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REPORT FINALE
Il lavoro haRELAZIONE
un linguaggio
internazionale
FINALE
PREMESSA:
Ogni anno i dati nazionali ci confermano che una parte significativa della nostra forza lavoro è strutturalmente formata da
cittadini immigrati. La distribuzione di questa parte della forza lavoro formata da stranieri non è tuttavia equamente ripartita
tra i vari settori: è infatti, ormai, di esperienza comune il fatto che i lavoratori immigrati vengano impiegati soprattutto in
quegli ambiti lavorativi dove meno appetibilipericittadini italiani in quanto più disagevoli.
In questo contesto si inserisce il progetto “Professione Immigrante”, giunto ormai alla sua quarta edizione grazie all’impegno
della UIL di Roma e del Lazio, alla collaborazione della UIL di Latina e dell’A.I.I.L. - Associazione per l’Integrazione degli Immigrati Latina, ed al contributo della C.C.I.A. di Latina, il quale da sempre si propone di arrivare ad instaurare un dialogo concreto
ed efficace tra l’immigrato, il circuito istituzionale, le imprese e la società civile. Anche quest’anno grazie al supporto degli
sportelli orientativi dell’AIIL e della UIL di Latina, presenti nelle città di Sabaudia e Latina, è stato possibile fornire informazioni ed assistenza continua ai cittadini immigrati ed ai datori di lavoro relativamente alla regolare permanenza sul territorio
nazionale, ai principali temi in ambito lavorativo, alle formalità da svolgere in seguito a un’assunzione per lavoro subordinato,
all’orientamento circa la realizzazione di un’idea imprenditoriale, oltre che consigli utili e pratici ai cittadini immigrati su
come proporsi alle aziende e su come cercare lavoro.
Il progetto “Professione Immigrante” ha sempre assegnato tra le sue molteplici attività un ampio spazio al monitoraggio
costante delle dinamiche che regolano il complesso fenomeno migratorio. Di fatti, la comprensione approfondita delle tendenze e delle problematiche che coinvolgono le migrazioni è base indispensabile di qualsiasi attività solidale nei confronti dei
cittadini immigrati, e, a sua volta, tale comprensione avviene solo tramite lo studio dei fenomeni territoriali. Ogni territorio
italiano ha infatti una vocazione economico-lavorativa e sociale differente, che determina e stimola diversi tipi di migrazioni.
Uno dei primi elementi di contatto con la popolazione immigrata è costituito proprio dagli operatori dell’immigrazione, ossia
gli addetti che, tramite sportelli ed uffici dislocati capillarmente nel territorio, ricevono ogni giorno numerosi immigrati aiutandoli, ascoltandoli ed indirizzandoli. Gli sportelli attivati tramite l’iniziativa “Professione Immigrante” accolgono ormai da
anni centinaia di cittadini immigrati che vengono assistiti lungo il percorso di regolarizzazione della loro posizione in Italia ed
oltre, dal momento che si viene frequentemente a creare un rapporto di fiducia tra l’operatore e lo straniero, il quale si rivolge
spesso ai nostri sportelli anche per porre problematiche che esulano dallo svolgimento delle pratiche d’ufficio. Diventa quindi
indispensabile raccogliere sistematicamente queste esigenze, tramutarle in dati ragionati che siano fruibili e comprensibili e
diffonderli ad uso, da un lato, delle autorità competenti che si trovano di anno in anno a decidere come destinare le risorse
stanziate dallo Stato centrale in favore dell’immigrazione e, dall’altro, ad uso delle altre associazioni ed enti privati che vogliono impegnarsi nel sociale, specialmente dal punto di vista dell’immigrazione. È proprio questo l’obbiettivo che l’attività di
monitoraggio del progetto si propone, sintetizzando i propri risultati attraverso la presente relazione.
Per facilitare, appunto, la fruibilità dei dati raccolti, il lavoro è stato diviso in due parti: una prima parte di esposizione discorsiva dei dati, che vengono commentati e contestualizzati, al fine di non trasmettere uno sterile elenco numerico; una seconda
parte, tecnica e sintetica, costituita da grafici esplicativi della situazione migratoria territoriale e dell’attività dei singoli sportelli attivati tramite il progetto “Professione Immigrante”, con lo scopo di rendere un’immediata raffigurazione visiva.
1
Il lavoro OBIETTIVI
ha un linguaggio
internazionale
E RISULTATI
Il progetto “Professione Immigrante” si è dimostrato sin dal suo esordio una valida ed efficace opportunità per i lavoratori immigrati e per i loro datori di lavoro italiani, efficacia e validità che sono dimostrate anche dalla longevità del progetto e soprattutto dal trend costantemente in crescita degli utenti che negli anni hanno deciso di fruire dell’iniziativa. È per
questo che sostanzialmente l’attività progettuale ha mantenuto gli stessi obbiettivi di partenza ed ha conservato, di fatto, la
struttura iniziale, modellandosi però di anno in anno secondo le esigenze rilevate direttamente dal contatto con l’utenza.
Frutto di questo modellamento è stata la basilare decisione di abbandonare il percorso formativo, previsto negli anni
precedenti tra le attività progettuali, in favore di un potenziamento dell’attività di sportello. Sebbene infatti l’esigenza riscontrata dalla popolazione immigrata di ampliare le proprie competenze tramite percorsi di apprendimento mirati, soprattutto per quanto riguarda la lingua italiana, sia tutt’altro che diminuita, è stata però rilevata la presenza di altre iniziative
formative rivolte ai cittadini immigrati nel territorio pontino attivate da vari enti per il 2013, che potevano contribuire
a soddisfare almeno in parte questi bisogni. Più consistente e fondamentale si è rilevato invece, negli anni, il servizio
di ausilio tecnico-amministrativo erogato dagli operatori dei nostri sportelli, ormai altamente qualificati. Per questo
motivo il progetto, per quest’annualità, si è concentrato proprio sull’attività di assistenza, perfezionando, tra l’altro, le
competenze degli operatori relativamente alle nuove normative in materia di immigrazione ed in vista di un auspicabile
proseguimento del progetto.
Anche quest’anno, uno degli assi principali dell’assistenza fornita dagli sportelli attivati nell’ambito del progetto “Professione Immigrante” è stato quello del supporto amministrativo relativo ai complessi adempimenti che il cittadino immigrato si trova a dover sbrigare per la regolarizzazione della propria posizione in Italia. Questo tipo di supporto
tecnico resta, come in ogni edizione del progetto, l’elemento di principale attrazione dell’utenza verso l’iniziativa, come
dimostrano le motivazioni indicate nelle schede contatto che il cittadino immigrato compila quando usufruisce del
servizio. Questo ausilio amministrativo che gli operatori degli sportelli mettono a disposizione del cittadino immigrato
finisce spesso con il diventare una consulenza di tipo tecnico-amministrativo che abbraccia tutto il processo di regolarizzazione, dall’ingresso dell’immigrato in Italia fino all’assunzione dello stesso, intersecandosi con la consulenza fornita, dal lato
opposto, al datore di lavoro, che si rivolge ugualmente ai nostri sportelli. Esempio emblematico di questa cooperazione tra
immigrato, datore di lavoro ed operatore dello sportello è l’assistenza che lo sportello offre in occasione dell’assunzione di
lavoratori stranieri stagionali dopo la pubblicazione di un decreto flussi: a riprova dell’efficacia di questo servizio erogato
abbiamo il numero, costantemente in crescita, dei datori di lavoro e degli immigrati che lo utilizzano.
Altro elemento che si è dimostrato di elevata concretezza e praticità, e che dunque è stato potenziato, è l’opuscolo informativo plurilingue in forma di vademecum. L’opuscolo, anche quest’anno redatto in ben sei lingue (italiano, punjabi,
russo, arabo, spagnolo ed inglese), è stato aggiornato secondo la nuova normativa ed ampliato con un inserto relativo
all’ingresso in Italia tramite ricongiungimento familiare, essendo questa una delle motivazioni per il rilascio dei permessi
di soggiorno in Italia. La seguente diffusione capillare dell’opuscolo, sia attraverso lo sportello sia attraverso la consegna
nelle principali aziende agricole del territorio e presso i luoghi maggiormente frequentati da cittadini immigrati, ha permesso di fare del vademecum un utile strumento di orientamento e consultazione, da poter tenere presente per tutto
l’anno.
Il lavoro finora presentato è stato affiancato da una costante attività di monitoraggio e di valutazione, attuata anche e soprattutto attraverso una notevole partecipazione attiva della popolazione target, alla quale è stato chiesto di compilare
un questionario proponente domande mirate con lo scopo di raccogliere dalla fonte dati reali, al fine di delineare un
quadro del fenomeno migratorio quanto più possibile vicino alla realtà.
Per quanto riguarda i risultati, che si esporranno più analiticamente attraverso il presente report finale di progetto,
l’attività di monitoraggio ha rilevato tra gli esiti più importanti una risposta qualitativa dell’utenza legata all’efficacia dei
servizi offerti, in particolare dei servizi proposti dagli sportelli. Da questa consistente risposta dell’utenza, sotto lo stimo-
2
lo dell’iniziativa progettuale nel suo complesso, sono derivati gli importanti risultati dell’incremento dell’inserimento
sociale dell’utente immigrato da un lato, e dell’aumento della consapevolezza da parte degli utenti italiani delle problematiche che affliggono il fenomeno migratorio dall’altro lato, nonché l’offerta di un concreto aiuto nel contrasto di tali
problematiche.
Se si tiene presente come riferimento la difficile situazione di emergenza di partenza nella quale versa tutto il sistema
migratorio sia nazionale sia pontino, esposta analiticamente nelle linee guida del progetto, sia dal punto di vista istituzionale che dal punto di vista umano, è facile cogliere l’importanza dell’azione svolta dal progetto “Professione Immigrante” sul versante pratico-amministrativo, tramite l’ausilio fornito dallo sportello, e sul versante dell’integrazione che
ne deriva, con il conseguente miglioramento della condizione sociale del cittadino immigrato stesso.
3
Il lavoroANALISI
ha un linguaggio
internazionale
DEL CONTESTO
Come preannunciato, una delle attività fondamentali previste all’interno del progetto “Professione Immigrante” è quella
del monitoraggio, attuata lungo tutta la durata dell’iniziativa progettuale, avente il doppio scopo, da un lato, di raccogliere
dati relativi alla situazione migratoria nazionale, regionale e più specificatamente dell’agro pontino e renderli disponibili
come base di partenza per future iniziative progettuali; dall’altro, di esporre l’attività degli sportelli, sintetizzandola attraverso grafici esplicativi.
Si proseguirà quindi con l’analisi dei dati raccolti relativi alla situazione migratoria, contestualizzandoli e commentandoli, al
fine di delineare l’attuale scenario relativo all’immigrazione delle popolazioni straniere in Italia.
Il fenomeno migratorio ha investito il nostro paese in tempi relativamente recenti rispetto al resto dei paesi europei industrializzati: il flusso della migrazione ha infatti iniziato a raggiungere dimensioni significative nei primi anni Settanta. Per
questo motivo, sono molti ormai i dati statistici reperibili in riferimento alla condizione della popolazione straniera
regolarmente residente sul territorio italiano nazionale: ai fini del presente lavoro, si cercherà di isolare i soli dati
emblematici riguardanti settori inerenti all’attività svolta dal progetto “Professione Immigrante”.
Per quanto riguarda il principale impiego dei cittadini stranieri nel nostro paese, il lavoro subordinato resta quello più diffuso
tra gli immigrati; tuttavia risulta in aumento il numero delle imprese individuali guidate da cittadini extracomunitari, come
ad esempio per i titolari d’impresa provenienti dal Marocco o dalla Cina. Gli imprenditori stranieri in Italia si attestano
intorno ai 232.668, dei quali l’81.1% sono uomini e il restante 18.9% sono donne; il settore principale di attività sono
l’ambito delle costruzioni ed il commercio,1 il quale è concentrato per una buona percentuale nella regione della Lombardia. Resta, purtroppo, molto bassa la percentuale delle donne straniere a comando di un’impresa. I più numerosi tra gli imprenditori extracomunitari, come già descritto, sono i marocchini, e le regioni con maggior presenza di immigrati impiegati
nel settore autonomo sono il Piemonte e la Lombardia. Seguono i titolari d’impresa cinesi, diffusi soprattutto in Toscana ed in
Lombardia. Il settore dove i cittadini immigrati risultano essere più presenti è il commercio. Altri comparti di rilievo sono le
costruzioni e l’edilizia, seguite dalle attività manifatturiere, i servizi di ristorazione e quelli di noleggio.
Venendo alla nostra regione, quando si tratta di immigrazione nel Lazio si parla di un insieme di fenomeni tra loro molto
diversi: si spazia dall’immigrazione temporanea e stagionale, molto diffusa ad esempio nella provincia di Latina per via
dell’alto impiego di migranti nel settore agricolo, all’immigrazione di esuli politici in fuga dalle guerre e dai conflitti di tutto
il mondo e via via arrivati o soltanto transitati nella regione, o ancora dall’immigrazione per motivi religiosi legata alla
presenza dello Stato Vaticano; dall’arrivo di interi gruppi familiari all’arrivo di donne e uomini soli; dalla presenza di immigrati
stranieri che diventano imprenditori o affermati professionisti, a quelli che vengono impiegati come subordinati e si collocano
nei settori occupazionali meno qualificati. Rispetto alle altre regioni italiane, il contesto della regione Lazio è fortemente
influenzato dalla presenza della capitale, che attira alcuni tipi di immigrazione atipica esulante dalle usuali motivazioni di
lavoro, come i già ricordati esuli politici o pellegrini religiosi, e ancora gli immigrati per motivi di studio.
Nel Lazio, la provincia con la maggiore presenza di cittadini immigrati è, ovviamente date le dimensioni, Roma (383.464
presenze regolari)2 subito seguita da Latina (35.945 presenze regolari),3 quindi Viterbo (26.399 presenze regolari)4,
Frosinone (20.607 presenze regolari)5 e, all’ultimo posto, Rieti (11.129 presenze regolari).6 Per quanto riguarda questi
dati, l’elemento maggiormente degno di nota è il sorpasso della provincia di Viterbo, che ha subìto un incremento della
popolazione straniera nei confronti di Frosinone, la quale ha invece ha visto una diminuzione della popolazione immigrata
rispetto all’anno precedente; la motivazione di tale variazione è probabilmente da ricondursi alla forte crisi del sistema
industriale del frusinate, che da molti anni ormai rappresenta l’elemento
catalizzatore delle migrazioni nella provincia.
Relativamente alla tipologia sociale di questi cittadini stranieri residenti nella regione Lazio, per il 53% essi sono composti da
donne,7 e si contano circa 42.000 minori.8 Il numero medio di figli è più alto per le donne straniere rispetto a quelle italiane, seppur non nella misura rilevata in altre regioni italiane. Tra gli studenti di cittadinanza estera iscritti nelle scuole del Lazio,
4
il 35,7% è nato in Italia:9 come per l’anno precedente, abbiamo un lieve scarto su questo dato rispetto alla media nazionale,
che si attesta intorno al 40%.10 Nonostante una costante crescita del numero di minori stranieri presenti nel territorio
nazionale, ovvero il 24.1% (circa 940.000 minori stranieri),11 purtroppo il livello di scolarizzazione dei minori non risulta
particolarmente adeguato. Le cause fondanti di questa situazione sono molteplici e meriterebbero un’analisi particolare
in un lavoro a sé stante. Qui basti ricordare, relativamente alla situazione della provincia di Latina, che da una ormai datata
indagine svolta nell’anno scolastico 2008/2009 in 24 istituti superiori dall’Osservatorio Diocesano delle povertà e delle
risorse della Caritas di Latina emerge che il tasso di abbandono scolastico degli stranieri, che si attestava intorno all’8,35%,
era più del doppio del tasso relativo agli italiani, che si attestava al 3,57% circa. Non sono stati reperiti dati aggiornati relativi
alla condizione pontina, ma nulla fa sperare che la situazione sia migliorata, anzi è forte il sentore di peggioramento rilevato
dalla nostra attività. Ciò evidenzia quanto questa problematica continui ad aumentare e quanto sia a noi vicina, nonché
quanto sia trascurata dal sistema educativo nazionale.
Gli immigrati, al livello provinciale, hanno un’età media di 33,1 anni,12 contro l’età media di 43,1 anni della generalità della popolazione residente, italiana compresa: anche quest’anno dunque si conferma una popolazione immigrata composta
per la maggioranza da giovani lavoratori, su questo dato, come si vedrà in seguito, continua a influire pesantemente proprio
l’età media della comunità indiana residente nella provincia di Latina.
Per quanto riguarda la provincia di Latina, il territorio pontino risulta segnalare anche quest’anno un elevato numero di
nuovi occupati stranieri rispetto alle altre province del Lazio. Ciò è da attribuirsi maggiormente alle dinamiche dell’economia
territoriale, ma anche alle attività ed alle iniziative per l’integrazione dei migranti che vengono attuate nella provincia di
Latina, volte ad agevolare concretamente l’ingresso nel mondo del lavoro degli stessi, tra le quali il progetto “Professione
Immigrante” ha ormai un ruolo significativo. Come si può rilevare tramite esperienza comune, è il settore dell’agricoltura
ad assorbire il maggior numero di addetti (ben 5.700),13 mentre nelle altre province il settore prevalente risulta essere
quello dell’edilizia.
Tuttavia, bisogna sempre ricordare che ai numeri ufficiali si affianca anche una realtà decisamente diversa, fatta
di clandestinità e sfruttamento, la quale sfugge ad ogni possibile controllo statistico sistematico: lo rivela, tra l’altro, una
recente analisi settoriale della UIL di Latina che analizza la situazione delle campagne tra i territori del comune di Latina e
Sabaudia, dove gli immigrati, prevalentemente di origine indiana, lavorano fino a 14 ore al giorno.
In conclusione, è necessario affermare che la situazione attuale delle comunità immigrate e del flusso migratorio che
coinvolge la nostra penisola, la regione Lazio e, più specificatamente, la provincia di Latina, fotografata dai dati ora esposti,
è in continuo mutamento, accelerato anche dalla crisi economica globale che catalizza gli spostamenti di cospicue masse
di popolazione.
1 Dati tratti da: Imprenditori immigrati. Cna “Crescita impressionante, frenata dalla crisi”, 2013, consultabile sul sito
www.stranieriinitalia.it.
2 Dati tratti da: GeoDemo Istat, Istat, 2013, consultabile sul sito www.demo.istat.it
3 Ibid.
4 Ibid.
5 Ibid.
6 Ibid.
7 Dati tratti da: Dossier statistico immigrazione. XXII rapporto Caritas-Migrantes, a cura del centro Caritas Migrantes,
Pomezia, Arti Grafiche, 2012.
8 Ibid.
9 Ibid.
10 Ibid.
11 Dati tratti da: Notizie sulla presenza straniera in Italia: cittadini non comunitari regolarmente presenti, Istat, 2013, consultabile sul sito www.istat.it
12 Dati tratti da: Dossier statistico immigrazione. XXII rapporto Caritas-Migrantes, cit
13 Ibid.
5
L’AZIONE DEGLI SPORTELLI
L’attività degli sportelli istituiti con il progetto “Professione Immigrante 2013” si è articolata per tutto il periodo di
durata del progetto; gli operatori degli sportelli hanno fornito accoglienza, assistenza ed informazioni anche
telefoniche a più di 500 utenti, in materia di lavoro subordinato, lavoro autonomo, permessi di soggiorno,
L’attività degli sportelli
istituitiredazione
con il progetto
“Professione vitae,
Immigrante
2013” si è articolata
per tutto
il periodo
di durata
ricongiungimenti
familiari,
del curriculum
e orientamento
relativo
all’avvio
di un’impresa
del progetto;
deglierogate
sportellidagli
hannosportelli,
fornito accoglienza,
assistenza
ed telefoniche,
informazioni sono
anche state
telefoniche
a piùda
ad esclusione
di quelle
registrate
autonoma.
Tutteglileoperatori
consulenze
di 500 utenti, in materia di lavoro subordinato, lavoro autonomo, permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari,
un’apposita scheda contatto, sia per ragioni statistiche che documentative dell’attività svolta.
redazione del curriculum vitae, e orientamento relativo all’avvio di un’impresa autonoma. Tutte le consulenze erogate
dagli sportelli, ad esclusione di quelle telefoniche, sono state registrate da un’apposita scheda contatto, sia per ragioni
Nelstatistiche
complesso
è registrata, dell’attività
negli sportelli,
chesidocumentative
svolta.una piccola flessione del totale dei contatti rispetto alla precedente
edizione, compensati però da una maggiore consistenza dell’informazione erogata: ciò è dovuto al fatto che è stata
Nel complesso
si è registrata,
negli sportelli,
una piccola
flessione
del totaledidei
rispetto alla
precedente tradotte
edizione, in
rafforzata
la capillarità
di diffusione
dell’opuscolo,
il quale
già contiene
percontatti
sé le principali
informazioni
però oltre
da unachemaggiore
consistenza
dell’informazione
erogata: dell’opuscolo,
ciò è dovuto alilfatto
cheappunto,
è stata rafforzata
bencompensati
cinque lingue
in lingua
italiana. Attraverso
la diffusione
quale,
funzionalada
capillarità di diffusione dell’opuscolo, il quale già contiene di per sé le principali informazioni tradotte in ben cinque lingue
filtro dell’utenza, è stata soddisfatta buona parte della domanda basilare.
oltre che in lingua italiana. Attraverso la diffusione dell’opuscolo, il quale, appunto, funziona da filtro dell’utenza, è stata
soddisfatta buona parte della domanda basilare.
Di seguito sono riportati i grafici inerenti le informazioni raccolte relative all’utenza degli sportelli di Latina e Sabaudia
e Dialtri
graficisono
conriportati
dati inerenti
Provincia
di Latina. raccolte relative all’utenza degli sportelli di Latina e Sabaudia e altri
seguito
i graficilainerenti
le informazioni
grafici con dati inerenti la Provincia di Latina.
Il lavoro
ha un linguaggio
internazionale
L’AZIONE
DEGLI SPORTELLI
Popolazione straniera regolarmente soggiornante
nella provincia di Latina
Popolazione straniera residente nella provincia di Latina
2013
Popolazione italiana residente nella provincia di Latina
2013
6%
94%
9
6
Popolazione straniera regolarmente soggiornante nella città di Latina
Popolazione straniera
regolarmente soggiornante nella città di Latina
Popolazione straniera residente nella città di Latina 2013
Popolazione straniera residente nella città di Latina 2013
Popolazione italiana residente nella città di Latina 2013
Popolazione italiana residente nella città di Latina 2013
5.7%
5.7%
94.3%
94.3%
Popolazione straniera regolarmente soggiornante nella città di Sabaudia
Popolazione straniera regolarmente soggiornante nella città di Sabaudia
Popolazione
straniera
residente
nella
città
di Sabaudia
2013
Popolazione
straniera
residente
nella
città
di Sabaudia
2013
Popolazione
italiana
residente
nella
città
di di
Sabaudia
2013
Popolazione
italiana
residente
nella
città
Sabaudia
2013
10%
10%
90%
90%
10
10
7
Popolazione straniera regolarmente soggiornante sul totale della popolazione
residente per i comuni della provincia di Latina al 1° gennaio 2013
Spigno Saturnia
Lenola
Campodimele
Formia
Castelforte
Prossedi
Santi Cosma e Damiano
Sperlonga
Minturno
Monte San Biagio
Sonnino
Gaeta
Roccasecca
Roccamassima
Sermoneta
Bassiano
Maenza
Itri
Latina
Priverno
Ponza
Norma
Fondi
Terracina
Cisterna di Latina
Pontinia
Sabaudia
Aprilia
San Felice Circeo
Cori
Roccagorga
Sezze
0,00%
20,00%
40,00%
11
8
60,00%
80,00%
100,00%
Attività degli Sportelli: generalità degli utenti
stranieri anno 2013
Uomini
Donne
58,10%
41,90%
Uomini
Donne
Attività degli sportelli: fasce d'età degli utenti
stranieri anno 2013
50%
50%
45%
45%
40%
40%
35%
35%
30%
30%
25%
25%
20%
20%
15%
15%
10%
10%
5%
5%
0%
0%
0 - 15
16 - 25
26 - 35
36 - 45
12
9
46 - 65
Oltre 65
9%
Attività degli sportelli: servizi
complessivamente forniti 2013
2%
Rinnovo dei permessi di
soggiorno
6%
Rilascio permesso di soggiorno CE per
soggiornanti di lungo periodo
Aggiornamenti dei titoli di
soggiorno
13%
53%
Informazioni per ricongiungimenti
familiari
Informazioni per test e
certificazioni della lingua italiana
17%
1013
Il lavoro ha un
linguaggio internazionale
CONCLUSIONI
Nel contesto italiano l’inserimento delle persone immigrate nella società e nel mondo del lavoro è una problematica
complessa che richiede una crescente assistenza attiva e capillare sul territorio, in modo da venire incontro al cittadino
immigrato ed instaurare un utile dialogo tra questo ed il complesso mondo istituzionale. Il progetto “Professione
Immigrante” rappresenta ormai una pietra miliare all’interno del panorama fin ora descritto, grazie anche alla sua
longevità, che ha contribuito ad istituzionalizzarlo e renderlo un valido punto di riferimento per i cittadini immigrati della
provincia di Latina. Le iniziative attivate all’interno del progetto “Professione Immigrante” hanno permesso la concreta
agevolazione dell’integrazione dei cittadini immigrati tramite il contatto diretto con l’utenza, la capillarità della presenza
territoriale, la distribuzione dei vademecum e tutte le azioni di assistenza finora descritte.
Come già premesso, la fase più importante del progetto è stata l’apertura degli sportelli di Latina e Sabaudia, che
hanno, tra l’altro, permesso di individuare le maggiori problematiche riscontrate dagli stranieri presenti sul nostro
territorio tramite il contatto diretto con l’utenza e l’ascolto delle loro esigenze. Ne è emerso che tali problematiche
sono il più delle volte correlate anche alla peculiarità relativa alla loro nazionalità. Nello specifico, a Sabaudia, dove la
maggior parte degli stranieri è rappresentata dalla comunità indiana, le principali difficoltà sono legate al fatto che
da un lato i cittadini appartenenti a questa comunità tendono ad essere relativamente poco aperti verso il resto della
popolazione rispetto ad altri cittadini immigrati di diversa nazionalità presenti nel nostro territorio. Inoltre, questa
loro apparente chiusura risulta fortemente aggravata dalla più elevata difficoltà nell’apprendimento della lingua italiana
che riscontrano i cittadini indiani rispetto agli altri cittadini immigrati e soprattutto dalle pessime condizioni economicosociali nelle quali spesso versano queste persone. Altri problemi rilevati sono poi l’assenza di lavoro, diventata sempre
più elevata data la persistenza della crisi economica che ha travolto tutti i paesi occidentali industrializzati negli ultimi
anni, l’alto tasso di lavoro irregolare, gli elevati canoni di locazione per gli alloggi e le difficoltà a trovare sistemazioni
adeguate alle esigenze personali e familiari dei migranti.
Concludendo, possiamo ritenere che anche questa edizione del progetto abbia ottenuto risultati importanti ed
incoraggianti, tramutando gli sportelli in veri e propri punti di riferimento certi e conosciuti, come dimostra soprattutto
l’elevato numero di contatti ottenuti ed il cospicuo numero di richieste di assistenza e consulenza amministrativa ricevute.
11
Redazione report finale a cura di:
Maria Antonietta Garullo finito di stampare nel mese di ottobre 2013
Professione Immigrante 2013
Un progetto della:
www.uilromalazio.it
Con il patrocinio di:
UIL di Roma e del Lazio © 2013 Tutti i diritti riservati
www.cameradicommerciolatina.it
In collaborazione con:
UIL Latina
www.uillatina.it
Associazione per l’Integrazione
degli Immigrati Latina
www.aiil.it
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