PERIODICO DI INFORMAZIONE CULTURA E APPROFONDIMENTO SUL MONDO SPORTIVO NEWSPORT Newsletter dello sportello sport 5/2011 febbraio PROMOZIONE SPORTIVA: LA PRIORITA’ SONO I GIOVANI SOMMARIO Alfabetizzazione motoria nella scuola primaria 2 Il progetto SPOrt SAno 4 Sport e scuola. Uno 7 sguardo a nordovest Sportivamente a scuola News dalla Provincia 11 Da sempre la politica sportiva della Provincia di Torino ha come priorità l’avviamento dei giovani alle più diverse discipline ed il sostegno della pratica giovanile di base. Anche nel presente mandato i progetti che (nelle ristrettezze economiche che ormai tutti conoscono) abbiamo avviato e stiamo portando avanti sono in gran parte dedicati a costruire occasioni in cui i ragazzi della scuola dell’obbligo possano accostarsi allo sport, scegliendo in piena libertà le discipline che intendono praticare. Non a caso, quindi, questo numero della newsletter dello Sportello Sport della Provincia è dedicato ad alcune “buone pratiche”, cioè a quei progetti di alfabetizzazione motoria e di promozione sportiva che stanno dimostrando in concreto di avere effetti positivi nel nostro territorio. Da par t e nost r a, siam o e sar em o ancor a nel 2011 i n pr im a f ila nel promuovere, in collaborazione con il Coni e con il mondo della scuola, il progetto di “alfabetizzazione motoria nella scuola primaria”. La Provincia di Torino ha impiegato ingenti risorse per fare in modo che il progetto potesse partire anche nel nostro territorio, oltre che nelle Province di Novara, Vercelli e Biella. Lo abbiamo fatto perché crediamo fortemente nella validità di una serie di metodologie ludico-polisportive che integrano il bisogno del divertimento con lo sviluppo della motricità, accrescendo nei bambini il gusto della ricerca e del miglioramento, personale e di squadra. Sempre nella direzione della promozione dello sport tra i giovani nella scuola si è posto il progetto del “Gran Premio Sportivo Scolastico Provincia di Torino” per le medie inferiori e superiori. Nel 2010 abbiamo stanziato 11.000 Euro per l’erogazione di premi alle scuole secondarie di primo e secondo grado i cui allievi si sono particolarmente distinti nell’attività agonistica nell’ambito delle fasi provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi. Lo stanziamento va ad aggiungersi al contributo di 10.000 Euro, erogato per coprire le spese organizzative dei Giochi Sportivi Studenteschi, nonché all’apporto organizzativo diretto, che consiste nell’organizzazione della cerimonia di premiazione degli atleti che si sono distinti nella fase nazionale. E’ vero: vorremmo poter contare sui bilanci “grassi” di qualche nostro non lontano predecessore: ma non è così. E questo non può costituire un alibi per fare poco o nulla. Si opera con le risorse che si hanno, senza rinunciare a compiere scelte strategiche e a chiedere allo Stato e alle Regioni che alle nuove competenze assegnateci solo sulla carta corrispondano risorse certe. L’incertezza non giova a nessuno: nemmeno a chi delega “con la mano sinistra”, dimenticandosi di precisare chi fa che cosa e di assegnare fondi adeguati. Gianfranco Porqueddu Vice-Presidente della Provincia di Torino Assessore allo Sport e al post-olimpico NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 2 Nata a Torino nel 1961 è laureata in Scienze Motorie e Sportive all'Università di Torino. Ha svolto la propria attività lavorativa principalmente presso Istituto di Medicina dello Sport di Torino e ISEF e SUISM (TO). Dal 1994 si occupa di Progetto di Ricerca nella Scuola Elementare con l'IMSTO e Valutazioni Funzionali Nazionale Paralimpica Sci Alpino e Ice Sledge Hockey. È referente disabili per l'Università di Torino. Collabora da alcuni anni con il Comune di Torino Ass. Sport, Comune di Asti Ass. Sport, Università, CONI Provinciale di Torino, Federazione Canoa e Kayak e varie Associazioni Sportive. Roberta BARTOLOMEI Ha preso avvio nel mese di marzo il progetto pilota dedicato alla Scuola Primaria che ha come titolo: “Movimento dalla A alla Z – alfabetizzazione motoria nella scuola primaria”. Tale iniziativa è stata condivisa dai maggiori Enti preposti alla gestione dei contenuti dell’attività motoria all’interno della Scuola Primaria: il MINISTRO dell’ISTRUZIONE, dell’UNIVERSITÀ e della RICERCA ed il CONI nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali. Si è voluto con questo progetto realizzare un piano di alfabetizzazione motoria da attuarsi nella Scuola Primaria con la presenza attiva di laureati in Scienze Motorie, in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica e delle istituzioni nazionali ed internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e di non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile. In considerazione del fatto che il progetto in quanto “pilota” coinvolge al momento un numero limitato di Scuole e di Province della Regione Piemonte (Biella, Novara e Vercelli) ed in conseguenza della già collaudata esperienza di intervento a livello della Scuola Primaria da parte di Comuni e Province piemontesi proprio nell’ambito motorio, al fine di garantire pari opportunità sul territorio, l’intervento è stato esteso anche alle zone territoriali escluse dal progetto pilota nazionale, pur mantenendo le direttive sperimentali nazionali. Le Direzioni didattiche coinvolte nella Provincia di Torino sono 47: D.D. VOLPIANO, D.D. CHIERI II, I.C. PINO TORINESE, D.D.NINO COSTA TORINO, I.C.FORNO CANAVESE, I.C.CONDOVE, D.D. MANZONI TORINO, I.C.66MARTIRI GRUGLIASCO, D.D.NICHELINO IV, I.C.RODARI TORRE PELLICE, D.D. AVIGLIANA, D.D.CARMAGNOLA III, D.D.TOSCANINI TORINO, I.C.VINOVO I.C. CASTIGLIONE T.SE, D.D.DRUENTO, D.D.MONCALIERI II, I.C.COAZZE, I.C.SANTENA, D.D. IVREA I, D.D.SINIGAGLIA TORINO, I.C. NONE, I.C. ALMESE, I.C.AIRASCA, I.C.TOMMASEO TORINO, I.C. MONTESSORI S.MAURIZIO C.SE, D.D.D’AZEGLIO TORINO, D.D.COPPINO TORINO, D.D. DUCA DEGLI ABRUZZI TORINO, D.D. CALUSO, D.D.PELLICO TORINO, I.C.CUMIANA, I.C.VOLVERA, D.D.TAPPARELLI AZEGLIO, I.C.MATTEOTTI RIVOLI/ROSTA, D.D.NICHELINO III, D.D. SALGARI TORINO, I.C.B.TA PARADISO COLLEGNO, D.D. CHIVASSO I, D.D.IVREA III, D.D.CARMAGNOLA II, D.D.SETTIMO II, D.D.NICHELINO II, I.C.TRANA, I.C TROFARELLO, I.C.SANT’AMBROGIO, D.D. PIANEZZA. In ogni Direzione Didattica è operativo un Esperto in scienze motorie e sportive con l’incarico di seguire 10 classi (2 per ogni anno scolastico) per un totale di 20 ore di lezione entro il termine di questo anno scolastico. Di fondamentale rilievo risulta essere il suo ruolo che consiste essenzialmente: Nel collaborare alla stesura del POF (Piano Offerta Formativa) e compartecipare alla definizione di percorsi didattici che propongano attività motorie – sportive adatte ai bisogni degli alunni; Fornire una consulenza finalizzata a dotare gli insegnanti delle competenze progettuali e culturali necessarie per rafforzare in modo strutturale l’attività motoria e presportiva; Realizzare attività pratiche in palestra finalizzate a far acquisire modalità di conduzione progressivamente sempre più autonome delle attività motorie e sportive da parte degli insegnanti; Introdurrei elementi oggettivi e scientifici di analisi e valutazione pedagogico –motoria sulla popolazione scolastica interessata dal progetto con verifica dei risultati. La Strategia dell’intervento mira a far si che l’affiancamento di un “consulente esperto” all’insegnante titolare “in orario curricolare” concorra a realizzare al meglio l’obiettivo di supportare gli alunni nel raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze motorie, attraverso una proposta guidata di riferimento, elaborata nel rispetto delle Indicazioni ministeriali per il Curricolo. Gli Esperti e i relativi Supervisori sono stati selezionati tra tutti coloro che hanno presentato domanda e si trovano in possesso di titoli universitari che hanno certificato la loro formazione nel campo delle scienze motorie. In particolare, al “Tutor” spesso confuso con il supplente di educazione motoria dell’insegnante, sarà restituito il ruolo di SUPERVISORE e coordinatore dell’attività all’interno della scuola. All’evidente necessità per il corpo docente di avere anche un supporto attivo in palestra, risponderà il contingente di ESPERTI in Scienze Motorie sia per l’attività di base che per l’offerta aggiuntiva pre sportiva riservata alle classi quarte e quinte. NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 3 Alfabetizzazione motoria nella scuola primaria L’inserimento nel piano di formazione nazionale permetterà ai Supervisori ed Esperti piemontesi di vivere un importante momento di scambio culturale in cui sperimentare in modo diretto la congruenza tra il percorso ludico motorio e quello di avviamento alla pratica delle discipline sportive previste dai programmi ministeriali delle scuole secondarie di I e II grado. to vere e proprie regolazioni sistematiche della didattica; per il bambino sono occasioni di riflessione sul proprio percorso di apprendimento motorio. Il Progetto prevede nella Verifica degli apprendimenti attesi due proposte di modalità: - Schede di Osservazione - Prove di verifica e schede di registrazione Schede e prove motorie devono essere intese come strumenti al fine di riprogettare, quando occorre, nuove strategie didattico educative e di procedere nello svolgimento delle attività programmate. Con la realizzazione di questo nuovo progetto, completo di tutti i passaggi, si riusciranno a conciliare tempi e finalità dell’educazione scolastica che motiva, attraverso il piacere del movimento, l’acquisizione del maggior numero possibile di abilità motorie, creando i presupposti Da qui si può rilevare come l’azione del progetto sia per la scelta di una vita sportiva. effettivamente riproducibile in ogni ambito del territorio ARTICOLAZIONE PROGETTUALE – PERCORSI PRO- nazionale, modulabile a seconda delle varie realtà scolastiche, ma realizzato attraverso il supporto di personaGRAMMATICI le opportunamente formato e completato da procedure CLASSE PRIMA: - Conoscere, riconoscere e denominare le varie parti del di monitoraggio dei risultati che permetteranno una raccolta di dati oggettivamente confrontabili e una valutacorpo. zione attendibile. - Conoscere, riconoscere, differenziare e verbalizzare differenti percezioni sensoriali. - Riconoscere e discriminare oggetti in base alle percezioni. - Interpretare stimoli esterni che consentono di adattarsi all’ambiente. CLASSE SECONDA: - Individuare su di sé e sugli altri le parti del corpo. - Discriminare e verbalizzare le sensazioni vissute. - Individuare le differenze tra gli attrezzi utilizzati attraverso la percezione tattile. CLASSE TERZA: - Collegare e coordinare le capacità di sentire, prendere coscienza e di conoscere il proprio corpo nel suo complesso e nei suoi distinti segmenti. - Rappresentare il corpo fermo e in movimento. CLASSE QUARTA: - Conoscere i cambiamenti fisiologici dovuti all’attività motoria. - Riuscire a mantenere un ritmo di corsa costante per un certo periodo di tempo. - Riuscire a valutare il tempo dello sforzo variando il contenuto dell’attività. - Percepire la variazione dell’atto respiratorio durante l’attività motoria. CLASSE QUINTA: - Padroneggiare la funzionalità di alcuni analizzatori motori escludendone altri. - Coordinare la respirazione. - Coordinare il tono muscolare. - Utilizzare consapevolmente le proprie capacità motorie e modulare l’intensità dei carichi sulla base delle variazioni fisiologiche dovute all’esercizio e valutando anche le capacità degli altri. VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI ATTESI: La verifica degli apprendimenti attesi è un momento saliente del progetto pilota. Ha il carattere di accertamento dei livelli di apprendimento acquisiti dagli allievi nello sviluppo delle diverse attività di apprendimento. Le verifiche rappresentano: per il Docente e per l’Esper- Purtroppo, anche l’implementazione realizzabile con i fondi messi a disposizione dagli Enti coinvolti nel progetto, non riuscirà a coinvolgere tutti i plessi delle province piemontesi, ma delineerà comunque la struttura utile per la sperimentazione prevista dal Ministero per il triennio 2010/2013. NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 4 Nato a Torino il 10/12/1967 è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università di Padova e specializzato i Psicoterapia. Ha svolto la propria attività lavorativa principalmente presso la Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Università degli Studi di Torino, presso la quale è docente di Psicologia del Lavoro e dello Sport e dirige l'Unità Operativa di Psicologia dello Sport del Centro Ricerche in Scienze Motorie e Sportive. È stato lo psicologo dello sport ufficiale del CONI per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e per le Olimpiadi di Pechino 2008. Iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte. Ha insegnato alla Bocconi di Milano e presso la Facoltà di Economia dell'Università di Torino; è lo psicologo dello sport della squadra nazionale di sci alpino (F.I.S.I.) e della squadra nazionale di canoa e kayak (F.I.C.K.). Giuseppe VERCELLI I l p r o g e t t o S P O r t S An o Il progetto SPOrt.SAno nasce nella Struttura Complessa di Promozione alla salute della ASL Torino 2 grazie alla Dott.sa Alessandra D’Alfonso, responsabile del progetto e al suo staff, composto dal Dott. Michele Marra e dalla Dott.ssa Giuseppina Viola. Il progetto SPO.rt SAno nell’anno scolastico 2009-2010 ha coinvolto 2473 ragazzi, provenienti da Torino e dai comuni della provincia, andando a lavorare con 105 classi di prima superiore, appartenenti a 16 scuole differenti della zona di Torino Nord, con l’obiettivo finale di promuovere e avvicinare allo sport i ragazzi, mostrando loro quelli che sono gli aspetti positivi e i benefici di uno stile di vita sano e della pratica sportiva. Per la realizzazione del progetto sono state impiegate diverse figure professionali che operano nel settore scolastico; nello specifico in ogni classe sono state organizzati e realizzati tre moduli differenti: “La salute…incontro di educazione alimentare”, ad opera di esperti in Scienze dell’Alimentazione “SPORT… fabbrica di emozioni”, realizzato da educatori sociali “S.F.E.R.A. per vivere lo sport” realizzato da esperti dell’Unità Operativa in Psicologia dello Sport (dott.ssa Rossana Capone, dott.ssa Silvia Gastaldi, dott.ssa Stefania Indemini, dott. Michele Martini, dott. Antonio Sacco) Prendendo spunto dall’opera di De Nardis Sport e vita buona (2000) è interessante riflettere sul ruolo che gioca nella vita quotidiana di ciascuno di noi lo sport. Per fare questo è opportuno evidenziare che esistono diversi livelli di pratica sportiva i cui estremi sono: sport inteso come agonismo e sport inteso “per tutti”. Lo sport a livello agonistico racchiude in sé diverse caratteristiche che ruotano intorno alla prestazione e quindi alla misurabilità di un risultato, alla competizione e al superamento costante dei propri limiti. Lo sport “per tutti” porta con sé caratteristiche più “dolci” focalizzate sul benessere, sulla socializzazione, sull’impegno e sulle regole, sul superamento fattibile e realizzabile dei propri limiti e sul raggiungimento degli obiettivi personali. L’obiettivo perseguito nella realizzazione di questo interessante progetto è stato quello di promuovere lo sport “per tutti”, quella forma di sport di cui magari si sente parlare meno, ma che rappresenta l’insieme dei benefici più ad ampio raggio e maggiormente usufruibili per una moltitudine di giovani quali sono gli adolescenti. “S.F.E.R.A. per vivere lo sport” - Cosa è stato fatto nello specifico Nel lavoro quotidiano con gli atleti e gli sportivi di ogni livello, un modello che viene utilizzato è il modello SFERA, sviluppato presso l’Unità Operativa in Psicologia dello Sport della SUISM di Torino da Giuseppe Vercelli. Si tratta di un acronimo che racchiude in sé i cinque fattori fondamentali su cui lavorare, con l'obiettivo di renderli tutti positivi e potenti, alla ricerca costante del- l'ottimizzazione della prestazione dell'atleta e, in generale, del miglioramento dell’atteggiamento nei confronti delle sfide, sia in ambito educativo che agonistico. I fattori da allenare nella costruzione della propria prestazione sono dunque cinque: Sincronia → la capacità di essere presenti e concentrati su ciò che si sta facendo nel momento della prestazione. Si raggiunge quando mente e corpo sono perfettamente connessi tra loro Punti di Forza → le capacità e abilità fisiche, tecniche e mentali, che permettono di accrescere il proprio senso di autoefficacia Energia → l'uso attivo della forza e della potenza Ritmo → ciò che genera il giusto flusso nella sequenza dei movimenti e che dà qualità all’azione Attivazione → il valore aggiunto, il motore motivazionale, la massima espressione della passione, che permette all'atleta di superare i propri limiti E’ stata dunque portata nelle scuole la nostra esperienza, sviluppando con gli studenti il metodo S.F.E.R.A. per aiutarli a prendere consapevolezza dei cinque fattori che compongono la prestazione d’eccellenza, sperimentando ciascuno di essi attraverso delle esercitazioni costruite ad hoc. La richiesta nelle classi, come contratto iniziale, è stata quella di mettersi in gioco come dei veri atleti. E’ emerso che l'attivazione degli studenti ed il loro interesse è stato presente e costante in tutte le classi, senza distinzione; la partecipazione attiva ai vari esercizi ha fatto sì che i ragazzi sperimentassero direttamente le sensazioni collegate a ciascun fattore e che, durante il debriefing, partecipassero attivamente alla discussione. Questo dato conferma ancora una volta una nostra convinzione profonda e cioè quanto sia importante e potente affiancare ai concetti teorici anche momenti di sperimentazione pratica e di formazione esperienziale. Al termine del modulo, tutti gli studenti hanno avuto modo di auto-valutare le proprie prestazioni attraverso la compilazione dello SFERA Mandala, ovvero di uno strumento specifico che viene utilizzato quotidianamente anche dagli atleti. Infine, grazie alla versatilità di SFERA, è stato possibile collegare ognuno dei cinque fattori alla vita reale e scolastica degli studenti per far sì che si rendessero ancora più conto che ogni prestazione, sia essa sportiva, scolastica, professionale o personale, necessita di grande lavoro, consapevolezza e, alla base, di una imprescindibile connessione mente e corpo. Uno sguardo alla teoria Tra i vari autori che si sono occupati di psicologia dello sviluppo, è stato scelto come riferimento Jean Piaget. Nella sua ottica il soggetto viene visto come un attivo NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 5 Il progetto SPOrt Sano costruttore delle proprie conoscenze che evolve e si modifica attraverso l'interazione con l'ambiente. Piaget ha individuato quattro grandi periodi di sviluppo: 1. periodo sensomotorio (dalla nascita a 2 anni) 2. periodo preoperazionale (da 2 a 7 anni) 3. periodo delle operazioni concrete (da 7 a 11 anni) 4. periodo delle operazioni formali (12 anni e oltre) Nello specifico, durante lo stadio operatorio formale, si sviluppa nei ragazzi il pensiero astratto e la capacità di formulare ipotesi verificabili poi attraverso i mezzi logici a disposizione. Non si è più legati ad una verifica concreta delle proprie idee. Si può prendere in considerazione ciò che deve ancora avvenire e si acquisisce la capacità di ragionamento ipotetico-deduttivo. Compare il pensiero preposizionale che permette all’adolescente di pensare sistematicamente al futuro e all’astratto. Partendo da tali teorizzazioni piagetiane, basandosi sulla letteratura contemporanea e traendo spunto dalla nostra partnership con la scuola calcio Juventus Soccer School, è stato elaborato l’intervento nell’ambito della psicologia dello sport , facendo riferimento ad un programma sportivo specifico in relazione all’età dei ragazzi in questione. La fascia d’età 12-15 anni può essere rappresentata con il seguente motto “conoscere sé stessi e gli altri”. Durante questo periodo la pratica sportiva assume diverse valenze: Migliora la qualità della vita psicofisica degli adolescenti; Permette di classificare le regole sociali importanti nella condotta quotidiana; Facilita la condivisione dell’esperienza all’interno di un gruppo; Aiuta il ragazzo a far fronte ai propri bisogni individuali, quali autostima, sicurezza, identità propria. Entrando nel merito del nostro intervento formativo presso le varie scuole, è stato rivolto essenzialmente alle prime classi delle scuole medie superiori e quindi a ragazzi di circa 13-15 anni. La parola chiave durante questa fascia d’età è certamente quella del cambiamento che si articola necessariamente su due livelli: SVILUPPO CORPOREO (altezza, peso, caratteri sessuali primari e secondari, sistema nervoso ed endocrino, apparato cardiocircolatorio e respiratorio) SVILUPPO PSICOLOGICO (evoluzione del pensiero, nuova immagine di sé, emancipazione dalla famiglia, gruppo dei pari) Riepilogando, l’adolescenza è un periodo di transizione, di cambiamento, strettamente connesso ad un desiderio di esplorazione, ma anche ad una necessità di vicinanza dell’adulto. Per tutti questi motivi lo sport va incontro a molte delle esigenze dell’adolescente: • Accettazione, confronto con i pari, appartenenza al gruppo, ricerca di una propria corporeità e identità; • Costruzione di una corretta immagine corporea attraverso il movimento, il confronto con gli altri coetanei (spogliatoio: condivisione imbarazzi = apertura); • Condivisione di valori etici, norme, comportamenti, obiettivi, cultura sportiva; • Sviluppo del senso di responsabilità, dell’autostima e grazie al rispetto delle regole che caratterizzano appunto lo sport; • Sviluppo di una propria autoefficacia grazie alla possibilità di sperimentarsi nell’esecuzione di precisi compiti sportivi; Ampliamento del gruppo di riferimento degli adulti. Abbandono della pratica sportiva e drop out Un aspetto importante da considerare che si presenta talvolta nell’ambito della pratica sportiva è il fenomeno del drop-out. La maggior parte dei bambini inizia a praticare sport già nella prima infanzia, ma con il passare del tempo diventa sempre più frequente la perdita di interesse e di stimoli, fino ad arrivare intorno ai 14/16 anni alla decisione di abbandonare, talvolta completamente, l’attività sportiva. Le motivazioni alla base di questa realtà possono essere molteplici; tra le più comuni emergono la scuola (sia come impegno in termini di tempo, sia nel caso di uno scarso rendimento), la difficoltà di relazione con l’allenatore, l’eccessiva pressione da parte dei genitori, la fatica fisica, la monotonia dell’allenamento, la difficoltà di socializzazione e di integrazione con il gruppo, ma anche a livello più “pratico” la difficoltà a reperire strutture adeguate e i costi troppo elevati. Naturalmente tutte queste motivazioni non sono applicabili in ogni contesto sportivo, ma rappresentano semplicemente uno spaccato di ciò che può emergere nelle diverse situazioni specifiche. Ciò che non deve essere assolutamente dimenticato è che lo sport è visto dai ragazzi prima di tutto come occasione per socializzare, per relazionarsi con i coetanei e per divertirsi insieme: se tali aspettative non vengono confermate sarà molto probabile che la mancanza di tempo e i gli impegni scolastici porteranno come conseguenza all’abbandono dell’attività sportiva da parte dell’atleta. NEWSLETTER n. 5 - 2011 ASSESSORATO ALLO SPORT e POST OLIMPICO- Servizio Programmazione e Gestione Attività Turistiche e Sportive Supplemento a : ‘Cronache da Palazzo Cisterna’ n. 4 - 2011 Dirigente Presidente Provincia di Torino Antonio SAITTA Vice Presidente e Assessore Sport e Post Olimpico Gianfranco PORQUEDDU Fortunato ASPREA www.provincia.torino.it/sport Coordinamento Redazionale Ufficio SPORTELLO SPORT Grafica Ufficio SPORTELLO SPORT Redazione Stampato Stampato in proprio Consulenti SPORTELLO SPORT NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 6 Il progetto SPOrt Sano Spesso, quindi ciò che accade in questi casi non è “l’abbandono di uno sport”, ma “l’abbandono dello sport”, inteso quindi come pratica sportiva in generale. Numerosi studi si sono occupati di studiare questo fenomeno; uno dei dati che emerge è che nelle scuole secondarie di primo grado vi sono tra gli studenti circa il 33% di ex-praticanti che, dopo avere avuto esperienze legate al mondo dello sport, hanno già abbandonato l’attività sportiva. Tali ricerche indicano anche che le motivazioni principali e i fattori che sembrano essere alla base di questo fenomeno di drop-out sono da ricercare da una parte nell’eccessivo impegno richiesto dallo studio e, dall’altra parte, dalla modalità di svolgimento dello sport in questione che è diventato “una cosa noiosa che non avevo più voglia di fare”. Può darsi quindi che il fenomeno del drop out dipenda per alcuni aspetti dai ragazzi o da situazioni contingenti, ma nonostante questo non va dimenticato tutto ciò che rimane sotto la nostra personale responsabilità e su cui è possibile e doveroso impegnarsi in prima persona per fare sì che i ragazzi/atleti possano trovare le condizioni e gli stimoli più favorevoli nell’ambito della pratica sportiva. Cosa sviluppa motivazione allo sport nell’adolescenza La motivazione alla pratica sportiva in età giovanile rappresenta, dati tutti i benefici della pratica sportiva stessa, uno degli argomenti più studiati ed analizzati negli ultimi decenni. Esiste a tal proposito un’enorme mole di studi scientifici, ricerche e teorie, volte, sin dagli anni ’70 (Adelrman e Wood, 1976) a spiegare cosa spinga i ragazzi ad intraprendere un’attività fisico-motoria e, soprattutto a mantenerla nel tempo. Volendo riassumere in modo sintetico ciò che negli anni è emerso può essere funzionale rifarsi a quanto riportato in La motivazione alla pratica sportiva nei giovani di Buonamano, R., Cei, A., Mussino, A. (1993). Gli autori, attraverso l’applicazione del “Partecipation Motivation Questionnaire” di Gill, hanno riscontrato nove principali motivazioni alla pratica sportiva. Quali sono? La Forma Fisica (piacere dato dal sentirsi attivi e con un fisico in forma); Abilità (voglia di apprendere cose nuove e ricerca del miglioramento); Acquisizione di Status (ricerca della popolarità, dell’attenzione e del riconoscimento degli altri); Esercitarsi in Gruppo (bisogno di appartenenza ad un gruppo); Amicizia (desiderio di passare il tempo con i propri amici e di cercare/trovarne nuovi); Aspetti della Competizione (piacere derivato dal mettersi in situazioni sfidanti, in cui ci si mette alla prova); Rinforzi Estrinseci (motivazione al ricevere riconoscimento da genitori ed amici, e di ricevere premi e medaglie); Spendere Energia (rientrano in questo fattore la voglia di scaricare attraverso lo sport il nervosismo/tensione e il piacere nello stare fuori casa); Divertimento (inteso come piacere nel fare ciò che si sta facendo, come per esempio gareggiare). Di tutte questi fattori motivazionali, uno in particolare è risultato essere di elevata importanza, ed è emerso in modo trasversale nelle tante ricerche sul tema. Si tratta della cosiddetta motivazione alla riuscita. Approfondendo il tema diversi autori hanno portato in evidenza la necessità di distinguere tra l’”Orientamento al Compito” e l’”Orientamento al Sé”. Nel caso dell’orientamento al compito, chi fa sport ricerca la padronanza di un’abilità, confrontandosi principalmente con se stesso e attribuendo più importanza alla propria personale crescita che alla vittoria sull’altro. Quando invece a prevalere è l’orientamento al sé, diventa prioritario il confronto con l’avversario, con l’altro. Ciò comporta una grandissima importanza riversata sul concetto di vittoria (e quindi di sconfitta) che diventa metro unico per giudicare il proprio livello di abilità. Bibliografia e Sitografia Alderman, R.A., Wood, N.L., An analisys of incentive motivation in young Canadian athletes, Canadian Journal of Applied Sport Science, 1976 Bortoli, L., Robazza, C., Orientamento Motivazionale nello Sport, Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, n.3, 2003 Buonamano, R., Cei, A., Mussino, A., La motivazione alla pratica sportiva nei giovani, Scuola dello Sport, Roma, 1993. Cei, A., Psicologia dello Sport, Il Mulino, Bologna, 1998 Centro Studi, Coaching Manual Juventus Soccer School (Training Manual), Torino, 2005. R Canestrari, A Godino, Trattato di psicologia, Clueb Editore, Bologna, 1997 Del Miglio C.M., Manuale di psicologia generale, Edizioni Borla, Roma, 1997 De Nardis F., Sport e vita buona, Meltemi editori, Roma, 2000 Eysenk M., Keane M., Manuale di psicologia cognitiva, Sorbona, Milano, 1998 Ferrari A.O., Bellaccio D., Costabile A., Sasso S., Introduzione alla psicologia dello sviluppo, Editori Laterza, Roma - Bari, 1999 Manes S. (a cura di), 68 Nuovi giochi per la conduzione di gruppi, Franco Angeli, Milano, 2002 Marocco Muttini C. Preadolescenza, Centro Scientifico Editore, Torino, 2007 Piaget J., La formazione del simbolo nel fanciullo, La nuova Italia, Firenze, 1974 Prunelli V., Sport e agonismo, FrancoAngeli / Le Comete, Milano, 2002 Vercelli, G.,Vincere con la mente, Ponte alle Grazie, Milano, 2006 Vercelli G., S.F.E.R.A. Training. Manuale di Allenamento, Libreria dello Sport, 2009 Vercelli, G., Intelligenza Agonistica, Ponte alle Grazie. Milano, 2009 Vercelli G., Bounous G., Manuale di psicologia dello sport, Centro Stampa SUISM, Torino, 2005 http://www.psyco.com/sitosport/tesicorsistI/tesigaiotti/tesisportgaiotti.htm http://www.my-personaltrainer.it/sport/drop-out-sportivo-adolescenza.html NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 7 Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest Nato a Torino nel 1949 è laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico-sociale) all'Università di Torino. Ha svolto la propria attività lavorativa principalmente presso la Regione Piemonte. Dal 1976 al 1998 si è occupato di programmazione sportiva (impianti ed attività). È stato segretario del Coordinamento nazionale delle Regioni in materia di sport, ed anche segretario del Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti Pubblici. Tra il 2002 e il 2007 ha fatto parte dello Sportello Sport della Provincia di Torino, collaborando alla redazione di proposte e attività in materia di programmazione e formazione. Iscritto all'Associazione Italiana di Sociologia, collabora da alcuni anni con il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Torino. Guglielmo BRUNA Premessa Uno dei temi di maggiore rilevanza solitamente proposto quando si tenta una qualche analisi del mondo sportivo, è rappresentato dalle sue relazioni con la scuola. Rapporto che nel tempo si è dimostrato ricco di positività, ma talvolta costellato anche di difficoltà istituzionali, organizzative, culturali e sociali. Non a caso il cosiddetto “drop-out” (ovvero l’abbandono anticipato) scolastico spesso e volentieri si accompagna a quello sportivo. Lasciamo però questi argomenti ad altri momenti di riflessione. In questa sede intendiamo occuparci di realtà positive, d’importanti esperienze di collaborazione tra Comuni e Scuola, aventi ad oggetto la promozione e l’implementazione di attività motorie e sportive, diverse e diversificate. Lo “Sportello Sport” della Provincia di Torino, anche attraverso l’utilizzo della propria newsletter: http:// www.provincia.torino.it/sport/newsletter/index.htm, desidera proporre una lettura aggiornata e prospettica delle iniziative che trattano i temi succitati. Si tratta non solo di proiettare all’esterno esperienze di particolare interesse, ma ancor più di sostenere, anche attraverso questa tipologia di azione, le migliori esperienze locali. Abbiamo così inteso raccogliere direttamente dalla voce di chi quotidianamente opera nell’ambito delle Istituzioni locali informazioni, dati e materiali a supporto della nostra azione conoscitiva. Nello specifico abbiamo incontrato le responsabili dell’Ufficio/Servizio Sport dei Comuni di Collegno, Venaria Reale e Grugliasco. Di là da quanto è emerso negli interessanti colloqui, questa è anche l’occasione per ringraziare ognuna di loro (unitamente ai rispettivi collaboratori), per la grande e cordiale disponibilità dimostrata e anche per l’entusiasmo con cui – tra molteplici problematiche ed impegni – hanno arricchito le proprie articolate esposizioni. Il tema affidatoci nell’occasione era di ricercare e riportare le “buone pratiche” legate, come si è detto in apertura, ai legami tra sport e scuola. La diversità delle situazioni territoriali, socio-culturali e istituzionali costituisce lo scenario di riferimento, entro il quale verranno – purtroppo sinteticamente – rielaborate le informazioni così generosamente fornite. Non c’è motivo di stupore alcuno se, presentando le esperienze, si debba premettere una constatazione quanto mai banale: sport e scuola rappresentano, con sfumature e approcci variabili, due importanti e prioritari temi sui quali convergono le azioni di tutti e tre gli Enti locali considerati. Dagli incontri emergono alcune similarità (segno della rilevanza assegnata da ciascun Comune a questi temi), pur se incastonate all’interno di aree d’intervento più vaste, come ad esempio quella dedicata ai Servizi socioassistenziali o culturali. Un primo dato, che nel seguito sarà meglio precisato, concerne i considerevoli sforzi economico-finanziari di detti Comuni nel merito dei temi in argomento. Un altro elemento non meno interessante è costituito dall’organizzazione interna ed esterna concernente le molteplici iniziative programmate sia in ambito scolastico sia sportivo. Non ci sembra il caso annotare nel dettaglio che Collegno, Venaria Reale e Grugliasco si presentano, anche sotto il punto di vista territoriale, socio-economico e storico, tra le più importanti realtà della cintura metropolitana torinese. Realtà che ancora credono, nonostante le pesanti limitazioni derivanti dalle restrizioni alla finanza pubblica e dagli oneri della crisi, nelle risorse “scuola” e “sport”, interpretando le reciproche relazioni secondo un modello partecipato e attivo. Potremmo quindi avanzare un’osservazione onnicomprensiva delle esperienze descritte: se c’è una “buona pratica” da segnalare, questa è costituita dall’impegno costante che detti Enti locali esprimono sul proprio territorio a favore delle rispettive comunità. COLLEGNO: INNOVAZIONE NELLA CONTINUITA’ Il Comune di Collegno ha sempre coltivato una propensione favorevole nei confronti del connubio scuola e sport. Così, nel corso dei decenni, con gli inevitabili cambiamenti che la città ha subito sia sotto il profilo urbanistico, sia sotto quello socioeconomico, alcune iniziative sportivo-culturali si sono andate “modernizzando”, per adattarsi alle mutate esigenze tecniche e dell’utenza. Per parlare adeguatamente – seppure in breve, stante la limitatezza dello spazio a disposizione – delle iniziative odierne, e in particolare, delle cosiddette “buone pratiche” che, a diverso livello e con varia intensità legano sport e scuola, nel territorio collegnese, occorre fare un passo indietro, per segnalare ciò che nacque molti anni fa, attorno agli anni ’70. Proprio a Collegno (una fra le più significative aggregazioni urbane, sviluppatesi a ridosso della metropoli torinese anche a seguito dei fenomeni migratori interni dovuti al “boom” economico degli anni Sessanta) ebbe i natali, con il supporto della UISP, una delle prime attività di ”alfabetizzazione motoria” (nello specifico, la pratica del nuoto). Questa produsse in seguito iniziative di NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 8 Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest avviamento alla psicomotricità e alla pratica di numerose attività di carattere motorio-sportive. Furono quindi realizzati, ampliati e migliorati anche numerosi impianti nella e per la scuola (palestre, piscine, campi polivalenti). Oggi possiamo affermare che Organizzazioni sportive, Organismi della scuola e Amministrazione civica hanno creato una rilevante unità di lavoro e d’intervento nel settore, che condivide una pluralità di iniziative. Uno degli esempi è la sottoscrizione del “Patto per la Scuola” – un accordo tra Comune e Dirigenza scolastica - che definisce norme e regole per iniziative congiunte (educative e di carattere fisico-motorio) nell’ambito della scuola primaria. Altra non secondaria attività promossa dall’Amministrazione collegnese (e gestita dal Settore competente), è “Scuola & Città”, un ricco e organizzato catalogo annuale dell’offerta formativa. A detta pubblicazione si connette, con le caratteristiche proprie di un “vademecum” dell’offerta sportiva, l’opuscolo “Scegli il tuo sport”. Una prima importante considerazione nasce proprio a seguito delle notazioni che sono state evidenziate nel corso del colloquio intercorso con le Responsabili del Settore sport. In effetti, è difficile evidenziare – in un ambito piuttosto ricco di offerte – una specifica “buona pratica”. Si sarebbe quindi orientati a considerare l’insieme delle proposte, formulate considerando le varietà dell’utenza, una “buona pratica” esso stesso, poiché capace di offrire varietà di iniziative, senza privilegiare una specifica disciplina sportiva, anche se “originale”. A Collegno sono presenti 2 Circoli Didattici, 1 Istituto Comprensivo, 1 scuola secondaria superiore di 1° grado (ex scuola media), 1 sede distaccata del liceo “Curie” di Grugliasco. Scuola dell’infanzia: 1.119 alunni Scuola primaria: 1.986 alunni Scuola secondaria superiore 1° grado (ex scuola media): 1.123 alunni Sede distaccata Liceo “Curie”: 483 alunni. Va tenuto in conto, illustrando la situazione di sport e scuola a Collegno, la fattiva presenza della Consulta Comunale per lo Sport. A questo proposito si rileva un dato importante per la Città di Collegno (nondimeno anche per gli altri Comuni considerati), costituito dall’impegno economico, finanziario e organizzativo che tutta questa massa di attività comporta. Nel corso di un decennio, il budget dedicato alla promozione sportiva per la scuola, è passato da 13 milioni di Lire agli attuali 40.000 Euro. Pur non rilevandosi una vera e propria programmazione intersettoriale, i diversi Servizi comunali interessati alle tematiche educative, sociali e sportive interagiscono positivamente. Le numerose realtà sportive, associative e del tempo libero, operanti sul territorio collegnese, presentano annualmente al Comune un calendario delle proprie attività suddiviso per aree di competenza. Ciò permette agli Uffici comunali di realizzare un organico quadro d’insieme, evitando sovrapposizioni e realizzando, al contempo, una più razionale gestione degli interventi di supporto. Nel corso dell’incontro sono state illustrate altre proposte promozionali della pratica motoria e sportiva – esterne all’area scolastica - alcune delle quali sono di seguito richiamate: Il “Miglio Rosa”, per favorire la pratica dello jogging anche per le donne, in condizioni di sicurezza e con il supporto di un istruttore; Il progetto ”Attività Fisica Adattata”, in accordo con l’Assessorato comunale alle Politiche Sociali e l’ASL; Il progetto “Bocciofile Aperte” in collaborazione con le associazioni bocciofile di territorio; Il progetto “Corri Collegno”, una manifestazione di notevole importanza di solidarietà. In chiusura di questa breve esposizione, si desidera evidenziare il notevole sforzo prodotto dall’Amministrazione comunale e dagli Uffici per portare più sport in Città, più attività sportiva tra i giovani cittadini e nella scuola, soprattutto in quelle dimensioni in cui non vi sono docenti preposti e non vi è un’attività organizzata. Parlando di “buone pratiche” che investono l’area sportiva-educativa, infine, ci pare di dover evidenziare: La forte capacità organizzativa e il grande impegno economico-finanziario per dare più sport alla scuola. L’impegno a mantenere e sviluppare il rapporto sportscuola, anche come base per eventuali successivi sviluppi, in altre dimensioni scolastiche oltre la scuola primaria. Non favorire una sola “buona pratica” sportiva, bensì offrire un “ventaglio” di offerte di pratiche sportive di vario interesse per la popolazione collegnese. VENARIA REALE: DIALOGO, ETICA E PROMOZIONE Da anni, com’è noto, il Comune di Venaria Reale deve la sua fama nazionale e internazionale alla Reggia sabauda in tempi recenti, restaurata e abbellita, così da renderla un obiettivo prioritario di visita tra i molti turisti che visitano Torino, la sua provincia e il territorio regionale. L’incontro con le responsabili degli Uffici comunali dedite a curare e ad incentivare lo sviluppo delle iniziative di promozione sportiva, è avvenuto in un momento di transizione. Da questa situazione, deriva una certa difficoltà nel definire con puntualità i nuovi obiettivi d’intervento, che necessariamente dovranno essere individuati dalla nuova Amministrazione civica. Restano, però, da analizzare le attività in corso; ottenere informazioni e dati circa le iniziative più recenti che rientrano nel contesto tematico che ispira questa piccola indagine conoscitiva sullo sport nell’area ovest di Torino. La scuola è presente sul territorio venariese con due Circoli didattici, (6 scuole elementari); due scuole medie inferiori (Lessona e Don Milani) e un liceo scientifico/ classico (Juvarra). Il mondo associativo sportivo trova spazio di espressione e luogo per le proposte nella Consulta dello Sport, che prevede – fra gli altri – un posto anche NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 9 Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest per la rappresentanza scolastica. Le aree sulle quali il Comune di Venaria Reale ha investito e tuttora investe, sono quelle dell’attività motoria nella scuola primaria e nella scuola media. Le scuole presentano al Comune le proprie proposte di attività che sono in seguito selezionate e supportate dall’Amministrazione civica. Detto supporto è strettamente legato a un budget finanziario concordato, sulla base del numero degli allievi. Lo stesso budget è incrementato nella misura del 10% a favore delle scuole elementari che non avendo insegnanti specificamente dediti all’educazione fisica, sono meno attrezzate rispetto alle scuole medie per seguire le attività sportive degli alunni. La documentazione che attiene alla gestione organizzativa dello sport nel territorio venariese è disponibile sul sito Internet del Comune, dal quale si possono scaricare: -> Il regolamento di utilizzo degli impianti comunali; -> L’elenco delle Società sportive. La convenzione tra la Città di Venaria Reale e le Scuole per l’utilizzo delle palestre, è invece disponibile in formato cartaceo, presso gli Uffici comunali preposti al Settore sport. Un’altra iniziativa di carattere partecipativo è costituita dal Consiglio Comunale dei Ragazzi. Detto organismo ha tematizzato lo sport come argomento principale della propria attività per il corrente anno 2010. Il progetto elaborato dai ragazzi si prefigge lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, ed in particolare gli studenti delle scuole, sul benessere fisico apportato dalla pratica sportiva, attraverso la realizzazione di un prodotto multimediale, il quale verrà poi pubblicato sul sito della Città. La Città di Venaria Reale ha sposato appieno il progetto della Regione Piemonte per una “buona pratica” sottoscrivendo “la Carta Etica per lo sport piemontese”. A tal fine è in elaborazione un progetto al quale partecipano l’UISP Valle di Susa e medici dell’ASL 3, che prevede una serie di incontri finalizzati alla sensibilizzazione di soggetti vari quali genitori, ragazzi, istruttori su temi diversi come “una corretta alimentazione”, “ no-doping”, ecc. A livello di manifestazioni/occasioni di pratica sportiva, in aggiunta a quanto realizzato dalle scuole con i contributi comunali già citati, sono state evidenziate le seguenti: Corsa podistica per le scuole medie “Corri Reale”; (Organizzazione: Comune e Associazione sportiva di Atletica). Progetto “Scalate e dintorni” per le scuole medie; (Organizzazione: Comune, Scuole, CAI). Realizzazione di palestra di roccia artificiale e ponte tibetano. Il corso, della durata di una settimana, prevedeva anche alcune uscite in montagna, non effettuate per una pluralità di problemi. L’iniziativa promossa nel 2009, non ha avuto seguito. Progetto promozionale di calcio femminile “Giornata dello Sport” (Organizzazione: Comune, A.C.F. Torino Calcio). Passeggiata ciclistica “Junior Bike Michelin”, conclusiva del progetto sulla “Sicurezza Stradale” tenuto dalla Polizia Municipale in alcune scuole elementari (Organizzazione: Comune, Open Factory Supporter). Occorre però prendere atto, qui come anche nelle altre realtà locali interpellate, dello sforzo organizzativo e finanziario che il Comune di Venaria Reale affronta per mantenere e supportare le molteplici iniziative che hanno svolgimento nella e per la scuola. Tra questi sforzi è doveroso annotare il tentativo di attivare una sinergia interistituzionale tra Ente locale e Organi scolastici, prevedendo la condivisione di medesimi programmi educativi sullo sport tra le diverse scuole. Ciò faciliterebbe verifiche comparative al fine di implementare gli stessi programmi, sulla base dei risultati delle suddette analisi. Su questo tema molto lavoro resta da fare, ma è un obiettivo prioritario anche per l’Assessore appena insediato, che ritiene di fondamentale importanza il valorizzare l’intera rete educativa presente sul territorio. Ciò non significa che non esistano esperienze recenti, o in prospettiva, che abbiano i requisiti quali-quantitativi per dimostrarsi attività d’interesse. Scuola e sport restano pertanto due fondamentali punti di riferimento per la Città di Venaria Reale, così come evidenziato nella concretezza delle iniziative attivate. GRUGLIASCO: SPORT, CULTURA E COMUNITA’ La citazione che apre questa nota redazionale sintetizza al meglio gli obiettivi che la Città di Grugliasco ha attuato e sta perseguendo nella specifica area d’intervento. “Una città a misura d'uomo è una città che sa programmare, nel suo territorio, lo spazio per la pratica Sportiva. Lo sport deve essere garantito a tutti i cittadini. Il linguaggio del corpo rappresenta un grande strumento di relazione con gli altri. NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 10 Sport e scuola. Uno sguardo a nord-ovest E' il modo più immediato con cui si esprimono i giovani, è uno dei modi più semplici per entrare in sintonia con culture e tradizioni che provengono da paesi diversi. Lo sport è gioco, è socializzazione, è salute, è una parte importante della vita delle persone di ogni età. La cultura sportiva deve essere parte del bagaglio di ogni singolo cittadino; per far ciò è indispensabile fornire alla cittadinanza tutte le possibilità di praticare lo sport preferito. Per riuscire in questo intento è necessario che le risorse siano distribuite equamente sul territorio”. Emergono chiaramente finalità e percorsi all’interno dei quali non è difficile riconoscere la rilevanza assegnata dal Comune al rapporto sport-cultura-comunità Da tali premesse consegue una stretta relazione tra le iniziative a favore dello sport e la scuola. Di fatti, nel corso dell’incontro con la Responsabile del Settore e i suoi collaboratori, sono state fornite nel merito molteplici informazioni, che saranno riprese solo in sintesi, stante la modesta disponibilità degli spazi editoriali. La Città di Grugliasco, confinante sia con Torino sia con Collegno, è sede del Polo Universitario e di un importante complesso scolastico superiore (Area Barrocchio). Per offrire una sufficiente panoramica della situazione, si richiamano alcuni dati di riepilogo relativi all’Anno Scolastico 2009/2010 (scuole statali e paritarie), utili a rendere l’idea della rilevanza della presenza scolastica sul territorio grugliaschese. Le scuole dell’infanzia contano 1018 iscritti; le scuole primarie presentano una dotazione di 77 sezioni con 1876 iscritti; le scuole secondarie di primo grado dispongono di 45 sezioni con 1078 iscritti. Le scuole superiori (4 istituti: Majorana, Curie, Vittorini, Castellamonte) vedono una presenza complessiva di 3034 iscritti. Anche per il Comune di Grugliasco l’intervento nell’ambito della promozione sportiva costituisce un onere rilevante sia sotto il profilo organizzativo, sia sotto quello finanziario. Per il 2010 il budget ammonta a Euro 180.000, di cui Euro 50.000 dedicati agli interventi manutentivi e acquisto attrezzature. Pur non essendo operante una Consulta per lo Sport, i rapporti con le Associazioni e con gli Organi della scuola sono improntati al raggiungimento di obiettivi condivisi, in linea con quanto affermato nella dichiarazione iniziale. Così come per gli altri Enti locali intervistati, anche per la realtà grugliaschese è difficile identificare una specifica “buona pratica” sportiva, nel senso che vi sono diverse iniziative di particolare interesse, che hanno riscosso e conseguono ancora un notevole successo da parte dei praticanti e della popolazione. In particolare, tra gli interventi a supporto dello sport nelle scuole elementari e medie, è d’obbligo citare l’attività natatoria, organizzata su otto turni che garantiscono l’avviamento alla pratica del nuoto a centinaia di ragazzi tra i mesi di ottobre e maggio. La predetta attività è programmata in concorso con le scuole; viene, infatti, redatto un piano di utilizzo, per garantire il soddisfacimento di tutta l’utenza scolastica ed evitare possibili inconvenienti nell’assegnazione degli spazi-acqua. La piscina sarà prossimamente sottoposta a lavori di ampliamento e miglioramento. I lavori sono coordinati al fine di evitare la chiusura dell’impianto, in questo periodo in gestione alla società Rari Nantes. Richiamiamo altre iniziative del Comune di Grugliasco: Corsi sportivi (ginnastica); (Organizzazione: Comune e Associazione Centro Europa 01) Corsi di sci per le scuole medie; (Organizzazione: Comune, Scuole), che hanno visto la partecipazione di oltre 100 ragazzi di tutte le scuole di ordine e grado e di 50 adulti. Occorre prendere atto di un’importante osservazione emersa nel corso dell’incontro: le scuole hanno oggi maggiore autonomia per quanto riguarda lo sport. Così le strutture restano disponibili al Comune dopo le 18,30; ne consegue che l’affluenza alle attività sportive è pressoché monopolizzata dalla fascia dei giovani e degli adulti. Per la popolazione scolastica, l’Amministrazione di Grugliasco ha dato vita alle seguenti attività: Progetto “Ti Muovi”: si tratta di un progetto pluriennale per l’educazione alla sicurezza. Mobilità urbana autonoma per giovani e bambini; Progetto “Postura a scuola – A scuola di postura”: è un percorso di sensibilizzazione, informazione e formazione sui temi della prevenzione delle problematiche posturali in ambito scolastico. PePS (Piani e Profili per la Salute) – Comuni di Grugliasco e Collegno: i PePS sono lo strumento con cui la comunità locale, a livello distrettuale, definisce il proprio profilo di salute. Nella stesura dei PePS avrà particolare rilievo la promozione della pratica sportiva e del suo primario ruolo rivolto alla popolazione nel concetto condiviso del “fare salute”. Sono state inoltre segnalate altre iniziative, non strettamente legate al connubio scuola-sport, ma che per le loro caratteristiche riteniamo utile riportare: “Corri Collegno-Grugliasco”; gara podistica con finalità solidaristiche; “StraGrugliasco in bicicletta”; manifestazione organizzata dal Comune con le Associazioni sportive; anch’essa a fini di solidarietà. Le conclusioni di questa nota informativa non possono che evidenziare alcune considerazioni comuni anche agli altri Enti contattati. Pur nella dovuta differenziazione d’impostazione e di obiettivi, anche il Comune di Grugliasco dedica allo sport ingenti risorse e un notevole impegno organizzativo, mirati a implementare significativamente il rapporto tra scuola e sport, in un contesto in cui il contributo della comunità grugliaschese rappresenta il collante prioritario. NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 11 Sportivamente a scuola Nato a Torino nel 1957 è laureato in Scienze Motorie e Sportive all'Università di Torino. Già arbitro internazionale di calcio, 197 gare dirette in serie A e 70 all'estero con UEFA e FIFA. Ha svolto la propria attività lavorativa principalmente come educatore professionale. Insegnante nelle Scuole Salesiane (liceo scientifico, istituto tecnico, CFP) e fondatore di una associazione di volontariato che presta particolare attenzione al disagio psichico. Osservatore Uefa e responsabile del Settore Tecnico dell' AIA (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Iscritto all' albo dei Giornalisti (elenco Pubblicisti dal 1998) . Quando, con chi e dove è possibile riflettere sull'etica? Il rischio di scadere nella retorica è sempre elevato, ma educare alla pratica sportiva non è ovviamente un impegno solo organizzativo o solo tecnico. Sono le scelte che facciamo a decidere chi siamo veramente, molto più delle nostre capacità. Le nostre scelte morali, deontologiche o appunto etiche, hanno la forza di esaltare non solo le buone pratiche ma un intero sistema, tanto da renderlo inclusivo e non esclusivo. Per esempio, quanti sanno che nei centri di formazione professionale ad impronta salesiana sul territorio della Provincia (vere e proprie scuole di indirizzo al lavoro) si pratica dello sport? Quanti conoscono il protocollo che permette a molti Istituti Tecnici e Licei della Provincia di seguire un corso scolastico per arbitri in cui, oltre alle regole del calcio, si insegnano il fair-play e l’arte della correttezza nel gioco? Molte altre cose, purtroppo, non sono di dominio pubblico. Come il fatto che le competenze basilari di cittadinanza e le capacità personali si possono studiare e sperimentare praticamente con una attività sportiva che coinvolge proprio la Provincia. Presso la Sezione Geometri "Castellamonte" dell' ISS Vittorini di Grugliasco, da 6 anni sono state formate classi ad indirizzo sportivo, riservate ad atleti tesserati presso le diverse Federazioni. Prevedono ricerca e approfondimenti specializzati su tutto ciò che concerne lo sport già dal primo anno di frequenza. Le discipline coinvolte, ben 22 compreso il calcio, si avvalgono inoltre di corsi di impiantistica sportiva, con approfondimenti di settore ancora più specifici. Spesso l'attività sportiva di alto livello e gli impegni scolastici non sembrano compatibili. Chi di noi non ha sentito almeno una volta la frase: "Va bene lo sport ma pensa a studiare!". Ma è sbagliato mortificare nei giovani passione, che è anche sacrificio, aspettative, energie, sogni e ideali, costruendo muri anziché ponti. Se è vero che risulta fondamentale aiutare i giovani a costruirsi con serietà il proprio futuro, è altrettanto importante dare loro delle opportunità di confronto e aiutarli a conciliare lo studio e l'attività sportiva. Rendere pratica, sostenibile, fattiva questa idea è l'etica e la politica, non farlo è invece l'avarizia. Grazie alle finalità formative ed educative, la scorsa estate si sono diplomati i primi trenta "geometri Alfredo TRENTALANGE sportivi". All'esame orale ogni studente ha presentato una tesi di approfondimento specifica sull'impiantistica sportiva, collegandovi spunti, riflessioni pluridisciplinari e riferimenti agli aspetti tecnici delle varie specialità. Alcuni hanno trattato argomenti inerenti la progettazione di nuovi spazi per lo sport (palestre, piste di atletica indoor e outdoor, impianti sportivi polifunzionali, campi da calcio in sintetico, campi da tennis, velodromi), altri hanno proposto forme di recupero o ristrutturazione di impianti già esistenti (campi di calcio, piscine, palestre), altri ancora hanno analizzato un consistente numero di aspetti in un'ottica particolare sotto più punti di vista: sicurezza negli stadi (strutturale, normativa, organizzativa, gestionale), sistemi energetici avanzati nelle grandi coperture e sistemi di illuminazione a basso o nullo impatto ambientale. E, ancora, bioedilizia per lo sport, sistemi drenanti e di manutenzione dei terreni erbosi, sintetici o in terra; aspetti anti-infortunistici nella progettazione e nell'uso di materiali specifici. Le due classi sono giunte al termine di un percorso di studi reso interattivo anche dal contatto mantenuto con gli insegnanti nonostante assenze prolungate a causa di impegni sportivi. Un percorso arriccchito da incontri tecnici ed educativi con specialisti di settore, atleti importanti e personalità significative che dallo sport hanno saputo trarre contenuti formativi da condividere, nel corso degli anni, con questi giovani atleti. In sintesi è proprio vero che si cresce per didattica ma soprattutto per confronto. Come arbitro e dirigente del Settore Tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio ho avuto modo di incontrare i ragazzi e gli insegnanti e dibattere sui temi a me più cari come l'etica, i comportamenti, e più in particolare i valori della giustizia e della lealtà. Ho avuto modo di raccontare piccoli episodi curiosi della mia esperienza di arbitro internazionale. Gli studenti, già preparati da precedenti incontri con giornalisti, medici, organizzatori di eventi, dirigenti del Coni, giudici, associazioni di volontariato, persone diversamente abili, tifosi, hanno confortato la mia impressione: abbandonando presunzione e pregiudizio, sostituiti da ricerca e studio, è possibile fare di una passione come quella sportiva una professione all'avanguardia. Trasformando così i problemi in risorse. NEWSPORT N. 5 - 2011 PAGINA 12 PASport 2011 – XIª edizione sabato 4 e domenica 5 giugno 2011 Come avvenuto lo scorso anno, lo svolgimento della manifestazione è stato fatto coincidere con la ‘Giornata Nazionale dello Sport” e con la relativa manifestazione organizzata dal CONI Regionale, in collaborazione con le istituzioni locali ed i Comitati Provinciali CONI del Piemonte, denominata ‘SportDay’, che si terranno il 5 giugno. L’Unità d’Italia raccontata attraverso lo Sport BANDO DI CONCORSO per le SCUOLE “L’UNIONE FA LA FORZA” 1° Sezione - Scuole Primarie (elementari) 2° Sezione - Scuole Secondarie di Primo Grado (medie) Il concorso, che si ispira ai valori e alla storia dello sport nei 150 anni dell’unità d’Italia, intende incoraggiare gli alunni delle scuole dell’obbligo a realizzare una produzione artistica o letteraria con la quale raccontare lo sport e la sua evoluzione storica, con particolare riferimento alle discipline nate nel nostro territorio. 2° GRAN PREMIO SPORTIVO SCOLASTICO - PROVINCIA di TORINO La Provincia di Torino in collaborazione con l’Ufficio Educazione Fisica di Torino, propone per l’a.s. 2010/2011, in una logica di continuità, la seconda edizione del “GRAN PREMIO SPORTIVO SCOLASTICO PROVINCIA DI TORINO“. Lo scopo vuole essere quello di valorizzare la partecipazione delle scuole secondarie di primo e secondo grado ai Giochi Sportivi Studenteschi e soprattutto sottolineare i risultati raggiunti e l’impegno profuso da tutti i ragazzi coinvolti, dai loro docenti e dal personale di supporto. “ABC x SPORT” BANDO DI CONCORSO SCUOLE PRIMARIE – A.S. 2010/2011 rivolto alle scuole primarie del territorio provinciale, statali e paritarie, escluse dai progetti nazionale e regionale di ‘Alfabetizzazione motoria’, ma che abbiano in proprio attuato progetti di educazione motoria. Anche per l’anno scolastico 2010/11 la Provincia finanzia l’iniziativa che permette a 47 scuole della provincia di Torino di fruire dell’intervento di ‘Alfabetizzazione motoria’, promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione, che non vedeva coinvolto il nostro territorio.