Anno I - Numero 3
Luglio - Ottobre 2008
Periodico di informazione del CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO della Provincia di Benevento “Cantieri di Gratuità”
Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3 - CNS - Commericale Business Sud - Benevento
Abbiamo bisogno di gratuità
di Ettore Rossi
Negli ultimi mesi, grazie al
libro di Mons. Giovanni
Nervo "Ha un futuro il
volontariato?", si è aperto un
interessante dibattito nei
nostri ambienti su tale interrogativo, cruciale non tanto
e non solo per il destino
delle nostre organizzazioni,
quanto per l'intera società.
Paradossalmente, sono proprio gli eventi delle ultime
settimane, con l'effetto
domino dei crolli di borsa le
cui conseguenze si stanno
ripercuotendo in tutti i paesi,
compresa l'Italia, che ci
inducono a rispondere "non
può esserci futuro senza il
volontariato e senza la gratuità".
Le relazioni sociali ed economiche fondate sull'ingordigia hanno dimostrato palesemente di minare alle fondamenta la stabilità di intere
comunità. Ecco perché la
cultura del dono e della gratuità possono salvare la
coesione sociale e una vita
dignitosa per chi è in difficoltà. Nell'elencare le condizioni per promuovere cambiamento, Mons. Nervo
spiega in che modo il volontariato può contribuire a
cambiare la società dal
basso, usando la forza dei
suoi valori: "se diffonde la
solidarietà di base; se i
volontari portano i valori
che vivono nel volontariato
dentro il normale lavoro
remunerato con cui mantengono se stessi e le proprie
famiglie; se il volontariato
coltiva e sviluppa un
costruttivo senso critico, e
difende i diritti soprattutto
dei più deboli; se aiuta il
terzo settore a conservare i
valori originari".
In questo numero ci sono
molti esempi di come questi
valori sono incarnati nelle
esperienze e nelle attività di
tante organizzazioni di
volontariato del Sannio, che
si pongono accanto a tante
persone portatrici di bisogni
urgenti a cui dare risposta.
Abbiamo privilegiato il
"dare parola" ai volontari
piuttosto che elaborare teorie o spiegare il "dover essere" delle associazioni. Ed
infine, nelle scorse settimane si è concretizzato un
risultato sicuramente importante nella storia del
CESVOB, cioè l'apertura
del nostro secondo sportello
territoriale, quello della
Valle Caudina con sede ad
Airola. E' un modo per farsi,
come Centro Servizi, ancora
più "prossimo" alle realtà
del volontariato impegnate
nelle comunità locali, per
sostenere diffuse pratiche di
gratuità di cui si sente in
giro un gran bisogno.
Non c’è futuro
senza gratuità
RICONOSCIMENTI
DOSSIER
Iacoviello nel
consiglio direttivo
di CSVnet
Conosciamo le
associazioni
vincitrici dello
scorso Bando di
Idee
a pag. 4 e 5
a pag. 2
RUBRICA
La voce delle
associazioni di
volontariato
a pag. 12 e 13
SCADENZE
Bandi di Idee 2008
per la formazione e
la promzione
a pag. 14 e 15
Inaugurato lo sportello del
CeSVoB in Valle Caudina.
Le foto e la cronaca.
a pag. 8 e 9
Luglio - ottobre 2008
2
ATTIVITA’ NAZIONALI n Il CeSVoB presente al coordinamento nazionale
Iacoviello nel consiglio direttivo di CSVnet
Il Centro Servizi per il
Volontariato "Cantieri di
Gratuità" ha preso parte attivamente alla conferenza nazionale
di CSVnet - il coordinamento
nazionale dei Centri Servizi per
il Volontariato - che si è tenuta
dal 3 al 5 ottobre scorsi a
Lignano Sabbiadoro.
Per il CESVOB sono stati presenti il Presidente Angelo
Iacoviello ed il Direttore Ettore
Rossi.
L'assemblea, cui hanno partecipato oltre 300 rappresentanti dei
Centri
Servizio
per
il
Volontariato, ha provveduto
anche all'elezione del nuovo
consiglio direttivo di CSVnet,
nell'ambito del quale è risultato
eletto il Presidente del
CESVOB Angelo Iacoviello su
candidatura dei CSV della
Campania.
Grande apprezzamento nell'assemblea di sabato 4 ottobre per
la relazione del Presidente
nazionale Marco Granelli, che
ha parlato di un sistema dei
CSV trasparente, di qualità,
governato dal volontariato, con
processi che promuovano la più
ampia partecipazione e rappresentatività del volontariato nelle
funzioni di indirizzo e governo,
proponendo un grande investimento in una gestione sempre
più efficace ed efficiente, un'innovazione nella funzione di
controllo che deve essere
meglio definita, a partire da
quanto il Codice civile prevede
per collegi dei sindaci e revisori
contabili.
La discussione sul tema della
governance ha attribuito un
grande ruolo al volontariato: di
autonomia, responsabilità, e
rappresentanza, per un volontariato protagonista dell'evoluzione della comunità e per rilanciare il suo ruolo politico riconosciuto costituzionalmente e indicato nella Carta dei valori.
RIFLESSIONI n Sviluppo sostenibile ... per chi?
“Sviluppo che fa fronte alle vive, che è chiamato ad amminecessità del presente, senza nistrare con il dovuto rispetto e
compromettere la capacità delle con la cura nei confronti di chi e
future generazioni di soddisfare cosa dipende da lui.
le proprie esigenze.” Questa è la Questa responsabilità del genere
definizione, tratta dal Rapporto umano si estende oltre gli esseri
“Our Common Future” (1987) umani, per comprendere le entiƌŝŝŶĨŽƌŵĂnjŝŽŶŝğƉŽƐƐŝďŝůĞ͗
o Rapporto Brundtland, che ha tà viventi non umane e gli ecofatto ormai il giro del mondo, sistemi della terra.
ƵůƚĂƌĞŝůƐŝƚŽǁǁǁ͘ĐĞƐǀŽď͘ŝƚ
viaggiando sia tra gli interlocu- In questa prospettiva, si evidentori del settore che tra la gente zia la valenza strategica della
ŽŶĂƌĞĂůůĂ^ĞĚĞWƌŽǀŝŶĐŝĂůĞ
comune, lasciando comunque solidarietà come valore di rifemolti dubbi e perplessità.
rimento del diritto dell’uomo al
ϴϮϰͲϯϭϬϬϵϮͲ&ĂdžϬϴϮϰͲϯϱϵϳϵϱ
Il binomio sviluppo e sostenibi- suo ambiente, e si configura
le, infatti, riguarda aspetti mol- come un diritto individuale e
ƚƚĂƌĞů͛ŝŶĚŝƌŝnjnjŽĞŵĂŝů͗
teplici e multidimensionali, che collettivo allo stesso tempo, che
ŶĞůůĂΛĐĞƐǀŽď͘ŝƚ
possiamo riassumere in tre riguarda la persona, ma tocca
macroaree di interesse: ambien- aspetti sostanziali come la vita
ƉŽƌƚĞůůŝ te,dĞƌƌŝƚŽƌŝĂůŝ
economia, società;Ěŝ &ƌĂƐƐŽ
di relazione , ancor prima degli
uno dei principi fondamentali, interessi generali: la solidarietà
ŶŽ;ƚĞůĞĨĂdžϬϴϮϰͲϵϳϵϳϴϵͿĞĚŝ
nell’approccio alla sostenibilità, rappresenta il presupposto per
è quello dell’interdipendenza e l’integrale soddisfazione di altri
Ă;ƚĞůĞĨĂdžϬϴϮϯͲϳϭϰϱϵϮͿ
indivisibilità di tutti i diritti diritti riconosciuti
umani, secondo cui lo sviluppo alla persona, primi
della persona richiede il con- fra tutti il diritto
temporaneo esercizio dei diritti alla vita e alla
civili, politici, economici, socia- salute delle preli e culturali, individuali e collet- senti e delle future
tivi.
generazioni. La
Il tema di fondo dev’essere cura per l’ambienquello relativo alla responsabi- te, in senso lato,
lità etica: è l’essere umano il infatti, consente
solo soggetto morale chiamato a all’uomo di vivere
essere responsabile per l’umani- con dignità, di star
tà, la natura e le generazioni bene e di esprimefuture; il solo che deve evolvere re la propria perin un progressivo miglioramen- sonalità, di relato (sviluppo) dell’ambiente in zionarsi e di evolcui vive;e l’ambiente è anche la versi, individualcasa, il quartiere, la città in cui mente ed in grup-
po. Ma chi vive? E in che
modo? Quanto si sono sviluppati, nella sostanza i diritti umani
fondamentali?L’attuale sviluppo per chi è sostenibile, oggi,
nel mondo e a casa nostra?
Siamo quotidianamente bombardati dalle notizie di cronache, locali ed internazionali;
viviamo le umane vicende di
tutto il pianeta, in tempo reale:
guerre, violenze, truffe, corruzione, politiche superpotenti,
allarmi ambientali, abilmente
miscelati dai media con pubblicità e spettacoli vari, che raggiungono i nostri sensori con
una frequenza insostenibile,
tanto che la maggior parte delle
persone, si è assuefatta come
meccanismo di difesa, lasciando
una labile traccia di stupore,
ĞŶĞǀĞŶƚŽ
&ƵƚƵƌĂĞ^ŽƐƚĞŶŝďŝůĞ
tanto per non sentirsi degli automi.
E invece proprio come automi,stiamo accompagnando con
la nostra inerzia, omertà, cinismo o indifferenza, ma soprattutto egoismo, questi inarrestabili incrementi di uno sviluppo
al negativo: C’è qualche dubbio
sulla negatività? I dati statistici
relativi a delitti e violazioni di
tutti i diritti fondamentali, in
ogni parte del mondo, non
lasciano dubbi sullo sviluppo
dell’umanità in una direzione
negativa, ben celato dietro proclamazioni di dichiarazioni universali, ordinamenti giuridici,
tribunali,istituzioni varie ecc.,
che in uno sperpero di risorse
non riescono a garantire, oggi,
la sostenibilità, anzi la vivibilità
o la vita stessa, ad ogni
singolo cittadino del
mondo, figuriamoci alle
generazioni future.E
mentre si intrecciano
reti e organismi vari,
nessuno tesse il valore
fondamentale della solidarietà, che nel suo
semplice, elementare
significato, se fosse da
tutti praticata, sarebbe
la risposta più sostenibile del mondo per lo sviluppo umano e del pianeta.
B.S.
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ŽŶǀĞŐŶŽŽƌŐĂŶŝnjnjĂƚŽŶĞůů͛ĂŵďŝƚŽĚĞůůĂ
CONVEGNO
Il Centro Servizi per il
Volontariato della provincia
di Benevento "Cantieri di
gratuità" promuove, continuando la tradizione avviata
l'anno scorso, un convegno
per celebrare la Settimana
DESS 2008 che, quest'anno,
si svolgerà dal 10 al 16
novembre, sul tema "Rifiuti:
riduzione e riciclaggio".
L'iniziativa si terrà , come
per la scorsa edizione, nell'aula magna dell'Istituto
Tecnico Commerciale "G.
Alberti" di Benevento, il
giorno 15 novembre alle ore
10.00, e vedrà la partecipazione del Prof. Franco
Ortolani ordinario della
Facoltà di Pianificazione e
Scienza del Territorio, presso l'Università Federico II di
Napoli .
E' stato scelto di prevedere
un unico relatore, per consentire una serie di interventi programmati, della durata
massima di 5 minuti, alle
associazioni ambientaliste
della
provincia
di
Benevento, al fine di presentare la propria testimonianza e le proposte relativamente alla tematica dei
rifiuti.
Luglio - ottobre 2008
3
INIZIATIVA CESVOB n Dal corso sulla facilitazione indicazioni per le attività
La gestione dei gruppi di volontari
Dotare i partecipanti di una
capacità di lettura delle dinamiche e dei blocchi principali
del gruppo e della riunione,
acquisire un metodo efficace
ed efficiente, centrato contemporaneamente su compito e
persone, su apertura e chiusura, su negativo e positivo,
esercitare e allenare le tecniche utili, sviluppare un repertorio di strumenti pratici e
applicati; sono stati alcuni
degli obiettivi che il docente
ha cercato di raggiungere
insieme al gruppo.
Nella giornata del 12 settem-
PROGETTI
bre il professore De Sario
affronta la tematica dei blocchi chiave del gruppo e delle
finestre sull’interazione nel
gruppo. In particolare affronta
la dominanza del “capo”; l’
errore; il malinteso; i litigi, i
problemi, le influenze interpersonali; i “modi diversi” di
comunicare e la critica.
Inoltre, il docente ha ricordato
ai corsisti come la negatività
possa servire ed affronta insieme a loro le negatività tipiche
della riunione, la rabbia, la tristezza ed offre le prime soluzioni sul come gestire in modo
efficace le negatività.
Nella seconda giornata, il
gruppo affronta la gestione
delle riunioni e del come portare avanti una riunione efficace.
Alle due giornate De Sario dà
subito un taglio pratico privilegiando l’esercitazione e il
metodo dell’auto-caso come
opportunità di apprendimento
attivo e per una maggiore trasferibilità tra aula e realtà, mette al
centro l’esperienza concreta e la
persona, in una coerenza efficace in cui si innestano e confluiscono i fattori di teoria nella pratica, concretezza dell’azione, un
metodo anche denominato di
real-learning: vicino a fatti, sviluppo di setting dinamici e
valorizzazione delle negatività
attraverso l’attivazione dal
basso.
Il corso ha cercato di promuove gli aspetti di costruzione
attiva e interattiva dei processi
di formazione. Formazione,
per la natura stessa dell’aula,
volta a potenziare sia le capacità professionali che quelle
personali dei partecipanti. Ad
esempio, sono stati approfonditi i modi e i metodi pratici
per dire stop alle riunioni
inconcludenti e distruttive, o
alle riunioni dispersive in cui
si divaga dall’argomento, o
quelle in cui per non litigare si
lascia cadere il discorso e non
Una momento del seminario del prof. De Sario
si arriva a niente.
Inoltre sono stati analizzati gli
strumenti per creare rapidamente un ambiente relazionale
franco e collaborativo, sviluppando abilità negoziali e valorizzare critiche e negatività
attivando le persone. Il professore lascia il gruppo con dei
“compiti da svolgere a casa”,
ovvero fornisce delle schede
di allenamento da utilizzare
come lista di abilità per le
prove concrete presso le
riunioni tenute dalle associazioni di volontariato, in vista
del follow-up che concluderà
il percorso il 18 Ottobre. In
tale giornata si parlerà della
figura del facilitatore, ovvero
di quel “consulente di processo” con alta competenza relazionale che accompagna le
organizzazioni a valorizzare e
ottimizzare le risorse in gioco.
Il facilitatore sovrintende ai
fattori tecnici e sociali, emotivi e di apprendimento durante
riunioni e tavoli.
Il facilitatore, potrebbe essere,
una nuova figura indispensabile per le organizzazioni da
individuare nelle figure interne ed esterne alle organizzazioni.
O.L. - A.S.
n Il Vescovo Mugione chiama a raccolta il mondo dell’economia
Una fondazione di comunità per il territorio sannita
di Antonio Assante
Il 24 settembre, al Seminario
di Benevento, S.E. Mons
Andrea Mugione ha presieduto un incontro per approfondire il tema delle fondazioni con
il Direttore Generale della
Fondazione per il Sud dr.
Giorgio Righetti. All’incontro,
coordinato dall’Ufficio per la
pastorale Sociale e del Lavoro
della Diocesi, hanno partecipato persone impegnate nel
sociale, imprenditori, rappresentati di Istituzioni , Banche
ed Associazioni.
L’iniziativa, presentata dal
dott. Ettore Rossi, era mirata
ad approfondire gli aspetti tecnici legati alla costituzione, al
funzionamento
di
una
Fondazione di Comunità e ad
incoraggiare un progetto, certamente ambizioso e complesso, che potrebbe essere di
grande utilità per il territorio.
Il dr. Righetti ha lanciato subito una provocazione: le
Fondazioni di comunità sono
presenti solo nel centro nord
d’Italia, ma anche in paesi difficili come lo Zimbawe o il
Messico. Due i tipi di intervento della Fondazione per il
Sud: sostegno a progetti con
bandi specifici oppure interventi più complessi, per la
nascita di nuove Fondazioni di
comunità. La difficoltà della
nascita di nuove Fondazioni è
nell’obiettivo: attrarre risorse
attraverso una comunità di
riferimento, partecipata e indipendente, per alimentare azioni sociali nel territorio.
Occorre la fiducia delle persone e la trasparenza nel modo
di operare.
La fiducia della comunità si
ottiene mettendo insieme voci
diverse.
Da una cultura della donazione e della responsabilità nei
confronti del territorio nasce
una istituzione che deve
garantire efficienza nella raccolta e interventi indipendenti,
per specifici e differenti bisogni della comunità locale. E’
una sfida che già in Campania
ed in Calabria alcune comunità stanno portando a compimento.
Il dottore Righetti infine ha
ribadito il pieno sostegno
della Fondazione per il Sud ad
una proposta che parta da questo territorio che, se accolta,
potrà avere un importante
contributo operativo e finanziario.
Si sono poi succeduti numerosi interventi dei rappresentanti
delle istituzioni, dell’unione
industriali, di alcuni istituti di
credito, di associazioni di
categoria, di persone provenienti dal volontariato: è risultata evidente la volontà di
approfondire e condividere un
progetto per la costituzione di
un comitato promotore.
S.E. mons. Mugione ha ringraziato per le tante presenze
ed ha incoraggiato ad andare
avanti concretamente, superando l’ansia di un progetto in
divenire. Occorre cuore, intelligenza, risorse, volontà, ma
prima ancora occorre dire un
grande SI allo stare insieme.
Per la stessa Chiesa la fraternità è un dover essere, da
costruire. Anche la Chiesa ha
bisogno di essere comunione,
superando l’individualismo
che disperde le energie. Ha
incoraggiato tutti ad andare
avanti, perchè l’attenzione ai
bisogni del territorio e la condivisione può essere di esempio
per la Società e per la stessa
Chiesa.
Il prossimo appuntamento e’tra un
mese per approfondire i temi
ed accogliere quanti vorranno
partecipare.
Giorgio Righetti, Mons. Mugione e Ettore Rossi
Luglio - ottobre 2008
4
DOSSIER n ‘Inca’, un’associazione vincitrice del Bando di Idee, II edizione
‘Professionisti’ delle Arti
Inca Italia nasce a Benevento
nel 2005 da un progetto in rete
proposto dall'associazione
Inca Inghilterra con l'obiettivo
di lavorare con e per i giovani
attraverso attività culturali e
artistiche, promuovendo la
diversità, i diritti Umani e i
principi di uguaglianza sociale.
Inca Italia è un'associazione di
professionisti del mondo delle
arti, specialisti nei rispettivi
ambiti con una lunga esperienza di formatori e un bagaglio di preparazione maturato
sul campo.
L'Associazione lavora con
strumenti di animazione (giocoleria, clown, mimo, espressione corporale), teatro e linguaggi multimediali organizzando progetti locali e internazionali quali corsi di formazione, scambi
culturali, laboratori, visite di
studio, festival, eventi artistici e culturali.
Le
attività
sono rivolte
principalmente
a individui e
comunità
a
rischio
per
condizioni
sociali, geografiche e politiche.
Il team di lavoro di Inca Italia
è formato da professionisti
che lavorano a tutte le fasi dei
progetti che promuovono:
ideazione e scrittura di progetti, ricerca fondi, ricerca e rapporti con partners locali ed
internazionali, realizzazione e
valutazione di progetti. Con i
partners della rete, Inca Italia
condivide l'elaborazione di
strategie di intervento e le
metodologie di lavoro basate
specialmente sull'educazione
non formale e la partecipazione attiva, offrendo ai giovani
momenti in cui vivere esperienze pratiche di crescita personale e collettiva.
Attraverso lo sviluppo di progetti multidisciplinari Inca
offre l'opportunità di sviluppare e sperimentare le proprie
abilità e idee confrontandosi
direttamente con giovani di
differenti culture. Attualmente
la Rete Inca è composta da
Inca Italia (Benevento), Inca
Inghilterra
(Birmingham),
Inca Germania (Berlino) e
Inca Spagna (Barcellona), più
altre 46 associazioni partners.
un'idea di teatro di strada, sia
con artisti che non conoscevamo e con i quali è stato molto
interessante istaurare rapporti
e confrontarsi e vedere come
altri artisti seguono percorsi
simili ma con visioni del tutto
personali e diverse rispetto
alle nostre.
Un'idea forte che ha animato il
festival è stata anche quella di
presentare un progetto abbastanza innovativo per il nostro
territorio provinciale, infatti
Animasannio Festival è stato
il primo festival dedicato interamente al teatro di strada.
Come ha risposto la nostra
comunità a questa proposta?
La risposta della comunità
locale è stata buona sia per la
partecipazione numerosa per
le strada sia per lo voglia di
fermarsi e la curiosità rispetto
a spettacoli di ogni genere.
Quello che abbiamo notato è
che il pubblico di Benevento
si sta educando sempre di più
agli spettacoli di artisti di strada, anche grazie alla presenza
sul nostro territorio di altre
iniziative simile ma con l'utilizzo di altre tecniche. Alcuni
passi sono stati fatti ma molti
se ne devono ancora fare,
sempre presente è, sia da parte
della comunità ma anche da
parte delle istituzioni, l'idea di
teatro di strada come arte di
seconda classe, povero di contenuti e per un pubblico poco
attento. Questa è solitamente
la visione di chi non conosce
bene di cosa si tratta, della tradizione che porta alle spalle,
delle tecniche, dei saperi e
delle conoscenze che tramanda, delle abilità fisiche e mentali che sviluppa e delle nuove
e sempre più innovative traiettorie che prende.
Cosa è mancato e chi, invece, ha contribuito alla riuscita
del
Festival
Animasannio?
Serviva un maggior sostegno
da parte delle istituzioni locali, sostegno morale ed economico, infatti questa prima edizione è stata finanziata dal
Consiglio d'Europa e grazie
anche ad un contributo del
Centro Servizi per il volontariato delle provincia di
Benevento. Per quanto ci
riguarda essendo il primo
anno la pubblicità e la diffusione delle informazioni può
essere migliorata cercando di
coinvolgere sempre più pubblico, anche se queste sono
manifestazioni che crescono
anno per anno e alla quali
accorre sempre più gente.
Problemi organizzativi di
vario genere ce ne sono stati
essendo come già ho detto il
primo anno, ma niente di
importante rispetto alla soddisfazione finale della riuscita
del festival.
Ci saranno altre edizioni del
Festival Animasannio?
Forte è la convinzione di continuare e riproporre nuove edizione del festival.
Sicuramente
cercheremo,
IL TEATRO DI STRADA
Un tipo di teatro questo che
ha origini antichissime e
che ha sempre svolto nella
nostra cultura un fondamentale ruolo sociale, infatti esiste fin dai giullari del
medio-evo, la Commedia
dell'Arte, il circo e l'avanspettacolo fino ai gruppi di
teatro di strada del novecento.
Un tipo di teatro popolare
in grado di comunicare a
diversi livelli con qualsiasi
tipo di pubblico senza
distinzione di età, estrazione sociale e culturale, un
teatro che è di libero accesso a tutti perchè gratuito,
che trova il suo pubblico
per strada che và verso il
pubblico ed in cui ognuno è
libero di partecipare alla
rappresentazione o decidere
di andar via.
Un tipo di teatro che utilizza come scenografie le strade e le piazze e che è in
grado di cambiare la percezione dei luoghi dove si
svolge la normale vita quotidiana.
Un teatro dove il contatto
umano è sempre presente,
dove il rapporto con il pubblico è vero, dove le convenzioni del teatro cadono,
non esiste la quarta parete e
lo spettatore diventa attore
e partecipa alla riuscita
dello spettacolo.
In Animasannio è stato
aggiunto un elemento che
lo differenzia da altri festival, e cioè il fatto che oltre
ad essere un evento con
spettacoli pubblici destinati
alla comunità locale, fosse
anche un incontro tra artisti
di diversi paesi con backgroud culturali diversi e
con visioni e modi di lavorare differenti. Nei giorni
precedenti agli spettacoli,
gli artisti sono stati insieme
condividendo gli stessi
spazi, si sono conosciuti e
hanno potuto parlare del
proprio lavoro, vedere i
metodi di lavoro degli altri,
scambiarsi tecniche, idee e
consigli, tutto ciò con l'intenzione di sviluppare e
sostenere il dialogo interculturale tra artisti e giovani.
EVENTI n AnimaSannio Street Festival, intervista a Pierluigi Ricciardi
L'idea che sta alla base di
Animasannio Festival è stata
quella di creare un evento culturale che racchiudesse in sé
la passione per il teatro di strada e la voglia di uscire dai propri confini geografici e culturali. Entrambe queste motivazioni fanno parte di un percorso che da tre anni l'associazione Inca Italia sta seguendo, sia
la vocazione al teatro di strada
sia il respiro internazionale
dei progetti e delle iniziative
proposte e organizzate.
Grazie al nostro lavoro di artisti di strada e la partecipazione a progetti internazionali,
abbiamo avuto la possibilità di
partecipare e di visitare festival di teatro di strada in tutta
Europa. Abbiamo visto diversi
modi di organizzarli, diversi
luoghi dove svolgerli e così ci
siamo fatti un'idea di come
avremo organizzato il nostro
festival. Chiaramente alla base
c'è il desiderio di accogliere e
trattare gli artisti nel miglior
modo possibile, così come ci
hanno trattato molte volte e
come a volte avremo voluto
essere trattati. Quindi mettere
in condizioni gli artisti di fare
bene il loro lavoro, di esprimere a meglio la loro arte in
modo da rimanere soddisfatti
gli artisti, gli organizzatori ed
il pubblico.
Ci siamo avvalsi per questa
prima edizione sia di artisti
con i quali avevamo avuto
precedenti collaborazioni e
con i quali condividevamo
anche grazie all'esperienza
acquisita, di organizzare
meglio le prossime edizioni
cercando di allargare sicuramente il gruppo di lavoro sia
con tecnici che con assistenti.
Ci racconti la tua esperienza?
La mia esperienza personale
con Inca Italia nasce sia dalla
possibilità di proseguire un
percorso personale e professionale intrapreso già anni
prima della creazione l'associazione, sia di unire le mie
competenze e idee a quelle di
altri amici con competenze
diverse. Questa è stata la motivazione che ha spinto un po'
tutti noi soci a costituirci
come associazione, ovvero la
possibilità di continuare il
lavoro che ci eravamo scelti
ma con il valore aggiunto di
lavorare per un fine comune,
ad un progetto comune e non
più come individui che instaurano collaborazioni temporanee, con la convinzione di
creare un organismo che
avrebbe preso vita e si sarebbe
alimentato del nostro lavoro e
attraverso il quale avremo
potuto espandere le nostre
possibilità di azione a livello
locale ed internazionale.
L'idea comune è sempre stata
quella di creare l'associazione
a Benevento ma di non rimanere solo legati al territorio
locale, e infatti sono costanti
gli impegni che ci portano a
lavorare in altri paesi.
Olimpia Luongo
Luglio - ottobre 2008
n
5
DOSSIER ‘La Clessidra’, un’associazione vincitrice del Bando di Idee, II edizione
La disabilità mentale: tra teoria e buone prassi
Intervista a Jacopo Fulgione e
Mario Delli Carri, volontari de
‘La Clessidra’
Come è nata l'idea progettuale finanziata dai Bandi di idee
Promozione e come si è svolta?
Il progetto ha preso vita da alcune riflessioni fatte dai soci utenti sull'importanza dei volontari all'interno dell'associazione
e dopo un'analisi circa il concetto di volontariato. La Clessidra
ha preso spunto da tale motivazione per organizzare un
Convegno che potesse promuovere
il
concetto
di
"Volontariato" e allo stesso
tempo fornire informazioni
circa la "Disabilità mentale".
Nello specifico La Clessidra ha
individuato quali destinatari del
progetto gli studenti del Corso
CONTRIBUTI
"La mia esperienza in associazione ha avuto inizio nel
2005 grazie ad un mia amica
.Spesso lei mi parlava delle
attività che svolgevano al
Dsm ed io già ne ero affascinato e incuriosito. La prima
volta che decisi di prendere
parte all' associazione fu in
occasione dell'inaugurazione
della sede.
Probabilmente è stato tra i
momenti più belli vissuti fino
ad oggi. Ricordo il grande
entusiasmo nell'affrontare
questa nuova esperienza del
volontariato. Ma ciò che fino
ad ora mi ha arricchito di più
sono stati i rapporti umani.
All'inizio ho avuto qualche
difficoltà e timore a socializzare poiché avevo poca conoscenza della disabilità mentale,ma poi senza volerlo mi
sono sentito sempre più coinvolto dalle storie degli utenti e
ormai ognuno di loro è diventato adesso per me come
di Fisioterapia dell' Università
"Federico II" di Napoli con sede
distaccata in Benevento. Le
motivazioni di tale scelta sono
state:fornire degli spunti teorici
e pratici su metodologie alternative alla tradizionale riabilitazione, come l'Arte- terapia; sensibilizzare gli studenti al volontariato, in quanto esso non dovrebbe
esprimersi attraverso pochi privati cittadini ma attraverso un
sentimento comune di cittadinanza attiva.
Entriamo più nei dettagli del
progetto.
Abbiamo cercato di dare ai partecipanti un bagaglio culturale
specifico sulla malattia mentale
che potesse passare dalla ricerca
all'azione in un movimento circolare. A tale scopo sono stati
forniti ai partecipanti concetti
teorici, testimonianze sul campo
n
e criticità per sviluppare negli
ascoltatori un' atteggiamento
attivo di ascolto - risposta, che
potesse permettere,attraverso la
ricezione dei messaggi, l'introiezione degli stessi e lo sviluppo
di un concetto di volontariato
quale cittadinanza attiva .
I partner che hanno aderito sono
stati, l'Unità operativa complessa salute mentale di Benevento
ASL BN,"La Rete Sociale", la
Cooperativa
Sociale
"Il
Mosaico", i quali hanno partecipato attivamente al progetto
nella sua interezza dando il loro
apporto con mezzi e risorse.
Il Progetto ha previsto una visita
presso il Centro Diurno per
pazienti psichici "Villa Lais"
dell' ASL Roma C dove i partecipanti dopo aver visto la struttura e le attività che si svolgono,
hanno preso parte ad uno stage
introduttivo
sulla
Drammaterapia. La giornata si è
conclusa con la visione della
prova aperta de "Il Malato
Immaginario" di Molière della
compagnia teatrale "Wish
Teatro" composta da utenti del
laboratorio teatrale integrato.
Come si è concluso il progetto?
A conclusione del Progetto è
stato realizzato un Convegno
presso l' ASL BN 1. In questa
occasione sono stati forniti ai
partecipanti concetti teorici,
testimonianze sul campo e criticità per sviluppare negli ascoltatori un' atteggiamento attivo di
ascolto - risposta, che potesse
permettere,attraverso la ricezione dei messaggi, l'introiezione
degli stessi e lo sviluppo di un
concetto di volontariato quale
Io volontario nella ‘Clessidra’
qualcuno di famiglia. Le ultime esperienze significative
sono state la realizzazione
del Cortometraggio e del
Progetto Promozione.
Essendo il regista il cortometraggio mi ha coinvolto in
prima persona poiché ho
avuto la possibilità di cimentarmi in un ambito che da
sempre mi incuriosiva ma che
non avevo mai avuto l'opportunità di sperimentare.
Con il Progetto Promozione ,
avendo partecipato a tutte le
sue fasi, dall' ideazione alla
messa in pratica, ho potuto
mettere un gioco per la prima
volta le mie abilità progettuali e affinato le mie capacità organizzative".
Jacopo Fulgione
* * *
"Anche io ho conosciuto l'
associazione tramite amici.
In quel periodo lavoravo ed
appena avevo un pò di tempo
correvo a dare una mano.
Allora non pensavo che poi le
cose sarebbero state come
oggi.
Ormai per me l' associazione
è un appuntamento fisso ogni
maredì, giovedì e sabato.
Attraverso le attività associative ho appreso nuove tecniche artistiche e nuove conoscenze per me del tutto sconosciute, soprattutto da quando abbiamo iniziato a cimentarci nella progettazione.
Ciò che mi arricchisce di più
è il rapporto con gli utenti.
Mi gratifica il sentirmi ringraziare perché forse molti di
loro non sanno che sarei io a
doverli ringraziare per avermi reso partecipe dei loro
stati d' animo e del loro difficile percorso"
Mario Delli Carri
cittadinanza attiva. Essenziale
per il Convegno è stata la presenza di due esperti provenienti
da contesti diversi di intervento
sociale e specialistico sulla disabilità psichica Dott. Michele
Cavallo, docente dell'Università
la Sapienza di Roma e la
Dott.ssa Enrica Ignesti, terapista
danza movimento.
Al termine del Convegno sono
stati somministrati a tutti i partecipanti dei questionari di gradimento circa i concetti esposti e
l'efficacia delle modalità di
esposizione e di attuazione.
Quali sono stati gli aspetti
positivi e negativi e negativi
del progetto?
Poichè nella nostra realtà è
ancora radicato il pregiudizio su
metodi alternativi di riabilitazione, la visita al Centro Diurno "
Villa Lais" dell'ASL Roma C ci
è servita da spunto di riflessione
circa le "buone prassi" presenti
in ambiti territoriali diversi da
quello della provincia di
Benevento. Nonostante ciò al
convegno abbiamo riscontrato
una proficua partecipazione di
studenti di Fisioterapia, di operatori del settore, di familiari, di
docenti e cittadini i quali hanno
manifestato particolare interesse
riguardo
la
tematica
dell'Arteterapia. A rendere più
piacevole l'argomento sono state
una dimostrazione pratica di
Danzaterapia svolta dalla
Dott.ssa Enrica Ignesti e la
proiezione di un video riassuntivo, che è il prodotto di tre anni
di lavoro arteterapico svolto dal
Centro Diurno Villa Lais.
Pensate di replicare il progetto?
L’ASSOCIAZIONE
L'Associazione
"La
Clessidra" ONLUS è nata
nel 1997 all'interno del
Dipartimento di Salute
Mentale grazie ad utenti,
familiari e operatori al fine
di sensibilizzare l'opinione
pubblica circa le problematiche socio-sanitarie riguardanti la disabilità mentale.
L'Associazione da sempre
ha cercato di lottare per
combattere il pregiudizio
che persiste nei riguardi dei
sofferenti psichici e affermare la dignità umana e i
diritti della persona. Infatti,
svolge mensilmente opere
di sensibilizzazione attraverso la partecipazione a
momenti collettivi e istituzionali di solidarietà civile.
Inoltre l'Associazione ha
tra i suoi obiettivi quello di
creare reti di Enti, Strutture
e Associazioni che favoriscano l'integrazione sociale
e lavorativa dei sofferenti
psichici.
Il Progetto non vuole essere un
punto d'approdo ma la fase iniziale di un processo condiviso
da tutte le categorie coinvolte
attraverso il quale realizzare attività che abbiano continuità nel
tempo.
Per
questo
motivo
l'Associazione si propone di realizzare attività volte alla formazione di volontari e utenti nell'ambito dell'Arteterapia.
O.L.
Luglio - ottobre 2008
n Storie di volontari, racconto di un viaggio nel volontariato
A partire da questo numero,
Una vita di condivisione alla scoperta del mondo del volontariato
6
RUBRICA
Intervista a Francesco Tomasiello,
dell'Associazione Libero Teatro di
Telese Terme
Ciao Francesco, felice di
rivederti, sempre sorridente
con la tua verve grintosa!
Vuoi raccontarci qualcosa
sulle attività che ti stanno
impegnando in questo periodo?
Noi dell'Associazione Libero
Teatro, stiamo preparando "La
notte della solidarietà", una
manifestazione in tre serate, in
programma per il mese di
ottobre a Telese Terme e successivamente a Benevento,
con spettacoli di teatro, cabaret, musica e cinema.
La manifestazione vede la collaborazione di molti giovani
appartenenti anche ad altre
associazioni: La forza della
vita,la Croce Rossa sezione di
Telese,
lo
Sportello
Territoriale del Cesvob della
Valle Telesina ed altre in fase
di concertazione.
Ho fatto una premessa ai lettori, sulla cittadinanza solidale: cosa significa per te
essere un cittadino solidale?
Un esempio di cittadinanza
solidale, per me, è il progetto
di costituzione della Banca del
Tempo, che stiamo curando
con altre associazioni: E' più
bello insieme, Libero Teatro,
Inca Accademy, Forum dei
Giovani provinciale e regionale, ed altre che vorranno
aggiungersi.
Obiettivo principale è offrire
un'ora del proprio tempo,
anche con prestazioni professionali, a titolo gratuito, come
dono di sé a persone che non
possono pagarlo, ma con la
certezza che qualcun altro lo
donerà a noi. Infatti il nostro
slogan è: "Il tempo prima o
poi ritorna", e noi vogliamo
farlo partire nelle scuole, per
formare i più giovani al dono
del proprio tempo.
Tu sei impegnato in molte
associazioni, ma la tua preferita è Libero Teatro: la tua
vita però non è la recita di
un copione, con quale spirito
la interpreti?
La parola chiave della mia
vita è condivisione: con i giovani, con le altre associazioni,
con il disagio e la sofferenza.
Il mio impegno vuole essere
un messaggio di speranza e di
esempio per tutti quei ragazzi
meno motivati o emarginati,
soprattutto i disabili, affinché
non si arrendano ma diventino
volontari attivi, di una diversa
abilità; questo esempio è
rivolto anche a tutti i volontari perchè diventino ancora più
abili.
"Esiste un solo tipo di uomo
veramente adulto: la persona
che ha cura di sé, dell'altro,
dell'ambiente; in una parola,
l'uomo solidale" (E.H. ERIKSON).
La solidarietà è volontaria,
non sancita dalle norme, è
dettata dal cuore: significa
fondamentalmente dono di sé,
senza richieste, o doveri.
Significa sostenere l'Altro
costruendo uno spazio di condivisione e convivenza, essere
audaci, coraggiosi nella consapevolezza-coscienza della
propria responsabilità verso
se stessi e verso la società.
Significa impegnarsi per sviluppare le competenze sociali: comprendere, interiorizzare le regole della vita collettiva:ciò che è proibito (la violenza), ciò che è permesso
(tolleranza, civiltà, rispetto
degli altri); comprendere che
nessuno può esistere senza gli
altri (condivisione e convivenza, crescita comune); sviluppare il senso di responsabilità verso se stessi (stili di
vita sani, tutela della salute) e
verso gli altri (sicurezza stradale, dell'ambiente).
Il volontariato fa crescere lo
spirito di solidarietà, la
responsabilità personale di
ognuno verso l'altro e verso
la società in genere; vuol dire
aiutare le persone a sentirsi
parte-cipi della vita comunitaria, a farsi carico delle cose
e dei problemi, educare alla
cittadinanza piena oltre al
volontariato in sé.
I volontari fanno esperienza
diretta di attività ed organizzazione prosociale: si riuniscono, si confrontano, progettano ed attivano interventi
duraturi nel tempo, mediano i
rapporti con le pubbliche
amministrazioni, le istituzioni
e spesso ne colmano le lacune attraverso la realizzazione
di progetti mirati. Queste
capacità fanno del volontario, il cittadino solidale, e la
presenza di più cittadini dotati di queste capacità, arricchisce il tessuto associativo,
nella sua valenza intrinseca
di espressività, ma soprattutto
arricchisce i fenomeni di integrazione - coesione sociale.
Ma chi sono i cittadini solidali nel Sannio? Andiamo a
conoscerli dalle loro storie.
Facciamo finta che io abbia
una bacchetta magica , vuoi
esprimere un desiderio?
Il mio sogno più grande è di
diventare un attore professionista.
Allora salutandoti, lancio un
appello a tutti quelli del settore, affinché possano esaudirti! Ciao Francesco e grazie.
Brunella Severino
n Storie di volontari, racconto di un viaggio nel volontariato
Luglio - ottobre 2008
RUBRICA
7
Scout solidali, visita al campo AGESCI
Nel suggestivo scenario del
Parco
Nazionale
degli
Abruzzi,si è svolta, la Giornata
dei Genitori,ovvero un tradizionale appuntamento con mega
pic-nic, che ogni anno si svolge
l'ultimo giorno del campeggio
degli scout di tutta Italia, in
varie località di montagna .
Il luogo incantevole, come la
giornata di sole, si presenta con
faggete circondate da una catena di montagne, tra cui svetta il
monte Pizzone, e in una piccola
conca di prato verde, protetta,
spuntano le ultime tracce di
accampamento, che i ragazzi
stanno finendo di smontare
mentre arriviamo.
Dopo un fugace saluto ai genitori, gli scout, ligi al dovere,
terminano di sgomberare e
caricare l'attrezzatura sul
camion, senza lasciare il minimo segno , della loro permanenza,sotto lo sguardo orgoglioso di noi mamme e papà,
che ci sistemiamo a goderci
questa meraviglia della natura.
Io ne approfitto per raggiungere Don Maurizio Lombardi,
Assistente
Spirituale
dell'AGESCI, mentre sta preparando l'occorrente per la Santa
Messa, sull'improvvisato altare,
nella faggeta, preparato amorevolmente dai ragazzi, e sul
quale spicca un crocifisso da
essi realizzato con dei semplici
rametti.
Don Maurizio mi concede con
piacere una breve intervista:
Don Maurizio, ci può spiegare il significato del ruolo di
Assistente Spirituale negli
Scout?
Nell'équipe
educativa
dell'Agesci è prevista questa
figura per affiancare al percorso
formativo dello scoutismo,
anche un percorso spirituale,
attraverso momenti di catechesi, di preghiera, durante i quali,
in maniera molto informale, io
vivo,durante il campo con i
ragazzi, un confronto e dibattito, su alcuni aspetti importanti
della vita, per invitarli a riflettere e dare loro qualche consiglio,
insomma una formazione spirituale oltre che umana.
E i ragazzi come hanno risposto?
Beh, all'inizio erano un po' intimiditi da questa novità, ed in
effetti è stato una sorta di battesimo, di un percorso condiviso.
Anzi il battesimo è stato anche
per me, che durante questo
campo , ho fatto la Promessa
scout e questo ci ha subito
accomunati ed è nato un bel
dialogo impostato sulla amicizia .Quando gli ho comunicato
che avrei celebrato la Santa
Messa nella faggeta, si sono
subito messi all'opera per realizzare un altare e hanno preparato questo bellissimo semplice
crocifisso, lavorando dei rami,
perché questo è diventato il
luogo della preghiera durante
tutto il periodo del campo.
Prima di salutarla mi permetta una domanda un po' azzardata: Gesù Cristo era anche
Lui uno scout?
e perché no? Sicuramente lo
era, riflettendo sui suoi insegnamenti.
Grazie Don Maurizio, di questa bella e preziosa esperienza.
***
Passo adesso ad intervistare
uno scout molto vivace, Loris
Spagnolo.
Ciao Loris, ti vedo un po'
emozionato, com'è andato il
campo quest'anno?
Benissimo, è stato il primo
campo che abbiamo fatto da
soli, senza gemellaggi con altri
gruppi, e quindi ci siamo sentiti meno tesi per il confronto,
più liberi ed autonomi.
Eravamo noi del Benevento 4,
con qualcuno del gruppo di
Cervinara, e quindi ci siamo
sentiti in famiglia.
Siamo stati bene nonostante i
temporali frequenti, perché
abbiamo inaugurato le nuove
tende.
E le missioni, come sono
andate?
Loris: Noi dei Leoni siamo
andati fino al Lago della
Montagna
Spaccata,molto
bello, grande, con la spiaggia e
la gente che si faceva il bagno,
ma noi non avevamo il permesso, perché comunque è pericoloso e i capi ce lo hanno vietato.
Abbiamo camminato per più di
5 km, nonostante la scorciatoia!
Durante il campo avete visto
animali?
Hai voglia! Io ho visto un serpente verde e giallo,e alla fontana, Assunta ne ha visti due, però
niente vipere. Poi durante la
missione abbiamo visto una
lepre grandissima!(e allarga al
massimo le braccia).La cosa più
comica è stata quando una
volpe si è intrufolata nella tenda
delle ragazze, le Aquile, e per
fortuna che loro erano al cerchio del fuoco, così la volpe si è
risparmiata un trauma!
Di notte poi abbiamo riconosciuto un barbagianni.
Bella
esperienza
allora!Adesso per salutare
tutti i giovani lettori, lancia
loro un messaggio.
Io vorrei dire che noi ragazzi
abbiamo un po' vergogna di noi
stessi, lo scoutismo ci rende più
sicuri e disinvolti, ci insegna
tante cose e soprattutto, ci fa
conoscere noi stessi e ci fa star
bene nel gruppo.
***
Spostandomi blocco al volo
Stefano Pescatore scout da una
vita, attualmente capo del Clan
e genitore di due scout.
Allora Stefano, tu non eri a
questo campo come capo,ed
oggi sei qui come genitore:
quale emozione ?
Io sono scout dal 1975 e sono
talmente abituato a condividere
questa"carriera" con la mia
famiglia, figli compresi, che mi
sono assuefatto, e l'esperienza
di genitore è stata ormai assorbita a quello che è uno stile di
vita per tutta la famiglia.
***
La giornata prosegue con il
momento conviviale, per la
degustazione delle profumatissime lasagne, paste al forno e
pietanze varie, abbondantemente presentate da noi
mamme sui vivacissimi tavoli,
per la gioia dei figli scout,
impazienti nell'attesa di questo
giorno, in cui finalmente
abbandonano la loro cucina da
campo, e le loro improvvisate
"abilità" di cuochi; il tutto coronato dal fatto, che grazie ai
piatti di carta, non devono lavare stoviglie e pentole.
Ho approfittato del relax post
prandium per intervistare", la
dott.ssa
Assunta Pallotta
mamma di due lupetti, che sono
ad un altro campo e una dei
"capi" di questi volontari,
amici dei lupi.
Ciao Assunta, sono molto felice di vederti, perché, come tu
ben sai , il tuo ruolo di
"capo"associato alla tua professione di medico, allevia
l'ansia di noi mamme scout, è
un po' come se avessimo affidato i nostri figli ad un'amica.
Come mamma lo capisco,
perché anche io mi sento più
serena sapendo che i miei figli,
al campo dei lupetti hanno un
mio collega tra i capi. Tuttavia
devo dire che bisogna avere la
massima fiducia nello staff, perché siamo molto scrupolosi e
prudenti, pronti ed organizzati
per ogni evenienza. Io ho fiducia in tutti i capi,perché so come
si lavora.
Tu ti trovi al campo del reparto degli scout, che va dai 12 ai
16 anni, mentre i tuoi figli
sono al campo dei lupetti, fino
ai 12 anni: è stata una scelta
ben precisa?
Non proprio. Il fatto è che io da
sempre faccio il capo nel reparto e adesso che i miei figli
hanno cominciato si trovano nei
lupetti. E' stato un bene per
loro,perché il distacco rispecchia le regole dello scoutismo,
che mirano a rendere i ragazzi
autonomi e responsabili il più
possibile, e si sa che delle
mamme si approfitta sempre!Il
problema ci sarà l'anno prossimo che i mie figli passeranno in
reparto.
Cosa significa per te essere
scout?
E' una scelta di vita che ti porti
anche fuori da questo contesto,
ti senti libera dalle convenzioni,
diversa.
Remigio (altro capo sopraggiunto): Per me è una scelta di
vita che ti pone in modo alternativo ai ragazzi, fuori dagli
schemi e ha un forte significato come volontariato.
Si parla di emergenza sociale
ed educativa per i ragazzi, a
causa dei crescenti fatti di
cronaca quotidiana che coinvolgono anche i giovanissimi:
voi cosa ne pensate?
Noi lo vediamo sia come capi
scout che come genitori che c'è
una vera e propria emergenza
educativa: bisogna partire dalla
famiglia, dalle associazioni e
tutte le forme di aggregazione
positive, per seguire i ragazzi,
altrimenti bevono, si drogano e
si perdono.
Remigio: Io voglio aggiungere
che quello che facciamo deve
essere praticato anche dalla
famiglia, cioè lo scoutismo, con
i suoi valori, deve partire dalla
famiglia, ci vuole coerenza tra
noi e i genitori. E poi vorrei
dire, che la scuola di oggi ha
perso il suo ruolo educativo, è
soltanto istruttiva.
Vi ringrazio di questa preziosa testimonianza e buon prosieguo!
Brunella Severino
Luglio - ottobre
8
APERTO LO SPORTELLO TERRI
La cronaca dell’evento
di Anna Sansalvatore
Si è svolta sabato 27 settembre, ad Airola, la manifestazione di inaugurazione
dello
Sportello
Territoriale della Valle
Caudina del Centro Servizi
per il Volontariato della
provincia di Benevento
“Cantieri di Gratuità”.
Sono intervenuti all’evento
inaugurale
Angelo
Iacoviello ed Ettore Rossi rispettivamente Presidente
e Direttore del Centro
Servizi per il Volontariato il Vice Sindaco di Airola
Silvio
Riviezzo
e
Mariangela
Cirigliano,
Direttrice
dell’Istituto
penale per minorenni di
Airola.
Sportello che vuol dire:
uso gratuito della sala, di
attrezzature
(telefono,
computer, fax, fotocopiatrice, ecc), organizzazione
di convegni, seminari,
corsi di formazione e ogni
utile azione per formare i
volontari e promuovere le
iniziative delle singole
associazioni.
Alla sede di Frasso
Telesino , per coprire la
Valle Telesina si aggiunge
ora anche quella di Airola
(Valle Caudina) per consentire, attraverso una
migliore distribuzione sul
territorio, una più utile e
comoda utilizzazione dei
servizi a tutte le associazioni beneventane.
Nel corso della manifestazione, a cui hanno partecipato in numerosi presidenti e volontari, di associazioni, organizzazioni e
comitati di Airola, Moiano
e Montesarchio sono stati
illustrati le attività e i programmi del Centro Servizi
per
il
Volontariato
“Cantieri di Gratuità”.
E’ stato esplicato in tale
occasione il bisogno di
alcune organizzazioni di
fissare in breve tempo un
incontro per poter rilevare
i bisogni in termini di consulenza, formazione, assistenza, informazione e
documentazione che il
CESVOB potrà erogare
gratuitamente per la crescita e la qualificazione delle
Odv del territorio. La partecipazione alla manifestazione del vice sindaco di
Airola, Silvio Riviezzo,
dell’Assessore
alle
Politiche Sociali Angelo
De Sisto e della Direttrice
dell’Istituto penale per
minorenni
di
Airola
Mariangela Cirigliano ha
sottolineato ancora di più
come negli ultimi anni si
siano notevolmente sviluppati i rapporti tra organizzazioni di volontariato e
pubbliche amministrazioni
orientati all’attuazione di
un sistema integrato di servizi.
Si tratta di un approccio
politico e culturale del
tutto nuovo, che riconosce
e valorizza il ruolo del
volontariato ai fini della
realizzazione delle politiche sociali in genere.
La presenza anche di alcuni istituti scolastici alla
manifestazione, ha dimostrato come sia necessario
riqualificare il valore
“della gratuità” come comportamento sociale, soprattutto nei giovani.
Il vice-sindaco di Airola Riviezzo taglia il nastro insieme al Presidente ed al direttoren del CeSVob
L’amministrazione locale,
altresì, nel suo saluto ai
presenti, si è resa disponibile a trovare concrete
modalità di azione con cui
creare sinergie e rapporti di
collaborazione proficui.
E’ tutto il territorio che ha
dialogato, anche se una
buona fetta di stakeholders
(forum giovanili, agenzie
educative, cittadini svantaggiati ecc) è mancata in
tale occasione. Il lavoro da
svolgere è tanto soprattutto
perché sono tante le piccole associazioni di volontariato e fanno fatica a svolgere le proprie attività, sia
per mancanza di volontari,
di finanziamenti, di strumenti quali il saper comunicare cosa l’associazione
fa per l’altro.
Il rapporto tra organizzazioni di volontariato e
amministrazioni pubbliche
è un rapporto che si deve
evolvere in modo graduale.
E’necessario lavorare in
parallelo, attivando un processo che rafforza progressivamente i legami tra le
parti, in virtù di una maggiore conoscenza reciproca, del radicamento nel territorio, della condivisione
di prospettive ed obiettivi.
obre 2008
9
RITORIALE IN VALLE CAUDINA
Silvio Riviezzo e Mariangela Cirigliano
GLI ORARI DELLO SPORTELLO
Via San Carlo, 1
Airola
0823 714592
[email protected]
Martedì 9.00 - 13.00
Giovedì 16.00 - 20.00
1° Sabato del mese 9.00 - 13.00
Nelle settimane successive
Venerdì 16.00 - 20.00
Luglio - ottobre 2008
n Al CeSVoB assistenza per le associazioni escluse dal 5 per mil e
CSVnet sostiene i ricorsi degli esclusi
10
SERVIZI
CSVnet ha deciso di sostenere
i ricorsi delle organizzazioni
di volontariato escluse dal
contributo del cinque per
mille per errori formali. Per il
solo 2006 (unica edizione
della misura per la quale si
abbiano i dati definitivi degli
esclusi), sono ben 5.609 le
organizzazioni
cancellate
dagli elenchi dei beneficiari, il
20% di tutti gli iscritti tra
onlus, volontariato, associazioni e fondazioni. Con questa
esclusione è stata di fatto cancellata la preferenza data da
644.052 contribuenti nel
momento della dichiarazione
dei redditi: il 5 per mille, lo
ricordiamo, è frutto di una
erogazione decisa dal contribuente per la quale lo Stato
svolge solo un ruolo di intermediario. Si tratta di una
situazione grave che riguarda
sia le organizzazioni sociali
che i cittadini che hanno dato
loro fiducia, scegliendole
come destinatarie del contributo. Per questo CSVnet,
dopo aver appoggiato negli
scorsi mesi un'istanza di autotutela sottoscritta da centinaia
di organizzazioni e promossa
da Vita Magazine, che non ha
avuto alcun riscontro da parte
del Governo, ha deciso di scrivere ai Ministeri e alle istituzioni competenti (Ministero
del Lavoro, Salute e Politiche
Sociali,
Ministero
dell'Economia e Finanze e
Agenzia delle Entrate) per
chiedere loro un intervento
urgente che porti alla riammissione delle organizzazioni
escluse. "La mancata convalida degli enti che si sono iscritti alle liste del 5 per mille e
hanno commesso solo errori
formali - afferma il presidente
di CSVnet Marco Granelli rappresenta la lesione di un
diritto soggettivo. In mancanza di atti che risolvano il problema ci attiveremo per tutelare le organizzazioni di volontariato sostenendole nell'azione giudiziaria collettiva".
Intanto CSVnet sta già offrendo alle organizzazioni di
volontariato il coordinamento
necessario per la raccolta dei
dati (legali e "storici" di ricostruzione dei fatti) necessari
per predisporre l'azione legale. "Confidiamo - conclude
Granelli - che le forze politiche e di governo riconsiderino
le posizioni delle organizzazioni che sono state cancellate
dall'elenco del 5 per mille per
mere ragioni formali, dovute
senza dubbio alla confusione
generata dall'avvio di una
misura nuova e innovativa,
che rappresenta un importante
sostegno all'azione del volontariato, oltre che una scelta
ben precisa dei contribuenti
INFORMAZIONI
Per ottenere assistenza e
informazioni circa le
modalità per presentare
ricorso è possibile rivolgersi al Centro Servizi
per il Volontariato
“Cantieri di Gratuità”
di Benevento telefonando al numero 0824
310092 o inviando un
fax al numero 0824
359795.
Di fianco il Fax simile
per la domanda
Fac simile lettera di accompagnamento e richiesta al Centro di
Servizio di adesione al “Ricorso 5 per mille” compilata dalle
organizzazioni
Al Centro Servizi per il Volontariato
della Provincia di Benevento
“Cantieri di Gratuità”
Viale Mellusi, 68
82100 Benevento
Oggetto: comunicazione dati “Ricorso 5 per mille”
Con la presente vi informo che è nostra intenzione avvalerci del servizio di assistenza per
la raccolta dei dati necessari alla promozione del ricorso di cui in oggetto che il CSV mette
gratuitamente a disposizione degli enti che – per mere ragioni formali – si sono visti
negare l’iscrizione agli elenchi definitivi del 2006 e/o hanno ricevuto comunicazione
omologa per il 2007 dalla Direzione Regionale delle Entrate.
A tale scopo, in qualità di legale rappresentante dell'organizzazione sotto riferita, invio in
allegato
- la “procura alle liti”
- la scheda con i dati sull’organizzazione e sulle ragioni della non validazione,
necessaria per l’avvio del ricorso, dichiarando che gli stessi dati contenuti nella
scheda sono veritieri e corretti e sollevando il CSV di Benevento e CSVnet da
qualsiasi responsabilità in merito all'esito del ricorso.
Mi dichiaro altresì informato circa le modalità del trattamento – sia cartaceo che
informatico - dei suddetti dati e autorizzo il CSV di Benevento e CSVnet al trattamento dei
medesimi per le finalità sopra richiamate ai sensi del DLgs 196/03, consapevole che questi
saranno comunicati ai professionisti individuati nella procura alle liti di cui all’allegato 1.
Firma (il legale rappresentante)
…………………………………
Luglio - ottobre 2008
11
FORMAZIONE n Diocesi, al via la seconda edizione del Laboratorio CIVES
Diocesi di Benevento
Ufficio per la Pastorale Sociale
e del Lavoro
Formare al bene comune
O DI CULTURA
NTR
CE
RA
FFAEL E CALAB RÌ
A
Centro di Cultura
Raffaele Calabrìa
Università Cattolica
del Sacro Cuore
L’ufficio diocesano per la
Pastorale sociale e del Lavoro
della diocesi di Benevento,
anche in virtù del proprio
impegno nel Progetto Policoro
della Chiesa Italiana, ha
incentrato la propria attenzione verso l’elaborazione di percorsi formativi rivolti ai giovani per far prendere consapevolezza della necessità di realizzare il bene comune.
La costruzione di una comunità viva ed attenta ai problemi
della collettività ha fatto sì che
si sviluppasse l’idea di far
nascere il laboratorio Cives.
L’obiettivo è quello di far
riscoprire la passione per la
città degli uomini, attraverso il
senso di legalità e rispetto
verso i principi etici, in un
momento particolare della storia, in cui i cambiamenti
sociali spingono l’individuo a
chiudersi in se stesso e a vivere senza un orizzonte complessivo di senso.
È in questa ottica che il laboratorio di formazione Cives
giunge alla sua seconda edizione.
Lo scorso anno circa trenta
giovani del territorio sannita
hanno potuto approfondire i
temi dell’economia locale e
presentare alla comunità, al
termine del percorso, alcune
proposte concrete per lo svi-
EDITORE
CENTRO SERVIZI
PER IL VOLONTARIATO
“CANTIERI DI GRATUITÀ”
Viale Mellusi, 68
82100 - Benevento
Tel. 0824 310092
Fax 0824 310092
Per sensibilizzare
i giovani ad una
comprensione
adeguata
delle dinamiche
e delle prospettive
culturali,
sociali,
economiche e
di quelle
politiche ed
istituzionali
luppo del territorio ed alcune
idee progetto di cui essi stessi
potranno essere protagonisti
anche nell’ottica del collegamento con il Progetto Policoro
della Chiesa Italiana.
Sarà il bene comune il tema
conduttore di quest’anno
declinato nell’ottica dell’impegno dei giovani in ambito
sociale, politico ed ecclesiale.
La proposta nasce per sensibilizzare i giovani ad una comprensione adeguata delle dinamiche e delle prospettive culturali, socio-economiche e di
quelle politico-istituzionali
che contraddistinguono il contesto locale, inquadrate in uno
scenario regionale, nazionale
e globale, alla luce degli inse-
gnamenti della Dottrina
Sociale della Chiesa.
Inoltre si intende far conoscere ai partecipanti esperienze e
forme di impegno promosse
da organizzazioni del Terzo
Settore e realtà ecclesiali, sia a
livello locale che nazionale.
Tra i relatori si segnala la presenza di Padre Bartolomeo
Sorge, di Carlo Borgomeo, di
Paolo Loriga del Movimento
dei Focolari, del professor
Silvano Petrosino, docente di
filosofia presso l’Università
Cattolica di Milano, Marco
Iasevoli,
vice-presidente
nazionale
dell’Azione
Cattolica Italiana, oltre che ai
maggiori esponenti della
comunità locale a livello politico e sociale.
L’iniziativa è organizzata grazie all’impegno scientifico del
Centro
di
cultura
dell’Università Cattolica di
Benevento con la direzione
scientifica dal professore
Paolo Rizzi, direttore del
Laboratorio di Economia
locale
dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di
Piacenza.
Per potersi iscrivere occorre
contattare la Segreteria del
Centro
di
cultura
dell’Università Cattolica di
Benevento telefonando allo
0824/29267 - 328/6131890
oppure scaricando il materiale
informativo dal sito www.centrodicultuira.eu.
Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 20 ottobre.
L’iniziativa è riservata ad un
gruppo ristretto di 20 partecipanti.
*Animatore di Comunità
Progetto Policoro
Diocesi di Benevento
Guardare
il futuro
Grafica: Enzo Conte – Stampa: Auxiliatrix Arti Grafiche Benevento
di Daniele Mazzulla*
Sede del corso
Informazioni ed iscrizioni
Centro di Cultura
“Raffaele Calabrìa”
Piazza Orsini, 33
82100 Benevento
www.centrodicultura.eu
Tel. e Fax 0824.29267
Laboratorio di formazione
al bene comune
Direzione scientifica
Paolo Rizzi
Docente di Economia Applicata
Università Cattolica del Sacro Cuore
Novembre 2008 - Maggio 2009
IL 30 OTTOBRE L’INAUGURAZIONE
CON IL PROFESSORE GIUSEPPE DE RITA
L’originale
speranza cristiana
attira il presente
nel futuro
Manifestazione inaugurale di
“CIVES. Guardare il futuro”
Laboratorio di formazione al Bene Comune
PRESIEDE:
DIRETTORE RESPONSABILE
ETTORE ROSSI
S.E. Mons. Andrea MUGIONE
Arcivescovo di Benevento
SALUTA:
Prof. Pasquale GALLUCCI
Presidente Centro di Cultura “R. Calabrìa”
INTRODUCE:
STAMPA
MARINA PRESS S.r.l.
VIA E. MARELLI
CONTRADA OLIVOLA
BENEVENTO
Dott. Ettore ROSSI
Responsabile Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro
Diocesi di Benevento
RELAZIONA:
Dott. Giuseppe DE RITA
Presidente CENSIS
Autorizzazione del
Tribunale di Benevento
N. 5 del 2007
GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2008 - ORE 17.30
Seminario Arcivescovile - Viale Atlantici, 69 - Benevento
L A S . V. È I N V I T A T A A P A R T E C I P A R E
Luiglio - ottobre 2008
12
ASSOCIAZIONI n Il 24 luglio scorso i primi laureati presso l’Università del Sannio
Raggiunta una finalità dell’ASUA
di Maria Immacolata Masone*
L’ASUA (Associazione Studio
Universitario
per
gli
Audiolesi), con la discussione
della tesi di Laurea in
Ingegneria Informatica, da
parte di Federico Martignetti e
Bernardo Larocca, il 24 luglio
2008, nella Sala rossa delle
Lauree presso l’Università
degli Studi del Sannio, ha conseguito in pieno la finalità prevista dall’art.2 dello Statuto:
“Dare agli audiolesi la possibilità di accedere agli studi
universitari nonché conseguire
una Laurea”. Gli scopi statutari dell’ASUA sono indicati
nella pluralità dei 15 articoli
che si snodano su un vasto e
composito raggio di azione.
Resta fondamentale,in questo
momento, riflettere sullo
scopo primario realizzato pienamente e pianificare il futuro
che nell’immediato si presenta come Centro di Ricerca
sulla Sordità in attuazione dell’art.5 dello Statuto: “Attivare
ricerche e studi specialistici”.
In sette anni di vita l’ASUA ha
accumulato un consistente
bagaglio di esperienza che è
pregresso alla sua fondazione
e si è arricchito, giorno dopo
giorno, dal settembre 2002 al
24 luglio 2008. L’osservazione
sperimentale e continua delle
attività, del corso di studio e
l’implementazione dello studente audioleso ad Ingegneria
Informatica dell’Università
degli Studi del Sannio costituisce una indiscutibile e ferma
base di svolta per il nuovo
futuro dell’Associazione nello
spirito dell’art.5 dello Statuto.
La Presidente ha consolidato
le analisi e le ricerche effettuate
per
conto
dell’
Associazione portando a conoscenza del materiale i partecipanti ai Convegni AIES
(Associazione
Italiana
Educatori dei Sordi) riscuotendo apprezzamenti notevoli
come riportato negli Atti.
Il
Progetto
“Sono
audioleso,Ingegnere
Informatico=”,
attivato
dall’ASUA, è stato punto di
discussione, di interesse e di
approfondimento ai Corsi di
Sostegno 400 e 800 ore presso
l’Università di Salerno e al
Convegno della Federsordi
della Regione Campania in
Napoli.
La Cilis, l’Animu, Scuola La
Tecnica
di Benevento
(Agenzia di Formazione accreditata presso la Regione
Campania) hanno richiesto la
docenza e l’apporto di esperienza della Presidente.
Il CESVOB (Centro di Servizi
Volontariato di Benevento)
segue con interesse le attività
dell’ASUA ed ha ammesso
l’Associazione, in seguito alla
partecipazione al “Bando di
Idee”, a
due Corsi di
Formazione LIS.
Il Progetto Pselda (Progetto
elearning per studenti audiolesi) del Dipartimento
di
Ingegneria
Informatica
dell’Università degli Studi del
Sannio, al quale ha lavorato la
Presidente, è stato portato a
conoscenza sul territorio
nazionale.Pubblicazioni sulle
attività dell’ASUA sono state
pubblicate costantemente su
periodici specializzati del settore come ad esempio “Noi nel
Mondo” delle Suore della
Piccola
Missione
per
Sordomuti di Bologna.
Per l’avvenire l’ASUA opera
come Centro di ricerca sulla
sordità per seguire in modo
qualificato e appropriato l’audioleso nella formazione e nell’esercizio delle pari opportunità all’Università degli Studi
in Benevento.
Il Progetto “Sono audioleso,
studente
universitario
a
Benevento” prende il via, in
prosecuzione più vasta e onnicomprensiva,
al
primo
INIZIATIVA CESVOB
Continua il viaggio tra le
associazioni di volontariato da parte di Cantieri di
Gratuità. Per loro un’opportunità di presentare le
proprie attività e programmi anche attraverso la
pubblicazione di interventi dei propri responsabili.
In questo numero presentano la propria attività
ASUA,Beneslan,
Protezione civile ed il circolo ACLI del quartiere
Capodimonte.
Ai fini della pubblicazione sul prossimo numero di
altri interventi di esponenti associativi è possibile
inviare i contributi al
seguente indirizzo e-mail:
[email protected]
Progetto “Sono audioleso,
Ingegnere Informatico” .
L’ASUA si augura che gli studenti sordi prendano in considerazione l’attività da essa
svolta per la scelta universitaria alla quale si apprestano.
ASSOCIAZIONI n Un’iniziativa per tutelare i bambini del nostro territorio
*Presidente ASUA Benevento
Beneslan: un impegno costante per l’infanzia
di Nicola Cicchella*
L’associazione Beneslan è nata
da poco più di un anno con lo
scopo generale di promuovere
un cambiamento culturale,
sociale, umano ed urbanistico
nella nostra città e provincia a
favore dell’Infanzia.
Certamente molti potrebbero
rimanere stupiti nel pensare che
sia necessario fare qualcosa
per la nostra Infanzia per
l’Infanzia Sannita. Il nostro
pensiero si concentra, al parlare
d’infanzia e volontariato, quasi
automaticamente, su alcuni
binomi: infanzia e terzo
mondo, infanzia e disabilità,
infanzia e malattia, infanzia e
violenza, infanzia e indigenza e
tuttavia il non voler comprendere che la radice del nostro
mancato o frammentario sviluppo sociale, economico, politico sia la conseguenza di un
egoistico atteggiamento teso al
mantenimento dello status quo
del mondo adulto e non alla
attuazione piena dei diritti dei
bambini, ragazzi ed adolescenti
e del loro futuro ha conseguenze drammatiche per la nostra
società.
L’associazione, nata dalle motivazioni ora brevemente esposte
basa il suo operare su quattro
punti:
Ascolto inteso sia come riconoscimento dell’altro(il bambino ,
il ragazzo , il giovane) che nel
senso di dar voce (advocacy)
partendo dal concetto profondo
che la mancanza d’ascolto nega
di fatto, l’esistenza dell’altro.
I bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani nella nostra
società sono poco ascoltati,
essi sono tenuti in un limbo
ovattato per un periodo lunghissimo della loro vita, nell’attesa che diventino “grandi”.
Quel processo di partecipazione attiva alla vita culturale,
sociale, lavorativa che pur gli
spetterebbe è di fatto non realizzato.L’associazione promuove tutte quelle iniziative (articoli, convegni , forum, attività
creative, mostre) per diffondere tra le famiglie, i bambini, i
ragazzi e i giovani i concetti ed
i contenuti della carta internazionale dei diritti dell’infanzia
al fine di stimolare una cittadinanza piena sin dai primi anni
di vita.
Responsabilizzazione educativa negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una confusa
promiscuità dei ruoli educativi
che ha portato una deresponsabilizzazione educativa attraverso il meccanismo della delega:
la famiglia alla scuola, la scuola alla società, la società alle
scelte politiche ecc. ecc.ed infine , male ancora maggiore, alla
indifferenza.
L’associazione promuove processi di responsabilizzazione
educativa attraverso l’esempio.
promuove incontri formativi
tesi allo sviluppo di una genitorialità consapevole, stimola lo
sviluppo di una cultura della
legalità partendo dai comportamenti quotidiani.
Formazione: La mancanza di
un’adeguata formazione in
primo luogo all’interno delle
famiglie e nelle scuole tese alla
conoscenza del normale sviluppo del bambino e delle problematiche più frequenti può
avere conseguenze fortemente
penalizzanti per il bambino e
per la sua famiglia.
L’associazione
organizza
incontri e corsi di formazione
rivolti ai soci e ad altri operatori per meglio e più proficuamente conoscer il mondo del
bambino , del ragazzo e dell’adolescente.
Aiuto alle famiglie e tra le
famiglie:Nella nostra realtà la
povertà secondo i dati ISTAT e
colpisce il 25% della popolazione, nella nostra realtà cittadina alcune centinaia di famiglie hanno fatto domanda di
sussidi per indigenza, la congiuntura economica spinge
fasce sempre più consistenti
della società verso la soglia di
povertà, la nascita di un bambino o più bambini rappresenta
spesso un peso economico,
umano e organizzativo particolarmente oneroso e spesso insostenibile se non supportato da
interventi istituzionali e del
mondo
del
volontariato.L’associazione
Beneslan supporta le famiglie
in difficoltà, quando nasce un
bambino aiutandole materialmente ed umanamente per i
primi 6-12 mesi con processi di
sostegno umano e materiale La
segnalazione all’associazione
avviene solo attraverso canali
codificati e mediati da protocolli di intesa con altri enti(servizi sociali, parrocchie, centri
nascita ecc. ecc.altre associazioni).E’stato scelto questo
periodo di intervento in quanto
i primi 6-12 mesi sono cruciali
non solo per lo sviluppo somatico del bambino ma ancor più
per quello psichico e relazionale. Confidiamo che con il crescere dell’associazione si possa
estendere il periodo di intervento a i primi 2-3 anni di vita. Il
nostro motto è “se pensi ai
bambini cambi il mondo” è un
invito rivolto a tutti alle famiglie, alla scuola , agli amministratori , ai politici, ai religiosi ,
è un invito rivolto alla mente
ma ancor più al cuore di tutti.
*Presidente Beneslan
Luglio - ottobre 2008
13
ASSOCIAZIONI n L’apertura della Chiesa Parrocchiale ha dato impulso ai cittadini
L’impegno civico degli abitanti di Capodimonte
di Giovanni Mazzone*
A fine dicembre dell’anno 2005
occorreva senza dubbio qualcosa che sola poteva dare impulso
all’incontro e alla saldatura delle
tante “membra sparse” nel grande quartiere beneventano di
Capodimonte: l’apertura della
imponente struttura parrocchiale
dedicata al Santo laico Giuseppe
Moscati.
Tale evento difatti ha permesso,
in qualche misura e non senza
difficoltà, non solo ai fedeli cattolici del posto di avere un luogo
di culto prossimo ad essi, ma ha
anche consentito a tanti cittadini
di poter testimoniare il proprio
sentimento di appartenenza a
questo quartiere, prefigurando
un varco dove finalmente potessero fluire le notevoli energie
umane, fino a quel momento
impedite a manifestarsi ed esprimersi.
Realmente si è trattato di una
rinascita per Capodimonte poiché, non essendoci in zona un
adeguato organismo sociale che
ne riunisse gli abitanti, e considerato che la locale comunità
parrocchiale era priva di una
propria sede e di una tradizione
consolidata nel tempo, è risultato sempre improbabile il tentativo, da alcuni messo in pratica, di
plasmare uno “spirito comune”
tra gli stessi cittadini.
Sicché, nell’ambito di questo
nuovo scenario, tra le tante scintille generate da questa nuova
carica vitale, è riuscito piuttosto
agevole riorganizzare lo storico
comitato di quartiere, che
mediante il suo entusiasmo e il
suo attivismo (apprezzato da
tanti soggetti presenti in città, sia
istituzionali che privati), ha
avuto il merito anzitutto di
“accendere i riflettori” sul rione,
mettendo in luce così i suoi atavici problemi nonché l’assenza
di una “strategia di fondo” che
lasciasse intravedere una via
d’uscita.
Questa esperienza di impegno
civico limitata alla zona, e stata
propizia per intavolare, in particolar modo con gli attuali
amministratori comunali, ma
anche con soggetti diversi della
società civile, una serie di tematiche riconducibili alla attivazione e alla costruzione di impianti
sportivi, la necessità di restaurare l’intero patrimonio immobiliare IACP, la istituzione di un
mercatino rionale, la correzione
di importanti punti relativi ai
percorsi del traffico veicolare e
pedonale, la presenza in zona di
tanti spazi verdi – di proprietà
del Comune e dello IACP - che
con pochi soldi potrebbero essere attrezzati e destinati a “luoghi
di socializzazione preservati”
per i bambini, l’uso, in parte,
delle ingenti risorse finanziarie
previste dell’agenda 2007/2013,
al fine di attribuire finalmente
una “funzione” al quartiere nel
contesto cittadino.
Non paghi, tuttavia, di queste e
altre iniziative realizzate in pro
della nostra piccola comunità,
con un pizzico di arditezza, ci
siamo voluti spingere più in profondità, immaginando perfino la
redazione di una “mappa” che
raccontasse – in modo analitico,
circostanziato e attendibile – il
nostro quartiere, che potesse
fungere da “base di partenza” a
disposizione di chiunque intendesse concepire progetti per la
zona. Chiamammo questa iniziativa “La nostra Carta di
Identità”.
Quest’ultimo proposito, però,
vista la sua complessità, dopo
alcune sedute di lavoro ad esso
dedicate, è stato temporaneamente accantonato, aspettando
periodi più opportuni nei quali
ASSOCIAZIONI n Protezione civile, volontari al servizio del territorio
‘Tutela della vita’ il fine istituzionale
di Aniello Petito*
L’Associazione, operante in
Benevento e provincia, si è
costituita formalmente nel
novembre 1982, benché il
Gruppo Promotore, composto
da Consiglieri del Direttivo
dell’Associazione Nazionale
Bersaglieri di San Giorgio del
Sannio (BN) e dell’A.V.I.S. di
Benevento, fosse già attivo
all’indomani del sisma dell’80.
Fiduciosi nella maturazione
delle coscienze verso forme di
partecipazione attiva ed in
attuazione dei fini istituzionali “tutela della vita”, art.4 dello
Statuto associativo - esordì diffondendo e rinsaldando i sentimenti d’altruismo, solidarietà e
fratellanza, propagando il principio della volontarietà e divulgando principalmente la “cultura della protezione civile”.
L’ammissione del Volontario
nella struttura associativa è subordinata al possesso di determinati requisiti, dei quali è essenziale la “dignità morale”. I Soci
sono organizzati dal “settore
operativo” e suddivisi in “squadre” di otto elemento ed un
responsabile. I responsabili
delle squadre fanno capo ad un
“coordinatore”. All’assoluta
mancanza di risorse economiche si cerca di ovviare ricorrendo all’autofinanziamento, ovve-
ro con annuali versamenti delle
quote associative o con proventi derivanti da offerte di danaro,
devoluti da attività di assistenza radio espletate in occasione
di manifestazione sportive o
di erogazioni spontanee dei
“comitati feste” per la prevenzione incendi, durante lo svolgimento dei fuochi d’artificio
a conclusione di
festeggiamenti religiosi.
L’attività principale è
la divulgazione della
“cultura di protezione civile”, realizzata
con corsi, il cui contenuto didattico è
illustrato con l’ausilio di lucidi, cassette
video ed opuscoli
(Dal concetto di autotutela al concetto di
protezione civile L’igiene - La droga Difendersi dal terremoto - L’evacuazione
degli edifici scolastici
- Sicurezza - Igiene e
prevenzione nel luogo
di lavoro – Aids); corsi
di emergenza sanitaria e soccorso tecnico, l’attività pratica di
operatività nell’emergenza
completa il programma didattico. L’impiego operativo dei
Volontari, in collaborazione
con le Forze Istituzionali, si
esplica in varie attività trà cui
indirizzare, dirottare o impedire
il traffico od instradare i soccorsi; recuperare persone rimaste
sepolte od infortunate; rimuovere macerie; liberare strade;
assistenza all’utenza in caso
di blocco stradale o ferroviario; effettuare il servizio antisciacallaggio; gestire ed orga-
nizzare materiali e mezzi;
avvistare e spegnere incendi;
approntare aree per gli insediamenti provvisori e montare
tende; effettuare la ricerca
ottimale
per collegamenti
radio ed ogni altra attività
richiesta dagli
Organi
Istituzionali. Essa, infatti,
risulta censita al Dipartimento
della Protezione Civile in Roma
- Servizio Volontariato fra quelle disponibile.
La Stessa ha meritato gli elogi
del Ministero e del Prefetto di
Benevento, a conclusione dell’esercitazione “SANNIO 89”,
per le capacità
dimostrate.
Ulteriore riconoscimento è da considerarsi il censimento di questo
S o d a l i z i o
n e l l ’ A l b o
Regionale delle
Associazioni di
Volontariato che
la
Giunta
Regionale
ha
deliberato con il
provvedimento n.
24277
del
29.12.97.
L’attività si è sviluppata ulteriormente con la partecipazione dei
Volontari al servizio di avvistamento e primo
spegnimento degli incendi nel
periodo estivo (1° luglio - 30
settembre), in collaborazione
col Corpo Forestale dello Stato.
La presenza dell’Associazione a
Sarno ed a Cervinara ha denota-
poterlo riprendere.
Da alcuni mesi, sempre in questo quartiere, è stato costituito
un Circolo Acli che ne porta il
nome, dotato di un apposito centro studi: nell’ambito di questa
nuova realtà, ci proponiamo,
appunto, di rispolverare questo
lavoro, aprendoci a quanti
hanno già manifestato il proprio
interesse all’impegno, apprezzando lo spirito dell’iniziativa
ed argomentando come ciò
costituisca, al di là di tante iniziative che in pratica si rivelano
poco più che “folcloristiche”, la
strada maestra che deve percorrere una società civile che,
memore del suo percorso storico, mette a fuoco la sua “identità”, proponendosi di conservarne gli aspetti che considera positivi e di emendarne quelli che
considera negativi. Ed è proprio
da questo punto che noi abitanti
di Capodimonte ci proponiamo
di ripartire per difendere il
nostro quartiere.
*Responsabile
Comitato di Quartiere
e Circolo Acli Capodimonte
to la “maturazione delle
coscienze” dei Volontari e
come si sia gradualmente elevato il loro “senso di civismo”.
L’ordigno rinvenuto alla contrada
Pezzapiana
di
Benevento li ha visti impegnati, in collaborazione con i
Vigili del Fuoco e Vigili
Urbani all’evacuazione della
popolazione e vigilando il
perimetro dell’area a rischio.
Accogliendo la richiesta di
collaborazione del Settore
Cultura e Protezione Civile
della Regione Campania,
l’Associazione si è impegnata
negli
anni
scolastici
1999/2000,
2000/2001,
2002/2003 ed in quello in
corso all’attuazione del
“Progetto Sicurezza” in diverse scuole della provincia di
Benevento.Per quanto riguarda i rapporti con “l’Ente
Pubblico”, vi è una sostanziale collaborazione da parte dei
Volontari.
Il Gruppo si pone in una posizione di piena lealtà nei confronti delle Istituzioni e manifesta, inoltre, una sorta di
aspettativa “finanziaria”, necessaria per coprire almeno le
spese per espletamento dell’attività istituzionale ed alla copertura assicurativa.
Da evidenziare i rapporti di
piena collaborazione con le altre
Organizzazione di Volontariato,
con le quali sono già stati effettuati “corsi” e “simulazioni”.
* Presidente Associazione
Volontari di Protezione Civile
Benevento
BANDO DI IDEE PER ATTIVITÀ DI FORMAZIONE
ANNUALITÀ 2008
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Termine ultimo di presentazione della domanda
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ĚŽǀƌăƉƌŽǀǀĞĚĞƌĞŝŶĐŽƌƐŽĚ͛ŽƉĞƌĂĂůůĂĐŽŵƉŝůĂnjŝŽŶĞĚĞŝŵĂƚĞƌŝĂůŝĨŽƌŶŝƚŝĚĂůĞƐǀŽďĞƐƉĞĐŝĨŝĐĂƚŝŶĞůůĂŽŶǀĞŶnjŝŽŶĞƉĞƌůĂ
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ƌƚ͘ϴDŽƚŝǀŝĚŝŝŶĂŵŵŝƐƐŝďŝůŝƚă
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ŶŽŶƉƌĞƐĞŶƚĂƚĞƐƵůů͛ĂƉƉŽƐŝƚĂŵŽĚƵůŝƐƚŝĐĂĂůůĞŐĂƚĂĂůƉƌĞƐĞŶƚĞďĂŶĚŽ͖
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WĞƌŝƉƌŽŐĞƚƚŝŝŶǀŝĂƚŝǀŝĂƉŽƐƚĂ͕ŶŽŶĨĂƌăĨĞĚĞŝůƚŝŵďƌŽƉŽƐƚĂůĞ͕ƋƵĞƐƚŝĚŽǀƌĂŶŶŽĞƐƐĞƌĞŝŶǀŝĂƚŝĂůĞƐǀŽƚƌĂŵŝƚĞƌĂĐĐŽŵĂŶͲ
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ĂƵƚŽƌŝnjnjĂnjŝŽŶĞĂůƚƌĂƚƚĂŵĞŶƚŽĞĂůůĂĚŝĨĨƵƐŝŽŶĞĚĞŝĚĂƚŝƉĞƌƐŽŶĂůŝŝŶǀŝƌƚƶĚĞůůŐƐϭϵϲͬϮϬϬϯ;ĚĂƉƌŽĚƵƌƌĞƉĞƌů͛ĂƐƐŽĐŝĂnjŝŽŶĞ
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ǁǁǁ͘ĐĞƐǀŽď͘ŝƚ
Per Contatti ed informazioni: tel 0824/310092, fax 0824359795 email: [email protected]
Sportello Territoriale della Valle Telesina tel. e fax 0824/979789 [email protected]
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/ůŝƌĞƚƚŽƌĞ/ůWƌĞƐŝĚĞŶƚĞ
ƚƚŽƌĞZŽƐƐŝŶŐĞůŽ/ĂĐŽǀŝĞůůŽ
Benevento, 22 Settembre 2008
BANDO DI IDEE PER ATTIVITÀ DI PROMOZIONE
ANNUALITÀ 2008
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ϴϮϭϬϬĞŶĞǀĞŶƚŽ͘ŝŶŽůƚƌĞŽďďůŝŐĂƚŽƌŝŽĐŽŶƐĞŐŶĂƌĞŝůĨŽƌŵƵůĂƌŝŽĞĚŝůďƵĚŐĞƚĂŶĐŚĞƐƵƐƵƉƉŽƌƚŽŝŶĨŽƌŵĂƚŝĐŽ;ĨůŽƉƉLJͬĐĚͿ͘>Ă
ů͛ŝŶƐĞƌŝŵĞŶƚŽĂƐƐŽĐŝĂƚŝǀŽĚŝŶƵŽǀŝǀŽůŽŶƚĂƌŝ͕ĨĞƐƚĞĚĞůǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽ͕ĐŝŶĞĨŽƌƵŵͿ͖
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31 Ottobre entro le ore 12.00
Termine ultimo di presentazione della domanda
ϲ͘ĂůƚƌĞŝŶŝnjŝĂƚŝǀĞƐƉĞĐŝĨŝĐŚĞǀŽůƚĞĂůůĂƉƌŽŵŽnjŝŽŶĞĞĚŝĨĨƵƐŝŽŶĞĚĞůůĂĐƵůƚƵƌĂĚĞůǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽ͘
ƌƚ͘ϭKďŝĞƚƚŝǀŝĞŽŐŐĞƚƚŽĚĞůďĂŶĚŽ
ƌƚ͘Ϯ^ŽŐŐĞƚƚŝůĞŐŝƚƚŝŵĂƚŝĂƉƌĞƐĞŶƚĂƌĞůĞƉƌŽƉŽƐƚĞ
Dal 01 Gennaio al 30 Giugno 2008
Periodo di svolgimento delle attività
/ůĞŶƚƌŽŶŽŶƐŝĨĂƌăĐĂƌŝĐŽĚŝŶĞƐƐƵŶŽŶĞƌĞƉĞƌŝŶŝnjŝĂƚŝǀĞĂǀǀŝĂƚĞƉƌŝŵĂĚĞůůĂĐŽŵƵŶŝĐĂnjŝŽŶĞĚĞůů͛ĂǀǀĞŶƵƚĂĂƉƉƌŽǀĂnjŝŽŶĞĞ
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ͲŽƌŐĂŶŝnjnjĂnjŝŽŶŝĚŝǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽŝƐĐƌŝƚƚĞĂůƌĞŐŝƐƚƌŽƌĞŐŝŽŶĂůĞĚĞůǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽ͖
ͲŽƌŐĂŶŝnjnjĂnjŝŽŶŝĚŝǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽŶŽŶŝƐĐƌŝƚƚĞĂůƌĞŐŝƐƚƌŽƌĞŐŝŽŶĂůĞ͕ŵĂŝŶƉŽƐƐĞƐƐŽĚĞŝƌĞƋƵŝƐŝƚŝƉƌĞǀŝƐƚŝĚĂůůĂ>ĞŐŐĞϮϲϲͬϵϭĞ
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ϭ͘ƐƐĞŶnjĂĚŝĨŝŶŝĚŝůƵĐƌŽ
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ǀĞƌƌă ƐŽƐƚĞŶƵƚĂ ĨŝŶŽ Ăů ůŝŵŝƚĞ ŵĂƐƐŝŵŽ Ěŝ Φ Ϯ͘ϬϬϬ͕ϬϬ ƉĞƌ ŽŐŶŝ ŝŶŝnjŝĂƚŝǀĂ ĂŵŵĞƐƐĂ͘ EŽŶ ǀŝ ƐĂƌă ů͛ĞƌŽŐĂnjŝŽŶĞ ĚŝƌĞƚƚĂ ĚĞů
ϰ͘'ƌĂƚƵŝƚăĚĞůůĞƉƌĞƐƚĂnjŝŽŶŝĨŽƌŶŝƚĞĚĂŝƐŽĐŝ
ĐŽŶƚƌŝďƵƚŽĂůů͛KƌŐĂŶŝnjnjĂnjŝŽŶĞ ƉƌŽƉŽŶĞŶƚĞ͕ ŵĂ ŝů ĞŶƚƌŽ Ɛŝ ĂƐƐƵŵĞƌă ĚŝƌĞƚƚĂŵĞŶƚĞ Őůŝ ŽŶĞƌŝ ĞĐŽŶŽŵŝĐŝ ƉĞƌ ůĂ ƌĞĂůŝnjnjĂnjŝŽŶĞ
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ϲ͘ KďďůŝŐŽ ĚĞůůĂ ĨŽƌŵĂnjŝŽŶĞ ĚĞů ďŝůĂŶĐŝŽ ƉƌĞǀĞŶƚŝǀŽ Ğ ĐŽŶƐƵŶƚŝǀŽ͕ ŶŽŶĐŚĠ ĚĞůůĞ ŵŽĚĂůŝƚă Ěŝ ĂƉƉƌŽǀĂnjŝŽŶĞ ĚĂ ƉĂƌƚĞ
ĂƉƉƌŽǀĂƚŽŝůĞŶƚƌŽ^ĞƌǀŝnjŝƉŽƚƌăƐŽƐƚĞŶĞƌĞ͕ŝŶďĂƐĞĂŝƉĂƌĂŵĞƚƌŝĚĞĨŝŶŝƚŝŶĞůů͛ĂůůĞŐĂƚŽ͞WĂƌĂŵĞƚƌŝ Ăƚƚŝǀŝƚă ƉƌŽŵŽnjŝŽŶĞ͕͟ Őůŝ
ĚĞůů͛ĂƐƐĞŵďůĞĂĚĞŐůŝĂĚĞƌĞŶƚŝ
ŽŶĞƌŝƌĞůĂƚŝǀŝĂůůĞƐĞŐƵĞŶƚŝǀŽĐŝĚŝƐƉĞƐĂ͗
ϳ͘ EŽƌŵĂ ƐƵůůŽ ƐĐŝŽŐůŝŵĞŶƚŽ ĐŽŶĨŽƌŵĞ Ăůů͛Ăƌƚ͘ ϱ͕ ĐŽŵŵĂ ϰ͕ ĚĞůůĂ >͘ ϮϲϲͬϵϭĞ Ěŝ ĞƐƐĞƌĞ ĐŽƐƚŝƚƵŝƚĞ ĚĂ ĂůŵĞŶŽ ϭϮ ŵĞƐŝ Ă
ͲĐŽŵƉĞŶƐŝƉĞƌĨŽƌŵĂƚŽƌŝ͕ƌĞůĂƚŽƌŝ͕ĚŽĐĞŶƚŝĞƌŝƐŽƌƐĞĚŝƐƵƉƉŽƌƚŽĞƐƚĞƌŶĞů͛KĚsĞĚĞǀĞŶƚƵĂůŝƉĂƌƚŶĞƌ;ů͛ŝŵƉŽƌƚŽƐŝŝŶƚĞŶĚĞĂů
ƉĂƌƚŝƌĞĚĂůůĂĚĂƚĂĚŝƉƵďďůŝĐĂnjŝŽŶĞĚĞůƉƌĞƐĞŶƚĞďĂŶĚŽ͘WĞƌůĂĐŽƐƚŝƚƵnjŝŽŶĞ͕ĨĂĨĞĚĞůĂĚĂƚĂƌŝƉŽƌƚĂƚĂŶĞůů͛ĂƚƚŽĐŽƐƚŝƚƵƚŝǀŽ
ůŽƌĚŽĚŝ/s͕ĚŝƌŝƚĞŶƵƚĂĚ͛ĂĐĐŽŶƚŽ͕ĚŝŽŶĞƌŝƉƌĞǀŝĚĞŶnjŝĂůŝĞĚŝĞǀĞŶƚƵĂůŝĂůƚƌŝŽŶĞƌŝĂĐĐĞƐƐŽƌŝͿ
ĚĞůů͛KĚsƌĞŐŝƐƚƌĂƚŽƉƌĞƐƐŽŝƉƵďďůŝĐŝƵĨĨŝĐŝĐŽŵƉĞƚĞŶƚŝ͘
ͲƌŝŵďŽƌƐŝƐƉĞƐĞƉĞƌĨŽƌŵĂƚŽƌŝ͕ƌĞůĂƚŽƌŝ͕ĚŽĐĞŶƚŝĞƌŝƐŽƌƐĞĚŝƐƵƉƉŽƌƚŽĞƐƚĞƌŶĞů͛KĚsĞĚĞǀĞŶƚƵĂůŝƉĂƌƚŶĞƌ͖
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ŝŶ ƌĞƚĞ͕ ĂŶĐŚĞ ĐŽŶƐŽŐŐĞƚƚŝ ĚĞů ƚĞƌnjŽ ƐĞƚƚŽƌĞ͕ ĞŶƚŝ ĞĐĐůĞƐŝĂůŝ Ğ ŵŽƌĂůŝ ĞͬŽ ĞŶƚŝ ƉƵďďůŝĐŝ͘ ŶĐŚĞ ŝŶ ƋƵĞƐƚŽ ĐĂƐŽ ŶŽŶƐŝ ƉŽƚƌă
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ĞƐƐĞƌĞ ƉĂƌƚŶĞƌ Ɖŝƶ Ěŝ ƵŶĂ ǀŽůƚĂ͘ ĐŽŵƵŶƋƵĞ ŝů ƉĂƌƚĞŶĂƌŝĂƚŽ ĚŽǀƌă ĞƐƐĞƌĞ ĐŽŵƉŽƐƚŽ ŝŶ ŵĂŐŐŝŽƌĂŶnjĂ ĚĂ ŽƌŐĂŶŝnjnjĂnjŝŽŶŝ Ěŝ
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ͲƉƉƌŽǀĂnjŝŽŶĞĚĞůůĂŐƌĂĚƵĂƚŽƌŝĂĚĂƉĂƌƚĞĚĞůŽŵŝƚĂƚŽŝƌĞƚƚŝǀŽĚĞůĞƐǀŽ͘
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ĂĚƵĞĞƐƉĞƌƚŝĐŽŵƉĞƚĞŶƚŝƐƵŝƚĞŵŝĚĞůůĂƉƌŽŵŽnjŝŽŶĞĚĞůǀŽůŽŶƚĂƌŝĂƚŽŶŽŵŝŶĂƚŝĚĂůŽŵŝƚĂƚŽŝƌĞƚƚŝǀŽĚĞůĞŶƚƌŽ͘
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ůƚĞƌŵŝŶĞĚĞůůĂƉƌŽĐĞĚƵƌĂĚŝǀĂůƵƚĂnjŝŽŶĞůĂŽŵŵŝƐƐŝŽŶĞƌĞĚŝŐĞƌăƵŶĂŐƌĂĚƵĂƚŽƌŝĂĚĞŝƉƌŽŐĞƚƚŝĂŵŵĞƐƐŝĂĨŝŶĂŶnjŝĂŵĞŶƚŽĞ ƐĂƌĂŶŶŽĐŽŶƐŝĚĞƌĂƚŝĂŵŵŝƐƐŝďŝůŝƐŽůŽŝƉƌŽŐĞƚƚŝĐŚĞĚƵƌĂŶƚĞůĂĨĂƐĞĚŝǀĂůƵƚĂnjŝŽŶĞĂǀƌĂŶŶŽƌĂŐŐŝƵŶƚŽƵŶƉƵŶƚĞŐŐŝŽĚŝĂůŵĞŶŽ
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dƵƚƚŝ Őůŝ ĂůůĞŐĂƚŝ ĞĚ ŝ ĨĂĐƐŝŵŝůŝ ƉĞƌ ůĂ ƉƌĞƐĞŶƚĂnjŝŽŶĞ ĚĞůůĞ ƉƌŽƉŽƐƚĞ ƉŽƚƌĂŶŶŽ ĞƐƐĞƌĞ ƌŝƚŝƌĂƚŝ ƉƌĞƐƐŽ͗ ĞŶƚƌŽ ^Ğƌǀŝnjŝ ƉĞƌ ŝů
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ǁǁǁ͘ĐĞƐǀŽď͘ŝƚ
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