REGIONE BASILICATA
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
Direzione Generale per le Politiche Strutturali e lo Sviluppo Rurale
Programma Nazionale Biocombustibili
PROBIO
RAMSES II
“Risorse Agro-forestali-energetiche per il Mezzogiorno e lo
Sviluppo Economico Sostenibile”
II fase
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INDICE
Premessa
Obiettivi del progetto
Principali linee di azione del progetto
Ricadute attese
Soggetti coinvolti
Risorse
Schema logico generale del Progetto
Riepilogo dei costi delle azioni
Cronoprogramma
Descrizione delle azioni
Azione 1 - coordinamento
Azione 2 – biomasse legnose
Azione 3 – residui agro-industriali
Azione 4 – biodiesel e oli vegetali
Azione 5 – digestione anaerobica
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Premessa
Come primo strumento operativo della politica sulla bioenergia e in ottemperanza
alla Legge 2/12/98 n° 423 relativa agli “interventi strutturali e urgenti nel settore
agricolo, agrumicolo e zootecnico” il MiPAF ha predisposto nel 1999 il PROBIO,
Programma Nazionale Biocombustibili (approvato con delibera CIPE del 15
febbraio 2000) con l’intento di promuovere le filiere bioenergetiche attraverso
l’incentivazione di attività divulgative e programmi dimostrativi regionali e interregionali a forte caratterizzazione territoriale in grado di stimolare le amministrazioni
locali oltre che gli imprenditori agricoli ed industriali verso un ulteriore sviluppo dei
biocombustibili.
Le tematiche prioritarie riguardano:
- i biocombustibili liquidi (biodiesel e bioetanolo) derivanti da colture dedicate
- i biocombustibili solidi (cippato, pellets e briquettes) derivanti dal recupero
di scarti lignocellulosici vergini del comparto agricolo e forestale o da colture
dedicate
- i biocombustibili gassosi (biogas) derivanti dalla digestione anaerobica dei
reflui zootecnici
I piani di azione sono indirizzati prevalentemente verso l’attivazione di strutture
locali e collaborazioni, l’incremento di coltivazioni a destinazione energetica, il
monitoraggio degli effetti e la sensibilizzazione delle Amministrazioni locali e dei
cittadini.
A valle di un lustro di attività, avviate su quasi tutto il territorio nazionale, si può
affermare che il Programma ha raggiunto molti degli obiettivi che si prefiggeva e il
MiPAF in accordo con le Regioni intende dare un seguito importante al PROBIO.
Per il futuro si vorrà porre una maggiore enfasi sui seguenti due aspetti:
- le ricadute sul sistema produttivo agricolo, forestale e zootecnico; le azioni
da intraprendere dovranno garantire un ritorno di tipo economico alle
imprese coinvolte tale da risultare competitivo rispetto alle attività tradizionalmente svolte.
- una forte interregionalità dei programmi al fine di ottimizzare le limitate
risorse disponibili.
In Italia meridionale un’esperienza di progetto PROBIO interregionale è stata già
avviata (Progetto RAMSES 1 , capofila Basilicata insieme a Calabria e Campania)
con primi risultati positivi ed ulteriori attività in via di realizzazione.
Tale esperienza costituisce una base di sviluppo per ulteriori linee di
valorizzazione energetica delle biomasse estendendo il coinvolgimento ad altre
Regioni del Mezzogiorno in un nuovo progetto.
Sulla base di quanto già delineato nel documento programmatico triennale (2004–
2006) del dicembre 2004, si definiscono qui le attività realizzabili con la disponibilità finanziaria delle annualità 2004-2005.
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Risorse Agro-forestali-energetiche per il Mezzogiorno e lo Sviluppo Economico Sostenibile
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Motivazioni e obiettivi del progetto
Collegare le esperienze finora maturate da un punto di vista delle metodologie
adottate e dei risultati ottenuti e sviluppare ulteriori attività finalizzate ad affrontare
problematiche comuni.
Tra queste si evidenziano, in linea preliminare:
ƒ condizioni climatiche generali simili delle Regioni coinvolte (medesima
latitudine)
ƒ problematiche di terreni fragili, con fenomeni di erosione e dissesto
ƒ agricoltura con necessità di riconversione anche alla luce della revisione
della PAC, in carenza di disponibilità idriche
Più in particolare gli obiettivi possono essere così definiti:
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
sviluppare, approfondire ed estendere le metodologie adottate e le esperienze avviate;
approfondire le conoscenze circa le potenziali risorse di biomassa destinabili alla produzione di energia e le aree interessate a processi di riconversione e di recupero;
qualificare le innovazioni tecnologiche sul mercato in funzione delle specifiche applicazioni nel settore agricolo, forestale, zootecnico;
sensibilizzare maggiormente gli imprenditori agricoli circa le potenzialità
offerte dalla bioenergia e mettere a loro disposizione strumenti informativi e
di supporto decisionale;
stabilire i collegamenti necessari per l’attivazione di filiere complete;
incrementare il numero delle realizzazioni a carattere dimostrativo nel
Mezzogiorno;
collegare l’attività dimostrativa con la politica di settore (sviluppo agricolo,
recupero zone svantaggiate, riconversione industriale, valorizzazione
ambientale, ecc.), enfatizzando le ricadute sul sistema delle imprese;
incrementare il collegamento con gli Enti locali (Province, Comunità
Montane, Comuni, ecc.) per favorire processi di valorizzazione del territorio
e di attivazione imprese in grado di creare posti di lavoro.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici gli obiettivi sono:
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
olio vegetale per consumi locali (microcogenerazione)
olio vegetale per biodiesel (mercato del gasolio)
teleriscaldamento (piccoli centri abitati di aree interne, edifici pubblici, ecc.)
cogenerazione a piccola scala (con Organic Rankine Cycle) da biomasse
lignocellulosiche
digestione anaerobica dei reflui zootecnici e agricoli (semplificata per
aziende, centralizzata per distretti)
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Principali linee di azione del progetto
1. Collegamento e diffusione delle conoscenze
Stabilire un collegamento permanente tra le Regioni al fine di:
ƒ scambiare informazioni e metodologie
ƒ acquisire basi informative adeguate
ƒ definire linee d’analisi e d’azione
ƒ promuovere e sviluppare progetti sperimentali e dimostrativi
ƒ analizzare congiuntamente i risultati
Va quindi costituito un organismo di gestione supportato da una struttura
tecnico-scientifica in grado di assicurare l’operatività del progetto ed il collegamento tra tutti i soggetti coinvolti.
La Regione Basilicata può mettere a disposizione le esperienze in avvio
nell’ambito delle attività del Centro di Eccellenza per le Biomasse (C.E.B.) che
prevede, tra l’altro, la realizzazione di:
• una banca dati
• una biblioteca
• un sito web
• un servizio di orientamento e supporto alle imprese
• una metodologia di analisi ambientale ed energetica per alcune tipologie di
impianti
• studi e progetti per impianti con tecnologie innovative
2. Attivazione, potenziamento e sviluppo di filiere bioenergetiche
In relazione alle specifiche caratteristiche territoriali e del tessuto socio-economico delle Regioni coinvolte, vanno individuate le filiere più idonee per la
produzione di energia da biomassa in grado di rispondere alle esigenze delle
imprese locali.
La logica da seguire per ciascuna filiera può essere schematicamente come
segue:
ƒ Analisi delle potenzialità del territorio
ƒ Strutturazione dell’organizzazione necessaria e degli impegni economici
connessi
ƒ Coinvolgimento di operatori e amministratori locali
ƒ Avvio di azioni dimostrative e informative
ƒ Analisi dei risultati e degli impatti diretti e indiretti
ƒ Definizione degli strumenti normativi ed economici utili a trasferire
l’esperienza dimostrativa al mercato
ƒ Formazione per i diversi operatori coinvolti a vari livelli di specializzazione
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ƒ
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Informazione generalizzata
Tra le attività che appaiono prioritarie si propongono, in prima approssimazione:
- sviluppo del recupero dei residui vegetali dell’attività agricola come
biocombustibili solidi da destinare al mercato dell’energia termica o elettrica
- introduzione di criteri innovativi nella gestione dei boschi pubblici e privati,
destinando al mercato dell’energia la quota di biomassa non destinabile ad
altri fini
- sviluppo di coltivazioni dedicate, erbacee ed arboree per la produzione di
biocombustibili solidi o liquidi e per altre destinazioni non alimentari quali i
pannelli
- promozione del mercato degli usi termici della biomassa, sia tramite caldaie
ad alta efficienza, sia attraverso sistemi di teleriscaldamento per le aree
interne
- sviluppo della cogenerazione e della rigenerazione a piccola scala con
tecnologie affidabili e di facile gestione
- sviluppo della produzione di olio vegetale, di biodiesel e di altri
biocombustibili da materie prime locali tradizionali e innovative e
valutazione delle potenzialità delle Regioni coinvolte, in funzione degli
attuali orientamenti della legislazione
3. Formazione, informazione, trasferimento
Per quanto riguarda le attività “orizzontali” vanno prese in considerazione una
serie di iniziative come:
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Convegni, seminari e visite tecniche
Master
Corsi di formazione
Pubblicazioni scientifiche e divulgative
Coinvolgimento a livello locale di imprese, progettisti, installatori, manutentori, per qualificare e migliorare la loro offerta sul mercato
Creazione di banche dati e archivi consultabili
Attivazione di sportelli di informazione e di supporto per le Amministrazioni
locali, le imprese e i cittadini
Organizzazione e finalizzazione di agevolazioni e incentivi
Monitoraggio e valutazione
Collegamento con altri progetti PROBIO
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Ricadute attese
A breve
-
Realizzazione di un più ampio numero di realtà dimostrative;
Messa a punto di procedure;
Formazione di personale specializzato;
Collegamento e coordinamento con altri incentivi;
Maggiore conoscenza del territorio e delle sue risorse;
Strumenti permanenti di consultazione e circolazione delle informazioni;
Strumenti di supporto e orientamento per il decisore politico.
In prospettiva
- Soluzione, almeno in parte, del problema dello smaltimento degli scarti del
ciclo produttivo dei comparti considerati;
- Creazione di nuove e articolate imprese locali da impiegare in settori di
mercato innovativi e con buone prospettive di sviluppo;
- Riqualificazione ambientale ed economica di territori a rischio per la loro
marginalità;
- Creazione di piccoli distretti parzialmente o totalmente autosufficienti da un
punto di vista energetico, attraverso l’uso di risorse reperibili localmente;
- Collegamento con altri Paesi mediterranei;
- Reti europee di eccellenza.
Soggetti coinvolti
La sviluppo del Progetto, proseguendo quanto già avviato con la prima fase,
prevede il coinvolgimento di numerosi soggetti tra i quali: Enti locali, Università,
Centri di ricerca, Organizzazioni imprenditoriali agricole e industriali, Consorzi,
Cooperative, Associazioni di produttori, strutture specializzate, ecc.
Risorse
La previsione di spesa complessiva per il primo biennio è di Euro 960.053 tenendo
conto sia delle risorse provenienti dal PROBIO, sia di quelle di provenienza
regionale o locale; per tale ultima voce le previsioni sono da considerarsi indicative
in quanto esse verranno definitivamente impegnate in seguito all’approvazione
definitiva del progetto esecutivo e man mano che le singole azioni procederanno
verso la realizzazione.
Il budget per le attività degli anni successivi potrà essere definito sulla base dello
sviluppo dell’attività progettuale e dell’accertamento delle risorse che si renderanno effettivamente disponibili.
La richiesta di finanziamento su fondi PROBIO è pertanto al momento limitata alle
sole competenze 2004 e 2005 e ammonta ad Euro 846.963,43.
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Ulteriori risorse necessarie al finanziamento delle iniziative, che costituiranno le
ricadute del RAMSES II, potranno derivare dalle Regioni stesse (legge 10/91,
legge 173/98, P.S.R., P.O.R., ecc.) mentre saranno valutate eventuali possibilità
di accedere ad altre fonti disponibili come ad esempio la legge 120/2002 di ratifica
del Trattato di Kyoto da cui deriva il “Piano nazionale per la riduzione delle
emissioni di gas responsabili dell’effetto serra (2003-2010)”.
Andrà valutata l’ipotesi di predisporre richieste di finanziamento nell’ambito dei
bandi del prossimo VII Programma Quadro dell’Unione Europea.
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Schema logico generale del Progetto
COORDINAMENTO
GENERALE
Struttura di
supporto
Basilicata
capofila
Azione 1
Coordinam.
Divulgazione
Azione 2
Biomasse
agro-forestali
Basilicata
Calabria
Campania
Sardegna
Campania
Basilicata
Calabria
Azione 3
Scarti agroindustriali
Calabria
Sardegna
Comitato
Scientifico
Azione 4
Biodiesel e
olii vegetali
Azione 5
Biogas
Sardegna
Basilicata
Campania
Basilicata
Consulta
Riepilogo dei costi delle azioni per il biennio 2006-2007 (Euro)
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Regione
Provenienza
risorse
Coordinam.
inform. e form.
Basilicata
Probio
Risorse locali
Totale
Probio
Risorse locali
Totale
Probio
Risorse locali
Totale
Probio
Risorse locali
Totale
Probio
Risorse locali
Totale
166.341
11.000
177.341
24.779
5.000
29.779
24.748
5.000
29.748
24.185
5.000
29.185
240.053
26.000
266.053
Calabria
Campania
Sardegna
Totale
Nota:
Biomasse
legnose
26.000
4.000
30.000
42.000
3.000
45.000
46.533
8.467
55.000
114.533
15.467
130.000
Residui agroindustriali
Biodiesel e
olii vegetali
Biogas
120.370
9.630
130.000
115.000
5.000
120.000
120.370
9.630
130.000
257.008
56.992
314.000
257.008
56.992
314.000
115.000
5.000
120.000
gli importi indicati come "risorse locali" sono al momento solo indicativi in quanto gran parte di essi s
con precisione a valle delle previste fasi di progettazione esecutiva
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Cronoprogramma del progetto per il primo biennio
Azioni
2006
II sem.
2007
I sem.
II sem.
2008
I sem.
1 Coordinamento, divulgazione e formazione
1.1 Coordinamento generale
1.3 Divulgazione
2 Valorizzazione risorse forestali
2.2 Modello individuazione centro di raccolta
2.3 Progettazione piattaforma polivalente
2.5 Studio disponibilità residui agricoli
2.7 Sperimentazione SRF
3 Valorizzazione residui agroindustriali
3.1 Studio residui industria olearia
3.2 Progettaz. piattaforma recupero residui
4 Sviluppo olii vegetali e biodiesel
4.2 Produzione di biodiesel
4.4 Impianto pilota
5 Sviluppo biogas
5.1 Studio fattibilità filiera biogas
5.2 Monitoraggio impianto pilota
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AZIONE 1
Obiettivi:
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COORDINAMENTO,
FORMAZIONE
TRASFERIMENTO,
INFORMAZIONE
E
Il progetto in questione prevede la partecipazione di più Regioni
ciascuna delle quali, pur rimanendo in una logica di integrazione con le
attività delle altre, intende sviluppare delle azioni specifiche mirate alla
valorizzazione delle risorse del proprio territorio.
In tale ottica è dunque necessario svolgere una serie di attività di tipo
orizzontale che assicurino un adeguato livello di interscambio e
coesione per un progetto che si svilupperà su linee eterogenee. Con
tale azione si vuole dunque affermare il principio dell’interregionalità
non solo ottimizzando il trasferimento delle esperienze maturate dalle
Regioni direttamente coinvolte, ma creando i presupposti per una loro
ripetibilità anche in altri contesti.
Soggetto capofila:
Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata
Regioni partecipanti: Basilicata (capofila), Calabria, Campania, Sardegna
Sotto azioni:
1.1 coordinamento generale (Basilicata)
La Regione capofila ha la responsabilità di assicurare il coordinamento tra
le Amministrazioni coinvolte, il collegamento con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e, quando necessario ed opportuno, con gli altri
Progetti interregionali del PROBIO.
Sulla base dell’esperienza maturata nell’ambito del Progetto PROBIO
“RAMSES” si ritiene che la soluzione ottimale per il coordinamento sia
quella di istituire un Comitato di gestione, un Comitato scientifico, una
Consulta e una Struttura di coordinamento e supporto tecnico operativo.
La struttura gestionale sarà organizzata come di seguito descritto.
Comitato di gestione
Il Comitato di gestione sarà quello già definito del primo RAMSES integrato del rappresentante della Regione Sardegna, con il compito di :
organizzare le azioni a livello regionale ed interregionale e definire
una metodologia di lavoro
assicurare il collegamento con le altre Amministrazioni e con tutti gli
altri soggetti coinvolti nel Progetto
gestire i rapporti economici tra i soggetti coinvolti
verificare l'andamento dei lavori
redigere le relazioni periodiche e quella finale
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-
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individuare eventuali fonti di finanziamento necessarie al Progetto o
al suo ampliamento e proseguimento
Il coordinamento del Comitato di gestione è affidato al rappresentante
della Regione capofila.
Il Comitato di gestione, anche tramite la Regione capofila, può affidare
specifici incarichi di supporto scientifico, tecnico e operativo a strutture
specializzate, con provata esperienza nel settore della bioenergia.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Basilicata
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: a carico delle Regioni
Strumento amministrativo: Protocollo d’intesa tra i Dipartimenti Agricoltura
Comitato scientifico
Anche per il Comitato Scientifico ci si avvarrà di quello istituito nell’ambito
del RAMSES I, integrato con un rappresentante della Regione Sardegna.
Il Comitato scientifico si occuperà di:
- supportare le Amministrazioni regionali nella definizione del programma operativo di lavoro, per tutte le azioni previste
- definire le metodologie di monitoraggio e valutazione
- supportare la messa a punto delle attività di formazione e di divulgazione
- collaborare all’elaborazione delle analisi conclusive ed alla redazione
dei relativi rapporti
Soggetto attuatore: Dipartimenti Agricoltura Regioni Basilicata, Calabria,
Campania, Sardegna
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 12.000,00 Euro (IVA inclusa) a carico del PROBIO. Si riconoscono 3.000 Euro a forfait per ogni Regione per compensi e
rimborsi
Strumento amministrativo: delibera regionale
Consulta interregionale per la bioenergia
La Consulta interregionale è uno strumento dedicato a realizzare un
collegamento permanente con gli operatori del settore, sia per recepire le
istanze di ricerca e innovazione, sia per finalizzare gli obiettivi della
ricerca e facilitare il trasferimento.
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L’obiettivo è di stabilire un dialogo permanente bidirezionale con Enti locali, Associazioni di categoria, imprenditori, ecc., tramite l’organizzazione
di riunioni periodiche in ogni Regione, e l’apertura di un forum virtuale permanente (on line) gestito dalla Regione capofila.
Tra i principali compiti sta l’individuazione delle più opportune ed efficaci
forme di incentivazione verso le biomasse, da proporre ed inserire
all’interno del quadro normativo di ciascuna Regione.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Basilicata; protocollo d’intesa con organizzazioni agricole, zootecniche ed Enti locali
Tempo: 24 mesi (2006-2007)
Costo: 19.000,00 Euro (IVA inclusa) di cui 18.000 Euro di fonte PROBIO
e 1.000 Euro di fonte Regione Basilicata
Strumento amministrativo: protocolli d’intesa tra le Regioni; convenzioni
con strutture specializzate per il supporto tecnico e organizzativo.
Struttura di coordinamento e supporto tecnico operativo
Il Comitato di gestione affiderà l’incarico di coordinamento e supporto
tecnico operativo ad una struttura di provata esperienza nel settore della
bioenergia.
Tale Struttura si occuperà di:
-
redigere il programma operativo del progetto da elaborare sulla base
dei documenti forniti dalle singole Regioni;
-
svolgere il coordinamento tecnico e supporto organizzativo all’intero
progetto;
-
svolgere il compito di segreteria tecnica del Comitato di Gestione e
del Comitato Scientifico e della Consulta, per l’organizzazione,
gestione, redazione dei verbali, ed altri adempimenti connessi con le
riunioni periodiche sia a livello programmatico che tecnico;
-
fare circolare i documenti provvisori e definitivi necessari al
completamento e all’analisi delle singole fasi del progetto;
-
produrre i documenti di sintesi e altri elaborati necessari al buon fine
del progetto sulla base dei singoli documenti prodotti dalle Regioni
ed altri soggetti coinvolti;
-
stabilire un collegamento continuo e organico con gli altri progetti
regionali e interregionali del Programma Nazionale Biocombustibili
PROBIO;
-
supportare l’organizzazione delle attività di divulgazione e formazione;
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-
definire le proposte di ulteriori azioni di ricerca, sviluppo, dimostrazione e divulgazione sugli argomenti oggetto del programma;
-
collaborare alle attività di sviluppo del progetto.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Basilicata
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 60.000,00 Euro (IVA inclusa)
Strumento amministrativo: delibera regionale e convenzione
1.2 Divulgazione
Lo scopo principale del Programma PROBIO è quello di realizzare
progetti con valenza dimostrativa circa le potenzialità offerte dalle filiere
bioenergetiche. I risultati prodotti dalle esperienze condotte vanno quindi
resi noti per estendere il coinvolgimento verso quanti possono essere
interessati al settore.
A tal fine si ritiene che gli strumenti più adeguati per la circolazione delle
informazioni risiedano nella realizzazione di convegni ben mirati e nella
pubblicazione di opuscoli divulgativi.
Convegni
Nel corso del biennio ciascuna delle Regioni dovrà organizzare un convegno a livello locale, per la presentazione dell’intero Progetto, dando un
risalto particolare all’azione ivi attivata. A conclusione del Progetto, la
Regione capofila realizzerà un convegno a carattere nazionale in cui tutte
le Regioni porteranno i risultati delle proprie attività. In entrambe le occasioni si punterà al massimo coinvolgimento di Pubblica Amministrazione,
Enti locali, Agenzie di sviluppo, Associazioni di categoria, Imprenditori
privati, Associazioni ambientaliste, ecc.. La scalarità temporale degli
eventi consentirà comunque una sistematica divulgazione dello stato
d’avanzamento dell’intero Progetto.
Soggetto attuatore: Dipartimenti Agricoltura Regioni Basilicata, Calabria,
Campania, Sardegna
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 40.000 Euro (IVA inclusa) – 50% di fonte PROBIO, 50% di fonte
regionale
Strumento amministrativo: convenzioni
Opuscoli divulgativi
Sarà pubblicata una serie di opuscoli che rispettando un inquadramento di
base unitario (veste grafica, tematiche introduttive, ecc.) avranno edizioni
diversificate per ogni Regione in relazione alle specifiche azioni intraprese
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per lo sviluppo della bioenergia, i risultati ottenuti e le prospettive per il
futuro. Tutti questi opuscoli costituiranno una raccolta che potrà essere
ulteriormente diffusa, anche a livello nazionale. Per ciascun opuscolo
andranno previste specifiche attività di:
- progettazione (logica, elaborazione testi, scelta immagini, ecc.)
- realizzazione (impostazione grafica, stampa)
- diffusione (presentazione, spedizione, ecc.)
Soggetto attuatore: Dipartimenti Agricoltura Regioni, Calabria, Campania,
Sardegna
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 32.000,00 Euro (IVA inclusa)
Strumento amministrativo: convenzioni con strutture specializzate;
procedure pubbliche per appalto fasi di stampa e distribuzione
Bollettino sui biocombustibili
Nel corso del primo biennio del RAMSES II la Regione Basilicata intende
elaborare un bollettino informativo dedicato ai biocombustibili. Il bollettino
sarà pubblicato con cadenza trimestrale e vorrà fornire uno strumento
utile per informare, aggiornare e stimolare l’interesse circa l’articolato
settore della bioenergia. La pubblicazione sarà rivolta in particolare agli
imprenditori del settore agricolo, forestale e industriale, ai dirigenti e ai
funzionari delle pubbliche Amministrazioni, ai tecnici e professionisti del
settore. Con tale bollettino si intende inoltre creare un collegamento con le
altre Regioni del RAMSES II, con la Consulta interregionale sulla
bioenergia e con gli altri PROBIO regionali.
Per la sua realizzazione sarà necessario provvedere alle seguenti attività:
- progettazione
- direzione
- redazione
- composizione
- stampa
- diffusione
- mailing
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Basilicata
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: per il primo anno 24.000,00 Euro (IVA inclusa)
Strumento amministrativo: convenzioni con strutture specializzate;
procedure pubbliche per appalto fasi di stampa e distribuzione
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1.3 Formazione
Seminari di aggiornamento e approfondimento
I seminari sono diretti sia a dirigenti, funzionari e tecnici degli Enti locali,
sia alle organizzazioni agricole, con lo scopo di fornire indicazioni aggiornate e puntuali sull’impiego di tecnologie e sulle metodologie di analisi.
Si prevede la realizzazione di un ciclo di seminari organizzati due per
ciascuna delle Regioni partner, esclusa la Basilicata. I risultati delle
giornate di lavoro saranno messi agli atti e fatti circolare opportunamente.
Gli argomenti individuati sono:
Bilanci ambientali ed energetici delle filiere
Biocombustibili liquidi
Biogas
Certificazione di filiera
Colture no food
Meccanizzazione agricola e forestale
Soggetto attuatore: Dipartimenti Agricoltura Regioni Calabria, Campania,
Sardegna
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 25.712,00 Euro (IVA inclusa)
Strumento amministrativo: convenzioni con Università e strutture
specializzate
Master
Al fine di definire figure professionali specializzate nel settore della
bioenergia si intende realizzare un master sulla gestione delle filiere
bioenergetiche.
Il Master si articolerà in dodici mesi per un’attività didattica prevista di 480
ore di lezioni frontali, esercitazioni pratiche, attività di laboratorio e seminari con operatori del settore. Seguirà l’attività tecnico-pratica di stages
presso aziende o enti del settore convenzionati con l’Università.
Il Master è così strutturato:
- Fase propedeutica, fase di orientamento delle conoscenze di base
soprattutto in campo informatico, economico e di settore;
- Approfondimenti relativi alla conoscenza tecnico delle biomasse per
fini energetici, alla pianificazione, alla creazione e alla gestione delle
filiere bioenergetiche, alle capacità organizzative-gestionali delle
imprese di filiera;
Ramses II
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REGIONE BASILICATA
-
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
Attività applicate (esercitazioni), finalizzate all’apprendimento di abilità
operative propedeutiche allo svolgimento di uno stage finale, per
sviluppare nell’ambito di una specifica realtà produttiva le conoscenze
acquisite nelle precedenti fasi formative.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Basilicata con
Università degli studi della Basilicata
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: per il primo anno 53.341,00 Euro (IVA inclusa) di cui 48.341 Euro
di fonte PROBIO e 5.000 Euro di fonte Regione (eventuali costi aggiuntivi
saranno a carico dell’Università)
Strumento amministrativo: convenzioni con Università della Basilicata
Riepilogo dei costi dell’azione 1 per il biennio 2006-2008
Azione 1
Comitato di gestione
Comitato scientifico
Consulta
Struttura supporto
Convegni
Opuscoli divulgativi
Bollettino
Seminari
Master
Totale
di cui:
Fondi PROBIO
Risorse locali
Ramses II
Basilicata
€
Calabria
€
Campania
€
Sardegna
€
Totale
€
12.000
10.000
60.000
10.000
8.000
24.000
53.341
3.000
10.000
8.000
8.779
-
3.000
10.000
8.000
8.748
-
3.000
10.000
8.000
8.185
-
12.000
19.000
60.000
40.000
32.000
24.000
25.712
53.341
177.341
29.779
29.748
29.185
266.053
166.341
11.000
24.779
5.000
24.748
5.000
24.185
5.000
240.053
26.000
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AZIONE 2
Obiettivi:
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
VALORIZZAZIONE RISORSE FORESTALI
L’obiettivo prioritario è quello di promuovere, nel contesto dei prodotti
forestali, nuove tipologie di combustibili ligno-cellulosici, che si
distinguono dalla legna da ardere per due motivi principali: 1) non
rappresentano il prodotto principale, ma sono residui delle lavorazioni
forestali; 2) il combustibile ottenibile (scaglie di legno o chips) è
attualmente la forma di utilizzo più richiesta per la produzione di
energia con caldaie a biomassa. Una maggiore pianificazione degli
interventi nel settore forestale al tempo stesso consentirebbe, oltre che
un incremento della massa legnosa estraibile, il regolare sviluppo dei
soprassuoli forestali a garanzia di una più efficace stabilità dei suoli.
Tali interventi, pianificabili soprattutto nell’ambito dei boschi di
proprietà pubblica, consentirebbero l’approvvigionamento di un piccolo
impianto di teleriscaldamento in un piccolo centro situato in zona
pedemontana. La presenza di un centro che raccoglie materiale
proveniente da diversi siti, consente l’avvio di un processo di “certificazione” della filiera bosco-legno, che tenga conto della “sostenibilità” del
processo di produzione del combustibile legnoso.
Soggetto capofila
Dipartimento Agricoltura della Regione Campania
Regioni partecipanti Campania (regione capofila), Basilicata, Calabria
Sotto azioni:
2.1
Elaborazione di un modello per l’individuazione di un bacino e centro
di raccolta delle biomasse
Con questa azione si intende affrontare lo studio di una
modellizzazione che permetta attraverso un’analisi del territorio
regionale di giungere ad un dimensionamento logistico del bacino di
approvvigionamento della biomassa e all’individuazione dei centri
locali più idonei da un punto di vista economico per la raccolta, lo
stoccaggio e la trasformazione, passo focale per la nascita di un
distretto della produzione di energia da biomassa.
La realizzazione di modelli quantitativi basati sull’analisi spaziale delle
condizioni territoriali, potrà consentire il dimensionamento efficiente del
bacino di raccolta e l’individuazione puntuale del centro locale di
trasformazione della biomassa, nonché dell’individuazione dei mezzi e
delle tecniche di trasporto più efficienti dal punto di vista economico
per l’implementazione di una filiera legno-energia. Il tutto in un
contesto di facile trasferibilità ed adattabilità dei modelli individuati ad
altri contesti territoriali come alle altre regioni partner del progetto
complessivo.
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REGIONE BASILICATA
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Basilicata
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 30.000,00 Euro (IVA inclusa) di cui 26.000 Euro PROBIO e
4.000 Euro Regione
Strumento amministrativo: convenzione
2.2
Progettazione di una piattaforma polivalente per le biomasse lignocellulosiche
L’impegno della Regione Campania per la gestione e valorizzazione
del proprio patrimonio boschivo, ha portato negli ultimi anni alla
stabilizzazione di un numero rilevante di operatori forestali molti dei
quali potranno essere impiegabili nell’ambito della filiera legnoenergia. Sono infatti in programma cicli di tagli intercalari (6-7 anni)
che si effettueranno con mezzi e personale pubblico nei boschi privati
non curati, da cui deriverà una grande quantità di biomassa destinabile
ad uso energetico.
Il primo passo da compiere in tal senso è dunque quello di attivare
quanto prima una piattaforma di raccolta per il recupero della
biomassa residuale e non, proveniente dagli interventi silvo-colturali
per selezionarla, trattarla, stoccarla e destinare ad un mercato ampio e
diversificato.
Sarà possibile produrre legna da ardere, cippato di qualità, fascine di
ramaglie affastellate e, in prospettiva, pellets e carbonella di qualità.
Da questa attività possono derivare ricadute positive non solo da un
punto di vista energetico e ambientale, ma anche a livello sociale ed
economico.
Per la realizzazione di tale azione sarà possibile fare riferimento allo
studio dell’azione 2.1, per poi provvedere a:
- Definire un area idonea
- Definire una metodologia di raccolta e trasporto della biomassa
- Effettuare la progettazione esecutiva del centro
- Creare società mista pubblico-privato che gestisca la filiera
- Provvedere alla realizzazione delle infrastrutture necessarie
(capannoni, piazzali per il transito degli autocarri e il deposito
delle biomasse, uffici, ecc.)
- Acquisire i macchinari (imballatrici, cippatrici, ecc.)
- Creare sbocchi di mercato al biocombustibile prodotto
- Monitorare la filiera a livello economico e ambientale
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UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
Da tale azione ne deriverà un progetto che potrà essere realizzato o
da una società a maggioranza pubblica o messo a bando.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Campania
Tempo: 12 mesi (2007-2008)
Costo progettazione: 25.000,00 (IVA inclusa)
Costo realizzazione: da definire (indicativamente 3.000.000 Euro) non
a carico PROBIO
Strumento amministrativo: convenzione
2.3 Studio della disponibilità di residui ligno-cellulosici nell’ambito delle
attività agricole
Lo studio si articola su una ricerca dei dati disponibili a livello statistico,
da integrare con un’indagine territoriale puntuale finalizzata anche alla
verifica dell’attuale utilizzo di tali residui. La limitatezza delle superfici
aziendali fa ipotizzare che sia necessario uno o più consorzi che si
occupino della raccolta organizzata e del trattamento (sminuzzatura
del materiale/affastellamento delle ramaglie), in modo da limitare gli
investimenti per quanto riguarda i macchinari necessari e le aree per
gli stoccaggi. Per l’organizzazione della filiera si porrà particolare
attenzione allo studio di forme di contoterzismo o associazionismo.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Calabria
Tempo: 12 mesi (2006-2007)
Costo: 45.000,00 Euro (IVA inclusa) di cui 42.000 Euro di fonte
PROBIO e 3.000 Euro di fonte Regione
Strumento amministrativo: convenzione
2.4 Sperimentazione di colture forestali a turno breve (Short Rotation
Forestry) a destinazione energetica
La Short Rotation Forestry (SRF) consiste nell’inserire specie arboree
forestali in contesti agricoli attraverso il ricorso a criteri di gestione a
basso impatto ambientale e prettamente agronomici. Attraverso la
SRF si può risolvere il problema delle eccedenze delle colture
alimentari e al contempo sviluppare la produzione di biomassa a
destinazione energetica. La sperimentazione resta un passaggio
necessario per inquadrare, in relazione allo specifico contesto agropedo-climatico in cui si va ad operare, quali siano le specie più
indicate da un punto di vista dei costi e delle rese.
Con tale attività si intende:
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UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
- raccogliere il materiale disponibile in letteratura
sperimentazione su SRF
- stabilire dei collegamenti con altre esperienze in corso
- attivare impianti sperimentali
- monitorare gli impianti
- effettuare bilanci economici ambientali
- divulgare gli esiti della sperimentazione
circa
la
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Campania
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 30.000,00 Euro (IVA inclusa) per l’avviamento di cui 21.533
Euro PROBIO e 8.467 Regione
Strumento amministrativo: convenzione
Riepilogo dei costi dell’azione 2 per il biennio 2006-2008
Azione 2
Modello individuazione bacini di raccolta
Progettazione piattaforma
Studio disponibilità residui ligno-cellulosici
Short Rotation Forestry
Basilicata
€
30.000
-
Calabria Campania
€
€
25.000
45.000
30.000
Totale
€
30.000
25.000
45.000
30.000
Totale
30.000
45.000
55.000
130.000
Fondi PROBIO
Risorse locali
26.000
4.000
42.000
3.000
46.533
8.467
114.533
15.467
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AZIONE 3
Obiettivi:
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
VALORIZZAZIONE DEI RESIDUI DELLE ATTIVITA’ AGROINDUSTRIALI
Obiettivo dell’azione è essenzialmente quello di garantire un razionale
uso dei residui del ciclo produttivo dell’industria olearia ai fini della
riduzione dell’impatto ambientale e della valorizzazione energetica
degli scarti prodotti. L’impiego dei noccioli delle olive ad uso
combustibile è gia un sistema codificato da tempo con una buona resa
energetica. L’uso delle sanse tal quali o come prodotto di scarto di
lavorazione dei sansifici a fini energetici viene da tempo testato con
una elevata problematicità ambientale, derivata dai trattamenti delle
lavorazioni e dai fumi prodotti.
Soggetto capofila
Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria
Regioni partecipanti Calabria (regione capofila), Sardegna
Sotto azioni:
3.1
Studio sui residui dell’industria olearia
L’obiettivo è quello di definire le caratteristiche della sansa all’uscita
del processo di estrazione dell’olio, in funzione delle diverse tecnologie
impiegate.
Verrà quindi investigata la diffusione di tali tecnologie ed i trend attesi
al fine di delineare nel medio periodo le quantità e le tipologie di sanse
disponibili.
Va infine tracciato un quadro dei livelli dei prezzi di mercato attuali e
attesi, tenendo conto sia del mercato dei grandi utilizzatori sia di quello
a piccola scala.
Lo studio potrebbe articolarsi su una ricerca dei dati disponibili a livello
statistico, da integrare con un’indagine territoriale puntuale finalizzata
anche alla verifica dell’attuale utilizzo di tali residui. Le aree
potenzialmente interessate dall’indagine territoriale sono quelle a
maggiore vocazione per la produzione olearia (Piana di Gioia Tauro e
Piana di Sibari); la valutazione dei residui sarà effettuata inoltre nelle
aree olivicole della Sicilia e della Sardegna.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Calabria
Tempo: 12 mesi (2006-2007)
Costo: 85.000,00 Euro (IVA inclusa) di cui 75.370 Euro PROBIO e
9.630 Euro Regione
Strumento amministrativo: convenzione
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DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
3.2
Progettazione di un centro per il trattamento dei residui degli oleifici
La finalità è quella di lavorare le sanse in maniera tale da renderle completamente
utilizzabili sia a fini energetici che in forma di compost per produrre un
minor impiego di input chimici nel ciclo di concimazione.
A questo scopo è quindi necessaria la progettazione di una
piattaforma, localizzata in Calabria, per attuare:
• un processo sperimentale per il cubettamento e/o pellettizzazione
delle sanse
• la sperimentazione e l’adattamento di differenti tipi di caldaie per
l’uso di sanse;
• la comparazione energetica, economica e ambientale delle sanse tal
quali, denocciolate e dei noccioli;
• la valutazione energetico/economica sull’intero ciclo di recupero delle
sanse inclusivo della fase di compostaggio;
• la valutazione agronomica del compost derivato da sansa tal quale e
denocciolata
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Calabria
Tempo: 6 mesi (2006-2007)
Costo progettazione: 45.000,00 Euro (IVA inclusa) a carico del
PROBIO
Costo realizzazione: da valutare (indicativamente 400.000 Euro non a
carico PROBIO)
Strumento amministrativo: convenzione
Riepilogo dei costi dell’azione 3 per il biennio 2006-2008
Calabria
€
85.000
45.000
Sardegna
€
-
Totale
€
85.000
45.000
Totale
130.000
-
130.000
Fondi PROBIO
Risorse locali
120.370
9.630
-
120.370
9.630
Azione 3
Studio residui industria olearia
Piattaforma recupero residui
Ramses II
pag. 24
REGIONE BASILICATA
AZIONE 4
Obiettivi:
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
SVILUPPO DELLA PRODUZIONE E DELL’IMPIEGO DI OLI
VEGETALI E DI BIODIESEL
Rafforzamento della filiera del biodiesel attivata nell’ambito del
Progetto PROBIO “Fog’e coiscu”, anche tramite la possibilità di
usufruire dei recenti dati prodotti dalla sperimentazione agronomica su
colture energetiche oleaginose, condotta dalla Regione Basilicata in
ambito PROBIO.
Si intende infatti ottimizzare e potenziare tutti i segmenti che
costituiscono la filiera attivata incrementando le rese e le estensioni
agricole di colture dedicate, perfezionando il processo di produzione di
oli vegetali e biodiesel e creando le condizioni per l’assorbimento nel
mercato dei prodotti finiti.
Inoltre si vuole promuovere l’utilizzo di olii vegetali non alimentari da
destinare non solo alla produzione di energia, ma anche all’industria
(lubrificanti motori, vernici, cosmetici, ecc.). In merito agli aspetti
riguardanti l’informazione e la formazione si rimanda all’azione 1.
Soggetto capofila
Dipartimento Agricoltura della Regione Sardegna
Regioni partecipanti Dipartimento Agricoltura delle Regioni Basilicata e Sardegna
Sotto azioni:
4.1
Sviluppo della filiera regionale del biodiesel
Grazie ad un precedente progetto PROBIO è in via di realizzazione in
Sardegna un impianto dimostrativo per la produzione di biodiesel a
partire da olio di colza ottenuto senza fare ricorso all’uso di solventi
per la spremitura dei semi. Le produzioni di biodiesel previste nella
prima fase ammontavano a circa 1.000 t/anno, ma potrebbero essere
notevolmente incrementate promuovendo una serie di aspetti quali:
- incremento delle produzioni di semi di oleaginose attraverso
l’implementazione di attività sperimentali e dimostrative
- studio e analisi per l’ottimizzazione dei processi di estrazione e
trattamento degli olii in funzione di:
a. qualità del seme o dell’olio di partenza
b. qualità del prodotto finale
- studio per il potenziamento dell’impianto di transesterificazione
- consolidamento e allargamento del mercato del biodiesel
- dimostrazione di usi innovativi
- monitoraggio economico, energetico e ambientale della filiera
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Sardegna
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Ramses II
pag. 25
REGIONE BASILICATA
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
Costo: 164.000,00 Euro (IVA inclusa) di cui 129.000 Euro PROBIO e
35.000 Euro Regione
Strumento amministrativo: convenzione
4.2
Impianto pilota per la produzione di energia elettrica da olii vegetali
L’obiettivo è produrre l’energia elettrica per il fabbisogno di un’azienda,
ricorrendo ad un generatore alimentato con olii vegetali non
esterificati. L’azienda in questione potrebbe essere individuata tra
quelle impegnate nell’attività di sperimentazione agronomica della
sotto azione 5.2, e gli olii da utilizzare sarebbero quelli estratti dai semi
delle oleaginose ivi prodotti.
A tal fine si prevede:
- Inquadramento dell’azienda più idonea
- Creazione di una piattaforma di raccolta, spremitura e
raffinazione degli olii vegetali a livello aziendale
- Installazione di generatore di energia elettrica di piccola taglia
alimentato con gli olii vegetali
- Monitoraggio energetico, economico e ambientale della filiera
- Trasferimento dei risultati alla banca dati di cui all’azione 5.
Questa azione potrebbe essere collegata ad un’analoga iniziativa in
via di definizione in un GAL in Basilicata; in questa sede si valuteranno
pertanto i soli costi aggiuntivi necessari a rendere completa
l’esperienza.
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Sardegna
Tempo: 24 mesi (2006-2008)
Costo: 150.000,00 Euro (IVA inclusa) di cui 128.008 PROBIO e
21.992 Euro Regione
Strumento amministrativo: convenzione
Riepilogo dei costi dell’azione 4 per il biennio 2006-2008
Azione 4
Sardegna
€
Basilicata
€
Totale
€
Sviluppo della filiera biodiesel
Impianto pilota
164.000
150.000
-
164.000
150.000
Totale
314.000
-
314.000
Fondi PROBIO
Risorse locali
257.008
56.992
-
257.008
56.992
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pag. 26
REGIONE BASILICATA
AZIONE 5
Obiettivi:
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
SVILUPPO DELLA DIGESTIONE ANAEROBICA DI REFLUI
ZOOTECNICI, AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI
Con questa azione si vuole svolgere uno studio di fattibilità per
promuovere lo sviluppo della filiera del biogas, nell’intento di
conseguire i seguenti obiettivi:
- Produzione di un vettore energetico rinnovabile a partire da scarti
dell’agro-industria
- Possibilità di creare un polo di produzione energetica autosufficiente
- Riduzione del carico organico delle biomasse trattate nel digestore e
possibilità di un loro spargimento nei campi come ammendati
- Vantaggi per le aziende in termini di difficoltà burocratiche e oneri
economici legati allo smaltimento di deiezioni animali e scarti agroindustriali
Soggetto capofila
Regione Campania
Regioni partecipanti Dipartimenti Agricoltura delle Regioni Basilicata e Campania
Sotto azioni:
5.1
Studio di fattibilità per l’attivazione della filiera biogas
-
Si vuole arrivare a determinare l’effettiva possibilità di attivare nelle
Regioni in questione un progetto dimostrativo di filiera per la
produzione del biogas. Il lavoro riguarderà un’indagine sullo stato
dell’allevamento bufalino nel territorio della provincia di Salerno da cui
scaturirà uno studio di fattibilità per l’individuazione di un intervento
efficace e sostenibile per la soluzione del problema delle eccedenze
azotate nel sistema agro-zootecnico della provincia di Salerno, con
valorizzazione energetica (biogas) degli effluenti zootecnici.
-
Le soluzioni delineate, assieme ad altre possibili combinazioni di azioni
aziendali e interaziendali tra di loro integrate, saranno studiate con la
finalità di contribuire in maniera risolutiva al riequilibrio del rapporto tra
carico di bestiame e suolo disponibile per lo spandimento dei liquami,
con un efficace recupero dell’energia derivante dalla digestione
anaerobica sotto forma di biogas.
Soggetto attuatore: Regione Campania con Dipartimento Agricoltura
Regione Basilicata
Tempo: 12 mesi (2006-2007)
Costo: 60.000 Euro (IVA inclusa) di cui 55.000 Euro PROBIO e 5.000
Euro Regione
Strumento amministrativo: convenzione
Ramses II
pag. 27
REGIONE BASILICATA
5.2
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
Monitoraggio di impianto di digestione anaerobica di reflui zootecnici
bufalini
L’attività consiste nel monitoraggio di un impianto di produzione di
biogas operante a scala reale in un allevamento bufalino, per
quantificare in termini reali le potenzialità produttive di biogas (energia
rinnovabile) e la relativa convenienza economica per l’azienda.
Si provvederà ad integrare l’impianto esistente della strumentazione e
delle attrezzature necessarie e si effettuerà poi una campagna di
monitoraggio di circa 12 mesi con la misura dei seguenti parametri:
− quantitativo di liquame in ingresso all’impianto di biogas;
− temperatura ambiente, del liquame in ingresso, all’interno del
digestore e delle due vasche di stoccaggio del liquame digerito;
− produzione di biogas;
− qualità del biogas (% di CH4 e di H2S);
− ore di funzionamento del cogeneratore;
− produzione di energia elettrica e termica;
− interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sull’impianto;
− ore di lavoro del personale aziendale per la gestione dell’impianto.
Verranno prelevati campioni di liquame in ingresso ed uscita dai
reattori anaerobici e di liquame dalle vasche di stoccaggio e verranno
sottoposti a caratterizzazione chimico-fisica.
Si prevede di valutare la sostenibilità tecnico-economica, per
l’azienda bufalina, della realizzazione dei sistemi per la
captazione del biogas e l’utilizzo dello stesso per la produzione di
energia.
-
Soggetto attuatore: Dipartimento Agricoltura Regione Campania
Tempo: 12 mesi (2007-2008)
Costo: 60.000,00 Euro (IVA inclusa)
Strumento amministrativo: convenzione
Riepilogo dei costi dell’azione 5 per il biennio 2006-2008
Campania
€
60.000
60.000
Totale
€
60.000
60.000
Totale
120.000
120.000
Fondi PROBIO
Risorse locali
115.000
5.000
115.000
5.000
Azione 5
Studio di fattibilità filiera biogas
Monitoraggio impianto pilota
Ramses II
Basilicata
€
pag. 28
REGIONE BASILICATA
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DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
UFFICIO RISORSE NATURALI IN AGRICOLTURA
pag. 29
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