Anno I - Numero 3 Luglio - Ottobre 2008 Periodico di informazione del CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO della Provincia di Benevento “Cantieri di Gratuità” Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3 - CNS - Commericale Business Sud - Benevento Abbiamo bisogno di gratuità di Ettore Rossi Negli ultimi mesi, grazie al libro di Mons. Giovanni Nervo "Ha un futuro il volontariato?", si è aperto un interessante dibattito nei nostri ambienti su tale interrogativo, cruciale non tanto e non solo per il destino delle nostre organizzazioni, quanto per l'intera società. Paradossalmente, sono proprio gli eventi delle ultime settimane, con l'effetto domino dei crolli di borsa le cui conseguenze si stanno ripercuotendo in tutti i paesi, compresa l'Italia, che ci inducono a rispondere "non può esserci futuro senza il volontariato e senza la gratuità". Le relazioni sociali ed economiche fondate sull'ingordigia hanno dimostrato palesemente di minare alle fondamenta la stabilità di intere comunità. Ecco perché la cultura del dono e della gratuità possono salvare la coesione sociale e una vita dignitosa per chi è in difficoltà. Nell'elencare le condizioni per promuovere cambiamento, Mons. Nervo spiega in che modo il volontariato può contribuire a cambiare la società dal basso, usando la forza dei suoi valori: "se diffonde la solidarietà di base; se i volontari portano i valori che vivono nel volontariato dentro il normale lavoro remunerato con cui mantengono se stessi e le proprie famiglie; se il volontariato coltiva e sviluppa un costruttivo senso critico, e difende i diritti soprattutto dei più deboli; se aiuta il terzo settore a conservare i valori originari". In questo numero ci sono molti esempi di come questi valori sono incarnati nelle esperienze e nelle attività di tante organizzazioni di volontariato del Sannio, che si pongono accanto a tante persone portatrici di bisogni urgenti a cui dare risposta. Abbiamo privilegiato il "dare parola" ai volontari piuttosto che elaborare teorie o spiegare il "dover essere" delle associazioni. Ed infine, nelle scorse settimane si è concretizzato un risultato sicuramente importante nella storia del CESVOB, cioè l'apertura del nostro secondo sportello territoriale, quello della Valle Caudina con sede ad Airola. E' un modo per farsi, come Centro Servizi, ancora più "prossimo" alle realtà del volontariato impegnate nelle comunità locali, per sostenere diffuse pratiche di gratuità di cui si sente in giro un gran bisogno. Non c’è futuro senza gratuità RICONOSCIMENTI DOSSIER Iacoviello nel consiglio direttivo di CSVnet Conosciamo le associazioni vincitrici dello scorso Bando di Idee a pag. 4 e 5 a pag. 2 RUBRICA La voce delle associazioni di volontariato a pag. 12 e 13 SCADENZE Bandi di Idee 2008 per la formazione e la promzione a pag. 14 e 15 Inaugurato lo sportello del CeSVoB in Valle Caudina. Le foto e la cronaca. a pag. 8 e 9 Luglio - ottobre 2008 2 ATTIVITA’ NAZIONALI n Il CeSVoB presente al coordinamento nazionale Iacoviello nel consiglio direttivo di CSVnet Il Centro Servizi per il Volontariato "Cantieri di Gratuità" ha preso parte attivamente alla conferenza nazionale di CSVnet - il coordinamento nazionale dei Centri Servizi per il Volontariato - che si è tenuta dal 3 al 5 ottobre scorsi a Lignano Sabbiadoro. Per il CESVOB sono stati presenti il Presidente Angelo Iacoviello ed il Direttore Ettore Rossi. L'assemblea, cui hanno partecipato oltre 300 rappresentanti dei Centri Servizio per il Volontariato, ha provveduto anche all'elezione del nuovo consiglio direttivo di CSVnet, nell'ambito del quale è risultato eletto il Presidente del CESVOB Angelo Iacoviello su candidatura dei CSV della Campania. Grande apprezzamento nell'assemblea di sabato 4 ottobre per la relazione del Presidente nazionale Marco Granelli, che ha parlato di un sistema dei CSV trasparente, di qualità, governato dal volontariato, con processi che promuovano la più ampia partecipazione e rappresentatività del volontariato nelle funzioni di indirizzo e governo, proponendo un grande investimento in una gestione sempre più efficace ed efficiente, un'innovazione nella funzione di controllo che deve essere meglio definita, a partire da quanto il Codice civile prevede per collegi dei sindaci e revisori contabili. La discussione sul tema della governance ha attribuito un grande ruolo al volontariato: di autonomia, responsabilità, e rappresentanza, per un volontariato protagonista dell'evoluzione della comunità e per rilanciare il suo ruolo politico riconosciuto costituzionalmente e indicato nella Carta dei valori. RIFLESSIONI n Sviluppo sostenibile ... per chi? “Sviluppo che fa fronte alle vive, che è chiamato ad amminecessità del presente, senza nistrare con il dovuto rispetto e compromettere la capacità delle con la cura nei confronti di chi e future generazioni di soddisfare cosa dipende da lui. le proprie esigenze.” Questa è la Questa responsabilità del genere definizione, tratta dal Rapporto umano si estende oltre gli esseri “Our Common Future” (1987) umani, per comprendere le entiƌŝŝŶĨŽƌŵĂnjŝŽŶŝğƉŽƐƐŝďŝůĞ͗ o Rapporto Brundtland, che ha tà viventi non umane e gli ecofatto ormai il giro del mondo, sistemi della terra. ƵůƚĂƌĞŝůƐŝƚŽǁǁǁ͘ĐĞƐǀŽď͘ŝƚ viaggiando sia tra gli interlocu- In questa prospettiva, si evidentori del settore che tra la gente zia la valenza strategica della ŽŶĂƌĞĂůůĂ^ĞĚĞWƌŽǀŝŶĐŝĂůĞ comune, lasciando comunque solidarietà come valore di rifemolti dubbi e perplessità. rimento del diritto dell’uomo al ϴϮϰͲϯϭϬϬϵϮͲ&ĂdžϬϴϮϰͲϯϱϵϳϵϱ Il binomio sviluppo e sostenibi- suo ambiente, e si configura le, infatti, riguarda aspetti mol- come un diritto individuale e ƚƚĂƌĞů͛ŝŶĚŝƌŝnjnjŽĞŵĂŝů͗ teplici e multidimensionali, che collettivo allo stesso tempo, che ŶĞůůĂΛĐĞƐǀŽď͘ŝƚ possiamo riassumere in tre riguarda la persona, ma tocca macroaree di interesse: ambien- aspetti sostanziali come la vita ƉŽƌƚĞůůŝ te,dĞƌƌŝƚŽƌŝĂůŝ economia, società;Ěŝ &ƌĂƐƐŽ di relazione , ancor prima degli uno dei principi fondamentali, interessi generali: la solidarietà ŶŽ;ƚĞůĞĨĂdžϬϴϮϰͲϵϳϵϳϴϵͿĞĚŝ nell’approccio alla sostenibilità, rappresenta il presupposto per è quello dell’interdipendenza e l’integrale soddisfazione di altri Ă;ƚĞůĞĨĂdžϬϴϮϯͲϳϭϰϱϵϮͿ indivisibilità di tutti i diritti diritti riconosciuti umani, secondo cui lo sviluppo alla persona, primi della persona richiede il con- fra tutti il diritto temporaneo esercizio dei diritti alla vita e alla civili, politici, economici, socia- salute delle preli e culturali, individuali e collet- senti e delle future tivi. generazioni. La Il tema di fondo dev’essere cura per l’ambienquello relativo alla responsabi- te, in senso lato, lità etica: è l’essere umano il infatti, consente solo soggetto morale chiamato a all’uomo di vivere essere responsabile per l’umani- con dignità, di star tà, la natura e le generazioni bene e di esprimefuture; il solo che deve evolvere re la propria perin un progressivo miglioramen- sonalità, di relato (sviluppo) dell’ambiente in zionarsi e di evolcui vive;e l’ambiente è anche la versi, individualcasa, il quartiere, la città in cui mente ed in grup- po. Ma chi vive? E in che modo? Quanto si sono sviluppati, nella sostanza i diritti umani fondamentali?L’attuale sviluppo per chi è sostenibile, oggi, nel mondo e a casa nostra? Siamo quotidianamente bombardati dalle notizie di cronache, locali ed internazionali; viviamo le umane vicende di tutto il pianeta, in tempo reale: guerre, violenze, truffe, corruzione, politiche superpotenti, allarmi ambientali, abilmente miscelati dai media con pubblicità e spettacoli vari, che raggiungono i nostri sensori con una frequenza insostenibile, tanto che la maggior parte delle persone, si è assuefatta come meccanismo di difesa, lasciando una labile traccia di stupore, ĞŶĞǀĞŶƚŽ &ƵƚƵƌĂĞ^ŽƐƚĞŶŝďŝůĞ tanto per non sentirsi degli automi. E invece proprio come automi,stiamo accompagnando con la nostra inerzia, omertà, cinismo o indifferenza, ma soprattutto egoismo, questi inarrestabili incrementi di uno sviluppo al negativo: C’è qualche dubbio sulla negatività? I dati statistici relativi a delitti e violazioni di tutti i diritti fondamentali, in ogni parte del mondo, non lasciano dubbi sullo sviluppo dell’umanità in una direzione negativa, ben celato dietro proclamazioni di dichiarazioni universali, ordinamenti giuridici, tribunali,istituzioni varie ecc., che in uno sperpero di risorse non riescono a garantire, oggi, la sostenibilità, anzi la vivibilità o la vita stessa, ad ogni singolo cittadino del mondo, figuriamoci alle generazioni future.E mentre si intrecciano reti e organismi vari, nessuno tesse il valore fondamentale della solidarietà, che nel suo semplice, elementare significato, se fosse da tutti praticata, sarebbe la risposta più sostenibile del mondo per lo sviluppo umano e del pianeta. B.S. ZŝĚƵĐŝĂŵŽŝƌŝĨŝƵƚŝ͗ Z//>/DK ϭϱEŽǀĞŵďƌĞϮϬϬϴ KƌĞϭϬ͘ϬϬ ŽŶǀĞŐŶŽŽƌŐĂŶŝnjnjĂƚŽŶĞůů͛ĂŵďŝƚŽĚĞůůĂ CONVEGNO Il Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Benevento "Cantieri di gratuità" promuove, continuando la tradizione avviata l'anno scorso, un convegno per celebrare la Settimana DESS 2008 che, quest'anno, si svolgerà dal 10 al 16 novembre, sul tema "Rifiuti: riduzione e riciclaggio". L'iniziativa si terrà , come per la scorsa edizione, nell'aula magna dell'Istituto Tecnico Commerciale "G. Alberti" di Benevento, il giorno 15 novembre alle ore 10.00, e vedrà la partecipazione del Prof. Franco Ortolani ordinario della Facoltà di Pianificazione e Scienza del Territorio, presso l'Università Federico II di Napoli . E' stato scelto di prevedere un unico relatore, per consentire una serie di interventi programmati, della durata massima di 5 minuti, alle associazioni ambientaliste della provincia di Benevento, al fine di presentare la propria testimonianza e le proposte relativamente alla tematica dei rifiuti. Luglio - ottobre 2008 3 INIZIATIVA CESVOB n Dal corso sulla facilitazione indicazioni per le attività La gestione dei gruppi di volontari Dotare i partecipanti di una capacità di lettura delle dinamiche e dei blocchi principali del gruppo e della riunione, acquisire un metodo efficace ed efficiente, centrato contemporaneamente su compito e persone, su apertura e chiusura, su negativo e positivo, esercitare e allenare le tecniche utili, sviluppare un repertorio di strumenti pratici e applicati; sono stati alcuni degli obiettivi che il docente ha cercato di raggiungere insieme al gruppo. Nella giornata del 12 settem- PROGETTI bre il professore De Sario affronta la tematica dei blocchi chiave del gruppo e delle finestre sull’interazione nel gruppo. In particolare affronta la dominanza del “capo”; l’ errore; il malinteso; i litigi, i problemi, le influenze interpersonali; i “modi diversi” di comunicare e la critica. Inoltre, il docente ha ricordato ai corsisti come la negatività possa servire ed affronta insieme a loro le negatività tipiche della riunione, la rabbia, la tristezza ed offre le prime soluzioni sul come gestire in modo efficace le negatività. Nella seconda giornata, il gruppo affronta la gestione delle riunioni e del come portare avanti una riunione efficace. Alle due giornate De Sario dà subito un taglio pratico privilegiando l’esercitazione e il metodo dell’auto-caso come opportunità di apprendimento attivo e per una maggiore trasferibilità tra aula e realtà, mette al centro l’esperienza concreta e la persona, in una coerenza efficace in cui si innestano e confluiscono i fattori di teoria nella pratica, concretezza dell’azione, un metodo anche denominato di real-learning: vicino a fatti, sviluppo di setting dinamici e valorizzazione delle negatività attraverso l’attivazione dal basso. Il corso ha cercato di promuove gli aspetti di costruzione attiva e interattiva dei processi di formazione. Formazione, per la natura stessa dell’aula, volta a potenziare sia le capacità professionali che quelle personali dei partecipanti. Ad esempio, sono stati approfonditi i modi e i metodi pratici per dire stop alle riunioni inconcludenti e distruttive, o alle riunioni dispersive in cui si divaga dall’argomento, o quelle in cui per non litigare si lascia cadere il discorso e non Una momento del seminario del prof. De Sario si arriva a niente. Inoltre sono stati analizzati gli strumenti per creare rapidamente un ambiente relazionale franco e collaborativo, sviluppando abilità negoziali e valorizzare critiche e negatività attivando le persone. Il professore lascia il gruppo con dei “compiti da svolgere a casa”, ovvero fornisce delle schede di allenamento da utilizzare come lista di abilità per le prove concrete presso le riunioni tenute dalle associazioni di volontariato, in vista del follow-up che concluderà il percorso il 18 Ottobre. In tale giornata si parlerà della figura del facilitatore, ovvero di quel “consulente di processo” con alta competenza relazionale che accompagna le organizzazioni a valorizzare e ottimizzare le risorse in gioco. Il facilitatore sovrintende ai fattori tecnici e sociali, emotivi e di apprendimento durante riunioni e tavoli. Il facilitatore, potrebbe essere, una nuova figura indispensabile per le organizzazioni da individuare nelle figure interne ed esterne alle organizzazioni. O.L. - A.S. n Il Vescovo Mugione chiama a raccolta il mondo dell’economia Una fondazione di comunità per il territorio sannita di Antonio Assante Il 24 settembre, al Seminario di Benevento, S.E. Mons Andrea Mugione ha presieduto un incontro per approfondire il tema delle fondazioni con il Direttore Generale della Fondazione per il Sud dr. Giorgio Righetti. All’incontro, coordinato dall’Ufficio per la pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi, hanno partecipato persone impegnate nel sociale, imprenditori, rappresentati di Istituzioni , Banche ed Associazioni. L’iniziativa, presentata dal dott. Ettore Rossi, era mirata ad approfondire gli aspetti tecnici legati alla costituzione, al funzionamento di una Fondazione di Comunità e ad incoraggiare un progetto, certamente ambizioso e complesso, che potrebbe essere di grande utilità per il territorio. Il dr. Righetti ha lanciato subito una provocazione: le Fondazioni di comunità sono presenti solo nel centro nord d’Italia, ma anche in paesi difficili come lo Zimbawe o il Messico. Due i tipi di intervento della Fondazione per il Sud: sostegno a progetti con bandi specifici oppure interventi più complessi, per la nascita di nuove Fondazioni di comunità. La difficoltà della nascita di nuove Fondazioni è nell’obiettivo: attrarre risorse attraverso una comunità di riferimento, partecipata e indipendente, per alimentare azioni sociali nel territorio. Occorre la fiducia delle persone e la trasparenza nel modo di operare. La fiducia della comunità si ottiene mettendo insieme voci diverse. Da una cultura della donazione e della responsabilità nei confronti del territorio nasce una istituzione che deve garantire efficienza nella raccolta e interventi indipendenti, per specifici e differenti bisogni della comunità locale. E’ una sfida che già in Campania ed in Calabria alcune comunità stanno portando a compimento. Il dottore Righetti infine ha ribadito il pieno sostegno della Fondazione per il Sud ad una proposta che parta da questo territorio che, se accolta, potrà avere un importante contributo operativo e finanziario. Si sono poi succeduti numerosi interventi dei rappresentanti delle istituzioni, dell’unione industriali, di alcuni istituti di credito, di associazioni di categoria, di persone provenienti dal volontariato: è risultata evidente la volontà di approfondire e condividere un progetto per la costituzione di un comitato promotore. S.E. mons. Mugione ha ringraziato per le tante presenze ed ha incoraggiato ad andare avanti concretamente, superando l’ansia di un progetto in divenire. Occorre cuore, intelligenza, risorse, volontà, ma prima ancora occorre dire un grande SI allo stare insieme. Per la stessa Chiesa la fraternità è un dover essere, da costruire. Anche la Chiesa ha bisogno di essere comunione, superando l’individualismo che disperde le energie. Ha incoraggiato tutti ad andare avanti, perchè l’attenzione ai bisogni del territorio e la condivisione può essere di esempio per la Società e per la stessa Chiesa. Il prossimo appuntamento e’tra un mese per approfondire i temi ed accogliere quanti vorranno partecipare. Giorgio Righetti, Mons. Mugione e Ettore Rossi Luglio - ottobre 2008 4 DOSSIER n ‘Inca’, un’associazione vincitrice del Bando di Idee, II edizione ‘Professionisti’ delle Arti Inca Italia nasce a Benevento nel 2005 da un progetto in rete proposto dall'associazione Inca Inghilterra con l'obiettivo di lavorare con e per i giovani attraverso attività culturali e artistiche, promuovendo la diversità, i diritti Umani e i principi di uguaglianza sociale. Inca Italia è un'associazione di professionisti del mondo delle arti, specialisti nei rispettivi ambiti con una lunga esperienza di formatori e un bagaglio di preparazione maturato sul campo. L'Associazione lavora con strumenti di animazione (giocoleria, clown, mimo, espressione corporale), teatro e linguaggi multimediali organizzando progetti locali e internazionali quali corsi di formazione, scambi culturali, laboratori, visite di studio, festival, eventi artistici e culturali. Le attività sono rivolte principalmente a individui e comunità a rischio per condizioni sociali, geografiche e politiche. Il team di lavoro di Inca Italia è formato da professionisti che lavorano a tutte le fasi dei progetti che promuovono: ideazione e scrittura di progetti, ricerca fondi, ricerca e rapporti con partners locali ed internazionali, realizzazione e valutazione di progetti. Con i partners della rete, Inca Italia condivide l'elaborazione di strategie di intervento e le metodologie di lavoro basate specialmente sull'educazione non formale e la partecipazione attiva, offrendo ai giovani momenti in cui vivere esperienze pratiche di crescita personale e collettiva. Attraverso lo sviluppo di progetti multidisciplinari Inca offre l'opportunità di sviluppare e sperimentare le proprie abilità e idee confrontandosi direttamente con giovani di differenti culture. Attualmente la Rete Inca è composta da Inca Italia (Benevento), Inca Inghilterra (Birmingham), Inca Germania (Berlino) e Inca Spagna (Barcellona), più altre 46 associazioni partners. un'idea di teatro di strada, sia con artisti che non conoscevamo e con i quali è stato molto interessante istaurare rapporti e confrontarsi e vedere come altri artisti seguono percorsi simili ma con visioni del tutto personali e diverse rispetto alle nostre. Un'idea forte che ha animato il festival è stata anche quella di presentare un progetto abbastanza innovativo per il nostro territorio provinciale, infatti Animasannio Festival è stato il primo festival dedicato interamente al teatro di strada. Come ha risposto la nostra comunità a questa proposta? La risposta della comunità locale è stata buona sia per la partecipazione numerosa per le strada sia per lo voglia di fermarsi e la curiosità rispetto a spettacoli di ogni genere. Quello che abbiamo notato è che il pubblico di Benevento si sta educando sempre di più agli spettacoli di artisti di strada, anche grazie alla presenza sul nostro territorio di altre iniziative simile ma con l'utilizzo di altre tecniche. Alcuni passi sono stati fatti ma molti se ne devono ancora fare, sempre presente è, sia da parte della comunità ma anche da parte delle istituzioni, l'idea di teatro di strada come arte di seconda classe, povero di contenuti e per un pubblico poco attento. Questa è solitamente la visione di chi non conosce bene di cosa si tratta, della tradizione che porta alle spalle, delle tecniche, dei saperi e delle conoscenze che tramanda, delle abilità fisiche e mentali che sviluppa e delle nuove e sempre più innovative traiettorie che prende. Cosa è mancato e chi, invece, ha contribuito alla riuscita del Festival Animasannio? Serviva un maggior sostegno da parte delle istituzioni locali, sostegno morale ed economico, infatti questa prima edizione è stata finanziata dal Consiglio d'Europa e grazie anche ad un contributo del Centro Servizi per il volontariato delle provincia di Benevento. Per quanto ci riguarda essendo il primo anno la pubblicità e la diffusione delle informazioni può essere migliorata cercando di coinvolgere sempre più pubblico, anche se queste sono manifestazioni che crescono anno per anno e alla quali accorre sempre più gente. Problemi organizzativi di vario genere ce ne sono stati essendo come già ho detto il primo anno, ma niente di importante rispetto alla soddisfazione finale della riuscita del festival. Ci saranno altre edizioni del Festival Animasannio? Forte è la convinzione di continuare e riproporre nuove edizione del festival. Sicuramente cercheremo, IL TEATRO DI STRADA Un tipo di teatro questo che ha origini antichissime e che ha sempre svolto nella nostra cultura un fondamentale ruolo sociale, infatti esiste fin dai giullari del medio-evo, la Commedia dell'Arte, il circo e l'avanspettacolo fino ai gruppi di teatro di strada del novecento. Un tipo di teatro popolare in grado di comunicare a diversi livelli con qualsiasi tipo di pubblico senza distinzione di età, estrazione sociale e culturale, un teatro che è di libero accesso a tutti perchè gratuito, che trova il suo pubblico per strada che và verso il pubblico ed in cui ognuno è libero di partecipare alla rappresentazione o decidere di andar via. Un tipo di teatro che utilizza come scenografie le strade e le piazze e che è in grado di cambiare la percezione dei luoghi dove si svolge la normale vita quotidiana. Un teatro dove il contatto umano è sempre presente, dove il rapporto con il pubblico è vero, dove le convenzioni del teatro cadono, non esiste la quarta parete e lo spettatore diventa attore e partecipa alla riuscita dello spettacolo. In Animasannio è stato aggiunto un elemento che lo differenzia da altri festival, e cioè il fatto che oltre ad essere un evento con spettacoli pubblici destinati alla comunità locale, fosse anche un incontro tra artisti di diversi paesi con backgroud culturali diversi e con visioni e modi di lavorare differenti. Nei giorni precedenti agli spettacoli, gli artisti sono stati insieme condividendo gli stessi spazi, si sono conosciuti e hanno potuto parlare del proprio lavoro, vedere i metodi di lavoro degli altri, scambiarsi tecniche, idee e consigli, tutto ciò con l'intenzione di sviluppare e sostenere il dialogo interculturale tra artisti e giovani. EVENTI n AnimaSannio Street Festival, intervista a Pierluigi Ricciardi L'idea che sta alla base di Animasannio Festival è stata quella di creare un evento culturale che racchiudesse in sé la passione per il teatro di strada e la voglia di uscire dai propri confini geografici e culturali. Entrambe queste motivazioni fanno parte di un percorso che da tre anni l'associazione Inca Italia sta seguendo, sia la vocazione al teatro di strada sia il respiro internazionale dei progetti e delle iniziative proposte e organizzate. Grazie al nostro lavoro di artisti di strada e la partecipazione a progetti internazionali, abbiamo avuto la possibilità di partecipare e di visitare festival di teatro di strada in tutta Europa. Abbiamo visto diversi modi di organizzarli, diversi luoghi dove svolgerli e così ci siamo fatti un'idea di come avremo organizzato il nostro festival. Chiaramente alla base c'è il desiderio di accogliere e trattare gli artisti nel miglior modo possibile, così come ci hanno trattato molte volte e come a volte avremo voluto essere trattati. Quindi mettere in condizioni gli artisti di fare bene il loro lavoro, di esprimere a meglio la loro arte in modo da rimanere soddisfatti gli artisti, gli organizzatori ed il pubblico. Ci siamo avvalsi per questa prima edizione sia di artisti con i quali avevamo avuto precedenti collaborazioni e con i quali condividevamo anche grazie all'esperienza acquisita, di organizzare meglio le prossime edizioni cercando di allargare sicuramente il gruppo di lavoro sia con tecnici che con assistenti. Ci racconti la tua esperienza? La mia esperienza personale con Inca Italia nasce sia dalla possibilità di proseguire un percorso personale e professionale intrapreso già anni prima della creazione l'associazione, sia di unire le mie competenze e idee a quelle di altri amici con competenze diverse. Questa è stata la motivazione che ha spinto un po' tutti noi soci a costituirci come associazione, ovvero la possibilità di continuare il lavoro che ci eravamo scelti ma con il valore aggiunto di lavorare per un fine comune, ad un progetto comune e non più come individui che instaurano collaborazioni temporanee, con la convinzione di creare un organismo che avrebbe preso vita e si sarebbe alimentato del nostro lavoro e attraverso il quale avremo potuto espandere le nostre possibilità di azione a livello locale ed internazionale. L'idea comune è sempre stata quella di creare l'associazione a Benevento ma di non rimanere solo legati al territorio locale, e infatti sono costanti gli impegni che ci portano a lavorare in altri paesi. Olimpia Luongo Luglio - ottobre 2008 n 5 DOSSIER ‘La Clessidra’, un’associazione vincitrice del Bando di Idee, II edizione La disabilità mentale: tra teoria e buone prassi Intervista a Jacopo Fulgione e Mario Delli Carri, volontari de ‘La Clessidra’ Come è nata l'idea progettuale finanziata dai Bandi di idee Promozione e come si è svolta? Il progetto ha preso vita da alcune riflessioni fatte dai soci utenti sull'importanza dei volontari all'interno dell'associazione e dopo un'analisi circa il concetto di volontariato. La Clessidra ha preso spunto da tale motivazione per organizzare un Convegno che potesse promuovere il concetto di "Volontariato" e allo stesso tempo fornire informazioni circa la "Disabilità mentale". Nello specifico La Clessidra ha individuato quali destinatari del progetto gli studenti del Corso CONTRIBUTI "La mia esperienza in associazione ha avuto inizio nel 2005 grazie ad un mia amica .Spesso lei mi parlava delle attività che svolgevano al Dsm ed io già ne ero affascinato e incuriosito. La prima volta che decisi di prendere parte all' associazione fu in occasione dell'inaugurazione della sede. Probabilmente è stato tra i momenti più belli vissuti fino ad oggi. Ricordo il grande entusiasmo nell'affrontare questa nuova esperienza del volontariato. Ma ciò che fino ad ora mi ha arricchito di più sono stati i rapporti umani. All'inizio ho avuto qualche difficoltà e timore a socializzare poiché avevo poca conoscenza della disabilità mentale,ma poi senza volerlo mi sono sentito sempre più coinvolto dalle storie degli utenti e ormai ognuno di loro è diventato adesso per me come di Fisioterapia dell' Università "Federico II" di Napoli con sede distaccata in Benevento. Le motivazioni di tale scelta sono state:fornire degli spunti teorici e pratici su metodologie alternative alla tradizionale riabilitazione, come l'Arte- terapia; sensibilizzare gli studenti al volontariato, in quanto esso non dovrebbe esprimersi attraverso pochi privati cittadini ma attraverso un sentimento comune di cittadinanza attiva. Entriamo più nei dettagli del progetto. Abbiamo cercato di dare ai partecipanti un bagaglio culturale specifico sulla malattia mentale che potesse passare dalla ricerca all'azione in un movimento circolare. A tale scopo sono stati forniti ai partecipanti concetti teorici, testimonianze sul campo n e criticità per sviluppare negli ascoltatori un' atteggiamento attivo di ascolto - risposta, che potesse permettere,attraverso la ricezione dei messaggi, l'introiezione degli stessi e lo sviluppo di un concetto di volontariato quale cittadinanza attiva . I partner che hanno aderito sono stati, l'Unità operativa complessa salute mentale di Benevento ASL BN,"La Rete Sociale", la Cooperativa Sociale "Il Mosaico", i quali hanno partecipato attivamente al progetto nella sua interezza dando il loro apporto con mezzi e risorse. Il Progetto ha previsto una visita presso il Centro Diurno per pazienti psichici "Villa Lais" dell' ASL Roma C dove i partecipanti dopo aver visto la struttura e le attività che si svolgono, hanno preso parte ad uno stage introduttivo sulla Drammaterapia. La giornata si è conclusa con la visione della prova aperta de "Il Malato Immaginario" di Molière della compagnia teatrale "Wish Teatro" composta da utenti del laboratorio teatrale integrato. Come si è concluso il progetto? A conclusione del Progetto è stato realizzato un Convegno presso l' ASL BN 1. In questa occasione sono stati forniti ai partecipanti concetti teorici, testimonianze sul campo e criticità per sviluppare negli ascoltatori un' atteggiamento attivo di ascolto - risposta, che potesse permettere,attraverso la ricezione dei messaggi, l'introiezione degli stessi e lo sviluppo di un concetto di volontariato quale Io volontario nella ‘Clessidra’ qualcuno di famiglia. Le ultime esperienze significative sono state la realizzazione del Cortometraggio e del Progetto Promozione. Essendo il regista il cortometraggio mi ha coinvolto in prima persona poiché ho avuto la possibilità di cimentarmi in un ambito che da sempre mi incuriosiva ma che non avevo mai avuto l'opportunità di sperimentare. Con il Progetto Promozione , avendo partecipato a tutte le sue fasi, dall' ideazione alla messa in pratica, ho potuto mettere un gioco per la prima volta le mie abilità progettuali e affinato le mie capacità organizzative". Jacopo Fulgione * * * "Anche io ho conosciuto l' associazione tramite amici. In quel periodo lavoravo ed appena avevo un pò di tempo correvo a dare una mano. Allora non pensavo che poi le cose sarebbero state come oggi. Ormai per me l' associazione è un appuntamento fisso ogni maredì, giovedì e sabato. Attraverso le attività associative ho appreso nuove tecniche artistiche e nuove conoscenze per me del tutto sconosciute, soprattutto da quando abbiamo iniziato a cimentarci nella progettazione. Ciò che mi arricchisce di più è il rapporto con gli utenti. Mi gratifica il sentirmi ringraziare perché forse molti di loro non sanno che sarei io a doverli ringraziare per avermi reso partecipe dei loro stati d' animo e del loro difficile percorso" Mario Delli Carri cittadinanza attiva. Essenziale per il Convegno è stata la presenza di due esperti provenienti da contesti diversi di intervento sociale e specialistico sulla disabilità psichica Dott. Michele Cavallo, docente dell'Università la Sapienza di Roma e la Dott.ssa Enrica Ignesti, terapista danza movimento. Al termine del Convegno sono stati somministrati a tutti i partecipanti dei questionari di gradimento circa i concetti esposti e l'efficacia delle modalità di esposizione e di attuazione. Quali sono stati gli aspetti positivi e negativi e negativi del progetto? Poichè nella nostra realtà è ancora radicato il pregiudizio su metodi alternativi di riabilitazione, la visita al Centro Diurno " Villa Lais" dell'ASL Roma C ci è servita da spunto di riflessione circa le "buone prassi" presenti in ambiti territoriali diversi da quello della provincia di Benevento. Nonostante ciò al convegno abbiamo riscontrato una proficua partecipazione di studenti di Fisioterapia, di operatori del settore, di familiari, di docenti e cittadini i quali hanno manifestato particolare interesse riguardo la tematica dell'Arteterapia. A rendere più piacevole l'argomento sono state una dimostrazione pratica di Danzaterapia svolta dalla Dott.ssa Enrica Ignesti e la proiezione di un video riassuntivo, che è il prodotto di tre anni di lavoro arteterapico svolto dal Centro Diurno Villa Lais. Pensate di replicare il progetto? L’ASSOCIAZIONE L'Associazione "La Clessidra" ONLUS è nata nel 1997 all'interno del Dipartimento di Salute Mentale grazie ad utenti, familiari e operatori al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica circa le problematiche socio-sanitarie riguardanti la disabilità mentale. L'Associazione da sempre ha cercato di lottare per combattere il pregiudizio che persiste nei riguardi dei sofferenti psichici e affermare la dignità umana e i diritti della persona. Infatti, svolge mensilmente opere di sensibilizzazione attraverso la partecipazione a momenti collettivi e istituzionali di solidarietà civile. Inoltre l'Associazione ha tra i suoi obiettivi quello di creare reti di Enti, Strutture e Associazioni che favoriscano l'integrazione sociale e lavorativa dei sofferenti psichici. Il Progetto non vuole essere un punto d'approdo ma la fase iniziale di un processo condiviso da tutte le categorie coinvolte attraverso il quale realizzare attività che abbiano continuità nel tempo. Per questo motivo l'Associazione si propone di realizzare attività volte alla formazione di volontari e utenti nell'ambito dell'Arteterapia. O.L. Luglio - ottobre 2008 n Storie di volontari, racconto di un viaggio nel volontariato A partire da questo numero, Una vita di condivisione alla scoperta del mondo del volontariato 6 RUBRICA Intervista a Francesco Tomasiello, dell'Associazione Libero Teatro di Telese Terme Ciao Francesco, felice di rivederti, sempre sorridente con la tua verve grintosa! Vuoi raccontarci qualcosa sulle attività che ti stanno impegnando in questo periodo? Noi dell'Associazione Libero Teatro, stiamo preparando "La notte della solidarietà", una manifestazione in tre serate, in programma per il mese di ottobre a Telese Terme e successivamente a Benevento, con spettacoli di teatro, cabaret, musica e cinema. La manifestazione vede la collaborazione di molti giovani appartenenti anche ad altre associazioni: La forza della vita,la Croce Rossa sezione di Telese, lo Sportello Territoriale del Cesvob della Valle Telesina ed altre in fase di concertazione. Ho fatto una premessa ai lettori, sulla cittadinanza solidale: cosa significa per te essere un cittadino solidale? Un esempio di cittadinanza solidale, per me, è il progetto di costituzione della Banca del Tempo, che stiamo curando con altre associazioni: E' più bello insieme, Libero Teatro, Inca Accademy, Forum dei Giovani provinciale e regionale, ed altre che vorranno aggiungersi. Obiettivo principale è offrire un'ora del proprio tempo, anche con prestazioni professionali, a titolo gratuito, come dono di sé a persone che non possono pagarlo, ma con la certezza che qualcun altro lo donerà a noi. Infatti il nostro slogan è: "Il tempo prima o poi ritorna", e noi vogliamo farlo partire nelle scuole, per formare i più giovani al dono del proprio tempo. Tu sei impegnato in molte associazioni, ma la tua preferita è Libero Teatro: la tua vita però non è la recita di un copione, con quale spirito la interpreti? La parola chiave della mia vita è condivisione: con i giovani, con le altre associazioni, con il disagio e la sofferenza. Il mio impegno vuole essere un messaggio di speranza e di esempio per tutti quei ragazzi meno motivati o emarginati, soprattutto i disabili, affinché non si arrendano ma diventino volontari attivi, di una diversa abilità; questo esempio è rivolto anche a tutti i volontari perchè diventino ancora più abili. "Esiste un solo tipo di uomo veramente adulto: la persona che ha cura di sé, dell'altro, dell'ambiente; in una parola, l'uomo solidale" (E.H. ERIKSON). La solidarietà è volontaria, non sancita dalle norme, è dettata dal cuore: significa fondamentalmente dono di sé, senza richieste, o doveri. Significa sostenere l'Altro costruendo uno spazio di condivisione e convivenza, essere audaci, coraggiosi nella consapevolezza-coscienza della propria responsabilità verso se stessi e verso la società. Significa impegnarsi per sviluppare le competenze sociali: comprendere, interiorizzare le regole della vita collettiva:ciò che è proibito (la violenza), ciò che è permesso (tolleranza, civiltà, rispetto degli altri); comprendere che nessuno può esistere senza gli altri (condivisione e convivenza, crescita comune); sviluppare il senso di responsabilità verso se stessi (stili di vita sani, tutela della salute) e verso gli altri (sicurezza stradale, dell'ambiente). Il volontariato fa crescere lo spirito di solidarietà, la responsabilità personale di ognuno verso l'altro e verso la società in genere; vuol dire aiutare le persone a sentirsi parte-cipi della vita comunitaria, a farsi carico delle cose e dei problemi, educare alla cittadinanza piena oltre al volontariato in sé. I volontari fanno esperienza diretta di attività ed organizzazione prosociale: si riuniscono, si confrontano, progettano ed attivano interventi duraturi nel tempo, mediano i rapporti con le pubbliche amministrazioni, le istituzioni e spesso ne colmano le lacune attraverso la realizzazione di progetti mirati. Queste capacità fanno del volontario, il cittadino solidale, e la presenza di più cittadini dotati di queste capacità, arricchisce il tessuto associativo, nella sua valenza intrinseca di espressività, ma soprattutto arricchisce i fenomeni di integrazione - coesione sociale. Ma chi sono i cittadini solidali nel Sannio? Andiamo a conoscerli dalle loro storie. Facciamo finta che io abbia una bacchetta magica , vuoi esprimere un desiderio? Il mio sogno più grande è di diventare un attore professionista. Allora salutandoti, lancio un appello a tutti quelli del settore, affinché possano esaudirti! Ciao Francesco e grazie. Brunella Severino n Storie di volontari, racconto di un viaggio nel volontariato Luglio - ottobre 2008 RUBRICA 7 Scout solidali, visita al campo AGESCI Nel suggestivo scenario del Parco Nazionale degli Abruzzi,si è svolta, la Giornata dei Genitori,ovvero un tradizionale appuntamento con mega pic-nic, che ogni anno si svolge l'ultimo giorno del campeggio degli scout di tutta Italia, in varie località di montagna . Il luogo incantevole, come la giornata di sole, si presenta con faggete circondate da una catena di montagne, tra cui svetta il monte Pizzone, e in una piccola conca di prato verde, protetta, spuntano le ultime tracce di accampamento, che i ragazzi stanno finendo di smontare mentre arriviamo. Dopo un fugace saluto ai genitori, gli scout, ligi al dovere, terminano di sgomberare e caricare l'attrezzatura sul camion, senza lasciare il minimo segno , della loro permanenza,sotto lo sguardo orgoglioso di noi mamme e papà, che ci sistemiamo a goderci questa meraviglia della natura. Io ne approfitto per raggiungere Don Maurizio Lombardi, Assistente Spirituale dell'AGESCI, mentre sta preparando l'occorrente per la Santa Messa, sull'improvvisato altare, nella faggeta, preparato amorevolmente dai ragazzi, e sul quale spicca un crocifisso da essi realizzato con dei semplici rametti. Don Maurizio mi concede con piacere una breve intervista: Don Maurizio, ci può spiegare il significato del ruolo di Assistente Spirituale negli Scout? Nell'équipe educativa dell'Agesci è prevista questa figura per affiancare al percorso formativo dello scoutismo, anche un percorso spirituale, attraverso momenti di catechesi, di preghiera, durante i quali, in maniera molto informale, io vivo,durante il campo con i ragazzi, un confronto e dibattito, su alcuni aspetti importanti della vita, per invitarli a riflettere e dare loro qualche consiglio, insomma una formazione spirituale oltre che umana. E i ragazzi come hanno risposto? Beh, all'inizio erano un po' intimiditi da questa novità, ed in effetti è stato una sorta di battesimo, di un percorso condiviso. Anzi il battesimo è stato anche per me, che durante questo campo , ho fatto la Promessa scout e questo ci ha subito accomunati ed è nato un bel dialogo impostato sulla amicizia .Quando gli ho comunicato che avrei celebrato la Santa Messa nella faggeta, si sono subito messi all'opera per realizzare un altare e hanno preparato questo bellissimo semplice crocifisso, lavorando dei rami, perché questo è diventato il luogo della preghiera durante tutto il periodo del campo. Prima di salutarla mi permetta una domanda un po' azzardata: Gesù Cristo era anche Lui uno scout? e perché no? Sicuramente lo era, riflettendo sui suoi insegnamenti. Grazie Don Maurizio, di questa bella e preziosa esperienza. *** Passo adesso ad intervistare uno scout molto vivace, Loris Spagnolo. Ciao Loris, ti vedo un po' emozionato, com'è andato il campo quest'anno? Benissimo, è stato il primo campo che abbiamo fatto da soli, senza gemellaggi con altri gruppi, e quindi ci siamo sentiti meno tesi per il confronto, più liberi ed autonomi. Eravamo noi del Benevento 4, con qualcuno del gruppo di Cervinara, e quindi ci siamo sentiti in famiglia. Siamo stati bene nonostante i temporali frequenti, perché abbiamo inaugurato le nuove tende. E le missioni, come sono andate? Loris: Noi dei Leoni siamo andati fino al Lago della Montagna Spaccata,molto bello, grande, con la spiaggia e la gente che si faceva il bagno, ma noi non avevamo il permesso, perché comunque è pericoloso e i capi ce lo hanno vietato. Abbiamo camminato per più di 5 km, nonostante la scorciatoia! Durante il campo avete visto animali? Hai voglia! Io ho visto un serpente verde e giallo,e alla fontana, Assunta ne ha visti due, però niente vipere. Poi durante la missione abbiamo visto una lepre grandissima!(e allarga al massimo le braccia).La cosa più comica è stata quando una volpe si è intrufolata nella tenda delle ragazze, le Aquile, e per fortuna che loro erano al cerchio del fuoco, così la volpe si è risparmiata un trauma! Di notte poi abbiamo riconosciuto un barbagianni. Bella esperienza allora!Adesso per salutare tutti i giovani lettori, lancia loro un messaggio. Io vorrei dire che noi ragazzi abbiamo un po' vergogna di noi stessi, lo scoutismo ci rende più sicuri e disinvolti, ci insegna tante cose e soprattutto, ci fa conoscere noi stessi e ci fa star bene nel gruppo. *** Spostandomi blocco al volo Stefano Pescatore scout da una vita, attualmente capo del Clan e genitore di due scout. Allora Stefano, tu non eri a questo campo come capo,ed oggi sei qui come genitore: quale emozione ? Io sono scout dal 1975 e sono talmente abituato a condividere questa"carriera" con la mia famiglia, figli compresi, che mi sono assuefatto, e l'esperienza di genitore è stata ormai assorbita a quello che è uno stile di vita per tutta la famiglia. *** La giornata prosegue con il momento conviviale, per la degustazione delle profumatissime lasagne, paste al forno e pietanze varie, abbondantemente presentate da noi mamme sui vivacissimi tavoli, per la gioia dei figli scout, impazienti nell'attesa di questo giorno, in cui finalmente abbandonano la loro cucina da campo, e le loro improvvisate "abilità" di cuochi; il tutto coronato dal fatto, che grazie ai piatti di carta, non devono lavare stoviglie e pentole. Ho approfittato del relax post prandium per intervistare", la dott.ssa Assunta Pallotta mamma di due lupetti, che sono ad un altro campo e una dei "capi" di questi volontari, amici dei lupi. Ciao Assunta, sono molto felice di vederti, perché, come tu ben sai , il tuo ruolo di "capo"associato alla tua professione di medico, allevia l'ansia di noi mamme scout, è un po' come se avessimo affidato i nostri figli ad un'amica. Come mamma lo capisco, perché anche io mi sento più serena sapendo che i miei figli, al campo dei lupetti hanno un mio collega tra i capi. Tuttavia devo dire che bisogna avere la massima fiducia nello staff, perché siamo molto scrupolosi e prudenti, pronti ed organizzati per ogni evenienza. Io ho fiducia in tutti i capi,perché so come si lavora. Tu ti trovi al campo del reparto degli scout, che va dai 12 ai 16 anni, mentre i tuoi figli sono al campo dei lupetti, fino ai 12 anni: è stata una scelta ben precisa? Non proprio. Il fatto è che io da sempre faccio il capo nel reparto e adesso che i miei figli hanno cominciato si trovano nei lupetti. E' stato un bene per loro,perché il distacco rispecchia le regole dello scoutismo, che mirano a rendere i ragazzi autonomi e responsabili il più possibile, e si sa che delle mamme si approfitta sempre!Il problema ci sarà l'anno prossimo che i mie figli passeranno in reparto. Cosa significa per te essere scout? E' una scelta di vita che ti porti anche fuori da questo contesto, ti senti libera dalle convenzioni, diversa. Remigio (altro capo sopraggiunto): Per me è una scelta di vita che ti pone in modo alternativo ai ragazzi, fuori dagli schemi e ha un forte significato come volontariato. Si parla di emergenza sociale ed educativa per i ragazzi, a causa dei crescenti fatti di cronaca quotidiana che coinvolgono anche i giovanissimi: voi cosa ne pensate? Noi lo vediamo sia come capi scout che come genitori che c'è una vera e propria emergenza educativa: bisogna partire dalla famiglia, dalle associazioni e tutte le forme di aggregazione positive, per seguire i ragazzi, altrimenti bevono, si drogano e si perdono. Remigio: Io voglio aggiungere che quello che facciamo deve essere praticato anche dalla famiglia, cioè lo scoutismo, con i suoi valori, deve partire dalla famiglia, ci vuole coerenza tra noi e i genitori. E poi vorrei dire, che la scuola di oggi ha perso il suo ruolo educativo, è soltanto istruttiva. Vi ringrazio di questa preziosa testimonianza e buon prosieguo! Brunella Severino Luglio - ottobre 8 APERTO LO SPORTELLO TERRI La cronaca dell’evento di Anna Sansalvatore Si è svolta sabato 27 settembre, ad Airola, la manifestazione di inaugurazione dello Sportello Territoriale della Valle Caudina del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Benevento “Cantieri di Gratuità”. Sono intervenuti all’evento inaugurale Angelo Iacoviello ed Ettore Rossi rispettivamente Presidente e Direttore del Centro Servizi per il Volontariato il Vice Sindaco di Airola Silvio Riviezzo e Mariangela Cirigliano, Direttrice dell’Istituto penale per minorenni di Airola. Sportello che vuol dire: uso gratuito della sala, di attrezzature (telefono, computer, fax, fotocopiatrice, ecc), organizzazione di convegni, seminari, corsi di formazione e ogni utile azione per formare i volontari e promuovere le iniziative delle singole associazioni. Alla sede di Frasso Telesino , per coprire la Valle Telesina si aggiunge ora anche quella di Airola (Valle Caudina) per consentire, attraverso una migliore distribuzione sul territorio, una più utile e comoda utilizzazione dei servizi a tutte le associazioni beneventane. Nel corso della manifestazione, a cui hanno partecipato in numerosi presidenti e volontari, di associazioni, organizzazioni e comitati di Airola, Moiano e Montesarchio sono stati illustrati le attività e i programmi del Centro Servizi per il Volontariato “Cantieri di Gratuità”. E’ stato esplicato in tale occasione il bisogno di alcune organizzazioni di fissare in breve tempo un incontro per poter rilevare i bisogni in termini di consulenza, formazione, assistenza, informazione e documentazione che il CESVOB potrà erogare gratuitamente per la crescita e la qualificazione delle Odv del territorio. La partecipazione alla manifestazione del vice sindaco di Airola, Silvio Riviezzo, dell’Assessore alle Politiche Sociali Angelo De Sisto e della Direttrice dell’Istituto penale per minorenni di Airola Mariangela Cirigliano ha sottolineato ancora di più come negli ultimi anni si siano notevolmente sviluppati i rapporti tra organizzazioni di volontariato e pubbliche amministrazioni orientati all’attuazione di un sistema integrato di servizi. Si tratta di un approccio politico e culturale del tutto nuovo, che riconosce e valorizza il ruolo del volontariato ai fini della realizzazione delle politiche sociali in genere. La presenza anche di alcuni istituti scolastici alla manifestazione, ha dimostrato come sia necessario riqualificare il valore “della gratuità” come comportamento sociale, soprattutto nei giovani. Il vice-sindaco di Airola Riviezzo taglia il nastro insieme al Presidente ed al direttoren del CeSVob L’amministrazione locale, altresì, nel suo saluto ai presenti, si è resa disponibile a trovare concrete modalità di azione con cui creare sinergie e rapporti di collaborazione proficui. E’ tutto il territorio che ha dialogato, anche se una buona fetta di stakeholders (forum giovanili, agenzie educative, cittadini svantaggiati ecc) è mancata in tale occasione. Il lavoro da svolgere è tanto soprattutto perché sono tante le piccole associazioni di volontariato e fanno fatica a svolgere le proprie attività, sia per mancanza di volontari, di finanziamenti, di strumenti quali il saper comunicare cosa l’associazione fa per l’altro. Il rapporto tra organizzazioni di volontariato e amministrazioni pubbliche è un rapporto che si deve evolvere in modo graduale. E’necessario lavorare in parallelo, attivando un processo che rafforza progressivamente i legami tra le parti, in virtù di una maggiore conoscenza reciproca, del radicamento nel territorio, della condivisione di prospettive ed obiettivi. obre 2008 9 RITORIALE IN VALLE CAUDINA Silvio Riviezzo e Mariangela Cirigliano GLI ORARI DELLO SPORTELLO Via San Carlo, 1 Airola 0823 714592 [email protected] Martedì 9.00 - 13.00 Giovedì 16.00 - 20.00 1° Sabato del mese 9.00 - 13.00 Nelle settimane successive Venerdì 16.00 - 20.00 Luglio - ottobre 2008 n Al CeSVoB assistenza per le associazioni escluse dal 5 per mil e CSVnet sostiene i ricorsi degli esclusi 10 SERVIZI CSVnet ha deciso di sostenere i ricorsi delle organizzazioni di volontariato escluse dal contributo del cinque per mille per errori formali. Per il solo 2006 (unica edizione della misura per la quale si abbiano i dati definitivi degli esclusi), sono ben 5.609 le organizzazioni cancellate dagli elenchi dei beneficiari, il 20% di tutti gli iscritti tra onlus, volontariato, associazioni e fondazioni. Con questa esclusione è stata di fatto cancellata la preferenza data da 644.052 contribuenti nel momento della dichiarazione dei redditi: il 5 per mille, lo ricordiamo, è frutto di una erogazione decisa dal contribuente per la quale lo Stato svolge solo un ruolo di intermediario. Si tratta di una situazione grave che riguarda sia le organizzazioni sociali che i cittadini che hanno dato loro fiducia, scegliendole come destinatarie del contributo. Per questo CSVnet, dopo aver appoggiato negli scorsi mesi un'istanza di autotutela sottoscritta da centinaia di organizzazioni e promossa da Vita Magazine, che non ha avuto alcun riscontro da parte del Governo, ha deciso di scrivere ai Ministeri e alle istituzioni competenti (Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Ministero dell'Economia e Finanze e Agenzia delle Entrate) per chiedere loro un intervento urgente che porti alla riammissione delle organizzazioni escluse. "La mancata convalida degli enti che si sono iscritti alle liste del 5 per mille e hanno commesso solo errori formali - afferma il presidente di CSVnet Marco Granelli rappresenta la lesione di un diritto soggettivo. In mancanza di atti che risolvano il problema ci attiveremo per tutelare le organizzazioni di volontariato sostenendole nell'azione giudiziaria collettiva". Intanto CSVnet sta già offrendo alle organizzazioni di volontariato il coordinamento necessario per la raccolta dei dati (legali e "storici" di ricostruzione dei fatti) necessari per predisporre l'azione legale. "Confidiamo - conclude Granelli - che le forze politiche e di governo riconsiderino le posizioni delle organizzazioni che sono state cancellate dall'elenco del 5 per mille per mere ragioni formali, dovute senza dubbio alla confusione generata dall'avvio di una misura nuova e innovativa, che rappresenta un importante sostegno all'azione del volontariato, oltre che una scelta ben precisa dei contribuenti INFORMAZIONI Per ottenere assistenza e informazioni circa le modalità per presentare ricorso è possibile rivolgersi al Centro Servizi per il Volontariato “Cantieri di Gratuità” di Benevento telefonando al numero 0824 310092 o inviando un fax al numero 0824 359795. Di fianco il Fax simile per la domanda Fac simile lettera di accompagnamento e richiesta al Centro di Servizio di adesione al “Ricorso 5 per mille” compilata dalle organizzazioni Al Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Benevento “Cantieri di Gratuità” Viale Mellusi, 68 82100 Benevento Oggetto: comunicazione dati “Ricorso 5 per mille” Con la presente vi informo che è nostra intenzione avvalerci del servizio di assistenza per la raccolta dei dati necessari alla promozione del ricorso di cui in oggetto che il CSV mette gratuitamente a disposizione degli enti che – per mere ragioni formali – si sono visti negare l’iscrizione agli elenchi definitivi del 2006 e/o hanno ricevuto comunicazione omologa per il 2007 dalla Direzione Regionale delle Entrate. A tale scopo, in qualità di legale rappresentante dell'organizzazione sotto riferita, invio in allegato - la “procura alle liti” - la scheda con i dati sull’organizzazione e sulle ragioni della non validazione, necessaria per l’avvio del ricorso, dichiarando che gli stessi dati contenuti nella scheda sono veritieri e corretti e sollevando il CSV di Benevento e CSVnet da qualsiasi responsabilità in merito all'esito del ricorso. Mi dichiaro altresì informato circa le modalità del trattamento – sia cartaceo che informatico - dei suddetti dati e autorizzo il CSV di Benevento e CSVnet al trattamento dei medesimi per le finalità sopra richiamate ai sensi del DLgs 196/03, consapevole che questi saranno comunicati ai professionisti individuati nella procura alle liti di cui all’allegato 1. Firma (il legale rappresentante) ………………………………… Luglio - ottobre 2008 11 FORMAZIONE n Diocesi, al via la seconda edizione del Laboratorio CIVES Diocesi di Benevento Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro Formare al bene comune O DI CULTURA NTR CE RA FFAEL E CALAB RÌ A Centro di Cultura Raffaele Calabrìa Università Cattolica del Sacro Cuore L’ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Benevento, anche in virtù del proprio impegno nel Progetto Policoro della Chiesa Italiana, ha incentrato la propria attenzione verso l’elaborazione di percorsi formativi rivolti ai giovani per far prendere consapevolezza della necessità di realizzare il bene comune. La costruzione di una comunità viva ed attenta ai problemi della collettività ha fatto sì che si sviluppasse l’idea di far nascere il laboratorio Cives. L’obiettivo è quello di far riscoprire la passione per la città degli uomini, attraverso il senso di legalità e rispetto verso i principi etici, in un momento particolare della storia, in cui i cambiamenti sociali spingono l’individuo a chiudersi in se stesso e a vivere senza un orizzonte complessivo di senso. È in questa ottica che il laboratorio di formazione Cives giunge alla sua seconda edizione. Lo scorso anno circa trenta giovani del territorio sannita hanno potuto approfondire i temi dell’economia locale e presentare alla comunità, al termine del percorso, alcune proposte concrete per lo svi- EDITORE CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO “CANTIERI DI GRATUITÀ” Viale Mellusi, 68 82100 - Benevento Tel. 0824 310092 Fax 0824 310092 Per sensibilizzare i giovani ad una comprensione adeguata delle dinamiche e delle prospettive culturali, sociali, economiche e di quelle politiche ed istituzionali luppo del territorio ed alcune idee progetto di cui essi stessi potranno essere protagonisti anche nell’ottica del collegamento con il Progetto Policoro della Chiesa Italiana. Sarà il bene comune il tema conduttore di quest’anno declinato nell’ottica dell’impegno dei giovani in ambito sociale, politico ed ecclesiale. La proposta nasce per sensibilizzare i giovani ad una comprensione adeguata delle dinamiche e delle prospettive culturali, socio-economiche e di quelle politico-istituzionali che contraddistinguono il contesto locale, inquadrate in uno scenario regionale, nazionale e globale, alla luce degli inse- gnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa. Inoltre si intende far conoscere ai partecipanti esperienze e forme di impegno promosse da organizzazioni del Terzo Settore e realtà ecclesiali, sia a livello locale che nazionale. Tra i relatori si segnala la presenza di Padre Bartolomeo Sorge, di Carlo Borgomeo, di Paolo Loriga del Movimento dei Focolari, del professor Silvano Petrosino, docente di filosofia presso l’Università Cattolica di Milano, Marco Iasevoli, vice-presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, oltre che ai maggiori esponenti della comunità locale a livello politico e sociale. L’iniziativa è organizzata grazie all’impegno scientifico del Centro di cultura dell’Università Cattolica di Benevento con la direzione scientifica dal professore Paolo Rizzi, direttore del Laboratorio di Economia locale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Per potersi iscrivere occorre contattare la Segreteria del Centro di cultura dell’Università Cattolica di Benevento telefonando allo 0824/29267 - 328/6131890 oppure scaricando il materiale informativo dal sito www.centrodicultuira.eu. Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 20 ottobre. L’iniziativa è riservata ad un gruppo ristretto di 20 partecipanti. *Animatore di Comunità Progetto Policoro Diocesi di Benevento Guardare il futuro Grafica: Enzo Conte – Stampa: Auxiliatrix Arti Grafiche Benevento di Daniele Mazzulla* Sede del corso Informazioni ed iscrizioni Centro di Cultura “Raffaele Calabrìa” Piazza Orsini, 33 82100 Benevento www.centrodicultura.eu Tel. e Fax 0824.29267 Laboratorio di formazione al bene comune Direzione scientifica Paolo Rizzi Docente di Economia Applicata Università Cattolica del Sacro Cuore Novembre 2008 - Maggio 2009 IL 30 OTTOBRE L’INAUGURAZIONE CON IL PROFESSORE GIUSEPPE DE RITA L’originale speranza cristiana attira il presente nel futuro Manifestazione inaugurale di “CIVES. Guardare il futuro” Laboratorio di formazione al Bene Comune PRESIEDE: DIRETTORE RESPONSABILE ETTORE ROSSI S.E. Mons. Andrea MUGIONE Arcivescovo di Benevento SALUTA: Prof. Pasquale GALLUCCI Presidente Centro di Cultura “R. Calabrìa” INTRODUCE: STAMPA MARINA PRESS S.r.l. VIA E. MARELLI CONTRADA OLIVOLA BENEVENTO Dott. Ettore ROSSI Responsabile Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro Diocesi di Benevento RELAZIONA: Dott. Giuseppe DE RITA Presidente CENSIS Autorizzazione del Tribunale di Benevento N. 5 del 2007 GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2008 - ORE 17.30 Seminario Arcivescovile - Viale Atlantici, 69 - Benevento L A S . V. È I N V I T A T A A P A R T E C I P A R E Luiglio - ottobre 2008 12 ASSOCIAZIONI n Il 24 luglio scorso i primi laureati presso l’Università del Sannio Raggiunta una finalità dell’ASUA di Maria Immacolata Masone* L’ASUA (Associazione Studio Universitario per gli Audiolesi), con la discussione della tesi di Laurea in Ingegneria Informatica, da parte di Federico Martignetti e Bernardo Larocca, il 24 luglio 2008, nella Sala rossa delle Lauree presso l’Università degli Studi del Sannio, ha conseguito in pieno la finalità prevista dall’art.2 dello Statuto: “Dare agli audiolesi la possibilità di accedere agli studi universitari nonché conseguire una Laurea”. Gli scopi statutari dell’ASUA sono indicati nella pluralità dei 15 articoli che si snodano su un vasto e composito raggio di azione. Resta fondamentale,in questo momento, riflettere sullo scopo primario realizzato pienamente e pianificare il futuro che nell’immediato si presenta come Centro di Ricerca sulla Sordità in attuazione dell’art.5 dello Statuto: “Attivare ricerche e studi specialistici”. In sette anni di vita l’ASUA ha accumulato un consistente bagaglio di esperienza che è pregresso alla sua fondazione e si è arricchito, giorno dopo giorno, dal settembre 2002 al 24 luglio 2008. L’osservazione sperimentale e continua delle attività, del corso di studio e l’implementazione dello studente audioleso ad Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi del Sannio costituisce una indiscutibile e ferma base di svolta per il nuovo futuro dell’Associazione nello spirito dell’art.5 dello Statuto. La Presidente ha consolidato le analisi e le ricerche effettuate per conto dell’ Associazione portando a conoscenza del materiale i partecipanti ai Convegni AIES (Associazione Italiana Educatori dei Sordi) riscuotendo apprezzamenti notevoli come riportato negli Atti. Il Progetto “Sono audioleso,Ingegnere Informatico=”, attivato dall’ASUA, è stato punto di discussione, di interesse e di approfondimento ai Corsi di Sostegno 400 e 800 ore presso l’Università di Salerno e al Convegno della Federsordi della Regione Campania in Napoli. La Cilis, l’Animu, Scuola La Tecnica di Benevento (Agenzia di Formazione accreditata presso la Regione Campania) hanno richiesto la docenza e l’apporto di esperienza della Presidente. Il CESVOB (Centro di Servizi Volontariato di Benevento) segue con interesse le attività dell’ASUA ed ha ammesso l’Associazione, in seguito alla partecipazione al “Bando di Idee”, a due Corsi di Formazione LIS. Il Progetto Pselda (Progetto elearning per studenti audiolesi) del Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi del Sannio, al quale ha lavorato la Presidente, è stato portato a conoscenza sul territorio nazionale.Pubblicazioni sulle attività dell’ASUA sono state pubblicate costantemente su periodici specializzati del settore come ad esempio “Noi nel Mondo” delle Suore della Piccola Missione per Sordomuti di Bologna. Per l’avvenire l’ASUA opera come Centro di ricerca sulla sordità per seguire in modo qualificato e appropriato l’audioleso nella formazione e nell’esercizio delle pari opportunità all’Università degli Studi in Benevento. Il Progetto “Sono audioleso, studente universitario a Benevento” prende il via, in prosecuzione più vasta e onnicomprensiva, al primo INIZIATIVA CESVOB Continua il viaggio tra le associazioni di volontariato da parte di Cantieri di Gratuità. Per loro un’opportunità di presentare le proprie attività e programmi anche attraverso la pubblicazione di interventi dei propri responsabili. In questo numero presentano la propria attività ASUA,Beneslan, Protezione civile ed il circolo ACLI del quartiere Capodimonte. Ai fini della pubblicazione sul prossimo numero di altri interventi di esponenti associativi è possibile inviare i contributi al seguente indirizzo e-mail: [email protected] Progetto “Sono audioleso, Ingegnere Informatico” . L’ASUA si augura che gli studenti sordi prendano in considerazione l’attività da essa svolta per la scelta universitaria alla quale si apprestano. ASSOCIAZIONI n Un’iniziativa per tutelare i bambini del nostro territorio *Presidente ASUA Benevento Beneslan: un impegno costante per l’infanzia di Nicola Cicchella* L’associazione Beneslan è nata da poco più di un anno con lo scopo generale di promuovere un cambiamento culturale, sociale, umano ed urbanistico nella nostra città e provincia a favore dell’Infanzia. Certamente molti potrebbero rimanere stupiti nel pensare che sia necessario fare qualcosa per la nostra Infanzia per l’Infanzia Sannita. Il nostro pensiero si concentra, al parlare d’infanzia e volontariato, quasi automaticamente, su alcuni binomi: infanzia e terzo mondo, infanzia e disabilità, infanzia e malattia, infanzia e violenza, infanzia e indigenza e tuttavia il non voler comprendere che la radice del nostro mancato o frammentario sviluppo sociale, economico, politico sia la conseguenza di un egoistico atteggiamento teso al mantenimento dello status quo del mondo adulto e non alla attuazione piena dei diritti dei bambini, ragazzi ed adolescenti e del loro futuro ha conseguenze drammatiche per la nostra società. L’associazione, nata dalle motivazioni ora brevemente esposte basa il suo operare su quattro punti: Ascolto inteso sia come riconoscimento dell’altro(il bambino , il ragazzo , il giovane) che nel senso di dar voce (advocacy) partendo dal concetto profondo che la mancanza d’ascolto nega di fatto, l’esistenza dell’altro. I bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani nella nostra società sono poco ascoltati, essi sono tenuti in un limbo ovattato per un periodo lunghissimo della loro vita, nell’attesa che diventino “grandi”. Quel processo di partecipazione attiva alla vita culturale, sociale, lavorativa che pur gli spetterebbe è di fatto non realizzato.L’associazione promuove tutte quelle iniziative (articoli, convegni , forum, attività creative, mostre) per diffondere tra le famiglie, i bambini, i ragazzi e i giovani i concetti ed i contenuti della carta internazionale dei diritti dell’infanzia al fine di stimolare una cittadinanza piena sin dai primi anni di vita. Responsabilizzazione educativa negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una confusa promiscuità dei ruoli educativi che ha portato una deresponsabilizzazione educativa attraverso il meccanismo della delega: la famiglia alla scuola, la scuola alla società, la società alle scelte politiche ecc. ecc.ed infine , male ancora maggiore, alla indifferenza. L’associazione promuove processi di responsabilizzazione educativa attraverso l’esempio. promuove incontri formativi tesi allo sviluppo di una genitorialità consapevole, stimola lo sviluppo di una cultura della legalità partendo dai comportamenti quotidiani. Formazione: La mancanza di un’adeguata formazione in primo luogo all’interno delle famiglie e nelle scuole tese alla conoscenza del normale sviluppo del bambino e delle problematiche più frequenti può avere conseguenze fortemente penalizzanti per il bambino e per la sua famiglia. L’associazione organizza incontri e corsi di formazione rivolti ai soci e ad altri operatori per meglio e più proficuamente conoscer il mondo del bambino , del ragazzo e dell’adolescente. Aiuto alle famiglie e tra le famiglie:Nella nostra realtà la povertà secondo i dati ISTAT e colpisce il 25% della popolazione, nella nostra realtà cittadina alcune centinaia di famiglie hanno fatto domanda di sussidi per indigenza, la congiuntura economica spinge fasce sempre più consistenti della società verso la soglia di povertà, la nascita di un bambino o più bambini rappresenta spesso un peso economico, umano e organizzativo particolarmente oneroso e spesso insostenibile se non supportato da interventi istituzionali e del mondo del volontariato.L’associazione Beneslan supporta le famiglie in difficoltà, quando nasce un bambino aiutandole materialmente ed umanamente per i primi 6-12 mesi con processi di sostegno umano e materiale La segnalazione all’associazione avviene solo attraverso canali codificati e mediati da protocolli di intesa con altri enti(servizi sociali, parrocchie, centri nascita ecc. ecc.altre associazioni).E’stato scelto questo periodo di intervento in quanto i primi 6-12 mesi sono cruciali non solo per lo sviluppo somatico del bambino ma ancor più per quello psichico e relazionale. Confidiamo che con il crescere dell’associazione si possa estendere il periodo di intervento a i primi 2-3 anni di vita. Il nostro motto è “se pensi ai bambini cambi il mondo” è un invito rivolto a tutti alle famiglie, alla scuola , agli amministratori , ai politici, ai religiosi , è un invito rivolto alla mente ma ancor più al cuore di tutti. *Presidente Beneslan Luglio - ottobre 2008 13 ASSOCIAZIONI n L’apertura della Chiesa Parrocchiale ha dato impulso ai cittadini L’impegno civico degli abitanti di Capodimonte di Giovanni Mazzone* A fine dicembre dell’anno 2005 occorreva senza dubbio qualcosa che sola poteva dare impulso all’incontro e alla saldatura delle tante “membra sparse” nel grande quartiere beneventano di Capodimonte: l’apertura della imponente struttura parrocchiale dedicata al Santo laico Giuseppe Moscati. Tale evento difatti ha permesso, in qualche misura e non senza difficoltà, non solo ai fedeli cattolici del posto di avere un luogo di culto prossimo ad essi, ma ha anche consentito a tanti cittadini di poter testimoniare il proprio sentimento di appartenenza a questo quartiere, prefigurando un varco dove finalmente potessero fluire le notevoli energie umane, fino a quel momento impedite a manifestarsi ed esprimersi. Realmente si è trattato di una rinascita per Capodimonte poiché, non essendoci in zona un adeguato organismo sociale che ne riunisse gli abitanti, e considerato che la locale comunità parrocchiale era priva di una propria sede e di una tradizione consolidata nel tempo, è risultato sempre improbabile il tentativo, da alcuni messo in pratica, di plasmare uno “spirito comune” tra gli stessi cittadini. Sicché, nell’ambito di questo nuovo scenario, tra le tante scintille generate da questa nuova carica vitale, è riuscito piuttosto agevole riorganizzare lo storico comitato di quartiere, che mediante il suo entusiasmo e il suo attivismo (apprezzato da tanti soggetti presenti in città, sia istituzionali che privati), ha avuto il merito anzitutto di “accendere i riflettori” sul rione, mettendo in luce così i suoi atavici problemi nonché l’assenza di una “strategia di fondo” che lasciasse intravedere una via d’uscita. Questa esperienza di impegno civico limitata alla zona, e stata propizia per intavolare, in particolar modo con gli attuali amministratori comunali, ma anche con soggetti diversi della società civile, una serie di tematiche riconducibili alla attivazione e alla costruzione di impianti sportivi, la necessità di restaurare l’intero patrimonio immobiliare IACP, la istituzione di un mercatino rionale, la correzione di importanti punti relativi ai percorsi del traffico veicolare e pedonale, la presenza in zona di tanti spazi verdi – di proprietà del Comune e dello IACP - che con pochi soldi potrebbero essere attrezzati e destinati a “luoghi di socializzazione preservati” per i bambini, l’uso, in parte, delle ingenti risorse finanziarie previste dell’agenda 2007/2013, al fine di attribuire finalmente una “funzione” al quartiere nel contesto cittadino. Non paghi, tuttavia, di queste e altre iniziative realizzate in pro della nostra piccola comunità, con un pizzico di arditezza, ci siamo voluti spingere più in profondità, immaginando perfino la redazione di una “mappa” che raccontasse – in modo analitico, circostanziato e attendibile – il nostro quartiere, che potesse fungere da “base di partenza” a disposizione di chiunque intendesse concepire progetti per la zona. Chiamammo questa iniziativa “La nostra Carta di Identità”. Quest’ultimo proposito, però, vista la sua complessità, dopo alcune sedute di lavoro ad esso dedicate, è stato temporaneamente accantonato, aspettando periodi più opportuni nei quali ASSOCIAZIONI n Protezione civile, volontari al servizio del territorio ‘Tutela della vita’ il fine istituzionale di Aniello Petito* L’Associazione, operante in Benevento e provincia, si è costituita formalmente nel novembre 1982, benché il Gruppo Promotore, composto da Consiglieri del Direttivo dell’Associazione Nazionale Bersaglieri di San Giorgio del Sannio (BN) e dell’A.V.I.S. di Benevento, fosse già attivo all’indomani del sisma dell’80. Fiduciosi nella maturazione delle coscienze verso forme di partecipazione attiva ed in attuazione dei fini istituzionali “tutela della vita”, art.4 dello Statuto associativo - esordì diffondendo e rinsaldando i sentimenti d’altruismo, solidarietà e fratellanza, propagando il principio della volontarietà e divulgando principalmente la “cultura della protezione civile”. L’ammissione del Volontario nella struttura associativa è subordinata al possesso di determinati requisiti, dei quali è essenziale la “dignità morale”. I Soci sono organizzati dal “settore operativo” e suddivisi in “squadre” di otto elemento ed un responsabile. I responsabili delle squadre fanno capo ad un “coordinatore”. All’assoluta mancanza di risorse economiche si cerca di ovviare ricorrendo all’autofinanziamento, ovve- ro con annuali versamenti delle quote associative o con proventi derivanti da offerte di danaro, devoluti da attività di assistenza radio espletate in occasione di manifestazione sportive o di erogazioni spontanee dei “comitati feste” per la prevenzione incendi, durante lo svolgimento dei fuochi d’artificio a conclusione di festeggiamenti religiosi. L’attività principale è la divulgazione della “cultura di protezione civile”, realizzata con corsi, il cui contenuto didattico è illustrato con l’ausilio di lucidi, cassette video ed opuscoli (Dal concetto di autotutela al concetto di protezione civile L’igiene - La droga Difendersi dal terremoto - L’evacuazione degli edifici scolastici - Sicurezza - Igiene e prevenzione nel luogo di lavoro – Aids); corsi di emergenza sanitaria e soccorso tecnico, l’attività pratica di operatività nell’emergenza completa il programma didattico. L’impiego operativo dei Volontari, in collaborazione con le Forze Istituzionali, si esplica in varie attività trà cui indirizzare, dirottare o impedire il traffico od instradare i soccorsi; recuperare persone rimaste sepolte od infortunate; rimuovere macerie; liberare strade; assistenza all’utenza in caso di blocco stradale o ferroviario; effettuare il servizio antisciacallaggio; gestire ed orga- nizzare materiali e mezzi; avvistare e spegnere incendi; approntare aree per gli insediamenti provvisori e montare tende; effettuare la ricerca ottimale per collegamenti radio ed ogni altra attività richiesta dagli Organi Istituzionali. Essa, infatti, risulta censita al Dipartimento della Protezione Civile in Roma - Servizio Volontariato fra quelle disponibile. La Stessa ha meritato gli elogi del Ministero e del Prefetto di Benevento, a conclusione dell’esercitazione “SANNIO 89”, per le capacità dimostrate. Ulteriore riconoscimento è da considerarsi il censimento di questo S o d a l i z i o n e l l ’ A l b o Regionale delle Associazioni di Volontariato che la Giunta Regionale ha deliberato con il provvedimento n. 24277 del 29.12.97. L’attività si è sviluppata ulteriormente con la partecipazione dei Volontari al servizio di avvistamento e primo spegnimento degli incendi nel periodo estivo (1° luglio - 30 settembre), in collaborazione col Corpo Forestale dello Stato. La presenza dell’Associazione a Sarno ed a Cervinara ha denota- poterlo riprendere. Da alcuni mesi, sempre in questo quartiere, è stato costituito un Circolo Acli che ne porta il nome, dotato di un apposito centro studi: nell’ambito di questa nuova realtà, ci proponiamo, appunto, di rispolverare questo lavoro, aprendoci a quanti hanno già manifestato il proprio interesse all’impegno, apprezzando lo spirito dell’iniziativa ed argomentando come ciò costituisca, al di là di tante iniziative che in pratica si rivelano poco più che “folcloristiche”, la strada maestra che deve percorrere una società civile che, memore del suo percorso storico, mette a fuoco la sua “identità”, proponendosi di conservarne gli aspetti che considera positivi e di emendarne quelli che considera negativi. Ed è proprio da questo punto che noi abitanti di Capodimonte ci proponiamo di ripartire per difendere il nostro quartiere. *Responsabile Comitato di Quartiere e Circolo Acli Capodimonte to la “maturazione delle coscienze” dei Volontari e come si sia gradualmente elevato il loro “senso di civismo”. L’ordigno rinvenuto alla contrada Pezzapiana di Benevento li ha visti impegnati, in collaborazione con i Vigili del Fuoco e Vigili Urbani all’evacuazione della popolazione e vigilando il perimetro dell’area a rischio. Accogliendo la richiesta di collaborazione del Settore Cultura e Protezione Civile della Regione Campania, l’Associazione si è impegnata negli anni scolastici 1999/2000, 2000/2001, 2002/2003 ed in quello in corso all’attuazione del “Progetto Sicurezza” in diverse scuole della provincia di Benevento.Per quanto riguarda i rapporti con “l’Ente Pubblico”, vi è una sostanziale collaborazione da parte dei Volontari. Il Gruppo si pone in una posizione di piena lealtà nei confronti delle Istituzioni e manifesta, inoltre, una sorta di aspettativa “finanziaria”, necessaria per coprire almeno le spese per espletamento dell’attività istituzionale ed alla copertura assicurativa. Da evidenziare i rapporti di piena collaborazione con le altre Organizzazione di Volontariato, con le quali sono già stati effettuati “corsi” e “simulazioni”. * Presidente Associazione Volontari di Protezione Civile Benevento BANDO DI IDEE PER ATTIVITÀ DI FORMAZIONE ANNUALITÀ 2008 ƌƚ͘ϭKďŝĞƚƚŝǀŝĞŽŐŐĞƚƚŽĚĞůďĂŶĚŽ ƌƚ͘ϱdĞƌŵŝŶŝĞŵŽĚĂůŝƚăĚŝƉƌĞƐĞŶƚĂnjŝŽŶĞ /ůĞŶƚƌŽ^ĞƌǀŝnjŝƉĞƌŝůǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽĚĞůůĂƉƌŽǀŝŶĐŝĂĚŝĞŶĞǀĞŶƚŽ͞ĂŶƚŝĞƌŝĚŝ'ƌĂƚƵŝƚă͟ŶĞůů͛ĂŵďŝƚŽĚĞůůĞĂƚƚŝǀŝƚăĚĞůůĂƉƌŽŐƌĂŵŵĂͲ njŝŽŶĞĚĞůϮϬϬϴ͕ĚĂƌăĂǀǀŝŽĂĚĂƚƚŝǀŝƚăĚŝĨŽƌŵĂnjŝŽŶĞĂƚƚƌĂǀĞƌƐŽŝůĂŶĚŽĚŝŝĚĞĞͲĂŶŶƵĂůŝƚăϮϬϬϴĐŽŵĞĚŝƐĞŐƵŝƚŽƐƉĞĐŝĨŝĐĂƚŽ͘ /ůƉƌĞƐĞŶƚĞďĂŶĚŽğǀŽůƚŽĂƐŽƐƚĞŶĞƌĞůĞŝŶŝnjŝĂƚŝǀĞĚŝ&KZD/KEƐǀŝůƵƉƉĂƚĞĞĚŽƌŐĂŶŝnjnjĂƚĞĚĂůůĞĂƐƐŽĐŝĂnjŝŽŶŝĚŝǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽ ĚĞůůĂƉƌŽǀŝŶĐŝĂĚŝĞŶĞǀĞŶƚŽůĞŐŝƚƚŝŵĂƚĞĂŝƐĞŶƐŝĚĞůƐĞŐƵĞŶƚĞĂƌƚ͘ϮĞƌĞĂůŝnjnjĂƚĞŶĞůůĂƉƌŽǀŝŶĐŝĂĚŝĞŶĞǀĞŶƚŽ͘ ^ĂƌĂŶŶŽƐŽƐƚĞŶƵƚĞƉĞƌů͛Z&KZD/KEůĞƐĞŐƵĞŶƚŝŝŶŝnjŝĂƚŝǀĞƌŝǀŽůƚĞĂŐůŝĂƐƉŝƌĂŶƚŝǀŽůŽŶƚĂƌŝ͕ĂŝǀŽůŽŶƚĂƌŝĞĂŐůŝĂƉƉĂƌƚĞŶĞŶƚŝ ĂůůĞKsĞĂůůĂĐŝƚƚĂĚŝŶĂŶnjĂ͗ ϭͿŽƌƐŝĚŝĨŽƌŵĂnjŝŽŶĞĞͬŽĂŐŐŝŽƌŶĂŵĞŶƚŽ͕ ϮͿ^ĞŵŝŶĂƌŝĨŽƌŵĂƚŝǀŝ͕ 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