PERIODICO DI INFORMAZIONE CULTURA E APPROFONDIMENTO SUL MONDO SPORTIVO
NEWSPORT
Newsletter dello sportello sport
5/2011
febbraio
PROMOZIONE SPORTIVA: LA PRIORITA’ SONO I GIOVANI
SOMMARIO
Alfabetizzazione
motoria nella scuola primaria
2
Il progetto SPOrt
SAno
4
Sport e scuola. Uno 7
sguardo a nordovest
Sportivamente a
scuola
News dalla Provincia
11
Da sempre la politica sportiva della Provincia di Torino ha
come priorità l’avviamento dei giovani alle più diverse
discipline ed il sostegno della pratica giovanile di base.
Anche nel presente mandato i progetti che (nelle ristrettezze economiche che ormai tutti conoscono) abbiamo avviato e stiamo portando avanti sono in gran parte dedicati
a costruire occasioni in cui i ragazzi della scuola dell’obbligo possano accostarsi allo sport, scegliendo in piena libertà le discipline che intendono praticare.
Non a caso, quindi, questo numero della newsletter dello Sportello
Sport della Provincia è dedicato ad alcune “buone pratiche”, cioè a quei
progetti di alfabetizzazione motoria e di promozione sportiva che stanno
dimostrando in concreto di avere effetti positivi nel nostro territorio. Da
par t e nost r a, siam o e sar em o ancor a nel 2011 i n pr im a f ila nel
promuovere, in collaborazione con il Coni e con il mondo della scuola, il
progetto di “alfabetizzazione motoria nella scuola primaria”. La Provincia
di Torino ha impiegato ingenti risorse per fare in modo che il progetto
potesse partire anche nel nostro territorio, oltre che nelle Province di Novara, Vercelli e Biella. Lo abbiamo fatto perché crediamo fortemente nella
validità di una serie di metodologie ludico-polisportive che integrano il bisogno del divertimento con lo sviluppo della motricità, accrescendo nei
bambini il gusto della ricerca e del miglioramento, personale e di squadra.
Sempre nella direzione della promozione dello sport tra i giovani
nella scuola si è posto il progetto del “Gran Premio Sportivo Scolastico
Provincia di Torino” per le medie inferiori e superiori. Nel 2010 abbiamo
stanziato 11.000 Euro per l’erogazione di premi alle scuole secondarie di
primo e secondo grado i cui allievi si sono particolarmente distinti nell’attività agonistica nell’ambito delle fasi provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi. Lo stanziamento va ad aggiungersi al contributo di 10.000
Euro, erogato per coprire le spese organizzative dei Giochi Sportivi Studenteschi, nonché all’apporto organizzativo diretto, che consiste nell’organizzazione della cerimonia di premiazione degli atleti che si sono
distinti nella fase nazionale.
E’ vero: vorremmo poter contare sui bilanci “grassi” di qualche
nostro non lontano predecessore: ma non è così. E questo non può costituire un alibi per fare poco o nulla. Si opera con le risorse che si hanno,
senza rinunciare a compiere scelte strategiche e a chiedere allo Stato e
alle Regioni che alle nuove competenze assegnateci solo sulla carta corrispondano risorse certe. L’incertezza non giova a nessuno: nemmeno a
chi delega “con la mano sinistra”, dimenticandosi di precisare chi fa che
cosa e di assegnare fondi adeguati.
Gianfranco Porqueddu
Vice-Presidente della Provincia di Torino
Assessore allo Sport e al post-olimpico
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Nata a Torino nel 1961 è laureata in Scienze Motorie e Sportive all'Università di Torino.
Ha svolto la propria attività lavorativa principalmente presso Istituto di Medicina dello Sport di Torino e ISEF
e SUISM (TO).
Dal 1994 si occupa di Progetto di Ricerca nella Scuola Elementare con l'IMSTO e Valutazioni Funzionali Nazionale Paralimpica Sci Alpino e Ice Sledge Hockey.
È referente disabili per l'Università di Torino. Collabora da alcuni anni con il Comune di Torino Ass. Sport,
Comune di Asti Ass. Sport, Università, CONI Provinciale di Torino, Federazione Canoa e Kayak e varie Associazioni Sportive.
Roberta BARTOLOMEI
Ha preso avvio nel mese di marzo il progetto pilota dedicato alla Scuola Primaria che ha come titolo:
“Movimento dalla A alla Z – alfabetizzazione motoria
nella scuola primaria”.
Tale iniziativa è stata condivisa dai maggiori Enti preposti alla gestione dei contenuti dell’attività motoria all’interno della Scuola Primaria: il MINISTRO dell’ISTRUZIONE, dell’UNIVERSITÀ e della RICERCA ed il CONI
nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali.
Si è voluto con questo progetto realizzare un piano di
alfabetizzazione motoria da attuarsi nella Scuola Primaria con la presenza attiva di laureati in Scienze Motorie,
in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica
e delle istituzioni nazionali ed internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e di non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile.
In considerazione del fatto che il progetto in quanto
“pilota” coinvolge al momento un numero limitato di
Scuole e di Province della Regione Piemonte (Biella,
Novara e Vercelli) ed in conseguenza della già collaudata esperienza di intervento a livello della Scuola Primaria da parte di Comuni e Province piemontesi proprio nell’ambito motorio, al fine di garantire pari opportunità sul territorio, l’intervento è stato esteso anche alle
zone territoriali escluse dal progetto pilota nazionale,
pur mantenendo le direttive sperimentali nazionali.
Le Direzioni didattiche coinvolte nella Provincia di Torino sono 47:
D.D. VOLPIANO, D.D. CHIERI II, I.C. PINO TORINESE, D.D.NINO COSTA TORINO, I.C.FORNO CANAVESE, I.C.CONDOVE, D.D. MANZONI TORINO,
I.C.66MARTIRI GRUGLIASCO, D.D.NICHELINO IV,
I.C.RODARI TORRE PELLICE, D.D. AVIGLIANA,
D.D.CARMAGNOLA III, D.D.TOSCANINI TORINO,
I.C.VINOVO I.C. CASTIGLIONE T.SE, D.D.DRUENTO,
D.D.MONCALIERI II, I.C.COAZZE, I.C.SANTENA, D.D.
IVREA I, D.D.SINIGAGLIA TORINO, I.C. NONE, I.C.
ALMESE, I.C.AIRASCA, I.C.TOMMASEO TORINO, I.C.
MONTESSORI S.MAURIZIO C.SE, D.D.D’AZEGLIO
TORINO, D.D.COPPINO TORINO, D.D. DUCA DEGLI
ABRUZZI TORINO, D.D. CALUSO, D.D.PELLICO TORINO, I.C.CUMIANA, I.C.VOLVERA, D.D.TAPPARELLI
AZEGLIO, I.C.MATTEOTTI RIVOLI/ROSTA,
D.D.NICHELINO III, D.D. SALGARI TORINO, I.C.B.TA
PARADISO COLLEGNO, D.D. CHIVASSO I,
D.D.IVREA III, D.D.CARMAGNOLA II, D.D.SETTIMO II,
D.D.NICHELINO II, I.C.TRANA, I.C TROFARELLO,
I.C.SANT’AMBROGIO, D.D. PIANEZZA.
In ogni Direzione Didattica è operativo un Esperto in
scienze motorie e sportive con l’incarico di seguire 10
classi (2 per ogni anno scolastico) per un totale di 20
ore di lezione entro il termine di questo anno scolastico.
Di fondamentale rilievo risulta essere il suo ruolo che
consiste essenzialmente:
Nel collaborare alla stesura del POF (Piano Offerta Formativa) e compartecipare alla definizione di percorsi
didattici che propongano attività motorie – sportive adatte ai bisogni degli alunni;
Fornire una consulenza finalizzata a dotare gli insegnanti delle competenze progettuali e culturali necessarie per rafforzare in modo strutturale l’attività motoria
e presportiva;
Realizzare attività pratiche in palestra finalizzate a far
acquisire modalità di conduzione progressivamente
sempre più autonome delle attività motorie e sportive
da parte degli insegnanti;
Introdurrei elementi oggettivi e scientifici di analisi e valutazione pedagogico –motoria sulla popolazione scolastica interessata dal progetto con verifica dei risultati.
La Strategia dell’intervento mira a far si che l’affiancamento di un “consulente esperto” all’insegnante titolare
“in orario curricolare” concorra a realizzare al meglio l’obiettivo di supportare gli alunni nel raggiungimento dei
traguardi per lo sviluppo delle competenze motorie, attraverso una proposta guidata di riferimento, elaborata nel
rispetto delle Indicazioni ministeriali per il Curricolo.
Gli Esperti e i relativi Supervisori sono stati selezionati tra
tutti coloro che hanno presentato domanda e si trovano
in possesso di titoli universitari che hanno certificato la
loro formazione nel campo delle scienze motorie.
In particolare, al “Tutor” spesso confuso con il supplente di educazione motoria dell’insegnante, sarà restituito il ruolo di SUPERVISORE e coordinatore dell’attività all’interno della scuola. All’evidente necessità per il
corpo docente di avere anche un supporto attivo in palestra, risponderà il contingente di ESPERTI in Scienze
Motorie sia per l’attività di base che per l’offerta aggiuntiva pre sportiva riservata alle classi quarte e quinte.
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Alfabetizzazione motoria nella scuola primaria
L’inserimento nel piano di formazione nazionale permetterà ai Supervisori ed Esperti piemontesi di vivere un
importante momento di scambio culturale in cui sperimentare in modo diretto la congruenza tra il percorso
ludico motorio e quello di avviamento alla pratica delle
discipline sportive previste dai programmi ministeriali
delle scuole secondarie di I e II grado.
to vere e proprie regolazioni sistematiche della didattica;
per il bambino sono occasioni di riflessione sul proprio
percorso di apprendimento motorio.
Il Progetto prevede nella Verifica degli apprendimenti
attesi due proposte di modalità:
- Schede di Osservazione
- Prove di verifica e schede di registrazione
Schede e prove motorie devono essere intese come
strumenti al fine di riprogettare, quando occorre, nuove
strategie didattico educative e di procedere nello svolgimento delle attività programmate.
Con la realizzazione di questo nuovo progetto, completo
di tutti i passaggi, si riusciranno a conciliare tempi e finalità dell’educazione scolastica che motiva, attraverso
il piacere del movimento, l’acquisizione del maggior numero possibile di abilità motorie, creando i presupposti Da qui si può rilevare come l’azione del progetto sia
per la scelta di una vita sportiva.
effettivamente riproducibile in ogni ambito del territorio
ARTICOLAZIONE PROGETTUALE – PERCORSI PRO- nazionale, modulabile a seconda delle varie realtà scolastiche, ma realizzato attraverso il supporto di personaGRAMMATICI
le opportunamente formato e completato da procedure
CLASSE PRIMA:
- Conoscere, riconoscere e denominare le varie parti del di monitoraggio dei risultati che permetteranno una raccolta di dati oggettivamente confrontabili e una valutacorpo.
zione attendibile.
- Conoscere, riconoscere, differenziare e verbalizzare
differenti percezioni sensoriali.
- Riconoscere e discriminare oggetti in base alle percezioni.
- Interpretare stimoli esterni che consentono di adattarsi
all’ambiente.
CLASSE SECONDA:
- Individuare su di sé e sugli altri le parti del corpo.
- Discriminare e verbalizzare le sensazioni vissute.
- Individuare le differenze tra gli attrezzi utilizzati attraverso la percezione tattile.
CLASSE TERZA:
- Collegare e coordinare le capacità di sentire, prendere
coscienza e di conoscere il proprio corpo nel suo complesso e nei suoi distinti segmenti.
- Rappresentare il corpo fermo e in movimento.
CLASSE QUARTA:
- Conoscere i cambiamenti fisiologici dovuti all’attività
motoria.
- Riuscire a mantenere un ritmo di corsa costante per
un certo periodo di tempo.
- Riuscire a valutare il tempo dello sforzo variando il
contenuto dell’attività.
- Percepire la variazione dell’atto respiratorio durante
l’attività motoria.
CLASSE QUINTA:
- Padroneggiare la funzionalità di alcuni analizzatori motori escludendone altri.
- Coordinare la respirazione.
- Coordinare il tono muscolare.
- Utilizzare consapevolmente le proprie capacità motorie
e modulare l’intensità dei carichi sulla base delle variazioni fisiologiche dovute all’esercizio e valutando anche le capacità degli altri.
VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI ATTESI:
La verifica degli apprendimenti attesi è un momento
saliente del progetto pilota. Ha il carattere di accertamento dei livelli di apprendimento acquisiti dagli allievi
nello sviluppo delle diverse attività di apprendimento.
Le verifiche rappresentano: per il Docente e per l’Esper-
Purtroppo, anche l’implementazione realizzabile con i
fondi messi a disposizione dagli Enti coinvolti nel progetto, non riuscirà a coinvolgere tutti i plessi delle province piemontesi, ma delineerà comunque la struttura
utile per la sperimentazione prevista dal Ministero per il
triennio 2010/2013.
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Nato a Torino il 10/12/1967 è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università di Padova e
specializzato i Psicoterapia. Ha svolto la propria attività lavorativa principalmente presso la Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Università degli Studi di Torino, presso la quale è docente di Psicologia
del Lavoro e dello Sport e dirige l'Unità Operativa di Psicologia dello Sport del Centro Ricerche in Scienze
Motorie e Sportive. È stato lo psicologo dello sport ufficiale del CONI per le Olimpiadi invernali di Torino 2006
e per le Olimpiadi di Pechino 2008. Iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte. Ha insegnato alla
Bocconi di Milano e presso la Facoltà di Economia dell'Università di Torino; è lo psicologo dello sport della
squadra nazionale di sci alpino (F.I.S.I.) e della squadra nazionale di canoa e kayak (F.I.C.K.).
Giuseppe VERCELLI
I l p r o g e t t o S P O r t S An o
Il progetto SPOrt.SAno nasce nella Struttura Complessa
di Promozione alla salute della ASL Torino 2 grazie alla
Dott.sa Alessandra D’Alfonso, responsabile del progetto
e al suo staff, composto dal Dott. Michele Marra e dalla
Dott.ssa Giuseppina Viola.
Il progetto SPO.rt SAno nell’anno scolastico 2009-2010
ha coinvolto 2473 ragazzi, provenienti da Torino e dai
comuni della provincia, andando a lavorare con 105
classi di prima superiore, appartenenti a 16 scuole differenti della zona di Torino Nord, con l’obiettivo finale di
promuovere e avvicinare allo sport i ragazzi, mostrando
loro quelli che sono gli aspetti positivi e i benefici di uno
stile di vita sano e della pratica sportiva.
Per la realizzazione del progetto sono state impiegate
diverse figure professionali che operano nel settore scolastico; nello specifico in ogni classe sono state organizzati e realizzati tre moduli differenti:
“La salute…incontro di educazione alimentare”, ad opera di esperti in Scienze dell’Alimentazione “SPORT…
fabbrica di emozioni”, realizzato da educatori sociali
“S.F.E.R.A. per vivere lo sport” realizzato da esperti dell’Unità Operativa in Psicologia dello Sport (dott.ssa Rossana Capone, dott.ssa Silvia Gastaldi, dott.ssa Stefania
Indemini, dott. Michele Martini, dott. Antonio Sacco)
Prendendo spunto dall’opera di De Nardis Sport e vita
buona (2000) è interessante riflettere sul ruolo che gioca
nella vita quotidiana di ciascuno di noi lo sport. Per fare
questo è opportuno evidenziare che esistono diversi
livelli di pratica sportiva i cui estremi sono: sport inteso
come agonismo e sport inteso “per tutti”.
Lo sport a livello agonistico racchiude in sé diverse caratteristiche che ruotano intorno alla prestazione e quindi alla misurabilità di un risultato, alla competizione e al
superamento costante dei propri limiti. Lo sport “per tutti” porta con sé caratteristiche più “dolci” focalizzate sul
benessere, sulla socializzazione, sull’impegno e sulle
regole, sul superamento fattibile e realizzabile dei propri
limiti e sul raggiungimento degli obiettivi personali.
L’obiettivo perseguito nella realizzazione di questo interessante progetto è stato quello di promuovere lo sport
“per tutti”, quella forma di sport di cui magari si sente
parlare meno, ma che rappresenta l’insieme dei benefici
più ad ampio raggio e maggiormente usufruibili per una
moltitudine di giovani quali sono gli adolescenti.
“S.F.E.R.A. per vivere lo sport” - Cosa è stato fatto nello specifico
Nel lavoro quotidiano con gli atleti e gli sportivi di ogni
livello, un modello che viene utilizzato è il modello SFERA, sviluppato presso l’Unità Operativa in Psicologia
dello Sport della SUISM di Torino da Giuseppe Vercelli.
Si tratta di un acronimo che racchiude in sé i cinque
fattori fondamentali su cui lavorare, con l'obiettivo di
renderli tutti positivi e potenti, alla ricerca costante del-
l'ottimizzazione della prestazione dell'atleta e, in generale, del miglioramento dell’atteggiamento nei confronti
delle sfide, sia in ambito educativo che agonistico.
I fattori da allenare nella costruzione della propria prestazione sono dunque cinque:
Sincronia → la capacità di essere presenti e concentrati su ciò che si sta facendo nel momento della
prestazione. Si raggiunge quando mente e corpo
sono perfettamente connessi tra loro
Punti di Forza → le capacità e abilità fisiche, tecniche
e mentali, che permettono di accrescere il proprio
senso di autoefficacia
Energia → l'uso attivo della forza e della potenza
Ritmo → ciò che genera il giusto flusso nella sequenza dei movimenti e che dà qualità all’azione
Attivazione → il valore aggiunto, il motore motivazionale, la massima espressione della passione, che
permette all'atleta di superare i propri limiti
E’ stata dunque portata nelle scuole la nostra esperienza, sviluppando con gli studenti il metodo S.F.E.R.A. per
aiutarli a prendere consapevolezza dei cinque fattori che
compongono la prestazione d’eccellenza, sperimentando
ciascuno di essi attraverso delle esercitazioni costruite ad
hoc. La richiesta nelle classi, come contratto iniziale, è
stata quella di mettersi in gioco come dei veri atleti. E’
emerso che l'attivazione degli studenti ed il loro interesse
è stato presente e costante in tutte le classi, senza distinzione; la partecipazione attiva ai vari esercizi ha fatto sì
che i ragazzi sperimentassero direttamente le sensazioni
collegate a ciascun fattore e che, durante il debriefing,
partecipassero attivamente alla discussione. Questo dato
conferma ancora una volta una nostra convinzione profonda e cioè quanto sia importante e potente affiancare ai
concetti teorici anche momenti di sperimentazione pratica
e di formazione esperienziale.
Al termine del modulo, tutti gli studenti hanno avuto modo di auto-valutare le proprie prestazioni attraverso la
compilazione dello SFERA Mandala, ovvero di uno strumento specifico che viene utilizzato quotidianamente
anche dagli atleti.
Infine, grazie alla versatilità di SFERA, è stato possibile
collegare ognuno dei cinque fattori alla vita reale e scolastica degli studenti per far sì che si rendessero ancora
più conto che ogni prestazione, sia essa sportiva, scolastica, professionale o personale, necessita di grande
lavoro, consapevolezza e, alla base, di una imprescindibile connessione mente e corpo.
Uno sguardo alla teoria
Tra i vari autori che si sono occupati di psicologia dello
sviluppo, è stato scelto come riferimento Jean Piaget.
Nella sua ottica il soggetto viene visto come un attivo
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Il progetto SPOrt Sano
costruttore delle proprie conoscenze che evolve e si
modifica attraverso l'interazione con l'ambiente. Piaget
ha individuato quattro grandi periodi di sviluppo:
1. periodo sensomotorio (dalla nascita a 2 anni)
2. periodo preoperazionale (da 2 a 7 anni)
3. periodo delle operazioni concrete (da 7 a 11 anni)
4. periodo delle operazioni formali (12 anni e oltre)
Nello specifico, durante lo stadio operatorio formale, si
sviluppa nei ragazzi il pensiero astratto e la capacità di
formulare ipotesi verificabili poi attraverso i mezzi logici
a disposizione. Non si è più legati ad una verifica concreta delle proprie idee. Si può prendere in considerazione ciò che deve ancora avvenire e si acquisisce la
capacità di ragionamento ipotetico-deduttivo. Compare
il pensiero preposizionale che permette all’adolescente
di pensare sistematicamente al futuro e all’astratto.
Partendo da tali teorizzazioni piagetiane, basandosi
sulla letteratura contemporanea e traendo spunto dalla
nostra partnership con la scuola calcio Juventus
Soccer School, è stato elaborato l’intervento nell’ambito della psicologia dello sport , facendo riferimento ad
un programma sportivo specifico in relazione all’età dei
ragazzi in questione.
La fascia d’età 12-15 anni può essere rappresentata
con il seguente motto “conoscere sé stessi e gli altri”.
Durante questo periodo la pratica sportiva assume diverse valenze:
Migliora la qualità della vita psicofisica degli adolescenti;
Permette di classificare le regole sociali importanti nella
condotta quotidiana;
Facilita la condivisione dell’esperienza all’interno di un
gruppo;
Aiuta il ragazzo a far fronte ai propri bisogni individuali,
quali autostima, sicurezza, identità propria.
Entrando nel merito del nostro intervento formativo
presso le varie scuole, è stato rivolto essenzialmente
alle prime classi delle scuole medie superiori e quindi a
ragazzi di circa 13-15 anni.
La parola chiave durante questa fascia d’età è certamente quella del cambiamento che si articola necessariamente su due livelli:
SVILUPPO CORPOREO (altezza, peso, caratteri sessuali primari e secondari, sistema nervoso ed endocrino, apparato cardiocircolatorio e respiratorio)
SVILUPPO PSICOLOGICO (evoluzione del pensiero,
nuova immagine di sé, emancipazione dalla famiglia,
gruppo dei pari)
Riepilogando, l’adolescenza è un periodo di transizione, di cambiamento, strettamente connesso ad un desiderio di esplorazione, ma anche ad una necessità di
vicinanza dell’adulto.
Per tutti questi motivi lo sport va incontro a molte delle
esigenze dell’adolescente:
• Accettazione, confronto con i pari, appartenenza al
gruppo, ricerca di una propria corporeità e identità;
• Costruzione di una corretta immagine corporea attraverso il movimento, il confronto con gli altri coetanei
(spogliatoio: condivisione imbarazzi = apertura);
• Condivisione di valori etici, norme, comportamenti,
obiettivi, cultura sportiva;
• Sviluppo del senso di responsabilità, dell’autostima
e grazie al rispetto delle regole che caratterizzano appunto lo sport;
• Sviluppo di una propria autoefficacia grazie alla
possibilità di sperimentarsi nell’esecuzione di precisi
compiti sportivi;
Ampliamento del gruppo di riferimento degli adulti.
Abbandono della pratica sportiva e drop out
Un aspetto importante da considerare che si presenta
talvolta nell’ambito della pratica sportiva è il fenomeno
del drop-out.
La maggior parte dei bambini inizia a praticare sport già
nella prima infanzia, ma con il passare del tempo diventa sempre più frequente la perdita di interesse e di stimoli, fino ad arrivare intorno ai 14/16 anni alla decisione
di abbandonare, talvolta completamente, l’attività sportiva.
Le motivazioni alla base di questa realtà possono essere molteplici; tra le più comuni emergono la scuola (sia
come impegno in termini di tempo, sia nel caso di uno
scarso rendimento), la difficoltà di relazione con l’allenatore, l’eccessiva pressione da parte dei genitori, la fatica
fisica, la monotonia dell’allenamento, la difficoltà di socializzazione e di integrazione con il gruppo, ma anche
a livello più “pratico” la difficoltà a reperire strutture adeguate e i costi troppo elevati.
Naturalmente tutte queste motivazioni non sono applicabili in ogni contesto sportivo, ma rappresentano semplicemente uno spaccato di ciò che può emergere nelle
diverse situazioni specifiche.
Ciò che non deve essere assolutamente dimenticato è
che lo sport è visto dai ragazzi prima di tutto come occasione per socializzare, per relazionarsi con i coetanei
e per divertirsi insieme: se tali aspettative non vengono
confermate sarà molto probabile che la mancanza di
tempo e i gli impegni scolastici porteranno come conseguenza all’abbandono dell’attività sportiva da parte
dell’atleta.
NEWSLETTER n. 5 - 2011
ASSESSORATO ALLO SPORT e POST OLIMPICO- Servizio Programmazione e Gestione Attività Turistiche e Sportive
Supplemento a : ‘Cronache da Palazzo Cisterna’ n. 4 - 2011
Dirigente
Presidente Provincia di Torino
Antonio SAITTA
Vice Presidente e Assessore Sport e Post Olimpico
Gianfranco PORQUEDDU
Fortunato ASPREA
www.provincia.torino.it/sport
Coordinamento Redazionale
Ufficio SPORTELLO SPORT
Grafica
Ufficio SPORTELLO SPORT
Redazione
Stampato
Stampato in proprio
Consulenti SPORTELLO SPORT
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Il progetto SPOrt Sano
Spesso, quindi ciò che accade in questi casi non è
“l’abbandono di uno sport”, ma “l’abbandono dello
sport”, inteso quindi come pratica sportiva in generale.
Numerosi studi si sono occupati di studiare questo fenomeno; uno dei dati che emerge è che nelle scuole secondarie di primo grado vi sono tra gli studenti circa il
33% di ex-praticanti che, dopo avere avuto esperienze
legate al mondo dello sport, hanno già abbandonato
l’attività sportiva.
Tali ricerche indicano anche che le motivazioni principali e i fattori che sembrano essere alla base di questo
fenomeno di drop-out sono da ricercare da una parte
nell’eccessivo impegno richiesto dallo studio e, dall’altra parte, dalla modalità di svolgimento dello sport in
questione che è diventato “una cosa noiosa che non
avevo più voglia di fare”.
Può darsi quindi che il fenomeno del drop out dipenda
per alcuni aspetti dai ragazzi o da situazioni contingenti,
ma nonostante questo non va dimenticato tutto ciò che
rimane sotto la nostra personale responsabilità e su cui è
possibile e doveroso impegnarsi in prima persona per
fare sì che i ragazzi/atleti possano trovare le condizioni e
gli stimoli più favorevoli nell’ambito della pratica sportiva.
Cosa sviluppa motivazione allo sport nell’adolescenza
La motivazione alla pratica sportiva in età giovanile rappresenta, dati tutti i benefici della pratica sportiva stessa, uno degli argomenti più studiati ed analizzati negli
ultimi decenni. Esiste a tal proposito un’enorme mole di
studi scientifici, ricerche e teorie, volte, sin dagli anni ’70
(Adelrman e Wood, 1976) a spiegare cosa spinga i ragazzi ad intraprendere un’attività fisico-motoria e, soprattutto a mantenerla nel tempo. Volendo riassumere
in modo sintetico ciò che negli anni è emerso può essere funzionale rifarsi a quanto riportato in La motivazione
alla pratica sportiva nei giovani di Buonamano, R., Cei,
A., Mussino, A. (1993). Gli autori, attraverso l’applicazione del “Partecipation Motivation Questionnaire” di
Gill, hanno riscontrato nove principali motivazioni alla
pratica sportiva. Quali sono? La Forma Fisica (piacere
dato dal sentirsi attivi e con un fisico in forma); Abilità
(voglia di apprendere cose nuove e ricerca del miglioramento); Acquisizione di Status (ricerca della popolarità,
dell’attenzione e del riconoscimento degli altri); Esercitarsi in Gruppo (bisogno di appartenenza ad un gruppo);
Amicizia (desiderio di passare il tempo con i propri amici
e di cercare/trovarne nuovi); Aspetti della Competizione
(piacere derivato dal mettersi in situazioni sfidanti, in cui
ci si mette alla prova); Rinforzi Estrinseci (motivazione
al ricevere riconoscimento da genitori ed amici, e di ricevere premi e medaglie); Spendere Energia (rientrano
in questo fattore la voglia di scaricare attraverso lo sport
il nervosismo/tensione e il piacere nello stare fuori casa); Divertimento (inteso come piacere nel fare ciò che
si sta facendo, come per esempio gareggiare).
Di tutte questi fattori motivazionali, uno in particolare è
risultato essere di elevata importanza, ed è emerso in
modo trasversale nelle tante ricerche sul tema. Si tratta
della cosiddetta motivazione alla riuscita. Approfondendo il tema diversi autori hanno portato in evidenza la
necessità di distinguere tra l’”Orientamento al Compito”
e l’”Orientamento al Sé”. Nel caso dell’orientamento al
compito, chi fa sport ricerca la padronanza di un’abilità,
confrontandosi principalmente con se stesso e attribuendo più importanza alla propria personale crescita
che alla vittoria sull’altro. Quando invece a prevalere è
l’orientamento al sé, diventa prioritario il confronto con
l’avversario, con
l’altro. Ciò comporta una grandissima
importanza
riversata
sul concetto di
vittoria (e quindi
di sconfitta) che
diventa
metro
unico per giudicare il proprio
livello di abilità.
Bibliografia e Sitografia
Alderman, R.A., Wood, N.L., An analisys of incentive motivation in young Canadian athletes, Canadian Journal of Applied Sport
Science, 1976
Bortoli, L., Robazza, C., Orientamento Motivazionale nello Sport, Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, n.3, 2003
Buonamano, R., Cei, A., Mussino, A., La motivazione alla pratica sportiva nei giovani, Scuola dello Sport, Roma, 1993.
Cei, A., Psicologia dello Sport, Il Mulino, Bologna, 1998
Centro Studi, Coaching Manual Juventus Soccer School (Training Manual), Torino, 2005.
R Canestrari, A Godino, Trattato di psicologia, Clueb Editore, Bologna, 1997
Del Miglio C.M., Manuale di psicologia generale, Edizioni Borla, Roma, 1997
De Nardis F., Sport e vita buona, Meltemi editori, Roma, 2000
Eysenk M., Keane M., Manuale di psicologia cognitiva, Sorbona, Milano, 1998
Ferrari A.O., Bellaccio D., Costabile A., Sasso S., Introduzione alla psicologia dello sviluppo, Editori Laterza, Roma - Bari, 1999
Manes S. (a cura di), 68 Nuovi giochi per la conduzione di gruppi, Franco Angeli, Milano, 2002
Marocco Muttini C. Preadolescenza, Centro Scientifico Editore, Torino, 2007
Piaget J., La formazione del simbolo nel fanciullo, La nuova Italia, Firenze, 1974
Prunelli V., Sport e agonismo, FrancoAngeli / Le Comete, Milano, 2002
Vercelli, G.,Vincere con la mente, Ponte alle Grazie, Milano, 2006
Vercelli G., S.F.E.R.A. Training. Manuale di Allenamento, Libreria dello Sport, 2009
Vercelli, G., Intelligenza Agonistica, Ponte alle Grazie. Milano, 2009
Vercelli G., Bounous G., Manuale di psicologia dello sport, Centro Stampa SUISM, Torino, 2005
http://www.psyco.com/sitosport/tesicorsistI/tesigaiotti/tesisportgaiotti.htm
http://www.my-personaltrainer.it/sport/drop-out-sportivo-adolescenza.html
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Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest
Nato a Torino nel 1949 è laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico-sociale) all'Università di Torino. Ha
svolto la propria attività lavorativa principalmente presso la Regione Piemonte.
Dal 1976 al 1998 si è occupato di programmazione sportiva (impianti ed attività). È stato segretario del Coordinamento nazionale delle Regioni in materia di sport, ed anche segretario del Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti Pubblici.
Tra il 2002 e il 2007 ha fatto parte dello Sportello Sport della Provincia di Torino, collaborando alla redazione
di proposte e attività in materia di programmazione e formazione. Iscritto all'Associazione Italiana di Sociologia, collabora da alcuni anni con il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Torino.
Guglielmo BRUNA
Premessa
Uno dei temi di maggiore rilevanza solitamente proposto quando si tenta una qualche analisi del mondo sportivo, è
rappresentato dalle sue relazioni con la scuola.
Rapporto che nel tempo si è dimostrato ricco di positività, ma talvolta costellato anche di difficoltà istituzionali, organizzative, culturali e sociali. Non a caso il cosiddetto “drop-out” (ovvero l’abbandono anticipato) scolastico spesso e volentieri si accompagna a quello sportivo. Lasciamo però questi argomenti ad altri momenti di riflessione.
In questa sede intendiamo occuparci di realtà positive, d’importanti esperienze di collaborazione tra Comuni e
Scuola, aventi ad oggetto la promozione e l’implementazione di attività motorie e sportive, diverse e diversificate.
Lo “Sportello Sport” della Provincia di Torino, anche attraverso l’utilizzo della propria newsletter: http://
www.provincia.torino.it/sport/newsletter/index.htm, desidera proporre una lettura aggiornata e prospettica delle
iniziative che trattano i temi succitati. Si tratta non solo di proiettare all’esterno esperienze di particolare interesse,
ma ancor più di sostenere, anche attraverso questa tipologia di azione, le migliori esperienze locali.
Abbiamo così inteso raccogliere direttamente dalla voce di chi quotidianamente opera nell’ambito delle Istituzioni
locali informazioni, dati e materiali a supporto della nostra azione conoscitiva.
Nello specifico abbiamo incontrato le responsabili dell’Ufficio/Servizio Sport dei Comuni di Collegno, Venaria Reale
e Grugliasco.
Di là da quanto è emerso negli interessanti colloqui, questa è anche l’occasione per ringraziare ognuna di loro
(unitamente ai rispettivi collaboratori), per la grande e cordiale disponibilità dimostrata e anche per l’entusiasmo
con cui – tra molteplici problematiche ed impegni – hanno arricchito le proprie articolate esposizioni.
Il tema affidatoci nell’occasione era di ricercare e riportare le “buone pratiche” legate, come si è detto in apertura,
ai legami tra sport e scuola.
La diversità delle situazioni territoriali, socio-culturali e istituzionali costituisce lo scenario di riferimento, entro il
quale verranno – purtroppo sinteticamente – rielaborate le informazioni così generosamente fornite.
Non c’è motivo di stupore alcuno se, presentando le esperienze, si debba premettere una constatazione quanto
mai banale: sport e scuola rappresentano, con sfumature e approcci variabili, due importanti e prioritari temi sui
quali convergono le azioni di tutti e tre gli Enti locali considerati.
Dagli incontri emergono alcune similarità (segno della rilevanza assegnata da ciascun Comune a questi temi), pur
se incastonate all’interno di aree d’intervento più vaste, come ad esempio quella dedicata ai Servizi socioassistenziali o culturali.
Un primo dato, che nel seguito sarà meglio precisato, concerne i considerevoli sforzi economico-finanziari di detti
Comuni nel merito dei temi in argomento. Un altro elemento non meno interessante è costituito dall’organizzazione
interna ed esterna concernente le molteplici iniziative programmate sia in ambito scolastico sia sportivo.
Non ci sembra il caso annotare nel dettaglio che Collegno, Venaria Reale e Grugliasco si presentano, anche sotto il
punto di vista territoriale, socio-economico e storico, tra le più importanti realtà della cintura metropolitana torinese. Realtà che ancora credono, nonostante le pesanti limitazioni derivanti dalle restrizioni alla finanza pubblica e dagli oneri
della crisi, nelle risorse “scuola” e “sport”, interpretando le reciproche relazioni secondo un modello partecipato e attivo.
Potremmo quindi avanzare un’osservazione onnicomprensiva delle esperienze descritte: se c’è una “buona pratica” da segnalare, questa è costituita dall’impegno costante che detti Enti locali esprimono sul proprio territorio a
favore delle rispettive comunità.
COLLEGNO: INNOVAZIONE NELLA CONTINUITA’
Il Comune di Collegno ha sempre coltivato una
propensione favorevole nei confronti del connubio
scuola e sport.
Così, nel corso dei decenni, con gli inevitabili
cambiamenti che la città ha subito sia sotto il profilo
urbanistico, sia sotto quello socioeconomico, alcune
iniziative
sportivo-culturali
si
sono
andate
“modernizzando”, per adattarsi alle mutate esigenze
tecniche e dell’utenza.
Per parlare adeguatamente – seppure in breve, stante
la limitatezza dello spazio a disposizione – delle
iniziative odierne, e in particolare, delle cosiddette
“buone pratiche” che, a diverso livello e con varia
intensità legano sport e scuola, nel territorio collegnese,
occorre fare un passo indietro, per segnalare ciò che
nacque molti anni fa, attorno agli anni ’70. Proprio a
Collegno (una fra le più significative aggregazioni
urbane, sviluppatesi a ridosso della metropoli torinese
anche a seguito dei fenomeni migratori interni dovuti al
“boom” economico degli anni Sessanta) ebbe i natali,
con il supporto della UISP, una delle prime attività di
”alfabetizzazione motoria” (nello specifico, la pratica del
nuoto). Questa produsse in seguito iniziative di
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Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest
avviamento alla psicomotricità e alla pratica di
numerose attività di carattere motorio-sportive. Furono
quindi realizzati, ampliati e migliorati anche numerosi
impianti nella e per la scuola (palestre, piscine, campi
polivalenti).
Oggi possiamo affermare che Organizzazioni sportive,
Organismi della scuola e Amministrazione civica hanno
creato una rilevante unità di lavoro e d’intervento nel
settore, che condivide una pluralità di iniziative.
Uno degli esempi è la sottoscrizione del “Patto per la
Scuola” – un accordo tra Comune e Dirigenza
scolastica - che definisce norme e regole per iniziative
congiunte (educative e di carattere fisico-motorio)
nell’ambito della scuola primaria.
Altra
non
secondaria
attività
promossa
dall’Amministrazione collegnese (e gestita dal Settore
competente), è “Scuola & Città”, un ricco e organizzato
catalogo annuale dell’offerta formativa. A detta
pubblicazione si connette, con le caratteristiche proprie
di un “vademecum” dell’offerta sportiva, l’opuscolo
“Scegli il tuo sport”.
Una prima importante considerazione nasce proprio a
seguito delle notazioni che sono state evidenziate nel
corso del colloquio intercorso con le Responsabili del
Settore sport.
In effetti, è difficile evidenziare – in un ambito piuttosto
ricco di offerte – una specifica “buona pratica”. Si
sarebbe quindi orientati a considerare l’insieme delle
proposte, formulate considerando le varietà dell’utenza,
una “buona pratica” esso stesso, poiché capace di
offrire varietà di iniziative, senza privilegiare una
specifica disciplina sportiva, anche se “originale”.
A Collegno sono presenti 2 Circoli Didattici, 1 Istituto
Comprensivo, 1 scuola secondaria superiore di 1° grado
(ex scuola media), 1 sede distaccata del liceo “Curie” di
Grugliasco.
Scuola dell’infanzia: 1.119 alunni
Scuola primaria: 1.986 alunni
Scuola secondaria superiore 1° grado (ex scuola
media): 1.123 alunni
Sede distaccata Liceo “Curie”: 483 alunni.
Va tenuto in conto, illustrando la situazione di sport e
scuola a Collegno, la fattiva presenza della Consulta
Comunale per lo Sport.
A questo proposito si rileva un dato importante per la
Città di Collegno (nondimeno anche per gli altri Comuni
considerati),
costituito
dall’impegno
economico,
finanziario e organizzativo che tutta questa massa di
attività comporta. Nel corso di un decennio, il budget
dedicato alla promozione sportiva per la scuola, è
passato da 13 milioni di Lire agli attuali 40.000 Euro.
Pur non rilevandosi una vera e propria programmazione
intersettoriale, i diversi Servizi comunali interessati alle
tematiche educative, sociali e sportive interagiscono
positivamente.
Le numerose realtà sportive, associative e del tempo
libero, operanti sul territorio collegnese, presentano
annualmente al Comune un calendario delle proprie
attività suddiviso per aree di competenza. Ciò permette
agli Uffici comunali di realizzare un organico quadro
d’insieme, evitando sovrapposizioni e realizzando, al
contempo, una più razionale gestione degli interventi di
supporto.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate altre
proposte promozionali della pratica motoria e sportiva –
esterne all’area scolastica - alcune delle quali sono di
seguito richiamate:
Il “Miglio Rosa”, per favorire la pratica dello jogging
anche per le donne, in condizioni di sicurezza e con il
supporto di un istruttore;
Il progetto ”Attività Fisica Adattata”, in accordo con
l’Assessorato comunale alle Politiche Sociali e l’ASL;
Il progetto “Bocciofile Aperte” in collaborazione con le
associazioni bocciofile di territorio;
Il progetto “Corri Collegno”, una manifestazione di
notevole importanza di solidarietà.
In chiusura di questa breve esposizione, si desidera
evidenziare
il
notevole
sforzo
prodotto
dall’Amministrazione comunale e dagli Uffici per portare
più sport in Città, più attività sportiva tra i giovani
cittadini e nella scuola, soprattutto in quelle dimensioni
in cui non vi sono docenti preposti e non vi è un’attività
organizzata.
Parlando di “buone pratiche” che investono l’area
sportiva-educativa, infine, ci pare di dover evidenziare:
La forte capacità organizzativa e il grande impegno
economico-finanziario per dare più sport alla scuola.
L’impegno a mantenere e sviluppare il rapporto sportscuola, anche come base per eventuali successivi
sviluppi, in altre dimensioni scolastiche oltre la scuola
primaria.
Non favorire una sola “buona pratica” sportiva, bensì
offrire un “ventaglio” di offerte di pratiche sportive di
vario interesse per la popolazione collegnese.
VENARIA REALE: DIALOGO, ETICA E PROMOZIONE
Da anni, com’è noto, il Comune di Venaria Reale deve la
sua fama nazionale e internazionale alla Reggia sabauda
in tempi recenti, restaurata e abbellita, così da renderla
un obiettivo prioritario di visita tra i molti turisti che
visitano Torino, la sua provincia e il territorio regionale.
L’incontro con le responsabili degli Uffici comunali dedite
a curare e ad incentivare lo sviluppo delle iniziative di
promozione sportiva, è avvenuto in un momento di
transizione.
Da questa situazione, deriva una certa difficoltà nel
definire con puntualità i nuovi obiettivi d’intervento, che
necessariamente dovranno essere individuati dalla nuova
Amministrazione civica.
Restano, però, da analizzare le attività in corso; ottenere
informazioni e dati circa le iniziative più recenti che
rientrano nel contesto tematico che ispira questa piccola
indagine conoscitiva sullo sport nell’area ovest di Torino.
La scuola è presente sul territorio venariese con due
Circoli didattici, (6 scuole elementari); due scuole medie
inferiori (Lessona e Don Milani) e un liceo scientifico/
classico (Juvarra).
Il mondo associativo sportivo trova spazio di
espressione e luogo per le proposte nella Consulta
dello Sport, che prevede – fra gli altri – un posto anche
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Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest
per la rappresentanza scolastica.
Le aree sulle quali il Comune di Venaria Reale ha
investito e tuttora investe, sono quelle dell’attività
motoria nella scuola primaria e nella scuola media. Le
scuole presentano al Comune le proprie proposte di
attività che sono in seguito selezionate e supportate
dall’Amministrazione
civica.
Detto
supporto
è
strettamente legato a un budget finanziario concordato,
sulla base del numero degli allievi.
Lo stesso budget è incrementato nella misura del 10% a
favore delle scuole elementari che non avendo
insegnanti specificamente dediti all’educazione fisica,
sono meno attrezzate rispetto alle scuole medie per
seguire le attività sportive degli alunni.
La documentazione che attiene alla gestione
organizzativa dello sport nel territorio venariese è
disponibile sul sito Internet del Comune, dal quale si
possono scaricare:
-> Il regolamento di utilizzo degli impianti comunali;
-> L’elenco delle Società sportive.
La convenzione tra la Città di Venaria Reale e le Scuole
per l’utilizzo delle palestre, è invece disponibile in
formato cartaceo, presso gli Uffici comunali preposti al
Settore sport.
Un’altra iniziativa di carattere partecipativo è costituita
dal Consiglio Comunale dei Ragazzi. Detto organismo
ha tematizzato lo sport come argomento principale
della propria attività per il corrente anno 2010. Il
progetto elaborato dai ragazzi si prefigge lo scopo di
sensibilizzare la cittadinanza, ed in particolare gli
studenti delle scuole, sul benessere fisico apportato
dalla pratica sportiva, attraverso la realizzazione di un
prodotto multimediale, il quale verrà poi pubblicato sul
sito della Città.
La Città di Venaria Reale ha sposato appieno il progetto
della Regione Piemonte per una “buona pratica”
sottoscrivendo “la Carta Etica per lo sport
piemontese”. A tal fine è in elaborazione un progetto al
quale partecipano l’UISP Valle di Susa e medici
dell’ASL 3, che prevede una serie di incontri finalizzati
alla sensibilizzazione di soggetti vari quali genitori,
ragazzi, istruttori su temi diversi come “una corretta
alimentazione”, “ no-doping”, ecc.
A livello di manifestazioni/occasioni di pratica sportiva, in
aggiunta a quanto realizzato dalle scuole con i contributi
comunali già citati, sono state evidenziate le seguenti:
Corsa podistica per le scuole medie “Corri Reale”;
(Organizzazione: Comune e Associazione sportiva di
Atletica).
Progetto “Scalate e dintorni” per le scuole medie;
(Organizzazione:
Comune,
Scuole,
CAI).
Realizzazione di palestra di roccia artificiale e ponte
tibetano. Il corso, della durata di una settimana,
prevedeva anche alcune uscite in montagna, non
effettuate per una pluralità di problemi. L’iniziativa
promossa nel 2009, non ha avuto seguito.
Progetto promozionale
di calcio femminile
“Giornata dello Sport” (Organizzazione: Comune,
A.C.F. Torino Calcio).
Passeggiata ciclistica “Junior Bike Michelin”,
conclusiva del progetto sulla “Sicurezza Stradale”
tenuto dalla Polizia Municipale in alcune scuole
elementari (Organizzazione: Comune, Open Factory
Supporter).
Occorre però prendere atto, qui come anche nelle altre
realtà locali interpellate, dello sforzo organizzativo e
finanziario che il Comune di Venaria Reale affronta per
mantenere e supportare le molteplici iniziative che
hanno svolgimento nella e per la scuola.
Tra questi sforzi è doveroso annotare il tentativo di
attivare una sinergia interistituzionale tra Ente locale e
Organi scolastici, prevedendo la condivisione di medesimi
programmi educativi sullo sport tra le diverse scuole.
Ciò faciliterebbe verifiche comparative al fine di
implementare gli stessi programmi, sulla base dei
risultati delle suddette analisi.
Su questo tema molto lavoro resta da fare, ma è un
obiettivo prioritario anche per l’Assessore appena
insediato, che ritiene di fondamentale importanza il
valorizzare l’intera rete educativa presente sul territorio.
Ciò non significa che non esistano esperienze recenti, o
in prospettiva, che abbiano i requisiti quali-quantitativi
per dimostrarsi attività d’interesse.
Scuola e sport restano pertanto due fondamentali punti
di riferimento per la Città di Venaria Reale, così come
evidenziato nella concretezza delle iniziative attivate.
GRUGLIASCO: SPORT, CULTURA E COMUNITA’
La citazione che apre questa nota redazionale sintetizza
al meglio gli obiettivi che la Città di Grugliasco ha
attuato e sta perseguendo nella specifica area
d’intervento.
“Una città a misura d'uomo è una città che sa
programmare, nel suo territorio, lo spazio per la
pratica Sportiva. Lo sport deve essere garantito a tutti
i cittadini. Il linguaggio del corpo rappresenta un
grande strumento di relazione con gli altri.
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Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest
E' il modo più immediato con cui si esprimono i
giovani, è uno dei modi più semplici per entrare in
sintonia con culture e tradizioni che provengono da
paesi diversi. Lo sport è gioco, è socializzazione, è
salute, è una parte importante della vita delle persone
di ogni età.
La cultura sportiva deve essere parte del bagaglio di
ogni singolo cittadino; per far ciò è indispensabile
fornire alla cittadinanza tutte le possibilità di praticare
lo sport preferito.
Per riuscire in questo intento è necessario che le
risorse siano distribuite equamente sul territorio”.
Emergono chiaramente finalità e percorsi all’interno dei
quali non è difficile riconoscere la rilevanza assegnata
dal Comune al rapporto sport-cultura-comunità
Da tali premesse consegue una stretta relazione tra le
iniziative a favore dello sport e la scuola. Di fatti, nel
corso dell’incontro con la Responsabile del Settore e i
suoi collaboratori, sono state fornite nel merito molteplici
informazioni, che saranno riprese solo in sintesi, stante
la modesta disponibilità degli spazi editoriali.
La Città di Grugliasco, confinante sia con Torino sia con
Collegno, è sede del Polo Universitario e di un importante
complesso scolastico superiore (Area Barrocchio).
Per offrire una sufficiente panoramica della situazione,
si richiamano alcuni dati di riepilogo relativi all’Anno
Scolastico 2009/2010 (scuole statali e paritarie), utili a
rendere l’idea della rilevanza della presenza scolastica
sul territorio grugliaschese.
Le scuole dell’infanzia contano 1018 iscritti; le scuole
primarie presentano una dotazione di 77 sezioni con
1876 iscritti; le scuole secondarie di primo grado
dispongono di 45 sezioni con 1078 iscritti.
Le scuole superiori (4 istituti: Majorana, Curie, Vittorini,
Castellamonte) vedono una presenza complessiva di
3034 iscritti.
Anche per il Comune di Grugliasco l’intervento
nell’ambito della promozione sportiva costituisce un
onere rilevante sia sotto il profilo organizzativo, sia sotto
quello finanziario. Per il 2010 il budget ammonta a Euro
180.000, di cui Euro 50.000 dedicati agli interventi
manutentivi e acquisto attrezzature.
Pur non essendo operante una Consulta per lo Sport, i
rapporti con le Associazioni e con gli Organi della scuola
sono improntati al raggiungimento di obiettivi condivisi, in
linea con quanto affermato nella dichiarazione iniziale.
Così come per gli altri Enti locali intervistati, anche per
la realtà grugliaschese è difficile identificare una
specifica “buona pratica” sportiva, nel senso che vi sono
diverse iniziative di particolare interesse, che hanno
riscosso e conseguono ancora un notevole successo da
parte dei praticanti e della popolazione.
In particolare, tra gli interventi a supporto dello sport
nelle scuole elementari e medie, è d’obbligo citare
l’attività natatoria, organizzata su otto turni che
garantiscono l’avviamento alla pratica del nuoto a
centinaia di ragazzi tra i mesi di ottobre e maggio. La
predetta attività è programmata in concorso con le
scuole; viene, infatti, redatto un piano di utilizzo, per
garantire il soddisfacimento di tutta l’utenza scolastica
ed evitare possibili inconvenienti nell’assegnazione
degli spazi-acqua.
La piscina sarà prossimamente sottoposta a lavori di
ampliamento e miglioramento. I lavori sono coordinati al
fine di evitare la chiusura dell’impianto, in questo
periodo in gestione alla società Rari Nantes.
Richiamiamo altre iniziative del Comune di Grugliasco:
Corsi sportivi (ginnastica); (Organizzazione: Comune
e Associazione Centro Europa 01)
Corsi di sci per le scuole medie; (Organizzazione:
Comune, Scuole), che hanno visto la partecipazione
di oltre 100 ragazzi di tutte le scuole di ordine e
grado e di 50 adulti.
Occorre prendere atto di un’importante osservazione
emersa nel corso dell’incontro: le scuole hanno oggi
maggiore autonomia per quanto riguarda lo sport. Così le
strutture restano disponibili al Comune dopo le 18,30; ne
consegue che l’affluenza alle attività sportive è pressoché
monopolizzata dalla fascia dei giovani e degli adulti.
Per la popolazione scolastica, l’Amministrazione di
Grugliasco ha dato vita alle seguenti attività:
Progetto “Ti Muovi”: si tratta di un progetto pluriennale
per l’educazione alla sicurezza. Mobilità urbana
autonoma per giovani e bambini;
Progetto “Postura a scuola – A scuola di postura”:
è un percorso di sensibilizzazione, informazione e
formazione sui temi della prevenzione delle
problematiche posturali in ambito scolastico.
PePS (Piani e Profili per la Salute) – Comuni di
Grugliasco e Collegno: i PePS sono lo strumento
con cui la comunità locale, a livello distrettuale,
definisce il proprio profilo di salute. Nella stesura dei
PePS avrà particolare rilievo la promozione della
pratica sportiva e del suo primario ruolo rivolto alla
popolazione nel concetto condiviso del “fare salute”.
Sono state inoltre segnalate altre iniziative, non
strettamente legate al connubio scuola-sport, ma che
per le loro caratteristiche riteniamo utile riportare:
“Corri Collegno-Grugliasco”; gara podistica con
finalità solidaristiche;
“StraGrugliasco
in
bicicletta”;
manifestazione
organizzata dal Comune con le Associazioni sportive;
anch’essa a fini di solidarietà.
Le conclusioni di questa nota informativa non possono
che evidenziare alcune considerazioni comuni anche
agli altri Enti contattati.
Pur nella dovuta differenziazione d’impostazione e di
obiettivi, anche il Comune di Grugliasco dedica allo sport
ingenti risorse e un notevole impegno organizzativo,
mirati a implementare significativamente il rapporto tra
scuola e sport, in un contesto in cui il contributo della
comunità grugliaschese rappresenta il collante prioritario.
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Sportivamente a scuola
Nato a Torino nel 1957 è laureato in Scienze Motorie e Sportive all'Università di Torino. Già arbitro internazionale di calcio, 197 gare dirette in serie A e 70 all'estero con UEFA e FIFA. Ha svolto la propria attività
lavorativa principalmente come educatore professionale. Insegnante nelle Scuole Salesiane (liceo scientifico, istituto tecnico, CFP) e fondatore di una associazione di volontariato che presta particolare attenzione al
disagio psichico. Osservatore Uefa e responsabile del Settore Tecnico dell' AIA (Federazione Italiana Giuoco Calcio).
Iscritto all' albo dei Giornalisti (elenco Pubblicisti dal 1998) .
Quando, con chi e dove è possibile riflettere sull'etica? Il rischio di scadere nella retorica è sempre elevato, ma educare alla pratica sportiva non è ovviamente un impegno solo organizzativo o solo tecnico. Sono le scelte che facciamo a decidere chi siamo veramente, molto più delle nostre capacità.
Le nostre scelte morali, deontologiche o appunto
etiche, hanno la forza di esaltare non solo le buone
pratiche ma un intero sistema, tanto da renderlo inclusivo e non esclusivo. Per esempio, quanti sanno
che nei centri di formazione professionale ad impronta salesiana sul territorio della Provincia (vere e
proprie scuole di indirizzo al lavoro) si pratica dello
sport? Quanti conoscono il protocollo che permette
a molti Istituti Tecnici e Licei della Provincia di seguire un corso scolastico per arbitri in cui, oltre alle regole del calcio, si insegnano il fair-play e l’arte della
correttezza nel gioco? Molte altre cose, purtroppo,
non sono di dominio pubblico. Come il fatto che le
competenze basilari di cittadinanza e le capacità
personali si possono studiare e sperimentare praticamente con una attività sportiva che coinvolge proprio la Provincia.
Presso la Sezione Geometri "Castellamonte" dell'
ISS Vittorini di Grugliasco, da 6 anni sono state formate classi ad indirizzo sportivo, riservate ad atleti
tesserati presso le diverse Federazioni. Prevedono
ricerca e approfondimenti specializzati su tutto ciò
che concerne lo sport già dal primo anno di frequenza. Le discipline coinvolte, ben 22 compreso il calcio, si avvalgono inoltre di corsi di impiantistica sportiva, con approfondimenti di settore ancora più specifici.
Spesso l'attività sportiva di alto livello e gli impegni
scolastici non sembrano compatibili. Chi di noi non
ha sentito almeno una volta la frase: "Va bene lo
sport ma pensa a studiare!". Ma è sbagliato mortificare nei giovani passione, che è anche sacrificio,
aspettative, energie, sogni e ideali, costruendo muri
anziché ponti. Se è vero che risulta fondamentale
aiutare i giovani a costruirsi con serietà il proprio
futuro, è altrettanto importante dare loro delle opportunità di confronto e aiutarli a conciliare lo studio e
l'attività sportiva. Rendere pratica, sostenibile, fattiva
questa idea è l'etica e la politica, non farlo è invece
l'avarizia.
Grazie alle finalità formative ed educative, la scorsa
estate si sono diplomati i primi trenta "geometri
Alfredo TRENTALANGE
sportivi". All'esame orale ogni studente ha presentato una tesi di approfondimento specifica sull'impiantistica sportiva, collegandovi spunti, riflessioni pluridisciplinari e riferimenti agli aspetti tecnici delle varie
specialità.
Alcuni hanno trattato argomenti inerenti la progettazione di nuovi spazi per lo sport (palestre, piste di
atletica indoor e outdoor, impianti sportivi polifunzionali, campi da calcio in sintetico, campi da tennis,
velodromi), altri hanno proposto forme di recupero o
ristrutturazione di impianti già esistenti (campi di calcio, piscine, palestre), altri ancora hanno analizzato
un consistente numero di aspetti in un'ottica particolare sotto più punti di vista: sicurezza negli stadi
(strutturale, normativa, organizzativa, gestionale),
sistemi energetici avanzati nelle grandi coperture e
sistemi di illuminazione a basso o nullo impatto ambientale. E, ancora, bioedilizia per lo sport, sistemi
drenanti e di manutenzione dei terreni erbosi, sintetici o in terra; aspetti anti-infortunistici nella progettazione e nell'uso di materiali specifici.
Le due classi sono giunte al termine di un percorso
di studi reso interattivo anche dal contatto mantenuto con gli insegnanti nonostante assenze prolungate
a causa di impegni sportivi. Un percorso arriccchito
da incontri tecnici ed educativi con specialisti di settore, atleti importanti e personalità significative che
dallo sport hanno saputo trarre contenuti formativi
da condividere, nel corso degli anni, con questi giovani atleti.
In sintesi è proprio vero che si cresce per didattica
ma soprattutto per confronto. Come arbitro e dirigente del Settore Tecnico della Federazione Italiana
Giuoco Calcio ho avuto modo di incontrare i ragazzi
e gli insegnanti e dibattere sui temi a me più cari
come l'etica, i comportamenti, e più in particolare i
valori della giustizia e della lealtà. Ho avuto modo di
raccontare piccoli episodi curiosi della mia esperienza di arbitro internazionale. Gli studenti, già preparati da precedenti incontri con giornalisti, medici, organizzatori di eventi, dirigenti del Coni, giudici, associazioni di volontariato, persone diversamente abili,
tifosi, hanno confortato la mia impressione: abbandonando presunzione e pregiudizio, sostituiti da ricerca e studio, è possibile fare di una passione come quella sportiva una professione all'avanguardia.
Trasformando così i problemi in risorse.
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PASport 2011 – XIª edizione
sabato 4 e domenica 5 giugno 2011
Come avvenuto lo scorso anno, lo svolgimento della manifestazione è stato fatto coincidere con la ‘Giornata Nazionale dello Sport” e con la relativa manifestazione organizzata dal CONI Regionale, in collaborazione con le istituzioni locali ed i Comitati Provinciali CONI del Piemonte, denominata ‘SportDay’, che si terranno il 5 giugno.
L’Unità d’Italia raccontata attraverso lo Sport
BANDO DI CONCORSO per le SCUOLE
“L’UNIONE
FA LA FORZA”
1° Sezione - Scuole Primarie (elementari)
2° Sezione - Scuole Secondarie di Primo Grado (medie)
Il concorso, che si ispira ai valori e alla storia dello sport nei 150 anni dell’unità d’Italia, intende incoraggiare gli alunni delle scuole dell’obbligo a realizzare una produzione artistica o letteraria con la quale raccontare lo sport e la sua evoluzione storica, con particolare riferimento alle discipline nate nel nostro territorio.
2° GRAN PREMIO SPORTIVO SCOLASTICO - PROVINCIA di TORINO
La Provincia di Torino in collaborazione con l’Ufficio Educazione
Fisica di Torino, propone per l’a.s. 2010/2011, in una logica di
continuità, la seconda edizione del “GRAN PREMIO SPORTIVO
SCOLASTICO PROVINCIA DI TORINO“.
Lo scopo vuole essere quello di valorizzare la partecipazione
delle scuole secondarie di primo e secondo grado ai Giochi
Sportivi Studenteschi e soprattutto sottolineare i risultati raggiunti e l’impegno profuso da tutti i ragazzi coinvolti, dai loro docenti
e dal personale di supporto.
“ABC x SPORT”
BANDO DI CONCORSO SCUOLE PRIMARIE – A.S. 2010/2011
rivolto alle scuole primarie del territorio provinciale, statali e paritarie, escluse dai progetti nazionale e
regionale di ‘Alfabetizzazione motoria’, ma che abbiano in proprio attuato progetti di educazione motoria.
Anche per l’anno scolastico 2010/11 la Provincia finanzia l’iniziativa
che permette a 47 scuole della provincia di Torino di fruire dell’intervento di ‘Alfabetizzazione motoria’, promosso dal Ministero della
Pubblica Istruzione, che non vedeva coinvolto il nostro territorio.
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5/2011 newsport - Provincia di Torino