—610 — CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1861 TORNATA DEL 20 APRILE 1861 PRESIDENZA DEL COMMENDATORE RATTAZZI. SOMMARIO. Congedi. ~ Lettera del presidente del Senato per invitare i signori deputati ad intervenire nelle sale di convegno dei senatori. — Verificazione di poteri. — Seguito della discussione sulle interpellanze del deputato Ricasoli Bettino sull'esercito meridionale — Discorso del deputato Conforti, e suo appoggio alla proposta del deputato Garibaldi — Discorso del presidente del Consiglio, sue dichiarazioni circa l'armamento nazionale e suo appoggio alla proposta del deputato Ricasoli B. — Spiegazioni del deputato Bixio, riguardo alle rinunzie annunciate — Dichiarazione del ministro per la guerra — Dichiarazione del deputato Garibaldi — Osservazioni del deputato Mellana — Discorsi e cenni retrospettivi dei deputati Crispi ed Ugdulena — Risposte del deputato Risacoli B. agli opponenti alla sua proposta, e modificazione della medesima — Dichiarazione politica, e domanda del deputato Garibaldi — Risposte del presidente del Consiglio circa l'armamento — Repliche del deputato Garibaldi — Cenno del deputato Di Persano — Rettificazione personale del deputato Casaretto — Chiusura della discussione — Proposta del deputato Petruccelli per l'ordine del giorno semplice, combattuta dal ministro per l'interno — È rigettata — Votazione per appello pubblico, ed approvazione del voto motivato proposto dal deputato Ricasoli B. — Protesta del deputato Mellana — Cenno del deputato Petitli, relativo al deputato La Marmora. La seduta è aperta all'una e mezzo pomeridiane. massari , segretario, legge il processo verbale della tornata precedente, il quale è approvato. Gi&iiiwcci, segretario, espone il seguente sunto di petizioni : 6996. Il Consiglio municipale e 80 cittadini di Rotondella, provincia di Basilicata, domandano l'abolizione di ogni vincolo feudale, ancora esistente in quelle provincie, onde esonerare le popolazioni dalle molte prestazioni in danaro ed in generi, vigenti col titolo di censi, platee, decime, dodicesimi, ecc. 6997. 1752 cittadini della Garfagnana fanno le più vive istanze perchè quel circondario venga staccato dalla provincia di Massa e aggregato a quella di Lucca. 6998. Campana nobile Giovanni Battista, maggiore pensionato, rappresenta i vari incumbenti che tutti i giubilati militari devono compiere prima di poter ottenere le quote delle loro pensioni, e propone alcune misure più pronte e meno gravose, avuto riguardo alla età loro avanzata. 6999. Adorni Federico, di Colorno, tenente nello stato maggiore delle piazze, chiede che nel computo della sua anzianità gli sia tenuto conto della promozione avuta dall'exGoverno parmense di ragioniere nella scuola militare di Colorno. 7000. Tredici deputati presentano una petizione sporta da 262 comuni delle provincie di Basilicata e delle tre Calabrie, per la costruzione di una strada ferrata che congiunga quelle popolazioni al rimanente d'Italia e fanno istanza perchè si dia mano ai lavori contemporaneamente alle ferrovie che verranno aperte nelle altre provincie dell'ex-reame di Napoli. oh&gci. pr esi dent e. Leggo la nota degli omaggi fatti alla Camera. Prefettura di Lucca : 450 copie degli atti della prima Sessione del Consiglio dipartimentale di Lucca. Antonelli Giovanni, professore di matematiche : 400 esemplari di una memoria intorno alle vere condizioni degli andamenti per via ferrata da Firenze a Ravenna per Faenza e per Forlì. N. N. 200 copie di una memoria al Parlamento nazionale della regione Sannitica. Deputato Jadopi: 100 esemplari di un progetto di radicale riforma delle istituzioni filologiche ed estetiche letterarie, per l'abate Lorenzo Zacchero. Deputato Jadopi : 100 copie dello statuto dell'associazione di mutuo soccorso degli ecclesiastici dell'Italia meridionale. LETTERA DEli PRESIDENTE DEIi SENATO. pr esi dent e. Il vice-presidente del Senato, conte Sclopis, scrive: «Essendosi disposto ad uso di convegno pei senatori alcune sale a terreno del palazzo dove risiede il Senato, la Presidenza del Senato tiene gratissimo incarico di esporre alla signoria vostra onorevolissima, e per essa alla Camera dei deputati, come i senatori vedrebbero con viva soddisfazione che i signori deputati volessero dividerne l'uso con essi. « Lo scrivente debbe aggiungerle che l'apertura delle TORNATA DEL sale avrà luogo martedì 23 del corrente mese,alle ore 8 di sera, e nella speranza che, cominciando da detta sera, tanto la signoria vostra onorevolissima, quanto i suoi degnissimi colleghi, vorranno favorire la riunione dei senatori, le offre il sincero attestato del suo distintissimo ossequio. » ATTI DIVERSI. PRESIDENTE. Il deputato Proto, duca di Maddaloni, scrive che, chiamato a Napoli per alcune faccende di famiglia, si vede con dolore costretto a chiedere un congedo di quattro settimane. Se non vi sono opposizioni, questo congedo sarà accordato. (È accordato.) Il deputato Cempini scrive domandando per motivi di salute un congedo di un mese. Se non vi sono opposizioni, s'intenderà accordato questo congedo. (È accordato.) ( Entra il deputato Garibaldi nella sala - Applausi prolungati dalle gallerie.) Do la parola al deputato Proto. PROTO. Signor presidente, avanti di prender congedo dalla Camera, per le poche settimane di permesso testé concedutemi, ho l'onore di presentare una petizione, scritta in favore dei pochi e poveri monaci benedettini di Napoli, i quali hanno in custodia l'antichissima chiesa dei Santi Losio e Severino, celebre per patrii monumenti e per insigni tesori dell'arte cristiana, che si conservano all'ombra delle sue mura, perchè quei religiosi vengano sottratti ai rigori dei decreti della luogotenenza napoletana del 17 febbraio 1861. Giovami far notare alla Camera che essa petizione è segnata da tutti i membri dell'eccellentissimo corpo municipale della città di Napoli e da censettanta dei più ragguardevoli cittadini di quella metropoli. Però iooso pregare la Camera a voler dichiarare d'urgenza questa petizione, e non potendo essere qui allora che sarà riferita in questa aula, pregherei l'onorevole mio amico, il cavaliere Massari, che quanto me caldeggia così giusta e nobile causa, a volerne sostenere egli la difesa, e gliene sarò tenuto oltremodo. PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, s'intenderà ammessa l'urgenza. (La Camera ammette l'urgenza.) CHIAVES. Debbo pregare laCamera a voler dichiarare l'urgenza sulla petizione 6837, la quale intende a far cessare il privilegio lasciato agli abitanti di Argnano di prestare servizio di facchini nelle dogane in Milano. I motivi per far dichiarare d'urgenza questa petizione, sono fatti manifesti dal concetto di far cessare un privilegio, tantopiù che questo concetto, essendo già bastantemente diffuso, potrebbe dar luogo a gravi inconvenienti. DI C AVOUR c., presidente del Consiglio. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare. C AVOUR C., presidente del Consiglio. Vorrei dare una spiegazione all'onorevole Chiaves. II Ministero aveva preparato una legge generale per l'abolizione di tutte le corporazioni privilegiate, se non che, durante lo studio... CHIAVE». Questo non osta. 2 0 APRILE DI CSVOTRC., presidente del Consiglio. Permetta, intendo dare qualche spiegazione. Questa legge non potè ancora essere presentata, perchè la corporazione dei facchini di Livorno ha acquistato questo diritto a titolo oneroso. Verso il finire del 1848 essendosi allontanata da Livorno la corporazione dei bergamaschi, se ne sostituì un'altra, imponendo alle altre compagnie di dare certe indennità ai bergamaschi. È quindi evidente che bisogna regolare con norme speciali queste compagnie; e per non presentare una legge imperfetta, che non si estenda a tutte le corporazioni, il Ministero ha creduto indispensabili alcune pratiche; ma io spero che fra pochi giorni queste pratiche saranno ultimate, e che si potrà presentare al Parlamento una legge generale, che farà scomparire questi ultimi avanzi di antichi privilegi. CHIAVES. Sono lieto delle spiegazioni date dall'onorevole presidente del Consiglio; credo però ch'esse non possano ostare a che sia ammessa l'urgenza da me chiesta, in quanto che mi risulta che questi facchini privilegiati delle dogane di Milano non sarebbero autorizzati a ciò nè per legge, nè per altro contratto. DI C AVOUR C., presidente del Consiglio. Io non mi oppongo a che venga dichiarata d'urgenza la petizione di cui è caso. PRESIDENTE. Interrogo la Camera se intenda dichiarare d'urgenza la petizione 6827. (È dichiarata d'urgenza.) Se c'è qualche relatore che abbia relazioni di elezioni a fare, li prego di venire alla ringhiera. VERIFICAZIONEDI POTERI. C A STEJLIIANO, relatore. Il collegio di Fano consta di tre sezioni, con un totale di 436 elettori inscritti. Di essi 134 si sono presentati al primo scrutinio, e129 diedero il loro voto al signor Gabrielli avvocalo Gabriele Angelo, 5 al conte Lodovico Bertazzi. Niuno di essi avendo raggiunto la maggioranza legale, si diede luogo al ballottaggio. 114 furono gli elettori che si presentarono a questa seconda votazione: 112 diedero il loro voto all'avvocato Gabrielli Gabriele Angelo, 2 al signor Bertazzi. L'ufficio definitivo proclamò adeputato l'avvocato Gabrielli Gabriele Angelo. Le operazioni furono regolari, nessun reclamo esiste, e quindi l'ufficio IVpropone alla Camera la convalidazione di quest'elezione. (La Camera approva.) MENICHETTI, relatore. Ho l'onore di riferire alla Camera intorno all'elezione del collegio di elusone: esso si compone di tre sezioni; gli elettori inscritti ascendono ad 847; quelli che si presentarono a deporre il voto ascesero a374; ed i voti si distribuirono come infra : al dottore Antonio Testa voti 320; al signor dottore Giovanni Bananelli 27; al signor Balduzzi ingegnere Vincenzo 19; voti dispersi 7, e nulli 1. Avendo il dottore Antonio Testa raggiunto la maggioranza voluta dalla legge, venne proclamato deputato. Quest'elezione essendo riscontrata con tutta regolarità, non essendovi reclamo di sorta, l'ufficio II nepropone la convalidazione. (È approvata.) CAMERA DEI DEPUTATI SESSIONE DEL i 861 collegio sommano in totale a 513. Alla prima votazione conCollegio di Salò. Ho l'onore di riferire sulla elezione di Salò. Questo col- corsero 163 votanti. Il conte Giovanni Battista Michelini otlegio è diviso in cinque sezioni: 1345 sono gli elettori in- tenne voti 158 , il signor Giuseppe Briganti-Bellini 5. Ma non scritti; 587 si presentarono a dare il voto al primo scrutinio. essendo concorso il numero sufficiente di elettori, si ricorse I voti si ripartirono così : all'avvocato Maceri Bernardino in al ballottaggio. Nella seconda votazione, sopra 147 votanti, numero di 338, al professore Giuseppe Zuradelli 145, al signor il conte Giovanni Battista Michelini ottenne voti 145, e 2 voti il signor Giuseppe Briganti-Bellini. Ignazio Tibaldi 67; dispersi il, contestati 16, nulli 10. Tutte le operazioni furono fatte regolarmente ; quindi a Nessuno dei candidati avendo raggiunto la maggioranza, fu nome del III ufficio vi propongo la convalidazione della proclamato il ballottaggio. Secondo i riscontri risulta che nel verbale della sezione di elezione del conte Giovanni Battista Michelini a deputato di Gargnano non è stata fatta menzione dell'ora nella quale si Cagli. (La Camera approva.) procedè all'ultimo appello, ma, poiché di questa omissione non èstatofattoverun riclamo, l'ufficio opinò che fosse questa PANiTiosi, relatore. A nome del VI ufficio ho l'onore una semplice negligenza di redazione, dovendosi ritenere che di riferire sull'elezione del collegio di Fabriano. Gli elettori tutto abbia proceduto regolarmente, fino a prova in con- inscritti ascendono a 498. Al primo scrutinio non si pretrario. sentò il terzo degli elettori. Il conte Giovanni Battista CarNella medesima sezione vennero dichiarati contestabili 13 letti Giampieri ebbe 129 voti sopra 130 votanti, contro un schede; ma, a qualunque si vogliano attribuire de' candidati, voto dato al signor Vincenzo Vici. Non essendosi da alcuno ottenuto il numero di voti prenon valgono a cambiare per nulla il risultato, ch'è pur quello proclamato dal collegio ; così l'uffizio ha creduto di non do- scritto dalla legge, convenne procedere al ballottaggio. In questa seconda votazione, a cui intervennero 125 elettori, il versene occupare. Nel ballottaggio 654 furono i votanti : l'avvocato Maceri conte Giovanni Battista Carletti Giampieri ottenne 122 voti ebbe voti 427, il signor Zuradelli 219. Quindi il collegio contro 2 dati al signor Vincenzo Vici, ed uno dichiarato nullo. Così l'elezione ebbe luogo a numero meschino ; ma pure alla proclamò a deputato l'avvocato Bernardino Maceri. Non essendovi irregolarità nè reclamo di sorta, l'uffizio II quasi unanimità. Nessuna irregolarità occorse, non vi fu alcun reclamo, ed il VI ufficio vi propone di convalidare quevi propone di convalidare questa elezione. st'elezione. (La Camera approva.) (La Camera approva.) bhuko, relatore. Collegio V di Milano. Prestano giuramento i deputati Antonio Testa, Cosenz, AlQuesto collegio si compone di quattro sezioni, nelle quali sono complessivamente iscritti 1549 elettori. I votanti al bicini, Garofano. primo scrutinio furono 459 : il dottore Giuseppe Finzi ottenne 182 voti, il generale Giacomo Medici 214, il dottor Giuseppe Giannelli 26, il dottor Agostino Bertani 22 ; voti dispersi 12, SEGUITO »Etili* DISCUSSIONE SUIiIi' INTEHPEIInulli 3. Iì.*.MK.4L DEIi DEPUTATO RICASOLI BETTINO INNon essendovi stata maggioranza legale, si passò allo scruTORNO Alili'ESERCITO MERIDIONALE. tinio di ballottaggio. Votarono in questo 501 elettori: il dottore Finzi ebbe 272 presidente. L'ordine del giorno reca il seguito della voti, il generale Medici 226; 3 voti furono dichiarati nulli. II dottor Giuseppe Finzi fu per conseguenza proclamato discussione sulle interpellanze del deputato Ricasoli, relativamente all'esercito meridionale. deputato. Ha facoltà di parlare il deputato Conforti. Nessuna protesta : le operazioni sono state condotte con una conforti . Signori, io non entrerò nei particolari della regolarità esemplare, ed a nome del II uffizio vi propongo di questione militare, perocché non ho la presunzione di conoconvalidare questa elezione. scere l'arte della guerra. Gli stessi iniziati in una scienza, (La Camera approva.) »e pazzi, relatore. A nome del III uffizioho l'onore quando ne disputano coi maestri, sono degni di compassione. Se pure potessi ragionarne con oculata contezza, dovrei ridi riferire sopra la elezione del collegio di Casalmaggiore. Nelle tre sezioni di questo collegio, Casalmaggiore prima e petere quello che dottamente dissero il generale Bixio e il seconda, e Viadana, sono iscritti in totale 1016 elettori: non generale Cugia, ed io abborro dalle ripetizioni. Io intendo presentare alla Camera qualche considerazione concorsero che 481. L'avvocato Francesco Domenico Guerrazzi ottenne 318 voti, più elevata e più generale, che, spero, eserciterà qualche inl'avvocato Sartoretti 123, il conte Castellani Fantoni 29; flusso sulla risoluzione dell'importantissima questione che si agita al vostro cospetto. 7 andarono dispersi, 4 vennero dichiarati nulli. 10 non dirò già coll'onorevole deputato Ricasoli che vi ha Non avendo avuto luogo l'elezione, si ricorse al ballottaggio. Alla seconda votazione i votanti furono 588. L'avvocato un dualismo. Questa parola mi sembra troppo scolpita, troppo Francesco Domenico Guerrazzi ottenne voti 371. l'avvocato risentita; userò una parola più morbida; dirò che vi ha qualche differenza nel modo in cui si vede la questione dalle difSartoretti 213; 4 voti furono dichiarati nulli. Tutte le operazioni elettorali essendosi fatte regolarmente, ferenti frazioni della Camera. 11 generale Garibaldi ed i suoi commilitoni la veggono in un a nome del III ufficio vi propongo la validazione dell'elezione dell'avvocato Domenico Guerrazzi a deputato di Casalmag- modo alquanto diverso da quello in cui la vede il Ministero. Il certo è che la questione esiste, da più giorni si agita e giore. si discute con vario successo e con varie forme, ed è dovere (La Camera approva. ) del Parlamento il risolverla degnamente. Collegio di Cagli. La gran politica di un uomo di Stato non consiste nel sosQuesto collegio consta di quattro sezioni : Cagli, Pergola, Sant'Angelo in Vado, Urbania. Gli elettori inscritti in questo tenere la propria opinione, e sostenerla a qualunque patto ; — 615 — TORNATA DEL 2 0 la vera politica, come la vera scienza, consiste nella conciliazione degli opposti. Ora, io dico che il Parlamento mostrerebbesi impotente, od almeno non pari all'alta sua missione, ove non riuscisse a risolvere la questione de' volontari in modo soddisfacente. Se questo accadesse, noi daremmo un triste spettacolo all'Italia, anzi all'Europa. Io non posso essere uomo sospetto; io sono un deputato che non fo una faziosa opposizione; non voto costantemente col Ministero, ma voto secondo mi detta la coscienza. (Rumori a sinistra) C R i s p i . Non c'è opposizione faziosa; questo non va'. Una voce a sinistra. Tutti voliamo con coscienza! p r e s i d e n t e . Osservo all'onorevole deputato Conforti che tutti votano con coscienza. 10 credo che l'onorevole preopinante non abbia certamente voluto offendere nessuno, ma,nel modo con cui si è espresso, potrebbe offendere una parte della Camera. c o n f o r t i . Dichiaro che io non ho inteso menomamente di offendere alcuno. Io parlo di me stesso e non voglio alludere a persona. A me pare che l'ordine del giorno stato presentato ultimamente dal generale Garibaldi sia tale che non possa essere respinto ; esso può essere accettato dal Ministero, specialmente dopo le spiegazioni date dall'onorevole deputato Cugia. Dico di più, se per avventura in quell'ordine del giorno si trovassero delle espressioni, si trovassero dei sentimenti che non potessero essere tutti accettati, potrebbesi, all'ordine del giorno medesimo, fare le modificazioni capaci di accordare le svariate opinioni. 11 Ministero non si è posto in una situazione, la quale sia del tutto immutabile. Il Ministero sente le diverse opinioni, ed è capace di persuasione, come è capace di persuasione il generale Garibaldi. Di che si tratta? Si tratta della sorte degli ufficiali dell'esercito dei volontari. Ora degli ufficiali si parla nell'ordine del giorno presentato dal generale Garibaldi. Per quello che riguarda la chiamata dei volontari in quell'ordine del giorno il generale non dice che debba essere immediata, anzi dice espressamente che il Ministero la farà in quel tempo che crederà opportuno. Il Ministero certamente chiamerà i volontari sotto le armi quando vi saranno serie minacce di guerra. Per la qual cosa l'ordine del giorno in questione non potrà equivalere ad una dichiarazione di guerra, secondo diceva l'onorevole presidente del Consiglio. Il conte di Cavour, il quale, nella tornata di ieri, si onorava di avere nel 1859 chiamato il generale Garibaldi da Caprera per affidargli il comando dei volontari, non potrà rifiutarsi di accettare un ordine del giorno che lo invita a continuare in tempo opportuno l'opera da lui stesso iniziata. d i € 4 v o i r c . , presidente del Consiglio. Domando la parola. c o n f o r t i . Ora dunque, se nell'ordine del giorno del generale Garibaldi non si parla di chiamata immediata, ma si lascia quella chiamata al prudente arbitrio del Ministero, l'ordine del giorno è conciliativo ed accettabile. Signori, l'onorevole deputato Casaretto, ragionando intorno alla medesima questione, disse che bisogna essere giusti verso i volontari. Io dico che non solo bisogna essere giusti, ma generosi. 11 giorno in cui partiva il generale Garibaldi coi mille commilitoni, tutti gli animi erano costernati pensando ai gravi pericoli a cui quei prodi andavano incontro. Gli abitanti di APRILE questa città di Torino, che in quel giorno io vidi per le vie, erano ansii e trepidanti. In quel giorno stesso io mi abbattei in un ufficiale superiore molto dotto nell'arte della guerra ; naturalmente il discorso cadde sulla famosa spedizione. Sapete voi che cosa mi disse quell'uffiziale ? Mi disse : l'impresa che ha assunta il generale Garibaldi è un'impresa impossibile. Esso ed i suoi commilitoni o saranno sommersi nel mare o saranno moschettati in sulla riva. (Sensazione) Ebbene, l'impresa non era impossibile al capitano dei mille prodi ; l'impresa è riuscita. Certamente quell'impresa meravigliosa di Palermo e di Napoli il generale Garibaldi non avrebbe potuto condurre felicemente a termine senza il favore dei popoli, impazienti di rompere le catene della tirannide; se non avesse scritto sulla sua bandiera : Italia e Vittorio Emanuele. (Bene!) Ma questo, non che scemare, accresce il merito di lui, che ebbe l'intuito dei tempi, e seppe afferrare l'eccasione che gli offriva la fortuna. Certamente il servizio con quell'impresa reso all'Italia fu inestimabile, immenso. Tutti sanno quale era lo stato dell'Italia prima di quella spedizione. Lamoricière raccoglieva tutti i vagabondi d'Europa e ne formava un esercito; il re di Napoli accresceva il suo esercito e lo mandava alle frontiere, in piena intelligenza col generale Lamoricière. L'Austria, in lega col papa e coll'ex-re di Napoli, minacciava sul Mincio e sul Po. E gli undici milioni d'Italiani, appena riuniti sotto il Governo di Vittorio Emanuele, erano minacciati da tre eserciti, e sul punto di essere attaccati da forze preponderanti. La cosa era sì vera, il pericolo era sì grave, che nulla si trascurò, da parte nostra, per fare un'alleanza coll'ex-re di Napoli, il quale ostinatamente si rifiutò. La volle poi, e mandò ambasciatori, quando il generale Garibaldi aveva disfatto il suo esercito in Sicilia. Le vittorie di Garibaldi e de'suoi commilitoni in Sicilia ed in Napoli porsero all'esercito italiano il destro d'invadere l'Umbria e le Marche, di attaccare Lamoricière a Castelfidardo e ad Ancona, e disfarlo. La campagna fu gloriosa per l'esercito e la flotta italiana: l'uno comandato dal generale Cialdini, e l'altra dall'ammiraglio Persano. Il generale Garibaldi, durante la sua dittatura (ed io posso saperlo, perocché fui suo ministro), non ebbe sul labbro che due parole, le quali gli venivano dal cuore: Italia e Vittorio Emanuele. (Bravo!) Verso gli ultimi giorni della dittatura mi condussi a Caserta per parlargli di affari riguardanti l'amministrazione. Entrato nella sua stanza, lo trovai circondato da circa dodici individui, uno dei quali, credendo di parlare ad un uomo volgare e bassamente ambizioso, gli disse : generale, voi avete voluto ed affrettato il plebiscito, e così avete tolto il potere a voi stesso e l'avete trasferito a Vittorio Emanuele. Il generale, con voce terribile, gli disse: tacete; Vittorio Emanuele è la stella d'Italia. (Benissimo!) Il generale non ha domandato nulla per sè ; ha rifiutate le più generose offerte; ma non può rinunziare alla difesa de'suoi prodi commilitoni. Signori, la discordanza delle opinioni intorno all'esercito dei volontari deve cessare. Noi abbiamo bisogno di essere uniti e compatti. Noi abbiamo un nemico esterno, armato formidabilmente a nostro danno, il quale profitterà della nostra debolezza, e ci assalirà, se ci vede divisi. Nè noi ci adagiamo sopra un letto di rose, se riguardiamo alle condizioni della Penisola, e specialmente dell'Italia meridionale. Quivi la più — 614 — CAME RA DEI estesa e p ot en t e co s p ir a zio n e D E P U TATI — SESSI ONE 1861 DEL e r a s i o r d it a co n t r o le n o s t r e Co m u n q u e s ia , q u a l u n q u e p o s s a e s s e r e s t a t a l' i m p r e s s i o n e l i b e r t à d a l c e n t r o d i t u t t i g l ' i n t r i g h i , R o m a . Q u ivi s o n o s i ch e q u e s t e p a r o l e a b b ia n o p o t u t o p r o d u r r e s u l l ' a n i m o d e l g e - co m m e s s i o r r i b i li a s s a s s in a m e n t i d a i b o n e ; q u i vi si a r d is ce c o n gi u r a t i d el Bo r - p r o c l a m a r e g o ve r n i p r o vvi s o r i i d a u n a m a n o n u m e r o s a d i b r i g a n t i , i q u a li m e t t o n o in t e r i p a e s i e b or ga t e a r u b a ed a s a n gu e . n e r a le Bixio e d e i s u o i co lle glli , io n o n d u b it o c h e , queste o n o r e vo l i person e r i fl e t t e r a n n o a lle quando c o n s e g u e n ze d e ll' a t t o cu i e gli a c c e n n a va , e s s e e s i t e r a n n o a c o m p i e r l o . L' o n o r e vo l e g e n e r a l e n o n h a fo r s e ca lco la t o t u t t e le E q u a l u n q u e p icco la d i s co r d i a , sia n e l P a r l a m e n t o , s ia n e lla s e g u e n ze di questo atto ; esso n on a vr à pen sato con cer t a - n a zi o n e , è u n ' a r m e p o t e n t i s s i m a p e i n o s t r i n e m i c i . Se la q u i - m e n t e , a n n u n zi a n d o lo a l P a r l a m e n t o , c h e s t io n e ch e r i g u a r d a i vo lo n t a r i in N a p o li si s a p r à d e cis a co lle n a t a s e n e s a r e b b e t r a t t o a r g o m e n t o d i u n a m a n o vr a co n ce s s io n i r e c i p r o c h e d e l l e p a r t i , p e r c h è b is o gn a m e n t a r e ; m a , c e r t a m e n t e , l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e e i s u o i c o l - essere n e lla is t e s s a t o r p a r la - m o lt o c e d e vo l i d a l l ' u n a e d a ll' a lt r a p a r t e , l' I t a lia m e r i d i o n a l e l e g h i s o n o a n im a t i d a t r o p p o s ch ie t t o p a t r i o t t i s m o , p e r s a r à finalm ente t r a n q u i l l a , ed i n e m ici r i c e ve r a n n o u n co lp o d es is t er e da u n a t t o ch e p o t r e b b e p r o d u r r e n el p a ese t r op p o m or t a le. fu n e s t e c o n s e g u e n ze . Non è , o s i g n o r i , q u a n d o a b b i a m o Si g n o r i , io h o d o m a n d a t o l i b e r t à d i p a r o l a , li b e r t à d i p a r o la n o n p er ch è è p o s s ib ile ch e vi sia u n s e n za P a r la m en t o d e gn o d i q u e s t o r e g n o . fr o n t e u n e s e r ci t o ch e p u ò d a u n gi o r n o a ll' a lt r o ch e r i a s s u m e t u t t a u n a d e l l ' o n o r e vo l e F e r r a r i : io d o m a n d o la li b e r t à filosofia, d ell'er r or e, di d i ve n t a r e m i n a cci o s o ; n o n è q u a n d o n e l m e zzo g i o r n o d e ll' I t a li a la r e a zio n e si le va b a ld a n zo s a e p r e n d e o gn i 10 u s e r ò u n ' e s p r e s s i o n e , n on s p e ci e d i m a s ch er a ; n on è in q u e s t o m o m e n t o ch e q u e g l i e g r e g i p a t r i o t i , q u a l u n q u e p o s s a e s s e r e il d is s e n s o p o li t i co ch e li d i vi d e d a l Min i- p e r c h è s e n za l ' e r r o r e n o n p u ò e s s e r e la v e r i t à ; l ' e r r o r e c o n - s t e r o , sia p u r g r a n d e l' a m a r e zza ch e a b b ia n o p o t u t o r i s e n t i r e , t i e n e in sè s e m p r e vo r r a n n o fa r e u n a t t o ca p a ce d i p o r t a r e la p e r t u r b a z i o n e n e l q u a lch e e l e m e n t o d e lla ve r i t à ; l'er r or e s t e s s o n o n è ch e u n a ve r i t à i n c o m p i u t a . Or a io d ico c h e , s e p a e s e . Io co n o s co d a t r o p p o t e m p o il g e n e r a l e Bi x i o , e co n o - n oi u s cir e m o d a q u est o t e m p io , da q u e s t 'a u la s ce va il s u o p a t r i o t t i s m o s t a s s e r a s e n za a ve r r is o lt a la q u i s t i o n e c o n v e n e v o l m e n t e fr a le p a r t i ch e p r im a a d e s io n e a lla ca u s a p o lit ica assai ch e e g l i a ve s s e fa t t o c h e io a ve va l ' o n o r e d i r a p p r e - co n t e n d o n o , n oi a vr e m o p e r d u t a u n a gr a n d e b a t t a glia , i n o - s e n t a r e , p e r c r e d e r e c h ' e g l i vo gli a o r a e s s e r e s o r d o a lla s t r i n e m ici g i o i r a n n o a lla n o s t r a s co n fit t a . Ma io s p e r o ch e il vo ca zi o n e c h e gli fa ccio in n o m e d e lla co n co r d i a e d e l p a e s e . P a r l a m e n t o it a lia n o d a r à q u e s t o n o b ile esem p io; io spero La s cia t e le q u e s t io n i i n c i d e n t a l i , e n t r o in - d i b a lzo n e l l ' a r - ch e s a r à c o n c i l i a t i vo , e m e n t r e il M in is t e r o s a r à v i e m a g g i o r - g o m e n t o . Al c u n i o r a t o r i c o m b a t t e r o n o i e r i il d e c r e t o m e n t e fo r t ifica t o a l p o t e r e , l ' I i a p r i l e , s icco m e i l l e g a l e e s i c c o m e i n c o s t i t u zi o n a le , e ciò p o t r à d ir s i ch e il P a r l a m e n t o è u n a s p e ci e d i p e r s o n a p o t e n t e c h e in flu is ce s u lla r i s o lu zi o n e d e lle q u e s t i o n i , e ch e n o n r i f u g g e d a q u a l u n q u e m e zzo p e r c o n d u r r e gli a n i m i a lla c o n c o r d i a . le a le ( N u m e r o s i segni di approvazione) d el- p er d u e r isp et t i. Lo d is s e r o i l l e g a l e , p e r c h è co n e s s o v e n i v a p r e g i u d i c a t a la s o r t e d e gli u fficia t i d e l l ' e s e r c i t o m e r i d i o n a l e . Ma a questo r i m p r o v e r o ve n n e r i s p o s t o vi t t o r i o s a m e n t e d a l l ' o n o r e vo l e g e - o a c & t o i i r c . , presidente del Consiglio. Sign o r i d e p u t a t i , si è m o lt o p a r la t o in q u e s t i u lt im i gi o r n i d i co n ci li a zi o n e e d i c o n c o r d i a . Mi co m p i a cci o d i co n s t a t a r e c h e l'or a t or e, ch e n e r a l e Cu g i a , il q u a l e d i m o s t r ò ch e la p o s izio n e d i q u e g l i u f ficiali e r a p i e n a m e n t e r i s p e t t a t a . Lo d is s e r o i n c o s t i t u zi o n a l e , p e r c h è si ve n i va a d e t e r m i n a r e p r e s e l ' u l t i m o la p a r o l a , s e p p e m a n i fe s t a r e q u e s t o s e n t i m e n t o p e r d e c r e t o l' o r ga n i zza zi o n e d i u n co r p o ; e p e r co n m o d i s p le n d i d i e c o n vi n c e n t i . u n c o r p o , s e co n d o l ' o n o r e vo l e M e lla n a , s a r e b b e s t a t a n e c e s - N on è p o s s ib ile p e r ò il d i m e n t i c a r e ch e n e lla t o r n a t a d i i e r i n o n p o ch i o r a t o r i n on h a n n o s e gu i t o q u e s t o g e n e r o s o con s i- o r g a n i zza r e s a r ia u n a l e g g e . Q u e s t a s e co n d a a c c u s a , o s i g n o r i , è s i m a , p o i ch é n e i p r i n ci p i i d ' u n n u o vo r e g n o il gr a vis - P a r la m en t o g l i o . T u t t a vi a n on è m io i n t e n d i m e n t o r i b a t t e r e le a ccu s e e d e ve e s s e r e ge lo s o a s s a i d e lle s u e a t t r i b u zi o n i , n o n d e ve p e r - i r i m p r o ve r i ch e fu r o n o m o s s i i e r i e m e t t e r e ch e i H J o ve r n o u s u r p i s u l p o t e r e le gi s la t i vo . I o q u i n d i La s cie r ò s e n za r is p o s t a le m o l t e a llu s io n i p o co b e n e v o l e , e d i d i c h i a r a r e ch e io n o n c r e d o s ia n e l l e a t t r ib u zio n i d e l P a r - e c o n t r o il M in is t e r o m i cr e d o in d e b it o d i r e s p i n g e r e r i s o l u t a m e n t e q u e s t ' a c c u s a , e c o n t r o la m a g g i o r a n za d e lla Ca m e r a . a i pronunciam enti d i Sp a g n a , e a ll' a n t i ca s t o r ia p a r l a m e n t a r e ; la m e n t o il d i s c u t e r e d e l l ' o r g a n i zza zi o n e d e i c o r p i . E d i n ve r o , n o n n o t e r ò c o m e s t r a n a m e n t e , in u n a q u e s t i o n e d i vo l o n t a r i , o s i gn o r i , s e q u e s t a t e o r i a p r e v a l e s s e , s a r e b b e im p o s s ib ile sia si i n vo ca t o a d a ccu s a p r oced er e del d e l M in is t e r o l ' a u t o r e vo l e g e n e r a l e La M a r m o r a ; la s ci e r ò s t a r e p a r t e ; s olo u n a q u e s t i o n e s o lle va t a tutto d a l l ' o n o r e vo l e Bixio r i ch i e d e d a m e u n ' o s s e r va zi o n e . ( S e g n i L' o n o r e vo l e gen er a le, ciò n om e in d is- deputato d'attenzione) n e l l ' e s o r d i r e d e l s u o d is co r s o , d i- ch i a r ò ch e i s u o i c o l l e g h i , e d e gli stesso, eran o ve n u t i n el a l l ' o r d i n a m e n t o d e l l ' e s e r c i t o in q u e l b r e vi s s i m o s p a zio d i t e m p o ch e ci è la s cia t o d a lle n e ce s s it à a t t u a i i . Voci. È gi u s t o ! » i C4 t ooe presidente del Consiglio. I n fa t t i , se il P a r la m e n t o a ve s s e a vu t o a d i s c u t e r e t u t t i i d e c r e t i p e n s i e r o d i d a r e le lo r o d e m i s s i o n i , e ciò p e r c h è a ve va n o d a t o d ico q u a n t i g i o r n i , n o n d ico q u a n t e s e t t i m a n e , ad a lcu n e p a r o le d el m in ist r o Se s s io n i a v r e b b e i m p i e g a t o . zio n e ch e , m i si p e r m e t t a p u t o a s s o lu t a m e n t e d e lla g u e r r a u n a i n t e r p r e t a - c h e il d ica a p e r t a m e n t e , io r e - L' o n o r e vo l e g e n e r a l e h a c r e d u t o ch e si fo s s e vo l u t o , p e r p a r t e d e l M in is t e r o , fa r e a llu s i o n e p o co b e n e vo l a a i g r a d i ma quante N on p o s s o p a r l a r e co n p i e n a co n o s ce n za d i ca u s a d e i d e cr e t i e m a n a t i d a l m io co lle ga erron ea. em an ati d a q u a lc h e t e m p o p e r l ' o r d i n a m e n t o d e l l ' e s e r c i t o , n o n s o , n o n il m in is t r o d e lla g u e r r a , p e r ciò c h e r i fle t t e il d i c a s t e r o d e lla m a r i n a , ch e h o ma l'on or e d i r e g g e r e , p o s s o a s s i cu r a r e la Ca m e r a ch e h o in p o ch i m e s i ch ' e gli e d i s u o i c o m m i li t o n i a ve va n o a cq u is t a t o . Io d i ch i a r o s o t t o p o s t o a lla firm a d e l R e t a n t i d e cr e t i ch e a v r e b b e r o a lt a m e n t e ch ie s t o a n n i ed a n n i d i d is cu s s io n e p a r l a m e n t a r e . E d io c r e d o ch e t a le n on è m a i s t a t o l ' i n t e n d i m e n t o d e l M in i- d i p o t e r a s s e r ir e c h e , s e le m a s s im e d e l l ' o n o r e vo l e stero. 11 M in is t e r o o n o r a ed a p p r e zza il va l o r e e le vi r t ù m i li t a r i p r e va l e s s e r o , e il P a r l a m e n t o r i- M e lla n a vo le s s e i m p o r r e l' o b b li go al d e i lu o g o t e n e n t i d e l g e n e r a l e Ga r ib a ld i. D i r ò d i p i ù : t r a q u e - M in is t e r o d i s o t t o p o r gli t u t t i i d e cr e t i r e la t i vi a ll' e s e r ci t o e d st i vi h a u n d is t in t o m i l i t a r e , ch e il m in is t r o d e lla g u e r r a d a a lla m a r i n a , m o lt i a n n i t r a s c o r r e r e b b e r o p r i m a « h e si a v e s - ve n t i c i n q u e a n n i è lie t o d i p o t e r c h i a m a r e s u o a m i co . s e r o e s e r ci t o e m a r i n a . — — 6 15 — r- 1111 • '• •"• - T i r " i inni i • i m m i m acm tm m m m m m m m TOR N ATA DE L Gr a zi e , n o n a l l ' o p e r a m i a , m a g r a z i e a l co n co r s o e ffi c a c i s s i m o , a llo ze lo s t r a o r d i n a r i o d e ' m i e i c o l l a b o r a t o r i n e l Min is t e r o d e lla m a r i n a e d e i ca p i d e l s e r vi zi o m a r i t t i m o , sia a 20 AP R I LE e c o o r d i n a r e le fo r ze d e l p a e s e , a g g i u n g e n d o ch e q u e s t ' o r d i n a m e n t o e r a d i c o m p e t e n za d e l G o v e r n o . L' o n o r e vo le ge n e r a le Ga r i b a ld i , a cce t t a n d o in m a s s i m a i Ge n o va , sia a N a p o li , in p o ch i m e s i s ia m o r i u s c i t i a fo n d e r e p r i n ci p i i s vo lt i p e r fe t t a m e n t e , i n t i e r a m e n t e i d u e g r a n d i e l e m e n t i ch e co s t i- c h i e d e va c h e l ' e s e r c i t o m e r i d i o n a l e ve n i s s e r i c o s t i t u i t o i m - t u is co n o la m a r i n a it a lia n a . m ed ia t a m en t e. In o r a , o s i g n o r i , n o n vi è p i ù n è m a r i n a n a p o l e t a n a , n è m a r i n a g e n o v e s e , n o n vi è p iù ch e foce u n a s o la m a r i n a , la m a r i n a i t a li a n a . ®i ca vo vr (Bene!) Se io a ve s s i d o vu t o i n ve c e s e g u i r e i co n s i gli d e l l ' o n o r e v o l e M e lla n a , n o i a v r e m m o fo r s e d e l l e n a vi e d e i m a r in a i, m a c e r t a m e n t e n o n a v r e m m o m a r i n a . E p o i c h é l ' o n o r e v o l e M e i- n e ll' o r a zi o n e a sinistra. d e ll' o n o r e vo le in t er p ella n t e, Ve n e h a u n a l t r o ! c . , presidente del Consiglio. Mi p e r d o n i , io n a r r o la s t o r i a . N e lla t o r n a t a d i i e r i , il g e n e r a l e Ga r i b a ld i , r i t i r a n d o il p r i m o o r d i n e d e l g i o r n o , g l i e n e s o s t it u iva u n a l t r o , n e l q u a le la n a i n vo ca l ' o p i n i o n e d e l l ' i l l u s t r e g e n e r a l e La M a r m o r a , l ' i n - fa ce va u n g r a n p a s s o ve r s o l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o R i ca s o li , e vo c h e r ò p u r e a m i a vo lt a . fa ce va p r o va d i u n a n i m o c o n c i li a n t e . p iù I n q u e s t o n u o vo o r d i n e d e l g i o r n o , m o d ifica n d o la p r i m a d i m e o n o r a e r i s p e t t a q u e s t o d is t in t o g e n e r a l e , ch e h o a vu t o p a r t e , a g g i u n g e n d o u n a fr a s e , a lla q u a l e io n o n h o n u lla a l ' o n o r e d i a v e r e a co lle ga p e r n o ve a n n i n ei co n s i gli d e lla Co - d i r e , e d a n zi a lla q u a l e fa ccio p la u s o , i n t o r n o alla r on a . Qu e s t 'illu s t r e ed osservanza Cr e d o m io d e b i t o d i c h i a r a r e a lla Ca m e r a c h e n e s s u n o g e n e r a l e , io n o n l' h o m a i c o n t r a d d e t t o , n e lla d e ll' e s e r ci t o fo s s e r o m e s s i in a t t ivit à , la s cia n d o c h e la c h i a - a lle o p e r e s u e io m i m a t a d e i vo lo n t a r i ve n i s s e d e t e r m i n a t a d a l M in is t e r o q u a n d o c o m e vo l e va fo r s e fa r e i n t e n d e r e l ' o n o r e v o l e m i a q u a li t à d i m i n i s t r o d e lle a s s o cia i finanze; in t ier a m en t e, q u a n d o egli M e lla n a , p r o p o n e va a l M in is t e r o , a l p r e s i d e n t e d e l Co n s i gli o , a l m i n i s t r o d e l l e finanze, d i a s s u m e r e la gr a vi s s i m a r e s p o n s a b ilit à d i d e cr e t a r e o p e r e cos t o- p a r t e d e lle p r e c e d e n t i As s e m b l e e s i r i c o r d e r a n n o l ' a vr e b b e r e p u t a t o opportun o. Co m e già d is s i, q u e s t ' o r d i n e d e l g i o r n o è u n a p r o va d e i s e n t i m e n t i co n cilia t ivi d e l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Ga r i b a ld i , e d a fa t t o q u e s t i r e n d o p ie n o e la r go o m a g g i o , e d è p e r ciò ch ' io d e s i - d e lle d i - d e r e r e i d i p o t e r m i a cco s t a r e p i e n a m e n t e a lla s u a p r o p o s t a l e s is s im e n e ll' a s s e n za d e l P a r l a m e n t o . Q u e lli ch e h a n n o s cu s s io n i vi vi s s i m e a cu i d i e d e r o concordia d e lla l e g g e , si li m i t a va a c h i e d e r e ch e i q u a d r i lu o go e l e fo r t i fi c a zi o n i d i Ca s a le e le fo r t ifica zio n i d i Al e s s a n d r i a , o r d i n a t e p e r s e m p li c e n o n vi fo s s e r o a ciò d u e o s t a co li g r a vi s s i m i . (Segni di atten- zione) La d i ffe r e n za s o s t a n zia le ch e c o r r e t r a le i d e e e s p r e s s e d a l- d ecr et o r ea le. Mi p e r m e t t a l ' o n o r e v o l e M e lla n a d i fa r g l i o s s e r va r e c h e in q u e i t e m p i v ' e r a , p e r u n m i n i s t r o d e l l e finanze, q u a lc h e m e - l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Ga r ib a ld i e q u e l l e d e l b a r o n e s t a in ci ò , ch e il g e n e r a l e vu o le ch e i q u a d r i R ica s o li d e ll' e s e r ci t o d i vi d e r e la m e r i d i o n a l e s ia n o p o s t i i m m e d i a t a m e n t e in a t t i vi t à , m e n t r e r e s p o n s a b i li t à d e i s u o i a t t i , p e r c h è in q u e i t e m p i il m i n i s t r o il b a r o n e R ica s o li v u o l e ch e s i p r o v v e d a a lla fo r m a zi o n e d e i d e lle finanze e r a c o n d a n n a t o d a u n a vo lo n t a r i in co r p o d ' a r m a t a . r i t o n e ll' a s s o cia r s i a i m i n i s t r o d e lla g u e r r a , p e r d u r a e d o lo r o s a n eces- s it à a v e n i r e a d o gn i p iè s o s p in t o a p r o p o r r e n u o ve t a s s e a l P a r la m en t o, (Ilarità) ch e l' o n o r e vo le M e lla n a c o m b a t t e va s e m p r e . In a l l o r a il p a e s e , a n c o r a n u o vo a lle b e r a l i , a c c o g l i e va co n m o lt a r i p u g n a n z a is t it u zio n i l i - q u e s t e t a s s e , e fa - La d iffe r e n za s t a d u n q u e t u t t a in q u e s t e p o ch e p a r o l e : m ettere in attività i quadri dello stesso esercito. O r a , io d ich ia r o a lt a m e n t e ch e a q u e s t o si o p p o n go n o d u e o r d in i d i d iffico lt à : le p r i m e d iffico lt à le c h i a m e r ò t e c n i c h e ; c e va r i c a d e r e s u l ca p o d e l m i n i s t r o , c h e n e e r a r e s p o n s a b i l e , q u e s t e ve n n e r o i e r i s vo lt e in m o d o m o lt o c h i a r o , m o lt o u n ' i m m e n s a d o s e d ' i m p o p o l a r i t à . E b b e n e , il g e n e r a l e La M a r - vi n c e n t e d a l l ' o n o r e vo l e m io a m ico il g e n e r a l e Cu g i a . m o r a r icu s ò s e m p r e d i s o t t o p o r r e a lla p r oget t i E gli vi h a s p i e ga t o le d iffico lt à ch e s ' i n c o n t r e r e b b e r o n e l r e l a t i vi a l l ' o r d i n a m e n t o d e l l ' e s e r c i t o ; d i e d e in o cca s io n e d e l m e t t e r e in a t t ivit à q u e s t i q u a d r i , gi a cch é io s u p p o n g o , c h e b i la n c i o le p iù a m p i e , le p iù m e t t e r e in a t t ivit à q u e s t i q u a d r i vo g l i a d ir e fa r li fu n zi o n a r e , ce t t ò in q u e s t e d is cu s s io n i tutti i punti Ca m e r a i con - s o d d i s fa ce n t i s p i e g a z i o n i ; a c- d e l b i la n ci o la c o n t r o ve r s i a su r e l a t i vi a l l ' o r d i n a m e n t o d ell'eser cit o; ten n e fa r e ch e in m e zzo a i q u a d r i vi sia a n c h e d e lla b a s s a fo r za , o n d e ve r a m e n t e , n e lla s t r e t t a p a r o l a , s ia n o in a t t ivit à . I o n o n s e m p r e in g r a n co n t o le o s s e r va zi o n i d e lla Ca m e r a e la m a - a g g i u n g e r ò n u lla a q u a n t o d is s e l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o a cu i n i fe s t a zi o n e d e l l e o p in io n i d e l P a r l a m e n t o , m a n o n m a i co n - fa ce va a llu s io n e ; n on d u b it o ch e la Ca m e r a t e r r à co n t o d e lle s e n t ì a s o t t o p o r r e a d essa i d e cr e t i r e l a t i vi a ll' o r ga n i zza zi o n e o s s e r va zio n i d a lu i fa t t e p e r d i m o s t r a r e la s o m m a d iffico lt à , p e r d e l l ' e s e r c i t o , e d in ciò il g e n e r a l e n o n d i r e l' a s s o lu t a im p o s s ib ilit à d e ll' a t t u a zi o n e d i q u e s t ' i d e a . La M a r m o r a a cq u is t ò u n n u o vo t it o lo a lla r i co n o s ce n za d e l p a e s e . Io q u i n d i Ma , s i gn o r i , vi s o n o d iffico lt à d i u n a l t r ' o r d i n e , vi s o n o r e s p i n go n e l m o d o il p iù a s s o lu t o il r im p r o ve r o d ' i n co s t i t u zi o n a li t à . Allo n t a n a t a q u e s t a , ch e d ir ò d iffico lt à d ' o r d i n e p o lit ico . (Segni d'attenzione) E q u i io m i a ffr e t t o a d i r e ch e n o n s o n o d iffico lt à r e l a t i ve q u es t ion e p r e giu d izia le , e s a - a lla p o lit ica i n t e r n a , c h e se n o i n o n c r e d i a m o p o t e r m ettere m i n e r ò la q u e s t i o n e d i m e r i t o , ch e è la q u e s t i o n e ch e o ccu p a in a t t i vi t à i q u a d r i d e ll' e s e r c i t o la Ca m e r a . vi e n e p e r u n o s p ir it o d i d iffid e n za r i s p e t t o a q u e s t o e s e r ci t o . I n p r i n ci p i o d i q u e s t a d is cu s s io n e , d u e o r d in i d e l g i o r n o m er id ion a le, ciò n o n a v- N o , s i gn o r i , lo d ich ia r o a l t a m e n t e , n on è il M in is t e r o c h e fe c e v e n n e r o p r e s e n t a t i : u n o d e l l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o R i ca s o li , e d a p p e llo a l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Bi x i o , a l l ' o n o r e vo l e u n a lt r o d e l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Ga r i b a l d i . M e d ici, a l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e S i r t o r i , q u a n d o a n co r a n on s i N on p a r lo d e gli a lt r i d u e , g i a c c h é q u e l l o d e l l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o R icci e r a u n o r d i n e s o s p e n s i vo , e q u e l l o vo l e d e p u t a t o P a ce c o n t e n e va una d ell'on or e- m a n ife s t a zio n e d i s e n t i- L' o n o r e vo l e d e p u t a t o R ica s o li c h i e d e va c h e la Ca m e r a , a cce t t a n d o il d e c r e t o d e l l ' 11 a p r i l e , e ccit a s s e il M in is t e r o a d a t t u a r lp in m o d o i m m e d i a t o , p r o vve d e n d o e r a n o p r o n u n zi a t i a p e r t a m e n t e s u lle g r a n d i q u e s t io n i p o l i t i ch e , n o n è q u e s t o M in is t e r o c h e , o r a ch ' e s s i h a n n o p r e s t a t o g i u r a m e n t o a Vi t t o r i o E m a n u e l e e d a llo S t a t u t o , a vr e b b e r i s p e t t o a lo r o la m e n o m a s fid u cia . m e n t i , p iù ch e u n a d i ch i a r a zi o n e d i p r i n c i p i o . a lla s o r t e d e l va l o - r o s o e s e r c i t o m e r i d i o n a l e , e d i p iù lo e c c i t a va a d gen er a le a ccr escer e I o d ich ia r o s e n za e s it a zio n e c h e , s e n o n vi fo s s e r o que- s t io n i d i p o lit ica e s t e r n a , n o n ve d r e i n e s s u n i n c o n ve n i e n t e a t e n e r e il g o ve r n o , q u a n d ' a n c h e la ca p i t a le fo s s e p r e s i d i a t a d a u n a d ivis io n e co m a n d a t a d a l l ' o n o r e vo l e g e n e r a l e Bi xi o . — 616 CAMERA DEI DEPUTATI Le difficoltà politiche a cui accenno si riferiscono esclusivamente alla politica estera. Io vi ho detto l'altro giorno che l'esercito dei volontari quale fu ordinato, e bene, dall'onorevole generale Garibaldi, è un esercito il quale ha un carattere esclusivamente di guerra, che non può utilmente essere impiegato in tempo di pace, che non può essere raccolto se non quando si è decisi di fare guerra pronta, direi anzi immediata. Se questa mia asserzione l'altro giorno avesse avuto mestieri di dimostrazione, l'onorevole generale Bixio, nella tornata di ieri, avrebbe sciolto ogni dubbio intorno a questo argomento. Dopo il discorso da lui stato pronunziato ieri in quest'aula, se il Ministero mettesse in attività una divisione, e gliene affidasse il comando, ma, signori, sarebbe questa una vera dichiarazione di guerra. (Sensazione — Bisbiglio a sinistra) Per combattere quest'idea si è detto che anche negli altri paesi si organizzavano dei volontari, e che questi paesi non erano per ciò considerati come minaccianti la pace dei loro vicini : e si è parlato con parole molto convenienti e dall'onorevole generale Garibaldi e dall'onorevole deputato Mellana, dell'istituzione dei volontari inglesi. Ma, o signori, non bisogna lasciare che le parole facciano nascere delle illusioni. L'organizzazione dei volontari inglesi non ha nessuna relazione colla organizzazione dell'esercito meridionale composto di volontari. In Inghilterra vi è l'esercito stanziale composto di volontari, poiché non vi è la coscrizione; ma questi volontari contraggono una ferma, ed una ferma lunghissima. Vi è di più la milizia, che è una specie di guardia nazionale mobile. Questo è un servizio che si presta a seconda dei risultati della sorte; è una specie di leva per la milizia. Finalmente, or sono due anni, quando l'Inghilterra si è creduta minacciata, sorse spontaneamente dalle viscere del paese una nuova istituzione, quella dei volontari. Ma che cosa sono i volontari inglesi ? Sono cittadini che, senza abbandonare le loro case, senza rinunciare alle proprie occupazioni, si radunano in determinati giorni ed in determinati luoghi per esercitarsi al maneggio delle armi. Il Governo ha bensì nominato degli ufficiali per comandare questi volontari ordinati in battaglioni, ma nè gli ufficiali, nè i militi abbandonano le loro occupazioni abituali. Voi vedete fra i comandanti dei volontari dei grandi proprietari, dei banchieri, dei negozianti, che contitinuano a governare le loro proprietà e ad amministrare i propri affari. Finalmente non solo non ricevono paga nè gli ufficiali, nè i volontari, ma non ricevono nemmeno il vestiario. 11 Governo inglese provvede le armi a quelli che non hanno mezzi sufficienti per farne l'acquisto. Vede dunque la Camera quanta differenza passa fra il corpo dei volontari inglesi e quello dell'esercito meridionale. Io mi faccio dunque a dire di bel nuovo che la costituzione di un esercito di volontari sulle basi sulle quali venne formato e deve rimanere l'esercito già meridionale, equivarrebbe, se non ad una dichiarazione di guerra, ad una gravissima provocazione di guerra. Ora, o signori, qui sono costretto ad entrare assolutamente nel campo della politica, ed a chiedere alla Camera se sia opportuno, se sia conveniente di fare un atto che nel paese e fuori, in Eupopa, sia considerato come una provocazione di guerra. Voi conoscete la politica del Ministero; essa venne proclamata nel discorso della Corona, venne esposta in varie occasioni, specialmente in occasione delle interpellanze rispetto a Roma. Tuttavia il Ministero non ebbe forse ancora un'op- •— — SESSIONE DEL 1861 portunità di dichiarare altamente quale sia la sua linea politica. Il Ministero coglie con premura questa circostanza , giacché è bene che ogni equivoco scompaia, che il Parlamento ed il paese sappiano in modo chiaro e netto qual è il nostro sistema. (Segni d'attenzione) Noi abbiamo fatto conoscere e al paese ed all'Europa qual è lo scopo finale della nostra politica ; su questo punto le nostre dichiarazioni sono sempre state chiare e precise, non le abbiamo avvolte di frasi diplomatiche ; abbiamo ripetuto più volte sotto varie forme che ritenevamo la questione italiana non avrebbe avuto scioglimento finché l'indipendenza della Penisola non fosse compiuta, finché le grandi quistioni di Roma e di Venezia non avessero ottenuto una soluzione completa. Ma nello stesso tempo abbiamo dichiarato che la questione di Roma doveva sciogliersi pacificamente, senza porsi in ostilità ed in contrasto colla Francia; noi abbiamo dichiarato apertamente che non consideravamo i soldati francesi a Roma come nemici. (Bene!) Così, rispetto alla Venezia, noi abbiamo detto con parole moderate, ma recise, che lo stato .attuale della Venezia era incompatibile con una pace stabile, ma in pari tempo abbiamo dichiarato che nello stato attuale dell'Europa non ci credevamo in diritto di accendere una guerra europea. In poche parole noi abbiamo dichiarato che rispetto a Roma la nostra politica riposava sull'alleanza francese, e che rispetto alla Venezia si teneva conto dei grandi interessi europei, dei consigli delle potenze amiche, delle potenze che in momenti difficilissimi ci avevano pur dato efficace e proficuo concorso. Ecco la nostra politica. Capisco che se ne possa seguire un'altra, capisco che s possa dichiarare che l'Italia è in uno stato di guerra modificato da una specie di tregua tacita : tregua a Roma, tregua a Venezia ; che quindi, essendo in istatodi guerra, sia non solo opportuno, ma indispensabile il fare tutti i provvedimenti che occorrono per una guerra prossima, immediata. Ecco i due sistemi in presenza. Noi vel diciamo francamente, noi crediamo che la prima politica sia la sola che convenga alla nazione di seguire ; che la prima non è altro che la continuazione di quel sistema politico, che ebbe per risultato di prendere l'Italia il giorno dopo la battaglia di Novara e portarla a riunirsi in un corpo di 22 milioni d'Italiani; che la prima è quella che ci condurrà certamente alla meta, alla quale tutti, senza distinzione di opinioni, aspiriamo del pari. E se voi ponete mente al quadro che vi fece ieri con frasi molto incisive l'onorevole deputato Bixio dell'opinione pubblica europea, poiché a Parigi egli ha potuto giudicare non solo dell'opinione della Francia, ma anche dell'opinione europea, io credo che sarete dell'avviso del Ministero. Non bisogna farsi illusione: io ho gran fiducia nelle risorse della nazione, immensa confidenza nel patriottismo, nel valore degli Italiani ; ma conviene avvertire, o signori, che una scintilla che si accenda nell'Italia può spargere l'incendio sopra tutta l'Europa, e che una condotta imprudente potrebbe mettere a fianco dei nostri naturali avversari anche altre po» tenze, colle quali non siamo, non dobbiamo essere in collisione. Io fui rimproverato certamente da alcuni deputati dell'opposizione, non mi ricordo più in quale circostanza, di non più tener conto dell'alleanza inglese, di essere stato infedele a' miei primi amori (Si ride), di essere passato dall'anglomania quasi all'anglofobia. Quest'accusa è perfettamente ingiusta; nessuno più di me fa estimazione della nazione in- —617— TORNATA DEL 2 0 glese, nessuno più di me tiene a calcolo l'immensa potenza di cui questa nazione dispone, ed è per ciò che io reputo che una politica consigliata dal Governo inglese, massime quando il Governo è nelle mani dei migliori amici d'Italia, di persone, dico, che erano già amiche dell'Italia molto prima che la causa italiana fosse diventata popolare, è tale che merita di essere tenuta in altissima considerazione. Ebbene, che cosa dice l'Inghilterra? Dice precisamente: guai al provocatore! Io sarò contro chi provoca, io gli sarò contro colla mia influenza morale. E qui si badi che, mentre la influenza morale in tempo di pace può tradursi semplicemente in note più o meno gentili, in tempo di guerra l'influenza morale può tradursi in altri argomenti, massime quando, in previsione di questi casi, vi è una numerosa flotta a Malta e un'altra a Corfù. (Sensazione) Io non andrò peregrinando per gli altri paesi d'Europa, nè mi estenderò sulle condizioni della Germania e della Russia; ma vi pregherò di osservare che in quei due paesi l'opinione del Governo è assai incerta nelle sue alleanze, e che dalla condotta della nazione che sarebbe la prima a provocare la guerra potrebbe dipendere molto la risoluzione di entrambi; che quindi una politica, la quale avesse anche solo la possibilità o la probabilità remota di far sorgere una coalizione contro l'Italia, sarebbe una politica assolutamente funesta. Comunque sia : il Ministero professa questa opinione ; se egli è nell'errore, si sottoporrà al giudizio del Parlamento, ma non modificherà la propria convinzione. Vi è, come dissi, un'altra politica, quella che considera i Francesi come nemici a Roma, che ci considera come in istato di guerra effettiva coll'Austria. Ebbene, io vi dico che il volo che sarete per dare in questa controversia deciderà quest'oggi quale di queste due politiche debba avere il sopravvento. Se (Movimento a sinistra) voi dichiarate che bisogna mettere i quadri dell'esercito meridionale in attività... cioè, intendiamoci bene, in attività nel senso di dare degli uomini a questi quadri, dei sott'ufficiali, dei soldati, di formare insomma dei veri corpi; se questo è l'intendimento del generale Garibaldi, io vi dico che voi entrate in una via politica che non è quella del Ministero. Epperciò, quantunque il Ministero sia animato da vero spirito di conciliazione (e parmi che, se voi prendete il complesso dei discorsi che si sono pronunciati dai banchi dell'opposizione e da quello dei ministri, non potrete rivocare in dubbio questa mia dichiarazione), esso non può accettare l'ordine del giorno dell'onorevole generale Garibaldi. Ma io mi credo in debito di dare alla Camera qualche spiegazione sull'ordine del giorno del deputato Ricasoli. Come ho già detto, il Ministero approva l'ordine del giorno del deputato Ricasoli, perchè il deputato Ricasoli approva la formazione dei volontari in corpo d'armata. E qui, siccome il Ministero non era entrato in particolari, è nato qualche dubbio sulla condizione di questi ufficiali, e si è detto: ma questi uffiziali saranno tutti in disponibilità? Il Ministero, lo dirò francamente, nel fare il decreto dell'll aprile si era riservata la facoltà di mantenerne una parte in attività e metterne una parte in disponibilità. Diffatti coll'articolo 13 de! decreto venne detto: « Sulla richiesta dei comandantije divisioni, e nello scopo di assistere ad un corso d'istruzione, potranno gli ufficiali essere chiamati in sedi fisse , che saranno determinate dal nostro minislro della guerra per ogni comando di divisione. » Camera dei Debutati —Discussioni del 1861, 78 APRILE Dunque il Ministero si è riservata la facoltà di chiamare nelle sedi una parte di questi ufficiali, e quelli che saranno nelle sedi saranno in vera attività, avranno così tutti i vantaggi, come tutti gli obblighi dell'attività. Naturalmente l'applicazione di questa parte è una questione di finanza, è un punto sul quale veramente sta alla Camera più specialmente il decidere. Se la Camera si associasse ai sentimenti manifestati ieri dal mio onorevole amico, il deputato Cugia; se la Camera manifestasse il desiderio che sia chiamato alle sedi il maggior numero possibile di ufficiali, per evitare il pericolo cui accennava con molta ragione il deputalo Bixio che, cioè, questi ufficiali, essendo dispersi e tornando alle loro case, smettessero le abitudini militari, perdessero l'amore all'arte loro, oppure nell'ozio contraessero cattive abitudini; se la Camera è in quest'opinione, il Governo molto volontieri darà la più larga applicazione all'articolo 15. Esso farà facoltà di convenire alle sedi a tutti coloro che vogliono recarvisi ; e farà anche il possibile per somministrar loro i mezzi d'istruzione, perchè, se riteniamo che il riunire i soldati alle sedi in tempo di pace abbia inconvenienti, non ve n'è alcuno alla riunione degli ufficiali, anzi hannosi in ciò molti vantaggi, perchè così lo spirito di corpo si mantiene, si fortifica, e l'istruzione progredisce. Lo ripeto a nome del Ministero, se la Camera si associa a questi sentimenti, il Governo è pronto a dichiarare che darà all'articolo 15 la più largaapplicazione, e che farà facoltà a tutti indistintamente gli ufficiali dell'esercito meridionale di riunirsi alle sedi per istruirsi e per esercitarsi nell'arte loro. Mi pare che con questa dichiarazione venga dissipato ogni dubbio. Noi non vogliamo i corpi di volontari in attività, nel rigo-» roso significato della parola; noi non vogliamo un atto, che sarebbe una vera provocazione, perchè non crediamo dover seguire una politica provocatrice. Vogliamo invece mantenere questi quadri, e dare agli uffiziali, che vi saranno ascritti, prova della nostra simpatia, della nostra benevolenza, della riconoscenza della nazione. Noi dobbiamo fornir loro i mezzi di prepararsi a far il loro dovere nel momento opportuno, con quell'ardore che distingue gli ufficiali dei volontari, e con quelle cognizioni che avranno acquistate nelle sedi loro assegnate. Mi pare che con queste dichiarazioni formali, l'ordine dei giorno del deputato Ricasoli sia una proposta pienamente conciliativa, ma che ha pure il gran merito di non lasciar dubbio alcuno sulla questione politica. Vi ho esposto, o signori, quale era la politica del Ministero, e vi ho detto che ve n'era pure un'altra. Naturalmente, poiché seguitiamo la prima, si è che la riteniamo più utile, più conveniente al paese; ma tuttavia diciamo che anche l'altra politica può praticarsi. È molto pericolosa, è irta di difficoìtà di ostacoli, di scogli, ma può essere attuata. Ciò che poi sarebbe fatale, ciò che ci condurrebbe ad una certa rovina, si è se si praticasse un giorno una politica e l'indomani un'altra ; se non si seguisse, rispetto al paese e più ancora rispetto all'Europa, una linea franca, netta, sincera. L'Europa ha diritto, dopo tutto quello che è accaduto, di sapere quello che vogliamo fare. L'Europa non vuole am» bagi, massime l'Inghilterra. L'Inghilterra ci perdonerebbe un atto di pazzia più facilmente, che secredesse che l'abbiamo voluta indurre in errore, Quindi, o signori, noi dobbiamo deciderci nettamente. Se la Camera crede preferibile la politica del Ministero, mi pare che debba accettare l'ordine del giorno del deputato Ricasoli^ s — 618 — D E I D E P U T AT I CAM E R A co n q u e l l e s p i e g a z i o n i c h e h o a v u t o l ' o n o r e d i d a r e m e r a ; s e cr e d e ch e q u e s t a p olit ica d e b b a essere a lla Ca - m o d i fi c a t a , lo d e v e d i c h i a r a r e in m o d o e g u a l m e n t e e s p l i c i t o . Q u a lu n q u e s ia la d e t e r m i n a zi o n e DEL 1 8 6 1 SE SSI ON E Molte voci. N o ! n o ! (Morm orio) B IX IO. Mi p e r m e t t a n o d i s p ie ga r e le m i e id e e , e t r o v e - r a n n o c h e n o n d o fa s t i d i o a d a l c u n o . d e l l a Ca m e r a n o i l a r i - P R E S I D E N TE . N o n è c h e d i a fa s t i d i o ad a lcu n o, m a si s p e t t i a m o . La s c i a n d o i l M i n i s t e r o , c o m b a t t e r e m o q u e l l a p o - è c h e ve r a m e n t e ella n o n i n t e r p r e t a li t i c a c h e n o n è l a n o s t r a , finché m a n i f e s t a z i o n i s e g u i t e n e l l a Ca m e r a a lla fine d e l d i s c o r s o d e l s a r e m o s u q u est i s t a lli; il gio r n o p o i ch e q u e s t a p olit ica si t r a d u r r à in a t t o , n o i co o p e rerem o d elle a ch i d o vr à r egger e lo St a t o n o s t r e f o r z e . (A sinistra: d is cu s s ion i a n t ich e , con tu tta l'en er gia B e n e !) N o n p e n s e r e m o a lle s a r e m o s old a t i ; e c h i n o n p u ò e s s e r lo p e r l' e t à , co a d iu ve r à a q u e s t a p olit ica , c h e o r a ch ia m o t e m e r a r ia , e d a llor a ch ia m e r ò gen er osa . l u n q u e p o i s ia la d e l i b e r a z i o n e com p ia cer ci a lt a m en t e (Bravo ! bravo !) Q u a - d ella di questa Ca m e r a , n oi d o vr e m o d iscu ssion e, p oich é a vr à n e l ve r o lor o m in is t r o d ella g u e r r a . B I X I O. I o s o n o m olt o con t en t o di queste t r i b u n e , n e fo r m ò q u e l giu d izio Molte voci dal centro e dalla destra. Si è in ga n n a t o ce r t a - m en te. B IX IO. Q u a n d o d u n q u e i o d i c e v a c h e l ' a u t o r i t à d e l g e n e r a le Fa n t i n o n vo le va m o t e n e r la co m e in co n t r o ve r t ib ile , i n t e n d e va d ir e c h e il g e n e r a l e F a n t i, co lle m iglio r i a l m e n o d i d i m i n u i r e la d i s t a n z a c h e c i s e p a r a v a , d e l m o n d o , p o t e va p e r ò es s er s i ca s ó d i fa r c o n o s c e r e l'Eu r op a , P a r la m en t o in t en d e (Vivi segni in m o d o s ch ie t t o e p r e cis o a l p a e s e , a l- q u a l è la p o l i t i c a di dare a lla q u a le la m a ggio r a n za d e l u n fr a n co e co m p le t o a p p oggio. approvazione) u ffi c i a l i d e l l ' a r m a t a p er son a le. in ga n n a t o d u r n e c h e e r a , si p u ò d i r e , B I X I O. L e p a r o l e d e l l ' o n o r e v o l e c o n t e D i C a v o u r , c h e r i d i ie r i, r e la t iva - m e n t e a lle d im is s io n i, vo glio n o d a m e u n a s p ie ga zio n e , e d io p r e g o la Ca m e r a d i a c c o g l i e r l a c o n q u e l l a f r a n c h e z z a c o n c u i io la d o . u ffi c i a l e , h o d o v u t o d e - u n a p a t en t e d 'in ca p a cit à co n fe r - Ca m e r a . . . Molte voci da varie parti della Cam era. B IX IO. I o m e n e a p p e l l o a g l i gu a r d a n o q u e lle d a m e d e t t e n ella sed u t a in t e n zio n i n e l giu d ica r e gli m e r id io n a le . I n s o m m a d a l con t est o d e l d iscor so, q u a le s t a n e l r e n d ico n t o m a t a d a lla P K E S I B E S T E . L a p a r o l a è a l d e p u t a t o B i x i o p e r u n fa t t o s p ie ga zio n i. F a t t o si è p e r ò c h e il g e n e r a l e M e d ici, il q u a le si t r o va va n e lle a vu t o p e r e ffe t t o , io s p e r o , s e n o n d i r a vvicin a r ci p i e n a m e n t e , e d in ogn i sen so le No! n o ! at t i p a r la m e n t a r i : io h o d e t t o c h e g l i a p p l a u s i c h e s i f e c e r o a lla fine d e l d i s c o r s o d e l m in ist r o Fa n t i son o r egist r a t i d a lla s t e n o g r a fi a d ella Ca - m era. Io d ir ò p o i ch e co m p r e n d o p e r fe t t a m e n t e e son o a lt a m e n t e r i c o n o s c e n t e a lla m a g g i o r a n z a d e l l a Ca m e r a s e d à d e i s e g n i m a n o n s on o io s olo c h e Noi p os s ia m o e s s e r ci in ga n n a t i; h o p r o ffe r it a la p a r o la . p r e cis a m e n t e l'in t im o Ier i n e a ve va ed o n o r e vo le q u a lch e d u b b io; m a m i o a m ico il g e n e r a l e M e d i c i , a c u i il s i g n o r c o n t e D i Ca v o u r h a fa t t o a l l u s i o n e , e ch e è t r a i n ost r i a m ici e co m p a gn i d'arm e l'u om o ch e s t i- m i a m o d i p i ù e d a c u i ci r i v o l g i a m o p e r c o n s i g l i o , q u a n d o s i t r a t t a d i fa r b e n e l e c o s e , e b b e n e , d i c o , p r e c i s a m e n t e i l g e n e r a l e M e d i c i fu il p i ù c a l d o e i l p i ù d e c i s o , dopo la le t t u r a p er cu i questo v o t o d i s fi d u c i a n o n ca d a s o p r a l ' u ffi c i a l i t à d ell'eser cit o m er id ion a le Moltissim e voci. N o , n on ca d r à m a i ! B I X I O. Ma i o i e r i , p a r l a n d o , h o d o v u t o a c c e n n a r e a q u e s t o fa t t o , e d h o c r e d u t o m i o d e b i t o d i d i r v i i n o r a c o m e s u c cesse q u e ll' in co n ve n ie n t e , e l ' h o d o vu t o s p ie ga r e . Io n o n d ico c h e u n d e p u t a t o si d e b b a d i r i ge r e a lla m a g - g i o r a n z a , p e r c h è q u i n o n ci è n é m a g g i o r a n z a , n é m i n o r a n z a , d el d iscor so d e l m in is t r o F a n t i, a r ip u t a r e im p o s s ib ile , p oco ci è l a C a m e r a . (Bravo ! Benissim o o n o r e v o l e p e r n o i e p o c o d e g n o d e l l a Ca m e r a il v e d e r c i , d o p o s i o n i d i u ffi c i a l i , n o n è m i c a c h e i o n o n s e n t i s s i l ' e s p o s i z i o n e fa t t a d a l m i n i s t r o d e l l a n ien t e a cu i a n d a va m o in co n t r o e d a cu i a ccen n ò l' o n o r e vo le gu er r a , c la s s i fi c a t i n e l m o d o in c u i f u m m o . Ca v o u r , c h e , c i o è , F a r ò u n a s o la o b b i e z i o n e , m e l o p e r m e t t a le n ost r e !) P a r l a n d o d em ission i poi di d em isl'in co n ve - p o r t a va n o co n s é la Ca m e r a , m e q u e l l e d i t u t t a l ' u ffi c i a l i t à d e l c o r p o . E q u e s t o n a t u r a l m e n t e lo p e r m e t t a il g e n e r a l e F a n t i . I o n o n v o g l i o d i r m a l e d e ' s u o i p o r t a va d e gl' in co n ve n ie n t i g r a vi , d a va n t i a c u i io h o p e n s a t o giu d izi, m a a n ch e b e n b e n e : e fr u t t o n e è c h e le d e m is s io n i d i Na p oleon e n o n si t ien g i u d i z i . T u t t i s a n n o c h e n e l l e Mem orie p a r la t o d el ge n e r a le Sa i n t - Cyr con t o d i ce r t i di SanVElena egli h a e d e l ge n e r a le N e y; e p p u r e v e r l a d i r e a l l a Ca m e r a , la t o d i Ma ssen a r i g u a r d o a G e n o va . errore. s e n za vo le r m i m e t t e r e a live llo sera M a , d a l m o m e n t o c h e l a c o s a s t a va c o s ì , h o c r e d u t o d i d o - n on si t ien e q u e l giu d izio c o m e a s s o lu t o ; così è d o ve h a p a r Io posso d ir e d u n q u e, d ' J va n t ' ie r i n o n f u r o n o a n c o r a p r e s e n t a t e . (Bravo ! Bene !) p er ch è n essun o potesse e s s e r e in d i Na p oleon e e d i Massen a, I o c o n t o d e g l i a m i c i m o l t i in q u e s t a Ca m e r a , e n e l l a m a g - m a c o m e d e p u t a t o p o s s o d i r e c h e il g i u d i z i o d e l m i n i s t r o d e l l a gio r a n za , e n e lla s in is t r a , e d a n ch e n ella d e s t r a . P e r e s e m - g u e r r a n o n lo t e n g o c o m e a u t o r i t à p r o v a t a . p i o , io m i o n o r o d e l l ' a m i c i z i a d e l l ' o n o r e v o l e P o e r i o , il q u a l e Or a è s u cces s a q u e s t a co s a , c h e d o p o la le t t u r a d el d is cor s o d el ge n e r a le Fa n t i, com p lesso dopo com e n e fa f e d e f o r s e , m a i n fi n e la p a r t e questa la s t e n o g r a f i a , en tra Pa r im en t i pure n el tutto, il c o l o n n e l l o l e t t u r a , d i c o , la m a g g i o r a n z a d e l l a Ca m e r a h a fa t t o d e i s e gn i d i a p p r o va zi o n e . (Movim enti fa p a r t e d e l l a p e r il diversi e m or- m orio) m a ggio r a n za . i o v e d o s e d e r e a lla destra di questa s e r g l i a m i c o , p e r c h è la d i f f e r e n z a d i o p i n i o n e p o l i t i c a n o n è c a u s a d i i n i m i c i z i a p e r m e . (Bravissim o !) Si è c r e d u t o c h e i o vo l e s s i f a r p r e s s i o n e P B E S i D E N f E . Ac c e r t o l ' o n o r e v o l e g e n e r a l e B i x i o c h e la Ca m e r a h a fa t t o s e g n i d i a p p r o v a z i o n e ai com p lesso d el d i - Ca m e r a M a le n ch in i, e co n t u t t o ciò n o n ces s o d i e s - a lla Ca m e r a p e r fa r l a p r o n u n c i a r e o p e r l ' u n o o p e r l ' a l t r o . O r a , i o d o la m i a p a r o l a d ' o n o r e c h e q u e s t a n o n è s t a t a la m i a i n t e n z i o n e . Io scor so co n t e n e n t e m o lt e m a t e r i e , n o n g i à a d u n a p a r t e p iù h o fa t t o , fo r s e , u n a cos a i r r e g o l a r e , s e co n d o gli u s i p a r l a m e n - ch e a d u n ' a lt r a ; q u in d i n o n p u ò t r a r n e a r g o m e n t o p e r fa r n e t a r i, m a d ich ia r o d i e s s e r e p r on t o a s o t t o m e t t e r m i a q u a lu n - a p p u n t o a lla m a g g i o r a n z a (Segni di assenso al centro ed alla destra) B I X I O . H o d etto p r ecisa m en t e q u e d e c i s i o n e . (Segni di approvazione) I o n o n h o la p r e t e s a c h e s i d e b b a p r e n d e r e la m i a v o c e c o m e c h e fo r s e a p p la u d ì p e r il q u ella d i u n ge n e - r a le . I l m i o n o m e n o n sa r à m a i t r a q u e lli d e i m ilit a r i ch e in - c o m p l e s s o , m a m i p e r m e t t e r a n n o d i c r e d e r e c h e il c o m p l e s s o va d o n o le a s s e m b le e . I o n on son o u o m o d a i n va d e r e le a s s e m - co m p r e n d e la p a r t e . b l e e ; q u a n d o l a g u e r r a s a r à finità, fa r ò i l m a r i n a i o . (Si ride) — 619 — TORNATA DEL 2 0 APRILE Ecco quello che aveva a dire. PRESIDENTE, il generale Garibaldi ha facoltà di p a r l a r e p e r un fatto personale. FANTI, ministro della guerra. Chiedo di p a r l a r e p e r u n fatto personale. PRESIDENTE. Ha facoltà di p a r l a r e . FANTI, ministro della guerra. Sono stato oltremodo spiacente di udire dalla bocca dell'onorevole generale Bixio che il mio antico amico e commilitone, il g e n e r a l e Medici, abbia potuto d a r e u n ' i n t e r p r e t a z i o n e , o almeno abbia sentito un'impressione cattiva da ciò c h e ho detto, perchè io mi sono ben guardato, non solo p e r rispetto ad essi, ma p e r r i g u a r d o alla Camera ed al paese, di usare parole che potessero m e n o m a m e n t e offendere chicchessia. Spero che dopo questa spiegazione il g e n e r a l e Bixio sarà convinto che io, e dal p u n t o politico e dal p u n t o militare, non ho avuto m e n o m a m e n t e intenzione di offendere nè esso, n è alcuno dei suoi. BIXIO. Sono riconoscente al signor ministro della dichiarazione da lui f a t t a : essa e r a u n a necessità p e r n o i , e credo che il signor ministro della g u e r r a r e n d a giustizia all'opinione pubblica, p e r c h è v e r a m e n t e col d i r e : favolose promozioni,si veniva quasi a far s u p p o r r e che fra noi si a m m e t t e s s e r o anche gl'inetti. Molte voci. No ! no ! ( R u m o r i ) PRESIDENTE. Do la parola al d e p u t a t o Garibaldi. diRiBALDi. (Segni di attenzione) P e r ciò che r i g u a r d a i miei compagni d ' a r m e c'è stata u n a discussione così b e n e illustrata dagli onorevoli Casaretto e da tanti altri che c e r t a m e n t e molto poco mi r i m a n e a dire. Nulladimeno mi è di molta soddisfazione il poter p o r g e r e q u i dinanzi alla Camera un'opinione sicura di molti di questi miei commilitoni, che non è dato forse a tutti di conoscere. P e r esempio, io svelerò u n segreto ; n o n so p e r chi sarà s e g r e t o , però è cosa c h e n o n ricordo d'aver manifestato p r i m a d'ora ; oggi forse le circostanze e l'argomento della discussione mi porta a manifestarlo, ed è questo : la mia vita militare, abbenchè giudicata irregolare da molti, ciò nulladim e n o ha qualche successo, qualche fatto che ha occupato i giornali e dato qualche volta m a t e r i a di discorso alle conversazioni. (Si ride) Questi fatti, piuttosto f o r t u n a t i , mi sono p e r la maggior p a r t e stati attribuiti ; ed io il segreto che v o glio manifestarvi oggi è q u e s t o : che la maggior p a r t e dei miei successi io la devo ai miei bravi commilitoni. (Bravo\ Beneì Applausi dalle tribune) Specialmente gli ufficiali s u p e r i o r i ; questi ufficiali che compongono il fiore dell'ufficialità dell'esercito meridionale, sono quelli c h e vi hanno maggiormente contribuito ; p e r c h è , come b e n e ha detto u n o n o revole deputato i e r i , questi non sono ufficiali n u o v i , ma v e t e r a n i , sono gli uomini c h e sono accorsi in ogni p u n t o della Penisola ove si trattasse di c o m b a t t e r e , non solamente p e r la sicurezza della nazione, ma anche p e r l'onore d'Italia. (Bette!) Ecco fatta u n a confessione c h e mi pesava sul cuore ; non ho detto altro c h e u n a v e r i t à ; in questa non v ' è adulazione di sorta ; gli ufficiali generali dell'esercito meridionale n o n h a n n o bisogno di elogi; l'elogio loro lo fa la loro condotta m e d e s i m a , la loro abilità, la loro fredda intrepidezza sui campi di battaglia ; e p e r questo n o n h a n n o bisogno dell'elogio mio n è di nessuno. Questa dichiarazione la credei u n mio dovere ; non voglio i n t r a t t e n e r e m a g g i o r m e n t e la Camera. PRESIDENTE. Il deputato Mellana ha facoltà di p a r l a r e p e r un fatto personale. ( S u s u r r o ) M E i i i j i N A . Si tranquillizzi la Camera, non farò che brevi osservazioni in m e r i t o a d u e fatti. In p r i m o luogo il signor p r e s i d e n t e del Consiglio accagionava chi parla ed i suoi antichi amici della sinistra d'essere stati avversi un giorno alle imposte, a quelle imposte c h e erano necessarie p e r sostenere la g u e r r a . ( R u m o r i al centro) PRESIDENTE. P r e g o la Camera di far silenzio; se si fanno questi r u m o r i è impossibile che si finisca. Tutti hanno il diritto di essere sentiti. * i E i i i i , i * A . Io credo che il p r e s i d e n t e del Consiglio ha e q u i vocato, scambiando i m e m b r i dell'antica sinistra con quelli della destra. Noi che allora facevamo p a r t e della minoranza non abbiamo m a i combattuto le imposte, come imposte, abbiamo combattuto i sistemi delle i m p o s t e ; e r a nostro costume, in occasione d ' u n ' i m p o s t a , d o m a n d a r e una r i f o r m a , e questo e r a debito n o s t r o ; ma noi, ed io specialmente, a b biamo s e m p r e votato le imposte, perchè s e m p r e abbiamo v o tato le spese della g u e r r a . CASARETTO. Anch'io ho votato le imposte. MEEiKiANA. E b a s t e r e b b e a ricordarlo alla m e m o r i a d e l presidente del Consiglio il solo fatto c h e mi rendeva impopolare p e r aver voluto d i f e n d e r e la legge del canone g a bellano. L'altro fatto è che il signor presidente del Consiglio volle far c r e d e r e che io i n g i u s t a m e n t e lo accagionassi c h e , q u a l e ministro delle finanze, egli consigliasse economia al suo col* lega della g u e r r a . Intorno a ciò non ho c h e a r i c h i a m a r e l ' o norevole presidente del Consiglio alia l e t t u r a dell'opuscolo dell'onorevole La Marmora, diretto ai suoi elettori di Biella, Un altro fatto, a m e a t t r i b u i t o , si è quello che io, in q u e sti m o m e n t i , volessi quasi pregiudicare all'organismo dell'ex sercito e della m a r i n a , chiamandolo alla s t r e t t a osservanza costituzionale. Il signor p r e s i d e n t e del Consiglio, ministro della m a r i n a , mi richiamava ai fatti da lui operati p e r confondere insieme le d u e flotte di Napoli e di Sardegna p e r f o r m a r n e la flotta italiana. Ebbene, io gli dico c h e , se a r i g u a r d o dell'esercito di t e r r a si fosse compiuto questo sacro d o v e r e , noi n o n a • v r e m mo alzata la voce, affinchè come il Ministero h a fatto per la m a r i n a di Napoli e della Sardegna, così avesse c o n fuso in un solo l'antico esercito e il nuovo dei volontari. (Vivi applausi dalle gallerie) PRESIDENTE. Io noto al deputato Mellana che non ha detto u n a sola parola pel fatto personale ; voglia d u n q u e limitarsi al fatto personale. (Si ride) MEMJANA. Mi perdoni ; ma il conte Di Cavour ha d e t t o che o r a si domanda p e r questa organizzazione u n a legge, quando invece, in merito all'esercito, si è sempre p r o v v e duto p e r reali decreti ; più vuol f a r c r e d e r e che ciò si ponga innanzi p e r p o r t a r e indugi. P r i m a di f a r e tali accuse, dovrebbe il presidente del Consiglio p e n s a r e che ci e r a facile il provargli che esso è fuori del vero. Abbiamo la legge del 1848 p e r la formazione del corpo dei bersaglieri, abbiamo l'articolo 2 della legge 7 luglio 1851 che dice : « La composizione n u m e r i c a e g r a d u a l e dell'esercito stanziale d'ogni a r m a di servizio sì attivo, che sedentario e di r i serva, come p u r e l'ordinamento dell'amministrazione milit a r e e del corpo sanitario s a r a n n o stabiliti p e r legge. » Abbiamo il progetto di legge presentato nella seduta 15 giugno 1855 dal generale La Marmora. Lo stesso generale La Marmora aveva promesso e quindi fatto p r e p a r a r e lo schema di legge p e r l'accademia militare. CAMERA DEI DEPUTATI SESSIONE DEL 1861 p r e s i d e n t e . Anche questa è una diversa maniera di apprezzare la questione ; ma, ripeto, non è fatto personale. litici, quando gli uomini politici saranno battuti, verrà la vostra volta. !MEI<K<. Io aveva più poco a dire per confutare le a s serzioni del presidente del Consiglio , ma, rispettando l'avviso del nostro onorevole presidente, mi riserverò quando verrà il mio turno. Che mai non fu detto e non fu fatto contro il nostro g o verno, signori ? Fu detto che noi avevamo disordinato tutto, che avevamo sciolto l'amministrazione, che avevamo cacciato d'ufficio tutti gli antichi impiegati per mettervi i nostri amici, e furon suscitate al tempo stesso tutte le passioni volgari a danno nostro e della patria. CRISPI. Dirò brevi parole. Esse varranno anzitutto a dare un'idea delle intenzioni delie quali, a mio avviso, è animato il Governo nella difficile quistione dell'esercito meridionale; varranno quindi a correggere alcuni errori commessi dal ministro della guerra nel rapporto che ci ha letto il 18 di questo mese. Signori, avete ascoltato il presidente del Consiglio, il quale, malgrado l e benevoli sue parole pei generali garibaldini, ha nondimeno accettato le opinioni manifestate ieri dal generale Cugia, e si è in conseguenza pronunziato contro l'ordine del giorno del generale Garibaldi. Or bene, mettiamo la questione sul suo vero terreno. Essa è più politica che militare. E qui per quistione politica io non intendo la politica internazionale, sulla quale abilmente ci ha voluto condurre l'onorevole presidente del Consiglio, ma la politica interna. Non intendo la politica internazionale, perchè esaminando l'ordine del giorno del generale Garibaldi, laddove venisse adottato dalla Camera, e laddove il Ministero a suo tempo ne mettesse in esecuzione i precetti, io non vedrei che potessero questi menomamente ledere l e relazioni del regno italiano cogli altri Stati. L'ordine del giorno pel quale chiedo il vostro voto esprime il desiderio che sia riconosciuta la posizione degli ufficiali dell'esercito meridionale ai termini dei decreti dittatoriali, e che, lasciandosi al Ministero di ordinare la chiamata dei volontari quando lo troverà opportuno, metta in attività i quadri dello stesso esercito in quel modo che giudicherà conveniente. Signori, se ben lo valutate, vedrete che quest'ordine del giorno non obbliga punto il Ministero a fare immediatamente quello che gli s'ingiunge, ma lascia intieramente al suo arbitrio di fare tutto ciò, quando lo reputerà opportuno. Dunque i fantasmi che si vogliono suscitare d'una possibile rottura o coll'Austria o con altra potenza mi sembrano inopportuni, e la Camera potrà benissimo adottare l'ordine del giorno del generale Garibaldi, senza cimentare l e nostre sorti, senza mettere in pericolo lo stato di tregua nella quale siamo, giacché è tregua il tempo in cui viviamo, s i c come ce lo ha confessato lo stesso presidente del Consiglio. La Camera, accettandolo, non darà pretesto perchè le c o n dizioni politiche del nostro paese possano essere turbate. Dopo ciò, posta da parte la questione internazionale, che l'onorevole presidente del Consiglio ha suscitato, p e r m e t t e temi che venga ad esaminare la questione politica interna che io riguardo come la veramente importante e della quale d o vete occuparvi. Signori , le risoluzioni prese, e che il Ministero va a prendere intorno all'esercito meridionale, permettete ch'io lo dica, sono una conseguenza forzata del sistema di riazione tutto proprio di esso Ministero nelle cose dell'Italia meridionale. Sono un complemento della sua politica, ed è impossibile ch'egli si arresti a metà. Egli cominciò sino dal giugno scorso ad osteggiare il Governo dittatoriale e non si cessò dalle pratiche ostili contro il medesimo che dopo averlo distrutto. Ha combattuto poscia l'esercito, contro il quale ha usato lo stesso metodo per venire alle stesse conseguenze. Io m'era accorto di questo piano di battaglia sin dal principio della rivoluzione e mi ricordo d'aver detto più volte agli amici miei che f a cevan parte dell'esercito: oggi si fa la guerra agli uomini po- Le imputazioni che ci venivano fatte erano gratuite. Le amministrazioni non furono sciolte e i dicasteri r e s t a rono come erano sotto l'antico regime ; e quelli stessi della guerra, della marina e degli affari esteri, i quali sembrano di nuova creazione, furono riordinati col personale che a v e vano al 1 8 4 8 e con quello appartenente agli uffici aboliti, il quale pesava sul bilancio dello Stato. Fu detto che noi avevamo distrutti i municipi ed annullate le amministrazioni comunali. Signori, il municipio borbonico disciogliendosi da sè stesso per la fuga de' suoi funzionari, noi abbiamo cominciato a organizzarlo per mezzo dei nostri commissari sin dal 17 maggio, due giorni dopo la battaglia di Calatafimi. Fu detto altresì che la giustizia per parecchi mesi rimase negletta. Nulla di vero in ciò. I tribunali essendo stati chiusi sin dal mese di aprile 1 8 6 0 , due mesi prima che noi e n t r a s simo in P a l e r m o , la giustizia punitiva fu riorganizzata in tutta l'isola il 9 giugno, cioè due giorni dopo lo sgombro di Palermo dalle truppe r e g i e . Fu detto che non ci fu sicurezza pubblica, che il paese dif fidava di n o i , che ci o d i a v a . . . . PRESIDENTE. Pregherei l'onorevole deputato Crispi a venire più direttamente alla questione ; l'ora è tarda, e vi sono ancora altri che debbono parlare. CRISPI. V e r r ò tosto alla questione. La sicurezza pubblica fu subito ristabilita. Ne è prova la statistica, la quale non può sfuggire all'attenzione degli uomini indipendenti. Malgrado i 1 2 mila galeotti r e g a latici dalla beneficenza borbonica, i reati non furono in media che 3 1 S al mese in tutta l'isola, m e n t r e nelle identiche c o n dizioni al 1 8 4 8 erano stati 531 al mese. P e r quanto poi si r i ferisce alla fiducia del paese verso di n o i , basta ricordare che nel Banco dello Stato i depositi volontari! dei privati cittadini il 31 maggio 1 8 6 0 erano di 2 2 milioni e mezzo di franchi, ed, appena inaugurato il nostro governo, invece di diminuire si a c c r e b b e r o . Finalmente fu detto che noi avevamo rovinato l'erario. Ma il fatto fu che, malgrado l'abolizione del dazio sul macino, del quale non avrò mai a pentirmi, malgrado l e immense spese d'un materiale da guerra che dovemmo c r e a r e , m a l grado la compra di 12 vapori ed il mantenimento di 3 0 mila uomini, malgrado il denaro involatoci dal commissario b o r bonico, il generale Lanza, la rivoluzione, questa scioperatrice, che non pagava nè dittatore nè prodittatori nè ministri uè governatori, e che aveva trovato in cassa 112 mila ducati, vi lasciava per oltre un milione. Tutto questo fu detto contro il nostro governo. Quello che fu fatto, non ho d'uopo dirvelo; voi d'altronde il sapete, ed il ripeterlo non varrebbe che a dividere sempre più gli animi, or che la concordia è tanto necessaria. Lo stesso metodo, siccome io ve l'ho annunziato in p r i n c i pio, si è adottato per combattere l'esercito meridionale. Il ministro Fanti vi espose le r a g i o n i , p e r c h è egli non può e non vuole parificarlo all'esercito regolare. E dopo i discorsi dei deputati Casaretto, Bixio e Mellana, che risposero vittoriosamente al rapporto scritto del ministro, il generale Cugia, fa- — 62i - TORNATA DEL 20 APRILE cendosene interprete, ha insistitoper l'osservanza del decreto dell'I! aprile. Egli ha ragione; il Governo dovrà essere conseguente a sè stesso, dovrà trattare il militare siccome ha trattato il civile. Posto che sono queste le intenzioni del Governo, veniamo ora agli appunti che ancora restano a farsi al ministro della guerra. Il ministro della guerra ci disse che il Consiglio dei ministri, nel novembre scorso, aveva dichiarato inammessibile il progetto di ricomposizione dell'esercito dei volontari, stato a lui presentato. In quel progetto, ei dice, si chiedeva che gli ufficiali appartenenti all'esercito meridionale fossero riconosciuti come quelli dell'esercito regolare; e che, in caso di scioglimento dei corpi, i detti ufficiali avessero facoltà di passare nell'esercito regolare. Il generale Fanti ha raccontato la storia a metà, ed io vado a completarla. Quando, il 29 ottobre 1860, il dittatore deponeva il potere nelle mani del Re, mandava un progetto al quartiere generale di S. M., nel quale non si chiedevano, per l'esercito meridionale, che le condizioni state fatte a quello dell'Emilia. La risposta venutane dal quartier generale sapete qual fu? Che il Governo non poteva occuparsene, pel momento, perchè non aveva preso legale possesso dell'autorità sovrana ; ma che, subito dopo l'accettazione del plebiscite, avrebbe disposto in modo che il generale Garibaldi ne sarebbe rimasto completamente soddisfatto. Se il Governo mantenne la promessa, voi lo sapete meglio di me. Noi siamo qui a discutere quel che si debba fare e quel che importi fare per questo esercito, e, dopo due giorni, non ci siam messi ancora d'accordo. 10 sono soddisfatto, anche per parte degli amici miei politici, delle dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri, e molto più di quelle del ministro della guerra, intorno al senso che naturalmente si era dato alle parole che concernevano gli uffiziali generali. Comunque dal rapporto risultasse che tutt'altra fosse l'intenzione del Governo, pure le dichiarazioni testé fatte in quest'aula, e gli applausi coi quali furono accolte negli opposti banchi della Camera, debbono aver appagato gli animi di quei valorosi. Tuttavia il ministro della guerra non se la prenderà a male, se, riandando le note da lui dateci intorno alle promozioni militari fattesi durante la rivoluzione francese, io gli mostri che non ci sono tutte quelle differenze che egli volle trovarvi, quando venne a paragonarle a quelle dell'esercito garibaldino. Non parlerò che degli stessi ufficiali da lui nominati, per provargli che io sia nel vero. Egli ci parlava di Moreau, di Hoche e di Bernadotte. Costoro, comunque avessero incominciata la loro carriera alcun tempo prima della rivoluzione, è certo che le loro promozioni non avvennero che in due o tre anni. Ebbene, se noi venghiamo agli ufficiali dell'esercito garibaldino ed esaminiamo la loro carriera dal giorno in cui cominciarono a servire la patria, troveremo che molti di essi figurarono nelle battaglie del 18^8, ed in conseguenza non havvi nulla di straordinario se al 1860 siano stati promossi a generali. 11ministro della guerra ci parlò delle misure da lui prese per l'esercito borbonico. Egli disse non aver ammessi nell'esercito nazionale che soli sei dei sessanta generali i quali avea trovato nei quadri. L'onorevole ministro pare che ne abbia dimenticato qualcuno. Leggendo la gazzetta ufficiale io trovo che il numero è mag- giore. Egli ha scordato niente meno che il signor Marra ed il signor Barbalunga. Forse lo fece per quella stessa delicatezza colla quale esitava a nominare il duca di Mignano col suo nome storico di Nunziante. La storia dei signori Marra e Barbalunga non è delle più splendide. Barbalunga fu indicato come il successore di Maniscalco in Sicilia; e Marra fu quell'individuo che in Calabria abbandonò al momento del pericolo le truppe ch'ei comandava, e se ne corse a Napoli ; cosicché il generale Pianelli dovette metterlo sotto giudizio, non perchè il suo subordinato avesse amato la libertà, ma perchè non aveva fatto il suo dovere di soldato. Del duca di Mignano non dispiacerà alla Camera che io ricordi lui essere stato l'autore di quel celebre ordine del giorno del 22 dicembre 1856, nel quale, in conseguenza dell'attentato dell'8 di quel mese, disponeva che i camerata di Agesilao Milano fosseropuniti per non aver voluto fare la spia contro di lui. Questo signor duca di Mignano il ministro della guerra ce lo ha messo al Comitato di fanteria, e se ne vale per avere schiarimenti sugli uffiziali napolitani che dimandano di essere ammessi nell'esercito. (Segni di diniego al banco dei ministri) Il signor ministro nella sua relazione ha detto che il duca di Mignano è nel Comitato per dare il suo parere sugli ufficiali borbonici, i quali chiedono essere ammessi nel nostro esercito. FASTI, ministro per la guerra. No! no ! c r i s f s . (Leggendo il rapporto del ministro) Sta così nel rapporto, ed è naturale. Il duca di Mignano deve fare il suo mestiere, ma non lo può fare così degnamente, come si dovrebbe, in un Governo costituzionale. E qui conchiudo, o signori. L'operato del .Governo, bisogna ripeterlo, eia sua insistenza a non voler accettare l'ordine del giorno del generale Garibaldi provano abbastanza ch'esso non vuole arrestarsi nell'attuazione dei progetti ostili, nei quali persiste da un anno in qua. Noi vogliamo concordia e conciliazione; ma queste son parole, o signori, e ei vogliono fatti. Facciamola questa concordia, questa conciliazione ; l'ordine del giorno del generale Garibaldi ve ne dà l'occasione. Se voi lo respingete, date argomento a credere che rifiutate quella conciliazione che tutti sospiriamo. Rifletteteci ! La politica del Ministero contro il Governo rivoluzionario del mezzogiorno d'Italia ha gettato quelle provincie in un'agitazione continua. La sconoscenza dei diritti dell'esercito garibaldino potrà far sorgere delle più funeste conseguenze. Rifletteteci e decidete. precideste. La parola è al deputato Ugdulena. (Mormorio) ««ociiESiA. Parrà forse sconvenevole ch'io voglia intromettermi in mezzo allo strepito delle armi ; e forse la mia voce suonerebbe più a proposito se questa discussione dovesse condurci ad un risultato di concordia. Ma si verrà a concordia veramente? Io lo sperai un momento, o signori, nella tornata dell'altro ieri, non ostante la tempesta che incidentemente si sollevò; nella discussione di ieri incominciai a dubitarne, adesso ne dispero quasi del tutto. (Rumori al centro) Perchè parrai, o signori, che la concordia è impossibile quando si pretende che le concessioni si facciano tutte da un lato, e dall'altro si sta sempre sulle pretese. Il generale Garibaldi ha presentato un ordine del giorno, sul quale io intendo parlare. Ma cotesto ordine del giorno, uopo è dirlo apertamente, osignori, non viene propriamente da lui ; non è uno de' suoi più intimi amici politici quello che l'ha scritto; egli appartiene ad un'altra sezione della Ca- —622 CAMERA DEI DEPUTATI mera, ed è per amore di concordia, per concessione, che il generale Garibaldi lo accetta e lo presenta in suo nome, sperando che dal Ministero e dall'altro lato della Camera sia parimenti accettato. Io ho inteso dire, nondimanco, prima che ci riunissimo nella tornata d'oggi, che il Ministero forse non l'avrebbe accettato; e domandava a me stesso quale poteva essere la cagione per la quale non si volesse scendere neppure a questa concessione; diceva fra me medesimo: sarebbe forse una cagione politica? L'ostinazione del Ministero non può venire altro che da una ragione politica. Ed avevo indovinato, o signori; perocché, appunto oggi, l'onorevole presidente del Consiglio è venuto a dirvelo, che egli non può, coi suoi colleglli, accettare quell'ordine del giorno per una ragione tutta politica. Ma io credo, per contrario, che dal Ministero possa, senza alcun suo sconcio, essere accolto. Io non veggo perchè debba ostinarsi a rifiutarlo, dopo tutti gli schiarimenti dati, dopo tutto quello che da un lato e dall'altro della Camera se n'è detto. Ciò che pareva potesse esservi di offensivonelle parole della relazione fatta dal signor ministro della guerra pare che sia stato intieramente chiarito. Nè io potevo veramente persuadermi come egli venisse a parlarci delle esorbitanze di favolose promozioni, laddove si trattava di antichi militari, di veterani della libertà, i quali, come gli egregi generali Tiirr, Bixio, Medici, Sirtori, avevano combattuto gloriosamente le battaglie della libertà in Ungheria, a Roma, a Yenezia; non poteva persuadermi come egli parlasse di favolose promozioni, quando alcuni di questi generali dell'esercito del dittatore Garibaldi avevano percorsa una carriera militare propriamente detta, venivano dall'accademia della Nunziatella di Napoli, ed, entrati prima ufficiali nell'esercito dell'antico re di Napoli, avevano abbandonate quelle file insin dal 1848, per combattere le battaglie della libertà e della patria. Due di loro, Orsini e Longo, erano allora venuti a pugnare contro la tirannide borbonica in Sicilia ; mentre il Cosenz teneva dietro a quell'uomo di eterna ricordanza, che fu il generale Guglielmo Pepe; e, sostenuta con lui l'estremalotta dell'indipendenza italiana in Venezia, rimaneva fra noi, erede del patriottismo e del valor militare di quell'illustre comandante. Egli e Vincenzo Orsini continuavano le loro campagne anche dopo il 1849; e se il Longo non potè accompagnarsi con loro, egli è a tutti notissimo come, fatto prigioniero nella spedizione delle Calabrie, dovea scontare il suo grande amore per la patria e per la libertà con dodici anni di martirio nei ferri'; ed io credo che per un militare che combattè sotto la bandiera della libertà, dodici anni di martirio debbano contarsi per una carriera non men gloriosa che quella delle battaglie combattute sul campo. Ma, poiché questo punto è stato sufficientemente chiarito, io non mi ci tratterrò più oltre. Di quadri militari e di cifre non verrò a parlarvi ; non me ne intendo. Ma potrei rispondere al ministro con una sola parola : fate dell'esercito dell'Italia meridionale quello che avete fatto per l'esercito dell'Emilia; e se ci sono ostacoli, tocca a voi a rimediarvi, perchè forse voi li avete creati. Entrerò dunque nella questione politica, lasciando da parte la militare. L'onorevole presidente del Consiglio vi diceva : no, non è questione di politica interna ; perchè il Governo non ha che temere di una divisione di volontari la quale stia anche a Torino comandata dal generale Bixio. SESSIONE DEL 1861 Ma non istà qui la questione politica, mi permetta l'onorevole presidente ch'io glielo dica, non istà qui la questione della politica interna. Ella si rannoda a tutto il sistema che ha tenuto l'attuale Ministero nell'amministrazione interna del paese. Permettetemi, io sarò brevissimo. Non farò la storia della rivoluzione, per la quale l'Italia è stata fatta, nè delle battaglie, dei fatti d'arme gloriosi combattuti dall'esercito meridionale; gitterò solo su questa storia uno sguardo rapido e comprensivo (O/i! oh\) Non è una storia quella ch'io intendo fare, o signori, è una semplicissima considerazione. Noi vegniamo da una rivoluzione che ha creato l'Italia; noi stessi, deputati del popolo, rappresentiamo qui una rivoluzione; una rivoluzione rappresenta il Ministero, una rivoluzione rappresenta il Re stesso; poiché Vittorio Emanuele, anzi il suo augusto genitore, si sono messi a capo del movimento italiano, cioè della rivoluzione che doveva liberare l'Italia, e Carlo Alberto, per rimanere fedele ai principii della rivoluzione che aveva adottati, si contentò di scendere anco dal trono e finire la sua vita nell'esilio. Ma vi è qualche cosa, o signori, che rappresenta più da vicino la rivoluzione; qualche cosa nella quale l'elemento rivoluzionario si fa sentire anche più vivo, ed è, si può dire, come naturalmente incarnato. E cotesta cosa, o signori, è il popolo, son gli uomini ch'escono dalle file del popolo, gli uomini presti a correre alle armi, ancoraché non appartengano all'esercito regolare, ogni qualvolta un periglio minaccia il paese, ogni qualvolta devono combattersi le battaglie della patria. Vi è qualche cosa che rappresenta più da vicino la rivoluzione, e sono quei volontari che combattevano a Como, a Varese e in tutta la campagna del 1859. L'elemento rivoluzionario che si manifestò allora sotto quella forma, cessata quella campagna, e libera non solo l'Italia settentrionale, ma ancora la centrale, nella quale esso aveva avuto ben poco a fare,., perchè, permettete che io il dica, fu una rivoluzione piuttosto morale che altro quella che si fece in Lombardia e nell'Italia centrale ; la Lombardia fu conquistata piuttosto in giusta guerra; e il resto dell'Italia centrale non può dirsi che abbia fatto una rivoluzione propriamente detta. Perocché, appena ritiratesi da quel paese le baionette austriache, duchi e granduchi e legati del Papa dovettero sparire dinanzi alla forza della pubblica opinione, e non fu mestieri pur di ricorrere all'armi, anzi bastò talvolta un semplice foglio che avvertiva un ministro come la sua persona si trovasse in pericolo, perchè egli abbandonasse incontanente il suo posto. Ivi dunque l'elemento rivoluzionario ebbe ben poco a fare. Ma suonava intanto l'ora della rivoluzione di Sicilia e di Napoli nel 1860, e quell'elemento dal continente si riversava nell'isola; nell'isola, dove i germi della rivoluzione erano più grandi assai, più estesi, più profondi, perchè colà la riscossa e la liberazione non potevano aver luogosenza una rivoluzione propriamente detta, senza una rivoluzione che scuotesse quasi dalle fondamenta la società, per rovesciare il governo che l'avviluppava da tutti i lati con le sue forze, e la teneva compressa sotto la sua mano di ferro. Colà la rivoluzione si ingrandì e divenne gigante; colà ella prese forme regolari, e si organizzò in guisa che i governi, i quali quivi sedettero,ìion poterono esser altro che governi rivoluzionari ed una viva espressione degli elementi dei quali la società nel mezzodì era composta. Cotale era l'origine e la natura di quei governi, e, insieme con essi, dell'esercito dei volontari, che quivi si formava sotto il general Garibaldi ; dell'esercito, come piacque — 625 — T ORNAT A DEL 2 0 APRI LE ch ia m a r lo , m e r id io n a le . L' e r a la r ivo lu zio n e o r ga n izza t a in e s e r cit o , ch e p r e s e a llo r a q u e lle fo r m e m ilit a r i. Gosì, o s i gn o r i , p a r m i d i a ve r vi d im o s t r a t o ch e l' e s e r cit o m e r id io n a le zi o n a r i ; p e r ciò fo r s e in q u e s t o m o m e n t o ch e io vi p a r lo (Con voce concitata e com m ossa), in a lcu n a d i q u e lle cit t à s co r r e n on è a lt r o ch e la r ivo lu zio n e . E d a q u e s t a s it u a zio n e a p p u n t o io cr e d o ch e n a s ca n o le a p p r e n s io n i d el M in is t e r o , d a Se il go ve r n o fosse s t a t o lì u n go ve r n o d i r ivo lu zio n e , se a ve s s e m essa a p r ofit t o l' o p e r a d e gli u o m in i d ella r ivo lu zio n e , se a ve s s e lo r o a ffid a t a la p r o t e zio n e d el p a e s e e d e lla p u b - ciò la d iffico lt à a r ico n o s ce r e e r i c o m p o r r e q u e ll' e s e r ci t o , d a ciò la fa cilit à e la p r o n t e zza a d is cio glie r lo , n on o s t a n t e le p r o m e s s e ch e s ' e r a n o fa t t e a n o m e d el R e d i d o ve r lo c o n s e r v a r e ; d a ciò le m is u r e os t ili ch e co n t r o d i esso e d e ' s u o i u fficiali si son p r e s e , e ch e or si vo r r e b b e r o d is s im u la r e . Q u e ll' e s e r cit o r a p p r e s e n t a va u n p r in cip io ch e a lla p o lit ica s e gu it a in sin o ad or a d a ll' a t t u a le Ga b in e t t o n e ll' a m m i n i s t r a zio n e d el p a e s e e r a co n t r a r io . P e r o cch é , a m io a vvis o , co t es t a p o lit ica , q u a l essa si m a n ife s t a in t u t t i gli a t t i go ve r n a t ivi, è ce r t a m e n t e a n t ir ivo lu zio n a r ia e co n s e r va t r ice . E n e lle P r o vin cie m e r id io n a li, vo i l' a ve t e p a r e cch ie vo lt e in t e s o , a l Go ve r n o d i là , ch e r i ce ve le s u e n o r m e d al M in is t e r o c e n t r a le , è s t a t o d a t o , p e r ciò , il t it o lo d i Go ve r n o d i r e a zio n e . Q u e s t ' e s p r e s s io n e n on s a r à fo r s e p r o p r ia , q u e l Go ve r n o fo r s e in r e a lt à n on è t a l e ; m a , n on a ve n d o s im p a t izza t o c o gli e le m e n t i ch e co s t it u is co n o la cla s s e ve r a m e n t e lib e r a le d e l p a e s e , il Go ve r n o d o ve a p e r n e ce s s it à p a r e r e u n Go ve r n o d i r e a zio n e . Or io d ico , q u i n e lle p r o vin cie a n t ich e , in q u e lle d e ll' I t a lia ce n t r a le , d o ve l' e le m e n t o p r o p r ia m e n t e d e t t o r ivo lu zio n a r io è fo r s e in m in o r a n za , la p o lit ica d e ll' a t t u a le Min ist er o n on p a r r à p o lit ica d i r e a zi o n e , s u s cit e r à fo r s e d ei m a lco n t e n t i, s a r à d a t a lu n o b ia s im a t a , m a la m a ggio r a n za s a r à p e r e s s a . Ma lì, n e lle p r o vin cie m e r id io n a li, la cosa va p u r e a lt r im e n t i. Lì , d o ve l' e le m e n t o r ivo lu zio n a r io p r e va le e co s t it u is ce la m a ggio r a n za d el p a e s e , u n Go ve r n o d i q u e lla fa t t a , n on d ico ch e s ia , m a d e ve p a r e r e r e a zio n a r io . P o s t e a d u n q u e q u e s t e co n s id e r a zio n i in t o r n o a lle co n d izion i a t t u a li d ' I t a lia , s o p r a t t u t t o n el m e zzo d ì, e d a l l e m a s s im e ch e h a n n o r e go la t a fin q u i la co n d o t t a d el M in is t e r o , vo i v e d e t e , o s ign o r i, ch ' e lla è u n a q u e s t io n e d i p o lit ica in t e r n a la r ico s t it u zio n e d e ll' e s e r cit o m e r id io n a le e il r ico n o s cim e n t o d ei gr a d i d e ' s u o i u ffizia li. Ed a q u e s t a q u e s t io n e il p r e s i d e n t e d el Co n s iglio a vr e b b e d o vu t o r i fe r i r s i , e gli a vr e b b e d o vu t o d i r c i : n on p osso a cce t t a r e la r ico s t it u zio n e d i q u e l l ' e s e r cit o , p e r ch è ciò s a r e b b e lo st esso ch e im m e d e s im a r ci co lla r ivo lu zio n e , r ica d e r e in b r a ccio a lla r ivo lu zio n e , r ico n o s ce r e q u e llo ch e vie n e d a lla r ivo lu zio n e , o ch e è la r ivo lu zio n e m e d es im a sot t o fo r m e r e go la r i . Ch e s ' e gli fos s e fr a n ca m e n t e ve n u t o s o p r a q u e s t o t e r r e n o , io gli a vr e i d e t t o : e p p u r e co t e s t o è q u e llo ch e vo i d o ve t e fa r e . Ge t t a t e vi in b r a ccio a lla r i vo lu zi o n e , s t r i n ge t e la m a n o a gli u o m in i d e lla r ivo lu zio n e , r ico n o s ce t e t u t t o q u e llo ch e la r ivo lu zio n e h a p r o d o t t o , co m e n e a ve t e a cce t t a t i i fr u t t i. Così vo i go ve r n e r e t e p iù a ge vo lm e n t e il p a e s e , e s a r à p os t o u n a vo lt a fine ai d issid i ch e la ce r a n o le vis ce r e d e lla p a t r ia . P e r ch è , o s ign o r i, n on c' illu d ia m o , in q u a n t o a ll' I t a lia m e r id io n a le , la è q u e s t io n e d i vit a . In Sicilia n o n c' è a lt r o c o n flitto ch e d i d u e p a r t it i, a m e n d u e lib e r a li : l' u n o d e l Go ve r n o , l' a lt r o d e lla r ivo lu zio n e ch e , s e co n d o m e , è la m a ggio r a n za d el p a e s e . Ma n e lle p r o vin cie n a p o le t a n e vi h a n n o p a r t it i d i r e a zio n e , p a r t it i d i p r e t e n d e n t i n u o vi e ve cch i, ch e t r a va glia n o il p a e s e ; e co m e vo le t e ch e gli e le m e n t i m iglio r i p r e va lga n o a lla r e a zio n e , se p e r la p o lit ica d el Go ve r n o essi son d ivis i fr a lo r o , e la p a r t e m iglio r e e p iù lib e r a è fo r s e o s t e ggia t a e co m b a t t u t a ? P e r ciò q u ivi la r e a zio n e a lza m in a ccio s o il ca p o ; p e r ciò q u ivi si ve ggo n o s o r ge r e a g r a ve s ca p it o d e lla ca u s a d e ll' u n it à e in d ip e n d e n za it a lia n a go ve r n i m u n icip a li e r e a - il s a n gu e d e i n o s t r i fr a t e lli p e r m a n o d ei r e a zio n a r i ! b lica s icu r e zza , a llo r a , e s s e n d o s t r e t t a m e n t e co m p a t t i in u n m e d e s im o co r p o t u t t i gli e le m e n t i d ella lib e r t à , oh ! a llo r a la r e a z i o n e , il p a r t it o b o r b o n ico n on a vr e b b e osa t o d i r i a l za r e il ca p o ; o h ! a llo r a ( Co n ca lo r e ) q u e l s a n gu e it a lia n o n o n s a r e b b e s t a t o s p a r s o p e r m a n o d i fr a t e lli d e ge n e r i ; q u e lle a t r o cit à , ch e p u r t r o p p o h a n n o a vu t o lu o go , n on s a r e b b e r o s t a t e co m m e s s e . Mi p e r d o n i il M in is t e r o : se h o p a r la t o n e ll' e s p a n s io n e d e l m io cu o r e con t a n t o ca lo r e , n on è st a t o m ica p e r is p ir it o d i o p p o s izio n e s is t e m a t ica , n è p e r co m b a t t e r lo d a n e m ico . Tu t t i co n o s co n o l' in d o le e il ca r a t t e r e d e ll' a n im o m io , e s p e r o vo r r a n n o fa r m i giu s t izia , ch e con t u t t a la ve e m e n za d e lla d e c l a m a zio n e e la fo ga d e ll' a ffe t t o io n on vo r r e i ve n i r e ad a lt r o ch e a lla co n cilia zio n e e a lla co n co r d ia . 10 d ir ò d u n q u e al Go ve r n o : e n t r a t e , p el r e ggi m e n t o in t e r n o d el p a e s e , e n t r a t e in u n ' a lt r a p o lit ica , in u n a p o lit ica fr a n ca m e n t e e le a lm e n t e r i vo lu zi o n a r i a ; n on d iffid a t e d ella r i v o l u zio n e ch e h a cr e a t o l' I t a lia , a b b a n d o n a t e vi a gli e le m e n t i ch e h a n n o co s t it u it o il p a e s e . I m p e r o cch é , o s i gn o r i , o lt r e a lle m a ggio r a n ze ch e s o s t e n go n o n e lle a s s e m b le e p a r la m e n t a r i i g o ve r n i , b is o gn a ch e gli u o m in i d i St a t o a b b ia n o l' o cch io a n co r a a l p a e s e , b is o gn a ch e p r e n d a n o in e s a m e d i q u a li e le m e n t i con s t a il p a e s e , q u a li son o le fo r ze ch e s o s t e n go n o il Go ve r n o , q u a li son o q u e lle ch e lo a vve r s a n o ; p e r ch e n on a b b ia n o u n gio r n o a s e n t ir s i r ip e t e r e il r i m p r o ve r o , ch e u n gr a n d e u o m o d i St a t o d e ll' I n gh i lt e r r a , R o b e r t P e e l , vo lge va al m in is t r o Gu izot già ca d u t o , e ch e n e lla s u a ca d u t a a ve a t r a s cin a t o s e co la m o n a r ch ia d i Lu glio . Io n on d ir ò q u i a p e r t a m e n t e q u a l fos s e co t e s t o r i m p r o ve r o . E n t r a t e d u n q u e ( V o l t o ai m inistri), p e r q u e s t a p a r t e ch e r igu a r d a l' a m m in is t r a zio n e d e llo St a t o , in u n ' a lt r a p o l i t i c a ; e , p r im o s e gn o d e l vo s t r o ca m b ia m e n t o , sia la q u e s t io n e d e ll' e s e r cit o m e r i d i o n a le , sia la r ico gn izio n e d e i gr a d i ch e gli u fficia li h a n n o a vu t o in q u e ll' e s e r c i t o , t e n u t o co n t o d el r i s u lt a t o d e lla Co m m is s io n e d i s cr u t in io , e m e t t e n d o in a t t ivit à q u a d r i, s icco m e vi è d e t t o n e ll' o r d in e d e l gio r n o d a l ge n e r a le Ga r ib a ld i. i pr oposto A q u e l m o d o vo i a vr e t e a s s icu r a t o la fo r za d el Go ve r n o d e n t r o il p a e s e , p e r ch è il p a e s e co m p r e n d e r à da q u e ll' a t t o ch e vo i s ie t e e n t r a t i fr a n ca m e n t e n e lla r i vo lu zi o n e . Così i d issid i s a r a n n o t o lt i, così o gn i d u a lis m o s a r à s p a r it o . Io r ip et o co t e s t o vo ca b o lo u s a t o l' a lt r o d ì in p r o p o s it o d e lla q u i s t io n e ch e t r a t t ia m o d a ll' o n o r e vo le R ica s o li, cot es t o vo ca b o lo ch e il ge n e r a le Ga r ib a ld i r e s p in ge va , in q u a n t o cr e d e va ch e p o t e s s e r ife r ir s i p e r s o n a lm e n t e a lu i. E ve r a m e n t e n on p o t e va co m p r e n d e r s i co m e si p ot esse fa r ca p o d 'u n a d e lle p a r t i d i co t e s t o d u a lis m o ch e d ivid e l' I t a lia , co m e s ' e gli vo le s s e , a s cie n t e , t e n e r l' I t a lia d ivis a , l' u o m o la cu i a b n e ga zio n e è p r o ve r b i a le , il cu i d is in t e r e s s e p e r s o n a le io ve d e va l' a lt r o d ì ce le b r a t o fino n e lle co lo n n e d el Monitore dell'im pero francese. 11 ge n e r a le Ga r ib a ld i a ve va b e n r a gio n e d i r e s p in ge r e c o le s t a p a r o la , p e r q u a n t o p o t e s s e r igu a r d a r e la su a p e r s o n a ; m a , s ign o r i, p e r m e t t e t e m i , e m e lo p e r m e t t a a n ch e il g e n e r a le Ga r ib a ld i, ch e io d i c a : u n u o m o p u ò a n co r a , sen za su a s a p u t a e sen za ch ' e gli il vo gli a , d ive n ir ca p o d 'u n p a r t it o ; p u ò a n co r a il su o n o m e e s s e r e u sa t o co m e l' e s p r e s s io n e d i u n ' id e a e il s im b o lo d i u n ' o p in io n e p o lit ica , P e r o cch é t a le è -624 — CAMERA DEI DEPUTATI la condizione del g e n e r e u m a n o , che le idee complesse, che le grandi divisioni dell'umanità, i grandi fatti c h e in seno all'umanità si svolgono, si vogliono personificare in u n nome e r a p p r e s e n t a r e sotto il simbolo di una p e r s o n a ; ed il g e n e rale Garibaldi, senza forse saperlo, r a p p r e s e n t a u n a di q u e ste idee in Italia, r a p p r e s e n t a (lasciate che io usi l'espressione, non so se sarà esatta, se risponderà precisamente al concetto della mia m e n t e , ma voi p u r e i n t e n d e r e t e quel ch'io voglio dire), il generale Garibaldi r a p p r e s e n t a quel p a r t i t o che si p u ò chiamare della monarchia rivoluzionaria in Italia: perchè a r a p p r e s e n t a r questo partito n o n poteva trovarsi nome più acconcio che quello dell'uomo del popolo, d e l l'uomo che ha combattuto alla testa del popolo le b a t t a g l i e della p a t r i a , dell'uomo della rivoluzione, che ad un tempo è il più franco ed il più leale amico del Re Vittorio Emanuele. Questo dualismo che esiste forse, anzi p u r troppo, t r a p e r la natura medesima dell'umana società e le condizioni p e c u liari d'Italia, e la politica tenuta insino ad ora dal Ministero, sta al Ministero di m e n o m a r l o , e , forse anche, di farlt) c e s sare del t u t t o , quando esso vorrà e n t r a r f r a n c a m e n t e nella via della rivoluzione, quando vorrà s t r i g n e r e la mano agli uomini della rivoluzione, ed accettar la rivoluzione con t u t t e le sue conseguenze. Ed io spero, o desidero almeno, c h e esso incominci questa politica di riconciliazione dalla ricognizione dell'esercito meridionale. E ciò quanto alla politica i n t e r n a . Passerò ora alla politica estera. (Segni di impazienza) Sarò brevissimo, p e r n o n abusare dei momenti della Camera. PRESIDENTE. Parli p u r e . » « » B S i E M A . L'onorevole p r e s i d e n t e del Consiglio, p e r giustificar la sua risoluzione di respingere la proposta del generale Garibaldi, faceva maggiore assegnamento sulla politica estera. Egli ci diceva, che sono s v e n t u r a t a m e n t e le condizioni necessarie delle nostre relazioni esteriori quelle che gl'impediscono di accettare quella proposta : perchè in essa non si dice solamente che bisogna riconoscere la posizione degli ufficiali dell'esercito meridionale, secondo i risultati della Commissione di squittinio, ma che si tengano ancora in attività i quadri, benché si lasci all'arbitrio del Governo di chiamare i volontari a riempirli q u a n d o egli crederà p i ù opportuno. In quanto all'attuazione dei risultamenti che ha dati la Commissione di squittinio, p a r e che il Ministero n o n ci trovi difficoltà; che anzi consenta, a quello che potei ieri c o n g e t t u r a r n e , di considerar quegli ufficiali come se fossero tutti in attività di servizio. Maio dirò f r a n c a m e n t e , o signori, c h e la questione non istà lì ; non è questione d ' i n t e r e s s e ; non di cifre p e c u n i a r i e ; è questione della vita e della salute del paese. L'onorevole presidente del Consiglio crede che p e r la p r o posta del generale Garibaldi, sia messa a rischio la pace e la sicurezza esteriore del paese, e da ciò inferisce ch'egli non possa nè debba p e r verun modo accettarla. Se fosse così, io farei plauso alla sua determinazione, p e r c h è nessuno certam e n t e , ed il Governo meno degli altri, ha il diritto di c o m p r o m e t t e r e la salute del paese, come saviamente fu detto nel discorso della Corona a l l ' a p e r t u r a di questa Sessione. Ma, si c o m p r o m e t t e r e b b e poi v e r a m e n t e l a salute del paese adottando l'ordine del giorno del generale Garibaldi ed a t t u a n d o quanto in esso è espresso? Che cosa vi si d o m a n d a , o signori? Vi si domanda solo che sieno riconosciuti i gradi e che vengano messi in attività i q u a d r i . Ma, i q u a d r i messi in attività con poca bassa forza, anche di volontari, c o m p r o m e t t e r e b b e r o forse la salute e la sicurtà SESSIONE DEL 1 8 6 1 del paese? S a r e b b e r o essi una provocazione di g u e r r a ? E p u ò dirsi questo sinceramente? P u ò dirsi egli davvero che i q u a dri di t r e o q u a t t r o divisioni, ristretti a poca forza, t e n u t i lontani dalle f r o n t i e r e del paese, dai luoghi dove la loro p r e senza p o t r e b b e a p p a r i r e minaccevole, sieno, in faccia all'Eur o p a , u n a provocazione di g u e r r a ? Signori, io p e r m e non lo credo. Se si t r a t t a s s e di organizzare fin d'ora il corpo dei volontari, se si trattasse di condurli alle nostre f r o n t i e r e , voglio dire sul Mincio e sul Po (perchè le n a t u r a l i f r o n t i e r e d'Italia non son quelle), è certo c h e l'Austria lo p r e n d e r e b b e p e r una provocazione di g u e r r a , e tutta l'Europa si solleverebbe forse contro di noi. Ma non si t r a t t a di questo; si tratta solo di p r e p a r a r e i q u a d r i , di tenerli in attività, ma in picco! n u m e r o , e quanto basti perchè si dica che sono in attività, e ad un bisogno, chiamando i volontari al servizio, questi q u a d r i si trovino p r o n t i , e gli ufficiali, esercitati al comando, n o n abbiano che da ricevere gli uomini destinati a c o m b a t t e r e sotto le nazionali b a n d i e r e . È questo c h e si domanda : e questo n o n credo c h e sia u n a provocazione di g u e r r a , n è un grido d ' a l l a r m e che dai regno d'Italia, novellamente costituito, si mandi a t u t t a l'Europa. Ma, signori, io vi domando: siamo noi in pace od in guerra? L'Europa è essa v e r a m e n t e in pace od in g u e r r a ? Mentre il nemico è ancora in Venezia ed in Roma, p u ò egli p r e t e n d e r s i che Io spirito di rivoluzione e di indipendenza sia soffocato al di d e n t r o ? p u ò egli dirsi c h e la g u e r r a non ci minacci al di fuori? Signori, m e n t r e due corpi dell'esercito prussiano marciano alla volta del ducato di Holstein ; m e n t r e la Russia m e t t e in movimento t r e corpi d ' e s e r c i t o ; m e n t r e la rivoluzione ferve nella s v e n t u r a t a , ma non mai domata Polonia ; m e n t r e l'Ungheria è alla vigilia di separarsi p e r sempre dall'Austria; m e n tre gli elementi della rivoluzione s'agitano in Oriente, nelle Provincie turche e nei Principati Danubiani ; l'Europa è ella v e r a m e n t e in pace? Mentre l'Austria, nonostante il fallimento delle sue finanze, si sta a r m a t a infino ai d e n t i ; m e n t r e ella ingrossa i suoi eserciti sulle nostre f r o n t i e r e ; m e n t r e gli o r dini del giorno del generale Benedek si moltiplicano, minacciando g u e r r a ; siamo noi in pace od in g u e r r a ? Non siamo noi stati, n è saremo noi i provocatori. Ma il giorno della battaglia è vicino; e bisogna c h e ci trovi presti quel giorno e a r m a t i di tutto p u n t o ; che, non solo le forze • materiali, alle quali ha provveduto il ministro p e r la g u e r r a , ma ancora le forze vive del paese sieno apparecchiate in modo da rispondere incontanente all'appello. A c h e lusingarci e c r e d e r e c h e noi dormiamo sopra u n letto di rose, e non voler sentire le spine che stanno di sotto, o piuttosto il precipizio che si p o t r e b b e a p r i r sotto a noi, se p e r caso venissero a crollare le assi su le quali posiamo ? La troppa fidanza e gli indugi p o t r e b b e r o esserci fatali : perchè la g u e r r a , io credo 5 e si crede g e n e r a l m e n t e in Europa, è prossima ed i m m i n e n t e . Quando gli elementi sono tutti disposti, basta u n a piccola scintilla da un p u n t o , perchè si sollevi un incendio vastissimo. Noi non saremo i provocatori, ma che il dì del periglio ci trovi presti ed -apparecchiati, p e r Dio ! Che se poi, come io di c u o r e desidero, e come tutti gli amatori d e l l ' u m a n i t à dovrebbero d e s i d e r a r e , la g u e r r a , c o n tro ogni probabilità, non avrà luogo, e i vapori addensati i n torno a tutto l'orizzonte, come p e r incanto, si dissiperanno; allora i nostri apparecchiamenti, gli uomini che noi avremo messi sotto l e armi, le formidabili a r t i g l i e r i e , ed ogni altro apparecchio di munizioni e s t r u m e n t i di g u e r r a , saranno i m i gliori argomenti dei quali potrà valersi l'abilissima politica — 625 — TORN ATA DEL 2 0 d el p r e s id e n t e d e l Co n s iglio n e i s u oi t r a t t a t i co lle p o t e n ze s t r a n ie r e : p e r ch è , e gli il sa m e glio d i m e , r a gio n i e d ir it t i in d ip lo m a zia n on va lgo n o ; solo ch i è p iù fo r t e e m e glio a r m a t o , q u e gli è t e m u t o d a i n e m ici e r is p e t t a t o d a gli a m i ci . Ar m a t i e p o t e n t i, co m e si co n vie n e a d u n p o p o lo lib e r o d i 2 2 m ilio n i d ' u o m in i, n oi p o t r e m o r i a ve r e q u e llo ch e a n co r a ci m a n ca : p e r ch è s olo a llo r a ch i ci st a in co n t r o t r o ve r à p iù co m o d o d i ve n i r e a p a t t i ch e a b a t t a glia co n n oi ; e i n o s t r i a lle a t i co n d is ce n d e r a n n o p iù vo le n t i e r i a i n o s t r i d e s id e r ii, q u a n d o n e ' Co n gr e s s i d ip lo m a t ici il r e gn o d ' I t a lia p o t r à d ir e : io h o a m ia d is p o s izio n e m e zzo m ilio n e d i a r m a t i ch e p o t r a n n o s o s t e n e r vi n e lle vo s t r e i m p r e s e , s e vo i co n t i n u e r e t e a d e s s e r m i a m ici, e p o r t e r a n n o u n p e s o im m e n s o n e ll' o p p o s t a p a r t e d ella b ila n cia il gio r n o ch e m i vo r r e t e d ive n t a r n e m ici. P e r q u e s t e r a gio n i io in s is t o ch e sia a d o t t a t o l' o r d i n e d el gio r n o d el ge n e r a le Ga r ib a ld i ; in s is t o a n ch e p r e s s o il M in is t e r o , e , in n o m e d ella co n co r d ia , s o ve n t i vo lt e in vo ca t a , m a a n co r t r o p p o p o co m es s a in a t t o , p e r il su o p a t r io t t is m o , p e r l' a m o r e ch e in t a n t e o cca s io n i h a d im o s t r a t o ve r s o l' I t a lia , lo s co n giu r o ca ld a m e n t e ch e vo glia fa r o p e r a d i co n cilia zio n e , e coi m ezzi ch e d a n oi gli son o in d ica t i, r e s t it u ir e la p a ce e la s icu r e zza in t e r n a n e l p a e s e , e r e n d e r e l' I t a lia p o t e n t e e glo r iosa a l d i fu o r i. ( Br a vo ! nella Cam era, e applausi dalle tribune) r i c j l s o e i I b e t t s k o . I n vo co la b e n e vo la p a zie n za d e l l' As s e m b le a in t o r n o a lla m ia vo c e , se n on a r r iva in t u t t i i p u n t i d e lla Ca m e r a , gia cch é , cer n e s e n t o n o , s o n o gr a n d e m e n t e i n fr e d d a t o . La lu n ga d is cu s s io n e s o p r a q u e s t o g r a ve e d im p o r t a n t e a r go m e n t o , lu n gi d a d a r m i d is p ia ce r e d i a ve r p r o m o s s a q u e s t a im p o r t a n t e e gr a vis s im a d e li b e r a zi o n e , m i d à fe d e d i a ve r co m p iu t o a l m io d e b it o d i cit t a d in o , e p e n s o s a r à u n a s o le n n e o cca s io n e d i r a s s o d a r e m a ggi o r m e n t e la co n ca r d ia d e lla n a zio n e e a ccr e s ce r e le fo r ze n o s t r e p e r va le r s e n e co m e le c i r co s t a n ze il r ich ie gga n o . Qu e s t o e ffe t t o a u gu r o a lle p o ch e p a r o l e ch e s on o p e r d ir e . Ava n t i t u t t o , ch ie d o m i sia p e r m e s s o d i ch ia r ir e ce r t e cir co s t a n ze n e lle q u a li è in t e r e s s a t a la m ia p e r s o n a o p e r s o n e ch e d e b b o r i g u a r d a r e co m e m ie i o n o r e vo li a m ici ; in q u a n t o ch è si è fa t t a a llu s io n e a u n a p a r t e d i q u e s t ' As s e m b le a . Ch ied o d i d i r e , e l ' o n o r e vo l e Bixio n on m e n e s a r à in gr a t o , q u a le sia st a t o l' a n im o d ei d e p u t a t i i q u a li fe ce r o a p p la u s i a lle p a r o le t a n t e vo lt e r a m m e n t a t e , con ch e si ch iu d e va u n o d ei p a r a gr a fi d el lu n go r a p p o r t o d e l s ign o r m in is t r o d e lla g u e r r a : b e n lu n gi d i fa r p la u s o a p a r o le d e lle q u a li p o t e s s e r o in q u a lu n q u e m a n ie r a il ge n e r a le Bixio ed i s u oi va lo r o s i co lle gh i in a r m i o ffe n d e r s e n e , ce r t o è ch e l' a p p la u s o n on p i glia va d i m ir a se n on ch e l' im p o r t a n za d ei s e r vigi a cu i è d e d ica t o l' e s e r cit o n a zi o n a le ; d i q u e s t o p osso a s s icu r a r lo la r g a m e n t e , s e b b e n e p o co a m e r i g u a r d i , i n q u a n t o ch e n on fa cile p e r ca r a t t e r e a c o m m u o ve r m i , io n on s o glio p iglia r p a r t e n è ad a p p la u s i, n è a d a p p r o va zio n i e s t e r i o r i , r is e r va n d o m i u n ica m e n t e n e lla m ia co s cie n za a d a d e r ir e o n on a d e r i r e , s e co n d o ch e m i d e t t a il m io t e n u e s e n n o e la m ia m o r a le . Do p o ciò io p r e go l' e gr e gi a As s e m b le a d i vo le r b e n e co n s id e r a r e a q u a l p e r ico lo ci e s p o n ia m o o gn iq u a lvo lt a si fa n n o a llu s io n i a s u p p o s t e d ivis io n i d el n o s t r o Co lle gio n a zio n a le . Ap p e n a si s u p p o n ga q u e s t a As s e m b le a d ivisa in s e zio n i, d i m a ggio r a n za e d i m in o r a n za , è n a t u r a le ch e n oi ci s e p a r ia m o , ci d ivid ia m o , c h e , q u a s i d i r e i , si d ive n t i p a r t e op p os t a a p a r t e , e n a s ce a n t a go n is m o . AP RI LE l' u r n a co n t r a r ia ; ch e p e r ogn i s o gge t t o d i d e lib e r a zio n e s ' in co n t r i u n a m in o r it à e u n a m a ggi o r i t à , lo c o m p r e n d o ; m a fu o r i d i q u e s t o ca so io n on t r o vo d ivis io n e n e lla Ca m e r a , n on vo glio t r o va r la , n è ve d e r la , lo d ich ia r o s o le n n e m e n t e ( Be n e !) ; im p e r o cch é il gio r n o ch e la Ca m e r a si d ivid e s s e ve r a m e n t e in d u e p a r t i, ch e si r e go la s s e r o n o n p iù s e co n d o co s cie n za , m a s e co n d o u n s s t e m a , io m i t r o ve r e i e s clu s o d a l r e s t o d e ' m ie i co lle gh i , e , d ico il ve r o , q u e s t o m i m e t t e r e b b e in p o s izio n e fa ls is s im a , p e r ch è in q u e l m o m e n t o p a r r e b b e fossi s o t t o m e s s o a d u n a le gge d e t t a t a , a d o gn i q u e s t io n e d o ve s s i d ip e n d e r e d a p a r t ico la r i in flu e n ze , e n on d a lla r a gio n e d e ll' in t e r e s s e n a zi o n a l e , n on p iù p iglia r e r e go la d a lla m ia co s cie n za , m a d a lla s ed ia s u cu i s e ggo , s u b o d o r a r e il b a n co o ve m i t r o vo , p iu t - t o s t o ch è r e go la r e il m io vo t o co n lib e r t à d i s p ir it o , s e co n d o i b is o gn i d e lla p a t r i a . P r o t e s t o p e r la p a r t e m ia ch e in t e n d o s e r b a r e s e m p r e in t e r a la m ia in d ip e n d e n za e vo t a r e u n ica m e n t e s e co n d o co s cie n za ; io m i r igu a r d o c o m p a g n o , fr a t e llo d e gli o n o r e vo li m ie i co lle gh i , e sa r ò o n o r a t o se co m e t a le a n ch ' e s s i m i r i g u a r d e r a n n o , m a sa r ò co e r e n t e e fe r m o n e ' m i e i p r in cip ii, e r igu a r d e r ò t u t t i q u e lli ch e s e ggo n o in q u e s t a s a la , co m e i r a p p r e s e n t a n t i d e lla n a zio n e r ive s t it i d e ' m ie i st essi d o ve r i , gu id a t i d a lla m ia st essa co s cie n za . ( B r a v o !) P u ò e s s e r vi m o d o d ive r s o d i ve d e r e le co s e , d ive r s it à p iù n e lla fo r m a , ch e n e lla s os t a n za ; im p e r o cch é al m o m e n t o ch e s ia m o p e r l' u n it à d ' I t a lia , e a b b ia m o giu r a t o lo St a t u t o , n on vi p os s on o e s s e r e p iù d ivis io n i s o s t a n zia li, e q u e s t o p u r e è n a t u r a le ed e vid e n t e . Do p o d i ciò io e u t r o a p a r la r e d el m io o r d in e d el gio r n o . Io n on cr e d o ch e e s s o m e r it i ve r a m e n t e u n a p a r o la ch e fu git t a t a a su o ca r ico d a ll' o n o r e vo le M e lla n a , il q u a le , fo r s e n e l ca lo r e d el d i r e , lo ch ia m ò in d e gn o d e l P a r la m e n t o . Mi p e r m e t t a ch e io r e s p in ga q u e lla q u a lifica , n on p o t e n d o a s s o cia r s i a cosa ch e ve n ga d a m e , r is p e t t a n d o t r o p p o il P a r la m e n t o p e r p r o p o r r e a lle s u e d e lib e r a zio n i a r go m e n t i n on co n fo r m i a lla su a gr a vi t à . Lo giu s t ifich e r ò . È ce r t o ch e il P a r la m e n t o d e ve r a p p r e s e n t a r e lo s p ir it o n a zi o n a le , e d e ve r a p p r e s e n t a r lo con d ich ia r a zio n i p r ecise,, d e e p o r ge r n e , d ir ò , le fo r m u le le q u a li s e r va n o d i gu id a a l Min ist er o ; d o vr à p oi e s s e r e b e n ca u t o d i n on i n va d e r e il t e r r e n o d el p o t e r e e s e c u t i vo , i l q u a le , p e r sè st esso cosa a s t r a t t a , si in t e gr a d i fa t t o n ei m in is t r i, i q u a li il gio r n o ch e n on i s p i r in o a n oi fiducia, le n o s t r e d e lib e r a zio n i co s t it u zio n a li lo fa r a n n o m a n ife s t o ; e il M in is t e r o , r ico n o s ce n d o d i n on r a cco glie r e p iù la fiducia d el P a r la m e n t o , si r i t i r e r à : m a , finché n on s ia s i in q u e s t o ca s o , ch e il cie lo t e r r à a n ch e lo n t a n o , gli o p e r a t o r i ch e fin q u i h a n n o p o r t a t o sì b e n e la cosa p u b b lica , a s s is t it i e co n fo r t a t i d a lla r a p p r e s e n t a n za n a zio n a le , e d a lla vir t ù d e gli I t a lia n i, co n d u r r a n n o a n co r a le s o r t i d el p a e s e , e gio va s p e r a r e ch e le p o r t e r a n n o a co m p im e n t o . O r a , il m io o r d in e d el gio r n o a p p u n t o a p p lica q u e s t e mas-« s im e fo n d a m e n t a li d i Go ve r n o co s t it u zio n a le . Il P a r la m e n t o 5 e il Go ve r n o h a n n o cia s cu n o la lo r o o r b it a ; ch e d e ve d ir e il P a r la m e n t o ? Ch e la n a zio n e h a il fe r m o vo l e r e d i p r o s e gu ir e n e lla gr a n d ' o p e r a d e l r is ca t t o n a zio n a le ; vu o le p r o s e gu ir vi con q u e l !' a c c o r d o d i m e zzi, co n - q u e ll' a r m o n ia d i fo r ze ch e ci co n d u s s e r o , in u n b r e vis s im o s p à zio , a r is u lt a t i m ir a b ili; vu o le r iu n ir e lé s u e fo r ze m ilit a r i, le s u e fo r ze m o r a li ; vu o le p o lit ica a r d it a e al t e m p o st esso p r u d e n t e ; e s s e r e p r o n t i ; s ie d a la m in o r it à ; io r ico n o s co la m a ggio r it à n e l gio r n o ch e vu o le a p p r o fit t a r e d e lle cir co s t a n ze ch e ci p o r go n o i n o s t r i st essi n e m i c i , m a n on vu o le p r o vo c a r li ; vu o l e a p p r o fit t a r e d e gli e ve n t i, m a n on p r e cip it a r li. d a q u e ll' u r n a vi e n e fu o r i u n n u m e r o d i vo t i s u p e r io r e a l- Qu e s t o è lo s co p o , q u e s t i s on o i m e zzi con cu i la n a zio n e I o n o n so co n o s ce r e in ch e p a r t e s ied a la m a ggio r it à , o ve Camera dei Dep u tati — Discussioni del 18 61. 79 — 626 — BFGSSAAGGG^^ I • N 11 MWW I I I CAMERA DEI DEPUTATI — ha proceduto fin q u i , e coi quali, credo di* non ingannarmi dicendolo, intende di procedere ancora. ' nOr dunque, il Parlamento deve richiedere dal Ministero che nessuna saggia misura , che efficace sia per condurci a raggiungere l'intento a cui miriamo, debba essere risparmiata, in quanto concerne l'armamento dell'esercito; quando il Parlamento ha dichiarato solennemente questa sua volontà, deene rilasciare l'atto esecutivo al Governo ; e nell'atto esecutivo sta pure la scelta dei mezzi e la valutazione delle opportunità ; qualora il Ministero non compia il suo mandato, tutta la responsabilità è sua; il mio ordine del giorno dunque non può essere più esplicito su questo proposito, e l'onorevole generale Garibaldi dovrà convenire meco che il suo ordine del giorno non contiene nè così'determinata, nè cosi precisa questa volontà del Parlamento, come la contiene il mio intorno l'importante subbietto dell'armamento nazionale. Il mio ordine del giorno dice chiaramente che il Governo del Re dia opera alacremente all'armamento e alla difesa della patria, come è nettamente dichiarato nell'inciso che solo il Governo ha l'ufficio di provvedere a questo grande servizio pubblico. E quando si dichiara che egli solo ha il dovere, come il diritto di farlo, non è soltanto proclamare un principio incontrastabile, ma eziandio crescere la importanza e la responsabilità della sua applicazione intera ; cresce di tanto la responsabilità sua, se non lo fa. Passando ora ad altro argomento e riportandomi agli incidenti di questa solenne discussione, la quale dura da tre giorni, non dobbiamo scuorare l'animo se tal fiata questi incidenti abbiano potuto farci provare sensi di amarezza. Nella vita larga della libertà costituzionale s'incontrano spine che non sono però senza rose. È questa una bella arena nella quale, e deputati e cittadini si avvezzano a trattare gli interessi della nazione. Ciascuno si presenta qui col suo temperamento, col suo modo di vedere le cose, con tutte quelle varietà che distinguono un uomo dall'altro ; che sono come la fisionomia morale di ciascuno. In questo attrito d'animi si allarga la mente, e si rafforzano i cuori. Gli uomini imparano a meglio conoscersi e a meglio apprezzarsi; e il principio del rispetto reciproco si rinvigorisce, mentre le diffidenze dispaiono. Intanto la individualità meglio si caratterizza, ed anco il costume si inegliora nella pubblicità. s. È questa una palestra di educazione pubblica, che in brevi mesi porterà l'Italia nel saper usare delle libertà al livello dei popoli, più esercitati. Sarò poi lietissimo di aver promossa questa discussione, se nel mio ordine, del giorno potrò addurre una modificazione che valga a raggiungere, se non l'unanimità, ma la quasi unanimità della Camera. 10 sono nell'animo del generale Garibaldi ; sono perfettamente con lui. •Intendo bene; quando si sono divise glorie, disagi, patimenti, come egli ha fatto co'suoi commilitoni, è ben naturale che égli senta grande amore e grande affetto ai medesimi. Ora noi, che dobbiamo vegliare ai più grandi interessi della nazione, non possiamo non partecipare a quell'affetto che vedremo di conciliare con altre esigenze. 11 decreto 11 aprile, all'articolo 13, contiene una disposizione su cui ha discorso il presidente del Consiglio, e riguarda le sedi d'istruzione a cui possono essere chiamati gli uffiziali. Ora bisogna utilizzare questi uffiziali; se la prudenza po- SESSIONE DEL 1861 litica non permette di fare dei quadri in attività, facciamo intanto che siano ordinati nell'istruzione al momento opportuno, che può essere anche più prossimo che non si crede; intanto viene data efficace destinazione alla benemerita ufficialità dell'esercito meridionale. Propongo adunque che l'ordine del giorno contenga l'esplicita enunciazione di questi depositi; ed è appunto in questo aspetto che io l'ho modificato, siccome gli onorevoli colleghi saranno fatti capaci alla lettura che ne faccio. « La Camera, udite le dichiarazioni del Ministero , persuasa che la franca (notisi che in questa parola vi ha più che una idea, vi è intesa la fiducia piena nel Governo, che con quella prudenza che lui solo può avere, perchè lui solo conosce le circostanze, lui solo conosce i momenti opportuni, sarà per dare la più franca attuazione, e la più estesa, appunto in considerazione di quella ufficialità così benemerita), persuasa che la franca attuazione del decreto 11 aprile, e specialmente l'immediata applicazione di ciò che si dispone all'articolo 13, da considerarsi come veri depositi di istruzione , mentre provvederà convenientemente alle sorti del valoroso esercito meridionale, varrà ad accrescere e coordinare in modo efficace le nostre forze, e, sicura che il Governo del Re-alacremente darà opera all'armamento ed alla difesa della patria , passa all'ordine del giorno, » Ora io credo che con questo mezzo sia provveduto efficacemente alla posizione degli uffiziali; e, quando questa dichiarazione sia accettata, io sarò molto lieto di aver trovato un mezzo di conciliare le difficoltà. Ecco la sola modificazione, ma importante, che propongo introdurre nel mio ordine del giorno. Io prego il presidente del Consiglio od altri del Ministero, di volermi dare la loro approvazione, od osservare quelle cose che crederanno convenienti di dover osservare. FASTI, ministro della guerra. Io sono molto lieto di annunciare che accetto pienamente le modificazioni o le aggiunte fatte dall'onorevole deputato Ricasoli nel suo ordine del giorno. H i c à s o L i b . Io sono dubitante nel rompere le pratiche parlamentari, le quali non permettono che si diriga a nessuno dei colleghi in particolare la parola, ma per il desiderio di conseguire l'intento che sia per sempre spenta questa ardente questione, prego che mi si conceda dirigere un appello al patriottismo illimitato, a quel cuore veramente generoso del generale Garibaldi, ed invitarlo a voler considerare la modificazione d^ me proposta quale modo a raggiungere la desiderata conciliazione dei suoi onesti desiderii, invitandolo a r i nunziare, dirimpetto ai grandi interessi della nazione, a quello che per ora non è possibile di conseguire senza esporre la nazione stessa a gravi pericoli. Io non dubito che l'ottimo generale non sia per concedere la mia domanda al maggior bene della patria. Vorrei di cuore avere conseguito il fine che mi era proposto, cioè di compensare, come è debito, gli ufficiali che hanno seguito l'illustre generale ; di valersi di quelle forze che ancora restano congregate per il bene del paese, e di chiudere per sempre uná questione che, prolungandosi, avrebbe portato maggiore danno alla pubblica concordia. (Bravo ! Bene !) p k e s i o e i s t e . Il deputato Garibaldi ha facoltà di parlare. (Segni di attenzione) 4 » a x m b <u l » i . Mi permetterò di fare un'interpellanza all'onorevole presidente del Consiglio. Io non entrerò certamente nella sua politica, perchè non mi appartiene. La politica dello Stato appartiene al Governo. —627 — T O R N AT A Qu ello di ch e m i occu p o io, co m e cr e d o n e co r r a ad ogn i I t a lia n o , r igu a r d a c i o è : s e l ' I t a l i a si t r o v a m am en to in gl'in t er essi gen er a li presen tem en te DEL ob b ligo d ell'I t a lia ; n ello s t a t o d i ar- cu i l e c i r c o s t a n z e v o r r e b b e r o c h e fo s s e , o s e 20 AP R I L E n e r a l e c h e si è p r e p a r a t o q u a n t o si p u ò gr a n d issim a gu e r r a . d icen d o ciò, Non cr e d o p oich é questo r ich ied er e com m et t er e com p a r ir à per una u n 'im p r u d e n za n elle cifr e del b i - la n cio. Dir ò a d u n q u e ch e a b b ia m o ce n t o b a t t e r i e p r o n t e . Non d ico n on lo è . m a si fa g i à q u a lch e m i p e r m e t t o d i fa r e u n ' i n t e r p e l l a n z a a l l ' o n o r e v o l e p r e s i d e n t e c o s a . Ag g i u n g e r ò p o i c h e il p a r c o d ' a s s e d i o è q u a s i quadru- d e l Co n s i g l i o . p lica t o , e ch e t u t t i i m iglio r a m e n t i r ico n o s ciu t i e di Qu est a p er m e è la q u est ion e vit a le , ed è s u q u e s t o ch e Av a n t i e r i e g l i f e c e a l l u s i o n e a lla c o n c o r d i a . I o h o r i s p o s t o c h e c o n q u e s t e si c o n q u i s t i l ' E u r o p a , u t ilit à n e lle a r m i d a fu o co fu r o n o in t r o d o t t i. Dir ò ch e e r a b e n r ico n o s ce n t e a q u e s t a s u a m a n ife s t a zio n e , e ch e c h e la c o s a p i ù d i ffi c i l e , p e r o r g a n i z z a r e e r a p o lit ica m e n t e m o lt o d isp ost o a d un es er cit o, è q u ella a cced er e ai suoi d esi- n i e n t e d i p i ù fa c i l e ; m a (Bravo !) , c i o è q u a n t o so d a ' m i e i ch e p o lit ica m e n t e son o d isp ost o a c a m m i n a r e d i c o n s e r v a c o l l ' o n o r e v o l e p r e s i d e n t e d e l Co n s i g l i o . ( B r a v i s sim o ! Benissim o e applausi ! Fivi dalle segni di com piacenza nella Cam era E g l i p r o m i s e a v a n t i e r i c h e a v r e b b e t u t t o s a c r i fi c a t o s u l l ' a l dom an do r a p p r e s e n t a n t i d ell'I t a lia n o r e vo le p r esid en t e oggi ch e cos a p o s s a n o i a s p et t a r s i d a lle con ces s ion i d e ll' o - d e l Co n s i g l i o m e n t o n a zio n a le , e r e la t iva m e n t e r e la t iva m e n t e a lla s e r c i t o m e r i d i o n a l e . S e a v r à la b o n t à a ll'a r m a - r ico s t it u zio n e d e ll' e - di r isp on d er m i al r i- a s s i c u r a r e la Ca m e r a , da p e r fa t t o p r o p r i o , a- ven <?o r e t t o il M i n i s t e r o d e l l a g u e r r a p e r q u a l c h e t e m p o , c h e v ' h a m o l t a d i ffi c o l t à a p r o v v e d e r e u n a la r ga q u a n t it à presidente a m ica , n on so se gli a r s en a li a yr e b b e r o potuto di fu p o t e n za con t en er e, * c o m e c o n t e n g o n o , u n a q u a n t i t à d i fu c i l i b a s t e v o l e p e r c o m i n cia r e u n a gr a n gu e r r a . Q u e s t a è u n a c i r c o s t a n z a d i fa t t o a lla q u a l e n o n si fa a v- v e r t e n z a . P e r f a b b r i c a r e d e i fu c i l i ci v o g l i o n o d e g l i o p e r a i d i u n a c e r t a a b i l i t à ; si p u ò f a c i l m e n t e a v e r e d e i t e s s i t o r i i n un m o d o o in u n a l t r o , m a p e r a v e r e d e g l i o p e r a i f a b b r i c a t o r i d i gu a r d o , glie n e sa r ò m olt o gr a t o . I» I C A V O C R C . , io p o s s o collegh i, ed a n ch e s c a la n o n vi s ia cili ; e d e b b o d i r e c h e , s e n za la b e n e v o l e n z a d i ]u n a tribune) t a r e d e l l a p a t r i a ; io g l i in va s t i s s i m a d e i fu c i l i . T a l u n o c r e d e c h e d e r i ! , e o g g i n o n fa r ò a l t r o c h e r i p e t e r e ciò c h e d is s i i e r i l ' a l t r o p r o va t a finalm ente del Consiglio. Ac c o l g o con c a n n e ci v u o l e u n t i r o c i n i o d i u n a n n o o d i 15 m e s i ; e s i c - s i n g o l a r e s o d d i s fa z i o n e la d i c h i a r a z i o n e c h e f e c e l ' o n o r e v o l e c o m e i n t e m p i o r d i n a r i la f a b b r i c a z i o n e d e i f u c i l i è l i m i t a t a , ge n e r a le Ga r ib a ld i. q u a n d o sor ge u n a gr a n d e d om a n d a lia zio n e sul t er r en o I o a c c e t t o c o n t u t t o l ' a n i m o la d ella p o l i t i c a , e ve n t o fu t u r o ve n ga a r o m p e r la L' o n o r e vo le ge n e r a le in t en d im en t i m ' a u g u r o ch e n e s s u n con oscer e q u a li sia n o g l i r is p e t t o a ll' a r m a m e n t o d ella n a - z i o n e . Mi p a r e c h e s u q u e s t ' a r g o m e n t o n on se n e t r o va n o p iù , od a lm e n o n on se n e t r o va n o p iù d ei b u on i; p o ich é , n on b a st a a v e r e d e i f u c i l i , b i s o g n a a v e r n e c h e fa c c i a n o m a l e n o n a c h i m a i. ( Be n e !) d esid er a d el Go ve r n o e r icon ci- l' o n o r e vo le m in ist r o li. a d o p e r a , m a s ì a q u e l l i c o n t r o c u i s o n o a d o p e r a t i . Q u i e n t r e r ò in a lt r i d e t t a gli, p er ch è sarebbe n on im p r u d e n za , ma p o s s o a s s i c u r a r e l ' o n o r e v o l e g e n e r a l e c h e s i a m o in c o n d i z i o n e d e l l a g u e r r a a b b i a g i à d a t i a l c u n i s c h i a r i m e n t i . I o li r i p e t e r ò di p o t e r a r m a r e u n gr a n d is s im o e s e r cit o . Il r e s t o d el or a b r e ve m e n t e . r i a l e p o i è in p r o p o r z i o n e d e i b i s o g n i d e l c r e s c i u t o e s e r c i t o . m ate- R i s p e t t o a l l ' e s e r c i t o r e g o l a r e , il G o v e r n o c r e d e d i a v e r fa t t o Noi in t e n d ia m o d i p r o v v e d e r e a l l ' a r m a m e n t o d e lia n a zio n e q u a n t o e r a p o s s ib ile , co m p a t ib ilm e n t e con q u e lle n o r m e ch e p e r fe zio n a n d o l' is t it u zio n e d e lla gu a r d i a n a zio n a le m o b i le . Su debbon o q u e s t ' a r g o m e n t o h o g i à d a t o q u a l c h e s p i e g a z i o n e , e la r i p e t o ; d o m in a r e n ella fo r m a zio n e d egli es er cit i r e go la r i. Si s o n o e s a u r i t i t u t t i i m e zzi c h e la l e g g e s o m m i n i s t r a r i s p e t t o m a n on vo r r e i ch e a lle m ie p a r ole si d e s s e a lle a n t ich e c h e vi h a d a t o l ' o n o r e v o l e Ca s a r e t t o , il q u a l e , n u o ve , p r o vin cie ed a lla Lo m b a r d ia . In quanto n on a vve zze a lla l e v a , q u e s t a si è p r a t ica t a s c a la p i ù l a r g a e c o m p a t i b i l e c o l l e a b it u d in i di q u ei a lle s u lla p aesi; m i o s t u p o r e , d i s s e c h e io n e l l e p r o v i n c i e d i R o m a g n a , in m e n o d i u n a n n o , si s o n o c h i a - o p in io n e , p o ich é , se b en l'eser cit o c h e q u e s t o è m o l t o p e r u n p a e s e n o n a ffa t t o a v v e z z o a l l a l e v a . l e v e ; cioè, p e r d u e le ve in t en d o l e a r m i d u e c la s s i . An c h e m o lt o . Tu t t a via colà d ir e ch e si ch ia m a n o due sotto p e r q u e l p a e s e il f a r e d u e l e v e io c r e d o p o t e r d i c h i a r a r e l e o p e r a z i o n i d e l l a l e v a si c o m p i o n o c o l à a lla Ca m e r a è ch e n el m o d o p iù sod - a ll'I t a lia m er id ion a le, n on r ip et er ò i egli m i r icor d o, C A S A R E T T O . (Con im peto) tro questa egli vo le va d ist r u t t o s t a n zia le . Io h o p r ot es t a t o s e m p r e con - ca lu n n ia . È una ca lu n n ia , n o n d e l p r e s i d e n t e d e l Co n s i g l i o , m a d i c o l o r o c h e C A S A R E T T O . È u n a c a l u n n i a . (Rum ori) in ve n t a - ron o questa cosa . P R E S I D E N T E . N o n h a la p a r o l a , n o n p u ò p a r l a r e . P a r l e r à dopo. n i C A V O U R c . , presidente d is fa ce n t e . Qu an t o gr a n d e P R E S I D E N T E . Non in t e r r o m p a , r is p on d er à d op o. s t e va d a n o sot t o le a r m i , n on è p icco lo r i s u lt a m e n t o . R i s p e t t o a lle M a r c h e e d a l l ' U m b r i a , o r a si f a n n o con er a ve n u t o n e ll'o p in io n e ch e a v e v a m a n i fe s t a t o . I o a n zi s o n o ' c o n t r a r i o d e c i s a m e n t e a q u e s t a m a t e t r e cla s s i. Io c r e d o ch e l' o n o r e vo le g e n e r a l e r ico n o s ce r à In m e n o di u n a n n o ch ia m a r e t r e cla s s i, ed o t t e n e r e ch e q u e - l'in t e r p r e t a zio n e r a ggu a gli del Consiglio. Se ci fo s s e q u i il g e n e r a l e L a M a r m o r a p o t r e b b e r i s p o n d e r e e g l i in p r o p o s i t o . n o n t r o p p o li e t i s u q u e l l ' a n t i c o e s e r c i t o ; m a d i r ò c h e p e r la C A S A R E T T O . R i s p o n d e r a n n o i r e s o c o n t i d e l l a Ca m e r a . l e v a in q u e l l e p r o v i n c i e l'a lt r o P R E S I D E N T E . P e r la t e r za vo l t a fa c c i o o s s e r v a r e a l de- g i o r n o , e c h e il M i n i s t e r o s o l l e c i t a la Ca m e r a a v o l e r l a d i s c u - p u t a t o Ca s a r e t t o c h e e g l i n o n h a la fa c o l t à d i p a r l a r e , e ch e t e r e il p i ù p r e s t o p o s s i b i l e . n on p e r m e t t o a ssolu t a m en t e q u es t e in t e r r u zio n i. vi s i è p r e s e n t a t a u n a legge Si s t a p r e p a r a n d o u n a l e g g e p e r l a l e v a in S i c i l i a , e l ' o n o r e v o l e g e n e r a l e s a c h e p e r f a r e la l e v a in m o d o r e g o l a r e ci vu o le u n cer t o m e cca n is m o d i co m m is s a r i, d i r u o li, e cc. , e c h e si r i c h i e d e u n c e r t o t e m p o ; m a t u t t o è in a t t ivit à ed f u n z i o n e , c o s i c c h é s p e r o c h e p r e s t o si p o t r à f a r e l a l e v a in an- c h e in S i c i l i a . Q u e s t o p e r c i ò c h e s i r i f e r i s c e a l p e r s o n a l e d e l ' l'eser cit o. In q u a n t o al m a t e r i a l e , io p o s s o a s s i c u r a r e l 'o n o r e v o l e g e - D I C A v o i i R c., presidente del Consiglio. Mi r i n c r e s c e d i q u e s t o i n c i d e n t e ; n o n vo glio ir r it a r e a l c u n o ; m i scu si, r it ir o q u e l l o c h e h o d e t t o . (Bravo\ Beneì) D u n q u e il M i n i s t e r o i n t e n d e s v i l u p p a r e questa is t it u zio n e la q u a l e h a fa t t o m i g l i o r p r o v a d i q u e l l o c h e i o , c h e h o pre- sen t a t o q u e lla le gge , n e sp er a ssi. Sicco m e l' o n o r e vo le g e n e r a l e Ga r ib a ld i d isegn o di le gge p e r l' a o ip lia zio n e d ella ha presen tato gu a r d ia un n a zio n a le — 628 CAMERA. DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1861 mobile,, senza impegnare il Ministero adadottare quella proposta ho detto che il Ministero stesso laprenderebbe in maturo esame e si assoderebbe alla Camera per esaminare il modo di dare uno sviluppo a questa così utile istituzione. Quanto all'esercito dei volontari mi esprimo nel modo il più categorico. Il Ministero intende di tenere i quadri organizzati in modo che, non solo quando la guerra sia scoppiata, ma altresì quando vi sia seria minaccia di guerra, quando cioè le condizioni politiche siano tali che il Ministero possa mettere in azione tutte le forze del paese, senza che ciò possa aver quel carattere di provocazione, ora dal Ministero ritenuta funesta agli interessi d'Italia, il Ministero, dico, immediatamente organizzerà attivamente i corpi dei volontari, li provvederà di quanto può esser necessario, e pregherà l'onorevole generale Garibaldi di volerne assumere il comando. (Bravoì) Ecco quali sono leintenzioni del Ministero. E per provare quale sia il caso che il Ministero, e, sesi vuole, chi ha l'onore* di parlare, fa dei corpi dei volontari, mi sia permesso di ricordare unfatto. Quando fu operata l'entrata delle nostre truppe nell'Umbria e nefle Marche, vi fu per qualche tempo seria minaccia di guerra sul Mincio e su! Po ; allora, se la memoria non mi tradisce, ioscrissi all'onorevole ammiraglio Persano, che credo sia presente, invitandolo a recarsi dal generale Garibaldi afargli conoscere questi pericoli, ed a pregarlo, ove essi si fossero realizzati, di voler venire in persona con due otre divisioni a combattere sul Po e sul Mincio coll'esercito stanziale. Quindi iodichiarerò che, quando vi sia minaccia prossima di guerra, il Ministero darà opera all'organizzazione, all'armamento, alla costituzione dell'armata dei volontari. (Bravo! a destra) Dirò ancora una parolà come ministro della marina: come ministro della marina vi ho presentato unbilancio di 51 milioni, che sicuramente li spenderemo tutti, e li spenderemo a fare nuove fregate, nuovi bastimenti; a trasformare gli antichi bastimenti a vela inbastimenti a macchine ausiliarie; daremo principio allo stabilimento di grandi arsenali, efinalmente ci metteremo in condizione di non avere l'ultima fra le marine secondarie. Ecco quanto mi credo indebito di rispondere all'onorevole generale. Se egli desiderasse qualche maggior schiarimento, io sono pronto a darlo, persuaso che egli non domanderà cosa che possa avere qualche inconveniente nel farla sapere a tutto il mondo. FBESIOMTE. Il generale Garibaldi ha facoltà di parlare. C&ARIRAI*DI. Ringrazio il presidente del Consiglio degli schiarimenti che ha avuto la compiacenza di darmi, e dichiaro che sono completamente insoddisfatto di tutto quello che ha detto (Sensazione), e nedirò il motivo. Tutti gli armamenti di cui egli haparlato, tanto di mare quanto di terra, è molto naturale che si facciano, esi dovranno fare a misura che l'urgenza dei bisogni del paese richiederanno nuovi armamenti. Una questione che mi interessava molto, e giustamente, era quella dell'esercito meridionale, e suquesto l'onorevole presidente del Consiglio non mi ha soddisfatto niente affatto. Dico il vero, tanto il mio ordine del giorno, dopo che per condiscendenza ai miei amici sono stato obbligato a modificare insenso malva (Movimento), quanto l'ordine del giorno dell'onorevole Ricasoli son ben lontani dal soddisfarmi. Io certamente mi sottometterò al giudizio della maggioranza della Camera, come è naturale ; ma nulladimeno non mancherò di dire a chi vorrà intendermi : che questo è contrario all'interesse d'Italia, che questo modo di procedere non è italiano, non è degno della nazione... (Movimenti diversi, applausi dalle gallerie) Credo che non sia novità per nessuno quello che son per dire : ioloso dai giornali, e dai conosciuti che vengono d'oltre Po, e d'oltre Mincio, che gli Austriaci ingrossano; tutti quelli che vengono dalle Provincie meridionali non parlano che di reazione, di Governo provvisorio a Melfi, e cose simili, e non capisco poi come si tema tanto di spaventare coll'armamento i potenti vicini ; ionon capisco, come, armandoci, mentre l'Europa intera si arma, noi ci metteremo inistato di provocazione. Dunque io non sono per niente soddisfatto delle spiegazioni che sull'armamento il signor presidente del Consiglio ebbe la compiacenza di darmi ; per me l'oggetto principale era un altro. Iosono persuaso che ci convenga assolutamente tenere uncorpo di 25 o30 mila uomini, di cui i quadri sono completi, e sui meriti de' quali nulla ho da aggiungere a tutto ciò che hanno detto gli onorevoli deputati della sinistra. Sono uffiziali che possono presentarsi accanto agli uffiziali dei primi eserciti del mondo. Credo che qui presenti vi sono vari che hanno avuto l'onore di combattere accanto ai Francesi ed agli Inglesi, che meritamente tengono i primi posti nelle schiere dei popoli militari d'Europa ; ho combattuto anch'io accanto ai Francesi e agli Inglesi ; io sono Italiano e so che gli Italiani possono combattere accanto alle prime nazioni del mondo. Equando parlo de' miei uffiziali, credo di poter essere giudice competente quanto il generale Fanti. (Applausi dalle tribune) PRESIDENTE. Avverto letribune che non permetterò più oltre che succedano tali interruzioni. Voci al centro. Le faccia sgombrare ! (Rumori) &ARIBAI<DI. Èben doloroso per me il vedere poste in dubbio infaccia al mondo le qualità e la capacità de' miei ufficiali,.. Foci. No! no ! Non si è mai detto questo ! (Rumori) PRESIDENTE. Le spiegazioni date dal ministro della guerra sono tali che non lasciano per nulla giustificareil dubbio espresso dal deputato Garibaldi. GARIBALDI. Io mi uniformerò alla deliberazione che prenderà la Camera; ma non voterò nè per un ordine del giorno, nèper l'altro. Se l'onorevole presidente del Consiglio vuole veramente, edinbuona fede, entrare in una via di riconciliazione, deve principalmente dar opera ad un, armamento che non provocherà nessuno. (Bravo ! dalle tribune) Voci. Ai voti ! ai voti ! PRESIDENTE. II deputato Persano hafacoltà di parlare per unfatto personale. Voci. Ai voti! ai voti! DI PERSA.NO. Non farò che confermare quanto l'onorevole presidente dei ministri hadetto. Ioricevetti l'ordine in quell'epoca di recarmi presso il generale Garibaldi chiedendogli, poiché stringevano le minaccie del nemico d'Italia, di venire egli stesso inpersona con una sua divisione, o altrimenti, se non poteva egli, di mandare almeno il generale Tiirr. Questo è quanto volevo dire. Voci. Ai voti ! ai voti ! PRESIDENTE. Il deputato Casaretto ha facoltà di parlare per unfatto personale. (Rumori) Voci. Ai voti! No! no! CASAIIETTO. Signori, l'onorevole presidente del Consiglio mi hasupposto (Rumori) Voci. Ha ritirato Ora è inutile ! Ai voti ! CASARETTO. Mipermettano unperiodo... solo» Se l'o- TORNATA DEL 2 0 norevole signor presidente del Consiglio ritira ciò che ha detto Voci. Sì, l'ha già fatto! L'ha detto ! CàsiRETTo. In questo senso che egli dica che non è vero (Rumori d'impazienza) C I Ì R I B Ì L U I . Per decenza almeno si lasci parlare il deputato Casaretto. (Applausi dalle gallerie — Nuovi rumori nella Camera) Voci. Parli ! parli! No! no! Ai voti! È tempo perduto! P R E S I D E N T E , Avverto le tribune che al primo segno che daranno le farò sgombrare. Un deputato. Sarebbe tempo di farle sgombrare! C Ì S & R E T T O . Nel Parlamento e fuori del Parlamento fui calunniato; quindi ho diritto di difendermi, tanto più che quest'accusa venne ora ripetuta da un uomo autorevole, come è il presidente del Consiglio ; perciò voglio scolparmi. Una voce. Parli ! C A S A R E T T O . Ho qui tutti i documenti per ¡smentire quest'accusa; però non vorrei trattenere la Camera in questo argomento, quando il signor presidente del Consiglio mi dicesse che ha inteso ritrattarsi in questo senso, che iononsolo non ho mai detto che si debba licenziare l'esercito stanziale, che anzi, come lo proverò con documenti, quand'altri diceva che si doveva fare economie sull'esercito, io mi opponeva fin dal 1855, e che, quando io proponeva di far organizsar forze simili a quelle alle quali alludeva or ora il signor presidente del Consiglio, io le chiamai sempre una riserva dell'esercito, destinata a sussidiarlo, ma dissi pur sempre che prima si doveva pensare all'organizzazione dell'esercito. Se il signor presidente del Consiglio ammette questi fatti, non occorre più che io trattenga la Camera: se no, desidero di pienamente scolparmi, recando le parole testuali che ho pronunciate nel Parlamento subalpino, che per caso ho qui sotto i miei occhi. D I C & V O V R C . , presidente del Consìglio. Dal momento che l'onorevole Casaretto afferma questi fatti, io non li contraddico. C A S A R E T T O . Citerò le parole che ho dette. D I C A V O I I R C . , presidente del Consiglio. Io tengo per buona la sua asserzione. C A S A R E T T O . Tante volte.... (Interruzioni) Voci. Ai voti ! ai voti ! Basta ! È inutile ! P R E S I D E N T E . Siccome pare che la Camera voglia votare, la consulterò per sapere se la chiusura è appoggiata. (È appoggiata.) * Ora la porrò a partito. (La discussione è chiusa) Ora metterò a partito gli ordini del giorno. P E T R C C C E M I I . Pregherei il signor presidente di lasciarmi dire due parole prima di mettere ai voti gli ordini del giorno. Propongo l'ordine del giorno puro e semplice, come quello che è il più conciliativo. La Camera, non adottando nè l'ordine del giorno dell'onorevole Ricasoli, nè quello dell'onorevole Garibaldi, mostrerà di voler veramente la conciliazione. Noi in certo modo diamo tutta la confidenza al Ministero, e la Camera nel medesimo tempo tiene conto di tutte le dichiarazioni fatte. Coll'ordine del giorno puro e semplice mi pare che si viene a quella conciliazione che da tre giorni si cerca. M I N G H E T T I , ministro per gl'interni. Il Ministero si crede in dovere di dichiarare che, dopo una discussione così solenne, come è stata quella alla quale abbiamo assistito, dopo le parole dell'onorevole deputato Ricasoli, ai cui ordine del APRILE giorno modificato il Ministero pienamente aderisce, non potrebbe accettare in veruna guisa l'ordine del giorno puro e semplice. PETRVCCEIÌIÌI. Allora nonc'è più conciliazione. (Rumori, e voci : Oh ! oh! ) P R E S I D E N T E . Insiste sull'ordine del giorno puro e semplice? P E T R i i c c E f t i i i . Insisto che sia messo ai voti. P R E S I D E N T E . Darò cognizione alla Camera che havvi una domanda firmata da dodici deputati, i quali chiedono che la votazione dell'ordine del giorno sia fatta per appello nominale ad alta voce. Questa dimanda è firmata dai seguenti deputati: Del Drago, Brofferio, Pallotta, Valenti, Romano, Donato Morelli, Vincenzo Ricci, De Cesaris, Pironti, De Donno, Cepolla, Mazzarella. Siccome però l'ordine del giorno puro e semplice ha la priorità, così lo metterò ai voti prima degli altri. , RRO&KÌIO. Chiedo la parola per 1' ordine della discussione. Invito l'onorevole presidente a voler interrogare i dodici deputati che hanno presentata quella domanda, se intendono che sia applicabile anche all'ordine del giorno puro e semplice il modo di votazione da loro dimandato. »EEi DBifio. Io domandai la parola su! presente ordine del giorno, ed ero il terzo iscritto in questa discussione. Tuttavia cedetti la facoltà di parlare ad altri che avevano maggiore interesse personale, non che maggior cognizione di fatti e di cause. Ora, su la presente questione, il mio convincimento sta in questo : che, trattandosi dell'armamento nazionale, noi siamo individualmente responsabili (Interruzioni) Voci. La discussione è chiusa. P R E S I D E N T E . La discussione generale è chiusa. Si dimanda se debbasi votare l'ordine del giorno puro e semplice per appello nominale e ad alta voce. DEIÌ imieio. Tutti gli ordini del giorno siano votati per appelloinominale e ad alta voce a norma della domanda da me promossa e presentata coll'appoggio de' miei amici politici. ARA. Domando la parola per combattere la votazione proposta per l'ordine del giorno semplice. Voci. No ! no ! (Rumori) «AiiiiKNCiA. Consulti i dodici deputati. P R E S I D E N T E . Li ho già consultati ; se vuole, consulterò la Camera sull'ordine della votazione. (Brofferio, Petruccelli, Del Drago ed altri ritirano la domanda per quanto riguarda Vordine del giorno puro e semplice) Allora metto ai voti l'ordine del giorno puro e semplice per alzata e seduta. RIXIO. M a che cosa vuol dire quest'ordine del giorno puro e semplice ? Sono tre giorni che discutiamo ed adesso ce ne andiamo senza venire ad una conclusione! (Ilarità) P R E S I D E N T E . Chi è d'avviso d'approvare l'ordine del giorno puro e semplice, si alzi. (Nessuno si alza — Non è approvato.) Darò lettura dei due ordini del giorno presentati l'uno dal deputato Ricasoli e l'altro dal generale Garibaldi. Quello del deputato Ricasoli è così espresso MICEKI. Credo che debba avere la priorità l'ordine del giorno del generale Garibaldi. P R E S I D E N T E . Non ho ancora detto quale debba avere la priorità. — 650 — CAMERA DEI DEPUTATI Prima darò lettura d ' e n t r a m b i ; proporrò poscia quale debba avere la priorità. Ordine del giorno del deputato Ricasoli : « La Camera, udite le dichiarazioni del Ministero, persuasa che la franca attuazione del decreto dell'i i aprile, e specialmente l'immediata applicazione di ciò che è disposto dall'articolo 13, che dovrà considerarsi come deposito d ' i s t r u zione, mentre provvederà convenientemente alle sorti del valoroso esercito meridionale, varrà ad accrescere e c o o r dinare in modo efficace le nostre forze, e, sicura che il Governo del Re alacremente darà opera all'armamento e alla difesa della patria, come a lui solo spetta, passa all'ordine del giorno. » L'ordine del giorno del generale Garibaldi è così c o n cepito : « La Camera, persuasa che nella concordia dei partiti e nell'osservanza delle leggi sta la forza della nazione, esprime il voto che il Ministero, tenendo conto dello scrutinio o p e rato dalla Commissione, riconosca la posizione degli uffiziali dell'esercito meridionale in forza dei decreti dittatoriali, e lasciando al ministro stesso d'ordinare la chiamata dei v o lontari, quanto prima lo troverà opportuno, metta in attività i quadri dell'esercito in quel modo che meglio giudichi, passa all'ordine del giorno. » A tenore del regolamento, e secondo le consuetudini, deve essere messa ai voti prima la proposta più l a r g a , cioè quella che s'accosta maggiormente all'ordine del giorno p u r o e semplice. Ora mi p a r e che evidentemente la proposta presentata dal deputato Ricasoli è quella che si accosta maggiormente all'ordine del giorno puro e semplice, perchè lascia al Ministero maggior latitudine. Io credo quindi che si debba mettere prima di tutto ai voti la proposta del deputato Ricasoli. La cosa poi non porta differenza, perchè quelli che v o r ranno votare in favore della proposta del generale Garibaldi voteranno contro quella del deputato Ricasoli. m e j a n a . Domando di parlare. ( M o r m o r i o ) PRESIDENTE. Sulla priorità ? m e i ^ a n a . Sì, sulla priorità. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare. MEiiiiANA. Io dico che la proposta Ricasoli non solamente non può avere la priorità, ma non può essere posta in votazione. Io dichiaro altamente incostituzionali le parole a lui solo spetta. (Rumori) Queste parole sono incostituzionali perchè gli a r m a m e n t i non possono farsi senza l'assenso del P a r l a m e n t o , senza i fondi accordati. Quella frase viola i diritti della Camera, viola lo Statuto, e perciò non può essere posta in votazione. PRESIDENTE. Osservo all'onorevole deputato Mellana ch'egli può p a r l a r e , se vuole, sulla priorità da concedersi piuttosto all'una che all'altra delle proposte, ma non può più e n t r a r e a discorrere del merito relativo. Ora, se la Camera lo crede, si passerà all'appello nominale per la votazione sull'ordine del giorno del deputato Ricasoli. Quelli che lo approvano, risponderanno sì, quelli che lo r e spingono, risponderanno no. (Si procede all'appello nominale ; appena cominciato questo, il malessere che in tutta la tornata aveva visibilmente tormentato il presidente Rattazzi si accresce in modo che lo obbliga a lasciare il seggio al vice-presidente Tecchio.) — SESSIONE DEL 1 8 6 1 Volarono in favore : Acquaviva — Agudio — Airenti — Alasia — Albicini — Alfieri — Allievi — Amicarelli — Andreucci — Antinori — Ara — Arconati-Yisconti — Atenolfi — Audinot — Barracco — Beltrami — Berardi Enrico — Berai'di Tiberio — Bertea — Bertini — Bertolami — Biancheri — Biancoli — B i chi — Boggio — Boldoni -— Bonghi — Borgatti — B o r romeo — Borsarelli — Bravi — Briganti-Bellini — Broglio — Brunet — Bruno — Bubani — Busacca — Cagnola — Camozzi — Canestrini — Cantelli — Capriolo — Caracciolo — Carafa — Cardenie — Carutti — Cassinis — Castelli Demetrio — Castromediano — Cavour Camillo — Cavour Gustavo — Chiapusso — Chiavarina — Chiaves — Cocco — Colombani — Compagna — Conti — Correnti — Crea — Cucchiari — Cugia — Danzetta — Deandreis — De Blasiis — De Donno — Del Re — De Pazzi — D e V i n c e v i — Dino — Di T o r r e Arsa — Dorrucci — Fabrizj — Falconcini — Farini — Fenzi — Gadda — Galeotti — Gallenga — Gherardi — Gigliucci — Ginori — Giovio — Grandi — Grassi — Grattoni — Grella — Grillenzoni — Grixoni — Guerrieri — Guglianetti — Jacampo — Jacini — La Farina — Lanza Giovanni — Leo — Leopardi — L u z i — M a c c i ò — Maj — Majorana — Malenchini — Malmusi — Mamiani — Marliani — Martinelli — Massa — Massarani— Massari— Mattei Giacomo — Mayr — Maza Gabriele — Mazziotti — Melegari Luigi — Melegari Luigi Amedeo — Menichetti — Menotti — Miglietti — Minghetti — Mirabelli — Mischi — Monti — Monticelli — Morandini — Morelli Giovanni — M o r e t t i — M o r i n i — Mureddu — Musumeci — Negrotto — Nicolucci — O l d o f r e d i — Oytana — Panattoni — Pantaleoni — Parenti — Pasini — P a t e r n o stro — Pelosi — Pepoli Carlo — Persano — Peruzzi — P e scetti —• Petitti — Pettinengo — Pezzani — Piroli — P o e rio — Possenti — Proto — Raeli — Rendina — Restelli — Ribotti — Ricasoli Bettino — Robecchi Giuseppe (di Vigevano) — Romeo Pietro — Rorà — Rovera — Ruschi — Sacchero — Sacchi — Saladini — Salamone — Sanguinetti — San Severino — Scalini — Schininà — Scialoia — Sella — Serra Francesco Maria — Serra Pasquale — Sgariglia — Silvani — Silvestrelli — Sinibaldi — Solaroli — Tari — Testa — Tenca — Tonelli — Tonello — Torelli — Torre — Torriggiani — Trezzi — Ugoni — Urbani — Varese — V e gezzi Zaverio — Verdi — Viora — Visconti-Venosta — Zambelli — Zanolini. Votarono contro : Amari — Assanti — Berti-Pichat — Bianchi — Bixio — Braico — Brofferio — Cadolini — Calvino — Casaretto — Caso — Castagnola — Castellano — Cepolla — Cipriani —• Cognata — Colocci — Conforti — Corleo — Cosenz — Costa — Crispi — Cuzzetti — De Cesaris — Del Drago — De Luca — Depretis — Doria — Fabbricatore — Ferracciu — Ferrari — Fiorenzi — Giunti — Greco — La Masa — Levi — Libertini— Maccabruni — Macchi — Magaldi — Maresca — Matina— Mazzarella — Mellana — Mezzacapo — Miceli — Moffa — Molfino — Morelli Donato — Mosca — Musolioo — Napolitano — Pace — Pallotta — Pepoli Gioachino — P e t r u c c e l l i — P i c a — P l u t i n o —Polsinelli — Polti — P o s i t a n o — Ranieri (1) — Regnoli —Ricci Giovanni— Ricci Vincenzo — (1) RANIERI. Con dolore, no ! (Movimento di sorpresa) Domando la parola. PRESIDENTE. Non è permesso di motivare il voto ; si deve rispondere semplióemente p e r si o p e r no. RANIERI. Non motivo il mio voto ; esprimo il mio dolore di doverlo dare in un dissidio cittadino. TORNATA DEL Romano — Romeo Stefano — Ruggiero — Salaris — Sanna Sanila — Saracco — Schiavoni — Spinelli — Turati — Turrisi Colonna — Ugdulena — Valenti — Vischi — Zar^rdelli. Si astengono dal voto i deputati : Garibaldi — Pisani — Salvoni — Tecchio — Toscanelli. 20 APRILE Darò lettura di questo dispaccio : « Prego dicharare alla Camera che nel 1859 i volontari furono sempre liberi di arrolarsi o nell'esercito regolare, o nei corpi volontari del generale Garibaldi. » La seduta è levata alle ore 6 1[4. Risultamento della votazione : Presenti 278 Votanti 273 Maggioranza. . . . . . . . 110 Voti favorevoli . . . . 194 Voti contrari . . . . 79 Si astennero . . . . 5 (La Camera approva.) BiEiiiiASA..Domando all'onorevole presidente di voler fare constare espressamente nel verbale di questa tornata della mia protesta contro l'incostituzionalità dell'ordine del giorno Ricasoli. PKG§IDEÌTE. Questo si fa sempre ; il verbale è la fedele esposizione di tutto ciò che si è detto dall'uno e dall'altro deputato ; nè occorre istanza speciale. PETITTI. Prima che la Camera si separi, domanderei di leggere un dispaccio telegrafico che ho ricevuto or ora dal generale La Marmora. Siccome egli non era presente, ha desiderato di rettificare una cosa, che è stata detta in questa discussione. Ordine del giorno per la tornata di lunedì : 1° Svolgimento della proposta di legge del deputato Garibaldi per l'armamento nazionale. 2° Discussione del progetto di legge che concerne la pensione alle vedove dei militari, il cui matrimonio non fu autorizzato, e alla loro prole. 3° Interpellanze al ministro dei lavori pubblici : Del deputato Pescetto, circa la ferrovia da Savona a Torino ; Del deputato San Severino circa la ferrovia da Treviglio a Cremona, Svolgimento delle proposte di legge : Del deputato Musolino, per l'abolizione del privilegio delle tonnaie nell'Italia meridionale; Del deputato De Luca, pel riordinamento della compilazione delle statistiche del regno.