Anno 18 - N.1 gennaio 1999
Periodico di Coop Lombardia
•
911C1Ca:PP
Pavia
Castello
Visconteo
25 febbraio
30 maggio '99
Coop lankcirdo
Con la carta
socio Coop ogni giorno
un mondo di vantaggi
511110115
n
•
a
Il piacere
di una
zuppa
calda
Pagine 4 e 5
Consumo
sostenibile
Pagina 6
Una
Coop
in
Amazzonia
n
Pagine 10 e 11
Prodotti modificati:
cautela
lir
n
li studiosi dell'Istituto ci tra
omincia una collaborazio
smettono i loro consigli sul
ne organica, che si svilupperà per tutto il 1999, tra l'Isti- modo di alimentarci e comportuto nazionale per lo studio e tarci per una campagna di prela cura dei tumori di Milano e venzione di questa malattia.
Alle pagine 8 e 9
"Quale Consumo".
C
Pagina 13
In viaggio
con Bonolatours
Pagina 15
Prodotto
Coop
Là dotte l'olivo s'arresta,
finisce il Mediterraneo
G. Duhamel.
Le più antiche coltivazioni dell'olivo ['Dica Europaea) sono state rinvenute a sud del Caucaso, a
ovest dell'altipiano iranico, nella Siria e nella
Palestina. La coltura si
è poi estesa alle isole gre-
TANTI GUSTI
DI OLIO
che (in particolare Rodi,
Cipro e Creta) e quindi,
attraverso la Grecia, in
tutti i paesi del Mediterraneo. I Fenici contribuirono ad una diffusione
più capillare dell'olivo e
delle semplici tecnologie
necessarie per estrarne
l'olio. In Italia l'olivo si
diffuse a partire dalle co --
/ecluastA,_
lonie greche e successivamente i Romani impiantarono Ia coltura in altre
zone della penisola. L'olio
extravergine di oliva non
è quindi solo una prerogativa italiana, anche se
è divenuto uno dei grandi protagonisti della nostra cultura alimentare.
L'abilità degli italiani,
cosi come é avvenuto per
altri prodotti importati
nell'antichità ma divenuti, nel tempo, sinonimi di
cucina italiana - come il
pomodoro e la pasta di
semola - è il miglioramento tecnologico e l'esperienza (i/ cosiddetto
know-how) che sono stati in grado di generare e
di trasformare in valore
auiunto.
Nei secoli, con la diffusione di questi prodotti nella nostra cucina, gli italiani sono diventati esperti riconosciuti, a livello
internazionale, di olio,
pasta, pomodoro ecc. Per
questa motivo, è più corretto chiedersi chi è in
grado'di fornire le garanzie di qualità che il prodotto richiede. E' in grado di farlo chi, come
Coop, nel corso degli anni
ha affinato esperienza e
capacità di selezionare e
di trasformare in un prodotto finito che ha le caratteristiche desiderate,
ciò che la natura e gli
agricoltori mettono a disposizione. L'impegno di
Adef2r2Q.,
Nei supermercati e ipermercati Coop prosegue l'iniziativa che ha per protagonista la
Pimpa. La simpatica cagnetta di Man ti aspetta per parlare non solo di educazione ai consumi alimentari ma anche di sicurezza, di gioco, di studio, di un uso intelligente della televisione e di tante altre cose ancora...
PERO-te CORRI
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PERCHÉ' CORREN90 M
VIEW -1"-Arkl-fA 55-TE!
N
2
LIssortimento
Olio extravergine di oliva Mediterraneo
LT. 0.5 - 1 - 3 - 5
Olio extravergine di oliva Prodotto in Italia
LT 1 - 3
Olio extravergine di oliva Prodotto in Italia
Nuovo Raccolto
LT. 1 - 3
Olio extravergine di oliva Toscano
LT. 0,75
Olio extravergine di oliva Pugliese
LT.0,75
Olio extravergine di oliva Siciliano
LT. 0,75
Olio extravergine di oliva Valli d'in:Ferie
LT. 0,75
Olio dì oliva
LT 1 - 3
Coop per garantire la q ualità del proprio olio da olive ha comportato:
1446 analisi effettuate
sull'olio da olive Coop;
122 milioni investiti in
controlli; 98 parametri
valutati per ciascuna
analisi 15 ispezioni effettuate da Gennaio ad Ottobre presso i fornitori
(alle quali si aggiungono
le analisi degli stessi
fornitori sul prodotto finito). In Italia, le quantità
di olio extravergine di oliva disponibili, non sono
sufficienti al fabbisogno
del mercato nazionale.
Per cui è necessario ed
inevitabile ricorrere a produzioni provenienti da
paesi terzi (Grecia, Spagna, ecc „). Esistono centinaia di oli italiani (e
ognuno con una personalità peculiare, in termini
01 pia k.si a di clifoltj ). tosi
come ne esistono altrettanti in Grecia, in Spagna e negli altri paesi
dove si produce olio di oliva. Perché stupirsi allora che l'olio di oliva che
si trova nei nostri supermercati non è solo nazionale, quando la maggior
parte delle olive da tavola consumate dagli italiani provengono dalla Spagna e dalla Grecia ?Coop
non ha mai dichiarato il
proprio prodotto per provenienza (ad esclusione
dei 4 oli tipici Coop, per i
quali, altre alla provenienza regionale o di
zona, vengono specificate
le varietà di olive utilizzate) e ha utilizzato i propri mezzi di comunicazione, per informare il consumatore delle caratteristiche degli oli di oliva
Coop, delle tecnologie.
Lo Stato italiano con la
recentissima legge del
3.08.98 n. 313, rispetto
alla situazione precedente, prevede l'obbligo per i
produttori di dichiarare
in etichetta la provenienza della materia prima
(qualora non sia solo di
origine nazionale) e sancisce la volontà del legislatore di rendere trasparente, agli occhi del consumatore, l'origine della
materia prima contenuta nella bottiglia.
Questa è la volontà che
Coop ha inteso rispettare
e rendere ancor più evidente attraverso Ie nuove etichette che tra poco
vestiranno i prodotti a
marchio Coq). Se il legislatore (e il consumatore),
ritengono indispensabile
la riconoscibilità della
materia prima, espressa
per provenienza geografica nazionale, Coop lo farà
e fornirà, come sempre
ha fatto, uguali garanzie
di genuinità sia sul pro-
dotto mediterraneo ottenuto da una miscela di
oli di Grecia, Spagna e
Italia, sia sui prodotto
100 italiano, Ia cui
uscita è imminente ed è
stata voluta per rispondere a -quei consumatori
che desiderano un prodotto dal profilo organoletfico più marcata.
LE MIGLIORI
PRODUZIONI
Sarà il gusto del consumatore a determinare le
preferenze, poiché a parità di genuinità sì tratterà di due prodotti con personalità differenti in termini di sapore, profumo
e colore (e probabilmente
prezzo): più delicato e
armonico il Mediterraneo, più saporito e frutteto l'italiano.
La valorizzazione e la tutela delle specificità territoriali, considerando la
natura dei prodotti, come
abbiamo visto, avviene
su altri piani, le regioni,
le zone, le sottozone. Fin
dal 1992 Coop a proprio
marchio, ha messo a disposizione dei consumatori le migliori produzioni
delle zone italiane a maggior vocazione olivicola,
Toscana e Puglia. In seguito al successo riscontrato con questi primi
due prodotti dichiarati
per provenienza (oltre
600.000 bottiglie vendute all'anno), nel 1997 abbiamo allargato la famiglia dei tipici regionali
con altre due zone dotate
di significative peculiarità, la Sicilia e il ponente
ligure (Valli d'Imperia).
Così come avviene per altri alimenti, in cui il territorio e la tradizione costituiscono il "pedigree"
del prodotto (basti pensare ai vini, ai formaggi,
alla gastronomia locale o
regionale), anche per
l'olio, la valorizzazione di
prodotto nel futuro, non
potrà che seguire e recuperare tali specificità.
Coop sta lavorando per
fare dichiarare ipropri oli
tipici aderenti alle L G.P.
e DA. P. che si stanno costituendo in seguìto al riconoscimento della Comunità Europea in quanto gli oli tipici Coop hanno tutte le caratteristiche
richieste da tali denominazioni d'origine.
Così come nel vino, avremo due grandi "famiglie
di prodotti: gli oli di largo
consumo i che grazie a
fonti di approvvigionamento più estese, potranno offrire maggiore convenienza) e gli oli dichiarati
e certificati per origine (regioni o zone geografiche
delimitate).
Diretto
,
Langhe o Roero? La col-
BIOTECNOLOGIE
Con la presente desidero avere alcune
informazioni a proposito dei prodotti
animali e vegetali geneticamente modificati. Vorrei in particolare sapere:
- se le ultime direttive italiane europee consentono di inserire questi prodotti nell'alimentazione umana; - se è
obbligatoria o meno citare in etichetta
questi ingredienti in modo riconoscibile in modo che il consumatore che
ritiene questi prodotti dannosi per la
salute li possa evitare; - se la Coop
contempla fra i suoi prodotti
in vendita.
Questo interrogativo nasce dal fatto
che ho perso le "ultime puntate" sull'argomento, e la curiosità si è fatta più
forte quando ho notato nell'etichetta
di due confezioni di croccantini per gatti Friskies (di formato diverso) due
diciture differenti per indicare lo stesso ingrediente:
nella prima c'era scritto:
"soia geneticamente modificata"; nella
seconda: "proteine vegetali ricavate secondo moderne bioteenologie".
Quest'ultimo modo di indicare lo stesso ingrediente in maniera "rassicurante" (quasi mimetizzandolo) mi ha fatto
'venire il desiderio di saperne di più.
In riferimento alle sue cortesi affermazioni vogliamo informarla che le
direttive nell'Unione Europea obbligano la citazione in etichetta degli ingredienti geneticamente modificati anche
se siamo ancora in attesa di un più preciso regolamento dell'UE.
Coop dal suo canto é sui punta di prendere una decisione ufficiale per quanto
riguarda prodotti a proprio marchio e
quelli "con Amore". La dicitura "moderne tecnologie" non è quella prevista. In
quanto coordinatore del Gruppo di lavoro Coop sulle biotecnologie, la informo che negli ultimi sei mesi abbiamo
verificato presso tutti i nostri fornitori
se lavorano sostanze modificate
geneticamente. Stiamo verificando la
filiera dei mangimi. Cercheremo anche
su questo versante di rimanere coerenti con la storia dei prodotti a nostro
marchio.
Linda Pelati
Milano
Ricevuta via Internet
Ugo Pinferi
TEST SUGLI ANIMALI
Io e mio marito siamo soci Coop dall'aper•tur del supermercato di Muggiò.
Essendo amanti degli animali e dell'ambiente, ci preoccupiamo anche della salute di questi. Per questo motivo
cerchiamo sempre di comperare prodotti non testati sugli animali, Siamo
felici del fatto che molti dei prodotti
Coop hanno dichiarato sulla confezione di non essere testati sugli animali.
La nostra richiesta è quindi quella di
continuare su questa strada con tutti i
vostri prodotti. Per quanto riguarda il
cibo, anche noi crediamo sia necessa-
rio evidenziare sulle etichette ciò che è
stato modificato geneticamente in
modc, di permettere oll.e.pe.rson.o
poter scegliere (nella speranza che la
gente capisca dt-e tutto ciò che non è
naturale è dannoso e che dietro queste
trasformazioni, vi è un immenso giro
di denaro che interessa "uomini , se
così sì possono definire, che sfruttano
gli animali, l'ambiente e noi stessi).
Daniela , Davide
(cognome non leggibile)
Nova Milanese
La consegna del giornale
Sono una socia e consumatrice dei ero- in determinati Periodi dell'anno (Natastri prodotti e ho un quesito da porvi. le, Pasqua,' agosto ecc.). Quando ricevo
Ricevo "Quale Consumo" sempre alla fine il giornale i viaggi più appetibili sono stati
del mese al quale si riferisce; questo fai- prenotati da altri che lo hanno ricevuto
lo, per esempio, mi impedisce di preno- per tempo.
Menare Lucia
tare e trovare posto per tempo nei sog- Rozzano (MI)
giorni che proponete nell'ultima pagina
Cogliamo recensione offertaci dalla lettera
di questa socia per dare alcune informazioni, spesso richiesteci, sulla spedizione del
nostro periodico."Quale Consumo" viene
regolarmente consegnato alla spedizione
entro la prima settimana del mese di riferimento. La consegna non viene effettuata
inun'unica soluzione ma per uffici postali
decentrati allo scopo di rendere piè celere lo
smistamento ai vari uffici locallEntro la prima settimana del mese(salvo rare eccezioni)
il giornale è dunque disponibile per la consegna ad opera dei postini. I ritardi che si
verificano sono da attribuire in gran parte
allo stato deficitario del nostro sistema postale che ,o l tretuno, penalizza la spedizione
dei periodici che usualmente vengono messi in coda dopo la posta ordinaria. Poco è
quindi possibile fare da parte nostra ad inconvenienti che in alcune zone sono purtroppo abbastanza frequenti. Con riferimento ai viaggi non possiamo che consigliare
alla gentile socia, una volta definita la meta,
eli rivolgersi direttamente a Bonolatours(tel
89502324189502351) per poter prenotare per
tempo il proprio viaggio.
Festival del jazz di Milano
ll Concorso internazionale di
musica Jazz città di Milano, preannunciato su queste pagine
per il mese di gennaio presso il
teatro Carcano, è slittato a primavera inoltrata.
Sono infatti numerosissime le richieste di partecipazione giunte da musicisti di tutto il paese,
tanto da prevedere addirittura
Bra barocca
Gastronomia
e golosa
una selezione dei partecipanti
sullo base di tre iniziative (nord,
centro, sud). Comunicheremo
sul prossima numero di "Quale
Consumo" i tempi e i luoghi
definitivi dell'iniera iniziativa e
anche le condizioni riservate ai
soci per partecipare alle singole serate o, in abbonamento,
all'intera manifestazione.
locazione di Bra in una di
queste due zone contigue
del cuneese non sembra
mai certa. Eppure, viste
che il criterio è la posizione rispetto al Padre
Tenero, essendo Bra alla
sua sinistra, non ci sono
dubbi: è Roero. Un Roero
che ha finalmente iniziato a farsi notare e che ha
in Bra, a pieno diritto, la
sua capitale. Due sono i
principali approcci per
questa visita il barocco
e la gastronomia. Bra offre la possibilità di un per
corso di grande valore
artistico nel più rappresentativo barocco piemontese: in piazza Caduti
per la Libertà sostate ad
apprezzare l'ampio respiro dato dal movimento
delle facciate del Municipio e di Sant'Andrea e
dalla prospettiva dell'Ala
mercatale. Tra E Municipio e Sant'Andrea inizia
la via Serbacene, che vi
porta fino a Santa Chiara, capolavoro realizzato
da Bernardo Antonio
Vittone tra il 1742 e il
1748. Percorrendo invece
l'ala fermatevi ad ammirare non solo l'infilata di
palazzi che fa da quinta
a Corso Garibaldi, ma
anoho .1..0.6: della
chiesa della Santissima
Trinità, detta dei Battuti Bianchi perché sede
dell'omonima confraternita. Al fondo di questo
percorso trovate il profilo
curvilineo e armonioso di
Santa Maria degli Angeli, ancora un'opera vittoniana. I Battuti Neri invece avevano sede in via
Vittorio Emanuele, nella
chiesa dedicata a San
Giovanni Battista. Lungo via Vittorio Emanuele
troverete un altro esempio di barocco nella chiesa di Sant'Antonino.
E la gola? Già si è detto
42.5674), offre piatti e vini
degli orti: ai mercati del
venerdì e del mercoledì
della tradizione piemon(in versione ridotta), optese. I Murivecchi (tel.
pure da Fissare (via
0172 431008): cucina
Moffa di Lisio, 7) cercate
semplice e vini del Roem.
i peperoni, le fragole, il Sulle 50 mila entrambi,
concino, le pesche. Ma
Al centrale Albergo Ristoanche chi non si sente
Tante Badellino (tel. 0172
l'animo vegetariano può
4,39050) chiedete le camere interne: si affaccia sul
trovare ciò che fa al caso
mercato (60-90 mila).
suo: è famosa in tutta la
regione la salsiccia di
Hotel Elizabeth (tel. 0172
422486), un po' più
Bra. Altro prodotto simbolo è il formaggio Bra e
decentrato: 85-130 mila,
i due stagionatori braidesi
prima colazione inclusa.
A Santa Vittoria d'Alba
sono Giacomo Cravero e
Fiorenzo Giolito. Potete
(tel. 0172 478198), nel caacquistare il Bra, oltre
stello, l'hotel omonimo
offre a 110-160 mila lire
che sui banchi dei due
mercati (sotto l'Ala), da
camere panoramiche.
Bogetti (corso Garibaldi
Giardino e piscina.
40), dove troverete anche
Cinzia Scaffidi
ottima frutta e verdura,
•
da Pochettino (via Vittorio Emanuele II 276), o da
SALSICCIA DI BRA
I Sapori (via Vittorio
Si tratta di una salsiccia
Emanuele II 206). Altra
fresca, in tutto simile,
tradizione di grande quanella forma, alla classica
lità è quella della pasticluganega o alla salsiccia
ceria e della gelateria: indi maiale. La particolaridirizzi sicuri sono i
tà sta nel fatto che è procentralissimi Converso
dotta con carne di vitel(via Vittorio Emanuele
lo. I macellai di Bra ne
rivendicano l'esclusiva in
199), Miscia (via Cavour
9) e Argino (via Cavour
virtù di una concessione
36). Altri buoni indirizzi
sabauda originata dalla
per dolci, vini, distillati,
necessità di confezionare
caffè, specialità alimentauna salsiccia che potesse
ri: La Bottega delle Deliessere venduta alla ce-...,..dia-caracca
mie un
zie (via Pol 1,?...tempo popolava queste
.15acce"(vla Audisto 41).1n
zone. In verità il suino
via della Mendicità Istrunon è totalmente assente
ital4 la beIla bottega delda questo prodotto, in
l'arrotino Collini: tutti gli
quanto il grasso dell'imutensili del gourmet e
pasto è di maiale. Ma,
non solo. Nel cortile, c'è
con una giravolta un poco
la nostra sede: il movigesuitica, possiamo dire
mento Slow Food (tel.
che, per l'appunto, questa
0172 419611) è partito di
salsiccia non è fatta con
qui alla conquista del
carne di maiale. L'autenmondo.
ticità di questa tradizione è testimoniata anche
DOVE MANGIARE
dal numero delle macelDOVE DORMIRE
lerie presenti in città.
Battaglino (tel. 0172
412509) propone i classici della cucina piemontese (60 mila). Il Boccondivino, osteria targata
Slow Food Arcigola
Slow Food (tel. 0172
OGGIWOMANI
Braghe di tela
Li hanno tutti: uomini e donne, giovani e vecchi, ricchi e poveri. I blue
jeans hanno fatto il loro tempo? Sicuramente no, fra qualche anno torneranno sulla cresta dell'onda. Ma
oggi l'indumento-simbolo della rivolta contro il conformismo in giacca e
cravatta, conosce la sua prima grande crisi dopo trent'anni di planetari
successi.
Levi St•auss, leader mondiale, è costretto a chiudere diversi stabilimenti. I suoi robusti pantaloni, tagliati
in ruvida tela di Genova, restano
impilati nei negozi e si vendono col
rallentatore. La forza del prodottola sua immutabilità - è diventata la
sua prigione. Ridisegnati e rivitalizzati dagli stilisti una decina d'anni
fa, i jeans hanno prolungato la loro
stagione con linee addolcite, forme arrotondate, fronzoli gentili. Ma adesso, dicono gli esperti, sono giunti alla
maturità. Solo gli immigrati più disperati ne riconoscono ancora un certo valore simbolico di integrazione occidentale. Mentre per gli occidentali
veri hanno perso gran parte del loro
fascino. Sono diventati indumenti or-
dinari, prodotti di consumo che hanno smarrito i loro originati segni evocativi.
E' un vero guaio quando un prodotto
"perde l'anima". Succede tutte le volte che i gruppi di riferimento cambiano abitudini, oppure quando il consumo si generalizza e perde i suoi
caratteri di esclusività. Ondate di
mode nascono, si gonfiano, poi ai ritirano.
Cresce intanto la domanda di abbigliamento informale, 'casual" come
si dice oggi. Ma dev'essere bello e
morbido, caldo e piacevole, oppure fresco e leggero, con tanti colori da combinare con capi e accessori per situazioni ed esigenze diverse. Gli indumenti sportivi, veri o finti, crescono
del 20 per cento all'arino. Vittime del
loro successo, i jeans hanno aperto la
strada a queste nuove proposte di
abbigliamento, coerenti con stili di
vita che trent'anni fa sembravano SoVversivi e che invece oggi sono accettati da tutti. Rigidi, quasi sempre blù
e francamente un po' scomodi, i pantaloni di John Wayne passano in seconda visione.
.:JEaaa 3
IL PIACERE DI U
Cibi
Salute
dia Ricette con ortaggi, buon brodo e pane. Per la stagione fredda c'è anche una
diCarla Barzanò
Gli aromi intensi delle
verdure invernali, il dolce morbido delle patate e
dei legumi, arricchito,
talvolta, da carne, pesce
o uova, pane e buon brodo. La ricetta tradizionale della zuppa è semplice
e deriva dall'usanza, certo antichissima, di recuperare gli avanzi di pane.
Il piatto fu adottato ufficialmente dai cuochi a
partire dal Medioevo, probabilmente per recuperare i resti del pane insaporito da intingoli succulenti usato, come una
sorta di piatto, per contenere il cibo sulle tavole
ricche. Nel corso del tempo le proposte culinarie si
sono modificate e arricchite di spunti diversi,
ogni regione ha un suo
repertorio sul tema che
lascia spazio agli ingredienti locali. Che siano di
verdure, di carne o di
semplice pane e brodo le
zuppe sono comunque
sempre adatte a riscaldarci nelle fredde serate
d'inverno e offrono
insospettabili piacerigu
stativi. Nelle ricette che
m o dato la
preferenza alte preparazioni dove primeggiano
gli ortaggi, che combinati a buon brodo e pane
sono ingredienti ideali per
la cena. Per conquistare
problemi di linea
i bambini, che spesso non
amano le minestre e
meno ancora il gusto forte degli ortaggi invernali, tanto peggio se presen-
tati sotto torma dl zuppa,
provate la zuppa alla bolognese e quella di patate. Se siete dei patiti delle zuppe cimentatevi con
le riceae molte più elaborate e sostanziose a base
di carne e pesce che troverete su qualche buon
libro di cucina regionale.
Zuppa antinfl
. uenzale
In Cina la minestra, rigorosamente calda, viene servita persino al mattino, come prima
colazione. L'antica tradizione dietetica cinese le attribuisce proprietà digestive, stimolanti e riscaldanti indispensabili per mantenere l'equilibrio dell'organismo.
La base della zuppa è sempre l'acqua (che secondo la scuola dietetica è un vero e
proprio elisir, soprattutto se calda), arricchita con diversi ingredienti a seconda delle
necessita': solo verdure per zuppe leggere usate come digestivo, verso la metà del
pasto, paste ripiene (simili ai nostri ravioli) o spaghettini per minestre sostanziose che
fungono anche da piatto unico, zenzero o altre spezie, cipolle, erbe medicinali, se si
vogliono ottenere effetti terapeutici contro influenza, ritenzione idrica e altri problemi
di salute. Ecco una ricetta antinfluenzale da sperimentare.
Zuppa
alio zenzero
Ingredienti per 4 persone:
1 cipolla, 2 porri, 2 carote,. 2 gambi di sedano, l
foglia d'alloro, 2 cucchiai di salsa di soia biologica
ttamari I, sale q.b., 1 cucchiaio abbondante di zenzero fresco grattugiato, 1 cucchiaio di olio extra
vergine d'oliva
In una casseruola dal fondo antiaderente fate rosolare, molto delicatamente, lo zenzero insieme al
porro e alla cipolla affettati finemente. Unite la
carota e il sedano a fettine, circa 800 cc di acqua,
la salsa di soia e sale q.b.. Lasciate cuocere per
circa 15 minuti e servite la minestra ben calda.
Per arricchirla si possono aggiungere formaggio
di soia a cubetti e funghi champignons a fettine.
Quasi priva di calorie è da considerare soprattutto
una minestra terapeutica, sudorifera e diuretica
utile in caso di influenza e per tutte le forme da
raffreddamento, compresa la tosse. Una alternativa dolce si può preparare sostituendo le cipolle e
le altre verdure con le pere. Ancora più semplice,
ma ugualmente efficace, il decotto di zenzero, alloro e miele.
Lo zenzero è ritenuto una sorta di panacea nella
medicina cinese e viene raccomandato in molte
perepar azioni culinarie per le sue proprietà
febbrifughe, antinfiammatorie e disintossicanti.
4
Fino a pochi anni fa la
minestra è stata anche
da noi uno dei piatti principali della cena ma oggi,
visto che la maggioranza
delle persone pranza fuori casa, si finisce con lo
spostare i piatti forti nel
pasto serale, prediligendo
la pasta asciutta. Così il
• vasto repertorio di zuppe
e minestre della nostra
cucina è finito un po' nel
dimenticatoio.
Alcuni studi, condotti recentemente da una ricercatrice francese, sembrano però mostrare che abbandonare la buona abitudine della minestra è
sbagliato, soprattutto se
si hanno problemi di sovrappeso. Si è infatti dimostrato che un piatto
di minestra di verdura,
consumato regolarmente,
all'inizio del pasto, contribuisce a regolare il senso
di sazietà e consente di
risparmiare ogni giorno
circa 150 calorie. Il che,
sui lunghi tempi, si traduce in un maggior succca8c, della dieta. Questo
effetto della minestra dì
verdura è legato sia alla
parte liquida, che favorisce la distensione delle
pareti dello stomaco sia
alle verdure, che permanedovi continuano a stimolare i recettori della
sazieta dando un piacevole senso di pienezza.
Ci sono poi da aggiungere le benefiche proprietà
digestive, quelle diuretiche, d'aiuto in caso di
ipertensione e cellulite, e
il maggior apporto di minerali e di fibra, presenti
in quantità generose soprattutto nel minestrone.
Non è il caso per questo
di rinunciare all'amata
pasta asciutta. Basta
piuttosto ispirarsi alle
usanze orientali. In caso
di sovrappeso, ritenzione
idrica, ipertensione, un
buon brodo vegetale arricchito con qualche verdura può essere usato per
aprire il pasto serale come aperitivo, e seguito
eventualmente da un primo asciutto.
La classica minestra di
verdure e legumi, arricchita con pane, densa e
sostanziosa, resta invece
un piatto forte da utilizzare con un secondo leggero a base di verdure
crude e cibi ricchi di proteine. -
Zuppa
alla
pavese
Zuppa
alla
bolognese
(Emilia R.)
(Lombardia)
Ingredienti per 4-6
persone
Ingredienti per 4 per-
4 uova freschissime, 4-5
cucchiai di grana grattugiato, 8 fettine sottili di
pane raffermo, 1 pizzico
di crescione, 6 mestoli di
ottimo brodo di carne
(non di dado)
Fate tostare il pane al forno senza che secchi troppo•
Rompete le uova in 4 fondine di terracotta odi porcellana pesante preriscaldate.
Copritele con il brodo bollente, spolverizzate con il
grana, il crescione e servite immediatamente con
le fettine di pane.
Il pane (eventualmente
passato al burro), può essere disposto sui piatti
sotto le uova e precedentemente cosparso di grana.
Il tutto si può passare rapidamente nel forno. Il
tuorlo d'uovo non deve
però rassodare.
E' una minestra riscaldante e veloce da preparare (a patto di avere il
brodo già pronto). Fatela
seguire da uno sformato
di verdure e un'insalata
mista.
Calorie 323 Proteine
g 21.85 Grassi g 15.49
Carboidrati g 18.58
100 g di parmigiano grattugiato, 100 g di semolino, 4 noci di burro; 3 fette di mortadella, 4 uova
freschissime, un litro abbondante di ottimo brodo
di carne, sale e noce moscata q.b. Raccogliete in
una terrina il parmigiano, 80 g di semolino e i
tuorli d'uovo.
Unite la mortadella tritata finemente, 3 noci di
burro appena sciolto e
mescolate con cura. Incorporate quindi gli albumi montati a neve, ben
ferma. Mettete il composto in uno stampo imburrato e spolverizzato con il
semolino rimasto, formando uno strato di 4-5
centimetri. Infornate, a
180 gradi, per circa 30
minuti. Lasciate raffreddare e tagliate il composto a dadini. Portate il
brodo a ebollizione e versatevi i declini di semolino. Fate cuocere ancora
5 minuti e servite.E' una
zuppa festiva sostanziosa
che piace anche ai bambini, soprattutto se servirete gli gnocchetti un po'
asciutti, Invece della
mortadella si può usare
prosciutto cotto.
Calorie 478 Proteine g
27.09 Grassi g 28.59
Carboidrati g 20.91
sone
NA ZUPPA CALDA
elaborazione antinfluenzale cinese con zenzero fresco grattuggiato.
semi, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, sale q.b..
Se desiderate pecorino
grattugiato. Spelate e tagliate a tocchetti le patate e fatele rosolare, con lo
spicchio d'aglio, in poco
olio. Copritele con circa 1
litro d'acqua, salatele e
fatele cuocere, per 10 minuti. Intanto scottate i
broccoli, precedentemente lavati e ridotti a cimette. in poca acqua. Uniteli alla minestra insieme
al peperoncino. Proseguite la cottura per altri 10
minuti. La minestra deve risultare densa, le patate ben cotte, cremose e
i broccoli non stracotti_
Servite con olio da aggiungere a piacere.
Piccante e saporita è una
minestra che si abbina a
un secondo rustico, per
esempio formaggio di pecora con verdure, o pesce
in umido.
Calorie 221 Proteine
g 5.58 Grassi g 12.27
Carboidrati g 19.55
Zuppa
alla
-
canavesana-
(Piemonte)
Ingredienti per 4-6
persone
Zuppa
di
patate
(Toscana)
leggera e saporita piace,
di solito, anche ai bambini. Ideale per aprire una
cena semplice, si abbina
bene con qualsiasi secondo.
Calorie 349 Proteine
g 7.46 Grassi g 10.89
Carboidrati g 50.40
Ingredienti per 4-6
persone
1 kg di patate farinose,
2 scatola di pomodori pelati (o 300 g di pomodori
freschi, maturi), i costa
di sedano, I cipolla, I carota, 1 manciata di prezzemolo, 6 cucchiai di olio
extra vergine d'oliva, 4
fette di pane toscano, formaggio grattugiato a piacere, basilico a piacere se
disponibile
Tritate carota, sedano e
cipolla e fateli rosolare,
delicatamente, in tre cucchiai di olio extra vergine d'oliva. Unite le patate a tocchetti, fatele
insaporire per 5 minuti
quindi coprite con un litro di acqua_ Salate e fate
cuocere, per 30 minuti.
Intanto tostate, al forno,
il pane strofinato con olio
e ridotto a dadini.
Passate la verdura (o
frullatela) rimettetela sul
fuoco e aggiustate di sale.
Lasciate addensare. Spegnete e spolverizzate con
il prezzemolo. Distribuite i dadini di pane in 4
fondine e copriteli con la
zuppa. Servitela ben bollente, con olio crudo e formaggio grattato da aggiungere a piacere.
La ricetta originale prevede la frittura dei
crostini di pane in olio
bollente. Questa versione
Zuppa
di
spinaci
(Umbria)
Ingredienti per 4 persone
600 g di cime di spinaci,
4 patate , 1/2 scatola di
pomodori pelati (o 2-3 pomodori freschi), 2 fette di
pancetta di maiale, 1 cipolla, 3 cucchiai di olio
extra vergine d'oliva, sale
e
desiderate formaggio
grattugiato e pane tostato a dadini
Mondate con cura gli spinaci. Tritate finissima la
cipolla e fatela rosolare in
poco olio. Unite le patate
a fettine sottili, la pancetta e lasciate insaporite
per 5 minuti, a fiamma
bassa, senza far prendere colore. Aggiungete
quindi i pelati e proseguite la cottura per altri 5
minuti.
A questo punto unite gli
spinaci spezzettati grossolanamente e qualche
mestolo di acqua bollente. Salate, coprite e fate
cuocere una ventina di
minuti, aggiungendo, se
necessario, acqua calda.
La zuppa deve risultare
densa. Distribuitela in 4
fondine e servitela con
olio crudo e formaggio
grattugiato. 11 pane non
è necessario.
I primi germogli di ortiche si possono usare per
preparare una zuppa simile, sostituendoli agli
spinaci. La minestra si
abbina a qualsiasi secondo.
Calorie 243 Proteine
g 6.16 Grassi g 17.80
Carboidrati g 12.10
zuppa
di patate
e broccoli
(Campania)
Ingredienti per 4-6
persone
.500 g di patate a pasta
gialla, 750 g di broccoli,
1 spicchio d'aglio, 5 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 1/2 peperoncino piccante privato dei
1 kg di rape giovani e tenere, 4 fette di pancetta
magra, un pezzettino di
lardo, 1-2 spicchi d'aglio,
8 fette di pane francese,
6-8 cucchiai di grana
grattugiato, un litro abbondante di brodo di carne di ottima qualità (non
di dado), 2 noci di burro
Preparate un battuto con
l'aglio e il lardo; fatelo rosolare, delicatamente, in
una casseruola di coccio.
Unite la pancetta a
listarelle, le rape a fettine
sottili e lasciate insaporire 2-3 minuti. A questo
punto aggiungete il brodo e proseguite la cottura per circa 30 minuti.
Tostate le fette di pane,
ungetele con un pochino
di burro e sistematene
metà sul fondo di una pirofila.
Copritele con la zuppa di
rape, spolverizzate di formaggio e fate un'altro
strato. Terminate con
formaggio grattato. Infornate, a 220 gradi, per 15
minuti, in modo che in
superficie si formi una
leggera crosticina dorata
Servite la minestra
La ricetta originale prevede la rosolatura del
pane in abbondante burro. Per una versione ulteriormente alleggerita
eliminate lardo e pancetta e rosolate l'aglio (da dosare a piacere) in un paio
di cucchiai di olio.
L'insieme è piatto unico
per una cena rustica. Fatelo precedere da un'abbondante insalata mista
e concludete con frutta
fresca.
Calorie 445 Proteine
g 16.18 Grassi g 31.01
Carboidrati g 19.53
Zuppa
di
finocchi
(Calabria)
Ingredienti per 4 persone
5 finocchi freschi, con
ancora la "barba" verde
attaccata, 1 spicchio d'aglio, 1 manciata di prezzemolo, 8 fettine di pane
casereccio tostate, 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, formaggio
grattugiato (facoltativo)
Eliminate la parte esterna, più dura, dei finocchi.
Conservate la "barba"
verde. Tagliateli a fettine
sottili. Metteteli in una
casseruola con lo spicchio
d'aglio tritato, il prezzemolo sminuzzato e 3 cucchiai di olio. Fateli
insaporire, a fiamma bassa, per qualche minuto.
A questo punto copriteli
con circa 1 litro di acqua
bollente, salate e proseguite la cottura, a fiamma bassa, per circa 30
minuti. Disponete le
fettine di pane in 4 fondino. Urtac /a zuppa e Ser=
vite, con olio crudo. Il formaggio grattugiato dà un
gusto molto più deciso).
Se amate le minestre
cremose potete frullare
una parte dei finocchi.
Calorie 305 Proteine
g 11.07 Grassi g 15.90
Carboidrati g 26.13
Zuppa
di
indivia
(Sardegna)
Ingredienti per 4-6
persone
1 kg di indivia, 250 g di
carne magra a pezzettini,
12 fette di pane casereccio
raffermo, 6 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 litro
abbondante di buon brodo di carne, 1 cipolla tritata, 2-3 cucchiai di olio
extra vergine d'oliva, sale
q.b. Mondate l'indivia, lavatela e scottatela in poca
acqua. A questo punto
"strizzatela" per eliminare bene i residui di acqua
e tritatela grossolanamente. Fate rosolare la
cipolla nell'olio, unite la
carne, l'indivia un goccio
di brodo e lasciate cuocere per una ventina di mi
nuti. Intanto tostate il
pane al forno. Mettete
uno strato di fette di pane
sul fondo di una pirofila
dai bordi alti.
Distribuitevi sopra un po'
di carne e di indivia e
spolverizzate con un un
po' di pecorino. Proseguite, a strati, finche avete
esaurito gli ingredienti.
Infornate a 220 gradi, lasciando formare in superficie una leggera crosticina dorata.
Calorie 277 Proteine
g 22.83 Grassi g 15.75
Carboidrati g 5.69
5
Consumo sostenibile
Dieci favole raccontate da Giorgio e Davide Celli per capire e promuovere
modelli di consumo di beni e di servizi più rispettosi nei confronti dell'ambiente.
Tra il mese di settembre '97 ed il mese adottare, Nel corso della Campagna
di giugno '98 Coop ha collaborato ad una Giorgio e Davide Celli hanno tenuto 9
importante campagna di informazione incontri con alcune delle scolaresche e
dei consumatori, promossa dalla Ue, sul consumatori adulti che hanno aderito
tema del Consumo Sostenibile. al progetto.
Obiettivo della campagna è stato quello Per l'occasione sono stati proiettati didi promuovere modelli di consumo di segni in forma di vignette umoristiche
beni e servizi rispettosi dell'ambiente: trattanti i temi della Campagna realizle risorse naturali non sono affatto illi- zati da Davide Celli e commentate dal
mitate, costituiscono un patrimonio da padre, Giorgio, notissimo entomologo,
valorizzare non solo per noi, ma anche grande comunicatore, conduttore della
per le generazioni future. fortunata trasmissione televisiva "Nel
`Consumo sostenibile" é allora innan- regno degli animali".
zitutto consumare meglio, riducendo La decisione di impegnare in questa atinutili sprechi. tività padre e figlio non è stata casuale:
L'Unione Europea e Coop sono convin- rappresenta una metafora di come scelte che ii consumatore può, attraverso te giuste, compiute in direzione di un
una presa di coscienza responsabile, agi- consumo intelligente, consentiranno di
re per migliorare la propria vita. consegnare alle future generazioni un
Non consumiamo il nostro futuro quin- mondo in cui varrà la pena di vivere.
di, anche considerato che non sono ne- A partire da questo numero della nocessari particolari sforzi: un semplice stra rivista Davide e Giorgio Celli trat"pensare, prima di consumare risorse e teranno, sotto forma di favole illustrate
di comprare merci". può indicare in da divertenti vignette, i contenuti del
modo sintetico il comportamento da decalogo diffuso durante l'iniziativa.
Le favole sul decalogo dei consumo sostenibile
Pensare di cosa si ha realmente bisogno e prima di
fare la spesa fare una lista delle cose che servono
Signora Paolina
Lanzavecchia era dotata fin dalla sua più
lontana infanzia di
una capacità che non
posso esitare a segnalare come paranormale.
In parole povere, era in
grado di sentire e di capire il linguaggio delle
cose. Delle piante sopra
tutto.
Per questo doveva stare sempre bene attenta a non trovarsi mai
nei paraggi di un campo di grano nel corso
della mietitura.
Che orrore: tutte le
piante troncate si mettevano, per lei, a urlare disperatamente, perdutamente, e la signora Paolina doveva fuggire turandosi le orecchie e con il cuore in
gola. Non poteva, faccio qualche esempio,
sbucciare impunemente una mela, perché il
frutto cominciava lamentarsi flebilmente, e
solo quando il coltello
l'aveva tagliato in
quattro pezzi, si poteva
supporre che morisse,
perché diventava finalmente silenzioso.
Ma non solo gli esseri
La
IL DECALOGO DEL
CONSUMO SOSTENIBILE
I Pensare di cosa si ha realmente bisogno e prima di fare la spesa fare una
lista delle cose che servono
2 Preferita' alimenti freschi di stagione, di origine locale e, quando disponibili, di 'produzione biologica'
3 Comprare quanto si è sicuri di consumare prima della data di scadenza
indicata
4 Usare detersivi con parshn011in e privilegiare prodotti naturali per la
pulizia
5 Verificare la possibilità di riparare apparecchi, mobili, vestiti, scarpe
6 In città privilegiare il mezzo pubblico e la bicicletta
7 Richiedere mi informazione corretta sull'impatto ambientale dei prodotti
con l'aiuto delle organizzazioni dei consumatori e delle associazioni
ambientaliste
8 Evitare prodotti "usa e getta" e preferire prodotti durevoli
9 Scambiare riviste, videocassette ecc, con amici
10 Per fare la spesa, portare una borsa da casa
Ctit s omo 6
viventi era loquaci con
lei, anche la scopa la
pregava di non trattarla male, e il ferro da stiro, se era troppo caldo,
la supplicava di non
esagerare, e di manovrarlo con precauzione.
I veri guai, però, cominciavano quando
Paolina Lanzavecchia
si recava al supermercato: le mele si mettevano a chiamarla, invocando di essere acquistate, e lei ne colma-
la signora ne aveva
uno in ogni stanza e
almeno quattro in cantina, che tenevà accesi
per allietare la vita dei
ratti. Insomma, la nostra cara Paolina si faceva sedurre dalle cose
esposte al supermercato, e per lei sola parlanti, e finiva per compra-
la $ignipa Paglima tonveechio
va il carrello della spesa. Allora, anche le pesche rivendicavano lo
stesso trattamento, e Iei
sapeva resistere a tutto ma non alle tentazioni. E le posate? Erano
così convincenti che, a
casa, la signora Paolina
ne aveva qualche migliaio.
I televisori? Si trattava di imbonitori nati, e
re molto di più di quanto le fosse necessario.
Ma possiamo rimproverarla? Non vi sembra
che anche noi, incapaci di sentire le voci delle cose, ci comportiamo
nello stesso moda?
Non lasciamo scadere
in frigorifero delle confezioni alimentari che
abbiamo messo nel carrello, per puro sfizio e
non per un bisogno reale, e non abbiamo, in
qualche angolo della
dispensa, un frullatore
supplementare che ci
siamo portati a casa soltanto perché presentava dei vivaci colori?
Si elabori così, prima
di andare a fare acquisti, una bella lista di
quello che ci è veramente i ndispensabile,
sfuggendo alla tendenza di passare da un
consumo ragionevole a
un consumismo insostenibile. Ne beneficerà
l'ambiente e il nostro portafoglio.
Più offerte
Socio Coop più vantaggi
Più sconti
A colloquio con Alessandro Lago responsabile del progetto Nuova Carta
Socio Coop. L'esperienza dei primi mesi, i progetti e le novità in cantiere
C000Lornbatrfics
Da qualche mese ormai i
nostri soci hanno ricevuto a domicilio la nuova
carta socio Coop, uno
strumento che si propone di diventare per i prossimi anni un fedele compagno. capace di rendere
pio conveniente e vantaggiosa l'attività &acquisto
presso tutto la nostra
rete.
•
Come tutte le novità anche questa carta ha bisogno di un appropriato li-
vello di conoscenza, che
consenta ad ognuno di
scoprire tutte le opportunità che offre; per questo che abbiamo voluto
approfondire alcuni aspetti di questa impo•tante novità rivolgendoci direttamente al respr.inbile del progetto "Carta
SocioCoop Alessandro
Lago.
Innanzitutto quali
sono i motivi per i
quali è nata la carta
socio Coop?
Siamo partiti da una considerazione molto semplice e quasi ovvia. Il socio
è il nostro più importante patrimonio e la nostra
attenzione nei suoi riguardi deve portarci a
considerare tutte le possibili opportunità per potergli offrire sempre di
più, in termini di convenienza. Fino a ieri le offerte rivolte ai soci erano
periodiche e andavano
memorizzate dal socio
attraverso i periodi d'offerta; adesso, con la carta, che ci auguriamo il
socio porti sempre con sé.
praticamente ogni giorno
ci sono offerte che possono essere godute su tutta
la'rete dei supermercati
ed ipermercati.
La carta è circolare e consente Mandi di cogliere le
occosioui su tutta la nostra rete di vendita. Per
In questa tabella riportiamo il numero complessivo di offerte utilizzate, per singolo prodotto, dai nostri soci nel corso del 1998. Oltre 400.000 buoni utilizzati per
un valore commerciale scontato che supera i 4 miliardi e 300 milioni.
P rei....
MeSi
Agrumi
gennaio
febbraio
Refill fustino
maggio
Salame felino
Mele Golden
Parmigiano
lire 5990
43.757
Coop
marzo
aprile
lire 5000
47.298
50 per cento
42.778
42.990
68.041
lire 5940
lire 10.000
Reggiano
giugno
Olio extra v.
lire 11.670
70.953
Coop
settembre
ottobre
novembre
Caffè Coop
Vino Bonarda
Carni fresche
50 per cento
45.306
50.162
49.209
50 per cento
Coop
TOTALE OFFERTE SOCI
460.494
lire 10.000
di più, in prospettiva,
essa dovrebbe consentirci di analizzare meglio le
abitudini all'acquisto dei
soci e predisporre di riflesso offerte differenziate che possano cogliere le
aspettative di una fascia
sempre più ampia della
base sociale. Uno dei limiti infatti delle vecchie
offerte soci era la loro
scarsa flessibilità; spesso
infatti o per pezzatura o
per la natura del prodotto offerto si rischiava di
non andare incontro alle
attese di una buona parte dei nostri soci che, vale
la pena ricordarlo, sono
ormai quasi 300.000.
Come saranno informati i soci di tutte
queste iniziative?
Proprio per la loro continuità non possiamo servirci, come sarebbe opportuno, di "Quale Consumo" che è un mensile.
Ecco allora i depliant porta a porta e l'informazione a punto vendita dove
gli sconti riservati ai soci
saranno ben evidenziati
anche sugli scaffali con
una apposita comunicazione. Per gli utenti dei
personal computer e colro
che navigano in rete è in
previsione anche un continuo aggiornamento sul
nostro sito in Internet.
Spariranno dunque le
E peritfurnr. Stiamo studiando la possibilità di dare ulteriore
valore alla carta al di là
degli sconti che già adesso garantisce. Per primavera è aliti studio un programmo che consentila
la raccolta elettronica di
punti, ottenihili facendo
la spesa o acquistando
particolari prodotti, che
daranno diritto a premi
scelti da un catalogo che
e' in via di realizzazione.
In questo modo coi i dame
di potei-offrire un predetto veramente completo,
in grado di erogare un
servizio all'altezza di quelle prerogative che giustamente i nostri soci da noi
si attendono.L'impegno è
quello di ricercare sempre nuove soluzioni e nuove integrazioni che facciano della carta uno
strumento sempre vivo
ed attraente
vecchie offerte mensi=
li?
Non del tutto. Rimarrà
un programma di proposte orientato soprattutto
ai prodotti non alimentari che sarà basato principalmente sul criterio delle prenotazioni. Il calendario e comunque allo
studio.L'obbiettivo primario per noi e' quello di
aumentare decisnmenie,
rispetto ad oggi, i
—in termini di risparmio potenziale - che il so-.
cio puo' avere in un anno.
Vediamo in dettaglio quali le novità introdotte con
la carta "socio coop".
Ricordiamo che la carta
ormai è stata ampiamente testata, visto che si è
partiti nell'ottobre dello
scorso anno. Possiamo
dire che i soci hanno immediatamente verificato
con mano la possibilità di
poter usufruire di ulteriori sconti su una gamma
di prodotti più ampia e sopratttitto in quantità illimitata. Ma la vera novità è sicuramente quella che da quest'anno il
socio ogni giorno potrà
trovare una quarantina
di prodotti scontati e a lui
riservati,
Inoltre la rete dei supermercati e quella degli
ipermercati Faranno promozioni diversificate con
un effetto moltiplicatore
dell'offerta tale da poter
andare incontro alle esigenze di ognuno, dando
così corpo in concreto a
quanto recita il titolo della
nostra campagna sulla
carta socio e cioè "Un
mondo di vantaggi".
Rispetto al passato si allarga certamente l'offerta della convenienza e la
concreta possibilità di un
risparmio che in molti
casi arriva, lo ricordiamo, al 40 per cento sul
prezzo di vendita di alcuni prodotti.
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7
Cibo
Tumori
di Gianni Locatelir
Qualche mese fa la redazione di "Quale consumo",
il periodico di Coop Lombardia, ha proposto all'Istituto Nazionale per lo
studio e la cura dei Tumori di Milano una collaborazione organica allo scopo di informare i suoi lettori sulle concrete possibilità nel campo della prevenzione, della diagnosi e
della cura del cancro.
Abbiamo aderito molto
volentieri a questo invito. L'Istituto dei tumori
di Milano è da molti anni
la più qualificata struttura che opera sul territorio nazionale nel campo
dei tumori: tra i suoi doveri vi è anche quello di
una costante e accurata
OBIETTIVO
informazione dell'opinione pubblica - a cominciare dai settori più sensibili - sui modi più efficaci
per evitare e combattere
la malattia.
Questa, dunque, è soltanto la prima di una serie di pagine che "Quale
Consumo", in collaborazione con l'Istituto dei
Tumori di Milano, dedicherà d'ora in poi al problema del cancro.
Tutti, del resto, dovremmo essere convinti del
fatto che l'esito della lotta contro i tumori non
dipende soltanto dalla
professionalità dei medici, dalle scoperte dei ricercatori e dall'efficienza del
Servizio Sanitario ma in
uguale misura anche dal
livello di informazione e
dall'impegno di tutti i cittadini.
Molti casi di malattia,
infatti, potrebbero essere
evitati se certi comportamenti, soprattutto per
quanto riguarda il fumo
di sigaretta e l'alimentazione, diventassero comuni: e le probabilità di guarigione sarebbero più alte
se i controlli periodici,
come la mammografia e
il Pap-test, venissero eseguiti regolarmente e se le
indagini diagnostiche per
chiarire eventuali sospetti
di malattia non fossero
rimandate. Ma per raggiungere questi obiettivi
è necessaria una informazione rigorosa, chiara
e esauriente.
I temi che verranno affrontati su "Quale Consumo" sono quelli che la comunità scientifica internazionale ritiene fondamentali per la prevenzione, la diagnosi e la cura
del cancro: concederemo
spazio, però, anche alle
segnalazioni dei servizi
locali più utili per i soci
di Coop Lombardia. L'obbiettivo finale è quello di
contribuire alla crescita
di una società civile in
grado di collaborare attivamente con le istituzioni e i medici che sono impegnati quotidianamente
nella lotta contro il cancro.
A partire da questo numero e per tutto il 1999, "C
ni realizzate dall'Istituto Nazionale dei Tumori di
soci un' informazione qualificata e scientifica
che tocca migliaia di persone. Fare una corrette
conoscenza per poter meglio prevenire un male
Cinque direttive d
Ecco i consigli utili a evitare molti casi di tumore: si tratta delle stesse
direttive che sono in grado di diminuire il rischio di diabete, ipertensione,
infarto e altre malattie molto frequenti in tutte le società industrializzate.
Concedete largo spazio ai cibi di origine
vegetale. Ogni giorno è consigliabile consumare 4 porzioni di frutta e verdura, per un totale di 600-800 grammi. Quanto ai legumi (fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie e soia), sono
molto utili perché contengono proteine simili a
quelle della carne ma più "pulite".
. 1k
Commissario
straordinario
dell'Istituto Nazionale
dei Tumori di Milano.
Consumate regolarmente carboidrati composti: sono quelli forniti soprattutto dai cereali sotto forma di pane, pasta, polenta e
riso. Date la preferenza ai cereali non eccessivamente raffinati. Il consumo di
carboidrati semplici (come lo zucchero che
si mette nel caffè o nei dolci) dev'essere
molto contenuto
Meno grassi e cibi raffinati: più legumi , verdure e frutta
di Giovanni Padovani
Se mangiassimo in modo diverso da come facciamo
abitualmente il 30-35 per cento di tutti i tumori potrebbe essere evitato. Il 41 per cento dei tumori della
mammella, per esempio, può essere prevenuto adottando una alimentazione povera di grassi, zuccheri
raffinati (come lo zucchero 'bianco") e alcol ma ricca,
al contrario, di verdura e frutta: per altri tumori molto
diffusi, come quelli del colon retto e dello stomaco, la
percentuale evitabile modificando le abitudini alimentari è ancora più alta e supera il 50% dei casi di malattia. Queste affermazioni possono sembrare nuove
o ottimistiche ai non addetti ai lavori ma vengono
ripetute in realtà da tutta la comunità scientifica internazionale da oltre trent'anni.
Si tratta di certezze cui si è arrivati soprattutto attraverso il confronto dei tassi di diffusione del cancro
nelle diverse aree geografiche. Il tumore dello stomaco, per esempio, in Giappone è 25 volte più frequente
che in Uganda e quello del colon negli Stati Uniti è
-
8
10 volte più diffuso che in Nigeria.
Ebbene, buona parte di queste differenze è dovuta al
diverso stile di vita - e in particolare a quanto si fuma
e a cosa si mette nel piatto e non al patrimonio genetico delle singole razze. Anche in Italia esistono prove
evidenti della responsabilità delle abitudini alimentari sullo sviluppo del cancro. Fino a vent'anni fa, in
particolare, nel meridione e nelle isole, dove tradizionalmente si mangiava meno carne che al nord e dove
la dieta era più ricca di vegetali e farine non raffinate, i casi di tumore erano di poco superiori alla metà
rispetto a quelli che si registravano al nord: ma negli
ultimi anni il divario tra nord e sud si è ridotto, contemporaneamente al fatto che il modo di mangiare
degli italiani è sempre più simile indipendentemente
dalla regione di appartenenza. Esistono anche dati
specifici che documentano l'influenza del cibo. I Registri-tumori, per esempio, mettono in evidenza che nelle
zone di Firenze e Forli-Ravenna il rischio di sviluppare il cancro dello stomaco è doppio rispetto alla media
del paese e 4 volte più alto che nelle regioni meridionali: secondo gli esperti la causa principale di questa
vistosa differenza sta nel fatto che in alcune regioni il
consumo di salumi e insaccati è molto alto.In linea
generale si deve osservare che alcuni alimenti, oggi
molto più in voga che in passato, sono ricchi di sostanze che possono facilitare il cancro attraverso diversi meccanismi biologici. E' il caso, per esempio,
dei grassi "saturi". Gli alimenti di questo tipo, come
tutti i grassi, contengono una quota importante di
calorie (9 per grammo invece delle 4 calorie fornite da
proteine e zuccheri) e quando il loro consumo, come
accade spesso, è eccessivo, aumenta di conseguenza
il rischio del sovrappeso, che a sua volta stimola la
nascita di alcuni tipi di tumore. Inoltre, a differenza
dei grassi vegetali (l'olio di oliva e gli oli di semi), i
grassi saturi possono favorire i processi degenerativi
dei tessuti che portano progressivamente al cancro.
Ricordiamo che i grassi saturi sono presenti non solo
nel burro, nel lardo e nei salumi ma in misura variabile dal 10 al 25 per cento nelle carni degli animali
terrestri, nel latte e nei formaggi. Si tratta di cibi
complessivamente a buon mercato, facili da preparare e molto gustosi: limitarne il consumo, dí conseguenza, non è facile ma è certamente utile a diminuire il rischio di tumore. Altri alimenti hanno dimostrato di esercitare una buona azione preventiva: si
tratta soprattutto della frutta, della verdura e delle
farine cereali (quelle utilizzate per la pasta o il pane)
non eccessivamente raffinate. Anche a questo proposito occorre cambiare le abitudini più diffuse: non tutti
gli italiani, specialmente nella stagione invernale, consumano attualmente 4 porzioni quotidiane di frutta e
verdura per un totale di 600-800 grammi a persona,
così come raccomandano i nutrizionisti. E non tutti
danno la preferenza a pasta, pane e riso non raffinati: eppure anche questa è una abitudine utile a evitare il tumore, soprattutto quello del colon-retto.
Resta da fare una ultima osservazione. Gli stessi costumi alimentari che favoriscono lo sviluppo di alcuni tumori oppure che prevengono la loro comparsa
sono collegati anche a molte "malattie da benessere":
tra le altre, l'obesità, il diabete, l'ipertensione, l'infarto cardiaco, l'osteoporosi, la stitichezza e l'ipertrofia
prostatica. Non esiste dunque una dieta anti-infarto
e una dieta anti-cancro: il modo di mangiare che si è
dimostrato utile a diminuire i casi di cancro protegge
anche dall'ipertensione e dall'infarto.
Una buona alimentazione, infine, è fondata su 4-5
grandi direttive, facili da ricordare. Insomma, vi sono
molti motivi non solo per informarsi a fondo sul tipo
di alimentazione utile a proteggere la propria salute
e quella dei familiari, ma anche per cambiare effettivamente le nostre abitudini a tavola.
PREVENZIONE
ale Consumo" ospiterà una serie di collaborazioAcino. Intendiamo in questo modo offrire ai nostri
affronti in modo rigoroso e non emotivo un tema
nformazione significa anche offrire strumenti di
le è comunque oggi sempre più curabile.
I non dimenticare
Limitate il consumo dei grassi di origine animale, sotto qualsiasi torma si presentino: non
solo burro e lardo ma anche carne, salumi,
latte intero e formaggi. Vanno bene, invece,
piccole quantita di oli vegetali.
4
Evitate il consumo di cibi conservati sotto sale
e limitate l'uso del sale sia in cucina che in
tavola. -
Tenete sotto controllo il peso-forma, evitate
di appesantirvi: per raggiungere questo obiettivo controllate l'introito calorico e fate regolarmente un po' di esercizio tisico.
Le risposte dell'esperto
Al dottor Franco Beffino, Responsabile del Servizio di epidemia"--- logici dell'istituto dei tumori di Mi41114.1 lano e esperto di fama mondiale
sul problema dei rapporti tra salute e alimentazione, la redazione
di "Quale Consumo" ha rivolto alcune domande.
Professor Serrino, perché quella dei paesi industrializzati è una alimentazione che mette a rischio la salute ?
Perché abbiamo dimenticato la lezione che ci viene dal passato. Per millenni
gli uomini si sono nutriti soprattutto di cereali e legumi: occasionalmente
questi cibi venivano consumati insieme a carne o pesce ma molto più spesso
con frutta a verdura di vario tipo. Ancora oggi i poveri si nutrono allo stesso
modo: tortillas e fagioli in Messico, semola di grano (il cuscrtsle ceci nel nordAfrica, miglio e arachidi nell'Africa nera, in Oriente riso e soia,. nei Mediterraneo agricolo pasta e fagioli.
Oggi invece in tutti i paesi ricchi, Italia compresa, questa combinazione alimentare non viene più utilizzata. Le farine usate per preparare i cereali sono
ultra-raffinate e hanno perso per questo motivo molte delle loro caratteristiche
nutrizionali ed è diminuito anche il consumo di alimenti vegetali: nello stesso
tempo è aumentato vistosamente il consumo di cibi che fino a non molti decenni fa erano soltanto occasionali, a cominciare dalla carne. Questo modo di
mangiare, sempre più ricco di calorie, di zuccheri semplici e di proteine ma in
realtà povero di alimenti naturalmente completi, contribuisce a sviluppare le
cosiddette "malattie da benessere" e alcuni tipi di tumori.
Le pillole e gli integratori a base di vitamine possono prevenire il
tumore ?
Molti studi sono stati effettuati su questo tema ma finora non è stato possibile
dimostrare che le pillole a base di vitamine abbiano lo stesso effetto protettivo
dai tumori esercitato dalla verdura e dalla frutta. Anzi, nel 1993 e nel 1994
alcuni grandi studi hanno dovuto essere sospesi perché forti dosi di vitamine
in pillole si sono dimostrate pericolose.
E' sufficiente una informazione corretta dell'opinione pubblica per
ottenere un miglioramento delle abitudini alimentari ?
La risposta è nella storia degli ultimi decenni. In tutti i paesi occidentali i
costumi alimentari sono andati rapidamente cambiando ma questo è avvenu to prima di tutto perché è cambiata l'offerta di cibo, poi perché certi alimenti
sono stati e sono molto pubblicizzati e infine per il loro prezzo.
Il problema dunque non sta soltanto nell'informazione dell'opinione pubblica
ma nel cambiamento di tutto ciò che ruota attorno al pianeta-cibo, a cominciare dagli interessi produttivi e commerciali: soltanto la conversione di tutto
il sistema renderà possibile la diffusione di abitudini nutrizionali più sane di
quelle odierne.
Quali sono a suo parere le speranze per un effettivo mutamento
delle abitudini alimentari ? Quante persone oggi sono sensibili al
problema ?
Complessivamenté non c'è ragione di essere pessimisti, le società occidentali
sono più sensibili che in passato alla logica e ai vantaggi della prevenzione
alimentare- Quanto è avvenuto per la sigaretta è significativo: ci sono voluti
molti anni, ma alle soglie del Duemila molti segnali fanno pensare che si
avvicini un cambiamento di rotta anche per quanto riguarda il modo di mangiare. Siamo agli inizi, probabilmente, di un atteggiamento finalmente più
rispettoso degli equilibri naturali e delle loro irrinunciabili esigenze.
commerci.
MALLAIC
UNA COOP
Dalla raccolta della noce
brasiliana ad un commercio
che vuoi produrre reddito
senza distruggere l'ambiente naturale della foresta
ceno alcun danno alla Amazzonia
L'attuale ciclo di distruzione della foresta amazzonica è iniziato negli
anni '70, quando il Brasile ha allargato le sue
frontiere verso il nord. Il
governo ha costruito
strade ed ha promosso
l'esodo verso la foresta
sperando di capitalizzare
sulle risorse naturali della regione che possiede la
più ampia riserva di legno del mondo. E' stata
scoperta la presenza anche di oro e di altri minerali. Lo sviluppo verso
l'Amazzonia ha significato lo sfruttamento irrazionale del legno e dei minerali. Il nuovo commercio è nelle mani di
stranieri attratti dalla
possibilità di un arricchimento facile. Cosa ha prodotto in Amazzonia l'attuale ciclo commerciale?
11 modello di commercio
in questa regione è sempre stato quello di sfruttare i produttori che di
solita vivono in zone isolate e non hanno accesso
diretto si inerenti.
persone che-vi vivono
hanno necessità di produrre reddito e di avere
alternative rispetto allo
scavare alla ricerca dell'oro o di tagliare e trasportare legname. Analizziamo dei modelli possibili di uso economico che
sono basati su ciò che già
ai conosce sulla foresta e
sui prodotti che hanno un
mercato.
LE NOCI
BRASILIANE
L'albero delle noci brasiliane è il più altri della Arnazzonia. Raggiunge altezze
tra 25 e 50 metri. L'albero rimane produttivo
per più di 300 anni. Ogni
albero produce tra 40 e
IL POPOLO
AMAZZONICO
lunare Mallas
Il commercio ci ha reso
cittadini globali. A New
York, Hong Kong, Milano o Buenos Aires, troviamd allo stesso modo il
caffè messicano ed i
croissant per colazione, la
pasta italiana condita
con aromi dell'Asia per
pranzo, la birra tedesca
e le noci indiane Caju per
la merenda pomeridiana
e per finire la giornata
spumante italiano o
champagne francese. II
cotone utilizzato per i nostri vestiti viene magari
dalla Cina, il cellulare è
svedese e la macchina
che guidiamo è giapponese. Il commercio ha daziostrato l'interdipendenza
che abbiamo uno dagli
9212
1A
altri ed il modo in cui le
risorse naturali riguardano chiunque. Il commercio è il passaporto che
oltrepassa tutte le fronbere,
In quanto cittadini globali, sentiamo d'avere sia il
diritto che il bisogno di
tutelare le risorse che consideriamo importanti per
tutti noi. Per questo motivo le notizie che continuano a giungerci riguardo alla distruzione
dell'Amazzonia si sono
trasformate in una grossa preoccupazione per i
popoli di tutto iI mondo.
Sarebbe stato semplice
pensare che l'Amazzonia
potesse rimanere intatta.
E sarebbe altrettanto
semplice pensare di poter
permettere la distruzione
dell'Amazzonia. Poiché il
commercio rappresentai'
motivo principale dell'attuale deforestazione che
avviene in quella regione,
può essere interessante
scoprire altri mudelli di
commercio, che possano
fornire delle alternative
valide.
Fino alla fine degli anni
'70, vi erano solo due prodotti importanti che provenivano dall'Arnazzenia,
la gomma e le noci brasiliane. La gomma è stata
il primo prodotto di grande valore. La sua produzione è rimasta elevata
fino all'inizio di questa
secolo quando la gomma
amazzonica è stata
estromessa dal mercato
internazionale a causa
dell'arrivo della gomma
prodotta in Asia, dove gli
inglesi sono riusciti a coltivarla in grandi aziende
agricole. aumentando la
produzione e riducendo i
costi.
L'altro prodotto che si è
aperto un varco nel mercato estera è a tatola noce
brasiliana. Tale prodotto
ha cominciato ad avere
mia quota di mercato nel
19" secolo e da quel momento le noci brasiliane
hanno rappresentato un
cibo tradizionale natalizio
sia per gli americani che
per gli europei.
Sia la gomma che le noci,
brasiliane sano prodotti
sostenibili. Vengono raccolti regolarmente nelle
stagioni di produzione e
le attività economiche legate al raccolto non arre-
Quando si sente la parola Amazzonia, la prima
immagine che viene alla
niente è quella degli indiani. L'Ansazzonia é la
terra delle ultime tribù
indiana selvagge del mondo. Vi SODO centinaia di
tribù, alcune ancora selvagge che vivono isolate.
Ma la foresta pluviale
ospita anche milioni di
poveri che si sono trasferiti Il durante questo secolo alla ricerca di un territorio e di mezzi per sopravvivere.
Il numero degli abitanti
dell'Amazzonia è ancora
molto basso e le riserve
indiane sono molto vaste.
Se ci fossero alternative
economiche sostenibili,
dando valore alla tutela
della foresta, l'attuale irrazionale deforestazione
diminuirebbe.
La domanda di risorse
dell'Amazzonia ed il modo in cui vengono sfruttati i produttori rappresentano la radice del problema. Può il commercio
diventare Io strumento
chiave per capovolgere la
situazione attuale? Al
momento, la maggior parte dei prodotti che hanno
un buon valore di mercato e rispondono ad una
domanda elevata non realizzano un commercio sostenibile. Non vi è dubbio sul fatto che e necessario avere tempo per
studiare la foresta amazzonica di cui si sa molto
poco nel resto del mondo
riguardo al suo potenziale. Nello stesso tempo. le
150 chili di noci brasiliane Fanno. L'albero delle
noci brasiliane cresce rigogliosamente in quasi
tutte le zone dell'Amazzonia. Le noci brasiliane
seno ricche di proteine e
costituiscono una parte
del regime alimentare di
tutte le genti native della foresta amazzonica.
Le noci brasiliane vengono prodotte durante il
periodo delle piogge e le
piogge fanno cadere le
noci sul terreno dal quale vengono poi raccolte.
Le noci crescono all'interno di una grossa noce
di cocco, come una conchiglia. ed ogni noce di
cocco racchiude 15-20
noci.
Le noci vengono prodotte
dalle popolazioni indige-
N AMAZZONIA
ne: gli indiani e la popolazione rurale della regione. Vengono raccolte da
gennaio ad aprile, dopo
che le forti piogge le hanno fatte cadere a terra. I
produttori sono gente povera e vivono lontano dalle città. Le noci vengono
acquistateda piccoli mercanti che navigano sui
fiumi ed acquistano le
noci a prezzi molto bassi
o le barattano in cambio
di altri prodotti, quali ad
esempio lo zucchero o il
caffè. I mercanti poi vendono le noci nelle grandi
città alle catene di intermediari che formano il
cartello che detiene il controllo dei mercati da
esportazione.
Il cartello impone il controllo dei prezzi e la lunga catena di intermediari fa si che ai produttori
vengano corrisposti dei
prezzi insignificanti.
Quest'anno i produttori
hanno ricevuto in pagamento circa 0.08 $ USA
al chilo, quando le stesse
noci sono state vendute
nel mercato internazionale a 2.00 $ USA al chilo. Un'altra vittima di
questo modello di commercio è la qualità. LE cartello investe molto poco
nel controllo della qualità delle noci e l'essica z ione inadeguata nonché il m agazzinaggio inadatto costituiscono la causa della bassa qualità delle noci brasiliane.
Dall'altro lato, c'è da dire
che le noci brasiliane potrebbero interpretare un
ruolo molto importante
nella produzione di reddito, nel miglioramento de-
gli standard di vita e nella tutela della foresta.
Per dimostrare ciò, descriveremo la situazione
di una delle regioni della
Amazzonia, la valle superiore del Fiume Xingu,
nello Stato di Para.
La città più grande di
tale zona è chiamata
Altamira.
AI tamira rappresenta un
esempio di molte altre
zone dell'Amazzonia. Ha
circa 80.000 abitanti e
nella zona non vi sono industrie ad eccezione di
una piccola fabbrica di
zucchero. Nella regione
di Altamira vivono molte
tribù indiane lungo il fiume Xingu ed i suoi affluenti.
Le riserve indiane copro-
no pio di 15.800.000 ettari, un'area superiore al
Portogallo.
Gli indiani, per tradizione, sono raccoglitori di
noci brasiliane. Negli
ultimi dieci anni, i prezzi molto bassi corrisposti
per le noci, hanno trattenuto daI raccogliere le
noci brasiliane destinate
alla vendita. Gli indiani
desiderano sviluppare alternative per utilizzare le
proprie riserve in modo
sostenibile e per produrre reddito da investire in
una migliore istruzione e
per la salute.
Quest'anno, hanno istituito una cooperativa che
opera da braccio commerciale per i prodotti che
hanno nelle loro riserve.
Le noci brasiliane rappresentano il primo prodotto per cui si cerca un
mercato diretto al di fuori del cartello. Al momento, altri prodotti vengono
analizzati e tra questi ritroviamo la frutta, la resine, le tinture e le fibre
naturali.
LA COOP INDIANA
UN ESEMPIO
Durante tutto il corso
della storia, le cooperative hanno sempre aiutato
gli individui isolati a conquistare opzioni migliori
nel mercato. Li hanno
aiutati sia come cooperative di produttori che
come consumatori. Le cooperative sono nate dal bisogno di risolvere le questioni della competitività
e delle opportunità eque.
La cooperativa indiana
non fa eccezione.
Offre prodotti sia sostenibili che realizzati in
modo etico,
Le entrate sono destinate al supporto delle necessità dei propri soci.
La coop, chiamata Ama-
zoncoop (Campealta) ha
l'obiettivo di dimostrare
che il commercio può consentire a culture diverse
di produrre reddito senza distruggere l'ambiente naturale in cui vivono.
La Coop è sorta in un
momento in cui le tendenze del mondo sviluppato hanno fatto riflettere i consumatori riguardo all'impatto del modo in
cui vivono, alle cose che
acquistano ed al modo in
cui le acquistano.
La possibilità di aprire
una catena di forniture
diretta dall'Amazzonia ai
mercati europei e nordamericani può creare opportunità commerciali
che potrebbero arrecare
vantaggio a molti altri
produttori che vivono nella regione amazzonica,
aumentando, la qualità
dei prodotti al consumatore e riducendo i costi dei
prodotti.
Uno degli obiettivi della
Amazoncoop per l'anno
venturo è di vendere le
noci brasiliana direttamente agli acquirenti di
mercati europei per il periodo di Natale. Le noci
brasiliane verranno vendute in cestini, intrecciati a mano e questo renderà il prodotto più interessante.
La politica della Coop è di
vendere le noci brasiliane allo stesso prezzo cui
vengono negoziate dal
cartello per gli acquirenti internazionali. L accesso diretto agli acquirenti
e la possibilità di abolire
gli intermediari, porterà
ai produttori un prezzo
equo per le noci, permettendo loro di produrre reddito senza distruggere la
foresta.
Le noci brasiliane sono
uno dei prodotti già commercializzati.
Se il modello di commercio della Coop si svilupperà in tutta la regione
potrà portare molti vantaggi alle stesse persone
che proteggono efficacemente la foresta tropicale: i suoi abitanti,
"Rappresentanee
dì Coop Amazzonia
11
Cooperative
Alexander Campbell padre
della Co-op di Scozia
di Ugo Pinferi
Nasce nel luglio 1796, Alexander Campbell, nel Kintyre,
vicino alla Punta di Sk i pness, nella costa nord-est del
Mull of Kintyre, proprio di frante all'isola di Arran. Siamo ai margini delle Highlands. le terre alte scozzesi,
nel territorio del clan Campbell, dominato dai duchi di
Argyll. Va a scuola nel villaggio e poi diventa apprendista piallatore e carpentiere.
La dirimpettaia città di Glasgow sta crescendo rapidamente. In dieci anni ha visto raddoppiare la popolazione e ormai raggiunge i 120.000 abitanti, compresi i sobborghi. E raddoppierà ancora nei successivi vent'anni.
E a Glasgow si reca il giovanissimo Campbell nel 1809.
LA QUESTIONE
S COZZESE
Grazie a Walter Scott e
ai suoi romanzi è arrivata sino a noi la lunga storia di sofferenze di ribellioni che hanno travagliato la Scozia e gli scozzesi per tanti anni
Il problema è stato quello della unificazione dei
regni d'Inghilterra e di
Scozia. Ma questo è solo
l'aspetto istituzionale.
Sul piano concreto ci furono mutamenti profondi nell'organizzazione della società scozzese.
La struttura per clan
prevedeva che un determinato territorio appartenesse a tutti gli abitanti. Per molto tempo il capo
clan era elettivo. A lui
spettava raccogliere gli
uomini in anni per difendere il territorio da razzie dei clan confinanti.
La vittoria inglese si
concretizzò convincendo i
capi clan a diventare nobili della corona inglese.
La loro autorità discendeva quindi dal re e non più
dal popolo del clan.
I capi clan che avevano
continuato a ribellarsi
erano stati sostituiti da
nobili di nomina regale.
Questi nuovi proprietari
Una nuova
esperienza
scozzese
Oltre alla consolidata
presenza cooperativa,
in Scozia si è aggiunta
un'interessante esperienza. Grazie ad una
legge del 1975, che consente agli affittuari
delle grandi proprietà
scozzesi il diritto di
prelazione, molte proprietà messe in vendita sono state riscattate. La proprietà comune è dei piccoli agricoltori, sotto forma di consorzio cooperativo.
Ognuno di essi è assegnatario di parte delle
terre. Insomma un
rapporto simile a quello del clan.Queste operazioni sono state possibili grazie ai soldi
donati dagli scozzesi
sparsi per il mondo.
Coordina il tutto la
si presentarono con i titoli di proprietà emessi
dal re e incominciarono ad
esigere le tasse per la corona. Quelli che lavoravano la terra e allevavano bestiame su terreni
che erano sempre stati
loro, all'interno del clan,
non avevano documenti
su cui basare il loro diritto. E quando si introdussero riforme agrarie,
furono loro a pagare il
prezzo più elevato.
Ci furono proprietari che
puntarono tutto sull'allevamento delle pecore, altri che crearono immense riserve di caccia tirouicamente chiamate
"deer forest", foreste di
cervi).
Il risultato fu re stromissione di gran parte di
questi piccoli agricoltori,
i "crafter", la distruzione
delle loro povere case,
l'espulsione verso le città. In città non tutti riuscirono ad inserirsi. Molti cercarono di tornare
nelle loro campagne. Se
catturati, venivano marchiati come vagabondi e
in molti casi deportati nei
nuovi territori che l'Inghilterra aveva conquistato. La storia della cooperazione scozzese nasce
proprio per rispondere
alle esigenze dei crofter.
A Fenwick, Ayrshire, a
metà del '700 una società si occupava di comprare avena e di immagazzinarla per i periodi di carestia. Sempre questa
Fenwich Society, nel
1764 organizzò in cooperativa 600 tessitori di
"Paisley", i famosi scialli
con i disegni detti
"Paisley" o "cashemere.
Intervenne la magistratura a chiuderla definendola 'un'illegale cambinazione e una pericolosa
tendenza per la società".
Si hanno informazioni
sulla Govan Victualling
Society, 1777, della
Lennoxtown Victualling
Society, 1812, della
Larkhall Victualling
Society, 1821. Si tratta di
cooperative "per l'approvvigionamento".
la loro attività. La disputa se vendere a puro prezzo di costo o se praticare
i ricarichi per ottenere un
profitto necessario alla
prosecuzione dell'impresa è sempre stata presente nel movimento.
Campbell non ha dubbi
sul fatto che ci debba essere un profitto aziendale
e inventa un sistema per
premiare i soci più assidui negli acquisti in cooperativa. Propone che
una parte dei profitti sia
distribuita tra i soci in
proporzione agli acquisti
in cooperativa. E' il
ristorno, una formula che
sarà introdotta nei principi dei Probi Pionieri di
Rochdale. La propone nel
1822 e si diffonde a partire dal 1827.
LE COMUNITÀ
Sono anni di grandi conflitti sociali. Nel 1817 a
Glasgow sono imprigionati molti "riformisti"
accusati di sedizione. E
finiscono in prigione i
minatori accusati di aver
organizzato scioperi.
Nell'inverno '1819 si dif-
fondono le febbri tifoidee
e si allarga la disoccupazione. Gruppi di tessitori
richiedono assistenza per
emigrare. Nell'Aprile
1820 scoppia la rivolta a
Glasgow e dintorni. La
repressione si concretizza
con tre esecuzioni capitali: Andrew Hardie, John
Baird e James Wilson.
Sedici furono i condannati alla deportazione.
CamphelI non è estraneo
a questi movimenti che
porteranno alla creazione
dei sindacati e del partito laburista. Ma stanno
maturando anche altre
esperienze che marcheranno la sua vita. Prende contatto con Ia
Orbiston Community, un
villaggio cooperativo sorto a Motherwell, a sud di
Glasgosw, vicino a
Lanark dove si è da poco
installato Robert Owen, il
padre della cooperazione
inglese.
Grazie all'intervento di
nobili e borghesi illuminati, vengono trovate risorse che consentono l'acquisto di estesi terreni e
la costruzione di labora-
tori, di case e scuole. Nell'aprile del 1826 parte
questa esperienza: 120
camere private, dormitori, negozi, sala mensa,
forno e cucina collettivi,
con 330 persone che ci
vanno a vivere. La scuola per centinaia di bambini viene organizzata
basandosi sui principi
educativi dello svizzero
Pestalozzi.Campbell è
eletto responsabile della
fonderia, Le grandi questioni sono: come remunerare coloro che hanno
, messo i capitali, come distribuire gli utili. Per un
certoperiodo si sceglie di
distribuire gli utili in parti uguali, poi si passerà a
retribuzioni differenziate
per professione. Negli
anni la fonderia accumula debiti e Campbell finirà in prigione. La situazione precipita e i creditori scioglieranno quella che definiscono una
Babilonia, gli edifici verranno rasi al suolo.
Uscito di prigione nel
1829, Campbell si impegna nella Glasgow Cooperative Society che ne-
IL RISTORNO
Il nostro Campbell diventa tesoriere della
Bridgeton Co-operative
Society, a Glasgow nel
1822, e nello stesso anno
scrive alla Co-operative
Scottish Crofters
,,..,..,.
Baking
Society, una delUnion, l'associazione
le numerose cooperative
che dispone anche di
specializzare nella produun sito Internet:
zione e distribuzione del
http://www.scteuk/
pane, raccomandandosi
edgeland.html.
di prevedere profitti per
12
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ll••. , ,.. P•
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La LarIchall Virtual li ng Society, vicino oGlasgaw fondata .
olfo
Co-op do Rochclale
circa 25 anni primo g
ii.ki4..' •
.5.11,
rlt•I•Illill
sce ad aprire una piccolo
negozio in London Street.
In una lettera Campbell
spiega che tutti i profitti
della nuova cooperativa
verranno accantonati per
l'obiettivo di dare un lavoro e una casa a tutti i
soci. A partire daI 1831,
oltre al negozio, attraverso la "Glasgow Friends of
Truth Co-operative Society”, si impegna nella
diffusione dei principi cooperativi attraverso tutta la Scozia. Finirà ancora in prigione, questa voP
ta perché l'editore di un
giornale da lui diretto, risultava non aver pagato
gli oneri postali. Protagoniste del complesso movimento che si richiama
alle idee di Owen, Campbell viene mandato per
due anni nel Nord-Ovest
a fare il "missionario"
dell'idea comunitaria, del
'39 al '40.
UN SISTEMA
MUTUALISTICO
Nel 1841 per conto degli
"owenisti" di Stockport
propone la creazione di
un fondo per l'assistenza
malattia e peri servizi
funerari. Nel Natale dello stesso anno viene inaugurata Ia splendida Hall
of Science, a Stockport. Si
tratta di un grandissimo
e modernissimo "tempio"
per le idee di Owen. Nel
novembre '42 si trasferisce con la sua famiglia in
un "Industrial Harmony
College" chiamato Concordium. Campbell è nominato "Elder", cioè pastore della nuova scuola.
Campbell, convinto vegetariano, viene eletto segretario delta "British
and Fo•eign Society for
the Promotion of
Humanity and Abstinence from Animai Food.
E' impossibile elencare le
ulteriori attività di
Campbell. Vale forse la
pena di ricordare un progetto per dare lavoro a
migliaia di persone, la
"Canadian Land and
Nal iway Association", un
progetto per acquistare
collettivamente terreni in
Canada, costruire una
ferrovia, e avviare nuove
attività produttive.
Ammalato, non è in grado di partecipare al congresso che la Cooperazione terrà a Londra nei
1869, e morirà nel febbraio del 1870.
Per chi volesse approfondire sia la
vita e le opere del
personaggio, ma soprattutto il contesto economico, sociale e ideale, nel
quale ha operato:
W.Hamish Fraser,
Alexander Campbell and the search for socialism,
Holyoake Books,
Co-operative Union
Ltd., Holyoake House, Hanover Street, Manchester M61}
OAS,
Alimenti modificati: cautela
Europeo
Ai primi di dicembre si è
tenuto a Londra un Forum europeo sugli alimenti geneticamente
modificati
In quell'occasione sono
state illustrate le posizioni di tre distributori alimentari europei.
La CWS, la maggior cooperativa inglese che nel
contempo ha il compito di
provvedere agli acquisti e
alla produzione di numerosi prodotti alimentari
per tutte le Coop inglesi,
sotto lo slegan "I consumatori devono essere informati" ha già introdotto prodotti geneticamente
modificati sotto il marchio Co-op. E lo dice in
etichetta, da prima degli
obblighi di legge.
In questo comportamento la Coop inglese rivendica la continuità con la
sua politica di etichettatura nutrizionale, avviata da decine di anni.
La dottoressa Catherine
Humphries, capo consigliere scientifico della Cooperative Wholesale
Society Ltd„ha illustrato la posizione della cooperativa inglese:
- rifiuto di alimenti contenenti geni umani
- rifiuto di frutta e verdura modificata con geni
animali
- etichettatura dei prodotti Coop contenenti OGM.
FORMAGGIO PER
VEGETARIANI
La CWS è il più grosso
"agricoltore" inglese e la
sua latteria produce un
formaggio "per vegetariani", cioè che non ricorre
a caglio animale, ma ad
un caglio modificato geneticamente.
Questo formaggio segnala la presenza OGM in
etichetta. Produce anche
una mozzarella con lo
stesso procedimento. La
mozzarella va in una
"French Bread Pizzas" e
anche qui troviamo l'indicazione OGM in eti-
Le posizioni di tre grandi distributori di prodotti alimentari europei in un
convegno tenuto a Londra in dicembre. La Coop italiana sulle biotecnologie
Abbiamo allora deciso
che questo non sarebbe
più successo" ha dichiarato Wadsworth. Ecco
che sulla vicenda OGM,
Iceland ha deciso di chiedere ai suoi fornitori l'eliminazione degli OGM..
E a quanto pare questa
loro presa di posizione ha
avuto successo, in un paese, la Gran Bretagna,
dove tutti i distributori
hanno introdotto OGM
nei prodotti a loro marchio.
CHE COSA
FA COOP
chetta. In un 'Reformed
Chicken Breast" ci sono i
formaggi della Coop inglese e ecco la terza segnalazione OGM.
Un'altra cooperativa, la
svizzera Migros, aveva
avviato già nel 1991 un
gruppo di lavoro sulle
biotecnologie. Nel 1994 il
lavoro si concluse con la
scelta di decidere caso per
caso, per l'introduzione di
prodotti genetica mente
modificati.La posizione
era ed è la seguente:
I - Migros non respinge
in linea di principio l'uso
di tecniche di ingegnieria
genetica nel settore alimentare. Migros riconosce che l'ingegneria genetica, essendo una branca
delle biotecnologie, può
avere un effetto benefico
sull'uomo.
2 -Mígros è consapevole
dell'aumentata sensibilità dei consumatori nei
confronti degli alimenti
geneticamente manipolati.
3 -Migros deciderà caso
per caso se introdurre alimenti OGM nella sua
gamma di prodotti. Queste decisioni saranno basate su aspetti nutrizionali e qualitativi.
4 -Al consumatore viene
garantita un'informazione completa.
5 -Le attività di Migros
in questo campo saranno
tenute sotto osservazione
dai Servizi scientifici di
Migros.
DICHIARAZIONI
INCERTE
"Si pensava che sarebbero arrivati pompelmi blu
con iI sapore di vaniglia
o cose del genere. Invece
ci siamo trovati di fronte
ad amidi, zuccheri e altri derivati da soia e
mais, senza che potessimo intervenire" ha detto
il dottor Reto Battaglia,
dei Servizi scientifici
Migros. Migros, come la
CWS, produce in dieci
suoi stabilimenti una
gran parte dei prodotti
che vende con il suo marchio. Battaglia ha raccontato la disillusione di
fronte alla difficoltà concreta di avere dichiarazioni certe da parte dei
fornitori. Battaglia ha
detto: "Migros è grande in
Svizzera, ma è la Svizzera che è piccola: con la
nostra dimensione non
riusciamo ad incidere su
un mercato delle forniture di materie prime che
non vuole impegnarsi
nella separazione dei
materiali tradizionali da
quelli modificati geneticamente."
E il risultato del referendum ha ancora più complicato la situazione (nella primavera '98 gli svizzeri hanno respinto 66 a
33 per cento la proposta
di proibire gli Organismi
Geneticamente Modificati).
Secondo lui ci sono tre
lezioni da trarre:
1 - Il futuro è sempre di-
verso da come lo avremmo voluto.
2 - Costruire una posizione di difesa (hanno attrezzato il loro laboratorio per identificare gli
OGM).
3 - Non costruire strade
e case prima di avere
pronti tutti gli attrezzi.
Insomma per poter scegliere caso per caso, si
stanno attrezzando.
La Iceland Frozen Foods
Plc„ con l'insegna Ireland, è presente in Gran
Bretagna con negozi che
vendono soprattutto alimenti surgelati, una
metà dei quali a loro marchio prodotti per loro conto da grandi aziende alimentari.
Bill Wadsworth, tecnico
della Iceland, ha ricordato che la sua azienda nel
1989 ha avviato la
riconversione dei suoi
impianti frigoriferi per
eliminare il CFC, ha studiato un sistema per l'eliminazione del CFC, ed ha
messo in vendita frigoriferi e freezer senza CFC.
Nel 1995 si è impegnata
in una campagna di
boicottaggio contro i prodotti norvegesi per protestare contro la caccia alle
balene.
Ma per loro è stata più
importante la vicenda
"mucca pazza". "Abbiamo
avuto danni notevolissimi sulle vendite a causa
di scelte fatte da altri.
Lo scorso anno la Giunta
nazionale dell'Associazione nazionale Cooperative
di Consumatori ha insediate un gruppo di lavoro sulle biotecnologie.
Fanno parte del gruppo
esponenti del settore Soci
e tecnici di Coop Italia.
E' in corso un'indagine
sui fornitori di Prodotti
Coop e Prodotti con Amore Coop. E' quasi conclusa e dovrebbe consentirci
di verificare le possibilità concrete di ottenere garanzie sulla presenza o
meno di OGM. E' stata
realizzata una ricerca
sulle biotecnologie in
campo alimentare che
sarà presto data alle
stampe. Come al più presto Coop Italia e ANCC
dovrebbero avere tutti gli
elementi utili ad assumere una decisione. Si tratta di salvaguardare
vent'anni di prestigio nell'informazione al consumatore e nel controllo di
qualità su tutta la filiera
produttiva dei Prodotti
Coop e Prodotti con Amore Loop.
Ugo Pinefri
13
koop cRoNAcHE
CREMONA: LE FARFALLE DI VALRUGIADA"
Coop Lombardia, tramite la Sezione soci di Cremona,
indice un concorso, a partecipazione libera e gratuita,
dal titolo "Le Farfalle di Valiugiada", rivolto agli alunni
delle scuole materne ed elementari di Cremona e provincia. 11 Concorso consiste nell'illustrazione di una
fiaba di Sandro Talarnazzini, pubblicata in un apposito
opuscolo, inviato a tutte le sedi scolastiche- Gli elaborati (disegni con qualsiasi tecnica, collages, plastici, racconti) dovranno essere contrassegnati con il nome deil'autore o del gruppo, l'indicazione della classe e del Centro scolastico di appartenenza, nonché sottoscritti dall'insegnante a comprova dell'autenticità dell'elaborato.
Dovranno pervenire entro il 30 aprile 1999, alla Sezione
soci di Coop Lombardia — via del Sale 19 — 26100
Cremona, I lavori pervenuti, saranno valutati da una
giuria composta da membri del Comitato soci e da persone esperte della scuola. Saranno stilate tre graduatane
di merito per ognuna delle quali sono previsti un primo,
un secondo ed un terzo premio, assegnati, rispettivamente, alla scuola materna e al 1° e 2° ciclo della scuola elementare. In una manifestazione pubblica, fissata
per sabato 29 maggio alle ore 14.30, presso la sala di
Palazzo Cittanova (Cremona) saranno consegnati i primi messi a disposizione da Coop Lombardia.
Il materiale promozionale del concorso è disponibile presso gli uffici Coop Lombardia di via del Sale 19—Cremona
— tel. 03721457889 — negli orari d'ufficio.
11 concorso è stato patrocinato dall'Amministrazione
provinciale di Cremona, dai Comune di Cremona. dall'Azienda di Promozione Turistica del Cremonese e con
la collaborazione di Telecolor.
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DTANTiLE
Natale con i soci
a Novate Milanese
Domenica 13 dicembre.
Si è svolto nella chiesa di San Gervasio e Protasio
l'ormai consuetudinario concerto natalizio organizzato
dal Comune di Novate Milanese e dal Comitato soci
Coop locale. Si sono esibiti il coro Canto Sospesa e il
Kambilolo Group che hanno rappresentato la Messa
Luba. Numerosissima la partecipazione della cittadinanza, emozionata e affascinata dai canti e dalle
danze in cui si sono esibite le bambine del Kenia del
Kambilolo Group. Sabato 19 dicembre
ll Natale è un momento di festa e anche un appuntamento in cui i soci del Comitato Coop Navate incontrano i clienti del supermercato di via Brodolini.
La giornata si è articolata in un rinfresco allietato
dal canto delle cornamuse in uno spazio rinnovato: il
supermercato Coop si è arrichito da dicembre con i
banchi serviti del pesce e della carne al taglio. Un
rinnovamento che specializza i punti vendita Coop
nel servizio offerto al cliente; la ristrutturazione vedrà nei prossimi mesi ulteriori cambiamenti nell'organizzazione e nella disposizione delle merci.11 pomeriggio è stato riservato ai bambini, con lo spettacolo
"Gianna la pecora gigante" che si è svolto nella mensa della scuola di via Brodolini. Ai più grandi è stato
chiesto invece un gesto di solidarietà. ll Comitato soci
ha organizzato una raccolta di giocattoli per allietare
il Natale dei bambini profughi ospiti del Centro di
accoglienza Casa Regina Pace di Lecce.
Ernesto Maestrelli
Presidente Comitato soci
Maria Rosaria Lacelli
Tga9OP
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BRESCIA
MUGGIÒ
Borsa di studio "Walter Silvestri"
11 paese dei Balocchi
Arriva Babbo Natale
Come ogni anno si è tenuta presso l'aula "Montini"
degli Spedali civili di Bre scia l'iniziativa intitolata a
Walter Silvestri ex dirigente della nostra cooperativa, per la consegna di una borsa di studio a Milena
Befferi operatrice biomedica della scuola professionale del nosocomio bresciano. AI professor Grigolato, titolare della cattedra di medicina dell'Università statale da lui diretta, è stato consegnato poi un contributo da parte della nostra cooperativa, nell'ambito degli
studi di anatomia e istologia patologica che si stanno
rilevando assai utili nella ricerca oncologica.
La Pimpa, il noto personaggio dei fumetti disegnato
da Altan (coinvolto da Com.) nell'educazione al consumo per i più piccini) ha fatto da protagonista all'ottava Fiera dei Balocchi di Brescia. Le animazioni, condotte dalle collaboratrici di Pandora, hanno incuriosito bambini ed insegnanti delle scuole primarie bresciane nell'arco dei primi due week end di dicembre.
La casa della Pimpa era inserita nel suo contesto
naturale, cioè un mini supermercato Coop, allestito
ed arredato con prodotti a marchio ecocompati bili o
del commercio etico dai colleghi del supermercato di
via Corsica.
I membri del Comitato soci hanno allietato l'apertura straordinaria del supermercato di Muggiò domenica 13 dicembre offrendo un rinfresco a tutti i clienti, rinfresco che ha affiancato l'animazione "Babbo
Natale 1998" rivolta a tutti i bambini presenti.
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BOLLATE
40° Anfass con "Don Chiscotte"
Renato Bandera
Pallavolo
Il concerto di Natale
Nella foto lo squadro di pallavolo "M. Bettinzoli" del quartiere don Bosco - via Corsica che Coop Lombardia affianca
da anni e che Milita nel campionato regionale di serie O.
Commercio equo e solidale
Notevole partecipazione di pubblico alla serata organizzata dal nostro Comitato soci e dal nostro centro
sociale per la presentazione del volume "Fair Trade"
di Tonino Pena docente di sociologia economica del
dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di
Messina. Ha introdotto la serata Allea Cainpiani, neo
eletta nel Comitato soci di Brescia, da sempre impegnata sui temi della solidarietà con i paesi in via di
sviluppo. Ugo Pinferi della nostra Associazione regionale ha approfondito l'impegno Coop su questo settore economico e distributivo. E' seguito un lungo dibattito dal quale sono emersi nuovi spunti per la nostra attività equo-solidale.
Molti bresciani hanno affollato iI Teatro della
Pavoniana in occasione del "Concerto di Natale Coop
Lombardia'. Lo spettacolo è stato allestito dal Comitato soci e dal Centro sociale in occasione delle festività di fine anno per tutti i bresciani. Le allegre marce
e le ariosa melodie eseguite dal corpo bandistico "Isidoro
capitano", hanno riscosso un sincero apprezzamento
ed hanno fatto da preludio al brindisi collegiale che
ha fatto seguito allo spettacolo. Un' iniziativa, dunque, come hanno sottolineato i componenti deI Concitato soci, dovrà divenire un appuntamento fisso tra
quelli del panorama pre-natalizio delta leonessa d'Italia. Particolarmente compiaciuta la presidente Daniela Faiferri che ha creduto nel sodalizio con la banda musicale di Brescia.
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Come vedono i nipoti i loro nonni? Qual è il rapporto
che si instaura tra generazioni così diverse? A queste
e ad altre domande cerca di rispondere la bella mostra di disegni "Fili d'argento a colori" inaugurata
presso l'Università cattolica del Sacro Cuore. 1 disegni opera di bambini bresciani hanno per tema i loro
nonni. Torneremo sul prossimo numero a parlare piú
diffusamente di questa mostra che é stata inaugurata dal sindaco di Brescia unitamente al Provveditore
agli studi, al Sottosegretario alla Pubblica Istruzione
e al Presidente di Coop Lombardia.
14
In occasione del 40° anniversario del l'ANFASS, il Comitato Soci di Bollate, con il contributo dell'assessorate allo Sport e Tempo Libero e della locale parrocchia
ha organizzato presso il Cinema Teatro Splendor lo
spettacolo teatrale 'Don Chisciotte",
La Filarmonica Clown, con la regia di Bolek Polivka,
ha ripensato il ruolo di "Don Chisciotte" in chiave
comica e attualizzato nel contesto locale di Bollate,
dove l'iniziativa voleva essere anche una riflessione
sull'operato dell'Anfass, un'associazione che da anni
si occupa dell'handicap. Cooperare è collaborare, investire in cultura, è anche promuovere momenti di
incontro che possano raccontare la condizione umana attraverso un sorriso. Il dono della vita, come ha
detto il parroco Don Fusetti nel suo saluto iniziale, è
un bene che va posto al servizio di chi ha bisogno di
aiuto e di tanto amore intorno a se. E il teatro è stato
un momento importante, una serata per avvicinarsi
al mondo del volontariato anche attraverso la finzione e le risa di chi è stato coinvolto direttamente sul
palcoscenico al fianco di Don Chiscotte e Sancio Ponza
Numerosi gli applausi a scena aperta e iI saluto finale del pubblico, indubbiamente soddisfatto, dell'iniziativa nel suo complesso, servita anche per raccogliere dei fondi a sostegno dell'Associazione.
Maria Rosaria Lacelli
Per maggiori informazioni rivolgetevi al
vostro Supermercato o Ipermercato Coop
AVVERTENZA
tag g
Invitiamo comunque i
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Le quote si intendono espresse in migliaia di lire, non includono la quota di iscrizione, le tassa di imbarco/sbarco ed oltre particolorie re olive al programma specifico. Tali quote sono sempre relative a sistemazione in camera o due letti. Condizioni generali carne do catalogo q
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Lombardia
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N. 1 gennaio