenz, AlQuesto collegio si compone di quattro sezioni, nelle quali
sono complessivamente iscritti 1549 elettori. I votanti al bicini, Garofano.
primo scrutinio furono 459 : il dottore Giuseppe Finzi ottenne
182 voti, il generale Giacomo Medici 214, il dottor Giuseppe
Giannelli 26, il dottor Agostino Bertani 22 ; voti dispersi 12, SEGUITO »Etili* DISCUSSIONE SUIiIi' INTEHPEIInulli 3.
Iì.*.MK.4L DEIi DEPUTATO RICASOLI BETTINO INNon essendovi stata maggioranza legale, si passò allo scruTORNO Alili'ESERCITO MERIDIONALE.
tinio di ballottaggio.
Votarono in questo 501 elettori: il dottore Finzi ebbe 272
presidente. L'ordine del giorno reca il seguito della
voti, il generale Medici 226; 3 voti furono dichiarati nulli.
II dottor Giuseppe Finzi fu per conseguenza proclamato discussione sulle interpellanze del deputato Ricasoli, relativamente all'esercito meridionale.
deputato.
Ha facoltà di parlare il deputato Conforti.
Nessuna protesta : le operazioni sono state condotte con una
conforti . Signori, io non entrerò nei particolari della
regolarità esemplare, ed a nome del II uffizio vi propongo di
questione militare, perocché non ho la presunzione di conoconvalidare questa elezione.
scere l'arte della guerra. Gli stessi iniziati in una scienza,
(La Camera approva.)
»e pazzi, relatore. A nome del III uffizioho l'onore quando ne disputano coi maestri, sono degni di compassione.
Se pure potessi ragionarne con oculata contezza, dovrei ridi riferire sopra la elezione del collegio di Casalmaggiore.
Nelle tre sezioni di questo collegio, Casalmaggiore prima e petere quello che dottamente dissero il generale Bixio e il
seconda, e Viadana, sono iscritti in totale 1016 elettori: non generale Cugia, ed io abborro dalle ripetizioni.
Io intendo presentare alla Camera qualche considerazione
concorsero che 481.
L'avvocato Francesco Domenico Guerrazzi ottenne 318 voti, più elevata e più generale, che, spero, eserciterà qualche inl'avvocato Sartoretti 123, il conte Castellani Fantoni 29; flusso sulla risoluzione dell'importantissima questione che si
agita al vostro cospetto.
7 andarono dispersi, 4 vennero dichiarati nulli.
10 non dirò già coll'onorevole deputato Ricasoli che vi ha
Non avendo avuto luogo l'elezione, si ricorse al ballottaggio. Alla seconda votazione i votanti furono 588. L'avvocato un dualismo. Questa parola mi sembra troppo scolpita, troppo
Francesco Domenico Guerrazzi ottenne voti 371. l'avvocato risentita; userò una parola più morbida; dirò che vi ha qualche differenza nel modo in cui si vede la questione dalle difSartoretti 213; 4 voti furono dichiarati nulli.
Tutte le operazioni elettorali essendosi fatte regolarmente, ferenti frazioni della Camera.
11 generale Garibaldi ed i suoi commilitoni la veggono in un
a nome del III ufficio vi propongo la validazione dell'elezione
dell'avvocato Domenico Guerrazzi a deputato di Casalmag- modo alquanto diverso da quello in cui la vede il Ministero.
Il certo è che la questione esiste, da più giorni si agita e
giore.
si discute con vario successo e con varie forme, ed è dovere
(La Camera approva. )
del Parlamento il risolverla degnamente.
Collegio di Cagli.
La gran politica di un uomo di Stato non consiste nel sosQuesto collegio consta di quattro sezioni : Cagli, Pergola,
Sant'Angelo in Vado, Urbania. Gli elettori inscritti in questo tenere la propria opinione, e sostenerla a qualunque patto ;
— 615 —
TORNATA DEL 2 0
la vera politica, come la vera scienza, consiste nella conciliazione degli opposti.
Ora, io dico che il Parlamento mostrerebbesi impotente,
od almeno non pari all'alta sua missione, ove non riuscisse a
risolvere la questione de' volontari in modo soddisfacente. Se
questo accadesse, noi daremmo un triste spettacolo all'Italia,
anzi all'Europa.
Io non posso essere uomo sospetto; io sono un deputato
che non fo una faziosa opposizione; non voto costantemente
col Ministero, ma voto secondo mi detta la coscienza. (Rumori a sinistra)
C R i s p i . Non c'è opposizione faziosa; questo non va'.
Una voce a sinistra. Tutti voliamo con coscienza!
p r e s i d e n t e . Osservo all'onorevole deputato Conforti
che tutti votano con coscienza.
10 credo che l'onorevole preopinante non abbia certamente
voluto offendere nessuno, ma,nel modo con cui si è espresso,
potrebbe offendere una parte della Camera.
c o n f o r t i . Dichiaro che io non ho inteso menomamente
di offendere alcuno. Io parlo di me stesso e non voglio alludere a persona.
A me pare che l'ordine del giorno stato presentato ultimamente dal generale Garibaldi sia tale che non possa essere
respinto ; esso può essere accettato dal Ministero, specialmente dopo le spiegazioni date dall'onorevole deputato
Cugia.
Dico di più, se per avventura in quell'ordine del giorno
si trovassero delle espressioni, si trovassero dei sentimenti
che non potessero essere tutti accettati, potrebbesi, all'ordine
del giorno medesimo, fare le modificazioni capaci di accordare
le svariate opinioni.
11 Ministero non si è posto in una situazione, la quale sia
del tutto immutabile. Il Ministero sente le diverse opinioni,
ed è capace di persuasione, come è capace di persuasione il
generale Garibaldi.
Di che si tratta? Si tratta della sorte degli ufficiali dell'esercito dei volontari. Ora degli ufficiali si parla nell'ordine del
giorno presentato dal generale Garibaldi. Per quello che riguarda la chiamata dei volontari in quell'ordine del giorno il
generale non dice che debba essere immediata, anzi dice
espressamente che il Ministero la farà in quel tempo che crederà opportuno. Il Ministero certamente chiamerà i volontari
sotto le armi quando vi saranno serie minacce di guerra. Per
la qual cosa l'ordine del giorno in questione non potrà equivalere ad una dichiarazione di guerra, secondo diceva l'onorevole presidente del Consiglio.
Il conte di Cavour, il quale, nella tornata di ieri, si onorava
di avere nel 1859 chiamato il generale Garibaldi da Caprera
per affidargli il comando dei volontari, non potrà rifiutarsi di
accettare un ordine del giorno che lo invita a continuare in
tempo opportuno l'opera da lui stesso iniziata.
d i € 4 v o i r c . , presidente del Consiglio. Domando la
parola.
c o n f o r t i . Ora dunque, se nell'ordine del giorno del generale Garibaldi non si parla di chiamata immediata, ma si
lascia quella chiamata al prudente arbitrio del Ministero,
l'ordine del giorno è conciliativo ed accettabile.
Signori, l'onorevole deputato Casaretto, ragionando intorno
alla medesima questione, disse che bisogna essere giusti verso
i volontari. Io dico che non solo bisogna essere giusti, ma
generosi.
11 giorno in cui partiva il generale Garibaldi coi mille commilitoni, tutti gli animi erano costernati pensando ai gravi
pericoli a cui quei prodi andavano incontro. Gli abitanti di
APRILE
questa città di Torino, che in quel giorno io vidi per le vie,
erano ansii e trepidanti. In quel giorno stesso io mi abbattei
in un ufficiale superiore molto dotto nell'arte della guerra ;
naturalmente il discorso cadde sulla famosa spedizione. Sapete voi che cosa mi disse quell'uffiziale ? Mi disse : l'impresa
che ha assunta il generale Garibaldi è un'impresa impossibile.
Esso ed i suoi commilitoni o saranno sommersi nel mare o
saranno moschettati in sulla riva. (Sensazione)
Ebbene, l'impresa non era impossibile al capitano dei mille
prodi ; l'impresa è riuscita.
Certamente quell'impresa meravigliosa di Palermo e di
Napoli il generale Garibaldi non avrebbe potuto condurre felicemente a termine senza il favore dei popoli, impazienti di
rompere le catene della tirannide; se non avesse scritto sulla
sua bandiera : Italia e Vittorio Emanuele. (Bene!) Ma questo,
non che scemare, accresce il merito di lui, che ebbe l'intuito
dei tempi, e seppe afferrare l'eccasione che gli offriva la fortuna.
Certamente il servizio con quell'impresa reso all'Italia fu
inestimabile, immenso.
Tutti sanno quale era lo stato dell'Italia prima di quella
spedizione. Lamoricière raccoglieva tutti i vagabondi d'Europa e ne formava un esercito; il re di Napoli accresceva il
suo esercito e lo mandava alle frontiere, in piena intelligenza
col generale Lamoricière. L'Austria, in lega col papa e coll'ex-re di Napoli, minacciava sul Mincio e sul Po. E gli
undici milioni d'Italiani, appena riuniti sotto il Governo di
Vittorio Emanuele, erano minacciati da tre eserciti, e sul punto
di essere attaccati da forze preponderanti. La cosa era sì vera,
il pericolo era sì grave, che nulla si trascurò, da parte nostra, per fare un'alleanza coll'ex-re di Napoli, il quale ostinatamente si rifiutò. La volle poi, e mandò ambasciatori,
quando il generale Garibaldi aveva disfatto il suo esercito in
Sicilia.
Le vittorie di Garibaldi e de'suoi commilitoni in Sicilia ed
in Napoli porsero all'esercito italiano il destro d'invadere
l'Umbria e le Marche, di attaccare Lamoricière a Castelfidardo
e ad Ancona, e disfarlo.
La campagna fu gloriosa per l'esercito e la flotta italiana:
l'uno comandato dal generale Cialdini, e l'altra dall'ammiraglio Persano.
Il generale Garibaldi, durante la sua dittatura (ed io posso
saperlo, perocché fui suo ministro), non ebbe sul labbro che
due parole, le quali gli venivano dal cuore: Italia e Vittorio
Emanuele. (Bravo!) Verso gli ultimi giorni della dittatura
mi condussi a Caserta per parlargli di affari riguardanti l'amministrazione. Entrato nella sua stanza, lo trovai circondato
da circa dodici individui, uno dei quali, credendo di parlare
ad un uomo volgare e bassamente ambizioso, gli disse : generale, voi avete voluto ed affrettato il plebiscito, e così avete
tolto il potere a voi stesso e l'avete trasferito a Vittorio Emanuele.
Il generale, con voce terribile, gli disse: tacete; Vittorio
Emanuele è la stella d'Italia. (Benissimo!) Il generale non ha
domandato nulla per sè ; ha rifiutate le più generose offerte;
ma non può rinunziare alla difesa de'suoi prodi commilitoni.
Signori, la discordanza delle opinioni intorno all'esercito dei
volontari deve cessare. Noi abbiamo bisogno di essere uniti e
compatti. Noi abbiamo un nemico esterno, armato formidabilmente a nostro danno, il quale profitterà della nostra debolezza, e ci assalirà, se ci vede divisi. Nè noi ci adagiamo
sopra un letto di rose, se riguardiamo alle condizioni della
Penisola, e specialmente dell'Italia meridionale. Quivi la più
— 614 —
CAME RA DEI
estesa e p ot en t e
co s p ir a zio n e
D E P U TATI —
SESSI ONE
1861
DEL
e r a s i o r d it a co n t r o le n o s t r e
Co m u n q u e s ia , q u a l u n q u e p o s s a e s s e r e s t a t a l' i m p r e s s i o n e
l i b e r t à d a l c e n t r o d i t u t t i g l ' i n t r i g h i , R o m a . Q u ivi s o n o s i
ch e q u e s t e p a r o l e a b b ia n o p o t u t o p r o d u r r e s u l l ' a n i m o d e l g e -
co m m e s s i o r r i b i li a s s a s s in a m e n t i d a i
b o n e ; q u i vi
si a r d is ce
c o n gi u r a t i
d el
Bo r -
p r o c l a m a r e g o ve r n i p r o vvi s o r i i d a
u n a m a n o n u m e r o s a d i b r i g a n t i , i q u a li m e t t o n o in t e r i p a e s i
e b or ga t e a r u b a ed a s a n gu e .
n e r a le Bixio e d e i s u o i co lle glli , io n o n d u b it o c h e ,
queste
o n o r e vo l i
person e
r i fl e t t e r a n n o
a lle
quando
c o n s e g u e n ze
d e ll' a t t o cu i e gli a c c e n n a va , e s s e e s i t e r a n n o a c o m p i e r l o .
L' o n o r e vo l e g e n e r a l e n o n h a fo r s e ca lco la t o t u t t e le
E q u a l u n q u e p icco la d i s co r d i a , sia n e l P a r l a m e n t o , s ia n e lla
s e g u e n ze
di questo
atto ; esso
n on
a vr à
pen sato
con cer t a -
n a zi o n e , è u n ' a r m e p o t e n t i s s i m a p e i n o s t r i n e m i c i . Se la q u i -
m e n t e , a n n u n zi a n d o lo a l P a r l a m e n t o , c h e
s t io n e ch e r i g u a r d a i vo lo n t a r i in N a p o li si s a p r à d e cis a co lle
n a t a s e n e s a r e b b e t r a t t o a r g o m e n t o d i u n a m a n o vr a
co n ce s s io n i r e c i p r o c h e d e l l e p a r t i , p e r c h è b is o gn a
m e n t a r e ; m a , c e r t a m e n t e , l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e e i s u o i c o l -
essere
n e lla is t e s s a t o r p a r la -
m o lt o c e d e vo l i d a l l ' u n a e d a ll' a lt r a p a r t e , l' I t a lia m e r i d i o n a l e
l e g h i s o n o a n im a t i d a t r o p p o s ch ie t t o p a t r i o t t i s m o , p e r
s a r à finalm ente t r a n q u i l l a , ed i n e m ici r i c e ve r a n n o u n co lp o
d es is t er e da u n a t t o ch e p o t r e b b e p r o d u r r e n el p a ese t r op p o
m or t a le.
fu n e s t e c o n s e g u e n ze . Non è , o s i g n o r i , q u a n d o a b b i a m o
Si g n o r i , io h o d o m a n d a t o l i b e r t à d i p a r o l a ,
li b e r t à
d i p a r o la n o n
p er ch è
è p o s s ib ile ch e vi sia u n
s e n za
P a r la m en t o
d e gn o d i q u e s t o r e g n o .
fr o n t e u n e s e r ci t o
ch e p u ò d a u n gi o r n o a ll' a lt r o
ch e r i a s s u m e t u t t a u n a
d e l l ' o n o r e vo l e F e r r a r i : io d o m a n d o la
li b e r t à
filosofia,
d ell'er r or e,
di
d i ve n t a r e
m i n a cci o s o ; n o n è q u a n d o n e l m e zzo g i o r n o d e ll' I t a li a la r e a zio n e si le va b a ld a n zo s a e p r e n d e o gn i
10 u s e r ò u n ' e s p r e s s i o n e ,
n on
s p e ci e d i
m a s ch er a ;
n on è in q u e s t o m o m e n t o ch e q u e g l i e g r e g i p a t r i o t i , q u a l u n q u e p o s s a e s s e r e il d is s e n s o p o li t i co
ch e li d i vi d e d a l
Min i-
p e r c h è s e n za l ' e r r o r e n o n p u ò e s s e r e la v e r i t à ; l ' e r r o r e c o n -
s t e r o , sia p u r g r a n d e l' a m a r e zza ch e a b b ia n o p o t u t o r i s e n t i r e ,
t i e n e in sè s e m p r e
vo r r a n n o fa r e u n a t t o ca p a ce d i p o r t a r e la p e r t u r b a z i o n e n e l
q u a lch e
e l e m e n t o d e lla ve r i t à ;
l'er r or e
s t e s s o n o n è ch e u n a ve r i t à i n c o m p i u t a . Or a io d ico c h e , s e
p a e s e . Io co n o s co d a t r o p p o t e m p o il g e n e r a l e Bi x i o , e co n o -
n oi u s cir e m o d a q u est o t e m p io , da q u e s t 'a u la
s ce va il s u o p a t r i o t t i s m o
s t a s s e r a s e n za
a ve r r is o lt a la q u i s t i o n e c o n v e n e v o l m e n t e fr a le p a r t i
ch e
p r im a
a d e s io n e a lla ca u s a p o lit ica
assai ch e
e g l i a ve s s e fa t t o
c h e io a ve va l ' o n o r e d i r a p p r e -
co n t e n d o n o , n oi a vr e m o p e r d u t a u n a gr a n d e b a t t a glia , i n o -
s e n t a r e , p e r c r e d e r e c h ' e g l i vo gli a o r a e s s e r e s o r d o a lla
s t r i n e m ici g i o i r a n n o a lla n o s t r a s co n fit t a . Ma io s p e r o ch e il
vo ca zi o n e c h e gli fa ccio in n o m e d e lla co n co r d i a e d e l p a e s e .
P a r l a m e n t o it a lia n o d a r à q u e s t o n o b ile
esem p io;
io
spero
La s cia t e le q u e s t io n i i n c i d e n t a l i , e n t r o
in -
d i b a lzo n e l l ' a r -
ch e s a r à c o n c i l i a t i vo , e m e n t r e il M in is t e r o s a r à v i e m a g g i o r -
g o m e n t o . Al c u n i o r a t o r i c o m b a t t e r o n o i e r i il d e c r e t o
m e n t e fo r t ifica t o a l p o t e r e ,
l ' I i a p r i l e , s icco m e i l l e g a l e e s i c c o m e i n c o s t i t u zi o n a le , e ciò
p o t r à d ir s i ch e il P a r l a m e n t o
è
u n a s p e ci e d i p e r s o n a p o t e n t e c h e in flu is ce s u lla r i s o lu zi o n e
d e lle q u e s t i o n i , e ch e n o n r i f u g g e d a q u a l u n q u e m e zzo
p e r c o n d u r r e gli a n i m i a lla c o n c o r d i a .
le a le
( N u m e r o s i segni
di
approvazione)
d el-
p er d u e r isp et t i.
Lo d is s e r o i l l e g a l e , p e r c h è co n e s s o v e n i v a p r e g i u d i c a t a la
s o r t e d e gli u fficia t i d e l l ' e s e r c i t o
m e r i d i o n a l e . Ma a
questo
r i m p r o v e r o ve n n e r i s p o s t o vi t t o r i o s a m e n t e d a l l ' o n o r e vo l e g e -
o a c & t o i i r c . , presidente
del Consiglio.
Sign o r i d e p u t a t i ,
si è m o lt o p a r la t o in q u e s t i u lt im i gi o r n i d i co n ci li a zi o n e e d i
c o n c o r d i a . Mi co m p i a cci o d i co n s t a t a r e c h e
l'or a t or e,
ch e
n e r a l e Cu g i a , il q u a l e d i m o s t r ò ch e la p o s izio n e d i q u e g l i u f ficiali e r a p i e n a m e n t e r i s p e t t a t a .
Lo d is s e r o i n c o s t i t u zi o n a l e , p e r c h è si ve n i va a d e t e r m i n a r e
p r e s e l ' u l t i m o la p a r o l a , s e p p e m a n i fe s t a r e q u e s t o s e n t i m e n t o
p e r d e c r e t o l' o r ga n i zza zi o n e d i u n co r p o ; e p e r
co n m o d i s p le n d i d i e c o n vi n c e n t i .
u n c o r p o , s e co n d o l ' o n o r e vo l e M e lla n a , s a r e b b e s t a t a n e c e s -
N on è p o s s ib ile p e r ò il d i m e n t i c a r e ch e n e lla t o r n a t a d i i e r i
n o n p o ch i o r a t o r i n on h a n n o s e gu i t o q u e s t o g e n e r o s o
con s i-
o r g a n i zza r e
s a r ia u n a l e g g e . Q u e s t a s e co n d a a c c u s a , o s i g n o r i , è
s i m a , p o i ch é n e i p r i n ci p i i d ' u n
n u o vo
r e g n o il
gr a vis -
P a r la m en t o
g l i o . T u t t a vi a n on è m io i n t e n d i m e n t o r i b a t t e r e le a ccu s e e
d e ve e s s e r e ge lo s o a s s a i d e lle s u e a t t r i b u zi o n i , n o n d e ve p e r -
i r i m p r o ve r i ch e fu r o n o m o s s i i e r i
e
m e t t e r e ch e i H J o ve r n o u s u r p i s u l p o t e r e le gi s la t i vo . I o q u i n d i
La s cie r ò s e n za r is p o s t a le m o l t e a llu s io n i p o co b e n e v o l e , e
d i d i c h i a r a r e ch e io n o n c r e d o s ia n e l l e a t t r ib u zio n i d e l P a r -
e c o n t r o il M in is t e r o
m i cr e d o in d e b it o d i r e s p i n g e r e r i s o l u t a m e n t e q u e s t ' a c c u s a , e
c o n t r o la m a g g i o r a n za d e lla Ca m e r a .
a i pronunciam enti
d i Sp a g n a , e a ll' a n t i ca s t o r ia p a r l a m e n t a r e ;
la m e n t o il d i s c u t e r e d e l l ' o r g a n i zza zi o n e d e i c o r p i . E d i n ve r o ,
n o n n o t e r ò c o m e s t r a n a m e n t e , in u n a q u e s t i o n e d i vo l o n t a r i ,
o s i gn o r i , s e q u e s t a t e o r i a p r e v a l e s s e , s a r e b b e im p o s s ib ile
sia si i n vo ca t o a d a ccu s a
p r oced er e
del
d e l M in is t e r o l ' a u t o r e vo l e
g e n e r a l e La M a r m o r a ; la s ci e r ò s t a r e
p a r t e ; s olo u n a q u e s t i o n e s o lle va t a
tutto
d a l l ' o n o r e vo l e
Bixio r i ch i e d e d a m e u n ' o s s e r va zi o n e . ( S e g n i
L' o n o r e vo l e
gen er a le,
ciò
n om e
in
d is-
deputato
d'attenzione)
n e l l ' e s o r d i r e d e l s u o d is co r s o , d i-
ch i a r ò ch e i s u o i c o l l e g h i , e d e gli
stesso,
eran o
ve n u t i
n el
a l l ' o r d i n a m e n t o d e l l ' e s e r c i t o in q u e l b r e vi s s i m o
s p a zio d i t e m p o ch e ci è la s cia t o d a lle n e ce s s it à a t t u a i i .
Voci.
È gi u s t o !
» i C4 t ooe
presidente
del Consiglio.
I n fa t t i , se il
P a r la m e n t o a ve s s e a vu t o a d i s c u t e r e t u t t i i d e c r e t i
p e n s i e r o d i d a r e le lo r o d e m i s s i o n i , e ciò p e r c h è a ve va n o d a t o
d ico q u a n t i g i o r n i , n o n d ico q u a n t e s e t t i m a n e ,
ad a lcu n e p a r o le d el m in ist r o
Se s s io n i a v r e b b e i m p i e g a t o .
zio n e ch e , m i si p e r m e t t a
p u t o a s s o lu t a m e n t e
d e lla g u e r r a u n a i n t e r p r e t a -
c h e il d ica a p e r t a m e n t e , io r e -
L' o n o r e vo l e g e n e r a l e h a c r e d u t o ch e si fo s s e vo l u t o , p e r
p a r t e d e l M in is t e r o , fa r e a llu s i o n e
p o co b e n e vo l a a i g r a d i
ma
quante
N on p o s s o p a r l a r e co n p i e n a co n o s ce n za d i ca u s a d e i d e cr e t i e m a n a t i d a l m io co lle ga
erron ea.
em an ati
d a q u a lc h e t e m p o p e r l ' o r d i n a m e n t o d e l l ' e s e r c i t o , n o n s o , n o n
il m in is t r o d e lla g u e r r a ,
p e r ciò c h e r i fle t t e il d i c a s t e r o d e lla m a r i n a , ch e h o
ma
l'on or e
d i r e g g e r e , p o s s o a s s i cu r a r e la Ca m e r a ch e h o in p o ch i m e s i
ch ' e gli e d i s u o i c o m m i li t o n i a ve va n o a cq u is t a t o . Io d i ch i a r o
s o t t o p o s t o a lla firm a d e l R e t a n t i d e cr e t i ch e a v r e b b e r o
a lt a m e n t e
ch ie s t o a n n i ed a n n i d i d is cu s s io n e p a r l a m e n t a r e . E d io c r e d o
ch e t a le n on è m a i s t a t o l ' i n t e n d i m e n t o d e l M in i-
d i p o t e r a s s e r ir e c h e , s e le m a s s im e d e l l ' o n o r e vo l e
stero.
11 M in is t e r o o n o r a ed a p p r e zza il va l o r e e le vi r t ù
m i li t a r i
p r e va l e s s e r o , e il P a r l a m e n t o
r i-
M e lla n a
vo le s s e i m p o r r e l' o b b li go
al
d e i lu o g o t e n e n t i d e l g e n e r a l e Ga r ib a ld i. D i r ò d i p i ù : t r a q u e -
M in is t e r o d i s o t t o p o r gli t u t t i i d e cr e t i r e la t i vi a ll' e s e r ci t o e d
st i vi h a u n d is t in t o m i l i t a r e , ch e il m in is t r o d e lla g u e r r a d a
a lla m a r i n a , m o lt i a n n i t r a s c o r r e r e b b e r o p r i m a « h e si a v e s -
ve n t i c i n q u e a n n i è lie t o d i p o t e r c h i a m a r e s u o a m i co .
s e r o e s e r ci t o e m a r i n a .
—
—
6 15
—
r- 1111 • '• •"• - T i r " i inni i • i m m i m acm tm m m m m m m m
TOR N ATA DE L
Gr a zi e , n o n a l l ' o p e r a m i a , m a g r a z i e a l co n co r s o e ffi c a c i s s i m o , a llo ze lo s t r a o r d i n a r i o d e ' m i e i c o l l a b o r a t o r i n e l Min is t e r o d e lla m a r i n a e d e i ca p i d e l s e r vi zi o m a r i t t i m o , sia
a
20
AP R I LE
e c o o r d i n a r e le fo r ze d e l p a e s e , a g g i u n g e n d o ch e q u e s t ' o r d i n a m e n t o e r a d i c o m p e t e n za d e l G o v e r n o .
L' o n o r e vo le ge n e r a le
Ga r i b a ld i ,
a cce t t a n d o in m a s s i m a i
Ge n o va , sia a N a p o li , in p o ch i m e s i s ia m o r i u s c i t i a fo n d e r e
p r i n ci p i i s vo lt i
p e r fe t t a m e n t e , i n t i e r a m e n t e i d u e g r a n d i e l e m e n t i ch e co s t i-
c h i e d e va c h e l ' e s e r c i t o m e r i d i o n a l e ve n i s s e r i c o s t i t u i t o i m -
t u is co n o la m a r i n a it a lia n a .
m ed ia t a m en t e.
In o r a , o s i g n o r i , n o n vi è p i ù
n è m a r i n a n a p o l e t a n a , n è m a r i n a g e n o v e s e , n o n vi è p iù ch e
foce
u n a s o la m a r i n a , la m a r i n a i t a li a n a .
®i ca vo vr
(Bene!)
Se io a ve s s i d o vu t o i n ve c e s e g u i r e i co n s i gli d e l l ' o n o r e v o l e
M e lla n a , n o i a v r e m m o fo r s e
d e l l e n a vi e d e i
m a r in a i, m a
c e r t a m e n t e n o n a v r e m m o m a r i n a . E p o i c h é l ' o n o r e v o l e M e i-
n e ll' o r a zi o n e
a sinistra.
d e ll' o n o r e vo le
in t er p ella n t e,
Ve n e h a u n a l t r o !
c . , presidente
del Consiglio.
Mi p e r d o n i , io
n a r r o la s t o r i a .
N e lla t o r n a t a d i i e r i , il g e n e r a l e Ga r i b a ld i , r i t i r a n d o
il
p r i m o o r d i n e d e l g i o r n o , g l i e n e s o s t it u iva u n a l t r o , n e l q u a le
la n a i n vo ca l ' o p i n i o n e d e l l ' i l l u s t r e g e n e r a l e La M a r m o r a , l ' i n -
fa ce va u n g r a n p a s s o ve r s o l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o R i ca s o li , e
vo c h e r ò p u r e a m i a vo lt a .
fa ce va p r o va d i u n a n i m o c o n c i li a n t e .
p iù
I n q u e s t o n u o vo o r d i n e d e l g i o r n o , m o d ifica n d o la p r i m a
d i m e o n o r a e r i s p e t t a q u e s t o d is t in t o g e n e r a l e , ch e h o a vu t o
p a r t e , a g g i u n g e n d o u n a fr a s e , a lla q u a l e io n o n h o n u lla a
l ' o n o r e d i a v e r e a co lle ga p e r n o ve a n n i n ei co n s i gli d e lla Co -
d i r e , e d a n zi a lla q u a l e fa ccio p la u s o , i n t o r n o alla
r on a . Qu e s t 'illu s t r e
ed osservanza
Cr e d o m io d e b i t o d i c h i a r a r e a lla Ca m e r a c h e n e s s u n o
g e n e r a l e , io n o n l' h o m a i c o n t r a d d e t t o ,
n e lla
d e ll' e s e r ci t o fo s s e r o m e s s i in a t t ivit à , la s cia n d o c h e la c h i a -
a lle o p e r e s u e io m i
m a t a d e i vo lo n t a r i ve n i s s e d e t e r m i n a t a d a l M in is t e r o q u a n d o
c o m e vo l e va fo r s e fa r e i n t e n d e r e l ' o n o r e v o l e
m i a q u a li t à d i m i n i s t r o d e lle
a s s o cia i
finanze;
in t ier a m en t e, q u a n d o egli
M e lla n a ,
p r o p o n e va a l M in is t e r o ,
a l p r e s i d e n t e d e l Co n s i gli o , a l m i n i s t r o d e l l e finanze, d i a s s u m e r e la gr a vi s s i m a
r e s p o n s a b ilit à d i d e cr e t a r e o p e r e
cos t o-
p a r t e d e lle p r e c e d e n t i As s e m b l e e s i r i c o r d e r a n n o
l ' a vr e b b e r e p u t a t o
opportun o.
Co m e già d is s i, q u e s t ' o r d i n e d e l g i o r n o è u n a p r o va d e i s e n t i m e n t i co n cilia t ivi d e l l ' o n o r e vo l e
g e n e r a l e Ga r i b a ld i , e d a
fa t t o
q u e s t i r e n d o p ie n o e la r go o m a g g i o , e d è p e r ciò ch ' io d e s i -
d e lle d i -
d e r e r e i d i p o t e r m i a cco s t a r e p i e n a m e n t e a lla s u a p r o p o s t a l e
s is s im e n e ll' a s s e n za d e l P a r l a m e n t o . Q u e lli ch e h a n n o
s cu s s io n i vi vi s s i m e a cu i d i e d e r o
concordia
d e lla l e g g e , si li m i t a va a c h i e d e r e ch e i q u a d r i
lu o go e l e fo r t i fi c a zi o n i d i
Ca s a le e le fo r t ifica zio n i d i Al e s s a n d r i a , o r d i n a t e p e r s e m p li c e
n o n vi fo s s e r o a ciò d u e o s t a co li g r a vi s s i m i . (Segni
di
atten-
zione)
La d i ffe r e n za s o s t a n zia le ch e c o r r e t r a le i d e e e s p r e s s e d a l-
d ecr et o r ea le.
Mi p e r m e t t a l ' o n o r e v o l e M e lla n a d i fa r g l i o s s e r va r e c h e in
q u e i t e m p i v ' e r a , p e r u n m i n i s t r o d e l l e finanze, q u a lc h e m e -
l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Ga r ib a ld i e q u e l l e d e l b a r o n e
s t a in ci ò , ch e il g e n e r a l e
vu o le ch e i q u a d r i
R ica s o li
d e ll' e s e r ci t o
d i vi d e r e la
m e r i d i o n a l e s ia n o p o s t i i m m e d i a t a m e n t e in a t t i vi t à , m e n t r e
r e s p o n s a b i li t à d e i s u o i a t t i , p e r c h è in q u e i t e m p i il m i n i s t r o
il b a r o n e R ica s o li v u o l e ch e s i p r o v v e d a a lla fo r m a zi o n e d e i
d e lle finanze e r a c o n d a n n a t o d a u n a
vo lo n t a r i in co r p o d ' a r m a t a .
r i t o n e ll' a s s o cia r s i a i m i n i s t r o d e lla g u e r r a , p e r
d u r a e d o lo r o s a
n eces-
s it à a v e n i r e a d o gn i p iè s o s p in t o a p r o p o r r e n u o ve t a s s e a l
P a r la m en t o,
(Ilarità)
ch e
l' o n o r e vo le
M e lla n a
c o m b a t t e va s e m p r e .
In a l l o r a il p a e s e , a n c o r a n u o vo a lle
b e r a l i , a c c o g l i e va co n m o lt a r i p u g n a n z a
is t it u zio n i l i -
q u e s t e t a s s e , e fa -
La d iffe r e n za s t a d u n q u e t u t t a in q u e s t e p o ch e p a r o l e :
m ettere
in attività
i quadri
dello stesso
esercito.
O r a , io d ich ia r o a lt a m e n t e ch e a q u e s t o si o p p o n go n o d u e
o r d in i d i d iffico lt à : le p r i m e d iffico lt à le c h i a m e r ò t e c n i c h e ;
c e va r i c a d e r e s u l ca p o d e l m i n i s t r o , c h e n e e r a r e s p o n s a b i l e ,
q u e s t e ve n n e r o i e r i s vo lt e in m o d o m o lt o c h i a r o , m o lt o
u n ' i m m e n s a d o s e d ' i m p o p o l a r i t à . E b b e n e , il g e n e r a l e La M a r -
vi n c e n t e d a l l ' o n o r e vo l e m io a m ico il g e n e r a l e Cu g i a .
m o r a r icu s ò
s e m p r e d i s o t t o p o r r e a lla
p r oget t i
E gli vi h a s p i e ga t o le d iffico lt à ch e s ' i n c o n t r e r e b b e r o n e l
r e l a t i vi a l l ' o r d i n a m e n t o d e l l ' e s e r c i t o ; d i e d e in o cca s io n e d e l
m e t t e r e in a t t ivit à q u e s t i q u a d r i , gi a cch é io s u p p o n g o , c h e
b i la n c i o le p iù a m p i e , le p iù
m e t t e r e in a t t ivit à q u e s t i q u a d r i vo g l i a d ir e fa r li fu n zi o n a r e ,
ce t t ò in q u e s t e d is cu s s io n i
tutti
i punti
Ca m e r a
i
con -
s o d d i s fa ce n t i s p i e g a z i o n i ;
a c-
d e l b i la n ci o la c o n t r o ve r s i a
su
r e l a t i vi a l l ' o r d i n a m e n t o
d ell'eser cit o;
ten n e
fa r e ch e in m e zzo a i q u a d r i vi sia
a n c h e d e lla b a s s a fo r za ,
o n d e ve r a m e n t e , n e lla s t r e t t a p a r o l a , s ia n o in a t t ivit à . I o n o n
s e m p r e in g r a n co n t o le o s s e r va zi o n i d e lla Ca m e r a e la m a -
a g g i u n g e r ò n u lla a q u a n t o d is s e l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o a cu i
n i fe s t a zi o n e d e l l e o p in io n i d e l P a r l a m e n t o , m a n o n m a i co n -
fa ce va a llu s io n e ; n on d u b it o ch e la Ca m e r a t e r r à co n t o d e lle
s e n t ì a s o t t o p o r r e a d essa i d e cr e t i r e l a t i vi a ll' o r ga n i zza zi o n e
o s s e r va zio n i d a lu i fa t t e p e r d i m o s t r a r e la s o m m a d iffico lt à , p e r
d e l l ' e s e r c i t o , e d in ciò il g e n e r a l e
n o n d i r e l' a s s o lu t a im p o s s ib ilit à d e ll' a t t u a zi o n e d i q u e s t ' i d e a .
La M a r m o r a
a cq u is t ò u n
n u o vo t it o lo a lla r i co n o s ce n za d e l p a e s e .
Io q u i n d i
Ma , s i gn o r i , vi s o n o d iffico lt à d i u n a l t r ' o r d i n e , vi s o n o
r e s p i n go n e l m o d o il p iù a s s o lu t o il
r im p r o ve r o
d ' i n co s t i t u zi o n a li t à .
Allo n t a n a t a q u e s t a , ch e d ir ò
d iffico lt à d ' o r d i n e p o lit ico . (Segni
d'attenzione)
E q u i io m i a ffr e t t o a d i r e ch e n o n s o n o d iffico lt à r e l a t i ve
q u es t ion e p r e giu d izia le , e s a -
a lla p o lit ica i n t e r n a , c h e se n o i n o n c r e d i a m o p o t e r
m ettere
m i n e r ò la q u e s t i o n e d i m e r i t o , ch e è la q u e s t i o n e ch e o ccu p a
in a t t i vi t à i q u a d r i d e ll' e s e r c i t o
la Ca m e r a .
vi e n e p e r u n o s p ir it o d i d iffid e n za r i s p e t t o a q u e s t o e s e r ci t o .
I n p r i n ci p i o d i q u e s t a d is cu s s io n e , d u e o r d in i d e l g i o r n o
m er id ion a le,
ciò n o n
a v-
N o , s i gn o r i , lo d ich ia r o a l t a m e n t e , n on è il M in is t e r o c h e fe c e
v e n n e r o p r e s e n t a t i : u n o d e l l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o R i ca s o li , e d
a p p e llo a l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Bi x i o , a l l ' o n o r e vo l e
u n a lt r o d e l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Ga r i b a l d i .
M e d ici, a l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e S i r t o r i , q u a n d o a n co r a n on s i
N on p a r lo d e gli a lt r i d u e , g i a c c h é q u e l l o d e l l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o R icci e r a u n o r d i n e s o s p e n s i vo , e q u e l l o
vo l e d e p u t a t o P a ce c o n t e n e va
una
d ell'on or e-
m a n ife s t a zio n e d i s e n t i-
L' o n o r e vo l e d e p u t a t o R ica s o li c h i e d e va c h e la Ca m e r a , a cce t t a n d o il d e c r e t o d e l l ' 11 a p r i l e , e ccit a s s e il M in is t e r o a d a t t u a r lp in m o d o i m m e d i a t o , p r o vve d e n d o
e r a n o p r o n u n zi a t i a p e r t a m e n t e s u lle g r a n d i q u e s t io n i p o l i t i ch e , n o n è q u e s t o M in is t e r o c h e , o r a ch ' e s s i h a n n o p r e s t a t o
g i u r a m e n t o a Vi t t o r i o E m a n u e l e e d a llo S t a t u t o , a vr e b b e r i s p e t t o a lo r o la m e n o m a s fid u cia .
m e n t i , p iù ch e u n a d i ch i a r a zi o n e d i p r i n c i p i o .
a lla s o r t e d e l va l o -
r o s o e s e r c i t o m e r i d i o n a l e , e d i p iù lo e c c i t a va a d
gen er a le
a ccr escer e
I o d ich ia r o s e n za e s it a zio n e c h e , s e n o n vi fo s s e r o
que-
s t io n i d i p o lit ica e s t e r n a , n o n ve d r e i n e s s u n i n c o n ve n i e n t e a
t e n e r e il g o ve r n o , q u a n d ' a n c h e la ca p i t a le fo s s e p r e s i d i a t a d a
u n a d ivis io n e co m a n d a t a d a l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Bi xi o .
— 616
CAMERA DEI
DEPUTATI
Le difficoltà politiche a cui accenno si riferiscono esclusivamente alla politica estera. Io vi ho detto l'altro giorno che
l'esercito dei volontari quale fu ordinato, e bene, dall'onorevole generale Garibaldi, è un esercito il quale ha un carattere esclusivamente di guerra, che non può utilmente essere impiegato in tempo di pace, che non può essere raccolto
se non quando si è decisi di fare guerra pronta, direi anzi
immediata.
Se questa mia asserzione l'altro giorno avesse avuto mestieri di dimostrazione, l'onorevole generale Bixio, nella tornata di ieri, avrebbe sciolto ogni dubbio intorno a questo argomento. Dopo il discorso da lui stato pronunziato ieri in
quest'aula, se il Ministero mettesse in attività una divisione,
e gliene affidasse il comando, ma, signori, sarebbe questa
una vera dichiarazione di guerra. (Sensazione — Bisbiglio a
sinistra)
Per combattere quest'idea si è detto che anche negli altri
paesi si organizzavano dei volontari, e che questi paesi non
erano per ciò considerati come minaccianti la pace dei loro
vicini : e si è parlato con parole molto convenienti e dall'onorevole generale Garibaldi e dall'onorevole deputato Mellana,
dell'istituzione dei volontari inglesi. Ma, o signori, non bisogna lasciare che le parole facciano nascere delle illusioni.
L'organizzazione dei volontari inglesi non ha nessuna relazione colla organizzazione dell'esercito meridionale composto di volontari.
In Inghilterra vi è l'esercito stanziale composto di volontari, poiché non vi è la coscrizione; ma questi volontari contraggono una ferma, ed una ferma lunghissima. Vi è di più la
milizia, che è una specie di guardia nazionale mobile. Questo
è un servizio che si presta a seconda dei risultati della sorte;
è una specie di leva per la milizia. Finalmente, or sono due
anni, quando l'Inghilterra si è creduta minacciata, sorse
spontaneamente dalle viscere del paese una nuova istituzione,
quella dei volontari. Ma che cosa sono i volontari inglesi ?
Sono cittadini che, senza abbandonare le loro case, senza rinunciare alle proprie occupazioni, si radunano in determinati giorni ed in determinati luoghi per esercitarsi al maneggio delle armi. Il Governo ha bensì nominato degli ufficiali per comandare questi volontari ordinati in battaglioni,
ma nè gli ufficiali, nè i militi abbandonano le loro occupazioni abituali. Voi vedete fra i comandanti dei volontari dei
grandi proprietari, dei banchieri, dei negozianti, che contitinuano a governare le loro proprietà e ad amministrare i
propri affari. Finalmente non solo non ricevono paga nè gli
ufficiali, nè i volontari, ma non ricevono nemmeno il vestiario. 11 Governo inglese provvede le armi a quelli che non
hanno mezzi sufficienti per farne l'acquisto.
Vede dunque la Camera quanta differenza passa fra il
corpo dei volontari inglesi e quello dell'esercito meridionale.
Io mi faccio dunque a dire di bel nuovo che la costituzione
di un esercito di volontari sulle basi sulle quali venne formato e deve rimanere l'esercito già meridionale, equivarrebbe, se non ad una dichiarazione di guerra, ad una gravissima provocazione di guerra.
Ora, o signori, qui sono costretto ad entrare assolutamente
nel campo della politica, ed a chiedere alla Camera se sia opportuno, se sia conveniente di fare un atto che nel paese e
fuori, in Eupopa, sia considerato come una provocazione di
guerra.
Voi conoscete la politica del Ministero; essa venne proclamata nel discorso della Corona, venne esposta in varie occasioni, specialmente in occasione delle interpellanze rispetto
a Roma. Tuttavia il Ministero non ebbe forse ancora un'op-
•—
—
SESSIONE
DEL
1861
portunità di dichiarare altamente quale sia la sua linea politica. Il Ministero coglie con premura questa circostanza ,
giacché è bene che ogni equivoco scompaia, che il Parlamento ed il paese sappiano in modo chiaro e netto qual è il
nostro sistema. (Segni d'attenzione)
Noi abbiamo fatto conoscere e al paese ed all'Europa qual
è lo scopo finale della nostra politica ; su questo punto le
nostre dichiarazioni sono sempre state chiare e precise, non
le abbiamo avvolte di frasi diplomatiche ; abbiamo ripetuto
più volte sotto varie forme che ritenevamo la questione italiana non avrebbe avuto scioglimento finché l'indipendenza
della Penisola non fosse compiuta, finché le grandi quistioni
di Roma e di Venezia non avessero ottenuto una soluzione
completa. Ma nello stesso tempo abbiamo dichiarato che la
questione di Roma doveva sciogliersi pacificamente, senza
porsi in ostilità ed in contrasto colla Francia; noi abbiamo
dichiarato apertamente che non consideravamo i soldati francesi a Roma come nemici. (Bene!)
Così, rispetto alla Venezia, noi abbiamo detto con parole
moderate, ma recise, che lo stato .attuale della Venezia era
incompatibile con una pace stabile, ma in pari tempo abbiamo
dichiarato che nello stato attuale dell'Europa non ci credevamo in diritto di accendere una guerra europea. In poche
parole noi abbiamo dichiarato che rispetto a Roma la nostra
politica riposava sull'alleanza francese, e che rispetto alla
Venezia si teneva conto dei grandi interessi europei, dei
consigli delle potenze amiche, delle potenze che in momenti
difficilissimi ci avevano pur dato efficace e proficuo concorso.
Ecco la nostra politica.
Capisco che se ne possa seguire un'altra, capisco che s
possa dichiarare che l'Italia è in uno stato di guerra modificato da una specie di tregua tacita : tregua a Roma, tregua a
Venezia ; che quindi, essendo in istatodi guerra, sia non solo
opportuno, ma indispensabile il fare tutti i provvedimenti che
occorrono per una guerra prossima, immediata. Ecco i due
sistemi in presenza.
Noi vel diciamo francamente, noi crediamo che la prima
politica sia la sola che convenga alla nazione di seguire ; che
la prima non è altro che la continuazione di quel sistema politico, che ebbe per risultato di prendere l'Italia il giorno
dopo la battaglia di Novara e portarla a riunirsi in un corpo
di 22 milioni d'Italiani; che la prima è quella che ci condurrà
certamente alla meta, alla quale tutti, senza distinzione di opinioni, aspiriamo del pari.
E se voi ponete mente al quadro che vi fece ieri con frasi
molto incisive l'onorevole deputato Bixio dell'opinione pubblica europea, poiché a Parigi egli ha potuto giudicare non
solo dell'opinione della Francia, ma anche dell'opinione europea, io credo che sarete dell'avviso del Ministero.
Non bisogna farsi illusione: io ho gran fiducia nelle risorse
della nazione, immensa confidenza nel patriottismo, nel valore degli Italiani ; ma conviene avvertire, o signori, che una
scintilla che si accenda nell'Italia può spargere l'incendio sopra tutta l'Europa, e che una condotta imprudente potrebbe
mettere a fianco dei nostri naturali avversari anche altre po»
tenze, colle quali non siamo, non dobbiamo essere in collisione.
Io fui rimproverato certamente da alcuni deputati dell'opposizione, non mi ricordo più in quale circostanza, di non
più tener conto dell'alleanza inglese, di essere stato infedele
a' miei primi amori (Si ride), di essere passato dall'anglomania quasi all'anglofobia. Quest'accusa è perfettamente ingiusta; nessuno più di me fa estimazione della nazione in-
—617—
TORNATA DEL 2 0
glese, nessuno più di me tiene a calcolo l'immensa potenza di
cui questa nazione dispone, ed è per ciò che io reputo che
una politica consigliata dal Governo inglese, massime quando
il Governo è nelle mani dei migliori amici d'Italia, di persone, dico, che erano già amiche dell'Italia molto prima che
la causa italiana fosse diventata popolare, è tale che merita
di essere tenuta in altissima considerazione.
Ebbene, che cosa dice l'Inghilterra? Dice precisamente:
guai al provocatore! Io sarò contro chi provoca, io gli sarò
contro colla mia influenza morale.
E qui si badi che, mentre la influenza morale in tempo di
pace può tradursi semplicemente in note più o meno gentili, in tempo di guerra l'influenza morale può tradursi in
altri argomenti, massime quando, in previsione di questi
casi, vi è una numerosa flotta a Malta e un'altra a Corfù.
(Sensazione)
Io non andrò peregrinando per gli altri paesi d'Europa,
nè mi estenderò sulle condizioni della Germania e della Russia; ma vi pregherò di osservare che in quei due paesi l'opinione del Governo è assai incerta nelle sue alleanze, e che
dalla condotta della nazione che sarebbe la prima a provocare la guerra potrebbe dipendere molto la risoluzione di
entrambi; che quindi una politica, la quale avesse anche solo
la possibilità o la probabilità remota di far sorgere una coalizione contro l'Italia, sarebbe una politica assolutamente funesta.
Comunque sia : il Ministero professa questa opinione ; se
egli è nell'errore, si sottoporrà al giudizio del Parlamento,
ma non modificherà la propria convinzione.
Vi è, come dissi, un'altra politica, quella che considera i
Francesi come nemici a Roma, che ci considera come in
istato di guerra effettiva coll'Austria. Ebbene, io vi dico
che il volo che sarete per dare in questa controversia deciderà quest'oggi quale di queste due politiche debba avere il
sopravvento. Se (Movimento a sinistra) voi dichiarate che
bisogna mettere i quadri dell'esercito meridionale in attività... cioè, intendiamoci bene, in attività nel senso di dare
degli uomini a questi quadri, dei sott'ufficiali, dei soldati,
di formare insomma dei veri corpi; se questo è l'intendimento del generale Garibaldi, io vi dico che voi entrate in
una via politica che non è quella del Ministero. Epperciò,
quantunque il Ministero sia animato da vero spirito di conciliazione (e parmi che, se voi prendete il complesso dei
discorsi che si sono pronunciati dai banchi dell'opposizione
e da quello dei ministri, non potrete rivocare in dubbio
questa mia dichiarazione), esso non può accettare l'ordine
del giorno dell'onorevole generale Garibaldi.
Ma io mi credo in debito di dare alla Camera qualche spiegazione sull'ordine del giorno del deputato Ricasoli.
Come ho già detto, il Ministero approva l'ordine del giorno
del deputato Ricasoli, perchè il deputato Ricasoli approva la
formazione dei volontari in corpo d'armata. E qui, siccome
il Ministero non era entrato in particolari, è nato qualche
dubbio sulla condizione di questi ufficiali, e si è detto: ma
questi uffiziali saranno tutti in disponibilità? Il Ministero, lo
dirò francamente, nel fare il decreto dell'll aprile si era riservata la facoltà di mantenerne una parte in attività e metterne una parte in disponibilità. Diffatti coll'articolo 13 de!
decreto venne detto:
« Sulla richiesta dei comandantije divisioni, e nello scopo
di assistere ad un corso d'istruzione, potranno gli ufficiali
essere chiamati in sedi fisse , che saranno determinate dal
nostro minislro della guerra per ogni comando di divisione. »
Camera dei Debutati —Discussioni del 1861,
78
APRILE
Dunque il Ministero si è riservata la facoltà di chiamare
nelle sedi una parte di questi ufficiali, e quelli che saranno
nelle sedi saranno in vera attività, avranno così tutti i vantaggi, come tutti gli obblighi dell'attività.
Naturalmente l'applicazione di questa parte è una questione di finanza, è un punto sul quale veramente sta alla
Camera più specialmente il decidere.
Se la Camera si associasse ai sentimenti manifestati ieri
dal mio onorevole amico, il deputato Cugia; se la Camera manifestasse il desiderio che sia chiamato alle sedi il maggior
numero possibile di ufficiali, per evitare il pericolo cui accennava con molta ragione il deputalo Bixio che, cioè, questi
ufficiali, essendo dispersi e tornando alle loro case, smettessero le abitudini militari, perdessero l'amore all'arte loro,
oppure nell'ozio contraessero cattive abitudini; se la Camera
è in quest'opinione, il Governo molto volontieri darà la più
larga applicazione all'articolo 15. Esso farà facoltà di convenire alle sedi a tutti coloro che vogliono recarvisi ; e farà
anche il possibile per somministrar loro i mezzi d'istruzione, perchè, se riteniamo che il riunire i soldati alle sedi
in tempo di pace abbia inconvenienti, non ve n'è alcuno alla
riunione degli ufficiali, anzi hannosi in ciò molti vantaggi,
perchè così lo spirito di corpo si mantiene, si fortifica, e
l'istruzione progredisce. Lo ripeto a nome del Ministero, se
la Camera si associa a questi sentimenti, il Governo è pronto
a dichiarare che darà all'articolo 15 la più largaapplicazione,
e che farà facoltà a tutti indistintamente gli ufficiali dell'esercito meridionale di riunirsi alle sedi per istruirsi e per esercitarsi nell'arte loro.
Mi pare che con questa dichiarazione venga dissipato ogni
dubbio.
Noi non vogliamo i corpi di volontari in attività, nel rigo-»
roso significato della parola; noi non vogliamo un atto, che
sarebbe una vera provocazione, perchè non crediamo dover
seguire una politica provocatrice.
Vogliamo invece mantenere questi quadri, e dare agli uffiziali, che vi saranno ascritti, prova della nostra simpatia,
della nostra benevolenza, della riconoscenza della nazione.
Noi dobbiamo fornir loro i mezzi di prepararsi a far il loro
dovere nel momento opportuno, con quell'ardore che distingue gli ufficiali dei volontari, e con quelle cognizioni che
avranno acquistate nelle sedi loro assegnate.
Mi pare che con queste dichiarazioni formali, l'ordine dei
giorno del deputato Ricasoli sia una proposta pienamente
conciliativa, ma che ha pure il gran merito di non lasciar dubbio alcuno sulla questione politica.
Vi ho esposto, o signori, quale era la politica del Ministero,
e vi ho detto che ve n'era pure un'altra. Naturalmente, poiché seguitiamo la prima, si è che la riteniamo più utile, più
conveniente al paese; ma tuttavia diciamo che anche l'altra
politica può praticarsi. È molto pericolosa, è irta di difficoìtà
di ostacoli, di scogli, ma può essere attuata.
Ciò che poi sarebbe fatale, ciò che ci condurrebbe ad una
certa rovina, si è se si praticasse un giorno una politica e
l'indomani un'altra ; se non si seguisse, rispetto al paese e
più ancora rispetto all'Europa, una linea franca, netta, sincera. L'Europa ha diritto, dopo tutto quello che è accaduto,
di sapere quello che vogliamo fare. L'Europa non vuole am»
bagi, massime l'Inghilterra.
L'Inghilterra ci perdonerebbe un atto di pazzia più facilmente, che secredesse che l'abbiamo voluta indurre in errore,
Quindi, o signori, noi dobbiamo deciderci nettamente. Se
la Camera crede preferibile la politica del Ministero, mi pare
che debba accettare l'ordine del giorno del deputato Ricasoli^
s
— 618 —
D E I D E P U T AT I
CAM E R A
co n q u e l l e s p i e g a z i o n i c h e h o a v u t o l ' o n o r e d i d a r e
m e r a ; s e cr e d e ch e q u e s t a p olit ica d e b b a
essere
a lla Ca -
m o d i fi c a t a ,
lo d e v e d i c h i a r a r e in m o d o e g u a l m e n t e e s p l i c i t o .
Q u a lu n q u e s ia la d e t e r m i n a zi o n e
DEL 1 8 6 1
SE SSI ON E
Molte
voci. N o ! n o !
(Morm orio)
B IX IO. Mi p e r m e t t a n o
d i s p ie ga r e le m i e id e e , e t r o v e -
r a n n o c h e n o n d o fa s t i d i o a d a l c u n o .
d e l l a Ca m e r a n o i l a r i -
P R E S I D E N TE . N o n è c h e d i a fa s t i d i o
ad a lcu n o, m a si
s p e t t i a m o . La s c i a n d o i l M i n i s t e r o , c o m b a t t e r e m o q u e l l a p o -
è c h e ve r a m e n t e ella n o n i n t e r p r e t a
li t i c a c h e n o n è l a n o s t r a , finché
m a n i f e s t a z i o n i s e g u i t e n e l l a Ca m e r a a lla fine d e l d i s c o r s o d e l
s a r e m o s u q u est i s t a lli; il
gio r n o p o i ch e q u e s t a p olit ica si t r a d u r r à in a t t o , n o i co o p e rerem o
d elle
a ch i d o vr à
r egger e
lo St a t o
n o s t r e f o r z e . (A sinistra:
d is cu s s ion i a n t ich e ,
con tu tta
l'en er gia
B e n e !) N o n p e n s e r e m o
a lle
s a r e m o s old a t i ; e c h i n o n p u ò e s s e r lo
p e r l' e t à , co a d iu ve r à a q u e s t a p olit ica , c h e o r a ch ia m o t e m e r a r ia , e d a llor a ch ia m e r ò
gen er osa .
l u n q u e p o i s ia la d e l i b e r a z i o n e
com p ia cer ci
a lt a m en t e
(Bravo ! bravo !) Q u a -
d ella
di questa
Ca m e r a ,
n oi d o vr e m o
d iscu ssion e,
p oich é
a vr à
n e l ve r o lor o
m in is t r o d ella g u e r r a .
B I X I O. I o s o n o
m olt o
con t en t o
di queste
t r i b u n e , n e fo r m ò q u e l giu d izio
Molte
voci dal centro
e dalla
destra.
Si è in ga n n a t o ce r t a -
m en te.
B IX IO. Q u a n d o d u n q u e i o d i c e v a c h e l ' a u t o r i t à d e l g e n e r a le Fa n t i n o n vo le va m o t e n e r la co m e in co n t r o ve r t ib ile , i n t e n d e va d ir e c h e il g e n e r a l e F a n t i, co lle m iglio r i
a l m e n o d i d i m i n u i r e la d i s t a n z a c h e c i s e p a r a v a ,
d e l m o n d o , p o t e va p e r ò es s er s i
ca s ó d i fa r c o n o s c e r e
l'Eu r op a ,
P a r la m en t o in t en d e
(Vivi
segni
in m o d o s ch ie t t o e p r e cis o a l p a e s e , a l-
q u a l è la p o l i t i c a
di
dare
a lla
q u a le
la m a ggio r a n za d e l
u n fr a n co e co m p le t o
a p p oggio.
approvazione)
u ffi c i a l i d e l l ' a r m a t a
p er son a le.
in ga n n a t o
d u r n e c h e e r a , si p u ò d i r e ,
B I X I O. L e p a r o l e d e l l ' o n o r e v o l e c o n t e D i C a v o u r , c h e r i d i ie r i, r e la t iva -
m e n t e a lle d im is s io n i, vo glio n o d a m e u n a s p ie ga zio n e , e d io
p r e g o la Ca m e r a d i a c c o g l i e r l a c o n q u e l l a f r a n c h e z z a c o n c u i
io la d o .
u ffi c i a l e , h o d o v u t o d e -
u n a p a t en t e d 'in ca p a cit à co n fe r -
Ca m e r a . . .
Molte voci da varie
parti
della
Cam era.
B IX IO. I o m e n e a p p e l l o a g l i
gu a r d a n o q u e lle d a m e d e t t e n ella sed u t a
in t e n zio n i
n e l giu d ica r e gli
m e r id io n a le . I n s o m m a d a l con t est o d e l
d iscor so, q u a le s t a n e l r e n d ico n t o
m a t a d a lla
P K E S I B E S T E . L a p a r o l a è a l d e p u t a t o B i x i o p e r u n fa t t o
s p ie ga zio n i.
F a t t o si è p e r ò c h e il g e n e r a l e M e d ici, il q u a le si t r o va va n e lle
a vu t o p e r e ffe t t o , io s p e r o , s e n o n d i r a vvicin a r ci p i e n a m e n t e ,
e d in ogn i
sen so le
No! n o !
at t i p a r la m e n t a r i : io h o
d e t t o c h e g l i a p p l a u s i c h e s i f e c e r o a lla fine d e l d i s c o r s o d e l
m in ist r o Fa n t i son o
r egist r a t i
d a lla
s t e n o g r a fi a
d ella
Ca -
m era.
Io d ir ò p o i ch e co m p r e n d o p e r fe t t a m e n t e e son o a lt a m e n t e
r i c o n o s c e n t e a lla m a g g i o r a n z a d e l l a Ca m e r a s e d à d e i s e g n i
m a n o n s on o io s olo c h e
Noi p os s ia m o e s s e r ci in ga n n a t i;
h o p r o ffe r it a la p a r o la .
p r e cis a m e n t e l'in t im o
Ier i n e a ve va
ed o n o r e vo le
q u a lch e d u b b io; m a
m i o a m ico il g e n e r a l e
M e d i c i , a c u i il s i g n o r c o n t e D i Ca v o u r h a fa t t o a l l u s i o n e , e
ch e è t r a i n ost r i a m ici e co m p a gn i
d'arm e
l'u om o ch e s t i-
m i a m o d i p i ù e d a c u i ci r i v o l g i a m o p e r c o n s i g l i o , q u a n d o s i
t r a t t a d i fa r b e n e l e c o s e , e b b e n e , d i c o , p r e c i s a m e n t e i l g e n e r a l e M e d i c i fu il p i ù c a l d o e i l p i ù d e c i s o ,
dopo
la le t t u r a
p er cu i questo
v o t o d i s fi d u c i a
n o n ca d a
s o p r a l ' u ffi c i a l i t à
d ell'eser cit o m er id ion a le
Moltissim e
voci.
N o , n on ca d r à m a i !
B I X I O. Ma i o i e r i , p a r l a n d o , h o d o v u t o a c c e n n a r e a q u e s t o fa t t o , e d h o c r e d u t o m i o d e b i t o d i d i r v i i n o r a c o m e s u c cesse q u e ll' in co n ve n ie n t e , e l ' h o d o vu t o s p ie ga r e .
Io n o n d ico c h e u n d e p u t a t o
si d e b b a
d i r i ge r e a lla m a g -
g i o r a n z a , p e r c h è q u i n o n ci è n é m a g g i o r a n z a , n é m i n o r a n z a ,
d el d iscor so d e l m in is t r o F a n t i, a r ip u t a r e im p o s s ib ile , p oco
ci è l a C a m e r a . (Bravo ! Benissim o
o n o r e v o l e p e r n o i e p o c o d e g n o d e l l a Ca m e r a il v e d e r c i , d o p o
s i o n i d i u ffi c i a l i , n o n è m i c a c h e i o n o n s e n t i s s i
l ' e s p o s i z i o n e fa t t a d a l m i n i s t r o d e l l a
n ien t e a cu i a n d a va m o in co n t r o e d a cu i a ccen n ò l' o n o r e vo le
gu er r a ,
c la s s i fi c a t i n e l
m o d o in c u i f u m m o .
Ca v o u r , c h e , c i o è ,
F a r ò u n a s o la o b b i e z i o n e , m e l o p e r m e t t a
le n ost r e
!) P a r l a n d o
d em ission i
poi di d em isl'in co n ve -
p o r t a va n o co n s é
la Ca m e r a , m e
q u e l l e d i t u t t a l ' u ffi c i a l i t à d e l c o r p o . E q u e s t o n a t u r a l m e n t e
lo p e r m e t t a il g e n e r a l e F a n t i . I o n o n v o g l i o d i r m a l e d e ' s u o i
p o r t a va d e gl' in co n ve n ie n t i g r a vi , d a va n t i a c u i io h o p e n s a t o
giu d izi, m a a n ch e
b e n b e n e : e fr u t t o n e è c h e le d e m is s io n i
d i Na p oleon e
n o n si t ien
g i u d i z i . T u t t i s a n n o c h e n e l l e Mem orie
p a r la t o d el ge n e r a le
Sa i n t - Cyr
con t o d i ce r t i
di SanVElena
egli h a
e d e l ge n e r a le N e y; e p p u r e
v e r l a d i r e a l l a Ca m e r a ,
la t o d i Ma ssen a r i g u a r d o a G e n o va .
errore.
s e n za vo le r m i m e t t e r e a live llo
sera
M a , d a l m o m e n t o c h e l a c o s a s t a va c o s ì , h o c r e d u t o d i d o -
n on si t ien e q u e l giu d izio c o m e a s s o lu t o ; così è d o ve h a p a r Io posso d ir e d u n q u e,
d ' J va n t ' ie r i
n o n f u r o n o a n c o r a p r e s e n t a t e . (Bravo ! Bene !)
p er ch è
n essun o potesse
e s s e r e in
d i Na p oleon e e d i Massen a,
I o c o n t o d e g l i a m i c i m o l t i in q u e s t a Ca m e r a , e n e l l a m a g -
m a c o m e d e p u t a t o p o s s o d i r e c h e il g i u d i z i o d e l m i n i s t r o d e l l a
gio r a n za , e n e lla s in is t r a , e d a n ch e n ella d e s t r a . P e r e s e m -
g u e r r a n o n lo t e n g o c o m e a u t o r i t à p r o v a t a .
p i o , io m i o n o r o d e l l ' a m i c i z i a d e l l ' o n o r e v o l e P o e r i o , il q u a l e
Or a è s u cces s a q u e s t a co s a , c h e d o p o la le t t u r a d el d is cor s o
d el ge n e r a le Fa n t i,
com p lesso
dopo
com e
n e fa f e d e
f o r s e , m a i n fi n e la p a r t e
questa
la s t e n o g r a f i a ,
en tra
Pa r im en t i
pure n el tutto,
il c o l o n n e l l o
l e t t u r a , d i c o , la m a g g i o r a n z a d e l l a Ca m e r a h a
fa t t o d e i s e gn i d i a p p r o va zi o n e .
(Movim enti
fa p a r t e d e l l a
p e r il
diversi
e m or-
m orio)
m a ggio r a n za .
i o v e d o s e d e r e a lla
destra di questa
s e r g l i a m i c o , p e r c h è la d i f f e r e n z a d i o p i n i o n e p o l i t i c a n o n
è c a u s a d i i n i m i c i z i a p e r m e . (Bravissim o
!)
Si è c r e d u t o c h e i o vo l e s s i f a r p r e s s i o n e
P B E S i D E N f E . Ac c e r t o l ' o n o r e v o l e g e n e r a l e B i x i o c h e la
Ca m e r a h a fa t t o s e g n i d i a p p r o v a z i o n e
ai com p lesso d el d i -
Ca m e r a
M a le n ch in i, e co n t u t t o ciò n o n ces s o d i e s -
a lla Ca m e r a p e r
fa r l a p r o n u n c i a r e o p e r l ' u n o o p e r l ' a l t r o . O r a , i o d o la m i a
p a r o l a d ' o n o r e c h e q u e s t a n o n è s t a t a la m i a i n t e n z i o n e .
Io
scor so co n t e n e n t e m o lt e m a t e r i e , n o n g i à a d u n a p a r t e p iù
h o fa t t o , fo r s e , u n a cos a i r r e g o l a r e , s e co n d o gli u s i p a r l a m e n -
ch e a d u n ' a lt r a ; q u in d i n o n p u ò t r a r n e a r g o m e n t o p e r fa r n e
t a r i, m a d ich ia r o d i e s s e r e p r on t o a s o t t o m e t t e r m i a q u a lu n -
a p p u n t o a lla m a g g i o r a n z a (Segni
di assenso
al centro
ed
alla
destra)
B I X I O . H o d etto p r ecisa m en t e
q u e d e c i s i o n e . (Segni
di approvazione)
I o n o n h o la p r e t e s a
c h e s i d e b b a p r e n d e r e la m i a v o c e c o m e
c h e fo r s e a p p la u d ì p e r il
q u ella d i u n ge n e -
r a le . I l m i o n o m e n o n sa r à m a i t r a q u e lli d e i m ilit a r i ch e in -
c o m p l e s s o , m a m i p e r m e t t e r a n n o d i c r e d e r e c h e il c o m p l e s s o
va d o n o le a s s e m b le e . I o n on son o u o m o d a i n va d e r e le a s s e m -
co m p r e n d e la p a r t e .
b l e e ; q u a n d o l a g u e r r a s a r à finità, fa r ò i l m a r i n a i o . (Si ride)
— 619 —
TORNATA DEL 2 0 APRILE
Ecco quello che aveva a dire.
PRESIDENTE, il generale Garibaldi ha facoltà di p a r l a r e
p e r un fatto personale.
FANTI, ministro della guerra. Chiedo di p a r l a r e p e r u n
fatto personale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di p a r l a r e .
FANTI, ministro
della guerra.
Sono stato oltremodo
spiacente di udire dalla bocca dell'onorevole generale Bixio
che il mio antico amico e commilitone, il g e n e r a l e Medici,
abbia potuto d a r e u n ' i n t e r p r e t a z i o n e , o almeno abbia sentito
un'impressione cattiva da ciò c h e ho detto, perchè io mi sono
ben guardato, non solo p e r rispetto ad essi, ma p e r r i g u a r d o
alla Camera ed al paese, di usare parole che potessero m e n o m a m e n t e offendere chicchessia.
Spero che dopo questa spiegazione il g e n e r a l e Bixio sarà
convinto che io, e dal p u n t o politico e dal p u n t o militare, non
ho avuto m e n o m a m e n t e intenzione di offendere nè esso, n è
alcuno dei suoi.
BIXIO. Sono riconoscente al signor ministro della dichiarazione da lui f a t t a : essa e r a u n a necessità p e r n o i , e credo
che il signor ministro della g u e r r a r e n d a giustizia all'opinione
pubblica, p e r c h è v e r a m e n t e col d i r e : favolose
promozioni,si
veniva quasi a far s u p p o r r e che fra noi si a m m e t t e s s e r o anche
gl'inetti.
Molte voci. No ! no ! ( R u m o r i )
PRESIDENTE. Do la parola al d e p u t a t o Garibaldi.
diRiBALDi.
(Segni di attenzione)
P e r ciò che r i g u a r d a
i miei compagni d ' a r m e c'è stata u n a discussione così b e n e
illustrata dagli onorevoli Casaretto e da tanti altri che c e r t a m e n t e molto poco mi r i m a n e a dire. Nulladimeno mi è di
molta soddisfazione il poter p o r g e r e q u i dinanzi alla Camera
un'opinione sicura di molti di questi miei commilitoni, che
non è dato forse a tutti di conoscere.
P e r esempio, io svelerò u n segreto ; n o n so p e r chi sarà
s e g r e t o , però è cosa c h e n o n ricordo d'aver manifestato
p r i m a d'ora ; oggi forse le circostanze e l'argomento della
discussione mi porta a manifestarlo, ed è questo : la mia vita
militare, abbenchè giudicata irregolare da molti, ciò nulladim e n o ha qualche successo, qualche fatto che ha occupato i
giornali e dato qualche volta m a t e r i a di discorso alle conversazioni. (Si ride) Questi fatti, piuttosto f o r t u n a t i , mi sono
p e r la maggior p a r t e stati attribuiti ; ed io il segreto che v o glio manifestarvi oggi è q u e s t o : che la maggior p a r t e dei
miei successi io la devo ai miei bravi commilitoni. (Bravo\
Beneì Applausi dalle tribune)
Specialmente gli ufficiali s u p e r i o r i ; questi ufficiali che compongono il fiore dell'ufficialità dell'esercito meridionale, sono quelli c h e vi hanno maggiormente contribuito ; p e r c h è , come b e n e ha detto u n o n o revole deputato i e r i , questi non sono ufficiali n u o v i , ma
v e t e r a n i , sono gli uomini c h e sono accorsi in ogni p u n t o
della Penisola ove si trattasse di c o m b a t t e r e , non solamente
p e r la sicurezza della nazione, ma anche p e r l'onore d'Italia.
(Bette!)
Ecco fatta u n a confessione c h e mi pesava sul cuore ; non
ho detto altro c h e u n a v e r i t à ; in questa non v ' è adulazione
di sorta ; gli ufficiali generali dell'esercito meridionale n o n
h a n n o bisogno di elogi; l'elogio loro lo fa la loro condotta
m e d e s i m a , la loro abilità, la loro fredda intrepidezza sui
campi di battaglia ; e p e r questo n o n h a n n o bisogno dell'elogio mio n è di nessuno.
Questa dichiarazione la credei u n mio dovere ; non voglio
i n t r a t t e n e r e m a g g i o r m e n t e la Camera.
PRESIDENTE. Il deputato Mellana ha facoltà di p a r l a r e
p e r un fatto personale. ( S u s u r r o )
M E i i i j i N A . Si tranquillizzi la Camera, non farò che brevi
osservazioni in m e r i t o a d u e fatti.
In p r i m o luogo il signor p r e s i d e n t e del Consiglio accagionava chi parla ed i suoi antichi amici della sinistra d'essere
stati avversi un giorno alle imposte, a quelle imposte c h e
erano necessarie p e r sostenere la g u e r r a . ( R u m o r i al centro)
PRESIDENTE. P r e g o la Camera di far silenzio; se si
fanno questi r u m o r i è impossibile che si finisca. Tutti hanno
il diritto di essere sentiti.
* i E i i i i , i * A . Io credo che il p r e s i d e n t e del Consiglio ha e q u i vocato, scambiando i m e m b r i dell'antica sinistra con quelli
della destra. Noi che allora facevamo p a r t e della minoranza
non abbiamo m a i combattuto le imposte, come imposte,
abbiamo combattuto i sistemi delle i m p o s t e ; e r a nostro
costume, in occasione d ' u n ' i m p o s t a , d o m a n d a r e una r i f o r m a ,
e questo e r a debito n o s t r o ; ma noi, ed io specialmente, a b biamo s e m p r e votato le imposte, perchè s e m p r e abbiamo v o tato le spese della g u e r r a .
CASARETTO. Anch'io ho votato le imposte.
MEEiKiANA. E b a s t e r e b b e a ricordarlo alla m e m o r i a d e l
presidente del Consiglio il solo fatto c h e mi rendeva impopolare p e r aver voluto d i f e n d e r e la legge del canone g a bellano.
L'altro fatto è che il signor presidente del Consiglio volle
far c r e d e r e che io i n g i u s t a m e n t e lo accagionassi c h e , q u a l e
ministro delle finanze, egli consigliasse economia al suo col*
lega della g u e r r a . Intorno a ciò non ho c h e a r i c h i a m a r e l ' o norevole presidente del Consiglio alia l e t t u r a dell'opuscolo
dell'onorevole La Marmora, diretto ai suoi elettori di Biella,
Un altro fatto, a m e a t t r i b u i t o , si è quello che io, in q u e sti m o m e n t i , volessi quasi pregiudicare all'organismo dell'ex
sercito e della m a r i n a , chiamandolo alla s t r e t t a osservanza costituzionale.
Il signor p r e s i d e n t e del Consiglio, ministro della m a r i n a ,
mi richiamava ai fatti da lui operati p e r confondere insieme
le d u e flotte di Napoli e di Sardegna p e r f o r m a r n e la flotta
italiana.
Ebbene, io gli dico c h e , se a r i g u a r d o dell'esercito di
t e r r a si fosse compiuto questo sacro d o v e r e , noi n o n a • v r e m mo alzata la voce, affinchè come il Ministero h a fatto
per la m a r i n a di Napoli e della Sardegna, così avesse c o n fuso in un solo l'antico esercito e il nuovo dei volontari.
(Vivi applausi dalle gallerie)
PRESIDENTE. Io noto al deputato Mellana che non ha
detto u n a sola parola pel fatto personale ; voglia d u n q u e limitarsi al fatto personale. (Si ride)
MEMJANA. Mi perdoni ; ma il conte Di Cavour ha d e t t o
che o r a si domanda p e r questa organizzazione u n a legge,
quando invece, in merito all'esercito, si è sempre p r o v v e duto p e r reali decreti ; più vuol f a r c r e d e r e che ciò si ponga
innanzi p e r p o r t a r e indugi. P r i m a di f a r e tali accuse, dovrebbe il presidente del Consiglio p e n s a r e che ci e r a facile il
provargli che esso è fuori del vero.
Abbiamo la legge del 1848 p e r la formazione del corpo dei
bersaglieri, abbiamo l'articolo 2 della legge 7 luglio 1851
che dice :
« La composizione n u m e r i c a e g r a d u a l e dell'esercito stanziale d'ogni a r m a di servizio sì attivo, che sedentario e di r i serva, come p u r e l'ordinamento dell'amministrazione milit a r e e del corpo sanitario s a r a n n o stabiliti p e r legge. »
Abbiamo il progetto di legge presentato nella seduta 15
giugno 1855 dal generale La Marmora.
Lo stesso generale La Marmora aveva promesso e quindi
fatto p r e p a r a r e lo schema di legge p e r l'accademia militare.
CAMERA DEI DEPUTATI
SESSIONE DEL
1861
p r e s i d e n t e . Anche questa è una diversa maniera di
apprezzare la questione ; ma, ripeto, non è fatto personale.
litici, quando gli uomini politici saranno battuti, verrà la vostra volta.
!MEI<K<. Io aveva più poco a dire per confutare le a s serzioni del presidente del Consiglio , ma, rispettando l'avviso del nostro onorevole presidente, mi riserverò quando
verrà il mio turno.
Che mai non fu detto e non fu fatto contro il nostro g o verno, signori ? Fu detto che noi avevamo disordinato tutto,
che avevamo sciolto l'amministrazione, che avevamo cacciato
d'ufficio tutti gli antichi impiegati per mettervi i nostri amici,
e furon suscitate al tempo stesso tutte le passioni volgari a
danno nostro e della patria.
CRISPI. Dirò brevi parole. Esse varranno anzitutto a dare
un'idea delle intenzioni delie quali, a mio avviso, è animato il
Governo nella difficile quistione dell'esercito meridionale;
varranno quindi a correggere alcuni errori commessi dal ministro della guerra nel rapporto che ci ha letto il 18 di questo
mese.
Signori, avete ascoltato il presidente del Consiglio, il quale,
malgrado l e benevoli sue parole pei generali garibaldini, ha
nondimeno accettato le opinioni manifestate ieri dal generale
Cugia, e si è in conseguenza pronunziato contro l'ordine del
giorno del generale Garibaldi.
Or bene, mettiamo la questione sul suo vero terreno. Essa
è più politica che militare. E qui per quistione politica io non
intendo la politica internazionale, sulla quale abilmente ci ha
voluto condurre l'onorevole presidente del Consiglio, ma la
politica interna.
Non intendo la politica internazionale, perchè esaminando
l'ordine del giorno del generale Garibaldi, laddove venisse
adottato dalla Camera, e laddove il Ministero a suo tempo ne
mettesse in esecuzione i precetti, io non vedrei che potessero
questi menomamente ledere l e relazioni del regno italiano
cogli altri Stati. L'ordine del giorno pel quale chiedo il vostro
voto esprime il desiderio che sia riconosciuta la posizione
degli ufficiali dell'esercito meridionale ai termini dei decreti
dittatoriali, e che, lasciandosi al Ministero di ordinare la chiamata dei volontari quando lo troverà opportuno, metta in
attività i quadri dello stesso esercito in quel modo che giudicherà conveniente. Signori, se ben lo valutate, vedrete che
quest'ordine del giorno non obbliga punto il Ministero a fare
immediatamente quello che gli s'ingiunge, ma lascia intieramente al suo arbitrio di fare tutto ciò, quando lo reputerà opportuno. Dunque i fantasmi che si vogliono suscitare d'una
possibile rottura o coll'Austria o con altra potenza mi sembrano inopportuni, e la Camera potrà benissimo adottare
l'ordine del giorno del generale Garibaldi, senza cimentare l e
nostre sorti, senza mettere in pericolo lo stato di tregua nella
quale siamo, giacché è tregua il tempo in cui viviamo, s i c come ce lo ha confessato lo stesso presidente del Consiglio.
La Camera, accettandolo, non darà pretesto perchè le c o n dizioni politiche del nostro paese possano essere turbate.
Dopo ciò, posta da parte la questione internazionale, che
l'onorevole presidente del Consiglio ha suscitato, p e r m e t t e temi che venga ad esaminare la questione politica interna che
io riguardo come la veramente importante e della quale d o vete occuparvi.
Signori , le risoluzioni prese, e che il Ministero va a prendere intorno all'esercito meridionale, permettete ch'io lo dica,
sono una conseguenza forzata del sistema di riazione tutto
proprio di esso Ministero nelle cose dell'Italia meridionale.
Sono un complemento della sua politica, ed è impossibile
ch'egli si arresti a metà. Egli cominciò sino dal giugno scorso
ad osteggiare il Governo dittatoriale e non si cessò dalle pratiche ostili contro il medesimo che dopo averlo distrutto. Ha
combattuto poscia l'esercito, contro il quale ha usato lo stesso
metodo per venire alle stesse conseguenze. Io m'era accorto
di questo piano di battaglia sin dal principio della rivoluzione
e mi ricordo d'aver detto più volte agli amici miei che f a cevan parte dell'esercito: oggi si fa la guerra agli uomini po-
Le imputazioni che ci venivano fatte erano gratuite.
Le amministrazioni non furono sciolte e i dicasteri r e s t a rono come erano sotto l'antico regime ; e quelli stessi della
guerra, della marina e degli affari esteri, i quali sembrano
di nuova creazione, furono riordinati col personale che a v e vano al 1 8 4 8 e con quello appartenente agli uffici aboliti, il
quale pesava sul bilancio dello Stato.
Fu detto che noi avevamo distrutti i municipi ed annullate
le amministrazioni comunali. Signori, il municipio borbonico
disciogliendosi da sè stesso per la fuga de' suoi funzionari,
noi abbiamo cominciato a organizzarlo per mezzo dei nostri
commissari sin dal 17 maggio, due giorni dopo la battaglia di
Calatafimi.
Fu detto altresì che la giustizia per parecchi mesi rimase
negletta. Nulla di vero in ciò. I tribunali essendo stati chiusi
sin dal mese di aprile 1 8 6 0 , due mesi prima che noi e n t r a s simo in P a l e r m o , la giustizia punitiva fu riorganizzata in
tutta l'isola il 9 giugno, cioè due giorni dopo lo sgombro di
Palermo dalle truppe r e g i e .
Fu detto che non ci fu sicurezza pubblica, che il paese dif fidava di n o i , che ci o d i a v a . . . .
PRESIDENTE. Pregherei l'onorevole deputato Crispi a
venire più direttamente alla questione ; l'ora è tarda, e vi
sono ancora altri che debbono parlare.
CRISPI. V e r r ò tosto alla questione.
La sicurezza pubblica fu subito ristabilita. Ne è prova
la statistica, la quale non può sfuggire all'attenzione degli
uomini indipendenti. Malgrado i 1 2 mila galeotti r e g a latici dalla beneficenza borbonica, i reati non furono in media
che 3 1 S al mese in tutta l'isola, m e n t r e nelle identiche c o n dizioni al 1 8 4 8 erano stati 531 al mese. P e r quanto poi si r i ferisce alla fiducia del paese verso di n o i , basta ricordare
che nel Banco dello Stato i depositi volontari! dei privati cittadini il 31 maggio 1 8 6 0 erano di 2 2 milioni e mezzo di
franchi, ed, appena inaugurato il nostro governo, invece di
diminuire si a c c r e b b e r o .
Finalmente fu detto che noi avevamo rovinato l'erario. Ma
il fatto fu che, malgrado l'abolizione del dazio sul macino,
del quale non avrò mai a pentirmi, malgrado l e immense
spese d'un materiale da guerra che dovemmo c r e a r e , m a l grado la compra di 12 vapori ed il mantenimento di 3 0 mila
uomini, malgrado il denaro involatoci dal commissario b o r bonico, il generale Lanza, la rivoluzione, questa scioperatrice, che non pagava nè dittatore nè prodittatori nè ministri
uè governatori, e che aveva trovato in cassa 112 mila ducati,
vi lasciava per oltre un milione.
Tutto questo fu detto contro il nostro governo. Quello che
fu fatto, non ho d'uopo dirvelo; voi d'altronde il sapete, ed
il ripeterlo non varrebbe che a dividere sempre più gli animi,
or che la concordia è tanto necessaria.
Lo stesso metodo, siccome io ve l'ho annunziato in p r i n c i pio, si è adottato per combattere l'esercito meridionale. Il
ministro Fanti vi espose le r a g i o n i , p e r c h è egli non può e non
vuole parificarlo all'esercito regolare. E dopo i discorsi dei
deputati Casaretto, Bixio e Mellana, che risposero vittoriosamente al rapporto scritto del ministro, il generale Cugia, fa-
— 62i
-
TORNATA DEL 20 APRILE
cendosene interprete, ha insistitoper l'osservanza del decreto
dell'I! aprile. Egli ha ragione; il Governo dovrà essere conseguente a sè stesso, dovrà trattare il militare siccome ha trattato il civile.
Posto che sono queste le intenzioni del Governo, veniamo
ora agli appunti che ancora restano a farsi al ministro della
guerra.
Il ministro della guerra ci disse che il Consiglio dei ministri, nel novembre scorso, aveva dichiarato inammessibile il
progetto di ricomposizione dell'esercito dei volontari, stato a
lui presentato.
In quel progetto, ei dice, si chiedeva che gli ufficiali appartenenti all'esercito meridionale fossero riconosciuti come
quelli dell'esercito regolare; e che, in caso di scioglimento
dei corpi, i detti ufficiali avessero facoltà di passare nell'esercito regolare.
Il generale Fanti ha raccontato la storia a metà, ed io vado
a completarla.
Quando, il 29 ottobre 1860, il dittatore deponeva il potere
nelle mani del Re, mandava un progetto al quartiere generale
di S. M., nel quale non si chiedevano, per l'esercito meridionale, che le condizioni state fatte a quello dell'Emilia.
La risposta venutane dal quartier generale sapete qual fu?
Che il Governo non poteva occuparsene, pel momento, perchè non aveva preso legale possesso dell'autorità sovrana ;
ma che, subito dopo l'accettazione del plebiscite, avrebbe
disposto in modo che il generale Garibaldi ne sarebbe rimasto
completamente soddisfatto. Se il Governo mantenne la promessa, voi lo sapete meglio di me. Noi siamo qui a discutere
quel che si debba fare e quel che importi fare per questo
esercito, e, dopo due giorni, non ci siam messi ancora d'accordo.
10 sono soddisfatto, anche per parte degli amici miei politici, delle dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri, e molto più di quelle del ministro della guerra, intorno
al senso che naturalmente si era dato alle parole che concernevano gli uffiziali generali. Comunque dal rapporto risultasse che tutt'altra fosse l'intenzione del Governo, pure le
dichiarazioni testé fatte in quest'aula, e gli applausi coi quali
furono accolte negli opposti banchi della Camera, debbono
aver appagato gli animi di quei valorosi.
Tuttavia il ministro della guerra non se la prenderà a male,
se, riandando le note da lui dateci intorno alle promozioni
militari fattesi durante la rivoluzione francese, io gli mostri
che non ci sono tutte quelle differenze che egli volle trovarvi, quando venne a paragonarle a quelle dell'esercito garibaldino.
Non parlerò che degli stessi ufficiali da lui nominati, per
provargli che io sia nel vero. Egli ci parlava di Moreau, di
Hoche e di Bernadotte. Costoro, comunque avessero incominciata la loro carriera alcun tempo prima della rivoluzione,
è certo che le loro promozioni non avvennero che in due o
tre anni. Ebbene, se noi venghiamo agli ufficiali dell'esercito
garibaldino ed esaminiamo la loro carriera dal giorno in cui
cominciarono a servire la patria, troveremo che molti di essi
figurarono nelle battaglie del 18^8, ed in conseguenza non
havvi nulla di straordinario se al 1860 siano stati promossi
a generali.
11ministro della guerra ci parlò delle misure da lui prese
per l'esercito borbonico.
Egli disse non aver ammessi nell'esercito nazionale che soli
sei dei sessanta generali i quali avea trovato nei quadri. L'onorevole ministro pare che ne abbia dimenticato qualcuno.
Leggendo la gazzetta ufficiale io trovo che il numero è mag-
giore. Egli ha scordato niente meno che il signor Marra ed il
signor Barbalunga. Forse lo fece per quella stessa delicatezza
colla quale esitava a nominare il duca di Mignano col suo
nome storico di Nunziante.
La storia dei signori Marra e Barbalunga non è delle più
splendide. Barbalunga fu indicato come il successore di Maniscalco in Sicilia; e Marra fu quell'individuo che in Calabria
abbandonò al momento del pericolo le truppe ch'ei comandava, e se ne corse a Napoli ; cosicché il generale Pianelli dovette metterlo sotto giudizio, non perchè il suo subordinato
avesse amato la libertà, ma perchè non aveva fatto il suo
dovere di soldato.
Del duca di Mignano non dispiacerà alla Camera che io ricordi lui essere stato l'autore di quel celebre ordine del
giorno del 22 dicembre 1856, nel quale, in conseguenza dell'attentato dell'8 di quel mese, disponeva che i camerata di
Agesilao Milano fosseropuniti per non aver voluto fare la spia
contro di lui. Questo signor duca di Mignano il ministro della
guerra ce lo ha messo al Comitato di fanteria, e se ne vale per
avere schiarimenti sugli uffiziali napolitani che dimandano di
essere ammessi nell'esercito. (Segni di diniego al banco dei
ministri)
Il signor ministro nella sua relazione ha detto che il duca
di Mignano è nel Comitato per dare il suo parere sugli ufficiali borbonici, i quali chiedono essere ammessi nel nostro
esercito.
FASTI, ministro per la guerra. No! no !
c r i s f s . (Leggendo il rapporto del ministro) Sta così nel
rapporto, ed è naturale. Il duca di Mignano deve fare il suo
mestiere, ma non lo può fare così degnamente, come si dovrebbe, in un Governo costituzionale.
E qui conchiudo, o signori.
L'operato del .Governo, bisogna ripeterlo, eia sua insistenza a non voler accettare l'ordine del giorno del generale
Garibaldi provano abbastanza ch'esso non vuole arrestarsi
nell'attuazione dei progetti ostili, nei quali persiste da un
anno in qua. Noi vogliamo concordia e conciliazione; ma
queste son parole, o signori, e ei vogliono fatti.
Facciamola questa concordia, questa conciliazione ; l'ordine
del giorno del generale Garibaldi ve ne dà l'occasione. Se voi
lo respingete, date argomento a credere che rifiutate quella
conciliazione che tutti sospiriamo. Rifletteteci ! La politica del
Ministero contro il Governo rivoluzionario del mezzogiorno
d'Italia ha gettato quelle provincie in un'agitazione continua.
La sconoscenza dei diritti dell'esercito garibaldino potrà far
sorgere delle più funeste conseguenze. Rifletteteci e decidete.
precideste. La parola è al deputato Ugdulena. (Mormorio)
««ociiESiA. Parrà forse sconvenevole ch'io voglia intromettermi in mezzo allo strepito delle armi ; e forse la mia
voce suonerebbe più a proposito se questa discussione dovesse
condurci ad un risultato di concordia. Ma si verrà a concordia
veramente? Io lo sperai un momento, o signori, nella tornata
dell'altro ieri, non ostante la tempesta che incidentemente si
sollevò; nella discussione di ieri incominciai a dubitarne,
adesso ne dispero quasi del tutto. (Rumori al centro) Perchè
parrai, o signori, che la concordia è impossibile quando si
pretende che le concessioni si facciano tutte da un lato, e
dall'altro si sta sempre sulle pretese.
Il generale Garibaldi ha presentato un ordine del giorno,
sul quale io intendo parlare. Ma cotesto ordine del giorno,
uopo è dirlo apertamente, osignori, non viene propriamente
da lui ; non è uno de' suoi più intimi amici politici quello
che l'ha scritto; egli appartiene ad un'altra sezione della Ca-
—622 CAMERA DEI DEPUTATI
mera, ed è per amore di concordia, per concessione, che il
generale Garibaldi lo accetta e lo presenta in suo nome, sperando che dal Ministero e dall'altro lato della Camera sia parimenti accettato.
Io ho inteso dire, nondimanco, prima che ci riunissimo
nella tornata d'oggi, che il Ministero forse non l'avrebbe accettato; e domandava a me stesso quale poteva essere la cagione per la quale non si volesse scendere neppure a questa
concessione; diceva fra me medesimo: sarebbe forse una cagione politica? L'ostinazione del Ministero non può venire
altro che da una ragione politica. Ed avevo indovinato, o signori; perocché, appunto oggi, l'onorevole presidente del Consiglio è venuto a dirvelo, che egli non può, coi suoi colleglli,
accettare quell'ordine del giorno per una ragione tutta politica.
Ma io credo, per contrario, che dal Ministero possa, senza
alcun suo sconcio, essere accolto. Io non veggo perchè debba
ostinarsi a rifiutarlo, dopo tutti gli schiarimenti dati, dopo
tutto quello che da un lato e dall'altro della Camera se n'è
detto.
Ciò che pareva potesse esservi di offensivonelle parole della
relazione fatta dal signor ministro della guerra pare che
sia stato intieramente chiarito.
Nè io potevo veramente persuadermi come egli venisse a
parlarci delle esorbitanze di favolose promozioni, laddove
si trattava di antichi militari, di veterani della libertà, i
quali, come gli egregi generali Tiirr, Bixio, Medici, Sirtori,
avevano combattuto gloriosamente le battaglie della libertà
in Ungheria, a Roma, a Yenezia; non poteva persuadermi
come egli parlasse di favolose promozioni, quando alcuni di
questi generali dell'esercito del dittatore Garibaldi avevano
percorsa una carriera militare propriamente detta, venivano
dall'accademia della Nunziatella di Napoli, ed, entrati prima
ufficiali nell'esercito dell'antico re di Napoli, avevano abbandonate quelle file insin dal 1848, per combattere le battaglie della libertà e della patria.
Due di loro, Orsini e Longo, erano allora venuti a pugnare
contro la tirannide borbonica in Sicilia ; mentre il Cosenz
teneva dietro a quell'uomo di eterna ricordanza, che fu il
generale Guglielmo Pepe; e, sostenuta con lui l'estremalotta
dell'indipendenza italiana in Venezia, rimaneva fra noi, erede
del patriottismo e del valor militare di quell'illustre comandante. Egli e Vincenzo Orsini continuavano le loro campagne
anche dopo il 1849; e se il Longo non potè accompagnarsi
con loro, egli è a tutti notissimo come, fatto prigioniero nella
spedizione delle Calabrie, dovea scontare il suo grande amore
per la patria e per la libertà con dodici anni di martirio nei
ferri'; ed io credo che per un militare che combattè sotto la
bandiera della libertà, dodici anni di martirio debbano contarsi per una carriera non men gloriosa che quella delle battaglie combattute sul campo.
Ma, poiché questo punto è stato sufficientemente chiarito,
io non mi ci tratterrò più oltre.
Di quadri militari e di cifre non verrò a parlarvi ; non me
ne intendo. Ma potrei rispondere al ministro con una sola
parola : fate dell'esercito dell'Italia meridionale quello che
avete fatto per l'esercito dell'Emilia; e se ci sono ostacoli,
tocca a voi a rimediarvi, perchè forse voi li avete creati.
Entrerò dunque nella questione politica, lasciando da parte
la militare.
L'onorevole presidente del Consiglio vi diceva : no, non è
questione di politica interna ; perchè il Governo non ha che
temere di una divisione di volontari la quale stia anche a Torino comandata dal generale Bixio.
SESSIONE DEL 1861
Ma non istà qui la questione politica, mi permetta l'onorevole presidente ch'io glielo dica, non istà qui la questione
della politica interna. Ella si rannoda a tutto il sistema che
ha tenuto l'attuale Ministero nell'amministrazione interna del
paese.
Permettetemi, io sarò brevissimo. Non farò la storia della
rivoluzione, per la quale l'Italia è stata fatta, nè delle battaglie, dei fatti d'arme gloriosi combattuti dall'esercito meridionale; gitterò solo su questa storia uno sguardo rapido e
comprensivo
(O/i! oh\) Non è una storia quella ch'io intendo fare, o signori, è una semplicissima considerazione.
Noi vegniamo da una rivoluzione che ha creato l'Italia; noi
stessi, deputati del popolo, rappresentiamo qui una rivoluzione; una rivoluzione rappresenta il Ministero, una rivoluzione rappresenta il Re stesso; poiché Vittorio Emanuele,
anzi il suo augusto genitore, si sono messi a capo del movimento italiano, cioè della rivoluzione che doveva liberare l'Italia, e Carlo Alberto, per rimanere fedele ai principii della
rivoluzione che aveva adottati, si contentò di scendere anco
dal trono e finire la sua vita nell'esilio.
Ma vi è qualche cosa, o signori, che rappresenta più da
vicino la rivoluzione; qualche cosa nella quale l'elemento rivoluzionario si fa sentire anche più vivo, ed è, si può dire,
come naturalmente incarnato. E cotesta cosa, o signori, è il
popolo, son gli uomini ch'escono dalle file del popolo, gli
uomini presti a correre alle armi, ancoraché non appartengano all'esercito regolare, ogni qualvolta un periglio minaccia il paese, ogni qualvolta devono combattersi le battaglie della patria. Vi è qualche cosa che rappresenta più da
vicino la rivoluzione, e sono quei volontari che combattevano a Como, a Varese e in tutta la campagna del 1859. L'elemento rivoluzionario che si manifestò allora sotto quella
forma, cessata quella campagna, e libera non solo l'Italia
settentrionale, ma ancora la centrale, nella quale esso aveva
avuto ben poco a fare,., perchè, permettete che io il dica,
fu una rivoluzione piuttosto morale che altro quella che si
fece in Lombardia e nell'Italia centrale ; la Lombardia fu
conquistata piuttosto in giusta guerra; e il resto dell'Italia
centrale non può dirsi che abbia fatto una rivoluzione propriamente detta. Perocché, appena ritiratesi da quel paese
le baionette austriache, duchi e granduchi e legati del Papa
dovettero sparire dinanzi alla forza della pubblica opinione,
e non fu mestieri pur di ricorrere all'armi, anzi bastò talvolta un semplice foglio che avvertiva un ministro come la
sua persona si trovasse in pericolo, perchè egli abbandonasse incontanente il suo posto. Ivi dunque l'elemento rivoluzionario ebbe ben poco a fare.
Ma suonava intanto l'ora della rivoluzione di Sicilia e di
Napoli nel 1860, e quell'elemento dal continente si riversava nell'isola; nell'isola, dove i germi della rivoluzione
erano più grandi assai, più estesi, più profondi, perchè colà
la riscossa e la liberazione non potevano aver luogosenza una
rivoluzione propriamente detta, senza una rivoluzione che
scuotesse quasi dalle fondamenta la società, per rovesciare
il governo che l'avviluppava da tutti i lati con le sue forze,
e la teneva compressa sotto la sua mano di ferro. Colà la rivoluzione si ingrandì e divenne gigante; colà ella prese
forme regolari, e si organizzò in guisa che i governi, i quali
quivi sedettero,ìion poterono esser altro che governi rivoluzionari ed una viva espressione degli elementi dei quali la
società nel mezzodì era composta.
Cotale era l'origine e la natura di quei governi, e, insieme con essi, dell'esercito dei volontari, che quivi si formava sotto il general Garibaldi ; dell'esercito, come piacque
— 625 —
T ORNAT A DEL 2 0
APRI LE
ch ia m a r lo , m e r id io n a le . L' e r a la r ivo lu zio n e o r ga n izza t a in
e s e r cit o , ch e p r e s e a llo r a q u e lle fo r m e m ilit a r i. Gosì, o s i gn o r i , p a r m i d i a ve r vi d im o s t r a t o ch e l' e s e r cit o m e r id io n a le
zi o n a r i ; p e r ciò fo r s e in q u e s t o m o m e n t o ch e io vi p a r lo (Con
voce concitata e com m ossa), in a lcu n a d i q u e lle cit t à s co r r e
n on è a lt r o ch e la r ivo lu zio n e . E d a q u e s t a s it u a zio n e a p p u n t o io cr e d o ch e n a s ca n o le a p p r e n s io n i d el M in is t e r o , d a
Se il go ve r n o fosse s t a t o lì u n go ve r n o d i r ivo lu zio n e , se
a ve s s e m essa a p r ofit t o l' o p e r a d e gli u o m in i d ella r ivo lu zio n e ,
se a ve s s e lo r o a ffid a t a la p r o t e zio n e d el p a e s e e d e lla p u b -
ciò la d iffico lt à a r ico n o s ce r e e r i c o m p o r r e q u e ll' e s e r ci t o , d a
ciò la fa cilit à e la p r o n t e zza a d is cio glie r lo , n on o s t a n t e le
p r o m e s s e ch e s ' e r a n o fa t t e a n o m e d el R e d i d o ve r lo c o n s e r v a r e ; d a ciò le m is u r e os t ili ch e co n t r o d i esso e d e ' s u o i u fficiali si son p r e s e , e ch e or si vo r r e b b e r o d is s im u la r e .
Q u e ll' e s e r cit o r a p p r e s e n t a va u n p r in cip io ch e a lla p o lit ica
s e gu it a in sin o ad or a d a ll' a t t u a le Ga b in e t t o n e ll' a m m i n i s t r a zio n e d el p a e s e e r a co n t r a r io . P e r o cch é , a m io a vvis o , co t es t a p o lit ica , q u a l essa si m a n ife s t a in t u t t i gli a t t i go ve r n a t ivi, è ce r t a m e n t e a n t ir ivo lu zio n a r ia e co n s e r va t r ice . E n e lle
P r o vin cie m e r id io n a li, vo i l' a ve t e p a r e cch ie vo lt e in t e s o , a l
Go ve r n o d i là , ch e r i ce ve le s u e n o r m e d al M in is t e r o c e n t r a le , è s t a t o d a t o , p e r ciò , il t it o lo d i Go ve r n o d i r e a zio n e .
Q u e s t ' e s p r e s s io n e n on s a r à fo r s e p r o p r ia , q u e l Go ve r n o
fo r s e in r e a lt à n on è t a l e ; m a , n on a ve n d o s im p a t izza t o c o gli e le m e n t i ch e co s t it u is co n o la cla s s e ve r a m e n t e lib e r a le
d e l p a e s e , il Go ve r n o d o ve a p e r n e ce s s it à p a r e r e u n Go ve r n o
d i r e a zio n e .
Or io d ico , q u i n e lle p r o vin cie a n t ich e , in q u e lle d e ll' I t a lia
ce n t r a le , d o ve l' e le m e n t o p r o p r ia m e n t e d e t t o r ivo lu zio n a r io
è fo r s e in m in o r a n za , la p o lit ica d e ll' a t t u a le Min ist er o n on
p a r r à p o lit ica d i r e a zi o n e , s u s cit e r à fo r s e d ei m a lco n t e n t i,
s a r à d a t a lu n o b ia s im a t a , m a la m a ggio r a n za s a r à p e r e s s a .
Ma lì, n e lle p r o vin cie m e r id io n a li, la cosa va p u r e a lt r im e n t i.
Lì , d o ve l' e le m e n t o r ivo lu zio n a r io p r e va le e co s t it u is ce la
m a ggio r a n za d el p a e s e , u n Go ve r n o d i q u e lla fa t t a , n on d ico
ch e s ia , m a d e ve p a r e r e r e a zio n a r io .
P o s t e a d u n q u e q u e s t e co n s id e r a zio n i in t o r n o a lle co n d izion i a t t u a li d ' I t a lia , s o p r a t t u t t o n el m e zzo d ì, e d a l l e m a s s im e
ch e h a n n o r e go la t a fin q u i la co n d o t t a d el M in is t e r o , vo i v e d e t e , o s ign o r i, ch ' e lla è u n a q u e s t io n e d i p o lit ica in t e r n a la
r ico s t it u zio n e d e ll' e s e r cit o m e r id io n a le e il r ico n o s cim e n t o
d ei gr a d i d e ' s u o i u ffizia li. Ed a q u e s t a q u e s t io n e il p r e s i d e n t e d el Co n s iglio a vr e b b e d o vu t o r i fe r i r s i , e gli a vr e b b e d o vu t o d i r c i : n on p osso a cce t t a r e la r ico s t it u zio n e d i q u e l l ' e s e r cit o , p e r ch è ciò s a r e b b e lo st esso ch e im m e d e s im a r ci co lla
r ivo lu zio n e , r ica d e r e in b r a ccio a lla r ivo lu zio n e , r ico n o s ce r e
q u e llo ch e vie n e d a lla r ivo lu zio n e , o ch e è la r ivo lu zio n e m e d es im a sot t o fo r m e r e go la r i .
Ch e s ' e gli fos s e fr a n ca m e n t e ve n u t o s o p r a q u e s t o t e r r e n o ,
io gli a vr e i d e t t o : e p p u r e co t e s t o è q u e llo ch e vo i d o ve t e
fa r e . Ge t t a t e vi in b r a ccio a lla r i vo lu zi o n e , s t r i n ge t e la m a n o
a gli u o m in i d e lla r ivo lu zio n e , r ico n o s ce t e t u t t o q u e llo ch e la
r ivo lu zio n e h a p r o d o t t o , co m e n e a ve t e a cce t t a t i i fr u t t i. Così
vo i go ve r n e r e t e p iù a ge vo lm e n t e il p a e s e , e s a r à p os t o u n a
vo lt a fine ai d issid i ch e la ce r a n o le vis ce r e d e lla p a t r ia .
P e r ch è , o s ign o r i, n on c' illu d ia m o , in q u a n t o a ll' I t a lia m e r id io n a le , la è q u e s t io n e d i vit a . In Sicilia n o n c' è a lt r o c o n flitto ch e d i d u e p a r t it i, a m e n d u e lib e r a li : l' u n o d e l Go ve r n o ,
l' a lt r o d e lla r ivo lu zio n e ch e , s e co n d o m e , è la m a ggio r a n za
d el p a e s e .
Ma n e lle p r o vin cie n a p o le t a n e vi h a n n o p a r t it i d i r e a zio n e ,
p a r t it i d i p r e t e n d e n t i n u o vi e ve cch i, ch e t r a va glia n o il
p a e s e ; e co m e vo le t e ch e gli e le m e n t i m iglio r i p r e va lga n o
a lla r e a zio n e , se p e r la p o lit ica d el Go ve r n o essi son d ivis i fr a
lo r o , e la p a r t e m iglio r e e p iù lib e r a è fo r s e o s t e ggia t a e
co m b a t t u t a ? P e r ciò q u ivi la r e a zio n e a lza m in a ccio s o il ca p o ;
p e r ciò q u ivi si ve ggo n o s o r ge r e a g r a ve s ca p it o d e lla ca u s a
d e ll' u n it à e in d ip e n d e n za it a lia n a go ve r n i m u n icip a li e r e a -
il s a n gu e d e i n o s t r i fr a t e lli p e r m a n o d ei r e a zio n a r i !
b lica s icu r e zza , a llo r a , e s s e n d o s t r e t t a m e n t e co m p a t t i in u n
m e d e s im o co r p o t u t t i gli e le m e n t i d ella lib e r t à , oh ! a llo r a
la r e a z i o n e , il p a r t it o b o r b o n ico n on a vr e b b e osa t o d i r i a l za r e il ca p o ; o h ! a llo r a ( Co n ca lo r e ) q u e l s a n gu e it a lia n o n o n
s a r e b b e s t a t o s p a r s o p e r m a n o d i fr a t e lli d e ge n e r i ; q u e lle
a t r o cit à , ch e p u r t r o p p o h a n n o a vu t o lu o go , n on s a r e b b e r o
s t a t e co m m e s s e .
Mi p e r d o n i il M in is t e r o : se h o p a r la t o n e ll' e s p a n s io n e d e l
m io cu o r e con t a n t o ca lo r e , n on è st a t o m ica p e r is p ir it o d i
o p p o s izio n e s is t e m a t ica , n è p e r co m b a t t e r lo d a n e m ico . Tu t t i
co n o s co n o l' in d o le e il ca r a t t e r e d e ll' a n im o m io , e s p e r o vo r r a n n o fa r m i giu s t izia , ch e con t u t t a la ve e m e n za d e lla d e c l a m a zio n e e la fo ga d e ll' a ffe t t o io n on vo r r e i ve n i r e ad a lt r o
ch e a lla co n cilia zio n e e a lla co n co r d ia .
10 d ir ò d u n q u e al Go ve r n o : e n t r a t e , p el r e ggi m e n t o in t e r n o
d el p a e s e , e n t r a t e in u n ' a lt r a p o lit ica , in u n a p o lit ica fr a n ca m e n t e e le a lm e n t e r i vo lu zi o n a r i a ; n on d iffid a t e d ella r i v o l u zio n e ch e h a cr e a t o l' I t a lia , a b b a n d o n a t e vi a gli e le m e n t i ch e
h a n n o co s t it u it o il p a e s e .
I m p e r o cch é , o s i gn o r i , o lt r e a lle m a ggio r a n ze ch e s o s t e n go n o n e lle a s s e m b le e p a r la m e n t a r i i g o ve r n i , b is o gn a ch e gli
u o m in i d i St a t o a b b ia n o l' o cch io a n co r a a l p a e s e , b is o gn a ch e
p r e n d a n o in e s a m e d i q u a li e le m e n t i con s t a il p a e s e , q u a li
son o le fo r ze ch e s o s t e n go n o il Go ve r n o , q u a li son o q u e lle
ch e lo a vve r s a n o ; p e r ch e n on a b b ia n o u n gio r n o a s e n t ir s i
r ip e t e r e il r i m p r o ve r o , ch e u n gr a n d e u o m o d i St a t o d e ll' I n gh i lt e r r a , R o b e r t P e e l , vo lge va al m in is t r o Gu izot già ca d u t o ,
e ch e n e lla s u a ca d u t a a ve a t r a s cin a t o s e co la m o n a r ch ia d i
Lu glio . Io n on d ir ò q u i a p e r t a m e n t e q u a l fos s e co t e s t o r i m p r o ve r o .
E n t r a t e d u n q u e ( V o l t o ai m inistri),
p e r q u e s t a p a r t e ch e
r igu a r d a l' a m m in is t r a zio n e d e llo St a t o , in u n ' a lt r a p o l i t i c a ;
e , p r im o s e gn o d e l vo s t r o ca m b ia m e n t o , sia la q u e s t io n e d e ll' e s e r cit o m e r i d i o n a le , sia la r ico gn izio n e d e i gr a d i ch e gli
u fficia li h a n n o a vu t o in q u e ll' e s e r c i t o , t e n u t o co n t o d el r i s u lt a t o d e lla Co m m is s io n e d i s cr u t in io , e m e t t e n d o in a t t ivit à
q u a d r i, s icco m e vi è d e t t o n e ll' o r d in e d e l gio r n o
d a l ge n e r a le Ga r ib a ld i.
i
pr oposto
A q u e l m o d o vo i a vr e t e a s s icu r a t o la fo r za d el Go ve r n o
d e n t r o il p a e s e , p e r ch è il p a e s e co m p r e n d e r à da q u e ll' a t t o
ch e vo i s ie t e e n t r a t i fr a n ca m e n t e n e lla r i vo lu zi o n e . Così i
d issid i s a r a n n o t o lt i, così o gn i d u a lis m o s a r à s p a r it o . Io r ip et o co t e s t o vo ca b o lo u s a t o l' a lt r o d ì in p r o p o s it o d e lla q u i s t io n e ch e t r a t t ia m o d a ll' o n o r e vo le R ica s o li, cot es t o vo ca b o lo
ch e il ge n e r a le Ga r ib a ld i r e s p in ge va , in q u a n t o cr e d e va ch e
p o t e s s e r ife r ir s i p e r s o n a lm e n t e a lu i. E ve r a m e n t e n on p o t e va co m p r e n d e r s i co m e si p ot esse fa r ca p o d 'u n a d e lle p a r t i
d i co t e s t o d u a lis m o ch e d ivid e l' I t a lia , co m e s ' e gli vo le s s e , a
s cie n t e , t e n e r l' I t a lia d ivis a , l' u o m o la cu i a b n e ga zio n e è p r o ve r b i a le , il cu i d is in t e r e s s e p e r s o n a le io ve d e va l' a lt r o d ì ce le b r a t o fino n e lle co lo n n e d el Monitore dell'im pero
francese.
11 ge n e r a le Ga r ib a ld i a ve va b e n r a gio n e d i r e s p in ge r e c o le s t a p a r o la , p e r q u a n t o p o t e s s e r igu a r d a r e la su a p e r s o n a ;
m a , s ign o r i, p e r m e t t e t e m i , e m e lo p e r m e t t a a n ch e il g e n e r a le Ga r ib a ld i, ch e io d i c a : u n u o m o p u ò a n co r a , sen za su a
s a p u t a e sen za ch ' e gli il vo gli a , d ive n ir ca p o d 'u n p a r t it o ;
p u ò a n co r a il su o n o m e e s s e r e u sa t o co m e l' e s p r e s s io n e d i
u n ' id e a e il s im b o lo d i u n ' o p in io n e p o lit ica , P e r o cch é t a le è
-624 —
CAMERA DEI DEPUTATI
la condizione del g e n e r e u m a n o , che le idee complesse, che
le grandi divisioni dell'umanità, i grandi fatti c h e in seno
all'umanità si svolgono, si vogliono personificare in u n nome
e r a p p r e s e n t a r e sotto il simbolo di una p e r s o n a ; ed il g e n e rale Garibaldi, senza forse saperlo, r a p p r e s e n t a u n a di q u e ste idee in Italia, r a p p r e s e n t a (lasciate che io usi l'espressione, non so se sarà esatta, se risponderà precisamente al
concetto della mia m e n t e , ma voi p u r e i n t e n d e r e t e quel ch'io
voglio dire), il generale Garibaldi r a p p r e s e n t a quel p a r t i t o
che si p u ò chiamare della monarchia rivoluzionaria in Italia:
perchè a r a p p r e s e n t a r questo partito n o n poteva trovarsi
nome più acconcio che quello dell'uomo del popolo, d e l l'uomo che ha combattuto alla testa del popolo le b a t t a g l i e
della p a t r i a , dell'uomo della rivoluzione, che ad un tempo è
il più franco ed il più leale amico del Re Vittorio Emanuele.
Questo dualismo che esiste forse, anzi p u r troppo, t r a p e r
la natura medesima dell'umana società e le condizioni p e c u liari d'Italia, e la politica tenuta insino ad ora dal Ministero,
sta al Ministero di m e n o m a r l o , e , forse anche, di farlt) c e s sare del t u t t o , quando esso vorrà e n t r a r f r a n c a m e n t e nella
via della rivoluzione, quando vorrà s t r i g n e r e la mano agli
uomini della rivoluzione, ed accettar la rivoluzione con t u t t e
le sue conseguenze. Ed io spero, o desidero almeno, c h e
esso incominci questa politica di riconciliazione dalla ricognizione dell'esercito meridionale.
E ciò quanto alla politica i n t e r n a . Passerò ora alla politica
estera. (Segni di impazienza)
Sarò brevissimo, p e r n o n abusare dei momenti della Camera.
PRESIDENTE. Parli p u r e .
» « » B S i E M A . L'onorevole p r e s i d e n t e del Consiglio, p e r
giustificar la sua risoluzione di respingere la proposta del
generale Garibaldi, faceva maggiore assegnamento sulla politica estera. Egli ci diceva, che sono s v e n t u r a t a m e n t e le condizioni necessarie delle nostre relazioni esteriori quelle che
gl'impediscono di accettare quella proposta : perchè in essa
non si dice solamente che bisogna riconoscere la posizione
degli ufficiali dell'esercito meridionale, secondo i risultati
della Commissione di squittinio, ma che si tengano ancora in
attività i quadri, benché si lasci all'arbitrio del Governo di
chiamare i volontari a riempirli q u a n d o egli crederà p i ù
opportuno.
In quanto all'attuazione dei risultamenti che ha dati la
Commissione di squittinio, p a r e che il Ministero n o n ci trovi
difficoltà; che anzi consenta, a quello che potei ieri c o n g e t t u r a r n e , di considerar quegli ufficiali come se fossero tutti in
attività di servizio. Maio dirò f r a n c a m e n t e , o signori, c h e la
questione non istà lì ; non è questione d ' i n t e r e s s e ; non di
cifre p e c u n i a r i e ; è questione della vita e della salute del
paese.
L'onorevole presidente del Consiglio crede che p e r la p r o posta del generale Garibaldi, sia messa a rischio la pace e la
sicurezza esteriore del paese, e da ciò inferisce ch'egli non
possa nè debba p e r verun modo accettarla. Se fosse così, io
farei plauso alla sua determinazione, p e r c h è nessuno certam e n t e , ed il Governo meno degli altri, ha il diritto di c o m p r o m e t t e r e la salute del paese, come saviamente fu detto
nel discorso della Corona a l l ' a p e r t u r a di questa Sessione.
Ma, si c o m p r o m e t t e r e b b e poi v e r a m e n t e l a salute del paese
adottando l'ordine del giorno del generale Garibaldi ed a t t u a n d o quanto in esso è espresso? Che cosa vi si d o m a n d a , o
signori? Vi si domanda solo che sieno riconosciuti i gradi e
che vengano messi in attività i q u a d r i .
Ma, i q u a d r i messi in attività con poca bassa forza, anche
di volontari, c o m p r o m e t t e r e b b e r o forse la salute e la sicurtà
SESSIONE DEL 1 8 6 1
del paese? S a r e b b e r o essi una provocazione di g u e r r a ? E p u ò
dirsi questo sinceramente? P u ò dirsi egli davvero che i q u a dri di t r e o q u a t t r o divisioni, ristretti a poca forza, t e n u t i
lontani dalle f r o n t i e r e del paese, dai luoghi dove la loro p r e senza p o t r e b b e a p p a r i r e minaccevole, sieno, in faccia all'Eur o p a , u n a provocazione di g u e r r a ? Signori, io p e r m e non lo
credo.
Se si t r a t t a s s e di organizzare fin d'ora il corpo dei volontari, se si trattasse di condurli alle nostre f r o n t i e r e , voglio
dire sul Mincio e sul Po (perchè le n a t u r a l i f r o n t i e r e d'Italia
non son quelle), è certo c h e l'Austria lo p r e n d e r e b b e p e r
una provocazione di g u e r r a , e tutta l'Europa si solleverebbe
forse contro di noi. Ma non si t r a t t a di questo; si tratta solo
di p r e p a r a r e i q u a d r i , di tenerli in attività, ma in picco! n u m e r o , e quanto basti perchè si dica che sono in attività, e ad
un bisogno, chiamando i volontari al servizio, questi q u a d r i
si trovino p r o n t i , e gli ufficiali, esercitati al comando, n o n
abbiano che da ricevere gli uomini destinati a c o m b a t t e r e
sotto le nazionali b a n d i e r e .
È questo c h e si domanda : e questo n o n credo c h e sia u n a
provocazione di g u e r r a , n è un grido d ' a l l a r m e che dai regno
d'Italia, novellamente costituito, si mandi a t u t t a l'Europa.
Ma, signori, io vi domando: siamo noi in pace od in guerra?
L'Europa è essa v e r a m e n t e in pace od in g u e r r a ? Mentre il
nemico è ancora in Venezia ed in Roma, p u ò egli p r e t e n d e r s i
che Io spirito di rivoluzione e di indipendenza sia soffocato
al di d e n t r o ? p u ò egli dirsi c h e la g u e r r a non ci minacci al di
fuori?
Signori, m e n t r e due corpi dell'esercito prussiano marciano
alla volta del ducato di Holstein ; m e n t r e la Russia m e t t e in
movimento t r e corpi d ' e s e r c i t o ; m e n t r e la rivoluzione ferve
nella s v e n t u r a t a , ma non mai domata Polonia ; m e n t r e l'Ungheria è alla vigilia di separarsi p e r sempre dall'Austria; m e n tre gli elementi della rivoluzione s'agitano in Oriente, nelle
Provincie turche e nei Principati Danubiani ; l'Europa è ella
v e r a m e n t e in pace? Mentre l'Austria, nonostante il fallimento
delle sue finanze, si sta a r m a t a infino ai d e n t i ; m e n t r e ella
ingrossa i suoi eserciti sulle nostre f r o n t i e r e ; m e n t r e gli o r dini del giorno del generale Benedek si moltiplicano, minacciando g u e r r a ; siamo noi in pace od in g u e r r a ?
Non siamo noi stati, n è saremo noi i provocatori. Ma il
giorno della battaglia è vicino; e bisogna c h e ci trovi presti
quel giorno e a r m a t i di tutto p u n t o ; che, non solo le forze
• materiali, alle quali ha provveduto il ministro p e r la g u e r r a ,
ma ancora le forze vive del paese sieno apparecchiate in modo
da rispondere incontanente all'appello. A c h e lusingarci e
c r e d e r e c h e noi dormiamo sopra u n letto di rose, e non voler
sentire le spine che stanno di sotto, o piuttosto il precipizio
che si p o t r e b b e a p r i r sotto a noi, se p e r caso venissero a
crollare le assi su le quali posiamo ? La troppa fidanza e gli
indugi p o t r e b b e r o esserci fatali : perchè la g u e r r a , io credo 5
e si crede g e n e r a l m e n t e in Europa, è prossima ed i m m i n e n t e .
Quando gli elementi sono tutti disposti, basta u n a piccola
scintilla da un p u n t o , perchè si sollevi un incendio vastissimo. Noi non saremo i provocatori, ma che il dì del periglio
ci trovi presti ed -apparecchiati, p e r Dio !
Che se poi, come io di c u o r e desidero, e come tutti gli
amatori d e l l ' u m a n i t à dovrebbero d e s i d e r a r e , la g u e r r a , c o n tro ogni probabilità, non avrà luogo, e i vapori addensati i n torno a tutto l'orizzonte, come p e r incanto, si dissiperanno;
allora i nostri apparecchiamenti, gli uomini che noi avremo
messi sotto l e armi, le formidabili a r t i g l i e r i e , ed ogni altro
apparecchio di munizioni e s t r u m e n t i di g u e r r a , saranno i m i gliori argomenti dei quali potrà valersi l'abilissima politica
— 625 —
TORN ATA DEL 2 0
d el p r e s id e n t e d e l Co n s iglio n e i s u oi t r a t t a t i co lle
p o t e n ze
s t r a n ie r e : p e r ch è , e gli il sa m e glio d i m e , r a gio n i e d ir it t i in
d ip lo m a zia n on va lgo n o ; solo ch i è p iù fo r t e e m e glio a r m a t o ,
q u e gli è t e m u t o d a i n e m ici e r is p e t t a t o d a gli a m i ci .
Ar m a t i e p o t e n t i, co m e si co n vie n e a d u n p o p o lo lib e r o d i
2 2 m ilio n i d ' u o m in i, n oi p o t r e m o r i a ve r e q u e llo ch e a n co r a
ci m a n ca : p e r ch è s olo a llo r a ch i ci st a in co n t r o t r o ve r à p iù
co m o d o d i ve n i r e a p a t t i ch e a b a t t a glia co n n oi ; e i n o s t r i
a lle a t i co n d is ce n d e r a n n o p iù vo le n t i e r i a i n o s t r i d e s id e r ii,
q u a n d o n e ' Co n gr e s s i d ip lo m a t ici il r e gn o d ' I t a lia p o t r à d ir e :
io h o a m ia d is p o s izio n e m e zzo m ilio n e d i a r m a t i ch e p o t r a n n o
s o s t e n e r vi n e lle vo s t r e i m p r e s e , s e vo i co n t i n u e r e t e a d e s s e r m i a m ici, e p o r t e r a n n o u n p e s o im m e n s o n e ll' o p p o s t a
p a r t e d ella b ila n cia il gio r n o ch e m i vo r r e t e d ive n t a r n e m ici.
P e r q u e s t e r a gio n i io in s is t o ch e sia a d o t t a t o l' o r d i n e d el
gio r n o d el ge n e r a le Ga r ib a ld i ; in s is t o a n ch e p r e s s o il M in is t e r o , e , in n o m e d ella co n co r d ia , s o ve n t i vo lt e in vo ca t a , m a
a n co r t r o p p o p o co m es s a in a t t o , p e r il su o p a t r io t t is m o , p e r
l' a m o r e ch e in t a n t e o cca s io n i h a d im o s t r a t o ve r s o l' I t a lia , lo
s co n giu r o ca ld a m e n t e ch e vo glia fa r o p e r a d i co n cilia zio n e , e
coi m ezzi ch e d a n oi gli son o in d ica t i, r e s t it u ir e la p a ce e la
s icu r e zza in t e r n a n e l p a e s e , e r e n d e r e l' I t a lia p o t e n t e e glo r iosa a l d i fu o r i. ( Br a vo ! nella Cam era, e applausi dalle tribune)
r i c j l s o e i I b e t t s k o . I n vo co la b e n e vo la p a zie n za d e l l' As s e m b le a in t o r n o a lla m ia vo c e , se n on a r r iva in t u t t i i
p u n t i d e lla Ca m e r a , gia cch é , cer n e s e n t o n o , s o n o gr a n d e m e n t e i n fr e d d a t o .
La lu n ga d is cu s s io n e s o p r a q u e s t o g r a ve e d im p o r t a n t e a r go m e n t o , lu n gi d a d a r m i d is p ia ce r e d i a ve r p r o m o s s a q u e s t a
im p o r t a n t e e gr a vis s im a d e li b e r a zi o n e , m i d à fe d e d i a ve r
co m p iu t o a l m io d e b it o d i cit t a d in o , e p e n s o s a r à u n a s o le n n e
o cca s io n e d i r a s s o d a r e m a ggi o r m e n t e la co n ca r d ia d e lla n a zio n e e a ccr e s ce r e le fo r ze n o s t r e p e r va le r s e n e co m e le c i r co s t a n ze il r ich ie gga n o . Qu e s t o e ffe t t o a u gu r o a lle p o ch e p a r o l e ch e s on o p e r d ir e .
Ava n t i t u t t o , ch ie d o m i sia p e r m e s s o d i ch ia r ir e ce r t e cir co s t a n ze n e lle q u a li è in t e r e s s a t a la m ia p e r s o n a o p e r s o n e
ch e d e b b o r i g u a r d a r e co m e m ie i o n o r e vo li a m ici ; in q u a n t o ch è si è fa t t a a llu s io n e a u n a p a r t e d i q u e s t ' As s e m b le a .
Ch ied o d i d i r e , e l ' o n o r e vo l e Bixio n on m e n e s a r à in gr a t o ,
q u a le sia st a t o l' a n im o d ei d e p u t a t i i q u a li fe ce r o
a p p la u s i
a lle p a r o le t a n t e vo lt e r a m m e n t a t e , con ch e si ch iu d e va u n o
d ei p a r a gr a fi d el lu n go r a p p o r t o d e l s ign o r m in is t r o d e lla
g u e r r a : b e n lu n gi d i fa r p la u s o a p a r o le d e lle q u a li p o t e s s e r o
in q u a lu n q u e m a n ie r a il ge n e r a le Bixio ed i s u oi va lo r o s i co lle gh i in a r m i o ffe n d e r s e n e , ce r t o è ch e l' a p p la u s o n on p i glia va d i m ir a se n on ch e l' im p o r t a n za d ei s e r vigi a cu i è
d e d ica t o l' e s e r cit o n a zi o n a le ; d i q u e s t o p osso a s s icu r a r lo la r g a m e n t e , s e b b e n e p o co a m e r i g u a r d i , i n q u a n t o ch e n on fa cile p e r ca r a t t e r e a c o m m u o ve r m i , io n on s o glio p iglia r p a r t e
n è ad a p p la u s i, n è a d a p p r o va zio n i e s t e r i o r i , r is e r va n d o m i
u n ica m e n t e n e lla m ia co s cie n za a d a d e r ir e o n on a d e r i r e , s e co n d o ch e m i d e t t a il m io t e n u e s e n n o e la m ia m o r a le .
Do p o ciò io p r e go l' e gr e gi a As s e m b le a d i vo le r b e n e co n s id e r a r e a q u a l p e r ico lo ci e s p o n ia m o o gn iq u a lvo lt a si fa n n o
a llu s io n i a s u p p o s t e d ivis io n i d el n o s t r o Co lle gio n a zio n a le .
Ap p e n a si s u p p o n ga q u e s t a As s e m b le a d ivisa in s e zio n i, d i
m a ggio r a n za e d i m in o r a n za , è n a t u r a le ch e n oi ci s e p a r ia m o ,
ci d ivid ia m o , c h e , q u a s i d i r e i , si d ive n t i p a r t e op p os t a a p a r t e ,
e n a s ce a n t a go n is m o .
AP RI LE
l' u r n a co n t r a r ia ; ch e p e r ogn i s o gge t t o d i d e lib e r a zio n e s ' in
co n t r i u n a m in o r it à e u n a m a ggi o r i t à , lo c o m p r e n d o ; m a
fu o r i d i q u e s t o ca so io n on t r o vo d ivis io n e n e lla Ca m e r a , n on
vo glio t r o va r la , n è ve d e r la , lo d ich ia r o s o le n n e m e n t e ( Be n e !) ;
im p e r o cch é il gio r n o ch e la Ca m e r a si d ivid e s s e ve r a m e n t e in
d u e p a r t i, ch e si r e go la s s e r o n o n p iù s e co n d o co s cie n za , m a
s e co n d o u n s s t e m a , io m i t r o ve r e i e s clu s o d a l r e s t o d e ' m ie i
co lle gh i , e , d ico il ve r o , q u e s t o m i m e t t e r e b b e in p o s izio n e
fa ls is s im a , p e r ch è in q u e l m o m e n t o p a r r e b b e fossi s o t t o m e s s o
a d u n a le gge d e t t a t a , a d o gn i q u e s t io n e d o ve s s i d ip e n d e r e d a
p a r t ico la r i in flu e n ze , e n on d a lla r a gio n e d e ll' in t e r e s s e n a zi o n a l e , n on p iù p iglia r e r e go la d a lla m ia co s cie n za , m a d a lla
s ed ia s u cu i s e ggo , s u b o d o r a r e il b a n co o ve m i t r o vo ,
p iu t -
t o s t o ch è r e go la r e il m io vo t o co n lib e r t à d i s p ir it o , s e co n d o i
b is o gn i d e lla p a t r i a .
P r o t e s t o p e r la p a r t e m ia ch e in t e n d o s e r b a r e s e m p r e in t e r a
la m ia in d ip e n d e n za e vo t a r e u n ica m e n t e s e co n d o co s cie n za ;
io
m i r igu a r d o
c o m p a g n o , fr a t e llo
d e gli o n o r e vo li
m ie i
co lle gh i , e sa r ò o n o r a t o se co m e t a le a n ch ' e s s i m i r i g u a r d e r a n n o , m a sa r ò co e r e n t e e fe r m o n e ' m i e i p r in cip ii, e r igu a r d e r ò t u t t i q u e lli ch e s e ggo n o in q u e s t a s a la , co m e i r a p p r e s e n t a n t i d e lla n a zio n e r ive s t it i d e ' m ie i st essi d o ve r i ,
gu id a t i
d a lla m ia st essa co s cie n za . ( B r a v o !)
P u ò e s s e r vi m o d o d ive r s o d i ve d e r e le co s e , d ive r s it à p iù
n e lla fo r m a , ch e n e lla s os t a n za ; im p e r o cch é al m o m e n t o ch e
s ia m o p e r l' u n it à d ' I t a lia , e a b b ia m o giu r a t o lo St a t u t o , n on
vi p os s on o e s s e r e p iù d ivis io n i s o s t a n zia li, e q u e s t o p u r e è
n a t u r a le ed e vid e n t e .
Do p o d i ciò io e u t r o a p a r la r e d el m io o r d in e d el gio r n o .
Io n on cr e d o ch e e s s o m e r it i ve r a m e n t e u n a p a r o la ch e
fu git t a t a a su o ca r ico d a ll' o n o r e vo le M e lla n a , il q u a le , fo r s e
n e l ca lo r e d el d i r e , lo ch ia m ò in d e gn o d e l P a r la m e n t o . Mi
p e r m e t t a ch e io r e s p in ga q u e lla q u a lifica , n on p o t e n d o a s s o cia r s i a cosa ch e ve n ga d a m e , r is p e t t a n d o t r o p p o il P a r la m e n t o p e r p r o p o r r e a lle s u e d e lib e r a zio n i a r go m e n t i n on
co n fo r m i a lla su a gr a vi t à .
Lo giu s t ifich e r ò .
È ce r t o ch e il P a r la m e n t o d e ve r a p p r e s e n t a r e lo s p ir it o
n a zi o n a le , e d e ve r a p p r e s e n t a r lo con d ich ia r a zio n i p r ecise,,
d e e p o r ge r n e , d ir ò , le fo r m u le le q u a li s e r va n o d i gu id a a l
Min ist er o ; d o vr à p oi e s s e r e b e n ca u t o d i n on i n va d e r e il t e r r e n o d el p o t e r e e s e c u t i vo , i l q u a le , p e r sè st esso cosa a s t r a t t a ,
si in t e gr a d i fa t t o n ei m in is t r i, i q u a li il gio r n o ch e n on i s p i r in o a n oi fiducia, le n o s t r e d e lib e r a zio n i co s t it u zio n a li lo fa r a n n o m a n ife s t o ; e il M in is t e r o , r ico n o s ce n d o d i n on r a cco glie r e
p iù la fiducia d el P a r la m e n t o , si r i t i r e r à : m a , finché n on s ia s i
in q u e s t o ca s o , ch e il cie lo t e r r à a n ch e lo n t a n o , gli o p e r a t o r i
ch e fin q u i h a n n o p o r t a t o sì b e n e la cosa p u b b lica , a s s is t it i e
co n fo r t a t i d a lla r a p p r e s e n t a n za n a zio n a le , e d a lla vir t ù d e gli
I t a lia n i, co n d u r r a n n o a n co r a le s o r t i d el p a e s e , e gio va s p e r a r e ch e le p o r t e r a n n o a co m p im e n t o .
O r a , il m io o r d in e d el gio r n o a p p u n t o a p p lica q u e s t e mas-«
s im e fo n d a m e n t a li d i Go ve r n o co s t it u zio n a le . Il P a r la m e n t o 5
e il Go ve r n o h a n n o cia s cu n o la lo r o o r b it a ; ch e d e ve d ir e il
P a r la m e n t o ? Ch e la n a zio n e h a il fe r m o vo l e r e d i p r o s e gu ir e
n e lla gr a n d ' o p e r a d e l r is ca t t o n a zio n a le ; vu o le p r o s e gu ir vi
con q u e l !' a c c o r d o d i m e zzi, co n - q u e ll' a r m o n ia d i fo r ze ch e
ci co n d u s s e r o , in u n b r e vis s im o s p à zio , a r is u lt a t i m ir a b ili;
vu o le r iu n ir e lé s u e fo r ze m ilit a r i, le s u e fo r ze m o r a li ; vu o le
p o lit ica a r d it a e al t e m p o st esso p r u d e n t e ; e s s e r e p r o n t i ;
s ie d a la m in o r it à ; io r ico n o s co la m a ggio r it à n e l gio r n o ch e
vu o le a p p r o fit t a r e d e lle cir co s t a n ze ch e ci p o r go n o i n o s t r i
st essi n e m i c i , m a n on vu o le p r o vo c a r li ; vu o l e a p p r o fit t a r e
d e gli e ve n t i, m a n on p r e cip it a r li.
d a q u e ll' u r n a vi e n e fu o r i u n n u m e r o d i vo t i s u p e r io r e a l-
Qu e s t o è lo s co p o , q u e s t i s on o i m e zzi con cu i la n a zio n e
I o n o n so co n o s ce r e in ch e p a r t e s ied a la m a ggio r it à , o ve
Camera dei Dep u tati — Discussioni del 18 61.
79
— 626 —
BFGSSAAGGG^^
I • N 11 MWW I I I
CAMERA DEI DEPUTATI —
ha proceduto fin q u i , e coi quali, credo di* non ingannarmi
dicendolo, intende di procedere ancora.
' nOr dunque, il Parlamento deve richiedere dal Ministero
che nessuna saggia misura , che efficace sia per condurci a
raggiungere l'intento a cui miriamo, debba essere risparmiata, in quanto concerne l'armamento dell'esercito; quando
il Parlamento ha dichiarato solennemente questa sua volontà,
deene rilasciare l'atto esecutivo al Governo ; e nell'atto
esecutivo sta pure la scelta dei mezzi e la valutazione
delle opportunità ; qualora il Ministero non compia il suo
mandato, tutta la responsabilità è sua; il mio ordine del
giorno dunque non può essere più esplicito su questo proposito, e l'onorevole generale Garibaldi dovrà convenire meco
che il suo ordine del giorno non contiene nè così'determinata, nè cosi precisa questa volontà del Parlamento, come la
contiene il mio intorno l'importante subbietto dell'armamento
nazionale. Il mio ordine del giorno dice chiaramente che il
Governo del Re dia opera alacremente all'armamento e alla
difesa della patria, come è nettamente dichiarato nell'inciso
che solo il Governo ha l'ufficio di provvedere a questo grande
servizio pubblico.
E quando si dichiara che egli solo ha il dovere, come il diritto di farlo, non è soltanto proclamare un principio incontrastabile, ma eziandio crescere la importanza e la responsabilità della sua applicazione intera ; cresce di tanto la responsabilità sua, se non lo fa.
Passando ora ad altro argomento e riportandomi agli incidenti di questa solenne discussione, la quale dura da
tre giorni, non dobbiamo scuorare l'animo se tal fiata questi
incidenti abbiano potuto farci provare sensi di amarezza.
Nella vita larga della libertà costituzionale s'incontrano
spine che non sono però senza rose. È questa una bella arena
nella quale, e deputati e cittadini si avvezzano a trattare gli
interessi della nazione. Ciascuno si presenta qui col suo temperamento, col suo modo di vedere le cose, con tutte quelle
varietà che distinguono un uomo dall'altro ; che sono come
la fisionomia morale di ciascuno. In questo attrito d'animi si
allarga la mente, e si rafforzano i cuori. Gli uomini imparano a meglio conoscersi e a meglio apprezzarsi; e il principio del rispetto reciproco si rinvigorisce, mentre le diffidenze dispaiono.
Intanto la individualità meglio si caratterizza, ed anco il
costume si inegliora nella pubblicità.
s.
È questa una palestra di educazione pubblica, che in brevi
mesi porterà l'Italia nel saper usare delle libertà al livello
dei popoli, più esercitati.
Sarò poi lietissimo di aver promossa questa discussione, se
nel mio ordine, del giorno potrò addurre una modificazione
che valga a raggiungere, se non l'unanimità, ma la quasi
unanimità della Camera.
10 sono nell'animo del generale Garibaldi ; sono perfettamente con lui.
•Intendo bene; quando si sono divise glorie, disagi, patimenti, come egli ha fatto co'suoi commilitoni, è ben naturale che égli senta grande amore e grande affetto ai medesimi.
Ora noi, che dobbiamo vegliare ai più grandi interessi della
nazione, non possiamo non partecipare a quell'affetto che vedremo di conciliare con altre esigenze.
11 decreto 11 aprile, all'articolo 13, contiene una disposizione su cui ha discorso il presidente del Consiglio, e riguarda le sedi d'istruzione a cui possono essere chiamati gli
uffiziali.
Ora bisogna utilizzare questi uffiziali; se la prudenza po-
SESSIONE DEL
1861
litica non permette di fare dei quadri in attività, facciamo
intanto che siano ordinati nell'istruzione al momento opportuno, che può essere anche più prossimo che non si crede;
intanto viene data efficace destinazione alla benemerita ufficialità dell'esercito meridionale.
Propongo adunque che l'ordine del giorno contenga l'esplicita enunciazione di questi depositi; ed è appunto in questo
aspetto che io l'ho modificato, siccome gli onorevoli colleghi
saranno fatti capaci alla lettura che ne faccio.
« La Camera, udite le dichiarazioni del Ministero , persuasa
che la franca (notisi che in questa parola vi ha più che una
idea, vi è intesa la fiducia piena nel Governo, che con quella
prudenza che lui solo può avere, perchè lui solo conosce le
circostanze, lui solo conosce i momenti opportuni, sarà per
dare la più franca attuazione, e la più estesa, appunto in considerazione di quella ufficialità così benemerita), persuasa
che la franca attuazione del decreto 11 aprile, e specialmente
l'immediata applicazione di ciò che si dispone all'articolo 13,
da considerarsi come veri depositi di istruzione , mentre
provvederà convenientemente alle sorti del valoroso esercito
meridionale, varrà ad accrescere e coordinare in modo efficace le nostre forze, e, sicura che il Governo del Re-alacremente darà opera all'armamento ed alla difesa della patria ,
passa all'ordine del giorno, »
Ora io credo che con questo mezzo sia provveduto efficacemente alla posizione degli uffiziali; e, quando questa dichiarazione sia accettata, io sarò molto lieto di aver trovato un
mezzo di conciliare le difficoltà.
Ecco la sola modificazione, ma importante, che propongo
introdurre nel mio ordine del giorno.
Io prego il presidente del Consiglio od altri del Ministero,
di volermi dare la loro approvazione, od osservare quelle
cose che crederanno convenienti di dover osservare.
FASTI, ministro della guerra. Io sono molto lieto di annunciare che accetto pienamente le modificazioni o le aggiunte fatte dall'onorevole deputato Ricasoli nel suo ordine
del giorno.
H i c à s o L i b . Io sono dubitante nel rompere le pratiche
parlamentari, le quali non permettono che si diriga a nessuno
dei colleghi in particolare la parola, ma per il desiderio di
conseguire l'intento che sia per sempre spenta questa ardente
questione, prego che mi si conceda dirigere un appello al
patriottismo illimitato, a quel cuore veramente generoso del
generale Garibaldi, ed invitarlo a voler considerare la modificazione d^ me proposta quale modo a raggiungere la desiderata conciliazione dei suoi onesti desiderii, invitandolo a r i nunziare, dirimpetto ai grandi interessi della nazione, a quello
che per ora non è possibile di conseguire senza esporre la
nazione stessa a gravi pericoli. Io non dubito che l'ottimo
generale non sia per concedere la mia domanda al maggior
bene della patria.
Vorrei di cuore avere conseguito il fine che mi era proposto, cioè di compensare, come è debito, gli ufficiali che hanno
seguito l'illustre generale ; di valersi di quelle forze che ancora restano congregate per il bene del paese, e di chiudere
per sempre uná questione che, prolungandosi, avrebbe portato
maggiore danno alla pubblica concordia. (Bravo ! Bene !)
p k e s i o e i s t e . Il deputato Garibaldi ha facoltà di parlare.
(Segni di attenzione)
4 » a x m b <u l » i . Mi permetterò di fare un'interpellanza all'onorevole presidente del Consiglio.
Io non entrerò certamente nella sua politica, perchè non
mi appartiene. La politica dello Stato appartiene al Governo.
—627 —
T O R N AT A
Qu ello di ch e m i occu p o io, co m e cr e d o n e co r r a
ad ogn i I t a lia n o ,
r igu a r d a
c i o è : s e l ' I t a l i a si t r o v a
m am en to
in
gl'in t er essi gen er a li
presen tem en te
DEL
ob b ligo
d ell'I t a lia ;
n ello s t a t o d i
ar-
cu i l e c i r c o s t a n z e v o r r e b b e r o c h e fo s s e , o s e
20
AP R I L E
n e r a l e c h e si è p r e p a r a t o q u a n t o si p u ò
gr a n d issim a gu e r r a .
d icen d o
ciò,
Non cr e d o
p oich é
questo
r ich ied er e
com m et t er e
com p a r ir à
per
una
u n 'im p r u d e n za
n elle
cifr e
del b i -
la n cio.
Dir ò a d u n q u e ch e a b b ia m o ce n t o b a t t e r i e p r o n t e . Non d ico
n on lo è .
m a si fa g i à
q u a lch e
m i p e r m e t t o d i fa r e u n ' i n t e r p e l l a n z a a l l ' o n o r e v o l e p r e s i d e n t e
c o s a . Ag g i u n g e r ò p o i c h e il p a r c o d ' a s s e d i o è q u a s i
quadru-
d e l Co n s i g l i o .
p lica t o , e ch e t u t t i i m iglio r a m e n t i r ico n o s ciu t i e di
Qu est a p er m e
è
la
q u est ion e
vit a le , ed è s u q u e s t o ch e
Av a n t i e r i e g l i f e c e a l l u s i o n e a lla c o n c o r d i a . I o h o r i s p o s t o
c h e c o n q u e s t e si c o n q u i s t i l ' E u r o p a ,
u t ilit à n e lle a r m i d a fu o co fu r o n o in t r o d o t t i. Dir ò
ch e e r a b e n r ico n o s ce n t e a q u e s t a s u a m a n ife s t a zio n e , e ch e
c h e la c o s a p i ù d i ffi c i l e , p e r o r g a n i z z a r e
e r a p o lit ica m e n t e m o lt o d isp ost o a d
un es er cit o, è q u ella
a cced er e
ai
suoi
d esi-
n i e n t e d i p i ù fa c i l e ; m a
(Bravo !) , c i o è
q u a n t o so d a ' m i e i
ch e p o lit ica m e n t e son o d isp ost o a c a m m i n a r e
d i c o n s e r v a c o l l ' o n o r e v o l e p r e s i d e n t e d e l Co n s i g l i o . ( B r a v i s sim o ! Benissim o
e applausi
! Fivi
dalle
segni
di com piacenza
nella
Cam era
E g l i p r o m i s e a v a n t i e r i c h e a v r e b b e t u t t o s a c r i fi c a t o s u l l ' a l dom an do
r a p p r e s e n t a n t i d ell'I t a lia
n o r e vo le
p r esid en t e
oggi
ch e cos a p o s s a n o i
a s p et t a r s i d a lle con ces s ion i d e ll' o -
d e l Co n s i g l i o
m e n t o n a zio n a le , e r e la t iva m e n t e
r e la t iva m e n t e
a lla
s e r c i t o m e r i d i o n a l e . S e a v r à la b o n t à
a ll'a r m a -
r ico s t it u zio n e d e ll' e -
di
r isp on d er m i
al r i-
a s s i c u r a r e la
Ca m e r a ,
da
p e r fa t t o p r o p r i o ,
a-
ven <?o r e t t o il M i n i s t e r o d e l l a g u e r r a p e r q u a l c h e t e m p o , c h e
v ' h a m o l t a d i ffi c o l t à a p r o v v e d e r e u n a
la r ga q u a n t it à
presidente
a m ica , n on
so se gli
a r s en a li a yr e b b e r o
potuto
di fu p o t e n za
con t en er e,
* c o m e c o n t e n g o n o , u n a q u a n t i t à d i fu c i l i b a s t e v o l e p e r c o m i n cia r e u n a gr a n gu e r r a .
Q u e s t a è u n a c i r c o s t a n z a d i fa t t o a lla q u a l e n o n si fa
a v-
v e r t e n z a . P e r f a b b r i c a r e d e i fu c i l i ci v o g l i o n o d e g l i o p e r a i d i
u n a c e r t a a b i l i t à ; si p u ò f a c i l m e n t e a v e r e d e i t e s s i t o r i i n
un
m o d o o in u n a l t r o , m a p e r a v e r e d e g l i o p e r a i f a b b r i c a t o r i d i
gu a r d o , glie n e sa r ò m olt o gr a t o .
I» I C A V O C R C . ,
io p o s s o
collegh i, ed a n ch e
s c a la
n o n vi s ia
cili ; e d e b b o d i r e c h e , s e n za la b e n e v o l e n z a d i ]u n a
tribune)
t a r e d e l l a p a t r i a ; io g l i
in va s t i s s i m a
d e i fu c i l i . T a l u n o c r e d e c h e
d e r i ! , e o g g i n o n fa r ò a l t r o c h e r i p e t e r e ciò c h e d is s i i e r i l ' a l t r o
p r o va t a
finalm ente
del Consiglio.
Ac c o l g o
con
c a n n e ci v u o l e u n t i r o c i n i o d i u n a n n o o d i 15 m e s i ; e s i c -
s i n g o l a r e s o d d i s fa z i o n e la d i c h i a r a z i o n e c h e f e c e l ' o n o r e v o l e
c o m e i n t e m p i o r d i n a r i la f a b b r i c a z i o n e d e i f u c i l i è l i m i t a t a ,
ge n e r a le Ga r ib a ld i.
q u a n d o sor ge u n a gr a n d e d om a n d a
lia zio n e
sul t er r en o
I o a c c e t t o c o n t u t t o l ' a n i m o la
d ella p o l i t i c a ,
e ve n t o fu t u r o ve n ga a r o m p e r la
L' o n o r e vo le ge n e r a le
in t en d im en t i
m ' a u g u r o ch e n e s s u n
con oscer e
q u a li sia n o g l i
r is p e t t o a ll' a r m a m e n t o d ella n a -
z i o n e . Mi p a r e c h e s u q u e s t ' a r g o m e n t o
n on se n e t r o va n o
p iù ,
od a lm e n o n on se n e t r o va n o p iù d ei b u on i; p o ich é , n on b a st a
a v e r e d e i f u c i l i , b i s o g n a a v e r n e c h e fa c c i a n o m a l e n o n a c h i
m a i. ( Be n e !)
d esid er a
d el Go ve r n o
e
r icon ci-
l' o n o r e vo le m in ist r o
li. a d o p e r a , m a s ì a q u e l l i c o n t r o c u i s o n o a d o p e r a t i . Q u i
e n t r e r ò in a lt r i d e t t a gli,
p er ch è
sarebbe
n on
im p r u d e n za ,
ma
p o s s o a s s i c u r a r e l ' o n o r e v o l e g e n e r a l e c h e s i a m o in c o n d i z i o n e
d e l l a g u e r r a a b b i a g i à d a t i a l c u n i s c h i a r i m e n t i . I o li r i p e t e r ò
di p o t e r a r m a r e u n gr a n d is s im o e s e r cit o . Il r e s t o d el
or a b r e ve m e n t e .
r i a l e p o i è in p r o p o r z i o n e d e i b i s o g n i d e l c r e s c i u t o e s e r c i t o .
m ate-
R i s p e t t o a l l ' e s e r c i t o r e g o l a r e , il G o v e r n o c r e d e d i a v e r fa t t o
Noi in t e n d ia m o d i p r o v v e d e r e a l l ' a r m a m e n t o d e lia n a zio n e
q u a n t o e r a p o s s ib ile , co m p a t ib ilm e n t e con q u e lle n o r m e ch e
p e r fe zio n a n d o l' is t it u zio n e d e lla gu a r d i a n a zio n a le m o b i le . Su
debbon o
q u e s t ' a r g o m e n t o h o g i à d a t o q u a l c h e s p i e g a z i o n e , e la r i p e t o ;
d o m in a r e n ella
fo r m a zio n e d egli es er cit i r e go la r i.
Si s o n o e s a u r i t i t u t t i i m e zzi c h e la l e g g e s o m m i n i s t r a r i s p e t t o
m a n on vo r r e i ch e a lle m ie p a r ole si d e s s e
a lle a n t ich e
c h e vi h a d a t o l ' o n o r e v o l e Ca s a r e t t o , il q u a l e ,
n u o ve ,
p r o vin cie
ed
a lla
Lo m b a r d ia .
In
quanto
n on a vve zze a lla l e v a , q u e s t a si è p r a t ica t a
s c a la p i ù l a r g a e c o m p a t i b i l e c o l l e
a b it u d in i
di q u ei
a lle
s u lla
p aesi;
m i o s t u p o r e , d i s s e c h e io
n e l l e p r o v i n c i e d i R o m a g n a , in m e n o d i u n a n n o , si s o n o c h i a -
o p in io n e , p o ich é , se b en
l'eser cit o
c h e q u e s t o è m o l t o p e r u n p a e s e n o n a ffa t t o a v v e z z o a l l a l e v a .
l e v e ; cioè, p e r d u e le ve in t en d o
l e a r m i d u e c la s s i . An c h e
m o lt o . Tu t t a via
colà
d ir e ch e si ch ia m a n o
due
sotto
p e r q u e l p a e s e il f a r e d u e l e v e
io c r e d o p o t e r d i c h i a r a r e
l e o p e r a z i o n i d e l l a l e v a si c o m p i o n o c o l à
a lla
Ca m e r a
è
ch e
n el m o d o p iù sod -
a ll'I t a lia
m er id ion a le,
n on
r ip et er ò
i
egli
m i r icor d o,
C A S A R E T T O . (Con im peto)
tro questa
egli vo le va
d ist r u t t o
s t a n zia le .
Io h o p r ot es t a t o s e m p r e
con -
ca lu n n ia .
È una
ca lu n n ia ,
n o n d e l p r e s i d e n t e d e l Co n s i g l i o , m a d i c o l o r o c h e
C A S A R E T T O . È u n a c a l u n n i a . (Rum ori)
in ve n t a -
ron o questa
cosa .
P R E S I D E N T E . N o n h a la p a r o l a , n o n p u ò p a r l a r e . P a r l e r à
dopo.
n i C A V O U R c . , presidente
d is fa ce n t e .
Qu an t o
gr a n d e
P R E S I D E N T E . Non in t e r r o m p a , r is p on d er à d op o.
s t e va d a n o sot t o le a r m i , n on è p icco lo r i s u lt a m e n t o .
R i s p e t t o a lle M a r c h e e d a l l ' U m b r i a , o r a si f a n n o
con
er a ve n u t o n e ll'o p in io n e ch e
a v e v a m a n i fe s t a t o . I o a n zi s o n o ' c o n t r a r i o d e c i s a m e n t e a q u e s t a
m a t e t r e cla s s i. Io c r e d o ch e l' o n o r e vo le g e n e r a l e r ico n o s ce r à
In m e n o di u n a n n o ch ia m a r e t r e cla s s i, ed o t t e n e r e ch e q u e -
l'in t e r p r e t a zio n e
r a ggu a gli
del Consiglio.
Se ci fo s s e q u i
il g e n e r a l e L a M a r m o r a p o t r e b b e r i s p o n d e r e e g l i in p r o p o s i t o .
n o n t r o p p o li e t i s u q u e l l ' a n t i c o e s e r c i t o ; m a d i r ò c h e p e r la
C A S A R E T T O . R i s p o n d e r a n n o i r e s o c o n t i d e l l a Ca m e r a .
l e v a in q u e l l e p r o v i n c i e
l'a lt r o
P R E S I D E N T E . P e r la t e r za vo l t a fa c c i o o s s e r v a r e a l
de-
g i o r n o , e c h e il M i n i s t e r o s o l l e c i t a la Ca m e r a a v o l e r l a d i s c u -
p u t a t o Ca s a r e t t o c h e e g l i n o n h a la fa c o l t à d i p a r l a r e , e
ch e
t e r e il p i ù p r e s t o p o s s i b i l e .
n on p e r m e t t o a ssolu t a m en t e q u es t e in t e r r u zio n i.
vi s i è p r e s e n t a t a u n a
legge
Si s t a p r e p a r a n d o u n a l e g g e p e r l a l e v a in S i c i l i a , e l ' o n o r e v o l e g e n e r a l e s a c h e p e r f a r e la l e v a in m o d o r e g o l a r e
ci
vu o le u n cer t o m e cca n is m o d i co m m is s a r i, d i r u o li, e cc. , e
c h e si r i c h i e d e u n c e r t o t e m p o ;
m a t u t t o è in a t t ivit à ed
f u n z i o n e , c o s i c c h é s p e r o c h e p r e s t o si p o t r à f a r e l a l e v a
in
an-
c h e in S i c i l i a . Q u e s t o p e r c i ò c h e s i r i f e r i s c e a l p e r s o n a l e d e l '
l'eser cit o.
In q u a n t o al m a t e r i a l e , io p o s s o a s s i c u r a r e l 'o n o r e v o l e g e -
D I C A v o i i R c.,
presidente
del Consiglio.
Mi r i n c r e s c e d i
q u e s t o i n c i d e n t e ; n o n vo glio ir r it a r e a l c u n o ; m i scu si, r it ir o
q u e l l o c h e h o d e t t o . (Bravo\
Beneì)
D u n q u e il M i n i s t e r o i n t e n d e s v i l u p p a r e
questa
is t it u zio n e
la q u a l e h a fa t t o m i g l i o r p r o v a d i q u e l l o c h e i o , c h e h o
pre-
sen t a t o q u e lla le gge , n e sp er a ssi.
Sicco m e l' o n o r e vo le g e n e r a l e Ga r ib a ld i
d isegn o di le gge p e r
l' a o ip lia zio n e
d ella
ha
presen tato
gu a r d ia
un
n a zio n a le
— 628 CAMERA. DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1861
mobile,, senza impegnare il Ministero adadottare quella proposta ho detto che il Ministero stesso laprenderebbe in maturo esame e si assoderebbe alla Camera per esaminare il
modo di dare uno sviluppo a questa così utile istituzione.
Quanto all'esercito dei volontari mi esprimo nel modo il
più categorico.
Il Ministero intende di tenere i quadri organizzati in modo
che, non solo quando la guerra sia scoppiata, ma altresì
quando vi sia seria minaccia di guerra, quando cioè le condizioni politiche siano tali che il Ministero possa mettere in
azione tutte le forze del paese, senza che ciò possa aver quel
carattere di provocazione, ora dal Ministero ritenuta funesta
agli interessi d'Italia, il Ministero, dico, immediatamente
organizzerà attivamente i corpi dei volontari, li provvederà
di quanto può esser necessario, e pregherà l'onorevole generale Garibaldi di volerne assumere il comando. (Bravoì)
Ecco quali sono leintenzioni del Ministero. E per provare
quale sia il caso che il Ministero, e, sesi vuole, chi ha l'onore*
di parlare, fa dei corpi dei volontari, mi sia permesso di ricordare unfatto.
Quando fu operata l'entrata delle nostre truppe nell'Umbria
e nefle Marche, vi fu per qualche tempo seria minaccia di
guerra sul Mincio e su! Po ; allora, se la memoria non mi tradisce, ioscrissi all'onorevole ammiraglio Persano, che credo sia
presente, invitandolo a recarsi dal generale Garibaldi afargli
conoscere questi pericoli, ed a pregarlo, ove essi si fossero
realizzati, di voler venire in persona con due otre divisioni a combattere sul Po e sul Mincio coll'esercito stanziale.
Quindi iodichiarerò che, quando vi sia minaccia prossima
di guerra, il Ministero darà opera all'organizzazione, all'armamento, alla costituzione dell'armata dei volontari. (Bravo!
a destra)
Dirò ancora una parolà come ministro della marina: come
ministro della marina vi ho presentato unbilancio di 51 milioni, che sicuramente li spenderemo tutti, e li spenderemo
a fare nuove fregate, nuovi bastimenti; a trasformare gli antichi bastimenti a vela inbastimenti a macchine ausiliarie;
daremo principio allo stabilimento di grandi arsenali, efinalmente ci metteremo in condizione di non avere l'ultima
fra le marine secondarie.
Ecco quanto mi credo indebito di rispondere all'onorevole
generale. Se egli desiderasse qualche maggior schiarimento,
io sono pronto a darlo, persuaso che egli non domanderà
cosa che possa avere qualche inconveniente nel farla sapere a
tutto il mondo.
FBESIOMTE. Il generale Garibaldi ha facoltà di parlare.
C&ARIRAI*DI. Ringrazio il presidente del Consiglio degli
schiarimenti che ha avuto la compiacenza di darmi, e dichiaro
che sono completamente insoddisfatto di tutto quello che ha
detto (Sensazione), e nedirò il motivo.
Tutti gli armamenti di cui egli haparlato, tanto di mare
quanto di terra, è molto naturale che si facciano, esi dovranno
fare a misura che l'urgenza dei bisogni del paese richiederanno nuovi armamenti.
Una questione che mi interessava molto, e giustamente,
era quella dell'esercito meridionale, e suquesto l'onorevole
presidente del Consiglio non mi ha soddisfatto niente affatto.
Dico il vero, tanto il mio ordine del giorno, dopo che per
condiscendenza ai miei amici sono stato obbligato a modificare insenso malva (Movimento), quanto l'ordine del giorno
dell'onorevole Ricasoli son ben lontani dal soddisfarmi.
Io certamente mi sottometterò al giudizio della maggioranza della Camera, come è naturale ; ma nulladimeno non
mancherò di dire a chi vorrà intendermi : che questo è contrario all'interesse d'Italia, che questo modo di procedere
non è italiano, non è degno della nazione... (Movimenti diversi, applausi dalle gallerie) Credo che non sia novità per
nessuno quello che son per dire : ioloso dai giornali, e dai
conosciuti che vengono d'oltre Po, e d'oltre Mincio, che gli
Austriaci ingrossano; tutti quelli che vengono dalle Provincie
meridionali non parlano che di reazione, di Governo provvisorio a Melfi, e cose simili, e non capisco poi come si tema
tanto di spaventare coll'armamento i potenti vicini ; ionon
capisco, come, armandoci, mentre l'Europa intera si arma,
noi ci metteremo inistato di provocazione.
Dunque io non sono per niente soddisfatto delle spiegazioni che sull'armamento il signor presidente del Consiglio
ebbe la compiacenza di darmi ; per me l'oggetto principale
era un altro. Iosono persuaso che ci convenga assolutamente
tenere uncorpo di 25 o30 mila uomini, di cui i quadri sono
completi, e sui meriti de' quali nulla ho da aggiungere a tutto
ciò che hanno detto gli onorevoli deputati della sinistra. Sono
uffiziali che possono presentarsi accanto agli uffiziali dei
primi eserciti del mondo. Credo che qui presenti vi sono vari
che hanno avuto l'onore di combattere accanto ai Francesi
ed agli Inglesi, che meritamente tengono i primi posti nelle
schiere dei popoli militari d'Europa ; ho combattuto anch'io
accanto ai Francesi e agli Inglesi ; io sono Italiano e so che
gli Italiani possono combattere accanto alle prime nazioni
del mondo. Equando parlo de' miei uffiziali, credo di poter
essere giudice competente quanto il generale Fanti. (Applausi
dalle tribune)
PRESIDENTE. Avverto letribune che non permetterò più
oltre che succedano tali interruzioni.
Voci al centro. Le faccia sgombrare ! (Rumori)
&ARIBAI<DI. Èben doloroso per me il vedere poste in
dubbio infaccia al mondo le qualità e la capacità de' miei
ufficiali,..
Foci. No! no ! Non si è mai detto questo ! (Rumori)
PRESIDENTE. Le spiegazioni date dal ministro della
guerra sono tali che non lasciano per nulla giustificareil dubbio espresso dal deputato Garibaldi.
GARIBALDI. Io mi uniformerò alla deliberazione che
prenderà la Camera; ma non voterò nè per un ordine del
giorno, nèper l'altro. Se l'onorevole presidente del Consiglio
vuole veramente, edinbuona fede, entrare in una via di riconciliazione, deve principalmente dar opera ad un, armamento che non provocherà nessuno. (Bravo ! dalle tribune)
Voci. Ai voti ! ai voti !
PRESIDENTE. II deputato Persano hafacoltà di parlare
per unfatto personale.
Voci. Ai voti! ai voti!
DI PERSA.NO. Non farò che confermare quanto l'onorevole presidente dei ministri hadetto. Ioricevetti l'ordine in
quell'epoca di recarmi presso il generale Garibaldi chiedendogli, poiché stringevano le minaccie del nemico d'Italia, di
venire egli stesso inpersona con una sua divisione, o altrimenti, se non poteva egli, di mandare almeno il generale Tiirr.
Questo è quanto volevo dire.
Voci. Ai voti ! ai voti !
PRESIDENTE. Il deputato Casaretto ha facoltà di parlare
per unfatto personale. (Rumori)
Voci. Ai voti! No! no!
CASAIIETTO. Signori, l'onorevole presidente del Consiglio mi hasupposto
(Rumori)
Voci. Ha ritirato
Ora è inutile ! Ai voti !
CASARETTO. Mipermettano unperiodo... solo» Se l'o-
TORNATA
DEL 2 0
norevole signor presidente del Consiglio ritira ciò che ha
detto
Voci. Sì, l'ha già fatto! L'ha detto !
CàsiRETTo. In questo senso che egli dica che non è
vero
(Rumori d'impazienza)
C I Ì R I B Ì L U I . Per decenza almeno si lasci parlare il deputato Casaretto. (Applausi dalle gallerie — Nuovi rumori
nella Camera)
Voci. Parli ! parli! No! no! Ai voti! È tempo perduto!
P R E S I D E N T E , Avverto le tribune che al primo segno che
daranno le farò sgombrare.
Un deputato. Sarebbe tempo di farle sgombrare!
C Ì S & R E T T O . Nel Parlamento e fuori del Parlamento fui
calunniato; quindi ho diritto di difendermi, tanto più che
quest'accusa venne ora ripetuta da un uomo autorevole, come
è il presidente del Consiglio ; perciò voglio scolparmi.
Una voce. Parli !
C A S A R E T T O . Ho qui tutti i documenti per ¡smentire quest'accusa; però non vorrei trattenere la Camera in questo argomento, quando il signor presidente del Consiglio mi dicesse
che ha inteso ritrattarsi in questo senso, che iononsolo non ho
mai detto che si debba licenziare l'esercito stanziale, che anzi,
come lo proverò con documenti, quand'altri diceva che si
doveva fare economie sull'esercito, io mi opponeva fin dal
1855, e che, quando io proponeva di far organizsar forze simili a quelle alle quali alludeva or ora il signor presidente
del Consiglio, io le chiamai sempre una riserva dell'esercito,
destinata a sussidiarlo, ma dissi pur sempre che prima si doveva pensare all'organizzazione dell'esercito.
Se il signor presidente del Consiglio ammette questi fatti,
non occorre più che io trattenga la Camera: se no, desidero
di pienamente scolparmi, recando le parole testuali che ho
pronunciate nel Parlamento subalpino, che per caso ho qui
sotto i miei occhi.
D I C & V O V R C . , presidente del Consìglio. Dal momento
che l'onorevole Casaretto afferma questi fatti, io non li contraddico.
C A S A R E T T O . Citerò le parole che ho dette.
D I C A V O I I R C . , presidente del Consiglio. Io tengo per
buona la sua asserzione.
C A S A R E T T O . Tante volte.... (Interruzioni)
Voci. Ai voti ! ai voti ! Basta ! È inutile !
P R E S I D E N T E . Siccome pare che la Camera voglia votare,
la consulterò per sapere se la chiusura è appoggiata.
(È appoggiata.)
*
Ora la porrò a partito.
(La discussione è chiusa)
Ora metterò a partito gli ordini del giorno.
P E T R C C C E M I I . Pregherei il signor presidente di lasciarmi dire due parole prima di mettere ai voti gli ordini del
giorno.
Propongo l'ordine del giorno puro e semplice, come quello
che è il più conciliativo. La Camera, non adottando nè l'ordine del giorno dell'onorevole Ricasoli, nè quello dell'onorevole Garibaldi, mostrerà di voler veramente la conciliazione.
Noi in certo modo diamo tutta la confidenza al Ministero, e la
Camera nel medesimo tempo tiene conto di tutte le dichiarazioni fatte.
Coll'ordine del giorno puro e semplice mi pare che si
viene a quella conciliazione che da tre giorni si cerca.
M I N G H E T T I , ministro per gl'interni. Il Ministero si crede
in dovere di dichiarare che, dopo una discussione così solenne, come è stata quella alla quale abbiamo assistito, dopo
le parole dell'onorevole deputato Ricasoli, ai cui ordine del
APRILE
giorno modificato il Ministero pienamente aderisce, non potrebbe accettare in veruna guisa l'ordine del giorno puro e
semplice.
PETRVCCEIÌIÌI. Allora nonc'è più conciliazione. (Rumori,
e voci : Oh ! oh! )
P R E S I D E N T E . Insiste sull'ordine del giorno puro e semplice?
P E T R i i c c E f t i i i . Insisto che sia messo ai voti.
P R E S I D E N T E . Darò cognizione alla Camera che havvi
una domanda firmata da dodici deputati, i quali chiedono che
la votazione dell'ordine del giorno sia fatta per appello nominale ad alta voce.
Questa dimanda è firmata dai seguenti deputati: Del Drago,
Brofferio, Pallotta, Valenti, Romano, Donato Morelli, Vincenzo Ricci, De Cesaris, Pironti, De Donno, Cepolla, Mazzarella.
Siccome però l'ordine del giorno puro e semplice ha la
priorità, così lo metterò ai voti prima degli altri. ,
RRO&KÌIO. Chiedo la parola per 1' ordine della discussione.
Invito l'onorevole presidente a voler interrogare i dodici
deputati che hanno presentata quella domanda, se intendono
che sia applicabile anche all'ordine del giorno puro e semplice il modo di votazione da loro dimandato.
»EEi DBifio. Io domandai la parola su! presente ordine
del giorno, ed ero il terzo iscritto in questa discussione.
Tuttavia cedetti la facoltà di parlare ad altri che avevano
maggiore interesse personale, non che maggior cognizione di
fatti e di cause.
Ora, su la presente questione, il mio convincimento sta in
questo : che, trattandosi dell'armamento nazionale, noi siamo
individualmente responsabili
(Interruzioni)
Voci. La discussione è chiusa.
P R E S I D E N T E . La discussione generale è chiusa.
Si dimanda se debbasi votare l'ordine del giorno puro e
semplice per appello nominale e ad alta voce.
DEIÌ imieio. Tutti gli ordini del giorno siano votati per
appelloinominale e ad alta voce a norma della domanda da
me promossa e presentata coll'appoggio de' miei amici politici.
ARA. Domando la parola per combattere la votazione proposta per l'ordine del giorno semplice.
Voci. No ! no ! (Rumori)
«AiiiiKNCiA. Consulti i dodici deputati.
P R E S I D E N T E . Li ho già consultati ; se vuole, consulterò
la Camera sull'ordine della votazione.
(Brofferio, Petruccelli, Del Drago ed altri ritirano la domanda per quanto riguarda Vordine del giorno puro e semplice)
Allora metto ai voti l'ordine del giorno puro e semplice
per alzata e seduta.
RIXIO. M
a che cosa vuol dire quest'ordine del giorno puro
e semplice ? Sono tre giorni che discutiamo ed adesso ce ne
andiamo senza venire ad una conclusione! (Ilarità)
P R E S I D E N T E . Chi è d'avviso d'approvare l'ordine del
giorno puro e semplice, si alzi.
(Nessuno si alza — Non è approvato.)
Darò lettura dei due ordini del giorno presentati l'uno dal
deputato Ricasoli e l'altro dal generale Garibaldi.
Quello del deputato Ricasoli è così espresso
MICEKI. Credo che debba avere la priorità l'ordine del
giorno del generale Garibaldi.
P R E S I D E N T E . Non ho ancora detto quale debba avere la
priorità.
— 650 —
CAMERA DEI DEPUTATI
Prima darò lettura d ' e n t r a m b i ; proporrò poscia quale
debba avere la priorità.
Ordine del giorno del deputato Ricasoli :
« La Camera, udite le dichiarazioni del Ministero, persuasa
che la franca attuazione del decreto dell'i i aprile, e specialmente l'immediata applicazione di ciò che è disposto dall'articolo 13, che dovrà considerarsi come deposito d ' i s t r u zione, mentre provvederà convenientemente alle sorti del
valoroso esercito meridionale, varrà ad accrescere e c o o r dinare in modo efficace le nostre forze, e, sicura che il Governo del Re alacremente darà opera all'armamento e alla
difesa della patria, come a lui solo spetta, passa all'ordine del
giorno. »
L'ordine del giorno del generale Garibaldi è così c o n cepito :
« La Camera, persuasa che nella concordia dei partiti e
nell'osservanza delle leggi sta la forza della nazione, esprime
il voto che il Ministero, tenendo conto dello scrutinio o p e rato dalla Commissione, riconosca la posizione degli uffiziali
dell'esercito meridionale in forza dei decreti dittatoriali, e
lasciando al ministro stesso d'ordinare la chiamata dei v o lontari, quanto prima lo troverà opportuno, metta in attività
i quadri dell'esercito in quel modo che meglio giudichi,
passa all'ordine del giorno. »
A tenore del regolamento, e secondo le consuetudini, deve
essere messa ai voti prima la proposta più l a r g a , cioè quella
che s'accosta maggiormente all'ordine del giorno p u r o e
semplice.
Ora mi p a r e che evidentemente la proposta presentata dal
deputato Ricasoli è quella che si accosta maggiormente all'ordine del giorno puro e semplice, perchè lascia al Ministero
maggior latitudine.
Io credo quindi che si debba mettere prima di tutto ai voti
la proposta del deputato Ricasoli.
La cosa poi non porta differenza, perchè quelli che v o r ranno votare in favore della proposta del generale Garibaldi
voteranno contro quella del deputato Ricasoli.
m e j a n a . Domando di parlare. ( M o r m o r i o )
PRESIDENTE. Sulla priorità ?
m e i ^ a n a . Sì, sulla priorità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
MEiiiiANA. Io dico che la proposta Ricasoli non solamente
non può avere la priorità, ma non può essere posta in votazione.
Io dichiaro altamente incostituzionali le parole a lui solo
spetta.
(Rumori)
Queste parole sono incostituzionali perchè gli a r m a m e n t i
non possono farsi senza l'assenso del P a r l a m e n t o , senza i
fondi accordati.
Quella frase viola i diritti della Camera, viola lo Statuto, e
perciò non può essere posta in votazione.
PRESIDENTE. Osservo all'onorevole deputato Mellana
ch'egli può p a r l a r e , se vuole, sulla priorità da concedersi
piuttosto all'una che all'altra delle proposte, ma non può più
e n t r a r e a discorrere del merito relativo.
Ora, se la Camera lo crede, si passerà all'appello nominale
per la votazione sull'ordine del giorno del deputato Ricasoli.
Quelli che lo approvano, risponderanno sì, quelli che lo r e spingono, risponderanno no.
(Si procede all'appello
nominale ; appena
cominciato
questo, il malessere
che in tutta la tornata
aveva
visibilmente
tormentato
il presidente Rattazzi
si accresce in
modo che lo obbliga a lasciare il seggio al
vice-presidente
Tecchio.)
—
SESSIONE DEL 1 8 6 1
Volarono in favore :
Acquaviva — Agudio — Airenti — Alasia — Albicini —
Alfieri — Allievi — Amicarelli — Andreucci — Antinori —
Ara — Arconati-Yisconti — Atenolfi — Audinot — Barracco
— Beltrami — Berardi Enrico — Berai'di Tiberio — Bertea
— Bertini — Bertolami — Biancheri — Biancoli — B i chi — Boggio — Boldoni -— Bonghi — Borgatti — B o r romeo — Borsarelli — Bravi — Briganti-Bellini — Broglio — Brunet — Bruno — Bubani — Busacca — Cagnola — Camozzi — Canestrini — Cantelli — Capriolo —
Caracciolo — Carafa — Cardenie — Carutti — Cassinis —
Castelli Demetrio — Castromediano — Cavour Camillo —
Cavour Gustavo — Chiapusso — Chiavarina — Chiaves —
Cocco — Colombani — Compagna — Conti — Correnti —
Crea — Cucchiari — Cugia — Danzetta — Deandreis — De
Blasiis — De Donno — Del Re — De Pazzi — D e V i n c e v i —
Dino — Di T o r r e Arsa — Dorrucci — Fabrizj — Falconcini
— Farini — Fenzi — Gadda — Galeotti — Gallenga — Gherardi — Gigliucci — Ginori — Giovio — Grandi — Grassi —
Grattoni — Grella — Grillenzoni — Grixoni — Guerrieri —
Guglianetti — Jacampo — Jacini — La Farina — Lanza Giovanni — Leo — Leopardi — L u z i — M a c c i ò — Maj — Majorana — Malenchini — Malmusi — Mamiani — Marliani —
Martinelli — Massa — Massarani— Massari— Mattei Giacomo
— Mayr — Maza Gabriele — Mazziotti — Melegari Luigi — Melegari Luigi Amedeo — Menichetti — Menotti — Miglietti —
Minghetti — Mirabelli — Mischi — Monti — Monticelli — Morandini — Morelli Giovanni — M o r e t t i — M o r i n i — Mureddu —
Musumeci — Negrotto — Nicolucci — O l d o f r e d i — Oytana —
Panattoni — Pantaleoni — Parenti — Pasini — P a t e r n o stro — Pelosi — Pepoli Carlo — Persano — Peruzzi — P e scetti —• Petitti — Pettinengo — Pezzani — Piroli — P o e rio — Possenti — Proto — Raeli — Rendina — Restelli —
Ribotti — Ricasoli Bettino — Robecchi Giuseppe (di Vigevano) — Romeo Pietro — Rorà — Rovera — Ruschi — Sacchero — Sacchi — Saladini — Salamone — Sanguinetti —
San Severino — Scalini — Schininà — Scialoia — Sella —
Serra Francesco Maria — Serra Pasquale — Sgariglia —
Silvani — Silvestrelli — Sinibaldi — Solaroli — Tari —
Testa — Tenca — Tonelli — Tonello — Torelli — Torre —
Torriggiani — Trezzi — Ugoni — Urbani — Varese — V e gezzi Zaverio — Verdi — Viora — Visconti-Venosta — Zambelli — Zanolini.
Votarono contro :
Amari — Assanti — Berti-Pichat — Bianchi — Bixio —
Braico — Brofferio — Cadolini — Calvino — Casaretto —
Caso — Castagnola — Castellano — Cepolla — Cipriani —•
Cognata — Colocci — Conforti — Corleo — Cosenz — Costa — Crispi — Cuzzetti — De Cesaris — Del Drago — De
Luca — Depretis — Doria — Fabbricatore — Ferracciu —
Ferrari — Fiorenzi — Giunti — Greco — La Masa — Levi
— Libertini— Maccabruni — Macchi — Magaldi — Maresca
— Matina— Mazzarella — Mellana — Mezzacapo — Miceli —
Moffa — Molfino — Morelli Donato — Mosca — Musolioo —
Napolitano — Pace — Pallotta — Pepoli Gioachino — P e t r u c c e l l i — P i c a — P l u t i n o —Polsinelli — Polti — P o s i t a n o —
Ranieri (1) — Regnoli —Ricci Giovanni— Ricci Vincenzo —
(1) RANIERI. Con dolore, no ! (Movimento di sorpresa)
Domando la parola.
PRESIDENTE. Non è permesso di motivare il voto ; si
deve rispondere semplióemente p e r si o p e r no.
RANIERI. Non motivo il mio voto ; esprimo il mio dolore
di doverlo dare in un dissidio cittadino.
TORNATA
DEL
Romano — Romeo Stefano — Ruggiero — Salaris — Sanna
Sanila — Saracco — Schiavoni — Spinelli — Turati — Turrisi Colonna — Ugdulena — Valenti — Vischi — Zar^rdelli.
Si astengono dal voto i deputati :
Garibaldi — Pisani — Salvoni — Tecchio — Toscanelli.
20
APRILE
Darò lettura di questo dispaccio :
« Prego dicharare alla Camera che nel 1859 i volontari
furono sempre liberi di arrolarsi o nell'esercito regolare, o
nei corpi volontari del generale Garibaldi. »
La seduta è levata alle ore 6 1[4.
Risultamento della votazione :
Presenti
278
Votanti
273
Maggioranza. . . . . . . . 110
Voti favorevoli . . . .
194
Voti contrari . . . .
79
Si astennero
. . . .
5
(La Camera approva.)
BiEiiiiASA..Domando all'onorevole presidente di voler fare
constare espressamente nel verbale di questa tornata della
mia protesta contro l'incostituzionalità dell'ordine del giorno
Ricasoli.
PKG§IDEÌTE. Questo si fa sempre ; il verbale è la fedele
esposizione di tutto ciò che si è detto dall'uno e dall'altro
deputato ; nè occorre istanza speciale.
PETITTI. Prima che la Camera si separi, domanderei di
leggere un dispaccio telegrafico che ho ricevuto or ora dal
generale La Marmora.
Siccome egli non era presente, ha desiderato di rettificare
una cosa, che è stata detta in questa discussione.
Ordine del giorno per la tornata di lunedì :
1° Svolgimento della proposta di legge del deputato Garibaldi per l'armamento nazionale.
2° Discussione del progetto di legge che concerne la pensione alle vedove dei militari, il cui matrimonio non fu autorizzato, e alla loro prole.
3° Interpellanze al ministro dei lavori pubblici :
Del deputato Pescetto, circa la ferrovia da Savona a Torino ;
Del deputato San Severino circa la ferrovia da Treviglio a
Cremona,
Svolgimento delle proposte di legge :
Del deputato Musolino, per l'abolizione del privilegio delle
tonnaie nell'Italia meridionale;
Del deputato De Luca, pel riordinamento della compilazione delle statistiche del regno.
Scarica

Resoconto stenografico della seduta